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Stammi Bene, Mercato con Cucina

Uno spazio nel centro della città di Bari con due anime complementari: la ristorazione e il mercato. Un unico denominatore comune: la qualità, i prodotti di eccellenza del territorio e la tendenza al biologico. Questo è Stammi Bene, Mercato con Cucina, nuova avventura di Megamark (Selex). Raccontano i dettagli e le particolarità del format: Alessandro Milella, direttore dello spazio, e Alessandra Leo, maestro di casa.

Arcaplanet: punto di vendita a Sondrio

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Si espande in Lombardia l’insegna Arcaplanet che apre un petstore al centro commerciale I Vigneti, in via del Piano 20/A, a Castione Andevenno, in provincia di Sondrio

Si espande in Lombardia l’insegna Arcaplanet che apre un petstore al centro commerciale I Vigneti, in via del Piano 20/A, a Castione Andevenno, in provincia di Sondrio. È il 53esimo negozio nella regione. La struttura occupa un’area di oltre 650 mq e conta un assortimento di più di 10.000 referenze. Al suo interno si trovano Arcalab, lo spazio in cui sarà possibile incontrare gli esperti di settore e avere utili consigli, il Pet wash con vasche e zona phon senza limite di tempo, e lo spazio per lavatrice e asciugatrice a gettoni per l’igiene e il lavaggio degli accessori degli animali. I clienti possono iscriversi all’interno del circuito ArcaCard, il programma fedeltà dell’insegna. Il team di lavoro è formato da cinque risorse.

Nau! si sviluppa in Lazio e Lombardia

Si consolida sul territorio italiano l’insegna di ottica Nau! che inaugura due punti di vendita, il primo a Roma il secondo a Varese

Si consolida sul territorio italiano l’insegna di ottica Nau! che inaugura due punti di vendita, il primo al centro commerciale Aura, il nuovo polo commerciale situato nel cuore della Capitale, a 500 metri dalle mura di Città del Vaticano. Il secondo store è stato realizzato a Varese, al centro commerciale Campo dei Fiori.

In entrambi i negozi l’assortimento propone occhiali da sole e da vista, per uomo, donna e bambino esposti in uno spazio moderno realizzato con materiali ecofriendly e un design essenziale.

Nau! ha una rete distributiva composta da oltre 140 store monomarca, tra negozi diretti ed in franchising, in Italia, Spagna, India, Usa, Iran e Cina e più di 700 dipendenti.

 

Le imprese food si ristrutturano

Risolti tutti gli aspetti organizzativi di base, le aziende agroalimentari Italiane sono oggi in grado di rispondere con flessibilità alle differenti necessità per singole destinazioni: dal mercato interno a quelli dell’export vicino e lontano. Con una serie di opzioni strategiche diverse (da Gdoweek n. 7)

L’Italia ha fatto un salto strutturale, superando quello che è sempre stato un limite, ma anche uno dei tratti distintivi del valore e della ricchezza unica del cibo made in Italy: la frantumazione dell’offerta, che unita all’assenza di distributori italiani nel mondo, ha rallentato la capacità delle aziende italiane di rispondere alla grande richiesta internazionale di prodotti alimentari italiani. Restando ancorati a un’ottica distributiva domestica, a volte anche solo interregionale o locale tout court.

Il balzo strutturale si è espresso in varie modalità: dalla nascita di piattaforme aziendali logistiche e distributive, alla fondazione di collettori unicamente logistici, fino all’apertura da parte delle singole aziende di filiali e uffici commerciali all’estero che consentono l’instaurazione di relazioni dirette e una maggiore cura nei servizi e del marketing. Sono soprattutto le aziende italiane che esportano ad avere superato piuttosto rapidamente tutti gli aspetti organizzativi di base. Si tratta di imprese oggi in grado di rispondere con flessibilità alle richieste di packaging, formati, etichettature, differenti da destinazione a destinazione. La conseguenza di tutto questo sforzo si coglie nei numeri. Cresce la scalata dell’export italiano nel mondo e l’intero sistema guarda con giustificato ottimismo all’obiettivo dei 50 miliardi di euro a valore nel 2020. E le stesse prestazioni interne stanno migliorando. Un primo focus d’analisi riguarda le piattaforme del made in Italy, in particolare due esperienze con peculiarità differenti, ma gradi di efficacia sicuramente superiori rispetto a quanto avveniva in un passato anche recente. La prima concerne Cremonini, che mette a disposizione di protagonisti alimentari terzi Inalca Food&Beverage. Per aprire i mercati esteri ad aziende italiane meno strutturate, Inalca (società del Gruppo Cremonini, e tra i maggiori player europei nel settore delle carni bovine), ha fondato nel 2012 la controllata Inalca Food&Beverage, specializzata nella distribuzione internazionale delle eccellenze italiane: salumi, formaggi, salse e condimenti, pasta, prodotti da forno, dolci e salati, vino, spezie, acque minerali, e tutto quello che non può mancare nella cucina di un ristorante italiano.

IF&B è una società fondata sul know-how specifico della casa madre e svolge attraverso la propria organizzazione dedicata, il ruolo di piattaforma centrale per tutta la supply chain distributiva, garantendo alti livelli di efficienza, una approfondita conoscenza dei mercati di destinazione e la copertura della distribuzione “dell’ultimo miglio” dei prodotti fino alla porta del cliente grazie all’acquisizione di piccoli e medi distributori locali. Attualmente dispone di 25 piattaforme logistico-distributive in nove Paesi: Usa, Capo Verde, Tailandia, Hong Kong, Cina, Malesia, Australia, Messico, Isole Canarie e di un catalogo di oltre 10.000 referenze, per il 90% commercializzate a marchio delle aziende fornitrici e per il restante 10% con il marchio proprio Mamma Tina. IF&B acquista i prodotti finiti e confezionati dai fornitori italiani e si pone come interlocutore unico sul mercato internazionale. Opera principalmente nel segmento B2B, in prevalenza nel canale horeca e food service ma, in alcuni mercati, serve anche il retail. “Con questo progetto -afferma Augusto Cremonini, Ceo e ideatore di IF&B- vogliamo creare delle filiere di valore, controllate, stabili e sostenibili, dando continuità al business. Le aziende che esportano con noi si appoggiano a un piano strategico di lungo periodo di crescita condivisa. Il nostro ufficio qualità supporta le aziende fornitrici in tutto il percorso di preparazione delle marce per la spedizione (packaging, etichettatura, documentazione), dopodiché ci occupiamo del ritiro dei vari prodotti, della spedizione via terra, aereo o mare e anche del piano di marketing per il consolidamento della presenza delle referenze all’estero. In alcuni casi, coinvolgiamo i fornitori stessi per eventi di presentazione in loco o nella partecipazione a fiere all’interno dei nostri stand. Tutto questo avvalendoci delle economie di scala che possiamo fare grazie all’appartenenza al Gruppo Cremonini”.

La seconda case history riguarda la piattaforma di Granarolo. Il gruppo bolognese seleziona specialità italiane per servire 5 continenti. Porsi come unico referente per un’ampia offerta di prodotti made in Italy è diventato parte fondamentale della strategia di internazionalizzazione del Gruppo che è presente oggi in mercati anche remoti, grazie ad acquisizioni nel corso degli ultimi anni in Nuova Zelanda, Brasile, Cile, Grecia, Francia, Svezia, Svizzera, Estonia o con uffici commerciali come in Cina e negli Stati Uniti. Di recentissima definizione c’è l’acquisizione della società Midland Food nel Regno Unito, che porta Granarolo ad ambire a posizioni di primissimo livello nel mercato locale.

A differenza di Inalca Food&Beverage, l’attività d’impresa è improntata prevalentemente a una politica di brand propri, in alcuni casi quelli storici del gruppo e in altri quelli entrati nel perimetro Granarolo attraverso le partnership societarie degli ultimi anni. Il core business anche all’estero è e resterà quello della casa, il comparto dairy di cui Granarolo è attualmente il principale produttore italiano. Le numerose acquisizioni industriali effettuate negli ultimi anni consentono però al Gruppo di estendere il portafoglio dell’offerta all’Italian Healthy Foods (bevande e prodotti vegetali e biscotti, crackers, grissini e altri sostitutivi del pane senza glutine) e all’Italian Specialty Foods, cioè alcuni dei prodotti più rappresentativi del made in Italy alimentare (pasta, aceto balsamico, prosciutto).

“L’obiettivo di Granarolo -commenta Tiziano Manco, marketing director Italy & Non European countries di Granarolo- è diventare una piattaforma di riferimento all’estero per i prodotti agroalimentari italiani. La presenza di nostri distributori in diversi Paesi ci consente un controllo più oculato del mercato e di stringere partnership durature e dirette con i clienti proponendoci come riferimento unico per un’ampia gamma di prodotti italiani, in grado di garantire efficienza nella consegna, controlli della qualità e di fornire tutte le certificazioni richieste. Dall’altro lato un unico interlocutore agevola il compratore nell’ottimizzazione degli audit”.

La ristrutturazione non va solo in direzione della creazione di piattaforme multiple. Nel mondo ortofrutticolo non mancano interessanti esempi di ottimizzazione in chiave prospettica. Dopo aver creato un brand strettamente connesso a uno specifico territorio, Vi.P Val Venosta, uno dei grandi consorzi di produzione e commercializzazione delle mele italiane, potenzia la competitività investendo nelle varietà club e nel bio e riorganizza la struttura aziendale unendo sotto un’unica direzione commerciale il marketing e la vendita. “Abbiamo acquisito i diritti per nuove varietà che i nostri soci si stanno impegnando, con noi, a sviluppare -racconta il direttore commerciale Fabio Zanesco-. Stiamo investendo sulle mele Kanzi per raggiungere, in breve, due volte e mezzo la produzione attuale; nell’Ambrosia, di cui termineremo di piantare il primo lotto di 200 ettari nel 2018 e pianteremo il secondo lotto di 100 ettari nel 2020 per passare da un potenziale produttivo che oggi è 1.500 t a 15mila t fra 7-8 anni. Con Envy oggi siamo circa a 1.000 t di potenziale e saliremo fino a 5.500 t. Questi sono tre dei 6-7 progetti di nuove varietà che porteremo al pubblico nei prossimi anni. Si tratta di mele nuove che vanno introdotte e fatte penetrare nei mercati ed è per questo che vendita e marketing devono andare a braccetto”.

Restando nell’ambito delle mele, non si può non accennare all’accordo 2017 fra Melinda e La Trentina, un patto che impegna i due principali attori della frutticoltura trentina a costituire una comune organizzazione per la commercializzazione dei prodotti, pur rispettando e, anzi, valorizzando i rispettivi marchi. L’intento è chiaro: abbandonare politiche concorrenziali per creare sinergie, commerciali prima e produttive poi.

Secondo quanto affermato dai protagonisti, l’alleanza funziona e garantisce sviluppo. “La strada intrapresa sta già dando i primi buoni frutti -afferma il presidente Rodolfo Brochetti- dando merito alla condivisione delle linee guida di un progetto di indirizzo varietale e della sempre maggiore sinergia in tutti i processi di post raccolta”. Sono diversi i fronti sui quali il Consorzio frutticolo trentino sta operando per garantire alle 1.200 famiglie di frutticoltori associati i vantaggi utili a assicurare sostenibilità produttiva a lungo termine. L’attività commerciale, già svolta quest’anno in modo congiunto con il Consorzio Melinda, sarà gestita da un’Associazione di Organizzatori di Produttori, di cui entrambe faranno parte, che sarà operativa con l’inizio della prossima raccolta, aperta all’ingresso di altre realtà. Prosegue anche l’azione di consolidamento e razionalizzazione dell’attività industriale, frutto delle sinergie attuabili a seguito dell’accordo. Nei prossimi mesi sarà inoltre presentato un progetto di indirizzo varietale che metterà a fattor comune tutto il territorio delle due Op garantendo l’ottimizzazione delle produzioni e la valorizzazione delle diverse varietà, ognuna delle quali troverà destinazione negli areali produttivi meglio confacenti.

L’intesa attualmente interessa l’85% della superficie frutticola trentina e prosegue su tutti i fronti, dal miglioramento della gestione delle vendite e del servizio al mercato all’ottimizzazione delle risorse interne e alla condivisione degli obiettivi volti a una sempre maggiore sostenibilità delle produzioni.

Per la prima volta l’agricoltura e l’industria alimentare italiana d’eccellenza accomunano le proprie forze per difendere, sostenere e valorizzare il Made in Italy. È questo l’obiettivo della realtà associativa Filiera Italia, promossa da Coldiretti, Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica), che ha tra i soci fondatori Bonifiche Ferraresi, Ocrim, Farchioni Olii, Cirio agricola, Donna Fugata, Maccarese, Ol.Ma, Giorgio Tesi Group, Terre Moretti (Bellavista) e Amenduni. La compagine associativa è riunita attorno ai valori comuni dell’identità territoriale e nazionale, per favorire la conoscenza e la diffusione di pratiche alimentari basate sui principi della Dieta Mediterranea, attraverso la combinazione di tutti gli ingredienti utili a una alimentazione sana, variata ed equilibrata.

