Trovata la partnership con Signa Retail per aprire nuovi store oltreconfine. Il primo sarà a Monaco entro fine anno, ma ne arriveranno almeno altri 5 per il 2021.
Un nuovo impulso alla spinta internazionale per Eataly, che prepara l’apertura di nuovi punti di vendita al Nord, nello specifico in Germania, Austria e Svizzera (cantone tedesco). Eataly Distribuzione ha infatti trovato un accordo con Signa Retail che porterà all’inaugurazione di un primo store nel centro di Monaco entro fine anno, cui seguiranno almeno altri 5 negozi in altre location entro il 2021.
Eataly San Babila
La nuova partnership prevede che la catena di Farinetti resti responsabile della selezione prodotti, del marketing e delle politiche di formazione, mentre Signa metterà a disposizione l’esperienza acquisita nel settore ristorazione con Le Buffet, il suo modello organizzativo della Karstadt Warenhouse, nonché la sua specializzazione nel campo real estate.
Secondo Stephan Fanderi, Ceo di Kardstadt e manager di Signa Retail, è previsto anche lo sviluppo di concept Eataly in versione ridotta, insieme a una possibile trasformazione di Le Buffet in negozi dell’insegna.
Lidl Italia, una delle prime 3 catene di supermercati low cost (discount) a livello nazionale, punta decisamente sulla formazione dei quadri e investe 20 milioni di euro per l'addestramento dei capifiliale. Previste nel 2016 oltre 32.000 ore di formazione di cui 10.000 per riunioni e piani di sviluppo personalizzati, e 12.000 per le formazioni integrative. I 35 store manager della fase pilota riceveranno l’auto aziendale.
Capo filiale, figura cardine nella struttura
La figura del capofiliale è per Lidl Italia una delle più importanti nella sua struttura aziendale: rappresenta il primo punto di contatto tra clienti e azienda. Il capofiliale dialoga e interagisce ogni giorno con oltre mezzo milione di clienti, risolve tutte le questioni legate alla gestione del punto di vendita, coordina un team di 7-10 collaboratori ed è responsabile dei risultati economici della filiale e in prima linea, dello sviluppo del fatturato.
Sviluppo competenze a 360°
Il programma di formazione previsto da Lidl Italia, "unico nel suo genere per il settore della Gdo", durerà un anno. Si rivolge a tutti i 600 capifiliale, con l’obiettivo di sviluppare competenze manageriali, aziendali, personali e sociali con un approccio a 360°.
Il progetto “Evoluzione Capo Filiale” rientra nel piano quinquennale di investimenti di Lidl Italia che prevede, dal 2013 al 2018, circa un miliardo di euro con oltre 2.000 assunzioni nei prossimi due anni.
Preannunciate in apertura dei lavori dal direttore Cristina Lazzati, fra le “storie positive di insegne che hanno voluto e saputo cambiare completamente modello di business”, due in particolare sono state le testimonianze di innovazione radicale presentate al pubblico del Consumer & Retail Summit: Made.com e Mercato Metropolitano.
Lorenzo Calcagni e Andrea Rasca illustrano i piani di sviluppo in questa video intervista per Gdoweek Tv
Due progettualità la cui implementazione è stata raccontata rispettivamente da Lorenzo Calcagni (country manager) e dal fondatore Andrea Rasca. Si tratta di storie di successo basate su fondamentali completamente differenti, ma abbinati a forti dosi di visione e intuizione.
Da un lato Made.com ottimizza e valorizza il design online, ultimo dei settori tradizionali ad abbracciare la tecnologia digitale, mettendo in gioco una nuova catena del valore alleggerita di molti centri di costo intermedi. Dall'altro Mercato Metropolitano propone un'aggregazione nella quale i partner chiave sono i piccoli produttori e artigiani del cibo locali. Avviato in forma temporanea a Milano-Porta Genova, il format (che nel capoluogo lombardo ha raccolto un giro d'affari milionario che sfiora la doppia cifra) è studiato per essere replicabile nelle città italiane e in Europa. Lo specialista di arredi online consolida e reinveste in nuove strutture nazionali; l'urban farmer market intende aprire in tre città italiane, una continentale e, forse, mantenere attiva la piazza di Milano.
La solidarietà cooperativa trova nuove forme espressive all’insegna della creatività e della partecipazione. Così Unicoop Firenze porta i suoi dipendenti letteralmente in scena, dando vita allo spettacolo Coop mia!, il cui ricavato è destinato alla Fondazione Il Cuore si scioglie.
La commedia musicale ha debuttato l’11 ottobre al teatro Puccini di Firenze, proponendo uno spettacolo amatoriale all’insegna dell’autoironia in merito a quei connotati politici normalmente attribuiti all’insegna. Un’operazione riuscita grazie alla regia di Antonella Lombardo e alla sceneggiatura di Stefano Silvestri.
Al centro della narrazione il confronto tra la dimensione della bottega e quella degli ipermercati, per uno storytelling che mantiene continuità tematica con i protagonisti dell’iniziativa, rafforzando parallelamente engagement e senso di appartenenza dei collaboratori Unicoop Firenze.
Il flagship di Benetton On Canvas a Milano, inaugurato lo scorso anno, come nuovo concept del gruppo di Ponzano (Tv) e oggi implementato in una rete complessiva di 55 store.
A un anno di distanza dall'apertura del megastore Benetton On Canvas in piazza del Duomo a Milano, il format sta ottenendo risultati che hanno spinto il gruppo a sviluppare la formula sia in Italia sia all'estero. Oggi la rete di store Benetton Canvas è composta da un totale di 55 strutture di vendita, destinate a crescere ulteriormente, come dimostra la recente apertura di Treviso.
In apertura il 26 ottobre a Manhattan uno spazio di oltre 2mila metri quadrati su 5 piani, cui seguirà un secondo maxy monomarca a Sidney.
Due flagship store di impatto unico a cui Microsoft sta lavorando da circa sei anni vedranno a breve la luce, aprendo le porte al pubblico. Per quello di Sidney si dovrà aspettare il 12 novembre, mentre a New York City l’inaugurazione è in programma per il 26 ottobre.
Sull’esclusiva Fifth Avenue di Manhattan, non distante dall’iconico negozio Cube dell’acerrimo competitor Apple, il colosso dell’informatica sbarca con una superficie di poco superiore ai 2mila metri quadrati, distribuiti su cinque livelli.
Il community theater del flagship Microsoft a NY
Si tratta di un luogo premium che si propone come fondamentale veicolo della brand identity, superando il concetto dell’esposizione e delle aree di prova della tecnologia. Oltre a queste ultime, infatti, il flagship store disporrà di punti help desk e, soprattutto, di un community theater e grandi ambienti pensati per un’experience totale e coinvolgente, tra video wall e schermi giganti.
Un tratto distintivo del flagship della city rispetto al Cube di Apple, oltre a un layout all'insegna del colore, è la presenza di un'offerta di prodotti anche dei brand partner.
Inaugurazione il 14 ottobre dello store numero 153 con 2.500 mq di vendita e certificazione energetica di classe A. Presenti anche forno e bar Atlantic.
Lo store situato lungo via Manzoni, angolo via Brodolini, presenta una superficie di vendita di 2.500 metri quadrati e certificazione energetica di classe A. L’inaugurazione, avvenuta mercoledì 14 ottobre, comprende anche un nuovo bar Atlantic e il 112° forno di Esselunga, che propone 18 varietà di pane fresco sfornato con continuità durante il giorno.
Oltre a un parcheggio su due piani interrati, che ospita 635 auto, i clienti disporranno dei tradizionali reparti dell’insegna, dall’ortofrutta con un’offerta di oltre 450 prodotti sfusi e confezionati, a pescheria, macelleria e gastronomia, passando per oltre 500 etichette nell’assortimento vini.
L’Esselunga di Rozzano comporterà l’assunzione in azienda di 100 nuove risorse, di cui 65 residenti nella zona, e sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica dalle 9 alle 20.
Al 9° Consumer & Retail Summit, evento organizzato da Gdoweek e Mark Up in collaborazione con il Sole24Ore, il mondo del retail si è messo sotto i riflettori, portando sul tavolo di discussione scenario presente e trend futuri del settore.
"Storie belle, positive, di persone e insegne che hanno saputo cambiare il modello di business", questo il racconto andato in scena al summit, annunciato in apertura da Cristina Lazzati, direttrice di Gdoweek e Mark Up. Una promessa mantenuta grazie al contributo di importanti partecipanti, da Coop e Conad, passando per Amazon, Carrefour e molti altri.
In video i momenti salienti e i volti dei protagonisti che hanno reso l'edizione 2015 ricca di valore e capace di delineare le evoluzioni in corso tra brand e prodotto, digitale e fisico, customer experience e format.
Nella cornice del 9° Consumer & Retail Summit, Marco Pedroni, presidente Coop Italia, spiega ai microfoni di Gdoweek i motivi di soddisfazione per la nuova alleanza in casa coop, che ha creato la più grande cooperativa di consumo europea
Presidente di Coop Italia, dopo una crescita professionale e manageriale tutta nella cooperazione di consumo, Marco Pedroni battezza davanti alla telecamera di Gdoweek, la nuova fusione (Coop Alleanza 3.0), presentata pochi giorni fa a Milano, fra le tre grandi coop di consumo del distretto romagnolo-adriatico, aggiungendo che la nuova alleanza rafforza l'unità del mondo Coop Italia offrendo uno sprone, oltre che un esempio, a tutto il mondo della cooperazione di consumo.
Pedroni è stato uno degli ospiti di spicco della tavola rotonda dedicata al retail oggi ("Cosa è cambiato e cosa cambierà? Industria e distribuzione a confronto) insieme a Roberto Brazzale, presidente di Brazzale, Alberto Balocco, presidente e Ad di Balocco, Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo Végé, e Stefano Scandelli, vicepresidente Southern Europe & Mea Jda Software. Pedroni ha ricordato, fra l'altro, il rischio che la pressione competitiva sbilanciata sulle promozioni riduca il potenziale dei prodotti di marca innescando processi inflattivi. "Noi in Coop abbiamo ridotto di tre punti percentuali la pressione promozionale nei primi mesi del 2015", aggiunge Pedroni .
Amazon inarrestabile. Dopo il recente lancio dello store Commercio, Industria e Scienza dedicato ai professionisti e quello del negozio Made in Italy, il colosso statunitense cresce nel mercato dell’artigianato internazionale con Handmade.
Il nuovo e-commerce di oggettistica fatta a mano, disponibile anche per i venditori italiani, sfida apertamente quello della piattaforma Etsy, che nel 2005 aveva inaugurato lo stesso business a New York e ad oggi a vende prodotti intorno ai 2 miliardi di dollari l’anno (1,75 miliardi di euro circa).
