Un approccio flessibile nella gestione delle reti commerciali può essere l’arma vincente per ridurre l’impatto della crisi. Se n’è parlato questa mattina a Milano, al Glocal marketing forum 2009, organizzato da Future drive e giunto alla sua terza edizione. Un appuntamento giunto in una fase difficile ma che lascia intravedere anche buone prospettive se, come dichiara Alessandro Pilia, director di Futire Drive,
"le imprese stanno diventando più propense da investire".
Le reti
In apertura dei lavori Eurisko, per bocca del suo presidente Giuseppe Minoia e di Carolina Gerenzani
(department manager dell’istituto) hanno illustrato l’evoluzione del
comportamento dei consumatori, sempre più integrati in community in cui
il passaparola ha importanza fondamentale, e delle insegne che
assecondando trend vincenti, come quelli del benessere e della cultura,
si sono trasformate in esperienze di successo.
La multicanalità e la riorganizzazione della rete sono stati al centro, rispettivamente dell’intervento di Mario Franci, direttore vendite di Vodafone e di Cesare Biggiogera, responsabile dei nuovi mercati di Prysmian. Pasquale Casillo, presidente e ad dell’omonimo gruppo molitorio, ha invece raccontato come con una riorganizzazione glocale sia stato possibile far sfuggire i prodotti granari dalla trappola della commodity. Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing di Interdis e Fabio Netti, responsabile distribuzione di Ras hanno illustrato infine tematiche di organizzazione commerciale di una rete distributiva diffusa e di un’impresa assicuratrice.
Una panoramica a 360 gradi su commercio, industria e servizi completata nel pomeriggio dalla tavola rotonda che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo accademico e delle imprese.
Organizzare le reti per battere la crisi
Al via l’Antegnate Shopping Center
Una superficie totale di 105.000 mq, una GLA di 42.500, 2.200 posti auto: questi alcuni dei numeri del nuovo centro commerciale firmato da Gruppo Percassi e Premium Retail, l’azienda creata da Stefano Stroppiana in collaborazione con Gruppo Stilo, società immobiliare e finanziaria del Gruppo Percassi.
Il centro, la cui realizzazione ha richiesto un investimento di circa 100 milioni di euro, è caratterizzato da ampie vetrate che rendono l’ambiente luminoso, effetto accentuato da pareti e colonne bianche.
Particolare la galleria circolare, al primo e unico livello, dove sono ospitate le 90 attività commerciali che compongono l’offerta del centro, che spazia dall’elettronica di consumo Supermedia (Italmark) di 2.000 mq, allo sport con Sportland (sempre Italmark della famiglia Odolini), all’abbigliamento con nomi fashion, tra cui Calvin Klein, Guess, Fornarina, Levi’s, Zara e Pull & Bear, Nike, Replay’s, Benetton e il primo monomarca Sisley Young, abbigliamento fashion per bambini dai 3 ai 13 anni; non mancano Ovs Industry e le nuove declinazioni di Coin, Coin Casa e Coin Gallery, entrambe presenti per la prima volta in un centro commerciale italiano e la profumeria, che prevede anche Kiko Make Up Milano, marchio del Gruppo Percassi, in sviluppo all’estero, oltre che in Italiana, dove opera con 100 pdv.
L’offerta è completata dalle dieci attività di ristorazione, con vari nomi più o meno conosciuti e un ampio spazio contemporaneamente bar e luogo d’acquisto a insegna Lindt (Lindt & Sprüngli), concept in crescita nei centri commerciali.
La locomotiva alimentare
Traino food del centro è l’ipermercato Auchan, che occupa una zona laterale, ma con un ingresso diretto su scala mobile e si sviluppa su circa 7.500 mq con un assortimento di oltre 55.000 (48% alimentari e le restanti non food). L’insegna qui si concentra, oltre che sulla salvaguardia dell’ambiente non solo con la presenza di sacchetti solo riciclabili, ma anche con proposte green, sul tradizionale accento sulla convenienza, sottolineato dai rapporti qualità-prezzo, dall’area Self Discount e dalla nuova zona Tutto a 1 Euro, un assortimento limitato al solo non food.
Particolare attenzione è stata posta alla barriera casse: le 27 postazioni sono suddivise tra soluzioni tradizionali (8), Casse Amiche per cestelli (2 isole da 4) e carrelli (5) e le 6 Casse Express, per il self scanning.
Ingenico ottiene la certificazione della Secure Room
Ingenico Italia ha ottenuto la certificazione di sicurezza da parte di ZKA, l'associazione delle banche tedesche, per la Secure Room e l'unità produttiva situata presso la sede operativa di Epos Italia, la società che fornisce tutti i servizi post-vendita che coprono l'intero ciclo di vita del prodotto.
La Secure Room è un locale ad accesso controllato, uno spazio fisicamente protetto, realizzato all'interno dell'area di produzione, nel quale i terminali di pagamento elettronico, seguendo procedure operative rigorosamente definite, vengono personalizzati mediante l'inserimento di chiavi bancarie segrete di sicurezza, che ne proteggeranno l'uso una volta che il Pos sarà attivato presso il punto vendita e in tutto il suo ciclo di vita.
Il collaudo della Camera Sicura è stato eseguito da T-Systems, società specializzata nella valutazione di ogni aspetto di sicurezza relativo al mondo bancario.
Massima sicurezza
Oggi Ingenico può offrire a tutti i clienti il massimo livello di sicurezza per tutte quelle funzioni che all'estero sono già in essere e che in Italia verranno rese obbligatorie dall'introduzione delle nuove specifiche emesse dal Consorzio Bancomat.
La Secure Room, infatti, potrà essere utilizzata anche per tutte le attività di inizializzazione sicura dei terminali e delle PinPad, come ad esempio quelle richieste dalle nuove specifiche nazionali per le carte PagoBancomat, emesse dal Consorzio Bancomat come anche l'inizializzazione dei terminali con i certificati SSL3 per la mutua autenticazione, quando usati su Internet, o l'inserimento di chiavi per il telecaricamento sicuro da remoto.
“Grazie a questo investimento, Ingenico è oggi l'unico vendor in Italia a disporre di una Secure Room certificata -dichiara Luciano Cavazzana, Managing Director di Ingenico Italia, Svizzera, Germania e Austria-. I nostri clienti potranno utilizzare i servizi di questa struttura per aggiungere un importante elemento di sicurezza al loro prodotto. Ogni miglioramento in ambito sicurezza è fondamentale per tutelare gli investimenti delle Banche clienti e per guadagnare la fiducia degli utenti, diffondendo e incentivando sempre più l'uso della moneta elettronica”.
Paissan: “La privacy dei clienti? Un valore per i retailer”
La gestione della privacy nella relazione tra retailer e clienti è un tema molto delicato e non deve essere vissuto dalla distribuzione come un mero obbligo burocratico, ma come un'opportunità per rafforzare il rapporto con i consumatori. Ne è convinto Mauro Paissan, componente del Garante per la protezione dei dati personali: “In ambito retail, le violazioni più ricorrenti consistono nella raccolta di dati dei consumatori senza un'adeguata informativa, specie riguardo agli scopi del trattamento, e nell'utilizzo di tali dati a fini di profilazione e di marketing senza un idoneo consenso dell'interessato”.
Quali i vostri poteri di intervento?
Il Garante, con un provvedimento del febbraio 2005 sulle carte di fedeltà, ha prescritto le regole cui i titolari del trattamento devono attenersi nelle attività di fidelizzazione, profilazione e marketing. L'Autorità, come del resto ha fatto in diverse occasioni, può vietare il trattamento dei dati effettuato in violazione di legge e prescrivere alle società le misure da adottare per rendere il trattamento conforme al Codice della privacy.
Carte fedeltà: i retailer chiedono troppe informazioni personali?
Anche in base al provvedimento cui accennavo prima, le aziende sono tenute a ridurre al minimo l'uso delle informazioni personali e ad utilizzare informazioni pertinenti e non eccedenti. Cautele speciali sussistono poi per i così detti dati sensibili ed in particolare sui dati relativi allo stato di salute e alla vita sessuale che non è lecito utilizzare ai fini di profilazione. I dati rilasciati dal cliente, al momento dell'adesione al programma di fidelizzazione, non possono essere utilizzati a scopo di profilazione senza uno specifico consenso dell'interessato.
E' lecito inviare al cliente offerte promozionali mirate sulla base dei comportamenti d'acquisto?
Anche il marketing fondato sulla profilazione del consumatore deve avvenire con il consenso dell'interessato: un consenso specifico e fondato su un'adeguata informativa che, in maniera semplice, chiarisca il tipo di trattamento di dati personali a cui il consumatore si sottopone. Ciò significa che anche in questo caso non si può condizionare l'adesione alla carta di fedeltà all'espressione del consenso anche per l'uso di dati a scopo di marketing.
In molti pdv si installano sistemi di videosorveglianza o, addirittura, per l'analisi dei flussi di traffico per ottimizzare layout e assortimento. Si può configurare una violazione della privacy?
Anche per la videosorveglianza vale prima di tutto il principio di necessità, che impone l'impiego di videocamere in grado di riprendere persone identificabili solo se, per raggiungere gli scopi prefissati, non possono essere usati dati anonimi. Una cosa dunque è l'impiego di videosorveglianza per effettive ragioni di sicurezza, ben altra l'utilizzo di videocamere allo scopo di ottimizzare l'assortimento del negozio, finalità che può essere raggiunta senza dover identificare il cliente. In ogni caso, occorre sempre informare gli interessati della presenza delle videocamere, limitare il periodo di conservazione delle immagini, rispettare le specifiche normative di settore, ad esempio il divieto di controllo a distanza del lavoratore previsto dallo Statuto dei lavoratori.
Cresce l'uso di tecnologie legate all'identificazione dei clienti, Rfid in primis, pur essendo ancora lontana la sua implementazione su larga scala Quali le osservazioni espresse dal Garante a riguardo?
Il Garante ha tenuto in considerazione i diversi impieghi della tecnologia Rfid, evitando un approccio ideologicamente contrario all'uso di questi dispositivi. Con un provvedimento del 2005, ha messo in evidenza che nelle ipotesi in cui la Rfid sia finalizzata esclusivamente al tracciamento dei prodotti non si pongono particolari problemi per la tutela delle persone. Diverso il caso in cui le etichette così dette intelligenti contengano dati personali o siano impiegate in modo tale da rendere identificabile l'interessato (ad esempio attraverso l'incrocio con i dati sui pagamenti effettuati); o permettano la localizzazione di chi detiene l'etichetta o l'oggetto su cui essa è apposta. In tali casi, occorre rispettare le garanzie dettate dal Codice della privacy e cioè i principi di necessità, liceità, proporzionalità; fornire un'adeguata informativa; ottenere il consenso dell'interessato; garantire la disattivazione o rimozione agevole delle etichette.
