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Nova Coop inaugura il suo terzo EnerCoop

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La struttura, estesa su 3.300 mq, ha comportato un investimento da un milione e settecentomila euro. La rete Nova Coop comprende anche i distributori aperti a Biella e Pinerolo

All’IperCoop di Cuneo, in via Cascina Colombaro, 28/b, Nova Coop apre un nuovo distributore di carburanti EnerCoop con un investimento da un milione e settecentomila euro. È dotato di sei erogatori di benzina e gasolio a doppia faccia, con tre casse self-service bifacciali aperte 24 ore su 24. Il Gpl, invece, è fornito da una colonnina. La stazione, che si sviluppa su una superficie di 3.300 mq, è inoltre predisposta per il posizionamento di una colonnina di ricarica elettrica in prossimità dei parcheggi interni.

“Con questa iniziativa –spiega Giuseppe Nicolo, vicepresidente di Nova Coop – vogliamo favorire i soci e i consumatori offrendo loro la possibilità di un servizio moderno ed efficace con un impianto all’avanguardia nel quale coniugare la fedeltà al marchio di insegna Coop alla possibilità di risparmio in una fase economica molto difficile per le famiglie. Questa nuova stazione di servizio è la terza di Nova Coop, dopo Biella e Pinerolo, e la trentesima Italia”.

Marco Gasparini, dirigente vendite Nova Coop, aggiunge: “Prevediamo di arrivare a vendere 16.000.000 di litri all’anno”.

 

 

 

Gruppo Poli: ci vuole sintonia con il territorio

Strategie per dare distintività alle diverse insegne alimentari. Seconda tappa de #ilviaggio. (da Gdoweek n. 3/2017)

Ancora oggi la location rimane un fattore strategico di successo di uno store e di un’insegna. Eppure alcuni retailer, nonostante operino in situazioni imperfette, vale a dire in luoghi periferici con bacini di utenza non di primaria importanza, riescono a registrare performance e redditività di alto livello grazie alla loro capacità di essere in sintonia con i propri consumatori, individuandone aspettative, bisogni, desideri. È il caso di Gruppo Poli, storica realtà leader in Trentino Alto Adige, che oggi conta 69 punti di vendita diffusi capillarmente sul territorio e che opera attraverso diversi formati ed insegne: i MiniPoli per sviluppare un servizio di prossimità; i Supermercati Poli e Orvea per la categoria dei negozi medio-grandi con assortimenti completi ed alto livello di servizio, mentre i più orientati a politiche di Edlp sono i superstore a insegna IperPoli e IperOrvea, così come gli Amort Supermarkets. “Per le insegne di Gruppo Poli la differenziazione dell’assortimento rappresenta un must, un elemento di distintività rispetto ai competitor che si concretizza in progetti prevalentemente legati al territorio e alle sue eccellenze”, spiega Mauro Poli, direttore affari generali (la terza generazione a gestire l’azienda, che racconta sul numero di marzo di Mark Up i segreti del successo). Tra i progetti più interessanti, “Il gusto contadino” che, grazie ad accordi esclusivi con piccoli produttori artigianali, garantisce la presenza di referenze bio, “I prodotti del Contadino”, corner per i prodotti ortofrutticoli a km 0, “Bio d’Alpe”, la linea di formaggi biologici, fiore all’occhiello per il territorio, realizzati con latte prodotto localmente da allevamenti rendeni selezionati; “Lo Stecco del Trentino”, il gelato artigianale prodotto con latte fresco trentino di giornata; le “Uova del contadino”, freschissime di montagna di categoria extra; e per finire “Dermé”, la cosmetica naturale made in Trentino. La collaborazione con i fornitori locali rappresenta oggi una delle esperienze di maggior successo per il Gruppo: “Già da diversi anni promuoviamo progetti condivisi per valorizzare le produzioni e le imprenditorie locali alla ricerca delle eccellenze che la nostra regione sa esprimere. Tutto questo a beneficio del cliente, prima di tutto, a cui possiamo presentarci con un’offerta distintiva, ma anche a beneficio dell’intera filiera”. Altro importante elemento di distintività è la convenienza, in un contesto di mercato caratterizzato da una forte perdita del potere d’acquisto da parte delle famiglie. “Il Gruppo si attiva su molti fronti per garantire il contenimento del costo della spesa, dal mantenimento di elevati valori di pressione e profondità promozionale, all’inserimento dei primi prezzi, al potenziamento della marca del distributore fino alla diversificazione dei formati e delle politiche commerciali –chiarisce Poli-. Mentre nel canale supermercati la convenienza rimane fortemente ancorata a politiche Hi-Lo, il canale iper e Amort perseguono logiche di “prezzi bassi tutti i giorni”. Resta inteso che all’interno del medesimo formato di vendita, viene applicata un’unica linea di prezzo, indipendentemente dalla zona geografica in cui è ubicato il negozio”. Una scelta particolare ... “Molto ragionata, più che altro -precisa Poli- dettata dalla constatazione che i nostri consumatori si spostano con facilità da uno store all’altro nelle diverse località nelle quali siamo presenti. Trovare prezzi differenti per analoghe referenze in negozi con la stessa insegna rischia di mettere in crisi il rapporto di fiducia costruito nel tempo”. In questo contesto, per quanto riguarda le logiche di Edlp, uno dei punti di vendita più performante è l’IperPoli di Trento, 3.500 mq, con una mission più da superstore che da ipermercato, difficili da implementare viste le caratteristiche orografiche del territorio. “È l’insegna che, ad oggi, ci sta dando le maggiori soddisfazioni in termini di redditività al metro quadro e come crescita di fatturato -spiega Mauro Poli-. La sua particolarità riguarda soprattutto la politica commerciale: il concetto di economicità è slegato dalle promozioni tradizionali, di solito comunicate tramite un volantino, per essere invece ancorato ad un’idea di risparmio quotidiano e generalizzato, in stile Edlp, pur conservando “occasioni” in store che si rinnovano a seconda delle opportunità di acquisto, cui si aggiungono iniziative speciali studiate per mantenere vivo l’interesse dei clienti”. In termini di offerta, l’assortimento di tutti i nostri negozi, oltre ad essere ampio e profondo, rimane focalizzato su prodotti tipici e private label: Primia, 1.400 item, Percorsi di Gusto, la firma per le eccellenze agroalimentari italiane, e Via Verde Bio, presenti sia nelle diverse categorie sia in espositori ad hoc, dotati di un video per spiegarne i plus. Proprio il bio rappresenta uno dei mondi su cui il Gruppo punta con maggiore energia in tutte le insegne, come dimostrano i numerosi corner bio presenti nei vari pdv delle diverse insegne. Le sperimentazioni del Gruppo non riguardano solo assortimento e servizi, visto che l’innovazione è un driver strategico dell’azienda. “Nei super, abbiamo sperimentato un layout circolare, mentre, da qualche anno, operiamo con crescente soddisfazione con la catena Amort, attiva da molti anni in Alto Adige, che da un quinquennio è stata proposta anche in Trentino con 4 negozi -chiarisce Mauro Poli-. Non si tratta di un discount, ma di una formula fortemente votata alla convenienza, che parla anche al canale catering e alle nuove forme di accoglienza turistica con negozi curati e senza fronzoli, dove trovare qualità a basso costo, senza volantini né promozioni”.

10 trend dello store innovativo da #Euroshop 2017

Visual e tecnologie si fondono per stupire il consumatore e invogliarlo all'acquisto. Dal mostrare i prodotti attraverso la realtà aumentata a schermi che profilano la persona per proporre il giusto advertising.

Le tecnologie incontrano la creatività visual e trasformano gli store per stupire il consumatore, invogliarlo all'acquisto e offrire un'esperienza distintiva capace di farsi ricordare. Il punto di vendita si fa dinamico, interattivo, alla ricerca di un nuovo dialogo con il cliente.

Ecco alcune delle top-tendenze da Euroshop 2017:

  1. I prodotti zero gravity, che ruotano sospesi aria, sfidando la forza di gravità con un campo magnetico che li tiene elevati come fosse magia. Un metodo eccezionale per attirare l'attenzione, ma anche per spingere la vendita di un singolo articolo.
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  2. Realtà aumentata e personalizzazione, alias: tecnologie come Smart Pixel, che attraverso un unico proiettore mostra tutte le varianti del prodotto, aprendo a una customizzazione coinvolgente.
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  3. La vetrina apre a mondi alternativi grazie a nuovi dislpay tech e a nuovi materiali che consentono di riprodurre ambienti animati altamente verosimili. Come nel caso della Flowbox acquario di Kendu qui sotto, attraversata da suggestive ombre marine.
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  4. Shopper come canale promozionale. Le reflective shopper brevettate dall'omonima azienda stanno già spopolando presso brand e retailer internazionali. La borsa della spesa si trasforma così in comunicazione di brand, legata ai valori della sostenibilità e della sicurezza della persona, che grazie all'effetto catarifrangente diventa visibile al buio.
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  5. Carta da pareti. La lavorazione della carta non solo come elemento d'arredo, ma come layout per store, temporary ma anche shop-in-shop di alta gamma, che sposano eleganza e sostenibilità. Qui sotto le creazioni di Molo.
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  6. La stampa 3D si fa sempre più "in grande" e diventa strategica per un marketing mirato e d'impatto. Da elemento che esprime l'anima del concept a vero e proprio progetto di store design, i potenziali d'uso sono ancora tutti da scoprire. Qui sotto la tecnologia Massivit 3D distribuita in esclusiva in Italia da Ntg digital (la statua che si rade è per Gillette).
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  7. Touchpoint inediti. La teca con Lcd transparente Hypebox di MMT contiene effettivamente il prodotto, ma con una vetrina touch ne trasforma il potenziale informativo e di storytelling, consentendo al cliente di selezionare informazioni, video e quant'altro. Qui sotto una Hypebox per Starbucks.
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  8. Gioco di elementi. Anche l'acqua viene piegata alle regole del 3D e della personalizzazione di grafica e forme allo scopo di ingaggiare, incantare e mandare messaggi.
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  9. Riconoscimento facciale. Tecnologie che riconoscono e profilano i clienti stabilendo ad esempio età e stato d'animo. Così si conosce e analizza il target, proponendogli sullo schermo messaggi e pubblicità mirati.
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  10. La luce è lo spazio. Pareti e ambientazioni interamente al led, che riproducono immagini o forme in scala. L'illuminazione non è più solo luce ed evolve con valore sempre più distintivo e brand-oriented.
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I video delle tecnologie in funzione sulla pagina Twitter di @Gdoweek

Coop Alleanza 3.0 arriva in Calabria

Il Master Franchising tra Alleanza 3.0 e Gruppo AZ comporta, già entro marzo 2017, il passaggio dei punti di vendita AZ alle insegne Ipercoop e Coop (da Gdoweek n. 3/2017)

“Un’opportunità decisiva per noi e soprattutto per i nostri fornitori locali”: così sintetizza l’accordo tra Coop Alleanza 3.0, la maggiore  cooperativa  di  consumatori  in  Italia  (nata  dalla  fusione  di  Coop  Adriatica,  Coop  Estense  e  Coop  Consumatori  Nordest),  e  Gruppo  AZ,  una  delle  imprese  storiche  nel  commercio  al  dettaglio  calabrese con un fatturato annuo di circa 300 milioni di euro (che già aveva  stretto  un  accordo  di  franchising  con  Auchan  per  gli  ipermercati).  Il  matrimonio  tra  le  due  società  è  suggellato   dall’accordo  di  Master   Franchising  nel  quale Az è franchisee, mentre Alleanza 3.0 gioca il ruolo di franchisor. Questo  accordo,  distributivo  e  commerciale,  avrà  come  primi  effetti  immediati la trasformazione dei 34 punti di vendita calabresi di Gruppo AZ, distribuiti in tutte le 5 province, nelle insegne Ipercoop (una decina tra iper e superstore  entro  il  22  febbraio)  e  Coop per gli altri 24 super entro il 9 marzo. La partnership permette a Coop Alleanza 3.0 di rafforzare la presenza nel Sud Italia, mentre ad AZ di consolidare la propria esperienza e il potere negoziale in virtù di una partnership con un soggetto molto forte nel panorama distributivo nazionale come Alleanza 3.0. I punti di vendita nel perimetro del Master Franchising hanno una superficie di vendita totale di oltre 80.000 mq con circa 2.200 addetti tra diretti  e indotto. L’investimento complessivo per il cambio insegna nel 2017 ammonta a 2 milioni di euro. Cambieranno anche gli allestimenti e gli assortimenti. Sarà AZ stessa che curerà la gestione dei negozi con nuova ambientazione interna secondo lo stile di Coop Alleanza 3.0. Un ulteriore elemento di novità, per quanto concerne l’assortimento, è l’introduzione di un rilevante numero di prodotti a marchio Coop: mediamente circa 1.500 referenze per store, in tutti i settori merceologici, con un filo conduttore nel Made in Italy. L’accordo tra Coop Alleanza 3.0 e AZ vuole garantire ai consumatori un elevato standard qualitativo dell’assortimento e ai produttori locali maggiore visibilità e crescita sul mercato, come già avviene per i fornitori dei territori in cui Coop Alleanza 3.0 opera. I clienti AZ potranno chiedere la Coop Card, con tutte le promozioni e i benefici annessi. Per Coop Alleanza 3.0 è la prima esperienza di Master Franchising in Italia, una partnership con una catena di rilievo, dotata di proprie strutture commerciali e centri distributivi. L’accordo prevede anche, in esclusiva, l’apertura in franchising di nuovi punti di vendita fuori dalla Calabria, nelle province di Salerno, Potenza e Messina.

EuroShop 2017, seconda giornata

EuroShop 2017, seconda giornata. Ecco le osservazioni e le tendenze colte per voi direttamente all'evento di Dusseldorf

 

Dal nostro inviato Patrick Fontana

EuroShop 2017, seconda giornata. Ecco le osservazioni e le tendenze colte per voi direttamente all'evento di Dusseldorf.

Ottimizzazione. Tendenze e controtendenze a Euroshop si sono sempre incrociate. Così se da un lato gli industriali investono molto per posizionarsi come shopfitter il più completi possibili, dall'altro lato le logiche del l'ottimizzazione industriale non possono essere perse di vista. E si fanno sentire.  Ecco allora che mantengono una forte valenza di mercato specialisti puri, in primis in funzione di fornitori B2b. Un esempio? Cisaplast produce porte per la refrigerazione,  di qualsiasi tipo. Oltre l'80% del business è gcisaplastenerato dai produttori di mobili frigo, di tutto il mondo,  che esternalizzano questa parte (altamente strategica) della lavorazione. Questioni di tempistiche e di lavorazione dei dettagli. Il risparmio energetico riguarda anche le porte o, meglio, i telai. Per i surgelati i telai devono essere riscaldati -a salvaguardia delle guarnizioni di gomma che altrimenti si romperebbero-, ma l'energia richiesta è sempre meno: tutto è legato all'isolamento dei telai verso l'interno.  Restano gelati da un lato e tiepidi dall'altro.  Dettagli, di valore. A proposito: il restante 20% del giro d'affari è dato dal rifitting. Aggiungere le porte a vecchi banchi frigo dei retailer.

Metamorfosi. Cosa potrebbe unire altrimenti un produttore di mobili refrigerati e una scuderia di Formula uno se non l'esigenza di rendere lo shopfitting estremamente performante. Ecco allora che davvero Epta si è rivolta a designer e ingegneri del team Williams per trovare una soluzione richiesta da uno dei top retailer britannepta1ici. Avete presente gli alettoni che guarniscono il musetto della vettura di Massa? Gli stessi designer hanno disegnato il terminale dei ripiani dei mobili di Epta, trasformandoli in mini-alettoni (si guardano dell'alto verso il basso), in grado di deviare perfettamente i flussi di aria soffiati dall'alto verso il basso. Risultato: l'aria fredda resta all'interno e quella ambiente all'esterno. Il retailer guadagna 30 punti percentuali di saving energetico (invece del 40-45%) con l'utilizzo delle porte, ma mantiene inalterato l'acquisto d'impulso che pur con le loro trasparenze le porte in qualche misura inibiscono. Da toccare con mano: funziona.

