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Aldi: fisionomia del discount

Aldi
La catena tedesca, sinonimo mondiale di questo format di vendita, arriva in Italia, con ambiziosi piani di sviluppo. Ecco un suo identikit (da Gdoweek n. 3)

Le origini di Aldi affondano nel lontano 1913, anno in cui Karl Albrecht aprì nella città tedesca di Essen un piccolo negozio a conduzione familiare. Da allora lo sviluppo del gruppo non si è mai arrestato, procedendo dal 1961 con due diverse società (non in concorrenza reciproca) sotto la distinta guida dei figli Albrecht: Aldi Nord e Aldi Süd. Da allora, le due aziende si sono spartite i vari mercati internazionali, mantenendo un’unica insegna pur con strategie manageriali progressivamente riconoscibili. In Germania la spartizione territoriale avviene tra Länder settentrionali e meridionali, mentre in Austria e Slovenia Aldi Süd ha mantenuto l’insegna Hofer (dopo l’acquisizione del 1968) per ragioni di notorietà.

A debuttare in Italia il 15 febbraio 2018 con il primo punto di vendita a Castellanza (Va) è la società Aldi Süd, attiva con oltre 5.300 punti vendita in 11 Paesi tra Europa, Stati Uniti, Australia e Asia. In tutti i territori in cui Aldi è sbarcata è riuscita a farsi spazio con successo, con un modello consolidato: uno store di 800-1.000 mq, sempre meno austero, ma colorato e con ampie finestre per garantire l’illuminazione con luce naturale, un’offerta composta solo da private label; una logistica efficiente e ben regolamentata e un rapido sviluppo della rete secondo canoni precisi. In ogni mercato, infatti, l’obiettivo iniziale è stato di aprire in un breve arco di tempo circa 60-100 store, con un bacino di utenza di almeno 30.000 abitanti; location privilegiate zone di grande passaggio, con buona visibilità e facile accesso, nelle adiacenze di insegne forti di supermercati e superstore. Standard il format con un layout che punta a favorire un percorso semplice e lineare. Anche per lo sviluppo in Italia sono queste le caratteristiche richieste.

Accesso riservato

Lidl e Heidi Klum: pronta la collezione #Letsdenim

Pronta al lancio la terza collezione moda firmata Esmara by Heidi Klum. Lidl propone #Letsdenim, nel rispetto dell’idea di fashion accessibile

Stile urban, con colori vivaci e must have di tendenza. Pronta al lancio la terza collezione moda firmata Esmara by Heidi Klum.  Lidl propone #Letsdenim, nel rispetto dell’idea di fashion accessibile e divertente che l’insegna vuole promuovere.

La linea comprende jeans skinny, camicie oversize, tute a figura intera. La novità è la collezione bambina, che racchiude salopette, t-shirt e shorts. Tutti i capi saranno disponibili a partire da giovedì 8 marzo negli oltre 600 punti di vendita di Lidl Italia, ad un prezzo compreso tra i 2 e i 17 euro. L’edizione limitata veste dalla 36 alla 46 e si completa di accessori e scarpe dal 37 al 41, la linea bambina invece si rivolge alle più giovani dai 6 ai 14 anni e racchiude anche colorate sneakers dal 31 al 36. “Con la terza collezione Esmara by Heidi Klum, #Letsdenim, vogliamo rendere la Lidl Fashion Week ancora più versatile e trasversale. Per la prima volta infatti questi look freschi ed eclettici a sfondo jeans saranno disponibili anche per le più piccole” dichiara Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione di Lidl Italia.

 

 

Green pea: il progetto ecofriendly di Farinetti

Oscar Farinetti fondatore di Eataly
Oscar Farinetti, fondatore di Eataly
Sarà aperto ad aprile il cantiere per la realizzazione dell’edificio che a Torino ospiterà Green Pea, uno store ecofriendly

Ha una data di avvio la nuova iniziativa retail di Oscar Farinetti, patron di Eataly. Sarà aperto ad aprile il cantiere per la realizzazione dell’edificio che a Torino ospiterà Green Pea, uno store ecofriendly con una proposta di abbigliamento con tessuti derivati da coltivazioni ecocompatibili, cosmetici bio, arredi senza colle sintetiche e costruiti con materiali ecosostenibili. In assortimento anche giocattoli e mezzi di trasporto come bici. L’apertura al pubblico è prevista per l’autunno del 2019.

Oscar Farinetti spiega a Repubblica: “Sarà un immobile a sostenibilità energetica totale. Stiamo collaborando con l’Università di Torino per la scelta degli alberi e dei legni che useremo. Sarà un edificio vivo, in relazione con i clienti: si produrrà energia camminando. Il nostro obiettivo sarà costruire e vendere beni durevoli con un nuovo rapporto con l’acqua, la terra e l’aria”. Una volta collaudato il primo punto di vendita, l’obiettivo è di riprodurre il modello in altre sedi.

Walmart: un progetto high-tech per tagliare 2 miliardi di spreco nel fresco

walmart
Il colosso statunitense ha lanciato Eden, un'iniziativa smart e intelligente per migliorare la qualità del cibo deperibile offerto in store e ridurre gli sprechi nella catena di fornitura

Tutto è partito da una competizione interna, un cosiddetto hackathon tra gli ingegneri di Walmart per migliorare il business del fresco. Ora il progetto Eden è pronto per il lancio ufficiale con l'obiettivo di tagliare 2 miliardi di dollari di sprechi in questo comparto nell'arco di cinque anni.

Un'iniziativa basata su tecnologie intelligenti che, ad esempio, automatizzano e digitalizzano l'ispezione visiva dei prodotti freschi presso il centro di distribuzione di Walmart. Il nuovo ecosistema high-tech Eden potrà anche monitorare la temperatura e la freschezza dei prodotti alimentari dall'agricoltore fino agli scaffali del retailer, monitorando e raccogliendo dati e insights in ogni fase. Questo consentirà anche di destinare i prodotti con la corretta priorità agli store.

"Eden sfrutta tecnologie sofisticate come l'apprendimento automatico, ma lo abbiamo reso abbastanza semplice per essere utilizzato da tutti i nostri associati", ha spiegato Parvez Musani, vicepresidente presso Walmart Labs.

 

Gruppo Md, la logistica sostiene lo sviluppo di rete

Md Cefalù
Il secondo gruppo discount in Italia guarda a un futuro di crescita interna. Capillarità e omogeneità di format. Il punto con il presidente Patrizio Podini (da Gdoweek n. 3)

La vittoria all’asta conseguita a metà gennaio con un’offerta di quasi 14 milioni di euro e un investimento pianificato di 80 milioni per la trasformazione del lotto delle ex acciaierie di Cortenuova (Bg), diventa l’occasione per fare il punto con Patrizio Podini del futuro di Md, la catena discount fondata 24 anni fa e da lui tuttora presieduta. Con una quota di mercato del 15%, oltre 700 punti di vendita, un fatturato di 2,3 miliardi di euro, l’insegna è il secondo player del mercato discount in Italia. Già dotata di 7 centri logistici, è intenzionata ad aprire nel bergamasco il maggiore polo nazionale di movimentazione del discount.

“Siamo in presenza di un mercato interno molto affollato -spiega il presidente-, Aldi e Leader Price sono pronti al debutto, Conad e Esselunga stanno spingendo sull’acceleratore. Per quanto ci riguarda abbiamo delineato un piano di sviluppo strategico che prevede una crescita anno su anno di almeno -sottolineo che si tratta di un risultato minimo- 200 milioni di euro per tutto il periodo 2017-2021. Ne consegue che ci stiamo attrezzando per un incremento quinquennale di un miliardo”.

Come intendete conseguire il risultato?

Abbiamo intenzione di sviluppare la rete. Nel 2018 sono programmate 40 aperture, con negozi che verranno dislocati per metà nelle regioni meridionali e l’altra metà in quelle settentrionali. A questo investimento si aggiunge anche quello della ristrutturazione dei punti di vendita esistenti: stiamo intervenendo su 50 negozi ogni anno, con budget di circa 800.000 euro per singolo oggetto. L’obiettivo è quello di avere una rete moderna e omogenea a tutto format.

Prevedete anche nuove acquisizioni?

Come detto, la competizione distributiva vede ancora in campo un numero considerevole di protagonisti, e altri se ne stanno aggiungendo. Credo sia un affollamento eccessivo e che prossimamente si aprirà un nuovo periodo di acquisizioni e di concentrazione. Fenomeno che, però, non ci vedrà parte attiva. Il nostro gruppo ha già messo a segno operazioni importanti in passato (nel 2013, con l’assorbimento di Ld Market da gruppo Lombardini). Siamo soddisfatti di aver uniformato nel frattempo la rete. Ritengo che oggigiorno una disomogeneità di format non possa generare prestazioni adeguate. E certamente un piano di sviluppo basato su crescita interna risulta più omogeneo.

Nel primo anno del quinquennio i risultati conseguiti sono in linea?

Avanziamo secondo i target che ci siamo dati. Nel 2017 abbiamo raccolto 40 milioni di euro in più.

Motivazioni del recente investimento logistico?

Il nostro sistema di movimentazione poggia su 7 poli logistici che però iniziano a essere sufficientemente carichi. Il nuovo polo è da valutare in chiave prospettica. Nelle mie intenzioni dovrà entrare a servizio nei prossimi due anni e mezzo. Sono ancora in corso tutte le valutazioni riguardo a come lo vogliamo impostare. E ci stiamo anche guardando intorno per individuare la migliore soluzione al caso nostro.

Il vostro punto di vendita standard?

La peculiarità della nostra rete è data dal negozio di 1.000 mq di superficie di vendita alla quale aggiungerne quasi altrettanta per le attività di movimentazione. L’assortimento è di oltre 2.000 referenze a marchio proprio, tra cui linee di prodotti salutistici, per intolleranti, vegani o vegetariani, prodotti Dop e Igp. Banco servito per carne e salumeria, servizio di doratura del pane, reparto ortofrutta strategico e incremento degli spazi non-food.

Una valutazione sulla Mdd rispetto alla vostra vocazione di retailer nazionale?

Registriamo una buona uniformità di performance sull’intera rete. Nel grocery abbiamo raggiunto l’85% di incidenza. Noi siamo in fase di sviluppo assortimentale, alla ricerca di prodotti e categorie nuove, ma anche con una rivisitazione delle formulazioni.

Cosa si aspetta dall’arrivo di Aldi e Leader Price?

Porteranno innovazione e curiosità. Non credo che verranno in Italia a replicare soluzioni di vecchio stile. Saranno stimolanti.

In quest’ottica ci sono state turbolenze con i fornitori?

Nessuna. Registriamo la massima collaborazione. E non credo sia un quadro destinato a cambiare.

Make a wish insieme a Lucart

Il brand Tenderly del Gruppo Lucart ha rinnovato la collaborazione con l’organizzazione no-profit Make-A-Wish Italia per il 2018, così da proseguire con l’iniziativa Help a Wish in corso dal 2016. Il progetto, legato all’impegno di responsabilità sociale del brand in linea con i valori della tenerezza e dell’attenzione alla famiglia, consiste in una collaborazione a vantaggio di piccoli pazienti, per realizzare i loro desideri e quindi aiutarli a trovare gioia, forza e speranza per sconfiggere la malattia. La collaborazione viene sostenuta primariamente attraverso la comunicazione, sul sito ufficiale e sulla pagina facebook di Tenderly, e presso i pdv della grande distribuzione con la special edition di Tenderly Kilometrica in formato da 4 e 12 rotoli, comunicata anche sui social. Il brand invita i visitatori a partecipare emotivamente, suggerire sorprese per i bambini. L’aspetto economico coinvolge invece Lucart con una donazione che tra 2017 e 2018 ha superato i 70 mila euro, per realizzare 7 desideri di altrettanti bimbi ogni anno; altrettanti ne verranno realizzati nel 2018. L’impatto social dell’iniziativa è pari a 163 mila visualizzazioni del video di lancio, con oltre 1.000 azioni tra commenti e condivisioni. Complessivamente oltre 17 mila tra reaction e commenti per la prima operazione, anche grazie al buzzing delle blogger che hanno diffuso l’iniziativa.

Con Sapore Conad: a Faenza il ristobar con le insalate a peso

Foto di Fabio Blaco
Foto di Fabio Blaco
Il locale, sviluppato su circa 250 mq, propone lo spazio diviso tra il bar dedicato alle colazioni, agli spuntini e agli aperitivi, e il self-service con 160 posti a sedere

La formula del pay-by weight salad bar arriva dagli Stati Uniti e viene sperimentata anche a Faenza, al centro La Filanda, nel nuovo ristobar Con Sapore Conad. Maurizio Pelliconi, Anna Montanari e Giancarlo Conti, i tre titolari, spiegano in cosa consiste: “In pratica il cliente potrà creare la propria insalata a piacimento, scegliendo verdure e prodotti di stagione da un’ampia gamma di proposte, anche vegane, ma non solo. Pagando “a peso”, anziché a porzione, la convenienza e la soddisfazione del cliente è sicuramente superiore”.

 

Il locale, sviluppato su circa 250 mq, propone lo spazio diviso tra il bar dedicato alle colazioni, agli spuntini e agli aperitivi, e il self-service con 160 posti a sedere, ideale per la

Foto di Fabio Blaco

pausa pranzo. L’assortimento prevede una gamma di primi, secondi, contorni e dessert della tradizione culinaria locale, con proposte dal territorio all’insegna della stagionalità. E una scelta di centrifugati ed estratti insieme a una proposta di pasticceria preparata e farcita direttamente sul posto.
Il locale sarà aperto tutti i giorni dalle 6,30 del mattino fino alle 20, domenica dalle 7,30 alle 13 mentre il ristorante svolgerà il servizio dalle 12 alle 14,30. Una ventina le persone impiegate.

 

Video Tour: il format cittadino di Lidl Italia

Alla scoperta del nuovo store che Lidl ha aperto a Milano con la guida di Emilio Arduino, amministratore delegato Sviluppo Immobiliare e Servizi Centrali di Lidl Italia

 

"Questo negozio di via Giordani a Milano rappresenta la nostra nuova generazione di discount dal Dna eco-sostenibile, concepita per valorizzare il contesto ambientale e progettato per le città secondo le più recenti disposizioni sul contenimento del consumo del territorio -precisa Emilio Arduino, Ad Sviluppo Immobiliare e Servizi Centrali di Lidl Italia-. Parliamo di uno store sviluppato su due piani, che traccia il percorso del nostro futuro sviluppo immobiliare futuro”. Il negozio infatti è dotato al piano terra di un parcheggio coperto per 100-110 auto, cui si aggiungono un’altra ventina di posti a raso, davanti all’ingresso, dove sono presenti anche colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Dal punto di vista commerciale, il negozio si sviluppa su 1.400 mq, la dimensione ideale per l’offerta Lidl, con un assortimento di 2.000 referenze, di cui più dell’80% sono prodotti italiani certificati (Dop, Igp, Doc e Docg). Crescono il bio, con la firma Bio Organic, veg e free from, presentati in isole personalizzate Gusto & Benessere. Esposizioni privilegiate anche le intere gamme Italiamo e Deluxe, cui si aggiunge il lancio della nuova linea per bebè Lupilù.

