Home Blog Pagina 441

Tiscali Business appronta il configuratore on-line

Identifica l'offerta di servizi di rete che meglio si adatta alle specifiche esigenze di ogni impresa. Il nuovissimo configuratore on-line che Tiscali Business ha ideato per le piccole e medie aziende rappresenta uno strumento che permette di eseguire un'operazione complessa con pochi clic e, soprattutto, senza timori di sbagliare. Definiti i bisogni aziendali -in termini di numero di linee telefoniche, utilizzo della connessione Internet, numero di postazioni- e la presenza o meno di una linea Telecom esistente, il dispositivo porta direttamente alla configurazione più adatta e al relativo piano tariffario: ciò garantisce all'azienda i servizi richiesti al prezzo più conveniente ed evita il rischio di un assetto insufficiente o di un'offerta sovradimensionata, e quindi più costosa del necessario.

Fujitsu Services con Quividi misura precisamente l’audience

Soluzioni evolute al servizio del mercato. Fujitsu Services -azienda leader in Europa nei servizi IT- ha recentemente siglato con Quividi -società francese sviluppatrice della suite software- l’accordo per la distribuzione dei prodotti di quest’ultima finalizzati alla misurazione dell’audience nell’ambito del Digital Signage. Grazie alle tecnologie Quividi/Jujitsu, ora è possibile apprendere gli elementi fondamentali per valutare la redemption degli investimenti effettuati e, di conseguenza, prendere decisioni più oculate in merito: questo significa determinare quante persone hanno effettivamente guardato il messaggio, riuscire a classificare l’utenza per sesso -arrivando ad un primo livello di profilazione- e definire per quanto tempo il target ha prestato attenzione alla comunicazione

Motorola potenzia Good Mobility Suite con la versione 6.0

Semplicità ed affidabilità per un utilizzo sempre più efficace del mobile phone. E’ quanto promette Good Mobility Suite 6.0, l’ultima versione del supporto che Motorola propone per gestire e-mail ed applicazioni aziendali dal cellulare. Good 6.0 include un nuovo servizio gestito di VPN (Virtual Private Network), che garantisce una connessione sicura e senza soluzione di continuità tra il terminale mobile e i dati e le applicazioni che risiedono dietro il firewall aziendale, ed una nuova piattaforma per la gestione e la sicurezza (composta da Good Mobile Connection, Good Administration Center e Good Mobile Messaging). Il software è compatibile con i sistemi di messaggistica Lotus Domino e Microsoft Exchange. La suite Good supporta una grande varietà di terminali mobili Motorola e numerosi palmari.

Wonderware potenzia l’integrazione della gamma software

Upgrading di valore da parte di Wonderware, leader nel settore del software per l'automazione industriale. L'azienda ha appena annunciato il lancio di 2 soluzioni innovative, Wonderware Operations Software 3.4 e Wonderware Performance Software 3.4, che rappresentano un'evoluzione dell'offerta Factelligence di Cimnet, produttore di software MES (Manufacturing Execution System) acquisito nel 2007. Le nuove applicazioni software offrono un'integrazione avanzata con Wonderware System Platform e InTouch HMI, che insieme costituiscono un'unica piattaforma di servizi applicativi industriali compatibile con qualsiasi sistema d'automazione preesistente. Questo si traduce in soluzioni MES, EMI (Enterprise Manufacturing Intelligence), HMI (Human-Machine Interface) e SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition).

Tobacco’s Imex inserisce la linea di scrittura Tam Tam

Scrivere non è mai stato così divertente. Così dichiara il neonato brand Tam Tam, che contrassegna la nuovissima linea di penne a sfera, gel ed evidenziatori prodotta da Tobacco's Imex. Dopo il successo ottenuto dall'Agenda Smock, quindi, l'azienda torna a presidiare il canale cartoleria con una gamma-novità allegra e colorata, che promette di appassionare i giovani di tutta Italia. Si tratta, in altre parole, di una linea di cancelleria fresca e divertente, che il consumatore può portare sempre con sé, comprensiva di una serie assortita di prodotti per la scrittura dai contenuti di qualità garantiti, non tossici, pratici e resistenti. La sua destinazione d'uso elettiva è naturalmente la scuola, anche se le referenze si dimostrano molto adatte anche per impieghi d'ufficio

SANYO: tecnologia di nuova generazione per i proiettori

Il nuovo in fiera. In occasione di InfoComm 2008 -la principale rassegna fieristica dell'audio-video al mondo, svoltasi a Las Vegas dal 18 al 20/6- SANYO ha presentato la tecnologia di ultima generazione in fatto di videoproiezione e annunciato il primo videoproiettore 4LCD (PLC-XP200L), che garantisce di riprodurre i colori in modo ancora più naturale e realistico: le immagini proiettate sono, infatti, generate da 4 diversi pannelli LCD inorganici, i quali separano la luce bianca proveniente dalla lampada nelle tinte rosso, verde, blu e, da oggi, anche giallo. Il prodotto vanta una luminosità pari a 7mila ANSI lumen e un rapporto di contrasto di 2.200:1, che assicurano un alto livello di performance; risulta adatto, dunque, a presentazioni in sale conferenze spaziose, segnaletica digitale, eventi e installazioni pubbliche.

Konvergence lancia la suite KIARA per i pdv non food

Per avere una visione "chiara" del business, in ogni dettaglio. KIARA (Konvergent Integrated Applications for Retail Action) è la nuova suite applicativa che Konvergence -software house italiana specializzata nel retail- dedica alle aziende della distribuzione non food. La soluzione promette un flusso continuo di dati e informazioni in tempo reale tra la sede centrale e la rete dei pdv -così da offrire al management una panoramica globale e precisa dell'attività- e la possibilità di interfaccia con i sistemi informativi già presenti in azienda, il che garantisce un ritorno sull'investmento particolarmente rapido. Suddivisa in diversi moduli e basata sulla tecnologia del software "on demand", KIARA permette di monitorare costantemente la rete sia a livello generale sia negozio per negozio.

Ortalli presenta l’Aceto Balsamico di Modena Estella

Fa parte della “riserva speciale” della famiglia Ortalli. Estella è un Aceto Balsamico di Modena dolce ed estremamente denso, la cui qualità superiore nasce da una selezione molto accurata delle materie prime, in particolare dei mosti di Modena e Reggio Emilia. Presentato in formato da 250 ml, il prodotto è senza conservanti, senza coloranti e viene maturato in botti di rovere perfetto: le sue caratteristiche intrinseche lo rendono un condimento ideale per esaltare il sapore di gelati, fragole e Parmigiano Reggiano. Una vera specialità che richiama le antiche tradizioni di casa Ortalli a partire dal nome stesso: si chiamava Estella, infatti, la bisnonna dell'attuale titolare, Andrea Ortalli. La promessa, insomma, è quella di un "tuffo nel passato", per ritrovare i profumi e i sapori di una volta

Hyundai ImageQuest Italy introduce un notebook da 12”

Alta tecnologia in movimento. Il notebook Hyundai 8212 -ultimo nato di una lunga serie di computer portatili innovativi progettati e commercializzati da Hyundai ImageQuest Italy- a prima vista risulta compatto, leggero e provvisto di uno stile attraente, impreziosito da un luminoso display da 12”. Nonostante le dimensioni ridotte ed il design ultra-slim, è dotato di tutte le feature più comuni per i notebook della fascia (lettore d'impronte digitali, lettore Card Reader, connettività wi-fi Bluetooth e 3G HSDPA, ecc.) e delle caratteristiche di uno strumento di lavoro potente ed affidabile. La tastiera a prova di liquidi, la struttura in lega di magnesio e l'hard disk con sistema anti-schock, che lo protegge dagli urti accidentali e dalle vibrazioni, lo rendono una soluzione ideale per chi è sempre in viaggio

Da Weruska & Joel, le novità Lotto Sportessence Gravity Power

Il concept si ispira nientemeno che alla legge di gravità . La linea profumeria/toiletry a marchio Lotto Sportessence Gravity Power -lanciata di recente da Weruska & Joel- risulta incentrata su tale forza di attrazione, a cui risponde con prodotti che promettono di esaltare la tensione, incrementare la dinamicità , migliorare le performance. Anche i pack -caratterizzati da colori vivaci e luminosi che spiccano sul nero dello sfondo come onde gravitazionali nel buio dell'universo- contribuiscono a trasmettere energia, vitalità, potenza. La gamma comprende le linee eau de toilette donna, eau de toilette uomo, after shave, deo parfums woman e man, e toiletry: quest'ultima serie accoglie referenze dedicate alla detersione del corpo (bagni schiuma e doccia gel per uomo e donna).

