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Un nuovo marchio di qualità per le alici Rizzoli Emanuelli

Rizzoli Emanuelli ha ottenuto la verifica del protocollo “Tradizione consapevole 1906” da ente terzo indipendente DNV GL. I 112 anni di esperienza dell’azienda parmense nella produzione di alici diventano un marchio di qualità.

“Con il marchio Tradizione Consapevole dal 1906 abbiamo deciso di valorizzare l’unicità delle nostre alici e gli asset aziendali che da sempre ci contraddistinguono - ha commentato Massimo Rizzoli, amministratore delegato Rizzoli Emanuelli. Un riconoscimento che sancisce il nostro impegno ultrasecolare nell’arte delle conserve ittiche per garantire un prodotto sostenibile e di alta qualità, dalla filiera tracciata, lavorato dal fresco secondo l’antica tradizione di famiglia nel rispetto della materia prima e dell’ecosistema marino. Il marchio Tradizione Consapevole dal 1906 vuole infine testimoniare il nostro impegno all’insegna della responsabilità e della qualità. Questo marchio, e il disciplinare di produzione correlato, sono per noi un punto di partenza da cui identificare nuovi obiettivi e sviluppare progetti innovativi che uniscano etica, sostenibilità, trasparenza e costante ricerca dell’eccellenza.”

L’azienda parmense punto di riferimento per le conserve ittiche premium, si fregia ora di un marchio unico e distintivo, bastato su un disciplinare rigoroso che riguarda sostenibilità della pesca, tracciabilità di filiera e qualità di prodotto. Comparirà su tutte le confezioni di alici Rizzoli in totale trasparenza verso il consumatore, sempre più consapevole e attento ai processi di pesca e lavorazione, alle origini e alla qualità della materia prima.

Il marchio Tradizione consapevole dal 1906 è a garanzia della sostenibilità della pesca e  del rispetto dei mari, come testimoniano anche l’ottenimento delle certificazioni MSC e Friend of the Sea. Da sempre Rizzoli Emanuelli ha scelto una tecnica di pesca al cerchio che, tramite l’utilizzo combinato di reti da circuizione e lampare, non danneggia i fondali e garantisce l’integrità della materia prima operando esclusivamente in zone selezionate per ridurre l’impatto sull’ecosistema marino.

Il secondo pilastro del marchio “Tradizione Consapevole dal 1906” è la tracciabilità, certificata secondo la norma ISO 22005 da DNV GL. Per assicurare trasparenza e sicurezza, Rizzoli Emanuelli mette a disposizione un sistema on line che attraverso pochi click sul sito www.rizzoliemanuelli.com consente di conoscere la storia di ogni prodotto: dalla pesca alla tavola.

Il marchio garantisce, infine, la qualità del prodotto. Solo le migliori alici diventano Rizzoli seguendo l’Antica Regola che la famiglia si tramanda da 5 generazioni: un’accurata selezione delle migliori materie prime e tecniche di lavorazione interamente a mano dalla scapatura, salatura, controllo della maturazione fino al confezionamento. Per mantenere tutta la freschezza, la delicatezza e la consistenza del pesce, la salagione avviene rigorosamente entro 24 ore dalla pesca, mentre è fondamentale saper attendere lunghi tempi per la maturazione, in modo da valorizzare la carnosità.

 

Doc Roma, servizio su doppio formato

L’insegna opera attraverso due principali tipologie di supermercato: una dedicata a un target medio-alto; l’altra, studiata per ubicazioni periferiche e più orientata alle promozioni (da Gdoweek n. 2)

Priorità del 2018, per Doc Roma, è il consolidamento nell’area romana. L’insegna, nata nel 2010 con l’acquisizione da parte di Unicoop Firenze di una avviata catena di supermercati da una famiglia di imprenditori della capitale (Gruppo Luciani), è attiva nel nord e sud ovest della città, ad eccezione di negozi a Marino e Ostia. Complessivamente opera con 13 supermercati e prevede un fatturato, a fine anno, di 140 mln di euro. Per sviluppare la rete, Unicoop Firenze punta più sulle acquisizioni che sulle nuove aperture preferendo modelli distributivi che assecondino le particolarità del territorio e soddisfino le esigenze dei consumatori. “Non possiamo omologare i consumi a un unico formato che risponda a tutte le esigenze, specialmente a Roma, una piazza con le sue peculiarità nella composizione sociale dei quartieri, e una mobilità che rappresenta un vincolo -spiega Fabrizio Guerrini, direttore operativo Doc Roma-. Dobbiamo, invece, modellare il formato distributivo in base alle diversità dei quartieri dove siamo presenti”.

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Il discount italiano di Aldi

Come il più grande discounter mondiale ha messo a punto il formato per l'Italia. L'obiettivo è una crescita organica e progressiva dove la semplicità è la chiave che guida verso la qualità

Il primo discount italiano di Aldi apre a Castellanza, in quel di Varese, e sarà operativo dal 1° di marzo insieme ad altri 10 punti di vendita distribuiti nei comuni di Bagnolo Mella (Bs), Cantù (Co), Curno (Bg), Peschiera del Garda (Vr), Piacenza, Rovereto (Tn), San Donà del Piave (Ve), Spilimbergo (Pn) e Trento. Obiettivo: aprire più di 45 punti di vendita nel Nord Italia entro la fine dell’anno.

Ecco per voi le caratteristiche del nuovo punto di vendita:

Assortimento: fortemente italiana grazie alla collaborazione con fornitori italiani selezionati che forniscono il 75% dei prodotti in assortimento. 85% del totale sono linee a marchio proprio tra le quali Regione che vai (prodotti regionali), Il Tagliere del Re (salumi), BuonOra (colazione/merenda), Bonlà (latticini), Freschi per te. Ogni lunedì e giovedì previste promozioni.

 

Format: sviluppato per rendere l’esperienza del cliente più piacevole e per semplificare l’acquisto attraverso un’organizzazione intuitiva degli spazi. Gli allestimenti sono moderni, mentre la comunicazione instore punta a sottolineare l'italianità dell'offerta. Nessun banco servito, ampio spazio panetteria con produzione in loco. Angolo relax caffè Al Dì. Il layout si apre sull'ortofrutta (oltre l'80% da fornitori italiani) e si chiude con le offerte promozionali "Wow offerte a tempo limitato" (non food). Complessivamente strutturato su 5 corsie. Le casse attive sono 5.

Michael Veiser, group managing director di Aldi, commenta: “Siamo estremamente orgogliosi di entrare nel mercato italiano, rinomato in tutto il mondo per la sua ineguagliabile cultura enogastronomica. Il nostro impegno nel venire incontro ogni giorno alle esigenze dei clienti italiani, grazie all’attenzione per l’origine, la freschezza e la qualità dei nostri prodotti, rappresenta la nostra più grande sfida. Negli ultimi due anni ci siamo preparati per rispondere al meglio alle richieste della clientela italiana, attraverso un’idea di spesa completamente nuova che, in linea con la nostra filosofia aziendale, pone al centro prodotti selezionati che uniscono qualità e convenienza”.

 

 

Nuovo store MiniTrony a San Paolo

MiniTrony
Prosegue il progetto di sviluppo di Co.Pre., socio di Grossisti Riuniti Elettrodomestici, che inaugura un punto di vendita Mini Trony a San Paolo (Bs)

Prosegue il progetto di sviluppo di Co.Pre., socio di Grossisti Riuniti Elettrodomestici, che inaugura un punto di vendita MiniTrony a San Paolo (Bs), in via Mazzini 101, sviluppato su una superficie di 200 mq. L’azienda con questa nuova apertura conta oggi 50 strutture Trony e 2 a insegna MiniTrony. Sono invece 208 i negozi dell’insegna sul territorio italiano a cui si aggiungono 10 MiniTrony.

Lo store, che conta un assortimento di 1.500 referenze, ha un bacino d’utenza stimato di MiniTronycirca 30.000 potenziali clienti e impiega 3 addetti. Il nuovo punto di vendita si estende su pianta rettangolare con ingresso dedicato al settore telefonia. Si prosegue con i vari reparti:  sezioni audio/video, informatica, videogame e accessori, climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici ed elettrodomestici da incasso. Tra i vari servizi offre consegna a domicilio, installazione elettrodomestici.

 

Mdd verso innovazione, premium e tradizioni

Novità e tendenze 2018 in materia di marche del distributore presentate dai principali gruppi della gdo italiana a Bologna: tra le parole chiave del 2018, filiera e tracciabilità, bio e functional, territorio e certificazioni (da Gdoweek n. 2)

Sempre più premium, più biologica e più in linea con gusti e tradizioni dei territori italiani. Così sarà la private label dell’immediato futuro: sempre più funzionale, ad alto contenuto di servizio, salutista ed etica. Queste le principali tendenze delle nuove referenze a marchio dei distributori presentate a Marca 2017 a Bologna.

L’obiettivo generale è quello di trasformare le private label in veri e propri prodotti di marca, quella del distributore. Nel complesso questo settore vale il 18,5% del mercato gdo, con un trend in crescita. Nell’ultimo decennio, le Mdd hanno contribuito per circa il 30% sulla crescita totale dell’industria alimentare.

La produzione di private label coinvolge 1.500 copacker, circa 50 comparti economici, e occupa oltre 200.000 addetti.

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Selfridges: a Londra la prima palestra di pugilato instore

CREDIT PHOTO MATT WRITTLE/SELFRIDGES © copyright Matt Writtle 2018
CREDIT PHOTO MATT WRITTLE/SELFRIDGES © copyright Matt Writtle 2018
All’interno di Selfridges a Londra è stata allestita Boxing Gym la prima palestra di pugilato al mondo in un grande magazzino

All’interno di Selfridges a Londra si sperimenta una nuova convivenza: è stata allestita Boxing Gym la prima palestra di pugilato al mondo all'interno di un grande magazzino che rimarrà aperta fino alla fine del mese. La palestra è gestita da BXR London, il primo club di boxe boutique lanciato a gennaio dello scorso anno dalla superstar del pugilato Anthony Joshua e da un gruppo di partner di investimento. Lo spazio, realizzato al piano seminterrato della struttura, si sviluppa su circa 325 mq e offre 20 sacchi in gomma caricati d'acqua e un box ring fruibile su prenotazione in classi di boxe di gruppo per un tempo di 55 minuti.

La residenza della palestra fa parte di Lamyland, ossia una serie di progetti nell'ambito di una nuova campagna chiamata Radical Luxury attraverso la quale Selfridges invita i clienti a discutere del significato del lusso.

 

EasyCoop arriva a Mestre, Padova e Treviso

Coop espande il servizio di spesa online con consegna a domicilio EasyCoop con un assortimento di oltre 11 mila prodotti, di cui 3 mila freschissimi

Coop espande il servizio di spesa online con consegna a domicilio EasyCoop con un assortimento di oltre 11 mila prodotti, di cui 3 mila freschissimi. L’insegna, secondo quanto pubblica Venezia Today, fa il suo ingresso a Mestre, a Padova insieme ad Abano Terme, Campodarsego, Camposampiero, Limena, Mestrino, Montegrotto Terme, Noventa Padovana, Piazzola sul Brenta, e a Treviso, a cui si aggiungono le località: Casale sul Sile, Mogliano, Paese, Preganziol, Quinto di Treviso, Silea, Villanova e Zero Branco.  Il servizio di consegna è disponibile dal giorno successivo a quello in cui viene effettuato l’ordine, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 22, con fasce orarie e costi personalizzabili: da tutta la giornata fino a un minimo di un’ora (per esempio 19.15-20.15), a partire da un contributo per la consegna di 3,90 euro. Il pagamento può essere effettuato online oppure alla consegna con carta di credito, prepagata o bancomat. Inoltre circa mezz’ora prima i clienti vengono avvisati via sms dell’orario preciso di consegna, con il dettaglio (nome e foto identificativa) dell’addetto che consegnerà loro la spesa e la posizione del furgone sulla mappa.

 

L’eCommerce viene gestito da Coop Alleanza 3.0 attraverso la società partecipata Digitail, specializzata in soluzioni digitali per la vendita al dettaglio. L’azienda sottolinea: "Vogliamo offrire un nuovo canale d’acquisto complementare rispetto ai negozi rispondendo ai bisogni che cambiano. A partire, appunto, dalla spesa quotidiana: da fare anche online, dove, come e quando si vuole, ma senza rinunciare a convenienza, sicurezza e qualità".

 

Legambiente e Mareblu insieme per l’iniziativa TartaLove

Per celebrare la festa dedicata agli innamorati, Legambiente consiglia un regalo di valore etico e ambientale, con il contributo di Mareblu: adottare una tartaruga marina che necessita di cure e amore, con un semplice click. Sul sito Tartalove.it, sarà possibile trovare l’esemplare da adottare con una piccola donazione, grazie alla quale contribuire al lavoro di Legambiente a favore delle tartarughe marine.