Il format sarà progressivamente esteso a tutta la rete (600 punti di vendita totali). Lidl quest'anno prevede di aprire 40 store e ristrutturarne 60, numeri in linea con lo sviluppo dello scorso anno.

Bennet smart testa la prossimità

Il negozio pilota di questo nuovo format ha aperto nel centro commerciale Le Piazze a Lecco: è il primo Bennet sotto i 2.000 mq di vendita (da Gdoweek n. 3)

Per un gruppo distributivo storicamente leader negli ipermercati, (ne ha 63, 54 di questi disseminati tra Lombardia e Piemonte) e nell’immobiliare commerciale (possiede 45 gallerie controllate attraverso Gallerie Commerciali Bennet), è innovativo aprire un supermercato che è anche un nuovo format per la catena di Montano Lucino (Co): Bennet smart (1.200 mq) infatti sigla l’ingresso di Bennet nel convenience/vicinato.

Perché questo nuovo format, per voi rivoluzionario?

Due i motivi ispiratori: realizzare un formato rispondente alle esigenze dei nostri consumatori, sempre di corsa, utilizzatori di tecnologia, alla ricerca di soluzioni personalizzate, comode e con contenuti di servizio. Consumatori che ci scelgono tutti i giorni e che quindi hanno bisogno di soluzioni a portata di mano e al giusto prezzo, con attenzione verso qualità e informazioni.

Quindi questo Bennet è smart anche per la tecnologia?

Certo, il nostro cliente troverà, per esempio, speciali postazioni che raccontano il mondo Bennet e i suoi valori, totem interattivi, e spesapass che permette di aggiungere allo scontrino finale i prodotti scelti autonomamente per poi pagare, senza fare ulteriori code al check out. Allo scopo sono present anche 6 casse self service.

Il secondo motivo per cui siamo smart si lega alla necessità di testare nuovi format per diversificare il portafoglio. Il nuovo smart ci permetterà di capire se siamo in grado di soddisfare queste esigenze con format più ridotti.

Quanti ne aprirete?

Non c’è ancora un preciso piano di aperture: questo pdv, ricavato da una nostra superficie preesistente, è un esperimento su cui vogliamo misurarci per capire, insieme ai nostri clienti, se siamo pronti a cogliere le nuove opportunità che ho detto.

Quali sono le posizioni urbane ideali?

Le città, non necessariamente grandi; il format è ideale per i convenience store. Fattori distintivi sono semplicità e razionalizzazione degli assortimenti per facilitare la spesa: va bene qualsiasi contesto urbano nel quale la clientela abbia bisogno di soluzioni vicine, comode e veloci.

Caratteristiche del nuovo format.

Razionalizzazione dell’offerta e completezza, semplificando lo scaffale, senza togliere i prodotti più richiesti oggi. Lavoriamo su tre grandi aree: Top Selection, Grandi Marche e Garanzie Bennet (1.400 Mdd). L’altra sfida è garantire tutti i prodotti freschi: macelleria, pescheria, molto take away, ogni reparto garantisce soluzioni pronte da consumare.

Carrefour e P&G finanziano Legambiente per pulire le spiagge

Il marine litter, l’inquinamento marino, è un’emergenza globale. Un intero camion di plastica finisce in mare ogni minuto. Per questo Procter & Gamble e Carrefour Italia scendono in campo per sostenere Legambiente nella pulizia di dieci spiagge italiane scelte dal web. Ogni prodotto Procter & Gamble acquistato in Carrefour genererà un contributo per Legambiente

Prende il via oggi, 1 marzo 2018 e fino al 30 settembre, la campagna dedicata al
marine litter promossa da Procter&Gamble e Carrefour Italia a sostegno di
Legambiente per sensibilizzare i consumatori sui rischi dell’inquinamento marino e
contribuire alla pulizia di 10 spiagge italiane.

Il lancio dell'iniziativa Puliamo le spiagge si è svolta oggi presso Carrefour Express Urban Life in corso Garibaldi 49, Milano alla presenza di (vedi foto sopra, da sinistra) Stefano Ciafani direttore generale Legambiente, Paolo Grue direttore commerciale P&G Italia, Flavia Maré responsabile assicurazione qualità e coordinatrice corporate social responsibility Carrefour Italia.
Paolo Grue, direttore commerciale di P&G Italia ha così commentato: “Proteggere il pianeta è una responsabilità e un’opportunità. Ci impegniamo ogni giorno per creare prodotti o migliorare quelli esistenti in tutti gli aspetti, dallo sviluppo alla produzione, alla fase d’utilizzo, allo smaltimento, per consentire ai consumatori di compiere scelte più sostenibili salvaguardando l’ambiente e garantendo tramite programmi di responsabilità sociale e ambientale, migliori condizioni di vita per tutti. La plastica in mare e sulle spiagge è una
vera e propria emergenza. I numeri sono impressionanti e le conseguenze drammatiche anche perché i rifiuti non scompaiono. Per questo P&G ha ritenuto importante collaborare in questo progetto con Carrefour Italia in una campagna di sensibilizzazione e in un intervento concreto che coinvolge anche i clienti dei punti vendita a favore di Legambiente. Lavorare in partnership è infatti fondamentale e garantisce un valore aggiunto a qualsiasi iniziativa”. Flavia Marè ha così precisato: “La condizione attuale dell’ambiente impone a tutti noi, come singoli e come imprese, di considerare attentamente l’impatto delle nostre azioni e abitudini sul nostro pianeta. Carrefour, attraverso la capillarità dei suoi punti di vendita si pone l’obiettivo di sensibilizzare il maggior numero di clienti possibile aderendo con entusiasmo all’iniziativa che ci vede a fianco di P&G a sostegno di Legambiente per la pulizia delle spiagge, un tema di primaria importanza per l’Italia, vista la sua conformazione geografica."

Meccanica della iniziativa
Per sostenere l'iniziativa basta acquistare in un unico scontrino almeno 3 prodotti P&G e caricandolo sull’apposita sezione del sito www.puliamolespiagge.it, per ogni scontrino inserito P&G donerà 3 euro a Legambiente Onlus per la pulizia delle spiagge. L’iniziativa è valida presso tutti i punti vendita Carrefour, Carrefour Market, Carrefour Express e il sito www.carrefour.it. L'obiettivo di minima è di ottenere così 50.000 euro di finanziamento.
Inoltre, da oggi e fino al 31 marzo, collegandosi al sito www.puliamolespiagge.it si può scegliere la propria spiaggia preferita tra le 20 presentate come candidate e le 10 spiagge che otterranno più voti nel corso dell’estate saranno pulite dai volontari di Legambiente.

Le 20 spiagge proposte
Lido di Classe (Ra) - Riserva Naturale Statale "Duna costiera ravennate e foce del torrente Bevano ", Spiaggia a nord del “Lido di Volano”, Comacchio (Fe), Spiaggia di San Nicolò al Lido di Venezia , Spiaggia della Brussa, Valle Vecchia – Caorle (Ve), Spiaggia della Maddalusa, San Leone – Agrigento, Spiaggia di Punta Barcarello, Palermo, Oasi dunale, Capaccio (Sa), La spiaggia della Chiaia, Forio D’Ischia (Na), Oasi dei Variconi, Castel Volturno (Ce) , Spiaggia di Siponto, Manfredonia, Spiaggia di Genova Voltri (Ge), Spiaggia
di Vernazzola, Genova – Sturla, Spiaggia di Giorgino oltre il Porto Canale, Cagliari, Spiaggia di Giorgino al Villaggio Pescatori, Cagliari, Spiaggia di Solanas, Sinnai (Ca), Spiaggia delle Capanne, Principina a Mare – Grosseto, Spiaggia di Ricortola, Marina di Massa, Lido dei Pini, Anzio, Spiaggia di Capocotta, Roma, Spiaggia di Capo Bruzzano, Scogliera di Africo - Bianco (Rc).


La spiaggia di Genova Voltri


L'oasi di Variconi Castelvolturno
 


La spiaggia di San Nicolò al Lido di Venezia

“Possiamo fare moltissimo per ridurre il problema dei rifiuti in plastica nei mari, sulle spiagge come nei laghi e nei fiumi –ha chiosato Stefano Ciafani-. Il primo passo è comprendere che il rifiuto che arriva nel mare è un rifiuto mal gestito sulla terraferma e di conseguenza occorre agire proprio su questa filiera, potenziando le politiche di prevenzione e la ricerca scientifica e raccogliendo la sfida dell’economia circolare. E moltissimo possiamo fare noi cittadini attraverso scelte e comportamenti maggiormente consapevoli e sostenibili. Per questo siamo felici di inaugurare oggi la collaborazione con Procter & Gamble, tra le prime aziende ad aver rinunciato all’uso delle microplastiche nei prodotti cosmetici, ben prima dell’entrata in vigore delle legge italiana che costringerà tutto il mondo della chimica ad adeguarsi entro il 2020 e già da tempo orientata verso scelte imprenditoriali sostenibili, e con Carrefour, impegnata a promuovere comportamenti virtuosi nei suoi punti vendita attraverso messaggi mirati alla raccolta differenziata, al riciclo dei rifiuti e al risparmio delle risorse”. Ciafani ha inoltre aggiunto che occorre partire da subito con l'operazione pulizia delle spiagge, perché l'intervento deve essere svolto entro il mese di maggio. Da quel momento saranno infatti i comuni ad occuparsi di quest'attività.

Video Tour: extracoop, locomotiva di Centro Nova

Vittorio Varone, direttore marketing di Coop Alleanza 3.0, racconta l'extracoop del centro nova e le logiche alla base di questa nuova insegna

"Ci vuole anche un pizzico di lucida follia per immaginare come sarà il retail di domani. Extracoop vuole essere una risposta con una formula diversa dal passato, perchè passa da una logica generalista a una di specializzazione, evidenti in alcuni comparti e nuovi mestieri".

Vittorio Varone, direttore marketing di Coop Alleanza 3.0, racconta così il processo che ha portato alla definizione di un nuovo modello dei negozi extracoop, costruiti su due diversi percorsi liberi: uno esterno dedicato al non food, costruito con shop in shop di varia dimensione, che si concentra su alcune categorie specifiche, come la libreria.coop, la cartoleria,  giocattoli, con aree personalizzate per marche, la casa, inteso come un unico mondo che comprende casalinghi, tessile cucina e anche piccoli elettrodomestici, viaggio mentre altre sono state eliminate o ridotte (l'auto, il brico, l'abbigliamento bambino); a queste aree interne si aggiungono altri shop in shop, che si affacciano sulla galleria commerciale e che rappresentano nuovi mestieri, come la ristorazione, la gioielleria, i fiori e anche la profumeria, che offre anche servizi di estetica, con l'insegna Momenti per.

Il secondo percorso, invece, occupa il centro dello store e riguarda i freschi: anche qui ci sono delle aree di specializzazione, come territori.coop, che raggruppa in un unico spazio tutti i prodotti locali delle province e regioni in cui Coop è presente.

Non mancano i banchi a vendita assistita per salumeria e gastronomia, fortemente focalizzata sui prodotti pronti e take away (area che sarà ulteriormente ampliata nei prossimi mesi), formaggi, pesce.

All'interno inoltre sono state ricavate delle aree dedicate al consumo in loco: una di fronte al banco pescheria, vicino alla carne a libero servizio, e una nei pressi dell'angolo sushi.

Lo store è arricchito da 10 video wall sparsi lungo i 10.000 mq di vendita, con palinsesti dedicati.

"Stiamo lavorando per migliorare alcune aree, ma nel complesso siamo soddisfatti di come sta andando il mercato: certo a dicembre le vendite sono state positive, mentre a gennaio, come tutta la gdo, abbiamo perso, nel senso che è diminuita la spesa media, non la frequenza e gli scontrini dei soci, numeri comunque migliori del resto degli ipermercati -conclude Varone-. Abbiamo previsto che servano circa 6 mesi per mettere tutto a regime e proseguire con l'implementazione del modello".

 

 

 

Ekoplaza di Amsterdam: il supermercato plastic free

ekoplaza
L’insegna biologica Ekoplaza promuove l’iniziativa eco friendly che elimina la plastica da un intero reparto con oltre 700 prodotti in esposizione

L’insegna biologica Ekoplaza promuove l’iniziativa eco friendly che elimina la plastica da un intero reparto con oltre 700 prodotti in esposizione. Le referenze plastic free sono confezionate con materiale "compostabile", vetro e metalli.

Il supermercato si trova ad Amsterdam ma l’esperienza sarà replicata nei 74 supermercati dell’insegna del Paese entro la fine del 2018.

Lidl Italia: stop alle uova di galline allevate in gabbia

L’insegna ha intrapreso un percorso finalizzato all’eliminazione dal proprio assortimento di questo tipo di uova entro il 2019

Lidl Italia ha sviluppato una nuova politica di acquisto per le uova che prevede l’eliminazione progressiva di quelle provenienti da allevamenti in gabbia. Entro il 2019 queste ultime saranno sostituite con uova da allevamento a terra, all’aperto o biologico.
Il progetto riguarda sia la materia prima fresca che i prodotti a marca commerciale contenenti uova e fissi in assortimento.

Due gli obiettivi nello specifico che Lidl Italia si pone: entro la fine del 2018 il 70% delle uova fresche e delle uova contenute nei prodotti continuativi a marchio commerciale Lidl, proverrà esclusivamente da allevamenti a terra, all’aperto o biologici ed entro la fine del 2019 si raggiungerà il 100%.

Come rende noto l'azienda, "questa decisione è dettata da ragioni etiche: da un lato il miglioramento delle condizioni di vita degli animali, dall’altro, consapevole della propria dimensione sociale, l’azienda vuole promuovere presso clienti e fornitori pratiche maggiormente sostenibili. Lidl Italia commercializza uova provenienti da allevamenti italiani e privilegia l’origine italiana di quelle contenute nei prodotti dell’assortimento, scelta che consente inoltre di ridurre il trasporto a vantaggio dell’ambiente e della freschezza del prodotto".

