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TreValli introduce Cheasy, fresca novità spalmabile

Modernità, benessere, dinamismo. Sono le valenze di Cheasy, novità a marchio TreValli nel segmento dei formaggi freschi spalmabili: si tratta di un caseario tipo quark ottenuto dalla microfiltrazione della cagliata di latte bovino piemontese, di colore bianco e consistenza cremosa, confezionato in vaschette da 125 g. Il target preferenziale a cui si rivolge è il pubblico dei giovani, ricettivi nei confronti del suo stile dinamico, sano e sociale. Non a caso, gli è stato dedicato sito web -www.cheasy.it- dove gli appassionati di comunicazione multimediale potranno fruire di ricariche telefoniche, sms e mms gratuiti, mettendo in rete i propri video e votando le creazioni più simpatiche sul tema cheasy

Dermogella lancia 2 shampoo problem-solving

Uno shampoo per ogni tipo di capello: in tale ottica, la gamma Dermogella oggi si arricchisce di 2 estensioni interessanti. La prima è Dermogella MacroElements, che agisce sui capelli sfibrati e trattati grazie alla presenza di agenti condizionanti di nuova concezione, i quali -oltre a ripararli- svolgono un’importante azione protettiva; contiene Amodimethicone, un componente filmogeno che dona lucentezza e morbidezza. La seconda novità è Dermogella Complex, che -beneficiando di un complesso di estratti vegetali ad hoc- limita la formazione delle squame grasse della forfora ed agisce rispettando la struttura chimico-fisica della cheratina, contribuendo così a rinforzare i capelli; il Pantenolo, poi, garantisce un effetto seboequilibrante

Granmilano estende la gamma gelati

Il gelato come piacere. Togo Gelato apre a Togo Coffee, cremosa miscela di gelato al caffé ricoperta di puro cioccolato con polvere di caffé, gusti in linea con le richieste dei consumatori in area confectionary;
la new entry è disponibile in multipack short da 6 pezzi.
I più golosi apprezzeranno anche Ringo Power, snack gelato big size composto da una miscela bi-gusto vaniglia e cacao con gocce di puro cioccolato racchiusa tra due biscotti; il prodotto si presenta in multipack da 4 pezzi.
Sul fronte opposto, gli amanti dell'alimentazione equilibrata gradiranno Frulight Wildfruit, stecco di gelato al latte fresco ricoperto di sorbetto ai frutti rossi con bassa percentuale di grassi e ridotto apporto calorico; viene offerto in multipack da 3 pezzi

MPreis, un gioiello “seriamente sexy”

Accesso riservato

Isostad Céréal Max: tavoletta maxi-energetica

Promette performance da campioni. Grazie ad una speciale ricetta a base di cereali, cioccolato e nocciole, con l’aggiunta delle vitamine C, B1, B2, B6, Niacina ed E, la nuova barretta Isostad Cereal Max apporta un’alta dose di energia con un ridotto contenuto di sostanze grasse: tali proprietà rendono il prodotto un buon carburante per muscoli e cervello (che consuma più di 120g di glucosio al giorno). In formato XXL - ossia due volte più grande di una normale barretta ai cereali- fornisce un’extra-energia che agevola un consumo progressivo delle risorse ed un’assimilazione ottimale dei carboidrati. Inoltre, grazie al 15% di proteine, Céréal Max contribuisce al normale sviluppo del corpo ed al mantenimento muscolare

Elegance Novafoods: secchi superpremium per i pet

Per cani e gatti di ogni età, taglia e stile di vita. Elegance di Novafoods, senza conservanti e coloranti, è una gamma realizzata solo con vera carne di pollo e tacchino, polpa di barbabietola e cereali nobili (come riso e mais): tutti ingredienti naturali eccellenti, selezionati per offrire un nutrimento sano e bilanciato. Assicura il giusto apporto di vitamine e minerali e -grazie al bilanciato rapporto tra Omega 3 & 6- promette pelo sempre lucido e pelle sana. La linea cane, distribuita in confezioni da 1,5 kg, è articolata in 4 referenze (Puppy&Junior, Adult Mini, Maturity&Senior e Adult Anallergic); la linea gatto accoglie, invece, 4 item in pack da 300 g (Kitten&Junior, Adult, Light e Maturity&Senior).

Becel Pro-activ: impegno per la salute del cuore

All’avanguardia nello sviluppo di alimenti funzionali al benessere cardiovascolare. Becel -marchio che da tempo porta avanti un progetto di sensibilizzazione a favore della salute del cuore- da oggi firma la gamma Pro-activ, il cui posizionamento è quello di “esperto nella riduzione del colesterolo attraverso l’alimentazione”. Becel Pro-activ va, quindi, a contrassegnare due prodotti classificabili come functional food: uno spalmabile a base vegetale ed i minidrink in 4 gusti (bianco, fragola, arancia e frutti tropicali). Questi ultimi sono le uniche bevande a base di latte scremato sul mercato con ben 2 grammi di steroli vegetali, componenti che aiutano a ridurre il colesterolo cattivo.

Costa Crociere: vetrina interattiva touch screen

Qualche volta i sogni si possono sfiorare con le dita. In occasione della presentazione del nuovo catalogo 2009, tenuto a battesimo da Michelle Hunziker, Costa Crociere ha allestito al megastore C’ART di Milano, in corso Buenos Aires, una vetrina interattiva touch screen dotata di una sofisticata installazione audiovideo che interagisce con i passanti attraverso richiami-audio, differenziati a seconda del flusso e dell’avvicinamento delle persone alla vetrina. VignoliAssociati -che ha realizzato tale allestimento- ha cercato di riprodurre i suoni della natura, così da invitare il pubblico a sognare, assaporando nel catalogo Costa Crociere una vacanza di domani, che inizia però ad emozionare oggi.

Segmentazione e tecnologia per rivitalizzare i consumi

Nel 2010 in Spagna si stima che il numero degli immigrati sarà cresciuto del 35%, quello degli anziani del 9% e dei single del 17%. Altrettanti target emergenti che rappresentano una grande opportunità per industria e retailer, anche per contrastare la contrazione dei consumi dovuta alla progressiva riduzione del potere d'acquisto. Sempre che entrambi siano disposti ad investire in innovazione per proporre risposte adeguate alle necessità di target specifici.
Queste in sintesi le risultanze della ricerca “Le richieste del consumatore del futuro” condotta per Alimentaria da TNS-Taylor Nelson Sofres su un campione rappresentativo di 8.000 consumatori spagnoli.

Target mirato, successo triplicato
Una tesi che sembra trovare conferma in questi dati: oggi solo un 15% dei lanci di prodotti food&beverage rivolti a un target ampio, ma indifferenziato, ottengono i risultati desiderati, mentre tale percentuale sale al 40% quando si tratta di innovazioni focalizzate, ovvero rivolte a target specifici.

Allo stesso tempo, anche la distribuzione dovrà saper valorizzare l'offerta in assortimento, garantendo la massima visibilità alle nuove segmentazioni/categorie di prodotto, in termini di comunicazione Pop piuttosto che di vero e proprio category. Del resto si tratta di scelte funzionali a migliorare la rotazione di vendita e a rendere più gradevole l'esperienza di acquisto, quindi a fidelizzare la clientela.

Il pdv del futuro? Ipertecnologico

Una creativa e spettacolare visione del retail del futuro è stata offerta da Future Shop, il progetto pilota per il settore della distribuzione presentato in questi giorni all'Alimentaria di Barcellona.
Caratterizzata dal largo impiego di soluzioni tecnologiche, l'installazione è stata curata dagli architetti Pati Nunez e Toni Arola, che hanno preso ispirazione dai risultati dello studio “Le richieste dei buyer del futuro” commissionato dalla fiera spagnola a TNS.

Secondo l'interpretazione di Future Shop, il pdv del futuro dovrà innanzitutto riflettere e soddisfare l'evoluzione della domanda dei consumatori, che sarà caratterizzata da un crescente bisogno di qualità/sicurezza ma anche di servizio personalizzato, sia per quanto riguarda l'offerta di alimenti e bevande da parte dell'industria sia per quanto concerne l'esperienza d'acquisto.

Ecco così per esempio le bilance elettroniche intelligenti di Bizerba, capaci di fornire a trade e consumatori le informazioni più varie, dalla storia del prodotto al suo contenuto calorico, ma anche i nuovi sistemi di refrigerazione proposti da Smeva e ancora il dispenser per vini di Vicaimport che aiuta il consumatore a selezionare il tipo di vino di sua preferenza.

Alcune delle più innovative proposte presentate nello spazio Future Shop riguardano il trade marketing e la comunicazione nel pdv, come il sistema realizzato da Imagepro3D, che proietta immagini tridimensionali di prodotti che sembrano fluttuare nell'aria, o il tappeto interattivo proposto da Famori, che aggiorna i messaggi a seconda degli spostamenti effettuati dallo stopper all'interno del pdv.

