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Epta acquisisce il controllo di VSD Engineering

Con l’acquisizione del controllo del suo partner storico VSD Engineering, Epta (refrigerazione commerciale) consolida ulteriormente la sua leadership nei mercati emergenti.

Fondata nel 1990, VSD Engeneering, è attiva in Singapore, Malaysia e nel Brunei gioca un ruolo chiave, tra i player locali, per i suoi elevati standard di servizio. Un’eccellenza testimoniata anche dalla certificazione del Sistema di Gestione per la qualità UNI EN ISO 9001:2000, conseguito nel 2004, per la commercializzazione, installazione e manutenzione di banchi refrigeranti per prodotti freschi e celle frigorifere.

Questo processo di localizzazione offrirà a Epta un importante vantaggio geo-competitivo, che le consentirà di affiancare la clientela e sviluppare la presenza nell’area asiatica.

Nasce l’Alleanza delle Cooperative Italiane, la supercooperativa da 127 mld

Per avere un idea delle dimensioni dell'iniziativa basta osservare tre numeri essenziali: 43mila aziende coinvolte, 1.100.000 occupati e 127 miliardi di euro di fatturato. Un giro d'affari che colloca l'Alleanza delle cooperative italiane al primo posto in Italia come valore del giro d'affari, superando così l'Eni che da decenni era la maggiore azienda italiana.
E, inoltre, a differenza del gigante energetico, l'Alleanza è presente in settori legati in modo stabile al territorio, alle produzioni agricole di eccellenza del made in italy, in grado di dare un contributo al nostro export in un contesto globale, nonché in condizione di aggregare milioni di posti di lavoro.

Più business e meno ideologia
La guida dell'Alleanza sarà assegnata a rotazione fra i tre presidenti e inizierà con Luigi Marino, attuale capo di Confcooperative. La data di nascita ufficiale è il 27 gennaio 2011 presso il palazzo della Cooperazione a Roma.
L'intento non è semplicemente quello di creare una realtà di dimensioni internazionali, ma anche quello di svincolare gli obiettivi imprenditoriali da quei riferimenti ideologici che ne hanno fin qui caratterizzato il cammino. Infatti, si mettono insieme le cooperative bianche (Confcooperative), quelle rosse (Legacoop) e quelle verdi (Agci), come evidenziato dal logo che avrà, manco a dirlo, tre "C" concentriche, cioè partendo dall'esterno, verde,  bianca, rossa.
Come dice Giuliano Poletti in una intervista rilasciata a Dario Di Vico sul Corriere della Sera del 23 gennaio "Siamo prima di tutto imprese. Se vuole una formula le dico che ci sentiamo cugini della Confindustria e controparti della Cgil. Non il contrario" e ancora "siamo una forma di impresa privata. Esagerando, le dico, che somigliamo più a delle public company che rispondono alle comunità locali, a cui lasciamo una larga fetta dei profitti. E comunque i vantaggi e gli svantaggi che drivano dall'essere giuridicamente una cooperativa si compensano, non siamo certo sussidiati".

Dal Mit arriva Luminar Ar un dispositivo digitale rivoluzionario

Giocare alla cassa del supermercato oggi è un azzardo possibile

"Sicuro di volere il resto? Non vuole invece tentare la sorte?" Potrebbe essere questa una delle frasi che le cassiere, a breve, dovranno imparare e suggerire ai clienti per invitarli a “investire” il resto in un gioco d'azzardo.

Un iter quasi al termine
Infatti, il 24 gennaio, la Commissione europea ha dato il via libera alla regolamentazione dei giochi di sorte al consumo (presentata nell'ottobre del 2010 dall'Aams, l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato), ovvero una lotteria autonoma, non legata ai giochi già esistenti, inserita nel Decreto Abruzzo dal Governo Berlusconi, che prevede di raccogliere oltre i 500milioni di euro annui per i terremotati del 2009. Probabile quindi che il relativo decreto attuativo arrivi a essere emanato in tempi brevi.

New business per la gdo

La puntata non potrà superare i 5 euro e contente di vincere somme per
migliaia di euro, a livello nazionale, in base ai regolamenti e le
modalità stabilite dai Monopoli di Stato.

L'importo di ciascuna ricevuta di gioco sarà così suddiviso: 8% andrà al venditore, 2,5% ai Monopoli di Stato, 4,5%ai concessionari, 30% all'erario e 55% al montepremi.
La giocata dovrà essere comunque legata all'acquisto di beni o servizi e i registratori di cassa emetteranno una ricevuta in una sezione distinta dello scontrino fiscale.

Certamente si tratta di un nuovo business per la gdo, considerato che nei primi 11 mesi del 2010, gli italiani hanno “investito” 55 miliardi di euro in giochi d'azzardo legali, con un trend sul medesimo periodo del 2009 del +13,17%.

Inaugurazione del National Retail Forum 2011

Ce.Di. Marche investe sull’insegna Sì con te

Il Gruppo Ce.Di. Marche, che opera nella distribuzione alimentare organizzata nelle Marche e nella provincia di Teramo, nel gennaio 2010 ha lanciato una propria insegna, Sì con te, che da subito ha avuto un grande successo tra i consumatori anche grazie all'inserimento, in esclusiva sul territorio, dei prodotti a marchio Vale.
L'insegna è oggi presente nei format superstore, supermercato e market con una rete complessiva di 108 unità con insegna Qui Alimentari.

Per il 2011, ha in programma 5 nuove aperture e 6 ristrutturazioni per un
investimento di circa 30 milioni di euro e la creazione di 100 nuovi
posti di lavoro.

Riorganizzazione
Sempre nel 2010, l'azienda è entrata a far parte della Centrale del Gruppo Commerciale Selex. Nel 2010, Ce.Di. Marche ha avviato una riorganizzazione aziendale a cominciare dal nuovo direttore generale Francesco Grossi, in sostituzione di Renato De Angelis.


Prosciutto di Parma preaffettato nel 2010 +10%

Nel 2010 le aziende del Consorzio hanno venduto oltre 60 milioni di vaschette, pari a 6,6 milioni di Kg della Dop, registrando un significativo incremento vista la crisi e vista la fascia di prezzo cui appartiene il Prosciutto crudo di Parma.
L'aumento in volume è stato del 10% rispetto all'anno precedente, corrispondenti a poco meno di 1.3 milioni di  prosciutti affettati e preconfezionati.

Incremento sia in Italia sia all'estero
Risultati molto positivi sia in Italia (+8.4%) dove si vendono 2 milioni di Kg di Parma preconfezionato (pari a 17 milioni di vaschette), sia all'estero (+10.4%) dove vengono esportati oltre 4,5 milioni di kg (pari a 43 milioni di vaschette). "Il mercato del preaffettato continua a darci grandissime soddisfazioni e risponde perfettamente alle moderne esigenze di acquisto e di consumo." ha commentato Paolo Tanara, presidente del Consorzio del prosciutto di Parma, "Credo, inoltre, che l'aver imposto anche per il Parma in vaschetta lo stretto divieto di additivi chimici garantendo l'assoluta naturalità del prodotto ci consenta di differenziarci in modo importante da tutti gli altri salumi e di presentarci in modo vincente a quei clienti che richiedono prodotti naturali e fortemente legati alla tradizione".

Estero
Non è un caso che i mercati migliori per il Parma preaffettato siano proprio i Paesi del nord Europa, tradizionalmente più attenti a questo tipo di discorso. Questo ci insegna che dobbiamo continuare il nostro cammino senza cercare scorciatoie a discapito delle qualità per andare incontro alle persistenti pressioni sui prezzi, ma dovremo essere ancora più convincenti nel presentare l'unicità del nostro prodotto e spiegare i nostri valori e le nostre peculiarità.

Vendite raddoppiate in 5 anni
Le vendite di prosciutto di Parma preaffettato sono più che raddoppiate negli ultimi cinque anni e assorbono oggi il 14% della produzione che si aggira intorno ai 9.2 milioni di prosciutti. Un successo mondiale dovuto alla praticità e alla versatilità d'uso del prodotto: nel 2010 il prosciutto con la corona ha raggiunto le tavole di ben 61 Paesi di 5 continenti; ultimo mercato ad accogliere la Dop di Parma è stata la lontana Nuova Caledonia dove sono state vendute 22.000 vaschette. Tra i più grandi fan del Parma in vaschetta, oltre all'Italia (17 milioni di confezioni), il Regno Unito (16,5 milioni), la Francia (6.9 milioni) e, fra i Paesi terzi, gli USA (1.6 milioni) e il Giappone (oltre 350.000).