“Ci riempie di orgoglio sostenere Legambiente nel suo impegno in difesa della biodiversità - afferma Barbara Saba, direttore marketing di Mareblu; la tartaruga marina è una specie protetta a livello internazionale, inserita nella lista rossa delle specie in pericolo dell’IUCN. Ogni anno tantissimi esemplari muoiono per cause che possono ricollegarsi all’interferenza accidentale o intenzionale degli esseri umani. Quale occasione migliore di San Valentino per provare nel proprio piccolo a contribuire, facendo un regalo non solo a se stessi, ma anche al pianeta?”

Nei centri di recupero Legambiente, infatti, le tartarughe in difficoltà vengono curate e, una volta ristabilite, rilasciate in mare. Con l’adozione simbolica sarà possibile contribuire alle spese necessarie per curare gli animali feriti e sostenendo l’associazione nelle sue attività, partecipando così in modo concreto al successo dell’impegno di Legambiente a beneficio del territorio e della biodiversità.

L’iniziativa troverà spazio anche sulla pagina facebook di Mareblu.

E. Leclerc Bio: nasce una nuova insegna

leclerc bio
Il primo negozio Leclerc Bio è stato aperto a Fontaines-les-Dijon, Côte-d'Or, sviluppato su una superficie di 400 mq e con un assortimento di quasi 6.000 referenze

“Apriremo 200 negozi E. Leclerc Bio”. Lo annuncia a una tv francese l’amministratore delegato di Leclerc, Michel Edouard, che comunica l’avvio di una nuova rete dedicata  al biologico.  “L'idea – spiega l’Ad del gruppo - è di garantire ai fornitori biologici un'altra cultura di acquisto e una negoziazione separata da quella delle grandi marche”.

L’insegna intende instaurare un rapporto più diretto con i produttori ai quali indirizza finanziamenti perché passino dal convenzionale al biologico con programmi pluriennali. L’intenzione del gruppo è di creare una propria centrale di acquisto per favorire l’approvvigionamento dei propri negozi, mantenere un contatto vis a vis con produttori e fornitori creando un circuito virtuoso finalizzato alla valorizzazione del settore. Il piano di sviluppo prevede l’apertura di 200 punti di vendita in Francia con una superficie che varia da 400 a 800 mq.

Il primo negozio Leclerc Bio è stato aperto a Fontaines-les-Dijon, Côte-d'Or, sviluppato su una superficie di 400 mq e con un assortimento di quasi 6.000 referenze biologiche tra cui le private label Bio Village per il food e  Bionaïa per l’igiene.

D.It, prossimità al centro

La nuova centrale, creata per volontà di Sigma con Sisa, nasce per valorizzare la rete di vicinato e prossimità tipica di entrambi i gruppi (da Gdoweek n. 2)

Botteghe evolute nelle quali tradizione e innovazione si incontrano e scontrano: Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing di D.It-Distribuzione Italiana, sintetizza così l’idea di store su cui si basa l’intera rete di vendita di questa organizzazione, che opera con 1.800 negozi, di cui 38 superstore, 688 supermercati, 595 superette e 479 negozi di vicinato. La nuova centrale, creata per volontà di Sigma con Sisa e nata nel 2017 come progetto multi insegna e multibrand, nasce per valorizzare la rete di vicinato e prossimità, tipica di entrambi i gruppi.

L’obiettivo del 2018 è quello di realizzare un fatturato alle casse di oltre 4 miliardi di euro anche grazie alle performance del nuovo socio Sisa Sicilia, che conta su un Ce.di a Carini (Pa) e una rete multicanale di 150 punti di vendita. In questo contesto, Camattari spiega a Gdoweek gli sviluppi futuri della centrale.

Che cosa rappresenta per D.It l’adesione di Sisa Sicilia?

Il suo ingresso ci consente lo sviluppo nel territorio siciliano dando nuovo impulso all’insegna Sisa anche a livello nazionale. Oltre a condividere la contrattualistica nazionale con i fornitori di marca, Sisa Sicilia, così come Distribuzione Sisa Centro Sud e Distribuzione Sisa Sud, si avvarrà di tutti i servizi di Centrale come i piani di marketing specifici di insegna, oltre che un proprio prodotto a marchio Sisa, sfruttando le sinergie con Sigma per quanto riguarda fornitori, capitolati e controllo qualità.

Inoltre, godrà di attività di marketing dedicate e di un proprio piano media, comune a tutti i Cedi Sisa.

Prevedete l’arrivo di nuovi soci?

D.It nasce come una casa aperta. La proposta è quindi valida per tutti gli imprenditori e le imprese di qualità della Do che condividono il nostro progetto di sviluppo e il nostro codice etico.

Le priorità del 2018?

Ci muoviamo su più linee. Anzitutto il rafforzamento del legame con il territorio, per sottolineare il nostro ruolo sociale d’impresa. Stiamo infatti studiando collaborazioni con le organizzazioni che sviluppano progetti di promozione del “local”. Stiamo poi lavorando su un’offerta specifica a livello sia di assortimento sia di servizi, coerente con il nostro percepito di “bottega evoluta”. Questo significa ripensare gli assortimenti onde qualificare anche la nostra offerta di prodotti confezionati in modo coerente con la nostra mission di valorizzazione dei reparti freschissimi in termini di qualità e servizio. Abbiamo infine intrapreso un percorso di innovazione in ambito marketing con l’obiettivo di rendere il negozio punto di riferimento centrale di tutte le attività, sia quelle comuni di Centrale sia quelle realizzate dai singoli Cedi, arrivando a proposte peculiari del singolo negozio. Il nuovo sito diventa a tutti gli effetti un portale dedicato per valorizzare le caratteristiche di ogni store, dall’offerta promozionale ai contenuti redazionali, allo sviluppo di attività di loyalty e crm. Un percorso che risponde ai nostri stakeholder: clienti, industria di marca, partner della marca commerciale, territori.

Quale ruolo svolgono le private label?

Strategico perché creano vera identità di insegna. Abbiamo ripensato gamma assortimentale, packaging di prodotto, piano promozionale e media, per quanto riguarda sia la linea mainstream sia le linee specialistiche, con piani di marketing distinti per insegna e Mdd mainstream dedicata. Questo per noi significa essere una centrale multi insegna. Le tre linee specialistiche invece (la premium Gusto&Passione, quella dedicata benessere Equilibrio&Piacere e quella green VerdeMio) saranno caratterizzate da un alto livello di innovazione: abbiamo deciso di seguire la strada dei brand trasversali a tutte le nostre insegne, sostenendole con attività più qualitative in termini di marketing e loyalty. Da questa articolazione della Mdd ci aspettiamo una crescita media annua del 10%.

Sun, 2018 all’insegna della crescita

Per la fine del 2018 Sun prevede di sfiorare il tetto dei 3 miliardi di fatturato alle casse. Previsti investimenti anche per nuove aperture e ristrutturazione della rete esistente che arriverà a fine 2018 a 610 punti di vendita al dettaglio

Consorzio Sun (Supermercati uniti nazionali) continua a crescere, in base ai dati previsionali 2017 e alle proiezioni per il 2018, grazie al contributo delle aziende che ne fanno parte, come Italmark (Bs), Gruppo Gabrielli (Ap), Cadoro (Ve), Gros Gruppo Romano Supermercati (Rm) e Alfi-Gulliver (At).
Il Consorzio ha migliorato la quota di mercato (3,4% nel 2017 rispetto al 3,3% del 2016) che si prevede salga al 3,6% per la fine del 2018.
Il fatturato alle casse ha raggiunto, nel 2017, 2,82 miliardi di euro rispetto ai 2,69 miliardi del 2016. Per il 2018 Sun prevede di sfiorare il tetto dei tre miliardi (2,98 per l’esattezza). La quota di mercato nazionale 2017 (3,4%, relativamente al canale iper+super) non riflette pienamente la presenza sui rispettivi mercati di riferimento delle aziende che fanno parte del Consorzio. Per esempio, Cedigros detiene il 16,4% del suo mercato di riferimento (Roma e area metropolitana), il marchigiano Gruppo Gabrielli il 14,5%, la bresciana Italbrix il 12,7%, Alfi il 7,1%, la veneta Cadoro il 5,8%.

Per fine 2018 la rete salirà a 610 punti di vendita
Sun ha in programma investimenti per nuove aperture e ristrutturazione della rete esistente per un totale di 55 milioni di euro. La rete distributiva è salita da 571 punti di vendita nel 2016 ai 610 previsti entro fine 2018.
Contribuisce alla crescita del Consorzio anche la marca Consilia, il cui fatturato complessivo ha raggiunto 111,1 milioni di euro nel 2016  con previsione di 125,8 milioni per il 2017 e  131,1 milioni nel 2018. Aumenta anche il numero delle referenze: da 1.919 a 2.062 nel 2017 fino alle 2.150 per il 2018.

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Marco Odolini

"Stiamo rispettando i programmi di crescita che abbiamo previsto – commenta Marco Odolini, presidente del consorzio Sun– segno evidente della validità delle scelte adottate dal consiglio di amministrazione. Le sfide per i prossimi anni saranno all’insegna della crescita per acquisire nuove fette di mercato nazionale anche grazie alle performance dei prodotti del nostro marchio Consilia”.

"Nei prossimi anni continueremo il percorso di crescita e di sviluppo a tutto vantaggio dei nostri clienti, ma anche dei territori nei quali operiamo –aggiunge Stefano Rango, direttore generale Consorzio Sun-. Sulla base delle previsioni relative agli investimenti per potenziare la struttura distributiva delle aziende socie del Consorzio, gli addetti saranno 10.300 alla fine del 2018, numero considerevole se confrontato ai 4.636 a fine 2011".

Coop vista da Mediobanca

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Lo studio R&S di Mediobanca guarda più da vicino il mondo Coop

Lo studio di Mediobanca quest’anno ha analizzato più da vicino la struttura di alcuni retailer e il loro andamento economico. In particolare, il primo risultato evidente è che Coop Alleanza 3.0, nata a inizio 2016 dalla fusione di tre cooperative -Adriatica, Consumatori Nordest ed Estense- è divenuta la principale cooperativa italiana di consumatori, con ricavi per 4.608 mln, seguita da Unicoop Firenze (2.316 mln), Coop Lombardia (1.066 mln), Unicoop Tirreno (976 mln) e Nova Coop (928 mln). La redditività complessiva delle singole cooperative dipende dalla gestione industriale e da quella finanziaria: nello specifico, il rapporto tra margine operativo netto e fatturato mette in luce che cinque società hanno presentato nel 2016 una gestione operativa in perdita, con risultati negativi per Unicoop Tirreno (-3,7%) e Coop Alleanza 3.0 (-2,3%).

In relazione agli investimenti finanziari, il portafoglio nel 2016 è risultato composto da:

  1. a) titoli non immobilizzati per 6,3 mld, in diminuzione del 9,1% sul 2015, di cui indicativamente il 77% in titoli di stato e obbligazioni;
  2. b) partecipazioni, al lordo di quelle infragruppo, per 2,3 mld tra cui: Finsoe (1,4 mld, che la rende il principale azionista di Unipol con il 31,4% del capitale), azioni Unipol per ulteriori 311 mln (16% del capitale), Il Ponte per 150 mln (88,11%), Banca Monte dei Paschi di Siena per 90 mln (1,4% del capitale sociale) e Banca Carige per 38 mln (1,8% del capitale);
  3. c) titoli immobilizzati per 1,9 miliardi, relativi per circa il 70% a titoli di stato ed obbligazioni); A ciò si aggiungono cassa e disponibilità per 2,1 miliardi.

Analizzando i titolari di queste ttività finanziarie, secondo Mediobanca il portafoglio più consistente risulta essere detenuto da Coop Alleanza 3.0 per un totale di 6 mld tra titoli non immobilizzati (2,8 mld), partecipazioni e cassa per 1,3 miliardi ciascuna; seguono Unicoop Firenze (1,7 mld), Coop Lombardia (1,3 mld), Nova Coop e Coop Liguria (entrambe con 1,1 mld), Unicoop Tirreno (con 0,9 mld) e Coop Centro Italia (0,4 mld). Sulla base della della gestione finanziaria (saldo tra proventi ed oneri finanziari), Coop nel suo complesso ha saldato in positivo per 286 milioni di euro (il 2,5% del fatturato), compensando in questo modo la gestione industriale marginalmente negativa; quasi l’80% dei proventi finanziari netti sono stati assorbiti nel 2016 da svalutazioni (per circa 223 mln, per lo più titoli e partecipazioni). Il risultato è che nell’ultimo quinquennio il portafoglio finanziario ha generato risorse per circa 400 milioni; delle sette società che compongono il mondo Coop, due hanno chiuso il 2016 in perdita netta: si tratta di Coop Centro Italia (-63 milioni) e Unicoop Tirreno (-39 milioni), mentre i migliori risultati spettano a Coop Liguria (+24 milioni) e Unicoop Firenze (+22 milioni).

Per quanto riguarda i finanziamenti da soci, sono in diminuzione del 5%, scendendo dai 10,7 mld del 2015 ai 10,2 mld del 2016, anche se le consistenze maggiori sono raccolte da Coop Alleanza 3.0 (4.318 mln) e Unicoop Firenze (1.890,5 mln).