Una competizione tra Davide e Golia, in termini di dimensioni, che vede Amazon cogliere al volo il momento di vulnerabilità di Etsy, criticato per aver aperto l’accesso al sito anche ad artigiani che fanno produrre a terzi. Quest’ultimo, tuttavia, chiede ai venditori il 3,5% dei ricavi più 20 centesimi ad articolo, mentre le regole di Bezos prevedono di cedere il 12%.
Al momento, il nuovo store conta circa 80mila prodotti provenienti da 60 Paesi diversi per un totale di 5mila artigiani.
François Nuyts è il responsabile sviluppo per i mercati spagnolo e italiano di Amazon. A margine del 9° Consumer & Retail Summit, gli abbiamo posto alcune domande, partendo dal recentissimo accordo (Made in Italy) firmato da Amazon.it e Amazon.co.uk con gli artigiani fiorentini, primo esempio europeo di questo genere, e primo passo per lo sviluppo di nuovi negozi online dedicati all'eccellenza dei prodotti artigianali realizzati in Italia.
Perché Made in Italy? Risponde Nuyts: “Ci siamo resi conto che un numero elevatissimo di ricerche sul nostro sito riguardavano prodotti dell’eccellenza artigianale italiana. Questa è una delle principali ragioni che ci hanno convinto a lanciare Made in Italy, il primo progetto di questo tipo per Amazon, che vogliamo replicare a livello mondiale: presto realizzeremo un format simile in Usa”. Gli artigiani toscani e quelli di tutta Italia potranno rendere disponibili i loro prodotti ai 285 milioni di clienti di Amazon in tutto il mondo.
“I nostri punti di forza sono tre –aggiunge Nuyts –ampiezza dell’offerta, prezzi accessibili, velocità delle consegne”.
Il negozio Made in Italy offre già 5.000 prodotti, realizzati da centinaia di artigiani. Tramite il marketplace di Amazon, gli artigiani italiani avranno l'opportunità di presentare e vendere i loro prodotti al di fuori della loro regione e dei confini nazionali. Negli ultimi 12 mesi, il numero di aziende italiane che hanno esportato i loro prodotti con Amazon è cresciuto di più del 90% e questi, tramite Amazon.it Marketplace, hanno fatturato più di 133 milioni di euro solamente dalle esportazioni.
Scenari ancor più stimolanti, per ora più attinenti alla fanta-distribuzione che alla realtà, potrebbero aprirsi per la distribuzione italiana "brick&mortar": lo stesso Francesco Pugliese, ad di Conad, ha accolto con un certo entusiamo l'idea che Amazon ospiti sul suo marketplace le insegne della Gdo, per tacere della gestione delle scorte o dei magazzini. Ma su questo Nuyts non dice né sì né no.
L’insegna dell’eccellenza enogastronomica made in Francia ha aperto 1.000 mq nella capitale e programma l’arrivo anche a Milano. Un nuovo competitor per Farinetti.
Made in France versus made in Italy, ovvero Le Carré français contro Eataly. Così Michel Galloyer, fondatore de Le Grenier à Pain, sfida Oscar Farinetti con un nuovo concept che porta a Roma l’eccellenza enogastronomica francese e che presto arriverà anche a Milano.
Nel quartiere Prati della nostra capitale Le Carré français ha infatti inaugurato l’8 ottobre uno spazio di 1.000 mq dedicato alla cultura alimentare transalpina. L'inedito format è nato su iniziativa di Galloyer, che ha associato cinque produttori artigianali francesi esperti in comparti diversi del food.
Il locale, situato in via Vittoria Colonna 30, si compone di ristorante, laboratorio per la panificazione, wine bar ed esposizione permanente delle migliori specialità territoriali, come fois grais e formaggi.
Dalla panetteria alla pasticceria, passando per carni e vini, La Carré français promette di offrire la qualità a prezzi abbordabili e preparata fresca in loco con continuità.
Il progetto promette ancora grandi sviluppi. Oltre a una prossima apertura nella capitale della moda si prevedono nel lungo periodo circa quaranta nuovi punti di vendita ulteriori.
Diversificare l'assortimento con prodotti locali, dando spazio ai piccoli produttori e artigiani delle regioni in cui è presente: questo l'obiettivo di Conad Adriatico con La Casa del Gusto, ormai tradizionale appuntamento, giunto alla decima edizione, con le specialità locali, da inserire in assortimento in occasione delle festività natalizie e non solo
di Simone Martarello
Pane fatto con grano autoctono e lievito madre, cacio affinato nella birra, pollo ruspante vissuto in totale libertà, carne di cinghiale cresciuto all’interno di un parco naturale per non parlare della confettura fatta solo con frutta del territorio, ingredienti naturali e nessun conservante, i pecorini aromatizzati ricavati dal latte di un centinaio di capre allevate in casa, le olive all’ascolana vegane e la birra artigianale aromatizzata all’anice. Sono solo alcuni dei prodotti che Conad Adriaticoproporrà ai clienti dei suoi 372 punti di vendita sparsi dalle Marche alla Puglia nel periodo natalizio, presentati durante La Casa del Gusto, una tre giorni di esposizione e degustazione organizzata nella propria sede di Monsampolo del Tronto (Ap), giunta quest’anno alla decima edizione.
Un vero e proprio salone del gusto che racchiude e valorizza i tesori alimentari dei piccoli produttori locali, recuperando le tipicità della tradizione culinaria italiana e rafforza il radicamento nel territorio dell’insegna. Con 219 fornitori provenienti dalle cinque regioni dove la cooperativa è presente e 1.894 referenze dei diversi settori merceologici, La Casa del Gusto vuole sostenere le economie del territorio, portare sulla tavola dei consumatori specialità rare a prezzi contenuti e svolgere una funzione sociale nei confronti dei piccoli artigiani della gastronomia.Assecondando le nuove sensibilità dei consumatori, quest’anno la kermesse ha dato ampio spazio a prodotti adatti per chi soffre di allergie o intolleranze, ma anche vegetariani e vegani.
“Le nostre radici sono qui e ne siamo molto orgogliosi -spiega Antonio Di Ferdinando, amministratore delegato del Gruppo-. Diversificare l'assortimento è un’esigenza: a Leuca non si mangiano le stesse cose che piacciono ad Ascoli Piceno e, in particolare nel periodo natalizio, c’è voglia di portare in tavola tradizione e sapori di una volta. Con l’assortimento della Casa del Gusto -aggiunge Di Ferdinando- fatturiamo 4-5 milioni in più nei 40 giorni che vanno dal primo dicembre al sette gennaio, ma l’obiettivo finale resta quello di apportare valore aggiunto a chi sceglie Conad”.
Alla rassegna era abbinato un concorso che ha premiato il miglior prodotto in esposizione: ad aggiudicarsi il ‘The Best in Show’ 2015 è stato uno yogurt artigianale prodotto dall’azienda agricola a conduzione familiare Angolo di Paradiso, situato nel parco nazionale dei Monti Sibillini.
Dall'incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico dei prossimi giorni emerge un piano industriale che rimette in attività l'insegna
Mercatone Uno verso il recupero della continuità aziendale. La decisione tocca al Ministero dello Sviluppo Economico che dovrà approvare il Programma contenente il piano industriale per le aziende in Amministrazione Straordinaria presentato dai Commissari Straordinari del gruppo Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari.
Il lavoro svolto dai Commissari in questi sei mesi è stato orientato al recupero della fiducia diclienti e fornitori che ha consentito il riavvio della piena operatività di 50 punti di vendita e la prospettiva, non scontata al momento di avvio della Procedura, di salvare l'attività di Mercatone Uno. Resta confermato il piano delle riaperture dei punti di vendita già comunicato in precedenza, che vedrà 55 punti operativi entro il 2015, e 60 entro la prima metà del 2016.
Il lavoro sarà ora orientato all’esecuzione delle azioni indicate nel Programma, che dovrebbe concludersi, considerate le manifestazioni d’interesse ricevute da potenziali investitori, con la cessione del Gruppo in continuità, entro la fine del 2016.
Secondo un’indagine di Unioncamere 30 italiani su 100 si dichiarano pronti a fare acquisti tramite il canale e-commerce.
Nonostante il 40% degli imprenditori non ritenga il canale e-commerce una strada profittevole per il proprio business, gli italiani sembrano sempre più predisposti agli acquisti online, come sottolinea un recente studio presentato da Unioncamere.
Nel nostro Paese, infatti, sono 30 su 100 i consumatori che si dichiarano pronti a fare shopping in rete nell’immediato futuro, manifestando crescente interesse per nuove modalità di spesa. I web consumer rappresentano pertanto un target con grande potenziale, che promette di non arrestare la crescita.
L’indagine evidenzia che allo stato attuale a preferire gli acquisti via internet sono il 16% degli italiani, una percentuale ancora relativamente bassa, sostenuta tuttavia da un maggior interesse per l’e-commerce come canale parallelo e integrativo.
Con Reimpiatta il piatto in palio buoni spesa fino a 2.500 euro che premiano le ricette di recupero più creative, coinvolgendo gli utenti online.
Un concorso all’insegna della creatività culinaria contro lo spreco alimentare, che premia le migliori ricette a base di ingredienti di recupero. Questa l’iniziativa Reimpiatta il piatto lanciata da Pam Panorama sul suo portale online.
Gli utenti, previa registrazione, sono invitati a partecipare mandando una foto del piatto di partenza e di quello preparato successivamente con le dosi “riciclate”. In palio per i 5 concorrenti vincitori buoni spesa a partire da 250 fino a 2.500 euro per il primo classificato.
Le 50 ricette finaliste, ovvero quelle più votate dalla community virtuale, saranno valutate da una giuria composta dalle tre foodblogger Anna Maria Pellegrino, Roberta Morasco e Vatinee Suvimol, che decreteranno le migliori.
Sul sito, Pam Panorama propone a sua volta una serie di soluzioni creative antispreco per riutilizzare cibi in via di scarto, rafforzando l’engagement e facendosi portavoce di un tema a sfondo sociale.
Apre a Roma una nuova insegna completamente dedicata alla cosmetica maschile, un target che cresce. Infatti, è previsto un programma di crescita che prevede, a breve, l'apertura di altri cinque store.
di Anna Zinola
Il mercato della cosmesi al maschile si allarga. Dopo Womo (insegna che fa capo al gruppo Percassi) è il turno di Original Toiletries. Nel mese di settembre il brand, che per lungo tempo ha operato esclusivamente come distributore di prodotti per la cura dell’uomo, ha aperto il suo primo punto di vendita a Roma. Il negozio si estende su una superficie di 30 mq e occupa due persone. Lo store, che è stato progettato da Nus Design Nub, si connota per l’atmosfera vintage e ricercata. L’assortimento comprende oltre 500 referenze di marchi internazionali, tra i quali Kent Brushes, Simpsons, Musgo Real Js Sloane, Beardsley e Captain Fawcett.
