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Il cash and carry Zona lancia il servizio di spesa su WhatsApp

Zona, insegna cash and carry di Sidal (Italycash e socia Conad Nord Ovest), lancia il servizio su WhatsApp con delivery e clicca e ritira

Nuovo servizio di spesa all'ingrosso interamente gestito tramite WhatsApp. Lo sta sperimentando Zona, storica insegna di cash&carry di Sidal (società italiana distribuzioni alimentari), già in Italycash e socia Conad Nord Ovest. Non si tratta di una semplice assistenza clienti, ma di un ecosistema di vendita completo pensato per le esigenze di professionisti Ho.Re.Ca., alimentaristi e dettaglianti, che gravitano nel bacino coperto dalla catena, attiva ad Altopascio (Lu), Cagliari, Cecina (Li), Empoli (Fi), Livorno, Pisa, Pistoia, Pontedera (Pi), Sarzana (Sp), Versilia (Seravezza, Lucca), Viareggio (Lu).

L'esperienza d'acquisto: dalla chat al carrello

Attraverso il numero ufficiale di Zona (+39 3371213792), l'utente può navigare cataloghi, sfogliare volantini e aggiungere referenze al carrello senza mai abbandonare l'applicazione. L'interfaccia permette di gestire l'intero ciclo dell'ordine: dalla consultazione delle promozioni alla gestione delle liste della spesa fino al pagamento. Il servizio offre una doppia flessibilità logistica: da un lato il delivery con la consegna diretta presso l'attività riportata al momento dell'ordine, dall'altro il clicca e ritira, con ritiro programmato nel punto di vendita più vicino indicato.

Integrazione e fidelizzazione

Secondo Sara Spampani, responsabile marketing di Zona, il progetto mira a normalizzare il rapporto tra insegna e professionista: "Abbiamo integrato WhatsApp in tutti i processi, rendendo il dialogo con i punti vendita immediato quanto una chat tra amici. Anche lo staff interno può interrogare il sistema per ottenere dati in tempo reale sui clienti, ottimizzando l'operatività".

L'infrastruttura tecnologica, sviluppata in collaborazione con LIFEdata.AI e Charles AI, punta a ridurre gli attriti nel customer journey. "Zona dimostra come l'intelligenza artificiale possa semplificare l'esperienza d'acquisto mantenendo la continuità nelle abitudini degli utenti -commenta Omar Fogliadini, founder di LIFEdata.AI-. L’adozione di WhatsApp come touchpoint consente di concentrare le principali interazioni cliente-azienda all’interno di un canale già consolidato. In questo modo si mantiene la continuità nelle abitudini degli utenti e si ottengono benefici operativi in tempi rapidi”.

L'assortimento

Al centro dell'offerta resta la profondità di gamma tipica di Zona: dal fresco (ortofrutta e pescheria) ai surgelati, fino alle eccellenze della filiera corta locale. L'integrazione di WhatsApp agisce come acceleratore di approvvigionamento, permettendo a gastronomie, macellerie e ristoratori di rifornirsi in tempo reale, garantendo freschezza e continuità operativa.

Sviluppo rete in Area 2 dal 30 gennaio al 6 febbraio 2026

Cia Conad ristruttura il supermercato Conad di Valdobbiadene (Tv) di 1.280 mq. Tra le novità il banco pescheria assistito, completamente ristrutturato, il reparto gastronomia potenziato, dotato sia di banco caldo che freddo, e un rinnovato banco panetteria

CONAD
Via Erizzo 8
Valdobbiadene (Tv)
1.280 mq
Cia Conad

Data di apertura
31 gennaio 2026
Format e location
Lo store riapre dopo i lavori di restyling. Tra le novità il banco pescheria assistito, completamente ristrutturato, il reparto gastronomia potenziato, dotato sia di banco caldo che freddo, e un rinnovato banco panetteria.
Offerta
Grande attenzione, come sempre, per le referenze del territorio del percorso SìAmo Veneto, che viaggiano a distanze ridotte e aiutano a sostenere gli agricoltori, l’economia del territorio e l’ambiente.
Servizi
Orario: lun-dom 7.30-20.30.
Addetti e casse
Lo staff è composto da 32 persone. In barriera ci sono 3 casse tradizionali e 4 casse veloci.

Arance rosse per la Ricerca: la Gdo mobilita 60 insegne per sostenere AIRC

Arance rosse per la Ricerca: campagna Fondazione AIRC nei supermercati con arance rosse e messaggio di sostegno alla ricerca oncologica a partire dal 2 febbraio
Le Arance rosse per la Ricerca tornano a febbraio in oltre 11 mila punti vendita italiani: 60 insegne GDO al fianco di Fondazione AIRC per sostenere la ricerca oncologica e la prevenzione.

Le Arance rosse per la Ricerca tornano protagoniste sugli scaffali della grande distribuzione. A partire dal 2 febbraio e per tutto il mese, in concomitanza con il World Cancer Day, che si celebra il 4 febbraio, 60 insegne della GDO partecipano all’iniziativa promossa da Fondazione AIRC per sostenere la ricerca oncologica e diffondere una maggiore consapevolezza sui comportamenti utili alla prevenzione.

L’edizione 2026 coinvolge più di 11 mila punti vendita in tutta Italia, confermando il ruolo centrale del retail come canale capace di coniugare impegno sociale, prossimità al consumatore e impatto concreto sul territorio.

Arance rosse per la Ricerca: un modello di collaborazione tra distribuzione e ricerca scientifica

Il meccanismo dell’iniziativa è semplice e trasparente: per ogni reticella di Arance rosse per la Ricerca acquistata, le insegne aderenti donano 50 centesimi a Fondazione AIRC, contribuendo al finanziamento di progetti di ricerca indipendente dedicati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e allo sviluppo di nuove terapie contro il cancro.

Come spiega Chiara Occulti, Chief Marketing & Fundraising Officer di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro l’obiettivo dichiarato per il 2026 è la vendita di 1,2 milioni di reticelle, con una raccolta stimata di 600 mila euro. Risorse che andranno a sostenere il lavoro di circa 5.000 ricercatori impegnati nello studio dei tumori ancora poco curabili.

Le arance rosse, alimento simbolo della dieta mediterranea, diventano così il punto di contatto tra scelta di consumo consapevole e sostegno alla ricerca scientifica, rafforzando una formula di cause related marketing ormai consolidata nel panorama della distribuzione moderna.

Prevenzione e informazione partono dal punto vendita

Accanto alla raccolta fondi, le Arance rosse per la Ricerca veicolano un messaggio chiave per la salute pubblica. Secondo numerose evidenze scientifiche, circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso stili di vita corretti: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, astensione dal fumo e dall'alcol, adesione alle vaccinazioni e agli screening raccomandati.

Per supportare i clienti già durante l’esperienza di spesa, Fondazione AIRC ha realizzato una guida informativa digitale, accessibile tramite QR code presente sui materiali esposti nei punti vendita aderenti. Uno strumento che valorizza il supermercato come luogo non solo di acquisto, ma anche di informazione e sensibilizzazione su temi di interesse collettivo.

Dal 2016 a oggi, grazie alle Arance rosse per la Ricerca, Fondazione AIRC ha raccolto oltre 2,8 milioni di euro, destinati a borse di studio e progetti di ricerca volti a migliorare le prospettive di cura e prevenzione oncologica.

Le insegne aderenti ad Arance rosse per la Ricerca

Partecipano all’edizione 2026 delle Arance rosse per la Ricerca 60 insegne:

ALDI; Apulia Distribuzione; ARD Discount; Bennet; Cadoro; Carrefour; Consorzio Coop Nordovest (Coop Lombardia, Coop Liguria, Nova Coop); Consorzio Europa (Sigma); Despar Nordovest – Gruppo 3A; Despar Nord – Aspiag Service S.r.l.; Despar Centro Sud – Maiora SpA SB; Despar Sardegna – SCS S.c.a r.l.; Despar Sicilia – Ergon S.p.A.; Despar Messina – Fiorino S.r.l.; Esselunga; Etruria Retail (Carrefour); Gruppo Finiper Canova (Iper La grande i, Unes, Il Viaggiator Goloso); Gruppo Rossetto; Gruppo VéGé (GDA; GFE; Gruppo Arena; Fratelli Morgese; Migross; Multicedi; Supertosano); Italmark Srl; Lidl Italia; Magazzini Gabrielli; MD; PAM PANORAMA; PENNY Italia; Selex Gruppo Commerciale (Arca; Alfi; CDS; Cedi Marche; Cedi Gros; Dimar; L’Abbondanza; Maxi Dì; GMF; Megamark; Rialto; Superemme; Super Elite; Unicomm); Realco (Sigma); Sogegross (Basko; Doro; Ekom); Supermercati Visotto.

Una leva concreta per il punto vendita

Per le insegne coinvolte le Arance rosse per la Ricerca si traducono in un’operazione capace di coniugare responsabilità sociale e relazione con il cliente nel momento chiave della spesa. L’iniziativa offre ai retailer uno strumento concreto per attivare traffico in store, valorizzare i reparti ortofrutta e rafforzare il dialogo con i consumatori su temi di interesse collettivo, dimostrando come il punto vendita possa diventare un presidio di prevenzione e consapevolezza, oltre che di servizio.

Scegli le Arance rosse per la Ricerca 

Conad Adriatico: il risultato della campagna a sostegno degli ospedali

#Esg. Conad Adriatico ha raccolto la cifra record di 346mila euro che andranno a cinque strutture ospedaliere di altrettante regioni italiane del sud Italia

La solidarietà è tra i key point della filosofia e delle azioni di Conad Adriatico che, tra le tante iniziative, ha concluso recentemente la campagna natalizia Facciamo sentire il nostro amore annunciandone i risultati raggiunti. La cooperativa ha infatti raccolto la cifra record di 346.000 euro, destinati a cinque eccellenze ospedaliere e reparti pediatrici tra Marche (Fondazione Ospedale Pediatrico Salesi di Ancona), Abruzzo (Ospedale Santo Spirito di Pescara), Molise (Ospedale Ferdinando Veneziale di Isernia), Basilicata (Ospedale Madonna delle Grazie di Matera) e Puglia (Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina). "Questo risultato racconta il legame profondo tra Conad Adriatico e i territori in cui opera -ha dichiarato l'amministratore delegato Antonio Di Ferdinando-. Aver più che raddoppiato la raccolta è il segnale di una partecipazione autentica della nostra rete. Ci incoraggia a essere presenti, in modo responsabile, dove c’è più bisogno, migliorando le cure e gli ambienti di degenza per i bambini e le loro famiglie".

Il successo della collezione Disney

Il cuore dell'iniziativa è stata la collezione delle campanelle di Natale ispirate ai personaggi Disney, realizzate in plastica riciclata. Per ogni premio richiesto dai clienti (con un contributo di 1,90 euro ogni 15 euro di spesa), Conad ha devoluto 50 centesimi in beneficenza. Un meccanismo semplice che ha generato una partecipazione di massa, permettendo di raddoppiare i risultati della passata edizione.

Un impegno nazionale

L’operazione di Conad Adriatico non è un caso isolato, ma parte di un progetto nazionale che dal 2021 sostiene la pediatria italiana. Quest'anno la raccolta complessiva a livello nazionale ha toccato il picco storico di 3,6 milioni di euro, portando il totale delle cinque edizioni a oltre 11,5 milioni

L'iniziativa si inserisce nella strategia Sosteniamo il futuro, l'ambizioso piano di Conad che unisce tutela dell'ambiente, supporto alle comunità locali e valorizzazione del tessuto imprenditoriale italiano.

Action: la crescita dei clienti spinge i conti del 2025

Action
Le vendite del discount non food Action crescono del 16,1% nel 2025. Aumentano clienti e store mentre resta uguale il focus sulla convenienza

Action, la catena discount non-food, chiude il 2025 con vendite per 16 miliardi di euro, +16,1% rispetto al 2024. Le vendite a parità di punti di vendita sono cresciute del 4,9%. Uno sviluppo guidato soprattutto dall’aumento dei clienti, in media, 21,6 milioni di persone nel 2025, rispetto ai 18,7 milioni del 2024.

Convenienza centrale negli store Action

A guidare questi risultati un modello di business che scommette forte sulla convenienza: “Lo scorso anno -sottolinea la ceo Hajir Hajji- abbiamo ancora una volta dimostrato il nostro impegno a offrire prodotti di qualità a prezzi competitivi. In un periodo in cui molte famiglie devono affrontare l’aumento dei costi e l’incertezza economica, le persone fanno affidamento su di noi per soddisfare le loro necessità. Altri preferiscono semplicemente non spendere più del necessario”.

La crescita della rete di Action

L’anno scorso il retailer nato in Olanda ha aperto 384 nuovi negozi. A fine anno registrati 3.302 store in 14 Paesi. Nel 2025 debutta in Svizzera e in Romania. E nel 2026 il retailer punta a inaugurare un numero di punti di vendita ancora maggiore, entrando anche in due nuovi Paesi: Croazia e Slovenia.

La forza lavoro conta oltre 84.000 persone.

Tema esg

Tra le varie iniziative a favore delle persone, Action ha rinnovato la collaborazione con Fairtrade sul tema del cacao. Un’iniziativa tesa a garantire un reddito dignitoso ai lavoratori della filiera che produce cioccolato per le mdd del retailer in Costa d’Avorio. Fairtrade scrive come Action abbia stanziato almeno 1 milione di euro l'anno senza aumento di prezzi per i consumatori.

Gdoweekly #152. Partnership Arimondo-Unes. Amazon chiude Go e Fresh. La strategia di H&M

gdoweekly
Il Viaggiator Goloso e altre pl nei negozi Fudi. Amazon chiude Go e Fresh. I driver di H&M. Qberg, prezzi eldom in calo. Saks chiude in Usa

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

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Sviluppo rete Non food dal 30 gennaio al 6 febbraio 2026

Mondadori inaugura una libreria a Benevento e rinnova quella di Fidenza, entrambe estese su un'area di 150 mq

MONDADORI BOOKSTORE
Via Berenini 30
Fidenza (Pr)
150 mq
Mondadori

Data di apertura
31 gennaio 2026
Format e location
La libreria, allineata al consueto format, apre dopo i lavori di restyling.
Offerta
L’offerta comprende 10.000 titoli nei vari generi letterari.
Servizi
Orario: lun-sab 9.30-12.30 e 15.30-19.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

MONDADORI BOOKSTORE
Viale Mellusi 23/25
Benevento
150 mq
Mondadori

Data di apertura
31 gennaio 2026
Format e location
In linea con il consueto modello dell’insegna.
Offerta
In assortimento 10mila titoli nei vari generi letterari.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-13 e 16-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

 

H&M e l’Europa come laboratorio del retail industriale

H&M chiude il 2025 puntando su una svolta “industriale”: meno espansione e più produttività, con rete in razionalizzazione, scorte in calo e margini in recupero. L’Europa diventa il banco di prova di un retail guidato da dati, AI e supply chain più reattiva, dove i negozi evolvono in nodi omnicanale e ogni metro quadro deve rendere.

Nel pieno di un contesto segnato da consumi fragili e da una pressione crescente sui costi, H&M chiude il 2025 con un messaggio netto: la crescita non passa più dall’espansione indiscriminata, ma dalla disciplina industriale del retail.
Meno storytelling, più execution. Meno metri quadri, più produttività. È una svolta che riguarda l’intero gruppo, ma che trova nei mercati europei maturi -Italia compresa- il suo banco di prova più esigente.

Cambio di passo

I numeri raccontano bene il cambio di passo. Nel quarto trimestre 2025 le vendite crescono del 2% a cambi costanti, con il 4% di negozi in meno. L’utile operativo balza del 38%, portando il margine al 10,7%. A fine anno il margine operativo sale all’8,1%, dal 7,4% dell’esercizio precedente. Non è un rimbalzo congiunturale: è l’effetto combinato di tre leve strutturali: controllo dei costi, riduzione dello stock, accorciamento dei cicli decisionali.

Il dato forse più “retail” è quello sulle scorte: –12% anno su anno, con lo stock che scende al 15,5% delle vendite rolling. Significa meno capitale immobilizzato, meno saldi forzati, più reattività. Nella call di presentazione dei risultati, il management lo dice senza giri di parole: servono “short decision-making paths, close proximity to customers and high flexibility”. Tradotto: organizzazioni snelle, negozi che parlano in tempo reale al centro, supply chain che non accumula ma accompagna la domanda.

