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Dmail rinnova la sua immagine

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Nuovo logo e nuovo concept per Dmail che affida a Migliore+Servetto Architects lo studio del rinnovato segno grafico. Apre a Milano il format moderno dell'insegna

Nuovo logo e nuovo concept per Dmail che affida a Migliore+Servetto Architects lo studio del rinnovato segno grafico. Con il nuovo logo riapre a Milano lo store di via San Paolo che si presenta come progetto pilota del nuovo format di allestimento per tutti i successivi punti di vendita. Il concept è contrassegnato da un vivace colore giallo, in dialogo con il bianco dei dmail_store_milano 01tubolari, delle lamiere piegate delle vasche espositive, e con le trasparenze delle reti metalliche. Il tutto all’interno di un involucro architettonico con pavimentazioni dalle tonalità calde del rovere in  continuità cromatica con le pareti e i soffitti. Elemento fondamentale la luce che incornicia la suddivisione dei prodotti: delle barre luminose lineari ritmano le vetrine e gli arredi murari, incorniciando poi aree focus con zoom su prodotti selezionati, mentre alti ring luminosi definiscono le isole centrali.

Il logo. Il cerchio definisce i confini morbidi delle singole lettere, mentre un doppio puntino posto al di sopra dell’asta della lettera ”i” ne marca la sua unicità. Al livello cromatico, al nero e al bianco si associa la scelta di un brillante colore giallo, simbolo di luce e di energia. La nuova immagine identitaria è declinata all’interno dei punti di vendita in tutta la comunicazione.

 

 

Le strade italiane ormai sature di cibo

Dopo il boom di proposte, lo sreet food necessita di un'armonizzazione normativa per usufruire di nuove opportunità (da Gdoweek n. 4)

C’erano, una volta, furgoncini scalcagnati e carretti d’annata che si appostavano davanti a stadi e palasport per intercettare gli spettatori di una partita di calcio o di un concerto rock e rifocillarli con hamburger, piadine e hot dog spesso unti, di qualità non eccelsa e per niente dietetici. Oppure c’erano le ‘luride’ milanesi, i ‘cuoppi’ napoletani e i ‘manciari’ palermitani. Tutti termini quasi dimenticati per definire, a volte con una sottile vena spregiativa, i venditori ambulanti di cibo o le pietanze proposte: i clienti erano salariati o studenti squattrinati. Poi sono arrivati la crisi economica, il cambio delle abitudini e una vita più frenetica, che mal si adattano ai classici pasti seduti al ristorante. Si è cominciato a mangiare per strada per necessità, per fretta, per spendere poco o per moda. Così lo street food ha fatto boom, è diventato stellato e di tendenza. E si è trasformato in un vero e proprio business, che genera un importante indotto, che va dall’allestimento dei furgoni all’offerta di semilavorati, dal franchising  chiavi  in  mano  all’organizzazione di eventi  e  festival  dedicati  allo  street food, dove si possono spendere anche 15  euro  per  un  panino gourmet e una birra artigianale. Giusto qualche numero: Assotemporary stima che oggi in Italia siano in circolazione 23mila negozi a tre o quattro ruote e Coldiretti informa che in un anno gli operatori sono aumentati del 10% e che almeno il 73% degli italiani consuma abitualmente cibo di strada, spaziando dalle specialità della tradizione regionale o locale a quelle etniche, purché di qualità. Ma in Italia c’è ancora spazio per questo filone imprenditoriale o siamo arrivati alla saturazione? Secondo gli operatori del settore la vena è ancora florida, ma, avvertono, a patto di non improvvisare: servono serietà e professionalità, bisogna pianificare bene. E, mentre c’è chi comincia a sentire l’urgenza di riflettere sui rischi di questo boom, soprattutto in termini di banalizzazione e perdita dell’autenticità, e chi invoca un intervento legislativo per fare chiarezza e garantire i consumatori, qualcun’altro pensa invece a crescere e a esportare l’”italian street food” anche al di fuori dei confini nazionali.

L'intero articolo su Gdoweek n. 4

Mango: nuovo flagship store a Madrid

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Nella centrale via Serrano a Madrid, Mango inaugura il nuovo flagship store esteso su 2000 mq di superficie, sviluppato su quattro piani

Nella centrale via Serrano a Madrid, Mango inaugura il nuovo flagship store esteso su 2000 mq di superficie, sviluppato su  quattro piani, con un’offerta che comprende le linee di abbigliamento per donna, uomo e bambino.

Il nuovo spazio coniuga diversi stili decorativi con elementi in marmo, cemento, legno e pietra naturale. Gli arredi propongono dettagli in velluto e pelle. Il negozio ha un giardino interno, al quale si accede dal punto di vendita, con un'installazione permanente di manichini sistemati all'interno di teche in metallo. Il megastore è dotato di accorgimenti tecnologi come i camerini digitali, e-ticket, funzione di pagamento PayGo e app Shazam In-Store. Dispone inoltre di Wi-Fi e di una zona specifica dedicata a Click & Collect.

 

Per il Gruppo Esselunga vendite in aumento

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Il Gruppo Esselunga registra un incremento delle vendite del 3,1% rispetto al 2015 realizzando 7.540 milioni, con prezzi in diminuzione dell’1,1%

Il Gruppo Esselunga registra un incremento delle vendite del 3,1% rispetto al 2015 realizzando  7.540 milioni, con prezzi in diminuzione dell’1,1%. Lo sviluppo della rete di vendita registrato nel 2016 ha consentito la crescita dei clienti totali (+4,4%), ottenuta anche grazie alla combinazione di contenimento dei prezzi di vendita (con deflazione dell’ 1,1% a totale vantaggio del cliente) ed attività promozionali sviluppate nell’arco dell’anno. Nel corso del 2016 sono stati aperti i negozi di Monza (Viale Libertà), con la contestuale chiusura di quello in via Lecco, Como località Ca’ Merlata, Cusano Milanino (MI) e Prato Viale Galilei che sostituiva il negozio adiacente. Il punto di vendita di Milano Viale Certosa, aperto nel 1968, è stato chiuso.

Il risultato operativo è stato pari a 405 milioni ( 431 milioni nel 2015), l’utile netto di 262 milioni (291 milioni del 2015). Gli investimenti hanno raggiunto quota 490 milioni.

I progetti per il 2017. L’anno in corso vedrà crescere la rete vendita dell’insegna: sono infatti in programma cinque nuove aperture di cui una, il 5 aprile, a Roma, la più al sud del Paese, la prima nel capoluogo italiano.  Inoltre saranno avviati i lavori per la realizzazione del quarto polo logistico del Gruppo. Nel maggio 2016, infatti, è stato siglato il contratto di acquisto del ramo d’azienda di Ospitaletto dell’acciaieria Stefana SpA, in concordato preventivo, che prevede la realizzazione del polo.

 

 

Tre milioni di investimento per Ipercoop di Ascoli Piceno

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Coop Alleanza 3.0 inaugura l’Ipercoop Città delle stelle di Ascoli Piceno, in viale Mutilati e invalidi del lavoro 94, in località Campolungo

Coop Alleanza 3.0 inaugura l’Ipercoop Città delle stelle di Ascoli Piceno, in viale Mutilati e invalidi del lavoro 94, in località Campolungo realizzato con investimenti per 3,2 milioni di euro.

Il negozio si sviluppa su una superficie di 5.200 metri quadri e dà lavoro a 130 persone. Hanno un affaccio in galleria il nuovo punto ristoro con 70 posti a sedere La buona pausa, con Ottica Ipercoop ascoli picenoservizio bar e self-service per la prima colazione o uno spuntino veloce; il corner Gioielleria; l’Ottica Coop, con un vasto assortimento di occhiali, servito da ottici professionisti, che, grazie ad attrezzature specializzate, possono eseguire test visivi gratuiti. Il Coop Salute è collocato all’interno del negozio e propone oltre 2.000 prodotti, tra cui farmaci senza obbligo di ricetta e parafarmaci, inclusi quelli a marchio Coop. Lo spazio ospita anche una vasta area dedicata ai prodotti per la cura della persona.
Tra i reparti, i banchi assistiti della macelleria, della pescheria, gastronomia e panetteria, che offrono le eccellenze del territorio e comode confezioni take-away. Ampio spazio ai reparti freschi e freschissimi, come nel caso della piazza dell’ortofrutta, che valorizza i prodotti di stagione del territorio. Presente pure la cantinetta dei vini, con particolare risalto alle produzioni locali e alle birre artigianali. I clienti possono pagare la spesa in 15 casse tradizionali, o nelle 6 fai-da-te. Il punto di vendita è stato realizzato con accorgimenti ecosostenibili.

 

Matt inaugura il primo flagship store a Milano

Store Matt 4Matt, marchio leader in Italia che propone in grande distribuzione integratori alimentari, dispositivi medici, alimenti e cosmetici, apre il primo store a Milano, dedicato agli amanti del benessere.
A pochi passi dal parco di Pagano, il nuovo flagship store si sviluppa su una superficie di oltre 130 mq, distribuiti su due livelli, completamente dedicati al well being. Uno spazio esclusivo, dove i colori chiari abbinati a materiali naturali, come il legno e il ferro battuto, regalano un senso di equilibrio e di ordine.

Il concept del negozio propone un ambiente luminoso, moderno ed accogliente, dallo stile nordico e con una grande attenzione ai dettagli, a partire dal soffitto che evoca i colori del cielo. Grazie a un’alternanza di luci, infatti, è possibile passare dai toni più freddi a quelli più caldi, avvolgendo l’intero ambiente in un’atmosfera naturale. I prodotti, Store Matt 2suddivisi per tipologie, non si trovano in semplici espositori, ma sono custoditi in mobili antichi, come la madia dell’antico speziere che domina il piano terra e che si accosta perfettamente alla purezza di linee delle scaffalature realizzate in legno e ferro battuto.

“Cercavamo da tempo un luogo che rappresentasse al meglio la nostra storia, dove far conoscere il nostro mondo e la nostra filosofia, completamente orientata al benessere - dichiara Stefano Sacchi, amministratore delegato di A&D, l’azienda proprietaria del marchio Matt. La cultura contemporanea è sempre più sensibile alla stretta relazione che lega la salute e la bellezza a uno stile di vita sano, in cui l’alimentazione è il trait d’union. Siamo felici di aver trovato uno spazio adatto e di poter offrire alla nostra città un’esperienza unica.”Store Matt 3

Due ampie vetrate permettono a clienti, passanti e curiosi di scoprire l’ampia gamma di prodotti dedicati a un’alimentazione sana, naturale, biologica e vegana, l’universo degli integratori, ideali per combattere i “malanni di stagione” e le fragilità dell’organismo e le linee di cosmetici, con trattamenti specifici per viso e corpo.

Pam incrementa la gamma di prodotti vegani e vegetariani

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Il Gruppo Pam ha introdotto in assortimento nei propri punti di vendita cinque nuove linee di alimenti in linea con le nuove esigenze di consumo

A inizio 2017 Pam,  secondo quanto scrive il sito informazione.it, ha introdotto in assortimento cinque nuove linee di alimenti adatti a vegetariani e vegani, in conseguenza della crescente richiesta da parte del consumatore, sempre più aderente a uno stile di vita sano.

Le cinque linee di alimenti vegetali sono composte da Quorn, caratterizzata dall'utilizzo, come ingrediente primario, della micoproteina, che conferisce ai cibi un elevato valore proteico e un sapore non dissimile alla carne, proposti sotto forma di filetti, cubetti, polpette e macinato. La gamma comprende anche la linea Noà che offre alimenti prodotti con ingredienti naturali privi di glutine, tra cui un hummus arricchito di verdure, oltre a una crema di peperoni e fagioli. La  Cibo Sapiens propone nuggets e cotolette a base di frumento, mentre la Germinal offre piatti pronti biologici che si avvalgono di pochi ed essenziali ingredienti, privi di glutine; infine, ci sono gli affettati della linea Veganette che si distinguono per ingrediente base come  spinaci, carciofi, peperoni, pomodorini.

 

La gestione energetica negli spazi commerciali

Le tecnologie di telecontrollo attraverso la rete e l'utilizzo di sensoristica consentono saving importanti a parità di comfort ambientale (da Gdoweek n. 4)

Illuminazione  e  climatizzazione.  Queste  sono  le  spese  energetiche di un punto di vendita quale una Gss con una ripartizione del 50% circa tra le due voci. In questi contesti le tecnologie di telecontrollo intelligenti possono abbattare i consumi mediamente del 10%, con casi di eccellenza come nell’Ovs di Curno dove si è raggiunto il 30%. Per quanto riguarda la Gdo, i saving percentuali sono inferiori per l’incidenza di altri voci (freddo alimentare) che valgono la metà della bolletta energetica. Ma comunque valori assoluti sempre interessanti. Questi i risultati che si possono conseguire con l’utilizzo di tecnologie di energy performance management come quelle messe a punto da Innowatio Group, player nell’energy trade e gestione. Tra le aziende del gruppo opera YouSave, focalizzata sull’efficientamento energetico lungo tutta la filiera, che si configura come Esco (Energy Service Company). Gdoweek ha incontrato Giacomo Cantarella, Business unit service industry manager di YouSave Spa di Innowatio Group per approfondire i temi legati all’evoluzione del mercato energetico soprattutto nel contesto retail. “L’attività di Innowatio è iniziata con la fornitura di servizi di taglio consulenziale ai retailer della Gdo, con la gestione dei Tee, titoli di efficienza energetica. Accanto a ciò abbiamo effettuato interventi di efficienza energetica sia di tipo impiantistico, sia di tipo gestionale. Rispetto agli interventi impiatistici, il modello di business è quello dell’energy performance contract. Per comprendere meglio l’approccio è sufficiente un esempio. Sul tema illuminazione proponiamo un intervento evolutivo che affrontiamo e finanziamo direttamente in termini di realizzazione. Successivamente veniamo remunerati sulla base dei risparmi che l’intervento genera”. Un tipo di approccio in grado di stimolare il mercato anche in momenti di congiuntura economica non particolarmente favorevole. Vi sono alcuni casi utente importanti che Innowatio Group ha realizzato come spiega Cantarella: “Nel centro commerciale di Mapello è stata realizzata la centrale di trigenerazione il cui investimento è sostenuto da noi. Nel dettaglio, come soggetto che garantisce l’energy performance control, abbiamo realizzato un impianto con un sistema di cogenerazione a cui è accoppiato un assorbitore grazie al quale viene erogata al centro commerciale energia elettrica, termica e frigorifera a un prezzo più basso di quello del mercato. Nel 2016 abbiamo, sempre a Mapello, messo in cantiere e ultimato la revisione del sistema di illuminazione. La formula è quella spiegata: abbiamo sostenuto direttamente l’investimento e siamo remunerati sul saving”. I centri commerciali sono installazioni voraci di energia in cui anche un risparmio energetico minimo si traduce in numeri assoluti importanti. Ma le logiche di energy performance manager sono importanti e danno risultati di rilievo anche per realtà di dimensioni inferiori. Un esempio sono le catene di vendita che si interfacciano al mercato tipicamente con reti di vendita come le Gss. In tutte le situazioni è centrale la gestione in real time, conclude Cantarella: “La nostra azione parte dall’analisi del punto di vendita (spesa energetica e condizione impiantistica) quindi l’eventuale installazione di sensori e misuratori necessari per la regolazione di illuminazione, temperatura, umidità e Co2. Da remoto garantiamo il massimo risparmio energetico ma anche il massimo comfort della shopping experience”.