Come si legge nello studio, “In sintesi, nel periodo 2012-2016 la gestione industriale delle Coop ha prodotto margini cumulati negativi pari a 130 milioni e risultati positivi dalla gestione finanziaria per 1.405 milioni. Il portafoglio di titoli e partecipazioni ha prodotto nello stesso periodo svalutazioni per 1.006 milioni. Le poste straordinarie hanno comportato introiti per 197 milioni. Tenuto conto delle imposte per 376 milioni, si ottiene un utile netto cumulato di 90 milioni”.

Gdo ed eCommerce alimentare: a che punto siamo

Dallo studio R&S - Mediobanca previsioni e numeri sull'online food e grocery, che vede gli operatori della gdo ricoprire un ruolo preponderante e in continua evoluzione

Quanto valgono gli acquisti online di prodotti alimentari da supermercato? Nel 2017 parliamo di un valore superiore ai 200 milioni di euro, con un incremento di oltre il 50% rispetto all’anno precedente.
In questo comparto i principali operatori della gdo ricoprono un ruolo preponderante e in continua evoluzione, con lo sviluppo di nuovi servizi al consumatore che vanno dalla consegna della spesa a casa (prevalente) alla formula click&collect.

Questo uno dei dati riportati dallo studio R&S - Mediobanca, che dedica un capitolo all'eCommerce del food da parte del retail tradizionale, con previsioni e numeri sul tema. Vediamone alcuni a seguire.

L'incidenza eCommerce sui fatturati gdo
Tra gli operatori internazionali esaminati, sulla base delle informazioni disponibili dai documenti ufficiali, l’incidenza dell’eCommerce risulta intorno al 4-5% del fatturato totale (Casino 5%, Target 4,4%, Ahold Delhaize 4%) mentre in Italia Esselunga ha dichiarato vendite online nel 2016 per 158 milioni (2,1% del fatturato). La principale cooperativa di consumo italiana Coop Alleanza 3.0 tocca appena lo 0,03% delle vendite.

Il potenziale nel nostro Paese
L’eCommerce food in Italia nel 2016 è cresciuto del 35% rispetto al 2015 raggiungendo un valore di 593 milioni di euro ed è previsto che oltrepassi gli 800 milioni nel 2017 con un incremento del 37%. Il tasso di penetrazione degli acquisti online food and grocery sul totale del settore (0,5%) è sensibilmente inferiore a quello registrato nel Regno Unito (8%), in Francia (6%), in Germania e Usa (2%). La spesa media annua per web shopper è di 500 euro, rispetto al valore più elevato della Francia pari a 1.850 euro. Oltre alle catene di supermercati, si stanno affermando realtà importanti che operano esclusivamente online quali Prime Now di Amazon, Supermercato24 e altri.

Si affermano le collaborazioni tra gdo e colossi online
A livello internazionale hanno avuto origine le prime operazioni di integrazione e collaborazione tra il settore della gdo più tradizionale e i giganti dell’eCommerce: a fine agosto 2017 Amazon ha rilevato la Whole Foods Market Inc. (catena di supermercati bio ad alta gamma, con un fatturato pari a 14,9 mld di euro nel 2016), mentre il successivo novembre Auchan si è alleata con la cinese Alibaba per unire le rispettive competenze nella grande distribuzione fisica e nell'eCommerce in Cina. Alibaba investirà 2,88 miliardi di dollari americani per acquisire dal conglomerato taiwanese Ruentex il 36,2% di Sun Art Retail Group, gestore di punti vendita multiformato alimentari in Cina con circa 12 milioni di mq di superficie lorda (inclusi 446 ipermercati a marchio RT-Mart e Auchan con superficie media di 17.000 mq), di cui Auchan possiede già il 33%.

 

 

Mediobanca fotografa la gdo italiana … e non solo

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Lo studio di Mediobanca sulla gdo alimentare italiana analizza le performance dei primi dieci gruppi: Esselunga si riconferma campione di efficienza in termini di redditività al metro quadrato, ma andamenti molto positivi sono evidenziati per Lidl Italia e Eurospin

Mediobanca ha pubblicato la nuova edizione del suo studio annuale sullo stato dell’arte della gdo italiana, con confronti anche degli scenari internazionali, nel periodo 2014-2016, mentre il monitoraggio dei maggior i gruppi italiani abbraccia un arco temporale maggiore, dal 2012 al 2016.

In particolare, secondo l’analisi di Mediobanca, il fatturato aggregato dei maggiori operatori della Gdo italiana, che rappresentano il 72% del mercato dei retailer food nazionale, è aumentato del 7,9% negli anni 2012-2016, passando da 60,4 a 65,1 miliardi di euro. Il record di crescita spetta ai discount: Lidl Italia (+46,2%) ed Eurospin Italia (+34,1%) distanziano Selex (+18,7%), Conad (+13,6%), Esselunga (+11,4%) e Iper-Unes (+5,9%).
Sono in regresso le Coop nel loro insieme (-2%), Gruppo Pam (-6,1%) e gli operatori francesi con Carrefour che cede il 4,6% e Auchan-SMA il 21,2%.

I gruppi cooperativi Coop (cooperativa di consumatori) e Conad (cooperativa di dettaglianti), entrambi aderenti a Legacoop, segnano ricavi della rete di vendita al lordo di Iva allineati a 12,4 miliardi ciascuno, seguiti dalla rete di vendita di Selex con oltre 10,3 miliardi, anch’essa al lordo di Iva.
Esselunga resta il primo operatore individuale con vendite nette pari a 7,5 miliardi, seguita da Carrefour a 4,9 miliardi che precede di poco Eurospin (4,7 miliardi); Lidl Italia con 4 milairdi ha raggiunto gli stessi livelli di Auchan-Sma che segna una forte riduzione dai 5,1 miliardi del 2012. Più contenuto il volume di fatturato di Iper-Unes (2,6 miliardi) e Gruppo Pam (oltre 2,3 miliardi).

Nel 2016 l’aggregato mostra un progresso del 2,2% sul 2015, con maggiori incrementi realizzati ancora da Lidl Italia (+8%) ed Eurospin (+6,8%) davanti a Esselunga (+4,4%) e Selex (+4%). Crescita più contenuta invece per Iper-Unes (+3%), Conad (+1,9%) e le Coop (+0,2%). In calo anche nel 2016 Auchan-SMA (-3,3%), Carrefour (-0,9%) e Gruppo Pam (-1,9%).

PRODUTTIVITÀ DELLE RETE: ESSELUNGA ON TOP (AS USUAL)
Esselunga si conferma il gruppo più efficiente nel 2016 con oltre 16.000 euro di vendite per metro quadro, contro i 6.400 euro medi del panel. Gli altri gruppi si collocano tra i 6.700 euro/mq delle Coop e i 3.500 euro/mq di Gruppo Pam.
Auchan-Sma mostra la più forte flessione dei ricavi rispetto al 2012 (-14,8%), Selex registra il maggior incremento (+7,5%).
Solo Unicoop Firenze, all’interno dell’aggregato Coop, ha conseguito vendite unitarie prossime a quelle di Esselunga, con 13.600 euro per mq.
Anche esaminando il fatturato per punto di vendita, le tendenze non mutano: Esselunga realizza 49,2 milioni di euro (+4,1% sul 2012 e +3,1% sul 2015), davanti a Iper-Unes (16,2 milioni, +8% sul 2012 e +4% sul 2015), Auchan-Sma (10,9 milioni, -22,2% e -6,1%), Coop (9,4 milioni, +1,4 e +0,8%), Carrefour (8,5 milioni, -9% e +3,4%).
Lidl Italia raggiunge 6,9 milioni (+42,6% e +5,2%), precedendo gli operatori con valori più bassi che sono Gruppo Pam (3,9 milioni), Selex (3,7) e Conad (3,6).
I livelli sono influenzati dalla superficie per punto di vendita: oltre 3.000 mq in media per Esselunga, circa 1.200 mq per le Coop, 900 mq per Carrefour e circa 850 per Selex.

In termini di ebit margin, vale a dire il rapporto tra margine operativo netto e fatturato,  troviamo ancora Esselunga al vertice della classifica 2016 con il 6%, davanti a Eurospin (5,6%), Lidl Italia (3,7%), Iper-Unes (3,4%), Selex (2,9%) e Conad (2,5%).
Sono in negativo i due gruppi francesi (Carrefour -0,5% e Auchan-Sma -3,7%) e le Coop (-0,9%).
Esselunga ed Eurospin realizzano anche il miglior risultato corrente sulle vendite, rispettivamente 5,7% e 5,6%, davanti a Lidl Italia con il 3,6%, Selex al 2,8% mentre Conad e Iper-Unes sono allineate sul 2,7%. L’incidenza delle Coop (1,6%), pur inferiore ai precedenti operatori, è influenzata dal consistente apporto della gestione finanziaria (pari al 2,5% delle vendite).

Lidl ed Eurospin primeggiano per redditività netta
I retailer che primeggiano per redditività netta (Roe) sono Lidl Italia con il 23,2%, Eurospin con il 20,9%, ed Esselunga (12,9%). Seguono Iper-Unes (12,4%) e Conad (10,6%). Chiudono in rosso i due gruppi francesi che nell’ultimo biennio hanno cumulato perdite nette per oltre 600 milioni di euro (-1,3 miliardi nel quinquennio).
Le Coop, dopo tre anni di risultati positivi, sono tornate in perdita nel 2016. L’utile cumulato 2015-2016 di Esselunga ha superato i 500 milioni di euro, quello di Conad è stato di 373 milioni, seguita da Eurospin con 325 milioni, Selex con 263 milioni, e poi Lidl Italia (190 milioni), Coop (137 milioni), Iper-Unes (116 milioni) e Gruppo Pam (29 milioni).

Rotazione del magazzino: le performance molto positive di Conad ed Eurospin
Un altro indicatore dell’efficienza gestionale è costituito anche dal tempo (contabile) di rotazione del magazzino, misurato in giorni. Tenendo conto che il dato risente dell’assortimento merceologico e dell’incidenza di freschi e deperibili, il raffronto internazionale mette ancora in luce le performance molto positive di Conad (16 giorni), Eurospin (18 giorni), Lidl Italia ed Esselunga (19), mentre si collocano sopra la media internazionale (29 giorni) l’aggregato delle Coop (36), Selex (39), Gruppo Pam (38) e Iper-Unes (54). Tra i gruppi internazionali, quelli più efficienti sono la spagnola Mercadona (13 giorni), la britannica Tesco e la giapponese Seven & i (15).

Lidl, Eurospin ed Esselunga crescono di più nel periodo 2012-2016
L’analisi Mediobanca si concentra anche sull’andamento dei 10 maggiori retailer italiani negli anni 2012-2016. In questo periodo, le vendite dell’aggregato sono aumentate nel 2016 del 2,2%, attestandosi a 65,1 miliardi di euro, ma va precisato che, in quest’analisi, i dati inerenti a Coop, Conad e Selex si riferiscono a dati relativi all’intera rete di vendita e al lordo dell’Iva. Si tratta di una variazione originata dall’aumento del fatturato nella maggior parte delle società, ad esclusione dei due gruppi francesi (Auchan-Sma a -3,3% e Carrefour a-0,9%) e di Gruppo Pam (-1,9%).
Va detto che il calo di fatturato dei gruppi francesi tra 2012 e 2016 ha fatto seguito a dinamiche differenti delle reti commerciali. Dal 2012 Carrefour ha ridotto del 12,4% i punti vendita complessivi, passando da 1.218 a 1.067 (la rete in franchising si è contratta di circa 180 unità mentre quella diretta si è incrementata di circa 30 unità); nel caso di Auchan-Sma si è invece avuto un progresso del 13% da 1.840 a 2.080 (+240, di cui 185 solo nell’ultimo anno, relativi in massima parte a supermercati in franchising).

Al contrario, Lidl Italia (+8%), Eurospin (+6,8%), Esselunga (+4,4%) e Selex (+4%) registrano i maggiori incrementi. Anche nel periodo 2012-2016 il quadro è similare a quanto appena descritto: forte decremento di Auchan-Sma (il cui fatturato è diminuito del 21,2%) e importanti incrementi di Lidl Italia (+46,2%), Eurospin (+34,1%), Selex (+18,7%), Conad (+13,6%) e Esselunga (+11,4%).

Il maggiore sviluppo della rete è stato registrato da Eurospin (+16,4%) e Gruppo Pam (+15,9%), seguiti da Auchan-Sma (+13%), anche se la rete più estesa a fine 2016, inclusi i punti di vendita in franchising/affiliazione, risulta essere quella di Conad con 3.169 unità, seguita da Selex (2.542) e Auchan-Sma (2.080). Lidl Italia ed Esselunga gestiscono solo punti vendita di proprietà (rispettivamente 586 e 153 unità).

