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Di Leo lancia biscotti bio e pensa all’export

#Cibus2018 | La linea Fattincasa si arricchisce di una nuova referenza organic e di una selezione pensata per l’oltreconfine

Innovazione come ritorno alle origini: Di Leo, biscottificio materano, prosegue nella sua spinta all’innovazione tenendo fede ai suoi valori originari. Questa l'identità portata anche a Cibus 2018.

“La linea Fattincasa – dichiara Ezio Pinto, responsabile marketing – si arricchisce di una nuova referenza, ossia i Fattincasa Bio con Melagrana, realizzati con farina di frumento, zucchero di canna, olio extravergine d’oliva e melagrana, frutto tipico del Mediterraneo, tutti da agricoltura biologica. Di fatto questa innovazione spinge ancor più verso un biscotto che soddisfi le esigenze del consumatore e che si proponga ancor più in questa sua veste da prodotto casalingo, altro driver che influenza positivamente il processo di acquisto del consumatore. Oggi quattro consumatori su cinque acquistano prodotti biologici e, in particolare, questo trend è più evidente nelle famiglie con figli sotto i 6 anni di età. Per loro vogliamo proporre biscotti sani, buoni da mangiare e con un prezzo accessibile a tutti”.

Macfrut: medaglia d’oro per l’innovazione di Cefla

Andrea Ventura, managing director di Cefla Shopfitting, Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera, e con Antonio Boschetti, direttore dell'Informatore Agrario
Andrea Ventura, managing director di Cefla Shopfitting, Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera, e con Antonio Boschetti, direttore dell'Informatore Agrario
La medaglia d’oro del Macfrut Innovation Award va a alla Grow-Unit di Cefla Shopfitting, per la coltivazione indoor di microgreen

La medaglia d’oro del Macfrut Innovation Award va a alla Grow-Unit di Cefla Shopfitting, per la coltivazione indoor di microgreen. La premiazione in occasione della fiera in corso a Rimini.

La Grow-Unit è un modulo per la coltivazione indoor di microgreen, ossia piantine al loro Cefla Shopfitting_Grow Unit_30-09-2017_001_mod3_previewstadio iniziale di crescita, ricche di nutrienti (fino a 40 volte in più rispetto gli ortaggi cresciuti). Una ricerca, quella delle tecnologie per il Growing, che vede all’avanguardia la società di Cefla C-Led, grazie agli studi sugli spettri luminosi ottenuti da speciali sistemi Led.

Questo premio - commenta Andrea Ventura, managing director di Cefla Shopfitting -, conferma il valore dell’innovazione che, da sempre, è uno dei nostri punti di forza. Il Growing, così come il proximity marketing, sono tecnologie che guardano al futuro e che ben si integrano nell’ossatura dello Smart Shelving System, il nostro premiato display espositivo che, fra i numerosi vantaggi dimensionali ed ergonomici, offre anche la possibilità di essere facilmente elettrificabile senza dover smontare gli elementi dello scaffale”.

La Golosa di Puglia premiata a Sapore dell’Anno 2018

#Cibus2018 | A vincere la Burratina Biologica e il Caciogrotta, due prodotti appena nati dal marchio di punta del Caseificio la Gioia Bella e presentati a Cibus 2018

La Golosa di Puglia, primo brand del Caseificio La Gioia Bella dall'anima 100% pugliese, ha vinto il premio Sapore dell’Anno 2018 con due dei propri prodotti lanciati recentemente sul mercato: la Burratina Biologica e il Caciogrotta. Queste due delle neonate referenze con cui l'azienda si è presentata a Cibus 2018.

Tra le novità anche la burrata Gourmet in bicchierino da 200 grammi, un prodotto di posizionamento alto che si unisce a una già ampia gamma di referenze lattiero casearie segmentata con diverse proposte di consumo, frutto di un'accurata selezione territoriale e qualitativa. Tra i prodotti speciali La Golosa di Puglia propone anche connubi tra eccellenze locali a latitudini diverse, come nel caso della Burrata al Gorgonzola.

"Il nostro fatturato è in forte crescita e sfiora i 12 milioni. Tra gli obiettivi per il 2019 c'è infatti quello di portare a completamento il nostro stabilimento così da triplicare la capacità produttiva attuale", spiega l'amministratore delegato e fondatore Pasquale Cinieri (in foto).

La materia prima dell'azienda è direttamente acquisita dagli allevatori della zona, a  garanzia di genuinità e freschezza dei prodotti. E mentre in Italia e in Europa si lavora con il fresco, l'export extra Ue (Arabia Saudita e Usa) passa per il frozen grazie alla nuova linea di surgelamento. Tra i prossimi Paesi su cui puntare Cina e Argentina.

Tempo di serenità fattiva

Che cosa mangeremo fra vent’anni? La spinta salutistica sarà diventata la normalità?Gli insetti saranno parte del menù? (da Gdoweek n. 8)

... queste e tante altre saranno le domande che ci porremo nei giorni di Cibus. L’eCommerce versus il banco taglio? La qualità della frutta e verdura (di questo parleremo a MacFrut) come si misura? Come saranno i Centennials? In questa ridda di quesiti, sorge un dato positivo, stiamo (finalmente) guardando al futuro, un futuro che non sappiamo come sarà ma, non per questo, ci fa paura, anzi! Il futuro, adesso che abbiamo capito che cambiare si può e, in fondo, è stimolante e arricchente, è una frontiera che si supera ogni giorno. Non è l’era dell’ottimismo un po’ “beone” degli anni 80, è una più compassata serenità: abbiamo capito che ce la possiamo fare, insieme, certamente, con creatività (quella sempre) e con un pizzico di fortuna che, si sa, aiuta gli audaci. Viviamo in un tempo difficile, non ci nascondiamo che le nubi all’orizzonte ci sono, ma con la saggezza di chi ha vinto tante battaglie, di chi qualche cicatrice ce l’ha, abbiamo imparato in questi anni, che cadere si può, ma che rialzarsi è possibile, più forti di prima, più genuinamente convinti che lavorando bene, con trasparenza e serietà alla fine si viene ripagati. Continuiamo così, la forza è dentro di noi e nessuno ce la può dare ma neppure togliere.

La moda ecofriendly di Ebarrito in un temporary store a Milano

ebarrito
Il brand di accessori handmade in Italy, Ebarrito, sbarca a Milano in un temporary store in Corso di Porta Ticinese a Milano, visitabile fino al 2 giugno

Il brand di accessori handmade in Italy, Ebarrito, sbarca a Milano in un temporary store in Corso di Porta Ticinese a Milano, visitabile fino al 2 giugno, tutti i giorni dalle 11 alle 20 con orario prolungato fino alle 22 al venerdì e sabato. In esposizione la collezione primavera estate 2018 dal titolo Instant-Love: il colpo di fulmine, ad indicare l’istante in cui si è travolti dall’emozionante momento della scelta. Saranno inoltre presentate in anteprima le novità della collezione autunno inverno 2018/2019 Equality.

Il brand nasce da un’idea di Alessandro La Micela, classe '76 e palermitano di nascita, che ha ebarritoiniziato la sua carriera come Ceo di accessori, e fondato Ebarrito nel 2009 insieme alla compagna Gloria. L’azienda di borse e scarpe in pelle nei trattamenti e nell'utilizzo dei materiali eco compatibili rispecchia la filosofia di vita della giovane coppia.

Il negozio del futuro? Secondo i retailer sarà così

Uno spazio unico dove offline e online convivono, dove si sfruttano in punti di vendita per quell'eCommerce locale dove Amazon ancora non arriva, ma soprattutto dove si offre un'esperienza che la rete non potrà mai dare

Cosa mangeremo, compreremo, ma soprattutto come e dove lo compreremo?
Questo il tema del convegno #Cibo2038, organizzato da Mark Up e Gdoweek e andato in onda a Cibus 2018. Dopo un focus sul cibo del futuro, nel corso della tavola rotonda moderata da Cristina Lazzati, direttrice dei due magazine, si è parlato del ruolo di negozio, private label ed eCommerce con i retailer.

"La nostra forza come retailer fisici è poter raggiungere con l'eCommerce, grazie ai nostri punti di vendita, anche quei piccoli paesi dove Amazon non arriva. Non solo. Per distinguerci dovremo essere furbi e fare in store cose che l'online non può fare, come essere i numeri uno del sorriso e del trattar bene il cliente attraverso i nostri dipendenti", sottolinea Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo Crai Secom.

"In futuro non mi immagino più un negozio solo fisico o digitale, ma un unico spazio che integrerà le due dimensioni. Non ci saranno più confini tra dentro e fuori", sostiene Stefano Ghidoni, direttore cliente e innovazione Auchan Retail Italia.

"Siamo player online e l'80% nostro fatturato è freschissimo a chilometro zero", evidenzia Marco Porcaro, Ceo di Cortilia: "Mi sembra un dato chiaro di cosa i consumatori chiedono e chiederanno in futuro alla gdo, che dovrà fare uno sforzo in tal senso. Per quanto ci riguarda, la nostra sfida, insieme ai nostri produttori, è quella di far capire che la stagionalità prodotti, ma anche variabili come il meteo, incidono sulla nostra gamma".

"Bisogna imparare a conoscere i consumatori a livello locale, per poi farsi conoscere con i propri prodotti. In Cina, ad esempio, dove l'eCommerce è molto più sviluppato, i consumatori sono legati al territorio e alla convivialità del cibo proprio come gli italiani. Si richiedono risposte rapide e velocità", spiega Manfredi Minutelli, European Food and Wine Category Leader Alibaba Group.

Parlando di trend di prodotto e private label, l'obiettivo è quello di aumentare le quote in linea con i numeri della mdd in altri Paesi europei. "Il ruolo della mdd sarà centrale per la fedeltà del cliente perché rappresenta un patto che stringiamo con lui. Dovrà rivestire un ruolo sociale per il territorio, mantenere quelle tradizioni e storie che racconteremo e affascineranno anche i consumatori di domani, millenial e centennails", prevede Lucio Fochesato, direttore generale Despar Italia.

Per quanto riguarda il novel food in Italia, invece, Fochesato ricorda: "Non dimentichiamoci che siamo un Paese di Dop e Igp, che abbiamo tradizioni come la pizza. Salutismo e italianità sono e resteranno due dei trend dell'alimentazione di domani".

 

Selfridges: a Londra un pop-up dedicato ai Rolling Stones

SELFRIDGES London East Corner at night, Credits Andrew Meredth
SELFRIDGES London East Corner at night, Credits Andrew Meredth
Il department store britannico Selfridges ha realizzato un temporary store dedicato ai Rolling stones che rimarrà aperto fino a giugno

Il department store britannico Selfridges ha realizzato, stando a quanto scrive MFfashion, un temporary store dedicato ai Rolling stones che sarà inaugurato nei prossimi giorni e rimarrà aperto fino a giugno nel flagship di Oxford street, a Londra.

Il pop-up rientra in un più ampio progetto di marketing per il tour No filter del gruppo rock. L'iniziativa è sostenuta dalla società di merchandising Bravado, che già lo scorso anno è stata responsabile del pop-up dedicato ai Beatles per celebrare il 50° anniversario dell'album Sgt. Pepper's lonely hearts club band.

Accanto a una serie di articoli in assortimento trovano spazio in esposizione alcuni abiti di scena indossati dal frontman Mick Jagger. L'installazione sarà visibile dalle quattro grandi vetrine anteriori dello store e proietterà inoltre il video del concerto Havana moon tenutosi a Cuba nel 2016 che potrà essere ascoltato tramite le cuffie messe a disposizione all'interno del negozio.

Trony rinnova il negozio di Rimini

Riapre dopo il restyling il punto di vendita di Rimini gestito da DML spa (socio Gre) Propone in assortimento 1800 referenze

Restyling per il punto di vendita Trony di Rimini che riapre al pubblico totalmente rinnovato. Il negozio, ubicato sulla Starda statale Consolare Rimini San Marino 15, gestito da DML spa (socio Gre-Grossisti riuniti elettrodomestici), conta 1800 referenze circa per un bacino d’utenza stimato di circa 1.000.000 potenziali clienti. Il team di lavoro comprende 19 addetti. Lo store occupa un'area di 2.550 mq e si sviluppa su pianta rettangolare. Presenta come primo reparto all’ingresso quello dedicato alla telefonia e fotografia.

Tra i reparti attivi:  audio/video, telefonia, informatica, videogame e accessori, climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici ed elettrodomestici da incasso. Tra i vari servizi offre consegna a domicilio, installazione elettrodomestici.

Trony con questa nuova apertura porta il numero complessivo dei propri punti di vendita in Italia a 178, cui si aggiungono 13 Mini Trony, per un totale di 191 negozi.

Conad Adriatico efficienta la supply chain con Jda

L’ottimizzazione tra le scorte di magazzino rispetto al rifornimento dei punti di vendita il risultato raggiunto (da Gdoweek n. 7)

Conad Adriatico ha recentemente sviluppato e migliorato il set di processi della supply chain per ottimizzare le performance di fornitura dei 408 punti di vendita presenti nelle Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, Albania e Kosovo. Il progetto, realizzato implementando la soluzione Jda Awr, è partito da un modello tradizionale di supply chian che prevedeva intervalli di fornitura da magazzino ai punti di vendita con pianificazione al più bisettimanale.

Il processo si scatenava a fronte dell’invio degli ordini secondo un crono programma prestabilito. Pur tenendo conto delle esigenze del singolo pdv, per Conad è stato importante ricalibrare le frequenze di acquisto di ogni referenza al fine di minimizzare la frammentazione degli ordini. Il tutto tenendo in considerazione i vincoli logistici come capacità di carico dei camion e quantità minime degli ordini.

La soluzione scelta è Jda Advanced Warehouse Replenishment che offre la possibilità di effettuare un’analisi giornaliera con una computazione particolare per ogni pdv, circa le necessità di approvvigionamento; il tutto incrociando le richieste conseguenti al fornitore. Consente di ottenere una vista panoramica dettagliata di entrambi i versanti, magazzino e punto di vendita, e tiene in considerazione le più accurate previsioni a livello di Sku. I risultati derivanti da questo tipo di analisi sono utilizzati per definire criteri di inventario ottimizzati, con la possibilità sia di rendere i processi di consegna flessibili e adattabili alle esigenze eventuali sia di consegna dai fornitori ai magazzini periferici. Il cambiamento sistemico descritto ha determinato un’ottimizzazione della produttività del magazzino interno di Conad Adriatico, con il risultato di ridurre in modo significativo le spese di logistica e di inventario.

Accesso riservato

Scarpe&scarpe si rafforza nel Lazio

foto latina2 scarpe e scarpe
Potenzia la sua presenza nel Lazio l’insegna di calzature Scarpe&scarpe che realizza un punto di vendita a Latina, in viale Pier Luigi Nervi

Potenzia la sua presenza nel Lazio l’insegna di calzature Scarpe&scarpe che realizza un punto di vendita a Latina, in viale Pier Luigi Nervi, all’interno del centro commerciale Le Torri, che sarà inaugurato a fine maggio. È il decimo store nella regione e il 139esimo sul territorio italiano. Propone in assortimento scarpe, abbigliamento, valigeria, borse e accessori per uomo, donna e bambino per un totale di 4.000 referenze. Il negozio occupa un’area di 800 mq, impiega 14 addetti ed è dotato di tre casse.

