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Guideshop nuova frontiera

Oltre lo showrooming, si stanno affermando formule che presentano i vantaggi dell’online e del negozio fisico. Con originalità e ibridazione (da Gdoweek n. 5)

Essere “puri” non paga, il retail tutto fisico o tutto online sempre di più è un punto di partenza per un business che, grazie alle economie di scala, diventa prima di tutto multicanale e poi anche internazionale. Su questa strategia di touchpoint multipli interviene la capacità di interpretare ciascuno di essi in maniera originale, spesso ricorrendo all’ibridazione, per cogliere in un’unica formula tutti i vantaggi del fisico e dell’online, possibilmente riducendo al minimo gli aspetti negativi di entrambe le opzioni. Stiamo parlando del modello Guideshop, vale a dire quei retailer attrezzati con un negozio vero, tra showroom e salotto, che però non vende nulla, o quasi, se non online. Una formula adatta per un futuro vicino, se un big come Walmart si è già inserito in questo business acquisendo Bonobos (per 310 milioni di dollari) e Modclothes, interessato soprattutto alla loro esperienza. Rinascente a Milano con il corner Drexcode si inserisce perfettamente in questo trend, così come lo store di Zara a Londra, un temporary showroom ... molto guideshop, che apre una nuova fase per il brand spagnolo. Ma vediamo più da vicino i protagonisti.

Capostipite della formula è il brand newyorkese Bonobos, nato nel 2007 con l’idea di vendere online pantaloni da uomo con un fitting migliore rispetto a quelli comunemente in commercio, offrendo ottimo servizio e un prezzo piuttosto elevato (circa 100 dollari). Agli uomini, soprattutto Millennials, non piace fare shopping, dicono Andy Dunn e Brian Spaly, i fondatori, quindi l’online è perfetto. L’idea dei negozi showroom Guideshop (nome che hanno inventato loro), è nata per caso, nella fase di sperimentazione del fitting delle t-shirt, un’estensione dell’assortimento base. Mentre testavano i modelli con due camerini prova nella lobby dell’azienda, hanno visto un numero crescente di clienti che entrava, provava e acquistava online “guidato” da un assistente, per poi uscire senza niente in mano: tutto recapitato a casa. Il risultato? Bonobos oggi conta 40 location dove i clienti, solo uomini, arrivano su appuntamento, ricevuti da assistenti “ninja” (come vengono definiti da Bonobos), indossano alcuni capi, scelgono e acquistano online; inoltre, se desiderano, acquistano direttamente qualche accessorio o regalo.

Accesso riservato

Ikea e Nissan puntano sulla ricarica rapida dell’auto elettrica nei parcheggi

È stata inaugurata nel parcheggio Ikea di Roma Anagnina la nuova colonnina di ricarica rapida per auto elettriche, grazie all'impegno comune tra la catena svedese e Nissan, il principale produttore giapponese di automobili elettriche.

L'installazione della stazione di ricarica veloce, di tipo CHAdeMO, è la seconda in un pdv Ikea in Italia, la prima si trova a Padova, ed è l'ottantaduesima sul territorio nazionale.

Ricarica completa gratuita in meno di un'ora, il tempo per fare una spesa da Ikea

Lo sviluppo della mobilità sostenibile, anche in Italia, passa inevitabilmente dalla creazione dell'infrastruttura di ricarica e i parcheggi dei punti di vendita sono uno dei luoghi ideali dove lasciare l'auto in carica mentre si fa la spesa.

Ancor di più se la colonnina di ricarica è di tipo veloce, come quella installata da Ikea: questo vuol dire che si può ricaricare completamente - e gratuitamente - la propria auto, anche di ultima generazione, con batteria quindi più capiente, in meno di un'ora. Un tempo medio per chi si reca all'interno di un pdv Ikea.

Dal punto di vista tecnico la colonnina ha un connettore di tipo CHAdeMO, uno standard di ricarica giapponese di cui sono dotate le vetture elettriche di Nissan come la Leaf, la berlina compatta e il veicolo commerciale eNv200.

Il nome CHAdeMO è un acronimo formato dalla contrazione dei termini “Charge de Move”, ovvero “charge for moving” (carica per muoversi), ma è anche un gioco di parole della frase giapponese che si traduce con “Ci fermiamo per un tè?”, poiché la ricarica è completa nel tempo in cui si sorseggia un tè. In questo caso specifico diventa il tempo per trovare il mobile per la propria casa e mangiare un piatto di polpette con la salsa ai mirtilli.

L'accordo di installazione di colonnine tra Ikea e Nissan fa parte del programma “People and Planet Positive” della catena svedese, che ha l’obiettivo di sensibilizzare positivamente le persone verso un pianeta sostenibile e che coinvolge ogni aspetto della filiera costruttiva, distributiva e di vendita.

 

Inkloud sbarca al Brico io di Concorezzo

Il corner Inkloud, uno spazio di circa 40 mq dedicato al mondo dei dispositivi mobili e delle stampanti, è stato inserito nel punto di vendita Brico io di Concorezzo

Il corner Inkloud, uno spazio di circa 40 mq dedicato al mondo dei dispositivi mobili e delle stampanti, è stato inserito nel punto di vendita Brico io di Concorezzo  (Mb), in via Monte Rosa 34.

Al suo interno è stato allestito un laboratorio per la riparazione degli smartphone, in cui tecnici specializzati sono in grado di risolvere i problemi e i danni più comuni nel giro di un’ora o poco più, permettendo ai clienti di poter visitare il punto di vendita. È inoltre possibile richiedere la valutazione e l’eventuale ritiro del proprio dispositivo. All’interno del corner è possibile trovare oltre 1.000 accessori e oltre 3.000 cartucce di ricambio per stampanti; consegnando al personale una cartuccia esausta, si può avere uno sconto del 10% su quella da acquistare aderendo al nuovo sistema di fidelizzazione chiamato Sticker.

Sono previsti nei prossimi mesi nuovi corner Inkloud in altri due punti di vendita dell’insegna, quello di Alessandria e quello di Formia (Lt).

 

Penny Market rilancia la linea Fior di pasta

Restyling per la linea a marchio privato Fior di pasta di Penny Market. L’assortimento si compone di 35 referenze ed è destinato a svilupparsi

Restyling per la linea a marchio privato Fior di pasta di Penny Market. L’assortimento si compone di 35 referenze ed è destinato a svilupparsi ulteriormente nei prossimi mesi con l’inserimento di prodotti freschi come sughi, pasta liscia e ripiena, gnocchi e lasagne. La linea comprende vari formati che spaziano dai classici bucatini alle tradizionali pappardelle all’uovo fino alla nuova pasta integrale che, grazie alle fibre, unisce la tradizione al benessere.

 

In occasione del restyling, Penny Market ha ideato un nuovo logo riportante un mulino, da sempre simbolo di tradizione e dell’esperienza che solo i maestri pastai italiani possono vantare. Inoltre, il riconoscimento a scaffale è reso più facile grazie alla diversificazione dei codici cromatici legati alle singole tipologie di pasta: marrone per la pasta integrale, blu per quella di semola e giallo per la varietà all’uovo.

 

 

Carrefour Italia e PayPal: partnership strategica

Carrefour Italia e PayPal, azienda attiva nel settore dei servizi e soluzioni per i pagamenti digitali, avviano una collaborazione per i pagamenti online

La collaborazione avviata tra Carrefour Italia e PayPal, azienda attiva nel settore dei servizi e soluzioni per i pagamenti digitali, consentirà ai consumatori di visitare il sito dell’insegna, selezionare i prodotti preferiti, scegliere se riceverli a casa o ritirarli di persona e pagare utilizzando il proprio conto PayPal, accedendo con la propria username e password.

Federico Zambelli Hosmer, general manager per l’Italia di PayPal, spiega: “Uno dei nostri principali obiettivi consiste nel permettere a clienti e partner di ridurre la distanza tra l’utente e il servizio di cui ha bisogno. In quest’ottica, l’ambiente del grocery rappresenta la nuova frontiera di un universo nel quale i pagamenti digitali e le soluzioni proposte da PayPal possano contribuire in maniera significativa a semplificare il quotidiano di ognuno di noi”.

Julian Saez, direttore amministrazione, finanza e controllo di Carrefour Italia, aggiunge: “Questa partnership faciliterà i nostri clienti e rappresenta un vero passo avanti verso una modalità di spesa più digitale, smart e rapida, in linea con le nostre priorità strategiche”.

 

Velocità e praticità, futuro del retail design

Quali sono le tendenze in fatto di progettazione degli spazi retail? Ci aiuta a rispondere a questa domanda Massimo fabbro di Dinn! (da Gdoweek n. 5)

“Il digitale ha tirato il sasso nello stagno e finalmente si può parlare davvero di innovazione e non di semplice restyling”. Così esordisce Massimo Fabbro, fondatore e presidente di Dinn!, società specializzata nella progettazione di spazi retail per banche, farmacie, abbigliamento e alimentari, che opera in Italia, Europa e Sud est asiatico, quando gli chiediamo come si sta evolvendo il layout dei punti di vendita e cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro.

Quali sono i fattori più importanti che stanno guidando il cambiamento dei negozi reali?

Uno determina più di tutti le scelte: la frammentazione del processo d’acquisto tra spazio fisico e digitale: è quest’ultimo che guida i cambiamenti del primo e non viceversa.

Può spiegare meglio?

Facciamo degli esempi: in molti settori, pensiamo all’elettronica di consumo, la ricerca del prodotto, del prezzo e delle caratteristiche di ciò che una persona intende acquistare avviene in rete, poi ci si reca nel punto di vendita ad acquistare.

Oppure avviene l’esatto contrario: ci si reca in uno store a provare un capo, a toccare e testare un prodotto, a informarsi sulle sue caratteristiche e sul costo, quindi l’acquisto viene perfezionato tramite eCommerce. Anche la consegna della merce può percorrere diverse strade: si compra online e si riceve a casa o si va a ritirare in uno spazio fisico.

Si può dire allora che lo spazio fisico deve in qualche modo assomigliare a quello virtuale?

Certo. Ad esempio, quali sono le caratteristiche principali dell’acquisto online? La praticità e la velocità. Una risposta è ad Amazon Go, che nel punto di vendita brick and mortar di Seattle ha eliminato le casse, cioè la parte più noiosa del percorso della spesa alimentare. Oppure c’è il progetto Kepler di Walmart: una sorta di assistente virtuale per gli acquisti che accompagna gli acquirenti (shopper) nel negozio fisico. Per l’abbigliamento mi viene in mente Nordstorm Local: piccoli spazi di 1.000 metri quadrati circa, con 8 camerini e altrettante collezioni all’interno, dove si possono provare e acquistare i capi e la consegna avviene al domicilio del cliente. In questo modo non c’è bisogno di tenere un magazzino.

Qualche esempio innovativo in Italia?