Partnership. Electrolux realizza con Epta questa cucina ristorativa per la gdo con l'obiettivo di replicare le isole sushi che tanto successo hanno riscosso nell'ultimo triennio. L'idea è quella di proporla in aggiunta. Peculiarità di questa soluzione?  La struttura completa sta in un cubo che si può aprire e chiudere a piacere sfruttando in maniera ottimale spazi e momenti di chiusura. Zero waste-all taste è il programma impostato e gestito anche a livelectrolux2ello formativo da Electrolux che permette la creazione del menu one-ingredient, possibile con i macchinari dei due partner. Si parte con le carote declinate in molteplici proposte in almeno 7 tipologie di cibo (yogurt, frittes, chips, soup, halwa, burger, flan), per una ristorazione total healthy, vegana, circolare, bio, esperienziale. La cosa interessante è che gli one ingredient menu possono variare di continuo (supporto di gestione Electrolux) e consentire al retailer il perfetto e ottimale smaltimento del reparto ortofrutticolo. Personale addetto: 3 persone.

fortezza2Evergreen. Euroshop 2017 festeggia un anniversario importante? Non stupisce allora di trovare negli stand dei vecchi compagni di viaggio. Ritornano sulla scena più giovani di prima: all'interno del percorso espositivo di La Fortezza si incontrano alcune soluzioni espositive che Carrefour ha adottato per il reparto fashion. La sensazione di averle già viste non è del tutto errata: gli stessi materiali sono stati per tanti anni un evergreen della pubblica amministrazione, per sostenere gran parte dei documenti burocratici d'ufficio. Metamorfosi e nuova vita, e l'insegna è contenta per il contenimento dei costi (e la solidità della struttura).

Squadrature. Tornare indietro non è peccato, soprattutto se si cambia idea. Lo spiegano allo stand Arneg, con una serie di proposte all'apparenza old style: i banchi tornano a vetri con una squadratura antica, alla clientela retail le curvature non piacciono più.  Questione di riflessi della luce che inficiavano la ottimale presentazione della merce. La trasparenza è comunque maggiore rispetto  prima (assenza di giunture, incastri invisibili e colle più efficaci). Sempre in casa Arneg ecarneg1co il nuovo mobile refrigerato con areazione integrata che annulla completamente i momenti di sbrinamento (normalmente 3 per i surgelati e 1 per i freschissimi, di 20 minuti l'uno ogni giorno). Senza sbrinamento la merce resta a temperatura costante 24/24. La soluzione sta per essere adottata anche da Intrac per quanto riguarda gli allestimenti di farmacie e parafarmacie, dove il farmaco deve essere esposto in un range di temperatura controllata da 2 a 8 °C.

Flessibilità. Il mondo dei carrelli in metallo ha due versanti di sviluppo: quello delle ruote (maggiore durabilità e silenziosità) e una new entry per quanto riguardaplastimark2 la dinamicità della ricerca e sviluppo legata ai manubri di spinta. Ma questi fronti di innovazione trovano la massima espressione nei carrelli in plastica, che essendo più leggeri conse
ntono soluzioni e implementazioni più spinte. In realtà poi è nella ricerca dei materiali plastici che si registrano i risultati più interessanti, consentendo flessibilità d'implementazione prima sconosciute. Plastimark propone la wooden line: plastica e legno vi sono presenti in misura grossomodo paritetica, per prestazioni uguali alla generazione precedente, stabilità a umidità, agenti patogeni, temperature e meteo, e durabilità. A fine vita i due componenti sono separabili e possono essere riutilizzati per finalità strutturali similari. Proposto inizialmente per soluzioni di tipologia cestello, il neo-materiale potrebbe essere a breve adottato anche per i carrelli (attualmente ancora in fase di studio).

Commodity. Vi proponiamo in questa carellata di trasformazioni in corso a EuroShop un'unica immagine di cassa. Quella che abbiamo scelto l'abbiamo scovata nello stand di Wanzl. Una testimonianza di come i global player che si propongono in qualità di general contractor debbano avere ormai un portfolio completo. Molta parte dello stand Wanzl ruota nel sistema planetario che si è generato attorno al core business dei carrelli in filo. Si parte delle proposte ibride (plastica e metallo) con la constatazione del cambio di ballo: Tango c'è ancora, ma la correzione dei suoi punti deboli prende il nome di Salsa, che si propone al mercato con maggiore competitività: swanzl4truttura ristudiata, meno materiale, più leggero, più pulito, più economico. La panetteria abbina un cross-merchandising riscaldato e refrigerato (nella parte superiore, uno accanto all'altro); le isole convenience sono improntate a massima estetica, facilità di gestione, merceologie incrociate: fino a ospitare anche l'elemento refrigera ore che serve entrambi i lati espositivi. Un terzo dello spazio espositivo è dedicato alle tecnologie, su temi di sicurezza, micromarketing, monitoraggio, payment facilities, gestione, back office, supporti al click and collect. Ultima considerazione generale sulla casse. Per quanto ormai commodity nello shopfitting, l'evoluzione è indirizzata a separare l'addetto dal momento di pagamento, sia esso card o cash. Più che le differenze inventariali ormai pesano gli ammanchi di cassa. Resta da capire quanto possa essere gradito al consumatore (senior o junior che sia) infilare banconote in uno sportello, avendo davanti al naso un commesso che non può più toccare il contante.

014_bizzarri02Movimento. Nelle intenzioni un gioco di animazione per attrarre il visitatore allo stand. Nei fatti si sta rivelando una proposta di dinamico interesse da sfruttare al meglio nei prossimi mesi. La soluzione espositiva di Bizzarri è in costante movimento: si ispira alle ruote panoramiche del lunapark e abbassa per poi rialzare dalla parte opposta il cesto espositore in un movimento circolare. Quello che è piaciuto ai retailer è la mobilità dell'esposizione in ambito ortofrutticolo, che può essere improntata a colori e profumi differenti, e soprattutto la sua forte capacità di attrazione: difficilmente qualcuno non si ferma ad aspettare di vedere cosa è contenuto nei cesti in quel momento invisibili. Infine vi è un ultimo vantaggio tecnico: la nebulazione può essere integrata in un punto di passaggio e servire contemporaneamente più ceste espositive. La merce, avendo momenti asciutti nel percorso, evita di prendere un aspetto troppo bagnato nel corso della giornata.

 

Euroshop 2017, Toshiba presenta nuove soluzioni retail

Toshiba presenta alcune delle sue novità di prodotto nella più importante fiera mondiale dedicata ai servizi per il retail, in corso a Düsseldorf. Fra le soluzioni rivolte al lato consumatori, nuovi display interattivi

Nuove soluzioni per i retailer presentate (Hall 6, stand C41) nella cornice di Euroshop 2017 (5-9 marzo) a Düsseldorf da Toshiba Global Commerce Solutions e la sua filiale, Toshiba Tec Corporation (TTEC).
Le soluzioni Toshiba presentate a Euroshop sono concepite e dirette al "Brilliant Commerce" (trademark di Toshiba) e quindi doppiamente finalizzate all'arricchimento dell'esperienza d'acquisto dei clienti ("shopping experience"), e, a vantaggio dei distributori, a raccogliere dati più precisi anche a livello di barriere casse eliminando soluzioni di continuità nel flusso di pagamento e ricezione delle informazioni.
Le soluzioni Toshiba favoriscono il percorso degli acquisti verso appunto il "Brilliant Commerce", unendo in continuità e coerenza e senza fratture o interruzioni ("seamless") il passaggio dall'online al tradizionale acquisto nei punti di vendita, attraverso soluzioni e formule che includono la gestione delle anagrafiche prodotto e delle "shopping list", il "click&collect", la consegna a domicilio.
A Düsseldorf, TTEC presenta in particolare 3 nuove soluzioni di interazione e acquisto:
- "Lift 'n' Learn", un display self-service e interattivo per l'informazione e la comparazione dei prodotti;
-Style Advisor: un altro display interattivo più mirato al "concierging" ossia per i servizi di accoglienza e indirizzo;
-Deep Map: una soluzione per i retailer con dati su vendite, mappe e altre informazioni chiave attraverso un cruscotto intuitivo.

Non mancano le soluzioni relative alle barriere casse legate al "touchless commerce" che Toshiba espone e illustra a Euroshop 2017 in questi giorni (fra queste un nuovo hardware pos) e alle nuove piattaforme di "digital commerce" che permettono di potenziare e rivitalizzare i sistemi di checkout esistenti con impatti minimi in termini di costi e riadattamento dei sistemi in funzione.

 

Segnali da EuroShop 2017

Tendenze, idee, provocazioni, progetti: il polso di quello che sta succedendo nel mondo delle attrezzatture (dalle scaffalature alle luci, dai carrelli al software) per i negozi del prossimo futuro, riassunto in otto parole chiave

dal nostro inviato Patrick Fontana

A fronte del primo giorno di visita della fiera riassumiamo quanto abbiamo visto in otto punti che possono intendersi anche come altrettanti segnali di tendenza.

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1) Metamorfosi. Con ogni probabilità uno degli esempi più significativi di questo fenomeno di trasformazione in atto nel mercato dello shopfitting è quello che arriva da Cefla. Il gruppo italiano multispecializzato si propone inizialmente nell’ambito commerciale per le sue proposte di scaffalature. Già da alcuni anni è attivo come general contractor. Solo alcuni mesi fa è stato protagonista alla kermesse Frutta e Verdura organizzata da Mark up a Milano con soluzioni di proximity marketing adottate e presentate da Giorgio Santambrogio per VéGé.  Ma a Euroshop Cefla sa stupire. Ecco che propone la serra per germogli superfood (crescono a vista in 5 giorni lavorativi) direttamente sopra lo scaffale refrigerato che li propone in IV gamma nella vasca ai piedi. La natura diventa animazione instore. Cefla fa evolvere il led luminoso a ripiano in qualcosa di più: è appunto la metamorfosi dello shopfitting.

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2) Servizi alla natura e ai clienti. È quanto propone gruppo Bizzarri, alla sua terza partecipazione a Dusseldorf, con una serie di soluzioni di massimo interesse in grado di colpire l’attenzione del pubblico professionale. Due in particolare. La prima, di trasformazione, riguarda la legnina: materiale chimico noto anche come legno liquido, qui solidificato e presentato sotto forma di cesto della spesa per superfici di prossimità. Bella l'idea: la plastica è un derivato petrolifero, il quale è la risultante di preistoriche foreste vergini; la legnina si ricava dal legno, o meglio, dagli scarti della produzione cartiera e assume caratteristiche plastiche, con valenze ecosostenibili e circolari. Punto debole? Il prezzo e i costi di produzione. Per retailer premium. Ancora un dettaglio: il cesto di legnina (come quello plastico più comune) una volta giunti al sistema cassa di Bizzarri vengono meccanicamente sollevati in modo da consentire un più comodo trasbordo della spesa dal cesto al nastro. La clientela senior ringrazia fin d'ora.

3) Robot da shopping. Non siamo affatto sicuri che davvero al cliente possa far piacere camminare nei corridoi del proprio supermercato di quartiere seguito da un robot di servizio, che risponde a ordini vocali (ma devono essere perentori) e che potrebbe perdere il filo del servizio da svolgere nella confusione di un orario di punta. Ma potremmo anche sbagliarci. E di molto. Perché non tutto il mondo è paese e in alcuni mercati, a partire dagli Stati Uniti, dove tutto ciò che intende abbattere la noia fisica di fare shopping risulta ben accolta, anche soluzioni di questo genere sembrano già in linea con il presente.  Il prototipo punta in ogni caso a conquistare il servizio a favore delle persone in difficoltà.

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4) Farmaci e tecnologia. Una frontiera ormai acquisita da tutti gli shopfitter, a partire da quelli che si propongono come general contractor, riguarda la farmacia e la parafarmacia in gdo. Ambientazioni, spazi, colori, materiali e giochi di luce hanno conquistato progettisti e architetti e trovato nei retailer una clientela disponibile alla sperimentazione e interessata a occupare ambiti nuovi. Ma ci sono anche in questo caso gli specialisti: quelli che lavorano in qualità di fornitori e che affiancano a questa attività anche l’appoggio al cliente diretto. È il caso di Elea, azienda italiana che sta crescendo molto rapidamente, sulla base di radici professionali storiche e salde. Nella parafarmacia propone una soluzione espositiva aperta, ma a temperatura controllata.  Il prodotto farmacologico rimane sempre nel range di temperatura stabilito dalla legge, grazie al sistema di ventilazione costante che sfrutta i numerosi fori presenti nel fondale.

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5) Piccole rivoluzioni. Euroshop non è solo evoluzione per grandi sistemi o rivoluzioni copernicane. A volte basta l'idea e piccoli grandi problemi possono avviarsi a soluzione. Ne propone una Nexo Consulting, che presenta in fiera Moto Parking in doppia variante.  Il concetto è semplice: dare una risposta convenience ai biker per il deposito dei caschi in ingresso ai punti di vendita e, allo stesso tempo, non incidere troppo sui budget risicati dei retailer. Moto parking si posiziona là dove viene lasciato il motociclo: l'armadio consente di legare catena, mezzo e lucchetto in modo da chiudere lo sportello dopo avervi riposto caschi (2) e accessori. L'insegna non deve fornire chiavi, serrature, catene. Armadio disponibile anche in versione big per richiudervi il bauletto.

plastimark 20170306_2219256) Contaminazioni. L'evoluzione del retail, anche qui a Euroshop, a volte può nascondersi nei dettagli, oppure essere il risultato di contaminazioni cross-settoriali. Ne propone una non banale Plastimark, che sfrutta a suo vantaggio il fatto di appartenere a gruppo Giordano il quale vanta una specializzazione nell'area dell'avicolo. Dai polli, meglio, dalle uova, nasce la linea Sanitary di Plastimark. La ricerca e sviluppo dell'uno ha portato all'individuazione di un additivo per plastica basato sul rilascio di ioni d'argento in grado di abbattere le cariche batteriche. Utile senz'altro per i porta-uova, applicabile ora alle linee di carrelli e cestelli per la spesa di Plastimark. L'abbattimento è nell'ordine di grandezza di 164 a 1, l'additivo non modifica aspetto e prestazioni dell'oggetto trattato e non perde efficacia nel tempo o per temperature differenti. Può essere usato nei caldi mercati mediorientali come in quelli nordici e freddi perché riduce fino a 2.000 volte il rischio di contaminazione e il livello di scambio microbico fra consumatori con un'effettiva prestazione barriera. Un effetto invisibile che il retailer deve sfruttare con una adeguata comunicazione mirata.

costa 20170306_1455587) Personalità. In uno scenario che vede progressivamente concentrarsi il numero di grandi società di shopfitting, atte a integrare, una dopo l'altra tutte le specializzazioni esistenti nel mercato (il più delle volte a scopo tutelativo: si difende il core business con anelli concentrici sempre più larghi per ostacolare l'avanzata di competitor nei propri territori di competenza), c'è anche chi resta fedele alla propria formula confermandone la validità nei mercati odierni. Costa Group si inserisce in questo secondo gruppo. L'obiettivo è quello di fornire negozi con personalità, veri, vivi, su misura, spesso unici (a volte replicabili), sempre nel food, mai chiavi in mano. Costa ascolta, misura il layout da presidiare, progetta. Lascia il campo a chi fa i lavori del mezzo e torna in scena per gli arredi finali, previa fase di premontaggio in sede per gli ultimi interventi insieme al committente. Produce direttamente a La Spezia le lavorazioni di legno, marmo, ferro e vetro, come pure l'attività di trovarobato e di scouting di ispirazione in giro per il mondo. Il resto no. Posizionamento antico, per negozi ipercompetitivi su tutte le tipologie distributive. Basta che siano alimentari.

reggiani 1 20170306_1628518) Giochi di luce. Lo stand di Reggiani qui è concettuale e si ispira a Giano bifronte: la prima metà del percorso serve a dimostrare la capacità propositiva e l'efficacia dei sistemi proposti in un contesto di luce diffusa, mentre la seconda ha l'obiettivo di replicare lo stesso percorso proponendo un contesto di luce puntuale. Gli strumenti luminosi sono gli stessi -Reggiani ha utilizzato prodotti della propria linea Yori Evo- alla stessa potenza, giocati in maniera completamente differente (opposta). L'azienda intende trasferire al visitatore professionale la propria capacità progettuale, che va oltre il semplice prodotto. E dimostra ormai nei fatti un posizionamento che guarda sempre meno al mondo del food per abbracciare una specializzazione nel fashion.