Europa come laboratorio

È su questo terreno che l’Europa diventa il vero laboratorio del nuovo corso H&M. Il gruppo riconosce apertamente la debolezza del sentiment dei consumatori in molti mercati europei e costruisce una risposta che non è difensiva, ma industriale. La rete viene razionalizzata, non ridotta per inerzia: nel 2026 sono previste circa 80 aperture e 160 chiusure, con un effetto vendite che dovrebbe tornare “leggermente positivo” grazie alla qualità del portafoglio. La crescita non è più una questione di bandiere sul territorio, ma di rendimento del capitale.

Trasformazione tecnologica

Il cuore della trasformazione è tecnologico, ma non spettacolare. H&M parla di “data-driven decision making” e di un uso crescente dell’AI non per stupire il cliente, ma per ridurre l’errore industriale: comprare meglio, produrre più vicino alla stagione, riallocare velocemente lo stock tra canali. È una tecnologia che lavora sotto il cofano, come in una piattaforma logistica della gdo. E infatti il lessico è sempre meno fashion e sempre più retail: inventory productivity, sourcing excellence, cost discipline.

Il nuovo ruolo dello store

Nei mercati maturi europei questo approccio si traduce in negozi che cambiano funzione: meno vetrine di marca, più nodi di una rete omnicanale. Layout ripensati, assortimenti meno profondi ma più pertinenti, rotazioni più rapide. Ogni punto vendita deve giustificare il capitale che assorbe, ogni metro quadro deve “lavorare”. È una logica che avvicina la moda alle grandi filiere distributive del largo consumo: meno volume difensivo, più precisione operativa.

Una lezione oltre il fashion

La lezione che arriva da H&M è chiara e va oltre il fashion. In un’Europa a bassa crescita non vince chi cresce di più, ma chi sbaglia meno. Il gruppo svedese sta costruendo una macchina retail che accetta l’idea di non essere sempre in espansione, ma di essere sempre più accurata. È un cambio culturale prima ancora che strategico: l’innovazione non è l’obiettivo, è lo strumento; la rete non è un costo da tagliare, ma un asset da far rendere; la tecnologia non è vetrina, ma infrastruttura.

Per chi opera nella distribuzione organizzata europea -Italia compresa- il messaggio è potente: la competitività futura non si giocherà sulla spettacolarità dei format, ma sulla qualità industriale del retail. Meno rumore, più macchina. Meno promesse, più processo. H&M, oggi, sta provando a dimostrare che anche nella moda questo approccio può funzionare.

Concetti chiave in pillole sugli ultimi trimestri

Margine: il miglioramento del margine lordo del terzo trimestre è proseguito nel quarto, con +130 punti base anno su anno, portando il margine lordo dell’esercizio al 53,4%. Gran parte del progresso viene attribuita al lavoro sulla supply chain (sourcing excellence e iniziative correlate).

Costi: nel quarto trimestre i costi di vendita e amministrativi sono diminuiti del 3% a cambi costanti. Tra i driver: efficienze logistiche, rinegoziazione di accordi, rafforzamento degli acquisti indiretti e un uso più efficace delle risorse di marketing. Per H&M, il controllo costi resta una priorità.

Redditività: l’utile operativo è cresciuto nel trimestre e il margine operativo è salito al 10,7% (dal 7,4% dell’anno precedente). Sul totale anno, il margine operativo è aumentato all’8,1% (dal 7,4%).

Scorte: la produttività dell’inventario è migliorata; lo stock in rapporto alle vendite è sceso al 15,5% (dal 17,2%). La società cita migliore demand planning, vendite più efficienti e buona qualità/composizione dello stock.

Investimenti e logistica: dopo un periodo di investimenti elevati nella supply chain, il gruppo sta mettendo in funzione nuovi magazzini (in particolare in Europa) per aumentare disponibilità e flessibilità e abilitare lo “stock pooling” tra canali (meno stock “vincolato” per canale, più integrazione tra negozi e online).

Velocità: la riduzione delle lead time non è un obiettivo “ovunque”, ma dove serve; in alcune linee l’azienda dichiara la capacità di portare un prodotto dall’idea alla vendita in circa 5-6 settimane.

Digitale e negozi: completato l’upgrade globale degli store online (più contenuti ispirazionali, pagine prodotto migliori, ricerca più efficace). Accelerano anche gli interventi sui negozi fisici (tecnologia, layout e presentazione prodotto) e l’ottimizzazione del portafoglio: nel 2026 l’effetto vendite delle ottimizzazioni dovrebbe tornare leggermente positivo.

Capex: quadro investimenti 2026 indicato tra 9 e 10 miliardi di corone svedesi, con spostamento del baricentro verso infrastruttura tech (ERP, dati, AI) dopo il picco sulla logistica

Mango Man: secondo store in Italia per le collezioni uomo

A Milano è stato inaugurato il secondo punto di vendita italiano Mango Man, con il concept New Med di ispirazione mediterranea e un'offerta dedicata alle linee di abbigliamento e accessori per l'uomo

Negli ultimi anni Mango ha diversificato la sua offerta in Italia e nel mondo, nei Paesi in cui attualmente opera, proponendo concept store rinnovati ma soprattutto assortimenti mirati e format esclusivamente indirizzati alla categoria di riferimento. La catena ha infatti ampliato i suoi assortimenti proponendo un'offerta per l'uomo e una per la casa (Mango Home), quest'ultima non ancora arrivata in Italia. A completamento, Mango ha sperimentato anche il concept Keeds, con un assortimento di abbigliamento per i più giovani.

Mango Man

Sono, allo stato attuale, due i punti di vendita a insegna Mango Man inaugurati nel nostro Paese. Il primo è stato realizzato a Bologna lo scorso giugno, il secondo di più recente apertura a Milano, in Corso Buenos Aires 25, progettato secondo il concept New Med di Mango e con un'estetica di ispirazione mediterranea che fa uso di materiali naturali e artigianali, e pone sostenibilità e architettura al centro del format. L'offerta, dunque, è esclusivamente orientata alle collezioni uomo con linee di abiti e accessori, adatti ad assecondare più stili ed esigenze varie.

Le recenti aperture internazionali

Il marchio, negli scorsi giorni, ha aperto uno store a London Kensington di circa 600 mq, rafforzando la presenza in città dove opera con 24 negozi. In questo negozio convivono le collezioni uomo e donna. Situato in Kensington High Street, il nuovo negozio offre le ultime collezioni Woman and Man di Mango, inclusi abbigliamento, calzature e accessori, tutti progettati presso l'atelier di Mango a Barcellona.

Quest'apertura fa parte del Piano Strategico 2024–2026 di Mango, che mira a consolidarsi nel Regno Unito, un mercato prioritario per il gruppo. Fiona Cullen, direttrice regionale internazionale per Regno Unito e Irlanda, ha commentato: "Londra rappresenta una delle opportunità di crescita più entusiasmanti per Mango nel Regno Unito. La base clienti diversificata e orientata alla moda della città ha risposto in modo estremamente positivo al nostro stile mediterraneo contemporaneo, come si riflette nella forte crescita delle vendite a doppia cifra che abbiamo visto nei nostri negozi di Londra."

Le Due Sicilie (Coop) testa a Caserta la prossimità evoluta

Il supermercato, situato nel cuore di Caserta ed esteso su 1.300 mq, propone testate di gondola digitalizzate, progetti di lettura eye-tracking, e sistemi di data analytics. Inoltre, nell'ortofrutta è stata inserita una serra idroponica

L’apertura del nuovo punto di vendita Coop a Caserta segna una tappa importante nella strategia di espansione del master franchisee Le Due Sicilie (gruppo attivo in Campania) che debutta in città con il suo primo supermercato, situato nel centro urbano e con un modello operativo che coniuga l'automazione digitale e la tradizione del fresco. Lo store, situato in via Roma 115, è locomotiva alimentare del Parco Shopping Metropolitano. L'operazione guidata anche da Diego Baiano (amministratore di Baiano Group e socio de Le Due Sicilie) punta sulla rivitalizzazione del cuore cittadino per promuovere una logica di prossimità di servizio, pensata per un consumatore moderno che esige velocità (assicurata grazie a servizi come il Quick Commerce) ma non rinuncia alla qualità del reparto servito.

Il punto di vendita

  • Si estende su 1.300 mq
  • Sono stati creati 45 nuovi posti di lavoro
  • Nel parcheggio sono disponibili 60 posti auto.

Il nuovo supermercato si affaccia su Via Roma e Corso Trieste con accesso da Piazza Aldo Moro, le due principali arterie del centro cittadino. Il percorso cliente è centrato sull'area freschissimi, ridisegnata architettonicamente per evocare l'ambientazione tipica dei mercati rionali con banchi serviti di gastronomia, macelleria, pescheria, panetteria e pasticceria a produzione propria, mentre in ortofrutta a libero servizio è forte il focus su prodotti locali. "Questo non è solo un supermercato, ma un nuovo servizio per la comunità -dice Vittorio Amatucci, direttore commerciale de Le Due Sicilie-. Uno store con una forte spinta sulla digitalizzazione e innovazione tecnologica".

Il layout prevede anche spazi destinati a ospitare temporary store dedicati sia a prodotti locali sia a esposizioni di alcuni brand dell'industria come nel caso del marchio Borbone.

Le 3 direttrici dell'innovazione

Sono state installate testate di gondola digitalizzate, progetti di lettura eye-tracking, e sistemi di data analytics. Nell'area ortofrutta sono state applicate misure agrotech come, per esempio, l'integrazione di una serra idroponica Tomato+ inserita nel contesto del reparto utile a concretizzare l'impegno di sostenibilità e trasparenza della filiera, riducendo a zero i tempi di logistica per le erbe aromatiche e i micro-ortaggi. Non ultimo, l'approccio omnicanale, garantito da un sistema integrato di locker e partnership con player del delivery (Glovo e Alfonsino), che rendono lo store un mini-hub logistico per il centro città. Tra le partnership sviluppate in ottica di sostenibilità e rispetto per l'ambiente, lo store annovera sia la presenza di Coripet per il riciclo delle bottiglie in plastica sia la collaborazione con Too Good To Go, l'applicazione con approccio Zero Waste contro lo spreco alimentare.

Le soluzioni hi-tech

All'interno del punto di vendita sono presenti soluzioni fornite da Digi Italia tra cui le Esl (ossia le etichette elettroniche) disponibili in numerosi formati, con schermo a 4 colori e funzionalità split screen, così da evidenziare e enfatizzare le informazioni sui prodotti ed eventuali promozioni in corso. Le esl adottate arrivano poi con supporti e binari studiati e creati su misura per adattarsi con facilità a tutte le tipologie di scaffale.

A questo si aggiunge il confezionamento stretch che consente di ottenere un'elevata produttività (fino a 30 confezioni al minuto) con un ingombro ridotto. Si tratta dei modelli di confezionatrice della serie 5600 II, una soluzione integrata di bilancia ed etichettatrice automatica per pesare, confezionare ed etichettare tutto in un unico processo. AW-5600CP II è inoltre dotata di un ampio schermo touch screen da 15" e di una stampante ad alta risoluzione a 300 dpi per etichette Linerless così da ottenere buoni risultati in termini di qualità senza trascurare l'impatto ambientale, sfruttando la tecnologia Linerless. Inoltre, in questo store si sta realizzando la prima grande installazione in Italia dell'app 𝘿igi 𝙎𝙝𝙤𝙥&𝙂𝙤, per la spesa self.

A questo si aggiungono anche numerosi altri servizi tecnologici tra cui il pos Front End per la gestione delle casse, il sistema con Fast Signage Sistemi Pos che integra eliminacode, visualizzazione di ingredienti, allergeni, prezzi di vendita e contenuti multimediali tramite totem e il sistema di cash management Sesami dedicato alla cassa del Bar. Infine, la gestione del Fast Signage è centralizzata per tutti i punti di vendita, garantendo comunicazioni visive coerenti, aggiornate e in tempo reale.

Sviluppo rete in Area 4 dal 23 al 30 gennaio 2026

Il Gruppo Arena (VéGé) prosegue l'espansione dell'insegna SuperConveniente con un nuovo supermercato a Castelvetrano (Tp) di 1.400 mq. L’area dei freschi è concepita come una piazza che vede i banchi serviti di macelleria, salumeria, gastronomia e pescheria sul perimetro e le vasche refrigerate per il take away al centro dello spazio

SUPERCONVENIENTE
Caduti di Nassiriya
Castelvetrano (Tp)
1.400 mq
Gruppo Arena (VéGé)

Data di apertura
28 gennaio 2026
Format e location
Lo store è dotato di un impianto fotovoltaico da 200 kW. L’area dei freschi è concepita come una piazza che vede i banchi serviti di macelleria, salumeria, gastronomia e pescheria sul perimetro e le vasche refrigerate per il take away al centro dello spazio.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-dom 8.30-21. Nel parcheggio ci sono 130 posti auto e 10 posti moto oltre a 2 colonnine di ricarica per auto elettriche, con 4 postazioni.
Addetti e casse
In barriera sono attive 9 casse, di cui 4 self check-out

Metro Italia presenta la nuova iniziativa Pro Club

Metro Pro Club è il nuovo programma di fidelizzazione di Metro Italia per rispondere in modo ancora più mirato alle esigenze del canale Horeca

Metro Pro Club è il nuovo programma di fidelizzazione sviluppato da Metro Italia per rispondere in modo ancora più mirato alle esigenze dei professionisti Horeca. Pensato come una partnership esclusiva, Metro Pro Club mette a disposizione degli iscritti servizi esclusivi, condizioni personalizzate e un supporto continuativo. Tra questi: un listino personalizzato, scontistiche ad hoc sui prodotti e sui servizi digitali di Metro, consegne su misura e consulenze personali gestite da un team dedicato.

Metro Italia presenta questa nuova iniziativa, insieme ad altri servizi, a due eventi fieristici dedicati al mondo horeca e fuori casa: Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, in programma dal 2 al 5 febbraio 2026 a Riva del Garda; e Beer&Food Attraction, che si tiene dal 15 al 17 febbraio 2026 a Rimini.

“Con Metro Pro Club rafforziamo ulteriormente il nostro impegno al fianco dei professionisti Horeca, proponendo loro un modello di collaborazione basato su servizi dedicati, condizioni su misura e un supporto ancora più mirato alle loro esigenze -dichiara Guido Cassago, direttore sales & operations di Metro Italia-. I due eventi fieristici a cui parteciperemo a febbraio segnano quindi il debutto di questo nuovo progetto, con cui vogliamo rendere ancora più stretto il dialogo con i nostri clienti, accompagnandoli in un percorso di crescita concreto e strutturato”.

L'offerta multicanale di Metro integra i cash&carry con il canale di acquisto online e il servizio di consegna diretta alle attività di ristorazione. A questi si affiancano i servizi digitali Metro, come Dish (l’insieme di soluzioni digitali pensato per semplificare e digitalizzare i processi quotidiani dei ristoratoriI e il Mercato Online, la piattaforma digitale che consente ai clienti di ordinare in modo semplice e veloce più di 250.000 attrezzature professionali.

Non mancherà Metro Academy: a Hospitality è dedicata alle esigenze delle strutture ricettive, con percorsi gastronomici legati ai diversi momenti della giornata, dalla colazione al brunch, dal pranzo leggero alla pausa pomeridiana fino all’aperitivo; a Beer&Food Attraction uno stand dedicato ai professionisti del settore beverage e fuori casa presenta soluzioni per bar, pub, birrerie e locali serali.

Prezzi dei prodotti tecnologici: in discesa nel 2025, i dati QBerg

prezzi tecnologici QBerg
L'indice Ipt (indice dei prezzi tecnologici) di QBerg evidenzia prezzi in calo nel 2025 per i prodotti tecnologici, anche se non in maniera uniforme

L'indice Ipt (indice dei prezzi tecnologici) di QBerg evidenzia prezzi in calo nel 2025 per i prodotti tecnologici in store, anche se non in maniera uniforme sui diversi segmenti.

Il calo prezzi dei prodotti tecnologici nell'Ipt QBerg

L'Ipt fissa a 100 il prezzo medio di tutti i prodotti di ambito tech registrati a gennaio 2022, in tutto oltre 40 segmenti di prodotto. Il prezzo rapportato mese su mese presenta un costante segno negativo nel periodo che va da novembre 2024 a novembre 2025.

Le cause rilevate da QBerg risiedono prima di tutto nel clima di incertezza economica, che ha spinto in generale a una maggior cautela nelle spese. Il secondo fattore è legato alla limitatezza dell'innovazione tecnologica registrata nel 2025, elemento che di solito spinge vendite e prezzi, come infatti è avvenuto per gli aspirapolvere, un settore che ha continuato a innovare. Sentiment positivo e innovazione sono dunque anche le chiavi che possono segnare una ripresa dei prezzi e della domanda.

