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Unilever: l’industria di marca è tra l’incudine e il martello

Prezzi e grande distribuzione, una tematica critica e di grande attualità sui due fronti della domanda e dell'offerta. Mentre la Gdo, proprio in questi giorni, chiama in causa l'industria di marca come responsabile principe dei rincari, ques'ultima dà una lettura diversa degli eventi. Tira acqua al proprio mulino Paolo Radi, trade categogy e customer marketing director per l'Italia di Unilever, gigante del largo consumo che con i suoi prodotti occupa circa il 5% del nostro stomaco (sotto il suo cappello vi sono marchi come Findus, 4 Salti in Padella, Knorr, Algida, Santa Rosa).
«Il consumatore oggi è più attore del proprio processo di acquisto e più infedele: si cambia facilmente un punto vendita se risulta più conveniente - ha affermato il manager presso un recente convengo in Assolombarda -. Allo stesso modo si è disposti a cambiare marca per risparmiare e, sempre per le stesse ragioni, si va molto alla ricerca delle offerte speciali». Si spiega così il fatto che il trend di crescita del canale discount sia moto più accelerato rispetto al largo consumo, food e non, nel suo complesso: parliamo di un +8,7% in valore (a marzo di quest'anno) contro un più modesto 1,5%. Anche le marche private stanno crescendo da un anno a questa parte più del mercato, raggiungendo lo scorso giugno una quota del 13,2% nel largo consumo, mentre i prodotti di marca con un posizionamento di prezzo più alto soffrono un po'.

Le sofferenze dell'industria di marca
Se le difficoltà del consumatore sono evidenti, non se la passa bene chi c'è dall'altra parte del ciclo: i produttori del largo consumo. Specie, come si è accennato, se si tratta di aziende di marca. Radi parla di incudine e martello: da un lato c'è un consumatore definito “neo-concreto”, sempre alla ricerca del giusto prezzo, mentre dall'altro sull'industria incombe il suo “lato cliente”, che è il canale di vendita della distribuzione. E la dimensione cliente per l'industria produttrice di marca è decisamente rilevante: basti pensare che per Unilever i primi 4 clienti oggi pesano percentualmente sul fatturato più dei primi 4 brand messi insieme.
A evidenziare il peso del canale vi sono anche altri dati. In Unilever Italia, per esempio, la distribuzione oggi assorbe ben l'82% degli investimenti commerciali (tesi a finanziare promozioni al consumo di vario tipo presso i punti di vendita), mentre all'adverstising diretto verso il consumatore finale è dedicato solo il 17% del budget. La prima fetta degli investimenti, tra l'altro, è in costante crescita, determinando una riduzione del fatturato netto.

Le responsabilità della Gdo
Sulle colpe che hanno innescato questo meccanismo perverso Radi non ha dubbi. «I nostri distributori sono capaci di acquistare ma incapaci di vendere, disperdono troppo in costi, hanno livelli di servizio bassi, non aprono punti vendita dove sono i nodi di traffico». E rincara la dose: «l'industria di marca negozia contratti con i distributori seguendo formule vecchissime. Noi perdiamo dai due ai tre mesi ad ogni inizio anno per la fase contrattualistica e ciò qualifica le capacità dei retailer, che cercano marginalità solo nella negoziazione».
In questo modo, osserva ancora il manager di Unilever, il distributore non riesce a trasferire al mercato gli aumenti dei costi delle materie prime e quelli, conseguenti, dei listini attuati dall'industria. Si attua così un circolo vizioso: perdendo margine la distribuzione chiede risorse extra all'industria di marca, la quale per farvi fronte è costretta a ritoccare nuovamente i prezzi. In pratica, l'industria aumenta i prezzi non solo perché aumentano i costi ma anche per le inefficienze del trade.
Per uscire dall'impasse secondo Radi si potrebbero adottare alcuni rimedi. Innanzitutto segmentare più attentamente clienti e prodotti, per cercare nuovi posizionamenti prodotto/prezzo che possano essere comunque vincenti. Poi, è opportuno evitare di spendere in innovazione che sia solo di cosmesi e che non porti reale valore.

Perché chiamarli anziani?

Leggono e fanno sport; insomma cercano di mantenere in esercizio mente e corpo. È il ritratto dei nuovi senior che emerge dalla ricerca realizzata da Format ricerche di mercato per Expo Senior, il forum della nuova età organizzato da Somedia a Milano, dove oggi si chiude.
I dati della ricerca sono molto interessanti ma viziati, almeno ad avviso di Gdoowek, da una discutibile scelta metodologica, cioè quella di valutare un campione comprendente la fascia di età tra 55 e 79 anni, in un’epoca in cui le persone sono attive dal punto di vista lavorativo almeno fino a 65-70 anni; con questa premessa, segnaliamo i dati più significativi dello studio.

Cultura in primo piano
I quotidiani sono letti da oltre il 70% del campione (dato da cui si ottiene la conferma indiretta di un fatto ben noto: date le vendite dei quotidiani  i giovani non li leggono proprio), mentre si dedicano ai libri il 68% degli ultra55enni e alle riviste il 58%. Circa un terzo ama passare il tempo con gli amici e una buona fetta (tra il 22 e il 29%) frequenta mostre, teatri, cinema. Il 13% fa volontariato.

Consumi
Per quanto riguarda i comportamenti di acquisto l’84% cerca di risparmiare ma il 25% effettua saltuariamente acquisti di lusso e il 42% dà fiducia alla marca. Il 70% destina una parte del proprio reddito a tempo libero, cultura e sport e due terzi alla cura del corpo. Nonostante i limiti di cui abbiamo detto sono dati che dovrebbero far riflettere la gdo, che certo non ha ancora compreso l’importanza strategica del target della “nuova età”.

Pubblicato il Rapporto sulla Sostenibilità 2008 Epson

Seiko Epson Corporation ha pubblicato il Rapporto sulla Sostenibilità 2008, che illustra in dettaglio le attività in difesa dell’ambiente e a favore della comunità intraprese dal Gruppo Epson nel corso del 2007. Epson si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2, principali responsabili dell’effetto serra, dovute ai propri prodotti e attività commerciali del 90%. Il documento illustra in dettaglio i risultati raggiunti dal Gruppo nella gestione delle sostanze chimiche, il proprio sistema di contabilità ambientale, nonché una serie di attività educative intraprese a favore delle comunità in cui opera. Epson ritiene che per raggiungere tali obiettivi sia necessario un impegno collettivo. Il Rapporto 2008 indica che il Gruppo Epson ha ridotto le emissioni unitarie di CO2 del 53% rispetto all’anno di esercizio 1990, superando addirittura l’obiettivo stabilito del 50%.

Bene anche sul fronte riciclo
Inoltre, per quanto riguarda il riciclo e la conservazione delle risorse sono stati fatti enormi passi avanti: il tasso di riciclo delle periferiche è stato infatti pari al 69,3%, mentre la quantità di rifiuti generata è diminuita di 1.500 tonnellate rispetto all’esercizio 2006. Il rapporto illustra altresì le nuove iniziative avviate nell’ambito della gestione della catena di approvvigionamento, l’impegno del Gruppo per migliorare l’equilibrio lavoro/vita privata dei propri dipendenti, l’assunzione di disabili e il miglioramento delle condizioni dei contratti d’appalto in ambito manifatturiero. I rapporti sulla responsabilità sociale d’impresa sono ormai una prassi consolidata per Epson, che già dal 1999 pubblica ogni anno a giugno una relazione sulla sostenibilità insieme alla relazione annuale di bilancio.

Premiati i Retailer of the Year in Italia

Ikea, Esselunga e Decathlon sono saliti sul podio del Retailer of the year 2008, che ha celebrato quest'anno la prima edizione italiana con 25.000 voti e 55.000 valutazioni fornite attraverso il sito internet www.retaileroftheyear.it.
Nella piazza centrale della shopville Le Gru a Grugliasco (To) si è tenuta la premiazione sia dei vincitori nella classifica generale sia dei migliori retailer italiani in 14 settori merceologici.
Oltre ad essere il vincitore assoluto, Ikea è arrivato primo anche nel settore arredamento-mobili e in quello degli articoli per la casa. Ottimo il posizionamento di Media World, risultato il migliore nei settori Cd-Dvd&giochi, ed elettronica/telecomunicazioni.
I migliori retailer del 2008, in assoluto e per categoria, sono stati scelti da una rosa di 47 retailer su un totale di 126, in base a un coefficiente di significatività statistica che corrisponde alla soglia delle 500 indicazioni: sotto tale soglia il retailer è stato escluso dalla valutazione più analitica che ha costituito il follow-up della ricerca, svolto tra settembre e ottobre 2008.
I retailer così selezionati sono stati valutati in base a 9 fattori chiave: assortimento, gentilezza del personale, rapporto qualità/prezzo, servizio, promozioni, livello dei prezzi, competenza del personale, atmosfera, innovazione.
Retailer of the year è un'iniziativa sviluppata dalla società di ricerche olandese Q&A Research & Consultancy in collaborazione con Cório Italia e Metro. Lo studio è partito in Olanda e Belgio, per poi svilupparsi anche in Francia, Germania e Italia.