L’industria spagnola interpreta i trend globali

Ormai da sei edizioni, lo spazio Innoval di Alimentaria -il Salone internazionale del food & beverage, organizzato da Fira de Barcellona e Reed Exibition, che ha chiuso i battenti oggi a Barcellona- rappresenta un interessante benchmark della R&S internazionale nel settore del food&beverage.

Tra i 400 prodotti in mostra nel padiglione dedicato (2000 mq), situato nell'area espostiva storica del Montjuic -affiancata quest'anno dal nuovo polo della Gran Via- la giuria del Premio Innoval 2008 ha selezionato il vincitore di ognuna delle 12 categorie considerate.

Prima classificata assoluta, con 59 punti, la barretta morbida ai cereali Optivita (Kellogg's), presto in lancio anche in Italia. Secondo posto per la gamma di sale liquido, aromatizzato e in gelatina della spagnola Casanova (58 punti), mentre al terzo, pari merito con 56 punti, si piazzano due prodotti lattiero-caseari: Essensis (Danone) e Nesquik Go (Nestlé), il gelato arricchito di calcio proposto in confezione squeeze al target kids.

Un vino autentico, ma light

Tra gli altri prodotti premiati (vedi qui sotto la classifica generale), da segnalare in particolare per il forte contenuto di innovazione il vino a ridotto contenuto alcolico (6,5% alcol.) proposto dall'azienda vinicola spagnola Casa de la Ermita.

Frutto di due anni e mezzo di ricerca condotta dall'azienda vinicola produttrice in collaborazione con l'Università della Murcia, il Politecnico di Cartagena e il Centro per lo sviluppo delle tecnologie industriali, è un rosso che -contrariamente ad altri vini light già visti- mantiene intatte tutte le caratteristiche organolettiche di un vino classico. L'abbattimento del grado alcolico, infatti, è frutto di interventi che partono dalla vigna (stress idrico) per interessare le diverse fasi di vinificazione.

Il prodotto è in lancio in queste settimane in Spagna nel canale horeca, ma considerati i forti investimenti (2,5 milioni di euro) che all'azienda ha dedicato alla R&S, se ne prevede a medio termine la distribuzione anche al canale retail e in altri paesi.

La classifica generale del premio Innoval 2008

Dolciario e panetteria: Barretta cereali Optivita (Kellogg's)

Lattiero caseario (ex equo): Bevanda funzionale Essensis, Danone; Gelato squeeze Nesquik Go (Nestlé)

Ortofrutta: Ortaggi IV gamma x microonde Agrovalle, (Agrofruticola Valle del Ebro)

Pasta, zuppe e riso: Primi piatti pronti x microonde Aneto (Jamon Aneto)

Olio e condimenti: Sale liquido, aromatizzato e in gelatina Casanovas (Casanovas Catering Traiteur)

Alimenti dietetici: Budini di latte di soia Olvebra (Gac)

Bevande: Linea tè pronti Tealia (Pasqual)

Vini e spiriti: Vino a ridotto contenuto alcolico Altos de la Ermita (Casa de la Ermita)

Conserve: Hamburger di tonno Isabel (Conservas Garavilla)

Carne e derivati: Snack da tostare al prosciutto Tillman's Toasty (Tillman's Fleish&Convenience)

Surgelati: Antipasto di foie gras Mas Paredes (Innoducky)

Fuoricasa/Food service: sistema preparazione bevande calde/fredde in cialde Nescafè Dolce Gusto (Nestlé)

Fonte: segreteria organizzativa Alimentaria - Premio Innoval

Despar Nordest si consolida e pensa a crescere

Con un fatturato superiore ai 1.425 milioni di euro, Aspiag Service archivia il 2007 con soddisfazione, con una crescita del 12,5% rispetto all'anno precedente. Dal punto di vista della rete, i pdv totali sono passati dai 532 del 2006 ai 539 del 2007: si tratta di 7 pdv in più, anche se tra nuove aperture e trasformazioni l'azienda si è impegnata in almeno 14 nuovi pdv diretti nel segmento dei supermercati e dei negozi di prossimità di maggiore dimensione. Lo scarto è dovuto al processo di razionalizzazione in corso nella rete affiliata formata da piccoli dimensioni, geneticamente ad elevata flessibilità (e in qualche caso mortalità).

Acquisizioni e nuovi format

Proprio dal punto di vista del rafforzamento della rete, infatti, pesa positivamente l'acquisizione di 62 supermercati Pellicano da Comprabene spa (Gruppo Lombardini) avvenuta nel novembre dello scorso anno e realizzata in due tranche: 12 pdv sono stati trasformati in Despar ed Eurospar entro fine 2007, mentre per i restanti 50 il passaggio è stato completato alla fine di febbraio di quest'anno. La rete Despar, inoltre, a novembre si è arricchita di un nuovo format Despar è facile, soluzione convenience pensata per le stazioni e i centri cittadini. Al momento, con questa formula sono stati aperti due pdv, nelle stazioni di Trieste e Treviso, ma l'obiettivo è aprirne altri due entro l'anno a Padova (uno nella stazione e l'altro in centro città). Tra le nuove aperture, al momento il calendario prevede l'avvio di un Interspar in provincia di Treviso nei prossimi mesi.

Despar Credit
A novembre 2007 l'azienda ha lanciato anche Despar Credit in collaborazione con Findomestic: si tratta di una tipica carta di debito, che mette a disposizione una riserva di credito personalizzata, che diminuisce progressivamente con gli acquisti; il rimborso, dopo tre mesi a tasso zero, può essere saldato in un'unica soluzione a fine mese o in rate mensili. .

Rewe apre Bipa a Milano

Accesso riservato

Sempre più qualità nel vino al supermercato

Tradizionalmente apprezzati per il loro rapporto qualità, prezzo, Chianti, Montepulciano d'Abruzzo e Nero d'Avola sono i vini a denominazione d'origine più venduti in assoluto nel 2007 nel canale della grande distribuzione, anche se il Chianti mostra qualche segnale di stanchezza registrando una flessione nelle vendite.
Questi sono i dati principali che emergono dalla ricerca condotta IRI Infoscan per Vinitaly 2008, la fiera internazionale del vino che si terrà a Verona dal 3 al 7 aprile (www.vinitaly.com), riferita ai vini a denominazione d'origine Doc Docg e Igt in bottiglia da 0,75 l.

La classifica
La terna che si è aggiudicata il podio è seguita in classifica da Bonarda Oltre Po Pavese, Muller Thurgau, Vermentino di Sardegna, Chianti Classico, Morellino di Scansano, Cannonau di Sardegna, Lambrusco dell'Emilia. Tra i vini emergenti, avanzano nel frattempo con i ritmi di crescita più sostenuti alcuni vini già molti noti come Syrah, Cabernet Sauvignon, Negroamaro, Falanghina del Sannio, Gewurztraminer, Barbera d'Alba, Morellino di Scansano, Nobile di Montepulciano, Verdicchio di Jesi.
Accanto alla presenza, dunque, di prodotti locali di eccellenza (come il Negroamaro del Salento o il Nero d'Avola), spiccano tra gli acquisti preferiti nella grande distribuzione vini blasonati (Morellino di Scansano, Nobile di Montepulciano), a conferma del fatto che gli Italiani amano acquistare vini di qualità anche al supermercato.

I numeri del vino nella Gdo
La ricerca svolta da IRI Infoscan conferma la crescente importanza della Gdo come canale di vendita per il vino confezionato: nel 2007 sono stati venduti 587 milioni e 625.600 litri, per un valore superiore a 1,3 miliardi di euro. A questa quantità vanno aggiunte le vendite nel settore discount, superiori a 120 milioni di litri, che determinano un totale complessivo di circa 7 milioni di ettolitri e quasi 1,5 miliardi di euro.

Coop, prosegue lo sbarco in Sicilia

Il Sud e le Isole sono l'area più promettente per le insegne della grande distribuzione: non per nulla in questi ultimi due anni abbiamo assistitito a un vero e proprio boom di aperture.

Particolarmente coinvolta la Sicilia, che vede in prima fila Coop, con un piano di investimenti di 700 milioni di euro per l'apertura di sette nuovi ipermercati in altrettanti centri comemrciali
Seconda tappa del piano di sviluppo, dopo l'apertura a Ragusa, è l'Ipercoop di Milazzo, inaugurata oggi.

Al di là dell'interesse territoriale (creazione di 165 nuovi posti di lavoro) la notizia forse più importante sta nell'approccio metodologico adottato: il ricorso al lavoro esterno è stato limitato, le assunzioni, avvenute dopo il vaglio di 26mila curricula pervenuti anche tramite un apposito canale telematico, sono state effettuate con valutazioni meritocratiche delle candidature, i fornitori vengono selezionati con la condizione vincolante che i loro nominativi vengano poi forniti alle Prefetture e nel pieno rispetto delle normative antimafia.

