Sempre più imprese scelgono il direct mail
Nel 2008 il direct mail ha sviluppato un fatturato complessivo superiore ai 600 milioni di euro (considerando le attività di stampa e spedizione) posizionandosi per importanza al quarto posto dopo la televisione, i quotidiani e i periodici e prima di Internet e della radio. Le aziende che hanno comunicato con questa modalità sono state circa 15.000 con un investimento medio intorno ai 40.000 euro. Questi sono i risultati emersi da un progetto di rilevazione dello spending sul mezzo, affidato da Poste Italiane a Nielsen.
Le spedizioni postali di informazione pubblicitaria, dunque, sono diventate un componente molto importante all'interno del marketing mix delle aziende e secondo Nielsen lo saranno sempre di più, di pari passo con l'aumento dell'esigenza di instaurare una relazione diretta con un bacino di consumatori sempre più profilato e segmentato.
Secondo la ricerca di Nielsen, l'editoria è lo spender più importante, destinando a questo mezzo circa il 20% del proprio budget in comunicazione. Seguono la grande distribuzione con il 17% e la finanza con il 12%. Per le aziende di questi settori la televisione è il media più pianificato, ma il direct mail viene subito dopo. Per telecomunicazioni, automobili e alimentari le quote sono invece ancora marginali, intorno al 2%.
C'è da dire, sempre secondo i numeri riportati da Nielsen, che anche questa forma di marketing sta soffrendo parecchio in quest'inizio d'anno: nel mese di gennaio, infatti, gli investimenti sul mezzo sarebbero calati del 22% rispetto allo stesso mese del 2008, passando da 47 milioni e mezzo di euro a meno di 37 milioni. Il momento negativo segna però in modo più o meno pesante tutti i canali di marketing, dalla tv che perde a gennaio il 15,7% sull'anno precedente al picco negativo della radio, i cui investimenti risultano in frenata quasi del 31%. Unici segni positivi registrati da Nielsen nel mese di gennaio riguardano Internet (+1,8%) e il canale delle cosiddette “out of home Tv” (+3,4%).
Itinerari piemontesi
Il Piemonte rappresenta un caso davvero interessante di come un'intera regione -che dagli anni Sessanta in poi ha basato fortemente la propria economia sul settore industriale- abbia saputo ritrovare nelle proprie radici -contadine, ma anche storico-culturali- le risorse per reinventarsi e affermarsi a livello mondiale come territorio del gusto. E il fatto che il tutto sia avvenuto nell'arco dell'ultimo decennio, quindi in parallelo con la crisi dell'industria automobilistica, suona come un'autentica parabola.
Colline del gusto
È evidente che a guidare la “rivoluzione verde” piemontese sia stato il mondo del vino, che in virtù delle punte d'eccellenza raggiunte da varie cantine ed etichette ha fatto proseliti in tutto il mondo, generando ricadute positive diffuse anche sull'economia locale dei rispettivi terroir. Non a caso tutte le province collinari -Albese, Bassa Langa/Roero, Acquese, Monferrato casalese, Astigiano e Alta Langa- sono state le prime ad attirare un nuovo tipo di turismo internazionale, sì vocato al buon bere e al buon mangiare, ma anche interessato a conoscere il territorio e la cultura di quei prodotti.
Risultato: le Langhe si sono affermate come meta top dell'enoturismo internazionale, al livello o addirittura al di sopra dei distretti toscani (Chianti classico e Montalcino), ma tutto il Piemonte ha trovato nel turismo enogastronomico una risorsa economica importante (65 milioni di euro il fatturato generato nel 2006), che evidenzia trend di crescita significativi.
Non a caso il Piano Strategico della Regione Piemonte individua proprio nelle produzioni agroalimentari di qualità una potenzialità strategica per lo sviluppo turistico dell'intera regione. Che proprio grazie a questo sostegno in molti casi ha saputo valorizzare oltre ai prodotti anche i luoghi che hanno espresso quelle tipicità.
Turismo slow
“Certo a trainare l'immagine del Piemonte come terra fortemente orientata all'enogastronomia di qualità -dichiara Giuliana Manica, assessore al Turismo della Regione- ha dato un forte contributo tutta una serie di eventi mediatici, a partire da quelli promossi da Slow Food per arrivare alle Olimpiadi Invernali del 2006. Forti di questa expertise, abbiamo deciso di investire sulll'acquisizione del marchio Biteg, la borsa internazionale del turismo enogastronomico B2B, che verrà ospitata stabilmente in Piemonte e che intendiamo rilanciare presso i buyer internazionali”.
Insomma, il circolo virtuoso è destinato ad allargarsi.
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Allegati
- Itinerari piemontesi
- Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 |
Metro Italia sostiene l’economia dell’Abruzzo
Solidarietà concreta da parte di Metro Italia nei confronti della popolazione abruzzese per un ritorno alla normalità.
Infatti, in collaborazione con A.I.A. (Associazione Italiana Allevatori) e A.R.A. (Associazione Regionale Allevatori d’Abruzzo, Metro Italia ritirerà e distribuirà gli agnelli abruzzesi degli allevatori locali nei punti di vendita Metro Italia di Sambuceto (PE), Roma, Pozzuoli (NA) e Salerno.
Metro Italia, inoltre, lavorerà e distribuirà con il marchio Italialleva (che indica i prodotti di origine animale venduti nei punti di vendita Metro in Italia nel rispetto dei protocolli qualitativi fissati in collaborazione con AIA) il latte che veniva raccolto presso la Centrale del Latte de L’Aquila, resa inagibile dal sisma. Un’iniziativa che diventa così strumento per sostenere l’intera filiera del latte, garantendo la continuità produttiva e distributiva di un prodotto di elevata qualità.
Il latte degli allevamenti aquilani verrà conferito presso un fornitore Metro di Perugia per poi essere venduto come Uht in tutti i punti di vendita presenti sul territorio.
“In un momento di grande dolore nazionale, intendiamo contribuire fattivamente a risollevare quelle sfortunate popolazioni con quello che sappiamo fare meglio ovvero promuovendo l’eccellenza e la qualità dei prodotti agroalimentari abruzzesi” commenta Dominique Minnaert, direttore generale di Metro Italia.
Coldiretti Abruzzo stima, per le aziende della regione, oltre 100 milioni di euro di danni, di cui 20 milioni solo per gli allevamenti, aziende agricole e gli agriturismi. “L’agricoltura abruzzese e i suoi protagonisti, forte motore della regione, non possono essere lasciati soli e necessitano di tutto l’aiuto possibile -aggiunge Minnaert-. L’agnello, simbolo della festività pasquale, potrà essere anche veicolo di solidarietà per quanti vorranno acquistare presso i nostri magazzini quello di origine abruzzese, sostenendo così l’economia locale”.
Il pre-affettato traina le vendite della Mortadella Bologna Igp
Con complessive 38.400 tonnellate, nel 2008 la produzione di Mortadella Bologna Igp ha segnato un incremento 1% sul 2007. Stesso trend di crescita per le vendite, pari a circa 33.700 tonnellate e un valore al consumo di circa 375 milioni di euro.
L'aumento nelle vendite è stato trainato soprattutto dall'affettato (+14,7% rispetto al 2007): vendute oltre 28 milioni di confezioni, corrispondenti a più di 3.700 tonnellate di Mortadella Bologna.
Positivi anche i dati riferiti all'export con un incremento di circa l'8% rispetto al 2007: sono state esportate circa 5.000 tonnellate di Mortadella Bologna Igp per un valore di circa 27 milioni di euro.
Questi i dati diffusi dal Consorzio Mortadella Bologna, che riunisce 30 aziende con una produzione pari a circa il 96% di tutta la Mortadella Bologna.
Forti investimenti in comunicazione
La crescita delle vendite è stata supportata da un'importante attività promozionale condotta dal Consorzio. Durante tutto il 2008 sono state svolte numerose attività di comunicazione radio-televisive e nel mese di novembre è partita una campagna stampa sui principali periodici a diffusione nazionale. La campagna stampa, che è proseguita fino a marzo 2009, è stata affiancata per tutto il mese di febbraio da affissioni pubblicitarie nelle città di Milano, Torino e Bologna. Cospicuo l'investimento del Consorzio per queste attività: oltre un milione di euro per trasferire al consumatore le numerose garanzie e l'elevata qualità della Mortadella Bologna Igp.
Coin, 2008 buono nonostante la congiuntura
Coin archivia un 2008 che ha visto in forte difficoltà i consumi di abbigliamento (settore che costituisce il core business del gruppo) con risultati soddisfacenti. Le vendite sotto insegna sono ammontate nell’esercizio a 1.173,4 milioni di euro con una diminuzione dello 0,7% rispetto al 2007, mentre la discesa delle vendite nette, attestatesi a 1.145,4 milioni di euro, è stata del 2,3%.
I principali dati di bilancio
L’Edibta (margine operativo lordo) è ammontato a 133,7 milioni di euro, pari all’11,7% sulle vendite; nel quarto trimestre, il più importante grazie alle vendite natalizie, il margine è stato di 58,6 milioni di Euro, equivalente al 17,8% sulle vendite nette e in crescita del 6,9% rispetto a un quarto trimestre del 2007 a sua volta positivo. Il risultato netto presenta un attivo di 38,2 milioni di euro, pari al 3,3% sulle vendite nette e in flessione rispetto al precedente esercizio che aveva fatto segnare un saldo positivo per 43,5 milioni di euro.
Sul fronte dell’indebitamento, l’esposizione si colloca a 275,8 milioni di euro, contabilizzando anche i 24 milioni di euro richiesti dall’acquisizione di Melablu. Un’operazione, quest’ultima, che comincia a dare i suoi frutti: i 20 pdv convertiti ad oggi evidenziano incrementi di vendite superiori al 100%.