In occasione dell’apertura l’insegna propone promozioni su molti articoli scontati fino al 50% per i possessori della fidelity card e per chi sottoscriverà la card in negozio.

 

DoveConviene ottimizza i metodi di calcolo degli ingressi

Stefano Portu, Ceo di DoveConviene, spiega come ottimizzare la conversione dall'online all'offline: per depurare i dati dai passaggi occasionali

Oggi i retailer hanno il problema di dare trasparenza ai loro negozi ovvero di rendere merce e prodotti visibili al consumatore, che nel 40% dei casi (secondo dati Deloitte) decide online dove acquistare e che cosa. "Per rendere la conversione dal digitale al negozio fisico efficace e misurabile come quella verso l’eCommerce -spiega Stefano Portu, Ceo e fondatore di DoveConviene- abbiamo pensato di affinare sempre più le tecnologie di calcolo degli ingressi in store. Per esempio, applicando algoritmi di clean up basati su tempo e frequenza di visita in un determinato punto di vendita, possiamo individuare le visite reali e scartare i consumatori di passaggio".

La metodologia di calcolo, ottimizzata mediante dati forniti da Nielsen, è riuscita ad attribuire statisticamente gli ingressi in negozio a una specifica azione pubblicitaria o promozionale consentendo di misurare anche l’efficacia delle campagne in termini di conversione in visite e di Roas. Nielsen, che ha realizzato un’indagine sugli stessi utenti in uscita dal punto di vendita chiedendo se effettivamente fossero stati in negozio, ha rilevato un’accuratezza delle rilevazioni di DoveConviene pari al 98,8% su un campione di 7.000 visite.

 

Cia-Conad, investimenti su sviluppo rete, oltre 300 milioni nel 2018-2020

Cia Conad

Il piano di sviluppo 2018-2020 di Cia-Conad prevede investimenti di circa 320 milioni di euro (43 milioni nel 2017), destinati a nuove aperture e ristrutturazioni totali e parziali dei punti di vendita. Nel 2018 altri interventi riguarderanno l’avvio dei lavori al Centro Montefiore di Cesena e un nuovo punto di vendita a Lendinara (Ro).

Da segnalare, fra le aperture più recenti, il superstore Conad a Forlì nel quartiere Cava (Fc) e un Conad a Osimo (An), oltre al Bar Con Sapore al Conad Cofra di Faenza (Ra) e i negozi per animali al superstore Cicogne, sempre a Faenza, e alle Befane di Rimini.

Oltre alla Romagna i territori in cui opera Cia-Conad sono Marche (40 negozi), Veneto (25) e Friuli Venezia Giulia (22) per un totale di 222 punti di vendita articolati nei canali Iper (3), Superstore (28), Conad (62), City (116) e Spesa Facile (13).

La quota di mercato di Cia-Conad nel proprio territorio è del 12,9% (Nielsen). La base sociale è rappresentata da 157 società, con 503 soci persone fisiche. Nella rete dei negozi, tra soci e addetti, sono occupate 6.451 persone, per il 65% donne. Il numero sale a 6.854 considerando anche la forza lavoro della Cooperativa e delle società di sistema (403 persone). Si conferma l’utilizzo larga­mente maggioritario di contratti a tempo indeterminato.

In provincia di Rimini, Cia-Conad ha 38 punti vendita (divisi fra 1 ipermercato, 7 Conad, 6 Superstore, 23 City, di cui uno Sapori e Dintorni, e 1 Spesa Facile) su un totale di 135 unità in Romagna e a San Marino. Gli occupati nel riminese sono circa 1.500, tra soci persone fisiche e addetti.

A Rimini è stato inaugurato da un mese (5 aprile) il nuovo Superstore che sorge nel complesso commerciale Il Lago (via della Fiera), un negozio di 2.500 mq con bar ristorante e parafarmacia, dotato di sistemi energetici a basso impatto ambientale. Nell’autunno 2018 è prevista l’inaugurazione di un nuovo Superstore da 2.000 mq a Villa Verucchio.

Innovazione non facile, conserve rosse al bivio

Promozionalità elevata, Mdd compressa dai tagli prezzo, marche in difficoltà nel trasferimento di valore aggiunto. Serve una pausa di riflessione (da Gdoweek n. 7)

Prodotti che rientrano sempre nella spesa degli italiani e che stanno vivendo il cambiamento degli stili alimentari in atto nel nostro Paese mantenendosi nel solco valoriale della tradizione: il mercato delle conserve rosse, naturali complementi della pasta e della pizza, pietanze fondanti dell’italianità a tavola, vive una congiuntura interlocutoria, nella quale le vendite sono in calo a volume e, in modo ancor più significativo, a valore e la preferenza dei consumatori si sta riposizionando verso le categorie di prodotto a maggiore contenuto di servizio.

Per il resto, con una promozionalità che sfiora il 50% del venduto, anche i prodotti Mdd sono interessati da questo andamento negativo e il rischio commodizzazione sta spingendo le marche a cercare di innalzare il valore della proposta e di riposizionarsi, pur sapendo che un’innovazione troppo radicale non sarebbe premiante nei confronti dei consumatori del lavorato di pomodoro.

“Nonostante il cambiamento delle abitudini alimentari -dichiara Federico Cappi, direttore marketing retail Conserve Italia- il primo piatto a base di pasta rimane sempre il principale ambito di utilizzo delle conserve rosse. Ricorrendo a un gioco di parole, potremmo dire che resta il nostro piatto forte. Tuttavia, anche questo piatto risente di una riduzione nelle frequenze di utilizzo facendo spazio a opzioni più leggere e meno tradizionali, scelte sempre più frequentemente dai consumatori”.

“Segmentando le vendite in base alla tipologia di prodotto -prosegue Enrico Vismara, brand manager Pomì e De Rica di Consorzio Casalasco del Pomodoro- emerge come la passata performi meglio della polpa, in virtù della sua maggiore versatilità in cucina, che i formati più piccoli siano preferiti a quelli grandi, per un cambiamento delle strutture famigliari e per abitudini di consumo che vogliono ridurre lo spreco di prodotto. Naturalmente questa dinamica non riguarda il Mezzogiorno: tradizionalmente area di consumo elevato nella quale il prezzo di vendita rappresenta un discrimine molto importante al fine di influenzare l’acquisto”. “Le private label calano in modo significativo -dichiara Carlo Erba, direttore commerciale Petti- e questo secondo noi è dovuto al posizionamento sempre più basso di numerosi brand storici che, per contrastare il calo delle vendite a volume, puntano in maniera crescente sulla leva prezzo anziché sulla differenziazione e sull’innovazione. Quando il prezzo medio di tanti brand scende così al di sotto di quello delle Mdd, è naturale che queste soffrano. Si tratta di un circolo vizioso in cui anche questi brand, che vengono promozionati a rotazione, decrescono, a discapito degli stessi retailer e del valore dell’intera categoria. In un segmento mass market come quello dei rossi riteniamo che il leitmotiv debba essere: si mangia meno, ma meglio. Per questo la linea a marchio Petti si posiziona nella fascia premium, con prodotti distintivi ma accessibili a tutti, creando così valore per tutto lo scaffale”. Analoga la valutazione espressa da Mutti: “In Italia, ma anche in Europa -spiegano dall’azienda conserviera parmense- la private label sta calando: la marca del distributore rappresenta, infatti, un second best, rispetto al quale i player di marca, come Mutti, si differenziano in termini di innovazione e qualità superiore dell’offerta prodotto. Rispetto al passato, il prezzo non è più il principale driver d’acquisto in quanto i consumatori sono disposti a pagare un prezzo maggiore a fronte di una reale offerta di qualità. Quest’ultima passa, in primo luogo, dalla scelta di una materia prima eccellente, prerequisito e fattore critico di successo per ottenere un prodotto di ottima qualità. Oggi, i consumatori hanno una sensibilità palatale molto diversa e più sofisticata rispetto al passato e ricercano la qualità piuttosto che la quantità. Per questo motivo, i consumatori sono disposti a pagare un piccolo sovrapprezzo per l’acquisto dei prodotti Mutti: si tratta, infatti, di un prezzo lievemente più alto, ma pur sempre accessibile a tutti, in particolare se rapportato all’alta qualità del prodotto offerto”.

Accesso riservato

Antica Focacceria San Francesco rinnova il format a Fiumicino

Antica Focacceria San Francesco nell’area d’imbarco D dell’aeroporto Leonardo da Vinci a Roma-Fiumicino si ripropone al pubblico con format completamente rinnovato

Riapre con format completamente rinnovato l'Antica Focacceria San Francesco (AFSF) nell’area d’imbarco D dell’aeroporto Leonardo da Vinci a Roma-Fiumicino. Con il nuovo locale AFSF è a Palermo, Roma, Milano, Bergamo.

L'innovazione a Fiumicino non è solo di format ma anche di menù e rientra nel più ampio quadro di iniziative promosse da Adr, la società che gestisce l'aeroporto di Fiumicino, per elevare l'esperienza di acquisto e consumo in tutti gli ambiti dell'offerta merceologica dello scalo, a partire da quella enogastronomica.

Attiva nell’aeroporto Leonardo da Vinci dal 2011, AFSF si ripresenta al pubblico con uno stile essenziale e contemporaneo, pur mantenendo richiami evidenti all’architettura liberty del negozio originale di Palermo. Antica Focacceria San Francesco vuole unire l’immediatezza dello street food con la cura e l’attenzione nella realizzazione di piatti fortemente improntati alla tradizione mediterranea e siciliana in particolare, con filiera certificata, e accompagnata da vini del territorio.

Nuovi dispositivi digitali daranno ai clienti la possibilità di velocizzare l'ordine gestendolo in autonomia. Una speciale borsa da viaggio permetterà il servizio da asporto.

Giuseppe Biuso, il più giovane chef stellato europeo

La principale novità del punto di vendita è la collaborazione esclusiva con Giuseppe Biuso, chef stellato di origini palermitane, tra i più giovani nel panorama internazionale. Arrivato alla guida del ristorante Il Cappero dell’isola di Vulcano a 27 anni, Giuseppe Biuso ha mantenuto e confermato negli anni la Stella Michelin. In esclusiva per Antica Focacceria Leonardo da Vinci, Giuseppe Biuso ogni quattro mesi rivisiterà in chiave moderna tre piatti tradizionali del menu. Per l’inaugurazione del locale, Biuso reinterpreta il tipico "pani cunzatu", l’anelletto risottato con vongole veraci e fagiolo badda di Polizzi, e infine il capone in caponata, pesce capone in salsa agrodolce e caponata di melanzana.

L'origine di Antica Focacceria San Francesco risale al 1834, nello storico quartiere palermitano della Vuccirìa. Nel 2013 è entrata a far parte di Gruppo Feltrinelli diventandone uno dei pilastri nel processo di diversificazione in ambito ristorativo. Nel 2016 nasce infatti FC Retail, partnership tra Gruppo Feltrinelli e CIR food per lo sviluppo dei marchi Red (le librerie urbane con offerta ristorativa), e di Antica Focacceria San Francesco.

Adr-Aeroporti di Roma, società di Gruppo Atlantia, gestisce e sviluppa gli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino e svolge altre attività connesse e complementari alla gestione aeroportuale. Fiumicino opera attraverso tre terminal passeggeri: è dedicato alla clientela business e leisure su rotte nazionali, internazionali e intercontinentali. Ciampino è principalmente utilizzato dalle compagnie aeree low cost, dagli express-courier e dalle attività di Aviazione Generale. Nel 2017 Adr ha registrato, come sistema aeroportuale, 46,9 milioni di passeggeri con oltre 230 destinazioni nel mondo raggiungibili da Roma, grazie alle circa 100 compagnie aeree operanti nei due scali. Nel 2017, secondo la certificazione ufficiale di Skytrax, Fiumicino è l’aeroporto che ha maggiormente migliorato e potenziato i propri servizi a livello mondiale, impegno che gli è valso il premio  di Airport Council International come aeroporto più apprezzato in Europa dai passeggeri.

 

 

 

Stef amplia il network della logistica del surgelato

Una crescita ottenuta grazie all’acquisizione delle attività di Fidenza e Ascoli Piceno del Gruppo Marconi, leader italiano della logistica dei surgelati, che include Orlando Marconi Trasporti
Una crescita ottenuta grazie all’acquisizione delle attività di  Fidenza e Ascoli Piceno del Gruppo Marconi, leader italiano della logistica dei surgelati, che include Orlando Marconi Trasporti
L’operazione compiuta dal Gruppo Stef è stata attuata attraverso la divisione immobiliare ImmoSTEF Italia. Quest’ultima ha acquisito una delle più importanti piattaforme di logistica surgelata d’Europa, di stanza a Fidenza (Parma), ed un impianto logistico ad Ascoli Piceno che assommano un volume di stoccaggio di 1,3 milioni di metri cubi. Inoltre sono state acquistate le attività di logistica e trasporto relative ai due siti che valgono in termini di fatturato circa 55 milioni di euro.
"Questa acquisizione rappresenta la più grande operazione del settore della logistica a temperatura controllata degli ultimi anni in Italia. Essa permette al Gruppo Stef di rafforzare in maniera significativa la propria rete dedicata al surgelato in Europa e a Stef Italia di disporre di importanti risorse per proseguire nel proprio piano di crescita », ha dichiarato Stanislas Lemor, direttore generale delegato del Gruppo Stef e presidente di Stef Italia.
"Questo accordo offre ai nostri clienti la garanzia di una continuità di servizio e di qualità che solo un gruppo solido ed ambizioso come Stef può proporre, grazie alla propria visione di crescita e sviluppo» ha aggiunto Adriano Federici, Amministratore delegato del Gruppo Marconi. Con questa acquisizione Stef Italia entra nel mercato del freddo negativo (-25°C) e completa il network italiano che arriva a 34 filiali dedicate ai prodotti alimentari freschi, ai prodotti termosensibili e ai prodotti ittici freschi.

Under Armour: primo store outlet

under armour
A Valmontone Outlet l’insegna Under Armour, brand americano specializzato in abbigliamento e calzature sportive, apre il primo punto di vendita italiano outlet

A Valmontone Outlet l’insegna Under Armour, brand americano specializzato in abbigliamento e calzature sportive, apre il primo punto di vendita italiano outlet. Il negozio,  in provincia di Roma, è il quarto previsto dal piano di investimenti in Italia di Oberalp, il partner distributivo italiano del marchio globale, che punta  a raggiungere 20 brand house nei prossimi cinque anni.

