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Scarpe&Scarpe si fortifica in Piemonte

All’interno dello Shopping Center Mondojuve, situato in via Debouché, a Vinovo (To), Scarpe&Scarpe realizza un punto di vendita

All’interno dello Shopping Center Mondojuve, situato in via Debouché, strada provinciale 143, a Vinovo (To), Scarpe&Scarpe realizza un punto di vendita potenziando così la propria presenza nella regione piemontese. Il negozio è sviluppato su una superficie di 1.600 mq. Anche in questa struttura è stato allestito il corner nel settore della calzatura e dell’abbigliamento donna dedicato ad Alesya, private label dell’insegna. L’offerta, come da tradizione, si orienta su un assortimento di 4.000 referenze di scarpe, abbigliamento, accessori e valigeria per donna, uomo e bambino. Lo store sarà aperto da lunedì a domenica dalle 9 alle 21, impiega 12 addetti ed è dotato di tre casse.

 

Mila presenta il nuovo Latte Fieno

Un latte 100% dell’Alto Adige, prodotto da bovine nutrite solo con erba fresca, fieno e piccole quantità di cereali, che dura “più giorni”

Mila - Latte Montagna Alto Adige, la storica azienda altoatesina specializzata nella produzione di latte, yogurt e latticini, presenta il nuovo Latte Fieno – 100% dell’Alto Adige nelle varianti Intero e Parzialmente scremato.

Il Latte Fieno è un tipo di latte prodotto secondo le antiche tradizioni dell’arco alpino, da bovine nutrite solo con erba fresca, fieno e piccole quantità di cereali, rinunciando completamente agli insilati (foraggi fermentati). Il Latte Fieno è stato dichiarato dall’Unione Europea una Specialità Tradizionale Garantita (Stg), e la sua produzione è altamente regolamentata e controllata nei minimi dettagli.

La produzione di questo latte genuino, dal gusto pieno e ricco di sostanze nutritive è in armonia con la natura – perché contribuisce a favorire la biodiversità dei prati e dei pascoli - e con gli animali. I masi Mila sono piccole realtà con mediamente solo 14 mucche per stalla.  Queste uniche caratteristiche rendono il Latte Fieno – 100% dell’Alto Adige di Mila un latte di altissima qualità, senza Ogm e dal sapore pieno, fresco e naturale. Genuino e gustoso, ricco di preziose sostante nutritive, viene raccolto fresco ogni giorno dai soci-contadini di Mila e dura 'più giorni', grazie al delicato trattamento a temperatura elevata.

Il packaging è innovativo e rispetta l’ambiente, perché realizzato con oltre l’80% di fonti rinnovabili. Presenta un 'look naturale', grazie alla rimozione del colore esterno che mette in risalto le fibre di legno; la carta utilizzata è certificata Fsc; il tappo richiudibile e gli strati di plastica provengono da una fonte vegetale (zucchero di canna).

Quando lievitano le referenze, calano le vendite delle farine?

Lo scaffale di farine e miscele si allarga e si approfondisce, includendo novità salutistiche, esotiche e gluten free. Ma la spinta sembra esaurirsi per il ridimensionamento del trend homemade (da Gdoweek n.9)

Offerta in espansione, vendite in frenata. Una fotografia lapidaria dell’andamento del mercato delle farine, almeno in questo primo scorcio del 2019. Uno degli emblemi del prodotto commodity, negli ultimi anni ha saputo cambiare radicalmente pelle, attraverso una segmentazione di prodotto che ha indagato tutte le possibili linee evolutive, dalla riscoperta del passato, all’introduzione di nuovi prodotti con una matrice etnica, alla forte spinta salutistica, all’innovazione vera e propria. Quasi estinto il classico pacchetto in carta bianca da 1 chilogrammo, oggi farina è sinonimo di una pletora di prodotti, con caratteristiche molto differenti tra loro, che trovano posto in uno scaffale che ha accresciuto numero di referenze e centralità all’interno dei punti vendita del retail moderno. A contribuire a questa tendenza una serie di fattori coincidenti, il più importante dei quali riguarda la ricerca di prodotti particolari, a maggiore valore aggiunto, per la panificazione e la pasticceria casalinga, due fenomeni foraggiati dalla rinnovata passione degli italiani per le preparazioni tra le mura domestiche di alimenti.

Su questo macro trend si innestano forze che riguardano in maniera specifica il mondo farine, come la riscoperta di grani antichi che va letta secondo la duplice valenza gustativa/salutista, la grande spinta del gluten free, oppure la necessità di avere farine con performance analoghe a quelle utilizzate dai professionisti, per ottenere pizze o torte come raccomandano le tante celebrità mediatiche. Tralasciando altri fenomeni: come il biologico, il locale spesso inteso come provenienza nazionale dei cereali moliti o l’esotico. Questi fattori hanno portato il prodotto farina a vivere una segmentazione senza precedenti e difficilmente prevedibile fino a qualche stagione fa, che sembrava il viatico per espandere il parco utilizzatori e la frequenza di acquisto del prodotto in maniera sostanziale e duratura. I dati Iri a totale Italia mostrano una realtà differente, con vendite in calo generalizzato a volume e valore nei segmenti principali. Una frenata delle vendite sul mercato di farine e miscele stimata nel -3,9% a volume e nel 2,2% a valore che coinvolge tutti i segmenti più importanti per dimensioni, come le farine e miscele di grano tenero, che rappresentano oltre il 75% del mercato a volume e quasi il 50% del valore complessivo, quasi 104 milioni di euro contro un totale di 211 milioni di controvalore, e hanno evidenziato una contrazione delle vendite rispettivamente del 4,6% a volume e del 3% a valore. Un segnale forte, quest’ultimo, che colpisce la pancia del mercato, con cali piuttosto rilevanti. Analogo l’andamento degli altri due pilastri del mercato farine, ossia quelle di grano duro, tipologia di prodotto che perde il 2% delle vendite in volume e il 2,2% a valore, stabilizzandosi su un controvalore appena superiore ai 21 milioni di euro e le farine di granturco/mais, che perdono il 2,8% delle vendite a volume e lo 0,8% a valore, attestandosi su un controvalore superiore ai 28 milioni di euro. Se questa frenata colpisce i tre segmenti che rappresentano insieme il 90% delle vendite a volume, anche le propaggini più esterne dal cuore del mercato non brillano per dinamismo, anzi si accodano all’andamento dei big. Secondo i dati Iri, perdono terreno le farine ottenute da cereali alternativi (-3,7% a volume e -5,7% a valore) e le miscele di farina, tipologia di prodotto che vede il peggiore andamento nel comparto, con un calo delle vendite a volume dell’8,5% e addirittura del 12% a valore, oggi stimato nel suo complesso in 6,8 milioni di euro. Tra le cause di questa frenata, si può annoverare il calo di interesse per la panificazione casalinga attraverso elettrodomestici realizzati ad hoc, che permettono di impastare e cuocere, hot trend qualche stagione fa oggi finiti in un cono d’ombra che, naturalmente, impatta anche sulle miscele appositamente realizzate per questa tecnica.

Unico segnale in controtendenza rispetto a un panorama così negativo è l’andamento di farine, miscele e impanature gluten free, le cui vendite mostrano una crescita a volume e a valore, rispettivamente del 4,5 e del 6,8%, con un fatturato complessivo a sfiorare i 21 milioni di euro. In questo caso, le farine gluten free sono uno dei prodotti di base di questo fenomeno sfaccettato e trasversale che coinvolge i consumatori d’oggi e rispondono alle esigenze di intolleranti al glutine di realizzare anch’essi pietanze e pane tra le mura domestiche. Oppure permettono alla massa di consumatori alla ricerca di un’alimentazione più evoluta, di innovare usando questo tipo di prodotti. Anche in questo caso, la crescita nelle vendite di farine gluten free sarà frutto di un cambiamento strutturale nel comportamento di acquisto degli italiani o risponderà a una logica più legata a fenomeni passeggeri? Probabilmente in questa fase del mercato, queste due esigenze convivono e ci sarà da aspettarsi un ridimensionamento dei trend di crescita, quando i consumatori attratti dal grado di innovazione del prodotto si allontaneranno e lasceranno al consumo di “gluten free” i soli con specifiche esigenze di salute. Tornando ai dati Iri, ultimo segmento preso in esame a totale Italia, ipermercati, supermercati e libero servizio di prossimità (Lsp con una superficie di vendita compresa tra i 100 e i 399 metri quadri) nell’anno terminante a febbraio 2019 sono le farine/miscele pastelle per frittura e impanature, che seppure di piccole dimensioni (3,7 milioni di euro il fatturato complessivo) mostrano buoni tassi di crescita, +13,3% a volume e +9,9% a valore, andando a coprire un’area che guarda alla tradizione della frittura ma la innova in termini di performance e di influenze provenienti dalla cucina etnica.

Piuttosto omogenea la distribuzione delle vendite di farina su base geografica, con il Mezzogiorno a guidare la classifica dei volumi (il 29,3% delle vendite avviene nelle regioni meridionali) ma con una quota a valore del 22,/% e il Nord-Ovest ad avere una dinamica opposta, con una quota a volume del 23,9% e a valore del 28,8 per cento. Anche in questo comparto, i consumatori che abitano nelle regioni del Nord mostrano una attenzione verso i prodotti a maggiore valore aggiunto e con caratteristiche innovative rispetto a quelli delle regioni del Sud, per i quali l’acquisto e l’utilizzo della farina si muovono all’interno di recinti più tradizionali.

Segmentando le vendite in base al canale, vediamo come secondo Iri i supermercati abbiano un ruolo egemone, rappresentando oltre il 70% del totale mercato a volume e valore, seguiti dal libero servizio di prossimità, che veicola il 17% a volume e il 16% a valore. Infine gli ipermercati, che mostrano il 12,2% delle vendite a volume e il 13,6% a valore. Il mercato della farina, nel nostro paese, avendo una struttura tradizionale incentrata su produttori a forte radicamento locale, vede una situazione competitiva estremamente frammentata coni primi tre produttori di rilevanza nazionale a coprire solo il 26,4% del totale mercato. Le farine Mdd hanno una quota del 20,7% e, anch’esse, pur continuando a presidiare il lato commodity del mercato, hanno vissuto/stanno vivendo un analogo fenomeno evolutivo, debuttando nei segmenti a maggiore valore aggiunto e a più elevato tasso di innovazione. Ovvio che in una situazione di forte fermento in termini di lanci, lo scaffale si è allargato ed è diventato più profondo, con inserimenti di referenze che rispondono alle linee evolutive sopracitate.

Conad, ad esempio, a fianco del prodotto a marchio base con la classica scansione “0”, “00” e semola, ha nella sua offerta preparati per pane nero, pizza e lievitati con farina Manitoba e farine di grano tenero italiano macinate a pietra di tipo 1 e 2, granulometrie ritornate in voga dopo decenni di oblio e spesso utilizzate in accoppiata con il lievito madre, mix per panature e una linea di farine bio a marchio Verso Natura, che comprende cereali alternativi come farro e kamut.

Coop Italia, a fianco della linea basic a marchio Coop, offre una gamma di farine biologiche a marchio Vivi Verde, la classica “00”, l’integrale sempre organic e una farina bio da varietà Cappelli, frumento tradizionale proveniente da filiera 100% italiana frutto di una riscoperta di questo grano antico messa in atto una decina di anni fa. Terzo filone evolutivo, per le farine Mdd del gruppo cooperativo della distribuzione, è la linea D’Osa, che comprende preparati per la pasticceria e la panificazione casalinga. Pane, Focaccia e Pizza integrale sono le referenze che compongono questa linea ad alto valore aggiunto, alcuni provenienti da grano 100% italiano, altri, come il Pane ai 5 Cereali, certificati come biologico.

Molto più basica nella sua articolazione l’offerta di Lidl Italia che, a fianco dei prodotti top seller come la classica farina “00”, propone preparati per la panificazione a marchio Belbake, per intercettare la domanda della panificazione casalinga con miscele contenenti tutto il necessario per semplificare la vita dei panettieri domestici.

Cresce la famiglia della linea Gran Riserva di Molini Pivetti, caratterizzata dall’utilizzo di farina 100% emiliana (con grani coltivati e raccolti nelle province di Bologna, Modena e Ferrara) e certificata dall’ente internazionale Csqa.

Oltre alle quattro referenze già disponibili (Integrale, Tipo 1, Tipo 0, Emiliano il Manitoba italiano), l’azienda presenta a Tuttofood Gran Riserva Decorticato, in confezione da 750 g in flow-pack (con vernice rugosa-tattile, che connette innovazione di prodotto e tradizione), adatto per ogni tipo di utilizzo, dalla preparazione della pasta, del pane, della pizza o dei dolci. “Il processo di coltivazione -spiega la marketing assistant Martina Toffoli- segue il disciplinare Campi Protetti Pivetti, che prevede esclusivamente la selezione di terreni lontani da strade ad alto traffico e da zone industriali; tutto il grano viene stoccato in silos dedicati, compartimentati e conservati esclusivamente con la tecnica del freddo escludendo quindi ogni trattamento chimico. I grani vengono macinati nella macchina decorticatrice, in due fasi: il risultato è una farina integrale dal colore dorato e gusto rustico”. Il secondo prodotto novità è il Mix focaccia alla pizzaiola, della linea Special Day (preparati pronti all’uso in formato da 500 g). Il mix ha già al suo interno origano e pomodoro, per la preparazione di focacce o pizze.

Accesso riservato

Gruppo 3A archivia il 2018 con risultati positivi

Santo Cannella, direttore generale Gruppo 3A
Gruppo 3A ha 160 punti di vendita distribuiti fra Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Ha chiuso il 2018 con vendite alle casse di 310 milioni di euro

Chiusura di bilancio positiva per Gruppo 3 A di Asti, master franchisee di Auchan Retail Italia per i negozi a insegna Simply, Punto Simply, La Bottega Simply e D’Italy Supermercati dell’Italia nord ovest. Con un fatturato alle casse è di 310 milioni di euro (e 1.500 collaboratori), il gruppo ha realizzato ricavi per vendite e prestazioni grazie al miglioramento delle performance nei freschi, in seguito a iniziative di sviluppo della rete di vendita oltre che per l'attenzione alle esigenze dei soci.

Dopo la cessione di Auchan Retail Italia alla newco formata da Conad e Wrm, Gruppo 3A si troverà a cambiare le insegne già nei prossimi mesi ed entro la fine del 2019. Nella nota che riprendiamo in questo articolo non si fa alcun cenno a questa situazione in fieri.

Costituito da tre società (3 A cooperativa, la controllante del Gruppo; Centro 3 A SpA, centro nevralgico delle attività di Gruppo; e Punto 3 A Srl, operatore commerciale per la gestione dei supermercati di proprietà), Gruppo 3A festeggia nel 2019 il 45° anno dalla nascita della cooperativa nel 1974. Oggi l'attività retail sul territorio si ramifica in oltre 160 punti di vendita, distribuiti fra Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta.

Sintesi dei principali dati economici 2018

Gruppo 3 A registra un patrimonio netto consolidato di oltre 26 milioni di euro e di immobilizzazioni per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro. Il valore della produzione (207 milioni) porta il risultato d’esercizio a 2,570 milioni di euro.
Aumentano gli investimenti realizzati a beneficio della rete di vendita, relativi al miglioramento della proposta commerciale e in chiave di sviluppo e ammodernamento sostenibile.

"Siamo orgogliosi dei risultati e delle ottime performance ottenute sul piano economico dal Gruppo 3A  –commenta Santo Cannella–. I numeri ci consegnano una realtà aziendale consolidata, dove al centro del modello di business ci sono sempre i soci e i clienti. La nostra missione è quella di semplificare la vita dei nostri associati e dei loro clienti. La molteplicità della nostra offerta commerciale offre ai consumatori la possibilità di scegliere tra servizi e prodotti diversi. Il retail è uno dei settori più a contatto con il consumatore, oggi maggiormente informato e riflessivo, attento alla ricerca in termini di scelta qualitativa e di convenienza. Per questo la costante nel processo del nostro lavoro deve essere l’innovazione: stimolo e strumento per personalizzare l’offerta, per essere sempre più competitivi nel mercato attuale".

Nel corso della riunione l’assemblea dei soci ha votato il rinnovo delle cariche istituzionali e dei nuovi presidenti.

Giorgio Guasco (presidente di Gruppo 3A) assume la carica di presidente onorario del Gruppo e dopo 26 anni passa l’incarico di presidente della Cooperativa al vicepresidente Marco Fuso.

Santo Cannella resta alla guida di Centro 3 A in qualità di amministratore unico.

