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GDOWEEK 42 2010 Ethic Award

editoriale
Il consumatore e l'azienda, compagni di viaggio sulla via della sostenibilità

regolamento

intervista
Massimo Di Felice: il profitto? Economico, certo, ma anche sociale, politico e culturale

punti di vista
Henkel
Barilla
P&G
Epta

scenario
Gpf, la sostenibilità è una cultura di lunga durata da seminare e condividere

rassegna giuria
Monica Fabris, presidente
Anna Bartolini
Irma Biseo
Donatella Bollani
Carlo Federico Bonini
Marella Caramazza
Marco Cuppini
Eric Ezechieli
Cristina Gabetti
Paolo Fregosi
Laura La Posta
Giancarlo Longhi
Gabriele Masera
Alberto Masetti Zannini
Anna Moroni
Paolo Pastore
Andrea Poggio
Matteo Ruta
Roberto Salvan
Sissi Semprini

Le 6 aree progettuali di classificazione
1. Greening
2. Il consumatore
3. Retailer e territorio
4. Minoranze e società
5. Il sud del mondo
6. Processi Industriali
7. Il Sud del mondo



Fare acquisti dentro l’ospedale: la nuova shopping gallery di Niguarda a Milano

Una galleria commerciale dalle dimensioni ridotte (circa 1.600 mq), ma integrata in una location unica, per ora, in Italia, vale a dire il rinnovato blocco sud dell'ospedale pubblico Niguarda Ca' Granda di Milano.

L'offerta della Gallery
Inaugurata il 23 novembre, è stata realizzata e verrà gestita (per 27 anni) dal consorzio Progeni Spa, mentre Mall System Srl ha curato la commercializzazione.
Tra degenti (49.000 annui), personale (circa 5.000 addetti), parenti e amici in visita, dall'ospedale Niguarda passano, ogni giorno, 10-13.000 persone, molti dei quali frequentano i 28 sportelli del Cup, Centro Unico Prenotazioni, attorno al quale sorgono i 13 negozi della galleria. Di questi, quattro sono free standing progettati dallo studio milanese Axis -Goldenpoint, L'Erbolario, Gioielli di Valenza e il negozio di telefonia Tim-, mentre gli altri nove sono ricavati nell'edificio Ponti, sotto tutela dei Beni Culturali: sono presenti un bar-caffetteria e pizzeria Rita (Cir Food), Ortofarma Subema (ortopedia parafarmacia), Du Pareil au Même (abbigliamento bimbo), Edison (libreria edicola), Duca's (parrucchiere), Dolceria Zanetti (caramelleria), Yamamay (intimo) e B BasicBeauty by Profumerie Limoni (bellezza e cura della persona).

Investimento e progetti futuri
L'investimento per la riqualificazione del Niguarda è pari a 262 mio euro in project finance, di cui 60% pubblici e 40% privati; a gennaio, partirà la seconda fase del progetto con una galleria commerciale simile e complementare a quella già realizzata, posta, però, nell'ala nord.

Coop giudicato “best place to buy” dai consumatori

Coop è il miglior posto dove fare shopping alimentare in Italia e per questo vince il premio Best Place To Buy Award assegnato oggi dall’Osservatorio CFMT sulla customer satisfaction. I risultati, espressi scegliendo una delle insegne presenti sul territorio nazionale nei vari segmenti, hanno visto prevalere nella categoria alimentari Coop, nell’elettronica e elettrodomestici Media World e OVS industry nel settore abbigliamento e moda.  A livello generale sempre secondo l’Osservatorio CFMT sono le farmacie a ottenere il miglior gradimento.
Per quanto riguarda l’alimentare Coop è stata scelta dal 23,7% dei votanti seguita da Esselunga (13,2%), Conad (9,4%), Auchan (8,3%), Carrefour (7,2%), Eurospin (5,7%).
“Non possiamo che essere soddisfatti di questo ulteriore riconoscimento assegnatoci, tanto più che si è premiati per il servizio offerto ai consumatori –ha dichiarato Vincenzo Tassinari-. Noi di Coop abbiamo investito molto sul concetto di servizio, migliorando in termini di accessibilità e funzionalità i nostri punti di vendita e ampliando l’offerta con nuovi settori: saranno 100 i CoopSalute aperti entro fine anno e siamo a quota 500.000 attivazioni CoopVoce”.

Apre a Milano Centrale la Feltrinelli Express

Apre mercoledì 24 novembre nella Stazione Centrale di Milano, la centounesima Feltrinelli. Si tratta di una Feltrinelli Express, il formato concepito per le grandi stazioni. L'obiettivo è di risultare il negozio ideale per il pubblico di chi viaggia, ma anche per il pubblico milanese, offrendo velocità, ampiezza e profondità del catalogo, comfort degli ambienti, servizi.
In sintesi i numeri del negozio sono: 2.500 mq con 40.000 libri, 15.000
cd, 5.000
dvd, 4.000 giochi e
60 addetti.

Layout su quattro piani

Piano terra. Si affaccia sulla Galleria delle Carrozze ed è il piano più “travel”, che ospita libri di viaggio, guide, libri in lingua originale, arte e storia locale, con edicola internazionale, cartoleria, gadget e home design. C'è anche un piccolo settore alimentari.
Secondo piano. Fronte ammezzato commerciale, è dedicato ai più giovani e ospiterà lo spazio Kidz, la Feltrinelli dei ragazzi: libri per bambini e ragazzi, giochi didattici, musica e cinema, “impaginati” e proposti in uno spazio disegnato da Reggio Children.