Secondo il già citato Luigi Cremonini, qui nelle vesti di neo eletto presidente dell’associazione: “Nasce finalmente un’alleanza di filiera che mette insieme due componenti preziose e reciprocamente imprescindibili del più importante settore di questo Paese: la produzione agricola e l’industria italiana di trasformazione alimentare. Finisce una contrapposizione immotivata e fuorviante e nasce un’alleanza che tutela la vera distintività e l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana”. Pedon ha puntato le sue carte per diventare un partner affidabile per la gdo. Qualità dei prodotti e dei processi, elevata flessibilità, capacità di sviluppo di nuovi prodotti e responsabilità sociale sono tutte condizioni necessarie per diventare partner delle grandi insegne della distribuzione nel mondo, ma il tratto distintivo per vincere la concorrenza è l’innovazione. Ed è questo il focus su cui Pedon, azienda italiana che commercializza prodotti a base di cereali, legumi e semi, punta per dare un valore aggiunto unico a delle materie prime che di per sé sono commodities: “Da sempre siamo attenti a intercettare e possibilmente anticipare i nuovi trend di mercato -afferma Paolo Pedon, export manager dell’azienda-. In particolare la nostra missione quotidiana è quella di rendere cereali, legumi e semi, prodotti dalle eccezionali caratteristiche nutrizionali e di sostenibilità, più fruibili per i consumatori attraverso un maggior contenuto di servizio (velocità e facilità di preparazione)”.

Non meno importante per l’azienda Pedon la flessibilità in termini di packaging: “In base alle esigenze del cliente e dei canali di distribuzione siamo in grado di adattare il pack del prodotto, cercando sempre di mantenere una produzione sostenibile per le persone e per l’ambiente. Inoltre, non sottovalutiamo la componente di servizio. Per i nostri clienti sono importanti le risposte veloci e immediate. Ecco perché abbiamo recentemente aperto un ufficio a Miami, in modo da poter gestire da vicino i clienti di Messico, Usa e Canada, che stanno diventando un business sempre più importante per l’azienda”. Obiettivo filiali, per essere vicini ai clienti esteri. Tutte le principali società italiane che hanno inserito l’espansione sui mercati esteri tra gli obiettivi strategici di sviluppo, si sono poi organizzate in maniera strutturata. Alce Nero, azienda italiana specializzata nel biologico di fascia super premium, con una rete di oltre mille soci produttori che coprono quasi tutte le categorie merceologiche della spesa, dalla prima colazione alla pasta fino ai condimenti, è particolarmente focalizzata verso il mercato asiatico. Qui è presente con la società Alce Nero Asia che copre tutto il Far East, Cina e Giappone. Alce Nero Asia è frutto di una joint venture al 50% con un gruppo francese presente sul mercato asiatico da decenni con cui la holding italiana condivide il marchio per l’area Orentale. Alce Nero esporta il 16% del suo fatturato, di cui il 60% in Asia. Ha di recente aperto una propria filiale nel Connecticut Mutti, uno dei maggiori brand italiani nella trasformazione del pomodoro (passate, pelati ecc.). Il 2018 sarà un anno di consolidamento anche in Europa (dove l’azienda è già presente in Francia), in particolare in Scandinavia, Germania e Austria, mantenendo però l’origine della materia prima e la lavorazione in Italia. “La presenza in loco -chiarisce Filippo Corsello, direttore export Mutti- ci permette di intercettare valori, cultura e bisogni locali e di conseguenza d’interpretare meglio la domanda e di agire sul marketing per suggerendo l’impiego più adatto dei prodotti”. Mutti esporta prodotti sia per la gdo che per il food service per un valore di 86 milioni di euro, il 36-38% del volume della produzione.

Avere un core business focalizzato su un unico prodotto è un’arma a doppio taglio nell’export. Non sempre per esempio un vino è ben accetto in tutti i mercati: negli USA è molto apprezzato il bianco, soprattutto il Prosecco, mentre non è così per i vini rossi che godono di minor attenzione; al contrario in Cina è il vino bianco a non avere un grande appeal sul consumatore. Per supportarsi nella penetrazione dei mercati e presentarsi con un paniere di vini è nata The Wine Net – Italian Co-Op Excellence, la prima rete italiana di imprese cooperative del vino per unire, valorizzare e promuovere l’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana. La rete d’impresa non ha persona giuridica: le singole cantine gestiscono in prima persona le transazioni, ma partecipano congiuntamente, unendo le risorse e i contatti commerciali a iniziative comuni di promozione o di primo contatto.

Il mondo del vino in generale prosegue il lungo lavoro di presentazione delle tante tipologie che la biodiversità italiana permette di produrre, ma dato che il made in Italy non è solo prodotto, ma è anche uno stile di consumo, Caviro, il produttore di Tavernello, il marchio di vino italiano più venduto al mondo, ha lavorato su innovazioni di packaging e di servizio: “Qualche anno fa siamo stati i primi a proporre il vino nel brick in Italia, un contenitore assolutamente nuovo per il settore. Ora vogliamo portare anche all’estero una novità che renda il vino più facile da trasportare e ne allunghi la conservazione, un’innovazione che riguarda sia il contenitore che il contenuto”, annuncia SimonPietro Felice, direttore generale Caviro, troppo riservato per fornire ulteriori dettagli. Da gennaio è operativa con licenza di importazione anche Caviro Usa. Attualmente negli Stati Uniti il Gruppo realizza 10 milioni di euro, poco più del 10% del proprio fatturato (15 considerando anche Canada e Messico), ma ha obiettivi di crescita a doppia cifra.

Tutta orientata al mercato estero la strategia di Cantina di Soave, uno dei principali esportatori di vini veronesi (Soave, Valpolicella, Amarone e Ripasso), con un volume del 50% della propria produzione che complessivamente ammonta a 100mila tonnellate di uva. “L’azienda -spiega Luca Sabatini, export manager Cantina di Soave- ha adeguato le proprie capacità logistiche e di imbottigliamento. Dall’inizio del 2018 sono operativi un nuovo magazzino con 16mila bancali e due linee di imbottigliamento che raddoppiano la capacità aziendale fino a 74 milioni di bottiglie annue”. Cantina di Soave ha creato 15 anni fa una divisione estero all’interno dell’azienda per relazionarsi direttamente con i clienti. Oggi l’ufficio estero è composto da 10 persone di cui 3 esterne, 4 back office e 3 dedicate alla logistica estera per poster rispondere alle peculiarità di ogni Paese (modalità di invio, trasmissione documenti, analisi richieste ecc). Questa separazione tra Italia ed estero riguarda anche l’ufficio commerciale che gestisce le richieste dei 50 mercati in cui la Cantina opera.

Sempre dalla regione Veneto il vino italiano più famoso nel mondo, il Prosecco, è l’unica referenza di Val D’Oca, cooperativa fondata nel 1952 che raccoglie 600 produttori e che produce per il 65% il Valdobbiadene Docg. “La nostra forza vendita elabora una strategia specifica per ogni canale -spiega Aldo Franchi, direttore di Val D’Oca- dettata anche dalle diverse norme di acquisizione di ogni Paese. In loco abbiamo importatori con i quali definiamo la strategia e gli investimenti o agenti che ci aiutano a elaborare strategie con i distributori: per esempio in Ontario non è possibile fare azioni di comunicazione, perché esiste un monopolio totale del vino acquistato dallo Stato; completamente opposto il caso della Germania”.

Carrefour Express: tre nuovi store a Milano

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Prosegue lo sviluppo in Lombardia di Carrefour Italia che punta sul format di prossimità e inaugura tre punti di vendita a Milano

Prosegue lo sviluppo di Carrefour Italia che a Milano inaugura tre punti di vendita Express in corso di Porta Romana 54, via Maddalena 9 (zona Missori) e in via Martiri della Libertà 8 a Melegnano (Mi). Nei negozi sono stati inseriti corner dedicati ai prodotti Terre d’Italia e al biologico. Nei mercati di Porta Romana 54 e via Maddalena 9 sarà inoltre possibile usufruire di servizi di lavanderia, fax e fotocopie. Il negozio di Melegnano, invece, propone tra i servizi la possibilità di pagare con i ticket restaurant o richiedere consegne a domicilio.

John Agostini, direttore prossimità Carrefour Italia, commenta: “Il format di prossimità, con tutti i servizi aggiuntivi che offre, è stato pensato per venire incontro alle esigenze di praticità e qualità dei nostri clienti, sia nelle zone centrali delle grandi città che in realtà più piccole come può essere quella di Melegnano. Oggi più che mai è una strategia vincente ed è inoltre un’occasione unica e bellissima per essere a contatto diretto con gli abitanti e le attività di quartiere”.

Sincerità, trasparenza e coerenza

Dirty Marketing versus marketing etico, la sfida che tutti hanno davanti, aziende di produzione e di distribuzione ... ecco la checklist (da Gdoweek n. 7)

1) Lo storytelling non equivale a raccontare panzane. Un conto è la storia di un prodotto e della sua filiera, un altro il racconto di un mondo ideale che non esiste.

2) Qualsiasi cosa produciamo/vendiamo deve fare bene a tutta la filiera: dal conto economico al cliente passando per i fornitori. Solo così si è “sicuri” che il conto torni (e anche il cliente).

3) Marketing etico significa che andiamo un po’ più in là del nostro tornaconto e che l’ambiente che ci circonda si avvantaggia della nostra presenza.

4) Trasparenza, elemento fondamentale che deve permeare ogni parola, da quella che scriviamo sul packaging a quella che viene recitata da uno spot televisivo.

5) Quando facciamo un errore, meglio ammetterlo e chiedere scusa, invece di nasconderci nel silenzio o, peggio ancora, negare l’evidenza.

6) Non predicare bene e razzolare male: necessario essere coerenti tra ciò che si dice e ciò che si fa.

7) Imprenditore viene da “prendere sopra di sè” non da “prendere” ... e basta. Meglio ricordarselo sempre!

Microsoft sviluppa l’engagement del cliente

Dal mondo fashion all’elettronica di consumo fino al food, la visione di Microsoft è di relazione end-to-end multicanale (da Gdoweek n. 6)

L’obiettivo di Microsoft è consentire ai retailer di gestire tutta la customer journey del consumatore e per tale obiettivo l’azienda di Redmont ha presentato insieme a Capgemini una piattaforma integrata basata sulle soluzioni Dynamics 365 Customer Engagement e Adobe Campaign. Nella fase di sviluppo attuale, la piattaforma è progettata per il mondo fashion e retail come l’elettronica di consumo, ma negli sviluppi futuri coprirà una molteplicità di ambiti commerciali. Secondo un recente studio condotto da Capgemini, la gestione completa della relazione con il cliente in tutte le fasi, può determinare a parità di offering un incremento del fatturato del 5%. Microsoft ha scelto Adobe come partner per la gestione del digital marketing con la soluzione Campaign Marketing. Si tratta di un software che consente ai retailer di sperimentare concretamente il marketing relazionale. Alla base di tutto vi è la considerazione che nel momento in cui un consumatore entra in un negozio, in realtà sta vivendo una fase di un percorso dove in precedenza ha magari consultato un sito web, ha visto un prodotto, magari lo ha ordinato e vuole ritirarlo in negozio. Per parlarne successivamente nel social network. Nel concreto, la soluzione Microsoft rende possibile definire la campagna di marketing e il relativo target, basando l’azione sulle informazioni riguardanti i clienti profilati a diversi livelli; il workflow definibile prevede l’utilizzo di strumenti e canali adeguati con i quali attivare azioni di engagement. Essendo una soluzione end-to-end, è possibile coordinare il flusso di informazione tra cliente e retail advisor, con piena gestione delle modalità d’acquisto, sia online o in negozio. Al termine del percorso esperienziale e di acquisto è previsto il controllo e monitoraggio di tutta la fase logistica di consegna prodotto, che può essere spedito a casa, oppure ritirato presso il punto di vendita. La soluzione di Microsoft prevede anche le funzionalità per l’analisi del sentiment post vendita, attraverso il monitoraggio online e il feedback dei clienti. In particolare dall’ascolto del social network possono emergere degli insight importanti per migliorare diverse fasi del processo di acquisto.

Accesso riservato

Coincasa: ingresso in Francia

Il brand italiano dell’home decoration Coincasa sbarca in Francia con il suo primo negozio aperto a Rennes, sviluppato su una superficie di 160 mq

Il brand italiano dell’home decoration Coincasa sbarca in Francia con il suo primo negozio aperto a Rennes, capoluogo della Bretagna, sviluppato su una superficie di 160 mq. Il punto di vendita è situato all’interno del centro commerciale Grand Quartier, con una galleria che ospita 110 negozi. L'assortimento spazia dalla tavola alla biancheria ai tessuti d'arredo, dalla decorazione ai complementi. Dal 2014 l’intera collezione Coincasa è disponibile anche online su coincasa.it, con consegna in tutta Europa.

Il brand è presente in 37 negozi Coin dislocati nei più importanti centri storici e nelle principali vie dello shopping in Italia e conta 82 store stand-alone, di cui 32 sul territorio nazionale e 50 all'estero. L'espansione all'estero di Coincasa ha preso il via dieci anni fa dall'area dell'Est Europa, per estendersi poi nel bacino mediterraneo e, più recentemente, nei paesi del Nord Europa e in Russia.

 

Megamark e Ap acquisiscono 21 store Tuodì in Campania

Gran parte dei supermercati, che in totale sviluppano una superficie di vendita di circa 11.000 mq, avranno l'insegna Sole365

Ventuno punti di vendita a insegna Tuodì in Campania sono stati acquisiti dal Gruppo Megamark, che conta già oltre 500 strutture a insegna Dok, A&O, Famila, Iperfamila e Sole365 per circa 6.000 addetti, e da AP Commerciale srl della famiglia Apuzzo, con un investimento di oltre 15 milioni di euro. Gran parte dei supermercati, che in totale sviluppano una superficie di vendita di circa 11.000 mq e un potenziale fatturato di oltre 60 milioni di euro, avranno l'insegna Sole365. Nei negozi acquisiti sono impiegate oltre 130 persone, il cui posto di lavoro è stato garantito dalla nuova proprietà.