Buitoni lancia il Pesto con olio extravergine di oliva italiano

In area food, bontà del prodotto e qualità dell'ingredientistica sono variabili strettamente correlate. Consapevole di tale interdipendenza, Buitoni -brand che garantisce una costante attenzione ai consumatori e alle loro esigenze alimentari emergenti- ha selezionato uno dei più preziosi ingredienti della classica dieta mediterranea, l'olio extravergine di oliva di origine italiana, per rendere la propria linea di Pesto fresco ancora più gustosa, genuina, salutare. La nuova ricetta con olio extra vergine di oliva italiano oggi arricchisce tutti i Pesti Buitoni, disponibili in 2 diversi formati per rispondere alle svariate esigenze di consumo. Anche perchè, come suggerisce il marchio, il pesto si può utilizzare non solo con la pasta ma anche in molti altri piatti appetitosi.

Il calo dei consumi alimentari fa chiudere i negozi

A parte le sottigliezze tecniche da lasciare alla discussione tra economisti, non ci sono più dubbi sul fatto che il paese stia vivendo una fase di recessione: l'ennesima conferma arriva dai dati Istat sulla spesa delle famiglie nel 2007. I numeri, che peraltro secondo l'opinione degli osservatori sono peggiorati nei primi mesi del 2008 con l'aumento del prezzo del greggio, mostrano che per la prima volta dall'avvento dell'euro l'importo destinato mensilmente alla spesa alimentare è diminuito. Si è passati da 467 a 466 euro, mentre la spesa per il non food è salita dell'1%, dai 1994 euro del 2006 ai 2014 dell'anno successivo.

Da un punto di vista teorico le spiegazioni per il calo dei consuni food potrebbero essere due: o i prezzi sono calati o le famiglie hanno fatto downgrading negli acquisti. La spiegazione giusta è la seconda, come emerge dall'Istat: oltre il 30% dei nuclei familiari ha ridotto la qualità dei prodotti acquistati, con punte che arrivano al 33% per il pane e al 38% per la pasta. L'incremento del non food, peraltro inferiore anche all'inflazione ufficiale dell'anno (1,8%), è dovuto soprattutto alle spese incomprimibili, come quelle per i servizi sanitari e la casa, o difficilmente contenibili, come quelle dei trasporti.

Un immediato riscontro sui comportamenti delle famiglie nel 2007 si ottiene esaminando anche i dati, strettamente correlati, sulle aperture di nuovi negozi: nei primi tre mesi di quest'anno, 13.315 punti vendita hanno cessato l'attività. Non reggono più la concorrenza della grande distribuzione e dei centri commerciali, che continuano una spietata guerra dei prezzi. L'interrogativo è allora questo: quanto potranno reggere anche gli anelli più deboli della gdo all'erosione dei margini?

Istat: le famiglie tirano la cinghia

Al di là di sottigliezze tecniche da lasciare alla discussione tra economisti non ci sono più dubbi sul fatto che il Paese stia vivendo una fase di recessione: una ennesima conferma arriva dai dati sulla spesa delle famiglie del 2007 resi oggi noti dall’Istat; i numeri, che peraltro secondo l’opinione comune degli osservatori sono peggiorati nei primi mesi del 2008 con l’aumento del prezzo del greggio, dicono che per la prima volta dall’avvento dell’euro l’importo destinato mensilmente dalle famiglie alla spesa alimentare è diminuito, anche se di un solo euro, passando da 467 a 466 euro, mentre la spesa per il non food è salita dell’1%, dai 1994 euro del 2006 ai 2014 dell’anno successivo.

Da un punto di vista meramente teorico le spiegazioni per il calo dei consuni food potrebbero essere due: o i prezzi sono calati o le famiglie hanno fatto downgrading negli acquisti. Non ci sono però dubbi sul fatto che la spiegazione sia la seconda, ed è sempre l’Istat a dircelo: oltre il 30% dei nuclei infatti ha ridotto la qualità dei prodotti acquisti, con punte che arrivano al 33% per il pane, al 38% per la pasta, al 45% per la pasta.

E l’incremento, peraltro inferiore anche all’inflazione ufficiale dell’anno (1,8%), del non food è quasi tutto dovuto a spese incomprimibili, come quelle per i servizi sanitari e la casa, o difficilmente contenibili, come quelle dei trasporti.

Un immediato riscontro sui comportamenti delle famiglie nel 2007 si ottiene esaminando anche i dati, strettamente correlati, sulle aperture di nuovi negozi: nei primi tre mesi di quest’anno 13.315 negozi hanno chiuso l’attività. Non reggono più la concorrenza della grande distribuzione e dei centri commerciali, che continuano una spietata guerra dei prezzi. L’interrogativo è: quanto potranno reggere anche gli anelli più deboli della gdo all’erosione dei margini?

Agip e Unieuro, il co-marketing fa il pieno di carburante e fedeltà

Il pieno di benzina si fa di giorno in giorno più caro. Ed ecco che gdo e imprese leader -in numero crescente- si ingegnano per sviluppare iniziative di co-marketing per assicurare ai clienti una sosta al rifornimento certamente meno stressante, almeno per il portafogli. E creare empatia e fidelizzazione sia all'insegna sia alla stazione di servizio.
L'ultima iniziativa in ordine di tempo è quella sviluppata da Unieuro, che consente, con l'acquisto di prodotti di elettronica, di ricevere buoni sconto in carburante Agip (solo dal 3 al 16 luglio): in particolare, chi acquista prodotti segnalati sul volantino e nei punti di vendita dell'insegna -scegliendo tra Tv Lcd, cellulari, computer portatili, navigatori satellitari e tanti altri articoli - riceve sconti in buoni benzina fino al 30% del valore dei prodotti acquistati.

Il carburante sempre al centro
Tra le iniziative di co-marketing più datate vi è quella tra Esselunga e Q8: le due aziende, anche quest'anno, rendono disponibili per i clienti ulteriori possibilità di utilizzare i punti accumulati con gli acquisti e i “pieni”. Infatti, i punti della campagna promozionale Q8 possono essere utilizzati per richiedere punti del programma Fìdaty Esselunga e viceversa.
È invece “monodirezionale” la promozione Qui Fai il Pieno di punti, attivata lo scorso marzo e valida fino allo stesso mese del 2009, l'operazione di co-marketing tra i supermercati Tigros (Agorà) ed Erg: i titolari della Tigros card, facendo il pieno alla Erg possono accumulare punti per ottenere i premi del catalogo Collection mon amour 2008 di Tigros.

Le imprese di interscambio
Uscendo dal canale della gdo, tra le altre iniziative di co-marketing che collaborano a ridurre il costo del pieno di benzina vi è quella attivata da Mirabilandia con Erg: mostrando il biglietto d'ingresso al parco divertimento, chi si reca a una delle stazioni di servizio Erg che partecipa alla promozione riceve uno sconto di 1 euro a fronte di un rifornimento di almeno 30 euro. E, ai clienti che effettueranno un rifornimento di carburante di almeno 40 euro, verrà consegnato un buono sconto utilizzabile presso il Parco divertimenti per l'acquisto di un biglietto “categoria intero”.
Infine, ultima ma non tale, anche perché ripete un'iniziativa già promossa nel 2006, vi è l'operazione di co-marketing sviluppata da Energizer e Total: chi acquista una confezione Blister Stilo di pile Energizer trova all'interno della confezione (venduta a prezzo scontato) un buono sconto carburante di 2 euro, non cumulabile, utilizzabile per ogni rifornimento minimo di 40 euro di carburante presso le stazioni di servizio Total di tutta Italia.
In fondo, gdo e imprese non fanno che adeguarsi all'obiettivo del pacchetto-energia del Governo, che riporta il titolo “Aiutare la diminuzione del costo del carburante”.

