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Assegnati i premi per l’imprenditore dell’anno 2010 di Ernst & Young

Ieri sera a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, si è svolta la cerimonia di assegnazione dei premi Ernst & Young. Due gli imprnditori premiati inerenti il retail: Alberto Bertone (in foto), presidente e Ad delle Fonti di Vinadio, proprietario del marchio Sant'Anna, per la categoria Food&Beverage, con la seguente motivazione: "per aver fatto dell'innovazione tecnologica la propria bandiera, sino a divenire la prima azienda in Italia e nel mondo nel mercato delle acque naturali ad utilizzare un materiale innovativo per realizzare bottiglie in plastica naturale completamente biodegradabili" e Iginio Straffi, presidente e Ad di Rainbow per la categoria Categoria Retail & Consumer Products: “per aver saputo eccellere nella qualità dell'animazione, nella grafica e nei contenuti, arrivando a competere con i più grandi dell'animazione come Disney e Warner Bros".

Vincitore nazionale
Stefano Landi, presidente di Landi Renzo, gruppo di Cavriago
(RE), leader mondiale nel settore dell'eco-mobility progettando, producendo e commercializzando componenti e
sistemi di alimentazione GPL e metano.
Gli altri premiati sono: Gian Luigi Cola e Massimo Toffolutti, per l'energy; Stefano Neri per l'emerging; Davide Trevisani per gli industrial products. 

Effetto crisi, in Grecia Aldi Sud chiude due terzi della sua rete

La chiusura avverrà entro fine dicembre: 250 dipendenti di Aldi Hellas sono già stati licenziati a fine novembre e altri 500 seguiranno la stessa sorte entro fine febbraio.
Secondo Planet Retail, alcuni retailer sarebbero interessati a rilevare la parte restante della rete Aldi. Si tratterebbe di Alfa-Beta Vassilopoulos (Delhaize Group), Lidl (Schwarz Group), ma anche il Rewe Group, che fin'ora non era presente in Grecia. Nel frattempo, cosa strana che fa capire anche quanto sia confusa la situazione in Grecia, Aldi ha annunciato che le vendite nel 2010 sono salite senza avere fatto crescere in modo significativo la rete esistente e il fatturato dovrebbe andare oltre i 100 milioni di euro. 

Il cda di Aldi Hellas è giunto anche a un accordo con i rappresentati sindacali dei dipendenti, accordo con cui viene definito il perimetro delle dismissioni e il bonus economico che verrà riconosciuto a quelli che si dimetteranno. Rimane il fatto che al dipendente spetterà di scegliere se proseguire a lavorare con il nuovo proprietario oppure ricevere il bonus.

Test Nuove Aperture 6

Test Nuove Aperture 5

Test Nuove aperture 4

Test numero 2

Premiazione Ethic Award 2010 (video)

L’Ethic Award 2010 al Gruppo Finiper (video)

Cibus Tour si terrà a Parma dal 15 al 17 aprile 2011

La prima edizione del Cibus Tour "Sapori, saperi e salute" si terrà il prossimo aprile presso gli stand di Fiere di Parma. Durerà tre giorni dal 15 al 17 è avrà orario esteso dalla 11 alle 23.
Concepito come evento cerniera rispetto a Cibus, che ha cadenza biennale e che avrà luogo dal 7 al 10 maggio 2012, Cibus Tour nasce con l'obiettivo di promuovere il food italiano presso i consumatori e le famiglie.

Tre i settori in cui si articolerà l'evento:
Cibus - Bio
È il settore dedicato agli alimenti biologici e ai prodotti sviluppati e commercializzati in un ottica di sostenibilità.
Cibus "Terroir"
È l'area che accoglierà le eccellenze delle regioni italiane. Si potranno degustare ma anche acquistare le tipicità italiane.
Pianeta Nutrizione
Collezione di eventi/presentazioni per approfondire le tematiche della "sana alimentazione" e degli aspetti nutrizionali.
In più si aggiunge l'evento "Po(r)co ma buono" in collaborazione con Slow Food Italia che illustra l'impiego della carne suina in cucina.

Il prezzo del biglietto d'ingresso sarà di 5 euro (gratis per i minori di 14 anni).

Prossimo esordio di Molino Spadoni col marchio Almaverde Bio

Grazie all'acquisizione del Molino Briganti di Savio di Ravenna, destinato a diventare il primo in Italia dedicato esclusivamente alla produzione di farine 100% biologiche, Molino Spadoni, leader nel mercato italiano delle farine e impegnato in un forte processo di sviluppo in diversi mercati food, arricchirà la propria offerta con una gamma di prodotti -farine, prodotti da forno, pane e derivati- che utilizzeranno in licensing il marchio Almaverde Bio.
La produzione 100% bio di farine e prodotti derivati partirà entro la primavera 2011
e rientra nel progetto del Gruppo Spadoni di creazione di un articolato e completo polo alimentare.

“L'acquisizione del Molino Briganti de la conseguente licenza d'uso del prestigioso marchio Almaverde Bio -commenta Leonardo Spadoni (in foto), AD del Gruppo romagnolo- va inquadrata nel nostro progetto di creazione di una filiera nazionale per la produzione di grano biologico, completa di sistemi innovativi di stoccaggio e un impianto molitorio interamente dedicato”.
L'obiettivo è raggiungere in 3 anni un fatturato di 3 milioni di euro in
un comparto che dimostra notevoli potenzialità di sviluppo.

McArthurGlen, 2010 roseo

L'outlet non risente della crisi, anzi, le difficoltà economiche sono un suo involontario alleato. Potrebbe essere questa la spiegazione per comprendere come in un anno certo non brillante per il retail, per l'abbigliamento e per i consumi McArthurGlen abbia messo a segno risultati di tutto rispetto: 649 milioni di fatturato: +5% a rete costante, +16% se si considera l'apporto dell'outlet di Caserta inaugurato a inizio 2010.
Un apporto fondamentale ai risultati di quest'anno è arrivato dalla presenza di turisti, favorito dalla posizione strategica delle cinque strutture presenti. Ma vediamo nel dettaglio i risultati delle cinque strutture.

Gli outlet
Serravalle: è diventato il primo outlet di Europa a dieci anni dalla nascita. Boom della presenza di russi, che rappresentano il 51% di stranieri che acquistano al centro; l'incremento del volume d'affari derivante da queste presenze è stato del 70%.
Veneto Designer Outlet: ha inaugurato il primo museo archeologico virtuale all'interno di uno shopping center. Anche qui boom di turisti, con aumento delle vendite del 57%; in previsione un ampliamento per altri 6500 metri quadrati.

La Reggia di Caserta: operativo da dieci mesi ha registrato presenze del 15% superiori alle previsioni; in arrivo altri 4.500 metri quadrati.

A Castel Romano il turismo è aumentato del 69%, i russi rappresentano il 41% del totale; in arrivo altri 8000 mq.
Saranno invece 6000 i metri che si aggiungeranno entro il 2012 al Barberino outlet; il turismo rappresenta il 15% del fatturato.

Velofood, servizio consegne in bicicletta

Velofood, idea nata dalla sinergia tra la food agency
Levàa e il corriere espresso in bicicletta di Urban Bike Messengers,
è il primo e unico servizio tutto compreso, a zero emissioni, per la gestione della regalistica natalizia: dalla comunicazione e promozione, all'organizzazione fino alla distribuzione.
Come funziona?
Nel sito internet è possibile acquistare le ciclo-strenne, specificando gli indirizzi delle consegne, che avvengono mediante la
"flotta a zero emissioni”: cioè le biciclette dei corrieri di Urban Bike
Messenger.
Mediante la foood agency, a questo si aggiunge anche  la scelta dei fornitori mirando all'aspetto nutrizionale del cibo, coniugando così sostenibilità e una buona alimentazione.
La copertura geografica del servizio, per ovvi motivi, è relativa al solo
territorio cittadino di Milano.

Tesco intende estendere ancora l’offerta etnica

Un portavoce di Tesco afferma che le linee di prodotti asiatici, medio orientali e afrocaraibici sono le aree con il maggior tasso di crescita in ambito food pari al 35%: “C'è una domanda crescente di cibo proveniente dalle terre di origine della gente che si è stabilita di recente in Gran Bretagna”. Le nuove linee riguarderanno 
Turchia, Sri Lanka, America Latina, Filippine e Africa.
L'insegna ha già raddoppiato il numero di linee di prodotti etnici nel corso degli ultimi dodici mesi raggiungendo ora i 3mila prodotti complessivi.

Forte attenzione ai freschi nel maxistore Decò

Assegnato a Inalpi il premio Italialleva 2010

In occasione della manifestazione Allevatorissima 2010 dedicata al mondo dei frisonisti della provincia cuneese, In.Al.Pi. è stata insignita del premio Italialleva 2010 che è un riconoscimento da parte del mondo allevatoriale, varato da Aia (Associazione Italiana Allevatori) più di 4 anni fa, verso le imprese che
tutelano e valorizzano, attraverso l’adesione al progetto di filiera
Italialleva, la produzione zootecnica nazionale. A ritirare il premio Silvano Barattero, vice presidente e Mauro Barattero consigliere In.Al.Pi.

Cosa è Italialleva
Italialleva è un sistema di certificazione dell'origine dei prodotti che quotidianamente escono dagli allevamenti italiani "uno strumento realizzato da Aia per garantire al consumatore e alla filiera alimentare l’origine italiana del latte -dichiara Roberto Chialva, presidente della cooperativa Compral-Latte, APA Cuneo e Arap- e della carne prodotti negli allevamenti del nostro Paese. Italialleva offre all’allevatore la possibilità di essere nuovamente protagonista della filiera agroalimentare garantendo rintracciabilità, sicurezza alimentare, benessere animale e tutela ambientale."

La presenza sulla confezione In.Al.Pi. del bollino blu di Italialleva significa dare ai clienti e ai consumatori la certezza che si tratta di un prodotto che utilizza latte interamente italiano, proveniente da allevamenti controllati e monitorati, con animali alimentati con prodotti naturali.

Gdoweek cambia sede domani 1° dicembre

Da domani la redazione di Gdoweek, insieme a tutte le altre testate di Business Media, si trasferisce da Via Patecchio a Milano nella nuova sede operativa de Il Sole 24 Ore, in Via Pisacane 1 a Pero, alle porte di Milano, a meno di un 1 km dal nuovo polo fieristico di Rho Fiera.

Per chi volesse venire a trovarci è utile sapere che l'edificio (in foto) è posto giusto di fronte alla fermata della metropolitana linea rossa di Molino Dorino, la stessa linea in cui, cinque fermate prima, si trova quella di Lotto che corrisponde alla sede centrale del quotidiano in Via Monterosa a Milano.

Il centralino risponde al numero 02-3022.1, mentre per ogni informazione ulteriore si può chiamare la segreteria di redazione al numero 02-3022.6225.

Tutto Coop Solo Food: nuovo concept dedicato al tipico e alle Pl

Cartiera Lucchese vince a Parigi il premio di Carrefour sullo sviluppo sostenibile

Cartiera Lucchese spa, azienda a capo del Gruppo multinazionale Lucart Group, ha vinto la seconda edizione del premio Trophées Développement Durable, indetto da Carrefour e dedicato al tema dello sviluppo sostenibile, per la categoria “Progression”.
La giuria del premio, che ha visto la partecipazione di 2.200 fornitori del gruppo Carrefour, ha classificato Lucart Group al primo posto soprattutto per via dell'impegno dimostrato nella riduzione di emissioni CO2 e nella gestione degli acquisti sostenibili.
La cerimonia di premiazione si è tenuta a Parigi.

