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Europ Invest presenta Fashion Valley

Tre progetti di sviluppo in Italia e numerosi altri in differenti location dell'Europa e del Nord Africa per oltre 150mila mq di superfici commerciali: sono i numeri delle novità che al Mapic di Cannes, dal 17 al 19 novembre pv, saranno presentate da Europ Invest, società italo-belga operante nello sviluppo di centri commerciali, outlet village e retail park.

Il Fashion Valley
La novità più importante è Fashion Valley, realizzata in partnership con il Gruppo La Castelnuovese. La nuova piattaforma commerciale nasce nel cuore del distretto della moda toscano, che conta 3,5 milioni di presenze consolidate attratte ogni anno da The Mall e dai principali punti di riferimento della regione per lo shopping di lusso a prezzi scontati.
Fashion Valley aprirà le porte a visitatori italiani e stranieri a primavera 2011: strategicamente posizionato sull'A1 tra Firenze e Roma, a soli 30 minuti dal capoluogo toscano, si sviluppa nella frazione di Leccio, alle porte di Reggello.

I numeri
Con un investimento di 30 milioni di euro, l'intervento si sviluppa su un'area di 100mila mq dove, per la prima fase, vengono inaugurati tre moduli per complessivi 5.500 mq di superficie commerciale e ulteriori 10.000 mq con le successive fasi di sviluppo.
Con questo progetto si concretizza un nuovo modello di shopping esperienziale, ispirato ai grandi mall statunitensi: alle boutique di prima linea delle migliori firme della moda italiana e internazionale si affiancano i marchi di alta gamma che finora non hanno mai affrontato l'esperienza delle grandi piattaforme commerciali e i brand più legati all'avanguardia fashion, che troveranno qui una vetrina di prestigio. L'offerta si articolerà in specifici settori donna, uomo, bambino, accessori  per guidare il visitatore nella sua esperienza di acquisto all'interno di 32 punti vendita, serviti da bar, ristoranti e 1.000 posti auto

Amedeo Gerolimetto nominato commissario Inran in sostituzione del presidente Carlo Cannella

Dal 15 ottobre scorso, con proprio decreto Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha nominato Amedeo Gerolimetto, commissario straordinario di Inran che è vigilato per l'appunto dal Mipaaf.
La nomina del Commissario Straordinario si è resa necessaria per le dimissioni per motivi di salute del presidente uscente Carlo Cannella.

Il commissariamento ha reso possibile la rapida adozione di provvedimenti, che avrebbero altrimenti richiesto la convocazione del consiglio di amministrazione, fra cui il necessario potere giuridico per deliberare i provvedimenti necessari all'accorpamento con l'Ense (Ente Nazionale Sementi Elette) a seguito dell'ultima finanziaria che prevede la soppressione di alcuni enti inutili. Accorpamento che ha però sollevato grosse polemiche dato che sono sorte obiezioni sul fatto che l'Ense sia davveo inutile e soprattutto in perdita.

Andra Ceraico è il nuovo direttore generale Red Bull Italia

Andrea Ceraico è il nuovo general manager di Red Bull Italia.
La carica è effettiva dal 1° ottobre 2010. Nato nel 1969, è entrato a far parte di Red Bull nel 1999. Fino al 2002 ha ricoperto il ruolo di direttore finanziario della nascente filiale italiana e ha poi proseguito la sua carriera all’interno del gruppo presso l’head quarter austriaco fino all’ultimo incarico negli Stati Uniti nel 2008 come executive vice president finance, operations e IT di Red Bull North America Inc.

Pedro Silva Nunes, che è stato a capo della filiale italiana dal 2008, dal 1° ottobre 2010 è stato nominato general manager di Red Bull Francia.

Giv acquista il lambrusco Cavicchioli

Con questo accordo Giv, il primo Gruppo vitivinicolo italiano con un turn over di oltre 300 milioni di euro e un patrimonio di 1.250 ettari di vigneto, entra nel mondo del lambrusco con l’acquisizione del marchio modenese Cavicchioli il cui presidente, Sandro Cavicchioli ha così commentato: "l’accordo è stato sottoscritto nel segno della continuità, della valorizzazione e dello sviluppo dello storico marchio e dei suoi
prodotti. La famiglia Cavicchioli continuerà la propria attività nel settore degli spumanti e lambruschi a metodo classico con le aziende Bellei a Sorbara e Castelfaglia in Franciacorta, nonché nella gestione dei vigneti di proprietà". L’azienda vanta oggi un fatturato di oltre 25 milioni di Euro, del quale il 20% arriva dall’estero.
Corrado Casoli, presidente della società acquirente (in foto)  ha sottolineato che “il lambrusco di qualità rappresenta oggi una grande opportunità di sviluppo su tutti i mercati. Il Gruppo Italiano Vini, grazie alla grande esperienza che vanta nella produzione e commercializzazione di alcuni tra i più storici marchi dell’enologia italiana, saprà cogliere al meglio tale potenzialità e raggiungere nuovi e prestigiosi traguardi per il vitigno lambrusco e per il marchio Cavicchioli. In quest’ottica -aggiunge Corrado Casoli- Sandro e Claudio Cavicchioli continueranno a collaborare al consolidamento dell’azienda rispettivamente per la parte tecnica e per quella commerciale, mettendo la loro competenza e passione al servizio del Gruppo”.
Per Giv, la più importante realtà vitivinicola italiana il 2010 è stato un anno importante avendo già stretto in aprile l’accordo di commercializzazione degli spumanti a marchio Carpenè Malvolti firmato lo scorso 21 aprile.

Cioccolato, i consumi accelerano a tavoletta

I consumi di cioccolato sono raddoppiati dal 2000 a oggi; in media ogni italiano ne mangia 4,3 kg all'anno e anche chi si sottopone alle diete più punitive, in genere, è disposto a fare qualche strappo per quello che qualcuno chiama anche “l'ambrosia degli dei”.
Nel 2009, le vendite sono salite complessivamente del 12% toccando un valore alla produzione di 3,2 miliardi di euro (dati diffusi all'ultima edizione di Eurochocolate), che rappresenta circa un quarto del valore
dell'intera produzione dolciaria del nostro Paese. Se questo è il quadro generale, bisogna però dire che la gdo registra in questo mercato un tasso di crescita certo
significativo, ma decisamente sotto il potenziale. Tre le ragioni: la forte concorrenza delle pasticcerie e soprattutto dei negozi artigianali ultra specializzati, aumentati
del 23% dal 2005 al 2009; l'acquisto di impulso nei bar e
la pressione promozionale che abbatte i valori.

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Cioccolato, i consumi accelerano a tavoletta
Mercato | 35 2010 | 4 ottobre |

Salmone, le vendite vedono rosa

Prosegue a due cifre la crescita del mercato
del salmone affumicato; la “democratizzazione
del prezzo” e la presenza stabile per tutto
l'anno sugli scaffali della gdo stanno rendendo alla portata di tutte le tasche, grazie anche alle continue offerte promozionali,
questa conserva ittica un tempo esclusiva. Nel tempo,
si è anche avviato un circolo virtuoso: quando il mercato
italiano ha cominciato a presentare numeri interessanti, i
produttori del Nord Europa hanno avviato la commercializzazione
presso le catene italiane. La competizione ha
favorito una maggiore conoscenza del prodotto e dapprima
ha contribuito ad abbassare il prezzo e in seguito a
mantenerlo basso. Un fattore che ha favorito la diffusione del prodotto è
stato senz'altro l'introduzione di grammature ridotte (per una-due persone): in questo modo si è alleggerita la battuta di cassa (per quanto siano scesi i prezzi, stiamo parlando, comunque, di un prodotto che costa in media 28 euro al kg, cioè come un filetto di bovino). Un altro aspetto che non va trascurato è che oggi molti preferiscono passare le serata a cena con gli amici a casa propria piuttosto che al ristorante e il salmone affumicatoè una specialità che non richiede preparazione particolare.

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Salmone, le vendite vedono rosa
Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |

Il gusto del buio di Kraft Foods Italia

L’edizione 2010-2011 di Dialogo nel buio -la mostra-percorso attiva presso la sede dell’Istituto dei Ciechi di Milano; 370 mila i visitatori dal 2005 ad oggi- offre uno stimolante percorso alla scoperta del cibo e dei sapori, un viaggio nel gusto che vede impegnati tutti gli altri sensi, esaltati proprio dall’assenza della vista. Fornitore ufficiale dei prodotti oggetto dell’esperienza è Kraft Foods Italia, che quest'anno è stata prescelta come partner dall'Istituto in virtù della qualità e ampiezza della sua offerta.

