Con l’adesione a Patto per Expo 2015, accordo sottoscritto dal Comune di Milano con le maggiori associazioni di categoria, dei consumatori e i distretti urbani del commercio, Simply si focalizza sull’utenza dei visitatori con offerte food e iniziative commerciali ad hoc. Da maggio a ottobre, in oltre 60 punti di vendita della catena distribuiti tra capoluogo lombardo e provincia, l’obiettivo è in particolare quello di valorizzare le eccellenze enogastronomiche del nostro Paese, con il supporto della campagna di comunicazione in-store e outdoor Sapori d’Italia.
Oltre a una comunicazione bilingue dedicata, ai clienti sarà fornita la possibilità di creare un sacchetto del turista Expo personalizzato, con referenze Dop, Igp, Stg e di qualità made in Italy, anche in versione ready to eat. Uscendo dal comparto alimentare si trovano diversi prodotti, dalla cancelleria alle t-shirt, recanti Foody, la mascotte ufficiale dell’Esposizione Universale by Walt Disney. Nei punti di vendita aderenti, rintracciabili tramite il QR code riportato dalla vetrofania del Comune di Milano, saranno infine disponibili materiali informativi e di comunicazione targati Expo 2015.
Simply valorizza la propria offerta con Patto per Expo 2015
Ce.Di. Marche apre il nuovo superstore Sì con te a Recanati
Ce.Di. Marche, società cooperativa associata al Gruppo Selex e che opera nella regione con una rete di 114 punti di vendita, ha aperto nel quartiere Villa Teresa di Recanati un nuovo superstore ch sostituisce la struttura commerciale pre-esistente. Il format dell'insegna Sì con te propone su una superficie di vendita di 1.200 metri quadri 10.000 articoli di generi alimentari e un settore non-food di servizio con circa 1.400 referenze.
Dall’ortofrutta al reparto dolciario, passando per salumeria e formaggi, il punto di vendita propone un’ampia offerta nel reparto fresco con prodotti a chilometro zero ed eccellenze Dop e Igp territoriali. Concepiti con la stessa logica anche il banco pescheria e carni, nonché un’area gastronomica che segue gusti e tradizioni locali. In linea con il trend odierno, il superstore destina uno spazio rilevante al visual promozionale e al comparto salutistico, con referenze rivolte a specifici regimi dietetici.
Il super impiega infine 24 addetti e segue un orario continuato dalle 8 alle 20,30, con apertura domenicale dalle 8,30 alle 13.
Dalla negoziazione allo scaffale

La tabella proposta visualizza, secondo Cermes, la distribuzione dei ruoli e delle responsabilità commerciali nella gdo tra buyer e category, due figure professionali tra le più interessanti e complesse nel mondo del commercio: storica e tradizionale quella del compratore (buyer), più moderna -e di derivazione americana- quella del category manager che, nelle organizzazioni più aggiornate ed evolute, integra le tradizionali responsabilità legate all’acquisto con tutto quello che pertiene alla “demand side”, vendite (cioè fatturati) incluse.
La distinzione dei due ruoli operata dal Cermes ha ancora una sua utilità non solo teorica, anche se, sul piano pratico, molti gruppi della gdo non hanno più i buyer e nemmeno le direzioni acquisti, sostituite da quelle commerciali basate su category manager. Del resto, che queste figure professionali stiano vivendo profondi cambiamenti è testimoniato anche dalle interviste sulle strutture di acquisto dei gruppi della gdo, che Gdoweek pubblica periodicamente.
“Sono contrario alla separazione delle carriere”
Stimolante e controcorrente il parere di un top manager di lungo corso nella distribuzione, Mario Gasbarrino, Ad di Gruppo Unes: “Per me la distinzione non è mai stata attuale -commenta Gasbarrino - neanche quando andava di moda . Per me il buyer è sempre stato e sarà quello che definisce prodotto, prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Chiaramente deve conoscere i prodotti, i fornitori e girare per i punti di vendita, propri e della concorrenza. Il buyer è la figura più importante di un’azienda di distribuzione: è colui che interpreta ( con le proprie scelte ) la filosofia dell’azienda e la rende visibile e concreta. Per questo sono sempre stato contro la separazione delle carriere”.
Le funzioni
Vediamo più da vicino le caratteristiche di queste due figure professionali.
Tipicamente e tradizionalmente il buyer lavora sulla negoziazione con i fornitori ed è soprattutto (per una percentuale pari al 71,4%) responsabile del margine di 1° livello e in misura minore (57,1%) di quello di 2° livello. Il category manager, invece, è molto più focalizzato su due obiettivi: la selezione dei prodotti e delle marche per l’assortimento (64,3%), e le scale prezzi per categoria (57,1%). Oltre ai margini commerciali di 1° e 2° livello, buyer e category manager entrano, seppur in misura diversa, nel merito di capitoli sensibili come prezzo al consumo, l’inserimento di nuovi item e la scelta, con relativa implementazione dei prodotti nei volantini per arrivare agli spazi espositivi, altro argomento “hot”. In questa fase il clima di mercato allontana industria e distribuzione dal periodo di massimo fulgore del category (2000-2007) quando era alla base della partnership con le industrie di marca e di strategie congiunte per la gestione e la clusterizzazione dell’assortimento. Oggi il cuore delle relazioni con i clienti è nella gestione del prodotto a marchio. L’industria di marca reagisce con le promozioni: reazione spesso tattica, ma molto efficace. La marca del distributore, a parità di qualità, non può prescindere dalla leva prezzo (differenziale vs marca leader).
Anche Sainsbury’s chiude il bilancio in perdita
Non è poi una tragedia perdere una settantina di milioni di pound, quando il tuo concorrente, si trova sui conti un macigno da 6 e passa miliardi di sterline. Se dunque Tesco (che ha registrato perdite di 6,4 miliardi si sterline) piange, Sainsbury’s non festeggia.
Anche la catena guidata da Mike Coupe annuncia perdite per l’anno fiscale chiuso il 14 marzo 2015: l’utile ante imposte (il pretax profit) è negativo per 72 milioni di sterline a fronte di un ebit di 898 milioni registrato l’anno precedente. Certo, stiamo parlando di quisquilie (o quasi) rispetto ai 6,4 miliardi di perdite accumulati dalla concorrente Tesco, ma anche per Sainsbury’s il risultato negativo è in larghissima parte dovuto a svalutazioni di punti di vendita progettati (e quindi stoppati) e altri oneri per complessivi 628 milioni di sterline.
Investimenti sui prezzi
Le vendite ammontano a 23,7 miliardi di sterline, -1,9% a parità (ma -0,7% compreso carburanti). Un calo quasi fisiologico, dovuto al difficile contesto economico nel quale si muovono i grandi retailer britannici: Sainsbury’s ha speso 50 milioni di sterline per abbassare i prezzi di 1.100 prodotti, e per l’anno 2015-2016 prevede ulteriori investimenti (150 milioni) diretti alla convenienza dell’assortimento.
Premium: la differenza si sente (anche sulle vendite)
Gli andamenti delle vendite variano a seconda delle linee: per esempio la gamma premium “Taste the Difference” è fra le più dinamiche per fatturato (+5%), e in generale le marche private, sulle quali Sainsbury’s investe molto anche in termini di qualità, danno buone soddisfazioni rispetto alla media totale del fatturato: ricordiamo che le “own labels” pesano per il 49% delle vendite di prodotti alimentari nei negozi Sainsbury’s.
L’on-line cresce poi a due cifre: +13%. Ancora meglio fanno i convenience store le cui vendite sono aumentate del 16%.
Inoltre, aggiunge Mike Coupe “negli ultimi dodici mesi sono andati particolarmente bene i servizi finanziari, l’abbigliamento e i prodotti di largo consumo: i margini per incrementare le nostre prestazioni commerciali ci sono e sono anche piuttosto diversificati”.

L’azienda si trova di fronte alla necessità di realizzare forti riduzioni nei costi operativi per i prossimi tre anni (oltre 500 milioni di sterline), un’esigenza già misurata nell’ultimo bilancio nel quale il “cost saving” sulla gestione caratteristica è ammontato a 140 milioni di sterline. Non si parla di tagli sul personale. Semmai di ridimensionamento delle nuove aperture, anche se, su questo fronte, Sainsbury’s non rimane ferma: nel 2014-2015 ha aperto 8 nuovi supermercati, ne ha ristrutturati 13, e ampliati cinque.
Conad Centro Nord cresce e investe nello sviluppo
La tappa parmense del tour Conad per l’Italia offre l’occasione al Consorzio Nazionale Conad (e a noi) di delineare un bel profilo statistico di Conad Centro Nord, una delle 9 grandi cooperative del secondo gruppo distributivo italiano.
Operativo soprattutto nelle province emiliane di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, ma anche in Lombardia, Conad Centro Nord associa 404 soci imprenditori (di cui 121 donne), con un fatturato 2014 di 1.160,3 milioni di euro, +2,8% rispetto al 2013, realizzato attraverso una rete di 233 punti di vendita che assommano una superficie di 168.117 mq, articolata in 27 Conad Superstore, 93 Conad, 50 Conad City, 59 Margherita Conad e 4 discount Todis.
I collaboratori occupati nella rete sono 3.948 (79 nuovi occupati), mentre i dipendenti della tecnostruttura di Conad Centro Nord sono 181 (13 nuovi occupati).
A Parma e provincia Conad Centro Nord ha 33 punti di vendita, gestiti da 71 soci con 883 dipendenti, 276 dei quali a Parma città. Il fatturato prodotto nel 2014 è di 234,3 milioni di euro (+3,1%). In crescita anche la quota di mercato, vicina al 30% (fonte: GNLC – 2° semestre 2014).
Investimenti nel prossimo triennio
Il patrimonio netto, il cui valore è salito a 204,9 milioni di euro, “consente di affrontare con una buona solidità le sfide del piano di sviluppo aziendale per il triennio 2014-2016 – commenta Ivano Ferrarini, direttore generale Conad Centro Nord – che prevede un investimento economico di 120 milioni di euro, con 20 nuove aperture per una superficie di 30.000 mq, 800 nuovi occupati e un incremento di fatturato atteso di 210 milioni di euro”.

Nel 2014 la cooperativa ha aperto 5 nuovi punti di vendita: 3 Conad Superstore (Cavriago-Re, Piacenza, e Bagnolo Mella-Bs), 1 Conad (Gonzaga-Mn) e 1 Conad City (Urago d’Oglio-Bs) per 6.493 mq di superficie. Completamente ristrutturati, invece, 8 negozi.
Spazio ai piccoli e medi fornitori
Con 598 piccoli e medi produttori locali Conad Centro Nord ha sottoscritto accordi di fornitura per un valore complessivo di 158,4 milioni di euro. In questo modo, i clienti portano in tavola gran parte dei prodotti della tradizione alimentare locale o territoriale scelta tra salumi, latticini, gastronomia, carne, frutta.
Province benestanti, ma non esenti dalla crisi
In Emilia e in Lombardia la spesa media mensile (euro) delle famiglie è rispettivamente di 2.762 e 2.774 euro contro i 2.359 della media nazionale. La spesa alimentare è in linea con un valore di 460 euro. Le città emiliane sono ai primi posti della classifica de Il Sole 24 Ore basata sulla qualità della vita di 104 province italiane: Reggio Emilia al quinto, Parma al diciannovesimo e Piacenza al ventiduesimo. Le province lombarde sono distribuite tra l’ottavo posto di Milano e il sessantanovesimo di Lodi. Ma siccome la crisi si aggira (anzi, scorrazza impunita) anche in Pianura Padana, Conad Centro Nord ha promosso una serie di iniziative promozionali con vantaggi per i clienti pari a 362 milioni di euro (31,2% sul fatturato). Ai quali si aggiungono altri 9,2 milioni di euro prodotti da altre promozioni. In crescita il numero delle carte fedeltà Conad: oggi sono 831.000 (42.000 con funzioni di carta di credito).
