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Prenatal investe nel visual del punto di vendita

Accordo con Gruppo Masserdotti per un cambio di look ai punti di vendita grazie a materiali innovativi di veloce installazione
Una delle componenti sensoriali più coinvolte nella shopping experience è quella visiva. Per questa ragione Prenatal ha rinnovato le grafiche nei punti di vendita, attraverso la scelta di tecnologie e materiali innovativi in grado di cambiare look allo store. Il tutto in modo veloce e con materiali economici. Il progetto di retail design è stato realizzato dal Gruppo Masserdotti, fornitore di soluzioni per la visual communication e interior decoration. La collaborazione tra Prenatal e Gruppo Masserdotti è iniziata nel 2016 con l'allestimento di nuovi punti di vendita e proseguirà nel 2017.
Le stampe realizzate da Gruppo Masserdotti comprendono rivestimenti filmici applicati a copertura completa delle vetrine; adesivi murali per la decorazione delle pareti con il logo, per l’identificazione delle categorie merceologiche esposte, delle directory di reparto, per le indicazioni delle offerte e la personalizzazione degli scaffali. La pannellature sono state prodotte attraverso la stampa diretta e l'installazione curata da Masserdotti ha richiesto tempi molto brevi: da uno a tre giorni per punto di vendita.
 “Grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie a supporto della visual communication, siamo in grado di offrire un’ampia varietà di applicazioni sempre più evolute, facilmente adattabili alle esigenze di comunicazione e di restyling del settore retail e installabili in tempi brevi. – spiega Alberto MasserdottiCEO dell’omonimo Gruppo – Il continuo aggiornamento tecnologico è mirato a sperimentare le combinazioni più efficaci tra sistemi di stampa e materiali. L’obiettivo è offrire il valore aggiunto di supporti high-tech e performance elevate in ambito squisitamente estetico ma anche di impatto ambientale. In questo progetto di re-design, la qualità dei nostri prodotti e la competenza specializzata del nostro team hanno sicuramente contribuito a valorizzare la percezione del brand Prénatal”.

Per l’industria la Mdd è scelta strategica

Per il grande mondo della Pmi agroalimentare italiana il rapporto con i retailer consente di mantenere viva la competitività industriale. La ricerca di Ibc

Nel definire il punto di vista dell'industria rispetto al business dei prodotti a marca del distributore, Ibc ha realizzato una ricerca ad hoc insieme a Trade Lab -presentata da Luca Pellegrini a Marca 2017- principalmente nell'intento di colmare un vuoto di informazione. Perché del versante industriale si conoscono molti meno dettagli rispetto alle variabili in gioco, le opportunità da cogliere, lo stato delle relazioni con i retailer.

Industria Mdd01L'attenzione si è soffermata su 75 imprese di produzione, forse non statisticamente rappresentative, ma in ogni caso significative per avere uno spaccato della media impresa italiana agroalimentare (il 50% del campione fattura fra i 500 e i 100 milioni di euro). Un ulteriore parametro significativo: sono state scelte aziende che facessero sia copacking sia attività a marchio proprio. Tralasciati volutamente i puristi e gran parte degli specialisti conto terzi.

L'evidenza principale che emerge riguarda la scelta strategica verso le Mdd. Non risultano mai un ripiego e neppure rappresentano un'ultima spiaggia rivelatasi fortunata. Si tratta di un secondo ambito di business che viene perseguito proattivamente e con una forte focalizzazione sui volumi. “Ma attenzione -segnala Luca Pellegrini, presidente di Trade Lab- non si va solo a caccia di volumi incrementali per ottimizzare la produzione esistente. L'obiettivo è molto più strategico e funzionale alla competitività aziendale: la Mdd garantisce volumi ed economie di scala immediate che consentono gli investimenti sull'aggiornamento tecnologico e industriale del copacker”.Industria Mdd 02

Non è una scelta tattica ma di lungo periodo che dà risultati buoni. Una scelta che paga se è vero che la metà del campione produce Mdd da un ventennio senza ripensamenti. Tra l'altro: a livello di produzione la Mdd rappresenta il 32% dell'attività produttiva, che però incide sul 35% del fatturato con un evidente valore aggiunto. Le imprese segnalano anche la differenza esistente fra il lavoro a supporto dei discount e quello a supporto della gdo. I discount sono clienti importanti: rappresentano il 21% dei committenti ma ben il 29% del fatturato generato con Mdd.

Schermata 2017-01-20 alle 14.22.30L'aspetto più deludente che l'industria copacker segnala rispetto a quest'area di business funzionale riguarda l'estero. L'aspettitiva di poter accedere a scaffali stranieri attraverso i rapporti di fornitura Mdd in Italia spesso viene delusa. Mentre l'idea di poter accrescere gli spazi e la visibilità a scaffale con le proprie marche essendo anche dei produttori di private label è oggi un'aspettativa venuta meno, e certamente non viene più considerata come punto di partenza per intraprendere questa attività.

Nel rapporto tra le parti sono evidenti anche aree di difficoltà. È scontato che i margini sono bassi, in particolare per le Mdd per il discount, e che chi opera in questo mercato non può che farlo sulla base di una rigida disciplina nel controllo dei costi. Un elemento negativo nuovo che sta emergendo è invece la richiesta di contributi aggiuntivi per sostenere la promozionalità delle Mdd, creando una rilevante incertezza su condizioni di fornitura che già scontano una redditività contenuta.

Think Tank Award 2016: Hubdate vincitore assoluto

Si è svolta a Marca Private Label Conference and Exhibition, la premiazione di Think Tank Award 2016, il premio di GDOWEEK dedicato a progetti innovativi retail di giovani universitari

 

Si è svolta a Marca Private Label Conference and Exhibition, la premiazione di Think Tank Award 2016, il premio di GDOWEEK dedicato a progetti innovativi retail di giovani universitari, nato nel 2008 in collaborazione con l’Università Bocconi.

Al contest di quest’anno hanno partecipato l’Università Luigi Bocconi di Milano, l’Università EMLyon Business School di Lione e l’Università Esade Business School di Barcellona per un totale di 15 progetti, suddivisi per le seguenti categorie:

Eleonora Graffione Presidente Consorzio Coralis e Sandro Castaldo Professore Università Commerciale Luigi Bocconi
Eleonora Graffione Presidente Consorzio Coralis e Sandro Castaldo Professore Università Commerciale Luigi Bocconi
  • FOOD, nuovi format per gli store alimentari
  • GREEN & CSR, il punto di vendita verde
  • MULTICANALITÀ, l’integrazione del pdv con Internet e mobile
  • TECHNOLOGY, il ruolo della tecnologia
  • TRASVERSALITÀ, l’ibridazione del punto di vendita

Una giuria prestigiosa, composta da retailer, architetti, sociologi, giornalisti, ricercatori, consulenti e docenti di primo livello nel mondo della distribuzione, ha valutato con attenzione e professionalità i progetti candidati. Questi, inoltre, sono stati votati online attraverso un sondaggio web che si è chiuso il 30 dicembre.

Mario Gasbarrino Presidente e Amministratore Delegato Unes e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Mario Gasbarrino Presidente e Amministratore Delegato Unes e Monica Grosso Professore Emlyon Business School

Vincitore assoluto dell’edizione 2016 di Think Tank è stato il progetto HUBDATE presentato da un gruppo di studenti della EMLYON BUSINESS SCHOOL. La particolarità di Hubdate nasce dalla capacità di fornire servizi di assistenza tecnologica per pc, smartphone, altri dispositivi con un’ampia area caffè e relax. L’obiettivo è quello di fornire a tutti i target, soprattutto a quello senior (che ha meno dimestichezza con le nuove tecnologie) confidenza con le tecnologie e con l’esigenza o la curiosità delle tecnologie It personali in un ambiente dall’atmosfera accogliente, che abbina esperienza e competenza.

 

 

Grégoire Kaufman Direttore Merci e Marketing Carrefour Italia e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Grégoire Kaufman Direttore Merci e Marketing Carrefour Italia e Monica Grosso Professore Emlyon Business School

Vincitori di Categoria:

FOOD: ÉQUILIBRE – Università Commerciale Luigi Bocconi

GREEN & CSR: GRANDMA’S TIPS – Emlyon Business School

MULTICANALITA’: SMART FASHION - Emlyon Business School

TECHNOLOGY: HUBDATE - Emlyon Business School

TRASVERSALITA’: M.U.M. – Esade Business School

I premi sono stati consegnati da personalità del mondo della gdo e dell’industria, componenti della giuria, tra cui Eleonora Graffione, presidente Consorzio Coralis, Mario Gasbarrino, presidente e Amministratore Delegato Unes, Grégoire Kaufman, direttore Merci e Marketing Carrefour Italia, Mario Galietti, responsabile Divisione Shopper Based Design Procter & Gamble, Marco Bordoli, Amministratore delegato Crai Secom e Giorgio Santambrogio , Presidente ADM.

Un ringraziamento particolare a Procter & Gamble e Consorzio Coralis che hanno sponsorizzato il premio.

Mario Galietti responsabile Divisione Shopper Based Design Procter & Gamble e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Mario Galietti responsabile Divisione Shopper Based Design Procter & Gamble e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Marco Bordoli Amministratore delegato Crai Secom e Giulia Trombi Studentessa Esade Business school
Marco Bordoli Amministratore delegato Crai Secom e Giulia Trombi Studentessa Esade Business school

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per prendere visione dei progetti in gara: http://www.gdoweek.it/thinktank/

Scrambler Ducati Food Factory mette insieme cibo e motori

Ducati Scrambler Food Factory
Lo store coniuga il mondo Ducati e la tradizione culinaria emiliano romagnola facendo convivere una pizzeria gourmet, un bistrot, uno shop d’abbigliamento e accessori Scrambler Ducati

Coniuga cibo e motori e sigilla la presenza di Ducati nel mondo della ristorazione. A Bologna in via Stalingrado, l’azienda di Borgo Panigale ha inaugurato Scrambler Ducati Food Factory un nuovo locale che mette in vetrina le moto e le espone, come fossero incastonate tra i tavoli del ristorante. Lo store mette insieme dunque il mondo Ducati e la tradizione culinaria emiliano romagnola. Nella struttura di 500 metri quadrati convivono una pizzeria gourmet, un bistrot, uno shop d’abbigliamento e accessori Scrambler Ducati. Lo spazio è inoltre destinato a diventare un punto di incontro, connotato dai diversi ambiti dell’universo Scrambler Ducati: food, arte, musica, fotografia, customizzazione, ed eventi.

Il ristorante. Lo store è stato realizzato all’interno di un capannone anni ’50, un tempo adibito a canapificio. La sala, Ducati-Scrambler-Food-Factoryprogettata dall'architetto Giacomo Migliori, dispone di 130 coperti, e un design contemporaneo di stampo industrial che integra il grigio del cemento “on the road”, il giallo Scrambler, i tubi che richiamano alla produzione e alla fabbrica. La cucina è open space, e c’è un soppalco con trenta posti ideato per meeting riservati. Sulle pareti sono stati predisposti interventi a mano libera, con inserti che richiamano al mondo Ducati, realizzati dal writer e artista modenese Mauro Roselli.

Esselunga aprirà a Fino Mornasco. Previste 90 assunzioni

esselunga
La raccolta dei curricula vitae sarà effettuerà tramite il portale dedicato www.esselungajob.it. I lavori per la realizzazione del nuovo store dovrebbero concludersi nel 2019

Esselunga ottiene il benestare della Regione Lombardia per la realizzazione del nuovo superstore dell’insegna che nascerà a Fino Mornasco, in provincia di Como, in via Guanzasca, nell’area ex Visgomma che sarà interamente riqualificata. La conclusione dei lavori è prevista per il 2019 e si prevedono 90 nuovi posti di lavoro di cui la metà saranno riservati prioritariamente ai cittadini finesi e dei comuni limitrofi.

La raccolta dei curricula vitae sarà effettuerà tramite il portale dedicato www.esselungajob.it, nel quale saranno pubblicati i relativi annunci di lavoro nel momento in cui verranno aperte le selezioni di personale.

Brasile, ritorno alla crescita nel 2017

Inizia da questo numero un nuovo appuntamento: parleremo delle strutture retail di alcuni Paesi in sviluppo, cui seguirà, nel numero successivo, un'analisi delle private label e delle possibilità del Made in Italy. Questo viaggio inizia dal Brasile: ecco i protagonisti del mercato retail (da Gdoweek n. 1/2017)

Brasile: opportunità di investimento per i retailer italiani o mercato fragile e instabile, colpito dalla volatilità della quotazioni delle materie prime, prima voce di bilancio dell’economia brasiliana? Dopo 13 stagioni di continua crescita, più o meno vigorosa, il 2015 ha rappresentato un anno negativo per il commercio del Brasile, mentre nel 2016 si sono alternate nubi e schiarite per il retail brasiliano, avviato comunque a una fase di modernizzazione e assestamento/riposizionamento. Oggi, secondo un’analisi di Sbvc, il mercato retail brasiliano varrebbe 600 milioni di dollari. Nel 2016, secondo Nielsen, il retail ha rappresentato il 5,35% del Pil del Brasile e le vendite al dettaglio sono calate del 3,25%. Se segmentiamo questo dato rispetto ai canali di vendita, notiamo che le strutture distributive moderne stanno reagendo meglio a questa crisi, rispetto al dettaglio tradizionale, confermando la loro capacità di attrazione. Le vendite attraverso ipermercati, supermercati e self service hanno mostrato una crescita del 7,1%, ma con un aumento del 3% del numero di punti vendita, arrivati a quota 84.547 alla fine dello scorso anno. A conferma di questo trend di investimento da parte dei principali retailer, il numero complessivo degli addetti nella distribuzione brasiliana è salito da 207.000 a oltre 222.000 lavoratori nel raffronto 2014/2015. In generale, hanno reagito meglio a questa fase di stanca le superfici più grandi, quelle che possono capitalizzare il traino rappresentato da ampiezza dell’offerta/posizionamento di prezzo e brand/insegne di forte richiamo, magari di importazione.

