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LG Electronics introduce tre nuovi lettori MP3

Performanti, sottili, ultraleggeri, glamour. Questi i plus dichiarati da LG Electronics per i propri lettori MP3 di ultima generazione: belli e tecnologici, sono apparecchi da portare ovunque -in tasca o in borsa- per avere sempre a disposizione la musica preferita, i video dei cantanti del momento o le foto delle vacanze da condividere con gli amici. In particolare, il T80 si connota per il vantaggio di combinare un lettore MP3 con una mobile tv, rendendo possibile l'ascolto di musica ma anche la visione di programmi televisivi, mentre il V25 -supersottile e leggerissimo- colpisce immediatamente per il look dual color (frontale black e retro white); il V50, infine, è adatto a chi cerca un MP3 completamente touch screen, capace di aggiungere un tocco di stile alla vita quotidiana.

Lazzaroni invita a gustare Dolci Momenti

Raffinati e gustosi pasticcini arricchiti di finissimo cioccolato al latte e fondente. Sono i Dolci Momenti di Lazzaroni, novità che va a completare la gamma di prodotti di pasticceria confezionati in attraenti ed eleganti scatole e latte. Dolci Momenti -selezione dedicata a chi desidera concedersi qualcosa di buono e speciale con tutta la sicurezza della qualità Lazzaroni- si connota per gli ingredienti eccellenti e le ricette golose ed accurate. Offerta in pratico pack da 175 g, offre l'opportunità di assaporare la caratteristica pasticceria Lazzaroni in qualsiasi momento della giornata: all'ora della merenda o del the, come prima colazione, ma anche a fine pasto, in versione dessert. Occasioni di consumo in cui la gamma Lazzaroni promette di fare la differenza.

Iomega porta contenuti HD dal pc alla tv

Nuovissima soluzione per ottenere il massimo dall'investimento in un grande schermo Lcd o plasma. Iomega Corporation -leader mondiale nel settore storage e protezione dati- ha annunciato il nuovo Iomega ScreenPlay HD Multimedia Drive, disco rigido portatile esterno che permette di fruire di contenuti multimediali direttamente su televisori ad alta definizione e sistemi home theater. Il supporto vanta 500 GB di memoria, quindi può contenere fino a 2 milioni di foto, 9.250 ore di musica, o 750 ore di video, che possono essere così condivisi con la famiglia e gli amici in alta risoluzione, comodamente seduti in salotto, senza la necessità di un pc. Apparecchio intuitivo e di semplice utilizzo, grande quanto un libro tascabile, è dotato di telecomando e comprende uscite HDMI, component e composite video e SCART

illycaffè ha creato il kit per un’estate tutta da bere

Nuovo kit illy freddo per i consumi della stagione più calda dell'anno. illycaffè ha appena presentato una novità per preparare a casa propria, come al bar, due inedite ricette: illy freddo mojito -bevanda trendy con caffè espresso illy, vodka o acqua, foglioline di menta fresca e zucchero di canna bianco- e illy freddo crustas, un drink con crustas di zucchero e vaniglia sul bordo del bicchiere. Entrambe le preparazioni possono essere facilmente realizzate grazie al set completo, contenente un barattolo da 250 g di caffè illy espresso macinato, un pestello, due barattoli da 250 g ciascuno di zucchero di canna e zucchero bianco di canna con vaniglia e un ricettario. Il kit, in edizione limitata, è disponibile da fine maggio presso bar e negozi tradizionali, oltre che sul sito www.illyeshop.com

Fattoria Scaldasole: yogurt per un’estate genuina e bio

Un'alimentazione sana e bilanciata aiuta a stare bene. Si posizionano su questo filone “virtuoso” gli yogurt magri alla frutta di Fattoria Scaldasole: provengono da agricoltura biologica, sono cremosi e ricchi di pezzi di frutta e si connotano per il ridotto apporto di grassi. A beneficio del mantenimento del benessere di tutto il corpo. I prodotti della linea contengono, inoltre, il Lactobacillus casei Biovitalitis®, prezioso fermento probiotico selezionato e studiato in collaborazione con il Dipartimento Scientifico e Tecnologico dell'Università di Verona. Offerti nei formati da 400 g e da 115 g x 2, sono disponibili i gusti Mirtilli Neri, Ananas e Passion Fruit, Pesche Gialle e Mango, Amarene e Ciliegie, Frutti di Bosco, Uva Prugne e Crusca e Frutti Rossi e Fiocchi di Cereali

Euro Pool System apre due nuovi depositi in Italia

Rafforzare il proprio ruolo di primario pool operator europeo per gli imballaggi da trasporto riutilizzabili. Con questo obiettivo Euro Pool System ha aperto 2 nuovi depositi in Italia, uno a Reggiolo -lungo l'autostrada Modena-Brennero- ed uno a Triggiano (Bari). Tale ampliamento consente ora all'azienda di disporre -a livello nazionale- di 5 depositi con una superficie totale di 10.300 mq. Il deposito principale di Reggiolo (5mila mq), che servirà principalmente produttori e commercianti di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, è dotato di un impianto di lavaggio automatizzato con capacità massima di 3.500 cassette/ora. Il deposito secondario di Triggiano (1.400 mq) vanta 4 docking station e rifornirà di cassette pulite soprattutto i produttori pugliesi, lucani e calabresi

Da Mapa Spontex nuova tecnologia per i panni beige

Innovatore per tradizione, il brand Spontex presenta oggi una novità assoluta ad elevato contenuto di performance. Si tratta di Microfibre Effetto Daino, unico panno beige in commercio che -grazie all'esclusiva composizione in pura microfibra- assicura prestazioni analoghe a quelle della pelle scamosciata: migliaia di sottilissime fibre puliscono e sgrassano, rendendo ogni tipo di superficie lucida e splendente. Il prodotto, che presenta un tessuto morbidissimo e piacevole al tatto, assorbe e asciuga senza lasciare né tracce né aloni; inoltre, può essere usato anche asciutto per spolverare le superfici delicate

Céréal: la farina per ampliare la linea senza glutine

Un numero crescente di consumatori deve o vuole eliminare il glutine dalla propria dieta. Ecco perché Céréal ha deciso di estendere la propria linea Senza Glutine, comprensiva di prodotti realizzati con materie prime naturalmente prive di questo elemento. L'ultimo lancio è la Farina Senza Glutine, che si adatta in maniera versatile ad accompagnare svariate ricette: dalla preparazione del pane o della pizza fino ai dolci. Il prodotto si connota anche per il contenuto controllato di proteine, tirosina, fenilalanina, potassio e fosforo e, quindi, risulta particolarmente indicato anche per chi segue diete aproteiche. Centrando il focus sugli utilizzatori che devono limitare l'apporto di proteine, Céréal ha anche messo a punto la nuovissima gamma Sinproten (venduta in farmacia).

Cooperlat: due novità all’insegna di gusto & leggerezza

Un deciso posizionamento in area salute e benessere: questo il denominatore comune delle ultime novità lanciate da Cooperlat. La prima è Hoplà Più, senza grassi idrogenati, quindi particolarmente adatta a chi cura la propria salute ma non intende rinunciare al gusto; si presenta nelle versioni da montare già zuccherata -adatta per ogni tipo di dolce, per farcire o decorare- e non dolce, utilizzabile sia in pasticceria sia in cucina, come condimento leggero per primi, secondi e salse. La seconda è Vivileggero in Cucina, un condimento a base di latte magro e panna Uht, vellutato e cremoso, contenente solo l'11% di grassi, dunque a ridotto contenuto calorico; il prodotto rappresenta, inoltre, una fonte di fibre, che favoriscono il riequilibrio della flora batterica intestinale.

Arnaboldi estende la linea Le Tipiche e la gamma etnica

Pratici, veloci, appetitosi, i meals stanno conquistando frange sempre più ampie di consumatori. Non a caso, l'assortimento dedicato continua a crescere in quantità e qualità. Con l'intento di ampliare ulteriormente la propria linea di primi piatti pronti in busta a marchio Le Tipiche, Arnaboldi ha appena presentato due proposte inedite: Risi e Bisi e Pasta e Ceci, ricette originali regionali preparate con ingredienti selezionatissimi, molto ricche di gusto e prive di conservanti e additivi (es. monosodio glutammato), facili e rapide da cucinare. Di Arnaboldi è anche un nuovo prodotto inserito nella gamma etnica: la Salsa di Soya, a fermentazione naturale, molto saporita e ideale per accompagnare il Riso alla Cantonese o i Vermicelli di Riso e di Soya della medesima linea

AIA: Aequilibrium e Carnealfuoco, linee di tendenza

Prodotti centrati sulle esigenze del consumatore moderno. Le ultime linee lanciate da AIA dimostrano di saper interpretare al meglio i segnali emergenti sul fronte della domanda. In un anno difficile per tutto il comparto food -che ha comunque visto crescere i segmenti delle specialità pronte, surgelate e wellness- la nota azienda alimentare ha introdotto interessanti soluzioni ad hoc, come Aequilibrium e Carnealfuoco. Aequilibrium, linea di affettati avicoli dedicata a chi desidera un'alimentazione equilibrata ma senza dover rinunciare alla buona tavola, oggi apre ai cubetti di pollo e a quelli di cotto di tacchino, per condire riso, pasta e insalate. Carnealfuoco, invece, è la gamma creata per il barbecue, che di recente ha salutato l'ingresso della fiorentina di suino

La pasta cresce nonostante la congiuntura

Va controcorrente il mercato della pasta fresca. Nonostante la recessione generalizzata, registra un andamento positivo nelle vendite e un crescente interesse da parte della Gdo e dei consumatori. In questi ultimi anni la pasta fresca ha registrato costantemente una crescita di fatturato: +2,6% a quantità e +4,4% a valore (dati Nielsen). In controtendenza, però, si muovono gli gnocchi.