Questo impegno, esplicato in dettaglio nel Documento di posizione per l’acquisto responsabile di uova, rientra in un programma più ampio di Csr che punta ad un agire aziendale responsabile in relazione a 5 macro aree: assortimento, sociale, ambiente, collaboratori e partner commerciali. Un percorso in divenire, che è possibile seguire in tempo reale grazie anche ad una nuova sezione dedicata del sito lidl.it, dove trovano spazio aggiornamenti sul tema.

Satur: più forte la presenza in Umbria

Galileo spa, gruppo specializzato nell’home, apre un punto di vendita Satur a Deruta (Pg) all’interno del parco commerciale Della Rena Life & shopping

Galileo spa, gruppo specializzato nell’home, apre un punto di vendita Satur a Deruta (Pg) all’interno di Della Rena Life & shopping, il parco commerciale situato all’uscita Deruta Nord della E 45. Il negozio consolida la presenza in Umbria dell’insegna che opera nella regione con sette strutture. Lo spazio si sviluppa su una superficie di 450 mq e l’assortimento comprende 3.000 item tra cui le collezioni Villa d’Este Home Tivoli, marchio di punta dell’azienda per quanto concerne il tableware. L’offerta comprende una sezione dedicata ai piccoli elettrodomestici a marchio Kooper, mentre a parete è esposto l’allestimento dei materiali da cucina come pentole, padelle, teglie. Impiega sei addetti, tutti assunti a livello locale e con una età media di 28 anni.

 

Eataly punta su Londra

135 Bishopsgate - CGI - Eataly
La prima struttura Eataly nel Regno Unito sarà realizzata a Londra nel 2020 come annunciato dall’insegna e dalla società British Land

La prima struttura Eataly nel Regno Unito sarà realizzata a Londra nel 2020 come annunciato dall’insegna e dalla società British Land. Eataly ha infatti firmato un contratto di affitto per uno spazio di oltre 3.900 mq al primo piano del 135 di Bishopsgate. Luca Baffigo, amministratore delegato di Eataly, spiega: “Visitare lo storico Borough Market di Londra prima di inaugurare il primo Eataly in Italia è stato fonte di grande ispirazione per il nostro concept. Per questo motivo tornare a Londra portando un luogo dove comprare, mangiare e imparare per noi è un traguardo molto importante ed eccitante. Essere in grado di far vivere la nostra idea in un luogo così ricco di significato ci riempie di soddisfazione e ci stimola a realizzare, per la città, un Eataly bellissimo”.

 

Claire Barber, responsabile di Central London Retail e Meadowhall, British Land, aggiunge: “La decisione di Eataly di aprire a Broadgate è un grande sostegno alla strategia di British Land per creare un quartiere ancora più vivace e internazionale. Insieme all'arrivo della Elizabeth Line quest’anno e di uno spazio commerciale di alta qualità nel 2019 al numero 100 di Liverpool Street, la presenza di Eataly farà di Broadgate una destinazione imperdibile per i londinesi e non solo”.

 

 

LG Electronics: a Roma uno showroom per il business

Lg Electronics
Lo spazio che LG Electronics ha inaugurato a Roma è dedicato ai prodotti per il mercato business sia nella divisione information display che air conditioning

Lo spazio espositivo che LG Electronics ha inaugurato a Roma è dedicato ai prodotti per il mercato business sia della divisione information display, divisi per aree tematiche: Residential, Quick Service Restaurant, Retail, Transportation, Hotel, Office e Supermarket, sia air conditioning.

 

L’apertura rientra nel progetto di sviluppo dell’azienda che intende potenziare la sua presenza nel centro e nel sud Italia, aree considerate strategiche. Nicola Micali, business solutions product & marketing di LG, spiega: “Abbiamo sentito l’esigenza di garantire la Lg Electronicsnostra presenza diretta anche su questo territorio così da offrire a partner e clienti attenzione costante e la possibilità di toccare con mano alcuni dei nostri migliori prodotti”In assortimento le serie Wallpaper, Video Wall & In Glass, i display Ultra Stretch da 86” e da 88” che dominano l’area Retail & Transportation, un Video Wall 2x2 che, con cornici ultra sottili e 2 monitor High Brightness con luminosità pari a 2500 e 3000 nit. Chiude l’offerta espositiva di Information Display, la scelta di prodotti dedicati all’hospitality e i Monitor PC per il mercato office & medical.

Raspini consolida il posizionamento bio e welfare

Dalla cura dell'animale una produzione a maggiore tasso di sicurezza (senza antibiotici né allergeni), per intercettare le odierne scelte di alimentazione consapevoli

Dopo averla presentata in anteprima a Marca 2018, Salone dedicato ai prodotti a marca del distributore, ma parallelamente anche ottima vetrina per le innovazioni da presentare al retail italiano e internazionale, Raspini Salumi è ora sugli scaffali della gdo  con una nuova linea animal welfare. Il programma di benessere animale dell'azienda piemontese a conduzione familiare è incentrato su un allevamento in assenza di antibiotici dalla nascita dei singoli capi, con dieta vegetariana in tutte le fasi della crescita. Le referenze Salumi Liberi presentate a Marca riguardano due prosciutti (cotto e crudo) entrambi liberi da antibiotici e allergeni. La gamma Bio a sua volta è prodotta nel pieno rispetto di processi di lavorazione scrupolosamente certificati e presentata a scaffale in vaschette apri e chiudi. La ricerca delle materie prime inizia da allevamenti certificati; lì viene perseguito (da disciplinare) il corretto rapporto tra il numero di animali e il terreno dedicato, sia a tutela del benessere animale sia di quello ambientale; per finire con un’alimentazione selezionata dei suini, cui vengono destinate materie prime nobili e cereali rigorosamente bio. Senza glutine né latte e derivati, la linea comprende 4 referenze: fesa di tacchino, bresaola, cotto e crudo, in formati da 80-90-100 g. Sono disponibili anche i cubetti di Cotto biologico. “L'obiettivo del brand è di incontrare e soddisfare le tendenze di consumo orientate alla tutela della salute, in linea con le scelte di alimentazione consapevoli” afferma Andrea Allorto, ad di Raspini Salumi.

Arcaplanet si consolida in Piemonte

Arcaplanet
All’interno del centro commerciale appena inaugurato a Chivasso, in Via Peppino Impastato 216, trova spazio un punto di vendita Arcaplanet

All’interno del centro commerciale appena inaugurato a Chivasso, in Via Peppino Impastato 216, trova spazio un punto di vendita Arcaplanet, l’insegna di petcare che si consolida in Piemonte dove opera con 37 store.

 

Il negozio occupa una superficie di oltre 660 mq e conta un assortimento di 10.000 referenze. Tra i servizi propone Pet wash, con vasche e zona phon senza limite di tempo, lavatrice e asciugatrice a gettoni per l’igiene e il lavaggio degli accessori degli animali e l’Arcalab, uno spazio in cui sarà possibile incontrare gli esperti di settore e avere utili consigli. Il punto di vendita dà lavoro a 6 risorse e dispone di 2 casse. Anche in questo negozio è presente il totem interattivo che offre consulenza professionale veterinaria insieme ad altre funzioni tra cui il catalogo con i prodotti in assortimento, indicazioni specifiche riguardo all’alimentazione, ingredienti suggeriti e le modalità d’uso.

La ristorazione declina nuovi format

Grande fermento nel food&beverage, con diverse insegne che stanno esordendo sul mercato cittadino e dei centri commerciali urbani e periferici. Oltre all’Italia, molto attive le catene americane (da Gdoweek n. 3)

Mai come in questo periodo la ristorazione commerciale moderna mostra segnali di rinnovamento e novità sia nelle città sia soprattutto nelle food court dei centri commerciali, che dopo anni di stasi nel ricambio di operatori, stanno proponendo nuove insegne, italiane e internazionali. Dopo Il Centro (Arese), Scalo Milano (Locate Triulzi-Mi), Elnòs-Roncadelle, Adigeo (Vr) e CityLife Shopping District a Milano, la ristorazione nei centri commerciali non potrà che adeguarsi alle parole chiave del cambiamento: diversficazione massima possibile per stili e target, con forte componente di brand internazionali. Un recentissimo studio di Uli e Jll evidenzia il ruolo decisivo che il F&B inserito nel più ampio ambito “divertimento-tempo libero-edutainment” esercita nel miglioramento, anzi nel “boost”, dei principali indicatori prestazionali, dai valori locativi ai footfall, dal fatturato al contenimento del tasso di sfitto. Rimane ancora la distinzione specialistica tra ristoratori da centro città e insegne nelle food court, ma è sempre più frequente il passaggio degli uni nelle altre.

Abbiamo classificato le nuove tendenze in 6 principali filoni sulla base del format proposto. Fra le novità freschissime sul piano cronologiche spiccano Calavera e Meatery, lanciati da RoadHouse-Gruppo Cremonini, e le nuove insegne di Cir-Food, entrambi fra i più attivi. Calavera offre burritos, insalate, tacos e zuppe, ed è ispirato alla vera cucina messicana, con due anime precise: la parte fresca è rappresentata da alimenti legati ai prodotti della terra, con specialità preparate al momento, con ingredienti selezionati in base all’origine e alla stagione. L’anima Mex è caratterizzata dai sapori della cucina messicana, rivisitati in chiave moderna. Non a caso, il nome scelto per il nuovo ristorante è il simbolo della più antica e festeggiata ricorrenza messicana, il giorno dei defunti, che i messicani celebrano con i coloratissimi calaveras, i teschietti di zucchero icona di questa festa che vuol celebrare la vita.

Oltre al ristorante, nello spazio è stato ricavato anche un bar dove poter gustare centrifugati, cocktail, sode e un’ampia selezione di birre, margaritas, tequilas e mezcal.

Meatery rivisita il concept di Roadhouse in chiave urbana e più ricercata, da replicare in contesti analoghi. Da Meatery si può gustare la carne dry aged, risultato di un trattamento particolare di frollatura e stagionatura, con piatti premium beef, quali Asado, Ribeye, T-Bone e Costate. Altra novità di Meatery è la fresh cellar beer: è possibile bere una birra appena prodotta, fresca, come quella spillata dal mastro birraio. Nel 2018 Roadhouse aprirà 5 nuovi locali a marchio Calavera.

Ikea: la creatività di Bea Åkerlund nella collezione Omedelbar

Il frutto della collaborazione tra Ikea e la fashion activist Bea Åkerlund è la collezione, a edizione limitata, Omedelbar con 35 referenze

Il frutto della collaborazione tra Ikea e la fashion activist Bea Åkerlund è la collezione, a edizione limitata, Omedelbar che propone prodotti esclusivi nati dall’estro di una tra le più influenti stiliste e costumiste del settore, nota per aver collaborato con star del calibro di Madonna, Beyoncé, Lady Gaga e Rihanna.

La collezione include circa 35 prodotti che celebrano l’individualità e la creatività. “B. who you are”, il mantra personale della stilista che significa accettare se stessi, è il filo rosso che lega l’intera collezione. L’insegna introduce in assortimento cappelli in vetro, cuscini rossi a forma di labbra, mani in 3D, e ancora il necessario per organizzare vestiti e accessori e per mettere in mostra la propria personalità.

 

“Amo questa collezione in edizione limitata. È qualcosa di unico, innovativo e inaspettato dell’assortimento Ikea” spiega il creative leader di Omedelbar, Karin Gustavsson. La collezione, spiega l’azienda, “è un invito a divertirsi e a sfidare le convenzioni. Uno degli elementi chiave del design è stato giocare con le dimensioni. Ad esempio, chi ha detto che un orologio da taschino deve stare nel palmo di una mano, quando può occupare una parete?”.

 

Restyling per Conad City di Rimini

Il negozio a insegna Conad City di Via Dario Campana, a Rimini, riapre dopo i lavori di ristrutturazione. Lo store occupa una superficie di circa 200 mq

Il negozio a insegna Conad City di Via Dario Campana, a Rimini, riapre dopo i lavori di ristrutturazione grazie ai quali è stato potenziato il reparto ortofrutta, ampliati i surgelati e il murale salumi e latticini. È stato inoltre inserito il reparto per il biologico e salutistico. Il punto di vendita, gestito dalla società Gusto e Fantasia, di Ivan Bandini ed Elia Franchini, si sviluppa su un’area di circa 200 mq e impiega dieci persone.
Sul giornale Altarimini la capo negozio, Michela Bandini, spiega: “Abbiamo rinnovato il City di via Campana per andare sempre più incontro alle richieste della nostra clientela: qualità, cortesia e prezzi convenienti da noi si trovano ogni giorno. I negozi di vicinato come i nostri continuano a essere punto di riferimento per gli acquisti dei riminesi e dei turisti: la spesa quotidiana è occasione di incontro e relazione e i punti vendita come i nostri fanno della vicinanza al territorio e dell’attenzione a chi ci sceglie la caratteristica qualificante”.

La corsia preferenziale di Amazon

Amazon gioca su un altro campo, ma con gli stessi giocatori. L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 3)

Ha fatto notizia l’apertura di Amazon Go, bellissimo, senza dubbio, ma anche costosissimo e irraggiungibile per chi con il retail brick&mortar ci vive. Si ha la sensazione che Amazon corra su una sua corsia preferenziale, dove non incontra gli ostacoli in cui gli altri inciampano e rallentano. A partire dalla Borsa che premia le sue mission impossible, ma non è altrettanto fiduciosa con gli altri big quotati, che ad ogni cedimento vedono gli azionisti tremare e frenare. E non è solo il mercato azionario a fare differenze: infatti se, a prescindere dal costo, qualche insegna decidesse di seguire l’esempio di Amazon Go si troverebbe a perdere i clienti più anziani che mal si adatterebbero ad un modello di shopping così diverso e quindi l’insegna in questione si troverebbe in una situazione di perdita doppia (più costi meno clienti). Poi c’è il consumatore, attentissimo a prezzi e promozioni, che (almeno negli Stati Uniti) ormai ha messo Amazon in un’altra categoria e quindi nessuno discute sul rialzo del prezzo della membership Prime (portata da 11 a 13 dollari al mese, +18%) e sull’aumento delle commissioni ai venditori ... c’è chi parla di addiction, chi spera sia una moda passeggera. Forse è tempo di una riflessione più seria.

PittaRosso: nuovo punto di vendita a Chivasso

PittaRosso
All’interno del centro commerciale Chivasso, sulla strada statale 26, via per Caluso, apre un nuovo store PittaRosso, il 18esimo in Piemonte

All’interno del centro commerciale Chivasso, sulla strada statale 26, via per Caluso, apre un nuovo store PittaRosso, il 18esimo in Piemonte, il settimo nella provincia di Torino.