Zara trasloca a Campi Bisenzio

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Lo store Zara, al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio, riapre in uno spazio nuovo e più ampio dopo qualche giorno di chiusura

Lo store Zara, al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio riapre in uno spazio nuovo dopo qualche giorno di chiusura. Il negozio infatti si è trasferito lasciando il locale da 1.500 mq per trasferirsi nella nuova galleria di Corte Tonda in un'area di circa 2.200 mq. Per potenziare il team di lavoro sono state effettuate 15 nuove assunzioni.

Zalando guadagna un magazzino satellite

Il nuovo magazzino riceve merce dalla Germania, ma anche dai fornitori locali e si configura come un vero e proprio hub per l'area presidiata (da Gdoweek n. 3/2017)

Quello aperto a Stradella (Pv) a fine 2015 è stato il primo magazzino satellite internazionale di Zalando. Frutto della partnership con il fornitore di servizi logistici Fiege, già testata per la gestione resi fuori dalla Germania e confermata con ulteriori progetti in comune nell’Europa dell’Est, la piattaforma di 20 mila mq è arrivata a servire, nel suo primo anno di attività, il 70% dei volumi di Zalando in Italia con attività di ricezione delle merci, 10 mila colli in ingresso ogni giorno, altrettanti in uscita più altri 1.000 per la gestione resi. Stradella tratta capi appesi, circa il 10% del totale, poi tessile e calzature. L’inbound avviene dalle 10 alle 17, l’outbound dalle 6 alle 14, il customer return dalle 9 alle 18, con una linea dedicata. “Abbiamo festeggiato il primo anno di attività -dichiara Giuseppe Tamola, country manager Italia di Zalando- e siamo molto contenti dei volumi di servizio che abbiamo raggiunto. Il 2016 è servito per valutare i vari processi sull’intera stagionalità, nei prossimi mesi decideremo se rafforzare la struttura e se le performance che misuriamo in termini di servizio e produttività vanno in questa direzione. Circa il 4-5% di repurchase rate per l’Italia, che si traduce quasi in modo lineare in componente di crescita, lo dobbiamo alla struttura di Stradella”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 3

Il caffè resta un grande magnete di traffico

E' ancora una delle poche categorie dove il consumatore accetta di fare la scorta, a patto di poter acquistare a prezzi convenienti il prodotto che consuma abitualmente. Intanto le capsule riportano marginalità (da Gdoweek n. 3/2017)

Oggi come ieri, il caffè rappresenta una categoria di traffico. “Rispetto al passato però la gestione è molto più complessa -afferma Vincenzo Morgillo, category manager prima colazione di Carrefour Italia- perché oltre al rapporto qualità/prezzo è sempre più importante potenziare la nicchia, il localismo e le mono-origine e cogliere i nuovi trend”. Massimiliano Pascuzzi, buyer drogheria dolce di Alfi Srl (Sun) evidenzia come “buone offerte sul macinato sono generatori di traffico, mentre un assortimento completo e curato di cialde e capsule è un generatore di alta marginalità”. Se la promozionalità classica è espressa ancora con il caffè macinato per moka, “al mondo capsule ritagliamo un ruolo qualitativo -dichiara Morgillo-, con tagli prezzo poco profondi oppure legati alla carta di fedeltà, e insieme ai partner fornitori lavoriamo per creare azioni promozionali che vadano nella direzione della cultura del caffè, della conoscenza e del valore”. L’andamento in calo a valore e a volume riguarda macinato, grani e cialde. “Leggiamo crescite importanti per la parte capsule legata ai sistemi chiusi e a tutto il mondo delle capsule compatibili -afferma Fabio Squarzola, responsabile reparto forno prima colazione di Coop Italia-. C’è ancora molto spazio di crescita nelle compatibili, e lo dimostra l’incremento notevole dell’offerta sugli scaffali della gdo e il proliferare di piccoli negozi specializzati nei centri città”. Le promozioni rappresentano una criticità, perché più della metà delle vendite del caffè classico viene fatto in promozione. “Principalmente con meccaniche di taglio prezzo e fasce sconto spesso del 40-50%, -dice Squarzola-, pertanto il prezzo a scaffale risulta essere solo teorico”. Per le capsule la crescita è a doppia cifra “dovuta sia a fattori interni, come l’aumento della numerica delle referenze e l’implementazione dello scaffale dedicato -dichiara Massimiliano Pascuzzi-, sia esterni, quali la continua crescita del numero di macchine e il prezzo sempre più conveniente”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 3/2017

Target: 7 miliardi per il restyling della rete

Target store minneapolis
L'investimento programmato prevede la ristrutturazione di oltre 600 store, circa 100 nuove aperture e il lancio di nuove linee di abbigliamento

Il piano di rinnovamento del brand Target prevede un investimento da 7 miliardi di dollari in tre anni. La cifra permetterà il restyling degli store e il lancio di nuove linee.  Brian Cornell, Ceo del retailer, spiega: “Stiamo programmando l’inizio di una nuova era del retailing”.

Il piano di sviluppo. La ristrutturazione della rete vendita prevede il rinnovamento di più di 600 store entro il 2019, che saranno ridisegnati dando maggiore spazio per lo storytelling moda e i servizi digitali. Le nuove aperture saranno invece 100 e si tratterà di strutture di piccole dimensioni che saranno aperte nelle città e nei campus universitari, di cui 30 saranno inaugurato nel 2017.

Le nuove linee. Target lancerà oltre 12 brand nei prossimi due anni che dovrebbero portare in dote all’insegna circa 10 miliardi di dollari di vendite. Nel 2016 il retailer ha riportato vendite nette in calo del 5,8% a 69 miliardi di dollari.

 

Iper, La grande i sostiene San Patrignano

immagine campagna solidale
L’impegno di Iper, La grande i sostiene la Comunità San Patrignano promuovendo la campagna di raccolta fondi Per i nostri figli

L’impegno di Iper, La grande i in favore del sociale si concretizza attraverso il sostegno verso iniziative come quella attiva fino al 2 aprile. Per i nostri figli è la campagna sviluppata al fianco della Comunità di San Patrignano che prevede una raccolta fondi. Nel periodo di durata dell’iniziativa, alle casse dei punti di vendita dell’insegna sarà possibile donare 2 euro a favore della struttura che dal 1978 opera gratuitamente nel recupero e reinserimento di giovani con problemi di dipendenza.

Tra gli obiettivi della campagna c’è la riqualificazione e l’ampliamento dei due centri per minori presenti a San Patrignano. Lo scorso anno la raccolta ha raggiunto la cifra di 63.660 di euro.

L’aiuto di Iper, La grande i consiste anche nell’inserimento in assortimento dei prodotti agroalimentari realizzati nella filiera integrata della Comunità.

 

 

EuroShop 2017 – Fujitsu aiuta i retailer europei a ridisegnare lo store

Fujitsu propone la seconda generazione del software per l'in-store analytics: Retail Engagement Analytics 2.0 che combina più fonti di dati per fornire visure in tempo reale sul comportamento degli acquirenti all'interno del punto di vendita. Presenta anche un'innovativa soluzione wearable mediante la quale Fujitsu sta cambiando la comunicazione nel settore retail, coinvolgendo il personale del negozio

In occasione della fiera Euroshop 2017, in programma dal 5 al 9 marzo a Düsseldorf (stand Fujistu: Pad. 6, stand #E75), Fujitsu ha annunciato la disponibilità europea della nuova versione della soluzione Retail Engagement Analytics (Rea). Rea 2.0 è progettata per permettere ai retailer dotati di punti vendita fisici di combinare dati provenienti da più fonti per ottenere insight in tempo reale sul comportamento degli acquirenti all'interno dei negozi allo scopo di razionalizzare le operazioni, perfezionare la shopper experience e migliorare la bottom line.

Una risposta studiata per la domanda crescente di shopping on line
Un pubblico sempre più connesso ed esperto di tecnologia ha portato a una crescita significativa dello shopping online, e i retailer che operano sul Web si sono abituati a sfruttare l'enorme patrimonio di dati relativi ai comportamenti degli acquirenti per ottimizzare costantemente le proprie offerte. Mentre ogni login a un sito Web, ogni click e ogni acquisto vengono analizzati online, i retailer che possiedono negozi convenzionali -dove ancora oggi si verifica la maggior parte degli acquisti- hanno a disposizione assai meno informazioni utili per aiutare a massimizzare le vendite. La nuova versione della soluzione Fujitsu Retail Engagement Analytics è studiata proprio per riportare questa situazione in equilibrio.

Flusso dati da più fonti
La soluzione Fujitsu acquisisce l'output di più fonti, per esempio dalle telecamere e dagli access point wi-fi dei negozi, unendolo a quello dei Pos, ai dati provenienti da altri punti vendita e formati di negozio oltre che a intelligence esterna come, ad esempio, le informazioni meteo. I risultati in tempo reale vengono quindi presentati all'interno di un cruscotto con mappe di calore e report intuitivi che visualizzano le principali metriche di un negozio come il numero di clienti nuovi e di ritorno, il numero di clienti per orario e settore, e il tempo medio di permanenza degli acquirenti in ciascun negozio. La Flow Discovery Technology, un brevetto Fujitsu, permette inoltre a Rea 2.0 di identificare i percorsi più frequentemente seguiti dai clienti all'interno dei punti vendita. Allo stesso tempo, mappe di calore visualizzano le aree del negozio che attirano maggior traffico in ogni dato orario. Tutti questi dati permettono ai retailer di identificare immediatamente le aree di un punto vendita che possono essere migliorate per mezzo di modifiche del layout, per esempio ottimizzando la disposizione dei locali per facilitare il flusso dei clienti o migliorare il posizionamento dei prodotti per promuovere le vendite. Il sistema può persino inviare allarmi automatici al personale di negozio per spostarlo dove occorre maggiormente.

Soluzione di comunicazione portatile Fujitsu U-Scan
Il sistema Fujitsu U-Scan self checkout può ora essere connesso ad alcuni selezionati smartwatch per fornire allarmi istantanei allo staff che si trova all'interno del negozio. La soluzione, che rientra nel concept Fujitsu Connected Retail è la prima nel suo genere e viene appunto presentata per la prima volta in Europa in occasione di EuroShop 2017. La soluzione Fujitsu fornisce a tutto personale presente nel negozio l'accesso istantaneo ad aggiornamenti e messaggi importanti in modo da ridurre i tempi di risposta e assicurare che l'intero negozio possa funzionare senza intoppi e svolgere al meglio il suo servizio nei confronti della clientela. Il software può essere configurato per inviare automaticamente o manualmente allarmi in modalità push agli smartwatch direttamente dai sistemi Sco Fujitsu.

L’EuroShop apre i battenti a Düsseldorf

Euroshop17_MT1186 (1)Quello che il commercio oggi vuole e quello di cui domani ha bisogno è in mostra all’EuroShop, la fiera di riferimento per il commercio al dettaglio in calendario a Düsseldorf, dal 5 al 9 marzo 2017. Il salone costituisce, per il settore di riferimento, una piattaforma d’innovazione, un trendsetter, un forum di discussione ed una fonte di idee creative. I 2.367 espositori provenienti da 61 paesi, distribuiti in 18 padiglioni per una superficie espositiva di quasi 128.000 metri quadrati, riceveranno 110.000 visitatori specializzati nei cinque giorni di manifestazione

Un nuovo concetto anima l’edizione 2017. La struttura dei quattro segmenti dell’EuroShop, valida finora, viene per la prima volta sostituita da un sistema orientato al futuro, articolato in sette segmenti di esperienza: POP Marketing, Expo & Event Marketing, Retail Technology, Lighting, Visual Merchandising, Shop Fitting & Store Design und Food Tech & Energy Management.

Euroshop17_MT1119La digitalizzazione nel commercio sarà uno dei temi principali della EuroShop 2017. Il futuro nel commercio è determinato principalmente dal cliente, che come un vagabondo si sposta utilizzando i diversi canali, attraverso i diversi segmenti dello shopping, sia in negozio, sul tablet o sullo Smartphone. Saltellando tra offline ed online non accetta alcuna restrizione: ne deriva che i retailer dovranno connettere tra di loro i diversi canali in modo tale che i loro prodotti e servizi garantiscano al cliente nella fase d’acquisto, comfort ma anche piacere dell’acquisto. Per questo le soluzioni IT sono diventate per esempio un must. La dimensione digitale non può oggi essere considerata come una aggiunta, bensì dovrebbe essere parte integrante in tutte le pianificazioni, quasi un componente organico della rispettiva strategia di vendita al dettaglio e della costruzione del negozio.

Per i negozi, invece, la parola d’ordine è “emozionare”. Non si tratta di creare singoli eventi d’acquisto, viene piuttosto richiesta la narrazione: sia l’architettura, il design, l’illuminazione oppure l’incorporazione dei moderni componenti digitali e multimediali nella costruzione del negozio, tutto quanto deve seguire una drammaturgia comune, per dare al cliente la spinta di partenza determinante. Inoltre si riscontra una chiara tendenza nella presentazione dei marchi, nell’includere sempre di più la loro storia o di creare un riferimento locale, come specchio della loro massima autenticità ed unicità.

Oltre alle presentazioni negli stand fieristici EuroShop offre interessanti forum con esempi pratici, tra cui EuroShop Forum Architecture & Design, il forum EuroCIS ed il il forum Expo & Event, tutti visitabili gratuitamente e senza prenotazione.

Il Viaggiator Goloso arriva a Seriate

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Il nuovo spazio il VIaggiator Goloso è stato aperto all'interno dell'ipermercato Iper la grande I di Seriate (Bg), locomotiva alimentare del centro commerciale Le Valli

Prosegue la partnership intra group tra Iper, La grande i e il Viaggiator Goloso, brand premium di Unes, che potenzia la sua presenza sul territorio inaugurando un nuovo shop in shop all’interno dell’ipermercato del Gruppo Finiper di Seriate (Bg), di via Brusaporto 41, locomotiva alimentare del centro commerciale Le Valli.

Il nuovo spazio il Viaggiator Goloso si estende su una superficie di 140 metri quadrati. Soltanto poche settimane fa l’insegna il viaggiator goloso seriateaveva ampliato e consolidato la sua presenza all’interno del centro commerciale Il Centro di Arese (Mi). Le ultime aperture dell’insegna rendono concreto il progetto di sviluppo di Unes che intende dare ampia autonomia al brand la cui filosofia trova sintesi nel claim Il luogo del cibo felice.  Secondo quanto spiega Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes Supermercati: “Lo store propone la selezione del meglio, al prezzo più giusto, di brand che possiedono una storia, in termini di  provenienza, territori e culture, che meriti di essere narrata”.

