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Il biologico rialza la testa e cresce del 9%

Pur mantenendo dimensioni limitate, il consumo di prodotti biologici mostra interessanti segnali di crescita, portando il comparto fuori da una dimensione di nicchia. Infatti, dopo una stasi registrata negli anni 2004-2005, nel 2006 gli acquisti in gdo hanno registrato una crescita del 9,2%, attestando il valore del mercato a 311,73 milioni di euro. In gdo, però, passa solo il 22% delle vendite, contro il 17% dei negozi specializzati e il 9% di quelli tradizionali. Il restante 52% delle vendite passa per i canali della ristorazione collettiva (in forte incremento la richiesta da parte di strutture pubbliche, quali mense scolastiche e ospedaliere) e della vendita diretta: si può quindi ipotizzare un valore totale delle vendite del biologico in Italia ben superiore al miliardo di euro.

Il positivo trend delle vendite è motivato, in particolare, dall'incremento dei segmenti di latte e derivati (primo mercato bio per valore), saliti del 9,9%, di quelle di ortofrutta fresca e trasformata (+11,4%), zucchero, caffé e tè (+27,5%), oli (+37,7%), pani e sostituti (+57%), ma anche di riso e pasta cresciuti di oltre il 14%.

Il ruolo del bio nella gdo
Secondo Ismea, che ha effettuato indagini specifiche anche presso le centrali d'acquisto, per il biologico la gdo ha una media di 10 fornitori. Rispetto l'entità degli acquisti, la maggior parte delle centrali dichiara di non aver incrementato le forniture nell'ultimo anno, ma circa il 50% è propenso a incrementare l'offerta.
Dall'indagine sulle centrali emerge anche che il biologico, pur essendo rappresentativo di prodotti di eccellenza qualitativa (peraltro proposte in Private Label per il 55,5% del valore del mercato) ha un ruolo marginale sul totale delle vendite,: il 79% degli intervistati infatti dichiara che il bio presenta un peso inferiore o al massimo uguale al 5% e soltanto un 17% rileva che il peso sia compreso in una fascia tra il 6 e il 20%, mentre appena il 4% dichiara un'incidenza superiore al 20%. Infatti, gli intervistati ammettono anche che il ruolo dei prodotti bio nella strategia della catena sia in prevalenza di completamento di gamma (34,3%), marginale o addirittura in declino (21,4%) o destinato a soddisfare una richiesta di nicchia (18,6%). Una percentuale degli intervistati abbastanza importante ritiene invece che il ruolo del biologico nell'ambito del punto di vendita sia in deciso sviluppo (30%).

Prospettive di mercato
Relativamente alle prospettive del mercato, gran parte degli intervistati è convinto che nei prossimi 2-3 anni le vendite aumenteranno di molto (38,6%) o addirittura saranno in forte aumento (28,6%). Quasi un 26% invece pensa che esse rimarranno stazionarie (26%), mentre il 7% prevede un calo del mercato.

A Milano regna la distribuzione automatica

Da momento di pausa in ufficio, il distributore automatico è diventato un servizio diffuso nei luoghi di passaggio e attesa come aeroporti e stazioni ferroviarie. Se inizialmente i prodotti venduti dai distributori automatici erano esclusivamente alimentari, oggi è possibile trovare di tutto: dagli accessori per l'abbigliamento agli articoli sanitari, giocattoli, fiori e perfino cellulari.
Secondo l'elaborazione della Camera di Commercio sui dati del registro delle imprese, Milano è la regina italiana della vendita tramite distribuzione automatica, concentrando nella sua provincia 185 attività, il 51,7% delle imprese lombarde (358 in totale) e ben l'8% di tutte quelle italiane (2.304). Il numero di imprese milanesi del settore è superiore al dato di intere regioni come la Campania (182 imprese) o l'Emilia Romagna (176 imprese) e quasi il 58% delle meneghine opera nella distribuzione automatica di prodotti alimentari.
All'interno della provincia, Milano è il comune con la maggiore concentrazione di attività: 44 imprese che corrispondono al 23,8% del totale provinciale e al 12,3 % del totale regionale di settore. Il capoluogo, tuttavia, registra una flessione del 6,4% nel confronto tra 2007 e 2006 (anno in cui le imprese risultavano 47), compensato dalla crescita della provincia (+2,2%). Tra gli altri comuni, fanno bene Monza, capoluogo designato della nuova provincia brianzola, con il 4,3% delle imprese di settore, Parabiago e Sesto San Giovanni a pari merito con il 2,7% delle imprese.

L'identikit dell'imprenditore
Nella provincia milanese, le imprese del settore vendita tramite distributori automatici sono per il 55,2% ditte individuali. Il 43,6% di queste ha un titolare con meno di quarant'anni mentre il 20,8% è condotto da donne, contro una media nazionale del 24,5% ed una lombarda del 19%. Nella quasi totalità dei casi (97%) i titolari sono italiani.

LE IMPRESE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA
Imprese
distribuzione automatica
Imprese distribuzione automatica alimentari Imprese
distribuzione automatica non alimentari
Totale
2007
Totale 2006 Var
07/06
Milano comune 17 24 3 44 47 -6,40%
Milano provincia 69 107 9 185 181 2,20%
Lombardia 112 222 24 358 359 -0,30%
Italia 651 1476 177 2304 2231 3,30%

Elaborazione Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese

Per Carrefour Italia la benzina è un business strategico

Presso il centro commerciale di Borgomanero (No), Carrefour Italia ha aperto il suo 19° distributore di benzina a insegna Tamoil-Carrefour.
In occasione del lancio, la super senza piombo viene proposta 1,309 euro, mentre il gasolio a 1,219 euro. Inoltre, a chi decide
di pagare con la carta di credito dell'insegna Carta Pass, viene applicato un ulteriore sconto di 5 centesimi, in linea con la strategia dell'azienda di garantire sconti fino a un massimo
di 7 centesimi rispetto al prezzo medio delle compagnie petrolifere.

Orari di apertura e possibilità di pagamento
La stazione, che occupa una superficie complessiva di circa 1.800 mq, è composta da 3 isole multidispenser con 3 erogatori ciascuna self service, mentre il pagamento viene effettuato, alla fine dell'operazione di rifornimento, alla cassa posta vicino all'uscita. Durante le ore di chiusura e quelle notturne, invece, il pagamento viene richiesto prima di accedere al rifornimento.

Pam rinnova il format in chiave locale e turistica

Accesso riservato

Wal-Mart multa i fornitori senza Rfid

L'Rfid dovrebbe essere una tecnologia collaborativa per definizione, ma non sempre è così. Lo ha dimostrato Wal-Mart in diverse occasioni, a cominciare dal famoso editto del 2005, con cui esortava i primi 100 supplier a sperimentare l'Rfid, fino all'ultimo episodio della saga che vede comminare una penale ai fornitori di Sam's Club. Il retailer di Bentoville ha stabilito, infatti, che su tutti i pallet spediti, dal primo febbraio 2008, ad ognuno dei 22 cedi dell'insegna o direttamente ai punti vendita, i fornitori dovranno apporre tag Rfid Epc Gen 2.

Chi non ottempererà a questa indicazione, dovrà versare una penale di 2 dollari per ogni pallet non taggato e di 3 dollari da gennaio 2009. L'obiettivo è di spingere i fornitori ad applicare i tag su ogni singolo prodotto da gennaio 2010. In risposta a questa esigenza, alcuni system integrator, come Xterprise, hanno offerto soluzioni web-based che consentono ai fornitori di creare e stampare tag Rfid direttamente presso la sede aziendale.

Wegmans valuta i vantaggi dell'Rfid nella gestione delle ricette mediche
Una gestione più veloce ed efficiente delle ricette mediche grazie all'Rfid: questo l'obiettivo del progetto varato da Wegmans Food Markets per le proprie farmacie in-store. Il retailer Usa sta pianificando un test che prevede l'implementazione di un sistema di tracciamento dei medicinali basato sull'identificazione in radiofrequenza. Il fine è quello di determinare in quale misura l'applicazione di tag Rfid sulle ricette dei clienti e sui relativi medicinali, possa contribuire a rendere più accurata e rapida la gestione degli ordini.