Il punto di vendita ha una superficie espositiva di circa 500 mq. Al suo interno i visitatori under armourpotranno trovare un’offerta multisport completa con un assortimento di abbigliamento e accessori per diverse discipline, dal running, al basket, al golf. Sarà presente anche una selezione della linea dedicata ai bambini.

“Under Armour  - spiega Cristina Lo Vullo, direttrice di Valmontone Outlet - sarà il tredicesimo store dell’outlet dedicato all’abbigliamento sportivo e tecnico, un settore merceologico sul quale da sempre Valmontone outlet ha deciso di puntare per andare incontro a una clientela come quella degli sportivi particolarmente attenta a qualità dei materiali e praticità delle linee”.

 

Carrefour: negli store il racconto del valore del bio

carrefour
Carrefour Italia mette in atto una serie di iniziative che coinvolgono i negozi della rete per promuovere una distribuzione equa del cibo

Durante la settimana di Milano Food City 2018, organizzata dal Comune di Milano, Carrefour Italia è al fianco di altri operatori del settore all’interno di una iniziativa solidale nata per una distribuzione più equa del cibo in città, #piusiamopiudoniamo.

L'insegna ha messo a punto una serie di iniziative all'interno di alcuni punti di vendita che coinvolgeranno i consumatori.

Il 9 e il 12 maggio, i cittadini milanesi saranno invitati a pesarsi presso, rispettivamente, il Carrefour Express di via Algarotti a Milano e l’Ipermercato Carrefour di Carugate, utilizzando le due bilance installate all’esterno dei punti di vendita. Un gesto simbolico che si potrà tradurre in alimenti da donare ai più bisognosi, attraverso Banco Alimentare, Caritas e Pane Quotidiano.

Il 9 maggio, inoltre, dalle 13.30 alle 14.30, presso il Carrefour Express di via Algarotti sarà anche presente Cristina Tajani, Assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, assieme a Stéphane Coum, direttore operations di Carrefour Italia e Dario Boggio Marzet, Presidente del Banco Alimentare della Lombardia a sostegno dell’iniziativa benefica.

Nel Carrefour Market di City Life, venerdì 11 maggio a partire dalle ore 17.00, Carrefour Italia organizzerà un incontro di divulgazione rivolto ai propri consumatori, con l’obbiettivo di raccontare la storia, l'origine, la produzione ed il valore nutrizionale dei propri prodotti biologici.

 

Crai: via al concorso Vinci 1 anno di spesa gratis

grande concorso Crai
È dedicato alle insegne drug del gruppo Crai il concorso Vinci 1 anno di spesa gratis, attivo fino al 31 maggio nei vari punti di vendita

È dedicato alle insegne drug del gruppo Crai il concorso Vinci 1 anno di spesa gratis, attivo fino al 31 maggio nei punti di vendita che aderiscono all'iniziativa Caddy's, Caddy's Maxistore, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi&Profumi, Smoll e Shuki.

In palio 1 anno di spesa gratis, equivalente a 1.300 euro, divisi in 52 buoni da 25 euro ciascuno, che andrà a dieci vincitori sorteggiati con un’estrazione finale. Inoltre i partecipanti avranno la possibilità di vincere 3 mesi di spesa gratuita, premio valido per 60 clienti, o 1 mese di spesa gratuita per 180 consumatori.

Se si effettuano 15 euro di spesa e si acquista almeno uno tra i prodotti sponsor indicati sui materiali di comunicazione, si riceverà alla cassa una cartolina gioco contenente un codice alfanumerico da inviare via sms al numero 331 6129907. Si potrà scoprire così l'eventuale vincita immediata di 3 mesi o 1 mese di spesa gratis.  Completando poi la registrazione sul sito dedicato all'operazione, www.laspesavincente.it,  i clienti parteciperanno all'estrazione finale. I buoni premio avranno la validità di 1 anno e potranno essere spesi nel proprio negozio drugstore di fiducia in cui è maturata la vincita del premio.

 

Aldi: iniziati i lavori per il secondo centro logistico

aldi landriano
Prosegue il piano di crescita sul territorio italiano dell’insegna Aldi che ha dato il via ai lavori per la costruzione della sua seconda direzione regionale

Prosegue il piano di crescita sul territorio italiano dell’insegna Aldi che ha dato il via ai lavori per la costruzione della sua seconda direzione regionale. Il polo logistico sarà realizzato a Landriano (Pv). Per la costruzione si è affidata a Vailog, società specializzata nello sviluppo logistico. Su una superficie di quasi 102.000 mq, la nuova piattaforma logistica consterà di 52.000 mq di deposito merci e circa 3.700 mq suddivisi tra uffici e un centro di formazione, l’Aldi Accademia. Una volta completato, lo stabilimento permetterà di rifornire più da vicino i punti di vendita delle regioni del Nord Ovest e di formare i nuovi collaboratori. Si prevedono circa 200 nuovi posti di lavoro.

Con il centro di Landriano, l’insegna, entrata di recente nel nostro Paese, raddoppia la sua capacità logistica in Italia: il nuovo stabilimento infatti si aggiunge a quello già esistente di Oppeano, in provincia di Verona, che vanta una superficie totale di oltre 56.000 mq e conta oltre 200 collaboratori al suo interno.

Aldi conta oggi in Italia 25 punti di vendita operativi e ha in programma un fitto calendario di nuove aperture.

PittaRosso si consolida in Puglia

foto punto vendita PittaRosso 2017
A Terlizzi, in viale Federico II, PittaRosso apre il suo quinto punto di vendita in Puglia, il terzo nella provincia di Bari. La struttura si estende su 1.000 mq

A Terlizzi, in viale Federico II, PittaRosso apre il suo quinto punto di vendita in Puglia, il terzo nella provincia di Bari. Lo store occupa uno spazio di 1.000 mq e propone un’offerta di marche e modelli di calzature e accessori per l’uomo, la donna e il bambino, rispondenti a varie e vari: dal classico al casual, dalla moda allo sport. L’apertura prevede cinque nuove assunzioni e sarà sostenuta da un piano media di lancio sul territorio.

Per festeggiare l’apertura l’insegna propone fino al 27 maggio uno sconto del 40% sull’intera collezione presente nel punto di vendita.

PittaRosso in 3 anni ha aumentato la rete di vendita in gestione diretta da 120 a oltre 230 negozi, 31 dei quali in Francia, Slovenia e Croazia. Dal 2011 l’azienda ha più che triplicato le vendite al dettaglio ed è pronta a continuare il piano di sviluppo e di espansione in Italia e all’estero.

 

 

Pasta secca, simbolo sempre forte

Reparto imprescindibile per qualsiasi retailer e qualsiasi concept: ma accanto alle referenze classiche sono sempre di più le proposte alternative (da Gdoweek n. 7)

Alimento simbolo della tradizione italiana, la pasta secca non sfugge ai cambiamenti nella abitudini alimentari. Rimane il piatto chiave nell’alimentazione degli italiani, sempre più apprezzato anche all’estero, ma è meno presente nelle dispense e negli acquisti poiché si tende a consumarla fuori casa. La tradizionalità e il vissuto di commodity non limitano, anzi alimentano, l’innovazione in questo mercato, nel quale i brand creano vivacità puntando sulla differenziazione: nuovi pack, ingredienti a caccia di una caratterizzazione nel campo del gusto, e anche forme inusuali. Il focus rimane la qualità, senza la quale, almeno in Italia, non ci sarebbe mercato. Nielsen lo stima in 700 milioni di euro, quota super + iper a febbraio 2018, stabile rispetto all’anno precedente.

Presso i pdv Conad il ruolo della pasta secca è di traffico, in ragione dell’elevata penetrazione e frequenza di consumo. L’insegna ha costruito un “mondo del primo piatto” che raccoglie referenze che promuovono il cross selling. Lo scaffale evolve: “L’importante crescita del comparto salutistico -precisa Laura Rindone, category manager Conad- ha trasformato lo scaffale, riducendo lo spazio della gamma mainstream, che occupa il 65% dello spazio, a favore dell’integrale e dei grani alternativi. Acquistano spazio crescente anche le categorie biologico e senza glutine”. Accanto alle tendenze, la tradizione, con i formati imprescindibili della pasta di semola. Completano l’offerta Conad la pasta all’uovo e nel salutistico pasta integrale, al farro, kamut, senza glutine, mix di cereali e legumi, e i segmenti minori come pizzoccheri e tortellini secchi.

Crai ha scelto di distinguere il ruolo del comparto mainstream della pasta secca da quello delle referenze premium e salutistiche: nel primo caso, l’acquisto è programmato e il ruolo sfiora quello del servizio; nel secondo caso invece si tratta di segmenti che rendono l’assortimento distintivo e specializzato. “Chi guida l’assortimento è il retailer in quanto conosce i propri clienti e soprattutto ha una identità strategica ben definita, coerente con il proprio format ed espressione della propria proposta commerciale, -spiega l’azienda-. Dunque l’impatto sul mix assortimentale dei trend bio e ‘senza’ è rilevante, perché rispondono alle nuove esigenze dei consumatori”.

Sfugge al ruolo di commodity per la pasta la strategia di Unes, che punta invece a “un ruolo sempre più reattivo alla domanda -precisa Antonella D’Andrea buyer condimenti, pasta/riso/farina, conserve di Unes-, che sta cambiando con l’ampliamento della gamma ai formati integrali e a base di grani particolari e legumi. Per questo stiamo cercando di dare più spazio a questo comparto”. La collocazione prevede la contiguità con gli scaffali di riso, farina, pasta all’uovo, sughi e conserve di pomodoro. “La semola tradizionale continua a rappresentare il 90% del mercato -afferma D’Andrea - ma tutti i nuovi inserimenti di prodotto sono stati fatti nel comparto bio e integrale, che insieme crescono del 20%”.

La pasta è tra i prodotti imprescindibili per i pdv Despar gestiti da Maiora, ubicati tra Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Abruzzo. La collocazione del reparto valorizza il cross selling, quindi adiacente a passate, polpe di pomodoro, pelati e concentrati, conserve di carne e pesce, riso. L’esposizione è articolata per segmenti. Discorso a parte merita il senza glutine, collocato nel reparto dedicato trasversale tra le categorie. Il 79% dell’assortimento è rappresentato dalla pasta di semola e all’uovo, con un’incidenza sul fatturato dell’intero segmento pari al 94%. Le referenze di pasta integrale e proteica sono in tutto 72, pari al 4,5% del fatturato, infine le 28 referenze senza glutine incidono per l’1,5% sul fatturato del segmento. Visto il ruolo, la promozione è uno strumento importante ed è forte anche la presenza a volantino. “Sull’intero volume generato dal reparto della pasta secca, la promozionalità incide del 43,5%, rappresentato dal 95% della vendita di pasta secca di semola e solo il 3% e l’1,5% rispettivamente dalla pasta all’uovo e paste proteiche -spiega Donato Milillo, buyer grocery Maiora - Despar Centro Sud-. Con la mdd, risultiamo allineati con la pasta secca di semola”.

Nel planogram Realco (Sigma) il mercato della pasta secca di semola è inserito nel mondo del primo piatto, vicino alla pasta all’uovo, al riso, i sughi e le minestre pronte, ricoprendo un ruolo di traffico e di attrazione. Nell’assortimento, anche se le quote sono ancora basse, hanno un impatto rilevante i trend salutistici. “Il nostro target è probabilmente più tradizionalista -afferma Umberto Bertaccini, responsabile acquisti di Realco (Sigma)-, da una recente ricerca è emerso che i nostri pdv di vicinato sono vissuti come il sostituto dell’antica bottega, dove il nostro socio/imprenditore diventa il protagonista della fidelizzazione. Mentre nel mercato dell’Emilia Romagna l’area del senza glutine vale il 4,2%, Realco registra il 2,7% nelle vendite e il 6% a numerica rispetto al totale della pasta secca. “Cominciano invece ad acquisire visibilità nel campo del salutistico la pasta integrale, di farro, di kamut e le paste insaporite -spiega Bertaccini-, che numericamente valgono insieme il 13,7% e sul venduto incidono per il 9,4%. La quota più rilevante del venduto è detenuta dalla pasta di semola, 87,9%, a seguire la pasta integrale che insieme a farro e kamut vale il 9,4%, di cui la pasta integrale ha la quota maggiore, il 2,7% è senza glutine. La quota numerica delle referenze riflette più o meno le quote del venduto”.

Il differente atteggiamento dei consumatori verso i segmenti che compongono il business della pasta di semola (compreso farro, kamut, altri cereali e paste funzionali) determina un ruolo non univoco della categoria anche in Coop Italia: basso coinvolgimento emotivo per la pasta di semola di grano duro classica, di uso quotidiano e acquisto routinario, mentre cresce il coinvolgimento nell’acquisto delle paste funzionali ed healthy (integrali, biologico, con altri cereali e di legumi). In Coop Italia di questo business si occupano Chiara Pagano, responsabile del reparto Primi Piatti, Pet Food, Alimenti Infanzia e Alessia Liguori e Barbara Lega che nel reparto sono responsabili rispettivamente della PL e delle Marche. “Il biologico è trasversale a tutti i segmenti -dichiara Chiara Pagano-, nella pasta di grano duro, nel funzionale, nelle paste di cereali alternativi al grano duro. Nel 2017, sul totale business, il bio ha registrato un’incidenza media a valore del 7,0% nel canale Iper+Super Nielsen (5,3% sul totale Italia), con una punta minima dello 0,8% nella pasta di semola “classica” e incidenze estremamente rilevanti nell’integrale (circa 40%) e farro (quasi 90%). Caso a sé il kamut che fino al 2017 doveva obbligatoriamente riportare la dichiarazione di prodotto bio sul pack mentre oggi tale obbligo è stato revocato dalla società proprietaria del marchio, lasciando facoltà della dichiarazione ai singoli produttori. In tutti i segmenti la crescita di fatturato dei prodotti bio è superiore al trend che si registra sugli analoghi prodotti con materia prima convenzionale. Tuttavia è anche evidente la crescita dei consumi anche in altri canali. Il segmento healthy /integrale, Kamut, Bio, farro, legumi) mediamente rappresenta a totale Italia/canali il 9.5% del valore ed il l’5,3% dei volumi. È importante sottolineare che le aree heavy user di questi prodotti sono l’area 1 e 2. Lo spazio complessivo dedicato alla categoria pasta di semola deve aumentare per rispondere alla necessità di sviluppare l’offerta sui segmenti emergenti in ampiezza e profondità”.

La quota spazio per la semola classica, ovviamente si riduce, in particolare per la pasta di fascia prezzo media. Ciò non toglie che la pasta classica rappresenti ancora oltre il 90% dei volumi e l’86% del valore, e che non si possa assolutamente prescindere da alcuni brand ed alcune tipologie di prodotto. Le promozioni con forti tagli prezzo sono fondamentali per sostenere le vendite della subcategoria della semola classica: oltre il 40% del fatturato passa attraverso le attività promozionali. Molto più contenuta per gli altri segmenti, e molto sotto la media per la PL Coop.

