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Rigoni di Asiago sponsorizza Goletta Verde

Rigoni di Asiago è tra gli sponsor del progetto Goletta Verde per l'estate 2008. L'azienda veneta, leader in Italia nella produzione di miele e confetture biologiche, intende in questo modo rafforzare quei valori che sono il motore dell'attività dell'azienda, come il rispetto per l'ambiente e delle risorse che lo costituiscono, attraverso una produzione ecosostenibile e biologica.
Una sensibilità nei confronti dell'habitat che per Rigoni di Asiago è sempre in primo piano e che ha deciso di condividere con Legambiente.
Una partnership, quella con l'associazione ambientalista, che ha avuto inizio durante l'inverno 2007 con il programma didattico Bioalimenta il Domani, che ha visto la partecipazione di molte scuole italiane, ed è proseguita nella primavera 2008 con l'iniziativa del Treno Verde, che ha girato l'Italia monitorando lo stato ambientale delle più belle città italiane. E che procederà quest'estate iintorno alle coste italiane.

Le tappe di Rigoni

Goletta Verde si svolge durante il periodo di Luglio e Agosto 2008 toccando numerose località sia del versante adriatico sia di quello tirrenico, partendo da Palermo per il primo e da Savona per il secondo. Oltre alla normale attività di distribuzione di materiale informativo a bordo e in aree dedicate a terra, Rigoni organizzerà attività di degustazione dei propri prodotti e promozione all'interno dei punti di vendita dove è previsto lo scalo portuale.
Ecco il calendario: Portovenere (3-07), Isola d'Elba (05/08-07), Ostia (10-07), Otranto (22-07), Tropea (29-07), Cagliari (04-08), Ancona (07-08), Rimini (09-08) e Trieste (16-08).

Selex cresce del 10% e punta a chiudere il 2008 a quota 8,2 mld

Se il 2007 è stato archiviato da Selex come anno positivo, con un fatturato di 7,42 miliardi (+ 5,5% rispetto al 2006), i risultati dei primi cinque mesi del 2008 lasciano spazio a conclusioni ancora migliori. Infatti, in questo periodo, i volumi d’affari del Gruppo hanno fatto registrare una crescita che, a parità d’imprese, raggiunge il 7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, pari al 3% in più rispetto alla media del settore (+ 4,9%, fonte Nielsen). Però, con le nuove aperture realizzate in questa prima parte dell’anno e l’ingresso in Selex, da gennaio, di Nuova Distribuzione –azienda operativa in Lombardia e nella provincia di Alessandria con 41 super e ipermercati con insegna SuperDì e IperDì- la crescita del Gruppo nel 2008 raggiunge il 10,4%. Sulla base di questi risultati, Selex ipotizza un fatturato al consumo che, a fine 2008, dovrebbe raggiungere 8,2 miliardi.

La crescita è multicanale
Sempre nel periodo, il dettaglio diretto Selex ha registrato una crescita del + 9% a rete corrente, con buone performance in tutti i canali. Il trend più positivo si è avuto nei canali superstore e miniiper che, con l’apporto di numerose nuove aperture, hanno messo a segno un aumento del 15%. Ancora più positivo l’incremento sviluppato dagli hard discount, 19%, canale presidiato da Selex anche nel formato drogherie-markt, con l’insegna Schlecker (+ 12,7%).
La strategia del Gruppo di Trezzano punta sullo sviluppo e l’innovazione in tutti i canali e in tutte le regioni d’Italia, dove è presente con una rete commerciale di oltre 3.000 punti di vendita. “Nell’attuale fase di generale sfiducia e di stallo dei consumi– sottolinea Marcello Cestaro, presidente di Selex – perseguiamo i nostri obiettivi di crescita e di soddisfazione dei consumatori, perfezionando costantemente la nostra offerta commerciale. Non solo espandendo la rete di vendita, ma anche con assortimenti e servizi sempre più in linea con l’evoluzione dei consumi”.
Nel 2008 le 24 imprese del Gruppo Selex investiranno oltre 240 milioni per lo sviluppo e l’ammodernamento della rete. Nel corso dell’anno sono previste 117 nuove unità, per 100mila mq di superficie di vendita, e la ristrutturazione di numerosi punti di vendita.
Da gennaio 2009, il Gruppo rafforzerà ulteriormente il suo presidio sul territorio attraverso l’alleanza tra Zerbimark, socio Selex attivo prevalentemente nelle province di Bergamo e Brescia, e Brix Distribuzione, altra realtà lombarda. Insieme, daranno vita a un gruppo integrato di supermercati del valore di 210 milioni di fatturato.

L’Asia traina l’advertising mondiale

La pubblicità in Europa registra un incremento del 4% nel 2007 sui big five a fronte di una crescita mondiale del 5%. A fare da traino sono paesi come Cina con +14% e India con +21%. Sono questi i dati del mercato pubblicitario mondiale secondo IAA, International Advertising Association che setttimana scorsa ha presentato a Milano la ricerca dal titolo “Scenario Internazionale della Pubblicità” elaborata da Nielsen Media Research.
Secondo la survey, l'asse degli investimenti pubblicitari si sta spostando dagli Stati Uniti all'area Asia-Pacifico: se il mercato americano resiste e primeggia con una quota di mercato del 32 %, la Cina si piazza al quarto posto (27%) e cresce a ritmi elevati e costanti. L'Europa conferma la sua posizione (29%), il Sudamerica è in crescita (11%), l'Africa è all'ultimo posto (1%).
Nel cambiamento, comunque, si intravedono segnali di continuità: seppure con peculiarità locali, il media mix utilizzato è simile un po' ovunque: quasi sempre la televisione si ritaglia la fetta di mercato più importante (58,8%), seguita da stampa (31,7%), radio (2,6%), outdoor (3,1%) e cinema (0,3%).
Pur registrando indicatori di sviluppo sempre a due cifre, Internet, ormai al 3,5%, merita un discorso a se stante anche perché il suo sviluppo, pubblicitariamente parlando, varia da paese a paese, in considerazione dei diversi parametri sociali, economici e culturali.
In ogni caso la tecnologia gioca un ruolo di primaria importanza nel proporre nuovi media e nel modificare profondamente le modalità di fruizione degli stessi. Molte sono le dinamiche in tal senso e tutte convergono sulla necessità di misurare i cosiddetti “3 schermi” (Tv, Internet e mobile) e trovare il più possibile correlazioni con i relativi comportamenti di acquisto.

Sinigaglia: «Sma si riposiziona con Simply»

Nata nel giugno 2005, come risposta “di fascia alta” ai discount, in questi tre anni Simply ha cambiato più volte pelle. Un percorso all'insegna della reattività, non privo di battute d'arresto e di ripensamenti, con sperimentazioni coraggiose che hanno portato a una reinterpretazione dei formati classici con una personalità di marca definita e la giusta alchimia tra storia e innovazione. Simply diventa così ufficialmente l'unica insegna di Sma per i supermarket, come già successo per Punto Sma nelle superette, mentre Sma diventa marchio-ombrello dell'insegna.

Antonello Sinigaglia, direttore generale Sma«Simply è un progetto aziendale complesso, che ci ha permesso di segmentare molto meglio rispetto al passato il nostro portafoglio negozi in funzione dei clienti e del ruolo ricoperto da ciascun pdv nel proprio bacino di utenza - chiarisce a Gdoweek Antonello Sinigaglia, direttore generale Sma - Con l'apertura di pdv a insegna Simply Sma e Ipersimply Sma, siamo a un nuovo punto di partenza, nel quale Sma svolge la funzione di denominatore comune di un posizionamento e di un perimetro definito, che il consumatore sa riconoscere grazie a un assortimento razionalizzato senza essere limitato, cui si aggiungono qualità, servizio e una politica prezzi chiara ed aggressiva».

Si tratta di cambiamenti sostanziali che trasformano radicalmente la fisionomia di Simply...
È più che altro un percorso logico. I contesti economici si modificano velocemente così come le esigenze dei consumatori: i retailer hanno il compito di adeguarsi con risposte appropriate. Simply è nata per rispondere agli hard discount, con un ambiente più gradevole e senza promozioni, secondo la logica prezzi “every day low price”. Con questa strategia abbiamo registrato successi importanti, anche se non uniformi in tutta Italia. Intanto, il discount ha modificato la propria natura, aggiungendo brand, banchi serviti, promozioni, facendo pubblicità e lanciando carte fedeltà. Questo ci ha spinto a rivedere le logiche commerciali e l'utilizzo delle leve per poter dare la giusta offerta: ci siamo spostati su una logica di bacini, con una segmentazione più chiara dell'insegna.

Qual è oggi la missione di Simply?
È un progetto aziendale che riposiziona la rete di Sma nell'area della prossimità e dell'attrazione, mantenendo i plus qualitativi dell'offerta Sma, declinata con logiche di prezzo più competitive sperimentate e riadattate in Simply.

In questi anni è nata anche Maxisimply. Qual è il suo futuro?
Attualmente i MaxiSimply sono tre, due a Milano e uno a Rovigo. Tutti sono destinati a trasformarsi in Simply Sma o Ipersimply Sma, a seconda della metratura.

È la dimensione, quindi, la base della segmentazione?
Anche, ma non solo. I Simply Sma sono pdv tra gli 800 e i 2.500 mq, mentre gli Ipersimply Sma sono strutture dai 2.500 ai 4.500 mq, con un ruolo di attrazione simile agli ipermarket, ancora con insegna Cityper.

Quali sono i tempi previsti per la riconversione della rete?
Oggi la rete diretta è formata da 273 pdv tra cui 129 Cityper e Sma, con 39 Simply e 9 Ipersimply già attivi. L'obiettivo è trasformarne una buona parte nei prossimi due anni e aprirne anche di nuovi, circa 15 l'anno.

Per Simply niente franchising, allora?
Ovviamente sì, a patto che le dimensioni siano coerenti con il formato e il ruolo. Del resto i nostri partner si riferiscono sempre all'ultima evoluzione disponibile.

Anche Crai, con cui avete creato di recente una partnership, potrebbe avvalersi di queste opportunità?
Se volessero sì, anche se non è la priorità. Al momento la nostra partnership ha portato all'apertura di un Punto Sma in Sardegna e altri due Simply Sma sono previsti entro l'anno. Il focus dell'alleanza, oltre che sulle condizioni d'acquisto, è sulla realizzazione di piattaforme logistiche, che stiamo già attuando in Lazio.

Torniamo al posizionamento di prezzo. Simply è nata come formula edlp, eppure oggi le promozioni sono decisamente presenti.
È vero: rispetto al progetto iniziale, abbiamo parzialmente modificato approccio, inserendo un certo numero di offerte promozionali, ma solo in quelle categorie basiche, nelle quali il consumatore italiano cerca e misura la convenienza di un'insegna.

Parliamo di non food che, proposto shop-in-shop, rappresenta un elemento di distinzione per Ipersimply.
La logica shop-in-shop risponde alla consapevolezza di non poter fare tutto; abbiamo operato delle scelte, puntando solo su alcune merceologie specifiche, come il tessile, l'intimo, il bambino, oltre che la profumeria. Nell'ambientazione e nella costruzione degli assortimenti, ci siamo liberamente ispirati al “category killer” mixando marchi noti e private label.

Intanto Simply è diventato anche un progetto internazionale.
Sì, sotto il marchio Simply Market. Siamo molto orgogliosi di aver esportato un concept vincente in Francia, Spagna e Polonia. Ogni paese l'ha declinato secondo le proprie caratteristiche, anche se la matrice rimane facilmente riconoscibile. In Polonia, ad esempio, l'insegna è diversa, ma il format è lo stesso.

Appartenere a un gruppo internazionale offre ben altri vantaggi, soprattutto sul fronte degli acquisti ...
Che infatti abbiamo sfruttato, soprattutto in alcune aree come il tessile, anche se manteniamo una nostra autonomia di personalizzazione.