Al momento non ho ancora visto niente di particolare, ma penso che la segmentazione dei formati realizzata da Carrefour negli ultimi anni vada nella giusta direzione. Al di fuori del mondo della gdo, con Aboca, brand del mondo benessere, stiamo sperimentando un nuovo formato di farmacia che si trasforma in hub della salute centrato sulla customer experience.

Il futuro del retail resta quindi nel contatto diretto, nell’esperienza fisica, nel confronto sensoriale con i prodotti e i negozi, ma senza i limiti classici dello shopping?

Esatto. Anzi, abbiamo notato che schermi touch screen, iPad e altri strumenti digitali non hanno successo nei negozi se non c’è un/una assistente in carne e ossa che rassicura e istruisce, soprattutto i meno giovani, sull’utilizzo di queste tecnologie.

Uno dei punti di forza dell’online è la convenienza. Come può un punto di vendita fisico ridurre questo gap?

L’eCommerce sta imprimendo nell’immaginario dei consumatori anche un altro concetto: il basso prezzo non è per forza sinonimo di scarso valore. Per cogliere questa tendenza i punti di vendita tradizionali devono realizzare un ambiente curato anche quando offrono servizi a basso costo.

Voi vi siete anche occupati di filiali bancarie. Come si sta muovendo questo settore a livello di progettazione?

Si tratta di un momento molto interessante da questo punto di vista perché stiamo assistendo a una trasformazione a 360° del modello relazionale e quindi di filiale, con customer experience sempre più personalizzate in ambienti premium, raffinati, smart-tech e multifunzionali.

Coin Excelsior debutta al CityLife Shopping District di Milano

Coin Excelsior CityLife ingresso
Con l’ingresso al CityLife Shopping District di Milano, il contemporary department store Coin Excelsior consolida la sua presenza nel capoluogo lombardo

Con l’ingresso al CityLife Shopping District di Milano, il contemporary department store Coin Excelsior consolida la sua presenza nel capoluogo lombardo. Il punto di vendita occupa un’area di 1.600 mq e propone una serie di servizi che vanno dallo styling up-to-date di Bumble & Bumble, per proporre gli ultimi trend delle passerelle newyorkesi, al grooming e barber shop con trattamenti express di Aveda. Mac offre sessioni di make up e consulenze d’immagine personalizzate, mentre Dermalogica esordisce in Italia con lo skin bar e la beauty room per una  consulenza estetica con il metodo Skin Mapping.

 

L’area dedicata all’home decoration presenta una selezione di proposte Coincasa, arricchita dal brand Edg dedicato al gardening e alle profumazioni e all’offerta di Cargo Etc., il laboratorio di idee per creare in cucina. Completano l’offerta vari brand nei settori abbigliamento e accessori. Coincasa prevede la possibilità di consultare l’intero catalogo online per acquistare e ritirare i prodotti direttamente in negozio o averli a casa propria. Correda l’esperienza di shopping di Coin Excelsior il sound design curato dal dj e produttore Stefano Fontana e dal suo team Sound Identity, che ha ideato per il department store un palinsesto musicale personalizzato e distintivo.

 

 

 

Rinascente di Milano e Roma oasi di verde

Rinascente
I flagship store Rinascente di Milano, in piazza Duomo, e Roma, in via del Tritone, ospitano installazioni d’autore sul tema della natura

I flagship store Rinascente di Milano, in piazza Duomo, e Roma, in via del Tritone, ospitano installazioni d’autore sul tema della natura che danno alle due strutture l’atmosfera di spazi green contrassegnati da verde, piante e fiori. Il progetto milanese è stato realizzato da In&Out Green City Landscape dell’architetto Andrea Tognon, che porta alberi maestosi davanti allo store di piazza Duomo e piante su ogni piano, posizionandole tra lastre di vetro antelio, in modo tale che l’immagine ne sia riflessa.

 

A Roma invece You are Nature dell’architetto Lorenzo Guzzini propone una serra aperta: un arboretum sboccia nell’Exhibition Area, un giardino fiorisce sulle terrazze. E poi fiori e piante su ogni piano, nelle vetrine e in ogni finestra della facciata. Le vetrine dei due flagship store di Milano e Roma sono invece affidate alla creatività di Dolce&Gabbana, che crea una scenografia floreale, fatta di pareti tagliate da una moltitudine di fessure da cui emergono fogli di carta stampata con i dettagli del paesaggio, che si compone con un effetto di tridimensionalità.

Anche le vetrine di Padova, Torino, Firenze, Roma piazza Fiume, Palermo, Catania e Cagliari vestiranno green. Contemporaneamente alle installazioni artistiche di Milano e Roma, inoltre, i brand fashion, beauty e design di tutti gli store Rinascente mettono in luce i prodotti della loro offerta che sono più in linea con la filosofia green. Anche in assortimento si dà ampio spazio a prodotti con ingredienti naturali, bio, eco-friendly, a basso impatto ambientale.

PittaRosso: più forte la presenza in Lombardia

esterno punto vendita pittarosso
A Sondrio l’insegna di calzature e accessori PittaRosso apre un punto di vendita, ubicato in via XXV Aprile, il 41esimo store in Lombardia

A Sondrio l’insegna di calzature e accessori PittaRosso apre un punto di vendita, ubicato in via XXV Aprile, consolidando così la rete nella regione dove opera con 41 strutture. Il negozio è il secondo in provincia di Sondrio. Il team di lavoro è formato da cinque risorse.

L’offerta comprende calzature e accessori per l’uomo, la donna e il bambino, rispondendo a varie esigenze: dal classico al casual, dalla moda allo sport. Per festeggiare l’apertura, l’insegna propone fino al 15 aprile uno sconto del 40% su l’intera collezione.

 

Il tCommerce evoluto diventa eCommerce 4.0

Giglio Group con Acque Minerali d’Italia lancia una piattaforma innovativa per il food e grocery

In un’ottica di sviluppo sinergico omincanale è nata Cloud Food, la joint venture a governance paritaria tra Giglio Group (51%) e Acque Minerali d’Italia (49%), che ha lo scopo di creare un contenitore focalizzato sul food&beverage. Un tCommerce evoluto nell'ottica di sviluppare un canale di ecommerce 4.0.

Nel video trovate il commento di Alessandro Giglio, Ceo e chairman di Giglio Group e Massimo Pessina, presidente di Acque Minerali d’Italia.

Cloud Food e il tCommerce evoluto

L’operazione ha lo scopo di creare un contenitore focalizzato sul food&beverage, in particolare made in Italy, con contenuti disponibili sul canale del digitale terrestre ibox65 e su tutte le piattaforme digitali del gruppo guidato da Alessandro Giglio, reduce dalla quotazione del gruppo sul segmento Star di Borsa Milano, avvenuta il 20 marzo 2018, dopo essere essere transitato da agosto 2015 sul mercato Aim.

Giglio Group, società di riferimento nel mondo broadcast radiotelevisivo, detiene un’infrastruttura proprietaria via fibra e satellite che porta in 46 Paesi, 5 continenti e in 6 lingue differenti i canali televisivi Nautical Channel, Giglio Tv, Acqua e Playme. L’ultimo lancio riguarda ibox65, aperto nel pomeriggio del 21 marzo sul canale 65 del digitale terrestre e focalizzato in particolare sullo shopping di prodotti per la casa e la famiglia: sono trasmessi palinsesti basati su informazioni e prodotti home, forniture e design a cui si affiancherà, entro l’estate, il settore food, gestito proprio da Cloud Food.

L’innovazione che si unisce con la tradizione e la storia di Acque Minerali d’Italia, l’azienda che ha all’attivo marchi come Norda, Gaudianello e Sangemini, presente nel settore della gdo, del vending e dell’Horeca, e che ora guarda avanti.

Se non puoi combatterli fatteli amici

Come trasformare uno svantaggio in una carta vincente? L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 5)

Cominciamo dai basic: smettiamo di guardare alle novità come se fossero nate per farci dispetto e sostituiamo il diniego con la curiosità. Guardare al nuovo significa cambiare prospettiva e, per farlo, dobbiamo muoverci dalle nostre posizioni. In seconda battuta, cercare qualcuno che “quella cosa” la sa già fare e la fa bene. Così come i capitani d’impresa di successo sono coloro che sanno circondarsi di persone più brave di loro in una specifica area, anche le aziende devono imparare a stringere partnership con chi ha avuto successo in arene a loro sconosciute ma limitrofe. Una volta fatto questo, è indispensabile ibridarsi, o meglio, farsi ibridare: è ciò che stanno facendo molte multinazionali (del retail e del largo consumo) che comprano ciò che non hanno, lo foraggiano, forniscono la forza necessaria ma non lo appiattiscono anzi se ne tengono distanti (è finito il tempo dei marchi ombrello), perchè ciò che era un vantaggio (chiamarsi con un grande nome) oggi sembra non esserlo più. In questo numero parleremo proprio di questo: come trasformare la piaga dello showrooming in business? Come includere la sharing economy in un business fondato sulla old economy? Chiedendoselo con curiosità e non con paura ...

Segnali positivi da M.a.d.e. 2018, fiera dei co-packer

M.A.D.E. (Marques Associées Distribution Event) precedentemente conosciuto come Mdd Expo, ora si è evoluto per essere molto più inclusivo, offrendo sia l'innovazione in termini di nuovi prodotti sia una piattaforma per la co-creazione

La seconda edizione della fiera del copacking M.a.d.e. svoltasi il 20 e 21 marzo a Parigi nel centro Porte de Versailles vicino Parigi, ha ospitato oltre 450 co-packer e 4.500 visitatori riunendo tutti i canali distributivi del largo consumo (negozi specializzati, catering, vendita al dettaglio, grossisti, produttori in cerca di subappaltatori o di ingredienti, proprietari di marchi ecc.). L'obiettivo è di offrire soluzioni per i rivenditori alla ricerca di nuovi prodotti, ma anche per i produttori che cercano altri produttori per lavorare insieme sulla co-produzione. Quest'anno, M.a.d.e., dopo il buon esordio del 2017, ha abbracciato la salute, incorporando una vita sana e la "salute di Madre Natura", con una maggiore attenzione ai prodotti che fanno bene e con credenziali di sostenibilità. Quindi due i temi principali: Healthy Food e Healthy Planet.

Premio dell'innovazione
Uno degli aspetti salienti di M.a.d.e. 2018 era il premio relativo all’innovazione suddiviso in sei categorie: tecnologia di processo, packaging, ricettazione-formulazione-ingredienti; marketing-posizionamento-storytelling; innovazione di categoria; co-creation.

Tra le 142 innovazioni presentate, una giuria composta da professionisti e giornalisti specializzati ha selezionato i sei prodotti vincitori e fra questi evidenziamo l’italiana Nuova Terra con Le Bontà che ha vinto nella categoria innovazione tecnologica.