Accesso riservato

Gli eventi di Pam Panorama al Milano Food Week

milano food week
Milano Food Week, il fuorisalone del gusto iniziato oggi e in programma fino al 13 maggio, vede come Main sponsor Pam Panorama che ha programmato una serie di eventi

Milano Food Week, il fuorisalone del gusto iniziato oggi e in programma fino al 13 maggio, vede come Main sponsor Pam Panorama che ha programmato una serie di eventi che si svilupperanno nelle sette cucine tematiche aperte al pubblico e dislocate in tutta la città. Nello specifico l'azienda ne evidenzia alcuni.

Sabato 12 maggio, alle ore 10, nella Public Kitchen di Largo Beltrami, lo chef Andrea Berton condurrà lo storycooking Solo e sempre freschissimi presentando un piatto a base di pesce, fiore all’occhiello dell’offerta di Pam Panorama. La ricetta avrà come protagonista il branzino, accompagnato da una purea di patate all’olio extra vergine d’oliva con pomodoro datterino e olive taggiasche.

Domenica 13 maggio alle ore 13 invece sarà la volta di Viviana Varese che, presso la City Kitchen in Largo Beltrami, presenterà lo storycooking Il bio in cucina: la chef utilizzerà la carne biologica Pam Panorama per proporre una rivisitazione in chiave moderna di una ricetta italiana tradizionale a base di carne: la pizzaiola. Tutti i food lovers che desidereranno ricreare a casa i piatti realizzati durante gli storycooking potranno scaricare la ricetta e la lista degli ingredienti dall’app di Supermercato24. Nella stessa giornata le famiglie iscritte all’evento Laboratorio di cucina con i bambini potranno ritirare presso la Public Kitchen un cestino per il pranzo, all’interno del quale troveranno una selezione di prodotti Pam Panorama ideali per un pic-nic al parco.

Aldo: l’espansione in Italia nel 2018

Aldo
Il marchio canadese di calzature e accessori Aldo, attivo in 95 Paesi nel mondo con oltre 2.000 strutture, programma nuove aperture in Italia

Il marchio canadese di calzature e accessori Aldo, attivo in 95 Paesi nel mondo con oltre 2.000 strutture, programma nuove aperture in Italia nel corso del 2018 in partnership con la società italiana Gaia srl. Dopo le inaugurazioni delle scorse settimane, il primo al centro commerciale Oriocenter di Orio al Serio, il secondo in via Etnea a Catania, si prosegue a maggio con le aperture di Cagliari e Arezzo, e ad agosto, all’interno della Coin di Roma Piazza San Giovanni. Si prosegue ad ottobre a Siracusa e a novembre, con una novità non ancora svelata dall’azienda. L’assortimento propone calzature donna e uomo, ma anche borse e accessori.

Aldo raggiunge così un totale di 38 negozi entro la fine del 2018, più che quadruplicando, nell’arco di tre anni, la presenza del brand nella nostra penisola - afferma Luca Ghidini, amministratore delegato di Gaia srl - Nel 2018 vi sarà una decisa accelerazione sul fronte delle nuove affiliazioni in franchising per le quali stiamo ricevendo sempre più richieste da parte di importanti operatori retail”.

 

 

Esselunga: a Livorno prima online poi lo store fisico

Esselunga
Sbarca virtualmente a Livorno Esselunga che, nell’attesa di realizzare il suo punto di vendita in città, attiva il servizio online di consegna a domicilio della spesa

Sbarca virtualmente a Livorno Esselunga che, nell’attesa di realizzare il suo punto di vendita in città, attiva il servizio online di consegna a domicilio della spesa. Il servizio prevede agevolazioni su richiesta per anziani e invalidi. Per usufruirne bisogna essersi registrati ai servizi online di Esselunga e accedere alla sezione Spesa comoda.

Intanto pare che stiano procedendo i lavori per la realizzazione della struttura che, in base a quanto scrive Il Tirreno, andrà a riqualificare, secondo le previsioni della variante di piano approvato dal consiglio comunale a fine 2017, una fetta del quartiere tra Coteto e Salviano dismessa da anni. Si partirà con l’abbattimento del capannone ex Fiat di viale Petrarca, per procedere con l’edificazione del punto di vendita e la realizzazione di un’area a verde e di un parcheggio interrato da 700 posti.

Pare però che sia stato avanzato un ricorso a metà marzo da una cordata formata da imprenditori nazionali concorrenti di Esselunga (Risparmio Casa, Sigma, Simply e Unicoop Tirreno). Il gruppo dei ricorrenti si sarebbe rivolto a uno studio legale per richiedere una verifica delle procedure che ha portato a presentare al Tar una verifica di legittimità del percorso amministrativo.

 

Facile.it: a Monza il quinto store

Facile.it Store-Monza
Continua il suo percorso di espansione territoriale Facile.it, il comparatore italiano attivo nel confronto di prodotti di finanza personale

Continua il suo percorso di espansione territoriale Facile.it, il comparatore italiano attivo nel confronto di prodotti di finanza personale come assicurazioni, mutui, prestiti e utenze domestiche. Il quinto punto di vendita si trova a Monza in piazza Garibaldi 4.

Il nuovo Facile.it Store di Monza offrirà ai cittadini un’ulteriore opportunità per risparmiare sulle principali voci di spesa familiare. Grazie ad un team di consulenti dedicati, i clienti potranno analizzare i costi relativi a rc auto, mutui, prestiti, luce, gas e Adsl e scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato - spiega Mauro Giacobbe, amministratore delegato di Facile.it - L’apertura del nuovo punto di vendita rientra all’interno di un più ampio percorso di espansione territoriale che portiamo avanti dal 2017 e che ci vede impegnati nello sviluppo di una rete di store a marchio Facile.it in tutta Italia, con l’obiettivo di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online, di ridurre le spese”.

 

 

Il reparto olio va verso tipicità e benessere

Gli assortimenti puntano sulla territorialità nell’extravergine e sulle referenze salutistiche negli oli di semi, per valorizzare uno scaffale a rischio (da Gdoweek n. 7)

Lo scenario dell’olio è influenzato da alcuni fattori dominanti. In particolare quello degli oli di oliva è un mercato periodicamente sottoposto a tensioni di prezzo in funzione della disponibilità produttiva. Secondo Fabrizio Maggiore, category food del Gruppo Megamark: “Di recente il mercato è stato influenzato dalla variazione dei prezzi della materia prima. Se l’olio comunitario è rimasto nel 2018 su livelli di poco inferiori rispetto al 2017, l’italiano ha registrato invece un calo importante: ragion per cui punteremo sull’olio extravergine 100% italiano nell’ottica di valorizzare la categoria e lo scaffale, anche con prodotti tipici del nostro territorio. In particolare attraverso le Dop e Igp dell’area Puglia, Campania, Molise e Calabria. Nel complesso la nostra insegna ha registrato l’anno scorso un trend molto positivo per l’extravergine (+25%), grazie al calo dell’autoproduzione per la carenza di materia prima, con conseguente aumento degli acquisti nella gdo. Peraltro il 2018 si avvia a essere caratterizzato da quantità superiori di prodotto disponibile, con un ulteriore probabile calo dei prezzi nel corso dell’anno sia del comunitario che dell’italiano”.

Mario Natali, category oli di Basko, conferma le difficoltà di reperimento della materia prima nell’ultimo biennio. Peraltro, “quest’anno la produzione in Italia è buona ma, per esempio, per l’olio 100% italiano i quantitativi disponibili risultano appena sufficienti”.

Quali sono dunque le logiche di definizione degli assortimenti per gli oli di oliva e di semi? Nicola Tomizioli, category manager di Migross ci offre il quadro evolutivo recente: “Nella categoria oli (sia semi sia oliva) lo scorso anno abbiamo fatto una rivisitazione importante del layout. Abbiamo dato centralità alla nostra Mdd, creando sullo scaffale centrale il confronto netto tra il nostro prodotto e il leader di mercato. Il tutto finalizzato ad aumentare la quota della Mdd (vista la strategia aziendale che punta a un forte aumento delle quote della stessa), facendo ovviamente leva sulla logica del prezzo più conveniente. Quindi, più che di una manutenzione assortimentale, che comunque in minima parte c’è stata, si parla di una nuova impostazione dello scaffale. Al di fuori di questo confronto Mdd/

leader, sul resto dello scaffale si è cercato di dare maggiore leggibilità all’offerta, mettendo vicine le referenze in primis in base alla provenienza (nel caso specifico dell’olio di oliva, netta distinzione tra comunitario e italiano ma anche tra le tipologie di prodotti, per esempio distinguendo un ‘gruppo’ ben individuabile dei biologici, dei non filtrati ecc.). Si è cercato anche di tenere il più possibile vicini i formati uguali, evitando il più possibile la mescolanza fra gli stessi. Discorso a parte per i i prodotti Dop/Igp, valorizzati in un settore ben definito, e per i quali è stata aumentata la numerica di referenze, per avere offerta ancora più ampia”.

Guardando all’evoluzione dello scaffale, Mario Natali sottolinea che “sta aumentando la presenza degli oli extravergini tipici e biologici, in fase di crescita significativa, mentre nell’ambito degli oli di semi sta prendendo piede il prodotto 100% italiano, in particolare con il lancio programmato di due nuove referenze di una nota marca che andrà ad affiancare un altro brand che rappresenta sostanzialmente fino a questo momento il segmento. Nel display degli oli di oliva l’olio di sansa mantiene un ruolo marginale, legato essenzialmente al basso prezzo. Anche l’oliva normale ha un ruolo secondario; nell’area in cui operiamo, vale a dire Liguria e Piemonte, viene comunque consumato maggiormente nella seconda regione per cui cerchiamo di assicurare soprattutto nel territorio piemontese una profondità e una copertura adeguata”.

Soffermandosi sugli oli di semi, Fabrizio Maggiore evidenzia: “Un trend positivo per tutto ciò che non contiene olio di palma (per esempio nel caso degli oli di frittura), e sul piano dell’innovazione per prodotti come l’olio di girasole alto oleico (ad alto punto di fumo) e in generale per le referenze bio e a filiera controllata. La tendenza più interessante è però quella che vede la ricerca da parte dei consumatori di prodotti salutari e salutistici come i cosiddetti oli del ‘benessere’ (lino, canapa, sesamo ecc.). Noi stessi abbiamo implementato l’assortimento con queste tipologie”. Sulla stessa linea il category di Migross: “Per quanto riguarda il comparto semi, a fronte di precisi segnali del mercato, sono state inserite alcune referenze orientate al salutismo (per esempio biologico 100% italiano, oli di semi con vitamine ecc.), ma la risposta finale è stata abbastanza fredda. Il consumo resta quindi piuttosto orientato sui prodotti standard e non sembrano esserci grossi margini di sviluppo verso un consumo di prodotti di fascia più alta. Ribadendo il nuovo concetto di esposizione applicato, con logica del confronto tra convenienza della pl e corrispondente prodotto leader di mercato, più nello specifico per gli oli di oliva vi è da dire che le aree nelle quali operano i nostri pdv mostrano un consumo piuttosto limitato dell’oliva normale, a differenza dell’extravergine, che resta quindi il punto di forza dello scaffale. Questo perché sull’extravergine è possibile offrire al consumatore una proposta non solo basata sul prodotto di largo consumo, dove la leva del prezzo è per forza di cose prevalente, ma anche andare a sviluppare consumi più evoluti”.

Ragionando in particolare sul display dell’olio di semi, Matteo Di Gregorio, buyer del Gruppo Gabrielli, evidenzia come: “In un supermercato/superstore di medie dimensioni si contino mediamente 35/40 referenze di oli di semi. È la tipologia di ‘seme’ la prima discriminante nella definizione degli assortimenti in un mondo dove, a eccezione di pochi casi, non vi sono veri e propri leader di categoria. La potremmo definire una categoria di servizio, dove a guidare la scelta del consumatore vi è prima la tipologia di prodotto e successivamente il prezzo. In un’ottica così routinaria rappresenta linfa vitale l’innovazione di prodotto avvenuta negli ultimi anni. Si sta assistendo allo sviluppo di diversi oli di semi salutistici o vissuti come tali: olio di cocco, olio di lino, olio di canapa, olio di vinacciolo solo per fare alcuni esempi, quasi sempre biologici. In valore contano ancora molto poco ma stanno avendo il merito di rinnovare uno scaffale stanco”.

Accesso riservato

Arcaplanet sbarca in Campania

Primo punto di vendita in Campania per Arcaplanet che apre uno store in provincia di Napoli, a Giugliano, all’interno del centro commerciale Auchan

Primo punto di vendita in Campania per Arcaplanet che apre uno store in provincia di Napoli, a Giugliano, all’interno del centro commerciale Auchan, in via Santa Maria a Cubito.

Il negozio ha una superficie di oltre 200 mq rifornito con assortimenti completi per il food e il non food per gli animali da compagnia grazie a oltre 10.000 referenze in vendita: accessori e alimenti per la cura di cani, gatti, piccoli animali, roditori, pesci, anfibi e uccelli, una selezione trasversale di prodotti esclusivi e specializzati, dietetici e veterinari, di alimentazione biologica e vegetariana, cibo secco e umido, accessori come cappottini antifreddo, cucce, cuscini riscaldabili, tappetini igienici per cani, lettiere per gatto, giochi, guinzagli, “trasportini”. La struttura dà lavoro a cinque nuove risorse, conta due casse e sarà aperto sette giorni su sette con orario continuato dalle 9 alle 21.

 

NaturPlus lancia il format Bio Store & Cafè

naturplus bio cafè novara
NaturPlus, gestita dall’azienda Natplus, con sede a Taviano, incentra la sua offerta sul mondo benessere, bellezza e cosmetica con un focus sul mondo food

Il nuovo formato lanciato da NaturPlus è il Bio Store & Café che arricchisce il già collaudato concept dell’insegna biologica con un’area pensata per la somministrazione di prodotti biologici. NaturPlus, gestita dall’azienda Natplus, con sede a Taviano, incentra infatti la sua offerta sul mondo benessere, bellezza e cosmetica con un focus sul mondo food. Il primo punto di vendita con il nuovo format è stato realizzato a Novara, in via Omar 2 e occupa una superficie di 60 mq.  “Abbiamo voluto unire l'esperienza dello shopping con la possibilità di un momento di svago e relax dando attenzione al proprio benessere” spiega Mauro Bruno, founder del gruppo.

La proposta del café prevede prima colazione, piatti pronti, aperitivi, snack, bevande, caffetteria, estratti di frutta e verdura, piadine e panini. Il tutto rigorosamente bio ed a prezzi competitivi. “Siamo alla ricerca di nuovi affiliati per aperture su tutto il territorio nazionale” conclude Bruno.

Video in pillole: l’ortofrutta secondo Conad Adriatico

Le linee guida del reparto ortofrutta dei Superstore Conad

Federico Stanghetta, direttore commerciale di Conad Adriatico, spiega le logiche alla base della costruzione dell'assortimento del reparto ortofrutta nei superstore Conad della rete.