Coop Adriatica invita a un minuto di silenzio per le vittime del terremoto
Domani, in concomitanza dei funerali delle vittime, alle 11, tutti i presenti nell'intera rete di vendita della Cooperativa e nelle tre sedi di Bologna, Ravenna e Venezia verranno invitati a un minuto di silenzio, in memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo. Così la Cooperativa di consumatori e i suoi lavoratori esprimeranno domani il proprio cordoglio per la tragedia che ha colpito la popolazione abruzzese.
Solidarietà concreta
Intanto, a favore degli interventi di ricostruzione, Coop Adriatica ha stanziato una donazione di 40 mila euro, aderendo all'iniziativa di raccolta fondi lanciata da Legacoop nazionale.
Da oggi, in tutti i punti di vendita, un'affissione invita anche soci, consumatori, lavoratori della Coop a offrire il proprio sostegno, versando una quota libera, tramite bonifico bancario, a UGF Banca Legacoop - Solidarietà per l'Abruzzo. Iban: IT 41 J 03127 03200 CC 0120005582. Inoltre, anche gli utenti di Coop Voce, la telefonia a marchio Coop, possono contribuire inviando un sms al numero 48580, destinando così 1 euro al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza.
Accordo Adm-Bologna Fiere
È stato siglato un accordo tra ADM Associazione Distribuzione Moderna e Bologna Fiera per la realizzazione di iniziative specifiche relative a Marca, la manifestazione italiana dedicata alle private label.
La partnership si concentrerà su due aspetti: la realizzazione di un Comitato Tecnico Scientifico di indirizzo, che, in maniera ancora più puntuale potrà delineare la strategia complessiva delle prossime edizioni, e l'organizzazione di momenti di confronto su temi di attualità.
La prossima edizione di Marca si terrà il 20-21 gennaio 2010.
Accordo di partnership Autogrill e McDonald’s per la rete autostradale francese
Sinergie per lo sviluppo di attività di ristorazione nel mercato d’Oltralpe. La partnership esclusiva siglata tra Autogrill e McDonald’s prevede infatti l’apertura di ristoranti con il brand statunitense nelle aree di servizio autostradali gestite da Autogrill in Francia. L’intesa prevede anche la valutazione di opportunità d’ingresso del marchio McDonald’s negli altri canali di attività di Autogrill in Francia, quali aeroporti, stazioni ferroviarie e siti di prestigio.
L’apertura del primo McDonald's gestito da Autogrill è prevista nel prossimo autunno, e dovrebbe essere nella rete autostradale del Paese nei pressi di Marsiglia.
La forza dei due gruppi
“L’accordo rafforza -ha dichiarato Roberto Colombo, direttore generale di Autogrill Francia- rafforza ulteriormente il portafoglio marchi internazionale del nostro Gruppo con un brand dinamico e di fama mondiale”.
“Con una rete di quasi 1.200 ristoranti, l’obiettivo di McDonald's è consolidare la propria presenza in aree caratterizzate da importanti flussi di viaggiatori, dove la nostra offerta è particolarmente adatta –ha dichiarato Quandalle Vincent, direttore generale di McDonald's Francia-. L’esperienza acquisita negli anni da Autogrill ci permetterà di raggiungere un’importante posizionamento e livello di sviluppo sul canale autostradale, beneficiando della
complementarietà dell’offerta e migliorando così il servizio al consumatore“.
In Francia, McDonald's è presente da più di 30 anni e oggi conta 55.000 dipendenti e 1.134 ristoranti, di cui circa l'80% gestiti tramite 282 affiliati: McDonald's serve in media 1 milione di clienti al giorno. Nel 2008, le vendite complessive HT a insegna McDonald's Francia, si sono attestate a 3,3 miliardi di euro.
Dal canto suo, in Francia, Autogrill (quotata alla Borsa di Milano, è controllata indirettamente da Edizione, finanziara della famiglia Benetton con il 59,3% del capitale sociale)
è presente con 526 punti vendita in oltre 100 location. Nel 2008 ha realizzato un fatturato di 239,2 milioni di euro, e conta oltre 3.400 dipendenti.
A livello globale Autogrill è presente in 43 Paesi con circa 74.000 dipendenti e gestisce più di 5.500 punti di vendita in oltre 1.200 location. Nel 2008 ha raggiunto un fatturato di circa 5,8 miliardi di euro. Con un portafoglio di oltre 350 marchi internazionali e locali, gestiti direttamente o
in licenza, Autogrill opera in tre settori di attività: Food & Beverage, Travel Retail & Duty-Free e In-flight.
Rossopomodoro punta alla Borsa
I tempi consigliano prudenza con la Borsa, ma Franco Manna, presidente e Ad di Rossopomodoro vede come sbocco naturale per la sua azienda lo sbarco a Piazza Affari. A sospingerlo sono i numeri: nel 2008 l’insegna ha registrato un giro di affari di 61 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto al 2007; il numero di locali è salito a 63, di questi 20 sono stati aperti negli ultimi mesi in Italia, Inghilterra, Argentina, Islanda e Danimarca, e a Tokio. Il 49% dei locali è in franchising, il 29% sono in affitto di ramo d’azienda e il 23% a gestione diretta.
Gli addetti all’attività dei ristoranti sono saliti a 1.600 e il numero di coperti sfiora i 4 milioni di unità. Il marchio Rossopomodoro è della società Sebeto, controllata a sua volta dalla holding Vesevo, al cui capitale partecipa il fondo di private equity Quadrivio sgr.
A’ Puteca
Non solo pizzeria. Nei locali Rossopomodoro, è stato creato uno spazio di vendita, A’ Puteca, dove è possibile acquistare gli ingredienti delle ricette e altre tipicità campane: in tutto 450 specialità comprendenti anche i presidi slow food. Gli acquisti sono possibili anche sul web su www.rossopomodoro.com. I prodotti non sono venduti in esclusiva, ma non hanno sbocco sul mercato della gdo e sono quindi molto difficili da trovare fuori della Campania.
I numeri di Rossopomodoro
| anno | fatturato | scontrino medio |
Coperti |
| 2005 | 20.374.000 | 13,61 | 1.496.861 |
| 2006 | 31.948.000 | 14,80 | 2.159.215 |
| 2007 | 46.219.000 | 15,39 | 3.003.687 |
| 2008 | 61.864.000 | 15,83 | 3.907.439 |
Fonte aziendale
Tesco punta sulle banche
Il retailer inglese Tesco prevede di aprire, per la fine dell'anno, 30 sportelli bancari all'interno della propria rete di vendita.
Ad oggi l'offerta bancaria di Tesco comprende i prodotti Tesco Personal Finance, relativi a piani di risparmio e assicurazioni (auto, casa, furto, animali, vacanze, ecc) e il terminale TescoCompare.com, che permette di confrontare prestiti e assicurazioni on-line.
Entro i prossimi 18 mesi, l'obiettivo del leader inglese è quello di offrire anche conti correnti e di rafforzare la proposta sui mutui.
Birra: il mercato va verso le superpremium
Vira decisamente verso la fascia alta del mercato il consumo di birra. Lo confermano i dati IRI (a.t. gennaio 2009) che, a fronte di una crescita di appena lo 0,3% delle vendite totali, evidenzia un incremento del segmento superpremium del 4,7% (anche se rappresentano appena il 4,5% del totale mercato gdo), come anche delle premium, cresciute dell’1,7% (equivalenti al 30% circa del totale mercato).
Buono il trend anche per il segmento mainstream (questo detiene oltre il 40% del mercato in gdo), che segna un +1,9%, mentre si assottigliano le preferenze per le economy, che registrano perdite del 4,4% delle vendite, pur in presenza di un calo medio del prezzo dello 0,4%.
La crescita a valore del mercato, valutata complessivamente al 4%, è quindi determinata prevalentemente dall’incremento medio del prezzo, calcolato da IRI in +3,7%. Analizzando, invece, le crescite a valore dei segmenti, si nota che le superpremium salgono del 7,1% (4,7% a volume), mentre gli incrementi per le premium e le mainstream, ambedue segnano un +4,7%, corrispondono a una crescita dei volumi pari a, rispettivamente, +1,9% e +1,7%.
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Allegati
- Birra: il mercato va verso le superpremium
- mercato | Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Tiziana C. Aquilani |
Gli ecoprodotti piacciono, ma le certificazioni non funzionano
Il grado di sostenibilità dei prodotti orienterà sempre di più in futuro le scelte di acquisto dei consumatori, ma per il momento il sistema delle certificazioni ambientali non funziona come dovrebbe. È questa la conclusione principale del convegno “Ecoprodotti, un nuovo mercato”, organizzato dalla Camera di commercio di Milano. «Siamo abituati a definire tutti gli articoli presenti sul mercato - ha spiegato il sociologo Giampaolo Fabris - come beni di consumo. In realtà deve essere chiaro che accanto ai beni di consumo esistono i “mali di consumo”, ovvero tutti quei prodotti che attentano all'ambiente e alla qualità della vita». Secondo Fabris negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse verso i prodotti sostenibili: «Oggi il consumatore - spiega il sociologo - ha la consapevolezza di avere dei doveri e delle responsabilità anche in fase di acquisto. Le marche devono racchiudere un surplus di eticità». Ecco perché sempre più persone (23,4%, secondo un'indagine del 2007) sono disposte a spendere qualcosa in più per articoli rispettosi dell'ambiente. Una conferma arriva anche dall'ottimo trend del biologico: in un anno non certo florido dal punto di vista economico come il 2008, questo settore è aumentato del 7%, nonostante i prodotti bio costino in media il 25% in più rispetto a quelli “normali”.