Risparmio anche su carburanti e parafarmaco
Il distributore di carburanti Conad di Bibbiano ha prodotto vantaggi per gli automobilisti pari a 587.554 euro. Le 7 parafarmacie (Casalpusterlengo-Lodi, Chiari-Brescia, Fornovo-Parma, e Poviglio, Guastalla, S. Ilario e Casalgrande, tutte in provincia di Reggio Emilia) hanno prodotto convenienza per i clienti con uno sconto medio del 21% sui prodotti a banco. Nel 2014 Conad Centro Nord ha aperto il primo corner Ottico.
Iniziative benefiche e per il territorio
Rappresentano un capitolo di spesa immancabile ormai per i distributori seri. Lo scorso anno la cooperativa ha devoluto 230.000 euro a sostegno dell’Ospedale dei Bambini di Parma e per alcuni progetti pluriennali, contribuendo tra l’altro alla ristrutturazione della mensa dei poveri di padre Lino. Costante l’impegno per il teatro (Teatro Due, Teatro delle Briciole e Festival verdiano) e per lo sport (Zebre rugby, Parma calcio, golf, tennis e gare podistiche).
Whole Foods si racconta
Freschi, prodotti locali, possibilità di gustare in-store cibi e bevande, focus sulla sostenibilità, oltre che una comunicazione che spiega ed educa: questo (e molto altro) sono gli store di Whole Foods Market, antesignano del format fresh. Qui lo store di Avalon (Usa), tra le ultime realizzazioni
Feltrinelli apre il flagship store di Duomo rinnovato nel look
Un’ampia porzione del nuovo megastore (la parte dedicata ai libri) era già aperta con ingresso dalla Galleria: da domani sera sarà pronta anche la sezione rimanente (con i reparti audio-video: home video, cd, dvd, libreria e saggistica su cinema e musica) che oggi è stata presentata ai giornalisti da Carlo Feltrinelli, presidente di Gruppo Feltrinelli, Roberto Rivellino, direttore generale del gruppo, e Alberto Rivolta, direttore operativo di Feltrinelli. A quasi 15 anni dall’apertura (1999) questa libreria, la più grande a livello nazionale di Gruppo Feltrinelli, aveva bisogno di un nuovo look, soprattutto dopo il restyling della vicina libreria Rizzoli, e l’imminente apertura di un megastore Mondadori.
Nuovo look dal timbro chiaro
A livello visivo il cambiamento è immediatamente percepibile dall’illuminazione (faretti), dai materiali delle scaffalature e degli espositori (molto legno, colore chiaro), dai nuovi spazi relax e presentazioni (come l’angolo di laeffe, e il pianoforte in posizione centrale per accompagnare le letture degli autori), spazi che prevalgono nella sezione inaugurata oggi, per arrivare al reparto kidz (in foto) ampliato, e meglio evidenziato anche cromaticamente (i soffitti caratterizzati dalle volte colorate in verde mela), e senza dimenticare i percorsi (più ariosi) e la disposizione delle casse.
La ristrutturazione è frutto anche della collaborazione con lo studio Miguel Sal & C che dal 2000 ha realizzato per Feltrinelli, oltre al rebranding del gruppo e delle sue marche, lo sviluppo dei nuovi concept come le express e le Red, progettando librerie come quella di Piazza Piemonte-Milano, Galleria Alberto Sordi a Roma, via Ceccardi a Genova, le express e le Red compresa l’ultima di Piazza Gae Aulenti a Milano, fino ad arrivare a questo nuovo restyling.
La superficie non è cambiata (2.500 mq), l’assortimento resta molto denso (70.000 titoli +24.000 tra cd e dvd). Ma soprattutto viene uniformato l’ex spazio musica Ricordi e assorbito senza più soluzioni di continuità nel concept dell’intero store. Ricordiamo che in punto di vendita, oltre a quelli citati, sono disponibili anche 5.000 titoli di edizioni musicali.
Dagli Infopoint ai tablet
“Fra le novità della nuova libreria -ha ricorcato Alberto Rivolta, direttore operativo di Gruppo Feltrinelli – segnalo la riduzione delle postazioni Info, mentre tutti i librai vengono dotati di tablet che riporta la disponibilità dei titoli. Potenzieremo in questo libreria il servizio Prenota e ritira che permette di ordinare on line qualunque titolo dell’assortimento e farselo consegnare presso la libreria senza spese di spedizione”.
Feltrinelli compie 60 anni
Non c’era regalo migliore che riaprire la libreria Duomo per festeggiare i 60 anni dalla nascita della casa editrice nel 1955 (due anni dopo sarebbe uscito Il dottor Zivago di Pasternak, il primo grande successo editoriale di Feltrinelli). Milano è la città d’elezione di Feltrinelli, sede storica della casa editrice, e Milano ospiterà, nell’area tra via Pasubio e viale Crispi, a due passi da Porta Volta e il quartiere Garibaldi, la sede della nuova Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in un palazzo in costruzione progettato da Herzog & De Meuron.

La Effetv è ancora in fase start up
Per quanto riguarda l’andamento delle vendite nel canale librerie, Roberto Rivellino è stato piuttosto diplomatico: “Feltrinelli come gruppo va un po’ meglio del mercato che nel complesso ha chiuso il 2014 con -2,3%. Noi però non ci sentiamo minacciati perché la forza e la storia del nostro marchio unite all’integrazione della nostra filiera ci consentono di guardare alle recenti e prossime evoluzioni del mercato con una certa tranquillità”. La dichiarazione di Rivellino vale anche come risposta alla domanda “cosa pensa della ventilata fusione tra Mondadori e Rizzoli”.
In merito poi a Effetv, Rivellino ha precisato che “il canale televisivo va bene, integra perfettamente la nostra offerta editoriale, e continuiamo a crederci”, aggiungendo che le perdite in una start up sono fisiologiche. La Effetv ha solo un anno e mezzo circa di vita.
Formaggi&Consumi Awards: a Stuffer la Miglior Logistica
È Stuffer ad ottenere per il secondo anno consecutivo il premio per la Miglior Logistica 2014 a Formaggi&Consumi Awards, il contest dedicato alle iniziative di marketing e comunicazione in seno al comparto alimentare. Il riconoscimento assegnato è frutto di un’efficienza nel servizio di logistica e di puntualità nel processo produttivo, con punti di eccellenza quali l’attività di consegna, i tempi di reazione certi e rapidi, nonché un’oculata strategia organizzativa del magazzino che risulta quasi completamente automatizzato, con capienza di oltre 3.000 posti pallet e ubicazione strategica vicino all’autostrada del Brennero. Si tratta di un sistema funzionante che contribuisce anche al mantenimento dei costi e al monitoraggio del mercato, con relative abitudini di consumo cui rispondere.
L’azienda di Bolzano è stata premiata a Milano da una giuria di 56 buyer del delle maggiori insegne della gdo, con l’ad Conad Francesco Pugliese come Presidente d’eccezione dell’edizione 2015.
Profumerie La Gardenia sviluppa il concept Atelier a Rovigo
Offrire ai clienti una beauty experience con percorso di scelta ottimale tra spazi maggiormente razionalizzati per valorizzare i diversi brand e un team di esperti qualificati a supporto dell’acquisto. Questa l’idea alla base del nuovo Atelier di bellezza presentato da Profumeria La Gardenia presso il Centro Commerciale La Fattoria a Rovigo, che prosegue lo sviluppo del concept volto a un riposizionamento di immagine e già lanciato nei mesi scorsi.
La catena che opera in Italia nel settore della distribuzione di prodotti cosmetici con 200 punti di vendita, in occasione del revamp del proprio store da 170 metri quadri propone dal 7 al 10 maggio promozioni, omaggi esclusivi e make up session gratuite per far conoscere i prodotti ai consumatori, a partire dalla private label Maison Bio con linea bionaturale.
A Milano apre Mercato Metropolitano: il mercato rionale “da esportare”
di Raffaella Pozzetti
L'area interna della struttura presenta banchi del fresco e botteghe del cibo, per circa 2.000 prodotti tipici (dal pane appena sfornato alla carne) che si possono anche consumare sul posto. L'ampio spazio esterno, oltre ad ospitare un vero e proprio mercato (dai banchi di frutta e verdura fresca allo street food) sarà utilizzato anche per eventi. Peculiarità del progetto, di proprietà di Unaproa (Unione nazionale tra le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio), è che è si tratta di un format concepito per essere esportato. Fra gli obiettivi: New York, Londra, Dubai e Tokyo. E proprio nella capitale giapponese dovrebbe aprire già il prossimo ottobre il primo temporary store de Mercato Metropolitano.
Grand Tour di Conad, persone oltre le piazze
Persone oltre le cose. Il pay-off di Conad si incarna in un Grande Viaggio in sei tappe che va a toccare tutte le aree della penisola: da Cosenza, a Pescara, da Parma (o Reggio Emilia) a Grosseto, passando per Alba e Treviso. L’idea è quella di confermare il legame con il territorio, portando i manager Conad, gli imprenditori, gli amministratori locali a parlare di temi caldi: dal lavoro dei giovani, al valore della cultura, anche da un punto di vista economico, al futuro della famiglia. Conversazioni informali, seguite da una festa all’insegna delle tradizioni locali e della musica, con esibizioni di cantanti del territorio e le degustazioni delle eccellenze regionali della linea Sapori&Dintorni Conad, con ricette elaborate e cucinate dagli chef dell’Unione italiana ristoratori. “Il Grande Viaggio nasce per dialogare con le persone, per parlare con loro dei temi che destano la voglia e la capacità di crescere del nostro Paese. Purtroppo l’Italia ha poca fame di crescita, di successo, e fatica a costruirsi la strada per far esplodere tutto il proprio potenziale -sottolinea Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad-. Portiamo Conad tra la gente, entriamo in casa loro più di quanto non facciamo già con i nostri punti di vendita. Siamo ricambiati con la crescente fiducia di sette milioni e mezzo di famiglie”.
La declinazione del progetto
Nei week end di aprile, maggio e giugno, le piazze di sei città italiane saranno animate dalla presenza di automezzi di Conad (molto riconoscibili) -uno show truck, un motorhome hospitality e un food truck-, oltre che di sei gazebo per le informazioni, la distribuzione di prodotti e del materiale di comunicazione. Il tutto necessario per animare le piazze sabato e domenica. All’ora dell’aperitivo del sabato, la manifestazione viene aperta da un breve video e dall’esibizione dell’orchestra diretta da Beppe Vessicchio, il maestro di tanti festival di San Remo. Al sabato il video sarà personalizzato con le riprese della città e dei punti più rilevanti del territorio, cui verranno aggiunti spezzoni girati anche la domenica. Sul mega-schermo esterno dello show truck passerà durante l’intera giornata un video con lo spot istituzionale Conad e Sapori&Dintorni, oltre al programma del week end, le video ricette realizzate con i prodotti Conad in degustazione, brevi interventi di spiegazione dei prodotti e altri contributi di interesse per i cittadini. E chi non avrà potuto essere presente, sarà tenuto aggiornato sui principali social network (Twitter, Youtube e Facebook).
L’esempio di Cosenza
Il primo appuntamento si è svolto l’11 e 12 aprile scorso a Cosenza, con la presenza di oltre mille persone ogni sera. Sul palco erano sono stati chiamati Ivan Lobello, vice presidente di Confindustria e famoso per l’iniziativa siciliana “Fuori dall’associazione chi paga il pizzo”, Vincenzo La Pietra, vice presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Calabria, e Pina Amarelli, presidente di Amarelli Liquirizie di Rossano, una delle indiscusse eccellenze produttive calabresi. Una presa di posizione netta, confermata anche dalle scelte musicali: sul palco è stato chiamato a suonare un gruppo impegnato nella lotta contro la mafia, Le nuvole pesanti, e Rosa Martirano, interprete della canzone calabrese.
“Non è stata solo la piazza a regalarci momenti molto intensi -racconta Giuseppe Zuliani, direttore Customer marketing e comunicazione Conad-. Gli ospiti del centro anziani della città hanno potuto ballare e divertirsi con le musiche e la presenza di Beppe Vessicchio. Una richiesta specifica dell’amministrazione comunale”.