L’olio Salov arriva nei piatti di Autogrill

Il ritorno di un brand storico dell’alimentare grazie a un marchio particolare e di prestigio come Autogrill: anche così si può spiegare l’operazione che ha portato Salov a stringere una partnership triennale per la fornitura di olio d'oliva ai ristoranti della catena.
Salov, produttore lucchese (la sede è sul lago di Massaciuccoli) tra i coleader in Italia e leader assoluto in mercati strategici come gli Usa, la Gran Bretagna e il Giappone, opera con due marchi: Sagra per l’Italia e Filippo Berio prevalentemente per l’estero.

L’accordo con Autogrill è appunto finalizzato al rilancio di Berio come brand nazionale, dopo che per anni l’azienda non lo ha potuto impiegare per la presenza dell’olio dei Fratelli Berio a Oneglia. Il produttore ligure aveva registrato prima il marchio, di cui Salov ha poi acquisito la proprietà.
Salov è un’azienda controllata sin dalla fondazione, avvenuta 90 anni fa, dalla famiglia Fontana; l’accordo con Autogrill prevede la fornitura di olio a marchio Filippo Berio sia per l’utilizzo nei ristoranti sia per la vendita nei market: in tutto 160 ristoranti e 260 centri shopping. L’obiettivo è anche di entrare in mercati, come quello francese, dove Autogrill è molto forte mentre Salov non ha ancora espresso al meglio le proprie potenzialità commerciali.

GDOWEEK 443

Despar raddoppia i prodotti private label

Despar Italia, gruppo italiano di spicco nel panorama della distribuzione associata, nato nel 1960 e costituito da 12 imprese presenti in tutta Italia, rafforza la sua vocazione nel commercio di prossimità e vicinato con investimenti nella ristrutturazione della rete esistente, nell'apertura di nuovi punti di vendita in centri commerciali di servizio (piccoli e vicini al centro urbano), e nello sviluppo di nuovi formati “comodi” come Despar Express e Despar Facile.

Fatturato in crescita
Antonino Gatto, presidente di Despar Italia, ha presentato nel corso della convention nazionale tenutasi all'hotel villaggio Baia Samuele a Punta Sampieri, Scicli (Rg), i risultati 2007 del gruppo, sottolineando le buone performance economiche nonostante la congiuntura preoccupante del mercato: il fatturato è aumentato dell'8,2% salendo a 4,035 miliardi di euro, con un incremento della superficie di vendita pari a +5,7%; la crescita a parità (LFL) è stata dunque del 2,5%, che è comunque un dato decisamente sopra la media. I 2.044 punti di vendita che fanno capo alle 12 imprese Despar Italia si articolano in 1.579 Despar Market, 250 Eurospar, 59 Interspar, 4 cah and carry e 152 negozi con altre insegne.

Il raddoppio delle private label
Un ruolo particolarmente strategico nello sviluppo di Despar Italia sarà giocato dal potenziamento delle marche private. Dalla linea salutistica all'intimo donna, dalle specialità alimentari locali ai primi prezzi, dal biologico al prodotto di filiera certificata: Despar Italia coprirà tutti gli spazi, come si dice in gergo calcistico, schierando una formazione completa di private label, compatta in difesa (primi prezzi), consolidata a centrocampo (Despar e marchi di fantasia) e rinnovata nell'attacco, con le linee di prodotti alimentari salutistici, i prodotti premium nell'alimentare, e l'arrivo delle novità nel campo non-alimentare (bazar e tessile-abbigliamento).
Despar Italia punta al raddoppio delle private label che saliranno complessivamente a oltre 2.000 referenze nel 2010 dalle attuali 1.082. «Il consumatore sceglie le marche del distributore per almeno una delle seguenti ragioni -spiega Gianluca di Venanzo, responsabile sviluppo prodotto a marchio Despar -: vuole prodotti di qualità e convenienti, alternativi alla marca, ma con rassicurazione paragonabile a quella del leader di mercato». Oggi il fatturato Despar nelle marche private (oltre 197,8 milioni di euro, +13,12% nel 2007 rispetto all'anno precedente) è realizzato per il 68% dalla linea Despar, seguita da Passo dopo Passo (26%), dal biologico (3%) e dagli altri marchi di fantasia (3%).

Una concorrenza agguerrita
L'introduzione di nuove referenze nel triennio 2008-2010 avvicinerà Despar alla concorrenza più agguerrita e qualificata, soprattutto in termini di numerica (i competitor hanno mediamente 2.400 referenze), con la prospettiva di raddoppiare la presenza delle proprie marche nella spesa dei clienti. «Oggi l'incidenza delle marche private sul totale mercato grocery è pari al 13% -precisa di Venanzo -ciò vuol dire una quota doppia se si considera il singolo carrello della spesa». Il posizionamento preferenziale sui lineari è una condizione necessaria per lo sviluppo dell'assortimento a marca privata: «Per posizione preferenziale -spiega di Venanzo - intendiamo soprattutto la collocazione del prodotto ad altezza occhi, vicino al leader con prezzo differenziante».

Il gruppo Giv capofila di Wine Experience

Partirà il prossimo settembre Wine Experience, il programma di promozione al consumo di vini di qualità che verrà sviluppato nel prossimo triennio in Germania, Regno Unito e Francia.
Il progetto, presentato dal Gruppo Italiano Vini e recentemente approvato dall'Unione europea, prevede un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro, che verranno coperti per il 50% dalla Ue, per il 30% dal nostro Ministero e per il restante 30% dalla società cooperativa veronese che, attraverso le 14 cantine di proprietà per complessivi 1.250 ettari di vigneto, è presente in tutte le zone vitivinicole più importanti della penisola, distribuite in dieci regioni italiane.

Azioni differenziate per paese
Il programma prevede una serie di attività di comunicazione, informazione e formazione tagliate su misura dei singoli mercati. “Il consumatore tedesco è sempre più attento alla qualità, mentre in Uk purtroppo sta prevalendo la logica del prezzo -spiega a Gdoweek Rolando Chiossi, presidente uscente del GIV e tra gli ispiratori del progetto-. La Francia? Continua ad essere poco propensa ad aprire ai vini italiani, ma per fortuna abbiamo a disposizione la rete, estesa e sempre più qualificata, dei ristoranti italiani attivi Oltralpe”.

Obiettivo finale del progetto resta comunque quello di sostenere il settore vitivinicolo comunitario nei confronti della crescente concorrenza dei paesi extra europei.

Maestri Pastai punta alla gdo

Essere più conosciuti negli Stati Uniti che in Italia per una realtà produttiva campana può suonare strano eppure questa è la situazione commerciale di Maestri Pastai, una piccola azienda cui ha dato vita un gruppo alimentare di Mercato san Severino, in provincia di Salerno.

Molto noto sul mercato Usa, il marchio oggi è distribuito da noi solo nei negozi di alta gastronomia; ora l’azienda sta cercando di entrare nella grande distribuzione con la sua gamma di prodotti premium, realizzati con grano di alta qualità e trafilatura in bronzo. I formati vanno dalle paste corte a quelle lunghe, fino ai formati particolari come le paste aromatizzate e quelle tipiche regionali (fusilli avellinesi, trofie, orecchiette).

Uno dei segreti della produzione è l’essiccazione lenta (da 20 a 56 ore) che garantisce tenuta alla cottura e il miglior assorbimento dei condimenti. Altra peculiarità dell’azienda è il confezionamento in pack trasparente: “Un rischio che corriamo potendo contare su una qualità di prodotto tale che impedisce il sia pur minimo sfarinamento”.
L’obiettivo è raggiungere le principali insegne del Nord Italia, in un settore che oggi è sempre più concorrenziale.

Accordo Salov Autogrill

Il ritorno di un brand storico dell’alimentare grazie a un medium particolare e di prestigio come Autogrill. Anche così si può spiegare l’operazione che ha portato Salov ha stringere una partnership triennale per la fornitura di olio di oliva ai ristoranti della catena.