Il flagship rappresenta il primo step di un processo di espansione, che prevede l’apertura di altri 5 punti vendita monomarca e di una serie di corner e shop in shop all’interno di store di riferimento nel settore moda e lifestyle.
Il brand brasiliano, specializzato in camiceria, sbarca in Italia con programmi di sviluppo. Gli store sono caratterizzati dal contrasti tra colori e bianco e nero, con grandi lampadari, stile vintage
di Anna Zinola
Dudalina, brand brasiliano specializzato in camiceria, ha recentemente aperto il suo primo punto vendita italiano. Il negozio, ubicato a Milano in Via Fatebenefratelli, si sviluppa su una superficie di 50 metri quadrati e propone, oltre a un vasto assortimento di camicie per uomo e donna, pantaloni, maglieria e polo.
I prodotti, 100% made in Brasil, si caratterizzano per l’utilizzo di colori e stampe vivaci. Lo store è incentrato sull’abbinamento cromatico tra bianco nero ed è impreziosito dalla presenza di grandi lampadari.
Il brand, fondato nel 1957, ha il proprio headquarter in Brasile, dove è presente con una rete di quasi 100 negozi monomarca (diretti e in franchising) e di oltre 3.000 multimarca. A livello internazionale, il brand è venduto anche in 400 store multimarca e in 6 store monomarca.
Con l'apertura dello store di Milano, con una superficie di 700 mq, PittaRosso rafforza la propria presenza nella metropoli lombarda, una tappa di una strategia più ampia che prevede il rinnovo degli store e un'intensa attività di comunicazione
di Alessandra Bonaccorsi
PittaRosso prosegue il suo piano di sviluppo con l'apertura di un nuovo punto di vendita PittaRosso (8 ottobre) a Milano, in corso Buenos Aires 35, centro dello shopping meneghino.
Con un fatturato in crescita, passato dai 116 milioni di euro nel 2011, ai 200 del 2013, l’azienda, che ha chiuso il 2014 con un giro d'affari di 237 milioni di euro, punta non solo a consolidare la presenza in Italia, ma anche a conquistare l’estero.
n quest’ottica, il piano di espansione per il 2015 prevede oltre 50 nuove inaugurazioni in Italia e fuori Italia, specie in Francia, un mercato competitivo e di grande interesse per la catena.
Il piano aziendale delineato dall’Amministratore delegato, Andrea Cipolloni, e dal suo staff operativo prevede forti investimenti, a partire dal rinnovamento di tutti i format di vendita senza modificare il modello di business, passando per una nuova strategia di comunicazione, e a campagne promozionali di impatto; strategica, ovviamente, l'offerta di un miglior rapporto qualità/prezzo in un ambiente familiare ed accogliente. L’obiettivo dell’azienda è di superare gli 800 milioni di euro nei prossimi 5 anni.
Per la promozione del nuovo store di Milano, che si sviluppa su una superficie di 700 mq, è stata attivata un’intensa attività di street marketing: per tutto il mese numerose hostess PittarRosso animeranno il corso e le vicine stazioni della metro con la distribuzione di migliaia di buoni sconto. La clientela potrà verificare “dal vivo” le capacità promozionali di PittaRosso con sconti del 10% su tutto l’assortimento e, su una speciale selezione di articoli, sconti del 40%.
Intanto, prosegue anche l'impegno di PittaRosso a fianco di Fondazione Umberto Veronesi per il progetto Pink is Good, nato a sostegno della ricerca sul tumore al seno. A ottobre, il mese mondiale della prevenzione del tumore al seno, PittaRosso ha aderito al PittaRosso Pink Parade, una camminata non competitiva, con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno della ricerca. Il primo evento si è tenuto a Roma il 4 ottobre a Roma e per il 25 ottobre arriverà a Milano, con percorsi di 5 chilometri nei centri storici delle due città. La quota di iscrizione, interamente devoluta, è di 10 euro. Ad ogni partecipante sarà consegnato un sacco gara con omaggi e buoni sconto.
Le iniziative collaterali. In ogni store PittaRosso, i clienti e dunque potenziali “marciatori” troveranno materiali informativi che comunicano il sostegno dell’azienda al progetto Pink is Good e nello stesso tempo invitano ad iscriversi alla PittaRosso Pink Parade. Per tutto il mese di ottobre gli shopper istituzionali si vestiranno di rosa, anziché del tradizionale rosso, così come personale di vendita PittaRosso indosserà la spilla Pink is Good e il sito www.pittarosso.com verrà rivestito di rosa. Intensa anche l'attività di comunicazione social con il coinvolgimento degli account Facebook, Instagram e Twitter, con un hashtag dedicato #pinkparade.
I ricavi consoldiati di Gruppo Pam-Panorama sono scesi da 2,4 a 2,24 miliardi di euro. Performance in calo per le vendite di tutti i canali al dettaglio, tranne l discount In's che realizzano vendite di oltre 900 milioni di euro
Gruppo Pam-Panorama, una delle aziende pioniere nella grande distribuzione italiana (il primo supermercato lo aprì a Padova nel 1958) soffre della congiuntura che strozza i conti dei retailer nazionali. Il bilancio 2014 ne porta i segni, anche se si è chiuso in pieno recupero rispetto all'esercizio precedente. La famiglia Bastianello, unica azionista del gruppo dopo l'uscita dei veronesi Giol, ha dovuto finanziare con 90 milioni (accantonamenti su magazzini) il calo generale delle vendite di gruppo Pam-Panorama, scese da 2,4 a 2,24 miliardi di euro, con una perdita di 23 milioni a fronte di un utile di 13,7 milioni nel 2013. mentre l'ebitda si è ristretto da 98 a 82 milioni. Lo riporta Italia Oggi.
I discount fatturano come i supermercati
Soffrono tutti i canali, tranne il discount dove il gruppo opera con l'insegna In's. Il fatturato dei supermercati Pam è sceso da 901 a 897 milioni, quello degli ipermercati Panorama da 620 a 583, mentre gli In's vanno bene con vendite aumentate da 585 milioni a 940 milioni. In sintesi, a casa Bastianello i discount fatturano come e più dei supermercati.
Gruppo Pam-Panorama impiega oltre 9.500 addetti su 647 punti di vendita per una superficie di vendita di 586.333 mq su aree tutte di proprietà.
Gruppo Pam: i canali di vendita
Canali
Pdv (n.)
Superficie di vendita (mq)
Vendite (000euro)
Addetti
Pam Panorama
142
286.681
1.480
7.300
In’s
337
230.652
594
1.700
Pam Franchising
151
61.000
142
n.d.
Brek
17
8.000
25
500
Totale
647
586.333
2.241
9.500
FONTE: elaborazioni dell’autore su dati aziendali
Non considerando Brek (ristorazione) il gruppo ha 630 punti di vendita al dettaglio divisi tra 493 in gestione diretta e 137 in affiliazione, una superficie totale di 579.000 mq. Il canale Pam-Panorama si articola in 119 Pam e 23 Panorama.
Impennata dell'utile
A parte l'andamento delle vendite (negativo su quasi tutti i fronti, tranne il discount), il bilancio della holding del gruppo veneziano (Gecos) non si è chiuso malissimo. Gecos (Generale di commercio e servizi), che detiene il 100% dei supermercati Pam, ha messo a riserva l'utile 2014 di oltre 5,8 milioni di euro, un bel gruzzolo rispetto ai 267.000 euro del precedente esercizio.
L'anno scorso Gecos ha acquistato azioni proprie in numero di 70 milioni dai Giol, l'altra famiglia che era, fino alla definitiva uscita dall'azionariato, il secondo "shareholder" del gruppo di Spinea (Ve). Inoltre, ha incorporato Noel International che ha venduto l'attività di retail aeroportuale di The Nuance Group alla svizzera Dufry, con un provento di 90 milioni.
(Tra parentesi Dufry è diventato uno dei più grandi gruppi del retail aeroportuale con l'opa lanciata a settembre su Wdf -World duty free: è in 62 paesi, ha un fatturato di 7,8 miliardi di franchi svizzeri, 2.150 duty free e 29.000 dipendenti. Dufry è nelle stazioni ferroviarie italiane di Milano Centrale, Torino e Napoli, oltre che negli aeroporti di Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa e Linate, Bergamo, Genova, Firenze, Napoli e Verona).
Ma i Bastianello hanno dovuto far fronte a svalutazioni di 22,2 milioni su Cibis (Brek), e a un altro write-off sui titoli Unicredit il cui valore è stato portato a 10,4 milioni di euro (da 12,7 milioni dell'esercizio precedente); stessa sorte per le azioni Veneto Banca svalutate da 2,5 a 1,1 milioni di euro.
Rinnovata la collaborazione a favore dei giovani talenti, che espongono nel Design Supermarket del department store milanese.
Rinnovato per il terzo anno di fila la collaborazione tra la Rinascente e il Salone Satellite, che unisce in sodalizio il mondo emergente del design e quello del commercio. I 6 giovani di talento under 35 che hanno saputo distinguersi durante il Salone del Mobile, mettendosi in mostra grazie al talent scout, potranno così vedere le loro opere creative esposte nel Design Supermarket del grande magazzino milanese.
Il comparto è sempre quello arredo-casa e la selezione di prodotti, appartiene a Xuberance Studio (Cina), lo studio Kimu Lab (Taiwan), Robert Van Embricqs (Olanda), AMWA Designs (Gran Bretagna), Francesco Fusillo (Italia), Markus Johansson (Svezia).
Lampada di Kimu Lab
Una collezione di respiro internazionale che va da oggetti come vasi e lampade, a tessuti e cuscini di ispirazione africana, passando per stili variegati e originali, dall’orientale al nordico, che fino al periodo natalizio apporteranno un tocco di esclusività all’offerta del deparment store.
La catena del pet prevede per il 2015 un fatturato da 135 milioni di euro e progetta per il 2017 l’apertura dei primi punti di vendita in Europa. Implementazione del format a partire da Milano.
Arcaplanet celebra i 20 anni dalla fondazione con un trend di crescita costante. La catena di supermercati per animali prevede per il 2015 ricavi in crescita del 20%, pari a 135 milioni di euro, derivanti da 147 pet store di proprietà in 13 regioni italiane, di cui 8 ancora da aprire, per un totale di 28 store in più rispetto al 2014.