Ricordiamo che la filiera del Prosciutto di Parma è composta da 5.500 allevamenti suinicoli, 120 macelli, 162 stagionatori e che il giro di affari al consumo supera gli 1,7 miliardi di euro.

Ruby ha aperto il suo atelier a Parigi

Il flagship è stato aperto poco prima di Natale a Parigi, al n° 1 di rue Herold.
L'interno dello store è un trionfo di minimalismo, anche se nell'impianto espositivo traspare una
certa dose di "testosterone". L'allestimento si basa su legno massiccio, acciaio zincato e una motocicletta cromata a far da richiamo. L'obiettivo è di elevare il casco al rango di oggetto del desiderio con prezzi che arrivano fino ai 1.800 dollari per il casco e a 210 per i foulard.
L'offerta Ruby, che nasce dalla visione del designer parigino Jerome Coste, sono disegnati da noti stilisti come Karl Lagerfeld, Martin Margiela e Eley Kishimoto e spiccano per texture del tutto originali, che rispondono alla precisa esigenza di essere assolutamente riconoscibili e glamour in mezzo al traffico metropolitano. 

In Italia la rete conta 16 negozi concessionari di cui 4 a Milano.

Change Capital Partners LLP entra in Rossopomodoro

Vesevo S.p.A., società proprietaria del marchio Rossopomodoro, la catena italiana leader nella ristorazione casual, è lieta di confermare l’ingresso di Change Capital Partners LLP (“Change Capital”), la società di private equity specializzata nei settori della distribuzione al dettaglio e dei beni di consumo, nel capitale sociale della compagnia con l’obiettivo di accelerare la propria espansione nei mercati internazionali.
L’acquisizione sarà perfezionata intorno ad un valore d’impresa pari a €53,5 milioni. Change Capital deterrà la maggioranza del capital del capitale sociale mentre i soci fondatori reinvestiranno nella società con una quota del 30%. Quadrivio S.g.r., il fondo Italiano di private equity che attualmente detiene una quota del 47%, reinvestirà nella società con il restante 7%. La transazione sarà finalizzata nei prossimi giorni. Vesevo S.p.A. (la “Società”) vanta 113 locali in Italia e 8 all’estero, tra cui 3 nel Regno Unito e 2 negli Stati Uniti. Il portafoglio della Società comprende vari marchi di ristorazione casual, in particolare Rossopomodoro, Anema e Cozze e Rossosapore. Il concetto si basa sull’offerta di autentica cucina napoletana, con piatti preparati utilizzando solo ingredienti freschissimi e di prima scelta, in una cornice moderna e colorata, a prezzi convenienti. I ristoranti sono gestiti direttamente (6), in fitto d’azienda (13) o in franchising (101). I due obiettivi principali al centro dei piani di crescita futura sono da un lato rafforzare la posizione leader in Italia, accogliendo le numerose domande per nuove aperture, dall’altro fare leva sull’espansione all’estero sviluppando un modello che consenta di realizzare appieno il potenziale internazionale. Il piano di sviluppo prevede di triplicare il numero di ristoranti e punti vendita take-away in cinque anni. Vesevo S.p.A. è attiva da oltre 20 anni e ha conosciuto una grande espansione, più che raddoppiando i ricavi consolidati negli ultimi 4 anni, e per l’esercizio 2010 dovrebbe registrare un fatturato di circa €100 milioni e un margine operativo lordo (EBITDA) di €6,3 milioni.
Quello in Vesevo S.p.A. è il secondo investimento realizzato da Change Capital Partners con il suo secondo fondo, CCP II, e fa seguito all’acquisizione di Hallhuber, il marchio tedesco di abbigliamento femminile.

Coop sulle etichette con origine

Coop su nuove norme etichettatura: “Accogliamo positivamente l’approvazione dell’indicazione d’origine delle materie prime in etichetta, che peraltro noi già dichiariamo in diversi prodotti a marchio. L’origine è comunque un’informazione necessaria, ma non sufficiente perché ancora più importanti sono le garanzie sulle modalità produttive, sui controlli, sulle caratteristiche di sicurezza e qualità dei prodotti”.

Coop, la prima catena della grande distribuzione in Italia, vede positivamente l’approvazione dell’indicazione d’origine delle materie prime in etichetta, in quanto da sempre privilegia le produzioni italiane -a parità di vantaggi per il consumatore- ed è impegnata a rendere più trasparenti le filiere, fornendo maggiori informazioni ai soci e consumatori. Infatti -ben prima che fosse obbligatorio- per i propri prodotti a marchio Coop ha dichiarato volontariamente l’origine delle olive per la produzione dell’olio extravergine (nel 2001), del pomodoro (nel 2003) per pelati, passate e sughi, del latte microfiltrato (nel 2005), delle carni suine (nel 2009) ecc, nonché certificato la rintracciabilità di numerose filiere animali e vegetali.

Coop ritiene tuttavia che l’origine sia un’informazione necessaria ma non sufficiente, perché ancora più importanti sono le garanzie sulle modalità produttive, sui controlli, sulle caratteristiche di sicurezza e qualità dei prodotti.
In una situazione che vede il perdurare di scandali e frodi alimentari, Coop vede favorevolmente l’aumento delle informazioni utili ai soci e consumatori per effettuare acquisti sempre più consapevoli, accanto ad un ulteriore rafforzamento del presidio della conformità dei prodotti da parte di tutta la filiera produttiva e distributiva e degli organi pubblici di controllo.
Su questo Coop conferma il proprio impegno storico per garantire qualità e sicurezza dei prodotti venduti nei propri negozi.

I progetti di Sephora del 2011

Cambio ai vertici di Sephora Italia (102 store): Antonio Ferreira de Almeida, già direttore generale di Sephora Portogallo, succede a Roberto Forcherio, che lascia l'azienda per cogliere nuove opportunità, dopo aver realizzato la Sephorizzazione della rete italiana e una crescita profittevole.

Non è l’unica novità del 2011, anno nel quale è previsto un considerevole incremento degli investimenti in comunicazione e nuove aperture strategiche per confermare la posizione di leader nella distribuzione cosmetica in Italia.

Tra le più aperture più significative, l’opening del nuovo store di 250 mq all’interno della Stazione Centrale di Milano, prevista per marzo, a cui, seguirà un secondo store di analoghe dimensioni in una delle vie nevralgiche dello shopping meneghino (Corso Vercelli).

Infine, nel primo semestre è prevista anche una nuova apertura molto significativa a Roma.

GDOWEEK 2 2011

editoriale
Cibo, intavoliamo
una discussione
senza pregiudizi

network

osservatorio
Economia italiana:commercio
e bankitalia vedono ancora grigio

Milano, ancora poca gdo

Prezzi a confronto
Carrefour e Lidl

intervista
Vandana Shiva
Fame nel mondo, gli ogm
non sono la soluzione

cover story
OGM: il sì e il no mettono in campo
le loro ragioni

retail
Auchan crede sempre nell'iper,
ma guarda oltre
Cresce il potere
del retail globale

Il cibo senza glutine piace
di più al super

A Marca, la private label
sviluppa il benessere
Gruppo Inditex: eco-fast fashion
Zara, il flagship green
firmato Duccio Grassi

E-book: come aumentare i volumi
di vendita e la vendita di volumi

100° NRF: un futuro
di strette connessioni
tra store e online

Oracle supporta i retailer nel gestire
la complessità

sviluppo rete

servizi
La birra artigianale italiana
approda in gdo

Meliconi diversifica con stile e design

Pasta Berruto: più capacità
produttiva e nuovo pack
Vente-privee.com, quando
la vendita è un evento

La business intelligence
di Gruppo Sogegross si evolve
con la piattaforma MicroStrategy

Indicod-ecr: si amplia l'offerta
formativa nel 2011
Made in Italy trasparente,
via libera alla nuova legge
Tessile: la comunità europea
ferma la legge sulle etichette

opinioni
Il ritorno all'infanzia seduce il target adulti

Il collegato lavoro e l'arte del "pomigliare"
haiti dalle macerie del 12 gennaio 2010

Philips, storia virtuosa
di una svolta strategica

Fresh Kitchen è il nuovo format foodservice di Sainsbury’s

Il negozio paninoteca Fresh Kitchen di Sainsbury's è stato aperto a Londra in Fleet  Street, proprio perché nella strada sono presenti insegne specializzate come, Starbucks, Pret a Manger e Eat.