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La pasta cresce nonostante la congiuntura
Mercati | Gdoweek 433 | 22/04/2008 |

Energy e sport drink: segmentare crea opportunità

Sono due categorie differenti tra loro, accomunate dal carattere innovativo dei prodotti e da una dinamica positiva delle vendite che dura ormai da qualche anno. Entrambe rappresentano la parte più innovativa del bere analcolico e stanno conoscendo un'ottima progressione delle vendite. L'Energy drink è un mercato molto concentrato (secondo Iri i primi tre produttori coprono il 95,5% delle vendite a valore). Gli sport drink oggi hanno abbandonato un approccio specialistico per seguire la strada a cavallo tra prestazioni ed emozioni.

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Energy e sport drink: segmentare crea opportunità
Mercati | Gdoweek 433 | 22/04/2008 |

Alla gdo la frutta di marca piace se ha una marcia in più

Salvo poche eccezioni la maggior parte dei prodotti sono unbranded. Per competere con la marca privata la marca deve offrire valore aggiunto, anche se ha il pregio di essere percepita come una garanzia di qualità e sicurezza su cui non incide più di tanto la variabile prezzo.

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Alla gdo la frutta di marca piace se ha una marcia in più
Mercati | Gdoweek 431 | 08/04/2008 |

Protezione & piacevolezza i must dei solari new age

Il mercato dei prodotti solari per viso e corpo accresce la sua quota di venduto puntando su prodotti novità che soddisfino la richiesta del consumatore rispetto a questi tre fattori chiave: leggeri, protettivi, efficaci. Secondo dati ACNielsen riferiti al totale retail Italia (at marzo 2008), le vendite di abbronzanti e doposole hanno subito una lieve flessione a volume, pur con una dinamica positiva per quanto riguarda il controvalore: rispettivamente +2,5% e +2,4%.

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Protezione & piacevolezza i must dei solari new age
Mercati | Gdoweek 437 | 20/05/2008 |

Nel tonno si accentua la polarizzazione dell’offerta

Chi punta ai volumi chi a sostenere il valore del mercato, Nel complesso cresce a valore, tiene a volume: così si muove il mercato delle conserve di tonno nell'attuale scenario dei consumi alimentari italiani. I competitor del settore concordano nel ritenerlo un mercato maturo, sostanzialmente stabile e in cui non si prevedono grandi cambiamenti.

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Nel tonno si accentua la polarizzazione dell’offerta
Mercati | Gdoweek 437 | 20/05/2008 |

Gastronomia ittica, l’offerta si evolve con attenzione al prezzo

Qualità merceologica crescente e aggiornamento costante delle gamme in fatto di innovatività, freschezza, presentazione e servizio: il tutto nelle correnti dell'alimentazione moderna. Sono gli assi evolutivi della gastronomia fresca a base ittica, un business che oggi accusa le conseguenze delle ridotte disponibilità di spesa dei consumatori ma che riesce a mantenere alto il livello degli investimenti dedicati al rinnovamento delle gamme.

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Gastronomia ittica, l’offerta si evolve con attenzione al prezzo
Mercati | Gdoweek 436 | 06/05/2008 |

Top di gamma e salutismo i nuovi driver per il rilancio dei gelati

Rischio commodity per il segmento principale della categoria gelati: le vaschette, che vale circa il 37% del mercato a valore (50% vol.) e dove l'intensità promozionale tocca il 50% dei volumi, con picchi del 60% in estate. I principali player del mercato puntano a innovare la categoria per cercare di uscire dal vincolo promozionale, creando prodotti a valore aggiunto che li differenzino sul mercato.

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Top di gamma e salutismo i nuovi driver per il rilancio dei gelati
Mercati | Gdoweek 436 | 06/05/2008 |

Make-up labbra: il trucco vero è generare appeal

Qualità, innovazione, emozione. È il mix che la consumatrice di make-up va ricercando anche nelle grandi superfici generaliste, dove la categoria si presenta con assortimenti sempre più comparabili con quelli del selettivo. La proposta della gdo, un mercato dinamico, grazie all'evoluzione dell'offerta che, infatti, risulta sempre più nuova e attraente, soprattutto se si tratta di referenze legate al colore e all'acquisto non programmato, come nel caso di rossetti e gloss.

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Make-up labbra: il trucco vero è generare appeal
Mercati | Gdoweek 431 | 08/04/2008 |

Sul food salutistico la ricerca è in pieno fermento

Mangiare non solo per nutrirsi, ma anche per soddisfare il palato, e ora anche per mantenersi il più a lungo possibile in salute: un’evoluzione del concetto stesso di alimentazione sviluppatosi in parallelo con l’evoluzione stessa della società nei paesi industrializzati. Dietro al boom dei functional foods, infatti, c’è l’aumento della vita media e del numero di anziani, a sua volta legato anche a quello dei costi sanitari. Fattori socioeconomici che -prima in Usa e Giappone e poi anche in Europa- hanno spinto l’industria alimentare, quella degli ingredienti funzionali e il mondo della ricerca a fare sistema in nome del wellness.
 
Probiotici al top

La tradizione ormai pluridecennale del loro utilizzo, che li rende ben accetti ad ampie fasce di consumatori, oltre alle risultanze scientifiche sulla loro efficacia, fanno dei probiotici la famiglia di ingredienti funzionali maggiormente utilizzata dall’industria alimentare. Un chiaro esempio della forza raggiunta dai probiotici è dato dal successo di vendita raggiunto in tutto il mondo dal gruppo Danone, che stima che quest’anno il peso dei suoi brand funzionali (Activia e Actimel) raggiungerà il 40% del totale business yogurt e latti fermentati. Ma, mentre nei paesi anglosassoni i probiotici vanno ormai ad arricchire varie tipologie di prodotto, freschi e secchi, in Italia il loro impiego è ancora riservato quasi esclusivamente al settore lattiero caseario, e in massima parte a yogurt e latti fermentati. “Del resto, proprio all’Italia va riconosciuto il merito di essere stata il paese pioniere in questo campo: basti pensare che il lancio di Kyr da parte di Parmalat risale addirittura agli anni ’80 -commenta Raul Larsen, responsabile commerciale probiotici Chr. Hansen Italia, filiale della capogruppo danese, è leader europea nelle colture probiotiche- In pratica quando è arrivata Danone il mercato era già pronto, tanto è vero che ha funzionato da traino per tutti quelli che si sono lanciati nel business del probiotico. Oggi le vendite di fermenti probiotici stanno continuando a crescere a doppia cifra, ma è il momento che l’industria alimentare diversifichi i campi di applicazione. Nei formaggi, dove Brimi è stato tra i primi ad entrare con le mozzarelle arricchite con i nostri fermenti, c’è ancora molto spazio, mentre per esempio il settore dei succhi di frutta è addirittura tutto da esplorare. La novità del 2008? A breve è previsto il lancio in gdo di un gelato probiotico da parte di un’azienda di marca”.

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Sul food salutistico la ricerca è in pieno fermento
Gdoweek 433 | 22 aprile 2008 |

Basi funzionali

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Basi funzionali
Gdoweek 433 | 22 aprile 2008 |

Per El Corte Inglés comprare in Italia è una questione di qualità e affidabilità

È il primo gruppo in Europa nel settore grandi magazzini, con una presenza fortissima in Spagna, sua terra d'origine. Con l'insegna El Corte Ingles, ha sviluppato un format unico in cui commercializza di tutto, dall'abbigliamento alle automobili. Si approvigiona in tutto il mondo, ma l'Italia ha una rilevanza strategica rispetto agli altri paesi. Gdoweek ha incontrato Carlos Sanchez, amministratore delegato di El Corte Inglés Italia, con il suo braccio destro, il direttore commerciale Asterio Baena (AB), entrambi spagnoli, da anni sono gli uomini del gruppo in Italia, attivo dal '96, che opera come braccio operativo dei suoi buyer sul mercato italiano: “Nel nostro business, l'Italia rappresenta il primo mercato a valore a livello mondiale -spiega Carlos Sanchez-. I consumatori spagnoli apprezzano i prodotti italiani e le griffe made in Italy su un numero sempre più ampio di referenze: il nostro compito di ufficio acquisto è quello di fornire ai buyer una consulenza sulla qualità dei prodotti e sulle caratteristiche dei fornitori”. Aggiunge Asterio Baena: “Il nostro team, formato da 13 persone, di cui 6 con funzioni commerciali, garantisce ai nostri compratori una consulenza personalizzata su un portafoglio consolidato di oltre 650 aziende”.

Qual è esattamente la vostra mission in Italia?

Siamo specialisti di prodotto/paese che forniscono una consulenza a 360 gradi ai circa 350 compratori suddivisi in circa 30 divisioni, che lavorano presso la sede centrale in Spagna. Il nostro ruolo è accompagnarli a incontrare i fornitori sia durante le manifestazioni più importanti -dal Cibus al Salone del Mobile- sia in funzione delle loro esigenze commerciali.

AB: Importante è anche l'analisi di come vengono trattate le merci, dal punto di vista espositivo. L'Italia, infatti, è secondo noi uno dei più importanti paesi per capire come valorizzare al meglio le esposizioni, analizzando le vetrine, dal punto di vista sia della composizione dell'assortimento sia della presentazione.

Consulenza globale non significa solo ricerca di nuovi prodotti e fornitori...

In effetti, il nostro raggio d'azione è più ampio: monitoriamo il mercato italiano, fornendo, ogni mese, informazioni sulle tendenze attraverso un report nel quale indichiamo, con testi e foto, quello che viene esposto nelle vetrine. Inoltre, inviamo schede sui vari fornitori e sulle loro caratteristiche, oltre a brevi analisi dei nuovi pdv e di insegne in apertura.

AB: A questa attività, si aggiunge quella più specifica sui prodotti, che si esplica nella ricerca di fornitori adatti, soprattutto tra le aziende piccole e medie che, non avendo la capacità di creare una propria struttura in Spagna, operano attraverso di noi.

Quali requisiti deve avere un'azienda italiana per entrare nel vostro parco fornitori?

Per El Corte Inglés la qualità è un elemento imprescindibile. I nostri magazzini appartengono alla fascia alta e medio-alta del mercato: per soddisfarla, cerchiamo prodotti di qualità a prezzi adeguati. In Italia, sappiamo di trovarla sia con i brand più noti a livello internazionale sia con produttori di private label.