Nei siti di e-commerce dei retailer vengono usati sempre più frequentemente software per tracciare i percorsi dei clienti registrati ...
Anche nel caso dell'e-commerce occorre prima di tutto evitare che si effettuino trattamenti di dati all'insaputa dell'interessato e contro la sua volontà. Due principi da affermare con ancora maggior risolutezza in un ambito, come quello virtuale, che si presta per sua natura a trattamenti di dati "occulti", ponendo l'interessato in una condizione di particolare debolezza.
Alcuni retailer tendono ad integrare nei propri siti link ai Social Network. Ci sono controindicazioni sul versante della privacy?
Il social network è una delle nuove sfide per chi è chiamato a tutelare la privacy dei cittadini. E certamente uno dei problemi allo studio è la tendenza di molti servizi di social network al riutilizzo dei dati contenuti nei profili personali degli utenti per attività mirate di marketing. Le autorità per la privacy si stanno muovendo per applicare anche in questo nuovo contesto i principi di protezione dei dati. Nell'ultima Conferenza internazionale dei Garanti, è stato sottolineato che i fornitori di questi servizi, per agire nel rispetto dei diritti degli utenti della rete, devono mettere i naviganti nelle condizioni di decidere liberamente e consapevolmente sugli utilizzi a fini marketing dei dati di traffico che li riguardano e dei dati contenuti nei rispettivi profili.
La Social card è accettata anche nei supermercati. Ritiene un eccesso il voler tutelare la privacy dei titolari?
Non lo trovo un eccesso e anzi rispetto l'esigenza, peraltro segnalata da molti, di tutelare la privacy dei titolari della social card. Esigenza che è stata considerata dal Garante nel parere in merito al decreto che ha previsto questa carta d'acquisto. In tale occasione, l'Autorità ha segnalato la necessità di predisporre un modello di carta non dissimile, per formato e caratteristiche, da quello in uso per altre carte di pagamento correnti. Un modo per cercare di evitare che i beneficiari fossero "socialmente" individuabili.
Come giudica l'atteggiamento del retail italiano nei confronti della privacy e quali sono le aree su cui lavorare per arrivare ad una maggiore trasparenza?
Nel corso del tempo, anche grazie al lavoro dell'Autorità, si è giunti ad una maggiore consapevolezza sui temi della protezione dei dati, sia da parte delle imprese sia dei consumatori. Spesso sono le stesse aziende ad aver appreso che la privacy dei loro clienti può costituire un elemento distintivo, invece che un faticoso adempimento burocratico. Ma c'è ancora molto da fare e il Garante è tuttora costretto talvolta a intervenire per sanzionare l'uso "allegro" dei dati personali in ambito commerciale.
Soprattutto occorre tenere gli occhi bene aperti nel settore delle nuove tecnologie che, come ricordavo, consentono forme sempre più sofisticate di controllo e di profilazione senza che gli interessati ne siano a conoscenza.
Mauro Paissan, giornalista, deputato per tre legislature, è dal 2001 componente del Garante per la protezione dei dati personali. Segue in particolare i temi legati alla comunicazione. Con l'editore Ponte alle Grazie ha appena pubblicato "La privacy è morta, viva la privacy".
Kraft distribuisce il caffè Starbucks anche in Europa
Continuando nella politica di espansione sul mercato europeo, attuata dai due partner Starbucks e da Kraft e iniziata con la Svizzera, adesso si estende a Francia e Germania. È infatti da circa un mese che i caffé Starbucks e Tassimo T-Discs si trovano sugli scaffali della gdo francese, in particolare Monoprix, principalmente nell'area intorno a Parigi, mentre per la Germania le insegne prescelte sono Edeka e Rewe.
Le due aziende sono partner nel 1998 per sviluppare il mercato americano. Da un lato Starbucks ci mette la qualità dei suoi prodotti e la capacità di costruire la marca e dall'altro Kraft, offre la sua conoscenza del marketing, delle vendite e della distribuzione.
La lunga tradizione verso il caffé e il suo radicamento all'interno delle abitudini europee, sono i veri driver del crescente coffeehouse e delle macchine per farsi il caffe a casa, che intende sfruttare anche Starbucks. A tale proposito, secondo Datamonitor, il giro d'affari complessivo del caffè, nel 2007, è stato di 7.130 milioni, mentre l'aspettativa è che, per la fine del 2012, salga a 7.982 millioni di euro.
Brevetti: al via l’iniziativa “Porte aperte” del Ministero dello Sviluppo economico
Incontrare gli esperti del ministero dello Sviluppo economico per approfondire aspetti di particolare interesse in materia di marchi, brevetti e tutela della proprietà intellettuale: da ieri e sino al 24 aprile è possibile grazie all'iniziativa "Porte aperte" organizzata in occasione della Giornata mondiale della proprietà intellettuale 2009.
L'iniziativa è organizzata dalla Direzione generale per la lotta alla contraffazione - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) che, per l'occasione, estenderà l'orario di apertura della sala pubblico di via di San Basilio 14 fino alle ore 17.
Ogni pomeriggio della settimana, a partire dalle 14.30, sarà dedicato alla presentazione di una specifica attività dell'ufficio seguita da un servizio di assistenza personalizzato. È prevista, inoltre, la partecipazione di esperti di marchi, brevetti e disegni dell'Ordine dei consulenti in proprietà industriale.
A conclusione delle cinque giornate, venerdì prossimo 24 aprile alle ore 15 è previsto l'intervento di Loredana Gulino, Direttore generale per la Lotta alla Contraffazione.
Sempre nel corso della settimana, l'UIBM ha invitato le Camere di Commercio ed i centri di informazione brevettuale a fornire ai cittadini e alle imprese servizi di informazione ed assistenza con orario prolungato.
Per ulteriori informazioni: www.uibm.gov.it e www.uibm.eu.
Nuova carta Pass MasterCard per Carrefour
MasterCard e Carrefour lanciano la nuova Carta Pass MasterCard, che svolge contemporaneamente le funzioni di carta di pagamento e carta fedeltà, racchiude in sé tutti i vantaggi di una carta fedeltà, servizi Pass come raccolta punti, offerte, casse dedicate e le caratteristiche di una carta di credito internazionale a cui si aggiunge la possibilità di operare con modalità revolving.
“Il nostro obiettivo è quello di estendere questa tipologia di pagamento evoluta a tutta la rete del gruppo Carrefour, e siamo sicuri che in collaborazione con MasterCard riusciremo non solo a garantire la fidelizzazione del cliente, ma anche a coinvolgerne di nuovi”, dichiara Vincenzo Grimaldi - ad Carrefour Servizi Finanziari.
Le caratteristiche
La nuova carta offre, come benvenuto ai sottoscrittori, buoni spesa del valore di 30 euro da utilizzare in tutti i negozi Carrefour, GS e DìperDì.
Per sottoscrivere la carta non occorre aprire un conto corrente, né cambiare la propria banca, ma è sufficiente compilare un semplice modulo.
Anche i possessori di Carta Pass Carrefour e Carta SpesAmica possono convertire la loro tessera nella nuova Carta Pass MasterCard, ottenendo immediatamente il bonus spesa di 30 euro.
La carta, operando sul circuito MasterCard, è accettata anche fuori d'Italia e può essere utilizzata in oltre 28 milioni di pdv in tutto il mondo.
- L’ipermercato Carrefour del Porto Bolaro Shopping Center
- Nuovo logo Uno Mobile con firma Carrefour
- Carrefour e la settimana europea dell’energia sostenibile
- Coop e Carrefour promuovono i mirtilli cileni
- Carrefour e Sisa premiati per l’innovazione nella Pl
- Carrefour più spazio alla marca-insegna e a primi prezzi
- Gruppo Carrefour: vendite 2008 oltre i 90 miliardi di euro
Stampanti multifunzione: il segmento laser è in grande crescita
Sempre più complete, sempre più efficienti e sempre meno costose. Questi, in breve, i trend delle stampanti multifunzione. Tutto in un unico prodotto che per di più tende a diventare sempre più compatto e sempre più oggetto d'arredamento.
Viste queste premesse, inevitabile che le multifunzione siano le stampanti più vendute in famiglia, tanto più che dispongono di una scala prezzi in grado di soddisfare tutte le tasche.
Segmentando le vendite, notiamo che le inkjet sono la tipologia più venduta (85%) e più sofferente, con una flessione del 7,7%. Meglio l'andamento delle laser, il cui prezzo medio si è ridotto del 5,1%, mostrando una progressione nelle vendite che sfiora il 38% che le fa diventare il segmento più dinamico del mercato.
Allegati
- Stampanti multifunzione: il segmento laser è in grande crescita
- Mercato | Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Davide Bernieri |
Pozzoli confermato alla guida di Avedisco
Con un giro d'affari di 1,4 miliardi di euro in Italia e oltre 80 nel mondo il titolo di "Cenerentola del commercio" che ogni tanto si dà alle vendite dirette appare fuori luogo. Il comparto nel nostro Paese è rappresentato dall'associazione di categoria Avedisco e dà lavoro a 223mila persone, principalmente nei settori cosmesi, arredo e accessori per la casa, tessile abbigliamento.
Avedisco, nall'assemblea di ieri a Bolzano, ha riconfermato alla guida per il biennio 2009-2001 Luca Pozzoli (nella foto), 43 anni, ad di Tupperware. Al suo fianco, è stato rieletto alla vicepresidenza anche Ciro Sinatra, 47 anni, responsabile risorse umane di Vorwerk Folletto.
"Dire che, anche per noi, il 2009 non sarà un anno difficile - ha dichiarato Pozzoli- sarebbe come raccontarci delle storie. Tuttavia affermare che la vendita diretta può essere uno strumento per uscire dalla crisi economica mi sembra giustificato dai fatti. Come tutti, anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Abbiamo le potenzialità, ma soprattutto offriamo opportunità e abbiamo la mentalità e lo spirito giusti".