Terzo piano. Sul piano binari c'è la grande libreria: che ospita la gran parte dei 40.000 titoli.
Qui un tempo c'era la sala d'attesa di prima classe, per la quale Feltrinelli si è impegnata in una accurata e complessa operazione di restauro per rivedere gli originari affreschi degli anni Trenta, dedicati a diverse città italiane.

Quarto piano. Sala monumentale di circa 500 mq non destinati alla vendita, ma spazio eventi Giorgio Gaber, per incontri, presentazioni, proiezioni e show-case.

Sostenibilità: Barilla e Legambiente educano i consumatori



Amazon inaugura oggi il sito italiano

Il primo acquisto è stato fatto alle 0.39 da un cyber cliente di Torino. Così è partito Amazon.it. Dopo Germania, Francia e Gran Bretagna, anche l'Italia ha il suo sito Amazon in italiano con prezzi rapportati al mercato italiano, ovvero al concorrente con il prezzo più basso.
Per ora non si venderanno le versioni e-book per Kindle, ma non bisognerà attendere molto.

Per Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano: "Nel 2010 si è aperto un nuovo capitolo per l'ecommerce italiano. Superata la crisi dell'anno precedente tutti i numeri hanno ricominciato a crescere. In questo quadro si inserisce l'ingresso di Amazon nel mercato italiano. Amazon è un ulteriore elemento di discontinuità che favorirà il nuovo modello di sviluppo dell'ecommerce in Italia".
Mentre Alessandro Perego, responsabile scientifico Osservatorio B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano ha soggiunto: "l'e-commerce è finalmente ad un punto di maturità tale da essere attrattivo per una azienda concreta come Amazon che non affronterebbe gli investimenti in comunicazione, tecnologia, operations necessari per entrare in un nuovo mercato se non si aspettasse un importante ritorno dall'investimento".

Seminario in Sda Bocconi su Channel Coopetition 25 novembre pv

Sul tema Channel Coopetition, giovedì 25 novembre presso Sda in via Bocconi 8 Milano, la Marketing Community Sda Bocconi ospiterà una tavola rotonda di esperti, che prevede la partecipazione anche di Cristina Lazzati, direttore di Gdoweek.

Argomenti trattati
Il seminario riguarda temi come partnership, joint-business planning, one-to-one, category, display, tutti aspetti di grande attualità, dopo due decenni di tentativi con luci e ombre, per i quali gli operatori si pongono oggi l'obiettivo di capire come andare oltre il singolo progetto onde assumere un respiro più ampio, come collaborazione di lungo periodo.

Durante il convegno saranno presentati e discussi i risultati di una ricerca in profondità, condotta da Sda Bocconi su un periodo di osservazione di cinque anni (2003-2008) su casi selezionati di collaborazione tra retailer e imprese dell'industria.

Partecipano all'incontro:

Andrea Colombo - Direttore Commerciale - Rewe

Flavio Ferretti - Home Business Worldwide Director - Lavazza
Vincenzo Berretta
- Direttore Commerciale Italia - Luxottica
Marco Procacciante - CEO - Vision Service Group

Bruno Aceto - Direttore Generale - Indicod-ECR

Cristina Lazzati - Direttore - Gdoweek

Moderano l'incontro:

Sandro Castaldo - SDA Professor, Area Marketing

Fabrizio Zerbini - SDA Professor, Area Marketing

Monica Grosso - PhD Candidate SDA Bocconi

A Cannes Mapic incorona i re dell’innovazione del retail

Si chiude l'edizione del rilancio di Mapic. È tornata la voglia di progetti e gli operatori attivi in Italia (il Mapic è di fatto quasi una fiera italiana) hano mostrato un ottimismo non solo di facciata, se si pensa alla messe di progetti messi in cantiere. Sono stati resi noti in quest'ultima giornata di fiera i dati sul sentiment degli operatori e si è scoperto che ben il 41% sarebbe intenzionato a investire in Germania. Il dato non sorprende se si ragiona sui fondamentali della finanzia: i bund tedeschi sono rimasti ai minimi storici mentre i tassi di altri paesi dell'area euro (e ahinoi anche dell'Italia) stanno crescendo. Significa che l'economia tedesca sta viaggiando a ben altra velocità e con prospettive molto più solide.

Il premio

Sono stati resi noti anche i vincitori del Mapic award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti all'innovazione nel retail: i quattro ambiti premi sono andati a:
Jack Wolfskin (Germania) come retailer più innovativo; a Lego (Danimarca) per il miglior concept; Odysseum (Francia) come miglior centro commerciale e Bruxelles come la città con la politica commerciale più innovativa.

EMD: il nuovo presidente è Riccardo Francioni

Cambiamenti al vertice di EMD, il Gruppo associativo di imprese commerciali indipendenti più grande d'Europa.
Nuovo presidente è Riccardo Francioni, 72 anni, che è attualmente presidente di Esd Italia e procuratore generale del Gruppo Selex.

Inoltre, Francioni, già vicepresidente di EMD, succede a Stefan Feuerstein, a capo dell'associata tedesca Markant.

L'elezione è avvenuta nel corso dell'assemblea generale di EMD svoltasi il 12 novembre a Milano.

ESD Italia, nata nel 2001, è la centrale di acquisti e marketing formata dai gruppi Selex e Acqua & Sapone, cui di recente si sono affiancati i gruppi Agorà Network e Sun. Con l'ingresso di questi due nuovi partner, la Centrale, cui fanno capo 4.600 punti di vendita e un organico complessivo di 45.000 collaboratori, detiene una quota di mercato del 14,7%.

