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Aperto il primo monomarca Bose in Italia

Aperto il 6 novembre, 150 mq,  è il primo monomarca Bose in Italia, dato che viene dopo i 5 shop inseriti in outlet e il pdv dell'areoporto di Venezia.  Gli outlet sono quelli di Barberino, Serravalle, Castel Romano, Rodengo Saviano e Fidenza Village. A differenza di questi, lo store di Milano non vende prodotti ricondizionati provenienti da esposizioni a prezzo scontato, bensì vende prodotti nuovi full price, da vedere e toccare, e soprattutto esperienze di ascolto home video in ambienti appositamente messi a punto, fra cui una saletta da 8 posti, tra l'altro direttamente visibile anche fronte strada.
Si tratta di un experience store realizzato sulla scorta di quelli già esistenti in Gran Bretagna e Germania, dove il personale particolarmente addestrato sull'esperienza d'ascolto è in grado anche di offrire consulenza sulla sistemazione ottimale dei componenti in funzione delle caratteristiche audio del proprio ambiente domestico.

Video: come si rinnova Corso Vittorio Emanuele

Marks & Spencer Westfield, Londra in video

Molo 8.44, shopping center con terrazze

Peck, nuova compagine societaria

Il copione era già scritto da tempo, perché Lino Stoppani, il più giovane dei quattro fratelli che gestiscono Peck, il tempio della gastronomia milanese, non aveva mai negato che alla sua azienda si stavano interessando fondi di private equity e imprenditori del settore. Si era parlato a suo tempo addirittura di Fauchon, e a questo proposito Lino Stoppani aveva dichiarato a Gdoweek che Peck non invidiava la qualità dei prodotti del retailer francese, mentre questi inviava a Peck l'eccellenza dei bilanci.

I nuovi soci
Ora però è venuto il tempo del passaggio di mano, che sarà graduale e avverrà in questa prima fase con la fuoruscita dell'azienda di Mario e Remo Stoppani, mentre Angelo, suo figlio Mauro e Lino rimarranno in veste di amministratori.
Nella società a partire dal 1°gennaio entrano Cristian Cantaluppi, che da anni si occupa di ristorazione top e Luca Monica, che si occupa di fornitura alimentare a ristoranti e  gastronomie di alto livello. Sono quindi entrati, con quote e a un prezzo non resi noti, due addetti ai lavori né poteva essere diversamente: il posizionamento di prezzo di Peck è talmente elevato rispetto agli standard che si giustifica solo con una qualità sempre all'eccellenza. Qualsiasi compromesso comporterebbe inevitabilmente un decadimento dell'immagine. 

Video: Peck, il riferimento nel gourmet food

Intervista a Neil Nugent executive chef di Waitrose

“Faccio un lavoro molto interessante e divertente:
in team con altri quattro chef
creiamo nuovi piatti, che testiamo e valutiamo
ed eventualmente inseriamo nelle diverse linee
a marchio di Waitrose. Un solo obiettivo: soddisfare
le esigenze del consumatore, unico
punto di riferimento nelle strategie della nostra
azienda”. Parole chiare, quelle di Neil Nugent,
executive chef di Waitrose, con le quali il manager
ha spiegato l'approccio del retailer inglese
verso i piatti pronti, improntato all'innovazione,
che nasce dai distributori e dove i fornitori sono,
a tutti gli effetti, partner.
Nel corso del convegno (scarica gli atti del convegno): Il gusto della sostenibilità,
consumatore e piatti pronti. Strategie e
politiche future finalizzate al miglioramento del
valore della categoria
, organizzato da Gdoweek
e Mark Up testate del Gruppo 24 Ore,
in collaborazione con Medusa (Gruppo Regnoli),
Gdoweek lo ha intervistato per capire
come l'abbinamento di creatività e focalizzazione
sul consumatore permetta il lancio di nuove
linee di Pl nel segmento dei piatti pronti. “In
quest'area, abbiamo un portafoglio ampio di
private label, destinato a crescere. -precisa
Nugent-. Del resto, i piatti pronti hanno una
quota pari al 5,3% contro il 3,9 del grocery. Per
questo, alle linee standard, tra cui Essential,
firma chiave del 2009, sono state aggiunte altre
gamme quali Menù, la nuova linea premium
appena lanciata, Heston, gamma firmata da
uno degli chef più innovativi del momento.
Inoltre, Seriously e Dutchy Originals, che propone
piatti tipici della tradizione inglese rivisti
con ingredienti bio per renderla un brand bio
premium. Al di là delle singole differenze, tutte
hanno un obiettivo comune: portare il ristorante
a casa dei consumatori, con prodotti di qualità,
sostenibili e caratterizzati da un corretto rapporto
qualità/prezzo. Del resto, agli inglesi i piatti
pronti piacciono: parliamo di un mercato che,
a livello nazionale, ha un valore di circa 1,9 miliardi
di sterline l'anno grazie alla vendita di 913
milioni di prodotti. Significa che l'89% della
popolazione compra questo genere di prodotti
perché sono buoni, di qualità, hanno un prezzo
corretto e, soprattutto di fidano di Waitrose. Il
nostro ruolo di retailer innovativi, quindi, è quello
di proporre delle soluzioni di pasto veloci,
gustose, non troppo semplici da poter essere
preparate direttamente in casa, con bassi contenuti di sale e zucchero, che possano essere consumate da tutta la famiglia insieme. Insomma, devono essere prodotti appealing in linea con le scelte e le richieste di quando si è al ristorante, ma con un occhio al portafoglio, visto la situazione economica difficile”, spiega Nugent.

Molti sforzi di Waitrose sembrerebbero indicare il desiderio di posizionarsi come insegna di riferimento di questo segmento di mercato. L'eventuale acquisizione di E.A.T. va in questo senso?

Sì e no. Sì perché siamo determinati proseguire su questa strada. No, perché non acquisiremo E.A.T: preferendo sviluppare operazioni con la firma Waitrose anche in partenership con altri retailer.

Qualche anticipazione?

Abbiamo stipulato un accordo con Boots che prevede la gestione Waitrose di tutta l'area di take-away già presente nella catena: un vantaggio per entrambi, loro category killer nel segmento drugstore-farmacie noi nel food take-away. Inoltre, sempre in quest'ottica, intendiamo rafforzare lo sviluppo del nostro format convenience di piccole dimensioni, caratterizzandolo in maniera ancora più evidente con un'ampia offerta ampia di piatti pronti.

Parliamo di come nascono i vostri nuovi piatti e menù. Qual è il processo che porta un'idea sullo scaffale?

Il processo di innovazione di Waitrose prevede che la creatività sia interna: i fornitori vengono coinvolti soltanto dopo che tutti i passi per la definizione dei prodotti e delle nuove ricette sono stati testati dalla squadra di chef interni, che definiscono tutti i parametri tenendo conto della normativa, della qualità degli ingredienti, della loro sostenibilità e delle nuove istanze dei consumatori. Solo dopo questa fase, inizia la ricerca del fornitore partner, prescelto per la sua capacità di preparare correttamente i piatti.

Quanto dura, solitamente, questo processo creativo?

Dai 6 ai 12 mesi, dall'idea del nuovo piatto fino alla sua immissione a scaffale. Al momento, stiamo lavorando a una nuova linea di prodotti salutisti, un'area destinata a diventare sempre più rilevante nei prossimi anni: lo sforzo è quello di ottenere un perfetto equilibrio tra il rispetto dei criteri nutritivi e il gusto. La ricerca e la definizione dei prodotti hanno richiesto circa 3 mesi di lavoro, più altri 6 per trovare i fornitori adatti, fare test insieme, trovare i giusti elementi: i prodotti saranno a scaffale a breve, entro la fine dell'anno.

In questo processo, quanto conta la scelta degli ingredienti? Soprattutto a chi spetta la scelta?

Gli ingredienti sono tutti prodotti nel Regno Unito e attentamente controllati: del resto, noi abbiamo relazioni dirette con allevatori che lavorano solo per noi, secondo i nostri standard, dai quali compriamo frutta, verdura, carni, sapendo che prestano grande attenzione alla sostenibilità. Così, se una verdura non può garantire una filiera sostenibile, non viene usata nelle nostre preparazioni.

Non si corre, però il rischio di perdere consumatori e vendite per mancanza di prodotto?

No. Il consumatore si fida di Waitrose e della sua qualità. Conosce bene le nostre scelte, apprezza i nostri prodotti, sa che può fidarsi. E noi vogliamo incrementare ancora di più questa fiducia. Certo, per alcuni settori può essere problematico.

Oltre a qualità e sostenibilità, anche il packaging rappresenta un elemento strategico dei vostri prodotti.