Il nuovo spazio occupa una superficie di 1.100 metri quadrati e propone modelli di calzature e accessori per uomo, donna e bambino, che spaziano dal classico al casual. Per festeggiare l’apertura l’insegna ha lanciato una promozione attiva dal  1° al 9 marzo che prevede uno sconto del 40% su tutta la nuova collezione, compresi i migliori marchi di calzature sportive.

Il pomodoro si fa interprete del territorio

La Torrente amplia costantemente l’offerta segmentata per varietà di forte vocazione campana e proposte di lavorazione differente. Per uscire dalla commodity (da Gdoweek n.2)

Pomodorini gialli, pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop, San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino Dop, pomodoro Sorrento sono solo alcune delle varietà proposte dall’azienda campana La Torrente, impegnata nella valorizzazione di questo ortaggio, in genere trattato dall’industria di trasformazione come una mera commodity.

Le tipiche varietà locali sono proposte in polpe, passate rosse e gialle, pelati, a dadini, filettati e a pacchetelle. Oltre alla linea Gli speciali, che si caratterizza per l’elevato livello di artigianalità della lavorazione, l’azienda apre il 2018 con una nuova linea di prodotti, Le Salse, quattro referenze a base di Piennolo del Vesuvio Dop, Principe Borghese giallo, Corbarino e San Marzano con cui prosegue il progetto di diffusione delle varie tipologie di pomodori tipici delle aree vocate della Campania. Si tratta di ricette molto semplici in cui alla materia prima di qualità vengono unti solo cipolla rossa di Tropea della Calabria Igp e olio extravergine d’oliva.Il packaging in bottiglia di vetro ambra richiama la tradizione dei sughi casalinghi, mentre l’etichetta soft touch sottolinea l’attenzione e la cura di tutti i dettagli.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2

Lidl Italia: un format per i centri cittadini

A Milano, dopo Verbania e Bologna, il nuovo modello che Lidl Italia replicherà nei punti di vendita nuovi e anche negli ammodernamenti. "Vogliamo raddoppiare la nostra rete e lavoriamo per essere i preferiti dei consumatori e offrire loro quello che vogliono al migliore rapporto qualità-prezzo", spiega Emilio Arduino, Ad Sviluppo Immobiliare e Servizi Centrali del discounter

A Milano, Lidl Italia ha aperto uno store, in una ex area dismessa, che rappresenta il modello al quale il discounter intende ispirarsi per il prossimo futuro.

Parliamo di una struttura su due livelli, con un parcheggio coperto per circa 100 auto, con l'aggiunta di alcuni posti a raso, dove sono anche disponibili delle colonnini per il rifornimento delle auto elettriche), mentre lo store si sviluppa su 1.400 mq, una dimensione dove l'insegna ritiene di potersi esprimere al meglio. Maggiore spazio è stato dato al biologico e al vegano, così come sono state create esposizioni preferenziali per la gamma Italiamo e Deluxe. Inserito anche un nuovo spazio per i neonati con la firma Lupilù.

"Questa è la nostra interpretazione del prossimo futuro dei nostri store -spiega Emilio Arduino, amministratore delegato sviluppo immobiliare e servizi centrali di Lidl Italia-. Le caratteristiche riguardano soprattutto l'edificio e l'approccio green, visto che, a livello di offerta, non ci sono cambiamenti sostanziali, se non una maggiore cura, quasi, maniacale verso alcune categorie di prodotto. Le caratteristiche riguardano, da un lato, il fatto che per realizzare questo store abbiamo recuperato una ex area dismessa, salvaguardando così territorio; dall'altro, abbiamo adottato soluzioni green di alto livello, in linea con le certificazioni Iso che coinvolgono tutte le nostre filiali, i magazzini e anche la sede -continua Arduino-. Qui abbiamo inserito un impianto fotovoltaico che garantisce il 100% del fabbisogno del negozio, a conferma di un approccio green confermato dall'ampio utilizzo dei led".

Progetti futuri? "Avremo diverse novità quest'anno, a partire dalla partnership con Banco Alimentare, della quale siamo molto orgogliosi, più altre che ancora non possono essere spiegate -chiarisce Arduino-. Certo abbiamo chiaro che vogliamo continuare a crescere: abbiamo detto che il nostro obiettivo è raddoppiare la rete di vendita, stiamo lavorando per questo. E questo store si adatta bene alle nostre esigenze".

Un messaggio per vecchi e nuove competitor? "Lidl è un'azienda italiana, presente in Italia da 25 anni con un Cda tutto italiano: sono altri che devono dimostrare di sapere parlare al consumatore italiano. Noi lavoriamo per essere scelti dal consumatore italiano ed essere preferiti per i prodotti che sappiamo dare, prodotti di qualità -grazie a un rapporto molto stretto con i fornitori- proposti al miglior prezzo possibile".

 

 

Primo discount Ekom a Parma

Ortofrutta Ekom
Il Gruppo Sogegross entra nella città di Parma con il discount Ekom aperto in località San Prospero, in via Emilio Lepido 227/a

Il Gruppo Sogegross entra nella città di Parma con il discount Ekom aperto in località San Prospero, in via Emilio Lepido 227/a. “L’area in cui sorge il discount - spiega Antonio Mantero, direttore sviluppo del gruppo - è da anni in uno stato di isolamento e di

Antonio Mantero - dir. sviluppo Gruppo Sogegross
Antonio Mantero - direttore sviluppo Gruppo Sogegross

abbandono. L’apertura del negozio rappresenta una sfida importante, che cogliamo volentieri, volta a recuperare l’insediamento e dare nuova linfa a quel territorio di collegamento tra Parma e Reggio Emilia, con la speranza che anche le attività sorte nel centro anni fa, che nel frattempo hanno chiuso i battenti, possano ripartire con nuovo slancio”.

Lo store propone salumeria e macelleria sia servita sia a libero servizio, pane fresco a self service.  Spazio anche ai prodotti biologici con un settore dedicato ai prodotti salutistici (senza glutine, biologici, senza olio di palma).  Un’area è dedicata al bazar e articoli casa e alla vendita di grandi formati e di prodotti in offerta. È dotato di un parcheggio con oltre 200 posti auto.

 

 

“Si tratta di un'importante apertura e una sfida per la nostra insegna che sbarca a Parma, una città che ancora non ci conosce e molto attenta alle tradizioni gastronomiche - commenta il direttore generale Giuseppe Marotta - Il nostro è un format di discount

Giuseppe Marotta, direttore generale Gruppo Sogegross
Giuseppe Marotta, direttore generale Gruppo Sogegross

‘supermercatizzato’ come si usa dire oggi. Da sempre infatti la nostra insegna dà ampio spazio ai reparti freschi assistiti, con particolare attenzione ai prodotti del territorio e ai fornitori locali oltre ad una ampia presenza di prodotti di marca- Il nuovo Discount Ekom punta infatti sulle eccellenze locali”.

Nuovo look per U2 Supermercato di Alessandria

Esterno-U2-Supermercato
Si rinnova il punto di vendita Unes di via Fabio Filzi ad Alessandria che riapre a insegna U2 Supermercato. Lo store si sviluppa su 1.170 mq

Si rinnova il punto di vendita Unes di via Fabio Filzi ad Alessandria che riapre a insegna U2 Supermercato. Lo store si sviluppa su 1.170 mq e propone un assortimento di 7.900 referenze tra le quali 300 di gastronomia/panetteria, 200 di ortofrutta, 250 di carne, un vasto assortimento di latticini (800 referenze), surgelati (508 referenze), scatolame (3900 referenze), e prodotti non food (1950 referenze).

Il rinnovato store aderisce alla collaudata formula Every Day Low Price di U2 Supermercato, non realizza promozioni, non stampa né distribuisce volantini, non ha un programma di fidelizzazione con tessere a punti o simili.

Sono presenti i reparti gastronomia e macelleria servite, l’ortofrutta sfusa e la panetteria sia servita sia self service. Tra i servizi è disponibile il servizio di lavanderia

 

Disney Home: nuova insegna per la casa

È dedicato all’arredamento per la casa il negozio Disney Home aperto al Disneyland Resort in California, ubicato nel Downtown Disney District
Disney Home - Downtown Disney district - Anaheim. CA- 2/13/18. (Joshua Sudock/Disneyland Resort)
È dedicato all’arredamento per la casa il negozio Disney Home aperto al Disneyland Resort in California, ubicato nel Downtown Disney District

È dedicato all’arredamento per la casa il negozio Disney Home aperto al Disneyland Resort in California, ubicato nel Downtown Disney District. In uno spazio in linea con il mondo del noto brand viene proposto un assortimento che comprende biancheria, articoli in vetro, da tavolo, articoli da cucina, accessori per animali domestici ai quali è dedicato uno spazio specifico, e altri oggetti per la casa. Ma anche tazze, piatti e bicchieri dedicati a Topolino, Minnie, Peter Pan, e ai tanti personaggi del mondo Disney.

L’offerta, come spiega il giornale online La gazzetta Disney, varierà al cambio di ogni stagione.

Carrefour Italia premiata da Certiquality

Certiquality ha riconosciuto a Carrefour Italia la certificazione di conformità del proprio Sistema di Gestione dell’Energia

Certiquality, l’organismo di certificazione al servizio delle imprese e specializzato in sistemi di gestione aziendale per la qualità, l'ambiente e la sicurezza, ha riconosciuto a Carrefour Italia la certificazione di conformità del proprio Sistema di Gestione dell’Energia alla norma internazionale ISO 50001 per l’intera rete di punti di vendita. Sono stati presi in esame le politiche e i modelli di gestione in termini di risparmio energetico e sostenibilità dell’insegna.

 

Un Sistema di Gestione dell’Energia certificato a fronte della norma ISO 50001 consente di rilevare le modalità di consumo dell'energia e le opportunità di risparmio presenti in azienda, in modo da poter identificare le aree di miglioramento e definire gli interventi più efficaci per ridurre i consumi e le emissioni di gas ad effetto serra, con benefici per l'azienda e per l'ambiente. L’annuncio della certificazione è avvenuto nell’ambito della 14° edizione dell’iniziativa M’Illumino di Meno,  campagna radiofonica di sensibilizzazione sui temi del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

Le attività di verifica di Certiquality hanno previsto la valutazione dello status attuale, dei piani di miglioramento, degli obiettivi energetici individuati e dei traguardi raggiunti da Carrefour Italia; sono state valutate anche le modalità di acquisto di beni e servizi e le modalità di progettazione di nuovi punti vendita e di nuovi servizi per i propri clienti, a garanzia che le tematiche di sostenibilità energetica (e quindi anche ambientale) siano incorporate nella normale operatività dell'azienda.

 

“Le attività di verifica di Certiquality – spiega Umberto Chiminazzo, direttore generale di Certiquality - hanno coinvolto il personale di Carrefour che partecipa al funzionamento e mantenimento del sistema di Gestione dell’Energia, anche tramite sopralluoghi a campione sui punti di vendita della rete e sulle attività dei fornitori di Carrefour per quanto riguarda i servizi energetici”. Alfio Fontana, energy manager di Carrefour Italia, commenta: “Siamo orgogliosi di essere il primo player GDO in Italia che riceve una certificazione di così alto rilievo non solo per il proprio headquarter, ma anche per l’intera rete di vendita sul territorio”.

 

Gourmet Decò: territorialità e convenienza

Gourmet Decò Cefalù
Il Gruppo Arena continua a investire sul format inaugurato qualche mese fa e apre il secondo store Gourmet Decò realizzato a Cefalù

Il Gruppo Arena, attivo in Sicilia e Calabria con 132 store, entrato in VéGé nel 2016, continua a investire sul format inaugurato qualche mese fa e apre il secondo store Gourmet Decò realizzato a Cefalù, in via G. Vazzana 3, che sostituisce un ex punto di vendita Decò. Il primo negozio dell’insegna si trova a Catania, in via Gabriele D'Annunzio. La filosofia che sta alla base si concentra su qualità e convenienza: ambiente accogliente, design e cura dei dettagli, prezzi a scaffale più bassi, assortimento che punta su nicchie enogastronomiche tipiche del territorio valorizzate in spazi specifici, con comunicazione dedicata, come per esempio il salame d’asino siciliano, il pane di Castelbuono, la vastedda del Belìce, i panini “gourmet” ideati dalla stella Michelin chef Pietro D'Agostino. La territorialità d’altra parte costituisce un forte strumento distintivo per le aziende distributive che vogliono consolidarsi in specifici bacini di utenza e un punto di forza su cui le insegne puntano sempre più spesso.

 

Per la valorizzazione delle tipicità locali, l’insegna ha puntato molto sul visual inserendo schermi sui quali scorrono tutorial con ricette da realizzare e presentazioni di prodotti e produttori del territorio. Per mantenere un contatto diretto con i consumatori, l’insegna li guida nel loro percorso di acquisto attraverso cartelloni, spesso in più lingue, aforismi, informazioni utili.

Il negozio, sviluppato su 1.200 mq e con un assortimento di oltre 13.000 item,

valorizza i freschi ai quali dedica un’area specifica nella quale gravitano i banchi concepiti come fossero le botteghe di un tempo: il pescivendolo, il macellaio, il buongustaio con proposte take away già pronte o da farsi cucinare in loco con i prodotti acquistati all’interno del punto di vendita, il salumiere e il panettiere, con proposte di pane biologico sfornato quotidianamente. Nella stessa zona sono presenti angoli dedicati alle degustazioni. L’ingresso è sviluppato sul reparto del fruttivendolo con vendita assistita e la possibilità di trovare succhi di frutta pronti al consumo. L’offerta è completata dalla cantina, dal reparto dedicato alla salute e al benessere e al non food. Chiude il percorso l’area dei surgelati.

 

Tra i servizi: la cantinetta refrigerata, il free wi-fi, l’elimina coda digitale, le casse self check out, il parcheggio, i corsi di cucina aperti a tutti, cooking show ed eventi formativi con sommelier, il servizio di spesa  a domicilio con la prenotazione online. Il nuovo Gourmet Decò sarà aperto tutti i giorni dalle 8 alle 22.