Il premio Trophées Développement Durable è inserito nell'ambito di un progetto a lungo termine promosso da Carrefour che mira a riunire tutti i fornitori del gruppo intorno al tema dello sviluppo sostenibile e, attraverso loro, sensibilizzare anche il grande pubblico.

Lucart Group

Il gruppo multinazionale Lucart Group è leader a livello europeo per le carte monolucide sottili per imballaggi flessibili e rientra tra i primi 10 produttori europei di carte e prodotti tissue.
La capacità produttiva di carta di Lucart Group è superiore a 280.000 tonnellate/anno, ripartita su 9 macchine continue e 53 linee di converting. Il fatturato consolidato nel 2009 è stato di oltre 318 milioni di euro e le persone impiegate sono più di 1.000. La superficie totale degli stabilimenti produttivi è superiore a 860.000 mq. Lo stabilimento di Diecimo (Lucca) è uno dei più grandi stabilimenti europei dedicati alla produzione e trasformazione di carta tissue.

Intervista a Massimo Di Felice sul ripensare le forme sociali in chiave ecologica

Massimo Di Felice insegna Teorie
e tecniche dei nuovi media

all'Università di San Paolo.
Dirige il gruppo di ricerca Atopos,
coordina una ricerca su
“Reti digitali e sostenibilità” con il partenariato
dell'azienda brasilana Petrobras. Ha di recente
pubblicato il volume “Paesaggi post-urbani. Le
forme comunicative dell'abitare” (Bevivino, Milano,
2010), uno studio intorno alle più recenti
modifiche del rapporto esistente tra spazio e individuo.
Ha, infine organizzato un convegno dal
titolo Ecosofia (San Paolo, 23 e 24 Novembre)
che vede la presenza congiunta di docenti universitari
(Michel Serres, Michel Maffesoli,
Alberto Abruzzese
), esponenti della società
civile, rappresentanti delle aziende e delle istituzioni
brasiliane.

Da molti anni Lei sta creando una rete operativa
intorno al tema della sostenibilità.
Quale significato particolare hanno per lei i
concetti di ecologia e sostenibilità?

I due concetti rientrano in una più radicale trasformazione
del rapporto uomo/ambiente che le
nuove tecnologie stanno diffondendo o determinando.
Vi sono, in particolare, due trasformazioni
fondamentali: una riguarda la percezione dell'ambiente,
l'altra l'azione concreta dei diversi soggetti
in gioco. La digitalizzazione del mondo trasforma
l'ambiente in una semplice informazione alla portata
di tutti; ciò determina, da un lato, una visione
del mondo come parte integrante e insuperabile
della società, dall'altro, una visione di esso come
sistema complesso, all'interno del quale ogni singolo
evento o catastrofe naturale può ripercuotersi
sull'intero sistema modificandone equilibri e configurazioni.
Ne deriva in ultimo un'immagine del
mondo come sistema comunicativo complesso in
cui le parti sono fragili e strettamente organiche
tra loro, costantemente soggette al cambiamento
qualora una sola parte o un solo punto di esso
dovesse mutare. I diversi nodi della rete non
sono compartimenti a tenuta stagna, bensì parti
continuamente connesse tra loro. Questa stessa
immagine del mondo esterno si ripercuote sul
mondo sociale, ora inteso come sistema comunicativo
complesso in cui ogni singolo settore deve il
suo sviluppo o benessere alla presenza e all'azione
congiunta di altri settori. In questo senso ritengo
ormai necessaria una visione e un'azione concreta
che preveda la partecipazione e la sinergia di diversi
attori: economici, politici, sociali e culturali.
Si tratta di una visione “ecologica” del mondo che
supera in tutto la grande tradizione occidentale
dell'antropocentrismo, legata ad una concezione
dualistica di uomo e ambiente, e strettamente
dipendente dalla pratica della scrittura, una tecnologia
la cui peculiarità è quella di separare l'interno
dall'esterno, il sociale dal naturale, le singole parti
o settori tra loro. Il concetto di ecologia diviene
totale o inglobante; indica una visione “complessa”
in cui tutto, ivi compreso lo sviluppo industriale e
tecnologico, non può essere separato dall'evoluzione
culturale, sociale e politica. Nessuna parte può
essere pensata come zona autonoma e preservata;
la sua esistenza e il suo benessere dipendono dalla
sinergia tra le varie parti in gioco.

Il termine ecosofia. Qual è il significato, che
cosa sottende?


Il termine ecosofia è stato già largamente usato.
Penso, ad esempio, ad uno degli ultimi scritti
di Michel Maffesoli (Matrimonium, Cnrs, Paris,
2010). Ecosofia è un concetto utile a ripensare le
forme politiche e sociali attraverso un sentire e una
visione ecologiche. Il convegno che organizziamo
vuole essere infatti un contenitore all'interno del
quale ripensare nuovi patti sociali, patti frutto
di un'interazione creativa e innovativa tra i vari
attori sociali. Un contenitore dove dar vita ad una
logica complessa ed ecologica, una logica capace di
inglobare in modo armonico sviluppi tecnologici
e profitti economici, consumi e innovazioni culturali,
forme e sistemi politici. Una logica dove il
profitto non può più essere pensato solo in termini
matematici e industriali; un profitto economico,
certo, ma anche sociale, politico e culturale, aperto
alla crescita e al benessere delle nuove generazioni.
Una logica che impone infine una trasformazione
filosofica: la fine della centralità esclusiva dell'umano
a favore di punti di vista ed elementi non-umani
(animali, vegetali, risorse).

Una cultura “sostenibile” direttamente legata
alla diffusione e alle potenzialità delle
nuove tecnologie. Una cultura che determina
nuove forme e dinamiche del conflitto
sociale. Quale ricaduta particolare essa ha
sul versante del consumo e su quello della
produzione?
Consumi e produzione oggi formano un sistema
comunicativo complesso. Non possono più essere
pensate come parti che agiscono in modo unidirezionale,
autonomo o verticale: dalla produzione
al consumo e viceversa. L'azienda è una parte del
sistema; deve pertanto continuamente negoziare
la sua azione con quella di altri parti o nodi della
rete. La nascita di un nuovo prodotto deve tener
conto di una serie di informazioni quali il territorio
di riferimento, le configurazioni geo-economiche,
l'immaginario e gli stili di vita diffusi. Detto in altri
termini: nessuno detiene il monopolio dell'informazione.
La riuscita di un prodotto dipende quindi
dalla capacità di inglobare nella sua configurazione
quante più informazioni possibili. Dalla capacità di
mediare e accogliere informazioni diverse, provenienti
dal mondo sociale, culturale e ambientale.
Questo è, a mio avviso, un modo “etico” di procedere:
riconoscere la necessità e l'utilità di accogliere
e mediare istanze diverse, produrre un'azione che
tenga conto e renda partecipi i diversi attori in
gioco, creare un ecosistema all'interno del quale
ognuno produce o contribuisce a produrre simultaneamente
evoluzioni economiche, culturali
e territoriali. Penso in particolare all'esperienza
dell'azienda brasiliana Natura, un'azienda che produce
secondo i criteri fissati dall'Agenda 21, rispettando
l'ecosistema brasiliano e contribuendo a far
crescere economicamente e culturalmente gruppi e
parti del territorio.

Qual è il raggio d'azione specifico della distribuzione,
dove le sembra più necessario
una svolta green, sul fronte della logistica,
dei consumi energetici? Mi fa un esempio
virtuoso su questo versante?


La distribuzione è oggi una complessa pratica
comunicativa. Consumiamo infatti non solo dei
prodotti fisici ma anche e soprattutto oggetti dotati
di molteplici informazioni. Informazioni sul luogo
stesso dell'acquisto, sui modi attraverso cui quel
prodotto è realizzato e distribuito. Informazione e
immaginario orientano in modo decisivo le nostre
pratiche di consumo. Ne consegue che anche la
distribuzione, come la produzione, deve tener
conto nella sua azione di istanze diverse: bisogni
territoriali, aspirazioni sociali, idee e visioni del
mondo, gusti ed estetiche, immaginari e stili di vita
diffusi. La distribuzione stessa può, inoltre, essere
fatta attraverso le reti; ciò comporta, da un lato, un
enorme risparmio energetico e un migliore impatto
ambientale, dall'altro, una maggiore possibilità
di accesso al grande pubblico da parte dei piccoli
produttori. Penso in particolare alle comunità
indigene (comunità che attraverso le reti hanno
cominciato a produrre e distribuire differenti prodotti
artigianali) e alle comunità che abitano le foreste
(comunità che, in questi anni, hanno creato e
sviluppato progetti legati alla produzione di oggetti
ricavati dalla gomma o legati alla bio-diversità). La
digitalizzazione ha reso possibile la diffusione di
prodotti ecologici, la creazione di piccole e medie
imprese, la pratica di rapporti diretti tra produttori
locali e consumatori, di oltrepassare le rigide barriere
imposte dalla distribuzione classica.

Lei lavora anche in Brasile. Esiste, a suo avviso,
una differenza tra contesto brasiliano ed
europeo nella concezione e nella pratica di
un discorso ecologico o sostenibile?


Esistono una serie di differenze qualitative dovute
a molteplici ragioni storico-sociali. In primo luogo,
la cultura brasiliana, figlia dell'incrocio tra nativi,
africani ed europei, ha sviluppato e sviluppa un
rapporto molto più organico e “familiare” con il
corpo, la natura e l'ambiente circostante. In secondo
luogo, il Brasile non si è organizzato nei decenni
scorsi in forme virtuose di Welfare State; ciò ha
portato diverse imprese ha considerare il proprio
ruolo non solo e semplicemente in chiave economico-
industriale ma anche sociale e culturale. Le
aziende hanno effettivamente colmato il “vuoto”
dovuto alla quasi totale assenza del pubblico e dello
Stato. Alla Petrobras si devono, per esempio, numerosissimi
investimenti nella sfera culturale, sociale
e ambientale: cinema, gallerie, centri culturali,
progetti sociali e di ricerca. Questa pratica o anche
questa tradizione rende oggi il contesto brasiliano
più aperto ed adatto ad una logica “ecologica” di
cui abbiamo parlato prima. La crisi o il declino del
Welfare State in Europa non ha ancora invece portato
alla creazione di architetture sociali capaci di
sostituire l'antica forma politico-sociale con nuove
dinamiche in grado di rispondere efficacemente ai
bisogni e ai disagi che la contemporaneità impone.
Ritengo tuttavia che la centralità del discorso ecologico
e di un'economia sostenibile stia crescendo in
modo significativo in entrambi i contesti.

Feltrinelli Express in Milano C.le (video)



A Londra l’ortofrutta arriva dal cielo a km zero



Il primo Roadhouse Grill in un centro commerciale

Ha aperto oggi a Busnago, in provincia di Monza Brianza, la 23ma steakhouse
della catena lanciata nel 2001 dal Gruppo Cremonini, che si caratterizza per l'offerta di carne alla griglia conservizio al tavolo e con target famiglie.
Si tratta del primo Roadhouse Grill aperto all’interno di un Centro Commerciale, un nuovo
canale di sviluppo della catena per il quale è stato messo a punto un format adeguato al mercato delle food court dei centri commerciali, dove la velocità del servizio è un importante valore aggiunto.
Ubicato all’interno del Centro Commerciale il GLOBO di Busnago, si estende su una superficie di 460 metri quadrati, con 140 posti a sedere. Secondo le previsioni, i 30 dipendenti del locale di Busnago serviranno circa 100.000 pasti all'anno, con un fatturato annuo medio a regime stimato in circa 2 milioni di euro.
Prossime aperture: Rovigo, San Lazzaro (BO), Roma Salaria, Milano Stazione
Centrale.