Guardando ai diversi segmenti, gli andamenti presentano maggior articolazione. Eccoli in dettaglio.

L'andamento dei prezzi dei prodotti Communication & Entertainment

prezzi tecnologici QBergQuesto settore tecnologico è in controtendenza, i prezzi a novembre 2025 erano superiori rispetto al 2024, in particolare per consolle per videogiochi, smart watch, videocamere, assistenti vocali, diffusori audio, telefoni cellulari. Gli aumenti si spiegano con diversi fattori: si tratta di prodotti rivolti a target giovanili, sono perfetti come idee regalo di Natale e risentono dei dazi statunitensi.

Non solo aumenti: sistemi hifi e sport watch sono rimasti stabili, e sono invece scesi di prezzo home cinema e Dvd player, considerati segmenti a bassa innovatività.

In calo netto, anzi al minimo storico di -12 punti Ipt, le digital camera, e in calo netto anche i Tv flat, i quali oltre a scendere di -5 punti si trovano con un indice di prezzo di 80, rispetto al 100 del 2022. Si può dire che questo dei televisori di grandi dimensioni sia un segmento in calo prezzo da diversi anni, pur vedendo un incremento dell'offerta instore.

La complessità del settore Home care & Wellness

prezzi tecnologici QBergIn questo ambito di prodotti tecnologici il panorama dei prezzi è più frastagliato. Gli aspirapolvere sono tra i pochi elettrodomestici in crescita costante, al punto da aver toccato svariati record nel corso del 2025. Questo è dovuto al salto tecnologico e ai lanci di prodotto avvenuti negli ultimi anni.

In crescita anche i prodotti per capelli e gli smart watch dedicati a health&fitness, i quali però sono ancora posizionati molto al di sotto dei prezzi rilevati nel 2022: 78 punti.

A parte questi aumenti di prezzo, tutti gli altri prodotti in questo settore sono in discesa. Asciugatrici e pulitori a vapore, insieme agli accessori per il wellness personale (rasoi donna e grooming) scendono di -3 punti. I primi probabilmente anche a causa del successo degli aspirapolvere.

In calo di -6 punti i rasoi uomo e anche le lavatrici, nonostante il bonus elettrodomestici.

Calo netto per ferri da stiro, record toccato a novembre 2025, e prodotti per l'ambiente domestico, addirittura -31 punti a causa di cut price tattici.

Food technology & Utilities sono tutti in discesa

prezzi tecnologici QBergUnici prodotti in lieve controtendenza sono cucine e forni, mentre per tutti gli altri prodotti dell'ambito cucina e servizi si registrano cali prezzo ache molto marcati. Contrazioni contenute per piani e app cottura, congelatori, macchine caffè e cappuccinatori; discese più significative nei prezzi di frigoriferi, lavastoviglie e forni a microonde, sull'onda del bonus elettrodomestici; costante ribasso e minimo storico per le app cucina, con -18 punti a novembre 2025.

In questo settore però tutti i prodotti, fatta eccezione le app cucina, hanno un indice prezzo esattamente uguale o molto simile a quello del 2022, fissato a 100 punti. Non sono aumentati e nemmeno calati rispetto a gennaio 2022.

Calo trasversale anche per l'Information technology

prezzi tecnologici QBergIn questo settore di prodotto la discesa dei prezzi nel 2025 è stata trasversale e ha colpito tutte le categorie, con cali marcati. Monitor e stampanti sono scesi di -8 punti, unica eccezione le stampanti multifunzione, stabili, ma partivano da prezzi già bassi, 82 punti rispetto al 100 del 2022.

Discesa significativa anche per desktop, notebook e tablet. I tablet in particolare hanno avuto un picco elevato a dicembre 2023 per poi scendere bruscamente per arrivare a novembre 2025 a un indice di 74 punti.

(in collaborazione con QBerg)

Sviluppo rete in Area 3 dal 23 al 30 gennaio 2026

iN's Mercato (Pam) rafforza la rete a Roma con un punto di vendita di 750 mq, mentre Lidl sceglie Montevarchi (Ar) per un discount da 1.300 mq

IN’S MERCATO
Via Fano Adriano 45
Roma
750 mq
Ins’ Mercato (Pam)

Data di apertura
28 gennaio 2026
Format e location
Si trova nella zona est della città, nel quartiere Castelverde.
Offerta
Si allinea alla tradizionale offerta.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

LIDL
Via della Farnia
Montevarchi (Ar)
1.300 mq
Lidl Italia

Data di apertura
22 gennaio 2026
Format e location
Replica la consueta formula.
Offerta
L’offerta rispecchia la consuetudine dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 8.30-20.30. È presente un parcheggio con oltre 170 posti auto (in parte destinati ad uso pubblico), oltre a una colonnina per la ricarica dei veicoli elettrici.
Addetti e casse
Sono stati assunti sei collaboratori.

Conad Nord Ovest rinnova il sostegno contro la violenza di genere

Conad Nord Ovest conclude la seconda edizione dell’iniziativa “Il rispetto è la forza che ci libera” e devolve oltre 30.000 euro ai centri antiviolenza del territorio

Conad Nord Ovest rinnova il proprio impegno contro la violenza di genere e, per il secondo anno consecutivo, chiude un’iniziativa di raccolta fondi a sostegno dei centri antiviolenza del territorio. Il progetto “Il rispetto è la forza che ci libera”, realizzato in collaborazione con Ethical Fashion Initiative (EFI) e D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, unisce retail, responsabilità sociale e sostegno concreto alle donne e ha permesso di raccogliere oltre 30.000 euro grazie al contributo dei clienti.
Le risorse saranno destinate ai centri antiviolenza attivi nelle aree in cui opera la Cooperativa, a supporto di percorsi di protezione, autonomia e accompagnamento per le donne che vivono situazioni di violenza. Un risultato che si inserisce in un impegno più ampio e continuativo: negli ultimi quattro anni Conad Nord Ovest ha devoluto complessivamente oltre 390.000 euro a più di 40 centri antiviolenza del territorio, molti dei quali aderenti alla rete D.i.Re.

Il progetto si affianca alle numerose attività che soci e Cooperativa portano avanti durante l’anno sul tema del rispetto e della prevenzione della violenza di genere: dall’installazione delle Panchine Rosse alle collaborazioni con associazioni del territorio, fino alle iniziative di educazione nelle scuole, in collaborazione con la Polizia di Stato e Fondazione Conad ETS.

Amazon chiude tutti gli Amazon Go e Fresh in Usa

Amazon ne trasformerà alcuni in Whole Foods Market e si concentrerà in particolare sul delivery veloce di freschi e grocery

L'esperimento laboratorio dei negozi frictionless di Amazon, Fresh e Go, è arrivato al capolinea. Dopo aver subito una fase di rallentamento e progressiva dismissione a partire dal 2023, Amazon ha infatti annunciato la chiusura di tutti i 15 convenience Amazon Go e i 57 store Amazon Fresh in Usa (in Uk erano stati chiusi a settembre 2025). Alcuni di essi che passeranno nella rete di Whole Foods Market, insegna sulla quale il gigante dell'online si concentrerà per sviluppare la propria strategia nel mondo del retail fisico.

Una lezione di umiltà per le tech company che dai bit digitali si cimentano con spazi e mattoni fisici: il retail fisico è un business complesso, fatto di dettagli operativi e margini sottili, che non può essere affrontato solo con l'iniezione di costoso hardware all'apparenza disruptive.

Una tech company pura non può competere così nel mondo retail fisico

La mossa di Amazon offre spunti di riflessione interessanti, anche alla luce della traiettoria inversa che sta compiendo Walmart, il gigante del fisico che punta a diventare anche una tech company. L'esperimento tecnologico del "Just Walk Out" (Jwo) –la tecnologia cashierless basata su computer vision, bilance sugli scaffali e sensori– era stato un a suo modo un prodigio ingegneristico, ma si è scontrato con la dura realtà del conto economico del retail fisico. I costi di implementazione (Capex) e di manutenzione di Jwo in strutture di medio o grandi dimensioni, come i supermercati Fresh, si sono rivelati insostenibili rispetto ai margini spesso risicati del settore grocery.

La tecnologia, per quanto affascinante, non è bastata a compensare lacune nel merchandising, nella localizzazione dei punti di vendita e nella creazione di un'esperienza d'acquisto che andasse oltre la semplice "assenza di casse". Per il consumatore medio, il vantaggio di non fare la fila non ha sempre giustificato prezzi spesso più alti o assortimenti meno profondi rispetto ai competitor tradizionali. Per usare un'espressione di Giuseppe Caprotti a commento della notizia su Linkedin, "nel food la freddezza non fidelizza...".

Focus su Whole Foods Market per il brick&mortar di Amazon

Questa mossa semplifica drasticamente la footprint fisica di Amazon, che ora si concentrerà esclusivamente su Whole Foods Market. L'acquisizione del 2017, per 13,5 miliardi di dollari, rimane l'unico vero pilastro della strategia omnichannel nel food. È probabile che vedremo un'integrazione più pragmatica della tecnologia in Whole Foods, magari puntando su soluzioni meno invasive e costose come i Dash Carts, i carrelli smart che sono stati da poco aggiornati o sul retrofit completo dei negozi basati sulla tecnologia Jwo.

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Leggi anche

Amazon aggiorna con nuove funzionalità il carrello smart nei Whole Foods Market

Il Same-Day Delivery come nuovo standard di servizio

La vera "killer application" non sembra essere il negozio fisico, ma la velocità di fulfillment. Abbandonando i costi fissi insostenibili di una rete retail a bassa differenziazione, Amazon libera risorse per potenziare la sua infrastruttura logistica. L'obiettivo dichiarato è l'espansione aggressiva del servizio Same-Day Delivery di prodotti freschi in "molte più comunità" nel corso del 2026.

La strategia punta a integrare definitivamente il fresh nel flusso logistico dell'eCommerce tradizionale: il vantaggio competitivo risiede nella capacità di consegnare fresco e prodotti deperibili nello stesso carrello (e con la stessa velocità) dell'elettronica o dei beni per la casa, coprendo già oltre 2.300 città in Usa. Amazon smette di competere sulla shopping experience in store per dominare l'ultimo miglio, trasformando la spesa alimentare in una commodity logistica ad alta velocità.

Just Walk Out una tecnologia B2B adatta ad alcuni format

È fondamentale notare che la chiusura dei negozi fisici Amazon Go e Fresh non coincide con l'abbandono della tecnologia "Just Walk Out". Jwo smette di essere un elemento di differenziazione per i negozi proprietari e diventa un prodotto B2B. Amazon continuerà a vendere e implementare la tecnologia Jwo in ambienti ad alto traffico e "captive audience", dove la velocità è essenziale e i margini sono più alti: aeroporti, stadi, centri congressi e campus universitari. In questi contesti, il Roi della tecnologia è molto più facile da giustificare rispetto a un supermercato di quartiere.

McDonald’s aiuta la filiera del miele biologico italiano

McDonald's aiuta la filiera del miele biologico italiano
da sin. Giuseppe Lucano (dir. marketing Consorzio tutela miele della Lunigiana dop), Mauro Rosati (dir. generale di Qualivita),Emilio Ballinari (Presidente CQMV Miele Varesino dop), Mario Burlon (Consorzio di tutela miele delle Dolomiti Bellunesi dop), Giorgia Favaro (Ad McDonald's Italia), Francesco Lollobrigida (Ministro del Masaf), Raffaele Cirone (Presidente Federazione apicoltori Italiani), Guido Liris (senatore), Etelwardo Sigismondi (senatore)
McDonald's acquisterà e distribuirà 2 milioni di bustine di miele d’acacia biologico italiano nei prossimi 12 mesi a sostegno della filiera apistica
McDonald's si impegna ad acquistare e a distribuire 2 milioni di bustine di miele d’acacia biologico italiano nei prossimi 12 mesi a sostegno della filiera apistica. L'iniziativa sarà supportata da una campagna di comunicazione declinata sui ristoranti McDonald's, sui canali social e i principali media nazionali. Obiettivo: diffondere la consapevolezza sul valore del miele italiano biologico e del ruolo delle api nel nostro ecosistema.

L'iniziativa presentata durante l’incontro Alleanza per le Api, promosso da Fondazione Qualivita e Fai-Federazione apicoltori italiani, tenutosi al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, rientra nel percorso avviato con Fondazione Qualivita a sostegno delle filiere agroalimentari italiane in difficoltà. I primi passi di questo percorso sono stati l’accordo con la filiera del pomodoro di pachino Igp e il supporto al Consorzio di tutela della pera dell’Emilia-Romagna Igp, e che oggi prosegue con la valorizzazione del miele biologico italiano.

"Da tempo abbiamo scelto di essere al fianco delle eccellenze italiane, di metterci in ascolto delle necessità del territorio, di agire concretamente per sostenere prodotti che raccontano una storia di qualità, cura, tradizione, specie quando affrontano momenti particolarmente sfidanti -commenta Giorgia Favaro, amministratrice delegata di McDonald's Italia-. Come negli ultimi anni sono nati l’accordo con la filiera del Pomodoro di Pachino Igp e con il Consorzio di tutela della pera dell’Emilia-Romagna Igp, oggi sosteniamo il miele italiano. Con questa alleanza vogliamo raggiungere un duplice obiettivo: sensibilizzare i nostri 1,2 milioni di clienti giornalieri (molti dei quali giovani) sul valore del miele italiano e della tutela delle api, e sostenere concretamente una filiera fatta di piccole realtà che custodiscono saperi e tradizione. Il McCafé, tra i nostri spazi quello che più di ogni altro incarna le abitudini italiane della colazione, diventa il luogo ideale per promuovere un'alternativa naturale e sostenibile come il miele".
L'iniziativa sul miele fa parte dei molteplici impegni di McDonald's Italia a sostegno del sistema agroalimentare italiano: una lunga collaborazione con gli ingredienti certificati dop e igp che vale oltre 400 milioni di euro all'anno. Con più di 800 ristoranti e 38.000 persone impiegate, McDonald's Italia genera 3 euro di valore condiviso sull'intera filiera per ogni euro fatturato, secondo l’istituto di ricerca Althesys.

FURTHER STATEMENTS&QUOTES

Francesco Lollobrigida, Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste:
“Far conoscere il miele come prodotto identitario, in un luogo frequentato quotidianamente da tanti ragazzi significa accrescere la consapevolezza delle nostre tradizioni produttive. Promuovere un prodotto sano e di alta qualità sostiene la filiera apistica nazionale e aiuta a tutelare le api, essenziali per l’equilibrio degli ecosistemi e per la produttività agricola. Questa iniziativa ha dunque un doppio valore, è un'opportunità concreta per i nostri apicoltori che vedono valorizzato il proprio lavoro ed è anche un investimento culturale rivolto alle giovani generazioni”.
Raffaele Cirone, presidente nazionale della Federazione apicoltori italiani:
“Il percorso visionario della nostra Organizzazione, storicamente impegnata nella tutela delle api e nella valorizzazione del miele italiano, trova oggi il suo miglior coronamento: ci affiancano nuovi alleati che non esitano a condividere i nostri obiettivi più ambiziosi. Questa iniziativa rappresenta infatti una concreta opportunità a favore della filiera del miele nazionale: apre scenari innovativi e capaci di restituire slancio in una fase di forte criticità. La sfida è ora quella di un consolidamento e di una prosecuzione lungo la strada intrapresa”.
Mauro Rosati, direttore generale di Fondazione Qualivita:
Le piccole filiere italiane hanno bisogno di essere valorizzate, soprattutto quando scelgono di impegnarsi in percorsi di certificazione regolamentati come il biologico, che rappresenta un segno concreto di responsabilità. E se la filiera da sostenere è quella delle api, il beneficio è doppio, perché gli impollinatori sostengono indirettamente gran parte dell’agricoltura italiana, compresa la base produttiva di molti cibi dop e igp.
 

Altoproteico Special Edition 2026: rotazioni +71% e spot Tv

Assortimento yogurt greco Neogal Altoproteico Special Edition 2026 in vari gusti e formati cluster
Neogal rivoluziona il comparto latticini con Altoproteico Special Edition 2026. Un progetto promozionale che unisce prezzi competitivi contro il carovita e una massiccia campagna TV nazionale, garantendo alla GDO una crescita delle rotazioni stimata al 71%.

Il 2026 di Neogal si apre con un progetto promozionale senza precedenti, che punta a rivoluzionare lo scaffale dei latticini e a generare traffico e marginalità accelerate: la Altoproteico Special Edition 2026.

Non si tratta di una semplice iniziativa di sconto, ma è un’operazione commerciale strategica che risponde con forza alle esigenze del mercato attuale.