 

 

Ikea fa comunicazione con le stanze delle serie televisive

Il gruppo svedese con Real Life fa leva sulla popolarità di alcuni ambientazioni tv per lanciare una campagna di social media marketing

Real Life è una campagna di marketing lanciata da Ikea, il marchio giallo-blu svedese di mobili e arredo, rimbalzata di ora in ora sui social media in questi ultimi giorni di maggio. Partendo dal motto “Lasciati ispirare da altri salotti iconici”, sono stati ricreati living room davvero familiari per il pubblico, quelli di tre famosissime serie tv. “Quelle delle famiglie più amate di tutti i tempi -scrivono da Ikea, invitando a questa nuova esperienza di acquisto, che entra negli schermi televisivi grazie alla computer grafica dei rendering tridimensionali-. Abbiamo reso tutto più semplice per te, così ti è facile ricreare qui a casa tua ciò che vedi. Dai un'occhiata e rendi iconico il tuo soggiorno con Ikea”.

Tre allora le scelte rese disponibili: “per le famiglie, per gli amici, per tutti”. Il primo soggiorno è quello di Homer e Marge de' I Simpson, i personaggi creati dal genio di Matt Groening, perché “un salotto non è solo un luogo in cui le famiglie possono riunirsi e guardare la tv, ma un luogo in cui condividere momenti felici e divertirsi”. Poi c'è quello degli amici, Friends, la fortunata sitcom statunitense premiata agli Emmy Awards, e nello specifico il salotto di Rachel e Monica, una stanza che mescola stili diversi, anche lontani tra loro, perché “la famiglia per Ikea va oltre la definizione tradizionale”. Quindi l'ultimo, quello per tutti, dalla casa Byers della serie di fantascienza di Netflix, Stranger Things, perché “ogni salotto racconta la storia della famiglia che ci vive lì. E questo non aver paura di dirlo ad alta voce. Lascia che i tuoi mobili parlino”.

Così l'immancabile libreria Billy, il tavolino Lark e la poltrona Ektorp fanno il proprio ingresso nel mondo di queste serie tv, laddove per altro in passato anche l'autore dei Simpson aveva citato il marchio svedese, in una spassosa gag di Homer alle prese con il montaggio di un divano Ikea. Ma anche qui, sembra si tratti di una citazione, e non di un'iniziativa di licensing. La serie Real Life richiama salotti di vite per nulla reali con talmente tanta forza visiva, da non dover nemmeno mai nominare la “Irreal Life” da cui è tratta.

La campagna pubblicitaria è stata commissionata da Ikea UAE (Emirati Arabi) e curata dall'agenzia Publicis Spain, scritta da Guillermo Laureano Ley Núñez; art director Diego Fernández-cid; grafica 3D e illustrazioni, Bruno Rodrigo de Miranda. Al momento le tre sale verranno ricreate dal vivo solamente nei negozi Ikea in Medio Oriente, da dove l'iniziativa ha avuto il via. A seguire, l'inserimento nei cataloghi dell'intera rete commerciale del gruppo.

Yamamay e Panino Giusto, un nuovo concept moda + food

Il brand di underwear e quello di casual dining cavalcano l’onda della trasformazione di Milano in capitale internazionale proponendo un format innovativo (da Gdoweek n.9)

In piazza Cordusio a Milano ha aperto il primo flagship store Yamamay che segna l’ingresso del marchio di underwear nel food retail insieme all’insegna Panino Giusto. Si tratta del più grande monomarca per l’insegna della famiglia Cimmino in Italia: 1.000 mq di superficie su due piani e un concept inedito, con un progetto pilota in ambito omnichannel. A piano terra è situato il negozio di Yamamay, a quello superiore, Panino Giusto, che inaugura in questa occasione la formula Panino Giusto First Floor.

“Quest’apertura è per noi una grande sfida perché presenta due novità -ha spiegato Barbara Cimmino, direttore prodotto di Yamamay-: è il primo negozio Yamamay che ci vede in partnership con un player della ristorazione casual dining, ed è anche il nostro primo store pensato in un’ottica omnichannel. Mi piace pensare al flagship store di Milano come ad un luogo di passaggio che coniuga moda, food ed innovazione tecnologica, insomma uno spazio di contaminazioni e sperimentazioni. Questo progetto segna un ulteriore passo per rafforzare la presenza di Yamamay nella capitale italiana della moda, in un’area in trasformazione come quella di Piazza Cordusio”.

La forte connotazione esperienziale di questo nuovo store è confermata dall’atmosfera di Panino Giusto First Floor, che per la prima volta occupa uno spazio al primo piano, non su strada, con 450 mq superficie e ampie finestre con vista sui palazzi storici del centro. “Per noi in Italia è una grande una novità -ha detto Elena Riva, presidente di Panino Giusto-, mentre all’estero è già abbastanza comune avere dei locali di ristorazione che non hanno fronte sulla strada; quando abbiamo visto il posto abbiamo pensato che una città come Milano, così aperta all’innovazione e sempre più punto di riferimento internazionale, fosse una grande opportunità avere un ristorante al primo piano che permettesse anche ai nostri ospiti di fruire della bellezza della città in continua trasformazione. Speriamo sia il primo di tanti altri, ovviamente”, ha precisato Elena Riva, sottolineando il valore della relazione con Yamamay.

“La partnership è nata da un incontro con la famiglia Cimmino, in particolare con Barbara Cimmino, per quanto mi riguarda, con cui ci siamo subito trovate in sintonia in tema di valori -ha chiarito Elena Riva-. Ci accomuna la ricerca dell’eccellenza nei nostri rispettivi business, la voglia di fare qualcosa di bello e di portare qualcosa di autenticamente italiano nel mondo ... oltre all’impegno di evidenziare il talento femminile”.

Zalando connected retail contro le rotture di stock

Zalando integrated commerce con Adidas © Zalando / Claudius Pflug
Zalando integrated commerce con Adidas © Zalando / Claudius Pflug

Le rotture di stock sono un problema rilevante anche per i player online come Zalando, che per porvi rimedio ha intrapreso la strada del connected retail. La strategia, lanciata a fine 2018, prevede un'ulteriore evoluzione della piattaforma di Zalando che connette brand, retailer, influencer, creativi, produttori e marchi privati, con l'aggiunta del tassello dei negozi fisici.

I numeri del Zalando connected retail

I primi 600 negozi sono entrati nel circuito l'anno scorso, adesso siamo a circa 1.000 store inseriti e i piani rivelati da Carsten Keller, a capo del progetto "connected retail" di Zalando e VP direct to consumer, sono ambiziosi: arrivare in capo a 3-5 anni ad aggiungerne altri 70 mila, inserendo nel conto piccoli negozi indipendenti e grandi catene, tra le quali il più recente ingresso è quello della tedesca Karstadt Kaufhof con gli 8 department store di Berlino (città che ospita anche la sede di Zalando).

Il peso delle rotture di stock

 

I consumatori che cercano in capo o un prodotto sulla piattaforma di Zalando e non riescono a concludere l'acquisto perché non è presente in magazzino sono tanti: Zalando ha calcolato 8,6 milioni di notifiche in un solo trimestre, che portano il conto annuo a 20-30 milioni di transazioni non portate a termine. Con uno scontrino medio di 50 euro significa circa un miliardo di euro di mancate vendite all'anno. I partner Zalando che possono contare su una rete fisica possono contribuire ad arginare questa falla rendendo disponibile il proprio stock, dal quale i clienti online potrebbero attingere in caso di necessità.

Zalando connected retail: il servizio

L'obiettivo finale è integrare sempre più fisico e online attivando il click & collect e la consegna dei resi dai negozi partner, in più migliorando le performance di consegna a domicilio da negozio con il delivery in giornata o il giorno successivo. Il tutto entro i prossimi 12-18 mesi. I vantaggi per i negozi fisici riguardano la crescita della rotazione dei prodotti e nuove opportunità di cross selling per i clienti che si presentano in store (Zalando ha 27 milioni di clienti online), in sostanza un incremento nei fatturati. I primi risultati confermano la previsione: alcuni dei negozi partner Zalando che hanno aderito al connected retail hanno incrementato gli incassi al metro quadro di oltre il 60%, e di conseguenza i profitti, migliorando le rotazioni fino al 100%. Per diventare partner Zalando occorre integrare i magazzini, in cambio di una commissione data a Zalando per ciascuna transazione partita online, mentre il costo della consegna ricade sull'acquirente. Tra i partner i cui magazzini sono già collegati tramite il software Zalando ci sono Tommy Hilfiger, Seidensticker, Bestseller, Drykorn, Marc O Polo.

Cia-Conad: lo sviluppo per il 2019-2021

Il piano di sviluppo 2019-2021 di Cia-Conad prevede oltre 300 milioni di euro di investimenti per nuove aperture e ristrutturazioni totali e parziali dei punti di vendita

Il piano di sviluppo 2019-2021 di Cia-Conad prevede oltre 300 milioni di euro di investimenti per nuove aperture e ristrutturazioni totali e parziali dei punti di vendita. Nel 2019 verranno aperti tra gli altri il nuovo superstore di Pinarella di Cervia, quello di Morciano di Romagna e i due Conad city di Santa Maria Nuova (Fc) e Solarolo (Ra). A Cesena sono ripartiti i lavori per l’ampliamento del centro commerciale Montefiore, che dovrebbero concludersi entro il 2020.

In cantiere nei prossimi mesi anche interventi di ristrutturazione totale o parziale su circa una quarantina di strutture della rete attuale, con inserimenti di nuovi reparti, ammodernamenti complessivi e miglioramenti strutturali ed energetici, oltre al proseguimento dei lavori per la realizzazione della nuova sede di Forlì e l’ampliamento dei magazzini.

La rete di Cia-Conad

Nel cesenate Cia-Conad è presente con 20 punti di vendita (5 Conad, 2 Superstore, 12 City e 1 Spe­sa Facile) su un totale di 134 in Romagna e a San Marino.

Oltre che in Romagna Cia-Conad opera nelle Marche (38 negozi), in Veneto (25) e Friuli Venezia Giulia (23) per un totale di 220 punti di vendita articolati nei canali Iper (3), Superstore (30), Conad (56), City (116) e Spesa Facile (15).

Tannico: online la sezione Vini rari

Sassicaia 1997 Tannico
È dedicata ai collezionisti la sezione Vini rari, online su Tannico (www.tannico.it/vini-rari.html). L’offerta comprende oltre 1.000 referenze

È dedicata ai collezionisti la sezione Vini rari, online su Tannico (www.tannico.it/vini-rari.html). L’offerta comprende oltre 1.000 referenze iniziali che tra rarità, pezzi da collezione e bottiglie introvabili si aggiunge al catalogo Tannico che conta 14.000 etichette disponibili sul sito provenienti da 2.500 cantine diverse.

Tra le proposte si trovano un Clos de Vougeot 2008 del Domaine Leroy, un La Tache 1988 di Romanée Conti, un Montepulciano 1990 di Valentini, un Monfortino 1997 di Giacomo Conterno, un Sorì San Lorenzo 1974 di Gaja, la verticale di Sassicaia dal 1997 al 2010, oltre dieci annate di Masseto tra cui la 2001 e bottiglie di Dom Perignon fino al 1961. La sezione dedicata ai vini rari e da collezione è una prima per il mercato italiano e internazionale che, per questo genere di vini, è generalmente organizzato con aste o con procedure di acquisto complesse e con un servizio di spedizioni e logistica spesso macchinoso.

Vini Rari è un ulteriore esempio dell’approccio tailor-made al consumatore che guida l’azienda  -afferma Marco Magnocavallo, founder e Ceo di Tannico- perché nasce proprio dalla richiesta diretta dei nostri clienti di poter accedere a bottiglie uniche e ricercate sapendo di poter contare sull’attenta selezione e sulla logistica efficiente a cui Tannico li ha abituati. Sono particolarmente emozionato dal poter offrire ai clienti di Tannico e agli appassionati un nuovo modo semplice, rapido e sicuro per acquistare vini da collezione che fino ad ora erano riservati a pochi e con meccanismi e proposte di vendita complesse e non al passo con i tempi.”.

 

 

Despar Premium: nuove referenze in assortimento

La linea Despar Premium si arricchisce di nuovi item di tavolette di cioccolato da 100 gr. Entrano in assortimento cinque referenze

La linea Despar Premium si arricchisce di nuovi item di tavolette di cioccolato da 100 gr. Entrano in assortimento cinque referenze: Extra fondente al 90%, con granella di pistacchio, con scorza d’arancia candita, fondenti extra dall’Ecuador e dalla Repubblica Dominicana. Despar ha posto attenzione anche al formato delle tavolette di cioccolato della linea Despar Premium. È stato infatti scelto un formato “slim” per soddisfare le attuali tendenze di mercato.

 

 

 

Conad Sicilia: gli investimenti per il 2019

In occasione dell'assemblea di bilancio, Conad Sicilia ha tracciato un quadro sui risultati del 2018 e su obiettivi e investimenti per il 2019

Lo sviluppo di Conad Sicilia si concentra su alcuni asset specifici. Come ci aveva annunciato il direttore generale Vittorio Troia (Gdoweek 7 del 2019) ci si orienta su logistica e multicanalità. Obiettivi confermati in occasione dell’assemblea di bilancio durante la quale Conad Sicilia ha reso noti i dati. All’assemblea sono intervenuti Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad e Claudio Alibrandi, presidente di Conad.

Tra gli ospiti assemblea bilancio conad siciliapresenti Filippo Parrino, presidente Legacoop Sicilia. Nel 2018 la cooperativa ha registrato un fatturato di 877 milioni di euro, un patrimonio netto di 40 milioni di euro, una quota di mercato che si attesta intorno al 15,15% (fonte: GNLC II semestre 2018) e 4.000 risorse umane coinvolte nelle attività della cooperativa (dipendenti e addetti della rete di vendita).

La rete Conad Sicilia

Sono 356 i negozi della rete suddivisi in diversi formati

  • 35 Conad Superstore
  • 117 Conad
  • 93 Conad City
  • 67 Margherita
  • 25 discount Todis
  • 1 Sapori e Dintorni Conad
  • 18 negozi tradizionali

a cui si aggiungono

  • 1 PetStore
  • 14 parafarmacie
  • 2 negozi di ottica.

Focus su eCommerce e logistica

Vittorio Troia direttore generale CFO Conad Sicilia
Vittorio Troia direttore generale Cfo Conad Sicilia

È recente il lancio dell’eCommerce nella regione. “Vogliamo portare Conad a innovare sempre di più mantenendo ben salda la relazione e il contatto con il territorio dei nostri sociimprenditori. -precisa il direttore Troia- La nostra piattaforma online mette al centro i negozi con il loro assortimento, costruito sulle peculiarità specifiche del territorio, attento quindi a garantire i prodotti tipici, la qualità dei reparti freschi in perfetto stile Conad. In una grande città come Palermo convivono molti stili di vita a cui rispondere e la nostra nuova proposta vuole intercettare il consumatore più attento a questa tipologia di servizi, offrendogli la possibilità di ordinare la spesa on line e di scegliere se riceverla a casa o ritirarla in negozio”.

Per il 2019, Conad Sicilia conferma la volontà di investire 12 milioni di euro per potenziare gli asset logistici e portare l’attuale network logistico di 67 mila mq a 90 mila mq, con un aumento della capacità di servizio di oltre il 40% in più e importanti ricadute sul tessuto economico, generate dall’indotto. L’obiettivo è chiaro: anticipare lo sviluppo futuro con una logistica d’avanguardia in grado di gestire flussi, merci ed esigenze della rete di negozi dei soci.

I prodotti a marchio

Nel 2018 l’incidenza della vendita di prodotti a marchio in Conad Sicilia ha raggiunto il 21.3% (Fonte IRI 2018). “Il merito dei risultati raggiunti da Conad fino ad oggi è frutto del modello imprenditoriale cooperativo, basato su una strategia che ha come motore di sviluppo l’uomo e l’impresa familiare associata, fondata su principi di mutualità, di solidarietà e di partecipazione alla vita della comunità che ben si integra con una formula commerciale imperniata sulla competitività dell’offerta garantita dal rapporto qualità-convenienza, dallo sviluppo dei prodotti a marchio Conad e dalla grande attenzione ai freschi e ai localismi” dichiara Salvatore Abbate, presidente di Conad Sicilia.

 

Etruria Retail: “cerchiamo partner per il master franchising​”

Graziano Costantini, direttore generale Etruria Retail
In seguito all'acquisizione di Auchan Retail Italia, Etruria Retail sta valutando alcune opzioni per un nuovo accordo di affiliazione

In un’assemblea molto partecipata, che ha approvato il bilancio 2018, positivo per quanto riguarda i risultati sia delle vendite sia della situazione patrimoniale (e che ha distribuito ristorni per oltre 2 milioni di euro), Etruria Retail ha delineato con maggiore chiarezza anche le linee del proprio futuro, dopo la cessione di Auchan Retail Italia, un rapporto comunque destinato a concludersi per fine anno, come ha sottolineato Graziano Costantini, direttore generale di Etruria Retail.