Kiabi programma l’espansione in Italia

Kiabi
Per il 2017 l’azienda intende sviluppare ulteriormente la propria presenza in Italia, che rappresenta il terzo mercato di riferimento dopo Francia e Spagna

Cresce sul territorio italiano l’insegna di abbigliamento francese Kiabi che ha avviato un percorso di rinnovamento della rete. Per il 2017 l’azienda intende sviluppare ulteriormente la propria presenza in Italia, che rappresenta il terzo mercato di riferimento dopo Francia e Spagna. La prossima inaugurazione è in programma il 25 marzo. Viene riaperto al pubblico dopo il restyling lo store di Roma, ubicato al centro commerciale La Romanina, durante il mese di maggio seguiranno le aperture di Torino (1.600 mq)  il 22 maggio al centro commerciale Mondo Juve e il 25 maggio a Ravenna (1.500 mq) all’interno del centro commerciale Esp. In programma nel corso dell’anno anche due inaugurazioni al Centro Italia ed un nuovo punto di vendita di 1.700 mq a Udine all’interno dello shopping center friulano Città Fiera.

“In Italia Kiabi - racconta il direttore sviluppo Kiabi Italia, Massimo Pozzi - persegue l’obiettivo strategico di incrementare costantemente la qualità e l’emozione dell’ esperienza di acquisto dei propri clienti lavorando parallelamente sul miglioramento dei propri punti vendita, dei servizi come personal shopper, sartoria, e-prenotazione, spazio bimbi, e dell’aggiornamento periodico delle collezioni che alternano proposte moda ai capi essenziali, sempre al miglior prezzo”.

 

Si espande l’insegna SuperRisparmioso

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Multicedi (Gruppo VèGè) continua il piano di sviluppo di SuperRisparmioso. Apre a Torre Del Greco (Na) un nuovo punto di vendita

Multicedi, entrata nel 2016 nel Gruppo VèGè, continua il piano di sviluppo di SuperRisparmioso che, dopo le aperture di Salerno con Fratte e Mariconda e quella di Caserta con Vitulazio, arriva a Torre Del Greco nella provincia di Napoli, in via Nazionale 56, nel quartiere Poggio Sant’Antonio. L’inaugurazione è prevista per giovedì 23 marzo.

Il punto di vendita, sviluppato su 800 metri quadrati, è dotato di quattro casse.  Sono presenti i reparti di macelleria, salumi  e formaggi assistiti. Ampio spazio è dedicato all’ortofrutta. Tra i servizi propone l’operazione Ricaricard che consente di accumulare crediti che si trasformano in sconti.

 

Benetton rafforza la rete vendita in Spagna

Benetton
In sei mesi Benetton Group mette a segno in Spagna 15 nuove aperture. L’ultima è la riapertura sulla Gran Vía di Madrid del concept On Canvas di Benetton

In sei mesi Benetton Group mette a segno in Spagna 15 nuove aperture. L’azienda potenzia così la propria presenza concentrandosi sulle maggiori città della penisola iberica. L’ultima in ordine di tempo è la riapertura sulla Gran Vía di Madrid del concept On Canvas di Benetton, su una delle più rappresentative vie dello shopping madrileno. La struttura è stata riaperta dopo i lavori di restauro. Il flagship store (1.000 mq), sviluppato su tre livelli, si trova all’interno del Capitol, l’edificio icona di Plaza de Callao.  L’architettura interna è pensata attorno ad una scala di metallo, che collega i tre piani dell’edificio, progettata e realizzata in Galizia in esclusiva per lo store. Anche la facciata dell’edificio è stata completamente restaurata e riportata al suo aspetto originale.

Lo store On Canvas sulla Gran Vía è il simbolo del nuovo modo di Benetton Group di intendere il negozio: un concept che mette il cliente al centro di una shopping experience fatta di design, architettura, tecnologia ed emozioni. All’interno dello store i clienti potranno trovare i capi di tutte le linee del marchio United Colors of Benetton: uomo, donna, bambino e Undercolors.

Ecolight e Leroy Merlin: raccolte oltre 24 tonnellate di rifiuti elettronici

4813_seriate12Giunge al terzo anno la partnership fra il consorzio Ecolight e Leroy Merlin per la raccolta di rifiuti elettronici tramite le EcoIsole RAEE, posizionate presso i punti vendita dell’azienda specializzata in bricolage e fai-da-te. A conferma del rinnovato impegno per l’eco-sostenibilità di Leroy Merlin, sono appena state inaugurate due nuove EcoIsole all’esterno dei negozi di Agrate e Seriate.

“La partnership di lungo corso ha sensibilizzato non solo i nostri clienti e collaboratori, ma anche in generale i cittadini delle comunità, in cui è stato messo a disposizione il servizio - ha commentato Davide Alaimo, capo progetto Supply Chain Negozio Leroy Merlin. Con il progetto EcoIsole abbiamo trasformato un obbligo di legge in un’opportunità per tutta la comunità”.

Con l’obiettivo di fornire alle comunità cittadine un servizio gratuito per incentivare la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici di piccole dimensioni, il progetto ha visto, dal 2014 ad oggi, il collocamento di 18 EcoIsole Leroy Merlin. Gli oltre 23 mila cittadini che hanno utilizzato il servizio hanno permesso di raccogliere più di 24 tonnellate di piccoli RAEE.
Solo nel 2016, 15.000 cittadini hanno usufruito del servizio e Leroy Merlin punta ad ampliare i punti di raccolta anche quest’anno, con l’installazione di nuove EcoIsole presso altri negozi, al fine di incoraggiare maggiormente la raccolta puntando a raggiungere oltre 40.000 kg di rifiuti elettronici entro la fine del 2017.

I rifiuti elettronici rappresentano un’importante risorsa perché sono riciclabili per oltre il 90% del loro peso, ma devono essere raccolti e differenziati in maniera specifica. Grazie alle EcoIsole, i materiali conferiti seguono la filiera corretta, permettendo la trasformazione in significativi volumi di materie prime e seconde come plastica, metalli e vetro.

“Come consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, con le nostre EcoIsole abbiamo voluto dare una risposta concreta al mondo della Distribuzione chiamato a ritirare gratuitamente dai consumatori i rifiuti elettronici di piccole dimensioni - osserva il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio. A fronte di una reale difficoltà nell’intercettare i piccoli RAEE – solamente il 18% di questi rifiuti viene conferito in maniera corretta – le Ecoisole rappresentano un modo per andare incontro ai cittadini: posizionate in luoghi ad elevata frequentazione quali sono le grandi aree commerciali permettono una raccolta di prossimità. Con risultati importanti come dimostra l’esperienza fatta con Leroy Merlin”.

Le EcoIsole esistenti sono suddivise fra i negozi Leroy Merlin in Emilia Romagna (3), Lombardia (5), Veneto (4), Toscana (1), Lazio (2) e Piemonte (3), dove è possibile conferire gratuitamente rifiuti come trapani, piccoli elettroutensili, lampadine a risparmio energetico e neon non più funzionanti, telecomandi, ma anche prodotti non commercializzati dall’azienda, come smartphone, tablet, chiavette usb, rasoi elettrici e altri piccoli elettrodomestici.

Sloggi: l’intimo in contropiede anche all’iper

Dal lancio delle fitting room al lavoro di category, presentate soluzioni per rendere più appealing l'offerta di underwear in distribuzione moderna (da Gdoweek n. 4)

Gli ipermercati cercano più specializzazione nel segmento? Il brand, che continua a crescere all’interno di un mercato in decremento, mette a disposizione la propria expertise per vivacizzare la proposta di intimo del canale. Nuove soluzioni per il punto di vendita, come le fitting room, per permettere alla cliente di provarsi gli articoli anche quando fa la spesa assieme ai figli. Ma anche l’attività di category management sviluppata sulla tipologia a superfici maggiori, che mira ad aumentare il valore del segmento underwear. È grazie ad iniziative come queste che Sloggi (marchio di Triumph) sta riuscendo a crescere in grande distribuzione, nonostante la generale flessione del comparto dell’intimo, e che, nell’iper, è diventata il secondo player del settore di riferimento come market share, subito dopo le private label. Ne abbiamo parlato con Olga Iarussi, amministratore delegato del gruppo Triumph.
Il 2017 per Sloggi parte all’insegna di nuove azioni in store piuttosto interessanti...
Ci siamo resi conto che era arrivato il momento, anche in grande distribuzione, di approfondire il concetto della prova prodotto, un aspetto fondamentale per un articolo come il nostro. Del resto il fitting è da sempre centrale nella nostra rete di store monomarca Triumph, e nel canale tradizionale in generale. Oggi è tempo di portare questa modalità di approccio all’intimo pure in gdo, perché solo se la cliente ha l’opportunità di verificare la vestibilità dei nostri articoli può poi decidere di acquistarli.
Di cosa si tratta esattamente?
In questi primi mesi dell’anno stiamo lanciando, negli ipermercati delle principali insegne con cui lavoriamo, un sistema di isole promozionali in cui ci sia anche una fitting room. L’obiettivo è quello di permettere a tutte le donne di provarsi l’intimo in tutta tranquillità. In questo modo aiutiamo l’iper ad aumentare il sell out di tutto il segmento.
Cioè l’ipermercato ha bisogno di nuove soluzioni per stimolare le vendite di intimo?
Per quanto attiene al comparto dell’underwear, la maggior parte dei player sta lavorando per proporre alla consumatrice sia più famiglie assortimentali sia un livello qualitativo maggiore. Insomma l’offerta basic, che si distingue esclusivamente per il fattore prezzo, non basta più.
Quindi un’offerta dal maggior standard qualitativo?
La finalità delle insegne è di proporre il miglior intimo possibile per quel canale distributivo. Un obiettivo che l’iper può ottenere solo approfondendo la componente di specializzazione; in altre parole deve interfacciarsi con partner che abbiano un’expertise nel settore, come noi per esempio. Non è un caso che abbiamo sviluppato ottime collaborazioni con le insegne top del mondo iper, mettendo a punto con loro un progetto di category management volto ad aumentare il valore della categoria.
Quali strumenti avete attivato per realizzare questo progetto?
Ci siamo dati da fare, per esempio, per ampliare la proposta commerciale rispetto all’attuale offerta di prodotto, approfondendo segmenti che in passato venivano poco o per nulla curati, come l’intimo mare o le magliette. Un impegno che ci sta premiando: attualmente negli ipermercati abbiamo una quota di mercato di oltre 13 punti percentuale, seconda solo alla private label. Il tutto, in sei anni, dato che prima non eravamo presenti in grande distribuzione.
Su quali aspetti avete puntato?
Il primo step è stato quello di passare da una collezione unica, come era originariamente, ad una proposta merceologica differenziata, sviluppando linee di prodotto ad hoc per la gdo. Poi, una volta entrati in grande distribuzione, abbiamo puntato a stabilizzarci, e solo successivamente siamo partiti con il lancio di nuove gamme. In questo senso, la più recente è la linea di intimo Ever New, con il suo claim “la qualità per tutti i giorni”, per la quale abbiamo anche realizzato una campagna pubblicitaria ad hoc, veicolata principalmente attraverso il mezzo televisivo. Così come anche la comunicazione online sta rappresentando un valido strumento di promozione delle nostre novità di prodotto.