Classifica dei migliori per settore merceologico
Arredamento: Ikea
Articoli per la casa: Ikea
Bricolage: Leroy Merlin
Calzature: Scarpe&Scarpe
Cd-Dvd & Giochi: Media World
Elettronica: Media World
Erboristeria/profumeria: Bottega Verde
Fast food: Mc Donald's
Librerie: Feltrinelli
Moda: H&M
Neonato e bambino: Prénatal
Sport: Decathlon
Supermercati: Esselunga
Telecomunicazioni: Media World

Il consumatore ha fiducia nel cibo dell’industria

I ripetuti allarmi in merito alla sicurezza dei prodotti alimentari italiani producono un grave danno di immagine al settore, che con i suoi 113 miliardi di euro di fatturato e 18 miliardi di euro di export, rappresenta il secondo settore produttivo del Paese e occupa 400 mila persone in oltre 6.500 aziende dislocate su tutto il territorio nazionale.
Così, in occasione dei 25 anni dalla sua fondazione, Federalimentare interviene nel dibattito sulla qualità del cibo attraverso il Monitor Doxa-Federalimentare (1000 interviste a un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta oltre 15 anni) intitolato “Gusto responsabile” che, a distanza di quattro anni, rifà il punto in merito all'opinione del consumatore nei confronti del cibo che acquista e di chi lo produce.

L'opinione sul cibo
Gli italiani, secondo Doxa, continuano a fidarsi di ciò che mangiano e di chi lo produce:  il 73%  è soddisfatto del cibo che porta in tavola (75% nel 2004), il 71% ha fiducia nei confronti della sua qualità e il 62% si sente garantito dai controlli fatti dai produttori (60% nel 2004).
La marca, pur continuando a essere il primo fattore nella scelta degli acquisti alimentari (24%) risulta in calo del 4% sul 2004, mentre cresce il fattore prezzo (dal 17% al 20%). Diminuisce invece la rilevanza dell'attenzione prestata alla scadenza (dal 15% al 13%) e agli ingredienti (dal 9% al 6%).
Stabile il fattore consuetudine (“se l'ho già provato”), all'8% e quello promozioni (dall'8% al 9%). Raddoppia, invece, l'attenzione nei confronti della zona di produzione (dal 4% all'8%), in una logica di cresciuta cultura dei prodotti tipici e normati. Comunque, il 51%, secondo quanto percepito dal consumatore, ritiene più sicuri i prodotti dell'industria rispetto a quelli venduti dal contadino (comunque preferiti dal 41% del campione) e che il  rispetto delle norme igieniche (48%) e dei controlli del prodotto dall'origine al punto di vendita (42%) sono i plus in termini di sicurezza.

Etichette e controlli
L'etichetta interessa molto quando serve a orientarsi in tema di alimentazione e benessere: il 66% ritiene infatti adeguate le informazioni  che trova in etichetta per scegliere cibi coerenti con il proprio stile di vita.
E se nel 2004 erano il 69% coloro che andavano a ricercare informazioni su valori nutrizionali e, magari, sul contenuto in grassi o proteine, oggi questo interesse arriva a coinvolgere il 79% del campione.
Chi non legge le etichette, invece, lo fa perché non è in grado d'interpretarle (troppo difficili) 28%, perché non ha tempo (27%) e perché spesso sono troppo piene d'informazioni e alla fine non si capisce nulla (22%).
Infine, la sintesi sulle esigenze dei consumatori si racchiude in più controlli sulle materie prime (51%, contro il 43% del 2004), più controlli nei punti di vendita sulla scadenza e freschezza (dal 35% al 42%) e più controlli in tutte le fasi di produzione (dal 19% al 23%).

Consumatori-esercenti, idee opposte sui saldi

Nonostante i continui allarmi sul riscaldamento globale del pianeta i commercianti temono un inverno freddissimo per i loro incassi. E i più preoccupati di tutti appaiono, crediamo a ragione, i dettaglianti di abbigliamento. Negli ultimi anni la concomitanza di una serie di fattori ha messo in seria difficoltà la categoria: la crisi economica, il cambio dei modelli di spesa (se compro un telefonino in più e il mio stipendio resta uguale compro un vestito in meno) l'arrivo delle grandi catene internazionali e anche, a suo tempo, un'interpretazione per così dire disinvolta del cambio lira/euro che ha fatto fuggire i clienti.

Saldi e crisi
In realtà da anni ormai i commercianti di abbigliamento fanno i loro migliori affari nel periodo dei saldi invernali, che, con regole diverse città per città, si avviano subito dopo Capodanno. Le associazioni dei consumatori chiedono la liberalizzazione completa delle vendite scontate e in particolare premono perché già da quest'anno sia possibile effettuare i saldi nel periodo delle vendite natalizie. Le due grandi organizzazioni dei dettaglianti, Confcommercio e Confesercenti, non sono d'accordo; in particolare Renato Borghi, presidente di Federmoda-Confcommercio, sostiene che in questo modo si eroderebbe in maniera decisiva la marginalità delle imprese.

Sondaggio
 Una presa di posizione inevitabile dal punto di vista sindacale, dato che un'indagine commissionata dalla stessa Federmoda ammette che se oltre il 70% dei consumatori vorrebbe completa libertà di saldo, il 68% dei commercianti è invece del tutto contrario. Ed è una posizione che probabilmente si scontra con due realtà: la prima è che i commercianti ormai comprano le collezioni sapendo che saranno vendute in saldo e su quello fanno i loro conti; la seconda è che a prezzo pieno quest'anno si venderà ben poco.

Normativa
Le associazioni di categoria sarebbero invece per un'unificazione nazionale del calendario dei saldi. Un po' di ordine nella sovrapposizione di norme regionali, locali, comunitarie e statali che regolano il commercio sarebbe senz'altro utile. Se possiamo aggiungere una considerazione, questa non pare la più urgente delle razionalizzazioni: dubitiamo infatti che, poiché i saldi a Napoli cominciano in genere qualche giorno prima rispetto a Milano e Roma, dalle due città si muovano frotte di aspiranti acquirenti per approfittarne. Con quello che costano treni e benzina...

Gancia si riposiziona con il Pinot di Pinot Rosé

Importanti cambiamenti in atto all'interno di F.lli Gancia per puntare a un rapido sviluppo del business, in particolare nel canale gdo, per il quale è stata concepita la novità Pinot di Pinot Rosé che, sugli scaffali italiani, si va ad accostare ai già presenti Pinot di Pinot Brut, Asti Gancia, Grand Reale e alla linea Vermouth. Lo sforzo è di riqualificare l'offerta al trade arricchendola con un prodotto posizionato su una fascia leggermente più alta che possa migliorare il margine, lasciando intatta la filosofia di offerta che punta a un elevato "value for money".

Restyling
Per valorizzare questa strategia di riposizionamento con la consulenza di Rba è stato recuperato e rielaborato in chiave moderna il marchio disegnato negli anni '50 che ha una struttura a scudetto che garantisce una maggiore visibilità. Inoltre la linea spumanti si presenta con una nuova collaretta e una nuova etichetta.

Nuovo management
Paolo Fontana,  già in F.lli Gancia dal 1999 al 2002, torna a essere l'amministratore delegato, mentre il nuovo direttore commerciale Roberto Bettinelli (in foto), proveniente da Sanpellegrino, è la conferma della particolare attenzione che Gancia intende attribuire al canale della grande distribuzione. L'aggiornamento del management è accompagnato da una ricapitalizzazione della società per un investimento di circa 10 milioni di euro, totalmente garantito dalla proprietà che continuerà a mantenere la presidenza con Lamberto Vallarino Gancia.

Aspettative positive in gdo
Secondo Bettinelli "i riscontri di questi ultimi due mesi da parte del trade sono stati molto positivi proprio perché il Rosé, nella fascia di prezzo dei 5-6 euro, è una novità attrattiva e distintiva, che consente a un vasto pubblico di acquistare un tipo di prodotto che solitamente costa 2 o 3 volte di più".
Si tratta quindi di uno spumante caratterizzato da un ottimo rapporto come value for money che dovrebbe registrare un significativo livello di doamnda nonostante l'attuale fase di crisi. Le aspettative per il prossimo natale sono, infatti, di un mercato che farà più attenzione al prezzo, ma non per questo si priverà per le feste di alcune specialità come viene percepito il Pinot di Pinot Rosé.
A supporto del lancio verranno proposti in store promotion con isole caratterizzate dal claim It's Gancia Time che individua questa operazione.

Mango lancia He by Mango, nuova insegna per l’uomo

Al 586 della centralissima Diagonal a Barcellona, Mango ha aperto il primo store a insegna He by Mango, la linea maschile lanciata all’inizio di quest’anno in tutti i pdv della catena.

Esposizione con logiche di total look
Il negozio si sviluppa
su un unico livello e su una superficie di 500 mq in un ambiente
luminoso, caratterizzato dai colori oro e nero, che ospita la
collezione e i relativi accessori con logiche di total look.

Mango, che in questo stesso periodo ha aperto anche due pdv in
Cina (a Pechino e Shangai) e un flagship a Parigi, prevede di chiudere
il 2008 con un fatturato di 1.400 milioni di euro e di proseguire il
proprio sviluppo internazionale al ritmo di 10 pdv l’anno, comprese
anche alcune ristrutturazioni.

Alberto Moretti: la nuova immagine di Conad

Da Noberasco, nuovo snack sano e gustoso: le Castagne Morbide

Una novità naturale ready-to-eat. Le Castagne Morbide -new entry dell’apprezzata Linea Morbidi di Noberasco, dedicata a chi cerca un’alimentazione sana e nutriente senza rinunciare al gusto- sono di origine italiana, selezionate una ad una, cotte intere e sbucciate, pronte al consumo; assolutamente prive di coloranti e conservanti, vengono proposte intatte, con tutte le proprietà nutrizionali che le contraddistinguono: ricche di fibre e magnesio, prive di sodio. Noberasco, infatti, vanta un innovativo sistema di pastorizzazione in continuo che le consente di confezionare frutta essiccata morbida senza l'impiego di conservanti. Una ricetta esclusiva che garantisce assoluta morbidezza e perfetta conservazione del prodotto: le Castagne Morbide -alla prova dell’assaggio- hanno superato a pieni voti tutti i test di gradimento.