L'associazione
Avedisco opera dal 1969 nel nostro Paese e attualmente associa 34 imprese, nei fatti le più importanti realtà industriali e commerciali, sia italiane sia internazionali, che utilizzano la vendita diretta a domicilio per la distribuzione dei loro prodotti e servizi. La missione di Avedisco è di porsi come riferimento unico nazionale per tutti i soggetti coinvolti nella vendita diretta, promuovendo iniziative mirate alla creazione, al sostegno e al rafforzamento dei principi e dei valori di questa forma di distribuzione. Nel 2005, la collaborazione tra Avedisco e le associazioni dei consumatori ha portato alla stesura di una legge (173/2005) per “la disciplina della vendita diretta e la tutela dei consumatori dalle forme di vendita piramidali” che il 17 agosto è stata approvata dal Parlamento e il 2 settembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Fairtrade controcorrente, i prodotti equosolidali salgono del 20%
I consumatori chiedono un new deal per il commercio, in cui giustizia ed equità diventino parte integrante degli scambi. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Fairtrade Labelling Organizations (il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia del commercio equo) in 15 Paesi, che evidenzia anche quanto Fairtrade sia in ascesa.
Più del 75% dei consumatori intervistati crede che le aziende non facciano abbastanza e che dovrebbero aiutare concretamente le comunità e favorire lo sviluppo nei Paesi poveri. E l'Italia è al primo posto tra i paesi che ritengono la certificazione un plus imprescindibile per attestare la responsabilità di impresa.
Un brand credibile
La metà degli intervistati ha molta familiarità con il marchio di certificazione Fairtrade: di queste persone, nove su dieci hanno fiducia nel marchio e il 64% crede che Fairtrade possieda standard severi. “È incoraggiante vedere come l'impegno verso il Fairtrade sia molto forte in questo periodo di crisi -ha detto Rob Cameron, direttore di Fairtrade Lebelling organizations international-. I produttori dei paesi poveri hanno bisogno del Fairtrade ora più che mai. Devastati dalla crisi globale del cibo, ora diventano due volte più sfortunati a causa della recessione globale. Molti brand internazionali vedono in Fairtrade un investimento importante per il loro futuro. Tra questi Starbucks, Ben & Jerry's e Cadbury”.
Il trend in Italia
Il livello di credibilità e di fiducia del marchio è coerente con le scelte di acquisto, come mostrano i risultati di vendita dei prodotti Fairtrade, cresciuti del 75% in Svezia, 45% in Inghilterra, 24% in Austria. In Italia, dove le vendite a valore sono stimate in 43,5 milioni di euro nel 2008 contro i 39 milioni del 2007, l'incremento è stato del 20%.
I prodotti maggiormente performanti nel nostro paese sono quelli composti (snack, biscotti, ma anche semifreddi), uniti alla frutta fresca, tra cui, in particolare, l'ananas. Cresce anche la percentuale di prodotto bio sul totale: circa metà delle referenze Fairtrade hanno anche la certificazione biologica.
Nel 2008 nuove insegne hanno scelto la certificazione Fairtrade per le loro private label: Dico (nella seconda metà dell'anno) mentre si annuncia l'ingresso di Conad e Despar nel 2009.
“C'è ancora molto da fare -ha affermato Paolo Pastore, direttore di Fairtrade Italia-. Il nostro impegno sarà rivolto a rafforzare ancora di più il rapporto con i distributori in Italia e ad esplorare nuovi canali, come il vending e le mense, e a proporre nuove referenze”. Come per esempio il cotone, che per ora conta solo su sei aziende italiane licenziatarie e quello della cosmesi e della detergenza, che attualmente coinvolge un'unica azienda licenziataria.
Il nuovo Design Supermarket conferma l’evoluzione verso il top de laRinascente
Dopo la bellezza, la moda e il food, tutti riposizionati vero l'alto di gamma, ora è la volta del design, cui la Rinascente dedicherà un intero piano. Si chiamerà Design Supermarket e prevede l'ingresso di marchi importanti con un assortimento estremamente vario, che andrà dalla microelectronics all'illuminazione, dal gadget tecnologico agli accessori per l'ufficio, dalla cucina alla tavola, fino al piccolo complemento
d'arredo. Ci sarà anche una libreria e un'area ricca di spunti e d'idee inedite per vivere i rituali del caffè e del tè. Ma, secondo il progetto del department store, sarà soprattutto un luogo dove poter girare, curiosare e lasciarsi ispirare dalle novità del momento, dai brand storici o da quelli più innovativi.
Design con doppia anima
I 2.000 mq del Design Supermarket sono stati progettati dallo studio 1+1=1 Claudio Silvestrin Giuliana Salmaso architects che ha creato in stile elegante e contemporaneo la struttura di una piazza: sul perimetro si disporranno i diversi marchi secondo una logica di shop in shop, mentre la parte centrale sarà caratterizzata da un'area con banconi simile a quelli di un supermercato. L'esposizione ricorderà quella di un museo, in cui gli oggetti verranno esaltati dalle linee essenziali e dalle tonalità neutre di pavimento, arredi e rivestimento e ogni prodotto verrà presentato in chiave creativa.
La Caffeteria, progettata da Martino Berghinz, si differenzierà per il cromatismo degli arredi.
Un piano, dunque, dallo stile decisamente innovativo, come il tono del logo che lo rappresenta, dove rimandi all'arte dell'Action Painting convivono con citazioni graffittare per raccontare la doppia anima del design: funzionale ed emozionale allo stesso tempo.
Gli appuntamenti
Design Supermarket inoltre farà da cassa di risonanza con temporary corner e attività ad hoc a eventi cittadini, quali il Salone del Mobile e la settimana della Moda.
Il design, quindi, diventerà sempre più parte integrante dello store milanese, che proporrà, quotidianamente, appuntamenti che puntano a coinvolgere il cliente. Già in questo mese di aprile, Design Supermarket propone incontri nei diversi comparti: Tavola e Cucina, Caffè / Tè, Office, Gadget, Elettronica / Hi Fi, Arredo Decoro e Illuminazione.
I risultati 2008 di Metro Cash and Carry International
Nonostante la difficile situazione economica e la ristrutturazione in atto, Metro Cash and Carry ha comunicato di avere avuto un 2008 positivo. Le vendite sono cresciute del 4,6% raggiungendo 33,1 miliardi di euro. Gli utili, al lordo degli interessi e tasse (Ebit), hanno registrato +6,8% con 1,3 miliardi di euro.
“Siamo soddisfatti dello sviluppo del nostro business nel 2008. Metro Cash and Carry ha rafforzato la sua posizione di leader nelle vendite self-service all’ingrosso”, afferma Frans Muller, Ceo di Metro Cash and Carry International e membro del Comitato di direzione del Gruppo Metro.
Nel 2008, la società ha accresciuto la sua espansione internazionale anche attraverso l'incremento dei punti di vendita (40 le nuove unità) portando a 655 i magazzini all'ingrosso. L’attenzione è stata ancora rivolta alla crescita nei mercati nell’Europa dell’Est e in Asia. Nella sola Russia la società ha aperto 9 nuovi punti di vendita. Complessivamente il business internazionale ha rappresentato l’83% delle vendite nel 2008. Per il 2009, Metro Cash and Carry ha pianificato l’apertura dei suoi primi punti di vendita in Egitto e Kazakhstan.
Il Gruppo Metro, con sede a Düsseldorf, nel 2008 ha generato vendite per 68 miliardi di euro. Oltre a Metro Cash and Carry, i marchi di distribuzione del Gruppo comprendono anche Real, Media Markt/Saturn e Galeria Kaufhof.
Il trend Metro Italia
Nel 2008, l’azienda ha sviluppato vendite per 1,9 miliardi di euro, con un giro d’affari stabile rispetto all’esercizio precedente. Il numero di magazzi, 48, è rimasto invariato come pure il numero di collaboratori, che sono circa 5.000.
"Il risultato -commenta Dominique Minnaert, direttore generale di Metro Italia- è in linea con le nostre previsioni. Nel corso del periodo, il management ha subito un radicale turnaround e tutta l’azienda ha operato una profonda rifocalizzazione sulla clientela professionale. Questo processo, tuttora in corso, sta interessando soprattutto i reparti non food il cui assortimento è stato rivisto in funzione delle esigenze degli operatori horeca. Con queste decisioni e con un parallelo significativo taglio dei costi, siamo certi che Metro confermerà la sua leadership nella vendita all’ingrosso e tornerà ad essere competitiva anche sui prezzi, mantenendo al tempo stesso la sua consolidata eccellenza in fatto di qualità e di servizio”.
A Genova è partita Slow Fish
La quarta edizione della biennale internazionale dedicata al mondo ittico è di scena dal 17 al 20 aprile presso il nuovo padiglione della Fiera di Genova, che si affaccia direttamente sul mare, progettato dall'architetto Jean Nouvel.
Aperta al pubblico, la manifestazione permette di conoscere, acquistare
e di degustare le specialità di mare -fresche e trasformate- di tutto
il Mediterraneo e non solo. Con un occhio di riguardo alle buone
pratiche da adottare per la salvaguardia degli ecosistemi acquatici.
Enogastronomia e cultura
Sul modello già rodato dal Salone del Gusto di Torino, alla ricca sezione espositiva e commerciale-che tra l'altro ospiterà 23 Presidi del mare (15 italiani e 8 internazionali)- il programma affianca la somministrazione -con l'immancabile enoteca e diversi format (Osterie del mare, Isole del gusto, Cucine di strada) attraverso i quali permettere ai visitatori di conoscere e apprezzare le specialità gastronomiche dei diversi territori- ma anche numerosi momenti culturali e formativi (Laboratori del Gusto e Laboratori dell'Acqua).
Partner pubblici e privati
Organizzata da Slow Food e Regione Liguria -con il sostegno di Città di Genova, Provincia di Genova, Fondazione Carige, Camera di Commercio di Genova e la collaborazione del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali- la manifestazione vanta diversi sponsor e partner sostenitori. Tra questi: Lavazza, Bormioli Rocco, Lurisia Acque minerali, Consorzio per la tutela dell'Asti Docg, Unipol e Novamont, che grazie alla fornitura di attrezzature per l'allestimento degli stand e di kit di piatti e bicchieri usa e getta in materiale compostabile (Mater-B) contribuirà significativamente alla riduzione dell'impatto ambientale di un evento che proprio dell'ecostenibilità ha fatto il proprio tema centrale.