Casa dei valori: nuovo spazio sostenibile di Coop Alleanza 3.0

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All’interno dell’Ipercoop Grandemilia di Modena, gestito da Coop Alleanza 3.0, è stata allestita la prima Casa dei valori che ospita prodotti di associazioni e cooperative del territorio

All’interno dell’Ipercoop Grandemilia di Modena, gestito da Coop Alleanza 3.0, è stata allestita la prima Casa dei valori, uno spazio dove acquistare articoli creativi, frutto del riuso e del recupero dei materiali. Lo spazio è aperto ai prodotti di associazioni e cooperative del territorio che favoriscono la formazione, l’inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità e in condizioni di svantaggio. L’assortimento spazia dagli accessori moda, come sciarpe e borse, a prodotti per l’arredo della casa e della cucina, con grembiuli e cestini, fino Casa_dei_valori coop alleanza 3.0alle essenze profumate per gli ambienti e ai manufatti in legno, cotone e seta. Tra gli articoli, anche le shopping bag Coop Alleanza 3.0 for Valemour, tre borse da collezione, nei colori rosso (Vento d’estate), sabbia (Sabbia bollente), blu (Oniric frozen), ideate da Fulvio Luparia insieme al figlio Mattia (MAT), che dipinge usando una sedia a rotelle attrezzata con rulli e pennelli con la quale si sposta, gira, sgomma, volteggia sulla tela. Le shopping bag sono in vendita in tutte le Coop di Modena, Reggio Emilia, Rimini e delle rispettive province. Inoltre Valemour con Laboratorio Luparia presenta una collezione di accessori moda e di arredo casa disegnati e dipinti artigianalmente tra Verona e Torino grazie alla collaborazione tra i giovani con disabilità intellettiva in formazione al lavoro e gli artisti coordinati da Fulvio Luparia.

Il nuovo angolo, ampio circa 30 metri quadrati, è un luogo di incontro tra diverse realtà che operano nel segno della solidarietà e dell’inclusione.

 

 

Mercatone Uno, un concept in 4 stili

Offerta più omogenea, attenta agli stili e agli ambienti della casa, che ruota su 4 mondi e stili (da Gdoweek n. 4)

Da “Universo del Risparmio” a “Uno come nessuno”. Già nel passaggio dal vecchio al nuovo payoff si può cogliere l’essenza e la strategia futura di Mercatone Uno, la catena di grandi punti di vendita dell’arredamento e della casa, in gestione commissariale da più di anno. I Commissari straordinari -Vincenzo Tassinari, Stefano Coen ed  Ermanno Sgaravato- hanno presentato a Milano il nuovo bando per la vendita. Con Gaetano Gasperini,  54 anni, napoletano di nascita e milanese d’adozione, parliamo di com’è cambiata Mercatone Uno e di qual è oggi la sua cifra in termini e di assortimento e di posizionamento di mercato. Il curriculum di Gasperini comprende  grande distribuzione e lusso: quattro anni in Standa e sedici in Gruppo Metro, in tutto vent’anni (dal 1988 al 2007) durante i quali ha maturato esperienze negli acquisti non-food in diverse posizioni (buyer, category manager, marketing manager, direttore di divisione fino a raggiungere la posizione di direttore acquisti e merchandising). In ambito “luxury” Gasperini è stato amministratore delegato di Skitsch, azienda specializzata nei mobili e accessori casa, segmento lusso/design. E nel 2010 diventa direttore strategico di Dedon, multinazionale tedesca con sede ad Amburgo, da 25 anni produttore e distributore di mobili per esterno in fascia alta.
Com’era Mercatone Uno e com’è oggi?
C’è un abisso tra l’offerta di ieri e quella attuale. Prima, Mercatone Uno non aveva un concetto di vendita ben definito e omogeneo: ricordava, con i dovuti distinguo, certi bazar cinesi stile  Aumai, che vendono un po’ di tutto, a prezzi bassi. Oggi Mercatone Uno è una catena con posizionamento ben chiaro e unitario caratterizzato dal focus su 4 mondi merceologici ben delineati: arredamenti per grandi ambienti e complementi d’arredo nei quali possono rientrare prodotti come i televisori; tessile  casa; casalinghi e, infine, gli elettrodomestici che per noi sono soprattutto i bianchi da incasso, come le cucine.
Avete ridefinito i mondi e cambiato il posizionamento?
Sì e soprattutto abbiamo introdotto un approccio più “fashion”: oggi i nostri ambienti sono connotati da 4 stili principali: classico, moderno, urban, e “shabby chic”. Mantenendo la nostra storica connotazione di convenienza, abbiamo operato un trade up legato all’allargamento dell’offerta per conquistare nuovi target di clienti.
Avete comunque mantenuto in assortimento prodotti per la casa ...
Certo,  per  esempio  la  detergenza  casa che per noi ha un valore tattico: gli articoli riconducibili alla detergenza casa sono presenti in 7 scontrini su 10. Anche i casalinghi ricoprono un ruolo importante per fidelizzare i clienti. Poi abbiamo l’arredo esterno che in determinati periodi dell’anno -da aprile a luglio- diventa un 5° mondo merceologico.
Come vi collocate sul mercato generale di riferimento?
Le potenzialità sono enormi in Italia: catene come noi, Ikea, Mondo Convenienza hanno una quota del 30%. Il resto è dei piccoli operatori locali. Parliamo di un mercato al pubblico di circa 13 miliardi di cui le grandi catene realizzano circa  4 miliardi.

Ovs: investimento da un milione per lo store di Roma

Ovs
Prosegue il piano di espansione e ristrutturazione della rete Ovs. L’azienda rinnova lo store di Roma, in via del Tritone, rendendolo più moderno ed ecosostenibile

Prosegue il piano di espansione e ristrutturazione della rete Ovs. L’azienda rinnova il punto di vendita di Roma, in via del Tritone, con un investimento da un milione di euro, rendendolo più moderno, con un design dalle linee pulite e con una grande attenzione all’ecosostenibilità nella scelta dei materiali. Il punto di vendita sarà aperto al pubblico il 7 aprile. In occasione dell’inaugurazione, lo store ospiterà una delle 12 tappe di Ovs – Marie Claire model search: il casting, in collaborazione con l’agenzia Brave Models, per ricercare aspiranti modelle dai 16 ai 30 anni.

Il negozio, sviluppato su 1.300 mq, è stato allestito con legno chiaro, vetro, metallo accoppiato a lastre di plexiglas colorato ed elementi di arredo concepiti come piccole architetture free-standing ad incorniciare le collezioni ideate dal team creativo di Ovs.

“Il nostro piano di nuove aperture e ristrutturazioni ogni anno coinvolge circa 100 negozi in ovs romaItalia. Lo store di via del Tritone è un punto di vendita strategico, forte di una posizione centralissima che lo rende una grande vetrina anche per i turisti che visitano Roma - dichiara il direttore generale Francesco Sama - "Per questo è stato oggetto di un investimento importante. Nella ristrutturazione abbiamo inserito due scale mobili per sfruttare al meglio l’interrato, oltre che un video wall di ultima generazione di 30 mq e un ascensore panoramico. L'intervento è stato completato utilizzando materiali ecosostenibili e sostituendo l’impianto di illuminazione con un efficiente sistema a led”.

Nel Lazio l’insegna conta 85 store di cui 39 nel Comune di Roma. Nelle scorse settimane è stato ristrutturato anche il punto di vendita in Galleria Commerciale Porta di Roma.

NAU! aumenta fatturato e rete vendita

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Il fatturato di NAU! cresce nel 2016 del 25% e si amplia la rete con 22 nuove aperture. L'obiettivo per il futuro è l'espansione all'estero

Cresce del 25% il fatturato di NAU! del 2016 attestandosi a 30 milioni di euro rispetto ai 24 milioni dell’esercizio precedente. Un anno in crescita per l’insegna di ottica che ha aperto in un anno 22 store creando 73 nuovi posti di lavoro. Con le aperture del 2016 la rete distributiva di NAU! ha raggiunto quota 113 store monomarca, tra negozi diretti ed in franchising. In particolare i negozi affiliati rappresentano circa il 30% del totale punti di vendita ed il rapporto fra centri commerciali e centri storici è attualmente 60 a 40.

Obiettivi futuri. La linea di azione intrapresa guarda avanti puntando sull’internazionalizzazione, pur mantenendo  l’Italia come il mercato di riferimento principale. Lo scorso anno è stato aperto il primo corner negli Stati Uniti, a Miami, il terzo punto di vendita a New Delhi, situato all’interno del centro commerciale più grande dell’India. “Nel 2017 i nostri sforzi - sottolinea il presidente e fondatore Fabrizio Brogi - saranno concentrati nel continuare il percorso di internazionalizzazione, e in tal senso la volontà è quella di espanderci anche verso gli Usa e il Canada, e nel rafforzare la nostra rete commerciale in Italia. Il tutto - conclude Brogi - continuando ad investire in innovazione e formazione, con l’obiettivo di formare persone preparate ed in grado di trasmettere con entusiasmo i tratti distintivi del nostro brand: colore, design, unicità e rispetto per l’ambiente”.

 

 

Nuovo step di Amazon nel grocery con AmazonFresh Pickup

La foto di AmazonFresh Pickup pubblicata su GeekWire e presa dal Dipartimento delle Costruzioni di Seattle
Secondo test per il colosso dell'eCommerce a Seattle, che dopo il format AmazonGo sperimenta due punti di ritiro per la spesa online con annesse funzionalità tecnologiche.

Il possibile nuovo test di Amazon nel grocery era già stato anticipato da Geekwire, che aveva recuperato i documenti di costruzione dall'apposito dipartimento di Seattle. Ora l'ipotesi pare proprio una notizia consolidata: dopo il format Amazon Go, ancora in fase di sperimentazione con uso riservato ai dipendenti dell'azienda, il colosso dell'eCommerce si prepara a lanciare in città i primi due AmazonFresh Pickup.

Stando a quanto riportato, le due location consentiranno ai clienti di parcheggiare in apposito spazio box dove verrà loro indicato man mano lo stato di preparazione della spesa ordinata online. I consumatori dovranno quindi solo attendere che un addetto gliela consegni. Tra le opzioni a disposizioni anche quella di entrare nello shop Amazon accanto per ordinare la spesa online sul momento e attendere in apposita saletta che quest'ultima venga consegnata.

Come fanno notare alcuni, a differenza di Amazon Go non si tratta di un'innovazione inedita per il gigante di Seattle, quanto di una mossa che integra ulteriormente il business in ottica omnichannel sulla scia dei pickup già sviluppati da WalMart e Kroger.

Lidl Italia propone la versione premium della sua linea sportiva

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Crivit Pro è la versione premium della linea sportiva Crivit di Lidl Italia che sarà in vendita in tutti gli store Lidl per un periodo limitato a partire dal 30 marzo

Crivit Pro è la versione premium della linea sportiva Crivit di Lidl Italia che ha esordito il 10 novembre. La linea sarà in vendita in tutti gli store Lidl per un periodo limitato a partire dal 30 marzo fino ad esaurimento scorte. Testimonial d’eccezione della nuova collezione è Faris Al-Sultan, triatleta tedesco di origine irachena e sei volte vincitore del Campionato del Mondo di Ironman. Lo sportivo pluripremiato ha testato i prodotti nelle situazioni più estreme e ne ha verificato con mano la tenuta e la qualità.

Il marchio Crivit propone ad un prezzo conveniente prodotti del settore dell’abbigliamento e delle attrezzature sportive per vari sport tra cui trekking, running, ciclismo. Crivit Pro è una collezione ancora più funzionale e attenta alle esigenze degli sportivi professionisti e di tutti gli appassionati che ricercano articoli di qualità superiore ad un prezzo competitivo.

Anche all’estero l’insegna ha avviato iniziative simili: in vista della maratona di Londra, Lidl UK ha lanciato una nuova linea di abbigliamento sportivo a basso costo e disponibile nella rete vendita già dal 9 marzo. La collezione conta nove pezzi e include outfit completi per uomini e donne, inclusi scarpe da ginnastica, top, leggings e canottiere, con un prezzo di vendita che varia dalle 2,79 sterline (3 euro e 40) ai 14,99 pound, circa 17 euro.

 

Todis, una metamorfosi innovativa

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Da hard discount a un format orientato al servizio, con banchi assistiti e prodotti freschi. I punti di vendita sono divisi in 3 cluster dimensionali (da Gdoweek n. 4)

Nata nel 1995 (allora l’insegna era Topdì) all’interno del mondo Conad di Pac2000A, oggi Todis si sta evolvendo verso un concetto di discount sempre più soft, sviluppando in anni più recenti anche accordi con altre cooperative del mondo Conad: con Conad Adriaticoe Conad Sicilia, sono state create società partecipate, rispettivamente Addis e Sodisi, mentre con Conad Centro Nord si è utilizzata la leva del franchising. Todis ad oggi è presente in 11 regioni e conta 214 punti di vendita; è tra le prime 8 insegne discount in Italia (Nielsen like for like), con una quota di mercato che la collocano tra i primi due posti a Roma e nel Lazio. Circa tre anni fa è cominciato un processo di rinnovamento partito da una nuova concezione di store, segnato anche da un cambio dirigenziale, con l’arrivo di Massimiliano Rossi alla direzione commerciale e marketing nel 2013 e la nomina alla direzione generale nel 2016 di Massimo Lucentini, (già direttore Sviluppo e Tecnico), mentre è da pochissimo attiva anche la nuova squadra della Direzione Rete Vendite.
Cosa è cambiato e come vi presentate oggi?
Lucentini:  Da  un  posizionamento  tipico  da  hard discount, con libero servizio e un limitato numero di referenze, nel corso degli anni abbiamo inserito i freschissimi e i servizi tipici del supermercato (gastronomia, macelleria e pescheria, a vendita assistita, e ortofrutta sfusa all’ingresso). Mentre il nuovo management ha cambiato la politica commerciale per farci identificare più come insegna.
Rossi: Accanto alla revisione del format, abbiamo rivisto profondamente la strategia commerciale, a livello di assortimenti, posizionamento, pricing continuativo e promozionale, nonché l’immagine complessiva dell’insegna e del punto di vendita, per trasmettere al consumatore un’atmosfera più calda, colorata e accogliente. Senza dimenticare la convenienza.
Com’è composto l’assortimento?
Rossi: Il nostro assortimento è paragonabile a quello del leader di canale con 3.700 referenze proposte. Mentre nei freschi c’è una discreta presenza della marca, per il largo consumo confezionato (Lcc) abbiamo solo prodotti di marca privata: circa 30 per l’intero assortimento, ai quali si aggiungono una ventina di referenze di marca industriale in mercati molto concentrati con leader forte, che gestiamo con logica di servizio e Edlp. Per gli altri item, prevediamo promozioni hi-low decise centralmente. Nello stesso tempo, abbiamo razionalizzato l’assortimento grocery, presidiando meglio con i nostri marchi sia nuove categorie (come il biologico) sia quelle già esistenti dove eravamo carenti: abbiamo lanciato nostri brand nel senza glutine (Solosano) e nell’alto di gamma (L’Arte delle Specialità); nel non food, di recente abbiamo inserito la vendita su prenotazione con il click&collect su prodotti ad alta battuta.
Lucentini: La superficie dei nostri punti di vendita spazia da 200 a 1.200 mq. Si suddividono in 3 cluster in funzione della location: sottocasa da 450 mq; prossimità di 600/700 mq; e attrazione, intorno ai 1.200 mq, con preferenza per i centri urbani.
Uno dei vostri tratti distintivi è l’utilizzo del franchising . Quanto rappresenta per Iges?
Lucentini: È la nostra mission, il nostro unico e prioritario canale di sviluppo: offriamo all’imprenditore un servizio completo, dal supporto nella scelta della location alla definizione del layout e dell’assortimento, assistendo in tutti i passaggi. Per noi ogni punto di vendita necessita di una progettazione sartoriale.
Quante le nuove aperture previste nel 2017?
Lucentini: Ne abbiamo in programma una decina, come l’anno scorso. Per favorire l’ingresso di nuovi imprenditori, se necessario interveniamo direttamente all’investimento per mezzo di società partecipate da Iges, anche se l’obiettivo è cedere l’attività al nuovo imprenditore.  Oltre alle nuove aperture, svolgiamo un intenso lavoro di ristrutturazione: negli ultimi 3 anni, abbiamo coinvolto, in media, ogni anno 30-35 punti di vendita.