Interessante anche il programma di conferenze, all'interno del quale segnaliamo l’intervento dell’addetto commerciale alla delegazione generale del Québec in Parigi che ha trattato il tema dell’accordo di interscambio Ceta, fra Canada e Ue, tema di particolare attualità visto lo stop al Ttip fra Usa e Ue e l’inizio della guerra dei dazi doganali impostata dall’amministrazione Trump.

La realtà virtuale e aumentata al servizio del retailing

Le tecnologie di "Media Reality" permettono di progettare la shopping experience su basi misurabili (da Gdoweek n. 4)

La realtà virtuale nelle sue declinazioni di realtà aumentata, sta entrando in diversi contesti grazie alla grande capacità di simulare non solo degli ambienti ma anche e soprattutto delle esperienze.
Questo consente di avere dei riscontri oggettivi su progettualità afferenti alle attività umane, prima di costruirne gli ambiente e definirne i contenuti. Il retail è uno dei contesti principali in termini di opportunità, in quanto si presta alla simulazione esperienziale e virtuale. Lo stato dell’arte è stato analizzato e raccolto in una trattazione sviluppata da Lorenzo Montagna, board advisor di alcune realtà digitali di eccellenza italiana e fondatore di secondstAvVr. Molteplici gli user case che vanno dal food, all’automotive, al settore bancario.

Gdoweek ha incontrato Lorenzo Montagna: “A breve i dispositivi perla gestione della Vr saranno rilevanti quasi come gli smartphone, con integrazione in molte funzioni”. Ma quali sono le potenzialità per il settore retail: “Nel settore retail -afferma Montagna- le opportunità offerte dalla Vr (virtual reality) sono molteplici. È possibile effettuare delle ricerche in real time in cui i soggetti coinvolti possono interoperare anche a distanza grazie alla fedeltà delle simulazioni. Ma ciò che è particolarmente rilevante è la possibilità di conoscere esattamente l’attività dei tester, per quanto tempo osservano una referenza, se tale referenza è afferrata, quanto il tester staziona davanti a uno scaffale. Con precisione assoluta, molto più di quanto possibile con i sistemi tradizionali di eye tracking. Filmando tutto ciò che i tester vedono, si possono far emergere anche i bluff”. Uno studio che ha poi delle ricadute pratiche sul punto di vendita, precisa Montagna: “Disposizione dello scaffale, display, layout, luci e tutto ciò che determina l’ambiente di un punto di vendita può essere progettato in funzione di dati esperienziali reali, derivanti dall’esperienza dei tester”.

Accesso riservato

Piccolo, uno store di grande formato

Piccolo supermercato
A Castello di Cisterna (Na), Si.D.I. Piccolo Srl, impresa socia di Gruppo VéGé, apre un punto di vendita sviluppato su 3.300 mq

A Castello di Cisterna (Na), Si.D.I. Piccolo Srl, impresa socia di Gruppo VéGé, apre un punto di vendita di 3.300 mq di cui 1.300 dedicati a laboratori di pasticceria, panetteria e gastronomia. Lo store a insegna Piccolo dispone inoltre dei reparti di pescheria, macelleria, salumeria ed enoteca oltre ad un ristorante e bar/caffetteria interni. La struttura è dotata di un parcheggio da 400 posti auto.

La nostra è una presenza ampiamente consolidata a Castello di Cisterna, dove possiamo dire di essere di casa con un supermercato attivo da tempo” dichiara Raffaele Piccolo, titolare Si.D.I. Piccolo Srl.  Nicola Mastromartino, presidente Gruppo VéGé, aggiunge: “La nuova apertura a Castello di Cisterna testimonia come Supermercati Piccolo sia un esempio eccellente di quell’imprenditoria campana dinamica e concreta, capace di trovare modi sempre nuovi di combinare i valori del commercio tradizionale con quell’apertura a soluzioni innovative in risposta ai bisogni del cliente che è uno tratto distintivo di Gruppo VéGé. Michele e Raffaele Piccolo, con il loro approccio fortemente orientato al cliente, riescono a coniugare armonicamente il concetto di negozio di una volta, con temi di assoluta modernità ma soprattutto una redditività al metro quadrato da record”.

 

Ipercoop Bonola celebra 30 anni nel cuore di Milano

Oltre 30 eventi ed iniziative ma anche offerte e sconti speciali fino al 7 aprile per festeggiare tre decadi di attività del primo ipermercato cittadino e primo del movimento cooperativo

Il Centro Commerciale Bonola nasceva nel 1988 in uno dei più popolosi quartieri della metropoli milanese, segnando al suo interno sia la prima esperienza di ipermercato cittadino che di primo ipermercato della cooperazione di consumo. Per celebrare 30 anni di attività al servizio del consumatore l'ipercoop Bonola (Coop Lombardia) ha inaugurato il 23 marzo un ricco programma di iniziative e festeggiamenti ad hoc.

Sono oltre 30 gli eventi messi in campo fino al 7 aprile, data che coinvolgerà tutti i clienti con una maxy torta di 30 metri nel punto di vendita. Durante questo periodo previste numerose attività come flashmob in store, mostra fotografica e show-cooking, momenti didattici (incentrati sul prodotto a marchio Coop) e ludici, nonché una serie di offerte e sconti speciali. In programma anche servizi gratuiti come la misurazione di vista e pressione (qui sotto il programma completo).

L'intenso programma commerciale di offerte è studiato in particolare per avvicinare i nuovi abitanti del quartiere, puntando soprattutto sui giovani nati proprio nel periodo di apertura del negozio.

In apertura una foto dell'inaugurazione delle attività celebrative il 23 marzo con Ambrogio Vaghi primo presidente Coop Lombardia, Daniele Ferré attuale presidente e Tessa Gelisio.

 

Supply chain, cambio di paradigma

L'innovazione diventa elemento sistemico e l'Europa uno dei terreni più impegnativi. L'esperienza del Jda Lab (da Gdoweek n. 4)

L’omnicanalità ha cambiato tutto, gli ambiti da gestire sono sempre più complessi e le aziende, sia nel mondo del retail sia dell’industria, si rivolgono ai fornitori di soluzioni specifiche come Jda per innescare processi di trasformazione interna radicali e completi. “Per questo abbiamo costituito a Montreal in Canada lo Jda Lab -dichiara Stefano Scandelli, group vice president Sales South Europe & South Africa di Jda-, il centro per
l’innovazione e la R&D, al ritmo di un nuovo brevetto al mese: qui l’innovazione è intesa come la costruzione di soluzioni ad hoc in base alle richieste specifiche di ciascun cliente”.
Il piano 2018 è creare una squadra per l’innovazione in Europa, cominciando da Francia e Italia. “Perché l’Italia ha un tessuto logistico complicato -prosegue Scandelli- e se i mercati principali per Jda sono Usa ed Emea, ovvero Europa e Africa, l’Europa è un mercato molto più articolato rispetto a quello Statunitense e anche i progetti delle imprese qui sono più complessi”.

In evoluzione anche il rapporto con le aziende: “Fino a cinque anni fa -dichiara Scandelli- era un rapporto cliente-fornitore in cui Jda proponeva la tecnologia rispondendo a problematiche molto specifiche; oggi il cliente ci chiede di lavorare con una roadmap di 3 anni come minimo, per alcuni clienti anche di 10 anni. Deve essere una partnership, non più un contratto di fornitura”. Qualsiasi problematica si decida di affrontare, questa è connessa a molteplici aspetti della gestione aziendale, inoltre, la necessità di essere veloci nella risposta alle sollecitazioni del mercato costringe le aziende a definire meglio le priorità. “Osserviamo un proliferare di processi order promising -afferma Scandelli- ovvero basati su un ordine di priorità, che va definito. Vale sia nel retail sia nel mondo della produzione”.

Accesso riservato

Beauty Application, qualità da salone direttamente a casa

Cento per cento made in Italy, per una garanzia di qualità professionale rivolta alla cura dei capelli e della barba: l’azienda di Bassano del Grappa Beauty Application è presente sul mercato con tre brand e referenze le cui formule sono testate da esperti del settore. L’idea è quella di consegnare ai clienti prodotti semplici da usare, anche individualmente, a casa e in viaggio. I tre marchi sono Alama Professional, per la cura quotidiana del capello, di qualunque tipologia; B.Barber, per la cura e il mantenimento della barba; Sos Color & Go, che comprende soluzioni veloci per la colorazione dedicate a uomini e donne.

Sonia Minotto, marketing manager

New-entry nel 2017 con posizionamento a scaffale da giugno; apertura del 2018 con il lancio della nuova linea Carbon disponibile dalle prossime settimane: la start up Beauty Application fa il suo ingresso in gdo – cinque le insegne in cui è già presente, oltre a quattro specializzati - con l’intenzione di diventare il riferimento per i consumatori attenti alla cura dei capelli e della barba. Il claim “Italian Professional Quality” identifica l’elemento differenziante rispetto ai competitor; le referenze sono inserite nello scaffale dei prodotti professionali, la fascia di prezzo è media, le soluzioni “value for money” sono rappresentate dalle formule in formati da 500 ml.

Ultima nata è la linea Carbon di Alama Professional, rituale detox per la cura del capello spento e la cute stressata a base di arnica montana, carbone, piroctone olamina e oli essenziali. Il trattamento si compone di pre-shampoo, shampoo e soft mask.

Le nuove referenze, così come il brand, sono sostenuti da una presenza fresca sui Social (Facebook e Instagram), sulle riviste trade e sui femminili e da attività sui pdv: “Stiamo investendo molto – commenta Sonia Minotto, marketing manager di Beauty Application - nelle attività di sampling e ogni insegna riceve puntualmente sachet monodose da poter regalare al cliente e invitarlo alla prova; è un’attività semplice ma efficace, che permette al consumatore di testare la qualità professionale prima dell’acquisto e all’insegna di dare un valore aggiunto ai propri inserimenti”.

Natuzzi: joint-venture con Kuka per espandersi in Cina

L’espansione in Cina è l’obiettivo alla base dell’accordo di joint-venture tra Natuzzi Trading (Shanghai) e Kuka

L’espansione in Cina è l’obiettivo alla base dell’accordo di joint-venture tra Natuzzi Trading (Shanghai) e  Kuka. Secondo quanto scrive Pambiancodesign gli accordi sono stati siglati a seguito dell’intesa preliminare datata 9 gennaio 2018. Secondo gli accordi sottoscritti, la società e Kuka saranno possessori, rispettivamente, del 49% e del 51% delle azioni della Joint-Venture che distribuirà i prodotti a marchio Natuzzi Italia e Natuzzi Editions, attraverso una rete di negozi monomarca gestiti direttamente e in franchising su tutto il territorio, e attraverso negozi online.

Kuka investirà un totale di 65 milioni di euro, dei quali 35 milioni nella Joint-Venture attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale pari a 567.869 dollari USA della Joint-Venture; 30 milioni di euro saranno pagati da Kuka alla aocietà per la cessione di quote sociali della Joint-Venture pari a 486.744 dollari US. Il closing dell’operazione è previsto entro il 22 agosto 2018.