Casitalia annuncia i sughi pronti Pomo Doro, in pack Tetra Recart™

Una ricetta per ogni gusto, con materie prime di alta qualità ed una confezione innovativa e amica dell’ambiente. E’ la proposta di consumo dei nuovi sughi pronti Pomo Doro, ideati da Casitalia per sorprendere i palati più esigenti. La linea comprende 6 ricette ottenute a seguito di un’attenta selezione delle migliori materie prime: ogni sugo racchiude l’essenza della tradizione gastronomica italiana, con un’alta percentuale di polpa di pomodoro ed ingredienti genuini, come l’olio extravergine d’oliva. Un notevole plus di gamma è il pack Tetra Recart™, contenitore interamente riciclabile che permette di ridurre fino al 30% di spazio a scaffale e di diminuire i consumi energetici della catena logistica; inoltre, è a prova di rottura e -grazie all’apertura a strappo- si adatta ai ritmi frenetici della vita moderna.

Bisol presenta gli speciali panettoni Jada firmati da Paola Budel

Si impreziosisce ulteriormente Jada, la gamma di specialità gastronomiche della Venezie di Bisol. Mantenendo fede alla filosofia di linea -incentrata sulla riproposta di antichi sapori del territorio e sull'altissima qualità dei prodotti- è stata avviata una stretta collaborazione con Paola Budel, grande chef di origine veneta, giovane ma ricca di esperienza, che non rinnega le sue radici ma -al contrario- esalta le caratteristiche delle materie prime del territorio, così come le ricette della tradizione, reinterpretandole in chiave moderna. Sono una sua ideazione i nuovissimi Panettone al Passito Duca di Dolle con pere semicandite William e cioccolato belga fondente in scaglie (esclusiva La Rinascente) e Panettone al Cartizze con glassa di mandorle e granella di zucchero, entrambi presentati in elegante confezione a scrigno.

Delicius presenta Alice del Cuore, con il 50% di sale in meno

Meno sale, molto gusto. E’ la promessa di Alice del Cuore, new entry nella gamma acciughe sott’olio di Delicius. Il concept di prodotto si basa sulla sempre più diffusa consapevolezza che il consumo eccessivo di sale fa male alla salute -essendo una delle cause all’origine dell’ipertensione arteriosa- e, quindi, occorre limitare la presenza di sale negli alimenti, senza però sacrificarne il gusto. In tale ottica, le attività di ricerca e sviluppo aziendali hanno messo a punto dei filetti di alici all’olio d’oliva a ridotto contenuto di sale -la metà (9%) rispetto alle tradizionali acciughe Delicius- caratterizzati da un sapore rotondo e gradevole. Alice del Cuore firma 3 formati: la confezione da 100 g -in cui i filetti sono disposti in verticale- ed i pack da 140 e 265 g, che propongono i classici filetti arrotolati.

Valbona: la linea I Piaceri va oltre le frontiere del gusto

Un menu all’insegna del piacere del gusto. La linea I Piaceri di Valbona rappresenta un’idea unica nel suo genere: si tratta di 15 ricette di frutta e verdura ripiena sott’olio con spiccati plus di prelibatezza e creatività. La gamma accoglie 6 verdure ripiene di formaggio fresco (peperoncini dolci e piccanti, peppersweet, olive, yellobell e cipolle), 5 verdure ripiene di tonno (peppersweet, olive, yellobell, cipolle e peperoncini piccanti) e 4 frutti ripieni di formaggio fresco (datteri, albicocche, prugne e fichi). Tutte le referenze sono saporite e sfiziose ma anche versatili -visto che si prestano al consumo come antipasto, contorno, in abbinamento alle pietanze principali o per accompagnare l’aperitivo nell’happy hour- e pronte all’uso, in grado di risolvere svariate situazioni senza rinunciare a bontà e qualità.

La Sphera: sono in Keorex® i cestini Eko-Logic Shop to Shop

Risponde alle esigenze dei consumatori sensibili alle tematiche ecologiche, che -per la spesa- al carrello preferiscono il cestino. La linea Eko-Logic Shop to Shop, lanciata nel 2005 da La Sphera, accoglie strumenti per riporre gli acquisti interamente in Keorex®, la plastica delle bottiglie recuperata dalla raccolta differenziata e riciclata: cestini, porta cestini e carrelli studiati per essere non solo eleganti, colorati e trasparenti ma anche pratici ed ergonomici. La gamma si presenta come l’unica sul mercato veramente ecologica perché offre prodotti realizzati attraverso il riciclo, che sono a loro volta riciclabili. Un esempio? Il Logic75, un portacestini molto stabile e maneggevole ottenuto con la plastica di 75 bottiglie, che si spinge come un piccolo carrello e porta 2 cestini sovrapposti (66 l di capacità).

Coop-Centromarca: match sui listini

Dall’abituale diplomazia che contraddistingue le estenuanti trattative per i rinnovi contrattuali tra idm e gdo si è passati a un linguaggio decisamente più crudo. Ad aprire le ostilità Coop, che in una lettera aperta, pubblicata sui quotidiani nazionali sotto forma di annuncio a pagamento sabato 1° novembre, denuncia il comportamento delle aziende, e in particolare delle multinazionali, che a fronte di una ridiscesa dei prezzi delle materie prime chiedono aumenti dei listini tra il 4 e l’8%.

La replica
La risposta degli industriali di Centromarca non si è fatta attendere, e ha bollato l’iniziativa di Coop come “demagogica”.
Che Coop non avrebbe accettato richieste ingiustificate di aumento dei listini per la verità il presidente Vincenzo Tassinari (nella foto) lo aveva detto senza mezzi termini già a Cernobbio al Forum di Coldiretti il 18 ottobre scorso. “Il rischio – aveva sottolineato Tassinari- è quello di innescare una spirale inflazionistica che avrebbe come effetto quello di deprimere ulteriormente i consumi in una fase di grave difficoltà per le famiglie”. Oltretutto in quella stessa occasione Camillo de Berardinis, ad di Conad, aveva espresso concetti del tutto analoghi, il che farebbe presupporre che la gdo su questo aspetto ha le idee chiare.

Strategia
Nella sua risposta Centromarca sottolinea invece che “nessun produttore - con mercati stagnanti, potere d’acquisto calante e competizione feroce - può permettersi di aumentare i propri listini se non assolutamente costretto e nella misura minima indispensabile”. Il rischio per le imprese secondo l’associazione è quello di compromettere la loro stessa tenuta. Una presa di posizione che fa pensare come oggi la scelta strategica sia quella di salvaguardare i margini più che i fatturati.

I consumatori
Nella schermaglia tra gdo e idm bisogna anche fare i conti con il solito convitato di pietra: il consumatore. Oggi un prodotto di largo consumo costa di più? Bene, il consumatore tipo si difende: ammesso che non si sia definitivamente convertito al discount e va al supermercato se non è interessato a un marchio preciso compra di volta in volta il brand in offerta (si trova inevitabilmente); se è interessato a un prodotto particolare e non lo trova in offerta al supermercato la volta dopo lo cerca in un altro pdv. Quanto poi un comportamento di questo tipo finirà per impattare su margini e fatturati saranno gli analisti di gdo e idm a doverlo dire.

GDOWEEK/AL 457

GDOWEEK 456 supplemento

Centro Domus, dove il design è di casa

La casa e il design sono protagonisti indiscussi del nuovo centro commerciale Domus, inaugurato a Roma il 29 ottobre nel polo commerciale della Romanina; l’accento sui prodotti per l’arredamento nasce proprio dall’ubicazione del centro, inserito in un ricco contesto di offerta commerciale data la presenza del centri Romanina, Tor Vegata, e Anagnina.

Domus servirà un bacino d'utenza con isocrona di 15 minuti per oltre 500.000 persone. Tra le insegne eddicate alla casa si segnalano sia medie superfici come Leroy Merlin, Trony, Upim, sia negozi specializzati. Locomotiva alimentare il supermercato Emmepiù.  Tra le altre medie superfici Intersport, per l’abbigliamento sportivo e Scarpe & Scarpe e Deichman per l’offerta di calzature.

In un’area di circa 80mila mq il centro Domus occupa una superficie coperta di 35 mila mq ed è servito da 2.000 posti auto complessivi. Frutto di un progetto di riqualificazione edilizia, la struttura si presenta su quattro corpi fabbrica (ex polo logistico) raccordate da 4.200 mq di gallerie con oltre 60 retailers che si incontrano nella piazza centrale dove si trova la food court di oltre 1.000 metri quadrati.
28 i mesi necessari per la realizzazione del centro, il cui cantiere ha impiegato oltre 350 posti di lavoro. Domus, infatti, ha portato un valore aggiunto sia in termini di indotto di aziende locali coinvolte nella realizzazione del progetto sia di assunzioni di nuovi collaboratori, che saranno complessivamente circa 600 tra medie superfici, negozi e attività di servizio.

Promotore e proprietario è la società Poceco  di Roma, costruttore è stata la società ICP sempre di Roma, entrambi facenti capo al Gruppo Savex Sas attivo nell’industria alberghiera e alimentare. Il centro ha richiesto 28 mesi di lavoro e ha portato alla creazione di 600 nuovi posti di lavoro.

Conad, più servizi contro il calo dei consumi

Un cambiamento strutturale del modello dei consumi, in cui si va ben oltre la diminuzione degli scontrini medi, ma si registrano frenate anche sui beni non comprimibili: il risultato è un altro rallentamento delle vendite e una modifica delle abitudini del cliente. Inoltre, non è detto che, recuperando potere d'acquisto, tornerà a consumare come prima. Questo comporterà una selezione naturale tra i retailer, i quali dovranno adeguare le proprie politiche a una situazione completamente nuova. Questo è il pensiero di Camillo de Berardinis, amministratore delegato di Conad, intervistato da Gdoweek.