Il progetto pilota rappresenta anche l'occasione per Wegmans di valutare l'impatto della tecnologia Rfid e del network EpcGlobal, sui processi di business e sul servizio ai clienti all'interno delle farmacie. Questo test non rappresenta però il primo approccio all'Rfid per Wegmans: il gruppo farà, infatti, tesoro di un programma avviato nel 2005 nel settore delle carni. Tag passivi Gen 2 furono applicati ai fardelli che trasportavano i tagli di carne dall'impianto di lavorazione al cedi, e anche sui pallet usati per trasferire i fardelli stessi fino al centro distribuzione.

Il biologico rialza la testa e in gdo cresce di oltre il 9%

Pur mantenendo dimensioni limitate, il consumo di prodotti biologici mostra interessanti segnali di crescita, portando il comparto fuori da una dimensione di nicchia. Infatti, dopo una stasi registrata negli anni 2004-2005, nel 2006 gli acquisti in gdo hanno registrato una crescita del 9,2%, attestando il valore del mercato a 311,73 milioni di euro. In gdo, però, passa solo il 22% delle vendite, contro il 17% dei negozi specializzati e il 9% di quelli tradizionali. Il restante 52% delle vendite passa per i canali della ristorazione collettiva (in forte incremento la richiesta da parte di strutture pubbliche, quali mense scolastiche e ospedaliere) e della vendita diretta: si può quindi ipotizzare un valore totale delle vendite del biologico in Italia ben superiore al miliardo di euro.
Il positivo trend delle vendite è motivato, in particolare, dall’incremento dei segmenti di latte e derivati (primo mercato bio per valore), saliti del 9,9%, di quelle di ortofrutta fresca e trasformata (+11,4%), zucchero, caffé e tè (+27,5%), oli (+37,7%), pani e sostituti (+57%), ma anche di riso e pasta cresciuti di oltre il 14%.

Il ruolo del bio nella gdo
Secondo Ismea, che ha effettuato indagini specifiche anche presso le centrali d’acquisto, per il biologico la gdo ha una media di 10 fornitori. Rispetto l’entità degli acquisti, la maggior parte delle centrali dichiara di non aver incrementato le forniture nell’ultimo anno, ma circa il 50% è propenso a incrementare l’offerta.
Dall’indagine sulle centrali emerge anche che il biologico, pur essendo rappresentativo di prodotti di eccellenza qualitativa (peraltro proposte in Private Label per il 55,5% del valore del mercato) ha un ruolo marginale sul totale delle vendite,: il 79% degli intervistati infatti dichiara che il bio presenta un peso inferiore o al massimo uguale al 5% e soltanto un 17% rileva che il peso sia compreso in una fascia tra il 6 e il 20%, mentre appena il 4% dichiara un’incidenza superiore al 20%. Infatti, gli intervistati ammettono anche che il ruolo dei prodotti bio nella strategia della catena sia in prevalenza di completamento di gamma (34,3%), marginale o addirittura in declino (21,4%) o destinato a soddisfare una richiesta di nicchia (18,6%). Una percentuale degli intervistati abbastanza importante ritiene invece che il ruolo del biologico nell’ambito del punto di vendita sia in deciso sviluppo (30%).
 
Prospettive in gdo
Relativamente alle prospettive del mercato, gran parte degli intervistati è convinto che nei prossimi 2-3 anni le vendite aumenteranno di molto (38,6%) o addirittura saranno in forte aumento (28,6%). Quasi un 26% invece pensa che esse rimarranno stazionarie (26%), mentre il 7% prevede un calo del mercato.

SOMMARIO 423

Editoriale
È il momento di offrire un chiaro posizionamento

Consumi&Prezzi
Confcommercio passa ai raggi X i consumi di una crescita lenta
New American Giorno e Notte: l’Antitrust fa dimagrire il produttore
Coop e Dico a confronto

Retailer&Spazi
SuperDay, la soluzione convenience di Sigma tra servizio e risparmio
Con Fresh & Easy, Tesco punta alla selezione delle location in Usa
Il gusto di Trader’s Joe, il gioiello d’oltreoceano della famiglia Albrecht (Aldi)
Trader’s Joe Wine, non è un’enoteca non è un discount, ma vende solo vino
Il gruppo Mercurio segmenta Ser Franco che diventa Bio
Sviluppo reti
Per Selex, il futuro è nella lettura del territorio
Sephora punta a semplificare offerta e comunicazione
La Feltrinelli mira ai giovani con un entertaiment center
Convenience, un formato sviluppato a misura della vita quotidiana
Witor’s, una piramide di premi
Mentadent impacchetta l’igiene orale
Chef Express apre a Modena un format per la stazione

Dossier
Le famiglie aspettano un ventisette magro e che fatica ad arrivare

Il tavolo IDM GDO
Consumi, costi e rapporti IDM/GDO:  parlano CPW Italy Nestlé e Rewe Italia

Produttori&Prodotti
Grandi Salumifici Italiani guarda alla Borsa e a nuovi mercati
Il mondo petcare-petfood di Nestlé-Purina
 Assitol: la margarina soffre di un’immagine inadeguata
Parmigiano-Reggiano, il Consorzio mira ai giovani
Loctite Scolla Tutto di Henkel
I primi piatti pronti continuano a crescere

Tecnologie&Servizi
Fujitsu, ecco come le tecnologie migliorano la shopping experience
Rfid a livello item nell’abbigliamento: è Marks & Spencer il caso di successo
L’identità di marca affina le armi anche sul web
MrPrice si accorda con Installo per la posa in opera degli acquisti
Class action all’italiana nella finanziaria 2008. Via libera ad azioni di risarcimento collettive

Etica&Culture
Sulle contraddizioni in seno al popolo dei consumatori
L’insostenibile sviluppo occidentale secondo Morin
Il Gruppo Mercurio sostiene la campagna  “Diritto di Poppata”

Consumi, gli immigrati incidono sempre di più

In Italia, nel complesso, la spesa reale per consumi dovrebbe crescere nel biennio 2007-2008 più che nei precedenti 15 anni (1,6% contro 1,3% medio annuo). Le differenze non sono notevoli. Gli elementi di continuità superano quelli di rottura rispetto a uno scenario di bassa e insoddisfacente crescita, nonostante le speranze di un miglioramento della produttività del sistema economico. Le famiglie consumatrici hanno fornito il loro contributo alla crescita del paese sostenendo, attraverso la spesa, le prospettive delle imprese di produzione e di distribuzione, in un contesto di risorse stagnanti. La politica economica e fiscale non sembra francamente orientata a cambiare il registro incardinato su una visione di breve periodo, nella quale la spesa pubblica non si può comprimere mentre le imposte possono essere accresciute. È inverosimile che elargizioni una tantum modifichino i piani di spesa di soggetti con vincoli di reddito e di liquidità. E, in assenza di una domanda interna robusta e favorevolmente orientata, il profilo evolutivo dell'economia italiana resta insoddisfacente.

In casa: cresce il ruolo degli stranieri
Nel dettaglio, la vasta area dell'alimentazione domestica sconta complessi fenomeni di tipo demografico e contabile. Per essere espliciti, il dato sul 2006 potrebbe risentire del fenomeno della rapida regolarizzazione di molti stranieri che, entrati a far parte delle famiglie residenti, sono poi compresi nei campioni di riferimento dell'Istat (con sviluppo della spesa complessiva alimentare una tantum). Questo determina un effetto di riassorbimento statistico della crescita 2006 sul biennio 2007-2008. Oggi in Italia gli stranieri regolari sono 2,8 milioni (dato 2006) pari al 4,7% della popolazione residente totale. Non si tratta di una nicchia, ma di un mercato di forti potenzialità da esplorare attraverso un marketing nuovo rispetto al passato. L'idea che gli immigrati comunque non spendano nel nostro paese perché effettuano ingenti rimesse verso i paesi d'origine, va oggi maturata e re-interpretata alla luce delle forti tendenze al matrimonio e alla natalità, che testimoniano una crescente spinta all'integrazione da parte degli stranieri. A questo proposito è forse presto per identificare stili di consumo differenziati e strutture di spesa particolari per tale segmento della popolazione, almeno attraverso le macrotendenze che stiamo analizzando. Il concetto di cibo etnico può essere interessante e di moda, in ogni caso la partita sui grandi numeri si giocherà sulla mediazione tra gusti e preferenze importate attraverso la componente straniera e la proposizione dei prodotti del food secondo l'italian style che possono trovare buona accoglienza presso le famiglie di immigrati di nuova formazione.