È vero. Si tratta di una sfida importante per due aspetti: da un lato, devono garantire la massima visibilità al prodotto in diversi formati; per questo, utilizziamo pack trasparenti, per sottolineare che non abbiamo niente da nascondere. Dall'altro, devono rispettare i concetti di riciclabilità, che fanno parte del nostro approccio alla sostenibilità. Sappiamo che tutte le nostre attività hanno un impatto ambientale importante e che lavorare su piccoli dettagli può fare la differenza. Infine, devono creare un forte impatto a livello di punto di vendita, come è evidente nella linea Menù, che gioca sui colori e sull'eleganza.

Quanto incidono tutti questi fattori sulla formazione del prezzo?

La sfida è quella di fornire la migliore qualità a un prezzo competitivo, ma non il meno caro.

Quali sono le cucine da cui traete maggiori spunti per la creazione dei vostri pronti pronti?

Accanto alle preparazioni di piatti tradizionali inglesi, che rappresentano il 32% della nostra offerta, due cucine importanti da cui traiamo ispirazione sono quella indiana, che ha un peso del 22%, e quella italiana, che ha un'incidenza del 19%. In questo caso, una delle proposte di maggiore successo è rappresentata dalle lasagne, che hanno una quota del 6%, per un valore di 141 milioni di sterline e delle quali offriamo sette diverse varietà. Una conferma del favore che incontra la vostra cucina presso i nostri consumatori.

Quali altri piatti della tradizione italiana proponete?
Soprattutto primi piatti, tra cui linguine e gnocchi, ma anche qualche secondo, come l'osso buco, anche se riadattato ai gusti nazionali, secondo uno stile anglo-italiano.

Le prossime sfide che intendete affrontare nell'ambito delle private label?

L'area della salute rappresenta una sfida che offre diverse opportunità. Siamo consapevoli della sempre maggiore diffusione di problemi come l'obesità e per questo vogliamo creare prodotti che mantengano la loro attrattività a livello di ricettazione e sapore, ma siano più naturali e caratterizzati da minori contenuti di sale, zucchero e grassi, con un apporto corretto di proteine e carboidrati.

State pensando anche a linee specifiche per bambini?

Non è una priorità, la realizzazione di una linea specifica, perché crediamo che sia importante proporre prodotti che possano essere consumati da tutta la famiglia insieme, a meno che non ci siano problemi specifici. Inoltre, si tratta di un mercato molto complesso anche dal punto di vista normativo e dei controlli e pensiamo sia più corretto lavorare sulla riduzione di alcuni ingredienti per contribuire alla diffusione di una sana alimentazione.

Neil Nugent di Waitrose parla in video

Waitrose e i convenience autostradali

Da maggio, Waitrose aprirà il suo primo pdv all'interno di stazioni di servizio autostradali sulla M40, cui ne seguirà un secondo sulla M25.

Entrambi gli store hanno una dimensione media di circa 240 mq.

L'operazione rientra nell'accordo di franchising che Waitrose ha siglato con Welcom Break, che possiede una rete di 24 pdv.

Parmalat e Kellogg’s, co-marketing da grandi numeri

L'abbinamento è evidente: il latte Parmalat e con i cereali Kellogg's per una prima colazione nutrizionalmente corretta. Altrettanto evidenti le sinergie fra le due aziende e i relativi mercati di riferimento sottolineato dal claim: Il benessere doppiamente buono. A supporto dell'iniziativa, all'interno degli store aderenti all'iniziativa, ci saranno isole promozionali dedicate, carrelli personalizzati e distribuzione di materiale promozionale. Inoltre la campagna comprenderà speciali promozioni in-store in più di 200 punti di vendita su tutti i prodotti dei brand coinvolti e dovrebbe portare alla commercializzazione di oltre 4 milioni di confezioni dei brand Kellogg Company, Kellogg's Coco Pops, Kellogg's Corn Flakes, e Kellogg's Special K e di oltre 30 milioni di bottiglie da un litro dei prodotti Parmalat venduti in abbinamento, il latte ad alta digeribilità della linea Zymil ed il latte Bontà e Linea.

Concorso a premi
In abbinamento all'iniziativa anche un concorso on pack. Acquistando una bottiglia di latte Parmalat da 1 litro della linea Zymil o Bontà e linea in abbinamento ad una confezione dei cereali Kellogg's aderenti alla campagna è possibile vincere ogni settimana una console Nintendo Wii completa di balance board e partecipare all'estrazione di due carnet di buoni shopping del valore di mille euro ciascuno.

Le due aziende
Kellog Company è leader mondiale nella produzione e commercializzazione di cereali pronti per la prima colazione e leader in USA nel mercato degli snacks e crackers. Nel 2009 il fatturato è stato di circa 13 miliardi di $ con 31.000 persone. Nel 1987 è stata costituita Kellogg Italia S.p.A. che nel 2009 ha sviluppato un fatturato di 187 milioni di euro con 130 persone.
Il Gruppo Parmalat è una delle poche multinazionali alimentari italiane, leader nella produzione e
distribuzione di latte e dei suoi derivati (yogurt, condimenti a base di panna, dessert e formaggi) e le bevande a base di frutta, che nel 2009 hanno generato ricavi per circa 4 miliardi di euro.
Lavorano in Parmalat 14 mila persone tra Europa, America, Africa e Australia. Il Gruppo è presente in 16 paesi con 68 stabilimenti produttivi e in 10 paesi con accordi di licenza.

Video tour Waitrose Westfield Londra

Carte di credito contro il sommerso

obbligo Pos

Un primato in Europa l'Italia ce l'ha e l'ha anche rafforzato; quello del peso del sommerso. Lo dice Visa Europe, che ha presentato i risultati di una ricerca sull’economia sommersa in Europa, e sull’incidenza di questo fenomeno sulla crescita del nostro Paese. Quanto emerso dallo studio commissionato  ad A.T. Kearney, ha permesso di individuare i settori coinvolti e i fattori che permetterebbero di diminuirne l’impatto sull’economia italiana. La ricerca, condotta in tutta Europa, oltre all’analisi degli indicatori chiave legati al tema, ha stimato scientificamente come i sistemi di pagamento elettronici possano arginare tale fenomeno.

Il primato negativo italiano
Con una percentuale di oltre 22 punti sul PIL totale, il sommerso in Italia raggiunge quota 335 miliardi di euro, in linea con i dati medi del resto d’Europa che misurano in 2.200 miliardi l’ammontare complessivo dell’economia nascosta a livello UE. Tuttavia l’Italia tra i primi 15 Paesi in UE risulta prima per percentuale di ‘sommerso’ rapportato al PIL, dato, questo, che la colloca ben lontano da Irlanda e Austria, in cima alla classifica dei mercati europei ‘trasparenti’ (13% e 9% rispettivamente). Gli ultimi 5 anni hanno visto dapprima una flessione dell’incidenza dei flussi dell’economia sommersa di tre punti percentuali sul totale del PIL italiano per lo più legata, nel triennio 2005-2008, al successo di alcune misure economiche. Il triennio successivo, 2008-2010, ha evidenziato invece una risalita dell’incidenza dell’economia nascosta sulla crescita italiana.

café Marks&Spencer e Asda

Sainsbury london

Conad del Tirreno: partnership con ADT per ridurre le differenze inventariali

Conad del Tirreno ha deciso ormai diversi anni fa di dotarsi di adeguate misure di sicurezza contro i furti, scegliendo un partner tecnologico versatile in grado di proporre il miglior livello di protezione per ciascuna categoria merceologica.

Conad inizia la sua attività negli anni '70: pochi anni dopo, Sensormatic® inizia a fornire i suoi sistemi di sicurezza supportando lo sviluppo della protezione nel mercato food con sistemi EAS in HF (alta frequenza), per poi proseguire negli anni in cui si sviluppa la modernizzazione della rete di vendita ('80 e '90) con la tecnologia elettromagnetica; in seguito, con la diffusione della tecnologia acusto-magnetica Ultra Max® il mercato e Conad del Tirreno si indirizzano decisamente su quest'ultima.

Oggi, con la crescente differenziazione di insegne e format, aumenta da parte del retailer anche il bisogno di controllo e contenimento dei furti. Secondo i dati forniti da diverse indagini condotte sui furti, le differenze inventariali continuano a rappresentare un indice preoccupante. Consapevole di questa realtà con la quale le aziende e il settore devono quotidianamente confrontarsi, ADT Fire & Security, parte del gruppo Tyco International, ha progettato una gamma completa di soluzioni antitaccheggio o di sorveglianza elettronica degli articoli (EAS), in grado di contrastare sempre più efficacemente il fenomeno associato all'aumento del taccheggio.

La linea Sensormatic comprende sistemi antitaccheggio e protezioni specifiche per i più svariati prodotti, oltre che prodotti di analisi flusso visitatori, store business intelligence e Rfid.