L’impegno dei francesi
Questi segnali vanno interpretati nell’ottica di un paese vasto, con stati a maggiore sviluppo economico e altri più arretrati, anche dal punto di vista sociale. E su una struttura  distributiva  che  vede  una forte presenza di retailer stranieri, dai francesi Casino che controllano il primo gruppo distributivo, la Companhia Brasileira da Distribuição, alla filiale brasiliana di Carrefour, fino a Wal-Mart e al gruppo cileno Cencosud, che dal 2007 ha investito anche in Brasile. Al di là dei distributori che si muovono su utto il territorio brasiliano, le catene distributive locali spesso sono ancora detenute dal fondatore o dalla sua famiglia (Zaffari, Muffato, Zonta) e hanno posizioni di forte leadership nello stato d’origine.

L'intero articolo su Gdoweek 1/2017

Flying Tiger Copenhagen si sviluppa in sud Italia

Tiger
Lo sviluppo in Europa ha obiettivi ambiziosi: arrivare a una rete di 1.500 store entro il 2010. Il format è il tradizionale dell’insegna

Lo sviluppo dell’insegna Flying Tiger Copenhagen si concentra al sud Italia dove il marchio sta potenziando la sua presenza orientandosi sui centri commerciali. Nel solo mese di dicembre ha inaugurato il negozio di Triggiano, all’interno del centro Bariblu facendo così il suo ingresso ufficiale in Puglia dove non era ancora presente. Ha fatto il bis nella regione con lo store di Foggia al centro commerciale GrandApulia e poche settimane prima ha tagliato il nastro al secondo negozio di Napoli, realizzato al centro commerciale Quarto Nuovo. Ha inoltre aperto a Ragusa al centro Le masserie, e a Salerno al centro commerciale Le Cotoniere.

Il format è il tradizionale dell’insegna, specializzata nel fast fashion del design.  I punti di vendita si estendono in media su una superficie di circa 200 mq, con percorsi prestabiliti, che comprendono anche prodotti food, nella parte finale del percorso, per lo più snack e bibite. Lo sviluppo in Europa ha obiettivi ambiziosi: arrivare a una rete di 1.500 store entro il 2010.

 

 

La cavalcata delle promo si concede una pausa

Prodotti di innovazione reale, prezzi bassi ogni giorno e territorialità dell'offerta stanno raffreddando il fenomeno promozionale (da Gdoweek n. 1/2017)

C’è un momento di riflessione fra i protagonisti della promozione in Europa, che si concretizza in una decisa frenata della pressione promozionale alle vendite (0,7 il dato medio europeo) e in un conseguentemente diffuso rallentamento della corsa agli abbattimenti della marginalità. Lo registra la recente ricerca Price and Promotion in Western Economies, pubblicata da IRI. La quale si sofferma a livello continentale su quanto accaduto nel 2016 in Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Regno Unito e Grecia. Secondo i ricercatori, tutte le parti in causa -industria di marca e retail, ma anche responsabili d’acquisto- avrebbero spostato il focus strategico verso l’individuazione dell’occasione reale (da offrire o da cogliere), mentre la massificazione della leva promozionale sembrerebbe aver perso gradimento con il progressivo decadimento della sua efficacia.

Convergenza di strategie differenti
Una serie di fenomeni in atto concorrono al risultato a livello internazionale. In primis paiono arrivati a maturazione i crescenti sforzi da parte dei fornitori di trovare delle vie di fuga alla trappola della promozione a prescindere, meglio se crescente. Da anni in pista per uscire dal circolo vizioso, sopportando i costi più pesanti delle iniziative promozionali, l’industria ha perfezionato le proprie iniziative per indebolire la focalizzazione sul solo prezzo. Un maggior numero di prodotti realmente innovativi, meno confrontabili sul mercato in termini di listino, hanno iniziato a fare breccia catturando l’attenzione  dei consumatori smart. Non solo. Gli assortimenti si sono arricchiti di proposte e marche locali, solitamente vendute al di fuori delle logiche standard. Anche  il  retail  ha  dato  un  suo  contributo al raffreddamento del fenomeno  studiando  e  applicando  con  maggiore determinazione formule di Edlp (prezzi bassi ogni giorno), mentre i consumatori si muovono con maggiore  intensità  all’interno  di  un  uptrading della spesa, trovando nei freschissimi, nelle origini e nelle marche del territorio il nuovo percorso personale verso il benessere. Ne deriva complessivamente un arretramento della leva promozionale media ben al di sotto del 30%, a 28,1 punti percentuali. È il Regno Unito a segnare la compressione maggiore con una sottrazione di 2,6 punti assoluti, la più elevata in uno scenario continentale più prudente. In particolare, con tale dato il retail inglese torna infine al di sotto della soglia del 50% di venduto drogato dalle promo, almeno per quanto concerne l’alimentare.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Gs1 e Nielsen a Marca 2017: Immagino fotografa le tendenze del food

Analizzando e confrontando loghi e certificazioni, valori nutrizionali, claim sui pack e ingredienti, Immagino può rispondere a nuove domande incrociando la completa digitalizzazione del prodotto con i dati di mercato

Free from, addizionati, veg e per intolleranti, senza ogm, con pochi grassi. Questi gli alimenti che nel 2016 hanno realizzato le performance migliori in termini di vendite rispetto alla media del comparto food, secondo un’analisi condotta da Nielsen con il supporto dei dati raccolti da ‘Immagino’, il servizio web realizzato da GS1 che scattando foto digitali delle confezioni dei prodotti di largo consumo raccoglie ed elabora le informazioni stampate sulle etichette.
Analizzando e confrontando loghi e certificazioni, valori nutrizionali, claim sui pack e ingredienti, Immagino può rispondere ad esempio alle seguenti domande: come stanno cambiando l’offerta e il consumo in funzione della presenza di alcuni ingredienti, Come cambia il consumo in funzione dell’assenza di allergeni, coloranti, conservanti? Quali trend mostrano categorie di prodotto rivolte a vegani e vegetariani? Quali sono gli andamenti dei prodotti che comunicano la loro italianità?

Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia e Bruno Aceto Ceo di GS1 Italy hanno presentato Immagino alla platea di Marca durante il convegno inaugurale della 13esima edizione della fiera. “I consumatori sono alla ricerca di punti di riferimento e i punti di vendita e le marche dispongono di strumenti informativi assolutamente centrali per costruire una relazione di valore con loro – ha detto Aceto – informare bene è oggi una delle mission costitutive per le imprese. Manca ancora, tuttavia, una misurazione reale del rapporto tra informazione ricercata e risultati di mercato. L’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy nasce per colmare questo vuoto”.
“Dall’incrocio dei dati Immagino contenenti le caratteristiche dei singoli prodotti con i dati di venduto, di consumo delle famiglie e di fruizione dei media rilevati da Nielsen – ha precisato Fantasia – è possibile tracciare un quadro di come sia cambiata la dieta degli italiani, individuando gli acquirenti principali per ogni segmento di mercato e identificandone la dieta mediatica che consente alle aziende di ottimizzare gli investimenti media e raggiungere il proprio target in maniera più efficace”.

Una fotografica delle tendenze
Per quanto riguarda il 2016, Immagino ‘fotografa’ queste tendenze: i prodotti idonei a uno stile di vita vegetariano e/o vegano hanno avuto un peso del 3,2% a scaffale (1.140 etichette), hanno fatturato 749 milioni di euro (2,7% del totale grocery) segnando un incremento del 10,4%, a fronte di una performance del comparto food del -0,2%. A seguire le referenze senza glutine e senza lattosio che rappresentano il 13,4% delle etichette (6.942), hanno fatturato poco più di 4 miliardi con un incremento dell1,4%. Al terzo posto la galassia delle 6.942 etichette free from (senza conservanti, coloranti, ogm e olio di palma, con pochi grassi, calorie e zuccheri). Con un valore di 8 miliardi e 241 milioni (30,1%) hanno messo a segno un +0,9% rispetto al 2015. Infine, la categoria degli arricchiti (con vitamine, calcio, fibre, Omega 3, ecc..), con le sue 3.834 etichette ha fatturato 3 miliardi e 657 milioni, con una crescita dello 0,2%.
Secondo gli analisti di GS1 e Nielsen i prodotti che hanno più margine di redditività sono quelli senza glutine, senza Ogm, con pochi grassi e arricchiti con fibre. Meno performanti invece quelli con vitamine e senza coloranti.

Marca 2017, il nuovo paradigma dei prodotti a marchio del distributore

Dal prezzo al concetto di premium, dal biologico al Km zero, dalla sostenibilità ambientale ed etica delle filiere, fino al free from e al rich in: per le mdd è un nuovo mondo

Dal prezzo al concetto di premium, dal biologico al Km zero, dalla sostenibilità ambientale ed etica delle filiere, fino al free from e al rich in, anche i prodotti a marchio del distributore devono sottostare alle dinamiche cui sono soggette le referenze delle marche industriali. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato durante il convegno “Marca del Distributore alla sfida dei nuovi processi di acquisto” che ha aperto la tredicesima edizione di Marca, l’expo organizzata in collaborazione con Adm e dedicata alle private label, in programma oggi e domani alla Fiera di Bologna. Un’evoluzione, un nuovo paradigma, che si possono sintetizzare nel passaggio da private label a marca del distributore: non una semplice questione semantica, ma un vero e proprio cambio di posizionamento. Se fino a ieri la marca commerciale esprimeva solo un’opportunità di convenienza, ora identifica un mondo di valori, di diversificazione dell’offerta e di innovazione che le hanno fatto conquistare un nuovo spazio e un ruolo guida nel panorama del largo consumo.

Numeri in crescita
I dati del Rapporto Marca 2017 dicono che dopo un 2015 in chiaroscuro, l’anno scorso i prodotti a marchio dei retailer sono cresciuti dell’1,7% a valore e dello 0,2% a volume, raggiungendo una quota di mercato del 18,5%. A settembre scorso, il fatturato nei canali ipermercati, supermercati e libero servizio ha raggiunto i 9,76 miliardi di euro, con una particolare penetrazione nel canale discount nel quale la MDD ha raggiunto il 54% di quota.
Spicca il dato delle referenze premium: i consumatori acquistano sempre più prodotti MDD del segmento alta qualità, dove il bio si è messo in evidenza con un +16,1% a valore e +14,4% a volume. Parallelamente, si registra un ampliamento dell’assortimento di prodotti MDD in tutti i canali distributivi per offrire una maggiore varietà ai consumatori: in particolare nei supermercati (1415 referenze, +49 rispetto al 2015) nel libero servizio (799, +40) e negli ipermercati (2091, +6). Riprende anche la crescita della MDD nel Sud d’Italia: nel corso del 2016 il trend delle vendite (+0,6%) supera la media nazionale, anche se la strada per la convergenza risulta ancora lunga, in quanto la quota al Sud risulta del 13,2% contro il 18,5% del totale Italia.

Nuove logiche nel processo d’acquisto
“Le dinamiche dei prodotti a marchio del distributore si stanno evolvendo – ha detto l’amministratore delegato del Gruppo Vegè e presidente di Adm Giorgio Santambrogio – per fare vera innovazione bisogna innescare nuove strategie mentali d’acquisto nella testa dei consumatori. Non tutti i prodotti MDD sono di qualità – ha sottolineato – su questo fronte c’è ancora molto lavoro da fare, poi bisogna limitare le logiche promozionali e non seguire i marchi industriali nella corsa al ribasso dei prezzi. Inoltre, ci vuole onestà nei confronti del cliente – ha aggiunto Santambrogio – non possiamo ingannarlo, dobbiamo dargli informazioni corrette”. Altra ‘rivoluzione’ già in atto ma su cui bisognerà spingere di più è il posizionamento: un buon prodotto del distributore può costare anche più di uno industriale. Su questo fronte arrivano segnali positivi: nell’ultimo anno la pressione promozionale sulle private label è calata, mentre quella sui prodotti a marchio è salita.
E l’e-commerce? “È un modo per far uscire le referenze MDD dal circuito distributivo ristretto del retailer di riferimento – ha spiegato Santambrogio – ma il punto di vendita resta fondamentale e con esso il rapporto con il cliente. Per questo i punti di vendita devono cambiare e diventare più accoglienti e coinvolgenti: dobbiamo ridurre il numero di negozi e aumentare la loro attrattività”.