AB: Non richiediamo certificazioni specifiche o una data dimensione aziendale: per questo, incontriamo tutti, piccoli o grandi che siano, e valutiamo le caratteristiche dei prodotti, il processo industriale e la logistica. Il nostro obiettivo è creare partnership solide. E ne abbiamo molte. Lo dimostrano 40 anni di attività.

Come si declina questa partnership?

Significa essere disponibili alle nostre richieste nel periodo dei saldi e nella garanzia di veloci riassortimenti di stock. Chiediamo soprattutto puntualità nelle consegne. Purtroppo, è un aspetto strategico che non sempre le aziende italiane sembrano capire in maniera adeguata: eppure per noi è essenziale gestire gli assortimenti in maniera continuativa e corretta. Pena, mancate vendite.

In cambio, cosa offrite?

Una crescita importante in linea con lo sviluppo della nostra rete e niente listing fee: anche quando compriamo quantitativi limitati, magari solo per un ristretto numero di pdv, garantiamo almeno due/tre stagioni. Insomma, è difficile entrare, facile restare.

A proposito di sviluppo, lo sbarco in Italia è atteso da tempo, al momento avete due agenzie viaggio...

È l'ufficio centrale in Spagna a occuparsi di queste strategie. La voglia c'è, ma il mercato italiano si è dimostrato molto difficile per le sue caratteristiche e per le difficoltà burocratiche, visto che abbiamo bisogno di uno spazio minimo di 40.000 mq. In Spagna, ci insediamo in interi palazzi, ma qui, nei centri cittadini, non è possibile per questioni architettoniche e urbanistiche. Comunque, in Portogallo ci abbiamo impiegato 13 anni per realizzare il primo pdv. Siamo pazienti e fiduciosi.

AB: Anche i centri commerciali non appartengono al nostro posizionamento: qui hanno un livello medio-basso, con un ipermercato come locomotiva, che non rientra nelle nostre caratteristiche.

Torniamo all'attività commerciale. Quali i settori più importanti a livello di acquisti?

Il comparto più importante è l'abbigliamento, che pesa oltre il 40% sulla nostra attività, con un orientamento sempre più marcato verso i brand, privilegiati rispetto alle Pl.

AB: I brand possono anche utilizzare opzioni ad hoc come i corner, a gestione diretta, gestiti da noi o in affitto.

Quali sono gli altri mercati importanti?

Gli accessori, soprattutto scarpe, occhiali, foulard e sciarpe, prodotte per noi come Pl da primarie aziende della seta, a costi più che interessanti, anche rispetto all'Estremo Oriente, per il livello qualitativo. Strategica anche la casa, soprattutto i divani.
AB: Un settore interessante, piccolo, ma in crescita è quello dei materiali, dalle giostre, che utilizziamo per caratterizzare i nostri pdv in chiave di entertainment, fino agli articoli sportivi, i bottoni, le fodere e tutto quello che serve per realizzare capi.

E l'alimentare?

Ha un'incidenza bassa. Per quanto riguarda l'assortimento continuativo, che comprende panettoni, pandori -che per la Spagna non sono stagionali-, vermouth, Lambrusco, ricotta, mortadella, Grana Padano e Parmigiano Reggiano, gli acquisti vengono gestiti direttamente dalle filiali in Spagna o attraverso distributori. Noi ci occupiamo delle iniziative promozionali e dei tipici, attività ogni anno in crescita.

Supera i 7,5 milioni il fatturato 2007 dei salumi made in Italy

Lo scorso anno, la produzione nazionale di salumi è aumentata dell'1,3%, arrivando a 1,177 mio/t e il fatturato del comparto è, complessivamente, arrivato a quota 7.504 mio/euro (+1,7%): un miglioramento, quest'ultimo, al di sotto del tasso di inflazione e quasi interamente dovuto alla crescita di produzione, considerato che i prezzi all'ingrosso sono aumentati solo dello 0,4%. Tra i fattori positivi vi è, ancora una volta, l'export che, nonostante il rallentamento della crescita del commercio internazionale e il deciso apprezzamento dell'euro, anche nel 2007 conferma l'apprezzamento per i salumi made in Italy: secondo i dati Istat, l'anno scorso sono state esportate circa 105.900 t di salumi (+4,3%) per un valore di 820 mio/euro (+6,6%).

In crescita prosciutto crudo, cotto e salami
Prosciutto crudo e prosciutto cotto hanno rafforzato la loro posizione di prodotti leader del settore, arrivando insieme a rappresentare in quantità il 48,2% e in valore ben il 51%.
Nel dettaglio, i prosciutti crudi hanno realizzato un +1,8% in volume, pari a 283,1 mila t, mentre il valore ha raggiunto 1.997 mio/euro (+2,8%). Più contenuta la crescita per i prosciutti cotti (+0,9% pari a 283,7 mila t, per un controvalore di 1.830 mio/euro (+1,9%).
Per quanto riguarda gli altri prodotti, la produzione di mortadella è salita a 172 mila t (+0,3%), ma ha registrato un leggero calo in valore (653 milioni di euro, -0,3%), mentre è stato decisamente buono il 2007 per i wurstel, che hanno registrato un aumento del 3,1% in quantità (59.900 t) e del 4,4% in valore (213 milioni di euro). La ragione principale del buon andamento è stata la ripresa dei preparati a base di pollo, dopo la crisi del 2006 determinata dalla vicenda influenza aviaria. Pancetta (+1%) e coppa (+0,5%) hanno evidenziato un andamento in linea con il trend di settore. Per entrambi i prodotti, tuttavia, i valori si sono leggermente ridotti, a causa di una contrazione dei prezzi di vendita intorno all'1,5%. Buona la situazione per il salame, dove al +1,1% in quantità ha però fatto riscontro un solo +0,3% del fatturato, mentre lo speck ha registrato un +0,7% sia in quantità che in valore. Anche la bresaola ha rafforzato la crescita degli ultimi anni sia nelle quantità (+1,8%) sia nel fatturato (+2,2%).

Prezzi contenuti e preaffettati
sostengono la domanda interna

Il leggero incremento della domanda interna sul 2006, pari allo 0,7% è da attribuire in buona parte ai prezzi contenuti con cui sono stati posti in vendita i salumi - almeno rispetto ad alcuni prodotti concorrenti. I prezzi al consumo dei prodotti di salumeria, secondo Assica, sono aumentati nel 2007 molto meno dell'inflazione e sono addirittura diminuiti per alcuni prodotti: a fronte di un indice generale del 2.6% i salumi sono cresciuti dell'1,9% mentre la carne suina è cresciuta solo dell'1,1%. A questo si aggiunge il ruolo rilevante delle confezioni di salumi preaffettati, la cui crescita non pare subire flessioni. Il loro maggior costo è giudicato meno importante rispetto al contenuto di servizio, in particolare da parte di single o di persone con minore tempo a disposizione per la cucina.
Per quanto riguarda le varie tipologie di prodotto, i prosciutti crudi sono cresciuti dello 0,7% a volume: l'aumento dei consumi dei prosciutti crudi nel 2007 è da attribuire esclusivamente alla produzione nazionale visto che, dopo oltre dieci anni di aumenti, nel 2007 l'import di questi prodotto è risultato in sensibile diminuzione (-19,6%).
Il consumo degli altri prodotti di salumeria è stato sostanzialmente stabile: prosciutto cotto e salame sono cresciuti dello 0,4%, mentre mortadella e wurstel hanno registrato un+0,3%, un aumento che va attribuito unicamente ai wurstel visto il leggero calo della domanda per la mortadella

Bakery e Rigoni di Asiago promuovono la sana colazione

Pane e marmellata. Un abbinamento che richiama la colazione e la merenda di una volta, semplice e salutare. Lo hanno rispolverato Bakery, azienda di produzione di pane parzialmente cotto e surgelato, e Rigoni di Asiago, che realizza confetture biologiche: in co-marketing propongono la promozione Pane, Amore e …., con l'obiettivo di sensibilizzare il consumatore sull'importanza di una prima colazione nutriente ed equilibrata.
L'iniziativa, iniziata in questo mese, attualmente è in svolgimento in 10 punti di vendita della catena Tuo (Despar) nel Lazio, e proseguirà nei mesi successivi in tutta Italia. Il meccanismo della promozione è semplice: a chi acquisterà un prodotto Rigoni di Asiago (Fiordifrutta, Nocciolata o Miele) verranno date in omaggio due confezioni di pane Ciabattina di Bakery.

Test Rfid a spron battuto. Ora il focus è sulla filiera

Lo sviluppo della tecnologia Rfid nel settore retail-largo consumo in Italia sta seguendo un percorso del tutto singolare rispetto ad altre nazioni europee come la Germania o l’Inghilterra, dove l’impulso è arrivato dai gruppi distributivi. Nel nostro Paese, invece, vediamo che le sperimentazioni sono in prevalenza legate al mondo accademico/normativo dove vengono portati avanti test di fattibilità, anche in collaborazione con industria e gdo. Ciò non toglie che vi siano singoli produttori che conducono pilota molto avanzati, spesso in situazioni a circuito chiuso.

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Test Rfid a spron battuto. Ora il focus è sulla filiera
Gdoweek 437 | 20 maggio 2008 |

Tavolo IDM-GDO: il difficile accordo per le riforme

In tempi difficili come gli attuali, la contrattazione tra IDM e GDO si carica di ulteriori tensioni: gli aumenti dei listini, causati dalle impennate del prezzo del petrolio e delle materie prime, e la progressiva riduzione dei margini accentuano le diversità nelle posizioni e la disponibilità al dialogo. Così, finita l'era dei test pilota elaborati secondo il modello Ecr, diventati ormai un approccio consolidato nel rapporto tra retailer e IDM -con una maggiore disponibilità da parte delle grandi e medie, anche se non mancano operazioni con piccoli produttori di nicchia-, nella lunga storia dei rapporti tra industria e distribuzione i riflettori si accendono sulla possibilità/necessità di adottare, a livello legislativo, normative più stringenti nei rapporti tra GDO e IDM. L'obiettivo riguarda l'adozione di soluzioni che tutelino le piccole e medie imprese. Il tema, che ha scatenato reazioni accese da parte dei retailer schierati su un netto rifiuto di ingerenze esterne nelle trattative negoziali, non è nuovo, ma è sintomatico di un nervo scoperto che non riguarda soltanto l'Italia. Infatti, anche altri Paesi europei stanno dibattendo la questione.