Eppure, a livello societario, vi siete organizzati come entità separate: in Italia il Gruppo Auchan ne ha quattro: Sma, Auchan, Gallerie Commerciali e Accord Italia. Non è un controsenso?
No. È la volontà e la filosofia dell'azionista di riferimento che non vuole mescolare i mestieri, neanche quelli che sembrano tra loro più vicini, come ipermercati e super. Anzi, il successo della famiglia Mulliez è stato quello di concentrare un progetto su un uomo, una squadra, lasciando responsabilità e libertà per fare business.

Intervista con Antonello Sinigaglia, Dg di SMA

Nata nel giugno 2005, come risposta “di fascia alta” ai discount, in questi tre anni Simply ha cambiato più volte pelle: un percorso all'insegna della reattività, non privo di battute d'arresto e di ripensamenti, con sperimentazioni coraggiose che hanno portato a una reinterpretazione dei formati classici con una personalità di marca definita, che ha trovato la giusta alchimia tra storia e innovazione. Simply diventa così ufficialmente l'unica insegna di Sma per i supermkt, come già successo per Punto Sma nelle superette, mentre Sma diventa marchio-ombrello, endorser dell'insegna.

“Simply è un progetto aziendale complesso che ci ha permesso di segmentare molto meglio rispetto al passato il nostro portafoglio negozi in funzione dei clienti e del ruolo ricoperto da ciascun pdv nel proprio bacino di utenza -chiarisce a Gdoweek Antonello Sinigaglia, direttore generale Sma S.p.a.-. Con l'apertura di pdv a insegna Simply Sma e Ipersimply Sma (vedi Galleria) siamo a un nuovo punto di partenza, nel quale Sma svolge la funzione di denominatore comune di un posizionamento e di un perimetro definito, che il consumatore sa riconoscere grazie a un assortimento razionalizzato senza essere limitato, cui si aggiungono qualità, servizio e una politica prezzi chiara ed aggressiva, in un ambiente soft con shop-in-shop per il non food”.

Si tratta di cambiamenti sostanziali che trasformano radicalmente la fisionomia di Simply...
è più che altro un percorso logico. I contesti economici si modificano velocemente così come le esigenze dei consumatori: i retailer hanno il compito di adeguarsi con risposte appropriate. Simply è nata per rispondere agli hard discount, con un ambiente più gradevole e senza promozioni, secondo la logica prezzi every day low price. Con questa strategia abbiamo registrato successi importanti, anche se non uniformi in tutta Italia. Intanto, il discount ha modificato la propria natura, aggiungendo brand, banchi serviti, promozioni, facendo pubblicità e lanciando carte fedeltà. Questo ci ha spinto a rivedere le logiche commerciali e l'utilizzo delle relative leve per riuscire a dare la giusta offerta: ci siamo spostati su una logica di bacini, con una segmentazione più chiara dell'insegna.

Oggi qual è la mission di Simply?
è un progetto aziendale che riposiziona la rete di Sma nell'area della prossimità e dell'attrazione, mantenendo i plus qualitativi e di ampiezza dell'offerta Sma, declinata con logiche di prezzo più competitive sperimentate e riadattate in Simply.

In questi anni è nata anche Maxisimply. Qual è il suo futuro?
Attualmente i MaxiSimply sono tre, due a Milano e uno a Rovigo. Tutti sono destinati a trasformarsi in Simply Sma o Ipersimply Sma, a seconda della metratura.

... è la dimensione, quindi, la base della segmentazione?
Anche, ma non solo. I Simply Sma sono pdv tra gli 800 e i 2.500 mq, mentre gli Ipersimply Sma sono strutture dai 2.500 ai 4.500 mq, con un ruolo di attrazione simile agli ipermkt, attualmente ancora con insegna Cityper.

Quali i tempi previsti per la riconversione della rete?
Oggi la rete diretta è formata da 273 pdv tra cui 129 Cityper e Sma, con 39 Simply e 9 Ipersimply già attivi. L'obiettivo è di trasformarne una buona parte nei prossimi 2 anni e in aggiunta aprirne di nuovi, circa 15 l'anno.

Per Simply niente franchising, allora?
Ovviamente sì, a patto che le dimensioni siano coerenti con il format e il ruolo. Del resto i nostri partner si riferiscono sempre all'ultima evoluzione disponibile.

Anche Crai, con il quale avete creato di recente una partnership, potrebbe avvalersi di queste opportunità?
Se volessero sì, anche se non è la priorità. Al momento la nostra partnership ha portato all'apertura, in Sardegna, ai primi di aprile, di un Punto Sma; altri due Simply Sma sono previsti entro l'anno. Il focus dell'alleanza, oltre che sulle condizioni di acquisto, è sulla realizzazione di piattaforme logistiche, che stiamo già attuando in Lazio.

Torniamo al posizionamento di prezzo. Simply è nata come formula edlp, eppure oggi le promozioni sono decisamente presenti...
è vero: rispetto al progetto iniziale, abbiamo parzialmente modificato approccio, inserendo un certo numero di offerte promozionali, ma solo in quelle categorie basiche, nelle quali il consumatore italiano cerca e misura la convenienza di un'insegna.

Parliamo di non food che, proposto in shop-in-shop, rappresenta un elemento di distinzione di Ipersimply.
La logica degli shop-in-shop risponde alla consapevolezza di non poter fare tutto; abbiamo operato delle scelte, puntando solo su alcune merceologie specifiche, come il tessile, l'intimo, il bambino, oltre che la profumeria. Nell'ambientazione e nella costruzione degli assortimenti, ci siamo liberamente ispirati a category killer mixando brand noti e private label.

Intanto Simply è diventato anche un progetto internazionale.
Sì, sotto il marchio Simply Market. Siamo molto orgogliosi di avere esportato un concept vincente in Francia, Spagna e Polonia. Ogni Paese l'ha declinato secondo le proprie caratteristiche, anche se la matrice rimane facilmente riconoscibile. In Polonia, ad esempio, l'insegna è diversa, ma il format è lo stesso.

Appartenere a un gruppo internazionale offre ben altri vantaggi, soprattutto sul fronte degli acquisti ...
Che infatti abbiamo sfruttato, soprattutto in alcune aree -come il tessile-, anche se manteniamo una nostra autonomia di personalizzazione.

Eppure, a livello societario, vi siete organizzati come entità separate: in Italia il Gruppo Auchan ne ha 4, Sma Spa, Auchan Spa, Gallerie Commerciali Spa e Accord Italia Spa. Non è un controsenso?
No. È la volontà e la filosofia dell'azionista di riferimento che non vuole mescolare i mestieri, neanche quelli che sembrano tra loro più vicini, come ipermercati e super. Anzi, il successo della famiglia Mulliez è stato quello di concentrare un progetto su un uomo, una squadra, lasciando responsabilità e libertà per fare business.

I detergenti sono sempre più diversificati

Si sviluppa all'insegna della specializzazione il mercato dei detergenti per pavimenti. I prodotti per la pulizia delle grandi superfici sono, infatti, sempre più mirati. Ecco, allora, referenze dedicate specificamente alle diverse tipologie di materiale, quali il marmo, il parquet, il cotto, la ceramica oppure il granito. Di fatto questi prodotti offrono un duplice vantaggio: da una parte consentono di pulire e rendere brillante il pavimento, dall'altra parte agiscono in modo delicato, non aggressivo, rendendo possibile una pulizia frequente. In tal senso danno la garanzia di non rovinare anche i materiali più pregiati. Va proprio in tale direzione la linea Emulsio Ravviva, che comprende una vasta serie di detergenti ad hoc. È il caso dei prodotti pensati per marmo e pietre naturali, a base di estratti naturali attivi a pH neutro, che donano brillantezza ma senza aggredire le superfici. Il detergente dedicato al cotto antico e moderno contiene, invece, olio purissimo di lino, mentre la referenza per il parquet ha, tra gli ingredienti, l'olio di cedro. Mastro Lindo propone, invece Acquactive, pensato per le superfici più delicate. Grazie alla sua formula a pH neutro, che combina la delicatezza dell'acqua con la forza pulente di Mastro Lindo, rispetta e valorizza la luminosità di marmi e parquet. Anche Quasar offre un prodotto per marmi e parquet, che non necessita di risciacquo.

Le performance
Alcuni prodotti puntano sulla performance. Il focus non è, quindi, sul tipo di materiale bensì sulla specificità dell'azione svolta. Cillit Bang, per esempio, offre un detergente dalla particolare forza sgrassante, ideale nel caso di sporco ostinato. È, invece, di Ajax Expel, che aiuta a prevenire la presenza di scarafaggi, formiche e altri animali striscianti. Il medesimo brand propone anche una versione disinfettante, che consente di eliminare il 99,9% dei batteri. In linea di massima si tratta di prodotti che non sono utilizzati in maniera continuativa. Le consumatrici temono, infatti che, proprio a fronte della specificità e del potere pulente, possano danneggiare i pavimenti. Tendono, quindi, a impiegarli quando hanno necessità di un'azione particolarmente vigorosa oppure su aree ben delimitate della casa (per esempio i pavimenti del bagno).

Le cere
Un ambito specifico è costituito, poi, dalle cere. Si tratta di sostanze a effetto lucidante, che rendono la superficie particolarmente brillante e lucente per lungo tempo. Questo segmento, dopo un periodo di stasi, è stato recentemente reso più dinamico da una serie di novità. È il caso, tra gli altri, della gamma Emulsio Lavaincera, che permette di detergere, lucidare e proteggere i pavimenti. Il prodotto (disponibile in due versioni: per pavimenti e per parquet e cotto) può essere utilizzato direttamente sul pavimento oppure diluito in un secchio d'acqua. Non richiede l'uso della lucidatrice né necessita di risciacquo. È, pertanto, estremamente pratico e veloce.

La profumazione
Un'interessante area di sviluppo è costituita dal profumo. Accanto alle note olfattive più tradizionali (per esempio il limone oppure la lavanda) sono comparse varianti più innovative. Fabuloso, per esempio, realizza una versione alla vaniglia e una tropicale. Ajax, invece, offre Fête des Fleurs, che porta in casa il profumo e la freschezza di un giardino fiorito. I detergenti Emulsio Ravviva sono, poi, arricchiti con oli essenziali aroma terapici alla lavanda bianca, ai fiori di loto e al tè verde. In questo modo regalano un gradevole profumo e una sensazione di benessere a tutta la casa. Si ispira all'aromaterapia anche la linea Home Therapy di Mastro Lindo, che spazia dal mix pompelmo e tè verde al connubio fruttato arancia e kiwi. In concreto le nuove profumazioni rispondono al bisogno, sempre più sentito dalla consumatrice, di avere un segno tangibile, diretto della pulizia della casa. Si tratta di una sorta di gratificazione olfattiva e di una prova che il pavimento è stato davvero pulito. Proprio per questo è essenziale che l'aroma sia percepibile ma non eccessivo, non invadente: deve “aleggiare” nell'ambiente senza pervaderlo.

Il prezzo
Il range di prezzo è abbastanza vasto. Tendenzialmente si va da un minimo di 1 euro a un massimo di oltre 4 euro. Il posizionamento economico sembra derivare da tre elementi principali. In primo luogo conta la specificità del prodotto: le referenze più mirate (per esempio dedicate a un certo materiale) sono mediamente più costose di quelle rivolte genericamente ai pavimenti. In seconda battuta emerge l'influenza del brand. I nomi di riferimento della detergenza casa (che sono anche quelli che operano una maggiore pressione pubblicitaria) si collocano nella fascia premium price. In terza istanza si rileva il ruolo del formato. Anche se a una prima occhiata i flaconi appaiono molto simili, in pratica il contenuto oscilla da 750 ml a 1 litro e mezzo. Non bisogna d'altra parte, dimenticare che, in questo mercato, la pressione promozionale è marcata. Pur essendosi stabilizzata, rimane, infatti, su livelli alti.

Le private label
Le marche commerciali della grande distribuzione mostrano nel complesso una buona penetrazione. Naturalmente sono maggiormente presenti nei subcomparti meno specialistici, come, per esempio, l'area dei detergenti generici per grandi superfici. D'altra parte stanno progressivamente facendo la propria comparsa anche in ambiti più di nicchia, come quello delle superfici pregiate oppure del parquet. Di fatto è probabile che l'affinamento della conoscenza sul prodotto e l'esperienza delle marche private spinga i consumatori a sperimentarne l'impiego anche in settori più delicati, in cui il rischio (e il timore) di provocare danni è più consistente.