Graziano Costantini

Tra le diverse opzioni sul tavolo, compresa la possibilità di stringere partnership societarie, l’assemblea ha dato mandato al Cda di proseguire nella ricerca di un accordo di master franchising con i principali operatori sul mercato. "Abbiamo alle spalle una lunga storia di successo che vogliamo mantenere anche nel prossimo futuro -chiarisce Costantini-. L’assemblea ha espresso chiaramente la sua volontà di volere un partner forte a livello di know how, insegna, assortimento e prodotti a marchio, che sappia garantire alla nostra rete di 295 negozi presenti in 15 province di 4 regioni (Toscana, Umbria, Lazio e Liguria) la possibilità di registrare gli stessi risultati di oggi e di migliorarli nel tempo. Una scelta sulla quale il Cda si sta impegnando da tempo e che ci porterà in tempi brevi (probabilmente entro giugno) a definire la situazione".

Etruria Retail ha chiuso il 2018 con un fatturato netto di 219 milioni di euro e di 360 milioni di euro alle casse generati da 224 soci.

 

Nordiconad: il nuovo Sapori&Dintorni sarà un format integrato

Presentato il progetto del 21° store della rete, che aprirà a novembre. Uno store incentrato sui freschi, con spazi bar, ristorazione e appuntamenti culturali e sociali

L’edificio storico sede dell’ex Monte di Pietà in via Indipendenza, a Bologna, è pronto per l’avvio dei lavori di restauro che lo promuoveranno 21° negozio Sapori&Dintorni di Conad. Tempi tecnici permettendo, l’apertura è prevista per il 21 novembre di quest’anno.

Il format

Coerente con la formula adottata negli altri punti di vendita per dimensioni contenute (poco più di 600 mq in questo caso), servizi integrati e tutto il meglio dell’offerta del territorio, questo concept store felsineo avrà, però, un elemento di forte innovazione. “Tutto il progetto ruota intorno alla cucina e all’area ristorazione, per il consumo sia in loco sia da asporto -sottolinea a Gdoweek Alessandro Penco, direttore rete Nordiconad-. Sarà possibile mangiare al bar o al ristorante, ma pensiamo anche alla rosticceria e alla consegna a domicilio”.

Insomma, sarà un “luogo del benessere”, dove -malgrado lo spazio limitato- saranno valorizzati i prodotti Sapori&Dintorni, il Biologico e il brand Verso Natura, con un occhio di riguardo a frutta e verdura, il biglietto da visita per Conad.

“Il 98% dello spazio sarà dedicato all’alimentare, fresco e confezionato -aggiunge Alessandro Beretta, dg di Nordiconad- con preferenza per le tipicità locali e le eccellenze regionali. Così come Un’altra area importante sarà l’enoteca, con uno spazio dedicato alle degustazioni dei grandi vini locali e nazionali”.

Il layout espositivo sarà inedito e inusuale -spiega l’architetto Paolo Lucchetta, fondatore di Retail Design, che ha curato il progetto dello store inserito nell’edificio tutelato dalla Soprintendenza- con espositori creati ad hoc, nel rispetto dell’ambiente ma funzionale all’attività commerciale”.

"Vogliamo essere attrattivi sia per i turisti che per i residenti, soprattutto per i più giovani che non conoscono la nostra tradizione culinaria"

A.Beretta, dg nordiconad

Nel negozio, aperto orientativamente dalle 7,00 alle 24,00, sarà anche possibile assistere alla presentazione di libri, caffè letterari o appuntamenti culturali. “Un’idea di riqualificazione della nostra offerta e un modo per trasmettere vicinanza alla città dove siamo presenti che mi piacerebbe portare anche in altre città in cui operiamo come Modena, a Genova e a Torino”, conclude Beretta.

L’investimento

È di quelli importanti: 3 milioni di euro per uno store che darà lavoro a una sessantina di persone. La nuova apertura permetterà a Nordiconad di diversificare la presenza a Bologna che conta già su 13 punti vendita e 2 concept gestiti da 8 soci imprenditori, oltre a un ipermercato e 2 concept condotti dalla cooperativa.

Nordiconad (166 soci, 6.368 dipendenti e 241 punti vendita, 65 concept) nel 2018 ha raggiunto un fatturato della rete di 1.329 milioni, in crescita rispetto ai 1.301 dell’anno prima e ai 1.295 del 2016.

Ethos Profumerie accoglie nuove società per ampliare la rete

Punto Vendita Ethos profumerie
È stata ratificata, in occasione dell’assemblea dei soci Ethos Profumerie, l’ulteriore espansione della compagine sociale con quattro nuovi ingressi

È stata ratificata, in occasione dell’assemblea dei soci Ethos Profumerie, l’ulteriore espansione della compagine sociale con quattro nuovi ingressi: Griff’i srl con 6 punti di vendita (Pedemonte Di San Pietro In Cariano, Balconi Di Pescantina, Verona, Bussolengo, Villafranca Di Verona e Riva Del Garda); Profumerie Fusco srl e Fusco Fulvio &C srl con 5 store a Napoli, e Sister2 srl a Prato con un negozio per un totale di 12 strutture che entreranno nella rete dell’insegna.

Consolidiamo la seconda posizione a numerica di punti di vendita nel panorama dei retailers e la prima nel panorama dei gruppi di profumeria italiana  -dichiara Mara Zanotto, direttore generale di Ethos Profumerie-. I profumieri continuano a darci fiducia e realtà sempre più importanti scelgono Ethos Profumerie come loro gruppo di riferimento. Abbiamo approvato un bilancio splendido che per un altro anno evidenza un record assoluto nel risultato di gestione. Il gruppo è solido e coeso. Lavoriamo tanto, seriamente, con passione e con rispetto per tutti i players con la volontà di continuare a qualificare e a dare valore al nostro canale. Portiamo avanti il nostro progetto con imprenditori che ci credono davvero, che si sentono ingaggiati e che ne condividono disegni e motivazioni. E alla fine sono i numeri che parlano di noi e per noi”.

 

Gli acquisti online di food e grocery in Italia volano a +39%

E nel complesso la penetrazione dell'online sugli acquisti retail in Italia arriva al 7% ( (6% per i prodotti, 11% per i servizi) secondo gli ultimi dati

La penetrazione dell'online sugli acquisti retail in Italia supera nel 2019 il 7% (6% per i prodotti, 11% per i servizi), avvicinandosi lentamente ai tassi a doppia cifra fatti registrare dai principali Paesi europei (come Regno Unito, Francia e Germania). Questi gli ultimi dati presentati dall’Osservatorio eCommerce B2C-Consorzio Netcomm/School of Management del Politecnico di Milano.

Parliamo di un valore totale che quest'anno supererà i 31,5 miliardi di euro, in crescita globale del +15%. Un incremento trainato più dagli acquisti di prodotto (+21%) che da quelli di servizio (+7%), e con alcune categorie come il food e grocery in piena volata (+39%) a quasi 1,6 miliardi di euro.

GLI ALTRI COMPARTI
Il comparto di informatica ed elettronica si conferma uno dei più performanti, grazie a una crescita del +18% e un valore complessivo di oltre 5 miliardi di euro. Bene anche l’abbigliamento (+16%, 3,3 miliardi €). Tra i settori emergenti anche arredamento & home living (+26%, 1,7 miliardi di €), mentre nei servizi il comparto principale rimane quello di turismo & trasporti (+8%, 10,8 miliardi di €).

Come commenta in una nota Roberto Liscia, presidente di Netcomm: Secondo recenti stime, rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia detiene la quota di popolazione che compra online più bassa in assoluto: solo il 44% degli italiani acquista online, contro il 68% della popolazione europea. Non solo, l’Italia si aggiudica l’ultimo posto anche in termini di competitività nel settore dell’eCommerce. Questo ritardo si può spiegare nella correlazione diretta tra le competenze digitali di un Paese e la competitività delle aziende. Solo il 10% delle imprese italiane, infatti, vende online proprio per la scarsa capacità di applicare le tecnologie disponibili per espandere il proprio business. Gli e-shopper, che hanno esigenze sempre più puntuali e personalizzate, comprano all’estero proprio perché in Italia non trovano un’offerta che risponda in modo efficiente alla propria domanda”.

Per ulteriori tendenze eCommerce (dispositivi, prospettive internazionali) rimandiamo a questo approfondimento su Mark Up.

Val Venosta, la grande famiglia delle mele

Può un grande albero di mele diviso a metà generare da un lato mele di produzione integrata e dall’altro mele bio? La scelta di questa efficace infografica comunica con immediatezza i valori fondanti della melicoltura della Val Venosta, presentata come un’unica “Grande Famiglia delle mele”

Può un grande albero di mele diviso a metà generare da un lato mele di produzione integrata e dall’altro mele bio? La scelta di questa efficace infografica comunica con immediatezza i valori fondanti della melicoltura della Val Venosta, presentata come un’unica “Grande Famiglia delle mele” che mette insieme sapientemente produzione integrata e produzione biologica per dar vita a un prodotto di eccellenza.

In questi ultimi anni Mela Val Venosta sta investendo molto sul lato della sperimentazione e dell’introduzione di nuove varietà: in una parola, si sta “modernizzando” ed evolvendo nell’assortimento varietale, e grazie ai costanti e continui contatti con centri sperimentali di tutto il mondo – insieme al consorzio varietale “SK Südtirol” – lavora per individuare quali varietà andranno incontro alle esigenze gustative dei nuovi consumatori. Oltre alle classiche Golden Delicious, Red Delicious e Gala, si stanno affermando varietà tipiche come la Pinova e da alcuni anni stanno riscuotendo un buon successo alcuni nuove mele come Ambrosia, Envy, Kanzi® e Yello®.

Ma la vera sfida è come orientare il consumatore fra tante mele sullo scaffale.

Mela Val Venosta è convinta che solo attraverso una stretta collaborazione tra fornitore e Cliente si possano trovare soluzioni ad hoc per far conoscere ed apprezzare al consumatore le nuove varietà sul punto vendita. Ne sono un esempio di successo le mini-isole di grande impatto emozionale, curate in ogni dettaglio che comunicano con chiarezza le nuove varietà al consumatore.

Mela Val Venosta sostiene con convinzione la propria vocazione alla naturalità con progetti che rispettano l’ambiente: dal lato della produzione c’è l’adozione da parte dei contadini venostani di tecniche per ridurre l’uso di diserbanti chimici che oggi non vengono più utilizzati sul 30% delle superfici, con una percentuale di adesione volontaria in continua crescita anno dopo anno e che conferma un orientamento sempre più green. Dal lato della lavorazione, dal 2018 i cartoni di tutte le mele a marchio Val Venosta sono certificati Forest Stewardship Council (FSC). Inoltre, Bio Val Venosta ha inserito dalle prime settimane di Maggio 2019 2 confezioni con un imballo innovativo mono-materiale, ecosostenibile e facilissimo da smaltire.

Bio Val Venosta si afferma come leader tra i produttori di mele biologiche in Italia e anche in Europa, con una prospettiva di crescita che nel 2021 porterà a circa 1.000 ettari coltivati che corrispondono a 50 mila tonnellate di prodotto, circa il 15% di tutta la produzione melicola firmata Val Venosta. Numeri importanti che richiedono una infrastruttura che garantisca una qualità nel servizio proporzionata ai volumi costantemente in aumento. Da settembre 2019 tutto il Reparto Bio si concentrerà quindi presso la cooperativa Juval a Castelbello, una struttura dedicata esclusivamente alla produzione biologica venostana, che potrà vantare 12 linee di produzione con un incremento del 60% della capacità odierna di confezionamento, un magazzino automatico in grado di stoccare 18 mila bins e una calibratrice totalmente dedicata alle mele bio.

Val Venosta è sinonimo di colture d’eccellenza e da giugno sarà presente anche con prodotti stagionali dalle qualità organolettiche superiori, dall’inconfondibile dolcezza come le fragole della Val Martello, dal sapore delicato come le ciliegie venostane o dalla straordinaria croccantezza come il cavolfiore dell’Alta Val Venosta.

Dm drogerie markt: due strutture a Milano

Doppia inaugurazione a Milano per Dm drogerie markt che potenzia la sua presenza nel capoluogo lombardo con due punti di vendita

Doppia inaugurazione a Milano per Dm drogerie markt che potenzia la sua presenza nel capoluogo lombardo con due punti di vendita, inaugurati in contemporanea. Il primo si trova  in via Giambellino 80, il secondo in Corso Indipendenza 24. Salgono così a quota quattro i punti di vendita dell’insegna presenti a Milano, tre dei quali inaugurati nel solo mese di maggio.

Entrambi gli store propongono un assortimento di oltre 12.000 referenze, tra cui prodotti per la bellezza e il benessere della persona, con un’attenzione particolare a quelli naturali e salutistici, come alimenti bio, integratori alimentari e cosmetici naturali certificati. L’offerta si completa con articoli per l’infanzia, la casa e il pet care. Accanto ai prodotti dei migliori marchi, l’offerta include più di 3.000 articoli di oltre 20 marche di proprietà.

In occasione della doppia apertura Dm ha predisposto degustazioni di prodotti della linea biologica a marchio proprio dmBio.

Queste aperture rientrano in un ampio progetto di espansione di dm che prevede numerose altre aperture in tutto il nord Italia, portando nuovi indotti e nuove assunzioni sul territorio.

 

NEW ENTRY 2019: vota il tuo prodotto preferito!

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New Entry 2019 - 11° edizione. E' online l'elenco delle new entry della distribuzione organizzata per il 2019. Vota il tuo preferito!

On line la sessione di Brands Award, "New Entry" dedicata ai prodotti  lanciati nei punti di vendita  della Distribuzione Organizzata  dal 1° gennaio  al 15 maggio 2019 e non in gara per il Brands Award.

Per votare basterà cliccare sulla categoria e sul prodotto scelto. E' possibile votare solo 1 volta.

Vinceranno i primi classificati di ciascuna categoria e il primo classificato assoluto.

VOTA IL TUO PREFERITO

Le votazioni si chiuderanno il 6 giugno 2019.
Il vincitore della "New Entry 2019" sarà premiato a Milano il 4 luglio nel corso della serata di premiazione per la 20° edizione di Brands Award.

Gruppo Arena acquisisce 33 store Simply in Sicilia … e anche altro

Nuove acquisizioni in Sicilia per il Gruppo Arena che sta acquisendo 33 store Simply e IperSimply da Auchan e 10 store Spaccio Alimentare dai F.lli Cambria

“Abbiamo trattative in corso per l’acquisizione della rete supermercati di Auchan Retail in Sicilia ma è ancora in fase di perfezionamento”. Giovanni Arena, direttore generale del Gruppo Arena (VéGé) , conferma l’acquisizione di 33 strutture a insegna Simply e IperSimply dislocate nelle province di Catania, Messina, Siracusa e Palermo, che cambieranno insegna, ad acquisizione completata, in base alle caratteristiche della location. “Sceglieremo l’insegna più adatta valutando le tipicità dei nostri format e del territorio in cui gravitano i punti di vendita” aggiunge Arena.

Nella trattativa sono coinvolti solo gli store diretti ad esclusione dei 5 ipermercati Auchan nell’Isola. “Non abbiamo interesse per gli ipermercati perché riteniamo che sia una formula ormai superata -spiega-. Ci concentriamo invece sui negozi di prossimità e sui superstore”.

Per la situazione dei lavoratori è ancora prematuro tracciare un quadro. Nel momento in cui l’acquisizione sarà definita si procederà alla consulta sindacale.

Per quanto riguarda invece i punti di vendita in franchising Arena sottolinea: “I franchisee si stanno già guardando intorno per decidere su quale strada indirizzare il proprio business nel prossimo futuro”.

L’ipotesi è che i franchisee possano scegliere di cambiare insegna. Attualmente sono operativi in Sicilia 29 punti di vendita in franchising a insegna Simply, SimplyCity, PuntoSimply e Sma.

Il Gruppo Arena, che nei mesi scorsi ha acquisito dal Gruppo Roberto Abate 12 strutture a insegne A&O, IperFamila, locomotiva alimentare del centro commerciale Etnapolis di Belpasso, e Famila, sta inoltre programmando l’acquisizione anche di dieci strutture a insegna Spaccio Alimentare, di proprietà dei F.lli Cambria, in passato legati al Gruppo Auchan.