Un'immagine da cambiare
Affinché sempre più consumatori si avvicinino agli ecoprodotti sarà però necessario avviare una rivoluzione dell'immagine di questi articoli. Come ha infatti illustrato Medardo Chiapponi, preside della facoltà di Design e arti dell' Università Iuav di Venezia, gli ecoprodotti sono ancora ritenuti dalla maggioranza delle persone come oggetti brutti esteticamente, costosi e poco efficienti. Un qualcosa di molto distante dalla tipica immagine degli oggetti di design made in Italy. «In realtà non esiste un'alternativa tra design e ecodesign - ha evidenziato Chiapponi - Tutti i prodotti hanno un impatto sull'ambiente e il design può aiutare a trovare delle soluzioni». Il design italiano, secondo Chiapponi, dovrebbe però riscoprire i suoi elementi originari e non concentrarsi esclusivamente sull'estetica. «Nel passato - ha spiegato il preside della facoltà veneziana - il design nazionale ha mostrato un grande interesse verso le sperimentazioni e le novità tecnologiche. Io sono convinto che in questa fase l'ambiente possa rappresentare un grande fattore di innovazione».
I problemi dell'ecolabel
Ma nonostante i progressi e le aspettative riposte sugli ecoprodotti, molto rimane da fare soprattutto dal lato della certificazione. Lo dimostrano i 15 anni di vita dell'Ecolabel europeo, il più importante sistema di riconoscimento della qualità ambientale di prodotti e servizi del Vecchio Continente. Secondo Fabio Iraldo, docente della Iefe Bocconi, i risultati dell'Ecolabel non sono soddisfacenti: «In Italia esistono soltanto 250 linee di prodotto che hanno ottenuto questo riconoscimento. Il settore dove l'Ecolabel è più diffuso è quello della carta, ma le aziende “etichettate” rappresentano appena il 3,5% dell'intero mercato. Una ricerca Iefe, inoltre, ha evidenziato che appena il 4% dei consumatori conosce l'Ecolabel».
Il nuovo regolamento
Eppure, secondo un'indagine europea condotta su un campione di 200 imprese dotate di questa certificazione, i vantaggi sarebbero evidenti: il 57% degli imprenditori intervistati ha riscontrato incrementi nella quota di mercato grazie all'introduzione dell'Ecolabel. L'aumento di fatturato ottenuto, in media, è valutato intorno al 5%, con punte massime che raggiungono il 30%. I difetti del sistema Ecolabel hanno però indotto l'Unione europea a modificare alcuni dei meccanismi del sistema di certificazione. Secondo un regolamento recentemente approvato dal Parlamento europeo, il nuovo Ecolabel dovrà infatti aprirsi ai prodotti alimentari, ed essere più allettante anche per le Pmi, grazie a una riduzione degli oneri amministrativi e a una semplificazione delle procedure.
Veneto tra terra e cielo
Certo Venezia con la sua laguna, annoverata dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità, è la sua vetrina di rinomanza internazionale, ma tutto il Veneto brilla per ricchezza e varietà di offerta, sia dal punto di vista paesaggistico/naturalistico sia da quello artistico/architettonico, senza trascurare le pause ristoratrici assicurate dai 110 km di spiagge adriatiche, dalle sponde del lago di Garda, nonché dal termalismo del bacino Euganeo. Non a caso, con quasi 61 milioni di presenze l'anno, delle quali il 60% straniere, pari a circa un sesto di tutti i pernottamenti registrati nel bel Paese, per un giro d'affari complessivo valutabile in oltre 12 miliardi di euro, il Veneto si attesta come la prima regione turistica d'Italia.
Un logo unico
Come non bastasse, tale offerta viene completata da un ricco e articolato paniere di specialità enogastronomiche certificate contenente una trentina di vini DOC e DOCG -tra cui i rinomati Prosecco, Amarone e Soave- oltre ad un terzo della produzione italiana di vini IGT, una ventina di prodotti agroalimentari DOP e IGT (e altri 10 in lista d'attesa) e oltre 370 prodotti agroalimentari tradizionali iscritti all'albo regionale.
Di qui l'idea della Regione Veneto di promuovere un'unica immagine del Veneto che permetta ai consumatori di individuare a colpo d'occhio sia l'offerta turistica sia quella dell'agroalimentare di qualità.
L'immagine su cui l'amministrazione ha puntato è quella del simbolo nato per il turismo veneto un paio d'anni fa -che vede il Leone di San Marco della Regione affiancato dalla stella a sette punte con accanto lo slogan dell'emozione “Veneto: tra la terra e il cielo”- la cui possibilità di utilizzo è stata recentemente allargata agli operatori del settore agroalimentare: consorzi di tutela, organizzazioni di produttori, produttori agricoli singoli e associati, imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e agroalimentari. Che però potranno apporre il logo unitario esclusivamente sui prodotti che seguono un percorso di certificazione riconosciuta dalla normativa nazionale e per i quali è prevista l'indicazione dell'origine in etichetta.
Un bel progetto di marketing territoriale, che punta sulla cooperazione tra operatori di settori (e province) diversi, ma sinergici per sostenere l'immagine e l'economia di un territorio. C'è da augurarsi che per una volta il proverbiale campanilismo/personalismo italico si faccia da parte.
L'INTERVISTA
La parola a Franco Manzato, vicepresidente della Regione Veneto ed assessore a Turismo, Agricoltura e Identità veneta.
Qual è il valore strategico del l'estensione del logo turistico Regione Veneto ai prodotti agroalimentari di qualità?
Il nuovo logo unico intende rendere più facilmente riconoscibili i nostri prodotti migliori e a mettere in sinergia risorse e impegno per la valorizzazione del bello e del buono della nostra straordinaria regione. Questo significa promuovere congiuntamente il territorio e ciò che costituisce la nostra identità, in due segmenti che ci vedono in posizioni decisamente di spicco a livello nazionale: il turismo e l'agroalimentare.
Come lo promuoverete?
Nel corso del 2009 daremo il via ad una grande campagna promozionale, con l'utilizzo di testimonial veneti, attraverso la quale dare la massima visibilità al “sistema Veneto” ma anche aggredire i mercati -in primis regionale, quindi nazionale ed esteri- per assicurare maggiore redditività alle aziende attive in entrambi i settori.
Altre iniziative in cantiere per valorizzare i prodotti tipici veneti e sostenerne l'economia produttiva?
In un mercato sempre più globale, non tutti i prodotti tipici sono in grado di dialogare con la distribuzione internazionale. Per questo stiamo lavorando alla creazione di un Consorzio per l'esportazione -composto da un unico responsabile per ciascuna filiera nominato dalle rispettive associazioni di produttori- per poter dialogare con un'unica voce con i potenziali compratori della grande distribuzione e della ristorazione internazionali. Non solo: l'idea è che il Consorzio elegga un manager deputato a chiudere i contratti commerciali. Questo perché vogliamo proporre non già quello specifico prodotto bensì l'intero paniere agroalimentare veneto.
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Allegati
- Veneto tra terra e cielo
- Gdoweek 473 | 16 marzo 2009 | di Fiorenza De Vincenzi |
Domori distribuisce in Italia il the Dammann Frères
Inizia anche in Italia la distribuzione dei prodotti Dammann Frères, azienda francese che seleziona e produce the di alta gamma, di cui il Gruppo illy ha acquisito la maggioranza nel 2007.
Parnership d'alta gamma
La distribuzione dei prodotti della Maison -che lo scorso settembre ha inaugurato il negozio monomarca a Parigi in Place des Vosges- sarà curata dalla controllata Domori, marca di riferimento nel mondo del cioccolato gourmet, e riguarderà i negozi tradizionali di alta qualità e i grandi nomi dell'hotelleria e dell'horeca in Italia.
La Regione Piemonte investe sul turismo enogastronomico
Con un volume d'affari annuo di 2,5 miliardi di euro, il turismo enogastronomico sta diventando sempre più strategico per il settore dell'industria turistica nazionale.
Ad essere attratti, oltre che dalle bellezze monumentali e paesaggistiche del Bel paese, da itinerari e iniziative volti a far conoscere -in senso sia palatale sia culturale- i prodotti tipici e la cucina del territorio nel 2007 sono stati circa 5 milioni di turisti, due terzi dei quali stranieri, che oggi si stima siano ben più numerosi se si considera che il settore "viaggia" con un ritmo di crescita del 20% annuo (fonte: XXI Rapporto Eurispes).
E il Piemonte -in grande spolvero dopo le Olimpiadi invernali del 2006- risulta essere la regione italiana con il trend di crescita più interessante. Non stupisce quindi il fatto che la Regione Piemonte abbia deciso di investire sul marchio Biteg-Borsa Internazionale del turismo enogastronomico per ospitare stabilmente -dopo il test del 2008- la manifestazione annuale rivolta agli operatori italiani ed esteri specializzati.
Formula B2B per pacchetti a tema
Anche per la X edizione di Biteg -in programma dal 7 al 10 maggio 2009 a Serralunga d'Alba (Cuneo)- la formula resta quella degli incontri B2B, gia collaudata con successo l'anno scorso dallo stesso Piemonte e negli anni precedenti dalla gestione trentina.
Secondo le previsioni degli organizzatori, la tre giorni di lavori vedrà la partecipazione di oltre 100 buyer nazionali ed esteri che valuteranno le proposte di circa 150 rappresentanti selezionati dell'offerta italiana.
Sinergia promozionale tra Media World e MSN Windows Live
Msn/Windows Line e Media World hanno creato insieme un minisito (http: //mediawordl.it.msn.com) che da aprile a luglio propone con una modalità nuova l'appuntamento con gli Speciali MWm, la pubblicazione che ogni mese presenta prodotti e novità di uno specifico settore, con le relative iniziative promozionali.
All'interno del sito è ospitato un gioco che permetta agli utenti di partecipare al concorso Tech&Win con in palio premi per oltre 30.000 euro, tra premi immediati di prodotti e buoni virtuali Media World, inclusi nella categoria merceologica del mese e gli ambiti premi finali.
Il piano di comunicazione, sviluppato da Microsoft Advertising, utilizza formati rich media ad alto impatto ed interazione, con messaggi dinamici, declinati, di volta in volta, presso audience e canali in linea con il concept del tema del mese.