Confronto internazionale. Lo studio classifica gli operatori internazionali in base al fatturato per metro quadrato, classifica che esclude le società giapponesi Aeon e Seven & che non rendono note le superfici.
La classifica è guidata dall’australiana Woolworths con 10.847 euro per mq, seguita dalla spagnola Mercadona con 8.179 euro per mq e dalla olandese Ahold Delhaize con 7.400 euro per mq. Seguono, sopra la media di 5.898 euro: Tesco (6.898 euro) e Casino (6.565 euro). Il valore più basso è quello della statunitense Target (2.963 euro), mentre i rimanenti si attestano tra valori compresi tra i 4.000 e i 5.000 euro per mq. Nello studio Mediobanca sottolinea che le catene statunitensi hanno elevati margini (Roi), quindi non necessariamente l’elevata rendita unitaria delle superfici è garanzia di alta redditività; infatti i maggiori operatori riescono a conseguire vantaggi in termini di varietà d’offerta e masse intermediate che coesistono con rese unitarie relativamente basse. Un secondo aspetto rilevante riguarda gli scarti significativi tra le vendite per mq dei negozi domestici e di quelli esteri, dove i primi registrano vendite unitarie mediamente superiori. Infine, in confronto con i dati dei gruppi italiani conferma il posizionamento di eccellenza di Esselunga. Considerato che la catena della famiglia Caprotti non ha presenza all’estero, il raffronto più appropriato è con i dati domestici dei gruppi internazionali.

Morrisons scommette sul fashion online con Kooomo

morrisons koomo
Guarda con interesse al mondo virtuale del fashion l’insegna di supermercati inglese Morrisons, attiva con 491 store

Guarda con interesse al mondo virtuale del fashion l’insegna di supermercati inglese Morrisons, attiva con 491 store. Secondo quanto pubblica Fashion Magazine, sarebbe stato siglato un accordo con la piattaforma di cloud commerce Kooomo per avviare l'e-store del suo brand di abbigliamento Nutmeg, lanciata nel marzo 2013 con il baby e il kidswear, disponibili attualmente in tutta la catena dei punti di vendita Morrisons. A partire da febbraio 2017 il marchio ha iniziato a proporre anche abbigliamento femminile all’interno di un centinaio di store della rete.

 

 

L’assortimento prevede una collezione abbigliamento per uomo, donna e bambino del marchio, acquistabile tramite il website e i dispositivi mobili. Sarà attivo il servizio clic&collect e gli utenti potranno partecipare ai programmi di fidelizzazione di Morrisons. Il debutto è previsto per settembre.

 

Cercasi startup per il retail futuro

L’Osservatorio nazionale digitale Retail ha censito 1.300 startup a livello mondiale legate al mondo retail, 30 delle quali in Italia: marketing, logistica, integrazione di canali, i settori più richiesti (da Gdoweek n. 2)

Il mondo del retail è per definizione impegnato in un continuo rinnovamento che, soprattutto in anni recenti, per molte insegne si è concretizzato nella ricerca e nel sostegno a una selezione di startup. In queste pagine vogliamo fornire una panoramica, parziale, di quelle startup, legate al mondo della gdo, che ci sembrano possano meglio fornire soluzioni innovative alle attività dei retailer. “La distribuzione moderna -spiega Alberto Onetti, chairman di Mind the Bridge e coordinatore Sep- si sta muovendo in modo visibile ed evidente sul fronte dell’online, dell’automazione dei pagamenti, dell’efficientamento del magazzino e della catena logistica. Più sotto traccia, sta anche lavorando su Big data, ovvero analisi e utilizzo delle informazioni, e intelligenza artificiale, soprattutto per l’ottimizzazione e l’efficacia dei processi di acquisto. Per la distribuzione al dettaglio, le principali aree di innovazione riguardano i pagamenti, l’automazione del processo di ordine, l’acquisto online e la consegna a domicilio”. I retailer da tempo si avvicinano con curiosità a questo mondo con diverse finalità: per sviluppare nuove aziende cooperative, come nel caso di Unicoop Tirreno; per creare nuovi servizi e fare innovazione, come dimostra l’approccio MediaMarkt; o essere partner, come ha scelto di fare Lidl, che in Germania a Monaco ha creato Retailtech Hub, una struttura a cavallo tra centro innovazione e acceleratore. Sempre sul versante dei servizi ai clienti, Zalando sta lavorando dal maggio dell’anno scorso a test sulla consegna geolocalizzata, mentre Esselunga ha scelto Vino à Porter Vinhoood per personalizzare giocando l’offerta dei vini sul suo sito di eCommerce e Satispay per facilitare i pagamenti. Amazon non è da meno: con il progetto Launchpad fa da selezionatore, offrendo alle aziende in fasce la possibilità di farsi vedere a livello globale per proporre nuovi business disruptive basati sulla vendita di prodotti e/o servizi. In Uk, Tesco ha realizzato la piattaforma di crowfounding Backit che aiuta le buone idee a crescere, senza costringerle a legarsi all’insegna. Miroglio si avvale di startup per l’eCommerce e per fare innovazione appoggiandosi all’incubatore H-Farm, di cui è socio, così come il canale commerciale Qvc ha il proprio acceleratore e promotore di startup in Qvc Next Lab. Metro ha ricevuto un riconoscimento speciale dal Sep Europe’s Corporate Startups Award 2017 per METROpolitan, un network-pilota di 500 ristoranti tra Berlino, Vienna, Parigi e Milano che fa da tester a soluzioni digitali offerte da startup, che somo così valutate e selezionate dal retailer sul campo.

Come Metro, a muoversi sono spesso colossi internazionali: come Carrefour, che a livello internazionale ha selezionato 32 startup con l’intento di aprire i propri orizzonti e cogliere le tendenze, presentandole in uno stand dedicato all’evento Viva Technology a Parigi lo scorso ottobre. Un approccio interessante perché senza preconcetti: le idee selezionate non sono necessariamente e direttamente connesse al mondo del retail, ma offrono un’occasione per “farsi stupire” dalle novità. Per questo Carrefour si è interrogata e ha esaminato le startup, seguendo 6 temi (o sfide): cibo e benessere, sicurezza alimentare e tracciabilità, la cucina connessa, cibo come nuovo trend, dalla fattoria al negozio e infine soluzioni per migliorare l’esperienza instore. Il risultato è un’interessante serie di spunti per “reinventare il retail del domani”, ha detto Hervé Parizot, eCommerce & customer data executive director di Carrefour France.

Analogamente un progetto ad ampio spettro è quello promosso dall’imprenditore Fabio Cannavale, Ceo di lastminute.com Group, insieme a Intesa Sanpaolo. Si chiama BHeroes e offrirà a 32 startup italiane selezionate l’occasione per crescere a livello internazionale. “Guardando i progetti in lizza, il retail è un settore interessante e in totale evoluzione, anche per il cambiamento epocale provocato da Amazon quando ha acquistato Whole Foods -prosegue Cannavale-. Eppure al momento, per quanto riguarda gli investitori, il parterre di 80 imprenditori già attivi non include retailer, che di certo coinvolgeremo nel prossimo futuro grazie alla rete di conoscenze che abbiamo creato”.

Manca ancora in Italia un ecosistema unito e coerente che metta in relazione in modo continuativo startup e aziende, anche a causa delle dimensioni relativamente ridotte delle nostre imprese: è ciò che BHeroes si propone di fare, possibilmente intercettando i futuri “unicorni”, quelle startup, cioè, il cui valore supererà il milione di euro.

Ma come incontrare le start up? “Le aziende si rivolgono in primis agli incubatori -sottolinea Massimo Fubini, fondatore di Contact Lab, tra i partner di BHeroes- oppure realizzano call al proprio interno per andare a caccia di startup alle fiere di settore, come Ces, Shoptalk, Viva Technology. Gli ambiti coinvolti sono i più vari -spiega Fubini- ma generalmente le aziende ricercano un modo unico per ottimizzare un singolo processo, il cui approccio dipende anche dal ruolo di chi fa innovazione: il ceo e il responsabile logistica, per esempio, cercheranno soluzioni diverse”.

“Quello del retail è un settore molto vivace rispetto allo sviluppo di nuove idee che poi diventano startup, probabilmente anche per la varietà di processi coinvolti -racconta Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail-. A livello mondiale abbiamo censito, tra le startup che hanno ricevuto un finanziamento istituzionale negli ultimi 3 anni, 1.300 startup attive nel retail, di cui 30 in Italia. Alcune sono state acquisite da grandi aziende come Walmart o Amazon, altre si sono poste in concorrenza con il retail, ma la maggior parte si propone, come value proposition, di supportare il retailer a fare meglio il proprio lavoro. Gli ambiti preferiti -prosegue la direttrice dell’Osservatorio- sono la customer experience, intesa sia come fluidità di esperienza omnicanale sia come miglioramento del vissuto del negozio attraverso la realtà virtuale; a ciò si aggiunge il back-end, soprattutto nel reperimento e nella gestione di dati sulla customer journey”.

Quali le soluzioni più ricercate al momento dai retailer? Secondo Alvise Biffi, consigliere Italia Startup con delega al coordinamento dell’Industry Advisory Board, riguardano logistica, marketing, brand awareness, sistemi di pagamento e punto cassa, integrazione tra i canali, con le aziende più piccole interessate alle soluzioni più verticali.

“Un approccio che avviene più per volontà delle startup che del mondo industriale -chiarisce Biffi-: se i grandi gruppi hanno la forza per innovare al proprio interno, i piccoli retailer spesso non ce l’hanno e hanno anche una cultura digitale meno sviluppata, quindi sono le startup stesse a contattarli”. Italia Startup fa da intermediario raccogliendo, tramite il proprio Industry Advisory Board, i desiderata del mondo retail, e trasmettendoli a chi vuole creare nuove imprese: delle circa 700 startup associate, circa il 10% sono di ambito retail, includendo anche i potenziali retailer (cioè quelli che oggi non ci sono) e disruptor.

L’incubatore Digital Magics, che ha in portfolio 64 startup di cui 15-20 nuove aggiunte ogni anno, annovera tra i propri partner anche Bricoman che infatti attraverso la open innovation ha aperto gli occhi su aziende i cui servizi non sono necessariamente legati al retail da subito. “Quando siamo partiti gli ambiti d’investimento erano prevalentemente eCommerce e marketing -precisa Gabriele Ronchini, fondatore e ceo di Digital Magics-.

Oggi guardiamo alle startup senza limitazioni: dalla IoT al data cloud, dalla business intelligence alla logistica. Sicuramente il mondo retail prende seriamente l’innovazione, soprattutto perché ha di fronte operatori importanti come Google e Amazon. Così quando l’associazione tra la startup e il business possibile non è scontata, si rivolge a noi”.

Infatti se alcune startup nascono espressamente rivolgendosi ai retailer, altre magari no, partono da settori diversi, con soluzioni che si potrebbero adattare, anche se non sono visibili in maniera immediata. “Le grandi innovazioni arrivano da entrambe le tipologie -prosegue Ronchini-, c’è tanta effervescenza, anche se si potrebbe fare molto di più. In Italia le aziende, soprattutto le più piccole, sono sommerse dal day by day. Gioverebbe fare sistema, soprattutto per le tipologie di servizi pre competitivi come logistica, data cloud, comprensione delle esigenze di consumo, per diventare quindi in grado di attrarre talenti”. Proprio come Google e Amazon.

Operazione Buongiorno: arriva il magazine di Pam local

magazine colazione pam local
È dedicato alla colazione il nuovo magazine lanciato da Pam local: Operazione buongiorno, disponibile in tutti i punti di vendita della catena

È dedicato alla colazione il nuovo magazine lanciato da Pam local: Operazione buongiorno, disponibile in tutti i punti di vendita della catena. L’insegna ha scelto di condividere con i suoi clienti 10 proposte per iniziare al meglio la giornata, scegliendo la colazione più adatta al proprio stile di vita.

Il magazine è suddiviso in più sezioni, la prima:  è Paese che vai…colazione che trovi, dedicata a quattro tipiche colazioni provenienti da culture e aree geografiche diverse: la più classica, ispirata alla tradizione italiana, quella più ricca tipica delle località di montagna, l’intramontabile versione a stelle e strisce e quella super-energetica dei paesi nordici. La seconda sezione, Gli immancabili, mette in evidenza il latte e tutte le sue alternative, dal classico yogurt alle bevande vegetali, fino al latte di kefir, e propone diversi spunti per realizzare un succo di frutta (e verdura). Nell’ultima sezione, intitolata Ad ognuno il suo mattino, è possibile trovare invece proposte ad hoc per la colazione dei bambini, che deve essere golosa ma bilanciata, per chi vuole rimanere leggero e per chi vuole fare un pieno di energia, per chi sceglie 100% biologico, per chi soffre di intolleranze alimentari e, infine, per i più sportivi.

Le proposte sono accompagnate da curiosità o consigli gourmet e riportano oltre 200 prodotti disponibili nei negozi Pam local tra cui il cliente può scegliere.

