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Megamark (Selex): al Famila di Campobasso il servizio CosìComodo

Nel punto di vendita Famila di Campobasso è stato attivato il servizio di spesa online con click and collect e home delivery

Nuovo servizio per i consumatori di Campobasso che potranno usufruire del click and collect attivato nel punto di vendita Famila di Contrada Colle delle Api. Il Gruppo Megamark (Selex) ha infatti attivato il servizio di spesa online tramite il portale CosìComodo.it, l’aggregatore eCommerce del Gruppo Selex. L’iniziativa mira a rispondere alle crescenti esigenze di flessibilità dei consumatori locali, integrando l’esperienza d’acquisto fisica con soluzioni multicanale avanzate.

"L’attivazione di questi servizi a Campobasso rappresenta un investimento concreto sul territorio," commentano dal gruppo. "L'obiettivo è offrire una soluzione che coniughi il risparmio di tempo alla qualità garantita del marchio Famila."

L'assortimento

I cittadini di Campobasso e dei comuni limitrofi avranno accesso a un catalogo digitale di circa 10.000 prodotti e un’offerta che spazia dai generi alimentari a lunga conservazione fino ai reparti freschi con un assortimento che riprende quello disponibile all'interno del punto di vendita.

Le modalità

La vera novità risiede nella doppia opzione logistica offerta ai clienti: da un lato il Click&Collect che consente al cliente di ordinare online e ritirare la spesa già pronta direttamente in store. Il servizio prevede quattro fasce orarie pomeridiane e serali (dal lunedì al sabato), pensate per chi desidera ottimizzare i tempi al rientro dal lavoro:

  • 13.30-14
  • 17-17.30
  • 18.30-19
  • 19.30-20.

Dall'altro lato c'è la possibilità dell'home delivery: il servizio copre in modo capillare il territorio cittadino e le zone limitrofe identificate dai CAP 86010, 86025 e 86100.

Gli utenti potranno scegliere di saldare l'importo: sia online, tramite circuiti di credito (Gestpay) o PayPal; alla consegna o al ritiro con contanti o pos, oppure in negozio, direttamente alle casse predisposte.

Eataly valorizza la cultura gastronomica italiana

I ristoranti Eataly saranno palcoscenico di una serie di eventi che si snoderanno fino all'8 giugno, lanciati dal gruppo in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy con l'obiettivo di valorizzare la cultura gastronomica italiana. Al centro del progetto c'è la pasta, simbolo identitario del patrimonio alimentare del nostro Paese.

Le attività

L’iniziativa prevede un palinsesto di contenuti digitali e un menu dedicato nei ristoranti del gruppo che possano raccontare tradizioni, storie e curiosità del nostro food tipicamente italiano. Già dal 15 aprile Eataly ha iniziato a pubblicare sui propri canali Instagram e Facebook una serie di pillole video formative, pensate per esplorare la pasta non solo come prodotto alimentare, ma come espressione culturale capace di racchiudere storia, identità territoriali e saper fare.
Invece, da oggi, 20 aprile, sarà disponibile un menu speciale che vedrà al centro dell'offerta la pasta fresca: dal tortello con carciofi e ricotta alle preparazioni all’uovo come le tagliatelle verdi, fino una proposta di pasta secca. L’esperienza sarà arricchita da materiale informativo in formato cartolina, proposto direttamente al tavolo per fornire informazioni non soltanto sul menu ma anche sulla storia dei piatti che vengono proposti.

Tra le attività anche la tre giorni con le maestre fusillaie di Gragnano che l’8, il 9 e il 10 giugno saranno a Eataly Milano Smeraldo e Eataly Roma Ostiense per mostrare
dal vivo la produzione di fusilli.

Ristorazione 2026: boom bevande e nuovi consumi

Nel 2026 la ristorazione, secondo dati Circana, cresce del 3% tra Europa e Usa, ma a trainare il mercato sono soprattutto beverage e occasioni di consumo fuori dai pasti tradizionali

Non è più solo una questione di quanto si spende, ma di come e quando si consuma. È su questo terreno che si giocherà la crescita della ristorazione nei prossimi anni. Secondo le analisi di Circana, nel 2026 la spesa complessiva tra Stati Uniti ed Europa è prevista in aumento del 3%, con una progressiva affermazione della ristorazione organizzata e di marca. Ma il dato economico è solo una parte della lettura. A cambiare è soprattutto la struttura della domanda, sempre più frammentata e meno legata ai modelli tradizionali.

Il boom silenzioso delle bevande

Uno dei fenomeni più rilevanti è la cosiddetta “Liquid Revolution”. In Italia, il 15% delle visite nei locali riguarda esclusivamente il consumo di bevande, una quota superiore alla media europea e destinata a crescere. A trainare il trend sono caffè premium, proposte funzionali e alternative low o no-alcol. Negli Stati Uniti il fenomeno è già molto più avanzato -con il 45% delle visite legate al solo beverage- ma anche in Europa si intravedono sviluppi analoghi, con la possibilità di nuovi format focalizzati interamente su queste categorie.
Un altro cambiamento riguarda la geografia temporale dei consumi. Le occasioni classiche, come pranzo e cena, non scompaiono ma perdono centralità relativa, mentre crescono le fasce intermedie: metà mattina, brunch e metà pomeriggio. Il consumo fuori casa diventa così più flessibile e diffuso, accompagnando stili di vita dinamici, lavoro ibrido e una maggiore attenzione al benessere quotidiano. Il risultato è un aumento delle “micro-occasioni” di consumo, che aprono spazi soprattutto per snack e bevande ad alto contenuto di servizio. Se le occasioni si moltiplicano e si frammentano lungo tutta la giornata, quali format saranno davvero in grado di intercettare questi nuovi momenti di consumo? In questo scenario, già analizzato anche sul fronte strutturale con i dati del recente Rapporto di Fipe - Confcommercio.  emerge con maggiore chiarezza il ruolo dei comportamenti di consumo nel ridisegnare il settore.
Parallelamente si rafforza la dimensione dell’alimentazione consapevole. In Italia il 43,4% dei consumatori segue una dieta specifica, con una forte diffusione dei regimi iperproteici. Questa evoluzione sta incidendo direttamente sull’offerta: crescono le proposte funzionali, legate a energia, immunità e controllo del peso, e aumenta l’attenzione verso ingredienti e composizione nutrizionale.

Catene e canali: un mercato ancora in trasformazione

Il confronto tra Europa e Stati Uniti evidenzia modelli diversi. Oltreoceano le catene dominano il mercato (78%), mentre in Europa restano meno diffuse (45%) ma in crescita più rapida. Allo stesso tempo, cambiano anche i canali: negli Usa avanzano i convenience store, mentre in Europa sono gdo e ipermercati a spingere sulle soluzioni ready-to-eat. In entrambi i mercati emerge però una tendenza comune: il consumatore non sceglie più solo in base al prezzo o alla funzione. A guidare la crescita sono sempre di più varietà, qualità percepita e desiderio di scoperta. Per gli operatori, la sfida diventa quindi intercettare occasioni sempre più frammentate e costruire offerte coerenti con nuovi stili di vita. È in questa capacità di adattamento che si giocherà la prossima fase di sviluppo della ristorazione.

Tuttofood 2026 punta a diventare una fiera valoriale

La nuova edizione, presentata al Masaf, lancia il Food Manifesto per la community mondiale del cibo. I numeri: 85 mila mq, 100 mila operatori da 80 Paesi, oltre 4 mila buyer e 200 eventi, presenza internazionale triplicata

Tuttofood gioca la carta valoriale come carattere distintivo per la seconda edizione della kermesse in programma dall’11 al 14 maggio a Rho Fieramilano. Nel corso della presentazione presso il Masaf (ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, è emersa con chiarezza la dimensione sempre più internazionale della manifestazione. L’edizione 2026 si caratterizza di 10 padiglioni, 10 aree tematiche, 6 Awards Ceremony. Potrà contare su circa 85 mila metri quadrati espositivi (+15% rispetto all’edizione 2025), 100 mila visitatori professionali attesi e la partecipazione di operatori provenienti da circa 80 Paesi. Particolarmente significativo il dato relativo ai buyer: sono oltre 4 mila quelli già registrati, molti dei quali gestiti dall’incoming program di Ice Agenzia, con una presenza internazionale triplicata in sole due edizioni. A completare il quadro, un palinsesto di circa 200 eventi tra convegni, forum e momenti di networking che trasformeranno la fiera in una vera piattaforma di contenuti. Significativo anche l’inserimento in programma di convegni ufficiali di organizzazioni come Aim (Associazione europea industrie di marca) ed Eda (European dairy association).

Numeri che si inseriscono in un contesto favorevole per l’agroalimentare italiano, reduce da un 2025 da record con oltre 73 miliardi di euro di export. Il salto di qualità, nelle parole dell’ad di Fiere di Parma, Antonio Cellie, è però soprattutto culturale. Tuttofood ambisce a diventare “la più grande fiera alimentare al mondo” e un luogo capace di guidare il cambiamento: “Da vetrina commerciale ad architetto strategico della transizione condivisa”. E lo fa attraverso il lancio di un Food Manifesto: una carta dei valori del futuro del cibo che riscrive una nuova grammatica. Mette al centro inclusività, sostenibilità, trasparenza delle filiere, salute, sulla spinta anche dei plus del riconoscimento Unesco della cucina italiana e della dieta mediterranea. Un patto d’indirizzo per le oltre 5 mila realtà internazionali attese all’edizione 2026 rappresentanti le filiere globali del food.  Tra i pilastri di base, non va dimenticata la sicurezza. “Facciamo private label per tutti perché le nostre sono le aziende più sicure al mondo”.

Nel risiko degli incroci fieristici Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma, ha ribadito l’alleanza con Koelnmesse, organizzatore di Anuga, in programma a Colonia ad anni alterni rispetto a Tuttofood, mentre rimane competitor il Sial di Parigi, con un occhio all’emergente Gulfood.  La scelta di rafforzare l’asse Milano-Parma, con il “combinato disposto Cibus-Tuttofood, una piattaforma integrata per la valorizzazione dell’agroalimentare italiano” è stata giudicata “premiante” dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che ha definito Tuttofood un evento “sempre più strategico” per il sistema Italia. Certamente il clima internazionale risente di fattori negativi, dazi e inflazione che hanno determinato un rallentamento dell’export verso Usa e Giappone. Di qui il ruolo delle politiche pubbliche nel sostenere la competitività del comparto, a partire dagli interventi sul fronte energetico, come gli incentivi alle rinnovabili in agricoltura per la riduzione della dipendenza dagli idrocarburi, con 24 mila aziende già beneficiarie del finanziamento.

Ma di rallentamento ha parlato anche Matteo Zoppas, presidente di Ice Agenzia, in riferimento agli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. E ha sottolineato la necessità di “compensare” guardando alle opportunità che saranno offerte dall’accordo con il Mercosur e con l’India, puntando sempre più sul prodotto italiano specializzato. L’impatto negativo delle tensioni in Medio Oriente è stato rimarcato anche da Dirk Jacobs, direttore generale di Food & Drink Europe, visto che da quell’area arriva il 30% dei fertilizzanti per l’Europa. Insomma, in un contesto globale segnato da guerre, tensioni commerciali e nuove forme di protezionismo, Tuttofood si candida a essere molto più di una fiera: vuole essere un laboratorio di idee e strategie in cui il sistema agroalimentare italiano prova a ridefinire il proprio ruolo, puntando a una leadership che sia insieme economica, culturale ed etica.

Gruppo Amadori a Tuttofood 2026 fra novità e compleanni

Prodotti Amadori a TuttoFood 2026: pollo arrosto e confezioni della linea Il Campese 25° Anniversario in esposizione presso il Padiglione 4, Stand A01
Gruppo Amadori porta a TuttoFood 2026 un’ampia offerta di proteine animali e vegetali. Riflettori puntati sulla novità CuoRipieni e sul 25° anniversario de Il Campese nello stand di 150 mq.

Il Gruppo Amadori sarà a Tuttofood 2026, con uno stand impattante a isola di 150 mq, nel Padiglione 4 - Stand 01, nuovamente con il proprio corporate brand “Amadori - The Italian Protein Company”.

L’appuntamento sarà l’occasione per presentare l’intera gamma proteica offerta dal Gruppo, dalle proteine “bianche” (carni di pollo e tacchino), “gialle” (uova e ovoprodotti), “rosa” (carni di suino a marca Lenti) e “verdi” (la linea Veggy Amadori).

Le novità di Amadori a Tuttofood 2026

In Fiera a Milano sarà presentata alla business community agroalimentare una importante novità negli elaborati crudi a nome “CuoRipieni”. TuttoFood fiera sarà inoltre l’occasione per celebrare i 25 anni de “Il Campese”, la prima filiera del pollo allevato all’aperto in Italia (e seconda in Europa), eccellenza dell’offerta Amadori.

Le novità, Il Campese e i tanti altri prodotti, potranno essere degustati tutti i giorni all’interno dello spazio del Gruppo Amadori, grazie agli chef della Federazione Italiana Cuochi (FIC), con cui il Gruppo ha rinnovato la propria partnership (annunciata a TuttoFood dello scorso anno).

Per il Gruppo Amadori Tuttofood 2026 rappresenta l’occasione per consolidare in chiave B2B l’evoluzione da azienda avicola e gruppo leader del comparto agroalimentare italiano, con un’offerta di prodotti diversificati, da base di proteine sia animali che vegetali, da filiere italiane e controllate.

Scopri di più sulle novità di Gruppo Amadori

TUTTOFOOD 2026: la fiera che traccia le sfide del retail

Una panoramica dell'affollata area espositiva di Tuttofood 2026 a Milano, con una donna in divisa blu che regge un cartello con la scritta
TUTTOFOOD torna a Milano ponendosi come punto di riferimento per il sistema agroalimentare globale. L'edizione 2026 è focalizzata su innovazione, sostenibilità e nuovi trend di consumo per i professionisti del settore retail

Dopo un’edizione 2025 da record, TUTTOFOOD Milano è pronto a riaprire le sue porte al mondo dall’11 al 14 maggio 2026. La piattaforma fieristica, guidata dalla scorsa edizione da Fiere di Parma, si pone l’obiettivo di connettere l’Italia all’Europa e ai principali mercati globali. Con quasi 5.000 brand presenti in fiera - di cui il 30% esteri da più di 80 Paesi - e 100.000 visitatori professionali, la manifestazione riflette la profondità industriale e l'orientamento all'export richiesti oggi dal mercato alimentare e delle bevande.

Global market talks, nuovo format di market intelligence

In un panorama segnato da incertezze geopolitiche, riassestamenti nelle supply chain e pressione sui margini, le decisioni di acquisto sono diventate centrali.

I retailer ridisegnano le architetture degli assortimenti, i produttori sono alla ricerca di partnership estere stabili per ottimizzare la capacità produttiva e garantire continuità alle forniture.

In questa fase, conoscere dove vanno i mercati esteri non è solo un vezzo da esterofili, ma un asset competitivo essenziale. Per rispondere a questa esigenza, TUTTOFOOD 2026 lancia i Global Market Talks: un programma dedicato (martedì 12 maggio) focalizzato sui mercati chiave e sui canali distributivi strategici. Sessioni intensive di presentazione tecnica di mercati e canali emergenti (20 minuti) seguite da un networking curato (30 minuti), il tutto pensato per favorire il dialogo diretto tra senior buyer, espositori internazionali e analisti di settore. Per garantire un ambiente di business di alto livello, la partecipazione è limitata a circa 40-50 professionisti per sessione.

Il valore aggiunto dei Global Market Talks risiede nella collaborazione con le principali testate di settore internazionali, che metteranno a disposizione l’esperienza dei loro principali opinion leader. Tra i media coinvolti figurano, tra gli altri, Super Varejo (Brasile), LSA (Francia), Alimarket (Spagna) e Global Retail Brands (USA), partner che forniranno insight basati sui dati riguardanti le tendenze di produzione, le dinamiche di consumo e lo sviluppo delle categorie nei mercati o nei canali di cui sono rappresentanti.

TUTTOFOOD 2026, il food sourcing come pilastro

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto “TUTTOFOOD Goes Global”, volto a rafforzare il ruolo della fiera come hub europeo per il sourcing alimentare. Il programma “Goes Global” intende tracciare un’agenda di esperienze, eventi di networking e approfondimenti su mercati ad alto potenziale, tra tutti l’America Latina.

Tra le iniziative che permettono al retail di “pensare globale” rientra anche la “Global Sourcing Experience”, viaggio guidato riservato ai top buyer della distribuzione, attraverso i padiglioni internazionali disseminati per la fiera.

Sarà l’occasione per raccontare i trend e le novità che stanno investendo le geografie estere e presentare ai professionisti del retail italiano un ampio assortimento di prodotti alto-performanti sui mercati globali. Attraverso iniziative dedicate, TUTTOFOOD 2026 offrirà agli operatori gli strumenti per anticipare i modelli emergenti e sviluppare nuove opportunità di business.