Salov, produttore lucchese (la sede è sul lago di Massaciuccoli) di olio tra i coleader in Italia e leader assoluto in mercati fondamentali come gli Usa, la Gran Bretagna e il Giappone, opera con due marchi: Sagra per l’Italia e Filippo Berio, prevalentemente per l’estero. L’accordo con Autogrill è appunto finalizzato al rilancio di Berio come brand nazionale, dopo che per anni l’azienda non lo ha potuto usare per la presenza dell’olio dei Fratelli Berio di Oneglia, che avevano registrato prima il loro marchio, di cui Salov ha poi acquisito la proprietà.

Salov è un’azienda controllata sin dalla fondazione, avvenuta 90 anni fa, dalla famiglia Fontana; l’accordo con Autogrill prevede la fornitura di olio a marchio Filippo Berio sia per l’utilizzo nei ristoranti sia per le vendita nei market la bottegaccia: in tutto 160 ristoranti e 260 centri di shopping. Ma l’obiettivo è anche quello di entrare in mercati, come ad esempio quello francese, dove Autogrill è molto forte mentre Salov non ha ancora espresso al meglio le proprie potenzialità commerciali.

Sul prossimo numero di Gdoweekm@il, scaricabile su questo stesso sito da lunedì 7 luglio, pubblicheremo un'intervista sull'accordo e sulle strategie commerciali di Salov al direttore generale Alberto Baraldi.

Latteria Soresina: prosegue la crescita del Gruppo

Un'ulteriore crescita dimensionale che consentirà il trasferimento di know-how ed il conseguimento di proficue economie di scala. E' ciò che motiva la recente fusione fra Latteria Soresina, Latteria di Piadena e Latteria Cà dei Corti: grazie a tale operazione, il gruppo Soresina -che comprende anche Alimentari Val d'Enza- proseguirà il proprio percorso strategico, che si fonda su distintività, marca, innovazione e internazionalizzazione e richiede, quindi, strutture e investimenti difficilmente sostenibili sotto determinate dimensioni. Le stime relative all'anno 2008 indicano grandi numeri: un totale latte lavorato di circa 3 milioni di quintali, 500mila forme di Grana Padano commercializzate (oltre agli altri prodotti della gamma), un fatturato complessivo a quota 250 milioni di euro.

Softwork arricchisce il proprio portfolio apparati RFID

Si estende l'offerta di Softwork, primario distributore di tecnologia RFID attiva e passiva. L'ultima novità è Long Range Gate Antenna 3D - ISC.ANT 1300/680-A, dispositivo di FEIG Electronic per la lettura e la scrittura di transponder HF a 13,56 MHz standard ISO 15693, ISO 18000-3 ed EPC. Fra i plus prestazionali del nuovo gate, la luce di lettura fino a 95 cm con orientamento tri-dimensionale del transponder, la facile installazione ed il set-up tramite Dynamic Antenna Tuner (ISC.DAT), l'amministrazione e il controllo remoto attraverso interfaccia LAN Ethernet (RJ45), il firmware upgradabile; tali vantaggi si coniugano con il design innovativo ed i costi contenuti. I campi d'applicazione elettivi? Identificazione di persone e controllo accessi, librerie, asset management, event management

Orange Business Services presenta Cisco TelePresence

Riunione virtuale con presenze live. E' la promessa di Cisco TelePresence, soluzione innovativa in grado di trasformare il modo di operare delle aziende, visto che -in virtù di una rete IP convergente- permette agli interlocutori di comunicare in tempo reale, come se si trovassero nella stessa stanza. In questo modo i dipendenti di imprese globali possono collaborare con efficacia, accelerare i processi decisionali, instaurare relazioni che tengano conto delle differenze culturali, rispondere subito alle sollecitazioni dei clienti ed assicurare la continuità aziendale, aumentando nel contempo la competitività dell'organizzazione. Inoltre, il servizio permette risparmi significativi e consente di operare in modo ecologicamente responsabile, grazie al minore inquinamento generato

Ingenico ottiene nuova certificazione Abi per il retail

Installazioni sicure e conformi agli standard bancari EMV anche in ambito retail. La PinPad Ingenico i3070 ha recentemente ottenuto l'omologazione CO.GE.BAN. - Progetto Microcircuito, relativa a due differenti configurazioni: integrata nei server di pagamento o stand alone, cioè connessa direttamente al Centro di Autorizzazione come un normale terminale di pagamento. Ingenico i3070 è piccola, multi-funzionale, programmabile, molto adatta all'uso in gdo: l'ergonomia, l'ampio display grafico, le ridotte dimensioni, la connettività seriale, USB e Ethernet la rendono estremamente versatile. Si tratta della prima PinPad nel mondo dei pagamenti in grado di gestire in modo completo e sicuro tutte le tipologie di carta: magnetica, microchip e senza contatto (gestione dell'interfaccia in radio-frequenza).

Da Metrologic Instruments Italia un nuovo scanner laser a pistola

Obiettivo: ergonomia & performance. MS9590 VoyagerGSTM di Metrologic Instruments Italia è un nuovo scanner laser nella classica forma “a pistola”, molto apprezzata dagli utilizzatori. Il prodotto promette elevate prestazioni di lettura di codici monodimensionali in una grande varietà di applicazioni, nella vendita al dettaglio innanzitutto. Oltre che per la forma, studiata in modo da ridurre l'affaticamento dell'operatore, il dispositivo si connota per l'attivazione ad infrarossi, l'alta profondità di campo, una velocità di lettura di 100 scansioni al secondo e l'impiego della tecnologia CodeGate®, che consente di completare la trasmissione dei dati con un singolo azionamento del grilletto. I dati trasmessi possono essere formattati in conformità ai requisiti del sistema host.

Più labile il confine tra marche private e industriali

Il confine tra marca privata e marca industriale, negli ultimi anni, è stato travalicato e, soprattutto nell'area delle promozioni, non si riesce più a notare la differenza (concettuale) tra le promozioni delle private label e quelle dei marchi industriali. I primi segnali si scorgono dalla lettura di semplici indicatori quali la pressione promozionale e la profondità degli sconti. La pressione delle private label ha raggiunto livelli significativi, rasentando in diverse categorie quelli dei prodotti leader.

Se partiamo dal presupposto, come giustamente sostiene il prof. Gianpiero Lugli, che la marca commerciale ha una bassa penetrazione di mercato, non dovrebbe di conseguenza essere utilizzata per la promozione delle vendite. Dato che gli sconti si rivolgono a consumatori che non sono clienti abituali dell'insegna, il prezzo normale della commerciale non può essere noto ai consumatori che si vuole attrarre. Un'offerta poco efficace, in quanto il cliente è disposto a cambiare insegna per inseguire la convenienza nell'acquisto quasi esclusivamente per le marche industriali.

La genesi del processo
Per comprendere questa apparente contraddizione, è importante studiare la genesi del processo. Con il mercato in recessione, le marche industriali leader hanno perso punti di quota e, nel tentativo di riconquistarli, hanno abiurato il loro “credo” inforcando la leva promozionale. In un semplice gioco causa-effetto ciò si è riflesso sulla marca commerciale, seguendo pedissequamente il mark down rispetto alla marca. Di conseguenza, per rianimare le vendite di marca commerciale, molte insegne hanno realizzato una promozione di prezzo almeno pari, come incidenza alla media delle vendite in promozione, della categoria vendite del proprio portafoglio prodotti.

Basta l'instabilità delle quote dei leader a giustificare l'esplosione della promozionalità della marca commerciale? Se la marca leader cessa di svolgere il suo ruolo di difesa del valore ricorrendo alla promozione, la marca commerciale non può che subire una riduzione della sua quota. Di conseguenza, molte insegne hanno ritenuto che, per le marche commerciali posizionate a ridosso del leader, non vi era altra possibilità al di fuori dell'inseguimento del competitor di riferimento nella riduzione del valore.