Altoproteico Special Edition 2026: un’operazione sociale di risposta al carovita

L'iniziativa mette in primo piano il consumatore, rispondendo al bisogno primario di qualità nutrizionale (high-protein) a prezzi accessibili.

Neogal posiziona il prodotto come una soluzione concreta all'aumento dei prezzi, costruendo fedeltà nel cliente e posizionando il punto vendita GDO come un partner attento alle esigenze dei cittadini.

I prezzi a scaffale di Altoproteico Special Edition 2026 sono stati studiati per essere imbattibili, garantendo un’altissima competitività:

Coppiette 150g x 2 (in cluster): € 1,69 / € 1,79.

Performance garantite: +71% di rotazioni a scaffale

Per i partner della Grande Distribuzione Organizzata, i benefici sono concreti e misurabili. Neogal si aspetta un incremento del 71% delle vendite rispetto alla vendita a listino base.

Questo risultato è frutto della sinergia tra un prezzo aggressivo e una visibilità massima, che garantisce maggiori margini grazie alla velocità di rotazione.

Grafica promozionale di una campagna TV nazionale: in primo piano uno schermo televisivo mostra un uomo che nutre un vitello con il biberon, con logo “Animal Welfare” e brand Neogal. In alto, quattro riquadri informativi indicano “Copertura totale”, “Impatto e frequenza” (oltre 1300 spot in TV), “Emittenti principali” (RAI e Mediaset) e “Uno spot per ogni linea”. A destra il claim “Un grande lancio nazionale su RAI e Mediaset”. In basso sono presenti i loghi Rai e MediasetVisibilità massima: oltre 1300 spot TV

Per assicurare un successo condiviso, Neogal ha previsto un piano media e di packaging aggressivo.

L'operazione sarà supportata da una massiccia campagna pubblicitaria sulle principali emittenti nazionali (RAI e Mediaset), con oltre 1300 spot pianificati per 45 giorni consecutivi.

La leva prezzo si incontra per la prima volta con la leva comunicazione TV, che racconterà la qualità, la filiera e la convenienza del marchio Altoproteico, generando un elevato traffico d'acquisto nei punti vendita della Gdo.

Il calendario promozionale di Altoproteico Special Edition 2026

Neogal ha segmentato l'anno per ottimizzare la stagionalità, garantendo un flusso costante di novità:

  • Marzo - Maggio: Le Coppiette (150g x 2 in cluster)
  • Giugno - Settembre: I Grandi Formati (500g e 1000g)
  • Ottobre - Dicembre: I Single Pack (150g).

Con la Special Edition 2026 Neogal stabilisce un nuovo punto di riferimento per il rapporto qualità-prezzo nel segmento high-protein.

L’operazione include l’intera gamma (yogurt, feta greca DOP, dessert), permettendo di ottimizzare l'assortimento e massimizzare i volumi.

Scopri di più su Altoproteico Special Edition 2026

Leroy Merlin con Prism promuove repair e upcycling sul tessile

Leroy Merlin con Prism

Leroy Merlin con Prism ha portato in 21 punti di vendita nel Nord Italia dell'insegna fai-da-te un servizio di riparazione e personalizzazione sartoriale per i prodotti tessili acquistati instore.

Leroy Merlin con Prism per la sostenibilità sociale e ambientale

Un progetto di sostenibilità che guarda oltre il retail: è l'idea che ha portato a offrire ai clienti, in 21 negozi del Nord Italia (in fondo l'elenco) un servizio molto particolare, quello di riparazione e personalizzazione dei tessuti acquistati da Leroy Merlin. Tra le lavorazioni disponibili, orli e accorciamenti per le tende, il cambio finitura sempre per i tendaggi, e lavorazioni su misura in base a richieste specifiche.

Il servizio mira a estendere la vita utile dei prodotti venduti e valorizzare l'investimento del cliente nel tempo, riducendo di conseguenza gli sprechi. L'impatto sociale del servizio va oltre il valore aggiunto sul prodotto e si riflette sulle persone impiegate da Prism per le lavorazioni.

Il partner Prism segue l'organizzazione dei processi sartoriali garantendo la qualità del lavoro, l'efficienza operativa e l'implementazione di soluzioni orientate all'economia circolare, entro il contesto retail. Il reclutamento del personale si avvale di percorsi di inclusione lavorativa verso persone persone provenienti da contesti di fragilità, seguendo anche la formazione delle competenze spendibili nel mercato del lavoro.

Leroy Merlin con PrismTra i sarti più esperti di Prism, un riferimento per le lavorazioni più complesse, c'è una persona originaria del Bangladesh entrato in squadra tre anni fa seguendo uno dei percorsi promossi da Prism.

"Questo servizio è un esempio tangibile di come innovazione industriale, attenzione all'ambiente e inclusione sociale possano convergere per creare un valore aggiunto significativo, non solo per i nostri clienti ma per l'intero sistema. È una dimostrazione concreta della nostra visione di un retail che va oltre la semplice vendita, diventando un attore di cambiamento", ha detto Luca Pereno, stakeholder engagement manager di Leroy Merlin Italia.

I negozi che offrono il servizio di sartoria

Nord Est: Brescia, Curno, Seriate, Marcon, Marghera, Treviso, Udine, Verona e Vicenza.

Nord Ovest: Collegno, Moncalieri, Pavia, Piacenza e Torino Giulio Cesare.

Area di Milano: Busnago, Carugate, Corsico, Lissone, Nova Milanese, Pantigliate e Rozzano.

La partnership antitaccheggio di Brico Io, test a Crema

antitaccheggio Brico Io
In tema di soluzioni antitaccheggio Brico Io ha stretto una partnership con Henkel, produttore di adesivi e sigillanti, e Vado, per lo smart vending

In tema di soluzioni antitaccheggio Brico Io insieme a Henkel, produttore di adesivi e sigillanti, e Vado, specializzata nello smart vending e retail tech, ha sviluppato una partnership che ottimizza l'esigenza di proteggere la merce con quella di offrire ai clienti un'esperienza d'acquisto distintiva. Il test del progetto è visibile per 4 mesi nel punto di vendita Brico Io di Crema.

Antitaccheggio per Brico Io, protagonista il vending

L'obiettivo è quello di contrastare il furto di prodotto alto-vendenti, referenze a elevato valore unitario ma di dimensioni ridotte, la cui sottrazione comporta un impatto significativo sui margini del retailer. Invece di ricorrere a strumenti che di fatto ostacolano o rendono meno piacevole l'esperienza d'acquisto, l'idea è stata quella di promuovere un acquisto più stimolante e informato, anche se protetto, sfruttando lo strumento della smart vending machine.

Nel negozio Brico Io di Crema è stata installata una vending machine Vado brandizzata Loctite Super Attac, il brand di punta di Henkel. Non un semplice distributore automatico, ma un vero e proprio totem di marketing interattivo inserito nel percorso del negozio specializzato: la macchina è dotata di schermo touch che serve per acquistare ma anche per informarsi sul prodotto. Sono disponibili video dimostrativi, tutorial tecnici sull'applicazione del prodotto, approfondimenti dedicati alla intera gamma del brand.

Come funziona la vending machine antitaccheggio

Il cliente può acquistare i prodotti grazie al proprio smartphone, attraverso la scansione di un QR code, o con la propria carta fedeltà Brico Io. Il prodotto viene sbloccato e l'acquisto si completa in cassa.

“La nostra volontà è testare sul campo come il cliente risponde a questo nuovo paradigma di vendita, che fonde fisico e digitale -ha dichiarato Paolo Micolucci, amministratore delegato di Brico io-. Grazie alla tecnologia della macchina, possiamo elargire contenuti video tecnici che spiegano l'uso del prodotto, creare lead qualificati e distribuire coupon personalizzati. Non è solo vendita, è servizio aggiunto al cliente".

Uno strumento di marketing, dunque, ma anche un supporto concreto per garantire la disponibilità in store del prodotto "protetto".

“Per un brand come Henkel, la percezione premium e la garanzia che il prodotto sia sempre reperibile a scaffale sono fondamentali -spiega Benedetta Moricci, national account manager DIY di Henkel Consumer Adhesives-  Possiamo sottolineare l’utilizzo del prodotto e i punti di forza che aiutano il consumatore a fare scelte più giuste e consapevoli. Con questa soluzione, eleviamo il posizionamento del nostro brand Loctite Super Attak. raccontiamo il nostro 'storytelling di gamma' attraverso il digitale e, soprattutto, otteniamo dati granulari di sell-out che ci permettono di ottimizzare l'assortimento in tempo reale”.

Il punto di vista di Andrea T. Orlando, Ad di Vado: "La nostra piattaforma trasforma un metro quadro di spazio vendita in un hub intelligente: monitoriamo le performance per singola sku, riduciamo le differenze inventariali e abilitiamo logiche di retail media direttamente in corsia. Questo test di 4 mesi ci fornirà i kpi necessari per valutare un potenziale roll-out nazionale”.

Tra gli indicatori monitorati nel corso del test: l'andamento delle vendite, la riduzione delle differenze inventariali, la soddisfazione dei clienti. In base ai dati raccolti, il modello potrebbe essere esteso ad altri punti di vendita della rete Brico Io.

Sviluppo rete in Area 2 dal 23 al 30 gennaio 2026

Lidl si consolida a Bolzano con un discount di 1.300 mq che replica la consueta formula. In area freschi troviamo pane e specialità da forno nell’area panetteria, oltre a piatti pronti disponibili nell’angolo rosticceria a libero servizio

LIDL
Viale Druso
Bolzano
1.300 mq
Lidl Italia

Data di apertura
20 gennaio 2026
Format e location
Nono discount nella provincia. All'ingresso a piano terra, al posto delle scale, si sono appena installate due scale mobili, per scendere nell'interrato dove sta il punto vendita vero e proprio
Offerta
Classica offerta dell’insegna tra cui pane e specialità da forno nell’area panetteria, oltre a piatti pronti disponibili nell’angolo rosticceria.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. All'esterno un parcheggio con oltre 60 posti auto coperti, distribuiti tra il piano terra e quello interrato; presenti una colonnina per la ricarica delle auto elettriche e sei postazioni per la ricarica delle e-bike
Addetti e casse
Il team di lavoro è formato da 28 addetti.

Il caso Saks e il declino dei department store Usa. Quali insegnamenti per l’Italia

Titolare di negozio di abbigliamento gestisce il punto vendita da laptop, semplificando la gestione del negozio con strumenti digitali
La crisi di Saks segna la fine di un'epoca per i grandi magazzini americani, un tempo simboli del lusso e dello shopping spensierato. Cosa deve cambiare nel nostro Paese per evitare casi simili

La crisi di Saks segna la fine di un'epoca per i grandi magazzini americani, un tempo simboli del lusso e dello shopping spensierato. La controllante Saks Global ha chiesto il Chapter 11 (una procedura della legge fallimentare Usa che permette di ristrutturare i debiti senza spegnere le luci dei negozi) e dal bilancio è emerso un buco intorno ai 2 miliardi di dollari.

Come Saks è finita in ginocchio

Saks ha pagato l’ambizione eccessiva. Nel 2024 ha rilevato Neiman Marcus per 2,65 miliardi di dollari, un'operazione titanica in un momento in cui il settore luxury sembrava rimbalzare dopo la pandemia. Peccato che le vendite di Saks crollassero a doppia cifra per il secondo anno consecutivo, come certificato dai dati di Bloomberg Second Measure. I fornitori, stanchi di attese infinite per i pagamenti, hanno iniziato a boicottare le spedizioni: risultato, scaffali mezzo vuoti e clienti delusi che voltano pagina. Il colpo di grazia è arrivato con l'uscita del ceo Marc Metrick. Per ora, i 36 negozi Saks restano aperti grazie a un finanziamento ponte da 1,75 miliardi, ma la strada è in salita.

A rendere il quadro ancora più drastico è la decisione, riportata dal Wall Street Journal, di chiudere la quasi totalità dei negozi Saks Off 5th. Dei 70 punti vendita outlet, ne resteranno aperti solo 12 (concentrati in hub strategici come New York, Florida e California), segnando un ritiro massiccio dal mercato del lusso scontato per tentare di salvare il core business.

Il modello department store Usa: un dinosauro da museo

La difficoltà dei grandi magazzini americani è generalizzata. Il tallone d'Achille è il vecchio modello "co-tenancy", che lega il destino dei centri commerciali a "ancore" come Saks o Macy's. L'idea era semplice: un grande nome attira folle, e i negozi satelliti ci guadagnano. Ma oggi avere Saks e Neiman Marcus nello stesso mall crea un cannibalismo feroce: si rubano clienti a vicenda. I colossi del lusso – Louis Vuitton, Chanel, Gucci – non hanno bisogno di intermediari: aprono flagship store monomarca, con esperienze su misura, vip lounge e acquisti digitali integrati. Risultato? I department store diventano superflui.Questa metamorfosi è confermata dalla nuova linea della holding: Saks Global smetterà di acquistare merce specifica per i canali outlet. I pochi negozi Off 5th superstiti fungeranno solo da "canale di smaltimento" per l'invenduto di Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, nell'estremo tentativo di spingere i clienti verso gli acquisti a prezzo pieno e riabilitare l'esclusività dei marchi.  A questo va aggiunto il calo del traffico fisico post-pandemia e l'onda d'urto dell'eCommerce: emblematica è la liquidazione totale del sito saksoff5th.com. Nonostante negli anni passati fosse stato separato come entità legale autonoma per attirare capitali, il portale cesserà le attività, confermando che il modello digitale basato sulle promozioni aggressive non è più sostenibile per il gruppo in crisi. Inoltre, Macy's pianifica di chiudere 1.200 punti vendita nei prossimi anni, mentre Kohl's e J.C. Penney sopravvivono a stento grazie a carte di credito private ad alto rischio, un business che genera profitti ma espone a default in caso di recessione, secondo un’analisi del Financial Times.

Ricadute negative per i piccoli brand di lusso

Bloomberg evidenzia un altro problema: i piccoli brand di lusso, fornitori di Saks, sono i più colpiti dal fallimento, con catene di fornitura interrotte e ordini evaporati. I documenti fallimentari citati dal Journal rivelano inoltre che il buco non riguarda solo i piccoli fornitori: tra i principali creditori figurano giganti come Kering (Gucci) e Chanel, a cui Saks deve decine di milioni di dollari. Il mancato pagamento di un interesse da 100 milioni a dicembre è stata la scintilla definitiva che ha portato al Chapter 11. Jenna Renn, una delle beauty editor più famose al mondo, sottolinea che "Saks non segnala un declino del lusso, ma il fallimento totale del modello department store". E Amanda O’Neill, analista di S&P Global, fa notare che i vendor boicottano Saks, mentre le nuove tariffe doganali imposte da Trump complicano le importazioni dall'Unione europea.

Cosa aspettarsi in Italia

Il mercato italiano è diverso da quello Usa, ma anche da noi le sfide non mancano, tra crescita economica lenta e concorrenza crescente da parte del commercio elettronico. Diversificare, accelerare sul digitale e collaborare con brand emergenti diventano strade obbligate per fare i conti con il nuovo scenario.

Too Good To Go: la crescita e i risultati degli ultimi anni

Il biennio 2024-2025 ha registrato un volume di Surprise Bag recuperate quasi pari all'intero computo dei sei anni precedenti

Il contrasto allo spreco alimentare in Italia segna un’accelerazione notevole. Secondo gli ultimi dati diffusi da Too Good To Go, il marketplace del settore delle eccedenze, il biennio 2024-2025 ha registrato un volume di Surprise Bag recuperate quasi pari all'intero computo dei sei anni precedenti (2018-2023). Un vero e proprio giro di boa per la filiale italiana, che ha ormai superato la soglia dei 30 milioni di pasti salvati complessivamente. Solo nel 2025, grazie a una community sempre più attiva, il recupero ha toccato quota 8 milioni di pasti, segnando un incremento del +13% rispetto all'anno precedente. Il successo nazionale si riflette su scala globale: l'azienda ha recentemente annunciato lo sbarco in Giappone, ventunesimo mercato globale e primo presidio nel continente asiatico.

I dati

Nell'ultimo anno, quasi 2 milioni di nuovi utenti in Italia hanno scaricato l'app, portando la base complessiva a superare la soglia dei 12 milioni di iscritti. Un dato importante se confrontato con il passato recente: tra il 2022 e l'inizio del 2026, la community è quasi raddoppiata. La rivoluzione anti-spreco viaggia lungo tutta la Penisola. La rete dei partner ha raggiunto i 26.000 esercizi commerciali, garantendo una copertura ormai totale del territorio: oggi, in due città italiane su tre, viene salvato regolarmente almeno un pasto. Dai grandi centri metropolitani ai piccoli comuni, il modello della Surprise Bag è diventato un'abitudine consolidata per milioni di famiglie.