 

Leroy Merlin si dota di Samsung Pay

Punto vendita Leroy Merlin 1
Nei 48 negozi italiani della rete Leroy Merlin viene inserita la possibilità di pagare attraverso il servizio Samsung Pay grazie a un'app dedicata

Nei 48 negozi italiani della rete Leroy Merlin viene inserita la possibilità di pagare attraverso l’app di Samsung Pay, un servizio progettato per rendere i pagamenti tramite smartphone semplici e veloci. Il servizio garantisce la sicurezza dei dati delle carte di pagamento grazie a tre livelli di sicurezza: autenticazione biometrica o con pin, tokenizzazione dei dati della carta di pagamento e Samsung Knox. Per utilizzare il servizio basta accedere all’applicazione Samsung Pay, registrandosi con le credenziali del proprio account Samsung, ed aggiungere la propria carta di credito. Il pagamento avviene in pochi secondi: si seleziona la carta di credito che si vuole utilizzare, nel caso se ne abbia più di una; si utilizza la modalità di identificazione preferita (impronta digitale, iride, pin) e si avvicina il proprio smartphone al pos.

 

Nell’ottica di aumentare la qualità dell’esperienza vissuta dal cliente – spiega Lionel Devidal, direttore digital e eCommerce di Leroy Merlin Italia - per noi è centrale lavorare costantemente sul miglioramento della customer experience. Per questo, presto sarà possibile effettuare i pagamenti con Samsung Pay anche dalla nostra app, che consente già di avere oltre 60.000 prodotti a portata di touch e di acquistare tramite smartphone”.

 

Consorzio Vog dà l’addio a Dietmar Pircher

Collaboratore di lunga data e responsabile vendite del Cooperative Ortofrutticole Altoatesine Vog, Dietmar Pircher è mancato il 22 marzo 2018.

Dopo diverse esperienze nel mondo dell’ortofrutta, nel gennaio 2000 Dietmar è arrivato al Consorzio Vog. In tutti questi anni ha dato importanti impulsi per lo sviluppo continuo della nostra attività di vendita in Italia come in tanti altri paesi europei. Nelle sue competenze come responsabile vendite ha messo tutta l'energia e la passione, contribuendo affinché i nascenti progetti delle mele club raggiungessero il successo attuale.

Negli ultimi 3 anni ha dovuto lottare con una malattia grave, affrontando con coraggio e determinazione e senza mai lamentarsi le difficoltà legate alla sua salute.

Arcaplanet: doppia apertura a Milano

Store Arcaplanet San Giuliano
Si rafforza in Lombardia l’insegna Arcaplanet che inaugura due petstore in provincia di Milano: a San Giuliano Milanese e a Corsico

Si rafforza in Lombardia l’insegna Arcaplanet che inaugura due petstore in provincia di Milano: a San Giuliano Milanese (692 mq) e a Corsico (426 mq).

I negozi propongono circa 10.000 referenze ciascuno di petfood e petcare tra accessori e alimenti per la cura di cani, gatti, piccoli animali, roditori, pesci, anfibi e uccelli, articoli dietetici e veterinari, di alimentazione biologica e vegetariana, cibo secco e umido, accessori come cappottini antifreddo, cucce, cuscini riscaldabili, tappetini igienici per cani, lettiere per gatto, giochi, guinzagli, trasportini. Il più grande, quello di San Giuliano Milanese, situato  al centro commerciale Le Cupole in via della Pace 26, è dotato di tre casse, ospita i servizi di Arcalab, lo spazio in cui è possibile incontrare gli esperti di settore e avere consigli, una zona Pet wash con vasche e zona phon senza limite di tempo, lavatrice e asciugatrice a gettoni per l’igiene e il lavaggio degli accessori degli animali. Dà lavoro a quattro risorse. Il negozio di Corsico si trova in via Carlo Galeno 9, è dotato di due casse.

 

Odorizzi: “La concorrenza di Aldi ci stimola ad essere più incisivi”

Nel corso dell'appuntamento a Trento con il Festival della Crescita il presidente di Eurospin e di Dao (Conad) Ivan Odorizzi spiega in video come si risponde a un competitor così titolato: si deve essere più bravi

L'arrivo di Aldi in Italia segna l'ingresso in gdo di un "carrarmato da guerra" che richiede ai competitor "di attrezzarsi bene". Così la direttrice di Mark Up e Gdoweek Cristina Lazzati apre a un confronto sul tema nel corso della tavola rotonda moderata al Festival della Crescita 2018 - appuntamento di Trento.

Quale, quindi, la risposta giusta al re del discount? Secondo Ivan Odorizzi, presidente di Eurospin e di Dao (Conad) la reazione giusta è una sola: essere più bravi, incisivi nell'offerta, migliorare e magari imparare qualcosa. Sopra la video-intervista completa.

Niyo&Co: new opening nella capitale

Prosegue il piano di sviluppo del brand Niyo&Co che a Roma, al Rione Monti, realizza un punto di vendita, situato al civico 20/a di via Dei Serpenti

Prosegue il piano di sviluppo del brand Niyo&Co che a Roma, al Rione Monti, realizza un punto di vendita, situato al civico 20/a di via Dei Serpenti. Il negozio di 120 mq  ospita al suo interno una factory, una lounge room di 60 mq all’interno della quale saranno organizzati corsi professionali di make up, percorsi olfattivi e consulenze cosmetiche per migliorare la shopping experience e incontri specifici indirizzati ai millennial.

L’opening del negozio rappresenta un ulteriore passo del progetto di espansione previsto per il 2018: durante il corso dell’anno il brand sarà coinvolto attivamente in nuove aperture sia dirette che in franchising, sul mercato nazionale e internazionale con l’obiettivo di aumentare la visibilità del marchio. Attualmente l’insegna opera su più canali distributivi: retail diretto, franchising, shop in shop ed eCommerce “Il piano franchising ha un posto importante nei piani di sviluppo, rafforzando la strategia di multi-channel retail che Niyo&Co. ha adottato. Crediamo che il brand abbia un forte potenziale di sviluppo grazie a due asset fondamentali: il prodotto e il concept retail, che rendono unico il progetto sul mercato italiano ed estero” afferma Gianluca Cerasoli, direttore commerciale dell’azienda.

 

New Balance approda in Sicilia

Il brand sportivo New Balance apre il primo monomarca in Sicilia, sviluppato su un’area di 300 mq e con cinque vetrine dedicate

Il brand sportivo New Balance apre il primo monomarca in Sicilia, sviluppato su un’area di 300 mq e con cinque vetrine dedicate.  Lo store, situato al Sicilia Outlet Village, ospita le collezioni per uomo, donna e bambino.

In contemporanea, nello stesso centro, oggi è prevista l’apertura di un punto di vendita Fiorella Rubino, il brand italiano fast fashion, dedicato alle donne con taglia oltre la 46. A breve sarà inaugurato un negozio Caractère, marchio del gruppo Miroglio.

L’equosolidale diventa (finalmente) competitivo

Non più consumo alternativo, il commercio equo si trasforma in un magnete in veste Mdd con prezzi accessibili e volumi interessanti. Gli specialisti si rivelano fondamentali per le filiere critiche (da Gdoweek n. 4)

La richiesta di prodotti provenienti da filiere etiche è in pieno boom: che si tratti di alimenti esotici o “nostrani”, di cibi destinati al consumatore o usati come ingredienti dall’industria di trasformazione (talvolta in una sorta di “greenwashing” da evidenziare in etichetta), il trend è molto positivo. Le vendite fair in gdo crescono,  l’offerta (a marca industriale e come Mdd) continua ad allargarsi e ad ampliarsi. In parallelo, questo sta costringendo a ripensare il sistema “storico” del settore, quella rete di botteghe e punti di vendita che hanno rappresentato l’avanguardia di un consumo “alternativo” e che ora sta trovando un nuovo modello di competizione; è il caso di Altromercato, che riunisce 260 botteghe distribuite in tutta Italia, “un asset straordinario -spiega il direttore generale Andrea Monti- perché sono i clienti che scelgono di entrare in questi negozi, il luogo ideale dove raccontare i prodotti e farli provare” . E se l’offerta di prodotti alimentari è importante, il mondo del non food (e in particolare quello della cosmesi) sembra decisivo per intercettare un pubblico nuovo e giovane e spostarne gli acquisti verso prodotti etici. Altromercato non disdegna la presenza in gdo (ha cominciato con Esselunga) ma lo fa più per “contaminare” il retail con i suoi valori, perché il suo focus resta la partnership con le cooperative sociali, con cui condivide i suoi valori fondanti. Emblematico è il progetto Solidale Italiano Altromercato, nato 7 anni fa, con l’obiettivo di valorizzare le produzioni agroalimentari italiane bio, realizzate da realtà di qualità, ecologicamente e socialmente responsabili. Oggi firma 200 prodotti e continua ad ampliarsi sia nelle filiere alimentari più critiche (come quella delle conserve di pomodoro) sia in altri settori (come tessile e ceramiche).

Anche per la stessa Fairtrade -la principale organizzazione di certificazione del settore- la crescita del commercio equo in Italia va costruita nella (e con) la gdo, perché solo lavorando insieme si migliorano la qualità e l’accessibilità di questi prodotti. “Oggi non si sceglie più il commercio equo per solidarismo o ideologia, perché questi prodotti non sono più ritenuti poveri o marginali, bensì buoni, sani e puliti -spiega Paolo Pastore, direttore di Fairtrade Italia-. Prendiamo le banane bio Fairtrade: sono il prodotto equo più venduto in Italia. In dieci anni, grazie all’aumento dei volumi e alle sinergie logistiche, il loro prezzo si è dimezzato”. Il tema dei prezzi, giusti ma non fuori mercato, è tutt’altro che secondario. Se ne è accorto anche il discount: catene come Lidl, In’s ed Eurospin hanno inserito l’offerta di prodotti etici, avvicinando così fasce nuove e più ampie di clienti.