I  visitatori -suddivisi in gruppi di 8 accompagnati da una guida non vedente- hanno la possibilità di riconoscere alcuni prodotti cult al buio: nella sezione dedicata al tatto e all’olfatto, hanno l’opportunità di coglierne la fragranza e di giocare a riconoscerne le confezioni mentre seduti nel locale bar, possono vivere momenti conviviali gustando e apprezzando la bontà degli stessi.

“È la prima volta che sponsorizziamo un’iniziativa, che è allo stesso tempo, sia corporate che di brand –commenta Valerio Di Natale, amministratore delegato Kraft Foods Italia (in foto)-. Siamo da oltre 40 anni in Italia, tra i protagonisti nel panorama alimentare di marca. Tra l’altro, il nostro quartier generale è a Milano e l’Istituto dei Ciechi è una vera e propria Istituzione cittadina: quindi è davvero un piacere poter dare il nostro contributo a questa gloriosa e splendida realtà”.

Kraft Foods Italia è anche protagonista di selezionate “cene al buio” all’interno del ristorante al buio Tratto Nero, aperto la sera dal martedì al sabato.

Esselunga: si amplia il progetto “Sapori di Toscana”

Una promozione ad hoc e l'evidenziazione a scaffale di prodotti tipici della cucina toscana: Esselunga declina con due diverse iniziative il rapporto con la regione di Dante, Boccaccio e Petrarca.

In particolare, dal 28 ottobre al 10 novembre, è attiva, in tutti i 141 store Esselunga la promozione I sapori della Toscana, oltre 200 prodotti tipici della cucina Toscana, con una selezione di prodotti di gastronomia, panetteria, pasta, miele, caffè, olio e altro, oltre ai vini toscani.

L'obiettivo dell'operazione è confermare l'impegno di Esselunga non solo di promuovere i prodotti culinari toscani, ma anche di sostenere lo sviluppo delle aziende di trasformazione e produzione di questa regione.
Si tratta di un progetto di valorizzazione nato alcuni mesi fa, con l'inserimento a scaffale di oltre 350 prodotti locali attraverso le etichette Sapori di Toscana e Prodotto in Toscana.

L'ultima novità si concentra sul Pescato nel mare della Toscana, una selezione delle specie del mare della Toscana, come pannocchie, totani, gamberi, naselli, polpi, già pulite e pronte per la cottura in linea con la filosofia di Esselunga di pesare e vendere il pesce senza scarti.

Allo stesso tempo, con la Regione Toscana, Esselunga ha lanciato la campagna In Toscana coltiviamo il futuro, progetto teso a patrocinare i prodotti che si possono fregiare dei marchi di certificazione DOP e IGP, Agriqualità e i prodotti biologici.

Rigamonti punta a valorizzare la bresaola con brand

La bresaola è una delle poche tipologie di salume ancora unbrandizzata. Il salto di posizionamento non poteva sfuggire a Rigamonti che è specializzata nel prodotto.
"Non accettare bresaole dagli sconosciuti" è la call-to action al centro dell'idea strategica e creativa che affronta in modo appuntito e leggermente provocatorio un obiettivo di comunicazione ambizioso: quello di affermare il valore di marca in un mercato scarsamente brandizzato come quello della bresaola, con un invito esplicito a preferire un prodotto di grande nome e sicura qualità. A spingere Rigamonti, che rientra tra i 10 più importanti produttori italiani di salumi con un fatturato di 130 milioni di euro, verso questo investimento in comunicazione ha giovato a recente alleanza strategica con il gruppo brasiliano Jbs Sa, primo
produttore nel settore delle proteine animali presente in ogni
continente e con un giro d’affari di oltre 32 miliardi di dollari.

Pianificazione della campagna
La pianificazione, curata da Initiative, prevede una campagna Tv con spot da 30” ed il coinvolgimento delle principali realtà televisive nazionali. 

Draftfcb

Vanta la particolarità di essere  un'agenzia globale di comunicazione olistica, basata sui comportamenti, che opera sotto un unico conto economico. Per garantire un più alto ritorno sulle idee generate, l’agenzia segue la filosofia dei “6,5 Secondi che contano” secondo la quale l’opportunità di riuscire a catturare l’attenzione e motivare degli individui all’azione, è proporzionale alla rilevanza che la comunicazione riveste per i loro interessi reali.

Coop fa assaggiare l’acqua al Salone del Gusto

Anche quest’anno, Coop è stata l’unica impresa della grande distribuzione italiana presente al Salone del Gusto di Torino. Una scelta che la cooperativa reitera ormai da un decennio, dato che risale ormai a cinque edizioni fa la sua prima partecipazione alla manifestazione biennale organizzata da Slow Food.
Il fitto calendario di incontri organizzati presso lo stand  (nei primi due giorni anche in diretta web sul sito www.e-coop.it) ruotava attorno alla linea Fiorfiore, la marca privata che oggi raccoglie oltre 170 specialità prodotte da piccoli produttori locali selezionati dall'insegna lungo tutta la Penisola: dal Parmigiano reggiano Dop che nasce sull’Appennino Reggiano (stagionatura minima garantita di 30 mesi) al cioccolato fondente di Modica, al Pecorino di Farindola del Presidio Slow Food al Pecorino di Fossa di Sogliano Dop.

Blind test sull’acqua

Ad animare l’attività fieristica di Coop anche il test d’assaggiodi acqua: a confronto quella del rubinetto e quella filtrata dalla caraffa. Il test, condotto a occhi chiusi, ha seguito la modalità dell’assaggio “Approvato dai soci”, che nell'arco dell'ultimo decennio ha interessato oltre 1.400 prodotti a marchio con una percentuale di approvati che supera l’85%. Un momento di coinvolgimento “dal basso” attraverso la partecipazione volontaria dei soci nei test autogestiti: solo se da questo confronto il prodotto Coop risulta vincente ottiene “l’approvazione dei soci”.
L’operazione rientra a pieno titolo nella campagna consumerista in corso “Acqua di casa mia” volta a promuovere un consumo corretto e consapevole a partire dall’acqua di rubinetto.

Norda acquisisce Gaudianello

Norda -azienda tutta italiana che opera da oltre 40 anni nel beverage (acque minerali e bibite analcoliche)- ha recentemente sottoscritto un contratto per l’acquisizione della Monticchio Gaudianello con sede a Melfi (Potenza) in Basilicata, da Acque Minerali Riunite (società per azioni fino ad ora controllata al 100% da Efibanca).

Con questa importante operazione, che si inserisce in uno specifico programma di espansione, rivolto con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia, Norda si appresta quindi ad entrare anche nel comparto delle acque effervescenti naturali, in cui il brand Gaudianello si colloca al 4° posto in Italia ne detiene la seconda posizione in area 4 Nielsen (Sud Italia), con una marcata presenza in Puglia, Campania e Basilicata.

Con un fatturato complessivo di circa 105 milioni di euro e 5 siti produttivi in Italia, il gruppo lombardo diventa così il quinto gruppo nazionale nel mercato delle acque minerali con una quota del 6,7% e quasi 800 milioni di bottiglie vendute pari a circa 1 miliardo di litri.

Intervista a Francesco Pugliese sull’evoluzione di Conad

Francesco Pugliese Conad
Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad

Non è un uomo da mezze frasi, Francesco
Pugliese
, il direttore generale
di Conad, dando il fuoco alle micce di una
rivoluzione annunciata, che andrà ad impattare
non solo sulla cooperativa Conad, ma
sull'intero mondo del retail italiano. “Fino ad
oggi, la distribuzione ha utilizzato i metri quadrati
quale unica discriminante per definire i
format; questo è concettualmente sbagliato:
un punto di vendita di 1.000 metri a Milano
equivale a un pdv di prossimità. Conad ha
deciso, nel rimappare tutta la sua rete, di
introdurre anche la funzione d'uso, ridefininendo
così circa 2.650 punti di vendita”.

E l'insegna Margherita?