Le private label creano e acquistano valore
Giuseppe Minoia e Gianluca Nardone hanno presento una ricerca GfK secondo la quale in un clima di insicurezze diffuse, la Distribuzione moderna, comunica piacere e benessere nel fare la spesa per tutti i segmenti della popolazione, dai meno attrezzati culturalmente ed economicamente, ai più esperti e di buone risorse. Perché la Distribuzione moderna, riconoscono le persone che la frequentano, mai come oggi appare in grado di intercettare e soddisfare bisogni e attese, con prodotti di marca propria e di marca industriale, e con prezzi alla portata di tutti i portafogli. In questo quadro la MDD sta diventando un riferimento importante e assume i valori e la reputazione dell’insegna. Viene sempre più considerata come una marca a tutti gli effetti, con degli specifici plus: ottimo rapporto qualità-prezzo, ampiezza dell’offerta anche nei segmenti più innovativi e premium, un suo ruolo positivo per la crescita del Paese. Il contatto diretto con il produttore-distributore, l’insegna stessa, diventa la filosofia della marca, un orientamento di rilievo per tutti i segmenti di responsabili d’acquisto. Un prodotto, infine, con ulteriori prospettive di crescita: il 78% degli italiani si dichiara propenso ad acquistare referenze private label.
“Il successo che la MDD ha riscosso nel 2016 è il risultato di una straordinaria attività di progettazione e di sviluppo che la distribuzione ha saputo realizzare, in particolare nell’universo del premium – ha detto Guido Cristini docente di marketing all’Università di Parma – dove i fattori di scelta del consumatore sono la qualità, l’innovazione, la sostenibilità e la varietà, in questo senso le private label premium rappresentano una significativa opportunità per piccole imprese industriali che possono così fare conoscere al grande pubblico quei giacimenti di qualità, di eccellenza e di sostenibilità che altrimenti sarebbero confinati unicamente in micro territori, secondo modalità e logiche artigianali”.
Coop: avanti tutta con i prodotti a marchio
“Oggi abbiamo una quota di MDD a valore del 26%, il nostro obiettivo per i prossimi tre anni è raggiungere il 30% con un importante investimento che porterà al lancio di circa 400 nuovi prodotti a marchio”. Ha le idee molto chiare in fatto di private label Marco Pedroni di Coop Italia, svelando le strategie dell’insegna per i prossimi anni. “Non me ne vogliano i colleghi – ha continuato Pedroni – ma siamo da sempre un punto di riferimento per i prodotti a marchio e vogliamo continuare a esserlo”.

Video: Unicoop Firenze lancia SalvApp

La soluzione Salvatempo si evolve e diventa una app

Unicoop Firenze ha appena lanciato in alcuni suoi punti di vendita una app per fare la spesa in store: si chiama SalvApp e svolge, sullo smartphone le stesse operazioni ottenute con il sistema Salvatempo, da tempo adottato dalla cooperativa toscana: in sostanza gli acquisti vengono effettuati classicamente inquadrando il codice a barre. salvApp unicoop fi 01

In aggiunta, con SalvApp, di cui qui viene mostrato il tutorial, "contiene" la lista della spesa, i cui articoli sono progressivamente depennati nel corso della visita al supermercato. Per Inoltre vengono visualizzate e suggerite le promozioni e, infine, è possibile pagare alle apposite casse. L'obiettivo è di semplificare la vita dei clienti, proponendo in una forma ancora più comoda una soluzione già nota e collaudata come Salvatempo

Trader Joe’s, il successo è qualità senza fronzoli

Trader Joe's cavalca molto bene l'onda dell'healthy food molto ricercato dai consumatori americani: il retailer di Pasadena punta su Edlp e private label, per un'esperienza d'acquisto nel complesso più semplice, calda e coinvolgente (da Gdoweek n. 1/2017)

Vendere prodotti salutistici con un posizionamento di prezzo conveniente e con una formula commerciale basata sull’Edlp (Everyday low price) che fa leva sulla semplicità. Così si potrebbe sintetizzare la missione di Trader Joe’s, uno dei retailer statunitensi che sta riscuotendo un crescente successo nell’ambito di una rivoluzione alimentare in atto Oltreoceano, per la quale una fetta crescente della  popolazione,  almeno  quella  con  un  posizionamento  socio/economico medio alto, cerca tutto quello che è cibo salutare e di qualità, o ne ha l’immagine e le connotiazioni: dal biologico al “free from”. L’insegna, nata a Pasadena, California, nel 1967, è spesso associata a un altro astro del retail a stelle e strisce con un posizionamento e un’offerta simili: Whole Foods, da molti osservatori considerata la catena più europea tra i distributori Usa.

Differenze tra due player del wellness
A dividere i due big player è l’approccio al mercato: Trader Joe’s mette a disposizione i suoi prodotti senza alcuna adesione a programmi fedeltà, senza utilizzare club o carte, bensì “girando” ai propri clienti ogni penny risparmiato, spingendo l’Edlp anche nei segmenti a maggiore valore aggiunto, come biologico, funzionale, ed etnico. Un approccio semplice e “no frills” che, tuttavia, attira una schiera di consumatori fedeli a questa formula: nel 2015 Trader Joe’s ha realizzato vendite per 11,3 miliardi di dollari, attraverso una rete di quasi 500 store sparsi in tutti gli Stati Uniti, doppiando Whole Foods in termini di volume d’affari e primeggiando con il competitor anche per vendite per metro quadro e per customer satisfaction. Secondo una ricerca della società di real estate JLL, Trader Joe’s avrebbe realizzato vendite per mq pari a 15.530 euro contro gli 8.330 euro di Whole Foods e i quasi 5.820 euro della media dei retailer americani. Tra le ragioni che sono alla base di questa dinamica, la più importante è la convenienza che Trader Joe’s esprime rispetto a Whole Foods. Secondo un report della Deutsche Bank, realizzato comparando un paniere di 77 prodotti acquistati sulla piazza di New York, la catena di Pasadena è risultata più conveniente del 26%, del 30% per i freschi e del 24% per il grocery. Anche le private label di Trader Joe’s sono avvantaggiante, in questa competizione sul prezzo, rispetto a quelle di Whole Foods: cercando di confrontare lo stesso livello qualitativo (no conservanti, ogm, aromi artificiali), le prime hanno un prezzo medio del 15% inferiore. Di fatto, uno dei vantaggi competitivi di TJ’s è che l’80% della sua offerta è in esclusiva, tra private label e fantasy label, ossia i consumatori possono trovare quei prodotti solo nei suoi punti di vendita e questo genera una forte fedeltà all’insegna. L’insegna non vende big brand industriali e ha uno scaffale estremamente semplificato in determinate categorie, mentre la profondità di gamma su altri item è incomparabile con le logiche europee.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Fatturato in aumento per la marca Conad

marca conad
Crescono tutti i brand Conad, con valori al di sopra della media per Conad Percorso Qualità (+17,3 per cento), Verso Natura (+38,3 per cento sommando il Bio) e Sapori&Dintorni (+10,1 per cento)

Diventa sempre più strategica la marca privata per sviluppare il posizionamento di insegna e fidelizzare un numero crescente di clienti. I numeri del 2016 confermano un’ascesa continua del marchio privato. La marca Conad per esempio ha registrato nel 2016 un fatturato di circa 3 miliardi di euro e una crescita del 7,5 per cento, rappresentando il 30% di un mercato che vale 10 miliardi di euro. La marca Conad registra una crescita generalizzata, al punto di essere leader nel 45 per cento delle categorie e occupare la seconda posizione nel 75 per cento in virtù del migliore rapporto tra la qualità dei prodotti, paragonabile a quella della marca industriale, e la convenienza, con prezzi inferiori del 25-30 per cento. Qualità controllata con 650 mila analisi e circa 2.500 visite ispettive agli stabilimenti, con un investimento complessivo cresciuto di oltre il 10 per cento lo scorso anno. I dati sono stati diffusi in occasione di Marca, la manifestazione dedicata alla marca commerciale in programma a Bologna.

La crescita della marca Conad. Secondo i dati presentati a Bologna: Conad investe molto nella tutela del potere d’acquisto sapori e dintorni marca conaddegli italiani, permettendo ai clienti di risparmiare lo scorso anno 686 milioni di euro nell’acquisto di prodotti alimentari, per la cura del corpo e della casa confezionati (fonte: IRI). La sola operazione nazionale Bassi&Fissi, che ha ribassato in media del 26,9 per cento il prezzo di 379 prodotti tra i più indispensabili nella spesa di tutti i giorni, ha generato un risparmio annuo di 1.440 euro per famiglia, garantendo una convenienza continua, non legata a promozioni.

Crescono tutti i brand Conad, con valori al di sopra della media per Conad Percorso Qualità (+17,3 per cento), Verso Natura (+38,3 per cento sommando il Bio) e Sapori&Dintorni (+10,1 per cento).  Il 92 per cento dei 149 fornitori Sapori&Dintorni Conad con i quali Conad sviluppa un fatturato di 300 milioni di euro, è rappresentato da aziende locali di medie e piccole dimensioni.carne_bovina percorso qualità marca conad

I progetti in fieri. Il direttore commerciale di Conad, Francesco Avanzini, sottolinea l’importanza della marca Conad e anticipa: “Per l’anno in corso abbiamo in programma la realizzazione di moltissimi progetti di sviluppo relativi ai prodotti e di rivisitazione delle gamme. Potenzieremo e miglioreremo i brand nel nostro portafoglio tramite innovazione e segmentazione all’interno delle varie categorie (attualmente quelle in cui siamo presenti sono più di 300) per presidiarle nel modo migliore con il marchio Conad”.

 

 

Eataly Trieste: storia enogastronomica di un territorio di frontiera

Dai vini tipici al pesce prevalentemente del Mare Adriatico, su cui il negozio affaccia, l'insegna enfatizza la cultura alimentare multietnica di questo territorio
Francesco Farinetti - Antonio De Paolo - Andrea Guerra trieste
Nella foto da sinistra, Andrea Farinetti, ad di Eataly, Antonio De Paolo, responsabile del progetto Eataly Trieste, al centro, e, a sinistra, Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly

Apre oggi il nuovo Eataly Trieste, nell'Antico Magazzino Vini, lungo il porto della città. Un Eataly di frontiera, al confine con la Slovenia. E' il negozio più a nord dell'attuale rete di punti vendita italiani della catena: lo store più vicino, da qui, è a Milano. E il punto vendita (3.000 mq di superficie su 3 piani) mette in risalto il patrimonio enogastronomico di questa regione multiculturale. “Siamo in un luogo con un microclima unico al mondo, un territorio che ha creato vini incredibili. ma non solo: c'è l'Adriatico, con una vita di pesce straordinaria, spesso sottovalutata”, spiega Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly. 

Non a caso le due aree più approfondite, all'interno di questo Eataly, sono proprio quelle dedicate al vino e al pesce. In particolare, l'enoteca offre oltre 1.000 etichette: dal vino sfuso agli Orange Wine tipici del Nord Adriatico, dal barolo d'annata. Classicamente, nella stessa area sono inserite anche le birre, di cui sono proposte 110 tipologie.

La pescheria è posta in una posizione strategica. Continua Guerra:“Entrando in negozio, la pescheria La Barcaccia si trova immediatamente sulla destra, in modo da avere il massimo risalto, con una offerta di pesce fresco costituito al 70% da prodotto nostrano o del nord Adriatico".

Da segnalare anche l'area Pane&Vino, per pranzi e aperitivi, con insalate da fare al momento, nulla è preconfezionato. In linea con il format di Eataly, il pane è prodotto con forno a legna, ben visibile, in realtà, un'unicità per la città di Trieste. safo eataly trieste

Sul fronte del grocery, Eataly Trieste tratta circa 4.000 prodotti a scaffale, forniti da 1.000 fornitori, di cui il 20-25% locali.

Scarlino entra nel mercato dei cotti

Con l’inizio del 2017 il Salumificio Scarlino fa il suo ingresso nel mercato dei prosciutti cotti e per questo motivo torna a produrre nello storico stabilimento leccese di Taurisano con un nuovo impianto, ad alta tecnologia, che andrà ad affiancare quello dei wurstel ritornato di recente in attività.
L’obiettivo è quello di arrivare, nell’anno in corso, a produrre oltre 3500 pezzi di prosciutto al giorno per continuare a recitare anche in questo comparto, come successo producendo per 45 anni esclusivamente wurstel, un ruolo da protagonista. La gamma è così completa e in grado di soddisfare le esigenze del mercato.

L’alta capacità produttiva, l’utilizzo esclusivo di cosce intere di suino fresche di prima qualità, lavorate in stampo tradizionale e cotte in forni a vapore, insieme al mix di ingredienti naturali utilizzati per l’aromatizzazione, danno origine ad una linea di prosciutti cotti pregiata, dal gusto delicato e dal carattere ben connotato. Sono tre, al momento, i prodotti di punta che costituiscono la gamma de I Cotti Di Scarlino: Quello Buono, in formato botticello, Quello Scelto ed il prosciutto di Alta Qualità Il Migliore, in formato castagna.

Il Salumificio Scarlino punta a penetrare in tutti i canali del mercato, grazie alla propria rete di vendita, capillarmente presente in ogni regione d’Italia e in diversi paesi esteri. Nel breve periodo è previsto inoltre l’avvio della linea dei pre-affettati in atm che daranno ulteriore profondità alla gamma.

Conad sempre più dalla parte della comunità

Iniziative sociali e culturali, nuove linee a marchio, ingresso nel mondo di luce e gas, promozioni di lungo periodo: ecco i temi del 2017 per il gruppo guidato da Francesco Pugliese (da Gdoweek n. 1/2017)

Socio, comunità, persone: queste le parole che rappresentano oggi, in maniera più determinata, il posizionamento di Conad. Non si tratta di una novità, ma del rafforzamento di un approccio che vuole sottolineare l’attenzione alla comunità, alle persone che vivono quel territorio, al legame sociale, solidale, culturale tra i vari attori. Tutto ciò si concretizza non solo nella capillarità della rete di vendita e in assortimenti con una forte incidenza di prodotti locali, ma anche in una serie di iniziative -da Il Grande Viaggio, all’Umbria Jazz Contest, dal Cous Cous Fest alla terza edizione di Scrittori di classe, agli interventi per preservare il patrimonio artistico, ecc- che sottolineano l’importanza del senso di comunità e la voglia di essere dei protagonisti attivi e disponibili. Un percorso ben espresso dallo spot di Natale 2016 firmato dal noto regista Pupi Avati, nel quale attraverso la storia di un incontro di due bambini si parla di porte aperte alla comunicazione, allo scambio, alla comprensione reciproca. “Questo è il nostro modo di creare valore sul mercato e dare il nostro contributo alla ripresa del Paese e alla vita della comunità al cui interno operano i nostri soci. Soci, che sono cittadini, prima di essere commercianti imprenditori”, specifica Francesco Pugliese.

