L’ortofrutta biologica Mdd in Conad dopo il lancio del marchio ombrello Verso Natura, a settembre scorso, ha pienamente soddisfatto le attese come confermato da Gianmarco Guernelli, responsabile acquisti ortofrutta di Conad, a Fruitbook Magazine. I prodotti ortofrutticoli (circa 50) inseriti nel brand-portfolio sono trasversali per tipologia merceologica e toccano anche le aree di semi, legumi e frutta secca. La copertura è in fase di ulteriore estensione con l'arrivo di un'altra ventina di prodotti. In seguito all'introduzione dell'assortimento Mdd il reparto nel suo complesso ha registrato nel semestre sensibili dinamiche di crescita, con balzi mensili anche in doppia cifra e prestazioni superiori alla media di mercato. A fare da traino è la ritrovata grinta dell'offerta in IV Gamma che grazie, per esempio, alle zuppe pronte ha riagganciato la clientela potenziale. In prospettiva l'ortofrutta biologica Conad è destinata a contribuire per il 5% al fatturato di reparto, il quale si attesta sopra al 10% negli incassi del gruppo.
Verso Natura di Conad cresce anche nel bio
Last minute sottocasa in salsa digitale
Una start up torinese fa incontrare l’offerta in taglio prezzo di prodotti freschi vicini alla scadenza e cittadini interessati a ridurre lo spreco risparmiando. A due anni dal lancio a Torino, la App è pronta ad approdare a Milano e poi in altre grandi città del centro Italia. E grazie alla partnership con Up Group (Day) l’offerta non riguarderà più solo il piccolo dettaglio ma anche i pdv di prossimità della gdo.
Abbasso lo spreco
Che ogni giorno tra punti di vendita ed esercizi pubblici venga buttata una montagna di cibo fresco e cucinato che risulterebbe improponibile il giorno seguente è nozione risaputa. E se per la grande distribuzione ci sono soggetti come il Banco Alimentare o Last Minute Market, che da tempo hanno organizzato un flusso virtuoso affinché non tutto vada sprecato, per quanto riguarda il dettaglio (tranne qualche sporadico caso di donazioni locali) la destinazione pattumiera sembrava inevitabile. In realtà è bastato un pizzico di coraggio e tanta fiducia nella tecnologia digitale per creare uno strumento in grado di mettere in rete tanti piccoli esercizi che ogni giorno possono offrire a metà prezzo i prodotti prossimi alla scadenza. A chi? Ai cittadini che vivono o lavorano nelle vicinanze. Nata a fine 2014 a Torino, la start up Lsmc (Last Minute Sotto Casa) ha messo a punto una app che conta oggi oltre 60mila utenti registrati e oltre un migliaio di negozianti iscritti, perlopiù a Torino.
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Maxi Zoo e Balzoo: raccolti più di 22.000 kg di cibo per cani e gatti bisognosi
Si è conclusa con successo la raccolta alimentare per animali bisognosi, la prima del 2017, organizzata da Maxi Zoo, parte del gruppo tedesco Fressnapf, la più importante catena retail europea dedicata ad alimenti e accessori per gli animali, e Balzoo, Banco Italiano Zoologico Onlus: durante la giornata di sabato 14 gennaio sono stati raccolti 22.146 kg di cibo, una cifra in aumento del 27,7% rispetto all’ultima raccolta tenutasi nel 2016.
“In questa prima giornata in collaborazione con Balzoo abbiamo raccolto quasi la metà dei kg raccolti in tre occasioni nel 2016, segno che i nostri clienti riconoscono e apprezzano l’utilità di questa iniziativa ricorrente nei nostri store - commenta Stefano Capponi, marketing manager di Maxi Zoo Italia. Per questo dobbiamo ringraziarli ancora una volta per il loro impegno e la loro generosità, che siamo certi si estenderà anche alle prossime occasioni”.
Nel 2016 le giornate di raccolta alimentare svolte presso gli store Maxi Zoo hanno totalizzato 43.465 kg di cibo raccolto, che in parte è stato destinato anche alle zone colpite dai recenti terremoti del Centro Italia, in occasione di concreta e immediata necessità. I prodotti per cani e gatti raccolti sono stati catalogati e smistati nelle 42 sedi di Balzoo a supporto di associazioni animaliste e canili su tutto il territorio nazionale, famiglie in difficoltà economica che hanno problemi nell’alimentare correttamente il proprio cane o gatto – prevenendo così un eventuale abbandono – e agli ospiti di strutture di accoglienza accompagnati da animali su tutto il territorio.
Pam local fa il suo ingresso a Reggio Emilia
Il Gruppo Pam si espande in Emilia Romagna implementando la propria presenza e conquistando nuove aree geografiche. Dovrebbero concludersi a marzo i lavori per la realizzazione di un nuovo store Pam local a Reggio Emilia, in via Emilia San Pietro, ubicato nella sede dell’ex cinema Alexander. È il primo negozio dell’insegna in provincia. Il nuovo store occuperà il piano terra dello stabile.
Monouso, la destinazione party traina la plastica colorata
Nella pancia del mercato disposable diviene sempre più feroce la battaglia sui prezzi. Per i maggiori produttori di articoli branded, quindi, occorre mettere a punto strategie dirette ad altri versanti del business, dove distinguersi dai competitor con argomenti diversi dalla battuta di cassa: fra questi, l’enfasi sui prodotti colorati, esteticamente curati e destinati a nuove occasioni d’uso, e la ricerca di materiali di nuova generazione, soprattutto a ridotto impatto ambientale. “Il mercato appare stabile in termini di volumi, ma mostra una lieve contrazione a livello di valori”, afferma Paola Villa, responsabile marketing di Bibo-Diesse. “In crescita si segnala il segmento della plastica colorata, dove risulta in progressione la quota delle pl. I prodotti in plastica bianca continuano a detenere l’80% del totale mercato. Gli articoli colorati proseguono nell’opera di graduale erosione delle share detenute dai prodotti in cartoncino, proponendosi come soluzioni alternative per i party a chi desidera allestire una bella tavola con soluzioni più funzionali e meno costose”. “Si evidenzia una leggera flessione per i prodotti ad alta rotazione -conferma Giacomo Vitelli, direttore commerciale Italia di Flo- come i bicchieri da 200cc bianchi legata ad una poderosa pressione concorrenziale. Ancora una volta le soddisfazioni arrivano dalle linee premium dotate di una forte componente di innovazione, quali la linea Bio e le serie colorate in tutte le declinazioni”. Alcune realtà segnalano risultati positivi. “Le referenze in Pet e R-Pet rappresentano sicuramente il motore della nostra progressione, trainando anche i prodotti della gamma realizzati in altri polimeri”, dichiara Marco Grillo, Ad di Aristea.
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Video: il nuovo Eurospar di Trani
Maiora (Despar) rivitalizza con l’Eurospar di Trani l’ex oleificio La Pietra. Su una superficie di vendita di 1.000 mq propone un assortimento di 4.500 referenze alimentari e non, focalizzato su freschi e freschissimi, con reparti gastronomia, macelleria, panetteria e ortofrutta sviluppati su murali refrigerati. 
Ampio lo spazio dedicato ai prodotti locali, salutistici e per il benessere (incluse referenze per le intolleranze alimentari come i gluten-free). Non manca l’enoteca con vini di cantine locali. 
Il nuovo supermercato ha un parcheggio di 80 posti auto. Da segnalare gli impianti a basso impatto energetico, come i frigoriferi e i congelatori con sportelli che riducono il consumo del 45%, e le lampade Led che tagliano la bolletta elettrica del 50%. Eurospar Trani crea 35 nuovi posti di lavoro che saliranno a 100 unità con le prossime aperture di Canosa, Bari e Crotone (cash&carry). Eurospar Trani è aperto 7 giorni, con orario continuato 8-21 (domenica 9-13 e 17-21). Le casse sono 5 più una postazione “express” per gli acquisti rapidi.
I 60 anni di Esselunga: in palio 1.500 Fiat 500 Lounge
Il primo store Esselunga fu inaugurato nel 1957. Per festeggiare un viaggio lungo 60 anni, l’azienda avvia una serie di iniziative. La prima sarà lanciata giovedì 26 gennaio e prevede un concorso della durata di sessanta giorni, indirizzato ai clienti Esselunga e a quanti effettuano acquisti nelle Profumerie EsserBella e con il servizio di spesa on line di esselunga.it. In palio 1.500 Fiat 500 Lounge sorteggiate attraverso otto estrazioni settimanali. Per partecipare bisogna presentare la Carta Fìdaty e, in base alla spesa o ai Punti Fragola accumulati, si riceverà un codice, stampato sullo scontrino. I codici vincenti saranno pubblicati nei negozi e sul sito www.esselunga.it.
I premi. In palio ci saranno premi istantanei da ritirare direttamente in negozio: 200.000 cesti di prodotti Esselunga, 100.000 sottopentola Alessi, 10.000 shaker Alessi, 7.500 penne Duo-Cart Aurora, 2.000 pesciere Sambonet, 1.000 sgabelli Mezzadro di Zanotta. Si tratta di oggetti ideati da designer italiani nel 1957, l’anno in cui a Milano apriva il primo Supermarket, con la esse allungata disegnata dal grafico svizzero di fama mondiale Max Huber.
Dolcitalia distribuirà la soluzione salina spray Aquasalis
È operativo l’accordo di distribuzione fra Consulmarketing Trade, l’importatore esclusivo per l’Italia di Aquasalis, la prima soluzione salina spray naturale con il 75% in meno di sodio rispetto al sale in grani, e Dolcitalia, società di servizi rivolta al mondo della distribuzione alimentare, dolciaria, di articoli d’impulso e beverage, che guida il mercato di riferimento con il 30% dell’intero comparto. In linea con l’intesa, l’innovativo sale spray sarà distribuito dalla rete Dolcitalia che raggiunge attraverso i propri 170 affiliati un network di quasi 200.000 punti vendita in tutt’Italia.
I canali distributivi finali coinvolti nel contratto di fornitura sono quelli del segmento Ho.Re.Ca: ossia hotel, ristoranti, bar, oltre che centri sportivi, palestre, negozi specializzati, catene di distribuzione carburanti, cinema e parchi tematici nonché punti vendita stagionali quali stazioni balneari, chioschi e molti altri.
“L’accordo tra Consulmarketing Trade e Dolcitalia ci offre un servizio di distribuzione chiavi in mano che rappresenta un grande valore aggiunto per la nostra azienda. Affiancandoci in tutte le fasi commerciali, l’intesa ci consente di raggiungere importanti obiettivi di awareness del brand sul territorio italiano, posizionando Aquasalis in punti vendita strategici come prodotto innovativo per la salute” - spiega con soddisfazione Enea Melchiori, responsabile di produzione di Aquasalis Gmbh.
“Questa partnership ci consente di entrare in modo sempre più capillare nel settore Ho.Re.Ca, facendo leva su un network di fornitori e grossisti dislocati su tutto il territorio nazionale. È un sodalizio che ci permette di raggiungere canali di distribuzione fortemente innovativi per il mercato del sale, offrendo una soluzione mirata ai consumatori più sensibili al Wellness che desiderano conciliare gusto e benessere a tavola”- ha commentato Rino Moffa, managing director & owner di Consulmarketing Trade.
“Siamo continuamente alla ricerca di prodotti innovativi come Aquasalis per ampliare e diversificare il nostro portafoglio di business nei segmenti strategici come quello Food, un mercato a forte potenziale di crescita”- è stato il commento di Stefano Raffaglio, direttore di Dolcitalia.