Mercatone Uno in aiuto del Veneto

Mercatone Uno è azienda desiderosa di mantenere uno stretto rapporto con il territorio in cui opera. Per questo motivo  ha deciso di avviare un’iniziativa per aiutare le famiglie colpite dalle recenti inondazioni. Si tratta di una campagna promozionale che prevede uno sconto del 10% su molti prodotti (arredamento ed il complemento d’arredo; elettrodomestici; articoli per la casa; articoli da lavoro; giocattoli e puericultura).

La campagna sarà accompagnata dall'invio a 500mila persone di una lettera che spiega questa campagna, con il dettaglio sulla meccanica di fruizione dello sconto del 10%.

Si è tenuto conto anche del social marketing visto che la promozione è visibile anche sulla “fan page” di Facebook del gruppo.

Slot di carico e scarico: raccomandazioni ECR per ridurre le attese

Indicod-Ecr ha presentato le linee guida ECR per l'implementazione di un modello di gestione delle merci in arrivo presso una piattaforma logistica, sia essa un centro distributivo della gdo che un magazzino dell'industria, attraverso un sistema di prenotazione di fasce orarie o slot puntuali.
Le linee guida, elaborate da un gruppo di lavoro congiunto industria-distribuzione coordinato da Giuseppe Luscia - project manager di Indicod-Ecr - e con il supporto di Andrea Fossa di Hermes, si basano su un sistema di gestione dei mezzi in arrivo fondato sulla prenotazione, dove l'arco orario di ricezione viene definito in base alla stima dei volumi medi in arrivo e suddiviso in fasce orarie o slot puntuali, tenendo conto dei flussi in arrivo e della loro variabilità dovuta a stagionalità o promozioni. In questo modo si riducono drasticamente le code di mezzi in attesa permettendo una migliore pianificazione degli scarichi e dei carichi.
Distributori, produttori e operatori logistici ottengono, attraverso l'applicazione di queste soluzioni, vantaggi legati alla razionale gestione dei picchi di volumi e più in generale una maggiore possibilità di pianificazione grazie ad una accresciuta visibilità sulle consegne.

Vantaggi per il distributore

- una migliore programmazione dei flussi in arrivo;

- l'ottimizzazione della pianificazione e dell'organizzazione di chi riceve/allestisce i carichi anche in funzione della possibilità di conoscere in anticipo la complessità dei carichi in arrivo;

- la sincronizzazione dei flussi in e out dai centri di distribuzione;

- l'aumento dell'affidabilità delle consegne e più in generale del livello di servizio ricevuto;

- la maggiore garanzia rispetto ai tempi di attesa allo scarico con riferimento a quanto contenuto nell'ultimo accordo sull'autotrasporto in cui si stabilisce in 2 ore il tempo di attesa massimo.

Benefici per il produttore

I benefici per il produttore, legati ai benefici del distributore, si basano su:

- un maggior livello di servizio offerto;

- l'ottimizzazione dei trasporti;

- un maggior controllo sui livelli di servizio offerti dall'operatore logistico.


Vantaggi per l'operatore logistico


- la riduzione delle attese allo scarico;

- un migliore utilizzo dei mezzi;
- una migliore gestione dei tempi di guida;

- una maggiore possibilità di pianificare consegne multidrop;

- la distribuzione degli orari di arrivo su fasce orarie più ampie o, al minimo, superamento della necessità di presentazione delle bolle di consegna entro la mattinata.

Interfaccia utente standard

“Le linee guida sugli slot di scarico -commenta Giuseppe Luscia- rappresentano un supporto importante ad un tema ancora oggi molto critico per le imprese e per la produttività dell'intera filiera e risponde alle implicazioni normative su un tema di grande importanza per il nostro Paese come quello della logistica e dei trasporti. Indicod-Ecr si sta impegnando per dare sostegno concreto alle aziende nella fase di implementazione e per far conoscere le esperienze delle aziende già impegnate su questo fronte. Sta inoltre predisponendo un'interfaccia utente standard per agevolare l'attività di chi prenota e per ridurre al minimo le complessità derivanti da svariati sistemi proprietari.

Le testimonianze di Carrefour, Dhl e Fater

Anche i rappresentati delle aziende che stanno già applicando le linee guida ECR nella gestione degli slot di scarico hanno sottolineato i benefici riscontrati e attesi.
“Carrefour vede nell'ottimizzazione dei flussi di trasporto in-out una grande opportunità di creazione di valore per l'intera filiera distributiva. In quest'ambito -spiega Matteo Gasparini, responsabile trasporti di Carrefour Italia- si inserisce l'ottimizzazione dell'ultimo miglio del flusso inbound attraverso la riduzione del tempo medio di attesa. Questo obiettivo può essere efficacemente raggiunto con l'implementazione di un sistema di prenotazione delle finestre temporali di scarico capace di gestire la complessità del flusso in ingresso, ma allo stesso tempo di garantire flessibilità, facilità di utilizzo e informazioni tempestive ai diversi utilizzatori, siano essi produttori, provider logistici o trasportatori”.
“L'esperienza maturata nell'applicazione degli slot di carico e scarico, presso il Campus di Corteolona -afferma Giorgio Cidri, operations planning di Dhl Supply Chain- ha mostrato i molti benefici che derivano da questo strumento di pianificazione ma, allo stesso tempo, ha anche evidenziato gli attuali punti critici legati alla filiera del trasporto che possono essere superati solo con l'impegno di tutti gli attori ad una riduzione delle inefficienze, come ad esempio le soste inutili”.

Infine, secondo Luciano Basti, responsabile logistica distributiva di Fater “l'espressione delle massime potenzialità e delle migliori performance dei magazzini, è possibile solo a fronte di processi di lavoro ben organizzati, di una pianificazione dei flussi ed una corretta previsione delle risorse. I sistemi operativi ci vengono in soccorso per migliorare l'efficacia e accrescere l'efficienza, per cui il sistema di gestione degli slot di scarico o di carico è una valida opportunità per cogliere velocemente importanti benefici come: la regolamentazione dei flussi fisici, la razionalizzazione del lavoro gestionale, lo snellimento dei flussi di comunicazione”.

LA “PESCA SOSTENIBILE” DI FINIPER IL VINCITORE ASSOLUTO DI ETHIC AWARD 2010


Si è svolta mercoledì 24 novembre 2010 la cerimonia di premiazione di Ethic Award 2010, il premio per un futuro sostenibile organizzato da GDOWEEK, il settimanale di retail del Gruppo 24 ORE.









77 i progetti che hanno concorso e 7 i riconoscimenti assegnati.


Ethic Award 2010 al miglior progetto in assoluto, e ai vincitori delle sei aree in gara: Greening, Processi industriali, Retailer locale e territorio-comunità, il consumatore, Minoranze e società, il Sud del mondo.


 


I VINCITORI:


 


Vincitore Assoluto Ethic Award 2010

Pesca sostenibile: “Amo il pesce pescato all'amo” del  Gruppo Finiper


“Progetto di politica ambientale capace di sensibilizzare e far luce su un tema ancora “poco considerato” che coinvolge l'intera filiera del pesce, dalla produzione al consumo.


Prima tappa di un percorso di ampio respiro a salvaguardia della sostenibilità ambientale degli alimenti, in cui un autorevole retailer si assume la responsabilità di produttore.”




leggi l'articolo

 
Vincitori di area




“Processi Industriali”
La tecnologia Smart Grid di Indesit Company


Sofisticato know-how tecnologico al servizio dell'ambiente. Un passo concreto verso un vero sistema di gestione delle risorse energetiche e di riduzione degli sprechi. Un'ottima sperimentazione sui frigoriferi "intelligenti", finalizzata alla gestione centrale dei consumi, per ottenere una distribuzione dell'energia puntuale e tempestiva.



“Greening”
Pesca sostenibile: “Amo il pesce pescato all'amo” di Finiper


“Progetto di politica ambientale capace di sensibilizzare e far luce su un tema ancora “poco considerato” che coinvolge l'intera filiera del pesce, dalla produzione al consumo.


Prima tappa di un percorso di ampio respiro a salvaguardia della sostenibilità ambientale degli alimenti, in cui un autorevole retailer si assume la responsabilità di produttore.”



“Retailer locale e territorio-comunità"
Mangiando si impara di Nordiconad  


Un importante progetto di educazione alimentare promosso da un retailer locale che ha saputo coniugare, nel suo territorio, business e sviluppo sostenibile con risultati a favore dell'ambiente e del sociale. Un percorso ludico formativo che si rivolge ai bambini delle elementari, consumatori di domani, con l'obiettivo di farli crescere consapevoli dell'importanza di un'alimentazione sostenibile.



“Il Consumatore”
Ecopremiati di Sadas, Despar


Progetto capace di interagire con il consumatore in modo forte, completo e coinvolgente. Un importante sforzo educativo implementato da un retailer locale attraverso una raccolta punti “sostenibile a tutto tondo”. Progetto dall'impatto ecologico uguale a zero, dai prodotti selezionati alla valorizzazione delle azioni sostenibili condotte dal consumatore, accompagnata da efficaci strumenti “educational”.



“Minoranze e Società”
Cucine ad elevata accessibilità di Ikea Italia Retail Progetto innovativo nato con l'intento di offrire un aiuto concreto a sostegno di una fascia che a livello nazionale non ha l'attenzione che merita. Un nuovo e “rispettoso” approccio al target dei disabili con l'offerta professionale di prodotti di arredo funzionali e di buon design ad un prezzo contenuto.



“Il Sud del Mondo” 
Africa milk project di
Granarolo 




Un progetto olistico a supporto dello sviluppo di una nazione, che risponde ad un nuovo modo di fare economia nei paesi del Sud.


Un valido esempio di social business capace di mettere a profitto gli sforzi dei piccoli allevatori locali coinvolti, che vede l'attività economica solidale alla base di un processo di crescita.



I riconoscimenti sono stati assegnati da un'autorevole giuria composta da 17 membri (Anna Bartolini- Commissione ABF di banca d'Italia e docente IULM “Diritto del consumatore”, Irma Biseo- WWF italy, Donatella Bollani- Direttore di Arketipo Gruppo 24 Ore,  Carlo Federico Bonini- Programma mondiale alimentare delle Nazioni Unite, Marella Caramazza- Fondazione Istud, Marco Cuppini- Indicod ECR, Eric Ezechieli- The natural step, Paolo Fregosi- ADM, Cristina Gabetti- scrittrice, Laura La Posta- Il Sole 24 Ore, Gabriele Masera e Matteo Ruta- Politecnico di Milano dip. Building Enviroment Sceince and Tecnology, Anna Meroni- Politecnico di Milano dip. Industrial Design, Arts, Communication and Fashion, Paolo Pastore- Transfair Italia, Andrea Poggio- Legambiente,  Roberto Salvan- Unicef, Sissi Semprini Green Bean) e dal presidente di giuria Monica Fabris - GPF.


 


Ethic Award 2010 è stato realizzato con il patrocinio di ADM e Indicod-ECR e grazie al contributo degli sponsor Barilla,
Epta
,
Henkel Italia
Procter & Gamble.