Tecnologia magneto-acustica

Conad del Tirreno, dopo aver operato una precisa scelta tecnologica verso la magneto-acustica Ultra Max, ha deciso di valutare per ogni punto di vendita la migliore configurazione a livello di antenne per proteggere i varchi cassa, piuttosto che gli ingressi e le uscite senza acquisti. Una risposta alle differenti esigenze di un punto di vendita: antenna Maxcalibur per un accesso al varco cassa agevole e pratico per il cliente, antenna Ultralane per i varchi diversamente abili e Ultraexit per gli ingressi e le uscite senza acquisti, in grado di coprire un varco fino a 2,40m.
Tutto ciò, non pregiudica la qualità di rilevazione che rimane elevata anche nelle peggiori condizioni di interferenza elettronica (es. presenza di metalli): dati confermati da ricerche indipendenti effettuate da organismi certificati.

Protezioni a più livelli
I rivenditori hanno oltretutto a disposizione validi strumenti di protezioni antitaccheggio a più livelli per prevenire i furti coprendo le esigenze di tutte le categorie merceologiche dei diversi reparti: dalle etichette adesive e ad inserimento/baionetta per il food, ai nuovi "collari" per bottiglie con sgancio superlock, e ancora etichette rigide con chiodo o con laccio.

In termini di recenti sviluppi tecnologici per il banco cassa, è da segnalare l'adozione di disattivatori con tecnologia acusto-magnetica integrati direttamente negli scanner, con un netto risparmio sui costi e un ulteriore miglioramento delle prestazioni.

Se la protezione dai furti rappresenta un imperativo per tutti i punti di vendita, per Conad lo è ancora di più, soprattutto all'interno di un ambiente di vendita in continuo cambiamento. Garantire al consumatore condizioni sicure nelle quali poter condurre acquisti è infatti un valore imprescindibile per mantenere elevati standard di qualità nel tipo di servizio offerto.
In questo, fare affidamento a fornitori quali ADT -abituati a fornire le soluzioni migliori e un'innovazione continua- significa ottenere risultati importanti: oggi il 95% dei punti di vendita di Conad del Tirreno con antitaccheggio, è protetto da impianti Sensormatic.

Bionatura, erboristeria ecologica

Scarica GdoweekM@il 40 2010

Allegati

Scarica GdoweekM@il 40 2010
Gdoweek | 8 novembre 2010 |

GDOWEEK 39 2010

editoriale
Alla voce donne i conti continuano a non tornare

gdoweek network

osservatorio
Mondi a confronto al Consumer & Retail Summit
Il gigante vs Lidl

il tavolo IDM-GDO
La Linea Verde e Codè Crai Ovest

intervista
Neil Nugent:“Un solo obiettivo: soddisfare il consumatore”

cover story
RISTORANDO

retail
Gap Inc. arriva a Milano. Intervista con Stephen Sunnucks, presidente Gap per l'Europa
Doppio impegno per Sma: ecologico e umanitario
La spesa alla spina conquista sempre più consumatori italiani
Tesco incrementa l'offerta servizi con i Finance Centre
Minimarket e gastronomie: sostenibilità dei canoni a rischio
Ethos Profumerie: servizio e marketing
Marketing per l'evoluzione della farmacia

sviluppo reti

industria
Coca-Cola HBC Italia riduce l'impatto ambientale
Casalinghi monouso al servizio dell'ambiente
Parmareggio, una marca competente e riconoscibile
La guerra di posizione di Beretta
Distintività Due Vittorie, aceto balsamico di Modena denso
Nuovi flagship store per il brand Bialetti
Gimi sviluppa il polo italiano dei prodotti per la cura del vestiario

nanotecnologie
Nanotecnologie, più piccola è la particella maggiore è la prudenza
Food pack: la ricerca avanza, le applicazioni meno

servizi
Teenager, elettronica di consumo e retailer: connessi, ma non troppo
L'innovazione di Artoni fa leva su Sap
Tecnologia al servizio del gusto
Furti nei pdv: il retail aumenta gli investimenti in sicurezza
Le card open loop sono un'opportunità per i retailer
Servizi su misura, know-how territoriale: i plus One Express

opinioni
Executive search: il talento conta, ma deve essere calato nella cultura aziendale
Brand … dite solo la verità! Se una marca ha qualcosa di vero e interessante da dirci ...

culture
Museo del pomodoro

L’evoluzione del bazar disegnata da Iper

Nuova partnership tra Bennet e Shell

È partita il primo novembre e durerà fino al gennaio 2011, l’iniziativa che Bennet -62 ipermercati e 39 gallerie commerciali- e Shell hanno pensato per garantire maggiore convenienza agli oltre 2.800.000 possessori di Carta Bennet Club.

In questo arco di tempo, i titolari possono effettuare il rifornimento presso 44 pdv Shell, situati nel Centro - Nord Italia all’interno dei centri commerciali con locomotiva Bennet o nelle immediate vicinanze, ottenendo uno sconto di alcuni centesimi sul prezzo applicato dalla pompa.

Ogni pompa è libera di applicare uno sconto diverso, in funzione del contesto competitivo.

Visibilità alla campagna
"Siamo lieti di annunciare un’altra partnership di successo, che ci permette di offrire ai nostri clienti e a quelli di Bennet servizi interessanti a prezzi sempre più competitivi", afferma Alessandro Orsini, Marketing Manager di Shell Italia.
Alla campagna verrà data ampia visibilità sia nelle stazioni Shell sia negli ipermercati e gallerie commerciali Bennet.

Shell è oggi uno dei principali investitori esteri nel settore dell’oil e gas in Italia, dove è presente con importanti attività nella ricerca e produzione di idrocarburi, oltre che con il progetto di sviluppo di un terminale di rigassificazione, la commercializzazione di prodotti petroliferi e gas naturale, una rete di 1.200 stazioni di servizio e partnership di rilevanza globale con campioni nazionali quali Ferrari e Ducati.

Soluzioni NCR per il punto cassa di Scarpe&Scarpe

Scarpe&Scarpe, brand leader in Italia nei settori calzature, pelletteria e abbigliamento sportivo e casual, sta implementando presso le nuove aperture in tutta Italia le casse assistite NCR RealPOS™ 21, attraverso il rivenditore autorizzato Gamba Bruno.

Scarpe&Scarpe sta vivendo una fase di forte espansione, con l'apertura di nuovi punti di vendita di grandi dimensioni all'interno di alcuni dei principali poli commerciali italiani. NCR RealPOS 21, è una soluzione per il punto cassa dal design compatto dotata di un display touchscreen resistente facile da usare e di un LCD ad alta luminosità che ne aumenta la visibilità. Scarpe&Scarpe ha scelto Gamba Bruno per la fornitura di questa soluzione come risultato dell'alto livello di affidabilità.

Assistenza alla clientela

“I nostri clienti meritano un'esperienza d'acquisto superiore grazie alla qualità elevata dei prodotti e servizi -spiega Guido Borra, IT manager di Scarpe&Scarpe-. Questo implica che il nostro staff deve assistere la clientela in modo rapido ed efficiente senza preoccuparsi della manutenzione delle macchine. Queste esigenze ci hanno portato a scegliere le soluzioni altamente affidabili di NCR presenti nel portfolio d'offerta di Gamba Bruno, che è, inoltre, in grado di garantire un servizio di assistenza multivendor di elevata qualità coerente con le nostre esigenze di business”.

Passaggio veloce in cassa

“Il tempo speso all'interno del punto vendita deve essere per le famiglie all'insegna del piacere e della spensieratezza con un passaggio in cassa sempre più rapido. Questo è quanto emerge dalle richieste del 54% degli italiani che hanno partecipato alla BuzzBack Market Research 2009 -afferma Stefano Dal Chiele, retail channel manager di NCR Italia-. Per i retailer come Scarpe&Scarpe il mantenimento di alti livelli di vendite e di loyalty dei propri clienti passa attraverso la scelta di partner tecnologici che comprendano e si adattino alle loro esigenze. NCR consente di adattarsi a tali richieste, fornendo soluzioni affidabili e resistenti che migliorano la shopping experience dei clienti”.

Il supporto tecnico

I livelli di servizio delle casse sono assicurati dal supporto tecnico di Gamba Bruno, presente su tutto il territorio nazionale e nelle isole. Questo include anche l'intervento tecnico soprattutto nei massimi momenti di affluenza, nei fine settimana e nei giorni non lavorativi, quando gli inconvenienti tecnici avvengono più frequentemente.

SUMMIT IMPRESE FUORI CASA

Mancano pochi giorni al grande evento di formazione organizzato dal Gruppo 24 Ore in collaborazione con Bargiornale, Pianetahotel, Ristoranti, Ristorazione Collettiva e Bar University.

Lunedì 8 novembre, presso la sede milanese di via Monte Rosa, andrà in scena il primo Summit delle imprese fuori casa: Progetto futuro - Le nuove sfide competitive per bar, alberghi, ristoranti e collettività.

Un programma ricco di appuntamenti. La giornata è strutturata in sessioni plenarie e i cosiddetti caffè letterari, incontri professionali in contemporanea, durante i quali i docenti di
Bar University, i consulenti della formazione più accreditati e pluripremiati professionisti del settore forniranno soluzioni immediate per migliorare la marginalità delle imprese.
Un taglio, dunque, utile e pratico e, soprattutto, un'impostazione informale per dare spazio alla discussione.

