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Brico io: punto di vendita a Montesilvano

Brico io Montesilvano
In un ampliamento di recente costruzione, nel centro commerciale Porto Allegro, a Montesilvano (Pe), si inserisce Brico io con uno store di 1.500 mq

In un ampliamento di recente costruzione, nel centro commerciale Porto Allegro, a 500 metri dal lungomare di Montesilvano (Pe), si inserisce Brico io con un punto di vendita di 1.500 mq, il 72esimo a gestione diretta.  Lo store è abilitato anche come punto di ritiro per lo shop online. L’assortimento comprende oltre 20.000 referenze suddivise nei 16 reparti, per la cui organizzazione è stato adottato il layout espositivo come sempre cucito attorno al corridoio centrale. Alle testate promozionali è stato dato maggior risalto e si presentano in quest’occasione con una grafica nuova.

 

All’interno del negozio sono inoltre presenti tre corner specializzati: l’Outlet del Kasalingo per tutto ciò che è accessori per cucina, oggettistica e tessili per casa, idee regalo; l’Isola dei Tesori per l’alimentazione e la cura degli animali domestici; Bella Casa per i complementi d’arredo, con un’offerta di oltre 5.000 articoli consultabili su schermi E-Wall e acquistabili con la consulenza di un personal shopper.

Tra i servizi alla clientela propone tintometro, taglio legno, taglio al metro di tovagliati, corde, cavi, pavimentazioni, ma anche il nuovo servizio di installazione per i climatizzatori acquistati in negozio. Il team di lavoro è composto da 15.

Satur si consolida in Toscana

Satur Arezzo
Il gruppo Galileo di Tivoli espande l’insegna di articoli per la casa Satur, attiva con 54 punti di vendita in Italia, e si consolida in Toscana con uno store ad Arezzo

Il gruppo Galileo di Tivoli espande l’insegna di articoli per la casa Satur, attiva con 54 punti di vendita in Italia, e si consolida in Toscana dove apre un negozio, ad Arezzo, in piazza Saione. La struttura occupa un’area d 850 mq e propone un assortimento di 6.000 articoli. Per la sua gestione sono stati assunti 6 dipendenti, tutti del luogo. Il punto di vendita è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20.

 

Le proposte stagionali del garden, dell'arredo outdoor e prodotti per il mare accolgono il visitatore all’ingresso dello store. Dopo la zona casse e l'area dedicata al fitness, è stata allestita l’area dedicata ai piccoli elettrodomestici a marchio Kooper. Si prosegue con l'assortimento firmato Villa d'Este Home Tivoli, e con la zona dedicata alla cottura con la proposta di batterie di pentole, padelle e accessori. A seguire inizia lo spazio dedicato al marchio Galileo con le proposte per tavola, colazione, tessile, bagno, sistemazione e pulizia, complementi e arredo.

 

 

 

Asiamama, lo street food asiatico made in Italy in gdo

Dim Sum, Harumaki, Spring Rolls, primi di riso e soia, secondi di pollo, manzo e frutti di mare: caso forse più unico che raro, questa volta il sounding è cinese, ma la sostanza è italiana.

Da qualche mese GL Industry, azienda di Reggio Emilia che fa parte di GL Group, proprietaria anche della catena di ristoranti a marchio Sushiko, ha lanciato presso i punti vendita dei network Conad e Sigma una linea di piatti asiatici ready to eat interamente concepiti e prodotti in Italia. Le 18 referenze della gamma Asiamama sono studiate per incontrare al meglio il gusto dei consumatori italiani in fatto di asian food, confezionate in pack da due porzioni che possono essere gustate dopo averle scaldate pochi minuti in microonde.

Le ricette sono create e formulate da un team misto di chef italiani ed asiatici capitanati da Diego Bongiovanni, esperto food consultant e TV Chef. Cristian Lin, amministratore di GL Industry, dichiara: “Abbiamo deciso di lanciare una linea di prodotti che consenta ai consumatori italiani di avere un prodotto fatto in Italia secondo le logiche produttive e gli standard di qualità italiani: quindi niente glutammato, valori nutrizionali più bilanciati e sani, elevata qualità delle materie prime e degli ingredienti. Tutto il processo produttivo si svolge all’interno del nostro stabilimento inaugurato nel 2016 in provincia di Reggio Emilia. Tutti gli ingredienti sono rigorosamente italiani e di primissima qualità, per offrire ai clienti un prodotto buono ai costi che solo la produzione industriale consente di raggiungere.”

“Asiamama nasce per mantenere una promessa: cibo asiatico di qualità superiore, pronto in pochi minuti- spiega Massimo Gioscia, direttore creativo dell’agenzia torinese Comunico Group specializzata in food marketing-. Nella nostra strategia creativa abbiamo ritenuto di valorizzare l’impatto visivo dei prodotti, perché i consumatori possano realmente prendere visione di ciò che si apprestano ad acquistare; da un punto di vista visuale e comunicativo, invece, facciamo leva sul racconto dell’originalità e della qualità delle ricette di Asiamama.”

Briò Shop: la nuova insegna drugstore

Briò Shop
Gruppo Briò lancia l’insegna Briò Shop. Il primo drugstore è stato realizzato a San Lazzaro, Isernia, in via Vivaldi 3, sviluppato su 450 mq

Gruppo Briò lancia l’insegna Briò Shop. Il primo drugstore è stato realizzato a San Lazzaro, Isernia, in via Vivaldi 3, sviluppato su 450 mq e con un assortimento di circa 10.000 referenze per la cura della persona e della casa, per salute e bellezza.  Presente anche il reparto profumeria e make up con vendita assistita e il reparto prima infanzia comprensivo di babyfood. Nel corso del 2018 sono in programma 5 aperture ed entro il 2019 si prevedono 50 store e l’espansione in centro e nel sud italia.

Pam local: aperture a Roma e Alassio

Interno Pam local
Si espande sul territorio Pam local con due punti di vendita di cui uno a Roma, il secondo ad Alassio, dove l’insegna non era ancora presente

Si espande sul territorio l’insegna Pam local con due punti di vendita di cui uno a Roma, il 24esimo in città, in via Carini 57, e ad Alassio, dove l’insegna non era ancora presente, in via Dante Alighieri, quest’ultimo gestito in franchising. All’interno dei due negozi sono disponibili referenze in linea con gli ultimi trend di mercato: dai piatti pronti, alle confezioni monoporzione, dai prodotti free from o integrali alle referenze con pochi grassi. Ampia anche la proposta di articoli bio, veg&veg ed etnici, oltre che la selezione di eccellenze dop e igp, provenienti da fornitori locali e appositamente segnalate come “prodotti del territorio”. Entrambe le strutture effettuano l’orario di apertura prolungato fino alle 22, 7 giorni su 7.

 

“Siamo molto soddisfatti del grande apprezzamento che Pam local continua ad ottenere a Roma, città di presenza storica per Gruppo Pam - commenta Andrea Zoratti, direttore divisione di prossimità Pam Panorama - Il nostro obiettivo è quello di offrire un servizio di qualità, che punti a rispondere ai bisogni di tutti i nostri clienti: pensiamo a loro infatti quando scegliamo la location, quando selezioniamo i fornitori e quando proponiamo nuovi servizi.”

La tecnologia torni a essere un mezzo

Le persone fanno e faranno la differenza ... nel bene e nel male. L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 11)

L’abbiamo capito tutti, la tecnologia è un mezzo e non un fine. C’è voluto del tempo, certo, perché chi l’ha ostacolata, chi non la sentiva nelle proprie corde, l’ha combattuta e oggi ci fa comunque i conti. A questo punto, meglio rifocalizzarci sul fatto che la tecnologia non è la madre di tutti i problemi e neppure una bacchetta magica, il vero punto sono le persone che la utilizzano. Non solo nella stanza dei bottoni, ma l’intera forza lavoro. Pensiamo ai negozi, la differenza enorme che fa un banconista preparato e sorridente, un help desk informato, una commessa in grado di capire che cosa vuole il cliente ... le persone, per chi lavora nel retail, sono fondamentali, e non solo per chi ha un “luogo” di vendita anche per chi fa eCommerce, la persona che suona il campanello ... è gentile? è d’aiuto? Oppure è stravolta dalla stanchezza? Oppure arrabbiata perchè l’ascensore non funziona ... Eh sì le persone non sono numeri in un bilancio, sono messaggeri, sono il brand dell’insegna, sono la misura della capacità di inclusione dell’azienda, della sua sostenibilità, dell’attenzione che mette nel rapporto con il cliente. Tante cose possono fare le persone che lavorano non “per” noi, ma “con” noi, e già capire questo è un primo passo.

Carrefour in Francia sperimenta l’outlet

carrefour outlet francia
Il gruppo Carrefour sta sperimentando in Francia l’insegna Outlet Carrefour, uno store con un assortimento non alimentare e con area discount

In un’ottica di ampliamento della rete e di diversificazione dell’offerta, il gruppo Carrefour sta sperimentando in Francia l’insegna Outlet Carrefour, uno store con un assortimento non alimentare e con area discount nella quale si applicano sconti che spaziano dal 30 al 70%.  Per il lancio dell’insegna, il gruppo distributivo ha inaugurato quattro punti di vendita nel Paese con l’obiettivo di consolidare la rete nel corso dell’anno. Le strutture hanno metrature che vanno dai 550 ai 1.500 mq.

Carrefour, banane bio equo solidali per aiutare i produttori del Ghana

Con più di 18 milioni di tonnellate la banana è il frutto più esportato venduto a livello mondiale e nei punti di vendita Carrefour. Già nel 2016 il gruppo francese ha lanciato la linea di banane biologiche e da commercio equo e solidale in quattro Paesi europei: Belgio, Francia, Italia e Spagna e rappresentano ormai il 30% delle banane vendute nei pdv e il primo prodotto che deriva dal programma di commercio equo e solidale.

Il programma di responsabilità sociale di Carrefour

Ora l'impegno si spinge oltre con il programma che prevede che, per ogni chilogrammo di banane acquistate, 0,05 euro siano devoluti alle comunità locali dei paesi di produzione, in particolare quella del Ghana, che grazie a un accordo esclusivo tra Compagnie Fruitiere e l'associazione Fair Trade Max Havelar fornisce le banane al gruppo francese.

Il progetto di produzione tocca i 600 ettari per una produzione a regime di 12mila tonnellate di banane da coltivazione biologica. I proventi raccolti saranno reimpiegati per progetti di scolarizzazione delle comunità locali in Ghana.

Il plauso del console onorario del Ghana in Italia

“L’iniziativa di responsabilità sociale del gruppo Carrefour, che ha scelto di donare, per ogni chilogrammo di banane acquistate, 0,05 euro alle comunità locali dei paesi di produzione, in particolare quella del Ghana, è degna di grande lode”. È quanto dichiara il console onorario del Ghana in Italia Massimiliano Colasuonno Taricone dopo aver appreso del progetto a favore della scolarizzazione nelle comunità locali in Ghana del gruppo francese leader nella grande distribuzione organizzata.

"Il consolato che rappresento - aggiunge Taricone - sarebbe felice di contribuire attivamente alle iniziative di solidarietà che scaturiranno dal progetto e mi rendo disponibile da subito a incontrare il board di Carrefour e valutare insieme le modalità di un coinvolgimento del Consolato in questa meritevole iniziativa”.

Nau! sbarca a Malta

NAU!_Malta
Prosegue il percorso di internazionalizzazione dell’insegna di ottica Nau! che apre il suo primo store a Malta, nella città di Sliema

Prosegue il percorso di internazionalizzazione dell’insegna di ottica Nau! che apre il suo primo store a Malta, nella città di Sliema, situato in 69 tower road. Il negozio va ad aggiungersi al punto di vendita di Teheran, agli store di Barcellona, ai punti di vendita di Madrid, ai tre negozi presenti in India, a New Delhi, e ai corner di Miami e Shanghai, incrementando così la presenza sui mercati internazionali del brand di Castiglione Olona. E nel corso dell’anno sono previste ulteriori aperture sui mercati esteri.

 

 

Conad del Tirreno si dota del Click&Collect

carrello promozionale ordina e ritira conad del tirreno
Conad del Tirreno introduce il servizio di Click&Collect in 142 punti di vendita in Toscana, Lazio, Sardegna e in Liguria in provincia di La Spezia

Il servizio di Click&Collect viene introdotto da Conad del Tirreno in 142 punti di vendita in Toscana, Lazio, Sardegna e in Liguria nella provincia di La Spezia, grazie alla soluzione progettata da Sap Se e Ntt Data, player globale per l’innovazione. Al momento sono oltre 18.000 i clienti registrati sul portale altuoservizio.conad.it dove è disponibile un catalogo di prodotti che conta tra le 7.000 e le 15.000 referenze tra cui freschissimi, freschi e surgelati. I punto ritiro conad del tirrenoprodotti sono disponibili nei negozi dove viene organizzato il ritiro che può avvenire all’interno di un intervallo che va dalle 3 ore ai 3 giorni. Il catalogo online è sfogliabile sulla base di una serie di parametri, filtri e selezioni particolarmente dettagliate. È possibile navigare per marchio o per caratteristiche dei prodotti, ad esempio, anche in relazione a particolari intolleranze alimentari. Il servizio include la consegna a domicilio per ora fornita in autonomia solo da alcuni associati. Il nuovo sito prende il via da un’iniziale sperimentazione promossa da Conad del Tirreno e Ntt Data a partire dal 2015 per potenziare il canale di vendita online.