Dal punto di vista della struttura, l'Ipercoop di Milazzo occupa 6000 metri quadri di superficie di vendita solo per l'Ipercoop, con 24 casse con un'offerta esaustiva sia nell'alimentare (con buona parte delle produzioni effettuate all'interno dell'iper) sia nel non food. La struttura è inserita nell'ambito del parco commerciale Parco Corolla composto da 22 punti vendita.

Autogrill punta sul business aeroportuale

La società Autogrill ha acquistato il 100% di World Duty Free Europe, una catena di vendita al dettaglio con un fatturato di 575 milioni di euro e un core business concentrato principalmente nella vendita presso gli aeroporti. Per concludere l'operazione Autogrill verserà 543,5 milioni di sterline (circa 800 milioni di euro) al gruppo aeroportuale inglese (controllato dalla spagnola Ferrovial) Baa limited. La società di Rozzano è così riuscita a vincere la concorrenza della svizzera Dufry, specializzata nella vendita al dettaglio aeroportuale, e della francese Lagardere, con interessi nell'editoria. Dopo aver rilevato nel 2007 il gruppo Alpha, uno dei principali operatori inglesi di servizi di ristorazione e retail aeroportuale, continua quindi l'espansione della società italiana nel Regno Unito.

Un fornitore di servizi per il viaggiatore
Alla base di queste ultime mosse c'è una precisa strategia: secondo una nota ufficiale diffusa dalla società presieduta da Gilberto Benetton, «Queste transazioni rappresentano una tappa fondamentale del processo di trasformazione di Autogrill da primario operatore autostradale di ristorazione attivo in un unico Paese a fornitore globale di servizi per il viaggiatore. Autogrill rafforza la propria presenza nel mercato in forte espansione del retail aeroportuale, mantenendo lo stesso focus operativo e strategico». L'acquisizione dovrà comunque essere sottoposta ad approvazione finale da parte della Commissione Antitrust dell'Unione Europea: infatti, contestualmente all'operazione World Duty Free Europe, il gruppo Autogrill ha rilevato anche il 49,9% della società spagnola Aldeasa (di cui già deteneva la metà del capitale sociale), che controlla 273 punti vendita aeroportuali.

Il caro-petrolio condiziona i consumi

In un futuro sempre più vicino il consumatore sarà attento a quando, cosa, come e dove compra. Una recente ricerca Nielsen condotta negli Stati Uniti si è prefissa di indagare l'argomento, focalizzandosi con particolare attenzione sull'aumento del prezzo del petrolio e sul relativo effetto riguardo abitudini d'acquisto.
In effetti l'aumento della prezzo della benzina è stato oggettivo ed evidente: dai 3,06 dollari stimati durante lo svolgimento dell'indagine Nielsen di fine 2007, si è arrivati alla quota probabile di 3,40 dollari per la prossima primavera. 
Un'escalation che non tarderà ad avere la sua diretta influenza nei conti delle famiglie Usa, un paese in cui le distanze dalle aree di shopping inducono a percorrere parecchi chilometri.
Secondo la ricerca Nielsen, circa la metà degli intervistati dichiara di aver ridotto i propri acquisti. Il 70%, invece, sostiene di ottimizzare, facendo coincidere gite di piacere e mete dello shopping in un unico percorso. In tal senso, infatti, a vincere sono stati i centri commerciali, capaci di offrire in una sola location una vasta gamma di prodotti e di categorie merceologiche.

Soffre il "fuori casa"
Il 41%, invece, dichiara di andare meno spesso al ristorante e il 39% è stato in generale di più a casa. Il che significa nascita di nuove necessità da soddisfare, per rendere il sacrificio meno spiacevole e per trovare nuovi modi di gustare in divano sapori e atmosfere da gourmet. Senza dimenticare la pausa pranzo in ufficio, in cui è forte il bisogno di prodotti ad hoc, semplici da gestire, veloci da consumare, qualitativamente apprezzabili. 

Ma non sono solo i ristoranti ad aver sofferto della crisi. Un'altra voce in affanno è quella rappresentata dalla spesa per le vacanze per cui si contrae l'investimento disponibile: si spende di meno sul luogo di villeggiatura e non ci si lascia andare a sfizi.
Insomma, il diktat è risparmio. Per questo il 2008 vedrà internet protagonista come canale di vendita, ma anche di informazione. La rete consente di valutare, paragonare, ricercare e scegliere il brand, prodotto o servizio più competitivo. Per risparmiare, infanto, Il 25% dei consumatori usa i coupon, accanto al 23% che opta per private label o prodotti a basso prezzo.

Un popolo di santi, navigatori ed obesi

Il 35% delle donne tra i 20 e i 49 anni e il 49% di donne oltre i 50 anni ha un girovita superiore a quello 88 cm indicato dall'Oms come il massimo per limitare i rischi di malattie cardiovascolari. Per gli uomini, il cui limite è di 102 cm, la percentuale scende a 26% e 43% nelle rispettive fasce di età.
Se si passa all'analisi del peso corporeo, sono gli uomini a essere più a rischio -il 46% della popolazione maschile, infatti, risulta sovrappeso e il 19% addirittura obesa contro il 32% e 16% rispettivamente nella popolazione femminile.

Sono dati resi noti dall'Osservatorio Grana Padano, un progetto lanciato nel 2005 e che coinvolge medici di famiglia e pediatri di libera scelta. L'ultimo studio, realizzato lo scorso dicembre, ha coinvolto 14.105 soggetti (dei quali 4857 bambini e 9248 adulti) arruolati e studiati da 328 medici di famiglia e 179 pediatri.

Di particolare rilievo il ruolo svolto da questi ultimi specialisti, dato che la situazione dell'infanzia si presenta preoccupante: il 44% dei bambini dai 3 ai 6 anni, il 31% di quelli dai 7 ai 10 anni e il 26 % di quelli dagli 11 ai 16 anni presentano un rapporto circonferenza/altezza maggiore di 0,5 il che è indice di obesità viscerale anche per bambini di peso normale.

L'Osservatorio ha anche registrato il numero di ore al giorno dedicate a pc, tv e giochi elettronici e il tempo dedicato all'attività fisica. I dati dimostrano che la sedentarietà, già prevalente nelle prime decadi dell'età adulta, peggiora ulteriormente dai 50 anni in poi, età nella quale solo una persona su quattro è fisicamente attiva.
La tendenza alla sedentarietà peggiora nel sesso femminile a tutte le età. La media del tempo trascorso in attività sedentarie davanti ad uno schermo (al PC, alla TV e/o a giochi elettronici) è di circa 2 ore al giorno nella popolazione adulta con tempi che si dilatano quando si è maschi di età uguale o superiore ai 50 anni.

Target: il discount department store che ha creato una categoria

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Mondo Convenienza

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Buondì: minifette e panini buoni e leggeri

Quando la gratificazione del palato si mette d'accordo con l'alimentazione genuina e bilanciata. E' il caso dei Panini del Buondì, morbidi e farciti con tanta frutta oppure con gocce di cioccolato: semplici e sani come solo dei panini possono essere, buoni perché posseggono tutte le caratteristiche del pane appena sfornato e a basso contenuto di grassi, visto che ne presentano circa il 35% in meno rispetto alla media delle merendine farcite alla frutta.
Un altro campione di bontà e leggerezza è rappresentato dalle Minifette del Buondì: saporite come biscotti ma leggere come fette, sono piccole abbastanza da non rompersi come le normali fette e -senza nulla sacrificare al gusto, forniscono solo il 5% di grassi. Una grande novità nel mercato delle fette biscottate.

Nel pdv il prezzo non è tutto

Esselunga

Una politica di prezzo fine a se stesso non basta a garantire il successo di un'insegna della distribuzione. E' la morale che si può trarre leggendo i risultati dell'indagine sul Consumer sentiment index condotta da AlixPartners, una società di consulenza internazionale che ha analizzato le esigenze di clienti partendo dalle risposte di 5000 consumatori in otto paesi europei.

L'analisi conferma i dati di altre ricerche analoghe: al consumatore il prezzo in sé interessa meno della trasparenza del prezzo (vuole cioè capire perché una determinata merce sia venduta a un determinato prezzo) e in tutti i casi vi sono aspetti che anche a fronte di risparmi teorici sullo scontrino non appaiono in alcun modo negoziabili: si tratta di fattori come l'accessibilità del negozio e delle merce, la qualità il servizio da parte del personale: tutte cose per cui, dichiara Giancarlo Poli, managing director di AlixPartners, “i consumatori sono disposti a pagare anche un prezzo un po' più alto”.