 

 

Al Sigep emergono le alghe di Seamore

Una pitch competition organizzata da Fiera Rimini in collaborazione con Seeds&Chips. Vince la proposta olandese sui cibi dal mare (da Gdoweek n. 2)

Trasformare le alghe in cibo quotidiano. Da un punto di vista industriale non appare certo un ostacolo insormontabile. Differente può essere, invece, la prospettiva sul versante commerciale dell’offerta, là dove si prevede di dover conquistare il consenso del pubblico acquirente. La società olandese Seamore, start up vincente della Pitch Competition proposta da Sigep in collaborazione con Seeds&Chips (alla quale Gdoweek ha partecipato in qualità di giurato) ha lavorato parecchio e bene proprio su quest’ultimo aspetto, meritandosi il plauso dei votanti.

Pasta, bacon, ora anche pane. È questa la proposta vincente di Seamore che propone l’ingrediente più salutare e sostenibile del pianeta nella forma di cibo gustoso e conveniente, ma soprattutto riconoscibile. Nella versione di primo piatto arrivano sul mercato le I Sea Pasta, tagliatelle al 100% di alghe selvatiche che si possono cucinare secondo i tradizionali ricettari, dalla bolognese alla carbonara. Ne scaturisce un pranzo che rimpiazza i carboidrati con una verdura marina. È già diffuso in 750 negozi e in 6 mercati, ma la società è pronta a portare alghe nel piatto di tutti. La seconda proposta guarda, invece, alla prima colazione o, nelle aree più meridionali, al pranzo: foglie acquatiche più larghe e spesse, cucinabili in frittura, e consumabili quale bacon marino. Anche in questo caso vegetali 100%, con un vantaggio salutistico facilmente intuibile. Infine la terza proposta prevede un impasto al 50% di farina d’alga con tradizionali farine di grano, per la realizzazione di pagnotte dalla crosta croccante e dal sapore pienamente sovrapponibile. “L’idea di questi prodotti mira a vincere lo scetticismo occidentale -spiega la presentatrice del progetto Angela Ferrato-. Abbiamo a disposizione una risorsa preziosa, gustosa, sana e sostenibile, eppure in Europa è necessario adottare versioni che si avvicinino il più possibile ad alimenti che fin da piccoli siamo abituati a consumare”.

La raccolta avviene in Irlanda, dove baia per baia l’alga viene tagliata fino a un massimo del 15%, in porzioni irregolari (a macchia) per consentire il mantenimento dell’ecosistema. Attualmente l’azienda è in fase avanzata di progettazione di serre di coltivazione, indispensabili per sostenere gli auspicati incrementi di produzione. Per scelta Seamore si posiziona nella trasformazione e commercializzazione di sole alghe grandi edibili, tralasciando il business delle microalghe che stanno conquistando il mercato come superfood, ma in versione di ingredientistica complementare.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2

Video: Chi è Asos, l’online di moda per ventenni

Autentici, coraggiosi e creativi nel cuore, così si definiscono gli ideatori dell’eCommerce di abbigliamento e beauty Asos, il cui concept nasce da un assunto di base: la moda è una forza positiva, capace di affermare il desiderio di libera espressione e affermazione della propria creatività, e di se stessi, divertendosi.

A livello di modello di business, parliamo di una piattaforma evolutiva, nel senso di costruita intorno agli utenti, che per scelta sono tra i 20 e i 30 anni: lo scambio continuo di contenuti e il dialogo con gli utenti consente di individuare i trend e proporli online, con un time to market ridotto: 6 settimane dal bozzetto allo shop.

Asos nasce nel 2010 in Uk intorno ai valori della sostenibilità e della diversity, declinati sia nell’operatività quotidiana che nella scelta dei brand. I giovani clienti online non acquistano semplicemente abiti, ma scelgono un look, seguono le tendenze, esprimono uno stile di vita. L’eCommerce  cavalca questa modalità di scoprire le tendenze e propone abiti e accessori seguendo sollecitazioni inedite: per esempio, le serie Netflix.

Componente importante dell’attività di Asos è la produzione di contenuti e la corretta trasmissione al target, attraverso il mezzo e il canale più adatto: molti video, strategie diverse su diverse piattaforme social. In questa attività opera una squadra di oltre 80 persone, immersa nei canali sociali Asos, e in continua conversazione con i ragazzi.

 

Le tendenze vengono raccolte anche grazie agli influencer, 20 in tutto, dedicati a brand specifici e impegnati nelle interazioni. Il magazine Asos ha una diffusione di 450 mila lettori in UK, 710 mila contando anche Francia e Germania. L’hashtag #AsSeenOnMe è un esempio di questa strategia: su Instagram i clienti si fotografano con il look creato da loro stessi, i dati vengono letti da Asos per migliorare l’offerta mirata. Un altro esempio: accanto alle immagini dei prodotti, zoomabili, ci sono anche i video del modello con l’abito.

Video Tour: lo store esperienziale Rose Bike Town

Come uno storico produttore e retailer tedesco di biciclette e accessori per bici ha rinnovato il suo megastore di 6.000 mq, il flagship Rose Biketown, integrando l’esperienza online con quella del negozio

Un’azienda di famiglia che, per i 100 anni di storia, rinnova il suo flagship Rose Biketonw per arricchire la customer experience con maggiori possibilità di provare i prodotti e personalizzarli, in percorsi che offrono la massima flessibilità di uso tra canali fisici e digitali.

Il percorso di acquisto dei clienti di Rose Biketown è libero e semplice: si può iniziare a configurare la bici online e completarla nel negozio fisico, salvando il progetto con i dati e le scelte sulla propria carta fedeltà, oppure si può fare l'inverso: cominciare il processo in negozio e terminarlo a casa su PC , tablet o smartphone. In negozio sono presenti varie postazioni iPad vicino alle bici e tre grandi schermi mostrano la bicicletta creata in grandezza reale.

Secondo, di Kiki Lab ed Ebeltoft Group, in un settore ‘fisico’ come quello delle bici, Rose Biketown guida i clienti in un modello più evoluto di experience, che consente più personalizzazione e flessibilità.

Cresce EasyCoop: il nuovo e-commerce apre a Emilia Romagna e Veneto

Con il 2018 Coop Alleanza 3.0 continua a estendere il raggio di EasyCoop, l’innovativo servizio di spesa online con consegna sul pianerottolo di casa. Dopo il lancio dello scorso anno a Roma (a febbraio) e a Bologna (a settembre), da inizio anno l’e-commerce copre nuove province: prima in Emilia-Romagna, con l’attivazione del servizio a metà gennaio a Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e ora in Veneto, con l’apertura a Mestre, Padova e Treviso, servite dal 12 febbraio. A solo un anno dal suo avvio, EasyCoop ha ampliato la propria rete fino a includere territori e abitudini di spesa tra loro molto diversi e distanti, portando innovazione, servizio e concorrenza.

Con un assortimento di oltre 11 mila prodotti – di cui più di 3 mila freschissimi (frutta, verdura, carne, pesce, salumi, latticini) – EasyCoop rappresenta la più ampia offerta oggi disponibile nel nostro Paese nell’e-commerce alimentare. Propone tutte le linee a marchio Coop, accanto alle grandi marche, a tantissime specialità tipiche locali e ad alimenti per esigenze specifiche (come i senza glutine). La spesa si fa online e la si riceve direttamente sul pianerottolo di casa, con le massime garanzie sul fronte della qualità e della sicurezza, gli stessi prezzi di un ipermercato e ulteriori promozioni dedicate a chi acquista online.

Le spese fatte su EasyCoop vengono preparate ed erogate da tre magazzini proprietari e dedicati, situati uno a Roma, uno a Bologna e uno a Padova: una soluzione logistica e operativa che consente di garantire la efficienza di servizio. Qualità, sicurezza e freschezza dei prodotti sono assicurate da metodi specifici per la conservazione, preparazione e trasporto dei prodotti, che avvengono sempre in ambienti controllati e alla temperatura corretta.

Il sito è facile da usare, intuitivo, personalizzabile e accessibile da qualunque device (PC, tablet e smartphone). I clienti possono creare più liste della spesa (anche per altre persone, per esempio i genitori anziani, che hanno difficoltà ad uscire a fare la spesa), salvarle e modificarle anche successivamente. Gli ordini si possono effettuare in qualunque momento, per un importo minimo di 50 euro. La scelta è molto ampia (oltre 11mila i prodotti in assortimento) e conveniente: alle promozioni e offerte Coop si aggiungono infatti tutte le iniziative speciali del canale online. Il servizio di consegna è disponibile dal giorno successivo a quello in cui viene effettuato l’ordine, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 22, con fasce orarie e costi personalizzabili fino a un minimo di un’ora (per esempio 19.15-20.15). Il pagamento può essere effettuato online, oppure alla consegna con carta di credito, prepagata o bancomat. Inoltre, per una garanzia ancora maggiore, circa mezz’ora prima i clienti vengono avvisati via sms dell’orario preciso di consegna, con il dettaglio (nome e foto identificativa) dell’addetto che consegnerà loro la spesa e la posizione del furgone sulla mappa.
Un servizio studiato nel minimo dettaglio quello messo a punto da EasyCoop, tanto da essere stato recentemente premiato come Best Logistic Project nell’ambito del Retail Forum 2017, la kermesse di riferimento nel settore.

Fico è multimediale con Samsung

L’elemento comunicativo ludico e didattico di Fico Eataly World è parte integrante del progetto proposto a un target molto ampio (da Gdoweek n. 2)

Il contesto è dove imparare con piacevolezza e leggerezza la storia e la tecnica dell’alimentazione. La particolarità del luogo consiste nell’integrazione tra esperienza fisica ed emotiva, grazie alla quale le informazioni vengono comunicate. Gli oltre 350 mila visitatori e il fatturato di 6,4 mln di euro per i primi sei mesi di apertura dimostra che la formula sta ingranando.

La comunicazione per Fico spazia nei contesti più diversi, dalle indicazioni per i visitatori alla comunicazione aziendale presso fabbriche e botteghe, fino alla formazione e alle esperienze delle giostre. Samsung Electronics è partner tecnologico per l’intera struttura, per la quale ha fornito l’hardware e continua a curare l’assistenza tecnica. Lo studio milanese Limiteazero e Clonwerk hanno invece realizzato il concept comunicativo, in particolare per i padiglioni delle “giostre” all’insegna dell’edutainment interattivo: Limiteazero ha ideato le macchine sceniche, Clonwerk ha seguito la produzione audiovisiva e il project management, avvalendosi della tecnologia di Samsung. “Lo smart signage, in questo senso, è una tecnologia di visual display volta ad arricchire l’esperienza di comunicazione, di informazione, di creazione di percorsi - dichiara Davide Corte, head of It di Samsung Electronics Italia - . I display integrati nel nuovo retail concept di Fico si trasformano così in vetrine 4.0 attraverso cui comunicare prodotti, servizi e storie creando connessioni che possono fare la differenza”. Un’esperienza che poi il visitatore porta a casa e crea un legame con la struttura e i brand.

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Bennet apre a Lentate il suo ottavo “Drive”

Debutta in Brianza il servizio drive di Bennet. Sono otto le postazioni con quella di Lentate sul Seveso aperta oggi. Per il 2018 Bennet estenderà questo servizio ad altri 20 pdv

A Lentate sul Seveso (Mb) apre il Bennet Drive n.8. È il servizio gratuito di spesa veloce che permette di ordinare on line e ritirare nell'apposita area adiacente al punto di vendita fisico. L'utilizzo è ormai noto: si clicca su www.bennetdrive.it da qualunque dispositivo, 24 ore su 24, si scelgono i prodotti, e si passa a ritirarli nell’apposita piattaforma in qualsiasi momento della giornata. La spesa viene caricata direttamente in macchina da un addetto, senza spesa aggiuntiva. Si paga alla consegna tramite Pos, senza scendere dall’auto.
Bennet Drive propone le stesse offerte presenti nel punto di vendita, con possibilità di ordinare prodotti freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria) e di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina).

Dal 22 al 25 febbraio una promozione speciale prevede il rimborso del 25% in buoni sconto utilizzabili sul totale della spesa (minimo 50 euro) fatta dal 26 febbraio all’11 marzo presentando Carta Bennet Club.

Bennet Drive arriva in Brianza, dopo Anzano del Parco e Cassina Rizzardi nel comasco; Vaprio d’Adda, Cornaredo e Vanzaghello nel milanese; San Martino Siccomario in provincia di Pavia e Vinovo-Nichelino nel Shopping Center Mondojuve.
Per il 2018 Bennet prevede di estendere questo servizio ad oltre 20 punti vendita per coprire poi tutta la rete fisica.

Carrefour punta sulla logistica automatizzata

L’obiettivo è migliorare la produttività attraverso l’ottimizzazione con scelte strategiche come l’eCommerce instore (da Gdoweek n. 2)

La logistica rappresenta oggi un settore di vitale importanza sia per quanto riguarda l’impatto economico sul business, sempre più significativo anche a causa dell’eCommerce e della scommessa dell’ultimo miglio, sia sotto l’aspetto della qualità del servizio percepito dal consumatore. La struttura di Carrefour Italia può contare su nove siti logistici e 14 depositi, piattaforme strutturate prevalentemente per rispondere alle esigenze della multicanalità, ubicate al margine di grossi centri urbani come Milano, Torino, Genova, Roma e Napoli. In tutto, il retailer sposta circa 230 milioni di colli all’anno in Italia, prevalentemente alimentari gestiti nelle piattaforme sia a temperatura ambiente, che in celle a temperatura positiva e negativa, e anche non food, per servire i 1.150 pdv circa di Carrefour Italia, nei diversi formati. La merce viene lavorata sia in stock che in cross docking, quindi smistata immediatamente ai punti di vendita, in base alla classe di rotazione dei diversi fornitori o dei singoli articoli.

La presenza di formati diversi, con esigenze specifiche, e anche prodotti e fornitori con capacità differenti, ha spinto Carrefour a dotarsi di una soluzione automatizzata per gestire la complessità: “Le distanze e le volumetrie medie per formato sono molto diverse - dichiara Pascal Belledent, direttore Supply Chain Carrefour Italia -. Il processo diventa complesso in quanto numerosi formati hanno le stesse esigenze di orario di consegna, per questo utilizziamo dei software di gestione di trasporto sofisticati, per semplificare l’attività di pianificazione in modo da ridurre il numero dei chilometri da percorrere e la quantità di mezzi da utilizzare, compatibilmente alle necessità dei clienti”. Tra le variabili da gestire, anche la portata e la tipologia dei camion utilizzati, che si differenziano a seconda dei formati, in relazione al numero dei colli spediti per punto di vendita e alla loro ubicazione, se in centro città, periferia o campagna. Non ci sono poli logistici più avanzati di altri, la tecnologia in funzione è la stessa per tutte le piattaforme, identiche le dotazioni, a garanzia della qualità conforme del servizio. “Da un anno abbiamo affiancato il monitoraggio dell’eccellenza operativa attraverso Kpi interni a quella fatta attraverso la certificazione Ifs (International Food Standard) - aggiunge Belledent-. Carrefour Italia sta lavorando su progetti di meccanizzazione e automazione per aumentare l’affidabilità delle preparazioni e migliorare la produttività”.