All'interno è rifinito in bianco e nero con legno scuro, lungo il perimetro superiore e grigio ardesia sul pavimento.
Il prodotto è posto in refrigeratori sistemati sul perimetro per facilitare la visione e quindi gli acquisti di impulso. Per facilitare la scelta è appeso sulla parete dietro il bancone di servizio un menu con immagini.
Il negozio è stato progettato dalla società londinese di retail design Dodici Studio.

Preparativi segreti
I preparativi per l'apertura sono stati tenuti rigorosamente nascosti con teli alle finestre.
Secondo analisti inglesi al fine di di mettere in piedi una vera e propria impresa industriale che venda panini ci vorrebbero centinaia o addirittura 1.000 negozi. Vista inoltre la concorrenza di molti store di piccoli prorietari per acquisire la fedeltà dei clienti Fresh Kitchen deve offrire prodotti di qualità al miglior prezzo nella zona.

Ferrero perde la causa per la pralina Raffaello in Ucraina

Ferrero ha perduto il diritto di esclusiva, sul mercato ucraino, del marchio di Raffaello rispetto alla russa Landrin che era il suo distributore per quel mercato (fonte Just-food). Si tratta di una disputa che si protrae da diversi anni, con un andamento di alti e bassi in funzione dei vari gradi di giudizio.
La questione riguardava inizialmente l'uso da parte di Landrin delle immagini di prodotto tratte dalla campagna comunicazionale Ferrero, per il proprio prodotto Landrin Waferatto Classic, in tutto e per tutto simile al prodotto italiano.
La questione riveste una certa importanza perché il mercato dell'est europeo e quello russo sono di grande importanza strategica per questa categoria di prodotto, essendo quei paesi grandissimi consumatori procapite.

Questo risultato solleva più di un dubbio sul rischio paese Ucraina, in termini di illegalità economica, e rischia di mettere in discussione le relazioni commerciali ucraine con i paesi occidentali.

Fine d’anno positiva per gli investimenti pubblicitari

A questo punto si può dire con cognizione di causa: nel 2010 l'advertising in Italia è tornato a crescere dopo un 2009 da dimenticare. Lo segnala Nielsen che ha da poco fatto il punto sui dati relativi al periodo gennaio-novembre, scoprendo che gli investimenti pubblicitari hanno sfiorato i 7,9 miliardi di euro con una crescita complessiva del +3,9%. Questi dati, osserva Nielsen, sono in linea con i segnali positivi emersi già alla fine del primo semestre dell'anno e che avevano portato ad un miglioramento delle stime di chiusura del 2010. Sulla scia di questi risultati anche il 2011 comincerà con un andamento positivo che dovrebbe però attenuarsi nel corso dell'anno.
Per quanto riguarda il singolo mese di novembre, la notizia è che per la prima volta dopo vari trimestri al ribasso la pubblicità sulla stampa periodica è tornata a crescere (+2,6% rispetto allo novembre 2009 ). Nonostante questo colpo di coda di fine anno, tuttavia, i periodici sugli undici mesi confermano un pesante calo rispetto al 2009 (-5,7%) e i quotidiani crescono in termini di commerciale nazionale (+0,8%) ma perdono se si considerano tutte le tipologie (-1,8%). Netto il calo degli investimenti in free press, mentre si confermano particolarmente positivi i risultati per Tv, Internet, radio, direct mail e cinema.

In particolare, Internet si conferma il mezzo con la crescita più sostenuta (+19%), mentre la televisione, considerando sia i canali "tradizionali" che quelli satellitari (marchi Sky e Fox), chiude i primi undici mesi con un buon +6,2% rispetto al risultato del 2009. Sempre nel periodo gennaio-novembre, crescono nettamente anche l'advertising su direct mail (+9,9%), radio (+9,0%) e cinema (+8,8%).
Quanto ai comparti che hanno contribuito maggiormente ad alimentare il trend posivito, sono le aziende del settore alimentari quelle che hanno investito di più in comunicazione, con una spesa complessiva di oltre un miliardo di euro e una crescita del +5,5% rispetto al 2009. Tra i settori principali risultano in aumento anche la spesa per automobili (+4,3%) e abbigliamento (+3,3%).

Billa regala la borsa per la spesa riutilizzabile

Si tratta di un offerta a tempo che costa 1 centesimo ai clienti che, nei giorni 21 e 22 gennaio, fanno una spesa di almeno 50 euro.
La promozione va a integrare le iniziative dell'insegna per adeguarsi alla normativa che prevede l'eliminazione dei sacchetti di plastica, al posto dei quali sarà possibile scegliere tra diverse alternative: borse biodegradabili, borse riutilizzabili a logo Billa, borse per carrello e borse trolley. A completare la gamma saranno anche disponibili a breve shopper in cotone.

Sfruttare il self-checkout senza aumentare le differenze inventariali

Il 27 gennaio 2011 presso l'Hotel Sheraton dell'aeroporto di Bruxelles, in Belgio si terrà un workshop interattivo di un giorno, organizzato da ECR Europe Shrinkage Group, sul tema "Differenze inventariali e operazioni di self-checkout: vantaggi, sfide ed opportunità", e rappresenterà l'occasione per gli esperti del mondo accademico di incontrare alti dirigenti provenienti da aziende come Albert Heijn e Asda Walmart, come anche i fornitori di attrezzature, e di confrontarsi sui temi fondamentali relativi a questa tecnologia.
L'evento è rivolto ai professionisti della prevenzione delle perdite, ai team che si occupano delle operazioni nel retail e del design dei negozi, nonché ai fornitori di tecnologia. Questo workshop fa parte di un programma di seminari, organizzato da ECR Europe Shrinkage Group e sostenuto da Checkpoint Systems, gruppo attivo a livello mondiale nella fornitura di soluzioni per la gestione delle differenze inventariali, l'etichettatura di capi d'abbigliamento e la visibilità della merce.

"Oltre alle più recenti ricerche accademiche riguardanti le operazioni di self-checkout e le differenze inventariali, i partecipanti avranno l'opportunità di accedere ad informazioni sulla ricerca tecnologica e sulla casistica più recente relativa ai vantaggi, ai risultati commerciali e alle sfide derivanti dall'introduzione dei sistemi di cassa fai-da-te” spiega Colin Peacock, Co-presidente Manifacturer per l'ECR Europe Shrinkage Project, e rirettore responsabile della protezione del marchio e della disponibilità sugli scaffali alla P&G.

Il ruolo dello staff

Durante il seminario, Adrian Beck, direttore del Dipartimento di Criminologia all'Università di Leicester (Regno Unito) e specialista nella prevenzione delle perdite, presenterà il suo nuovo studio intitolato "L'impatto e il controllo delle differenze inventariali nelle operazioni di self-checkout. Beck terrà anche una sessione interattiva incentrata sulla fondamentale importanza del ruolo dello staff, come anche della gestione e del layout del punto vendita, ai fini di una gestione efficace dei sistemi di cassa fai-da-te.
Nel corso della giornata sono previste, inoltre, varie testimonianze da parte dei retailer, utili per far luce su “l'uso (e l'abuso) delle operazioni di self-checkout nel retail". Tra i relatori James Airey, retail service manager di Asda Walmart e Abel Blaauw, formula manager di Albert Heijn nei Paesi Bassi.

Per info sul programma completo e registrazioni: www.shrinkage.ecr-all.org.