Riccardo Francioni è anche procuratore generale del Gruppo Selex, oggi al 3° posto in Italia con una rete commerciale di 3.234 punti di vendita e una quota di mercato del 9,7%.

Channel Coopetition: la collaborazione tra industria e distribuzione nei progetti di category management

Partnership, joint-business planning, one-to-one, category, display: la collaborazione tra industria e distribuzione ha una storia di due decenni, ha prodotto molte forme, ma ci sono luci e ombre sui risultati portati a casa.
Un numero crescente di imprese si interroga sulla possibilità di ottenere risultati soddisfacenti, e sulla capacità di queste forme di collaborazione di sopravvivere al singolo progetto, e di assumere un respiro più ampio, di lungo periodo.

Nel seminario del 25 Novembre la Marketing Community ospiterà una tavola rotonda di esperti sul tema, con l’intervento di ECR Italia e la partecipazione di esponenti di primo piano dell’industria e della distribuzione.
Saranno presentati e discussi i risultati di una ricerca in profondità, condotta da SDA Bocconi su un periodo di osservazione di cinque anni (2003-2008) su casi selezionati di collaborazione tra retailer e imprese dell’industria.

Partecipano all'incontro:

Andrea Colombo
- Direttore Commerciale - Rewe
Flavio Ferretti - Home Business Worldwide Director - Lavazza
Vincenzo Berretta - Direttore Commerciale Italia - Luxottica
Marco Procacciante - CEO - Vision Service Group
Bruno Aceto - Direttore Generale - Indicod-ECR
Cristina Lazzati - Direttore - GDOWEEK

Moderano

Sandro Castaldo
- SDA Professor, Area Marketing
Fabrizio Zerbini - SDA Professor, Area Marketing
Monica Grosso - PhD Candidate SDA Bocconi


per iscriversi

FORMAT 3: Igd, l’edificio preso di mira è a Milano, in Piazza Affari

La galleria del centro Le Fonti del Corallo di
Livorno, recentemete acquisita da Igd

Novità in casa Igd spa,
l'Immobiliare grande distribuzione
cui Coop Adriatica
e Unicoop Tirreno hanno
conferito la proprietà dei loro
immobili. L'operazione di
conferimento a una società costituita ad hoc è stata a suo
tempo progettata per consentire
alle cooperative cedenti di
concentrarsi sul loro core business.
Non tutto il mondo
cooperativo segue questa strategia;
Coop Estense, ad esempio,
ha preferito cedere i suoi
immobili a un fondo immobiliare,
l'Estense-grande distribuzione,
gestito da Bnl.

  • Gescom. Igd ha acquisito
    tra l'altro il controllo di Gescom,
    società che si occupa
    della gestione dei centri commerciali
    Coop; a partire dal
    prossimo primo gennaio a
    presiedere Gescom sarà Domenico
    Pellicanò, che ha confermato
    a GDOWEEEK come
    il progetto di quotare in
    Borsa Igd ormai sia giunto a
    una fase avanzata. “Contiamo
    -dice Pellicanò- di perfezionare
    l'operazione entro i primi
    mesi del 2005. Lo scopo è
    quello di raccogliere sul mercato
    i capitali necessari ad ampliare
    il nostro raggio d'azione,
    anche al di fuori del mondo
    cooperativo”. La quotazione,
    già annunciata nella primavera
    2003 (vedi GDOWEEK
    275 pag 33) era stata poi rimandata
    considerando le difficoltà
    in cui versava il mercato
    borsistico
  • Portafoglio. In portafoglio
    di Igd ci sono attualmente 8
    centri commerciali (per 7 dei
    quali possiede anche la galleria),
    3 ipermercati e un supermercato.
    I negozi in galleria
    sono 323, cui si aggiungono 2
    pdv singoli. La superficie
    complessiva ammonta a
    256.685. Le operazioni più
    rilevanti compiute dall'inizio
    del 2003 riguardano il conferimento
    de Le porte di Napoli
    di Afragola (valore 72,5 milioni
    di euro), l'acquisto del centro
    commerciale Casilino di
    Roma (51,1 milioni di euro)
    e, all'inizio di quest'anno, l'acquisizione
    per oltre 66 milioni
    di euro del centro Le fonti del
    corallo di Livorno. Per finanziare
    le operazioni è stata ceduta
    la galleria del Centro Lame
    di Bologna, con un ricavo
    da 25,4 milioni di euro.
  • Risultati. L'esercizio 2003
    di IGD si è chiuso con un fatturato
    attestatosi a 29,9 milioni
    di euro, in crescita del
    25,43% rispetto al valore del
    2002 ed un utile d'esercizio di
    8,8 milioni di euro, con un incremento
    del 76,17%. A livello
    consolidato, il fatturato del
    ha raggiunto un valore di oltre
    44,8 milioni di euro con un
    utile pari a 8,5 milioni di euro.
    I dati della holding però
    non sono confrontabili in
    modo omogeneo perché tra i
    due esercizi è avvenuta l'acquisizione
    di Gescom.

    Il giudizio
    di GDOWEEK

    Le previsioni sul mercato immobiliare per il 2005 sono ancora positive. Se il collocamento di Igd avverrà nei primi mesi dell'anno avrà ottime possibilità di successo.

FORMAT 2: Tracce sempre più evidenti dell’interesse per l’RFID

Il giudizio
di GDOWEEK

È vero, il costo delle etichette è tuttora alto. Ma non può essere un alibi per chi è rimasto ancora al palo...