 

Coop presenta d’Osa, la nuova linea per cucinare in casa

Presente dall'8 febbraio in tutti i punti di vendita per rispondere con una serie di preparati, miscele e decorazioni alle nuove tendenze della cucina creativa domestica

Era il 1948 quando tutte le cooperative di consumatori italiane decisero di adottare il marchio comune. Quest'anno Coop celebra 70 anni di private label con numerose iniziative, ma soprattutto continuando a sviluppare la mdd con nuove proposte.

Da qui il lancio di d'Osa, la nuova linea di di miscele, preparati, lieviti e decorazioni rivolta alla cucina domestica. La linea, presente dall'8 febbraio in tutti i punti di vendita del retailer, vuole essere la risposta moderna di Coop alle nuove tendenze del cucinare in casa con creatività.

Una proposta con materia prima 100% italiana, ingredienti bio e solidal, basso contenuto di sale e no coloranti e addensanti (non per tutte le referenze). La new entry d'Osa si associa a un ricettario focalizzato su procedimenti sfiziosi ma semplici ed è pubblicizzata anche attraverso la web serie a fumetti Makkox.

 

Tu chiamale se vuoi illusioni…

Proposte, idee, promesse... soluzioni? La politica al tempo del narcisismo. L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 2/2018)

Qualcuno ha scritto che viviamo nell’epoca più narcisistica che ci sia mai stata; la fame di like, di “mi piace” coltiva gli ego, esplode la ricerca di conferme e di plausi. La campagna elettorale in corso non fa che amplificare il male del millennio. Tante le promesse che echeggiano, rimbalzano sui media, lasciandoci divisi tra la speranza che siano promesse verificate, fattibili, e il dubbio che coloro che le fanno non vivano nel mondo reale. E mai come in questo momento, invece, si sente il bisogno di praticità, di soluzioni vere, reali, forse perchè mai come adesso sembra arrivato il momento di approfittare dei venti positivi, di una primavera di rinascita. Ma prima bisogna estirpare le erbacce, accordarsi su quali sono gli obiettivi, trovare una coerenza Paese che manca e che origina incertezze e fa perdere occasioni. L’Italia della qualità, del Made in Italy è pronta, ma la politica, nel suo affannarsi a compiacere chiuque, nella ricerca dei “like”, non lo è. Per le imprese è tempo di resilienza, di continuare il cammino malgrado gli ostacoli, di implementare iniziative attive sul territorio, di trovare un passo di marcia insieme ai cittadini, ai lavoratori, ai consumatori, veri protagonisti della scena italiana. Gli altri sono solo comparse ... ma loro non lo sanno.

Testimonial italiano per l’agro-alimentare Ue

Asiago, Speck Alto Adige e Pecorino romano si promuovono in America e vengono promossi come best practice dalla commissione Ue

Promosso dai Consorzi di Tutela Formaggio Asiago, Speck Alto Adige e Pecorino Romano e co-finanziato dalla Ue, il progetto triennale di promozione negli USA e in Canada nell’ambito di "Enjoy, it's from Europe” è un caso di successo europeo. A fine gennaio i tre consorzi sono stati invitati a Bruxelles dalla Commissione Europea in qualità di testimonial di come chiedere e impostare un progetto di salvaguardia agro-alimentare che sappia raccogliere il cofinanziamento comunitario. L'iniziativa ha offerto l’occasione di contattare direttamente 2,4 milioni consumatori negli Stati Uniti e oltre un milione in Canada, con migliaia di giornate promozionali programmate nel triennio 2017-2019, nei punti di vendita delle maggiori catene di supermercati americani e canadesi, e riconosciuto come uno dei dieci progetti italiani approvati dalla Commissione Europea selezionati su 199 presentati. Ne parla in questo video Luca Cracco, responsabile marketing Consorzio Asiago, presente alla tavola rotonda organizzata da Gdoweek al Milk Day di Fieragricole.  “Il ruolo del consorzio negli anni è cambiato in profondità. Inizialmente era quello di tutela della produzione specifica -racconta-. Oggi il consorzio deve darsi un respiro internazionale, non solo con la difesa nei vari mercati del marchio registrato, ma anche facendo promozione, formazione e cultura attorno al prodotto. Abbiamo individuato la possibilità di arrivare a uno sfruttamento più intenso dei nostri investimenti lavorando in sinergia e stretta collaborazione con altri consorzi. Attualmente i progetti di questo tipo sono due: uno per l'Europa (in quattro mercati dell'est) insieme a Parmigiano Reggiano e Gorgonzola; l'altro invece con valenza extra-Ue per Stati Uniti e Canada insieme a Speck Alto Adige e Pecorino Romano”.

Video Tour nella storia di Aldi

#aspettandoAldi #15febbraio

#aspettandoAldi #15febbraio

"Le origini di Aldi (raccontate dalla catena nel video sopra), risalgono alla Germania del 1913, anno in cui Karl Albrecht decise di aprire nella città di Essen un piccolo negozio a conduzione familiare. Dopo la Seconda guerra mondiale l'azienda viene rilevata e gestita dai due figli, Karl e Theo Albrecht, che nel 1955 aprono il centesimo punto vendita in Germania. Nel 1961 i due fratelli Albrecht si suddividono il mercato tedesco creando due realtà: Aldi Nord e Aldi Süd. Da quel periodo inizia l'espansione all'estero..."

Troverete un approfondimento su chi è Aldi sul numero 3 di Gdoweek (28 febbraio 2018)

JD.com apre 7Fresh, nuova insegna brick&mortar

Il gigante cinese dell’eCommerce JD.com, il principale competitor di Alibaba in Cina, apre un negozio fisico a insegna 7Fresh dedicato al mondo dei freschi. Un test cui dovrebbe seguire un importante sviluppo

Il gigante cinese dell’eCommerce JD.com, il numero due in Cina dopo Alibaba, apre un negozio fisico a insegna 7Fresh, specializzato sul mondo dei freschi di fascia premium e con la presenza di strumenti tecnologici a supporto dei consumatori per una shopping experience coinvolgente e innovativa. In assortimento trovano spazio migliaia di prodotti tra cui frutta, prodotti da forno, fiori, carne importata e frutti di mare appena pescati preparati e cucinati in loco. Il negozio occupa una superficie di 400 mq ed è stato realizzato a Yizhuang, in Cina.

La tecnologia utilizzata all’interno del punto di vendita conta su "specchi magici" che 7Freshcaptano gli articoli presi dai clienti e automaticamente forniscono informazioni come per esempio i valori nutrizionali o la provenienza. I carrelli sono dotati anche di device digitale: seguono il cliente per renderlo  più libero nel processo di acquisto. Gli articoli possono essere scansionati tramite il checkout tradizionale o il self-checkout, che utilizza un sistema di riconoscimento facciale collegato all'app 7Fresh. Tra i servizi è prevista la consegna a domicilio in 30 minuti.

 

Il duello con il diretto competitor sembra essere serrato. L’azienda ipotizza l’apertura di 1.000 strutture nei prossimi cinque anni. Secondo quanto pubblica Power Retail, anche Alibaba, che ha già sviluppato una rete vendita offline, ha annunciato l’espansione con 30 nuovi punti di vendita a Pechino entro la fine del 2018.

 

 

2017 in positivo per la IV Gamma: crescono penetrazione e vendite

Il 2017 sarà ricordato come un anno di crescita sostenuta per il segmento della IV Gamma. Dalle rilevazioni di mercato aggiornate al 31 dicembre scorso, infatti, traspare che la ripresa della domanda di prodotto avviata a fine 2016 ha preso vigore nel corso del 2017, conducendo a un incremento delle vendite del 4,8% in volume e del 5,2% a valore.
Pertanto, al netto delle variazioni nell’andamento degli acquisti dovute ai consueti picchi stagionali e all’incidenza delle iniziative promozionali, negli ultimi 12 mesi si è verificata una convincente crescita dei consumi messa in moto dall’ampliamento del parco acquirenti, oggi arrivato a quota 19,4 milioni di famiglie, e da una maggiore frequenza d’acquisto.

L’aumentata penetrazione della IV Gamma e l’incremento nelle vendite premiano un’offerta che, specialmente da parte delle marche industriali, ha messo in mostra capacità d’innovazione e di diversificazione merceologica verso linee di prodotto a maggiore valore aggiunto.

Come ha dimostrato la recente ricerca “Il posizionamento dei prodotti vegetali freschi e pronti all’uso nella distribuzione moderna”, curata dalla Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - Sede di Piacenza e commissionata dalle principali aziende del settore, è confermata l’esistenza di un nesso tra l’aumento nella quota di famiglie che acquista stabilmente i prodotti di IV Gamma e la maturazione di un atteggiamento “time for money” nei consumatori. Questi ultimi non solo privilegiano le proposte a maggior contenuto di servizio, ma riconoscono anche che l’offerta in assortimento sta migliorando, rendendo disponibili sullo scaffale prodotti che alla varietà e “completezza” del contenuto uniscono formati e packaging comodi e pratici.

“Il 2017 ci ha lasciato in eredità un quadro del mercato più che positivo e ci lancia delle sfide per il futuro. Da un lato alimentare l’attuale trend di crescita proseguendo nello sforzo di dare al consumatore le più ampie rassicurazioni possibili sulla qualità, salubrità e provenienza degli ortofrutticoli confezionati pronti al consumo; dall’altro comunicare meglio, anche sul punto vendita, i contenuti d’innovazione e servizio integrati nei prodotti - commenta Gianfranco D’Amico, presidente del Gruppo AIIPA IV Gamma. Solo l’11% dei consumatori si è accorto di qualche novità di prodotto nell’ultimo anno. La sfida quindi è quella di lavorare meglio e insieme alla GDO per comunicare le innovazioni, anche sul punto vendita, venendo così incontro alle esigenze di un consumatore che cerca qualità costante, varietà d’offerta e praticità.”

IperSoap: via all’eCommerce

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Nuovo store online per IperSoap che lancia ipersoap-online.com, sviluppato su piattaforma Magento e con un assortimento iniziale di 5.000 referenze

Nuovo store online per IperSoap che lancia ipersoap-online.com, sviluppato su piattaforma Magento  e con un assortimento iniziale di 5.000 referenze.

Il sito è user friendly in tutte le sue funzionalità e  concepito sin dalla sua nascita per dispositivi mobili; sono attive le ricerche per prodotto, per brand, per prezzo e per novità, sono presenti offerte a tempo e le singole schede prodotto contengono descrizioni e recensioni, a cui possono contribuire tutti gli utenti registrati.

Periodicamente IperSoap proporrà promozioni dedicate, offerte speciali e buoni sconto che non necessariamente corrisponderanno a quelle dei punti di vendita fisici. Tra le opzioni di volta in volta proposte ai clienti: le spese di spedizione gratuite per acquisti superiori a 50 euro, oltre ad offerte di breve durata su determinati stock o categorie di prodotti. Ipersoap ha voluto inserire anche la possibilità di far scegliere all’utente, in base alla spesa, uno o più omaggi da inserire nel carrello: questi prodotti fanno parte di una selezione speciale e vengono costantemente aggiornati in base all’attualità dell'offerta.

 

“Vogliamo approfondire la conoscenza del nostro pubblico digitale, - spiega Francesco Tognetti, imprenditore di seconda generazione e manager dell’azienda di famiglia General srl -  desideriamo che i clienti sul web sperimentino la stessa soddisfazione che riusciamo a dare nei punti di vendita: un ambiente confortevole, competenza e cortesia del personale, abbondanza di offerte e promozioni, uniti alla collaudata efficienza di tutta la filiera commerciale”.

Pam local entra in Stazione Tiburtina a Roma

pam local roma stazione tiburtina
Consolida la sua presenza nella Capitale l’insegna Pam local che a Roma, in Stazione Tiburtina, apre un nuovo punto di vendita

Consolida la sua presenza nella Capitale l’insegna Pam local che a Roma, in Stazione Tiburtina, apre un nuovo punto di vendita, il 23esimo in città.

Lo store, aperto 7 giorni su 7 dalle 7 alle 22, propone oltre 1.200 prodotti a marchio Pam Panorama, anche i piatti pronti della linea Fresche Bontà, pensati per chi è di fretta ma non vuole rinunciare al gusto, i prodotti della linea Semplici e Buoni, per chi ha particolari esigenze nutrizionali, e le 200 referenze biologiche della linea Bio Pam Panorama.

“Pam local offrirà ogni giorno a migliaia di persone un servizio che ancora mancava in questa realtà: siamo infatti il primo supermercato all’interno della Stazione Tiburtina - commenta Andrea Zoratti, direttore divisione di prossimità Pam Panorama - Siamo molto soddisfatti del successo che Pam local continua a registrare. Abbiamo in programma infatti 28 nuove aperture nel 2018 per rendere sempre più capillare la nostra presenza e soddisfare le esigenze di un numero sempre più alto di clienti.”