Nasce Design Bistrot, il concept di Autogrill tra food e design

Si chiama Design Bistrot il nuovo concept di vendita del Gruppo Autogrill presentato all'interno dell'outlet McArthur Glen di Castel Romano, alle porte di Roma.
Una formula collaudata, che funziona. Un locale dove la ristorazione si combina al design, unendo il servizio di un ristorante con ricette locali e internazionali a un ambiente in cui si valorizza il design, dotato anche di un'area espositiva dove acquistare oggetti firmati Skitsch.
Il format di ogni Design Bistrot è unico. In Italia ci sono già (e ce ne saranno ancora) altri locali di questo genere, ma aspetti di design, soluzioni architettoniche e arredamenti sono sempre diversi, personalizzati in base a location e tipologia di clientela che li frequenta.
Con questo nuovo concept di vendita, Autogrill propone una shopping experience, basata sul binomio food&design. Un punto vendita pensato per un consumatore cosmopolita e sempre più alla ricerca di esperienze di acquisto avvolgenti, che integrano gli aspetti funzionali della ristorazione, con vere e proprie suggestioni sensoriali.
Il Design Bistrot di Castel Romano si sviluppa su una superficie di quasi 360 mq ed è dotato di 140 sedute. Prevede il servizio al tavolo durante la settimana e si trasforma in una linea self nel week-end, per offrire maggiore flessibilità durante gli intensi flussi. Il locale si completa con un'elegante caffetteria dotata di un ricco assortimento di sandwich, torte e caffè speciali.

Waitrose sull’isola di Wight apre lo store più green della Gran Bretagna

Ottenute le autorizzazioni richieste Waitrose East Cowes sarà il primo negozio ad essere completamente alimentato da biomasse, in particolare trucioli di legno provenienti dalle foreste gestite in modo sostenibile per l'Isola di Wight. Il risultato è che sarà così il supermercato più verde del Regno Unito. I lavori inizieranno entro pochi mesi. Altre iniziative ecologiche introdotte nel negozio di East Cowes saranno: l'uso frigoriferi HFC-free, il recupero dell'aria fredda invece del condizionamento d'aria.

Si creeranno in zona 150 posti di lavoro e si sosterranno anche tre fornitori locali vendendo prodotti a km zero.
Occorre ricordare, infine, che l'Isola di Wight sta attraversando una sorta di rinascita di interesse turistico: l'arrivo di Waitrose offre un ulteriore contributo in tal senso.

Intermec acquisisce Vocollect

Intermec, Inc. ha siglato l'accordo definitivo per l'acquisizione di Vocollect, l'azienda leader nelle soluzioni voice per il magazzino e per gli operatori mobili, sulla base di un'offerta pari a 190 milioni di dollari.
La proprietà di Vocollect è attualmente detenuta da Riverside Partners, un fondo finanziario privato con sede a Boston.
Con più di 1.500 clienti e 300 mila utilizzatori al mondo, Vocollect amplierà l'offerta Intermec di soluzioni e applicazioni per il magazzino. L'acquisizione aiuterà anche Vocollect ad espandere le proprie soluzioni vocali nel mercato di Intermec e dei suoi Partner.

Centro di soluzioni di magazzino basate sul software

“Questa acquisizione è il passo principale di Intermec volto a creare un centro di soluzioni di magazzino basate sul software, l'ambiente di implementazione più ampio all'interno dell'AIDC -dichiara Patrick Byrne, Presidente e Ceo di Intermec-. Per molti anni Vocollect ha costituito l'eccellenza nel mondo della raccolta dati vocale e ha raggiunto un'ottima posizione sul mercato. L'adozione della voce nelle applicazioni di magazzino si sta sviluppando molto rapidamente e ci aspettiamo che questa tecnologia rappresenti buone opportunità a lungo termine per Intermec. L'acquisizione, una volta terminata, farà di Intermec il leader di mercato nelle soluzioni di magazzino e darà a Vocollect la possibilità di sviluppare nuove soluzioni per l'AIDC.” “Siamo molto entusiasti di questa unione -si associa Joe Pajer, Presidente e Ceo di Vocollect- lavorando assieme crediamo di poter velocizzare l'adozione della voce nelle soluzioni di magazzino e creare nuove applicazioni per i nostri clienti e partner”.

Alla fine della transizione Joe Pajer guiderà la divisione Intermec Voice Solution e risponderà direttamente a Patrick Byrne, Presidente e Ceo di Intermec.

Tesco sta aprendo beauty salon nella sua rete in Uk

L'obiettivo è di offrire alla clientela femminile di Tesco la possibilità di fare la spesa e di farsi la permanente, un taglio di capelli o la manicure. Insomma, si tratta di fidelizzare ulteriormente con il servizio.
La cosa è già stata testata in tre pdv in Gran Bretagna, tuttavia bisogna vedere se la clientela femminile aderirà con entusiasmo all'iniziativa. Occorre considerare infatti che, di solito, chi va al supermarket vuole entrare e uscire nel minor tempo possibile.
C'è infatti il problema della coda alle casse, che può creare ostacoli al servizio allungando i tempi. È vero che il discorso può essere diverso se il servizio viene inserito nella Clubcard, ma in ogni caso bisogna verificare se il beneficio di ricevere il servizio vicino alla spesa e collegato alla fidelity card, viene controbilanciato dal tempo maggiore necessario a pagare.
Si parla di 70 saloni durante il 2011, per un previsto ritorno di 15 milioni di sterline.  In questo modo Tesco vorrebbe mettersi in diretta concorrenza con Boots che è attualmente il principale operatore nell'offerta di salute e bellezza.

La marca privata di Conad: +9,5% nel 2010

I dati sono diffusi da Conad in occasione di Marca, la manifestazione dedicata alla private label in programma a Bologna il 19 e il 20 gennaio.
In un anno in cui i consumi registrano un calo dello 0,5-0,7% nel terzo trimestre 2010 (dati Istat) e cambia il carrello degli italiani - più propensi ad acquistare latte e latticini, olio d'oliva, uova e prodotti di IV gamma che non carne, pane, pasta, ortofrutta e vino -, la marca commerciale Conad registra un significativo incremento di fatturato rispetto al 2009, +9,5 per cento, attestandosi a 1,6 miliardi di euro.
“La crescita del prodotto a marchio è stata superiore alle nostre attese -sottolinea il direttore marketing di Conad Giuseppe Zuliani-, ma risulta ancor più strategica nelle categorie in cui, negli ultimi anni, è stato reso possibile proprio dall'innovazione un +29,6% di fatturato. È nostra intenzione continuare a sviluppare la marca commerciale, dandoci l'obiettivo di arrivare al 25% del fatturato complessivo di Conad nel prossimo biennio. Negli ultimi due anni abbiamo fatto crescere l'incidenza del nostro prodotto a marchio interpretando il rapporto qualità e convenienza al più alto livello possibile per dare risposta alle necessità delle famiglie e accrescere la fidelizzazione alle nostre insegne, garantendo, nel contempo, livelli di marginalità mediamente superiori alle altre marche”.

L'offerta delle Pl Conad
La marca commerciale è articolata in cinque marchi -Conad, Conad il biologico, Conad Percorso Qualità, Sapori&Dintorni Conad, Conad Kids- e conta 1.800 prodotti. Nel 2010 il marchio Conad è cresciuto dell'8,5%, mentre Sapori&Dintorni ha raggiunto una quota di mercato prossima all'8% (20 per cento tra i prodotti freschissimi e quelli da banco taglio). Conad Percorso Qualità, il marchio con cui Conad è presente nell'ortofrutta, nelle carni e nell'ittico, è prossimo ad una quota del 35%.

Si punta sull'innovazione
È l'innovazione la carta vincente di Conad: in quattro anni sono stati lanciati 766 nuovi prodotti a marca commerciale, di cui 262 in nuove categorie, 504 estensioni di linea e oltre 1.500 innovazioni di packaging.
Nuova è la linea AC Benessere, dove AC sta per Alimentum Conad, un riferimento alla lingua latina per richiamare la cultura antica del benessere, portata a casa dei clienti italiani dalla marca commerciale. Benessere che Conad declina in due modi diversi: aggiungendo elementi funzionali a concetti di prodotto tradizionale - come i probiotici e gli anticolesterolo - e togliendo elementi nutrizionali ai prodotti tradizionali, per rispondere a esigenze di clienti intolleranti al lattosio e al glutine, ad esempio. Sono previsti 30 prodotti, che si affiancheranno nei prossimi due anni ai probiotici (presenti sugli scaffali dal 2006) e agli yogurt per la regolarità (presenti dal 2008).