Rimarrà, ma sarà solo per il dettaglio tradizionale
(850 pdv). Entro il mese di aprile,
convertiremo 950 punti di vendita in Conad
City
, 650 saranno i supermercati e 150 i
superstore.
Come garantite l'omogeneizzazione del
format?
I nostri soci hanno aderito tramite contratto
a una serie di parametri che diventano
obbligatori. Quindi, oltre alla garanzia da
parte del socio di dare tutti i dati di fatturato,
cosa che già avviene, deve rispettare il
lavoro fatto sul'immagine istituzionale oltre
che sull'insegna. Non può dare in subaffitto
reparti, fatto che nella d.o. è una prassi,
deve aderire obbligatoriamente a tutta l'attività
promozionale, che sarà sui tre canali a
livello nazionale. Per i Conad City abbiamo
identificato i parametri più in dettaglio per
trovare i criteri di differenziazione, dal numero
di casse, all'apertura continuativa il
sabato o l'apertura domenicale, se si tratta
di convenience.
Nel vicinato, avremo la gastronomia e il
pane assistiti, i piatti pronti a marchio in
area dedicata. Nel convenience, ci sarà
sia la gastronomia assistita sia i takeaway
a marchio in area dedicata. Nel
mondo della carne, nel convenience ci
sarà tutto impacchettato, mentre nella
prossimità potremmo avere un banco
macelleria servito. Inoltre, abbiamo stabilito
la quota di prodotto a marchio per
ognuno dei canali. La quota di mercato
della Pl nel vicinato deve esser superiore
al 20%, nel convenience al 25, nel
supermercato il 15, nel superstore il 12.
Inoltre, si prevede la presenza di reparti
obbligatori, come il mondo del fresco:
gastronomia, carne e, per ora, solo dove
riusciamo a gestirlo centralmente, anche
il pesce. Il programma è di arrivare anche
nella pescheria ad una gestione totalmente
centralizzata. Abbiamo, infine, stabilito
la sequenza dei reparti: ogni pdv avrà
l'ingresso sull'ortofrutta, poi il murale dei
latticini, poi i freschi perimetrali ...
Controlli?
Utilizziamo da tempo la formula del mistery
client che andremo a incentivare. Il controllo
avviene a livello nazionale e per ovvie ragioni
non è lasciato alle singole cooperative.

Parliamo di assortimento. Già a maggio
lei aveva annunciato una drastica
riduzione del numero di fornitori/
referenze: la state attuando e in che
modo?


L'offerta nel mercato italiano è esorbitante,
il tema è razionalizzare l'offerta e
quindi chi rimarrà dentro Conad venderà
di più. Anziché avere tutti poco dappertutto,
è arrivato il momento di fare scelte
vere: quando scegliamo di lavorare con
un partner, questi deve essere presente
dappertutto. Abbiamo stabilito, quindi,
dei limiti: nel punto di vendita di vicinato
saranno 2.800 le referenze scatolame e
surgelati di cui 900 prodotti a marchio,
freschi 750, di cui 250 a marchio, e 150
non food; nel convenience 2.300 scatolame
e surgelati (900 Pl), freschi 700 (250
Pl) e 150 non food, numeri destinati man
mano a salire a 4.000 nei supermercati
e 7.000 nei superstore. Tutto questo non
solo è fattibile, ma comincia già a dare
risultati: ciò non significa togliere servizio
ai clienti e fatturato ai fornitori. Infatti,
l'industria non sembra lamentarsi con
Conad, confortata anche dai dati di sellout:
i primi 100 fornitori di sell-out sono
sul mercato a -1,68, mentre da Conad
sono a +3,67 a parità di rete. La razionalizzazione
comporta che chi lavora con
noi stia ottenendo risultati migliori. Barilla,
che viaggia a -4 nei super, con Conad è a
+3,47. Non si tratta di un privilegio riservato
alle grandi aziende; infatti, facciamo
un altro esempio: Fattorie Novelli +4,50
sul mercato e +9,29 con Conad.

Questi assortimenti saranno in qualche
modo diversi oltre che numericamente
anche qualitativamente?

Certamente, riteniamo importante che l'assortimento
sia tarato per il ruolo del convenience
perché diverso è il cliente al quale ci stiamo rivolgendo;
la differenziazione dell'assortimento
è giocata sulla funzione d'uso. Cambia anche
il ruolo delle categorie a seconda del format:
se l'ortofrutta nel convenience è di servizio,
nel vicinato è di attrazione, quindi, nel primo
caso lavoreremo molto con il confezionato,
nel secondo con il reparto ...

I buyer Conad sono selezionatori o negoziatori?

Non vedo differenza. Il buyer Conad è un
national category che lavora in un team fatto
dai local category delle cooperative, che
ricevono input dalla direzione marketing e
vendite e, nel rispetto delle direttive ricevute,
decidono quali sono gli attori da valutare.
Solo a quel punto inizia la negoziazione con
i fornitori. Inoltre, è necessaria anche la competenza,
perché quando la direzione della
marca commerciale stabilisce di entrare in
un dato segmento, con un posizionamento
specifico e un livello di qualità determinato,
al buyer spetta trovare un prodotto che corrisponda
alle linee guida che gli sono state
fornite. In Conad, il Parmigiano Reggiano
è totalmente centralizzato, 380.000 forme
all'anno, un esempio per dire che la ricerca
per certi tipi di prodotto, trattandosi di un asset
strategico, non è demandata al singolo
buyer, una regola che vale non solo per il
parmigiano, ma anche per i prosciutti, per lacarne; vale per il prodotto a marchio, per tutto
il mondo dei freschi industriali, centralizzato
in una piattaforma unica a livello nazionale.

Con Interdis avete un'alleanza in atto, come
sta andando?

Alla fine di quest'anno, dobbiamo decidere
se proseguire, visto che l'accordo scade nel
2011. Quello tra Conad e Interdis è stato il
primo accordo tra distributori della durata di 5
anni, l'obiettivo era di creare un percorso che
comprendesse la logistica, la gestione dei
freschi, un accordo che, aldilà dei contratti,
costruisse qualcosa in grado di aggregare
ulteriormente l'imprenditoria. Morale: non abbiamo
fatto niente in 4 anni. Quindi, o si fa un
programma che preveda che loro diventino
dei soci di Conad e, di conseguenza, entrino
in questo nostro sistema o se l'aggregazione
deve servire solo per la negoziazione dei
contratti, non siamo interessati. Non crediamo
più al discorso della supercentrale legato alla
negoziazione, oggi la differenza, anche nel
rapporto con il fornitore, è la performance.

Una posizione decisa ...

Siamo i secondi sul mercato in termini di fatturato
e in più possiamo vantare un fatturato
omogeneo. Proprio in un'ottica di omogenizzazione
sempre più alta, siamo partiti con i team
di lavoro sulle categorie: prevediamo in due
anni di concludere. Abbiamo tracciato un programma
in funzione di quelli che sono i bisogni
del mercato; al momento, stiamo lavorando
sull'assortimento delle bevande per l'estate
prossima. Abbiamo calendarizzato petfood,
acqua, gelati e cura persona e stabilito i gruppi
di lavoro dentro le cooperative.

Come coniugate la libertà imprenditoriale
dei vostri soci con questo approccio?

La capacità di Conad di muoversi a livello locale
è senza dubbio un valore, ma il localismo
in media rappresenta il 20%. Esistono, infatti,
categorie dove il localismo è 0 ed altre dove è il
60%, quindi, avremo categorie che saranno ad
alta centralizzazione ed altre che saranno più
“libere”. Ma la libertà ha dei vincoli: se la categoria
è rappresentata da 8 marche, deve avere
100 referenze ed è forte in locale, ci saranno 5
marche locali da scegliere: la selezione sarà
però limitata all'interno di prodotti con analogo
posizionamento.

Come concorda questa selezione con il
discorso dei listing fee?


Sono stati selezionati prodotti che giudicavamo
innovativi a prescindere dai listing fee. Certo
se un fornitore adotta i listing fee, quello che
pretendo è di avere lo stesso trattamento degli
altri. Nella prossima riunione di Centromarca,
chiederò a tutta l'industria che l'innovazione
di prodotto sia presentata con enne mesi di
anticipo, qui, in sede nazionale, perché con le
cooperative stabiliremo ciò che è funzionale
alla nostra strategia di posizionamento: se è un
prodotto che non serve, lo decideremo prima,
con tutte le cooperative, così da non aumentare
il livello di confusione che c'è sul mercato.
Tutto questo, senza intaccare il numero di
referenze in una determinata categoria, quindi
se entra un prodotto nuovo, ne esce un altro e
non necessariamente della stessa azienda.

Voi retailer lamentate spesso la mancanza
di innovazione ... Non sarà che siete voi che
non la trovate?

Questo sistema ha creato una stortura: la piccola
azienda, che ha un'idea innovativa, non
ha la possibilità di entrare, le grandi aziende,
creando i listing fee, hanno creato una barriera
all'ingresso per i piccoli e Conad, proprio
facendo inserimenti senza listing fee, incentiva
l'innovazione. Non dimentichiamo, inoltre, che
ci sono aziende, anche importanti, che non
hanno mai pagato listing fee, continuano a fare
innovazione e sono sugli scaffali della distribuzione.
Un caso per tutti? Ferrero. Abbiamo
introdotto prodotti innovativi nelle nostre linee
di Pl riscuotendo molto successo, ma non
è questo il ruolo delle Pl e tanto meno della
distribuzione.

Recentemente avete inaugurato il format
Sapori & Dintorni, come si svilupperà?

Stiamo pensando ad aeroporti e stazioni,
così come all'estero. Inoltre, il marchio è
stato lanciato in 20 pdv in una catena di
Singapore e Macao che ha selezionato 80
prodotti. L'idea è di estendere gli item in tutti
i 200 punti di vendita. In questo caso, Conad
diventa un fornitore.