Due nuovi soci riaprono il Conad City di Borrello

Entrano nel mondo Conad due nuovi imprenditori con un primo punto di vendita che cambia gestione dopo quarant’anni

Entrano nel mondo Conad due nuovi imprenditori con un primo punto di vendita che cambia gestione dopo quarant’anni. Il Conad City di Borello, frazione di Cesena, un tempo gestito da Venanzio Biguzzi e Lorenza Buscarini, oggi passa a  Anita Paganelli, 39 anni, macellaia in forza al mondo Conad da dieci anni e con un’esperienza ventennale in questo reparto, e Matteo Marini, di 31 anni, entrato in Conad come magazziniere e addetto sala sei anni fa.

 

Lo store, di 250 mq, ubicato in piazza Indipendenza 2, impiega 11 addetti, la maggior parte soci conaddei quali assunti recentemente tra giovani del territorio. “Grazie all’esperienza maturata in questi anni – raccontano i due giovani soci Conad – abbiamo deciso di creare una nostra società, Mapa, che si propone di valorizzare e portare avanti la precedente gestione. Sarà quindi un negozio in continuità con il passato, nel dare servizi alla clientela locale per la spesa di tutti i giorni, ma con assortimenti e servizi rinnovati per rispondere sempre meglio alle mutate abitudini di consumo. Grande attenzione è stata posta infatti ai reparti freschi, dall’ortofrutta alla macelleria fino al banco gastronomia, senza trascurare una proposta variegata per quanti attenti alle tipicità e ai prodotti biologici, vegetariani, legati alla salute e al benessere, tra i quali tanti a marchio Conad”.

 

 

Coin porta in vetrina una serie originale Netflix (e stupisce)

Nello store di piazza V Giornate a Milano si promuove la serie Altered Carbon e si offre al consumatore un'esperienza innovativa tra interactive mirror e social

Punti di vendita noiosi dove non si fa altro che vendere? No, grazie. Nel futuro del negozio fisico c'è molto di più, come dimostra l'ultima attività lanciata da Coin nello store di piazza V Giornate a Milano.

La catena ha infatti portato in vetrina, con un allestimento tematico che sa farsi notare, l la serie originale Netflix intitolata Altered Carbon e disponibile sul portale di video streaming dal 2 febbraio.

L’obiettivo è stato quello di far vivere al consumatore un’esperienza molto vicina a quella raccontata nella serie, dando la possibilità di scegliere un nuovo corpo e provarlo grazie ad un interactive mirror. Non solo. Al termine dell’esperienza è stato possibile condividere sui social la propria “custodia” con il nome e il corpo scelto.

L'iniziativa per coinvolgere i consumatori termina il 6 febbraio, mentre la promozione della serie continua fino a martedì 13 febbraio nelle vetrine e nella colonna che taglia verticalmente l’angolo del department store.

Un'esperienza di partnership trendy ed interessante, ma anche un modo per dare vita a una customer experience innovativa in un department store centrale ed alto traffico.

Esselunga: ampliata la linea Hamburgeria

Nuove referenze per la linea Hamburgeria di Esselunga, lanciata di recente in assortimento

Nuove referenze per la linea Hamburgeria di Esselunga, lanciata alla fine dell’estate 2017 con i primi sei prodotti. Come si può intuire dal nome, si tratta di una linea dedicata agli hamburger di qualità premium, classici e ricettati, prodotti esclusivamente all’interno del centro lavorazione Carni di Limito di Pioltello, utilizzando esclusivamente carne bovina di razza chianina igp, razza piemontese e vitello nazionale.

Dopo i test di questi primi mesi, sono state introdotte nuove referenze con carne di scottona naturama (certificata rispetto al benessere animale).

testata hamburgeria esselungaSecondo quanto assicura l’azienda, gli hamburger “non prevedono l’aggiunta di acqua e sono costituiti dall’impiego esclusivo di tagli anatomici pregiati, non da ritagli. I formaggi impiegati nei prodotti ricettati sono tutti italiani, Parmigiano Reggiano dop e Provolone Auricchio”.

 

Il pomodoro della Capitanata in Mdd anche per l’Italia

La vera novità di questo anno, presentata da Princes a Marca 2018, è l’ingresso anche sul mercato italiano con accordi con insegne del nostro Paese

Stabilimento nel cuore della Capitanata, in provincia di Foggia, per essere il più vicino possibile alla materia prima da lavorare: il pomodoro lungo pugliese. È qui che Princes, il gruppo multinazionale inglese, di proprietà di Mitsubishi Corporation, ha posto le radici con la sede italiana, Princes Industrie Alimentari, in un sito tra i più grandi in Europa nella trasformazione del pomodoro, acquisito nel 2012. Princes è un colosso dell’industria alimentare che opera prevalentemente nel mondo delle bevande e degli alimenti a marchio proprio o a marca del distributore per il settore retail, ingrosso e ristorazione. Tra i principali clienti nel mondo retail ci sono catene europee come Sainsbury’s, Edeka, Mark & Spencer, Lidl, Carrefour e Auchan per citarne solo alcune.

La vera novità di questo anno, presentata a Marca 2018, è l’ingresso anche sul mercato italiano con accordi con insegne del nostro Paese, puntando al contempo sui numeri dello stabilimento di 160mila metri quadrati coperti con 38 linee produttive, in grado di lavorare fino a 300mila tonnellate di pomodoro all’anno e produrre fino a 10mila scatole al giorno. Nello stesso stabilimento Princes si occupa anche della produzione, etichettatura e imballaggio delle confezioni pronte per essere consegnate ai clienti.

Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes Industrie Alimentari

Obiettivo del 2018 è anche arrivare a utilizzare il 100% di prodotto pugliese e non da ultimo l’azienda si è impegnata nella valorizzazione della filiera del pomodoro dal punto di vista etico. Tutti i fornitori di Princes Industrie Alimentari infatti avranno una certificazione come Global G.A.P. Grasp o SA8000, già posseduta dall’87% della filiera nel 2017.

“I dati sulle certificazioni che abbiamo presentato -ha commentato Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes Industrie Alimentari- sono il risultato di capacità consolidate negli ultimi anni, grazie ad attività come lo svolgimento di ispezioni sul campo, il supporto ai coltivatori attraverso una formazione costante e la promozione di eventi di sensibilizzazione in materia di lavoro etico presso il nostro sito di Foggia, con il sostegno di molti dei nostri clienti e di enti come l’Ethical Trading Initiative. Siamo soddisfatti dei progressi ottenuti, ma non intendiamo certo fermarci qui”.

Eataly: primo punto di vendita in Svezia

eataly stoccolma
Apre a Stoccolma, a Biblioteksgatan, ex sede dello storico cinema Röda Kvarn, il primo punto di vendita Eataly in Svezia, sviluppato su 3.000 mq

Apre a Stoccolma, a Biblioteksgatan, ex sede dello storico cinema Röda Kvarn, il primo punto di vendita Eataly in Svezia, sviluppato su una superficie di oltre 3.000 mq estesa su doppio livello.

“Una nuova apertura è per noi un altro passo molto importante. – commenta il presidente

Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly
Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly

esecutivo di Eataly Andrea Guerra - Quello che apriamo a Stoccolma è un negozio da amare, che appaga gli occhi e regala emozioni: su tutte quella di fare un salto in un Paese tanto diverso come l’Italia. In Svezia, storicamente tra i Paesi più attenti al benessere sociale della popolazione, entrano per la prima volta più di 1.500 prodotti italiani ambasciatori della nostra cultura enogastronomica e della nostra qualità di vita”.

 

L'offerta al dettaglio propone pasta fresca fatta a mano, salumi e formaggi, pesce, carne. È presente un panificio con pizza, focaccia e altri prodotti da forno della tradizione italiana, tutti realizzati con farina biologica. In assortimento anche selezione di pasta, salse, condimenti, olio extravergine di oliva e dolci. Un’attenzione particolare è dedicata alla ricerca dei migliori prodotti locali e alla narrazione delle storie dei loro produttori.

 

I ristoranti presentano proposte della tradizione gastronomica italiana: dalla carne al pesce di provenienza locale, alla pizza tradizionale napoletana. Completano l’offerta cioccolato artigianale e gelato. Anche nel punto di vendita svedese è attiva la Scuola di Eataly dove gli esperti insegnano come preparare i piatti italiani.

Oscar Farinetti fondatore di Eataly
Oscar Farinetti, fondatore di Eataly

Il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, sottolinea: “Stoccolma è distribuita su 14 isole ed è collegata da 57 ponti. Noi di Eataly amiamo le isole, ma preferiamo i ponti, che collegano e uniscono”.

 

Conad implementa il servizio di prenotazione delle visite mediche

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Grazie all’accordo stretto fra Conad e Rami, la rete ambulatoriale della Misericordia, i consumatori possono prenotare in sempre più punti di vendita le prestazioni medico-sanitarie con tariffe agevolate

Si parte dalle città di Firenze, Prato, Pistoia, Pisa e Altopascio (Lucca), ma in futuro si guarda a ulteriori sviluppi anche delle attività e dei servizi, sempre con natura sociale. Stiamo parlando dell'accordo regionale stretto fra Rami (Rete degli ambulatori delle Misericordie) e Conad del Tirreno.

Grazie a questa collaborazione, dallo scorso dicembre i consumatori possono prenotare prestazioni medico-sanitarie negli ambulatori delle Misericordie a tariffa agevolata anche mentre fanno spesa, ovvero direttamente al box dei punti di vendita Conad del Tirreno.

In particolare, i possessori di Carta Insieme Conad e di Carta Insieme Più Conad Card, mostrando la carta, usufruiranno della priorità di prenotazione e di agevolazioni economiche sulle visite specialistiche, sulla risonanza magnetica 1,5 Tesla, su visita, igiene dentale e radiografia panoramica dentale (Opt) e quanto altro previsto.

 

Video tour nell’Eurospar di Camisano Vicentino

Un giro nel nuovo store di 1.450 metri quadrati con il commento di Francesco Montalvo, amministratore delegato Aspiag Service, e Paola Vudafieri, store manager

Uno store di 1.450 metri quadrati dove trovano spazio circa 15.000 referenze prevalentemente alimentari, il tutto in edificio con classe energetica A3 dotato di un piccolo impianto fotovoltaico. Questo il nuovo punto di vendita Eurospar recentemente inaugurato a Camisano Vicentino (Vi), in via Vicenza 17, come parte del più ampio progetto di sviluppo di Despar Nordest.

Come per le aperture più recenti di Despar Nordest, anche l’Eurospar di Camisano opta per un servizio con personale dedicato e con funzioni di consulenza: dal macellaio all'addetto per il pane fresco. “Nell’epoca delle relazioni virtuali, abbiamo scelto la personalizzazione del servizio, grazie all’unico asset che abbiamo in esclusiva e che nessun competitor potrà mai copiare: i nostri collaboratori”, spiega Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service.

Sopra un video-tour all'interno dell'Eurospar con interviste a Francesco Montalvo, amministratore delegato Aspiag Service, e Paola Vudafieri, store manager.

 

Video Milk Day: focus sulla filiera del latte

Nelle nuove sfide di mercato l'innovazione sembra incapace di colmare per ora i vuoti lasciati dai grandi classici del lattiero-caseario

Nel corso del Milk Day di Fieragricola a Verona, organizzato da New Business Media, Gdoweek ha moderato la tavola rotonda finale, dedicata alla parte bassa della filiera e al suo contatto con il consumatore finale. “Il calo nel consumo di latticini è il segno di abitudini alimentari che stanno cambiando. La lettura del nuovo scenario è complessa -sottolinea SimondDavide Rongoni, coordinatore area freschi/freschissimi gruppo Poli-, da un lato si stanno generando tante nuove opportunità per prodotti nuovi che arrivano a includere anche tutte le bevande vegetali alternative al latte. Ma poi il retailer deve fare i conti generali di reparto, che vedono le perdite di latte fresco più latte Uht non sufficientemente compensate dalle nuove categorie. Non è quindi un semplice spostamento di pesi e baricentri all'interno del reparto. Si tratta di trovare nel tempo equilibri nuovi: il reparto in sé mantiene una sua centralità strategica nel negozio, per quanto in misura inferiore al reparto ortofrutticolo, ma deve fare i conti con fattori nuovi, di abitudini e di cultura che cambiano”. Mancano all'appello decine di milioni di euro.

Video Milk Day: Il latte si ritrova fragile

Analisi dedicata alla parte bassa della filiera e al suo contatto con il consumatore finale nel corso del Milk Day di Fieragricola a Verona, che ha visto Gdoweek nel ruolo di moderatore

“Il ruolo dell'innovazione per gli industriali del lattiero caseario è basilare, riconosce Paolo Fabiani, presidente Trevalli Cooperlat-. Anche nella nostra azienda siamo focalizzati sulla R&S. Il numero di prodotti che riusciamo a portare nel mercato è alto, ma in generale è vero che le new entry finora non sono riuscite a generare un fatturato aggiuntivo capace di compensare quanto si va a perdere con le riduzioni di acquisto di certi prodotti tradizionali. Quello che forse manca all'Idm di settore è la capacità si sostenere gli investimenti sull'innovazione per periodi di tempo più lunghi. Critico è così il momento del consolidamento. Per un'azienda come Trevalli Cooperlat -che pure è attenta allo sviluppo di referenze di origine vegetale- lo spostamento in atto verso un reparto orientato alle proteine vegetali qualche problema alla base lo sta creando: perché in ultima analisi la nostra è una cooperativa fatta di agricoltori e allevatori e noi dobbiamo garantire agli associati comunque un percorso ancorato al core business che resta la produzione animale di latte vaccino e ovino nelle sue varie modalità di trasformazione casearia”. L'analisi è emersa nel corso del Milk Day di Fieragricola a Verona, organizzato da New Business Media e che ha visto Gdoweek moderare la tavola rotonda finale, dedicata alla parte bassa della filiera e al suo contatto con il consumatore finale.