Fuori casa: poca attenzione al turismo
Per l'importante area dei consumi fuori casa - bar e ristoranti - valgono invece le considerazioni che si possono fare a proposito dei servizi di ricreazione e cultura. A parte i macro-trend sull'allocazione tempo di lavoro-tempo di svago, la domanda del turismo incoming è determinante assieme al tasso di crescita dell'economia e dei redditi nel complesso. Grecia e Irlanda crescono in questa voce di spesa a tassi più che doppi rispetto all'Italia; la Spagna a ritmi pari a una volta e mezzo i nostri. I temi della qualità e della competitività sono ancora sul tavolo. Eppure il recente Dpef dedica una pagina (su circa 150) alle questioni turistiche. Il che tradisce l'ordine delle priorità strategiche nella mente dei decisori pubblici.

Out-of-stock, una piaga da 93 miliardi di dollari

La lotta contro le rotture di stock rimane una delle strategie prioritarie per i retailer a livello mondiale. Secondo un recente studio condotto da Ris News e IHL Group il fenomeno dell'out-of-stock procurerebbe ogni anno mancate vendite per 93 miliardi di dollari a livello worldwide. La percentuale più alta dei mancati acquisti da parte dei consumatori (28.7.%) è dovuta al fatto di aver trovato lo scaffale vuoto. Fra le altre motivazioni addotte figura il fatto di non essere riusciti a trovare l'articolo desiderato (22.8%) oppure il prezzo del prodotto più alto rispetto a quello visto sul volantino o sul web (13,5%).
La perdita media per ogni retailer derivante dalle mancate vendite ammonta a 3.19 dollari per ogni transazione. Questo importo deriva dal mix di due situazioni tipiche esito degli out-of-stock, la mancata vendita degli item specifici ricercati e l'abbandono del pdv senza effettuare alcuna spesa da parte dei clienti.
Nell'ipotesi più ottimale, se un retailer riuscisse a risolvere completamente il problema potrebbe incrementare in media del 3.7% le vendite nello store, convertendo out-of-stock in transazioni; la percentuale sale al 7.1% se si considera il segmento soft goods.

Coralis segmenta il catalogo fedeltà con i vizi capitali

Coralis ha lanciato, in collaborazione con Coro Marketing, il nuovo catalogo premi 2008-2009 suddiviso in sette aree tematiche, che riprendono e sviluppano, in maniera ironica, i sette peccati capitali. In totale, sono proposti circa 40 prodotti di brand prestigiosi, tra cui le Pentole Agnelli, i piatti di porcellana Weisswald (che riportano una mela stilizzata, creata ad hoc per Coralis) fino a prodotti tecnologici per il risveglio e il benessere di Annabella Home Collection, Babyliss, Brondi e Bottega Verde per citare alcuni esempi. La meccanica prevede l'erogazione di cinque punti a fronte di uno scontrino minimo di 5 euro, ma nei pdv in cui è attiva la fidelity Spesattiva, viene accreditato un punto elettronico ogni euro di spesa.
Nel catalogo sono inserite anche operazioni charity a favore dello IEO, l'Istituto Europeo di Oncologia di Milano fondato da Umberto Veronesi, e dell'associazione !Ridere per vivere!, che opera nell'ambtio della clown therapy, entrambe già presenti anche nello scorso catalogo.
Coralis oggi opera con circa 1.000 pdv, in prevalenza di prossimità (tra 400 e 800 mq) a insegna Bontò, Ecco e Verdeblu, attivi sull'intero territorio nazionale.

LIDL LANCIA IL “CLUB LOW COST”

Nasce il Club del Low Cost: nella logica di ampliare le prestazioni e le potenzialità della propria carta di credito Lidl Card, lanciata lo scorso settembre garantendo pagamenti dilazionati, Lidl, la catena tedesca di discount che opera in Italia con 450 pdv, ha deciso di creare convenzioni con una rete di partner per coprire diverse esigenze dei consumatori, oltre la spesa alimentare.
Unico il must: sposare la filosofia low cost, con l'offerta di prodotti/servizi caratterizzati da un adeguato rapporto qualità/prezzo.
Ad oggi, sono stati individuati 10 partner (Genertel.it, Auto Europa, Park to fly, Best Western, Edizioni White Star, Canevaworld Resort ed Eventi & Emozioni) che offrono in via esclusiva ai titolari di Lidl Card offerte speciali e sconti sulle proprie tariffe che vanno da un minimo del 10% a un massimo del 37%.

Obiettivo strategico

L'obiettivo di Lidl è di ampliare ulteriormente numero degli accordi con l'aggiunta di altri prodotti/servizi sempre nell'are del low cost per “fare dell'unione tra aziende animate dalla stessa filosofia il punto di forza del consumatore moderno”.

Campagna di comunicazione

Per supportare il lancio di questa nuova iniziativa, Lidl ha stanziato ingenti investimenti in pubblicità, con campagne sulle principali emittenti televisive dal 17 febbraio. Inoltre, è stato predisposto un call center (848 800 166) in grado di fornire informazioni sulle caratteristiche della carta, le modalità di utilizzo e le possibilità di pagamento. A questo proposito, per gli acquisti effettuati tra l'1 marzo e il 30 aprile è previsto il dilazionamento a partire dal 5 giugno prossimo.

Dal produttore al consumatore

Saltare i canali di vendita tradizionali e comprare direttamente dal produttore, sia per risparmiare che per assicurarsi una maggiore qualità e genuinità: un fenomeno di nicchia ma sempre più in voga che, nel 2007, ha raggiunto un fatturato di 2,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,2% sul 2006.

Lo afferma Coldiretti, aggiungendo che, nel 2007, sette italiani su dieci hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dal produttore agricolo, giudicandoli in maggioranza convenienti con un risparmio atteso del 30%: accanto alla ricerca della convenienza, è stata soprattutto la qualità e la freschezza dei prodotti acquistati a spingere il trend positivo. Secondo il rapporto dell'Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti e Agri2000, nel 2007 i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente sono saliti a un totale di 57.530, con un aumento del 48% rispetto al 2001.

Cosa si acquista in cascina

I prodotti maggiormente acquistati dai produttori agricoli sono frutta e verdura (il 28%), vino (il 37 %), olio (il 20%), formaggi (l'1%), le carni e i salumi (l'8%) e miele (il 3%). Intanto, quest'anno, avranno maggior favore anche in Italia i mercati esclusivi degli agricoltori, i cosiddetti farmers market, dove è possibile fare la spesa direttamente, grazie all'entrata in vigore del Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.301 del 29 dicembre 2007. Dal 2008, infatti, i Comuni hanno la possibilità di avviare mercati gestiti dagli agricoltori localizzati anche in zone centrali e con frequenza giornaliera, settimanale o mensile, a seconda delle esigenze. Esperienze di farmer's market sono già state attivate da Coldiretti in quasi tutte le regioni italiane.

Spegnere le casse migliora il business

Il gruppo inglese Co-operative ha lanciato un programma di risparmio energetico notturno per i sistemi Epos Ibm presenti nei 2.200 punti di vendita food della propria rete. L'introduzione del programma "Wake-up on Lan" (letteralmente: sveglia sulla rete) permetterà a 7.500 casse e altrettante stampanti di scontrini, dispositivi "chip and pin" e scanner di codici a barre, oltre a 15.000 schermi operatori e clienti, che normalmente venivano lasciati accesi la notte, di essere spenti automaticamente quando i supermercati chiudono e di essere riaccesi la mattina successiva.