"Localismo, specializzazione e formazione degli addetti le linee base per definire gli assortimenti, in questo reparto, che a volume cresce a doppia cifra -spiega Stanchetta-. Una crescente attenzione viene dedicata a prodotti ad elevato contenuto di servizio, come le soluzioni già pronte, dalla verdura alla frutta. In quest'ultimo comparto, cresce lo spazio dedicato alla frutta esotica, ormai considerato a tutti gli effetti un mondo continuativo e non più una nicchia di mercato, con performance più che soddisfacenti visto che queste merceologie rappresentano ormai il 2,5% del fatturato complessivo del reparto ortofrutta".

In video, il reparto del Superstore Conad presente nel centro commerciale Megalò (Chieti), uno dei più importanti del centro sud.

Coop entra in Cina aprendo uno store online su JD.com

La cooperativa ha aperto il suo primo flagship store sul portale eCommerce asiatico e a giugno ne aprirà un altro sulla piattaforma Kaola

Dopo tante invocazioni, il focus sull’esportazione del made in Italy alimentare diventa realtà anche per la distribuzione italiana. Il sistema Coop ha infatti avviato una propria attività sul mercato dell’Asia orientale attraverso due società: la prima è Italian Cooperative’s Trade (Ict), costituita a maggio 2017 da Coop Alleanza 3.0 e Coop Lombardia, con un ufficio commerciale a Hong Kong e una struttura operativa a Modena, ed ha il compito di individuare i clienti e di gestire i rapporti commerciali. La seconda è Coop Italian Food (Cif), interamente controllata da Coop Italia, che effettua operativamente le attività di esportazione.

Il territorio di riferimento comprende diversi Paesi asiatici: Cina, Hong Kong, Taiwan e tutti i paesi Asean (Vietnam, Thailandia, Singapore, Filippine, Indonesia, Malesia, Cambogia, Myanmar, Laos, Brunei).

Per sondare il terreno a gennaio di quest’anno sono state realizzate delle iniziative commerciali (show cooking) a Shanghai in alcuni ipermercati del Gruppo Bailian, uno dei principali retailer cinesi con diverse migliaia di punti di vendita sotto diverse insegne: Lianhua per i supermercati, Century Mart per gli ipermercati, Riso e Leme per i negozi tradizionali. Proprio in queste ultime strutture, nel periodo dell’iniziativa le vendite di prodotti italiani sono raddoppiate.

Ma è soprattutto sull’eCommerce che si basa l’azione di Coop: a marzo 2018 è stato infatti aperto il primo flagship store Coop sulla piattaforma JD.com attraverso un accordo con due partner cinesi che operano nell’importazione di prodotti alimentari e nell’eCommerce. A giugno, inoltre, sarà aperto uno store online Coop anche sulla piattaforma Kaola.

I prodotti sono accompagnati da schede descrittive che indicano l’origine delle materie prime, l’utilizzo in cucina e le referenze correlate per realizzare gli abbinamenti gastronomici più tipici della cucina italiana, come per esempio il sugo per la pasta.

Coop esporta principalmente prodotti a marchio proprio, ma per espressa richiesta i partner cinesi con cui opera, sia nel canale online che nell’offline, hanno già chiesto di arricchire la proposta commerciale, integrando l’assortimento a marchio Coop con prodotti di altri brand italiani. Per rispondere a questa richiesta Italian Cooperative’s Trade sta coinvolgendo fornitori e pmi del settore food, anche con scarsa esperienza di export, con l’obiettivo di diventare a tutti gli effetti fornitori pur sollevati da tutti gli oneri, le pratiche e i rischi successivi, gestiti direttamente dalla società di Coop

eCommerce, come cambia l’approccio

La gdo è orientata a modelli non più “store-based”, ma appoggiati su centri di raccolta e dark store realizzati ad hoc (da Gdoweek n. 7)

Quando Amazon ha lanciato a Milano l’eCommerce anche per i prodotti freschi, elevando il livello di servizio, soprattutto per quanto riguarda la consegna a domicilio, il mercato si è dovuto a sua volta adeguare. Qualcuno era già attivo (Esselunga), altri si sono progressivamente inseriti in un business dove la consegna in giornata è cruciale. Tanti hanno ampliato l’offerta a tutti i reparti del fresco, ittico incluso (anche Cortilia). Vediamo la situazione attuale.

Esselunga è partita con l’online nel 2001, per poi ampliarlo nel 2003, con il debutto a Milano: per il 2017 dichiara vendite con l’eCommerce superiori a 180 milioni di euro (erano 158 nel 2016). Tra le novità, il costo della consegna calcolato non sulla cifra spesa ma in base al numero di ceste richieste: fino a 5 costa 6,20 euro, poi si aggiunge un euro per ogni cesta, sempre con le agevolazioni per disabili e over 70. L’eCommerce è attivo in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. Ad esso si è affiancato il Clicca e Vai: prima a Varedo (aprile 2017) poi a Milano Certosa (novembre 2017).

Per Unes l’online è un’attività in continuo sviluppo: l’alleanza con Amazon, servita “sia per conoscere il nemico sia per occupare uno spazio al posto di altri concorrenti”, come ricorda Mario Gasbarrino, numero uno di Unes, ha indicato all’azienda alcune vie importanti. L’online ha contribuito al successo di Viaggiator Goloso, performante più online che nel negozio fisico. Sulla base di recenti dichiarazioni di Gasbarrino, tra i vantaggi dell’alleanza con Amazon vi sono la migliore comprensione dei processi e dell’utilizzo dei dati, ma anche l’approccio al futuro perché Amazon è una multinazionale che ragiona come una startup (e questa è la chiave del suo successo). Unes ha aperto un dark store a Milano Bicocca per fronteggiare la domanda crescente. L’eCommerce è per fatturato il primo negozio della rete Unes: si adatta alla spesa di scorta e agli acquisti quotidiani o d’emergenza, anche per piccoli nuclei famigliari, grazie alla cifra minima richiesta, molto bassa rispetto alla media, 15 euro, e richiede scelte assortimentali svincolate da quelle del pdv: “Formati più grandi e maggiore profondità di assortimento in alcune gamme -precisa Gian Maria Gentile, digital director Unes-, migliorano il mix di margine. L’assortimento è Il Viaggiator Goloso al 100%, i prezzi allineati al pdv”. Niente promozioni per Unes, che ad Amazon concede solo il Prime Day e il Black Friday. “Per il 2018 stiamo migliorando l’utilizzo della app -dice Gentile- più adatta all’acquisto food: come nella versione statunitense, sarà possibile navigare virtualmente tra le corsie del supermercato con lo scorrimento orizzontale, e visualizzarli tutti con lo scorrimento verticale senza cambiare pagina”. L’aumento dell’abbonamento di Prime Amazon a 36 euro non preoccupa Unes, visti i risultati.

CoopAlleanza 3.0 gestisce EasyCoop.com tramite la partecipata Digitail. La prima novità 2018 è l’estensione del servizio, dopo Roma e Bologna, anche a Ferrara, Modena e Reggio Emilia, e poi a Padova, Treviso e Mestre. “Il modello di crescita è a rete -spiega Andrea Zocchi, amministratore delegato di Digitail-, si rivolge cioè ai soci e ai clienti non solo città principali, ma anche nei centri con popolazione tale da giustificare il servizio. Oggi serviamo un’area di circa 5,5 milioni di persone; con l’avvio di Vicenza e le modifiche del software a inizio aprile raggiungeremo altre 500.000 persone, tutte in aree prive di operatori eCommerce, nelle quali Coop è poco presente anche con i propri negozi”. Nel target che è il più ampio possibile, spiccano impiegati e mamme. L’interesse è trasversale nelle fasce d’età.

Per Carrefour Italia i risultati 2017 sono in linea con il budget: “Nel 2018 vedranno la luce molte innovazioni -dichiara Enrico Fantini, responsabile eCommerce di Carrefour Italia-: i clienti potranno lasciare la recensione sui prodotti acquistati, condividendo la loro esperienza di utilizzo e consumo dei prodotti anche con foto e video”. Tra le novità più recenti, la partnership con Paypal per i pagamenti. Basko ha attivato l’eCommerce nel 2003 in Liguria, la sua regione. “L’eCommerce era considerato un’unità di business separata -precisa Lucia Bruzzone, digital manager di Basko- poi è diventato una componente di servizio per la spesa di scorta e una leva di marketing. Nel 2016 siamo ripartiti con nuove iniziative digital e social”. A settembre 2017 all’home delivery si aggiungono il click&store e il click&drive e nuove funzionalità come il pagamento online, l’ordine fino alla pausa pranzo per la consegna in giornata, e l’apertura anche ai clienti non fidelizzati. “Solo riscontri positivi -prosegue Bruzzone- con crescita importante del traffico sul sito e del numero di spese al giorno: attualmente sono oltre 150”.

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Pam local: restyling per lo store di Parma

Si rinnova il punto di vendita Pam local di Parma, in Strada Garibaldi 22, a due passi dal Palazzo Ducale e dal Teatro Regio

Si rinnova il punto di vendita Pam local di Parma, in Strada Garibaldi 22, a due passi dal Palazzo Ducale e dal Teatro Regio. Si presenta come una rivisitazione, in chiave moderna, delle tradizionali botteghe alimentari del centro: il negozio offre infatti tante eccellenze locali, dop e igp, facilmente individuabili perché segnalate come Prodotti del territorio. Trovano spazio articoli free from, dedicati a chi soffre di intolleranze alimentari, referenze da agricoltura biologica, Veg&Veg, etniche e integrali. Presenti anche soluzioni gourmet, i piatti pronti da gustare al momento o da cucinare, e confezioni monoporzione. Conta su un team di lavoro di dieci persone under 28. Rimane aperto 7 giorni su 7, dalle 8 alle 21.

L’obiettivo di Pam local è sempre stato quello di soddisfare i bisogni di tutti, sia in termini di qualità, che in termini di scelta e di prezzi: dagli studenti universitari ai lavoratori che rientrano tardi la sera, dagli anziani del centro che desiderano trovare tutto ciò di cui hanno bisogno proprio sotto casa, ai turisti alla ricerca di uno snack o di un pasto veloce per poi proseguire con la visita della città”, commenta Renato Mazzucco, direttore vendite Pam local.

“Con questa riapertura vogliamo stringere un rinnovato patto di fiducia con i parmigiani: Pam local rappresenta infatti un servizio di prossimità che, alla comodità e alla praticità, unisce l’esperienza e la grande offerta di convenienza garantite dall’appartenenza a Gruppo Pam, storica realtà italiana del settore della Grande Distribuzione, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 60 anni di attività”, conclude Francesco Mazzucato, responsabile commerciale Pam local.

Euronics: punto di vendita a Crema

Euronics
All’interno del centro commerciale Gran Rondò di Crema, in provincia di Cremona, si inaugura un punto di vendita Euronics, gestito da Dimo spa

All’interno del centro commerciale Gran Rondò di Crema, in provincia di Cremona, si inaugura un punto di vendita Euronics, gestito da Dimo spa, socio Euronics operante in Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Lombardia.

Lo store occupa un’area di circa 2600 mq e impiega 28 addetti. A sostegno della nuova apertura Dimo ha predisposto una campagna di lancio, con offerte promozionali veicolate sui principali media a disposizione sul territorio: dalla pubblicità dinamica ad un volantino dedicato, da una campagna radio alla carta stampata, dal web alle affissioni.

Lo sviluppo di Eataly: programmi per i prossimi dieci anni

Eataly Roma
L'insegna programma nuove strutture in tutto il mondo e appronta un piano di sviluppo strategico. La prossima apertura è prevista a Las Vegas

“Il 2017 è stato un anno molto importante. Tanti negozi da aprire, tanti negozi da portare a regime, nel contempo pianificare l’evoluzione e lo sviluppo di una azienda giovane, molto dinamica e orientata al futuro”. Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly, fa il punto della situazione sul piano di sviluppo aziendale.

Negli ultimi quindici mesi sono stati aperti sei negozi: Boston (novembre 2016), Trieste, Mosca, Tokyo, Los Angeles, Stoccolma (febbraio 2018). Ci si prepara per l’apertura di una struttura a Las Vegas.

Nel 2018 la crescita continua. “Il nostro modello di business unico ci ha consentito Andrea Guerra_Eatalydi portare le emozioni in una delle industrie più mature del mondo: il cibo. Pensiamo di avere dieci anni davanti a noi di potenziale continua crescita con il motto di almeno un negozio Eataly in ogni capitale del mondo -continua Guerra-. Per fare questo anche nel 2019 Eataly deve trovare i luoghi giusti per aprire i nostri negozi. Oggi siamo molto concentrati su Nord America e Europa. Dobbiamo continuare a innovare ed esaltare l’esperienza dei nostri consumatori sia nei nostri negozi sia online, trovare e scovare fantastici produttori, allevatori e contadini per portare avanti la filosofia del buono pulito e giusto, come sempre far crescere, modellare e rimodellare l’organizzazione della nostra azienda”.

 

 

Kiabi sviluppa il binario omnichannel

Il piano di espansione quinquennale prevede per il 2021 il raddoppio del fatturato globale. In Italia, focus: nuove aperture nei centri città (da Gdoweek n. 7)

Quest’anno Kiabi, la catena francese della moda low cost per la famiglia, compie quarant’anni: nel 1978, vicino a Lille, i Mulliez (famiglia fondatrice e proprietaria di Auchan) aprirono il primo punto di vendita. Dieci anni dopo, circa (1988) anche Kiabi adotta l’azionariato diffuso (per i dipendenti), concetto sconosciuto e alieno al retail italiano, ma ben noto ai distributori francesi nel food e nel non food. Rispetto a Leroy Merlin e Decathlon, che sono state le prime grandi superfici specializzate stand-alone di Auchan a svilupparsi in Italia, Kiabi è rimasta nell’ombra per molto tempo fino a una decina di anni fa (nel 2009 debutta il sito eCommerce) per poi prendere un take off che la farà viaggiare, nelle intenzioni dei piloti, per i prossimi cinque anni in una rotta di espansione sia in Italia, sia a livello mondiale.

L’ampliamento del network retail si conferma uno dei motori della crescita del gruppo francese, che nel 2017 è arrivato a quota 500 negozi nei 14 Paesi nei quali è presente, con l’obiettivo 2021 di arrivare a 700 punti di vendita, alcuni dei quali saranno aperti in shopping center di prima fascia nei centri storici delle maggiori città mondiali, Italia compresa. Kiabi considera la cross-canalità uno dei suoi punti forti. La sinergia tra canale fisico ed eComerce sembra funzionare: stando a quanto comunica la stessa Kiabi, sono 5 milioni i visitatori unici l’anno e 22 milioni i clienti totali. Massimo Pozzi, direttore sviluppo di Kiabi Italia, aggiunge a questo proposito: “L’approccio omnicanale di Kiabi che ben intercetta le esigenze dei propri clienti, confermandosi generatore di traffico negli shopping center, in cui è presente o apre, ci vede ora pronti con entusiasmo alla sfida del centro città. Le prime aperture avverranno proprio tra la fine di quest’anno e i primi mesi del 2019”.