In questo contesto quali sono le vostre priorità?
È tassativo riposizionarsi, recuperando efficienza e riducendo costi di filiera e margini, per trovare risorse da investire.

Quali sono le principali aree su cui investire?
In politiche più aggressive. Abbiamo decurtato di 90 milioni i nostri margini, trasformandoli in attività promozionali nazionali, soprattutto sulle Pl. Ciò ci ha premiato, con performance migliori della media dei concorrenti. Abbiamo anche riqualificato la linea Conad e lanciato nuovi marchi: la gamma top Sapori&Dintorni e Creazioni d'Italia, per Coopernic.

La multicanalità continua a rispondere alle esigenze dei clienti?
Sì, in base alle esigenze delle diverse fasce di consumatori. Per questo, il nostro obiettivo è far vivere tutte le nostre insegne - dalla prossimità agli ipermercati - come punti di riferimento, che a un'offerta tradizionale alimentare con un buon rapporto qualità/prezzo abbinano una vasta scelta di servizi, concepiti in un'ottica moderna e declinati in funzione dei singoli formati.

Come si definisce un servizio moderno?
Costruendo un pacchetto di attività aggiuntive e d'integrazione, in grado di qualificare ulteriormente l'offerta dei nostri pdv e centri commerciali.

E quali nuovi business avete individuato?
Oltre all'abbinamento ristorazione-supermercato e al progetto europeo Eupay, attivo da oltre un anno in Toscana, relativo alla possibilità di pagare bollette e tasse comunali nei nostri pdv, stiamo testando la vendita sia di servizi assicurativi - in Emilia Romagna - sia di energia elettrica. Crediamo ci siano potenzialità legate alle carte ricaricabili, che saranno annunciate a breve anche in Italia, esperimento che potrebbe anche ampliarsi al gas.

Anche Leclerc potrebbe suggerirvi nuovi orizzonti ...
Con Leclerc e con i partner di Coopernic c'è uno scambio sempre più proficuo di esperienze e informazioni. Oggi, guardiamo con interesse il successo di Express Drive E. Leclerc, che permette di fare la spesa dal sito internet e ritirarla all'ipermercato, soluzione che ha attirato molti clienti nuovi, al punto da testarla anche senza l'appoggio di un pdv, ma limitandola al solo magazzino. Inoltre, stanno tentando una strada analoga nei prodotti pesanti (pneumatici, detersivi, acque, vini): il consumatore seleziona su un terminale i prodotti, che gli sono consegnati alla macchina dopo il pagamento. Sono soluzioni semplici, dai costi non elevati, ma che richiedono location adatte: soprattutto grandi città, zone ad alta concentrazione di uffici o vicino a località turistiche.

Pensa di applicare queste proposte anche in Italia?
Se avessi un ipermercato a Milano... Ci stiamo pensando. Intanto, oltre che importare progetti, esportiamo esperienze.

Vale a dire?
Leclerc non gestisce la ristorazione: per questo è interessato a self service in-store che abbiamo realizzato nel supermercato di via Gonin a Milano. È un'attività che funziona e che pensiamo di replicare nei superstore. Finora, abbiamo individuato una ventina di posizioni nel Nord e in Toscana. È un modo per far evolvere l'offerta con soluzioni che, dieci anni fa, non avremmo neanche immaginato.

Parliamo delle stazioni di carburanti. Quali i progetti a breve?
Crediamo nel settore, intendiamo lavorarci in maniera prioritaria. Abbiamo già presentato una trentina di richieste, legate perlopiù ai nostri ipermercati e superstore. Oggi, in virtù della nuova normativa, siamo convinti di poter riuscire a ottenere autorizzazioni in tempi più rapidi.

Notizie positive anche per le parafarmacie?
Abbiamo aperto 30 parafarmacie di 70-100 mq, all'interno d'ipermercati e in galleria. In entrambi i casi, riusciamo a guadagnare, contribuendo alla marginalità grazie a fatturati che, in alcuni casi, superano il milione. Per questo, le stiamo inserendo anche nei superstore.

Per superare i limiti dello sviluppo, c'è chi propone di diffondere l'associazionismo tra benzinai e farmacisti: è un progetto realizzabile?
In entrambi i comparti, vogliamo aprire impianti di nostra proprietà: quindi, ipotizzare cooperative di benzinai e farmacisti per ora non è tra le nostre priorità. Certo, alcune forme di aggregazione potrebbero aiutare a superare i vincoli, soprattutto sul fronte degli acquisti delle benzine e nella gestione dei depositi. Più praticabile, invece, una collaborazione sull'occupazione, con l'eventualità di assorbire, nelle nostre stazioni, personale in esubero.

Per le farmacie ci sono maggiori possibilità?
È un argomento sul quale riflettere: potremmo offrire servizi, assortimento e sostegno finanziario, permettendo agli operatori di stare sul mercato e crescere, come facciamo con i nostri soci.
Si parla molto di chilometro zero.

Cosa ne pensa?
L'idea che i prodotti freschi viaggino meno trova tutti d'accordo e richiede una gestione locale, già largamente utilizzata nei nostri pdv. Così, però, non si risolvono le difficoltà della filiera agricola, ancora lunga e polverizzata. Perciò, è necessario trovare meccanismi di sostegno, con depositi di stoccaggio e spazi per le prime lavorazioni, che permettano ai produttori di diventare più competitivi in maniera continua.

Un'ultima domanda sui rapporti idm-gdo: quali le prospettive?
Per ora, non ci sono passi in avanti. Conad, insieme con altre organizzazioni, alla stesura di una legislazione ad hoc preferisce formule di autoregolamentazione del settore: la legge può e deve perseguire gli eventuali abusi, ma non può regolare nè intervenire in trattative tra privati. Personalmente ritengo che dovrebbe essere dato più potere all'Antitrust, da un punto di vista sanzionatorio nella verifica di posizioni dominanti. In ogni caso, l'obiettivo è sviluppare un confronto costruttivo per realizzare partnership proficue.

Meno soldi e più saldi

Nonostante i continui allarmi sul riscaldamento globale del pianeta i commercianti temono un inverno freddissimo per i loro incassi. E i più preoccupati di tutti appaiono, crediamo a ragione, i dettaglianti di abbigliamento. Negli ultimi anni la concomitanza di una serie di fattori ha messo in seria difficoltà la categoria: la crisi economica, il cambio dei modelli di spesa (se compro un telefonino in più e il mio stipendio resta uguale compro un vestito in meno) l’arrivo delle grandi catene internazionali e anche a suo tempo un’interpretazione per così dire disinvolta del cambio lira/euro che ha fatto fuggire i clienti.

Saldi e crisi
In realtà da anni ormai i commercianti di abbigliamento fanno i loro migliori affari nel periodo dei saldi invernali, che, con regole diverse città per città, si avviano subito dopo Capodanno. Le associazioni dei consumatori chiedono la liberalizzazione completa delle vendite scontate e in particolare premono perché già da quest’anno sia possibile effettuare i saldi nel periodo delle vendite natalizie.
Le due grandi organizzazioni dei dettaglianti, Confcommercio e Confesercenti, non sono d’accordo; in particolare Renato Borghi, presidente di Federmoda-Confcommercio, sostiene che in questo modo si eroderebbe in maniera decisiva la marginalità delle imprese.

Sondaggio
Una presa di posizione inevitabile dal punto di vista sindacale, dato che un’indagine commissionata dalla stessa Federmoda ammette che se oltre il 70% dei consumatori vorrebbe completa libertà di saldo ben il 68% dei commercianti sarebbe del tutto contrario. Ed è una posizione che probabilmente si scontra con due realtà: la prima è che i commercianti ormai comprano le collezioni sapendo che saranno vendute in saldo e su quello fanno i loro conti; la seconda è che a prezzo pieno quest’anno si venderà ben poco.

Normativa
Le associazioni di categoria sarebbero invece per un’unificazione nazionale del calendario dei saldi. Un po’ di ordine nella sovrapposizione di norme regionali, locali, comunitarie e statali che regolano il commercio sarebbe senz’altro utile. Se possiamo aggiungere una considerazione, questa non pare la più urgente delle razionalizzazioni: dubitiamo infatti che, poiché i saldi a Napoli cominciano in genere qualche giorno prima rispetto a Milano e Roma, dalle due città si muovano frotte di aspiranti acquirenti per approfittarne. Con quello che costano treni e benzina...

Mostra fotografica e convegno a Milano sulle “Changing Cities”

In occasione del 100° numero di Area, edito da BusinessMedia, presso l'Urban Center di Milano (il centro multimediale del Comune che accoglie e promuove progetti che illustrano la trasformazione della città di Milano) dal 5 al 10 novembre verranno esposte gigantografie che illustrano alcuni progetti tratti proprio da Area 100, accompagnati da video e da illuminazione suggestiva.
Il titolo è Area 100 - Changing Cities e tratta il tema delle città come luogo in perenne mutamento. Esse cambiano e si modificano in quanto spazi della vita e delle attività umane ed esprimono, come ogni organismo vivente, una instabilità indotta dai comportamenti risultando sensibili alle condizioni climatiche, alla disponibilità di risorse, alle decisioni di chi le governa o semplicemente le attraversa.

Convegno al Palazzo Giureconsulti
Al tema della città e alle sue dinamiche di evoluzione e cambiamento è dedicato un convegno che si svolgerà il 10 novembre ore 9.30-13, presso la Sala Colonne di Palazzo Giureconsulti che intende indagare i perenni
mutamenti delle metropoli contemporanee e come la disciplina architettonica, seppur debolissima rispetto alle pressioni economiche e di governo del territorio, possa orientare le scelte politiche attraverso la creazione di una propria “architettura della città” e lettura dei fatti urbani.”