GDOWEEK 44 2010 Visioni

Intervista

Daniele Fornari “La gdo deve focalizzarsi sul value for money”

Il Tavolo

Opinioni a confronto

Paolo Fregosi, Adm

Aldo Soldi, Ancc

Sergio Imolesi, Ancd

Paolo Barberini,
Federdistribuzione

Regioni
Piemonte - Valle d'Aosta - Liguria

Spazi di crescita a Torino solo con l'innovazione

Lombardia

Lombardia, un leader senza ipermercati

Trentino - Veneto - Friuli

Bussola dello sviluppo orientata verso Est

Emilia Romagna

Due insegne battono due scontrini su tre

Toscana

Una legge restrittiva con le nuove aperture

Marche - Umbria - Lazio

Attorno alla Capitale c'è spazio per la gdo

Abruzzo - Molise - Campania

Vedi Napoli e poi apri, nuove iniziative al via

Calabria - Puglia - Basilicata

La crescita della gdo guidata da Bari

Sicilia

Sviluppo problematico, ma non a Palermo

Sardegna
Difficoltà logistiche per lo sviluppo nell'Isola

Layout 46 2010

Editoriale

Sguardi indiscreti

Regolamento e giuria

Opinioni

Il negozio ideale

scelto da 25
opinion leader

think tank sponsor

Adt
Gruppo Pozzi

I 14 future format
in gara
Cartone
- Politecnico di Milano
Cuci.Mi
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Drift Water
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Coldiretti approva legge sull’etichettatura con origine alimenti

L'hanno chiamata legge salva Made in Italy perché consente di distinguersi dalle produzioni provenienti dall'estero -e magari con nome italian sounding- garantendo i produttori italiani, soprattutto quelli piccoli e medi. Soddisfazione quindi da parte della Coldiretti: "Con l’approvazione della legge Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari da parte
della Commissione Agricoltura della Camera -afferma Sergio Marini presidente Coldiretti- si conclude un iter che ha visto
oltre dieci anni di impegno della Coldiretti assieme alle associazioni dei
consumatori per assicurare la trasparenza di quanto si porta in tavola". Una salsiccia di 100 metri è stata preparata per l'occasione in Piazza Montecitorio da offrire a parlamentari di maggioranza ed opposizione.

Articolo 4
L'articolo più importante è il numero 4 che intende assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle
caratteristiche dei prodotti alimentari commercializzati, trasformati,
parzialmente trasformati o non trasformati. Esso prevede l'obbligatorietà di riportare nell’etichettatura di
tali prodotti, oltre alle indicazioni già del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, l’indicazione del luogo di origine o di provenienza nonché l’eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm).
E questo in qualunque fase della catena alimentare, dal luogo di produzione iniziale
fino al consumo finale.

Per i prodotti non trasformati - continua la Coldiretti - il luogo d’origine riguarda il paese di produzione. Per quelli trasformati dovranno essere indicati il luogo dove è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione o allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata.

Eliminata pubblicità ingannevole
Niente più pubblicità al succo di arancia con le immagini della
Sicilia se viene utilizzato quello proveniente dal Brasile, e niente immagini
del Golfo di Napoli se le mozzarelle provengono dalla Germania, come è successo per quella
diventata blu.

Mps, la banca scopre la moda

Nasce  la prima
collezione di moda ad essere prodotta da una banca. Un'idea innovativa che arriva dalla più vecchia banca del mondo, il Monte dei Paschi di Siena, nato nel 1472,  cioè venti anni prima della scoperta dell'America.
E la data di nascita del Monte è anche il marchio della linea, disegnata da Fabrizio
Danna
, stilista e presidente di Jaggy, azienda produttice di sportswear  realizzato tutto in Italia.

Moda e vino
La collezione  è composta da capi di moda casual sportivi, d'ispirazione
vintage: una felpa, una t-shirt e una polo, per lui e per lei.
I capi potranno essere acquistati online a partire dal prossimo marzo, sul sito
www.mille472.it, dove già dallo scorso ottobre possono essere richiesti anche i
pregiati vini dell'etichetta Rosso 1472, prodotti da Mps Tenimenti.
1472 è diventata un brand, uno spazio in cui
parlare di moda, vino, enogastronomia, territorio, talento, solidarietà. Il tutto
puntando sulle eccellenze del nostro paese.
Da qui la nuova campagna di comunicazione “1472 L'Italia ha i numeri” che
accompagna il lancio della linea di abbigliamento. L'operazione ha anche un risvolto benefico: il 10% del ricavato delle vendite sarà riservato a iniziative di solidarietà.

VeriFone, conclusa l’acquisizione della parte Pos di Gemalto

VeriFone Systems, Inc. ha completato la transizione della parte di soluzioni Pos Gemalto in VeriFone.
VeriFone prevede di mantenere, supportare e continuare a vendere tutte le linee MagIC, tutti i prodotti manterranno la loro brand identity, incrementata dal brand di VeriFone.

Il ruolo di Gemalto come leader provider di smart card per le banche porterà un forte vantaggio alle capacità di VeriFone verso l’adozione a livello globale dello standard EMV. Le soluzioni Pos di Gemalto serviranno come piattaforma di lancio per la campagna di espansione in Europa pianificata da VeriFone.
VeriFone prevede di procedere con l’integrazione dei nuovi clienti muovendosi come un’unica identità unita per fornire loro soluzioni adatte alle diverse esigenze.

In particolare la squadra italiana vede l’integrazione di 4 nuovi elementi, che svilupperanno e supporteranno le nuove soluzioni VeriFone e continueranno a dare supporto a coloro che utilizzano i prodotti della linea MagIC.

Le vending machine vanno oltre la vendita di food

Negli Usa è in atto un trend significativo di allargamento delle categorie di offerta nel canale delle vending machine, di modo che il brand si estende al vending dopo le vendite via posta e quelle via web.

Usare le vending machine consente ai retailer di tracciare le vendite e il magazzino con il risultato di avere i prodotti più richiesti. Non basta alcune vending hanno lo schermo touch screen e alcune aziende stanno testando anche la tecnologia wireless per far sì che il cliente possa comprare usando un telefono cellulare.
Sembra quindi che il mercato da 11,3 miliardi di dollari possa contare su un futuro roseo e anche se attualmente il 90% delle vendite proviene dagli snack, dolciumi e bevande il futuro stia nel non food. Attualmente le vending spaziano dai 2 dollari dei ricambi per radersi ai 400 dei prodotti di consumer electronics però si pensa di arrivare a prodotti da migliaia di dollari.

Selex sta per lanciare tre nuove linee specialistiche a marca privata

Le aree interessate dal lancio sono la natura, che riunisce il mondo dell'ortofrutta a filiera controllata, dei prodotti biologici e della detergenza a basso impatto ambientale, l'area bimbo, con alimenti e articoli per l'igiene studiati per i bambini fino a quattro anni, e l'area benessere, che raggruppa i prodotti salutistici.
L'obiettivo è di garantire un'offerta sempre più personalizzata e rivolta a target precisi di consumatori. "Con le nuove linee di prodotto vogliamo dare una risposta sempre più precisa e specialistica a bisogni di sicurezza, rispetto dell'ambiente e della salute che i nostri clienti manifestano quotidianamente -commenta Maniele Tasca (in foto), direttore generale del gruppo Selex- I risultati stanno premiando la nostra scelta per una marca commerciale basata su qualità dei prodotti e affidabilità dei fornitori». 
La strategia è sorretta dal buon andamento delle vendite che per le private label del Gruppo Selex, nel 2010, segnano una crescita sostenuta del +14% con punte del +20% nelle categorie più innovative.

L'offerta
Selex come Pl presidia tutte le principali categorie merceologiche. L'offerta vede una linea di prodotti alto di gamma, Selex Più, una di primo prezzo, Prodotto Risparmio, due marchi dedicati agli operatori del fuori casa - e Vanto, in vendita nei cash&carry del Gruppo - e Vale, la marca commerciale adottata dalle imprese che operano in aree di sovrapposizione territoriale, che oggi conta più di 700 referenze.

Il 2011 vedrà invece la crescita dell'assortimento del marchio base, alimentare e non alimentare, con l'ingresso nei segmenti per l'appunto della natura, benessere e bimbo. Inoltre,  si prevede l'arricchimento di Selex Più, linea di prodotti alimentari dalle caratteristiche qualitative e organolettiche elevate, che oggi raggruppa 80 specialità.

Gap inaugura il suo primo flagship Athleta a San Francisco

Gap Inc., che ha sede a San Francisco, ha inaugurato in città un flagship da 5.000 mq nelle vicinanze di Pacific Heights con insegna Athleta. L'assortimento prevede, ovviamente, abbigliamento sportivo, ma anche short, yoga paints, abbigliamento casual. Athleta è un brand acquistato da Gap nel 2008 per 150 milioni di dollari.
"Questa scelta va contro la linea di tendenza prevalente -dice Toby Lenk, presidente di Gap- che vedrebbe il prevalere del web sui negozi. Per noi questo tipo di prodotti, al contrario di quanto avviene con il web, deve essere toccato, sentito, provato".