L'invito è esteso a tutti: gestori di bar, alberghi, ristoranti, collettività, manager della distribuzione e dell'industria.
Il consiglio è quello di affrettarsi a scegliere il caffè letterario che fa al caso proprio e compilare il coupon di adesione.  Il numero di posti è limitato!

Scarica il programma e il coupon d'iscrizione

Professionisti all'opera:
In particolare, da non perdere l'incontro della mattina (ore 12,15) dedicato alla valorizzazione dei cocktail a base di prodotti premium con la partecipazione di tre protagonisti del calibro di
Dario Comini del Nottingham Forest di Milano, 
Dom Costa del Liquid di Alassio e 
Leonardo Leuci del Jerry Thomas Project.
Nomi, che non hanno bisogno di presentazione.
Diretti da Stefano Nincevich, giornalista di Bargiornale, discuteranno di
cocktail dei pionieri e delle ultime tecniche di molecular mixology.

Un taglio decisamente più economico per l'incontro delle 14: rinnovare il bar - soluzioni su misura e formule di finanziamento commerciale.
Rossella De Stefano, caporedattore di Bargiornale, coordinerà il confronto, coadiuvata da Gianpietro Sacchi, designer, progettista d'interni; docente presso il POLI.design - Consorzio del Politecnico di Milano, e Luigi Rubinelli, direttore di Mark Up.

L'appuntamento delle 15 sarà dedicato alle nuove tecnologie e all'ergonomia per ottimizzare la marginalità dell'impresa. Ne parlano Oscar Cavallera, direttore Bar University,Ivano Peverelli, resp. Restaurant Division MICROS,Maurizio Orlando, ad Juicebar.
Coordina Andrea Mongilardi, giornalista di Bargiornale.

IN-FORMARE LA QUALITA’ DEL CIBO A CONVEGNO

In Calendario  il prossimo 3 novembre Milano il terzo appuntamento di IN-FORMARE - La qualità del cibo a convegno , un ciclo di giornate di studio dedicate a tecnologie e processi per garantire e gestire la sicurezza alimentare, leggi e normative, studi scientifici, innovazioni industriali e nuove tecnologie.
“Celiachia. Legislazione, scienza, tecnica e distribuzione dei prodotti per celiaci” si terrà presso il Centro di Formazione Golgi Redaelli, in via Bartolomeo d'Alviano 76.

Il corso è rivolto ai responsabili e addetti dell'Assicurazione Qualità delle aziende agroalimentari e Gdo, ai responsabili di Produzione, ai Responsabili Ricerca e Sviluppo, ai consulenti in sicurezza alimentare e, grazie al suo approccio multidisciplinare, trasferirà le basi per lo sviluppo e la produzione di alimenti senza glutine che rispettino le esigenze nutrizionali del consumatore celiaco, i requisiti fissati dalla normativa vigente, gli standard di certificazione volontaria.

L'agenda
Ore 9.15 Cos'è la celiachia? Aspetti clinici e patogenetici
Dottoressa Maria Teresa Bardella - Dipartimento di Scienze Mediche - Centro per la Prevenzione e la Diagnosi della Celiachia - Università degli Studi di Milano

Ore 9.50 Normativa cogente e sistemi di autocontrollo applicati in aziende di alimenti destinati ad un'alimentazione particolare
Dottoressa Serena Pironi - Tecnologa alimentare - Presidente Ordine dei Tecnologi Alimentari dell'Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria

Ore 10.35 Improving the Texture and Nutritional Profile of Gluten Free Baked Goods
Dottoressa Juliette Maliska - Market Development Manager Bakery - National Starch Food Innovation

Ore 11.20 La determinazione delle proteine del glutine in alimenti
Professoressa Stefania Iametti - DiSMA - Università degli Studi di Milano

Ore 12.05 Kit analitici e metodiche di laboratorio
Dottoressa Ulrike Immer - R-Biopharm

Ore 12.50 Case History: “Come nasce un prodotto innovativo: la birra senza glutine del Birrificio Lodigiano
Giovanni Balderacchi - Birrificio Lodigiano

Ore 13.20 Degustazione birra e pranzo

Ore 14.20 Qualità nutrizionale della dieta di un gruppo di celiaci
Professoressa Nicoletta Pellegrini - Dipartimento di Sanità Pubblica - Sezione Igiene - Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Parma

Ore 15.00 Il Prontuario AIC e la Spiga Barrata
Rossella Valmarana - Presidente Aic Lombardia - Dietista Dipartimento di Scienze Materno-Infantili - Università degli Studi di Milano

Ore 15.35 Produzione di alimenti gluten-free: aspetti tecnologici e ingredienti strategici
Professoressa Ambrogina Pagani - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche - Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Milano

Ore 16.20 Il consumatore celiaco e le valutazioni sensoriali dei prodotti senza glutine
Professoressa Ella Pagliarini - DiSTAM - Università degli Studi di Milano

Ore 16.45 Dibattito e chiusura lavori

La quota di partecipazione è di euro 245,00+Iva.

IN-FORMARE - La qualità del cibo a convegno terminerà il ciclo 2010 a dicembre, con il corso “Tecniche e processi innovativi per la qualità delle produzioni alimentari. Prototipi, impianti pilota, tecniche analitiche innovative”.

Per informazioni e iscrizioni:
OM editoria e comunicazione via Euripide 7 - 20145 Milano tel. 02 91534731, 320 0208080 - 328 3544479 http://www.ominrete.it/in-formare.html
in-formare@ominrete.it

Consorzi agricoli con le mani in pasta: al via la Nuova Ghigi

Era il terzo pastificio italiano, dopo Barilla e Buitoni prima che negli anni Sessanta la produzione entrasse in crisi. Salvato dalla Gepi
all’epoca in cui si riteneva gisto che lo Stato si occupasse di
produzione alimentare (famoso il caso dei panettoni), nel 2007 un nuovo
stato di crisi lo aveva portato alla liquidazione.
Eppure il marchio Ghigi è ancora conosciuto e il know how
industriale è di prim’ordine: di qui un’insolita partnership tra
industria, nel caso specifico il Pastificio Amato, e Consorzi
Agrari, con capofila quello di Forlì, che ha portato alla rinascita
dell’azienda, che si denominerà Nuova Ghigi. Alla componente agricola
tocca il controllo di filiera e implementare un sistema di km 0.

La produzione
Il comparto industriale del
pastificio Ghigi si trova nel a San Clemente, in provincia di Rimini: il
progetto della prima "Food Valley" italiana, come è stata chiamata
durante la presentazione del progetto,  si estende su una superficie di
circa 100.000 mq e prevede un centro di stoccaggio con capacità
complessiva di circa 150.000 quintali di cereali, 14.000 mq destinati al
nuovo pastificio, per una produzione di circa 450/500.000 quintali di
pasta, un nuovo mulino per la produzione diretta anche delle semole e la
realizzazione di uno spaccio aziendale per la commercializzazione
diretta dei prodotti e per la promozione di prodotti alimentari del
territorio.

Per il Web advertising un futuro da 3 miliardi di euro

Internet in Italia è un mondo che viaggia ancora a doppia cifra: per numero di utenti (+l'11,2% per 24 milioni secondo i dati Audiweb di settembre), per tempo speso in rete (21 ore settimanali), ma anche per business in termini di advertising (più di un miliardo di euro quest'anno, cifra che non include una parte di fatturato non monitorato) e per numero di aziende che concorrono a tale business (circa 3.300 stimate pe ril 2010, +27%). Anche non impostando particolari strategie, si potrebbe continuare a viaggiare sugli attuali ritmi di crescita del 15%, arrivando tra tre/quattro anni a sfiorare il miliardo e mezzo per il mercato del marketing online.

Ma c'è modo di fare molto di più. Il Web è "alive and kicking”, dice il vicepresidente di Iab Italia Salvatore Ippolito, e quel miliardo e mezzo può lievitare a tre miliardi agendo su alcuni fattori cruciali, endogeni ed esogeni al fenomeno Web. L'Osservatorio Iab Italia-Accenture, presentato oggi presso Iab Forum, cerca di fare il punto su questi fattori.
Una prima importante linea d'azione è quella, “atavica”, della carenza di linee a banda larga, ma subito dopo spunta una carenza culturale che suggerisce maggiore formazione e anche un doveroso cambiamento di mentalità: le competenze in materia digitale, se ci sono, sono ai livelli operativi, mentre è difficile trovare manager di livello con la necessaria cultura ed esperienza. “Ci vuole una maggiore diffusione di figure professionali con competenze adeguate - avverte Federico Rampolla, responsabile italiano di Accenture Interactive -. Serve una formazione che non sia solo tecnica ma anche di marketing. E inoltre bisogna condividere i successi”. Deve imporsi, secondo Rampolla, la figura del chief multimedia officer, in sostituzione al tradizionale chief marketing officer.