“La crescita della nostra attività in Campania – dichiara Giovanni Pomarico, a capo del Gruppo Megamark – prosegue in modo proficuo anche grazie alla consolidata collaborazione con la famiglia Apuzzo, profonda conoscitrice del territorio. In questi giorni abbiamo incontrato i nuovi collaboratori e abbiamo raccontato la nostra realtà aziendale e i nostri 40 anni di storia”.

Antonio Apuzzo, amministratore unico della AP Commerciale srl, aggiunge: “Questo accordo consolida il ruolo di Sole365 in Campania, un’insegna in grado di offrire ogni giorno ai propri clienti una varietà di prodotti a scaffale a prezzi sempre convenienti, dove è possibile risparmiare 365 giorni l’anno. È questa la logica del ‘Every day low price’ che fa a meno delle offerte promozionali e delle raccolte punti, ponendo al centro dell’attenzione il cliente e le sue quotidiane esigenze di spesa”.

Scaffale degli spumanti a geometria variabile

Assortimenti trainati dalla crescita del Prosecco e dalla parziale destagionalizzazione dei consumi (da Gdoweek n. 6)

Gli assortimenti sono in evoluzione. Partiamo da una considerazione: il display degli spumanti può variare considerevolmente nel corso dell’anno, è questa una caratteristica che denota da sempre il reparto. Nel periodo delle ricorrenze aumenta in modo esponenziale l’ampiezza e la profondità dell’assortimento rispetto alla media annuale. Ci possono essere marchi di spumanti che sono presenti o hanno una certa visibilità nel display praticamente solo sotto Natale o nel periodo pre pasquale. In questi mesi, grazie sia all’allargamento dell’assortimento sia all’esposizione di referenze tipicamente da ricorrenza (per esempio confezioni natalizie, bi-pack o pack con i lievitati da ricorrenza, i cosiddetti abbinati, esposizioni preferenziali) aumenta in modo significativo lo spazio dedicato alla categoria. Durante i periodi nei quali c’è il picco delle vendite sono soprattutto le marche tradizionali del mercato, definibili mainstream o anche marche familiari (in primisi Gancia, Martini&Rossi, Cinzano), ad avere il maggior appeal sul consumatore. La segmentazione del mercato rimane comunque determinata sostanzialmente dal posizionamento di prezzo: le marche mainstream sono centrali al display e quelle che sviluppano i maggiori volumi, nell’area convenienza si collocano i prodotti value for money e soprattutto i prodotti di fascia più economica, mentre nella fascia alta troviamo le marche upper mainstream e in particolare gli spumanti premium, soprattutto il metodo classico con brand che sono tra i leader della gdo in termini di valore e molto gettonati per il botto di fine anno.

Guardando il quadro generale, la spumantistica italiana cresce anche e soprattutto grazie al successo del prosecco che spinge l’export e influenza il mercato interno imponendosi sugli scaffali dei format moderni come tipologia trainante. In generale la performance positiva degli spumanti coinvolge tutte le aree e canali, con un aumento trasversale delle referenze medie della categoria e i numeri lo dimostrano.

Aldo Scirocco, category manager bevande/confetture Multicedi, ci conferma una situazione di mercato piuttosto rosea: “La categoria spumanti/champagne ha chiuso il 2017 con numeri positivi per quanto riguarda le vendite, sia in termini di volumi che in termini di fatturato, con incrementi rispettivamente dell’11,7% e del 13,4% (il dato è riferito all’andamento in Multicedi). Nelle sottocategorie da noi classificate lo champagne è cresciuto del 12,12% in volume e del 17,59% in valore, lo charmat dolce rispettivamente del 5,9% e del 2,2%; trend estremamente positivo anche per lo charmat secco (17,09% e 20,52%) e per lo spumante classico (13,73% e 15,18%). In generale si registra una sofferenza di tutto il mondo ‘dolce’ (in particolare per il Brachetto), con l’Asti in difficoltà (confermata anche dal lancio dell’Asti secco come extrema ratio). In questa situazione, proposizioni di vendita aggressive in termini di pricing supportano i volumi. Dal canto suo tutto il mondo bollicine dry-extra dry cresce e si sviluppa anche in termini di domanda, con una scelta che appare sempre più qualitativa e selezionata (Franciacorta-Prosecchi-Trento doc riserve-Pas dose’). Il Prosecco merita un focus a parte in termini numerici: +28% in volume e + 33% in fatturato. Crescono in egual modo i doc e i docg. Per quanto attiene alle fasce di prezzo, registriamo ottime performance nella fascia fra 3,99 e 5,99 euro, prezzi altresì difficilmente replicabili in futuro per i noti rialzi inflazionistici”.

“Nell’assortimento le marche più gettonate restano Ferrari e Berlucchi” dice il category di Multicedi, “ ma cresce la notorietà di Bellavista; nei prosecchi si distinguono Carpene’-Maschio-Mionetto ma anche marchi minori, In particolare nel mondo docg Valdobbiadene, dove la ‘provenienza territoriale distintiva’ induce Interesse e fiducia nel prodotto. Per quanto concerne la regionalità, non vi è dubbio che i trend importanti dei consumi di bollicine stiano spingendo anche i produttori di vino regionali alla spumantizzazione delle eccellenze locali; si tratta di un fenomeno che dovremo considerare nei nostri assortimenti in quanto le Falanghine spumantizzate, i Greco e gli Aglianico presenti sul mercato (si consideri per esempio pianeta Dubl di Feudi di San Gregorio) guadagnano volumi e notorietà costantemente”.

Per quanto riguarda la segmentazione merceologica di base, gli spumanti sono classificabili in due principali sottogruppi: i secchi (prosecco, di vitigno, metodo classico e altri secchi generici) e dolci (Asti, Brachetto, Moscato e altri dolci) mentre lo champagne costituisce una tipologia a sé stante. Escludendo per l’appunto lo champagne, la categoria spumanti nei format moderni è rappresentata in valore per circa il 61% da charmat secchi, per il 15% dai charmat dolci e per il 24% dal metodo classico. Bisogna altresì sottolineare che da solo il Prosecco sviluppa oltre il 40% in valore, dato considerevole tanto più se pensiamo che 7-8 anni fa la sua incidenza in valore sugli assortimenti era intorno al 30%. È indubbiamente una tipologia di bollicine che ha dato una grossa spinta alle vendite nella gdo, passate nel periodo citato per gli spumanti da circa 270 milioni di euro e 43 milioni di litri ad oltre 385 milioni di euro e 58 milioni di litri nel 2017, mentre i valori dello champagne sono cresciuti nello stesso periodo in modo trascurabile.

Per Guido Fioravanti, buyer beverage Gruppo Gabrielli, “nell’ultimo anno la categoria ha registrato una crescita complessiva di circa il 6%, ma va precisato che l’andamento risulta molto diverso a seconda delle tipologie di prodotto. In particolare il prosecco ha fatto registrare una crescita importante, pari a circa il 30%, mentre le altre categorie hanno avuto performances negative (sia charmat secco e dolce che metodo classico). All’interno della categoria spumanti bisogna poi evidenziare che prodotti legati al territorio come il Pecorino e la Passerina spumantizzati continuano a mettere a segno perfomances positive”.

Accesso riservato

Nau!: secondo punto di vendita a Novara

Nau! Novara
Si sviluppa in Piemonte l’insegna di ottica Nau! che apre un negozio all’interno del centro commerciale San Martino 2 di Novara

Si sviluppa in Piemonte l’insegna di ottica Nau! che apre un negozio all’interno del centro commerciale San Martino 2 di Novara, il secondo in città, il 19esimo nella regione. L’assortimento, come da tradizione, propone occhiali da vista e da sole, per uomo, donna e bambini con nuove collezioni in edizione limitata ogni trenta giorni. Design e format restano fedeli alla filosofia dell’insegna così come gli accorgimenti ecosostenibili utilizzati. Tra i servizi offre controlli della vista gratuiti.

 

In’s Mercato rileva 61 store Tuodì per 48 milioni

Cambio di proprietà per 61 punti di vendita Tuodì acquisiti da In’s Mercato, insegna discount del gruppo Pam, per 48 milioni di euro

Cambio di proprietà per 61 punti di vendita Tuodì acquisiti da In’s Mercato,  insegna discount del gruppo Pam, a sua volta parte al 100% dalla holding finanziaria Gecos – Generale di commercio e servizi presieduta da Arturo Bastianello. In’s, secondo quanto scrive Il gazzettino, si è infatti aggiudicata il ramo d’azienda di Dico Spa con un investimento da 48 milioni di euro grazie a un’operazione condotta da una controllata da In's ossia Nuova discount srl.

I 350 dipendenti in organico nei negozi interessati dall’acquisizione saranno confermati con il passaggio di proprietà. Adriano Checchetto, amministratore delegato e fondatore di In’s, ha infatti dichiarato al giornale online: “Stiamo già lavorando all’allineamento delle nuove strutture al nostro format di vendita. In un mese e mezzo contiamo di essere pronti per aprirli sotto il marchio In’s, appoggiandoci ai nostri centri distributivi e alla nostra base di Dese (Venezia) che rifornisce Veneto, Friuli ed Emilia Romagna”. E aggiunge: “Ci siamo fatti avanti con questa offerta di acquisizione di 61 negozi nell'ottobre scorso. In tutto Dico-Tuodì ne aveva circa 300, ma noi abbiamo ovviamente scelto quelli che meglio si integravano con la nostra catena. In Veneto, dove abbiamo già 60 discount più altri 19 in Friuli Venezia Giulia, apriremo a Giavera del Montello, ma il maggior numero di acquisizioni riguarda punti di vendita dislocati soprattutto in Lazio, Emilia Romagna e Liguria”.

Con questa acquisizione In’s raggiunge quota 430 negozi.

 

Crai: la nuova Spesa Online e i numeri 2017

Il gruppo fa il punto sullo scorso anno, che registra una crescita di fatturato del 5%, e lancia il servizio eCommerce di prossimità, ad oggi attivo in 41 punti di vendita. L’obiettivo è di arrivare a 250 per fine 2018

Tempo di bilanci e di nuovi progetti per Crai, che oltre a presentare i numeri di un 2017 positivo lancia nel 2018 il nuovo servizio eCommerce di prossimità. Si chiama Crai Spesa Online ed è attivo da gennaio con obiettivo di implementazione, ma vediamo prima i principali risultati del gruppo nell'anno già chiuso:

  • Fatturato della rete totale: + 5%
  • Nuovi punti di vendita:
    + 272 alimentare
    + 93 specialisti del settore igiene per la casa e cura della persona

Come dicevamo, il 2018 per Crai è l’anno dell’inaugurazione dell’eCommerce, progetto realizzato con la collaborazione del Politecnico di Milano per l’analisi e la progettazione del sistema di spesa online:

  • Ad oggi si contano 41 punti di vendita attivi e l’obiettivo è di averne 250 a fine anno
  • Al momento sono sei le Regioni coinvolte (Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sardegna e Veneto)
  • I dati raccolti ad ora sui punti vendita attivi mostrano che sono soprattutto donne ad usare il servizio craispesaonline, che il 37% dei clienti lo utilizza da mobile e che lo scontrino medio si attesta a 46 euro

“Il 2017 ha nuovamente premiato il nostro impegno – afferma Marco Bordoli, amministratore delegato Crai Secom - Ora la sfida per il 2018 è continuare a puntare sullaqualità del nostro servizio, sia dal punto di vista di relazione con il cliente che di format dei negozi. L’investimento sul canale eCommerce, la qualità dei nostri fornitori e partner e l’ampliamento dell’organico della Centrale con nuove competenze va esattamente in questa direzione. La finalità rimane sempre quella di apportare valore ai Cedi, ai punti di vendita e ai clienti finali”.

Obiettivo distintività

Lo scaffale dei vini, smaltita la sbornia da referenziamento, ora affronta il cambiamento socioeconomico e demografico applicando logiche più puntuali e guardando gusti e abitudini in veloce evoluzione (da Gdoweek n. 6)

Tra cambiamenti sociali in atto e un retail che sta cercando di interpretarli, anche il vino vive un passaggio verso la sua maturazione nel canale della gdo. Esaurita la spinta iniziale delle vendite, dovuta alla novità del debutto e a una certa democratizzazione del prodotto, uscito dalle logiche del dettaglio specializzato, ora il vino rallenta la sua corsa e l’offerta si qualifica. Guardando ai dati Infoscan sul totale Italia iper+super+Lsp+discount, nel 2017, le vendite di vino confezionato hanno mostrato una flessione molto lieve a volume (-0,2%), ma un incremento a valore dell’1,9%, dovuto a un aumento del prezzo medio/litro. Segmentando questo dato per formato/tipologia, emerge una divaricazione tra l’andamento delle bottiglie da 0,75 l (che crescono dell’1,1% a volume e del 3,4% a valore) e gli altri formati, i brik e i bottiglioni/dame, le cui vendite sono invece in flessione.

“Il vino si confronta con la realtà del Paese -dichiara Virginio Romano, business insight director di Iri e coordinatore della ricerca elaborata dall’istituto di ricerca per Vinitaly-: il suo consumo è in calo per ragioni anagrafiche e per i nuovi stili di vita e, quindi, ora per la distribuzione è tempo di scommettere sul valore del prodotto, sapendo interpretare la ricerca e la voglia di novità dei consumatori italiani”. Così dopo la fase dell’allargamento dell’offerta, oggi è tempo di semplificazione, di cogliere i segnali di cambiamento, anche sotto il profilo espositivo. “In un mondo in cui il concetto di marca non risulta determinante, l’obiettivo è quello di offrire al cliente una lettura dello scaffale quanto più possibile coerente e semplificata -dichiara Michele Martini, category manager settore beverage di Gruppo Poli-. Per questo il nostro approccio prevede una prima segmentazione in termini di vini bianchi e rossi e una ulteriore distinzione tra prodotti legati alla regione e viceversa referenze provenienti dal resto d’Italia o del mondo. Uno degli aspetti più importanti rimane comunque la selezione, in ottica qualitativa, delle tipologie di vino proposte e dei relativi produttori”.