Spesso i retailer dimenticano che l'obiettivo dell'industria di marca è l'aumento delle vendite del proprio portafoglio prodotti, mentre il retail dovrebbe
avere l'occhio sempre fisso sull'Ebit di pdv e l'aumento delle vendite della marca commerciale deve essere solo strumentale al raggiungimento di tale risultato e non il fine ultimo. Il problema è che ci si è lasciati prendere la mano: si notano in giro comportamenti un po' buffi, come la promozionesulla marca commerciale di primo prezzo o su quella premium. Tutto ciò è forse anche colpa delle condizioni d'acquisto in quanto il dead net è difficoltoso? Chi può dirlo! In ogni caso,
se si vuole essere coerenti con la nomenclatura, forse occorrerebbe ristabilire il giusto e reale confine tra la gestione di una marca privata e un prodotto di marca.

Wine Experience promuove il vino di qualità

Partirà il prossimo settembre Wine Experience, il programma di promozione al consumo di vini di qualità che verrà sviluppato nel prossimo triennio in Germania, Regno Unito e Francia. Il progetto, presentato dal Gruppo Italiano Vini e recentemente approvato dall'Unione europea, prevede un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro, che verranno coperti per il 50% dalla Ue, per il 30% dal nostro Ministero e per il restante 20% dalla società cooperativa veronese che, attraverso le 14 cantine di proprietà per complessivi 1.250 ettari di vigneto, è presente in tutte le zone vitivinicole più importanti della penisola, distribuite in dieci regioni italiane.

Azioni differenziate per paese
Il programma prevede una serie di attività di comunicazione, informazione e formazione tagliate su misura dei singoli mercati. “Il consumatore tedesco è sempre più attento alla qualità, mentre in Uk purtroppo sta prevalendo la logica del prezzo - spiega a Gdoweek Rolando Chiossi, presidente uscente del GIV e tra gli ispiratori del progetto-. La Francia? Continua ad essere poco propensa ad aprire ai vini italiani, ma per fortuna abbiamo a disposizione la rete, estesa e sempre più qualificata, dei ristoranti italiani attivi Oltralpe”. Obiettivo finale del progetto resta comunque quello di sostenere il settore vitivinicolo comunitario nei confronti della crescente concorrenza dei paesi extra europei.

Coop Lombardia premia soci e clienti fotografi in erba

Accesso riservato

Italiani sempre più attratti dalle promozioni

La disponibilità degli italiani verso una comunicazione diversificata e integrata su più mezzi sta via via crescendo. A sostenerlo è una ricerca che Astra ha realizzato per AssoComunicazione. Secondo lo studio, che si basa su un campione statistico di 2000 interviste realizzate nel mese di aprile, dal 2006 a oggi quasi sette milioni in più di italiani nel fare gli acquisti hanno utilizzato sconti, altrettanti le offerte speciali, 3 milioni e mezzo in più rispetto al 2006 hanno comprato confezioni risparmio, quasi sei milioni in più hanno fatto ricorso a buoni sconto, e sette milioni in più hanno sfruttato prodotti o campioni in regalo. Sono quasi stabili invece le tessere fedeltà e i programmi di fidelizzazione in genere (16,2 milioni di utilizzatori nel 2008 rispetto a 15,7 milioni rilevati nel 2006). Complessivamente, sono oltre 5 milioni e mezzo gli italiani in più (+10%) rispetto al 2006 ad aver utilizzato attività promozionali nell'acquisto di prodotti. Chi vi ricorre è soprattutto donna (95%), casalinga (99%), di età compresa fra 35 e 65 anni, in comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti. Ne usufruiscono anche laureati (97%), appartenenti a un ceto medio-superiore o superiore (97%), impiegati, quadri e docenti (96%), tutti con possibilità di accesso a internet (93%).
 
Il presidente di Assocomunicazione Enrico Finzi, illustrando la ricerca, ha sottolineato che mediamente un italiano ha “risposto” a 3,8 diversi tipi di attività promozionale promossi da aziende nell'ultimo anno, rispetto al 3,2 registrato nel 2006. In questo contesto il direct si avvantaggia proprio del suo approccio cross mediale. La ricerca ha approfondito anche l'universo degli internauti indagando soprattutto l'ambito dei veri utilizzatori della rete (recent really internet users), ovvero quelli che l'hanno usata almeno una volta negli ultimi tre mesi. Una percentuale in moderata crescita rispetto al 2006: 29,7% nel 2006, 32,1% nel 2008. Dai quasi quindici milioni (14,9 milioni) del 2006 siamo insomma saliti a 16 milioni e 300 mila nel 2008. Dall'analisi degli intervistati i “veri” fruitori della rete sono prevalentemente uomini (39%), per il 66% giovani fra 15 e 24 anni, ma anche di età compresa fra 25 e 34 anni (50%) e fra 35 e 44 anni (41%).

Delverde, prosegue il rilancio

Prosegue a pieno ritmo il piano di risanamento e di rilancio di Delverde. La proprietà, il fondo di investimento Faro srl facente capo a Pierluigi Zappacosta, a meno di tre anni dall'acquisizione del pastificio di Fara S. Martino ha annunciato un'operazione che rientra nella strategia di rafforzamento strategico annunciata nel settembre del 2005.

È stato infatti sottoscritto nei giorni scorsi un accordo tra gli attuali soci di Delverde Industrie Alimentari e un nuovo partner industriale, Molinos Rio Della Plata SA, azienda leader nell'agroalimentare in Sud America.
Molinos aveva già manifestato interesse per il marchio all'epoca del fallimento del 2005. L'accordo con la proprietà attuale prevede un aumento di capitale complessivo di 8 milioni di euro finalizzato alla realizzazione di un piano di investimenti a supporto del piano strategico presentato dall'amministratore delegato Leonardo Valenti e condiviso dai soci.

L'aumento di capitale (con un sovrapprezzo del 20%) è stato già sottoscritto per 2,5 milioni di euro da Faro, nell'assemblea straordinaria del 20 giugno, e verrà sottoscritto, nei prossimi giorni, da Molinos Rio della Plata per un importo di 5,5 milioni di euro. Dopo l'aumento, pertanto, la nuova compagine sociale vedrà il fondo Faro con una quota del 42,95%, l'azienda sudamericana al 34,78% e infine Igi al 22,28%.

Gli italiani sono i più preoccupati del futuro dei loro risparmi

Gli italiani sono il popolo meno idnebitato d'Europa ma anche il più preoccupato sul futuro dei propri risparmi. Lo dice Genworth Financial, società internazionale nei servizi assicurativi e finanziari che ha lanciato a livello europeo un indice per la misurazione della vulnerabilità finanziaria percepita dai consumatori: il Genworth Index.

Quando il risparmio è pari almeno a un mese di stipendio
Nel nostro Paese solo il 28% degli intervistati dichiara di possedere risparmi pari ad almeno quanto guadagna in un mese, contro il 64% degli svedesi ed il 62% dei tedeschi. Gli spagnoli si attestano al 27%.
Solo il 10% degli italiani ritiene di poter sostenere un eventuale aumento del debito familiare.

Cosa succede negli altri paesi europei
Negli altri paesi si va da un minimo del 33% di Germania, Gran Bretagna e Irlanda a un massimo del 54% per la Norvegia. Spagna al 34%.
Negli ultimi 12 mesi solo il 49% del campione in Italia dichiara di non aver mai avuto problemi con le scadenze di pagamento (bollette, rate finanziamenti, …).
Spagnoli, tedeschi e francesi sono, rispettivamente al 63%, 64% e 69%. Sono riusciti a rispettare le scadenze ben il 94% degli svedesi.
Solo 25 italiani su 100 - il dato più basso in Europa - dice di riuscire a mantenere gli impegni assunti senza alcuna difficoltà. Gran Bretagna, Francia e Spagna sono al 49%, 51% e 52%. La Svezia al top con l'88%.

Infine, tre italiani su quattro dichiarano di aspettarsi che le condizioni finanziarie familiari future restino stabili o siano in peggioramento.

L’Oréal e dm, partner di bellezza in Germania

Grazie a Beauty Terminal, una postazione interattiva progettata da L'Oréal ed altre aziende, L'Oréal e dm, il retailer tedesco specializzato in prodotti di detergenza e bellezza che opera con quasi 2.000 pdv in Europa, hanno migliorato le vendite (e la redditività) della categoria dello skincare, acquisendo nuove clienti attraverso l'offerta di un servizio personalizzato di analisi della pelle.