Sempre entro la fine dell’anno, gli investimenti effettuati saranno pari a 12,5 milioni di euro, di cui 8,5 strutturali per le aperture dei vari punti di vendita e 4 in marketing e comunicazione.
Obiettivi. Intercettando l’incremento registrato dal settore per care in Italia, che oggi rappresenta 1,8 miliardi di euro di fatturato in Italia, Arcaplanet stima entro il 2017 di arrivare a 200 punti vendita con 210 milioni di euro di fatturato e oltre 1000 addetti (oggi sono circa 700).
Michele Foppiani, Ad Arcaplanet
Estero. Non solo, in programma per lo stesso anno anche lo sbarco in Europa agendo sia per linee interne con nuove aperture, sia per linee esterne con possibili acquisizioni di catene già esistenti. L’avvio del business internazionale partirà da uno o più Paesi limitrofi all’Italia.
“La sfida è quella di arrivare da qui a 5 anni ad essere il terzo gruppo in Europa per dimensione con una connotazione made in Italy sia nell’offerta che nel rapporto con la clientela, basata su un layout distintivo, ampiezza di gamma, crescente professionalità e preparazione dei nostri addetti” sottolinea Michele Foppiani, AD della società.
L’implementazione del format passa anche per il nuovo punto di vendita in apertura domani, sabato 10 ottobre, in Viale Cassala a Milano, che si presenta con soluzioni tecnologiche e servizi integrati a supporto di una migliore customer experience. La clientela potrà ricevere assistenza sia a livello di consulenza durante l’acquisto, sia a livello informativo grazie a un canale di comunicazione diretto con i veterinari.
Kiabi, catena francese specializzata nel fast fashion, apre a Livorno, nel centro commerciale Parco Levante, il primo punto di vendita toscano, il 23° a livello nazionale: un ulteriore passo verso lo sviluppo di una catena nazionale nel centro-nord
Con la prossima apertura di Livorno nel centro commerciale Parco Levante (15 ottobre, la prima in Toscana) Kiabi, leader francese del fast fashion, arriva a 23 punti vendita in Italia.
Il nuovo "store" (1.600 mq, 18 addetti di cui 15 alle vendite, 2 responsabili reparto e 1 direttore) prevede "shop in shop" dove l’acquirente troverà corner monotematici, con un “colorwall” al centro, dove si troveranno i pezzi forti della stagione nei molteplici colori. Il negozio presenterà le nuove collezioni uomo, donna, bambino, accessori, lingerie e taglie forti, premaman.
Questo primo punto di vendita in Toscana (che segue l'apertura dello store di Reggio Emilia a settembre) è un passo importante nell’espansione nel centro Italia, nel quadro di una strategia di leadership che Kiabi vuole realizzare in Italia entro il 2020.
Kiabi nasce nel 1978 a Lille, in Francia, dalla famiglia Mulliez, fondatrice anche di Auchan, Leroy Merlin, Decathlon, Pimkie. Oggi è leader nella grande distribuzione specializzata nel settore tessile. Con un giro d’affari mondiale di 1,558 miliardi di euro nel 2014, è presente in 10 paesi (Francia, Belgio, Italia, Malta, Marocco, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Spagna) con una rete di 449 negozi, di cui 138 affiliati.
I ricavi della catena di Farinetti volano oltre i 400 milioni di euro nel 2015. Expo al traino del successo.
L’ascesa di Eataly non si arresta e il fatturato della catena si presenta nel 2015 in salita del 28%, ovvero con ricavi sopra i 400 milioni di euro. Un risultato a cui ha contribuito il trend positivo in corso di registrazione ad Expo, esperienza che ad oggi ha apportato un valore pari a 30 milioni di euro.
Il successo degli ultimi dati sembrerebbe spianare la strada a quell’obiettivo di raddoppio del giro d’affari prospettato dal nuovo presidente operativo Andrea Guerra, recentemente accolto al vertice della catena dal fondatore Oscar Farinetti.
Eataly a Milano
Oltre che verso il miliardo di fatturato, l’ex consigliere del presidente del Consiglio Matteo Renzi accompagnerà Eataly in direzione Piazza Affari, con quotazione in Borsa prevista certamente entro il 2018. Per lo stesso anno è in programma anche lo sbarco della catena in Francia, che arriverà a Parigi grazie all’accordo raggiunto di recente con Galeries Lafayette.
L’ottica resta quella di una crescita internazionale, a cui si guarda anche con la creazione e lo sviluppo della piattaforma di Eataly Net, società che gestisce l’e-commerce di Eataly, che ha conquistato il mercato americano online.
Driver dell’engagement a partire dallo shopper biodegradabile o riutilizzabile per la spesa, usato da oltre il 50% dei consumatori.
A chi ancora vede regole e buone pratiche di sostenibilità ambientale come un fattore limitante per il business rispondono i recenti dati Conad. Il retailer ha infatti presentato i risultati di un’indagine svolta tra i propri clienti, che conferma il primato assoluto di una sensibilità eco-friendly, fattore di coinvolgimento e fidelizzazione.
In merito soprattutto all’eliminazione dei tradizionali sacchetti di plastica, passaggio all’epoca discusso, 8 consumatori su 10 dichiarano di non essere più disposti a tornare indietro e 1 su 3 riutilizza ancora le vecchie borse per fare la spesa, a testimonianza di una generale predisposizione anti-spreco.
Oltre il 50% dei consumatori si serve sempre di una delle borse riutilizzabili Conad o di shopper biodegradabili Mater-Bi, che la catena ad oggi ha distribuito in 250 milioni di esemplari.
“Visto che in media un cliente fa la spesa nei punti di vendita Conad 68 volte all’anno, se si servisse sempre di una borsa riutilizzabile, potrebbe risparmiare all’ambiente 1,2 kg di plastica, per quanto biodegradabile, visto che ogni shopper pesa 17 grammi. Ovvero 4.250 tonnellate di plastica, con un risparmio di circa 10 mila tonnellate di CO2”, sottolinea il direttore marketing canali distributivi Conad Alberto Moretti.
Si tratta nel complesso di numeri in linea con quanto riscontrato dalla raccolta differenziata su territorio nazionale, che vede il riciclo degli imballaggi di plastica registrare un trend positivo.
Nella metropoli lombarda, in una nuova location non lontana da quella storica, riapre Upim che afferma la propria mission legata a un'offerta di abbigliamento low cost, ma di qualità.
di Alessandra Bonaccorsi
Upim riapre il suo flagship store a Milano, trasferendosi nella nuova location di Corso Buenos Aires 35, una delle più importanti vie dello shopping del capoluogo lombardo. Il trasferimento rientra nelle logiche di riposizionamento delle insegne, dopo l'apertura, a metà settembre, sempre in corso Buenos Aires del nuovo flagship di Ovs, il format di riferimento per l'intera rete e anche per lo sviluppo all'estero.
Lo store, che si sviluppa su oltre 1.800 metri quadrati distribuiti su due piani, è caratterizzato da un design dalle linee semplici e minimaliste. L’offerta propone, accanto alla tradizionale collezione uomo e donna, anche la Blukids dedicata al bambino. La linea si distingue per l’utilizzo di fibre naturali (certificata OEKO-TEX) e per il rapporto qualità/prezzo.
Completano l’offerta l’area beauty e l’assortimento di accessori e complementi per la casa Croff, lo storico marchio di Upim dedicato all’home decoration.
Dopo il lancio, lo scorso anno, del format a Milano, Benetton on canvas prosegue il suo sviluppo, all'interno di una rete che oggi conta 55 store, in Italia e all'estero
di Alessandra Bonaccorsi
Benetton incrementa la propria rete con la recente apertura, Treviso, in piazza Indipendenza, di un Benetton On Canvas, il format sul quale il gruppo sta puntando da un anno a questa parte. Il negozio si sviluppa su 2.200 mq e ha come elemento centrale un telaio, a sottolineare la storia e le radici di United Colors of Benetton. Attorno ad esso si costruiscono stagioni, collezioni, colori e materiali, in una struttura leggera e semplice, quasi invisibile, che permette ogni trasformazione all’interno dello store: si possono cambiare i materiali delle tele, le tele stesse, così come gli spazi, creando infinite soluzioni.
Questa insegna rappresenta la nuova idea di punto di vendita della catena di abbigliamento che vuole coniugare design, tecnologia e tradizione. Il primo esempio in Italia è stato aperto in piazza Duomo a Milano, nell'aprile del 2014 ma oggi la rete complessiva conta 55 store, tra Italia ed estero.
All’interno del nuovo conceptstore, sono stati creati vari accorgimenti tecnologici. Ne sono esempio le avveniristiche proiezioni che coinvolgono il pubblico nell’area espositiva della Color Room, mostrando look e abbinamenti partendo da un capo base, come la maglieria colorata.
E li sostituisce con snack sani e freschi. Questa la scelta che coinvolgerà tutti i punti di vendita entro il 2016, per una spesa consapevole.
U2 Supermercato rivoluziona lo standard espositivo all’insegna del marketing sociale, che punta a favorire il benessere del consumatore attraverso una spesa consapevole. Entro il 2016, infatti, in tutti i punti di vendita dell’insegna i dolciumi nell’area antistante alle casse saranno sostituiti con snack freschi e sani.
Una scelta che abbraccia la trasparenza, abdicando a una strategia basata sull’acquisto di impulso legato al posizionamento favorevole delle referenze. Intercettato parallelamente anche quel target di consumatori sempre più interessato e coinvolto da filosofie di tipo salutistico.
Stando a una ricerca Nielsen del 2014, infatti, il 51% degli italiani sceglie di consumare uno yogurt nel momento della pausa-snack, anche se a livello istintivo preferirebbe mangiare del cioccolato.
“La Grande Distribuzione utilizza le aree ad altissimo passaggio poste prima delle casse per stimolare il desiderio del consumatore di acquistare prodotti che possano essere per lui una coccola, come i dolciumi; proprio in questa posizione infatti viene acquistato il 21% degli snack dolci. U2 è il Supermercato Controcorrente perché è capace di fare scelte coraggiose”, sottolinea Mario Gasbarrino, Ad Unes.
Un ambiente interattivo per mostrare i vantaggi derivanti dalla gestione integrata di un’ampia gamma di soluzioni antincendio, di sicurezza, building management e store performance.
Tyco Integrated Fire & Security ha inaugurato presso i propri uffici di Milano uno show room all’avanguardia, studiato per mostrare i vantaggi operativi e di business derivanti dalla gestione integrata di un’ampia gamma di soluzioni antincendio, di sicurezza, building management e store performance.
Piattaforma di integrazione Sarà possibile vedere in azione Tyco Integrated Systems Manager, la piattaforma software di integrazione che consente agli utenti di gestire e monitorare efficientemente gli scenari e i dati che provengono in tempo reale da diversi sistemi di sicurezza, antincendio, comunicazione e tecnologici, quali BMS (Building Management System) e domotica.