Partecipa a TUTTOFOOD 2026

Gros-Maestri del fresco e Amazon: nuova sinergia per la spesa online

Parte un nuovo servizio di spesa online su Amazon, nata dalla collaborazione con Gros-Maestri del fresco (Selex), disponibile a Roma

Parte da Roma e si estenderà in altre zone della provincia il nuovo servizio di Amazon in collaborazione con Gros – Maestri del Fresco (Selex) per la spesa online incentrata su referenze locali per un totale di oltre diecimila prodotti che spaziano dai freschi alla cura della casa tra cui anche i prodotti mdd a marchio Consilia. Questa collaborazione, come ha evidenziato Paolo Cetorelli, presidente Gros, “parte della strategia omnicanale avviata da Selex Gruppo Commerciale e rappresenta l’opportunità di offrire l’eccellenza dei nostri prodotti ai clienti Amazon nell’area di consegna coperta".

Le voci dei protagonisti

Gros è da sempre sinonimo di attenzione al cliente, freschezza e convenienza, valori che si integrano perfettamente con la nostra missione di offrire ai clienti italiani un’esperienza di spesa conveniente e un’ampia selezione di prodotti” ha dichiarato Christophe Benoist, head of grocery partnerships di Amazon Italia e Francia.

Questa collaborazione arriva come coronamento di un percorso intrapreso da Gros nel 2020 -ha aggiunto Francesco Buscaini, socio Gros e responsabile del progetto-. Riteniamo di poter apportare un ulteriore salto di qualità nell’offerta al consumatore ed un miglioramento del servizio al cliente. Il contesto di mercato richiede sempre maggiore integrazione tra canale fisico ed online e questa scelta strategica va esattamente in questa direzione”.

Il servizio

I clienti Amazon residenti a Roma (con la sola esclusione della ZTL Tridente) possono ricevere la propria spesa in giornata per gli ordini effettuati entro le ore 12, oppure entro il giorno successivo per gli ordini inseriti entro le ore 22. Il servizio, disponibile anche per i clienti non iscritti a Prime, è attivo sette giorni su sette con finestre di consegna da due o quattro ore.

La consegna è senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 99 euro. Invece, per ordini di importo compreso tra 50 e 98,99 euro, il costo è di 6,90 euro oppure 4,90 euro, a seconda della fascia oraria selezionata. Gli iscritti a Prime usufruiscono di una promozione di lancio che prevede la consegna senza costi aggiuntivi per tutti gli ordini superiori a 50 euro. È possibile pianificare la spesa con un anticipo fino a dieci giorni. Inoltre, in occasione del lancio del servizio con Gros, i nuovi clienti possono beneficiare di uno sconto di 10 euro a fronte di una spesa minima di 80 euro.

Hoka sbarca in Italia: a Milano il primo store

Foto di Ulrich Schuster
Primo punto di vendita italiano per Hoka, il brand specializzato in scarpe, abbigliamento e accessori da running

Dopo l’apertura degli store europei a Londra, Parigi e Berlino, Hoka (una divisione di Deckers Brands) debutta nel nostro Paese con un punto di vendita inaugurato a Milano, in Corso Garibaldi 1, nel quartiere Brera, una destinazione di riferimento per lifestyle, cultura e retail. Anche in Italia, il brand di calzature e abbigliamento performance, nato nel 2009, mira ad assicurare una performance dinamica e accessibile a ogni tipo di atleta. Un risultato a cui arriva attraverso soluzioni audaci e innovative per atleti di ogni livello.

La volontà dichiarata del marchio è infatti di essere un punto di riferimento del settore, un catalizzatore per una community di appassionati.

Lo store

Il negozio è stato progettato con elementi di design naturali che richiamano l’heritage del brand e le sue radici sulle Alpi francesi. Gli interni includono anche installazioni interattive che riflettono l’approccio Hoka orientato alla gioia del movimento e il suo impegno nel rendere la corsa accessibile a tutti. Come da consuetudine, l'offerta comprende le ultime innovazioni del brand in ambito scarpe, abbigliamento e accessori da running.

Esperienza di acquisto

Lo spazio è stato pensato come luogo di incontro per la community dei runner milanesi. A questo scopo è stato creato l'Hoka Run Club attraverso cui si darà vita a un calendario di eventi e appuntamenti di corsa settimanali oltre a incontri con atleti ed esperti.

Aprire il nostro primo store in Italia rappresenta un passo naturale nel percorso di crescita del brand in Europa. Milano è una città dinamica, profondamente connessa allo sport e alla cultura del movimento, e siamo entusiasti di entrare in contatto ancor più diretto con la sua community di runner. Questo store ci consente di creare una relazione più forte con gli atleti locali e offrire a tutti un’esperienza completa del mondo Hoka”, ha dichiarato Guido Geilenkirchen, vp & gm Hoka Emea.

Caseificio Comellini a Tuttofood 2026 tra DOP e innovazione vegetale

Banner promozionale del Caseificio Comellini a Tuttofood 2026. L'immagine mostra due confezioni di formaggio Squacquerone, la versione classica DOP e la variante senza lattosio con caglio vegetale, su un'illustrazione paesaggistica che include mucche e cardi. A destra, il logo aziendale e i dettagli dell'evento: Tuttofood Milano, 11-14 maggio 2026, Padiglione 3 - Stand F10, con lo slogan
Il Caseificio Comellini a Tuttofood 2026 porta il valore del territorio di Castel San Pietro Terme a Milano. Dallo Squacquerone di Romagna DOP alla linea senza lattosio con caglio vegetale, ecco come l'azienda coniuga artigianalità e nuove esigenze di consumo per la GDO.

Nel panorama dell'eccellenza gastronomica italiana, pochi territori sanno raccontare il connubio tra uomo e natura come l'Emilia Romagna: Caseificio Comellini a Tuttofood 2026 (Milano, Rho Fiera, 11-14 maggio), sarà protagonista assoluto di questa narrazione, portando presso il Padiglione 3, Stand F10, molto più di una semplice selezione di prodotti, ossia l’anima di Castel San Pietro Terme.

Caseificio Comellini a Tuttofood 2026: il cuore della Romagna in fiera

La filosofia di Comellini affonda le radici in un saper fare antico, dove il latte, raccolto esclusivamente da allevamenti locali selezionati, viene lavorato con la sapienza di chi conosce il valore del tempo. Non è solo questione di ricette, ma di gesti artigianali che si tramandano, preservando un'identità che non teme il confronto con i mercati moderni.

I pilastri della tradizione emiliano romagnola

Il fiore all’occhiello della produzione di Comellini rimane lo Squacquerone di Romagna DOP, un formaggio che è l'emblema della cremosità e della freschezza. Accanto a esso, il Formaggio di Castel San Pietro e lo Stracchino degli Angeli rappresentano diverse sfumature di una cultura casearia che punta tutto sulla "pulizia" dell'etichetta: solo latte, fermenti lattici selezionati e sale, rigorosamente senza conservanti.

L’innovazione del Caseificio Comellini: linea Lfree e caglio vegetale

Se la tradizione è la base, l’evoluzione è il motore. Comellini ha saputo anticipare le esigenze di un consumatore sempre più attento e consapevole, sviluppando una gamma all’avanguardia che non scende a compromessi sul gusto.

La Linea Senza Lattosio del Caseificio Comellini è una delle poche realtà sul mercato a fregiarsi del marchio Lfree®, l'unica certificazione internazionale che garantisce l'assenza di lattosio e proteine del latte nei prodotti lactose-free. Ma l'innovazione non si ferma qui: l'utilizzo del caglio vegetale estratto dal cardo selvatico (Cynara cardunculus) rende queste referenze adatte anche a chi segue una dieta vegetariana, rispondendo a una domanda crescente di eticità e digeribilità.

Caseificio Comellini a Tuttofood 2026 sarà l’occasione per buyer e appassionati di scoprire come la tecnologia possa servire la tradizione. La capacità di Comellini di mantenere la freschezza e la consistenza tipica dei formaggi a pasta molle, eliminando il lattosio attraverso processi naturali, rappresenta un benchmark per il settore.

Per assaporare questa storia fatta di mani, latte e passione, l'appuntamento è fissato con Caseificio Comellini a Tuttofood 2026, Padiglione 3 – Stand F10 per conoscere come l'eccellenza emiliana sappia guardare al futuro, un assaggio alla volta.

Scopri di più sui prodotti di Caseificio Comellini

Sviluppo rete in Area 1 dal 17 al 24 aprile 2026

Tigros (Agorà) si rafforza in Lombardia con un punto di vendita a Cairate (Va) su 900 mq con i consueti banchi serviti di macelleria, pescheria, gastronomia e panetteria sul perimetro

TIGROS
Via Monte Rosa
Cairate (Va)
1.500 mq
Tigros (Agorà)

Data di apertura
15 aprile 2026
Format e location
Lo store è in classe energetica A4. Consueti reparti di ortofrutta, macelleria, gastronomia, panetteria e pasticceria oltre a pescheria take away.
Offerta
In assortimento si trovano 3.300 referenze convenienti a prezzi bassi tutti i giorni.
Servizi
Orario: lun-san 8-20; domenica 8.30-20. Nel parcheggio ci sono 180 posti auto.
Addetti e casse
Ha in organico 46 persone, con un’età media di 36 anni.

Sviluppo rete Non food dal 17 al 24 aprile 2026

Doppietta di aperture per Mondadori che arriva a Maddaloni (Ce) ed Empoli (Fi) con due librerie di 150 e 80 mq. Action sceglie Spoltore (Pe) dove inaugura un negozio di 900 mq

ACTION
Viale Europa
Spoltore (Pe)
900 mq
Action

Data di apertura
18 aprile 2026
Format e location
Undicesimo negozio in Abruzzo per l’insegna che consolida il suo modello.
Offerta
Oltre 6.000 le referenze in assortimento.
Servizi
Orario: lun-sab 8.45-20.30; domenica 9-21.
Addetti e casse
Impiegati 19 addetti.

MONDADORI
Piazza Umberto 16
Maddaloni (Ce)
80 mq
Mondadori

Data di apertura
18 aprile 2026
Format e location
In linea con il classico modello dell’insegna.
Offerta
L’offerta comprende 3.000 titoli.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-13 e 16.30-20; domenica 8-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

MONDADORI
Via Cosimo Ridolfi 116
Empoli (Fi)
150 mq
Mondadori

Data di apertura
23 aprile 2026
Format e location
Si trova nel cuore della città e replica il tradizionale format.
Offerta
In assortimento 15mila titoli nei vari generi.
Servizi
Orario: lun-dom 9-13.30 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Gdoweekly #162. Il ’25 di Despar. Pl no stop. La preview ‘26 di Confimprese

2025: Despar Italia in numeri. Pl no stop. La preview ‘26 di Confimprese. A Milano Tuttofood scalda i motori. Lego e Percassi: 10 anni assieme

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

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Perfect Greek, l’alternativa che crea valore

• Confezioni del formaggio Perfect Greek Neogal, variante Altoproteico: a sinistra il panetto da 200g (33g proteine), a destra il secchiello di cubetti da 150g (24g proteine). Entrambi i pack mostrano un'insalata greca con cubetti di formaggio e l'indicazione
Neogal lancia Perfect Greek, una proposta che unisce la tradizione casearia greca a un posizionamento high protein e competitivo. Disponibile dal 1° maggio 2026, punta a intercettare i nuovi criteri di scelta del consumatore tra praticità, benessere e convenienza

In una categoria in forte crescita, prende spazio una proposta che punta a intercettare una domanda sempre più concreta: quella di un prodotto ispirato alla tradizione greca, ma più accessibile, versatile e in linea con i nuovi criteri di scelta del consumatore.

Da questa lettura del mercato nasce Perfect Greek, novità firmata Neogal che trasferisce il know-how maturato nella produzione della Feta DOP in un formaggio a base di latte vaccino, pensato per offrire equilibrio tra gusto, contenuto di servizio e convenienza.

Perfect Greek: l’evoluzione del formaggio greco tra benessere e convenienza

Il progetto si inserisce in uno scenario in cui il consumatore del 2026 appare più selettivo che in passato. Cerca prodotti buoni, pratici, coerenti con uno stile alimentare orientato al benessere, ma allo stesso tempo resta attento al prezzo.

In questo contesto, Perfect Greek lavora su una proposta chiara: mantenere un richiamo forte all’eredità casearia greca, alleggerendo però l’esperienza di gusto e rendendola più adatta a un utilizzo quotidiano.

Il profilo organolettico, più delicato rispetto alla feta tradizionale, amplia infatti le occasioni di consumo e ne favorisce l’inserimento in insalate, bowl, piatti freddi e preparazioni calde.

A sostenere il posizionamento contribuisce anche il patrimonio produttivo di Neogal, realtà attiva dal 1964 e legata all’esperienza dei maestri della Feta DOP.

L’azienda applica a Perfect Greek alcuni elementi distintivi della tradizione casearia, come la salatura a mano a secco, che rafforza la percezione di artigianalità e contribuisce a definire texture e sapidità.

Il risultato è un prodotto che prova a collocarsi in un territorio intermedio interessante: non solo un concorrente della feta dop, ma una referenza con una propria identità, più “gentile” nel gusto e più democratica nel prezzo.

Il valore aggiunto per la GDO: segmentazione high protein e rotazione a scaffale

Dal punto di vista commerciale, uno degli asset più evidenti è il contenuto proteico, leva oggi decisiva in molte categorie del fresco.

Perfect Greek presidia infatti il segmento “high protein” con due formati pensati per usi diversi: la versione da 150 grammi in cubetti, con 24 grammi di proteine, e quella da 200 grammi in panetto, con 33 grammi di proteine. Una scelta che permette al brand di dialogare sia con il pubblico più attento al benessere e alla componente nutrizionale, sia con famiglie e consumatori orientati alla praticità.

Per la distribuzione moderna, il prodotto presenta diversi elementi di interesse.

Il prezzo competitivo consente di presidiare una fascia più accessibile rispetto alla Feta DOP, ampliando il bacino potenziale e favorendo una maggiore rotazione.

I formati pronti all’uso rispondono bene alla domanda di servizio, soprattutto nelle aree del banco frigo più legate a insalate, piatti pronti e consumo veloce.

Anche il pack, curato e dal linguaggio contemporaneo, contribuisce a costruire visibilità a scaffale e a rafforzare la leggibilità della promessa di marca.

Perfect Greek sarà disponibile dal 1° maggio 2026 e si candida a occupare uno spazio preciso nel reparto refrigerato: quello delle referenze capaci di unire ispirazione mediterranea, funzionalità nutrizionale e accessibilità.

In sintesi, una proposta che parla il linguaggio del largo consumo contemporaneo con una promessa semplice ma molto retail: buono, proteico, conveniente.

Scopri di più su Perfect Greek

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Vega (VéGé) e l’insegna Maxì: localismo e radicamento, leve per costruire valore

Questi gli elementi identitari di Vega (VéGé), che con le sue insegne vuole sottolineare il legame stretto con il territorio

Una struttura cooperativa costruita nel tempo attraverso aggregazioni territoriali e un progressivo ampliamento delle attività collegate al core business distributivo: questa la storia e la definizione dell’attività di Vega, cooperativa veneta socia di VéGé, costituita ufficialmente nel 1967 a Mogliano Veneto (TV) e attualmente attiva con oltre 500 punti di vendita tra soci e clienti.

La rete è diversificata e spazia dai supermercati con insegna Maxì alle reti dei soci storici Spak Market, presente in Veneto e Friuli con 15 negozi, e SuperWu, nel bellunese, con altri 15 store. A queste si aggiunge la più recente Eurospesa, insegna di Dado utilizzata da 25 negozi e acquisita da Gruppo Vega. Completano il quadro i discount Eurospin, di cui Vega è uno dei soci fondatori.

A questa rete va affiancata anche quella de Il Tulipano, insegna che conta 34 punti vendita e combina le logiche dei drugstore con quelle della profumeria.

Tutte queste attività rientrano in un perimetro ampio e stratificato, nel quale il management di Gruppo Vega ha seguito nel tempo una linea precisa: mantenere distinta l’attività tipica di acquisto e vendita di prodotti per i soci da quella delle società strumentali, create per rafforzare il sistema.

Da qui la nascita di una società dedicata all’immobiliare e di Sinergia, una subholding nella quale sono confluite operazioni di crescita per linee esterne, tra cui l’acquisizione di Dado Spa nel 2021, oltre a una piccola realtà con cinque negozi discount affiliati a Eurospin, rimasta comunque autonoma da Vega.

Tra convenienza e specializzazione, ecco l’iper locale: Rossetto (Agorà)

Viaggio negli store di Gruppo Rossetto (Agorà), caratterizzati da prezzi competitivi e offerta ampia, focalizzata sui freschi

Leggibilità dell’offerta, forte presidio sull’alimentare e convenienza continua: questa la promessa commerciale con cui Gruppo Rossetto (Agorà) caratterizza i suoi iper Rossetto, sottolineando la volontà dell’insegna di adottare una logica edlp per garantire risparmio alla propria clientela, senza fondare la relazione commerciale su sottocosto, prezzi civetta o volantini aggressivi, ma grazie alla capacità di acquistare bene.