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Gruppo Végé si espande in Sud Europa

Giorgio Santambrogio Amministratore - Delegato di Gruppo VéGé Roberto Tojeiro Rodríguez - Presidente di Grupo IFA Nicola Mastromartino - Presidente di Gruppo VéGé Juan Manuel Morales - Direttore Generale di Grupo IFA
Gruppo VéGé entra a far parte del Comitato acquisti centralizzati internazionali di Grupo IFA, leader nella distribuzione di prodotti alimentari e di largo consumo in Spagna

Gruppo VéGé entra a far parte del Comitato acquisti centralizzati internazionali di Grupo IFA, leader nella distribuzione di prodotti alimentari e di largo consumo in Spagna. L’accordo permetterà di ampliare la superficie commerciale di vendita a 5,6 milioni di metri quadri, distribuita sui quasi 9.500 punti di vendita in Spagna, Portogallo e Italia, con un fatturato complessivo di oltre 23 miliardi di euro.
Grupo IFA, leader per superficie di vendita nel mercato iberico con più di 4,3 milioni di metri quadri nei suoi 6.784 punti vendita in Spagna e Portogallo, è formata da 34 membri e 137 aziende partner, con fatturato consolidato lordo superiore ai 16 miliardi di euro. L’insieme dei suoi partner dà lavoro a più di 95.000 persone. Il progetto di internazionalizzazione di Grupo IFA ha portato a duplicare il proprio fatturato consolidato in soli tre anni.

Grupo IFA e Gruppo VéGé collocano questo accordo, che sarà operativo già da febbraio, all’interno del loro Piano Strategico 2020, basato sulla creazione di valore per le proprie aziende associate e quindi per i propri fornitori. Entrambe le società condividono una visione e un modello d’impresa basati sulla prossimità, sui prodotti freschi e su un vasto assortimento di prodotti di marca industriale.

da sin. Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé; Roberto Tojeiro Rodríguez, Presidente di Grupo IFA; Nicola Mastromartino, Presidente di Gruppo VéGé; Juan Manuel Morales Direttore Generale di Grupo IFA

"Siamo soddisfatti di questo accordo che ci permette di ampliare la nostra offerta rendendola internazionale –commenta Nicola Mastromartino, Presidente di Gruppo VéGé–. Il nostro Gruppo ha contribuito sin dalla sua nascita a far nascere il moderno sistema distributivo italiano, portando nelle case degli italiani la qualità e la varietà dei prodotti della nostra tradizione regionale e adesso il nostro obiettivo è portare le eccellenze del made in Italy in tutto il mondo".

L’accordo con Gruppo VéGé permetterà a IFA di potenziare il proprio progetto di internazionalizzazione avviato nel 2016 con la partnership con Sonae MC, leader in Portogallo. Grazie alla gestione congiunta di questi tre mercati, oggi le società raggruppate nel Grupo IFA (IFA Retail, Sonae e Gruppo VéGé) aumenteranno la loro capacità di ottimizzare le proprie condizioni di acquisto, di migliorare la loro posizione competitiva e di assicurarsi un’offerta commerciale più vantaggiosa per il cliente finale.

Trony: “Nessuna chiusura generalizzata dei negozi”

Trony
Il Gruppo Gre, titolare del marchio Trony, dice la sua riguardo alle notizie pubblicate su alcuni media che paventavano la chiusura dei punti di vendita

Il Gruppo Gre, titolare del marchio Trony, dice la sua riguardo alle notizie pubblicate su alcuni media  che paventavano l’imminente chiusura generalizzata dei punti di vendita dell’insegna.

In una nota l’azienda scrive: “Alcuni organi di stampa hanno riferito delle difficoltà di alcuni punti di  vendita di proprietà di Dps Group, una delle società appartenenti al gruppo Gre, proprietaria solo di alcuni degli oltre 200 negozi Trony”. Il gruppo assicura dunque che la situazione della Dps Group non può “influenzare la restante rete di strutture dell’insegna, gestite dagli altri soci Gre del tutto autonomi”.

 

Il gruppo Gre conclude ribadendo la propria volontà di proseguire nello sviluppo sul territorio italiano, annunciando un piano che prevede per il 2018 circa 40 nuove aperture a marchio Trony.

 

 

Per le bevande un display centrato sui consumatori

Categoria di routine e servizio per la quale il principale problema è lo spazio: servono analisi efficaci, soprattutto a livello locale, per proporre assortimenti corretti (da Gdoweek n. 2)

Quello delle acque minerali e delle bevande analcoliche è un reparto che deve fare i conti con grandi volumi e, quindi, con problematiche di gestione dell’assortimento non indifferenti. Per il mercato dell’acqua minerale confezionata il volume totale oscilla a seconda dell’andamento stagionale più o meno favorevole, ma ha superato negli ultimi anni i 12 miliardi di litri, di cui 7,6 miliardi di litri veicolati dalla gdo (9,3 miliardi di litri aggiungendo i discount), mentre nel caso delle bevande gassate e piatte siamo sui 3 miliardi di litri, di cui il 46% passa dai format moderni (il 58% includendo i discount). Le logiche del display nelle bevande analcoliche cambiano in funzione delle tipologie di prodotto. Per esempio: nel caso dell’acqua minerale siamo di fronte a una frammentazione di fonti e marchi, viceversa per i soft drink l’impatto della marca sugli scaffali è preponderante soprattutto nei segmenti cole e aranciate. Non è, comunque, un lavoro semplice proporre l’assortimento corretto in format diversi e in una determinata stagione, visto che per alcune categorie la stagionalità è elevata, tanto più se si estende il discorso alla marginalità dei prodotti, all’efficacia delle promozioni o all’importanza di una categoria rispetto all’altra anche in funzione del trend di mercato.

Mario Favaretto, direttore acquisti grocery di Unicomm ci fa un quadro dettagliato della situazione. “In generale il beverage chiude il 2017 con un’ottima performance a valore e ancor di più a volumi, tant’è che nel territorio in cui operiamo si registra una variazione vendite del +3,5% a valore e del +6,1% a volumi ( fonte Iri, geografia Nord-Est - I+S, anno mobile novembre 2017) con particolare evidenza in due aree merceologiche come l’acqua (+7,8%), e soprattutto le altre bevande piatte (latte di mandorla, di avena, di farro ecc. ) con un eccezionale +25,9%. Se per quanto riguarda l’acqua minerale le condizioni climatiche del periodo primaverile ed estivo sono state senz’altro una componente esogena favorevole e determinante per il consumo, la crescita delle ‘altre bevande piatte’ pur pesando soltanto l’1% complessivo, trova molte più spiegazioni nei cambiamenti di stile di vita e di consumi sempre più orientati alla naturalità e alla salute, in particolare nelle scelte nutrizionali, oltre che nelle necessità legate alle intolleranze. A tornare su un terreno positivo sono pure i succhi e nettari, peraltro ormai quasi del tutto destagionalizzati. Altra area merceologica di interesse è l’energy drink la cui performance del +4% è da analizzare più in profondità considerato che il ‘normale’ cresce soltanto dell’1,7% mentre è il raggruppamento ‘light’ ad aumentare di oltre il 41% rispetto all’anno precedente. Analogamente, e presumibilmente per gli stessi motivi, anche la contrazione delle bevande gassate in generale, con una diminuzione dell’1,7%, e delle cole in particolare (-3,5%) va reinterpretata considerate le contraddizioni intrinseche che nasconde: leggiamo infatti che nonostante la negatività complessiva delle gassate ci sono dei segmenti, pure con dimensioni rilevanti, che sono invece tendenzialmente piuttosto brillanti come la tonica (+7,5%) ed i cosiddetti ‘altri gusti’ (ginger, cedrata, cocktail ...) con un +11,5%; anche tra le cole mentre le tradizionali cedono del 5,3%, le ‘no zucchero’ evidenziano un discreto incremento del 3,1% ed arrivano a rappresentare ormai quasi un quarto del valore totale della categoria, che a sua volta vale oltre la metà del totale delle gassate”.

Logiche di assortimento in evoluzione. Secondo Guido Fioravanti, buyer beverage del Gruppo Gabrielli “nel caso di acque minerali, bevande gassate e succhi di frutta le categorie hanno un ruolo di routine, sia nei supermercati sia nei superstore/iper. Si tratta quindi di famiglie di prodotti che devono soddisfare i bisogni abitudinari del consumatore e che generano traffico nel punto di vendita. Per questo motivo nel layout merceologico vengono posizionate in zone limitrofe/nascoste e considerato l’elevato costo della movimentazione il più vicino possibile allo scarico merci. Lo spazio assegnato è in linea con le rotazioni e non sono previste sovraesposizioni. Questo aspetto genera difficoltà espositive sulle superfici di vendita più piccole. Il display merceologico è focalizzato sulla marginalità e l’assortimento è in linea con il mercato mentre il posizionamento prezzi è allineato rispetto alla concorrenza. Passando alle bevande piatte, nei supermercati hanno un ruolo di servizio. In questo caso soddisfano i bisogni accessori del consumatore per il quale l’immagine della categoria è di solo servizio. La categoria ha in definitiva una bassa rilevanza sia per il consumatore che per il distributore. Nel layout merceologico viene allocata nelle aree meno frequentate e lo spazio assegnato è minimizzato. L’assortimento è selettivo, focalizzato sull’ampiezza e con una profondità molto contenuta”.

“Noi stiamo tenendo conto di tutti i fattori di evoluzione del mercato nella configurazione dei nostri assortimenti” sottolinea il direttore acquisti di Unicomm “ed anche del perimetro espositivo della destinazione a scaffale specificatamente di ogni categoria, segmento e raggruppamento merceologico, rivisti e revisionati nei processi di category che non possono non valorizzare quanto esprime di buono il mercato ed individuare le opportunità di business che si presentano pur sempre, conciliandole con l’obiettivo della soddisfazione dalla parte del consumo”.

“L’assortimento è declinato in base al cluster del negozio (piccolo, medio, grande) con l’obiettivo di avere una proposta commerciale che risponde alle esigenze dei clienti -spiega Arnaldo Giavazzi, buyer bevande Crai-, coprendo tutti i segmenti. Inoltre, l’innovazione è un elemento positivo, soprattutto in termini di formulazione e di ingredienti in quanto oggi c’è una forte richiesta di prodotti salutari, con pochi zuccheri e con ingredienti e conservanti naturali”.

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Conad lancia l’eCommerce di prossimità: ecco come funziona

Un servizio partito da Roma che promette grande sviluppo su tutto il territorio nazionale. Ce lo spiega Stefano Passatordi, AD di Eurecart (società creata da PAC2000A e Intema) dandoci tutti i numeri del caso

Sia che preferiate il termine locale, a chilometro zero o di prossimità, il servizio è sempre quello: un eCommerce che consegna a domicilio la spesa ordinata online utilizzando i punti di vendita come tanti magazzini, con addetti selezionati che prendono la merce per il cliente in store e quindi senza bisogno un'unica struttura logistica centrale stile Amazon.

Questo il modello messo a punto da PAC2000A, la più grande tra le cooperative di Conad, insieme alla società di informatica Intema, e lanciato in 25 supermercati di Roma con ambiziosi obiettivi di sviluppo: entro il 2018 gli store con il servizio saranno almeno 80 con arrivo molto probabilmente oltre che in Lazio in Campania e in Umbria. "L’idea finale, però, è che tutte le cooperative di Conad possano entrare in società nel servizio", ci spiega Stefano Passatordi (nella foto in alto) che è stato il primo ideatore del modello con l'azienda informatica Intema e che oggi è amministratore delegato di Eurecart (società creata a dicembre 2017 da Intema e da PAC2000A).

Come ci racconta Passatordi: "Se oggi siamo qui è perché l'Ict manager di PAC2000A, Vanni Chioccoloni, nel 2016 ha creduto in questo modello e ha voluto testarlo in 6 punti di vendita della cooperativa come Al tuo servizio Conad, che oggi è diventata la piattaforma centrale e ufficiale dell'eCommerce Conad. Il servizio è stato infatti lanciato ufficialmente a partire dal 12 febbraio 2017 da Conad nazionale, benché al momento attivo solo in alcune aree".

I prodotti che si possono ordinare online? Tutti, dai freschi ai freschissimi, passando per surgelati e porzionati al momento. Svela poi Passatordi: "La piattaforma permette di vendere altri prodotti oltre agli alimenti e sicuramente in futuro punteremo anche sulla messa online dei parafarmaci".

I numeri, comunque, al momento sono già favorevoli. Come ci conferma Passatordi: "Lo scontrino medio online è ben 3 volte quello del punto di vendita. Non solo. Al momento abbiamo una percentuale di crescita mese su mese del 15% dei clienti che decidono di usare il servizio. La maggior parte di questi diventa abituale all'uso, anche se con frequenze diverse, questo significa che si riesce a fidelizzare il cliente anche online".

Come funziona il servizio, quali sono i costi e le differenze con altri modelli come EasyCoop?
Rispetto a EasyCoop, ad esempio, non c’è un magazzino centralizzato, ma l'ordine è inviato direttamente allo store di interesse che può così gestirlo in tempo reale. Gli addetti che compongono la spesa ordinata sono quelli del punto di vendita, 2-3 persone selezionate e formate ad hoc con strumentazione in dotazione (tablet). In questo modo la consegna può avvenire prima, in giornata e non il giorno successivo. Si può scegliere la fascia oraria per ricevere la spesa, che è di minimo due ore dall’ordine. Il costo va in base alle fasce di spesa: si va da 4,50 per spese minime di 20 euro alla consegna gratuita sopra i 95 euro. Il servizio consente anche di ritirare la spesa fatta online in store, o di fare la spesa in store e riceverla a casa (opzione "tipicamente senior" ndr): parliamo 3 tipi di formule totali in risposta a consumatori diversi. Vogliamo infatti che il rapporto tra il cliente e il punto di vendita resti sempre centrale, di riferimento e basato sulla relazione umana, in linea con la filosofia Conad "Persone oltre le cose".