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Ovs kids debutta su Martha’s Cottage

Ovs e Martha’s Cottage, l’eCommerce dedicato al mondo dei matrimoni in Europa, nato da una startup siracusana, stringono un accordo strategico

Ovs e Martha’s Cottage, l’eCommerce dedicato al mondo dei matrimoni in Europa, nato da una startup siracusana, stringono un accordo strategico che permette a Ovs di lanciare su marthascottage.com una collezione di abiti da bambina per la cerimonia, una serie di proposte 3-10 anni, abiti eleganti per vestire damigelle e piccole ospiti per le cerimonie della prossima primavera-estate.

“La scelta di stringere una partnership con Ovs nasce dall'esigenza di rispondere alle richieste delle nostre clienti che sempre più frequentemente ci chiedono di integrare la nostra gamma di prodotti con una linea dedicata alle piccole damigelle - dichiara Salvatore Cobuzio, founder e Ad di Martha’s Cottage - La collezione di Ovs, in tal senso soddisfa a pieno questa domanda grazie a una collezione che incontra diversi stili e a prezzi molto competitivi ”.

Martha’s Cottage propone un catalogo di oltre 1.500 prodotti e nel 2017 l’eCommerce ha contribuito alla realizzazione di circa 50 matrimoni al giorno, che corrispondono a oltre 20mila ordini spediti nell’arco dell’anno. Ha chiuso il 2017 con un fatturato di oltre 1,5 milioni di euro

Bricofer entra nel circuito Payback

Payback Italia, programma fedeltà multi-insegna di Gruppo American Express lanciato in Italia nel 2014, ha un nuovo parnter, l'italiana Bricofer, catena specializzata nel fai da te con 90 punti di vendita in 18 regioni e una forza lavoro di 1.400 dipendenti.
Con l’ingresso di Bricofer, i clienti della coalizione Payback potranno accumulare 2 punti per ogni euro speso nei 90 negozi Bricofer e fruire di promozioni esclusive. Chi fa un acquisto da Bricofer con la carta fedeltà Payback o con l’app entro il 31 ottobre 2018, potrà partecipare all’estrazione di una Toyota Proace e di 100 buoni spesa Bricofer da 50 euro l’uno.
Nel 2018 Payback ha superato la soglia dei 13 milioni di carte attive. Ad oggi ha 90 partner rappresentativi dei principali settori del largo consumo, dei servizi e dello shopping online, come Alitalia, American Express, Bnl, Bricofer, Carrefour, Carrefour Banca, Esso, GrandVision, Mediaset Premium, Mondadori Store.

Nuovi orizzonti di sviluppo per Sole 365

L'acquisizione di punti di vendita del Gruppo Faranda in Campania apre nuove prospettive di sviluppo per l'insegna Sole 365, interprete di successo dell'Edlp (da Gdoweek n. 7)

Ampliamento consistente della rete di vendita e consolidamento dell’alleanza con Megamark: questi gli obiettivi principali per l’insegna Sole 365 -nata dalla volontà della famiglia Apuzzo, titolare della AP Commerciale- che derivano dall’acquisizione di 21 store in Campania. Si tratta, nello specifico, di negozi a insegna Tuo di gruppo Faranda, che la Due Mari -società 50% di AP Commerciale e 50% di Megamark- si è appena aggiudicata all’asta giudiziaria per il fallimento dell’azienda. Un’operazione che conferma la crescita e il successo di Sole 365, interprete dell’Edlp al sud, che, dall’apertura del primo negozio a Napoli nel 2013 ad oggi, non si sono mai fermati, anzi sono destinati a continuare in maniera vigorosa, grazie anche alla ristrutturazione e trasformazione di questi store.

“Stiamo studiando come sfruttare al meglio questa possibilità -chiarisce Antonio Apuzzo, amministratore unico della società-: alcuni store adotteranno certamente l’insegna e il format di Sole 365; per altri, invece, sono possibili anche altre opzioni, che metteremo a punto in sintonia con il nostro partner Megamark (Selex), con il quale abbiamo instaurato, da cinque anni a questa parte, una collaborazione molto stretta, fatta di stima e comprensione tra le persone, oltre che condivisione di prospettive e di strategie future, con effetti positivi per tutti”. Una partnership destinata anzi a rafforzarsi ulteriormente e a vivere una nuova era. “Con quest’ultima operazione di acquisizione -specifica Antonio Apuzzo-, la collaborazione tra AP Commerciale e Megamark si intensifica ancora di più in quanto sarà la stessa Due Mari, la società che abbiamo creato ad hoc, a gestire direttamente questi punti di vendita”.

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L’Italia raccoglie i risultati del suo impegno

Le aziende italiane hanno smesso di agire in solitaria e migliorano le proprie performance di squadra. Intervista a Michele Scannavini, presidente Ice (da Gdoweek n. 7)

Negli ultimi anni, a supporto dell’export agroalimentare, l’Italia ha migliorato la propria capacità di fare sistema. Anche la politica ha fatto la sua parte con un piano straordinario di rilancio dedicato, la cui realizzazione è stata affidata all’Ice. Si sta lavorando sul fronte distributivo, attraverso accordi con player di altri paesi per introdurre i prodotti italiani nei punti di vendita fisici o per costruire delle formule aggregative per facilitarne la commercializzazione nei portali eCommerce di riferimento in ciascuna area geografica o attraverso la creazione di nuovi siti dedicati. Si sta inoltre ridefinendo il posizionamento del Made in Italy alimentare per riequilibrare una situazione che vede il cibo italiano avere una riconosciuta reputazione in termini di qualità del prodotto, ma spesso costretto a giocarsi la sua competitività sul prezzo.

“Nel 2017 abbiamo cominciato a vedere i risultati degli investimenti che le aziende italiane hanno effettuato” afferma il presidente dell’Agenzia Ice, Michele Scannavini.

Per migliorare ulteriormente il posizionamento cosa occorre fare?

La leva per migliorare le performance è concentrare la nostra competitività sulla superiorità qualitativa e non sul prezzo. Questo vale in maniera particolare all’estero. Per questo motivo abbiamo presentato molto recentemente un cortometraggio sull’agroalimentare, intitolato “The Fifth Element” che vuole evocare la capacità tutta italiana di trasformare le materie prime, frutto dei quattro elementi naturali, in prodotti straordinari. Questa capacità è il nostro quinto elemento, fatto di tradizione, unicità del territorio, processi tecnologici e attenzione alla qualità, che rendono i nostri prodotti straordinari e il nostro Paese quello con il più alto numero di prodotti certificati e tra i più “sani” al mondo. Il migliore posizionamento dei prodotti delle nostre imprese sarà supportato dalle iniziative di comunicazione che abbiamo pianificato nel 2018, anche con particolare intensità nei mercati strategici.

Su quali mercati avete investito?

Lo scorso anno abbiamo lavorato molto sul Nord America, stipulando con la grande distribuzione statunitense circa una quarantina di accordi che hanno aperto le porte ad aziende finora non presenti su questo mercato e che hanno determinato quasi 100 milioni di euro di acquisti aggiuntivi con soli 10 milioni di investimenti pubblici. Ci siamo concentrati in particolare sugli stati centrali, dove il made in Italy è poco presente rispetto a quanto non avviene in California e sulla East Coast, con partnership comprendenti sia l’aspetto di distribuzione che di promozione nei punti di vendita fisici e di eCommerce, quando la catena disponeva del doppio canale. Con il player texano H.E.B. abbiamo realizzato un portale interamente dedicato al food & wine made in Italy con 300 referenze (heb.com/Italy), mentre con Walmart abbiamo sviluppato una linea di private label (Sam’s Choice Italia) di prodotti autentici italiani che al momento conta 18 referenze (12-13 food e 5-6 wine), ma, visti i buoni risultati di vendita, la catena statunitense ha espresso l’intenzione di implementare l’assortimento e la durata della permanenza negli store.

Altri progetti per il 2018?

Cercheremo anche di estendere in Asia le tipologie di attività intraprese negli Stati Uniti, pur continuando a lavorare intensamente sul Nord America. In Asia vanno certamente superate forti differenze culturali, ma va anche recuperato un ritardo nella presenza del cibo e del vino italiano dovuto soprattutto all’assenza di gruppi distributivi italiani internazionali. Quindi, così come fatto negli USA, dobbiamo costruire accordi distributivi con partner locali. Abbiamo perciò iniziato a lavorare con un’importante retailer che copre l’area food nella Corea del Sud. Stiamo inoltre prendendo contatto con i player della gdo cinesi fisici e digitali e in Giappone abbiamo avviato un’attività con Isetan. La nostra attività è rivolta ovviamente anche all’Europa, dove stiamo valutando iniziative in Germania e in Francia. Gli accordi distributivi hanno dato un buon riscontro in termini di visibilità, business e ritorno dell’investimento pubblico, pari a 10-15 volte in più di acquisti di prodotti italiani rispetto alla somma impiegata: vale perciò sicuramente la pena proseguire in questa direzione.

Come valuta il mercato eCommerce per crescere?

Il digitale rappresenta un’opportunità perché, per sua natura, riduce le intermediazioni e permette di raccontare, molto meglio dello spazio fisico, la storia che c’è dietro a un prodotto e di avere un business molto più profittevole una volta che si riesce a raggiungere una certa massa critica. Per la Cina con Alibaba stiamo discutendo una formula per aggregare un numero rilevante di imprese italiane che già sono presenti nel loro store. Si tratta di circa 140-145 realtà, ma molte di queste non hanno risorse sufficienti per dare visibilità ai loro prodotti. Vogliamo perciò raggrupparle e sostenerle sotto il cappello di una campagna di promozione e di comunicazione che racconti il food & wine made in Italy e generi maggiore rotazione.

In Cina quali categorie merceologiche state spingendo?

“Stiamo lavorando molto sul vino di cui l’Italia è il primo esportatore nel mondo con una quota media di mercato del 20%, mentre in Cina raggiungiamo soltanto il 5% e siamo il quinto Paese per volume di vendite”.

Megamark spiega Famila e Dok

In tour con il direttore vendite di Gruppo Megamark (Selex) Moreno Bellinzona, per capire i motivi alla base del successo dell'azienda e le particolarità dei suoi formati di vendita, Famila e Dok. Nuova puntata della serie #inviaggio tra le realtà imprenditoriale di successo della gdo italiana

Stammi Bene, Mercato con Cucina

Uno spazio nel centro della città di Bari con due anime complementari: la ristorazione e il mercato. Un unico denominatore comune: la qualità, i prodotti di eccellenza del territorio e la tendenza al biologico. Questo è Stammi Bene, Mercato con Cucina, nuova avventura di Megamark (Selex). Raccontano i dettagli e le particolarità del format: Alessandro Milella, direttore dello spazio, e Alessandra Leo, maestro di casa.

Arcaplanet: punto di vendita a Sondrio

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Si espande in Lombardia l’insegna Arcaplanet che apre un petstore al centro commerciale I Vigneti, in via del Piano 20/A, a Castione Andevenno, in provincia di Sondrio

Si espande in Lombardia l’insegna Arcaplanet che apre un petstore al centro commerciale I Vigneti, in via del Piano 20/A, a Castione Andevenno, in provincia di Sondrio. È il 53esimo negozio nella regione. La struttura occupa un’area di oltre 650 mq e conta un assortimento di più di 10.000 referenze. Al suo interno si trovano Arcalab, lo spazio in cui sarà possibile incontrare gli esperti di settore e avere utili consigli, il Pet wash con vasche e zona phon senza limite di tempo, e lo spazio per lavatrice e asciugatrice a gettoni per l’igiene e il lavaggio degli accessori degli animali. I clienti possono iscriversi all’interno del circuito ArcaCard, il programma fedeltà dell’insegna. Il team di lavoro è formato da cinque risorse.

Nau! si sviluppa in Lazio e Lombardia

Si consolida sul territorio italiano l’insegna di ottica Nau! che inaugura due punti di vendita, il primo a Roma il secondo a Varese

Si consolida sul territorio italiano l’insegna di ottica Nau! che inaugura due punti di vendita, il primo al centro commerciale Aura, il nuovo polo commerciale situato nel cuore della Capitale, a 500 metri dalle mura di Città del Vaticano. Il secondo store è stato realizzato a Varese, al centro commerciale Campo dei Fiori.

In entrambi i negozi l’assortimento propone occhiali da sole e da vista, per uomo, donna e bambino esposti in uno spazio moderno realizzato con materiali ecofriendly e un design essenziale.

Nau! ha una rete distributiva composta da oltre 140 store monomarca, tra negozi diretti ed in franchising, in Italia, Spagna, India, Usa, Iran e Cina e più di 700 dipendenti.

 

Le imprese food si ristrutturano

Risolti tutti gli aspetti organizzativi di base, le aziende agroalimentari Italiane sono oggi in grado di rispondere con flessibilità alle differenti necessità per singole destinazioni: dal mercato interno a quelli dell’export vicino e lontano. Con una serie di opzioni strategiche diverse (da Gdoweek n. 7)

L’Italia ha fatto un salto strutturale, superando quello che è sempre stato un limite, ma anche uno dei tratti distintivi del valore e della ricchezza unica del cibo made in Italy: la frantumazione dell’offerta, che unita all’assenza di distributori italiani nel mondo, ha rallentato la capacità delle aziende italiane di rispondere alla grande richiesta internazionale di prodotti alimentari italiani. Restando ancorati a un’ottica distributiva domestica, a volte anche solo interregionale o locale tout court.

Il balzo strutturale si è espresso in varie modalità: dalla nascita di piattaforme aziendali logistiche e distributive, alla fondazione di collettori unicamente logistici, fino all’apertura da parte delle singole aziende di filiali e uffici commerciali all’estero che consentono l’instaurazione di relazioni dirette e una maggiore cura nei servizi e del marketing. Sono soprattutto le aziende italiane che esportano ad avere superato piuttosto rapidamente tutti gli aspetti organizzativi di base. Si tratta di imprese oggi in grado di rispondere con flessibilità alle richieste di packaging, formati, etichettature, differenti da destinazione a destinazione. La conseguenza di tutto questo sforzo si coglie nei numeri. Cresce la scalata dell’export italiano nel mondo e l’intero sistema guarda con giustificato ottimismo all’obiettivo dei 50 miliardi di euro a valore nel 2020. E le stesse prestazioni interne stanno migliorando. Un primo focus d’analisi riguarda le piattaforme del made in Italy, in particolare due esperienze con peculiarità differenti, ma gradi di efficacia sicuramente superiori rispetto a quanto avveniva in un passato anche recente. La prima concerne Cremonini, che mette a disposizione di protagonisti alimentari terzi Inalca Food&Beverage. Per aprire i mercati esteri ad aziende italiane meno strutturate, Inalca (società del Gruppo Cremonini, e tra i maggiori player europei nel settore delle carni bovine), ha fondato nel 2012 la controllata Inalca Food&Beverage, specializzata nella distribuzione internazionale delle eccellenze italiane: salumi, formaggi, salse e condimenti, pasta, prodotti da forno, dolci e salati, vino, spezie, acque minerali, e tutto quello che non può mancare nella cucina di un ristorante italiano.