Crai paga mutuo e affitto (solo nel mese di maggio…)
Dal 4 maggio al 3 giugno 2015 i consumatori che faranno la spesa (per un importo minimo di 20 euro) in un punto di vendita Crai , e acquistando almeno un prodotto sponsor, potranno partecipare al concorso “Ci pensa CRAI!” che mette in palio: 50.000 euro (5 premi da 10.000, ciascuno per il pagamento delle rate del mutuo o dell’affitto), 200 buoni spesa da 100 euro l’uno, e 200 buoni benzina da 50 euro l’uno.
Basta una spesa
Con “Ci pensa CRAI” non solo è sufficiente una sola spesa, ma addirittura con la stessa spesa, se si acquistano più prodotti sponsor si può partecipare tante volte quanti sono stati i prodotti sponsor acquistati. Per partecipare basta collegarsi al sito “cipensacrai.it”, inserire il codice dello scontrino e indicare i prodotti sponsor acquistati. Ogni prodotto sponsor darà diritto a una partecipazione: più se ne acquistano, più volte si potrà partecipare all’assegnazione dei premi immediati.
“Con il piano marketing 2015, Gruppo Crai mette al centro le esigenze dei suoi clienti – commenta Mario La Viola, direttore marketing e format Crai – In questa direzione va per esempio la Festa del Cliente Crai. Maggio sarà un mese eccezionale: sono previste attività promozionali molto importanti, dedicate alle famiglie italiane, con comunicazione media esterna. Il concorso “Ci pensa Cra!” è l’azione più rappresentativa di sostegno all’economia familiare”.
Crai, impresa multicanale, protagonista del vicinato
CRAI Secom S.p.A gestisce uno dei marchi storici della distribuzione moderna italiana, presente con i suoi negozi (più di 3.000) in oltre 1.000 Comuni, con spiccata propensione al commercio di vicinato. Crai è un’organizzazione multicanale: la sua rete copre il mercato dei consumi alimentari (75%), ma anche la drogheria chimica: il 25% della rete al dettaglio è specializzata nella vendita di prodotti per l’igiene casa e persona, settore nel quale Crai è il secondo operatore nazionale.
Gambardella si schiera su più fronti
Nei 40 anni di attività (che festeggia quest’anno) è passata da piccola azienda commerciale familiare a importante retailer, mandante del Gruppo VéGé e presente in sette regioni del Centro Sud: Gambardella Srl, che ha sede a Pagani (Sa), è un competitor di spicco in Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria. “Nel nostro territorio la distribuzione è variegata, con molte strutture della moderna distribuzione e piccoli esercizi commerciali che detengono una buona fetta di mercato, data anche l’alta densità della popolazione -spiega il direttore vendite Attilio Gambardella-. Inoltre, ci confrontiamo con un contesto in cui il fenomeno della disoccupazione è evidente, con il conseguente basso potere d’acquisto per una fetta considerevole della popolazione”.
Come rispondete, quindi, alle esigenze di questo particolare contesto locale?
La nostra strategia commerciale è molteplice. Da un lato, curiamo molto il formato Cash & Carry, la cui quota preponderante di business è data dalla movimentazione e consegna delle merci a clienti, sia somministrati sia affiliati, che fa perno sul nostro Ce.di. da 12.000 mq coperti di Pagani. dall’altro, con la rete commerciale composta da 70 punti di venditadei nostri affiliati a insegna Gran Risparmio di Gruppo VéGé, stiamo lavorando su un forte e coerente progetto di crescita qualitativa.
In questo contesto, le politiche assortimentali sono cambiate nel tempo?
Storicamente la nostra specializzazione si è concentrata nel food e, principalmente, nel secco. Partiti da qui, abbiamo progressivamente definito un’offerta articolata e profonda (circa 18.000 referenze) nel food come nel non food, che curiamo benissimo essendo la “benzina” dell’azienda. Considerato che serviamo una molteplicità di canali, lavoriamo costantemente e a 360 gradi sulla qualità e sulla completezza dei nostri assortimenti.
Nella rete al dettaglio non avete sviluppato ortofrutta e macelleria per via diretta. Perchè?
Crediamo che questi settori debbano essere trattati da fornitori specializzati, in grado di offrire condizioni commerciali e servizi migliorativi. Siamo convinti che in futuro il mercato tornerà a orientarsi verso i grossisti specializzati, rivalutandone ruolo e funzioni.
Sempre più spesso si parla di centralità dei fornitori locali. Vale anche per voi?
Siamo molto soddisfatti perché abbiamo riteniamo di essere vissuti dai fornitori locali come una di vetrina per i loro prodotti, dato che offriamo l’opportunità di proporli in sette regioni.
E la marca del distributore che ruolo svolge?
In questa direzione dobbiamo ancora lavorare molto. Abbiamo iniziato ad investire su Delizie VéGé, sostenendola presso i nostri punti di vendita, perché crediamo che ci permetta di offrire un prodotto di ottima qualità al miglior prezzo nelle singole piazze. Proprio la possibilità per ogni impresa del Gruppo di personalizzare il prezzo al pubblico in funzione del micro mercato di riferimento e del proprio scaffale, nel rispetto di una scala prezzi definita per categoria è uno degli elementi di forza della mmd.
Nella vostra rete la leva promozionale è ancora efficace?
Il perdurare della crisi economica inevitabilmente obbliga le persone alla ricerca del prezzo più vantaggioso per via del basso potere d’acquisto. In questo contesto le offerte promozionali hanno una valenza importante, ma non bisogna mai trascurare la qualità del prodotto, perché oggi il consumatore è molto più attento. In quest’ottica, le nostre politiche sono molto aggressive e impattanti, con promozioni settimanali nella rete dei super e addirittura giornaliere nei Cash & Carry, dove offriamo ogni giorni circa 10 referenze a un prezzo molto competitivo. Nel volantino gestito settimanalmente per i supermercati, proponiamo circa 250 referenze e, inoltre, aderiamo, inoltre, al Piano Promozionale Nazionale di Gruppo VéGé, che attraverso il Ce.di. riproponiamo ai clienti affiliati all’insegna Gran Risparmio.
Altre novità in cantiere per quest’anno?
Nel 2015 punteremo sull’eCommerce su cui stiamo investendo, perché riteniamo possa essere un valido servizio ai nostri clienti. Contiamo di lanciare la piattaforma dedicata entro fine aprile, contestualmente al completamento del restyling del sito.
Conad apre Sapori& Dintorni a Milano
di Raffaella Pozzetti
All'interno della Stazione Centrale di Milano, Conad Centro Nord ha aperto un nuovo supermercato a insegna Sapori&Dintorni, il primo della cooperativa. Sviluppato su una superficie di oltre 1.200 mq, è stato pensato per un'offerta fortemente basata sui prodotti locali a firma Sapori&Dintorni, ma non solo: per la prima volta, viene inserito uno spazio specifico per il sushi, con preparazione in loco. Ivano Ferrarini, direttore generale di Conad Centro Nord, spiega le caratteristiche del format e le priorità di sviluppo di Conad nella metropoli lombarda. "Per noi Milano rappresenta la vera scommessa sul futuro -aggiunge il manager-. Essere vincenti su questa piazza vuol dire riuscire a raggiungere la prima posizione in Italia".
Coop a Expo racconta le filiere
Viaggio nel supermercato del futuro, fra etichette aumentate e prodotti del 2050.
Ritrovare un rapporto diretto con la filiera, con le origini del prodotto, con la sua storia. È questo il senso del supermercato del futuro di Coop a Expo 2015, uno spazio sperimentale, di oltre 2.500 metri quadrati, su due livelli capace di generare nuove interazioni tra consumatori, prodotti e produttori. Progettato da Carlo Ratti Associati, parte dal passato, dalla storia dei mercati, con l’evoluzione dal medioevo ai prossimi anni, e dalla storia di Coop, dal magazzino di previdenza a Torino (il primo negozio Coop in Italia datato 1854) ai giorni nostri.
Informazioni con la realtà aumentata
Nella superficie di vendita sono cinque le filiere rappresentate: latte e derivati, the, caffè e cacao, cereali e birra, carne e pesce, ortofrutta e vino. I prodotti sono esposti su ampi tavoli, all’utente basta indicarli con la mano per ottenere informazioni aumentate sui prodotti ovvero tutte quelle informazioni che oggi o non sono disponibili o lo sono parzialmente solo in rete, ma che, in ogni modo, non sono reperibili in un’etichetta tradizionale.
Diversi livelli di interazione
Tre i livelli di interazione previsti: il primo permette di ottenere indicazioni sulle caratteristiche primarie dell'articolo, il secondo racconta l’origine delle principali materie prime che compongono il prodotto, e l’eventuale presenza di ingredienti allergizzanti, il dato nutrizionale per porzione e l’impatto ambientale espresso in CO2 equivalente; infine, nel terzo livello, ci sono informazioni in dettaglio sulla storia e sulle sue caratteristiche. Tra i tavoli anche le due “teche” dove sarà possibile vedere qualche potrebbe essere il cibo nel vicino 2020 e nel lontanissimo 2050.
Focus sulle eccellenze
Il supermercato però non è solo un spazio esperienziale e d’acquisto, ma anche luogo dove si incontrano le eccellenze grandi e piccole, dalle grandi aziende partner Coop ai piccoli fornitori e ristoratori locali fino ai singoli consumatori. Si tratta di oltre 1.500 prodotti realizzati da 90 fornitori con stabilimenti in Italia, che condividono le stesse idee che Coop applica ai suoi 1.400 prodotti a marchio, ossia qualità e trasparenza. Inoltre, alcuni soggetti selezionati da Coop utilizzeranno il supermercato come una vera e propria infrastruttura per poter vedere i propri prodotti con una logica simile a quella di piattaforme quali ebay o Airbnb dove il consumatore potrà diventare venditore.
Incontro con i soci Coop
In questo supermercato lavorano 40 dipendenti di Coop Lombardia ed è anche possibile incontrare i soci Coop, che hanno un presidio. Da questo spazio trasmetterà anche per tutta la durata di Expo RadioCoop, la radio in store di Coop che fungerà da amplificatore di tutto ciò che succederà nel FFD dentro la rete dei 1200 punti vendita Coop.
Video tour del Mercato del Duomo di Autogrill
Ecco Mercato del Duomo, il nuovo multi-concept store di Autogrill, il cui progetto è stato curato dall'architetto Michele De Lucchi. Si tratta di uno spazio di 5.000 mq, suddiviso su 4 piani, il cui obiettivo è rivitalizzare l'offerta culturale, artistica e gastronomica della Galleria Vittorio Emanuele. Allo stesso tempo, all'interno è ospitato un vero e proprio mercato coperto, con corner specializzati gestiti da produttori locali, veri e propri artigiani, selezionati in collaborazione con l'Università di Pollenzo (Cn).
Unes, nuova campagna pubblicitaria anti-spreco
In onda oggi, si protrarrà, attraverso 6 “flight”, fino al 18 ottobre. Il claim “E’ stupido sprecare, è bello scoprirlo” conferma il focus di Unes sui temi della sostenibilità e del riciclo in particolare.
“È stupido sprecare, è bello scoprirlo” è il claim della nuova campagna pubblicitaria (1° “flight”, ossia prima serie) di U2 Supermercato (Gruppo Finiper). Un claim attraverso il quale Unes rafforza la sua attitudine commerciale anti-spreco. La campagna prevede 6 “flight” di 15 giorni ciascuno, con inizio oggi e conclusione il 18 ottobre.
La campagna sarà pianificata su mezzi di comunicazione ad alta visibilità, digitali e tradizionali: un nuovo sito web dedicato, stupidosrecare.it, i maggiori quotidiani nazionali, affissioni, il tutto nelle tre regioni dove si concentra la rete Unes: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna. Il portale darà accesso agli argomenti in linea con i temi dello spreco, mantenendo un rapporto interattivo con gli utenti. Si tratterà anche del “progetto scuola”, iniziativa con DeAgostini Libri che incentiva i ragazzi della scuola primaria (classi 3, 4, 5) ad adottare atteggiamenti eco-attenti.