Un referenziamento che percorre a ritroso il processo di scelta del consumatore, come spiega Paolo Paronzini, direttore marketing Unes: “Segmentiamo la nostra offerta di vini in base alle fasce prezzo per migliorare la leggibilità dello scaffale, riducendo il tempo medio impiegato nella scelta dell’etichetta, valore sempre più importante per quanto riguarda la spesa. In sostanza il nostro scaffale risponde alla classica domanda se bianco o rosso e, successivamente, a quella importantissima sul livello di spesa che il consumatore può affrontare -precisa Paronzini-. La nostra politica Edlp e l’assenza di promozioni ci permette di tessere un dialogo chiaro con il consumatore”.

Proprio il dialogo, la capacità di raccontare caratteristiche del prodotto e abbinamenti, è uno dei fattori determinanti di una proposta vinicola in gdo. “Il nostro display -dichiara Filippo Bianchini, buyer vino di Pac 2000 A- prevede una prima suddivisione tra i vini base e vini di qualità/spumanti. I vini di qualità sono suddivisi a loro volta per tipologia, al cui interno la suddivisione è per regione/zona geografica. Anche gli spumanti sono suddivisi per tipologia e per zona geografica. La criticità più rilevante riguarda il comunicare le giuste informazioni al cliente in uno degli scaffali più affollati e variegati di un supermercato. A tal proposito stiamo introducendo etichette ‘parlanti’ in quanto riportano anche indicazioni sulla cantina di produzione, sulle caratteristiche del vino e suggeriscono abbinamenti gastronomici”.

Accesso riservato

Report per i professionisti che operano nel B2B

Sappiamo quale canale ha un ruolo centrale nel commercio online B2B

Come ridurre i costi con la fatturazione elettronica? Come cambia il commercio online B2B secondo Forrester

Forrester osserva che le reti EDI svolgono un ruolo centrale nel commercio online B2B secondo il report "Vendor Landscape: B2B Business Networks, 2017 To 2018". Ad esempio, attraverso le reti EDI passa l'82% (9 Trilioni di $) della spesa del canale online B2B degli Stati Uniti. L’EDI e’ una componente chiave nell’ offerta degli strumenti tecnologici aziendali per vincere, servire e fidelizzare i clienti. Forrester sottolinea che le reti EDI differiscono da altri meccanismi di integrazione B2B utilizzando flussi di transazioni "da molti a uno a molti" (ad esempio, quando più acquirenti di business si connettono a più fornitori attraverso un unico hub).

Ottieni il rapporto >>

La tecnologia EDI è stata utilizzata dalle aziende per molti anni, in particolare in settori come la vendita al dettaglio, la logistica e l'industria automobilistica. Tuttavia, ci sono ancora molte industrie in cui la maggior parte dei documenti è in formato cartaceo. Ciò cambierà, poiché molti paesi hanno introdotto o stanno pianificando di introdurre lo scambio obbligatorio di fatture elettroniche in forma strutturata per le transazioni commerciali con gli enti della pubblica amministrazione. Ciò renderà molte aziende consapevoli dei vantaggi dell'EDI, e l'esperienza li convincerà a sostituire i documenti cartacei con le loro controparti di business.

Cosa è importante nelle reti aziendali B2B?

Il rapporto di Forrester valuta le prestazioni delle soluzioni che consentono uno scambio di documenti sicuro, conveniente e affidabile nella catena di approvvigionamento e nei processi di fatturazione elettronica.

Inoltre, Comarch ha notato una crescente consapevolezza tra le aziende sui vantaggi delle soluzioni end-to-end garantendo una collaborazione efficiente tra acquirenti e fornitori, facilitando lo scambio di informazioni sui partner e sui prodotti (gestione dei dati anagrafici), migliorando la gestione degli ordini e il coordinamento dell’approvvigionamento delle merci (e-procurement) e fatturazione elettronica potenziato con strumenti per l'automazione AP/AR. Di conseguenza, le aziende che utilizzano tali soluzioni ottimizzano i loro processi, riducono i costi, migliorano la collaborazione e hanno accesso a dati affidabili.

Vale la pena ricordare che la piattaforma Comarch EDI è stata inclusa anche nell’ambito rapporto di Gartner, "Magic Quadrant for Integration Intermediate".

Com'è l'approccio di Comarch?

"Forrester ha apprezzato l’offerta completa di Comarch, che garantisce l'ottimizzazione dei vari processi di approvvigionamento e contabilità. Oltre a consentire l'on-boarding di migliaia di partner in tutto il mondo in breve tempo, Comarch garantisce lo scambio efficiente e sicuro di vari tipi di documenti (commerciali, logistici, dati anagrafici e finanziari), la gestione dei documenti all'interno dell'azienda e l'accesso al repository (La soluzione di Comarch è inclusa nel "Magic Quadrant for Content Services Platforms 2017" di Gartner). Di conseguenza, i clienti ottengono un vantaggio competitivo grazie all'accesso immediato a dati affidabili che migliorano il processo decisionale ", afferma Bartłomiej Wójtowicz, Product Manager di Comarch.

https://www.comarch.com/

La novità Veroni per il Cibus: la linea “100% italiana”

In occasione del Cibus, Veroni lancia i classici della tradizione salumiera italiana in versione free from

Un esempio importante del focus di Veroni verso l’equilibrio fra qualità artigianale, produzione industriale e trend nutrizionali è la linea “100% Italiana” che verrà presentata in occasione di Cibus, dal 7 al 10 maggio. Veroni presenta infatti i classici della tradizione salumiera italiana (vedi foto sottostante: mortadella, salame, prosciutto cotto e prosciutto crudo) prodotti solo con carne nazionale e senza conservanti artificiali. In particolare, la mortadella Veronica viene fatta solo con carne a tracciabilità garantita (da allevamenti selezionati e rispettosi dei disciplinari Dop che conferiscono in un unico macello) con aromi naturali, sale iodato, conservanti di origine vegetale. E in piena filosofia “free from” è realizzata senza: antiossidanti, zuccheri aggiunti,  glutammato aggiunto, lattosio e derivati del latte, glutine, polifosfati aggiunti.

Veroni: innovare mantenendo la tradizione

La storia del salumificio Veroni inizia nel 1925 a Correggio, in Emilia, in un piccolo negozio di alimentari. Oggi siamo alla quarta generazione alla guida di un’azienda che investe le proprie risorse nella realizzazione di progetti caratterizzati dal continuo miglioramento, dalla ricerca dell’eccellenza qualitativa con il commitment di mantenere l’equilibrio fra tradizione e innovazione tecnologica, tra qualità artigianale e affidabilità dell’industria. L’azienda oggi è strutturata in quattro società controllate e otto stabilimenti produttivi, ognuno con la propria specializzazione, più un centro di affettamento negli Usa. Il presidente è Francesco Veroni, classe 1942 spiega che “l’artigianalità è una sintesi di valori, non di dimensioni. La vera differenza è il frutto di una preziosa combinazione di ricettazione, bontà, salubrità e certezza della qualità del prodotto. E questo valore prescinde dalla dimensione dell’azienda: l’eccellenza di un’azienda artigianale deve convivere con le risorse di un’industria moderna e in continuo divenire”.

 

Lo strategico approdo in America

Un investimento strategico essenziale è la sede aperta da Veroni negli Stati Uniti, a Logan Township nel New Jersey: 4.500 mq di superficie, cinque linee di affettamento ad alta produttività e una logistica integrata.  L’obiettivo è offrire al mercato americano salumi 100% italiani. Questi verranno infatti prodotti in Italia secondo le ricette della tradizione, trattati Hpp (alta pressione), per garantire la massima sicurezza alimentare, spediti e affettati in loco, per meglio adattarsi alle esigenze dei consumatori locali e offrire un prodotto davvero fresco. Una ampia gamma, che comprende salami, mortadelle, cotti e crudi; diverse linee di affettati in atmosfera protettiva, vera novità per il mercato americano, al fine di soddisfare le richieste dei clienti più esigenti.
“Siamo tra i pochi ad affettare non attraverso copacker, ma in maniera diretta -precisa Marco Veroni- trasferendo persone e know how, e a gestire direttamente la logistica, un servizio a valore aggiunto molto apprezzato dai retailer americani”.

La comunicazione nei pdv si espande con la mobility di Masserdotti

Con Domino Sistemi il Gruppo Masserdotti si è proiettato dal mondo analogico della stampa digitale alla digital transformation e ora guarda avanti. “La mobility è la quintessenza della comunicazione, stiamo studiando soluzioni a pacchetto -spiega il Ceo-, che possano essere fruite tramite tablet, smartphone, visori tridimensionali, di realtà aumentata o dispositivi wearable. Il processo evolutivo ci proietta in un mondo nuovo, caratterizzato da una frenesia comunicativa a cui dobbiamo saper dare delle risposte precise”.

Programma “Latte nelle Scuole”: Mila vince in Trentino-Alto Adige e Lombardia

Mila - Latte Montagna Alto Adige – storica azienda altoatesina specializzata nella produzione di yogurt e latticini - ha vinto il bando di gara ministeriale Latte nelle Scuole in Trentino - Alto Adige e nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova per l’anno scolastico 2017-18.

Il Programma Latte nelle Scuole, promosso e organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e realizzato con il contributo dell'Unione Europea, è una campagna di informazione destinata a circa 30.000 studenti delle scuole primarie con lo scopo di sensibilizzare sui prodotti lattiero-caseari e promuovere un'alimentazione sana e corretta.

Grazie alla genuinità e alla sicurezza della materia prima utilizzata nei suoi prodotti - latte 100% dell’ Alto Adige proveniente dai masi di montagna - Mila ha vinto questo importante bando di gara in Trentino - Alto Adige e in alcune province della Lombardia.
Dal 18 aprile al 10 giugno 2018, per ogni scuola partecipante è prevista una distribuzione gratuita settimanale di latte e dei suoi derivati, che gli alunni potranno consumare nell’arco della giornata. In particolare, Mila ha scelto di fornire agli istituiti di riferimento i seguenti prodotti: latte fresco biologico da 1lt; latte di fieno da ½ lt; yogurt intero da 125g; formaggio Stelvio DOP. Il progetto prevede anche laboratori sensoriali con lezioni e degustazioni, eventi informativi, le “giornate del latte” e altre iniziative speciali.

L'iniziativa si pone l'obiettivo di accompagnare i bambini, ma anche gli insegnanti e le famiglie, in un percorso di corretta educazione alimentare, con lo scopo di informare rispetto alle caratteristiche nutrizionali di latte e latticini, esplorare i concetti di stagionalità e territorialità e insegnare loro a consumare questi prodotti in modo sano ed equilibrato, conservandone l’abitudine per tutta la vita.

Ruffino cresce dell’8% e continua a investire su ambiente e sostenibilità

Ruffino si presenta a Vinitaly fiera di un importante risultato: il fatturato dell’esercizio 2017 è stato chiuso a 106,7 milioni di euro, pari a una crescita dell’8% rispetto all’esercizio precedente: al risultato a cui hanno contribuito le vendite del mercato interno. Un dato raggiunto con una strategia che unisce il rispetto della tradizione (l’azienda ha più di 140 anni), a innovazione e attenzione alle esigenze del consumatore.
Da sempre Ruffino sottolinea la sua vocazione di azienda sostenibile e attenta all’ambiente. In questo ambito ha avviato numerosi progetti come l’adozione di un manuale di buone pratiche agricole per la corretta gestione di tutte le fasi produzione vitivinicola in un’ottica ecosostenibile. L’azienda collabora con Enti di ricerca e Università per lo sviluppo di tecniche di agricoltura di precisione e per la sperimentazione di prodotti naturali rivolti alla protezione delle viti contro malattie come l’esca. Ci sono poi i Dynamo Camp, campi di terapia ricreativa che accolgono bambini e ragazzi affetti da patologie croniche e la collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze nel settore dell’oncoematologia (progetto Mia.Di). Inoltre, Ruffino promuove diverse attività volte a un consumo responsabile delle bevande alcoliche. Tra i prodotti di punta presenti a Vinitaly il Rosatello Cuvèe Perlage, uno spumante rosato che offre bollicine di grande finezza sostenute da un bouquet intrigante di mela golden, mora di rovo e piccoli fiori di montagna. Gradazione alcolica 11% vol. proposto in bottiglia da 75 CL; metodo Charmat. Il Chianti Riserva 2017 realizzato per festeggiare i 140 anni dell’azienda e il Chianti Superiore riproposto in una versione “moderna” del tradizionale fiasco.