IF&B è una società fondata sul know-how specifico della casa madre e svolge attraverso la propria organizzazione dedicata, il ruolo di piattaforma centrale per tutta la supply chain distributiva, garantendo alti livelli di efficienza, una approfondita conoscenza dei mercati di destinazione e la copertura della distribuzione “dell’ultimo miglio” dei prodotti fino alla porta del cliente grazie all’acquisizione di piccoli e medi distributori locali. Attualmente dispone di 25 piattaforme logistico-distributive in nove Paesi: Usa, Capo Verde, Tailandia, Hong Kong, Cina, Malesia, Australia, Messico, Isole Canarie e di un catalogo di oltre 10.000 referenze, per il 90% commercializzate a marchio delle aziende fornitrici e per il restante 10% con il marchio proprio Mamma Tina. IF&B acquista i prodotti finiti e confezionati dai fornitori italiani e si pone come interlocutore unico sul mercato internazionale. Opera principalmente nel segmento B2B, in prevalenza nel canale horeca e food service ma, in alcuni mercati, serve anche il retail. “Con questo progetto -afferma Augusto Cremonini, Ceo e ideatore di IF&B- vogliamo creare delle filiere di valore, controllate, stabili e sostenibili, dando continuità al business. Le aziende che esportano con noi si appoggiano a un piano strategico di lungo periodo di crescita condivisa. Il nostro ufficio qualità supporta le aziende fornitrici in tutto il percorso di preparazione delle marce per la spedizione (packaging, etichettatura, documentazione), dopodiché ci occupiamo del ritiro dei vari prodotti, della spedizione via terra, aereo o mare e anche del piano di marketing per il consolidamento della presenza delle referenze all’estero. In alcuni casi, coinvolgiamo i fornitori stessi per eventi di presentazione in loco o nella partecipazione a fiere all’interno dei nostri stand. Tutto questo avvalendoci delle economie di scala che possiamo fare grazie all’appartenenza al Gruppo Cremonini”.

La seconda case history riguarda la piattaforma di Granarolo. Il gruppo bolognese seleziona specialità italiane per servire 5 continenti. Porsi come unico referente per un’ampia offerta di prodotti made in Italy è diventato parte fondamentale della strategia di internazionalizzazione del Gruppo che è presente oggi in mercati anche remoti, grazie ad acquisizioni nel corso degli ultimi anni in Nuova Zelanda, Brasile, Cile, Grecia, Francia, Svezia, Svizzera, Estonia o con uffici commerciali come in Cina e negli Stati Uniti. Di recentissima definizione c’è l’acquisizione della società Midland Food nel Regno Unito, che porta Granarolo ad ambire a posizioni di primissimo livello nel mercato locale.

A differenza di Inalca Food&Beverage, l’attività d’impresa è improntata prevalentemente a una politica di brand propri, in alcuni casi quelli storici del gruppo e in altri quelli entrati nel perimetro Granarolo attraverso le partnership societarie degli ultimi anni. Il core business anche all’estero è e resterà quello della casa, il comparto dairy di cui Granarolo è attualmente il principale produttore italiano. Le numerose acquisizioni industriali effettuate negli ultimi anni consentono però al Gruppo di estendere il portafoglio dell’offerta all’Italian Healthy Foods (bevande e prodotti vegetali e biscotti, crackers, grissini e altri sostitutivi del pane senza glutine) e all’Italian Specialty Foods, cioè alcuni dei prodotti più rappresentativi del made in Italy alimentare (pasta, aceto balsamico, prosciutto).

“L’obiettivo di Granarolo -commenta Tiziano Manco, marketing director Italy & Non European countries di Granarolo- è diventare una piattaforma di riferimento all’estero per i prodotti agroalimentari italiani. La presenza di nostri distributori in diversi Paesi ci consente un controllo più oculato del mercato e di stringere partnership durature e dirette con i clienti proponendoci come riferimento unico per un’ampia gamma di prodotti italiani, in grado di garantire efficienza nella consegna, controlli della qualità e di fornire tutte le certificazioni richieste. Dall’altro lato un unico interlocutore agevola il compratore nell’ottimizzazione degli audit”.

La ristrutturazione non va solo in direzione della creazione di piattaforme multiple. Nel mondo ortofrutticolo non mancano interessanti esempi di ottimizzazione in chiave prospettica. Dopo aver creato un brand strettamente connesso a uno specifico territorio, Vi.P Val Venosta, uno dei grandi consorzi di produzione e commercializzazione delle mele italiane, potenzia la competitività investendo nelle varietà club e nel bio e riorganizza la struttura aziendale unendo sotto un’unica direzione commerciale il marketing e la vendita. “Abbiamo acquisito i diritti per nuove varietà che i nostri soci si stanno impegnando, con noi, a sviluppare -racconta il direttore commerciale Fabio Zanesco-. Stiamo investendo sulle mele Kanzi per raggiungere, in breve, due volte e mezzo la produzione attuale; nell’Ambrosia, di cui termineremo di piantare il primo lotto di 200 ettari nel 2018 e pianteremo il secondo lotto di 100 ettari nel 2020 per passare da un potenziale produttivo che oggi è 1.500 t a 15mila t fra 7-8 anni. Con Envy oggi siamo circa a 1.000 t di potenziale e saliremo fino a 5.500 t. Questi sono tre dei 6-7 progetti di nuove varietà che porteremo al pubblico nei prossimi anni. Si tratta di mele nuove che vanno introdotte e fatte penetrare nei mercati ed è per questo che vendita e marketing devono andare a braccetto”.

Restando nell’ambito delle mele, non si può non accennare all’accordo 2017 fra Melinda e La Trentina, un patto che impegna i due principali attori della frutticoltura trentina a costituire una comune organizzazione per la commercializzazione dei prodotti, pur rispettando e, anzi, valorizzando i rispettivi marchi. L’intento è chiaro: abbandonare politiche concorrenziali per creare sinergie, commerciali prima e produttive poi.

Secondo quanto affermato dai protagonisti, l’alleanza funziona e garantisce sviluppo. “La strada intrapresa sta già dando i primi buoni frutti -afferma il presidente Rodolfo Brochetti- dando merito alla condivisione delle linee guida di un progetto di indirizzo varietale e della sempre maggiore sinergia in tutti i processi di post raccolta”. Sono diversi i fronti sui quali il Consorzio frutticolo trentino sta operando per garantire alle 1.200 famiglie di frutticoltori associati i vantaggi utili a assicurare sostenibilità produttiva a lungo termine. L’attività commerciale, già svolta quest’anno in modo congiunto con il Consorzio Melinda, sarà gestita da un’Associazione di Organizzatori di Produttori, di cui entrambe faranno parte, che sarà operativa con l’inizio della prossima raccolta, aperta all’ingresso di altre realtà. Prosegue anche l’azione di consolidamento e razionalizzazione dell’attività industriale, frutto delle sinergie attuabili a seguito dell’accordo. Nei prossimi mesi sarà inoltre presentato un progetto di indirizzo varietale che metterà a fattor comune tutto il territorio delle due Op garantendo l’ottimizzazione delle produzioni e la valorizzazione delle diverse varietà, ognuna delle quali troverà destinazione negli areali produttivi meglio confacenti.

L’intesa attualmente interessa l’85% della superficie frutticola trentina e prosegue su tutti i fronti, dal miglioramento della gestione delle vendite e del servizio al mercato all’ottimizzazione delle risorse interne e alla condivisione degli obiettivi volti a una sempre maggiore sostenibilità delle produzioni.

Per la prima volta l’agricoltura e l’industria alimentare italiana d’eccellenza accomunano le proprie forze per difendere, sostenere e valorizzare il Made in Italy. È questo l’obiettivo della realtà associativa Filiera Italia, promossa da Coldiretti, Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica), che ha tra i soci fondatori Bonifiche Ferraresi, Ocrim, Farchioni Olii, Cirio agricola, Donna Fugata, Maccarese, Ol.Ma, Giorgio Tesi Group, Terre Moretti (Bellavista) e Amenduni. La compagine associativa è riunita attorno ai valori comuni dell’identità territoriale e nazionale, per favorire la conoscenza e la diffusione di pratiche alimentari basate sui principi della Dieta Mediterranea, attraverso la combinazione di tutti gli ingredienti utili a una alimentazione sana, variata ed equilibrata.

Secondo il già citato Luigi Cremonini, qui nelle vesti di neo eletto presidente dell’associazione: “Nasce finalmente un’alleanza di filiera che mette insieme due componenti preziose e reciprocamente imprescindibili del più importante settore di questo Paese: la produzione agricola e l’industria italiana di trasformazione alimentare. Finisce una contrapposizione immotivata e fuorviante e nasce un’alleanza che tutela la vera distintività e l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana”. Pedon ha puntato le sue carte per diventare un partner affidabile per la gdo. Qualità dei prodotti e dei processi, elevata flessibilità, capacità di sviluppo di nuovi prodotti e responsabilità sociale sono tutte condizioni necessarie per diventare partner delle grandi insegne della distribuzione nel mondo, ma il tratto distintivo per vincere la concorrenza è l’innovazione. Ed è questo il focus su cui Pedon, azienda italiana che commercializza prodotti a base di cereali, legumi e semi, punta per dare un valore aggiunto unico a delle materie prime che di per sé sono commodities: “Da sempre siamo attenti a intercettare e possibilmente anticipare i nuovi trend di mercato -afferma Paolo Pedon, export manager dell’azienda-. In particolare la nostra missione quotidiana è quella di rendere cereali, legumi e semi, prodotti dalle eccezionali caratteristiche nutrizionali e di sostenibilità, più fruibili per i consumatori attraverso un maggior contenuto di servizio (velocità e facilità di preparazione)”.

Non meno importante per l’azienda Pedon la flessibilità in termini di packaging: “In base alle esigenze del cliente e dei canali di distribuzione siamo in grado di adattare il pack del prodotto, cercando sempre di mantenere una produzione sostenibile per le persone e per l’ambiente. Inoltre, non sottovalutiamo la componente di servizio. Per i nostri clienti sono importanti le risposte veloci e immediate. Ecco perché abbiamo recentemente aperto un ufficio a Miami, in modo da poter gestire da vicino i clienti di Messico, Usa e Canada, che stanno diventando un business sempre più importante per l’azienda”. Obiettivo filiali, per essere vicini ai clienti esteri. Tutte le principali società italiane che hanno inserito l’espansione sui mercati esteri tra gli obiettivi strategici di sviluppo, si sono poi organizzate in maniera strutturata. Alce Nero, azienda italiana specializzata nel biologico di fascia super premium, con una rete di oltre mille soci produttori che coprono quasi tutte le categorie merceologiche della spesa, dalla prima colazione alla pasta fino ai condimenti, è particolarmente focalizzata verso il mercato asiatico. Qui è presente con la società Alce Nero Asia che copre tutto il Far East, Cina e Giappone. Alce Nero Asia è frutto di una joint venture al 50% con un gruppo francese presente sul mercato asiatico da decenni con cui la holding italiana condivide il marchio per l’area Orentale. Alce Nero esporta il 16% del suo fatturato, di cui il 60% in Asia. Ha di recente aperto una propria filiale nel Connecticut Mutti, uno dei maggiori brand italiani nella trasformazione del pomodoro (passate, pelati ecc.). Il 2018 sarà un anno di consolidamento anche in Europa (dove l’azienda è già presente in Francia), in particolare in Scandinavia, Germania e Austria, mantenendo però l’origine della materia prima e la lavorazione in Italia. “La presenza in loco -chiarisce Filippo Corsello, direttore export Mutti- ci permette di intercettare valori, cultura e bisogni locali e di conseguenza d’interpretare meglio la domanda e di agire sul marketing per suggerendo l’impiego più adatto dei prodotti”. Mutti esporta prodotti sia per la gdo che per il food service per un valore di 86 milioni di euro, il 36-38% del volume della produzione.

Avere un core business focalizzato su un unico prodotto è un’arma a doppio taglio nell’export. Non sempre per esempio un vino è ben accetto in tutti i mercati: negli USA è molto apprezzato il bianco, soprattutto il Prosecco, mentre non è così per i vini rossi che godono di minor attenzione; al contrario in Cina è il vino bianco a non avere un grande appeal sul consumatore. Per supportarsi nella penetrazione dei mercati e presentarsi con un paniere di vini è nata The Wine Net – Italian Co-Op Excellence, la prima rete italiana di imprese cooperative del vino per unire, valorizzare e promuovere l’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana. La rete d’impresa non ha persona giuridica: le singole cantine gestiscono in prima persona le transazioni, ma partecipano congiuntamente, unendo le risorse e i contatti commerciali a iniziative comuni di promozione o di primo contatto.

Il mondo del vino in generale prosegue il lungo lavoro di presentazione delle tante tipologie che la biodiversità italiana permette di produrre, ma dato che il made in Italy non è solo prodotto, ma è anche uno stile di consumo, Caviro, il produttore di Tavernello, il marchio di vino italiano più venduto al mondo, ha lavorato su innovazioni di packaging e di servizio: “Qualche anno fa siamo stati i primi a proporre il vino nel brick in Italia, un contenitore assolutamente nuovo per il settore. Ora vogliamo portare anche all’estero una novità che renda il vino più facile da trasportare e ne allunghi la conservazione, un’innovazione che riguarda sia il contenitore che il contenuto”, annuncia SimonPietro Felice, direttore generale Caviro, troppo riservato per fornire ulteriori dettagli. Da gennaio è operativa con licenza di importazione anche Caviro Usa. Attualmente negli Stati Uniti il Gruppo realizza 10 milioni di euro, poco più del 10% del proprio fatturato (15 considerando anche Canada e Messico), ma ha obiettivi di crescita a doppia cifra.

Tutta orientata al mercato estero la strategia di Cantina di Soave, uno dei principali esportatori di vini veronesi (Soave, Valpolicella, Amarone e Ripasso), con un volume del 50% della propria produzione che complessivamente ammonta a 100mila tonnellate di uva. “L’azienda -spiega Luca Sabatini, export manager Cantina di Soave- ha adeguato le proprie capacità logistiche e di imbottigliamento. Dall’inizio del 2018 sono operativi un nuovo magazzino con 16mila bancali e due linee di imbottigliamento che raddoppiano la capacità aziendale fino a 74 milioni di bottiglie annue”. Cantina di Soave ha creato 15 anni fa una divisione estero all’interno dell’azienda per relazionarsi direttamente con i clienti. Oggi l’ufficio estero è composto da 10 persone di cui 3 esterne, 4 back office e 3 dedicate alla logistica estera per poster rispondere alle peculiarità di ogni Paese (modalità di invio, trasmissione documenti, analisi richieste ecc). Questa separazione tra Italia ed estero riguarda anche l’ufficio commerciale che gestisce le richieste dei 50 mercati in cui la Cantina opera.