Carrello della spesa in aumento: il risparmio passa per le app
A marzo i prezzi del carrello della spesa sono aumentati, stando ai dati Istat, dello 0,9% rispetto allo stesso mese 2014, un incremento che per una coppia con figlio corrisponde a circa 60 euro in più su base annua. A fronte di tale cifra, che in Italia si associa un costo della spesa alimentare superiore del 2,1% rispetto alla media degli altri Paesi europei, cresce parallelamente il numero di applicazioni che consentono al consumatore di risparmiare.
MyVolantino, DoveConviene, Attenzione Supermercato: sono solo alcune delle proposte ideate allo scopo. Dall’introduzione del cash-back all’interno della gdo con il recentissimo lancio di T-Frutta, che invia il denaro direttamente sul conto corrente senza obbligo di riutilizzo, a servizi che consentono di risparmiare tempo alla cassa o selezionare offerte geolocalizzate, la ricerca del risparmio si gioca in misura crescente sul terreno virtuale. I tablet e in particolare gli smartphone diventano così protagonisti di una vera e propria caccia al prezzo più basso e di promozioni all’insegna della convenienza, grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia mobile e dai nuovi software.
Pl estere, piccolo boom dei cibi italiani
L’alimentare tricolore guadagna spazio negli assortimenti a marchio dei grandi retailer europei - (da Gdoweek 8 - 2015)
di Simone Martarello
Pasta, olio extravergine d’oliva, aceto balsamico, passate e sughi di pomodoro, formaggi, prodotti da forno, salumi e ovviamente vino. Nonostante l’italian sounding, la mancanza di piattaforme distributive fuori dai confini e l’endemica difficoltà delle imprese italiane nel fare squadra per aggredire i mercati stranieri, le referenze alimentari simbolo del nostro Paese occupano uno spazio sempre maggiore sugli scaffali della gdo europea e mondiale. E non solo con i prodotti di marca. Uno dei canali più importanti di vendita, vuoi per il prezzo spesso conveniente, vuoi per la fiducia che i consumatori nutrono nelle insegne, è quello delle private label. Soprattutto nel Regno Unito e in Germania, dove il food a marchio del distributore ha un peso rispettivamente del 45 e 44% sul totale delle vendite nel canale gdo, contro il 20% dell’Italia. In leggera flessione la Francia, con una fetta che rimane comunque del 36%. E nei discount d’oltremanica le quote delle Mdd sono ancora più alte: secondo dati Kantar Worldpanel, l’88% delle vendite di Aldi e il 76% delle vendite di Lidl. La quota cresce anche in Waitrose, che lo scorso anno ha realizzato il 53% del fatturato attraverso i prodotti a proprio marchio. I cibi del Belpaese griffati dal distributore si trovano un po’ in tutte le fasce di prezzo, ma dominano nella premium. Una sorta di corsia preferenziale quella delle private label per le eccellenze made in Italy, che aiuta i nostri prodotti a essere conosciuti all’estero e permette ai copacker di sopperire ai minori guadagni per il calo dei consumi interni. Nel 2014 l’industria alimentare italiana ha esportato 34,3 miliardi di euro (+2,7% sul 2013). La destinazione privilegiata è la Germania con 5 miliardi e 522 milioni (+0,1%), seconda la Francia con poco meno di 4 miliardi (+2,9%). Vero e proprio boom del Regno Unito che con 3 miliardi e 258 milioni ha fatto registrare un +7,6%, portando la quota al 9,5% del totale, contro il 16,1% di Berlino e l’11,6% di Parigi.
Regno Unito
La stragrande maggioranza dei prodotti italiani è venduta nel settore grocery. Tra i freschi poco o nulla si trova nell’ortofrutta, qualcosa nelle paste, buono invece l’assortimento dei salumi e dei formaggi. Sulle confezioni e nelle etichette l’origine italiana dei cibi è quasi sempre messa in evidenza. Davvero completa la gamma di cibi italiani marchiati Tesco. La principale insegna britannica ha anche una linea chiamata ‘Parioli’, un cosiddetto ‘venture brand’ che non riporta alcun riferimento esplicito o indiretto al marchio Tesco, dove si trovano pasta secca, salse per pasta, olio d’oliva e pomodori in scatola.
Molto ricca di prodotti italiani è la linea ‘essential’ di Waitrose, diventato uno dei driver principali del successo del retailer britannico. Oggi, quasi otto carrelli della spesa su dieci contengono almeno una referenza del marchio e lo shopper medio acquista più di cinque referenze della gamma a ogni visita. Non solo. La linea, che ora vale un miliardo di sterline, è anche esportata in 47 Paesi nel mondo, fra cui Filippine, Bahamas e Cile.
Si potrebbe dire che Marks&Spencer è il portabandiera dell’italianità in Europa: nei suoi prodotti a marchio vengono inseriti i simboli dei consorzi italiani per potersi fregiare del distintivo di specialisti dei vari territori europei, come volessero sottolineare che comprano direttamente in Italia senza intermediari e conoscono bene le Dop. In effetti su tutte le etichette delle referenze a marchio è specificato che sono prodotte in Italia: dalla pasta, alle passate di pomodoro, dai piatti di salumi a una linea di vini con prosecchi, un rosè e un Sirah. Garantire le provenienze attraverso i consorzi sembra essere la loro carta vincente. Nell’assortimento di Sainsbury’s, anch’esso completo di tutti i principali prodotti italiani, spicca il fatto che l’unica private label nel segmento bio dell’olio extravergine d’oliva sia prodotta in Italia. Tra i formaggi, i prodotti segnalati come italiani sono tutti a marchio Sainsbury’s e realizzati in Italia, e riguardano le seguenti referenze: mozzarella di bufala, Parmigiano Reggiano, mozzarella per pizza, mascarpone e ricotta. Anche il comparto dei salumi è suddiviso per paese di provenienza e quelli italiani sono quasi tutti a marchio Sainsbury, ma prodotti in Italia. Oltre al classico Prosciutto di Parma e al San Daniele prodotti da suini italiani, si trova anche il cotto di Vignola, la Bresaola della Valtellina prodotta con carne di origine brasiliana, il Salame Brianza Milano e Napoli, la pancetta e la coppa. Anche Morrisons e Asda hanno serie ben fornite di prodotti italiani proposti a scaffale con il loro marchio. Inoltre, praticamente in tutti i supermercati inglesi si trovano pasta, passate, sughi di pomodoro, olio extravergine d’oliva e altre referenze grocery a marchio “Napolina’ e ‘cook italian” due linee create ad hoc per il mercato inglese da aziende italiane (ad esempio cook italian è prodotto da La Doria), con un packaging che richiama in maniera evidente l’italianità dei prodotti.
Francia
Carrefour, oltre a un’ampia scelta di cibi italiani a marchio nelle fasce primo prezzo e medium, ha da poco introdotto nei propri punti vendita d’Oltralpe una cinquantina di referenze della linea di prodotti Dop e Igp “Terre d’Italia”: pasta, olio, riso, ragù, conserve vegetali, pomodoro e piccola pasticceria che meglio caratterizzano la gastronomia italiana. Le referenze sono presenti in tutti i canali, dagli ipermercati ai super e da giugno sarà anche nei negozi di prossimità. Nel futuro prossimo c’è la volontà di ampliare la gamma dell’offerta inserendo Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e surgelati, ma servono soluzioni logistiche in grado di preservare le caratteristiche dei prodotti. Auchan ha un ufficio export dedicato ai prodotti a marchio della linea “I sapori delle Regioni” che dal 2009 a oggi ha portato sugli scaffali francesi e di altri 16 paesi nel mondo un migliaio di referenze di circa 130 pmi italiane, con un fatturato di oltre 15 milioni di euro nel 2014 (+58% sul 2013). Nelle altre insegne spicca la linea “Casino delices” di Casino, dove si trovano un po’ tutti i classici della tradizione mediterranea: paste, passate di pomodoro e mozzarella. Tra la frutta fresca balza all’occhio una referenza bio a marchio Casino di kiwi italiani.
Germania
Tutti i più noti prodotti italiani sono presenti in versione private label anche nei punti vendita delle insegne tedesche. Da Aldi a Rewe passando per Edeka e Lidl. Nel packaging l’italianità è più o meno evidente a seconda della fascia di prezzo: maggiore nelle linee premium, minore in quelle primo prezzo.
Edeka in particolare ha un’ampia scelta di alimenti italiani riuniti sotto il marchio “Edeka Italia”. Si va dai prodotti da forno dolci e salati (amaretti, grissini, cantucci, biscotti e savoiardi), e po i paste all’uovo e di grano duro, surgelati, condimenti, passate, olio e affettati. E proprio per implementare l’offerta di cibi italiani, qualche mese fa Edeka ha lanciato una campagna di selezione di produttori italiani da inserire nella propria filiera.
Autogrill apre a Milano Il Mercato del Duomo
Nel cuore di Milano, proprio in piazza Duomo, Autogrill ha aperto Il mercato del Duomo, uno spazio che abbina il mercato basato su corner gestiti direttamente da artigiani, ristoranti, bar e altro.
di Rosarita Crisafi
Ha aperto i battenti Il Mercato del Duomo, nuovo tempio del gusto nel cuore di Milano firmato da Autogrill. Si tratta di un flagship store in cui trovano spazio eccellenze alimentari italiane, arte e sostenibilità e che punta a valorizzare lo spazio simbolo di Galleria Vittorio Emanuele con una presenza rispettosa e di valore. "Una vera sfida per il futuro", come precisano i vertici dell'azienda . Il progetto architettonico è curato dall'architetto Michele De Lucchi e si sviluppa lungo un percorso verticale di 4 piani e 5.000 mq dominati dall'ulivo secolare dell'artista Adam Lowe cui si incontrano Motta Caffè Bar, Il Mercato, Bistrot Milano Duomo, Terrazza Aperol inaugurata nel 2012 e, al terzo piano, il ristorante Spazio Milano che sarà aperto nei prossimi mesi. Al piano ammezzato si trova il Kartell Shop, con una selezione di oggetti iconici del marchio.
L'offerta dei singoli piani
Il primo piano è dedicato al mercato degli artigiani locali scelti in collaborazione con l'Università di Scienze Gastronomiche Pollenzo: così la pasticceria è "targata" C'era una torta... di Seregno, il panificio è il Grazioli di Legnano, la Gastronomia Falcone di Verzuolo (Cn), i formaggi di Sogni di Latte di Vomero e di Antonio Carpanedo del Caseificio La Casearia di Camalò di Povegliano (Tv), la macelleria piemontese dei Fratelli Gavazza e la frutta e verdura dei Fratelli Abbascià, un'istituzione a Milano. Accanto all'area mercato è stato realizzato lo spazio Eventi Showcooking con una cucina attrezzata, cui segue il Bistrot Milano Duomo -già presente all'interno della Stazione Centrale della metropoli lombarda- che qui si amplia su due piani in corner tematici in cui si possono gustare prodotti tipici artigianali e altre specialità della tradizione rivisitate con gusto contemporaneo.
L'offerta del piano è completata dalla presenza di l'Ovobar dedicato alle uova che permette di scegliere una colazione proteica, il Frutteto con frutta, verdura e centrifugati, il Forno con pizza e pane artigianale sfornati al momento, la Caffetteria che offre anche il vero caffè napoletano servito al tavolo, il Pastaio, lo Street Food e molto altro con un'offerta alle birre artigianali.
Al terzo piano sarà a breve aperto il ristorante-laboratorio 'Spazio' della chef celebrity Niko Romito, mentre al piano ammezzato nella via dell'uscita è stato allestito il Kartell Shop con una selezione di oggetti dall'iconico design.
Altra novità è la presenza in rete dello store sui social network: tutte le news passano in anteprima sul profilo twitter @ilmercatodelduomo.
La fiducia costa impegno
“Per noi è tassativo puntare su qualità, italianità, etica del lavoro e sostenibilità” a dirlo è Mark Suddaby, direttore di categoria per i prodotti alimentari di Tesco (da Gdoweek 8)
Caratteristiche né scontate e neppure banali, cui si aggiungono: certificazioni per il rispetto dell’ambiente e per l’etica del lavoro, obbligo di rientrare nei parametri per il benessere degli animali e rispetto delle norme anticorruzione. Norme indispensabili per cambiare rotta e passare da una politica di prezzo e promozioni che sta distruggendo il mercato (qui come in UK) a una fatta di qualità e marginalità. Per un tale spostamento non si possono correre rischi e Suddaby sa benissimo che il suo consumatore è informato e informatizzato: uno sbaglio, un’omissione potrebbe costargli ben più del singolo consumatore. Il cliente deve sapere di potersi fidare dell’insegna: necessarie quindi regole deontologiche per buyer e category, trasparenti, visibili a tutti e senza eccezioni di sorta. è il prezzo per riconquistare marginalità.