Il cliente al centro
In  questo  contesto,  Conad  ripensa  anche  i  propri paradigmi, mettendo al centro il cliente-consumatore-cittadino, le cui esigenze a livello di soddisfazione, fedeltà e fiducia, rappresentano  la  base  sulla  quale  costruire  le  strategie del gruppo. In quest’ottica va letta la partnership con Green Network per rendere disponibile da febbraio le migliori condizioni di mercato per la fornitura di luce e gas. Intanto, continuano i dati positivi: a fine 2016, Conad  ha  raggiunto  una  quota  di  mercato dell’11,9% (fonte: GNLC 1 semestre 2016) con una rete di 3.088 punti di vendita dagli ipermercati alla prossimità, comprendendo parafarmacie (108), distributori di benzina (36), PetStore (14), Ottico (19) e Cremerie Sapori&Dintorni (12). Ovviamente, lo sviluppo della rete, a livello di nuove aperture e di ristrutturazioni, rimane strategico: per questo sono stati stanziati, per il prossimo triennio, 785 milioni di euro (di cui, 300 nel 2017 e 223 nel 2018) con una previsione di crescita del 3,8%.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Gicap e Gruppo VéGé avviano a Messina la spesa online

gruppo véGé
Al fianco dei due gruppi distributivi anche Risparmiosuper.it, che ha curato la realizzazione della piattaforma di eCommerce Quiconviene e fornito un supporto di consulenza

Il Gruppo VéGé, al fianco dell’impresa socia Commerciale GiCap SpA, operativa in Sicilia con 80 store, si spinge verso il Sud Italia e avvia a Messina il servizio di spesa online in collaborazione con Risparmiosuper.it, che ha curato la realizzazione della piattaforma di eCommerce Quiconviene e fornito un supporto di consulenza.   Il nuovo servizio al momento copre l’intero territorio della città di Messina da Torre Faro sino al comune di Roccalumera. Giovanni Capone, direttore vendite di Commerciale GiCap, spiega: “Stiamo valutando tempi e modalità per introdurre la spesa online anche nei nostri punti di vendita presenti a Palermo, Lipari e in diverse città della Calabria”. E aggiunge: “Il mercato è cambiato, ma soprattutto sono cambiati le abitudini e i punti di riferimento del consumatore, che oggi sempre più utilizza il web sia per soddisfare le sue esigenze sia come metro di valutazione dei servizi”.

Servizi e assortimento. La piattaforma mette a disposizione il servizio di spesa online che garantisce la possibilità di programmare la consegna a domicilio in tre fasce orarie (10:00/12:00, 16:00/18:00 e 18:00/20:00) oppure l’orario di ritiro degli acquisti presso il punto di vendita.  Tra le funzioni disponibili c’è anche il “riordina”, ossia la possibilità di ritrasmettere in modo veloce ordini già effettuati in passato. Non è ancora attiva ma in fase di programmazione la possibilità di effettuare la spesa online anche tramite l’applicazione mobile di Commerciale GiCap. L’offerta disponibile sulla piattaforma Quiconviene rispecchia la filosofia dell’insegna sia in termini di ampiezza e profondità assortimentale sia di convenienza. I costi di consegna prevedono 3,50 euro per una spesa che va da 40 a 100 euro. È gratuita per importi superiori. Il pagamento dei prodotti avviene alla consegna tramite carta di credito, bancomat o contanti.

Guardare al futuro. “In questo progetto emerge a tutto tondo la capacità di guardare al futuro, avviando un progetto Nicola.Mastromartino.Presidente.GruppoVéGéinnovativo di vendita che introduce una shopping experience completa, personalizzata e gratificante, in linea con ciò che oggi chiede l’individuo-consumatore” sottolinea Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé.

 

The Urban Life by Carrefour

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1) Lo storytelling a parete. Il nuovo concept express Urban Life è anche racconto murales che accompagna gli spazi interni valorizzandone estetica e significato funzionale: li ha realizzati l’artista Luca Zamoc, che ha interpretato in stile “New Yorker” la destinazione del locale e la sua collocazione nello skyline di Milano.
2) Food solution. Dalla possibilità di ordinare pizza e altri piatti pronti, a macedonie, yogurt, insalate, zuppe, spremute e centrifughe preparate ogni giorno con prodotti di stagione. Presente anche Street Sushi, con proposte originali.
3) La caffetteria. L’ampia selezione di dolci per merende e colazioni, insieme al lounge bar per l’happy hour e all’area ristoro, al piano terra e anche a quello superiore, per una pausa pranzo rapida, completano l’offerta food.
4) Marche premium e non solo. Se il corner Terre d’Italia riporta il focus sul territorio così come sui valori della sostenibilità ambientale di Carrefour, l’ulteriore distintività del format è garantito dall’ampio spazio dedicato alla zona birra, realizzato in collaborazione con il brand Poretti, che ha proposto una tecnologia innovativa.

Deco Industrie, un copacker di razza

L'amministratore delegato dell'azienda romagnola, specializzata in forno e ricorrenza, detergenza, fotografa il mercato della marca del distributore in Italia e illustra le proprie strategie (da Gdoweek n. 1/2017)

Saper cambiare pelle in corsa per cogliere tutte le opportunità offerte dal mercato Mdd attraverso innovazione e integrazione di filiera e proponendosi come azienda reattiva e attenta ai trend emergenti: Deco Industrie, 150 milioni di euro di fatturato ottenuto per il 60% con la marca privata nelle due macro aree prodotti da forno/ricorrenza e detergenza casa/persona, illustra la sua interpretazione del ruolo di copacker e come l’andamento delle vendite di questi prodotti in Italia e le politiche dei vari retailer sulla propria marca privata impattino sull’attività dell’azienda romagnola.

Trading up in atto nel mercato
“Guardando alla segmentazione delle vendite della marca del distributore in Italia -dichiara Giorgio Dal Prato, Ad di Deco Industrie- emerge lo spostamento delle vendite di prodotti a marchio nella fascia premium, forse uno dei trend più evidenti di questo frangente. Questo ci ha costretto a un potenziamento delle attività di marketing e R&S per individuare meglio i trend emergenti in crescita nelle diverse categorie e su come trasformarli in offerta a maggior valore aggiunto per il trade e consumatori più attenti, informati ed esigenti. Inoltre, dobbiamo investire in tecnologie per dare maggior flessibilità alla struttura produttiva industriale, per gestire un numero maggiore di referenze, senza perdere efficienza nella produzione di lotti di dimensioni ridotte e con caratteristiche qualitative, di formato e packaging tra loro diversificate”.

L’acquisizione di un’azienda come Packaging Imolese può essere letta in questo senso?
Nel settore cura casa e persona l’acquisizione di Packaging imolese ci consente di proporre il più ampio e profondo assortimento di formule e packaging innovativi, anche di nicchia e personalizzati ad alto valore aggiunto. La società, presente sul mercato dal 1992, realizza prodotti per conto dell’Idm internazionale nei settori dei deodoranti ambiente, toiletries, ecodosi e lavastoviglie anche in piccoli lotti. La presenza di sinergie industriali, tecniche, commerciali, logistiche e di servizio, con il nostro stabilimento industriale detergenza di Ravenna ci consente di coprire quasi tutti i  bisogni del portafoglio prodotti dei distributori nel settore cura casa e persona in modo competitivo.

L’ascesa della Mdd ruba spazio di mercato alle aziende di marca di medie dimensioni: quali sono le sue considerazioni su questo aspetto?
Il rapido successo della Mdd nel segmento premium è avvenuto grazie a prodotti tipici o innovativi resi tempestivamente disponibili dalla media industria italiana anche di marca: prodotti che contengono un know-how tipico, creativo, tecnologico e commerciale distintivo frutto di significativi sforzi e investimenti effettuati dalle imprese nel tempo. La forza della marca commerciale e il suo maggior potenziale distributivo ne hanno determinato il successo. La media azienda con marchi “follower”, attaccata dalla Mdd, può scegliere tra due strategie alternative: o farsi cannibalizzare i propri prootti premium, realizzandoli come copacker a Mdd, nella speranza di ottenere maggiori volumi e margini redditizi sostenibili nel tempo per continuare a sostenere i necessari investimenti in R&S e marketing per alimentare lo sviluppo e il lancio di nuovi prodotti premium di successo o, in alternativa, concedere alla Mdd solo le “penultime innovazioni” e spostandosi continuamente su nuove nicchie di domanda.

Le Mdd premium giocano a fare le marche, addirittura si lanciano format monomarca a loro dedicate: fin dove ci porterà questo fenomeno?
Alcune Mdd hanno già una storia e dei valori di marca da raccontare, che potrebbero consentirgli di tentare d’affermarsi anche autonomamente, “recidere il cordone ombelicale” con l’insegna che l’ha generata per competere nel libero mercato, non solo in negozi monomarca, ma anche in diversi canali di vendita, complementari, concorrenti, anche esteri.

Che ruolo possono avere le Mdd made in Italy per il retail internazionale? ... e per voi? Che ruolo gioca il discount?
I prodotti a Mdd made in Italy caratterizzati da autenticità e tipicità, come nel settore alimentare, possono avere un ruolo unico nella distribuzione internazionale, anche per l’assenza di grandi distributori italiani all’estero. Per quanto ci riguarda realizziamo prodotti da ricorrenza con i marchi di distributori internazionali, anche in mercati oltreoceano. Infine, guardiamo con maggior attenzione e aggressività verso il canale discount, vista anche  la disincentivazione nei primi prezzi da parte della Gdo. Lo sviluppo nel canale discount ci consente di continuare a sfruttare la capacità produttiva disponibile nelle grandi linee automatizzate dei nostri cinque stabilimenti industriali.

Cresce la marca del distributore

marca del distributore Mdd alla riscossa
Mdd alla riscossa
La marca del distributore nel 2016 ha registrato un aumento del +1,7% a valore e del +0,2% a volume rispetto allo stesso periodo del 2015

È un percorso in ascesa quello della marca del distributore:  nel 2016 ha registrato un aumento del +1,7% a valore e del +0,2% a volume rispetto allo stesso periodo del 2015, toccando una quota di mercato del 18,5%. Al settembre scorso, il fatturato nei canali ipermercati, supermercati e libero servizio ha raggiunto così i 9,76 miliardi di euro, con una particolare penetrazione nel canale discount nel quale la MDD ha raggiunto il 54% di quota. È quanto emerge dal 13° Rapporto Marca/BolognaFiere che sarà presentato in occasione di Marca 2017, il Salone internazionale sui prodotti MDD organizzato da BolognaFiere in collaborazione con ADM, l’Associazione che rappresenta le imprese operanti nella Distribuzione Moderna nei rapporti con la produzione. La Fiera, giunta alla 13a edizione, si terrà il 18 e 19 gennaio prossimi nel Quartiere fieristico di Bologna. Saranno 615 le aziende presenti. La fiera si estenderà su una superficie espositiva di circa 29mila mq, sviluppata in tre nuovi padiglioni.

 

Le preferenze dei  consumatori. Secondo il nuovo Rapporto Marca/BolognaFiere, elaborato da Adem Lab - Università di Parma sulla base anche di una ricerca commissionata ad IRI, i consumatori acquistano sempre più prodotti MDD del segmento premium di alta qualità: la crescita del fatturato di questo segmento, che nei primi 9 mesi del 2016 ha toccato gli 1,32 miliardi di euro, è stata spinta infatti dai prodotti bio (+16,1% a valore e +14,4% a volume) e da quelli premium (+13,8% a valore e +12,4% a volume). Parallelamente, si registra un ampliamento dell’assortimento di prodotti MDD in tutti i canali distributivi per offrire una maggiore varietà ai consumatori: in particolare nei supermercati (1415 referenze, +49 rispetto al 2015) nel libero servizio (799, +40) e negli ipermercati (2091, +6). Riprende inoltre la crescita della MDD nel Sud d’Italia: nel corso del 2016 il trend delle vendite (+0,6%) supera la media nazionale, anche se la strada per la convergenza risulta ancora lunga, in quanto la quota al Sud risulta del 13,2% contro il 18,5% del totale Italia.

 

 

Chronodrive.it cede il testimone a Spesasimply.it

spesasimply
A disposizione dei clienti ci sarà la modalità Scegli&Ritira gratis che oltre alla modalità drive e alla consegna a domicilio, permette il ritiro gratuito in tutti i punti Simply abilitati

Il sito Chronodrive.it dal 26 gennaio diventa Spesasimply.it. Si tratta esclusivamente di un rinnovamento che non modificherà le modalità per fare la spesa online e ritirarla in negozio.  Chronodrive.it permetteva infatti di riempire il carrello virtuale, confermare l'ordine e decidere la data di ritiro della spesa, pronta già due ore dopo l’ordine. A disposizione dei clienti ci sarà la modalità Scegli&Ritira gratis che oltre alla modalità drive e alla consegna a domicilio, permette il ritiro gratuito in tutti i punti Simply abilitati. E anche laTua!Card con sconti e vantaggi tipici della carta fedeltà.

Inoltre fino al 31 gennaio Simply offre uno sconto immediato di 20 euro utilizzabile tramite il proprio codice.