Gli ipermercati Conad Leclerc non vivono la
crisi del format?

Abbiamo 30 ipermercati e, a parità di rete, a
fine agosto, abbiamo realizzato un +0,70, con
le nuove aperture siamo a +5, un risultato ottenuto
anche grazie alle dimensioni intermedie
dei nostri pdv (tra i 4.500 e i 6.000 mq). Inoltre,
riteniamo che l'ipermercato si stia trasformando
in un grande superstore e quindi abbiamo
orientato i nostri assortimenti sulle aree dei freschi
e dell'alimentare; in più, nell'extralimentare
gli assortimenti sono centralizzati completamente:
quello che cambia, area per area, è la
loro modularità.

Tessile ed elettronica di consumo ...

Con OVS -Gruppo Coin- stiamo costruendo
delle linee a marchio nostro. Siamo partiti
con la stagionalità sui bambini. Nell'elettronica
di consumo, abbiamo avviato un progetto
europeo con LG, in cui l'azienda sarà l'alfiere
dell'offerta Conad, garantendo a noi prezzi e
innovazioni al pari di quelli che offre alle catene
specializzate.

Liberty of London for Target

Arriva il Calendario Lavazza 2011

La direzione creativa del Calendario 2011, anche questa volta, è stata affidata da Lavazza all'agenzia Armando Testa
Il cuore del messaggio è l'abbinamento dell'italianità alla tazzina di caffé Lavazza e per realizzare questo accostamento è stato chiamato il fotografo americano Mark Seliger, noto per i suoi ritratti alle star. Un paesaggio toscano, l'acqua alta di Venezia, il balcone di Romeo e
Giulietta, i faraglioni di Capri, un giardino incantato a Firenze e,
ancora, un innamoramento a Napoli, sono tutte citazioni dall'immaginario collettivo che parlano di italianità e che diventano lo sfondo ideale per il racconto di Seliger.
Altra particolarità di questa edizione è che accanto alla bellezza femminile viene evidenziata anche la bellezza maschile, aspetto che sembra essere un trend stilistico, comune ad altre iniziative analoghe di quest'anno di altre grandi aziende come Campari e Pirelli.

Il Calendario Lavazza si conferma dunque oggetto di culto per collezionisti e appassionati di tutto il mondo. Falling in love in Italy, oltre che titolo  della diciannovesima edizione del Calendario Lavazza, è una dichiarazione d'intenti che Lavazza porta alla ribalta da anni con fotografi internazionali chiamati a interpretare il Belpaese, colto nelle proprie peculiarità.
I fotografi delle precedenti edizioni sono stati Annie Leibovitz per l'edizione 2009 e Miles Aldridge per il 2010.

È nata AssoMedMarkets

Obiettivo dell'Associazione, che fa perno sui direttori e dirigenti dei Centri agro-alimentari del Mediterraneo, è quello di realizzare una rete di servizi a vantaggio dei mercati all'ingrosso e al dettaglio dell'area, promuovendo la crescita del ruolo di queste strutture come "centri intelligenti" della filiera agro-alimentare, in particolare ortofrutticola, ittica, floricola, e lo sviluppo delle produzioni tipiche all'interno di regole comuni che difendano e valorizzino nel mondo la dieta e lo stile di vita mediterranei.

La sede dell'Associazione, che è apartitica e non ha fini di lucro, è a Roma, negli uffici Andmi (Associazione dei direttori dei mercati italiani) presso il Centro agroalimentare Car.

Il primo consiglio direttivo è composto da Pietro Cernigliaro, presidente Andmi e neo presidente dell'associazione, Mauro Ottaviano, direttore del Centro Agroalimentare di Roma, Valter Vannucci, direttore del Mercato di
Rimini, Marco Hrobat, direttore del Mercato di Brescia, e Antonio Felice, direttore di Green Med Journal.

Al Fiordaliso sboccia il giardino verticale più grande d’Italia

Ormai pressoché terminata la fare di ristrutturazione, il centro commerciale Fiordaliso si tinge di verde e crea il grande giardino verticale d'Italia: composto da 44mila piantine di duecento specie diverse, si sviluppa su una superficie di 1.250 metri quadri.
Il giardino ricopre la superficie esterna del centro commerciale e, oltre che per un effetti estetico di grande impatto, contribuisce al bilanciamento termico dell'edificio: riparandolo dai raggi solari ne abbassa il consumo energetico, trattenebdo le polveri sottili e assorbendo Co2. Inoltre, riduce i rumori ambientali e ha la peculiarità di poter essere facilmente smontato e riutilizzato.

Il progetto green
Il giardino è stato ideato e progettato dall'architetto Francesco Bollani, in collaborazione con uno studio di architettura di Montpellier e con la ditta Peverelli.
"Il progetto - spiega l'architetto Francesco Bollani - nasce da una riflessione sulla possibilità di integrare il centro commerciale con le aree verdi del Parco Agricolo Sud Milano, ma al sistema francese abbiamo apportato sostanziali modifiche, facendo attenzione alla selezione delle piante da utilizzare e soprattutto al clima milanese".

Il giardino verticale ricopre la facciata principale dell'area commerciale con sempreverdi e fioriture che compongono macchie di colori rosso, bianco, rosa, giallo e blu. "Sono duecento le specie di essenze montate a gruppi di quattro cassette in un green box da 11mila cassette metalliche -racconta l'architetto Bollani- e il muro è stato coltivato e sperimentato per circa un anno prima di essere montato al Fiordaliso. Il suo cuore è costituito dallo sfagno, un genere di muschio a fibra lunga proveniente dal Cile. Decisamente ridotti anche i costi d'irrigazione della grande parete verde poiché i muri verticali hanno un substrato con grande capacità di ritenzione idrica."

Della Valle sale in Saks

Diego Della Valle non lascia ma raddoppia. All’indomani delle voci di un’Opa ostile su Saks, i magazzini del lusso con flagship store sulla Quinta Avenue di New York e presenti con 49 pdv in 23 Stati degli Usa, l’industriale marchigiano (nella foto) aveva dichiarato che non aveva nessuna intenzione di cedere la quota, allora pari a poco più del 9%, perché giudicata strategica per gli interessi industriali del Gruppo. E così è stato, anzi ha portato la sua partecipazione a oltre il 19%, divenendo così primo azionista, sopravanzando il tycoon messicano Carlos Slim (l’uomo considerato più ricco del mondo) fermo al 16%.

In consiglio di amministrazione

Non si tratta di un puro investimento finanziario perché Della Valle parrebbe aintenzionato a dire la sua anche sulla gestione dell'insegna. Infatti, come nella
documentazione depositata presso le autorità Usa, Della Valle afferma che potrebbe
discutere con i rappresentanti di Saks o con azionisti di rilievo
sull'attività della società e sulle strategie per rafforzarla e "potrebbe decidere di diventare investitore
strategico e di lungo termine e in tal caso richiedere di essere
rappresentato nel consiglio di amministrazione".

Fida: l’innovazione tecnologica come opportunità per il dettaglio alimentare

L'innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale per la competitità delle imprese non solo nella grande distribuzione ma anche nel dettaglio. Un tema molto dibattuto anche nell'edizione 2010 di Smau, dove ieri ha avuto luogo l'incontro “Il contributo dell'innovazione tecnologica per il commercio al dettaglio dei prodotti alimentari” organizzato da Fida - Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari. Si è parlato del futuro per il negozio tradizionale alimentare milanese con l'utilizzo di tecnologie quali il marketing digitale e i sistemi di CRM per incrementare la fidelity.

Nuovo progetto di filiera
“Il tema dell'innovazione tecnologica ci ha gratificato con il premio Smau 2009 al nostro progetto spesacasasottocasa che è stato premiato anche dal Presidente della Repubblica e dal Ministro Brunetta per l'alto “tasso” di innovazione introdotto in un comparto maturo come quello del commercio -ha ricordato Dino Abbascià, presidente nazionale Fida-. Coerentemente con la strada intrapresa, quest'anno stiamo lavorando ad un altro progetto di filiera agroalimentare che coinvolge tutti i protagonisti del processo di produzione, distribuzione e di logistica ecosostenibile che si chiama Ecotr@de”.
Successivamente, Riccardo Mangiaracina, responsabile ricerca Ossevatorio Commerce B to C - Politecnico di Milano ha disegnato lo scenario dell'ecommerce business to consumer evidenziando che solo il 6% della grande distribuzione alimentare è attiva nel commercio elettronico, mercato peraltro detenuto quasi per intero da Esselunga. Daniele Tirelli, presidente Popai ha ricordato come il mondo del dettaglio possa e debba sfruttare l'innovazione tecnologica, ad esempio introducendo servizi di misurazione/monitoraggio della qualità dei prodotti a disposizione dei consumatori. Enrico Sacchi, caposervizio di Gdoweek ha osservato come le nuove tecnologie possano costituire un valido ausilio nella gestione della relazione con il cliente in tutti i suoi aspetti, dal pick up in store per chi fa ordini online ai contatti attraverso i social network.
Non sono mancate le testimonianze dei fornitori di soluzioni tecnologiche: Claudio Vailati di Proxima Centauri ha presentato una case history relativa all'implementazione delle etichette elettroniche nei reparti del fresco, mentre Antonio Zulianello di Nec Italia ha mostrato le potenzialità di comunicazione instore dei sistemi di digital signage.