La ricerca scende anche nel dettaglio perché indica anche le graduatorie stilate dai consumatori sulle insegne che frequentano. Il risultato migliore nel complesso è quello ottenuto da Esselunga, negli ipermercati sono risultati vincitori Coop e Auchan, nei supermercati Esselunga e Coop, tra i discount la vittoria è andata a Lidl.
Nel non food la palma della vittoria tra i casalinghi è andata a Ikea, nell'elettronica di consumo a Mediaworld e Trony. Combattutissima la gara nell'abbigliamento: hanno vinto Decathlon e Benetton, seguiti a un'incollatura da Zara.

Pane di Matera e tinca gobba le new entry del paniere Dop/Igp

Dopo quello di Altamura, di Genzano e di Ferrara, anche il pane di Matera entra a far parte del paniere delle Dop/Igp italiane tutelate dall'Unione Europea.
Le peculiarità di questo pane lucano sono da ricercarsi nel sapore, fragranza e digeribilità. Ottenuto esclusivamente da farina di grano duro locale, la lavorazione avviene secondo tecniche artigianali della tradizione. I tempi lunghi di lievitazione e di cottura consentono una conservazione del pane fino a 15 giorni.

L'altro riconoscimento europeo riguarda invece la tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino (TO) che, allevata in laghetti e stagni naturali, è apprezzata per le sue carni non grasse, sode e delicate. Si tratta del primo pesce che ottiene la certificazione Dop.

Il valore delle Dop/Igp

Va comunque segnalato che, per quanto il numero dei prodotti italiani tutelati dal paniere europeo sia in costante crescita, il valore complessivo rimane relativamente basso: su un valore complessivo di poco meno di 10 miliardi di euro (dati 2006), il 90% del fatturato è appannaggio di appena 15 prodotti. Ma grana padano, prosciutto di Parma e parmigiano reggiano totalizzano, in ranking, oltre la metà del fatturato delle Dop/Igp.
In termini di canalizzazione, il 60% del venduto in Italia passa per la gdo, il 18% passa per il dettaglio tradizionale, mentre il restante coinvolge la ristorazione e le vendite dirette.

Il cash&carry punta sui pubblici esercizi

Da tempo alla ricerca di una sempre maggiore specializzazione, le diverse insegne che operano nel canale cash&carry guardano a bar e ristoranti come a un target da soddisfare con risposte sempre più adeguate a livello di offerta e servizi.
In quest'ottica, Adis, l'associazione che all'interno di Federdistribuzione raggruppa le insegne cash&carry (391 punti vendita in grado di generare 4,2 miliardi di euro a giugno 2007) ha sottoscritto un accordo con Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) per pianificare iniziative ed eventi volti a stimolare i soci di Fipe ad effettuare una parte sempre più consistente di acquisti presso questa tipologia di canale di vendita.
L'accordo nasce anche come conseguenza di una ricerca sulle politiche di acquisto dei pubblici esercizi commissionata da Adis al Cermes tempo fa, nella quale venivano evidenziate le potenzialità di sviluppo dei cash& carry, soprattutto per quanto driguarda comodità e convenienza, verso i pubblici esercizi, caratterizzati da una vocazione multicanale nelle politiche di approvvigionamento. “Oltre alla convenienza dei prezzi, tra gli elementi di forza si aggiungono anche assortimenti più ampi, particolarmente nei prodotti freschi, e una migliorata capacità di fornire servizio”, spiega Riccardo Francioni, presidente di Adis.

Promozioni per i nuovi acquirenti
Per questo, dal 2 aprile a fine dicembre tutte le aziende aderenti ad Adis praticheranno uno sconto di 50 euro ai soci Fipe che per la prima volta effettueranno acquisti presso cash&carry per un valore minimo di 200 euro. Inoltre, è prevista la partecipazione comune a tre fiere importanti (Mia, fiera internazionale dell'alimentazione a Rimini, Vinitaly a Verona ad aprile, Cibus a maggio a Parma) per favorire una conoscenza più diretta dei due comparti. “La collaborazione che si è creata con una parte importante della filiera testimonia il ruolo crescente che ha assunto il mercato dei consumi fuori casa, nel quale le nostre aziende si muovono”, sottolinea Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe.

A Udine il primo urban retail park della città

Viene aperto oggi al pubblico Terminal Nord Lo scalo dello shopping, il primo urban retail park di Udine, realizzato recuperando l'area dimessa Bartoli, un'ex acciaieria chiusa alla fine degli anni Ottanta, che si trova nella zona nord della città, su via Trigesimo, strada ad elevata percorrenza collegata da una bretella alla strada provinciale Osovana e, quindi, alla tangenziale ovest. “Si tratta di un progetto innovativo non solo dal punto di vista architettonico curato dallo studio Gregotti Associati International, ma anche per la sua completezza: agli aspetti commerciali viene abbinata un'area ad hoc dedicata alla ristorazione e zone residenziali, che coprono domande diverse, da quella di base a un'offerta di maggior pregio”, precisa Paolo Di Salvio, presidente di Opit spa, società bergamasca proprietaria dell'area e specializzata nella realizzazione e gestione di settori residenziali, commerciali e terziari, che nella realizzazione di è avvalsa della partecipazione di British Land, società londinese che investe in immobili di qualità e che, entro pochi mesi, diventerà l'unico proprietario del parco commerciale. La commercializzazione degli spazi (giunti al 95%) e la gestione del parco sono stati affidati a Espansione Commerciale.

L'offerta commerciale
Il parco si sviluppa su un solo livello con un edificio a quarto di cerchio, con una galleria all'aperto caratterizzata da ampie vetrate e una copertura tronco conica rovesciata in acciaio e vetro del diametro di 55 metri, sotto la quale si trova una fontana: l'obiettivo è la realizzazione di una vera e propria piazza -con un pavimento identico a quello del centro storico- oltre la quale inizia la galleria climatizzata (di 1.500 mq) su sui si affaccia la locomotiva alimentare. Si tratta di un ipermercato Carrefour, di 6.500 mq a struttura quadrata, con una nuova comunicazione interna e il banco a isola centrale per la salumeria sia a self service sia assistita, soluzione adottata anche per la macelleria. A questo si aggiungono altre otto medie superfici (tra cui Euronics, Decathlon, PC City, Upim e Globo) e altri 27 esercizi commerciali.
Il parcheggio, scoperto e a raso, è in grado di ospitare 2.000 auto; su un lato si trova un edificio a forma cilindrica, che diventerà, entro qualche mese, la food court del parco e che seguirà un orario più prolungato proprio per rappresentare un centro di aggregazione per le diverse componenti della città. Entro il 2010 è prevista la conclusione dei lavori con la realizzazione di 500 appartamenti, 40 loft, villette a schiera e spazi per uffici e servizi.

2007 in leggera ascesa per “I Gigli”

Un fedele specchio della difficile congiuntura economica del Paese. Si può leggere anche così, in controluce, il consuntivo 2007 del centro commerciale “I Gigli”, la grande struttura commerciale di Campi Bisenzio (Fi) che ha chiuso l'anno con numeri in crescita moderata.

Sono aumentate le visite, computate in quasi 14 milioni nel corso dell'anno (+1,76% rispetto al 2006) e il fatturato della galleria commerciale è salito dell'1,36%. Questo in termini concreti significa che i clienti hanno comunque ridotto gli acquisti: e infatti nel commentare i dati il direttore del Centro, Alessandro Tati, ha parlato esplicitamente di tendenza dei consumatori verso il non griffato e il low cost, aggiungendo anche che risulta in crescita il ricorso al credito al consumo.

Se il mese con le maggiori presenze è stato come è ovvio dicembre (che però nel 2007 è stato penalizzato dallo sciopero degli autotrasportatori) la giornata di picco si è registrata domenica 3 giugno, con l'affluenza record di sempre: 105.377 ingressi.
Per il 2008, oltre a interventi sulla viabilità e sull'arredo degli interni, i Gigli annunciano l'arrivo di nuove insegne. L'obiettivo è quello di superare i 10 milioni di scontrini battuti lo scorso anno.

Rifiuti, la Gdo può dare il suo contributo

L'emergenza rifiuti in Campania è ormai da mesi uno dei temi più importanti del dibattito pubblico. Gdoweek, settimanale del Gruppo Sole 24 Ore Business Media, ha parlato del ruolo della distribuzione nell'ambito delle politiche di riciclaggio e di sostenibilità con l'economista ambientale Guido Viale.