Lavori in corso per Sapori&Dintorni Conad di Pistoia
Sono iniziati i lavori per la realizzazione del Sapori & Dintorni Conad in corso Gramsci a Pistoia, nel cuore del centro storico, che sarà sviluppato su una superficie di 500 metri quadrati al piano terra e di ulteriori 500 mq al seminterrato dove, probabilmente, sarà realizzata un’area adibita in parte come magazzino e in parte come area per laboratori e corsi.
“Saranno mesi importanti, necessari per la trasformazione di un negozio di abbigliamento in un supermercato, grazie ai lavori fatti da una nostra ditta. Abbiamo ritirato tutte le autorizzazioni e ora siamo pronti a partire” spiega Massimiliano Merildi, presidente della società Universo e gestore insieme ai soci Mauro Matteini e Daniele Melani di quattro store Conad in città.
Esselunga del Prenestino a Roma sarà pronta a Pasqua
Sarà inaugurato a Pasqua il nuovo superstore Esselunga di Roma che avrebbe dovuto aprire al pubblico a Natale 2016. Slittano dunque i tempi di consegna della struttura realizzata dai costruttori Mezzaroma.
Lo store rappresenta l’ingresso ufficiale dell’insegna nella capitale, al momento la location più a sud dello Stivale. La struttura si estenderà su una superficie di oltre 8.000 mq, all’interno del complesso di edifici previsti nel progetto del Centro Servizi Prenestino, e dal quale prende il nome la struttura. Si tratta di un Accordo di Programma approvato nel 2003 dal Consiglio Comunale di Roma e ratificato nel 2010 dalla Regione Lazio.
Il progetto prevede infatti altre tre strutture per uffici e servizi, con un edificio destinato ad attività sportive e servizi per 9.375 mq, un edificio direzionale per 5.525 mq e un edificio a servizi pubblici e privati per 15.000 mq. In programma anche 24mila mq di parcheggi pubblici, la realizzazione di un teatro per 300 posti da consegnare al Municipio e 22mila mq di spazi verdi che comprendono al loro interno anche i resti di una villa romana sul lato della via Prenestina.
I casalinghi cercano sinergie forti con il food
Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze nell’universo dei casalinghi. Quello che a prima vista sembra un mercato flat, risulta in realtà ricco di spunti e di vitalità, specie a livello di posizionamento e percezione del prodotto da parte dei consumatori. Trasversalmente alle diverse categorie, le imprese con le migliori performance competitive hanno saputo mettere a fuoco alcuni orientamenti virtuosi: primo fra tutti, il focus sulla contiguità con il mondo del food, il che non significa soltanto puntare sugli strumenti utili a sperimentare in casa una cucina da chef ma anche sui temi della sicurezza dei cibi, dei nuovi comportamenti alimentari, delle suggestioni green. Un altro focus strategico consiste nel consolidamento dell’immagine di qualità -in termini di eccellenza manifatturiera, know-how tecnologico, italianità, innovatività- per prendere definitivamente le distanze dagli articoli cheap, spesso d’importazione, che approdano negli scaffali della distribuzione.
Consumi stabili ma non stagnanti
I consuntivi 2016 mostrano, in genere, risultati sostanzialmente allineati con quelli dell’anno precedente. È il caso del mercato degli oggetti in vetro per la tavola. “Le proposte che le aziende come la nostra possono portare al consumatore finale attraverso i grandi retailer -dice in proposito Silvia Granocchia, direttore marketing & trade marketing di Bormioli Rocco- sono sicuramente un fattore importante per generare stimoli in grado di costruire questa stabilità in maniera sana, ossia in grado di assicurare margini e soddisfazioni a tutti gli operatori coinvolti nella filiera”. Luci ed ombre nella categoria cottura. “Il mercato Italia ha visto un inizio d’anno positivo con un rallentamento nel secondo semestre, in cui sono calati il dinamismo e la spinta promozionale”, afferma Giorgia Munari, marketing manager de La Termoplastic – Fbm. “Il settore cookware è apparso sicuramente caratterizzato da alcune evoluzioni strutturali e dalle nuove strategie messe in atto dai grandi player. In termini di prodotto, stiamo assistendo all’avanzata di articoli posizionati rispettivamente in fascia entry level -ambito in cui la leva del prezzo gioca un ruolo prioritario- e in alta gamma, area che si differenzia grazie a linee ad alto contenuto di innovazione e design”. A livello di prodotto, proseguono le tendenze già individuate nel recente passato. “Per quanto riguarda il segmento degli stampi da forno, nel corso del 2016 non si sono evidenziati nuovi trend”, rileva Elena Guardini, direttore marketing dell’azienda omonima. “Continuano a riscuotere ottimi consensi le tortiere apribili con cerniera, molto funzionali nella sformatura del dolce, gli stampi per i muffin ed i tegami per pizza. Nel contempo, prosegue il successo dei rivestimenti con effetto pietra e di tutti gli stampi colorati”.
Strategie di crescita in progress
Al di là delle medie di business, per alcune imprese il 2016 si è dimostrato un vero e proprio anno di grazia, tale da consentire di affrontare con fiducia il prossimo futuro. “La buona progressione da noi realizzata concretizza i primi risultati degli investimenti nel rinnovo della gamma prodotti e nella revisione della nostra strategia di comunicazione”, dichiara Sergio Grasso, Ceo di Fratelli Guzzini. “In Italia, abbiamo riscontrato con soddisfazione la crescita delle vendite dal punto di vista qualitativo e quantitativo, grazie anche al prezioso e consolidato supporto dei nostri partner della distribuzione; all’estero abbiamo ottenuto performance soddisfacenti in Europa, negli Usa e in alcune aree dell’Asia e dell’Africa. Hanno trainato le vendite le nuove collezioni tableware Le Murrine, My Fusion e Tiffany”. Piena soddisfazione anche per il Gruppo Fhp Vileda, fresco della recente acquisizione di Gimi. “Quello appena chiuso è stato per noi un anno assolutamente positivo, in cui la dinamica del mercato ci ha visto giocare un fondamentale ruolo trainante”, afferma Carla Sollai, shopper & trade marketing manager consumer division di Fhp Vileda. “Infatti, siamo stati motore della crescita soprattutto nelle nostre categorie core -mop, panni, guanti, abrasivi e scope- in cui abbiamo realizzato tassi di crescita superiori a quelli del mercato. Di conseguenza, abbiamo confermato la nostra leadership nel mercato dei prodotti per la pulizia della casa, dove la nostra quota a valore si attesta intorno al 22%”. Nella categoria cottura l’upgrading tecnologico risulta spesso premiante. “Il 2016 ha rappresentato per noi un anno particolarmente proficuo”, sottolinea Laura Callegari, responsabile marketing di Illa. “Questo vale sia per l’export -che per la nostra azienda rappresenta oltre l’85% della produzione- sia per il mercato interno, dove abbiamo registrato il raddoppio del giro d’affari dell’intero anno precedente. Tra i maggiori artefici di questi risultati possiamo c’è Olivilla, la prima padella con rivestimento brevettato Ollia-tech all’olio d’oliva. Lanciata all’inizio del 2016, ha subito suscitato la curiosità prima e l’apprezzamento poi da parte degli utilizzatori: permette, infatti, di cucinare senza grassi aggiunti e, quindi, di mangiare in modo sano senza rinunciare al gusto”. Anche per Alluflon ecologia e salute vanno a braccetto con i contenuti hi-tech. “La ricerca di naturalità e sicurezza in cucina, con la tecnologia a fare da supporto, sono le tematiche trasversali che ispirano il mercato e i consumatori”, conferma Cinzia Casagrande, vicedirettore commerciale e marketing manager. “Di conseguenza, nel mondo del cookware hanno guadagnato tutti i prodotti di ispirazione naturale, quali i rivestimenti rinforzati con particelle minerali o il nuovo coating antiaderente Finegres® di Moneta, testato Sgs”.
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Cortilia introduce in assortimento il pesce d’acqua dolce
Cortilia, il mercato agricolo online, amplia l’assortimento introducendo il pesce d’acqua dolce grazie all’accordo con il produttore Fattoria del Pesce, che opera nel Parco del Ticino. Sulla piattaforma di Cortilia sono a disposizione dei consumatori trote, allevate secondo canoni e principi del benessere animale e della sanità del prodotto finito. La nuova categoria del pesce comprende pesce fresco, affumicato, piatti pronti, hamburger.
La pasticceria-boutique Cova rinnova il look
Cova, la pasticceria-boutique di via Montenapoleone, gestita da Paola e Daniela Faccioli, sarà oggetto di restyling e si presenterà con un look rinnovato in coincidenza con le celebrazioni del bicentenario dalla fondazione, risalente al 1817. La struttura rimarrà chiusa fino a primavera. I lavori di ristrutturazione prevedono il recupero conservativo degli spazi interni, l’ingrandimento verso via Sant’Andrea che dovrebbe permettere a Cova di poter disporre di una vetrina aggiuntiva. Inoltre sarà aperto uno spazio dehor nella corte interna, utilizzabile durante la bella stagione.
La data di fine lavori non è ancora certa, la riapertura potrebbe essere programmata per il Salone del Mobile, che si terrà a Milano dal 4 al 9 aprile. Al momento nessuna certezza.
Lo sviluppo. La società prevede nei prossimi mesi nuove aperture tra cui Cova Monte Carlo, in partnership con Billionaire, che sarà inaugurato alla vigilia del gran premio di Formula Uno nella città monegasca a maggio e subito dopo dovrebbe seguire il debutto di Cova a Dubai.
Whole Foods Market punta su New York con il format 365
Whole Foods Market individua nuove location per espandere l’insegna low cost 365 in America. Il retailer aprirà un negozio al 300 di Ashland, nel cuore di Brooklyn, New York, non lontano dalla Barclay Center. La data di apertura non è stata annunciata.
Il prossimo store dell’insegna è programmato per il mese di aprile al Cedar Park, in Texas. Attualmente, sono 23 contratti di locazione in fase di sviluppo per il formato.
Carrefour chiude. Possibile interesse di un’azienda per Pontecagnano
Sono 500 gli esuberi dichiarati da Carrefour che chiude tre ipermercati a Borgomanero, Trofarello e Pontecagnano suscitando la reazione dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS. Le sigle sindacali hanno dunque annunciato lo stato di agitazione e l’astensione dal lavoro per il 27 e il 28 gennaio. Per il punto di vendita di Pontecagnano Faiano, locomotiva alimentare del Centro Maximall, ci sarebbe l’interesse del Conad, attiva in provincia di Salerno con 52 negozi, come riportato dal giornale L’Occhio di Salerno e Provincia. Ma al momento sono soltanto rumors non confermati.
I sindacati. “Sono state anticipate dall’azienda una serie di esigenze organizzative che implicherebbero un ulteriore e grave peggioramento delle condizioni di lavoro per i dipendenti della società – spiegano le sigle sindacali – Le argomentazioni dell’impresa hanno portato ad evidenziare rilevanti problematiche sugli andamenti aziendali, quali il fatturato, il costo del lavoro e la redditività dell’anno. Gli ipermercati risultano particolarmente penalizzati”. Carrefour si è comunque detta disponibile al ricorso a strumenti che possano minimizzare l’impatto sui lavoratori del piano avviato.