Partnership di Realco con Ceda Despar
Il gruppo Realco di Reggio Emilia, fondatore e principale associato della Centrale Sigma, nell’anno del cinquantesimo anniversario ha siglato un’intesa con il Gruppo Ceda - Despar di Rubiera (Re). Lo scopo è consolidare e incrementare la presenza nel territorio generando maggiore competitività, maggiore offerta e maggiori servizi al consumatore.
Il Gruppo Ceda si compone di una rete diretta di 19 pdv, concentrati in Emilia Romagna e nello specifico nelle province di Reggio Emilia (9 pdv), Modena (6), Parma (1) e Bologna (3) con un fatturato consolidato nel 2008 di circa 50 milioni di Euro. Il Gruppo Realco Sigma conta una rete di 300 pdv ad insegna Sigma, SuperDay ed ECU–discount, prevalentemente in Emilia Romagna, con presenza anche nelle Marche, per un fatturato consolidato 2008 pari a 310 milioni di euro. Con l’accordo tra Realco e Ceda il gruppo svilupperà un fatturato complessivo di quasi 370 milioni di euro divenendo una delle più significative realtà della distribuzione presente nel Nord Italia.
Sant’Anna in bottiglia bio sponsorizza la maratona di Torino
Sant'Anna di Fonti di Vinadio con questa iniziativa di sponsorship della maratona torinese intende ottenere un duplice risultato: mantenere uno stretto rapporto con il territorio di origine, il Piemonte, sostenendo i principali eventi sportivi più amati dal grande pubblico e porre in evidenza la bottiglia in materiale biologico di Sant'Anna Biobottle.
La bottiglia realizzata con plastica brevettata, interamente ricavata dalla fermentazione degli
zuccheri delle piante, anziché dal petrolio è una realtà commerciale da poco meno di un anno.
Con questo progetto le Fonti Vinadio si sono poste all'avanguardia nel settore acque minerali nell'ambito della sostenibilità. La leggerezza e robustezza sono le stesse di una qualsiasi altra bottiglia di plastica, ma in compenso non contiene nemmeno una goccia di petrolio. La particolare bioplastica utilizzata, inoltre, non rilascia nell’acqua alcuna sostanza, pertanto mantiene intatta la freschezza e purezza come avviene per l’acqua imbottigliata in vetro, pur mantenendo tutta la praticità e maneggevolezza della plastica. Un materiale che, con la
collaborazione dei servizi di nettezza urbana, si può smaltire con i
rifiuti umidi, perché biodegradabile, in circa 70 giorni.
Esselunga, 2008 lusinghiero
Fatturato in crescita del 7,8%, margine netto in aumento del 36,2%, indebitamento abbattuto di quasi il 40%, 1.100 dipendenti in più. Sono i numeri che si leggono nel bilancio di Esselunga al 31 dicembre 2008, approvato dal Consiglio di amministrazione del Gruppo presieduto dal suo fondatore Bernardo Caprotti. Se si considera che i numeri sono stati ottenuti nell’anno della peggiore crisi finanziaria del dopoguerra il giudizio non può essere che lusinghiero.
I numeri
Nella lettura dei dati più significativi del bilancio, che riportiamo nella tabella qui sotto, bisogna segnalare che il risultato operativo in realtà presenta un’incidenza sul fatturato del 5,2% rispetto al 5,4%, del precedente esercizio. La lieve contrazione è dovuta a svalutazioni per 19,4 milioni di euro sui valori immobiliari e ai maggiori ammortamenti.
Politica commerciale
L’espansione del fatturato è dovuta soprattutto alle politiche di prezzo praticate nel corso dell’anno e al forte sviluppo dei prodotti a marchio, le cui vendite sono cresciute del 24%, cioè un livello tre volte più alto del fatturato. Per il quarto anno consecutivo, Esselunga è stata giudicata dalla rivista Altroconsumo l’insegna più economica nelle città analizzate e in cui è presente. 400 milioni di euro sono stati spesi per lo sviluppo della rete; l’incremento di occupazione è stato fatto quasi interamente con il ricorso a contratti di asunzione a tempo indeterminato: i contratti a termine e i contratti di somministrazione sono stati rispettivamente il 3% e l’1,2% del totale dei dipendenti.
I rapporti di lavoro a contenuto formativo, che riguardano il 12% della forza lavoro, sono stati confermati a tempo indeterminato nel 92% dei casi.
Previsioni
Per ogni euro risparmaito sui costi i clienti riceveranno un vantaggio pari a un euro. Questa è la filosofia dell’operazione “Giù i prezzi”, che porterà a una riduzione dell’esborso dei clienti stimato a regime in 70 milioni di euro. Per il 2009, compatibilmente con gli aspetti burocratici e formali legati alle procedure urbanistiche delle amministrazioni competenti, sono in programma 7 nuovi pdv, con circa 800 nuovi posti di lavoro.
Il bilancio Esselunga 2008
| 2008 | Variazione | |
| Vendite (mio euro) | 5.782,6 | +7,8% |
| Margine operativo lordo (mio euro) | 421,4 | +11,5% |
| Utile netto di gruppo (mio euro) | 202,6 | +36,2% |
| Investimenti (mio euro) | 490,3 | +29% |
| Indebitamento netto (mio euro) | 275,0 | -160,8 |
| Risorse umane (unità) | 18.706 | +1.106 |
Fonte aziendale
La crisi non sfiora P&G: su il dividendo
La crisi globale non tocca Procter & Gamble; la grande multinazionale ha infatti reso noto oggi che il prossimo dividendo trimestrale (gennaio-marzo 2009) passerà da 40 a 44 centesimi per tutte le azioni ordinarie, e per tutti i titoli classificati come Series A e Series B ESOP Convertible Class A Preferred Stock e detenuti alla data del prossimo 24 aprile. Procter & Gamble paga dividendi ai suoi azionisti senza interruzioni sin dal 1890 e questo è il 53esimo anno fiscale consecutivo che i divendi vengono aumentati: in questa occasione il balzo è del 10%. Lo stacco avverà il prossimo 15 maggio
L’Emilia-Romagna ottimizza le eccedenze ortofrutticole
È stato raggiunto l'accordo tra Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna e Caab Mercati per la creazione in tempi brevi all'interno del Centro agroalimentare del capoluogo felsineo di una piattaforma per la raccolta e la distribuzione gratuita di prodotti ortofrutticoli in eccedenza, da destinare ai bisognosi attraverso gli enti di beneficienza.
L'intesa, che sarà sottoscritta formalmente nei prossimi giorni, prevede la messa a disposizione dal parte del Caab di spazi adeguati e dei servizi necessari per il decollo del progetto entro fine aprile.
L'iniziativa rientra nell'ambito degli interventi di gestione e prevenzione delle crisi di mercato nel settore ortofrutticolo previsti dall'Ue.
Ottimizzazione logistica
La nascita della piattaforma all'interno del Caab favorirà dal punto di vista logistico lo sviluppo del progetto, facilitando inoltre l'esecuzione dei controlli richiesti dalla normativa comunitaria, che saranno svolti dalla Regione insieme alla Province e alla Guardia di Finanza.
“In questo modo -ha commentato l'assessore all'Agricoltura Tiberio Rabboni-, prende avvio il progetto della Regione di far nascere sul territorio regionale una serie di piattaforme per la distribuzione gratuita di prodotti ritirati dal mercato, analoghe a quella già esistente ad Imola. L'obiettivo è di razionalizzare i costi di trasporto ed allargare il numero dei potenziali beneficiari”.
Dall'inizio dell'anno, sono già state distribuite su tutto il territorio nazionale in beneficienza più di 1.600 tonnellate di prodotti ortofrutticoli provenienti dalle organizzazioni dei produttori dell'Emilia-Romagna.
Express GS debutta con Agip nelle autostrade capitoline
GS Express aveva debuttato lo scorso settembre con alcuni store pilota a Roma. Ora diventa anche convenience in autostrada, grazie a un accordo di partnership con Eni, con un piccolo cambiamento nel logo che diventa Express GS.
E, i primi due convenience sono situati proprio nei pressi della Capitale, all'interno di due stazioni di servizio Agip (area di servizio Aurelia, in via Aurelia km 8,4; area di servizio Magliana Nord, autostrada Roma Fiumicino Km 5,6).
Prezzi da supermercato
“Un pieno di velocità e comodità, ma anche di qualità e convenienza, che consente di fare una spesa comoda e veloce, sette giorni su sette, con ampi orari di apertura” è quanto riferisce la comunicazione di Eni: in effetti, i nuovi Express GS mettono a disposizione un vasto assortimento comprensivo di prodotti freschi confezionati (frutta, verdura, pane, affettati, latte, uova etc.) agli stessi prezzi di un grande supermercato GS.
Il lancio degli Express GS, secondo le dichiarazioni dell'ente petrolifero, "rientra nella strategia di consolidare la leadership della Rete Eni sul mercato italiano, anche attraverso lo sviluppo e la valorizzazione delle attività non oil, volte a fornire, presso la stazione di rifornimento, tutti quei servizi di cui il cliente potrebbe avere bisogno".
Rfid e moda, accoppiata vincente
Un'onda lunga partita diversi anni fa con un'applicazione che fece
scalpore: chi non ricorda i camerini interattivi negli Epicenter Prada di Los Angeles e New York? Una soluzione inserita in un format di pdv nel quale la tecnologia si integrava in modo discreto e funzionale allo scopo di accentuare il concetto di shopping come esperienza. Una filosofia ripresa con altre modulazioni dal gruppo Metro sia nell'esperienza del Future Store sia in quella, più recente, di Galeria Kaufhof nel pdv di Essen. In questa occasione, nel reparto abbigliamento maschile sono stati taggati con trasponder Rfid circa 30mila capi. Un'applicazione che assolve una duplice funzione: di tipo gestionale per il personale del negozio che può procedere ad un inventario in tempo reale, e più legata all'esperienza di shopping per i clienti grazie agli smart shelf e ai camerini interattivi.