Sul Web devono cambiare i modelli di vendita, perché quelli tradizionali qui non funzionano. Per cominciare servono metriche di misurazione dei risultati standard e condivisibili, magari anche tra offline (i canali tradizionali) e online, e metodi più affinati di profilazione degli utenti, anche questi non standardizzati né tantomeno condivisi. Qui, però, deve essere superato almeno in parte lo scoglio della privacy. Certo sarebbe più facile, per chi vende spazi su Internet, poter contare su una maggiore standardizzazione dei formati esistenti: il problema è segnalato dal 73% del campione monitorato dall'Osservatorio come un vero e proprio freno alla crescita. E allora il primo passo da compiere - e lo sforzo di Iab- Accenture andrà anche in questo senso - è fare chiarezza in un universo ormai talmente diversificato che parlare di banner non ha quasi più senso. Infatti l'utilizzo del banner tradizionale è in contrazione, mentre si spalancano le porte per le sue varie evoluzioni, con il video advertising destinato in futuro a sbancare.

Asda Wembley, Londra

Ikea Madrid introduce il dance marketing

LA GIURIA DI ETHIC AWARD

Presidente della Giuria


Monica Fabris, presidente GPF


 


Anna Bartolini Commissione ABF di Banca d'Italia e Docente IULM "Diritto del consumatore"
Irma Biseo, responsabile Relazioni e Partenariati di WWF Italia


Donatella Bollani, responsabile della redazione “Architettura” del Gruppo 24 ORE


Carlo Federico Bonini, direttore del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite


Marella Caramazza, Direttore Generale della Fondazione Istud


Marco Cuppini, direttore Centro Studi e Relazioni Esterne di Indicod ECR


Eric Ezechieli, presidente di The Natural Step
Paolo Fregosi, consigliere delegato ADM
Cristina Gabetti, scrittrice


Laura La Posta, caporedattore del Sole 24 ORE, responsabile dell'inserto Rapporti su Economia e Sociale


Gabriele Masera, ricercatore presso il Politecnico di Milano - dipartimento di Scienza e Tecnologie dell'Ambiente Costruito


Alberto Masetti Zanini, presidente di The Hub


Anna Meroni, docente di Design industriale e dei servizi al Politecnico di Milano, dipartimento Indaco


Paolo Pastore, direttore generale Fairtrade Italia


Andrea Poggio, vicedirettore generale di Lega Ambiente
Roberto Salvan, direttore generale Unicef Italia
Sissi Semprini, presidente di Green Bean

Nasce Brescia Iperstore, alleanza tra Iperal e Family Market

Si rafforza l'insegna Iperal nell'area bresciana, che, dall'anno prossimo, campeggerà su tre iperstore, uno nuovo -in apertura entro il primo trimestre del 2011 a Flero (Bs)- e due pdv da ristrutturare -rispettivamente a Nave (Bs) e Rogno (Bg)- che passeranno da una superficie di 600 mq a oltre 2.000 mq.

Secondo le previsioni aziendali, gli store della nuova società occuperanno 220 persone e svilupperanno incassi per 60 mio euro.

Iperal spa artefice dell'iniziativa
Questo il cuore dell'operazione alla base della nascita di Brescia Iperstore, nuova società in fase di costituzione voluta da Iperal Spa (Agorà Network), guidata da Antonio Tirelli, e da Family Market, retailer presieduto da Fabrizio Uberti, attivo con 32 store distribuiti tra le province di Brescia, Bergamo, Mantova.

Iperal, che nel 2009 ha realizzato un fatturato di 450 mio di euro grazie a una rete di 30 store concentrati in Valtellina, Valcamonica, con l'insegna Sermark, e Brianza, metterà a disposizione di Brescia Iperstore il proprio know-how nella gestione delle medie e grandi superfici. Il risultato porterà a una grande enfasi sui freschi (soprattutto formaggi, storico punto di forza dell'insegna), all'inserimento di soluzioni innovative e remunerative (come il pane self service) piuttosto che a maggiore integrazione del non food.

Nascerà Adamello Park
A conferma della volontà di realizzare massime sinergie sul territorio, a Rogno (Bg) è prevista la creazione di Adamello Park, un vero e proprio parco commerciale con medie strutture specializzate (alimentari, elettronica, calzature ed abbigliamento), risultato del conferimento del centro commerciale La Valle in una società immobiliare con la partecipazione di Sermark centri commerciali s.r.l., proprietaria del centro Adamello.

Per Cushman & Wakefield è Londra la migliore capitale del business

Londra è la città europea migliore per fare affari, seguita da Parigi e Francoforte, Mosca è invece la capitale preferita dalle società intenzionate ad espandere il loro business. Sono i risultati più importanti emersi dal 21esimo rapporto annuale European Cities Monitor, realizzato da Cushman & Wakefield. Lo studio si basa si basa su colloqui condotti annualmente intervistando i senior manager e i membri del consiglio di amministrazione incaricati della scelta delle location delle 500 più importanti società europee operanti in differenti settori. Dall'elaborazione dei risultati, che analizzano 36 città del Continente, viene stilata una classifica globale che indica quale sia la migliore città d'affari europea e quale sia la migliore città europea nella quale aprire una nuova sede.

Milano e Roma in calo
Oltre alla classifica generale, le 36 città sono state classificate in base a numerosi criteri tra cui la qualità della vita, l'accesso ai mercati, la disponibilità di personale qualificato, il costo degli spazi uso ufficio, le telecomunicazioni e l'accessibilità con i mezzo di trasporto.
I quattro fattori decisivi nella scelta di una città dove aprire una nuova sede sono, in ordine di importanza:
accessibilità ai mercati e ai clienti, disponibilità di personale qualificato, qualità delle telecomunicazioni, rete di
trasporti efficiente sia verso altre città sia a livello internazionale. Negativo il risultato delle due metropoli italiane considerate: Milano ha conseguito l'11° posto e Roma il 28°, peggiorando entrambe la loro graduatoria: traffico, qualità dell'aria, burocrazia e inefficienza della pubblica amministrazione sono tutti fattori che allontanano gli stranieri.

L’Occitane apre a Roma

Il brand di cosmetica provenzale naturale L'Occitane ha aperto il 20 ottobre un negozio di 30 mq in centro a Roma, in Via Frattina, 87, il primo della capitale.
I 13 pdv italiani del marchio, infatti, non scendevano più a sud della Toscana.

L'Occitane prevede di aprire, entro fine anno, altri sei negozi in Italia, precisamente a Verona e Napoli, mentre altre dieci sono pianificate entro il 2012 con l'obiettifi vo di arrivare,
nel prossimo biennio, a una rete totale italiana di 30 pdv.

Layout provenzale
In linea con il format tradizionale della catena, atmosfera e fragranze provenzali caratterizzano il layout del nuovo negozio, caratterizzato da pavimenti con mattonelle ottagonali in cotto, mobili in legno e metallo invecchiato e pareti color ocra.

Nell'area skincare è collocato un lavandino in pietra, mentre la parete è decorata, per contrasto, con mattonelle di colori freddi.

Consumo di vino in Italia sotto i 40 litri procapite

Ismea ha reso noti i dati relativi al primo semestre 2010 del mercato vini  che parlano di un aumento del 7,6% dell'export italiano. Infatti, se è vero che aumentano le esportazioni è altresì vero che diminuisce il consumo interno. In Italia siamo scesi sotto la soglia dei 20 milioni di ettolitri, quindi con un consumo pro-capite che per la prima volta si attesta sotto i 40 litri  e con un calo che dalla fine degli anni '80 oggi ha superato complessivamente il 30%. L'export è invece in pieno sviluppo con crescite a due o tre cifre (dati Nomisma): Regno Unito (+94% rispetto a vent'anni fa), Stati Uniti (+47%), Russia (+63%), Cina (+160%).

Adriano Orsi, presidente del settore vitivinicolo di Fedagri, nel corso dell'Assemblea delle cooperative vitivinicole
ha detto che a questo punto "esportare fuori dai confini nazionali il vino made in Italy più che un'opportunità sembrerebbe un obbligo. La crisi economica - spiega Orsi - ha ridimensionato il trend di crescita riportando nel 2009 il valore dell'export sotto i 3,5 miliardi (con un calo del -2,2% rispetto al 2008), ma i dati sulle esportazioni nei primi sette mesi del 2010 mostrano una ripresa delle vendite oltre frontiera."

Dati sulle regioni
Risultati positivi dalle regioni del Sud Italia che fanno registrare il
maggiore incremento della quota export: +9,8% contro una media nazionale
pari all'8,1%. Le regioni più performanti sono Puglia (+22,1%), Campania (+25,1) e Basilicata (+24,4%).
Interessante notare che nel caso della Puglia, la crescita è probabilmente correlata agli
investimenti in promozione, dove ha speso un milione di euro, e ha registrato un
incremento del 44% delle esportazioni verso i paesi extra-Ue.