L’approccio della gdo (o di gran parte di essa) all’equo è cambiata rispetto a pochi anni fa diventando, in certi casi, un elemento identitario molto preciso. Emblematico il caso di Coop Italia, una delle prime catene a sposare il commercio equo nel 1995 e a tutt’oggi il retailer più importante per incidenza e volumi. La linea private label Solidal conta 47 prodotti, dai freschissimi al non food, cui si aggiungono 5 prodotti Fairtrade a marchio Vivi Verde o Fiorfiore. “Per noi Vivi Verde e Solidal si completano, perché il primo parte dall’attenzione all’ambiente e il secondo da quella al sociale -racconta Vladimiro Adelmi, brand manager di Solidal e Vivi Verde Coop- ed entrambi condividono una qualità che non è solo organolettica ma anche di matrice etica”. Un mondo che è in continua crescita, infatti, come per il tè nel 2013, ora vi sono state spostate tutte le tavolette di cioccolato dalla gamma mainstream, con il risultato che, in un anno, l’offerta di prodotti a base di cioccolato Fairtrade è passata da 2 a 10 referenze. E Coop è la prima catena della distribuzione moderna a garantire una filiera tutta con certificazione Fairtrade. Il lavoro fatto per innalzare e migliorare le performace di Solidal sta dando i suoi frutti. Ci sono prodotti (come il muesli croccante) che hanno superato per vendite i market leader, e altri che stanno erodendo quote apparentemente inossidabili ai n.1.  “In 20 anni, le cose sono molto cambiate: la qualità è migliorata e i prezzi sono diminuiti, abbiamo applicato al mondo del commercio equo le stesse regole delle altre filiere.

Anche Heineken apre alla birra zero alcol

Dopo aver testato il prodotto in vari Paesi europei, arriva finalmente anche in Italia la versione Heineken della birra zero alcol, Heineken 0.0

Heineken ha presentato alla stampa la nuova birra zero alcol il 21 marzo a Milano presso la Terrazza 12 del Brian & Barry Building presenti il direttore comunicazione Heineken Alfredo Pratolongo e il marketing manager Cristina Gusmini (nella foto sopra rispettivamente a destra di Willem Van Waesberghe e a sinistra dello chef Matteo Torretta).

Dopo una accurata messa a punto durata sei mesi coordinata dal mastro birraio globale Willem Van Waesberghe (in foto), Heineken con l'ashtag #NowYouCan ha presentato la nuova birra analcolica nata per rispondere alle esigenze di un consumatore attento al benessere e che apprezza la moderazione, ma non vuole rinunciare al gusto della birra. Il target di consumo individuato per partire all'assalto del mercato è la pausa pranzo in virtù del fatto che gli italiani più di qualsiasi altro popolo di consumatori consuma la birra proprio a pranzo.

Il prodotto
Una ben studiata etichetta blu, dove risalta l’iconica stella rossa e un doppio "00" separato da un punto, è il modo semplice, ma efficace per mettersi in evidenza sullo scaffale. Le calorie sono 21 ogni 100ml, pari a 69 calorie per ogni bottiglia da 33cl. Quindi per arrivare al potere calorico di un panino da 400 calorie, ci vogliono 2 litri.
L'offerta in gdo prevede il cluster da 3 bottiglie con l'aggiunta della lattina da 33 cl. Il prezzo non è comunicato, ma il posizionamento è premium come evidenzia l'etichetta.
Il gusto è il punto forte di Heineken risulta in un primo tempo giustamente amara con un retrogusto fruttato che dà la sensazione di bere una birra alcolica e non una birra zero.

Il target pausa pranzo
Secondo la società di ricerche Squadrati, gli italiani quando si parla di pausa pranzo, si possono dividere in 4 principali profili su un quadrato semiotico e cioè Edonisti, Imbruttiti, Salutisti e Sciallati. Cosa accomuna pressoché tutti? La certezza della pausa pranzo: solo il 5% degli intervistati la fa raramente, quasi l’80% non la salta mai. Da qui in poi le differenze si fanno molteplici, seppure con misure differenti. Per quasi il 50% delle persone la pausa si svolge sempre nello stesso modo, in particolare per le fasce più alte d’età (55–64 anni), per quanti pranzano a casa e per i liberi professionisti e imprenditori o, all’estremo opposto, per quanti sono in cerca di occupazione, per i pensionati e le casalinghe; per il 25% di questa parte di intervistati, può durare almeno 30 minuti  e fino a 1 ora per il 31%. Per la restante metà il tipo di pausa varia a seconda dei giorni e può durare da meno di 30 minuti per il 48% fino a 3 ore per più del 25%. Le tendenze wellness di questi anni sembrano trovare conferma nei dati emersi dalla ricerca, che rileva un ruolo principale per un primo piatto a base di pasta: 43%, seguito ad ampia distanza da piatti proteici (carne 20%), ma soprattutto da verdura e contorni (24%) con punte del 30% al crescere dell’età (over 45) e da frutta (23%) con punte di quasi il 30% tra gli uomini. Basso impatto di scelte veloci quali panini e piadine che registrano poco più del 10%.

Il quadro semiotico
Incrociando gli assi dell’approccio emozionale (la pausa pranzo è un momento per lasciarsi andare) vs. razionale (controllo del cibo, bilanciamento delle attività) con quelli di significato del pranzo (il cibo e le bevande sono al centro della pausa pranzo) vs pausa (il cibo è solo uno degli elementi della pausa pranzo), emergono 4 profili:
• Gli edonisti - anche in pausa pranzo hanno voglia di prendersi del tempo per coccolarsi con cibo e bevande gustose, senza troppi sensi di colpa.
• Gli Imbruttiti - sono campioni mondiali nel fare il maggior numero di cose nel minor tempo possibile: email, bollette, lavoro arretrato.
• Gli Sciallati - la pausa pranzo è prima di tutto un momento per rilassarsi ed evadere dalle noie quotidiane.
• I Salutisti - controllano attentamente ciò che mangiano in pausa pranzo. Badano alla qualità, ma anche ai carboidrati, ai grassi, agli zuccheri, al glutine, le proteine animali.

Penny Market si consolida in Puglia

Il Gruppo Rewe potenzia la presenza dell’insegna Penny Market in Puglia dove apre il 47esimo store. Il punto di vendita si trova a Bisceglie

Il Gruppo Rewe potenzia la presenza dell’insegna Penny Market in Puglia dove apre il 47esimo store. La struttura si trova a Bisceglie in via Bovio 324/326. L’edificio che ospita il secondo Penny della città nasce lungo l’arteria stradale principale che collega Bisceglie alla vicina Trani, denominata via Giovanni Bovio (ex SS16). Questa apertura, insieme alle altre 20 previste per quest’anno, fa parte del progetto di espansione di Penny Market Italia, all’interno di un piano d’investimenti che tocca i 167 milioni di euro tra il 2018 e il 2019.

La struttura è stata realizzata secondo le più recenti tecniche costruttive che conferiscono all’edificio caratteristiche di isolamento termico per una maggior efficienza energetica. Lo store dà spazio ai prodotti tipici regionali forniti da aziende strettamente integrate nel territorio, dispone della cantina dei vini, con circa 100 tipologie in assortimento, dei banchi di macelleria e gastronomia.

 

InCoop: una struttura ad Alassio

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Apre ad Alassio, in via Privata, un punto di vendita InCoop. Lo store occupa un’area di 250 mq e propone un assortimento di 3.000 mq.

Apre ad Alassio, in via Privata, un punto di vendita InCoop. Lo store occupa un’area di 250 mq e propone un assortimento di 3.000 mq. All’interno del negozio sono stati inseriti il banco assistito delle carni e della gastronomia; un distributore di pane fresco sfuso; un ampio mercatino dell’ortofrutta, con un corner dedicato alle produzioni locali della Cooperativa Ortofrutticola di Albenga.

Inoltre, il venerdì e il sabato, è presente una bancarella per la vendita del pesce fresco, già inserita nei negozi InCoop di Albisola, Loano, e i genovesi Sturla, Mura dello Zerbino e San Francesco. È una modalità di vendita proposta per la prima volta un paio di anni fa nei piccoli formati che prevede, dalla domenica al giovedì,  la vendita di pesce fresco confezionato da fornitore, con un assortimento e una scelta limitati, mentre il venerdì e il sabato pesce fresco sfuso, proveniente dalla piattaforma Coop, la stessa che rifornisce le pescherie della rete. Nel fine settimana il banco è presidiato da un operatore. La scelta nasce dalla necessità di inserire una bancarella refrigerata in spazi dove non è possibile prevedere un banco fisso di pescheria.

Come tutti i supermercati di nuova realizzazione, anche quello di Alassio applica lo standard ecologico di Coop Liguria. Il punto di vendita effettua anche un servizio di consegna della spesa a domicilio (entro un raggio di 4 chilometri dal negozio) con tariffe agevolate per i soci.

 

Bennet: la spesa più veloce con Samsung Pay

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La partnership avviata tra Bennet e Samsung prevede la possibilità di pagare alle casse con il proprio smartphone attraverso un'app dedicata

La partnership avviata tra Bennet e Samsung prevede la possibilità di pagare alle casse, in tutti i punti di vendita dell’insegna, con il proprio smartphone attraverso un'app dedicata.

Per utilizzare il servizio Samsung Pay, che supporta sia la tecnologia NFC (Near Field Communication) sia MST (Magnetic Secure Transmission), basta accedere all’applicazione e registrarsi al servizio col Samsung Account, selezionare “aggiungi carta” per registrare la propria carta di credito, inquadrarla con lo smartphone e seguire le istruzioni. Il passaggio successivo indirizza sulla scelta della carta desiderata, l’utente deve dunque identificarsi e avvicinare lo smartphone al terminale di pagamento.

Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet, afferma: “Presentiamo un servizio davvero innovativo che attraverso l’app di Samsung offre la possibilità di salvare i dati della carta Bennet Club, rendendo il momento del pagamento ancora più veloce”.

 

E.Leclerc si conferma specialista nel bio

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Il retailer francese sviluppa un nuovo format solo bio, evoluzione di un precedente concept. Prevede di aprirne 200. Una centrale acquisti dedicata si focalizza anche sui fornitori in ottica incentivante (da Gdoweek n. 4)

Prodotti biologici a prezzi competitivi in un ambiente accogliente e familiare, con una nuova insegna dedicata, per valorizzare il rapporto diretto con i produttori locali. Questi gli elementi alla base del nuovo progetto retail di Leclerc in Francia con il lancio della nuova firma E. Leclerc Bio: l’obiettivo, ripetuto da Michel Edouard Leclerc, amministratore delegato del gruppo, è quello di consolidare una rete specializzata nel Paese grazie a un piano di sviluppo che prevede nei prossimi anni l’apertura di 200 negozi, di superficie compresa tra 400 e 800 mq.
La scelta di Leclerc si inquadra in un contesto, come quello francese, in cui la domanda del biologico è in continua crescita e nel quale si riscontra un mercato prolifico con realtà specializzate ben consolidate e sviluppate sul territorio, come Biocoop, Naturalia, La Vie Claire, Bio C Bon. Le insegne della gdo hanno pian piano tenuto il passo adeguando format e assortimenti ai nuovi trend di consumo, per tentare poi la strada della specializzazione con insegne dedicate. Ne sono un esempio Auchan che nel 2012 aveva lanciato l’insegna Coeur de Nature o Carrefour che nel 2013 aveva sviluppato una rete dedicata al biologico.
“La nostra idea è di garantire ai fornito ri di prodotti biologici un’altra cultura di acquisto e una negoziazione separata da quella delle grandi marche”, spiega Michel E. Leclerc. Per questo, l’intenzione è quella di creare una centrale di acquisto separata dedicata non solo all’approvvigionamento ad hoc dei negozi, ma che gestisca e mantenga un contatto diretto con i fornitori in modo da creare un circuito virtuoso che valorizzi il settore e lo ampli. Anzi, a questo scopo, l’insegna ha deciso di indirizzare ai produttori finanziamenti perché passino da coltivazioni convenzionali a quelle biologiche con programmi pluriennali. Il legame con i produttori locali rappresenta uno degli elementi distintivi dell’insegna, che ne enfatizza la presenza instore ma anche nella comunicazione dell’insegna sui social network.