 

Siamo orgogliosi di aver attivato per i nostri clienti il servizio Click&Collect - spiega Maurizio Barsacchi, direttore innovazione e sistemi Conad del Tirreno - Grazie alla consulenza di Ntt Data e alla tecnologia Sap Customer Experience abbiamo posto le basi per costruire un dialogo tra brand e consumatori attraverso la virtuosa interazione dei servizi online con i punti di vendita. Il portale è solo la base di un progetto di integrazione più ampio fondato sul desiderio di Conad del Tirreno di anticipare le esigenze e i bisogni dei propri clienti mantenendo le caratteristiche del modello cooperativo e del rapporto con il territorio che da sempre contraddistingue la nostra realtà.”

 

 

Conad più green nei flussi distributivi della mdd

centro conad del tirreno montopoli
Sul fronte della sostenibilità ambientale Conad ha ridisegnato i flussi distributivi della propria marca. Ecco i dati 2017 frutto della collaborazione con GreenRouter

Sul fronte della sostenibilità ambientale Conad ha ridisegnato i flussi distributivi della propria marca. Questo uno dei temi emersi dal bilancio 2017 chiuso dalla cooperativa.

In particolare, il rinnovamento del parco veicolare impiegato nei trasporti del prodotto a marchio ha portato ad un calo del 38% su base annua delle emissioni di particolato (PMx), con un taglio di quasi 2 tonnellate tra il 2016 e il 2017 (da 5 a 3,1 tonnellate).

I dati sono frutto della collaborazione con la società specializzata GreenRouter, che ha effettuato la misurazione dell’impronta ambientale della supply chain di Conad. Nel 2017, dopo quelli dei trasporti, sono stati monitorati i dati relativi alle attività dei magazzini. Gli hub e i magazzini delle cooperative hanno emesso in totale 32.163 tonnellate di CO2 e consumato 110,2 Kwh/mq.

I 4 hub di Conad hanno consumato 17.668 m3 di acqua – a cui si sommano i 233.833 m3 dei CeDi delle cooperative, di cui oltre il 15% proveniente da acque di recupero – e prodotto 165 tonnellate di rifiuti, il 99% dei quali avviato a recupero.

Ai e Iot contrastano le differenze inventariali

Le tecnologie digitali dislocate e l’analisi dei big data possono realizzare un ambiente di vendita più sicuro (da Gdoweek n. 10)

Il fenomeno del taccheggio nelle superfici di vendita non accenna a diminuire. Nonostante la tecnologia abbia messo in atto sistemi sempre più sofisticati, vi sono alcuni limiti anche strutturali connessi alle caratteristiche del retail a libero servizio. Se la protezione alla fonte dimostra un rapporto efficacia/costo interessante solo per alcune referenze, la protezione stand alone sul singolo pezzo rischia di allontanare il consumatore dal prodotto. Il vero salto di qualità si otterrà quando le tecnologie digitali legate all’internet delle cose e all’intelligenza artificiale renderanno il punto di vendita un ambiente responsive su base statistica. Per approfondire il tema, Gdoweek ha incontrato Alberto Corradini, country manager per l’Italia di Checkpoint Systems che, in merito alle differenze inventariali registra un trend ben preciso: “Lo studio sulla sicurezza nel retail in Italia, realizzato in collaborazione con il Laboratorio della Sicurezza e redatto dallo spinoff Crime&Tech dell’Università Cattolica, mostra come il trend sia in calo nel mercato Italiano attestandosi ad un valore dell’1,1% del fatturato delle aziende retail. La gdo, in particolare, si posiziona tra i mercati verticali più colpiti con l’1,31%, subito dopo il settore dell’abbigliamento (1,39%). Il fenomeno è in costante presidio anche grazie alle innovative soluzioni adottate e fatte proprie dalla maggior parte dei responsabili sicurezza della gdo. Politiche di prevenzione che si avvalgono di strumenti innovativi sempre più connessi ed integrati”.

L’elemento preventivo è quello più efficace e deve tendere alla minima intrusività rispetto alla shopping experience e questo può realizzarsi solo con un’integrazione spinta nell’ecosistema digitale del punto di vendita: “Checkpoint Systems crede fortemente nelle politiche di prevenzione che si avvalgono di soluzioni connesse ed integrate -prosegue Corradini-. Per questo motivo ha sviluppato una serie di prodotti e servizi che permettono di avere la sicurezza di tutti i negozi sotto controllo ed integrata in un’unica piattaforma, facilmente consultabile e personalizzabile. Halo, così si chiama questa innovativa piattaforma sviluppata da Checkpoint Systems, permette di raccogliere i dati provenienti da hardware diversi e location differenti, aggregandoli in real time e fornendo così analisi predittive su cui i responsabili sicurezza, ma non solo, potranno costruire le proprie strategie ‘informate’”.

Halo sfrutta la partnership strategica con Microsoft implementando le più recenti funzionalità Iot basandosi su Azure e Power BI. Checkpoint Systems propone una sicurezza integrata “from source to shopper”, come si usa dire, partendo dalla protezione alla fonte, sfruttando la tecnologia Rf o Rfid, fino all’adozione di sistemi hardware quali sistemi di antitaccheggio, rilevatori di borse schermate, conta persone, pulsanti antipanico o di richiesta assistenza, ed altri ancora. “Si tratta pertanto di una protezione sinergica, collaborativa, quasi olistica, che può coinvolgere e da cui possono trarre vantaggio molte figure aziendali, a partire dalla sicurezza, le vendite e le risorse umane, tutte con un unico obiettivo: migliorare le performance dei propri punti di vendita”.

Accesso riservato

Nashi Salon a Milano: il primo in franchising

Nashi salon
Nel cuore del design district di Milano, in via Vigevano 32, Nashi Argan inaugura il primo store in franchising a insegna Nashi Salon

Nel cuore del design district di Milano, in via Vigevano 32, Nashi Argan, brand per i prodotti professionali dedicati alla cura e al benessere dei capelli, inaugura il primo store in franchising a insegna Nashi Salon, un format che coniuga la formula del retail Nashi Argan con l’esperienza degli  hairstylist, diretti da Luca Picchio. Il concept store occupa 180 mq con giardino esterno, arredato con linee essenziali e design moderno. Commenta Fabrizio Ascoli, amministratore delegato di Nashi Argan: “Sono molto orgoglioso di poter lavorare con un professionista del settore come Luca Picchio e del fatto che proprio lui sia il nostro primo affiliato. Confido nel fatto che collaborazioni come questa siano la prima si una lunga serie”

 

L’obiettivo dell’insegna è lo sviluppo attraverso la formula dell’affiliazione che prevede un investimento minimo di circa 70.000 euro. Gli store, secondo il piano aziendale, si attestano su metrature che spaziano dai 180 ai 300 mq. Per il 2018 il piano di espansione prevede l’apertura di 8 strutture a Milano con l’obiettivo di realizzare almeno 20 negozi nel Nashi Salon Retailcapoluogo lombardo in 3 anni. In generale però ci sono varie città a vocazione turistica o caratterizzate da intense attività di business, nelle quali l’insegna progetta lo sviluppo: Bergamo, Verona, Firenze, Bologna, Parma, mentre al sud possibili mete sono Bari, Lecce, Catania e Roma. Nei prossimi tre anni infatti si ipotizza di arricchire la rete con almeno 150/180 store in franchising che saranno in linea di massima realizzati lungo le principali vie cittadine senza tralasciare la possibilità di insediarsi nei centri commerciali.

 

 

Il piano di sviluppo di Conad Sicilia

Foto Conad Gela
Conad Sicilia ha in cantiere 15 nuove aperture da qui a fine anno, per incrementare la rete di vendita di circa 15 mila mq

Conad Sicilia ha avviato un programma di ristrutturazione e ammodernamento dell’attuale rete di vendita con l’obiettivo di una maggiore penetrazione nei mercati in cui la quota è inferiore a quella dei competitor. “Da gennaio a oggi abbiamo aperto 9 nuovi punti di vendita e abbiamo in cantiere altre 15 nuove aperture da qui a fine anno, per incrementare la nostra rete di vendita di circa 15 mila mq con un incremento occupazionale importante. – sottolinea Antonio Brianti, direttore generale Coo di Conad Sicilia - Attualmente sono oltre 3.800 le persone impiegate nelle attività del gruppo”.

Il piano di sviluppo prevede inoltre la completa ristrutturazione dei Ce.Di di Partinico (Pa) e di Modica (Rg) con “l’obiettivo di creare due poli logistici all’avanguardia  a supporto del potenziamento della rete di vendita su tutta l’isola e in particolare in Sicilia orientale”. Il 2017 per Conad Sicilia si è chiuso con un fatturato di 854 milioni di euro, un patrimonio netto di 39 milioni di euro e una quota di mercato che si attesta intorno al 15%, in progressione di quasi un punto percentuale sull’anno precedente (fonte: GNLC II semestre 2017). La cooperativa chiude il 2017 con 349 punti di vendita, per una superficie complessiva di 191.458 mq.

 

I risultati di bilancio ottenuti dimostrano che siamo sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati con la fusione, consolidando i parametri economico-

Da sinistra, Salvatore Abbate, presidente Conad Sicilia, Francesco Pugliese, ad Conad, Vittorio Troia, direttore generale e Cfo Conad Sicilia e Antonio Brianti direttore generale Conad Sicilia
Da sinistra, Salvatore Abbate, presidente Conad Sicilia, Francesco Pugliese, ad Conad, Vittorio Troia, direttore generale e Cfo Conad Sicilia e Antonio Brianti direttore generale Conad Sicilia

finanziari della cooperativa – annota Vittorio Troia, direttore generale Cfo di Conad Sicilia - Stiamo lavorando intensamente in questa direzione e abbiamo già varato un piano strategico importante per il triennio 2018-2020 che vede investimenti per oltre 15 milioni di euro per l’ammodernamento del settore logistico a supporto dello sviluppo su tutto il territorio siciliano”. Salvatore Abbate, presidente di Conad Sicilia, conclude:  “I successi della cooperativa sono il risultato del modello imprenditoriale cooperativo, caratterizzato dal forte radicamento dei soci nelle comunità in seno alle quali operano. Nessuno è un’isola e neanche un supermercato lo è. Siamo persone oltre le cose, su cui la comunità può contare”.

 

Carrefour City: a Parigi lo store dedicato al bio

carrefour city parigi
Beaupassage, nel cuore del 7 ° arrondissement della capitale francese, ospita il Carrefour City dedicato a prodotti biologici

Beaupassage, nel cuore del 7 ° arrondissement della capitale francese, ospita il Carrefour City dedicato a prodotti biologici. Il negozio propone infatti una selezione estremamente ampia di referenze bio, senza glutine e vegane, ponendosi in linea con l'obiettivo del gruppo “di diventare una delle principali aziende impegnate a rendere i prodotti biologici disponibili a quante più persone possibile e a guidare la transizione alimentare per tutti entro il 2022”.

L’interno è caratterizzato da un mix di legno e mattoni, si estende su una superficie di quasi 600 mq, un terzo della sua area di vendita è destinata a prodotti biologici, senza glutine e vegani, venduti anche sfusi. L’assortimento comprende in totale 6.000 referenze. Il negozio offre anche una serie di servizi tra cui il servizio di portineria di quartiere Quatre Epingles, il servizio Monkey Locky che mette a disposizione dei clienti degli armadietti collegati in modo da potersi passare in modo sicuro le chiavi l'una all'altra quando affittano appartamenti, consegna a domicilio, la biblioteca condivisa e un punto di raccolta per gli articoli acquistati dai siti Web di GrandsVins-privés.com e Croquetteland.com. Impiega 20 addetti.