Videosorveglianza Ai visitatori verrà inoltre mostrato come interagiscono e vengono gestiti gli eventi provenienti dai sistemi di videosorveglianza VideoEdge (American Dynamics) e ExacqVision VMS (Exacq), controllo accessi CCure 9000 (Software House), rivelazione incendi Profile (Zettler), antintrusione Galaxy (Honeywell) e altri sistemi di terze parti in via di definizione. Ogni sottosistema di sicurezza è anche disponibile presso postazioni dedicate per garantire un’esperienza d’uso differente, in modalità stand-alone o con livelli di integrazione minore, in funzione delle possibili esigenze gestionali di operatori eterogenei nella responsabilità di accesso e interazione.
Store performance La piattaforma TrueVue è invece al centro delle soluzioni innovative Tyco di store performance (grazie all’integrazione con l’Inventory Intelligence, la Traffic Intelligence e l’EAS Intelligence a marchio Sensormatic), sviluppate per il mercato retail a supporto del paradigma strategico di omni-channel, che prevede una visuale unica su inventario, prodotti e promozioni, per garantire ai clienti una esperienza unica di acquisto .
Consulenza Presso lo show room i visitatori potranno consultarsi individualmente con esperti Tyco per scoprire quali soluzioni possono aiutarli a risolvere importanti problematiche quali l’identificazione tempestiva di eventi critici, la mitigazione del rischio secondo le strategie di sicurezza specifiche della propria organizzazione, la riduzione dell’out of stock, il miglioramento dei tassi di conversione e la creazione di una customer experience più coinvolgente per contribuire all’incremento di vendite e profittabilità.
Coop, Conad, Carrefour, Amazon e i protagonisti del retail. I dieci punti chiave emersi dall'incontro, tra scaffale e online, prodotto e brand.
Il punto della situazione sul mondo del retail si fa ogni anno al Consumer & Retail Summit, appuntamento chiave per il settore organizzato da Gdoweek e Mark Up in collaborazione con Il Sole24Ore. La 9° edizione è andata in onda il 6 ottobre a Milano, dando vita a un'intensa giornata di confronto tra i grandi. Ecco alcuni dei punti chiave emersi.
#1 Promuovere senza svalutare. “Valorizzare i prodotti che hanno una forza intrinseca oltre la promozione e che per noi rappresentano il 30-40% delle vendite” sottolinea Marco Pedroni, presidente di Coop Italia. Non solo, è anche necessario cambiare le logiche promozionali percorrendo strade come l’Every Day Low Price e “Scegli tu la promozione", per andare incontro ai bisogni del consumatore”, ribadisce Pedroni. E cresce anche ruolo del mobile. “Le persone vogliono ricevere le promozioni direttamente sul telefonino. E parliamo di donne in target, tra i 30 e i 50 anni” dichiara Luciano Mazzone, fondatore di Klikkapromo.
#2 No alle standardizzazioni. L’Ad Conad Francesco Pugliese, in un faccia a faccia con la direttrice di Gdoweek e Mark Up Cristina Lazzati, a proposito di story telling e comunicazione sottolinea: “La standardizzazione che alcune marche si inventano, basate sulla media, sono inutili. Si tratta di un concetto sbagliato anche per il digitale”. A funzionare sono l’ascolto del cliente, un approccio di tipo territoriale con segmentazioni piccole e sempre più locali, all'interno di un racconto della realtà, come la comunicazione di Conad "che parla dei sacrifici e della fatica che tutti i giorni i nostri imprenditori devono affrontare".
#3 Selezionare l'offerta.Sulla necessità di selezionare e segmentare, concorda anche il Gruppo VéGé, che, come rende noto l’Ad Giorgio Santambrogio, sta portando avanti il progetto Vege 3.0 tailor made, dove 1.900 punti di vendita sono costruiti su misura in base al bacino di utenza. In linea anche Eleonora Graffione, Presidente Coralis: “Non possiamo fare entrare tutti prodotti: il conto economico esige scelte sulla base di un controllo preciso dei costi” dichiara, spiegando che le due leve centrali per il Consorzio al Sud passano per la riqualificazione degli store (come dimostra la partnership avviata con con Fai/Coldiretti per rendere più distintivo e locale il reparto ortofrutta) e la restituzione di un ruolo centrale alla famiglia.
Il Clicca & Ritira Carrefour in metropolitana
#4 La guerra dei prezzi è miope. "Il prezzo è elemento importante, ci deve essere, ma non fa crescere il mercato. Il cliente non reinvestirà il risparmio da noi, ma in settori con altri capacità di attrazione, come la tecnologia e i viaggi -ribadisce Gabriele Di Teodoro, direttore prossimità di Carrefour Italia -. Il prezzo e la convenienza non sono valori ma pre-requisiti di business imprescindibili per entrare in gioco. Ci abbiamo lavorato, ma abbiamo preferito concentrarci su servizio ed eCommerce”.
#5 Format innovativi. La strada del futuro è lastricata di prodotti sostenibili, questo il monito che lancia un’esperienza di successo come quella del Mercato Metropolitano a Milano. “Prima che di prezzi noi parliamo di valore, selezione qualitativa, benessere della persona. Quello che abbiamo creato è un nuovo modello di food retail che dà spazio ai piccoli produttori (oltre 28.000 gli agricoltori coinvolti), al buon cibo locale, alla cultura e ci prepariamo a riproporre anche in nuove aree”, sottolinea il fondatore Andrea Rasca. I visitatori del Mercato Metropolitano sono stati 2,4 milioni nei primi 4 mesi, con un Ebit di 4 mio milioni di euro.
#6 Digitale, croce e delizia. L’online è una vera e propria rete di opportunità, ma anche di potenziali insidie. Tanto per cominciare, avere successo nel canale fisico non significa averlo su quello virtuale, come evidenzia Alberto Zunino, Partner & Managing Director del The Boston Consulting Group, che annuncia il decesso del fair share. Sono necessari modelli di business differenti e che intercettino i punti di forza distintivi, accompagnando il cliente nella customer journey e favorendone la ricerca di informazioni (l’86% le vorrebbe prima di entrare nello store, secondo dati SCS Consulting).
#7 L’online come dialogo con il punto di vendita fisico, questa l’esperienza di Ikea che ha dato vita a “una formula soddisfacente di integrazione tra i due canali, con bassi tassi di cannibalizzazione”, sottolinea il corporate PR manager di Ikea Italia Valerio di Bussolo. ll colosso svedese, nel frattempo, sta sperimentando nuovi format più urbani come quello a Pamplona (Spagna), sempre in un’ottica di prossimità e interazione con il consumatore. A vincere è anche in questo caso il mobile: “Le persone vogliono ricevere le promozioni direttamente sul telefonino. E parliamo di donne in target, tra i 30 e i 50 anni” dichiara Luciano Mazzone, fondatore di Klikkapromo.
#7 Tecnologia come servizio. Non solo possibilità di profilare correttamente gli utenti per un’offerta accurata e in linea con le loro esigenze, ma anche strumento per innovare. "L'utilizzo più diffuso dei Beacon apre la possibilità di costruire nuove relazioni all’interno del punto di vendita”, come evidenzia Maurizio Alberti, Managing Director Italy di Teradata Applications.
Il Mercato Metropolitano a Milano
#9 Competere è liberalizzare. Uno store aperto 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Questo è il nuovo livello della competitività fissato da big come Amazon per il mondo del retail. Togliere agli imprenditori la possibilità di giocare le stesse carte, ad esempio con le chiusure obbligatorie nei festivi, significa soffocare inutilmente il commercio per questioni soprattutto ideologiche. Su questo punto la gdo si trova in prima fila e concorde.
Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna
#10 Scenari collaborativi. È proprio la testimonianza di Amazon con Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna, a chiudere il 9° Consumer & retail summit. Dal lancio dello store Made in Italydedicato all’artigianato italiano a importanti sfide e novità per il prossimo anno (saranno novità ... Fresh?), Nuyts delinea un futuro globale, dove fisico e virtuale coesisteranno ancora a lungo, trovando nuove forme di collaborazione anche con big retailer come Conad e Coop.
Di seguito il link per leggere tutte le voci del web che hanno partecipato al live twitting #retail2015
Nova Coop lancia fiorfood Coop. Cibo ed emozioni, insegna che si farà concreta con l’apertura di un nuovo concept store il 2 dicembre prossimo, situato in pieno centro a Torino.
di Alessandra Bonaccorsi
Nova Coop lancia fiorfood Coop. Cibo ed emozioni, insegna che si farà concreta con l’apertura di un nuovo concept store il 2 dicembre prossimo, situato in pieno centro a Torino (Galleria San Federico), progettato da Paolo Lucchetta di Retail Design che abbinerà prodotti a marchio Coop Fior Fiore, la ristorazione curata da La Credenza e uno spazio libri di Librerie.Coop.
Non solo un supermercato, ma di un luogo di esperienza dove vivere la spesa alimentare in maniera innovativa ed emozionante. E sarà possibile farlo grazie alla conoscenza sui prodotti, sulle tendenze e gli stili di consumo in atto, per cambiare l’approccio al cibo, acquistando cibi di qualità, sicuri, etici risparmiando e trovando, inoltre, occasioni di intrattenimento e socialità cooperativa. “Non intendiamo aprire un supermercato come quelli che conosciamo e che abbiamo modo di frequentare tutti i giorni -racconta Ernesto Dalle Rive, presidente di Nova Coop (61 store sul territorio e ricavi 2014 pari a1.024 milioni di euro)-.
La nostra idea, e la nostra sfida, è quella di inaugurare il primo di una serie di negozi, insediati nei centri delle grandi città della nostra regione, che, nel rapporto fra consumatore e consumo, si propongano come centri di innovazione. Un nuovo modello di negozio inteso come luogo da frequentare, da vivere, nel quale far crescere la socialità, la condivisione di temi, assistere a presentazione di libri e conferenze, fare la spesa a prezzi convenienti e poter anche degustare cibi sapientemente preparati”.
Legame con territorio e FiorFiore. Questa innovazione deve essere chiara già dal nome: per questo, come insegna è stato scelto Fiorfood, per esplicitare il legame con la linea di prodotti Fiorfiore Coop e comunica, in maniera sintetica, il concetto di ristorazione di alta qualità e di eccellenza enogastronomica. Anche il logotipo ha un legame stretto con la pl Fiorfiore: il font è lo stesso, anche se accompagnato da un vezzo grafico che ricorda la gemma di un fiore, a sottolinea la valenza premium evocando un mondo di autorevolezza e di prestigio, ben evidenziato dal pay-off Cibo ed emozioni. “Siamo felicissimi di poter collaborare con Nova Coop su un progetto così importante e innovativo, che abbiamo potuto seguire fin dalla sua nascita, avendo vinto il contest per il nome e il logo -dichiara Giorgio Piccioni, Direttore Generale di Expansion Group-. La prossima sfida sarà creare una campagna di comunicazione capace di raccontare tutte le emozioni e i valori che animano gli spazi di Fiorfood ”.