Sì con Te potenzia la presenza nelle Marche

Inaugurazione Si Con Te SanBenedettodelTronto
Ce.Di. Marche, associata Selex, apre a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, un supermercato Sì con Te

Ce.Di. Marche, associata Selex, apre a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), un supermercato Sì con Te con una superficie di vendita di 750 mq e un’offerta di 7.750 referenze.

Il negozio apre sull’ortofrutta e chiude sui freschi con il reparto macelleria assistita. Lungo il percorso espositivo si trova il settore panetteria che offre una vasta gamma di prodotti locali, completata dalla doratura realizzata nel laboratorio, e subito dopo un banco gastronomia. Completa l’offerta un’ampia area dedicata alla cucina, realizzata internamente in un laboratorio a vista. Presente anche il banco pescheria che associa il servizio di preparazione di piatti pronti da cuocere o già pronti, come la classica frittura di pesce. Integra l’assortimento il settore non food. Il nuovo supermercato è dotato di quattro casse e impiega 18 persone, per la maggior parte residenti nel territorio di San Benedetto.

 

Diesel rivoluziona lo store di piazza San Babila

Diesel piazza san Babila
Il nuovo retail concept Diesel, studiato dall’architetto Masamichi Katayama e dal direttore creativo di Diesel Nicola Formichetti, approda a Milano

Il nuovo retail concept Diesel, studiato a quattro mani dall’architetto Masamichi Katayama dello studio giapponese Wonderwall e dal direttore creativo di Diesel Nicola Formichetti, approda a Milano e rivoluziona il Diesel Planet di piazza San Babila, la struttura più grande dell’insegna (887 mq),  sviluppata su tre livelli uniti da una scalinata elicoidale in marmo nero Marquinia.

Il concept. Gli arredi sono vintage, sul pavimento sono stati sistemati tappeti persiani e i soffitti in legno si accostano a finiture che esprimono l’anima industrial del marchio come cemento grezzo, acciaio ossidato e legnami di recupero. Per l’esposizione del denim è stata realizzata un’installazione di acciaio inossidabile e vetro, che intende enfatizzare ogni singolo paio di denim. All’interno del Diesel Planet di Milano c’è anche il Bistrot Glorious Cafè di proprietà del gruppo Autogrill S.p.A, ideato in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Unisg) con un’offerta gastronomica di prodotti selezionati, preparati secondo tradizione, con un’attenta ricerca per le eccellenze del territorio.

Esperienza di acquisto interattiva. Diesel lancia a Milano anche il nuovo modello di digital Diesel san babila internoretail: attraverso l’applicazione di tecnologie d’avanguardia sviluppate in collaborazione con H-Farm, l’incubatore di start up digitali, di cui la famiglia Rosso fa parte. Samsung ha messo a disposizione l'hardware per lo store del futuro, Hfarm ha pensato al software. L’esperienza di acquisto viene dunque arricchita di contenuti interattivi che forniscono informazioni sul prodotto come nel caso dei camerini 2.0 che raccontano al cliente le caratteristiche e i contenuti del singolo capo. I tavoli da lavoro, inoltre, sono di nuova generazione: tramite l’ausilio di tecnologie digitali d’avanguardia sono capaci di riconoscere autonomamente i capi che vi vengono avvicinati. Gli assistenti alla vendita a loro volta sono supportati dai nuovi devices smartphone Samsung Galaxy A5 per fornire informazioni sulle peculiarità di ogni modello e lavaggio.

 

 

Lidl riceve il Best Workplace

Lidl
Il riconoscimento è assegnato dal Great Place to Work Institute, l’istituto internazionale che individua le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente

Great Place to Work Institute, l’istituto internazionale che individua le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente, ha conferito a Lidl, per il terzo anno consecutivo, il riconoscimento di Best Workplace. L’insegna è l’unica insegna della gdo nella top 10 e si attesta al sesto posto in classifica, aumentando di una posizione rispetto all’anno scorso. Per individuare le aziende che possono rientrare nella classifica, ogni anno vengono intervistate a campione circa 40.000 collaboratori attraverso l’indagine Trust Index che analizza la fiducia accordata dai collaboratori all’azienda, il grado di orgoglio nei confronti dell’organizzazione e il livello di correttezza dei rapporti tra colleghi.

Roberto Eretta, amministratore delegato risorse umane di Lidl Italia, spiega: “Dinamismo e organizzazione caratterizzano il nostro ambiente di lavoro, con l’obiettivo di favorire una crescita personale e professionale. In particolare, nell’ultimo anno abbiamo dato maggior spazio alla comunicazione interna, una scelta supportata dallo sviluppo globale della rete intranet. Lidl ha sfruttato questo canale per condividere, spesso in anteprima, progetti e iniziative aziendali, nell’ottica di rendere il collaboratore ancora più consapevole e partecipe. Siamo sicuri che maggior coinvolgimento e trasparenza si riflettano anche sulla qualità del servizio offerto nei nostri punti di vendita”. Secondo quanto spiega l’azienda negli ultimi mesi Lidl ha esteso la propria rete intranet aziendale Anch’io a tutti i 600 negozi e 10 magazzini, attraverso l’installazione di terminali che permettono la rapida consultazione del portale. Un’implementazione che ha permesso di connettere simultaneamente gli oltre 12.000 collaboratori e di comunicare con loro in maniera più fluida e immediata.

 

 

 

Amazon propone lo store per la Festa del papà

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L’offerta di Amazon comprende dodici specifici focus tra cui l’hi-tech, la moda, il fai da te, i libri, lo sport, la musica, viaggi, giochi e film

In occasione della festa del papà Amazon si attiva con una sezione dedicata all’interno del suo store virtuale. Per offrire varie possibilità di acquisto propone un’offerta che comprende 12 specifici focus che vanno dall’hi-tech alla moda, passando per il fai da te, i libri, lo sport, la musica, dalla cura della persona al cibo, e ancora prima infanzia, viaggi, giochi e film.

Per le consegne Amazon, insieme al Prime Now su Milano e 46 comuni dell’hinterland, propone anche il recente servizio Milkman, attivo nella città di Milano con consegne selezionabili in finestre fino a un’ora tra le 10 e le 22.

Si consolida l’insegna PetStore Conad

Insegna PetStore Conad
Viene ampliata la rete dell'insegna con l'apertura del sedicesimo negozio italiano, il secondo aperto in Sicilia. Lo store sarà inaugurato a Palermo

La rete PetStore Conad si arricchisce con il sedicesimo negozio dell’insegna, che sarà inaugurato  lunedì 20 marzo alle ore 9 a Palermo in un contesto molto particolare, quello di Sanlorenzo Mercato in via San Lorenzo, un grande spazio ricavato in un’ex fabbrica di agrumi in cui sono presenti nove negozi per la vendita al dettaglio e il consumo in loco.

Il PetStore occupa una superficie di 260 mq e ha in assortimento circa 3.500 prodotti per cani, gatti, uccelli, piccoli mammiferi e pesci. Oltre ai consueti servizi per questa tipologia di punto di vendita, offre la toelettatura e la consegna a domicilio dei prodotti.

Il direttore generale di Conad Sicilia, Natale Lia, sottolinea: “Questo è il secondo PetStore in Il-dg-di-Sicilconad-MercurioSicilia; il primo è stato inaugurato la scorsa estate a Agrigento.  PetStore è un punto di vendita dedicato, funzionale, con un’offerta di prodotti di primo piano coniugati con gli abituali connotati di convenienza, qualità e sicurezza che caratterizzano la nostra insegna”.

 

 

Italiani propensi a sperimentare le novità

Dalla ricerca realizzata da Iri per la 12a edizione del premio Eletto Prodotto dell'Anno emerge la sensibilità all'innovazione (da Gdoweek n. 4)

Italiani sempre più sensibili nei confronti dei prodotti innovativi. A decretare questo sentiment è la ricerca realizzata da Iri per la dodicesima edizione di Eletto Prodotto dell’Anno, premio organizzato per il nostro Paese da Marketing e Innovazione Italia, che premia i prodotti più innovativi sul mercato italiano. L’86% dei consumatori è propenso a sperimentare prodotti nuovi: sono le donne a essere più sperimentatrici (91%) oltre a confermarsi tra i generi quello più sensibile all’innovazione (52%; +2% rispetto al totale della popolazione). L’orientamento dei consumatori vede al primo posto come driver di innovazione il rapporto qualità-prezzo (39%), seguito dalle aspettative di autenticità delle novità (proponga qualcosa di davvero nuovo 38%) e di semplificazione della vita (29%). Non mancano aspettative focalizzate sul rispetto per l’ambiente, sulla naturalità e sul made in Italy. La consapevolezza e la sensibilità ambientale degli italiani è cresciuta. Le famiglie prestano attenzione al risparmio e cercano di ridurre gli sprechi. Tutto ciò porta a maggiori opportunità per i prodotti e i servizi premium. Infatti gli italiani sono disposti a riconoscere un premium price, ma solo se il prodotto soddisfa pienamente le esigenze del consumatore (71%). Interessante anche osservare come i consumatori ricercano informazioni sulle novità: in epoca di social network e mobile, l’85% degli italiani cerca su internet le informazioni sui nuovi prodotti. Anche il passaparola di amici e parenti rappresenta un buon veicolo d’informazione: all’84% dei consumatori piace provare nuovi prodotti consigliati dalla propria cerchia di conoscenze.  Analizzando tutte le categorie merceolgiche dell’edizione 2017 del Premio, si può affermare che il benessere è il nuovo dogma degli italiani: è ampia, infatti, la presenza di superfoods,  snack salutistici, piatti pronti vegetariani, spremute 100% frutta, prodotti a base di aloe, prodotti senza olio di palma, formaggi bio ecc. Il logo Eletto Prodotto dell’Anno si conferma un codice di comunicazione riconosciuto che evidenzia la portata d’innovazione di un prodotto. Posto sulle confezioni, aumenta la propensione all’acquisto: il 71% degli italiani modificherebbe l’intenzione di acquisto se vedesse il logo su un prodotto alla luce del fatto che il premio viene assegnato in base alla scelta di oltre 12.000 consumatori. La sola scritta “nuovo” posta su un packaging cambierebbe l’orientamento all’acquisto per il 53% dei consumatori. Inoltre, sempre a detta dei consumatori, una pubblicità che reca il logo Eletto Prodotto dell’Anno è molto più credibile di una pubblicità in generale (79% contro il 46%).