Massimo Gianvito

Cantina La Marca presenta un nuovo prosecco e un nuovo spumante

Millage è una linea di spumanti prodotta dalla Cantina La Marca, con le migliori uve delle pianure e delle colline del Prosecco Doc e Docg.
Ampliano la linea due importanti novità: il Prosecco Doc Treviso Brut e il Pinot Rosé Vino Spumante Brut. Il Prosecco Doc Treviso Brut è uno spumante dall’aroma fresco e intenso, con sentori decisi di frutta e fiori. Sapore fragrante e armonico, con note delicate di mela, pera e pesca. Consigliato con pizza alle zucchine grigliate e mazzancolle oppure con porcini freschi e fiordilatte. Per una cena audace e sorprendente: le bollicine esultano con il sushi. Con riccio di mare, tartare di salmone e uova di pesce volante, nigiri di orata e tonno, leggera tempura di gamberi e verdure. Alcol11%, si serve a 6-8 gradi.
Il Pinot Rosé Vino Spumante Brut è uno spumante dall’aroma raffinato e intenso, con note delicate di frutti rossi e lieviti. Morbido e vellutato in bocca con perlage fine e persistente. Ideale per un allegro aperitivo chillout (ndr: un contesto musicale che include la musica d'artisti ispirati a stili quali ambient, trance e new age): focaccine al rosmarino con Prosciutto di Parma e burratina campana, crostini con speck croccante, scaglie di grana e miele. Per un pranzo frizzante e goloso: filetto di manzo con salsa al melograno e erbe aromatiche, oppure petto d’anatra sous vide con salsa di arance di Sicilia. Alcol 12%, si serve 7-8 gradi. Inoltre, tutta la linea Millage ha visto il rinnovo completo dell’etichetta.

Massimo Gianvito

Cantina di Vicobarone strizza l’occhio ai giovani

Calera è una linea dall'etichetta accattivante che mira ai millennials. La calera, in dialetto piacentino, è la strada che separa un vigneto e l'altro.
Si tratta di quattro referenze, due bianchi (Ortrugo dei Colli Piacentini e Malvasia Colli Piacentini) e due rossi (Gutturnio Colli Piacentini e Bonarda Colli Piacentini).

Bianchi
Ortrugo è un vino ottenuto da uve autoctone piacentine, di grande piacevolezza, inconfondibile per l'equilibrio organolettico. Si abbina a una vasta gamma di piatti piacentini.

Il Malvasia secco Calera è un vino prodotto da Malvasia bianca aromatica di Candia, vitigno originario dell'antica Grecia e presente nei Colli Piacentini da secoli. È il risultato della selezione dei migliori vigneti coltivati con passione e rispetto, che producono questa straordinaria uva dal colore oro. Ottimo compagno per tutti i “fuori pasto”.

Rossi
Per quanto riguarda i rossi, il Bonarda secco Calera è ottenuto dalla vinificazione in purezza del vitigno Croatina, massima espressione della tradizione dei Colli Piacentini. L’esposizione dei vigneti, la bassa resa naturale dovuta all’età dei vigneti ed una vinificazione lenta producono un vino secco e vivace dal profumo netto e intensamente fruttato con note di ribes e mora di rovo.

Il Gutturnio frizzante Doc è ottenuto dalla vinificazione congiunta di uve Croatina e Barbera. Vino equilibrato dall'intenso profumo e dal perlage intenso e morbido.
Ideale con salumi, carni bianche e rosse o con formaggi mediamente stagionati.

Jessika Pini

Caffo, il consolidamento continua

Caffo si presenta al Vinitaly forte di un importante risultato: nel 2017 Vecchio Amaro del Capo è stato l’amaro più venduto il Gd con il 26% di market share (fonte: IRI). Un successo dovuto anche a una comunicazione che spazia ormai da tempo fra diversi media a seconda dei target: da televisione e radio fino ai social network come Facebook e Instagram. Ospite d’onore dello stand la bottiglia di Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario, realizzata per celebrare i 100 anni dell’azienda (2015): numerata e a tiratura limitata con amaro invecchiato in botti di rovere.

Prosegue poi il consolidamento di Borsci San Marzano, marchio acquisito di recente. In occasione del Vinitaly è stato presentato il nuovo sito dedicato al mondo Borsci e ai suoi prodotti, www.borscisanmarzano.com. Caffo ha concluso una partnership con Luca Sardella e la sua trasmissione televisiva Pollice Verde. Luca Sardella è stato ospite dello stand dell’azienda dove ha incontrato clienti e ammiratori raccontando loro, da esperto di erbe e prodotti naturali, una realtà che ha conosciuto a fondo scoprendone molti affascinanti segreti. Inoltre, la trasmissione Pollice Verde ha dedicato alcune puntate alla filiera dei principali prodotti Caffo.

 

La prima parafarmacia di Esselunga

parafarmacia esselunga
All’interno del Superstore Esselunga di Pioltello (Mi) è stata inaugurata la prima parafarmacia della catena. Nel corso del 2018 sono previste ulteriori aperture

All’interno del Superstore Esselunga di Pioltello (Mi) è stata inaugurata la prima parafarmacia della catena. E nel corso del 2018 si prevedono ulteriori aperture in altre strutture dell’insegna.

Nel reparto, presidiato da farmacisti che offrono assistenza e consulenza, sono disponibili oltre 300 referenze tra farmaci di automedicazione, farmaci senza obbligo di prescrizione, i cosiddetti otc e sop, e prodotti omeopatici. L’area si completa con lo scaffale degli integratori, organizzati per funzione/bisogno, con quello della dermocosmesi suddiviso per marca e con lo scaffale dedicato alla cura dei capelli. La parafarmacia Esselunga osserva gli stessi orari del negozio, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica dalle 9 alle 20.

 

 

Mondadori Bookstore al Centro Aura di Roma

Mondadori Bookstore Aura - esterno
In galleria, al centro commerciale Aura di Roma, il polo dello shopping inaugurato nel cuore del quartiere di Valle Aurelia, apre Mondadori Bookstore

In galleria, al centro commerciale Aura di Roma, il polo dello shopping inaugurato nel cuore del quartiere di Valle Aurelia, apre Mondadori Bookstore (300 mq), curato dallo Studio Kallipigia Architetti. La libreria propone oltre 15.000 titoli, dispone di un’area rivolta a bambini e ragazzi con libri e giocattoli, di un settore musica e film, un’area cartoleria, gift Mondadori Bookstore Aura - Mondadori Cafèbox, e un corner dedicato all’e-reader Kobo. Al suo interno è presente Mondadori Cafè, realizzato in collaborazione con Cibiamogroup e dotato di 35 posti a sedere.

Lo store offre inoltre la possibilità di attingere da un catalogo di 7 milioni di libri disponibili online su Mondadoristore.it, grazie ai servizi Pick up point, ovvero la possibilità di ritirare in negozio un titolo acquistato online; Prenota e ritira, che consente di prenotare online per poi Mondadori Bookstore Aura - internoritirare e acquistare in negozio; Invia a casa, per ricevere a domicilio un prodotto ordinato in negozio.

Nel corso dell’anno saranno programmati vari eventi instore e laboratori  condotti da educatori professionisti che, attraverso tecniche di espressione corporea e musicale, faciliteranno l’integrazione, la conoscenza fra i giovani partecipanti e la formazione di gruppi di lavoro collaborati.

 

 

Md potenzia la presenza nel Lazio

Lo store, di proprietà Free Market srl, è situato in via Tiberina, a Fiano Romano, e si estende su un’area di 1.000 mq. È il 26esimo negozio dell'insegna nella regione

A Fiano Romano Md apre un punto di vendita, il secondo in città, il nono in provincia di Roma e il 26esimo nella regione. Lo store, di proprietà Free Market srl, è situato in via Tiberina e si estende su un’area di 1.000 mq. “Abbiamo voluto contribuire in modo attivo all’economia di questo grande territorio – afferma il presidente di Md spa Patrizio Podini -  L’ubicazione dello store sulla Strada Provinciale 15a, tra le Autostrade E45 ed E35, è stata scelta per soddisfare il vasto bacino di utenza e per offrire ai residenti prodotti di qualità a prezzi concorrenziali”.

La struttura, che propone sei corsie espositive, apre sull’ortofrutta e dispone dei reparti di gastronomia e macelleria assistiti e un laboratorio a vista per il pane in doratura. Presente anche l’area dedicata al non food con proposte che spaziano dagli elettrodomestici ai casalinghi e articoli high tech. In assortimento oltre  2000 referenze a marchio privato tra cui linee di prodotti salutistici, per intolleranti, vegani o vegetariani e prodotti dopo e igp. In barriera sei casse.

 

Selex: l’eCommerce porta nuovi clienti alle insegne

Entro fine 2018 il gruppo di Trezzano sul Naviglio prevede anche l’attivazione della consegna a domicilio, a partire dalle principali piazze metropolitane, servizio che si aggiunge al clicca&ritira (da Gdoweek n. 6)

Dall’anno scorso (si veda Gdoweek n. 09-2017) Selex è anche attiva nell’eCommerce con il portale CosìComodo che raggruppa in un unico sito l’offerta di più insegne del gruppo. I clienti vi possono accedere sia dal sito dell’insegna sia dal portale nazionale.

“Siamo molto contenti deI risultati che sta registrando il nostro eCommerce -commenta Maniele Tasca, direttore generale di Selex Gruppo Commerciale- e l’obiettivo è ampliare la copertura del servizio clicca&ritira, sia in termini di insegne sia di punti di vendita. Entro la fine dell’anno attiveremo inoltre la consegna a domicilio, iniziando dalle piazze metropolitane”.

Ai 4 soci iniziali già aderenti al progetto quando è stato presentato (Dimar, il Gigante, Unicomm e Megamark) si aggiungeranno già quest’anno Cedi Pan (Sardegna) e da metà aprile Famila Verona (Brendolan).

Il click&collect in Selex pesa fra il 3% e il 4% delle vendite realizzate dai punti di vendita superiori ai 4.000 mq, e questa incidenza può arrivare al 5% per i formati superiori a 2.000 mq. Attualmente il servizio è attivo in 15 punti di vendita. Lo scontrino medio oscilla tra 60 e 70 euro, con durata media della spesa di circa 20 minuti. Il 45% degli acquirenti ritira l’ordine in giornata, il 50% il giorno dopo, il 5% entro 2 giorni.

Il 25% di chi fruisce del servizio click&collect è un nuovo cliente (cioè, non ha acquistato abitualmente nel punti di vendita fisici): quindi, l’eCommerce sembra incrementare la fedeltà all’insegna.

Accesso riservato

Rinascente rinnova il department store di Catania

La Rinascente di Catania dedica il completo remake del primo piano alle differenti sfumature della femminilità con la moda donna, le calzature e la lingerie.
Ampliato di 300mq, per raggiungere una superficie totale di 1650 mq, il nuovo piano donna propone un design dal mood sofisticato che fa da sfondo alle collezioni di nuovi marchi come Calvin Klein, Armani Exchange, Tommy Hilfiger, Save The Duck, Peuterey, Semicouture, Sportmax Code Weekend by Max Mara, Marella, Polo Ralph Lauren e molti altri ancora.

Si spazia dall’activewear, con Under Armour, EA7, Adidas, Reebok, Puma al beachwear, con tutte le proposte più cool per l’estate. C’è spazio anche per una shoe area con le collezioni di l'Autrechose, Chiara Ferragni, Castaner, Fratelli Rossetti, Pollini, Schutz, Birkenstock e le sneakers di Adidas, Nike, Premiata, Puma, Converse, Superga e molti altri.

Il lancio del nuovo piano sarà sostenuto da un progetto di comunicazione che integra attività offline e online e prevede una campagna in affissione e nelle vetrine. L’apertura ufficiale del piano sarà invece celebrata con un evento in store il 20 aprile dalle 17 alle 23, con Djset e animazioni tutte al femminile.

Un’altra importante fase del lavoro di ristrutturazione ha interessato il fronte vetrine che è stato ampliato e completamente ridisegnato, secondo i canoni di apertura alla luce e di eleganza contemporanea, diventati ormai cifra stilistica di quegli spazi che per Rinascente rappresentano veri e propri palcoscenici di creatività.

Anche la moda uomo ha visto l’ampliamento di alcuni corner al piano terra, il remake dello spazio dedicato alle calzature e l’arrivo di nuovi brand. Alcune aree del piano beauty sono state rinnovate e al piano -1 è stata creata un’area Food Market che aprirà a breve con una selezione dei migliori prodotti gourmet made in Italy e internazionali.

Un progetto di restyling che alterna operazioni imponenti a numerosi dettagli per confermare Rinascente punto di riferimento per lo shopping di qualità. Destinazione privilegiata per scoprire novità assolute e limited edition o semplicemente per concedersi un momento di pura evasione.

Bennet sperimenta i tour informativi in store

Un nuovo tipo di progetto che si è rivolto con successo ai bambini, strutturato e realizzato per il catalogo premi Punti Scuola Bennet

Dei mini-tour della durata di un'ora per scoprire, accompagnati da un tecnologo alimentare, il punto di vendita e i prodotti sugli scaffali. Questa la nuova iniziativa Alla scoperta dei simboli alimentari sperimentata da Bennet e rivolta ai giovani studenti tra gli 8 e i 13 anni.

Un percorso di info-tainment all'interno dello store per imparare a leggere correttamente simboli ed etichette sulle confezioni, educando a un'alimentazione corretta e consapevole. Il riscontro ottenuto è stato soddisfacente e il retailer replicherà l'attività anche il prossimo anno.

"Con Bennet abbiamo realizzato questa iniziativa per il catalogo premi Punti Scuola Bennet, ma il progetto può essere modulato e diversificato per le diverse insegne a seconda del target di interesse. La creazione di eventi mirati all'interno del punto di vendita è uno strumento fondamentale per fidelizzare i consumatori evoluti di oggi", spiega Paola Donadello, project manager e senior account dell'agenzia Extraspace group, che ha ideato il format.

 

Nei pdv la comunicazione si espande con la mobility

Dalle decorazioni di automezzi alle soluzioni avanzate di comunicazione visiva ci sono in mezzo oltre 50 anni, compiuti nel 2017 dal Gruppo Masserdotti, l’azienda bresciana che si occupa di stampa digitale, interior decoration e digital signage e che ora è pronta per la nuova sfida digitale della mobility: portare la comunicazione anche su device mobili.