La primavera di Abercrombie & Fitch è agli Champs-Elysées

Mentre Abercrombie & Fitch ha annunciato la sua presenza a partire dalla primavera 2011 sugli Champs-Elysées. Hollister, brand dedicato agli adolescenti dell’azienda americana, sta proseguendo nella sua espansione europea.
Dopo le due aperture italiane a fine 2010 (nel centro commerciale Carosello di Carugate e all’Orio Center, su 2 piani), Hollister ha inaugurato uno store di circa 1.000 mq nel centro commerciale Arena Multiespacio di Valencia. Anche in questo caso, si tratta del terzo negozio Hollister, dopo Madrid e Barcellona.
In Germania il brand ha già realizzato 4 store, mentre ne conta 19 in Gran Bretagna.
Complessivamente, Abercrombie & Fitch ha una rete  di 1.121 store, di cui 339 con l’insegna della Company, 202 con quella di Abercrombie kids, 510 Hollister e 18 Gilly Hicks (solo negli Usa). In Europa conta 3 flagship: a Londra, Copenhagen e Milano.

Un dicembre super

Nelle ultime 5 settimane del 2010, i dati annunciati dall’azienda americana riportano una crescita del 26%, portando la quota di incremento a 596,3 milioni di dollari.
A parità di rete di vendita la crescita netta della Company è valutata al 15%.

Nel 2010 Carrefour cresce grazie ai mercati emergenti

Secondo i primi dati resi noti a fine settimana scorsa, la crescita di Carrefour è dell'1,6% a cambi costanti anno su anno esclusi carburanti con un fatturato di 92,6 miliardi di euro mentre  supera così la fatidica soglia dei 100 miliardi euro arrivando a 101 miliardi. La Francia, che rimane il mercato principale, è in leggerissima contrazione nel fatturato escluso i carburanti, però se la cava meglio del resto di Europa dove la diminuzione raggiunge il 2,8% a cambi costanti.
Discorso diverso per l'America Latina e per l'Asia dove l'aumento complessivo, sempre a cambi costanti, raggiunge ripsettivamente il 14,6% (Brasile +13,2% e Argentina +23,8%) e il 9,2% (Cina +14,7%).
Il ceo Lars Olofsson, ha così commentato: "In un mercato con un livello di competitività molto elevato, in particolare nel secondo semestre, Carrefour riesce ad ottenere un tasso di crescita significativo. Il 2010 è stato un anno di contrasti per il Gruppo dove hanno pesato operazioni una tantum, ma dove abbiamo anche raggiunto interessanti risultati in alcuni ambiti specifici. Il nostro piano di trasformazione è in fase di realizzazione e continua a essere molto promettente: l'immagine in termini di prezzo è migliorata e le quote in Francia sono aumentate, con significativi risultati da parte degli store pilota Carrefour Planet. Abbiamo poi registrato una significativa contrazione dei costi per oltre 500 milioni di euro e, infine, abbiamo impostato una strategia di crescita in alcuni mercati emergenti specificatamente in Belgio, Polonia, Taiwan e per l'insegna Dia. Per il 2011 continueremo sulla stessa strada con un focus particolare sulla traformazione della rete”.

Gianni Cavalieri, nuovo presidente di Interdis

Gianni Cavalieri, nato a Ragusa il 26 ottobre 1955, laureato in Scienze economiche e bancarie presso l’Università degli Studi di Siena, è presidente di Ergon e amministratore unico Mdo. Ora viene nominato presidente Interdis.
La scelta del Cda riflette la decisione di dare continuità alle strategie innovative e pionieristiche da sempre portate avanti dal Gruppo, ma nel contempo vuole dare un forte segnale a tutta la business community di una repentina accelerazione rispetto a nuove politiche di insegna, di format e di marca commerciale.
“Nel 2011 Interdis proseguirà il proprio importante cammino con la medesima compagine sociale del 2010, ossia 26 imprese che presidiano ottimamente il territorio di riferimento. Imprese che ancora una volta hanno dimostrato nei rispettivi mercati la propria forza. Secondo gli ultimi dati della Nielsen (Like4Like 10000) il nostro gruppo infatti, tra oltre 20 retailers sul territorio nazionale, è al 6° posto, come performance complessiva del 2010 -afferma il neo presidente Gianni Cavalieri-. Inoltre, sono orgoglioso di ribadire come Interdis abbia ulteriormente rafforzato la credibilità di Centrale che mantiene tutte le promesse. Un Piano promozionale nazionale come il nostro rappresenta un fiore all’occhiello e tutta l’industria di marca ne è convinta testimone. Infine, il 2011 vedrà la marca commerciale Interdis giocare sempre più un ruolo da protagonista, inserita armoniosamente in assortimenti più essenziali e quindi più performanti”.

Ginni Cavalieri attualmente guida la Ergon consortile, primaria società che ha aggregato alcune aziende della moderna distribuzione e che si esprime
nel territorio con le insegne al dettaglio Alis, Ard, Dimeglio, Le Dune e nei Cash & Carry con l’insegna Altasfera: 140 unità di vendita, di cui 43 a gestione diretta e 96 in franchising. L’impresa controlla un fatturato di ca. 200 milioni ed occupa oltre 800 dipendenti.
Dalla fine degli anni 80 è stato Consigliere di amministrazione dapprima in Gigad quindi in Mdo ed infine Interdis.
Presidente di Ada, è tuttora delegato per la Sicilia di Federdistribuzione.

Partisans du goût, il nuovo concept d’alta gamma di Auchan

Stretta finale per laRinascente Duomo

I rumors danno per chiusa la trattativa per la cessione di quello che è forse il più prestigioso stabile commerciale italiano, il palazzo de laRinascente di piazza Duomo a Milano.

La trattativa
Il building, posseduto da Investitori Associati, Prelios, Deutsche Bank-Reef e dalla famiglia Borletti è sul mercato da tempo. La richiesta iniziale, secondo notizie mai smentite, sarebbe stata di 480 milioni di euro, ma la somma non appariva compatibile con l'entità dei canoni percepiti dalla proprietà, 22 milioni di euro all’anno.
All’acquisto aveva manifestato interesse Sorgente, una sgr (società di gestione del risparmio) che ha in portafoglio una serie di fondi che potevano essere interessati, anche proquota, all’investimento, ma alla fine l’avrebbe spuntato uno dei fondi previdenziali più dotati d’Italia, quello dei medici; veicolo dell’acquisto sarebbe il fondo immobiliare chiuso Ippocrate, gestito da un’altra sgr, First Atlantic.

La gestione
Alla vendita dell’immobile si accompagnerà anche la cessione delle attività , di gestione dello attività commerciali; in pole position ci sarebbe una società thailandese, la Central Retail, posseduta dalla famiglia Chirathivat, ma anche la famiglia Borletti sarebbe interessata al business.

Buonissimo, l’arcipelago del gusto apre anche a Brescia

Isole dell’eccellenza agroalimentare locale e nazionale, privilegiando, in particolar modo, le produzioni tipiche e biologiche; caffè letterario con eventi, ristorante e delicatessen. Il tutto racchiuso in un palazzo storico di quattro piani, ed esteso su una superficie di oltre 3.600 mq.
È l’innovativo format Buonissimo-l’Arcipelago del gusto, sviluppato dal Gruppo Martini di Rovereto, guidato da Valter Martini (socio Sisa), inaugurato ufficialmente a Brescia il 13 gennaio, in un palazzo storico di Corso Mameli 23.

I precedenti

Buonissimo è già presente, sia pure in forma diversa rispetto alla struttura bresciana, a Rovereto e a San Benedetto del Tronto in provincia di Ascoli Piceno.
“L’investimento totale ad oggi -afferma Martini- è di circa 4 milioni di euro e garantisce già 35 nuovi posti di lavoro a Brescia, senza tenere conto dell’indotto”. Valter Martini aggiunge che, entro il 2012, il progetto prevede lo sviluppo del format bresciano con l’apertura di altre tre sedi nel Nord Est.
Il concept, ideato dalla famiglia Martini di Rovereto in collaborazione con il Comune di Brescia, è stato realizzato con il supporto dello studio d’architettura Flavio Albanese.