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Despar Nordest: è il territorio la nostra guida

Freschi, qualità, convenienza, servizio, focus sul mercato locale: queste le leve per realizzare negozi innovativi e profittevoli. (Da Gdoweek n.4)

“Siamo un’azienda concreta e attenta all’innovazione, alle logiche del futuro. Siamo cresciuti così, senza ostentazioni, credendo che l’esempio migliore siano i fatti: come avere aperto negli ultimi mesi del 2016 5 negozi diretti (2 Despar a Venezia, 2 Eurospar a Udine e 1 Interspar a Parma), che rappresentano bene le aree strategiche sulle quali stiamo lavorando”. Francesco Montalvo, Ad di Despar Nordest di fresca nomina, racconta con orgoglio i risultati ottenuti (2,07 mld e il fatturato 2016) e gli obiettivi di medio periodo. “L’apertura degli store di Venezia ci gratifica per il valore aggiunto che caratterizza i progetti: due edifici inseriti in contesti storici, le cui realizzazioni hanno richiesto tempo, pensiero e risorse, ma che ci stanno dando grandi soddisfazioni”.
Cosa rappresenta in termini generali questo sbarco a Venezia?
La consapevolezza di riuscire a interpretare non solo i bisogni dei clienti internazionali, ma il territorio, in un contesto non facile. Una grande soddisfazione, che nasce dalla convinzione che soprattutto il Despar di Teatro Italia trasmetta uno dei veri valori della nostra insegna con un format adatto per i centri storici anche di altre città.
Quali i valori? E quale ruolo per l’impresa?
In termini di assortimento, si concretizzano nella forte attenzione al mondo del fresco, alla qualità e al servizio; a livello più strategico, significa far vivere i nostri supermercati, in maniera sostenibile, come luoghi di aggregazione e di educazione per una sana alimentazione. Questa è la mission dei retailer moderni, oltre che testare e innovare. Per noi questo vuol dire guidare i diversi format in funzione dei bisogni del territorio, delle persone che ci vivono e della concorrenza che vi opera. Qui secondo me si gioca la partita del futuro. Per questo, abbiamo il compito di sperimentare sempre nuove soluzioni, con l’obiettivo cardine di migliorare la resa al metro quadro.
Profittabilità fa rima con distintività e differenziazione delle insegne, quindi?
Essere  un’azienda  multicanale,  focalizzata  sulla prossimità con Despar e su supermercati e superstore con Eurospar e Interspar, tralasciando strategicamente gli ipermercati, ci dà maggiori spazi di manovra. L’importante è lavorare sapendo che ogni negozio va visto come la risposta puntuale a una certa situazione e a un determinato mercato.
La metratura non racconta più i negozi?
Non è una questione di definizioni: è il mercato che influenza le decisioni. E noi lavoriamo pensando ogni volta al territorio. Ci sono ovviamente dei punti fermi: focus sui freschi, ampio spazio al servizio, inteso come banchi assistiti e take away, qualità, convenienza. In aggiunta, stiamo testando esperienze di dlp, per dare strumenti adeguati ai nostri punti di vendita ubicati in zone e territori dove c’è un’alta presenza di discount o di category killer del prezzo. Le esperienze maturate finora ci suggeriscono di costruire soluzioni di supermercato sempre in linea con le esigenze dei territori nei quali operiamo, con una particolare attenzione all’Emilia-Romagna.
Quanto conta il direttore del negozio nella costruzione di un assortimento locale?
Nei limiti di un’azienda strutturata e centralizzata, ha la libertà di formulare tutte le proposte che ritiene utili per rispondere meglio alle esigenze di quel territorio. Non ha responsabilità su prezzo o assortimenti, ma sul contatto con il cliente: è la persona giusta per migliorare l’offerta di prodotto e servizio, in termini di aderenza al territorio.
State pensando anche all’online?
Anche in questo caso, dobbiamo guardare al territorio dove siamo presenti. Non siamo a
Milano e questo condiziona anche la gestione dell’eCommerce. Per ora siamo convinti che il click&collect (che stiamo testando con i nostri dipendenti in uno store vicino alla sede) possa rappresentare per alcuni pdv una soluzione corretta nella logica del servizio aggiuntivo. Inoltre, stiamo riflettendo sul ruolo del non food nel futuro: non c’è dubbio che alcuni settori merceologici in futuro non saranno più venduti negli store tradizionali. Ma la più grande ambizione rimane quella di utilizzare i nuovi strumenti digitali per migliorare la relazione con il cliente nei pdv fisici.
Strategie di sviluppo del prossimo futuro.
Continuare ad aprire sia store come quelli di Venezia nei centri città sia supermercati fino a 3.000 mq, in line con i bisogni dei nostri clienti.
In termini operativi cosa vuol dire?
Con l’obiettivo di fare i passi giusti al momento opportuno, vogliamo consolidare la presenza dove siamo forti, cioè in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige e Veneto.
In Emilia Romagna dove abbiamo deciso di concentrare i nostri sforzi in termini di sviluppo, il nostro fatturato è già cresciuto l’anno scorso del 10%, secondo le previsioni e vogliamo fare anche meglio quest’anno e vogliamo fare anche meglio quest’anno, in linea con il nostro piano triennale.
Prossime sfide, oltre allo sviluppo?
Continuare i progetti di educazione alimentare, come abbiamo fatto durante Despar Festival, ma soprattutto lavorare sulla semplificazione della lettura dello scaffale. In futuro non credo ci sarà spazio per così tanti prodotti, in un pdv, anche per una questione di tempo, oltre che per il rischio di rendere proposta assortimentale e posizionamento dell’insegna indecifrabili. Stiamo lavorando su più fronti per evitare questo: da un lato, raccogliendo le informazioni necessarie per costruire la nostra logica e il nostro pensiero di cluster, anche con il contributo dell’industria; dall’altro, spingendo i nostri category ad amare i prodotti, conoscerli, assaggiarli, se è possibile, e su questa base fondare la loro logica.

Bata lancia il format 2.0

Bata Bologna esterno
Il negozio è stato riaperto al pubblico dopo un restyling che lo ha reso più moderno. Il nuovo format vuole coniugare tradizione e innovazione

Nuova immagine per Bata, l’insegna di calzature, che rinnova lo store di Bologna, di via Indipendenza 42. Il negozio è stato riaperto al pubblico dopo un restyling che lo ha reso più moderno. Il nuovo format vuole coniugare tradizione e innovazione.

Il negozio, esteso su 193 mq, propone una nuova struttura espositiva delle shop windows in Bata bolognacui sono stati inseriti led luminosi che espongono il prodotto e contemporaneamente trasmettono contenuti multimediali promozionali.  Lo spazio dello store è suddiviso in diversi poli in cui il bianco e il rosso sono i colori dominanti. Dopo l’ingresso è stata realizzata l’induction area, il primo ambiente del negozio realizzato per accogliere il consumer, in cui Bata presenta la collezione Donna giovane e trendy.

Segue l’area shoemaker che  permette di valorizzare il prodotto maschile con caratteristiche di artigianalità, made in Italy e soprattutto pellami pregiati. La novità è lo Shoewall sport per la prima volta presente nei negozi di questo cluster.  Si aggiunge sempre nel focal point in fondo alla boutique l’area bambino, dedicata ai più piccoli.

Pimkie conferma il suo new look ad Adigeo

Pimkie aprirà a breve (30 marzo) un nuovo "store" nella galleria di Adigeo a Verona: il negozio seguirà l'immagine del format inaugurato in Italia con il flagship di via Torino a Milano. La catena francese ha 85 punti di vendita e il restyling dei negozi strategici si concluderà nel 2017

Pimkie, una delle più note catene di abbigliamento fast fashion, rafforza la presenza sul mercato italiano con il nuovo negozio di Verona, nel centro commerciale Adigeo. Con l’imminente (30 marzo) inaugurazione del nuovo negozio (170 mq), nella galleria di Adigeo, l'insegna francese conferma la nuova immagine del suo formato sulla falsariga di quanto già realizzato con gli "store" di Orio al Serio (Bg), Lonato (Brescia), Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), Beinasco (Torino), Roncadelle (Bs), Novate Milanese (Milano), Bologna, Torino, Cagliari, Modena, Sassari e Roma Tuscolana.
Verona riprodurrà il concept presentato per la prima volta in Italia a Milano nel settembre 2015 con il restyling del flagship store di via Torino (foto), caratterizzato da pavimenti e soffitti in legno, arredamento in stile industriale e "ceiling lighting" (illuminazione a soffitto), la cosiddetta "Via Lattea", che crea un percorso preferenziale per lo shopping.
L'immagine del punto di vendita rispecchia a sua volta il nuovo pubblico di riferimento: "donne giovani, libere di scegliere e di lasciarsi ispirare dalle tendenze, sempre connesse e attente al cambiamento".
Pimkie ha in Italia 85 punti di vendita di cui 32 già con il nuovo concept. La strategia di restyling dei punti di vendita strategici si concluderà entro il 2017.

Che fine ha fatto il bazar?

Dopo essere stato ridimensionato, oggi questo ampio settore riacquista un ruolo identitario per i "large format", specializzandosi per mondi, valorizzato anche nelle promozioni stagionali, soprattutto nei discount (da Gdoweek n. 4)

Alcune insegne lo hanno fortemente ridimensionato per offerta e spazi, minacciate dai category killer e da una redditività non esaltante. Altre ne hanno fatto un tratto distintivo del posizionamento per differenziarsi dalla concorrenza e  attrarre il consumatore. Stiamo parlando del bazar, l’area che comprende prodotti non food, accessori per la casa, utensileria e altre categorie minori -circa 50 secondo la definizione tradizionale- e che è stata o pensionata, in particolare nei nuovi format di superficie media con un posizionamento medio-alto e un forte sbilanciamento verso il food; oppure fortemente ridimensionata, soprattutto negli ipermercati. Tuttavia, in una situazione di mercato che vede un ritorno al segno più di tutto il comparto non food (secondo l’Osservatorio 2016 non food di Gs1 Italia le vendite hanno fatto segnare un +1,4%, con punte di +6% per alcuni segmenti come i giocattoli), il reparto bazar torna ad avere una maggiore importanza, anche n funzione identitaria per le insegne, in particolare nel canale discount e negli ipermercati di nuova generazione. “La tendenza è di andare verso una serie di mondi specializzati con selezione più qualitativa, ma abbordabile, e una maggiore attrattività dei banchi -spiega Jean David Schapiro, responsabile bazar Carrefour Italia-. Per competere con gli specialisti e i pureplayer la gdo deve lavorare su innovazione e cross-canalità”. “In uno scenario nel quale alcune catene della gdo hanno rinunciato al reparto non food, mentre altre lo hanno ridotto notevolmente, noi lo abbiamo incrementato, gestendolo in modo attento: alla fine i risultati sono stati positivi e concreti -dichiara Anna Campanile, direttore marketing e acquisti non food Md Spa-. Abbiamo sempre tenuto ben presente che il reparto non food è difficile per tanti motivi, dalla mancanza di spazi adeguati alla rotazione dei prodotti, alle rotture di stock, ma se gestito con passione e professionalità resta un reparto che può fare la differenza e diventare un vero punto di forza”. Proprio dal discount arrivano le migliori notizie per quanto riguarda il bazar, come conferma Eduardo Tursi, amministratore delegato acquisti di Lidl Italia “Gli articoli non food sono una parte importante del nostro format e sono tra le offerte più attrattive che l’azienda propone alla clientela -spiega Tursi-. Il reparto ha acquisito negli anni una sempre maggiore rilevanza, beneficiando anche del nuovo layout dei punti di vendita di ultima generazione: una struttura più funzionale, con corsie più spaziose e una disposizione dei prodotti visivamente più efficace, che contribuisce a rendere ancora più intuitiva l’esperienza d’acquisto. Abbiamo adattato la nostra offerta per rispondere alle esigenze dei clienti, dando vita a un comparto dinamico, ricco di novità e sempre più in linea con le richieste del mercato italiano”. Evoluzione dell’offerta non food e adattamento alle richieste sono fattori chiave per mantenere la redditività: “Nel corso degli anni questo settore si è sviluppato, incrementando le referenze -aggiunge Anna Campanile-. Attualmente, con il nuovo format Md, lo spazio dedicato al non food e al bazar è stato ulteriormente valorizzato, perché lo consideriamo  da  sempre  strategico: la sua evoluzione all’interno dei nostri punti di vendita è stata graduale. Oggi proponiamo tanti articoli che vanno dai casalinghi, all’elettronica di consumo, fino agli elettrodomestici (bianco e nero) e l’aspetto più interessante per il cliente resta sempre l’ottimo  rapporto  qualità/prezzo”. La  convenienza su articoli di buona qualità, proposti  a  prezzi  più  vantaggiosi  rispetto  ai negozi specializzati, rende più competitiva la gdo generalista anche in settori specialistici come fai da te e giardinaggio. “I clienti sono consapevoli di trovare nei nostri punti di vendita ottimi articoli  dal  punto  di  vista della qualità, senza rinunciare alla convenienza -prosegue Eduardo Tursi-. Un altro fattore che incide in misura notevole è la varietà di referenze offerte: spaziamo dall’abbigliamento per bambini, al fai da te, fino ad arrivare ai casalinghi e al giardinaggio”. Ampiezza e varietà dell’assortimento devono tener conto  della  stagionalità, delle ricorrenze e di  una  particolare  cura  nella  scelta  di  articoli  per  soddisfare  le  esigenze della clientela. “L’assortimento va ria in media ogni 15 giorni -aggiungono da Md-. Sul volantino vengono proposti articoli di tutte le categorie: tessile casa, abbigliamento sportivo, accessori per la cucina, arredamento da esterni e tanto altro ancora. In questo contesto, sono cruciali la gestione delle giacenze e la rotazione della merce”. Quali le soluzioni a livello di visual e di esposizione? “Si tratta prevalentemente di promozioni, esposte in aree dedicate, per rendere i prodotti immediatamente riconoscibili alla clientela -spiega Tursi-. In questo modo, il comparto arricchisce la nostra offerta, facendo sì che l’insegna sia percepita come punto di riferimento per la spesa dei consumatori, un luogo dove trovare articoli che soddisfino tutte le loro necessità. In tal senso, l’importanza del comparto cresce di anno in anno, grazie alla qualità e all’originalità dei prodotti proposti”. Diverso l’approccio degli ipermercati. Il dimagrimento assortimentale e la rimodulazione dell’offerta intrapresi da numerose insegne per ridare nuovo smalto a questa formula, si sono spesso concentrati sul bazar, accusato di scarsa redditività, incalzato dall’offerta delle grandi superfici specializzate non food e da un’eccessiva dipendenza delle vendite promozionali/stagionali, come il ritorno a scuola o il Natale. Alla ricomposizione dell’offerta si è accompagnata una rimodulazione degli spazi a favore dei segmenti più performanti, oltre a una profonda rivisitazione del layout e del visual per uscire dal ghetto del reparto non attrattivo o dello scaffale di difficile leggibilità. Proprio il bazar leggero, che comprende giocattoli, casalinghi o cancelleria, risulta essere il più delicato sotto il profilo dell’evoluzione dello scaffale e del visual merchandising, in particolare per aumentare la comprensione e la velocità di approccio del consumatore, aiutando anche le vendite d’impulso. La ricetta che i retailer stanno utilizzando in questo format prevede un miglioramento e uno svecchiamento della comunicazione sul punto di vendita, così com’è già accaduto per le grandi superfici di nuova generazione, che hanno visto un profondo rinnovamento del reparto, in particolare nell’area del bazar pesante, con l’elettronica di consumo e gli elettrodomestici a guidare questa evoluzione; che ha la tecnologia come media comunicativo sempre più utilizzato: in particolare l’uso di schermi e chioschi interattivi che trasmettono video, ha l’obiettivo di ingaggiare il consumatore attraverso una dimostrazione di utilizzo del prodotto. Una “socializzazione” della comunicazione sul punto di vendita che coglie il trend in atto nella pubblicazione online di tutorial che illustrano caratteristiche e benefit dei prodotti. In questo scenario ci sono state comunque insegne che hanno portato una ventata di innovazione in quest’area, mostrando approcci e modelli molto distintivi. Come Carrefour nell’ipermercato di Carugate prima e di Nichelino poi, lavorando sia sul fronte dell’assortimento che del merchandising. “Abbiamo rivisitato i nostri assortimenti categoria per categoria, guardando non solo al mondo della gdo, ma anche degli specialisti e dei pure player -conferma Jean David Schapiro, responsabile bazar Carrefour Italia-. Abbiamo costruito un’offerta moderna alzando il livello di gamma. Un grande sforzo è stato fatto sul modo di presentare i nostri prodotti, una parte integrante del valore aggiunto che portiamo ai nostri clienti e ai nostri fornitori. Ci siamo ispirati ai migliori specialisti per innovare sul merchandising e abbiamo impiantato corner innovativi, per esempio sul mondo dei materassi”. Per Carrefour il bazar è molto largo e comprende molte categorie, di cui le principali sono la ferramenta, il casalingo, la cartoleria, la cultura, il giocattolo, il giardino e l’auto. “Gestiamo due flussi totalmente diversi di assortimenti: da un lato, quello permanente, con un’offerta stabile tutto l’anno che viene animato con le promozioni; dall’altro, lo stagionale, che “sposa” la richiesta del momento e gioca un ruolo molto importante come destinazione, attirando clienti all’interno dei nostri negozi”.