Un approccio evidente sin dall’ingresso, che si apre su un’area promozionale importante, sormontata dalla scritta “365 giorni di grande risparmio” o “prezzi bassi”. L’obiettivo è non solo dare continuità al prezzo, ma permettere al cliente di fare la spesa in qualsiasi momento con la percezione di un equilibrio stabile e riconoscibile.
Il risultato è una formula che tiene insieme qualità del prodotto, risparmio e servizio in punti di vendita con una metratura media di 4.500 mq, in grado di sostenere profondità assortimentale e lavorazione dei freschi.

Petti a Tuttofood 2026 con showcooking e nuovi lanci

• Due bottiglie di vetro da 350g delle nuove Salse Pronte Petti, varianti Datterini e Ciliegini, presentate in anteprima da Petti a Tuttofood 2026. Le salse, con etichette chiare e tappi colorati (verde e fucsia), sono mostrate su un tavolo di legno in un ambiente di cucina rustica, circondate da pomodori freschi, basilico e una ciotola di spezie. L'immagine evidenzia la genuinità del prodotto 100% toscano
Dalla conferma del premio "Eletto Prodotto dell'Anno" per la Polpa Fine alla nuova sfida delle Salse Pronte in bottiglia: Petti si presenta a Tuttofood 2026 con un modello di filiera integrata e una cucina aperta ai visitatori per esaltare l'eccellenza del pomodoro toscano.

Tuttofood è un osservatorio privilegiato e un momento di confronto fondamentale con i partner della distribuzione italiana e straniera, ancor di più dopo il riassetto da parte di Fiere di Parma che ne vede rafforzata la vocazione più internazionale. Petti prende parte a Tuttofood 2026, dopo l’edizione molto positiva del 2025, con il duplice obiettivo di consolidare il proprio posizionamento premium, che punta su un modello che fonde l’expertise che si tramanda da quattro generazioni con tecnologie all’avanguardia, e il lancio di nuovi prodotti.

Le novità di Petti a Tuttofood 2026: dalle Salse Pronte agli showcooking

Lo stand Petti a Tuttofood 2026 sarà una grande cucina aperta a tutti i visitatori in cui si alterneranno gli showcooking di tre chef e food influencer molto rinomati che interpreteranno i prodotti Petti con ricette che ne esalteranno le qualità.

Gli chef illustreranno e impiegheranno tutti i principali prodotti della gamma Petti, che si distingue per la sua grande versatilità in cucina.

Tuttofood 2026 sarà anche la vetrina ideale per presentare l’ultima sfida del brand toscano: le nuove Salse Pronte Petti nei comodi formati in bottiglia da 250g e 350g, nelle varianti Datterini e Ciliegini.

Nate per rispondere a chi cerca la praticità, senza rinunciare alla genuinità, queste referenze si distinguono per un’etichetta estremamente corta: senza zuccheri aggiunti, conservanti o addensanti. L’esclusivo metodo di lavorazione a bassa temperatura consente inoltre di preservare il colore rosso vivo e la fragranza del pomodoro come appena raccolto.

Petti a Tuttofood 2026 celebra il successo de "La Completa" e guarda al futuro

Petti a Tuttofood 2026 avrà anche l’occasione per celebrare un anno di importanti traguardi e riconferme per Petti: la Polpa Fine ai 6 pomodori “La Completa” ha ottenuto il riconoscimento Eletto Prodotto dell'Anno 2026 nella categoria conserve di pomodoro, seguendo il successo della Passata ai 6 pomodori che ha ricevuto lo stesso premio Eletto Prodotto dell'Anno nel 2025.

Un importante riconoscimento per una visione aziendale da sempre vocata all’innovazione, in particolare proprio con l’esclusiva linea "La Completa", frutto di una selezione rigorosa e della trasformazione dei migliori pomodori coltivati nelle sei regioni italiane più iconiche per tradizione conserviera: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Puglia.

Guardando al futuro, è questa la strategia aziendale che punta a ridefinire costantemente gli standard della categoria attraverso l’innovazione e la sostenibilità, garantendo ai consumatori prodotti sicuri, sani e profondamente legati all'eccellenza agroalimentare italiana.

In uno scenario internazionale sempre più imprevedibile e ricco di incognite, con rese agricole in calo, costi energetici e degli imballaggi quasi raddoppiati in dieci anni, il contesto è davvero impegnativo.

L’azienda toscana cerca di difendere la stabilità produttiva grazie a un modello agricolo integrato che si fonda su un progetto di filiera certificato e garantito anche da terreni di proprietà.

Scopri di più sui prodotti Petti

Primark evolve il design circolare e potenzia le azioni green

Primark aggiorna il Circular Product Standard 2.0 ed estende il design circolare a tutta l’azienda con il livello Progressive

A tre anni dal lancio della prima roadmap, Primark estende il design circolare a tutta l’azienda con il nuovo livello Progressive, aggiornando il Circular Product Standard 2.0 che alza gli standard in termini di materiali, durabilità e riciclabilità. Il piano, sviluppato in linea con la visione della Ellen MacArthur Foundation, punta a trasformare il concetto di "moda usa e getta" in un modello basato su durabilità e riciclo.

"Siamo consapevoli di non aver risolto tutte le sfide né di avere tutte le risposte, ma puntiamo a progressi concreti più che alla perfezione e il rilancio e l’aggiornamento del Circular Product Standard si basano sull’esperienza maturata negli ultimi tre anni" dice Nicholas Lambert, responsabile circolarità e materiali di Primark.

I tre pilastri del design circolare

Il nuovo standard non è solo una dichiarazione di intenti, ma un manuale pratico per fornitori e designer. La strategia si concentra su tre requisiti fondamentali: in primo luogo la durabilità con capi progettati per resistere al tempo e ai lavaggi; in secondo luogo i materiali con l'utilizzo esclusivo di fibre riciclate o provenienti da fonti sostenibili. Non ultimo la riciclabilità: ogni prodotto deve essere facilmente riciclabile una volta giunto a fine vita.

Numeri e innovazioni

Nell’anno fiscale 2024/2025, il 5% dell'abbigliamento venduto da Primark rispondeva già ai criteri del design circolare, con punte del 20% nel jersey e dell'8% nel denim. La versione 2.0 introduce invece il livello Progressive, che impone requisiti ancora più severi, come l’impiego di tessuti riciclati post-consumer. Ma la vera rivoluzione passa dai dettagli quotidiani: per facilitare il riciclo, Primark sta eliminando elementi metallici non funzionali (come i rivetti) e riducendo lo spessore delle cinture elasticizzate.

La formazione

Per supportare questa operazione e promuovere un cambio culturale, Primark ha attivato percorsi di formazione per i nuovi buyer con la collaborazione con la Circular Textiles Foundation, per far sì che la circolarità diventi parte integrante di ogni decisione d'acquisto.

L'obiettivo dichiarato è ambizioso: dimostrare che la moda sostenibile non deve essere un lusso, ma una realtà accessibile a tutti.

Smashie accelera nel 2026 lo sviluppo in franchising

Il piano di crescita di Smashie, format di Gruppo Cigierre, prevede oltre dieci nuove aperture tra shopping center e centri urbani

Con l’apertura del nuovo Smashie nel centro commerciale Curno (Bg), Cigierre avvia lo sviluppo in franchising su scala nazionale del suo format dedicato allo smash burger. Il nuovo locale a Curno, primo in Lombardia e secondo in affiliazione dopo quello nel centro commerciale Euroma, consolida la strategia di espansione del brand prevista per il 2026 e sostenuta da un modello di business ad alta redditività, che si inserisce nel piano industriale di Gruppo Cigierre, orientato a supportare i format più innovativi con importanti investimenti strutturali.

Stefania Criveller, Corporate General Manager Cigierre

L'apertura di Curno e l'avvio ufficiale dello sviluppo in franchising rappresentano un momento di svolta per il posizionamento di Smashie nel panorama della ristorazione veloce italiana -conferma Stefania Criveller, corporate general manager di Cigierre. Il nostro obiettivo è consolidare un modello operativo capace di coniugare l'altissima qualità del prodotto con le logiche di scalabilità richieste oggi dal mercato, trasformando questo format in un pilastro strategico del nostro portafoglio e in un punto di riferimento assoluto per il settore”.

Le aperture nel 2026

Lo sviluppo di Smashie per il 2026 prevede almeno 15 nuove aperture distribuite nei principali centri commerciali e urbani italiani. Tra le inaugurazioni già calendarizzate: Genova, Cagliari, BergamoFirenze,  VicenzaMarcon, ParmaLeccePalermo e un secondo ristorante a Catania, e altre unità attualmente in via di finalizzazione.

Con un ticket medio di 15,40 € e una permanenza ai tavoli di circa 25 minuti, Smashie risponde alle logiche del quick service e alle abitudini di un target trasversale, guidato dalla Gen Z. L'apporto tecnologico è centrale in questo tipo di format: il 70% degli ordini parte dai chioschi digitali, che contribuiscono, per l'azienda friulana, a ottimizzare l'esperienza d'acquisto, incentivare la personalizzazione e garantire rapidità di servizio. I tempi di attesa medi si attestano infatti intorno a 6 minuti, a fronte di volumi che toccano i 300 smash burger preparati quotidianamente in ogni ristorante.

Investimenti del piano triennale

Nel 2025 Gruppo Cigierre ha fatturato oltre 550 milioni di euro (in crescita rispetto ai 545 milioni registrati nel 2024), attraverso una rete composta da 360 ristoranti attivi, 5.000 collaboratori e più di 30 milioni di clienti serviti nel 2025.

La crescita dei singoli brand è supportata da un piano triennale che prevede investimenti strutturali di oltre 60 milioni di euro, destinati non solo all'espansione della rete e al restyling dei locali, ma a consolidare il ruolo di Cigierre come anticipatore dei nuovi trend della ristorazione, rispondendo alle evoluzioni dei consumi per trasformarle in modelli di business vincenti e duraturi nel tempo. Attraverso l'innovazione digitale e la formazione tramite Cigierre Academy, l'azienda continua a ridefinire gli standard del mercato, posizionandosi come punto di riferimento per e esigenze dei consumatori di domani.

H&M chiuderà 160 negozi nel 2026 nel mondo

H&M sta attuando un piano di riorganizzazione della sua rete puntando su un più forte approccio omnichanel e su una maggiore presenza online

Il processo di riorganizzazione della rete di H&M toccherà anche l'Italia con la chiusura del punto di vendita di Roma Tuscolana. Ma il percorso coinvolgerà in totale 160 negozi in vari Paesi in cui l'insegna opera. Pare che l'operazione sia stata dettata da un calo dei ricavi del 10% subìto nel primo trimestre dell'anno. A dir la verità, il 2025 ha chiuso con numeri positivi ma il retailer sta attuando una politica che vede per il futuro una minor presenza di store fisici e un potenziamento della presenza online. Una scelta che certamente inciderà sui costi operativi e di conseguenza sugli utili. Questo non significa però che la rete offline non sia oggetto di interesse o di revisione. H&M avrebbe infatti sottolineato l’intenzione di rinnovare i punti di vendita di Bari e Conegliano (Tv). Al momento, infatti, l'unica chiusura certa nel nostro Paese è quella romana prevista per il 10 maggio dove sono impiegate 17 persone.

Le chiusure riguarderanno in generale anche i negozi del marchio & Other Stories con la chiusura della sede francese e il trasferimento delle attività creative da Parigi a Stoccolma dove H&M sta continuando a investire. In città ha inaugurato pochi giorni fa un flagship store situato ad Hamngatan 22, sviluppato su circa 2.000 mq con un'offerta che comprende le ultime collezioni moda per uomo e donna, a cui si aggiunge un'area H&M Beauty e a una selezione di capi di seconda mano. In questo negozio, l'insegna insiste sull'approccio omnicanale integrando retail fisico e digitale per un'esperienza di acquisto completa.

"Negli ultimi anni, abbiamo affinato la nostra espressione creativa, dal processo di progettazione al modo in cui le nostre collezioni incontrano la clientela. A Hamngatan, abbiamo creato un ambiente in cui la moda è protagonista, con interni rinnovati che mettono in risalto la stagione in modo chiaro e stimolante. Il negozio diventerà una meta imperdibile per gli amanti della moda e non vediamo l'ora di lanciare la nostra attesissima collaborazione con Stella McCartney in primavera", ha dichiarato Ann-Sofie Johansson, responsabile design abbigliamento donna e consulente creativo di H&M.

I sindacati

Sul piano di riorganizzazione sono intervenuti anche i sindacati preoccupati per l'impatto occupazionale che questa operazione avrà. A riguardo, i sindacati chiedono un nuovo accordo di lunga durata per sfruttare le agevolazioni fiscali vigenti.

Sviluppo rete in Area 4 dal 10 al 17 aprile 2026

Doppio opening per Multicedi (VéGé) che inaugura i punti di vendita Maxistore Decò a Forio D'Ischia (Na) e Market Decò ad Afragola (Na)

DECÒ MAXISTORE
Via Mario D’Ambra 42
Forio d’Ischia (Na)
Multicedi (VéGé)

Data di apertura
27 marzo 2026
Format e location
Ampia l’area dei reparti freschi con macelleria, gastronomia e pescheria assistite, panetteria a libero servizio. L’ortofrutta dispone dello spazio Piante e Fiori. A chiusura del percorso il reparto surgelati con numerosi prodotti sfusi.
Offerta
Si allinea alla classica offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20.30; domenica 8.30-13.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

MARKET DECÒ
Corso Garibaldi 55
Afragola (Na)
Multicedi (VéGé)

Data di apertura
27 marzo 2026
Format e location
Replica il tradizionale concept di prossimità con macelleria e salumeria sia servite che a libero servizio.
Offerta
Migliaia di referenze per la spesa quotidiana.
Servizi
Orario: lun-sab 8-13.30 e 16-20.30; domenica 8-14.
Addetti e casse
Non disponibile.

Normal sbarca a Genova e si consolida a Milano

Un distintivo percorso a labirinto, un modello every day low price, e un'offerta dinamica con proposte che variano ogni settimana: sono i tratti dell'insegna Normal sbarcata a Genova e in via Torino a Milano

Tredici punti di vendita già aperti in Italia per Normal che sta progressivamente consolidando la sua presenza sul territorio nazionale. L'insegna danese ha aperto anche in via Torino a Milano e a Genova al Waterfront Mall.

Lo store

  • Si estende su 468 mq a Genova e 467 in via Torino
  • Aperto al pubblico da lunedì a domenica dalle 9 alle 21.

Il format

Questo store, così come quello aperto a Genova, si allinea al modello già lanciato in Italia in altre aree del Paese dove Normal ha fatto il suo ingresso partendo dal centro commerciale RomaEst, con un punto vendita di circa 350 mq. Sono seguite le aperture di Porta di Roma, Assago e Merlata Bloom a Milano. Il vero tratto distintivo di questo concept è il layout che riprende un percorso a labirinto con sentiero obbligato che accompagna il consumatore lungo l'esperienza di acquisto. L'uso acceso dei colori è un ulteriore elemento rappresentativo degli ambienti interni in cui gioca un ruolo chiave anche la comunicazione che fa largo uso di vignette e segni grafici spesso ironici e divertenti.

La convenienza

Si tratta di uno store con un'offerta che comprende prodotti per la cura della persona e della casa, make-up, cartoleria e snack, fino agli accessori per gli animali. L'offerta comprende sia articoli di grandi marche che mdd.

La convenienza è continuativa e non esistono le offerte della settimana. Sono infatti circa 4.000 i prodotti con prezzi che oscillano tra 1 e 20 euro, pensati per restare fissi e accessibili a tutti, 365 giorni l'anno. L'assortimento è però reso dinamico dalle novità settimanali che sono circa 100.

Sviluppo rete in Area 3 dal 10 al 17 aprile 2026

Eurospin apre un discount a Simaxis (Or) con pescheria e gastronomia servite, mentre Lidl Italia debutta a Fermo con uno store di 1.250 mq con le consuete aree di panetteria e rosticceria self service

EUROSPIN
Strada provinciale 67
Simaxis (Or)
Eurospin

Data di apertura
23 marzo 2026
Format e location
Lo store si apre sull’ortofrutta, seguono sul perimetro i banchi serviti di gastronomia e pescheria, macelleria self-service e pane confezionato.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20.30; domenica 8.30-13.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

LIDL
Via Enrico Malintoppi 39
Fermo
1.250 mq
Lidl Italia

Data di apertura
9 aprile 2026
Format e location
Si trova in località Campiglione. È il primo discount in città per l’insegna. Lo store è in classe energetica A4 e dispone di un impianto fotovoltaico da 120 kW. Il percorso inizia dalla frutta e verdura per proseguire con l'area panetteria e l'angolo rosticceria. Presente un’ampia area dedicata al non food dove vengono proposte varie soluzioni a rotazione per lo sport, l’arredamento, l’abbigliamento e il fai da te.
Offerta
Rimane fedele all’offerta tipica dell’insegna con una presenza di prodotti bio e plant based.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 8-20.30. Nel parcheggio sono presenti 130 posti auto.
Addetti e casse
Sono stati assunti 11 addetti a integrazione dello staff già impiegato.