La promozione è anche inserita tra alcuni dei principali servizi di Microsoft, come Windows Live Messenger, rete che in Italia conta quasi 14 milioni di utenti.
“La scelta del network Msn/Windows Live come canale di comunicazione privilegiato di Media World è un motivo di grande soddisfazione - dichiara Salvatore Ippolito, sales director di Microsoft Advertising Italia- Il volantino delle offerte, uno dei più classici strumenti off-line per un'azienda, diventa sul Web il centro propulsore dell'engagement, evolvendo in uno strumento di marketing “attivo” che fidelizza e diverte l'utente finale. È un perfetto esempio di come on-line ed off-line possono convivere e alimentarsi a vicenda, creando delle sinergie a favore di una maggiore credibilità e riconoscibilità del brand.”
Per Pinuccia Algeri, direttore comunicazione Mediamarket: “Internet rappresenta un tool fondamentale per la strategia commerciale di Media World, un mezzo che garantisce al cliente un'informazione flessibile, immediata e completa".
Il Sagrantino fa il giro del mondo con l’Associazione Italiana Sommelier
In un solo giorno, il vino autoctono di Montefalco sarà degustato in contemporanea in 43 città italiane ed estere da oltre 4 mila sommelier internazionali.
Obiettivo della manifestazione è di presentare il Sagrantino di Montefalco Docg e il Montefalco Doc a un pubblico qualificato, presso i canali della ristorazione, delle enoteche e degli hotel.
A fine degustazione i sommelier dovranno rispondere a un questionario sulla percezione organolettica del vino, fornendo dati e valutazioni che il Consorzio di Tutela elaborerà in collaborazione con l'Università di Firenze.
Le sedi interessate dalle degustazioni sono 14 all'estero (Tokyo, Osaka, Londra, Amsterdam, Bruxelles, Lussemburgo, New York, Washington, Berlino, Amburgo, Colonia, Kassel, Darmstadt. Hannover), le altre 29 in Italia (vedi elenco al sito www.consorziomontefalco.it).
Montefalco in cifre
In sette anni, le denominazioni di Montefalco hanno fatto registrare incrementi davvero consistenti: la superficie del Sagrantino Docg è passata dai 122 ettari del 2000 ai 660 del 2008; mentre il Montefalco Rosso da 157 ettari (2000) a 430 di quest'anno. In parallelo sono cresciute le produzioni: 666mila bottiglie per l'annata 2002 del Sagrantino di Montefalco e oltre 2 milioni per l'annata 2005 attualmente in commercio. Crescita importante anche per il Montefalco Rosso, passato da 1 milione per il 2002 ai 2 milioni e 170 bottiglie per l'annata 2006.
Ormai la qualità dei vini, come dimostra il trend delle ultime annate, è in costante crescita (5 Stelle per il 2005). Merito del grande lavoro in vigna e in cantina di questi anni.
Nonostante i numeri, Montefalco resta una denominazione di nicchia che fa della qualità e del legame con un territorio unico il proprio segno distintivo.
Champagne delivery by Quintessentially
Per tutto il periodo delle feste, Quintessentially -noto gruppo internazionale di luxury lifestyle concierge- mette a disposizione dei propri soci un servizio di “champagne delivery” organizzato in collaborazione con Perrier-Jouët, la celebre Maison fondata nel 1811 a Epernay.
Cuveé per due
Basta una semplice telefonata per organizzare un brindisi di gran classe. L'organizzazione, infatti, prevede l'invio di un sommelier munito di una scenografica “Boîte a Chapeau Perrier-Jouët” in pelle bianca ricamata in oro contenente una bottiglia di Perrier-Jouët Belle Epoque Vintage 1999 a temperatura di servizio (9 - 11°C), una glacette e due flûte in cristallo.
Nato nel 2000 da un'idea di Ben Elliot, nipote di Carlo d'Inghilterra, Quintessentially -la cui mission è “trovare una risposta alle esigenze dei soci, 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno”- è ormai presente con una cinquantina di sedi in tutte le principali capitali mondiali.
In Italia il club -che ha come Ad Tony Gherardelli, esperto in comunicazione- è attivo dall'estate 2007.
A Henkel il Supply Chain Management Award 2009
L'azienda è riuscita a sviluppare un approccio integrato che comprende strategia, organizzazione e processi, e che ha reso possibile la riorganizzazione del sistema di fornitura su scala globale: questa la motivazione con cui una giuria di 12 esperti il 3 aprile scorso ha conferito il “Supply Chain Management Award 2009” alla divisione Laundry & Home Care di Henkel, riconoscendo il successo della riorganizzazione che ha coinvolto a livello globale il suo processo di fornitura.
Il premio è stato conferito dal PRTM Management Consultants insieme al giornale Logistik Heute e al Supply Chain Management Institute (SMI) in occasione della “ebs Supply Chain Conference” alla European Business School a Oestrich-Winkel, in Germania.
Più efficienza, più competitività
Basata sugli obiettivi di profittabilità e di crescita di Henkel, la riorganizzazione della supply chain a livello globale, regionale e locale, rispecchia perfettamente le nuove strutture di business del gruppo.
Gli elementi significativi sono costituiti dalla vicinanza degli stabilimenti produttivi e dei network distributivi ai clienti finali, lo sfruttamento degli effetti di scala, il benchmarking continuo, il processo globale e la standardizzazione tecnologica.
I miglioramenti raggiunti riguardano anche l'ottimizzazione della disponibilità di prodotto, la semplificazione del network e la migliore capacità di sfruttamento nei singoli impianti di produzione.
L'elemento strategico del nuovo approccio di Henkel alla logistica consiste nello spostamento della responsabilità per la supply chain e la produzione, da un livello nazionale a strutture regionali con network produttivi e distributivi multinazionali.
Nasce Gru Radio, la stazione radio di un centro commerciale
Dal primo giugno, sulle frequenze FM 93.3 a Torino e in tutta la provincia inizierà le sue trasmissioni Gru Radio, stazione radiofonica del c.c.i. Shopville Le Gru di Grugliasco (To).
Il palinsesto, che sarà tramesso sia streaming sul web sia nella Galleria del centro -dove è prevista anche la disponibilità di un piccolo studio di registrazione per le interviste degli ospiti del centro e per le dirette- è basato sulla messa in onda non stop di brani musicali, intervallati da brevi news e “pillole” di approfondimento.
Con questa iniziativa, gestita da un giovane staff ad hoc, già sperimentato per altre iniziative (il festival estivo Gruvillage), Shopville Le Gru vuole accreditarsi come un'area polifunzionale, che vada oltre lo shopping, con l'obiettivo di creare un luogo per lo sviluppo di idee e manifestazioni -culturali, artistiche, benefiche, gastronomiche, ecc- legati al territorio.
Primi pareri dell’EFSA sugli aromatizzanti di affumicatura
La Commissione europea ha chiesto all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di valutare la sicurezza di tutti gli aromatizzanti di affumicatura il cui uso è in atto o è previsto all'interno dell'UE, al fine di redigere un elenco dei prodotti aromatizzanti autorizzati.
Il tema è di particolare rilievo se si considera che gli aromatizzanti di affumicatura vengono oggi aggiunti a svariati alimenti- prodotti a base di carne o di pesce, minestre, salse, snack-, molti dei quali non venivano affumicati in passato, per conferire loro un aroma di “affumicato”.
Pubblicati i primi pareri scientifici
Il gruppo di esperti scientifici CEF dell'EFSA ha concluso che l'uso di Smoke Concentrate 809045 non desta preoccupazioni, ma ha espresso timori quanto alla sicurezza dell'impiego di due altri prodotti aromatizzanti, Unismoke e Zesti Smoke Code 10. Queste conclusioni si basano su stime dell'esposizione riferite a tutti gli aromatizzanti di affumicatura impiegati nell'Unione europea. I valori di esposizione stimati sono stati pubblicati in un parere scientifico a parte.
L'EFSA prevede di pubblicare pareri su altri otto aromatizzanti di affumicatura entro la fine del 2009.
Con Oneglass il buon vino è monodose
La confezione in poliaccoppiato per il vino non rappresenta certo una novità. Ma l'idea della veronese Oneglass è stata quella di realizzarla in formato monodose (100 ml), con una forma e una grafica ricercati, e di averla pensata per un target di consumatori evoluti, che sia in casa sia fuori casa (per esempio in viaggio, ma non solo), può essere attratto dall'idea di poter bere un bicchiere di vino di qualità senza doverne necessariamente acquistare una bottiglia.
Bere bene con gusto e misura
La linea -prossimamente in lancio presso una catena della do del Nordest- viene inaugurata con due referenze: Moscolo bianco e Moscolo rosso, entrambe IGT venete. Ma Oneglass intende raggiungere entro il prossimo semestre un assortimento di almeno 6-8 referenze, tutti grandi vini della tradizione italiana.
Il prezzo al pubblico consigliato è stato fissato in 2,80 euro, per risultare competitivo rispetto al prezzo di un bicchiere alla mescita.
Potenzialità multicanale
Leggero, infrangibile, maneggevole ed economico, il packaging brevettato da Oneglass si presta ad aggredire diversi canali. Particolarmente appetibili quello della ristorazione viaggiante (treni, aerei) e delle stazioni di servizio (la dose è quella a prova di etilometro). Una cosa è certa: se saprà conquistare uno spazio nelle abitudini di consumo degli italiani, la strada verso i mercati esteri sarà tutta in discesa.
Coop Adriatica ripropone un concorso per giovani scrittori e fumettisti
Torna anche quest'anno -è la settima edizione- il concorso letterario di Coop Adriatica per giovani penne: a Coop for words 2009 possono partecipare autori esordienti con meno di 36 anni, che vivono in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo, le regioni in cui è presente la Cooperativa di consumatori.