Le logiche di sviluppo di Apulia Distribuzione

maxisimply capurso Apulia Distribuzione
Apulia Distribuzione intende consolidare sul territorio le proprie attività, nell'ottica di un'offerta innovativa dei propri format. Lo sviluppo della rete si articola su più fronti

Apulia Distribuzione, master franchising di Auchan Retail Italia, intende consolidare sul territorio le proprie attività, nell'ottica di un'offerta innovativa dei propri format. Lo sviluppo della rete si articola su più fronti: da un lato il gruppo punta sulla ristrutturazione dei propri punti vendita a marchio Simply, IperSimply, PuntoSimply, MaxiSimply nel sud Italia, dall’altro sulla creazione di nuovi format per diversificare l'offerta come nel caso di Rossotono, il marchio che identifica i prodotti della macelleria all'interno dei supermercati, già sperimentato nel nuovo Simply Market aperto ad ottobre dello scorso anno a Gioia del Colle e nel nuovo MaxiSimply di ROSSOTONOCapurso. Come spiega Apulia Distribuzione: “I prodotti garantiscono una filiera certificata e sono il frutto di uno studio sia sul prodotto, con ricette originali, sia sull'utilizzo, con la possibilità infatti di cuocere su prenotazione”. Il marchio identifica anche un vero e proprio store, che è stato il primo esempio di diversificazione, aperto a novembre dello scorso anno a Triggiano, in provincia di Bari. “Qui – spiega l’azienda - lo studio sul prodotto è stato ampliato anche a tutta una serie di abbinamenti, dai vini ai salumi e formaggi fino alle confetture locali: una boutique della carne e dei prodotti in abbinamento”.

 

Tra i progetti ci si concentra anche sulla valorizzazione del settore healthy, del km0 e dei prodotti locali grazie a corner specifici come già sperimentato nel punto di vendita di Capurso. L’azienda aggiunge: “Per far conoscere le attività del Gruppo e i prodotti presenti nei supermercati, che puntano sul rapporto con i fornitori locali, verrà ulteriormente incrementata la comunicazione online, utilizzando sia il web sia i social media”.

Conad: il focus è lo sviluppo, 402 milioni nel 2018

Tione Dao Conad

A fronte di vendite in crescita, prosegue il piano triennale di sviluppo della cooperativa bolognese guidata da Francesco Pugliese, con investimenti importanti dedicati alla crescita

In un mercato ancora in difficoltà, Conad cresce: se il bilancio 2017 si è chiuso con un fatturato della rete di vendita di 13 miliardi di euro (+ 600 milioni rispetto al 2016) con una progressione della quota di mercato (oggi attestata al 12,5%, rispetto all’11,9% del 2016), anche nel primo quadrimestre 2018 le vendite in crescita del 3,8%, in un mercato in calo del 2,3% (iper+super+ls). Performano meglio gli store Sapori&Dintorni (+8,8%) e i superstore (+6%), seguiti dai supermercati (3,1%) e dai City (+1,2%); stabile invece il fatturato degli ipermercati (+0,1%) e leggermente in calo quello dei Margherita (-0,3%), in un anormaa complessivo che vede Conad leader in Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Sardegna, Umbria e secondo in Campania, Emilia-Romagna, Sicilia e Valle d’Aosta.

Il piano strategico di sviluppo per il triennio 2017-2019 prevedeva investimenti per 1.101 milioni di euro, di cui 413 nel 2017, 402 nel 2018 e 286 nel 2019. Investimenti finalizzati a nuove aperture e ristrutturazioni, a cogliere nuove opportunità di crescita e a migliorare l’efficienza energetica di punti di vendita e magazzini.

Per meglio soddisfare i bisogni dei clienti, Conad ha aumentato le occasioni di convenienza per i clienti, generando un risparmio di 713 milioni di euro (+4% rispetto ai 686 milioni del 2016) nel settore del largo consumo confezionato (fonte: Iri).

L’operazione nazionale Bassi&Fissi ha ampliato sia il numero delle referenze (passate da 379 a 425 nel 2017) sia le categorie interessate.

Innovazione, qualità, sicurezza sono i tratti distintivi che consentono alla marca Conad di conquistare la fiducia di sempre più consumatori e essere leader nel mercato della marca del distributore. La quota di mercato ha raggiunto il 28,4%, guadagnando 1,3 punti percentuali rispetto al 2016; valore ben oltre quello medio del settore, attestato al 19,4% (fonte: Iri). La marca Conad contribuisce alla crescita del settore per il 70% (fonte: Iri 2017), tanto che un prodotto a marchio su tre acquistati nella grande distribuzione (il 32%) porta il logo della margherita. Marca che si conferma uno degli asset strategici del gruppo distributivo, dietro a cui ci sono accordi sottoscritti con migliaia di fornitori, e che ha il gradimento di 8,5 milioni di famiglie  – una su tre – che fanno la spesa in Conad ogni settimana.

Il trend di crescita è di gran lunga superiore rispetto alla media del mercato, con un fatturato di 3,2 miliardi di euro (+11,6% rispetto al 2016). Il biologico e le linee benessere presenti nel brand Verso Natura registrano buone performance, con una crescita del 137%.

Anche sul fronte dei carburanti Conad ha continuato a produrre convenienza: tra il 2005 e il 2017 i 38 distributori di carburanti in attività hanno garantito agli automobilisti un risparmio di 146,5 milioni di euro (in media 8,6 centesimi di euro al litro in meno sulla base del raffronto con i prezzi medi mensili Italia pubblicati dal ministero dello Sviluppo economico). Convenienza anche nelle 122 parafarmacie Conad, che hanno assicurato ai clienti uno sconto medio del 20% rispetto ai prezzi praticati dalle farmacie tradizionali. Completano l’offerta di servizi i 17 corner Ottico, che hanno permesso ai clienti di risparmiare 2 milioni di euro.

I 20 Petstore dedicati agli animali da compagnia, con un assortimento specializzato e prezzi in linea con quelli dei leader di mercato, arricchiscono l’offerta della rete di vendita Conad per intercettare e dare risposta a nuovi stili di vita e abitudini di spesa.

 

Per le calze criteri espositivi non immediati

Il raggruppamento dei vari segmenti e la loro organizzazione interna, se pure permettono l’ottimizzazione degli spazi, non mancano di creare problemi in fase di lettura dello scaffale (da Gdoweek n. 10)

C’è chi punta sulla marca nota e chi sull’effetto moda, chi stressa la dimensione della convenienza e chi gioca la carta della profondità dell’offerta. Le strategie messe in atto dai player della gdo per ottimizzare il reparto dedicato alle calze sono svariate. Si tratta di una categoria che negli ultimi tempi ha assunto, all’interno del non food, un peso crescente sia in termini di offerta sia in termini di vendite.

La dimostrazione arriva dall’analisi dello scaffale. Aspetto fondamentale per la valorizzazione del reparto è il display.

Oggi la maggior parte delle catene delle gdo utilizza sistemi differenti per le varie tipologie di prodotto. In particolare i collant in busta sono collocati frontalmente, su moduli a ripiani, nella parte centrale del lineare e sono spesso dotati di struttura spingibusta o vaschetta espositiva. I collant in scatola sono, invece, posti in basso su ripiani, accanto ai gambaletti, anch’essi in scatola. Le referenze sfuse, prive di involucro (come i fantasmini, i calzini corti o le calze da uomo) possono essere appese ai ganci oppure sistemate in cesti sui ripiani. All’interno di ogni segmento le referenze sono, poi, raggruppate in base a vari criteri, quali la taglia, il colore o, nel caso dei collant, la denaratura. Tale organizzazione risulta efficace ed efficiente per il punto di vendita in quanto consente di ottimizzare lo spazio e di identificare subito le eventuali rotture di stock. Tuttavia non è sempre chiara per il consumatore, che deve dapprima orientarsi tra le tipologie di prodotto e, quindi, individuare la taglia e il colore. Per questo le aziende produttrici hanno via via elaborato soluzioni espositive mirate, che tengono conto, oltreché del tipo di prodotto e packaging, delle caratteristiche dello store. “Nei negozi più piccoli -afferma a tal proposito Pietro Monopoli, sales & marketing director di Csp International Fashion Group- Sanpellegrino cura il visual con espositori in metallo, progettati per evidenziare al meglio tutti i prodotti nei loro diversi packaging. Ciò ha il vantaggio di non affollare spazi piccoli con il rischio di confondersi con altre merceologie e di sfruttare aree di vendita con alto traffico”.

Un suggerimento interessante arriva dai punti di vendita monobrand, che (per supportare il processo di scelta del consumatore) hanno suddiviso in maniera chiara le aree in base allo stile e alla funzione d’uso del prodotto. Per esempio, all’interno dei pdv Calzedonia vi è l’angolo del basic, quello moda, quello sportivo e così via. Naturalmente negli spazi più ridotti della gdo ciò risulta di non facile applicazione. D’altra parte può rappresentare una soluzione di impatto e una “chiave di lettura” dell’offerta in linea con il percepito del consumatore.

Oltrechè sul lineare, le calze e i collant sono presenti negli espositori fuoribanco. Queste strutture, per lo più monomarca, vengono introdotte con vari obiettivi: sostenere nuovi lanci, che saranno poi inseriti a scaffale nell’assortimento continuativo, supportare iniziative promozionali oppure ospitare referenze specifiche (come i collant a compressione graduata), che completano l’offerta standard. Alcuni brand configurano le aree extra esposizione come una sorta di shop in shop articolati intorno al mondo della marca. È il caso di Golden Lady, come spiega il direttore commerciale Carlo Mariotti: “nelle nostre isole promozionali raccontiamo con materiali di comunicazione d’impatto non solo i prodotti offerti ma l’intero mondo della marca attraverso immagini emozionali e coinvolgenti. Si costruisce così un piccolo negozio nel negozio dove poter trovare quanto una donna può desiderare in un unico spazio chiaro ed organizzato: calze, collant, underwear, ma anche leggings e abbigliamento sportivo. L’isola promozionale Golden Lady espone, in ogni stagionalità, prodotti innovativi e funzionali, ma anche in linea con le ultime tendenze moda e per tutte le occasioni d’uso”.

L’azienda ha anche creato un espositore ad hoc per il reparto profumeria. Dice Mariotti: “è una beauty zone contenente un assortimento selezionato fra i nostri prodotti premium e più innovativi che abbiamo collocato all’interno dei reparti profumeria in alcune delle insegne più importanti della grande distribuzione italiana. I primi risultati in termini di fatturato e rotazione sono stati molto positivi e aprono nuove potenzialità in questo ambito”. Di fatto l’idea di esportare la calzetteria, avvicinandola ad ambiti contigui, risulta interessante per almeno due motivi. In primo luogo enfatizza la dimensione emozionale dell’acquisto: si compera sulla base di un impulso, per gratificarsi, e non per dovere, a fronte della necessità di ricambio. In seconda battuta favorisce il cross-selling: la consumatrice si avvicina al reparto profumeria per acquistare un prodotto cosmetico e acquista anche i collant Golden Lady ad effetto anticellulite o ad effetto make-up . Il medesimo approccio potrebbe essere adottato per altri subsegmenti, come le calze per bambini (che potrebbero essere inserite nell’area dedicata ai giocattoli) oppure quelle per lo sport (che potrebbero essere affiancate agli integratori alimentari e, più in generale, agli alimenti dedicati agli sportivi).

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Végé, “un pioniere del proximity marketing nella gdo”

Gruppo Végé e Join Tag hanno presentato a Milano il modello Kariboo, nuovo sistema per il marketing di prossimità attraverso device mobili. I punti di vendita coinvolti ad oggi nel progetto di "proximity marketing" sono 870 a livello nazionale

Gruppo VéGé si conferma come una delle imprese nazionali della gdo più attiva nella sperimentazione e nell’implementazione, nei punti di vendita, dei nuovi strumenti di digital marketing. La fase di rodaggio nella comunicazione in tempo reale e personalizzata tra negozi e consumatori, avviata nel 2015 con l’installazione nei supermercati dei primi beacon, può considerarsi, secondo Végé, ultimata.

Partito con un messaggio di benvenuto, il progetto di "proximity marketing" è cresciuto non solo in termini numerici (coinvolge ad oggi 870 punti di vendita in tutta Italia), ma si è anche evoluto e affinato dal punto di vista dei contenuti promozionali veicolati.

In occasione dell’incontro con l’industria di marca a Milano per la condivisione dei progetti di marketing e commerciali, Gruppo VéGé e Join Tag hanno presentato il modello Kariboo, il sistema di marketing di prossimità  ("proximity advertising near store, in store e near product") che permette di comunicare con il cliente attraverso l’invio di notifiche push su smartphone e tablet durante l’esperienza di acquisto (shopping experience), grazie all’utilizzo della geo-delimitazione (geofencing) nei pressi dei punti di vendita e alla sensoristica di prossimità installata all’interno dei negozi, che lavora in interazione con una rete di App affiliate a Kariboo.

Gruppo VéGé ha presentato all’industria di marca una campagna di marketing di prossimità su scala nazionale in partnership con Coca Cola HBC, per mostrare nel concreto le potenzialità del nuovo canale di comunicazione e i risultati della campagna.