 

Tuttofood 2026: il food system passa tra diplomazia culturale e nuovi modelli di retail

Tra il lancio del "Food Manifesto" di Fiere di Parma e il debutto dell'Osservatorio FrePRE, la kermesse milanese riscrive le regole della supply chain, trasformando il cibo da commodity a valore strategico internazionale

Il countdown per Tuttofood 2026 sta arrivando agli sgoccioli: dall’11 al 14 maggio 2026, il quartiere fieristico di Rho Fiera Milano diventa l’epicentro di un sistema sotto pressione, capace però di rispondere con numeri senza precedenti: 85mila metri quadrati netti, 5.000 espositori e una previsione di oltre 100mila visitatori professionali da 80 Paesi. Su gdoweek lo seguiremo da vicino con il nostro #gdoweekreport, con notizie, approfondimenti e videointerviste dai padiglioni della fiera di Milano.

Nonostante le turbolenze geopolitiche che continuano a sfidare le catene di approvvigionamento, Tuttofood 2026 registra incrementi a doppia cifra rispetto al 2025: +15% di superficie espositiva e un balzo del 33% nel numero di buyer profilati. La geografia dell’evento riflette la nuova mappa del commercio mondiale: se l’Europa mantiene una solida quota del 42%, il restante 58% guarda a mercati extra-UE, con il Nord America (21%) e il Far East/Asean (15%) a fare da traino.

Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, sottolinea come la fiera sia diventata un luogo di responsabilità politica e sociale: "In un quinquennio segnato da crisi climatiche strutturali e costi energetici fuori controllo, il cibo non può più essere considerato una semplice merce. È un valore. Con Tuttofood 2026 lanciamo un messaggio programmatico e concreto, coinvolgendo tutti gli attori della filiera in una visione non ideologica, ma orientata alla sussistenza e alla coesione ambientale".

Il Food Manifesto e le innovazioni per il retail

Il pilastro concettuale di questa edizione è il Food Manifesto, la carta dei valori del futuro del cibo presentata ufficialmente da Cellie. È una piattaforma operativa che ispira il settore a scelte radicali in termini di sostenibilità e trasparenza. Per gli addetti ai lavori nel retail, le novità sono altrettanto concrete. Debutta FrePRE (Fresh & Produce Retail European), il primo Osservatorio europeo che monitora il gradimento dei consumatori verso i reparti ortofrutta, salumi, formaggi e gastronomia. In un mercato dove il "fresco quotidiano" determina la fedeltà all'insegna, FrePRE offre metriche inedite per ottimizzare l'offerta a scaffale. A questo si aggiunge Great Taste in Italy, che per la prima volta porta in Italia i criteri di valutazione più influenti al mondo, capaci di generare incrementi di vendita medi del 20% per i prodotti premiati.

I premi del Better Future Award

Anche quest'anno saranno assegnati i premi del Better Future Award, riconoscimenti dedicati alle eccellenze alimentari degli espositori di Tuttofood. La vetrina espositiva Better Future Award ospiterà 110 novità di prodotto selezionate per la loro originalità da una giuria di esperti coordinata da Gdoweek. I prodotti saranno presentati in un’area dedicata all’interno del Padiglione 10. La cerimonia di premiazione si terrà nel pomeriggio del 12 maggio 2026.

1. Premio Innovazione di prodotto
2. Premio Etica e Sostenibilità
3. Premio Innovazione di packaging
4. Premio Away From Home
5. Premio Private Label
6. Premio Benessere & Bio

Better Future Award 2026

Focus su internazionalizzazione e Mercosur

Il successo di Tuttofood è frutto di una sinergia sistemica con Ice-Agenzia, fondamentale per attrarre delegazioni nutrite da Giappone, Corea del Sud e Sud America. Matteo Zoppas, Presidente di Ice-Agenzia, ha ribadito la centralità strategica della manifestazione: “Tuttofood rappresenta una fiera di riferimento a livello mondiale e, proprio in questo momento in cui si registrano segnali al tempo stesso di potenzialità e di criticità, è fondamentale accelerare e rafforzare la nostra presenza, continuando a supportare il comparto con tutte le attività che portiamo avanti in Italia e sui mercati internazionali. In particolare, nei mercati ad alto potenziale individuati nel Piano per l’Export, come il Sud America e l’area Mercosur, che si confermano direttrici sempre più rilevanti per la crescita delle nostre imprese. La collaborazione con Fiere di Parma rappresenta un elemento chiave di questo successo: insieme lavoriamo per rafforzare il posizionamento internazionale delle imprese e per creare nuove opportunità di business, anche attraverso un articolato programma di incoming che porta a Milano operatori internazionali selezionati, reclutati tramite la rete degli Uffici Ice nel mondo, favorendo l’incontro diretto e qualificato con le imprese italiane.”

Un percorso espositivo ottimizzato per il business

L’architettura della fiera è stata pensata per massimizzare l’efficienza dei buyer. Dai prodotti lattiero-caseari del Padiglione 1, passando per la carne e le proteine del Padiglione 3, fino al mondo del Grocery (Pad. 5, 7, 10). Una menzione speciale va al Padiglione 6, che ospita la Italian Specialty Selection e la Mixology Experience, dove il concetto di beverage pairing viene declinato per le nuove esigenze del fuori casa e della  moderna distribuzione. Tuttofood 2026 non è solo una vetrina, ma il luogo dove la diplomazia culturale della cucina italiana -ora supportata dal Forum Internazionale voluto dal Masaf- incontra la concretezza dei numeri. Per il retail europeo e mondiale, l'appuntamento di Milano rappresenta la bussola definitiva per navigare le sfide di un mercato globale sempre più esigente e frammentato.

Stradivarious (Inditex): ottimizzare spazi e costi per l’esperienza cross canale – #retailinnovations by Kiki Lab

In Germania il concept Stradivarius.com, semplificare il customer journey con un hub per il click & collect e di un’area showroom

Insegna spagnola di abbigliamento, calzature e accessori donna, fondata a Barcellona nel 1994 e ormai da anni parte di Gruppo Inditex (Zara), leader mondiale del settore, che l'ha acquisita nel 1999, Stradivarius continua a crescere.

La crescita di Stradivarius

Grazie alla sua capacità di sviluppare rapidamente collezioni con uno stile contemporaneo a prezzi accessibili e a una costante proposta di novità nei negozi, ha superato gli 800 negozi in 65 Paesi, oltre ad avere da tempo sviluppato in parallelo anche i canali digitali e l'eCommerce; allo stesso tempo, l'obiettivo è cercare di armonizzare canali fisici e digitali.

Nasce Stradivarius.com

In quest'ottica, nel marzo 2025 il retailer ha lanciato e testato nel cuore dell'area più commerciale di Colonia (Germania) il concept Stradivarius.com, con una doppia funzione: servire sia da punto di ritiro del click & collect sia da showroom dove presentare le collezioni, senza una vendita immediata.

Il mercato del vino è in contrazione, i retailer da Vinitaly

vino retailer Vinitaly
Vinitaly ha offerto l'occasione per presentare i dati sulle vendite di vino nella gdo e una tavola rotonda tra retailer e industria

Vinitaly ha offerto l'occasione per presentare i più recenti dati di mercato sulle vendite di vino nella gdo forniti da Circana, e una tavola rotonda tra retailer e industria a commento, sul tema delle criticità emergenti nella gdo. Ecco cosa hanno detto i retailer: Alberto Arcidiacono, responsabile acquisti private label beverage di Crai, Alessandra Manzato, group category manager grocery e bevande di Conad, Eleanna Pizzinelli, responsabile reparto beverage di Coop Italia e Marco Usai, wine specialist di MD Discount.

Il mercato del vino e i retailer a Vinitaly

La ricerca presentata da Circana evidenzia una contrazione dei volumi che riguarda tutti i canali distributivi, dunque anche la gdo, con la sola eccezione dell'eCommerce. Le vendite sono in calo sia a promozione che a prezzo pieno, e gli impatti più significativi si registrano sulle grandi aziende e sui vini mdd. Dimostrano maggior resilienza le realtà produttive più piccole.

Il punto di vista di Crai: intercettare la domanda di valore

A fronte di un consumatore più selettivo, che risente dell'inflazione ma orienta i propri acquisti su prodotti di valore pur a discapito dei volumi, la gdo dovrebbe concentrare la propria strategia su due fronti: preservare i volumi, intercettare la domanda di maggior valore: "Qualificando l’assortimento -dice Alberto Arcidiacono, responsabile acquisti private label beverage di Crai- rendendolo unico con una mdd distintiva, implementando ulteriormente il segmento premium e le diverse declinazioni di bollicine che continuano a trainare il comparto, senza tralasciare trend emergenti che nel medio periodo potrebbero incrementare la base di consumatori".

Conad: cambiano i consumi, tra aperitivi domestici e benessere

Il commento di Alessandra Manzato, group category manager grocery e bevande di Conad individua un nuovo quadro di consumo che le performance di Conad nella categoria vino dimostrano di aver saputo, almeno in parte, leggere. Conad ha performato meglio del mercato, contenendo il calo dei volumi e con una crescita maggiore a valore, grazie alla scelta di valorizzare la qualità dell'offerta e alla capacità di intercettare i nuovi bisogni. I vini fermi hanno le performance peggiori, gli spumanti hanno performance positive anche a volume. "Un risultato sostenuto dal ruolo sempre più centrale del momento dell’aperitivo domestico, che sta trainando non solo le bollicine, ma anche categorie collaterali come distillati da mixology, toniche e ready to drink. L’andamento degli spumanti, così come le migliori performance dei vini bianchi rispetto ai rossi e, all’interno di questi ultimi, dei prodotti meno strutturati, riflette un cambiamento nei comportamenti di consumo: ricerca di vini più freschi, versatili e a gradazione alcolica più contenuta, coerente con la destrutturazione dei pasti e con stili di vita più attenti all’equilibrio e al benessere".

Coop Italia: territorio e innovazione contro il calo dei consumi

La ricetta di Coop Italia per rispondere alle mutate richieste di un mercato ormai maturo, la cui contrazione viene letta come fenomeno strutturale e non ciclico, si orienta su due direttrici strategiche: differenziazione e innovazione. "Differenziazione, attraverso il rafforzamento dei contenuti di marca e la costruzione di uno storytelling coerente con le nuove abitudini di consumo -spiega Eleanna Pizzinelli, responsabile reparto beverage di Coop Italia- , affiancato da una rinnovata valorizzazione del territorio, che si conferma elemento chiave; e innovazione a 360 gradi, che comprende lo sviluppo di proposte no alcohol e una crescente attenzione a formati e packaging, sempre più rilevanti nelle scelte del consumatore”.

Anche nel vino, il discount è un pilastro: la strategia di MD

La rilevanza del canale discount nelle vendite di vino della gdo orienta la strategia di MD basata su una selezione di vini che abbiano identità, qualità e un prezzo inclusivo per tutti, specialmente per i nuovi consumatori. "Invece di disorientare con scaffali infiniti -ha detto Marco Usai, wine specialist di MD Discount-, abbiamo scelto di semplificare, evolvendo l’offerta verso nuovi linguaggi e stili di consumo per rispondere a un mercato che cambia. A garanzia di questo impegno, abbiamo scelto di sottoporre i nostri vini a protocolli di analisi qualitativa volontari e rigorosi, assicurando al cliente una qualità costante nel tempo. Per noi il vino deve restare un prodotto agricolo e culturale, da vivere con intelligenza e moderazione: un’eccellenza che torna a essere un piacere quotidiano, accessibile a tutti".

Come oltre l'80% dei prodotti MD, dal 2025 anche il vino è a marchio proprio, e nel 2026 MD ha lanciato una linea vini premium, Enotrium, andando oltre il luogo comune pregiudiziale sul prezzo. La cantina MD adotta un protocollo di qualità molto rigoroso, 650 controlli l'anno aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dai disciplinari Doc e Igt. Enotrium si focalizza su vitigni legati a territori specifici, 12 referenze 100% monovarietali, portando alle tasche di tutti anche vitigni poco conosciuti, come il Pallagrello, tra i preferiti di Ferdinando di Borbone. Tra i successi del progetto, l'interesse manifestato da alcuni consorzi del vino per promuovere i rispettivi territori.

 

 

Amore Do Eat Better, un concept che si sposa al travel retail

L'apertura di Amore Do Eat Better a Roma Fiumicino conferma la direzione strategica del concept di Avolta-Autogrill nel canale viaggio (travel retail)

Avolta, leader globale nel settore del travel retail e del food & beverage, attraverso Autogrill, ha inaugurato al Terminal 3 dell’aeroporto di Roma Fiumicino, AMORE Do Eat Better (di seguito: Amore), il concept proprietario Autogrill che combina il servizio di bar e snack per i passeggeri che cercano una sosta veloce con un'offerta di casual dining che include servizio al tavolo e ordinazione digitale (self-ordering).

Presente negli scali internazionali di Düsseldorf e Atene e sulle autostrade italiane a Montepulciano Est, Badia al Pino Ovest e Po Brennero, dopo le prime aperture in aeroporto in Italia a Bologna, Brindisi e Verona, Amore di Roma Fiumicino rappresenta un altro passo importante nella strategia di sviluppo del concept nel canale aeroportuale.

La nuova location è progettata per andare incontro a diverse esigenze dei passeggeri durante l'intera giornata, coniugando rapidità e comodità con una più ampia gamma di proposte. Accanto al servizio bar e agli snack dolci e salati, il format include un'area casual dining con servizio al tavolo e ordinazione digitale in autonomia.

“La nuova apertura di Amore riflette il continuo sviluppo di questo concept nel canale aeroportuale e la nostra più ampia presenza negli scali italiani -commenta Luca D’Alba, general manager Italy F&B di Avolta-. Roma Fiumicino è una tappa fondamentale e questa apertura ci permette di ampliare ulteriormente la gamma di opzioni a disposizione dei viaggiatori. Ringraziamo inoltre ADR, Aeroporti di Roma, con cui continuiamo a collaborare strettamente per sviluppare un’offerta che risponda alle mutevoli esigenze dei passeggeri".

"L’apertura di Amore si integra pienamente nella visione di ADR che identifica nella qualità dell’offerta gastronomica un elemento distintivo dell’esperienza aeroportuale -aggiunge Marilena Blasi, chief commercial officer di Aeroporti di Roma-. Un format che racconta e valorizza la tradizione della cucina italiana attraverso un’offerta di prodotti e sapori locali e nazionali, reinterpretata lungo tutto l’arco della giornata, capace di trasformare il tempo in aeroporto nell’ultimo, autentico, ricordo enogastronomico del viaggio, in particolare per i turisti".

Lanciato per la prima volta nel 2022 a Montepulciano Est, Amore Do Eat Better si fonda sulla cultura gastronomica italiana, con un'offerta pensata per unire qualità, varietà e accessibilità in un format contemporaneo. Il concept propone una vasta selezione di piatti e un design d’interni ispirato al Nord, Centro e Sud Italia.

Il menù di Roma Fiumicino include opzioni su misura per l'ambiente aeroportuale, dal servizio colazione agli snack da bar fino alle proposte per l'aperitivo, insieme a una selezione di classici italiani, tra cui carbonara, gricia e maritozzo.

L'ordinazione digitale (self-ordering) è un’ulteriore caratteristica della nuova apertura, che permette ai clienti di consultare il menù e trasmettere l'ordine direttamente dal proprio smartphone tramite QR code. Il servizio punta a ridurre i tempi di attesa e a favorire un'esperienza di ristorazione più efficiente.

Magazzini Gabrielli (Selex) e Conad confermano il sostegno alle Donne del Retail

Per il secondo anno consecutivo, Magazzini Gabrielli (Selex), attivo con le insegne Oasi e Tigre, sostiene l'associazione Donne del Retail

Inclusione, merito e valorizzazione del talento femminile. Su questi pilastri si fonda il rinnovo della partnership tra Magazzini Gabrielli (Selex) e l’Associazione Donne del Retail. Per il secondo anno consecutivo, l'azienda che opera con le insegne Oasi, Tigre e Tigre Amico e vanta un giro d’affari da 1,6 miliardi di euro conferma il proprio sostegno alla realtà che promuove la parità di genere nel settore. L'obiettivo dichiarato è la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, dove la crescita delle competenze e il senso di appartenenza diventino motori di sviluppo per l’intera azienda.

"Il contributo delle donne è una leva strategica per la crescita del retail e per la qualità dei modelli organizzativi," ha commentato Barbara Gabrielli, direttore della comunicazione di Magazzini Gabrielli. "Questo rinnovo si inserisce in un percorso di valori condivisi, volto a far evolvere il settore verso modelli più inclusivi capaci di generare valore concreto per i territori."

L'impegno di Conad

Anche Conad ha confermato la propria adesione e la propria sponsorizzazione dando continuità al sostegno dell’attività di valorizzazione del contributo del lavoro femminile allo sviluppo del comparto della distribuzione svolto dall’associazione. “L’Associazione ha lavorato bene e quindi è stato per noi naturale continuare a darle sostegno – ha dichiarato Mauro Lusetti, presidente Conad-. Inoltre, gli ideali e i principi dell’Associazione sono coerenti con i valori e i principi del mondo Conad e siamo anche per questo felici di far parte di questa organizzazione”.