Sial Paris, l’innovazione è il motore fondamentale di crescita

I paesi più innovativi del 2017 sono nell’ordine: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia. Forte la riconferma degli espositori per l'edizione 2018

A nove mesi dall’apertura, circa il 90% della superficie del salone Sial Paris 2018 è già stata prenotata (200 le aziende italiane confermate) e gli espositori avranno l’opportunità di presentarsi a 500mila visitatori (50% esteri), di cui 160mila professionisti del settore.

Nell’edizione 2018 sarà lanciato uno spazio prospettico sul futuro dell’agroalimentare, che raggruppa startup europee e studi mondiali, e verrà proposto il nuovo settore Alternative Food dedicato ai prodotti biologici, legati alla salute e al benessere, eco-responsabili e sostenibili. Saranno inoltre riproposti il padiglione delle bevande e la zona tech per consentire alle microimprese e alle PMI di presentare le proprie tecnologie e attrezzature.

La vetrina del Sial Paris raccoglierà 2.500 innovazioni di prodotto in anteprima mondiale.Si calcola inoltre che il 50% degli alimenti che saranno a scaffale nei prossimi 5 anni non esistano ancora a testimonianza della grande vivacità che anima il settore.

Sial Paris 2018 verso il tutto esaurito

Riconfermata una presenza espositiva italiana rilevante. La kermesse alimentare di Parigi ripropone la sua valenza mondiale

Oggi il 63% degli scambi di prodotti alimentari dei Paesi europei avviene all’interno dell’Unione con una conseguente prospettiva di crescita dei volumi abbastanza limitata. Per i prossimi 20-30 anni le previsioni di incremento demografico, di urbanizzazione e di formazione di una classe media desiderosa di affermare il proprio status anche attraverso la diversificazione alimentare e l’apertura al cibo straniero, sposta il focus di sviluppo del mercato verso Oriente (Asia, India) e verso l’Africa. Per questo motivo il Network Sial presenta l’appuntamento biennale di Sial Paris, in programma dal 21 al 25 ottobre 2018 a Paris Nord Villepinte, ponendo l’accento sulla forte connotazione internazionale della manifestazione con oltre 80 paesi che hanno già confermato la propria presenza. E si pone come un osservatorio privilegiato delle tendenze del settore.

Aldi porta in Italia un’identità a marchio privato

Aldi
#aspettandoAldi | La catena discount tedesca sbarcherà tra pochissimo in Italia con approccio ambizioso. Per storia e tradizione è forse la regina delle private label, un'expertise pluri-premiata che merita l'attenzione del mondo retail

#aspettandoAldi #15febbraio|

In principio erano solo rumors, poi sono diventate teorie e previsioni, oggi possiamo parlare di date e location ufficiali. Aldi sbarcherà in Italia il 15 febbraio con l'apertura del primo punto di vendita a Castellanza, in provincia di Varese. Un debutto che guarda al nostro territorio con progetti ambiziosi (si parla di almeno 60 store nel Nord del Paese).

Quello che Aldi porta sul nostro territorio, però, non è solo un importante piano di sviluppo ma una visione dell'insegna discount ben definita, fatta di massima convenienza e costante lavoro di qualità e innovazione sul fronte private label. Non si tratta di un approccio nato in risposta ai più recenti trend di mercato, ma di un'identità fondante per il retailer, che fin dai propri esordi ha lavorato in modo mirato, ampio e segmentato su questo business.

L'assortimento a marchio privato di Aldi (almeno 90% del totale) è abbinato a una ristretta selezione a marchio industriale ed è valso alla catena numerosi e recenti riconoscimenti sia per il food che per il non-food. Si parla di circa 200 premi solo nel 2017 vinti dalle private label sia per i nuovi lanci, sia per qualità e certificazioni ottenute, sia per la capacità di rispondere alle nuove esigenze dietetiche, in particolare nel senza glutine.

In tutti i Paesi in cui è presente Aldi utilizza un approccio private label dedicato e almeno in parte localizzato nel gusto e nella proposta (anche a livello produttivo, come nel caso delle referenze a marchio Australian Made per l'Australia). Biologico, salutismo e freschezza rappresentano comunque dei cavalli di battaglia un po' dappertutto, in risposta (rapida ed efficiente) ai più recenti trend. Anche a comparti come il vino (e per l'Italia il discorso si fa interessante) Aldi dedica tantissima attenzione (testato addirittura un pop-up store dedicato).

Stesso discorso per tutto il reparto della certificazione che è adottata a 360 gradi: sull'ittico come su tutti i prodotti "senza", passando per il Parent Tested Parent Approved (Ptpa, i prodotti testati dalle famiglie stesse) e molte altre. Un aspetto, quelle delle certificazioni, che dai consumatori in Italia al momento è meno sentito (probabilmente non sarà così a lungo) ma che resta emblema della più ampia politica di fiducia adottata da Aldi.

La catena discount è stata forse la prima a capire che il termine private label non deve essere necessariamente proposto ai clienti come sinonimo di "accontentarsi", ma che può essere un core business in grado di apportare valore premium all'insegna. Una filosofia che in Italia apre a un grande potenziale di sviluppo e che lascia presagire all'implementazione di tratti di italianità, sia nell'immagine che nell'assortimento, almeno come quanto fatto da Lidl. E il sito online lanciato da Aldi in Italia conferma in pieno questa previsione.

I pos intelligenti di Verifone diventano aggregatori di pagamento

Per sfruttare l'opportunità della Psd 2, Verifone ha trasformato il Pos in un sistema multifunzionale e integrato, personalizzabile con applicazioni verticali

L’entrata in vigore della nuova direttiva sui pagamenti Psd 2 consente ai consumatori l’utilizzo di nuovi servizi di pagamento. In questo contesto il Pos si sta trasformando da semplice strumento di pagamento ad aggregatore di valore e facilitatore e Verifone ha sviluppato, in questa direzione, nuovi device multi funzione. Questi integrano una molteplicità di funzioni e consentono la customizzazione con applicazioni verticali. Le caratteristiche tecniche dell’ultimo Pos Verifone consentono il riconoscimento automatico del consumatore, l’automazione dei processi, la gestione di un borsellino elettronico precaricato, la validazione e dematerializzazione dei buoni pasto cartacei. A queste feature si aggiunge la possibilità di gestire i coupon per promozioni, token, gift card e programmi loyalty e ancora molto altro.

Il tutto affiancato dalla funzionalità di base che prevedono la lettura di carte con chip, banda magnetica e Nfc. Le modalità di pagamento gestite sono tutte quelle presenti sul mercato compresa Apple Pay.

H&M lancia l’outlet digitale

Scendono i profitti di H&M che lancia l'outlet digitale per rilanciare le vendite. Aumenta però il fatturato

Chiudono 170 negozi H&M entro l’anno e contestualmente ne aprono 390 in tutto il mondo. Scendono i profitti per il colosso svedese di abbigliamento che, secondo quanto scrive Repubblica.it, per rilanciare le vendite, propone Afound, un outlet digitale con presenza fisica, probabilmente inserito nei punti di vendita meno proficui.

Pare infatti che l’anno trascorso sia stato tra i più negativi degli ultimi anni segnando anche un calo degli utili operativi a -14% a 20,6 miliardi di corone (2,6 miliardi di dollari) nei dodici mesi chiusi a novembre. L'utile netto è stato di 16,2 miliardi di corone, in calo del 13% rispetto ai risultati del precedente esercizio. Il fatturato è invece aumentato del 4% a 231 miliardi di corone.

 

Md: primo store in provincia di Belluno

L’insegna discount Md si espande: ad Agordo, in via Valcozzena 31, è stato realizzato un nuovo negozio, il primo in provincia di Belluno, il quindicesimo nella regione

L’insegna discount Md si espande: ad Agordo, in via Valcozzena 31, è stato realizzato un nuovo negozio, il primo in provincia di Belluno, il quindicesimo nella regione. Lo store, di proprietà della Walber spa, occupa 480 mq di superficie e si estende su pianta rettangolare. Il percorso si sviluppa su quattro corsie. Impiega cinque dipendenti, tutti del territorio. All’ingresso il reparto ortofrutta a libero servizio offre frutta e verdura di stagione anche da agricoltura biologica insieme alle oltre 2000 referenze a marchio privato tra cui linee di prodotti salutistici, per intolleranti, vegani o vegetariani e prodotti dop e igp.

 

“Abbiamo visto in Agordo una città che punta sul commercio e voluto contribuire in modo attivo all’economia di questo bellissimo territorio – afferma il presidente di Md Patrizio Podini-.  L’ubicazione del negozio, proprio all’incrocio tra la Strada Provinciale 347, la Strada Provinciale 3 e la Strada Statale 203 Agordina, è stata scelta per soddisfare il vasto bacino di utenza che attualmente non è servito da discount e per offrire ai residenti prodotti di qualità a prezzi concorrenziali”.

 

Crai: via al concorso Un’Italia da vincere

Il nuovo concorso a premi lanciato da Crai sottolinea il legame con il territorio e sarà attivo dal primo febbraio al 3 marzo

Il nuovo concorso a premi lanciato da Crai sottolinea il legame con il territorio. Sarà attiva dal primo febbraio al 3 marzo l’iniziativa Un'Italia da vincere, rivolta ai clienti dell’insegna e, in particolar modo, ai possessori della Carta più, a cui è riservato un montepremi aggiuntivo.

"Ci è piaciuta molto l'idea di trovare un legame con il viaggio immaginario nella qualità della nostra bella Italia espresso dalla nuova campagna istituzionale lanciata a fine anno -afferma Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai - Da qui il tema Un'Italia da vincere, allo scopo di promuovere il legame che Crai ha con il proprio territorio attraverso dei premi qualitativi ed aspirazionali volti alla scoperta dell'Italia e delle sue meraviglie."
Per partecipare bisogna fare una spesa minima di 20 euro, acquistando almeno una referenza a scelta tra i prodotti sponsor. Ci si potrà dunque collegare al sito www.vinciconcrai.it e registrarsi. Una volta inseriti gli estremi dello scontrino, si scoprirà se si è o meno vincitori dei premi immediati. Ci sarà però una seconda possibilità per i possessori di Carta più che, inserendo il loro numero di carta fedeltà, potranno partecipare all'estrazione finale. Il montepremi destinato a tutti i clienti Crai è composto da 100 cofanetti weekend per due persone all'insegna dell'arte, della gastronomia e della bellezza e da 50 buoni benzina dal valore di 100 euro l'uno. L'estrazione finale mette in palio 10 cofanetti per un soggiorno per due persone in castelli e dimore prestigiose e una Fiat 500, 1.2 Easy Power Pop.

 

Startup italiane, percorso accidentato

Le buone idee non mancano agli imprenditori del Bel Paese, e infatti le startup italiane censite dal ministero dello Sviluppo Economico a giugno 2017 sono 7.394, di cui 1.694 attive nella sola Lombardia, e 1.160 nella città di Milano. L'entusiasmo frena se però facciamo un confronto con l'Europa...

Difficoltà per le startup italiane

Le startup nostrane descritte dal rapporto del ministero dello Sviluppo Economico sono in aumento, grazie alla nuova modalità di costituzione digitale e gratuita, mostrano anche una crescita nel numero degli addetti, +44%, anche se gran parte della forza lavoro è rappresentata dai soci delle startup stesse.

Le note dolenti riguardano i capitali investiti, se venture capital e business angel italiani hanno investito in tutto 130 milioni di euro (fonte: Venture Capital Monitor, 2015), in Europa le cifre toccano i 3 miliardi di dollari, se poi ci spostiamo in Usa l'ordine di grandezza si sposta nelle decine di miliardi di dollari, esattamente 30.

Inoltre, in Italia (fonte: Word Bank) gli startupper sono costretti a investire il 13,4% del proprio reddito per aprire una nuova attività, mentre in Germania basta l'1,9%, in Usa l'1,1%, e in UK si può fare startup anche senza avere un penny in banca.

Non mancano anche in Italia investitori e acceleratori, inoltre il mondo del retail e del largo consumo può costituire un target interessante per i nuovi imprenditori: soprattutto se dalla buona idea sono capaci di sviluppare una soluzione efficace e mirata (dati App&Map)

Sostegno alle startup italiane

Nel numero di Gdoweek in uscita il prossimo 14 febbraio parleremo di startup per il retail, per capire come si muovono le insegne italiane e straniere che operano in Italia per fare innovazione attraverso le startup. Con uno sguardo anche alle startup più interessanti segnalate a Gdoweek dagli acceleratori.