Grazie alla partnership con Join Tag, Gruppo Végé "è l’unico circuito distributivo nazionale della gdo ad aver a disposizione il nuovo canale di proximity marketing in maniera estesa e rodata, in grado di raggiungere il cliente sia near store che near product –commenta Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo Végé–. Essendoci mossi da pionieri, abbiamo avuto tutto il tempo per accumulare esperienza in modo graduale e non intrusivo nei confronti dei clienti: una gradualità che ha favorito risposte positive da parte della clientela–aggiunge Santambrogio–. I tempi sono maturi per un ulteriore salto di qualità condiviso con l’industria di marca che ci consentirà di offrire ancora più valore aggiunto al cliente".

"Primo in assoluto in Italia, Gruppo VéGé ha creduto nella nostra piattaforma –aggiunge Marco Brandstetter, Ad di Join Tag– ed oggi ci troviamo a presentare un sistema che sempre di più ci consente di comunicare con il cliente nel momento decisivo della scelta di acquisto".

 

Superconti: punto di vendita a Valmontone

Coop Centro Italia inaugura un punto di vendita a insegna Superconti realizzato a Valmontone e sviluppato su una superficie di 1200 mq

Gruppo Coop Centro Italia, attiva in Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, inaugura una struttura Superconti a Valmontone di 1.200 mq in via della Pace, servito da un parcheggio con oltre 150 posti auto tra piano terra e piano sopraelevato.

“Testimoni dell’unione tra qualità e convenienza che contraddistingue l’offerta del nuovo punto vendita – afferma una nota di Coop Centro Italia - sono i tantissimi prodotti a marchio Coop presenti in assortimento. Infatti, oltre ad essere sicuri (perché rispettano standard di sicurezza lungo tutta la filiera di produzione che spesso vanno oltre a quanto previsto dalla legge) ed ecologici (perché le loro confezioni sono progettate secondo le tre R - Riciclo, Risparmio, Riutilizzo) sono anche convenienti: nel nuovo punto di vendita Superconti ogni giorno e per tutto l’anno vengono proposti oltre 200 prodotti a marchio Coop di largo e generale consumo a “prezzo basso sempre””.

“Il fiore all'occhiello del nuovo supermercato – prosegue la nota - è rappresentato dalla cucina, che propone quotidianamente un’ampia offerta di piatti, dai più semplici ai più raffinati, caratterizzati dalla freschezza e genuinità degli ingredienti e preparati secondo la migliore tradizione culinaria. La stessa tradizione è rintracciabile al banco taglio, dove l’offerta di salumi e formaggi coniuga sapori nuovi ed antichi accomunati dall'attenzione per le produzioni tipiche del territorio. Al reparto forneria c’è ogni giorno tutta la fragranza del pane: un grande assortimento di lieviti, fruste e focacce realizzati con farine bianche, integrali e ai cereali”.

Sono presenti i reparti di ortofrutta, macelleria e pescheria. Per rispondere alle nuove tendenze di consumo dispone di un corner dedicato al benessere: proposte senza glutine, prive di lattosio, vegane e biologiche nel giusto equilibrio tra leggerezza e sapore. Presente anche una cantina.

Trony si potenzia in Veneto

Prosegue l'espansione dell'insegna di elettronica di consumo Trony che si insedia a Sameola di Rubano con un punto di vendita da 1700 mq

A Sameola di Rubano (Pd) l'azienda Amorino Piraccini, socio Dml, apre un punto di vendita Trony di 1700 mq, che si rivolge a un bacino di utenza di circa 920000 potenziali clienti, ubicato in via Provvidenza 1, all’interno del centro commerciale Le Brentelle. Impiega 35 addetti alla vendita e dispone di un parcheggio di circa 3000 posti. Propone in assortimento 14.000 referenze. Il punto di vendita è a pianta rettangolare, presenta come primo reparto all’ingresso quello dedicato alla telefonia, fotografia e droni. Tra i servizi offre: consegna a domicilio, installazione elettrodomestici, preventivi.

Refrigerazione visibile per la macelleria in gdo

L’intero sistema espositivo, comprendente offerta a servizio e take away, viene costruito attorno alla nuova figura del macellaio, professionista multiruolo e multifunzione (da Gdoweek n. 10)

La macelleria si muove. Tradizione e innovazione attraversano una fase dialettica il cui stadio di avanzamento si riflette perfettamente nell’allestimento di questo reparto. Il banco classico, con il macellaio specializzato, porta con sé molte complessità che la tecnologia sviluppata dai produttori di banchi riesce a semplificare parecchio. La figura professionale del macellaio a sua volta è cresciuta e si rinnova seguendo le sollecitazioni di una clientela variegata, che esprime esigenze tra loro anche molto diverse: un servizio rapido, qualità eccelsa, una ricetta nuova e sfiziosa, un aiuto a scegliere il taglio di carne più adeguato. A tutto questo rispondono allestimenti differenti del reparto, costruiti incrociando l’identità del retailer con la strategia specifica rivolta al prodotto carne.

Concept MixoMeat: la macelleria contemporanea del concept Mixo

Meat, secondo la società di progettazione Cean e il dipartimento creativo interno Color focalizzato sull’innovazione, riunisce molte esigenze diverse avvalendosi di soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Tra queste, spicca il banco del partner Epta con tecnologia Dynamic System, brevetto internazionale, cuore del concept stesso. “L’esigenza di avere un banco carni sempre in ordine e assistito fino all’ultimo minuto di apertura del negozio -spiega Rebecca Dublino, architetto responsabile della divisione Cean Color- trova riscontro nella tecnologia Dynamic System: il prodotto si conserva in maniera ottimale e non è necessario riporlo nei frigoriferi la sera, in questo modo l’operatore ha più tempo da dedicare alla clientela”. Un allestimento perfetto, la cui valorizzazione non può prescindere dall’illuminazione: Cean la sviluppa in partnership con Philips e per MixoMeat ha realizzato combinazioni di colore diverse per esaltare diverse tipologie di prodotti, dalla carne rossa piuttosto che bianca, fino agli elaborati pronti da cuocere che integrano più ingredienti. Tra le proposte della squadra multidisciplinare di Cean Color, anche nuovi pack per il libero servizio dedicati a cluster di utenti: per esempio, gli amanti della carne rossa o chi è di fretta.

Gli estimatori della carne non sono immuni dall’attrazione per le proposte diverse o innovative, che si esprimono in trend a volte divergenti. “Molti consumatori cercano carni premium, da qui la diffusione di mobili per la frollatura a vista -prosegue Dublino-, altri invece, anche per convenienza, si rivolgono alla tradizione riscoprendo magari tagli considerati meno pregiati, che le nostre nonne cucinavano abilmente. Altri ancora desiderano innovare radicalmente, con piatti già pronti ‘salvacena’ o da portare in occasione di feste tra amici. Per questo abbiamo pensato di inserire nell’insieme MixoMeat anche un modulo per tenere in caldo il prodotto pronto, oppure un sistema per cucinare rapidamente a vista”. Una rivisitazione del ruolo del macellaio che diventa anche una sorta di chef specializzato, proponendo alla clientela ricette semplici da replicare a casa.

Nel libero servizio i trend sono simili, e infatti si sta affacciando il sushi di carne, una proposta premium analoga al sushi tradizionale, innovativa e che può svilupparsi nella creazione di corner per il consumo in negozio. “Strutture agili -precisa Dublino-, più semplici da gestire e proporre in relazione alla tradizionale somministrazione, proprio perché adatte a spazi ridotti. L’investimento richiesto, anche in formazione, è elevato, ma secondo noi remunerativo”. Quale allora la soluzione per il reparto? Un’unica linea espositiva, che aggrega in un unico colpo d’occhio tutte le soluzioni legate al mondo carne, a vantaggio della rapidità nella spesa. “Abbiamo immaginato un banco dalle dimensioni minime -prosegue Dublino- solo 3,5 m, che include la carne a servizio ma anche 1,25 m dedicati ai pronti da cuocere, un altro metro per il libero servizio refrigerato e, infine, il modulo del caldo, per ora il classico pollo allo spiedo”.

Digitale in macelleria: l’attualizzazione del reparto secondo Cean passa anche dalla tecnologia digitale. La proposta, con un progetto che mira a coinvolgere gli operatori, si chiama App Master Food, che supporta il macellaio rispondendo a una serie di domande dei clienti, anche proattivamente. Non solo informazioni sul taglio di carne presente nel banco, grazie a codici numerici, ma anche ricette, abbinamenti con il mondo del vino, proposte per l’attrezzatura in cucina. “Chi sta dietro il banco diventa consulente a 360° sul mondo carne -dice Dublino-, ampliandone il pubblico anche ai più giovani e allargando l’offerta a termometri, pentole, sistemi di cottura mirati, che solitamente si trovano in negozi non alimentari”. La stessa App in versione totem può facilitare l’obbligo del registro degli ingredienti e per il macellaio, gli obblighi burocratici per la tracciabilità.

ll progetto di Sa Ga srl per la marchigiana Filiaggi Carni srl, distributore nel settore, si è concretizzato all’interno di un negozio tipo di 350 mq, che abbina la carne a proposte di gastronomia. “I pdv al momento sono due -precisa Federico Caldaretti, coordinatore tecnico commerciale di Sa Ga -, l’esigenza manifestata era quella di esprimere un assortimento molto ampio di prodotti di elevata qualità con un principio di filiera volto a soddisfare le diverse richieste del mercato, che cresce del 4%”. Sa Ga ha realizzato il concept, il layout, le soluzioni espositive, impiantistiche e funzionali, e ha curato comunicazione e ambientazione: “La scelta è andata sulla totale visibilità delle aree di preparazione, cucine incluse -spiega Caldaretti-, con finestre create sulle pareti delle celle di conservazione”.

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La strategia eCommerce di Pam Panorama

ll piano di sviluppo di Pam Panorama nel settore eCommerce: più vendite digitali e partnership rafforzate con i player del commercio elettronico

Gianpietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama, ospite al Retail Summit (l’incontro per i top manager e imprenditori del retail) , svela il  piano di sviluppo dell’insegna nel settore eCommerce: più vendite digitali e partnership rafforzate con i player del commercio elettronico. Per sviluppare i progetti in cantiere è stato creato, all’interno dell’azienda, il Pam Innovation Lab, un team cross-funzionale con il compito di gestire, con un approccio radicalmente nuovo, le innovative iniziative progettuali che verteranno principalmente su costumer experience, digital operations e analytics.

 

 

“Anche Pam Panorama si svilupperà, nel 2019, in ambito eCommerce – spiega -  e, se oggi l’incidenza del fatturato food sviluppato attraverso la partnership con Supermercato24 per la delivery a casa si attesta sullo 0,6%, l’obiettivo nel 2019 sarà di superare l’1%”.

E aggiunge: “Abbiamo stretto una forte partnership con Amazon che si rafforzerà in futuro. Ma l’obiettivo è quello di essere innovativi anche per quanto riguarda i pagamenti digitali in store. Già accettiamo Apple Pay e Satispay, abbiamo inserito nella nostra roadmap altri metodi di pagamento elettronico– prosegue Corbari – e stiamo anche lavorando con una start-up di pagamenti che ci consentirà a breve di ampliare i nostri servizi in cassa”.

 

Sanpellegrino premiata al Popai Awards Paris 2018

“La Bancarella” delle Bibite Sanpellegrino, l’opera di design ideata dai giovani creativi dello IED e sviluppata da Creative Redbox, ha vinto il premio come miglior POP Durevole nell’edizione 2018 del Popai Awards Paris, il riconoscimento dedicato alle eccellenze realizzate nell’ambito di sistemi espositivi PoP (Point of Purchase), Arredamento, Digital nel punto vendita e Merchandising. L’indole itinerante della Bancarella Sanpellegrino e la sua abilità di ricreare un angolo di Mediterraneo sono stati due aspetti chiave del progetto vincitore, che sa esprimere in maniera semplice e creativa il territorio in cui nascono le Bibite Sanpellegrino.

La Bancarella delle bibite Sanpellegrino è stata ideata e sviluppata con l’obiettivo di raccontare le origini e la storia delle Bibite Sanpellegrino e di celebrare la loro mediterraneità. L’opera creata dai giovani studenti dell’Istituto Europeo di Design, descrive infatti il legame delle Bibite Sanpellegrino con le proprie origini, le tradizioni del territorio e le materie prime. L’estro creativo dei giovani talenti dello IED – nell’ambito di una competizione che ha visto protagonisti 30 ragazzi dai 18 ai 23 anni – ha trasformato e reinterpretato l’agrumeto così fortemente legato alle Bibite Sanpellegrino dando vita ad un iconico oggetto di design che celebra il mediterraneo.