Karstadt implementa Iread
Non occorre spostarsi dalla Germania per trovare un'altra applicazione Rfid a livello item: Karstadt Warenhaus -uno dei più importanti retailer tedeschi ad utilizzare Sensormatic Eas di ADT per proteggere le proprie merci e ridurre le perdite- ha ora applicato la piattaforma Sensormatic iREAD ai fini della visibilità dell'inventario in un'importante installazione di abbigliamento fashion in uno dei propri negozi flagship. Ma vediamo quali sono i plus tecnologici di questa applicazione. La piattaforma iREAD elimina la necessità di infrastrutture separate per la distribuzione dell'energia, del controllo e dei dati. Offre una base flessibile, scalabile e facile da installare per consentire ai retailer di ridurre il costo e la complessità delle applicazioni Rfid item-level interne al negozio - in ordine di grandezza o altro. Tale piattaforma consente ai dettaglianti di ridurre il numero dei lettori, dei cavi e delle antenne, offrendo al contempo la singolarizzazione necessaria a catturare dati a livello di singoli articoli, in modo affidabile, e ad ottenere la visibilità dell'inventario. Diversamente dagli scaffali intelligenti, introdotti negli ultimi anni, la piattaforma iREAD consente ai retailer di adattarne le capacità praticamente a qualunque configurazione di esposizione -scaffali, espositori, tavole e altri tipi di display. Inoltre, i suoi possibili benefici e i risparmi nei costi possono aumentare in modo esponenziale con la dimensione dell'applicazione Rfid item-level...
Le università al centro dei progetti: Parma apre l'Rfid fashion store
Il settore dell'abbigliamento guarda con estremo interesse all'identificazione in radiofrequenza, ne sono conferma i molteplici i progetti nati in Italia in ambito accademico e legati a enti di normazione.
L'Rfid Lab dell'Università degli Studi di Parma ha recentemente reso pubblici i primi risultati del progetto “L'impatto della tecnologia Rfid nella supply chain fashion”. Un business case il cui risultato finale ha stabilito il ritorno dell'investimento derivante dalla gestione della supply chain fashion mediante tecnologia Rfid ed Epc Network.
A completamento di tale studio è stata effettuata anche una campagna di test tecnologici per valutare le prestazioni della tecnologia Rfid applicata ai prodotti tessili. In occasione del convegno dedicato alle attività di ricerca del Board of Advisors di Rfid Lab, è stato presentato anche “Rfid Fashion Store”…
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Allegati
- Rfid e moda, accoppiata vincente
- Cover story | Gdoweek 478 | 20 aprile 2009 | di Enrico Sacchi |
- Università di Parma, parte l’Rfid Fashion Store
- Rfid, tecnologia a supporto del business
- L’IMPATTO DELLA TECNOLOGIA RFID NELLA SUPPLY CHAIN FASHION
- Rfid, un progetto UE valuta gli scenari applicativi nel retail
- Tecnologie Rfid per il negozio del futuro
- Viaggio nell’Rfid: dal fine linea allo scaffale
- Cresce l’Rfid nella filiera agroalimentare
Parte l’Antegnate Shopping Center
Il 21 aprile prossimo verrà presentato ufficialmente il nuovo Antegnate Shopping Center, la seconda struttura di questo tipo, dopo l’Orio Center, firmata in Lombardia dal Gruppo Percassi, che in questa occasione opera mediante la società partecipata Premium Retail. Nella regione inoltre il Gruppo gestisce il Franciacorta Outlet. Antegnate (Bg) è situato in un’area strategica tra le province di Bergamo, Brescia e Cremona; la nuova struttura commerciale si colloca in un bacino di utenza calcolato in quasi 712mila abitanti nei trenta minuti di auto, e sarà servita da due uscite dell’autostrada Brebemi in costruzione.
I numeri
Il progetto si sviluppa su un’area di 81mila quadrati, con una superficie commerciale di 36.500 metri, occupati da 100 negozi, a partire da un ipermercato da 11mila metri a insegna Auchan, che sarà affiancato da 10 medie superfici, da una food court con 10 punti di ristoro, attività artigianali, un’area gioco per bambini, strutture per la fitness, una stazione di rifornimento carburanti. Quasi 2.500 i parcheggi, 2.080 dei quali al coperto.
La struttura si articola su due piani fuori terra collegati da un sistema di rampe mobili; al piano terra l’ipermercato, la galleria e la ristorazione; sopra la zona servizi, compresa una piscina e un campo da minigolf; questo perché il centro si propone come luogo di ritrovo oltre che di consumo.
Accenture ha aperto a Napoli primo Centro di Eccellenza per soluzioni Oracle
Accenture Italia ha inaugurato a Napoli il primo Centro di Eccellenza per soluzioni Oracle.
Il Centro potrà contare su un bacino di 300 risorse specializzate formate da Accenture che verranno impiegate su progetti per clienti dei settori delle telecomunicazioni, high technology, manifatturiero, grande distribuzione, farmaceutico e servizi.
Il progetto, che nasce nell’ambito della consolidata alleanza tra Accenture, e Oracle, ha l’obiettivo di accelerare nel nostro Paese lo sviluppo, la distribuzione e commercializzazione di complesse e innovative soluzioni Oracle, rafforzando la partnership tra le due aziende e i loro clienti.
Patrizia Vianello lascia la presidenza di LegaCoop Toscana
Il Consiglio di direzione di Legacoop Toscana ha eletto all’unanimità i nuovi vertici della Associazione Regionale: la nuova presidente è Patrizia Vianello: questo succedeva solo sei mesi fa.
Lo scorso 9 aprile, Patrizia Vianello, prima donna presidente di Legacoop, si è dimessa dal’incarico: "Non c'erano più le condizioni per andare avanti. Avevo accettato la presidenza perché credevo in un progetto di rinnovamento voluto da tutti. Ma dopo sei mesi, quella riforma della governance della Lega, il superamento del vecchio modello con funzionari al vertice, non era più condiviso. Ho preso atto che ero in minoranza sia in presidenza, con Turiddo Campaini e Giulio Bani (i due vicepresidenti di Legacoop Toscana, n.d.r. ) contrari, sia in consiglio, e sono andata via senza polemiche", ha dichiarato alla stampa Patrizia Vianello lo scorso 12 aprile.
Additivi bucato, serve più category
La segmentazione delle funzioni d'uso non porta forse i risultati
auspicati dall'industria, ma riesce tuttora a salvaguardare l'immagine
di marca. Si può spiegare così la performance sostanzialmente piatta
(+0,4% a valore) del mercato degli additivi per il bucato. I volumi
hanno registrato un leggero cedimento, ripiegando, secondo i dati IRI
con anno terminante gennaio, del 2,9%. I prezzi medi hanno seguito
l'inflazione di periodo, con una crescita del 3,4%.
La categoria però rappresenta un universo variegato di prodotti e la
lettura dei dati segmentati per funzioni d'uso rivela spunti
interessanti. Ad esempio, che la crescita maggiore è stata ottenuta
dagli sbiancanti, cresciuti del 4,7% a volume e di oltre il 10% a
valore.
I risultati peggiori in assoluto sono invece quelli che ha fatto
segnare il segmento dei prodotti specifici per tende, caduto del 16,1%
a volume e del 16,7% a valore.
La ricerca dell'innovazione nelle funzioni fa sì che le Pl giochino un
ruolo ancora marginale nella categoria: un 5,9% che però è dovuto in
buona parte alla quota nel segmento più tradizionale, quello dei
pretrattanti, dove i prodotti a marchio toccano il 14,9% a valore e il
25% a volume. Quanto ai canali, trattandosi di prodotti che si prestano
alla promozionalità e allo stoccaggio, gli ipermercati riescono a
conseguire una quota a volume del 27% e del 24,6% a valore.
La lettura di Gdoweek
Le visite di Gdoweek dei pdv prescelti per la rilevazione
sul campo hanno evidenziato uno scaffale molto confusivo, né può essere
diversamente se si considera che sono state rilevate 100 marche e ben
280 varianti di prodotto. Si tratta di una categoria non bene definita
a livello di display, perché in alcuni casi viene concepita come
proseguimento dei prodotti per il lavaggio, altre come a se stante o
addirittura divisa in due, esponendo a parte i prodotti per il
trattamento dei capi colorati.
Le promozioni
Forte
l'impatto delle promozioni, che riguardano soprattutto le referenze di
grande formato con esposizione fuori scaffale: tra i prodotti
innovativi si segnala la forte presenza di offerte -almeno nella
settimana in cui si è svolta la nostra rilevazione- delle linee di
acchiappacolore. La scala prezzi, che comunque va letta tenendo conto
della eterogeneità della categoria, vede i prodotti premium posizionati
il 37,5% sopra i leader, i primi prezzi invece all'incirca alla metà.
Le Pl hanno un'incidenza a scaffale di poco meno dell'8% Il prezzo
medio dei prodotti leader è di 3,73 euro: si discostano di molto solo
il valore dell'Iper Portello di Milano (3,14 euro, pari a -15,8%) e il
Carrefour di Catania (4,69 euro, pari a +25,7%) ma la composizione
molto diversa degli scaffali consiglia di leggere questi ultimi dati
con prudenza.
I numeri del mercato
| at genn 2009 |
Var % annua |
|
| Valore (euro) | 197.436.588 | -0,4 |
| Volume (kg) | 58.692.619 | -2,9 |
| Prezzo medio (euro) | 3,36 | 3,4 |
| Peso Pl (% valore) | 5,9 | 0 |
Fonte IRI
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Allegati
- Additivi bucato, serve più category
- Mercato | Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Gino Pagliuca |
Prosciutto cotto, buona immagne e mercato in tenuta
L'operazione compiuta dai produttori di prosciutto cotto di valorizzare l'offerta, anche grazie a una corretta educazone del consumatore è decisamente riuscita. Nonostante questo il mercato dei prodotti in busta risulta in lieve diminuzione. In particolare, dai dati Iri che corredano queste pagine si evince che i prezzi sono in deflazione; leggera, d'accordo, perché si tratta solo dello 0,6%, ma è già una notizia se si tiene conto che il periodo di riferimento (i dati sono ad anno terminante gennaio 2009) è quello dell'escalation dei prezzi alimentari.
il ruolo delle Pl.
Per una corretta interpretazione dei numeri bisogna però aggiungere due altri elementi decisivi. Il primo è che i formati di maggiore dimensione sono in decisa diminuzione, mentre crescono le monoporzioni; le confezioni di peso oltre 150 g hanno, infatti, perso il 22% a volume e il 47% a valore, ed ormai di fatto costituiscono un segmento di mercato terreno di caccia delle Pl. Il prezzo a kg del prosciutto in busta è fortemente condizionato proprio dalla grammatura della confezione: dall'analisi dei dati Iri si rileva, infatti, che si passa dai 24,12 euro/Kg delle confezioni snack fino a 60 g a 9,62 euro/kg nelle buste da oltre 150 g. Che il cotto take-away sia una soluzione soprattutto per i single lo fa pensare anche il ruolo “sottotono” svolto dagli ipermkt, che raccolgono solo il 15,3% delle vendite a valore e un punto in più a volume. Il secondo elemento di interesse è costituito dalla crescita delle Pl, che ormai rappresentano un quarto del mercato e hanno guadagnato nel periodo di riferimento due punti di share.
il nord-est punta sul servizio
Sono dati che trovano una conferma anche nella rilevazione sul campo di Gdoweek, a partire dalla scala prezzi (marca leader=100), che va da 117 euro per le confezioni premium di piccolo formato a 35,8 euro per i primi prezzi.