Le sezioni del concorso sono quattro - racconti brevi, poesie, blog, fumetti- e sono riservate a opere inedite, in italiano e a tema libero, tranne che per i post dei diari on line, che devono sviluppare il tema del rapporto tra esterno ed interno: lo sguardo dell'autore sul mondo, raccontato dall'intimità della propria stanza.
I lavori vanno inviati entro il 31 maggio seguendo la procedura guidata sul sito www.coopforwords.it, dove sono riportati anche il regolamento e le informazioni.
StoreLayout L’ORGANIZZAZIONE AL SERVIZIO DEL PUNTO DI VENDITA
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CIBUS TEC 2009
Si terrà a Parma, da martedì 27 a venerdì 30 ottobre, l’edizione 2009 di Cibus Tec, Food Processing & Packaging Exhibition.
In primo piano tecnologie alimentari:produzione e confezionamento; inoltre focus su tracciabilità e sicurezza alimentare in vista della Special edition del 2015 in occasione dell’ Expo 2015.
La manifestazione, unica al mondo nel proporre le soluzioni tecnologiche di frontiera per le filiere produttiva delle conserve vegetali ed animali e per il lattiero caseario, celebra proprio quest’anno il suo 70° compleanno (la prima edizione è del 1939) e si appresta a raggiungere nuovi traguardi rinnovandosi completamente.
L’edizione 2009 presenta infatti nuovi focus tematici e punta su una sempre maggiore internazionalizzazione, favorendo l’arrivo di delegati, compratori e visitatori esteri, con la Turchia che sarà Paese Focus di questa edizione.
Cibus Tec 2009 potrà inoltre contare sulla prestigiosa partnership con UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio), siglata nei mesi scorsi, e già prepara l’edizione speciale sul tema della tracciabilità e della sicurezza alimentare che si terrà nel 2015, nell’ambito dell’Expo di Milano, dedicando un’attenzione particolare a questi argomenti.
Focus su sicurezza e tracciabilità
La “tracciabilità” sta assumendo per le aziende sempre maggiore importanza, sia per le disposizioni di legge in vari settori, principalmente in quello agroalimentare ed in quello farmaceutico, sia per una maggiore consapevolezza e quindi esigenza da parte dei consumatori, sia per la ricerca di soluzioni per conseguire una maggiore competitività e protezione del proprio brand. Il punto di partenza della tracciabilità è l’identificazione automatica dove, accanto alla consolidata tecnologia del barcode, ne stanno avanzando di nuove, come la RFID e la voce, che promettono di dare alla tracciabilità un significato nuovo.
Per dare espressione a questa tecnologia che presto sarà imprescindibile anche in campo alimentare, Cibus Tec 2009, grazie ad un accordo siglato tra Fiere di Parma e la rivista Data Collection dell’Editrice Te.Mi. ospiterà in contemporanea nelle giornate di mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre, la rassegna tematica TRACE ID, che con la formula della mostra-convegno presenterà importanti novità e peculiarità, tra le quali la demo dinamica sulla tracciabilità in RFID realizzata dall'Università di Parma, in particolare dall'RFID Lab del prof. Antonio Rizzi.
Ma a Cibus Tec 2009 troveranno spazio anche le Tecnologie di imbottigliamento a cui verrà dedicata, in collaborazione con UCIMA, una giornata di approfondimento che riunirà le più importanti espressioni della domanda e dell’offerta internazionali operanti nel bottling dei liquidi alimentari.
E poi ancora Pasta fresca industriale, Catena del freddo, Agrifarmaceutica e Biotecnologie, Ottimizzazione degli scarti di processo.
Nel quadro di queste importanti novità, però, la struttura portante dell’organizzazione di Cibus Tec rimane quella basata sulle tre rassegne principali:
Tecnoconserve (tecnologie per la trasformazione dei prodotti vegetali);
Milc (tecnologie lattiero-casearie, con grande attenzione ai prodotti di tendenza); Multitecno (tecnologie trasversali di imballaggio, etichettatura, igiene e sicurezza, tracciabilità ed identificazione).
Nuova invece, come detto, la calendarizzazione, dal martedì al venerdì e fortemente rinnovato il layout ricettivo ed espositivo: in cantiere una nuova struttura centrale d’ingresso, nuovi collegamenti coperti fra i vari padiglioni, adeguamento di tutte le strutture espositive esistenti, completamento della riqualificazione del fronte autostradale, realizzazione di 3.000 nuovi posti auto.
Per informazioni
OVS Industry sbarca a Sarajevo
Continua lo sviluppo di OVS Industry all'estero, che a Sarajevo apre il secondo pdv (il terzo in Bosnia). Lo store, che si sviluppa su 250 mq, nasce dalla collaborazione con il partner Interactiv, con il quale erano già stati aperti i negozi di Banja Luka e Sarajevo CC Intershop.
Questo store si trova all'interno del c.c.i. BBI, realtà di 43.000 mq situata in centro che abbina attività commerciali, servizi (dal centro medico a quello sportivo, alle sale cinematografiche), istituzioni governative e la sede del Teatro Nazionale: su un unico livello, OVS propone, nel suo classico ambiente adi ispirazione post industriale con mattoni bianchi a vista e graffiti le collezioni donna e bambino.
La crescita all'estero
Questa apertura si inserisce all'interno di un intenso piano di sviluppo all'estero, che prevede di arrivare, entro la fine del 2009, a una rete complessiva di 70 pdv tra Europa Orientale e Asia. Attualmente OVS Industry è presente con oltre 40 pdv.
Lo sviluppo in Italia
Anche in Italia, lo sviluppo continua a essere strategico: l'impegno principale oggi è la trasformazione dei Mela Blu nel format OVS e nelle sue varie declinazioni. Infatti, dopo l'apertura, in franchising, del primo Baby Angel a Loano (Sv), la scorsa settimana è stato inaugurato a Dora (To) un OVS Kids, nuovo stand alone che amplia e rielabora l'area dedicato a bambini e ragazzi, uno degli storici punti di forza di OVS.
Baby Angel OVS: da brand esclusivo a stand alone
La gdo nel Mezzogiorno è cresciuta del 55% in sette anni
Attualmente, sfiora il milione di unità -sono 972.1800, per la precisione- la rete di vendita in Italia (contando quelli in sede fissa e in forma ambulante), compresi i distributori di carburante, le farmacie, le rivendite di tabacco e altri generi di monopolio e le forme speciali di vendita che vanno dalla vendita per corrispondenza via internet, al porta a porta e ai distributori automatici. Lo rileva il Rapporto sulle economie territoriali, realizzato dall’Ufficio Studi Confcommercio, che realizza anche un’analisi dell’evoluzione della rete di distribuzione commerciale tra il 2002 e il 2008.
I numeri del retail
Relativamente ai veri e propri esercizi commerciali, l’unico comparto che registra perdite in termini di unità numerica è lo specializzato alimentare, diminuito di 11.540 pdv, cui si contrappone una considerevole crescita delle strutture della gdo, passate da 1.809 unità a 4.203 (contanto tutti i canali), determinando un ridimensionamento del gap tra Nord e Sud Italia, che tra il 2002 e il 2008 vede un incremento del 55%, pari a 1.800 aperture.
A livello regionale, il piccolo dettaglio alimentare registra le maggiori flessioni in Friuli Venezia Giulia (-17,3%), Trentino Alto Adige (-16,3%), Lombardia (-14,9%) e Piemonte (-14%);. Il piccolo dettaglio non food, invece, registra un incremento di 63mila unità: i negozi di abbigliamento-calzature-cosmetici crescono di più nel Lazio (+28,8%), Sicilia (+17,4%), Sardegna (+16,7%), Campania (+14,4%).
Relativamente alle grandi superfici specializzate, l’indagine rileva, al 1° gennaio 2008, 1.400 store concentrati in modo particolare nelle regioni del Nord dove si trovano molti territori ad intensa urbanizzazione: qui si contano 922 punti vendita mentre il resto è localizzato nel Centro (204 unità) e nel Sud (274).
La rete del commercio ambulante ed itinerante supera, sempre al'inizio del 2008- le 160mila unità, con un incremento di poco superiore a 35mila strutturre, di cui quasi la metà concentrate nel Mezzogiorno.
Considerazioni
Il rapporto Confcommercio evidenzia che, “Pur nell’incertezza della crisi che perdurerà ancora a lungo, oggi l’Italia è ancora caratterizzata da un ampio e diffuso pluralismo dei formati e delle formule commerciali e contempera anche elementi di vitalità - il fiorire di nuove imprenditorialità - assieme a elementi di debolezza (primo fra tutti la questione della produttività totale che, nel 2008, si è ridotta di circa 1,5 punti percentuali)”.
Il dato più preoccupante in assoluto riguarda, comunque, la riduzione netta, negli ultimi sette anni del numero dei piccoli esercizi alimentari specializzati al dettaglio. Si tratta di un dato che, rapportato alla crescita della popolazione italiana nello stesso arco di tempo (pari a circa due milioni), evidenzia due aspetti contrapposti: da un lato la crescita potenziale del bacino di utenza per singolo negozio; dall’altro, la riduzione, per questa tipologia distributiva, del suo peso commerciale, a causa soprattutto dell’incremento dei costi fissi di gestione e della progressiva riduzione dei margini unitari dovuta alla stagnazione dei consumi.
“Sui piccoli negozi, sui grandi specializzati e non, sull’intero settore dell’ingrosso, sull’intera filiera della distribuzione, -si legge ancora nel rapporto- pesano, in prospettiva, le tensioni, ancora solo abbozzate, di uno sviluppo competitivo esclusivamente basato sul prezzo o sulle estensioni di referenze trattate. Il margine unitario, comprensibilmente, è oggi lasciato in secondo piano. Ma una sua contrazione prolungata deve fare riflettere già oggi sulle implicazioni negative in termini di sostenibilità del business”.