Il packaging di Sealed Air per il Supermercato del Futuro
Sealed Air affiancherà Coop per tutta la durata di a Expo 2015 nel Supermercato del Futuro, presentando innovazioni nel comparto packaging tra materiali di ultima generazione e sostenibilità. Le soluzioni proposte dall’azienda nello stand dedicato al futuro del confezionamento alimentare si focalizzano sulle sempre maggiori esigenze in materia di sicurezza, estensione della shelf life, sostenibilità e costruzione del marchio.
Parallelamente all’Esposizione Universale, Sealed Air ha aperto alle visite il suo principale Centro europeo R&D e stabilimento di produzione a Passirana di Rho, dove i protagonisti del settore trasformazione e distribuzione alimentare sono invitati a scoprire le recenti innovazioni e ad incontrare gli esperti e i tecnici del packaging Cryovac, che hanno ideato le soluzioni tecnologiche in mostra a Expo 2015.
Epta e Granarolo comunicano la milk experience a Expo 2015
Epta ha collaborato con Granarolo per comunicare la Milk Experience, all’interno del suo spazio ad Expo 2015, una vetrina in cui il visitatore sarà coinvolto lungo un itinerario esperienziale, che lo porterà a scoprire il latte e riflettere sul significato di questo alimento, quale prima fonte nutritiva dell’uomo.
Soluzioni refrigerate inedite
Nello specifico Epta, gruppo multinazionale specializzato nella refrigerazione commerciale, con i suoi marchi Costan e Iarp, ha progettato soluzioni refrigerate inedite, volte a presentare le novità ed i prodotti di punta di Granarolo all’interno del Padiglione Italia, per esaltare le specialità del patrimonio agroalimentare del nostro Paese. I banchi refrigerati, italian patent pending, per lo spazio Granarolo sono stati studiati grazie alla collaborazione tra l’Innovation Center di Epta, il Dipartimento di Ricerca e Sviluppo di Granarolo e gli studenti del Prof. Giorgio De Ponti del Laboratorio Smart Packaging del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica, “Giulio Natta” del Politecnico di Milano.
Speciali dispenser personalizzabili
In dettaglio, la soluzione “Boutique” propone una nuova modalità di esposizione e vendita dei vasetti singoli di yogurt, che vengono posizionati orizzontalmente all’interno di speciali dispenser, personalizzabili nel colore e nelle dimensioni ed in grado di presentare oltre 250 articoli contemporaneamente. Inoltre, Epta ha integrato all’interno dell’arredo un tablet che veicolerà contenuti e valori educativi legati alla filiera, alla qualità e al rispetto delle risorse. Infine, gli espositori assicurano un notevole risparmio di tempo durante le fasi di stoccaggio e di rifornimento.
Freschi e surgelati nello stesso banco
La seconda soluzione che Epta ha studiato ad hoc ed in esclusiva per Granarolo è un innovativo banco che riunisce, nel medesimo spazio espositivo, la vendita di prodotti freschi e surgelati. Il consumatore può scegliere tra un’ampia gamma di abbinamenti, che comprende piatti pronti, insalate, tramezzini, gelato e yogurt. Ogni prodotto è conservato alla temperatura ottimale per mantenere inalterate le sue proprietà nutritive e organolettiche
Lush apre a Londra un maxy flagship store sostenibile
Nell’anno del suo 20° anniversario, Lush apre un flagship store di quasi 1.000 metri quadri in Oxford Street a Londra, una superficie di 13 volte superiore alla grandezza media dei suoi negozi e concepita all’insegna della sostenibilità. Si tratta di un punto di vendita che, oltre a lanciare 200 nuovi prodotti, sempre a base di ingredienti freschi, naturali ed etici, presenta una serie di ambienti volti a testare gli stessi, nonché una Lush Spa con quattro stanze per i trattamenti.
Tra i concept innovativi figurano un Hair Lab dedicato alla prova dei prodotti capelli, una grande fontana per sperimentare i prodotti bagno e uno spazio eventi che ospiterà workshop, esperti e animazioni di vario genere. Si tratta di un’apertura che celebra il successo registrato dai 104 negozi inglesi della catena internazionale, che hanno registrato un tasso di crescita del 46% solo nel primo trimestre 2015.
Impronta green
Tutta la struttura del flagship store segue i criteri dello Ska Rating, strumento di valutazione per la progettazione sostenibile, a partire da costruzioni e arredo in legno certificato Fsc (Forest Stewardship Council), in gran parte di recupero. Sulla stessa scia la scelta di un’illuminazione interamente Led e di una vernice ecologica, con efficienza e risparmio energetico garantiti da timer e sensori, nonché un sistema Hvac per l’isolamento. I muri e la pavimentazione sono composti di materiale al 50% riciclato ed è stato previsto un piano di gestione rifiuti che riutilizza il 100% dei materiali di scarto.
Gruppo Fioravanti (Végé) investe con l’insegna Di+ a L’Aquila
Gruppo Fioravanti, impresa socia di Gruppo Végé presente in Abruzzo con 9 punti di vendita a insegna Di+ e Dimeglio, sceglie di investire a L’Aquila partendo dalla riapertura del supermercato in Via Beato Cedisio 31. Il punto di vendita Di+ si presenta, su superficie di 800 metri quadri, rinnovato e con assortimento implementato, a partire dai reparti Ortofrutta, Macelleria, Grocery, Non-Food, Surgelati, Fresco a libero servizio e Banco Gastronomia servito.
Si tratta di un investimento che conferma la volontà del gruppo di supportare lo sviluppo del territorio attraverso il potenziamento della rete e inserito all’interno di una visione strategica che prevede ulteriori ristrutturazioni e nuovi servizi a valore aggiunto per il consumatore, come confermato da Simone Fioravanti, Responsabile Commerciale Gruppo Fioravanti.
Gdoweek, il numero 8 in distribuzione
Nel nuovo numero di Gdoweek la cover story è dedicata al dilagante fenomeno delle private label di insegne straniere prodotte da imprese italiane. Un avanzamento dell’industria food nazionale da rimarcare. Parliamo anche di brand reputation con l’iniziativa di Conad e del tour nelle piazze italiane. E ancora di category management, Ikea, Zara, Pittarosso, Adidas, Kiabi, Gallerie Auchan e di Petfood.
Multicedi ha ambizioni nazionali
Allargare la presenza dell’insegna Decò all’intero territorio nazionale, dalla Campania, attraverso alleanze e investimenti mirati: Multicedi (aderente a Sigma) vuole reagire alle difficoltà della crisi, che colpisce con maggiore intensità il Mezzogiorno, attraverso una politica assortimentale attenta ai nuovi bisogni del consumatore e un posizionamento di prezzo competitivo, anche grazie alla private label. Giandomenico Barbano, direttore generale di Multicedi, illustra la strategia di espansione della catena, partendo dalla fotografia dell’attuale, difficile, condizione socioeconomica del Sud. “Nei territori dove operiamo -spiega Barbano- la distribuzione è in una fase di forte trasformazione: i segnali di ripresa, in Campania ad esempio, non sono così evidenti, anzi si soffre a causa anche della debolezza strutturale legata al minore numero di nascite, ai giovani che emigrano, all’aumento del tasso sia di disoccupazione sia di povertà, a fronte di consumi in diminuzione e con una popolazione che invecchia. Speriamo in un’inversione del trend, ma ad oggi la fotografia è questa”.
Quindi per rispondere a questo scenario quale strategia commerciale avete deciso di adottare?
La crisi economica che da anni ormai si abbatte sul settore distributivo ci impone di cercare e di intuire nuovi trend. Per questo, ci siamo concentrati su iniziative che non solo offrono convenienza e prodotti di qualità, ma impegnandoci a mantenere una stabilità di prezzi a scaffale, programmando promozioni incisive.
A proposito di politiche promozionali, quali le vostre priorità?
Questa crisi sta facendo diventare il consumatore molto razionale sia nelle scelte sia nell’approccio verso il punto di vendita. Questo cambiamento continuo da parte dei clienti ci impone di verificare e proporre nuovi modelli promozionali: vuol dire non solo convenienza, ma offerta di maggiori servizi. È noto che la leva promozionale classica, da sola, non regge più: per favorire la domanda, occorre diversificare le promozioni per territorio e canale, con una durata che non sia superiore ai 10 giorni, all’interno di logiche di continuity promotion. Inoltre, diventa sempre più importante presentare, oltre a temi classici di facile ricordo, promozioni innovative e originali, affiancando operazioni classiche a social e web marketing.
Come tutto questo si riflette su format e scelte assortimentali?
In maniera importante. Siamo continuamente impegnati su questo fronte, visto che l’assortimento è uno dei pilastri della nostra rete. In termini concreti, questo si traduce in dare visibilità e vendibilità all’assortimento con cluster che aiutino i category a gestire assortimenti per format in linea con le tendenze attuali quali il biologioco e salutistico. Sul versante format, puntiamo alla riscoperta della prossimità attraverso punti di vendita semplici, che esprimano tradizione, qualità e convenienza nel territorio ove operano. Per questo, privilegiamo reparti di servizio, quali produzione di pane interna, o aree destinate a merceologie particolari quali il surgelato/congelato sfuso, oltre ad arricchire la gamma delle specialità locali.
In questo contesto, quale il ruolo della private label Decò?
Ha un comportamento coerente con il mercato: oltre a rivelarsi fondamentale per la costruzione della fedeltà dell’insegna, ricopre un peso importante nelle categorie presenti e registra notevoli successi di vendita nelle nuove categorie di sviluppo.
A proposito di Decò, a che punto siete con il suo sviluppo su scala nazionale?
È il nostro progetto più interessante: stiamo affiancando al nostro sviluppo per aumentare le quote di mercato locali, una forte attività per lo sviluppo del marchio Decò in altre regioni. Del resto, abbiamo già sperimentato la validità dell’insegna grazie all’alleanza con la Fratelli Arena srl, azienda attiva in Sicilia e, da poco, anche in Calabria. Con loro abbiamo iniziato un percorso comune, dalle elevate potenzialità. Anche grazie a questa alleanza, oggi il marchio Decò è presente in otto regioni. Ma prevediamo significativi investimenti a sostegno dello sviluppo nazionale, in primis con l’ampliamento dei cedi, che passeranno da 34mila a oltre 51mila mq coperti).
Nuovo presidente per Ancc-Coop: è Stefano Bassi
Un nuovo Presidente e un nuovo organigramma al vertice dell’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori, l’organismo nazionale di rappresentanza istituzionale di Coop. È il risultato della due giorni che ha visto a Firenze svolgersi la 3ª Assemblea Nazionale dei Delegati Coop: oltre 200 fra rappresentanti dei soci, quadri e dirigenti delle più importanti cooperative di consumatori italiane riunite a congresso. Obiettivo: trovare una guida istituzionale unitaria per il settore del consumo e avviare un necessario riposizionamento nazionale. Toccherà a Stefano Bassi, 62 anni, fiorentino, eletto al suo primo mandato nazionale ma con incarichi importanti già coperti in altri organi del movimento (dal 2009 al 2015 è stato Presidente di Legacoop Toscana e 2007 presidente del Distretto tirrenico della Cooperazione di consumatori dopo un iniziale parentesi di ruoli istituzionali come assessore all’Ambiente al bilancio e all’Urbanistica del Comune di Firenze). Lo affiancheranno due vicepresidenti: il Vicepresidente Vicario è Enrico Migliavacca, 62 anni lombardo, l’altro Massimo Bongiovanni, 63 anni, emiliano.