Iper La grande I, Esselunga e Decathlon le migliori insegne online
BEM Research ha stilato una classifica identificando, tra le insegne della gdo, la migliore performance sul web nel 2016. Sul podio si piazzano gli ipermercati Iper La Grande I, la catena del gruppo Finiper che registra un punteggio medio del Bem Rank pari a 53,6 punti dimostrando grande visibilità online. Con un distacco di circa 7 punti si posiziona in seconda posizione Esselunga, segue Decathlon. In quarta posizione si colloca Coop, seguita da Bricocenter, Bennet, Carrefour, Auchan, Gamestop ed Euronics. Se invece si considerano le prestazioni dell’homepage, cioè la velocità di caricamento e l’usabilità, in vetta alla classifica c’è Bricocenter, seguito da Decathlon e Bennet.
L'importanza del phygital. "Chi ad oggi fa meglio sul web è riuscito negli ultimi anni ad avere un miglior rapporto con la clientela, soprattutto attraverso i tradizionali canali di vendita, e quindi a vendere di più. – commenta Mariachiara Marsella,
web marketing manager di Bem Research – Ciò evidenzia l’importanza del phygital, parola che nasce dall’unione di physical e digital, ovvero quanto sia cruciale interagire con gli utenti con strumenti digitali anche quando le vendite avvengano prevalentemente attraverso i canali fisici. In questo contesto sembrano fare eccezione le catene di discount, che pur avendo ottime performance in termini di vendite, non rientrano tra i migliori brand della nostra classifica. Il target di clientela, - prosegue - meno digitalizzata, può però spiegare questo risultato. Tra non molto tempo, quando i nativi digitali saranno più attivi sul mercato, si può facilmente prevedere che anche questi distributori dovranno porre più attenzione al web".
Quasi a domicilio: la filiera corta è a portata di click
La consapevolezza che il nostro benessere ha molto a che fare con l’alimentazione cresce, di qui il desiderio di conoscere origine e caratteristiche dei prodotti che portiamo in tavola. Cosa di meglio quindi di fare la spesa direttamente da chi questi cibi li produce? Tanto più che in questo modo si riesce anche a ottenere un prezzo di cessione decisamente più interessante di quello della vendita al dettaglio, vantaggio oggigiorno certo non trascurabile. Sino a oggi l’accesso alla filiera corta era possibile solo attraverso un Gas (Gruppo acquisto solidale), ma si tratta di una formula di acquisto pensata per comunità in grado di fare ordini consistenti, quindi la maggioranza dei consumatori ne rimane esclusa.
L’Alveare che dice sì
Un’alternativa valida sono i mercati contadini, presenti in modo più o meno stabile in molti centri urbani, ma pure questi non sono sempre facilmente accessibili a tutti, vuoi per la distanza vuoi per orario o calendarizzazione (spesso si tengono al sabato, quando molte persone vanno fuori città). Ed è qui che la proposta della startup L’Alveare che dice sì (start up incubata al Politecnico di Torino) diventa interessante. Grazie a una piattaforma web molto complessa, ma facile e gradevole da utilizzare, e una rete territoriale in continua evoluzione, l’utente può scegliere l’Alveare più vicino a casa (o al lavoro), fare l’ordine online e ritirare la merce una volta alla settimana nel giorno e orario prefissati da ogni Alveare (di solito un infrasettimanale in una fascia oraria 18-20, per agevolare il ritiro da parte di chi lavora).
Una rete in espansione
La rete de L’Alveare conta oggi 17.000 utenti iscritti, 700 alveari (40% attivi e i restanti in costruzione) e più di 4.000 produttori associati. Ogni referente di alveare costruisce la propria offerta associando produttori che -in un’ottica di sostenibilità, ma anche per alleggerire i costi di trasporto- preferibilmente vengono scelti in un raggio massimo di 150 km. L’offerta settimanale si concentra sui prodotti freschi che costituiscono la base dell’alimentazione quotidiana (ortofrutta, carne, formaggi, pasta e pane), ai quali a piacere ciascun alveare può saltuariamente abbinare altri prodotti (vino, conserve, dolciumi ecc). L’iscrizione al portale è gratuita sia per gli utenti sia per i fornitori e non c’è soglia minima per gli ordinativi.
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PittaRosso registra un fatturato in crescita
PittaRosso SpA ha chiuso il 2016 con un fatturato di 345 milioni di euro, e un incremento di circa il 25%, rispetto all’anno precedente, dopo 5 anni di crescite sempre superiori al 20% annuo. “C’è grande entusiasmo per il quinto anno consecutivo di crescite straordinarie - dichiara Andrea Cipolloni, amministratore delegato di PittaRosso - Siamo in linea con il piano presentato a gennaio 2015 quando il controllo della società è passato da 21 Investimenti di Alessandro Benetton a Lion Capital”. Il budget per l'anno in corso si attesta intorno ai 400 milioni di euro con l'obiettivo di superare gli 800 milioni nei prossimi tre anni.
Lo sviluppo. Per il 2017 l'insegna prevede nuove aperture per consolidare la propria presenza in Italia e all'estero. In programma ci sono infatti 25 nuovi store nel nostro Paese, 16 in Francia, e nuove strutture anche in Croazia e Slovenia. Le prossime inaugurazioni sono già fissate per i primi giorni di febbraio a Roma e Sanremo.
Accordo con Ducati. Per il 2017 l'azienda ha siglato un’intesa biennale con Ducati Corse, il team di MotoGP. Il marchio

PittaRosso sarà presente sulle tute e sulle moto dei due piloti del Ducati Team, Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, oltre ai collaudatori Michele Pirro e Casey Stoner. “Siamo stati affascinati – spiega Cipolloni - dalla passione e dalla determinazione di tutto il team Ducati Corse”.
Nuove assunzioni in Lombardia per Iper La grande I
Selezioni aperte per Iper La grande I che ha avviato un programma di inserimento per neodiplomati e neolaureati e numerose posizioni aperte nei punti di vendita della Lombardia.
Il programma TalentIperildomani è dedicato a 40 giovani e prevede un inserimento iniziale tramite tirocinio formativo della durata di sei mesi al termine del quale i candidati selezionati saranno introdotti in azienda dove continueranno il percorso formativo e saranno indirizzati più concretamente verso il ruolo che dovranno ricoprire.
Nuove assunzioni. Parallelamente l’insegna sta effettuando nuove assunzioni in alcuni negozi lombardi, nello specifico in provincia di Monza e Brianza. Per lo store di Monza si ricercano specialisti da impiegare nei reparti di gastronomia e rosticceria, macelleria, pescheria, salumi e formaggi, ortofrutta e pronto fresco. Per le sedi di Milano l’azienda cerca un big data manager con laurea in Ingegneria informatica, business organization and information system, oltre che un impiegato amministrativo data entry, per la direzione acquisti. Infine è richiesta la figura di chef responsabili di cucina.
I requisiti. Nella presentazione delle posizioni aperte dell’azienda si leggono i requisiti per i candidati ideali che dovrebbero essere: “appassionati del mondo del commercio, attenti a nuovi trend di acquisto del cliente e profondi conoscitori del prodotto alimentare”. Inoltre devono preferibilmente essere “diplomati in materie di produzione e trasformazione di alimenti o aver frequentato corsi specifici in materia, aver maturato un’esperienza pregressa con ruoli di responsabilità in realtà commerciali di prossimità e in aziende operanti nel mondo del commercio al dettaglio”.
Lidl porta store e private label al cinema
Da retailer a entertainer. Dopo un’originale iniziativa come il programma televisivo La Ricetta Perfetta e il lancio della web serie targata Cien, Lidl continua a investire in modalità di comunicazione che agganciano con forza l’identità della catena, punti di vendita e assortimento a marchio. Il debutto questa volta è al cinema nel nuovo film di Fausto Brizzi, intitolato Poveri ma Ricchi e nelle sale dal 15 dicembre 2016. Il progetto sviluppato in collaborazione con Qmi, Agenzia italiana di Entertainment Marketing and Communication, ha superato il più lineare product placement per dare vita a un inserimento maggiormente articolato dell’insegna all’interno dell’intreccio narrativo. La partnership con il film prodotto da Wildside e Warner Bros. Entertainment Italia, e distribuito da Warner Bros. Pictures, ha inoltre previsto la parallela organizzazione in esclusiva di un concorso promozionale. Quest’ultimo, attivato nel periodo antecedente l’uscita della pellicola, ha consentito ai clienti Lidl di concorrere, con una spesa di importo pari o superiore a 25 euro, alla vincita di un totale di 20mila buoni cinema.
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Ikea espone al Sigep prodotti di arredo per attività commerciali
Al via Sigep, l’appuntamento annuale dedicato all’artigianato dolciario. Tra gli espositori anche Ikea Rimini che sarà presente, con un proprio spazio, per presentare soluzioni adatte per chi vuole avviare una nuova attività (caffè, bistrot, ristorante) o rinnovare il proprio locale.
Da sabato 21 a mercoledì 25 gennaio 2017, tra il Padiglione A6 e C6, Ikea metterà in mostra una selezione di prodotti d’arredo per bar, caffè, pasticcerie e presenterà una promozione dedicata a tutti i soci Ikea business: tutti coloro che si iscriveranno o aggiorneranno il loro profilo in fiera riceveranno una cartolina che darà loro diritto ad ottenere sconti sui prodotti acquistati presso lo store di Rimini. Presentando la cartolina entro il 28 febbraio 2017 si avrà la possibilità di ricevere un buono d'acquisto del 5% per una spesa compresa tra 1.000 e 3.000 euro, del 7% per una spesa tra 3.000 e 8.000 euro e del 10% per una spesa oltre 8.000 euro.
Mercatone Uno, in attesa del nuovo bando, la Cigs è rinnovata di un anno
Seguiamo le vicende di Mercatone Uno sin dall'inizio della sua fase di commissariamento. Riportiamo, perciò, le ultime comunicazioni giunte dal gruppo che da più di un anno è in amministrazione straordinaria e ristrutturazione in vista di una possibile cessione.
I commissari straordinari delle società di Mercatone Uno (Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari) hanno incontrato, al Ministero dello sviluppo economico (Mise), i rappresentanti nazionali e territoriali delle organizzazioni sindacali e delle Regioni interessate, e i membri della task force governativa che sta seguendo la procedura di amministrazione straordinaria del Gruppo. I commissari hanno fornito informazioni sul provvedimento di sequestro preventivo delle quote della società CVE, appartenenti agli ex soci e amministratori di Gruppo Mercatone Uno: obiettivo del provvedimento, evitare altre dispersioni di beni già di pertinenza delle imprese in amministrazione straordinaria.

Nuovo bando di gara
Espresso l'apprezzamento per l’iniziativa della Procura della Repubblica di Bologna e della Guardia di Finanza a tutela dell’azienda, dei dipendenti e dei creditori, i commissari straordinari hanno presentato i risultati economico-gestionali 2016 sottolineando le criticità del settore e preannunciando la pubblicazione del nuovo bando di gara per la vendita dell’intero compendio aziendale (bando in corso d'approvazione da parte del Mise), rivolto a operatori industriali e finanziari che garantiscano al Gruppo concrete prospettive di rilancio industriale. Questo secondo bando conterrà condizioni di vendita più flessibili e coerenti con le indicazioni provenienti dal mercato. Sono ritenute migliori le offerte che comprenderanno tutti i 78 punti vendita esistenti e i dipendenti in forza all'atto della cessione. A differenza del primo bando, saranno prese in considerazione, e opportunamente valutate e ponderate, le diverse offerte di acquisto che perverranno alla Procedura, per assicurare continuità aziendale, per mantenere i posti di lavoro e le opportunità commerciali per i fornitori e tutto l’indotto di Mercatone Uno.