Da tempi non sospetti lei parla di “società dei rifiuti”: a suo parere in Italia la situazione è fuori controllo solo in Campania?
No, è fuori controllo in tutto il mondo e soprattutto nei cosiddetti paesi in via di sviluppo -quelli che una volta si chiamavano Terzo e Quarto mondo-, compresi i paesi emergenti come Cina, India e Brasile che continuano ad essere il recapito finale di rifiuti pericolosi e tossici, come computer o navi dismesse, che i paesi sviluppati non si sono ancora attrezzati per gestire. L'Italia si trova in una situazione particolarmente critica per quattro ragioni di fondo:
- la scarsa disponibilità di suolo inutilizzato adatto (per motivi idrologici, viari e demografici) a collocarvi discariche;
- il ritardo culturale in materia delle amministrazioni pubbliche, ma anche delle associazioni imprenditoriali;
- la mancanza di fiducia dei cittadini nei confronti delle loro amministrazioni;
- il tessuto produttivo, con preminente presenza di piccole e medie imprese, perlopiù terziste, che lavorano con materiali non di proprietà, di cui spesso non conoscono origine né composizione, con conseguente dispersione della produzione di rifiuti speciali;
- la presenza di potenti organizzazioni criminali colluse con le amministrazioni locali e nazionali.

In occasione dell'emergenza rifiuti in Campania, lei ha proposto di vietare da subito la vendita di prodotti imballati food e non food in tutta la regione: si trattava di una provocazione o la ritiene davvero una misura necessaria e praticabile?
Non è una provocazione, ma l'unica soluzione per impedire che durante il periodo dell'emergenza -destinato a durare anni, e non mesi o settimane, come pretende l'attuale Commissario straordinario- la massa dei rifiuti urbani prodotti ogni giorno in Campania (7200 tonnellate al giorno) ecceda la capacità di una loro collocazione sia in discariche fortunosamente aperte o riaperte che in impianti di selezione e stabilizzazione riabilitati, sia in altre regioni, che, nel migliore dei casi, hanno offerto di accogliere l'equivalente di una o due giornate della produzione campana di rifiuti.

Le risulta che qualcuno l'abbia adottata?
Per quel che ne so, non c'è stato alcun precedente di applicazione di questa proposta, ma non esiste neppure alcun caso di emergenza rifiuti come quella campana, che dura ormai da 15 anni senza prospettive di soluzione a breve. Esistono comunque numerosi esempi europei -e anche, in misura molto ridotta, italiani- di contenimento alla fonte di rifiuti urbani. La gdo ne è spesso protagonista. Tra questi, il cauzionamento dei vuoti a rendere, che in molti paesi costituiscono ormai la maggioranza dei contenitori di liquidi alimentari; la vendita alla spina di prodotti sfusi, detersivi, ma anche prodotti alimentari come pasta, riso, olio, ecc.; la promozione di prodotti lavabili in luogo dei prodotti usa e getta (per l'incidenza che hanno sul volume e la problematicità dei rifiuti urbani, questo interessa soprattutto i pannolini per bambini e adulti incontinenti); nel settore ristorazione, l'eliminazione delle stoviglie usa e getta in mense e pubblici esercizi e l'introduzione di servizi mobili di lavaggio delle stoviglie in occasione di fiere e feste all'aperto.

Ha parlato anche di spacchettamento alle casse, di raccolta “porta a porta” e anche di tassare le bottiglie di acqua minerale: non pensa che il tutto, se anche prendesse piede, si tradurrebbe in un costo aggiuntivo per i consumatori?
Il costo che in consumatori pagano e hanno pagato per la gestione dei rifiuti senza raccolta differenziata - in parte attraverso la Tarsi e la Tia, in parte attraverso il sovvenzionamento pluriennale, a carico dell'erario statale, del commissariamento straordinario di ben cinque regioni- è superiore a qualsiasi altro intervento teso al contenimento dei rifiuti urbani prodotti o alla loro raccolta differenziata anche alla fonte. La logistica di ritorno è il futuro della distribuzione, come ben sanno i responsabili della supply chain. La sua estensione al consumatore finale marcerà di pari passo con la diffusione della spesa telematica e dell'e-commerce. Quanto all'acqua minerale, basterebbe far pagare ai produttori/distributori il costo effettivo della raccolta, del recupero dei suoi contenitori -e non solo il costo differenziale della loro raccolta separata- per adeguarne il prezzo al costo effettivo. Oggi, quello che i consumatori non pagano all'acquisto lo pagano tutti in costi di gestione dei rifiuti e di degrado ambientale. L'Italia comunque è il paese europeo che ha l'acqua degli acquedotti più pura e che consuma tuttavia più acqua minerale, tra l'altro trasportata da una capo all'altro del paese. Per questo in Campania e forse altrove, per tutto il tempo dell'emergenza, più che una tassazione propongo la completa proibizione della sua vendita, tranne nelle situazioni in cui l'acqua dell'acquedotto non sia potabile.

Le autorità sanitarie hanno dichiarato che in Campania il pericolo maggiore è dato dai rifiuti organici abbandonati per strada insieme al pattume vario. Cosa si potrebbe fare per incentivare la raccolta differenziata, almeno per quanto riguarda l'umido?
In molti contesti della regione si può promuovere il compostaggio domestico. È sicuramente complicato, ma è la strada più breve, insieme al blocco degli imballaggi superflui e dell'usa e getta, per uscire dall'emergenza. Per il resto, con la raccolta differenziata porta a porta si può ottenere dell'umido di qualità che può provvisoriamente essere trattato anche in impianti di altre regioni.

Cosa pensa della proposta di abolire gli shopper di plastica? Si tratta di un obiettivo minimo facilmente raggiungibile?
È realizzabile anche subito, non nel 2010. Va sostituito con uno o più retini di nylon che ogni persona dovrebbe portare sempre con se, anche per far fronte ad acquisti estemporanei.

Immaginiamo un'azienda che voglia abbracciare l'ecosostenibilità dei suoi imballaggi: quali sono le scelte da bandire e quelle da adottare?
Il vuoto a rendere anche per gli imballaggi primari e secondari, con soluzioni che ne permettano la compattazione in fase di restituzione. Il problema non è l'imballaggio o il suo materiale, ma la messa a punto di una rete logistica.

Galbi si riposiziona

Galbani ha appena lanciato, con marchio Galbi, una nuova linea di dessert a base di panna cotta, Delicata Panna Cotta, che si accosta alla linea a base di ricotta e a quella dei budini.
Un'area presidiata da aziende importanti come Danone, Parmalat, Muller, Scaldasole, Cameo, ma con ulteriori previsioni di crescita.

La vera notizia consiste però nel fatto che per la distribuzione dei freschissimi, cui afferiscono le tre linee di dessert, Lactalis, proprietaria di Galbani, ha deciso di appoggiarsi alla società Lactalis Nestlé, da tempo operante all'estero, mentre in Italia solo da inizio 2007 con il nome Lactalis Nestlé Prodotti Freschi Italia (LPNF Italia). Le linee Galbi si vanno quindi ad aggiungere a marchi come Frùttolo, Mio, Lc1 e Sveltesse, per i quali LNPF Italia ha da tempo acquisito competenze specifiche, in grado di valorizzare al meglio l'offerta Galbani sui freschi, altrimenti caratterizzata verso prodotti con shelf life più lunga.

Una nuova strategia di posizionamento

Di fatto per Galbi si è anche pensato un nuovo posizionamento, che sarà supportato dalla campagna pubblicitaria, per la quale, accanto ai valori storici di Galbani, collegati alla affidabilità e qualità, si aggiunge la dimensione del piacere e del buon umore. La nuova linea di panna cotta comprende due referenze con gusto cioccolato e caramello. Entrambe in cartone da 2x100 gr, con un apporto calorico di 182 Kcal a vasetto, che è leggermente superiore a quello dei budini e delle ricotte. Nella fase di lancio, novembre - gennaio, della Delicata Panna Cotta verrà fatta una promozione con taglio di prezzo per le 6 referenze di Cremoso Budino (linea che comprende il budino al cioccolato: l'articolo più altovendente di Galbi, con 1.000 tonnellate vendute nel 2006 pari al 76% del fatturato) e le 4 referenze Dolce Ricottine. I budini, nella usuale confezione da 4x115 g, saranno proposti al prezzo di 2,15 euro, mentre a partire da febbraio il costo salirà a 2,55 euro. Le ricotte passeranno da 1,60 a 1,80 euro. Dopo questi tre mesi di prezzi contenuti per invitare alla prova dei prodotti, a partire da febbraio partirà la campagna Tv basata sul claim “La dolcezza porta dolcezza”, che punta sulla valorizzazione del concetto di buonumore.

Triplo lancio per Parmalat

Replicare nel mercato -scoppiettante di salute- degli yogurt benessere il successo ottenuto in quello dei latti speciali: è questo l'obiettivo del triplice lancio operato da Parmalat con i brand Fibresse, Omega 3 Plus e Zymil. Il tutto amplificato dalla contemporaneità dei lanci delle tre linee e da una campagna adv televisiva che alterna i tre soggetti.