Numeri Fedagri
Fedagri rappresenta 425 aziende cooperative aderenti, 20 milioni di ettolitri di vino prodotto per un valore complessivo di 2,4 miliardi di euro di cui la
metà proveniente dalla vendita dei vini oltre confine.

Nutrilandia vince il concorso indetto da ideaTRE60

La Fondazione Italiana Accenture ha proclamato "Nutrilandia, un progetto per i disturbi alimentari dei giovani" vincitore del concorso Alimentarsi bene, vivere meglio
indetto da ideaTRE60 il social media della Fondazione e con la collaborazione scientifica del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Nei prossimi mesi il progetto sarà realizzato grazie a un budget fino a 100.000€ fornito dalla Fondazione stessa. Il vincitore è stato selezionato tra 115 idee postate e premiato tra le 10 finaliste. Le altre 9 rimangono a disposizione delle aziende in cerca di progetti virtuosi di Corporate Social Responsability.

Nutrilandia nasce all'Università di Milano Bicocca
Ideato da Silvia Annaratone, docente di comunicazione scientifica all'Università degli Studi di Milano Bicocca, "Nutrilandia, il paese della buona alimentazione” vince perché, si rivolge ai ragazzi della scuola media inferiore e ai loro insegnanti e promuove con azioni concrete il valore di una corretta educazione alimentare.
Secondo i recenti dati Istat, infatti, l'obesità infantile è sempre più diffusa anche nel nostro Paese dove, tra i 6 e i 17 anni, un ragazzo su 3 è sovrappeso e uno su 4 è obeso. Nell'anno della lotta contro l'obesità, il concorso ha dunque premiato un progetto che vuole prevenire fin dalle giovani generazioni questa patologia, in modo serio e allo stesso tempo divertente.

L'idea di Nutrilandia
L'idea vincente miscela in maniera intelligente l'utilizzo di risorse online con l'esperienza sul territorio: l'informazione sulla corretta alimentazione viene veicolata da una caccia al tesoro online a struttura narrativa, cioè supportata da un racconto che verrà pubblicato a puntate sul sito e manterrà coinvolti i ragazzi nel progetto attraverso l'identificazione con i personaggi. La caccia al tesoro sarà ambientata nelle regioni italiane, aiutando in questo modo a scoprire la varietà alimentare e ad alimentarsi meglio.
La fascia d'età 11-14 anni, cui si rivolge il progetto Nutrilandia, è quella internazionalmente ritenuta come la più adeguata per cogliere risultati significativi.

Altri progetti
In occasione della premiazione sono stati presentati due progetti. Idee al Futuro è un concorso, aperto agli studenti delle scuole superiori abruzzesi, che mira a
far emergere i giovani talenti e raccogliere proposte innovative che
contribuiscano alla rinascita e allo sviluppo dell'Aquila e dell'intera
regione.
Altro progetto in partenza in sinergia con l'Associazione Progetto Itaca, è Give Mind a Chance!!, che mira a favorire il reinserimento attivo delle persone affette da malattie mentali, nella vita quotidiana e lavorativa, attraverso la promozione della conoscenza delle malattie psichiatriche che come tali vanno affrontate e curate. Il Concorso intende stimolare la comunità a proporre idee progettuali di sistemi e strumenti educativi originali, caratterizzati dall'impiego di nuove tecnologie informative, in grado di raggiungere ampi strati di popolazione con l'obiettivo di creare strumenti per la lotta al pregiudizio e all'esclusione sociale.

ideaTRE60 è il primo social media per l'innovazione
Creato dalla Fondazione Italiana Accenture, ideaTRE60 ha come missione lo
sviluppo dell'innovazione a favore della collettività attraverso la
condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni
tecnologiche avanzate. È il primo open network di comunicazione sociale a disposizione di singoli individui, aziende, università, fondazioni, associazioni, enti, istituzioni e qualunque altra organizzazione, pubblica o privata, che si propone di generare un flusso di idee nuove, realizzabili e dedicate al progresso comune.

La moda di avanguardia di Dover Street Market

Ferrari investe su servizio, logistica e certificazione

Il magazzino di stagionatura di Ossago Lodigiano (Lo) dispone di impianti di stoccaggio all'avanguardia

Un fatturato stabile
(+0,2%) rispetto ai 163
milioni di euro del 2003, una
quota del 19,8% a volume nei
grattugiati freschi e 2,5 milioni
di euro spesi per allestire nella
sede di Ossago Lodigiano (Lo)
un magazzino di stagionatura
per 70mila forme di Grana Padano
e Parmigiano Reggiano.
Ferrari Giovanni, azienda trasformatrice
presente sul mercato
con i marchi GranMix (grattugiati),
Ferrari e MondoLatte (formaggi duri, italiani ed esteri
stagionati) si presenta così al
termine di un anno in cui ha
puntato su ricerca e sviluppo,
senza piegarsi alla logica della
pressione promozionale.

  • Innovazione. “Il magazzino
    ha un sistema di climatizzazione
    che diffonde l'aria non
    solo dall'alto verso il basso e viceversa,
    ma anche tutto intorno
    alle forme”, spiega a
    GDOWEEK il fondatore dell'azienda
    Giovanni Ferrari. Non si crea in questo modo alcun
    gradiente di temperatura
    tra i diversi piani, garantendo
    l'uniformità di tutti i pezzi.
  • Obiettivi. “Nel 2005 puntiamo
    a una crescita di fatturato
    del 4% -racconta Laura
    Ferrari, AD- da raggiungere
    grazie al lancio di un nuovo
    prodotto ad alto contenuto di
    servizio e all'espansione sui
    mercati esteri, da cui proviene
    attualmente il 25% del nostro
    fatturato”. Gli investimenti si
    concentreranno sulla realizzazione
    di una confezione ancora
    più innovativa della “busta
    in piedi” che ha contribuito al
    successo di GranMix e sull'estensione
    della certificazione
    di rintracciabilità di filiera ottenuta
    nel 2004 per il Grana
    Padano, al Parmigiano Reggiano.
    Proseguirà poi la collaborazione
    con catene come
    Auchan, Carrefour, Esselunga,
    Coop e Conad, per la
    commercializzazione di prodotti
    a marchio privato, che
    attualmente pesa per circa il
    15% del fatturato totale.

    Il giudizio
    di GDOWEEK

    Impresa meritevole, che
    innovando, fornisce valore
    a una nicchia di consumo
    in espansione.

Area ambiente Storicamente il primo degli interessi sociali dell’economia

L’aria, l’acqua, le materie prime sono i primi elementi che favoriscono l’attività economica. Fin dalle culture più antiche, l’oicos e il cosmos sono vissuti come l’ambiente -domestico il primo, naturale il secondo- che avvolge la vita e la alimenta.
Questo ordine naturale è stato “inquinato” da una gestione “deviata” del processo industriale. Serve un ritorno alle origini.

Area personale e processi interni La risorsa umana è l’asset intangibile

Le performance dell’azienda e il suo vantaggio competitivo sono costituiti dagli uomini e dal loro modo di gestire il business, dai loro valori di riferimento, dalla loro creatività. Agli uomini l’azienda deve pensare come primo tra gli stake holder. Farli crescere professionalmente, difenderne la dignità, non discriminarli: dovrebbe rientrare nel sistema di valori di ogni azienda.

Area comunità locale Aiutare il territorio da cui l’impresa si alimenta

Dalle sponsorizzazioni per il restauro di monumenti al contributo per iniziative di interesse pubblico, dall’aiuto alle fasce più deboli al contributo per sostenere i diritti lesi. L’impresa che del territorio vive, può dare più vita al territorio: anche perché, come il territorio ne decreta il successo, così puo determinarne il fallimento. I consumatori sono anche cittadini: sanno valutare e scegliere.

Area comunità ospedale ricerca scientifica. Per la vita

L’attività economica deve riscoprire le sue finalità originarie - il miglioramento della vita dell’uomo- e capovolgere quindi le sue logiche riduttive centrate unicamente sul profitto. L’economia deve ritornare al servizio dell’uomo e la ricchezza prodotta va redistribuita alla società intera che concorre a crearla. È unasensibilità che va prendendo piede anche grazie ai mass media.

Area comunità internazionali Globalizzare la solidarietà

Tutto è legato a tutto, nel villaggio globale. Con il rischio che l’egoismo di pochi determini scompensi catastrofici. Secondo Vandana Shiva “è in atto una concentrazione del potere privato sul cibo di dimensioni inimmaginabili. Questo enorme potere economico, se la gente non reagisce, crea un sistema in cui nessuno avrà la possibilità di decidere che cosa mangiare”.