A sostenerlo è Alberto Masserdotti, Ceo dell’omonima azienda, che ha saputo nel corso degli anni trasformarsi e anticipare le tendenze per rimanere sempre sulla cresta dell’onda e arrivare in tutto il mondo, 1.200 sono le installazione di digital signage con software Palinsesto gestite da remoto dalla sede centrale a Brescia, inaugurata a inizio 2018. Una società che negli anni ha saputo evolversi da azienda padronale a una holding con struttura manageriale, che ha visto l’ingresso anche di un nuovo socio, Marcello Lamperti.

Con Domino Sistemi Masserdotti interpreta la digital transformation

Con Domino Sistemi Srl, società che vale ormai il 30% del fatturato del Gruppo Masserdotti, nata nel 2011 e specializzata nel digital signage, il Gruppo si è proiettato dal mondo analogico della stampa digitale alla digital transformation e ora guarda avanti. “La mobility è la quintessenza della comunicazione, stiamo studiando soluzioni a pacchetto -spiega il Ceo-, che possano essere fruite tramite tablet, smartphone, visori tridimensionali, di realtà aumentata o dispositivi wearable. Il processo evolutivo ci proietta in un mondo nuovo, caratterizzato da una frenesia comunicativa a cui dobbiamo saper dare delle risposte precise”.

Quelle che già dà il sito di ecommerce DominoDisplay.com, su cui si trovano soluzioni, prevalentemente basate su hardware Samsung, di diversi tagli e costi per un’ampia fascia di utenti che vanno dai piccoli esercenti, che per esigenze di budget possono investire somme limitate, a salire con soluzioni a pacchetto personalizzabili. “Come nelle stampe digitali -sottolinea Alberto Masserdotti-, il nostro scopo non è vendere più mq possibili, ma trovare soluzioni che si adattino all’ambiente e che abbiano uno scopo comunicativo che viene condiviso tra noi e il cliente”.

La sezione Mobility è stata inaugurata con sezioni dedicate a proposte con target precisi: “Realtà Virtuale” è per esempio un kit composto da visore, tablet, smartphone e cam a 360° con app che permette di realizzare virtual tour in diversi scenari. Esistono poi pacchetti dedicati al mondo della ristorazione o altre gestire meeting o presenze e timbrature e soluzioni domotiche anche negli uffici.

Palinsesto, il software per gestire i contenuti da remoto

Palinsesto è invece il software proprietario di digital signage, sviluppato da Domino Sistemi, che permette di gestire da remoto gli schermi digitali di Masserdotti ovunque siano dislocati. “Oggi riusciamo a gestire -spiega Alberto Masserdotti- oltre 1.200 installazioni sparse dalla Cina all’Europa agli Stati Uniti, da una centrale operativa unica qui nella nostra azienda”.

Ma il software da solo non è sufficiente, è solo uno strumento che se ben gestito può permette di far diventare competitivi i clienti nelle esigenze comunicative che devono essere pronte in tempo reale. “Succede spesso -sottolinea Masserdotti- che ci arrivino richieste di far partire il messaggio su tutti i pdv di una promozione per spingere un prodotto o focalizzare l’attenzione del cliente verso un particolare settore, tramite questo software noi possiamo gestire queste particolari esigenze e raggiungere lo scopo in tempi rapidissimi, risultati non raggiungibili prima”.

Domino Sistemi può occuparsi della creazione dei messaggi e della trasmissione quotidiana del palinsesto concordato, oltre a monitorare in tempo reale l’operatività di tutte le installazioni con la possibilità di intervenire immediatamente in caso di problemi o malfunzionamenti.

Produzione e consulenza, gli asset su cui si basa Masserdotti

L’aspetto consulenziale e di ricerca e sviluppo riveste un ruolo importante e si unisce all’impegno dal lato della produzione. C’è anche spazio per una divisione in grado di fare lavorazioni di carpenteria avanzate, è il caso per esempio di una struttura basculante utilizzata nelle vetrine di Coin: questa soluzione permette di retrocedere la struttura portante e semplifica il lavoro all’addetto che deve intervenire sul sistema multimediale che c’è in vetrina. La produzione just in time per Masserdotti è un altro degli elementi cardine, per le soluzioni sull’e-shop l’azienda garantisce per esempio una consegna in cinque giorni.

Un tempo di risposta immediato anche nel campo dell’interior decoration, che non si ferma solo allo studio grafico e di colore all’interno dei pdv, per Masserdotti va oltre anche con interventi al limite della sartorialità: è il caso delle decorazioni sui muri con frasi significative in occasione dei discorsi dell’a.d. di Fastweb nel tour dei negozi del gruppo, realizzate durante la notte. “L’ampiezza di gamma è da sempre uno dei nostri asset -conclude Alberto Masserdotti- e ora con l’introduzione della sezione Mobility, facciamo un ulteriore passo in avanti rispondendo per primi a un’esigenza che finora non aveva trovato risposte”.

La nuova sede del Gruppo Masserdotti

A inizio 2018 il Gruppo Masserdotti ha cambiato ubicazione trasferendosi nella nuova sede, di circa 10.000 mq, costruita in meno di 6 mesi a Castel Mella in provincia di Brescia. Una sede funzionale studiata secondo criteri di sostenibilità ambientale, che ha ampliato gli spazi di quella precedente e che ha permesso di trovar spazio per ulteriori macchine per la stampa digitale industriale Hp e Durst.

Il mondo pieno di colori delle creazioni Masserdotti fa da contrasto agli ambienti neutri, ai muri bianchi, al minimalismo delle scrivanie del reparto ricerca e sviluppo sostenute da pallet. “Un luogo di lavoro che permette di concentrarsi senza essere disturbati dall’ambiente circostante” ci tiene a sottolineare l’architetto Giovanni Paneroni, che ha seguito il progetto.

Carrefour lancia il “Drive pedonale”

Copyright Lionel Barbe, Carrefour DR
Carrefour ne aprirà 15 entro la fine del 2018. Ne sono già disponibili 6 a Parigi. Il lancio di questo format integrato alla strategia ominchannel è contestuale al varo della piattaforma di Aulnay sous Bois

Per venire incontro alle nuove richieste dei consumatori, Carrefour sta sviluppando, a fianco e a integrazione della sua strategia omnichannel, un format stradale basato sul concetto del drive, a Parigi, città dove Carrefour vanta già un ampio livello di copertura retail con più di 250 convenience store. Grazie a questi nuovi "Drive pedonali" (che sono un'evoluzione omnichannel del convenience store: si tratterebbe in realtà di un altro modo di denominare il click&collect) i consumatori possono ora scegliere fra oltre 15.000 referenze, e ritirare gli acquisti il giorno successivo, andando a piedi in uno dei 6 negozi disponibili.

Con questa formula di "Drive pedonale", Carrefour vuole portare l'ipermercato, inteso come assortimento, nel centro città, offrendo quindi ai clienti una più ampia possibilità di scelta, prezzi competitivi, e zero costi di consegna.

Copyright Lionel Barbe, Carrefour DR

Con l'attivazione/apertura di circa 15  Drive pedonali, nel 2018, Carrefour arricchisce la sua offerta di eCommerce e servizi di consegna: 185 nuovi drive saranno sviluppati in Francia da qui alla fine del 2018 (e in questo numero sono compresi i 15 drive pedonali), e 26 città e centri urbani disporranno di servizi di consegna. In 15 città i clienti potranno ricevere  la spesa in meno di un'ora attraverso un servizio di consegna espresso.

 

Con Valdo nuove esperienze nel bere

La ricerca enologica di Valdo guarda soprattutto ai millennials e alla richiesta del mercato di novità e di nuovi momenti esperienziali anche nel bere. Ispirandosi al mondo dello champagne, che per primo ha pensato di proporre una rivoluzionaria modalità nel bere le bollicine “on the rocks”, l’azienda di Valdobbiadene ha studiato Valdo Ice, presentato nella bottiglia bianca va a inserirsi in uno spazio a scaffale decisamente poco presidiato. Si tratta di uno spumante con un residuo zuccherino più alto che suggerisce un nuovo modo di degustare le bollicine con il ghiaccio e la frutta. Valdo Ice sarà disponibile da maggio a un prezzo consigliato entro i 7 euro.

Seguendo il trend di crescita delle bollicine sul mercato italiano che prosegue anche nei primi mesi del 2018 con un +17,6% (fonte Iri) Valdo guarda ancora oltre il Prosecco, che resta comunque centrale nel core business dell’azienda, lanciando Valdo Oro extra dry blanc de blancs: una couvée costituita da una selezione di uve a bacca bianca, spumantizzata con il metodo charmat. La bottiglia totalmente nera, capsula compresa, presenta un’etichetta inedita che ricorda una galassia: un vortice di segni grafici dorati degradè paiono danzare in un’ellisse che avvolge la scritta centrale. In gdo da metà marzo, prezzo consigliato 4,79 euro.

Jessika Pini

 

Caviro festeggia il Tavernello e incrementa l’offerta

La strategia di Caviro, dopo un anno di profondo rinnovamento, punta a raccontare i contenuti valoriali dei vini prodotti e la forza della Cooperativa che si fonda sull’ampia base sociale distribuita lungo tutta la Penisola.

In occasione del 35° compleanno del Tavernello, la marca italiana di vino tra le 10 più vendute al mondo, prosegue l’ampliamento della gamma sul mercato italiano ed estero. Da fine aprile saranno a scaffale tre nuove referenze: il Tavernello Sangiovese-Merlot Igt, il Montepulciano d’Abruzzo Doc e il Trebbiano-Chardonnay (prezzo consigliato 2.99 euro). “La proposta diversificata di Tavernello -afferma Benedetto Marescotti, trade marketing Italia di Caviro- vuole valorizzare la capacità e la varietà produttiva della nostra base sociale, ma anche la rapidità con cui, grazie al rapporto diretto con i soci produttori, possiamo rispondere e intercettare le richieste e i nuovi gusti dei consumatori che sempre di più si muovono verso vini più freschi e rotondi”.

Il progetto di valorizzazione delle cantine prosegue anche sulle linee premium: “Lavoriamo coi nostri soci non solo sui vini da tavola, ma anche sui vitigni regionali del loro territorio offrendo in cambio un piano di sviluppo comune e la forza commerciale di Caviro sul mercato interno e internazionale”.

Jessika Pini

Cielo e Terra, nuovo look per il Freschello

Un restyling completo per il Freschello, dalle nuove etichette delle linee Vivo, Frizzante e Spumante al sito internet, per trasmettere, in uno stile più contemporaneo, leggerezza e naturalità.
Cielo e Terra ha studiato delle capsule brandizzate con la “F” contraddistinta da un colore differente in base alle singole linee (naturale per la linea Vivo, perlato per Frizzante e metallizzato per Spumante). Nuovo anche il pay-off “Leggero per natura”. Le etichette sono in carta certificata Fsc.
Grazie alla gradazione alcolica contenuta, questo vino fa della leggerezza e della naturalità il suo punto di forza, offrendosi a un ampio uso quotidiano. Freschello è il marchio più venduto in Italia nel formato 0,75 litri e per Cielo e Terra rappresenta un terzo della produzione complessiva che ammonta a 30 milioni di bottiglie. Prezzo consigliato 2,09 euro.
La produzione, da uve 100% italiane, è legata da qualche anno a un sistema di produzione sostenibile adottato dall’azienda che permette di risparmiare acqua ed energia

Val D’Oca valorizza gli spumanti “Rive”

Cantina Produttori di Valdobbiadene – Val D’Oca (Cpv) sottolinea la propria concentrazione produttiva nel mondo del Prosecco valorizzando i cosiddetti vigneti “Rive” dell’areale produttivo del Docg, cioè quegli appezzamenti che si trovano nelle posizioni migliori delle colline della Denominazione di Valdobbiadene, riconosciuti e mappati dal Consorzio di tutela. E lo fa, con referenze diverse per canale, sia in gdo che in horeca.

Con il brand Ca’ Val, dedicato alla distribuzione moderna, l’azienda propone due millesimati: Rive di Colbertaldo e Rive di Col San Martino. Gli spumanti “Rive” rappresentano anche un’operazione di filiera poiché vanno a tutelare quei vignaioli che presidiano la parte più ostica del territorio e si caratterizzano per la lavorazione a mano, dalla potatura alla vendemmia, dovuta all’impossibilità di intervenire nei vigneti particolarmente scoscesi con mezzi meccanici. Ognuna di queste zone è caratterizzata da differenti aspetti climatici e morfologici i quali donano ai grappoli particolari e tipiche note aromatiche e gustative. Nella denominazione sono presenti 43 “Rive”, di cui fanno parte Colbertaldo e Col San Martino. Il disciplinare di produzione prevede che in etichetta sia sempre indicato il comune o la frazione di riferimento oltre che l’annata di vendemmia.
A maggio l’azienda inaugurerà, inoltre, il nuovo polo logistico che si affiancherà a quello attuale per attività di imbottigliamento e di magazzino.