Esselunga premia i clienti con la cosmesi naturale francese

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Grazie all'acquisto dei prodotti Jonzac, marchio del gruppo Lea Nature che comprende articoli certificati biologici CosmeBio, si potranno accumulare punti su Carta Fidaty

Esselunga propone in esclusiva fino al 31 marzo una nuova promozione che vede protagonisti i prodotti del brand Jonzac, certificati bio. La meccanica prevede che, per ogni confezione acquistata, si potranno accumulare 50 punti fragola sulla fidelity card. La promozione è riservata ai possessori di Carta Fidaty che potranno verificare, entro 48 ore dall’acquisto, l’accredito dei punti.

Il brand francese Jonzac,  marchio del gruppo Lea Nature che comprende articoli certificati biologici CosmeBio, propone una gamma di 21 referenze. Si tratta di una linea di cosmetici naturali con proprietà rigeneranti, lenitive e antinfiammatorie: i prodotti, infatti, sono a base di pura acqua termale filtrata per oltre 40.000 anni attraverso rocce sotterranee a 1850 metri di profondità.

Cortilia amplia assortimenti e orari di consegna

Cortilia
La piattaforma di prodotti agroalimentari promuove una nuova linea beauty ecosostenibile e amplia a Milano le fasce orarie di consegna

Cortilia, il mercato online per fare la spesa di prodotti agroalimentari, promuove la linea beauty che comprende prodotti per viso, corpo e capelli completamente naturali, forniti da piccoli produttori che seguono fasi di lavorazione naturali, evitando i test sugli animali, nel rispetto di scelte ecosostenibili. Tra i prodotti disponibili sulla piattaforma è possibile trovare quasi 30 referenze specifiche per la cura di corpo, viso e capelli.

Nuovi orari di consegna. Per facilitare la spesa dei clienti, Cortilia, ha esteso le fasce orarie di consegna a Milano, per cui sarà possibile ricevere la spesa a casa anche tra le 7,00 e le 8,00 del mattino e tra le 21,30 e le 22,30. Il servizio di consegna di Cortilia informa i suoi clienti con un giorno di anticipo dell’orario preciso in cui la spesa giungerà a destinazione. Al servizio si può accedere attraverso l’app o la piattaforma in versione desktop. La consegna a domicilio si può avere negli orari concordati, incluso il sabato fino alle 18,00 a Torino e Milano.

Lo sviluppo. Attualmente, il servizio di Cortilia è diffuso in Lombardia (nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese, Como, Pavia, Lodi e Bergamo), in Piemonte (nella provincia di Novara e a Torino) e in Emilia-Romagna (Bologna, Modena), con l’obiettivo di espandersi in futuro. Cortilia intende diventare un punto di riferimento per la spesa online a livello nazionale ed espandersi quindi in Europa, promuovendo un modello globale di acquisti consapevoli.

 

La logistica di Conad diventa senza carta

conad
L'utilizzo dei Ddt unitamente alla tecnologia Rfid consente un flusso hub-cedi a controllo digitale. Completato il progetto per il deperibile (da Gdoweek n. 3/2017)

Conad ha avviato da circa due anni un processo di digitalizzazione della catena logistica tra l’hub nazionale e i 18 Cedi delle 8 cooperative socie. Il progetto prevede la completa digitalizzazione del flusso informativo che accompagna le merci in ogni loro parte: dall’ingresso con provenienza fornitori, alla presa in carico a destino nei cedi. La merce deperibile transita dall’hub nazionale, il magazzino centralizzato. In questa sede sono apposte tutte le etichette e applicate al termine dell’attività di picking in corrispondenza di ogni Sscc (aggregato di merci a cui è assegnato un codice che contiene un numero di spedizione). L’associazione Sscc con tag Rfid è priva di errori. Successivamente la merce transita nei varchi di uscita in cui le antenne riscontrano il passaggio. Questa parte di processo ha richiesto un affinamento e perfezionamento per portare il livello di lettura senza errori ai tassi attuali del 99%. L’hub centrale di Conad è stato dotato di varchi anche per la merce in entrata, in previsione di accettare le merci già taggate dai fornitori. Attualmente il maggiore fornitore del comparto, Grandi Salumifici Italiani, invia le merci già taggate anche se l’ingresso delle stesse è ancora in una fase di perfezionamento nell’efficienza di lettura che prevede l’adeguamento della potenza delle antenne.
La merce esce dai varchi del magazzino centrale e caricata sui camion con  documento  di  trasporto digitale in formato Desadv. Ogni Cedi è “varcato”,  così  da  consentire  l’ingresso  delle  merci  riconoscendone tipologie e quantità automaticamente. Agli operatori è restituito sul terminale la lista di attesa e progressivamente mentre entrano i prodotti, la  spunta  di  progresso.  Il  sistema così implementato ha dato risultati molto soddisfacenti ma permangono in essere due sistemi attraverso i quali le merci possono essere presi in carico: basandosi esclusivamente sul Desadv oppure rietichettando le merci. Si prevede che con il passare del tempo, gli operatori avranno la possibilità di verificare l’affidabilità del sistema con abbandono del riscontro manuale. Un processo che sarà abbandonato sulla scorta di una esperienza operativa affidabile. Chi oggi usa esclusivamente il Desadv, di tanto in tanto ferma le merci ed effettua un check sulle stesse. Un altro miglioramento dei processi logistici è sostanzialmente l’azzeramento degli errori di inversione: non può succedere che un pallet sia caricato su un mezzo con un destino diverso da quello programmato grazie all’auto-id e agli allert. L’introduzione delle tecnologie auto-id con etichette Rfid e relativi processi di apposizione, varchi, antenne ecc, ha richiesto un investimento significativo. Il tempo di recupero dello stesso (payback period) è computato in 3-4 anni. Un periodo che dipende in larga misura dal costo dei tag Rfid che non hanno visto negli anni una significativa riduzione dei prezzi.
Complessivamente il progetto di digitalizzazione con riconoscimento automatico da hub a Cedi è focalizzato sul food deperibile. Conad, nell’arco di pochi mesi, punta a portare al massimo perfezionamento i processi, anche con il coinvolgimento dei maggiori fornitori che consegneranno le merci in pallet o aggregato già taggati. È comunque già considerata una seconda fase in cui andare oltre il mondo dei deperibili per entrare negli alimentari con shelf life più lunga. Il progetto di Conad sta interessando i fornitori anche se l’implementazione massiva è legata alla disponibilità di budget per l’investimento. Questo elemento è sostanzialmente ciò che oggi sta limitando la velocità di adozione. In generale, chi adotta queste tecnologie, costruisce del valore che però è trasferito a valle senza un beneficio diretto. Tuttavia ciò rafforza l’affidabilità della supply chain è la partnership tra industria e distribuzione, fattore decisivo per l’investimento.

FULL DIGITAL? ANCHE UN TEMA CULTURALE
Il progetto di Conad è entrato nella fase estesa in cui i maggiori fornitori saranno chiamati ad aderire con tag alla fonte nelle forniture. Gdoweek ha incontrato Andrea Mantelli, responsabile supply chain di Conad.

Quali i problemi che avete riscontrato con l’utilizzo dell’Rfid?
Utilizziamo tag Rfid passivi Vhf che rappresenta oggi la tecnologia migliore per i processi che abbiamo digitalizzato. I tag Rfid hanno dei limiti quando utilizzati vicino a oggetti metallici oppure a dei liquidi. E per questo motivo possono incorrere degli errori di lettura. Da quando abbiamo adottato questa tecnologia nel nostro hub di Fidenza, abbiamo lavorato per migliorare la precisione di lettura con una collocazione sempre più accurata delle antenne nei varchi.

Con quali risultati?
Il lavoro di ottimizzazione ha compreso anche l’utilizzo di etichette differenti fino a raggiungere la configurazione migliore e nuove antenne sempre più efficaci. Oggi abbiamo un livello di precisione che raggiunge il 99%. E non solo sull’hub di partenza ma anche sui magazzini che ricevono la merce nei quali i varchi di transito hanno raggiunto un’efficacia molto soddisfacente.

E rispetto ai fornitori?
Parallelamente allo sviluppo dei sistemi auto-id stiamo procedendo nell’opera di convincimenti sui fornitori a cui chiediamo sempre l’utilizzo dei documenti di trasporto in formato elettronico (Desadv).

E come evolvono queste progettualità?
L’anno scorso siamo partiti con un progetto per la definizione del Recadv, l’informazione di ritorno dell’esito di consegna. Nell’estate 2016 abbiamo lavorato in sede di testing in alcuni dei nostri Cedi. In una prima fase abbiamo mantenuto il cartaceo per arrivare in questi primi mesi del 2017 al risultato di eliminare la carta e utilizzare il solo tracciato.

Con quali impatti operativi?
Al posto della firma tradizionale si usa il pin con la firma digitale. Tuttavia uno degli aspetti di cui non si è tenuto conto inizialmente è il tema culturale. La totale digitalizzazione che non prevede la presenza di documenti cartacei, mette in difficoltà l’operatore che trova tradizionalmente il risconto su documento cartaceo, preferibile. Progressivamente stiamo superando questa difficoltà.

Trony si espande a Viareggio

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Si consolida il progetto di sviluppo di affiliazione della Bellanti S.p.a. che inaugura a Viareggio, in via Marco Polo, un nuovo punto di vendita Trony

Si consolida il progetto di sviluppo di affiliazione della Bellanti S.p.a. che inaugura a Viareggio, in via Marco Polo, un nuovo punto di vendita Trony, esteso su una superficie di 1.500 mq. Lo store, che impiega 25 addetti coordinati dal direttore Francesco Galeazzi, propone un assortimento di circa 12.000 item e dispone di un parcheggio da 300 posti auto.  Il locale, sviluppato su pianta rettangolare, presenta come primo reparto all’ingresso quello dedicato ai televisori. Tra i vari servizi offre consegna a domicilio e installazione elettrodomestici.

Trony, che quest’anno festeggia 20 anni di attività, con questa nuova apertura porta il numero complessivo dei propri negozi in Italia a 203, cui si aggiungono 2 Mini Trony, inaugurati il 20 ottobre, per un totale di 205 strutture.

Analisi Confida: distributori automatici a basso impatto ambientale

ADA-vendingDistributori automatici di caffè, bevande e snack utilizzano luci a led, sistemi di save energy, riutilizzano i fondi di caffè come fonte di energia e offrono sempre più prodotti bio, a chilometro zero e per le intolleranze alimentari. La sostenibilità ambientale ha conquistato anche il settore delle vending machine, che in Italia conta 800 mila distributori automatici per 10,5 miliardi di prodotti erogati a circa 30 milioni di italiani. Il 70,9% degli associati di Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, considera la sostenibilità un tema fondamentale per il futuro.

“Nel nostro settore - spiega Piero Angelo Lazzari, presidente di Confida - la sostenibilità è un tema molto ampio che tocca varie fasi dell’attività, dalla gestione efficiente dell’energia e dei magazzini all’interno dell’azienda, alla sostenibilità nei trasporti, fino alla scelta dei prodotti alimentari e alla gestione dei rifiuti nell’ottica di un’economia sempre più circolare”.

Il 55,8% delle imprese intervistate ha già adottato interventi per la riqualificazione energetica, il 64% utilizza luci al led e il 29,1% produce energia da fonti rinnovabili tramite pannelli solari e impianti di mini eolico.
Per soddisfare le differenti esigenze nutrizionali, alimentari e di gusto dei consumatori, l'82,6% dei gestori di distributori automatici ha introdotto prodotti per intolleranti (senza glutine, senza lattosio), il 74,4% prodotti provenienti da agricoltura biologica e freschi (yogurt), il 62,8% prodotti equo solidali e il 47,7% prodotti del territorio o a chilometro zero.

Il 29,1% degli associati a Confida utilizza mezzi di trasporto ecosostenibili (a gpl, metano, elettrici o ibridi) per l’installazione e il rifornimento dei distributori, e l’80,2% ha ottimizzato i percorsi per diminuire il traffico nei centri urbani. Per il trasporto degli alimenti il 59,3% delle aziende intervistate si serve di contenitori sanificabili e riutilizzabili ripetutamente, riducendo di conseguenza la quantità di rifiuti.

Gli associati prestano sempre più attenzione anche alla gestione dei rifiuti e al riciclo: il 47,7% dei gestori utilizza confezioni e bicchieri in materiale compostabile/biodegradabile e/o in materiale a basso impatto di C02, il 69,8% delle società di vending promuove la raccolta differenziata presso i clienti.VENDSOSTENIBILE650x290

E per promuovere le buone prassi in materia di sostenibilità ambientale all’interno del settore della distribuzione automatica, Confida ha realizzato il progetto “Vending Sostenibile” (www.vendingsostenibile.com) in collaborazione con Fondazione Sodalitas.

Unieuro potenzia la rete vendita

Unieuro
Il piano di sviluppo di Unieuro prevede nel mese di marzo nuove aperture, dirette e in affiliazione, e ristrutturazioni in tutta la Penisola

Il piano di sviluppo di Unieuro prevede nel mese di marzo nuove aperture, dirette e in affiliazione,  e ristrutturazioni in tutta Italia. “Le nuove aperture permettono a Unieuro di presidiare il territorio in modo sempre più capillare - sottolinea Luigi Fusco, chief operating officer Unieuro – nell'ottica di essere sempre più vicini alle esigenze della clientela. Ma l’impegno dell'insegna sta diventando anche l'impegno di un numero sempre in crescita di imprenditori locali, a conferma della solidità del nostro programma di affiliazione. Insieme possiamo offrire un servizio migliore e negozi sempre più belli". Per festeggiare le aperture e i restyling l’insegna dedica volantini dedicati con sconti fino al 50% su tutti gli elettrodomestici da libera installazione e incasso e su tutti i climatizzatori.

Le aperture in programma. Il 4 marzo a Reggio Emilia verrà inaugurato il negozio in viale Martiri di Tien An Men, 2 che sostituisce lo store di via F.lli Cervi 36. Saranno soggetti a restyling invece i punti di vendita di Prato, in via Berlinguer, e di Settimo Torinese in via Pier Luigi Nervi 12/14. Saranno cinque i nuovi punti di vendita affiliati che apriranno a marzo: il 16 marzo aprirà lo store di Gallicano, in via di Fondovalle, esteso su 800 metri quadrati, seguirà Carbonia (600 mq) in via della Stazione. Completano il piano di aperture i due Unieuro City a Iglesias, in via Monsignor Saba, e a Senise, in zona Mercato area Artigianale. E infine il 24 marzo si inaugura un Unieuro City a Terni, in via del Modiolo 1, all’interno del centro commerciale Le Fontane. Saranno riaperti dopo i lavori di ristrutturazione inoltre i negozi degli affiliati di Palestrina (RM), e gli Unieuro City di Goro (Fe) e Motta di Livenza (TV).

 

 

 

Da Beiersdorf un addio alle promozioni di prezzo

Offrire valori aggiunti che non siano lo sconto: Nivea punta a diminuire la distanza tra consumatore e brand (da Gdoweek n. 3/2017)

Le promozioni come strumento di valorizzazione della marca e non come semplice attività di taglio prezzo. È questa la visione delle iniziative promozionali sviluppate nell’ultimo anno da Beiersdorf, azienda tedesca che ha in portafoglio i brand Nivea, Labello, Eucerin e Hansaplast. Un approccio non semplice da mettere in atto, ma che l’impresa giudica indispensabile per porre un freno al progressivo incremento della pressione promozionale. Ne parliamo con Gaetano Colabucci, che dal 2015 guida la filiale italiana del gruppo.

Da che cosa dipende la scelta di intervenire sulle politiche promozionali?
Chiariamo subito che non intendiamo dire basta alle promozioni tout court, bensì selezionare le attività che da una parte ci consentono di avere un guadagno e dall’altra parte offrono al consumatore un valore aggiunto che non sia solo lo sconto. Questa decisione nasce dalla constatazione, che è sotto gli occhi di tutti, del continuo aumento della scontistica. È un processo che va fermato e noi, in quanto leader, ci siamo presi questa responsabilità.