Questo successo si traduce anche in un impatto ambientale significativo: equivale infatti ad aver evitato l’emissione di 86.400 tonnellate di CO₂e e il consumo non necessario di 25,9 miliardi di litri d’acqua.

"Vogliamo continuare a crescere, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone e aziende in un modello virtuoso e tangibile contro lo spreco, con un’attenzione anche a territori ad alto potenziale come il Sud Italia e a progetti con margini di crescita come Box Dispensa" commenta Mirco Cerisola, country director Italia di Too Good To Go.

Le collaborazioni

Il consolidamento nel mercato italiano passa attraverso il rafforzamento delle partnership con i giganti della grande distribuzione e della ristorazione. Ai pilastri storici come Carrefour, Conad, Eataly, Autogrill e Gruppo Végé, si sono aggiunti nel corso dell’ultimo anno nuovi player strategici. Spicca l’ingresso del Gruppo Finiper (con le insegne Iper La Grande i, Unes e Rom’Antica), insieme a Lagardère Travel Retail e il colosso Starbucks. Una rete che oggi conta 26.000 negozi partner, rendendo il servizio attivo in due città italiane su tre.

Sviluppo rete in Area 1 dal 23 al 30 gennaio 2026

Basko (Sogegross-Agorà) rafforza la sua presenza a Genova e arriva nel quartiere Quarto della città con un supermercato di 1.500 mq e un modello già testato in altre aree

BASKO
Via Carrara
Genova Quarto
1.500 mq
Sogegross (Agorà)

Data di apertura
22 gennaio 2026
Format e location
È il primo supermercato di medie dimensioni realizzato da Basko a levante della città e introduce un modello già adottato in altre aree. All’interno della struttura trova spazio anche un Bistrot in formato caffetteria e ristorazione veloce, con 80 posti a sedere, concepito come area di pausa e socialità a servizio del quartiere.
Offerta
In linea con la consueta offerta.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. Nel parcheggio ci sono 150 posti auto su due livelli con spazi dedicati alle persone diversamente abili, parcheggi rosa e un sistema di segnalazione luminosa per l’indicazione dei posti liberi e occupati.
Addetti e casse
In barriera ci sono 13 casse, di cui 7 tradizionali e 6 casse self check-out. Impiega complessivamente 60 collaboratori, prevalentemente di nuova assunzione e con età media under 25 anni.

Duccio Smash Meat Sushi apre a Torino

Duccio Smash Meat Sushi prosegue il suo sviluppo con l'apertura di Torino anche grazie alla recente acquisizione da parte di 72 Holding

Da Firenze a Torino. Duccio Smash Meat Sushi ha aperto un locale nel capoluogo subalpino, in via Principe Amedeo 38B, proseguendo lo sviluppo anche grazie alla recente acquisizione da parte di 72 Holding, la holding di partecipazione presieduta dall’imprenditore Giovanni Peluso.

Da sin. Nicola (lo chef), Duccio, Fabio e Lorenzo, i tre proprietari

Duccio Smash Meat Sushi, nata dall’incontro tra Duccio Conti e Lorenzo Corsi, affiancati da Fabio Iacuzzo, non propone solo un’esperienza gastronomica contemporanea di smash burger e sushi di carne, ma rappresenta anche un luogo di incontro e socialità in cui il gusto "diventa elemento di connessione". Il focus su due prodotti (smash burger e sushi di carne) si deve, sostiene l'azienda, all'esigenza di concentrarsi su qualità, ricerca e coerenza della proposta. Una contaminazione gastronomica che unisce tecniche, tradizioni e ingredienti diversi, e racconta storie di viaggio attraverso il cibo facendo del locale anche un rifugio urbano per chi cerca esperienze non convenzionali. Il design complessivo del format unisce, anche a livello visivo, due mondi, quello dello smash burger e del sushi di carne: il rosa rappresenta la texture della carne, mentre le fitte mattonelle bianche richiamano visivamente il riso.

Duccio Smash Meat Sushi nasce dalla volontà di creare uno spazio capace di generare connessioni autentiche tra persone, culture e sapori, attraverso una proposta essenziale ma curata, fondata su qualità, ricerca e rispetto per la materia prima -commenta Duccio Conti, co-fondatore del brand-. Ogni apertura rappresenta per noi un momento di consapevolezza e di crescita: il percorso fatto ci ricorda quanto l’attenzione ai valori, alle relazioni e al lavoro quotidiano sia centrale nello sviluppo di un progetto solido e duraturo. L’apertura a Torino rafforza un format in grado di unire socialità, esperienza gastronomica e visione contemporanea della ristorazione”.

Abbiamo deciso di puntare su Duccio Smash Meat Sushi, investendo su un settore con grande potenziale e su un progetto giovane, ma con idee molto chiare -conclude Giovanni Peluso, Presidente di 72 Holding-. L’obiettivo è dare vita a un’esperienza che vada oltre il semplice pasto, unendo sensazioni, cultura e una nuova idea di gusto”.

Itab con Hmy a Euroshop 2026 presenta le sue soluzioni per il retail

Itab self checkout
Una soluzione Itab di self checkout
Itab porta a EuroShop soluzioni di pagamento, ritiro ordini, gestione code. Per la prima volta con il player anche il marchio acquisito Hmy

Itab, gruppo specialista nelle soluzioni per il retail, porta a EuroShop 2026 per la prima volta uniti i brand omonimo e quello di Hmy, dopo l’acquisizione del 2024. L’offerta di Itab si focalizza sull’allestimento dei punti di vendita con sistemi digitali, di self-service, checkout, smart gate, applicazioni tecnologiche, sistemi di illuminazione, oltre a servizi di installazione, manutenzione e ottimizzazione.

Con l’integrazione di Hmy, Itab ha ampliato la propria presenza internazionale. Hmy opera nell’allestimento dei negozi.

Itab è forte nel Nord, Centro ed Est Europa oltre che in Asia, Australia e Nord America mentre Hmy ha una presenza consolidata nel Sud Europa, in Medio Oriente e in Sud America.

I due brand saranno al padiglione 10, stand A34/B34.

Itab personalizza l’offerta

“Unendo i brand Itab e Hmy -specifica Glauco Frascaroli, interim president e ceo di Itab Group- abbiamo concentrato un’esperienza globale nel retail e una profonda conoscenza dei trend di consumo a livello mondiale”. Riguardo i trend emergenti (anzi, ormai consolidati), il manager nota come sia chiara “a livello globale una tendenza verso concept di negozio sempre più personalizzati, capaci di esprimere identità ma anche di funzionare in modo più efficiente”.

Passando dalla piattaforma OnRed

L’offerta di Itab si basa su una piattaforma, OnRed, che rappresenta la base tecnologica della sua offerta, aggregando dati di self-checkout, varchi di accesso e altro, per esempio consentendo di individuare momenti di picco, giorni in cui le capacità non sono sfruttate appieno o aree in cui è più frequente la necessità di supporto manuale”.

Unes (Finiper Canova) e Arimondo: accordo di somministrazione per l’insegna Fudi

Firmato un accordo di somministrazione per la nuova insegna Fudi: nei 24 punti di vendita attivi nella riviera ligure di ponente sono introdotte le principali mdd Unes, da U! a il Viaggiator Goloso fino a Grandi Vigne e Amarsi è Piacersi

Unes (Gruppo Finiper Canova) e Arimondo, che ha appena lasciato Pam dopo una partnership di 20 anni (come si legge qui) hanno firmato oggi un accordo di somministrazione che riguarda la nuova insegna di supermercati Fudi, già operativa in 24 supermercati nel Ponente ligure, da Albisola (Sv) a Ventimiglia (Im).

 

L’intesa prevede anche l’ingresso di un’ampia gamma di prodotti a marca privata di casa Unes sugli scaffali Fudi.

Unes e Il Viaggiator Goloso in assortimento

Nei punti di vendita Fudi sarà, quindi, disponibile una selezione delle principali linee a marchio Unes:

U!, la linea per spesa quotidiana, che abbina qualità e convenienza);
Il Viaggiator Goloso, la marca premium dedicata alle specialità del panorama gastronomico italiano;
Green Oasis, la firma per cura casa e persona con attenzione all’ambiente;
Grandi Vigne, la mdd specializzata nel mondo dei vini;
Amarsi è Piacersi, la gamma che propone prodotti per il benessere e specifiche esigenze alimentari, con oltre 100 referenze.

I commenti

"Siamo entusiasti di annunciare questo accordo con un operatore stimato e radicato nel territorio come Arimondo", commenta Armando Strano, direttore commerciale di Unes. Sulla stessa linea Roberto Arimondo: "Siamo lieti di aver stipulato questo accordo con Unes, un partner che condivide con noi la stessa attenzione per la qualità e per la soddisfazione del cliente".

Unes e Arimondo sul territorio

In termini di presenza, Unes, nata a Milano nel 1967 e parte del Gruppo Finiper Canova dal 2002, opera con oltre 200 punti di vendita tra diretti e franchising, più di 3.000 addetti e un fatturato lordo 2024 di 1,13 miliardi di euro.

Arimondo, fondata nel 1791 e iscritta al registro delle imprese storiche italiane, opera con 40 punti vendita tra supermercati e discount (riforniti ogni giorno dal forno e dal laboratorio di gastronomia e pasticceria di proprietà), nelle province di Imperia e Savona, impiega oltre 700 persone e nel 2024 ha superato i 200 milioni di euro di fatturato lordo.

Guarda anche

Unes e il Viaggiator Goloso: la mdd rappresenta il 25% del fatturato #Marca26

Conserve Italia: Difendere il made in Italy significa riconoscere il valore della filiera agricola

Il direttore generale Pier Paolo Rosetti allo stand di Marca illustra il piano di investimenti da 86 milioni, gli obiettivi di decarbonizzazione e le nuove linee di prodotto per Yoga, Valfrutta e Cirio

In uno scenario economico segnato da consumi ancora deboli e tensioni geopolitiche che influenzano i costi di produzione, la vera sfida per il settore agroalimentare non è solo resistere, ma valorizzare la propria identità. È questo il messaggio forte che Conserve Italia ha lanciato dalla 22esima edizione di Marca, il salone internazionale dedicato alla Marca del dDistributore, tenutosi a BolognaFiere. Una presenza strategica per il Gruppo cooperativo, che si presenta non come un semplice fornitore, ma come il vertice di una "filiera agricola integrata" che poggia su una base sociale di 14.000 agricoltori.

Il valore dell'italianità oltre l'etichetta

Il cuore dell'intervento di Conserve Italia a Marca 2026 risiede nella difesa del concetto di "italianità". Per il direttore generale Pier Paolo Rosetti, questo non è un semplice elemento di marketing strategico, ma la "ragion d'essere" stessa dell'azienda. "Portiamo a Marca la nostra produzione da una filiera integrata", spiega Rosetti, sottolineando come il compito del Gruppo sia trasformare la materia prima conferita dai soci per portarla alla distribuzione garantendo qualità. Tuttavia, mantenere questi standard elevati di tracciabilità, etica e sostenibilità comporta dei costi precisi. In un contesto dove i rincari delle materie prime agricole – in particolare pomodoro e frutta – si fanno sentire, diventa cruciale condividere questi oneri lungo tutta la catena del valore in maniera trasparente.

L'appello alla gdo contro la concorrenza sleale

Il nodo centrale affrontato da Rosetti riguarda il rapporto con la distribuzione moderna. La richiesta è quella di una collaborazione più stretta per tutelare le eccellenze nazionali contro la "corsa al ribasso" dei prezzi. Esiste infatti una minaccia concreta rappresentata dalla concorrenza sleale di Paesi esteri che non sono tenuti al rispetto delle rigide normative italiane ed europee. Questo fenomeno colpisce duramente comparti chiave come i trasformati del pomodoro, i legumi e i cereali, in primis il mais dolce. Riconoscere il giusto prezzo al prodotto italiano significa quindi salvaguardare il lavoro agricolo e industriale che ne è alla base, evitando che venga sviliti da logiche puramente speculative.

Sostenibilità: investimenti e obiettivi 2027

Se la difesa della filiera è il pilastro etico, la sostenibilità e l'innovazione tecnologica rappresentano il braccio operativo della strategia di Conserve Italia. Il 2026 segna l'anno di compimento di un massiccio piano investimenti da oltre 86 milioni di euro, focalizzato su digitalizzazione e tecnologie produttive. Sul fronte ambientale, l'impegno è quantificabile e ambizioso. L'azienda ha presentato un report di sostenibilità che certifica un percorso iniziato vent'anni fa, ben prima che il tema diventasse mainstream. I nuovi obiettivi di sostenibilità per il triennio 2025-27 prevedono una riduzione di oltre 39.000 tonnellate di CO₂ (con l'audio che rilancia l'asticella verso le 50.000 tonnellate grazie a nuovi progetti) e il raggiungimento del 42% di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.

Le novità di prodotto: Yoga, Valfrutta e Cirio

La fiera è stata anche l'occasione per presentare le innovazioni di prodotto che arriveranno sugli scaffali, rispondendo alle nuove esigenze di consumo all'insegna del benessere e della praticità. Rosetti ha annunciato tre importanti novità che affiancano la presenza del Gruppo come partner della gdo. Per il brand Yoga, arriva la nuova bottiglia da 500ml nella linea "Zero", intercettando la domanda di succhi senza zuccheri aggiunti. Valfrutta espande la sua offerta nel mondo del pomodoro con nuovi sughi in vasetto da 190g a base datterino, puntando sulla dolcezza e la qualità della materia prima. Infine, Cirio recupera la tradizione con il lancio dei passati di verdura, completando così la gamma di zuppe pronte.

Retano porta le sue soluzioni Ai a EuroShop 2026

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Gestione della supply chain e del category management: Retano porta l’Ai al servizio del mondo del retail

Dal 22 al 26 febbraio 2026, Düsseldorf, Germania, ospiterà una nuova edizione di EuroShop, tra gli appuntamenti internazionali più importanti dedicati all’innovazione e alle tecnologie per il retail. Tra le aziende presenti, Retano, che presenterà soluzioni basate su intelligenza artificiale, dati e automazione per migliorare efficienza e gestione nel mondo della gdo.

L’Ai di retano per migliorare la gestione dell’inventario

Presso il padiglione 5, stand B30, l’azienda proporrà strumenti per la supply chain e il replenishment con l’obiettivo di ridurre rotture di stock ed eccessi di inventario. Le funzionalità di shelf space e planogram management permettono di automatizzare la gestione degli spazi a scaffale, ottimizzando la disposizione dei prodotti nei punti di vendita.

Le soluzioni Retano dedicate al category management sfruttano l’Ai per migliorare l’assortimento e aumentare rotazioni e marginalità. In fiera sarà mostrato anche il sistema di controllo automatico del display a scaffale, che consente di monitorare la qualità espositiva e mantenere standard costanti nei negozi.

Focus sul cliente

La piattaforma Ai-powered customer engagement utilizza dati di comportamento e preferenze d’acquisto per creare comunicazioni personalizzate, programmi fedeltà e strategie marketing mirate, sempre più centrati sul consumatore.

Epta: refrigerazione sostenibile e innovativa a EuroShop 2026

basso consumo Edeka
Un murale con vetri a tutta altezza di Epta presso uno store Edeka
Attiva nella refrigerazione per il retail, Epta propone a EuroShop 2026 soluzioni sostenibili, efficienti e la sua customer experience

Epta, player specializzato nella refrigerazione commerciale, annuncia che sarà presente a EuroShop, evento fieristico di riferimento per i servizi tecnologici dedicati al retail, in programma a Düsseldorf, Germania, dal 22 al 26 febbraio 2026.

Lo spazio di Epta sarà alla hall 15, stand B24-B42.

Presso lo spazio di Epta i visitatori potranno scoprire le soluzioni per la refrigerazione dedicata al retail. Innovazioni a tema efficientamento energetico, flessibilità e affidabilità. Importante poi l’integrazione tra tecnologie e design, per rendere la funzionalità più bella e fruibile.

“EuroShop 2026 -sottolinea Aurélien Tissot, group marketing sr director- sarà il momento ideale per valorizzare il ruolo del gruppo in qualità di fully integrated solutions provider, capace di accompagnare le insegne nella transizione verso una sostenibilità di lungo termine e nella creazione di format più distintivi e redditizi”.