Apre a I Gigli la prima Casa di Baboo italiana

Arriva anche in Italia lo spazio bimbi ideato da PTA Group in collaborazione con Dedem Automatica.
Già rodato all'estero -dapprima negli Stati Uniti e quindi in Spagna, Portogallo e Inghilterra- si tratta di un format innovativo dedicato all'edu-entertainment dei piccoli visitatori dei centri commerciali. Accolti dall'orsetto Baboo, mascotte di Boobaloo, i bambini vengono trasportati nel mondo fantastico dei cartoon dove personale qualificato li intrattiene con attività sia ludiche sia educative, su tematiche quali educazione stradale, sostenibilità ambientale, senso civico, salute, alimentazione e natura.

Uno shop-in-shop per peluche personalizzati

Il progetto include anche lo shop-in-shop MyBaboo, in cui i bimbi possono creare il proprio peluche, a partire dalla scelta del cucciolo preferito sino a quella di abiti e accessori, il servizio viaggi Le avventure di Baboo e l'InfoFun, un totem che fornisce informazioni sul centro commerciale sul cui retro si trovano simpatiche sorprese a tema per i bimbi.

L'inaugurazione -curata da PTA Group in collaborazione con Larry Smith, società di gestione del centro commerciale fiorentino, ed Eurocommercial Properties Italia- si terrà venerdì 7 novembre alle ore 17.

Upim punta a uno sviluppo multinsegna in Italia e all’estero

Grazie al miglioramento dei risultati economici, che ha segnato la conclusione dell'intensa fase di turnaround, Upim si focalizza su nuovi obiettivi di crescita attraverso progetti di sviluppo e di rilancio dell'insegna sia in ambito nazionale sia internazionale.

Lo sviluppo in Italia
Profumeria (alla quale è stato dedicato il marchio Bellezza&Benessere), BlukidsCroff e Rosa Thea saranno i principali soggetti della nuova stagione di Upim.
Per la profumeria, che prevede un completamento di estensione con la linea uomo, tra la fine del 2009 e il debutto del 2010, verranno realizzati negozi stand alone come progetti pilota, e quindi solo successivamente -a secondo degli esiti- si avrà uno sviluppo di questa catena. Più certo il numero dei pdv dedicati ai bambini (abbigliamento, accessori, giocattoli ecc): i blukitds -oggi 5, di cui a Lecce la prossima apertura il 15 novembre- arriveranno a quota 15, con superfici tra i 200 e i 250 mq.
Anche per Croff (vedi Gdoweek 456, pag. 30), attualmente proposto come shop in shop e come linea aggiuntiva di Upim Casa, la sfida è di uscire dal punto di vendita e verificare la sua possibilità di dare vita a una catena per la casa. Tempi previsti: 12-18 mesi.
Un altro passo previsto da Upim è quello di realizzare shop in shop dedicati alla linea di abbigliamento Rosa Thea, che va incontro alle esigenze delle donne con taglie grandi. “Dietro a questo progetto -dichiara Luca Rossetto, amministratore delegato Upim - c'è un lavoro di ricerca statistica e di marketing. In Italia, infatti, buona parte delle donne indossa la taglia 44/46. Ma una buona fascia della popolazione veste tagli più forti: non per questo desidera rinunciare a un tipo di abbigliamento in linea con i trend”.

Lo sviluppo all'estero
Due sono le aree su cui Upim punta: quella mediterranea e quella dei Balani più vicina all'Italia. Il progetto di sviluppo all'estero, avviato quest'anno con l'inaugurazione del primo negozio a Tirana (oltre mille mq), ha visto anche l'apertura (di questi giorni) a Zagabria, a cui seguiranno 4 pdv a Malta e uno in Croazia.
“La decisione di realizzare un piano di espansione all'estero -aggiunge Rossetto- è frutto della consapevolezza che oggi Upim è in grado di proporre formule commerciali attraenti e di assoluto valore a clienti e imprenditori qualificati. Anche per questo, in Italia contiamo di affrontare con successo l'attuale difficile contesto di mercato, sempre più selettivo e con clienti sempre più attenti al rapporto qualità/prezzo”.

I numeri di Upim
Upim ha un fatturato di oltre 550 milioni di euro, fatto che la pone tra le prime 15 catene “non food” presenti in Italia. Sempre secondo dati aziendali, è al 4° posto in Italia per fatturato nell'abbigliamento adulto, in quello per bambino, registra una crescita di oltre il 60% in quello bambino (fra il 2005 e il 2007). Con una dimensione di 300mila mq complessivi, si colloca fra i primi tre operatori nella distribuzione moderna dell'abbigliamento. Inoltre, è fra le 3 più grandi catene di profumeria in Italia e fra le prime 10 catene del settore Casa, includendo anche le grandi catene specializzate in arredamento.
Upim, impiega circa 3.500 persone ed è presente capillarmente su tutto il territorio nazionale con 148 negozi diretti e 202 in franchising.
Dal maggio del 2005, Upim è una Società autonoma (srl), acquisita da un consorzio formato da Investitori Associati (46%), Deutsche Bank (30%), Pirelli RE (20%) e Famiglia Borletti (4%) che tuttora ne detengono la proprietà. 

Autogrill e Spirito di Stella insieme per progettare una nuova area ristorazione

Autogrill, nell’ambito del progetto Afuture, e l’associazione Onlus Spirito di Stella lanciano l’edizione 2008 del Concorso internazionale per la progettazione di spazi che permettano a tutti di vivere meglio, in linea con la filosofia seguita da Andrea Stella, presidente della Onlus, nella costruzione del primo catamarano senza barriere architettoniche.

Il concorso è rivolto a professionisti dell’architettura, della progettazione e del design, oltre che a studenti di architettura, ingegneria e disegno industriale, che, entro il 16 marzo 2009, dovranno consegnare lavori relativi a una nuova concezione del ristorante free flow a libero servizio e della zona relativa zona seduta all’interno degli Autogrill, basandosi su fattori di accessibilità e fruibilità.

L’edizione dello scorso anno del concorso ha visto la partecipazione di oltre 220 progetti proposti da quasi 500 partecipanti, progetti che saranno, a breve, pubblicati in un libro. Proprio sulla base di uno dei progetti vincitori dello scorso anno messo a punto da Simona Montesi, Autogrill sta realizzando la zona bancone dell’area di sosta di nuova concezione di Mensa (Ra) in apertura all’inizio del prossimo anno.

Ulteriori dettagli sul sito Autogrill e su quello di Spirito di stella.

Bologna, laurea scontata con la Coop

I costi dell’istruzione sono al centro del dibattito di questi giorni. Anche per questo appare significativo il  contributo all’abbassamento delle spese per l’università proposto da Coop Adriatica, che ha lanciato la vendita negli Ipercoop e in 24 supermercati di Bologna e provincia di testi universitari con lo sconto del 10% a tutti i clienti; l’entità della riduzione arriva al 15% per i soci Coop.
Considerando una spesa media per testi di 270 euro l’anno il beneficio per i clienti andrà da 27 a 40 euro l’anno; inoltre gli studenti dell’Alma Mater che si assoceranno alla Coop riceveranno un buono spesa da 25 euro, pari cioè al costo dell’adesione.

In tutti i pdv coinvolti nell’iniziativa gli studenti potranno prenotare volumi di tutti gli editori nazionali e per tutto l’arco dell’anno, con eccezione della pausa natalizia e delle ferie estive; nel giro di sette giorni il cliente avrà notizia sulla effettiva disponibilità dei testi ordinati, che saranno disponibili in negozio entro un paio di settimane, a meno che non siano già presenti a magazzino.

“È un’innovazione di grande valore sociale- commenta il presidente di Coop Adriatica Gilberto Coffari- con la quale rafforziamo la rete degli interventi a favore di chi studia; la nostra iniziativa di sconti sui libri di testo per le scuole medie e superiori ha permnesso a 12.800 famiglie bolognesi di risparmiare 330mila euro sui 115mila volumi ordinati”.

Gruppo Coin si aggiudica Melablu

Con l'obiettivo di ampliare l'attuale network OvsIndustry, Gruppo Coin ha raggiunto un accordo per l'acquisizione del 100% del capitale sociale di Tre.bi spa, società a capo della catena di negozi di abbigliamento Melablu.
Con un giro d'affari 2007 di circa 100 milioni di euro, l'insegna, che si connota per un'offerta giovanile e conveniente, ha al suo attivo 60 punti di vendita diretti. Forte di una superficie media pari a 1.000 mq, la rete di negozi Melablu si sviluppa prevalentemente al nord Italia con una maggiore presenza in Lombardia (32 pdv), Piemonte (11 pdv) ed Emilia Romagna (7 pdv). Meno sviluppato il centro Italia con soli 3 negozi (uno nelle Marche e 2 nel Lazio), mentre il sud annovera solo un negozio in Campania.
Con questa acquisizione Gruppo Coin consolida la sua presenza nel segmento fast fashion in Italia e arricchisce il proprio portafoglio con ulteriori location di qualità.

Consumi “verdi”, un’opportunità di business da potenziare

I consumatori italiani sono sempre più sensibili alle tematiche ambientali, ma l’offerta da parte delle aziende è ancora inadeguata. È questo lo scenario che emerge dalla survey Alla ricerca di nuovi giacimenti di consumatori retail: dal Green Stakeholder al Green Consumer, condotta dalla società di consulenza internazionale Arthur D. Little su una popolazione di oltre mille consumatori a livello nazionale, di età compresa fra i 18 e i 60 anni, in possesso almeno di diploma medio-superiore.