Con un fatturato di 344 milioni di euro, in crescita del 12,3% rispetto al 2015, Mercatone Uno detiene una il 10% di quota di mercato, e impiega 3.405 dipendenti. I 59 punti vendita attualmente operativi nelle aree dei principali centri urbani assommano una superficie commerciale di circa 310.000 metri quadri.
Condividendo gli obiettivi dei commissari, il Mise ha autorizzato la proroga del Programma di cessione del compendio aziendale per altri 12 mesi e quindi la Cigs, scaduta il 13 gennaio 2017, verrà rinnovata fino al 14 gennaio 2018.
Prenatal investe nel visual del punto di vendita
Per l’industria la Mdd è scelta strategica
Nel definire il punto di vista dell'industria rispetto al business dei prodotti a marca del distributore, Ibc ha realizzato una ricerca ad hoc insieme a Trade Lab -presentata da Luca Pellegrini a Marca 2017- principalmente nell'intento di colmare un vuoto di informazione. Perché del versante industriale si conoscono molti meno dettagli rispetto alle variabili in gioco, le opportunità da cogliere, lo stato delle relazioni con i retailer.
L'attenzione si è soffermata su 75 imprese di produzione, forse non statisticamente rappresentative, ma in ogni caso significative per avere uno spaccato della media impresa italiana agroalimentare (il 50% del campione fattura fra i 500 e i 100 milioni di euro). Un ulteriore parametro significativo: sono state scelte aziende che facessero sia copacking sia attività a marchio proprio. Tralasciati volutamente i puristi e gran parte degli specialisti conto terzi.
L'evidenza principale che emerge riguarda la scelta strategica verso le Mdd. Non risultano mai un ripiego e neppure rappresentano un'ultima spiaggia rivelatasi fortunata. Si tratta di un secondo ambito di business che viene perseguito proattivamente e con una forte focalizzazione sui volumi. “Ma attenzione -segnala Luca Pellegrini, presidente di Trade Lab- non si va solo a caccia di volumi incrementali per ottimizzare la produzione esistente. L'obiettivo è molto più strategico e funzionale alla competitività aziendale: la Mdd garantisce volumi ed economie di scala immediate che consentono gli investimenti sull'aggiornamento tecnologico e industriale del copacker”.
Non è una scelta tattica ma di lungo periodo che dà risultati buoni. Una scelta che paga se è vero che la metà del campione produce Mdd da un ventennio senza ripensamenti. Tra l'altro: a livello di produzione la Mdd rappresenta il 32% dell'attività produttiva, che però incide sul 35% del fatturato con un evidente valore aggiunto. Le imprese segnalano anche la differenza esistente fra il lavoro a supporto dei discount e quello a supporto della gdo. I discount sono clienti importanti: rappresentano il 21% dei committenti ma ben il 29% del fatturato generato con Mdd.
L'aspetto più deludente che l'industria copacker segnala rispetto a quest'area di business funzionale riguarda l'estero. L'aspettitiva di poter accedere a scaffali stranieri attraverso i rapporti di fornitura Mdd in Italia spesso viene delusa. Mentre l'idea di poter accrescere gli spazi e la visibilità a scaffale con le proprie marche essendo anche dei produttori di private label è oggi un'aspettativa venuta meno, e certamente non viene più considerata come punto di partenza per intraprendere questa attività.
Nel rapporto tra le parti sono evidenti anche aree di difficoltà. È scontato che i margini sono bassi, in particolare per le Mdd per il discount, e che chi opera in questo mercato non può che farlo sulla base di una rigida disciplina nel controllo dei costi. Un elemento negativo nuovo che sta emergendo è invece la richiesta di contributi aggiuntivi per sostenere la promozionalità delle Mdd, creando una rilevante incertezza su condizioni di fornitura che già scontano una redditività contenuta.
Think Tank Award 2016: Hubdate vincitore assoluto
Si è svolta a Marca Private Label Conference and Exhibition, la premiazione di Think Tank Award 2016, il premio di GDOWEEK dedicato a progetti innovativi retail di giovani universitari, nato nel 2008 in collaborazione con l’Università Bocconi.
Al contest di quest’anno hanno partecipato l’Università Luigi Bocconi di Milano, l’Università EMLyon Business School di Lione e l’Università Esade Business School di Barcellona per un totale di 15 progetti, suddivisi per le seguenti categorie:

- FOOD, nuovi format per gli store alimentari
- GREEN & CSR, il punto di vendita verde
- MULTICANALITÀ, l’integrazione del pdv con Internet e mobile
- TECHNOLOGY, il ruolo della tecnologia
- TRASVERSALITÀ, l’ibridazione del punto di vendita
Una giuria prestigiosa, composta da retailer, architetti, sociologi, giornalisti, ricercatori, consulenti e docenti di primo livello nel mondo della distribuzione, ha valutato con attenzione e professionalità i progetti candidati. Questi, inoltre, sono stati votati online attraverso un sondaggio web che si è chiuso il 30 dicembre.

Vincitore assoluto dell’edizione 2016 di Think Tank è stato il progetto HUBDATE presentato da un gruppo di studenti della EMLYON BUSINESS SCHOOL. La particolarità di Hubdate nasce dalla capacità di fornire servizi di assistenza tecnologica per pc, smartphone, altri dispositivi con un’ampia area caffè e relax. L’obiettivo è quello di fornire a tutti i target, soprattutto a quello senior (che ha meno dimestichezza con le nuove tecnologie) confidenza con le tecnologie e con l’esigenza o la curiosità delle tecnologie It personali in un ambiente dall’atmosfera accogliente, che abbina esperienza e competenza.

Vincitori di Categoria:
FOOD: ÉQUILIBRE – Università Commerciale Luigi Bocconi
GREEN & CSR: GRANDMA’S TIPS – Emlyon Business School
MULTICANALITA’: SMART FASHION - Emlyon Business School
TECHNOLOGY: HUBDATE - Emlyon Business School
TRASVERSALITA’: M.U.M. – Esade Business School
I premi sono stati consegnati da personalità del mondo della gdo e dell’industria, componenti della giuria, tra cui Eleonora Graffione, presidente Consorzio Coralis, Mario Gasbarrino, presidente e Amministratore Delegato Unes, Grégoire Kaufman, direttore Merci e Marketing Carrefour Italia, Mario Galietti, responsabile Divisione Shopper Based Design Procter & Gamble, Marco Bordoli, Amministratore delegato Crai Secom e Giorgio Santambrogio , Presidente ADM.
Un ringraziamento particolare a Procter & Gamble e Consorzio Coralis che hanno sponsorizzato il premio.


Per prendere visione dei progetti in gara: http://www.gdoweek.it/thinktank/
Scrambler Ducati Food Factory mette insieme cibo e motori
Coniuga cibo e motori e sigilla la presenza di Ducati nel mondo della ristorazione. A Bologna in via Stalingrado, l’azienda di Borgo Panigale ha inaugurato Scrambler Ducati Food Factory un nuovo locale che mette in vetrina le moto e le espone, come fossero incastonate tra i tavoli del ristorante. Lo store mette insieme dunque il mondo Ducati e la tradizione culinaria emiliano romagnola. Nella struttura di 500 metri quadrati convivono una pizzeria gourmet, un bistrot, uno shop d’abbigliamento e accessori Scrambler Ducati. Lo spazio è inoltre destinato a diventare un punto di incontro, connotato dai diversi ambiti dell’universo Scrambler Ducati: food, arte, musica, fotografia, customizzazione, ed eventi.
Il ristorante. Lo store è stato realizzato all’interno di un capannone anni ’50, un tempo adibito a canapificio. La sala,
progettata dall'architetto Giacomo Migliori, dispone di 130 coperti, e un design contemporaneo di stampo industrial che integra il grigio del cemento “on the road”, il giallo Scrambler, i tubi che richiamano alla produzione e alla fabbrica. La cucina è open space, e c’è un soppalco con trenta posti ideato per meeting riservati. Sulle pareti sono stati predisposti interventi a mano libera, con inserti che richiamano al mondo Ducati, realizzati dal writer e artista modenese Mauro Roselli.
Esselunga aprirà a Fino Mornasco. Previste 90 assunzioni
Esselunga ottiene il benestare della Regione Lombardia per la realizzazione del nuovo superstore dell’insegna che nascerà a Fino Mornasco, in provincia di Como, in via Guanzasca, nell’area ex Visgomma che sarà interamente riqualificata. La conclusione dei lavori è prevista per il 2019 e si prevedono 90 nuovi posti di lavoro di cui la metà saranno riservati prioritariamente ai cittadini finesi e dei comuni limitrofi.
La raccolta dei curricula vitae sarà effettuerà tramite il portale dedicato www.esselungajob.it, nel quale saranno pubblicati i relativi annunci di lavoro nel momento in cui verranno aperte le selezioni di personale.
Brasile, ritorno alla crescita nel 2017
Brasile: opportunità di investimento per i retailer italiani o mercato fragile e instabile, colpito dalla volatilità della quotazioni delle materie prime, prima voce di bilancio dell’economia brasiliana? Dopo 13 stagioni di continua crescita, più o meno vigorosa, il 2015 ha rappresentato un anno negativo per il commercio del Brasile, mentre nel 2016 si sono alternate nubi e schiarite per il retail brasiliano, avviato comunque a una fase di modernizzazione e assestamento/riposizionamento. Oggi, secondo un’analisi di Sbvc, il mercato retail brasiliano varrebbe 600 milioni di dollari. Nel 2016, secondo Nielsen, il retail ha rappresentato il 5,35% del Pil del Brasile e le vendite al dettaglio sono calate del 3,25%. Se segmentiamo questo dato rispetto ai canali di vendita, notiamo che le strutture distributive moderne stanno reagendo meglio a questa crisi, rispetto al dettaglio tradizionale, confermando la loro capacità di attrazione. Le vendite attraverso ipermercati, supermercati e self service hanno mostrato una crescita del 7,1%, ma con un aumento del 3% del numero di punti vendita, arrivati a quota 84.547 alla fine dello scorso anno. A conferma di questo trend di investimento da parte dei principali retailer, il numero complessivo degli addetti nella distribuzione brasiliana è salito da 207.000 a oltre 222.000 lavoratori nel raffronto 2014/2015. In generale, hanno reagito meglio a questa fase di stanca le superfici più grandi, quelle che possono capitalizzare il traino rappresentato da ampiezza dell’offerta/posizionamento di prezzo e brand/insegne di forte richiamo, magari di importazione.
L’impegno dei francesi
Questi segnali vanno interpretati nell’ottica di un paese vasto, con stati a maggiore sviluppo economico e altri più arretrati, anche dal punto di vista sociale. E su una struttura distributiva che vede una forte presenza di retailer stranieri, dai francesi Casino che controllano il primo gruppo distributivo, la Companhia Brasileira da Distribuição, alla filiale brasiliana di Carrefour, fino a Wal-Mart e al gruppo cileno Cencosud, che dal 2007 ha investito anche in Brasile. Al di là dei distributori che si muovono su utto il territorio brasiliano, le catene distributive locali spesso sono ancora detenute dal fondatore o dalla sua famiglia (Zaffari, Muffato, Zonta) e hanno posizioni di forte leadership nello stato d’origine.