Talk e conferenze allo stand Epta

Per rendere il percorso presso lo spazio Epta più fruibile, il gruppo ha pensato anche all’esperienzialità, grazie a contenuti digitali e materiali multimediali. “In un mercato che non smette mai di evolvere e innovare -commenta ancora Tissot-, Epta supporta i propri clienti nel restare sempre un passo avanti, grazie a una nuova generazione di soluzioni progettate per trasformare le aree vendita in veri punti di attrazione e creare nuove opportunità di creazione di valore”.

Momenti di confronto

Spazio al dialogo: presso lo spazio Epta a EuroShop 2026 ci sarà la possibilità di incontrare i protagonisti del mondo del retail, partner e clienti che animeranno la Talking Epta arena: ogni giornata di fiera sarà dedicata a un tema chiave per il settore. Inoltre si terrà una conferenza stampa presso la conference arena dello stand, per svelare le soluzioni dedicate a una refrigerazione più sostenibile, efficiente e capace di valorizzare l’esperienza d’acquisto, durante cui i manager del gruppo illustreranno la propria view.

Italchimica premiata per il packaging in occasione di Marca

Le soluzioni innovative ed eco-friendly adottate da Italchimica conquistano un riconoscimento a Marca per il packaging

In occasione dell'ultima edizione di Marca by BolognaFiere, Italchimica ha ricevuto l'Adi Packaging Design Award 2026, assegnato per le confezioni a prevalenza cellulosica Dual Power Lavatrice e ricarica Dual Power Piatti Gel Concentrato, frutto di un progetto biennale di ricerca e sviluppo. “Questo premio conferma il nostro impegno nel creare prodotti che combinano innovazione, funzionalità e sostenibilità -afferma Alessandro Fioretto, Ceo di Italchimica-. Con Dual Power, offriamo soluzioni pratiche e performanti, progettate sulle esigenze dei consumatori e che promuovono uno sviluppo responsabile.”

L'innovazione

La combinazione di formule avanzate e di un packaging efficiente, realizzato con materiale a prevalenza cellulosica certificato FSC e Aticelca rappresentano l'innovazione dei prodotti del gruppo. Le soluzioni scelte garantiscono la riciclabilità nella carta e una riduzione dell’utilizzo della plastica fino al 95%. In questo modo, i packaging promuovono una logistica più efficiente e contribuiscono ad un modello di economia circolare completo, rappresentando un'alternativa più funzionale ai tradizionali doypack in plastica, rispondendo anche alla crescente domanda da parte dei consumatori di opzioni più sostenibili.

Sviluppo rete Non food dal 23 al 30 gennaio 2026

Ikea plan and order point (308 mq) entra alla galleria commerciale Esselunga di Novara che accoglie l'insegna con uno store di medie dimensioni come già sperimentato con altre insegne e negozi di piccolo formato. Normal invece sceglie Milano con uno store di 1.200 mq

IKEA PLAN AND ORDER POINT
Via Mario Pavesi
Novara
308 mq
Ikea Italia

Data di apertura
21 gennaio 2026
Format e location
È il secondo store con questo format nella città di Novara, il quarto nella regione, realizzato all’interno della galleria commerciale Esselunga, che accoglie nei suoi spazi l’insegna come già sperimentato per altri locali di piccole e medie dimensioni.
Offerta
Offre diverse soluzioni per gli ambienti di casa, ufficio o attività commerciale, da ordinare e acquistare attingendo dall’intero assortimento online di mobili e accessori Ikea.
Servizi
Orario: lun-dom 9-20. Dispone di numerose modalità di consegna: a domicilio, presso il plan, order and pick-up point, o in uno dei tanti punti di ritiro presso partner o uffici postali presenti nella Regione.
Addetti e casse
Impiega 12 addetti.

NORMAL
Via Torino
Milano
1.200 mq
Normal

Data di apertura
14 gennaio 2026
Format e location
Si sviluppa su due piani: il livello strada e un piano interrato. Lo store si avvale di estetica minimalista e una disposizione degli spazi definita “a labirinto”.
Offerta
Come da tradizione l’offerta comprende articoli per la cura personale (shampoo, pelle, make-up), igiene, pulizia casa e snack a prezzi bassi e fissi.
Servizi
Orario: lun-dom 9-22.
Addetti e casse
Non disponibile.

Gdoweekly #151. Realco verso il concordato preventivo. Esselunga-Everli. Giannasi fa 3

Realco (D.It) verso il concordato preventivo. Accordo Esselunga-Everli. Giannasi, 3° store. I consumi fuori casa. Crescita per MediaWorld

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

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Doppio debutto per Latteria Sorrentina: Sigep e mercato consumer

Latteria_Sorrentina
Esordio a Sigep e debutto nella gdo per Latteria Sorrentina, che affianca alla linea horeca tre nuove referenze dedicate al mercato consumer

Per Latteria Sorrentina il 2026 si apre con un doppio passo avanti: l’esordio a Sigep di Rimini e l’ingresso nel retail con una nuova linea dedicata alla gdo. Una mossa che segna l’ampliamento del perimetro commerciale del caseificio campano, focalizzato finora sul canale professionale.

Latteria Sorrentina a Sigep

“Sigep si conferma il palcoscenico che arricchisce l’offerta del made in Italy -comunica Giovanni Amodio, vicepresidente di Latteria Sorrentina-. In questo contesto i latticini diventano un veicolo formidabile per amplificare il messaggio della buona gastronomia italiana”.

Alla prima partecipazione alla fiera riminese, Latteria Sorrentina ha presentato un’offerta articolata. Accanto alla linea horeca già a catalogo (fiordilatte di Napoli, fiordilatte dei Monti, fiordilatte della Penisola e 100% Lavorazione Italia frozen) debutta una gamma pensata per la gdo. Durante Sigep, i riflettori sono stati puntati in particolare su fiordilatte e provola affumicata con la paglia, indicati come prodotti di punta dell’azienda in questa fase di sviluppo. Due referenze che raccontano il legame con la tradizione lattiero-casearia campana e, allo stesso tempo, la volontà di dialogare con un pubblico più ampio.

In gdo l’offerta dedicata di Latteria Sorrentina

Tre le referenze selezionate per il test sul mercato: il fiordilatte Taglio a mestiere, le Filacce di fiordilatte e la Ricotta ricca. Una linea che nasce per portare a scaffale prodotti sviluppati in collaborazione con i maestri pizzaioli, mantenendo un posizionamento coerente con l’identità artigianale del marchio ma adattato alle esigenze del consumo domestico.

 

Wingstop apre a Milano il ristorante pop up “House of Flavor”

Wingstop apre il ristorante pop up
Wingstop, l'insegna texana specializzata nelle alette di pollo fritte, terrà aperto il ristorante House of Flavor dal 7 al 14 febbraio in via Vigevano

Wingstop è un'altra nuova insegna che sbarca in Italia direttamente dagli States: ha un programma ambizioso, che è poi quello di Joe Bastianich e suo figlio, il ventiquattrenne Ethan Bastianich, aprire almeno 40 punti di vendita nel nostro paese, per proporre un prodotto (alette di pollo fritte) che, se non è proprio come il pollo fritto stile Kfc, potrebbe ricordarlo non poco  soprattutto alla vista dei non esperti in American food. L'insegna texana nata nel 1994, apre a Milano il 7 febbraio un ristorante pop-up (con questa formula ha debuttato a Parigi nell’estate del 2024) durante gli eventi invernali della città e proprio in concomitanza con l'apertura ufficiale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.

Dal 7 al 14 febbraio 2026, la House of Flavor di Wingstop è aperta (dalle 11 a tarda notte, ma gli orari sono soggetti a modifiche, potrebbero essere applicati costi di ingresso e/o restrizioni di età) in via Vigevano 18 (zona Porta Genova) per offrire agli appassionati alette di pollo gratuite (fino a esaurimento scorte), preparate al momento e condite a mano con cinque dei gusti tipici di Wingstop, insieme a un contorno di patatine fritte speziate e alla specialità di Wingstop: la salsa ranch signature fatta a mano.

House of Flavor è -per dirla con le parole del presidente e ceo, Michael Skipworth "un'esperienza di marca consolidata che introduce Wingstop a migliaia di nuovi fan, crea slancio, promuove la connessione e contribuisce ad alimentare la nostra crescita a lungo termine sul mercato".

"Portare Wingstop in Italia significa molto più che aprire ristoranti -aggiunge Joe Bastianich, brand partner di Wingstop-. Si tratta di creare un momento culturale. Il marchio Wingstop si basa sulla viralità e ha la ricetta giusta per raggiungere un successo travolgente nel nostro Paese. House of Flavor è il modo perfetto per introdurre a Milano l'energia, la qualità e il sapore inconfondibile del marchio".

A proposito di viralità, Wingstop offre un carnet di servizi che contribuiscono a questo scopo: per esempio nella moda, gemme per denti e creazione di ciondoli personalizzati, offerte di tatuaggi dal vivo e nail art personalizzata

Wingstop, sede a Dallas, quotata al Nasdaq, ha oltre 3.000 ristoranti in tutto il mondo. Realizza (dati 2024) circa 5 miliardi di dollari di vendite a livello globale, e vanta 21 anni consecutivi di crescita delle vendite negli stessi negozi con l'obiettivo di diventare uno dei 10 migliori marchi di ristoranti globali.

Sviluppo rete in Area 4 dal 16 al 23 gennaio 2026

Todis (Iges srl-Pac2000A Conad) rafforza la sua presenza con un supermercato a Cellole (Ce) che replica la formula già sperimentata con banchi freschi di ortofrutta a libero servizio, gastronomia calda/fredda, pane con lavorazioni interne

TODIS
Piazza Aldo Moro
Cellole (Ce)
Igesr srl (Pac2000A Conad)

Data di apertura
22 gennaio 2026
Format e location
Rispecchia la consueta formula dell’insegna.
Offerta
L’offerta è in linea con la tradizionale offerta orientata alla convenienza.
Servizi
Orario: lun-ven 8-20; sabato 8-20.30; domenica 8.30-13.30.

Non disponibile.

Basko (Sogegross-Agorà): il nuovo supermercato di Genova Quarto

Basko si rafforza a Genova e nella zona Quarto realizza uno store di 1.500 mq con un'ampia offerta di piatti pronti. In area freschi i banchi serviti di macelleria, pescheria, pasticceria e panetteria dispongono di laboratori interni

Prosegue lo sviluppo di Basko in Liguria con un punto di vendita inaugurato a levante della città di Genova, nella zona di Quarto. In quest'area particolarmente caratterizzata da store di piccole dimensioni, l'insegna si inserisce con un supermercato più ampio, introducendo una formula già adottata in altri contesti urbani. “Questo nuovo punto di vendita rappresenta un impegno concreto nei confronti di Genova e del Levante cittadino. Fin dall’inizio, l’idea non era quella di limitarsi all’apertura di un supermercato, ma di progettare una presenza capace di inserirsi in modo coerente nel contesto urbano e sociale di Quarto. Un presidio pensato per rispondere ai bisogni quotidiani delle famiglie del quartiere e delle aree limitrofe” commenta Giovanni D’Alessandro, direttore BU retail del Gruppo Sogegross.

Lo store

  • Si estende su 1.500 mq
  • In barriera ci sono 13 casse, di cui 7 tradizionali e 6 casse self check-out
  • Impiega complessivamente 60 collaboratori, prevalentemente di nuova assunzione e
    con età media under 25 anni
  • Nel parcheggio sono presenti 150 posti auto
  • Il supermercato è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle 21.

Lo store si trova in via Carrara e dispone di un'offerta completa con banchi serviti sul perimetro, tra i punti di forza del gruppo. Come già successo nel punto di vendita di San Martino Siccomario, raccontato in questo articolo, Basko ha potenziato la presenza di piatti pronti, verdure, pesce e rosticceria, preparati all'interno del negozio in un'area dedicata alla cucina. In una vasca refrigerata è disponibile il sushi e, in una logica di cross category, si trovano anche salse e condimenti. Come da consuetudine, l'ortofrutta è in modalità self-service, pescheria e macelleria invece sono assistite. In enoteca la distinzione si fa per tipologia di vini e per formati con un'esposizione mirata per i grandi formati. Forte la leva promozionale con aree in più reparti segnalate da apposita comunicazione interna.

L'assortimento comprende anche i prodotti contrassegnati dal marchio Qualità Basko con materie prime selezionate, prodotti locali, specialità legate alla tradizione gastronomica ligure sono da sempre tra i fiori all’occhiello dell’offerta Basko.

La ristorazione

All’interno della struttura trova spazio anche un Bistrot in formato caffetteria e ristorazione veloce, con 80 posti a sedere, concepito come area di pausa e socialità a servizio del quartiere. Il menu comprende numerosi piatti pronti, ricette della tradizione e specialità a marchio Qualità Basko.

L'attenzione al territorio

Per assecondare le esigenze aggregative del quartiere, Basko ha creato spazi dedicati: sul tetto della struttura sono stati realizzati due campi da calcetto che saranno ceduti all’Istituto dei Salesiani dell’Opera Don Bosco, da sempre attivi nella zona, oltre a un campo da padel, affidato a un operatore privato.

GrosMarket, riparte il ciclo di lezioni per i professionisti horeca

GrosMarket riprende le masterclass professionali. La prima tranche, in programma fino ad aprile, prevede 6 appuntamenti

GrosMarket è un'insegna storica del gruppo genovese Sogegross, specializzata nei cash and carry, e -come accade non di rado in questo canale di vendita: si pensi a Metro- orientata alla ristorazione e alla formazione in ambito cucina e preparazioni. Il progetto LiveLab prevede un ciclo annuale di masterclass professionali gratuite pensato per accompagnare gli operatori del mondo Horeca lungo tutto l’anno, con contenuti per l’aggiornamento professionale, a prescindere dal livello di esperienza.

La prima tranche in programma fino ad aprile prevede sei appuntamenti, realizzati in collaborazione con partner di riferimento del settore, che affrontano alcuni dei temi centrali della ristorazione attuale: dal cibo di strada (street food) reinterpretato in chiave gourmet, alla mixology con bevande analcoliche (alcool-free), fino alla gestione dei lievitati e alla valorizzazione dell’ittico nelle preparazioni.

Gli incontri, gratuiti previa registrazione, si tengono in presenza (ma è possibile anche la fruizione online, in diretta o su richiesta) nell’area didattica dei punti di vendita GrosMarket a Genova Sampierdarena e Rivoli (To).

"Il mercato della ristorazione premia chi sa anticipare i cambiamenti e leggere le variazioni del mercato -dichiara Flavio Zago, direttore BU Ingrosso Gruppo Sogegross-. Con i LiveLab vogliamo offrire agli operatori del settore una bussola per orientarsi in un panorama in continua evoluzione. Tanti appuntamenti, tanti filoni tematici, un unico obiettivo: trasferire competenze che fanno la differenza nel quotidiano di chi lavora in cucina, in pizzeria, in pasticceria o dietro al bancone di un bar. Collaboriamo con partner leader perché crediamo nel valore della qualità e della specializzazione, e mettiamo tutto questo a disposizione gratuitamente perché l'eccellenza nella ristorazione si costruisce anche attraverso la condivisione della conoscenza”.

GrosMarket, Food & Service

Dopo aver messo a punto, prima in Liguria e una delle prime in Italia, una formula aggiornata e innovativa rispetto al tradizionale “supermercato all’ingrosso” degli anni ‘70, oggi GrosMarket è una delle aziende leader del settore, con 22 punti di vendita distribuiti in Liguria (7), Piemonte (5), Lombardia (4), Emilia-Romagna (3), Toscana (3).

Con il recente rebranding, GrosMarket ha rafforzato un approccio full service, digitale e su misura per i professionisti del Food&Beverage, attraverso il sito, declinato anche su App. Offre anche supporto e consulenza sul territorio grazie agli Horeca Account, consulenti che affiancano la clientela professionale per veicolare al meglio la proposta dell’insegna.

Granarolo spinge sul kefir per sfondare all’estero #Marca26

L’export vale per Granarolo già circa la metà del giro d’affari ma l’azienda vuole cresce ancora. Le leve? Kefir e nuovi formaggi

Granarolo punta sui nuovi prodotti, dal kefir a marchio Yomo al formaggio stagionato a pasta dura. L’obiettivo? Portare all’estero il made in Italy del produttore attivo nel campo dairy.

L’export pesa già per circa il 50% del fatturato ma l’azienda conferma l’intenzione di voler sviluppare ulteriormente la presenza internazionale.

La produzione italiana di latte, yogurt e formaggi rientra nelle priorità strategiche del gruppo, che opera con una filiera integrata e diversi stabilimenti in Italia e all’estero.