Gdoweek, il n. 4 in distribuzione

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Nel n.4/2017 la Cover Story: le categorie più interessanti come segno distintivo per dare valore all'identità dell'insegna

Realizzare negozi innovativi e profittevoli secondo Despar Nordest

Gaetano Gasperini spiega il nuovo posizionamento di Mercatone Uno

Sempre più complicata la segmentazione del reparto biscotti

Il coraggio di scegliere e tagliare

Ha ancora un senso parlare di bazar per super e iper? Oppure meglio poche e selezionate "specialità"? L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 4)

Mi sono interrogata su che cosa significhi oggi il termine “bazar” per una catena della distribuzione e, devo ammettere che non ho trovato una risposta precisa. Da tempo sono spariti  i “bazar”, quelli veri, gli stand alone, e non per scelta, ma per mancanza di vera specializzazione e nel contempo incapacità di vendere a prezzi realmente concorrenziali. Sembrerebbe che l’interpretazione più corretta del bazar oggi in Italia la stiano dando i discount con le loro offerte a quantità limitata e a prezzi “affare”. Declinazioni europee del modello di business di Costco che, negli Stati Uniti, fidelizza i clienti a colpi di “novità” settimanali, non comunicate tramite volantino (volutamente) proprio per garantire la sorpresa. Per il bazar tradizionale con le sue merci che vanno dal casalingo, al giocattolo, passando per l’intimo e l’edicola, è tempo di scegliere che cosa vuole fare da grande ciò che è servizio, quanto deve diventare specialità e a quanto sia necessario rinunciare. Tutto sotto lo stesso tetto non ha più senso, nel momento in cui dentro a uno smartphone c’è l’offerta di Amazon, di eBay, di Alibaba.

Rural Market valorizza i prodotti tosco-emiliani

Rural Market
Nel cuore di Parma è stato inaugurato Rural Market, il negozio in cui si possono trovare i prodotti agricoli della biodiversità tosco-emiliana

Nel cuore di Parma, in Borgo Giacomo Tommasini 7, è stato inaugurato Rural Market, il negozio in cui si possono trovare i prodotti agricoli della biodiversità tosco-emiliana. Al centro del movimento Rural ci sono le aziende agricole, spesso a gestione familiare, per più di una quarantina tra agricoltori e allevatori custodi di Emilia Romagna e Toscana che si impegnano a recuperare e a proteggere antiche varietà vegetali e razze animali abbandonate da decenni e quasi estinte. E ognuno di loro potrà farsi conoscere attraverso una serie di iniziative che verranno loro dedicate periodicamente. È già in programma per esempio il Rural Festival Emilia e Toscana che si terrà a Rivalta di Lesignano de’ Bagni il 3 e 4 settembre e a Gaiole in Chianti, nel senese, il 17 e 18 settembre.

L’offerta. Negli ambienti che per oltre sessant’anni hanno ospitato l’antica salumeria Grisenti, Rural Market oltre a un piccolo laboratorio, trovano spazio banchi e scaffali che accolgono pane e pasta di grani antichi, formaggi mono razza di latte crudo intero da vacche e latte fresco di asina, formaggi ottenuti da latte intero della mungitura del mattino, yogurt al naturale biologico, uova di gallina Romagnola, carni e salumi ma anche succo di mela fresco e verdure selvatiche. In assortimento si trovano anche confetture, mostarde, miele biologico, passata di pomodoro, vellutata, minestrone di verdure e altri prodotti che verranno presentati a rotazione.

Altromercato avvia il restyling della rete

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Il progetto di rilancio della rete dei punti di vendita di Altromercato si avvia con l’inaugurazione di quattro negozi a Torino, Novara, Aosta e Rimini

Il progetto di rilancio della rete dei punti di vendita di Altromercato, organizzazione del Commercio Equo e Solidale, si avvia con l’inaugurazione di quattro negozi a Torino, Novara, Aosta e Rimini. Il progetto è stato preceduto da una fase sperimentale che ha coinvolto 10 Botteghe Altromercato in tutta Italia, tra cui Napoli, Roma, Trento e Genova. Il piano triennale di rinnovo della rete di Botteghe Altromercato prevede entro il 2019 il restyling di circa 50 punti di vendita sui 260 diffusi su tutto il territorio nazionale.

Il punto di vendita è stato ripensato nell’assortimento, nel layout, nella comunicazione. Bottega Altromercato Torino_2L’esperienza di acquisto viene rimodulata attraverso la narrazione dei mondi che compongono l’assortimento. Il consumatore potrà così scoprire, in un percorso tra le varie aree della spesa etica e sostenibile, l’intero universo di prodotti e di valori di Altromercato che spaziano dalle proposte di moda, accessori e bijoux Auteurs du Monde alla cosmesi naturale della linea Natyr, dai prodotti alimentari provenienti dal Sud del Mondo, ma anche dal nostro Paese e da esperienze di agricoltura biologica ed economia carceraria, a oggetti di artigianato. Grande attenzione anche agli arredi, con materiali sostenibili e certificati, e all’illuminazione a basso consumo.

Il Consorzio Altromercato. È stato fondato nel 1988 ed è composto da 113 Soci, cooperative e organizzazioni non-profit che promuovono e diffondono il commercio equo e solidale attraverso la gestione di oltre 260 Botteghe Altromercato, diffuse su tutto il territorio italiano. Altromercato instaura rapporti commerciali diretti con circa 155 organizzazioni di produttori, formate da centinaia di migliaia di artigiani e contadini in 45 paesi, nel Sud e nel Nord del Mondo. I principali prodotti sono presenti oggi anche in 1.400 punti di vendita della grande distribuzione e 2.000 negozi specializzati bio, oltre che in ristoranti, mense scolastiche, bar ed erboristerie, GAS (Gruppi di Acquisto Solidale).

 

Nuovo look per Conad Superstore di Gallicano

conad superstore 1 Conad del Tirreno
Si presenta completamente ristrutturato il Conad Superstore (3.000 mq) di Gallicano in Garfagnana che sarà riaperto al pubblico domani, giovedì 16 marzo

Si presenta completamente ristrutturato il Conad Superstore (3.000 mq) di Gallicano in Garfagnana che sarà riaperto al pubblico domani, giovedì 16 marzo. Accanto allo store è stato inserito anche uno spazio dedicato all’insegna di elettronica di consumo Unieuro esteso su 800 mq.

La ristrutturazione ha permesso il restyling della struttura, l’ampliamento della superficie di vendita della Parafarmacia. Grande attenzione al mondo del fresco e freschissimo, alla valorizzazione dei prodotti del territorio e biologici, con un occhio di riguardo per il localismo e le referenze a chilometro zero. Al benessere fisico è dedicato uno spazio con prodotti organic, salutistici e per la cura della persona. All’interno dello store è stato inserito il Totem Digital Conad, da cui il cliente può ordinare prodotti tecnologici e non. È presente anche il Bistrò con ampio assortimento per colazioni, merende e aperitivi e piatti, anche tipici e stagionali. All’esterno ospita anche il distributore di carburanti Conad self24.

“Il Supertore di Gallicano è sempre stato un punto di riferimento per tutta la Mediavalle della Garfagnana e questa ristrutturazione ci consentirà di servire ancora meglio i nostri clienti - sottolinea Roberto Toni, socio Conad del Tirreno e presidente della società di gestione Ladis srl - Vogliamo confermare la nostra attenzione al territorio e al servizio per i cittadini puntando all’innovazione e al risparmio energetico”.

 

Video Tour: lo store Rapha Cycle Club di New York

Il retail sportivo si orienta in direzione dell'experience con concept store dedicati al coinvolgimento dei MIllennials, tra nuove strategie di format e comunicazione

Il retail sportivo si orienta in direzione dell'experience con concept store dedicati al coinvolgimento dei Millennials, tra nuove strategie di format e comunicazione. Il Rapha Cycle Club di New York si rivolge a ciclisti appassionati e fa della vendita di prodotti come l'abbigliamento solo una parte del proprio business.

Dalla caffetteria alla trasmissione di eventi live, il luogo supera il concetto di shopping per evolvere in spazio da vivere in condivisione e socialità.

Crai sostiene lo sport

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Il Gruppo Crai prosegue il suo impegno nel sociale avviando un nuovo progetto indirizzato alle famiglie dei giovani giocatori e alle società sportive. Crai aiuta lo Sport

Il Gruppo Crai prosegue il suo impegno nel sociale avviando un nuovo progetto indirizzato alle famiglie dei giovani giocatori e alle società sportive. Crai aiuta lo Sport è l'iniziativa attiva fino al 10 giugno grazie alla quale i consumatori, facendo la spesa nei punti di vendita dell’insegna, potranno raccogliere due bollini ogni 15 euro di spesa in un unico scontrino. Uno dei due bollini dovrà essere consegnato all'associazione sportiva preferita. "Siamo davvero orgogliosi di questo progetto perché ci avvicina ancora di più alle comunità locali che quotidianamente rappresentiamo con i nostri negozi. - racconta Mario La Viola, direttoMario La Viola-direttore_marketing_e_format_CRAIre marketing, format, rete e sviluppo - Praticare sport vuol dire fare squadra, fare squadra vuol dire essere come una famiglia e non c'è niente di più bello e forte che unirsi, insieme, apportando valore alle comunità attraverso un'iniziativa sociale concreta e piena di valori."

Modalità di partecipazione. Una volta completata la raccolta dei bollini, con l'aggiunta di un piccolo contributo finale, potrà ritirare uno degli esclusivi premi della collezione Colazione da Campioni: tazze mug, tazzine, caffettiere, zuccheriere, ciotole, toastapane, e il libro dello chef stellato Davide Oldani dal titolo D'O eat better: ricette per lo sport. Le società sportive invece, dopo essersi registrate sul portale online dedicato www.ioamolosport.it, riceveranno la scheda raccolta punti da completare. Online prenderanno visione del regolamento, richiederanno duplicati delle schede di raccolta, sceglieranno i premi e le modalità di ritiro. In palio per le società sportive ci sono oltre 780 articoli di materiale tecnico e abbigliamento sportivo: tute da allenamento e uniformi da partita, palloni e borsoni, forniti dai noti marchi quali Errea, Gilbert, Mikasa e Okeo.

 

 

 

Esselunga Varedo apre il primo “Clicca e vai”

A Varedo, sulla superstrada Milano-Meda, Esselunga lancia "Clicca e vai", il primo servizio di ritiro nel punto di vendita della spesa ordinata online. È una variante dell'eCommerce, canale che Esselunga ha lanciato nel 2001 e che oggi copre 1.115 comuni italiani

Spesa on-line e ritiro in giornata con l'auto. Questo il meccanismo in sintesi del "Clicca e vai" che Esselunga rende operativo a Varedo, comune brianzolo sulla superstrada che collega Milano a Meda. Oltre al "Clicca e vai", Esselunga continua a investire sull’eCommerce potenziando Esselunga a Casa, il servizio di spesa on line e consegna a domicilio tramite gli inconfondibili furgoncini. Nel 2016 Esselunga a Casa ha consegnato 1.350.000 spese ai propri clienti fatturando 158 milioni di euro.
Il servizio eCommerce di Esselunga, nato nel 2001, copre 1.115 comuni in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto.
Alle spese on-line Esselunga ha dedicato due magazzini, ubicati a Milano e a Firenze, appoggiandosi a diversi superstore nelle zone in cui è presente secondo la tecnica mista SBW (store-based warehousing).