Mentre in Coop Italia a seguito dei mutamenti organizzativi interni si concentra la nuova politica commerciale, l’altro organismo nazionale Ancc-Coop potenzia la sua vocazione di ente di rappresentanza istituzionale e di iniziativa consumerista, come conferma il presidente con la sua prima dichiarazione. “La reputazione è il bene più prezioso che ha la cooperazione italiana. Dobbiamo chiudere ogni varco che può gettare discredito su di essa e contrastare ogni contiguità con il malaffare. La cooperazione di consumo forte dei valori che l’hanno sempre animata sarà in prima fila in questa azione, determinante per il futuro. Allo stesso tempo, in una situazione economica ancora difficile, dovremo continuare a difendere il potere d’acquisto dei cittadini e la loro aspirazione alla sicurezza e alla qualità alimentare. La vera sfida sarà quella di valorizzare le nostre differenti esperienze cooperative puntando a obiettivi comuni per rafforzare la capacità complessiva di Coop di essere là dove sono i problemi e le difficoltà della gente comune, accanto ai nostri oltre 8 milioni di soci e contribuire alla costruzione della nuova Alleanza delle Cooperative Italiane."
Il biologico certificato arriva nel vending
Grazie alla partnership tra Gruppo Argenta e NaturaSì parte il lancio di distributori automatici per prodotti bio
L’iniziativa è in adesione al messaggio di Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Ne deriva Argenta&NaturaSi, una linea di vending machine che distribuiscono anche prodotti dedicati a consumatori con intolleranze alimentari quali snack senza glutine, senza uovo e derivati del latte.
NaturaSì gode di certificazioni riconosciute dal Ministero delle politiche agricole e forestali mentre Argenta è uno dei primi operatori del mercato dei distributori automatici con un fatturato di 200 milioni di euro.
Le installazioni di Argenta&NaturaSì sono già state avviate in alcuni punti gestiti da Argenta.
G. Cova & C. apre una nuova boutique del dolce a Milano
Una boutique che sappia dare vita a un’esperienza di gusto a tutto tondo e con un pizzico di magia, tra sapori genuini, ingredienti freschi e un’atmosfera accogliente ed elegante. Questo il concept alla base del nuovo negozio G. Cova & C., inaugurato il 29 aprile dall’azienda milanese nota per la produzione di Il Panettone Milano.
Il punto di vendita, situato in via Cusani 10, nel quartiere Brera, si propone agli abitanti del capoluogo lombardo come pasticceria di elevata qualità e dedizione generazionale, nata sotto il segno di una passione familiare che oggi vede titolare del marchio Andrea Muzzi.
All’interno della boutique, dove risuona l’eco del claim Dolce eccellenza, rinnovata tradizione, si troverà un’ampia varietà di prodotti tra croissant, chicchi di caffè freschi di macina, pasticceria, cioccolati e tè.
Sisa Centro Nord si orienta sempre più al category
Un inizio d’anno intenso per Sisa. L’Assemblea degli azionisti della spa bolognese ha nominato il nuovo Consiglio di amministrazione, che resterà in carica per il prossimo triennio. Aldo Pettorino è stato confermato alla presidenza nazionale, e Vito Petitto alla vicepresidenza. Nuova vicepresidenza invece per Valter Martini, che è anche amministratore delegato di Cedi Sisa Centro Nord, gruppo del quale analizziamo in questo articolo la struttura acquisti. Cedi Sisa Centro Nord è uno dei tre grandi poli di acquisto di Sisa spa, insieme a Cedi Sisa Centro Sud e Cedi Sisa Sicilia. Nel 2015 Sisa festeggia il 40° anniversario. Oggi Gruppo Sisa rappresenta su tutto il territorio nazionale una rete di 1.558 esercizi al dettaglio con le insegne IperSisa, SisaSuperstore, Sisa, Issimo, Negozio Italia e Quick, con un giro d’affari 2014 di circa 2,5 miliardi di euro.
Riorganizzazione della logistica
Il 2015 è stato un anno di cambiamento anche per Ce.Di. Sisa Centro Nord Spa., che con la riorganizzazione logistica punta ad ottimizzare costi e risorse, intervenendo sulle tre piattaforme e sulla concentrazione delle consegne.
I cambiamenti riguardano soprattutto la piattaforma laziale di Santa Palomba, diventata polo principale per le referenze alimentari di tutto il Centro Italia e che soddisfa anche il fabbisogno in area Mosciano, l’altra piattaforma in centro Italia. Quest’ultima accoglierà a sua volta l’assortimento grocery ad alta rotazione per servire l’area adriatica, mentre freschi e surgelati sono stati unificati su piattaforma esterna a Latina.
Il gruppo, che serve circa 1.000 punti vendita in 12 regioni, ha creato una rete di transit point nel Nord Italia per rifornire i supermercati Sisa più lontani dai depositi, con una revisione e trasformazione che migliora l’efficienza per il fornitore e consente un ampliamento degli assortimenti.

Struttura acquisti
In questo quadro si colloca anche il cambiamento dell’organizzazione acquisti con la creazione dei category manager. Attualmente da Antonio Zocca (coordinatore acquisti secco) e Francesco Morandi (coordinatore acquisti fresco-freddo-ortofrutta) dipendono rispettivamente 6 e 4 buyer che coordinano a loro volta un ufficio supporto con funzioni di segreteria e riordino (4 persone). Nella struttura Pam (prodotti a marchio) lavorano 18 persone nel marketing e nelle vendite che operano in coordinamento con Bologna.
L’ufficio vendite è composto da 6 persone che si occupano principalmente di prezzi di cessione, prezzi di vendita e offerte speciali.
È in corso una riorganizzazione della struttura finalizzata all’integrazione dell’ufficio vendite in quello acquisti che porterà alla creazione dei category manager responsabili sia degli acquisti sia delle vendite.
Riorganizzazione

di Cedi Sisa Centro Nord
Walter Martini è amministratore delegato e direttore commerciale di Cedi Sisa Centro Nord: “L’intervento più importante è senza dubbio quello sulla struttura logistica che ruota sulle tre piattaforme e sulla concentrazione delle consegne appunto a piattaforma laddove necessario e opportuno.
La struttura degli acquisti a livello di organigramma non cambierà sostanzialmente, ma cercheremmo una maggiore armonizzazione tra le funzioni acquisti e vendite con creazione di category manager, che saranno l’evoluzione degli attuali buyer”
Sulle vetrine di Milano arriva il logo Expo friends per i turisti
Su impulso di un accordo tra Confcommercio, società Expo e Expo in città è nato il logo Expo friends, pensato per implementare l’accoglienza dei turisti stranieri durante l’Esposizione Universale e già apparso nelle prime vetrine di Milano. I negozi e locali aderenti si assumono così una serie di impegni quali l’apertura in agosto e in occasione di particolari eventi nelle rispettive aree, così come una conoscenza minima della lingua inglese e disponibilità a fornire informazioni sulla città.
Per chi partecipa all’iniziativa è al contempo previsto un vademecum per l’accoglienza di persone con nazionalità di più complessa gestione, come quella araba o cinese, nonché un corso online e l’applicazione Top Food, che supporta la traduzione dei menù.
La tecnologia Epta nella mostra #FoodPeople
In mostra un armadio frigorifero Costan dei primi anni 50
La mostra #FoodPeople, inaugurata il 22 aprile presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano Leonardo da Vinci, ha rappresentato una sorta di “anteprima” di alcuni dei temi chiave di Expo 2015.
#FoodPeople -al cui allestimento ha contribuito con le sue soluzioni Epta, gruppo multinazionale specializzato nella refrigerazione commerciale- si propone di esplorare le attività del sistema agroalimentare e le innovazioni scientifico-tecnologiche che l’hanno attraversato negli ultimi 150 anni e che hanno modificato il modo di produrre, trasformare e consumare il cibo.
L’esposizione si articola lungo due percorsi complementari per rendere il visitatore consapevole di come siano cambiati sia il modo di alimentarsi degli italiani che i processi relativi al mondo dell’industria, come la catena del freddo e di quali siano le sfide future dell’alimentazione globale dal punto di vista ambientale, economico e sociale, in un’ottica multidisciplinare.
Il valore della partecipazione di Epta al progetto #FoodPeople si lega alla totalità dei suoi significati, a partire dall’area “A tavola” in cui un armadio frigorifero Costan, dei primi anni 50, che ha rivoluzionato la quotidianità sia dei consumatori che dei negozianti. Il percorso prosegue con la soluzione EptaBlue Waterloop installata all’interno della sezione "Dentro l’Industria": si tratta di un innovativo sistema che da un lato utilizza un circuito chiuso ad acqua per raffreddare il banco frigorifero e dall’altro ne sfrutta il calore residuo emesso, per il sistema di riscaldamento dello store. Infine, a testimonianza di una cold chain in chiave più sostenibile, all’interno della mostra viene proposta un’immagine di GranVista, banco verticale a temperatura positiva, a marchio Costan. Caratterizzato da porte total glass e illuminazione a Led, l’arredo coniuga un’ottimale presentazione degli alimenti, con un notevole risparmio energetico pari al 62%, rispetto ai banchi aperti con tenda notte.
“Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questa interessante mostra che approfondisce l’importante ruolo della scienza e della tecnologia nel garantire la massima genuinità, freschezza e sicurezza alimentare, nel pieno rispetto dell’ambiente –dichiara Marco Nocivelli, AD del Gruppo Epta e Vicepresidente Federazione Anima ai Rapporti Economici -. Un’esposizione che stupisce, appassiona e diverte per i temi trattati, con grande semplicità di linguaggio, suggestive immagini, animazioni e giochi interattivi, che diventano così accessibili al grande pubblico e dove le nostre soluzioni rappresentano, al tempo stesso, il punto di partenza e di arrivo di un esclusivo “dietro le quinte” volto a esplorare la catena del freddo.”
Auchan licenzia in tutta Italia
di Alessandra Bonaccorsi
Auchan avvia le procedure di mobilità per circa 1.500 addetti in tutta Italia. E i sindacati sono sul piede di guerra. Uiltucs, Filcams e Fisascat proclamano per il 9 maggio una giornata di sciopero nazionale non escludendo mobilitazioni a difesa dei lavoratori prima di quella data.
Gli ipermercati Auchan (Groupe Auchan) occupano sul territorio italiano 11.422 dipendenti nelle 51 sedi. In Sicilia la società conta 1.137 dipendenti in sei punti di vendita: a Palermo, Carini (Pa) Melilli (Sr) e tre in provincia di Catania, e i posti di lavoro a rischio sono 267. A riguardo interviene la segretaria regionale della Uiltucs, Marianna Flauto, che spiega: “Tra le ragioni dei licenziamenti, la società indica pratiche di concorrenza sleale, soprattutto al Sud, dove nella grande distribuzione molti operatori economici non applicano i contratti collettivi di categoria nazionale; oppure applicano i contratti part-time mentre il personale lavora full time. Se il mercato è drogato, devono essere potenziati i controlli, non possono essere i lavoratori a farne le spese”. Una posizione sostenuta anche dai sindacati Filcams e Fisascat che stanno seguendo la vicenda sindacale.
Tesco, risultati preliminari 2014-2015: perdite shock
Mark Kanaris (a sinistra nel video), store manager di Tesco, affronta con il Ceo Dave Lewis (primo a destra in senso orario), e Alan Stewart (Cfo-Chief financial officer) le questioni spinosissime dell'ultimo bilancio di Tesco, e soprattutto la megaperdita di 7 miliardi di sterline. Il monito di Lewis suona così: "Questa perdita è frutto di errori e sopravvalutazioni nel passato. Dobbiamo distinguere, tutti noi che lavoriamo in Tesco ma anche il pubblico dei clienti e degli azionisti, tra quello che è cattiva gestione del passato dalle attuali performance di Tesco che è in netta ripresa e lascia presagire segnali molto positivi per il futuro".
Carrefour con Winx per il concorso Vinci Rainbow Magicland
Dal 16 al 30 aprile in tutti i Carrefour italiani i consumatori che acquisteranno un prodotto Winx Club con un valore minimo di 25 euro saranno omaggiati con un ingresso Kid per il Parco divertimenti Rainbow Magicland di Roma Valmontone, riservato ai bambini sotto i dieci anni, a fronte di un adulto pagante. Conservando lo scontrino e registrandosi nell’apposito form sul sito, sarà inoltre possibile partecipare all’estrazione di un week-end per quattro persone nella stessa location.