È ormai tempo di rollout
per la tecnologia RFID
nel mondo retail. Sulla scia
del mandato di Wal-Mart,
tutti i maggiori gruppi distributivi a livello mondiale
hanno “invitato” i loro principali
fornitori ad applicare
le etichette RFID su cartoni
e pallet diretti ai centri distribuzione.

  • Europa batte Usa? Il
    progetto Wal-Mart, nonostante
    il gran parlare che se
    ne è fatto, partirà operativamente
    solo da gennaio 2005
    e porta con sè molte incognite,
    legate principalmente
    alla velocità di adeguamento
    dei fornitori alle specifiche
    richieste dal big retailer.
    Nel frattempo. quello lanciato
    dal gruppo Metro nel
    novembre scorso è molto
    più di un semplice test. Circa
    100 fornitori stanno già
    iniziando, infatti, ad applicare
    le tag RFID sui pallet
    inviati a 10 cedi del gruppo.
  • Italia alla finestra. Nella sinottica che proponiamo
    qui sotto non compare
    nessun gruppo distributivo
    italiano.
    Non a caso. Tutti stanno seguendo
    con attenzione la
    tecnologia, alcuni la stanno
    sperimentando in gran segreto,
    nessuno vuole uscire
    allo scoperto.

 

Formato 1: Morale: se l’etica è autentica crea valore

Good ethics is a good business: l'azienda
che agisce correttamente, è la prima
a trarne vantaggio. L'espressione,
usata da uno dei componenti della
giuria intervenuto alla terza edizione
del premio “Ethic Award”, promosso
da GDOWEEK in collaborazione
con KPMG Business Advisory Services
, e con il patrocinio del comune
di Milano, sintetizza la profondità
in cui va radicalizzandosi il dibattito
sull'etica nel business. Spesso
usata come sinonimo di csr (corporate
social responsibility) o confusa
con le azioni di marketing a causa
sociale, l'etica nel business alimenta
dibattiti, convegni, tavole rotonde,
indagini. La mancanza di trasparenza
nei processi aziendali, infatti, e la
miopia dello sfruttamento rischiano di rompere equilibri ambientali e sociali
provocando fenomeni regressivi: ristrutturazioni,
risparmiatori traditi, scelte sbagliate,
crack. Il caso Parmalat è andato ad
aggiungersi a quello americano di Enron
portando in primo piano il problema
delle regole, la trasparenza, il rapporto
dell'azienda con chi contribuisce al suo
successo. Avanza la consapevolezza della
responsabilità aziendale sulle condizioni
di chi vive nel territorio dove l'impresa
trae le sue risorse. “L'etica della trasparenza
deve diventare il faro delle strategie
e comportamenti della politica, delle
amministrazioni e delle imprese -dice
Anna Maria Martoni, presidente dei
giovani di Confindustria-. Non è solo un
imperativo morale. È l'unica strada possibile
per garantire un futuro all'Italia. È
da qui che dobbiamo partire”.

Giuseppe D'Ippolito, presidente di Associazione Consumatori Utenti Maria Teresa Pecchini, rappresentante di Botteghe del mondo Stefano Senesi, responsabile nuovi schemi di certificazione di Certiquality
“L'etica richiama un ambito in cui la propria responsabilità è circoscritta in un quadro di norme. La responsabilità sociale è qualcosa di più: è farsi carico di problemi che appartengono ad altri soggetti rispetto a quelli del mondo
strettamente aziendale. Si rischia di far passare per opere meritorie i comportamenti conformi alle norme”.
“Vanno premiate le iniziative rivolte veramente verso la responsabilità sociale: sono quelle di imprese che operano in modo responsabile a partire dalla propria attività, che, ad esempio riducono il rischio inquinamento se il loro core business è nella produzione chimica. E che operano correttamente nel rapporto con i dipendenti”. “Il marketing sociale acquista valore se è supportato da una gestione misurabile dei processi produttivi. Anzi il controllo di questi processi deve essere un prerequisito. Se, ad esempio, l'azienda opta per la certificazione ambientale Iso 14001, questo è indice di un impegno ecologico nei suoi processi ”.
Maria Carla
Cardelli,
responsabile
raccolta fondi
di Medici senza
frontiere
Lidia Pomati,
responsabile
sviluppo
progetti di Pime
(Pontificio
istituto missioni
estere)
Paolo Ricotti,
presidente
di Planet life
economy
foundation
“Le aziende fanno iniziative di crm
perchè vogliono un ritorno sugli
investimenti. Ma crescono anche le
aziende che si attivano nel sociale
senza pubblicizzare il loro impegno.
Tra gli stake holder, non bisogna
dimenticarsi dei dipendenti. In futuro
vedo la possibilità di collaborazione tra
aziende profit e no profit”.
“Le aziende stanno sensibilizzandosi ai
temi della responsabilità sociale. Prima si
avvicinavano a queste iniziative solo per
la propria immagine o per trarne vantaggi
fiscali. Ora invece si lasciano coinvolgere
dalle motivazioni forti. Le iniziative vanno
monitorate per evitare sprechi,
soprattutto quando operano organismi
umanitari di grandi dimensioni”.
“Etica è un termine ambiguo. Preferisco
corporate social responsibility, in cui
social è comprensivo dell'interesse per
l'ambiente. Cause related marketing
può essere un concetto ingannevole.
Non è coerente un'azienda che inquina,
mentre sostiene finanziariamente
l'apertura di un ospedale”.
Gianfranco
Faina, direttore
generale
di Conai
Paolo Brichetti,
direttore
generale
di CTMAltromercato
Giuseppe
Minoia,
presidente
di Eurisko
“Etico è il comportamento responsabile
dell'azienda verso gli stake holder. Ma
l'etica va distinta dalla charity, che è
completamente disinteressata. Certo, il
cause related marketing non va
demonizzato, purché proceda all'interno
di un sistema di regole che permetta
un controllo trasparente. E servono
azioni risolutive di un problema”.
“L'etica e il crm sono due valori positivi
ma diversi. Il consumatore, nel breve
termine, è più sensibile alle iniziative di
charity, più che ai cambiamenti del
comportamento etico all'interno
dell'azienda, che richiede un percorso
più lungo. Su questa strada le imprese
vanno incalzate dai consumatori: che
possono premiare quelle corrette”.
“Certe finalità di marketing nelle
iniziative sociali a volte rasentano
l'impresentabilità. Il consumatore è
molto diffidente su quanto sfugge al
suo controllo, mentre è sensibile a
iniziative, anche limitate, ma che è in
grado di dominare. Il rischio è quello di
veder preferire operazioni egoistiche a
un'iniziativa volta davvero al sociale”.
Pietro Lanzini
ricercatore
di Iefe -
università
Bocconi
Andrea Poggio,
vice direttore
nazionale
di Legambiente
Alessandro
Beda,
vicepresidente
di Sodalitas
“Verso la responsabilità ambientale è
cambiata la prospettiva negli ultimi
anni. Non è più vista come un peso ,
ma come un'opportunità di vantaggio
competitivo. Dall'etica come costo
necessario -tu inquini, tu paghi e ripari
con la certificazione ambientaleall'etica
come plus di immagine sui
concorrenti, fidelizzazione, quota
mercato, premium price di segmenti
particolarmente verdi.”
“Non vedo un'involuzione rispetto a
qualche anno fa, quando è partito
l'interesse per le iniziative di marketing
sociale. Ritengo che vada evidenziata
l'esigenza di un controllo sulle iniziative
di carattere sociale. Noto un aumento
di interesse per progetti di respiro
internazionale in collaborazione con
organismi riconosciuti. Ancora deboli,
invece, le iniziative ambientali”.
“La corporate social responsibility
comprende il cause related marketing,
le azioni filantropiche, la governance
dei processi produttivi. È un'azione
legittima, ma non meritocratica. C'è
chi auspica un controllo coercitivo
o su base volontaria. Vale la sanzione
sociale: il consumatore può punire
un'azienda se questa ha frodato”.
Paolo Pastore,
direttore
generale
di Transfair
Italia
Marina Catena,
responsabile
nazionale
raccolta
fondi privati
Programma
Alimentare
Nazioni Unite
   