Il comportamento d'acquisto
Soprattutto nel sub segmento costituito dai prodotti più semplici e indifferenziati, il consumatore non mostra grande fedeltà alla marca. A fronte della frequenza delle iniziative promozionali tende, cioè, a muoversi da un brand all'altro, privilegiando di volta in volta quello con maggiori margini di sconto. In tal senso l'attenzione al risparmio rimane molto forte, soprattutto negli ultimi anni in cui il consumatore tende a comprimere certe spese a favore di altre. Tuttavia emerge una maggiore disponibilità a spendere allorché il prodotto offre un beneficio tangibile in termini di praticità, risparmio di tempo oppure di fatica. Una conferma è rappresentata dal successo dei detergenti che non necessitano di risciacquo. Il prezzo più elevato è compensato, qui, dalla rapidità di utilizzo: non dovendo risciacquare, i tempi sono dimezzati.

Sabatini Calzature: distintività e servizio ai clienti con tecnologia Rfid di Softwork

Nata nel 1896, come piccolo laboratorio per realizzare calzature su misura, oggi Sabatini Calzature unisce la vocazione artigianale alle tecnologie più avanzate nel settore calzaturiero, sintetizzate in due grandi linee di prodotto: la Linea Moda, che utilizza il marchio Sabatini ed abbina i contenuti moda con la fruizione di un prodotto per il tempo libero, e la Linea Tecnica, presentata con il marchio Hergos per i prodotti specialistici ed esclusivi per il canale ortopedico. In questa cornice e quale ulteriore elemento distintivo del marchio Sabatini opera il Sistema Vision, progettato e realizzato da Isrim, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica e dell'Informazione dell'Università degli Studi di Perugia. Basato sulla tecnologia Rfid, il Sistema Vision di Isrim è un dispositivo in grado di riconoscere una determinata calzatura al cui interno, in fase di produzione, viene inserito un tag Rfid: appoggiando la scarpa in prossimità dello chassis Vision parte in automatico una clip video sul monitor, posto in prossimità del dispositivo Vision, che descrive la calzatura, e fornisce informazioni sui materiali utilizzati, sulle tipologie di utilizzo consigliate e sull'azienda produttrice.

Supporto informativo

Il cliente finale ha così la possibilità di conoscere approfonditamente il prodotto che sta per acquistare e di capire se risponde alle sue esigenze. Il Sistema Vision è un plus di Sabatini Calzature particolarmente utile per il cliente in fase di acquisto di un prodotto della linea Hergos: Sabatini è infatti specializzata nella produzione di calzature ortopediche di alta qualità, un settore che richiede una conoscenza approfondita dei problemi relativi ai difetti di deambulazione e di postura; il Sistema Vision può quindi supportare il personale dei pdv ed i fruitori di tali prodotti, aiutandoli a meglio individuare la calzatura idonea per la correzione del difetto individuato. Ecco, nel dettaglio, come agisce il sistema Vision: quando il cliente del negozio avvicina la scarpa di suo interesse allo chassis Vision, il tag nascosto nella calzatura trasmette il suo numero Id al reader inglobato nello chassis stesso che, collegato al Pc, lo associa ad un preciso record e, quindi, video clip.

Rollout nei pdv

Dopo la fase iniziale di test e sperimentazioni nell'estate 2007, è iniziata la produzione e distribuzione a tutta la prima linea della rete commerciale europea della Sabatini Calzature di 100 kit Vision corredati di software e clip video generiche, sui prodotti e sull'azienda, caricate su un cd. Nei prossimi mesi è prevista la realizzazione di altre clip video, una per linea di prodotto, con l'inserimento delle etichette Rfid all'interno delle relative calzature e lo stampaggio in injection moulding di altri kit Vision. La prima linea commerciale ha iniziato a distribuire nei vari pdv il dispositivo e una prima campionatura di calzature dotate di Rfid dimostrativa.

Il sistema Rfid di Softwork

Le componenti tecnologiche

Lo chassis Vision racchiude al suo interno il sistema Rfid di riconoscimento del tag inglobato nella calzatura, operativo alla banda Hf (13.56 MHz): si tratta, in particolare, del controller Rfid Mid Range Cpr.Mr50 Usb che, collegato a una paddle antenna, raggiunge una distanza di lettura del tag fino a 25cm. Definito anche mini-reader per le sue ridotte dimensioni (9,3 x 6,2 x 2,7 cm), il controller del progetto Vision opera in conformità agli standard Iso 15693, Iso 14443A/B ed Epc, con funzione di anti collisione. I tag, invece, sono Paper Label autoadesivi, dimensioni 54x83mm, chip Philips I-Code SLI.

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Editoriale
Se vuoi che il consumatore torni, lascialo andare

Consumi&Prezzi
Il boom dei prestiti ha messo la ridotta, ma i debiti crescono ancora a due cifre
Italiani contenti della mamma, insoddisfatti del conto in banca
Coop e Esselunga a confronto

Retailer&Spazi
Pam rinnova il format supermercato in chiave locale e turistica
Allestimenti milanesi per Mondo Convenienza che mette in scena il cliente
Fairway Market, la risposta patriottica e di prezzo a Whole Foods
Alcott, la moda giovane sbarca nel cuore di Milano
Sviluppo reti
Eataly, un anno dopo: un successo trasversale
Pl: un mercato stabile, alla ricerca di nuovi segmenti
Decathlon ripensa la comunicazione per rendere i clienti più autonomi
Il canale food continua a predominare, ma rimane quello meno proficuo
Twinings, in store premia immediatamente
Oral-B educa, fa giocare, profila i clienti
Conad e Barilla: prosegue l'alleanza nella ristorazione veloce in gdo

Dossier
La gestione dei dati e delle relazioni con i clienti è sempre più “mobile”

Produttori&Prodotti
Consumi, costi e rapporti IDM/GDO: parlano Orogel e Conad Adriatico
La Fortezza, sviluppo internazionale e innovazione mirata alle realtà locali
Bistefani si riposiziona con il Mega Brand Buondì
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Birra, l'offerta si moltiplica per soddisfare nuovi target

Tecnologie&Servizi
Wegmans valuta i vantaggi dell'Rfid nella gestione delle ricette mediche
La dura legge di Wal-Mart: il fornitore Sam's Club che non tagga paga la penale
Surface gestisce informazioni e oggetti con un semplice tocco
Pagamenti con il cellulare? Preferiti in caso di acquisti abituali e di importo contenuto
In Francia, i produttori vinicoli e la gdo sono ben connessi su www.animationsvin.fr

Etica&Culture
Ma diamo i numeri... quando parliamo di nuova povertà?
Termini, significati e istruzioni per l'uso ottimale del brand

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Allegati

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Gdoweek 422 | 18 Febbraio 2008 |

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Editoriale

L'Alimentarista è nella nostra storia, ma è anche nel nostro futuro

Retail

REPARTO

Cucina etnica, il focus è su tex-mex

Focus

PRODOTTO

Il comparto bevande piatte

INNOVAZIONE

I Cru di Villani sono pensati per i gourmand del mondo

Fratelli Beretta evolve con la linea Zero24

Energizer realizza Panic Alarm per la sicurezza personale

Nivea Visage sfrutta la forza attiva dell'ossigeno

LOCALE

Sono arrotolati a mano i Filei calabresi del Pastificio Pirro

ESTERO

è G2 lo sport drink Gatorade di ultima generazione
PERFORMANCE

Raid Night&Day protegge per 24 ore

PL&Brand

Retrò emozionale e didattico per Coop, moderno e locale per Latte Milano

Produttori

INTERVISTA

Parmareggio introduce con successo la marca nel parmigiano reggiano

MERCATO

Il valore della frutta secca è proporzionale al servizio
MERCATO

Pulizia vetri & multiuso, risultati più che brillanti
PROMOZIONI

Gli snack del portafoglio Mars mettono trentacinque premi in palio

NAMING

Dìperdì, FioccoRosa, Labello, Pattex
Filiera

COLONIALI

Il lungo viaggio del tè, dalla pianta alla tazza

SPIGOLATURE

Spesi 1,2 mio e per l'export agroalimentaredall'Emilia Romagna

Sapere&Tecnologia
PACKAGING

L'assortimento dello zucchero si evolve e a scaffale emergono nuovi pack

PACK SECONDARIO

Per l'espositore delle Rizzoline scelto un look d'epoca
ANALISI SENSORIALE
Per IDM e GDO è necessario sapere come valorizzare prodotti e pdv

FORMAZIONE

I Master di Slow Food: i salumi

NUOVI CONCETTI

Il pesce dedicato al target infanzia diventa più appetitoso
ETICHETTATURA

Come si crea un'etichetta alimentare con i corretti claim nutrizionali

TECNOLOGIA

Il Gruppo Lactel ha sviluppato il packaging “a strappo”
CULTURA

Emergenza rifiuti: la soluzione è la logistica di ritorno

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Allegati

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GDOWEEK 441

Socib incentiva la raccolta differenziata in Campania

La responsabilità sociale non può non includere il rispetto per l'ambiente, e questo non è mai stato più vero di quanto non lo sia oggi a Napoli. Per questo è ancora più interessante segnalare l'iniziativa “Torna a casa PET” promossa nel capoluogo campano da Socib, imbottigliatore indipendente del sistema Coca-Cola in Italia. Obiettivo: coinvolgere soggetti pubblici e privati per sensibilizzare la società civile sul tema della raccolta differenziata della plastica.

Cinque vuoti in una T-shirt

Avviata lo scorso novembre al Vomero, la fase di test del progetto ha previsto l'installazione in 12 punti di vendita di raccoglitori per i vuoti. In sole tre settimane sono state recuperati 55 kg di PET, pari a 2.500 bottiglie. Un risultato dell'80% superiore rispetto ai livelli medi di raccolta differenziata della municipalizzata.
L'iniziativa -ccondotta con la collaborazione dell'associazione ambientalista Bidonville e delle istituzioni locali- è stata quindi estesa a oltre 100 esercizi di Napoli e Caserta, resi riconoscibili da locandine ad hoc, per segnalare ai cittadini il servizio di raccolta differenziata offerto.
Il Pet raccolto settimanalmente da Erriplast viene destinato per il 50% alla trasformazione in scaglie, e successivamente in filato che viene utilizzato per la produzione di T-shirt -personalizzate con i loghi Happy e Coca-Cola- inizialmente destinate a diventare divise per gli esercenti del circuito. Ogni maglietta permette il riuso di cinque bottiglie in PET. Il restante 50% del materiale viene destinato invece a un centro di salute mentale dell'Asl 2 di Caserta che, in collaborazione con la onlus Gotha lo rilavora trasformandolo in fiori per addobbi.

Risparmio fonti non rinnovabili

Il programma si inserisce, secondo una strategia condivisa con The Coca-Cola Company, in un più ampio impegno di Socib nei confronti dell'ambiente. Dal 2005 al 2007, l'azienda ha ridotto dell'11,3% il consumo di acqua per ogni litro di bevanda, passato da 2,74 a 2,43 litri. L'obiettivo per il 2008 è ottenere un'ulteriore riduzione del 6% per litro. Il consumo di energia è stato di 0,30 Megajoule (-9% sul 2005). In forte riduzione anche i rifiuti prodotti (-35%), mentre il riciclo degli stessi è aumentato del 14% passando dal 76% al 90% nel biennio.

Socib in cifre

Negli ultimi 5 anni, Socib Coca Cola ha investito 5 milioni di euro in Campania, che grazie all'impianto di Marcianise (Caserta) -dotato di un magazzino di 34.000 mq- funge oggi da regione guida alla rete logistica dell'azienda che, in tutto il Mezzogiorno, vanta 568 dipendenti, 4 impianti di imbottigliamenti per 11 linee di produzione, 7 magazzini periferici, 4 aree commerciali. Nel 2007, Socib ha registrato ricavi netti pari a 291 milioni di euro.