 

Ortofrutta reparto strategico per la Mdd di Conad

Anche nel reparto ortofrutta cresce in Conad il peso di prodotti a marchio in ottica di fidelizzazione, con un'incidenza che mediamente si attesta al 30% a valore, come sottolinea Alessandra Corsi, responsbile marketing dell’offerta e sviluppo dei prodotti a marchio Conad, in un'intervista rilasciata a MyFruit. Come avvenuto del resto per la frutta secca, dove la novità più importante degli ultimi mesi riguarda il potenziamento dell’offerta di prodotto a marchio con il lancio di una linea di 9 referenze da agricoltura biologica all’interno del nuovo marchio Verso Natura BIO, l’ortofrutta fresca da coltivazione certificata è coperta con questo marchio, destinato a rispondere a trend di crescita molto importanti. Al più noto Sapori&Dintorni resta il presidio delle specialità declinate sul localismo e sulle origini regionali. L'offerta è dunque segmentata e resa riconoscibile con brand di posizionamento specifico (vi rientrano anche Conad Percorso Qualità e Specialità Selezionata). In una categoria particolarmente dinamica Conad tiene costantemente monitorati gli andamenti dei segmenti, delle marche e dei singoli prodotti -come segnalato recentemente a Gdoweek da Gianmarco Guernelli, responsabile acquisti ortofrutta- per individuare un assortimento adeguato alle esigenze. “Ai fornitori selezionati per il prodotto a marchio chiediamo il massimo rispetto delle origini e delle specifiche merceologiche chimico\fisiche riportate nei nostri capitolati, in cambio garantiamo loro la programmazione delle attività promozionali nazionali, il ritiro di volumi importanti e la giusta remunerazione dei prodotti a noi consegnati. Alle marche industriali lasciamo la gestione dell’innovazione e lo sviluppo delle tendenze internazionali”.

Saponi&Profumi consolida la presenza in Sardegna

Sapori&Profumi
L'insegna, operativa in Sardegna, parte del Gruppo Crai, apre il suo cinquantesimo store nell’isola, inaugurato a Isili, in provincia di Cagliari

Consolida la sua presenza sul territorio l’insegna Saponi & Profumi, realtà commerciale operativa in Sardegna, parte del Gruppo Crai, con l’apertura del suo cinquantesimo store nell’isola, inaugurato a Isili, in provincia di Cagliari.

“In uno scenario di mercato sempre più competitivo, dove le economie di scala e il servizio al cliente diventano asset fondamentali, l’azienda continua nel suo trend di crescita, incrementando fatturati e formando risorse umane dedicate”, dichiara l’azienda.

 

Il Gruppo Selex incrementa la marca del distributore

prodotti a marchio selex
Nel corso dell’anno Selex proporrà il debutto di una linea 100% vegetale, e il rinnovamento 
del marchio petfood Amico Mio Selex, che si articolerà in un'ampia proposta

Le marche del distributore assumono un ruolo sempre più cospicuo nell’offerta dei gruppi distributivi. Per il Gruppo Selex, il 2016 è stato archiviato con un incremento medio delle vendite superiore al 3%, con picchi del +15% nei segmenti premium e bio. Risultati che spingono l’azienda a programmare nuove referenze da inserire in assortimento nel 2017. “Con i nostri marchi siamo leader in molte categorie e siamo il Maniele Tasca Selexprodotto di riferimento in segmenti in forte sviluppo come biologico e salutistico – ha dichiarato Maniele Tasca, direttore generale di Selex - Alla sfida della qualità abbiamo affiancato quella dell'innovazione, per la quale la collaborazione con i nostri partner fornitori è ancora più importante”. Complessivamente, l’assortimento delle marche del distributore del Gruppo Selex, conta oltre 5.000 referenze suddivise tra prodotti Selex, prodotti Vale (l’altra marca del Gruppo), il marchio Il Gigante, le proposte e Vanto, le due linee dedicate al canale cash & carry, e Prodotto Risparmio. A queste vanno aggiunte le linee a marchio di fantasia, da Le Vie dell'Uva, selezione di vini del territorio italiano, a Le Bontà del Pasticciere, ad Armonia & Benessere, dedicata alla cura e alla bellezza, a Storie di Gastronomia a CasaxCasa.
Le novità. Nel corso dell’anno Selex proporrà il debutto di una linea 100% vegetale, e il rinnovamento 
del marchio petfood Amico Mio Selex, che si articolerà in un'ampia proposta con prodotti segmentati per età, razza e stile di vita dei nostri amici a quattro zampe. Inoltre il saper di sapori selexcomparto alto di gamma Saper di Sapori e da Vale Le Specialità offrirà quest’anno una scelta più articolata.  Nel 2017 il look del marchio Selex si rinnova presentandosi con una grafica ad hoc studiata per le diverse categorie di prodotti, come alimentari e bevande, cura persona, cura casa e non food, petfood, parafarmacia, per differenziare l'offerta a seconda del mondo di appartenenza.
Il presidio della qualità. L'impegno di Selex è sempre più focalizzato sul presidio della qualità e della sicurezza, ottenute attraverso un piano di analisi che permette di verificare che i prodotti corrispondano a quanto stabilito dai capitolati.
Tra le iniziative intraprese è stato attivato un programma continuativo di “assaggi” effettuati da un panel di famiglie rappresentative della popolazione, da cui dovranno scaturire  importanti contributi e suggerimenti. “Determinante per il successo delle nostre marche del distributore, il continuo lavoro sul miglioramento della qualità e degli assortimenti - spiega Luca Vaccaro, direttore marche del distributore di Selex - In particolare il presidio dei comparti di punta, come il salutistico e il biologico e l’alto di gamma”.

Fas si presenta a Marca per allargare gli orizzonti

Nuovi e importanti scenari per l’azienda pugliese Fas, grazie a una produzione sempre più certificata e in vista degli attestati IFS e BRC

Fas, azienda pugliese attiva nella produzione di pannolini per bambini e assorbenti igienici per signora, presenta a Marca 2017 le proprie novità di prodotto. La vetrina bolognese consente all'impresa di mettere in risalto le nuove certificazioni di qualità che si vanno ad aggiungere a quelle già acquisite (ISO 9001, Carbon FootPrint, Halal): si tratta delle certificazioni FSC e PEFC, importanti standard di garanzia che assicurano l’utilizzo di materia prima proveniente da foreste gestite in maniera responsabile per la realizzazione del prodotto finito. Nel contempo vengono annunciate per il 2017 anche le certificazioni IFS e BRC che serviranno a incrementare il gradimento anche internazionale della produzione, essendo attestati attraverso i quali i fornitori della gdo sono in grado di assicurare la qualità e la sicurezza dei prodotti proposti ai retailer in qualità di copacker. È un passo che chiude una progressione di investimenti sul versante dell'innovazione tecnologica e dei metodi di produzione. Durante la due giorni fieristica FAS presso il proprio Stand (PAD. 18 St. E13 F14), presenterà alcuni spazi di approfondimento sui temi della Sostenibilità, Certificazioni Ambientali e Sicurezza dei Prodotti e dei Processi.

Nuova Distribuzione, ritorno al futuro

L’azienda guidata dai fratelli Franchini è impegnata in un importante processo di modernizzazione che ridefinisce format e assortimenti delle insegne SuperDì e IperDì (da Gdoweek n. 1/2017)

Dall’azienda del bisnonno Cavalier Felice Franchini, specializzata nella lavorazione delle carni (ancora oggi uno dei tratti distintivi della catena), alla lunga stagione dei Supermercati Brianzoli fino alla nascita di Nuova Distribuzione, nel 1994, cavalcando il fenomeno dei discount, per tornare a focalizzarsi sul super con un format in evoluzione, in linea con le tendenze del mercato, ma senza rinnegare il passato e la tradizione. Questo il percorso dell’azienda (associata a Selex dal 2008) guidata dai fratelli Marilisa e Marco Franchini, che oggi sono concentrati in un impegnativo rilancio delle insegne SuperDì e IperDì, a livello di format, di assortimento e servizi, a cui si aggiungono anche nuove ambizioni di crescita. “Rimaniamo sempre legati alle tradizioni della nostra famiglia e a un passato -spiegano- che portiamo nel cuore e ci spinge a guardare avanti”. Da queste premesse nasce il nuovo format SuperDì, focalizzato sul fresco e sui servizi, legati soprattutto alla ristorazione.

Parliamo delle sue caratteristiche.
Lo abbiamo aperto a Bregnano (Co) alla fine di giugno, una ristrutturazione di uno store esistente: si sviluppa su circa 1.000 mq ed è concentrato sui freschi, ai quali viene dato maggiore rilievo che in passato, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, il nostro tratto distintivo. È cresciuta l’incidenza dei piatti pronti e preparati direttamente in store, mentre è stato fortemente ridotto il non food che rimane una prerogativa degli IperDì.

Le promozioni sono ancora attraenti?
Per noi sono una leva importante per garantire vantaggi competitivi ai nostri clienti, vivacizzando, l’assortimento.

Progetti del futuro immediato?
In primis ampliare l’assortimento food per attirare nuovi target. Per questo prevediamo nel 2017 di realizzare un nuovo Cedi più grande con freschi e secco sotto un unico tetto per ottimizzare costi di trasporto e di pdv. Nel 2017, introdurremo anche il marchio Vale.

Avete parlato di sviluppo della rete: pensate a una crescita diretta o per acquisizioni?
Oggi abbiamo una rete di 47 store, ma vogliamo crescere, in primis con store di proprietà o in affitto, ma non ci faremo sfuggire eventuali occasioni. Più importante è il piano di ammodernamento della rete, in linea con il format sperimentato a Bregnano e replicato a Oleggio a metà dicembre.

Operate anche con una catena di petstore: pensate di svilupparla?
Siamo entrati in questo mercato 5 anni fa: ad oggi operiamo con 5 store insegna Lillypets; l’obiettivo è di crescere, a completamento delle nostre piastre alimentari.

Avete progetti di eCommerce?
È un’opportunità, che guardiamo con interesse: alcuni soci Selex stanno facendo test e vedremo come svilupparlo, preparando certo la logistica per una gestione corretta delle consegne, ma anche lavorando sulla customer experience completamente diversa dalle logiche dei super tradizionali. La rivoluzione consisterà proprio in questo: nello scoprire una maniera nuova per fare eCommerce, rendendolo redditizio. Per realizzare tutti questi progetti stiamo inserendo nuove figure professionali di esperienza per traghettarci nel futuro.

Ha collaborato Barbara Trigari

Iper La grande i lancia il progetto Facciamo squadra

Facciamo squadra
Il progetto avrà sei testimonial dello sport italiano: Juri Chechi, Giulia Ghiretti, Federico Morlacchi, Antonio Rossi, Alessandra Sensini e Valentina Vezzali

Si avvia nel segno dello sport la nuova iniziativa Facciamo Squadra di Iper, La grande i, realizzata con il patrocinio di A.M.O.V.A., l’Associazione Medaglie d’oro al Valore Atletico, e con sei testimonial dello sport italiano: Juri Chechi, Giulia Ghiretti, Federico Morlacchi, Antonio Rossi, Alessandra Sensini e Valentina Vezzali.

Gli obiettivi. L’iniziativa, che sarà lanciata il 12 gennaio e sarà operativa fino al 2 aprile 2017, mira a donare alle associazioni sportive dilettantistiche, senza fini di lucro, attrezzature per atleti e per palestre, divise e strumenti tecnologici (app e software) a fronte di una spesa effettuata presso tutti i punti di vendita Iper, La grande i.

Gioca e Vinci. I clienti Iper potranno a loro volta partecipare anche al concorso Gioca e Vinci e scoprire sul sito www.iper.it se hanno vinto uno dei 12mila premi: oggetti, gift card e buoni spesa da 20, 50 e 500 euro. Potranno al tempo stesso iscriversi a un concorso fotografico caricando su Facebook o sul sito iper.it materiale fotografico relativo a uno dei tre temi indicati; in palio 36 premi, da quelli ad estrazione di 100 euro fino ai premi social che vanno da 200 ai 500 euro (sempre in buoni spesa).

Per ogni spesa di almeno 20 euro e multipli con scontrino unico il cliente Iper, possessore di Carta Vantaggi, riceverà in cassa una cartolina con due tagliandi. Il primo contiene un codice gioco utilizzabile per partecipare al concorso Gioca e Vinci; il secondo tagliando, su cui è stampato un codice EAN del valore di 1 punto, può essere consegnato dal cliente a un'associazione sportiva per cumulare i punti necessari per richiedere i premi in catalogo.

L’attrazione secondo Carrefour

Un supermercato con focus sulla convenienza e sulle promozioni, che non dimentica il servizio, dai banchi assistiti alla fila unica, all’apertura 24 ore su 24. Lo racconta Stephane Coum, direttore divisione supermercati (da Gdoweek n. 1/2017)

Dopo il lancio della formula Gourmet e della sua successiva evoluzione, le nuove declinazioni dell’Urbano (da quello di servizi a Torino a Urban Life a Milano), anche il format di attrazione ha raggiunto una sua caratterizzazione che lo rende distintivo e più facilmente identificabile. Stephane Coum, direttore divisione supermercati di Carrefour Italia, spiega le logiche alla base di questo nuovo progetto, il cui prototipo è il Carrefour Market di viale Farini, a Milano, aperto 24 ore su 24,  in fase di implementazione definitiva sull’intera filiera e ne delinea i nuovi possibili sviluppi. “Tutti i cluster hanno un proprio dna: Gourmet è freschezza, qualità, assortimento e servizio di ristorazione per gourmand; Urbano è convenience e servizi per facilitare la vita; l’Attrazione è prezzo, promozione e assortimento, un’offerta adattata al profilo del cliente, che, per definizione, è totalmente differente da quello gourmet. Oggi questa clusterizzazione si vede: non è solo un concetto intellettuale; è evidente anche per il cliente, che sa cosa aspettarsi dalle diverse tipologie di vendita. Certo non tutto è ancora perfetto, ma continuiamo a lavorare per sviluppare il modello di Attrazione 2.0, il Gourmet 3.0 ecc: siamo sistematicamente in espansione e abbiamo ancora progetti importanti nel 2017, in particolare due nuovi concept, che saranno qualcosa di molto innovativo”.