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Flying Tiger Copenhagen si sviluppa in sud Italia
Lo sviluppo dell’insegna Flying Tiger Copenhagen si concentra al sud Italia dove il marchio sta potenziando la sua presenza orientandosi sui centri commerciali. Nel solo mese di dicembre ha inaugurato il negozio di Triggiano, all’interno del centro Bariblu facendo così il suo ingresso ufficiale in Puglia dove non era ancora presente. Ha fatto il bis nella regione con lo store di Foggia al centro commerciale GrandApulia e poche settimane prima ha tagliato il nastro al secondo negozio di Napoli, realizzato al centro commerciale Quarto Nuovo. Ha inoltre aperto a Ragusa al centro Le masserie, e a Salerno al centro commerciale Le Cotoniere.
Il format è il tradizionale dell’insegna, specializzata nel fast fashion del design. I punti di vendita si estendono in media su una superficie di circa 200 mq, con percorsi prestabiliti, che comprendono anche prodotti food, nella parte finale del percorso, per lo più snack e bibite. Lo sviluppo in Europa ha obiettivi ambiziosi: arrivare a una rete di 1.500 store entro il 2010.
La cavalcata delle promo si concede una pausa
C’è un momento di riflessione fra i protagonisti della promozione in Europa, che si concretizza in una decisa frenata della pressione promozionale alle vendite (0,7 il dato medio europeo) e in un conseguentemente diffuso rallentamento della corsa agli abbattimenti della marginalità. Lo registra la recente ricerca Price and Promotion in Western Economies, pubblicata da IRI. La quale si sofferma a livello continentale su quanto accaduto nel 2016 in Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Regno Unito e Grecia. Secondo i ricercatori, tutte le parti in causa -industria di marca e retail, ma anche responsabili d’acquisto- avrebbero spostato il focus strategico verso l’individuazione dell’occasione reale (da offrire o da cogliere), mentre la massificazione della leva promozionale sembrerebbe aver perso gradimento con il progressivo decadimento della sua efficacia.
Convergenza di strategie differenti
Una serie di fenomeni in atto concorrono al risultato a livello internazionale. In primis paiono arrivati a maturazione i crescenti sforzi da parte dei fornitori di trovare delle vie di fuga alla trappola della promozione a prescindere, meglio se crescente. Da anni in pista per uscire dal circolo vizioso, sopportando i costi più pesanti delle iniziative promozionali, l’industria ha perfezionato le proprie iniziative per indebolire la focalizzazione sul solo prezzo. Un maggior numero di prodotti realmente innovativi, meno confrontabili sul mercato in termini di listino, hanno iniziato a fare breccia catturando l’attenzione dei consumatori smart. Non solo. Gli assortimenti si sono arricchiti di proposte e marche locali, solitamente vendute al di fuori delle logiche standard. Anche il retail ha dato un suo contributo al raffreddamento del fenomeno studiando e applicando con maggiore determinazione formule di Edlp (prezzi bassi ogni giorno), mentre i consumatori si muovono con maggiore intensità all’interno di un uptrading della spesa, trovando nei freschissimi, nelle origini e nelle marche del territorio il nuovo percorso personale verso il benessere. Ne deriva complessivamente un arretramento della leva promozionale media ben al di sotto del 30%, a 28,1 punti percentuali. È il Regno Unito a segnare la compressione maggiore con una sottrazione di 2,6 punti assoluti, la più elevata in uno scenario continentale più prudente. In particolare, con tale dato il retail inglese torna infine al di sotto della soglia del 50% di venduto drogato dalle promo, almeno per quanto concerne l’alimentare.
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Gs1 e Nielsen a Marca 2017: Immagino fotografa le tendenze del food
Free from, addizionati, veg e per intolleranti, senza ogm, con pochi grassi. Questi gli alimenti che nel 2016 hanno realizzato le performance migliori in termini di vendite rispetto alla media del comparto food, secondo un’analisi condotta da Nielsen con il supporto dei dati raccolti da ‘Immagino’, il servizio web realizzato da GS1 che scattando foto digitali delle confezioni dei prodotti di largo consumo raccoglie ed elabora le informazioni stampate sulle etichette.
Analizzando e confrontando loghi e certificazioni, valori nutrizionali, claim sui pack e ingredienti, Immagino può rispondere ad esempio alle seguenti domande: come stanno cambiando l’offerta e il consumo in funzione della presenza di alcuni ingredienti, Come cambia il consumo in funzione dell’assenza di allergeni, coloranti, conservanti? Quali trend mostrano categorie di prodotto rivolte a vegani e vegetariani? Quali sono gli andamenti dei prodotti che comunicano la loro italianità?
Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia e Bruno Aceto Ceo di GS1 Italy hanno presentato Immagino alla platea di Marca durante il convegno inaugurale della 13esima edizione della fiera. “I consumatori sono alla ricerca di punti di riferimento e i punti di vendita e le marche dispongono di strumenti informativi assolutamente centrali per costruire una relazione di valore con loro – ha detto Aceto – informare bene è oggi una delle mission costitutive per le imprese. Manca ancora, tuttavia, una misurazione reale del rapporto tra informazione ricercata e risultati di mercato. L’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy nasce per colmare questo vuoto”.
“Dall’incrocio dei dati Immagino contenenti le caratteristiche dei singoli prodotti con i dati di venduto, di consumo delle famiglie e di fruizione dei media rilevati da Nielsen – ha precisato Fantasia – è possibile tracciare un quadro di come sia cambiata la dieta degli italiani, individuando gli acquirenti principali per ogni segmento di mercato e identificandone la dieta mediatica che consente alle aziende di ottimizzare gli investimenti media e raggiungere il proprio target in maniera più efficace”.
Una fotografica delle tendenze
Per quanto riguarda il 2016, Immagino ‘fotografa’ queste tendenze: i prodotti idonei a uno stile di vita vegetariano e/o vegano hanno avuto un peso del 3,2% a scaffale (1.140 etichette), hanno fatturato 749 milioni di euro (2,7% del totale grocery) segnando un incremento del 10,4%, a fronte di una performance del comparto food del -0,2%. A seguire le referenze senza glutine e senza lattosio che rappresentano il 13,4% delle etichette (6.942), hanno fatturato poco più di 4 miliardi con un incremento dell1,4%. Al terzo posto la galassia delle 6.942 etichette free from (senza conservanti, coloranti, ogm e olio di palma, con pochi grassi, calorie e zuccheri). Con un valore di 8 miliardi e 241 milioni (30,1%) hanno messo a segno un +0,9% rispetto al 2015. Infine, la categoria degli arricchiti (con vitamine, calcio, fibre, Omega 3, ecc..), con le sue 3.834 etichette ha fatturato 3 miliardi e 657 milioni, con una crescita dello 0,2%.
Secondo gli analisti di GS1 e Nielsen i prodotti che hanno più margine di redditività sono quelli senza glutine, senza Ogm, con pochi grassi e arricchiti con fibre. Meno performanti invece quelli con vitamine e senza coloranti.
Marca 2017, il nuovo paradigma dei prodotti a marchio del distributore
Dal prezzo al concetto di premium, dal biologico al Km zero, dalla sostenibilità ambientale ed etica delle filiere, fino al free from e al rich in, anche i prodotti a marchio del distributore devono sottostare alle dinamiche cui sono soggette le referenze delle marche industriali. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato durante il convegno “Marca del Distributore alla sfida dei nuovi processi di acquisto” che ha aperto la tredicesima edizione di Marca, l’expo organizzata in collaborazione con Adm e dedicata alle private label, in programma oggi e domani alla Fiera di Bologna. Un’evoluzione, un nuovo paradigma, che si possono sintetizzare nel passaggio da private label a marca del distributore: non una semplice questione semantica, ma un vero e proprio cambio di posizionamento. Se fino a ieri la marca commerciale esprimeva solo un’opportunità di convenienza, ora identifica un mondo di valori, di diversificazione dell’offerta e di innovazione che le hanno fatto conquistare un nuovo spazio e un ruolo guida nel panorama del largo consumo.
Numeri in crescita
I dati del Rapporto Marca 2017 dicono che dopo un 2015 in chiaroscuro, l’anno scorso i prodotti a marchio dei retailer sono cresciuti dell’1,7% a valore e dello 0,2% a volume, raggiungendo una quota di mercato del 18,5%. A settembre scorso, il fatturato nei canali ipermercati, supermercati e libero servizio ha raggiunto i 9,76 miliardi di euro, con una particolare penetrazione nel canale discount nel quale la MDD ha raggiunto il 54% di quota.
Spicca il dato delle referenze premium: i consumatori acquistano sempre più prodotti MDD del segmento alta qualità, dove il bio si è messo in evidenza con un +16,1% a valore e +14,4% a volume. Parallelamente, si registra un ampliamento dell’assortimento di prodotti MDD in tutti i canali distributivi per offrire una maggiore varietà ai consumatori: in particolare nei supermercati (1415 referenze, +49 rispetto al 2015) nel libero servizio (799, +40) e negli ipermercati (2091, +6). Riprende anche la crescita della MDD nel Sud d’Italia: nel corso del 2016 il trend delle vendite (+0,6%) supera la media nazionale, anche se la strada per la convergenza risulta ancora lunga, in quanto la quota al Sud risulta del 13,2% contro il 18,5% del totale Italia.
Nuove logiche nel processo d’acquisto
“Le dinamiche dei prodotti a marchio del distributore si stanno evolvendo – ha detto l’amministratore delegato del Gruppo Vegè e presidente di Adm Giorgio Santambrogio – per fare vera innovazione bisogna innescare nuove strategie mentali d’acquisto nella testa dei consumatori. Non tutti i prodotti MDD sono di qualità – ha sottolineato – su questo fronte c’è ancora molto lavoro da fare, poi bisogna limitare le logiche promozionali e non seguire i marchi industriali nella corsa al ribasso dei prezzi. Inoltre, ci vuole onestà nei confronti del cliente – ha aggiunto Santambrogio – non possiamo ingannarlo, dobbiamo dargli informazioni corrette”. Altra ‘rivoluzione’ già in atto ma su cui bisognerà spingere di più è il posizionamento: un buon prodotto del distributore può costare anche più di uno industriale. Su questo fronte arrivano segnali positivi: nell’ultimo anno la pressione promozionale sulle private label è calata, mentre quella sui prodotti a marchio è salita.
E l’e-commerce? “È un modo per far uscire le referenze MDD dal circuito distributivo ristretto del retailer di riferimento – ha spiegato Santambrogio – ma il punto di vendita resta fondamentale e con esso il rapporto con il cliente. Per questo i punti di vendita devono cambiare e diventare più accoglienti e coinvolgenti: dobbiamo ridurre il numero di negozi e aumentare la loro attrattività”.
Le private label creano e acquistano valore
Giuseppe Minoia e Gianluca Nardone hanno presento una ricerca GfK secondo la quale in un clima di insicurezze diffuse, la Distribuzione moderna, comunica piacere e benessere nel fare la spesa per tutti i segmenti della popolazione, dai meno attrezzati culturalmente ed economicamente, ai più esperti e di buone risorse. Perché la Distribuzione moderna, riconoscono le persone che la frequentano, mai come oggi appare in grado di intercettare e soddisfare bisogni e attese, con prodotti di marca propria e di marca industriale, e con prezzi alla portata di tutti i portafogli. In questo quadro la MDD sta diventando un riferimento importante e assume i valori e la reputazione dell’insegna. Viene sempre più considerata come una marca a tutti gli effetti, con degli specifici plus: ottimo rapporto qualità-prezzo, ampiezza dell’offerta anche nei segmenti più innovativi e premium, un suo ruolo positivo per la crescita del Paese. Il contatto diretto con il produttore-distributore, l’insegna stessa, diventa la filosofia della marca, un orientamento di rilievo per tutti i segmenti di responsabili d’acquisto. Un prodotto, infine, con ulteriori prospettive di crescita: il 78% degli italiani si dichiara propenso ad acquistare referenze private label.