 


L'ottava edizione di Ethic Award è stata anche l'occasione per un confronto sul tema della comunicazione, che ha visto protagonisti esperti del settore e retailer.



“Il marketing della verità.
Come raccontarlo, come farsi ascoltare e capire. Un contributo per un nuovo linguaggio per comunicare la sostenibilità”,  il titolo dell'incontro, introdotto dall'intervento di Monica Fabris, presidente GPF, “La sostenibilità nei fatti e nelle parole” e  coordinato da Cristina Lazzati, direttore di GDOWEEK.


Si sono confrontati sull'argomento: Paolo Iabichino - Ogilvy;  Laura La Posta - Il Sole 24 ORE,  Andrea Poggio - Legambiente, Valerio Di Bussolo - Ikea e Massimo Dongiovanni - Centrale Adriatica.



 
per informazioni


 




 

Il Gruppo Finiper vince l’Ethic Award 2010

Ieri sera presso la sede del Gruppo 24 Ore in Via Monterosa a Milano si è svolta la cerimonia di assegnazione dell'Ethic Award organizzato da Gdoweek. Il direttore Cristina Lazzati e il publisher area gdo Nicola Ligasacchi hanno consegnato il premio al Gruppo Finiper per il progetto Amo il pesce pescato all'amo con le seguenti motivazioni:

- Progetto di politica ambientale capace di sensibilizzare
e far luce su un tema ancora “poco considerato” che coinvolge
l'intera filiera del pesce, dalla produzione al consumo.

- Prima tappa di un percorso di ampio respiro a salvaguardia
della sostenibilità ambientale degli alimenti, in cui
un autorevole retailer si assume la responsabilità di produttore.

La cerimonia di premiazione è stata preceduta dalla tavola rotonda moderata da
Cristina Lazzati sul tema della comunicazione greening, Il marketing della verità, e introdotta da Monica Fabris,
presidente GPF e della giuria dell'Ethic Award, con un intervento sul tema dell'evoluzione nel tempo del
concetto di sostenibilità nella società italiana.

Il progetto Finiper
Prendendo punto e slancio dalle nuove norme
a tutela delle risorse ittiche, che limitano la pesca
indiscriminata nel Mare Adriatico, Finiper
ha deciso di iniziare la sua politica ambientale
dal reparto ittico, recuperando un'antica tecnica di pesca del pesce spada, una delle
specie più minacciate.

Oltre alla tutela del pesce, si consuma
anche meno gasolio, sia perché con la barca
si sta in mare al massimo 4/5 giorni contro i
15/30 delle grosse imbarcazioni, sia perché
queste barche operano nel mare Adriatico e non
nell'Atlantico e in altri oceani. Inoltre, arrivato sui banchi,
il prodotto viene gestito nella maggioranza
dei punti di vendita da ex pescatori, perché
l'azienda, per valorizzare le competenze, ha creato
al proprio interno una vera e propria scuola
dei mestieri. Attualmente, Finiper sta certificando
le filiere dei prodotti alimentari, pesce spada
compreso, ed è partita con un ampio e
articolato piano informativo nei pdv, grazie a
etichette, filmati o brochure, e su vari mezzi
di comunicazione, fino alla sponsorizzazione di
fumetti dedicati editi dal Gambero Rosso.

Risultati
Il progetto, che ha
richiesto un investimento di 475 mila euro, ha
generato un aumento del numero dei clienti al
banco pescheria: da gennaio a settembre 2010,
il 92,8% del pesce spada venduto dagli Iper è
stato pescato all'amo, un dato molto significativo
dal momento che costa il 40% in più
rispetto a quello proveniente dall'estero.

I premiati delle sei categorie in lizza
Il premio è organizzato in categorie ciascuna delle quali ha un vincitore fra i quali viene scelto il vincitore assoluto. Ecco i premiati:

Greening - Gruppo Finiper Amo il pesce pescato all'amo
Il consumatore - Sadas Despar Catalogo premi a impatto zero per gli eco clienti
Retail e territorio - Nordiconad Mangiando s'impara
Minoranze e società - Ikea Cucine a elevata accessibilità
Il sud del mondo - Granarolo Africamilkproject, filiera del latte in Tanzania
Processi industriali - Indesit La tecnologia Smart Grid

GDOWEEK 42 2010 Ethic Award

editoriale
Il consumatore e l'azienda, compagni di viaggio sulla via della sostenibilità

regolamento

intervista
Massimo Di Felice: il profitto? Economico, certo, ma anche sociale, politico e culturale

punti di vista
Henkel
Barilla
P&G
Epta

scenario
Gpf, la sostenibilità è una cultura di lunga durata da seminare e condividere

rassegna giuria
Monica Fabris, presidente
Anna Bartolini
Irma Biseo
Donatella Bollani
Carlo Federico Bonini
Marella Caramazza
Marco Cuppini
Eric Ezechieli
Cristina Gabetti
Paolo Fregosi
Laura La Posta
Giancarlo Longhi
Gabriele Masera
Alberto Masetti Zannini
Anna Moroni
Paolo Pastore
Andrea Poggio
Matteo Ruta
Roberto Salvan
Sissi Semprini

Le 6 aree progettuali di classificazione
1. Greening
2. Il consumatore
3. Retailer e territorio
4. Minoranze e società
5. Il sud del mondo
6. Processi Industriali
7. Il Sud del mondo



Fare acquisti dentro l’ospedale: la nuova shopping gallery di Niguarda a Milano

Una galleria commerciale dalle dimensioni ridotte (circa 1.600 mq), ma integrata in una location unica, per ora, in Italia, vale a dire il rinnovato blocco sud dell'ospedale pubblico Niguarda Ca' Granda di Milano.

L'offerta della Gallery
Inaugurata il 23 novembre, è stata realizzata e verrà gestita (per 27 anni) dal consorzio Progeni Spa, mentre Mall System Srl ha curato la commercializzazione.
Tra degenti (49.000 annui), personale (circa 5.000 addetti), parenti e amici in visita, dall'ospedale Niguarda passano, ogni giorno, 10-13.000 persone, molti dei quali frequentano i 28 sportelli del Cup, Centro Unico Prenotazioni, attorno al quale sorgono i 13 negozi della galleria. Di questi, quattro sono free standing progettati dallo studio milanese Axis -Goldenpoint, L'Erbolario, Gioielli di Valenza e il negozio di telefonia Tim-, mentre gli altri nove sono ricavati nell'edificio Ponti, sotto tutela dei Beni Culturali: sono presenti un bar-caffetteria e pizzeria Rita (Cir Food), Ortofarma Subema (ortopedia parafarmacia), Du Pareil au Même (abbigliamento bimbo), Edison (libreria edicola), Duca's (parrucchiere), Dolceria Zanetti (caramelleria), Yamamay (intimo) e B BasicBeauty by Profumerie Limoni (bellezza e cura della persona).

Investimento e progetti futuri
L'investimento per la riqualificazione del Niguarda è pari a 262 mio euro in project finance, di cui 60% pubblici e 40% privati; a gennaio, partirà la seconda fase del progetto con una galleria commerciale simile e complementare a quella già realizzata, posta, però, nell'ala nord.

Coop giudicato “best place to buy” dai consumatori

Coop è il miglior posto dove fare shopping alimentare in Italia e per questo vince il premio Best Place To Buy Award assegnato oggi dall’Osservatorio CFMT sulla customer satisfaction. I risultati, espressi scegliendo una delle insegne presenti sul territorio nazionale nei vari segmenti, hanno visto prevalere nella categoria alimentari Coop, nell’elettronica e elettrodomestici Media World e OVS industry nel settore abbigliamento e moda.  A livello generale sempre secondo l’Osservatorio CFMT sono le farmacie a ottenere il miglior gradimento.
Per quanto riguarda l’alimentare Coop è stata scelta dal 23,7% dei votanti seguita da Esselunga (13,2%), Conad (9,4%), Auchan (8,3%), Carrefour (7,2%), Eurospin (5,7%).
“Non possiamo che essere soddisfatti di questo ulteriore riconoscimento assegnatoci, tanto più che si è premiati per il servizio offerto ai consumatori –ha dichiarato Vincenzo Tassinari-. Noi di Coop abbiamo investito molto sul concetto di servizio, migliorando in termini di accessibilità e funzionalità i nostri punti di vendita e ampliando l’offerta con nuovi settori: saranno 100 i CoopSalute aperti entro fine anno e siamo a quota 500.000 attivazioni CoopVoce”.

Apre a Milano Centrale la Feltrinelli Express

Apre mercoledì 24 novembre nella Stazione Centrale di Milano, la centounesima Feltrinelli. Si tratta di una Feltrinelli Express, il formato concepito per le grandi stazioni. L'obiettivo è di risultare il negozio ideale per il pubblico di chi viaggia, ma anche per il pubblico milanese, offrendo velocità, ampiezza e profondità del catalogo, comfort degli ambienti, servizi.
In sintesi i numeri del negozio sono: 2.500 mq con 40.000 libri, 15.000
cd, 5.000
dvd, 4.000 giochi e
60 addetti.

Layout su quattro piani

Piano terra. Si affaccia sulla Galleria delle Carrozze ed è il piano più “travel”, che ospita libri di viaggio, guide, libri in lingua originale, arte e storia locale, con edicola internazionale, cartoleria, gadget e home design. C'è anche un piccolo settore alimentari.
Secondo piano. Fronte ammezzato commerciale, è dedicato ai più giovani e ospiterà lo spazio Kidz, la Feltrinelli dei ragazzi: libri per bambini e ragazzi, giochi didattici, musica e cinema, “impaginati” e proposti in uno spazio disegnato da Reggio Children.

Terzo piano. Sul piano binari c'è la grande libreria: che ospita la gran parte dei 40.000 titoli.
Qui un tempo c'era la sala d'attesa di prima classe, per la quale Feltrinelli si è impegnata in una accurata e complessa operazione di restauro per rivedere gli originari affreschi degli anni Trenta, dedicati a diverse città italiane.

Quarto piano. Sala monumentale di circa 500 mq non destinati alla vendita, ma spazio eventi Giorgio Gaber, per incontri, presentazioni, proiezioni e show-case.

Sostenibilità: Barilla e Legambiente educano i consumatori



Amazon inaugura oggi il sito italiano

Il primo acquisto è stato fatto alle 0.39 da un cyber cliente di Torino. Così è partito Amazon.it. Dopo Germania, Francia e Gran Bretagna, anche l'Italia ha il suo sito Amazon in italiano con prezzi rapportati al mercato italiano, ovvero al concorrente con il prezzo più basso.
Per ora non si venderanno le versioni e-book per Kindle, ma non bisognerà attendere molto.

Per Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano: "Nel 2010 si è aperto un nuovo capitolo per l'ecommerce italiano. Superata la crisi dell'anno precedente tutti i numeri hanno ricominciato a crescere. In questo quadro si inserisce l'ingresso di Amazon nel mercato italiano. Amazon è un ulteriore elemento di discontinuità che favorirà il nuovo modello di sviluppo dell'ecommerce in Italia".
Mentre Alessandro Perego, responsabile scientifico Osservatorio B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano ha soggiunto: "l'e-commerce è finalmente ad un punto di maturità tale da essere attrattivo per una azienda concreta come Amazon che non affronterebbe gli investimenti in comunicazione, tecnologia, operations necessari per entrare in un nuovo mercato se non si aspettasse un importante ritorno dall'investimento".