Università di Parma, parte l’Rfid Fashion Store
L'Rfid Lab dell'Università degli Studi di Parma ha presentato i primi risultati del progetto “L'impatto della tecnologia Rfid nella supply chain fashion”. Un business case il cui risultato finale ha stabilito il ritorno dell'investimento derivante dalla gestione della supply chain fashion mediante tecnologia Rfid ed Epc Network. A completamento di tale studio è stata effettuata anche una campagna di test tecnologici per valutare le prestazioni della tecnologia Rfid applicata ai prodotti tessili. I risultati della ricerca “L'impatto della tecnologia Rfid nella supply chain fashion” hanno individuato nel punto vendita l'elemento della supply chain in cui i benefici della tecnologia Rfid sono maggiori.
Pdv in scala 1:1
Per questa ragione è stato avviato il progetto “Rfid Fashion Store”, il cui scopo è la realizzazione di
un punto vendita retail in scala 1:1, da utilizzare come ambiente dimostrativo in cui testare
l'applicazione delle tecnologie Rfid hardware e software per la gestione dei processi di punto
vendita e valutarne sul campo i relativi benefici quantitativi. L'Rfid Fashion Store si estende su una superficie di circa 30 mq ed è fisicamente ubicato presso l'Rfid Lab - Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università degli Studi di Parma.
Sistema Rfid integrato
I membri del Board of Advisors fashion hanno fornito ad Rfid Lab i capi di abbigliamento da loro
trattati (quali capi appesi, stesi, accessori, intimo, sportsware, etc.) da utilizzare per le
sperimentazioni, mentre un pool di partner tecnologici ha messo a disposizione l'infrastruttura e le
risorse tecnologiche hardware e software necessarie per la sperimentazione.
In particolare, Microsoft e Id-Solutions, spin-off dell'Università degli Studi di Parma, sono alliance
partner dell'iniziativa. Le due aziende, oltre ad aver finanziato l'iniziativa, hanno realizzato un
sistema Rfid integrato, in grado di gestire i processi di filiera, a partire dalla preparazione
dell'ordine e spedizione dei capi dal centro di distribuzione fino al check out sul punto vendita. La
soluzione, sviluppata e integrata dal team di Id-Solutions, si basa su piattaforma Microsoft Biztalk
Rfid e integra i dispositivi Rfid forniti dagli altri partner tecnologici.
Su Gdoweek 478, in uscita il 24 aprile, un approfondimento su RFID e moda ...
RobilantAssociati sul podio del 14°Concorso Internazionale di Packaging del Vinitaly
RobilantAssociati si aggiudica due premi al 14° Concorso Internazionale di Packaging organizzato nell'ambito di Vinitaly, per la categoria “Confezioni di vini spumanti”.
L'Etichetta d'Oro è stata assegnata al pack ideato per Ferrari Perlè Nero (F.lli Lunelli Spa). Un Blanc de Noirs realizzato con uve di Pinot Nero vinificate in bianco e lasciate invecchiare oltre 66 mesi, prodotto di punta della linea Perlè, per il quale l'agenzia ha individuato un rimando diretto tra la rarità della Perla Nera e delle sue cromie e l'unicità di Perlè Nero, portando alla luce una ricercata combinazione di sfumature di nero e platino.
L'Etichetta di Bronzo è andata al Madreperla (Terre Cortesi Moncaro), un brut caratterizzato da una particolare sfumatura ramata. Per esprimerne la morbidezza e la delicatezza, è stata individuata una forma vetro sinuosa ed elegante. Ricercata anche l'etichetta dalla forma inusuale, in grado di dare adeguato rilievo a tutti gli elementi dell'identità sfruttando al meglio il ridotto spazio etichettabile che caratterizza questa forma di bottiglia (clavetta).
Grazie alla competenza sviluppata nel settore del wine branding, RobilantAssociati conta fra i propri clienti oltre a illlustri cantine italiane anche aziende di rilievo internazionale come Pernod Ricard, Jacob's Creek e Montana Wines.
Pubblicità online, nel 2009 la crescita sarà del 13,7%
Secondo Iab Italia gli investimenti pubblicitari su Internet nel 2009 continuerano a crescere a due cifre. In particolare, l'associazione ritiene probabile un + 13,7% rispetto al 2008, per un valore complessivo del mercato di 931,35 milioni di euro. Questo alla luce dell'andamento dell'advertising online registrato nel primo trimestre dell'anno.
Rispetto ai singoli veicoli pubblicitari che caratterizzano il Web, si stima una crescita del settore Display pari al 10%, per un valore di 355,3 milioni di euro, mentre il Search dovrebbe salire del 20% raggiungendo un fatturato di 342 milioni di euro. La previsione per “classified/directories” è del +12%, per un valore totale di oltre 190,4 milioni di euro, mentre per l'e-mail marketing si stima un +5% a quota 22,05 milioni di euro. Si prevede inoltre un incremento dell'8% per il Mobile, per un totale di 21,6 milioni di euro.
Per comporre i 931,35 milioni di euro, IAB Italia è partita dalla base della rilevazione Fcp Assointernet e Nielsen Media Research che comprende il fatturato delle principali concessionarie online, soprattutto di quelle operanti nel Display advertising (i classici banner, nei vari formati), ma ha aggiunto una stima delle concessionarie non dichiaranti sia sul Display che sull'e-mail marketing, una stima del mercato del Search, una stima del mercato delle Directories e una migliore stima del mercato Mobile.
L'andamento stimato per il settore segna dunque un netto rallentamento rispetto ai trend degli anni passati (nel 2007 l'aumento è stato del 40,6%, sceso però a + 19,2% già nel 2008). Secondo Layla Pavone, Presidente IAB Italia, questi numeri sono tuttavia da considerarsi assai positivamente, alla luce della crisi economica in atto, e confermano la fiducia accordata al potenziale dei media digitali rispetto a quelli tradizionali.
Coop Adriatica e consumatori Nordest sostengono con il 10% di sconto i disoccupati
Un investimento di 5 milioni di euro per sostenere oltre 100 mila i potenziali beneficiari, che potranno così fare la spesa con uno sconto del 10%. Sono le cifre dell’iniziativa di Coop Adriatica Coop Consumatori Nordest, che partirà il 14 aprile e durerà 12 settimane.
Nelle sei regioni in cui sono presenti i 233 punti di vendita delle due Cooperative -gran parte dell'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, le Marche e l'Abruzzo, più le aree di Mantova e Brescia in Lombardia- si stima che la platea dei potenziali beneficiari sia di oltre 100 mila persone. Lo sconto è valido su una spesa settimanale fino a 60 euro, e consentirà ai beneficiari un risparmio massimo di 72 euro nell'intero periodo.
"Si tratta di un intervento straordinario che interpreta la nostra missione mutualistica -spiegano i presidenti di Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest, Gilberto Coffari e Marco Pedroni-. Vogliamo dare un sostegno concreto, anche se temporaneo e certamente non risolutivo, a chi oggi sta pagando di più la crisi. Non abbiamo la pretesa di sostituirci alle istituzioni: ci auguriamo anzi che anche altre realtà imprenditoriali e sociali diano il proprio contributo per fronteggiare l'emergenza occupazione".
Per chi è valida l’iniziativa
In base alle prime stime, l'iniziativa comporterà un investimento complessivo, per le due Cooperative, di almeno 5 milioni di euro, ma è difficile valutare quanti dei potenziali beneficiari aderiranno.
Per usufruire dello sconto occorre essere soci di Coop Adriatica o di Coop Nord Est; chi non lo è già potrà associarsi, ricevendo un ulteriore buono spesa che compenserà totalmente o parzialmente la quota sociale. Quindi, da martedì 6 aprile basterà presentarsi all'ufficio soci dei 24 ipercoop e 209 supermercati Coop coinvolti, con un documento rilasciato dal datore di lavoro che comprovi la condizione occupazionale a partire dallo scorso ottobre: la lettera di licenziamento per ridimensionamento aziendale o chiusura dell'attività, una dichiarazione attestante la cassa integrazione ordinaria o straordinaria, o, ancora, il contratto di solidarietà.
Ciascun beneficiario riceverà dunque quattro buoni sconto del 10%, validi ciascuno per una settimana, fino al 5 luglio.
La riduzione sullo scontrino è valida su qualunque prodotto, compresi gli articoli già in promozione, con le sole eccezioni di farmaci, giornali e riviste, che per legge non possono essere scontati. Non si ha invece diritto ai buoni se la rottura del rapporto di lavoro è dovuta a licenziamento per giusta causa o a giustificato motivo soggettivo o per dimissioni. L'attestazione andrà esibita ogni mese, proprio nella speranza che le persone restino il meno possibile in condizione di difficoltà.
Per evitare disagi, i buoni si presenteranno in forma sobria e anonima, e riporteranno la semplice dicitura: "Valido per uno sconto del 10%".
Vending: il fatturato 2008 tiene, ma grazie all’ampliamento della rete
In occasione del trentennale, Confida -Associazione Italiana della distribuzione automatica- ha presentato oggi a Roma il proprio studio 2008 sul vending in Italia.
Le principali evidenze riguardano la crescita della diffusione dei distributori automatici (+9,47%) passati dalle 2.083.000 unità del 2007 alle 2.280.161 del 2008.
In crescita, anche se di solo mezzo punto percentuale (0,5%), il numero totale di consumazioni che sale da 6.309.000.000 a 6.340.303.000. In lieve flessione, ma di fatto stabile, il fatturato: da 2.723,6 a 2.714,7 milioni di euro (-0,33%).
Diffusione e location dei distributori
I distributori automatici si confermano maggiormente diffusi nei luoghi chiusi e in particolare in uffici e aziende (90,4%, contro il 90,1% del 2007).
Stabili i luoghi aperti al pubblico come metrò e stazioni (0,5%). Enti pubblici (ospedali e ministeri) e scuole-università toccano rispettivamente una quota del 3,9% e 5,2%.