Focus target sui consumatori del latte speciale corrispettivo
Le nuove linee di yogurt al cucchiaio messe a punto dai ricercatori Parmalat ripropongono gli stessi benefici proposti dai rispettivi latti, quindi si rivolgono in primis ai consumatori di questi ultimi, ma il target può essere ampliato a tutti coloro che, pur avendo le stesse esigenze nutrizionali, non sono abituati ad assumere latte, mentre gradiscono lo yogurt.

Lo yogurt al cucchiaio Fibresse, grazie al principio attivo RegoPlus -una speciale combinazione di fibre naturali, vitamina E e biotina- contribuisce a regolarizzare la naturale attività intestinale. Tre i gusti proposti: fragola/lampone e banana.

Lo yogurt Omega3 Plus contiene Carditop, una combinazione di preziosi nutrienti -Omega3, vitamina C, E, B6, B12, acido folico-, che aiutano a tenere sotto controllo alcuni tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare (colesterolo, trigliceridi, fluidità del sangue, omocisteina). Tre i gusti: fragola, cereali e pesca/arancia.

Zymil è la linea di yogurt ad alta digeribilità con ridotto contenuto di lattosio (0,5%) che mantiene invariate le preziose e fondamentali qualità del latte e la sua naturale bontà, indicato per chi ama la freschezza e non digerisce il latte. In 3 gusti: bianco, mandorle /cereale, prugna/muesli.

Tutti e tre sono proposti in cluster da 2 pezzi x 115g. Il prezzo consigliato al pubblico è rispettivamente di 1,29 euro (Fibresse), 1,26 euro (Omega3 Plus) e 1,34 euro (Zymil).

Monito di Bruxelles sulle benzine: 4 mesi per liberalizzare il mercato

Soddisfazione in Federdistribuzione (www.federdistribuzione.it) per il nuovo passo che l'Unione Europea ha mosso nei confronti dell'Italia: al prossimo Governo sono lasciati quattro mesi di tempo per intervenire con normative adeguate che rendano il mercato dei carburanti più competitivo: questo vuol dire meno vincoli per l'apertura di nuove stazioni e possibilità di accesso anche a nuovi operatori.
“L'intervento di Bruxelles è l'ulteriore prova che le condizioni competitivo nel settore della distribuzione dei carburanti sono n contrasto con i principi comunitari. La questione sarà una priorità non solo del nuovo Governo, ma deve essere concretamente presa in carico dalle Regioni, che hanno la competenza legislativa al riguardo” dichiara Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione.
All'Italia, in sostanza, sono lasciati quattro mesi di tempo per intervenire sulla normativa nazionale e regionale con l'obiettivo di realizzare le condizioni necessarie per rendere il mercato più competitivo.

I cash&carry si rafforzano con i pubblici esercizi per migliorare la filiera

Da tempo alla ricerca di una sempre maggiore specializzazione, le diverse insegne che operano nel canale cash and carry guardano a bar e ristoranti come a un target da soddisfare con risposte sempre più adeguate a livello di offerta e servizi. In quest'ottica, Adis, l'associazione che all'interno di Federdistribuzione raggruppa le insegne cash and carry (391 pdv in grado di generare 4,2 mld euro a giugno 2007) ha sottoscritto un accordo con Fipe per pianificare iniziative ed eventi per stimolare i soci di Fipe ad effettuare una parte sempre più consistente di acquisti presso questo tipologia di vendita. L'accordo nasce anche come conseguenza di una ricerca sulle politiche di acquisto dei pubblici esercizi commissionata da Adis al Cermes tempo fa, nella quale veniva evidenziata le potenzialità di sviluppo dei cash and carry, soprattutto a livello di comodità e convenienza, verso i pubblici esercizi, caratterizzati da una vocazione multicanale nelle politiche di approvvigionamento. “Oltre alla convenienza dei prezzi, tra gli elementi di forza, si aggiungono anche assortimenti più ampi, particolarmente nei prodotti freschi, e una migliorata capacità di fornire servizio”, spiega Riccardo Francioni, presidente di Adis.

Focus sulla convenienza

Per questo, dal 2 aprile a fine dicembre, tutte le aziende aderenti ad Adis praticheranno uno sconto di 50 e ai soci Fipe che, per la prima volta, effettueranno acquisti presso C+C per un valore minimo di 200 euro. Inoltre, è prevista la partecipazione comune a tre fiere importanti -Mia, fiera internazionale dell'alimentazione a Rimini, Vinitaly, a Verona ad aprile, e Cibus, a maggio a Parma- per favorire una conoscenza più diretta dei due comparti. “La collaborazione che si è creata con una parte importante della filiera testimonia il ruolo crescente che ha assunto il mercato dei consumi fuori casa, nel quale le nostre aziende si muovono”, sottolinea Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe.

Syngenta inventa i mini cavolfiori

Dopo l’anguria Solinda, senza semi e con un diametro tra i 12 -15 centimetri, e il pomodoro Kumato, con la buccia di colore quasi nero, S&G (marchio di Syngenta, uno dei principali attori dell'agro-industria mondiale) propone una serie di formati baby e mini per frutta e verdura, tra cui il mini cavolfiore, le piccole lattughe e i mini cavoli-verza. Si tratta di prodotti realizzati utilizzando metodi di coltivazione naturali e sviluppati in esclusiva con l’aiuto di tecniche di innesto convenzionali e tradizionali e di sofisticate procedure di selezione.

In linea con i trend dei consumi
Secondo le indagini sugli stili di consumo realizzate dalla multinazionale svizzera, tra i fattori chiave nel consumo di prodotti ortofrutticoli vi sono la salute, il gusto, la facilità di acquisto e di preparazione. I consumatori, infatti, richiedono insalate e verdure pronte da cuocere con imballi maneggevoli, che aumentano il piacere di consumare la verdura. Senza tralasciare l’aspetto dell’innovazione: nuove varietà di frutta e verdura diventano anche spunti di attrazione per quei consumatori non sempre predisposti ad acquistare prodotti ortofrutticoli.

Ricerca & Sviluppo
Per “inventare” l’ortofrutta di ultima generazione, Syngenta si avvale di specialisti di marketing e ricercatori che definiscono, sviluppano e producono così varietà di frutta e di verdura rispondenti ai gusti ed alle abitudini alimentari dei mercati locali. Le nuove piante sono coltivate in serre dislocate in varie parti del mondo, in condizioni climatiche differenti e sono sottoposte a controlli estensivi per valutare molteplici proprietà quali la qualità del prodotto, le condizioni di stoccaggio e il gusto. Syngenta, con un volume d’affari totale superiore a 9.2 milioni di dollari nel 2007, dedica il 10% del fatturato alla R&S.

Agriform entra nel parmigiano reggiano

Agriform, specializzata nella stagionatura e vendita di formaggi Dop del Veneto, entra nel mercato del Parmigiano-Reggiano. Insieme a un partner industriale del settore, l'azienda ha infatti acquistato il Caseificio Fanticini di Reggio Emilia, specializzato nella produzione di Parmigiano Reggiano. Agriform detiene il 50% del capitale della Società Casearia Fanticini srl che ha acquistato il Caseificio Fanticini, struttura storica nel settore del Parmigiano: lo stabilimento raccoglie e trasforma circa 20.000 litri di latte al giorno, con una produzione di oltre 12.000 forme di Parmigiano Reggiano l'anno. Il caseificio si distingue per un'altra particolarità: parte del latte raccolto proviene dalla razza “Reggiana delle Vacche Rosse”, qualità che ha riscosso un particolare gradimento nei mercati d'oltre oceano.
L'operazione rafforza la presenza sul territorio di Agriform, che ha chiuso il 2007 con un fatturato di 106 milioni di euro (limitatamente alle vendite dei formaggi), con un incremento del 13% rispetto al 2006. In crescita anche l'export che ha raggiunto un giro d'affari di 43 milioni di euro, in crescita del 16%. Il principale mercato di sbocco all'estero eimane quello americano (+22,5%), che rappresenta un terzo del totale. Agriform cresce a ritmi elevati anche all'est: in pole position la Russia con un aumento del 133%, seguita da Croazia con il 103%, il Giappone con il 53% e la Corea con il 43%.

Armin Zöggeler testimonial per Vog

Dopo il settimo trionfo nella Coppa del mondo di slittino Armin Zöggeler sarà ancora per i prossimi due anni testimonial di Marlene, il marchio che contraddistingue le mele altoatesine commercializzate dal Consorzio Vog.

La conferma è arrivata dallo stesso Zöggeler e dal presidente del Consorzio, Matthias Josef Gamper nel corso di una conferenza stampa. Il pluricampione si è detto orgoglioso della possibilità di continuare ad essere l'ambasciatore di uno dei prodotti più tipici della sua terra mentre Gamper ha sottolineato che proprio un fuoriclasse delle sport come Zöggeler può rappresentare l'immagine di salubrità delle mele.