Il bilancio del 2025 e le prospettive future

L'Associazione Donne del Retail ha archiviato un 2025 di forte attivismo, segnato da iniziative di networking e dalla promozione della leadership femminile, culminate nel Premio Donne del Retail al Femminile. L'organizzazione si pone oggi come un interlocutore istituzionale chiave, capace di influenzare le politiche occupazionali e combattere le discriminazioni nei processi decisionali. Secondo Eleonora Graffione, presidente dell’associazione, la questione non è solo etica ma strettamente economica: "Il lavoro femminile rappresenta una delle leve più potenti e ancora parzialmente inesplorate per far crescere il PIL. Quando le donne partecipano pienamente al mercato del lavoro cresce la produttività complessiva e si diversificano le competenze -afferma-. Per questo motivo, oltre ad un discorso di equità sociale, ci stiamo muovendo per dare alle donne sempre più strumenti, conoscenze e sostegno per poter svolgere la loro attività e raggiungere gli obiettivi che si sono prefissate in campo professionale”.

Circana: la mdd raggiunge quota 50% in Europa

Secondo Circana, la mdd vivrà un'ulteriore spinta nel 2026, trainata da due fattori chiave: inflazione e intelligenza artificiale

Un traguardo storico per i prodotti a marchio del distributore che, secondo l'analisi di Circana, raggiungono una quota in unità di vendita del 50% in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. La quota a volume della mdd è salita al 52% nel Regno Unito e in Germania, mentre si attesta al 46% in Francia e al 36% in Italia. Questo significa che i consumatori acquistano molte più mdd rispetto al passato. Stando all'ultima analisi di Circana sul mercato europeo del largo consumo, la quota di unità vendute a mdd è cresciuta costantemente ogni anno dal 2021, aumentando di oltre tre punti percentuali nel periodo, con un'ulteriore crescita prevista per l'anno in corso.

I nuovi trend

Monitorando le vendite di milioni di referenze in oltre 230 categorie, l'analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le
mdd stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte
premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei marchi
nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso
acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel
sostenere la domanda. “I retailer si rivolgono anche alle generazioni più giovani, meno fedeli ai grandi brand, attraverso TikTok shop e contenuti virali; i discount stanno aprendo nuovi punti di vendita e l'AI rende più semplice che mai confrontare i prodotti solo su prezzo e funzionalità. Le marche industriali dovranno contare su qualcosa di più della semplice reputazione del marchio o di forti sconti per attirare i consumatori” afferma Ananda Roy, senior vice president of strategic growth insights di Circana.

Gli scenari

L'ipotesi è che la mdd continuerà a crescere nonostante l'industria di marca stia cercando di riconquistare i consumatori. Inflazione, venti di guerra e situazioni geopolitiche critiche, che inevitabilmente porteranno a un aumento dei prezzi di fertilizzanti, trasporti, distribuzione e ingredienti, saranno determinanti a generare questo scenario perché la leva prezzo sarà determinante. Circana ha però rilevato che le promozioni a scaffale, i prezzi riservati ai programmi fedeltà (loyalty pricing) e le strategie di allineamento dei prezzi si sono intensificati generando una vera e propria guerra dei prezzi nel settore. Ma c'è un dato da non sottovalutare. I prodotti di marca vengono scontati in modo molto più aggressivo rispetto alle mdd: nei sei principali mercati europei, il 34% delle vendite a volume dei brand industriali è avvenuto in promozione, contro il 14% della mdd. “Con margini già ridotti -chiarisce la manager- le marche industriali dovranno analizzare a fondo i dati sulla fedeltà dei consumatori e le strategie di prezzo e promozione se vogliono competere e sopravvivere. Saturare il mercato di promozioni non è una tattica di sopravvivenza a lungo termine.”

Si prevede inoltre che lo shopping online e quello guidato dall'intelligenza artificiale quest’anno forniranno ai supermercati un ulteriore slancio.
A riguardo Ananda Roy aggiunge: “Nell'ultimo decennio, le mdd sono diventate marchi potenti a tutti gli effetti. Considerando che oggi un carrello della spesa medio costa quanto un carrello premium dello scorso anno, i consumatori attenti al prezzo devono compiere decisioni difficili su quali prodotti acquistare. L'assortimento dei distributori spazia dai prodotti base a prezzi contenuti alle prelibatezze premium, fino ad alimenti salutari, iperproteici e articoli di tendenza: un'alternativa affidabile e attraente.”

I dati della mdd

Attualmente, la mdd detiene una quota del 42% delle vendite a valore nei sei principali mercati europei, raggiungendo un giro d'affari complessivo di 324 miliardi di euro ma la penetrazione varia sensibilmente tra i diversi Paesi:

  • Paesi Bassi: 55%
  • Spagna: 52%
  • Germania e Regno Unito: 44%
  • Francia: 36%
  • Italia: 31%

Dall'analisi condotta da Circana emergono tre direttrici principali:

  1. Il comparto food & beverage come driver di crescita: il settore alimentare si conferma il motore trainante della mdd, con performance eccellenti nei segmenti dei piatti pronti, degli snack, delle bevande e dei prodotti lattiero-caseari.
  2. L'ascesa delle acque minerali: la mdd ha registrato una crescita significativa in questa categoria. Il successo è attribuibile a una strategia basata su prezzi competitivi, attività promozionali spinte, il lancio di edizioni limitate e un posizionamento su target mirati.
  3. La resilienza delle marche industriali nel non food: al contrario del settore alimentare, le categorie non-food restano il terreno in cui la pressione competitiva dei grandi marchi industriali è più forte, limitando lo spazio di manovra dei prodotti a marchio privato.

 

Nomisma: spariscono 86mila negozi, ma cresce la ristorazione

Secondo i dati Nomisma, oltre 86.000 negozi di vicinato sono scomparsi negli ultimi 10 anni. La ristorazione invece cresce

Negli ultimi dieci anni, oltre 86.000 saracinesche si sono abbassate per l'ultima volta, segnando la scomparsa dei piccoli negozi di quartiere. Un trend che ha subito un’accelerazione verticale nell'ultimo quinquennio. I numeri della crisi, per quanto allarmanti, non devono rappresentare però una resa. È questo il messaggio lanciato da Nomisma in occasione della presentazione della prima edizione dell'Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale. L'obiettivo è ambizioso: superare la fase dell'analisi per approdare a quella delle azioni concrete. L'Osservatorio non si limita infatti a fotografare il declino, ma propone un approccio strutturato per invertire la rotta. La parola chiave è sostenibilità, intesa non solo come bilancio economico, ma come capacità di generare valore per l'intero ecosistema territoriale. Tra l'altro, dall'analisi emergono dati importanti: le diverse province si caratterizzano per dinamiche e velocità differenti. E in alcuni territori emerge con forza quanto i negozi di vicinato abbiano un ruolo centrale non solo per sostenere l’economia locale, ma anche per favorire socialità e integrazione.

Dalla lettura dei dati, risulta evidente, come i settori del commercio locale che presentano le performance migliori (ristorazione, salute e cura della persona e articoli per l’edilizia) siano sostenuti da fattori esogeni (boom turistico, effetti della pandemia da Covid-19 e bonus edilizi), mentre per le restanti categorie merceologiche la desertificazione commerciale non ha incontrato ostacoli nell’ultimo decennio. Queste considerazioni imporrebbero tanto ai decisori pubblici, quanto agli operatori privati, di compiere scelte coraggiose per salvaguardare socialità, integrazione e sicurezza dei contesti urbani e rurali: la costruzione di reti in grado di convogliare sui territori i consumi dei cittadini è una sfida da cogliere al più presto”, ha commentato Francesco Capobianco, head of public policy di Nomisma.

Il trend nelle province italiane

La media a livello nazionale vede un calo del -6,7% negli ultimi 10 anni, toccando nel 2025 il punto più basso di tutto il periodo di osservazione. Di seguito le percentuali delle province con segno positivo e negativo.

 

I lavoratori

A fronte di una crescita complessiva degli addetti nel comparto, pari a +21,2% di media a livello nazionale, tutte le province italiane si caratterizzano per un segno positivo, con vette del +37,2% a Matera, del +36,8% a Sassari e del +35,9% a Siracusa. Tra le province metropolitane spicca Roma, con un eloquente +30,4%, seguita nell’ordine da Palermo (+27,9%), Milano (+27,3%), Bari (+25,3%), Firenze (+25,2%), Bologna (+16,6%) e Torino (+15,9%).

Le dinamiche

L'analisi settoriale degli ultimi dieci anni rivela una vera e propria metamorfosi dei nostri centri urbani. Se il commercio di prossimità appare come il grande malato del decennio, esiste un comparto che non solo resiste, ma traina l’economia locale: la ristorazione. Con un incremento di oltre 55.000 unità e una crescita degli addetti che sfiora il 70% (+69,4%), il settore del cibo e dell'accoglienza si conferma il motore più dinamico del mercato. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla desertificazione di comparti storici. A soffrire maggiormente è il settore tessile-abbigliamento e accessori, che registra un saldo negativo drammatico: -55.570 unità. Seguono a ruota: cultura e svago con un crollo verticale del 28% negli esercizi, il commercio tradizionale (in sofferenza anche ferramenta, gioiellerie, arredamento e alimentari).

Dall'analisi emergono però segnali di controtendenza legati ai nuovi stili di vita e alle politiche economiche. La cura della persona è l'unico comparto commerciale in segno positivo per unità (+0,4%) ma con un vero exploit occupazionale (+27,5% addetti), spinto dalla crescente domanda di benessere. Infine, l'edilizia, nonostante una lieve flessione dei punti di vendita (-2,3%), vede un balzo degli addetti del 21,4%, trainato dai bonus e dal dinamismo del ciclo edilizio.

Il dato che emerge è chiaro: le città stanno smettendo di essere luoghi di acquisto di beni per trasformarsi in centri di consumo di esperienze e servizi. Se da un lato la crescita della ristorazione (+26,2% di unità locali) garantisce vitalità, la perdita di oltre 55mila negozi di abbigliamento solleva interrogativi sulla varietà e sull'identità futura delle nostre vie storiche.

I ricavi

I bilanci delle imprese italiane del decennio 2015-2024 raccontano una storia di sopravvivenza e crescita paradossale. Se da un lato il fatturato medio nazionale delle aziende rimaste sul mercato è balzato del +37,6%, dall'altro si è aperta una voragine competitiva. Le grandi imprese consolidano posizioni dominanti, mentre le piccole realtà di quartiere lottano contro costi fissi e pressione dei giganti, vedendo minata la propria sostenibilità economica. Il settore della somministrazione non conosce crisi di incassi. Il dinamismo della ristorazione è impressionante, con un incremento dei ricavi del +54,6%, tallonato da vicino dai bar (+51,2%). Ma a crescere non è solo il consumo fuori casa. Alcuni settori tradizionali hanno saputo reinventarsi, confermando il proprio ruolo di pilastro sociale oltre che economico:

  • Alimentari e Bevande: +44,4%
  • Ferramenta: +41,0%
  • Gioielleria: +33,3%
  • Salute e cura della persona: +29,1%

I dati più allarmanti riguardano i consumi legati al tempo libero e all'immagine. Il settore tessile e abbigliamento (+16,5%) e quello di cultura e svago (+13,3%) segnano il passo, registrando le performance peggiori del periodo. Secondo gli analisti, su questi comparti pesa una "tempesta perfetta" composta da tre fattori critici:

  1. eCommerce: La concorrenza aggressiva dei canali online.
  2. Post-pandemia: Una difficoltà strutturale nel recuperare i volumi pre-2020.
  3. Taglio delle spese: Una contrazione netta dei consumi discrezionali da parte delle famiglie, che privilegiano i beni primari o le esperienze conviviali (ristoranti) a scapito di un nuovo capo di abbigliamento o di un libro.

Il risultato è un mercato sempre più polarizzato, dove la specializzazione e la dimensione aziendale diventano gli unici veri scudi contro la desertificazione.

Gli affitti

Il mercato dei locali commerciali in Italia vive una profonda contraddizione. Mentre il valore di acquisto dei negozi è crollato mediamente del -9,0%, i canoni di locazione sono aumentati del +12,9%. Questo rincaro degli affitti rappresenta oggi una delle principali cause di chiusura per le attività locali.

Tra le grandi metropoli, Milano è il caso più emblematico, con prezzi di acquisto in calo (-7%) ma affitti in forte crescita (+16,1%). Invece, Roma e Torino registrano un crollo verticale dei prezzi (circa -22%), ma mentre a Roma gli affitti calano del -4,8%, a Torino restano quasi invariati (-1,5%). Infine, Bari, insieme a Milano, guida la crescita dei canoni tra le grandi città (+16,5%).

TheFork: l’evoluzione della scelta gastronomica in Italia

Secondo uno studio di TheFork le modalità di scelta degli italiani sono cambiate e l'intelligenza artificiale gioca un ruolo di primo piano

Tra libertà di scelta e sovraccarico informativo: il rapporto degli italiani con l'offerta ristorativa sta vivendo una profonda trasformazione guidata dal digitale. Lo confermano i dati del Rapporto Ristorazione 2025 di Fipe secondo cui la rete rappresenta oggi una vetrina fondamentale per i ristoranti, ma richiede anche agli utenti di orientarsi tra innumerevoli stimoli e contenuti.

E lo confermano anche i dati del nuovo studio di TheFork, la piattaforma specializzata nelle prenotazioni dei ristoranti, che com'è ovvio ha uno sguardo privilegiato sul settore. L'analisi, che combina dati proprietari della piattaforma riferiti al 2025 con un’indagine condotta in collaborazione con YouGov su oltre 1.000 italiani, tra dicembre 2025 e marzo 2026, dimostra che oltre un terzo degli italiani over 24 (ossia il 34%) afferma che un’ampia scelta di ristoranti rappresenta un valore e li fa sentire liberi di decidere, mentre il 21% riconosce che la varietà di opzioni sia utile, ma comporta un investimento significativo di tempo per valutare le alternative. A questi si somma il 14% che dichiara di sentirsi indeciso quando le possibilità diventano troppe. In un contesto di questo tipo, i nuovi strumenti tecnologici giocano un ruolo chiave perché aiutano a orientarsi tra le opzioni disponibili, rendendo le scelte non solo più rapide, ma anche più mirate e accurate.

Le recensioni

Per orientarsi nella scelta di un ristorante, le recensioni costituiscono lo strumento principale: per il 43% degli italiani di almeno 25 anni (e per il 56% di chi prenota online) rappresentano il fattore più influente. Subito dopo, con il 33%, viene la possibilità di valutare personalmente dettagli come foto, menu e atmosfera del locale, sulla base delle informazioni disponibili online.
TheFork rileva infatti che, prima di prenotare, gli utenti trascorrono in media sull’app oltre 13 minuti sulle pagine delle recensioni, mentre da un sondaggio di dicembre 2025 emerge che il 43% ne consulta da 4 a 7, a dimostrazione che la fase decisionale è sempre più approfondita e guidata dai contenuti.

Cosa cambia con l'intelligenza artificiale e quanto conta il fattore umano?

Accanto alle recensioni, cresce anche il ruolo della tecnologia e in particolare dell'intelligenza artificiale. La funzionalità di ricerca Chiedi a TheFork, basata proprio sull’intelligenza artificiale, ha supportato ricerche crescenti, con picchi raggiunti proprio in Italia, confermando un’adozione particolarmente significativa nel nostro Paese, con una fiducia elevata che registra un feedback positivo per l’80%. Questo significa che la nuova tecnologia riduce la complessità di scelta. Ma non c'è da dimenticare il fattore umano che rimane un punto centrale: 8 italiani su 10 over 25 considerano determinante il parere di amici e familiari nella scelta di un ristorante.

Despar Italia, nuove aperture e restyling trainano i ricavi

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Le 6 imprese che fanno capo a Despar Italia hanno prodotto nel 2025 un fatturato totale di 4,6 miliardi di euro, +3,3% rispetto al 2024. La private label ha raggiunto una quota del 24,3%

A sostenere la crescita di Despar Italia spiccano due motori potenti: lo sviluppo della rete fisica diretta e affiliata (nuove aperture: 102 punti di vendita, e restyling: 30 negozi) e la spinta generata dal prodotto a marchio che ha raggiunto una quota importante, 24,3% nel 2025 (Despar è tra le prime cinque insegne per quota di mercato nella private label). Il fatturato messo a segno dalle 6 imprese che operano con il marchio Despar ha raggiunto 4,6 miliardi di euro, +3,3% rispetto al 2024. La quota di mercato complessiva (3,6% sul totale Italia) colloca Despar al settimo posto della gdo italiana, e al sesto considerando l’aggiornamento di febbraio 2026 (fonte: Nielsen GNLC).

Il network Despar ha raggiunto un totale di 1.382 negozi (422 diretti e 960 affiliati) per una superficie complessiva di vendita pari a 810.968 mq.

Per il 2026 Despar Italia prevede investimenti di 55,4 milioni da parte delle sei società consorziate, destinati all’espansione e all'ammodernamento della rete: 36 aperture e 45 ristrutturazioni. A questo si affianca un costante lavoro di sviluppo sull’offerta a marchio, con l’obiettivo di renderla sempre più ampia e completa, arricchendo ulteriormente la piramide di prodotti che oggi copre già tutti i segmenti di consumo, dall’entry level fino al premium.