Nord Est penalizzato
Un dato che balza agli occhi è la scarsa presenza di referenze nei due ipermkt del Nord-Est visitati; un'evidenza empirica che però trova un puntuale riscontro nei dati Iri, che all'area 2 assegnano un peso alquanto limitato (16,4% a valore, 16,6% a volume). è un fenomeno che riguarda l'area in generale, come conferma un importante retailer dell'area: “Perché solo negli ultimi anni si è deciso di puntare su questa forma di vendita. Le insegne preferiscono ancora il banco assistito perché consente di intrattenere una relazione con il cliente e di fidelizzarlo. Di fronte però ai vantaggi in termini di costo, si sta implementando il libero servizio all'interno dei pdv e i tassi di crescita annui sono molto importanti. Ci vorrà ancora tempo per raggiungere una penetrazione paragonabile a quella del Nord-Ovest”.
La rilevazione
La nostra analisi ha anche messo in rilievo uno scaffale molto parcellizzato per marca, una rappresentazione fedele del settore: degli otto pdv visitati solo due, l'Esselunga di Milano e Il Carrefour di Catania presentano un display differenziato per prodotto, mentre gli altri differenziano per marca. Infine, dei quattro pdv che presentano un'offerta completa sotto il profilo della scala prezzi il più economico è il Carrefour di Catania, con prezzo rapportato ai 100 g di 2,08 euro a busta.; il più caro l'Esselunga di Milano, con 2,54 euro.
I dati fondamentali
| genn 2009 | Var % annua | |
| Valori (euro) | 205.206.643 | 8,2% |
| Volumi (Kg) | 10.388.239 | 8,9% |
| Prezzo medio | 19,75 | -0,6% |
Dati IRI at genn 2009
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Allegati
- Prosciutto cotto, buona immagne e mercato in tenuta
- Mercato | Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Gino Pagliuca |
Gelati d’impulso, il pdv valorizza l’appeal dell’offerta
Dopo aver ampliato il reparto surgelati, aver allargato gli spazi riservati al gelato, averlo destagionalizzato proponendolo tutto l’anno, da qualche anno si assiste al tentativo dei produttori del settore di stimolare gli acquisti d’impulso. L’offerta si è così andata arricchendo, anno dopo anno, ed è quindi sempre vivace e dinamica, come del resto l’intero settore. Di conseguenza, oltre a vaschette, confezioni multipack o torte acquistabili nei grandi banchi freezer, all’interno dei pdv sono comparsi anche stecchi, coni, biscotti, coppe, ghiaccioli e iced snack in confezione monoporzione. Anche l’esposizione ovviamente è cambiata: questi prodotti si trovano in mini-frigo, di solito posizionati in testata di gondola o alla barriera casse, mentre in Francia le coppette vengono anche evidenziate in speciali espositori automatici verticali a risalita.
Allegati
- Gelati d’impulso, il pdv valorizza l’appeal dell’offerta
- Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Manuela Soressi |
California Bakery sposa la formula street food
Il carretto dell’uomo che gridava gelati nei "Giardini di Marzo" di Mogol-Battisti era trainato da una bicicletta, mentre quello che durante la Mostra Mercato Orticola - dal 7 al 10 Maggio 2009 a Milano presso i giardini di Palestro- proporrà in degustazione alcuni cibi tipici americani di qualità (ghiaccioli home made, cheese cake, muffin ecc) è stato allestito sfruttando la storica tre ruote di casa Piaggio. Si chiama California Bee ed è la prima postazione mobile di California Bakery, insegna che da sempre ha fatto del country living la propria cifra distintiva.
Il Progetto -curato da Street Food Mobile- nasce dall’incontro tra l’esperienza dell’architetto Andrea Carletti nel campo del food design e il buon cibo di tradizione americana proposto dall'insegna curata da Caroline Denti.
Il format Street Food Mobile è recplicabile e personalizzabile su progetto di privati ed aziende che individueranno in questo veicolo un'innovativa formula di visibilità e promozione.
Al via il primo Outlet by UniEuro
Outlet UniEuro, flagship, via Mattei 9, Marcon (Ve), 1.600 mq di vendita, 5.000 mq di parcheggio prospiciente, 22 addetti, lun-sab 9,30-20,00, domenica in funzione delle programmazione comunale
Sempre più imprese scelgono il direct mail
Nel 2008 il direct mail ha sviluppato un fatturato complessivo superiore ai 600 milioni di euro (considerando le attività di stampa e spedizione) posizionandosi per importanza al quarto posto dopo la televisione, i quotidiani e i periodici e prima di Internet e della radio. Le aziende che hanno comunicato con questa modalità sono state circa 15.000 con un investimento medio intorno ai 40.000 euro. Questi sono i risultati emersi da un progetto di rilevazione dello spending sul mezzo, affidato da Poste Italiane a Nielsen.
Le spedizioni postali di informazione pubblicitaria, dunque, sono diventate un componente molto importante all'interno del marketing mix delle aziende e secondo Nielsen lo saranno sempre di più, di pari passo con l'aumento dell'esigenza di instaurare una relazione diretta con un bacino di consumatori sempre più profilato e segmentato.
Secondo la ricerca di Nielsen, l'editoria è lo spender più importante, destinando a questo mezzo circa il 20% del proprio budget in comunicazione. Seguono la grande distribuzione con il 17% e la finanza con il 12%. Per le aziende di questi settori la televisione è il media più pianificato, ma il direct mail viene subito dopo. Per telecomunicazioni, automobili e alimentari le quote sono invece ancora marginali, intorno al 2%.
C'è da dire, sempre secondo i numeri riportati da Nielsen, che anche questa forma di marketing sta soffrendo parecchio in quest'inizio d'anno: nel mese di gennaio, infatti, gli investimenti sul mezzo sarebbero calati del 22% rispetto allo stesso mese del 2008, passando da 47 milioni e mezzo di euro a meno di 37 milioni. Il momento negativo segna però in modo più o meno pesante tutti i canali di marketing, dalla tv che perde a gennaio il 15,7% sull'anno precedente al picco negativo della radio, i cui investimenti risultano in frenata quasi del 31%. Unici segni positivi registrati da Nielsen nel mese di gennaio riguardano Internet (+1,8%) e il canale delle cosiddette “out of home Tv” (+3,4%).
Itinerari piemontesi
Il Piemonte rappresenta un caso davvero interessante di come un'intera regione -che dagli anni Sessanta in poi ha basato fortemente la propria economia sul settore industriale- abbia saputo ritrovare nelle proprie radici -contadine, ma anche storico-culturali- le risorse per reinventarsi e affermarsi a livello mondiale come territorio del gusto. E il fatto che il tutto sia avvenuto nell'arco dell'ultimo decennio, quindi in parallelo con la crisi dell'industria automobilistica, suona come un'autentica parabola.
Colline del gusto
È evidente che a guidare la “rivoluzione verde” piemontese sia stato il mondo del vino, che in virtù delle punte d'eccellenza raggiunte da varie cantine ed etichette ha fatto proseliti in tutto il mondo, generando ricadute positive diffuse anche sull'economia locale dei rispettivi terroir. Non a caso tutte le province collinari -Albese, Bassa Langa/Roero, Acquese, Monferrato casalese, Astigiano e Alta Langa- sono state le prime ad attirare un nuovo tipo di turismo internazionale, sì vocato al buon bere e al buon mangiare, ma anche interessato a conoscere il territorio e la cultura di quei prodotti.
Risultato: le Langhe si sono affermate come meta top dell'enoturismo internazionale, al livello o addirittura al di sopra dei distretti toscani (Chianti classico e Montalcino), ma tutto il Piemonte ha trovato nel turismo enogastronomico una risorsa economica importante (65 milioni di euro il fatturato generato nel 2006), che evidenzia trend di crescita significativi.
Non a caso il Piano Strategico della Regione Piemonte individua proprio nelle produzioni agroalimentari di qualità una potenzialità strategica per lo sviluppo turistico dell'intera regione. Che proprio grazie a questo sostegno in molti casi ha saputo valorizzare oltre ai prodotti anche i luoghi che hanno espresso quelle tipicità.
Turismo slow
“Certo a trainare l'immagine del Piemonte come terra fortemente orientata all'enogastronomia di qualità -dichiara Giuliana Manica, assessore al Turismo della Regione- ha dato un forte contributo tutta una serie di eventi mediatici, a partire da quelli promossi da Slow Food per arrivare alle Olimpiadi Invernali del 2006. Forti di questa expertise, abbiamo deciso di investire sulll'acquisizione del marchio Biteg, la borsa internazionale del turismo enogastronomico B2B, che verrà ospitata stabilmente in Piemonte e che intendiamo rilanciare presso i buyer internazionali”.
Insomma, il circolo virtuoso è destinato ad allargarsi.
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Allegati
- Itinerari piemontesi
- Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 |
Metro Italia sostiene l’economia dell’Abruzzo
Solidarietà concreta da parte di Metro Italia nei confronti della popolazione abruzzese per un ritorno alla normalità.
Infatti, in collaborazione con A.I.A. (Associazione Italiana Allevatori) e A.R.A. (Associazione Regionale Allevatori d’Abruzzo, Metro Italia ritirerà e distribuirà gli agnelli abruzzesi degli allevatori locali nei punti di vendita Metro Italia di Sambuceto (PE), Roma, Pozzuoli (NA) e Salerno.
Metro Italia, inoltre, lavorerà e distribuirà con il marchio Italialleva (che indica i prodotti di origine animale venduti nei punti di vendita Metro in Italia nel rispetto dei protocolli qualitativi fissati in collaborazione con AIA) il latte che veniva raccolto presso la Centrale del Latte de L’Aquila, resa inagibile dal sisma. Un’iniziativa che diventa così strumento per sostenere l’intera filiera del latte, garantendo la continuità produttiva e distributiva di un prodotto di elevata qualità.