Si è riunita la giuria del Brands Award 2008

Martedì 10 giugno, presso la sede de Il Sole 24 Ore Business Media, si è riunita la giuria del Brands Award per esprimere i giudizi che contribuiranno a determinare i vincitori delle categorie e fra questi il vincitore assoluto dell'edizione 2008.

Al riconoscimento concorrono tutti i prodotti presenti sugli scaffali della gdo durante il 2007. Fra questi IRI, partner dell'iniziativa insieme a Mark up e Gdoweek, ha indicato per ciascuna delle 9 categorie gli 8 prodotti leader di vendita. Sul totale di 72 nomination la giuria è stata chiamata a esprimere il giudizio che verrà poi ponderato rispetto all'opinione espressa da manager dell'industria e gdo. La consegna dei riconoscimenti avverrà il 10 luglio a Milano.

Composizione della giuria
I 21 esperti che compongono la giuria sono: Artdirector Club - Till Neuburg, Catalina Marketing - Enzo Grassi, Coop Italia - Ulisse Pedretti, Gfk Eurisko - Giuseppe Minoia, Gpf - Marilena Colussi, Gruppo Pam - Giuseppe Zerbo, Indicod Ecr - Marco Cuppini, Ipsos - Marta Pavan, Istituto Italiano Imballaggio - Alessandra Alessi, Iulm - Luca Pellegrini, Mccann Erickson - Stefano Rallo, Politecnico Di Milano - Marisa Galbiati, Popai - Daniele Tirelli, Psycho Research - Gianandrea Abbate, Sda Bocconi - Andrea Farinet, Sisa - Danilo Preto, Franchising Sma - Paolo Paronzini, Unes - Roberto Lippi, Università Di Modena e Reggio Emilia - Vanni Codeluppi, Università Di Parma - Guido Cristini, Weber Shandwick - Marisa Santospirito.

Un temporary store per Gabetti Agency

Ha aperto in questi giorni il primo temporary store dedicato al mondo immobiliare in Italia. Fautore di questa iniziativa è Gabetti Agency che a Milano ha inaugurato la prima agenzia temporanea con l'obiettivo di offrire un valore aggiunto alla qualità dei propri servizi.
Accessibile al pubblico fino al 5 luglio, il temporary store dà la possibilità ai suoi visitatori di venire a conoscenza delle offerte Gabetti oltre ad approfondire la tipologia dei prodotti, i trend di mercato e ottenere una consulenza su varie tematiche collegate alla casa. Quotidianamente è possibile, inoltre, ricevere una consulenza sul proprio mutuo oltre a un check up della documentazione relativa alla propria abitazione contestualmente alla documentazione catastale e alla certificazione energetica. In un ambiente informale, grazie all'atmosfera creata dal salotto e dal bar interni, i visitatori potranno partecipare, inoltre, a una serie di mini conferenze su argomenti specifici.

Ipersimply Sma allestisce una galleria dentro al punto di vendita

Accesso riservato

AL VIA BAR UNIVERSITY

Apre a Milano Bar University, il centro di formazione per manager di bar e locali di successo.

Oggi perché un locale sia veramente competitivo sul mercato, occorre che chi lo gestisce acquisisca un’ottica aziendale e guidi il proprio bar con criteri e strumenti manageriali.
In quest’ottica nasce BAR UNIVERSITY, il centro di formazione, unico in Italia, che si è dato l’obiettivo di formare manager di locali e bar di successo, fornendo loro gli strumenti necessari. Una scuola con un progetto formativo inedito e un’impostazione pragmatica al servizio di chi già opera sul mercato o destinato a chi, prima di aprire un proprio locale, sente il bisogno di acquisire ed approfondire quelle competenze necessarie per trasformare un normale bar in un luogo di successo.
Al via dunque le iscrizioni ai corsi, che avranno inizio il 20 ottobre.
Tra le materie trattate l’analisi degli scenari e dei fattori necessari per costruire un bar di successo, gli strumenti per costruire un’immagine coordinata, le tecniche di marketing relazionale per la fidelizzazione della clientela, la promozione del locale e dei servizi, come costruire una luxury experience, ma anche l’ottimizzazione degli acquisti, la gestione del magazzino e delle risorse finanziarie, il calcolo del food cost con tante case history ed esperienze di successo.
Il programma dei corsi, i docenti e i moduli d’iscrizione sono a disposizioneall’indirizzo  http://www.baruniversity.bargiornale.it
Per chi decidesse di frequentarli tutti, la possibilità di agevolazioni economiche, l’opportunità di ottenere il diploma di Master in Bar Management Bar University si avvale della collaborazione di docenti di grande rilievo: docenti che da anni collaborano alle attività formative de Il Sole 24 Ore, esperti di tecniche di gestione, food&beverage, bar management, imprenditori di fama internazionale, nonchè della collaborazione -degli architetti del Poli.DESIGN del Politecnico di Milano.
Ma la nuova realtà formativa di Bar University vuole essere anche un punto di riferimento per le aziende della filiera, e per questo è a disposizione per organizzare corsi ed eventi ad hoc su specifiche esigenze formative e di comunicazione dell’industria e dell’ingrosso che vogliano migliorare il dialogo con i gestori dei punti vendita.

La rata sostenibile corre sul Web

Cresce il ricorso al credito al consumo e ai mutui e crescono anche le polemiche sui rischi di sovraindebitamento delle famiglie. Anche se in Italia siamo ancora anni luce lontani da situazioni esplosive come quelle dei Paesi anglosassoni si moltiplicano le iniziative per un ricorso al credito consapevole.

Interessante da questo punto di vista è il nuovo sito Monitorata.it, lanciato da Assofin, l’Associazione che raggruppa le società finanziarie perlopiù di emanazione bancaria operanti in Italia.
Il sito permette all’utente, in assoluta privacy e con la garanzia che nessun dato verrà raccolto (né potrebbe essere diversamente, dato che non vengono richiesti nome, cognome e indirizzo (se non genericamente la provincia di residenza) di valutare la congruità tra esigenze di credito ed effettiva solvibilità.

All’utente viene chiesto di inserire un importo orientativo di rata mensile per un prestito (ipotecario o personale non fa differenza) dopo di che deve compilare un semplice questionario sulla sua situazione reddituale, familiare e sulle spese mensilmente sostenute. Al termine (l’operazione richiede non oltre cinque minuti) il sistema, con una scala graduata da uno e dieci e colori che virano dal verde (nessun problema) al rosso (forte rischio) valuta il potenziale del cliente.

Il sistema naturalmente non sostituisce le istruttorie creditizie delle finanziarie o delle banche, ma comunque costituisce un primo utile screening.

In casa e fuori, cresce il mercato delle bevande

Il consumo domestico delle bevande cresce e si diversifica. L'analisi dei dati 2007, forniti da Nielsen, indica un andamento sostanzialmente positivo, pur con sfumature e declinazioni differenti nei vari segmenti. Non solo: aumenta la compresenza di bevande diverse, alcoliche e non. Ciò significa che in casa si spazia, ci si muove da una tipologia all'altra di prodotto in relazione alle specifiche esigenze.

È interessante osservare come il dato si inserisca all'interno di un trend complessivamente positivo, che coinvolge anche l'outdoor. I consumi pro capite di bevande fuori casa sono, infatti, pari a 328 litri, per un totale di circa 19 miliardi di litri all'anno (fonte Cda, Consorzio distributori alimentari). Si tratta, per la maggior parte, di alcolici (birra e vino) e superalcolici, che vengono bevuti, come prevedibile, soprattutto nella fascia serale dell'after dinner e nelle ore dei pasti. Nel confronto, il consumo di acqua minerale e di soft drink riveste un ruolo più marginale.

La complementarità
In tal senso la tipologia dei prodotti dominanti nell'outdoor appare complementare rispetto ai protagonisti dello scenario domestico, che è dominato dall'acqua minerale e dalle bevande piatte. Particolarmente significativo è il consumo in casa di acqua minerale. Di fatto, gli italiani ne sono tra i principali acquirenti al mondo: il consumo medio pro capite si attesta intorno ai 190 litri (fonte Beverfood). Secondo l'Istat, oltre l'87% della popolazione sopra i 14 anni beve acqua minerale, in quanto la ritiene più sana, naturale e pura dell'acqua del rubinetto.

Per mantenere questi livelli, le aziende agiscono in due direzioni principali. Da una parte lavorano sulle caratteristiche del prodotto, proponendo acque che si distinguono per la formulazione (per esempio con una bassa presenza di sodio) e le proprietà (per esempio con effetto drenante o purificante). In questo ambito si collocano anche le acque aromatizzate, che sono cioè arricchite con sostanze che ne connotano il gusto (menta, limone, fragola) e l'aspetto. L'obiettivo è rendere più appetibile il sapore e incrementare il potere dissetante. Dall'altra parte agiscono sulle confezioni realizzando nuovi formati (per esempio 25 cl o 75 cl) e pack dal design innovativo ed ergonomico.

Lo spostamento dei consumi
Un altro comparto che si caratterizza per la focalizzazione sull'innovazione è quello delle bevande piatte a base frutta (come succhi, polpe, nettari e così via). Il generale spostamento del consumo dalle bibite gassate a quelle piatte, percepite come più sane, ha ovviamente favorito questo segmento. D'altra parte, le aziende hanno saputo cavalcare il successo grazie all'introduzione di nuove proposte. È il caso, per esempio, delle bevande che arricchiscono la frutta con vitamine o altre sostanze naturali, con specifici apporti nutritivi. Questi ultimi, in particolare, si pongono in un'area decisamente più funzionale, parzialmente confinante con il segmento degli energy drink.

Grande dinamismo anche nel contiguo “mondo” delle bevande piatte base tè, che coniugano un portato di semplicità e naturalità con una marcata attitudine dissetante. Non a caso, la principale direzione di sviluppo è costituita proprio dal benessere, da una leggerezza non punitiva ma, al contrario, valorizzante sia in termini di benefit sia sul piano organolettico. Ecco, allora, l'espansione del tè verde, le cui proprietà antiossidanti sono note, oppure dei deteinati.

Tre leve per le aziende
Per fronteggiare la tendenza generalizzata al “piatto”, le aziende di soft drink hanno fatto leva su tre elementi principali. In primo luogo hanno introdotto nuove varianti, nicchiate su target specifici di consumatori (per esempio i giovani uomini attenti alla linea oppure i teen ager). In seconda battuta hanno sviluppato nuovi packaging, più impattanti sul piano visivo e più facili da maneggiare (impugnabilità, apertura, trasporto). In terza istanza hanno lavorato in termini di comunicazione, affiancando l'advertising tradizionale a iniziative below the line specificatamente indirizzate al core target.

Gli alcolici
E gli alcolici? Occorre distinguere gli spirit (ossia liquori, superalcolici, distillati), gli aperitivi e le birre. I liquori e affini hanno, in generale, sofferto a causa della tendenza dei consumatori a ridurre l'assunzione dei prodotti a elevata gradazione alcolica e/o del raggiungimento di una fase di maturità in alcuni subcomparti. In questo quadro si pongono in controtendenza i liquori dolci (per esempio il limoncello e il mirto), il cui successo duraturo è motivato da un mix di elementi (il ridotto tenore alcolico, la palatabilità accessibile
anche ai non intenditori, la versatilità di consumo). Non solo: l'andamento positivo di questo ambito ha trainato le vendite di referenze analoghe come, per esempio, le creme al whisky. Anche gli aperitivi alcolici
e leggermente alcolici (i cosiddetti ready to drink) non risultano particolarmente brillanti. In concreto sono proprio i ready to drink a vivere una fase contrattiva, che coincide con la fine dell'effetto volano della novità.

Occasioni di consumo
Il mercato della birra, al contrario, mostra un andamento positivo. Il trend è riconducibile al progressivo allargamento delle occasioni di consumo (e, dunque, alla conseguente riduzione del ruolo della stagionalità) e a una maggior cultura del prodotto da parte del consumatore. D'altra parte l'Italia, che pure è un importante produttore di birra, resta fanalino di coda nei consumi a livello europeo. L'analisi dell'andamento dei consumi beverage sul piano geografico evidenzia la più netta presenza dell'area 1 che, in linea generale, canalizza un terzo delle vendite.