In Francia, considerata il modello massimo di regolamentazione dei rapporti -che nessun retailer vorrebbe veder trasferire in Italia- il dibattito è molto acceso per la verifica della normativa Dutreil (applicata due anni fa come prima modifica alla legge Galland) e le vibrate proteste del fronte industriale che sottolineano l'eccessiva forza d'impatto dei retailer. Anche in UK, la distribuzione è oggetto di analisi da parte delle Autorithy della concorrenza, che ritengono necessario intervenire con l'inserimento di clausole che limitino il “potere” dei Big 4 (Tesco, Sainsbury, Asda e Morrisons) soprattutto nei confronti dei produttori locali. Per non dire della richiesta, alla fine dello scorso anno, da parte di un gruppo di parlamentari europei di intervenire con studi e soluzioni “sull'abuso di potere dei grandi supermercati operanti nell'Unione Europea” (documento 0088/2007). Insomma, sembra spirare un vento di regolamentazione, da cui l'Italia non è immune.

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Tavolo IDM-GDO: il difficile accordo per le riforme
Dossier | Gdoweek 436 | 6 maggio 2008 |

Negroni e la riscoperta del panino

Cinque grandi chef per reinventare pane e salame. Alla singolare iniziativa ha dato vita Negroni, che ha voluto così mostrare le possibilità gastronomiche di cinque suoi salumi di alta qualità: Pancetta, Coppa e Culatello di Zibello, Prosciutto Parma 20 mesi e Prosciutto cotto Fiordistella, ognuno affidato alle mani di affermati maestri della cucina italiana: Moreno Cedroni, Salvatore Tassa, Marco Bistarelli, Davide Oldani, Bruno Barbieri. Da questa collaborazione è nato il blog www.paninod'autore.it.

Il vissuto del panino
Nell'occasione sono stati presentati anche i risultati di una ricerca Doxa sul “vissuto” del panino. Una preparazione gastronomica che il 61% degli italiani mangia almeno una volta alla settimana, contro il 39% che non lo fa mai. Il 24 % dei consumatori lo sceglie dalle 3 alle 6 volte a settimana, mentre 1 italiano su 10 (11%) mangia un panino addirittura 6 volte a settimana.
Un consumatore su quattro è impiegato, i pensionati sono il 16%, gli operai il 15% e gli studenti 14%.
Popolarità però non significa soddisfazione: se infatti devono scegliere qualcosa di “gustoso”, per la pausa pranzo, il 55% degli italiani predilige pasta (29%) e pizza (26%) e solo 1 italiano su 10 cita tra le cose più buone un panino, che oggi sconta ancora il fatto di essere considerato in primis un alimento funzionale e pratico, a dispetto del gusto e della qualità gastronomica.

Un consumatore su 4 non è soddisfatto della qualità dei panini acquistati fuori casa, soprattutto per la bassa qualità dei salumi (44%), seguita dalla pessima qualità del pane (41%) e dalla scarsa quantità di companatico (34%). Giudizi che certo non sarebbero corretti assaggiando i panini degli chef...

Coin: attenzione ai particolari

Accesso riservato

Salumi, prezzi in crescita nella distribuzione

I prezzi dei salumi crudi sono in aumento rispetto a un anno fa: è quanto emerge dalla rilevazione di aprile sulla piazza di Milano effettuata dal mensile Mark Up. La ricerca ha riguardato i salumi venduti nel banco del taglio fresco, talvolta presenti anche già preconfezionati con la formula definita take away e si riferisce a 17 prodotti (13 crudi e 4 cotti), i cui prezzi di vendita sono stati rilevati dopo poco più di un anno negli stessi 8 punti di vendita.

Scarica le tabelle della ricerca di Mark Up (file.pdf)

Questi prodotti sono presenti quasi al completo, per un numero complessivo di 131 prezzi su 136 e la situazione registra una decisa prevalenza degli aumenti (73) pari al 56% del campione, contro 34 ribassi (26%) e 24 invariati (18%). Tale andamento appare peraltro diffuso in tutto il comparto dei salumi crudi, con l'eccezione del prosciutto di primo prezzo, mentre nei cotti sono i ribassi a prevalere, anche qui con particolare intensità per il primo prezzo del prosciutto cotto. Anche i salumi quindi mostrano una tendenza abbastanza generalizzata verso aumenti di prezzo, ma è significativo che gli unici prodotti a registrare una prevalenza di ribassi sono quelli di primo prezzo.

Lo stesso trend si manifesta anche a livello di insegne, ma con due significative eccezioni: Ipercoop, dove a prevalere sono i ribassi, ed Iper con valori in equilibrio. A questo riguardo va comunque sottolineato che il raffronto tende ad evidenziare gli scostamenti da un anno all'altro e non il livello comparato dei prezzi tra le varie insegne, che possono rimanere più care anche in presenza di un maggior numero di ribassi o viceversa. Del resto occorre ricordare che anche i salumi, come tutti i prodotti freschi, possono non essere gli stessi presso tutti i punti di vendita, pur con le medesime denominazioni, dato che non sempre le caratteristiche qualitative come stagionatura, provenienza, pezzatura, eccetera, sono le stesse dovunque. Di tutti gli articoli si è comunque rilevato il prezzo più basso riferito alle varie denominazioni, talvolta presenti solo nella forma preconfezionata. Sono inoltre compresi i prezzi promozionali, particolarmente diffusi in alcune insegne.

I retailer più amati sono Media World e Ikea

Media World e Ikea sono i due retailer preferiti dagli italiani. È quanto emerge dai dati provvisori di un sondaggio su Internet realizzato da Q&A, grazie al quale i navigatori possono votare la loro insegna commerciale preferita. Al terzo e quarto posto figurano due librerie, La Feltrinelli Village e Fnac, a conferma di quanto possa essere attrattiva  la cultura per i consumatori: nel novero dei primi 20 figurano anche Mondadori e Messaggerie Musicali. Esselunga al 5° posto e Carrefour al 20° sono gli unici magneti della grande distribuzione non specializzata presenti nella classifica dei primi venti.  H&M è al settimo posto e distanzia di molto la concorrente Zara che condivive il medesimo livello di preferenza espresso per Auchan ed Euronics.


L’iniziativa retaileroftheyear è promossa da Q&A, società di consulenza e ricerca olandese chef a capo a Cório, una delle più importanti sviluppatori e investitori nell’industria dei centri commerciali (si veda MARK UP settembre 2007, 156-160). Finora hanno votato in Italia 15.000 persone, ma il panel è destinato a crescere, perché Q&A intende raggiungere la diffusione già ottenuta in Belgio, Germania.


I partecipanti indicano su Internet prima l’insegna preferita e poi la motivazione della preferenza. I voti vengono espressi in base a 13 parametri:


Assortimento


·       Rapporto qualità/prezzo


·       Promozioni


·       Convenienza prezzi


·       Ambiente piacevoleQ&A


·       Rinnovo costante dell’assortimento


·       Comodità della location


·       Prodotti di marca


·       Attenzione al cliente da parte del personale


·       Competenza del personale


·       Servizio


·       Imagine


·       Altro


 


I primi 20 retailer votati dagli italiani


























































































1) Media World



8,5



2) Ikea



7,0



3) La Feltrinelli Village



6,7



4) Fnac 



5,6



5) Esselunga



3,3



6) Benetton



3,2



7) H&M



3,2



8) Leroy Merlin



3,0



9) Bottega Verde



2,8



10) Mondadori



2,7



11) Messaggerie Musicali



2,4



12) Castorama



2,4



13) Zara



1,8



14) Auchan



1,8



15) Euronics



1,8



16) Mc Donald’s



1,4



17) Bricocenter



1,4



18) Oviesse



1,3



19) Decathlon



1,2



20) Carrefour



1,2



TOTALE



59,5




Look aggressivo per il restyling di Coin

Accesso riservato

Orogel cresce grazie all’horeca

Continua, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato dei surgelati, la crescita di Orogel. I dati di bilancio presentati oggi a Cesena infatti fanno ammontare a 163 milioni di euro il giro d’affari annuo del Gruppo, con una crescita nei 12 mesi dell’8,67% e del 27% negli ultimi cinque anni.

Notizie positive anche sul fronte della redditività: l’indice Ebita, cioè il margine prima degli ammortamenti, tasse e interessi, nel 2007 è stato del 12,63% e in crescita risultano sia il patrimonio netto (+15,16%, quota 60,665 milioni) e il cash flow che supera i 15 milioni.

Con oltre 78mila tonnellate di prodotto venduto Orogel rafforza la sua
posizione di coleader del mercato con una quota di mercato dell’11% che la situa dietro solo alla multinazionale Unilever.
I buoni risultati di Orogel sono dovuti alla capacità del Gruppo di interpretare i nuovi trend di consumo: infatti le maggiori crescite sono arrivate dalla ristorazione commerciale e collettiva (+ 23% rispetto al 2006) e dai canali più tradizionali dell’horeca grazie al lancio di prodotti ad hoc.

Il prossimo futuro del Gruppo sarà caratterizzato da un ambizioso programma di investimenti: 40 milioni di euro nei prossimi tre anni. I primi passi sono stati già annunciati: si tratta dell’acquisto di due stabilimenti: il primo a Ficarolo (Ro) in una struttura ex Frozen Food specializzata nella produzione di vegetali tra cui piselli, soia e fagioli borlotti, e la seconda a Policoro (Mt) in un ex Argo Frost specializzato nella coltivazione di carciofi, peperoni, melanzane, zucchine ed altri prodotti tipici del Mezzogiorno. Inoltre sono previsti anche interventi nella Ricerca e Sviluppo, con il potenziamento della Scuola di Cucina.

Nella foto Bruno Piraccini amministratore delegato Orogel.