Beauty Terminal è una scaffalatura rigida, che può essere installata nei pdv in 15 minuti, dotata di un sistema interattivo che permette alle clienti di capire quali sono i prodotti L'Orèal più adatti alla propria pelle. Per ottenere queste informazioni, che vengono anche stampate, alle clienti è sufficiente appoggiare sulla fronte, per pochi secondi, un batuffolo di cotone, che successivamente deve essere immesso in un apposito spazio per procedere a un esame della pelle.

Utilizzando questo sistema, presente anche nel nuovo Real Future Store di Metro, dm e L'Oréal sono riuscite a spingere la linea Casting Creme Gloss, ampliando notevolmente il parco clienti (+14% nuove acquirenti), benefici che si sono riflessi sull'intera categoria dello skincare, cresciuta del 15%; le vendite L'Oréal sono aumentate del 20%.

Motorola annuncia lo switch pronto per l’azienda all-wireless

Cresce la domanda di infrastrutture wireless efficaci e facili da gestire. Motorola Enterprise Mobility Business risponde con lo switch wireless RFS6000, basato su processore multi-core ed indirizzato alla media impresa. Il nuovo switch -coerente con un’impostazione in cui la rete WLAN è a disposizione di tutta l'organizzazione aziendale- si fonda sull'architettura Motorola Wi-NG, può supportare sino a 48 access point 802.11a/b/g/n e offre la connettività wi-fi sino a un massimo di 2mila utenti: consente, quindi, risparmi interessanti rispetto alle reti cablate Ethernet ed elimina la necessità di gestire voce e dati con cavi separati per ogni utente. L’RFS6000 dedica grande attenzione alla sicurezza: è, infatti, dotato di crittografia WPA/WPA2, integra un firewall e supporta le tecnologie VPN, AAA server e NAC.

Coop: sale il fatturato

Le quote di mercato si tengono erodendo i margini. Una considerazione scontata in epoca di contrazione drastica dei consumi e che trova una conferma nei dati di bilancio presentati nel corso dell'assemblea del consorzio nazionale Coop Italia.
Il leader della gdo italiana oggi detiene una quota del 17,7% del mercato, un fatturato di 12,2 miliardi di euro (+3,2% su base annua), 1394 punti vendita, 63 dei quali aperti nel 2007, 56.000 addetti (+3,4%), dei quali l'83,6% assunti a tempo indeterminato, circa 6,7 milioni di di cui 250.000 nuovi soci (+3,3%).

“Nel 2007 -ha affermato Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia- Coop ha continuato a garantire il contenimento del livello dei prezzi mantenendo la propria inflazione al +1,2% a fronte di un dato medio Istat del +2,9%. E' un trend che continua da circa 8 anni e che si traduce in un vantaggio complessivo per i nostri soci e consumatori superiore al 14%, L'impegno nel contenimento dei prezzi ha però inevitabilmente provocato una diminuzione, lo 0,4%, dei margini commerciali”.

Il presidente Coop-Ancc (l'associazione nazionale in cui si riconoscono 128 imprese) Aldo Soldi (nella foto) ha messo l'accento sull'importanza delle liberalizzazioni: “Coop ha operato sul versante aperto dalle liberalizzazioni sia con la vendita dei farmaci da banco nei CoopSalute , con 73 corner aperti generando un risparmio pari a 9,6 milioni di euro sia con la telefonia mobile CoopVoce, con oltre 190.000 attivazioni. Non a caso proprio i settori economici toccati seppur parzialmente dalle liberalizzazioni e su cui Coop ha lavorato hanno generato effetti positivi per i consumatori. I prezzi dei farmaci da banco hanno subito un abbassamento del 11% e la telefonia si è assestata su un meno 7%”.

Nel corso dell'assemblea è stato annunciato anche la partnership con la società Olimpias del gruppo Benetton. L'obiettivo è puntare a una qualificazione dell'offerta di capi di abbigliamento negli ipercoop; i primi effetti saranno visibili con la prossima collezione primavera estate (sugli scaffali da febbraio 2009) interamente progettata all'interno dell'accordo.

La Picota spagnola punta alla gdo

Nel 2007, a causa dell'annata di scarsa resa, la ciliegia Picota Dop era stata commercializzata in Italia soltanto in alcuni negozi di specialità gastronomiche, mentre per il 2008 -supportata dalla campagna di comunicazione al trade sviluppata dal Consorzio- l'obiettivo dei produttori è quello di inserirla anche nella grande distribuzione.

Frutto snack

Una ciliegia, si sa, tira l'altra, e questo vale in particolar modo per la Picota del Jerte Dop, dato che la varietà spagnola -protetta dal 1996 dalla denominazione di origine europea- oltre che dotata di elevate caratteristiche organolettiche e nutrizionali è naturalmente priva di picciolo, dal quale si stacca una volta matura, senza alcuna perdita di succo in quanto il punto di distacco di “rimargina” perfettamente e rapidamente. Una particolarità che, oltre a conferirle distintività, la rende particolarmente indicata per il consumo snack.

Forte frammentazione produttiva

La zona geografica di produzione della Picota Dop è attribuita a solo a ciliegie Picota originarie nei Comuni del nord della provincia di Cacedes compresi nella zona agricola montana Trasierra-Gredos Sud. La coltivazione avviene in piccoli possedimenti (1,6 ha di media), a loro volta suddivisi in particelle, su terrazzamenti sostenuti da gradoni di pietra che impediscono l'utilizzo di mezzi meccanici.
Secondo la media degli ultimi anni, la produzione annua si attesta sulle 10.500 tons.

Stagionalità lunga

Il Consorzio di tutela della Dop, che esegue i controlli e analisi su qualità e origine del prodotto, sia in campo sia nei magazzini di selezione e confezionamento, riserva il marchio Dop unicamente alla categoria extra.
Il periodo di commercializzazione della Picota comincia dai primi giorni del mese di maggio e può arrivare fino a metà agosto per il prodotto raccolto nella parte più alta della valle.
L'imballaggio più richiesto è la vaschetta da 500gr oppure la cassetta di cartone da 2 kg, secondo le specifiche norme dettate dall'UE e, quindi, è
contrassegnato da un'etichetta che riporta la classificazione, il marchio Dop, il calibro e la natura del prodotto (Picota).
La fascia di prezzo è medio-alta, ma, in ogni caso, allineata alle quotazioni di stagione.

Darty puntualizza il format, con un mix di shop-in-shop e brand

Accesso riservato

La responsabilità sociale di Assobirra

Birra

Oltre 10 milioni di italiani consumano birra, che piace soprattutto per il gusto, ma anche perché le sue caratteristiche di naturalità e di gradazione alcolica contenuta la rende compatibile con uno stile di vita improntato al benessere, mentre per i giovani vanta un vissuto di bevanda di tendenza.
Non a caso sono rivolte principalmente ai giovani molte delle iniziative di informazione e sensibilizzazione relative al consumo responsabile delle bevande alcoliche in generale, ivi inclusa appunto la birra, promosse da Assobirra.
Oltre al programma informativo “Guida tu la vita. Bevi responsabile” avviato nel 2007 e tuttora in corso, varie aziende associate (Birra Castello, Birra Forst, Birra Menabrea, Birra Peroni, Carslberg Italia, Heineken Italia, HTS 1892 Theresianer, Inbev Italia) si sono impegnate a riportare sulle etichette dei prodotti e sui propri materiali di comunicazione la dicitura beviresponsabile.it che rimanda al sito creato ad hoc da Assobirra, che propone un percorso a tappe per introdurre al consumo responsabile di alcol. Sezioni specifiche sono dedicate ai target “a rischio” (bambini, adolescenti, ex alcolisti, persone che assumono particolari farmaci, donne in gravidanza) e a particolari situazioni (guida, lavoro). Il tutto ricorrendo a modalità interattive per educare senza annoiare.