Seminario in Sda Bocconi su Channel Coopetition 25 novembre pv

Sul tema Channel Coopetition, giovedì 25 novembre presso Sda in via Bocconi 8 Milano, la Marketing Community Sda Bocconi ospiterà una tavola rotonda di esperti, che prevede la partecipazione anche di Cristina Lazzati, direttore di Gdoweek.

Argomenti trattati
Il seminario riguarda temi come partnership, joint-business planning, one-to-one, category, display, tutti aspetti di grande attualità, dopo due decenni di tentativi con luci e ombre, per i quali gli operatori si pongono oggi l'obiettivo di capire come andare oltre il singolo progetto onde assumere un respiro più ampio, come collaborazione di lungo periodo.

Durante il convegno saranno presentati e discussi i risultati di una ricerca in profondità, condotta da Sda Bocconi su un periodo di osservazione di cinque anni (2003-2008) su casi selezionati di collaborazione tra retailer e imprese dell'industria.

Partecipano all'incontro:

Andrea Colombo - Direttore Commerciale - Rewe

Flavio Ferretti - Home Business Worldwide Director - Lavazza
Vincenzo Berretta
- Direttore Commerciale Italia - Luxottica
Marco Procacciante - CEO - Vision Service Group

Bruno Aceto - Direttore Generale - Indicod-ECR

Cristina Lazzati - Direttore - Gdoweek

Moderano l'incontro:

Sandro Castaldo - SDA Professor, Area Marketing

Fabrizio Zerbini - SDA Professor, Area Marketing

Monica Grosso - PhD Candidate SDA Bocconi

A Cannes Mapic incorona i re dell’innovazione del retail

Si chiude l'edizione del rilancio di Mapic. È tornata la voglia di progetti e gli operatori attivi in Italia (il Mapic è di fatto quasi una fiera italiana) hano mostrato un ottimismo non solo di facciata, se si pensa alla messe di progetti messi in cantiere. Sono stati resi noti in quest'ultima giornata di fiera i dati sul sentiment degli operatori e si è scoperto che ben il 41% sarebbe intenzionato a investire in Germania. Il dato non sorprende se si ragiona sui fondamentali della finanzia: i bund tedeschi sono rimasti ai minimi storici mentre i tassi di altri paesi dell'area euro (e ahinoi anche dell'Italia) stanno crescendo. Significa che l'economia tedesca sta viaggiando a ben altra velocità e con prospettive molto più solide.

Il premio

Sono stati resi noti anche i vincitori del Mapic award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti all'innovazione nel retail: i quattro ambiti premi sono andati a:
Jack Wolfskin (Germania) come retailer più innovativo; a Lego (Danimarca) per il miglior concept; Odysseum (Francia) come miglior centro commerciale e Bruxelles come la città con la politica commerciale più innovativa.

EMD: il nuovo presidente è Riccardo Francioni

Cambiamenti al vertice di EMD, il Gruppo associativo di imprese commerciali indipendenti più grande d'Europa.
Nuovo presidente è Riccardo Francioni, 72 anni, che è attualmente presidente di Esd Italia e procuratore generale del Gruppo Selex.

Inoltre, Francioni, già vicepresidente di EMD, succede a Stefan Feuerstein, a capo dell'associata tedesca Markant.

L'elezione è avvenuta nel corso dell'assemblea generale di EMD svoltasi il 12 novembre a Milano.

ESD Italia, nata nel 2001, è la centrale di acquisti e marketing formata dai gruppi Selex e Acqua & Sapone, cui di recente si sono affiancati i gruppi Agorà Network e Sun. Con l'ingresso di questi due nuovi partner, la Centrale, cui fanno capo 4.600 punti di vendita e un organico complessivo di 45.000 collaboratori, detiene una quota di mercato del 14,7%.

Riccardo Francioni è anche procuratore generale del Gruppo Selex, oggi al 3° posto in Italia con una rete commerciale di 3.234 punti di vendita e una quota di mercato del 9,7%.

Channel Coopetition: la collaborazione tra industria e distribuzione nei progetti di category management

Partnership, joint-business planning, one-to-one, category, display: la collaborazione tra industria e distribuzione ha una storia di due decenni, ha prodotto molte forme, ma ci sono luci e ombre sui risultati portati a casa.
Un numero crescente di imprese si interroga sulla possibilità di ottenere risultati soddisfacenti, e sulla capacità di queste forme di collaborazione di sopravvivere al singolo progetto, e di assumere un respiro più ampio, di lungo periodo.

Nel seminario del 25 Novembre la Marketing Community ospiterà una tavola rotonda di esperti sul tema, con l’intervento di ECR Italia e la partecipazione di esponenti di primo piano dell’industria e della distribuzione.
Saranno presentati e discussi i risultati di una ricerca in profondità, condotta da SDA Bocconi su un periodo di osservazione di cinque anni (2003-2008) su casi selezionati di collaborazione tra retailer e imprese dell’industria.

Partecipano all'incontro:

Andrea Colombo
- Direttore Commerciale - Rewe
Flavio Ferretti - Home Business Worldwide Director - Lavazza
Vincenzo Berretta - Direttore Commerciale Italia - Luxottica
Marco Procacciante - CEO - Vision Service Group
Bruno Aceto - Direttore Generale - Indicod-ECR
Cristina Lazzati - Direttore - GDOWEEK

Moderano

Sandro Castaldo
- SDA Professor, Area Marketing
Fabrizio Zerbini - SDA Professor, Area Marketing
Monica Grosso - PhD Candidate SDA Bocconi


per iscriversi

FORMAT 3: Igd, l’edificio preso di mira è a Milano, in Piazza Affari

La galleria del centro Le Fonti del Corallo di
Livorno, recentemete acquisita da Igd

Novità in casa Igd spa,
l'Immobiliare grande distribuzione
cui Coop Adriatica
e Unicoop Tirreno hanno
conferito la proprietà dei loro
immobili. L'operazione di
conferimento a una società costituita ad hoc è stata a suo
tempo progettata per consentire
alle cooperative cedenti di
concentrarsi sul loro core business.
Non tutto il mondo
cooperativo segue questa strategia;
Coop Estense, ad esempio,
ha preferito cedere i suoi
immobili a un fondo immobiliare,
l'Estense-grande distribuzione,
gestito da Bnl.

  • Gescom. Igd ha acquisito
    tra l'altro il controllo di Gescom,
    società che si occupa
    della gestione dei centri commerciali
    Coop; a partire dal
    prossimo primo gennaio a
    presiedere Gescom sarà Domenico
    Pellicanò, che ha confermato
    a GDOWEEEK come
    il progetto di quotare in
    Borsa Igd ormai sia giunto a
    una fase avanzata. “Contiamo
    -dice Pellicanò- di perfezionare
    l'operazione entro i primi
    mesi del 2005. Lo scopo è
    quello di raccogliere sul mercato
    i capitali necessari ad ampliare
    il nostro raggio d'azione,
    anche al di fuori del mondo
    cooperativo”. La quotazione,
    già annunciata nella primavera
    2003 (vedi GDOWEEK
    275 pag 33) era stata poi rimandata
    considerando le difficoltà
    in cui versava il mercato
    borsistico
  • Portafoglio. In portafoglio
    di Igd ci sono attualmente 8
    centri commerciali (per 7 dei
    quali possiede anche la galleria),
    3 ipermercati e un supermercato.
    I negozi in galleria
    sono 323, cui si aggiungono 2
    pdv singoli. La superficie
    complessiva ammonta a
    256.685. Le operazioni più
    rilevanti compiute dall'inizio
    del 2003 riguardano il conferimento
    de Le porte di Napoli
    di Afragola (valore 72,5 milioni
    di euro), l'acquisto del centro
    commerciale Casilino di
    Roma (51,1 milioni di euro)
    e, all'inizio di quest'anno, l'acquisizione
    per oltre 66 milioni
    di euro del centro Le fonti del
    corallo di Livorno. Per finanziare
    le operazioni è stata ceduta
    la galleria del Centro Lame
    di Bologna, con un ricavo
    da 25,4 milioni di euro.
  • Risultati. L'esercizio 2003
    di IGD si è chiuso con un fatturato
    attestatosi a 29,9 milioni
    di euro, in crescita del
    25,43% rispetto al valore del
    2002 ed un utile d'esercizio di
    8,8 milioni di euro, con un incremento
    del 76,17%. A livello
    consolidato, il fatturato del
    ha raggiunto un valore di oltre
    44,8 milioni di euro con un
    utile pari a 8,5 milioni di euro.
    I dati della holding però
    non sono confrontabili in
    modo omogeneo perché tra i
    due esercizi è avvenuta l'acquisizione
    di Gescom.

    Il giudizio
    di GDOWEEK

    Le previsioni sul mercato immobiliare per il 2005 sono ancora positive. Se il collocamento di Igd avverrà nei primi mesi dell'anno avrà ottime possibilità di successo.

FORMAT 2: Tracce sempre più evidenti dell’interesse per l’RFID

Il giudizio
di GDOWEEK

È vero, il costo delle etichette è tuttora alto. Ma non può essere un alibi per chi è rimasto ancora al palo...

È ormai tempo di rollout
per la tecnologia RFID
nel mondo retail. Sulla scia
del mandato di Wal-Mart,
tutti i maggiori gruppi distributivi a livello mondiale
hanno “invitato” i loro principali
fornitori ad applicare
le etichette RFID su cartoni
e pallet diretti ai centri distribuzione.

  • Europa batte Usa? Il
    progetto Wal-Mart, nonostante
    il gran parlare che se
    ne è fatto, partirà operativamente
    solo da gennaio 2005
    e porta con sè molte incognite,
    legate principalmente
    alla velocità di adeguamento
    dei fornitori alle specifiche
    richieste dal big retailer.
    Nel frattempo. quello lanciato
    dal gruppo Metro nel
    novembre scorso è molto
    più di un semplice test. Circa
    100 fornitori stanno già
    iniziando, infatti, ad applicare
    le tag RFID sui pallet
    inviati a 10 cedi del gruppo.
  • Italia alla finestra. Nella sinottica che proponiamo
    qui sotto non compare
    nessun gruppo distributivo
    italiano.
    Non a caso. Tutti stanno seguendo
    con attenzione la
    tecnologia, alcuni la stanno
    sperimentando in gran segreto,
    nessuno vuole uscire
    allo scoperto.

 

Formato 1: Morale: se l’etica è autentica crea valore

Good ethics is a good business: l'azienda
che agisce correttamente, è la prima
a trarne vantaggio. L'espressione,
usata da uno dei componenti della
giuria intervenuto alla terza edizione
del premio “Ethic Award”, promosso
da GDOWEEK in collaborazione
con KPMG Business Advisory Services
, e con il patrocinio del comune
di Milano, sintetizza la profondità
in cui va radicalizzandosi il dibattito
sull'etica nel business. Spesso
usata come sinonimo di csr (corporate
social responsibility) o confusa
con le azioni di marketing a causa
sociale, l'etica nel business alimenta
dibattiti, convegni, tavole rotonde,
indagini. La mancanza di trasparenza
nei processi aziendali, infatti, e la
miopia dello sfruttamento rischiano di rompere equilibri ambientali e sociali
provocando fenomeni regressivi: ristrutturazioni,
risparmiatori traditi, scelte sbagliate,
crack. Il caso Parmalat è andato ad
aggiungersi a quello americano di Enron
portando in primo piano il problema
delle regole, la trasparenza, il rapporto
dell'azienda con chi contribuisce al suo
successo. Avanza la consapevolezza della
responsabilità aziendale sulle condizioni
di chi vive nel territorio dove l'impresa
trae le sue risorse. “L'etica della trasparenza
deve diventare il faro delle strategie
e comportamenti della politica, delle
amministrazioni e delle imprese -dice
Anna Maria Martoni, presidente dei
giovani di Confindustria-. Non è solo un
imperativo morale. È l'unica strada possibile
per garantire un futuro all'Italia. È
da qui che dobbiamo partire”.