Layout 38 2010

editoriale

Sguardi indiscreti

internet

I 12 click per leggere e scoprire il mondo del consumo

fermoimmagine
- News

- Lusso al Fondaco
- Contrasti by Gareth Pugh

portrait

Giulio Ceppi - Integrazione con il paesaggio e bioarchitettura

grandangolo
Ortofrutta

Articoli sportivi

Latticini

zoom

Osaka - Namba Parks

Leeds - Food & House Waitrose

Novara - Ebarrito

strumenti

ADT - Axis - Cefl a - CGM - Checkpoint Systems - Datalogic Scanning - Eiwal - Epson - Epta - Euro Pool System - Gunnebo - Ingenico - Intermec - Linde - Rabugino Group - Synco

Tesco apre il primo Express all’aeroporto di Glasglow

Tra le catene inglesi di maggiore calibro, Tesco si caratterizza anche per la capacità di innovazione di concept, come l'ultimo Express situato all'interno dell'aeroporto scozzese (arrivi nazionali) di Glasglow aperto in questi giorni.

Si tratta di uno store di 280 mq, dedicato ai viaggiatori che vogliano fare uno spuntino veloce, ma soprattutto fare rifornimento per la dispensa domestica, senza doversi poi fermare durante il tragitto verso casa.
L'assortimento, infatti, equilibrato tra food e non food, si focalizza su prodotti grocery di prima necessità, che includono anche ready meal, sandwitch, snack, pane, ortofrutta e bevande di ogni genere; mentre
nel non food, l'offerta spazia su fiori e regalistica, ma anche su toiletrie e una selezione di prodotti per l'infanzia.
I prezzi sono allineati a quelli degli altri store di Tesco locali. Aperto tutti i giorni, 24 ore su 24, il pdv occupa circa 20 addetti (con turni di lavoro).

I numeri di Tesco

Il bilancio consolidato di Tesco, relativo al primo semestre 2010 segna un +14% portando il risultato a 1,8 miliardi di sterline (circa 2 miliardi di euro), con vendite salite dell'8%.
Tesco è presente in 14 Paesi dove conta una rete di 4.813 store di diversi formati e insegne e, il budget 2009/10 ha previsto oltre 500 nuove aperture in tutto il mondo.

Al centro commerciale di Savigliano lo shopping si fa con le lire

Per i nostalgici e per chi non si è ancora "disfatto" delle lire, dall'11 ottobre e fino al 31 dicembre 2010, si può fare shopping pagando alla vecchia maniera.

A rispolverare la lira è il centro commerciale naturale Il Molo di Savigliano (Cn), dove fino alla fine dell'anno, in 48 punti vendita, è stato organizzato l'evento in collaborazione con la Banca CRS, che si occuperà di gestire i contatti e i cambi con la Banca d'Italia, garantendo trasparenza e puntualità nella conversione delle monete e banconote del vecchio conio ritirate dai negozianti.
L'iniziativa mira ad accontentare i nostalgici delle vecchia valuta, che sono ancora in tanti. Per avere un'idea, si digiti la parola “lire” su Facebook e appariranno decine di gruppi a suo sostegno, con la parte del leone rappresentata dalla banconota delle 1.000 lire con oltre 26mila fan.

Per i più pratici, diventa l'occasione per liberarsi da spiccioli e banconote che ancora non si ha avuto il tempo o la voglia di cambiare. Uno studio della Banca d'Italia rivela, infatti, che al 31 maggio 2010 non erano rientrati quasi 310 milioni di pezzi dell'ultima serie, denaro di fatto ancora circolante per il valore di 2.557 miliardi di lire, ossia quasi 1,3 miliardi di euro, e che può essere convertito in euro presso le filiali della Banca d'Italia solo entro la fine di febbraio 2012.

Chi sono quelli de Il Molo

Il Molo è un'associazione nata nel 2005 per valorizzare l'ambiente naturale del centro cittadino e fare riscoprire agli abitanti quanto sia bello fare acquisti passeggiando per le vie cittadine, liberi di scegliere tra le tante opportunità commerciali, artigianali, di svago e di spazi per il tempo libero.

“È un'originale iniziativa - spiega il direttore de Il Molo, Livio Raballo -che dimostra ancora una volta la vicinanza e la sensibilità del nostro centro commerciale naturale verso il tessuto sociale ed economico cittadino. Tutte le attività che abbiamo sviluppato e che svilupperemo vogliono comunicare che esiste un modo diverso di fare commercio: sostenibile, attento ai problemi della gente e ricco di quella componente umana che contraddistingue i nostri negozi e le nostre attività.”

Coop premiata per la sua politica animalista

Galline allevate in gabbia? No, grazie!  Coop Italia, dai primi di ottobre, ai suoi clienti propone esclusivamente uova provenienti da allevamenti a terra, all'aperto e biologici.
“Una strada già intrapresa da Coop con le uova a marchio Coop -dichiara Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia- ora abbiamo sensibilizzato tutti i fornitori sul problema e supportato l'innovazione nei loro allevamenti”.
In virtù di questa scelta, a Coop sarà assegnato a Parigi mercoledì 20 ottobre il premio Good Egg, il riconoscimento della Compassion in World Farming, la maggiore organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento.

Un lungo percorso

Con questa decisione, Coop anticipa la Direttiva Europea del 1999 sulla protezione delle galline ovaiole negli allevamenti, che ha introdotto il bando delle gabbie di batteria convenzionali dal 1° gennaio 2012 e, sempre grazie a questa decisione, oltre 1,3 milioni di galline vivranno fuori dalle gabbie.
Scompaiono così dal mondo Coop gli allevamenti dove le galline sono costrette a vivere in spazi poco più grandi di un foglio di carta A4, impedite nei movimenti, obbligate a mangiare e sfornare uova a ripetizione.
“Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale nei nostri allevamenti di bovini, suini, avicoli a marchio Coop, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi ad eliminare le pellicce dai capi del tessile” - aggiunge Tassinari-. Ora continuiamo su questa strada non solo per quanto riguarda il nostro prodotto. Molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perché, anche se dal 2012 saranno leggermente più grandi, resta comunque uno spazio angusto e innaturale. Auspichiamo che molte altre imprese ci seguano, e confidiamo che questa nostra scelta dia un chiaro indirizzo al mondo della produzione”.
È stato predisposto un dossier informativo per i consumatori con la supervisione scientifica del Centro di referenza nazionale per il benessere animale e con la collaborazione della LAV, tra le maggiori associazioni animaliste italiane.

Presentato il nuovo calendario Campari con Benicio Del Toro

Questa edizione del calendario, The Red Affair, racconta con i suoi 12 scatti la storia di un appassionato d'arte, Benicio Del Toro, che riceve un misterioso messaggio. Da qui viene proiettato in un'avventura alla caccia di una banda di ladri di opere d'arte, che si conclude con l'eroe che trae in salvo una bellissima protagonista femminile.
La novità del protagonista maschile fa sì che Del Toro si trovi a ereditare un ruolo che è stato di donne come l'ultima Bond girl, Olga Kurylenko, ma anche Salma Hayek,  Eva Mendes e Jessica Alba.

Michel Comte è il fotografo scelto da Campari e così  descrive il proprio lavoro: “Queste sono immagini molto emozionali, molto italiane, insomma molto Campari. Ho cercato di catturare la verità di ogni momento ma anche quella dei momenti immediatamente precedenti e successivi alla scena. Durante lo shootting ho voluto preservare l'autenticità di ogni scatto, di ogni espressione e di ogni scambio di sguardi tra i personaggi per mantenere il più possibile il registro cinematografico che è innanzitutto movimento”.

Bob Kunze-Concewitz Ceo del Gruppo Campari così commenta l'iniziativa: “La sfida è nel nostro DNA. La novità maschile di quest'anno fa cambiare rotta rispetto al passato. Ma nonostante questo rimane un filo, rosso passione, che unisce tutte le precedenti protagoniste a Benicio Del Toro.”