Consumi in crescita

Il 2007 è stato un anno record per il settore birraio italiano, come si evince dai dati dell’ultimo Annual Report Assobirra. In crescita i consumi, pari a 18,5 milioni di ettolitri per un consumo pro capite di circa 31 litri (+3,7% sul 2006), la produzione, che ha toccato i 13,46 milioni di ettolitri (+5%) e soprattutto l’export, che con oltre il milione di ettolitri mette a segno una crescita di quasi il 40%.

Fuori casa piace quasi quanto il vino

Secondo la 12° edizione della ricerca “Gli italiani e la birra” condotta da Makno, a bere birra è il 62% degli italiani. Le tipologie di birra preferite sono, nell’ordine: Pils (51,5%), Lager (17%), Ale (5,1%), Weizen (3,7%), Analcolica (1,9%), d’Abbazia (1,4%), Bock (1%) e Blanche (0,8%).
Il testa a testa tra birra e vino è sempre meno impari: nei pasti fuori casa, secondo lo studio Makno, si dividono ormai quasi equamente le preferenze dei consumatori. Nei pasti fuori casa infrasettimanali entrambi si attestano su una quota intorno al 14%, mentre durante i week end il vino rimane in vantaggio ma di poco: a preferirlo è il 43,6% del campione, mentre il 40% sceglie la birra.
Nel 2006 la forbice era decisamente più elevata, con 8 punti di differenza. Un cambiamento sicuramente in parte riconducibile al fattore prezzo, ma anche al fatto che le nuove generazioni sono sempre più propense al consumo di birra, e non solo per accompagnare la pizza.

Chi vende in Cina deve tutelare il marchio

Un simbolo o un segno grafico è passibile di registrazione se è distintivo, distinguibile e lecito (cioè non depositato precedentemente e consentito dalla legge cinese sui marchi). L'esperienza delle società che da tempo operano in questo territorio dimostra che, prima di effettuare qualsiasi operazione commerciale in Cina, è utile provvedere alla registrazione del marchio.

La tempestività è molto importante: ricordiamo che nel paese del dragone vige il principio della priorità di registrazione. Questo principio rende proprietario dei diritti il soggetto che per primo deposita un marchio. Qualora si verifichi ciò, il “legittimo” proprietario, oltre a rischiare di subire l'utilizzo del marchio da parte di terzi, non potrà nemmeno commercializzare sul territorio cinese i propri prodotti poiché cadrebbe in violazione di diritti. In Cina si segnalano diversi casi in cui soggetti terzi registrano marchi a scopo di estorsione: una volta acquisita la titolarità di un marchio altrui cercano di venderlo (tipicamente a prezzi molto elevati) al legittimo titolare.

Le assonanze
Un aspetto importante è quello della “versione cinese” del marchio, con cui s'intende la sua traduzione nella lingua locale: questa pratica non è richiesta dalla legge della Repubblica Popolare Cinese, ma è consigliabile dal punto di vista legale e commerciale. La mancata registrazione della versione cinese del marchio può comportare i medesimi problemi derivanti dalla mancata registrazione di quello originale: anche in questo caso verrebbe meno la tutela giuridica. Inoltre, qualora l'azienda straniera non proponesse al mercato una versione cinese del proprio marchio, sarebbero i consumatori stessi a farlo, da soli, sulla base della somiglianza fonetica; l'assonanza trovata, però, spesso si allontana dal significato del prodotto o può addirittura fornire una risonanza negativa. Un esempio è offerto dal famoso profumo Poison che rischiava di essere tradotto con Duyao (veleno).

Comunicazione parallela
Cosa deve sapere dunque un'azienda per poter pensare alla versione cinese del proprio marchio? Innanzi tutto, che la lingua cinese è una lingua a ideogrammi, cioè simboli che, oltre a essere parola, sono anche rappresentazione grafica di un'idea o di un concetto. Ancor più dell'alfabeto, quindi, si prestano a una funzione di comunicazione parallela, nel senso che trasmettono un messaggio esplicito, dato dalla parola, e uno implicito, dato dalle associazioni di significato evocate dai segni.

Con la traduzione del proprio marchio in cinese non si deve solamente affermare qualcosa, ma creare anche espressioni in grado di suggerire ed evocare associazioni mentali funzionali alla vendita e alla diffusione del prodotto. Un'altra componente fondamentale di ogni lingua è la fonetica. È possibile scegliere il nome di un marchio prediligendo il rispetto della sonorità piuttosto che del contenuto. L'alternativa (più efficace) è ricercare un compromesso tra sonorità e contenuto attraverso la scelta (non sempre possibile) di ideogrammi che permettano di mantenere affinità sonora e semantica con il nome originale. Alcuni esempi di questa soluzione: Coca-Cola con l'attuale traduzione in cinese Kekou-Kele (delizioso), Mercedes-Benz che ha tradotto il nome Benz con Benchi (veloce), Lego con Legao (divertimento superiore), Singer con Shengjia (famiglia vincente), Carrefour con Jialefu (casa felice).

*Università di Udine

Anche Dico firma una linea equo e solidale

Dico lancia una nuova linea a marchio Equosolidale, certificata Fairtrade, che sarà in assortimento nei 300 punti di vendita dell'insegna a partire dal 4 luglio. L'insegna di discount di Coop propone già da tempo prodotti certificati Faitrade. “Dopo i risultati positivi riscontrati nella prima fase sperimentale dell'autunno scorso -dichiara Claudio Zoffoli, responsabile comunicazione e marketing di Dico-, abbiamo scelto di sviluppare una nostra linea esclusiva, in collaborazione con il nostra fornitore Commercio Alternativo”. E, anche gli prodotti certificati Fairtrade già proposti in precedenza nei pdv Dico prenderanno il nome di Equosolidale e saranno adattati alla nuova linea.

Discount con solidarietà
Non è un fatto nuovo che i retailer del discount, anche in Italia, promuovano la solidarietà. Lo scorso autunno, infatti, Lidl, il discounter tedesco leader in Italia nel canale con 495 pdv, ha iniziato a proporre FairGlobe, una propria linea di prodotti certificati Fairtrade. Una filosofia etica, quella di Lidl, che spazia anche nella tematiche ambientali, come per esempio, confermato dall'offerta di prodotti ittici certificati Msc (Marine stewardship Council), ente internazionale che ha sviluppato standard ecologici per la salguaduardia del patrimonio ittico globale.

L'etica certifica il business
E, che nonostante la crisi dei consumi, l'inflazione e i bassi salari, i prodotti solidali, in Italia e nel mondo confermano il trend in crescita di una sensibilità etica da parte del consumatore. Tanto che, nel 2007, le vendite globali dei prodotti certificati Fairtrade sono aumentate del 47% nel 2007, portando il volume d'affari a quota 2,3 mld/euro e coinvolgendo oltre un milione e mezzo di produttori e lavoratori in 58 Paesi in via di sviluppo.

Acqua del rubinetto, buona e filtrata

A parole gli italiani si fidano dell’acqua del rubinetto: oltre tre quarti dei nostri connazionali afferma infatti che abbia valenza positive. Nella realtà poi l’acqua degli acquedotti, proveniente dal rubinetto o filtrata, è bevuta solo dal 28% delle famiglie.
Potenza indubbiamente del marketing degli imbottigliatori di acqua minerale ma è corresponsabile anche qualche problema di sapore e caratteristiche.

Acqua del rubinetto troppo ricca di calcare
Rivela una ricerca di Gfk Eurisko che per il 52% degli italiani l’acqua del rubinetto è troppo ricca di calcare, mentre il 24% lamenta la presenza di cloro.
Sono dati presentati nel corso di un incontro con Brita, società tedesca leader a livello mondiale nella produzione dei sistemi di filtrazione dell’acqua potabile. L’azienda offre caraffe filtranti per uso domestico, caratterizzate dalla presenza di speciali filtri denominati Maxtra, ognuno dei quali riesce a trattare circa 100 litri di acqua. Le caraffe hanno un apposito indicatore che segnala quando è il momento di cambiare il filtro.

Presente nel dettaglio specializzato, Brita ora sta testando la presenza in gdo, dopo un primo esperimento svoltosi nel Carrefour di Assago e conclusosi con successo. Il costo di un litro di acqua filtrato con Brita si aggira sui 6 centesimi di euro. Ma il risparmio non consiste solo nel lato economico ma anche dal punto di vista dell'impatto ambientale, non più bottiglie di plastica e non più automezzi che girano per trasportare tonnellate d'acqua.