L'aumento della diffusione si registra in tutti i settori (Ocs, Vending-Free Standing e Vending-Table Top) con una crescita più consistente nell'Ocs (da 1.500.000 a 1.635.000 unità, pari al +9,00%), seguita dal Table Top (+6,43%, da 158.000 a 168.164) e dal Free Standing (+2,89%, da 173.000 a 177.997).
Il gradimento dei prodotti erogati
Le bevande calde hanno raggiunto un numero di consumazioni pari a 4.420.303.000, pari a un fatturato di 1.386.276.232 euro. Il caffè in grani supera la metà del consumo (55,20%) seguito da caffè porzionato (26,50%), altre bevande (15,30%) e caffè solubile (3,00%).
Nelle bevande fredde (1.050.000.000 prodotti e 378.000.000 di euro di fatturato), l'acqua è ovviamente il prodotto più venduto con una quota del 58,70%, cui seguono lattine (29,90%), succhi di frutta (6,30%) e bevande PET (5,10%).
Negli snack monoporzione, la battaglia tra dolce e salato è vinta dal primo: 41,40% contro 40,05%. Al dolce si aggiunge il solo cioccolato con un 10,80% e poi prodotti freschi (7,30%), gelati (0,30%), surgelati (0,10%) e prodotti non alimentari (0,05%). La quantità di snack venduti nel 2008 tocca gli 870.000.000 con un fatturato di 330.600.000 di euro.
I cambiamenti in corso riguardano, per esempio, i nuovi alimenti freschi che sempre di più si stanno diffondendo in questo canale. Sono in studio anche alimenti da distribuire automaticamente, rivolti alla popolazione straniera ed extracomunitaria, che sempre di più vive e lavora nel nostro Paese.
Burger King apre a Rimini
Continua il piano di espansione di Burger King in Italia, che il prossimo 6 aprile inaugura a Rimini la 52 esima apertura.
Situato in Piazzale Cesare Battisti, di fronte alla stazione ferroviaria, il nuovo locale - 62 posti a sedere all’interno e 25 addetti- sarà gestito in franchising da Finifast.
La società modenese -specializzata nella ristorazione commerciale, in particolare autostradale e aeroportuale- già gestisce un fast food della catena statunitense e a breve ci sarà una terza apertura, a dimostrazione della stretta collaborazione esistente tra le due aziende.
Il piano di sviluppo quinquennale
Burger King in Italia -che, entro giugno 2009, prevede l’apertura di altri 8 fast food- prevede l’apertura di 150 ristoranti nei prossimi cinque anni, con l’obiettivo di mantenere una media di 30 aperture all’anno e di puntare a una copertura capillare del Paese con 300 punti di vendita.
Levoni investe nella formazione al trade
Da sempre orientata al canale tradizionale, Levoni ha scelto di investire le proprie risorse in un progetto di formazione a lungo termine -denominato "Il Maialino d'Argento"- che si pone l'obiettivo di implementare le conoscenze e gli strumenti necessari al salumiere per diventare un vero e proprio consulente al servizio della clientela, anche di quella più esigente.
Salumieri alfieri della qualità Levoni
Promosso e organizzato dall'azienda mantovana, il percorso formativo è partito nel primo semestre del 2008 e ha già coinvolto più di 1.000 salumieri.
I corsi si svolgono in tutta Italia nella mezza giornata di chiusura infrasettimanale dei negozi.
Le tematiche trattate nei primi tre moduli del corso sono: tecniche di degustazione dei salumi; modalità per presentare al meglio i prodotti all'interno del punto di vendita e la comunicazione con il cliente.
Intervista con Giorgio Santambrogio sulla trasformazione di Interdis
“Saremo sempre più propulsori di idee e servizi ad alto valore aggiunto: questo è il nostro obiettivo strategico per il prossimo triennio. Vogliamo accreditarci come un unico organismo societario in grado di fornire ai nostri soci strumenti di marketing, commerciali e finanziari che li mettano in condizione di competere al meglio nel mercato odierno”. Non c'è dubbio, Interdis, gruppo della d.o., forte di 30 associati e presente in tutta Italia con molteplici insegne, sta vivendo un momento di forte evoluzione, di maturazione importante, come conferma a Gdoweek Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing: “Una trasformazione che farà di Interdis non più un arcipelago, ma una penisola, grazie soprattutto a un'intelligente razionalizzazione delle insegne”.
È la fine dell'approccio multinsegna, tradizione storica della d.o.?
In parte sì. Oggi gestiamo centinaia di pdv Dimeglio, altrettanti Sidis, ma altre 97 insegne, tra cui Nonna Isa, Migross e Alvi, per citarne alcune. Ma i tempi cambiano e vogliamo, anzi dobbiamo arrivare a poche insegne forti a livello nazionale, clusterizzate del supermercato.
Un traguardo ambizioso e complesso anche per chi ha già vissuto le esperienze di Sidis e Dimeglio ...
Si tratta di un processo lento, che terrà conto delle radici storiche delle imprese e della volontà degli imprenditori. Sarà un lavoro culturale, ottimizzato con logiche di geomarketing. Del resto è una strada obbligata per restare uno dei principali gruppi italiani con una centrale moderna.
Come sta cambiando il suo ruolo?
Interdis si sta trasformando sempre di più in centrale di servizi ad ampio raggio: quindi oltre il marketing, stiamo sviluppando società ad hoc per la progettazione e i finanziamenti interni, per l'erogazione di nuovi business come assicurazioni, pacchetti finanziari, viaggi, benzina ecc.
Una trasformazione del concetto di d.o., ammesso che esista ancora …
Se per d.o. intendiamo unità di vendita in franchising, mediamente piccole, con ruolo di attrazione e di prossimità, la d.o. esiste, è sana e ben più forte della gd, termine con il quale si identificano grandi imprese succursaliste con store di grandi dimensioni. Certo la d.o. deve dimostrare di sapersi evolvere verso centrali di servizio, tralasciando l'area degli acquisti, di pertinenza esclusiva delle supercentrali.
Eppure è nei pdv in franchising di piccola dimensione che la gd ha guadagnato terreno in questi anni ...
È la conferma che il dizionario usato finora non è più adatto: forse Gs e Sma diventano d.o. perché hanno reti in franchising, o Interdis è gd perché fa parte di una supercentrale? No. Sono cambiati contesti e i ruoli di riferimento e la d.o. evoluta deve adeguarsi.
Quali gli altri progetti in cantiere?
Uno dei must è la creazione di multicedi, per rendere il sistema più efficiente. Nel 2008, ne abbiamo già realizzati due all'interno del gruppo e nel 2009 lavoreremo per realizzarne altri, per ottenere maggiori risparmi e diminuire i punti decisionali. Per questo, per facilitare i processi, stiamo anche riscrivendo statuti e regolamenti.
Oltre che razionalizzare le realtà esistenti, bisogna attirare nuovi soci ...
Infatti, stiamo lavorando intensamente per aumentare la massa critica e crescere in numerica e ponderata. Va detto che alcuni imprenditori, pur avendo lasciato la nostra organizzazione, continuano a utilizzare l'insegna Sidis, grazie a un mandato che ne permette l'utilizzo, escludendo le dinamiche commerciali.
Se fosse un imprenditore locale, perché sceglierebbe Interdis?
Per la velocità dei processi. Otto mesi fa, abbiamo deciso di lanciare il progetto assicurazioni, diventato operativo a metà novembre. è la dimostrazione della nostra capacità di percepire un piccolo segnale, verificarne la fattibilità e realizzarlo in tempi brevi con il coinvolgimento e l'approvazione dei soci. Tutto ciò è possibile per la presenza di consiglieri d'amministrazione con capacità decisionali a livello locale, in grado di leggere il territorio e attivarsi velocemente con soluzioni coerenti. Inoltre, abbiamo attuato un circolo virtuoso delle best practises locali grazie a riunioni mensili con i 30 direttori marketing dei nostri soci, per analizzare e condividere i risultati e capirne la replicabilità. Un filo molto diretto!
Parliamo di private label.
È come per il sesso: più se ne parla, meno se ne fa. Invece, vorrei vedere la quota crescere, ma il sistema Italia è ancora arretrato, con un'industria di marca forte e in grado, con le sue leve economiche -fuori fattura, listing fee, miglioramenti contrattuali per estensioni di gamma- di inibire lo sviluppo endogeno delle Pl. In più, si parla delle Pl come se fossero adeguate a tutte le categorie, ma è un luogo comune, che non risponde a logiche industriali e commerciali premianti.
Quindi, la soluzione di Interdis è ...
Essere presenti nelle categorie chiave, piuttosto che ovunque, ma senz'anima. Per questo stiamo lavorando sul concetto del posizionamento della marca commerciale (premium, basic e insegna) in una stessa categoria.
Quale il numero ideale di categorie da trattare?
Tra 140 e 160, come dimostrano le nostre analisi della concorrenza. L'obiettivo è la razionalizzazione assortimentale di categoria e intra-categoria, lavorando con logiche industriali. A breve, lanceremo anche sedici nuove categorie, food e non food basico; mentre, sta arrivando a scaffale la nuova linea Tipicamente Italiano, marchio premium dedicato a tipicità regionali nei freschi e freschissimi, caratterizzati da un'omogeneità qualitativa e di posizionamento, grazie alla possibilità di scelta tra più copacker, in modo da sostituire i follower generalisti.
È questo l'approccio industriale cui si riferiva?
No. Intendo un cambio di ruolo di Interdis: vogliamo diventare fornitori interni di marca, che seguono logiche industriali per lanci di prodotto, studio della concorrenza, prezzo d'acquisto, packaging. Per questo, abbiamo assunto un brand manager, che si occuperà di spingere le Pl presso tutti i nostri soci.
Non abbiamo ancora parlato di format di vendita ...