Tuttavia è l'area 4 a segnare i tassi di crescita più interessanti trasversalmente ai diversi comparti. Il fenomeno si ricollega a due fattori principali. Ci riferiamo in primo luogo all'apertura di nuovi punti vendita del mass market, che hanno favorito l'accesso a prodotti branded a un prezzo conveniente. In tal senso hanno, per esempio, supportato lo switch dall'acqua del rubinetto a quella minerale. In seconda battuta vi è, per alcune tipologie di prodotto, un effetto moda che arriva con un poco di ritardo nel meridione. Ciò vale, per esempio, per le bevande energizzanti, per gli integratori sportivi o per le acque aromatizzate.

I canali distributivi
Per quanto concerne la distribuzione, si rimarca la netta presenza dei supermercati e degli ipermercati, che garantiscono un'offerta ampia e articolata a un prezzo concorrenziale. Non solo: gli spazi della grande distribuzione hanno saputo introdurre, in alcuni ambiti (per esempio whisky, vini o grappe), marche di fascia elevata che probabilmente non determinano alte rotazioni ma che, d'altra parte, valorizzano il servizio offerto ai clienti e innalzano la percezione complessiva dell'offerta.

In parallelo si è progressivamente evoluto il layout, ideato e costruito in modo da supportare e “orientare” nella scelta anche i clienti meno esperti o competenti. In questo contesto le altre tipologie di punti vendita ricoprono un ruolo più marginale. Nel dettaglio i discount presidiano la fascia del primo prezzo e si focalizzano prevalentemente sull'unbranded, mentre i negozi del dettaglio tradizionale mantengono una certa consistenza in alcune aree del Centro-Sud del paese, dove il mass market è meno diffuso.

Premium Retail: spa ed outlet al top

Un nuovo gruppo con un ventaglio di ambiziosi progetti: così si presenta Premium Retail, azienda creata da Stefano Stroppiana in collaborazione con il Gruppo Stilo, società immobiliare e finanziaria che fa riferimento alla famiglia Percassi.

Stroppiana è uno dei personaggi più conosciuti nell'immobiliare del retail, essendo giunto a ricoprire la carica di responsabile mondiale dei nuovi sviluppi e partner del Gruppo McArthurGlen, la multinazionale che ha sviluppato in Italia i maggiori outlet.
Tra le iniziative già in cantiere grande rilievo avrà sicuramente il rilancio, dopo decenni di dibattito spesso sterile, del complesso termale di San Pellegrino nei pressi di Bergamo.

Il sito rappresenta uno dei capolavori Liberty presenti nel nostro Paese; il progetto prevede il recupero la struttura del Casinò e del Grand Hotel: nell'area verranno sviluppati un nuovo hotel a 7 stelle, una Spa, un'area residenziale con servizi di tipo alberghiero ed un complesso commerciale destinato ad accogliere i migliori marchi della moda internazionale.

Stroppiana metterà a frutto il suo know how personale con la realizzazione anche del primo outlet siciliano: il progetto di Premium Retail, ha già avuto tutte le autorizzazioni, prevede la realizzazione di un Factory Outlet con una superficie utile di circa 22mila metri. Il complesso avrà circa 100 negozi, strutture di ristorazione e un parcheggio di oltre 2 mila posti. Dal punto di vista commerciale il futuro centro si colloca in un mercato di grande interesse e potenzialità come quello siciliano con oltre 6 milioni di utenti, di cui 3 milioni nel raggio di 60 minuti dall'Outlet. L'inaugurazione è prevista per il settembre 2009.

Disney: più di 30 Mld di dollari il giro d’affari retail globale

I prodotti con marchio Disney continuano a essere amati dai consumatori. Quindi, secondo Andy  Mooney, chairman di Disney Consumer Products (DCP), la business unit cui afferisce il merchandising e licensing, è sempre più il momento adatto per stringere una partnership con Walt Disney Company. La ragione del successo va cercata nell’efficace sinergia fra il mondo virtuale dei personaggi, alimentato attraverso i vari media, cioè fumetti, serie Tv, film, e lo sfruttamento degli stessi in termini di merchandising, applicato a varie categorie merceologiche. Una sinergia che, sempre secondo la Disney, ci si attende che continui a viaggiare con ritmi di crescita a due cifre, intorno al 12%, valore tanto più significativo visto che il marchio, in quanto titolare delle licenze più importanti a livello mondiale, è leader sul mercato.

La forte relazione fra le serie Disney e i target DCP
Fra i vari target coperti dall’offerta Disney, oggetto di una continua diversificazione e arricchimento rispetto ai personaggi storici, una crescita sorprendente è quella dei prodotti per il target teenager (dai 400 milioni di dollari del 2007 ai 2,7 miliardi di dollari nel 2008) relativi alle serie High School Musical e Hannah Montana. In evidenza anche i prodotti prescolari attraverso nuove linee ispirate a Little Einsteins, a Mickey Mouse Clubhouse, a Manny Tuttofare e ai miei amici Tigro e Pooh. Piani ancor più strategici per le serie destinate al target bambine, ovvero Disney Princess e Disney Fairies, supportate dalla sinergia di tutta l'azienda mediante un assortimento di merchandising distintivo è il ben noto meccanismo di sostegno alla domanda: uscita del film/serie Tv e poi spinta sui prodotti merchandising. Si va dal rilancio di storie della tradizione, come La bella addormentata nel bosco in platinum edition, all'uscita nel 2009 del film The Princess and the Frog, fino a Rapunzel nel 2010 e The Bear and the Bow nel 2011.

La realtà DCP
Dunque una strategia ben articolata che vede DCP come braccio operativo di Walt Disney Company destinato a raggiungere le famiglie in modo diretto con propri prodotti e/o propri negozi e mediante licensing. Varie le linee di prodotto fra cui: Disney Toys, Disney Apparel, Accessories & Footwear, Disney Food, Health & Beauty, Disney Home e Disney Stationery. Anche Disney Publishing Worldwide, la prima casa editrice al mondo di libri e periodici per ragazzi, concorre alla vendita dei prodotti Disney di fascia consumer.

I tre asset principali per progettare una comunicazione customer based

È sempre più evidente quanto i punti di vendita della grande distribuzione organizzata stiano vivendo il passaggio da semplici intermediari fra aziende produttrici e consumatori a registi di un complesso processo di selezione e presentazione dell'offerta. Questa importante trasformazione è frutto di una visione brand oriented dell'insegna commerciale che trova la sua principale espressione nella valorizzazione della superficie di vendita. Un luminare del marketing come Philip Kotler, già nel 1973 affermava che esiste una stretta relazione causa-effetto tra la capacità dell'ambiente all'interno del punto di vendita di suscitare emozioni e la probabilità di effettuare acquisti non pianificati da parte della clientela. I consumatori, infatti, acquistano non solo per appagare i bisogni materiali e razionali, ma anche spinti da esigenze espressive e inconsce.

I retailer devono esaltare questa dimensione simbolica dell'offerta, che Isabella Soscia, docente universitario e studiosa della componente emozionale del processo d'acquisto, definisce la dimensione feeling dell'assortimento, innescando nel fruitore del punto di vendita uno stato emotivo positivo.

È anche quello che emerge dalle case history finaliste al World Retail Awards 2008: i retailer, per conquistare la leadership in un mercato sempre più competitivo, devono differenziarsi caratterizzando sempre più la loro offerta, non solo in termini di prodotti esposti, ma soprattutto a livello di servizi a valore aggiunto e di costruzione di una store atmosphere efficace. L'obiettivo per i retailer è quello di costruire intorno ai loro punti di vendita un vero e proprio concept di prodotto. Per realizzarlo è essenziale ...

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I tre asset principali per progettare una comunicazione customer based
Gdoweek 433 | 22 aprile 2008 |

Fidelizzazione, dopo la semplice card si profilano nuovi strumenti

Ad aprire le danze fu SuperQuinn nel 1993. Il piccolo grande retailer irlandese inaugurò l'era delle carte fedeltà in Europa, lanciandosi in un sofisticato programma di fidelizzazione. Prima però già erano funzionanti i cataloghi a punti e questo dato ci suggerisce alcune riflessioni sul dibattutissimo tema della fedeltà. Venticinque anni fa, esattamente come oggi, gli articoli più richiesti erano stoviglie, bicchieri, posate, tovaglie e padelle. Si incollavano i bollini su di un album e si aspettavano i premi.

L'informatica ha permesso che i bollini di carta si trasformassero in bollini elettronici. Gli sconti riservati hanno messo in condizione ognuno di procurarsi la tessera di tutti i supermercati delle vicinanze. E' 3,4, secondo ACNielsen, il numero delle tessere che mediamente ogni famiglia possiede. Gli sconti, stante la diffusione delle carte, sono alla portata di tutti e gli articoli scontati sono presto esauriti. Quando arriva un cliente fedele al pomeriggio, lo scaffale è spesso vuoto. Per piacere, non chiamiamolo micromarketing.

Anche l'Osservatorio che la Professoressa Cristina Ziliani ha costruito all'Università di Parma rileva il buon andamento dei cataloghi rispetto agli sconti così poco mirati.
Voglio ribadire come aveva già capito Esselunga 13 anni fa (la prima a sviluppare l'intuizione di SuperQuinn), che non si tratta di coltivare una lealtà impossibile. I dati ci devono servire per dare sempre più servizi, sempre più customizzati ai clienti del nostro bacino di utenza.

Da questo punto di vista tredici anni di carte fedeltà sono serviti proprio a poco. La ragione di questa “arretratezza” italiana dello shopper marketing è dovuta a due fattori ...

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Fidelizzazione, dopo la semplice card si profilano nuovi strumenti
Gdoweek 426 | 11 marzo 2008 |

Auchan e P&G insieme per promuovere il risparmio energetico tra le famiglie italiane

È partita un'iniziativa dedicata al consumo intelligente che si svolge all'interno dei punti di vendita Auchan. Si svolge in collaborazione con Procter & Gamble e vede coinvolte le marche della multinazionale dedicate alla cura della casa: Ace, Bolt, Dash, Fairy, Mastro Lindo, Swiffer e Viakal.
Si tratta di un concorso a premi denominato “Il risparmio intelligente” ed è iniziato il 5 giugno. Mette in palio un condizionatore a basso consumo. Al concorso si partecipa acquistando due tra i prodotti indicati come idonei al risparmio intelligente: Dash e Fairy, per utilizzo a basse temperature, Swiffer per spolverare superfici e rimuovere la polvere dai pavimenti senza uso di elettricità, Mastro Lindo, nella variante che non richiede uso di acqua per il risciacquo, Viakal, che previene il riformarsi del calcare e, secondo P&G, lascia le superfici pulite e brillanti 3 volte più a lungo. Il concorso termina il 15 luglio 2008.

Informazioni e intrattenimento
Auchan ha poi varato una seconda iniziativa sul tema del risparmio energetico, che consiste nell'allestimento di corner informativi per la distribuzione di pieghevoli sul tema. Sono tre i punti di vendita coinvolti, gli Auchan di Vimoderone (Mi), Bussolengo (Vr) e Mesagne (Br). Infine, l'effetto speciale sostenibile, ovvero la mongolfiera della “casa del consumo intelligente”, che volerà in cielo a testimonianza dell'impegno sul tema del risparmio energetico. È a disposizione di chi desidera fare questa esperienza divertente. L'iniziativa è partita il 14 giugno e terminerà il 28 dello stesso mese.

Misurare le performance del punto di vendita: il caso Prénatal

Non è un’impresa semplice misurare le performance di pdv, comprenderle appieno e riuscire a definire le variabili gestionali critiche che ne consentono il governo.

L’azione di vendita è, infatti, frutto di un combinato di variabili tangibili e intangibili di cui non è facile l’identificazione e soprattutto il tentativo di codifica in parametri “oggettivi” di misurazione. è questa, di fatto, la ragione per cui molte imprese commerciali centrano il proprio sistema di reporting sull’unica variabile passibile di una misurazione oggettiva: il fatturato (e, nei casi più evoluti, il margine commerciale) variamente articolato per classe merceologica o famiglia di clienti.