Accesso riservato

Restyling per il supermercato U2 di Alessandria

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Cambia insegna il punto di vendita Unes di piazza De André ad Alessandria che riapre al pubblico rinnovato e con insegna U2

Cambia insegna il punto di vendita Unes di piazza De André ad Alessandria che riapre al pubblico rinnovato e con insegna U2 Supermercato. Lo store, che aderisce alla formula every day low price dell’insegna, si estende su un’area di 1.492 mq e dispone dei reparti gastronomia, macelleria e pescheria servite, l’ortofrutta sfusa e la panetteria self-service.

L’assortimento dispone di oltre 8.208 referenze tra le quali 300 di gastronomia/panetteria, 200 di ortofrutta, 250 di carne, un vasto assortimento di latticini (800 referenze), surgelati (508 referenze), scatolame (4.100 referenze), e prodotti non food (2.050 referenze). In linea con la filosofia di U2 sono stati adottati accorgimenti ecosostenibili.

L’impegno green di Lidl: meno plastica e più riciclo

L’azienda ha implementato un processo ad hoc, che coinvolge tutti i 600 negozi della rete e le 10 piattaforme logistiche per consentire il recupero delle plastiche da imballo

L’attenzione ai temi della sostenibilità per Lidl si concretizza in un obiettivo specifico: ridurre l’utilizzo di plastica di almeno il 20% entro il 2025. Un obiettivo che l’azienda intende raggiungere rivedendo packaging e repackaging delle proprie private label, che rappresentano circa l’85% dell’assortimento. Entro il 2025 gli imballaggi in plastica dei prodotti a marchio saranno riciclabili al 100%.

L’azienda ha implementato un processo ad hoc, che coinvolge tutti i 600 negozi della rete e le 10 piattaforme logistiche per consentire il recupero delle plastiche da imballo.

Già oggi prevediamo il riciclo di tutta la plastica e le pellicole utilizzate per l’imballo e il trasporto dei nostri prodotti. Basti pensare che lo scorso anno abbiamo trasformato 1.600 tonnellate di plastica trasparente, 120 tonnellate di colorata e altrettante di rigida, in nuova materia prima che potrà essere riutilizzata per diversi scopi” spiega Eduardo Tursi, amministratore delegato acquisti di Lidl Italia.

Anno eccezionale per Zampone e Cotechino Modena IGP

Sebbene già le previsioni di consumo nel mese di dicembre si preannunciassero positive per le due specialità modenesi, quelli che rende noti il Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP sono dati che le confermano appieno.
Nel 2017, infatti, Zampone e Cotechino Modena che - come è noto - possono fregiarsi dell’Indicazione Geografica Protetta, hanno fatto registrare vendite per un totale complessivo di oltre 3.500.000 Kg, segnando così una crescita di quasi il 9% rispetto all’anno precedente, per un volume d’affari complessivo di oltre 28.000.000 di Euro.
In particolare, sono stati venduti 2.227.304 Kg di Cotechino Modena IGP, facendo registrare un + 7,9% rispetto al 2016 e 1.279.390 kg di Zampone Modena IGP per un +9,8%.

“Questi dati si commentano da soli: abbiamo venduto quasi 2 milioni e 300.000 Kg di Cotechini e 1 milione e 300.000 Kg di Zamponi Modena IGP, la cui produzione ha coperto il 70% dell’intero mercato -spiega con soddisfazione Paolo Ferrari, presidente del Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP-. Un anno, quello che si è chiuso, che ha visto anche un restyling del marchio del Consorzio che è stato creato ispirandosi al territorio di origine dei due prodotti. I nuovi colori - azzurro e oro - riprendono quelli dell’araldica della città di Modena e l’elemento caratterizzante rappresenta il rosone del duomo di Modena. Oltre al nuovo logo, il Consorzio ha investito molto anche sul prodotto dimostrando di avere sempre più attenzione verso il consumatore finale e alle sue esigenze in fatto di alimentazione. “Da gennaio 2017, abbiamo un prodotto senza glutammato aggiunto, senza derivati del latte e solo con aromi naturali, che evidentemente - anche guardando gli ultimi dati - ha riscontrato il gradimento dei nostri consumatori”, ha concluso il Presidente.

Lush potenzia la presenza a Roma

Lush Roma termini
Due nuovi store Lush nella Capitale: il primo è stato realizzato all’interno del centro commerciale Euroma2, il secondo ha aperto a Roma Termini

Due nuovi store Lush nella Capitale: il primo è stato realizzato all’interno del centro commerciale Euroma2, sviluppato su una superficie di 115mq, con accorgimenti ecosostenibili, il secondo ha aperto a Roma Termini.  Sono in tutto sei i negozi dell’insegna in città, soltanto lo scorso anno ne sono stati aperti tre, al centro commerciale Porta di Roma, nei pressi della fontana di Trevi e in via del Corso.

Alessandro Andreanelli, amministratore delegato di Lush Italia, commenta: “Siamo orgogliosi di poter portare nella capitale un’ulteriore profumata ventata di innovazione rafforzando la nostra presenza negli shopping center romani. Lush Euroma2 si colloca in una posizione strategica, una delle mete dello shopping più amate dai cittadini romani, e rappresenta ad oggi l’ultima tappa del piano di sviluppo nella capitale”.

Gli arredi del negozio a Euroma2 sono realizzati interamente a mano con legno proveniente da antichi fienili e cascine della Brianza; il sistema illuminotecnico è pensato nel pieno rispetto dell’efficienza energetica con un impianto di illuminazione led. Le pareti sono realizzate con mattoncini di recupero che regalano un’atmosfera calda e al contempo vintage; il pavimento alterna resina naturale certificata e legno di recupero in un gioco di superfici che conferisce allo spazio movimento.

Pam Panorama lancia il brand petfood Zóa

Zoa
La linea Zóa appena lanciata da Pam Panorama è dedicata all’alimentazione di cani e gatti e comprende anche una linea Premium

La linea Zóa appena lanciata da Pam Panorama è dedicata all’alimentazione di cani e gatti e  comprende anche una linea Premium. Offre una selezione di prodotti secchi e umidi, tutti senza coloranti e conservanti aggiunti e di produzione 100% italiana; inoltre, anche i padroni di animali particolarmente sensibili o molto esigenti potranno scegliere tra una varietà di prodotti secchi grain free.

La confezione dei prodotti secchi Zóa Premium Pam Panorama riporta, oltre alla lista di ingredienti, anche delle indicazioni sulle funzionalità: dall’alta appetibilità all’aiuto per il mantenimento del peso forma, dal benessere del pelo e della cute a quello delle articolazioni, dal supporto alle difese immunitarie fino al controllo degli odori. I prodotti umidi invece si distinguono per una lista di ingredienti cortissima, indice di qualità, e per la presenza di un unico ingrediente di origine animale come pollo, vitello, manzo, tacchino, salmone, agnello, anatra e bufalo. La linea premium, infine, comprende 4 referenze di patè biologici. Il marchio è stato registrato nelle liste positive dell’Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, che dal 1981 tutela e valorizza la natura e l’ambiente promuovendo l’abolizione di ogni forma di crudeltà e maltrattamento degli animali.

Auchan aderisce al progetto Piemunto

Auchan Retail
Oltre 120 prodotti lattiero caseari saranno ben identificati con il brand Piemunto sugli scaffali dei punti di vendita Auchan

Oltre 120 prodotti lattiero caseari saranno ben identificati con il brand Piemunto sugli scaffali dei punti di vendita Auchan che ha deciso di aderire al progetto Piemunto, il marchio regionale ideato dalla Regione Piemonte per fare crescere il consumo di prodotti da latte interamente piemontese. Al progetto hanno già aderito diverse insegne tra cui Carrefour, Crai e Nova Coop.

La nostra missione è di sostenere in ogni territorio il buono, sano e locale e la campagna Piemunto è perfettamente in linea con questo impegno – dichiara Gianluigi Monti, direttore regionale ipermercati AuchanSugli scaffali dei nostri ipermercati piemontesi sono presenti oltre 2000 prodotti locali, che periodicamente promuoviamo con delle campagne dedicate. Per questo rappresentiamo un’importante vetrina per le eccellenze gastronomiche locali impegnati da anni a sostenere e valorizzare le piccole imprese regionali”.

 

 

 

Diptyque: lo spazio romano della Maison

diptyque roma
Coniuga stili ed epoche lo store Diptyque aperto a Roma in via del Babuino 162. L’anima della boutique è un omaggio all’arte italiana

Coniuga stili ed epoche lo store Diptyque aperto a Roma in via del Babuino 162. L’anima della boutique è un omaggio all’arte italiana ed evoca una Roma forte del proprio passato e aperta al futuro. Pavimenti e pareti presentano un’armonia di materiali e di tonalità che celebra le residenze italiane del 18° secolo. Punteggiato da rombi di marmo Blu del Belgio, il travertino della pavimentazione proviene da Tivoli, a qualche decina di chilometri da Roma. Il marmo di Carrara, di bianco appena venato, è invece stato scelto per il piano di lavoro, di consultazione, di preparazione.

La selezione dell’arredamento, in parte ispirato al barocco italiano, si accorda con la sobrietà dei mobili Diptyque; l’insieme è illuminato dal celebre lampadario di Gino Sarfatti, che strizza l’occhio al design degli anni ‘50. Quadri, composizioni di carta velina, declinata in un’infinità di toni, scandiscono lo spazio di una parete, richiamando arte del regalo dell’insegna. In assortimento trovano spazio rituali profumati, candele, idee esclusive, fantasie poetiche di Le Bazar du 34, e tutto ciò che è collegato all’universo olfattivo: portacandele in ceramica, in vetro soffiato, in metallo lavorato come un ricamo, ceri profumati, bouquet in vetro, sculture odorose, tutti elementi esclusivi nati dagli incontri con creativi ed artigiani.