Jessika Pini

Santa Margherita rinnova l’offerta con i Ca’ d’Archi

Due Ca'd'Archi Igt Veneto, bianco e rosso, sono le novità per il canale moderno del gruppo vinicolo Santa Margherita che rinnova l’offerta sostituendo le Cuvée di Pinot e di Cabernet. Il primo è un blend di Pinot grigio e bianco e l’altro di Cabernet e Merlot. “Abbiamo rinnovato profondamente le etichette -spiega Maurizio Zuccolo, direttore vendite Italia- e le caratteristiche organolettiche della versione rossa, conferendo più rotondità e morbidezza per rendere  il vino più aderente al gusto moderno”. I Ca' d'Archi sono due referenze pensate per un consumo giornaliero e sono stati introdotti a scaffale da marzo. Prezzo consigliato 6 euro.
Nel canale moderno nazionale positivi gli andamenti soprattutto di Prosecco e Gewürztraminer e del Pinot grigio Val d’Adige, cavallo di battaglia della cantina.
L’azienda ha chiuso il 2017 con 168,7 milioni di euro di ricavi consolidati, 20 milioni di bottiglie vendute in 90 paesi nel mondo suddivise in 10 brand di vini provenienti da 6 regioni italiane. Nell’esercizio appena concluso per rispondere alle richieste quantitative e qualitative del mercato Santa Margherita ha acquistato nuovi vigneti e ha acquisito Cà Maiol in Lombardia, e Cantina Mesa in Sardegna che le permetteranno di esplorare nuovi varietali nei bianchi come il Lugana e il Vermentino.

Jessika Pini

Cavit prosegue la strategia di presidio dei due canali

Nella distribuzione moderna - cui è dedicata l’ampia linea Mastri Vernacoli - Cavit vanta quote da leader con due dei suoi vini tra le prime 5 referenze di vini bianchi del mercato (Müller Thurgau e Gewürztraminer).
Mastri Vernacoli di Cavit è la collezione dedicata all’uso domestico quotidiano.
A Vinitaly ha invece presentato Una Tantum, una bottiglia di Riesling Renano Trentino Doc, prodotta in edizione limitata (solo 7.838 bottiglie) nella particolare annata 2014, che va a rafforzare la fascia alta dell’ampia gamma di proposte dedicate al canale horeca.
Cavit riunisce dieci cantine sociali per oltre 4.500 viticoltori distribuiti su tutto il territorio trentino e realizza una produzione che rappresenta oltre il 60% di tutto il vino della regione. Nel 2017 ha realizzato un fatturato di oltre 182,5 milioni di euro di cui l'80% dall'export.

Jessika Pini

Riunite riposiziona il proprio Lambrusco

Cantine Riunite & Civ si appresta a cambiare il posizionamento e il vissuto del proprio Lambrusco per conquistare un target di consumatori più giovani oltre i confini della regione di origine. Si partirà con il Lambrusco Reggiano Doc a marchio Riunite, che dalla prossima estate sarà sugli scaffali con una nuova veste grafica. Il visual darà enfasi all’anno di fondazione di Cantine Riunite, ossia il 1950, per raccontare le proprie origini nonché i valori del territorio e della tradizione emiliani. Il lancio sarà supportato da una nuova campagna di comunicazione veicolata soprattutto attraverso i canali online con attività di social e digital marketing. “Con questo riposizionamento – spiega Mario Vandi, head of marketing dell’azienda – vogliamo rafforzare la brand awareness di Riunite e invitare al consumo del nostro Lambrusco chi ricerca prodotti della tradizione e del territorio, dai valori e dalla qualità riconosciuti.” Il prezzo consigliato è di 4,00 euro.

Jessika Pini

Aprol Campania lancia Columè una linea di olio premium

Il consorzio amplia le sue attività avviando la commercializzazione di una linea di olio: Columé (il nome è un omaggio allo scrittore romano Lucio Giunio Moderato Columella, che nel suo trattato De Re Rustica, mostrava una conoscenza approfondita dell’olio di oliva). Si tratta di un blend ottenuto da oli prodotti da diversi ovicoltori della Campania accuratamente selezionati e sapientemente miscelati dagli assaggiatori del consorzio Aprol. Il risultato è un pregiato olio extra vergine di oliva le cui qualità sono facilmente riconoscibili e il cui utilizzo è indicato in tutte le ricette. Columé è disponibile nei tagli da 100 g, 250 g, 500 g e 3 litri. Per la diffusione del prodotto, il consorzio punta anche alla grande distribuzione e a servizi come la consegna a domicilio. Per far conoscere il marchio è strategica la partecipazione alle fiere: già confermata la presenza alla prossima edizione di Cibus.

Massimo Gianvito

Birra Salento omaggia il suo territorio

Presente al Vinitaly con diversi prodotti. Tanti gli omaggi alla terra del Salento.

Pizzica. è una birra ad alta fermentazione caratterizzata da un colore oro intenso e una schiuma persistente. La bassa gradazione alcolica e la nota di peperoncino la rendono stuzzicante e dissetante. Disponibile nei tagli da 33 cl e 75 cl.
Taranta è una birra ad alta fermentazione dal colore carico con una schiuma densa e compatta. Il gusto morbido è ben bilanciato dai luppoli. La particolare tecnica di speziatura con pepe ne esalta i profumi al naso e rende una bevuta intrigante.
Birra ambrata, dalla schiuma persistente Beggia incontra i bevitori più esigenti. Il gusto morbido, esaltato a momenti alterni dal biscotto e dal caramello dato dai malti speciali ed il corpo deciso la rendono una birra da degustare prendendosi il giusto tempo. Ottima abbinata a cibi strutturati e dessert. Temperatura di servizio: 6 °C. Disponibile nei formati da 33 cl e 75 cl. Birra di colore oro chiaro in stile Lager in bassa fermentazione.
Agricola si caratterizza per una bianca schiuma compatta, un corpo rotondo ed un amaro ben bilanciato. Nel pieno della tradizione birraria i toni dolci del malto la fanno da padrone mentre i luppoli da aroma sono un bouquet di profumi, dall'erbaceo al floreale. Compagna ideale di qualsiasi momento della giornata.

Massimo Gianvito

Birrificio Antoniano, rigorosamente non filtrate e rifermentate in bottiglia

Tra le più importanti novità la gamma “Craft”: Keller, Dubbel e American Ipa tutte e tre rigorosamente non filtrate e rifermentate in bottiglia. Llinea dedicata in esclusiva al canale horeca, già presentata in anteprima al Beer Attraction di Rimini, lo scorso marzo. Le birre Craft saranno sostenute da numerose azioni di marketing, comprese cene con degustazioni presso alcuni locali selezionati. Al Vinitaly erano presenti anche le Birre dai Presìdi Slow Food, con una nuova bottiglia in due formati da 33cl e 75 cl e dei nomi rinnovati che mettono l’accento sulla qualità e sugli ingredienti speciali del territorio di origine impiegati nelle varie ricette. Proposte all’appello anche le referenze in bottiglia della gamma “Le Classiche”: da Birra Antoniana ai Tadi, a Birra Antoniana Pasubio, Stile Vienna e Altinate. Infine, la Birra Antoniana Marechiaro, che si poteva degustare sia alla spina che in bottiglia. Una birra bionda a bassa fermentazione ha ormai conquistato molti italiani e continua a ricevere buoni riscontri anche all’estero, confermandosi la chiave di apertura di nuovi mercati.

Massimo Gianvito

Birra Amarcord declina la street beer ampliando la gamma

Il birrificio riminese Amarcord amplia la linea Bad Brewer con Mr White, la quarta street beer della serie: una street beer in stile blanche La Birra Blanche è una birra ad alta fermentazione di antica tradizione. Originalmente erano brassate senza l’uso di luppolo bensì attraverso l’impiego di un miscuglio di spezie detto Gruit. Le blanche moderne utilizzano invece un leggero quantitativo di luppolo, ma è comunque rimasto intatto l’uso di spezie quali la buccia d’arancia amara e il coriandolo che danno alla birra note aggrumate e decisamente caratteristiche. La particolarità di questa quarta Bad Brewer è l’uso di materie prime Italiane. Ama Pilsner è una birra riflessi dorati, schiuma bianca e cremosa. Bouquet floreale ed erbaceo. Fresca ed elegante, in bocca le note erbacee diventano preminenti. In questa Pilsner non filtrata è il luppolo la vera anima, ed in particolare giocano un ruolo fondamentale l'impiego dei luppoli nobili. La filosofia produttiva ha come principio base il rigoroso rispetto dell'antica tradizione birraia mitteleuropea. La birra 24 Barrel Aged è frutto di un periodo prolungato di invecchiamento in botte. Questo processo necessita di una attenta valutazione della birra che deve sottostare a particolari standard di grado alcolico e amaro per permettere di bilanciare le attività dei diversi microrganismi presenti nelle botti di legno e che in un tempo così lungo possono contribuire in modo considerevole. Prodotto da regalare o destinato “al fuori casa” di pregio. Il prodotto finale perciò è il risultato di uno studio per l'individuazione dei più importanti parametri chimico fisici che permettessero alla flora indigena delle botti di poter contribuire nel modo più adeguato possibile alla bontà e al carattere della birra stessa. La linea Riserve Speciale si arricchisce dei prodotti a firma Tonino Guerra, già sceneggiatore del film Amarcord. Protagonista dello stand il progetto Tank: birra fresca presa direttamente dal tank di maturazione e trasportata direttamente al tuo locale attraverso l'apposita unità di trasporto. Il prodotto non è filtrano né pastorizzato. All’interno del locale possono essere installati tank da 500 litri e da 250 litri.

Massimo Gianvito

Gancia, una beauty brand identity

Si chiama "Drink beauty' è il messaggio intorno al quale ruota la nuova immagine di Gancia, che presenta la brand identity: nuovo logo, nuovo design, veste grafica e visione. Per la casa spumantistica piemontese la comunicazione ha sempre avuto un ruolo importante e orientato al "Bere la bellezza". Una bellezza che è profondamente radicata nell'identità, nella storia e nei vini di Gancia, "prodotti in Italia, prima dell'Italia": già nel 1850, infatti, l'azienda cominciò a creare i primi spumanti della penisola, diventando parte della cultura e del patrimonio italiano. Drink beauty parla della bellezza del nostro Paese, delle vigne dell'Alta Langa, dell'arte italiana, del vino e dello Spumante. La bellezza delle espressioni creative dell'azienda dal 19° secolo: le etichette, i manifesti pubblicitari firmati da grandi nomi dell'illustrazione e dell'arte, i film, oggi accuratamente conservati nel museo Gancia di Canelli. La bellezza delle sue Cantine Storiche, le Cattedrali Sotterranee dichiarate nei 2014 Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. La bellezza degli spumanti con i loro riflessi dorati, il rosa, il bronzo e il famoso rosso brillante dell'Americano.

Gancia reinventa l'immagine delle bottiglie, un trionfo di colori audaci e gioiosi che rende omaggio alle storiche creazioni del marchio, contribuendo al contempo al rilancio della qualità, risultato del lavoro e della passione dei maestri cantinieri. Il logo rinnovato rimane intrinsecamente legato alla tradizione dell'azienda, con lo stemma che da sempre la contraddistingue, ma lo stile diventa più sobrio e agile: i tratti, d'oro o in bianco e nero, si fanno più distinti ed essenziali. L'operazione di restyling coinvolge anche il sito web, che manifesta nella sua raffinata bellezza questo nuovo modo di essere, non dimenticando di mettere in evidenza i prodotti prima di tutte le altre categorie e sezioni del portale www.gancia.it. Tra le principali novità di prodotto, il Vermouth Rosso di Torino: una ricetta antica rivisitata in chiave più “trendy” e più vicina ai gusti dei consumatori di oggi. E poi ancora il Cuvée 120 mesi Alta Langa brut – riserva 2006, il Cuvée 36 mesi Alta Langa Pas Dosé, l’Asti Secco D.O.C.G. e il Blanc De Blancs Chardonnay.

Da San Benedetto un focus sull’acqua

L’acqua è il naturale complemento del vino. Niente di strano, quindi, che San Benedetto abbia deciso di partecipare a Vinitaly. L’azienda presenta tre importanti novità. La linea Antica Fonte della Salute – Millennium Water, realizzata pensando all’alta ristorazione, si arricchisce del formato da 33 cl che affianca la più nota bottiglia da 65 cl. Disponibile nelle varianti naturale e frizzante. Per il settore delle bibite gassate, ecco Amor Bio, pensata per il canale Horeca e i bar e realizzata con ingredienti provenienti da agricoltura biologica, zucchero di canna e senza coloranti né conservanti. Al momento la linea comprende i gusti aranciata e limone. Per la più alta ristorazione l’azienda proporne il Thè San Benedetto The Luxury Experience, caratterizzato da una preziosa confezione in vetro. Il prodotto si caratterizza per il sapore intenso e dissetante e per il delicato profumo delle foglie di thè e della frutta. Nei gusti limone e pesca.

Mercati di Città: pensati per la comunità

#ilviaggio fra le realtà imprenditoriali locali prosegue anche quest’anno: siamo andati a Foggia, da Luigi Giannatempo, che ha spiegato non solo i nuovi format, ma anche cosa vuol dire essere un retailer locale con un’anima attenta al sociale e alla costruzione di una comunità (da Gdoweek n. 6)

Orgogliosi della nostra terra e delle nostre origini: questo il claim che accoglie il cliente nel supermercato Mercati di Città a Foggia (in via Nardella, il prototipo della rete). Una dichiarazione che esprime bene il focus di questa insegna del gruppo La Prima, guidato da Luigi Giannatempo e socio Coralis: il legame con la Puglia, con il territorio di Foggia, la sua produzione agricola e agroalimentare, la sua gente, le tradizioni enogastronomiche. “Abbiamo una storia di 25 anni, di vite passate in negozio sin da bambino insieme ai miei genitori, con la volontà di valorizzare i prodotti locali e anche di dare qualcosa in cambio alla terra e ai clienti, per le eccellenze che possiamo vendere, la fiducia e la fedeltà che ci dimostrano i clienti”, racconta con timidezza Luigi Giannatempo.