“Il successo che la MDD ha riscosso nel 2016 è il risultato di una straordinaria attività di progettazione e di sviluppo che la distribuzione ha saputo realizzare, in particolare nell’universo del premium – ha detto Guido Cristini docente di marketing all’Università di Parma – dove i fattori di scelta del consumatore sono la qualità, l’innovazione, la sostenibilità e la varietà, in questo senso le private label premium rappresentano una significativa opportunità per piccole imprese industriali che possono così fare conoscere al grande pubblico quei giacimenti di qualità, di eccellenza e di sostenibilità che altrimenti sarebbero confinati unicamente in micro territori, secondo modalità e logiche artigianali”.
Coop: avanti tutta con i prodotti a marchio
“Oggi abbiamo una quota di MDD a valore del 26%, il nostro obiettivo per i prossimi tre anni è raggiungere il 30% con un importante investimento che porterà al lancio di circa 400 nuovi prodotti a marchio”. Ha le idee molto chiare in fatto di private label Marco Pedroni di Coop Italia, svelando le strategie dell’insegna per i prossimi anni. “Non me ne vogliano i colleghi – ha continuato Pedroni – ma siamo da sempre un punto di riferimento per i prodotti a marchio e vogliamo continuare a esserlo”.
Video: Unicoop Firenze lancia SalvApp
Unicoop Firenze ha appena lanciato in alcuni suoi punti di vendita una app per fare la spesa in store: si chiama SalvApp e svolge, sullo smartphone le stesse operazioni ottenute con il sistema Salvatempo, da tempo adottato dalla cooperativa toscana: in sostanza gli acquisti vengono effettuati classicamente inquadrando il codice a barre. 
In aggiunta, con SalvApp, di cui qui viene mostrato il tutorial, "contiene" la lista della spesa, i cui articoli sono progressivamente depennati nel corso della visita al supermercato. Per Inoltre vengono visualizzate e suggerite le promozioni e, infine, è possibile pagare alle apposite casse. L'obiettivo è di semplificare la vita dei clienti, proponendo in una forma ancora più comoda una soluzione già nota e collaudata come Salvatempo
Trader Joe’s, il successo è qualità senza fronzoli
Vendere prodotti salutistici con un posizionamento di prezzo conveniente e con una formula commerciale basata sull’Edlp (Everyday low price) che fa leva sulla semplicità. Così si potrebbe sintetizzare la missione di Trader Joe’s, uno dei retailer statunitensi che sta riscuotendo un crescente successo nell’ambito di una rivoluzione alimentare in atto Oltreoceano, per la quale una fetta crescente della popolazione, almeno quella con un posizionamento socio/economico medio alto, cerca tutto quello che è cibo salutare e di qualità, o ne ha l’immagine e le connotiazioni: dal biologico al “free from”. L’insegna, nata a Pasadena, California, nel 1967, è spesso associata a un altro astro del retail a stelle e strisce con un posizionamento e un’offerta simili: Whole Foods, da molti osservatori considerata la catena più europea tra i distributori Usa.
Differenze tra due player del wellness
A dividere i due big player è l’approccio al mercato: Trader Joe’s mette a disposizione i suoi prodotti senza alcuna adesione a programmi fedeltà, senza utilizzare club o carte, bensì “girando” ai propri clienti ogni penny risparmiato, spingendo l’Edlp anche nei segmenti a maggiore valore aggiunto, come biologico, funzionale, ed etnico. Un approccio semplice e “no frills” che, tuttavia, attira una schiera di consumatori fedeli a questa formula: nel 2015 Trader Joe’s ha realizzato vendite per 11,3 miliardi di dollari, attraverso una rete di quasi 500 store sparsi in tutti gli Stati Uniti, doppiando Whole Foods in termini di volume d’affari e primeggiando con il competitor anche per vendite per metro quadro e per customer satisfaction. Secondo una ricerca della società di real estate JLL, Trader Joe’s avrebbe realizzato vendite per mq pari a 15.530 euro contro gli 8.330 euro di Whole Foods e i quasi 5.820 euro della media dei retailer americani. Tra le ragioni che sono alla base di questa dinamica, la più importante è la convenienza che Trader Joe’s esprime rispetto a Whole Foods. Secondo un report della Deutsche Bank, realizzato comparando un paniere di 77 prodotti acquistati sulla piazza di New York, la catena di Pasadena è risultata più conveniente del 26%, del 30% per i freschi e del 24% per il grocery. Anche le private label di Trader Joe’s sono avvantaggiante, in questa competizione sul prezzo, rispetto a quelle di Whole Foods: cercando di confrontare lo stesso livello qualitativo (no conservanti, ogm, aromi artificiali), le prime hanno un prezzo medio del 15% inferiore. Di fatto, uno dei vantaggi competitivi di TJ’s è che l’80% della sua offerta è in esclusiva, tra private label e fantasy label, ossia i consumatori possono trovare quei prodotti solo nei suoi punti di vendita e questo genera una forte fedeltà all’insegna. L’insegna non vende big brand industriali e ha uno scaffale estremamente semplificato in determinate categorie, mentre la profondità di gamma su altri item è incomparabile con le logiche europee.
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Fatturato in aumento per la marca Conad
Diventa sempre più strategica la marca privata per sviluppare il posizionamento di insegna e fidelizzare un numero crescente di clienti. I numeri del 2016 confermano un’ascesa continua del marchio privato. La marca Conad per esempio ha registrato nel 2016 un fatturato di circa 3 miliardi di euro e una crescita del 7,5 per cento, rappresentando il 30% di un mercato che vale 10 miliardi di euro. La marca Conad registra una crescita generalizzata, al punto di essere leader nel 45 per cento delle categorie e occupare la seconda posizione nel 75 per cento in virtù del migliore rapporto tra la qualità dei prodotti, paragonabile a quella della marca industriale, e la convenienza, con prezzi inferiori del 25-30 per cento. Qualità controllata con 650 mila analisi e circa 2.500 visite ispettive agli stabilimenti, con un investimento complessivo cresciuto di oltre il 10 per cento lo scorso anno. I dati sono stati diffusi in occasione di Marca, la manifestazione dedicata alla marca commerciale in programma a Bologna.
La crescita della marca Conad. Secondo i dati presentati a Bologna: Conad investe molto nella tutela del potere d’acquisto
degli italiani, permettendo ai clienti di risparmiare lo scorso anno 686 milioni di euro nell’acquisto di prodotti alimentari, per la cura del corpo e della casa confezionati (fonte: IRI). La sola operazione nazionale Bassi&Fissi, che ha ribassato in media del 26,9 per cento il prezzo di 379 prodotti tra i più indispensabili nella spesa di tutti i giorni, ha generato un risparmio annuo di 1.440 euro per famiglia, garantendo una convenienza continua, non legata a promozioni.
Crescono tutti i brand Conad, con valori al di sopra della media per Conad Percorso Qualità (+17,3 per cento), Verso Natura (+38,3 per cento sommando il Bio) e Sapori&Dintorni (+10,1 per cento). Il 92 per cento dei 149 fornitori Sapori&Dintorni Conad con i quali Conad sviluppa un fatturato di 300 milioni di euro, è rappresentato da aziende locali di medie e piccole dimensioni.
I progetti in fieri. Il direttore commerciale di Conad, Francesco Avanzini, sottolinea l’importanza della marca Conad e anticipa: “Per l’anno in corso abbiamo in programma la realizzazione di moltissimi progetti di sviluppo relativi ai prodotti e di rivisitazione delle gamme. Potenzieremo e miglioreremo i brand nel nostro portafoglio tramite innovazione e segmentazione all’interno delle varie categorie (attualmente quelle in cui siamo presenti sono più di 300) per presidiarle nel modo migliore con il marchio Conad”.
Eataly Trieste: storia enogastronomica di un territorio di frontiera

Apre oggi il nuovo Eataly Trieste, nell'Antico Magazzino Vini, lungo il porto della città. Un Eataly di frontiera, al confine con la Slovenia. E' il negozio più a nord dell'attuale rete di punti vendita italiani della catena: lo store più vicino, da qui, è a Milano. E il punto vendita (3.000 mq di superficie su 3 piani) mette in risalto il patrimonio enogastronomico di questa regione multiculturale. “Siamo in un luogo con un microclima unico al mondo, un territorio che ha creato vini incredibili. ma non solo: c'è l'Adriatico, con una vita di pesce straordinaria, spesso sottovalutata”, spiega Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly.
Non a caso le due aree più approfondite, all'interno di questo Eataly, sono proprio quelle dedicate al vino e al pesce. In particolare, l'enoteca offre oltre 1.000 etichette: dal vino sfuso agli Orange Wine tipici del Nord Adriatico, dal barolo d'annata. Classicamente, nella stessa area sono inserite anche le birre, di cui sono proposte 110 tipologie.
La pescheria è posta in una posizione strategica. Continua Guerra:“Entrando in negozio, la pescheria La Barcaccia si trova immediatamente sulla destra, in modo da avere il massimo risalto, con una offerta di pesce fresco costituito al 70% da prodotto nostrano o del nord Adriatico".
Da segnalare anche l'area Pane&Vino, per pranzi e aperitivi, con insalate da fare al momento, nulla è preconfezionato. In linea con il format di Eataly, il pane è prodotto con forno a legna, ben visibile, in realtà, un'unicità per la città di Trieste. 
Sul fronte del grocery, Eataly Trieste tratta circa 4.000 prodotti a scaffale, forniti da 1.000 fornitori, di cui il 20-25% locali.
Scarlino entra nel mercato dei cotti
Con l’inizio del 2017 il Salumificio Scarlino fa il suo ingresso nel mercato dei prosciutti cotti e per questo motivo torna a produrre nello storico stabilimento leccese di Taurisano con un nuovo impianto, ad alta tecnologia, che andrà ad affiancare quello dei wurstel ritornato di recente in attività.
L’obiettivo è quello di arrivare, nell’anno in corso, a produrre oltre 3500 pezzi di prosciutto al giorno per continuare a recitare anche in questo comparto, come successo producendo per 45 anni esclusivamente wurstel, un ruolo da protagonista. La gamma è così completa e in grado di soddisfare le esigenze del mercato.
L’alta capacità produttiva, l’utilizzo esclusivo di cosce intere di suino fresche di prima qualità, lavorate in stampo tradizionale e cotte in forni a vapore, insieme al mix di ingredienti naturali utilizzati per l’aromatizzazione, danno origine ad una linea di prosciutti cotti pregiata, dal gusto delicato e dal carattere ben connotato. Sono tre, al momento, i prodotti di punta che costituiscono la gamma de I Cotti Di Scarlino: Quello Buono, in formato botticello, Quello Scelto ed il prosciutto di Alta Qualità Il Migliore, in formato castagna.
Il Salumificio Scarlino punta a penetrare in tutti i canali del mercato, grazie alla propria rete di vendita, capillarmente presente in ogni regione d’Italia e in diversi paesi esteri. Nel breve periodo è previsto inoltre l’avvio della linea dei pre-affettati in atm che daranno ulteriore profondità alla gamma.