Ethic award: La cerimonia

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Il vincitore 2004 La solidarietà ha una carta in più

Condividere la spesa, ovvero la carta di credito per l’acquisto di prodotti si sdoppia -tra chi offre e chi riceve- senza che nessuno dei due si conosca o si incontri: assicurando anonimato, autonomia e rispetto della privacy.

Master di logistica Bocconi pronto a spiccare il volo

Creare professionalità
manageriali con un approccio
interdisciplinare e intermodale.
Questo l’obiettivo del nuovo master
creato dall’università Bocconi di
Milano che inizia a gennaio 2005.

  • Caratteristiche. Memit (Master in
    economia e management dei
    trasporti, logistica e infrastrutture) è
    un master universitario di primo
    livello (pensato cioè per neolaureati
    che abbiano maturato anche una
    breve esperienza di lavoro) con
    durata di 12 mesi.

  • Metodo. L’approccio scelto è di
    tipo economico con una visione
    interdisciplinare e intermodale su
    temi che, in ambito universitario,
    vengono per lo più affrontati con un
    taglio ingegneristico. Oggetto di
    studio sono comparti molto dinamici,
    come dimostra il trasporto aereo e la
    rivoluzione dei vettori low cost che
    attualmente hanno una quota di
    mercato del 15% in Italia.

  • Scenario. Nel prossimo futuro è
    prevista non solo una crescita dei
    settori low cost, ma anche
    cambiamenti in tutta la filiera del
    business del trasporto aereo, con
    riflessi sul turismo e sugli scambi
    commerciali.

Accordo Anci-CoReVe per sviluppare la raccolta differenziata nei comuni

Anci, CoReVe e Ancitel Energia e Ambiente hanno promosso alla Camera dei Deputati un incontro per presentare i progetti di raccolta differenziata del vetro, realizzati e in via di realizzazione, nei Comuni italiani. Ne hanno discusso a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, Massimiliano Atelli, capo dell'ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente, Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente, Filippo Bernocchi, vicepresidente Anci e delegato alle Politiche sui rifiuti, Enzo Cavalli e Dante Benecchi, rispettivamente presidente e direttore generale del CoReVe, Paolo Dalla Vecchia e Nicola Nascosti, entrambi componenti del comitato tecnico paritetico Anci-CoReVe.
L'accordo è stato concepito per offrire un'opportunità ai Comuni di usufruire di incentivi per la raccolta differenziata del vetro grazie a metodi innovativi. È questo l'obiettivo che Anci e CoReVe, supportati nelle loro attività da Ancitel Energia e Ambiente, si sono proposti con la sottoscrizione di un accordo che vuole dare nuovo impulso alla raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggi in vetro.

L'appuntamento è diretto a illustrare contenuti e ratio dell'accordo Anci-CoReVe il quale, a integrazione dell'accordo quadro sottoscritto tra Anci e Conai, si propone di migliorare la qualità del vetro inviato al riciclo, di concerto con le amministrazioni locali, ottimizzandone i metodi di raccolta.
Nello specifico caso del vetro, un idoneo sistema di raccolta determina un significativo guadagno per la collettività, in quanto il vetro usato, materiale eco-compatibile per eccellenza, può essere riciclato infinite volte, dando vita a contenitori sempre nuovi e dalle proprietà originarie invariate; proprio per la possibilità di rigenerarsi, questo materiale costituisce un valido esempio della capacità dei rifiuti di trasformarsi in nuova risorsa per l'ambiente.

Specialità parmensi per Autogrill in Svizzera

Nonostante una bilancia commerciale agroalimentare negativa, l'export del comparto Dop e Igp è cresciuto del 15% tra 2008 e 2009. Anche per questo Autogrill ha scelto di promuovere le eccellenze alimentari italiane portando cibi Dop e Igp nei propri ristoranti e market europei.
Dopo la Francia, arrivano anche in Svizzera (quarto mercato al mondo per l'esportazione di prodotti di Parma) prosciutto di Parma, salame felino, coppa, parmigiano reggiano, tortelli, anolini e fagottini.

Durata
La promozione Parma: i sapori autentici di una città magnifica, iniziata a fine ottobre, terminerà il 19 dicembre coinvolgendo i 100 locali Autogrill, grazie alla collaborazione con Camera di Commercio di Parma (attraverso Parma Alimentare), Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Consorzio Prosciutto di Parma e Consorzio Parmigiano Reggiano.

Concorso
Oltre a gustare le ricette tipiche e ad acquistare i prodotti nei market (Autogrill prevede il consumo di 2,6 tonnellate di salumi e 2 di Parmigiano Reggiano), i viaggiatori svizzeri sono invitati a partecipare a un concorso che mette in palio tre fine settimana a Parma.

Nuovo Ad per Ikea Italia

Cambio ai vertici di Ikea Italia: Roberto Monti assume la responsabilità strategica dell'area Sud Est dell'Europa, mentre il ruolo di Ad di Ikea Italia viene ricoperto da Lars Petersson, già Ad di Ikea Giappone. Per Petersson si tratta di un ritorno, visto che, dal 1995 al 2000, è stato direttore marketing proprio di Ikea Italia.

Ismea, produrre latte in Uk costa 30% meno che in Veneto

Mangimi, energia, affitto terreni: sono questi i maggiori costi che gravano sugli allevatori italiani. Lo ha evidenziato Ismea -nell’edizione degli Stati generali del latte alla Fiera internazionale del bovino da latte di Cremona, che rileva come 100 kg di latte prodotto costano ad un allevatore tipo del Veneto 46 euro (circa 43 euro in Lombardia) a fronte dei 32 sostenuti dal suo collega nel Regno Unito.

Al netto della variabilità esistente tra i diversi distretti lattiero caseari sul territorio nazionale, i costi totali che gravano sulle aziende italiane sono tra i più elevati in Europa a causa soprattutto della rilevante incidenza delle spese per l’acquisto degli alimenti (30%), per i prodotti energetici (5%) o per l’affitto dei terreni.
L’ultima analisi territoriale condotta nel 2009 da Ismea, in collaborazione con Crpa (Centro ricerche produzioni animali), su un campione di circa 50 aziende del Veneto, Piemonte e Lombardia rivela che il prezzo corrisposto agli allevatori per 100 kg di latte remunera i costi diretti (mangimi, materie prime, energia ecc), ma non del tutto i costi per l’uso dei fattori di produzione (terra, capitali e lavoro).
Solo nel campione di aziende del Veneto si registra un risultato positivo, nonostante costi più onerosi rispetto alle altre due Regioni, grazie ad un prezzo del latte più alto (39,85 €/100kg, +32% rispetto al Piemonte, +14% rispetto alla Lombardia) e ai maggiori ricavi ottenuti dalla vendita della carne e dai contributi comunitari.

Redditività alla stalla in calo

L’andamento dei prezzi e dei costi tra il 2005 e il 2009 evidenzia un progressivo deterioramento della redditività degli allevamenti italiani, cui fa seguito, nei primi 9 mesi del 2010, un parziale recupero non sufficiente, tuttavia, a garantire margini soddisfacenti per gli operatori.
In riferimento alle aziende del campione della Lombardia -principale regione produttrice- nel periodo 2005-2009 il prezzo del latte è riuscito a remunerare solo parzialmente il costo di produzione. Considerando anche i premi (premio unico aziendale) e i ricavi della vendita delle carni, solo nel 2005 si è realizzato un attivo.
Relativamente ai costi di trasformazione del latte, prendendo come riferimento il grana padano, dalla presentazione Ismea si evince che nel 2009 gli effettivi costi di lavorazione hanno inciso solo del 46%, mentre il restante 54% è stato suddiviso tra servizi (tra cui l’11% di contributi versati al consorzio di tutela e il 6% per il pagamento del servizio di raccolta latte), spese generali, interessi e ammortamento.

Pellegrino punta su Iomega per rinnovare l’IT

Pellegrino, fondata a Marsala nel 1880 figura tra le aziende leader non soltanto nella produzione dei vini Marsala ma anche vini di Pantelleria e di vini da tavola imbottigliati con il marchio Duca di Castelmonte. La casa vinicola dispone di tre unità operative: la cantina principale di Marsala e due moderne cantine di vinificazione situate alla periferia di Marsala e a Pantelleria. Pellegrino nel 2008 ha prodotto 6 milioni e 630.000 bottiglie, realizzando un fatturato di 19,347 milioni.
I sistemi aziendali di gestione della qualità e di gestione ambientale sono certificati rispettivamente UNI EN ISO 9001:2000 e UNI EN ISO 14001:2004. Inoltre, l'azienda ha ottenuto, sia per le cantine storiche di Via del Fante, sia per la sede di C/da Cardilla, la registrazione Emas (Sistema Ecogestionale e di Audit).