La progettazione di sistemi di reporting che hanno un focus esclusivo di attenzione su fatturato e margine è tuttavia di scarso aiuto nel monitoraggio continuo dell’attività di vendita. Tali sistemi, infatti, si limitano a misurare i risultati dello sforzo commerciale, ma non ne consentono una piena comprensione né la corretta gestione. è in questa prospettiva che diviene necessario estendere il sistema di misurazione delle performance alle determinanti operative di risultato.

Si tratta di sviluppare ciò che in letteratura viene variamente definito come sistema di misurazione integrato o bilanciato delle performance aziendali.

Nello specifico, costruire un sistema di controllo integrato significa ...

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Misurare le performance del punto di vendita: il caso Prénatal
Gdoweek 437 | 20 maggio 2008 |

Smoll, un caso di successo nel dettaglio dell’igiene persona e casa

Nel 2002, a tre anni dalla loro nascita, i negozi SMOLL avviarono un processo di riposizionamento: il payoff originariamente associato all'insegna Smoll -Dove l'igiene conviene venne modificato in Smoll -Per te e la tua casa.
Smoll voleva in tal modo sia adeguare i suoi negozi all'evoluzione delle esigenze delle clienti sia acquisire nuova clientela. Cominciò allora un processo di revisione dei 29 pdv della catena per adeguarli al nuovo posizionamento.

Il negozio, aperto il 27 agosto 2003, a Dogana, nella Repubblica di San Marino, è quello che meglio rappresenta la nuova strategia (guarda la Galleria).

Mentre veniva rapidamente adeguata la rete delle superfici esistenti continuavano le nuove aperture per ampliare la rete, ognuna delle quali rappresentava un'occasione per riflettere, correggere e migliorare il posizionamento. Alla fine di novembre 2006, poco prima dell'inizio dello shopping natalizio, è stato inaugurato il punto di vendita di Pesaro: 1.004 mq di prodotti per l'igiene, la profumeria, la cosmesi, la decorazione della tavola e altro ancora. Un punto di vendita ben lontano dai bazar di soli tre anni prima.
Analizziamo questo percorso di trasformazione con maggiore attenzione...

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Smoll, un caso di successo nel dettaglio dell’igiene persona e casa
Gdoweek 431 | 08/04/2008 |

Il business del franchising supera i 21 miliardi

Con 68.235 punti di vendita spalmati su 847 insegne, il franchising ha sviluppato 21,129 miliardi di euro, segnando un +5,2% sul 2006. Positivo, quindi, il bilancio del settore che conferma la validità del sistema “moltiplicatore d'imprese”: lo evidenzia il rapporto annuale relativo al 2007 elaborato da Quadrante Franchising & Marketing Services e realizzato per conto di Assofranchising.

Le top seven per fatturato
Tra i cambiamenti più rilevanti nell'ambito dei 7 settori che superano il miliardo di giro d'affari (Gdo food - Alimentari, Agenzie immobiliari - Mediazione creditizia, Gdo non food, Abbigliamento uomo donna, Agenzie viaggi - Turismo, Prodotti e Servizi Specialistici, Intimo) vi è il primo posto guadagnato dal settore Gdo food - Alimentari (3,43 mld, +16,2%), che sostituisce al comando il Gdo - non food, ora al terzo posto (2,03 mld, +9,9%). Lo spostamento è dovuto al cambiamento di collocazione di insegne della Gdo.
L'ascesa più importante è quella del settore Agenzie immobiliari - Mediazione creditizia ( 2,13 mld, +10,1%), che dal quinto posto passa al secondo: una crescita dovuta al sostanziale aumento del numero delle insegne che operano soprattutto nell'ambito della concessione di mutui collegati all'immobiliare.
Conserva il quarto posto il settore dell'Abbigliamento uomo donna (1,97 mld, +9,3%): nonostante il numero dei franchisor sia diminuito rispetto al 2006, il fatturato mantiene un buon posizionamento, legato all'espansione delle reti più consolidate presenti sul mercato da tempo.
Le Agenzie di viaggi - turismo si classificano nella top seven, con 1,55 mld (+ 7,3%), ma con una performance meno positiva rispetto agli altri settori. Cò è dovuto ad una diversa classificazione o alla conversione di punti di vendita in gestione diretta. Inoltre, a fronte di nuovi marchi entrati nel mercato, alcuni marchi esistenti sono stati assorbiti o accorpati da altre insegne, creando cambiamenti all'interno del settore.
Al sesto posto si colloca il settore dei Prodotti e Servizi Specialistici, che registra un fatturato in forte aumento per l'entrata nel mercato di diverse nuove insegne, molte delle quali appartenenti al mondo dei finanziamenti alla persona e del credito al consumo. Al settimo troviamo l'Intimo, anche questo un comparto in ascesa costante.

Sotto il miliardo di business
Al di sotto del miliardo di giro d'affari si situa il settore Ristorazione rapida - Pizzerie - Caffetterie, che registra un aumento di fatturato notevole per via dei nuovi marchi entrati nel mercato. Altrettanto vale per le Calzature - Pelletteria - Accessori, che appunto crescono sempre per l'ingresso di nuovi brand. In forte aumento le insegne degli Ottici: il settore riporta una forte concentrazione di reti e un aumento dei fatturati.
In controtendenza l'Internet e Telefonia, settore che perde quota in termini di fatturato in conseguenza all'uscita dal mercato di alcuni brand operativi in questo settore. In calo anche l'Informatica - Videoteche - Foto, che vede diminuire il proprio peso complessivo nel sistema del franchising italiano, per via dei cambiamenti intervenuti a livello di insegne operative in franchising e relativi giro d'affari ed affiliati.

Il futuro guarda al Mezzogiorno e all'estero
Attraverso questionari a decisori di alto livello di primarie aziende di ogni comparto, Assofranchising delinea tre forti tendenze che caratterizzeranno il settore del franchising nel 2008: internazionalizzazione (che nel 2007 ha registrato un +37,5% in termini di numero di punti di vendita, ora a quota 6.669), concorrenza interna al mondo del franchising, che richiede meno improvvisazione e più formazione e professionalità, e focalizzazione sul Meridione d'Italia (attualmente, la regione top per punti vendita è la Lombardia).
Per quanto concerne il giro d'affari di ogni settore, il 60% degli intervistati prevede una crescita, mentre il 30% prevede un calo. Per quanto concerne le insegne operanti (il numero dei franchisor) si riscontra una tendenza alla stabilità per il 2008, anche per razionalizzazioni e chiusure di pdv. Relativamente alle previsioni generali di sviluppo del settore in Italia, per il 2008 si dovrebbe assistere a una crescita intorno al 5%.

Si chiama 4F Food Culture e nasce per rilanciare l’alimentare italiano

Varato un nuovo progetto per valorizzare i prodotti dell'alimentare made in Italy, F4 Food Culture, divisione di Trade & Marketing, società di consulenza specializzata nel settore dei comportamenti di consumo e nel retail design, che offrirà alle aziende un nuovo modello di analisi dei prodotti alla scoperta delle loro origini, delle loro qualità e del legame sensoriale con il territorio, nel rispetto delle tradizioni, ma anche tenendo conto della necessità di innovare per crescere. Il progetto si muove su un registro culturale alto, “investiga il prodotto alimentare come cibo puro dal punto di vista dello spazio, della polisensorialità e della location in cui è immerso”, ha affermato l'Ad della società Carlo Meo, presentando il progetto. Partner del progetto è l'associazione culturale Arte da mangiare che dal 1991 conduce una ricerca tra arte, cibo e design, avvalendosi della collaborazione di oltre 500 artisti.

Qualità da leggere
A conferma degli orizzonti anche culturali del progetto, l'evento inaugurale ha visto anche la presentazione del libro di Daniela Ostidich “Consumare qualità”, pubblicato da Hoepli, una riflessione sul concetto di qualità del made in Italy, e sul ruolo e l'importanza che assume nei contesti d'acquisto e consumo postmoderni. A partire da un approccio analitico al modo con cui i consumatori elaborano un giudizio qualitativo, l'autrice evidenzia le ricadute operative per tutti colori che sono coinvolti in una produzione di valore.

Nuove nomine alla Stock

Continua la definizione dell'organigramma di Stock, dopo che la proprietà della storica azienda triestina è passata a Stock Spirit Group, costuitosi dopo la cessione da parte della tedesca Eckes.

Dopo la nomina del nuovo ad Claudio Riva e del nuovo direttore commerciale vendite e marketing Armando Vernazza, è stata riorganizzata, sotto la responsabilità di Vernazza, anche la divisione vendite, con la suddivisione in due rami, uno per il canale on trade e l'altra per l'off trade.

La responsabilità per il canale che si occupa della clientela gdo è stata affidata ad Assuntina Di Salvio (nella foto), che ha alle spalle una significativa esperienza nel marketing del beverage e nel largo consumo.
La direzione del canale On Trade è stata invece affidata a Massimo Manzoni che vanta una trentennale esperienza nel settore delle vendite di importanti multinazionali.
Novità anche nel settore amministrativo, con l'arrivo di Evelina Teruzzi che ha assunto la direzione del personale e degli affari legali

Esselunga lascia ESD

Esselunga ha dichiarato la volontà di lasciare ESD Italia entro la fine del 2008, "per potere
meglio attuare una politica commerciale in completa autonomia".

Capitolo chiuso, malgrado "l'attività di ESD Italia sia cresciuta costantemente offrendo
importanti opportunità di sviluppo per le 400 industrie con cui opera" come ha dichiarato Esselunga nel dare l'annuncio, sottolineando la soddisfazione nei confronti di Selex e Cedas Acqua&Sapone "per la fattiva collaborazione e la capacità di convergere sempre su obiettivi condivisi".

L'avventura è iniziata nel 2001, quando Esselunga e Selex hanno creato insieme ESD Italia, la centrale di acquisti e marketing, che, proprio grazie all'accento sul marketing in anni focalizzati solo sulla massa critica, ha richiamato altri soci, come Agorà Network e Cedas Acqua&Sapone

La quota di mercato di ESD è quindi ulteriormente destinata a diminuire: già all'inizio di quest'anno, infatti, si era ridotta per la scelta di Agorà Network di allearsi con Carrefour Italia e Finiper.

Esselunga ha chiuso il 2007 con vendite pari a 5.363,6 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 458,9 milioni di euro (+2,6%); ottenendo un risultato operativo di 337,4 milioni di euro (-1%) e un utile netto di gruppo pari a 156,7 milioni di euro (-12,7%) con investimenti ammontanti a 436,1 milioni di euro, parzialmente destinati al nuovo polo logistico di Biandrate (No).

Il business del franchising vale oltre 21 miliardi e cresce del 5,2%

Con 68.235 punti di vendita spalmati su 847 insegne ha sviluppato 21.129 miliardi di euro, segnando un +5,2% sul 2006. Positivo, quindi, il bilancio del settore che conferma la validità del sistema “moltiplicatore d'imprese”: lo evidenzia il rapporto annuale relativo al 2007 elaborato da Quadrante Franchising & Marketing Services e realizzato per conto di Assofranchising.