Nike, il negozio di Tokyo

Primo ristorante in Europa di Ralph Lauren

Ralph Lauren apre a Parigi il flagship europeo

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Gdoweek | 18 ottobre 2010 |

Arriva il Cibus Tour evento B2C dedicato ai sapori tipici

Giovedì 21 ottobre all'interno del Salone del Gusto di Torino (presso lo stand della Regione Emilia Romagna Padiglione 2 - Area M 161/L 162),
verrà presentata la nuova manifestazione fieristica di Fiere di Parma, Cibus Tour che si terrà a Parma nell'aprile 2011.

Sarà Elda Ghiretti, brand manager Cibus, a presentare alla stampa l'iniziativa così definita: "Un viaggio nei saperi del territorio, nella salute e nel saper fare dell'alimentare Made in Italy”. Interessante il posizionamento, diverso e complementare rispetto al Cibus tradizionale ormai giunto, nel 2012, alla 16a edizione. Diversamente dal suo fratello maggiore, Cibus Tour sarà infatti un evento B2C, cioè aperto e dedicato al grande pubblico, essendo concepito da Fiere di Parma come evento di cerniera rispetto a Cibus.
L'intento è di promuovere i prodotti eccellenti e le tipicità locali del made in Italy alimentare, non a caso a Cibus Tour parteciperà anche Slow Food Italia, con un evento sull'impiego della carne suina in cucina.

Stradella diventa la città del libro

Una coincidenza forse non casuale: ieri Rcs libri era presente all'inaugurazione della Città del libro di Stradella, nell'Oltrepo pavese,  la maggiore piattaforma logistica per la distribuzione di libri in Europa, oggi ha annunciato il lancio in grande stile delle vendite di e-book. Evidentemente si sta scommettendo sul fatto che il digitale porterà vendite aggiuntive a quelle dell'editoria tradizionale senza sottrarre mercato. Una scommessa, per onor del vero,  sulla quale le esperienze in altri settori non autorizzano un eccesso di ottimismo.

La piattaforma
La struttura, realizzata da Ceva Logistics, ha comportato un investimento di 65 milioni di euro
8 mesi di realizzazione è destinata a movimentare a regime oltre 90 milioni di libri, la metà del consumo editoriale del nostro Paese. La sede è collocata in posizione
centrale rispetto ai traffici logistici nazionali che si articolano lungo l'asse
Nord‐Sud ed Est‐Ovest, l'uscita autostradale dalla A21 è a circa un chilometro.
Il nuovo magazzino impiegherà 200 addetti per distribuire
prodotti editoriali in 4.000 punti di consegna in tutta Italia.
La parte immobiliare è stata curata da Akno Business Parks: è prevista la realizzazione di
ampliamenti in termini di superficie in tempi ridotti, passando dagli 80.000 metri quadrati iniziali a
oltre 150.000. Il magazzino di Stradella è all'avanguardia anche dal punto di vista della sostenibilità: sarà operativo entro l'anno un impianto fotovoltaico di oltre 35.000 moduli, corrispondente ad un'area di circa 6.500 metri quadrati, che permette di produrre ogni anno 3.780 MWh, pari al consumo di 2.000
unità abitative, con un risparmio di circa 1,6 milioni di kg di emissioni di CO2.
Oltre a Rcs, la piattaforma servirà Messaggerie Libri e Pearson.

Kimbo apre a Milano un temporary sul rito del caffè

Sono oltre 50 gli appuntamenti con personaggi del mondo dello spettacolo e protagonisti del gusto e dell'alimentazione in programma sino a metà novembre al Kimbo Coffee Hour Lounge, lo spazio di 200 mq inaugurato il 15 ottobre in via Borgonuovo 1 a Milano da Cafè do Brasil, tutto dedicato al concetto di Kimbo Coffee Hour, nato per esprimere tutto il mondo di emozioni e valori che ruotano intorno a una buona tazzina di caffè.

Ad avvicendarsi durante il mese, al ritmo di due appuntamenti al giorno, saranno scrittori (De Crescenzo, Silvana Giacobini, Andrea Pinketts), personaggi del mondo del cinema (Fabio Troiano, Luca Miniero, Paolo Genovese) e protagonisti del gusto e dell'alimentazione (Camilla Baresani, Evelina Flachi, Antonio Paolini), solo per citarne alcuni.

I visitatori potranno prendere lezioni di Bon ton con Barbara Ronchi della Rocca, assaggiare gli oltre 40 cocktail al caffè del barman Carmine Castellano, partecipare a corsi di Knitting, ascoltare musica, leggere un libro della Biblioteca del Caffè o lavorare in wireless in tutta comodità. Il tutto accompagnato dal piacere di una tazzina di caffè Kimbo.

Inoltre, ogni sabato, dalle 14 alle 20, sarà possibile partecipare al casting per la prossima edizione degli spot Kimbo. Un'iniziativa che in un Tour in giro per l'Italia ha raccolto più di 500 contributi video: tante le persone che si sono sedute sullo speciale Divano Rosso, presente anche al Temporary, pronto ad accogliere tanti nuovi ospiti.

Tesco testa il servizio di drive-thru

Tesco ha lanciato il suo primo test nazionale sul servizio di drive-thru, riservato a quei consumatori impegnati che vogliono la loro spesa già raccolta e confezionata, ma che non hanno il tempo di aspettare la consegna a casa. Proposto dal team di Tesco.com, il servizio consente ai clienti di caricare la spesa al proprio supermercato senza scendere dalla macchina.
“Questo servizio sarà particolarmente apprezzato dalle molte mamme che si trovano a dover accompagnare i figli a scuola e a gestire le loro attività –spiega Laura Wade-Gery, ceo di Tesco.com e Tesco Direct- ma anche da altri target, come i giovani professionisti che possono fermarsi a ritirare la spesa quando tornano a casa o in qualsiasi altro momento”.
Il trial è collegato al pdv Tesco Extra Store di Baldock (Hertfordshire) e, se i risultati saranno positivi, potrebbe venire esteso in ulteriori aree.

Il meccanismo

I clienti ordinano i loro acquisti, come al solito sul sito Tesco.com, scegliendo l'opzione "Click and Collect" e prenotando uno slot di ritiro di due ore; all'interno di questa finestra temporale essi possono ritirare la spesa in qualsiasi momento. Un’apposita area coperta del parcheggio attende i clienti: una volta consegnato allo staff il proprio codice dal finestrino dell’auto, il personale stiva la spesa direttamente nel bagagliaio.
Per il servizio di picking e packing viene applicata una tariffa flat di 2 sterline, invece della tariffa scalare applicata per il servizio di consegna a domicilio per ordini via Internet, che parte da 3 sterline. Il costo del servizio viene aggiunto direttamente sullo scontrino in fase di ordering, così il cliente non deve pagare nulla al momento del ritiro.

Per tutta la durata del test, verranno utilizzati i furgoni del servizio di consegna di Tesco.com e, se l’iniziativa verrà estesa, Tesco studierà come adattare in futuro i propri punti di vendita per rendere lo shopping drive-thru un servizio di carattere permanente.

Crescono le carte prepagate, con poca consapevolezza sui vantaggi

L'utilizzo delle carte prepagate in Italia è in forte crescita ma i retailer non sembrano ancora averne percepito appieno i vantaggi, anche solo nel rispamrio di tempo alle casse per la consegna del resto in monetine, un pregio che caratterizza tutto il denaro elettronico.
Questa è l'indicazione che emerge da una ricerca MasterCard e Vrl sull’utilizzo delle carte prepagate nel mercato retail in Italia e Gran Bretagna, presentata nei giorni scorsi a Milano in occasione dell'evento Prepaid Summit Europe 2010. L’indagine ha coinvolto 20 tra i principali gruppi bancari e 20 tra i principali retailer del mercato italiano e Uk, focalizzandosi sul rapporto tra banche e retailer in materia di carte prepagate.

Tra le principali differenze emerse tra Italia e Gran Bretagna si sottolinea come in Italia i retailer dimostrino di essere più protettivi nei confronti dei propri clienti, di non avere ancora, in alcuni casi, ben chiara la regolamentazione legislativa da applicare alle carte prepagate e di basare la propria attività maggiormente sullo scambio di denaro contante.
I colleghi inglesi, invece, hanno tra gli obiettivi chiave quello della salvaguardia e dello sviluppo del proprio brand e sono in possesso di un data mining (ossia un'analisi dei dati sui clienti) sofisticato.
Mettendo invece a confronto le banche dei due paesi, è risultato che quelle italiane sono fortemente attente ad adeguarsi alle normative vigenti e anch'esse non comprendono pienamente il valore derivante dallo stringere partnership con i retailer. D’altra parte, anche le banche inglesi hanno difficoltà a far comprendere ai retailer i vantaggi del prepagato e pensano che non ci sia abbastanza supporto per questo mercato. Tuttavia e sono convinti che la Gran Bretagna seguirà il trend degli Stati Uniti nella crescita del prepagato.