Credito al consumo in stallo

obbligo Pos

La giornata Experian sulle sfide del credito al consumo è arrivata all’indomani dei dati Istat sulle difficoltà delle famiglie. Una coincidenza non certo voluta ma di cui si tenuto conto nei lavori.

La prima sfida per il credito al consumo infatti è crescere: dopo anni di aumento del fatturato a "double digit" il 2007 ha fatto segnare un deciso rallentamento e i primi dati del 2008 registrano un valore ancora positivo, ma di poco superiore al 4%.

Crescita dovuta ai prestiti personali
Dati questi presentati da Giuseppe Piano Mortari, direttore di Assofin, l’associazione che riunisce le società finanziarie italiane; sono numeri che hanno oltretutto un’aggravante: la crescita sta avvenendo tutta grazie al boom dei prestiti personali. Mentre le erogazioni finalizzate direttamente ai consumi e le carte revolving sono fermi.
Certo, il mercato dell’auto, complici le agevolazioni alla rottamazione meno appealing, è fermo e la congiuntura negativa –quella fotografata dall’Istat, fa sentire il suo peso; ma c’è dell’altro. Il credito al consumo ha in casa il suo concorrente più temibile, il mutuo, che sempre più spesso viene erogato con una quota destinabile a liquidità. Che poi ipotecare casa per pagarsi le vacanze non sia furbissimo è un altro discorso.

Proteggersi dal sovraindebitamento
Su tutto poi aleggia l’accusa ricorrente alle finanziarie di causare il sovraindebitamento delle famiglie: anche se i dati di sistema dicono che siamo ancora ben lontani dai non fulgidi esempi dei paesi anglosassoni comunque Assofin ha deciso di correre ai ripari, con il lancio di una strumento sul Web, che sarà presentato a metà giugno, che permetterà al cliente potenziale di farsi una sorta di auto-scoring per evitare a priori di fare progetti più lunghi delle sue gambe.

HoMedics entra in gdo con gli elettrodomestici per il benessere

Le prospettive sono interessanti. La proposta HoMedics, infatti, mette insieme un marketing mix innovativo, in grado fra l’altro di intercettare una domanda sempre più sensibile alla cura di sé, oltretutto utilizzando prezzi abbordabili anche in ceti medio bassi. L’innovazione concreta sta nel mettere insieme una serie completa di piccoli elettrodomestici, alimentati da batterie o dalla rete, destinati al benessere, dove il concetto di benessere si basa su un originale misto di tecnologie occidentali e tecniche orientali e, infine, utilizzando per la vendita non il canale del negozio specializzato, bensì quello gdo/gss. “Attualmente siamo presenti in Coin -dice Stefano Godio
amministratore delegato di HoMedics Italy- ma stiamo per finalizzare con alcune importanti insegne della gdo. L’elemento in cui crediamo è la prova diretta al consumatore dell’efficacia dei nostri prodotti mediante la sedia dimostrativa con massaggio dalle reni alla nuca”.

Opportunità per la gdo

Prodotti facili da dimostrare, con un family style distintivo e prezzo unitario abbordabile. Target adeguato: femminile 35-65 anni, fra l’altro in progressiva estensione verso il maschile. L’assortimento è ampio si va dai piccoli massaggiatori da tre e quattro testine vibranti (6 referenze), a quelli con due o quattro sfere a percussione dotati di manico per raggiungere le più lontane aree della schiena. C’è il massaggiatore plantare in versione shiatsu e in versione idromassaggio (4 referenze) e persino il massaggiatore facciale a infrarossi. Non mancano gli strumenti per misurare la pressione (7 referenze) e una serie completa di bilance (9 referenze). Tutti i prodotti si basano su un certo livello di innovazione, ma il prodotto più innovativo è lo schienale, applicabile alla maggior parte delle seggiole e poltrone per casa e ufficio, per un massaggio shiatsu: prezzo da 129 a 299 euro.

Dopo la Gran Bretagna e i paesi scandinavi, ora l’Italia

Negli Usa HoMedics è attiva da circa vent’anni durante i quali, nella grande distribuzione ha raggiunto una quota superiore all’80%. Dopo essere entrata cinque anni fa in Gran Bretagna e due anni fa in Scandinavia, ora fa il suo ingresso nel nostro paese.

Il latte di Granarolo arriva nelle macchinette

Sulla scia dei distributori di latte crudo, Granarolo, gruppo bolognese che fa della produzione di latte e panna il suo core business, ha deciso di approcciare il canale del vending per il suo marchio Alta Qualità. Venduto in grande distribuzione, ora il latte fresco pastorizzato Granarolo Alta Qualità intero sarà disponibile anche in apposite vending machine realizzate ad hoc per il prodotto (nella versione in bottiglia da 1 litro e in cartone da mezzo litro). I distributori saranno testati in aree al momento non note, ma in ogni caso non saranno installati all'interno di punti di vendita della Gda. La struttura delle macchine sarà, inoltre, veicolo di informazione per i consumatori: sono ben evidenziate le caratteristiche del prodotto che vanta una produzione proveniente da latte di allevamenti selezionati italiani.

La pubblicità postale cattura l’attenzione

Sorpresa: nel momento in cui tanto si parla del boom della pubblicità su Internet, con Yahoo!, Microsoft e (soprattutto) Google pronte a contendersi la leadership del settore, il direct maililing, ovvero il 'vecchio' catalogo pubblicitario, risulta la formula di advertising più efficace. È quanto emerge da una ricerca Gfk Eurisko, presentata in occasione del convegno “Direct Marketing excellence: il futuro della comunicazione diretta”, organizzato da Business International in collaborazione con Poste Italiane.

I limiti della pubblicità monomediale
L'indagine Gfk Eurisko, condotta su un campione di 2.000 individui tra ottobre e dicembre 2007, prende spunto dal significativo cambiamento nel comportamento d'acquisto dei consumatori registrato in questi ultimi anni: meno fedeltà al marchio, decisioni sempre meno premeditate, maggiore rilevanza degli stimoli outdoor e sul punto vendita. Il simultaneo aumento nel numero di mezzi fruiti dagli utenti (Internet, satellite, ecc) ha significato una diminuzione del tempo dedicato ai mezzi tradizionali. Questa 'rivoluzione' ha portato con sé una inevitabile contrazione dell'efficacia pubblicitaria, specialmente per quelle campagne basate su pianificazioni monomediali, cioè su un unico mezzo. Così, secondo Remo Lucchi, amministratore delegato di Gfk Eurisko, « Oggi la classica pubblicità tabellare (tipica di tv, radio e stampa) ha un solo obiettivo da realizzare: far entrare il marchio nella testa del cliente ». Come evidenziato da numerose ricerche condotte in passato, la soglia di attenzione dei consumatori per l'advertising trasmesso su radio, stampa e tv è infatti dell'ordine di pochi secondi, insufficienti a comunicare contenuti precisi.

Una forma di comunicazione non intrusiva
Al contrario, secondo quanto evidenzia la ricerca Gfk Eurisko, la comunicazione postale riesce a catturare l'attenzione degli utenti, soprattutto se proveniente da un brand riconosciuto come autorevole: oltre il 90% dei riceventi apre la busta e, soprattutto, tende a leggere il contenuto dei cataloghi per ben 4,2 minuti (se indirizzati personalmente). Gli invii suscitano interesse nel 46% dei casi, e nel 10% inducono comportamenti che hanno a che fare con l'acquisto (visita punto vendita, adesione offerta o a iniziative no profit, chiamata call centre). La comunicazione postale sembra catturare i favori di molte fasce di pubblico (a parte i giovani), anche perché, a differenza degli altri media di comunicazione, è percepita come un mezzo non intrusivo. Spiega Lucchi: «Le altre forme di pubblicità possono suscitare sensazioni negative perché interrompono l'utente mentre sta facendo qualcos'altro, come guardare il suo programma preferito. Nella comunicazione postale è invece la persona che sceglie se visionare o meno la pubblicità aprendo la busta».

Un settore in crescita
Attualmente il direct mailig è il terzo mezzo di comunicazione pubblicitaria in Italia: secondo un'elaborazione di Poste Italiane su dati Nielsen Media Research, assorbe il 7% degli investimenti pubblicitari italiani, per un totale di 659 milioni di euro. Il settore, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007, ha osservato una crescita anno su anno del 3,5% e per il 2008 le previsioni sono di un incremento del 5%.


Il boom negli Usa
La realtà italiana appare però ancora lontana dalle dimensioni che il fenomeno ha raggiunto negli Stati Uniti: in questo paese il direct mailing raccoglie il 21,2% degli investimenti, quasi come stampa e tv. La comunicazione postale americana ha conseguito questi numeri grazie anche a una profonda integrazione con il web: i noti portali eBay e Amazon sono tra i maggiori speditori di cataloghi fisici.


La scommessa di Poste Italiane
Poste Italiane ha recentemente deciso di scommettere su un'evoluzione in questo senso del mercato italiano, presentando una serie di offerte rivolte al mondo aziendale: al posto dell'unico prodotto indifferenziato presente sino a poco tempo fa, oggi le imprese hanno la possibilità di personalizzare il mailing e di adottare soluzioni creative, oltre che di sperimentare l'andamento del direct mailing attraverso un specifico “prodotto di entrata”.

Il circuito chiuso di Cpr System riduce del 39% l’incidenza sui costi

Dal campo al distributore sempre con il medesimo imballaggio. È uno dei plus di CPR System, che propone la movimentazione ad imballaggi riutilizzabili, capace di garantire agli utilizzatori vantaggi economici che lo rendono, di fatto, il più conveniente sul mercato. Esso si fonda, infatti, su costi di gestione calcolati in base alle reali movimentazioni effettuate ed ai servizi erogati. L'intero circuito è costruito sul computo trasparente dei movimenti degli imballaggi e sul loro rigido controllo. Il produttore ortofrutticolo ritira le cassette a sponde abbattibili, di cui è proprietario, presso i depositi Cpr, confeziona il prodotto e consegna il tutto al distributore. Cpr si occupa, poi, del ritiro e del lavaggio, e, attraverso un efficiente sistema logistico, l'imballaggio sarà nuovamente disponibile dopo 2 giorni, pronto per un nuovo ciclo di filiera.