In passato, il retail non ha espresso grande innovazione. Ma in questi ultimi due anni, vi siete scatenati ...
È proprio questo il compito di Carrefour: esprimere il proprio dna oltre il prerequisito di prezzo e promozioni. Lavorare in Italia è un piacere, perché il Gruppo ci ha dato l’opportunità di approfondire clusterizzazione e segmentazione, portare il cuore nel pdv, diventando una piattaforma di esperienza per tutto il Gruppo.

Entriamo nel dettaglio del formato attrazione. Quali le sue caratteristiche?
Quello di essere un negozio con un dna molto forte sul prezzo e sulle promozioni che devono essere ben visibili e facilmente identificabili in un ambiente che sappia ricreare lo spirito del mercato tradizionale moderno. In quest’ottica, abbiamo creato, proprio all’ingresso, lo spazio Red Box che raggruppa le promozioni più importanti, proposte a volantino, che hanno i prezzi più bassi degli ultimi dieci anni. Ma la convenienza viene declinata in tutto il punto di vendita con prezzi bassi tutto l’anno per gli acquisti abituali e continuativi ed evidenziati da una comunicazione efficace.

Un approccio simile ai discount ...
Siamo diversi dai discount per natura e approccio. L’attrazione è a tutti gli effetti un supermercato, che offre piatti pronti, banchi al taglio, un po’ di non food stagionale, ma anche servizi come le spremute fresche, il sushi, carne di qualità, la possibilità di utilizzare macchine elettriche, orari ampi, 24 ore su 24. Tutto a prezzi competitivi.

A che punto siete con l’implementazione?
Stiamo proseguendo con un buon passo. Finora abbiamo ristrutturato già il 15-20% del canale totale con i nuovi format Gourmet, Urbano e Attrazione su un totale di 70 store, migliorando la soddisfazione del cliente e creando nuova occupazione. Il nostro obiettivo, infatti, è anche quello di sviluppare l’economia in Italia: in tre anni abbiamo raddoppiato la vendita di prodotti regionali in tutte le regioni italiane, Sicilia a parte, dove non siamo presenti.

Come selezionate questi prodotti?
Per Terre d’Italia la selezione spesso prende in considerazione anche la scelta dei nostri stessi clienti che, talvolta, hanno la possibilità di provare in anteprima alcuni prodotti artigianali esposti nei punti di vendita per essere poi selezionati tra i nostri fornitori ufficiali. Questo è possibile perchè Carrefour, come azienda, è organizza come un corpo umano, con il cervello nella sede centrale e il cuore negli store. L’obiettivo di marketing è di abbassare il centro di gravità mettendo il cervello anche a livello delle regioni. Questo si traduce in rapporti molto stretti con i fornitori, come ha dimostrato anche il Salone di Carrefour (ndr: la manifestazione organizzata a Milano a settembre). A conferma di questo, lavoriamo già con diverse filiere e anche su un progetto a km0 reale, mirato sul pdv.

Come Whole Foods con i propri farmer?
Esattamente. La vera differenza è che Carrefour non fa sufficiente marketing e comunicazione su questi aspetti, che, invece, la clientela chiede. E noi dobbiamo soddisfare sempre meglio questi bisogni.

In prospettiva lavorerete su catene bio?
Per ora la mia divisione gestisce già molti progetti, ma non prevediamo un market bio. Ritengo che il biologico debba essere presente nel supermercato, declinandone l’assortimento di volta in volta, a secondo della clusterizzazione, ma non credo che il mercato sia ancora maturo per un supermercato bio di 1.200 mq con una nostra firma.

Oltre all’eCommerce, pensate di sviluppare nuove app dedicate?
È un tema molto interessante e in forte sviluppo, visto che clienti che le usano sempre più. Su alcuni servizi abbiamo già lavorato, come Passrapido, la app che permette di pagare in casse dedicate al cliente, ma dobbiamo andare oltre. Per questo abbiamo stretti contatti con diverse start-up: per trovare nuove stimoli e soluzioni. Se apportiamo valore aggiunto al prodotto, all’assortimento, al servizio, il futuro sarà ancora della rete fisica, perché il digitale non crea qualcosa di nuovo, ma è uno strumento in più. Certo c’è molto da fare, in tutte le direzioni.

Ha collaborato Barbara Trigari

Il temporary store Viaggiator Goloso non chiuderà

Lo store era stato inaugurato a novembre con chiusura prevista per l’8 gennaio 2017. Riaprirà al pubblico a partire dal 12 gennaio

Cambia pelle il temporary store il Viaggiator Goloso di via Grosotto 7, a Milano, realizzato all'interno di Piazza Portello e dell'omonimo centro commerciale Iper La Grande i, Temporary il VG 1che da giovedì 12 gennaio sarà nuovamente aperto al pubblico. Il Viaggiator Goloso, brand di Unes e U2 Supermercato, era stato inaugurato a novembre con chiusura prevista per l’8 gennaio 2017. In poco più di un mese, il negozio ha totalizzato circa 48.000 visitatori. Numeri che hanno spinto l'azienda a prolungare l'attività. Temporary il VG 2

Lo store propone una selezione della gamma il Viaggiator Goloso. Durante tutto il periodo natalizio, i clienti hanno avuto modo di acquistare i cesti con possibilità di "basket" personalizzati con i prodotti preferiti, e vari prodotti natalizi, fra i quali la linea di panettoni.

 

Riparte la sfida del retail di marca

L’alto di gamma spinge la private label a nuovi traguardi grazie alla consolidata fiducia presso il consumatore (da Gdoweek n. 1/2017)

Come la marca, più della marca. Non è uno scioglilingua coniato per gli addetti ai lavori, ma è la lapidaria analisi di quanto sta avvenendo sul mercato della marca del distributore (Mdd) in Italia in questo momento. Che alcuni retailer abbiano iniziato a sviluppare le proprie private label sposando logiche “da marca” è un dato sotto gli occhi di tutti: segmentazione più puntuale, sbarco nei segmenti a maggiore valore aggiunto, spiccata propensione all’innovazione, promozionalità sono gli elementi che hanno guidato il mercato in queste ultime stagioni di performance non certo esaltanti, anche per il corrispondente impegno dell’Idm nel sostenere i propri prodotti attraverso copiose attività promo. Oggi quest’onda Idm è calata di intensità e i retaier invece di cedere volumi e quote di mercato della propria marca a favore dei prodotti di marca in promozione, hanno modificato la propria strategia di offerta con l’ingresso/sviluppo nei segmenti di domanda più attrattivi (crescita dei consumi, maggior valore aggiunto, target di consumatori meno condizionati dalla crisi). Tanto da spingersi a trasformarsi addirittura in insegna, almeno nelle sue propaggini più evolute.

La private label si fa insegna
Dopo le esperienze di Conad con Sapori&Dintorni, di Carrefour, di Coop Italia, ultimo arrivato in ordine di tempo è lo store Unes a insegna Viaggiator Goloso, spiegazione plastica di questo nuovo step compiuto dalle cene in Italia attraverso le loro pl premium. “Nel nostro paese -dichiara Gabriele Nicotra, direttore acquisti Unes- quasi tutte le insegne presidiano il segmento premium con prodotti che sottolineano con forza l’appartenenza di quel marchio all’insegna. Pochi casi, tra cui il nostro Viaggiator Goloso, devono il loro successo appunto a una scelta strategica e una politica di marca che si è affinata nel tempo e oggi passa da un’ottica commerciale (tipica del mondo distributivo) a un’impostazione industriale. Il posizionamento, le scelte valoriali, la coerenza di ogni progetto ad un disegno complessivo rappresentano gli elementi che i clienti riescono a individuare immediatamente. Il temporany shop, i negozi monomarca, laddove la marca è forte ed autentica, riescono a dare buoni risultati e ad affermare il brand e a diffonderne conoscenza e popolarità”. “La gestione delle marche dei distributori -concorda Gonzague de Carrere, direttore Mdd private label di Carrefour- come marca è a pieno titolo un vero successo. Da Carrefour, per esempio Terre d’Italia e Carrefour Bio sono due marche che sono ben riconosciute dai consumatori. Sono delle leve di differenziazione e ci rendono più forti rispetto ai nostri concorrenti. Oggi come retailer dobbiamo gestire un ciclo di sviluppo della marca con un piano di comunicazione, digitale e di marketing che è solito dei brand industriali”. “Con l’apertura di punti di vendita a insegna Sapori&Dintorni -dichiara Francesco Pugliese, amministratore delegato e direttore generale di Conad - abbiamo dato il via ad un’operazione di valorizzazione dell’insegna Conad, attraverso il nostro brand premium. Non vogliamo, però, costruire una nuova catena monomarca, bensì continuare a dare distintività alla nostra insegna declinando il legame tra S&D e Conad magari in corner e aree nei nostri pdv. Tuttavia, sono molto soddisfatto delle aperture degli store a insegna S&D: con una redditività di 18mila euro al metro sono senza dubbio un caso di successo”.

Capitale fiduciario multichannel
“Del resto -spiega Guido Cristini, docente ordinario di economia e gestione delle imprese presso l’Università di Parma e curatore del Rapporto Marca la fiducia nelle pl è ormai, conquistata: i fornitori sottostanno a rigidi capitolati di produzione e i distributori hanno saputo parlare correttamente ai propri clienti, illustrando tutti i plus qualitativi dei prodotti a proprio marchio. I controlli cui i retailer sottopongono i loro copacker sono un capitale fiduciario che si può spendere, soprattutto nei segmenti a maggiore valore aggiunto. I consumatori post crisi sono più adulti e pragmatici e attenti alla sostenibilità della loro spesa. Alcuni retailer hanno saputo intercettare questi bisogni, proponendosi come intermediario fiduciario tra la produzione e il mercato, divenendo una sorta di interfaccia privilegiata (e sicura): pensiamo a Whole Foods negli Usa, catena che ha cambiato l’approccio degli statunitensi al cibo proponendosi come paladino del 100% naturale”. “Stiamo assistendo alla conferma -aggiunge Roberto Nanni, responsabile strategia prodotto a marchio in Coop Italia- che la pl è definitivamente sdoganata agli occhi del consumatore, oltre che nei suoi comportamenti di acquisto, è diventata una vera e propria marca. Ciò significa che la sua credibilità, conquistata sullo scaffale dei pdv e dal grado di soddisfazione dei consumatori/user, in questo frangente può interpretare lo stesso ruolo importante in termini di valorizzazione del brand insegna, anche al di là dei luoghi fisici nei quali ha, nel tempo, costruito il suo successo”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Editoriale: voglia di star bene anche nell’anima

Piacere, felicità, gentilezza ... la positività è oggi necessità (da Gdoweek n. 1/2017)

Ai bisogni pragmatici che ci hanno accompagnato fino ad ora ... tempo, praticità, trasparenza, si aggiungono (e NON si sostituiscono) bisogni più emozionali. Non basterà dunque facilitare, spiegare, ma sarà necessario anche nel retail, così come nel largo consumo, farlo con garbo, con attenzione. Stanchi degli scontri brutali, che siano campagne elettorali infuocate o simili, stanchi delle atrocità che imperversano non così lontano da noi, stanchi di anni di recessione e di rinunce, gli italiani hanno bisogno di sicurezze e di sorrisi. Non si aspettano di trovare la pietra filosofale e neppure l’elisir di lunga vita, ma vogliono semplicemente poter ricominciare a volersi bene. Ma, attenzione, non è e non sarà la fiera dei buoni sentimenti: piuttosto un passo avanti nel cammino intrapreso da molti, individualmente e come impresa, di arricchire quei valori di responsabilità, di correttezza, di rispetto e di eticità con la bellezza (e la magia) della serenità. Mi è piaciuto cogliere, proprio a fine 2016, i segnali che questo sta già succedendo ... Conad con #apriteleporte, un hashtag da conservare per tutte le occasioni, Il Viaggiator Goloso che ha stampato la parola felicità su tutte le pareti del nuovo store, Carrefour Urban Life con i suoi divani e il tavolone per mangiare insieme anche se non ci si conosce, perché non è vero che gli amici ormai sono quelli di FB. Gli amici si trovano; basta, appunto, #aprireleporte

Crai lancia il concorso che mette in palio 1.000 euro di spesa

1000 euro spesa gratis Crai
Per partecipare basterà fare la spesa e spendere appena 10 euro in un unico scontrino, includendo almeno due dei prodotti sponsor indicati nei materiali esposti in negozio

Il nuovo anno per Crai inizia con un’attività di loyalty marketing che rientra in un piano molto più articolato di azioni dedicate ai possessori della carta fedeltà dell’insegna. “Abbiamo deciso di rilanciare la nostra carta fedeltà perché tra le prime priorità del 2017, abbiamo posto i nostri clienti e la fiducia che ogni giorno ci accordano - afferma Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo - e per questo abbiamo voluto iniziare l’anno nuovo con un’iniziativa concreta e utile dedicata unicamente a loro”.