Ci fa un esempio?
Sino a fine marzo è attiva una campagna che permette ai consumatori di personalizzare la celebre latta blu della crema Nivea con una foto e una frase. Qui c’è per il cliente un valore aggiunto, che va oltre la semplice scontistisca e che punta a diminuire la distanza tra il consumatore e il brand. La partecipazione sarà possibile sia da casa, sia in circa 100 store, grazie ad una macchina che personalizza la latta al momento.

Penalizzazioni per le vendite?
Abbiamo un po’ sofferto per quanto concerne la quota complessiva a valore, ma rimaniamo solidi se consideriamo l’ambito dei prodotti non promozionati.  Ciò significa che abbiamo perso quel segmento di consumatori che comprava le nostre categorie in caso di scontistica forte, ma abbiamo mantenuto i nostri user abituali. Chiudiamo l’anno con fatturato in linea con quello dello scorso anno e un incremento della profittabilità. In termini di quote di mercato Nivea, che rappresenta il 90% del nostro business, si è attestata intorno al 15%.

Quali sono le categorie interessanti e quali quelle critiche?
Sicuramente la cura del viso, che è mercato grande, e la deodorazione, che rappresenta il nostro business principale a livello mondiale. Lanceremo un prodotto decisamente innovativo nella categoria dei solari. Per ora non posso dire di più, ma è una novità con un contenuto tecnologico rilevante, che porterà una rivoluzione nel settore. Il men care invece è complicato: è un mercato piccolo, con una penetrazione e una frequenza di acquisto basse.

Carrefour Italia modifica gli assortimenti

uova carrefour italia
I negozi delle insegne del gruppo Carrefour Italia non commercializzeranno più uova prodotte da galline allevate in gabbia e pesce Pangasio

I negozi delle insegne del gruppo Carrefour Italia, ossia Carrefour Market, Express, Iper, DocksMarket e GrossIper, non commercializzeranno più uova prodotte da galline allevate in gabbia né pesce Pangasio. La decisione di tenere in assortimento soltanto uova prodotte da galline allevate a terra viene motivata in una nota in cui l’azienda spiega che: “L’utilizzo di gabbie nell’allevamento di galline ovaiole, seppur consentito dalla legge, non è ritenuto da Carrefour un sistema in linea con gli standard di qualità della vita animale in quanto spazi ridotti, costrizione fisica e strutture metalliche non permettono agli animali di compiere movimenti e adottare comportamenti naturali”.

Secondo quanto tiene a sottolineare il gruppo: “Le uova a marchio Carrefour e le uova sfuse del settore PFT (Prodotti Freschi Tradizionali) provengono da allevamenti a terra, all’aperto o biologici. Con la decisione comunicata oggi Carrefour Italia mette in atto quest’iniziativa anche ai prodotti a marchio nazionale del reparto PLS (Prodotti Libero Servizio) rendendo così l’offerta di uova completamente sostenibile e attenta alla qualità della vita degli animali”.

Per quanto riguarda il pesce Pangasio Carrefour chiosa: "La decisione vuole essere una risposta alle esigenze della clientela preoccupata in particolare per il possibile profilo nutrizionale inferiore a quello di altri prodotti ittici".

 

Adhoc si consolida in Campania

adhoc
Per l'insegna è la sesta apertura in Campania, dopo Vitulazio e Orta di Atella in provincia di Caserta, San Sebastiano al Vesuvio, Castellammare di Stabia e Napoli (Na)

Il Cash&carry di Multicedi a insegna Adhoc rafforza la sua presenza in Campania e inaugura il 6 marzo il suo sesto store nella regione, aperto a Volla (Na) via De Carolis 55/57. Il punto di vendita si estende su una superficie di 5000 mq di area di vendita e dispone di 10.000 mq di parcheggio.

Per il marchio Adhoc si tratta della sesta apertura in Campania, dopo Vitulazio e Orta di Atella in provincia di Caserta, San Sebastiano al Vesuvio, Castellammare di Stabia e Napoli, in provincia di Napoli. La famiglia Festante, proprietaria del cash&carry Adhoc Volla, commenta: “Il successo del nostro format si deve alla capacità di offrire un contributo su misura per i clienti, fornendo anche quanto di meglio in termini di referenze sia a livello locale che nazionale oltre che momenti di formazione attraverso la condivisione del know how da parte di affermati operatori del settore".

 

Focelda amplia la rete

focelda
L’azienda, specializzata nella distribuzione prodotti di informatica, inaugura il 9 marzo, nella zona Roma nord, un nuovo cash&carry in via Boccea 307/A

Si inaugura un nuovo cash&carry Focelda a Roma nord. L’azienda specializzata nella distribuzione prodotti di informatica apre infatti il 9 marzo un nuovo store in via Boccea 307/A sviluppato su una superficie di 250 metri quadrati, con 6 postazioni di lavoro, 4 addetti vendita, 2 casse e un ufficio assistenza. La struttura conta 5000 referenze e 80 marchi rappresentati.

“È un segnale positivo che diamo al mercato -  afferma Michele Palmese,  CEO di Focelda -  Dopo aver chiuso  il 2016 con  il fatturato  in crescita e registrato un trend positivo negli ultimi anni, continua l’investimento della nostra azienda, in controtendenza con gli attuali scenari di mercato.   Siamo determinati nel perseguire il nostro obiettivo di rappresentare per i nostri clienti un partner distributivo di riferimento in grado di proporre sempre nuove offerte ed esclusivi servizi dedicati”.

Consorzio Sun: obiettivi per la crescita

Consorzio sun
Le aziende del consorzio Sun intendono aumentare fatturato, rete vendita, quota di mercato e innalzare i livelli qualitativi della Mdd

 

Si prospetta un anno in crescita per le aziende del consorzio Sun (Supermercati uniti nazionali) che contano su un aumento di fatturato consistente: sono infatti passate da 1,09 miliardi del 2011 ai 2,66 miliardi del 2016 e per il 2017 si ipotizza una cifra pari a 2,79 miliardi. In crescita esponenziale anche la rete vendita che nel 2011 contava 296 punti di vendita e oggi opera con 595 che nel corso del 2017 diventeranno 626.

Lo sviluppo sul territorio. Sono infatti previste 31 nuove aperture tra cui due superstore, 23 supermercati , Presidente_marco_odolinisei superette, cui si aggiungono oltre 18 ristrutturazioni di punti di vendita già attivi.  Marco Odolini, presidente del consorzio Sun, spiega: “Nel corso del 2017 continuerà il presidio nelle rispettive aree di competenza e di operatività degli attuali soci del Sun, ovvero nel nord e centro Italia. Vogliamo infatti presidiare le aree dove operiamo e ampliare la nostra penetrazione in nuove zone”.

Tra gli obiettivi prioritari,  la volontà di aumentare la quota di mercato che, oggi, a livello nazionale, si attesta al 3,3% e dovrebbe raggiungere il 3,5% entro fine anno, specchio delle performance dei diversi soci a livello territoriale. In alcune aree, infatti, alcuni soci del consorzio rappresentano una quota intorno Consilia Consorzio Sunal 17,3% (come in Lazio), mentre in altre regioni (come Marche, Abruzzo e Molise) è pari al 13,3%.

Centrale anche lo sviluppo della marca del distributore Consilia, la cui quota sulle vendite dei soci ha avuto, nel 2016, un’incidenza del 14,6%. Anche in questo settore si prevede una crescita. “A valore l'incidenza sulle vendite di Consilia è stata pari al 9%, registrando un incremento del 24,2 rispetto all'anno precedente -chiarisce il direttore generale Stefano Rango-. Risultato legati senza dubbio anche all'aumento dei livelli qualitativi dei prodotti". Una strada su cui lavorare visto che aggiunge: “Nel 2017 i nostri prodotti saranno realizzati senza l’utilizzo di olio di palma”.

 

 

Conad Centro Nord: focus sulle categorie

Tione Dao Conad
La cooperativa sta rivedendo la struttura acquisti per passare dal modello tradizionale basato sul fornitore (buyer) a quello più attuale orientato alla domanda (da Gdoweek n. 3/2017)

Attiva in Lombardia e nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, Conad Centro Nord è una delle 8 cooperative associate al consorzio nazionale Conad. Associa 436 imprenditori con oltre 240 punti di vendita tra diretti e affiliati/associati con quota di mercato del 6,49%. La cooperativa sta riorganizzando la struttura acquisti per focalizzarla sul category management, per mettere al centro la categoria. Questo processo durerà per il prossimo biennio, come spiega Stefano Ferrari, vice direttore commerciale e marketing di Conad Centro Nord.

A quale modello organizzativo tende Conad Centro Nord?
Il modello organizzativo che si vuole portare avanti è quello che riunisce in un’unica figura il ruolo di buyer e category, per porre al centro della negoziazione la categoria, e non, come una volta, il fornitore. Il category avrà la responsabilità dei margini dei prodotti di una categoria ed è un processo ormai inevitabile perché legato al nuovo progetto assortimentale di Conad. L’aspetto positivo consiste in una struttura più leggera rispetto ad altri modelli organizzativi che separano l’attività di category da quella di buying, con una figura, quella del category, dallo sguardo più ampio e con più margini d’azione, e con attenzione prevalente alle vendite.

Che ruolo ha la marca del distributore?
La marca del distributore è prioritaria e fondamentale per costruire la categoria, perché l’assortimento fa parte della relazione con il cliente, ne è il punto di partenza, con ruolo economico e di distintività per l’insegna. Riteniamo questa nuova organizzazione molto più logica, anche perché questo approccio è già in atto da qualche anno a livello nazionale.

Qual è la gerarchia nella definizione degli assortimenti?
L’approccio per categorie è partito dalla Centrale:  l’assortimento Lcc è per il 70-75% definito su base nazionale, per il rimanente 25-30% su base locale, con differenze anche rilevanti a seconda delle categorie e tenendo in considerazione la possibilità di opportunità negoziali con l’industria. Nelle marche del distributore l’assortimento è omogeneo su tutto il territorio con scelte locali molto limitate: per esempio, i formati della pasta oppure il vino. Gli assortimenti sono definiti dalla Centrale in 4 declinazioni, corrispondenti ai canali Ipermercato, Superstore, Conad e City. La novità a livello locale è il passaggio da una gestione molto orientata al magazzino a una logica di vendita, quindi di punto di vendita con il nuovo progetto di Assortimento Obbligatorio a PuntoVendita.

In che cosa consiste quindi il ruolo del category?
Stiamo lavorando su 7 cluster assortimentali, o punti di vendita ideali, “spacchettando” l’assortimento definito a livello nazionale: per esempio, l canale Conad  (600 -1.500 mq), si divide a sua volta  in 3 tipologie: il ruolo del category consiste appunto nel definire e classificare quel 25-30% di quota locale dell’assortimento. I suoi strumenti sono le linee guida assortimentali della Centrale, le indicazioni strategiche e il patrimonio informativo di cui dispone; inoltre il category si interfaccia con un’altra funzione di recente costituzione e nella quale lavorano 3 addetti, quella dei planogrammi, utile perché le referenze trovino poi collocazione su un display coerente alle strategie espositive e linee guida definite. Il magazzino appena avviato sarà il risultato di tutti questi elementi, a favore di una maggiore omogeneità della rete. L’obiettivo è far evolvere il ruolo dei category, anche individuando un percorso mentale “comune, omogeneo” e strumenti operativi standard.

E la distintività?
Probabilmente è la sfida più complessa del progetto e dell’evoluzione richiesta ai category. La marca del distributore è il primo mezzo, ma distintività significa anche “asciugare” la parte mainstream del mercato, dove gli attori si sono moltiplicati solo per motivi tattici e non quindi indispensabili per il consumatore.  Mantenendo la leggibilità della scala prezzi occorre operare sui segmenti premium, che aggiungono valore e varietà all’assortimento, migliorando vendite e redditività dello scaffale.

Parliamo di prezzi e promozioni
La struttura assortimentale è assimilabile a un rombo con dimensione marginale di primo prezzo e premium price, e con la parte mainstream dominante; ma tende ad assumere la forma del triangolo, dove viene marginalizzato il primo prezzo (anche  in seguito alla politica Edlp basata sulle Private Label) e cresce il vertice cioè il segmento premium, che include le nuove tendenze di consumo. Alcune categorie andranno razionalizzate, altre ampliate. L’indirizzo strategico di Conad punta a ridimensionare la promozionalità, destinando risorse al posizionamento quotidiano. Anche le marche dovranno adeguarsi al percorso delle private label, passate dagli anni del “Bis” all’attuale claim “Bassi e Fissi”. È un percorso graduale rallentato dal fatto che mentre il continuativo viene letto dal consumatore nel medio termine, la diminuzione della promozionalità mostra immediatamente i suoi effetti sulle vendite.

Le conseguenze sulla contrattazione con l’industria?
Se il category dovrà massimizzare la resa economica degli spazi, in base al ruolo della categoria, puntando su vendita (categorie di traffico) e redditività (categorie di servizio), allora nella contrattazione la responsabilità del successo (o dell’insuccesso) di un prodotto ricadrà prevalentemente sull’industria, la quale, anche grazie a un rapporto più trasparente con la distribuzione, dovrà proporre prodotti che diano un valore aggiunto al distributore. Il percorso però è ancora lungo.

SkinLabo e ProfumeriaWeb vanno a nozze

Angelo_Muratore ceo di skinlabo
SkinLabo, brand italiano di cosmetica nativo digitale, creato nel 2016, sceglie come partner distributivo di riferimento in ambito beauty ProfumeriaWeb

SkinLabo, brand italiano di cosmetica nativo digitale, creato nel 2016, sceglie come partner distributivo di riferimento in ambito beauty ProfumeriaWeb, eCommerce per la vendita di profumi, cosmetici e prodotti di bellezza a prezzi vantaggiosi. La partnership consentirà a SkinLabo di perseguire al meglio la mission che ne rappresenta la filosofia di business: offrire cosmesi di qualità premium a prezzi competitivi, grazie proprio alla distribuzione esclusivamente online.

“ProfumeriaWeb rappresenta il partner ideale per un brand come SkinLabo che cavalca il trend del mercato e si posiziona come Alice Farella Monti 2primo brand full beauty made in Italy distribuito esclusivamente online -dichiara Angelo Muratore, Ceo di SkinLabo–. Recenti studi mostrano come il valore degli acquisti online in ambito beauty abbia superato lo scorso anno i 170 milioni di euro, con un aumento del +22% rispetto all’anno precedente. A fronte dei molti indicatori che suggeriscono per i prossimi anni un tasso di crescita ancora superiore alla media, SkinLabo persegue i suoi obiettivi di crescita puntando tutto su un modello di business audace ed essenziale: eliminare tutto il superfluo e puntare sulla qualità premium del prodotto e sull’accesso democratico alla bellezza, grazie a un canale distributivo innovativo come l’eCommerce.” Alice Farella Monti, Chief Operating Officer di SkinLabo, aggiunge: “Su ProfumeriaWeb sono disponibili oltre 8.000 prodotti, fortemente scontati e consegnati in 2/3 giorni lavorativi dall’ordine. Entrare a far parte di una rete vendita così strutturata, con all’attivo più di 120.000 clienti e oltre 600.000 visite solo a dicembre scorso, rappresenta per SkinLabo una vetrina davvero eccellente”.

Conad Sapori e Dintorni di Venezia si rinnova

Conad-Sapori-Dintorni
I lavori di restyling hanno permesso di inserire nuovi reparti, potenziare e ammodernare quelli già esistenti e adeguare lo store alle tecnologie green

Si rifà il look il negozio Conad Sapori e Dintorni del Lido, a Venezia, riaperto dopo i lavori di adeguamento. Il punto di vendita, gestito dalla società Insieme,  occupa sessanta dipendenti.

I lavori di ammodernamento hanno permesso di inserire un nuovo reparto pescheria con banco servito, che completa la proposta commerciale del negozio. Sono stati potenziati i reparti freschi. In gastronomia è stato introdotto il reparto friggitoria e ampliata la proposta commerciale di gastronomia calda con diverse soluzioni pronte per il pranzo e la cena. Anche l’impianto di illuminazione è stato rinnovato e adeguato alle moderne tecnologie ecosostenibili.