Giuseppe D'Ippolito, presidente di Associazione Consumatori Utenti Maria Teresa Pecchini, rappresentante di Botteghe del mondo Stefano Senesi, responsabile nuovi schemi di certificazione di Certiquality
“L'etica richiama un ambito in cui la propria responsabilità è circoscritta in un quadro di norme. La responsabilità sociale è qualcosa di più: è farsi carico di problemi che appartengono ad altri soggetti rispetto a quelli del mondo
strettamente aziendale. Si rischia di far passare per opere meritorie i comportamenti conformi alle norme”.
“Vanno premiate le iniziative rivolte veramente verso la responsabilità sociale: sono quelle di imprese che operano in modo responsabile a partire dalla propria attività, che, ad esempio riducono il rischio inquinamento se il loro core business è nella produzione chimica. E che operano correttamente nel rapporto con i dipendenti”. “Il marketing sociale acquista valore se è supportato da una gestione misurabile dei processi produttivi. Anzi il controllo di questi processi deve essere un prerequisito. Se, ad esempio, l'azienda opta per la certificazione ambientale Iso 14001, questo è indice di un impegno ecologico nei suoi processi ”.
Maria Carla
Cardelli,
responsabile
raccolta fondi
di Medici senza
frontiere
Lidia Pomati,
responsabile
sviluppo
progetti di Pime
(Pontificio
istituto missioni
estere)
Paolo Ricotti,
presidente
di Planet life
economy
foundation
“Le aziende fanno iniziative di crm
perchè vogliono un ritorno sugli
investimenti. Ma crescono anche le
aziende che si attivano nel sociale
senza pubblicizzare il loro impegno.
Tra gli stake holder, non bisogna
dimenticarsi dei dipendenti. In futuro
vedo la possibilità di collaborazione tra
aziende profit e no profit”.
“Le aziende stanno sensibilizzandosi ai
temi della responsabilità sociale. Prima si
avvicinavano a queste iniziative solo per
la propria immagine o per trarne vantaggi
fiscali. Ora invece si lasciano coinvolgere
dalle motivazioni forti. Le iniziative vanno
monitorate per evitare sprechi,
soprattutto quando operano organismi
umanitari di grandi dimensioni”.
“Etica è un termine ambiguo. Preferisco
corporate social responsibility, in cui
social è comprensivo dell'interesse per
l'ambiente. Cause related marketing
può essere un concetto ingannevole.
Non è coerente un'azienda che inquina,
mentre sostiene finanziariamente
l'apertura di un ospedale”.
Gianfranco
Faina, direttore
generale
di Conai
Paolo Brichetti,
direttore
generale
di CTMAltromercato
Giuseppe
Minoia,
presidente
di Eurisko
“Etico è il comportamento responsabile
dell'azienda verso gli stake holder. Ma
l'etica va distinta dalla charity, che è
completamente disinteressata. Certo, il
cause related marketing non va
demonizzato, purché proceda all'interno
di un sistema di regole che permetta
un controllo trasparente. E servono
azioni risolutive di un problema”.
“L'etica e il crm sono due valori positivi
ma diversi. Il consumatore, nel breve
termine, è più sensibile alle iniziative di
charity, più che ai cambiamenti del
comportamento etico all'interno
dell'azienda, che richiede un percorso
più lungo. Su questa strada le imprese
vanno incalzate dai consumatori: che
possono premiare quelle corrette”.
“Certe finalità di marketing nelle
iniziative sociali a volte rasentano
l'impresentabilità. Il consumatore è
molto diffidente su quanto sfugge al
suo controllo, mentre è sensibile a
iniziative, anche limitate, ma che è in
grado di dominare. Il rischio è quello di
veder preferire operazioni egoistiche a
un'iniziativa volta davvero al sociale”.
Pietro Lanzini
ricercatore
di Iefe -
università
Bocconi
Andrea Poggio,
vice direttore
nazionale
di Legambiente
Alessandro
Beda,
vicepresidente
di Sodalitas
“Verso la responsabilità ambientale è
cambiata la prospettiva negli ultimi
anni. Non è più vista come un peso ,
ma come un'opportunità di vantaggio
competitivo. Dall'etica come costo
necessario -tu inquini, tu paghi e ripari
con la certificazione ambientaleall'etica
come plus di immagine sui
concorrenti, fidelizzazione, quota
mercato, premium price di segmenti
particolarmente verdi.”
“Non vedo un'involuzione rispetto a
qualche anno fa, quando è partito
l'interesse per le iniziative di marketing
sociale. Ritengo che vada evidenziata
l'esigenza di un controllo sulle iniziative
di carattere sociale. Noto un aumento
di interesse per progetti di respiro
internazionale in collaborazione con
organismi riconosciuti. Ancora deboli,
invece, le iniziative ambientali”.
“La corporate social responsibility
comprende il cause related marketing,
le azioni filantropiche, la governance
dei processi produttivi. È un'azione
legittima, ma non meritocratica. C'è
chi auspica un controllo coercitivo
o su base volontaria. Vale la sanzione
sociale: il consumatore può punire
un'azienda se questa ha frodato”.
Paolo Pastore,
direttore
generale
di Transfair
Italia
Marina Catena,
responsabile
nazionale
raccolta
fondi privati
Programma
Alimentare
Nazioni Unite
   
“L'azienda emoziona il consumatore con
la charity, ma resiste a introdurre
cambiamenti correttivi nei suoi processi di
produzione. Non bisogna lasciarsi
prendere dalla voglia di risultati immediati
che spesso non corrispondono alle
attese. L'etica nei processi va a
vantaggio dell'azienda stessa:
good ethics is a good business”.
“C'è un problema di comunicazione tra
imprese e associazioni umanitarie. Se
queste sono di grandi dimensioni, non
hanno gli strumenti per monitorare “chi”
è andato a sfamare un euro o un sacco
di riso. Serve una dose di sano cinismo
da ambo le parti. Deve avvantaggiarsi
sia l'azienda in immagine, sia
l'associazione in risultati”.
   
           
           

Fenomeno europeo
Dal “Libro Verde” del 2002, quando la Commissione
europea ha elaborato i concetti di sostenibilità
e di impatto sociale, è proseguito il
dibattito sulla volontarietà e la regolamentazione
delle iniziative di corporate social responsibility.
Nello scenario della nuova Europa
a 25 e del varo della costituzione europea,
il tema dell'etica è emerso anche nel dibattito
attorno alle radici culturali del vecchio continente.
A sottolinearne le tradizioni filosofiche,
umanistiche e religiose si sono levate le voci
più autorevoli, con chiari riferimenti alle ispirazioni
originarie dell'agire economico e ai
suoi riflessi nello spazio e nel tempo. “Bisogna
tener presenti i più piccoli e i più poveri- dice
l'arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria
Martini, una delle voci ritenute super partes
della cultura europea-. Se non c'è questa attenzione,
non c'è vera politica. C'è solo potenza
e dominio. E questo fa paura, perché alla
fine è quello che produce le guerre”. E continua:”
Radici laiche e cristiane non andrebbero
contrapposte, ma considerate in quanto
convergono nel primato dell'uomo e in quanto
sono espressioni di libertà che si attuano in
maniera diversa ma non contrapposta, non distruggendosi
l'un l'altra ma dialogando reciprocamente”.

Nuovo universo semantico
Rispetto ambientale, ecologia, etica d'impresa,
responsabilità, cause related marketing,
corporate social responsibility, trasparenza, controllo, charity, volontariato. Anche questa
terminologia sta prendendo piede in azienda
mixandosi con quella dell'azienda classica:
marketing, finanza, profitto, competizione,
ottimizzazione, costi, rendimento ecc.. Tutto
questo generato forse dalla catastrofe dell'11
settembre 2001 sembra aver fatto crollare i
modelli precedenti di società e di grande
azienda. Se prima questa esaltava un solo
obiettivo e una sola regola -fare soldi- creando
un mondo uguale a sé, cercando di assediare la
sfera pubblica, ora questo delirio di onnipotenza
(teorizzato già nel 1932 nel libro The
modern corporation and private property
) ha
avuto una battuta d'arresto. Per un ripensamento
definitivo. L'interesse per la corporate
social responsibility rappresenta la fase di questa
riflessione: le opportunità commerciali
non sono più il metro di ogni valore, le imprese
non sono più libere di sfruttare tutto e
tutti per il profitto, gli esseri umani non sono
più creature che badano esclusivamente ai
propri interessi e ai beni materiali.

Il linguaggio dell'etica sostituisce
quello del marketing?

La sostenibilità diventa il vero business. La responsabilità
aumenta i risparmi. Il capitale
umano è la chiave del successo. S'infittisce il
dibattito sugli asset intangibili, sulle attività
che dipendono dal cervello di chi lavora. C'è
da credergli? Forse è ancora presto per risposte
definitive. Nella comunicazione di marketing
fanno breccia nel consumatore argomenti che fino a pochi anni fa non erano altrettanto convincenti
come la convenienza immediata, il regalo,
lo sconto. Non è più raro trovare nei dépliant
promozionali o nei cataloghi premi delle
carte fedeltà anche un settore ethics di questo
tenore: “Ti offriamo inoltre gli ultimi aggiornamenti
in fatto di solidarietà e attività a
sfondo sociale” cui segue un elenco di iniziative
legate al sostegno della lotta contro uno
spettro di malattia, per la costruzione di un
ospedale in Africa, con l'invito a trasformare
parte dei punti accumulati in un contributo all'organizzazione
umanitaria coinvolta.

Il Premio Ethic Award 2004
È in questo contesto che ha preso vita il premio
alle più innovative azioni di responsabilità
sociale, che per il terzo anno GDOWEEK
ha promosso in collaborazione con Kpmg. “E'
un'occasione per fare il punto dei rapporti tra
etica e business -dice il direttore responsabile
di GDOWEEK Luigi Rubinelli-. Con questo
riconoscimento vogliamo chiederci se, e come,
le iniziative di responsabilità sociale delle
imprese, stanno spostandosi più verso il
marketing o verso un vero impegno nel campo
sociale, oltre l'operatività aziendale. Sappiamo,
infatti, quanto sia difficile il controllo
del risultato finale di questi interventi e quanto
grande sia il rischio che vengano utilizzati
all'interno di una miope ottica aziendale. Altrettanto
rischioso è l'abuso del termine etica
per operazioni puramente commerciali”. È
emersa subito una stratificazione di significati e di considerazioni, sintetizzate da ognuno dei
14 giurati (vedi pagg 106/107). Richard
Bolwjin, di Kpmg mette in luce i diversi livelli
in cui possono inquadrarsi le iniziative
aziendali. da quello più basso, legato alla pura
conformità alle leggi, a quello che oltrepassa la
logica del business.
Lo stesso discorso può applicarsi alla comunicazione.
“Le aziende che uniscono iniziative di
charity e marketing, in effetti, stanno saltando
un passaggio -nota Bolwjin-. Prima di passare
a iniziative di charity devono prima assicurarsi
di operare correttamente nel loro business, altrimenti
la contraddizione prima o poi esplode.
Di qui l'esigenza di lavorare alla trasparenza
e correttezza dei processi interni prima di attivarsi
in iniziative sociali”. Del resto ormai anche
in Italia abbiamo esempi di crack di multinazionali
che sbandieravano il loro impegno
in attività sociali mentre da anni i loro processi
interni contravvenivano alle leggi, frodando
gli azionisti e il fisco.