Come si concretizza ulteriormente questo aspetto di prossimità e vicinanza anche via eCommerce?
Innanzitutto, abbiamo affiancato al sito un servizio di supporto alla clientela dove rispondono persone reali (non chatbot) che mantengono il rapporto umano e di fiducia con il cliente. Secondariamente, il giorno dopo che il cliente ha ricevuto la spesa gli chiediamo un feedback in proposito (e quelli arrivati finora ci confermano che la percezione dei clienti è positiva). Terzo aspetto importante: nella fase di consegna non utilizziamo "persone a caso", ma personale selezionato con divisa, badge, di cui le persone ricevono foto e nominativo prima dell'arrivo: sono tutti alimentaristi che hanno fatto un corso su come trattare gli alimenti e a che temperatura mantenerli, dotati di strumentazione apposita per il controllo di quest'ultima (che viene fatta davanti al cliente sul pianerottolo di casa). Monitoriamo l’intero processo con cura.

Si tratta di un servizio già profittevole o comunque sostenibile?
Finché non arriveremo a un certo numero di ordini per punto di vendita sulla parte logistica non raggiungeremo la sostenibilità, ma stiamo ottimizzando questi aspetti per fare in modo che il punto di break-even sia sempre più basso. In alcuni store l’abbiamo già raggiunto. Ce ne sono alcuni che performano già molto bene e altri ancora in crescita.

Qual è il bacino di utenza minimo che vi siete dati?
Per ora abbiamo stabilito che dai 20-30mila abitanti in su è il target minimo per avviare servizio. In Paesi più piccoli si può comunque attivare il servizio in modo modulare, abilitando ad esempio solo il ritiro in store. Interessante, comunque, il fatto che riceviamo tante richieste di attivazione del servizio dalle regioni del Centro-Nord.

 

Zalando: sinergia più forte con il brick&mortar

Courtesy of Zalando image_pool_fashion_general_fashion_10_16_9
Si amplia la collaborazione di Zalando con i retailer in Germania che possono usufruire della soluzione software gaxsys

Si amplia la collaborazione di Zalando con i retailer in Germania che possono usufruire della soluzione software gaxsys che permette loro di spedire scarpe e abbigliamento dal proprio negozio locale ai clienti della piattaforma eCommerce. Gax-system è solo una delle soluzioni del progetto pilota di Integrated Commerce, lanciato nell'estate 2016 per connettere i negozi offline alla piattaforma di Zalando e potenziare la loro presenza sul web. Sono oltre 100 i negozi tedeschi entrati a far parte del progetto.

 

"Con questa collaborazione, Zalando sostiene in primo luogo i negozi di piccole dimensioni e con un'infrastruttura tecnologica limitata grazie alla possibilità di farli entrare nel business online con un canale di vendita aggiuntivo. Il progetto si è sviluppato molto positivamente e alcuni retailer hanno spedito fino a 300 ordini alla settimana direttamente dal proprio negozio ai clienti Zalando - spiega Jan Bartels, vice presidente customer fulfillment e logistics di Zalando - Aggiungendo l’abbigliamento come nuova categoria, inoltre, apriamo ora la nostra piattaforma ad altri partner".

Mela Val Venosta insieme a Disney, con un nuovo packaging

L’operazione di co-marketing ad alta attrattività si basa sul flow pack 4 frutti totalmente personalizzabile, che permette di differenziarsi dai competitor sul punto vendita e punta a coinvolgere il target dei più piccoli

Da Febbraio Mela Val Venosta è in distribuzione con un nuovo flow pack 4 frutti, completamente brandizzato e di grande impatto e sarà presente nelle catene selezionate della Gdo fino ad aprile. A supporto dell’iniziativa è stata ideata una campagna digitale sui principali canali Disney, tv e on-line, oltre ad attività di in-store promotion sui singoli punti vendita.

Si tratta di un'operazione di co-marketing che unisce per la prima volta due grandi brand - Mela Val Venosta e Disney Italia - per propria natura capaci di trasmettere valori positivi, l'uno attraverso la produzione di un frutto buono, naturale e genuino come la Mela Val Venosta, l'altro nel mondo dell'animazione cinematografica per famiglie. Il valore fondamentale di questa collaborazione è l'amicizia che nasce tra le coccinelle di Mela Val Venosta e i famosi personaggi Disney di "Cars 3" e "Frozen": un'amicizia tutta all'insegna del gusto e del divertimento.

“Il nostro obiettivo è quello di catturare l’attenzione – afferma Benjamin Laimer, referente marketing Mela Val Venosta – e con questo flow pack 4 frutti totalmente personalizzabile siamo in grado di coinvolgere nuovi target e di differenziarci dai competitor sul punto vendita. Una collaborazione ad alta attrattività che ci offre la possibilità di soddisfare le richieste anche dei consumatori più piccoli: la simpatia e la qualità di Mela Val Venosta si uniscono alla fantasia e alla magia del mondo Disney.”

“Pinova oppure Gala sono le varietà presenti nel pack firmato Disney - Val Venosta, che contiene 4 mele dolci di piccolo calibro, molto apprezzate dai più piccoli: all’interno della confezione si troveranno anche 2 stickers da collezionare”. “Gli adesivi con i personaggi di Cars3 e Frozen sono tutti collezionabili sull'apposito poster, distribuito nei punti vendita selezionati e scaricabile dal nuovo sito di Mela Val Venosta: www.vip.coop/it/disney/disney/40-0.html”.

L’aceto punta forte sulle specialità

Lo scaffale è concentrato sulla marca Idm e sulle Mdd. Ma l’intera esposizione è rivitalizzata dalle numerose novità (da Gdoweek n. 2)

Categoria di base che ha vissuto un discreto processo di differenziazione, l’aceto cerca di svincolarsi almeno in parte dal vissuto di prodotto banalizzato e dalla mera logica di prezzo. Negli ultimi anni il display si è arricchito, è aumentato il numero medio di referenze, trasversalmente a tutti i canali e aree geografiche, offrendo al consumatore più opzioni di scelta. Il business è concentrato in particolare in ipermercati e supermercati, che totalizzano oltre il 60% in volume, ma nel recente passato hanno evidenziato un trend significativo di crescita soprattutto i discount. Il valore sviluppato si può stimare superi i 115 milioni di euro per un volume di poco oltre i 60 milioni di litri. Soffermandoci sulla segmentazione, in valore l’assortimento è rappresentato per quasi il 43% dall’aceto standard, per una quota vicina al 39% dalle specialità, per il 16% dall’aceto di mele, mentre la quota restante, marginale, è coperta da altri tipi di aceto. Dando uno sguardo all’andamento delle vendite nella gdo, il punto di vista di Carmelo Carriero, direttore acquisti Crai, è che “il mercato dell’aceto nel suo complesso sia in leggera contrazione, al suo interno però crescono le specialità come l’aceto balsamico e le glasse che insieme all’aceto di mele bio fanno il 40% del comparto. Questo dimostra che i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e ai prodotti del territorio anche nell’ambito di categorie considerate di servizio”. Dal canto suo Matteo Di Gregorio, buyer Gruppo Gabrielli, sottolinea che “negli ultimi anni il trend in assoluto più dinamico è quello dell’aceto di mele, che cresce anno su anno grazie ai suoi riflessi salutistici”. Thomas Bottacini, category manager private label Migross, conferma che “il comparto dell’aceto risulta complessivamente abbastanza stabile; ma se andiamo ad analizzare nel dettaglio le categorie nelle quali è suddiviso (aceto di vino, di mele e balsamico) notiamo una crescita di interesse verso quello di mele, soprattutto se biologico”. Secondo quanto dice Giovanna Mennella, responsabile reparto conserve, scatolame e condimenti in Coop Italia “la categoria nel 2017 ha generato buone performance di crescita. I segmenti più dinamici sono l’aceto di vino bianco, l’aceto di mele e il succo di limone mentre l’aceto balsamico, che rappresenta il segmento più importante in termini di fatturato, mostra una leggera flessione”.

A sentire il leader Ponti, il quadro a livello nazionale appare in realtà più che positivo. Il mercato dell’aceto resta infatti estremamente dinamico: gli ultimi dati confermano la tendenza alla crescita dell’intero comparto, registrando un +6% a volume (Iri at ott. 2017). Il driver principale resta il classico aceto di vino ma in percentuale la crescita maggiore proviene dall’aceto di mele che a volume ha raggiunto quasi la dimensione dell’aceto balsamico. Rilevante anche il contributo fornito al comparto dall’aceto di alcool di recente introduzione e sviluppo nel mercato italiano. Il balsamico resta il segmento a maggior valore ed il fulcro dello scaffale, in cui trovano spazio specialità che ne aumentano la versatilità di utilizzo. La tendenza di consumo si rivolge a condimenti delicati e meno aggressivi, da cui la crescita oltre che del mele, anche del condimento bianco (di cui Dolceagro Ponti rappresenta quasi il 90%). Ciò spiega anche l’enorme successo delle glasse che pur rappresentando solo il 2% dei volumi del mercato valgono un decimo del valore.

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Gli oli extra vergine Bertolli di nuovo premiati dai consumatori

Bertolli annuncia di aver ricevuto anche per il 2018 (già nel 2016 e nel 2017 ne era stato vincitore) il Quality Award, per la categoria dell’olio extra vergine di oliva, con le tre varianti di gusto che contraddistinguono la sua gamma: Gentile, Fragrante e Robusto.

Il Quality Award è attualmente l’unico premio in Italia attribuito dai consumatori attraverso test sensoriali di laboratorio effettuati su un ampio campione di consumatori chiamati a valutare il prodotto attraverso un blind test (cioè senza che sia mostrata la marca) esprimendo un giudizio su alcune componenti come etichetta ingredienti, gradimento globale, sapore, aspetto, consistenza, odore.

Una conferma importante per la marca Bertolli, che rispondere alle esigenze e preferenze di gusto dei consumatori con oli dai profili diversi: Bertolli Gentile per chi in a tavola predilige i sapori più delicati, Bertolli Fragrante per chi apprezza gli aromi freschi e i sapori vivaci; Bertolli Robusto per chi ama la cucina dai gusti forti e decisi.

Quality Award è un premio prestigioso che arriva in un momento particolarmente importante per la casa olearia. A gennaio 2018, infatti, Bertolli è tornato sugli scaffali fortemente rinnovato: un nuovo posizionamento, un rinnovato focus sulla diversificazione del gusto dell’olio e un packaging completamente nuovo. Il progetto di rilancio si legge anche nel nuovo "look&feel"del sito web e del profilo Facebook, che esprimono al meglio l’essenza della marca Bertolli: una cucina semplice per una vita migliore.

Pam Panorama: accordo con Supermercato24 per portare i prodotti a casa

Firmata una partnership tra il player della spesa online e il Gruppo Pam, che porta così oltre 5mila referenze (anche private label e allo stesso prezzo del negozio) a domicilio nelle città di Milano, Bologna e Padova

Supermercato24, player italiano della spesa online con consegna a domicilio, ha firmato un’importante partnership con il Gruppo Pam per le città di Milano, Bologna e Padova. L'accordo permetterà ai clienti di ricevere direttamente a casa, in giornata o anche entro un’ora, agli stessi prezzi del punto vendita  oltre 5.600 referenze dei negozi presenti sulla piattaforma.

La partnership è già attiva con circa 600 prodotti in offerta, 400 prodotti freschi e freschissimi, formaggi e salumi da banco, diversi prodotti tipici del territorio e una selezione di prodotti take away. Inoltre, sono presenti anche 1.500 prodotti private label, tra cui oltre 200 prodotti biologici che spaziano dal fresco al grocery fino alla cura del corpo e del bambino.

Il modello di Supermercato24 consente di scegliere il proprio supermercato di fiducia, dove un personal shopper si recherà e farà la spesa, consegnandola poi a casa o all’indirizzo desiderato ed entro l’orario concordato. Sarà cura dello stesso personal shopper contattare telefonicamente il cliente per ogni necessità.

“L’accordo stretto con Supermercato24 è un’importante novità volta ad incrementare sempre più il servizio offerto ai nostri clienti, che potranno ricevere direttamente a casa la loro spesa firmata Pam Panorama. La forza di questa partnership risiede nell’unione dei valori di qualità e convenienza che ci contraddistinguono da 60 anni con la comodità e la velocità di questo innovativo servizio. Un mix vincente che siamo sicuri sarà apprezzato da tutti i nostri clienti e dagli utilizzatori dell’app”, dichiara Gianpietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama.

“Siamo molto orgogliosi di questo accordo con un gruppo così importante come Pam che ci permette di ampliare l’offerta in tre città importanti come quelle di Milano, Padova e Bologna e offrire ai clienti in essere e a quelli nuovi, oltre 5.600 prodotti allo stesso prezzo del punto vendita con in più i vantaggi competitivi che da sempre caratterizzano il nostro servizio: velocità, comodità e consegna a domicilio- dichiara Federico Sargenti, amministratore delegato di Supermercato24 – Siamo sicuri che in futuro potremmo espandere questa partnership anche ad altre città, arrivando ad avere una copertura sempre più capillare sul territorio nazionale e raggiungere così con Supermercato 24 sempre più persone”

Carrefour Italia interrompe la vendita di branzino

La scelta di Carrefour Italia di interrompere la vendita di branzino selvaggio è dettata dalla volontà dell’azienda di tutelare una specie di grande importanza nel periodo dedicato alla riproduzione sia nel Mar Mediterraneo che nell’Oceano Atlantico. La vendita di branzino selvaggio nei mesi che precedono e seguono il periodo di blocco totale nei mesi di febbraio e marzo sarà realizzata garantendo l'approvvigionamento da zone di pesca in cui i branzini non sono in ciclo riproduttivo.

L’attuale iniziativa finalizzata alla tutela delle risorse marine si aggiunge agli impegni dell’azienda per offrire ai propri consumatori un’offerta sostenibile di prodotti ittici freschi e conservati. Carrefour Italia per questo motivo non vende pesci a grande rischio di sovra sfruttamento quale il tonno rosso, lo smeriglio e l’anguilla e collabora attivamente sin dal 2015 con MSC Pesca Sostenibile per la creazione di un sistema virtuoso che spinge i propri fornitori a certificarsi ed approvvigionarsi di materie prime certificate MSC; attualmente i prodotti MSC presenti nell’assortimento sono 17 referenze a marchio Carrefour e 32 di marchio fornitori.

Il marchio blu MSC aiuta inoltre i consumatori ad effettuare un acquisto sostenibile in punto vendita in modo semplice e senza preoccuparsi di dover valutare, all’atto di acquisto, alcuni elementi fondamentali per la sostenibilità ma che talvolta sono complessi per chi non ha conoscenze specifiche.