In generale, i risultati della ricerca hanno evidenziato come la maggior parte dei retailer non ha ancora le idee chiare in merito ai vantaggi derivanti dall’utilizzo di carte prepagate in un circuito di spesa aperto (open-loop), situazione che le banche imputano alla comunicazione incompleta e poco chiara che i retailer ricevono dal mercato. Le banche sono convinte che l’open loop rappresenti la naturale estensione dei servizi e prodotti finanziari già offerti, e un’opportunità per sviluppare ulteriormente il loro business utilizzandolo anche come strumento per fidelizzare la clientela. Al contrario, i retailer ritengono che l’utilizzo delle carte prepagate non contribuisca ad aumentare i profitti e la fidelizzazione del cliente, minando il rapporto con quest’ultimo riducendone la quota di spesa. Infine, a differenza delle banche, i retailer valutano il prepaid un servizio finanziario totalmente differente rispetto a quelli già offerti.

Video Retail Summit 2010 – generale

Sisal Wincity: un luogo per gioco, cibo e relax

Si chiama Hemma la web community di Ikea

Una casa dalle porte aperte, dove non si dorme mai, dove portare gli amici e incontrare gente che non si è mai vista, per discutere e fare. È questo lo spirito di Hemma, la community online lanciata da Ikea, raggiungibile dal link presente nell'home page di Ikea.it, o direttamente da www.hemmaikea.it.

Nata nel 2008, la community di Ikea è stato il primo progetto a livello mondiale lanciato nel nostro paese e realizzato da Olojin, agenzia di web marketing e design del trevigiano. Ed è sempre Olojin che ha ottenuto il compito di accompagnare Ikea nella realizzazione di questo progetto rivolto ai propri clienti. Hemma, un nome in linea con quello dei prodotti distribuiti da Ikea in Italia, significa “a casa” e si avvale del pay-off “questa casa è un albergo” a rafforzare il concetto di libertà d'espressione e sperimentazione che il marchio offre ai propri fan.

Quattro aree tematiche

La community offre ai propri membri diverse aree tematiche attraverso le quali interagire con il marchio Ikea. Da “Vivere Smart” al “Futuro nasce in casa”, area dedicata al pensiero ecosostenibile, per finire con un canale di video ricette totalmente made in Svezia, sono solo alcune delle aree che attendono i soci family Ikea nel mondo di Hemma. Il progetto, che ha seguito uno sviluppo graduale, è nato come semplice blog, per diventare poi vera e propria community dove si possono inviare e condividere le foto di ambienti arredati con i mobili Ikea e commentare quelle già presenti.
Per rendere questa realtà ancor più interattiva, utile e divertente è stato realizzato l'angolo dell'esperto di design e l'area answer, rivolta ai membri di Familyikea.it. Gli iscritti possono chiedere e ricevere consigli per arredare al meglio la loro casa, chi invece volesse sentire l'opinione della community, potrà rivolgere la propria domanda o intervenire scrivendo un suggerimento.

A marzo il nuovo outlet di Occhiobello

Aprirà le porte ai visitatori il 10 marzo 2011 Occhiobello Outlet Village, il nuovo outlet  realizzato da una cordata di imprenditori del Polesine, con la direzione generale di K-Board. La nuova struttura  sorge in un’area ricca di attrazioni naturalistiche, sportive ed ecologiche, immerso negli scenari del parco naturale del Delta del Po e di Ferrara. Alle porte di Rovigo, il Village si propone come naturale centro gravitazionale tra le province di Padova, Bologna e Venezia,  Per la primavera 2011 sono previsti il completamento e l’apertura della prima fase di sviluppo, che interessa 74 negozi; a conclusione della seconda fase, il centro raggiungerà le sue dimensioni definitive, ampliando la superficie commerciale a 39.000 mq con ulteriori 60 pdv. Grande attenzione è stata dedicata all’aspetto della sostenibilità, grazie all’utilizzo di tecnologie ecocompatibili, come l’energia fotovoltaica.

La commercializzazione
La vendita degli spazi è affidata alla società DB Retail, forte di un portafoglio clienti consolidato di oltre 500 aziende tra top brands e followers, il cui management ha già contribuito al successo dei progetti outlet di Serravalle Scrivia, Castel Romano, Franciacorta Outlet Village, Valdichiana Outlet Village. Numerosi i marchi di moda e oggettistica che hanno confermato la propria presenza o che stanno chiudendo gli accordi per l’affitto degli spazi.

La progettazione
L’outlet è stato progettato da Alessandro Prearo e Glauco Bettarelli con l’obiettivo di rispettare l’urbanistica, l’habitat naturale e l’identità storica dell’area geografica in cui sorge: con un design ispirato all’architettura del territorio, lunghi viali pedonali interamente porticati, tipici dei centri storici di Ferrara e Rovigo, creeranno un ambiente accogliente e raffinato.
Grazie alla grande importanza attribuita ai servizi offerti e agli spazi di ristorazione, il Village garantisce inoltre elevati tempi di permanenza dei visitatori all’interno delle strutture commerciali.

I numeri
12.840 metri quadrati di superficie di vendita;

20 mila metri quadrati di gla;

1600 posti auto gratuiti nei parcheggi;
74 negozi di abbigliamento uomo, donna, calzature uomo e donna, accessori, moda bimbo, sport, creazioni per la casa;

350 addetti occupati direttamente;
50 milioni di Euro di investimenti;
3 milioni di persone il bacino di utenza residenziale (400.000 le persone che potranno raggiungere il Village in solo mezz’ora di auto, che diventano 3 milioni considerando un tempo di percorrenza di 60 minuti);
55 milioni di Euro il fatturato atteso a regime per il primo anno

Il rapporto cliente-insegna al centro del Consumer & Retail Summit

Retail vuol dire fiducia. Ricordando un famoso claim pubblicitario potremmo così riassumere il senso della sessione che ieri ha chiuso i lavori del 4° Consumer & Retail summit, promosso da Il Sole24 Ore e dalle testate del Gruppo Gdoweek, Mark Up e Trasporti.
Il rapporto di fiducia tra consumatore e insegna infatti è destinato a diventare un driver di sviluppo decisivo per le insegne (la crescita della fiducia della clientela porta a una proporzionale crescita dei fatturati) ed è possibile anche affinare tecniche per migliorarlo. Di trust management hanno parlato  con taglio accademico Elena Gelosa retail industry leader di Ibm e Sandro Castaldo, professore ordinario alla Bocconi, che ha presentato anche i risultati del Trust Retail Index, una ricerca condotta da SdaBocconi sul rapporto di fiducia dei clienti nei confronti di una selezione di insegne del grocery, dell'abbigliamento e della farmacia.
Il rapporto tra cliente e retailer è stato centrale anche nella tavola rotonda, condotta dal direttore di Gdoweek, Cristina Lazzati, cui hanno partecipato: Alberto Baldan, Dg di Rinascente, Gianluigi Cimmino, Ad di Yamamay, Andrea Cipolloni, direttore generale commerciale di Limoni, Francesco Sama, Dg di Gruppo Coin e responsabile progetto Upim Pop e Stefano Stroppiana, Ad di Premium Retail. Consumatore e fiducia al centro del dibattito, durante il quale sono state proposte una serie di video interviste realizzate in esterno da GdoweekTV ai cliente delle insegne presenti sul palco. Ne è sortito un interessante dibattito da cui è emersa la centralità del fattore umano: la qualità del personale di vendita, infatti, è oggi considerato dai clienti una discriminante nella scelta del pdv.

Il cambiamento dei consumi
La sessione mattutina, coordinata dal direttore di Mark Up Luigi Rubinelli, si è incentrata sui temi della crisi dei consumi, sul ruolo della marca e sulla banalizzazione che apporta una promozionalità ormai giunta ai livelli di guardia, e sul tema sempre attuale  della conflittualità del rapporto tra industria e gdo. E a proposito di consumi, l'aspetto più interessante è stato forse il contasto tra chi, come i sociologi Vanni Codeluppi o Francesco Morace leggono il futuro in una prospettiva di sviluppo, indirizzata dal cambiamento dei trend, e chi, come gli economisti Mariano Bella o Luca Pellegrini, invece guarda alla cruda realtà delle evidenze statistiche e pronostica almeno ancora due tre anni di seria difficoltà. 
Tra le due sessioni plenarie si sono svolte tre sessioni parallele su tecnologia, canale web e sostenibilità. In questa sede è impossibile dare conto di tutti gli interventi (l'elenco completo in http://www.formazione.ilsole24ore.com/st/retail2010/programma.htm), anche se nelle prossime settimane metteremo on line alcune delle relazioni presentate al summit e ampio spazio daremo anche nei prossimi numeri cartacei di Gdoweek. Nei prossimi giorni inoltre metteremo on line su GdoweekTV anche le videointerviste ai relatori da noi realizzate durante la giornata dei lavori.
  