Il Consorzio Vog commercializza 14 varietà di mele raccolte da 21 cooperative della provincia autonoma di Bolzano, per oltre 500mila tonnellate all'anno vendute in tutta Italia ed esportate; i maggiori punti di forza sono la produzione secondo i protocolli di
frutticoltura integrata Agrios e la tracciabilità integrale.

Syngenta inventa i mini cavolfiori assecondando i trend di consumo

Dopo l’anguria Solinda, senza semi e con un diametro tra i 12 -15 centimetri, e il pomodoro Kumato, con la buccia di colore quasi nero, S&G (marchio di Syngenta) propone una serie di baby e mini per frutta e verdura, tra cui il mini cavolfiore, le piccole lattughe e i mini cavoli-verza Si tratta di prodotti realizzati utilizzando metodi di coltivazione naturali e sviluppati in esclusiva con l’aiuto di tecniche di innesto convenzionali e tradizionali e di sofisticate procedure di selezione.

IIn linea con i trend dei consumi
con i trend dei consumi
Secondo le indagini sugli stili di consumo realizzate dalla multinazionale svizzera, tra i fattori chiave nel consumo di prodotti ortofrutticoli vi sono la salute, il gusto, la facilità di acquisto e di preparazione. I consumatori, infatti, richiedono insalate e verdure pronte da cuocere con imballi maneggevoli, che aumentano il piacere di consumare la verdura. Senza tralasciare l’aspetto dell’innovazione: nuove varietà di frutta e verdura diventano anche spunti di attrazione per quei consumatori non sempre predisposti ad acquistare prodotti ortofrutticoli.

Ricerca & Sviluppo
Per “inventare” l’ortofrutta di ultima generazione, Syngenta si avvale di specialisti di marketing e ricercatori che definiscono, sviluppano e producono così varietà di frutta e di verdura rispondenti ai gusti ed alle abitudini alimentari dei mercati locali.
Le nuove piante sono coltivate in serre dislocate in varie parti del mondo, in condizioni climatiche differenti e su terreni diversi e sono sottoposte a controlli estensivi per valutare molteplici proprietà quali la qualità del prodotto, le condizioni di stoccaggio ed il gusto. Syngenta, con un volume d’affari totale superiore a 9.2 milioni di dollari nel 2007, dedica il 10% del fatturato alla R&S.

Lilia festeggia il primo compleanno con Emotion

A un anno dal lancio nazionale di Lilia, Fonti del Vulture amplia la sua gamma di prodotti con la bevanda in acqua minerale naturale Lilia Emotion, proposta in due varianti: Lilia Emotion Mind -gusto lime e guaranà- e Lilia Emotion Body -gusto pesca bianca e aloe vera-, entrambe in bottiglia in pet da 0,50 litri.

Un mercato in forte crescita
Il lancio si inserisce nel segmento “bevande acque con gusto”, che nell'ultimo anno ha registrato una dinamica decisamente brillante. In gdo la crescita in volume è stata del 48%, pari al 54% a valore (dati IRI, Iper+ Super+Libero Servizio 400-200mq, totale Italia, anno 2007) e ancora più importante nel canale fuori casa dove si registra un incremento del 223% in volume e del 255% a valore (banca dati Grossisti Bevande, totale Italia, a.t. novembre 2007).

In questo contesto, si attende che la proposta di Lilia Emotion venga apprezzata dai consumatori italiani, come confermato dalla ricerca condotta da Ales Market Research, secondo la quale in Italia il 94% degli intervistati ha dichiarato che “sicuramente/probabilmente” comprerebbe un prodotto come quello descritto e il 52%, alla domanda “dove berresti Lilia Emotion”, ha indicato "fuori casa", mentre un altro 42% ha dichiarato che consumerebbe il prodotto indifferentemente sia "fuori" che "in" casa.

Investimenti in comunicazione
Lilia Emotion si rivolge a un target adulto, dallo stile di vita moderno e attento alle novità del mercato.
Il lancio verrà sostenuto da adv televisiva, un sito internet che informerà i consumatori circa le proprietà del prodotto e materiali per l'allestimento dei punti di vendita.

L'ingresso sul mercato di Lilia Emotion s'inserisce tra le numerose attività tese al rafforzamento di Fonti del Vulture, a due anni dall'acquisizione da parte di Coca-Cola HBC e The Coca-Cola Company.

Sventato in Italia un grande giro di falsi crudi DOP

Dopo una lunga indagine che ha visto in azione cinque nuclei operativi dei Nas in collaborazione con gli ispettori dei due Consorzi, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Vicenza sei persone tra titolari e rappresentanti di due aziende venete attive nel settore della lavorazione e del commercio di salumi.
Nel corso dell'operazione, cominciata lo scorso ottobre in Puglia ed estesa poi in Campania, Emilia Romagna, Sicilia e Veneto, sono stati sequestrate oltre un migliaio di cosce sulle quali erano stati apposti i falsi marchi.

I falsificatori, operanti in almeno tre impianti situati in provincia di Padova e di Vicenza, procedevano con l'apposizione dei marchi su prosciutti in parte di provenienza estera e in parte distolti dal circuito delle Dop, ma usciti dallo stabilimento del produttore non marchiati in quanto non aventi i requisiti. Questi ultimi, sapientemente mescolati a prosciutti Dop autentici (un falso ogni tre), venivano poi rivenduti a prezzo pieno a dettaglianti e titolari di pizzerie e ristoranti del Centro e del Sud Italia.

L'indagine ha anche permesso di identificare i due produttori delle false matrici che operavano all'interno di una piccola officina artigianale in provincia di Ferrara, nonché il sequestro di 5 matrici (3 del Parma, 1 del San Daniele) già finite e già in uso, e 5 matrici San Daniele ancora in fase di costruzione.
“Normalmente in Italia intercettiamo un paio di casi di contraffazione l'anno, che però riguardano numeri decisamente inferiori -commenta Federico De Simoni, responsabile dell'ufficio legale del Consorzio di Parma- Qui invece si tratta di un'operazione del tutto straordinaria, sia per dimensioni sia per estensione geografica. L'unica consolazione è che abbiamo accertato che i dettaglianti non erano conniventi, ma sono stati a loro volta raggirati. Infatti hanno acquistato il prodotto a prezzo di Dop”.

Euroshop 2008 tra gigantismo e congiuntura

Difficile dire a botta calda se Euroshop 2008, che si sta svolgendo a Duesseldorf con numeri da record, ha deluso le attese di visitatori ed espositori: questo perché le attese sono intense quando si tratta del maggiore evento internazionale riguardante le soluzioni per il punto vendita e soprattutto quando si considera che la cadenza è triennale. Bisogna però dire che le prime considerazioni degli operatori interpellati da GDOWEEK, almeno se ci riferiamo ai settori più tradizionali dell'allestimento, si possono sommariamente sintetizzare come una diffusa sensazione di deja vu.

Design
Il discorso cambia radicalmente se dal campo del design, dove francamente risulta anche difficile dire qualcosa di nuovo, si passa alla tecnologia, con media digitali, impianti illiminotecnici e applicazioni Rfid che hanno mostrato un'evoluzione notevole.

Tecnologia
Due le direzioni in cui la tecnologia sta operando: rendere la merce protagonista assoluta del negozio, (ad esempio con un'illuminazione o un'esposizione che ne esalti le caratteristiche) e operare nella riduzione dei costi.

Riduzione costi
Questa seconda strada appare obbligatoria, soprattutto per le strutture della gdo, obbligate ormai a migliorare la loro efficienza economica: vi è il diffuso convincimento infatti che l'incremento dei costi delle materie prime non sia congiunturale ma strutturale e finirà per scaricarsi per intero sui listini industriali; difficilmente la gdo potrà ricaricare sui prezzi al pubblico, perché i clienti reagiscono abbassando il livello dei loro acquisti. E allora? Ecco i banchi frigo ad alta efficienza ma completamente chiusi:consumano meno ma rischiano anche di far vendere meno; ecco le postazioni cassa per il self scanning con una sola cassiera che riesce a controllarne completamente anche sei, sancendo così il definitivo passaggio dal modello job intensive a quello capital intensive. Con il rischio che parte della clientela cambi punto vendita, soprattutto se le si chiede di fare da sé senza un beneficio concreto in termini di risparmio.

In crescita l'Est Europa
Infine, una notazione quasi di colore: si sentiva in molti stand parlare slavo: è l'Est ormai lo sbocco naturale per molti produttori che da noi trovano ormai un mercato saturo.