Il gruppo conta di risparmiare 1,68 milioni di kwh di energia l'anno utilizzando il nuovo sistema, sviluppato dal proprio team di information technology, che ha lavorato in collaborazione con Ibm per reingegnerizzare i sistemi di controllo dei punti vendita. In termini economici, il risparmio sulla bolletta energetica dovrebbe aggirarsi attorno ai 90mila euro l'anno, con una riduzione di tonnellate di Co2 emesse pari a 722.

L'introduzione del programma consentirà, inoltre, di prolungare in modo significativo il ciclo di vita dell'hardware. L'implementazione, partita alla fine di gennaio, verrà completata entro la prossima estate. L'obiettivo di Co-op, agendo su vari fronti, è di arrivare a ridurre complessivamente del 25% l'utilizzo d'energia entro il 2012.

La metà degli italiani non risparmia

Non c'è solo l'Italia dei debiti che tanto sta allarmando sociologi e quotidiani. Lo rileva, nel suo appuntamento annuale, l'ultimo rapporto sui risparmi e risparmiatori in Italia, elaborato dal Centro Einaudi e da Bnl.

La difficoltà di risparmiare
Dal sondaggio gli italiani sembrano molto preoccupati di andare in pensione con un reddito insufficiente o del tutto insoddisfacente. Un timore che il dibattito sulla riforma della previdenza svoltosi nel 2007 e culminato con le nuove regole del welfare ha acuito, dato che questa paura per il proprio futuro pensionistico riguarda il 18% degli italiani, a fronte del 7% registrato un anno prima. Per il 72% degli italiani il risparmio è un obiettivo primario; non tutti, però, riescono a raggiungerlo: infatti, il 51% non riesce a mettere soldi da parte e “non per scelta”. Però, parte dei non risparmiatori non riesce a mettere nulla da parte perché ritiene essenziale mantenere alto il proprio livello di consumo, con il risultato che ricorre al credito al consumo il 17% degli italiani, contro il 10,8% di tre anni fa. Chi risparmia, invece, lo fa per meno del 10% delle risorse disponibili e per “motivi precauzionali”; il 41% del campione per gli “eventi imprevisti”. Cresce (dall'11 al 15%) l'esigenza di integrare la pensione, diminuisce di ben tre punti (26% contro il 29% della scorsa indagine) l'acquisto o la ristrutturazione della casa come motivazione principale di risparmio.

L'importanza dei mutui
Chi invece l'investimento immobiliare lo ha già compiuto si rivela in maggioranza contento: il 52% del campione ha affermato di essere “molto soddisfatto”. Il 23,9% degli intervistati ha in corso un mutuo ipotecario e di questi il 74,2% lo ha utilizzato per l'acquisto della prima casa. La quasi totalità dei mutuatari ha sottoscritto il finanziamento presso una banca, per lo più la cosiddetta “banca di famiglia”. Il mutuo continua a rappresentare la quota più rilevante dell'indebitamento delle famiglie: risulta uno strumento di marketing essenziale per le banche, dato che l'83,5% delle famiglie intrattiene rapporti con un solo istituto. La ricerca di sicurezza nella scelta degli investimenti rimane una costante: il 52% degli intervistati assegna il primo posto a questo aspetto.

Le materie prime infiammano i prezzi e spengono i consumi

Di austerità imposta dall'alto non si parla, ma i consumatori devono fare i conti con le proprie tasche. E si tratta di conti problematici...

Allegati

Le materie prime infiammano i prezzi e spengono i consumi
Dossier | Gdoweek 419 | 29/1/2008 |

Il commercio etnico cambia faccia

Un giro d'affari che sfiora i 33 miliardi di sterline, di cui 16,8 imputabili ai negozi alimentari, 13 a quelli non food e i rimanenti 3 ai grossisti, per complessivi 70.000 retailer con 87.800 punti di vendita e oltre 370.000 addetti: sono queste le coordinate del commercio etnico sviluppato in Gran Bretagna nel 2006 secondo la ricerca “Diversity in Shopping”, realizzata dal Centre for Retail Research su un campione di un migliaio di esercizi di piccola e media superficie rappresentativi per comparto e distribuzione geografica, aventi come titolari immigrati da altri continenti.

Un business pari al 12% del totale vendite retail Uk, che risulta essere stato sviluppato per il 32% nella sola Londra e per il 68% nel resto del paese.
Il fatturato medio per punto di vendita (pari a 0,444 milioni di sterline) è inferiore a quello dei negozi con proprietari europei (0,611), ma tale disparità tende ad annullarsi per general store, negozi di elettricità, arredamento, informatica (hardware) e abbigliamento. La categoria più numerosa è quella dei negozi asiatici, in massima parte specializzati in abbigliamento etnico (sari) e convenience store. Il 55% dei negozi di immigrati lavora prevalentemente con clientela “british”.

Quattro tipologie di retailer

Secondo la ricerca, l'universo dei commercianti di altre etnie si dividono in quattro categorie, corrispondenti ad altrettanti posizionamenti:
- Il dettaglio etnico tradizionale, frequentato quasi esclusivamente dai membri della comunità di riferimento. Esempi classici sono i piccoli negozi di alimentari cinesi o le macellerie halal.
- I negozi convenzionali di prossimità, spesso aperti 24 ore su 24, che propongono anche prodotti delle marche globali e si rivolgono ai consumatori di tutte le comunità, ivi inclusi i britannici.
- Gli specializzati etnici che propongono un vasto assortimento di prodotti tipici del paese di provenienza e si rivolgono principalmente alla comunità di riferimento. Un esempio classico sono i grandi magazzini cinesi Wing Yip.
- I player evoluti, capaci di proporre format di successo rivolti a tutta la popolazione (britannica e delle varie etnie) in quanto non si caratterizza come etnico. Un esempio è la catena di abbigliamento Tom Singh's New Look.

L'indagine evidenzia come la grande maggioranza dei negozi di proprietà di persone appartenenti a minoranze etniche sia compresa nelle prime due categorie, mentre il 15% degli esercenti aderiscono agli altri due modelli più evoluti, che infatti sono quelli in maggior espansione.

Il cibo etnico è trendy in locali e Gdo

Un quarto della popolazione italiana mangia multietnico. Perché ama sperimentare nuovi accostamenti, ma anche risparmiare sul cibo. È quanto evidenzia una ricerca Nomisma-Demetra, svolta a giugno 2007, su un campione rappresentativo della popolazione italiana d'età superiore a 15 anni.
Il cibo della tradizione nazionale, ovviamente, continua a mantenersi saldamente al top delle preferenze tra gli italiani. Evidentemente, però, con l'aumento della presenza di culture straniere nel nostro territorio, si stanno affermando anche cucine di paesi lontani con proposte multietniche, che lasciano spazio alla voglia di sperimentare pietanze diverse e con accostamenti inediti, conferendo a questi locali un appeal in grado di sedurre, in particolare, la popolazione più giovane.

Cucina cinese al top

Nel dettaglio, l'indagine Nomisma-Demetra evidenzia che, nei primi 6 mesi dell'anno, il 24% degli intervistati ha consumato cibi etnici: un'abitudine più diffusa fra gli uomini, dove tale percentuale raggiunge il 30%, contro il 17% delle donne, e fra le giovani generazioni (45% degli intervistati di età inferiore a 30 anni). Insieme alla curiosità di provare cucine differenti (82% degli intervistati), non è da trascurare il fattore economico: esiste infatti un 10% che opta per i cibi etnici perché meno cari rispetto agli italiani.
In cima alla classifica delle preferenze si trovano i locali della gastronomia cinese, seguiti a distanza da quelli indiani/tailandesi, giapponesi e arabi.

Non solo ristorazione

La conferma del trend davvero positivo per i cibi etnici viene anche dal rapporto di Coop 2007 che, per questi prodotti, segnala una crescita marcata delle vendite nella grande distribuzione organizzata: + 36% rispetto al 2006.