I dieci negozi che abbiamo selezionato verranno ceduti solo dopo avvenuta omologa da parte del Tribunale. A fine mese è prevista l’udienza di omologa per la procedura di ristrutturazione aziendale. Gli store sono dislocati a Milazzo (Me), Aci Sant’Antonio (Ct), Giardini Naxos (Me), Catania, 5 a Palermo. Su due dei dieci store, ossia sull’iper del Centro Sicilia di Catania e su quello appena aperto al centro commerciale Archimede di Siracusa, ci sono condizioni sospensive. Attendiamo infatti l’accettazione sul ridimensionamento della superficie e sui canoni di locazione, attualmente parecchio onerosi. Se otterremo parere negativo rinunceremo alle due location”.

Per completare il quadro delle iniziative del Gruppo Arena in Sicilia c’è anche la partnership con la società Arcipelago, già legata a Conad. “Abbiamo avviato una collaborazione -aggiunge Arena- per gestire in collaborazione alcune strutture”.

E Arena fa intendere che le novità sull’Isola potrebbero non essere finite. Ma su questo al momento preferisce non sbilanciarsi.

Di certo è che le acquisizioni potenzieranno la presenza dell’insegna in Sicilia aumentando il fatturato. “Oggi  registriamo 750 milioni di euro alle casse -conclude il direttore generale del gruppo- dopo le acquisizioni di Auchan e Cambria supereremo un miliardo di euro di fatturato”.

 

 

 

 

Bennet, la fedeltà si rinnova con l’engagement

Il catalogo premi 2019 di Bennet presenta alcuni importanti novità, basate su una logica di dono e non più solo di ricompensa (da Gdoweek n.9)

La vivacità sperimentale e innovativa di Bennet ha (r)aggiunto un altro e non meno originale capitolo: quello dedicato al nuovo concetto di fidelizzazione che trova nel catalogo premi 2019 lo strumento di comunicazione più efficace per diffusione e impatto: 120 pagine, circa 500.000 copie di tiratura, la pubblicazione veicola e visualizza quello che Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione Bennet, definisce “un cambio di paradigma nei programmi di fedeltà: passiamo dal catalogo premi a un programma di loyalty costruito su un sistema di Crm omnicanale orientato al dato e finalizzato alla personalizzazione e al miglioramento della customer experience”.

Il nuovo programma è il risultato di un lavoro di studio realizzato tra maggio e settembre 2018 in collaborazione con l’Osservatorio Loyalty dell’Università di Parma, seguito dall’implementazione effettuata fra settembre e dicembre.

“Il primo elemento di rottura con il passato -aggiunge Pescatore- è il passaggio da una logica di ricompensa a quella del dono. Questo nuovo sistema si basa sull’engagement: misuriamo ogni tre mesi il comportamento di acquisto dei clienti, li segmentiamo in 3 fasce inserendo una dinamica di gamification e in funzione della fascia di appartenenza corrispondiamo loro dei coupon senza scalargli dei punti. Il cliente registrato può quindi entrare nella propria area riservata che è accessibile da smartphone, tablet, desktop anche da postazioni totem/tablet interattive che installeremo su tutti i nostri negozi, per verificare la sua situazione, attivare i coupon, stamparli, inviarseli via mail o semplicemente utilizzarli in cassa. Questo sistema introduce un elemento ludico-competitivo nella fedeltà”.

Il nuovo programma fedeltà distingue i clienti registrati e titolari di carta Bennet club (i cui detentori godono di sconti riservati su volantino), in tre nuove fasce in rapporto alla spesa trimestrale: da 500 euro fino a 749; da 750 a 1.499; e oltre 1.500 euro.

Queste tre fasce rappresentano circa il 50% dei clienti Bennet, e hanno diritto a tre tipologie di coupon: 1% per la prima fascia (es. se hai speso 500 euro avrai in più un coupon del valore di 5 euro); 2% per i clienti di fascia 2, e 3% per la terza. Questa è una delle più importanti novità anche per l’Italia (un sistema analogo lo ha implementato Walmart).

“Poniamo dei limiti solo nella destinazione della spesa dei coupon -aggiunge Pescatore-. I clienti di fascia 1 dovranno spendere il buono solo nel prodotto a marchio. Quelli di seconda fascia solo nei freschi e freschissimi, mentre ai clienti di fascia 3 è concesso di spendere il coupon liberamente, su tutti i prodotti che vogliono. In sintesi, abbiamo realizzato un sistema di engagement progressivo con vincoli di spendibilità focalizzati sui pilastri della nostra strategia commerciale e di fidelizzazione: i prodotti Bennet e i prodotti freschi e freschissimi”.

“L’obiettivo è stato quello di trasformare il catalogo in una rivista: abbiamo 20 contenuti originali, prodotti da influencer di marketing quest’anno Federica Maiolo, Federico Graziati, Giada Lo Presti (che assommano 150.000 potenziali lettori). Questi esperti ci accompagnano per un anno e postano sui propri canali e su tutti i canali social e digital di Bennet”.

“I premi devono essere aspirazionali -aggiunge Pescatore- domotica, alta tecnologia, al posto della lavatrice la lavasciuga, dall’aspirapolvere al robot da cucina, oppure con nuovi marchi più prestigiosi come Lanerossi o Zucchi. Abbiamo mantenuto i premi esperienziali che hanno sempre contraddistinto il nostro catalogo: terme, Spa, viaggi; e premi di servizio come charity, riviste, musei, trasporti”.

L’obiettivo più ambizioso è creare una fedeltà al centro commerciale: tramite convenzioni con operatori della galleria (oltre 1.200 pdv). La leva può essere la gift oppure convenzione: per esempio a Cornaredo, il parrucchiere Duca’s converte i punti Bennet.

Arcaplanet rafforza la presenza in Campania

La rete dell’insegna di petcare si espande con una struttura realizzata a Benevento, all’interno del centro commerciale Buonvento di Benevento

La rete dell’insegna di petcare si espande con una struttura realizzata a Benevento, all’interno del  centro commerciale Buonvento, sulla strada statale 7 Appia Contrada San Vito. Il petstore Arcaplanet, il secondo in Campania, ha una superficie di 350 mq.

L’offerta comprende oltre 10.000 referenze tra accessori e alimenti per cani, gatti, piccoli animali, roditori, pesci, anfibi e uccelli, un’ampia selezione trasversale di prodotti esclusivi e specializzati, dietetici e veterinari, di alimentazione biologica e vegetariana, cibo secco e umido, accessori dai tappetini igienici per cani alle lettiere per gatto, dai giochi ai guinzagli.

Il negozio ha dato lavoro a quattro nuove risorse, conta due casse e sarà aperto dal martedì al sabato dalle ore 9 alle 21, e la domenica e il lunedì dalle ore 10 alle 21.

Nau!: tre nuovi punti di vendita

Continua l’espansione dell’insegna di ottica Nau! che potenzia la sua presenza sul territorio con tre store realizzati a Brugherio, Lentate e Pontedera

Continua l’espansione dell’insegna di ottica Nau! che potenzia la sua presenza sul territorio italiano con tre punti di vendita realizzati a Brugherio (Mb), all’interno dell’omonimo centro commerciale, ubicato in viale Lombardia 264, a Lentate (Mb), all’interno della galleria commerciale del centro commerciale Lentate, mentre la terza apertura è in Toscana, a Pontedera (Pi) in via Umberto Terracini 1/3, all’interno della galleria commerciale Centro Pontedera, l’undicesimo punto di vendita nella regione.

Tutti e tre gli store dunque si inseriscono in strutture commerciali rivolte alle famiglie. I negozi sono caratterizzati da materiali naturali e da spazi essenziali, e mettono in primo piano il design dei prodotti. L’offerta comprende occhiali da sole e da vista per uomo, donna e bambino.

Lo sviluppo del brand italiano di occhiali proseguirà anche nei prossimi mesi con strutture in Italia e all’estero per potenziare la rete distributiva oggi composta da circa 170 store, tra negozi diretti e in franchising, in Italia, Spagna, India, Iran, Malta, Messico, Estonia, Egitto, Emirati Arabi, Turchia e oltre 800 persone impiegate.

Prezzemolo&Vitale si espande a Londra

prezzemolo&Vitale
In arrivo a Londra, dopo l’apertura a Chelsea, due punti di vendita Prezzemolo&Vitale, il primo a Notting Hill, il secondo a Borough High Street

In arrivo a Londra, dopo l’apertura a Chelsea, due punti di vendita Prezzemolo&Vitale, il primo a Notting Hill, il secondo a Borough High Street. Le due strutture, che saranno inaugurate in estate, si allineano alla collaudata formula dell’insegna siciliana.

Sono due quartieri molto vivi e dinamici -racconta la titolare Giusi Vitale- li ho frequentati prezzemolo&Vitalespesso e ho sempre pensato che fossero perfetti per ospitare il nostro concetto di bottega italiana. A Londra è stato in un certo senso più facile trovare la nostra nicchia di mercato, perché c’è molta attenzione al prodotto italiano e poca concorrenza di qualità. I nostri clienti inglesi impazziscono per il nostro banco di salumi e formaggi e per le proposte di gastronomia come secondi o contorni pronti da portare a casa o consumare all’interno del punto di vendita. Prodotti come i capperi, o un buon panino o addirittura le angurie, che noi diamo per scontati, in Inghilterra diventano un piccolo tesoro”.

Anche a Londra, l’insegna continuerà a sviluppare il rapporto con i propri fornitori diretti proponendo prodotti quasi esclusivamente provenienti dall’Italia e soprattutto dalla Sicilia. I titolari, i coniugi, Giusi e Giuseppe, si occupano infatti personalmente dell’intera filiera: dalla selezione, alla distribuzione e poi l’esportazione e la promozione estera. I due punti di vendita sono in fase di allestimento: gli interni sono curati da T-Studio e la realizzazione degli arredi è affidata a mobilieri italiani. L’ambiente sarà informale e caratterizzato da materiali come il legno e mattoni con l’obiettivo di ricreare uno scenario quasi domestico, che ricordi le botteghe di una volta ma guardi anche alla contemporaneità.

L’assortimento

L’offerta sarà caratterizzata da salumi, formaggi e specialità tipiche della tradizione agroalimentare italiana, ma anche pane fresco a lievitazione naturale, carne proveniente da allevamenti siciliani, pesce fresco selezionato da pescatori locali, pasta, olio, conserve, frutta e verdura a km zero, biologico o chicche agricole. Saranno disponibili inoltre taglieri di salumi e formaggi per gli aperitivi a casa, piatti pronti e panini gourmet take-away per la pausa pranzo, e ancora un assortimento di vini italiani e internazionali.

I servizi

A disposizione dei clienti c’è l’app per ordinare la spesa online o il servizio di spesa whatsapp, oppure ancora il rifornimento delle cambuse di yatch e imbarcazioni direttamente in porto, il servizio di spedizione in tutta Italia con l’iniziativa del Pacco da Giù. Ma anche il servizio cucina, con cui si possono ordinare i piatti preferiti secondo le ricette consigliate dagli stessi clienti.

Ci piace viziare i nostri clienti, cerchiamo di accontentarli in tutti i modi –racconta Giusi Vitale- negli anni ci siamo accorti che per loro era fondamentale avere un rapporto diretto con i nostri dipendenti, che sono formati per consigliare sempre il prodotto giusto, oppure trovare nel nostro punto vendita quelle eccellenze presenti in città ma un po’ scomode da raggiungere, come il pane di Guccione o lo sfincione del forno Valenti di Bagheria. Ci piace pensare che ci siano piccoli prodotti quotidiani che possono cambiare il gusto di una giornata.

 

PittaRosso arriva al Settimo Cielo Retail Park

L'insegna potenzia così la presenza in Piemonte dove opera con 21 strutture di cui nove in provincia di Torino. Lo store occupa un’area di 1.700 mq

Si espande la rete di PittaRosso. L’insegna apre un punto di vendita a Settimo Torinese (To), all’interno del Settimo Cielo Retail Park. PittaRosso potenzia così la presenza in Piemonte dove opera con 21 strutture. Lo store occupa un’area di 1.700 mq con un’offerta, in linea con la tradizione dell’insegna, di calzature e accessori per uomo, donna e bambino.

L’apertura è stata sostenuta da una campagna promozionale incentrata sul claim Entra in PittaRosso che ha previsto distribuzione di volantini, affissioni su Torino e una campagna dinamica con 6 retro bus su Settimo Torinese e comuni limitrofi e dalla circolazione di un camion a vela. Ai clienti è indirizzata la promozione, valida fino al 9 giugno, che prevede uno sconto del 50% sull’acquisto di un secondo articolo.

 

PittaRosso è attivo in Italia e all’estero con oltre 240 punti di vendita

 

Scarpe&Scarpe al Retail Park Buonvento

Lo store aperto a Benevento, in Campania, occupa una superficie di vendita di 1.200 mq e propone un assortimento di 3.500 referenze

L’insegna di calzature apre un punto di vendita a Benevento, all’interno del Retail Park Buonvento, situato sulla Strada Statale 7, Appia. Lo store occupa una superficie di 1.200 mq e propone un assortimento di 3.500 referenze di scarpe, abbigliamento, accessori e valigeria per uomo, donna e bambino. All’interno del negozio è stato inserito il corner nel settore della calzatura e dell’abbigliamento donna dedicato ad Alesya , la private label dell’insegna. La struttura è dotata di tre casse e impiega 10 addetti.

In occasione dell’apertura, Scarpe&Scarpe ha predisposto alcune promozioni: dal 30 maggio fino al 5 giugno con la V&V Card è previsto uno sconto del 10%; sempre nello stesso periodo, sconto del 50% su una selezione di articoli, oltre all’emissione di un buono sconto del 10% per i clienti che acquisteranno un articolo della nuova collezione. Il buono sconto potrà essere speso fino al 30 giugno.

 

Marmellatoso, l’oro autoctono della Puglia in gdo

Il direttore commerciale di Cantine Paololeo, Vito Lattarulo, racconta i segreti del successo dei vini “figli del sole” (da Gdoweek n. 9)

Dalle star Primitivo e Negroamaro, al lancio della Verdeca, fino al Susumaniello, prossima rivelazione. Perfetti interpreti dei nuovi trend di consumo. La Puglia è oggi la terra dei vini che fanno tendenza. Per qualità. Perché alla fine questo successo regionale? “È legato da una parte al successo turistico da tutto il mondo. E poi c’è l’offerta gastronomica importante. Da lì è scattata la molla sui vini, particolari, piacevoli, ‘marmellatosi’. Sono i figli del sole. È una miscela esplosiva” afferma Vito Lattarulo direttore di Cantine Paololeo che incontriamo a Vinitaly 2019.

Il vino pugliese risponde, insomma, meglio al desiderio di beva piacevole, armonica. E alla curiosità di scoprire vitigni autoctoni. Un passaggio chiave certificato anche dai recenti dati Iri che hanno sancito come la maggiore crescita a valore e volume per i rossi nella gdo sia proprio per due bandiere della regione in forte ascesa, Primitivo e Negroamaro. Interpreta perfettamente questo passaggio a Sud, Cantine Paololeo, sede a San Donaci, nel Salento. “Parliamo della quinta generazione. La cantina nasce con Paolo Leo, 59 anni, amministratore unico dell’azienda che la fonda oltre 30 anni fa. Con una cultura e tradizione vincola, però, alle spalle, ereditata dagli avi che già vinificavano le uve. È anche andato a ricomprare i terreni dei parenti. Appartiene alla generazione degli innovatori in Puglia”.

Che numeri fate?

Numeri importanti, 4 milioni di bottiglie, fatturato intorno a 12 milioni di cui il 50% maturato con l’export, 65 ettari di proprietà e il resto da conferitori con contratti a lungo termine. A loro chiediamo, per esempio, diradamenti quando servono. Questo per dare qualità all’uva. È stata la cosa più difficile con gli operatori agricoli: la Puglia era abituata a fare quantità.

C’è uno spostamento da Nord a Sud ...

I nostri ettari abbracciano in pieno il Salento: come cantina siamo nel cuore del Negroamaro, che è sempre stato il nostro fiore all’occhiello. Con Orfeo (Negroamaro in purezza, ndr), il nostro vino di punta, abbiamo vinto i Tre Bicchieri Gambero Rosso. Premio che stiamo ricevendo da due anni consecutivi.

C’è desiderio di scoprire le centinaia di vitigni autoctoni, di cui l’Italia è leader in Europa.

La nostra attenzione si è spostata lì. Riteniamo sia la vera ricchezza della Puglia. È la regione che fa più numeri su quelli a bacca bianca, anche se pochi lo sanno. Sui bianchi proponiamo il Bianco d’Alessano, il Minutolo, la nuova scoperta, la Verdeca che si presta anche a essere spumantizzata. Per rossi e rosé abbiamo poi il Susumaniello. C’è un ritorno ai bianchi e rosati e la Puglia può dire la sua.