L’80% degli intervistati ha dichiarato di considerare la sostenibilità ambientale un tema attuale ed urgente, mentre il 18% pensa che sia ormai troppo tardi per intervenire e solo 2% ritiene che sia un tema futuribile.
Un interesse non solo ideologico, considerato che per il 90% si riflette già sul loro stile di vita e di consumo. In particolare, il 68% sostiene di impegnarsi a favore dell’ambiente, quotidianamente e senza intermediazione, nei propri acquisti, nelle modalità di trasporto, nei consumi di energia e nella scelta dei servizi. Il 16% si ritiene inoltre capace di influenzare i comportamenti di colleghi, amici e parenti mentre il 6% desidererebbe che aziende e istituzioni fossero più responsabilizzate sull’argomento.

Il business verde è congeniale alla gdo

Il 44% del campione considera l’impegno da parte delle aziende sul fronte dell’ecosostenibilità addirittura imprescindibile, e un altro 53% lo valuta attrattivo e differenziante, a prescindere dal settore di attività. Anche se alcuni business appaiono evidentemente più congeniali: così le aspettative maggiori vanno verso il settore della gdo (98%), mentre la percentuale di chi è convinto che i player attivi nei settori delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari possano giocare un ruolo concreto nella sostenibilità ambientale scendono rispettivamente a 92% e 81%. A parità di servizio offerto, per quanto riguarda la gdo passerebbe a un’azienda più “verde” l’85% del campione, mentre la percentuale scende a 89% nelle telecomunicazioni e al 76% nei servizi finanziari. E ancora, per la metà dei consumatori nessun brand è già di riferimento nell’industria dei servizi finanziari e telefonici, mentre per quanto riguarda la gdo, il 67% degli intervistati riconosce almeno un brand specificamente impegnato a tutela dell’ambiente.

Più del 50% degli intervistati dichiara di essere disposto ad acquistare più prodotti “verdi” a fronte di un aumento dell’offerta e dell’informazione. Il 43% di coloro i quali hanno effettuato nell'ultimo anno acquisti verdi vi ha dedicato una quota di portafoglio che va dal 5 al 20%; il 30% si è dichiarato disposto a pagare un premium price pari o maggiore al 10%, riconoscendo in tal modo grande valore al prodotto/servizio che ha acquistato.

Esperya e Olio&Farina in partnership per e-commerce e franchising

E-commerce e franchising diventano carte vincenti per incrementare l'esportazione di prodotti certificati e di qualità del Made in Italy in tutto il mondo.  Per incrementare l'esportazione di prodotti agroalimentari certificati e di qualità all'estero, Esperya (Gruppo Sogegross), la bottega enogastronomica online più frequentata a livello europeo, e Olio&Farina, la rete di franchising alimentare all'estero (10 i pdv in Europa), si sono alleate creando un'unica società per diffondere i sapori del bel paese nel mondo.
“La missione di questa nuova impresa è la valorizzazione in Italia e all'estero del made in Italy enogastronomico di alta qualità - spiega Ercole Gattiglia, amministratore delegato di Esperya-. L'obiettivo è diventare un punto di riferimento per i tanti piccoli produttori artigianali di nicchia  che non riescono a trovare sbocco al di fuori dei territori locali: una distribuzione  in grado di promuovere e valorizzare la qualità dei loro prodotti. La nuova azienda opererà attraverso un'integrazione societaria, commerciale e logistica. I principali canali di attività saranno l'e-commerce attraverso www.esperya com, la rete di negozi in franchising all'estero operanti con il marchio Olio&Farina e una nuova costituenda linea di distribuzione per la ristorazione di altissimo livello, oltre che nel settore della regalistica aziendale”.

Il sentiment per il made in Italy
Nella percezione del brand Italia presso il pubblico estero, i prodotti alimentari si confermano ovunque su livelli di eccellenza (indice BAV di Young&Rubicam). Sensazione confermata dalla conquista del  primato europeo in fatto di qualità e tipicità. L'Italia, infatti, conta ben 171 riconoscimenti (il 21% del totale) per prodotti a denominazione di origine tutelata. Seguono Francia con 156 denominazioni, Spagna (116) e Portogallo (105). La qualità dei sapori italiani e l'apprezzamento internazionale si riflettono nella crescita dell'export. Nel 2008 i prodotti Dop, Igp e Stg hanno registrato aumenti del 20% rispetto al 2006, generando un giro d'affari di oltre 60 miliardi di euro l'anno (dati Confederazione Italiana Agricoltori).
Proprio per tutelare la qualità dei prodotti, il noto allevatore-gastronomo Paolo Parisi si occuperà di fornire la sua consulenza per una selezione garantita e fornirà i suoi prodotti, generalmente destinati alla ristorazione di lusso, in esclusiva ad Esperya per la vendita al consumatore.

L'e-commerce incontra il franchising
In uno scenario economico sempre più incerto, e-commerce e franchising sono tra i settori della distribuzione in continua espansione. Nel 2007, il franchising ha sviluppato 21,129 miliardi di euro, segnando un +5,2% sul 2006. Tra i cambiamenti più rilevanti vi è il primo posto guadagnato dal settore gdo food - alimentari (3,43 mld, +16,2%) e la tendenza all'internazionalizzazione che ha registrato un +37,5%, ora a quota 6.669 (Quadrante Franchising & Marketing Services per Assofranchising).
Dati che risultano ancor più positivi se abbinati alla crescita e alle potenzialità dell'e-commerce. Infatti, ben il 17% dell'export Made in Italy nel 2008 è stato scambiato online (Nielsen).
Il commercio su web ha un mercato di 875 milioni di persone (85% del totale dei navigatori) e nel 2008 ha segnato una crescita del 40% rispetto al 2006, durante il quale i web-consumers erano solo, si far per dire, 627 milioni (dati Nielsen). Stando agli ultimi dati elaborati da Forrester Research, nel 2008 le vendite online continueranno a crescere a due cifre in tutto l'occidente. Secondo le stime acquisite, la previsione a cinque anni per il mercato italiano sarà così ripartita 2009 +8,5%, 2010 +11%, 2011 +14%, 2012 +19%, 2013 +24% (fonte: Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano).

Chlabe mette in vetrina le stelle della gamma Quasar

Professione: pulizia della casa. Dal 1985, i detergenti specifici Quasar -offerti da Chlabe- si connotano per l’eccellenza intrinseca, l’ottimo rapporto qualità-prezzo, l’alta marginalità ed il forte supporto promozionale. Oggi i dati di vendita della linea risultano decisamente in trend: nel primo semestre 2008, infatti, il fatturato aziendale è cresciuto del 21%. Il topseller è Quasar vetri, che vanta una quota a valore dell'8,6% ed una distribuzione ponderata del 40% (IRI Infoscan 05/08), ma le novità sono i restyling di Cucina, detergente neutro per superfici delicate (+38%), e dello Sgrassatore universale, ideale per qualsiasi superficie unta ed anche sui tessuti (+6%), ed il lancio di Quasar vetri spray, adatto a vetri ed altre superfici lavabili, che si dimostra pratico, veloce ed ecologico (non danneggia lo strato di ozono).

Komatsu vince nella categoria “Innovazione” all’FLTA Award 2008

Ha appena conquistato il prestigioso Innovation Award dell’FLTA (Fork Lift Truck Association). Il nuovo carrello elevatore Komatsu BX 50-109, distribuito in Italia da AMIS, si distingue per un nuovo tipo di sollevamento idraulico -che incrementa la velocità di sollevamento a bassi RPM e riduce i cedimenti idraulici anche su lunghi percorsi- ma soprattutto per il sistema di guida KAPS III, che aiuta a contenere l’ondeggiamento in manovra, assicurando che le ruote sterzanti ritornino sempre nella posizione iniziale, a beneficio della maneggevolezza e, quindi, della sicurezza. Disponibile nelle varianti Diesel e GPL, il BX50-109 si chiama così per la sua larghezza contenuta (misurando, appunto, solo 109 cm), un plus che -insieme al passo ridotto di 24 cm- lo rende molto agile nei magazzini dove lo spazio è limitato

Reckitt Benckiser ribattezza Calfort con il brand mondiale Calgon

Calfort cambia nome. D’ora in poi, anche sul mercato Italia il leader degli anticalcare per lavatrice si chiamerà Calgon, brand con cui è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo: un nome più forte, affermato a livello internazionale, che si distingue anche per la sensibilità ambientale (le sue confezioni in cartone sono riciclabili e fatte per il 90% di carta riciclata). I prodotti della linea Calgon promettono di mantenere libere dal calcare -lavaggio dopo lavaggio- le parti vitali della lavatrice (cestello, serpentina, manicotto, guarnizioni, ecc.), ostacolando il deterioramento progressivo dell’efficienza dell’elettrodomestico. Con l’introduzione del nuovo brand, le tabs Calgon adottano la tecnologia Expressball, mediante cui ogni tab risulta ancora più efficace in quanto attiva fin dalle prime fasi del lavaggio.

Syngenta acquisisce Goldsmith Seeds

Syngenta ha annunciato l'acquisizione di Goldsmith Seeds, azienda americana, leader nella ricerca e produzione di sementi da fiore. Il valore dell'accordo è di 74 milioni di dollari, al netto di debiti e liquidità. Il via libera da parte delle autorità Usa competenti in materia di antitrust dovrebbe avvenire entro la fine di quest'anno.