La catena statunitense Kentucky Fried Chicken si prepara ad aprire il 20 ottobre nel centro commerciale Megalò. Un plus nel servizio resta il free refill.
KFC inaugurerà un nuovo punto di vendita nel centro commerciale Megalò di Chieti, che aprirà ufficialmente le porte al pubblico il 20 ottobre alle ore 10. Per la catena statunitense Kentucky Fried Chicken, controllata del gruppo Yum! (anche Taco Bell e Pizza Hut), si tratta del terzo fast food in Italia, situato come quello di Roma e Torino all’interno di complessi più ampi.
KFC di Romaest
Il primo ristorante aperto nella capitale si trova nel centro commerciale Romaest, una struttura con oltre 200 negozi e cinema multisala che favorisce l’intercettazione dell’utenza. Il secondo si trova invece nella 8 Gallery di Torino Lingotto, una struttura altrettanto ricettiva per lo shopping.
Punti di forza. La nomea di KFC si basa tutta sulla specialità del pollo fritto, cucinato con ricetta segreta dal 1930. Tra i servizi a disposizione nel punto di vendita, oltre al take away, in alcuni casi free wi-fi ed aree bambini, presente anche il cosiddetto freerefill, un’abitudine standard per molte catene di fast food americane, che prevede per tutte le bevande alla spina come la Pepsi il solo acquisto del bicchiere, che può essere poi riempito ad oltranza.
Un tour nel Mercato Metropolitano, il format che ha rinnovato il concetto di mercato, mixando filiere corte, supermercato, ristorazione, socialità, sostenibilità, recupero di una zona dismessa.
Milano, a maggio, ha aperto Mercato Metropolitano, ideato e fondato da Andrea Rasca (nella foto a destra), che ha immaginato e realizzato, con la collaborazione di Unaproa, uno spazio innovativo che abbina mercato fresco per frutta e verdura bio, ristorazione, regionale sia al coperto sia in partnership con ristoranti locali che gestiscono corner per far testare ai consumatori le proprie specialità.Ma Mercato Metropolitano è anche sostenibilità, visto che tutte le strutture sono in materiali riciclabili, socialità, con manifestazioni, spazi comuni, cinema, feste
Dare spazio ai giovani talenti del design e parlare direttamente con i fornitori, eliminando qualsiasi intermediario per offrire design di qualità, ma a prezzi accessibili: questa la mission di Made.com, ben spiegata nel video online relativo allo spot televisivo andato in onda nei mesi scorsi. Made.com si contraddistingue come brand di arredamento online con un modello di business chiaro, partito nel Regno Unito e arrivato con successo in Italia, dopo due anni di attività, che ha anche aperto un temporary showroom, a Milano, in via Cerva, a giugno, che chiuderà a metà ottobre circa.
In Spagna, Ikea ha aperto il primo store di prossimità, che abbina acquisti online con quelli instore, focalizzati soprattutto sugli accessori casa.
"Stiamo sperimentando diversi format: a Milano, il temporary per Expo, in Norvegia e Finlandia Pick Up Point e a Pamplona, in Spagna, un primo format di prossimità urbana", spiega Belém Frau, amministratore delegato di Ikea Italia in un'intervista su Mark Up.
Il test di Pamplona
Come ben spiega il video, si tratta di uno store di minori dimensioni rispetto agli standard della catena svedese, nel quale i clienti possono ritirare articoli ordinati in precedenza online e acquistare un numero limitato di articoli, in particolare complementi di arredo. Una nuova tappa delle strategie omnichannel di Ikea, che sta testando la formula anche in altri Paesi.
The Fashion Found, il concorso della Condé Nast che premia i giovani talenti della moda mettendo in palio 400mila dollari, si trasforma in una web serie sulla moda che andrà in onda su Amazon Prime, il canale a pagamento del colosso americano. Lo show sarà on air a partire dal prossimo novembre e si comporrà di dieci puntate.
I migliori abiti creati dagli stilisti arrivati in finale saranno venduti tramite e-commerce sul sito, intercettando parallelamente l’utenza del reality e connotando l’offerta Amazon si un ulteriore tocco di esclusività.
La serie vanta la collaborazione di figure come Diane von Furstenberg, presidente del Council of Fashion Designers of America (Cfda) e la direttrice di Vogue Us Anna Wintour, che detiene il ruolo leader di influencer nel mondo del fashion.
Stuffer taglia il traguardo dei 50 anni e per festeggiare la ricorrenza lancia un grande concorso che coinvolge le referenze fresche. L’azienda di Bolzano ha messo in palio per i consumatori che acquisteranno una qualsiasi confezione delle basi pronte fresche a marchio una vacanza in Alto Adige e una sul Lago di Garda, insieme a diversi premi come ricettari e borse frigo.
Per partecipare all’iniziativa, valida dal 19 ottobre al 13 dicembre, basterà accedere al portale web del brand e inserire il codice stampato sul prodotto, ma sono previsti in palio berretti e asciugamani Stuffer anche per chi non ha effettuato la spesa.
Il concorso rientra in un più ampio progetto di marketing che l’azienda ha pianificato per tutto il 2015 e che la vedrà impegnata in attività di promozione ed investimenti in comunicazione below e above the line.
La prima campagna di couponing interamente digitale per Dr.Schär arriva su Klikkapromo - Pazzi per le Offerte. Il brand di alimenti senza glutine inaugura così una nuova iniziativa che consente agli utenti della piattaforma di scaricare oltre 30 euro di coupon dedicati ai dolci a marchio.
Accanto ai buoni da 80 e 90 centesimi, pensati per la spesa delle singole referenze, anche dei coupon da 2,50 e 3,50 euro con meccaniche di acquisto ripetuto e combinato, volti a favorire la conoscenza e la prova dell’ampio assortimento a disposizione del consumatore.
Il caricamento delle prove d’acquisto consentirà agli utenti di convertire il valore nominale dei coupon in crediti per sconti carburante, ricariche telefoniche o codici sconto per fare shopping, il tutto direttamente dal portale Klikkapromo.
Accessibilità garantita anche via mobile, grazie all’applicazione Pazzi per le Offerte e da affissioni interattive presenti nella metropolitana di Milano.
Un nuovo canale per promuovere l’eccellenza dell’artigianato italiano, facendolo arrivare i prodotti nelle case di 285 milioni di potenziali clienti. Questo è il nuovo negozio Made in Italy inaugurato da Amazon.it e Amazon.co.uk, lanciato in collaborazione con il Comune di Firenze e rivolto a tutto il territorio nazionale.
Complementi d’arredo, gioielli, porcellane, capi in pelle e tanto altro. I venditori potranno accedere tramite Marketplace a una vetrina di primo piano nel mondo e-commerce, portando i loro prodotti non solo oltre i confini regionali ma direttamente sul mercato internazionale.
Dario Nardella, Sindaco di Firenze e Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna durante la conferenza
“Durante gli ultimi 12 mesi, il numero di aziende italiane che hanno esportato i loro prodotti con Amazon è cresciuto di più del 90% e questi, tramite Amazon.it Marketplace, hanno fatturato più di 133 milioni di euro solamente dalle esportazioni" ha dichiarato Francois Saugier, Direttore EU Marketplace di Amazon.
Lo store è già partito con i primi 5mila prodotti, dove figurano nomi dell’artigianato toscano come Sbigoli Terrecotte e Cornici Maselli, ma è destinato a crescere. In programma per una selezione di referenze anche lo sbarco sul portale Amazon.com.
“In questa fase iniziale ci siamo focalizzati sulle eccellenze artigianali fiorentine e italiane, piccole imprese che garantiscono non solo che i prodotti siano completamente realizzati in Italia, ma anche in una modalità tradizionale e non meccanizzata, in produzioni limitate e che usa materiali di alta qualità”, ha sottolineato Giulio Lampugnani, Manager Amazon Marketplace Italia.
Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna
"Il Comune di Firenze è pioniere di un progetto che coinvolgerà sempre più anche le altre regioni, contribuendo alla crescita dell'export italiano", ha commentato Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna.
La tua sorpresa ti sta aspettando: questa la promessa con la quale Marshalls, campione del treasure hunting, ovvero l'offerta di affari grazie a una selezione a base di brand importanti a prezzi ridotti anche del 70% rispetto, soddisfa e fidelizza i consumatori
Un'offerta selettiva, non continuativa, che spinge ogni cliente a cercare il proprio grande affare, come in una sorta di caccia al tesoro, a prezzi particolarmente interessanti, in un ambiente spartano: questa la mission di Marshalls che, insieme ai propri principali competitor (Costco e Tj Maxx), stanno raccogliendo crescente successo, obbligando soprattutto retailer specializzati come i department store a correre ai ripari lanciando insegne low cost.
La Linea di abbigliamento di fascia alta di Marshalls The RunwayAllestimenti spartani, con chiare directory interne per indicare chiaramente dove si trova la merce
In particolare, Marshalls, che è stata fondata nel 1956, opera oggi con oltre 750 negozi attivi negli Usa, in Canada e a Porto Rico. Il focus principale del suo assortimento è rappresentato da abbigliamento (uomo, donna e bambino) e relativi accessori, ma vende anche elettrodomestici e articoli per la casa.
Giunto alla nona edizione, il Consumer & Retail Summit è l’appuntamento da non mancare per la business community che si occupa di consumi e retailing. Tema di quest’anno è il cambiamento, la trasformazione, soprattutto nella relazione con i consumatori.
Condotto dai giornalisti di Mark Up e Gdoweek -Gruppo Tecniche Nuove- e del Sole 24 Ore, il summit apre i lavori con le interviste a Luigi Bordoni, presidente Centromarca e Giovanni Cobolli Gigli presidente Federdistribuzione da parte di Lello Naso, caporedattore Impresa & Territori del Sole 24 Ore.
Il dibattito tra industria e distribuzione prosegue con la tavola rotonda moderata da Emanuele Scarci con Balocco, Brazzale, Pedroni (Coop) e Santambrogio (VéGé). Segue la sessione sul cambiamento avvenuto e da venire nel mondo del retail -moderato da Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up e Gdoweek-, che prende i passi dall’Osservatorio sulla customer journey multicanale, presentato da Fumelli, SCS Consulting e Groaz, Reply; ne discutono Di Bussolo (Ikea), Di Teodoro (Carrefour), Graffione (Coralis) e Raimondi (eBay). Due incursioni “disruptive” durante il dibattito una di Lorenzo Calacagni, che racconterà storia e sviluppo di made.com e un’altra con Andrea Rasca, l’inventore di Mercato Metropolitano. La mattina chiude con un excursus sulle opportunità della trasformazione digitale sul couponing.