Conad sempre più dalla parte della comunità
Socio, comunità, persone: queste le parole che rappresentano oggi, in maniera più determinata, il posizionamento di Conad. Non si tratta di una novità, ma del rafforzamento di un approccio che vuole sottolineare l’attenzione alla comunità, alle persone che vivono quel territorio, al legame sociale, solidale, culturale tra i vari attori. Tutto ciò si concretizza non solo nella capillarità della rete di vendita e in assortimenti con una forte incidenza di prodotti locali, ma anche in una serie di iniziative -da Il Grande Viaggio, all’Umbria Jazz Contest, dal Cous Cous Fest alla terza edizione di Scrittori di classe, agli interventi per preservare il patrimonio artistico, ecc- che sottolineano l’importanza del senso di comunità e la voglia di essere dei protagonisti attivi e disponibili. Un percorso ben espresso dallo spot di Natale 2016 firmato dal noto regista Pupi Avati, nel quale attraverso la storia di un incontro di due bambini si parla di porte aperte alla comunicazione, allo scambio, alla comprensione reciproca. “Questo è il nostro modo di creare valore sul mercato e dare il nostro contributo alla ripresa del Paese e alla vita della comunità al cui interno operano i nostri soci. Soci, che sono cittadini, prima di essere commercianti imprenditori”, specifica Francesco Pugliese.
Il cliente al centro
In questo contesto, Conad ripensa anche i propri paradigmi, mettendo al centro il cliente-consumatore-cittadino, le cui esigenze a livello di soddisfazione, fedeltà e fiducia, rappresentano la base sulla quale costruire le strategie del gruppo. In quest’ottica va letta la partnership con Green Network per rendere disponibile da febbraio le migliori condizioni di mercato per la fornitura di luce e gas. Intanto, continuano i dati positivi: a fine 2016, Conad ha raggiunto una quota di mercato dell’11,9% (fonte: GNLC 1 semestre 2016) con una rete di 3.088 punti di vendita dagli ipermercati alla prossimità, comprendendo parafarmacie (108), distributori di benzina (36), PetStore (14), Ottico (19) e Cremerie Sapori&Dintorni (12). Ovviamente, lo sviluppo della rete, a livello di nuove aperture e di ristrutturazioni, rimane strategico: per questo sono stati stanziati, per il prossimo triennio, 785 milioni di euro (di cui, 300 nel 2017 e 223 nel 2018) con una previsione di crescita del 3,8%.
L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017
Gicap e Gruppo VéGé avviano a Messina la spesa online
Il Gruppo VéGé, al fianco dell’impresa socia Commerciale GiCap SpA, operativa in Sicilia con 80 store, si spinge verso il Sud Italia e avvia a Messina il servizio di spesa online in collaborazione con Risparmiosuper.it, che ha curato la realizzazione della piattaforma di eCommerce Quiconviene e fornito un supporto di consulenza. Il nuovo servizio al momento copre l’intero territorio della città di Messina da Torre Faro sino al comune di Roccalumera. Giovanni Capone, direttore vendite di Commerciale GiCap, spiega: “Stiamo valutando tempi e modalità per introdurre la spesa online anche nei nostri punti di vendita presenti a Palermo, Lipari e in diverse città della Calabria”. E aggiunge: “Il mercato è cambiato, ma soprattutto sono cambiati le abitudini e i punti di riferimento del consumatore, che oggi sempre più utilizza il web sia per soddisfare le sue esigenze sia come metro di valutazione dei servizi”.
Servizi e assortimento. La piattaforma mette a disposizione il servizio di spesa online che garantisce la possibilità di programmare la consegna a domicilio in tre fasce orarie (10:00/12:00, 16:00/18:00 e 18:00/20:00) oppure l’orario di ritiro degli acquisti presso il punto di vendita. Tra le funzioni disponibili c’è anche il “riordina”, ossia la possibilità di ritrasmettere in modo veloce ordini già effettuati in passato. Non è ancora attiva ma in fase di programmazione la possibilità di effettuare la spesa online anche tramite l’applicazione mobile di Commerciale GiCap. L’offerta disponibile sulla piattaforma Quiconviene rispecchia la filosofia dell’insegna sia in termini di ampiezza e profondità assortimentale sia di convenienza. I costi di consegna prevedono 3,50 euro per una spesa che va da 40 a 100 euro. È gratuita per importi superiori. Il pagamento dei prodotti avviene alla consegna tramite carta di credito, bancomat o contanti.
Guardare al futuro. “In questo progetto emerge a tutto tondo la capacità di guardare al futuro, avviando un progetto
innovativo di vendita che introduce una shopping experience completa, personalizzata e gratificante, in linea con ciò che oggi chiede l’individuo-consumatore” sottolinea Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé.
The Urban Life by Carrefour
1) Lo storytelling a parete. Il nuovo concept express Urban Life è anche racconto murales che accompagna gli spazi interni valorizzandone estetica e significato funzionale: li ha realizzati l’artista Luca Zamoc, che ha interpretato in stile “New Yorker” la destinazione del locale e la sua collocazione nello skyline di Milano.
2) Food solution. Dalla possibilità di ordinare pizza e altri piatti pronti, a macedonie, yogurt, insalate, zuppe, spremute e centrifughe preparate ogni giorno con prodotti di stagione. Presente anche Street Sushi, con proposte originali.
3) La caffetteria. L’ampia selezione di dolci per merende e colazioni, insieme al lounge bar per l’happy hour e all’area ristoro, al piano terra e anche a quello superiore, per una pausa pranzo rapida, completano l’offerta food.
4) Marche premium e non solo. Se il corner Terre d’Italia riporta il focus sul territorio così come sui valori della sostenibilità ambientale di Carrefour, l’ulteriore distintività del format è garantito dall’ampio spazio dedicato alla zona birra, realizzato in collaborazione con il brand Poretti, che ha proposto una tecnologia innovativa.
Deco Industrie, un copacker di razza
Saper cambiare pelle in corsa per cogliere tutte le opportunità offerte dal mercato Mdd attraverso innovazione e integrazione di filiera e proponendosi come azienda reattiva e attenta ai trend emergenti: Deco Industrie, 150 milioni di euro di fatturato ottenuto per il 60% con la marca privata nelle due macro aree prodotti da forno/ricorrenza e detergenza casa/persona, illustra la sua interpretazione del ruolo di copacker e come l’andamento delle vendite di questi prodotti in Italia e le politiche dei vari retailer sulla propria marca privata impattino sull’attività dell’azienda romagnola.
Trading up in atto nel mercato
“Guardando alla segmentazione delle vendite della marca del distributore in Italia -dichiara Giorgio Dal Prato, Ad di Deco Industrie- emerge lo spostamento delle vendite di prodotti a marchio nella fascia premium, forse uno dei trend più evidenti di questo frangente. Questo ci ha costretto a un potenziamento delle attività di marketing e R&S per individuare meglio i trend emergenti in crescita nelle diverse categorie e su come trasformarli in offerta a maggior valore aggiunto per il trade e consumatori più attenti, informati ed esigenti. Inoltre, dobbiamo investire in tecnologie per dare maggior flessibilità alla struttura produttiva industriale, per gestire un numero maggiore di referenze, senza perdere efficienza nella produzione di lotti di dimensioni ridotte e con caratteristiche qualitative, di formato e packaging tra loro diversificate”.
L’acquisizione di un’azienda come Packaging Imolese può essere letta in questo senso?
Nel settore cura casa e persona l’acquisizione di Packaging imolese ci consente di proporre il più ampio e profondo assortimento di formule e packaging innovativi, anche di nicchia e personalizzati ad alto valore aggiunto. La società, presente sul mercato dal 1992, realizza prodotti per conto dell’Idm internazionale nei settori dei deodoranti ambiente, toiletries, ecodosi e lavastoviglie anche in piccoli lotti. La presenza di sinergie industriali, tecniche, commerciali, logistiche e di servizio, con il nostro stabilimento industriale detergenza di Ravenna ci consente di coprire quasi tutti i bisogni del portafoglio prodotti dei distributori nel settore cura casa e persona in modo competitivo.
L’ascesa della Mdd ruba spazio di mercato alle aziende di marca di medie dimensioni: quali sono le sue considerazioni su questo aspetto?
Il rapido successo della Mdd nel segmento premium è avvenuto grazie a prodotti tipici o innovativi resi tempestivamente disponibili dalla media industria italiana anche di marca: prodotti che contengono un know-how tipico, creativo, tecnologico e commerciale distintivo frutto di significativi sforzi e investimenti effettuati dalle imprese nel tempo. La forza della marca commerciale e il suo maggior potenziale distributivo ne hanno determinato il successo. La media azienda con marchi “follower”, attaccata dalla Mdd, può scegliere tra due strategie alternative: o farsi cannibalizzare i propri prootti premium, realizzandoli come copacker a Mdd, nella speranza di ottenere maggiori volumi e margini redditizi sostenibili nel tempo per continuare a sostenere i necessari investimenti in R&S e marketing per alimentare lo sviluppo e il lancio di nuovi prodotti premium di successo o, in alternativa, concedere alla Mdd solo le “penultime innovazioni” e spostandosi continuamente su nuove nicchie di domanda.
Le Mdd premium giocano a fare le marche, addirittura si lanciano format monomarca a loro dedicate: fin dove ci porterà questo fenomeno?
Alcune Mdd hanno già una storia e dei valori di marca da raccontare, che potrebbero consentirgli di tentare d’affermarsi anche autonomamente, “recidere il cordone ombelicale” con l’insegna che l’ha generata per competere nel libero mercato, non solo in negozi monomarca, ma anche in diversi canali di vendita, complementari, concorrenti, anche esteri.
Che ruolo possono avere le Mdd made in Italy per il retail internazionale? ... e per voi? Che ruolo gioca il discount?
I prodotti a Mdd made in Italy caratterizzati da autenticità e tipicità, come nel settore alimentare, possono avere un ruolo unico nella distribuzione internazionale, anche per l’assenza di grandi distributori italiani all’estero. Per quanto ci riguarda realizziamo prodotti da ricorrenza con i marchi di distributori internazionali, anche in mercati oltreoceano. Infine, guardiamo con maggior attenzione e aggressività verso il canale discount, vista anche la disincentivazione nei primi prezzi da parte della Gdo. Lo sviluppo nel canale discount ci consente di continuare a sfruttare la capacità produttiva disponibile nelle grandi linee automatizzate dei nostri cinque stabilimenti industriali.
Cresce la marca del distributore
È un percorso in ascesa quello della marca del distributore: nel 2016 ha registrato un aumento del +1,7% a valore e del +0,2% a volume rispetto allo stesso periodo del 2015, toccando una quota di mercato del 18,5%. Al settembre scorso, il fatturato nei canali ipermercati, supermercati e libero servizio ha raggiunto così i 9,76 miliardi di euro, con una particolare penetrazione nel canale discount nel quale la MDD ha raggiunto il 54% di quota. È quanto emerge dal 13° Rapporto Marca/BolognaFiere che sarà presentato in occasione di Marca 2017, il Salone internazionale sui prodotti MDD organizzato da BolognaFiere in collaborazione con ADM, l’Associazione che rappresenta le imprese operanti nella Distribuzione Moderna nei rapporti con la produzione. La Fiera, giunta alla 13a edizione, si terrà il 18 e 19 gennaio prossimi nel Quartiere fieristico di Bologna. Saranno 615 le aziende presenti. La fiera si estenderà su una superficie espositiva di circa 29mila mq, sviluppata in tre nuovi padiglioni.