L'impatto ambientale
Dal punto di vista dell'impatto ambientale, il sistema di imballaggi di plastica riutilizzabili (20 utilizzi in un anno per un ciclo di vita di almeno 7 anni), rappresenta un'alternativa ai tradizionali sistemi di packaging per il trasporto dei prodotti agro-alimentari, che causano forti diseconomie, conseguenti alla necessità di smaltimento dopo un unico passaggio.
Inoltre, attraverso la piattaforma telematica di nuova generazione “Cpr On-Line” (http://cpronline.cprsystem.it), i soci di Cpr possono gestire gratuitamente e in tempo reale, senza alcun vincolo temporale o geografico, le movimentazioni degli imballi.

I vantaggi economici
Rilevanti sono anche i vantaggi economici del sistema CPR, che -avendo messi insieme tutti i componenti della filiera- associa circa 800 produttori ortofrutticoli di ogni dimensione, diverse catene della gdo (fra le quali Coop Italia, Conad, Pam, A&O, Sait, Crai, Sisa, Dao, Despar Calabria, Sigma, Billa, Bennet ed altri), gli stampatori degli esclusivi imballaggi, e le aziende di servizio (trasporti, facchinaggio, movimentazione).
Secondo la ricerca comparativa dell'Università di Bologna, la cassetta Cpr 6410, a sponde abbattibili, anche grazie alla possibilità del riutilizzo e alle conseguenti riduzioni dei costi di gestione, risorse naturali, energetiche, umane, e smaltimento, determina un costo medio di 0,52 euro, mentre le spese complessive degli imballaggi non riciclabili sono molto superiori (0,89 euro per una cassetta plastica a sponde fisse, 1,36 euro per una cassetta di cartone standard, 1,61 euro per una cassetta di cartone policroma).
L'efficacia del sistema ideato da Cpr si evidenzia nella progressiva crescita del numero di movimentazioni effettuate: 97 milioni nel 2007, valore quasi raddoppiato rispetto ai 50 milioni del 2003, e nella crescita del fatturato, arrivato a 32,35 milioni nel 2007, pari al 13% in più rispetto al 2006.

Il banco cassa Cefla vince il concorso “Progettare e realizzare per tutti”

Sono stati 452 i progettisti che hanno partecipato al concorso “Progettare e realizzare per tutti”, giunto alla terza edizione, ideato per ripensare il layout di alcune aree all'interno degli Autogrill in un'ottica di accessibilità allargata, con l'obiettivo di divulgare una nuova cultura progettuale che tenga in considerazione le necessità di tutte le persone e che renda più accessibili e fruibili gli spazi della vita quotidiana.
Per ciascun tema progettuale (zona bancone, zona casse, servizi igienici) sono stati scelti tre progetti per la classifica generale e tre per quella studenti.

Categoria "zona cassa"
Il primo premio per la categoria “zona cassa” è andato a Modular P di Andreas Sicklinger (designer di Cefla Arredamenti, specializzato nella progettazione di soluzioni personalizzate e di banchi cassa tailor made per grandi clienti internazionali) con la seguente motivazione: “Per la flessibilità di impianto che permette il raddoppio o la divisione delle casse a seconda della dimensione desiderata, unita ad una buona protezione della cassa stessa senza condizionarne la fruibilità da parte dell'utente. Interessante inoltre l'ampio spazio espositivo. Il tutto risolto con un piacevole aspetto formale”.

Ergonomia e benessere
Molti gli aspetti innovativi di questo banco cassa che non si limita all'accessibilità da parte dell'utente, ma si focalizza anche sul benessere della cassiera, la quale ha la possibilità di lavorare sia in piedi che seduta.
Il progetto ha l'ulteriore vantaggio di concentrare tutta l'attrezzatura (cassa, cassetti, monitor ecc) in asse con l'operatore, permettendogli di svolgere le attività in posizione frontale, evitando le faticose torsioni del busto che si rendono invece necessarie quando una parte delle attrezzature è posizionata lateralmente.

I materiali
Per le superfici di maggiore contatto si è preferito il Corian, piacevole e caldo al tatto, ma anche resistente e facilmente modellabile dove servano bordi di protezione per evitare la caduta della merce. Metallo invece per le parti strutturali e più sottoposte a urti.

Anita e Chep lavorano in sinergia con il sistema di pooling pallet per ottimizzare la logistica

Anita (l'Associazione nazionale imprese trasporti automobilistici, aderente a Federtrasporti, con circa 3mila soci) e Chep Italia, multinazionale del settore dell'affitto dei pallet, hanno dato il via a una collaborazione con l'intento di indurre il mercato a considerare forme più efficienti di gestione dei pallet.
L'Anita, dopo la decisione di abbandonare la gestione dello scambio di pallet Eur ed Epal, riconosce che molti produttori multinazionali sono interessati all'uso dei sistemi di pooling di pallet offerti da organizzazioni come Chep, ma sottolinea, allo stesso tempo, che alcuni rivenditori italiani si rifiutano di accettare la consegna delle merci mediante tali sistemi, insistendo, invece, sul ricorso allo scambio dei pallet, anche se il costo complessivo che ne deriva per l'intera supply chain è maggiore. “Pallet -dichiara Angelo Nascenzi, funzionario dell'Associazione- vuol dire 'denaro' e in quanto tale richiede una gestione attenta da parte di tutti gli attori coinvolti nella filiera, inclusi gli operatori logistici e i trasportatori, che subiscono da un lato le modalità di gestione del pallet scelte dai produttori e, dall'altro, il potere contrattuale della gdo. Tra le imprese multinazionali si sta sviluppando l'adesione a sistemi di noleggio, modalità che in Italia incontra qualche difficoltà nell'interfacciarsi con la gdo: questa definisce le politiche di gestione dei pallet, potendo permettersi di respingere eventuali supporti/imballaggi ritenuti non idonei alla catena distributiva, quali pallet a perdere o a noleggio. Il rilascio di 'buoni pallet', fenomeno che in Italia è in crescita, comporta per l'impresa di trasporto anche l'onere di recuperare in un secondo momento i pallet non disponibili allo scambio immediato."

Posizione condivisa anche da Fedespidi
Fedespedi (Federazione nazionale imprese spedizioni internazionali) ha di recente espresso la sua insoddisfazione per i costi nascosti (riparazione, manutenzione, perdite ecc) e per i problemi qualitativi e ambientali legati allo scambio di pallet: “Lo scambio di pallet -commentano dalla Federazione- ha generato e genera agli operatori della filiera logistica, in particolare alle imprese di spedizioni internazionali, una serie di oneri gestionali ed amministrativi che non sono più sostenibili e hanno assunto sempre maggiore consistenza. Infatti, sugli operatori gravano le incombenze e le diseconomie legate ad approvvigionamento, preparazione, conservazione, amministrazione e infine scambio fisico dei pallet. Occorre un cambiamento”.
Christophe Loiseau, senior vice president Vendite e Marketing di Chep Europe, osserva che “Questo è solo l'ultimo di una serie di comunicati dei trasportatori italiani e di tutta Europa, in cui si evidenziano i costi reali derivanti dalla gestione dello scambio di pallet. In tale comunicato, si pone, inoltre, l'accento sulle irragionevoli restrizioni che alcuni rivenditori, in particolare in Italia, stanno imponendo ai propri fornitori, pretendendo che essi continuino ad utilizzare lo scambio dei pallet, benché tale sistema generi inefficienze e costi aggiuntivi lungo tutta la supply chain”. Loiseau continua sostenendo che “Il pooling di attrezzature offre anche una soluzione ambientalmente sostenibile che elimina i costi del recupero e del trasporto di pallet vuoti, così come elimina le vertenze tra produttori, trasportatori e rivenditori in merito alla quantità di pallet scambiati”.

Nel Lazio il detersivo è “alla spina”

Nelle scorse settimane è sbarcato in grande stile nei supermercati di Roma il detersivo “alla spina”: distributori self-service di detersivo acquistato sfuso, senza imballaggi e contenitori, con conseguente diminuzione di prezzo, di energia e di rifiuti inquinanti. A promuovere il progetto è stato l'Assessorato regionale all'Ambiente, e finora sono stati quattro, in poco più di un mese, i distributori inaugurati e messi in funzione in altrettanti punti vendita della capitale. Secondo l'assessore all'ambiente della Regione Lazio, Filiberto Zaratti, «L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione del mondo della distribuzione e delle aziende produttrici. In questo modo si avvia un percorso virtuoso che consente un minore utilizzo di energia, di acqua e di risorse ambientali. Inoltre, così si dimostra come sia possibile razionalizzare i consumi e risparmiare senza rinunciare al proprio stile di vita. Infatti, a parità di qualità, concentrazione e potere di detergenza il detersivo alla spina costa circa il 30% in meno rispetto al prodotto confezionato».

Un progetto sostenibile
Per realizzare un singolo contenitore per detersivi del peso di 75 grammi si utilizzano normalmente 239 litri d'acqua, 1.46 kWh d'energia e si emettono ben 133,9 grammi di anidride carbonica. Invece il distributore self-service consente di abbattere questi consumi riutilizzando il contenitore (messo a disposizione dei clienti a fianco dell'impianto a spina) decine di volte, diminuendo anche in maniera drastica il volume dei rifiuti direttamente alla fonte. Inoltre, ogni macchina è dotata di un contatore che visualizza dopo ogni singolo utilizzo il bilancio delle materie prime risparmiate e dell'anidride carbonica non emessa, offrendo così la possibilità di visualizzare in tempo reale i risparmi ambientali prodotti dalle proprie azioni. «Oltre al riutilizzo del contenitore - ha dichiarato ancora Zaratti - abbiamo anche posto particolare attenzione alla qualità dei detersivi sul fronte ambientale. Infatti, si tratta di prodotti ad alta biodegradabilità, composti da tensioattivi di origine vegetale e non testati su animali». Inizialmente il progetto prevede la creazione di dieci punti di distribuzione di detersivi alla spina, nella prospettiva di arrivare a una seconda fase che faccia salire il numero a una cinquantina di impianti di distribuzione installati in tutto il Lazio. I primi dati sono quelli resi noti dall'iniziativa avviata nel centro commerciale “Panorama” di via Tiburtina (il primo ad essere inaugurato): qui il distributore alla spina ha erogato in un solo mese di attività ben 5.700 litri di detersivi, 800 dei quali in ricariche.