Con quali vini siete in gdo?

Ovviamente Negroamaro e Primitivo, ma anche una porzione di vitigni autoctoni che sono presenti nella linea Igp Tradizione Autentica. C’è per esempio il Bianco d’Alessano, che era uno dei vitigni del Locorotondo. È pastoso, sapido e tannico come un rosso. Poi il Susumaniello. Esselunga è stata tra le prime a sperimentare questa linea e le cose vanno bene. Comprende anche la Verdeca, il Fiano, il Bombino rosé, il Negroamaro rosé, il Primitivo rosé. Oggi i rosati stanno andando bene: è un mercato che cresce del 13% e la Puglia è la prima regione per questa tipologia.

Quali altre linee avete sviluppato per la gdo?

Oltre la linea Tradizione Autentica, c’è Piane Rosse che è più nella tradizione. Con Primitivo e Negroamaro, c’è anche il Salice Salentino, Nero di Troia, la Malvasia Bianca. Il Nero di Troia è il ‘fratello diverso’ di Negroamaro e Primitivo. Si vendemmia nello stesso periodo del Barolo. È un prodotto ben strutturato che rappresenta la diversità dei territori della Puglia.

Puntate anche sulla sostenibilità ambientale?

Con il progetto alberello, tecnica soppiantata dalla meccanizzazione e introdotta al Sud dagli antichi greci. Questa tecnica, secondo noi, dà il massimo a livello qualitativo sia sul Primitivo sia sul Negroamaro. Ma la utilizziamo per diversi vini. Abbiamo proposto un progetto di salvaguardia di 5.500 piante, legandolo a un prodotto che si chiama Dorsorosso, un Negroamaro. È un pretesto per portare all’attenzione la tutela di questa impiantologia storica, che ha però costi maggiori. Acquistando una bottiglia, il consumatore adotta per un anno un alberello.

Che succede ora?

L’abilità sarà quella di inserire qualcosa di meno noto di Primitivo e Negroamaro. Sui rossi noi usiamo anche la barrique, ma solo se c’è il legno giusto: non amiamo i vini dei falegnami. E per i bianchi imbottigliamo con un anno di ritardo: abbiamo scoperto che sono longevi. Per il resto, ci sentiamo un po’ soli. Servirebbe maggiore massa critica, con altre aziende che spingono in questa direzione.

Quale vitigno autoctono potrebbe essere la nuova rivelazione?

Il Susumaniello. O anche una bacca bianca, come il Minutolo: ha caratteristiche aromatiche come il Gewürztraminer. Sono vini che nascono da territori a 300 metri tra i due mari. Hanno sapidità aerea.

Jaked: uno store a Orio Center

jaked store - Orio
Il brand italiano Jaked, specializzato nel settore di sportswear e activewear tecnico, entra al centro commerciale Orio Center di Bergamo

Il brand italiano Jaked, specializzato nel settore di sportswear e activewear tecnico, entra al centro commerciale Orio Center di Bergamo, ubicato proprio di fronte l’aeroporto Orio al Serio, con un punto di vendita esteso su un’area di 120 mq. Il negozio presenta pareti fluo, led luminosi e cubi in plexiglass che mettono in risalto l’impronta hi-tech e contemporanea del brand. L’assortimento comprende collezioni multicolor e multisport con un’offerta di sportswear, linee tecniche per il fitness, per il running e intimo tecnico, sia per l’uomo che per la donna.

Abbiamo scelto Orio Center per aprire un nuovo store Jaked, perché questo centro commerciale è in una posizione molto strategica. Si trova infatti nelle immediate vicinanze dell’aeroporto, e rappresenta una location molto gettonata per lo shopping ma anche un’importante vetrina a livello internazionale. – spiega Luca Carrara, Amministratore delegato di Jaked - Quest'apertura segna per noi un ulteriore ed importante passo per rafforzare la presenza del brand a livello retail. Jaked è oggi presente in Italia con 28 negozi monomarca, 60 corner presso importanti piscine e impianti sportivi, 200 multi brand che vendono la collezione nuoto, distribuita anche il 23 paesi nel mondo”.

 

Dm: secondo drugstore in Emilia-Romagna

dm drugstore
Prosegue il piano di espansione dell’insegna drugstore dm sul territorio italiano. A Bologna dm apre un punto di vendita, il secondo nella regione

Prosegue il piano di espansione dell’insegna drugstore dm sul territorio italiano. A Bologna dm apre un punto di vendita, il secondo nella regione dopo l’apertura di Piacenza, realizzato all’interno del centro commerciale Officine Minganti di via della Liberazione 15. Si tratta del ventunesimo negozio in Italia.

Benjamin Schneider, direttore marketing e acquisti di dm: “Bologna rappresenta una tappa fondamentale per il nostro percorso di crescita, perché è una delle città più dinamiche d’Italia che si distingue per la ricchezza della cultura e per la vitalità dell’economia”.

La struttura si estende su un’area di circa 540 mq sviluppata in linea con il tradizionale format dell’insegna. Lo store propone un’offerta specializzata in prodotti per il make up e per la cura e la salute della persona, completata da un assortimento di articoli per l’infanzia, la casa e il pet care. L’assortimento conta oltre 13.000 articoli, con un focus particolare sui prodotti naturali e salutistici, come i cosmetici naturali certificati, gli alimentari biologici, gli integratori e i dispositivi medici. Sono presenti anche 4.000 prodotti a marchio proprio come per esempio i cosmetici Balea, la cosmetica naturale certificata alverde, l’alimentazione biologica dmBio e la linea di integratori e di dispositivi medici Das gesunde Plus. All’interno del drugstore è disponibile il servizio di stampa fotografica self-service da smartphone, fotocamera o chiavetta usb.

Lo store impiega sette addetti alle vendite e opera da lunedì a domenica, con orario continuato dalle 8,30 alle 21. In occasione di questa apertura è stato predisposto uno sconto del 20% sull’intero acquisto, valido fino al 26 maggio. Inoltre si possono testare i prodotti della linea biologica dmBio, una delle oltre 20 marche proprie di dm, nelle giornate del 24, 25 e 26 maggio.

La catena prevede nuove aperture nei prossimi giorni per consolidare la propria presenza nel nord Italia.

 

 

Sushi Daily, tre nuovi piatti per la stagione estiva

Sushi Dayli Roma Pewex
Salmone, crudo o cotto, tonno, mandorle, avocado e zucchine, gli ingredienti base dei piatti estivi del leader europeo del sushi

Sushi Daily, leader europeo nella proposta di sushi, nata nel 2010 in Francia dall’imprenditrice Kelly Choi e presente oggi con circa 800 fully-serviced stand in 10 Paesi, propone tre nuove composizioni dal gusto fresco in vista dell’estate: Gunkan Mix, Dream Roll Salmone Cotto e il Vassoio Royale.

Composto da sei pezzi per ogni referenza Gunkan Mix è un piatto completo: Gunkan Salmone e Mandorla, Gunkan Ebi e Avocado, e Gunkan Spicy Salmone. Sicuramente il prodotto migliore di Sushi Daily e anche il più richiesto, anche per la riconoscibilità immediata dei sapori più tipici. Il Gunkan Spicy Salmone non ha bisogno di presentazioni: è composto da una pallina di riso sormontata da una tartara spicy di salmone leggermente piccante. Nel Gunkan Salmone e Mandorla la pallina di riso è invece accompagnata dalla tartara di salmone che si mescola delicatamente ad un po' di Philadelphia e alla mandorla. Infine, nel Gunkan Ebi e Avocado, la composizione di riso più invitante, la tartara è preparata con il gambero e con l'avocado che assume una consistenza molto cremosa, e con l’aggiunta di shichimi piccante cosparso al di sopra. Tutte e tre le creazioni sono racchiuse esternamente da zucchine.

Il Dream Roll Salmone Cotto è stato lanciato la scorsa estate ma continua a riscuotere successo grazie al suo gusto semplice e alla freschezza sempre ricercata nella calura estiva. Piace molto sia agli amanti del cotto (il salmone all’interno è cotto al naturale) sia alle mamme che lo preferiscono come prodotto semplice per i loro bambini.

In ultimo, ma non per gusto, il Vassoio Royale: perfetto da dividere in due, presenta all'interno del sashimi di salmone, del sushi di salmone e tonno, e dei roll misti (in particolare Dream Roll con salmone, Philadelphia e avocado - Crunch Veggie Roll e Wakame Salmone Roll), e Gunkan al salmone (nella duplice variante sia spicy sia con mandorla).

Crai, un Cuore … Extra per nuove attività

Si chiude un anno soddisfacente e si prepara a sfide importanti da affrontare nel prossimo biennio (da Gdoweek n. 9)

Un anno intenso, il 2018, per Crai, con l’avvio di nuove attività (dal discount con Leader Price, all’eCommerce con Crai Spesa Online), il rafforzamento della rete, l’attenzione alla formazione con Academy Crai in collaborazione con l’Università di Parma, il focus su una maggiore efficienza dei soci, la nascita di Gruppo Levante insieme a Di.T. “Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto nel 2018, un anno che, a livello di risultati, ci ha portato a un fatturato a valore in linea con il 2017, -precisa Marco Bordoli, Ad di Crai Secom-. Un dato significativo, che dimostra il buono stato di salute dei soci e della rete, le cui performance hanno compensato l’uscita di un socio in Sicilia. Infatti, a parità di rete, il fatturato è cresciuto nel food come nei drugstore, le cui performance hanno registrato un + 2% di crescita. Numeri che ci fanno ben sperare anche per il 2019: un ottimismo reale, visto che, nei primi tre mesi dell’anno, a parità di rete, abbiamo migliorato l’andamento sia della rete food, registrando un trend positivo rispetto all’andamento negativo del mercato, sia del drug, con performance molto positive, doppie rispetto al mercato drugstore, superando anche il budget che ci eravamo dati”.

Quali le priorità di quest’anno? Cercate nuovi soci?

La nostra porta è sempre aperta per quegli imprenditori che intendono condividere i nostri valori e credono nelle nostre strategie, anche se per noi è fondamentale continuare a migliorare le performance dei soci esistenti, lavorando sul raggiungimento di una maggiore efficienza delle reti di vendita. Nel 2018, già 4-5 Cedi hanno lavorato in questo senso e raggiunto ottimi risultati e stiamo lavorando affinchè tutti i soci, ognuno con i propri tempi, possano attrezzarsi per diventare più efficienti e crescere, sia nel food sia nel drugstore.

A proposito di rete alimentare, il bilancio di Crai Extra?

L’implementazione sul territorio sta proseguendo in linea con la pianificazione prevista e le performance di vendita sono sempre più interessanti anche grazie a un continuo aggiornamento dell’assortimento per adeguarlo alle nuove tendenze; penso soprattutto a freschi, piatti pronti e mondo benessere con bio, prodotti funzionali e per stare bene. Inoltre, partono a breve dei test nei Crai Extra che prevedono la presenza di shop-in-shop con il supporto di uno dei nostri specialisti dell’area petfood. Questo a sottolineare l’importanza strategica di una centrale multicanale, che può mettere a fattor comune per i propri soci differenti know how.

Crescono quindi le sinergie con il mondo drugstore …

Abbiamo due anime, una ricchezza che ci permette di affrontare nuovi progetti che si tratti di acquisti, eCommerce o investimenti in comunicazione, sfruttando le rispettive competenze con un unico obiettivo, sempre lo stesso: rendere i soci più competitivi, efficienti e distintivi. Con questa logica, abbiamo definito con alcuni soci drugstore l’inserimento di corner alimentari, il cui assortimento è messo a punto con i soci Crai attivi nello stesso territorio per trovare le categorie e i prodotti più adeguati.

Parliamo di Cuor di Crai.

Siamo convinti che ci siano buoni spazi di crescita per un’insegna in grado di proporre supermercati moderni nel segmento dei 200-250 mq, i cui punti di forza siano la capacità di relazione dei nostri soci, abbinata a servizio, qualità e assortimenti selezionati. Per questo, abbiamo messo a regime due tipologie: una formula da città, senza banchi serviti, per noi una sacralità, ma una scelta necessaria per garantire profittabilità, lavorando su freschi, piatti pronti e take away a prezzi adeguati, senza rincorrere discount e superstore; la seconda tipologia privilegia location più periferiche, con un’offerta, servizi e politiche promozionali più calibrate al ruolo sociale svolto dal negozio. L’obiettivo del 2019 è arrivare a convertire in Cuor di Crai circa 80 negozi con l’obiettivo di proseguire negli anni successivi per riqualificare tutti i formati piccoli.

Lo scorso anno, avete lanciato Leader Price, in partnership con Groupe Casino. Quali i progetti per il 2019?

L’obiettivo principale non solo di quest’anno, ma del prossimo biennio è crescere in maniera consistente, sia per via diretta sia tramite franchising, un fattore competitivo importante per accelerare il progetto e che utilizzeremo con i singoli soci e con master franchising. Proprio a maggio, sia la F.lli Ibba sia Codè, già soci finanziatori, aprono nei rispettivi territori i primi discount come master franchising. Vogliamo diventare un’insegna di riferimento, distintiva per assortimento, attenzione al territorio, presenza dei freschi, utilizzo della carta fedeltà, a fronte di prezzi convenienti, che rimangono una leva determinante nelle scelte del consumatore, nei discount, ma non solo.

In tema di eCommerce, quali risultati avete ottenuto con Crai Spesa Online?

Ad oggi siamo attivi con circa 130 negozi, localizzati soprattutto in Veneto, che registrano performance positive con uno scontrino medio triplo di quello registrato in negozio. Per noi l’eCommerce è un servizio strettamente collegato alle logiche di prossimità, l’evoluzione della spesa a domicilio, parte quindi del nostro dna. Quest’anno lo attiveremo in circa altri 100 punti di vendita, in Calabria, Sardegna e Piemonte, per attrezzarci, entro fine anno, a fornire questo servizio anche in grandi città, come Milano e Torino. Inoltre, stiamo studiando una modalità B2b per il canale lungo, con portali che, anche per i drugstore, saranno in grado di semplificare i rapporti con i fornitori. E per sottolineare l’approccio al digitale ci siamo strutturati internamente con una squadra dedicata al digitale; poi, nella seconda metà di maggio, lanceremo la app, che stiamo già testando. Lavoriamo su tutti i fronti insomma per essere sempre più competitivi.

Supermercato24 e Carrefour: la spesa online in Toscana e Campania

Supermercato24_Carrefour
Si amplia la collaborazione tra Carrefour e Supermercato24 , il player italiano della spesa online. Il servizio è stato attivato in nuove regioni

Si amplia la collaborazione tra Carrefour e Supermercato24 , il player italiano della spesa online. La partnership è attualmente attiva in 14 città italiane: Milano, Roma, Torino, Bologna, Genova, Bergamo, Brescia, Udine, Monza-Brianza, Como, Varese, Firenze, Pisa, Napoli e si estende oggi anche alle regioni di Toscana e Campania.

Dopo il lancio di Lombardia, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia, ora estendiamo il servizio di consegna a domicilio anche in Toscana e Campania, dove siamo presenti a Firenze, Pisa e Napoli - spiega Enrico Fantini, direttore eCommerce e digital transformation Carrefour Italia - Carrefour Italia è molto attenta all’innovazione e continua ad investire su soluzioni che possano permettere di essere sempre più vicini ai nostri consumatori ed al loro territorio, sia online che presso i punti di vendita”.

L’accordo prevede la consegna a domicilio della spesa online anche entro un’ora, agli stessi prezzi del punto di vendita. L’ordine effettuato online viene affidato ad un personal shopper, che si reca al supermercato per fare la spesa per il cliente, consegnandola a casa o all’indirizzo desiderato all’orario concordato, anche ad un’ora dall’ordine. Il servizio è attivo 7 giorni su 7, dalle ore 9 alle ore 23.

Vogliamo offrire ai nostri clienti la miglior scelta e qualità possibile per la loro spesa: per questo, siamo orgogliosi della nostra partnership con Carrefour Italia, con la quale abbiamo ampliato e migliorato la copertura del nostro servizio –  dichiara Federico Sargenti, Ceo di Supermercato24Con questa collaborazione, rispondiamo ancora meglio alle esigenze di velocità e qualità dei nostri clienti, in un numero sempre maggiore di province, nelle metropoli, così come nelle piccole e medie città”.