 

Al Supermercato del Futuro di Coop si paga con il cellulare

supermercato del futuro coop
L' App Mobysign è un mobile payment non legato a nessuno esercente, carrier telefonico, banca, tipo di dispositivo, circuito di pagamento

La tecnologia mobile fa il suo ingresso al Supermercato del Futuro di Coop Lombardia dove viene introdotta la possibilità di pagare con lo smartphone grazie all' App Mobysign, un mobile payment non legato a nessuno esercente, carrier telefonico, banca, tipo di dispositivo, circuito di pagamento.

Mobysign. L’app utilizzata all’interno dello store Coop viene integrata in pochi passaggi da altre App, siti eCommerce, portali di home banking e sistemi cassa e consente agli utenti di uscire di casa solo con il cellulare, fare la spesa come se si avesse il portafogli, dimenticando i pin delle diverse carte. Basta infatti confermare il pagamento sullo smartphone con l’impronta digitale o digitando un pin unico scelto in fase di registrazione, valido per tutti i mezzi di pagamento disponibili per l’utente. L'App Mobysign è scaricabile dai principali store. Perché sia valida bisogna registrare una carta di credito o debito, giftcard, loyalty e il giorno dopo  l’Iban per gli instant payment. Al Supermercato del Futuro l’innesco della transazione avviene leggendo un QRcode alla cassa; Mobysign in generale offre anche altre modalità, come l’esibizione di un barcode, la digitazione di un numero di telefono o nickname, ed altre ancora. Secondo il CEO di Mobysign, Antonio Bonsignore: “L'App Mobysign ha anticipato i concept della PSD2 ed ha al suo attivo diversi brevetti per la autenticazione del cliente finale, validi in tutta Europa per i più elevati livelli di sicurezza e per l’utilizzo delle più moderne tecnologie in ambito mobile.”

 

Leroy Merlin promuove la responsabilità sociale d’impresa

Leroy Merlin
L'insegna francese ha presentato, in occasione della tappa torinese del Salone della CSR, tre progetti legati alla responsabilità sociale e ambientale d’impresa

L’insegna del fai da te, Leroy Merlin, ha presentato in occasione della tappa torinese del Salone della CSR, che si è svolta questa mattina nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Torino, tre progetti legati alla responsabilità sociale e ambientale d’impresa.  “Il Salone della CSR è l’evento di settore più importante in Italia, e siamo molto felici di prendervi parte quest’anno

Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile di Leroy Merlin Italia
Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile di Leroy Merlin Italia

– dichiara Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile di Leroy Merlin Italia. – Proprio un territorio fertile come quello di Torino ci ha permesso di lavorare in maniera efficiente e incisiva con partner locali accreditati, con cui abbiamo stretto delle collaborazioni importanti. I progetti che presentiamo sono una parte rappresentativa del nostro più ampio calendario di iniziative CSR a livello nazionale, tutte accomunate dal desiderio di garantire a tutti una casa bella, sana e che aiuti a risparmiare”.

I progetti. L’azienda francese ha promosso il progetto Orto Fai da Noi, il primo orto di comunità creato  in collaborazione con l’associazione Orti Alti che sarà attivato nel punto di vendita di Torino Giulio Cesare, dove un ampio terreno incolto di proprietà del negozio verrà trasformato in un grande orto urbano. L’area infatti sarà suddivisa in 20 appezzamenti destinati ad altrettante famiglie, che avranno a disposizione cassoni in legno per coltivare ortaggi ed erbe e una cassetta per il ricovero degli attrezzi. Le aree comuni saranno allestite con tavoli e altri arredi per favorire i momenti di incontro e per dare spazio a numerose attività di formazione sull’orticultura, rivolte soprattutto alle scuole. Le iscrizioni, aperte a tutti, saranno attive dal 1 marzo 2017 compilando il form al link: csr.leroymerlin.it/ambiente/orto-fai-da-noi/.

Il secondo progetto riguarda la Lotta alla povertà energetica, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino.  I ricercatori del Politecnico e dell’Università individueranno con Caritas un campione di 100 famiglie le cui bollette energetiche sono in parte o del tutto pagate dai servizi Caritas piemontesi. Questi ultimi invieranno i propri volontari, precedentemente formati, per fornire consulenza su come risparmiare energia nella vita quotidiana e per mettere a disposizione dei nuclei famigliari, per un periodo non inferiore a un anno, un kit di dispositivi per il risparmio energetico commercializzati da Leroy Merlin e di facile installazione. Al termine del periodo di sperimentazione verranno raccolte ed esaminate le bollette energetiche per verificare le effettive riduzioni dei consumi.

Ultimo dei tre progetti è la ristrutturazione di Casa Speranza, in partnership con CISV Torino, situata all’interno della Parrocchia Maria Santissima Speranza Nostra di via Ceresole, che ospiterà nelle prossime settimane 12 migranti richiedenti asilo. Questo progetto comprende lavori di rifacimento importanti che coinvolgono la ristrutturazione dei bagni, la messa a norma dell’impianto elettrico e l’imbiancatura per creare così 6 camere da letto e aree comuni.

 

 

Penny Market sostiene la Community #Noncifermanessuno

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L’insegna, patrner del Banco Alimentare, regalerà un pacco di riso per ogni interazione degli utenti/studenti registrati al sito della Community

Il progetto #Noncifermanessuno, ideato da Luca Abete, ha l’obiettivo di fornire una porzione di riso per ogni interazione dei clienti sul sito della Community #Noncifermanessuno. Banco Alimentare ne è partner e da quest’anno gode del sostegno di Penny Market che lancia l’iniziativa Dona un SorRISO!. L’insegna regalerà, infatti, un pacco di riso per ogni interazione degli utenti/studenti registrati al sito della Community. L’obiettivo del progetto ideato nel 2014 è raggiungere 15.000 kg di riso, pari a 150.000 porzioni.

“Questo progetto nasce dalla voglia di motivare e spronare i giovani d’oggi per permettergli di affrontare al meglio le difficoltà e penny market dona un sorriso 2realizzarsi non solo a livello universitario ma anche personale. - afferma Luca Abete - Come tutti gli anni mi impegnerò per donare loro il giusto entusiasmo e sono sicuro che tutti i ragazzi, a loro volta, si impegneranno per donare un SorRISO! con Penny Market. È bello sapere che ci sono aziende in Italia che non solo credono in noi ma si impegnano anche per dare un contributo concreto alle persone meno fortunate”. Il CFO di Penny Market Italia, Roberto Fagnani, aggiunge: “Da diversi anni sosteniamo con molte iniziative, sia locali che nazionali, il Banco Alimentare e questo progetto non solo ci è sembrato da subito in linea con i valori del nostro marchio ma ci permette anche di contribuire alla crescita sociale del nostro Paese.”

 

Unieuro lancia la promozione Passione Casa

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La promozione sarà valida dall’1 al 23 marzo in tutti i punti di vendita aderenti e sul sito unieuro.it. A supporto dell'iniziativa è prevista una campagna di comunicazione TV e radio

Passione Casa è il nuovo appuntamento dedicato ai consumatori Unieuro che desiderano rinnovare i propri elettrodomestici. L’insegna lancia infatti dall’1 al 23 marzo la promozione valida in tutti i punti di vendita aderenti e sul sito unieuro.it a cui si può accedere acquistando uno degli elettrodomestici coinvolti nell’attività promozionale come lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, frigoriferi, forni, piani cottura e climatizzatori. Si riceverà in regalo uno smart TV Hitachi Full HD da 43’’, del valore di 499 euro. Nel volantino sono previsti inoltre sconti su articoli di tutte le altre categorie merceologiche. A supporto della nuova edizione di Passione Casa è prevista una campagna di comunicazione TV e radio.

Per l’industria italiana la Mdd è scelta strategica

Variabili in gioco, opportunità da cogliere, stato delle relazioni con i retailer: Ibc ha realizzato una ricerca ad hoc insieme a TradeLab per gettare uno sguardo al mondo dei copacker (da Gdoweek n. 3/2017)

C’è una precisa scelta strategica da parte dell’industria verso le marche del distributore: al netto dei puristi di marca e degli specialisti copacker, le Mdd non risultano mai un ripiego e neppure rappresentano un’ultima spiaggia rivelatasi fortunata. Si tratta, al contrario, di un secondo ambito di business, in particolare per le tante Pmi su cui si fonda il tessuto produttivo italiano, che viene perseguito proattivamente e con una forte focalizzazione sui volumi. Sul mercato Lcc post crisi, il copacking non è più visto come una soluzione d’emergenza, per accrescere il livello di saturazione degli impianti di produzione e puntellare le industrie alle prese con tante difficoltà su più fronti (innalzamento costi di produzione, restringimento mercato, difficoltà di accesso al credito per investimenti). Rappresenta una formula consolidata e smart per approcciare il mercato che permette di superare le logiche del passato di contrapposizione con il trade per ottenere ricadute positive su tutte le funzioni aziendali, dalla R&S alla logistica. In ultima analisi, lavorando per gdo e discounter, le medie imprese italiane riescono a investire (e a rendere sostenibile) l’aggiornamento industriale. In questo contesto economico e in questo clima sociale, produrre Mdd è un elemento di stabilizzazione del rapporto tra industria e grandi clienti e uno stimolo a cogliere in maniera nuova  i  segnali  provenienti  dal mercato stesso. Non solo per i piccoli, ma anche per i grandi gruppi industriali con brand forti e riconosciuti dal mercato.
“Produrre prodotti Mdd oggi -dichiara Luca Pellegrini, presidente di TradeLab- non è un salvagente, non è un segnale che sancisce la difficoltà di un’azienda, ma ha sempre una  motivazione  proattiva. Quest’attività è utilizzata dalle industrie con l’obiettivo di consolidare il loro rapporto con le insegne e intessere una relazione con il trade su nuove basi”. L’attenzione della ricerca Ibc-TradeLab si è soffermata su 75 imprese di produzione, forse non statisticamente rappresentative, ma in ogni caso significative per avere uno spaccato della media impresa italiana agroalimentare (il 50% del campione fattura fra i 500 e i 100 milioni di euro). Un ulteriore parametro significativo: sono state scelte aziende che facessero sia copacking sia attività a marchio proprio. Tralasciati volutamente i puristi e gran parte degli specialisti conto terzi. Un dato che smentisce dunque la minaccia della Mdd nei confronti dell’identità aziendale: guardando al campione, il 92% delle imprese copacker inserite fornisce alla distribuzione sia i prodotti a marchio retail, sia i prodotti a marchio proprio. Segmentando questo dato, emerge un’altra valenza: ben il 55% del campione ha debuttato sugli scaffali con un prodotto branded per poi sviluppare, successivamente, anche la Mdd. “Se indaghiamo le ragioni che spingono le aziende a diventare copacker -prosegue Pellegrini- troviamo la saturazione degli impianti produttivi, di certo uno degli elementi più importanti per la produzione industriale, nei quali anche le scale minime sono importanti al fine di ottenere un risultato positivo”. “Dal nostro punto di vista -dichiara Massimo Bianco, amministratore delegato di Soavegel- diventare copacker di catene importanti ci ha spinto a confrontarci con un nuovo modo di sviluppare i prodotti, in modo congiunto. Pensiamo alle catene del frozen che operano door to door: ci spingono a un’innovazione continua della quale beneficia l’intera nostra produzione”. “Credo che fare Mdd in alcune categorie -aggiunge Giuseppe Mastrolia, Ad di Newlat, gruppo alimentare che ha una quota del 20% attribuibile all’attività di copacker- sia difficile: pensiamo alla pasta di semola, mercato estremamente inflazionato, nel quale il prezzo è l’unica variabile. Noi vogliamo andare controcorrente, proponendo ai nostri clienti un prodotto di qualità, con un pack ecosostenibile e un forte richiamo alla tradizione partenopea”. Puntando al miglioramento delle relazioni con i distributori, stazionano in fondo alla classifica della ricerca le ragioni difensive che spingono un’industria a cimentarsi nella produzione di Mdd: per esempio, il recuperare i volumi persi con l’indebolimento della marca industriale. Altro stereotipo smentito dalla ricerca TradeLab è l’aleatorietà della Mdd, in particolare l’estrema difficoltà nel mantenere relazioni di lungo termine con un trade sempre più competitivo e alla ricerca del prezzo come fattore dirimente nella scelta di questo o quel fornitore. “Colpisce -prosegue Luca Pellegrini- l’analisi della durata dell’impegno delle aziende nel comparto Mdd: ben il 43,6% del campione opera sul mercato da 20 anni e oltre, il 35,9% dai 10 ai 19 anni; solo il 5,1% produce a marchio d’insegna da meno di cinque anni. Se facciamo una media, siamo attorno ai 18 anni di attività, un tempo molto lungo specialmente in un’epoca di veloci cambiamenti”. Puntare sull’Mdd, quindi, non è una scelta tattica per tappare le falle, bensì una strategia a più ampio respiro. Lo si evince anche dalle prospettive che i copacker hanno affidato a TradeLab: secondo i dati oltre il 61% del campione si attende una crescita nel triennio 2017-2020, da contenuta a consistente, sopra il 5%. “Oggi la nostra quota è ancora bassa -spiega Roberto Bechis, managing director di Meggle Italia- attorno al 7-10%, vogliamo espanderla, ma non a tutti i costi. Ritengo che le Mdd richiedano un’attenzione e un servizio dedicato, programmazione e trasparenza. Solo rivolgendosi ad aziende che hanno nel loro patrimonio questi valori, la Mdd diviene un elemento competitivo differenziante a scaffale. Soprattutto se si possono infonderle dei valori come il bio o il 100% veg”. “Nei salumi la tipicità è un valore premiante -aggiunge Paola Spiezia, direttore commerciale dell’omonima azienda- in Italia e anche sui mercati stranieri, nei quali le tradizioni campane e del Mezzogiorno hanno una platea di consumatori ancora molto sensibile”.
I contratti fra copacker e insegne, talvolta, presentano la rottura dei rapporti di fornitura, anche se solo un terzo del campione ha dichiarato di aver sofferto di questa evenienza. Tra le cause più importanti, l’ingresso di un concorrente più aggressivo sul prezzo e la discussione con il management della catena riguardo ai margini commerciali, fattori ai quali imputare congiuntamente il 73% delle rotture in gdo e ben l’89,5% sul canale discount. Le tendenze fin qui illustrate, risultano essere più evidenti sul canale discount, che garantisce ai copacker di certo volumi di vendita più elevati, ma margini ridotti rispetto alla gdo e una maggiore tensione sul prezzo, quale elemento competitivo. L’aspetto positivo che viene sottolineato dagli industriali è la più solida competenza produttiva che la controparte discount mette in campo: nella definizione del prodotto da portare a scaffale viene posta maggiore attenzione strategica, seguendo un percorso gradito dal produttore, rendendo il risultato finale meno aggredibile dai concorrenti.
Su entrambi i canali è poco diffuso in ogni caso il fornitore unico: in oltre l’80% del campione i contratti sono condivisi. Tra le motivazioni per questa scelta, sono a pari merito quelle di carattere produttivo “garantirsi un fornitore di riserva” e quelle sul prezzo, con una certa competizione stimolata tra i due copacker, in particolar modo sul canale discount. “In generale -aggiunge Pellegrini- pensiamo che Idm e Mdd hanno due approcci negoziali differenti tra loro: estremizzando, nel primo caso dopo la contrattazione il prodotto va inserito in una scala prezzi, nel secondo caso il prodotto è la scala prezzi”. E questo suona ancor più vero sul canale discount, nel quale la Mdd in alcune categorie è l’unica alternativa. “Uno degli aspetti che differenziano l’essere copacker per catene italiane e straniere -dichiara Sante Ludovico, amministratore unico di La Pizza +1 (35% del fatturato Mdd tra Italia ed Europa)- sono i volumi: diverso è servire una catena come Auchan (che solo in Francia ha 450 iper) o il frammentato settore distributivo italiano. Altro elemento in gioco è la qualità della contrattazione: in Italia si dialoga con più figure”.
Non è più un’eresia parlare di innovazione di prodotto quando si prende in esame la Mdd. Tuttavia, secondo alcuni copacker, il trasferimento coatto dell’innovazione di prodotto, dalla marca alla Mdd, ridurrebbe l’efficacia dell’innovazione stessa. Quasi il 25% degli intervistati da TradeLab concorda con questa visione egemonica del trade nel suo rapporto con l’industria. Una fetta più ampia del campione, tuttavia, ritiene che non sia il trasferimento rapido dell’innovazione dall’Idm alla Mdd a pregiudicarne la redditività, bensì che sia l’aggressività dei competitor a contrarne lo spazio di espansione potenziale. “Lavorare con le catene distributive di tutto il mondo -dichiara Luca Zocca, marketing manager di Pedon- porta un duplice beneficio al nostro business: espandiamo il mercato ed entriamo in contatto con realtà, stili di consumo, pack differenti. Tutti concetti che possiamo, successivamente, introdurre in Italia. La richiesta di innovazione da parte dei retailer stranieri spesso ci spinge a migliorare ed evolvere su molti fronti: abbiamo sviluppato un pack realizzato a partire dagli scarti di legumi che è poi stato adottato da Waitrose per tutti i suoi prodotti secchi”.