“L'azienda emoziona il consumatore con
la charity, ma resiste a introdurre
cambiamenti correttivi nei suoi processi di
produzione. Non bisogna lasciarsi
prendere dalla voglia di risultati immediati
che spesso non corrispondono alle
attese. L'etica nei processi va a
vantaggio dell'azienda stessa:
good ethics is a good business”.
“C'è un problema di comunicazione tra
imprese e associazioni umanitarie. Se
queste sono di grandi dimensioni, non
hanno gli strumenti per monitorare “chi”
è andato a sfamare un euro o un sacco
di riso. Serve una dose di sano cinismo
da ambo le parti. Deve avvantaggiarsi
sia l'azienda in immagine, sia
l'associazione in risultati”.
   
           
           

Fenomeno europeo
Dal “Libro Verde” del 2002, quando la Commissione
europea ha elaborato i concetti di sostenibilità
e di impatto sociale, è proseguito il
dibattito sulla volontarietà e la regolamentazione
delle iniziative di corporate social responsibility.
Nello scenario della nuova Europa
a 25 e del varo della costituzione europea,
il tema dell'etica è emerso anche nel dibattito
attorno alle radici culturali del vecchio continente.
A sottolinearne le tradizioni filosofiche,
umanistiche e religiose si sono levate le voci
più autorevoli, con chiari riferimenti alle ispirazioni
originarie dell'agire economico e ai
suoi riflessi nello spazio e nel tempo. “Bisogna
tener presenti i più piccoli e i più poveri- dice
l'arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria
Martini, una delle voci ritenute super partes
della cultura europea-. Se non c'è questa attenzione,
non c'è vera politica. C'è solo potenza
e dominio. E questo fa paura, perché alla
fine è quello che produce le guerre”. E continua:”
Radici laiche e cristiane non andrebbero
contrapposte, ma considerate in quanto
convergono nel primato dell'uomo e in quanto
sono espressioni di libertà che si attuano in
maniera diversa ma non contrapposta, non distruggendosi
l'un l'altra ma dialogando reciprocamente”.

Nuovo universo semantico
Rispetto ambientale, ecologia, etica d'impresa,
responsabilità, cause related marketing,
corporate social responsibility, trasparenza, controllo, charity, volontariato. Anche questa
terminologia sta prendendo piede in azienda
mixandosi con quella dell'azienda classica:
marketing, finanza, profitto, competizione,
ottimizzazione, costi, rendimento ecc.. Tutto
questo generato forse dalla catastrofe dell'11
settembre 2001 sembra aver fatto crollare i
modelli precedenti di società e di grande
azienda. Se prima questa esaltava un solo
obiettivo e una sola regola -fare soldi- creando
un mondo uguale a sé, cercando di assediare la
sfera pubblica, ora questo delirio di onnipotenza
(teorizzato già nel 1932 nel libro The
modern corporation and private property
) ha
avuto una battuta d'arresto. Per un ripensamento
definitivo. L'interesse per la corporate
social responsibility rappresenta la fase di questa
riflessione: le opportunità commerciali
non sono più il metro di ogni valore, le imprese
non sono più libere di sfruttare tutto e
tutti per il profitto, gli esseri umani non sono
più creature che badano esclusivamente ai
propri interessi e ai beni materiali.