Goldsmith Seeds seleziona, produce e commercializza un ampio assortimento di piante annuali da seme e piante da vaso, come il ciclamino, l'impatiens e la petunia. Nata nel 1962 l'azienda conta attualmente 1500 addetti, ha sede, strutture di ricerca e produzione a Gilroy (in California) e coltivazioni in Guatemala. I prodotti manterranno il brand originario, che però si affiancherà a quello di Syngenta Flowers, la divisione di Syngenta che si occupa di floricultura e che riveste il ruolo di leader mondiale nell'industria delle piante da vaso e da trapianto, con un ampio portfolio di prodotti propri. Attiva nei cinque continenti, seleziona e commercializza le proprie varietà floricole di alta qualità sotto forma di semi, piantine e talee destinati al settore ornamentale. Nel 2007 ha fatturato 272 milioni di dollari.

La capogruppo Syngenta è uno dei principali attori dell'agro-industria mondiale, impegnata nello sviluppo di un'agricoltura sostenibile attraverso ricerca e tecnologie innovative. La società è ai vertici del settore degli agrofarmaci ed è al terzo posto nel mercato delle sementi ad alto valore aggiunto. Le vendite del 2007 ammontano a circa 9,2 miliardi di dollari. Il Gruppo impiega circa 21.000 persone in oltre 90 Paesi

Guido Barilla: trend 2009, listini, rapporti Idm-Gdo

Gruppo Coin acquisisce la rete Melablu

Con l'obiettivo di allargare la rete OVS industry e di consolidare la propria presenza nell'area del fast fashion italiano, Gruppo Coin ha acquisito il 100% del capitale sociale di Tre.bi Spa, società proprietaria della catena di negozi di abbigliamento Melablu, caratterizzata da un'offerta giovane e facilmente accessibile.

L'operazione, che sarà perfezionata a breve, coinvolge i 60 pdv diretti a insegna Melablu, che hanno una dimensione media di 1.000 mq.

Il prezzo dell'operazione sarà basato su un Enterprise value pari a 25,5 mio euro e determinato applicando un multiplo del 5,7x sul margine operativo lordo pro forma e dello 0,25x sulle vendite nette.

Il Salone del Gusto dove cibo e ambiente sono sostenibili

Per questa edizione del Salone del Gusto e Terra Madre (dal 23 ottobre al Lingotto di Torino), in linea con la sua filosofia del buono, pulito e giusto, Slow Food ha affrontato la manifestazione anche in chiave di sostenibilità ambientale, attraverso un progetto -realizzato in una visione sistemica- in collaborazione con Regione Piemonte, Città di Torino, Disegno Industriale - Politecnico di Torino, Fondazione Zeri, Novamont e ad altri partner.

Più pulito è meglio
Sono diversi gli ambiti della manifestazione coinvolti, quali gli allestimenti (eliminazione moquette), la produzione di rifiuti (sistema di dismissione che punta al 50% di differenziazione), gli imballaggi (shopper biodegradabili, packaging in vetro per i Presidi, sistema di raccolta e dismissione delle bottiglie in Pet, valorizzazione packaging in acciaio),  i materiali per la fruizione del cibo (kit di stoviglie monouso in Mater-Bi di Novamont), la mensa di Terra Madre e quella Ideale, la logistica per il trasporto delle merci e la mobilità dei delegati e dei visitatori di Terra Madre (automezzi a ridotto impatto ambientale, incentivi per l'utilizzo dei mezzi pubblici ecc), le risorse energetiche e le emissioni di CO2.

Il cibo nel piatto giusto
La distribuzione di prodotti monouso biodegradabili e compostabili porterà, secondo le stime progettuali, alla produzione di circa 11.000 Kg di compost dalla raccolta di 27.000 Kg di rifiuto organico.  Dall'analisi di LCA (Life Cycle Assesment) svolta confrontando un pasto somministrato attraverso prodotti monouso compostabili e prodotti monouso in plastica tradizionale emerge che i Kg di CO2 risparmiata sono pari a  68  Kg/1000 pasti (dato appositamente rivisto per il Salone del Gusto di Torino in ragione di una prevedibile riduzione dei residui di cibo). Il risparmio complessivo di CO2 ipotizzato, secondo le stime progettuali, equivale a circa 450 auto in meno circolanti a Torino ogni giorno, durante i 4 giorni della manifestazione  (50 Km per auto ogni giorno). In termini energetici, l'energia non rinnovabile risparmiata sarà di 515KWh/1000 pasti, che, sempre nelle ipotesi date, equivale a non accendere per ognuno dei 4 giorni del Salone del Gusto circa 26.000 lampadine da 50 W.

Parte la 360° Green Revolution di Monte Vibiano

Monte Vibiano, azienda produttrice di vino e olio, ha lanciato la 360° Green Revolution, un progetto che condurrà l’azienda perugina all’azzeramento delle proprie emissioni di gas serra entro il 2009. L’iniziativa ha preso il via dallo stato dell’arte certificato da DNV (Det Norske Veritas), ente internazionale di verifica. Le verifiche delle emissioni di Monte Vibiano sono state effettuate sulla base delle linee guida internazionali ISO 14064. Il conseguente certificato #00001 attesta le attuali emissioni di gas serra dell’azienda e costituisce la base da cui partire verso l’obiettivo zero emissioni. Monte Vibiano ha inaugurato, inoltre, la prima stazione di ricarica elettrica alimentata esclusivamente da energia pulita. La stazione, sviluppata da Green Utility e Cellstrom, è uno dei tanti tasselli della rivoluzione ecologica di Monte Vibiano, che modifica l’intera azienda e produzione agricola a 360° gradi. Una serie di pannelli solari fotovoltaici di Green Utility sono stati installati per generare energia pulita e convertire la luce del sole in energia elettrica.
L’iniziativa 360° Green Revolution comprende inoltre: trattori a biodiesel di I generazione della Same Deutz-Fahr; una caldaia a cippato, una fonte di energia rinnovabile, che fornirà a Monte Vibiano l’energia termica necessaria alla produzione vinicola, sviluppata dal Centro italiano di Ricerca sulle Biomasse; quattro silos dipinti di bianco riflettente che aiuteranno a compensare il riscaldamento globale causato da una emissione di 25 tonnellate di CO2 equivalente, secondo il principio dell’albedo terrestre; fertilizzanti organici, che sostituiranno progressivamente quelli chimici.

Centri commerciali in cerca di investitori liquidi

Cash is king. Si potrebbe così riassumere in tre parole inglesi il senso
del Convegno del Cncc, il Consiglio nazionale dei centri commerciali
tenutosi ieri presso il centro commerciale “Due mari” di Maida (Cz),
promosso da Cogest. A condurre i lavori il presidente Cncc
Pietro Malaspina.
Il dato saliente è che la redditività potenziale degli affitti sta
crescendo rapidamente. Traducendo dal linguaggio settoriale degli
immobiliaristi questo significa che a parità di canoni chi vuol comprare
un centro è disposto a pagare molto meno.
Anche perché gli investitori sono spariti: oggi sono in grado di comprare
solo i fondi immobiliari e principalmente quelli di tipo aperto (cioè con
possibilità di sottoscrizione di quote anche dopo il lancio sul mercato) e
questo per la semplice ragione che possono operare con mezzi finanziari
propri e senza ricorrere al credito bancario, merce sempre più preziosa e
più cara. Di qui il presumibile arrivo dei fondi di diritto tedesco (in
Germania i fondi aperti sono consentiti mentre da noi no) o anche dei
famosi fondi sovrani dei paesi petroliferi.
Certo la redditività dei canoni crescerà a condizione che la situazione
economica non precipiti fino al punto da costringere molti retailer a
lasciare vuoti gli spazi: l’esosità delle richieste delle proprietà
infatti sta portando a rivedere i piani di sviluppo delle insegne e
probabilmente porterà alla revisione dei contratti.
Illuminante a questo proposito la slide che ha chiuso l’intervento di
Davide Dalmiglio, National Director Capital Market di Jones Lang Lasalle:
in una matrice che metteva in ordine le priorità di scelta per un
potenziale investitore la sostenibilità dei canoni e delle spese
condominiali veniva al primo posto e il design del centro l’ultimo. Che il
trend di far progettare i centri a famosi architetti sia già finito?

La pubblicità diventa non convenzionale

Il marketing non convenzionale è già sperimentato da qualche tempo e da più di un pioniere (in genere con successo, come nel caso di Burger King con la trovata del “pollo servizievole”). Per molte aziende, tutavia, non fa ancora parte in modo strutturato delle strategie di promozione.
Il marketing non convenzionale è definito da parole-concetto che, perlomeno per gli addetti ai lavori, sono già entrate nel quotidiano. Una di queste è guerrilla marketing, che fa riferimento ad attività o a un tipo di comunicazione dal forte effetto “sorpresa” sulle persone. Poi c'è il marketing virale, che fonda la propria forza su un prodotto o un messaggio che tende a diffondersi spontaneamente tra le persone, proprio come un virus. Non è una tecnica che si improvvisa, dato che per cimentarvisi è necessario partire dal progetto del cosiddetto viral Dna e dall'identificazione delle persone potenzialmente interessate, per poi trasferire il “prodotto” al network sociale di riferimento, che può essere il tradizionale bar ma che si identifica più naturalmente con il social networking sul Web.

L'effetto passaparola
Il rivoluzionario viral marketing è legato a dopio filo con un altro asset del marketing non convenzionale, il vecchio passaparola che in gergo tecnico viene chiamato “word of mouth”. E l'effetto “buzz”, il ronzio di chiacchiere e riferimenti a una novità, si scatena proprio quando un'operazione word of mouth è ben riuscita.
«Il passaparola, soprattutto su Internet, vale molto di più della pubblicità nel momento di fare un acquisto - sottolinea Alex Giordano, fondatore di Ninja Marketing.it e co-autore del testo Marketing non-convenzionale, intervenuto presso il recente convegno Branding Italia 2008 organizzato da Marcus Evans -. Bisogna fare attenzione alla percezione della marca e a non parlare sempre al pubblico come se si stesse facendo pubblicità».
I cardini fondamentali dell'advertising sono ribaltati: qui sono le idee che trovano il medium e non viceversa. Non si studia una campagna appositamente per “quel” medum. Si tratta di sfruttare idee in momenti particolari e non ripetibili per realizzare campagne a effetto temporale circoscritto. «Dentro il concetto di marketing non convenzionale - sintetizza Giordano - c'è il senso di innovazione continua».