Le preferenze dei consumatori. Secondo il nuovo Rapporto Marca/BolognaFiere, elaborato da Adem Lab - Università di Parma sulla base anche di una ricerca commissionata ad IRI, i consumatori acquistano sempre più prodotti MDD del segmento premium di alta qualità: la crescita del fatturato di questo segmento, che nei primi 9 mesi del 2016 ha toccato gli 1,32 miliardi di euro, è stata spinta infatti dai prodotti bio (+16,1% a valore e +14,4% a volume) e da quelli premium (+13,8% a valore e +12,4% a volume). Parallelamente, si registra un ampliamento dell’assortimento di prodotti MDD in tutti i canali distributivi per offrire una maggiore varietà ai consumatori: in particolare nei supermercati (1415 referenze, +49 rispetto al 2015) nel libero servizio (799, +40) e negli ipermercati (2091, +6). Riprende inoltre la crescita della MDD nel Sud d’Italia: nel corso del 2016 il trend delle vendite (+0,6%) supera la media nazionale, anche se la strada per la convergenza risulta ancora lunga, in quanto la quota al Sud risulta del 13,2% contro il 18,5% del totale Italia.
Chronodrive.it cede il testimone a Spesasimply.it
Il sito Chronodrive.it dal 26 gennaio diventa Spesasimply.it. Si tratta esclusivamente di un rinnovamento che non modificherà le modalità per fare la spesa online e ritirarla in negozio. Chronodrive.it permetteva infatti di riempire il carrello virtuale, confermare l'ordine e decidere la data di ritiro della spesa, pronta già due ore dopo l’ordine. A disposizione dei clienti ci sarà la modalità Scegli&Ritira gratis che oltre alla modalità drive e alla consegna a domicilio, permette il ritiro gratuito in tutti i punti Simply abilitati. E anche laTua!Card con sconti e vantaggi tipici della carta fedeltà.
Inoltre fino al 31 gennaio Simply offre uno sconto immediato di 20 euro utilizzabile tramite il proprio codice.
Ortofrutta reparto strategico per la Mdd di Conad
Anche nel reparto ortofrutta cresce in Conad il peso di prodotti a marchio in ottica di fidelizzazione, con un'incidenza che mediamente si attesta al 30% a valore, come sottolinea Alessandra Corsi, responsbile marketing dell’offerta e sviluppo dei prodotti a marchio Conad, in un'intervista rilasciata a MyFruit. Come avvenuto del resto per la frutta secca, dove la novità più importante degli ultimi mesi riguarda il potenziamento dell’offerta di prodotto a marchio con il lancio di una linea di 9 referenze da agricoltura biologica all’interno del nuovo marchio Verso Natura BIO, l’ortofrutta fresca da coltivazione certificata è coperta con questo marchio, destinato a rispondere a trend di crescita molto importanti. Al più noto Sapori&Dintorni resta il presidio delle specialità declinate sul localismo e sulle origini regionali. L'offerta è dunque segmentata e resa riconoscibile con brand di posizionamento specifico (vi rientrano anche Conad Percorso Qualità e Specialità Selezionata). In una categoria particolarmente dinamica Conad tiene costantemente monitorati gli andamenti dei segmenti, delle marche e dei singoli prodotti -come segnalato recentemente a Gdoweek da Gianmarco Guernelli, responsabile acquisti ortofrutta- per individuare un assortimento adeguato alle esigenze. “Ai fornitori selezionati per il prodotto a marchio chiediamo il massimo rispetto delle origini e delle specifiche merceologiche chimico\fisiche riportate nei nostri capitolati, in cambio garantiamo loro la programmazione delle attività promozionali nazionali, il ritiro di volumi importanti e la giusta remunerazione dei prodotti a noi consegnati. Alle marche industriali lasciamo la gestione dell’innovazione e lo sviluppo delle tendenze internazionali”.
Saponi&Profumi consolida la presenza in Sardegna
Consolida la sua presenza sul territorio l’insegna Saponi & Profumi, realtà commerciale operativa in Sardegna, parte del Gruppo Crai, con l’apertura del suo cinquantesimo store nell’isola, inaugurato a Isili, in provincia di Cagliari.
“In uno scenario di mercato sempre più competitivo, dove le economie di scala e il servizio al cliente diventano asset fondamentali, l’azienda continua nel suo trend di crescita, incrementando fatturati e formando risorse umane dedicate”, dichiara l’azienda.
Il Gruppo Selex incrementa la marca del distributore
Le marche del distributore assumono un ruolo sempre più cospicuo nell’offerta dei gruppi distributivi. Per il Gruppo Selex, il 2016 è stato archiviato con un incremento medio delle vendite superiore al 3%, con picchi del +15% nei segmenti premium e bio. Risultati che spingono l’azienda a programmare nuove referenze da inserire in assortimento nel 2017. “Con i nostri marchi siamo leader in molte categorie e siamo il
prodotto di riferimento in segmenti in forte sviluppo come biologico e salutistico – ha dichiarato Maniele Tasca, direttore generale di Selex - Alla sfida della qualità abbiamo affiancato quella dell'innovazione, per la quale la collaborazione con i nostri partner fornitori è ancora più importante”. Complessivamente, l’assortimento delle marche del distributore del Gruppo Selex, conta oltre 5.000 referenze suddivise tra prodotti Selex, prodotti Vale (l’altra marca del Gruppo), il marchio Il Gigante, le proposte Sù e Vanto, le due linee dedicate al canale cash & carry, e Prodotto Risparmio. A queste vanno aggiunte le linee a marchio di fantasia, da Le Vie dell'Uva, selezione di vini del territorio italiano, a Le Bontà del Pasticciere, ad Armonia & Benessere, dedicata alla cura e alla bellezza, a Storie di Gastronomia a CasaxCasa.
Le novità. Nel corso dell’anno Selex proporrà il debutto di una linea 100% vegetale, e il rinnovamento
del marchio petfood Amico Mio Selex, che si articolerà in un'ampia proposta con prodotti segmentati per età, razza e stile di vita dei nostri amici a quattro zampe. Inoltre il
comparto alto di gamma Saper di Sapori e da Vale Le Specialità offrirà quest’anno una scelta più articolata. Nel 2017 il look del marchio Selex si rinnova presentandosi con una grafica ad hoc studiata per le diverse categorie di prodotti, come alimentari e bevande, cura persona, cura casa e non food, petfood, parafarmacia, per differenziare l'offerta a seconda del mondo di appartenenza.
Il presidio della qualità. L'impegno di Selex è sempre più focalizzato sul presidio della qualità e della sicurezza, ottenute attraverso un piano di analisi che permette di verificare che i prodotti corrispondano a quanto stabilito dai capitolati.
Tra le iniziative intraprese è stato attivato un programma continuativo di “assaggi” effettuati da un panel di famiglie rappresentative della popolazione, da cui dovranno scaturire importanti contributi e suggerimenti. “Determinante per il successo delle nostre marche del distributore, il continuo lavoro sul miglioramento della qualità e degli assortimenti - spiega Luca Vaccaro, direttore marche del distributore di Selex - In particolare il presidio dei comparti di punta, come il salutistico e il biologico e l’alto di gamma”.
Fas si presenta a Marca per allargare gli orizzonti
Fas, azienda pugliese attiva nella produzione di pannolini per bambini e assorbenti igienici per signora, presenta a Marca 2017 le proprie novità di prodotto. La vetrina bolognese consente all'impresa di mettere in risalto le nuove certificazioni di qualità che si vanno ad aggiungere a quelle già acquisite (ISO 9001, Carbon FootPrint, Halal): si tratta delle certificazioni FSC e PEFC, importanti standard di garanzia che assicurano l’utilizzo di materia prima proveniente da foreste gestite in maniera responsabile per la realizzazione del prodotto finito. Nel contempo vengono annunciate per il 2017 anche le certificazioni IFS e BRC che serviranno a incrementare il gradimento anche internazionale della produzione, essendo attestati attraverso i quali i fornitori della gdo sono in grado di assicurare la qualità e la sicurezza dei prodotti proposti ai retailer in qualità di copacker. È un passo che chiude una progressione di investimenti sul versante dell'innovazione tecnologica e dei metodi di produzione. Durante la due giorni fieristica FAS presso il proprio Stand (PAD. 18 St. E13 F14), presenterà alcuni spazi di approfondimento sui temi della Sostenibilità, Certificazioni Ambientali e Sicurezza dei Prodotti e dei Processi.
Nuova Distribuzione, ritorno al futuro
Dall’azienda del bisnonno Cavalier Felice Franchini, specializzata nella lavorazione delle carni (ancora oggi uno dei tratti distintivi della catena), alla lunga stagione dei Supermercati Brianzoli fino alla nascita di Nuova Distribuzione, nel 1994, cavalcando il fenomeno dei discount, per tornare a focalizzarsi sul super con un format in evoluzione, in linea con le tendenze del mercato, ma senza rinnegare il passato e la tradizione. Questo il percorso dell’azienda (associata a Selex dal 2008) guidata dai fratelli Marilisa e Marco Franchini, che oggi sono concentrati in un impegnativo rilancio delle insegne SuperDì e IperDì, a livello di format, di assortimento e servizi, a cui si aggiungono anche nuove ambizioni di crescita. “Rimaniamo sempre legati alle tradizioni della nostra famiglia e a un passato -spiegano- che portiamo nel cuore e ci spinge a guardare avanti”. Da queste premesse nasce il nuovo format SuperDì, focalizzato sul fresco e sui servizi, legati soprattutto alla ristorazione.
Parliamo delle sue caratteristiche.
Lo abbiamo aperto a Bregnano (Co) alla fine di giugno, una ristrutturazione di uno store esistente: si sviluppa su circa 1.000 mq ed è concentrato sui freschi, ai quali viene dato maggiore rilievo che in passato, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, il nostro tratto distintivo. È cresciuta l’incidenza dei piatti pronti e preparati direttamente in store, mentre è stato fortemente ridotto il non food che rimane una prerogativa degli IperDì.
Le promozioni sono ancora attraenti?
Per noi sono una leva importante per garantire vantaggi competitivi ai nostri clienti, vivacizzando, l’assortimento.
Progetti del futuro immediato?
In primis ampliare l’assortimento food per attirare nuovi target. Per questo prevediamo nel 2017 di realizzare un nuovo Cedi più grande con freschi e secco sotto un unico tetto per ottimizzare costi di trasporto e di pdv. Nel 2017, introdurremo anche il marchio Vale.
Avete parlato di sviluppo della rete: pensate a una crescita diretta o per acquisizioni?
Oggi abbiamo una rete di 47 store, ma vogliamo crescere, in primis con store di proprietà o in affitto, ma non ci faremo sfuggire eventuali occasioni. Più importante è il piano di ammodernamento della rete, in linea con il format sperimentato a Bregnano e replicato a Oleggio a metà dicembre.
Operate anche con una catena di petstore: pensate di svilupparla?
Siamo entrati in questo mercato 5 anni fa: ad oggi operiamo con 5 store insegna Lillypets; l’obiettivo è di crescere, a completamento delle nostre piastre alimentari.
Avete progetti di eCommerce?
È un’opportunità, che guardiamo con interesse: alcuni soci Selex stanno facendo test e vedremo come svilupparlo, preparando certo la logistica per una gestione corretta delle consegne, ma anche lavorando sulla customer experience completamente diversa dalle logiche dei super tradizionali. La rivoluzione consisterà proprio in questo: nello scoprire una maniera nuova per fare eCommerce, rendendolo redditizio. Per realizzare tutti questi progetti stiamo inserendo nuove figure professionali di esperienza per traghettarci nel futuro.
Ha collaborato Barbara Trigari



















