Mdd: rapporti occasionali? No, grazie!

“Siamo un comparto che conta”, così titola la ricerca IBC-TradeLab dedicata ai copacker. Brindiamo a questa consapevolezza, era tempo! (da Gdoweek n. 3/2017)

L'editoriale del nuovo numero. Di collaborazione tra industria e distribuzione si è parlato parecchio, ma quella che passa attraverso la Marca del distributore sembra ormai avere un sapore diverso. Non mancano le spine ... i margini risicati, certo, ma la differenza la fa la competenza dei buyer. Il buyer, sempre ricercato dall’industria, talvolta sembrerebbe peccare di eccesso di cultura  “commerciale” a discapito di quella di “prodotto”, un limite che pare più diffuso nella gdo rispetto ai discount, dove le competenze sono più verticali. Non basta, infatti, conoscere le ultime tappe del prodotto, dall’arrivo in  gdo al consumatore, è necessario anche sapere da dove arriva quel prodotto, la strada che ha fatto, trovare il modo di compensare  la limitatezza dei margini attraverso una maggiore efficientazione logistica; un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso la collaborazione delle parti. La Mdd è e sarà sempre di più la “firma” di un’insegna e proprio per questo resta indispensabile trattare i propri fornitori come partner da far crescere e vivere, se è possibile, serenamente.

Gdoweek, il n. 3 in distribuzione

Nel n. 3/2017 la Cover Story: approccio al copacking di doppia natura: per il discount e per la gdo due mestieri "differenti".

Nuova tappa per #ilviaggio nel mondo delle eccellenze retail: i #TopStore di Gruppo Poli

Coop entra in Calabria: primo accordo di master franchising tra Alleanza 3.0 e Gruppo AZ

Stagionalità e localismo alla base del reparto gastronomia. Importante lo standard qualitativo

Despar Servizi: Marcel Dondarini è il nuovo category manager

Marcel Dondarini despar servizi
Dondarini seguirà le attività della centrale di acquisti Aicube e lo sviluppo del Piano Promozionale Nazionale per le insegne Despar e Altasfera

Il bolognese Marcel Dondarini entra nell’organico di Despar Servizi, partner di Pam Panorama, Gruppo Vegé e Ingross Levante in Aicube, assumendo il ruolo di category manager. “Far parte di un Gruppo con un’insegna del calibro mondiale come Despar è un grande orgoglio ed è di per sé molto stimolante – spiega Dondarini - Soprattutto perché entro in un sistema con solide strutture e componenti giovani che hanno voglia di crescere e migliorarsi quotidianamente: sono davvero entusiasta per l’avvio di questo nuovo percorso professionale.” Il presidente di Despar Servizi, Pippo Cannillo, aggiunge: “Siamo lieti di accogliere Marcel Dondarini nella nostra squadra di lavoro. Certamente la sua esperienza, maturata in varie organizzazioni di prestigio e diversi canali distributivi, accrescerà il nostro know-how e ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Dondarini seguirà le attività della centrale di acquisti Aicube e, in collaborazione con il direttore commerciale Antimo Cefarelli, lo sviluppo del Piano Promozionale Nazionale per le insegne Despar e Altasfera.

 

Prima di approdare a Despar Servizi, realtà che conta oltre 800 supermercati, fra diretti e affiliati, ha ricoperto vari ruoli:  a Market Ingross (Gruppo Vegè) in cui svolse il ruolo di buyer settore freschi oltre ad occuparsi della gestione dei volantini pubblicitari per i Cash con l’insegna Alta Sfera e dei supermercati Di Meglio. Competenze che fino al 2015 Dondarini mette al servizio del Gruppo Crai e successivamente del Gruppo Sisa.

 

 

 

Insight e relazione nel futuro del retail

Le tecnologie proposte da Microsoft promuovono Cortana nel lato utente e nel backoffice. Il retailer può comprendere più a fondo le attitudini e propensioni del consumatore dai suoi comportamenti (da Gdoweek n. 2/2017)

Cortana  è  l’assistente  virtuale nata in ambiente Windows e  Windows  Phone  che  consente  all’utente di relazionarsi con essa (e quindi con il device e Internet)  con il linguaggio naturale. Secondo Microsoft, già da oggi Cortana può essere impiegata nel retail come mediatrice tra le esigenze del consumatore e l’offerta presente sul mercato, indirizzando l’utente tenendo conto della sua posizione fisica, del profilo, degli acquisti precedenti e delle sue preferenze. Tutto questo grazie ai dati di profilazione  dei retailer, dall’attività social e da molteplici basi di dati oggi disponibili e correlati alle attività sostenute.
Il consumatore è sempre più esigente e i retailer devono dare risposte adeguate. Per approfondire il tema Gdoweek ha incontrato Tiziana Olivieri, direttore della divisione enterprise e partner di Microsoft Italia. “Microsoft ha fornito le proprie tecnologie basate sul cloud per diversi progetti retail, molti in fase di sviluppo e che verranno rilasciati nel corso dei prossimi mesi. L’esperienza conseguita con il Supermercato del Futuro di Coop ha messo in evidenza come lo sviluppo del retail è correlato alle informazioni che si possono estrarre dall’attività di vendita nel suo complesso e dalla relazione con il consumatore”. Oggi, la grande distribuzione in particolare, si accorge del consumatore solo quanto transita alla barriera casse e legge la fidelity card. Su tutta l’attività svolta in corsia non vi è nessuna visibilità. Ma la tecnologia cambia questa prospettiva: “Tutto ciò che il consumatore svolge all’interno del supermercato è oggi leggibile e codificabile in precise informazioni grazie a sensori, app e robot che supportano la struttura di vendita. Ma non solo la tecnologia consente di instaurare con il consumaore un rapporto inedito. Basti pensare che nel Supermercato del Futuro sono installati display in grado di dare informazioni su 6.000 prodotti in base alle caratteristiche del consumatore”. Ma cosa s’intende per attività all’interno del punto di vendita? Per Microsoft ogni azione del consumatore è un dato da cui si può estrarre informazione di businesss, afferma Tiziana Olivieri: “L’esperienza del Supermercato del Futuro è importante per capire le dinamiche chiave da analizzare. Il consumatore che prende un qualsiasi prodotto e lo ripone nel carrello, effettua una delle tante azioni che costantemente si ripetono. Per esempio, il fatto che un prodotto sia preso e poi rimesso a scaffale, oppure il soffermarsi in determinati luoghi così come tutti gli altri aspetti comportamentali si possono tradurre in informazioni di business”.
La business intelligence e gli analytics sono tecnologie disponibili da anni ma oggi ciò che è cambiato è la possibilità di usufruire di una quantità di dati sterminata effettuando elaborazioni impossibili fino a pochi anni fa. Microsoft interpreta la business intelligence con Cortana Analytics, una soluzione che eredita dal concetto di assistant i suoi punti di forza. “Cortana Analytics ha la sua value proposition nell’essere una soluzione end-to-end. In altre parole permette di raccogliere il dato direttamente dal sensore e trasformarlo in informazione di business con la massima flessibilità”. Sono i retailer che devono interpretare in modo corretto le opportunità che la tecnologia oggi offre anche perché, gli studi di mercato, fanno emergere uno scenario sempre più competitivo. Secondo una ricerca di Deloitte, le aspettative del consumatore si alzeranno sempre di più verso i retailer, ai quali è richiesto non solo di  dare risposte ma anche prevedere i bisogni.

Gli integratori alimentari ora qualificano il negozio

Un ulteriore reparto che cresce nell'ottica della prevenzione e del wellness con l'introduzione di nuovi segmenti di prodotto (da Gdoweek n. 2/2017)

Comprendono prodotti funzionali, salutisti, biologici e vegetali. Gli integratori alimentari si inseriscono nell’onda positiva del benessere con incrementi significativi. Oggi otto italiani su dieci utilizzano integratori alimentari, in un’ottica prevalentemente salutistico-preventiva che ha sostenuto lo sviluppo di nuove categorie di prodotti. L’Italia è il principale mercato europeo, ed è quello che ha registrato il maggior tasso di crescita negli ultimi anni. Secondo le elaborazioni di New Line Ricerche di Mercato per FederSalus, l’anno terminante a ottobre 2016 ha evidenziato per il mercato totale un incremento del 4,7% in volume e del 5,9% in valore per una quantità pari a 191,5 milioni di confezioni vendute e quasi 2,7 miliardi di euro. In termini di canali la farmacia mantiene un ruolo predominante con l’84% dei volumi (ma il 92% in valore) rispetto al 14% circa dei format moderni e al 2% dei Corner Pharma. Lo scenario per il reparto integratori è sicuramente favorevole. Come osserva Claudio Mancini Cilla, responsabile reparto integratori alimentari Gruppo Gabrielli, “il settore degli integratori alimentari nei nostri punti di vendita ha conosciuto negli ultimi anni, dal 2014 al 2016, uno sviluppo importante, tanto da poter essere considerato la categoria con la più alta crescita di volumi (+38%) e di fatturato (+40%) nel periodo considerato. L’assortimento viene di volta in volta calibrato e implementato sulla base della vendibilità dei prodotti già testati nel canale farmacia. La costruzione assortimentale segue la logica dello spazio a disposizione in base alla metratura”.
Anche secondo Fabrizio Maggiore, category food del Gruppo Megamark, gli integratori macinano numeri positivi ormai da anni: “nei nostri supermercati e ipermercati abbiamo registrato nell’ultimo anno volumi in crescita di quasi il 20%, un trend superiore alla media. Tutti i segmenti registrano performance significative con la sola eccezione delle lecitine, in particolare incrementi importanti spettano ai prodotti formulati con aloe ed energetici. Dal punto di vista della definizione degli assortimenti è stata rafforzata la penetrazione numerica dei punti di vendita con un assortimento medio da 50 a 100 referenze a seconda dei cluster. Un aspetto di cui bisogna tener conto nella strutturazione degli assortimenti è la stagionalità. Prendiamo il caso del mondo dell’estate, con vendite significative sia nella fase pre-estiva (prodotti per il benessere&bellezza, dietetici e drenanti-depurativi) sia nella fase estiva (vitaminici e sali minerali). Vi sono poi tipologie che vanno tutto l’anno come i prodotti per l’intestino”. “Per quanto riguarda il layout -spiega Giuseppe Spano, category manager grocery 2 di Conad Centro Nord- i dietetici-salutisti (suddivisi in integratori veri e propri, pasti-sostitutivi pasto e dolcificanti) vengono posizionati nelle prime corsie, accanto ad una zona di alto traffico come il reparto Prima Colazione. Si tratta di una categoria di servizio che può influenzare l’immagine del punto di vendita percepita dal consumatore. Nell’ambito degli integratori rientrano anche i dolcificanti che vengono però collocati a fianco dello scaffale dello zucchero. Nella definizione degli assortimenti, abbiamo unificato gli integratori con i sostitutivi pasto, sviluppando un display orizzontale per funzioni d’uso. L’obiettivo è quello di migliore la lettura dello scaffale da parte dei clienti sia per funzione d’uso sia per marca”. Claudio Mancini Cilla sottolinea ancora come il servizio merchandising rivesta un ruolo determinante nella gestione del comparto “in quanto tutti i prodotti sono gestiti direttamente in punto di vendita tanto come ordini che come consegne”. “Un aspetto rilevante -sottolinea Giuseppe Spano- è la comunicazione  instore sulla categoria. Si tratta di mercati complessi che richiedono inparticolare indicazioni precise sulle funzioni d’uso: da un lato il display va comunicato a livello grafico con indicazioni specifiche, dall’altro è necessario operare nel punto di vendita con iniziative di ‘in store activation’ con hostess e cartellonistica ad hoc”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2/2017

Video tour: il Despar di Venezia Ponte Rialto

Tour nello lo store Despar di Venezia vicino al Ponte di Rialto, aperto a dicembre, che rappresenta, insieme a quello di Teatro Italia, la volontà di Despar Nordest di sviluppare formati di prossimità

Tour nello lo store Despar di Venezia vicino al Ponte di Rialto aperto a dicembre, che rappresenta, insieme a quello di Teatro Italia, la volontà di Despar Nordest di sviluppare formati di prossimità che parlino alla clientela turistica nazionale e internazionale.

Parallelamente, si punta ad essere un punto di riferimento per i consumatori locali grazie al focus su freschi, qualità, servizio e convenienza.

Video Tour: chi è il gruppo indiano V-Mart Retail

La mission di uno dei top 6 retailer attivi nel subcontinente indiano spiegata dal suo presidente

Lalit-AgarwalPrice less fashion. Questa la filosofia di V-Mart Retail spiegata dal presidente Lalit Agarwal. Parliamo di uno dei top 6 retailer attivi nel subcontinente indiano.

La sua unica insegna è VMart, che propone dal food all'abbigliamento e si rivolge alle famiglie con store tra i 900 e 1.000 metri quadrati.

 

Video Tour: l’Interspar di Parma

Con questa apertura Despar Nordest rafforza la propria presenza in Emilia-Romagna, che, nel piano triennale stilato dall'azienda, rappresenta il territorio sul quale concentrare gli sforzi.

Il prototipo di Despar Nordest per svilupparsi nella regione Emilia-Romagna, dove lo scorso anno il gruppo ha incrementato il fatturato del 10%. Questo il format Interspar di Parma, all'interno del quale vi proponiamo un tour

Zuiki aumenta fatturato e rete vendita

zuiki
È un percorso in ascesa quello di Zuiki, di Ennepi srl, che chiude il 2016 con un fatturato di 130 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto al 2015

È un percorso in ascesa quello dell’insegna di abbigliamento Zuiki, di proprietà della Ennepi srl, che chiude il 2016 con un fatturato di circa 130 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto al 2015. Il piano di sviluppo del brand ha messo a segno nel corso dello scorso anno otto new opening su tutto il territorio nazionale e ventuno re-opening tra ampliamenti e restyling. L’ultimo in ordine di tempo il flagship store aperto a Roma, in via del Corso, su una superficie di quasi 500 mq che porta a 130 le strutture Zuiki presenti sul territorio nazionale. Il piano retail ha permesso a Zuiki di ottenere il riconoscimento Cncc Retailer Awards 2016, l’appuntamento annuale, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali.