Modalità di partecipazione. Tutti i possessori di Carta Più, la carta fedeltà di Crai, potranno partecipare, dal 9 al 28 gennaio 2017 al concorso che mette in palio ogni giorno 1000 euro di spesa gratis. Per partecipare basterà fare la spesa e spendere appena 10 euro in un unico scontrino, includendo almeno due dei prodotti sponsor indicati nei materiali esposti in negozio. Il cliente, con gli estremi dello scontrino, accederà al sito www.vincispesacrai.it e potrà così partecipare all’estrazione dei buoni spesa. L’iniziativa sarà promossa a livello nazionale attraverso azioni sia digitali su DoveConviene e Facebook che in radio sulle principali emittenti nazionali e locali.

 

 

Al temporary store Decò di Napoli si fa la spesa virtuale

temporary store Decò Napoli
Per tutti i weekend del mese di gennaio, (venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 22), sarà offerta ai visitatori la possibilità di “entrare” in una virtual room del temporary store

Il temporary store Decò di Napoli, top sponsor di N’albero, l'albero di Natale realizzato sul lungomare della città partenopea, che resterà aperto fino a marzo, fa spazio al virtuale e propone ai clienti un'esperienza futuristica attraverso la realtà virtuale immersiva. Per tutti i weekend del mese di gennaio, (venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 22), sarà offerta ai visitatori la possibilità di “entrare” in una virtual room del temporary store Decò in modo da poter effettuare i propri acquisti, nalbero napolitutti i venerdì, sabato e domenica di gennaio. Il temporary store Decò è invece aperto tutti i giorni dalle 10 alle 22 con orario prolungato fino alle 24 nei week end. All'interno degli spazi sono previsti degustazioni, giochi per i più piccoli ed attività ludiche per tutte le età.

Tradizione e innovazione. "Con questa nuova iniziativa - afferma Angelo Merola, responsabile marketing Decò - intendiamo dimostrare che tradizione e innovazione possono e devono convivere: anche se in futuro cambieranno le abitudini di acquisto e si evolveranno le modalità di fare la spesa in un'ottica di innovazione tecnologica e di migliore fruizione dei servizi per la clientela, i legami con i prodotti del territorio, con le tipicità locali, e soprattutto con la tradizione dovranno rimanere immutati".

 

 

UniCoop Firenze adotta il servizio Autoricarica con la spesa

CoopVoce
Il servizio, usufruibile solo da chi possiede una linea CoopVoce, permette di ricevere automaticamente una ricarica Bonus da 5 euro ogni 250 punti Coop

I Soci Coop di UniCoop Firenze possono partecipare all’iniziativa Autoricarica con la spesa già attiva per i soci delle Cooperative: Coop Adriatica, Coop Amiatina, Coop Centro Italia, Coop Consumatori NordEst, Coop Estense, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Reno, NovaCoop. Per usufruirne è necessario avere una linea CoopVoce. Il servizio permette di ricevere automaticamente una ricarica Bonus CoopVoce da 5 euro ogni 250 punti Coop. Se il saldo è superiore a 250, i punti saranno convertiti in funzione di multipli di 250. Se si hanno 1.100 punti si ha diritto a 4 ricariche da 5 euro, con un residuo di 100 punti. CoopVoceI punti di vendita, oltre a Firenze, che promuovono da pochi giorni il servizio, si trovano ad Arezzo, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.

Come richiedere il servizio. Il Socio interessato può richiedere l’attivazione di Autoricarica con la spesa esclusivamente presso il desk CoopVoce di un punto di vendita aderente, fornendo il numero di telefono CoopVoce su cui attivare il servizio ed il numero della carta socio della stessa cooperativa. Il Socio non cliente CoopVoce può richiedere l’attivazione del servizio contestualmente all’attivazione di una nuova linea CoopVoce. In ogni caso per aderire al servizio è necessario sottoscrivere un modulo di accettazione delle condizioni di servizio e fornire il consenso al trattamento dei dati personali. Le ricariche ricevute con i punti della spesa non sono rimborsabili in caso di cessazione della linea ed il relativo credito non può essere trasferito in caso di portabilità del numero.

 

Gruppo VéGé si rafforza nel drug con il nuovo socio DuePiù

L'ingresso del consorzio porta in dote al gruppo 88 punti di vendita specializzati con insegne Kuadrifoglio e Sirene Blu presenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia ed Emilia Romagna.

Gruppo VéGé apre il 2017 con un'accelerazione nel canale drug grazie all'ingresso nella propria compagine del nuovo socio DuePiù. L'intesa operativa dal 1° gennaio porta in dote al gruppo 88 punti vendita specializzati a insegne Kuadrifoglio e Sirene Blu che fanno capo al consorzio di Campodarsego (PD) e si trovano in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia ed Emilia Romagna.

DuePiù, in particolare, va ad affiancare le imprese Gargiulo & Maiello SpA, Bava srl e Detercart Lombardo, oltre ai gruppi Comipro ed In.Prof, nel presidio del segmenti Personal & Home Care, Toiletries e Cosmoprofumeria.

Profilo. DuePiù nasce nel giugno 2008 come sodalizio tra le imprese Centrodet SpA di Resana (TV) e Rossi Srl di Campodarsego (PD), consorziatesi allo scopo di affrontare con maggior peso contrattuale la negoziazione periferica con l’industria e ottimizzare lo sviluppo delle rispettive insegne Sirene Blu e Kuadrifoglio. La struttura consortile fa sì che le due imprese condividano i servizi di centrale acquisti e di marketing mantenendo le proprie reti di vendita.

Centrodet SpA dispone di un CE.DI. da 10.000 mq. di superficie e gestisce attualmente 45 punti vendita di proprietà.  La rete commerciale di Rossi Srl si articola invece in 33 punti vendita di proprietà più 10 in affiliazione. Gli store delle due imprese sono simili tra loro sia per metratura, mediamente calcolata tra i 300 e gli 800 mq, che per assortimento, incentrato sui prodotti per la cura della casa e della persona ma negli ultimi anni arricchito anche con petfood, petcare e bazar leggero.

Gdoweek, il n. 1/2017 in distribuzione

NSchermata 2017-01-03 alle 10.08.13el n. 1/2017 la Coverstory: il nuovo ruolo della marca d'insegna. Crescono i segmenti premium per i brand della distribuzione, sempre più al servizio del cliente.

Carrefour non si stanca di innovare: ripensa la formula di attrazione e lancia express Urban Life

Dalla parte della comunità: Conad declina questo posizionamento a livello di strategie

Il mondo della cucina orientata al benessere detta le tendenze e le logiche nei casalinghi

Auchan investe 250 milioni per il restyling dei propri centri

Auchan
Questo processo di ammodernamento partirà dalla Sardegna, dove l’insegna francese programma un investimento pari a 50 milioni di euro

La catena distributiva francese Auchan intende rilanciare i propri centri commerciali e rendere più moderni i punti di vendita sul territorio italiano investendo 250 milioni di euro entro il 2018.

L’inizio di questo processo di restyling è programmato in Sardegna, dove l’insegna francese programma un investimento pari a 50 milioni di euro finalizzati a quattro centri commerciali di cui  uno nel sassarese, precisamente a Predda Niedda, un secondo a Olbia e due nel cagliaritano, cioè a Santa Gilla e Marconi. Quest’ultimo prevede l’investimento più ingente di 40 milioni che serviranno a raddoppiare l’attuale spazio di vendita di 8.000 metri quadrati e i negozi presenti che passeranno dagli attuali 50  a 100.

Il gruppo spiega che grazie ad un accordo con lo storico partner Immobiliare Europea “Gci è ora comproprietaria dei quattro centri commerciali in Sardegna, gestiti in precedenza in affitto con una scadenza entro i tre anni”. Il Ceo di Gci, l'unità immobiliare di Auchan, Edoardo Favro, sottolinea: “Vogliamo realizzare proprio in Sardegna il primo esempio concreto di centro commerciale in linea con la nostra Visione 2030, di recente approvata dalla capogruppo Immochan, che prevede uno standard di centri commerciali”.

 

 

Euronics inizia l’anno con i Supersaldi

euronics supersaldi
Il volantino Superasaldi prevede sconti su un vasto assortimento di prodotti che spaziano dalle proposte per la pulizia domestica al gaming

Il nuovo anno per Euronics inizia con una promozione valida dal 5 al 18 gennaio supportata da una campagna di comunicazione TV, radio e web. Il volantino Superasaldi prevede infatti sconti su un vasto assortimento di prodotti che spaziano dalle proposte per la pulizia domestica come lavapavimenti a vapore, aspirapolvere e robot automatici o altri piccoli elettrodomestici tra cui macchine per il caffè e ferri da stiro, al gaming con i titoli dei grandi giochi in offerta, da Watch Dogs 2 a The Division e lo starter pack di LEGO Dimensions. Uno speciale di quattro pagine del volantino è dedicato alle proposte dei principali brand di informatica con attenzione particolare a notebook, tablet e ai device di uso quotidiano.

Per i consumatori Euronics ha inoltre ideato un nuovo concorso: i clienti che guarderanno all'interno dei negozi il trailer on air del nuovo film XXX Il ritorno di Xander Cage, nelle sale dal 19 gennaio, potranno partecipare all'estrazione di un cofanetto Wonderbox. Per partecipare sarà sufficiente recarsi in un punto di vendita nel periodo tra l'8 e il 22 gennaio e inviare un sms al numero indicato sugli schermi  durante la proiezione del trailer ufficiale.

 

Amazon potenzia l’offerta delle private label con Wickedly Prime

wickedly prime
La linea di snack naturali, riservata ai clienti Prime, propone più varianti: dalle mandorle alle tortilla di patate o di farina di mais blu fino ai popcorn

A rimpinguare la già cospicua offerta di prodotti a marchio di Amazon è la nuova linea di snack naturali Wickedly Prime disponibili in più varianti: dalle mandorle alle tortilla di patate o di farina di mais blu fino ai popcorn. L’azienda di eCommerce scrive sul suo sito web: “La nostra passione è quella di provare e condividere i migliori sapori della terra: così abbiamo voluto creare una nuova linea di cibi e bevande singolari, disponibili solo per i membri di Amazon Prime”.

Il nuovo brand di Amazon si svela già a partire dal packaging che riporta la dicitura Prime e il sorriso a freccia tipico del colosso di Seattle arricchita di una linguetta ingolosita. La nuova linea va a sommarsi alle novità presentate nel corso del 2016, ossia Happy Belly, brand per il caffè, e Mama Bear per i prodotti alimentari della prima infanzia.

 

 

Diesel inaugura a Milano il Bistrot Glorious Café

Bistrot Glorious Café Milano
Il nuovo concept propone prodotti di caffetteria, pasticceria e panetteria, insieme a una serie di altri piatti pensati sia per il consumo in loco sia per il take away

Lo store Diesel, aperto da Renzo Rosso nel 2008, nel cuore di Milano, in piazza San Babila, si amplia e arricchisce la propria offerta. È stato appena inaugurato Bistrot Glorious Café, un nuovo spazio dedicato al food adiacente al flagship milanese, all’interno dei locali in Galleria del Toro, che collega corso Matteotti a corso Vittorio Emanuele.  Il nuovo concept propone prodotti di caffetteria, pasticceria e panetteria, oltre che una serie di altri piatti sia per il consumo in loco sia per il take away. Sulle pareti del locale, da cui si accede anche dal monomarca Diesel, viene ben evidenziata la filosofia che lo anima sottolineando Bistrot Glorious Café Milanoche si tratta di un “luogo dove il gusto nasce dalla collaborazione con produttori attenti, che scelgono le migliore materie prime e le trasformano con la loro passione”.

Bistrot Glorious Cafè nasce dalla collaborazione con Autogrill, che per il concept Bistrot - qui in una declinazione studiata appositamente per il Flagshipstore Diesel - si avvale a sua volta della collaborazione con l'Università di Pollenzo.

Il flagship di piazza San Babila. Il monomarca Diesel, che fu progettato dallo studio giapponese di architettura Wonderwall, è distribuito su 1.500 metri quadrati di superficie e caratterizzato da una sontuosa scala elicoidale che collega i tre pian. I jeans sono i protagonisti, disponibili in oltre cento modelli per uomo e donna.

 

Novacoop investe 350 milioni per lo sviluppo a Torino

Nova Coop
Tra gli obiettivi c'è la realizzazione dell'area commerciale nella zona ex Mirafiori, gestita da TNE, per la quale l'amministrazione comunale ha dato il via libera

Saranno concentrati a Torino gli investimenti programmati da Novacoop che impiega 350 milioni di euro per la realizzazione di nuovi punti di vendita. Tra gli obiettivi c'è la realizzazione dell'area commerciale nella zona ex Mirafiori, gestita da TNE. L'amministrazione comunale, guidata da Chiara Appendino, ha infatti dato il via libera al piano esecutivo per l'insediamento del superstore sulle aree ex Fiat di corso Settembrini, mentre a breve Novacoop dovrebbe ritirare il permesso di costruire per lo store progettato sull'area ex Alfa Romeo. Il presidente Ernesto Delle Rive sottolinea che “In entrambi i casi si tratta di un nuovo modello di superstore con superfici tra i 4mila e i 4.500 metri quadri, con un forte carattere innovativo per la presenza di piattaforme tecnologiche, ad esempio, ristorazione, e con una focalizzazione sui freschi e i freschissimi”.