Cresce ancora il mercato equosolidale

Caffé, cacao, banane, ananas, miele, succo d'arancia, tè, ma anche palloni, rose, cotone: sono questi i principali prodotti certificati dal marchio Fairtrade e che coniugano la spesa con la sostenibilità e la solidarietà al Sud del mondo.

Si tratta di un mercato sempre meno di nicchia, che coinvolge un numero crescente di consumatori, tanto che -secondo le stime di Fairtrade- in Italia, nel 2007, il suo valore ha superato il 110 milioni di euro, crescendo di un ulteriore 10%. Nel 2006, livello mondiale, per l'acquisto di prodotti a marchio Fairtrade, i consumatori hanno speso 1.6 miliardi di euro con un aumento del 41% rispetto all'anno precedente, che ha portato vantaggi ad oltre un 1,4 milioni di produttori e lavoratori del sud del mondo.

Le categorie che hanno registrato le maggiori crescite sono state il cacao (+93%), il caffé (+53%), il tè (+41%) e le banane (+31%).
Una presenza che aumenta nella Gdo
Dal 1995 il marchio di garanzia Fairtrade è giunto sugli scaffali dei supermercati italiani: è un bollino che certifica la provenienza dalle organizzazioni del Sud del mondo, iscritte ai registri di FLO (Fairtrade Labelling Organizations International, il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia equosolidale). Nel corso del 2006 FLO ha stimato che il commercio del caffé a marchio Fairtrade ha portato alle cooperative all'incirca 41 milioni di euro in più rispetto a quanto ne avrebbero ricavato da una vendita al mercato tradizionale.

Sono davvero molte le catene di supermercati (ma anche i discount fanno spazio sugli scaffali: Lidl li ha introdotti nei suoi pdv lo scorso ottobre) che propongono i prodotti del mercato equo, come per esempio Coop, Conad- Leclerc, GS, Famila, Naturasì, B'io, Sigma, Unes, Bennet. Nel 2006, la presenza di prodotti equosolidali nella gdo è aumentata del 28%. Ma all'aumento delle vendite corrisponde anche un incremento del numero dei licenziatari (aziende che vendono il prodotto confezionato con marchio Fairtrade): nel 2006 sono passati da 1514 a 1954.

Colomba Jada al Prosecco

Jada, azienda veneta, che distribuisce specialità alimentari di alta gamma, propone la Colomba al Prosecco glassata alle mandorle. 
La colomba è un dolce da forno a lievitazione naturale insaporito con vino Prosecco di Valdobbiadene Bisol Doc (6,5%) che contiene uvetta sultanina, rimasta in infusione nel prosecco per una notte.

Uova Nero Perugina

Per la Pasqua 2008, quattro le referenze nella linea Uovo Nero: uovo con 70% di cacao, uovo con semi di cacao, uovo all'arancia e ovetti.
I prodotti sono presentati in una confezione elegante, color oro e nero.

Per i prodotti Cirio nuovo pack


Una recente ricerca di mercato quali-quantitativa realizzata tra i consumatori ha evidenziato che gli elementi di novità del nuovo pack Cirio sono stati subito recepiti come qualificanti per lo storico brand. 
Un mix di eleganza (grazie all'utilizzo dei colori blu, bianco ed oro), alta visibilità, raffinatezza del lettering, forte rilievo grafico e al tempo stesso leggerezza sono gli elementi con cui Cirio, del Grupppo Cooperativo Conserve Italia, sta riproponendo i propri prodotti.
Il rinnovamento coinvolge anche la comunicazione, puntando sull'unicità e sul valore del marchio e dei suoi prodotti.

Nuova gamma di display Sharp

Con i display professionali per e-signage della Sharp, la comunicazione con il cliente si arricchisce di inedite dimensioni interattive.
I pannelli variano da  2,4 pollici a  65, in orientamento verticale e orizzontale, con tecnologia Full HD e una durata di vita fino a 50.000 ore di funzionamento continuato.

Il Diario Alimentare di Cereali Fitness Nestlé

Il Diario Alimentare Fitness è la prima promozione dei Cereali Fitness per il 2008: partecipare è molto semplice, basta acquistare un prodotto della gamma (Fitness Naturale, Fitness&Chocolate, Fitness&Fruits, Fitness Miele e Mandorle) per accedere al sito www.fitnessmealplanner.com.

All'interno di ogni confezione è disponibile un codice unico, che permette alle consumatrici di registrarsi e accedere al sito: le consumatrici dovranno solo inserire i propri dati (età, altezza, peso) e il Diario Alimentare fornirà dei suggerimenti per preparare i propri pasti, tenendo in considerazione l'apporto calorico consigliato giornalmente in base alle informazioni inserite.
Per le utenti più “pigre”, il programma formulerà una proposta che rispetta automaticamente l'apporto calorico consigliato per i propri obiettivi di peso. In alternativa sarà possibile selezionare manualmente gli alimenti e comporre i propri pasti giorno per giorno.
Oltre alle indicazioni alimentari, le consumatrici potranno consultare la rivista interattiva “La Mia Linea”, in cui troveranno tanti consigli sulla forma fisica e sulla nutrizione.
Il Diario Alimentare dei Cereali Fitness è consultabile, in qualsiasi momento, fino al 15 dicembre 2008.

Galileo il nuovo mobile frigorifero di Costan

Costan, l'azienda italiana di riferimento nel settore della refrigerazione commerciale presenta Galileo.
Il nuovo frigorifero risponde alle esigenze di versatilità ed esaltazione del visual merchandising e garantisce un'adattabilità di arredo a 360°, infatti può essere utilizzato singolarmente o combinato con altri.
Disponibile da marzo 2008

Fioccorosa di Castelcarni

Castelcarni rinnova l'immagine del brand di punta Fioccorosa, attraverso nuovi logo, pay-off e pack, con l'obiettivo di comunicare il posizionamento della linea e il target di riferimento.
La nuova immagine, consente anche una migliore visibilità sugli scaffali, grazie ad una grafica originale e accattivante in grado di attirare l'attenzione dei consumatori.
Fioccorosa è destinato a una consumatrice moderna ed evoluta, che cerca nella carne gusto, praticità e sicurezza.

Film stampabile Cryovac

Darfresh® TP100 è un film superiore, stampabile,interamente coestruso, con proprietà barriera ed apertura facilitata. Lo strato saldante in polietilene permette un'efficace sigillatura se il prodotto viene usato in abbinamento con la gamma dei film inferiori Darfresh®.
La formulazione del film consente una stampa flexo, a registro, fino a 9 colori con risultati ottimali per applicazioni di medio profilo come affettati o pezzi in unità consumatore.

W la Mamma, le nuove zuppe di Beretta Fresco

Beretta, leader dei piatti pronti freschi da forno con la sua ricca offerta di paste al forno e cannelloni, ha lanciato una nuova linee di zuppe pronte fresche.
La nuova gamma si compone di 4 ricette tipiche della tradizione italiana, minestrone classico, zuppa classica con orzo e farro, crema di verdure e crema di zucchine e patate;
preparate con ortaggi di qualità e conditie solo con olio extravergine di oliva .
Tutte le ricette sono prive di conservanti, di coloranti e di grassi animali e sono proposte in vaschetta da 600gr per due ricche porzioni.

SolvCat la lettiera diagnostica di Solvay

SolvCat Diagnostica è la lettiera ideale per i gatti con problemi di salute. Consente, infatti, un monitoraggio quotidiano della salute dell'animale, attraverso la semplice osservazione del colore delle urine.
SolvCat Diagnostica  consente anche il controllo dei cattivi odori atttraverso il suo potere assorbente dei liquidi  Disponibile in confezioni da 5 kg.

Linea Cucina Noberasco

La linea Cucina di Noberasco si rinnova sia nel packaging sia nelle referenze che contano 6 novità esclusive.
A fianco dei gusti più originali (Noci Pecan, Macadamia, Pistacchi di Bronte, Anacardi) troviamo anche la granella di Nocciole e le Mandorle in lamelle.
Novità assoluta è il pack a forma di barattolino, dotato di tappo richiudibile.