Il 2025 è stato per noi un anno particolarmente significativo, in cui abbiamo celebrato i 65 anni di presenza in Italia, un traguardo che testimonia la solidità della nostra storia e la reputazione costruita nel tempo insieme ai nostri soci e ai territori -commenta Fabrizio Colombo, Presidente di Despar Italia-. In questo percorso abbiamo continuato a crescere in modo condiviso, rafforzando la nostra presenza a livello nazionale e valorizzando le specificità locali, elemento distintivo del nostro modello. È proprio in questa capacità di coniugare identità territoriale e visione comune che risiede la forza dell’Insegna. Guardando al futuro, continueremo a muoverci lungo le direttrici che da sempre ci guidano: attenzione al cliente, impegno quotidiano, creazione di valore e crescita sostenibile”.

Filippo Fabbri

 “Il 2025 è stato un anno di crescita solida, trainata dall’accelerazione della rete e dal rafforzamento della nostra marca del distributore -aggiunge Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia-. L’importante impulso dato alle aperture e ai restyling di punti di vendita ha contribuito in modo significativo ai risultati raggiunti, ampliando la nostra presenza sui territori e migliorando l’esperienza d’acquisto. Uno sviluppo che continueremo a implementare grazie ai significativi investimenti che prevediamo, insieme ai nostri soci, per il 2026. Parallelamente, la nostra Mdd ha continuato nel percorso di crescita solido e costante che abbiamo registrato in modo costante negli anni e che intendiamo proseguire anche nel 2026 con l’obiettivo di un incremento del fatturato Mdd di almeno il 4,5%. Per l’anno in corso prevediamo circa 180 nuovi lanci e oltre 400 restyling, con focus sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Vogliamo offrire ai clienti un assortimento completo e coerente: la parte principale del mercato restano i prodotti mainstream a marchio Despar, ma la costruzione di una vera e propria piramide dal premium all’entry level rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. In questo modo possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita.”

I risultati 2025

Il 65% dei ricavi (4,64 miliardi euro, +3,3%. rispetto al 2024) arriva dai punti di vendita diretti, il 35% dalla rete affiliata. Il 34% dei ricavi di gruppo è prodotto dai punti vendita a insegna Despar, il format di supermercato di prossimità con superfici fino a 800 mq, e che è anche il format Despar che cresce di più (+4,3% nel corso del 2025), a conferma di come la prossimità rappresenti un punto distintivo dell’insegna. Il 39% viene dagli Eurospar, supermercati di media dimensione (800-2.000 mq), mentre gli Interspar (punti di vendita oltre i 2.000 mq) hanno generato il 27%.

Il ruolo dell’affiliazione

Le nuove aperture hanno interessato tutti i format: 46 Despar Express, punti vendita compatti per la spesa quotidiana in contesti urbani, turistici o nei piccoli comuni; 49 Despar, format di prossimità con assortimento ampio e forte legame con il territorio; 5 Eurospar, per una spesa completa e funzionale; e 2 Interspar, store di grande dimensione con servizi evoluti e valorizzazione delle filiere locali.

I punti di vendita in affiliazione danno una forte spinta allo sviluppo: oggi sono 750 gli imprenditori affiliati al marchio dell’Abete con 960 punti di vendita in gestione sul territorio nazionale che nel 2025 hanno generato un fatturato al pubblico di 1,6 miliardi di euro. Nel 2025 la rete affiliata si è allargata con l’apertura di 94 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 20. Un risultato reso possibile sia dal rafforzamento di partnership consolidate, sia dall’ingresso di 76 nuovi imprenditori.

Prodotto a marchio: Despar nella Top 5 italiana

La quota della mdd in Despar Italia è superiore alla media del mercato Mdd in Italia che si è attestata al 23,1% (fonte NielsenIQ, I+S dicembre 2025). Un risultato che colloca Despar tra le prime cinque realtà in Italia per quota di mercato nella private label. Le vendite dei prodotti a marchio Despar hanno superato 1,1 miliardi di euro, +4,6%. Performance positive anche sul fronte dei volumi: le vendite a confezione hanno raggiunto una quota del 27,4% a fine 2025, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: NielsenIQ, I+S+LS).

La penetrazione della Mdd Despar sul totale acquirenti è pari all’83,2%. La percentuale aumenta fino al 90,6% considerando i clienti che hanno fatto la spesa almeno quattro volte nell’anno nei supermercati dell’insegna (fonte: Panel Consumer Nielsen IQ, 2025).

Una delle novità è l’estensione della linea convenienza S-Budget a tutta la rete vendita Despar sul territorio nazionale. Oltre alle aree gestite dal socio Despar Nord, dove questa linea è storicamente presente, essendo stata introdotta inizialmente proprio in queste aree e successivamente estesa all’intera rete (e dove continua a detenere il peso maggiore), risultano particolarmente positivi anche i risultati conseguiti nel Centro e nel Sud Italia.

Le private label Despar coprono tutti i segmenti, dall’entry level al premium. Nel 2025 l’offerta è stata ampliata con circa 180 nuovi prodotti e il restyling di oltre 420 referenze che hanno portato alla realizzazione di un assortimento Mdd di circa 4.200 referenze, sviluppate con oltre 500 fornitori, per il 97% italiani.

Oltre alle performance positive di S-Budget, entrata a regime nel 2025, particolarmente brillanti i risultati dei freschissimi con Passo dopo Passo, la linea di filiera Despar che include ortofrutta, carne e pesce, e ha segnato una crescita del +24,2%, con un +30,8% nell’ortofrutta. (fonte NielsenIQ I+S dicembre 2025).

Editoriale | Meno innovazione da vetrina, più negozi pensati per funzionare

Da EuroShop 2026 arriva un segnale interessante: il retail sembra aver capito che la tecnologia, da sola, non basta più a raccontare un futuro credibile e, soprattutto, non basta a far funzionare meglio i negozi. Per anni, il settore ha oscillato tra due tentazioni opposte: da una parte la nostalgia del punto di vendita “come una volta”; dall’altra, l’innamoramento per qualsiasi soluzione abbastanza nuova da sembrare per forza giusta.
A Düsseldorf, invece, il messaggio che sembra emergere è un altro: l’innovazione conta davvero quando smette di mettersi in mostra e comincia a rimettere ordine, nei processi, nei flussi, nei costi, nel lavoro delle persone, nell’uso dell’energia, nella relazione con il cliente. È per questo che gli highlight più interessanti non raccontano tanto un retail più spettacolare, quanto un retail più maturo. L’intelligenza artificiale c’è, naturalmente, ma nelle applicazioni più convincenti serve a rafforzare sicurezza, self-checkout, analisi predittiva, monitoraggio dei flussi e prevenzione delle anomalie. In altre parole, funziona quando entra nella meccanica quotidiana del negozio e ne migliora la tenuta. Il resto rischia di restare scenografia. Lo stesso vale per l’automazione: a EuroShop non sembra imporsi il mito del negozio completamente autonomo, ma quello di un punto di vendita capace di dosare meglio presenza umana e tecnologia. Il tema non è sostituire le persone, ma usare gli strumenti giusti per liberarle da attività ripetitive e concentrare il loro valore dove conta davvero: presidio, servizio, relazione, competenza.
C’è poi un aspetto che merita attenzione: il negozio viene pensato sempre meno come una somma di elementi separati e sempre più come un ecosistema; layout modulari, efficienza operativa, energia, sicurezza, check-out e dati tendono a dialogare.
Non si tratta solo di aggiungere tecnologia al punto di vendita, ma di gestirlo come una piattaforma unica, capace di riconfigurarsi nel tempo senza perdere coerenza. In fondo, la vera novità uscita da EuroShop 2026 non è una macchina o un software ma un cambio di approccio: il retail sembra meno sedotto dall’innovazione come vetrina e più interessato all’innovazione come disciplina. Perché il punto di vendita del futuro non sarà quello che accumula più novità, ma quello che saprà tenere insieme efficienza, flessibilità, esperienza e sostenibilità economica.

Cristina Lazzati

Editoriale di Gdoweek n. 6, 15 aprile 2026

Sviluppo rete in Area 2 dal 10 al 17 aprile 2026

Coop Alleanza 3.0 rinnova il supermercato Coop (1.200 mq) di Adria (Ro) dove ha inserito i banchi serviti di panetteria e macelleria

COOP
Via Amendola
Adria (Ro)
1.200 mq
Coop Alleanza 3.0

Data di apertura
26 marzo 2026
Format e location
Il supermercato riapre dopo i lavori di restyling. Tra le novità la nuova Panetteria Coop, un’area dedicata al pane fresco da forni locali e alle specialità da forno, dolci e salate e il banco assistito di macelleria.
Offerta
Rispecchia la tipica offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-19.30; domenica 9-13.
Addetti e casse
In organico 23 persone. È dotato di 4 casse tradizionali.

Into The World: il nuovo format per l’artigianato internazionale

Un punto di vendita di 175 mq dedicati all'artigianato internazionale attento all’impatto sociale e ambientale

Oggetti, accessori e tessili per la persona e per la casa provenienti da diverse realtà artigiane internazionali. Su questa tipicità si concentra l'offerta del concept store Into The World che ha debuttato a Milano all'interno del centro commerciale Merlata Bloom. Lo store nasce su iniziativa di Prism, società benefit fondata da Giovanni Lucchesi e attiva nei settori della moda sostenibile e dell’inclusione sociale.

Lo store

  • Si sviluppa su 175 mq
  • Aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 21, sabato e domenica dalle 9 alle 22.

Lo store non è inteso come un semplice negozio, ma come uno spazio di scoperta delle tradizioni artigianali internazionali, attente all’impatto sociale e ambientale con una selezione di brand e produzioni che condividono alcuni valori comuni: economia circolare, sostegno alle comunità locali, lavoro etico, valorizzazione del sapere artigianale e attenzione al ruolo delle donne nei processi produttivi.
Il negozio è stato progettato come spazio immersivo che mira a raccontare storie di cose, Paesi e persone.

L'offerta

L'assortimento comprende tappeti e zerbini in fibra di cocco del progetto Araliya, realizzati in Sri Lanka da una community company composta prevalentemente da donne; i foulard e le stole di I Was A Sari, brand indiano che trasforma materiali recuperati in accessori contemporanei offrendo opportunità di lavoro e autonomia economica a centinaia di donne; le sciarpe e le collane in seta di Loom Fairtrade, realizzate a mano in Vietnam in collaborazione con artigiani locali; le sciarpe tradizionali etiopi e una selezione di tessili per la casa africani; fino alle borse e agli zaini di Soruka, creati con pelle recuperata e lavorati da comunità artigiane femminili in India.

Le dichiarazioni

Con Into The World, PRISM avvia un nuovo format retail che mette al centro la relazione tra design, artigianato e sostenibilità, con l’obiettivo di dimostrare che dietro ogni oggetto può esistere una filiera fatta di qualità, persone e valore sociale" dichiara Giovanni Lucchesi, fondatore di Prism, sottolineando la volontà di crescere e svilupparsi in nuovi spazi nei prossimi anni.

Crediamo nel valore di progetti capaci di generare un impatto positivo e di portare nuovi contenuti all’interno del retail" aggiunge Alessandro Ossena, shopping center manager di Merlata Bloom Milano.

Mondadori testa a Milano il pop-up store My New Romance

Un temporary store dedicato al genere romance. Il format My New Romance di Mondadori sbarca alla libreria di piazza Duomo

Nel cuore di Milano, all'interno della libreria di piazza Duomo, Mondadori sperimenta un temporary store dedicato all'universo romance che sarà attivo fino al 26 aprile, nell'ambito del più ampio progetto My New Romance, lanciato dal gruppo nell’ottobre 2025 con l’obiettivo di valorizzare e dare voce agli appassionati del romance, un genere letterario che pone l'accento sul sentimento e sul suo sviluppo tra i protagonisti. Lo spazio milanese, tra l'altro, si presta ad iniziative simili come già successo per il primo temporary store su Dragon Ball, già raccontato su Gdoweek.

Lo store

I colori degli interni richiamano in modo evidente il genere letterario di riferimento con un'isola centrale per l'esposizione dei libri legati a questa categoria, un corner per i libri già autografati di alcune delle autrici più affermate del genere romance e uno spazio per i gagdet firmati Fably e da altri brand specializzati che spaziano dalle t-shirt raffiguranti i temi più amati dai lettori ai cappellini ricamati da BookLovers, dagli accessori per arricchire l’estetica dei propri e-reader ai segnalibri sagomati fino alle mug (tipiche tazze di forma cilindrica) da utilizzare tutti i giorni con uno speciale design. A questi, andranno ad aggiungersi anche degli articoli realizzati in edizione limitata e caratterizzati da una personalizzazione grafica creata ad hoc per l’occasione.

Le promozioni

Due le promozioni attivate per l'occasione: la prima permetterà di ottenere uno speciale apri libro a forma di cuore acquistando due libri romance della casa editrice Sperling & Kupfer; la seconda promo darà l’occasione a tutti gli amanti della lettura di ricevere in regalo, comprando un libro romance edito da Newton & Compton, il Bookshelf challenge poster, un particolare poster raffigurante uno scaffale illustrato in cui ogni spazio rappresenta un libro da leggere, da completare come un percorso di lettura.

Gli appuntamenti instore

Dopo i primi due incontri già svoltisi sabato e domenica scorsi, sono stati programmati ulteriori eventi. Sabato 18 aprile due gli appuntamenti in programma: alle 12 Nola incontrerà i fan per il firmacopie del suo libro Da tutta una vita (De Agostini). Per l'occasione, i partecipanti riceveranno un gadget esclusivo realizzato da @nola_sprayed_edges, e potranno incontrare anche l'autrice romance Sara Cipriani, pronta a firmare una sua cartolina personalizzata. Nel pomeriggio, alle 15 la creator @semplicementenoe presenterà il volume Fragile Sanctuary (De Agostini). L'evento sarà arricchito dalla collaborazione di @nola_sprayed_edges, che guiderà i presenti in un workshop dedicato alla personalizzazione del libro.

La rassegna si conclude domenica 19 aprile alle ore 14 con un appuntamento interamente dedicato alla community di Karina. L'autrice accoglierà le sue lettrici per il firmacopie di Unlimited. La paura dell’ignoto (Rizzoli).

Gruppo Alì (Selex) promuove l’attività fisica per la terza età

Nel punto di vendita Alìper di Riese Pio X (Tv) il Gruppo Alì, in sinergia con il Comune, promuove un calendario dedicato allo sport

Un progetto per la terza età parte dal punto di vendita Alìper di Riese Pio X (Tv) dando il via a una serie di appuntamenti gratuiti di Ortodinamica che si articoleranno nelle prossime settimane con un calendario già programmato per il 17, 24 e 30 aprile. Al centro degli incontri non c'è una semplice ginnastica, ma una disciplina che lavora sulla connessione tra corpo e mente, gestita dall’istruttore Diego Busata, attraverso movimento consapevole, il miglioramento della coordinazione e della stabilità e la riduzione delle tensioni muscolari e aumento dell’energia vitale.

La sinergia con il Comune

L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’amministrazione comunale e il Gruppo Alì (Selex), con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’attività motoria dolce. Un impegno che ha radici profonde: proprio lo scorso anno, il Comune ha ricevuto dall’ULSS la certificazione di Comune Attivo.

"Siamo lieti di sostenere opportunità che mettano al centro il benessere dei cittadini più maturi," dichiarano il sindaco Ombretta Basso e l’assessore alle politiche sociali Massimo Fanzolato. "Ringraziamo Alì per la collaborazione concreta: questo progetto si inserisce in un percorso più ampio che include il Festival della Salute e il programma Ridatti una Mossa dell'ULSS 2."

L’iniziativa si inserisce in un più ampio calendario di eventi dedicati al benessere promossi dal Comune di Riese Pio X, tra cui il Festival della Salute, il Festival dello Sport, il nuovo Festival Olistico e il progetto Ridatti una Mossa dell’ULSS 2 di Treviso.

Sviluppo rete in Area 1 dal 10 al 17 aprile 2026

iN's Mercato (Pam) consolida la presenza a Genova. Iperal (Agorà) continua invece a rafforzare la rete in Lombardia con un'apertura di 1.500 mq a Pasturo (Lc), mentre Pam rinnova e riduce l'area del superstore (3.700 mq) di San Mauro Torinese (To)

IN’S MERCATO
Via Vezzani 158
Genova
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
31 marzo 2026
Format e location
Si trova in un’area a prevalente vocazione residenziale e si allinea alla consueta immagine.
Offerta
Segue le direttive per un assortimento standard.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IPERAL
Via Provinciale 18
Pasturo (Lc)
1.500 mq
Iperal (Agorà)

Data di apertura
8 aprile 2026
Format e location
Il nuovo supermercato nasce dalla riqualificazione dell’ex area industriale Pigazzi, senza consumo di nuovo suolo. Ortofrutta ad apertura, seguono sul perimetro i banchi di macelleria, panetteria e pescheria self service.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-dom 8-20. Nel parcheggio ci sono oltre 100 posti auto.
Addetti e casse
Non disponibile.