Virosac, al via il piano di comunicazione integrata

Per ampliare e fidelizzare il proprio target, Virosac avvia un piano di comunicazione che coinvolge diversi media e per la prima volta anche il mondo televisivo

Parte il nuovo piano di comunicazione di Virosac per diffondere la qualità e l’innovazione dei suoi prodotti 100% Made in Italy ed avvicinarsi sempre più al consumatore finale. Nel nuovo piano di comunicazione integrata sono previsti un importante progetto di product placement, spot televisivi e una campagna stampa sui principali giornali consumer di riferimento, testate di settore e progetti web digitali.

Dal 19 maggio fino a settembre 2019 l'azienda sarà protagonista di una stagione di impattante pubblicità televisiva con 3 spot da 15 secondi, all’interno della programmazione di La7, nelle fasce orarie più importanti e in concomitanza di programmi tv ad elevata audience. L’innovativo packaging ed i plus dei tre prodotti saranno posti in grande evidenza, con chiare motivazioni d’acquisto in sovraimpressione. La campagna stampa 2019 vedrà anch’essa il packaging di prodotti innovativi protagonista dello storytelling, con un visual leggero, poetico e soprattutto intuitivo, per sottolineare le caratteristiche distintive dei prodotti supportati da argomenti tecnologici. Grazie all’intensa programmazione sui media, le tre tipologie di prodotto incontreranno e soddisferanno le esigenze di un numero sempre più ampio di consumatori, oltre ad aprire nuove opportunità di mercato e sviluppo per l’azienda.

L’ingresso di Virosac nel mondo televisivo si configura quindi come coronamento di un percorso. L’azienda di Treviso, leader nel settore dei prodotti bio home care, è ora main sponsor e protagonista nell’ultimo game show “Un dolce da maestro”, il format condotto dal campione olimpionico Massimiliano Rosolino, in onda dal 4 maggio 2019, ogni sabato su La7 e in refresh il martedì in prima serata su La7d. A dare supporto agli sfidanti della trasmissione, cadetti del Campus Etoile Academy di Tuscania, sono i prodotti più rappresentativi del brand: a cominciare dalla Sac à poche Decorsac, presente già nella sigla del programma. Si aggiungono i sacchi Biofrigo, biodegradabili e compostabili, DuraDiPiù, l'innovativo sacco frigo che conserva più a lungo e Saccopratico Stopsac, ideale per la raccolta differenziata ultra resistente, con pratiche maniglie estraibili e l’adesivo brevettato Stopsac.

Burger King si consolida a Milano

Burger King Milano viale Tibaldi 1
In centro a Milano, Burger King apre il suo 200esimo ristorante italiano, il sesto ristorante del capoluogo lombardo, situato in viale Tibaldi

In centro a Milano, Burger King apre il suo 200esimo ristorante italiano, il sesto ristorante del capoluogo lombardo, situato in viale Tibaldi.

Questa nuova apertura rappresenta per noi un di giro di boa –dichiara Andrea Valota, amministratore delegato di Burger King Italia -. Tagliamo così il traguardo dei 200 ristoranti in Italia: un risultato sorprendente se si pensa che appena 4 anni fa i punti di vendita erano poco più di un centinaio. L’obiettivo per il futuro è di proseguire su questa strada, facendo quello che sappiamo fare meglio, ossia continuare a preparare i nostri hamburger con passione e offrire ai nostri consumatori un servizio di qualità all’insegna dell’innovazione in un ambiente accogliente”.

Il ristorante di viale Tibaldi si sviluppa su una superficie di 400 mq e dispone di 109 posti a sedere, con un team di lavoro formato da 30 persone divise tra crew, manager e direttore. Stando a quanto sottolinea l’azienda, grazie alla posizione strategica e centrale, questo punto di vendita si qualifica per diventare il fulcro delle consegne a domicilio di Burger King su Milano. Oltre all’home delivery, il ristorante offre diversi servizi dedicati al consumatore, come i kiosk digitali per effettuare le ordinazioni in autonomia e godere delle vantaggiose promozioni personalizzate.

Burger King Milano viale Tibaldi 1Valota spiega: “I kiosk sono solo alcune delle novità che stiamo via via introducendo nei nostri punti di vendita. Lo scorso anno siamo stati la prima azienda in Italia a introdurre la tecnologia della realtà aumentata nel settore del food retail attraverso la nostra app. In questo modo la “BK experience” può continuare anche fuori dal ristorante: grazie alla registrazione via app, i clienti potranno accedere alla propria area personale con sconti e iniziative dedicate, grazie alle quali sarà possibile accumulare punti, che, attraverso un loyalty program, potranno essere convertiti in premi o buoni da spendere nei ristoranti”.

 

Isabel Marant apre uno store su Tmall di Alibaba

isabel marant su tmall
Il marchio di moda parigino fa il suo ingresso sul Tmall Luxury Pavilion, la piattaforma dedicata al lusso e premium di Alibaba Group

Il marchio di moda parigino fa il suo ingresso sul Tmall Luxury Pavilion, la piattaforma dedicata al lusso e premium di Alibaba Group. La partnership consentirà a Isabel Marant di coinvolgere centinaia di milioni di consumatori cinesi e ampliare la sua presenza nel vasto mercato cinese. L’assortimento online è composto da 42 prodotti tra cui scarpe, accessori, vestiti, abiti e jeans. Isabel Marant va ad unirsi alla crescente lista di oltre 100 brand di lusso in partnership con Alibaba.
"Siamo molto lieti di dare il benvenuto a Isabel Marant nel Padiglione del lusso di Tmall. Crediamo che lo stile di Isabel Marant possa essere adatto ai giovani consumatori cinesi di oggi che prediligono non soltanto lo shopping per la qualità premium ma guardano con interresse prodotti che li aiutino ad esprimere la loro personalità " dice Jessica Liu, generale manager di Tmall fashion and luxury.

Md pianifica la riapertura dei 21 store ex Abate

L'insegna ha incontrato i dipendenti ex Abate sottolineando i prossimi step per la pianificazione della ristrutturazione e la riapertura dei 21 punti di vendita acquisiti

Patrizio Podini, presidente e fondatore di Md spa, ha incontrato in Sicilia gli ex dipendenti del Gruppo Abate, da cui l’azienda ha acquisito 21 supermercati nell’Isola. “Abbiamo ritrovato in Patrizio Podini un padre, capace di accoglierci in una nuova famiglia per ritrovare la dignità e la serenità di un posto di lavoro” sottolinea una collaboratrice.

L’incontro, al quale hanno preso parte i 225 dipendenti riassorbiti dalla spa, gli store manager, gli addetti alle vendite, e una rappresentanza dei dirigenti di Md, è stato focalizzato sulla pianificazione dei prossimi step di ristrutturazione e sulla riapertura dei 21 punti di vendita ex Abate. “L’incontro –spiega in una nota l’azienda - ha confermato, infatti, quello che era già stato dichiarato da Podini il 16 aprile, quando, subito dopo l’asta con cui Md si era aggiudicata i 21 supermercati di Abate in Sicilia, il presidente si era affrettato a rassicurare che tutti gli ex dipendenti sarebbero stati assunti da Md spa”. E aggiunge: “L’impegno espressamente assunto da tutti i dipendenti è stato quello di dare il massimo affinché Md diventi in Sicilia il primo gruppo della grande distribuzione”.

 

Led Film di Lg, il digital signage prende nuove forme

Da Lg una nuova tecnologia molto versatile basata sui Led, che apre a interessanti utilizzi in ambito retail

Negli ultimi anni il digital signage si è evoluto in molte direzioni, andando di pari passo con il progresso tecnologico. Per questo motivo Lg Electronics ha studiato una soluzione altamente tecnologica per venire incontro alle nuove esigenze in tema di display commerciali con Led Film.

Led Film di Lg installata a Singapore

Led Film è una pellicola trasparente che può essere applicata su qualunque superficie in vetro, studiata per la comunicazione digitale su piccola, media o larga scala. L’elevato grado di trasparenza della pellicola, al 73%, può garantire una perfetta visibilità attraverso le superfici in vetro anche dopo la sua applicazione, rendendola adatta alle vetrine di store, centri commerciali, aree espositive o showroom. La nuova tecnologia è già stata inaugurata a febbraio di questo anno a Singapore, nel cuore del Central Business District della città, sulla Manulife Tower.

Versatile e personalizzabile per adattarsi in ogni ambiente

 

I led luminosi integrati nella pellicola, con un pitch da 24mm, permettono la riproduzione di una vasta gamma di colori e di forme in movimento (da loghi e pittogrammi fino a video). Quando i led vengono spenti, la pellicola di Lg è praticamente impercettibile, tanto da fondersi completamente con la superficie che la ospita grazie al suo speciale materiale autoadesivo.

Le dimensioni e il layout della pellicola Led di Lg sono personalizzabili per adattarsi a qualunque tipo di area di installazione o per evolversi nel corso del tempo. È possibile, infatti, fare delle implementazioni successive all’installazione iniziale. Inoltre, la pellicola led è in grado di piegarsi fino a raggiungere un raggio di curvatura di 1.100 R, per adattarsi a vetrate o ad applicazioni concave o convesse, estendendo dunque le sue possibilità applicative.

Euronics: un negozio a Settimo Torinese

Euronics Esterno SettimoTorinese
L’insegna apre un punto di vendita all’interno del parco commerciale Settimo Cielo Retail Park di Settimo Torinese, in via Nicolò Paganini

L’insegna apre un punto di vendita all’interno del parco commerciale Settimo Cielo Retail Park di Settimo Torinese, in via Nicolò Paganini. Euronics realizza una struttura di 2.000 mq con un layout studiato per sviluppare al massimo un’impronta di “servizio” al consumatore pre e post vendita. Con questa inaugurazione salgono a 32 i negozi di Dimo, socio del gruppo Euronics, presenti in sei regioni: Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Lombardia e Sardegna

Oltre ai tradizionali servizi di finanziamento, consegna e installazione, nonché ritiro e smaltimento dell’usato, il negozio di Settimo Torinese offrirà i servizi di assistenza e riparazione di Smartphone, configurazione PC e altri servizi dedicati ai prodotti hi-tech. Il team di lavoro è formato da 25 addetti.

Possiamo affermare che il cliente si troverà in questo nuovo store al centro di un percorso esperienziale in tutte le fasi di acquisto, con, nel contempo, un’ampia proposta commerciale di tecnologia d’avanguardia con prodotti selezionati, pensati per soddisfare i bisogni delle persone, con qualità e convenienza” dichiara Marco Vipiana, responsabile degli store Dimo.

Marco Carrillo, responsabile del punto di vendita, aggiunge: “Il nostro obiettivo è quello di far diventare questo store un importante punto di riferimento per piccoli e grandi acquisti, attraverso il massimo impegno del team e continue proposte di novità, offerte e sconti promozionali nel rispetto della tradizione di tutti i negozi della rete Dimo”.

Per supportare l’apertura è stata lanciata un’attività sottocosto su molti prodotti e sconti fino al 50%.

B-Selfie entra in Annex Rinascente a Milano

B Selfie Glam Italy
All'interno di Annex Rinascente di Milano, in via Santa Radegonda 10, nell’area beauty al primo piano, B-Selfie crea il suo spazio espositivo

All'interno di Annex Rinascente di Milano, in via Santa Radegonda 10, nell’area beauty al primo piano, B-Selfie crea il suo spazio espositivo che sarà inaugurato sabato 25 maggio con la brand ambassador Valeria Marini.

Questa inaugurazione si inserisce in un più ampio piano di sviluppo del brand che sta attuando opening in aree strategiche beauty e fashion sia in Italia, sia all’estero, finalizzati alla costruzione di una rete distributiva sempre più capillare e internazionale.

In Rinascente Milano B-Selfie sarà presente con Skincare Filler System, nuova linea di prodotti basata su formulazioni ad alto contenuto tecnologico per riempire le rughe perioculari e periorali e per esaltare sensualità, volume e definizione di labbra e viso. La gamma comprende sieri a effetto ultra-filler, crema viso anti-age, acqua micellare e maschere di bellezza per coadiuvare gli effetti antirughe e volumizzanti dei self beauty filler con microaghi di acido ialuronico. La linea è composta da 13 prodotti, con prezzi che variano dai 26 euro dei patch ai 149 euro dei trattamenti Glam Set.

 

 

 

Il digitale rivoluziona le strategie di business

I rapporti industria-distribuzione rimangono una tradizionale area di scontro, all’interno della quale la tecnologia può puntare al ruolo di facilitatore 8da Gdoweek n. 9)

La necessità di prendere decisioni in maniera più rapida, la possibilità di disporre di un più ampio ventaglio di scelte, ma anche la crescente concorrenza con la quale fare i conti: la rivoluzione digitale non poteva lasciare fuori le relazioni tra gdo e industria di marca. Che avanzano tra incomprensioni storiche e intrinseche alle negoziazioni, dovute alle differenti prospettive delle strutture organizzative.

Alessandro Masetti, responsabile settore alimentari di Coop Italia, avvia l’analisi definendo i contorni dell’evoluzione in atto. “Da anni utilizziamo un portale informatico come strumento di lavoro nel campo della marca commerciale. Quello che non è mai successo (e mai succederà) è che lo strumento informatico si sostituisca al rapporto umano tra cliente e fornitore, restando di fatto uno strumento, per il bene non solo di Coop, ma anche della relazione commerciale”.

Secondo Masetti, l’utilizzo di un portale elettronico consente di dare una garanzia al fornitore che il sistema delle regole per l’assegnazione di una commessa, esistente o per un prodotto nuovo, sia uguale per tutti i partecipanti, oltre che chiaro e interpellabile in ogni momento.

“La tecnologia agisce da facilitatore della relazione poiché consente al buyer di accedere a uno strutturato di informazioni su fornitore, caratteristiche qualitative e quantitative della commessa, che sono altrettanto note alla controparte -spiega ancora Masetti-. L’intera relazione si svolge su un terreno comune dove la maggior parte delle informazioni è nota a entrambe le parti”.

Per il buyer è importante poter accedere a informazioni strutturate sulla dimensione delle aziende che invita a partecipare all’assegnazione di una commessa, poiché aiuta a sistematizzare la conoscenza degli attori su parametri il più possibile oggettivi, evitando interpretazioni o giudizi personali dettati dall’esperienza, che sono comunque possibili al termine del processo, ma devono essere resi noti e motivati alla controparte. “Certo il sistema non è perfetto -riconosce il manager di Coop Italia-. Non sempre i dati relativi alle aziende vengono aggiornati in tempi reali o utili: occorrerebbe che il fornitore che si registra possa mantenere aggiornati i dati di massima relativi all’azienda, come fatturato, trend, incidenze delle produzioni per l’Italia e l’estero e tutte le informazioni utili al buyer per farsi un quadro di insieme dell’eterogeneità del potenziale parco fornitori, e che costituiscono variabili dinamiche soggette a modifiche a frequenza annuale o anche superiore”.

Un altro limite di questa soluzione è rappresentato dalla multifunzionalità delle risorse coinvolte, in quanto lo strumento digitale non comprende solo informazioni che attengono alla sfera commerciale, ma anche aspetti qualitativi della produzione di ciascun fornitore.

“Un ulteriore elemento critico sta nell’aggiornamento in tempi rapidi delle informazioni salienti che riguardano cambiamenti significativi della vita produttiva di un’azienda, come l’inserimento di un nuovo allergene”, aggiunge. La presenza di differenti portali complica non poco la vita ai produttori, anche se molto è stato fatto per facilitare il lavoro di chi deve aggiornare e inserire le informazioni.

“È auspicabile pensare a un domani in cui i dati principali delle aziende siano disponibili su un sistema unico per i distributori, sulla falsa riga di quanto già successo sulla piattaforma digitale Immagino che comprende foto, dimensioni e principali caratteristiche dei prodotti, in modo poi che questo spazio possa interfacciarsi con portali informatici propri delle singole aziende”, analizza Masetti.

Non mancano pareri diversi. Per Alberto Coldani, direttore commerciale Carrefour Italia, il digitale non modifica in maniera sostanziale la velocità di negoziazione rispetto a quanto fatto in passato dal gruppo francese. “Quello che deve cambiare è la scelta che l’industria di marca deve fare per mettere comunque la gdo nella condizione di essere competitiva”. I costi di distribuzione dell’online, ricorda, sono molto più bassi rispetto a quelli della distribuzione moderna e quindi è evidente che, per rimanere sul mercato, la gdo ha bisogno di margini più alti, come risultato di una negoziazione condotta in un modo nuovo. “È necessario un impegno da parte della distribuzione a garantire delle attività che generino e creino volumi, che devono essere finanziate dall’industria di marca. In questo senso la negoziazione si è spinta sempre di più verso condizioni che facciano sviluppare vendite e sviluppare il commercio all’interno dei punti di vendita”.