Il merito va alla capacità di esaltare e rendere protagonisti tre elementi chiave: la classica bancarella è stata infatti arricchita dall’iconico elemento della scala, storicamente utilizzata dai contadini per raccogliere arance e limoni, che diventa simbolo del profondo legame delle Bibite con le materie prime. Non mancano poi le tradizionali cassette di legno, che venivano utilizzate per il trasporto della frutta, dove le celebri clavette in vetro nate nel 1932 vengono abbinate agli agrumi, fino al banco arricchito da un motivo di maioliche dipinte a mano, che richiamano l’eccellenza dell’artigianato siciliano.

L’idea creativa che ha ricevuto il riconoscimento è opera di Anna Gagliano, Roberto Sportelli, Leonardo Fumagalli Francesco Barberini, Chiara Grassano ed Emma Griva, sei giovani studenti dei corsi di Interior Design e Product Design dello IED, che hanno saputo dare vita ad un progetto che racconta le origini di una meraviglia italiana e il suo profondo legame con il territorio da cui nasce.

Il progetto delle Bibite Sanpellegrino si colloca all’interno del macro progetto Sanpellegrino Made in Italy Campus nato con l’obiettivo di mettere le idee e la creatività dei giovani studenti a sostegno dell’eccellenze italiane.

Égalité: la boulangerie francese arriva a Milano

Foto di Luca Campigotto
Foto di Luca Campigotto
Sbarca a Milano, in zona Porta Venezia, il primo punto di vendita Égalité, la boulangerie francese nata da un’intuizione dell’architetto e imprenditore del cibo Tiziano Vudafieri

Sbarca a Milano, in zona Porta Venezia, il primo punto di vendita Égalité, la boulangerie francese nata da un’intuizione dell’architetto e imprenditore del cibo Tiziano Vudafieri. Il progetto di interior design è di Vudafieri-Saverino Partners. Il grande laboratorio e il forno in sala pongono al centro del racconto visivo il lavoro dei panettieri, che preparano a vista sotto lo sguardo dei clienti. Il design combina elementi da panetteria anni ’50, come il grande banco lucido giallo-arancio, il muro in piastrelle beige, e materiali come le scaffalature in legno massello grezzo. Si ricorda l’iconografia delle boulangerie e dei caffè parigini con il banco del bar in zinco. Il risultato è un locale moderno e colorato, esteso su un’area di 215 mq e che si affaccia sulla strada con sette vetrine. Al suo interno c’è un’originale disposizione in pianta di isole con tavoli piccoli e grandi, alti e bassi, banquette o sgabelli.

 

Il locale offre pane fresco sfornato 4 volte al giorno, con una

Foto di Luca Campigotto

proposta di 5 diversi tipi di baguette, 7 tipi di pane, oltre ad 1 varietà del giorno sempre diversa. Il pane è il frutto di una lunga ricerca su impasti, lievitazioni, farine e tecniche di panificazione portata avanti da Thierry Loy nel laboratorio di Égalité. In assortimento inoltre si trovano le specialità della patisserie boulangère dolce e salata: le tarte tatin, le quiche, i panini “jambon-beurre”, insalate “chèvre chaud”, il famoso croque monsieur

Le proposte gastronomiche francesi e italiane si mixano per l’aperitivo nei taglieri, con pani assortiti, formaggi francesi, tapenade di olive provençale, sardine dell’Atlantico, cornichons e salumi misti. Completa l’esperienza una selezione di vini naturali francesi, prosecco, champagne e cocktail ispirati dalla tradizione francese e italiana.

 

 

Pam lancia la nuova linea di frutta esotica Qualità per te

L’insegna valorizza il segmento dedicandogli un apposito spazio espositivo e una campagna di comunicazione

Insieme alla frutta secca e al bio, la frutta esotica è uno dei segmenti più incrementati nel reparto ortofrutta della gdo negli ultimi due anni. Seguendo il trend e ispirandosi al modello di category proposto a fine 2016 da Spreafico, Pam Panorama dedica a queste referenze la nuova linea Qualità per te e le valorizza all’interno del reparto ortofrutta raggruppandola in un apposito espositore di colore verde brillante su cui risaltano le immagini dei vari frutti divisi ordinatamente all’interno dei colli.

L’offerta comprende naturalmente i top performer del mercato, mango, avocado e papaya, ma anche bananito, cocco, passion fruit, lime e melagrana.

Il lancio nei punti di vendita è accompagnato dalla descrizione sul sito dell’insegna delle referenze, delle proprietà nutrizionali di ciascuna e del modo in cui gestirle e prepararle e sarà seguito da una campagna di comunicazione.

I consumatori sempre di più cercano anche per la frutta esotica prodotti già al giusto grado di maturazione e con qualità organolettiche elevate per ritrovare nell’esperienza d’acquisto i sapori conosciuti magari durante un viaggio. E Pam Panorama afferma di voler offrire ai propri clienti un’alternativa originale e sana per la propria abitudine alimentare, dai sapori intensi e unici,da gustare al naturale o per aggiungere un tocco esotico ai piatti.

A spingere la grande distribuzione ad allargare lo spazio dedicato alla frutta esotica è un aumento dei consumi a doppia cifra, per un valore complessivo annuo che a maggio 2017 aveva raggiunto sul mercato Italia 87,1 milioni di euro (fonte Nielsen), e l’elevato valore unitario dei frutti.

Botteghe storiche, il turismo è già partito

Laboratori artigianali da valorizzare come mete facendone un’attrazione turistica. Ecco i principali progetti in atto in Italia e le mappe più interessanti (da Gdoweek n. 10)

La storia, il fascino, l’unicità, la bellezza -e quindi, in sostanza, l’attrattiva turistica- dell’Italia passano anche dalle sue botteghe e dai suoi locali storici. Caffè Art Nouveau e pasticcerie stile Impero, macellerie di inizio novecento e farmacie Art Déco, drogherie anni ’40 e librerie antiquarie, atelier di sartoria anni ’30 e oreficerie artigianali raccontano storia, bellezza, piaceri e sapori, e sono la miglior espressione di quell’Italian way of life che conquista milioni di turisti ogni anno.

Del resto, chi sceglie di visitare l’Italia lo fa perché guidato, soprattutto, da tre fattori di attrazione: arte, cibo e shopping. E le botteghe storiche li assommano tutti e tre, perché consentono di vivere l’esperienza di fare acquisti in location d’epoca, ricche di passato e aneddoti da scoprire, uniche al mondo e molto diverse per atmosfera e stile.

L’Italia ne è piena: le imprese e le attività che hanno più di 50 anni di mestiere alle spalle sono quasi 70mila tra commercio, industria e immobiliare. Però, la consapevolezza del ruolo che possono giocare sul fronte dell’offerta turistica nazionale è finora limitata: assente in gran parte del Paese, con realtà organizzate e avanzate in altre aree. Ma il fermento c’è, ed è generalizzato.

Negli ultimi anni, in ordine sparso e con regole disomogenee (ogni Regione o Comune stabilisce i requisiti per essere classificati come “bottega storica”) molte amministrazioni locali hanno avviato iniziative a favore delle attività commerciali ultracinquantenarie. L’anno scorso la Regione Liguria ha emesso un bando per valorizzare il suo patrimonio storico e commerciale di rilievo, e assicurare alle imprese sia una specifica tutela sia la possibilità di accedere ad agevolazioni e contributi. Qualche mese fa è stata la volta del Comune di Firenze, che ha commissionato all’università cittadina un censimento di tutte le attività storiche cittadine, che sarà la base per un nuovo regolamento municipale dedicato ai locali storici, all’individuazione di sgravi fiscali ad hoc e al lancio di una campagna di promozione rivolta ai turisti. Poche settimane fa è stata la volta del Comune di Verona che ha modificato parte del regolamento municipale per il riconoscimento delle botteghe storiche, abbassando il limite d’ingresso a 40 anni di attività e introducendo la triplice classificazione delle botteghe storiche che già da oltre 15 anni vengono promosse e sostenute economicamente, attraverso una serie di agevolazioni in materia di imposte locali. A Palermo, per iniziativa della Confcommercio locale, le botteghe storiche, i locali di tradizione e gli antichi mestieri di interesse culturale saranno segnalati da un’apposita targa.

Modalità diverse, ma obiettivi comuni: “mappare” tutte le botteghe e le attività storiche e individuare gli strumenti più efficaci per mantenerle in vita e valorizzarle, sia per evitare l’omologazione delle vetrine nelle vie dello shopping sia per conservare un patrimonio unico.Tutto da valorizzare anche nell’indotto turistico, come si sta già facendo in alcune città, come Torino, dove il tour dei caffè storici e delle botteghe d’epoca è un itinerario apprezzato e consolidato, oggi proposto da diversi tour operator che organizzano passeggiate guidate dove ne raccontano la storia, le curiosità e le specialità.

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Bricofer: lo store di prossimità arriva a Policoro

Gruppo Bricofer Italia inaugura un punto di vendita a Policoro (Mt), in via Lazio 5, esteso su 900 mq, gestito da Giovanni Venneri & C

Gruppo Bricofer Italia inaugura un punto di vendita a Policoro (Mt), in via Lazio 5, esteso su 900 mq, gestito da Giovanni Venneri & C. srl. La struttura sposa la filosofia Bricofer City del negozio di prossimità dell’insegna. Propone un assortimento di 20.000 referenze e si indirizza a un bacino di utenza di 50.000 unità. Dieci i settori merceologici presenti: ferramenta, elettricità, vernici, idraulica, utensileria (elettrica e manuale), legno, arredo bagno, giardino, accessori auto, sistemazione e casalinghi. In barriera sono attive due casse.

Lo store aderisce al programma fedeltà di Bricofer Italia, garantendo i vantaggi offerti della partnership con Payback Italia. Tra i servizi propone inoltre: taglio legno, tintometro, duplicazione chiavi e telecomandi, finanziamenti, soddisfatto o rimborsato e, ancora, servizio di posa e consegna gratuita.

MD si insedia a Ivrea

Primo punto di vendita MD a Ivrea realizzato in corso Vercelli 111, alle porte della città in una zona commerciale molto attiva. L’insegna opera nella regione con 31 strutture

Primo punto di vendita MD a Ivrea realizzato in corso Vercelli 111, alle porte della città in una zona commerciale molto attiva. L’insegna opera nella regione con 31 strutture.  Il discount si sviluppa su un’area di 1.539 mq e impiega un team di 15 dipendenti, con un’età media di 27 anni.

 

Lo store, sviluppato su sei corsie, apre sull’ortofrutta e propone i reparti gastronomia, macelleria, un laboratorio per il pane in doratura, e l’area dedicata al non food con articoli del bazar: elettrodomestici, casalinghi e articoli high-tech a costi concorrenziali. È dotato di sei casse. L’assortimento comprende oltre 2000 referenze a marchio privato tra cui linee di prodotti salutistici, per intolleranti, vegani o vegetariani e prodotti dop e igp. Dispone di 76 posti auto nel parcheggio e rimane aperto da lunedì a sabato dalle 8 alle 21 e la domenica dalle 8 alle 20.

Siamo molto fieri di aprire un’attività proprio ad Ivrea – commenta Patrizio Podini, fondatore e presidente del Gruppo MD – Una città ricca di tradizioni e cultura, ma dove è stato anche scritto un capitolo fondamentale dell’industria italiana. Come non ricordare il lavoro della famiglia Olivetti nell’offrire al paese un innovativo modello imprenditoriale a cui ci sentiamo affini”.

Un flagship store Furla a Berlino

Furla potenzia la sua presenza in Germania dove opera con quattro negozi monomarca e vari corner in strutture strategiche sul territorio
Furla si espande in Germania  consolidando la sua presenza nel Paese dove opera con quattro strutture monomarca (Monaco, Francoforte, Baden Baden e Berlino) e con corner nei principali department store e negli aeroporti. Dopo la recente apertura a Francoforte, l’azienda inaugura il suo nuovo flagship store a Berlino nel cuore di Kurfürstendamm al numero 220.
"La scelta della città e dell’indirizzo in Kurfürstendamm conferma la ricerca di posizioni nevralgiche per fermento creativo e commerciale” dichiara Alberto Camerlengo, CEO Gruppo Furla.
Il punto di vendita occupa una superficie di 115 mq e si presenta con due grandi vetrine che si affacciano su strada, presentando un format in linea con la filosofia dell'insegna. Il layout è definito da linee nette e caratterizzato dall’eleganza essenziale del legno di rovere, con elementi decorativi ed espositivi in metallo color champagne satinato. L'assortimento comprende le
collezioni donna e uomo del brand.