PAM
Strada Settimo Torinese 371
San Mauro Torinese (To)
3.700 mq
Pam

Data di apertura
26 marzo 2026
Format e location
Si trova nel centro commerciale Panorama con una superficie più compatta rispetto al passato. I reparti a produzione interna sono panetteria, gastronomia con proposte pronto cuoci di carne e pesce.
Offerta
L’assortimento è rimasto in linea con il format dell’insegna tra cui 5.000 prodotti di marca a prezzi ribassati e oltre 3.000 referenze a marchio Pam a prezzi sempre bassi.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

Proteico in ortofrutta: una nuova leva per creare valore a scaffale

Alt Text: Dettaglio della confezione MisSalad
L’Insalata dell’Orto amplia la gamma MisSalad Pronti da cuocere High Protein e propone alla gdo un nuovo segmento di sviluppo per il reparto. A Macfrut focus sull’innovazione di prodotto.

Il proteico è oggi uno dei principali driver di innovazione e consumo, con una presenza ormai consolidata in diversi reparti della distribuzione moderna. L’ortofrutta, tuttavia, resta ancora poco presidiata su questo fronte, pur avendo tutte le potenzialità per intercettare una domanda in crescita e generare così nuovo valore.

È da questa considerazione che parte la proposta de L’Insalata dell’Orto, uno dei principali player della IV Gamma, che a Macfrut (Rimini Fiera, 21-23 aprile, Padiglione D2 – Stand 4) porta la linea MisSalad Pronti da Cuocere High Protein 100% vegetale. L’obiettivo è offrire alla distribuzione uno strumento concreto per lavorare sulla segmentazione dello scaffale e creare così nuove occasioni di consumo.

Il reparto ortofrutta ha bisogno di nuove chiavi di lettura per migliorare le rotazioni e i margini - spiega Sara Menin, direttore marketing e comunicazione -. Il proteico è già un linguaggio che il consumatore riconosce e ricerca in altri reparti. Portarlo in ortofrutta significa intercettare un bisogno che oggi viene soddisfatto solo in parte da altre categorie, e ampliare così le occasioni di acquisto nel reparto e la platea dei consumatori”.

Sara Menin, direttore marketing e comunicazione de L'Insalata dell'Orto

High Protein e nuovi target

La linea MisSalad High Protein nasce proprio con la logica di integrare una componente proteica – fornita da estruso vegetale a base di proteine di pisello – all’interno di referenze di IV gamma pronte da cuocere, con un posizionamento chiaro e leggibile anche a scaffale.

La gamma, che comprende il Minestrone di Verdure High Protein al gusto rosmarino, la Zucca a Cubetti High Protein al gusto della tradizione e gli Spaghetti di Verdure High Protein al gusto pomodoro, si è da poco arricchita con un co-branding con Valfrutta Fresco, la Peperonata Cornelio High Protein al gusto mediterraneo.

Più che una semplice estensione assortimentale, si tratta di una proposta pensata per costruire una micro-categoria riconoscibile, in grado di lavorare su più target. “Da un lato intercettiamo un pubblico giovane, attento al benessere e all’equilibrio nutrizionale; dall’altro rispondiamo alle esigenze di consumatori più adulti, che cercano un maggiore apporto proteico restando nell’ambito vegetale - prosegue Menin-. In entrambi i casi, il punto di forza è l’immediatezza: prodotti pronti da cuocere, con un contenuto proteico chiaramente indicato in etichetta”.

Praticità a microonde

L’obiettivo de L’Insalata dell’Orto è rendere le verdure pratiche da consumare. Ne è un esempio la nuova referenza Spinaci Cuoci in busta al microonde, in busta da 300 grammi progettata per essere inserita direttamente nel microonde. In soli 4 minuti di cottura (minimo 700 W), il prodotto è pronto per essere condito e portato in tavola, senza ulteriori passaggi.

Una visione di filiera

Questi progetti si inseriscono all’interno di un modello produttivo caratterizzato dal controllo diretto della filiera, dalla coltivazione al confezionamento, e da un approccio strutturato alla sostenibilità.

La sfida, oggi, è portare anche in ortofrutta logiche di segmentazione già consolidate in altri reparti; il proteico può rappresentare una delle leve più interessanti per farlo.

Scopri di più sui nuovi prodotti di L'Insalata dell'Orto

 

Confimprese delinea il quadro delle aperture e dello sviluppo 2026

Mario Resca, Presidente di Confimprese
Per l'ufficio studi Confimprese Il trend delle aperture previste nel 2026 è positivo (5.963 vs 5.580 nel 2025 e nel 2024). Le dinamiche vedono comunque ampie differenze da settore a settore: le chiusure sono pianificate dall’80% delle aziende di abbigliamento-accessori, ma solo dal 25% nella ristorazione

Il trend delle aperture previste nel 2026 dall’Ufficio studi Confimprese è positivo (5.963 vs 5.580 nel 2025 e nel 2024), ma non è dato sapere il valore della natimortalità, cioè il saldo totale tra nuove aperture e chiusure. Le dinamiche vedono comunque ampie differenze da settore a settore: le chiusure sono pianificate dall’80% delle aziende di abbigliamento-accessori, ma solo dal 25% nella ristorazione. Un segno della debolezza dei consumi che il comparto moda ha registrato nel corso del 2025.

Dall’analisi semestrale sulle stime di aperture di nuovi punti di vendita in Italia, condotta sulla base associativa ripartita in modo omogeneo tra ristorazione, abbigliamento-accessori e altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, palestre e cura della persona), emerge che la quasi totalità delle aziende, pari al 97%, prevede nuove aperture. Ma sale al 60% la percentuale delle aziende che dichiara di subire l’impatto della debolezza dei consumi sui propri piani di sviluppo (il 50% nel 2025).

Il saldo totale tra aperture in franchising e punti di vendita diretti registra un +5,9% rispetto al 2025 con 5.963 nuovi esercizi commerciali (5.580 nel 2025) con una ricaduta occupazionale di oltre 35.000 nuove assunzioni a fronte di una carenza strutturale di circa 10.000 figure professionali tra addetti alla vendita, commessi, camerieri e personale di sala.

2019-2026  TREND APERTURE PUNTI VENDITA
2026 5.963
2025 5.580
2024 5.580
2023 2.900
2022 1.000
2021 828
 2019 1.000

 

Le chiusure previste restano, comunque, limitate, mentre cresce il numero degli interventi di refitting (ammodernamento o rinnovamento del locale) adottato da 4 aziende su 5, e riqualificazione dei negozi esistenti prevista dal 64% dei retailer. Queste due strategie vedono un aumento da parte dei retailer rispetto al 2025 (razionalizzazione strutture). 

Anche in questo caso, abbigliamento-accessori spicca rispetto agli altri settori per refitting al 100% relocation (73%). Sempre più imprese scelgono infatti di investire nel rinnovamento degli spazi di vendita, puntando su format più moderni, esperienziali e sostenibili. La fotografia che emerge dalle stime per il 2026 racconta quindi un settore dinamico, che continua a evolvere e ad adattarsi ai cambiamenti dei consumi, con investimenti sia nell’espansione delle reti commerciali sia nella trasformazione dei punti di vendita già presenti sul territorio.

Rallentamento dei consumi

La lettura dei dati del Centro studi Confimprese in collaborazione con Global Strategy sull’anno in corso fotografa un mercato in lievissima crescita per il retail, nonostante un mese di febbraio in calo (-0,7%).

Il rallentamento dei consumi, alimentato dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza legata agli scenari di guerra in Medio Oriente, sta incidendo sulle scelte di spesa delle famiglie italiane. In questo contesto complesso, il retail si trova a operare in un quadro di maggiore prudenza e selettività. Eppure, accanto a questa dinamica, si registra un segnale che merita attenzione: i piani di apertura di nuovi negozi da parte di molte imprese del settore. Un dato che, letto superficialmente, potrebbe apparire in controtendenza, ma che in realtà racconta un’evoluzione più profonda del mercato. Non si tratta infatti di una crescita espansiva indiscriminata, bensì di una ricomposizione strategica delle reti commerciali. I consumi reagiscono nel breve, mentre gli investimenti delle aziende guardano a 3-5 anni.

Le aziende stanno investendo in modo mirato -chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese- privilegiando location ad alto potenziale, format più efficienti e una maggiore integrazione tra fisico e digitale. In una fase di incertezza, gli investimenti non si fermano, ma diventano più selettivi e orientati al medio-lungo periodo. I consumi, per loro natura, risentono delle dinamiche di breve termine; le strategie delle imprese, invece, guardano a orizzonti più ampi, puntando su innovazione, prossimità e qualità dell’esperienza. Le nuove aperture riflettono quindi un retail che cambia pelle: negozi più vicini ai territori, più connessi ai canali digitali e sempre più centrati sui bisogni di un consumatore in trasformazione. È in questa capacità di adattamento che il settore dimostra la propria resilienza. Pur in un contesto complesso, il retail continua a rappresentare un motore fondamentale per l’economia e l’occupazione, contribuendo alla vitalità dei centri urbani e delle comunità. La sfida, oggi, è coniugare prudenza e visione: gestire l’incertezza del presente senza rinunciare a costruire le basi della crescita futura”.

Da negozi a spazi esperienziali

Proprio l’evoluzione dei format rappresenta una delle principali tendenze del settore. I nuovi negozi sono sempre più progettati come spazi esperienziali, in cui il momento dell’acquisto si integra con servizi, tecnologia e attenzione alla sostenibilità. Cresce inoltre l’integrazione tra canali fisici e digitali, con punti di vendita pensati come hub di relazione con il cliente oltre che come luoghi di vendita. Tra i comparti più dinamici spicca la ristorazione, che continua a trainare lo sviluppo del retail grazie alla domanda crescente di esperienze food e di nuovi concept di consumo. Accanto ai brand consolidati, si moltiplicano format innovativi e proposte ibride che uniscono ristorazione, intrattenimento e socialità.

Quanto ai canali di vendita, le scelte dei retailer variano per settore. In generale, il canale preferito rimane il centro commerciale per il 75% delle aziende, seguono i negozi di prossimità e provincia (38%), infine i retail park (28%).

Nell’analisi dei singoli settori, abbigliamento-accessori esprime una forte preferenza per centri commerciali e retail park, l'altro retail mostra uno sviluppo distribuito sui diversi canali, mentre il 57% della ristorazione opta per i centri commerciali, seguiti dal 43% che apre nei retail park e dal 43% nelle aree periferiche nelle città metropolitane.

Nei canali dove avvengono le maggiori chiusure, emergono trend diversi a seconda del settore. In linea generale, il centro commerciale rimane in cima alle preferenze di chiusure dei retailer per il 56%, segnale di importante dinamicità del canale. Al secondo posto, vi è la preferenza di chiudere nelle high street e le vie dello shopping, canale che ha registrato le peggiori performance di fatturato nel 2025. Per abbigliamento-accessori le aziende chiuderanno principalmente nei centri commerciali e nei negozi di prossimità e provincia. Il settore della ristorazione chiuderà principalmente nei retail park e nelle aree periferiche delle metropoli, in controtendenza rispetto al mercato.

Autogrill e Qualivita promuovono le eccellenze agroalimentari

La collaborazione Autogrill-Qualivita debutta con una ricetta esclusiva che celebra l’incontro tra il prosciutto di Carpegna dop, la burrata di Andria igp e l’olio Evo Terra di Bari dop

Autogrill firma con Fondazione Qualivita l'iniziativa Origini Edition, per promuovere i prodotti dop (denominazione di origine protetta) e igp (indicazione geografica protetta) in tutta la rete Autogrill. Origini Edition propone periodicamente ricette e prodotti sviluppati in collaborazione con Fondazione Qualivita e i Consorzi aderenti. Ogni edizione valorizza gli ingredienti certificati, le tradizioni locali e il know-how dei produttori, aiutando i viaggiatori a scoprire l’eccellenza agroalimentare italiana durante i loro spostamenti.

La nuova iniziativa congiunta Autogrill-Qualivita debutta con una ricetta esclusiva (il panino Carpegna 1463) che celebra l’incontro tra il prosciutto di Carpegna dop, la burrata di Andria igp e l’olio Evo Terra di Bari dop, simboli della maestria artigianale del Centro e del Sud Italia.

Con il sostegno del Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) e di Fipe, Origini Edition riflette il ruolo attivo di Autogrill all’interno di Fipe e il suo impegno ad ampliare la presenza di prodotti italiani certificati nella propria offerta di ristorazione.

da sinistra a destra: Cesare Baldrighi (Presidente Origin Italia); Francesco Lollobrigida (Ministro, Masaf); Maddalena Fossati (direttore de La Cucina Italiana); Massimiliano Santoro (Ceo Italia di Avolta); Mauro Rosati (direttore Fondazione Qualivita); Lino Enrico Stoppani (Presidente di Fipe-Confcommercio); Luca D’Alba (general manager Italy F&B di Avolta)

Golden Goose apre Younique Caffè a Milano: debutto nella ristorazione in Europa

Inaugurato il primo Younique Caffè in Europa: un format che unisce caffetteria, aperitivo e intrattenimento, pensato come spazio di incontro per la community

Golden Goose, brand italiano di moda noto per le sue sneakers e per l’estetica ispirata al vissuto, debutta nella ristorazione europea con Younique Caffè, il nuovo format inaugurato a Milano all’interno dello store di via Cusani, nel quartiere Brera. Un progetto che estende l’esperienza retail del brand verso un luogo di sosta e relazione, in cui il caffè diventa punto di incontro per una community eterogenea, tra clienti locali e visitatori internazionali.
Il concept prende forma accanto al negozio e si ispira al bar italiano tradizionale, reinterpretato in chiave contemporanea. L’ambiente combina superfici in cemento con finiture in legno e dettagli dorati, mentre accenti in acciaio introducono una dimensione più industriale. A completare lo spazio, fotografie d’epoca e oggetti raccolti durante viaggi di ricerca contribuiscono a definire un’atmosfera vissuta e identitaria.


L’offerta food & beverage ruota attorno ai rituali tipici italiani: dal caffè espresso accompagnato da pasticceria artigianale fino al momento dell’aperitivo, con una proposta di cocktail e piccoli assaggi. Il palinsesto settimanale mira a rafforzare la funzione sociale del locale, alternando appuntamenti serali e momenti di ritrovo durante il weekend. Elemento centrale del progetto è la componente musicale. Una postazione DJ domina lo spazio dall’alto, pensata per ospitare performance live. L’esperienza sonora è stata sviluppata ad hoc da Futura, studio fondato da Giorgio De Vecchi e Giulia Di Lenarda, specializzato nella relazione tra suono, spazio e design.


Con Younique Caffè, Golden Goose introduce un format che integra ristorazione, intrattenimento e identità di marca, rafforzando il legame tra spazio fisico e community in un contesto urbano ad alta densità come quello milanese.

Mango replica il concept New Med nello store di Arese (Mi)

Ambienti di ispirazione mediterranea con materiali naturali e sostenibili nel punto di vendita Mango al Centro di Arese (Mi). Nuova l'area fitting room con illuminazione regolabile, la zona click&collect e quella per il Recycling Boxes

L'insegna sta portando avanti un progetto di rinnovamento della sua immagine e, al tempo stesso, sta diversificando la sua presenza sia sul territorio italiano che estero. Su Gdoweek abbiamo già raccontato, per esempio, il lancio dell'insegna Mando Man nel nostro Paese, che intercetta nuovi target di consumatori. Il marchio ha di recente riaperto lo store all'interno del Centro di Arese (Mi) dove ha introdotto il format di ultima generazione New Med di ispirazione mediterranea. Il restyling si inserisce nel Piano Strategico per il biennio 2024-2026 di Mango, volto a rafforzare una value proposition distintiva attraverso una forte espansione e il miglioramento delle performance sia nei negozi esistenti sia sul canale online.

Lo store

  • Si estende su 1.400 mq
  • Conta in organico 40 dipendenti.

In particolare, questo store rappresenta un punto strategico per la rete di Mango che opera nel nostro Paese con 120 negozi. Il locale di Arese (inaugurato nel 2016) è, infatti, situato in uno dei principali shopping center della Lombardia e tra i primi tre in Italia per numero di visitatori. Lo spazio, in linea con il concept già sperimentato in altri store, è reinterpretato come una casa mediterranea, articolata in diverse aree caratterizzate da tonalità calde e colori neutri, con materiali tradizionali, artigianali, sostenibili e naturali.

Nuova l'area fitting room, ampliata per garantire maggiore funzionalità e dotata di illuminazione regolabile. Sono state inoltre introdotte nuove tecnologie e servizi per migliorare l’esperienza d’acquisto, tra cui un’area dedicata al servizio click&collect per il ritiro e la restituzione degli ordini online, le Recycling Boxes per il recupero di capi e calzature usati e la tecnologia Rfid per una gestione più efficiente dello stock.

L'offerta

In assortimento le collezioni Woman, Man e Kids che includono abbigliamento, calzature e accessori interamente progettati nell’atelier Mango di Barcellona da un team di 500 esperti. Le collezioni combinano capi essenziali e versatili con proposte più contemporanee,  influenzate dall’identità mediterranea del brand.