Il linguaggio dell'etica sostituisce
quello del marketing?

La sostenibilità diventa il vero business. La responsabilità
aumenta i risparmi. Il capitale
umano è la chiave del successo. S'infittisce il
dibattito sugli asset intangibili, sulle attività
che dipendono dal cervello di chi lavora. C'è
da credergli? Forse è ancora presto per risposte
definitive. Nella comunicazione di marketing
fanno breccia nel consumatore argomenti che fino a pochi anni fa non erano altrettanto convincenti
come la convenienza immediata, il regalo,
lo sconto. Non è più raro trovare nei dépliant
promozionali o nei cataloghi premi delle
carte fedeltà anche un settore ethics di questo
tenore: “Ti offriamo inoltre gli ultimi aggiornamenti
in fatto di solidarietà e attività a
sfondo sociale” cui segue un elenco di iniziative
legate al sostegno della lotta contro uno
spettro di malattia, per la costruzione di un
ospedale in Africa, con l'invito a trasformare
parte dei punti accumulati in un contributo all'organizzazione
umanitaria coinvolta.

Il Premio Ethic Award 2004
È in questo contesto che ha preso vita il premio
alle più innovative azioni di responsabilità
sociale, che per il terzo anno GDOWEEK
ha promosso in collaborazione con Kpmg. “E'
un'occasione per fare il punto dei rapporti tra
etica e business -dice il direttore responsabile
di GDOWEEK Luigi Rubinelli-. Con questo
riconoscimento vogliamo chiederci se, e come,
le iniziative di responsabilità sociale delle
imprese, stanno spostandosi più verso il
marketing o verso un vero impegno nel campo
sociale, oltre l'operatività aziendale. Sappiamo,
infatti, quanto sia difficile il controllo
del risultato finale di questi interventi e quanto
grande sia il rischio che vengano utilizzati
all'interno di una miope ottica aziendale. Altrettanto
rischioso è l'abuso del termine etica
per operazioni puramente commerciali”. È
emersa subito una stratificazione di significati e di considerazioni, sintetizzate da ognuno dei
14 giurati (vedi pagg 106/107). Richard
Bolwjin, di Kpmg mette in luce i diversi livelli
in cui possono inquadrarsi le iniziative
aziendali. da quello più basso, legato alla pura
conformità alle leggi, a quello che oltrepassa la
logica del business.
Lo stesso discorso può applicarsi alla comunicazione.
“Le aziende che uniscono iniziative di
charity e marketing, in effetti, stanno saltando
un passaggio -nota Bolwjin-. Prima di passare
a iniziative di charity devono prima assicurarsi
di operare correttamente nel loro business, altrimenti
la contraddizione prima o poi esplode.
Di qui l'esigenza di lavorare alla trasparenza
e correttezza dei processi interni prima di attivarsi
in iniziative sociali”. Del resto ormai anche
in Italia abbiamo esempi di crack di multinazionali
che sbandieravano il loro impegno
in attività sociali mentre da anni i loro processi
interni contravvenivano alle leggi, frodando
gli azionisti e il fisco.

Meccanica del premio
Obiettivo del premio è stato quello di mettere
in luce i casi più innovativi -rispetto all'obiettivo
sociale- messi in atto dalle aziende. Alla
proposta di GDOWEEK hanno risposto 52
candidature, rispetto alle 40 dello scorso anno.
Sono state, quindi, individutate le cinque macroaree
corrispondenti ai principali stakeholder
di riferimento: ambiente, personale e processi
interni, unità ospedaliere e ricerca scientifica,
comunità locale e comunità internazionale. Così suddivise, sono state sottoposte per
una prima valutazione a una giuria super partes
(vedi pagg. 104-105) formata da esponenti
di associazioni ambientaliste, di organizzazioni
non governative di impegno sociale, di enti
che promuovono la cultura della csr nelle
aziende, istituti di ricerca, università, organizzazioni
dell'Onu. Il lavoro della giuria si è svolto
presso la sede di GDOWEEK il 27 ottobre.
Preceduto da un dibattito tra i componenti, ha
messo in luce la serietà e l'autonomia delle valutazioni,
i criteri di riferimento, la necessità di
conoscere la storia dell'azienda per contestualizzare
l'iniziativa candidata e prendere coscienza
anche dei limiti in cui la scelta avveniva.
Ogni componente della giuria ha potuto
votare, per ogni singola area, il progetto più interessante
al fine di scegliere quello vincitore in
ogni area e i migliori dopo il primo. Alla fine è
stato chiesto di scegliere l'iniziativa che, in assoluto,
rispondesse ai criteri di innovazione,
utilità sociale, coerenza con la situazione attuale
dell'azienda, efficacia nel raggiungimento
dei risultati. I vincitori, i primi classificati per
ogni singola area, sono stati proclamati nella
cerimonia di premiazione, avvenuta nella cornice
della sacrestia bramantesca della basilica
di Santa Maria delle Grazie a Milano, il 10
novembre. A consegnare i premi è stato don
Antonio Mazzi, fondatore della comunità
Exodus, per il recupero dei giovani in difficoltà
di cui è noto l'impegno a favore delle
persone emarginate e delle fasce più deboli
della società.