 

Asos, il nuovo ecommerce della moda

Un fenomeno globale, in crescita nella fascia dei 20-30 anni, grazie all'ampiezza dell'offerta, fatta di brand e marchi propri e segmentata per bisogni, facili da identificare (da Gdoweek n. 4)

Autentici, coraggiosi e creativi nel cuore, così si definiscono gli ideatori di Asos, sito di eCommerce, di abbigliamento e bellezza, il cui concept nasce da un assunto di base: la moda è una forza positiva, capace di affermare il desiderio di libera espressione e affermazione della propria creatività e di se stessi, divertendosi.
Il modello di business si basa essenzialmente su una piattaforma evolutiva, costruita sulle esigenze degli utenti, che sono per scelta aziendale i ventenni: lo scambio continuo di contenuti e il dialogo con gli utenti consente di individuare le tendenze e proporle nella moda, con un time-to-market ridotto, cioè 6 settimane dal bozzetto al negozio.
Asos nasce nel 2010 in Gran Bretagna, intorno ai valori della sostenibilità e della diversità (diversity), declinati sia nell’operatività quotidiana che nella scelta delle marche. I giovani clienti online non acquistano semplicemente abiti, scelgono un look, seguono le tendenze, esprimono uno stile di vita. L’eTailer, oggi presente in oltre 230 Paesi, cavalca questa modalità di scoprire le tendenze e propone abiti e accessori seguendo sollecitazioni inedite, come le serie Netflix. In totale parliamo di 580 marche, dai più noti a quelli ancora poco conosciuti, il 20% dei quali cambia a rotazione ogni stagione su un’offerta complessiva di 85.000 referenze, di cui 5.000 nuove lanciate ogni settimana. Non mancano i capi a marchio Asos, che rappresentano il 12% delle vendite.

Accesso riservato

PittaRosso: terzo punto di vendita in Umbria

Pittarosso entrata store
Si consolida in Umbria l’insegna PittaRosso che a Foligno, in via Madrid, vicino al centro commerciale Piazza Umbra, apre il terzo store nella regione

Si consolida in Umbria l’insegna PittaRosso che a Foligno, in via Madrid, vicino al centro commerciale Piazza Umbra, apre il terzo store nella regione, il secondo nella provincia di Perugia.  La struttura di 1.300 mq propone un assortimento di calzature e accessori per l’uomo, la donna e il bambino, dal classico al casual. Il team di lavoro comprende sei dipendenti. Per festeggiare l’apertura l’insegna offre, fino all’8 aprile, uno sconto del 40% sull’intera collezione.

 

Tailoritaly: dal web al brick&mortar

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La piattaforma web Tailoritaly, sviluppata in collaborazione con Miroglio Fashion, inaugura il suo primo punto di vendita fisico, all’interno di Coin

La piattaforma web Tailoritaly, sviluppata in collaborazione con Miroglio Fashion, inaugura il suo primo punto di vendita fisico, all’interno di Coin di Piazza Cinque Giornate a Milano, in uno spazio al quinto piano della struttura. Il brand nasce come piattaforma web in cui vengono proposte collezioni Made in Italy che l’utente può personalizzare in base al proprio gusto. La piattaforma consente di visualizzare simultaneamente la resa del dettaglio sul modello prescelto. Con i capi della collezione primavera-estate 2018 quest’esperienza diventa multicanale.

I clienti del marchio avranno a disposizione una serie di modelli sviluppati in taglie diverseper poter provare la vestibilità e toccare con mano la qualità dei materiali e le finiture. Una volta individuato il capo preferito, con l’aiuto del team di Tailoritaly presente in negozio sarà possibile personalizzare il modello selezionato attraverso un touch screen interattivo e adattarlo al proprio stile. Il processo di personalizzazione è molto semplice e le varianti sono molteplici: forma, colore, lunghezza, bottoni, dettagli. Sarà inoltre possibile ricamare i capi con il proprio nome o una frase a piacere, rendendo davvero unico il look prescelto. Una volta finalizzato l’ordine, il cliente potrà scegliere se riceverlo direttamente a casa propria oppure ritirarlo presso il punto di vendita.

 

L’apertura del corner Tailoritaly all’interno di una location esclusiva come il Coin di Piazza Cinque Giornate rappresenta il primo passo per una strategia omnichannel che vede al centro il cliente, la sua personalità ed i suoi gusti - spiega Monica Calicchio, ceo di TailoritalyIl nostro è un metodo di produzione innovativo che unisce il processo industriale al tocco finale dell’artigianato made in Italy. Il nostro obiettivo è quello di unire quindi tradizione ed innovazione. Da un lato infatti connettiamo la sartorialità Made in Italy direttamente al cliente finale, dall’altro mettiamo il cliente al centro del processo di acquisto rendendolo co-autore della sua creazione. La tecnologia mobile ci permette di dialogare costantemente con il cliente e sono sicura che arriveremo presto a personalizzare anche l’offerta del prodotto base a seconda delle abitudini e dei gusti del cliente stesso”.

Hans Hoegstedt, ceo di Miroglio Fashion, prosegue: “Noi partiamo dal presupposto che sia sempre più fondamentale parlare ‘con’ i consumatori e non ‘ai’ consumatori. Saper ascoltare le loro esigenze, creando una relazione autentica e intima in modo da poterne cogliere le richieste e adeguare la nostra offerta, con proposte sempre più personalizzate”.

Coop di Modena si rinnova

coop centro
Restyling per il punto di vendita Coop, di via Vignolese 835, a Modena, che riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione affrontati grazie a un investimento di oltre 4,7 milioni

Restyling per il punto di vendita Coop, di via Vignolese 835, a Modena, che riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione affrontati grazie a un investimento di oltre 4,7 milioni di euro, utili anche a sostenere l’apertura del petstore Amici di casa Coop. Il negozio, locomotiva alimentare del centro commerciale I Gelsi, si sviluppa su una superficie

Photo © Elisabetta Baracchi

di 1.500 mq e impiega 105 lavoratori, 15 in più rispetto a prima dell’inizio dei lavori. Ospita l’area Salute & Benessere Coop; il book-crossing di Seminar libri, la biblioteca libera e gratuita del gruppo; il punto ristoro Buona pausa Coop, con 135 posti a sedere e l’affaccio in galleria, con una proposta declinata per le varie esigenze della giornata dalla  colazione, con un assortimento di paste dolci e salate, spremute ed estratti, all’ora di pranzo con oltre 190 ricette tra primi, secondi, contorni, insalate e piatti freddi, pizze classiche e alla pala, preparate anche nel forno a legna. L’area, dotata di wi-fi e prese per ricaricare cellulari e tablet, è stata pensata per ospitare eventi per presentare le attività di Coop Alleanza 3.0.

Tra i reparti, il punto di vendita propone i banchi assistiti della macelleria, della pescheria, gastronomia e panetteria, pane e pasticceria. Per una maggiore comodità di spesa tutti i

Photo © Elisabetta Baracchi

reparti sono dotati anche di confezioni take-away. Completano l’offerta l’ortofrutta e la cantinetta dei vini che dà particolare risalto alle produzioni enologiche locali e alle birre artigianali. In assortimento trovano spazio prodotti per la pulizia della casa, piante e fiori.

Seamore, come un’azienda tech

Seamore va alla ricerca fondi per l'alimentazione a base di alghe. Oltre a parlare con i capitalisti venture, l’azienda olandese Seamore sta proponendo alle persone di pre-registrarsi nel suo sito web, per finanziare mediante il crowdfunding i piani di crescita del prossimo triennio. Questi sono effettivamente molto ambiziosi, poiché sono in linea con le predizioni degli esperti che considerano che il mercato delle alghe crescerà fino a 18 miliardi di dollari in 3 anni. Un altro modo per capire le dimensioni del mercato: un’alternativa sana della pasta punta a un mercato di 20 miliardi di dollari da sola. Willem Sodderland è fondatore di una start up che sta conquistando l'attenzione del mondo distributivo europeo in questi mesi. A Rimini, alla competizione lanciata da Seeds & Chips durante il Sigep, l'azienda olandese ha presentato una farina per pane, una linea di tagliatelle e pasta 100% alghe e un bacon da colazione, anche questo totalmente vegetale di mare. Adesso porta sul mercato la prima tortilla di alghe del mondo. L’obiettivo di questa fase è chiaro. Cercare di rimpiazzare il maggior numero di prodotti quotidiani possibili con sostituti di pari palabilità fatti di alghe. Lo spiega lo stesso Sodderland in questo video.

Pam local a portata di mano

Con 250 mq di superficie medie per punto di vendita, i local sono un format tra superette e supermercato, che punta sulla praticità e la facilità dell’acquisto quotidiano. Per favorire l’ingresso dell’imprenditoria giovanile, Pam franchising prevede bassi costi di accesso (da Gdoweek n. 4)

Convenienza, semplicità e praticità: questa la ricetta adottata da PamPanorama per la rete Pam local, oggi attiva con 70 punti di vendita (250 mq la superficie media per pdv) con l’obiettivo di un ulteriore sviluppo, concentrato prevalentemente nel centro-nord Italia. “I nostri negozi a insegna Pam local presidiano efficacemente i centri cittadini per offrire un servizio moderno e di qualità a chi ci vive e ci lavora -spiega a Gdoweek Andrea Zoratti, consigliere delegato di Pam Franchising-. Del resto, la mission di Pam local, fin dalle sue origini, è quella di soddisfare le esigenze di una spesa di tutti i giorni offrendo negozi comodi perché facilmente raggiungibili, pratici perché pensati per chi vuole avere a portata di mano quello di cui ha bisogno, convenienti perché i prezzi sono sempre bassi e si risparmia anche il tempo della coda alle casse”.

Partiamo dall’assortimento.
I  nostri  prodotti  a  marchio  Pam  Panorama hanno raggiunto una quota del 36% sulle vendite anche grazie alle linee speciali Fresche Bontà, I Tesori, Veg&Veg, Bio, Semplici e
Buoni. Nel 2018 lanceremo due nuove linee: ZÓA per il petfood e Integra negli integratori alimentari, con l’obiettivo di salire al 40% di incidenza sul fatturato totale. La selezione permette di mantenere un assortimento compatto e con numerica stabile, eliminando i prodotti basso performanti e liberando spazio da dedicare alle nuove mode e ai prodotti locali più apprezzati dalla clientela. Il tutto mantenendo salda la copertura di ogni bisogno base.

Avete allo studio aggiornamenti o cambiamenti di format?
Pam local è in continua evoluzione: stiamo affinando una nuova formula che punta a declinare tutti i vantaggi di una spesa di qualità, conveniente, rapida e facile su superfici più ampie.

Come si esprime la convenienza oggi?
Pam local offre prezzi sempre bassi in ogni momento  dell’anno,  segnalati  dal  flapper  “Prezzo Promessa”. Il cliente non deve quindi confrontare di continuo i volantini promozionali. Tutto è reso possibile dalla ricerca della massima efficienza gestionale per individuare ed eliminare ogni eventuale dispersione di valore in modo da poterne condividere con i clienti la maggior quota possibile. I prezzi di Pam local sono agganciati ad esercizi di più ampia metratura, garantendo in questo modo un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza di pari superficie, costantemente monitorata.