Sportler crea ambienti attrezzati per simulare l’esperienza agonistica

Accesso riservato

INFOBUYER

Informazioni on line su 4.300 aziende food, non food e servizi e le relative 15.000 marche di prodotto, declinate per settore merceologico

LA MAPPA DELLA DISTRIBUZIONE

INFOBUYER

Rewe acquisisce Centrale Lazio

La strategia di Rewe per consolidare la sua presenza in Italia, oltre allo sviluppo della rete in autonomia, passa per le acquisizioni, così come dimostra il recente acquisto di La Centrale Lazio spa, attiva nel centro Italia con 8 punti di vendita a insegna Mart (40 milioni/euro il volume d'affari nel 2006). I negozi sono stati prontamente ristrutturati e già “convertiti” all'insegna Standa.

La forza della rete

Arrivano così a quota 167 i punti di vendita Rewe in Italia (66 supermercati Standa, 20 IperStanda, 67 Billa e 10 Bipa) a cui si aggiungono 101 negozi affiliati Standa, oltre a un master franchising in Sicilia, che conta 32 punti vendita. «Si tratta solo della prima acquisizione - conferma Francesco Rivolta, AD di Rewe Italia - dato che siamo in trattative anche per altre. Ovviamente, abbiamo in previsione anche uno sviluppo autonomo della rete, con la previsione, nel corso del 2008, dell'apertura di altri 15 supermercati».

Le dimensioni del gruppo
Rewe, terzo gruppo della distribuzione a livello europeo, consolida così la sua presenza sul territorio nazionale grazie ad acquisizioni che la portano a un fatturato italiano pari a 1,2 miliardi di euro. La penetrazione del gruppo in Italia si deve soprattutto all'acquisizione, avvenuta nel 2001, del ramo alimentare di Standa (119 i pdv) dalla famiglia Franchini. A livello europeo, il giro d'affari Rewe supera i 43,5 miliardi di euro (oltre 3mila punti vendita in 13 stati, solo relativamente all'alimentare), grazie anche al business dei viaggi, dove è leader in Germania.

Piatti pronti che tutelano la freschezza

Delicius ha ampliato la propria gamma di piatti pronti della linea “Oggi Pesce” con una nuova variante denominata Gnamburger. Si tratta di crocchette di filetto di salmone fresco con carote e patate a forma di pesciolino, pensati per accattivarsi le simpatie di bambini e ragazzi.
A differenza di prodotti congelati o pre-fritti, Gnamburger ha la peculiarità di essere fresco e privo di conservanti e glutine, pronto per essere cotto in padella o al forno.
Gnamburger è l'ultimo nato di una gamma di prodotti ottenuti con specifiche tecnologie di lavorazione che consentono di ottenere un prodotto fresco ma ripulito e privo di scarti. Quest'ultimo aspetto, secondo alcune ricerche, è uno dei più importanti per il consumatore che ritiene il pesce un alimento desiderabile ma di preparazione laboriosa. Gnamburger è confezionato in atmosfera protettiva e ha un tempo di vita di 10 giorni.
La gamma di prodotti “Oggi Pesce” è composta da 11 referenze: branzino con patate, pomodori e basilico; orata con patate, olive e pesto rosso; salmone al pepe verde; baccalà con patate, capperi e prezzemolo; branzino con fagioli, mais e piselli; orata con pomodorini, olive e capperi; salmone con patate e aneto; branzino eviscerato per forno con patate e prezzemolo; branzino eviscerato con patate e pomodori; orata eviscerata per forno con patate e prezzemolo; orata eviscerata con patate, olive e pesto rosso.

Tabs performanti anche nelle vendite

L'incremento della diffusione di lavastoviglie in Italia traina la crescita dei prodotti dedicati, in particolare di quelli a maggiroe vocazione innovativa e a più elevato contenuto di servizio.

Tra questi, i detersivi in tabs, le tavolette, che rappresentano la larga parte di questo mercato - 80% di un valore complessivo pari a 220 milioni di euro - e proseguono nella loro performance positiva con tassi di crescita interessanti.

Allegati

Tabs performanti anche nelle vendite
Mercati | Gdoweek 419 | 29/1/2008 |

Pavesi lancia una marca per i teenager

Pavesi s'impegna a fondo per raggiungere la generazione dei teenager con un portafoglio prodotti ampio e un brand nuovo, creato per essere principalmente audace e dinamico, ma soprattutto mobile. Da essere consumato senza perdere tempo in pause. Questo punta a essere Freelers, marchio che richiama in tutti gli elementi grafici la connotazione estroversa indispensabile per entrare in contatto con i ventenni, e che s'impone in primis per quell'essere rotondo come le ruote e i  cuscinetti a sfera di bici, pattini e skate che costituiscono gli strumenti di riferimento per affrontare l'arredo urbano del target prescelto. Un mondo dove la prestazione è costantemente individuale, eppure vissuta in completo senso di libertà nella riunione collettiva.

Individuo e tribù, nutriti a furia di snack.
Pavesi lancia Freelers nella gamma dolce e anche in quella salata, in confezioni per forza di cose cool, ma anche pratiche da trasportare negli spostamenti on the road. Biscotto sandwich, barrette wafer e maxifrolla in stile rap (Black-a-snack, Chocrunch, Xtracookie) a partire da 1,90 fino a 2,50 euro in pack monoporzioni multiple: per essere consumati da soli o in compagnia, caratterizzati da profumo e sapore intenso del cacao nero. In linea con l'immagine giovane nel confezionamento, ma meno audace sul versante creativo, risulta la gamma salata composta da chips e tortillas. Va comunque segnalato l'uso del mais bianco e della foglia di frumento sottile (per la versione speziata). Le informazioni alimentari non sono - ovviamente - messe in risalto, per quanto apprezzabile risulti l'intento di mantenere basse le percentuali di grasso e di ampliare le opzioni cerealicole dello snack.

Euro&Med Food

Quarta edizione dell'appuntamento d'eccellenza per tutto l'agroalimentare pugliese: al centro le imprese, le aziende e le loro produzioni.
Una fiera specializzata, orientata al mercato, che ha come obiettivo quello di valorizzare al meglio tutte le potenzialità commerciali dei produttori pugliesi, attraverso contatti con buyers nazionali ed internazionali che incontreranno le imprese nei 4 giorni della manifestazione, secondo un'attenta pianificazione di incontri mirati a far convergere domanda e offerta. Una vetrina prestigiosa che vede in rassegna la qualità dei prodotti e la tradizione delle lavorazioni, in stretta connessione con altri comparti produttivi quali il turismo, in una logica complessiva di marketing territoriale in grado altresì di attrarre nuovi investimenti.
Euro&Med Food 2008 nasce dalla sinergia istituzionale tra Camera di Commercio di Foggia, UnionCamere Puglia, Consorzio “Il Tavoliere” di Foggia, Provincia di Foggia, Regione Puglia, Sprint Puglia, Comune di Foggia, PIT n. 1 Tavoliere, Comune di San Severo, Comune di Cerignola, Fiera di Foggia.
<a href="http://www.euromedfood.it " target="_blank">
<a href="mailto:info@euromedfood.it">
<A href="mailto:info@euromedfood.it"

Il gorgonzola si rinnova nel segno della dolcezza

In tempi di forte orientamento di tutti i mercati food al trend del benessere, spicca la buona tenuta di un formaggio "godurioso" per eccellenza, come il gorgonzola DOP.

Il dolce stravince sul piccante: i principali brand hanno conquistato non a caso la leadership del mercato puntando con decisione sui concetti di cremosità e dolcezza, sia per quanto riguarda la ricettazione che la comunicazione.

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Il gorgonzola si rinnova nel segno della dolcezza
Mercati | Gdoweek 419 | 29/1/2008 |

Birra, l’offerta si moltiplica per soddisfare nuovi target

Birra
Giovani adulti, donne, amanti delle novità e attenti all'evolversi dei trend alimentari: sono i target emergenti su cui si sta focalizzando l'industria birraria. Con successo, come dimostrano i dati IRI che segnalano una crescita del mercato pari al 3,6% a volume e al 6,9% a valore.