GDO-Detersivo “alla spina”, attuali punti vendita a Roma
Panorama - via Tiburtina 757 
Panorama - Centro Commerciale “Granai”, via Rigamonti 100 
Panorama - Centro Commerciale “Roma Est”, via Collatina 858 
Crai - via Padre Lino da Parma 7

Xtel, un “gioco dell’oca” per i manager commerciali

Un “gioco dell'oca” che mette alla prova la bravura dei manager dell'area commerciale e marketing. L'idea è venuta a XTel, azienda bolognese specializzata in software per la gestione delle problematiche commerciali espressamente dedicati alle imprese produttrici di beni di largo consumo, che ha inviato a 200 aziende italiane del settore consumer goods, un gioco in cui i manager dell'area commerciale e marketing possono sfidarsi a chi raggiunge prima gli obiettivi di business.

Obiettivo performance

Con l'aiuto delle soluzioni XTel. Una sorta di “Monopoli” in cui tutte le principali figure delle aree commerciali -dal trade marketing manager al direttore di canale, al direttore commerciale- si sfidano giocando e insieme collaborano per far ottenere all'azienda le migliori performance. Per vincere bisogna ricorrere agli otto moduli della suite Sales Master One di XTel, ognuno dedicato a una problematica commerciale e rappresentato da una farfallina colorata, come il logo di XTel: scopo del gioco è collezionarne il più possibile e arrivare indenni al termine del percorso, anch'esso a forma di farfalla.

Nella scatola omaggio, XTel ha inserito anche un Cd-rom con suggerimenti su come gestire al meglio ogni processo commerciale, avvalendosi della soluzione informatica più adeguata ed efficace.

Contro l’inflazione Coop Centro Italia sconta 1.000 prodotti di marca

Partita ieri e fino al 31 dicembre del 2008, nei 62 punti di vendita Coop Centro Italia di Arezzo, Siena, Perugia, Terni, Rieti, L'Aquila, si possono acquistare con lo sconto del 5% 1.000 prodotti alimentari di tutte le marche e 100 prodotti a marchio Coop. L'iniziativa -secondo le dichiarazioni aziendali- è resa possibile dai buoni risultati di bilancio (600 mio/euro e 7 milioni di utili al netto delle tasse), raggiunti nonostante un'inflazione alimentare media registrata nei propri punti di vendita ben al di sotto di quella ufficiale: 2,4% contro il 4,9%: Coop ha riversato sui prezzi al consumo solo il 50% degli aumenti che i fornitori hanno imposto agli acquisti.
Secondo i calcoli di Coop Centro Italia, questi sconti potranno portare a un risparmio medio, da qui a fine anno, per una famiglia composta da tre persone che si attesta intorno ai 175 euro. I calcoli si basano su dati Istat, che, per una famiglia così composta, riscontra una spesa media annua alimentare di 6mila euro, pari a 115 euro a settimana: con un risparmio di 5,80 euro per ogni settimana fino alla fine del 2008 si arriva a 175 euro.

Dove il pieno costa meno
Ancora lungi dall'essere un servizio diffuso, le rare stazioni di carburanti della gdo mostrano il loro vantaggio in fato di risparmio. Come per esempio nella stazione di Coop Centro Italia, situata a Collestrada (PG), dove il gasolio si paga 1,325 euro al litro contro un prezzo di mercato di 1,488, mentre la benzina si acquista a 1,310 euro rispetto all'1,490 (dati riferiti al 20 maggio scorso): non a caso, in questa stazione di servizio le code di attesa per il pieno sono quotidianamente chilometriche. Un altro contributo al freno dell'inflazione.

Conad Adriatico viaggia a vele spiegate

Antonio Di Ferdinando, amministratore delegato di Conad Adriatico non nasconde la propria soddisfazione per la chiusura del bilancio 2007. “Nonostante le difficoltà economiche dell’anno, abbiamo registrato risultati eccezionali, che ci hanno portato ad essere la prima cooperativa del sistema Conad –precisa Di Ferdinando- Gli incassi, pari a 728,16 mio euro, hanno registrato un incremento di quasi il 14%, le vendite sono incrementate del 21%, grazie alle forti attività di sviluppo e alla centralizzazione degli ipermercati, percentuale che a parità di rete scende a + 5%, dato significativo che indica, in termini reali, una crescita delle vendite a valore del 4,5%, sostenuta da un aumento sia delle presenze (+2,15%) sia del valore dello scontrino medio (+2,77%)”. Tra i nuovi business, positivi i riscontri della tariffa telefonica Conad Insim, in attesa di poter realizzare distributori di carburante a marchio.

Il format di vendita

I risultati sono, secondo Di Ferdinando, la conferma di un posizionamento corretto, ben recepito dal consumatore, focalizzato sulla qualità, che si esprime al meglio in pdv di 1.000-1.500 mq, l’ossatura della rete, con un’incidenza di oltre il 40% sul totale. A fine 2007, supermercati e superstore erano, in totale, 109 pdv su 261 (tra cui 7 ipermercati e 7 pdv in Albania), destinati, per la fine del 2008, a diventare 135. “Si tratta di pdv fortemente sbilanciati sui freschi, che infatti rappresentano quasi il 60% degli incassi, -precisa Di Ferdinando-. Intendiamo proseguire questa strategia, sviluppandoci soprattutto in Puglia, territorio con ampie potenzialità anche se diversificate a seconda della provincia di riferimento. Il nostro obiettivo per il 2008 è rafforzarci in tutte le altre zone, soprattutto nel Salento e nell’area di Lecce, le zona più alto spendenti della regione per consumi famigliari”. Per la Puglia, è anche in fase di test un nuovo format più economico, maggiormente focalizzato sui generi vari, per contrastare la forte competizione dei tanti category killer locali specializzati in un’unica merceologia (bevande, frutta, mozzarella ecc.).

Albania ponte con l'est

L’altra importante direttrice di sviluppo di Conad Adriatico è localizzata in Albania, paese nel quale sono oggi attivi 6 pdv (che diventeranno 7 per la fine del 2008), aperti in partnership con operatori locali, sia con un’esperienza nel commercio sia provenienti da altri settori (immobiliaristi, media ecc.). A novembre, a Tirana sarà anche aperto un cedi di 6.300 mq, che svolgerà anche funzione di cash and carry per l’horeca locale.

Le Pmi puntano sull’innovazione per competere

Il 98% delle Piccole e medie imprese italiane ritiene che l'innovazione sia indispensabile per competere sui mercati nazionali e internazionali, ma anche per ridurre i costi di produzione, il 95% svolge attività di ricerva e sviluppo al proprio interno e, in media, investe il 10,3% del proprio fatturato.
È quanto emerge dall'indagine Impresa e Innovazione, svolta dall'Associazione imprenditore dell'anno di Ernst & Young tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 su un campione di imprenditori di aziende con fatturati compresi tra i 25 e 600 milioni di euro e un massimo di 700 dipendenti, appartenenti a diversi settori di mercato.

L'innovazione fa la differenza
Dall'analisi dei dati della ricerca emerge su più fronti che la competitività è l'obiettivo principale delle strategie delle piccole e medie imprese: in particolare, se per il 98% degli imprenditori l'innovazione è indispensabile per competere, per il 79% l'innovazione consente di differenziarsi dalla concorrenza e favorisce l'aumento delle quote di mercato.
L'evoluzione sempre più rapida dei mercati e l'elevato livello di competizione portano tuttavia gli imprenditori italiani a indirizzare la propria attenzione anche ai costi: il 45% ritiene infatti che l'innovazione sia fondamentale per ridurre i costi di produzione, a tutto vantaggio della leadership sui mercati.
Di rilievo anche l'attenzione al territorio: il 34% del campione afferma di incentivare i processi innovativi all'interno della propria azienda anche con l'obiettivo di migliorare l'impatto ambientale delle proprie attività produttive, e questo grazie all'innescarsi di un circolo virtuoso per cui una produzione più efficace significa un minor utilizzo di materiali e di energia, limitando anche i tempi di produzione. Un po' meno sentita è la propensione alla responsabilità sociale: solo il 25% degli imprenditori riconosce infatti che l'innovazione porta anche al miglioramento delle condizioni di lavoro.
Interessante la propensione tecnologica delle Pmi italiane: il 70% basa la competitività della propria azienda sulla tecnologia e il 47% ritiene, grazie alla propria attività di R&S, di essere avanti di due anni rispetto alla concorrenza. Il 68% dichiara di avere introdotto negli ultimi due anni innovazioni concrete che migliorano prodotti e/o servizi. Il 43% ha creato prodotti e/o servizi prima non esistenti, mentre il 45%, negli ultimi due anni, ha apportato migliorie ai processi; nel 23% dei casi, invece, sono stati introdotti nelle aziende processi completamente innovativi.

Brevettare è meglio
Il brevetto si conferma lo strumento più utilizzato dalle aziende per proteggere le proprie innovazioni: lo dichiara il 69% degli interpellati. Pur affermando di innovare, il 31% delle aziende preferisce invece non ricorrere al brevetto.
Nel complesso, il 72% degli imprenditori conferma che la propria azienda ha brevettato dei prodotti negli ultimi 20 anni.
Secondo l'indagine Ernst & Young, inoltre, nell'80% dei casi le aziende costituiscono al proprio interno team altamente specializzati ed esclusivamente dedicati alle attività di R&S, confermando l'importanza strategica di queste attività, che puntano anche a responsabilizzare e coinvolgere il personale dipendente, prevedendo un riconoscimento per chi sviluppa nuove idee.
Nonostante l'innovazione arrivi quasi esclusivamente dall'interno, tuttavia le Pmi non si chiudono in sé stesse e non considerano le attività di R&S di proprietà esclusiva: l'81% integra le proprie competenze e coinvolge nei propri progetti clienti e fornitori, giungendo a realizzare innovazioni sul campo, con elevate probabilità di venire accettate e promosse dal mercato.
Relativamente ai finanziamenti per la R&S, nel 56% dei casi durante gli ultimi 5 anni le aziende hanno potuto disporre almeno in parte di finanziamenti pubblici.