Kefir, una leva per l’internazionale

Una delle principali novità lanciate recentemente è il kefir a marchio Yomo. “Quello del kefir è un segmento in crescita, e Granarolo lo interpreta sia in versione a cucchiaio che da bere - riferisce Tiziano Manco, direttore marketing innovazione e qualità di Granarolo -, è un progetto prioritario perché consentirà a Yomo, famosa per lo yogurt dal 1947, di entrare anche in segmenti più dinamici”.

La scelta di puntare sul kefir segue un trend di mercato in cui fermentati e prodotti funzionali attirano l’attenzione dei consumatori, soprattutto nei Paesi con forte domanda di prodotti salutistici.

Nuovi formaggi e produzione nel Sud

Nel 2025 Granarolo ha ampliato la propria offerta di formaggi con la produzione di specialità tipiche pugliesi nello stabilimento di Gioia del Colle (Ba). Tra queste figurano burrata e stracciatella, pensate sia per il mercato domestico che per l’export.

Altra referenza in distribuzione nazionale e internazionale è il formaggio italiano stagionato a pasta dura, realizzato con latte della filiera Granarolo. “I formaggi made in Italy hanno successo sia in Italia che nel contesto internazionale -aggiunge Manco-, e vogliamo continuare a investire su questa direzione”.

MediaWorld, performance superiori alla media del mercato

MediaWorld Italia ha registrato un incremento delle vendite (+1,7%) superiore all'andamento complessivo del mercato che rimane sostanzialmente stabile

MediaWorld cresce più del mercato. Durante l’anno fiscale chiuso al 30 settembre 2025, ha registrato un incremento delle vendite (+1,7%) superiore all’andamento complessivo del mercato (+0,4%, sostanzialmente stabile), aumentando la quota di mercato nel canale fisici e digitale. Ma una notizia non meno importante è che MediaWorld ha raggiunto un Net Promoter Score pari a 66, il valore più alto mai registrato per la categoria, con un incremento di 2 punti rispetto all’anno precedente. È un risultato che riflette l’evoluzione dell'esperienza d'acquisto (shopping experience) verso una relazione continuativa fatta di interazioni, servizi e momenti di coinvolgimento, all’interno di un ecosistema omnicanale. Al raggiungimento di questi risultati molto ha contribuito il nuovo programma fedeltà che ha affiancato al tradizionale meccanismo di punti e premi un modello di loyalty sempre più emozionale, personalizzato e ludico. Con oltre 6,5 milioni di utenti alla chiusura dell’esercizio, il programma ha consentito, in un quadro omnicanale, l’accesso a vantaggi esclusivi sia nei negozi fisici sia tramite il sito o l’App.

Investimenti per la rete fisica

Nell’anno fiscale chiuso il 30 settembre 2025, Mediaworld ha investito quasi 30 miliardi di euro (29,9 milioni di euro), che hanno interessato tutte le principali aree strategiche di crescita dell’azienda. Nel 2025 il piano ha previsto 10 nuove aperture e 12 ristrutturazioni. Tra queste il Tech Village a Milano viale Certosa, profondamente rinnovato, e il punto di vendita a Verano Brianza, sede centrale dell’azienda, individuato come negozio pilota per il passaggio superiore a Future Store. Dotato del nuovo layout esperienziale Look&Feel e di soluzioni avanzate di pagamento (in reparto e in modalità self) viene confermato come laboratorio dell’evoluzione dell’azienda.

Tra le iniziative di ottimizzazione della rete a livello di assortimento, ricordiamo il rinnovo della partnership strategica con Bennet, che ha visto l’apertura di sei shop-in-shop nel format innovativo Xpress, con assortimento mirato e servizi come il "Pick Up anche in 30 minuti" per migliorare l'esperienza d'acquisto del cliente, all'interno di un campione selezionato di ipermercati nel nord-Italia.

Ritorno in utile

Torniamo un attimo ad alcuni dati economico-finanziari chiave. Nel periodo di riferimento MediaWorld ha registrato un valore della produzione pari a 2,4 miliardi di euro (63,5 milioni in più rispetto al 2024, +2,7%) e, in particolare, un forte incremento del margine operativo lordo a 24,7 milioni di euro (+19,1 milioni, pari a +341%) e dell’utile di esercizio, che segna una netta inversione di tendenza, riportandosi in positivo per 0,6 milioni di euro, evidenziando un miglioramento complessivo di 12,6 milioni rispetto alla perdita di 12,0 milioni dell'esercizio precedente. La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2025 è positiva per 58,2 milioni di euro (+20,2 milioni vs 2024 pari a +53,2%).

 

Coop Alleanza 3.0 porta nel cloud i pagamenti cashless

La centralizzazione dei pagamenti e l’erogazione dei servizi digitali attraverso la piattaforma Kpay offre ai consumatori un nuovo livello di servizio

Anche se oggi l’attenzione è molto focalizzata sull’Intelligenza Artificiale, nel Retail permangono sempre ambiti di sviluppo tecnologico in grado di generare importanti vantaggi competitivi grazie all’evoluzione dei processi e al miglioramento della shopping experience che ne consegue. Un caso di studio molto recente è quello di Coop Alleanza 3.0 con Kpay, piattaforma multi-acquirer e multiservizi per la gestione unificata dei pagamenti e delle soluzioni digitali di Konvergence, la società del Gruppo Retex specializzata nella consulenza e nelle infrastrutture tecnologiche per l’innovazione del Retail, con focus su digital payment, customer engagement, front-end di cassa e business continuity.

Pagamenti nel cloud: cosa cambia

Kpay è una piattaforma per la gestione delle transazioni elettroniche che consente di centralizzare l’accettazione dei pagamenti e l’erogazione di soluzioni tecnologiche evolute su tutti i touchpoint fisici e digitali. Tra i principali vantaggi offerti dall’approccio centralizzato, una gestione unificata dei pagamenti cashless da un unico terminale, l’autorizzazione omnicanale, l’integrazione con i principali software di cassa e terminali, l’indipendenza bancaria e l’ottimizzazione dei costi verso acquirer e autorizzatori. Coop Alleanza 3.0 ha adottato Kpay già nel 2017 in modalità on-premises e nel 2026 migrerà tutto il sistema nel cloud di Google attraverso una versione di Kpay per il cloud. Ma cosa cambia dalla soluzione on-premises (installazione e implementazione dei servizi in locale) a quella in cloud? I vantaggi sono diversi: vediamoli brevemente.
La versione di Kpay in cloud prevede l’attivazione del modulo GT (Gestione Terminali), uno strato software che permette la governance centralizzata dei POS con intelligenza di instradamento, a parità di architettura di base esistente. Aumenta la sicurezza del flusso di pagamento elettronico con il transito dei dati-carta con cifratura end-to-end (P2P) e la conformità agli standard normativi più aggiornati. Il modulo GT, inoltre, abilita routing dinamico e politiche di selezione degli acquirer per ottimizzare costi, performance e continuità di servizio. Business continuity e scalabilità sono a un punto di svolta grazie al cloud e all’erogazione di tutti i servizi in modalità SaaS. GDOWeek ha incontrato Andrea Furegon, responsabile sistemi commerciali e canali di vendita di Coop Alleanza 3.0, e Guerino di Giacomo, sales director di Konvergence.

La genesi del progetto

Kpay è stato adottato da Coop Alleanza 3.0 nel 2017 in configurazione on-premises. Come è nato il progetto?

Andrea Furegon, responsabile sistemi commerciali e canali di vendita di Coop Alleanza 3.0

Furegon. Nel 2017 l'adozione della piattaforma Kpay è derivata dal processo di fusione societaria da cui è nata Coop Alleanza 3.0, attraverso un programma di integrazione molto vasto sui diversi sistemi applicativi dell'azienda. L'obiettivo era unificare i sistemi di pagamento elettronico in tempi rapidi, partendo da una situazione che vedeva l’operatività di ben tre applicativi di cassa. La scelta di una soluzione on-premises derivava dalla volontà di privilegiare la continuità architetturale, in un’epoca in cui il cloud non era maturo come, invece, è oggi. Vi era poi la necessità di mettere a sistema gli applicativi in essere e, soprattutto, di poter attivare fin da subito in modo uniforme su tutta la rete di vendita una serie di funzionalità out of the box, tra cui i servizi a valore aggiunto come, ad esempio, i buoni pasto, i buoni spesa e welfare e altri pagamenti digitali.

Dal 2017 ad oggi, come si è evoluto l’approccio ai sistemi IT da parte di Coop Alleanza 3.0?

Furegon. Dal punto di vista della strategia architetturale, Coop Alleanza 3.0 crede molto nel cloud e ha effettuato investimenti molto importanti in questa direzione, instaurando una partnership stretta con Google. Nel momento in cui abbiamo aperto il capitolo dell’evoluzione della soluzione di pagamento elettronico, ci è sembrato naturale portare il tutto su cloud. Ma non solo: il pagamento elettronico è un ambito sottoposto ad aspetti regolatori molto stringenti, come la normativa PCI DSS. Adottare una soluzione in cloud, in particolare quella di Konvergence, ci ha permesso anche di snellire il processo di certificazione PCI DSS. E questo è un altro elemento rilevante, specialmente per noi che abbiamo una rete di vendita molto estesa, che conta oltre 4000 punti cassa.

La soluzione in cloud è quindi inevitabile?

Guerino di Giacomo, sales director di Konvergence

Di Giacomo. I sistemi di pagamento sono per loro natura mission critical e presentano complessità nelle regole e nei sistemi di sicurezza. La PCI DSS è una norma dai circuiti di pagamento internazionali Visa e Mastercard, che ha delle regole stringenti anche sulla parte di infrastruttura di rete e infrastruttura fisica. Il merchant che è chiamato a sottostare a tali regolamenti deve necessariamente appoggiarsi ad un fornitore di sistemi di pagamento che conosce la materia e le criticità.
La soluzione in cloud diventa essenziale per motivi di sicurezza, di business continuity e di disaster recovery che, se affrontati con una soluzione on-premises, diventerebbero davvero molto onerosi. Inoltre, nel caso diventasse necessario incrementare le performance, la soluzione in cloud permette di scalare senza investimenti in hardware.
Furegon: Aggiungo che portare Kpay sul cloud di Google ha significato per Coop Alleanza 3.0 attivare le politiche di disaster recovery sui pagamenti in modo coerente con tutte le altre policy di disaster recovery, e questo è molto importante per la business continuity. Nel lungo periodo, grazie alla standardizzazione delle procedure, è possibile ottenere anche un saving economico. Infine, le performance che garantisce il cloud di Google sono un ulteriore elemento-chiave.

La migrazione in cloud e il vantaggio cliente

Come è partito il progetto di migrazione dal sistema on-premises a quello in cloud?

Di Giacomo. La concezione del progetto nasce dopo il 2021 in stretto dialogo con Coop e, data la rilevanza, ha richiesto una lunga fase di valutazione. Nella primavera del 2024, dopo aver scelto Google quale partner per il cloud, il progetto è entrato nel vivo grazie alla disponibilità del modulo GT (Gestione Terminali), anche spinto dalla necessità di essere sempre più aderenti alla PCI DSS. Con Google, e sempre in grande sinergia con Coop, si è lavorato molto fino a fine 2024 per definire l’architettura dei sistemi. Nel 2025 il progetto ha raggiunto la definizione finale dell’architettura: il passaggio vero e proprio al cloud è, quindi, partito a metà della primavera 2025 e si è concluso con cinque pilot a novembre dello stesso anno. Tutto questo ha richiesto da parte nostra l’impegno di 10 risorse, compresi alcuni partner, che ci hanno supportato insieme a Google nella predisposizione degli ambienti nella Google Cloud Platform (GCP).
Furegon. Aggiungo che il progetto si completerà e diventerà operativo definitivamente nel primo semestre 2026 con l’attivazione della soluzione anche sulla nostra app di self scanning, che permette il pagamento della spesa direttamente da smartphone.

Coop Alleanza 3.0 è un retailer food and grocery di primaria importanza in Italia. Ci sono delle specificità relativamente all’utilizzo di una piattaforma come Kpay?

Furegon. Sì, abbiamo alcune specificità che sicuramente rendono l'installazione Coop ben diversa da quella di altri clienti Konvergence. Voglio sottolineare come l'app di mobile scanning rappresenti veramente un unicum e ci stia dando grandi soddisfazioni: difficilmente la si trova in altre realtà della GDO. Rende possibile pagare non solo con le carte di credito, ma anche con buoni pasto e molteplici altre forme di pagamento.
Di Giacomo. Coop ha delle particolarità peculiari, come la carta socio, che giustificano la presenza di uno strumento di pagamento che alcuni dei nostri competitor non hanno, e che invece noi abbiamo integrato in Kpay. Un’altra caratteristica distintiva di Coop Alleanza 3.0 è il mobile self scanning, che consente al socio Coop di fare la spesa all'interno del supermercato usando il proprio telefono e di pagare utilizzando la stessa app con la quale fa la spesa. Il pagamento, in questo caso, è gestito sempre tramite Kpay. Terza peculiarità è la dimensione: in questo momento Coop Alleanza 3.0 rappresenta, in termini di volumi, il più grande merchant che gestiamo con Kpay.

Soffermiamoci sul consumatore e sulla shopping experience. Quali i vantaggi che il passaggio in cloud può restituire a chi va a fare la spesa da Coop?

Furegon. Il tema della qualità del servizio al cliente è uno degli elementi-chiave della strategia della Direzione Sistemi Informativi e Innovazione di Processo di Coop Alleanza, che non è solo una Direzione Sistemi Informativi, ma presiede tutta l’innovazione di processo. La nostra strategia vuole che ogni scelta che facciamo, e anche ogni scelta IT, debba essere sempre letta in una chiave di servizio al cliente. Il passaggio al cloud dei sistemi di pagamento produrrà vantaggi per i nostri clienti, per i nostri soci e, quindi, per il servizio che eroghiamo nel suo complesso. Il primo, il tema della business continuity: un servizio di pagamento che funzionerà ancor più costantemente e bene di quello che è stato finora. Una maggior sicurezza su tutta la filiera di pagamento, il tema della crittografia e anche la possibilità di riversare almeno una parte di quei saving sul prezzo o, comunque, sul servizio al cliente. Non poco.

Quali sono le evoluzioni future che è possibile prevedere?

Furegon. Siamo molto attenti alle evoluzioni regolatorie e alle nuove modalità di pagamento. Questi sono sicuramente ambiti a cui Coop Alleanza guarda con interesse e credo, quindi, che la soluzione tecnologica possa essere anche un elemento di accelerazione nell'adozione di alcune di queste nuove forme di pagamento.
Di Giacomo. Ci sono alcune evoluzioni che, in un prossimo futuro, potranno essere implementate. La tecnologia dei POS sta evolvendo e prevediamo l’arrivo sul mercato di nuove modalità di accettazione che integreremo in Kpay come, per esempio, i soft POS. Ci sono poi nuovi circuiti e schemi di pagamento che si stanno affacciando sul mercato, magari con l'aiuto di SEPA, della comunità economica europea; arriveranno anche schemi di pagamento con l'account to account, quindi bonifico istantaneo. Abbiamo l'obiettivo di portare Kpay in modalità multi-acquiring anche sul mondo digitale, a partire dal self-scanning, per avere una completa omnicanalità e un unico sistema fisico e digitale che centralizza e rendiconta i pagamenti elettronici.

Alo Yoga debutta in Italia con un primo store a Roma

Primo punto di vendita italiano per Alo Yoga, il brand statunitense che sta ampliando la sua presenza in Europa. Alo Sanctuary è stato realizzato in via del Babuino a Roma

Negli Stati Uniti Alo Yoga è ormai noto, punto di riferimento per gli addicted di yoga e wellness. Il marchio, presente anche in negozi multibrand e in piattaforme eCommerce, è nato nel 2007 e sta ampliando la sua presenza in più aree, e in più continenti, con nuove aperture in zone e città strategiche. Alo Yoga è entrato in Italia con un primo punto di vendita a Roma, in via del Babuino.

Ad oggi gestisce oltre 169 sedi a livello globale, distribuiti tra Usa, Europa e Asia-Pacifico, e sta programmando nuove aperture sia nel Regno Unito sia in Francia dove prevede uno store sugli Champs-Élysées a Parigi.

L'idea alla base del format è di creare spazi progettati per ispirare consapevolezza, connessione e comunità. La filosofia alla base di questo concept, infatti, è di creare hub dedicati al benessere con un'offerta omnicanale che fa uso anche dell'intelligenza artificiale per ottimizzare la disponibilità dei prodotti in tempo reale e migliorare l'esperienza di acquisto personalizzata. I flagship store possano superare i 600-800 mq (come quelli di Manchester o Soho), ma il gruppo pare stia sperimentando anche formati più piccoli come punti di riferimento sul territorio da integrare con l'eCommerce. All'interno degli store vengono solitamente allestiti i sanctuary per sessioni di yoga e spazi di condivisione.