Marni si distingue per gioco di cromie

La boutique di Firenze è la terza della catena in Italia ed è situata a livello strada di un palazzo storico. Lo store è diviso in tre ambienti. Vari i colori utilizzati per gli interni (da Gdoweek n. 10)

Il flagship store appena aperto da Marni a Firenze inaugura un programma di aperture che vedranno il brand impegnato per tutto il corso del 2018. In particolare, è prevista l’espansione dell’insegna sia in Italia sia all’estero, in città di riferimento per moda e turismo a livello mondiale come Roma, New York e Parigi.

Il punto di vendita fiorentino appena inaugurato è il terzo sul territorio italiano dopo una prima apertura realizzata nella città capitolina e seguita da una successiva a Milano. Marni Firenze è stato realizzato in via Roma, affacciato su piazza della Repubblica, situato al piano terra di un palazzo storico. Le vetrine sono dominate da due elementi scultorei concavi e illuminati che introducono al tema del cerchio, tratto distintivo dell’architettura del negozio.

Due grandi petali in acciaio che fungono da mensole espositive spiccano in vetrina e da lì si ramificano sviluppandosi come struttura espositiva degli abiti lungo un’intera parete che va dalla vetrina del negozio verso l’interno. La struttura interna è suddivisa in tre ambienti, ognuno dei quali propone una selezione delle collezioni Marni ready-to-wear donna, borse e piccola pelletteria, e calzature.

Lo store si presenta con forme geometriche definite, tipiche dei progetti di interior design del brand, che caratterizzano fortemente gli spazi donandogli dinamicità e aspetto contemporaneo.

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Rinascente di Torino: la rivoluzione in atto

Cambierà immagine Rinascente di Torino di via Lagrange che, con un progetto da 60 milioni di euro, sarà trasformato in un department store

Cambierà immagine Rinascente di Torino di via Lagrange che, con un progetto da 60 milioni di euro, stando a quanto scrive DiariodiTorino, sarà trasformato in un department store con una proposta di abbigliamento per uomo, donna e bambino, un ristorante, un bar, una cioccolateria, cosmetica, accessori, casa, design, food, office e una palestra.

Gli attuali tre piani occupati dall’insegna diventeranno sei, con uno spazio complessivo di 7.500 mq. Al piano meno uno ci saranno oggetti per la casa, per l’ufficio, il food e la cioccolateria, e la palestra. Al piano terra troveranno spazio gli accessori e la cosmetica, oltre al ristorante che avrà una sua entrata per poter rimanere aperto anche quando il negozio sarà chiuso. Due piani saranno dedicati alla donna e ai bambini, altrettanti all’uomo. L’offerta sarà ampliata. Anche il logo sarà modificato e sarà rappresentato da un toro, il simbolo della città, stilizzato.  Sono previste infine circa 50 assunzioni.

 

Un Nutella store nella Grande Mela

L’azienda Ferrero è pronta a sbarcare a New York con un Nutella store replicando la formula di successo già sperimentata a Chicago

È pronta a sbarcare a New York l’azienda Ferrero con un Nutella store replicando la formula già sperimentata a Chicago. Il giornale online Zon sostiene che il negozio verrà inaugurato entro la fine del 2018 al 116 di University Place, nei pressi di Union Square. Accanto a un’offerta di piatti dolci, la struttura proporrà anche panini e insalate.

Rick Fossati, il vice-presidente delle Operazioni del Nutella Cafe, ha rilasciato alcune dichiarazioni al New York Post motivando così la scelta della città: “Come epicentro multiculturale globale, New York ci regala l’opportunità di esplorare e offrire nuove possibilità di gustare Nutella, raggiungendo milioni di turisti che visitano la città”.

 

In’s Mercato si consolida a Savona

L’insegna del gruppo Pam, In’s Mercato, torna a Savona, per il secondo punto di vendita in città, realizzato in via Nazionale Piemonte

L’insegna del gruppo Pam, In’s Mercato, torna a Savona, per il secondo punto di vendita in città, realizzato in via Nazionale Piemonte, nel quartiere di Lavagnola. Il giornale Rsvn.it sottolinea che i locali nei quali nasce oggi lo store hanno ospitato il discount della Coop, Dico, poi ceduto al gruppo Tuo. Di qui la prima trasformazione in Tuodì, poi la cessione insieme ad altri 60 negozi del ramo d’azienda ex Dico a In’s mercato e il nuovo passaggio di proprietà.

 

Coprob, un patto per dare valore allo zucchero 100% italiano

A seguito di una situazione sempre più precaria per i produttori di zucchero italiani, Coprob – Italia Zuccheri, la cooperativa che rappresenta l’unica filiera nazionale del settore, chiede un “patto per lo zucchero italiano”, un tavolo che riunisca il Governo, l’industria alimentare e la grande distribuzione per fare sistema e salvare quello che resta della produzione nazionale; una petizione per la quale sono state raccolte 15mila firme tra soci collaboratori e consumatori.

L’istanza è stata ribadita dal presidente di Coprob Claudio Gallerani nel corso dell’incontro annuale con i soci per la presentazione dei dati di bilancio 2017 e delle strategie future. Nel corso dello scorso anno il valore delle vendite dello zucchero italiano è calato di 182 euro/tonnellata a causa del surplus produttivo internazionale e delle operazioni di smaltimento delle eccedenze da parte dei produttori Nord europei verso Paesi comunitari deficitari del Sud, Italia in testa.

Coprob e il patto tra gdo, industria e istituzioni

Per risollevare le sorti della produzione saccarifera italiana Coprob si propone come partner dell’industria agroalimentare e della gdo per linee di prodotti realizzati con materia prima 100% di origine nazionale.

Il direttore generale Stefano Dozio annuncia che per esempio con Irca è stato siglato un contratto di fornitura di 4 anni a un prezzo superiore alla quotazione di mercato: “L’obiettivo è arrivare nel 2020 con metà della produzione valorizzata”. Sono già numerosi i marchi dell’industria e della gdo italiana che si riforniscono da Italia Zuccheri (Mulino Bianco, Sammontana, Scaldaferro, Molecola, Pasticceria Fraccaro, Viaggiator Goloso).

10.000 tonnellate di zucchero biologico dal 2019

La strategia commerciale di Coprob punta inoltre sullo zucchero biologico raffinato e grezzo e sullo sviluppo di Nostrano, lo zucchero grezzo 100% italiano.

La commercializzazione del bio inizierà con la compagna 2019 e sono in corso di conversione 1.500 ettari per una produzione di oltre 10mila tonnellate, mentre il Nostrano è entrato in Esselunga e dal 2019 sarà disponibile anche per la grande industria.

Coprob ha chiuso il 2017 con un risultato netto consolidato di 3 milioni di euro.

IperPan coniuga tradizione e modernità

Sviluppato su 2.500 mq di vendita, il nuovo IperPan di Cagliari rappresenta una nuova sfida in direzione di una maggiore identità e genuinità locale dei reparti, con allestimenti ad hoc (da Gdoweek n. 10)

Un nuovo concept store nel quale sintetizzare obiettivi e filosofia aziendali, legati al continuo miglioramento degli standard di servizio e alla presenza sempre più importante di eccellenze agroalimentari locali, oltre che allo sviluppo della rete di vendita. I valori sintetizzati in questo superstore sono testimoniati anche dalla campagna istituzionale che ha visto il coinvolgimento di un noto regista cagliaritano, Jacopo Cullin, nella realizzazione di un cortometraggio dove il supermercato diventa un’occasione da vivere. Silvia Massa, direttore marketing di Gruppo Superemme, spiega così il nuovo IperPan di Cagliari: “Abbiamo lavorato per esprimere al meglio i nostri valori e la nostra mission: un luogo dove il cliente possa fare una spesa completa, conveniente e di qualità in un ambiente curato nei minimi dettagli che si richiama ai mercati di una volta, al localismo e alla qualità delle eccellenze della nostra terra, alla tradizione, ma anche alla modernità”. Superemme, associato Selex, è un’azienda familiare che gestisce in Sardegna 34 punti di vendita a insegna IperPan e SuperPan e 16 discount Hardis.

In concreto, il superstore, realizzato con Costa Group, punta a una maggiore valorizzazione dei reparti freschi grazie a strutture in legno e ferro con il sapore delle botteghe artigiane. Così, ogni reparto -macelleria, ortofrutta, latticini, gastronomia, salumeria, panetteria, pasticceria, pescheria- è incorniciato come se fosse una singola attività. Inoltre, sono stati creati degli shop-in-shop come la fioreria, una serra nella quale il più noto florovivaista locale mette in vendita i propri prodotti; il sushi store e la parafarmacia, anch’essi gestiti da terzi. “Gli operatori locali sono a tutti gli effetti partner commerciali coinvolti nella progettazione, esecuzione ed evoluzione dell’offerta”, aggiunge Silvia Massa. Per questo, le tipicità locali sono valorizzate da un allestimento ad hoc così come sono presenti anche temporary shop per altri partner commerciali, come lo spazio dedicato ad artigiani, produttori locali, da utilizzare come vetrina per le novità.

Accesso riservato

Stella McCartney: uno store nel cuore di Londra

Appena inaugurato a Londra, al 23 Old Bond Street, lo store di Stella McCartney dotato di un sistema di filtraggio per ripulire l’aria dalle polveri sottili

Il punto di vendita appena inaugurato a Londra, al 23 Old Bond Street, per Stella McCartney ha un valore strategico. La stilista lo definisce "incredibilmente prestigioso”. Il negozio è dotato di un sofisticatissimo sistema di filtraggio al carbone capace di ripulire l’aria dalle polveri sottili.

La facciata originale del XVIII secolo del palazzo storico che ospita lo store è stata accuratamente preservata. C’è un forte contrasto con l'interno contemporaneo che si sviluppa su quattro piani. Una scala scultorea in acciaio grezzo a spirale caratterizza lo spazio. Ci sono pareti in calcestruzzo scanalate in una gamma di trame che vanno da cima a pavimento, scatole in vetro, ringhiere in ottone lineare e infissi in ceramica colorata. Per l’arredo sono stati scelti tavoli in silicone nei toni del rosa, blocchi di legno di recupero sostanziali e pareti in mattoni originali a vista. Tocchi personali decorano le pareti del camerino, che presentano stampe Hands of Love ricamate a mano create dai membri del team di tutto il mondo.

Coop Liguria chiude un 2017 in positivo

La cooperativa ha chiuso l’esercizio con un utile di 21,9 milioni di euro e vendite in crescita del 2,48%, pari a 781,162 milioni di euro

Un 2017 positivo per Coop Liguria, che ha chiuso l’esercizio con un utile di 21,9 milioni di euro e vendite in crescita del 2,48%, per ricavi pari a 781,162 milioni di euro (supermercati, ipermercati, distributore Enercoop, Coop Drive e Cooponline). I dati sono stati presentati il 16 giugno 2018 all’Assemblea Generale dei Soci.

Le vendite al dettaglio dei supermercati e degli ipermercati hanno pesato per 755,691 milioni di euro (+2,31% rispetto al 2016); gli scontrini emessi sono stati 26.769.096 (+2,99% sul 2016), mentre il valore medio dello scontrino è lievemente sceso a 28,23 euro (-0,66% sul 2016).

Ai Soci e ai consumatori sono stati riconosciuti complessivamente 85,928 milioni di euro di vantaggi, un dato in lieve diminuzione rispetto 2016 per la scelta di dare priorità al contenimento dei rincari.

Gli sconti riservati ai Soci della Cooperativa (offerte esclusive, comprese quelle di Enercoop, e trasformazione in sconti dei punti accumulati facendo la spesa con la Carta SocioCoop) sono stati pari a 21,506 milioni di euro. Se contiamo anche le offerte usufruite dai Soci tra quelle rivolte a tutti i consumatori, essi hanno risparmiato ben 74,144 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti 2,5 milioni di euro, che corrispondono al valore dei punti già erogati alla fine del 2017 e non ancora usufruiti. 

Il prodotto Coop
Il prodotto Coop, che quest’anno festeggia il settantesimo anniversario, è l’elemento centrale della strategia commerciale di Coop e costituisce la concreta espressione della sua missione cooperativa. L’assortimento, a fine 2017, contava 10 linee (Tutela, Origine, Fior fiore, Vivi verde, Solidal, Bene sì, Crescendo, D’osa, Casa, Amici Speciali) e circa 4.500 articoli.

Nel corso del 2017, è stata completata la rivisitazione delle confezioni della linea ‘Tutela’ e sono stati messi sul mercato molti nuovi prodotti in linea con i trend emergenti di mercato.

Con il progetto nazionale ‘Alleviamo la salute’ Coop sta eliminando gradualmente gli antibiotici dagli allevamenti, per limitare il diffondersi della resistenza agli antibiotici nell’uomo. Le filiere Coop interessate sono quelle delle uova, del latte del bovino e del suino.

Per garantire la sicurezza e la qualità dei prodotti, sul prodotto Coop sono state effettuate più di 3 milioni di analisi e 1.748 ispezioni presso i fornitori, a cura di enti di certificazione esterni.