Refrigerazione a CO₂ per l’efficienza nel food retail

Banco refrigerato AHT di colore scuro, verticale, con porte in vetro e ripiani interni, posizionato su sfondo nero con onde azzurre, ideale per sistemi di refrigerazione a CO2 nel food retail
La refrigerazione nel food retail sta vivendo una trasformazione, tra normative F-Gas e costi energetici, e la CO₂ emerge come tecnologia naturale. AHT Italia e il Gruppo Daikin guidano l'innovazione attraverso sistemi integrati di recupero calore e soluzioni su misura per ogni format di vendita.

Nel panorama attuale del food retail la refrigerazione non è più un semplice elemento infrastrutturale "silenzioso", relegato alla pura conservazione dei deperibili. Oggi, questa tecnologia è il cuore pulsante della strategia operativa di un punto vendita e influenza in modo determinante tre pilastri fondamentali del business: i costi energetici, la conformità normativa e la reputazione del brand in ottica ESG (Environmental, Social, and Governance).

Il settore retail si trova infatti ad affrontare una "tempesta perfetta": da un lato, l’instabilità dei mercati energetici che erode i margini della GDO, dall'altro, la stretta del Regolamento F-Gas, che impone una roadmap serrata verso l'abbandono dei refrigeranti sintetici ad alto impatto ambientale.

In questo scenario, la refrigerazione a CO₂ (R744) non emerge solo come una scelta ecologica, ma come una decisione finanziaria e tecnologica lungimirante per garantire la resilienza del punto vendita nel lungo periodo.

Perché la refrigerazione a CO₂ è il nuovo standard "future-proof"

L'adozione dell'anidride carbonica come fluido refrigerante naturale segna un punto di non ritorno per il retail alimentare. A differenza dei gas fluorurati (HFC), soggetti a quote di mercato decrescenti e tasse ambientali crescenti, la refrigerazione a CO2 ha un GWP (Global Warming Potential) pari a 1.

Ma il vero valore per un manager della GDO non risiede solo nella neutralità climatica. Scegliere un sistema di refrigerazione a CO₂ (R744) oggi significa eliminare il rischio di obsolescenza precoce degli impianti. Investire in tecnologie obsolete basate su gas sintetici comporterebbe, a breve termine, costi di manutenzione proibitivi e la difficoltà nel reperire gas di ricarica.

La tecnologia basata sulla CO₂ offre invece una stabilità normativa definitiva, permettendo ai retailer di concentrarsi sul loro core business senza l'incognita di futuri adeguamenti legislativi forzati.

Oltre il freddo: l’integrazione termica nei sistemi di refrigerazione

Uno degli errori più comuni nella progettazione di un punto vendita è considerare la refrigerazione, il riscaldamento e la climatizzazione (HVACR) come comparti stagni. La vera innovazione portata dalla refrigerazione a CO₂ di nuova generazione risiede nella capacità di agire come hub energetici integrati.

Soluzioni come il Conveni-Pack di Daikin, ad esempio, incarnano questa filosofia. Questo sistema permette di gestire con un’unica unità esterna la refrigerazione a media e bassa temperatura, la climatizzazione estiva e il riscaldamento invernale.

Il segreto dell'efficienza risiede nel recupero del calore: l'energia termica sottratta ai banchi frigoriferi per mantenere freschi i prodotti non viene più dissipata all'esterno, ma viene "riciclata" per riscaldare gratuitamente gli ambienti del supermercato o per produrre acqua calda sanitaria.

Questo approccio circolare trasforma quello che storicamente era un calore di scarto in una risorsa preziosa, abbattendo drasticamente la bolletta energetica complessiva dello store grazie alla refrigerazione a CO₂.

Le risposte della refrigerazione a CO₂ ai nuovi format distributivi

Il mercato del retail sta vivendo una frammentazione dei format: se da un lato resistono i grandi ipermercati, dall'altro cresce l'importanza degli store di prossimità e dei supermercati urbani, dove lo spazio tecnico è spesso estremamente limitato.

In questo contesto, la tecnologia deve sapersi adattare al layout, e non viceversa. Le centrali Daikin Zeas, caratterizzate da un design compatto e silenzioso, rispondono perfettamente alle esigenze dei centri urbani dove il rispetto dei limiti di emissione sonora e l'impatto estetico sono vincoli progettuali insuperabili.

Allo stesso tempo, per progetti più complessi o per insegne che richiedono prestazioni su misura, le soluzioni di Tewis (brand parte del Gruppo Daikin) offrono una flessibilità ingegneristica totale. Le unità Tewis permettono di configurare impianti di refrigerazione a CO₂ transcritica su larga scala, ottimizzando i parametri di funzionamento in base alle specifiche condizioni climatiche del sito, un fattore critico per mantenere alti i livelli di efficienza anche alle latitudini più calde.

Il valore della partnership: l'approccio multi-solution di AHT Italia

Affrontare la transizione verso i refrigeranti naturali richiede una competenza che va oltre la semplice fornitura di macchinari. È necessaria una visione d'insieme che copra l'intero ciclo di vita dell'impianto. AHT Italia, forte dell'appartenenza al Gruppo Daikin, si posiziona come un partner unico capace di orchestrare un portafoglio tecnologico vastissimo.

L'integrazione sotto un'unica regia di marchi leader come Daikin, Tewis, Hubbard, Zanotti e AHT consente ai retailer di beneficiare di una Total Solution.

Questo significa avere un unico interlocutore per la progettazione della centrale frigorifera, la scelta dei banchi refrigerati (sia a unità remota che plug-in a R290), e i sistemi di monitoraggio remoto.

La capacità di AHT Italia di personalizzare la soluzione tecnologica - optando per la refrigerazione a CO₂ o il propano (R290) a seconda delle reali necessità del cliente - garantisce che ogni investimento sia calibrato per massimizzare il ROI e minimizzare il TCO (Total Cost of Ownership).

Continuità operativa e vantaggio competitivo

Per un imprenditore del food retail, un guasto all'impianto di refrigerazione non è solo un costo di riparazione, ma un potenziale danno alla merce e un fermo vendite inaccettabile. I sistemi di refrigerazione a CO₂ proposti da AHT Italia integrano logiche di manutenzione predittiva e monitoraggio in tempo reale.

Attraverso l'analisi dei dati, è possibile intervenire prima che un'anomalia si trasformi in un guasto critico, garantendo la massima sicurezza alimentare e la continuità del servizio al consumatore.

La refrigerazione a CO₂ non è più una tecnologia di nicchia: è la scelta razionale per chiunque voglia gestire un business retail moderno e profittevole. Ridurre le emissioni di carbonio del punto vendita non solo risponde alle richieste dei consumatori, sempre più orientati verso insegne responsabili, ma blinda l'azienda contro le fluttuazioni dei prezzi dei gas sintetici e delle tariffe elettriche.

Collaborare con un partner specializzato come AHT Italia significa trasformare un obbligo normativo in una leva di efficienza operativa, assicurandosi una catena del freddo affidabile, performante e pronta per le sfide del mercato di domani.

Scopri di più sulla refrigerazione a CO₂ di AHT Italia

Sviluppo rete Non food dal 10 al 17 aprile 2026

Doppietta di aperture per Action che arriva a Nonantola (Mo) con un negozio di 798 mq e a Figline e Incisa Valdarno (Fi) con uno store di 847 mq. Acqua e Sapone sceglie invece Passignano sul Trasimeno (Pg)

ACQUA & SAPONE
Piazza Trento e Trieste 2/4
Passignano sul Trasimeno (Pg)
Cesar spa

Data di apertura
31 marzo 2026
Format e location
Si trova nel cuore del centro storico e di fronte al Comune, a pochi passi dal Lago Trasimeno.
Offerta
Tipica offerta drugstore dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 9-20; domenica 9-13 e 15.30-19.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

ACTION
Via Fondo Consolata 7
Nonantola (Mo)
798 mq
Action

Data di apertura
9 aprile 2026
Format e location
Come da tradizione.
Offerta
In assortimento 6.000 prodotti in 14 categorie.
Servizi
Orario: lun-sab 8.45-20.30; domenica 9-21.
Addetti e casse
Impiega 15 addetti.

ACTION
Via Giuseppe di Vittorio, 27
Figline e Incisa Valdarno (Fi)
847 mq
Action

Data di apertura
9 aprile 2026
Format e location
Si allinea al consueto modello.
Offerta
L’offerta comprende 6.000 di cui 1.500 a meno di un euro.
Servizi
Orario: lun-sab 8.45-20.30; domenica 9-21.
Addetti e casse
La squadra di lavoro è formata da 18 persone.

Gdoweekly #161. Goldenpoint-Ovs. Realco nel mirino di Mastrolia. Beauty, i dati di Gs1

gdoweekly 161
Goldenpoint in Ovs. NewPrinces guarda a Realco (Dit). Acquisti di cosmesi e profumeria. Lidl: promo nel weekend. Il 2025 della ristorazione

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

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Lego e Percassi celebrano dieci anni di partnership

La partnership tra Gruppo Lego e Percassi Retail è partita nel 2016 con i punti di vendita aperti in centri commerciali come Il Centro, Campania e Porta di Roma

Gruppo Lego e Percassi, leader in Italia ed Europa nello sviluppo e gestione di reti commerciali retail, hanno cominciato la loro partnership nel 2016, e oggi sono 29 i Lego Certified Store in Italia con un'ampia community di appassionati di tutte le età. Per celebrare questo importante anniversario, sono previste iniziative ad hoc in 6 punti di vendita coinvolti che sono anche i primi negozi aperti grazie alla partnership: Bergamo, Roma, Marcianise, Torino, Milano e Arese.

Era il 2016 quando Lego ha inaugurato la partnership con Percassi prima nel centro commerciale di Arese, poi nei centri commerciali Le Gru a Torino, Campania a Marcianise, Oriocenter in provincia di Bergamo, Porta di Roma e in Piazza San Babila a Milano dove ha aperto il suo più grande store italiano, 270 mq su due livelli. È cominciata così una collaborazione basata su una visione condivisa, che nel tempo ha guidato lo sviluppo e il consolidamento del brand Lego nel mercato italiano. La partnership ha portato anche a rafforzare la presenza del brand in Europa con l’apertura di altri negozi in Spagna, Francia e Portogallo, per un totale di 58 punti di vendita.

Siamo entusiasti di celebrare dieci anni di collaborazione con Percassi, un viaggio che ha trasformato l’immaginazione in realtà attraverso i nostri LEGO® Certified Store -commenta Rossana Mastrosimini, Branded Channel Director WE Gruppo Lego-. Ogni apertura è stata un mattoncino fondamentale per costruire una community vibrante e creativa, grazie anche alle persone che ogni giorno danno vita al nostro purpose: ispirare e sviluppare i costruttori del domani. Guardiamo con entusiasmo al futuro, continuando a innovare e a ispirare gli appassionati di tutte le età”.

Nell'intervista rilasciata a Gdoweek nel corso del Retail Innovation di Kiki Lab, Rossana Mastrosimini ha spiegato molto bene che cos'è l'innovazione per Lego. Che non passa solo attraverso la tecnologia, ma include l'esperienza complessiva del punto di vendita attraverso le relazioni sociali che instaura nell'ecosistema nel quale vive. Lego è passata da un approccio globale a una visione glocal. Gli investimenti di marketing non sono diretti solo sul negozio ma su quello che succede nel suo intorno, supportando progetto sociali in prossimità di negozi: questo crea impatto sociale che ha ritorni sui kpi business.

Celebrare i primi dieci anni di collaborazione con il Gruppo Lego rappresenta per noi un traguardo significativo, frutto di un’intesa solida e una visione condivisa -aggiunge Vera Bortolato, General Manager di Percassi Retail-. Come diciamo sempre, dall’immaginazione prendono forma infinite possibilità, mattoncino dopo mattoncino, quello che noi stessi abbiamo fatto per dare concretezza a un progetto importante che ha potuto offrire a sempre più appassionati l’esperienza Lego. Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti insieme e continueremo a investire, per creare luoghi dove poter vivere appieno la magia del mondo Lego”.

Chiquita porta l’arte negli store Carrefour

Dopo le piazze italiane, la campagna Pop by Nature di Chiquita arriva nei punti di vendita Carrefour di Paderno Dugnano e Carugate

La campagna Pop by Nature di Chiquita, che nei giorni scorsi ha colorato le piazze delle principali città italiane con installazioni urbane e attivazioni out-of-home, arriva all'interno dei punti di vendita della distribuzione moderna. All'interno degli store Carrefour di Paderno Dugnano e Carugate è stato infatti lanciato un format espositivo inedito che mira a trasformare la spesa quotidiana in un’esperienza immersiva di stampo museale.

Il cuore dell'iniziativa è il lavoro dell’artista Jiaqi Wang, i cui artwork sono stati declinati in veri e propri allestimenti scenografici all’interno del reparto ortofrutta. L’obiettivo è chiaro: abbattere le barriere tra arte e consumo. Per questo motivo, le pareti degli store sono state rivestite con cornici e stampe su tela, ricreando l’atmosfera di una galleria d’arte contemporanea tra i banchi della frutta.

"Con Pop by Nature continuiamo a portare l’arte fuori dai suoi contesti tradizionali, rendendola accessibile e parte della quotidianità," ha dichiarato Costabile Romano, direttore commerciale Chiquita in Italia. "Dopo le installazioni urbane, siamo felici di dare nuova vita alla campagna nei punti vendita Carrefour, trasformando l’acquisto in un momento creativo. Ringraziamo Carrefour per aver condiviso questa visione."

L'allestimento

Le installazioni seguono una logica sartoriale per ogni punto di vendita. A Paderno Dugnano l’artwork si sviluppa su un’unica, imponente parete d’impatto. Invece a Carugate il progetto sfrutta due pareti ad angolo, offrendo una visione prospettica che valorizza entrambi i soggetti creativi della campagna.

Appuntamento con il collezionismo: 10 e 11 aprile

L’attivazione non si limita all’estetica. Nelle giornate di venerdì 10 e sabato 11 aprile, i consumatori potranno approfondire la filosofia di Pop by Nature grazie a personale dedicato. Per l'occasione, verrà distribuito come gadget una collezione di cinque calamite personalizzate che ritraggono l'iconica banana Chiquita e la storica Miss Chiquita nelle vesti pop firmate da Wang.

La strategia

Questa operazione segna un ulteriore passo avanti nella strategia 2026 di Chiquita. La marca conferma la volontà di evolvere il proprio linguaggio, puntando su una brand experience che non si esaurisce nel prodotto, ma si integra nel tessuto sociale e nei luoghi della quotidianità, rendendo il marchio un protagonista attivo della cultura pop contemporanea.

Lidl Italia rimodula le offerte settimanali

Lidl Italia sposta l’inizio delle offerte settimanali al giovedì per intercettare meglio le abitudini di spesa del weekend,

Lidl Italia, attivo nel nostro Paese con una rete di 800 punti di vendita, attua un cambio di passo strategico per intercettare con maggiore precisione le moderne abitudini di consumo degli italiani. A partire da questa settimana, il debutto delle promozioni non avverrà più il lunedì, ma slitterà al giovedì. Spostando il baricentro delle offerte verso la seconda metà della settimana, Lidl punta a presidiare strategicamente il "momento spesa" del weekend, rendendolo più dinamico e vantaggioso per la clientela.

Strategia e continuità

Nonostante il cambio di calendario, l'azienda rassicura i consumatori: i pilastri storici basati sul binomio qualità-convenienza rimarranno centrali. Il lunedì, inoltre, non perderà la sua rilevanza, ma si trasformerà in un secondo appuntamento chiave focalizzato su promozioni specifiche e mirate.

Digitalizzazione e anteprime

Per guidare i clienti in questa transizione, Lidl manterrà attiva la consueta finestra di anteprima. Ogni lunedì, infatti, sarà possibile consultare il nuovo volantino digitale attraverso l'ecosistema smart dell’Insegna che comprende l'App Lidl Plus (per offerte personalizzate); il sito web ufficiale; la newsletter dedicata.

Con questa manovra, Lidl Italia conferma la propria attitudine all’ascolto del mercato, ottimizzando l’esperienza d’acquisto in una fase della settimana tradizionalmente dedicata alla pianificazione domestica.

Sviluppo rete in Area 4 dal 3 al 10 aprile 2026

Md si consolida in Sicilia con un discount a Galati Marina (Me). Ap Commerciale (Megamark-Selex) punta sul format edlp La Speseria ad Avellino

MD
Strada statale 114
Galati Marina (Me)
Gruppo Manna (Md)

Data di apertura
24 marzo 2026
Format e location
L’insegna si consolida in Sicilia con un’apertura in linea con il classico modello.
Offerta
Il discount propone un’offerta orientata alla spesa quotidiana, con la presenza di macelleria e gastronomia take away, oltre a pane sfuso a libero servizio.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20.30; domenica 9-13.
Addetti e casse
Impiega 19 addetti.

LA SPESERIA
Via Circumvallazione 151
Avellino
Ap Commerciale (Megamark-Selex)

Data di apertura
1 aprile 2026
Format e location
Si tratta di un format di prossimità con superette che adottano la formula every day low price. L’area freschi offre salumeria e gastronomia servite.
Offerta
Tipica offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 8-14.
Addetti e casse
Attive 3 casse.

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