Il latte degli allevamenti aquilani verrà conferito presso un fornitore Metro di Perugia per poi essere venduto come Uht in tutti i punti di vendita presenti sul territorio.
“In un momento di grande dolore nazionale, intendiamo contribuire fattivamente a risollevare quelle sfortunate popolazioni con quello che sappiamo fare meglio ovvero promuovendo l’eccellenza e la qualità dei prodotti agroalimentari abruzzesi” commenta Dominique Minnaert, direttore generale di Metro Italia.
Coldiretti Abruzzo stima, per le aziende della regione, oltre 100 milioni di euro di danni, di cui 20 milioni solo per gli allevamenti, aziende agricole e gli agriturismi. “L’agricoltura abruzzese e i suoi protagonisti, forte motore della regione, non possono essere lasciati soli e necessitano di tutto l’aiuto possibile -aggiunge Minnaert-. L’agnello, simbolo della festività pasquale, potrà essere anche veicolo di solidarietà per quanti vorranno acquistare presso i nostri magazzini quello di origine abruzzese, sostenendo così l’economia locale”.
Il pre-affettato traina le vendite della Mortadella Bologna Igp
Con complessive 38.400 tonnellate, nel 2008 la produzione di Mortadella Bologna Igp ha segnato un incremento 1% sul 2007. Stesso trend di crescita per le vendite, pari a circa 33.700 tonnellate e un valore al consumo di circa 375 milioni di euro.
L'aumento nelle vendite è stato trainato soprattutto dall'affettato (+14,7% rispetto al 2007): vendute oltre 28 milioni di confezioni, corrispondenti a più di 3.700 tonnellate di Mortadella Bologna.
Positivi anche i dati riferiti all'export con un incremento di circa l'8% rispetto al 2007: sono state esportate circa 5.000 tonnellate di Mortadella Bologna Igp per un valore di circa 27 milioni di euro.
Questi i dati diffusi dal Consorzio Mortadella Bologna, che riunisce 30 aziende con una produzione pari a circa il 96% di tutta la Mortadella Bologna.
Forti investimenti in comunicazione
La crescita delle vendite è stata supportata da un'importante attività promozionale condotta dal Consorzio. Durante tutto il 2008 sono state svolte numerose attività di comunicazione radio-televisive e nel mese di novembre è partita una campagna stampa sui principali periodici a diffusione nazionale. La campagna stampa, che è proseguita fino a marzo 2009, è stata affiancata per tutto il mese di febbraio da affissioni pubblicitarie nelle città di Milano, Torino e Bologna. Cospicuo l'investimento del Consorzio per queste attività: oltre un milione di euro per trasferire al consumatore le numerose garanzie e l'elevata qualità della Mortadella Bologna Igp.
Coin, 2008 buono nonostante la congiuntura
Coin archivia un 2008 che ha visto in forte difficoltà i consumi di abbigliamento (settore che costituisce il core business del gruppo) con risultati soddisfacenti. Le vendite sotto insegna sono ammontate nell’esercizio a 1.173,4 milioni di euro con una diminuzione dello 0,7% rispetto al 2007, mentre la discesa delle vendite nette, attestatesi a 1.145,4 milioni di euro, è stata del 2,3%.
I principali dati di bilancio
L’Edibta (margine operativo lordo) è ammontato a 133,7 milioni di euro, pari all’11,7% sulle vendite; nel quarto trimestre, il più importante grazie alle vendite natalizie, il margine è stato di 58,6 milioni di Euro, equivalente al 17,8% sulle vendite nette e in crescita del 6,9% rispetto a un quarto trimestre del 2007 a sua volta positivo. Il risultato netto presenta un attivo di 38,2 milioni di euro, pari al 3,3% sulle vendite nette e in flessione rispetto al precedente esercizio che aveva fatto segnare un saldo positivo per 43,5 milioni di euro.
Sul fronte dell’indebitamento, l’esposizione si colloca a 275,8 milioni di euro, contabilizzando anche i 24 milioni di euro richiesti dall’acquisizione di Melablu. Un’operazione, quest’ultima, che comincia a dare i suoi frutti: i 20 pdv convertiti ad oggi evidenziano incrementi di vendite superiori al 100%.
Coop Adriatica invita a un minuto di silenzio per le vittime del terremoto
Domani, in concomitanza dei funerali delle vittime, alle 11, tutti i presenti nell'intera rete di vendita della Cooperativa e nelle tre sedi di Bologna, Ravenna e Venezia verranno invitati a un minuto di silenzio, in memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo. Così la Cooperativa di consumatori e i suoi lavoratori esprimeranno domani il proprio cordoglio per la tragedia che ha colpito la popolazione abruzzese.
Solidarietà concreta
Intanto, a favore degli interventi di ricostruzione, Coop Adriatica ha stanziato una donazione di 40 mila euro, aderendo all'iniziativa di raccolta fondi lanciata da Legacoop nazionale.
Da oggi, in tutti i punti di vendita, un'affissione invita anche soci, consumatori, lavoratori della Coop a offrire il proprio sostegno, versando una quota libera, tramite bonifico bancario, a UGF Banca Legacoop - Solidarietà per l'Abruzzo. Iban: IT 41 J 03127 03200 CC 0120005582. Inoltre, anche gli utenti di Coop Voce, la telefonia a marchio Coop, possono contribuire inviando un sms al numero 48580, destinando così 1 euro al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza.
Accordo Adm-Bologna Fiere
È stato siglato un accordo tra ADM Associazione Distribuzione Moderna e Bologna Fiera per la realizzazione di iniziative specifiche relative a Marca, la manifestazione italiana dedicata alle private label.
La partnership si concentrerà su due aspetti: la realizzazione di un Comitato Tecnico Scientifico di indirizzo, che, in maniera ancora più puntuale potrà delineare la strategia complessiva delle prossime edizioni, e l'organizzazione di momenti di confronto su temi di attualità.
La prossima edizione di Marca si terrà il 20-21 gennaio 2010.
Accordo di partnership Autogrill e McDonald’s per la rete autostradale francese
Sinergie per lo sviluppo di attività di ristorazione nel mercato d’Oltralpe. La partnership esclusiva siglata tra Autogrill e McDonald’s prevede infatti l’apertura di ristoranti con il brand statunitense nelle aree di servizio autostradali gestite da Autogrill in Francia. L’intesa prevede anche la valutazione di opportunità d’ingresso del marchio McDonald’s negli altri canali di attività di Autogrill in Francia, quali aeroporti, stazioni ferroviarie e siti di prestigio.
L’apertura del primo McDonald's gestito da Autogrill è prevista nel prossimo autunno, e dovrebbe essere nella rete autostradale del Paese nei pressi di Marsiglia.
La forza dei due gruppi
“L’accordo rafforza -ha dichiarato Roberto Colombo, direttore generale di Autogrill Francia- rafforza ulteriormente il portafoglio marchi internazionale del nostro Gruppo con un brand dinamico e di fama mondiale”.
“Con una rete di quasi 1.200 ristoranti, l’obiettivo di McDonald's è consolidare la propria presenza in aree caratterizzate da importanti flussi di viaggiatori, dove la nostra offerta è particolarmente adatta –ha dichiarato Quandalle Vincent, direttore generale di McDonald's Francia-. L’esperienza acquisita negli anni da Autogrill ci permetterà di raggiungere un’importante posizionamento e livello di sviluppo sul canale autostradale, beneficiando della
complementarietà dell’offerta e migliorando così il servizio al consumatore“.
In Francia, McDonald's è presente da più di 30 anni e oggi conta 55.000 dipendenti e 1.134 ristoranti, di cui circa l'80% gestiti tramite 282 affiliati: McDonald's serve in media 1 milione di clienti al giorno. Nel 2008, le vendite complessive HT a insegna McDonald's Francia, si sono attestate a 3,3 miliardi di euro.
Dal canto suo, in Francia, Autogrill (quotata alla Borsa di Milano, è controllata indirettamente da Edizione, finanziara della famiglia Benetton con il 59,3% del capitale sociale)
è presente con 526 punti vendita in oltre 100 location. Nel 2008 ha realizzato un fatturato di 239,2 milioni di euro, e conta oltre 3.400 dipendenti.
A livello globale Autogrill è presente in 43 Paesi con circa 74.000 dipendenti e gestisce più di 5.500 punti di vendita in oltre 1.200 location. Nel 2008 ha raggiunto un fatturato di circa 5,8 miliardi di euro. Con un portafoglio di oltre 350 marchi internazionali e locali, gestiti direttamente o
in licenza, Autogrill opera in tre settori di attività: Food & Beverage, Travel Retail & Duty-Free e In-flight.
Rossopomodoro punta alla Borsa
I tempi consigliano prudenza con la Borsa, ma Franco Manna, presidente e Ad di Rossopomodoro vede come sbocco naturale per la sua azienda lo sbarco a Piazza Affari. A sospingerlo sono i numeri: nel 2008 l’insegna ha registrato un giro di affari di 61 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto al 2007; il numero di locali è salito a 63, di questi 20 sono stati aperti negli ultimi mesi in Italia, Inghilterra, Argentina, Islanda e Danimarca, e a Tokio. Il 49% dei locali è in franchising, il 29% sono in affitto di ramo d’azienda e il 23% a gestione diretta.
Gli addetti all’attività dei ristoranti sono saliti a 1.600 e il numero di coperti sfiora i 4 milioni di unità. Il marchio Rossopomodoro è della società Sebeto, controllata a sua volta dalla holding Vesevo, al cui capitale partecipa il fondo di private equity Quadrivio sgr.
A’ Puteca
Non solo pizzeria. Nei locali Rossopomodoro, è stato creato uno spazio di vendita, A’ Puteca, dove è possibile acquistare gli ingredienti delle ricette e altre tipicità campane: in tutto 450 specialità comprendenti anche i presidi slow food. Gli acquisti sono possibili anche sul web su www.rossopomodoro.com. I prodotti non sono venduti in esclusiva, ma non hanno sbocco sul mercato della gdo e sono quindi molto difficili da trovare fuori della Campania.
I numeri di Rossopomodoro
| anno | fatturato | scontrino medio |
Coperti |
| 2005 | 20.374.000 | 13,61 | 1.496.861 |
| 2006 | 31.948.000 | 14,80 | 2.159.215 |
| 2007 | 46.219.000 | 15,39 | 3.003.687 |
| 2008 | 61.864.000 | 15,83 | 3.907.439 |
Fonte aziendale
Tesco punta sulle banche
Il retailer inglese Tesco prevede di aprire, per la fine dell'anno, 30 sportelli bancari all'interno della propria rete di vendita.