Sempre dalla regione Veneto il vino italiano più famoso nel mondo, il Prosecco, è l’unica referenza di Val D’Oca, cooperativa fondata nel 1952 che raccoglie 600 produttori e che produce per il 65% il Valdobbiadene Docg. “La nostra forza vendita elabora una strategia specifica per ogni canale -spiega Aldo Franchi, direttore di Val D’Oca- dettata anche dalle diverse norme di acquisizione di ogni Paese. In loco abbiamo importatori con i quali definiamo la strategia e gli investimenti o agenti che ci aiutano a elaborare strategie con i distributori: per esempio in Ontario non è possibile fare azioni di comunicazione, perché esiste un monopolio totale del vino acquistato dallo Stato; completamente opposto il caso della Germania”.

Carrefour Express: tre nuovi store a Milano

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Prosegue lo sviluppo in Lombardia di Carrefour Italia che punta sul format di prossimità e inaugura tre punti di vendita a Milano

Prosegue lo sviluppo di Carrefour Italia che a Milano inaugura tre punti di vendita Express in corso di Porta Romana 54, via Maddalena 9 (zona Missori) e in via Martiri della Libertà 8 a Melegnano (Mi). Nei negozi sono stati inseriti corner dedicati ai prodotti Terre d’Italia e al biologico. Nei mercati di Porta Romana 54 e via Maddalena 9 sarà inoltre possibile usufruire di servizi di lavanderia, fax e fotocopie. Il negozio di Melegnano, invece, propone tra i servizi la possibilità di pagare con i ticket restaurant o richiedere consegne a domicilio.

John Agostini, direttore prossimità Carrefour Italia, commenta: “Il format di prossimità, con tutti i servizi aggiuntivi che offre, è stato pensato per venire incontro alle esigenze di praticità e qualità dei nostri clienti, sia nelle zone centrali delle grandi città che in realtà più piccole come può essere quella di Melegnano. Oggi più che mai è una strategia vincente ed è inoltre un’occasione unica e bellissima per essere a contatto diretto con gli abitanti e le attività di quartiere”.

Sincerità, trasparenza e coerenza

Dirty Marketing versus marketing etico, la sfida che tutti hanno davanti, aziende di produzione e di distribuzione ... ecco la checklist (da Gdoweek n. 7)

1) Lo storytelling non equivale a raccontare panzane. Un conto è la storia di un prodotto e della sua filiera, un altro il racconto di un mondo ideale che non esiste.

2) Qualsiasi cosa produciamo/vendiamo deve fare bene a tutta la filiera: dal conto economico al cliente passando per i fornitori. Solo così si è “sicuri” che il conto torni (e anche il cliente).

3) Marketing etico significa che andiamo un po’ più in là del nostro tornaconto e che l’ambiente che ci circonda si avvantaggia della nostra presenza.

4) Trasparenza, elemento fondamentale che deve permeare ogni parola, da quella che scriviamo sul packaging a quella che viene recitata da uno spot televisivo.

5) Quando facciamo un errore, meglio ammetterlo e chiedere scusa, invece di nasconderci nel silenzio o, peggio ancora, negare l’evidenza.

6) Non predicare bene e razzolare male: necessario essere coerenti tra ciò che si dice e ciò che si fa.

7) Imprenditore viene da “prendere sopra di sè” non da “prendere” ... e basta. Meglio ricordarselo sempre!

Microsoft sviluppa l’engagement del cliente

Dal mondo fashion all’elettronica di consumo fino al food, la visione di Microsoft è di relazione end-to-end multicanale (da Gdoweek n. 6)

L’obiettivo di Microsoft è consentire ai retailer di gestire tutta la customer journey del consumatore e per tale obiettivo l’azienda di Redmont ha presentato insieme a Capgemini una piattaforma integrata basata sulle soluzioni Dynamics 365 Customer Engagement e Adobe Campaign. Nella fase di sviluppo attuale, la piattaforma è progettata per il mondo fashion e retail come l’elettronica di consumo, ma negli sviluppi futuri coprirà una molteplicità di ambiti commerciali. Secondo un recente studio condotto da Capgemini, la gestione completa della relazione con il cliente in tutte le fasi, può determinare a parità di offering un incremento del fatturato del 5%. Microsoft ha scelto Adobe come partner per la gestione del digital marketing con la soluzione Campaign Marketing. Si tratta di un software che consente ai retailer di sperimentare concretamente il marketing relazionale. Alla base di tutto vi è la considerazione che nel momento in cui un consumatore entra in un negozio, in realtà sta vivendo una fase di un percorso dove in precedenza ha magari consultato un sito web, ha visto un prodotto, magari lo ha ordinato e vuole ritirarlo in negozio. Per parlarne successivamente nel social network. Nel concreto, la soluzione Microsoft rende possibile definire la campagna di marketing e il relativo target, basando l’azione sulle informazioni riguardanti i clienti profilati a diversi livelli; il workflow definibile prevede l’utilizzo di strumenti e canali adeguati con i quali attivare azioni di engagement. Essendo una soluzione end-to-end, è possibile coordinare il flusso di informazione tra cliente e retail advisor, con piena gestione delle modalità d’acquisto, sia online o in negozio. Al termine del percorso esperienziale e di acquisto è previsto il controllo e monitoraggio di tutta la fase logistica di consegna prodotto, che può essere spedito a casa, oppure ritirato presso il punto di vendita. La soluzione di Microsoft prevede anche le funzionalità per l’analisi del sentiment post vendita, attraverso il monitoraggio online e il feedback dei clienti. In particolare dall’ascolto del social network possono emergere degli insight importanti per migliorare diverse fasi del processo di acquisto.

Accesso riservato

Coincasa: ingresso in Francia

Il brand italiano dell’home decoration Coincasa sbarca in Francia con il suo primo negozio aperto a Rennes, sviluppato su una superficie di 160 mq

Il brand italiano dell’home decoration Coincasa sbarca in Francia con il suo primo negozio aperto a Rennes, capoluogo della Bretagna, sviluppato su una superficie di 160 mq. Il punto di vendita è situato all’interno del centro commerciale Grand Quartier, con una galleria che ospita 110 negozi. L'assortimento spazia dalla tavola alla biancheria ai tessuti d'arredo, dalla decorazione ai complementi. Dal 2014 l’intera collezione Coincasa è disponibile anche online su coincasa.it, con consegna in tutta Europa.

Il brand è presente in 37 negozi Coin dislocati nei più importanti centri storici e nelle principali vie dello shopping in Italia e conta 82 store stand-alone, di cui 32 sul territorio nazionale e 50 all'estero. L'espansione all'estero di Coincasa ha preso il via dieci anni fa dall'area dell'Est Europa, per estendersi poi nel bacino mediterraneo e, più recentemente, nei paesi del Nord Europa e in Russia.

 

Megamark e Ap acquisiscono 21 store Tuodì in Campania

Gran parte dei supermercati, che in totale sviluppano una superficie di vendita di circa 11.000 mq, avranno l'insegna Sole365

Ventuno punti di vendita a insegna Tuodì in Campania sono stati acquisiti dal Gruppo Megamark, che conta già oltre 500 strutture a insegna Dok, A&O, Famila, Iperfamila e Sole365 per circa 6.000 addetti, e da AP Commerciale srl della famiglia Apuzzo, con un investimento di oltre 15 milioni di euro. Gran parte dei supermercati, che in totale sviluppano una superficie di vendita di circa 11.000 mq e un potenziale fatturato di oltre 60 milioni di euro, avranno l'insegna Sole365. Nei negozi acquisiti sono impiegate oltre 130 persone, il cui posto di lavoro è stato garantito dalla nuova proprietà.

“La crescita della nostra attività in Campania – dichiara Giovanni Pomarico, a capo del Gruppo Megamark – prosegue in modo proficuo anche grazie alla consolidata collaborazione con la famiglia Apuzzo, profonda conoscitrice del territorio. In questi giorni abbiamo incontrato i nuovi collaboratori e abbiamo raccontato la nostra realtà aziendale e i nostri 40 anni di storia”.

Antonio Apuzzo, amministratore unico della AP Commerciale srl, aggiunge: “Questo accordo consolida il ruolo di Sole365 in Campania, un’insegna in grado di offrire ogni giorno ai propri clienti una varietà di prodotti a scaffale a prezzi sempre convenienti, dove è possibile risparmiare 365 giorni l’anno. È questa la logica del ‘Every day low price’ che fa a meno delle offerte promozionali e delle raccolte punti, ponendo al centro dell’attenzione il cliente e le sue quotidiane esigenze di spesa”.

Scaffale degli spumanti a geometria variabile

Assortimenti trainati dalla crescita del Prosecco e dalla parziale destagionalizzazione dei consumi (da Gdoweek n. 6)

Gli assortimenti sono in evoluzione. Partiamo da una considerazione: il display degli spumanti può variare considerevolmente nel corso dell’anno, è questa una caratteristica che denota da sempre il reparto. Nel periodo delle ricorrenze aumenta in modo esponenziale l’ampiezza e la profondità dell’assortimento rispetto alla media annuale. Ci possono essere marchi di spumanti che sono presenti o hanno una certa visibilità nel display praticamente solo sotto Natale o nel periodo pre pasquale. In questi mesi, grazie sia all’allargamento dell’assortimento sia all’esposizione di referenze tipicamente da ricorrenza (per esempio confezioni natalizie, bi-pack o pack con i lievitati da ricorrenza, i cosiddetti abbinati, esposizioni preferenziali) aumenta in modo significativo lo spazio dedicato alla categoria. Durante i periodi nei quali c’è il picco delle vendite sono soprattutto le marche tradizionali del mercato, definibili mainstream o anche marche familiari (in primisi Gancia, Martini&Rossi, Cinzano), ad avere il maggior appeal sul consumatore. La segmentazione del mercato rimane comunque determinata sostanzialmente dal posizionamento di prezzo: le marche mainstream sono centrali al display e quelle che sviluppano i maggiori volumi, nell’area convenienza si collocano i prodotti value for money e soprattutto i prodotti di fascia più economica, mentre nella fascia alta troviamo le marche upper mainstream e in particolare gli spumanti premium, soprattutto il metodo classico con brand che sono tra i leader della gdo in termini di valore e molto gettonati per il botto di fine anno.

Guardando il quadro generale, la spumantistica italiana cresce anche e soprattutto grazie al successo del prosecco che spinge l’export e influenza il mercato interno imponendosi sugli scaffali dei format moderni come tipologia trainante. In generale la performance positiva degli spumanti coinvolge tutte le aree e canali, con un aumento trasversale delle referenze medie della categoria e i numeri lo dimostrano.

Aldo Scirocco, category manager bevande/confetture Multicedi, ci conferma una situazione di mercato piuttosto rosea: “La categoria spumanti/champagne ha chiuso il 2017 con numeri positivi per quanto riguarda le vendite, sia in termini di volumi che in termini di fatturato, con incrementi rispettivamente dell’11,7% e del 13,4% (il dato è riferito all’andamento in Multicedi). Nelle sottocategorie da noi classificate lo champagne è cresciuto del 12,12% in volume e del 17,59% in valore, lo charmat dolce rispettivamente del 5,9% e del 2,2%; trend estremamente positivo anche per lo charmat secco (17,09% e 20,52%) e per lo spumante classico (13,73% e 15,18%). In generale si registra una sofferenza di tutto il mondo ‘dolce’ (in particolare per il Brachetto), con l’Asti in difficoltà (confermata anche dal lancio dell’Asti secco come extrema ratio). In questa situazione, proposizioni di vendita aggressive in termini di pricing supportano i volumi. Dal canto suo tutto il mondo bollicine dry-extra dry cresce e si sviluppa anche in termini di domanda, con una scelta che appare sempre più qualitativa e selezionata (Franciacorta-Prosecchi-Trento doc riserve-Pas dose’). Il Prosecco merita un focus a parte in termini numerici: +28% in volume e + 33% in fatturato. Crescono in egual modo i doc e i docg. Per quanto attiene alle fasce di prezzo, registriamo ottime performance nella fascia fra 3,99 e 5,99 euro, prezzi altresì difficilmente replicabili in futuro per i noti rialzi inflazionistici”.

“Nell’assortimento le marche più gettonate restano Ferrari e Berlucchi” dice il category di Multicedi, “ ma cresce la notorietà di Bellavista; nei prosecchi si distinguono Carpene’-Maschio-Mionetto ma anche marchi minori, In particolare nel mondo docg Valdobbiadene, dove la ‘provenienza territoriale distintiva’ induce Interesse e fiducia nel prodotto. Per quanto concerne la regionalità, non vi è dubbio che i trend importanti dei consumi di bollicine stiano spingendo anche i produttori di vino regionali alla spumantizzazione delle eccellenze locali; si tratta di un fenomeno che dovremo considerare nei nostri assortimenti in quanto le Falanghine spumantizzate, i Greco e gli Aglianico presenti sul mercato (si consideri per esempio pianeta Dubl di Feudi di San Gregorio) guadagnano volumi e notorietà costantemente”.

Per quanto riguarda la segmentazione merceologica di base, gli spumanti sono classificabili in due principali sottogruppi: i secchi (prosecco, di vitigno, metodo classico e altri secchi generici) e dolci (Asti, Brachetto, Moscato e altri dolci) mentre lo champagne costituisce una tipologia a sé stante. Escludendo per l’appunto lo champagne, la categoria spumanti nei format moderni è rappresentata in valore per circa il 61% da charmat secchi, per il 15% dai charmat dolci e per il 24% dal metodo classico. Bisogna altresì sottolineare che da solo il Prosecco sviluppa oltre il 40% in valore, dato considerevole tanto più se pensiamo che 7-8 anni fa la sua incidenza in valore sugli assortimenti era intorno al 30%. È indubbiamente una tipologia di bollicine che ha dato una grossa spinta alle vendite nella gdo, passate nel periodo citato per gli spumanti da circa 270 milioni di euro e 43 milioni di litri ad oltre 385 milioni di euro e 58 milioni di litri nel 2017, mentre i valori dello champagne sono cresciuti nello stesso periodo in modo trascurabile.

Per Guido Fioravanti, buyer beverage Gruppo Gabrielli, “nell’ultimo anno la categoria ha registrato una crescita complessiva di circa il 6%, ma va precisato che l’andamento risulta molto diverso a seconda delle tipologie di prodotto. In particolare il prosecco ha fatto registrare una crescita importante, pari a circa il 30%, mentre le altre categorie hanno avuto performances negative (sia charmat secco e dolce che metodo classico). All’interno della categoria spumanti bisogna poi evidenziare che prodotti legati al territorio come il Pecorino e la Passerina spumantizzati continuano a mettere a segno perfomances positive”.

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