CLICCAEVAIL’assortimento on line è composto da circa 13.000 articoli: dei quali 2.500 di super fresco come frutta, verdura, carne, pesce, latticini e prodotti gastronomici, e altri che comprendono surgelati e grocery tradizionale (pane, pasta, pelati, detersivi).
Ogni prodotto in assortimento è accompagnato da una scheda informativa che contiene varie indicazioni: caratteristiche, ingredienti, valori nutrizionali, origine per la frutta e verdura, tracciabilità per la carne e il pesce e presenza di eventuali allergeni. Il cliente eCommerce, prima di acquistare il prodotto, visiona tutte le informazioni presenti in etichetta.
I clienti, registratisi sul sito Esselungaacasa.it, possono fare la spesa navigando nel negozio virtuale oppure sfruttando il motore di ricerca.
Con Esselunga a Casa i clienti scelgono il giorno e l’orario più comodo per ricevere la spesa direttamente a casa a partire dal giorno successivo all’ordine e fino a 20 giorni dopo l’inoltro dello stesso.

Servizio gratuito
Attraverso il sito dedicato Cliccaevai.esselunga.it il cliente fa la spesa e la ritira a Varedo, presso il centro di Via Terni 20, sulla superstrada Milano-Meda, già in giornata dopo sole 2 ore dall’invio dell’ordine e fino ai due giorni successivi.
Il servizio è completamente gratuito, non sono previsti costi aggiuntivi né limiti minimi di spesa.
Sia Esselunga a Casa che Clicca e vai godono delle stesse promozioni dei supermercati Esselunga.

Bibo Italia investe sulla sicurezza nel monouso

Uso di fonti rinnovabili, riduzione dei consumi e adozione di materiali più compatibili con l'ecosistema e con il contatto food (da Gdoweek n. 3/2017)

Scelta accurata delle materie prime, impianti tecnologicamente avanzati, attenzione alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti sono stati la chiave del successo di Diesse, che si è sviluppata rapidamente in Italia e all’estero conquistando quote di mercato crescenti. Un processo di espansione partito nel 2005 con il preciso obiettivo di realizzare prodotti monouso per la tavola di alta qualità che potessero soddisfare anche le necessità più esigenti, che ha portato successivamente all’acquisizione, alla fine del 2013, di un’altra azienda italiana detentrice dello storico marchio Bibo, dando vita alla realtà autonoma Bibo Italia dotata di molteplici stabilimenti produttivi. Negli impianti di Cinisi (Pa) di Diesse e di Settimo Torinese (To) di Bibo Italia si concentra la produzione dei prodotti monouso in plastica per la tavola, mentre gli altri impianti sono dedicati alla produzione di bicchieri per il vending e vasetti per lo yogurt (Sant’Ilario d’Enza - Re) oltre che articoli in plastica ad iniezione top di gamma e posate (Buccino - Sa).

“Crediamo che il consumatore sia sempre più attento nelle sue scelte in special modo se parliamo di prodotti alimentari -racconta l’Ad di Bibo Italia Francesco Paolo Di Santo-, ma che non sempre la stessa attenzione e accuratezza venga riservata alla scelta di prodotti non alimentari che però sono a diretto contatto con gli alimenti come i prodotti monouso per la tavola. Noi siamo convinti che anche la scelta dei prodotti monouso non debba essere necessariamente guidata solo dal prezzo, ma che si debbano considerare altri elementi importanti come la qualità dei prodotti e delle materie prime, la sicurezza dei processi produttivi, l’igiene, il rispetto dell’ambiente e delle persone”.
Il gruppo ha dunque deciso di spiegare tali valori attraverso uno spot televisivo, trasmesso dalla Tv pubblica e privata: “con il supporto di due ricette tipiche della cucina ragionale italiana (carbonara e alla Norma) raccontiamo che, se è importante riconoscere la qualità dei cibi che mangiamo, si deve riservare la stessa attenzione a dove li mangiamo e per questo ci si può affidare con tranquillità ai nostri prodotti”. L’impresa ha dedicato gli investimenti dell’ultimo anno al rinnovo di buona parte degli impianti produttivi per migliorane l’efficienza, mantenendo invariata la qualità dei prodotti e riducendo gli sprechi.

Assortimenti ad hoc nella gastronomia fresca

Stagionalità dei consumi e localismi influenzano il display. Più che il prezzo conta la qualità della gestione giornaliera (da Gdoweek n 3/2017)

Ha acquistato un peso significativo nel panorama alimentare il mercato della gastronomia. Si tratta di un business prevalentemente canalizzato nelle aree settentrionali (per la gastronomia confezionata, per esempio, la Lombardia da sola vale il 30% dei volumi) con ampi margini di crescita, però, al Centro e al Sud. La stima delle dimensioni della gastronomia nella sua più vasta accezione a peso fisso e variabile indica un valore intorno a 2,5-2,6 miliardi di euro con un peso preponderante della tipologia sfusa. Per i format moderni, che veicolano il 70% della categoria, il banco gastronomia sfusa ha un peso rilevante in termini di fatturato e di immagine del punto di vendita, mentre la tipologia confezionata si inserisce nel trend positivo dei prodotti ad alto contenuto di servizio.Sono sempre meno i consumatori che dedicano tempo alla preparazione di piatti tradizionali o regionali. In sostanza il consumatore trova già pronti piatti di tradizione culinaria che richiederebbero molto tempo nell’elaborazione domestica. Il reparto qualifica l’insegna e si basa su un mix di soluzioni espositive a seconda della tipologia di format (vendita assistita, take away, confezionato a peso fisso). Nella gdo il numero di referenze esposte è solitamente proporzionale alla metratura dei punti di vendita: nel caso della gastronomia a peso fisso gli ipermercati hanno un assortimento medio di otto volte superiore al libero servizio e oltre tre volte più profondo dei supermercati.Sono molto rari i casi di gruppi distributivi che utilizzano centri di produzione interni. Per questo è importante la selezione dei fornitori in grado di dare un servizio completo per quanto riguarda prodotti, formati e l’esposizione per la vendita assistita. Secondo Luigi Sabatino, buyer gastronomia del Gruppo Gabrielli, “occorre far sì che gli alimenti mantengano uno standard qualitativo costante nell’arco della giornata. Il prodotto se non gestito alla giusta temperatura può assumere un aspetto non invitante perdendo il colore naturale, ostacolando in questo modo la vendita finale. Importantissima è quindi la capacità e la professionalità del personale addetto”. Sul tema interviene anche Nicolò Salmaso, category manager surgelati, gastronomia e ittico fresco di Migross, sottolineando che “la preparazione degli addetti nel reparto gastronomia è di fondamentale importanza soprattutto quando il supermercato possiede una propria produzione o un proprio laboratorio di creazione. Per chi non lo possiede, la qualifica del personale e la sua relativa formazione risulta decisamente più semplice, in quanto si devono conoscere prevalentemente i metodi di cottura, riscaldamento e di conservazione dei prodotti che arrivano da magazzino.  Piuttosto ha un ruolo significativo nel banco assistito la gestione dell’assortimento e dei prodotti. Molte indicazioni vengono date dalla sede, ma i gastronomi più esperti e più attenti ai vari trend posso scegliere a loro discrezione che piatti servire in maggior o minor misura, seguendo stagionalità, eventi o regionalismi. In alcuni casi i consumi sono molto localizzati: quindi il regionalismo è una chiave fondamentale nell’interpretazione del reparto. Ed è importante avere un assortimento equilibrato che presenti il mix corretto di piatti, sia primi sia secondi, a base di carne e pesce”. Sugli aspetti critici del banco gastronomia si sofferma anche Arnaldo Giavazzi, buyer freschi, surgelati, bevande e commercializzato Crai: “Elemento di rilievo è la presenza di tanti piccoli fornitori, che per noi di Crai rappresentano un valore molto importante e distintivo, in quanto molti sono artigiani e specializzati in produzioni tipiche e operano prevalentemente a livello locale. Per questi motivi diventa fondamentale avere un personale di vendita formato e qualificato, che sappia valorizzare gli aspetti espostivi e di conservazione dei prodotti. Non a caso come Crai organizziamo periodicamente dei corsi di formazione professionali dedicati alle figure coinvolte nel banco assistito e nelle altre aree del negozio”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 3/2017

Video: i manichini secondo Ralph Pucci

Non sono solo un semplice supporto per gli abiti, ma la chiave per un visual merchandising distintivo, quasi magico, che contribuisce a cambiare il volto degli store

Non sono solo un semplice supporto per gli abiti, ma la chiave per un visual merchandising distintivo, quasi magico, che contribuisce a cambiare volti e significati espressi dallo store. Forme ed etnie che aprono alla diversity, ma anche fisionomie e fisicità più umane e in linea con paradigmi della realtà per coinvolgere e, perché no, incantare.

"Una cosa interessante di Ralph Pucci è il modo in cui collabora con gli altri artisti e designer", racconta Glenn Adamson, direttore del Museum of Arts and Design di New York. Un approfondimento in video.

Despar Nordest, il fatturato supera quota 2 miliardi

despar venezia
Despar Nordest ha aperto l'anno scorso 25 punti di vendita, ristrutturandone altri 15. L'azienda di Mestrino (Pd) che fa capo a Spar Austria, ha chiuso il 2016 con un giro d'affari complessivo (rete diretta + negozi associati/affiliati) che supera i 2 miliardi di euro

Per il secondo anno consecutivo il giro d'affari realizzato complessivamente dalla rete al dettaglio (diretta+indiretta) di Aspiag Service, concessionaria delle insegne Despar, Eurospar e Interspar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, ha superato i 2 miliardi di euro, fissandosi a quota 2,07 miliardi nel 2016, +3% rispetto al 2015, incremento più che positivo se pensiamo ai dati (Istat) che fotografano l'andamento del commercio al dettaglio alimentare nel 2016: +0,1% per gli esercizi alimentari in generale, con differenze molto lievi per la grande distribuzione (+0,5%) che va meglio delle piccole superfici (-0,4%). Nella Gdo alimentare spicca la sofferenza degli ipermercati (-0,5%), la stabilità un po' soporifera dei supermercati (+0,2%) e il ritmo di mambo dei discount (+2%).
Nella propria "trading area" (che corrisponde poi al Triveneto), Despar Nordest ha una quota di leadership: il 15,61% (GNLC Nielsen, giugno 2016). Nel 2016 l’azienda guidata da Rudolf Staudinger, presidente di Aspiag Service, ha inaugurato 25 punti di vendita, tra diretti e  associati, e ne ha ristrutturati 15, per un investimento complessivo che supera i 100 milioni di euro. La crescita è quindi trainata dallo sviluppo che ha favorito la crescita dei dipendenti il cui numero è salito da 7.198 a 7.568.

Rudolf Staudinger, Presidente di Aspiag Service. Dal 1° gennaio 2017 Arcangelo Francesco Montalvo è subentrato in qualità di ad a Marino Fineschi: affiancherà così Rudolf Staundinger e gli altri 2 storici amministratori delegati, Harald Antley e Paul Klotz

Emilia Romagna prossima frontiera di sviluppo
Le aperture dirette si sono concentrate nella seconda parte del 2016: si tratta di 6 supermercati in Friuli Venezia Giulia (4 Eurospar e 2 Despar), 1 Eurospar in Alto Adige, 2 Despar in Veneto e 1 Interspar in Emilia Romagna che ha segnato l’ingresso di Despar Nordest a Parma. L’Emilia Romagna rappresenta la prossima frontiera di espansione per il marchio con l’abete: l’Interspar inaugurato a dicembre in quartiere San Leonardo a Parma (nel quale lavorano circa 90 persone), è frutto di un investimento di 11 milioni di euro.

L'ingresso nel centro storico di Venezia
Interessante anche sotto il profilo storico-architettonico il restauro dell’ex Cinema Teatro Italia a Venezia, che ha richiesto 2,5 milioni di euro: una somma quasi equivalente è stata investita dalla proprietà dell’immobile. L'immobile all'interno del quale ha aperto il supermercato è un gioiello del neogotico e del liberty d’inizio Novecento, in disuso ormai da decenni. Il restauro del palazzo è stato condotto in stretta collaborazione e sotto il controllo della Sovrintendenza, così come l'allestimento del supermercato.
Insieme al Despar inaugurato poche settimane prima al Ponte di Rialto, Despar Teatro Italia segna l’ingresso di Aspiag Service nel centro storico di Venezia.

Sostenibilità ambientale: 20 i siti certificati
Aspiag Service ha rinnovato nel 2016 la certificazione Uni En Iso 14001 per il proprio sistema di gestione ambientale. Nel 2013 è stata la prima azienda della Gdo italiana a raggiungere questo traguardo: inizialmente il perimetro di applicazione della certificazione ambientale comprendeva le sedi direzionali di Mestrino (Pd) e Udine, e 4 ipermercati Interspar. È stato poi esteso ad altri 15 punti di vendita, per un totale di 20 siti certificati.
Aspiag Service utilizza energia certificata al 100% da fonti rinnovabili e impianti di illuminazione full led.
Nei supermercati di nuova costruzione, la climatizzazione del punto di vendita avviene recuperando il calore prodotto dai banchi frigo e, laddove possibile, tetti bianchi o verdi abbassano la temperatura all’interno del supermercato durante i mesi caldi.
Tutti gli immobili più recenti sono in classe energetica A.
Con il nuovo sistema di classificazione in vigore da ottobre 2015, l’obiettivo di Despar Nordest è realizzare immobili che siano almeno in classe A3.