L’agilità delle piattaforme online ha cambiato l’approccio dei retailer nella gestione dei rapporti con industria? Coldani spiega che è sempre attiva la collaborazione con l’industria per aumentare la velocità su temi come l’innovazione: “Questa rappresenta una parte importante del fatturato che oggi non passa solo dalla negoziazione, ma risponde a criteri nuovi, legati alla rotazione dei prodotti”, spiega il manager, che riconosce che la tecnologia ha messo la gdo nella condizione di pensare a un approccio multicanale. “Il grande sforzo che oggi stiamo facendo è di passare dai soli negozi fisici all’interazione tra online e negozi fisici, per cogliere il massimo delle opportunità di soddisfazione del cliente, su una o più piazze -sottolinea Coldani-. Dobbiamo solo superare barriere mentali, dato che quelle fisiche sono state superate proprio grazie alla tecnologia e all’innovazione”. Da questo punto di vista rivendica il vantaggio competitivo di Carrefour legato alla presenza capillare sul territorio attraverso i negozi fisici, punto di forza nello sviluppo dell’online.

Quanto alle criticità che ancora sussistono tra industria e distribuzione, risiedono soprattutto nella capacità di trovare, in un mercato di consumi tendenzialmente fermi, un punto di incontro corretto sulla marginalità. “Un obiettivo non semplice e per il quale lavoriamo costantemente durante l’anno, tra condizioni d’acquisto e attività a valore che possano generare vendite e margini aggiuntivi”, aggiunge Coldani.

Un tema caldo sul fronte della contrattazione rimangono le aste online e la loro evoluzione di fronte all’avanzata del canale online. Sull’argomento, Fabio Sordi, direttore commerciale di Selex, premette: “Il nostro gruppo non intende percorrere la strada delle aste elettroniche al doppio ribasso, mentre già dal 2017 aderisce al codice etico sottoscritto da Federdistribuzione con il Mipaaft relativo all’acquisto dei prodotti agricoli e dell’agroalimentare, e sull’utilizzo delle piattaforme elettroniche”.

Quanto all’impatto del canale internet nei rapporti tra retailer e industria, ritiene prematuro rilevare modifiche sostanziali fino a questo momento, data la scarsità di offerta rispetto alla domanda potenziale, ma in prospettiva lo scenario è destinato inevitabilmente a mutare nel tempo. “Già oggi vediamo che, senza la forte evidenziazione a scaffale delle marche leader presente nei negozi fisici, sia in promozione sia non, la loro quota è spesso inferiore nell’online. Detto questo, i fornitori possono accedere a una serie di attività ad hoc per il mondo online, che noi presidiamo con CosiComodo.it, trasversali tra le categorie in un’ottica di bisogno”.

La tecnologia ha potenzialmente il vantaggio di agire da facilitatore tra i due mondi, ma solo con certe premesse. “La tecnologia sarà utile, se riuscirà a facilitare lo scambio di informazioni tra gdo, con la profonda conoscenza dei clienti che acquistano nei nostri negozi, e industria di marca, con la sua consolidata conoscenza dei consumatori dei prodotti che vendiamo”, precisa Sordi.

C’è anche un altro fattore che chiama il settore a nuove sfide: la crescita dei discount. Sordi ritiene che l’industria di marca debba fare delle scelte: “Non può porre vincoli contrattuali alla gdo classica sulla trattazione quasi completa dei propri assortimenti e sulle promozioni negli store, quando poi dobbiamo competere con discount che trattano poche referenze e con queste attuano una politica di prezzo e di promozione comparabile alla nostra. In un’ottica più collaborativa sarebbe più corretto definire i discount supermercati ad assortimento ridotto”.

A questo proposito Isidoro Liantonio, coordinatore acquisti grocery e non food di Despar Centro Sud Maiora, osserva come il momento storico imponga una netta predisposizione al cambiamento. “Questo deve avvenire anche a costo di scelte impopolari nella trattativa tra industria e distribuzione, che deve rimanere sì vigile, ma anche altrettanto distante dalle logiche discount che non le appartengono. Siamo in una fase di trasformazione estrema dei consumi -ricorda Liantonio- dettata da molti fattori. Questo deve portare tutti ad avere la mente sgombra e scevra da condizionamenti per cogliere le sempre crescenti e variabili attese del consumatore finale”.

Secondo Liantonio, proprio l’agilità delle piattaforme online ha già cambiato profondamente i rapporti con i produttori. “Mi riferisco in particolare ai retailer discount che hanno tratto grande vantaggio dai portali che gestiscono le aste online, ma anche alla distribuzione moderna tradizionale, che tiene conto dello schiacciamento di prezzo di alcune merceologie basiche -sottolinea il manager. Questo approccio ha portato l’industria di marca ad aumentare la pressione promozionale e a cercare soluzioni che le consentano un ulteriore abbassamento di prezzo per difendere i volumi. Invece, se utilizzati in maniera adeguata, questi strumenti tecnologici rappresentano un facilitatore nelle relazioni tra i due mondi: avere a disposizione banche dati per la profilazione del fornitore a 360 gradi (con elementi relativi anche a rating e affidabilità), pubblicizzare un capitolato da cui far partire un’asta rendendola trasparente, omogenea ed eticamente aperta a tutti, comunicarne l’apertura in tempo reale e avere la possibilità di cambiare in corsa, sempre con velocità e versatilità, sono informazioni che costituiscono un grande risparmio di tempo e non solo”.

Un superamento delle difficoltà di dialogo? Non esattamente. Secondo Liantonio rimangono dei fattori critici principalmente legati alla trattativa e al livello di prodotto offerto a parità di capitolato. “Partendo dall’assunto che la complessità della trattativa era già a livelli importanti, questo ulteriore schiacciamento di prezzo ha portato ulteriore stress sul tema prezzo, con un aumento da parte dell’industria sia della frequenza che della profondità di sconto, atta a difendere i propri volumi”.

Massimo Krogh, direttore acquisti di Crai, vede emergere “un nuovo modello di relazione tra industria e distribuzione basato su un approccio attento all’offerta al consumatore, alle performance di business, alla centralità del brand, dell’insegna e delle politiche commerciali e di marketing. “Personalmente ritengo che un asset importante per migliorare la relazione tra industria e distribuzione implica non basarsi semplicemente sul tema del rinnovo dei contratti, ma focalizzare l’attenzione anche sul consumatore”, precisa Krogh. Elementi utilizzati da Crai nella negoziazione del prodotto a marchio, la cui logica di base è quella del migliore rapporto qualità prezzo per tutta la filiera coinvolta, dall’inizio del processo fino al consumatore. “Aspetti come la qualità, la salubrità, la sicurezza, la tracciabilità e i prodotti di filiera sono fondamentali, soprattutto in una dinamica di creazione del valore -chiarisce-. Per realizzare questa logica di acquisto non facciamo aste online, l’aspetto della relazione umana resta imprescindibile in una logica di collaborazione e di costruzione di valore a lungo termine. La tecnologia potrà soltanto migliorarne i processi”.

 

Maxi Zoo: petstore in Piemonte e Lombardia

Si allarga la rete di Maxi Zoo, parte del gruppo tedesco Fressnapf, catena dedicata ad alimenti e accessori per animali. L’insegna inaugura due petstore

Si allarga la rete di Maxi Zoo, parte del gruppo tedesco Fressnapf, catena dedicata ad alimenti e accessori per animali. L’insegna inaugura due petstore, il primo a Settimo Torinese (To) di 800 mq e con un assortimento di 7.000 referenze tra cui 1.000 specie di pesci, il secondo a Caravaggio (Bg) sviluppato su una superficie di 400 mq. Il negozio di Settimo Torinese si trova all’interno del Settimo Cielo Retail Park, in via Umberto Giordano, ad angolo con via Niccolò Paganini e sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 22. Il petstore di Caravaggio, invece, è ubicato tra le proposte del Centro commerciale di via Treviglio 25 e adotta i seguenti orari di apertura: lunedì – sabato dalle 8 alle 20; domenica dalle 9 alle 19.

In entrambi i punti di vendita sono stati allestiti specifici corner dedicati agli accessori, alla cura e al benessere dell’animale. Tra i servizi, disponibili in entrambe le strutture, sono attivi l’area picnic con acqua fresca e cibo; la bilancia per cani; il servizio di incisione medagliette. Infine è presente una donation box, in cui è possibile lasciare alimenti di prima necessità che saranno devoluti alle onlus locali del settore.

Nel punto di vendita di Settimo Torinese è impiegato uno staff composto da 9 persone, mentre in quello di Caravaggio lavorano 6 persone, provenienti dalla zona di riferimento e formati tramite il programma di training della Maxi Zoo Academy per i nuovi dipendenti.

 

 

Despar Italia: premiata al Plma per i vini a marchio

Il Langhe Nebbiolo doc Vignaia Bauducco, un vino rosso piemontese, vince il Plma’s 2019 portando Despar Italia al suo quarto riconoscimento consecutivo

Il Langhe Nebbiolo doc Vignaia Bauducco, un vino rosso piemontese, si aggiudica il Plma’s 2019 International Salute to Excellence Awards for Best Quality and Best Value Wine portando Despar Italia al suo quarto riconoscimento consecutivo. Si tratta di un riconoscimento che valorizza l’attenzione con la quale Despar seleziona i prodotti vitivinicoli in funzione della loro alta qualità e della rappresentatività dei territori d’origine.

Il Langhe Nebbiolo doc Despar, marchiato Vignaia Bauducco, è un rosso prodotto con uve  al 100% Nebbiolo provenienti dal territorio di Sommariva Perno, in provincia di Cuneo. È caratterizzato da un colore rosso granato con sfumature violacee e da un grado alcolico di 13°. Questo vino si presta particolarmente ad abbinamenti con carni bianche e rosse. La temperatura di servizio è intorno ai 16-18 C°, ideale per esaltare al massimo il suo bouquet di profumi.

Essere premiati per il quarto anno consecutivo a una manifestazione di livello internazionale come il Plma di Amsterdam è, oltre che un grande onore, il riconoscimento del percorso di qualità che Despar ha effettuato con la selezione di referenze di pregio nel mondo del vino. Oggi la Cantina Despar è senza dubbio un punto di riferimento per chi ama prodotti doc e docg che esprimono l’eccellenza delle filiere di produzioni tipiche della viticoltura italiana”, afferma Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia.

L’insegna ha avviato il progetto Cantina Despar per valorizzare i vini doc e docg dei territori italiani, sottoposti a processi di rigoroso controllo della produzione della materia prima, della raccolta e trasformazione, fino all’individuazione e selezione dei lotti agricoli.

 

 

Fratelli Carli: Emporio a Pavia

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Continua l’espansione in Italia del canale retail di Fratelli Carli. Il nuovo Emporio dell’azienda olearia di Imperia è stato realizzato a Pavia

Continua l’espansione in Italia del canale retail di Fratelli Carli. Il nuovo Emporio dell’azienda olearia di Imperia è stato realizzato a Pavia, in Corso Cavour 40, sviluppato su una superficie di 115 mq. Lo store, il più grande della catena dopo quello situato all’interno dello stabilimento di Imperia, è il  dodicesimo negozio in Italia dove opera con negozi a Imperia, Milano, Monza, Como, Orio al Serio, Varese, Torino, Alessandria, Cuneo, Padova, Bologna e oggi anche Pavia, e il sesto in Lombardia.

Fratelli Carli ha fondato il proprio modello di business puntando per un secolo sulla vendita per corrispondenza. Nell’ultimo decennio, a questo canale, che rimane fondamentale, l’azienda ha deciso di affiancare punti di vendita fisici per avere un contatto più diretto e immediato con i consumatori consentendo loro di vivere un’esperienza immersiva tra i valori e le peculiarità della marca.

Con questa struttura, l’azienda lancia il concept Sostenibili per natura, nato per valorizzare il percorso di innovazione sostenibile che l’azienda persegue giornalmente nei confronti del territorio, dell’ambiente e delle persone, lungo l’intera filiera produttiva. Lungo il percorso, infatti, il visual enfatizza le attività ecosostenibili svolte, puntando i riflettori sulla qualità dei prodotti e sulla loro lavorazione nel rispetto dell'ambiente.

Claudia Carli, brand marketing manager di Fratelli Carli, spiega: “I nostri Empori, diffusi sul territorio italiano, per adesso nel Centro Nord, ci stanno dando grandi soddisfazioni. La Lombardia dimostra grande affezione al nostro marchio e ai nostri prodotti, per questo scegliamo di aprire un sesto negozio in questa regione. Ogni Emporio permette di scoprire il nostro mondo in un percorso tra sapore e sapere. Desideriamo rappresentare un’abitudine alimentare per tante famiglie e volentieri ci assumiamo questa responsabilità con grande serietà, consapevoli di dover ricambiare offrendo qualità, attenzione e rispetto. Siamo felici di poter trasportare virtualmente i consumatori nelle nostre terre, facendogli assaporare tradizioni e profumi”.

Offerta e servizi

L’assortimento è composto, oltre che dall’Olio Carli, nelle varianti di oliva e extra vergine, anche da tonno, verdure sott'olio, olive, peperoncini ripieni, pesto e sughi pronti, pasta fresca, liscia o ripiena, tortini freschi salati che cambieranno nel corso dell’anno a seconda della verdura di stagione disponibile. E poi ancora vini, aceti, creme di frutta. Per finire, cosmetici e saponi a base di olio di oliva.

L’Emporio sarà aperto sei giorni alla settimana e rispetterà i seguenti orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Tra i servizi consente la consegna a domicilio o la possibilità di richiedere spedizioni in tutta Italia.

Dhl lancia le consegne dell’ultimo miglio con i droni in Cina

Una soluzione all'avanguardia nata dalla partnership tra Dhl e EHang e grazie alla nuova serie Falcon di droni smart

Dhl Express ha lanciato in Cina il primo drone intelligente per le consegne a domicilio in ambiente urbano. Un sistema innovativo che pone una pietra miliare nel settore logistico.

Un traguardo raggiunto insieme a EHang, compagnia di punta specializzata in veicoli aeromobili a pilotaggio remoto, con la quale ha siglato una partnership strategica per il lancio congiunto di un sistema completamente automatizzato e intelligente di droni per l'home delivery. L'obiettivo è affrontare le sfide rappresentate dalla consegna dell’ultimo miglio nelle aree urbane cinesi.

La cerimonia di lancio si è tenuta oggi al Centro di comando e controllo EHang a Guangzhou, alla presenza dei senior executive di entrambe le aziende. Il volo inaugurale del primo drone è stato effettuato per una consegna a un cliente Dhl, rendendola di fatto la prima compagnia di consegne internazionali a fornire questo servizio in Cina. Rappresenta una pietra miliare nei continui sforzi da parte di entrambe le aziende per portare soluzioni innovative e smart, puntando a una maggiore automazione del mercato.

Serie Falcon, il futuro delle consegne sono i droni smart

Il tragitto personalizzato, che è stato creato in via del tutto esclusiva per l'occasione, copre una distanza di circa otto chilometri tra i pressi del cliente e il centro di servizio Dhl a Liabou, Dongguan, nella provincia del Guangdong. Utilizzando i più avanzati veicoli aeromobili a pilotaggio remoto (Uav, unmanned aerial vehicle) della serie Falcon appena lanciata da EHang, che contano il più alto livello d’intelligenza, automazione, sicurezza e affidabilità, il nuovo sistema di smart drones riesce a far fronte alle complesse condizioni stradali e la congestione del traffico comuni ai centri urbani. Riduce il tempo di consegna all’andata da quaranta minuti a soli otto e potrebbe far risparmiare i costi fino all’80% per singola consegna, con un ridotto consumo energetico ed emissioni di carbonio a paragone con il trasporto su ruote.

Dotati di 8 motori su quattro bracci ed equipaggiati con una sensoristica ridondante per assicurare la massima precisione negli spostamenti e il minimo rischio per la sicurezza, questi droni - che decollano e atterrano in verticale - possono trasportare fino a 5 kg di pacchi per ogni volo, tagliando i tempi di consegna da 40 minuti a soli 8 minuti. Questo si traduce in un risparmio consistente anche per il portafogli della società: si calcola un 80% in meno per ogni consegna.

“Siamo molto contenti di collaborare con EHang per il raggiungimento di un nuovo traguardo nell’innovazione” commenta Wu Dongming, Ceo Dhl Express China. “Questo è un periodo di fervore per il settore logistico, con continua crescita dell’economia cinese e commercio transfrontaliero, in particolare nel sud della Cina e nella Greater Bay Area, casa di un numero sempre crescente di piccole e medie imprese e startup. Questo significa che c’è un’enorme mole di necessità logistiche, che a sua volta crea nuove opportunità di sviluppo di soluzioni innovative che possano sostenere una crescita continuativa incrementando gli sforzi su efficienza, sostenibilità e minori costi.”