Si tratta di una partnership dal target familiare che associa la catena a un immaginario di animazione e di successo, a indirizzo femminile.
Nielsen: gli italiani vanno pazzi per mercati rionali e negozi tradizionali
Otto italiani su dieci frequentano mercati rionali e negozi tradizionali, oltre a ipermercati e supermercati (scelti dal 97% della popolazione). Questo è il dato più interessante della ricerca Nielsen Retail Store Format Preferences, su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi, tra i quali l’Italia. La tradizione va a braccetto con la modernità, se vogliamo usare ancora questa retorica dicotomia che considera moderno tutto quello che è meccanizzato, automatizzato, ed efficiente (quindi non umano). E non a caso i mercati ambulanti e rionali, ma anche le fiere e le bancarelli, sono ritornati ad essere luoghi di fortissima attrazione, com'è giusto che sia.
Canale fisico e on-line: aumenta la complementarietà
Il 22% dichiara di andare più spesso nei discount rispetto a 12 mesi fa per acquisti food & grocery. Le casse self service dei supermercati vengono utilizzate dal 33% dei consumatori (23% la media UE) e solo il 17% dichiara di non volerne ancora fare uso.
“I consumatori italiani sono più propensi rispetto agli europei a rivolgersi a diverse tipologie di punti di vendita coniungando la frequentazione delle grandi superfici a quella di superette e negozi tradizionali – commenta Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia - Nello stesso tempo il canale fisico e il digitale sono sempre più complementari. E’ opportuno studiare iniziative che avvicinino l’acquisto presso i punti fisici alla dimensione online, fornendo sempre più informazioni e servizi lungo il percorso della spesa degli italiani. Contestualmente, il canale online può essere sfruttato come opportunità per indurre il consumatore ad avvicinarsi al punto fisico”.
Il 50% dei consumatori acquista su Internet, abitudine che sta prendendo piede anche all’interno del canale fisico. Il 42% degli intervistati è favorevole a fare uso dei buoni sconto promozionali online o mobile, con gradimento superiore rispetto agli europei (30%).
Andare al super è anche uno svago
Sembra incredibile (e un po' triste), ma stando ai dati parrebbe così. Il 47% ritiene che andare al supermercato (o in un punto di vendita self-service) può essere uno svago: il 45% vorrebbe collegarsi alla rete wi-fi del distributore per personalizzare l'esperienza d'acquisto, il 41% vorrebbe esporre le proprie esigenze personali al retailer per avere offerte più targettizzate e il 24% vorrebbe avere a disposizione un personal shopper che lo aiuti nella spesa.
Simply punta su JDA per ottimizzare la gestione dello stock
Simply Italia, insegna di supermercati del Groupe Auchan, ha implementato la soluzione Jda Advanced Warehouse Replenishment per mantenere livelli elevati di disponibilità dei prodotti, riducendo allo stesso tempo i costi per la gestione dello stock e recuperare marginalità. Per Simply Italia, che gestisce 264 supermercati di proprietà e oltre 1.250 punti vendita in franchising in 18 regioni italiane, l'ottimizzazione della supply chain ricopre un ruolo importante.
L’implementazione di Jda Advanced Warehouse Replenishment permetterà a Simply Italia di ridurre lo stock nei propri magazzini italiani senza compromettere qualità e velocità di consegna. La soluzione consentirà altresì di migliorare l’accuratezza delle previsioni di vendita anche su base stagionale, quindi di utilizzarle per definire policy redditizie per la gestione dello stock, che ottimizzino i processi di riordino. Jda Advanced Warehouse Replenishment calcola le quantità di stock necessario sulla base di previsioni scientifiche che includono domanda, lead time, redditività e obiettivi del servizio.
Maiora (Despar Sud Italia) prosegue lo sviluppo franchising
Un totale di circa 16.000 metri quadri con 15 nuovi imprenditori in tutto il Sud Italia, a seguito dell’investimento in 6 punti di vendita Eurospar e 20 Despar. Questi i risultati relativi al piano di sviluppo portato avanti da Maiora (Despar Sud Italia), tra settembre 2014 e aprile 2015, che prospetta nel medio termine un’ulteriore crescita nel canale franchising.
In particolare, l’azienda prevede uno sviluppo delle reti commerciali appartenenti alle sue 3 Business Unit, con Eurospar al centro delle strategie di sviluppo della B.U. Retail e importanti risorse destinate alla realizzazione di negozi intorno ai 1.500 m² di vendita in Puglia, Basilicata e Calabria. Proprio quest’ultima regione sarà, insieme alla Campania, al centro delle strategie di sviluppo franchising che, come sottolineato da Francesco di Nardo, B.U. Franchising, seguono due direttrici parallele: “Da un lato, nelle aree dove Maiora già ricopre un ruolo di leadership, ci proponiamo come il partner vincente per imprenditori che operano nella distribuzione; dall’altro, nelle aree in cui il marchio Despar non era ancora presente, operiamo con interlocutori professionali che hanno sposato con entusiasmo e successo i format distributivi Despar (Crotone, Portici, Villaricca, Casoria, Ascoli Satriano, Cisternino, Grottaglie)”.
T-Frutta: la nuova app per guadagnare soldi facendo spesa
È arrivata T-Frutta, l’applicazione gratuita che consente di guadagnare soldi direttamente su conto corrente o paypal, semplicemente acquistando i prodotti in promozione all’interno di supermercati, iper, superette e discount, e fotografando lo scontrino. Il nuovo software proprietario con brevetto nazionale è infatti basato su una tecnologia unica di riconoscimento dati messa a punto da Ubiq, società italiana nata da Ubiq Lab, spin off dell’Università di Parma, che introduce nella gdo il concetto di cash-back.
I consumatori potranno così scaricare senza costi T-Frutta da App Store o Google Play, creando una lista con le promozioni del giorno per poi ricevere, una volta effettuata la spesa, il relativo credito, che non è sottoposto ad obbligo di nuovo acquisto né di conversione in buoni.
Un’innovazione diffusa nella città di Milano e provincia che prevede di diffondersi su tutto il territorio nazionale, grazie al superamento del concetto di risparmio legato a coupon digitali o carte fedeltà. Si tratta di un potenziale vantaggio anche a livello aziendale, che al momento conta la partecipazione di nomi importanti come Ferrero e Barilla, ma anche Unilever, Bolton (Rio Mare), Beiersdorf (Nivea), San Pellegrino (Levissima, Sanbitter), Grandi Salumifici Italiani (Casa Modena, Senfter) e Branca (Brancamenta, Caffè Borghetti).
OVS premiata per una digital shopping experience innovativa
OVS ha ottenuto da Demandware, società del comparto cloud commerce per le imprese, il premio per l’innovazione nella customer experience, ritirato a Las Vegas da Monica Gagliardi, Head of e-commerce, Crm, Web and Digital. Si tratta di un riconoscimento rivolto al sistema digital commerce dell’azienda che, grazie alle stesse soluzioni Demandware, dal 2013 si propone di integrare efficacemente online e offline, per fornire ai suoi clienti un’esperienza di acquisto efficace e aumentarne il coinvolgimento.
In particolare, la catena del fashion utilizza applicazioni ed engaging mobile applications che consentono virtual store tours, virtual fitting applications e in-store Magic Fitting Rooms. Tale strategia avrebbe consentito, stando a quanto rilevato da Oviesse, risultati significativi quali un incremento dell’81% di traffico sul sito e un aumento del 345% della fanbase su Facebook e del 70% di followers su Twitter.
Lidl Italia cresce e premia tutti i collaboratori con buoni spesa
A conferma di un periodo di crescita e di successo, concretizzato nei due riconoscimenti di Insegna dell’anno 2015 e di Best Workplace 2015, Lidl Italia ha scelto di ringraziare tutti i suoi 11.000 collaboratori regalando ad ognuno due buoni spesa da 25 euro, spendibili all’interno degli oltre 570 punti di vendita della catena.
L’azienda rinsalda così il legame con quegli stessi dipendenti che le hanno consentito di classificarsi nella top ten dei posti di lavoro più ambiti, mentre annuncia parallelamente 400 nuove assunzioni per i prossimi mesi, parte di un piano che porterà le stesse a 2.000 nell’arco di due anni.
Vicenzi: la storia di un’azienda centenaria
Giuseppe Vicenzi racconta la storia dello sviluppo della sua azienda, dalle origini fino ai nostri giorni
Conad Adriatico investe e conferma la leadership in Abruzzo
Conad Adriatico conferma la propria leadership in Abruzzo chiudendo il 2014 con una quota di mercato in regione pari al 24,5%. Un risultato che si associa a 455,1 milioni di euro di fatturato, in crescita del 2,1% rispetto al 2013 e pari al 49,1% di quello complessivo dell’impresa cooperativa.
Il trend positivo va di pari passo allo sviluppo della rete regionale, che nel biennio 2015-2016 prevede investimenti per l’apertura di 10 nuovi punti di vendita e di 2 distributori di carburante, per raggiungere a fino anno quota 132, con una superficie complessiva di 97.165 metri quadri. Nello specifico, i supermercati Conad arriveranno a 45 e i Todis a 19.
A supporto e valorizzazione dell’economia locale, Conad Adriatico ha stretto un accordi con 252 fornitori, con i quali ha sviluppato nel 2014 un fatturato di 59,7 milioni di euro. Ridotti inoltre del 30% i chilometri annui percorsi con l’accorpamento delle consegne nel Polo logistico integrato di San Salvo (Chieti).
Infine, con un prodotto su tre venduto a marchio Conad, il brand del distributore risulta parte essenziale del bilancio e per l’implementazione di rete e fidelizzazione.
Lo store del futuro? Sarà una relazione
Expo 2015 rappresenta un forte polo di attrazione di riflessioni, progetti ed esperienze attorno al nostro modo di intendere il cibo, di consumarlo, di acquistarlo. E soprattutto costituisce un’occasione per ripensare i luoghi -punti di vendita food ma non solo- nei quali sviluppare inedite relazioni con i consumatori alla luce delle nuove tecnologie. Luoghi che non sono più soltanto fisici, il classico store per intenderci, ma che si moltiplicano nel tempo e nello spazio evolvendo in punti di contatto, andando oltre la tradizionale logica di canale.
Fondere virtuale e fisico
Un’opportunità privilegiata per cogliere le nuove tendenze evolutive del retail è costituita da Shop2015, un simulatore del negozio del futuro che si terrà in un’area dedicata di Tuttofood (Fiera Milano Rho, 3-6 maggio), parallelamente all’apertura della grande Esposizione Universale di Milano. “Un vero laboratorio di idee e soluzioni per il commercio di oggi e di domani -afferma Oddone Sangiorgi, presidente del Consorzio FIA e organizzatore di Shop2015- che ha come obiettivo la creazione di un ‘punto di vendita realistico’ allestito, all’altezza dei cambiamenti che il nuovo millennio sta imponendo alla distribuzione commerciale. Temi quali la connettività e la convergenza cambieranno il volto del commercio al dettaglio, permettendo ai commercianti di fondere digitale, virtuale e fisico in un unico modello di negozio online con punti di vendita reali”.
Approccio omnicanale
E proprio la convergenza tra digitale e fisico sarà il motivo conduttore della presenza a Shop2015 di Toshiba Global Commerce Solutions (TGCS), frutto dell’acquisizione da parte di Toshiba TEC della divisione Retail Store Solutions di IBM. Nella visione di TGCS, il futuro del retail risiede in un vero approccio omnicanale, che consente ai distributori di adottare nuove tecnologie e canali di pari passo all’evoluzione delle aspettative di acquisto dei clienti, offrendo interazioni efficienti e la capacità costante di eseguire transazioni indipendentemente dal canale.