La strategia aziendale per il 2016 ha posto particolare attenzione allo sviluppo degli spazi vendita, con il lancio di un nuovo zuikiconcept architettonico che prevede ambienti spaziosi, progettati su superfici dai 500 ai 1.000 mq, moderni e sofisticati, pronti a garantire una maggiore profondità di assortimento delle proposte in esposizione. Il nuovo layout include, oltre alla riprogettazione del concept store in termini di quadratura e di restyling della parte visual, anche un’operazione di rebranding del logo. L’azienda privilegia i centri commerciali ed i centri storici delle città, con sensibile attenzione all’integrazione tra il layout dei punti di vendita e le caratteristiche architettoniche delle location scelte.

 

 

 

Da Conad San Salvo si impara a cucinare

conad san salvo
All'interno dello store Conad di via Gargheta a San Salvo, in provincia di Chieti, si svolgeranno corsi di cucina tenuti dallo chef Silvano Foia

L’insegna Conad fidelizza la clientela programmando quattro appuntamenti dedicati ad altrettanti corsi per imparare a cucinare ricette a base di pesce. L’iniziativa è dei  Supermercati Raspa Conad di via Gargheta a San Salvo, in provincia di Chieti, che organizzano corsi di cucina tenuti dallo chef Silvano Foia. Il primo è in programma martedì 28 febbraio a cui seguiranno gli altri appuntamenti per i successivi martedì.  Si inizierà con gli antipasti, i primi, i secondi veloci, secondi al forno.

Aldi: in video il nuovo format discount, più moderno

La catena prosegue con la maxy operazione di ammodernamento dei negozi in Germania, tra design in legno chiaro, faretti al led e una nuova formula di accoglienza. Stessa proposta anche in Italia?

Un ambiente più accogliente e caldo, tra design in legno chiaro, faretti al led e un'esposizione più ordinata che migliora e semplifica il percorso d'acquisto, con tocchi tecnologici come lo schermo di benvenuto. Così Aldi (Süd) prosegue con la maxy operazione di ammodernamento dei propri negozi in Germania.

L'upgrade del format discount dovrebbe coinvolgere entro il 2019 oltre 1.860 punti di vendita nella zona Sud e Ovest del Paese, stando a quando riportato dallo Spiegel. Nel video appena pubblicato su YouTube la catena mostra l'operazione di restyling effettuata, promuovendone il valore di prossimità e servizio al cliente. Dobbiamo aspettarci la stessa proposta anche in Italia?

Succhi e acque fruttate allargano la funzionalità

Categoria molto ampia, costruita su molteplici esigenze, con dinamiche estremamente variegate. Ma per tutti s'impone il trend del benessere (da Gdoweek n. 2/2017)

Il mercato delle acque aromatizzate e dei succhi presenta a livello distributivo una differenziazione riguardo al ruolo dei prodotti nelle superfici dei pdv. Mentre i succhi, soprattutto quelli classici che rappresentano la pancia del mercato, vengono considerati commodity, le acque aromatizzate e le novità movimentano, invece, la categoria attraendo nicchie di consumatori e target più specifici.
Carrefour posiziona i succhi di frutta in genere vicino alle bibite, anche se ci possono essere variazioni a seconda del formato di vendita. Il mercato delle acque aromatizzate è in fase di start-up: a breve verranno inserite una 15ina di referenze. In un ambito di prossimità come quello d’elezione di Crai la collocazione può variare a seconda delle dimensioni del pdv e del posizionamento, ma in genere succhi e acque sono a fine percorso, con le bevande. La suddivisione tra reparto e area frigo vale anche per Bio C’Bon, che suddivide i succhi per la famiglia nei formati da litro e le confezioni in pack per i bambini, posizionati nel reparto, dalle acque aromatizzate, smoothie e tisane fredde, collocate nel frigo in abbinamento alla IV gamma, per la vendita in cross selling. “Abbiamo avvertito una leggera flessione nella vendita dei succhi freschi nel formato più grande -spiega Leonardo Ciriello, responsabile acquisti Bio C’Bon- mentre i succhi per i bambini e lo snacking salutistico sono in crescita, alcune referenze in maniera particolare, per esempio l’acqua di cocco”. Megamark al momento non tratta il segmento delle acque aromatizzate. Il comparto dei succhi di frutta, negli ultimi anni, è stato rafforzato invece con l’inserimento di referenze biologiche e con referenze “funzionali” come bevande piatte base aloe, tisane (in bottiglia da consumare fredde) e succhi senza zuccheri.

I dati di mercato diffusi da Iri e aggiornati a ottobre 2016 riferiscono un calo generalizzato a volume e a valore, in alcuni segmenti anche a due cifre. L’andamento è confermato da buyer e category. “Il mercato dei succhi di frutta a lunga conservazione è in sofferenza da alcuni anni -afferma Gianluca Longoni, category succhi di frutta, birra e alcolici di Carrefour Italia-, e nel 2016 sconta anche l’impatto della torrida estate precedente. L’aspetto trainante del mercato è legato ad acquisti che premiano la qualità della materia prima e che hanno un prezzo base al litro più elevato. Sono i prodotti innovativi, rispettosi dell’ambiente, con alta percentuale di frutta e bassa presenza di zuccheri aggiunti, meno calorie, anche attraverso la scelta di formati più piccoli, provenienza certificata e controllata della materia prima”. Il fatturato quindi tiene meglio. Aiutano le vendite le esposizioni di prodotti naturali nel settore del fresco e dell’ortofrutta, con shelf life più brevi e ricettazioni particolari, di prezzo più elevato. Una tendenza confermata da Crai: “La categoria beneficia del fenomeno salutistico e vede in aumento il pubblico adulto, che seleziona il prodotto in base alle sue proprietà nutritive -spiega Arnaldo Giavazzi, buyer freschi, surgelati, bevande e commercializzato di Crai-. Il fenomeno del salutistico e naturale inizia a incidere in maniera notevole sul comparto, in quanto è diventato un vero e proprio stile di vita. Ai tradizionali succhi e nettari, si sommano  bevande alla frutta funzionali e salutistiche, nonché biologiche”.
La pancia del mercato resta quella dei succhi in formato 200x3 o x6 rivolte ai bambini, poi i brick e i Pet da litro, sempre nei gusti classici pesca, pera, albicocca e arancia. “Tra i prodotti con trend di vendita interessanti -prosegue Giavazzi- ci sono il formato 50 cl in vetro, spesso associato alle referenze bio, e i formati per il consumo out of home. Si consolida l’interesse crescente per i prodotti biologici e addizionati di fibre, fattore che sta dinamizzando fortemente il comparto creando opportunità per produttori e retailer”. In crescita il mercato delle acque aromatizzate, nonostante il posizionamento premium. “L’incremento più consistente a valore riguarda i super drink -dice Ciriello per Bio C’Bon-. Proponiamo anche i centrifugati, con una shelf life un po’ più breve e misti di frutta e verdura, che abbiamo inserito da un anno a questa parte e che funzionano particolarmente bene nella stagione estiva”. Per l’alto di gamma Bio C’Bon ha un marchio esclusivo di succhi francese, preparato espressamente per l’insegna: Très Presses.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2/2017

Clai studia da primo produttore di salame

fabio Lorenzoni direttore vendite Clai
Investimenti per incrementare la capacità produttiva di trasformazione carni: la Coop di Imola vende direttamente (Macellerie del contadino) e in gdo, anche come copacker (da Gdoweek n. 2/2017)

Da sempre Clai lavora esclusivamente “suini 100% italiani controllati in tutte le fasi della filiera -sottolinea Fabio Lorenzoni, direttore vendite salumi di Clai- ma purtroppo l’etichettatura non permette ancora di mettere in evidenza il plus della nazionalità, fattore che abbiamo cominciato a comunicare ai consumatori nel 2016”.
Nata nel 1962, a Imola, nell’ambito dell’associazionismo cattolico, la Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi (Clai) è oggi composta da 300 soci, 133 dei quali sono allevatori. Il marchio è conosciuto dai buyer ed è così presente in tutta Italia e in tutti i formati, principalmente nel banco al taglio.
Il contatto con i consumatori, sin dal 1966, è affidato alla rete di negozi, oggi 9, con l’insegna Macellerie del contadino, che sono, come spiega Lorenzoni, macellerie tradizionali adeguate alle esigenze moderne. “Valgono il 7% del fatturato -aggiunge Pietro D’Angeli, direttore generale Clai- e sono fondamentali perché restituiscono il contatto quotidiano con la clientela finale”.
Le Macellerie del Contadino propongono salumi della casa e carne fresca, ma anche molta gastronomia, in modo da far vedere le preparazioni al cliente, e occupano in tutto 66 persone.
Alcune di queste macellerie sono state inserite anche nel progetto social di Clai, l’evento ,in diretta streaming Facebook, MasterClai 2016: una sfida tra cuochi a suon di piatti a base di salumi Clai scelti dai fan di Facebook. “I social valorizzano la dinamicità della clientela nell’esperienza di consumo -afferma ancora D’Angeli-  introducendo contenuti spesso innovativi, e inoltre ampliano la platea di ascoltatori”.

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Il Gruppo Maiora (Despar) amplia la rete in Puglia

Con questa nuova apertura, Maiora prosegue un intenso programma di investimenti nel centro-sud. Il supermercato è stato inaugurato a Canosa di Puglia (Bt)

Consolida la sua presenza in Puglia l’insegna Eurospar, gestita dal Gruppo Maiora (concessionaria Despar) , che apre a Canosa di Puglia (Bt), in via Ugo La Malfa, un nuovo supermercato, sviluppato su una superficie di 1.000 metri quadrati ed esteso su pianta rettangolare. Con questa nuova apertura, Maiora prosegue un intenso programma di investimenti nel centro-sud. Un mese fa a Trani l’azienda ha trasformato in Eurospar un ex oleificio dismesso, entro maggio invece sarà la volta di Bari e Crotone, quest’ultima per il canale cash&carry.

 Lo store apre sul reparto ortofrutta e chiude con acqua e surgelati lungo un percorso che si snoda su cinque corsie.  Ampia Ortofrutta 2 eurospar canosa Gruppo Maioravisibilità si dà ai reparti freschi, cuore pulsante degli store dell’Abete. L’ortofrutta è esposta su vaschette dal design innovativo, disposte sui murali refrigerati che ne garantiscono la freschezza. L’attiguo reparto macelleria propone il laboratorio a vista all’interno del quale vengono preparate e confezionate le carni. Il reparto panetteria propone diverse tipologie di panificati sfornati ogni ora, per tutto l’orario di apertura del negozio.

Il regolamento di Brands Award 2017

 

Brands Award 2017 è organizzato da GDOWEEK e da MARK UP, in collaborazione con AE Apparecchi Elettrodomestici, su dati forniti da IRI e da GFK.

Brands Award è l’unica iniziativa che premia le migliori “performance” annue di marca nei beni di largo consumo attraverso criteri oggettivi e riscontrabili che coinvolgono i consumatori finali, il retail moderno e il mondo social.

Per partecipare a Brands Award NON occorre iscriversi, né pagare alcun importo: concorrono tutti i beni del largo consumo presenti oggi sul mercato.

I criteri di selezione delle marche sono oggettivi (dati di vendita IRI e GFK) e i prodotti in nomination vengono sottoposti ad altri due livelli di giudizio: consumatori, giuria di buyer/category/direttori acquisti della DO.

I vincitori scaturiranno quindi da tre classifiche che, pesate in modo uguale, indicheranno i vincitori di categoria e il vincitore assoluto:

  1. Le performance di vendita

Per le categorie merceologiche Alimentari Freschi, Alimentari Confezionati, Dolciario, Bevande, Alcolici e Birra, Detergenza Cura Casa, Detergenza e Cura Tessuti, Igiene&Bellezza e Petfood, i dati IRI, finalizzati alla definizione delle nomination, prendono in considerazione i seguenti parametri:

  1. Marche già presenti sul mercato: la crescita di quota di mercato e di vendite a valore registrate nel 2016 per ognuna delle categorie analizzate (a.t. febbraio 2017) – le prime sei per ogni categoria;
  2. Migliori lanci del 2016: distribuzione ponderata, quota a valore e fatturato acquisti a sei mesi dal lancio – i primi tre per ogni categoria.

Per le categorie degli Elettrodomestici Cura della Casa, Cura della Persona, Mondo della Colazione e Preparazione del Cibo i dati GFK, finalizzati alla definizione delle nomination, prendono in considerazione la crescita di quota di mercato e di vendite a valore registrate nel 2016 (a.t. febbraio 2017), le prime 4 referenze per le marche esistenti e i primi 2 miglior lanci 2016 per ciascuna categoria .

  1. Le preferenze del consumatore

Le nomination definite da IRI e da GFK verranno sottoposte al panel di consumatori web di Toluna, rappresentativo dell’universo familiare italiano, che decreterà anche il PREMIO CONSUMATORE.

  1. Il giudizio dei buyer, category e direttori acquisti della DO

Le nomination definite verranno inoltre votate da esperti della distribuzione. Il giudizio dei retailer decreterà anche il PREMIO RETAILER.

I prodotti in nomination saranno sottoposti al giudizio delle giurie e tale giudizio sarà insindacabile ed inappellabile. Verranno premiati il vincitore dei “prodotti esistenti” e il vincitore dei “prodotti in lancio” per ciascuna categoria in gara.

NOVITA’ 2017: I social media

I brand in nomination potranno anche partecipare, previa iscrizione, ai PREMI SOCIAL.

Blogmeter analizzerà i profili ufficiali delle aziende in nomination, attraverso l’analisi dei social istituzionali e/o di brand. Saranno utilizzati degli indicatori per misurare il seguito (follower, fan, iscritti) e la capacità di coinvolgimento del brand su facebook, twitter e instagram. Il giudizio sui social media decreterà 6 vincitori:

  • Facebook istituzionale e di brand
  • Twitter istituzionale e di brand
  • Instagram istituzionale e di brand

I risultati verranno pubblicati su GDOWEEK n°12, distribuito durante la serata di Premiazione del 6 luglio 2017, sui siti di GDOWEEK e di Mark UP e diffusi nei comunicati stampa relativi al Premio.

Carrefour Italia aderisce a M’Illumino di meno

carrefour
I 1.065 punti di vendita Carrefour spegneranno le insegne e i totem stradali oggi tra le 18 e le 19 per aderire alla campagna ideata e realizzata da Caterpillar

I 1.065 punti di vendita Carrefour spegneranno le insegne e i totem stradali oggi tra le 18 e le 19 per aderire alla campagna M’Illumino di meno, giunta quest’anno alla diciottesima edizione, ideata e realizzata da Caterpillar, programma in onda su RAI Radio 2. La sede di Carrefour Italia a Milano, inoltre, entrerà in modalità notturna, parzializzando le luci dei propri uffici.

Per Carrefour Italia, l’iniziativa rappresenta l’occasione per rinforzare l’attività di incentivazione sulla riduzione dei consumi, rivolta a tutti i propri clienti e collaboratori. Nei negozi, infatti, i clienti sono sensibilizzati all’acquisto di alcuni prodotti Eco Planet, sostenibili e attenti all’ecosistema; ai collaboratori vengono suggeriti accorgimenti e consigli per uno stile di vita sostenibile, in linea con la filosofia e l'attenzione verso l’ambiente, propria di Carrefour. Viene incentivato, ad esempio, l’utilizzo del Car Pooling grazie al quale molti colleghi sul territorio potranno raggiungere il posto di lavoro condividendo l’auto. Carrefour Italia ha anche ideato un coinvolgimento attivo delle famiglie dei propri collaboratori attraverso la pubblicazione sulla intranet aziendale e su Carrefour Life Magazine dei disegni dei bambini dedicati alla loro idea di Supereroe Ecosostenibile.

Gli oltre 1.000 dipendenti della sede di Milano avranno anche l’opportunità di iscriversi al servizio di car sharing elettrico Share’ngo a condizioni molto vantaggiose, per ampliare ancora di più l’utilizzo di un servizio di mobilità.

 

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