Interdis promuove la private label Dimeglio con 100mila euro

Nei 600 punti di vendita a insegna Dimeglio (Gruppo Interdis), dallo scorso 16 giugno e fino al 16 agosto, è attiva la promozione “Dimeglio regala un anno di spesa” , che coinvolge tutti i 742 prodotti a marchio dell'insegna: acquistandone due per la stessa spesa, i clienti potranno vincere 15 “spese gratis per un anno” ossia 15 voucher da 5.000 euro ciascuno (spendibili nei punti di vendita del network), centinaia di buoni spesa e 15 viaggi ai Tropici.

Creare traffico nei pdv
Interdis ha realizzato la promozione con diversi obiettivi: incrementare il traffico nei pdv, aumentare sia l'equity sia le vendite dei prodotti a marchio d'insegna. "In un periodo in cui si registra una crisi dei consumi derivante dal ridotto potere d'acquisto -conferma Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing di Interdis- Dimeglio ha sviluppato un piano di convenienza che vuole coinvolgere il cliente e promuovere in maniera incisiva il prodotto a marchio d'insegna”.
L'iniziativa -che si inserisce in un ventaglio di iniziative, che culmineranno nell'evento di novembre, per festeggiare il decennale d'insegna- è supportata da una campagna di advertising radiofonica realizzata su RadioRai e da molteplici azioni di comunicazione veicolate attraverso il sito web www.dimeglio.it, il materiale pop dedicato e la stampa locale.

Caro prezzi, troppe accuse contro la distribuzione

La distribuzione commerciale in Italia è più spesso ricordata come responsabile degli incrementi dei prezzi dei beni di consumo piuttosto che come settore produttivo con un suo autonomo significato all'interno del sistema economico. Sono i servizi a essere considerati ancillari rispetto all'industria. All'interno dei servizi, la socio-cultura economica prevalente nel nostro paese considera il trade come sostanzialmente inutile. Un male necessario, mai protagonista del processo di creazione di ricchezza.

La "badante" dei commercianti
  
Apertura eccessivamente polemica? Consideriamo qualche fatto.
1) Il nostro è l'unico paese che ha la badante dei commercianti: il Garante per la sorveglianza dei prezzi. La Svizzera ha Mister Prezzi perché ha una diversa distribuzione dei poteri tra authority e quindi a tale soggetto è affidato il compito che da noi spetta all'Antitrust. Quando, all'epoca dell'istituzione di questo garante in Italia, un giornalista andò a intervistare quello svizzero, questi con grande chiarezza rispose che si occupava di prezzi della distribuzione dell'acqua, pedaggi autostradali, tariffe elettriche. Si tratta di monopoli naturali che, quindi, necessitano di regolamentazione. Non immagino la reazione dei cittadini svizzeri se il loro garante si occupasse del sistema di pricing dei negozi grandi o piccini della Confederazione.

2) Gli economisti sono concordi nel definire priva di logica l'iniziativa italiana. Nessuno lo dice, però. Difendere l'autonomia dell'unico settore completamente liberalizzato, appunto il commercio, non porta alcun vantaggio.

3) Sono divenute frequenti le incursioni del legislatore nei meccanismi di contrattazione tra fornitori e distributori, soprattutto se grandi. Sorprese negative sono sempre possibili su tale fronte e sarà meglio prestarvi attenzione.

4) I nostri politici non brillano per capacità di analisi economico-industriale eppure con straordinario e praticamente unico intuito bipartisan hanno scoperto che la filiera agroalimentare in Italia è lunga e questo genera inefficienze e speculazioni. Sono quasi certo di non avere mai sentito pronunciare, prima di qualche settimana fa, la parola “filiera” da coloro che sono oggi le maggiori cariche dello Stato.

5) Il termine speculazione vorrebbe indicare, secondo le intenzioni di chi denuncia piccoli e grandi distributori commerciali, un comportamento scorretto o addirittura illecito da parte di tali agenti economici. Il codice penale agli articoli 501 e 501bis chiarisce la questione: la speculazione si ha quando si attuano comportamenti che determinano la rarefazione sul mercato delle merci in attesa che, in conseguenza dell'illecito accaparramento, tali beni ottengano quotazioni più elevate. C'è speculazione se si nasconde la merce. Ma nessuno di quelli che utilizzano tale termine pensa correttamente alla fattispecie giuridica sopra ricordata. La differenza è rilevante.

6) È proprio la sfiducia nel mercato che genera l'ossessione contro la distribuzione commerciale. I fautori dei controlli e della regolamentazione anche dove non c'è bisogno si rifugiano in un altro equivoco, relativo alla cosiddetta moral suasion. L'idea di moral suasion nasce come schema economico nel quale una banca centrale coopera con le banche commerciali al fine di ottenere comportamenti coerenti con i propri obiettivi. Nel caso di contesti concorrenziali, popolati da una pluralità indistinta di soggetti senza specifici poteri, il meccanismo è logicamente ininfluente in quanto la suasion è già implicita nei meccanismi di mercato (provi a vendere a prezzi troppo elevati? Butti la merce e perdi i ricavi: questo convincerà l'operatore).

Un problema culturale
La conclusione è amara. Forse il modello di liberalizzazione in un solo settore non funziona: così, invece di essere portata a esempio virtuoso, la distribuzione commerciale è oggetto di attacchi continui da tutte le parti. La sua debolezza sta in un deficit culturale che non riusciamo a colmare in Italia. Ingenuamente si tende a pensare che le disfunzioni del sistema economico si generino e si debbano curare presso l'ultimo anello della filiera, appunto quello della delivery al consumatore finale. Questo semplicemente perché è l'anello visibile.

Investire per ribaltare la cultura dominante
• La distribuzione commerciale italiana si preoccupa in primis di innovare.
• Crea, poi, relazioni con il cliente mettendolo al centro del processo di creazione di valore.
• Investe in capitale umano e fisico.
• Accresce ulteriormente il grado di competizione tra formati, insegne, categorie.
• Accanto a tutto ciò, però, bisognerebbe pensare anche a investire energie e risorse per mutare i rapporti di forza nella rappresentanza degli interessi presso le sedi istituzionali.
• Per promuovere e governare un radicale cambiamento culturale presso i naturali interlocutori.

Coop Adriatica trasforma i Plenty Market in InCoop

Grazie al nulla osta ottenuto dal Garante della Concorrenza, Coop Adriatica amplia la propria rete a Bologna con la trasformazione in InCoop di quattro pdv con una dimensione di 180-400 mq a insegna Plenty Market acquisiti da Albrea.
I primi due pdv saranno già operativi da luglio, a cui seguirà a settembre la riconversione degli altri, con un'offerta di prodotti freschi e confezionati.
Per questa operazione di ristrutturazione che ha l'obiettivo di “creare una rete di piccoli negozi di vicinato di qualità”, come precisa Giberto Coffari, presidente di Coop Adriatica, è programmato un investimento di circa 1,5 milioni di euro.
Con la presenza di InCoop, Coop Adriatica intende anche calmierare i prezzi, visto che “oggi si attestano tra il 10 e il 20% al di sopra di quelli dei supermercati Coop”, sottolinea Tiziana Primori, vicepresidente e direttore commerciale.

I risultati 2007

Coop Adriatica ha chiuso il 2007 con vendite pari a 1.879 milioni di euro, con una rete di 15 Ipercoop e 124 supermercati in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo. In particolare, le vendite degli ipermercati sono rimaste sostanzialmente stabili (+0,9% a rete totale) grazie anche all'apertura di corner Coop Salute in tutti i pdv, mentre quelle dei super sono aumentate del 2,1%. Secondo il piano strategico 2008-2010, uno dei must della cooperativa riguarda la sostenibilità ambientale: per il prossimo triennio sono stati stanziati circa 14 milioni di euro per impianti fotovoltaici: quattro Ipercoop sono già interamente alimentati con energie rinnovabili, mentre sono 26 i pdv che adottano il programma di risparmio energetico GreenLight.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business

css.php