L’eco-abbigliamento entra nei super di NaturaSì

L'interesse per i prodotti biologici da parte del consumatore è in crescita, come dimostrano anche i dati Ismea che segnala un +9% delle vendite. Ma il bio consumatore, in genere, ha anche una forte attenzione alle tematiche ambientali e salutiste. È quindi un passo logico quello compiuto dalla catena di supermercati bio NaturaSì (59 pdv in Italia e 3 all'estero), che ha deciso -per il momento nel solo pdv di Brescia- di dedicare un reparto di 60 mq all'abbigliamento ecologico.

Intimo, elegante e sportivo

L'assortimento -composto in prevalenza da articoli made in Italy, sono realizzati con tessuti di qualità nel rispetto dell'ambiente e della persona- copre i segmenti intimo, sportivo ed elegante per bambino, uomo la donna ed è composto da capi in tessuti naturali quali canapa, lino, bamboo, cotone biologico, lana cotta, seta e alpaca saranno proposti con l'assistenza di un professionista del settore.
Il lino ecologico, per esempio, non subisce alcun trattamento chimico durante le diverse fasi di lavorazione; la canapa, essendo una pianta molto forte non necessita di nessun pesticida durante la coltivazione. Per le tinture non si utilizzano sostanze chimiche, come i metalli pesanti e le acque del processo industriale vengono depurate e riutilizzate per un nuovo ciclo. Inoltre, le cerniere in metallo e i bottoni automatici non contengono nickel, un elemento spesso causa di allergie, mentre i bottoni sono in cocco o prodotti con cotone rigenerato.
I tessuti naturali si caratterizzano anche per un'alta traspirabilità e un elevato potere di assorbimento dell'umidità ed evitano i cattivi odori.

Il futuro del non food in NaturaSì

Il negozio di Brescia rappresenta, per il momento, un primo passo verso l'introduzione di articoli di abbigliamento nei pdv dell'insegna: in presenza di un positivo riscontro, l'abbigliamento ecologico entrerà a far parte dell'assortimento di altri pdv di NaturaSì.

Alla ricerca del green marketing

Se ci guardiamo in giro oggi la nostra vita è pervasa dal verde; inquinamento, Kyoto, innalzamento della temperatura, sono argomenti che affrontiamo quotidianamente. E voi pensate che il marketing non abbia colto l'occasione “immergendosi nel verde”? Infatti il concetto di “green” che seppur non una novità, è divenuto improvvisamente di moda divenendo uno dei fenomeni del 2007. Come spesso avviene, tutto parte dai pragmatici paesi anglosassoni (UK e USA) dove questa moda ha iniziato a mutare i modelli di business, creando nuove opportunità imprenditoriali ed entrando addirittura nel design e marketing mix. Ma cos'è realmente il green marketing? Innanzitutto esso non si applica esclusivamente alla “promozione” dei prodotti, ma è un concetto più ampio che può essere applicato a qualsiasi bene o articolo destinato al consumo così come ai servizi.

Il concetto di Green Marketing
Nel Green Marketing possiamo comprendere le seguenti attività:
- modificazione dei prodotti
- mutazione dei processi produttivi
- cambiamenti nella progettazione del packaging
- cambiamenti nel modo di fare comunicazione
Va rilevato che una certa sensibilità all'argomento nacque già nel 1976 attraverso alcuni studi che iniziarono a determinare l'impatto delle attività di marketing sull'inquinamento, sullo spreco d'energia e delle risorse naturali. Ma è sicuramente negli ultimi anni che le aziende, o cavalcando una moda o credendoci veramente, hanno iniziato a valutare la progressiva scarsità di risorse naturali, sviluppando una new way indirizzata verso i clienti.

Come evitare l'effetto boomerang
Ma cosa significa davvero Green Marketing e quali sono gli errori che bisogna assolutamente evitare per non innescare l'effetto “boomerang”:
- Green Marketing significa avere obiettivi congiunti: obiettivi di marketing e obiettivi ecologici (ma veri e certificabili).
- Bisogna evitare di dipingersi “artificialmente” di verde per poi essere attaccati facilmente dalle varie organizzazioni ecologiste o peggio sbugiardati dal cliente.
- Gli aspetti più “scenici e spettacolari” del green marketing, attualmente sono il prodotto, il servizio e l'innovazione degli stili di vita. Questo però non significa che per essere cool bisogna per forza avere un'immagine green. La sfida è farla diventare e farla vivere al cliente come una normalità e non un'eccezione.
- La migliore strada che un'azienda ha per affrontare la questione “green” all'interno della proprio sistema, è quella di avere molte persone che fanno una piccola differenza piuttosto che poche persone che provocano un grosso cambiamento. Lo sforzo dell'impresa deve essere quello di creare una cultura diffusa più che un evento clamoroso ma isolato ed occasionale.

Tre diversi tipi di risposte orientate all'ecologia

La cultura imperante in questi tempi è dominata dal consumismo sfrenato, dall'eccesso, dal desiderio continuo di possedere nuovi prodotti e di accedere a nuove esperienze di consumo. A quest'irreversibile evidenza registriamo, fra tante, tre principali risposte di Brand green-oriented:
- Le marche pure: coloro che hanno la naturale tendenza alla responsabilità sociale e all'ambiente poiché esso fa parte del loro DNA, quasi fosse una caratteristica implicita, propria di qualsiasi marca rispettabile
- Quelle che credono d'essere: capita spesso di assistere ad alcune campagne pubblicitarie incentrate sul concetto di “green”, anche se intenzionalmente incorporano uno spirito urbano e una tendenza estetica moderna per, diciamo così, combattere lo stereotipo costruito negli anni intorno al concetto “green”
- Quelle che sanno di non essere: sono le peggiori perché si dipingono “verdi” quando non lo sono, per capitalizzare il trend e sfruttare il movimento ambientalista. Mentono sapendo di mentire.

Clienti sempre più informati e attenti
Ma attenzione all'evoluzione del cliente medio; la sua è, oramai e genericamente, una tendenza verso un consumo responsabile e solo i brand che rispondono a questa categoria riusciranno a raccogliere i frutti di un investimento non semplice e, sicuramente, non economico. Infine, il consiglio è di essere sempre se stessi e non provare a ingannare il cliente, che è sempre più attento ed informato. Tutte le aziende sono fatte da prodotti, servizi, procedure, etc. , e si potrebbe proseguire all'infinito, ma esse si reggono prevalentemente su donne e uomini con gli stessi difetti e pregi di tutti gli esseri umani. Per questo, ben venga la conversione green ma che sia vera, duratura e diffusa.

*esperto di Marketing

Euroshop tra tecnologia e risparmio

Difficile dire a botta calda se Euroshop 2008, che si sta svolgendo a Duesseldorf con numeri da record, ha deluso le attese di visitatori ed espositori: questo perché le attese sono intense quando si tratta del maggiore evento internazionale riguardante le soluzioni per il punto vendita e soprattutto quando si considera che la cadenza è triennale. Bisogna però dire che le prime considerazioni degli operatori interpellati da GDOWEEK, almeno se ci riferiamo ai settori più tradizionali dell'allestimento, si possono sommariamente sintetizzare come una diffusa sensazione di deja vu.

Design
Il discorso cambia radicalmente se dal campo del design, dove francamente risulta anche difficile dire qualcosa di nuovo, si passa alla tecnologia, con media digitali, impianti illiminotecnici e applicazioni Rfid che hanno mostrato un'evoluzione notevole.

Tecnologia
Due le direzioni in cui la tecnologia sta operando: rendere la merce protagonista assoluta del negozio, (ad esempio con un'illuminazione o un'esposizione che ne esalti le caratteristiche) e operare nella riduzione dei costi.

Riduzione costi
Questa seconda strada appare obbligatoria, soprattutto per le strutture della gdo, obbligate ormai a migliorare la loro efficienza economica: vi è il diffuso convincimento infatti che l'incremento dei costi delle materie prime non sia congiunturale ma strutturale e finirà per scaricarsi per intero sui listini industriali; difficilmente la gdo potrà ricaricare sui prezzi al pubblico, perché i clienti reagiscono abbassando il livello dei loro acquisti. E allora? Ecco i banchi frigo ad alta efficienza ma completamente chiusi:consumano meno ma rischiano anche di far vendere meno; ecco le postazioni cassa per il self scanning con una sola cassiera che riesce a controllarne completamente anche sei, sancendo così il definitivo passaggio dal modello job intensive a quello capital intensive. Con il rischio che parte della clientela cambi punto vendita, soprattutto se le si chiede di fare da sé senza un beneficio concreto in termini di risparmio.

In crescita l'Est Europa
Infine, una notazione quasi di colore: si sentiva in molti stand parlare slavo: è l'Est ormai lo sbocco naturale per molti produttori che da noi trovano ormai un mercato saturo.

Italian Food Excellence

dmc

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