Situazione preesistente

In precedenza, Pellegrino lavorava con un gestionale su piattaforma AS400, realizzava il backup su nastro e utilizzava la posta elettronica su piattaforma Windows. Una situazione eterogenea e molto dispendiosa in termini di tempi di gestione. Il backup realizzato su nastro, infatti, offriva prestazioni molto lente, complessità e lunghi tempi di esecuzione e limitazioni di spazio per le quali, nel tempo, non è più riuscito a coprire le esigenze di backup dell'intera azienda. In occasione del passaggio dal gestionale AS400 al gestionale su piattaforma Windows proposto da CLS Informatica, Pellegrino ha deciso di ridisegnare e implementare una nuova infrastruttura IT affidandosi totalmente all'esperienza di CLS Informatica.

Implementazione e benefici

Grazie al supporto di CLS Informatica, Pellegrino dispone ora di un Server Blade IBM, dotato del software VSphere 4 di VMware, su cui risiedono il gestionale, supportato da un database SQL Server, il server di posta elettronica Exchange e diversi client virtuali, e il NAS Iomega StorCenter ix4-200d.
Nello specifico, Pellegrino possiede trenta PC fisici, dieci client virtuali e quattro server virtuali, di cui 2 servono per la gestione del server VMWare (uno per gestire tutta l'infrastruttura e uno per amministrare i client virtuali).

Il NAS Iomega StorCenter ix4-200d viene utilizzato per realizzare il backup di tutti i dati che una volta si trovavano su nastro, della posta elettronica di Exchange e di tutti i client e server virtuali residenti sul server Blade IBM.
I 2TB offerti dal NAS ix4-200d di Iomega soddisfano pienamente le esigenze di capacità di Pellegrino per il backup.
L'IT di Pellegrino ha subito potuto constatare vantaggi in termini di semplicità di configurazione, distribuzione e gestione dei server NAS. Dal momento che i dispositivi NAS supportano ambienti IT differenti, infatti, non c'è alcun bisogno di configurare lo storage per funzionare con un server specifico. Basta collegare l'unità NAS ovunque nella rete, assegnare un indirizzo IP, specificare alcune impostazioni ambientali e il dispositivo è pronto per lo storage.
Il dispositivo NAS di Iomega è fisicamente separato dal server di rete per evitare interruzioni dell'ampiezza di banda e consente all'intera rete di lavorare con più efficienza. Inoltre, poiché i dispositivi NAS sono operativi indipendentemente dal server di rete, i contenuti archiviati restano accessibili anche durante i momenti di inattività del server. Non è casuale anche la scelta dell'IT di Pellegrino di posizionare l'unità NAS in un luogo differente dalla “stanza dei server” per preservare ulteriormente il dispositivo NAS da possibili calamità.
Pellegrino utilizza il NAS Iomega StorCenter ix2-200d in modalità RAID 5 per garantire l'integrità in termini di maggiore sicurezza e accessibilità dei dati in caso di guasto dell'unità.

Integrazione con Active Directory

Molto apprezzata anche l'integrazione con Active Directory. Se l'unità NAS è collegata a una rete basata su Windows Server, infatti, deve essere dotata di supporto integrato di Active Directory per poter essere utilizzata con gruppi e utenti di un dominio Active Directory esistente. Per Pellegrino, questo significa che per tutti gli utenti del dominio esistente è possibile creare direttamente sul NAS una cartella di backup dedicata senza dover ricreare gli utenti localmente.

Sviluppi futuri

Tra gli sviluppi futuri del progetto la possibilità di acquistare un altro NAS Iomega ix2-200d. In futuro Pellegrino, infatti, potrebbe avere l'esigenza di aumentare la capacità di backup a fronte della volontà di portare tutti i PC su macchine virtuali e di un'eventuale crescita dello storage. “L'intervento di CLS Informatica è stato fondamentale per l'ammodernamento dell'infrastruttura IT di Pellegrino -commenta Giacomo Gabriele, IT manager di Pellegrino-. CLS è stata in grado di guidarci nella scelta di soluzioni innovative e affidabili che più soddisfacevano le nostre esigenze di gestione, storage e backup, tra cui il NAS StorCenter ix2-200d di Iomega. Inoltre, il supporto di teleassistenza, il rapporto diretto con Iomega unitamente alle competenze del nostro partner tecnologico ci hanno permesso di risolvere in breve tempo una problematica iniziale legata alla rottura di un disco, che però non ha compromesso il funzionamento dell'unità NAS.” “La collaborazione con Iomega è cominciata circa 4 anni fa e si è sviluppata nel tempo per rispondere a esigenze più evolute con soluzioni di fascia più alta -aggiunge Giuseppe Canino, presidente del Cda di CLS Informatica-. Dopo aver testato personalmente le soluzioni e aver simulato anche una situazione disaster recovery, siamo convinti della validità e dell'affidabilità delle soluzioni di Iomega che oggi rappresenta il brand di riferimento per i nostri clienti nell'ambito delle soluzioni per il backup e il restore dei dati. Un aspetto fondamentale che va oltre il prodotto stesso è il livello di servizio e di supporto nella gestione e manutenzione delle soluzioni che ci viene fornito con puntualità e precisione da una struttura ben organizzata come quella di Iomega.”

Pirelli Pzero aprirà flagship in San Babila

Il flagship di Pirelli PZero, abbigliamento, calzature e orologi, arriverà in primavera e sarà posto nella parte dell'ex Upim, rivolta verso Corso Venezia a Milano accanto al nuovo Zara Home. Si tratta di oltre 1.000 mq, suddivisi fra interrato e piano terra, con cui si darà un'identità stabile allo spazio che dal 2007, lasciato libero da Upim, aveva ospitato soluzioni temporary.
I lavori di allestimento sono in fase di start up e il progetto, che ricalcherà lo stile di industrial design tipico del mondo auto e pneumatici, sarà a cura della Pirelli stessa. Occorre ricordare che Pirelli Pzero nasce, infatti, nel 1987 come un modello di pneumatico ad altissime prestazioni, per auto esclusive tipo Ferrari F40

Storia antica
La storia di Pirelli nell'abbigliamento è antica e inizia nel 1877 quando propone il primo catalogo di "soprabiti,
mantelle, paletots per viaggiatori, cocchieri e militari". Indumenti
impermeabilizzati, a prova di uragano, con il rivoluzionario impiego del
"caout chouc" e corredati da una
gamma di accessori specifici: dalle ghette del vetturino al grembiule da
cucina.
Nel 2002 viene lanciato un progetto con un'anima sperimentale e con un
nuovo marchio. L'inizio è con due prodotti di successo entrambi basati su materiali hitech: una scarpa
da vela, Pirelli PzeroAcqua e una giacca Pirelli PzeroAria.

Cibus Tour accoglierà i retailer australiani

Il sistema camerale italiano all'estero ha scelto Cibus come modello fieristico per la filiera agroalimentare, in ragione della leadership di Fiere di Parma nel settore alimentare e meccano-alimentare. È quanto emerge dalla convention annuale delle Camere di commercio italiane all'estero (Ccie), conclusasi ieri a Parma.

Nel corso della convention, Fiere di Parma ha potuto stringere un importante accordo con la Camera di Commercio italiana di Sidney, Australia in base al quale le Camere di Commercio di Parma e Sidney coordineranno un progetto di
informazione e sensibilizzazione presso i retailers australiani che
culminerà con la partecipazione a Cibus dei maggiori distributori e dei
buyers delle principali catene della gdo australiana.
Tale collaborazione sarà già operativa in occasione di “Cibus Tour”, che si terrà a Parma nell'aprile del 2011, dedicato alla tipicità locale dell'agroalimentare ed aperto al grande pubblico, e che si avvarrà della partnership con Slow Food.

Accordo anche da parte del Ssica
Parallelamente la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (Ssica), Azienda speciale della Camera di Commercio di Parma, ha siglato un importante accordo di collaborazione con la Camera di Commercio australiana. Tale accordo prevede il supporto di Ssica, attraverso la propria attività di ricerca pre-competitiva, alle aziende alimentari australiane per sviluppare nuove opportunità e nuovi segmenti di mercato.
Saranno studiati processi di trasformazione innovativi, nuovi prodotti e formulazioni ingredientistiche, tutti nel rispetto della sostenibilità ambientale e di elevati standard qualitativi e di sicurezza necessari per meglio rispondere alle richieste di un mercato dinamico in continua evoluzione. Ssica collaborerà in tale attività con le maggiori Università australiane. L'accordo culminerà, tra un anno esatto, nella partecipazione di una numerosa delegazione a Cibus Tec 2011, la manifestazione leader mondiale del meccano-alimentare.
“Questo accordo - ha commentato Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio di Parma - è il frutto di un rapporto ormai consolidato che vede la Camera di Commercio di Parma e la Camera di Commercio italiana a Sidney impegnate sul fronte comune per agevolare gli scambi commerciali tra i due Paesi. I risultati a dir poco incoraggianti della collaborazione di questi mesi ci hanno portato a un impegno comune volto ad avvicinare ancora di più i nostri imprenditori attraverso il sistema già collaudato degli Enti fiera”.

Italian Food Excellence

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