Finiper lancia Bio e Zerotre, nuove linee sostenibili

Finiper ha deciso di lanciare nella propria rete di vendita di 26 ipermercati, due nuove linee pensate per un'alimentazione più sana ed equilibrata.

Si tratta di Bio e Zerotre, che non utilizzano OGM nè pesticidi, ma sono realizzate secondo le tecniche dell'agricoltura biologica.

In particolare, Bio comprende oltre 50 prodotti, che vanno dai succhi agli yogurt, dai frollini alle uova, dai formaggi alle verdure surgelate, alimenti in scatola, senza dimenticare i freschi.
Tutti i prodotti sono selezionati e realizzati secondo le norme di legge e la certificazione ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale).

La linea Zerotre, invece, è dedicata alla prima infanzia: prevede omogeneizzati e pappe, studiati per la prima crescita e lo sviluppo del bambino, ponendo grande attenzione alla qualità e alle leggi vigenti nel campo dell'alimentazione infantile.

Entambe le gamme fanno parte del progetto I Naturale, nato lo scorso anno con la volotà di dimostrare la sensibilità di Finipe rnei confronti dell'ambiente e del benessere delle persone.

Questa volontà si concretizza anche nell'impegno di Iper, La grande i verso sia l'utilizzo di imballi ecocompatibili sia l'integrazione di strutture produttive con il territorio con l'obiettivo di contribuire ad uno sviluppo sostenibile e durevole.

Nuova raccolta Esselunga: in tavola i cristalli RCR

Da domani, 14 ottobre, Esselunga propone nella propria rete di vendita la nuova Grande Collezione 2010: in linea con le due edizioni precedenti, che hanno portato sulla tavola dei propri clienti piatti e vassoi firmati Villeroy & Boch e le posate di Sambonet, quest'anno l'attenzione si concentra sul mondo di calici e bicchieri firmata Rcr, storico brand del made in Italy nell'ambito della cristalleria che, attraverso una produzione ecosostenibile, reinterpreta con creatività e innovazione i segreti dell'antica arte vetraria.

In particolare, la raccolta punti, riservata ai clienti Fìdaty, propone calici acqua, calici vino, flûtes, bicchieri, caraffa, calici degustazione per vini rossi e bianchi e decanter della linea Aliseo, in puro cristallo.

Il meccanismo del collezionamento è quello classico: i clienti Esselunga riceveranno, ogni 25 euro di spesa e/o 50 punti fragola, un bollino a fronte di una spesa effettuata nei supermercati Esselunga, nelle profumerie Olimpia Beauté e con la spesa online www.esselungaacasa.it.

Per iniziare la collezione, sono sufficienti 6 bollini, cui va aggiunto un piccolo contributo di 3, 4, 5 o 9 euro a secondo del prodotto prescelto.

L'iniziativa Grande Collezione RCR è supportata da una campagna pubblicitaria on air dall'11 ottobre, realizzata da Armando Testa, e declinata su diversi mezzi (affissione, stampa, radio, web e manifesti nei pdv).

E-shop di Gucci, un vero flagship digitale

Week end di design con la Rinascente

L'installazione dell'ultima creazione che Fabio Novembre ha presentato all'edizione 2010 del Salone del mobile, un incontro con Aldo Cibic sull'arte di vivere, la presentazione di una nuova linea esclusiva di Sebastian Berne per Gaia & Gino, la presentazione della nuova collezione Missoni Home per Richard Ginori 1735 da parte di Rosita Missoni:
questi alcuni dei momenti che, da giovedì 14 a domenica 17 ottobre animeranno il nuovo sesto piano dedicato alla casa e il design supermarket (al meno 1) del flagship la Rinascente a Milano.

Design Week End, incontri serali con aperitivo dedicati alla casa, alle sue nuove interpretazioni, alla scoperta di nuovi oggetti e collezioni, nasce dall'idea che il punto di vendita debba diventare un luogo di riferimento non solo per lo shopping, ma anche per il tempo libero, la cultura e il relax.

Coinvolti anche alcuni marchi di riferimento del design italiano: presso lo shop-in-shop Kartelli viene presentata l'installazione la Dolce vita, mentre Alessi presenta, in esclusiva nazionale nel suo spazio, il suo Ipad designed by Stefano Giovannoni, entrambi al Design Supermarket (la Rinascente piano - 1)

P&G e Unicef insieme per debellare il tetano neonatale

L'annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa del di giovedì scorso. Da ottobre fino al 31/12/2010 chi compra un prodotto Dash di qualsiasi formato e tipo, farà donare a Procter & Gamble l'importo necessario per
l'acquisto di una dose di vaccino antitetano per proteggere una donna in
età fertile: la ergola è semplice 1 confezione = 1 vaccino.
Accanto a Dash, altri marchi di Procter&Gamble sostengono l'iniziativa: Az, Bolt, Fairy, Infasil, Mastro Lindo, Oral-B, Swiffer, Viakal, che, nell'ambito delle iniziative promozionali legate alla campagna, doneranno una dose di vaccino per ogni confezione acquistata. "Questa nuova iniziativa che vede Dash al fianco di Unicef ha lo scopo di coinvolgere i cuori e le coscienze degli italiani -dice Sami Kahale, presidente e Ad Procter&Gamble-,una sfida che si inserisce nella strategia di sviluppo sostenibile dell'azienda che ci vede impegnati a migliorare le condizioni di vita di almeno 300 milioni di bambini in difficoltà entro il 2012".

Malattia da quarto mondo

Roberto Salvan, direttore generale Unicef Italia, durante il suo interbento ha sostenuto: “Ogni 9 minuti un neonato muore a causa del tetano neonatale. Ancora oggi, sono 170 milioni le donne a rischio di contrarre il tetano, esponendo anche i bambini a questa malattia letale. Dal 2006 Procter&Gamble ci affianca con l'obiettivo comune di eliminare il tetano neonatale entro il 2015 in 40 Paesi”. Secondo i più recenti dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il tetano neonatale è responsabile della morte di 59.000* neonati ogni anno. Il tetano neonatale è una malattia facilmente prevenibile: per questo motivo anche una sola morte a causa di questa malattia è una tragedia insopportabile.

Intervista a Sami Kahale

per Gdoweek.it abbiamo poi posto alcune domande in esclusiva al presidente P&G.
Perché ha definito il progetto contro il tetano neonatale di livello superiore?
Lo è sia in termini quantitativi per via della scala globale su cui ci muoviamo, con 300 milioni di dosi che gestiremo entro fine anno, ma lo è anche in termini qualitativi per come sono stati definiti in modo preciso i ruoli all'interno del progetto nelle varie entità coinvolte nei 40 paesi in cui si svolge.
A che livello avete calcolato essere il break even?
Non ci muoviamo con una logica di profitto. Sappiamo di avere stanziato una cifra per queste attività e cerchiamo di usarla al meglio come fosse una donazione. Fra l'altro, poiché è possibile generare la donazione di una dose di vaccino anche registrandosi sul sito, è difficile fare un calcolo e comunque non ci interessa stabilire una relazione.
Come pensate di spingere le insegne a valorizzare l'iniziativa?
Alle insegne abbiamo presentato il progetto, esplicitando i nostri obiettivi. Il livello di interesse è stato molto elevato senza dover fare alcuna azione di spinta tanto è vero che alcune doneranno a loro volta una dose.
A prescindere dal progetto che coinvolge tutti i prodotti Dash, come sta andando Dash Ecodosi?
È un business module che sta andando molto bene, con vendite che provengono molto di più dallo scaffale che da attività promozionali.

Penny Market delinea nuove strategie

In occasione della prima Conferenza strategica con il management di Penny Market Italia e tutti i direttore di punti di vendita, tenutasi a Parma, sono state delineate le strategie e gli obiettivi aziendali del prossimo anno.

In particolare, è stato dato ampio risalto al processo di ristrutturazione della rete secondo il format Ambiente, iniziato nel 2007 e giunto ormai alla sua fase conclusiva.

Sono stati così confermati i risultati positivi raggiunti, che hanno superato le aspettative.

Alla manifestazione hanno preso parte, oltre agli Ad per l’Italia, Michael Jaeger e Roberto Fagnani, anche Armin Rehberg, membro del Board Rewe Group per l’insegna Penny Market, e Folker Gussek, coordinatore internazionale.

In Italia, Penny Market è una realtà che coinvolge oltre 2.400 persone
attive in 300 store presenti in 17 regioni (e serviti da 6 sei centri
distributivi) che hanno generato un fatturato lordo pari a un miliardo
di euro.

Italian Food Excellence

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