La prima sessione pomeridiana, moderata da Anna Bertolini, torna sul cambiamento, ma questa volta è la marca ad esser sotto esame con Lavazza, Oleificio Zucchi, Cameo, Gruppo Roncaglia e Teradata. I lavori terminano con un’intervista one-to-one di Cristina Lazzati a Francesco Pugliese (Conad) e con l’intervento di François Nutys di Amazon Spagna e Italia.
L’appuntamento è per il 6 ottobre, sede Il Sole 24 Ore Milano. Live tweeting: #retail2015
08:30Registrazione dei partecipanti e welcome coffee
09:00Apertura dei lavori: Cristina Lazzati Direttore Responsabile Mark Up e GDOWEEK
Alberto Orioli Vicedirettore Il Sole 24 ORE
09:10Intervista one-to-one Lello Naso Caporedattore Impresa & Territori Il Sole 24 ORE intervista: Luigi Bordoni Presidente Centromarca Giovanni Cobolli Gigli Presidente Federdistribuzione
09:40Competere nel Retail oggi: vincere nell’era del digitale Alberto Zunino Partner & Managing Director The Boston Consulting Group
10:00TAVOLA ROTONDA Il Retail oggi. Cosa è cambiato e cosa cambierà? Industria e distribuzione a confronto Moderatore: Emanuele Scarci Giornalista Il Sole 24 ORE Intervengono: Alberto Balocco Presidente e Amministratore Delegato Balocco Roberto Brazzale Presidente Brazzale Marco Pedroni Presidente Coop Italia Giorgio Santambrogio Amministratore Delegato VéGé Italia Stefano Scandelli VP, Southern Europe & MEA JDA Software
11:20Osservatorio della Customer Journey multicanale Moderatrice: Cristina LazzatiDirettore Responsabile Mark Up e GDOWEEK
Intervengono:
Francesco Fumelli Senior Manager SCS Consulting Giuseppe Groaz Partner Square Reply
11:40TAVOLA ROTONDA Voltiamo pagina: la prospettiva di un nuovo retail. Oltre il format
Intervengono: Valerio Di Bussolo Corporate PR Manager IKEA
Gabriele Di Teodoro Direttore Prossimità Carrefour Eleonora Graffione Presidente Coralis Claudio Raimondi, General Manager eBay in Italia
Il dna del retail è cambiato, storie di disruption innovation
Intervengono: Lorenzo Calcagni Country Manager Made.com Andrea Rasca Fondatore Mercato Metropolitano
12:45L’innovazione tecnologica nell’economia digitale Moderatore: Francesco Oldani Giornalista Mark Up Ne discutono: Annasara Bonandrini Marketing Manager Italy & Iberica, Digital Marketing Adobe Luciano Mazzone Fondatore e Amministratore Delegato KlikkaPromo - Pazzi per le Offerte
13:15Lunch Buffet
14:15Il consumatore è cambiato, e il brand? Moderatrice: Anna Bertolini Giornalista Mark Up
Intervengono: Maurizio Alberti Managing Director Italia, Teradata Marketing Applications Giuseppe Maria Ardizzone Strategic Planning & Relationship Marketing Director – Gruppo Roncaglia Lindbergh Alberto de Stasio Direttore Generale cameo Flavio Ferretti Direttore B.U. Italia Lavazza
Giovanni Zucchi Amministratore Delegato Oleificio Zucchi
15:30INTERVISTA ONE TO ONE Cristina Lazzati Direttore Responsabile Mark Up e GDOWEEK intervista: Francesco Pugliese Amministratore Delegato Conad
15:45INTERVISTA ONE TO ONE Lello Naso Caporedattore Impresa & Territori Il Sole 24 ORE intervista: François Nuyts Country Manager Amazon Spain and Italy
Al centro Paolo Cattabiani (sin.) e Turrini. Subito a destra Pedroni, pres. di Coop Italia e alle sue spalle Zucchelli, pres. Coop Estense.
Il primo da sinistra è Lusetti, presidente Legacoop e primo da destra Stefano Bassi, pres. Ancc-Coop
Coop Alleanza nasce dalla fusione di tre grandi società cooperative (Estense, Adriatica e Consumatori Nord Est) e si presenta sul mercato distributivo con la massa critica (giro d'affari) di concorrenti della Gd nazionale come Carrefour e Auchan-Sma.
Il nuovo polo cooperativo nato dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nord Est si chiamerà Coop Alleanza 3.0, come già anticipato da Gdoweek in luglio, e per giro d'affari sarà non solo la prima cooperativa di consumo italiana, ma anche la seconda impresa distributiva italiana con quasi 5 miliardi di giro d'affari alle casse. Adriano Turrini (Coop Adriatica), Paolo Cattabiani (Consumatori Nord Est) e Mario Zucchelli (Coop Estense) non hanno, forse per modestia, forse per programmatico understatement, insistito più di tanto su quest'ultimo concetto, limitandosi a sottolineare la grandezza di Coop Alleanza come cooperativa di consumatori. Ma i dati (Mediobanca) non danno adito a equivoci: Coop Alleanza 3.0 assume una posizione fortemente competitiva, in termini di massa critica, rispetto ai concorrenti Carrefour (fatturato 2013: 4.763,3 milioni di euro) e Auchan-Sma (4.869,2 milioni di euro) con Esselunga che svetta a quota 6.788,6 milioni. Gruppo Pam e Finiper non arrivano a 2,5 miliardi di euro di giro d’affari.
Coop Alleanza 3.0 è anche il primo socio di Unipol e IGD, due colossi, l’uno nel campo assicurativo, l’altro nell’immobiliare commerciale. La governance sarà affidata a tre amministratori delegati con deleghe a finanza e sviluppo (Paolo Cattabiani), servizi centrali e politiche sociali (Adriano Turrini) e gestione caratteristica (Massimo Ferrari). Turrini sarà anche Presidente della nuova società
Al centro Paolo Cattabiani (sin.) e Adriano Turrini, amm.delegati di Coop Alleanza 3.0. A sinistra di Turrini, in evidenza Marco Pedroni, pres. Coop Italia
Il primo da sinistra è MauroLusetti, presidente Legacoop e il primo da destra Stefano Bassi, pres. Ancc-Coop
Altre fusioni in vista?
Come leggere questa fusione? Le interpretazioni sono tante: la più accreditata e sensata è quella secondo la quale Coop Alleanza 3.0 catalizza (o vorrebbe catalizzare) un processo di fusione all'interno del mondo Coop già in via di sviluppo, ma non ancora del tutto completato nelle sue fasi preliminari e programmatiche. Insomma, non tutto il mondo Coop potrebbe seguire a breve questa strada: è l’opinione, per esempio, di Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop, che risponde sulla possibilità di un’analoga fusione sul versante tirrenico (Unicoop Firenze e Coop Tirreno). Anche Guido Galardi, presidente di Coop Lombardia, getta un po’ di acqua sul fuoco delle ipotesi arrischiate dicendo che, per ora, Lombardia, Liguria e Piemonte hanno costituito un’unica centrale acquisti, ma è ancora presto parlare di fusione.
Copertura: 12 regioni con 420 punti di vendita
La nuova megacooperativa nata dalla fusione delle 3 coop presidierà tutta la dorsale adriatica dal Friuli alla Puglia, con società controllate in Trentino (Trento, Rovereto), Lazio (Roma), Campania (Afragola), Sicilia (Palermo, Messina, Catania, Ragusa), per un totale di 12 regioni. Si avvarrà senza dubbio un potere di acquisto più forte nelle fasi di contrattazione e rinnovo contratti con l’industria, che dal prossimo anno troverà, in seno a Coop Italia, un nuovo soggetto economico unico, con un peso, in termini di fatturato alle casse, paragonabile a Carrefour e Auchan e non lontanissimo da Esselunga.
Così in un tweet la giovane social media manager suggella il tema dell’edizione 2015 dei Social Award, giovani e competenze; ma è proprio l’accezione di sostenibilità che a nostro parere sta cambiando, sempre più vicina a una coscienza civile, muove le imprese verso obiettivi che hanno un doppio beneficio, economico e sociale. I giovani sono un grande tema. L’economia in cui viviamo li vorrebbe produttivi e consumanti, ma perché questo succeda, è necessario, non solo che le imprese riprendano, ma che la domanda e l’offerta di lavoro si incontrino. Laddove non arrivano stato e istituzioni, oggi iniziamo a trovare le imprese, che vanno ad incentivare un maggiore accesso alle facoltà scientifiche di un certo tipo od offrendo corsi di avvicinamento all’informatica sin dalla più tenera età, è il caso di CA Technologies; oppure, come Fondazione Accenture, facilitando percorsi imprenditoriali, creando incubatori per startupper promettenti e dando vita ad una concezione del lavoro dove si è sempre più artefici del proprio successo.
Nel nuovo numero di Gdoweek la cover story è dedicata ad un'inchiesta tra i protagonisti del mondo del retail italiano sul format: esiste ancora e che cos'è? Carrefour Express, instore come a casa. Dalla customer journey le decisioni d'acquisto. OVS mette a punto il flagship per l'estero. La nuova U2: wi-fi e nuovo system grafico. Allarme ingiustificato, private label in salute. Dove c'è Barilla c'è innovazione. Il bescon identifica nuove opportunità di interazione.
Prioritari per Edoardo Gamboni gli obiettivi promozionali e marketing.
Dott. Gamboni partiamo con il delineare la struttura dell’area acquisti. Coincide con quella commerciale?
Esatto. L’area commerciale di VéGé Retail è composta da una direzione e quattro responsabili di settori merceologici ciascuno dei quali coadiuvato da un assistente commerciale. La direzione è affiancata da un coordinatore della divisione marca del distributore (Mdd), il quale guida un team di tre persone, fra cui la responsabile servizio qualità e un assistente commerciale.
Come s’interfaccia la “periferia” con la centrale?
Una volta al mese le direzioni acquisti/commerciali dei nostri soci sono convocate presso la nostra sede per riunioni di carattere commerciale: l’agenda, anzitutto, prevede fra i tanti argomenti l’andamento delle nostre Pl, poi se in stagione contrattuale un obbligatorio avanzamento delle trattative con report quantitativi e qualitativi, e il punto sul nostro piano promo nazionale.
Quanti sono i buyer?