Questa innovazione accrescerà le capacità di consegna di Dhl e darà forse vita a una nuova costone experience nel settore logistico che apre ad altre nuove opportunità per la crescita sostenibile e maggiori contributi economici. Data la costante espansione del settore  consegne B2C in Cina, l'utilizzo di droni nei servizi di consegna espressa offre una soluzione innovativa per venire incontro alla crescente domanda di attenzione e velocizzazione dei tempi di consegna, soprattutto per quanto riguarda quelle dell'ultimo miglio nelle aree urbane.

Md lancia un nuovo servizio sulla piattaforma eCommerce

Esterno MD TERRICCIOLA
L’insegna integra le modalità di acquisto e di ritiro dei prodotti sul sito di spesa online Md Web Store aggiungendo alla propria piattaforma di vendita online un nuovo servizio

L’insegna integra le modalità di acquisto e di ritiro dei prodotti sul sito di spesa online Md Web Store aggiungendo alla propria piattaforma di vendita online un servizio eCommerce che consente il ritiro dei propri acquisti direttamente in un punto di vendita. Questo servizio, in questa prima fase iniziale, è attivo al momento in 26 strutture della catena discount dislocate in tutta Italia, ma è già stata pianificata la sua estensione entro l’anno a 100 punti di vendita su tutta la penisola.

Nei mesi scorsi il sito è stato rinnovato nella grafica e nell’operatività, intervenendo per migliorare la navigabilità e facilitare la fruizione dei contenuti da parte dell’utente.

L’offerta

Sul sito www.mdwebstore.it l’offerta comprende una gamma di prodotti non food tra cui più di mille articoli di elettronica, grandi e piccoli elettrodomestici e prodotti per hobby, casa e giardino, con referenze di grandi marche, oltre ai prodotti a marchio Md come per esempio Mxd, Alkpower, Md casa.

Due opzioni per la consegna

Dopo aver messo nel carrello virtuale il proprio acquisto, il consumatore ha due possibilità di scelta potendo optare tra la consegna al proprio indirizzo domestico o il ritiro presso un punto di vendita della rete. Quest’ultimo è gratuito: il cliente paga solo il costo del prodotto.

Cerealitalia partecipa al Plma di Amsterdam

Alla vetrina internazionale dei prodotti a marchio, l’azienda pugliese presenterà le ultime novità di prodotto. La private label ha pesato il 60% sul fatturato totale aziendale del 2018

Cerealitalia partecipa al Plma’s World Private Label, in programma ad Amsterdam il 21 e 22 maggio 2019. La vetrina internazionale dedicata al mondo dei prodotti a marchio, sarà per l’azienda pugliese l’occasione per presentare le ultime novità di prodotto.

Il settore private label ha confermato il proprio ruolo fondamentale all’interno dell’azienda, pesando il 60% sul fatturato totale del 2018. Apprezzata per la produzione di cereali per la prima colazione, barrette di cereali, cioccolato continuativo e da ricorrenza, partner delle principali insegne della grande distribuzione e di rilevanti player del dolciario, Cerealitalia sta confermando anche nella prima parte del 2019 la sua fase ascendente. Forte dell’importante acquisizione del marchio Dolci Preziosi, che si inserisce e conferma il costante percorso di crescita di cui l’azienda è protagonista, Cerealitalia va ad integrare il portafoglio marchi nel segmento prodotti dolciari target 'bambino', con un brand pioniere nell’uso delle licenze.

Ad Amsterdam –afferma Aldo Tollemeto, direttore commerciale di Cerealitalia- presenteremo al mercato internazionale tutta la nostra gamma prodotti con l’ultima novità degli snack salati, che rispecchia la mission aziendale finalizzata a 'donare semplici piaceri quotidiani' con pochi ingredienti e tanta passione. Il lancio di Nature Snack è il risultato della naturale propensione dell’azienda a lavorare e trasformare materie prime semplici della terra.”

L'azienda si è impegnata nell'ampliamento della propria gamma di prodotti, curando l’innovazione ad essa legata: grazie all’esperienza maturata nella lavorazione di materie prime della terra semplici come i cereali, da febbraio 2019 il gruppo è entrato nel business degli snack salati, presentando al mercato “Nature Snack”, un prodotto genuino ed assolutamente innovativo, che unisce le preziose qualità nutrizionali dei legumi, Lenticchia di Altamura Igp e Ceci della Murgia, a materie prime di alta qualità provenienti da filiera controllata e al gusto dei sapori mediterranei. L’ambizioso progetto, nato dalla collaborazione di Cerealitalia con Terre di Altamura, azienda di riferimento per la valorizzazione del territorio, la produzione, la lavorazione, il confezionamento e la distribuzione di legumi, conferma, dopo il lancio, il trend positivo grazie al progressivo inserimento nella gdo italiana.

Leader Price entra in Sardegna

Aldi acquisirà Leader Price
Aldi acquisirà Leader Price
Il punto di vendita appena aperto a Oristano segna l’ingresso dell’insegna Leader Price in Sardegna dove è previsto un ulteriore sviluppo

Il punto di vendita appena aperto a Oristano segna l’ingresso dell’insegna Leader Price in Sardegna dove è previsto un ulteriore sviluppo già nelle prossime settimane.

Lo store, sviluppato su una superficie di 400 mq, si trova in via Mazzini 54, in un’area urbana pedonale, centro nevralgico dello shopping cittadino. Il negozio propone i banchi di ortofrutta, gastronomia self service su banco da 20 metri lineari, macelleria con laboratorio, l’enoteca con un’offerta di produzioni locali. Completa l’offerta la panetteria self service con un assortimento di 24 referenze provenienti per metà da imprenditori locali, per la restante parte con doratura instore. Le proposte di pane sono in vendita a pezzo e non a chilo.

L’assortimento totale comprende 1.800 prodotti per lo più riferibili a 40 grandi marche industriali. Sul totale dell’offerta le private label hanno un’incidenza del 60%.

Tra i servizi propone la consegna a domicilio, attualmente gestita dalla start up Bike Messenger.

 Lo sviluppo

L’insegna, entrata nel nostro Paese grazie all'accordo tra Geimex/Gruppo Casino e Crai, si espanderà sul territorio dell’Isola con nuove aperture previste a breve termine. Entro giugno, infatti, saranno realizzati nove store a insegna Crai all’interno dei quali troveranno spazio corner specifici Leader Price.

L’azienda F.lli Ibba, guidata dal presidente di Crai Cooperativa e di Leader Price Italia, Giangiacomo Ibba, opera in Sardegna con una rete a insegna Crai nei suoi vari formati e gestisce inoltre, nell'Isola, l'insegna Simply che, presumibilmente, proseguirà il suo sviluppo anche nei mesi a venire potenziando la propria presenza sul territorio.

 

Linkontro 2019: la visione del retail in sei parole

Una sintesi della tavola rotonda con Mario Gasbarrino (Unes), Francesco Del Porto (Barilla), Christian Centonze (Nielsen), Luca Altieri (Ibm), Enrico Pandian (FrescoFrigo) e Cino Zucchi (architetto)

Diversamente, trasformazione, semplicità, iperstoria, sconquasso e fiatone.

Inizia con "un gioco" la sessione I pensieri sul retail coordinata dal giornalista Beppe Severgnini nell'ambito di Linkontro Nielsen 2019. I sei protagonisti sono stati invitati a sintetizzare la visione del futuro in sei parole. Mario Gasbarrino, Ceo di Unes, sceglie Diversamente. “Continuiamo a fare la stessa cosa da decenni, continueremo a farla, ma con modalità differenti. I negozi non spariranno, ma dovranno cambiare”.

Francesco Del Porto, presidente e Ad di Barilla Italia, opta per Trasformazione. “Questa platea è abituata al cambiamento. Oggi però dobbiamo far fronte alla velocità del cambiamento cogliendo i segnali della trasformazione. Il futuro si giocherà su vecchio e nuovo e non su online e offline”.

Christian Centonze, food industry director di Nielsen Italia, sottolinea Semplicità. “È estremamente difficile immaginare il futuro -spiega-. Alcuni concetti, però, cominciano a essere chiari. Oggi c’è sempre più informazione, ma poca attenzione. Diamo sempre più valore al tempo. La domanda dei consumatori è sempre più frammentata. Qualità e prezzo vanno di pari passo, nonostante siano agli antipodi. Non è un contesto facile, ma chiarisce la sfida: bisogna semplificare la vita delle persone”.

Luca Altieri, direttore marketing Cmo di Ibm Italia, aggiunge Iperstoria. “La tecnologia sollecita i bisogni del singolo. È pervasiva e accessibile a chiunque. Oggi serve per fornire trasparenza e qualità”. Enrico Pandian, fondatore di FrescoFrigo, utilizza la parola Sconquasso riferendosi ai cambiamenti dell’intero mondo retail sempre più legato alla tecnologia che cresce a livelli esponenziali. Infine Cino Zucchi, architetto urbanista, sottolinea il termine Fiatone sottolineando la lentezza come elemento positivo.

COME SARANNO NEGOZI E SPAZI COMMERCIALI DEL FUTURO?
Secondo Gasbarrino, più piccoli, numericamente inferiori, vicini, omnichannel, touch point, specializzati, esperienziali, ibridi, sempre più temporary e outlet, e ancora dark store, multicorner e monomarca.

Pandian ha concretizzato il futuro con la soluzione FrescoFrigo, la nuova formula della vending machine: “Uno spazio retail da 1 mq posizionabile in qualsiasi luogo per una risposta immediata alle esigenze del consumatore”. Zucchi traccia una panoramica sull’evoluzione degli spazi pubblici e di quelli commerciali. “Il futuro degli spazi e dei centri commerciali non sarà unitario. -afferma- La città ha assunto tante forme. Personalmente non credo a un modello unico ma a una struttura organizzativa capace di adattarsi ai luoghi e al bacino di utenza”. Zucchi si chiede come progettare spazi di città ai tempi dell’intelligenza artificiale. “Spesso edifici e centri commerciali nascono da progetti già superati- chiosa- mentre la città con i suoi spazi antichi continua a essere un luogo vissuto e attraente”.

I prodotti del futuro? Per Del Porto saranno buoni, sani, puliti, giusti. Importante in questo senso la trasparenza e la tracciabilità. Altieri racconta l’esperienza di Ibm Food Trust e l’importanza della blockchain.

Centonze infine definisce come costruire la relazione con i consumatori. E suggerisce tre ingredienti: impegno, passione e intimità.

 

TempoReale, il trionfo della freschezza

Epta lancia TempoReale, inedita soluzione dedicata alla presentazione e conservazione delle mozzarelle per la GDO e negozi specializzati

In un contesto che attribuisce sempre maggiore importanza ai prodotti freschi e freschissimi, Eurocryor, brand del Gruppo Epta specializzato nella realizzazione di vetrine frigorifere taylor made, lancia TempoReale, inedita soluzione dedicata alla presentazione e conservazione delle mozzarelle per la GDO e negozi specializzati.

Si tratta di un sistema che fa della funzionalità il suo punto di forza e amplia gli orizzonti delle modalità espositive degli ultrafreschi. TempoReale coniuga, infatti, all’interno di un unico arredo, un banco self-service destinato alle referenze casearie preconfezionate, ad una sezione posteriore a servizio assistito, dotata di vasche per le mozzarelle fresche, immerse nella loro acqua.

Un nome evocativo che richiama l’attenzione alla freschezza dei prodotti, assicurata dalle elevate prestazioni di questa vetrina, che si configura come perfetto strumento di vendita per le mozzarelle di alta qualità, offerte al Cliente come appena lavorate.

TempoReale è studiato per favorire opportunità di sviluppo per la categoria, proponendo un’esposizione razionale e leggibile, dove luci e attenzione ai dettagli concorrono a valorizzare uno dei prodotti della tradizione italiana più conosciuti al mondo, trasformando il momento dell’acquisto in un momento piacevole.

Epta Spa

Sede legale
Via Mecenate, 86
20138 Milano, Italy

Unità Locale
Viale dell'Industria, 257
35047 Solesino (PD), Italy

Phone: +39.0429.707311
Fax: +39.0429.706000

Richiedi informazioni all'azienda

L’estrema flessibilità di layout, grazie alle quattro lunghezze disponibili (938 mm, 1250 mm,1563 mm e 1875 mm) ed un ingombro al suolo pari ad una normale vertrina tradizionale trasformano TempoReale in un’ottima soluzione anche per aree di vendita ridotte. TempoReale permette la creazione di corner tematici per presentare, in un’ottica di cross merchandising, anche prodotti complementari.

Industria e distribuzione non si mettono d’accordo? Ci pensa un’intelligenza artificiale

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 9)

Ebbene sì, anche i rapporti industria e distribuzione stanno iniziando a gustare il loro momento disruptive. Ancora una volta è la tecnologia a metterci lo zampino e come sempre lo fa a fin di bene. I grandi protagonisti di questa trasformazione sono tre: Intelligenza Artificiale, Blockchain e Big Data.

L’A.I. renderà l’esperienza d’acquisto sempre più personalizzata. Chatbot evoluti guideranno il cliente verso il percorso d’acquisto a lui più consono. E nel frattempo, sapranno sempre più cose su di lui; ottenendo così un nuovo sistema di Crm in grado di disegnare nuove logiche di offerta e di produzione. E, a proposito di produzione, robot umanoidi entreranno nel ciclo assolvendo i lavori più faticosi e più pericolosi o i più noiosi e ripetitivi.

Tutte queste attività verranno registrate, misurate all’interno della blockchain in tempo reale e serviranno a determinare costi e prezzi dall’inizio della lavorazione alla vendita al cliente.

Sarà sempre un’intelligenza artificiale a seguire i processi di consegna. logistica e inventari.

In sintesi, integrando intelligenza artificiale e big data con la tecnologia blockchain si otterrebbe l’esperienza di vendita più economica, più equa e più responsabile. Inoltre, si andrebbero a risolvere i problemi di disponibilità del prodotto, ridurre gli sprechi di prodotto e migliorare l’esperienza del cliente.

Un sistema in grado anche di collegare varie parti che sono comunemente al di fuori della mera catena del valore del retail, tutti gli stadi della produzione, gli scienziati, i laboratori, gli enti regolatori, certificatori coinvolti, i consumatori finali e così via.

Riusciranno così retail e produzione trovare la pace nei loro rapporti, una volta irregimentati da un algoritmo progredito? Probabilmente le difficoltà non mancheranno e non è una questione di prezzo -la blockchain diventa ogni giorno meno costosa- ma noi speriamo vengano superate dalla voglia di innovare e di trovare nuove vie di collaborazione, dando un nuovo significato al termine trust, perché la fiducia del consumatore si può ottenere ma solo se si lavora (bene) insieme.

Linkontro 2019, la fiducia come driver per le imprese

Al confronto sul tema Armando De Nigris, presidente Acetificio Marcello De Nigris, Giorgio Santambrogio, Ceo del Gruppo VéGé, e Leo Wencel, presidente e Ad di Nestlé

La sessione Fiducia e imprese a Linkontro Nielsen 2019 ha visto confrontarsi Armando De Nigris, presidente Acetificio Marcello De Nigris, Giorgio Santambrogio, Ceo del Gruppo VéGé, e Leo Wencel, presidente e Ad di Nestlé, intervistati dalla giornalista Jole Saggese, Class Cnbc.

Santambrogio sottolinea la distinzione tra fedeltà comportamentale dei consumatori e fedeltà cognitiva:

La prima non può valere nel medio periodo. Dobbiamo lavorare, invece, sulla fedeltà cognitiva che implica consapevolezza. Ma come si conquista la fiducia del consumatore? Assortimento, marca del distributore, vicinanza, convenience, contatto umano. Non ultimo, oggi lo store è sempre più point of education, luogo in cui conoscere, informarsi e imparare.

L’obiettivo, dunque, è puntare anche sulla fedeltà ai valori.

De Nigris definisce la fiducia come driver sociale:

Se diamo verità ai consumatori forniamo loro la possibilità di fidarsi di noi. Se riusciamo a portare questo concetto nelle nostre aziende possiamo rivolgerci ai nostri consumatori dissipando i loro dubbi.

De Nigris enfatizza il valore del Made in Italy, vera leva per il futuro.

Wencel, infine, parte da un quesito:

Perché esistiamo? Per il consumatore. Altrimenti non avremmo ragione di esistere. Gli utenti oggi sono sempre più convinti che le aziende abbiano anche un ruolo sociale e questo ci investe di una responsabilità. Dobbiamo ridurre l’impatto ambientale e gestire il nostro ruolo nella società.

Per Wencel la fiducia si racchiude in un’equazione: qualità più responsabilità. Aggiungendo l’importanza di un giusto prezzo.

 

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