Integrazione con l'advertising tradizionale
Non va però buttato tutto ciò che è “vecchio”: il marketing non convenzionale deve essere più che altro un'attitudine costante come parte di un media mix che potrà comprendere tutte le forme di promozione più tradizionali. Un concetto, questo, sottolineato anche da Federico Galimberti, direttore divisione Asi di Ipsos, business unit che si occupa di ricerca sulla pubblicità: «i cambiamenti nell'advertising negli ultimi cinque anni sono stati più grandi che negli ultimi 50. La sfida però è sempre quella di essere capaci di emergere dal brusio di fondo, riuscire a influire sul comportamento del consumatore e giustificare l'investimento, e questo oggi è un po' più difficile. Tutti vedono Internet come il mezzo su cui investiranno maggiormente nei prossimi anni, ma non sarà la fine per lo spot da 30 secondi classico, perché comunque la Tv resta importante per la sua capacità di persuadere». Il punto, anche secondo Galimberti, è individuare il mix ideale tra i vari media, sfruttando tutte le possibili sinergie.

I 177 prodotti salvati da Slow Food entrano nei pdv di Coop Italia

Slow Food e Coop Italia stamane al Salone del gusto di Torino annunciano una nuova
partnership esclusiva riguardante i Presidi italiani: i 177 prodotti
“salvati” da Slow Food in questo decennio di vita, entreranno a tutti gli
effetti nei pdv di Coop, che li ha selezionati e proposti in tre
“segmenti”. Quelli che hanno potenzialità nazionali a livello produttivo, come per esempio il pecorino di Farindola, con distribuzione relativamente
ampia; quelli che hanno una produzione media, come il culatello di Zibello
dell’artigiano Pezzani, con il medesimo livello distributivo, e quelli di
nicchia, con produzione limitata (la Pitina, per esempio), con
distribuzione selezionata.

Un logo multicolore
I prodotti dei Presidi, in vendita da oggi in alcuni pdv Coop, nel caso di
produzioni “nazionali” avranno anche il brand Fior Fiore (quello dei
prodotti a marchio premium price di Coop). Tutti sono comunque
contrassegnati da un logo multicolore che ricorda la chiocciolina di Slow
Food e che lo identifica come prodotto proveniente da uno dei Presidi
italiani dell’associazione dei prodotti “buoni, puliti e giusti".
L’iniziativa si pone anche l’obiettivo di contribuire alla salvaguardia
della biodiversità, educando il consumatore anche attraverso percorsi di
formazione-informazione a riconoscere i prodotti della tradizione che ne
salvaguardano l’artigianalità originale, il territorio e consentendo, nel
contempo, lo sviluppo dell’economia locale.

F&T: XO’, dalla sartoria rapida alla merceria

Gap e Colette: la retail co-branding

Cobranded in crescita

obbligo Pos

Cresce il mercato delle fidelity card con possibilità di effettuare anche pagamenti. Lo rileva l’ultimo rapporto sulle carte di credito elaborato dalla centrale di informazioni creditizie Crif, dall’Associazione delle società finanziarie Assofin e da Gfk Eurisko. All’interno del settore delle cosiddette carte cobranded, quello della distribuzione è il comparto più consolidato e importante, per numero di clienti e per giro di affari generato. 

Cambio di strategia

La crescita del comparto è avvenuta nella prima fase mediante una scelta strategica ben precisa da parte delle aziende della gdo: quella di ricorrere a partnership commerciali con istituti bancari o finanziari. In altri Paesi, dove il credito al consumo è una realtà più matura non è così e infatti le due grandi aziende d’Oltralpe presenti nel nostro paese con le loro insegne hanno preso una strada diversa. Ci riferiamo nello specifico alla scelta di passare dalla partnership con un provider di servizi a vere e proprie joint venture con gli intermediari finanziari. Così Auchan ha avviato una società comune con Accord mentre Carrefour ha costituito una società ad hoc, Carrefour Servizi Finanziari: in entrambi questi casi le insegne hanno così deciso di distribuire autonomamente il credito al consumo ai propri clienti assumendo anche i relativi rischi. 

Rapporto win-win

Comunque si configuri, il rapporto tra attori della gdo e società finanziarie risulta proficuo per entrambi: per le insegne si tratta di fornire ai clienti un servizio sempre più apprezzato, appoggiandosi ad aziende con professionalità riconosciuta; per le finanziarie invece significa avere la possibilità di accedere a segmenti di mercato altrimenti non raggiungibili. E si tratta di un mercato in continua crescita, come mostra il grafico qui a fianco, e con ulteriori prospettive di sviluppo se si considera che almeno una carta è presente in oltre il 42% delle famiglie con decisore di spesa tra i 18 e i 74 anni.
Quanto ai numeri delle varie insegne, la classifica è saldamente guidata da Coop, con i suoi oltre 6,5 milioni di soci; a seguire, le carte fedeltà di Interdis sono 4 milioni, Esselunga ne ha 3,8 milioni, mentre Conad raggiunge quota 3,6 milioni.

Le condizioni delle carte della gdo

Insegna  Nome della carta Gestore  Circuito  Tipo di carta  Taeg massimo Spese estratto conto
Benetton Revolving BankAmericard Vi Rv 11,70 1,55
Cisalfasport Attiva Agos Mc Rv 17,00 1,03
Computer Discount Attiva Agos  Vi Rv 15,50 1,03
Darty Carta Viva Linea Mc Rv 17,98 1,50
Decathlon Alsolia Agos  Mc Rv 17,22 1,03
D-Mail Attiva Agos   Vi Fl 15,50 1,03
Esselunga Fidaty Plus BankAmericard Mc Fl 14,16 1,85
Euronics Attiva Agos   Vi Rv 17,17 1,03
Expert Attiva  Agos    Mc Rv 16,49 1,03
Grancasa Carta Viva  Linea Vi Rv 17,81 1,50
Gs SpesAmica Pass Carrefour Mc Rv 26,06 1,06
Iper Vantaggi Vip Ducato Mc Fl 14,71  1,03
Italiarredo Carta Viva  Linea Vi Rv 17,81 1,50
Mondoconvenienza Attiva Agos Vi Rv 15,50 1,03
Sidis Sidis  Ducato Vi Fl 18,91  1,03
Unieuro Financing Attiva Agos Vi Rv 18,33 1,03

Fonte Elaborazione Gdoweek
Vi=Visa, Mc=Mastercard, Rv=Revolving; Fl=Flessibile

Despar e Q8 insieme per creare fedeltà

Cibo e carburante sono tra gli acquisti più frequenti delle famiglie italiane. E, in piena crisi dei consumi, ecco che si moltiplicano le strategie delle insegne per coinvolgere il consumatore con promozioni di fedeltà, creando sinergie tra i due luoghi d'acquisto. L'ultima iniziativa in questo senso è l'operazione di co-marketing tra Despar Aspiag - Cedi presente nel Triveneto e in provincia di Ferrara - e Q8 Petroleum Italia: si tratta di un'operazione di cross selling che prevede l'erogazione di buoni sconto di ciascun partner a fronte di acquisti presso i punti di vendita dell'altro. L'obiettivo di questa operazione è quello di creare un circolo virtuoso per i clienti, al fine di orientare la loro scelta dai punti vendita Despar ai punti vendita Q8 e viceversa.
La meccanica prevede che a ogni rifornimento di 50 euro, in uno dei punti di vendita Q8 aderenti all'iniziativa, il cliente riceva un buono spesa Despar del valore di 5 euro spendibile, a fronte di una spesa minima di 50 euro in uno dei punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar, aderenti all'iniziativa. Parallelamente, ad ogni spesa di 30 euro in uno dei punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar, il cliente riceve un buono Q8 del valore di 2 euro, che sarà spendibile, a fronte di una spesa minima di 40 euro in uno dei punti vendita Q8 aderenti all'iniziativa.
La promozione è attualmente in corso per la durata di un mese (dal 9 ottobre all'8 Novembre 2008) su un'area test nella provincia di Treviso e coinvolge 25 punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar e 25 punti di vendita Q8.

Carburante sempre protagonista
Creare empatia e fidelizzazione sia all'insegna sia alla stazione di servizio è stata, durante tutta la prima parte dell'anno, una delle linee maggiormente seguite dalle imprese della distribuzione. A luglio, per esempio, è stata la volta di Unieuro, che con la partnership con Agip ha consentito, attraverso l'acquisto di prodotti di elettronica, di ricevere buoni sconto in carburante Agip fino al 30% del valore dei prodotti acquistati.
Tra le iniziative di co-marketing più datate vi è quella tra Esselunga e, di nuovo, Q8: le due aziende, anche quest'anno, rendono disponibili per i clienti ulteriori possibilità di utilizzare i punti accumulati con gli acquisti e i “pieni”. Infatti, i punti della campagna promozionale Q8 possono essere utilizzati per richiedere punti del programma Fìdaty Esselunga e viceversa.
È invece “monodirezionale” la promozione Qui Fai il Pieno di punti, attivata lo scorso marzo e valida fino allo stesso mese del 2009, operazione di co-marketing tra i supermercati Tigros (Agorà) ed Erg: i titolari della Tigros card, facendo il pieno alla Erg possono accumulare punti per ottenere i premi del catalogo Collection mon amour 2008 di Tigros.

Italian Food Excellence

dmc

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