Per il 98% delle Pmi italiane la competizione si vince con l’innovazione

Il 98% ritiene che l'innovazione sia indispensabile per competere sui mercati nazionali e internazionali, ma anche per ridurre i costi di produzione, il 95% svolge attività di R&S al proprio interno e, in media, investe il 10,3% del proprio fatturato. È quanto emerge dall'indagine Impresa e Innovazione, svolta dall'Associazione imprenditore dell'anno di Ernst & Young tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 su un campione di imprenditori di aziende con fatturati compresi tra i 25 e 600 mio/euro e un massimo di 700 dipendenti, appartenenti a diversi settori di mercato.

L'innovazione fa la differenza
Dall'analisi dei dati della ricerca emerge su più fronti che la competitività è l'obiettivo principale delle strategie delle piccole e medie imprese: in particolare, il 98% degli imprenditori ritiene che l'innovazione sia indispensabile per competere sui mercati nazionali e internazionali. Inoltre,
secondo il 79%, l'innovazione consente di differenziarsi dalla concorrenza e favorisce l'aumento delle quote di mercato.
L'evoluzione sempre più rapida dei mercati e l'elevato livello di competizione portano tuttavia gli imprenditori italiani a indirizzare la propria attenzione anche ai costi: il 45% ritiene infatti che l'innovazione sia fondamentale per ridurre i costi di produzione, a tutto vantaggio della leadership sui mercati.
Di rilievo anche l'attenzione al territorio: il 34% del campione afferma di incentivare i processi innovativi all'interno della propria azienda anche con l'obiettivo di migliorare l'impatto ambientale delle proprie attività produttive, E questo grazi all'innescarsi di un circolo virtuoso per cui una produzione più efficace significa un minor utilizzo di materiali e di energia, limitando anche i tempi di produzione.
Un po' meno sentita la propensione alla responsabilità sociale: solo il 25% degli imprenditori riconosce infatti che l'innovazione porta anche al miglioramento delle condizioni di lavoro. Interessante la propensione tecnologica delle Pmi italiane: il 70% basa la competitività della propria azienda sulla tecnologia e il 47% ritiene, grazie alla propria attività di R&S, di essere avanti di due anni rispetto alla concorrenza. Il 68% dichiara di avere introdotto negli ultimi due anni innovazioni concrete che migliorano prodotti e/o servizi, mentre il 43% ha creato prodotti e/o servizi prima non esistenti, mentre il 45%, negli ultimi due anni, ha apportato migliorie ai processi; nel 23% dei casi, invece, sono stati introdotti nelle aziende processi completamente innovativi.

Brevettare è meglio
Il brevetto si conferma lo strumento più utilizzato dalle aziende per proteggere le proprie innovazioni: lo dichiara il 69% degli interpellati. Pur affermando di innovare, il 31% delle aziende preferisce invece non ricorrere al brevetto. Nel complesso, il 72% degli imprenditori conferma che la propria azienda ha brevettato dei prodotti negli ultimi 20 anni.
Secondo l'indagine Ernst & Young, inoltre, nell'80% dei casi, le aziende costituiscono al proprio interno team altamente specializzati ed esclusivamente dedicati alle attività di R&S, confermando l'importanza strategica di queste attività, che puntano in questo moda anche
responsabilizzare e coinvolgere il personale dipendente, che prevede un riconoscimento per chi sviluppa nuove idee.
Nonostante l'innovazione arrivi quasi esclusivamente dall'interno, tuttavia le Pmi non si chiudono in sé stesse e non considerano le attività di R&S di proprietà esclusiva: l'81% integra le proprie competenze e coinvolge nei propri progetti clienti e fornitori, giungendo a realizzare innovazioni sul campo, con elevate probabilità di venire accettate e promosse dal mercato.
Relativamente ai finanziamenti per la R&S, nel 56% dei casi, durante gli ultimi 5 anni le aziende hanno potuto disporre almeno in parte di finanziamenti pubblici.

Cresce la convergenza tra retail e banche

I mondi del retail e del banking tendono a compenetrarsi sempre più: le filiali bancarie si stanno organizzando per vendere prodotti diversi da quelli tradizionali e i punti di vendita della grande distribuzione da tempo offrono servizi di tipo finanziario o creditizio. Assistiamo ad una naturale convergenza tra due settori che presentano molti punti in comune: un'approfondita conoscenza del cliente, la necessità di ampliare i servizi e di migliorare l'esperienza di shopping, la gestione del denaro e dei pagamenti elettronici. Banche e retailer si devono, inoltre, confrontare con l'avanzare di nuovi formati e livelli di consumo che richiedono funzionalità estese ad attività non tradizionali e strumenti che amplifichino la soddisfazione e l'autonomia del cliente nel momento d'acquisto.

Opportunità di collaborazione
Una necessità confermata anche da una ricerca effettuata dalla School of Management del Politecnico di Milano sugli scenari di convergenza tra retail e banking, commissionata da Wincor Nixdorf, operatore che estende la propria offerta tecnologica ad entrambi i mercati. Molte le opportunità di collaborazione tra i due mondi: dalla condivisione dei dati sui consumatori per arrivare a profilazioni sempre più sofisticate alla possibilità di domiciliare l'acquisto di prodotti e servizi sul conto corrente bancario, dall'ottimizzazione dei cash management al coinvolgimento dei consumatori in obiettivi condivisi di tipo sociale-benefico.

Riprogettazione organizzativa
Rispondere ai nuovi bisogni e modelli di consumo richiede, per entrambi gli attori, una continua riprogettazione organizzativa, tanto dei punti di vendita quanto delle agenzie bancarie. A tal fine, le organizzazioni adottano le medesime tecnologie: soluzioni self-service multimediali, multi-funzione e configurabili per utente. Tecnologie che rappresentano il principale anello di congiunzione tra banking e retail e che possono contribuire non solo allo sviluppo di nuovi prodotti-servizi ma anche al miglioramento dell'esperienza di shopping del cliente.

Tetra Pak ed Hera invitano al riciclo

Ottimizzare la raccolta differenziata delle confezioni per latte, succhi di frutta, vino, sughi, legumi e altri alimenti, ed il loro conferimento nei contenitori destinati alla raccolta della carta in Emilia Romagna: questo l'obiettivo della campagna di comunicazione realizzata congiuntamente da Tetra Pak Italia e Gruppo Hera, la multiutility italiana responsabile del servizio di raccolta rifiuti nei 140 Comuni interessati dall'iniziativa.

La campagna, in programma da maggio a ottobre 2008, si articola in una serie di iniziative: affissioni stradali e nel circuito autobus, pieghevoli informativi inviati a casa agli utenti ed un progetto di educazione ambientale per le scuole. A disposizione dei cittadini anche il numero verde 800-855811 ed il sito internet www.tiriciclo.it

I benefici per l'ambiente

Riduzione dei rifiuti destinati allo smaltimento, riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e recupero di risorse attraverso il riciclo: questi i benefici ambientali derivanti dalla raccolta differenziata. “La diffusione della raccolta differenziata dei contenitori per alimenti nei comuni serviti da Hera -commenta Michele Mastrobuono, direttore Ambiente e relazioni esterne di Tetra Pak Italia- è un risultato importante: questi vanno ad aggiungersi agli oltre 1.400 in Italia dove il servizio è già attivo. Nel 2007 oltre il 14% dei contenitori per alimenti è stato riciclato: più di 13.000 tonnellate che sono diventate nuova carta e cartone. L'obiettivo di Tetra Pak è di raggiungere entro il 2010 il 24% di riciclo effettivo dei propri contenitori, coinvolgendo 30 milioni di cittadini italiani nella raccolta differenziata”.

Come Internet sta cambiando il marketing

Nei libri di scuola tradizionalmente si è sempre parlato delle 4 “P” del marketing: prodotto, prezzo, promozione, “placement” (ovvero distribuzione). Nell'era di Internet le 4 P, assumono un altro significato: personalizzazione, penetrazione, “permission” (nel senso di chiedere il permesso ai destinatari delle informazioni) e profitto. Dag Communication ha intervistato per Top Trade Informatica i maggiori player del settore Ict per comprendere come siano cambiati i loro investimenti in comunicazione nell'era del web 2.0.  

Venditalia, in mostra anche l’idm

Il mercato della distribuzione automatica va a gonfie vele: le consumazioni fuori casa effettuate tramite vending sono state nel 2007 oltre sei miliardi, con un incremento di oltre il 10% rispetto al 2005 e dando vita a un fatturato superiore ai due miliardi di euro.

Cifre certamente importanti, ma il dato saliente che si ricava da Venditalia, il salone della distribuzione automatica che ha aperto ieri i battenti nei padiglioni cittadini della Fiera di Milano, è un altro: l’industria di marca non considera più questo canale come la cenerentola della distribuzione, ma gli dedica risorse, reti di vendita e, soprattutto, prodotti ad hoc, come gli snack Riso Scotti o i succhi Conserve Italia o, ancora, gli yogurt altoatesini di Mila e Merano.

Cambia la dislocazione delle macchine
Un’attenzione destinata con tutta probabilità a crescere perché sta cambiando la tecnologia delle macchine (la conservazione del freddo e anche del caldo è ormai un problema superato) ma soprattutto è in evoluzione la geografia delle installazioni: in Italia il vending è ancora per il 90% diffuso in luoghi definiti “protetti” come uffici, fabbriche, aziende, il 5,2% è presente nelle scuole, università e altre comunità, il 3,9% in ospedali e ministeri, mentre solo lo 0,8% in luoghi aperti al pubblico come stazioni e metropolitane, aeroporti. Da queste location si attende il maggiore impulso al settore.

Italian Food Excellence

dmc

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