Le top seven per fatturato
Tra i cambiamenti più rilevanti nell'ambito dei 7 settori che superano il miliardo di giro d'affari (Gdo food - Alimentari, Agenzie immobiliari - Mediazione creditizia, Gdo non food, Abbigliamento uomo donna, Agenzie viaggi - Turismo, Prodotti e Servizi Specialistici e Intimo) vi è il primo posto guadagnato dal settore Gdo food - Alimentari (3,43 mld, +16,2%), che passa al primo posto, sostituendo il Gdo - non food ora al terzo posto (2,03 mld, +9,9%): lo spostamento è dovuto al cambiamento di collocazione di insegne della Gdo. L'ascesa più importante è quella del settore Agenzie immobiliari - Mediazione creditizia ( 2,13 mld, +10,1%), che dal quinto posto passa al secondo: una crescita dovuta al sostanziale aumento del numero delle insegne che operano soprattutto nell'ambito della concessione di mutui collegati all'immobiliare.
Mantiene il quarto posto il settore dell'Abbigliamento uomo donna (1,97 mld, +9,3%: nonostante il numero dei franchisor sia diminuito rispetto al 2006, il fatturato mantiene un buon posizionamento, legato all'espansione delle reti più consolidate presenti sul mercato da tempo. Le Agenzie di viaggi - turismo si classificano nella Top Seven, con 1,55 mld, + 7,3%), ma con una performance meno positiva rispetto agli altri settori: ciò è dovuto ad una diversa classificazione o alla conversione di punti di vendita in gestione diretta. Inoltre a fronte di nuovi marchi entrati nel mercato, alcuni marchi esistenti sono stati assorbiti o accorpati da altre insegne, creando cambiamenti all'interno del settore. Al sesto posto, si colloca il settore dei Prodotti e Servizi Specialistici, che registra un fatturato in forte aumento per l'entrata nel mercato di diverse nuove insegne, molte delle quali appartenenti al mondo dei finanziamenti alla persona e del credito al consumo, mentre al settimo, troviamo l'Intimo, anche questo un comparto in ascesa costante.

Sotto il miliardo di business
Al di sotto del miliardo di giro d'affari si situa il settore Ristorazione rapida - Pizzerie - Caffetterie, che registra un aumento di fatturato notevole per via dei nuovi marchi entrati nel mercato, altrettanto vale per le Calzature - Pelletteria - Accessori, che appunto crescono sempre per l'ingresso di nuovi brand. In forte aumento le insegne degli Ottici: il settore riporta una forte concentrazione di reti e un aumento dei fatturati.
In controtendenza l'Internet e Telefonia, settore che perde quota in termini di fatturato in conseguenza all'uscita dal mercato di alcuni brand operativi in questo settore. In calo anche l'Informatica - Videoteche - Foto che vede diminuire il proprio peso complessivo nel sistema del franchising italiano, per via dei cambiamenti intervenuti a livello di insegne operative in franchising e relativi giro d'affari ed affiliati.

Il futuro guarda al Mezzogiorno e all'estero
Attraverso questionari a decisori di alto livello di primarie aziende di ogni comparto, Assofranchising delinea tre forti tendenza che caratterizzeranno il settore del franchising nel 2008: internazionalizzazione (che nel 2007 ha registrato un +37,5% in termini di numero di punti di vendita, ora a quota 6,669), concorrenza interna al mondo del franchising, che richiede meno improvvisazione e più formazione e professionalità, e focalizzazione sul Meridione d'Italia (attualmente, la regione top per pdv è la Lombardia).
Per quanto concerne il giro d'affari di ogni settore, il 60% degli intervistati prevede una crescita, di cui il 20% oltre il 10, mentre il 30% prevede un calo. Per quanto concerne le insegne operanti (il numero dei franchisor) si riscontra una tendenza alla stabilità per il 2008, anche per razionalizzazioni e chiusure di pdv.
Relativamente alle previsioni di sviluppo del settore in Italia, per il 2008 dovrebbero mostrare una crescita intorno al 5%.

Ora c’è più offerta per le creme solari

Grazie al traino delle creme abbronzanti l'industria è riuscita a estendere la categoria con prodotti quali i trattamenti doposole oppure per i capelli. Il settore si è così progressivamente arricchito: le referenze divengono sempre più specialistiche e le linee complete. La gran parte delle aziende propone una gamma
articolata in modo da coprire anche le esigenze legate alle fasi successive all'esposizione.

I protettivi
Di fatto i prodotti dedicati al momento dell'abbronzatura costituiscono ancora la parte più importante
del mercato. In particolare molti di essi si fondano su una duplice promessa: da una parte consentono di ottenere un colorito sano, luminoso, dall'altra parte proteggono il più possibile l'epidermide. Il tema della
protezione dai possibili danni che l'esposizione prolungata ai raggi solari può provocare alla pelle è, infatti, centrale. I consumatori sono, cioè, consapevoli che l'assenza di un adeguato filtro può favorire, per esempio, la comparsa precoce delle rughe oppure delle macchie pigmentarie.

Ecco, allora, il successo dei solari con fattori protettivi elevati (per esempio 25, 30), in grado di schermare i raggi Uva-Uvb e di garantire un'abbronzatura dorata ma graduale.
Va in questa direzione la gamma proposta da Solar Expertise di L'Oréal Paris. La formula si basa su una specifica tecnologia studiata per contrastare l'invecchiamento cutaneo ed è arricchita con un agente idratante. La linea Uv Sensitive di Garnier Ambre Solaire è, invece, pensata per le pelli sensibili, che si scottano facilmente e tendono ad avere reazioni cutanee. Grazie a un sistema di filtri ad ampio spettro assicura un effetto schermo e protegge non solo dai raggi Uvb (responsabili delle scottature) ma anche dai raggi Uva, che causano l'invecchiamento precoce della pelle e possono causare reazioni allergiche. Inoltre contiene un complesso con vitamina E pura, che assicura 12 ore d'idratazione. Anche i prodotti della gamma
Easy Sun di Deborah Bioetyc sono adatti alle epidermidi molto chiare. La presenza di elementi protettivi, che migliorano le difese naturali della pelle, e idratanti (come il burro di karité) consente di prevenire scottature
ed eritemi.

Gli abbronzanti
Anche se la parte preponderante dell'offerta è concentrata nell'area della protezione, non mancano gli abbronzanti. In questo caso l'obiettivo prioritario è favorire e accelerare la tintarella e renderla il più possibile intensa. Di conseguenza il fattore protettivo è basso (per esempio 2, 4) e sono presenti ingredienti che stimolano il processo di pigmentazione cutanea. Così, per esempio, Leocrema offre un latte spray e un olio a base di papaya, ricca di betacarotene, mentre Bilboa propone un olio con mallo di noce, che rinforza la tintarella e la mantiene nel tempo. Analogamente Nivea Sun presenta una versione spray, con olio di jojoba e uno speciale complesso lipidico, ideale per pelli non sensibili oppure già abbronzate.

I target
La maggior parte dei prodotti è rivolta a una clientela trasversale. Possono, pertanto, essere utilizzati dai diversi membri della famiglia (uomini e donne, adulti e bambini). Il progressivo processo di allargamento e segmentazione dell'offerta ha, però, favorito lo sviluppo di nicchie più mirate, rivolte a target specifici. Un esempio interessante è costituito dai solari per gli uomini, che si caratterizzano per l'assenza di profumazione e per la texture leggera, di rapido assorbimento e di facile applicazione.

Particolarmente numerosi sono i prodotti per bambini. In questo caso gli aspetti essenziali sono due: la protezione che deve essere molto elevata, poiché la pelle dei più piccoli è delicata e sottile, e la praticità di utilizzo (una sostanza semplice da spalmare, resistente all'acqua, non untuosa ecc.). Nivea Sun propone una crema ad hoc, che forma un film protettivo di superficie e, in questo modo, riflette i raggi Uv, mentre Fissan Baby ha creato una linea di solari
arricchiti con glicerina, vitamina E e vitamina C. Mister Baby articola l'offerta in due sublinee: l'una (a nome Baby) è rivolta ai piccolissimi sino a 2 anni, l'altra (denominata Kids) è adatta dai 3 anni in poi.

Tutti i prodotti sono ipoallergenici e utilizzano filtri ad attività esterna superficiale, che proteggono dagli effetti nocivi dell'esposizione solare senza penetrare nella pelle. La linea Dermo Solution di Chicco, nome di riferimento per l'infanzia, contiene un mix di filtri chimici, fisici e naturali, che agiscono da scudo protettivo contro gli effetti nocivi del sole. La gamma, il cui pack è stato recentemente rinnovato, comprende anche Combi viso-labbra, un tubo di crema che nel tappo contiene un morbido burro cacao protettivo.

I doposole
Al termine dell'esposizione la pelle ha bisogno di essere nutrita e rinfrescata. Molti brand hanno, perciò, creato prodotti specifici, con una funzione lenitiva e idratante. Natural Honey offre, per esempio, una lozione
calmante, che ristabilisce il naturale equilibrio idrolipidico della pelle, mentre Solar Expertise di L'Oréal Paris ha introdotto un latte che, oltre a nutrire l'epidermide, la rassoda.

Alcuni prodotti hanno, invece, altre
funzioni. È il caso del gel firmato da Helena Rubinstein (brand distribuito esclusivamente attraverso il canale selettivo), che grazie alla texture iridescente illumina ed esalta il colorito. Il latte di Deborah Bioetyc, invece, permette di mantenere e prolungare il più possibile l'effetto tintarella. Anche i capelli possono avere bisogno
di trattamenti mirati per riparare l'azione di sole, salsedine e sabbia. Biopoint realizza una linea specifica, in vendita in profumeria, che comprende sia una serie di trattamenti da spruzzare sui capelli in spiaggia sia shampoo e balsamo doposole, con effetto nutriente e idratante. Alcune referenze sono disponibili anche nel formato pocket, in bustine da 25 ml, così da favorirne l'utilizzo outdoor (in spiaggia, in barca ecc.).

La profumeria
Anche il canale selettivo, che presidia tradizionalmente la fascia media e alta del mercato, risulta molto dinamico. In particolare si allarga e articola l'area delle referenze multibenefit, che mentre proteggono dal sole svolgono anche altre funzioni. È il caso, per esempio, dei solari anti-aging, proposti da Estée Lauder, oppure di quelli rassodanti, firmati da Lancaster. Revlon punta sull'azione levigante e Nuxe sulle proprietà
antiossidanti e antiradicali liberi. Va ancora oltre Biotherm che, per l'estate 2008, ha lanciato un trattamento per il contorno occhi, area del viso particolarmente sensibile e tendente a disidratarsi.

Si focalizza, invece, su
un target specifico Kiehl's. La linea Vital Sun Protection guarda, infatti, principalmente agli sportivi, a coloro che sono sempre in movimento e trascorrono molto tempo in acqua. Non a caso tutti i prodotti sono waterproof e garantiscono protezione sino a 80 minuti nell'acqua. Alcuni brand non si limitano a realizzare solari e doposole, ma propongono anche un make up pensato per valorizzare l'abbronzatura. Si tratta di gloss, ombretti o ciprie che, grazie alla texture, fanno risplendere l'incarnato della pelle.

Gli altri canali
In questo contesto la farmacia e l'erboristeria svolgono un ruolo più di nicchia. In concreto privilegiano,
infatti, brand dalla marcata connotazione protettiva, adatti anche alle pelli ipersensibili o allergiche. Va in questa direzione Weleda, i cui solari non contengono filtri organici di sintesi (che agiscono dopo l'assorbimento del prodotto sulla pelle, causando possibili reazioni cutanee) ma sono a base di speciali filtri minerali (come il biossido di titanio, l'ossido di alluminio e l'ossido di zinco). Analogamente la linea Capital Soleil di Vichy offre una crema e un latte con schermo antireazione, dedicati a chi ha la pelle intollerante
al sole.

Bonduelle rilancia sul Mezzogiorno e amplia lo stabilimento di Battipaglia

Portare l'industria laddove si produce la materia prima è una strategia che consente di incrementare l'efficienza, ma anche di valorizzare l'area in cui si produce. Ed è stata questa la volontà di Bonduelle -multinazionale francese, leader anche in Italia per le insalate di IV gamma- quando scelse per la collocazione di un nuovo stabilimento dedicato Battipaglia, sito che ora punta ad espandere e potenziare, anche in seguito alla distruzione del suo stabilimento nel bergamasco a causa di un incendio, avvenuta lo scorso febbraio. “La scelta di Battipaglia -ha evidenziato Umberto Galassini, direttore generale di Bonduelle Italia- non è stata determinata semplicemente perché si trova in una posizione strategica per servire il mercato del Centro-Sud, ma anche perché il salernitano vanta una naturale e consolidata vocazione alla coltivazione delle varietà più pregiate di verdura da insalata, disponendo di una rete di aziende agricole idonee a supportare quantitativamente e qualitativamente il fabbisogno delle nostre linee di produzione”.