Impegno sociale
Collaborando con Last Minute Market e Banco Alimentare, Despar Nordest ha recuperato e rimesso in circolo merce per un valore totale di 5,4 milioni di euro, ridistribuita da circa 200 onlus del territorio: corrispondono a 1,8 milioni di pasti destinati a persone in difficoltà.
Aspiag Service ha abbinato tutte le proprie filiali Despar, Eurospar e Interspar in Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ad almeno una fra le associazioni di riferimento che, con cadenza regolare, ritirano e ridistribuiscono tutta la merce commestibile ritirata dagli scaffali perché invenduta.
In questa direzione si orienta "Progetto Salute Despar" che unisce il percorso didattico per la scuola elementare "Le Buone Abitudini" alla rivista DiVita Magazine e al blog Casadivita.it, che si propongono come strumenti di crescita personale e potenziamento della salute attraverso stili di vita più corretti.
L’impegno sociale di Aspiag Service ha prodotto diverse raccolte fondi a sostegno del territorio. All’indomani del terremoto in Centro Italia, l’azienda ha raccolto 329.098 euro,  consegnati a Croce Rossa Italiana, insieme a un camion di aiuti, per far fronte alle prime emergenze locali.
Altre raccolte fondi hanno sostenuto associazioni che si occupano della salute e dei diritti di donne e bambini, e diversi enti di ricerca, per un totale di oltre 560.000 euro raccolti e donati.

 

Ovs si espande in Portogallo

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Ovs consolida la sua presenza nel mercato portoghese dove ha appena programmato due nuove aperture, la prima ad Almada, l'altra a Sintra

Il brand del fast fashion retail Ovs consolida la sua presenza nel mercato portoghese dove ha appena concretizzato due nuove aperture. È già stato inaugurato il negozio nella città di Almada, ai piedi del celebre Cristo Rei, all’interno del centro commerciale Almada Forum, esteso su 800 mq. Il secondo (800 mq) aprirà nel mese di maggio a Sintra, cittadina Patrimonio dell’Umanità, negli spazi del Sintra Forum.

Il concept Ovs si avvale di spazi contemporanei ed essenziali che si caratterizzano per il design dalle linee pulite e grande attenzione all’ecosostenibilità nella scelta dei materiali. Legno chiaro, vetro, metallo accoppiato a lastre di plexiglas colorato ed elementi di arredo concepiti come piccole architetture free-standing ad incorniciare le collezioni ideate dal team creativo del gruppo.

L'azienda. Ovs S.p.A., che conta una rete di vendita in Italia e all’estero di circa 1500 negozi a gestione diretta e in franchising, ha chiuso il 2015 con un fatturato pari a 1.319,5 milioni di euro.

 

Carrefour Italia riconverte per non chiudere

Carrefour italia
Gli ipermercati piemontesi Carrefour di Trofarello e Borgomanero potrebbero non essere chiusi ma riconvertiti. L'azienda sta attuando un confronto con i sindacati

Potrebbero non essere chiusi due dei tre ipermercati di cui Carrefour Italia aveva annunciato la chiusura. L’azienda sta infatti valutando l’ipotesi della riconversione limitando così l'impatto occupazionale. Le due strutture in questione sono gli ipermercati piemontesi di Trofarello e Borgomanero che potrebbero essere ridimensionati e adeguati ai format più piccoli.

Nei giorni scorsi Carrefour Italia ha partecipato a un incontro con le organizzazioni sindacali incentrato sul piano di ristrutturazione e sul rinnovo del contratto integrativo. Il confronto proseguirà nei prossimi incontri già programmati per il 29 marzo e per il 6 aprile. In una nota Carrefour Italia auspica "un clima costruttivo per individuare le migliori soluzioni possibili".

Dalla ricerca Reolì e Uni Calabria l’olio extravergine diventa spalmabile

Disponibili referenze per i mercati consumer e per uso industriale. A sostituire l'olio di palma (da Gdoweek n. 3/2017)

L’eliminazione dell’olio di palma e la crescente richiesta di sostituire i grassi animali con quelli vegetali stanno costringendo l’industria di trasformazione a riformulare le ricette di svariati prodotti. Con un tempismo a dir poco perfetto arriva sui mercati consumer e professionale un nuovo olio vegetale spalmabile a base di olio extravergine di oliva o di olio di girasole, palm free, senza lattosio e senza grassi idrogenati e dalla consistenza semi-solida che lo rende idoneo alle lavorazioni dell’agroindustria. La gamma Reolì è industrializzata dall’omonima azienda, nata nel 2015, dallo spin-off accademico R&DCal, ed è frutto della ricerca e di un brevetto realizzati in sinergia con il laboratorio di Reologia e Ingegneria alimentare dell’Università della Calabria.

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Nocciole, preziose… ma non bastano mai

Migliorano i dati di produzione nazionali. Due esempi di approvvigionamento che guardano al futuro: Pernigotti e Loacker (da Gdoweek n. 3/2017)

Una risorsa preziosa. La nocciola è una delle principali materie prime per la realizzazione di molti prodotti dolciari. Per questo è molto richiesta dall’industria (circa il 70% della produzione). In Italia, secondo produttore mondiale con una quota del 14% alle spalle della Turchia, il nocciolo è coltivato in maniera intensiva in poche zone: Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. Stima una produzione 2016 di 130.000 tonnellate su circa 68.600 ettari coltivati, ed entro il 2022 si prevede una riconversione di altri 20.000 ettari, per un +30% di superficie e +40% di volume. La varietà di nocciola coltivata in Piemonte è la Tonda Gentile Trilobata, che nella declinazione Igp arriva a quotazioni di 9,30 euro/kg per la destinazione industriale. La sua produzione è concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Attualmente la provincia di Cuneo detiene il primato in Piemonte della superficie coltivata a nocciolo con i suoi circa 7.000 ettari.
La nocciola presenta importanti potenzialità economiche, con un valore che può arrivare a 400-500 euro al quintale di prodotto raccolto; molto più alto rispetto ad altre produzioni agricole. Quella del Piemonte è particolarmente apprezzata dall’industria dolciaria per i suoi parametri qualitativi (forma sferoidale del seme, gusto ed aroma dopo tostatura, elevata pelabilità e buona conservabilità). Oggi la produzione regionale si avvicina a 15.000 tonnellate, che rappresentano circa l’8-9% di quella nazionale (dati: Consorzio Tutela Nocciola Piemonte). Il vero problema è che la produzione italiana di nocciole non riesce a coprire per intero le necessità industriali. “Noi utilizziamo in misura massiccia le nocciole italiane e quelle piemontesi in particolare -sottolinea Alessandro Sandiano, direttore marketing di Pernigotti-. Ma si tratta solo di una parte del fabbisogno industriale. Per questo, come tutta l’industria dolciaria che usa la crema di nocciola come prodotto di base, siamo costretti a cercare anche altre fonti di approvvigionamento, è il caso per esempio delle nocciole turche, di cui c’è una buona disponibilità”. Pernigotti seleziona puntualmente gli ingredienti con un’attenzione alla qualità delle materie prime che ne garantisce la freschezza e autenticità. “La crema di gianduia è uno dei nostri prodotti più famosi, ed è realizzata sostanzialmente con nocciole, cacao e un po’ di burro vaccino”. Mediamente ogni anno in Pernigotti vengono lavorati 1 milione e 300mila kg di cioccolato e 710mila kg di nocciole, provenienti dalla Turchia e dall’Italia.

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Penny Market consolida la rete

penny market cerignola
Con un piano d’investimenti che tocca i 95 milioni di euro, l’insegna Penny Market sta attuando un programma di espansione

Con un piano d’investimenti che tocca i 95 milioni di euro, l’insegna Penny Market sta attuando un programma di espansione per consolidare la presenza in Italia. Rientra in questa iniziativa di sviluppo l’apertura di Cerignola (Fg), in via Manfredonia.

“L’apertura di un nuovo punto di vendita a Cerignola si inserisce perfettamente nella nostra Gotthart Klingan penny marketstrategia: negozio di prossimità attento ai bisogni dei consumatori, in grado di offrire ogni giorno un vasto assortimento a prezzi contenuti e concorrenziali. – commenta il Coo di Penny Market Italia Gotthard Klingan – Per questa nuova apertura non solo abbiamo cercato di avvicinarci ai clienti dell’area est del Comune, ma abbiamo anche voluto coinvolgere le aziende del territorio per contribuire alla crescita del tessuto imprenditoriale”.

Il layout e le caratterizzazioni interne sono il frutto dello sviluppo del nuovo concetto “Ambiente 3.0” di Penny Market, progettato per offrire ai clienti un’esperienza di acquisto di grande qualità ed efficienza. Inoltre, la struttura è stata realizzata secondo le più recenti tecniche costruttive che conferiscono all’edificio caratteristiche di isolamento termico per una maggior efficienza energetica. Il nuovo punto di vendita ospita un vasto assortimento dedicato ai prodotti tipici regionali forniti da aziende strettamente integrate nel territorio, in particolare per le categorie freschissimi salumi e formaggi, pane fresco e vini e, 60 prodotti a marchio privato Cuor di terra con le migliori tipicità dei prodotti italiani.

GS1 Italy sviluppa Pantry Trainer per il controllo della filiera

Si introduce un nuovo approccio gestionale nel settore del food &beverage. Si tratta di Pantry Trainer, la soluzione IoT , ideata da Deloitte e sviluppata al Lab di GS1 Italy

Si introduce un nuovo approccio gestionale nel settore del food &beverage. Si tratta di Pantry Trainer, la soluzione IoT , ideata da Deloitte, ideata per migliorare la logistica e la tracciabilità della supply chain, sia in ottica B2B, per la logistica e i processi più efficienti, sia in ottica B2C, per rispondere alla crescente domanda di informazioni di prodotto da parte del consumatore.

Grazie all’adozione di smart label, si può dunque ridurre lo spreco alimentare, consentendo ai consumatori di tenere sotto controllo la data di scadenza dei prodotti presenti nella dispensa di casa utilizzando il proprio smartphone.  La solution Pantry Trainer è stata sviluppata al Lab di GS1 Italy a Peschiera Borromeo, dove, in collaborazione con Deloitte, il Politecnico di Milano, Antecs e Gulliver, ne è stato realizzato il primo prototipo sperimentale.

Le possibilità offerte agli attori della filiera sono diverse: il sistema consente infatti ai produttori di avere una migliore gestione degli ordini mentre ai centri distributivi offre una tracciabilità e la verifica di conformità in tempo reale. I retailer possono verificare le differenze inventariali e avere un controllo del corretto posizionamento a scaffale. Infine il consumatore può controllare la scadenza dei prodotti acquistati.

Le imprese coinvolte dunque forniscono informazioni di qualità sui prodotti, che vengono tracciati in tempo reale già a partire dalla sede del produttore e sino alla casa dei consumatori, grazie all’uso di radiofrequenze ed etichette intelligenti.

“Nello sviluppare il prototipo di Pantry Trainer – spiega Massimo Bolchini, standard development director di GS1 Italy – abbiamo sfruttato i benefici di tutti gli standard GS1 per l’identificazione dei prodotti, per la creazione dell’anagrafica di prodotto, per gestire i documenti del ciclo ordine-pagamento e per abilitare i sistemi di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti in tempo reale sfruttando la tecnologia RFID”.

Nike Soho interagisce con i visitatori

All'insegna dell'esperienza a 360°, lo store propone molte aree dove testare i prodotti. Non mancano servizi di personalizzazione e spazi "museali" (da Gdoweek n. 3/2017)

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1) Digital & Physical.
Questo spazio prende vita nel cuore di New York, precisamente nel quartiere Soho. Si tratta di un luogo dove servizi e prodotti si mixano per un’experience personalizzata. Cinque piani spalmati su circa 6.000 mq nei quali il retailer di sportswear crea una soluzione di continuità tra la piattaforma online e fisica. Nella foto, una preview della collezione 12 Soles Collection in mostra nello store alla stregua di opere d’arte.
2) Provare in primis.
Molti gli spazi dove poter testare i prodotti. Al 5° piano, per esempio, è stato installato il Basketball Trial Zone, 1/2 campo da basket per provare le scarpe e fare esercitazioni personalizzate. Lo spazio è circondato da schermi per un’immersione di immagini e suoni.
3) Come a Central Park.
Al primo piano per le donne e al terzo per gli uomini, l’area Running Trial Zone permette ai visitatori di testare le scarpe su un tapis roulant di fronte a uno schermo in movimento proprio dentro Central Park.

Carrefour parla di moda con la campagna Belli da Svestire

Una comunicazione dedicata alla propria linea di abbigliamento Tex, che mette stile e convenienza per avvicinarsi agli specialisti del settore (da Gdoweek n. 3/2017)

Non  solo  alimentare,  ma  anche  fashion.  Questo  il  messaggio  che  Carrefour  ha  scelto di lanciare in Italia attraverso la campagna Belli da Svestire, focalizzata sulla private label di abbigliamento Tex. La linea di moda è stata raccontata nella città di Milano dal 26 novembre al 14 dicembre attraverso una serie di immagini di stampo cool e sexy, che vedono al centro tre soggetti. Gli scatti, accompagnati dal claim “impossibile resistersi con un look così”, descrivono tre incontri tra persone diverse nell’intento di dialogare con un target esteso. Il planning ha previsto affissioni sulla linea della metropolitana (250 pannelli), in corso Garibaldi (pannello digitale a rotazione) e in corso XXII Marzo. Coinvolti anche i social media. L’iniziativa Belli da Svestire si inserisce in un percorso intrapreso da Carrefour già due anni fa attraverso il camerino virtuale e il digital mirror negli store di Carugate e di Nichelino, la campagna Total Look nel 2015 ed alcuni eventi nel punto di vendita come la sfilata di moda. “Possiamo certamente dire che una campagna di questo tipo è inusuale, ma è proprio  questo l’obiettivo: la differenziazione -spiega Sebastien Jan, direttore tessile Carrefour Italia-. Vogliamo dimostrare che siamo presenti sul mercato in modo non convenzionale, con una marca propria nata nel 1982, Tex, che offre il migliore rapporto qualità/stile/prezzo del mercato. Intendiamo posizionare la marca propria al centro della nostra offerta e del nostro percorso di comunicazione”. Un modo, come conferma Jan, per competere “non soltanto con il mondo della grande distribuzione, ma anche con gli specialisti”, attirando l’attenzione del cliente su un nuovo aspetto dell’identità d’insegna.

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