Nell’ambito del progetto nazionale ‘Approvato dai Soci’, sono stati organizzati 170 test di assaggio per valutare il gradimento dei prodotti a marchio Coop, di cui 17 realizzati in Liguria.

La rete di vendita
Nel 2017, Coop Liguria ha attuato importanti interventi di riqualificazione della rete di vendita esistente, ristrutturando i supermercati InCoop di Genova Sturla, Albisola, Loano e Recco. Il supermercato di Rapallo, inoltre, è stato ampliato passando da circa 500 a quasi 1.000 metri quadrati di superficie di vendita.

Gli investimenti operativi per lo sviluppo del Gruppo Coop Liguria sono ammontati a più di 40 milioni di euro. La Cooperativa ha continuato a lavorare sugli importanti progetti di sviluppo in corso nell’area genovese (in Valbisagno, a Sestri Ponente e a Multedo) e ha messo in cantiere nuove aperture, che si concretizzeranno tra il 2018 e il 2019, a Genova Palmaro, Santa Margherita e Ventimiglia.

Le risorse umane
Gli occupati medi annui di Coop Liguria nel 2017 sono stati 2.814, 69 in più rispetto al 2016. Delle persone impiegate, l’83% è assunto a tempo indeterminato.

Ai lavoratori di Coop Liguria sono stati corrisposti più di 2 milioni di euro di retribuzione cosiddetta ‘variabile’, cioè aggiuntiva rispetto ai trattamenti previsti dal Contratto Nazionale di Lavoro.

Coop Liguria ha continuato a lavorare sui temi delle pari opportunità e del welfare aziendale, ottenendo un importante riconoscimento: è stata l’unica impresa ligure inserita dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza nella classifica ‘Top welfare’, che censisce le migliori imprese italiane in fatto di politiche per il personale. Questo risultato è stato conseguito anche in relazione alla scelta di offrire ai lavoratori l’opportunità di percepire il premio di risultato in servizi di welfare.

I Soci e il Prestito Sociale
I Soci di Coop Liguria a fine anno erano 424.292. Oggi, giugno 2018, sono 410.997, un dato diminuito a causa della cancellazione, a gennaio, dei Soci cosiddetti ‘inattivi’ come prescritto per legge.

La raccolta del Prestito Sociale nel 2017 ha subito una flessione del -7,9%, attestandosi su 594,799 milioni di euro.

Parte del risparmio prelevato dal Prestito ordinario è stato investito nel Prestito Sociale Vincolato, una nuova opportunità di investimento messa a disposizione dalla Cooperativa, che ha un rendimento più elevato (1,50% lordo). L’importo complessivo vincolato dai Soci nel 2017 è stato di 45,549 milioni di euro, un dato che conferma l’elevata fiducia riposta dai Soci in Coop Liguria.

Agli 89.584 Soci Prestatori della Cooperativa sono stati riconosciuti 3,940 milioni di euro di interessi sui depositi. I nuovi libretti aperti nel 2016 sono stati 2.775.

Coop Liguria è una Cooperativa solida, con un patrimonio netto consolidato molto elevato (702 milioni) e, alla fine del 2017, disponeva di un portafoglio finanziario di 657 milioni di euro. Il Prestito Sociale è gestito da sempre con assoluta prudenza: l’ammontare complessivo del prestito raccolto, infatti, è inferiore al valore del patrimonio della Cooperativa e la politica di investimento di Coop Liguria privilegia prodotti finanziari liquidi o rapidamente liquidabili, proprio per assicurare in ogni momento il pronto rimborso dei Soci prestatori.

Leader Price, un format che va oltre il discount

Qualità e convenienza in un concept adattato alla realtà italiana all’insegna della facilità di percorso in un ambiente spazioso: questi i must (da Gdoweek n. 10)

“Il piacere della semplicità”: questo il claim (presente all’esterno del negozio) che definisce la filosofia di Leader Price, insegna discount di proprietà, a livello internazionale, di Geimex (Gruppo Casino), che in Italia, nasce dalla partnership con Crai (la centrale Crai Secom e i soci Ama, Codè, F.lli Ibba e NewGrieco).

“Con questi nostri punti di vendita vogliamo rompere gli schemi del discount tradizionale -ha spiegato Giangiacomo Ibba, presidente di Leader Price Italia-. Puntiamo a realizzare ‘negozi di convenienza’, cioè superfici semplici nel percorso, ordinate e moderne con un’offerta adeguata all’imprinting culturale del nostro Paese”.

Di fatto parliamo di un negozio caratterizzato da un percorso spazioso e fruibile, che si snoda tra reparti classici e innovativi (come il bio e i prodotti salutistici), con un’offerta a marchio Leader Price (nell’80% dei casi) in pack accattivanti che mixano tradizione italiana e sfiziosità francesi e che mira a trasmettere un unico messaggio: qualità e convenienza. Tutti elementi presenti nei primi tre store aperti in Italia nella seconda metà di maggio: il primo a Como (800 mq) seguito, nell’arco di pochi giorni, da quello di Voghera (Pv), considerato con i suoi 1.200 mq la superficie ideale, e da quello di Borgo Satollo (Bs) di 600 mq.

Accesso riservato

Kiko: in Cina su Tmall di Alibaba

Interno store KIKOiD
Sbarca in Cina il marchio beauty Kiko che ha debuttato su Tmall di Alibaba, grazie alla partnership con Yujiahui, che distribuisce prodotti cosmetici online

Sbarca in Cina, stando a quanto scrive Pambianco News, il marchio beauty Kiko che ha debuttato su Tmall di Alibaba, grazie alla partnership con Yujiahui, società cinese che distribuisce prodotti cosmetici nel mercato attraverso il canale online, con una capitalizzazione di oltre un miliardo di dollari. L’obiettivo è raggiungere 50 milioni di fatturato in 3 anni. Per i primi 12-18 mesi Kiko si concentrerà sull’eCommerce, senza escludere la possibilità di un ingresso nell’offline.

Todis e Madama Oliva: educational su ortofrutta

A Carsoli (Aq), nel quartier generale di Madama Oliva, sessanta imprenditori dell'insegna Todis hanno partecipato a due giornate educational

A Carsoli (Aq), nel quartier generale di Madama Oliva, azienda che confeziona olive, sessanta imprenditori dell'insegna Todis, attiva in tutto il centro-sud Italia, hanno partecipato a due giornate educational, con l’obiettivo di  far conoscere loro i produttori ortofrutticoli da vicino in modo che possano poi trasferire informazioni e garanzie al consumatore finale sulla qualità del prodotto presente nel punto di vendita. La partnership tra Todis e Madama Oliva è scaturita nell'ambito delle attività di formazione che il Gruppo Todis effettua verso i suoi affiliati.

"Le attività di formazione in partnership con i retailer sono fondamentali per riuscire a trasferire al consumatore finale tutte le informazioni necessarie per apprezzare il prodotto nelle sue caratteristiche - spiega la direttrice marketing Sabrina Mancini – Madama Oliva è leader nelle olive confezionate fresche con una quota a valore del 35%. Per questo motivo abbiamo unito in questo educational, specifiche tecniche, conoscenza diretta, ma anche modalità di utilizzo delle olive anche con l'aiuto di uno chef professionista. Spunti, suggerimenti e nozioni che possono fare la differenza per il retailer nella fidelizzazione del cliente". Emilio Ubertini dell'ufficio vendite Todis e coordinatore dell'iniziativa aggiunge: "L'educational nasce dalle attività di formazione sull'ortofrutta del Gruppo in collaborazione con Gruppo PAC 2000, un progetto più ampio che punta a formare i nostri imprenditori per consentire loro di trasferire al consumatore i plus dei prodotti presenti nell'assortimento dei nostri punti di vendita".

Ingromarket (Crai) lancia l’insegna Shuki

Shuki
Shuki è la nuova insegna non food di Ingromarket (Crai). Ad oggi la rete Shuki conta quattro store aperti, uno a Napoli, due a Salerno e uno a Teverola (Ce)

Shuki è la nuova insegna non food di Ingromarket (Crai). Per il suo lancio è stato lanciato il pay off Bello ma pulito a indicare i valori della bellezza e del benessere legati al mondo della cura della casa, della cura della persona e del petcare.

Carla De Martino, responsabile commerciale e marketing di Shuki, spiega: "È un progetto ambizioso nel quale abbiamo messo cuore e passione, allo scopo di rendere i nostri negozi sempre più piacevoli e accoglienti per i nostri clienti. Per fare questo abbiamo quindi la premura di assumere personale qualificato e specializzato".

Ad oggi la rete Shuki conta quattro store aperti, uno a Napoli, due a Salerno e uno a Teverola (Ce), ma conta di espandersi nella regione con nuove aperture nel corso dell’anno. Si tratta di un format di prossimità con una superficie media pari a 250 mq e una proposta di circa 9.000 referenze.

Ecu rinnova lo store di Cadelbosco

Restyling per il punto di vendita Ecu di Cadelbosco Sotto (Re) di via Marconi 101, gestito da Realco. Il negozio ha una superficie di circa 450 mq

Restyling per il punto di vendita Ecu di Cadelbosco Sotto (Re) di via Marconi 101, gestito da Realco. Il negozio ha una superficie di circa 450 mq e propone un assortimento di 2.600 referenze alimentari e non.

All’interno della struttura, nella quale lavorano sei persone, sono presenti le principali aree merceologiche tra cui ortofrutta, pane con produzione interna, surgelati, latticini e salumi, carni confezionate, gastronomia pronta.

Video Tour: la torre di Walmart, nuova modalità di pick-up

Come funziona la torre, la soluzione per facilitare il ritiro nei punti di vendita della rete Walmart la spesa fatta online

Si chiama Tower ed è la più recente soluzione che Walmart sta inserendo all'interno dei propri punti di vendita come nuova modalità per ritirare instore la spesa fatta online.

Si tratta di vere e proprie torri, alte più di 5 metri e larghe 3, che, in meno di un minuto, permettono di ritirare in totale sicurezza e semplicità la spesa che è stata ordinata tramite eCommerce. Il vantaggio è quello, ormai noto, di portare il cliente nel negozio e dargli ulteriori spunti per la spesa

Ad oggi, sono già 100 quelle attive, ma Walmart, sempre più focalizzato su logiche di omnicanalità che rendano fisico e online sempre più vicine, ha dichiarato  di avere in programma di arrivare ad implementarne a breve termine almeno 500.

Pam local: primo punto di vendita a Livorno

Pam local Bergamo - Interni (2)
Prosegue il piano di ampliamento della rete Pam che arriva a Livorno con il format local realizzato in pieno centro cittadino

Prosegue l’ampliamento della rete di Pam che con il suo store local arriva a Livorno, in piazza Grande 33. Il supermercato, gestito in franchising, è situato in centro cittadino, in prossimità dell’area di sbarco delle navi da crociera. Propone in assortimento 1.200 prodotti a marchio Pam Panorama."L’inaugurazione del primo negozio ad insegna Pam local a Livorno è un importante passo per diffondere la nostra idea innovativa di spesa, ampliare la rete di punti di vendita e conferma come il nostro format riesca ad attrarre l’interesse degli imprenditori che scelgono di affidare alla nostra azienda lo sviluppo della propria attività imprenditoriale” commenta Lorenzo Seccafien, direttore vendite Pam Franchising.

Sigma: nuovo store a Modena

sigma
Realco, società attiva con le insegne Sigma, Ecu e D’Italy, ha inaugurato a Modena un supermercato Sigma sviluppato su un'area di 520 mq

Realco, società attiva con le insegne Sigma, Ecu e D’Italy, ha inaugurato a Modena un supermercato Sigma di 520 mq, situato in via San Giovanni Bosco  53. È il 13esimo punto di vendita Sigma della provincia modenese. L’assortimento propone circa 6.500 referenze alimentari e non.

Al suo interno sono presenti tutte le principali aree merceologiche dedicate al food: ortofrutta, pane con produzione interna, surgelati, latticini e salumi, macelleria a libero servizio, reparto pescheria, gastronomia di produzione propria a servizio, una vasta offerta di prodotti del territorio e tanti prodotti esclusivi a marca privata. Impiega 15 persone, di cui 14 donne.

Il negozio che verrà

Spunti e suggestioni di una nuova prossimità, capace di raccontarsi e intrattenere con nuovi strumenti d’interazione (da Gdoweek n. 10)

Non è l’apocalisse, è una rapida evoluzione centrifuga che ci fa ritrovare in “un mondo con più centri di gravità”, come ha evidenziato Giovanni Fantasia, Ad di Nielsen Italia, all’ultima edizione di Linkontro. Davanti a questa nuova pluralità, che pure disorienta, modelli di riferimento come il negozio cambiano peso, forma e contenuti, ma è ormai chiaro a tutti che non scompariranno. Proviamo allora a delineare quali saranno i connotati fondamentali di questi store usciti dalla metamorfosi già in atto.