Quali le promozioni irrinunciabili?
Su  alcuni  prodotti  è  attiva  la  formula  2x5,  grazie alla quale acquistando due confezioni dei prodotti segnalati il prezzo sarà scontato a 5 euro.

Identikit del franchisee ideale?
Pam local è in cerca di persone giovani che intendono puntare su loro stessi spinti dalla voglia di fare impresa. Per loro è stato studiato il progetto MAP (Managing Academy Program), percorso formativo professionalizzante teorico e pratico, di 30 settimane. Il team dedicato cura la formazione dei partecipanti per fornire le competenze necessarie per avviare e gestire un Pam local. Il corso è gratuito, grazie all’investimento di Pam e dei partner coinvolti; basso è anche l’investimento richiesto per affiliarsi a Pam local: vogliamo favorire l’ingresso dell’imprenditoria giovanile.

Conad Sicilia si consolida a Palermo

A Palermo è stato inaugurato un punto di vendita Conad, in via Sampolo, di 1.000 mq e con un assortimento di 8.000 referenze

Prosegue lo sviluppo di Conad Sicilia sull’isola: a Palermo è stato inaugurato un punto di vendita, in via Sampolo, di 1.000 mq con un assortimento di 8.000 item.

Si presenta con una forte specializzazione nei freschi: nel settore ortofrutta è possibile acquistare succhi, centrifugati, spremute di frutta fresca e vaschette di macedonia, preparati al momento; in macelleria è stato creato uno spazio dedicato alla frollatura, che consente di migliorare le caratteristiche organolettiche della carne; in gastronomia si può chiedere la cottura dei cibi appena acquistati. Presente anche la cantina con il servizio di raffreddamento istantaneo per acquistare un vino già fresco.

“Per noi si tratta di un format innovativo, capace di fidelizzare un cliente sempre più attento, informato ed esigente, offrendo una profondità assortimentale e una specializzazione nei freschi, garantita da un’insegna leader come Conad, riferimento di mercato per qualità, servizio e convenienza” dichiara il direttore generale Antonio Brianti.

In assortimento anche centinaia di prodotti in offerta proposti giornalmente, che si aggiungono alle consuete e periodiche promozioni che caratterizzano l’insegna.

All’interno della struttura è stata realizzata un’area ristoro Con Sapore Conad con posti a sedere e una proposta che spazia dai primi ai secondi, dalle pizze ai panini gourmet.

 

 

 

Decò: superstore in Campania

decò campania
A Santa Maria Capua Vetere apre un punto di vendita Decò, distribuito su una superficie di 2.400 mq e con un assortimento di oltre 15.000 referenze

A Santa Maria Capua Vetere apre un punto di vendita Decò, distribuito su una superficie di 2.400 mq e con un assortimento di oltre 15.000 referenze. Il negozio propone spazi di esposizione specifici per particolari momenti di consumo, come ad esempio quello dedicato ai Cocktail oppure agli stili di vita biologico, senza glutine, vegan, etnico. Questo comporterà continue promozioni riservate a percorsi tematici rappresentati in aree dedicate instore.

Il superstore è dotato dei reparti di ortofrutta, piante e fiori, pescheria, macelleria, panificio con produzione propria, e ancora gastronomia, enoteca, liquori e birre speciali, congelato sfuso, e extra alimentare con oltre 3000 referenze. Il team di lavoro è formato da 45 unità.

ODStore si rafforza a Milano

BICOCCA odstore
Potenzia la sua presenza a Milano il brand di proprietà della Sapori Artigianali, ODStore, che nel capoluogo lombardo inaugura un punto di vendita

Potenzia la sua presenza a Milano il brand di proprietà della Sapori Artigianali, ODStore, che nel capoluogo lombardo inaugura un punto di vendita, realizzato a Bicocca Village, situato nella parte nord della città, in viale Sarca angolo via Chiese. Il negozio, il primo dell'insegna aperto all'interno di uno shopping center, occupa una superficie di 300 mq, opera con 5 addetti e 2 casse, e propone una gamma di produzione artigianale e di brand internazionali. Il piano di sviluppo prevede ulteriori aperture nel corso del 2018 e circa 100 nuovi posti di lavoro.La rete dell’insegna conta 44 punti di vendita, attivi in Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio, e un organico complessivo di oltre 700 addetti.

 

Torna nuovo il Despar di San Lucido (Cs)

Il negozio riapre dopo mesi e si presenta completamente ricostruito. Lo store è gestito da Maiora, concessionaria del marchio Despar per il centro-sud

Un corto circuito interno al punto di vendita Despar di San Lucido (Cs), in via Giuliani, aveva provocato un incendio che aveva danneggiato interamente la struttura. Il negozio riapre dopo mesi e si presenta completamente ricostruito. Lo store, gestito da Maiora, concessionaria del marchio Despar per il centro-sud, si sviluppa su 360 mq. È stato riprogettato l’intero impianto idrico e quello antincendio grazie all’inserimento di nuove tecnologie, così come l’impianto di illuminotecnica, realizzato con moderne strumentazioni elettroniche di controllo e monitoraggio. Propone i reparti di ortofrutta tradizionale, banchi a libero servizio (con sportelli dotati di sistemi per il risparmio energetico), salumi e formaggi, macelleria self-service e surgelati. È stato previsto il reinserimento delle 12 unità precedentemente operanti.

Dopo il grande spavento e la preoccupazione della scorsa estate era importante dare un segnale e rimboccarsi le maniche per permettere ai cittadini di San Lucido di tornare presto a fare la spesa nel nostro punto di vendita – spiega Pippo Cannillo, presidente e amministratore delegato di Despar centro-sud - Abbiamo cercato di renderlo ancora più accogliente, moderno e sicuro. E soprattutto abbiamo riassegnato al proprio posto di lavoro i 12 dipendenti che in questi mesi di chiusura non si sono fermati ma sono stati redistribuiti provvisoriamente in altri punti di vendita situati in paesi limitrofi. È un aspetto che riteniamo fondamentale per l’economia del territorio”.

Lo sviluppo di Maiora continuerà nelle prossime settimane: l’azienda sta già programmando le aperture di Melfi (Pz) e Terlizzi (Ba).

 

 

Chiara Ferragni in formato mini me: un pop up in Rinascente

rinascente duomo milano
Rinascente Duomo di Milano ospita, fino al 9 aprile, il pop up store per il lancio della linea kids mini me ideata dall’influencer Chiara Ferragni

Rinascente Duomo di Milano ospita, fino al 9 aprile, il pop up store per il lancio della linea kids mini me ideata dall’influencer Chiara Ferragni, una collezione per bambini dedicata a una fascia d’età che va dai 3 ai 10 anni e s’ispira alle proposte adulte. Il temporary store propone due strutture in vetro e cubi glitter per accogliere le creazioni del brand pensate per i più piccoli. La linea comprende alcuni capi e accessori unisex come t-shirt, felpe, scarpe contraddistinti dal simbolico “occhio” che ammicca. Spiccano, come scrive Luuk Magazine, pattern a scacchi e motivi di palme arricchiti da scritte lettering come Kiss MeSuite Life ClubI See You o Last Angel.

 

Dps dichiara fallimento: in chiusura 43 store Trony

Trony
In una nota sindacale si annuncia il fallimento di Dps Group, società che gestisce 43 punti di vendita a insegna Trony in Italia, e socia di Gre, titolare del marchio

In una nota sindacale si annuncia il fallimento di Dps Group, società che gestisce 43 punti di vendita a insegna Trony in Italia, e socia di Gre, titolare del marchio.

Il gruppo gestisce una rete di negozi di elettronica di consumo in Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli e Puglia. Secondo quanto scrive Il Sole 24 ore “La situazione della società Dps era in bilico da diverso tempo. L'azienda aveva chiesto un concordato preventivo che però non è stato giudicato percorribile dal giudice fallimentare che lo ha rifiutato decretando il fallimento”.

 A rischio centinaia di posti di lavoro. Gli sforzi dei sindacati pare si stiano indirizzando per individuare soggetti imprenditoriali interessati a rilevare i negozi a rischio. Dal 24 gennaio scorso, infatti, la catena che fa capo a Dps Group è stata ammessa alla procedura del concordato in bianco e da allora è alla ricerca di un possibile acquirente. La proceduta concordataria prevede che i lavoratori dal 24 gennaio verranno pagati nella quota che verrà stabilita dal commissario della Dps Alfredo Haupt, nominato dalla giudice delegata del Tribunale di Milano Irene Lupo. Per le spettanze antecedenti a questa data i pagamenti sono bloccati e fermi al 20% degli stipendi.

In una nota di qualche settimana fa Gre aveva precisato che la chiusura della rete di Dps non avrebbe in alcun modo intaccato la restante parte di negozi Trony dislocati sul territorio italiano.

Riso Gallo punta sul wellness e sui risi profumati

Si è tenuto ieri a Milano il lancio delle nuove linee Riso Gallo Chicchi di Natura e Profumi di Riso, al quale sono intervenuti Carlo Preve Ad Riso Gallo, Mauro Tonello presidente Coldiretti, Marco Bianchi food mentor e divulgatore scientifico per la Fondazione Veronesi.

L'evento di lancio
Carlo Preve ha presentato le nuove linee di prodotti con focus sull'ultima referenza lanciata dall'azienda sul mercato Mix di Cerali e Legumi con Riso Integrale, grano saraceno, lenticchie e piselli gialli e su Riso Gallo Aroma, un riso italiano dal gusto esotico, creato anche grazie al supporto di diverse associazioni esperte in risicoltura tra le quali Coldiretti. Marco Bianchi ha infine concluso l'evento approfondendo il tema delle proprietà benefiche contenute nei prodotti e il ruolo importante che esse giocano per contribuire al wellness.
La linea Profumi di Riso (per cui sono state selezionate le varietà migliori di riso bianco, dal chicco lungo e affusolato, profumate naturalmente grazie alle caratteristiche del terreno e del clima della regione in cui crescono) è composta da 3 referenze: Aroma, Basmati e Jasmin:

1.Riso Gallo Aroma è l’alternativa 100% italiana e controllata al Basmati, il riso profumato indiano. Nasce infatti nel cuore della regione risiera italiana nei terreni irrigati dalle acque che provengono dai ghiacciai delle Alpi. il suo aroma è un naturale e intenso aroma di legno di sandalo.
2.Riso Gallo Basmati è realizzato con pregiati e profumati chicchi sottili e dal corpo allungato. La varietà Premium coltivata nella penisola indiana, è accuratemente selezionata da Riso Gallo.
3.Riso Gallo Jasmin è una varietà originaria del nord della Thailandia e viene coltivato nelle tipiche risaie a terrazza sui versanti delle colline. Conosciuto come riso profumato o riso Jasmin, è un riso dal chicco cristallino, lungo e affusolato e il suo nome thailandese, HomMali, significa “riso dal profumo di gelsomino”.

 

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