Ad oggi, la rete è composta da 9 negozi, di cui 6 a Foggia e 3 in provincia (due a Lucera e un altro a Stornara, città da dove è partita l’avventura della famiglia Giannatempo). Parliamo di store di vicinato, tra i 200 e i 400 mq, e una vocazione per i freschi (in particolare carne, pane, salumi e formaggi). Elementi strategici anche per i due store di riferimento di via Zara e via Nardella. Proprio da quest’ultimo indirizzo inizia la nuova era dei Mercati di Città, un format destinato a essere sviluppato in futuro, in città, in provincia e nel resto della regione nei prossimi tre anni. “Il nostro obiettivo è valorizzare la produzione locale, le nostre eccellenze, le capacità dei nostri artigiani -chiarisce Giannatempo-. Per noi il super è quel luogo dove far incontrare persone, prodotti e qualità: un mercato, che ha nelle relazioni fra persone la propria ragione d’essere.

Proprio per recuperare questa dimensione valoriale il nuovo format è stato chiamato Mercati di Città La Prima”. Si tratta di un ambiente fresco, che apre il suo percorso sull’ortofrutta sfusa, sottolineando ovunque la provenienza locale dei prodotti (parliamo di un’incidenza fino al 60%), con un’area ristoro con 40 posti a sedere e una cucina a vista dedicata. Ovunque sono possibili degustazioni, anche di specialità come il pane di Montaguto, eccellenza del territorio. Ampi spazi sono dedicati ai prodotti pronti con la creazione anche dell’area Salsicceria, prodotto tipico della zona, realizzato con un processo manuale. “Anche il prezzo rappresenta un elemento centrale nelle nostre strategie: lo definiamo ‘prezzo intelligente’ e lo veicoliamo con i volantini: 80.000 copie, con oltre 500 articoli, che parlano di prezzo e raccontano le eccellenze locali -aggiunge Giannatempo-. Da qui nasce il progetto Scegli Puglia, pensato per dare al consumatore maggiore consapevolezza della merce locale, un atto di responsabilità per una spesa consapevole, un contributo per la nostra terra”. La particolarità di Mercati di Città è anche nella sua capacità di organizzare regolarmente attività oltre il business, come gli appuntamenti con i bambini per insegnare il valore della colazione bio, con la partecipazione di aziende di marca specializzate. “Coinvolgiamo circa 3.000 bambini, un numero importante, pensando all’impatto futuro a livello di benessere dell’intera comunità”. Ci sono anche gli appuntamenti con le nonnine, signore anziane che condividono le loro ricette tradizionali e i loro segreti in cucina, piuttosto che la festa della campagna, con gli animali e il Festival della danza con importanti artisti pugliesi per creare opportunità per i giovani.

“Il futuro per noi significherà entrare sempre più nello specifico dei prodotti e del coinvolgimento dei clienti, con laboratori a vista, per pasta, pane e mozzarelle. Una sfida alla quale già stiamo lavorando nel prossimo store che apriremo in città entro fine anno: 3.000 mq dove svilupperemo concetti chiave come ‘comprare, mangiare e curarsi bene’, con al centro il binomio cibo-famiglia. Soprattutto la possibilità di dimostrare riconoscenza a territorio, clienti e collaboratori. Sono loro il motore delle nostre attività, una grande famiglia orgogliosa delle proprie radici”, conclude Giannatempo.

 

Kentucky Fried Chicken apre il secondo locale a Roma

A Roma, in via Valle Aurelia, nel nuovo centro commerciale Aura, Kentucky Fried Chicken (Kfc) inaugura (domani) il suo secondo ristorante della capitale. La nuova apertura romana corrisponde anche al 20° locale in Italia. Presente in 7 regioni,dal Veneto alla Campania, Kfc ha ora 4 ristoranti in Lazio, fra i quali quello di Roma Valmontone, nella food court dell'Outlet Centre.

Francesco Fuga

Il nuovo locale è gestito in franchising dalla società Augusta di Francesco Fuga, che conduce già il Kfc nel centro commerciale Romaest, nel quale la catena americana segnò il suo debutto italiano nel 2014.

Il Kfc di Aura-Valle Aurelia impiegherà 35 persone provenienti per la maggior parte dal territorio romano.

Sviluppato su circa 360 mq, con 120 posti a sedere, aperto 7/7 dalle 9 alle 23, il nuovo ristorante romano "si conferma in un mercato complesso nel quale l’apprezzamento per il nostro prodotto non era scontato –commenta Corrado Cagnola, amministratore delegato di Kfc Italia– e dove invece i consumatori hanno accolto fin dall’inizio la nostra offerta.  Dobbiamo il successo soprattutto ai nostri franchisee, imprenditori che accettano la sfida di affiancarci in un percorso di sviluppo che per il 2018 prevede l’apertura di 20 nuovi locali su tutto il territorio nazionale. Raddoppieremo così le nostre dimensioni consolidando la nostra presenza nelle regioni che già ci ospitano, come il Lazio, e raggiungendone altre, per arrivare sempre più vicini ai nostri consumatori".

 

 

Despar spinge la mdd italiana oltreconfine

Per Despar Italia la valorizzazione delle eccellenze territoriali italiane è al centro di un costante lavoro di sviluppo della mdd, un indirizzo che porta questo tipo di prodotti a marchio ad ottenere crescente riscontro anche oltreconfine, nei punti di vendita internazionali del retailer. Pasta, vino, conserve: parliamo di referenze premium a marchio Despar, brand presentato come sinonimo stesso di italianità in quanto presente solo nel nostro Paese.

"Il compito dei produttori è quello di fare prodotti buoni, come stanno già facendo. Noi sviluppiamo insieme a loro dei progetti, facciamo un lavoro di selezione delle referenze che vendiamo poi a Spar International e che si occupa successivamente di portarle sul mercato", spiega a Gdoweek Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia, a margine della Convention Nazionale Despar Italia 2018: "Le pmi necessitano di essere coordinate e noi le supportiamo in tal senso, naturalmente garantendo che rispettino tutti i criteri richiesti".

Un orientamento alla crescita private label in linea con le più recenti richieste e tendenze del mercato, volto ad implementare un assortimento sempre più diversificato ed ampio, in grado di aumentare la propria quota a valore (al momento in Italia per il retailer rappresenta circa il 18,6% delle vendite).

"La marca del distributore oggi rappresenta un mondo di valori e innovazione che le hanno fatto conquistare un nuovo posizionamento in gdo -sottolinea Fochesato- E per innovazione sana e sostenibile intendo anche la capacità di unire le forze e collaborare. Penso ai nostri 400 fornitori ed oltre 300 affiliati.".

 

 

 

Molecola, a Torino nasce la cola regionale

Un’antica ricetta piemontese e soli ingredienti italiani per una bevanda che guarda al km zero (da Gdoweek n. 6)

Un hamburger italiano, assemblato con ingredienti a Km zero, deve essere accompagnato da una cola altrettanto local. È nata così, quasi per gioco, cinque anni fa a Torino, Molecola, la cola realizzata solo con ingredienti italiani partendo da un’antica ricetta piemontese di metà Ottocento. Oggi la bevanda esce dall’ambito locale per lanciarsi nel canale Horeca. E lo fa con una nuova veste, la bottiglia di vetro disegnata da Curve Creative Studio ispirandosi al profilo delle dive anni Cinquanta e realizzata da Verallia.

In contemporanea arriva sul mercato la versione bio & fair trade, a base di ingredienti provenienti da coltivazioni biologiche e dal mercato equo e solidale, come lo zucchero di canna e il guaranà. Oltre che nelle tre hamburgherie gourmet torinesi gestite da Francesco Bianco e Graziano Scaglia, Molecola è presente da tre anni negli scaffali delle principali insegne della gdo in Piemonte, nei punti di vendita Autogrill e da qualche mese a Fico e negli Eataly italiani e stranieri, compresi quelli di New York e Chicago. Proprio Francesco Bianco racconta i dettagli di questa avventura.

Siete riusciti a vendere il ghiaccio agli eschimesi, se lo aspettava?

Più che altro ci speravo. La nostra cola è molto apprezzata negli Stati Uniti, dato che in questo periodo spediamo un container ogni venti giorni e presto saremo anche a Boston e Los Angeles.

Oltre a sfidare l’icona delle bevande ora volete confrontarvi con l’icona delle bottiglie?

Non scherziamo. La nostra bottiglia è stata pensata per esaltare le particolarità del prodotto nel contesto della ristorazione e crediamo che la lavorazione ergonomica e antiscivolo, che richiama la cucitura sartoriale, esalti la user experience, abbinando estetica e funzionalità. Nella parte inferiore è stampato il nome della bevanda in braille per rendere ancora maggiore l’accessibilità del prodotto.

Qual è l’obiettivo di sviluppo che intendete raggiungere con l’introduzione della bottiglia in vetro e l’ingresso nel canale Horeca?

L’anno scorso abbiamo prodotto 3,5 milioni di pezzi, quest’anno puntiamo a raggiungere i cinque milioni.

Con quale peso per i vari formati?

Un terzo lattine da 33 cl, un terzo Pet da mezzo e da un litro e un terzo bottiglia di vetro. Quest’ultima sarà riservata a ristoranti, bar e agli hotel, mentre lattine e bottiglie di plastica resteranno dedicate alla gdo.

Oltre che nei punti di vendita Eataly, in quali mercati esteri siete presenti?

Australia, Corea, Paesi Arabi, Russia, Francia, Svezia e Brasile. Seguiamo la ristorazione italiana nel mondo.

Per presentare la bottiglia in vetro avete scelto un’immagine inusuale per il mondo beverage.

Infatti. L’azzurro vuole richiamare l’italianità: è il colore della maglia della nazionale di calcio. Il busto sartoriale serve per esaltare il concetto di artigianalità, ma non ci sono bollicine, ghiaccio, gocce o schizzi come si vedono di solito nelle immagini delle bevande.

Coop: new opening a Ferrara

coop alleanza
Si consolida nel capoluogo estense l’insegna Coop che a Ferrara apre un supermercato, situato in centro cittadino, in via Mazzini 34

Si consolida nel capoluogo estense l’insegna Coop che a Ferrara apre un supermercato, situato in centro cittadino, in via Mazzini 34-43.

Coop Alleanza 3.0 ha realizzato il negozio grazie a investimenti per un milione di euro circa. Il supermercato è ampio 350 mq e impiega 21 lavoratori. Si presenta con due entrate: la prima su via Mazzini, la seconda su via Contrari 24/b. Apre sulla piazza di frutta e verdura e propone il banco servito di gastronomia, spazi dedicati al servizio del pane self e banchi dei salumi, dei latticini e delle carni e della pescheria, con prodotti in confezioni take away. Presente anche una cantinetta, con vini e birre in una ampia proposta di etichette locali. In assortimento trovano spazio i prodotti Coop, tra cui anche quelli della linea dei biologici ViviVerde, il meglio dell’eccellenza gastronomica Fior Fiore e gli articoli salutistici BeneSì. A disposizione per il pagamento della spesa ci sono quattro casse tradizionali.

 

Euronics si rafforza nel Lazio

Il 22esimo store a insegna Euronics nel Lazio è stato realizzato nel cuore di Roma, all’interno dello Shopping Mall Aura-Valle Aurelia

Il 22esimo store a insegna Euronics nel Lazio è stato realizzato nel cuore di Roma, a due passi da Città del Vaticano, all’interno dello Shopping Mall Aura-Valle Aurelia, in cui l'insegna sarà presente come unico retailer di elettronica di consumo.

Lo store di Nova del Gruppo Euronics Italia, occupa un’area di 700 mq al secondo piano del centro polifunzionale. Nell'area telefonia, smartphone, device e accessori sono disponibili a “libero tocco” su tavoli dedicati, che permettono all'addetto alla vendita di mostrarne funzionalità e caratteristiche e al cliente interessato di vedere e toccare il prodotto, scoprendone i punti di forza. Il Gruppo Nova ha assunto otto addetti.

Abbiamo iniziato il progetto di consolidamento della nostra insegna nel Lazio nel 2017, con l'acquisizione di 4 punti di vendita ex Trony-Edom e puntando alla crescita dell'azienda nei quartieri chiave della città - afferma Stefano Caporicci, patron del Gruppo Nova-Euronics - L'apertura dello store nel centro commerciale Aura risulta strategica per la sua posizione, innovativa per il format e ci permette di raggiungere un più ampio target di clienti, garantendo un presidio capillare della nostra città”.

 

 

Video Tour: le camicie su misura di Apposta. com

Dall'esperienza di un'azienda marchigiana specializzata che si avvale di laboratori artigianali, un'offerta online di prodotti su misura, personalizzabili, divertendosi e a prezzi accessibili: queste le caratteristiche di questa start up italiana, ma con un orizzonte mondiale

Oltre 2.000 tessuti, 150 proposte pre-disegnate che offrono oltre 20 miliardi di combinazioni possibili: stiamo parlando dell'offerta di Apposta.com, un retailer online nato dall'idea di Gianmarco Taccaliti e Gianluca Mei che propone camicie per uomo, fatte su misura.

Al massimo due settimane dopo l'ordine, i capi sono consegnati in tutto il mondo grazie alla capacità sartoriale dei laboratori artigianali di Camerano (An), dove ha sede la camiceria Taccaliti, la cui offerta stilistica comprende 11 categorie di tendenza, che ogni cliente può ulteriormente personalizzare per ottenere la "propria" camicia. Il tutto a prezzo che variano in funzione del tessuto, da un minimo di 99 euro a un massimo di 159.

Personalizzazione, divertimento, velocità, artigianalità e prezzi accessibili: questi gli elementi alla base del successo questa start up

Italian Food Excellence

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