Abbiamo 4 responsabili di settore capaci di interpretare le esigenze legate agli obiettivi di sell out. I buyer non rispondono a target sulle vendite, intesi quali dati dei punti di vendita, anche se operiamo con l’interesse obiettivo che una concentrazione più razionale degli acquisti favorisca anche le vendite e la marginalità finale. Tutti lavoriamo per obiettivi basati sulla negoziazione, sia quella applicata alla stipula dei contratti, sia quella per il piano promo e parte del marketing. Il piano promo nazionale può essere per talune imprese di supporto ai piani locali, mentre per altre assume un ruolo di maggiore dimensione. Il piano promo di Gruppo VéGé pesca fra circa 2.000 referenze, adeguatamente condivise con i nostri soci, ne utilizza di queste circa 1.000 e coinvolge 160 fornitori dell’industria di marca.
Stiamo lavorando a un progetto che vareremo per fine 2015, e che coinvolge marketing e commerciale con obiettivo finale “buone vendite”. A breve rilanceremo anche il volantino come strumento di dialogo con i consumatori.
Come s’inseriscono le Pl nella struttura acquisti?
Tutto ciò che è legato a trattative è seguito dalla funzione acquisti, che viceversa lascia ampio spazio e autonomia in tutte quelle strategiche fasi di elaborazione progetto (nuovi lanci), studio dei pack, piano di comunicazione, ordini e logistica: l’attuale organizzazione prevede la centralizzazione degli ordini dei prodotti Delizie VéGé e la gestione di una piattaforma di centralizzazione delle referenze.
Definizione mix prezzi-promozione: criteri e frequenza.
Da anni abbiamo un piano promozionale, parte delle referenze inserite affrontano le vendite con un prezzo al pubblico nazionale, quindi gioco forza è l’aver intensificato in questi anni la collaborazione con le imprese locali raggiungendo migliori competenze. Sfruttiamo i tanti dati del mercato a nostra disposizione sul web, i volantini fisici, le impressioni dei soci e la nostra esperienza. La frequenza è ormai settimanale, ogni 15 giorni chiudiamo un’attività promo dell’Idm e/o con referenze Delizie VéGé.
Quanti sono i fornitori/accordi gestiti?
Gestiamo circa 700 contratti, tutti piuttosto mirati al presidio di considerevoli fatturati, di cui oltre 500 in seno ad Aicube, e la restante parte in capo a VéGé Retail. Esistono regole sia per quanto riguarda Aicube sia per VéGé.
Se in Gruppo VéGé rispondiamo prettamente a esigenze orizzontali, comunque rilevanti, in Aicube l’anagrafica fornitori assume un ruolo verticale, i fornitori che ne fanno parte devono essere trattati da tutti i componenti ed essere i protagonisti delle scelte dei clienti consumatori.
I problemi attuali nel rapporto industria-distribuzione?
Fra i tanti mi soffermo sui tempi e le modalità di liquidazione degli eventuali sconti/premi di fine periodo e/o compensi di natura promozionale presenti a contratto: una piaga finanziaria a carico della Gdo. Noi auspichiamo un accordo libero da termini di liquidazione, che rispetti la virtuosità con cui un’impresa paga e quindi accolga il principio della reciprocità: ciò che ho maturato tramite i valori % a contratto lo ottengo in linea e nella misura dei tempi che utilizzo per il pagamento delle merci, salvo eventuali compensi che prevedano prestazioni differite nell’anno. I tempi di liquidazione restano lunghissimi, troppi i casi in cui la merce si paga con fasi ridottissime e liquidazioni riconosciute alla gdo in termini di 5/6 mesi, ma anche di più. Per Gruppo Végé questo tema sarà uno dei principali obiettivi delle prossime stagioni contrattuali.
Da Bologna Metro Italia ha messo a punto un nuovo layout diviso per stanza per migliorare la ricerca dei prodotti da parte dei clienti. Il modello sarà applicato a tutta la rete, come spiega Claude Sarrailh, amministratore delegato di Metro Italia.
di Simone Martarello
Un punto vendita profondamente rivisto per andare incontro alle esigenze dei professionisti del settore Horeca, con un occhio di riguardo al mondo della ristorazione: questa la reason why dello store Metro alle porte di Bologna, inaugurato dopo il restyling.
Nuovo layout. Appena varcata la soglia d’ingresso, le corsie hanno lasciato il posto a uno show room che mette in mostra cucine professionali e un’ampia gamma di attrezzature per cuochi e ristoratori. L’area denominata La cucina si completa con lo spazio ‘Academy’ dove si possono fare test prestazionali e degustazioni, ed è stata battezzata dallo chef Bruno Barbieri. Qui Metro organizzerà corsi di perfezionamento per addetti alla preparazione dei cibi.
La parte dedicata alle derrate alimentari è stata denominata Il Mercato. A disposizione dei clienti oltre 10.000 referenze e un’enoteca che ospita più di 1.000 etichette locali e internazionali. Ampliata la gamma dei prodotti locali e regionali, che oggi rappresenta circa il 4% dell’offerta Metro. Dopo lo show room, la nuova disposizione delle merci rappresenta l’altra grande novità che contribuisce a rendere lo store Metro la ‘Casa dell’Horeca’. Completa le novità La Sala, 1.000 metri quadrati con circa 8.000 accessori come bicchieri, posate, piatti, tovaglie e varie soluzioni per arredare le sale.
Inoltre, c’è una sezione ‘cioccolato’ dedicata ai pasticceri, con basi per la preparazione delle creme, grandi confezioni di zucchero e attrezzatura come vassoi e stampi per dolci. Poi c’è un’altra sezione sempre dedicata al cioccolato, ma rivolta a baristi e hotel, dove si trovano snack, barrette e creme spalmabili in diversi formati. Quello di Castelmaggiore è il primo store Metro organizzato in questo modo.
I prossimi progetti. "Abbiamo rivisto i nostri spazi proprio in funzione delle esigenze dei nostri clienti -ha spiegato l’amministratore delegato di Metro Italia Claude Sarrailh-. In questo modo offriamo un’esperienza d’acquisto differenziata a seconda delle diverse professioni: c’è una zona aperitivo, una colazioni, una ristorazione e cosi via”.
“Nel giro di 4-5 anni tutti trasformeremo tutti i nostri punti vendita -ha annunciato Sarrailh- così per i nostri clienti sarà più facile trovare quello che cercano. Abbiamo deciso di assecondare le richieste del mondo Horeca perché oggi rappresenta il 70% del nostro fatturato e prevediamo che questa quota crescerà nei prossimi anni”.
Nel punto di vendita francese a Sainte-Geneviève-des-Bois si sperimentano nuove soluzioni tecnologiche per le vetrine frigo, che si trasformano in uno schermo.
Una possibile rivoluzione per i reparti del freddo nei supermercati, che aprono a un nuovo modo di comunicare il brand attraverso porte frigo smart e connesse. Il test è in atto nel punto di vendita Carrefour a Sainte-Geneviève-des-Bois, in Francia, dove Danone ha messo le proprie referenze all’interno di una vetrina che grazie alla tecnologia si trasforma in uno schermo.
Una sperimentazione che, se sulla carta risulta indubbiamente pertinente, richiede un’attenta valutazione in termini di performance. Al di là dei costi, infatti, un primo problema deriva dalla già forte illuminazione dell’ambiente, che rende spot, promozioni e animazioni sulle porte poco visibili. Il rischio è pertanto quello di attrarre il consumatore in modo caotico, riducendo visibilità e leggibilità a scaffale.
Al di là di tali considerazioni, tuttavia, l’iniziativa risulta meritevole di attenzione in quanto sviluppa a un nuovo livello il potenziale layout in store, approcciando l’implementazione di un reparto che necessità in tutti i sensi di freschezza.
In occasione dell'apertura del primo store Primark negli Stati Uniti a Boston, il ceo Paul Marchant spiega le caratteristiche del format e i piani di sviluppo dell'insegna
In occasione dell'apertura dello store di Boston, che segna lo sbarco dell'insegna negli Stati Uniti, Paul Marchant, Ceo di Primark, la nota insegna del gruppo ABF Associated British Foods specializzata nell'offerta di fast fashion con un posizionamento molto aggressivo a livello di prezzo. Nel video, Marchant spiega le caratteristiche dell'insegna e i progetti di sviluppo in Usa, nei prossimi mesi.
Tra i piani di sviluppo di Primark, anche l'Italia ha un ruolo: infatti, nei primi mesi del 2016, aprirà nei dintorni di Milano, il suo primo store all'interno di un centro commerciale con Iper, La grande i come locomotiva
Con l’acquisto dei prodotti del brand all’interno dei negozi della catena si premiano le associazioni dilettantistiche italiane.
Prosegue la partnership tra Conad e Ferrero attraverso i prodotti Kinder. Dopo la campagna Disegna il tuo Parco a Colori, che ha premiato con una somma di 15mila euro le migliori opere di ragazzi e bambini, pensate per riqualificare 8 aree di gioco italiane, le aziende lanciano Chi ama lo sport trova un tesoro.
La nuova iniziativa, attiva fino al 31 gennaio 2016, punta a sostenere le Associazioni Sportive Dilettantistiche italiane, mantenendo il focus su valori territoriali legati alla sfera famigliare e alla condivisione.
La dinamica di partecipazione prevede l’acquisto di referenze Kinder nei punti vendita Conad e la votazione dell’associazione preferita sul sito www.chiamalosport.it, che decreterà successivamente 5 vincitori attribuendogli un premio di 2mila euro ciascuno. Per la prima classificata l’ammontare sarà di 5mila euro.
Un riconoscimento di 1.000 euro sarà destinato anche agli store che avranno meglio promosso il progetto, mentre i consumatori saranno coinvolti attraverso una meccanica Instant Win che assegna 246 buoni spesa Decathlon da 50 euro.
Una nuova veste grafica per le confezioni de Le Zuppe Fresche Dimmidisì, presentate a Macfruit 2015 forti di un restyling che le prepara al ritorno on air. La Linea Verde ha infatti pianificato per l’autunno un importante investimento pubblicitario televisivo per la gamma.
L’obiettivo è quello di rafforzare notorietà del brand e la conseguente penetrazione delle referenze presso le famiglie italiane, allargando “il giro d’affari nel sempre più promettete mercato dei pronti freschissimi”, sottolinea Andrea Battagliola, direttore Commerciale La Linea Verde.
Il packaging aumenta pertanto semplicità e immediatezza per un miglior riconoscimento a scaffale e una maggior visibilità, a vantaggio dell’acquisto di impulso e delle rotazioni di prodotto. La novità a livello tecnico è che la pellicola delle ciotole diventa pelabile.