Ad oggi l'offerta bancaria di Tesco comprende i prodotti Tesco Personal Finance, relativi a piani di risparmio e assicurazioni (auto, casa, furto, animali, vacanze, ecc) e il terminale TescoCompare.com, che permette di confrontare prestiti e assicurazioni on-line.
Entro i prossimi 18 mesi, l'obiettivo del leader inglese è quello di offrire anche conti correnti e di rafforzare la proposta sui mutui.
Birra: il mercato va verso le superpremium
Vira decisamente verso la fascia alta del mercato il consumo di birra. Lo confermano i dati IRI (a.t. gennaio 2009) che, a fronte di una crescita di appena lo 0,3% delle vendite totali, evidenzia un incremento del segmento superpremium del 4,7% (anche se rappresentano appena il 4,5% del totale mercato gdo), come anche delle premium, cresciute dell’1,7% (equivalenti al 30% circa del totale mercato).
Buono il trend anche per il segmento mainstream (questo detiene oltre il 40% del mercato in gdo), che segna un +1,9%, mentre si assottigliano le preferenze per le economy, che registrano perdite del 4,4% delle vendite, pur in presenza di un calo medio del prezzo dello 0,4%.
La crescita a valore del mercato, valutata complessivamente al 4%, è quindi determinata prevalentemente dall’incremento medio del prezzo, calcolato da IRI in +3,7%. Analizzando, invece, le crescite a valore dei segmenti, si nota che le superpremium salgono del 7,1% (4,7% a volume), mentre gli incrementi per le premium e le mainstream, ambedue segnano un +4,7%, corrispondono a una crescita dei volumi pari a, rispettivamente, +1,9% e +1,7%.
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Allegati
- Birra: il mercato va verso le superpremium
- mercato | Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Tiziana C. Aquilani |
Gli ecoprodotti piacciono, ma le certificazioni non funzionano
Il grado di sostenibilità dei prodotti orienterà sempre di più in futuro le scelte di acquisto dei consumatori, ma per il momento il sistema delle certificazioni ambientali non funziona come dovrebbe. È questa la conclusione principale del convegno “Ecoprodotti, un nuovo mercato”, organizzato dalla Camera di commercio di Milano. «Siamo abituati a definire tutti gli articoli presenti sul mercato - ha spiegato il sociologo Giampaolo Fabris - come beni di consumo. In realtà deve essere chiaro che accanto ai beni di consumo esistono i “mali di consumo”, ovvero tutti quei prodotti che attentano all'ambiente e alla qualità della vita». Secondo Fabris negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse verso i prodotti sostenibili: «Oggi il consumatore - spiega il sociologo - ha la consapevolezza di avere dei doveri e delle responsabilità anche in fase di acquisto. Le marche devono racchiudere un surplus di eticità». Ecco perché sempre più persone (23,4%, secondo un'indagine del 2007) sono disposte a spendere qualcosa in più per articoli rispettosi dell'ambiente. Una conferma arriva anche dall'ottimo trend del biologico: in un anno non certo florido dal punto di vista economico come il 2008, questo settore è aumentato del 7%, nonostante i prodotti bio costino in media il 25% in più rispetto a quelli “normali”.
Un'immagine da cambiare
Affinché sempre più consumatori si avvicinino agli ecoprodotti sarà però necessario avviare una rivoluzione dell'immagine di questi articoli. Come ha infatti illustrato Medardo Chiapponi, preside della facoltà di Design e arti dell' Università Iuav di Venezia, gli ecoprodotti sono ancora ritenuti dalla maggioranza delle persone come oggetti brutti esteticamente, costosi e poco efficienti. Un qualcosa di molto distante dalla tipica immagine degli oggetti di design made in Italy. «In realtà non esiste un'alternativa tra design e ecodesign - ha evidenziato Chiapponi - Tutti i prodotti hanno un impatto sull'ambiente e il design può aiutare a trovare delle soluzioni». Il design italiano, secondo Chiapponi, dovrebbe però riscoprire i suoi elementi originari e non concentrarsi esclusivamente sull'estetica. «Nel passato - ha spiegato il preside della facoltà veneziana - il design nazionale ha mostrato un grande interesse verso le sperimentazioni e le novità tecnologiche. Io sono convinto che in questa fase l'ambiente possa rappresentare un grande fattore di innovazione».
I problemi dell'ecolabel
Ma nonostante i progressi e le aspettative riposte sugli ecoprodotti, molto rimane da fare soprattutto dal lato della certificazione. Lo dimostrano i 15 anni di vita dell'Ecolabel europeo, il più importante sistema di riconoscimento della qualità ambientale di prodotti e servizi del Vecchio Continente. Secondo Fabio Iraldo, docente della Iefe Bocconi, i risultati dell'Ecolabel non sono soddisfacenti: «In Italia esistono soltanto 250 linee di prodotto che hanno ottenuto questo riconoscimento. Il settore dove l'Ecolabel è più diffuso è quello della carta, ma le aziende “etichettate” rappresentano appena il 3,5% dell'intero mercato. Una ricerca Iefe, inoltre, ha evidenziato che appena il 4% dei consumatori conosce l'Ecolabel».
Il nuovo regolamento
Eppure, secondo un'indagine europea condotta su un campione di 200 imprese dotate di questa certificazione, i vantaggi sarebbero evidenti: il 57% degli imprenditori intervistati ha riscontrato incrementi nella quota di mercato grazie all'introduzione dell'Ecolabel. L'aumento di fatturato ottenuto, in media, è valutato intorno al 5%, con punte massime che raggiungono il 30%. I difetti del sistema Ecolabel hanno però indotto l'Unione europea a modificare alcuni dei meccanismi del sistema di certificazione. Secondo un regolamento recentemente approvato dal Parlamento europeo, il nuovo Ecolabel dovrà infatti aprirsi ai prodotti alimentari, ed essere più allettante anche per le Pmi, grazie a una riduzione degli oneri amministrativi e a una semplificazione delle procedure.
Veneto tra terra e cielo
Certo Venezia con la sua laguna, annoverata dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità, è la sua vetrina di rinomanza internazionale, ma tutto il Veneto brilla per ricchezza e varietà di offerta, sia dal punto di vista paesaggistico/naturalistico sia da quello artistico/architettonico, senza trascurare le pause ristoratrici assicurate dai 110 km di spiagge adriatiche, dalle sponde del lago di Garda, nonché dal termalismo del bacino Euganeo. Non a caso, con quasi 61 milioni di presenze l'anno, delle quali il 60% straniere, pari a circa un sesto di tutti i pernottamenti registrati nel bel Paese, per un giro d'affari complessivo valutabile in oltre 12 miliardi di euro, il Veneto si attesta come la prima regione turistica d'Italia.
Un logo unico
Come non bastasse, tale offerta viene completata da un ricco e articolato paniere di specialità enogastronomiche certificate contenente una trentina di vini DOC e DOCG -tra cui i rinomati Prosecco, Amarone e Soave- oltre ad un terzo della produzione italiana di vini IGT, una ventina di prodotti agroalimentari DOP e IGT (e altri 10 in lista d'attesa) e oltre 370 prodotti agroalimentari tradizionali iscritti all'albo regionale.
Di qui l'idea della Regione Veneto di promuovere un'unica immagine del Veneto che permetta ai consumatori di individuare a colpo d'occhio sia l'offerta turistica sia quella dell'agroalimentare di qualità.
L'immagine su cui l'amministrazione ha puntato è quella del simbolo nato per il turismo veneto un paio d'anni fa -che vede il Leone di San Marco della Regione affiancato dalla stella a sette punte con accanto lo slogan dell'emozione “Veneto: tra la terra e il cielo”- la cui possibilità di utilizzo è stata recentemente allargata agli operatori del settore agroalimentare: consorzi di tutela, organizzazioni di produttori, produttori agricoli singoli e associati, imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e agroalimentari. Che però potranno apporre il logo unitario esclusivamente sui prodotti che seguono un percorso di certificazione riconosciuta dalla normativa nazionale e per i quali è prevista l'indicazione dell'origine in etichetta.
Un bel progetto di marketing territoriale, che punta sulla cooperazione tra operatori di settori (e province) diversi, ma sinergici per sostenere l'immagine e l'economia di un territorio. C'è da augurarsi che per una volta il proverbiale campanilismo/personalismo italico si faccia da parte.
L'INTERVISTA
La parola a Franco Manzato, vicepresidente della Regione Veneto ed assessore a Turismo, Agricoltura e Identità veneta.
Qual è il valore strategico del l'estensione del logo turistico Regione Veneto ai prodotti agroalimentari di qualità?
Il nuovo logo unico intende rendere più facilmente riconoscibili i nostri prodotti migliori e a mettere in sinergia risorse e impegno per la valorizzazione del bello e del buono della nostra straordinaria regione. Questo significa promuovere congiuntamente il territorio e ciò che costituisce la nostra identità, in due segmenti che ci vedono in posizioni decisamente di spicco a livello nazionale: il turismo e l'agroalimentare.
Come lo promuoverete?
Nel corso del 2009 daremo il via ad una grande campagna promozionale, con l'utilizzo di testimonial veneti, attraverso la quale dare la massima visibilità al “sistema Veneto” ma anche aggredire i mercati -in primis regionale, quindi nazionale ed esteri- per assicurare maggiore redditività alle aziende attive in entrambi i settori.
Altre iniziative in cantiere per valorizzare i prodotti tipici veneti e sostenerne l'economia produttiva?
In un mercato sempre più globale, non tutti i prodotti tipici sono in grado di dialogare con la distribuzione internazionale. Per questo stiamo lavorando alla creazione di un Consorzio per l'esportazione -composto da un unico responsabile per ciascuna filiera nominato dalle rispettive associazioni di produttori- per poter dialogare con un'unica voce con i potenziali compratori della grande distribuzione e della ristorazione internazionali. Non solo: l'idea è che il Consorzio elegga un manager deputato a chiudere i contratti commerciali. Questo perché vogliamo proporre non già quello specifico prodotto bensì l'intero paniere agroalimentare veneto.
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Allegati
- Veneto tra terra e cielo
- Gdoweek 473 | 16 marzo 2009 | di Fiorenza De Vincenzi |























