Meccanica del premio
Obiettivo del premio è stato quello di mettere
in luce i casi più innovativi -rispetto all'obiettivo
sociale- messi in atto dalle aziende. Alla
proposta di GDOWEEK hanno risposto 52
candidature, rispetto alle 40 dello scorso anno.
Sono state, quindi, individutate le cinque macroaree
corrispondenti ai principali stakeholder
di riferimento: ambiente, personale e processi
interni, unità ospedaliere e ricerca scientifica,
comunità locale e comunità internazionale. Così suddivise, sono state sottoposte per
una prima valutazione a una giuria super partes
(vedi pagg. 104-105) formata da esponenti
di associazioni ambientaliste, di organizzazioni
non governative di impegno sociale, di enti
che promuovono la cultura della csr nelle
aziende, istituti di ricerca, università, organizzazioni
dell'Onu. Il lavoro della giuria si è svolto
presso la sede di GDOWEEK il 27 ottobre.
Preceduto da un dibattito tra i componenti, ha
messo in luce la serietà e l'autonomia delle valutazioni,
i criteri di riferimento, la necessità di
conoscere la storia dell'azienda per contestualizzare
l'iniziativa candidata e prendere coscienza
anche dei limiti in cui la scelta avveniva.
Ogni componente della giuria ha potuto
votare, per ogni singola area, il progetto più interessante
al fine di scegliere quello vincitore in
ogni area e i migliori dopo il primo. Alla fine è
stato chiesto di scegliere l'iniziativa che, in assoluto,
rispondesse ai criteri di innovazione,
utilità sociale, coerenza con la situazione attuale
dell'azienda, efficacia nel raggiungimento
dei risultati. I vincitori, i primi classificati per
ogni singola area, sono stati proclamati nella
cerimonia di premiazione, avvenuta nella cornice
della sacrestia bramantesca della basilica
di Santa Maria delle Grazie a Milano, il 10
novembre. A consegnare i premi è stato don
Antonio Mazzi, fondatore della comunità
Exodus, per il recupero dei giovani in difficoltà
di cui è noto l'impegno a favore delle
persone emarginate e delle fasce più deboli
della società.

Allegati

Formato 1: Morale: se l’etica è autentica crea valore

Prime informazioni sull’andamento di Carrefour Planet

Lars Olofsson avrebbe commentato l'andamento del nuovo format Carrefour Planet rivelando che quattro dei cinque punti vendita pilota in Francia, Spagna e Belgio stanno andando bene, anche se Carrefour Planet Ecully (vedi video sull'inaugurazione) sta manifestando un trend di crescita positivo più contenuto rispetto a Vénissieux.
In proposito secondo Retail Planet, che riporta fonti sindacali, le vendite a Ecully sono aumentate finora del 4,7%, mentre nel pdv di Vénissieux sarebbero aumentate del 10,4%.
I dati di Ecully sono comunque in linea con le previsioni contenute nel
comunicato Carrefour del 16 settembre 2010 Carrefour investor day,
reinventing the hypermarket to create value
che parlava di un obiettivo
di crescita del 18% (al netto dell'inflazione) in cinque anni e quindi equivalente a una crescita media annua del 3,4%.

Ristrutturazione dei 500 pdv in Europa
Carrefour ha rinviato a
gennaio l'aggiornamento di cinque store francesi per evitare di
interferire con le vendite natalizie. Ad ogni modo, il grosso dei lavori di
ristrutturazione in 500 ipermercati in Francia, Spagna, Italia, Belgio e
Grecia inizierà nel mese di aprile del prossimo anno.

Mancata vendita della rete malese
La notizia della possibile vendita dei 23 negozi malesi aveva suscitato interrogativi anche perché non più tardi di un anno fa Carrefour aveva investito nell'apertura di due nuovi store in Malesia, a Kajang e Kuala Lumpur. Lars Olofsson chiarisce che il motivo è da cercare nell'offerta insufficiente da parte dei potenziali acquirenti. Dunque Carrefour, dopo aver venduto nei giorni scorsi i 42 store tailandesi a Casino, mantiene la rete malese e i due negozi di Singapore. Olofsson, sempre secondo WSJO, ha precisato: "Siamo convinti che nel medio e lungo termine possiamo creare più valore mantenendo l'attività in Malaysia e Singapore piuttosto che con la vendita di tali attività" e ha poi aggiunto che sta prendendo in considerazione di investire in Indonesia, dove è in vendita il più grande concorrente di Carrefour, Matahari Putra Prima.

Doppia apertura con effetti speciali per UniEuro

Per festeggiare l'apertura di due nuovi store, prevista per giovedì 25 novembre, a Cesano Boscone (Milano) e a Belluno, UniEuro ha varato tutta una serie di attività promopubblicitarie rivolte al grande pubblico, innovative e di indubbio impatto. Come la campagna promozionale, denominata Open your Future, che da oggi e sino a giovedì animerà le città di Milano e Belluno. Il concept della campagna vuole evidenziare non solo l'inaugurazione dei due nuovi store, ma anche l'impegno di UniEuro nel rendere i prodotti tecnologici accessibili a tutti grazie alla qualità e alla forza della propria offerta.

Count down in piazza per l'apertura milanese
A sostegno dell'apertura lombarda, è stata allestita in Porta Genova, a Milano, un totem di 4 metri di altezza con un countdown che, da oggi e sino a mercoledì 24 novembre, scandisce simbolicamente il tempo rimanente al taglio del nastro.
Ogni giorno, la grande porta rossa si aprirà per quattro volte (alle ore  8.30, 12.30,  16.30 e 18.30) per distribuire card promozionali con cui sarà possibile partecipare a un concorso che mette in palio tutta una serie di premi ipertecnologici -una Chevrolet Spark, dieci tv Samsung da 32 pollici, dieci Ipad, 30 iPod Shuffle e trenta console Wii- per un montepremi totale di circa 29.000 euro.

Partecipare al concorso è semplicissimo: basterà recarsi nel nuovo pdv di Cesano tra il 25 novembre e il prossimo 2 dicembre: passando il codice a barre riportato sulla carta in uno dei corner multimediali appositamente allestiti presso la postazione gioco posizionata nello store, sarà possibile scoprire immediatamente se si ha vinto uno dei numerosi premi in palio.

Per sostenere l'apertura dei nuovi store, UniEuro ha inoltreavviato una campagna stampa -pianificata tra il 21 e il 25 novembre- sui principali quotidiani nazionali e sulla free press. L'attività di media avertising sarà affiancata anche da alcune affissioni outdoor. Tutta la campagna adv punterà l'attenzione sull'operazione Sottocosto, la promozione di UniEuro che consente di usufruire di sconti fino al 50% sui prodotti delle migliori marche.

Certificato terminale palmare Ingenico per i pagamenti

Il Consorzio Bancomat ha certificato il modulo di pagamento del terminale Ingenico iPA280: si tratta del primo portatile Pda omologato in Italia per integrare, all'interno di sistemi di mobile computing, funzioni di pagamento elettronico sicure.

Ingenico iPA280 è un dispositivo palmare innovativo per il supporto delle attività che si svolgono in mobilità come quelle della logistica, della "tentata vendita", del ticketing a bordo mezzo e dei servizi a domicilio. E' strutturato in due componenti strettamente connesse, ma funzionalmente distinte: il modulo Pda, programmabile in ambiente Windows CE, dedicato alle applicazioni palmari, e il modulo Spm (Secure Payment Module), dedicato alle funzioni di pagamento sicuro. In particolare, la parte Pda è dotata di un moderno display touch-screen a colori, mentre la parte Spm, attiva quando è in corso un pagamento, è dotata di lettori di carte magnetiche, chip e contactless e sicurezza logica.

"Il vantaggio di utilizzare un terminale palmare multifunzionale come iPA280 è evidente -commenta Luciano Cavazzana, direttore generale di Ingenico-. Si riduce il numero di apparati che l'utente deve gestire e aumenta la velocità delle operazioni. La certificazione Consorzio Bancomat, ottenuta facendo tesoro di tutta l'esperienza Ingenico, garantisce inoltre la possibilità di accettare i pagamenti effettuati con qualsiasi tipo di carta, anche con le nuove carte contactless".

Contenuti per cellulari: NCR acquisisce Mobiqa

NCR ha acquisito Mobiqa, leader di mercato a livello globale per l’erogazione e l’ottimizzazione dei
contenuti destinati ai cellulari, nonchè fornitore di biglietti, carte di imbarco, applicazioni per il download e voucher per il settore travel, entertainment e retail.
L’acquisizione consente a NCR di stabilire un centro di eccellenza per il settore mobile a livello globale, che si focalizzerà inizialmente sul settore dei viaggi, dove NCR e Mobiqa prevedono di sviluppare sinergie sfruttando le rispettive soluzioni già esistenti.

Con sede in Scozia a Edimburgo, il centro di eccellenza per il mobile sarà complementare
alla struttura NCR di Dundee dedicata a Ricerca & Sviluppo, e permetterà a NCR di
estendere l’attuale offerta mobile a diversi settori di attività.

Mobiqa utilizza Sms, Mms, web link ed e-mail per l’invio di codici a barre a dispositivi mobili
e offre contenuti ottimizzati per il web in mobilità per effettuare transazioni di mobilecommerce
e applicazioni scaricabili nei settori quali linee aeree, cinema, eventi, ferrovie e
retail.

Siti gdo, si cliccano cercando promo, prezzi e lavoro

Certo, la ricerca dei prezzi migliori e delle offerte promozionali più interessanti sono i temi più gettonati, ma i giganti della grande distribuzione sono discussi anche in merito al mercato del lavoro. È quanto rileva Top Brands On The Web (per il mese di ottobre), la rubrica di Blogmeter che misura la reputazione dei grandi brand su blog, newsgroup, forum, siti web e social network, mettendo sotto la lente d'ingrandimento la grande distribuzione.

A Natale, in cerca di lavoro

Un altro argomento che accende l'interesse degli utenti è quello della ricerca del lavoro, associato al settore soprattutto a ridosso del Natale e che riguarda in particolare Coop, il brand in assoluto più citato dagli utenti online. Il buzz infatti si impenna per le selezioni di Ipercoop Sicilia, con più di 2.000 messaggi scambiati sulle date di test, colloqui e apertura del centro commerciale, ma anche sulla correttezza delle selezioni e sul delicato tema della "raccomandazione".

Scenario differente per Ikea, il cui buzz si concentra soprattutto su Facebook. Qui gli utenti condividono gli spot, raccontano le proprie gite al punto vendita e le imprese di montaggio fai-da-te.

I grandi dell'elettronica, come Mediaworld, Euronics e Saturn sono discussi in merito a televisori (Lcd e Plasma), a smartphone e nuovi device per la connessione in mobilità, come Samsung Galaxy Tab, ma anche e soprattutto, in relazione ai giochi: ci si informa sui prezzi e si confrontano i diversi distributori su offerte, promozioni e valutazione dell'usato.

Si discute tanto anche delle consolle di gioco, tra le quali spicca il nuovo sensore Microsoft Kinect, in fase di lancio. Si parla ancora di elettronica quando si discute di Auchan, di cui sono spesso citate le promozioni su alcuni prodotti Samsung (per esempio S8500 Wave), mentre Lidl è citato soprattutto per i prodotti fai-da-te a in private label.