Lo store di Roma

Il negozio aperto a Roma, a pochi passi da Piazza di Spagna, è il 12esimo punto di vendita europeo e, come già evidenziato, il primo nel nostro Paese. L'Alo Sanctuary romano si sviluppa su doppio livello e, vista l'ubicazione in un contesto storico della città capitolina,  integra elementi architettonici originali come laterizi e fregi scultorei e texture naturali che rimandano all'estetica del marchio.

L'offerta comprende le collezioni Uomo e Donna, la linea luxury Alo Atelier, realizzata con materiali come cashmere e pellami italiani, a cui si aggiunge anche la nuova selezione di borse del brand. Come da filosofia del marchio, lo store è stato concepito come luogo per la community del brand a cui saranno dedicati eventi mirati o attività come l'Alo Runners Club. A ciò si sommano le attività dedicate al benessere coordinate e gestite da istruttori del luogo.

Decò Italia: la mdd e Il Gastronauta oltre le aspettative #Marca26

Soddisfazione da parte di Decò Italia per le performance della mdd con i due brand Decò e Gastronauta. Ne parliamo con Gabriele Nicotra

Soddisfazione da parte di Decò Italia per le performance della marca del distributore con i due brand Decò e Gastronauta. Ne parliamo con Gabriele Nicotra, direttore generale di Decò Italia, nell'intervista video di Luca Moroni e Riccardo Nissotti.

La crescita di Decò e Il Gastronauta

"Le linee di sviluppo -ha dichiarato Gabriele Nicotra, direttore generale di Decò Italia- sono confermate, ovvero integrare l’assortimento di Gastronauta nelle categorie dove non siamo ancora presenti, e invece ampliare la presenza di Decò per coprire tutte le categorie, anche le meno usuali, così da coprire i bisogni dei clienti".

La marca Decò è il riferimento per la mdd di Decò Italia, visto che si tratta del brand insegna che fa da bussola per la scala valoriale, la convenienza e anche l'estetica della mdd. Nel 2025 ha fatto registrare performance molto positive, ugualmente è accaduto per il brand Gastronauta che ha superato le 400 referenze. La cifra preventivata di un fatturato alle casse per la mdd  pari a 4000 milioni di euro è stato  superato almeno del 10%.

Giannasi entra a Mercato Rombon e testa il Giannabar

L'insegna di gastronomia Giannasi entra a Mercato Rombon di Milano portando la sua classica offerta e un nuovo format di ristorazione chiamato Giannabar

Dal 1967 Giannasi opera sul territorio milanese, forte della sua specializzazione nella gastronomia. Per il marchio inizia un iter rinnovato che vede da un lato l'ingresso all'interno del Mercato Rombon, dall'altro il lancio del format Giannabar, progettato come un angolo conviviale per un'offerta che spazia dalle colazioni agli aperitivi. Questa apertura segue quella al Mercato Centrale Isola dimostrando la volontà di crescere del marchio e intercettare location ad alta densità di traffico e con un target eterogeneo. Il banco Giannasi, situato in Via Rombon 34, è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, con chiusura domenicale.

La presenza dell'insegna

Con l’apertura nel Mercato Rombon, l'offerta di Giannasi è ora presente in tre quartieri meneghini: infatti, assieme allo storico punto di vendita di Piazza Buozzi, in zona Porta Romana, sono 3 i chioschi e corner gastronomici milanesi in luoghi di riferimento della città. A questi si somma l'apertura già citata al Mercato Centrale Isola realizzata nel mese di agosto dello scorso anno, grazie alla quale il brand sbarca nell'area est del capoluogo lombardo.

L'offerta

Tra i prodotti di punta dell'offerta ci sono i polli allo spiedo a cui si sommano tutte le referenze tipiche con menù stagionali, vegetariani e ingredienti contemporanei per assecondare le più svariate esigenze di consumo e acquisto del consumatore moderno.

Sviluppo rete in Area 3 dal 16 al 23 gennaio 2026

Lidl
Lidl si consolida in Toscana con un'apertura a Prato su 1.600 mq in classe energetica A4 in linea con i suoi standard ambientali. Pewex (Gros-Selex) sceglie Roma per un supermercato con una formula evoluta dotato di caseificio, tavola calda, bisteccheria dal mondo e pasta fresca

LIDL
Via Zarini 129
Prato
1.600 mq
Lidl Italia

Data di apertura
15 gennaio 2026
Format e location
Si tratta del terzo Lidl in città, dopo quelli di Viale Della Repubblica e di Via Bologna. L’edificio rientra in classe energetica A4 ed è in linea con i più recenti standard aziendali di sostenibilità ambientale. Dotato di un impianto fotovoltaico da oltre 66 kW, copre il restante fabbisogno energetico al 100% attraverso fonti rinnovabili.
Offerta
Rispecchia la tipica offerta.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. È disponibile un parcheggio con 65 posti auto, dotato di una colonnina per la ricarica di auto elettriche e pergole verdi ombreggianti.
Addetti e casse
Accoglie 14 collaboratori.

PEWEX
Viale Palmiro Togliatti
Roma
Pewex (Cedigros-Selex)

Data di apertura
Dicembre 2025
Format e location
Si trova all’interno del centro commerciale Cinecittà Due, nello spazio che per anni aveva ospitato Carrefour. L’area freschi comprende i banchi serviti di gastronomia, macelleria, pescheria, pasticceria, pizzeria, il caseificio, il pastificio e la rosticceria.
Offerta
Rimane in linea con l’offerta tipica dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

 

Rossopomodoro, nuova governance nuova fase di sviluppo

Cambiamenti ai vertici di Rossopomodoro: Nicola Saraceno diventa Executive Chairman; Alessandro Lazzaroni arriva in Sebeto come amministratore delegato

Sebeto SpA, proprietaria del marchio Rossopomodoro, apporta alcuni cambiamenti di rilievo nella struttura di governance: Nicola Saraceno assume il ruolo di Executive Chairman e Alessandro Lazzaroni si unisce all’organizzazione in qualità di amministratore delegato. Saraceno continuerà a supportare la strategia di Gruppo Sebeto, la visione di lungo periodo e lo sviluppo complessivo dell’azienda, lavorando in stretta collaborazione con il consiglio di amministrazione.

Il nuovo Ad, Alessandro Lazzaroni, manager che ha ricoperto ruoli di responsabilità in diverse catene della ristorazione fra le quali Burger King, Domino’s Pizza e Crazy Pizza, guiderà Rossopomodoro "in una nuova fase di sviluppo, facendo leva su una struttura sempre più solida, su un team altamente professionalizzato e su un posizionamento internazionale in costante espansione".

Sotto la guida di OP Capita negli ultimi anni Rossopomodoro ha consolidato la propria presenza sul mercato italiano e rafforzato l'espansione internazionale. L'ingresso del gruppo Spoon, a settembre del 2025, ha avviata la nuova fase di sviluppo sia in Italia sia all'estero, che continuerà a far leva su partnership storiche, ad aprire pizzerie e ristoranti in nuovi mercati, sia diretti sia attraverso la formula del franchising.

Despar: nel 2026 proseguono innovazione e revisione #Marca26

Despar Italia chiude il 2025 con un +4,6% nel fatturato della mdd. Il 2026 vedrà due direttrici di lavoro: l'innovazione e la rivisitazione

Despar Italia chiude il 2025 con una crescita del +4,6% nel fatturato alle casse di prodotti a marchio proprio, in totale un fatturato di circa 1,1 miliardi di euro. Il 2026 proseguirà il lavoro dell'anno passato, caratterizzato da due direttrici di lavoro: l'innovazione di prodotto e la rivisitazione del portafoglio prodotti esistente. Ne parliamo con Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia, nell'intervista video di Luca Moroni e Riccardo Nissotti.

Il 2026 di innovazione e revisione di prodotto

"Siamo molto fiduciosi e ottimisti per il 2026 -ha detto Filippo Fabbri- ci siamo posti  l’obiettivo di crescere del +4,5% sulla mdd lavorando da una parte sull’innovazione, dall’altra sulla rivisitazione di alcuni prodotti e ricette per rispondere meglio alle esigenze dei clienti".

La quota totale di mdd in Despar è del 24,3%, più della media della mdd in Italia (pari al 23,1%, dati NielsenIQ), con una crescita a valore del +4,6% e a volume del +0,6%, per una quota pari al 27,4%. Questi numeri confermano il ruolo di fidelizzazione conquistato dalla mdd, in particolare grazie alla scelta di Despar di focalizzarsi su un forte legame con il territorio.

Per il 2026 sono previsti circa 180 lanci e 420 operazioni di restyling di prodotto. Gli ambiti di lavoro sono in generale, la spesa dei clienti, quindi la convenienza con  l'ulteriore espansione della linea S-Budget, e i bisogni specifici e i trend di mercato, attraverso l'ingresso in nicchie di mercato ad alto valore aggiunto attraverso prodotti distintivi per qualità, filiere locali e sostenibilità. In particolare: alimenti ad alto contenuto proteico e free-from, alimenti premium valorizzando le filiere corte e locali, e prodotti attenti ai nuovi trend.

I risultati delle linee mdd Despar

Il 2025 ha visto l'estensione a tutta la rete di vendita di Despar Italia della linea S-Budget, in origine facente parte del solo portafoglio di Aspiag (Despar Nord) e presente in commercio da oltre 10 anni. Le 250 referenze sono adesso disponibili in tutta la rete e coprono le esigenze di consumo food e non food nel cura casa e persona, con un risparmio medio fino al 30% sul totale del carrello. I dati di apprezzamento della linea rilevati da Despar confermano il peso maggiore, come prevedibile, nelle aree di presenza consolidata, e risultati particolarmente positivi per le aree del centro e sud Italia.

La linea di filiera Passo Dopo Passo ha visto una crescita del +24,2%, particolarmente forte nell'ortofrutta, +30,8%.

La linea Scelta Verde è cresciuta del +13,4% nel food e del +11,9% per le vendite di prodotti ecologici per la cura della casa e della persona.

La linea Despar Premium ha visto un incremento del +2,8%, puntando sulle eccellenze italiane Dop e Igp.

Consumi fuori casa stabili, ma preoccupa il trading down dei clienti

La crescita dei consumi fuori casa nell’ultimo anno delinea il profilo di un consumatore prudente che cerca di contenere la spesa rinunciando a occasioni voluttuarie e componenti del menù

I consumi fuori casa (OOH-Out of Home) si mantengono stabili, anzi in leggera crescita, nel 2025, ma i cambiamenti più palpabili riguardano le strategie di “trading down” dei consumatori che cercano di limitare le spese in un settore, quello della ristorazione, che ha visto un notevole aumento dei costi e dei prezzi almeno negli ultimi cinque anni. Quindi, se è vero che in termini di visite, siamo ancora sotto i livelli del 2019 (nel 2025, 15,1 miliardi, -4,2% rispetto al 2019), la spesa complessiva aumenta (71 miliardi, +12%) con uno scontrino medio di 4,74 euro (+17% rispetto al 2019). Sono alcuni dei principali dati della ricerca Circana (Stato dell’arte dei consumi fuori casa in Italia) presentata al Sigep World.

Gli italiani hanno speso 154 miliardi in cibo e bevande: il fuori casa rappresenta il 46% di questa spesa totale, mentre l’acquisto nei punti di vendita della Gdo ammonta al 54% (84,3 miliardi di euro). Rispetto a un anno fa e a 6 mesi fa, i consumatori sono più pessimisti riguardo la loro situazione finanziaria. Il 28% si dichiara ottimista, il 51% neutrale (cioè: la situazione rimarrà invariata), il 22% pessimista (peggiorerà un po’, -16%, e peggiorerà notevolmente, 6%).

Anche se la nuova mobilità favorisce i consumi a colazione e si torna a trascorrere più tempo fuori casa per lavoro e commissioni, il consumatore italiano entra nel 2026 con possibilità di spesa limitate dai bassi stipendi, dall’incertezza geopolitica che contrassegna il panorama internazionale e dai rincari sui beni essenziali. “La preoccupazione principale per il 71% resta il costo della vita e il potere d’acquisto -precisa Matteo Figura, direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana-. Aumenta anche l’ansia legata alle azioni del governo Usa: a ottobre il 57% si riteneva preoccupato, contro un 30% scarso dello scorso gennaio; inoltre, il 51% degli intervistati ritiene che i dazi faranno crescere ancora i prezzi nei ristoranti. Questi trend incidono sulla vita quotidiana: il 65% ritiene che i prezzi siano aumentati troppo e il 36% afferma di frequentare meno i ristoranti a fronte di un 11% che non cambia le decisioni di consumo. Anche nel carrello fuori casa si vedono rinunce mirate: il 38% cerca promozioni, il 25% menu combo; cala anche la spesa in alcolici (23%)”.

Più di un terzo dei consumatori è disposto a ridurre le visite per far fronte all’aumento dei prezzi nel fuori casa. Il 47% adotta una strategia di “trading down”: cerca un ristorante diverso dall’abituale con prezzi migliori e promozioni (20%); frequenta il ristorante abituale, ma cerca prezzi migliori o promozioni (14%); oppure frequenta il ristorante abituale ma ordina meno prodotti (13%). L’11% del campione non cambia le abitudini di utilizzo di bar e ristoranti, mentre il 36% applica una forma di “trading out” che consiste nel frequentare meno spesso bar e ristoranti.

I consumatori tendono a diradare la frequenza: sono diminuiti gli heavy user (26% a ottobre 2025 vs 33% del settembre 24) e i medium user (43% vs 48%), mentre aumentano i light user (27% vs 18% del settembre 2024).

Sviluppo rete in Area 2 dal 16 al 23 gennaio 2026

Despar Nord si rafforza con un doppio opening in quest'area: un supermercato Despar di 395 mq e con una tipica offerta di prossimità, realizzato a Ortizei (Bz), e un secondo store esteso su 737 mq a Budrio (Bo)

DESPAR
Via Rezia 230
Ortizei (Bz)
395 mq
Despar Nord

Data di apertura
Dicembre 2025
Format e location
Lo store è stato interessato da un intervento di restyling che ha rinnovato spazi e layout, migliorando l’esperienza d’acquisto e rafforzando il legame con una località a forte vocazione turistica.
Offerta
Propone la tipica offerta di prossimità.
Servizi
Orario: lun-sab 8-19.30; domenica 8.30-13.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

DESPAR
Via Ugo Lenzi 3
Budrio (Bo)
737 mq
Despar Nord

Data di apertura
11 dicembre 2025
Format e location
Si trova alle porte di Bologna e replica la tradizionale formula.
Offerta
Tipica offerta con focus sui localismi e banchi serviti in area freschi.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-20; domenica 8.30-20. Nel parcheggio ci sono 62 posti auto
Addetti e casse
In barriera ci sono 4 casse. Impiega 21 persone di cui 15 neoassunte.

Lucart: nuovo pack e più confort per la carta igienica #Marca26

Per il brand Tenderly, nel 2026 Lucart punta su innovazione, restyling del packaging e una strategia di comunicazione multicanale

Lucart è pronta a rilanciare nel 2026 la sua carta igienica a marchio Tenderly. Il progetto si sviluppa su due direttrici: innovazione di prodotto e restyling del pack. Come si innova un prodotto ormai consolidato nella conoscenza del consumatore italiano? “Stiamo lavorando per rendere i rotoli più ricchi a livello di numero di strappi -riferisce Francesco Lagomarsini, marketing manager di Lucart-, ma anche per migliorare la percezione visiva a scaffale”.

Restyling grafico

A seguito di un’analisi di mercato, l’azienda ha deciso di rivedere il logo, aggiungendo un cuore che abbraccia il brand e introducendo colori più emozionali, capaci di catturare lo sguardo del consumatore e valorizzare la presenza del prodotto nel punto di vendita.

Innovazione tecnologica e qualità percepita

Parallelamente, Lucart ha intensificato gli investimenti nello stabilimento produttivo, puntando su tecnologie che migliorano la texture della carta. L’obiettivo è ottenere un rotolo più spesso, morbido e compatto, in linea con le aspettative del consumatore.

Comunicazione omnicanale per crescere

La strategia di rilancio sarà sostenuta anche da un ampio piano media. “Continueremo a investire in pubblicità, in radio e su tutti i canali -prosegue Lagomarsini-, ma stiamo concentrando sempre di più le risorse sulle connected tv e sui canali digitali oltre che in radio”.

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