Il format del futuro? Secondo Beck Besecker, co-fondatore e Ceo di Marxent che ha lavorato con player come Tesco, Target e Macy’s, si riassume in tre parole chiave: piccolo, indispensabile e d’ispirazione. Il retail che funziona, secondo Besecker, sta passando spontaneamente da un minor inventario alla maggior fornitura di servizi intermedi ed essenziali, basati sulla localizzazione, che si traducono in vendite, relazioni artigianali con i clienti e acquisizione di nuovi dati. A sottolineare questo aspetto durante il convegno #Cibo2038, organizzato da Gdoweek e Mark Up nel corso di Cibus, anche Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom: “La nostra forza come retailer fisici è poter raggiungere con l’eCommerce, grazie ai nostri punti di vendita, anche quei piccoli paesi dove Amazon non arriva. Non solo. Per distinguerci dovremo essere così bravi da fare instore cose che l’online non può fare, come essere i numeri uno del sorriso e del trattar bene il cliente attraverso i dipendenti. Perché Crai non vende prodotti, ma il negozio stesso”. Si tratta insomma, proprio grazie alla tecnologia, di far entrare in gioco la tanto chiacchierata (ma ancor poco agita) integrazione tra online ed offline, bilanciando e compensando punti di forza e di debolezza dei rispettivi canali, per una visione omnichannel. Come sottolinea Steve Laughlin , vicepresidente e general manager Global Consumer Industry Ibm: “Oggi abbiamo perso il legame e quella dimensione intima del negozio di vicinato. Eppure, i dati sono sempre lì, raccolti dappertutto attraverso molti dispositivi diversi e a nostra disposizione. Se li combiniamo correttamente, possiamo ricostruire quel contesto di prossimità del bottegaio di un tempo”.

Un esempio? Wheelys Moby Mart, convenience store di Shanghai in versione autobus che si guida da solo e con commessi virtuali che 24 ore su 24, grazie a tecnologie come l’intelligenza artificiale, vanno letteralmente incontro al consumatore per fornirgli i prodotti che desidera. Parliamo quindi di una prossimità che deve sposare digitale e vicinanza fisica per una presenza capillare all’interno della customer journey. “Siamo davanti a un consumatore che è tornato quasi bambino e va accudito nell’arco di tutta la giornata. Il punto è essere presenti con il proprio marchio quando vi si sta cercando”, evidenzia Paola Scarpa, direttore Google Italia. Sono 3 secondo Scarpa i pilastri di questa nuova assistenza costante: il primo è “show up”, che vuol dire fatevi trovare sempre, non solo dove pensate che il cliente vi cercherà; il secondo è “wise up”, cioè migliorate la vostra comprensione dei suoi bisogni. Il terzo è “speed up”: rispondete con una rapidità sempre maggiore e con sistemi molto fluidi, anche nella richiesta di dati. Questo il nuovo paradigma che consente di intercettare un’idea di fedeltà più intermittente e, proprio per questo, forse anche più meritocratica.

Una visione supportata anche dal nuovo concetto di reputazione, che non ha più tanto a che fare con la referenza (ormai commodity) quanto con l’azienda e la profondità di relazione che si intrattiene con essa. A spiegarlo è Michele Tesoro-Tess, executive partner e senior managing director Emea del Reputation Institute. Un negozio, quindi, dove il volantino cartaceo non ci sarà più, ma comunicazione, atmosfera e mood saranno fondamentali e ancor più rappresentativi dell’identità dell’insegna. Non è un caso che Lego, una delle aziende con la miglior reputazione al mondo, abbia investito in una Lego House, un vero e proprio parco d’intrattenimento e d’espressione dell’anima del brand, equipaggiato con contenuti tech e smart.

Stesso discorso per il Blue Leaf Cafè di Sendai (Giappone), che ha collaborato con una società di telecomunicazione per ospitare un’esperienza virtuale e live con la nota popstar d’animazione asiatica Hatsune. Un altro esempio di integrazione tra virtuale e fisico, ma anche di negozio vissuto come spazio della socialità, dell’evento legato ai trend dell’attualità e, in quanto tale, capace di creare un legame più profondo con l’insegna.

“Uno spazio semplice, senza scaffali, con pochi prodotti stagionali, che offre servizi, informazioni e intrattenimento”, queste le caratteristiche del negozio di domani come se lo immagina il Ceo di Cortilia Marco Porcaro: “Siamo player online e l’80% nostro fatturato è freschissimo a chilometro zero. Un dato significativo, che indica chiaramente alla gdo quale direzione seguire”. Proprio sulla scia dell’essenzialità e del minimalista in versione 3.0 si posizionano i casi di Arket by H&M e di Zara con il temporary store aperto nel centro commerciale Westfield Stratford di Londra. Pochi pezzi esposti fanno da protagonisti colorati in un ambiente dal design pulito e sobrio, arricchito da innovazione smart sia nell’assistenza in store che nei pagamenti. Anche nell’alimentare si può ambire a concept simili, come dimostra il progetto sperimentale The Future Market Pop Up Store di Alpha Food Labs.

Meno sperimentale e futurista l’alleanza che Walmart ha stretto con Google che gli consentirà di portare i propri prodotti a portata di Google Assistant. Una partnership che abilita l’incrocio virtuoso di tecnologie come Easy Reorder di Walmart e Google Express, favorendo l’integrazione tra fisico e digitale. Tutto questo è possibile grazie a una sempre più evoluta intelligenza artificiale che in futuro potrebbe garantire a tutti di automatizzare l’acquisto da casa, consentendo un rifornimento quotidiano di cibo e delle principali commodities anche mentre si è al lavoro. Stando a un’indagine internazionale del ConsumerLab di Ericsson il 44% degli acquirenti da smartphone desidera un assistente digitale che riceva le consegne quando non è a casa e ben il 68% pensa che tutto questo sarà di tendenza in soli 3 anni. Non solo. Il 52% degli intervistati ritiene che un minor numero di persone si recherà nei negozi fisici in futuro grazie alle consegne a domicilio automatizzate e preventive, mentre il 66% ritiene che gli store occuperanno meno spazio. Se la tecnologia diventa sempre più pervasiva, il negozio deve farne buon uso e riconfermarsi, grazie ad essa, luogo dell’umanità e dell’esperienza. “Non mi immagino più un negozio solo fisico o digitale, ma un unico spazio che integrerà le due dimensioni. Non ci saranno più confini tra dentro e fuori”, sostiene Stefano Ghidoni, direttore cliente e innovazione Auchan Retail Italia. Sempre dal palco di #Cibo2038 ad offrire un buon esempio in tal senso è Alibaba. “In Cina, sono già operative alcuni modelli retail di connessione tra online e offline. Ne è un esempio la nostra catena Hema, che sta crescendo rapidamente”, racconta Manfredi Minutelli, European Food and Wine Category Leader di Alibaba Group. Tra le ultime opzioni implementate da Hema in questa direzione il lancio ad aprile 2018 (nei primi 25 store pilota) della consegna a casa 24 ore su 24, anche quando il negozio è chiuso. Il servizio include fino all’una di notte anche la possibilità di ordinare piatti pronti preparati instore, il tutto sempre via app. Non a caso il maggior competitor di Alibaba, JD.com, si è lanciato da inizio 2018 a sua volta nell’offline con lo store 7Fresh, che fa uso di logiche smart che servono i consumatori asiatici in un modo simile ad Hema. Nel reparto ortofrutta, sopra i banchi sono posizionati specchi tech che oltre, a rendere l’ambiente più luminoso, forniscono informazioni sui prodotti, dalla provenienza al valore nutrizionale. Ma ci sono anche altre sperimentazioni, l’inventore russo Semenov Dahir Kurmanbievich ha creato e disegnato un supermercato futurista, del quale sta richiedendo un brevetto sul progetto. Una spesa fatta interamente in auto attraverso un percorso personalizzabile che passa accanto a diverse stazioni di servizio divise per categorie merceologiche (fresco, panetteria, grocery ...), come in una sorta di drive-in automatico a tappe dove tutto è però digitalizzato e automatizzato. “Così si risolve il problema tecnico di migliorare la qualità del servizio al cliente ed offrire al contempo la massima praticità e scelta dei prodotti, riducendo i tempi di assistenza”, ha spiegato il progettista.

Appuntamento al prossimo futuro ...

Video Tour: i progetti di Gruppo MD

Il Cavalier Patrizio Podini, presidente e fornitore di Md, spiega i prossimi passi dell'insegna sul territorio e anche l'anima green, con l'introduzione di nuovi mezzi di trasporto a basso impatto ambientale

“Tra il 2018 e il 2021 prevediamo di aprire in media 45 store all’anno sviluppati su una superficie da 1.500/2.000 mq, ristruttureremo le filiali, creando lavoro per 2.200 persone -spiega il Cav. Patrizio Podini, fondatore e presidente di Md spa-. A questo scopo abbiamo previsto un investimento di oltre un miliardo di euro”. Numeri importanti, cui si aggiunge il potenziamento del top management con l’ingresso di nuove (per il gruppo) figure manageriali affidate a manager di esperienza nel retail come Piermario Mocchi, al quale è stato dato l’incarico di direttore generale, e Vittorio Amatucci, che svolge il ruolo di direttore commerciale.

Esterno - MDDi pari passo con lo sviluppo della rete, l'impegno del gruppo si indirizza anche per l'online, con test sui siti Md Viaggi e Md Webstore, entrambi in crescita. "L’obiettivo è testare, nel prossimo futuro, anche la vendita online di prodotti alimentari", chiarisce Podini.

 

 

Cresce anche l'impegno verso l'ambiente con l'inserimento di due veicoli ecologici per il trasporto merci, forniti dall'azienda specializzata in logistica Gi.Ma.Trans. Un primo step verso una flotta che rispetti l’ambiente: infatti, grazie a un sistema sviluppato ad hoc, i mezzi a metano avranno la cella frigorifera alimentata a energia elettrica prodotta dallo stesso motore ottenendo maggiori prestazioni e risparmio in termini economici e di CO2.

 

Carrefour aderisce alla Festa della musica

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Il 21 giugno, oltre 250 store Carrefour Italia, ospiteranno band emergenti, artisti di esperienza e i volti della musica, protagonisti della Festa Della Musica

Il 21 giugno, oltre 250 punti di vendita Carrefour Italia, ospiteranno band emergenti, artisti di esperienza e i volti del mondo della musica, protagonisti della Festa Della Musica, la manifestazione organizzata dall’omonima associazione con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e che coinvolge, ogni anno, migliaia di appassionati e curiosi uniti dalla passione per la musica con una serie di eventi in tutta Italia.

Per la prima volta, tutti i negozi Carrefour in Italia, ad insegna Market, Express e Ipermercati, saranno coinvolti nel progetto, che vedrà la Lombardia come regione principalmente attiva con concerti in 76 store, seguita dal Lazio (59) e Piemonte (48). La Campania attiverà 14 strutture mentre la Liguria 12. Saranno 8 i punti di vendita Emiliano Romagnoli coinvolti, così come quelli Toscani. In Abruzzo, in Friuli Venezia Giulia e in Sardegna la serata del 21 giugno sarà animata da 3 concerti. Coinvolte nella serata musicale anche la Valle d’Aosta, il Veneto, l’Umbria, le Marche e la Calabria.

Siamo felici di partecipare anche per questa edizione alla Festa della Musica – commenta Stéphane Coum, direttore operations Carrefour Italia. – I punti di vendita Carrefour Italia vogliono essere punti di riferimento per i nostri clienti non solo per la spesa quotidiana, ma come luogo di socialità e aggregazioneNon vediamo l’ora di accogliere gli artisti nei nostri punti vendita per una serata di cultura e musica, per celebrare insieme il solstizio d’estate e rendere memorabile questo passaggio.”

 

Euronics si espande in Sardegna

Euronics
Nel nuovo polo commerciale situato al fianco dell’aeroporto di Olbia, in Strada Statale 125, Dimo spa, storico socio Euronics, inaugura un punto di vendita

Nel nuovo polo commerciale situato al fianco dell’aeroporto di Olbia, in Strada Statale 125, Dimo spa, storico socio Euronics, inaugura un punto di vendita. È il 31esimo gestito dall’azienda piemontese, attiva in Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Lombardia.  La struttura occupa un’area di circa 2200 mq e impiega 32 addetti.

A sostegno dell’apertura Dimo ha predisposto una campagna di lancio, con offerte promozionali, che spazia dalla pubblicità dinamica ad un volantino dedicato, da una campagna radio alla carta stampata, dal web alle affissioni.

 

Italian Food Excellence

dmc

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