Infine, su Facebook si rilevano più di 300 messaggi sul nuovo logo Carrefour: gli utenti non avevano capito cosa rappresentasse il simbolo del brand rinnovato.

I clic per le top brand della gdo*
Insegna              totale messaggi
Coop                  7.141
Ikea                    5.443
Media World       3.813
Auchan              2.271
Lidl                    2.205
Esselunga          2.125
Carrefour           1.772
Conad                1.400
Euronics            1.258
Saturn                   983

* Rilevazione dall'1/10 al 31/10/2010

Chi è Blogmeter

È un servizio di analisi e monitoraggio dei social media e del passaparola online fondato su una piattaforma tecnologica proprietaria.
Dopo l'interesse registrato lo scorso giugno da pubblico e addetti ai lavori per la rubrica quotidiana dedicata ai Mondiali di calcio sudafricani visti dal web, Blogmeter mette in campo un nuovo lavoro focalizzato sulla brand reputation online di aziende e Gruppi che gravitano in quattro segmenti strategici dell'economia italiana e mondiale.

Il monitoraggio e l'analisi delle migliaia di conversazioni online, che hanno come oggetto le aziende, ha l'obiettivo di fotografare il buzz intorno a temi d'attualità, nuovi prodotti, personaggi, eventi e quant'altro diventa oggetto di interesse e di attenzione da parte degli utenti dei social media.

Datalogic Scanning si conferma leader nel settore AIDC per i lettori di codici a barre

Datalogic Scanning si è aggiudicata ancora una volta il primo posto nel mondo per la fornitura di lettori di codici a barre a postazione fissa per il punto di vendita e il primo posto nella regione Emea per la fornitura di lettori manuali. È quanto attesta l'ultima relazione presentata da Venture Development Corporation (VDC).

Secondo i dati raccolti nel 2010, Datalogic Scanning ha una quota di mercato a livello mondiale del 31.5% per la linea di prodotti fixed retail che comprende la gamma completa di scanner Magellan bi-ottici, a piano singolo e a presentazione. Si tratta di una percentuale importante che riconferma Datalogic Scanning come l'azienda leader di settore fin dal 2004.
Il report di VDC riconferma anche la leadership di Datalogic Scanning per la linea di prodotti brandeggiabili. In Emea Datalogic Scanning è ancora una volta il fornitore numero uno di scanner manuali bar code con una market share pari al 30.7%; tale posizione di primato dura dal 2002.

Il report VDC evidenzia inoltre la posizione di Datalogic Scanning come primo fornitore a livello mondiale di lettori manuali con tecnologia linear imager, con una quota di mercato del 38.3%, oltre a riconfermare la posizione di terza azienda al mondo per numero di scanner manuali per la lettura di codici a barre installati.

Sap supporta l’innovazione delle Pmi italiane del settore retail

Il mondo retail ha saputo reagire con dinamicità alla difficile congiuntura economica che ha interessato i mercati globali. In uno scenario sempre più competitivo, in cui l'agguerrita concorrenza tra distributori e il complesso rapporto di business con i produttori minacciano costantemente la marginalità, è fondamentale evolvere in modo flessibile in linea con i mutamenti del mercato e in una logica di efficienza continua. È questa una delle evidenze emerse nell'ambito del recente Sap World Tour 2010, in cui il top management di Sap, leader mondiale nelle soluzioni software per il business, si è confrontato con i Cio di importanti aziende del settore distributivo per analizzare lo scenario del retail approfondendo il ruolo dell'innovazione a supporto della crescita delle Pmi italiane operanti in quest'ambito.

Le dinamiche chiave

Tre sono le dinamiche chiave al centro dell'attenzione dei retailer vincenti: migliorare la gestione del punto di vendita e il servizio per attrarre e fidelizzare i clienti, aprirsi a nuovi mercati e introdurre efficacemente nuovi prodotti per incrementare le vendite, e migliorare l'efficienza operativa per difendere i margini. L'innovazione tecnologica rappresenta uno strumento chiave in questo senso, in quanto un adeguato sistema informativo consente di velocizzare i processi, di gestire con precisione le vendite, di accedere a dati utili in tempo reale e di ponderare la strategia di business in linea con l'andamento del punto vendita e i feedback del mercato.

Focus globale sul cliente
Sap si impegna da sempre per accompagnare le piccole e medie imprese del retail nel proprio percorso di crescita, offrendo un focus globale sul cliente, supportando i cambiamenti organizzativi con un sistema integrato, consentendo una risposta rapida ai mutamenti dei modelli di acquisto, agevolando il supply chain management e il demand planning per ottimizzare la produttività, garantendo tracciabilità e conformità alle esigenze di reportistica, e fornendo integrazione dei processi logistici, commerciali e finanziari per tutti i canali sia punti di vendita di proprietà sia franchisee all'interno delle reti di vendita. Ciò consente di migliorare l'accuratezza delle previsioni e quindi la disponibilità a scaffale, di ottimizzare la gestione della supply chain e di gestire i dati in modo integrato per migliorare la customer experience.

“In Italia il settore distributivo si presenta molto articolato e come il resto del tessuto economico italiano è caratterizzato da una consistente presenza di aziende di piccole e medie dimensioni, con fatturato e rete di vendita molto diversi per entità. In virtù di questa eterogeneità, le caratteristiche organizzative e le esigenze di business variano, determinando scenari tecnologici molto differenti -ha spiegato Clara Covini, direttore Pmi di Sap Italia-. Grazie alla competenza maturata nel mercato retail, Sap si propone di rispondere alle molteplici priorità IT con soluzioni ad hoc, sviluppate a partire da best practice internazionali e perfezionate attraverso un ecosistema di partner radicati sul territorio”.

Il caso Giochi Preziosi

Un caso emblematico, che testimonia l'importanza dell'innovazione tecnologica a supporto di una realtà fortemente strutturata e diversificata, è il Gruppo Giochi Preziosi, leader nel mercato dei giocattoli. Il gruppo, presente nel mercato nazionale, nei principali Paesi Europei e negli Usa, ha deciso di dotarsi di un sistema informativo integrato per avere completa visibilità su tutti i processi in Italia e all'estero e per poter migliorare le capacità di analisi ragionando per macrocategorie di prodotto. Il modello di crescita per alleanze ed acquisizioni ha reso necessaria l'implementazione di un gestionale integrato e in una logica di internazionalizzazione Sap si è rivelato il supporto ideale in quanto facilmente replicabile all'estero. Nello specifico, la gestione del business retail ha comportato la necessità di supportare tipici processi di questo settore: grazie alla competenza e alla possibilità di fare leva su best practice nazionali e internazionali, la struttura di Value Engineering di Sap Italia ha accompagnato il cliente nell'identificazione e valorizzazione degli obiettivi stategici e quindi nello sviluppo di un business plan che includesse tutte le aree funzionali.

Il caso Yamamay

Un altro chiaro esempio dell'importanza di un sistema informativo integrato per la gestione di una rete di vendita complessa, nazionale e internazionale, è quello di Inticom, nota con il brand Yamamay, azienda italiana leader nella distribuzione di intimo e moda mare con 70 negozi di proprietà e un network di circa 550 franchisee in Italia e 70 nel resto del mondo. Grazie a Sap è ora garantita la certezza e univocità del dato, creando le premesse per sviluppare una capacità predittiva fondamentale nel mondo del retail e del fashion. L'IT rappresenta infatti una leva strategica per la generazione di conoscenza e per il controllo dei processi interni e consente quindi una pianificazione più puntuale e una governance ottimale, funzionali ai risultati di business (nonostante la crisi, nel 2009 Yamamay è cresciuta del 15%).
In particolare, grazie a Sap è stato possibile concretizzare una campagna di marketing che puntava a commercializzare nei negozi una linea nuova ogni settimana, affrontando con successo la sfida della puntualità del riassortimento con un modello di distribuzione basato su algoritmi Sap. Inoltre attraverso la business intelligence basata sui dati di Sap, tutti i responsabili e la forza vendita hanno costantemente visibilità dell'andamento dei negozi e del successo dei prodotti ed è possibile controllare in modo puntuale la gestione dei franchisee. In generale, Sap supporta Yamamay nel suo percorso di diversificazione di prodotto e di canali di vendita.

Mapic, progetti faraonici d’Egitto

Gli investimenti vanno dove ci sono i soldi e il Mapic è uno specchio fedele di come sta cambiando la geografia non tanto dei consumi quanto delle opportunità che si stanno aprendo sui mercati internazionali del dopo crisi. Se fino al 2008 i progetti più ambiziosi riguardavano i Paesi dell’Est Europa e le Repubbliche baltiche oggi sono i Paesi arabi ad attirare le maggiori risorse; in prima linea l’Egitto, che vedrà nei prossimi anni la realizzazione di strutture commerciali che, in pieno rigore filologico; si potrebbero definire faraonici.

I progetti italiani
Per restare nei lidi patrii, oltre al profluvio di nuovi outlet che ci attende e al quale abbiamo già accennato ieri si evidenziano alcune tendenze di cui parleremo diffusamente nei prossimi numeri di Gdoweek: 1) Coinvolgimento dei retailer locali per sfuggire all’omologazione delle gallerie (e delle gallerie con i centri storici); 2) Food court più ricche; 3) Ancore alimentari di dimensione minore: gli ipermercati da 15mila mq interessano poco; 4) Più leisure per trasformare i centri in strutture il tempo libero.
Inutile dire che di qualsiasi progetto i promotori vantino una catchment area misurabile in centinaia di migliaia di utenti e, soprattutto, la mancanza di sovrapposizione con strutture preesistenti. Questo anche in aree del Nord già straaffollate; solo il tempo potrà dire se si tratta di analisi realistiche.

Gruppo Coin: terzo trimestre molto positivo si prevede una chiusura a +37%

Dal comunicato del Cda del Gruppo Coin si evidenzia che la strategia in atto da un paio d'anni sta dando risultati molto positivi confermati dalle vendite del terzo trimestre. In base a questi si prevede che a chiusura dell'esercizio il 31 gennaio 2011 ci sarà una crescita delle vendite nette di circa il +37% rispetto all'anno precedente.
Inoltre, per l'esercizio in corso si prevede un Mol prossimo ai 200
milioni di euro (12% sulle vendite nette) e un risultato netto positivo di circa 65 milioni di euro. Risultato cui hanno contribuito tutte le insegne del Gruppo e l'effetto di leva operativa reso possibile
dall'acquisizione di Upim. In particolare le vendite dei 54 negozi appartenenti al perimetro di Upim e riconvertiti nel
formato OVS industry hanno evidenziato una crescita dell'88% rispetto al precedente format, i 9 negozi
riconvertiti con il formato Coin realizzano un incremento del 57%.
Al termine del triennio (31 gennaio 2014) a seguito della progressiva implementazione delle azioni di sviluppo si prevede un livello di vendite,
sotto insegna del Gruppo, prossimo ai 2.500 milioni di Euro, con un Mol superiore a 340 milioni di Euro e un risultato netto superiore a 130 milioni di Euro.

Probabile cambio degli assetti societari
Il consiglio di amministrazione ha anche preso atto dell'informativa ricevuta da Financière
Tintoretto S.A.
in relazione all'avvio del processo volto all'eventuale dismissione della partecipazione
indirettamente detenuta dalla stessa Financière Tintoretto S.A. in Gruppo Coin S.p.A.

Video story di Gap dall’inizio ai giorni nostri

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