Parola di moda, che indica, in realtà, un lavoro molto complesso. Saremmo già a buon punto se lavorassimo solo sulla struttura fisica del pdv ... Per questo, preferiamo lavorare sui processi, con l'idea di trasformare in eccellenza anche quei pdv la cui struttura fisica non lo permetterebbe, utilizzando strumenti diversi: dal ricorso al Mistery Shopper alla formazione del personale e del management delle imprese socie. Un lavoro stimolante che richiederà tutta la nostra attenzione.
Marina Bassi, Cristina Lazzati
Obiettivi di crescita per Conad del Tirreno
Conad del Tirreno ha presentato il piano di sviluppo per il triennio 2009-2011, che prevede investimenti per 200 milioni di euro per lo sviluppo della rete di vendita.
Il piano, che coinvolgerà tutte le aree in cui il gruppo è presente con i suoi associati -distribuiti tra Toscana, Lazio, Sardegna e la provincia di La Spezia- consentirà alla cooperativa la creazione di 1.200 nuovi posti di lavoro e un incremento del giro d'affari di 350 milioni di euro.
Le previsioni per il 2009
Grazie anche alle recentissime operazioni di sviluppo in Sardegna, dove ha acquisto la catena Multimarket, e in Lazio con l'acquisizione di nuovi soci della catena di supermercati Sir, Conad Tirreno prevede di portare la propria rete a 332 punti di vendita (a insegna Margherita, Conad City, Conad, Conad Superstore e E.Leclerc Conad) con oltre 7.000 occupati e un giro d'affari complessivo di circa 2 miliardi di euro, in crescita del 20% rispetto all'anno precedente.
Federdistribuzione: gli italiani comprano sempre di più nei festivi
Stamane Federdistribuzione ha presentato i dati della seconda edizione della ricerca sviluppata dal Cermes dell'Università Bocconi di Milano sugli italiani e sulle aperture durante i giorni festivi.
Secondo lo studio, è aumentata rispetto al 2006 la percentuale di acquisti effettuata durante la domenica, in particolare nel formato supermercato e outlet.
2006 2008
| Supermercati | 65,4% | 71,3% |
| Centri Commerciali | 56,8% | 59,8% |
| Negozi sotto casa | 37,8% | 40,2% |
| Outlet | 24,6% | 30,5% |
Fonte: Cermes-Bocconi
Cresce anche il numero di aperture domenicali richieste dagli utenti intervistati: se nel 2006 erano 25/anno, ora sono diventate 29.
Il responsabile dell’indagine, Roberto Ravazzoni, ha così commentato: "la ricerca fotografa un aumento della richiesta di servizio al settore del commercio e le aperture domenicali rispondono a questo bisogno. Cresce, infatti, la componente di chi compra la domenica, perché non ha tempo negli altri giorni. Gli italiani vogliono dunque sempre più che il commercio si adegui velocemente ai loro nuovi stili di vita, che offra loro un vero servizio. Vogliono cioè avere l’opportunità di gestire con la massima libertà il proprio tempo”.
Maggiore libertà d'impresa
Per poter rispondere a questa esigenza e con l'obiettivo di contribuire allo sviluppo del Paese, ovviamente la distribuzione ha bisogno di maggiore libertà per le proprie scelte gestionali e auspica di poter agire sul territorio senza vincoli che imbriglino l’attività dell’impresa. Questo però non significa volere assenza di regole. “Una maggiore libertà d’impresa non significa chiedere una deregulation totale -dichiara Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione- per noi significa piuttosto creare i presupposti affinché le esigenze delle istituzioni, dei cittadini e della società nel suo complesso vengano soddisfatte nel modo più efficiente ed efficace possibile, regolamentando per norme gli aspetti necessari (sicurezza, piani urbanistici ecc), ma lasciando che domanda e offerta di prodotti e servizi trovino un punto di equilibrio che massimizzi la soddisfazione per entrambi. È questo un appello che rivolgiamo prevalentemente alle Regioni, affinché collaborino all’impostazione di un sistema commerciale moderno e capace di rispondere ai bisogni dei consumatori".
Secondo Assocasa tiene il mercato dei detersivi
“Il mercato è difficile anche se il nostro settore tiene, i driver di sviluppo per i prossimi anni sono sia l'innovazione di prodotto, cui il nostro settore è vocato per definizione, sia un maggiore impegno per la sostenibilità con il necessario supporto di strategie di marketing”.
La dichiarazione è di Vincenzo Vitelli, il presidente di Assocasa che ha presentato i dati dell'Osservatorio del mercato dei detergenti e prodotti per la casa.
Nell'ultimo semestre la spesa per i prodotti del settore “casa” non ha subito flessioni, nonostante il calo generalizzato dei consumi. Il risultato complessivo del +1,3% è stato ottenuto grazie al contenimento dei prezzi da parte dei produttori.
I comparti
Il sottocomparto detersivi - che vale quasi 2 miliardi di euro al consumo - risulta complessivamente stabile (+ 0,1% a valore).
In costante diminuzione i detersivi per lavatrice in polvere (-8,7%), mentre i liquidi continuano con il trend di crescita. Per quanto riguarda i coadiuvanti del lavaggio (700 milioni il fatturato) continua l'espansione (+2.2%) grazie ad un forte contenuto di innovazione sia a livello di formulazione, sia di praticità e risparmio di tempo. Si mantengono dinamici in particolare gli additivi trainati dalle funzioni acchiappacolori, sbiancanti ecc. (+8,3%) e gli ammorbidenti (+4,2%). Altri segmenti in espansione sono i disinfettanti per indumenti (+1,6%).
I prodotti per la manutenzione il cui fatturato si aggira intorno al miliardo di euro, mostrano un leggero rialzo (+0,3%). Da segnalare il lancio di prodotti innovativi nel settore dei deodoranti ambientali. Altri segmenti in espansione sono i pulitori per vetri e, in misura minore, i detergenti per pavimenti.
Bilancio 2008 positivo per le vendite a domicilio
Prosegue il trend positivo che da sei anni contraddistingue il giro d'affari delle aziende associate Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori). Il fatturato 2008 sfiora 1,4 miliardi di euro, evidenziando un incremento del 4,6% sul 2007.
Circa la metà del fatturato è data dai beni durevoli per la casa
Il comparto che ha registrato le migliori performance è quello della “cosmesi e accessori moda” (+12,9% a valore), seguito da “alimentare/nutrizionale” (+7%).
Positivo anche il risultato dei “beni durevoli casa” (+3,2%) che si conferma il comparto trainante della vendita a domicilio con una quota di mercato del 47%.
Invariati rispetto al 2007, i “beni di consumo casa” e il “tessile”. Segno negativo per i “servizi” in calo del 32,6%.
Gli operatori del settore vendita a domicilio hanno superato le 240mila unità (+9,9% sul 2007).
Sigma si prepara al grande salto
“I prodotti a marchio del distributore rappresentano la leva strategica su cui intendiamo lavorare per rafforzare la nostra posizione sul mercato. Per questo, il nostro primo obiettivo è di incrementare la loro quota di almeno 5 punti nei prossimi due anni”. Questa la premessa indicata da Paolo Palomba, direttore commerciale e marketing di Sigma, nel corso della convention dedicata al futuro di Sigma e al ruolo delle Pl, le cui nuove frontiere sono state evidenziate dall'intervento di Daniele Fornari del Cermes.
Attualmente Sigma opera con un portafoglio di circa 1.200 referenze a cui, dal 2007, si è aggiunta la linea premium Scelto, ad oggi 70 referenze, che quest'anno si arricchirà di altri 40 item.
Per centrare gli obiettivi, è stato sottolineata la richiesta di partnership più attive con il mondo dell'industria di marca, alla quale viene chiesto uno sforzo aggiuntivo in termini di innovazione, intesa in tutte le accezioni, dalla composizione del prodotto fino all'imballaggio.
I numeri di Sigma
Il gruppo ha chiuso il 2008 con un fatturato che si attesta a 2,85 mld di euro, generato da una rete di oltre 2.000 pdv, segmentati per diverse tipologie, con uno zoccolo duro nel vicinato e nella prossimità.
Particolarmente interessante le performance della rete di convenience SuperDay, format sviluppato prevalentemente da Realco, che oggi può contare su una rete di 30 pdv, alcuni dei quali muniti anche di vending machine con una 50 di prodotti disponibili. La rete al momento è presente soprattutto in Emilia-Romagna, ma l'obiettivo è di ampliare il raggio d'azione anche in altre aree. In questo senso, altre aziende socie stanno dimostrando il loro interesse che porterà all'apertura di nuovi pdv in altre regioni entro l'anno, a partire da Bari e Cagliari.
La rete di Sigma
| Vicinato | 1.029 |
| Superette | 500 |
| Supermercati e convenience | 400 |
| Superstore | 15 |
| Discount | 82 |
| Cash and carry | 13 |
Temporary restaurant di Philadelphia nel California Bakery di Milano
Il temporary store è sempre più trendy e le brand major ne stanno facendo un largo uso. Il concept di temporary è però assai meno sfruttato nell'ambito della ristorazione, a cui ha invece pensato Kraft sia per far scoprire come utilizzare con fantasia il classico Philadelphia sia per presentare il restyling delle confezioni dello storico formaggio spalmabile.
Affinità di stile
Kraft, per il suo temporary Philadelphia Kitchen, ha scelto la catena di prodotti da forno California Bakery (quello di piazza Sant'Eustorgio a Milano): “un connubio che nasce dall'amore che entrambi hanno per la cura degli ingredienti e la dedizione per l'ospitalità” dichiarano le aziende.
Dal 6 maggio, nel Philadelphia Kitchen sono previsti diversi eventi -jazz live e musica classica, gastronomia e corsi di cucina per adulti e bambini, tapas time e picnic brunch- che daranno la possibilità di assaporare il formaggio Philadelphia declinato in originali ricettazioni.

















