Nel 2017 inoltre saranno realizzati due "drive", aree dove i consumatori potranno ritirare la spesa acquistata online. Il primo sarà aperto a Beinasco, nella provincia torinese, il secondo sarà nel capoluogo piemontese. Dalle Rive aggiunge: “Abbiamo lavorato in questi anni di crisi per mantenere i volumi di vendita, lavorare sulle marginalità per offrire la massima convenienza, e per sperimentare nuovi modelli commerciali, ora entriamo in una fase, ci auguriamo, più esecutiva”.

Marsèll Paradise realizza a Milano un nuovo spazio

Marsèll Paradise
L'insegna apre in via Privata Rezia 2 uno store dedicato alla vendita di scarpe, dischi, magazine e libri. Il negozio è stato ideato come un contenitore facilmente riconfigurabile in base alla tipologia dei progetti esposti

Apre a Milano uno store Marsèll Paradise realizzato in via Privata Rezia 2 e dedicato alla vendita di scarpe, dischi, magazine e libri. Il negozio è stato ideato come un contenitore facilmente riconfigurabile in base alla tipologia dei progetti esposti. È inoltre inteso come spazio di socialità nel quale si possono sfogliare anche volumi d’arte conservati ed esposti nella libreria adibita per la Marsèll Paradiseconsultazione.

La struttura si sviluppa su due livelli: il basement propone la tipica attività espositiva di Marsèlleria con una programmazione di mostre che si svilupperanno nel corso dell’anno. Il pian terreno, dedicato alla vendita,  è caratterizzato dalla parte espositiva realizzata come fosse un magazine vero e proprio ma tridimensionale.

 

Toridoll programma cinque aperture a Milano

toridoll
Il primo punto di vendita sarà la Bottega del Ramen che dovrebbe essere inaugurato a metà febbraio, in zona Porta Genova, in via Vigevano, a Milano con una cinquantina di coperti

Tra gli obiettivi di Toridoll per il 2017 c’è l'ingresso nel capoluogo lombardo. Pare infatti che il colosso della ristorazione giapponese, attivo nel mondo con 1.200 ristoranti di cui 900 in Giappone e con una decina di marchi, voglia aprire a Milano cinque ristoranti entro l’anno. Il primo punto di vendita sarà la Bottega del Ramen che dovrebbe essere inaugurato a metà febbraio, in zona Porta Genova, in via Vigevano, con una cinquantina di coperti. Offrirà ramen e d’estate il “ramen secco”, ammorbidito da salse anziché la normale zuppa. Il secondo locale verrà inaugurato il 1° marzo, con il marchio Tokyo Table: servirà 50 diversi tipi di stuzzicchini. Si troverà a Porta Genova e si estenderà su una superficie di 200 metri quadrati con un centinaio di coperti. Issei Komi di Italia Fudosan Real Estate, consulente sviluppo di Toridoll in Italia, spiega: “I milanesi apprezzano molto la nostra cucina ma a Milano il cibo giapponese è troppo caro e i menù proposti poco variati”. Ma il piano di espansione prevede di aprire, entro il 2020, almeno 15 ristoranti in Italia, e non soltanto in Lombardia.

Toridoll fattura un miliardo di euro, è quotata al Nikkei e ha registrato lo scorso anno una crescita del 7%.

 

È Oro: al via un nuovo processo di vendita

è oro
Il nuovo processo di vendita è caratterizzato da una differente modalità di cessione, in conformità alle indicazioni ricevute dal mercato

Sarà avviato un nuovo processo di vendita per È Oro. Secondo quanto spiegano i Commissari Straordinari di Mercatone Uno, Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, sono infatti pervenute delle offerte di acquisto non vincolanti per l’acquisto della partecipazione rappresentativa dell’intero capitale sociale di È Oro S.r.l. e del marchio È Oro, di proprietà della Mercatone Uno Services S.p.A. in Amministrazione Straordinaria. Le offerte fanno riferimento al Bando di Gara pubblicato lo scorso 3 ottobre.

Il nuovo processo di vendita è caratterizzato da una differente modalità di cessione, in conformità alle indicazioni ricevute dal mercato. Intanto le attività dell'insegna procedono in piena continuità aziendale.

Lo stile liberty dell’ex Cinema Teatro Italia di Venezia accoglie Despar

despar venezia
Il restauro dell'immobile è stato condotto in stretta collaborazione e sotto il controllo della Sovrintendenza, così come l'allestimento del supermercato

All’interno di un palazzo neogotico e del liberty d’inizio Novecento è stato realizzato un nuovo  supermercato Despar, nella struttura che un tempo ospitava l'ex Cinema Teatro Italia, di proprietà della famiglia Coin. Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Nordest, ha investito oltre due milioni e mezzo di euro nel restauro e nell’allestimento del palazzo, in disuso ormai da decenni. Il restauro dell'immobile è stato condotto in stretta collaborazione e sotto il controllo della Sovrintendenza, così come l'allestimento del supermercato: le soluzioni ricercate per scaffali, illuminazione e impianti hanno infatti tenuto conto della necessità di preservare l'integrità delle sale e delle decorazioni. Per la sua realizzazione sono stati adottati accorgimenti ecosostenibili.

Il negozio. L’area di vendita è sviluppata su una superficie di 580 metri quadrati, in cui trova spazio un assortimento di circa 8700 referenze, quasi esclusivamente alimentari. Sono state adottate scaffalature basse, con la struttura in legno, che consentono un naturale accesso visivo alla bellezza della sala.  Nei prossimi mesi dovrebbe partire il servizio di consegna della spesa a domicilio; da subito sarà invece attivo un servizio di prenotazione per gastronomia, pane e pasticceria.

La cura degli spazi storici. Marino Fineschi, amministratore delegato di Despar Nordest, spiega: “Sappiamo che alcuni veneziani avrebbero preferito per il Teatro Italia una destinazione diversa. Crediamo però che, scegliendo la nostra azienda, la proprietà si sia assicurata un partner consapevole del privilegio e della responsabilità derivanti da questa eccezionale collocazione: avremo cura del Teatro Italia”.

Si inaugura Centromela, lo store per l’usato garantito di Apple

centromela Udine
Lo store propone tecnologia Apple usata e garantita: telefonini, computer o tablet rigenerati e si propone come centro assistenza di riferimento per riparazioni e sostituzioni

Dall’idea e la collaborazione di due giovani fratelli udinesi, Samuele di 21 e Alessandro di 29 anni, nasce Centromela il concept store dedicato alla Apple, aperto a Udine, in via Tiberio Deciani 97, e quasi esclusivamente dedicato ai prodotti dell’azienda di Cupertino. Lo store propone infatti tecnologia Apple usata e garantita: telefonini, computer o tablet rigenerati e si propone come centro assistenza di riferimento per riparazioni, sostituzioni e anche per consigli. L’assortimento si completa con una serie di oggetti creati su misura come occhiali, portafogli e orologi. Il negozio è pensato anche in un’ottica di ecosostenibilità e riduzione centromela Udinedello spreco. Come spiegano i titolari: “In questa direzione stanno andando tutte le principali aziende informatiche mondiali, la factory fondata da Steve Jobs in particolar modo”. E aggiungono: "Vogliamo offrire una risposta al rincaro sempre più accentuato di questo marchio. Da noi, oltre agli affari, sarà possibile  avere quella garanzia che gli annunci tra privati non danno. Inoltre i dispositivi ricondizionati sono una scelta positiva per l’ambiente, in un mondo in cui i rifiuti tecnologici sono in crescita esponenziale. Chi ha un prodotto usato o addirittura danneggiato, spesso lo getta via non sapendo cosa farne o come utilizzarlo".

Crai Codè acquisisce 70 store Prestofresco

prestofresco supermercati
Gli store, presenti in Piemonte, Lombardia e Liguria, gestiranno nell’assortimento dei loro punti di vendita tutte le linee di prodotti a marchio Crai

Settanta negozi a insegna Prestofresco, presenti in Piemonte, Lombardia e Liguria, di proprietà della famiglia Sapino, entrano nella compagine di Crai Codè, realtà distributiva del Gruppo Crai,  ubicata nel nord ovest della penisola. Il formato dei negozi copre sia il cluster più tipico di prossimità che quello di dimensioni più grandi, utilizzato nel formato di attrazione.

Gli store gestiranno nell’assortimento dei loro punti di vendita tutte le linee di prodotti a marchio Crai: sarà previsto infatti l’affiancamento sulle insegne del logo Crai, ed usufruiranno di tutti i servizi del centri distibutivi Codè e della centrale Crai.

“Questo ingresso – dichiara Piero Boccalatte, presidente di Crai Secom e Codè – qualifica ancor di più Crai Codè che, all’attuale rete di 290 negozi, aggiunge le strutture Prestofresco ben radicate sul territorio. Sono certo che questo ingresso rappresenterà un nuovo slancio di crescita per Codè e per Prestofresco grazie alle sinergie di sistema che questo accordo porterà”.

Video Tour: laFeltrinelli nella sede della Fondazione Feltrinelli

Il direttore della libreria laFeltrinelli all'interno della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli spiega le particolarità di questo store rispetto al resto della rete

Giovanni Magatti, direttore della libreria laFeltrinelli di via Pasubio a Milano, dove è stata anche aperta la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli disegnata dallo studio di architettura internazionale Herzog & de Meuron, racconta le particolarità di questa libreria rispetto alla rete classica. "Le diversità riguardano soprattutto l'assortimento dei libri che, in questo caso, si legano direttamente alla presenza e alle attività della Fondazione, vale a dire globalizzazione, lavoro, cittadinanza, innovazione e sostenibilità".

Credits: Filippo Romano
Credits: Filippo Romano

Lo store si sviluppa su un unico piano con una superficie di vendita di 230 mq in grado di ospitare un'offerta totale di oltre 15.000 titoli. La saggistica è l'ambito più rappresentato, cui si aggiungono narrativa (anche in inglese), testi per bambini e una sezione di architettura ed arte importante, per sottolineare il legame con l'edificio e la sua struttura.

Credits: Filippo Romano
Credits: Filippo Romano

La ristorazione. L'altra particolarità di questo punto di vendita è rappresentato dalla presenza del Babitonga Café, uno spazio di 110 mq in grado di ospitare 50 coperti che vuole essere un luogo di condivisione, convivenza e svago, con un'offerta che si snoda lungo l'intera giornata con proposte mirate e particolari

Tre insegne, unico store: a Torino aprono Yamamay, Carpisa, Jaked

yamamay carpisa jaked Pianoforte
L’offerta spazia dall’intimo, pigiameria e beachwear, alle borse e alla valigeria, passando per l’abbigliamento tecnico sportivo e gli accessori

Il Gruppo Pianoforte Holding SpA rafforza la sua presenza  sul territorio italiano e si inserisce nell’offerta commerciale dell’Aeroporto di Torino-Caselle, nell’Area Partenze, dove ha inaugurato un nuovo mega store che include Yamamay  (abbigliamento intimo e beachwear), Carpisa (borse, valigie e accessori), Jaked (abbigliamento sportivo tecnico e activewear). Tre insegne per un unico store di 210 metri quadrati con tre vetrine. L’offerta spazia dall’intimo, pigiameria e beachwear, alle borse e alla valigeria, passando per  l’abbigliamento tecnico sportivo e gli accessori. E ancora proposte per la donna, l’uomo e il italian stylebambino.

 

Gruppo Pianoforte Holding SpA. È una compagnia italiana nata nel 2011 dalla fusione del Gruppo Inticom SpA, proprietario dei marchi Yamamay e Jaked, con Kuvera SpA, società a cui fa capo il brand Carpisa, appartenenti alle famiglie Cimmino e Carlino. La compagnia è stata creata per rafforzare lo sviluppo e la presenza sul mercato internazionale delle aziende che ne fanno parte, tra le maggiori nel nostro Paese.

Video Tour: il Babitonga Cafè de laFeltrinelli di via Pasubio

Massimo Toscano, direttore operativo di FC Retail, spiega la proposta di ristorazione che caratterizza ulteriormente la libreria laFeltrinelli, aperta a Milano all'interno della nuova sede della Fondazione GianGiacomo Feltrinelli

Uno spazio di convivialità con proposte originali per i diversi momenti della giornata, aperto tutti i giorni dalle 8,00 alle 24,00: questa è la mission del Babitonga Cafè, lo spazio di ristorazione che affianca la libreria laFeltrinelli di via Pasubio (dove si trova anche la nuova sede della Fondazione GianGiacomo Feltrinelli) e di cui Massimo Toscano, direttore operativo FC Retail, spiega in video le caratteristiche. "Babitonga Cafè si candida a locale innovativo in grado di offrire proposte valide per vari momenti della giornata, con prodotti e ricette esclusive, pensate e realizzate dal nostro chef interno".

L'offerta spazia, così, dalla colazione al business lunch, leggero, che cambia ogni giorno, al momento the, che comprende due proposte: una dedicata a Marcel Proust con le famose madeleine e l'altra dal classico stile inglese. "Ma la vera anima di Babitonga Cafè si sprigiona dalle 18,00 in poi -spiega Toscano, con il momento dell'aperitivo e della cena.Credits Obbligatori Filippo Romano Babitonga Cafè

In particolare, per l'happy hour sono proposti 24 cocktail esclusivi che vengono abbinati ad assaggi delle principali eccellenze gastronomiche italiane. La cena, invece, si concentra su un unico piatto tradizionali: gli spaghetti, rivisti con creatività e innovazione, dalle proposte più classiche a quelle più originali, come gli spaghetti macha (una specialità giapponese) con vongole e bottarga. Ci sono anche piatti pensati per i vegetariani come gli spaghetti alle verdure con pesto cotti a bassa temperatura. E per finire la serata, un'ampia scelta di liquori esclusivi".

 

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