Un'alleanza con il territorio
Un concetto che Umberto Galassini ha ribadito nell'ambito del convegno “Un'alleanza per la qualità territoriale”, svoltosi lo scorso 10 giugno a Salerno, realizzato dalla Fondazione Symbola e dalla Provincia di Salerno.
Bonduelle Fresco Italia, infatti, sin dal 2005, anno della sua creazione, aderisce a Symbola, la Fondazione per le Qualità Italiane che si occupa di promuovere i punti di forza del made in Italy e che riunisce imprenditori, rappresentanti istituzionali, della società civile e dell'ambiente accademico, che vogliono puntare su qualità, innovazione e valorizzazione delle produzioni del territorio.
Bonduelle, che detiene circa il 50% del mercato italiano nel settore fresco di IV gamma, a suo tempo ha deciso di aderire perché ha trovato affinità tra il manifesto programmatico della Fondazione Symbola e la propria filosofia aziendale. ''Da quando, nel 2001, Bonduelle è entrata nel mercato italiano della IV gamma -ha dichiarato Umberto Galassini- abbiamo costantemente investito in un'innovazione di prodotto che fosse coerente con la tradizione italiana e le produzioni orticole di qualità del territorio''.

Illyquore: debutto italiano, vocazione internazionale

A breve distanza dall’ingresso nel mercato delle bevande ready-to-drink, l’azienda triestina presenta oggi l’ultima novità messa a punto in partnership con il Gruppo Campari: Illyquore.
Elemento caratterizzante della ricetta del nuovo liquore alto di gamma, destinato a un target globale di giovani adulti, è l’estratto idroalcolico a base di miscela 100% pura arabica illy, arricchito con zucchero e alcool. Unico caso nel mercato internazionale dei liquori al caffè, infatti, non è prevista alcuna aggiunta di aromi e/o coloranti.
Con una gradazione alcolica di 28°, Illyquore può essere gustato liscio
freddo, con ghiaccio o sheckerato, piuttosto che come ingrediente per
cocktail.

La produzione a Campari, il marchio a Illycaffè
A curarne la produzione -negli ex stabilimenti Aperol di Canale (Cn)- sarà Campari, che seguirà anche la distribuzione del prodotto, mentre Illycaffè Spa mantiene la proprietà del marchio, creato da Robilant Associati così come il design della bottiglia da 70 cl caratterizzata da una forma minimale e slanciata, che ben interpreta lo spirito contemporaneo e internazionale del prodotto.
Il lancio sul mercato nazionale ne prevede la distribuzione a partire da
luglio 2008 sia nel canale horeca sia nel retail (tradizionale e
moderno), mentre dall’inizio del 2009 la distribuzione sarà
progressivamente estesa agli altri paesi.

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Gruppo Poli completa il rinnovo dell’IT con Wincor Nixdorf e amplia self-scanning

Il Gruppo Poli di Trento ha completato recentemente una serie di progetti che hanno profondamente rinnovato sia il sistema informativo centrale sia l’operatività dei pdv, in partnership con la Divisione Consulting di Wincor Nixdorf. Il rapporto con Wincor Nixdorf ha avuto inizio negli anni ‘90, quando Gruppo Poli ha adottato la soluzione hardware-software della multinazionale tedesca per la barriera casse dei suoi pdv. Qualche anno dopo, Marcello Poli (Ad del gruppo Poli) ha incaricato Wincor Nixdorf di studiare un progetto finalizzato a ridisegnare completamente il sistema informativo della sua organizzazione. L’obiettivo era quello di dotare l’azienda di un potente sistema di gestione, mediante una piattaforma integrata a livello centrale e di rete di vendita, che permettesse di far dialogare tra loro le aree della gestione commerciale, la logistica, il marketing e ogni singolo negozio.

Le fasi del progetto

Il progetto, avviato nel maggio 2006, ha previsto la piena integrazione tra gli applicativi della suite gestionale Me.R.Sy. (Merchandising Retail System) e il sw per il pdv POSition. L’intervento si è svolto in due fasi consecutive. La prima ha interessato la rete degli oltre 50 pdv a insegna Poli e Regina. Il roll out di questa fase è stato completato nel febbraio 2007. Il secondo intervento ha invece riguardato la parte commerciale del sistema informativo di sede e tutte le funzionalità di gestione e controllo. Il roll out di questa fase è stato completato nel maggio 2007.

Il servizio Faccio Io

Nel corso del 2005, parallelamente allo sviluppo della nuova architettura informativa, Gruppo Poli ha avviato la sperimentazione del Personal Self Scanning. Il progetto -che prende il nome di Faccio Io- è stato interamente realizzato da Wincor Nixdorf ed ha visto l’introduzione di 420 dispositivi palmari in 8 pdv a insegna Poli e Regina. I risultati positivi fatti registrare dalle prime installazioni hanno convinto Marcello Poli ad investire ulteriormente nel Personal Self Scanning: dal 2008, gli store in cui sarà operativo Faccio Io diventeranno 11 (oltre un quarto dei pdv alimentari, con un peso ponderato sulle vendite del 54%). Faccio Io è oggi utilizzato dal 20% circa dei clienti Poli e rappresenta il 25% degli incassi totali del gruppo.

Benefici su più fronti

Molteplici i benefici per Poli anche sul fronte del sistema informativo della rete dei punti di vendita: “Il primo intervento di Wincor Nixdorf -dice Marcello Poli- ha centrato gli obiettivi che ci eravamo preposti: in particolare, quello di garantire livelli di stabilità, efficienza e performance tecnologica elevati e costanti in tutti i negozi, con l’introduzione di strumenti che consentano una gestione evoluta ed elastica del campaign management. Per quanto riguarda il secondo intervento, che ha portato al rinnovamento del sistema commerciale di sede, abbiamo iniziato a registrare buoni risultati, tuttavia l’implementazione non è ancora a regime. Le potenzialità del nuovo strumento, infatti, devono ancora essere assimilate dalle risorse che lo utilizzano: per tale motivo abbiamo ripensato e rafforzato i momenti di formazione del personale”.

Impatti principali su organizzazione e business

- Organizzazione interna: gestione commerciale (cicli attivo e passivo integrati, gestione dei contratti e dei contenziosi, procedure di riordino sulla base dell’effettivo fabbisogno dei punti di vendita), miglioramento dell’efficienza logistica, ecc.

- Marketing operativo: applicazioni di campaign management, piani promozionali integrati, progettazione dell’assortimento per cluster di pdv, gestione evoluta del pricing, ecc.

- Nuovo sistema fidelity: circolarità on-line dei dati fidelity, prenotazione dei premi, raccolta dati e predisposizione di offerte personalizzate.

Crai, nel 2007, mette a segno un +6,5% e raggiunge quota 3,2 miliardi

Crai continua il suo trend positivo e raggiunge, a chiusura del 2007, i 3,2 miliardi, registrando una crescita del 6,5% sul fatturato alle casse. Si tratta di un risultato raggiunto anche grazie alla struttura resa ancor più snella ed efficiente dal percorso parallelo della società cooperativa, che si occupa di tutte le attività di servizio ai soci, e di Crai Secom, la Spa cui spettano tutte le funzioni commerciali sia a livello degli acquisti sia delle vendite. Tra gli altri fattori di crescita vi è anche l’allargamento costante dei prodotti a marchio, arrivati a quota 1.325, e la fidelizzazione degli affiliati, con una presenza capillare sul territorio nazionale, pari a più di 3mila punti di vendita presenti anche a Malta, dove l’insegna è presente dal 1994 con 100 pdv, e in Svizzera, con 135 pdv.

Alleanze e iniziative
L’alleanza siglata lo scorso anno con Sma e il conseguente accesso a Intermedia (seconda centrale d’acquisti in Italia) hanno consentito a Crai di raggiungere un alto livello di competitività e di offrire nuovi format (quali ad esempio la convenienza e il non food) ai propri soci. L’insegna si è poi ulteriormente rafforzata sul territorio nazionale attraverso i due nuovi centri distributivi (a Potenza e Calvi Risorta, in provincia di Caserta) e con l’ingresso, in Campania e in Sicilia, di due nuovi soci.
Crai, inoltre, ha continuato a sviluppare –e proseguirà questo percorso- il numero degli EcoPoint, cioè la spesa sfusa nel rispetto dell’ambiente.

Sviluppo all’estero
In Francia, Crai gioca un ruolo di esportatore per i prodotti della linea premium Piaceri Italiani, selezione fra tipici e Dop, offerti in appositi spazi dalla catena Casino.
Quest’anno, tramite la società Trading Agro Crai -partecipata anche da Consorzio Grana Padano, Cavit, Conserve Italia, San Daniele Service, Frantoi Artigiani Italiani e Boscolo Etoile- ha costituito, con il sostegno di Simest, Crai Beijing Commercial Limited e presto aprirà a Pechino il primo dei 4 negozi bandiera in Cina.

Forte presenza italiana al prossimo Sial

Forte presenza italiana al prossimo Sial di Parigi che si svolgerà il 19-23 ottobre presso il quartiere fieristico di Paris Nord Villepinte. L’Italia, infatti, con oltre 700 aziende su un totale di 5.500, è il secondo paese in ordine al numero di espositori, subito dopo la Francia e prima di Spagna e Paesi Bassi.
Non si tratta della più importante fiera internazionale dell’alimentare italiano, dato che l’Anuga di Colonia, che si è svolto nel 2007 ha visto 1.023 presenze italiane, un valore superiore perfino a quello della Germania. A tale proposito bisogna però ricordare che il mercato tedesco costituisce il principale mercato di destinazione per il nostro agroalimentare.
Tuttavia il Sial rimane un evento di riferimento che coinvolge 90 paesi, 140mila visitatori, 215mila mq di superficie espositiva. In particolare quest’anno il pad 7, inaugurato nell’edizione 2006, diviene uno spazio su misura per il settore naturalità & benessere (che comprende il bio, la dietetica e i complementi integratori alimentari), per il vino e per i prodotti gourmet (una novità dell'edizione 2008). Quest’ultima area è una vetrina particolarmente interessante per le aziende italiane, come conferma per altro il livello delle presenze.

Nordiconad, apre un mondo di servizi

Accesso riservato

L’Ue premia con 4 milioni i Consorzi dell’Alto Adige per promuovere il valore dei marchi Doc e Igp

Si chiama La nuova sicurezza alimentare europea ed è il progetto che i Consorzi Mela Igp, Speck Igp e Vini Doc dell'Alto Adige promuoveranno, da qui al 2010, grazie a un cofinanziamento dell'Ue e dell'Italia pari a 4 milioni.
Infatti, oltre a certificare l'origine dei prodotti della tradizione, i brand Dop, Doc, Igp e Stg, sono anche sinonimo di sicurezza alimentare, in quanto garantiti con la tracciabilità di filiera dal produttore fino al consumatore.
Il programma triennale del progetto si sviluppa attraverso una serie di eventi e azioni che si svolgeranno in Italia (dove verrà speso il 30% del finanziamento), Germania, Repubblica Ceca e Polonia. L'obiettivo è quello di diffondere la conoscenza dei marchi di qualità dei marchi dell'Unione europea tra i consumatori (circa 120 mio) e le categorie professionali della distribuzione e dell'importazione alimentare.

Il valore dei prodotti dell'Alto Adige
Per quanto il territorio dell'Alto Adige sia limitato per estensione, grandi sono invece le sue tradizioni alimentari. Le Mele Igp, per esempio, sono di ben 11 varietà e la loro coltivazione occupa 18mila ettari, producendo complessivamente il 12% delle mele di tutta Europa. Relativamente ai vini Doc, quelli altoatesini rappresentano il 4% dei Doc italiani e la produzione annua si aggira sui 44 milioni di bottiglie: quantità non rilevanti, ma tutta di pregio. Infine, lo speck Igp, prosciutto unico per le sue peculiarità, è realizzato da 28 produttori riconosciuti e ogni anno se ne vendono circa 2,3 milioni di baffe, di cui il 60% in Italia.

Italian Food Excellence

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