Lo store si caratterizza anche per la sua valenza di luogo d’incontro messo a disposizione della città e del territorio per valorizzare il cibo e la cultura connessa, a vario titolo.
Nello spazio libreria del Caffè letterario sono molteplici le iniziative, che coinvolgono in particolare gli stessi produttori delle aziende selezionate, associazioni culturali e del settore food and wine.
Oltre al Caffè letterario, situato al secondo piano ribattezzato De gustibus, incontri e degustazioni riguarderanno anche la ricca cantina e l’area ristorazione, collocate al piano interrato denominato Club del gusto, unitamente a Le vie della freschezza, del piano terra e, al primo piano, all’area Delicatessen.

NRF: premiati tre retailer; Ibm e Sda Bocconi presentano Channel & Retail Academy

Il National Retail Forum, partito domenica scorsa, è giunto alla terza giornata di convention. Ecco i due eventi principali di ieri 11 gennaio.

Premiazione dei 3 retailer che interpretano il futuro
Il premio risponde all'esigenza di valorizzare i retailer che sanno già oggi interpretare il futuro, dimostrando con le loro strategie di intercettare le esigenze del consumatore, soddisfare i suoi bisogni e creare una relazione duratura nel tempo.
Su queste basi NFR ha premiato tre retailer, che possono rappresentare, ad oggi, dei punti di riferimento per il rapporto che sono riusciti a creare con il personale e i clienti:
- Golden Medal Award assegnato a The Container Store, una catena di 49 store attiva in tutti gli Stati Uniti, ma nata in Texas nel 1978 per volontà di Kip Tindell, attuale presidente e Ceo, e specializzata in prodotti per l'organizzazione della casa (praticamente scatole, di tutti i tipi e le forme).
- Retailer of Year, è stato attribuito a Urbat Outfitters, retailer multinsegna che, non solo sta continuando a registrare incrementi nelle vendite dall'ultimo trimestre del 2009, ma sta ampliando il proprio "parco insegne" aggiungendo a Urban Outfitters Anthropologie, Free People, Leifsdottir e Terrain, anche BHLDN, nuova firma nell'ambito dei matrimoni.

- Best International Retailer, assegnato ad Arcadia Group con i suoi brand Topshop e Miss Selfridge (cui se ne aggiungono altri sei) rappresenta non solo il maggiore retailer di abbigliamento in Uk con una quota del 12%, ma un punto di riferimento nel mondo dell'abbigliamento accessibile, ma di stile grazie anche a un rapporto molto stretto con i giovani talenti della moda
(vedi il video con intervista a sir Philip Green capo di Arcadia).

Channel & Retail Academy

Proprio la ricerca di un rapporto più stretto con i giovani da formare come futuri manager del retail rappresenta la caratteristica più particolare di Channel & Retail Academy, una nuova iniziativa, unica nel suo genere, che nasce per iniziativa e volontà di Sda Bocconi e Ibm, presentata per la prima volta proprio a New York, in questa occasione.
L'esigenza di introdurre l'Academy parte dalla constatazione che oggi la complessità sia la principale variabile con cui devono confrontarsi le aziende. In una società e in un mercato sempre più complessi, come ha confermato anche il recente studio. "Capitalizing on complexity, effettuato ogni due anni intervistando i Ceo di aziende distributive, produttive e di servizio, è più che mai necessario riuscire a trasformare la complessità in un'opportunità che crei valore -afferma Elena Gelosa, retail industry leader di Ibm-. Questo vale per tutti, ma tanto più per i retailer che si trovano ad affrontare più variabili a livello di offerta (oltre che servizi e segmenti), relazioni, dati e informazioni". Per il successo di domani, diventa, quindi, essenziale riuscire a trasformare agli occhi del consumatore la complessità in semplicità, senza trasformarla in semplicismo. "Questo processo diventa più facile se ci fonda sulla fiducia, sul concetto di trust come circolo virtuoso tra consumatori, aziende e tenant alla base di qualsiasi relazione profonda destinata a durare nel tempo -sottolinea Sandro Castaldo- In questo contesto, l'Academy si propone come uno strumento innovativo per generare conoscenze ed affrontare le sfide future del trust management nel retail.

Il parere di Sandro Castaldo

La Channel & Retail di Academy si compone di tre elementi: la formazione, con tre corsi destinati a diversi target (junior, quadri ed executives), la ricerca con l'Osservatorio Retailing e il networking, con le iniziative della community.
L'iniziativa, unica nel suo genere a livello internazionale, è stata ideata per fornire un concreto contributo alla formazione della futura classe dirigente degli smarter retailer e dei fornitori industriali sui temi del channel management. L'Academy avrà un taglio internazionale, senza confini geografici, in quanto la generazione di conoscenze è universale per definizione e non può essere vincolata da barriere geografiche o culturali. Per aiutare le nostre imprese a realizzare quel necessario salto culturale e manageriale, è fondamentale aprire le nostre frontiere (anche quelle mentali) per rendere il confronto realmente globale. La combinazione di queste due competenze permetterà di rendere l'Academy rigorosa in termini scientifici, ma, al contempo, molto vicina alla realtà manageriale. Anche per questo motivo stiamo selezionando nuovi partner da inserire nel nostro comitato scientifico, responsabile della progettazione e della definizione dei contenuti delle iniziative di formazione e ricerca.

NRF: la tecnologia serve per creare nuove esperienze d’acquisto

Durante la sessione del 10 gennaio di NFR, Intel ha presentato un progetto realizzato con il Mit e Best Buy destinato a cambiare in maniera sostanziale il rapporto tra clienti, prodotti e retailer: un attrezzatura che sembra una lampadina, attraverso la lettura del codice a barra, permette ai clienti del punto di vendita di interagire con prodotti complessi, come quelli tecnologici (il testo viene effettuato su macchine fotografiche digitali), ottenendo un numero di informazioni più complete e dettagliate, sia di prezzo sia tecniche, oltre che un contatto diretto con personale specializzato. Unici requisiti: una superficie liscia, meglio se bianca, orizzontale e verticale per garantire una migliore visibilità e leggibilità delle informazioni.
Sempre Intel sta testando un progetto anche con Adidas per la creazione di un display interattivo, che permette una scelta personalizzata tra tutti i modelli di scarpe realizzati da Adidas e che sarà implementata in Uk tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012.
Nuovo format Disneyinni Times Square, suddiviso su due piani: a livello terra, sono state inserite le collezioni e i prodotti di merchandising in grado di garantire volumi e traffico, obiettivi garantiti anche dall'utilizzo di soluzioni Oracle Retail per una migliore gestione dei volumi e delle operazioni di checkout. Al secondo piano, invece, è stato realizzato uno spazio di 600 mq che vuole offrire un'esperienza magica a tutti i membri della famiglia. Alla logica per categoria, viene preferita una suddivisione degli spazi per mondi che prevede diverse aree tematiche: quella dedicata alla Marvel (accordo avvenuto per la prima volta), quella che ispirata dal film Cars, con la macchina dei desideri, il Disney Theatre per vedere cartoni e realizzare eventi e, infine, il Castello delle Principesse, con non solo abiti e accessori, ma storie costruite ad hoc e visibili attraverso lo specchio magico.

Il parere di Sandro Castaldo

La tecnologia Lumin AR proposta dal Mit con la partnership di Intel e Best Buy apre una nuova intrigante frontiera dell'innovazione nel retail: portare le potenzialità dell'online nel pdv fisico. Con una modalità molto intuitiva e semplice da utilizzare, il cliente può sfruttare le opportunità della rete per ottimizzare la sua scelta d'acquisto nel pdv. La tecnologia, infatti, consente di “proiettare” fisicamente tutte le info utili per ottimizzare il processo di scelta del cliente direttamente sul prodotto a scaffale. Il cliente è in grado di interagire con il sistema semplicemente toccando le immagini proiettate, come su un touchscreen, ma, in questo caso, senza screen! In questo modo il cliente può ottenere informazioni di dettaglio sul prodotto, permettendo allo store di realizzare quella trasformazione fondamentale da punto di vendita a learning point. Si creano, pertanto, i presupposti per una completa convergenza fra online e offline, con il negozio fisico che diventa il perno centrale, il fondamentale touch point anche per sfruttare le potenzialità della rete. Insomma, per accedere alla rete andremo al punto di vendita, ottenendo le info esattamente nel luogo e nel momento in cui sono utili.
Una sola domanda sorge spontanea: quanto tempo sarà necessario per diffondere questa tecnologia?
Questo sarà uno dei quesiti che affronteremo nell'ambito della Channel e Retail Academy di Ibm e Sda Bocconi.