 

Miroglio Fashion: spinta sulla multicanalità

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L’approccio omnichannel per Miroglio Fashion è sempre più centrale. L'azienda ha sviluppato varie iniziative sempre più orientate alla svolta digitale

L’approccio omnichannel per Miroglio Fashion è sempre più centrale nella politica aziendale. Il progetto Retail 4.0 ha permesso al gruppo di implementare una serie di attività tecnologicamente avanzate a servizio dei punti di vendita. Il 2017, in questo senso, è stato un anno strategico, da un lato perché ha visto la realizzazione del progetto 300 in 300, ossia il rinnovamento di 300 negozi in 300 giorni, dall’altro perché ha comportato una svolta digitale a supporto ed integrazione dei tradizionali canali di vendita. Nel corso dell’anno Miroglio Fashion ha, infatti, sviluppato cinque nuovi siti eCommerce (su piattaforma Salesforce Commerce Cloud) per i brand Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò e Caractère, che si sommano al sito di Tailoritaly, start up dedicata alla moda personalizzabile, realizzando un fatturato online del +70% rispetto al 2016. Le sessioni da smartphone e tablet sono aumentate nell’ultimo anno del +50%, generando un fatturato “mobile” tre volte superiore a quello del 2016. È cresciuta la visibilità online, quintuplicata o decuplicata a seconda del brand, grazie ad un lavoro sul Seo; sono aumentati la fanbase (+86%) e l’engagement (superiore al 100%).

Hans Hoegstedt, amministratore delegato Miroglio Fashion

Hans Hoegstedt, amministratore delegato della società, spiega: "Il digitale, l'eCommerce e le attività di Customer Relationship Management rivestono un'importanza fondamentale nel nuovo percorso strategico di Miroglio Fashion".  Alberto Brenta, head of eCommerce, digital & Crm, aggiunge: “Le nostre clienti sono già a tutti gli effetti ‘multicanali’ perché si relazionano con i diversi touchpoint online e offline in modo naturale e senza soluzione di continuità. Oltre a comprare online, interagiscono infatti con i negozi, usando i tablet disponibili presso gli store per un acquisto assistito o richiedendo la consegna su punto di vendita dei vestiti acquistati da remoto. Gli ordini con consegna in negozio sono ad oggi circa il 40% di tutti quelli effettuati online”.

 

Per il 2018 si prevede un rafforzamento sui marketplace. Da oltre un anno presente con i propri brand anche su Amazon, Miroglio Fashion accrescerà lo sviluppo di questi canali con un duplice obiettivo: potenziare la propria presenza sui mercati esteri e offrire alle proprie clienti una scelta ancor più ampia in termini di canale di acquisto.

 

Il Gruppo Piaggio sbarca a Hong Kong

piaggio Motoplex Hong Kong 01
Continua lo sviluppo della rete distributiva del Gruppo Piaggio con nuovi flagship multibrand aperti in tutto il mondo

Continua lo sviluppo della rete distributiva del Gruppo Piaggio con nuovi flagship multibrand: Vespa, Piaggio, Aprilia e Moto Guzzi. Negli ultimi tre anni l’insegna Motoplex ha raggiunto il traguardo di 300 store aperti nel mondo.

 

L’azienda fa il suo ingresso a Hong Kong con il suo primo punto di vendita, situato in To Kwa Wan Road. Il negozio si sviluppa su uno spazio di circa 300 mq suddivisi tra showroom, con un’area lounge&bar, e officina. L’apertura segue l’inaugurazione del Motoplex di Bangalore, ubicato lungo la Marathahalli Outer Ring Road e esteso su 800 mq, avvenuta la scorsa settimana. Anche in Italia l’insegna ha inaugurato recentemente nuove strutture a Roma e Firenze.

 

I negozi sono intesi come luoghi in cui coinvolgere il consumatore proponendo non soltanto veicoli e relativi accessori, ma anche merchandising dedicato, e in molti casi l’officina. Molti negozi offrono inoltre anche il corner bar e la lounge, dove chiacchierare di gare, moto e viaggi con persone competenti e appassionate.

 

A Torino arriva Eataly Today per la spesa online

Il punto di vendita Eataly di Torino Lingotto lancia il servizio Eataly Today, già sperimentato a Milano e Roma

Il punto di vendita Eataly di Torino Lingotto lancia il servizio Eataly Today, già sperimentato a Milano e Roma, che rende possibile ordinare online tutto ciò che propone il negozio del capoluogo piemontese, sia i prodotti dei banchi del fresco sia quelli confezionati tra cui pane biologico cotto nel forno a legna, la carne La Granda Presidio Slow Food, il pesce, frutta e verdura, pasta artigianale del Pastificio Michelis, i prodotti della gastronomia.

Il catalogo, visionabile su today.eataly.it conta più di 3.000 prodotti, corredati da immagini e informazioni, compresa la lista degli ingredienti e i consigli degli esperti di Eataly.

Le consegne vengono effettuate in tutta la città tramite l’utilizzo di mezzi ecologici. La spesa può essere consegnata in giornata o fino a 7 giorni successivi all'ordine, in fasce orarie che vengono incontro alle esigenze di clienti di tipo diverso, grazie alla possibilità di restringere la fascia fino a una sola ora e di programmare la consegna anche in orari serali, fino alle 21. Tutti gli ordini sono confezionati direttamente dal negozio di Eataly Lingotto, con materiali ecocompatibili.

 

 

“Già nella fase di test delle scorse settimane abbiamo avuto modo di registrare un ottimo riscontro da parte dei torinesi, da sempre affezionati agli Alti Cibi di Eataly” spiega Francesco Farinetti, amministratore delegato di Eataly.

 

Zara disegna il pop up del futuro

Zara
A Londra, all’interno del centro commerciale Westfield Stratford, Zara apre un temporary store dedicato allo shopping online. Altre novità in arrivo

All’interno del centro commerciale Westfield Stratford di Londra, Zara apre un temporary store dedicato allo shopping online. Il negozio, che resterà aperto fino a maggio, si sviluppa su uno spazio di 2.152 mq e propone servizi come l’acquisto, il ritiro e la restituzione di prodotti venduti tramite il portale eCommerce, ma c’è anche una selezione instore di capi d’abbigliamento delle collezioni uomo e donna.

Per la valorizzazione della shopping experience, l’insegna si avvale di tecnologie e strumenti innovativi che vanno dalla tecnologia Rfdi per il riconoscimento automatico della merce ai dispositivi mobile per permettere una maggiore assistenza da parte degli assistenti alla vendita. Inoltre si possono effettuare i pagamenti tramite il proprio smartphone.

Pablo Isla, ceo di Inditex

Secondo quanto anticipa Elle.it la struttura, una volta chiusa, lascerà spazio a un nuovo maxi flagship store Zara Westfield Stratford City di 4.500 mq che proporrà oltre alle sezioni donna, uomo e bambino, anche un'area collegata a due magazzini robotizzati in grado di gestire contemporaneamente 2.400 pacchi, e a consentire ai clienti del web di ritirare la merce sul posto e pagarla con il proprio smartphone mediante le app di Zara, Inditex o InWallet.

Pablo Isla, ceo di Inditex, a cui appartiene Zara, sottolinea: "Si tratta di una pietra miliare nella nostra strategia, volta a integrare i punti di vendita fisici con il web".

 

Valverde ottiene la certificazione Carbon Footprint

Valverde, la Cooperativa di soci allevatori piemontesi che produce polli nel rispetto della natura, del benessere animale, delle persone e del territorio, ha iniziato un percorso di green responsability e, prima fra le aziende dell’avicolo italiane, ha ottenuto in questi giorni la certificazione del Carbon Footprint.
La cooperativa, oltre a condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2, è impegnata a definire un sistema di carbon management finalizzato all’identificazione e realizzazione di quegli interventi di riduzione delle emissioni, economicamente efficienti, che utilizzano tecnologie a basso contenuto di carbonio.

“Il nostro stile di vita – afferma Andrea Costa, presidente della Cooperativa - può influenzare i cambiamenti climatici e usare più attenzione, anche nel quotidiano, alle emissioni di CO2 non solo è un gesto green ma anche, sempre di più, un gesto civico. Vogliamo che il nostro impegno sia garanzia per il consumatore di un prodotto – il nostro pollo – di qualità. Oggi la certificazione del Carbon Footprint ci permette di valutare l’impatto ambientale in termini di riscaldamento globale da parte del nostro pollo lungo il suo ciclo di vita."

La quantificazione delle emissioni di gas ad effetto serra lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti Valverde "dal campo alla forchetta" è stata calcolata su coltivazione e produzione mangime, allevamento, produzione degli imballaggi, trasporto del pollame, lavorazione e confezionamento, distribuzione, cottura da parte del consumatore.

Dall’analisi delle emissioni di CO2 per l’ottenimento della certificazione ISO 14067, è emerso che la carne di pollo non solo è più salutare per l’uomo rispetto alla carne rossa, ma lo è anche per il pianeta: per produrre 1 kg di carne di pollo lavorata vengono emessi 6,35 kg di CO2, mentre ne vengono emessi oltre 22 per la carne bovina. Il pollo ha infatti un indice di conversione del mangime in carne molto migliore e non emette metano nei processi digestivi.
Nello specifico poi il pollo Valverde è particolarmente sostenibile, perché minimizza i trasporti ed è lavorato utilizzando energia rinnovabile, che permette all’azienda di risparmiare ogni anno 400 t di CO2, pari al lavoro di 14.000 alberi.

Essere un’impresa di qualità e sostenibile oggi è un plus riconosciuto dai consumatori e dalle amministrazioni. Va in questo senso la direttiva del Nuovo Codice Appalti che ha recepito la strategia europea del Green Public Procuremet (GPP), secondo la quale la Pubblica Amministrazione è tenuta ad agevolare e sostenere un’economia più rispettosa dell’ambiente, andando ad acquistare prodotti e servizi sostenibili. Entro il 2020 tutti gli appalti dovranno prevedere requisiti ambientali per ogni tipologia di fornitura. I Criteri Ambientali Minimi (CAM), approvati con DM 25 luglio 2011, identificano i requisiti riconosciuti come premianti nelle procedure di appalto in relazione a numerose categorie merceologiche fra le quali la “ristorazione collettiva e derrate alimentari”

Todis: i progetti per il 2018

Todis
Iges srl, che gestisce l'insegna Todis, ha chiuso il 2017 con un fatturato in aumento (+ 7,76% a rete omogenea). Per il 2018 si punta sullo sviluppo

Massimiliano Rossi, già da quattro anni direttore commerciale e marketing di Iges srl, che gestisce l’insegna Todis, ha assunto anche il ruolo di direttore commerciale generi vari di Pac2000A – Conad, accrescendo la sinergia di idee e progetti tra le due aziende.

La società ha chiuso il 2017 con un fatturato in aumento  (+ 7,76% a rete omogenea). “Un risultato più che soddisfacente” sottolinea Rossi. Per il 2018 si continua a puntare sullo sviluppo dell’insegna  concentrata in modo prevalente al centro-sud, con circa 240 punti di vendita. Nel 2017 sono stati aperti 20 nuovi negozi e si ipotizza uno sviluppo simile anche per l'anno in corso.

Todis conta un assortimento di oltre 3.000 referenze, con una netta prevalenza di prodotti private label (30 marchi Todis in varie categorie).

 

 

Video Tour: come cambia la marca Conad nel 2018

Lungo quali linee strategiche si muoverà la marca Conad nel 2018? Le spiega il direttore commerciale Francesco Avanzini,

Francesco Avanzini, direttore commerciale di Conad, spiega le linee strategiche che, nel 2018, riguarderanno le linee a marchio Conad e i profondi cambiamenti in atto a livello di posizionamento

Particolare attenzione sarà riservata anche alla IV e V gamma, non solo a livello di valorizzazione del pack e di grafica, ma anche con un progetto di category management in fase di implementazione.

Focus anche sul brand Verso Natura, lanciato alla fine del 2016 che ha mostrato performance importanti e che sarà sviluppato anche nel mondo delle zuppe

Video Tour: i nuovi sviluppi della marca Coop

Le linee lungo le quali si svilupperanno nel 2018 i prodotti a marchio Coop. Parla Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli, direttore commerciale di Coop Italia, racconta le evoluzioni che anche nel 2018 riguarderanno le linee a marchio di Coop, dopo l'importante restyling dello scorso anno.

"Proseguiremo quest’anno con il piano strategico, varato nel 2017, che riguarda le private label - afferma Mazzoli-  e finalizzato alla revisione dell’offerta merceologica in base a due criteri guida: la convenienza e i valori, dove per valori intendiamo qualità, tracciabilità, sicurezza, garanzia sui prodotti”

Italian Food Excellence

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