Unica esperienza d’acquisto
Secondo questo approccio i clienti possono passare impercettibilmente da un canale all’altro (negozi, eCommerce, call center ecc.) in un’unica esperienza di acquisto. La tecnologia del retailer, ad esempio, può permettere ai clienti di iniziare l’acquisto online e trasferire il carrello della spesa a una transazione in negozio. In questo senso, l’esperienza omnicanale può essere intesa come “priva di canali”: il cliente infatti non si rende conto dell’esistenza di canali diversi, ma percepisce semplicemente l’esperienza di acquisto. Tutti i canali sono abilitati da un insieme di servizi tecnologici comuni, da un unico set di dati e da una visibilità che va oltre il singolo retailer. L’omnicanale utilizza dati centrali e opera all’interno dell’infrastruttura aziendale per agevolare l’integrazione con applicazioni e punti di contatto esistenti e futuri, senza replicare i dati tra le applicazioni.
Tra le soluzioni che derivano da questo approccio, sarà presentato da TGCS a Shop 2015, un sistema di checkout evoluto, couponing, mobile proximity marketing, che recepisce anche le direttive comunitarie sugli allergeni anticipando tendenze e futuri obblighi di legge. Si tratta di una soluzione Omnichannell, nell’ambito delle store operation, e che permette l’ingaggio del cliente ancor prima che acceda in negozio.
Il consumatore viene accompagnato e supportato nelle sue scelte di vita; ad esempio vegani e vegetariani che scelgono un prodotto anzichè un altro in base agli ingredienti in esso contenuti, scannerizzano l’Ean del prodotto con il loro smartphone (o dispositivo self) e ottengono tutte le informazioni loro necessarie, incluso l’elenco dei prodotti alternativi qualora quello in esame non fosse coerente con le loro scelte; questo genera anche opportunità di cross selling per il retailer anche tramite emissione di coupons propri. Tutto ciò è integrato con altri sistemi di couponing, e quindi con l’industria, in tal modo alla cassa sarà possibile pagare e redimere qualunque tipologia di coupon cartacei o digitali del proprio wallet. Per fare tutto ciò occorre un’integrazione, in ottica omnichannell, di tutti i sistemi e punti di contatto, dai self ai chioschi, dal mobile alle casse, che Toshiba mostrerà ai visitatori di Shop 2015 e che ha già realizzato in diverse realtà retail.
Il proximity marketing di OVS
Nel panorama del retail omnicanale si va consolidando una nuova categoria di consumatori, quelli che sono connessi a Internet mentre fanno la spesa nei negozi fisici. La rapida crescita di questo segmento di consumatori “connected” pone i retailer di fronte alla necessità di proporre nuove esperienze di shopping e modalità di interazione, soprattutto in ottica mobile. Un caso interessante è quello di OVS (gruppo Coin) che ha puntato con decisione sulle nuove tecnologie per garantire una maggiore interconnessione e servizi a valore aggiunto al cliente e nuove modalità di coinvolgimento in-store attraverso un’esperienza di acquisto divertente ed appagante. L’ultimo tassello di questa strategia passa attraverso l’implementazione di Connection Message, una piattaforma di proximity marketing, che amplia l’interazione in-store con i clienti dotati di dispositivi mobile. I possessori dell’app OVS che si trovano in un raggio di 200 metri dal negozio, ricevono sul proprio smartphone un invito a recarsi all’interno per scoprire le novità e le promozioni. Attraverso la radio in-store e le antenne iBeacon i clienti vengono accompagnati nella loro shopping experience con notifiche “push” su prodotti, prezzi, promozioni in base alle aree del negozio in cui si trovano. OVS ha inoltre stretto un accordo con Google Enterprise per avere accesso a tecnologie che permettono di accelerare l’interconnessione con i clienti. Fra i principali servizi offerti: la possibilità di visitare virtualmente gli store, prenotare un personal assistant dal camerino, ricercare informazioni specifiche relative ai prodotti tra le quali la disponibilità taglie. A questi si aggiunge Google Cloud Platform per creare App e nuove modalità per coinvolgere il cliente sia online che in-store attraverso il camerino virtuale, la prova virtuale dei capi e la condivisione sui social network dei propri look.
Il connected store di Rebecca Minkoff
A livello internazionale va segnalato lo store newyorkese di Rebecca Minkoff, tra i più visitati in occasione dell’ultimo NRF Big Show, brillante esempio di connected store che mette in scena nuove esperienze di consumo che fondono shopping fisico e virtuale. Il negozio di Soho, lanciato con eBay, ospita una “connected wall” con display a specchio che mostra video e permette interazioni con i consumatori che possono toccare lo schermo per accedere a varie funzioni: scoprire i prodotti, chiamare un addetto, ordinare un drink. Grazie alla tecnologia Rfid, i display nei camerini riconoscono gli item presenti nella stanza e segnalano le taglie e i colori disponibili. Un ambiente interconnesso che ruota attorno alla smartphone app lanciata da Rebecca Minkoff.
Made in Italy, far chiarezza per il food
“Quando tutti si occupano di tutto, nessuno è responsabile di niente: questa è la situazione del Made in Italy”
Francesco Pugliese ha ragione: necessario rimettere ordine, necessaria una definizione condivisa. Necessaria sì, ma è improbabile che vedrà mai la luce. Troppe controversie, questo made in Italy è tirato da tutte le parti. Eppure, nella moda è stato semplice, ognuno competitor dell’altro, tutti però in difesa della loro italianità. D’accordo, è vero, qualcuno sfilava a New York, qualcun altro ancora a Parigi, ma poi, quando qualche minaccia seria si avvicinava, a ranghi compatti tutti di nuovo sulla capitale della moda, a Milano. Nell’alimentare, invece, non è così. Attenzione, però, prima o poi qualcuno ci dirà che cosa è made in Italy e che cosa no, chi è dentro e chi è fuori. È già capitato. Non è piaciuto a nessuno. Impariamo dal passato, definiamo velocemente che cosa è l’alimentare made in Italy, chi è interessato si metta in regola, mentre chi non lo è non si intrometta.
Via al primo Corner Disney Store dentro il Coin di Milano
All’interno del department store Coin di Piazza V Giornate a Milano ha aperto dal 23 aprile il primo corner Disney Store, pensato per ampliare l’accessibilità dei prodotti del brand. Lo shop-in-shop al piano -1 presenta, su un’area di 130 metri quadrati, un’offerta legata al mondo Disney, Disney Pixar, Marvele e Lucas, tra giocattoli e abbigliamento per i più giovani, ma anche per i fan del marchio e del suo immaginario a coinvolgimento trasversale.
“Il nostro obiettivo è quello di portare la magia Disney ai bambini e alle loro famiglie attraverso modalità sempre nuove ed emozionanti. E’ stato un piacere collaborare con Coin per dare vita a questa iniziativa, parte importante di una più ampia strategia di ampliamento della distribuzione. Lo scopo è quello di rendere i prodotti Disney Store sempre più accessibili, lavorando in partnership con i grandi attori del settore retail per creare un’esperienza d’acquisto unica, semplice e sempre più coinvolgente per i consumatori”, ha sottolineato Daniel Frigo, presidente e amministratore delegato The Walt Disney Company Italia.
Shop 2015: laboratorio di idee per il negozio del futuro
Shop2015 è un simulatore del negozio del futuro che si terrà in un’area dedicata di Tuttofood (Fiera Milano Rho, 3-6 maggio), parallelamente all’apertura di Expo. La convergenza tra digitale e fisico sarà il motivo conduttore.
Verrà realizzato un layout del punto di vendita “ideale”, avvalendosi di avanzate tecnologie per l’inserimento di nuove aree di attività, l’immissione di prodotti e servizi e l’organizzazione degli spazi, oltreché dell’assortimento merceologico. Nelle quattro giornate di esposizione si alterneranno dimostrazioni, workshop e casi di successo per anticipare e capire cosa vogliono i consumatori del terzo millennio, come evolve il commercio e quali soluzioni avanzate offre il mercato. Ne discuteranno e si confronteranno i leader della distribuzione, i fornitori di prodotti e soluzioni, gli stakeholder del comparto, a livello internazionale.
Fra i vari appuntamenti in calendario, segnaliamo il workshop “Il punto di vendita, spazio conteso, 1991 – 2015”, in programma martedi 5 maggio (ore 11,15 – 13,00), coordinato da Marina Bassi, caporedattore Gdoweek. Interverranno: l’architetto Paolo Lucchetta, RetailDesign; Massimo Nicosia, Marketing & Sales Director Brand Regina Italia; Donatella Prampolini, Vice Presidente FIDA e presidente Confcommercio Reggio Emilia; Roberto Rocchi, Sales Director Toshiba Global Commerce Solutions, Inc.
Banzai lancia l’e-commerce italiano dedicato all’uomo
La piattaforma Banzai ha presentato VICO42, il nuovo e-commerce italiano interamente dedicato ad un’utenza maschile, con offerta multi-brand in categorie quali fashion e design, pensata su misura per un’esperienza di acquisto personalizzata. L’e-shop si articola pertanto in tre sezioni: Vendite a evento, con proposte a scadenza di prodotti in ambito lifestyle; Essenziali, per un guardaroba versatile e dinamico; Vizi & Passioni, per una proposta eterogenea tra design, cucina, cantina e oggetti tech.
L’idea è quella di creare uno spazio virtuale ad hoc per un target di genere che ama l’eleganza e la cura del dettaglio, rispondendo a molteplici interessi e curiosità attraverso una shopping experience conveniente ed agevole, a partire dal reso gratuito e dalla consegna gratis per ordini superiori ai 99 euro, con 30 giorni a disposizione per eventuali ripensamenti.
Prevista in alcuni casi anche la spedizione veloce in 48 ore e sempre disponibile la scelta tra consegna a domicilio o presso uno dei punti di ritiro Pick&Pay e Locker InPost.
“Il lancio di VICO42 – sottolinea Edoardo Giorgetti, Ceo di Banzai Commerce – si inserisce all'interno della strategia di verticalizzazione dell'offerta messa in atto negli ultimi anni dal nostro Gruppo che punta a raggiungere target sempre più specifici. VICO42 rappresenta una novità all'interno del panorama italiano delle vendite online che, fino ad oggi, aveva trascurato l'offerta dedicata al pubblico maschile, un target che gode certamente di un forte potenziale”.
Media World, un prodotto promozionato molto raro
Cosa non si fa per attrarre i clienti nei punti di vendita. Verrebbe istintivo questo commento, pensando alla promozione Media World sulla quale si sono accesi i fari dell’Antitrust. In un volantino disponibile nei punti di vendita Media World e sul sito www.mediaworld.it, Mediamarket ha comunicato la possibilità di acquistare dal 16 al 26 aprile 2015 un “prodotto promozionato” per ottenere un buono sconto di importo pari al prezzo corrisposto per l’acquisto del prodotto stesso. “In realtà – commenta Emanuela Dona, avvocato dell’Unione Nazionale Consumatori – molti consumatori ci hanno segnalato che i prodotti in offerta erano introvabili già nella prima mattinata del giorno previsto per l’offerta. Del resto appare evidente che il numero di pezzi disponibili (per lo più da 300 a 600 e solo per due prodotti 1.000 e 1.500 pezzi) sia insufficiente a soddisfare la richiesta da parte dei consumatori anche in considerazione del fatto che l’offerta si riferisce a tutti i punti vendita Media World presenti in Italia e anche al canale di vendita on-line tramite il sito (circostanza non indicata nel volantino)”. L’Unione Nazionale Consumatori ha raccolto le segnalazioni dei clienti per portare il caso all’attenzione dell’Antitrust per la promozione denominata “Buono easy gift volantino 16-26 aprile”. “È orientamento consolidato -conclude Emanuela Dona- che inserire in volantini promozionali offerte di beni poi di fatto indisponibili proprio nel periodo della promozione, costituisce una pratica scorretta per il solo fatto di indurre il consumatore a recarsi nel punto vendita. Per questo ci auguriamo che l’Antitrust intervenga tempestivamente sanzionando la società, qualora riscontrasse l’irregolarità e soprattutto metta fine a questa pratica che non tiene in nessuna considerazione le esigenze dei consumatori, ma risponde invece a logiche di risultati immediati di fatturato per l’azienda”.





















