Un dinamismo da imputare soprattutto al buon andamento dei segmenti ad alto valore, segno che le politiche di "acculturamento" messe in atto negli ultimi anni dalle aziende hanno colto nel segno.

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Birra, l’offerta si moltiplica per soddisfare nuovi target
Mercati | Gdoweek 421 | 12/02/2008 |

Non solo merendine per Buondì

Nato più di 50 anni fa, il marchio Buondì può vantare un patrimonio che fa leva sull'unicità dei prodotti e la genuinità delle ricette. Per queste ragioni, il gruppo Buondì Bistefani ha deciso di proiettarsi nel futuro con un progetto strategico, Mega Brand Buondì, che vede l'estensione del marchio su tipologie di prodotto nuove ma in linea con le aspettative dei consumatori.

Posizionamento e prodotti
Quali sono le linee guida del posizionamento e i criteri di selezione dei mercati? Innanzi tutto la presenza del brand in mercati con volumi importanti, declinato in prodotti di consumo quotidiano in formato famiglia, con un prezzo in media con il mercato e una connotazione salutistica. Rispetto al mercato di riferimento, deve proporre una novità in grado di soddisfare le esigenze del consumatore moderno.

A fronte di questo progetto, il gruppo di Villanova Monferrato ha lanciato nel 2007 “I Biscotti del Buondì” nei gusti classico e cacao, frollini per la prima colazione a forma di Buondì, e “Il Panettone del Buondì”, a lievitazione naturale arricchito con uvetta e canditi il cui packaging richiama quello della merendina. Di più recente distribuzione sono, invece, “I Panini del Buondì” e “Le Minifette del Buondì”. Presenti sugli scaffali da gennaio 2008, i primi sono panini farciti con frutta (albicocca) o con gocce di cioccolato, che presentano il 35% di grassi in meno rispetto alle merendine; le seconde sono fette biscottate, le cui piccole dimensioni evitano la rottura come in una fetta normale.

Anche le confezioni dei prodotti rientrano nel nuovo piano strategico tanto che, grazie a un percorso di ammodernamento del system storico di Buondì, hanno visto l'introduzione di elementi grafici e cromatici che danno al packaging una forza visiva sullo scaffale. L'obiettivo è ottenere food appeal e comunicazione chiara dei plus di prodotto.

Rallenta la crescita del credito al consumo

Chissà perché essere indebitati è sintomo della maturità di una nazione. Eppure, in tutti i rapporti sull'andamento del credito in Italia si sottolinea, invariabilmente, che il ricorso dei nostri connazionali al finanziamento è significativamente più basso rispetto a quello dei paesi definiti appunto più “maturi”. Si tratta di un tic terminologico cui non sfugge neppure l'ultimo rapporto sul credito al consumo in Italia rilasciato da Crif, Assofin e Prometeia. Nel primo semestre 2007 il credito al consumo ha continuato a evidenziare una dinamica vivace, ma con tassi di crescita che, sia pure espressi ancora in doppia cifra, risultano in graduale rallentamento rispetto a quelli evidenziati nei periodi precedenti: le consistenze (cioè l'ammontare dei crediti ancora in essere) sono giunte a 96,6 miliardi di euro, in aumento del 14,2% rispetto al primo semestre 2006.

Un incremento inferiore rispetto al 2006
Le nuove erogazioni di credito al consumo nei primi sei mesi 2007 si sono attestate a 38,1 miliardi di euro. Il rallentamento della crescita di finanziamenti alle famiglie è un fenomeno che caratterizza non solo la dinamica degli impieghi in Italia, ma è un tratto comune in tutti i Paesi dell'Unione monetaria europea. A giugno 2007 i finanziamenti (con l'espressione si intende il credito al consumo più i mutui) alle famiglie italiane si sono infatti attestati al +9,3% (rispetto al +10,8% di fine 2006), contro un incremento del 7% dell'area comunitaria. Cresciamo quindi più dei nostri partner e ci stiamo avvicinando ai modelli di ricorso al credito degli altri paesi comunitari, anche se permane un elevato gap di incidenza sul prodotto interno lordo rispetto ai principali paesi europei. Anche in rapporto al reddito disponibile, il credito al consumo in Italia (9,3%) risulta ancora su livelli sensibilmente inferiori a quelli di Germania (10,6%), Spagna (14,7%) e Francia (12,5%).

Un trend parzialmente influenzato dalle manovre sui tassi 
Anche le anticipazioni relative al secondo semestre 2007 confermano il proseguimento del trend, nonostante la crisi dei subprime che ha portato a un restringimento del credito e a un innalzamento dei tassi. Il fenomeno però non stupisce, perché le manovre sui tassi hanno effetto immediato sui mutui (che infatti secondo le stime provvisorie avrebbero chiuso il 2007 con un decremento delle erogazioni), ma non sui prestiti finalizzati.

Cereali per abbattere gli zuccheri

I recenti studi che riguardano la scienza dell'alimentazione hanno individuato nelle diete ricche di zuccheri, combinate ai moderni stili di vita sedentari, un elemento di criticità per la prevenzione di patologie a larga diffusione, tra cui il diabete.
Il mercato, da qualche tempo, cerca di rispondere alle esigenze di contenimento dei livelli glicemici con prodotti appositamente studiati .
Tra questio c'è la linea Gluco Control di Céréal. Si tratta di prodotti ricchi di fibre e zuccheri ad assorbimento rallentato, proposti in 4 varianti: fette biscottate ai 4 cereali, preparato ai mirtilli, preparato all'albicocca e preparato alla fragola. Le fette biscottate ai 4 cereali contengono solo lo zucchero naturalmente contenuto negli ingredienti di base e le fibre che evitano picchi di glicemia.
Il preparato ai Mirtilli Céréal, invece, è indicato per limitare l'assunzione di carboidrati, con le varianti di gusto alle albicocche e alla fragola che mantengono le stesse proprietà ipocaloriche e ipoglicemiche. La confezione posta in vendita delle fette biscottate contiene 32 pezzi per 230 g a un prezzo di 2,91 euro. I preparati alla frutta sono distribuiti in confezioni da 320 g a 3,91 euro.

La scuola del caffè arriva a Napoli

Con l'inaugurazione degli uffici napoletani del Training Centre Lavazza, l'azienda torinese ha completato la rete italiana di una delle più grandi scuole mondiali del caffè. Gli 11 centri italiani, sommati ai 32 all'estero, definiscono un esteso network per la diffusione della cultura del caffè. Sviluppando l'idea del centro studi e ricerche torinese, attivo nel lontano 1979, Lavazza ha realizzato un servizio d'assistenza ai professionisti del bar e della ristorazione, con una marcia in più nella definizione dei prodotti.

«Dalla piantagione alla qualità in tazza, vengono trattati e analizzati tutti gli aspetti della filiera», afferma Alessandro Cocco, responsabile dei training centre italiani. Finora il network ha coinvolto più di 10mila persone, pronte a seguire corsi tematici sulla caffetteria tradizionale e su quella creativa made in Lavazza. Dal 2000, l'azienda ha creato la nuova linea di ricette “I Piaceri del Caffè” in cui, grazie alle sperimentazioni delle scuole, ha creato nuovi prodotti immessi nella vendita su larga scala. Sono nati, così, Espesso (un caffè solido), Coffeesphere, la bevanda Passionme a base di caffè e succo di frutta, Tandem, che coniuga l'espresso con lo spumino al gusto di nocciola, cioccolato o latte, Le Voglie, Sorbetto Cremespresso.