Al via il National Retail Federation (NRF) 2011

L'edizione 2011 del congresso annuale del NFR è partita domenica 9 gennaio con l'obiettivo di analizzare i cambiamenti destinati a modificare il rapporto tra retail e consumatori nell'era digitale. Il tema del cambiamento, al centro dell'intervento di apertura di Terry Lungren, presidente di NFR, oltre che presidente e Ceo di Macy's, è stato, infatti, confermato dalla ricerca mondiale realizzata da IBM e presentata da Jill Puleri, worldwide retail indutry leader Ibm Global Business Service.

La ricerca, effettuata in 13 Paesi tra maturi ed emergenti, ha coinvolto oltre 30.000 consumatori, che hanno spiegato i motivi alla base delle loro scelte d'acquisto. I risultati mostrano che la connettività è ormai un elemento basilare in fase di ricerca di informazioni sui prodotti e in quella di acquisto dei prodotti, sia nei Paesi maturi (Italia, dove sono stati coinvolti oltre 2.000 consumatori, Francia, Germania, UK, Australia, Canada e Usa) sia in quelli emergenti (Cina, Brasile, Argentina, Cina, Colombia e Messico). Insomma, il consumatore è ormai digitale a tutti gli effetti: a livello mondiale, ben l‚86% dei consumatori afferma di utilizzare, oltre lo store, almeno un altro media (tra chioschi interattivi, radio/Tv, internet e il mobile) nella scelta ed acquisto dei prodotti, percentuale che diventa del 49% nel caso di due media.
L'Italia è in linea con questa tendenza: la percentuale dei consumatori che utilizzano almeno un media digitale è dell'85%, mentre quella di chi ne utilizza due è del 40%, segno che, per i retailer, ci sono ampi spazi per creare relazioni e rapporti di fiducia soprattutto attraverso internet e le tecnologie mobile.

Sandro Castaldo e la ricerca di IBM
"Dalla ricerca di IBM emerge che lo store è il primo media in grado di condizionare il processo di acquisto del cliente -ha commentato Sandro Castaldo direttore dell'area marketing della SDA Bocconi- nella fase sia di ricerca delle informazioni sia di acquisto dei beni. Immediatamente dopo lo store, abbiamo la Tv/radio, l‚online, il search engine e mobile application. I nuovi media rappresentano pertanto un canale da gestire in modo integrato con lo store del futuro.
Queste sono alcune delle conoscenze che utilizzeremo nell'ambito della Channel e Retail Academy di IBM e Sda Bocconi, che verrà presentata domani, martedì 11 gennaio, in una sessione dedicata di cui parleremo nei prossimi giorni".

Affitti dei negozi: le precauzioni di padroni e inquilini

Uno studio di Gabetti Corporate con King Sturge ha analizzato le prassi che oggi sono applicate più spesso nelle trattative di locazione commerciale; di norma la previsione di legge che stabilisce l’aggiornamento dei canoni al 75% dell’Istat viene integralmente rispettata anche oggi (quando - aggiungiamo noi  non si ricorre all’artificio della scalettatura del canone, stabilendo un canone a regime più alto di quello che si chiederebbe con l’aggiornamento al 100% e si pratica uno sconto per i primi anni). Ci sono però sempre più precauzioni sia da parte dei proprietari che degli inquilini.

I proprietari

Sempre più spesso in luogo del deposito cauzionale (sul quale maturano interessi) richiedono una fidejussione bancaria a prima richiesta che copra almeno 6 mesi di affitto, mentre non sono accettate le fidejussioni assicurative o bancarie non a prima richiesta. Inoltre, chiedono la firma di una clausola espressa per la rinuncia alla buonuscita.

Gli inquilini

Se non hanno già la licenza subordinano l’esecuzione del contatto di locazione al conseguimento delle autorizzazioni commerciali; il limite massimo di solito concesso dalle proprietà non supera l’anno.
Chiedono che la proprietà si impegni a non locare altri immobili in un perimetro definito a concorrenti
diretti del conduttore.

Sealed Air acquista ProAseptic Technologies

Il packaging asettico offre molti vantaggi fra i quali un prolungamento della
conservabilità di prodotti farmaceutici, alimenti e bevande non refrigerati, mantenendo
inalterato il sapore e il valore nutritivo di questi ultimi.
Questa tecnologia è
particolarmente utile per i produttori di latticini ed ortofrutticoli che possono migliorare la
qualità microbiologica dei cibi garantendo ai consumatori una presentazione ottimale, la
praticità delle confezioni richiudibili e la diminuzione di peso delle confezioni.

Riflessi in gdo
I sistemi sviluppati da ProAseptic Technologies prevedono buste “stand up” per
fluidi asettici e ultraclean con diversi sistemi di supporto, in formati 100 ml a un litro,
particolarmente adatti al retail.
La sinergia fra l’esperienza Sealed Air nel campo dei materiali di
confezionamento flessibili e il know-how di ProAseptic Technologies nel
confezionamento di prodotti asettici offrirà alle industrie presenti in gdo un’ampia gamma di formati di packaging per applicazioni refrigerate e shelf stable.
Grazie alla rete globale di vendita ed assistenza tecnica di Sealed Air, i clienti di tutto il
mondo beneficeranno di macchine e sistemi per il confezionamento asettico provenienti
da un unico fornitore.

I termini finanziari della transazione non sono stati resi noti.

Best Buy negli Usa lancia il piano di ritiro dell’usato

In base al programma, Best Buy si impegna a riacquistare entro i due anni successivi dall'acquisto laptop, netbook, tablet e cellulari post-paid ed entro i quattro anni nel caso dei televisori.

Il prezzo arriva fino al 50% di quello di acquisto
Il prezzo di riacquisto può arrivare al 50% del prezzo originale e viene pagato sottoforma di una gift card Best Buy.
I prodotti ritirati potranno essere sia rimessi a nuovo sia riciclati.
La scelta di implementare il piano di buy back deriva dal fatto che le ricerche di mercato hanno rivelato che il 40% dei consumatori ritiene che, nelle categorie prescelte,  l'aggiornamento tecnologico sia così veloce da fungere come fattore negativo invece di stimolare all'acquisto.
Inoltre il 73% ha affermato che preferisce comprare quei prodotti da una catena che applichi un qualsiasi programma di ritiro dell'usato.

L’applicazione iPhone di Ikea Italia

Il nuovo UniEuro di Cesano Boscone (Mi)

Liberrima, libreria, bar, ristorante e altro ancora

Il Gruppo Metro annuncia una chiusura positiva del 2010

L'aumento è del 2,6% con un fatturato totale di 67,3 milioni di euro. Secondo il Ceo di Metro Group Eckhard Cordes "guardando indietro al 2010 lo vediamo come un anno di successo. Abbiamo inciso sui costi e sull'efficienza, ma abbiamo anche spinto sulle attività internazionali".
È vero che in Germania Metro diminuisce dell'1,4, però in Europa occidentale aumenta del 2,8% e in Asia/Africa cresce del 12,7% .

Asda punta a essere più conveniente del 10% rispetto ai concorrenti

Asda garantisce che il prezzo del proprio carrello sarà sempre più basso dei concorrenti di almeno l'8-10%. Qualora il consumatore riesca a trovare un prezzo più basso sarà rimborsato con un voucher che copre la differenza con l'aggiunta di un penny.
La mossa avviene dopo che nello scorso aprile è stata introdotta la Asda Price's Guarantee che è stata usata da più di un milione di clienti dell'insegna. La garanzia in oggetto riguarda più di 15mila referenze di marca e private label, e fra questi, persino prodotti che sono già in promozione presso le primarie catene della concorrenza come Sainsbury's, Tesco, Waitrose e Morrison.
L'iniziativa dal 7 gennaio è supportata da una campagna Tv e stampa.
Asda pianifica inoltre di estendere la politica di riduzione prezzi ad altre 3.000 referenze durante gennaio.

Italian Food Excellence

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