Allegati

Formato 1: Morale: se l’etica è autentica crea valore

Prime informazioni sull’andamento di Carrefour Planet

Lars Olofsson avrebbe commentato l'andamento del nuovo format Carrefour Planet rivelando che quattro dei cinque punti vendita pilota in Francia, Spagna e Belgio stanno andando bene, anche se Carrefour Planet Ecully (vedi video sull'inaugurazione) sta manifestando un trend di crescita positivo più contenuto rispetto a Vénissieux.
In proposito secondo Retail Planet, che riporta fonti sindacali, le vendite a Ecully sono aumentate finora del 4,7%, mentre nel pdv di Vénissieux sarebbero aumentate del 10,4%.
I dati di Ecully sono comunque in linea con le previsioni contenute nel
comunicato Carrefour del 16 settembre 2010 Carrefour investor day,
reinventing the hypermarket to create value
che parlava di un obiettivo
di crescita del 18% (al netto dell'inflazione) in cinque anni e quindi equivalente a una crescita media annua del 3,4%.

Ristrutturazione dei 500 pdv in Europa
Carrefour ha rinviato a
gennaio l'aggiornamento di cinque store francesi per evitare di
interferire con le vendite natalizie. Ad ogni modo, il grosso dei lavori di
ristrutturazione in 500 ipermercati in Francia, Spagna, Italia, Belgio e
Grecia inizierà nel mese di aprile del prossimo anno.

Mancata vendita della rete malese
La notizia della possibile vendita dei 23 negozi malesi aveva suscitato interrogativi anche perché non più tardi di un anno fa Carrefour aveva investito nell'apertura di due nuovi store in Malesia, a Kajang e Kuala Lumpur. Lars Olofsson chiarisce che il motivo è da cercare nell'offerta insufficiente da parte dei potenziali acquirenti. Dunque Carrefour, dopo aver venduto nei giorni scorsi i 42 store tailandesi a Casino, mantiene la rete malese e i due negozi di Singapore. Olofsson, sempre secondo WSJO, ha precisato: "Siamo convinti che nel medio e lungo termine possiamo creare più valore mantenendo l'attività in Malaysia e Singapore piuttosto che con la vendita di tali attività" e ha poi aggiunto che sta prendendo in considerazione di investire in Indonesia, dove è in vendita il più grande concorrente di Carrefour, Matahari Putra Prima.

Doppia apertura con effetti speciali per UniEuro

Per festeggiare l'apertura di due nuovi store, prevista per giovedì 25 novembre, a Cesano Boscone (Milano) e a Belluno, UniEuro ha varato tutta una serie di attività promopubblicitarie rivolte al grande pubblico, innovative e di indubbio impatto. Come la campagna promozionale, denominata Open your Future, che da oggi e sino a giovedì animerà le città di Milano e Belluno. Il concept della campagna vuole evidenziare non solo l'inaugurazione dei due nuovi store, ma anche l'impegno di UniEuro nel rendere i prodotti tecnologici accessibili a tutti grazie alla qualità e alla forza della propria offerta.

Count down in piazza per l'apertura milanese
A sostegno dell'apertura lombarda, è stata allestita in Porta Genova, a Milano, un totem di 4 metri di altezza con un countdown che, da oggi e sino a mercoledì 24 novembre, scandisce simbolicamente il tempo rimanente al taglio del nastro.
Ogni giorno, la grande porta rossa si aprirà per quattro volte (alle ore  8.30, 12.30,  16.30 e 18.30) per distribuire card promozionali con cui sarà possibile partecipare a un concorso che mette in palio tutta una serie di premi ipertecnologici -una Chevrolet Spark, dieci tv Samsung da 32 pollici, dieci Ipad, 30 iPod Shuffle e trenta console Wii- per un montepremi totale di circa 29.000 euro.

Partecipare al concorso è semplicissimo: basterà recarsi nel nuovo pdv di Cesano tra il 25 novembre e il prossimo 2 dicembre: passando il codice a barre riportato sulla carta in uno dei corner multimediali appositamente allestiti presso la postazione gioco posizionata nello store, sarà possibile scoprire immediatamente se si ha vinto uno dei numerosi premi in palio.

Per sostenere l'apertura dei nuovi store, UniEuro ha inoltreavviato una campagna stampa -pianificata tra il 21 e il 25 novembre- sui principali quotidiani nazionali e sulla free press. L'attività di media avertising sarà affiancata anche da alcune affissioni outdoor. Tutta la campagna adv punterà l'attenzione sull'operazione Sottocosto, la promozione di UniEuro che consente di usufruire di sconti fino al 50% sui prodotti delle migliori marche.

Certificato terminale palmare Ingenico per i pagamenti

Il Consorzio Bancomat ha certificato il modulo di pagamento del terminale Ingenico iPA280: si tratta del primo portatile Pda omologato in Italia per integrare, all'interno di sistemi di mobile computing, funzioni di pagamento elettronico sicure.

Ingenico iPA280 è un dispositivo palmare innovativo per il supporto delle attività che si svolgono in mobilità come quelle della logistica, della "tentata vendita", del ticketing a bordo mezzo e dei servizi a domicilio. E' strutturato in due componenti strettamente connesse, ma funzionalmente distinte: il modulo Pda, programmabile in ambiente Windows CE, dedicato alle applicazioni palmari, e il modulo Spm (Secure Payment Module), dedicato alle funzioni di pagamento sicuro. In particolare, la parte Pda è dotata di un moderno display touch-screen a colori, mentre la parte Spm, attiva quando è in corso un pagamento, è dotata di lettori di carte magnetiche, chip e contactless e sicurezza logica.