L'efficacia della scuola, dunque, non è stata solo quella di attribuire maggiori competenze e abilità ai professionisti del settore, ma anche quella di accorciare il rapporto con il consumatore, per recepire umori ed esigenze e allargare così il portafoglio dei prodotti. La famiglia Lavazza, giunta alla quarta generazione, annovera il 48% nel mercato retail, presidia oltre 80 paesi realizzando un fatturato 2007 pari a circa un miliardo di euro. Per i prossimi mesi, l'azienda piemontese sta studiando il proprio ingresso nel mercato del cioccolato, replicando il consolidato modello di business francese.

Il supermercato è anche tour operator

Accattivarsi la fedeltà del cliente con iniziative promozionali diverse da quelle dei competitor, è una delle strategie più difficili da attuare per i retailer. Così, pur non trattandosi di una novità assoluta per il mercato italiano, proporre viaggi a prezzi convenienti diventa una delle promozioni più distintive.

È proprio GS (Gruppo Carrefour Italia), che già nel 2006 aveva operato in questo campo in collaborazione con l'agenzia di viaggi Myair, a rinnovare il catalogo per i propri clienti, avvalendosi di un partner diverso: Igna's Tour. La convenienza (per esempio: 198 euro a persona per 2 notti a Praga in hotel 4 stelle), è il punto forte delle offerte. La promozione, valida fino al 23 febbraio, è presente in 176 punti vendita in Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta ed Emilia Romagna, ma in futuro è prevista l'estensione a livello nazionale.

Il servizio, denominato Viaggi & Vantaggi, prevede l'acquisto di card in supermercati e superstore, il cui valore complessivo è pari al costo del viaggio scelto. Telefonando al call center dedicato o collegandosi al sito viaggi-vantaggi.it, si potrà effettuare la prenotazione: una volta conclusa l'operazione, si riceveranno direttamente al proprio domicilio tutti i documenti di viaggio.

Il mercato è statico in Italia

Promozioni di viaggi erano state proposte, già nel 2006, anche da Lidl e Penny: si è trattato comunque d'iniziative sporadiche nel panorama italiano, dove il business dei viaggi acquistati al supermercato tarda a decollare. Un business che, invece, guardando all'Europa, vede i principali retailer ai primi posti delle classifiche dei tour operator: Rewe, per esempio, è il secondo in Germania. El Corte Inglés (la catena spagnola di grandi magazzini), ha intanto raddoppiato la propria presenza in Italia, aprendo la seconda agenzia a Milano, in via Albricci, dopo quella di Roma. Leclerc, che in Francia ha ampiamente sviluppato il binomio viaggi-supermercato, in Italia, nonostante la partnership con Conad, non ha ancora fatto alcuna mossa in questo senso. Analoghi comportamenti mostrano Auchan e Carrefour, che sempre in Francia propongono attività turistica, ma non ancora nel nostro paese.

Il supermercato diventa tour operator

Accattivarsi la fedeltà del cliente con iniziative promozionali diverse da quelle dei competitor, è una delle strategie più difficili da attuare per i retailer. Così, pur non trattandosi di una novità assoluta per il mercato italiano, proporre viaggi a prezzi convenienti diventa una delle promozioni più distintive.

È proprio GS (Gruppo Carrefour Italia), che già nel 2006 aveva operato in questo campo in collaborazione con l'agenzia di viaggi Myair, a rinnovare il catalogo per i propri clienti, avvalendosi di un partner diverso: Igna's Tour. La convenienza (per esempio: 198 euro a persona per 2 notti a Praga in hotel 4 stelle), è il punto forte delle offerte.
La promozione, valida fino al 23 febbraio, è presente in 176 punti vendita in Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta ed Emilia Romagna, ma in futuro è prevista l'estensione a livello nazionale.

Il servizio, denominato Viaggi & Vantaggi, prevede l'acquisto di card in supermercati e superstore, il cui valore complessivo è pari al costo del viaggio scelto. Telefonando al call center dedicato o collegandosi al sito viaggi-vantaggi.it, si potrà effettuare la prenotazione: una volta conclusa l'operazione, si riceveranno direttamente al proprio domicilio tutti i documenti di viaggio.

Il mercato è statico in Italia
Promozioni di viaggi erano state proposte, già nel 2006, anche da Lidl e Penny: si è trattato comunque d'iniziative sporadiche nel panorama italiano, dove il business dei viaggi acquistati al supermercato tarda a decollare. Un business che, invece, guardando all'Europa, vede i principali retailer ai primi posti delle classifiche dei tour operator: Rewe, per esempio, è il secondo in Germania. El Corte Inglés (la catena spagnola di grandi magazzini), ha intanto raddoppiato la propria presenza in Italia, aprendo la seconda agenzia a Milano, in via Albricci, dopo quella di Roma. Leclerc, che in Francia ha ampiamente sviluppato il binomio viaggi-supermercato, in Italia, nonostante la partnership con Conad, non ha ancora fatto alcuna mossa in questo senso. Analoghi comportamenti mostrano Auchan e Carrefour, che sempre in Francia propongono attività turistica, ma non ancora nel nostro paese.

La distribuzione e il caso Luxottica

La quotazione di Luxottica, uno dei pochi campioni di Piazza Affari, ha subito nel corso degli ultimi mesi, dopo un lungo periodo di risultati esaltanti, una flessione importante le cui cause sono state attribuite dagli analisti di Borsa alle incertezze che gravano sull'economia americana e alle pessime performance del dollaro nei confronti dell'euro. Fra le scelte strategiche su cui si basa il successo del gruppo fondato da Leonardo Del Vecchio spiccano innanzitutto le acquisizioni di marchi tecnico-stilistici sempreverdi come Ray-Ban, Persol, Vogue, sinergiche agli accordi di licenza stipulati con diverse griffe del lusso, da Dolce & Gabbana a Ralph Lauren, e l'acquisto di catene “retail” in Usa - quattro dagli inizi del 2006 a oggi - che hanno portato Luxottica alla creazione di una gigantesca rete di punti di vendita. Come succede in questi casi, la società di Agordo fa sapere che tutto va bene, vendite e utili del prossimo anno registreranno risultati record. Queste notizie e recenti iniziative come l'acquisizione di Oackley sembrano supportare questo ottimismo. Se si guarda, però, il fenomeno dal punto di vista della distribuzione ottica le ragioni di gioire diminuiscono. Se è vero che per merito di Luxottica e Safilo, e grazie al boom delle griffe, la distribuzione ha trovato spazi di crescita impensabili, è anche vero che tale fenomeno ha contribuito alla diffusione degli occhiali da sole in tutti i canali di vendita, facendo perdere alla distribuzione ottica specializzata la supremazia della protezione del benessere visivo.

I problemi di una posizione dominante
Luxottica ha così acquisito una situazione dominante nei confronti della distribuzione a cui ha sottratto capacità contrattuale e di progettazione e la possibilità di decidere quali marchi trattare e come, facendo venire meno quel rapporto dialettico fra distribuzione e industria che, anche quando diventa conflittuale, è all'origine della crescita dei mercati. Nel portafoglio Luxottica vi sono una trentina di brand fra marchi di proprietà e in concessione, almeno due volte l'anno ogni marchio immette sul mercato una nuova collezione le cui novità, in assoluto, sono molto poche e pochissimi i modelli di successo. Accadono così due inconvenienti: i modelli di successo sono consegnati con ritardi enormi e con un sistema frazionato assai oneroso per gli ottici; gli altri modelli, alcune centinaia, restano invenduti nei punti di vendita. Il mercato dei prodotti ottici vive in funzione dei bisogni visivi delle persone e solo in parte modesta per la vendita dell'occhiale da sole come accessorio di moda. I consumi attraversano una fase di stagnazione dovuta anche alla mancanza di competitività dell'offerta che origina il seguente paradosso: il peso preponderante della montatura rispetto alle lenti - che sono la principale ragione di esistere del prodotto - sul prezzo finale di un occhiale da vista. Non è quindi casuale che fra i problemi di gestione degli ottici, il principale sia quello delle montature invendute, che trae origine da un rapporto in cui le ragioni della controparte distributiva, in termini di possibilità di selezione e assorbimento delle collezioni e di quantità e qualità dei modelli immessi sul mercato, non sono tenute in nessun conto.  

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