IV-V gamma: il premio a sicurezza e valore aggiunto

Il reparto è entrato nella fase di maturità, dopo aver rischiato una pericolosa implosione. Merito della ritrovata collaborazione fra Idm e retail sui ruoli reciproci (da Gdoweek n. 2)

Laddove l’innovazione di prodotto ritorna il driver principale che influenza l’acquisto, l’Idm recupera sulla Mdd. Fotografando l’andamento del mercato dei prodotti di IV e V gamma alla luce di questa macro regola di marketing, emerge l’immagine di un mercato “rilanciato” dalla marca, a recuperare marginalità e rotazioni dopo un periodo non breve di ridimensionamento. Questo è almeno quanto succede nelle realtà in cui il comparto si inserisce in un ridisegno complessivo del reparto di accoglienza (ortofrutta), nel quale la Mdd ha ottenuto negli anni una salda leadership con oltre il 60% delle vendite complessive, ma non sempre e non necessariamente un ruolo chiaro e riconosciuto dal consumatore.

Oggi il trend sembra mostrare un parziale e fisiologico ridimensionamento e i vegetali in busta a marchio del distributore si concedono una pausa di riflessione e danno un poco di spazio in più a quelli industriali. Questa dinamica che torna a premiare l’innovazione sta avendo, e avrà ancor più in futuro, un impatto sul modo di acquistare e consumare tali prodotti, non più considerati solo una scelta emergenziale in funzione time saving, bensì un acquisto consapevole e meditato, che attiene al consumo casalingo ma soprattutto (e sempre di più) a quello out of home, attraverso soluzioni di prodotto e di packaging studiate ad hoc. Oggi le occasioni di consumo “alternative” a pranzo e a cena per i prodotti di IV e V gamma pesano per il 30% rispetto al totale vendite.

“Il fatto che nel mercato la Mdd, al di là della sua posizione dominante, non sia riuscita nel 2017 a performare come da aspettativa -spiega Francesco Avanzini, direttore commerciale Conad-, è spesso correlato al fatto che la Mdd in IV e V gamma non sa svolgere un proprio ruolo. Nel dato generale convergono sicuramente anche le performance di insegne che non hanno saputo lavorare sul comparto ortofrutticolo con gli adeguati criteri di posizionamento dei prodotti di insegna. Questo coinvolge ovviamente anche i prodotti di IV e V gamma quali proiezioni di servizio del reparto ortofrutticolo”. Conad da parte sua presenta un contesto ribaltato: cresce con la marca industriale più della media di mercato e con la Mdd più della marca industriale. “Ma bisogna ricordare cosa Conad ha fatto nel tempo in questo reparto, ribaltando le logiche che qualche anno fa l’hanno portato a una stasi preoccupante. Abbiamo seguito l’Idm, che in questi anni -riconosce Avanzini- si è impegnata in maniera encomiabile, riconoscendo che non si possono applicare logiche di mass-market alla categoria. Siamo in presenza di un’estensione della vendita di frutta e verdura, i criteri fondamentali sono la pulizia degli spazi e dell’esposizione, la freschezza, la durabilità dell’offerta. Indubbiamente oggi la shelf life è in linea con le attese del consumatore e i prodotti performano meglio”. Il gruppo distributivo posiziona tale offerta come top del reparto, facendo complessivamente leva sul gradimento dell’innovazione presente nelle proposte. “È giusto ribadire, però, che mentre i problemi di IV gamma sembrano risolti e in gran parte alle spalle, non si può affermare la stessa cosa per la V gamma”.

Secondo la ricerca Aiipa, nel 2017 il mercato della IV e V gamma è cresciuto del 4% a valore sul canale moderno, ma i prodotti Idm, che oggi realizzano il 40% delle vendite complessive, hanno evidenziato una progressione dell’8%. Negativa, invece, la performance della Mdd: dai numeri forniti dal Rem Lab Università Cattolica su dati Iri emerge come IV e V gamma a marchio del distributore nel 2017 abbiano perso l’1,6% rispetto al 2016 , passando da una quota del 61,8% a poco più del 60%. Splittando questo dato è interessante notare come nei segmenti a maggiore valore aggiunto si siano evidenziati i cali più rilevanti: la più evidente è la flessione delle Mdd nelle insalate arricchite, quei prodotti a maggiore tasso di innovazione che si collocano, in molti casi, nella famiglia delle meal solution e che mostrano anche un consumo out of home/on the go. Nel 2017 le vendite di insalate arricchite a marchio sono calate dell’8% e qui oggi le Mdd hanno una quota del 35,7% rispetto al totale vendite.

“Premesso che nella IV gamma la Mdd rimane saldamente leader di mercato -dichiara Andrea Battagliola, direttore commerciale Dimmidisì La Linea Verde- è importante considerare che la loro quota per i segmenti a maggior contenuto di servizio che hanno performato meglio (come le insalatone arricchite in ciotola) è marginale rispetto a quella dei prodotti core business delle insalate in busta. Quindi va quasi da sé che la marca del produttore abbia performato qualitativamente meglio”.

“Nella IV gamma Coop Italia supera abbondantemente il 70% di quota di mercato in Mdd -afferma Alessandro Mazzoli, direttore commerciale di Coop Italia-. Fra le analisi sul tappeto non va trascurato il peso specifico del discount, capace di intercettare circa un prodotto in busta ogni 5 vendite. Una tale incidenza obbliga la gdo a considerare attentamente anche il proprio rapporto qualità/prezzo. La reazione al periodo di stagnazione che ha colpito questi segmenti negli anni successivi al 2008 c’è stata ovviamente anche in Coop: attualmente siamo in controtendenza, con una Mdd che cresce di 5 punti nonostante le sue dimensioni assolute di tutto rilievo, a ritmi superiori a quelli del mercato. Perché abbiamo iniziato ad attuare strategie di category: lavorando molto sulla semplificazione, per cercare di abbattere tutte le sovrapposizioni di prodotto. Abbiamo lavorato in ampiezza, correggendo quanto fatto precedentemente in profondità”.

“La IV gamma -dichiara Alessandra Corsi, responsabile dell’offerta e della marca privata Conad- è indubbiamente una categoria dinamica, con un ampio potenziale di sviluppo, non ancora arrivata a maturazione. Ciò in ragione del fatto che la penetrazione è elevata, ma la frequenza di acquisto è ancora bassa: significa che molti consumatori acquistano la IV gamma come prodotto complementare, da utilizzarsi solo in assenza di tempo da destinare alla preparazione. Questi consumatori, i light user, sono il nostro target di riferimento, se vogliamo accelerare la fase di sviluppo della categoria. È chiaro, infatti, che gli heavy user (la cui incidenza sul totale famiglie è molto bassa) privilegiano il livello di servizio, e quindi difficilmente incrementano ulteriormente la loro frequenza di acquisto a seguito di innovazione e prezzo. Mentre queste leve possono essere più importanti per i light user, per convincere i quali anche la ricchezza assortimentale ha un ruolo fondamentale. Ecco perché, a mio avviso, il mercato totale quest’anno ha visto crescere la Idm in misura maggiore della Mdd: in tutti quei casi nei quali l’Idm ha cercato di utilizzare strumenti orientati all’aumento della frequenza di acquisto è riuscita ad ottenere maggiore successo, in particolare se operava in assenza di altri vantaggi offerti dalla Mdd”.

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Video Tour: il primo discount di Aldi in Italia

Andiamo a scoprire come il più grande discounter al mondo ha personalizzato il suo format per l'Italia

A Castellanza, in provincia di Varese, Aldi apre il suo primo store italiano, con un concept studiato appositamente per l'Italia. Il negozio, che si sviluppa su un format di 1.000-1.300 mq con un assortimento complessivo di 1.900 prodotti, apre al pubblico il primo di marzo, insieme ad altri 9 nove store, tutti nel nord italia. L'obiettivo del discounter, infatti, è arrivare a una rete di 45 store entro la fine dell'anno.

L'assortimento è fortemente focalizzato sull'Italia: circa il 75% dei prodotti è realizzato in Italia sotto diversi marchi di fantasia. L'offerta, infatti, per l'80-85% è composta da Mdd.

Il percorso, che si apre sull'ortofrutta, proposta all'inizio del percorso sia sfusa sia confezionata, è all'insegna della semplicità, considerata la chiave strategica per trasmettere qualità al giusto prezzo.

 

Quality Award premia i migliori prodotti testati da un panel di consumatori

Al Teatro della Corte della Villa Reale di Monza, il 13 febbraio 2018, si è svolta la premiazione della 3a edizione del Quality Award organizzata da Marketing Consulting ideatrice dell'iniziativa (in foto il team Pernigotti, premiato per il gelato artigianale e per i gelati in vaschetta).

La particolarità del premio è che viene attribuito a prodotti alimentari solo dopo aver superato rigorosi test sensoriali nella forma del blind test. Il panel che ha valutato l'insieme dei prodotti esaminati è costituito da 300 forti consumatori di ogni singola tipologia di prodotto. Arrivare ad apporre il logo Quality Award sulle confezioni dei prodotti vincitori del premio vuole essere dunque non solo un invito alla prova, ma anche la garanzia di aver scelto un ottimo prodotto di ottima qualità come gusto.

“Sempre più le aziende di grandi e anche di piccole dimensioni -dichiara Antonio Decaro, responsabile marketing della Marketing Consulting e del premio Quality Award- si avvicinano ad una metodologia di indagine come l’analisi sensoriale, per migliorare e rendere più efficiente il processo decisionale, lo sviluppo del prodotto e le azioni di marketing a supporto. Questa è la mission della Marketing Consulting, mettere al centro di tutto il consumatore”.

Prodotti premiati
Sono 21 i prodotti premiati per il 2018 per altrettante categorie.
1. Olio extra vergine di oliva Bertolli Gentile, Fragrante e Robusto
2. Petto di Pollo Simmenthal al naturale e all’olio d’oliva
3. Maionese Cuore100% vegetale
4. Spezie Cannamela
5. Passate, polpe e pelati Cirio
6. Bastoncini di Mare Coraya
7. Ingredienti per Frolla e Plum Cake Originalis, e Panettone e Colomba con Cereali
Antichi Waldkorn
8. Burro La Montanara Dalla Torre
9. Vino Sancrispino Bio: Trebbiano frizzante Biologico Igt, Trebbiano-Chardonnay
Biologico Rubicone Igt, Sangiovese-Merlot Biologico Rubicone Igt
10. Caramelle Herbamelle
11. Capsule Kimbo espresso nelle varianti Intenso, Napoli e Armonia
12. Melinda Mousse in vari gusti
13. Speck Moser
14. Limoncello Pallini
15. Crema Gianduia e gelato artigianale alla Crema Gianduia Pernigotti
16. Gelati in vaschetta Pernigotti
17. Succhi di frutta Zumosol e Veggies
18. Il Pesto di Pra’
19. San Benedetto Thè Zero zucchero al limone e alla pesca, e Thè Bio al limone, alla
pesca e thè verde bio con zenzero e infuso di bacche di goji
20. Biscotti dolci gluten free Hoops di Schär
21. Salumi affettati Rovagnati Naturals

La metodologia
Un prodotto, per ottenere il premio Quality Award, è valutato direttamente dai  consumatori. I campioni del prodotto, inviati in laboratori specializzati in analisi sensoriale, vengono distribuiti a ben 300 consumatori heavy user reclutati direttamente dal  laboratorio. Non si tratta quindi di uno stesso panel che testerà tutti i prodotti iscritti al  premio, ma di un panel scelto per ogni singolo prodotto in base alle caratteristiche socio  demografiche (età, reddito, nucleo familiare, abitudini di consumo) in linea con il reale acquirente.
In questo modo, per valutare la bontà e la qualità globale del prodotto in test, non sarà
necessario confrontarlo durante lo stesso test con uno o più prodotti competitor.
Prima di mostrare il prodotto in test senza alcun elemento che lo riconduca alla marca di
appartenenza (blind test), al consumatore sarà chiesto di indicare alcuni fattori che quella
tipologia di prodotto dovrebbe possedere per essere giudicata qualitativa. Seguirà l’assaggio per esprimere un giudizio su alcune componenti caratterizzanti il prodotto:
aspetto, consistenza, sapore, odore, etc. Infine, il consumatore esprimerà una valutazione
globale sul prodotto in test tenendo conto dell’etichetta ingredienti e anche della
soddisfazione da parte del prodotto dei fattori qualitativi individuati in fase pre-test.

Il prodotto in test ottiene il riconoscimento Quality Award per un intero anno solo se il
gradimento complessivo medio dei consumatori è pari o superiore a 7 (scala da 0 a 10), il
sapore è pari o superiore a 7 e il 70% dei consumatori si dichiara favorevole all’acquisto
(condizioni necessarie). Qualora in test dovessero esserci due o più prodotti all’interno
della stessa categoria merceologica, il riconoscimento Quality Award sarà conferito al
prodotto che otterrà il gradimento complessivo maggiore rispetto ai prodotti partecipanti
competitor (valutazione che dovrà comunque sempre rispettare le condizioni necessarie). I
test sensoriali del premio Quality Award sono a norma Iso 5495:2005 e avvengono
presso laboratori sul territorio italiano a norma Uni En Iso 8589, 2010.

Pet Award
Contestualmente al Quality Award si è svolta anche la 3a edizione del Pet Award_la qualità  premiata dai consumatori, il premio è attribuito ai prodotti per animali da compagnia (mangimi, igiene e accessori).
I test di laboratorio sono effettuati con un campione ampio di consumatori, proprietari di animali da compagnia, i quali valutano il prodotto senza che sia mostrata loro la marca di appartenenza (blind test). Ciascun consumatore esprime un giudizio relativamente ad alcune componenti (etichetta ingredienti, aspetto, grammatura, facilità di utilizzo) e la reazione del proprio animale.
“In questo modo, il logo Pet Award sarà una raccomandazione da parte dei consumatori per i consumatori, una garanzia di aver acquistato un ottimo prodotto, un invito alla prova e la rassicurazione di aver fatto una scelta che soddisferà il proprio animale” – ha affermato Domenico Raffone, responsabile commerciale Pet Award.

I vincitori Pet Award 2018
1. Enova Simple, Enova Omega e Enova Tris, alimenti perfettamente bilanciati, privi di cereali, che nutrono al meglio i cani di tutte le età, razze e taglie.
2. Monge Fruits, alimento umido per gatti, la qualità del pollo e del tonno con la
frutta esotica più colorata, gustosa e generosa di vitamine; 12 prelibatezze 100%
naturali destinate ai gatti più raffinati.
3. Monge Natural Superpremium, i croccantini per cani e i croccantini per gatti, alimenti completi ricchi di elementi nutritivi di altissima qualità, frutto della ricerca made in Italy.

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