"Il vantaggio di utilizzare un terminale palmare multifunzionale come iPA280 è evidente -commenta Luciano Cavazzana, direttore generale di Ingenico-. Si riduce il numero di apparati che l'utente deve gestire e aumenta la velocità delle operazioni. La certificazione Consorzio Bancomat, ottenuta facendo tesoro di tutta l'esperienza Ingenico, garantisce inoltre la possibilità di accettare i pagamenti effettuati con qualsiasi tipo di carta, anche con le nuove carte contactless".

Contenuti per cellulari: NCR acquisisce Mobiqa

NCR ha acquisito Mobiqa, leader di mercato a livello globale per l’erogazione e l’ottimizzazione dei
contenuti destinati ai cellulari, nonchè fornitore di biglietti, carte di imbarco, applicazioni per il download e voucher per il settore travel, entertainment e retail.
L’acquisizione consente a NCR di stabilire un centro di eccellenza per il settore mobile a livello globale, che si focalizzerà inizialmente sul settore dei viaggi, dove NCR e Mobiqa prevedono di sviluppare sinergie sfruttando le rispettive soluzioni già esistenti.

Con sede in Scozia a Edimburgo, il centro di eccellenza per il mobile sarà complementare
alla struttura NCR di Dundee dedicata a Ricerca & Sviluppo, e permetterà a NCR di
estendere l’attuale offerta mobile a diversi settori di attività.

Mobiqa utilizza Sms, Mms, web link ed e-mail per l’invio di codici a barre a dispositivi mobili
e offre contenuti ottimizzati per il web in mobilità per effettuare transazioni di mobilecommerce
e applicazioni scaricabili nei settori quali linee aeree, cinema, eventi, ferrovie e
retail.

Siti gdo, si cliccano cercando promo, prezzi e lavoro

Certo, la ricerca dei prezzi migliori e delle offerte promozionali più interessanti sono i temi più gettonati, ma i giganti della grande distribuzione sono discussi anche in merito al mercato del lavoro. È quanto rileva Top Brands On The Web (per il mese di ottobre), la rubrica di Blogmeter che misura la reputazione dei grandi brand su blog, newsgroup, forum, siti web e social network, mettendo sotto la lente d'ingrandimento la grande distribuzione.

A Natale, in cerca di lavoro

Un altro argomento che accende l'interesse degli utenti è quello della ricerca del lavoro, associato al settore soprattutto a ridosso del Natale e che riguarda in particolare Coop, il brand in assoluto più citato dagli utenti online. Il buzz infatti si impenna per le selezioni di Ipercoop Sicilia, con più di 2.000 messaggi scambiati sulle date di test, colloqui e apertura del centro commerciale, ma anche sulla correttezza delle selezioni e sul delicato tema della "raccomandazione".

Scenario differente per Ikea, il cui buzz si concentra soprattutto su Facebook. Qui gli utenti condividono gli spot, raccontano le proprie gite al punto vendita e le imprese di montaggio fai-da-te.

I grandi dell'elettronica, come Mediaworld, Euronics e Saturn sono discussi in merito a televisori (Lcd e Plasma), a smartphone e nuovi device per la connessione in mobilità, come Samsung Galaxy Tab, ma anche e soprattutto, in relazione ai giochi: ci si informa sui prezzi e si confrontano i diversi distributori su offerte, promozioni e valutazione dell'usato.

Si discute tanto anche delle consolle di gioco, tra le quali spicca il nuovo sensore Microsoft Kinect, in fase di lancio. Si parla ancora di elettronica quando si discute di Auchan, di cui sono spesso citate le promozioni su alcuni prodotti Samsung (per esempio S8500 Wave), mentre Lidl è citato soprattutto per i prodotti fai-da-te a in private label.

Infine, su Facebook si rilevano più di 300 messaggi sul nuovo logo Carrefour: gli utenti non avevano capito cosa rappresentasse il simbolo del brand rinnovato.

I clic per le top brand della gdo*
Insegna              totale messaggi
Coop                  7.141
Ikea                    5.443
Media World       3.813
Auchan              2.271
Lidl                    2.205
Esselunga          2.125
Carrefour           1.772
Conad                1.400
Euronics            1.258
Saturn                   983

* Rilevazione dall'1/10 al 31/10/2010

Chi è Blogmeter

È un servizio di analisi e monitoraggio dei social media e del passaparola online fondato su una piattaforma tecnologica proprietaria.
Dopo l'interesse registrato lo scorso giugno da pubblico e addetti ai lavori per la rubrica quotidiana dedicata ai Mondiali di calcio sudafricani visti dal web, Blogmeter mette in campo un nuovo lavoro focalizzato sulla brand reputation online di aziende e Gruppi che gravitano in quattro segmenti strategici dell'economia italiana e mondiale.

Il monitoraggio e l'analisi delle migliaia di conversazioni online, che hanno come oggetto le aziende, ha l'obiettivo di fotografare il buzz intorno a temi d'attualità, nuovi prodotti, personaggi, eventi e quant'altro diventa oggetto di interesse e di attenzione da parte degli utenti dei social media.

Datalogic Scanning si conferma leader nel settore AIDC per i lettori di codici a barre

Datalogic Scanning si è aggiudicata ancora una volta il primo posto nel mondo per la fornitura di lettori di codici a barre a postazione fissa per il punto di vendita e il primo posto nella regione Emea per la fornitura di lettori manuali. È quanto attesta l'ultima relazione presentata da Venture Development Corporation (VDC).

Secondo i dati raccolti nel 2010, Datalogic Scanning ha una quota di mercato a livello mondiale del 31.5% per la linea di prodotti fixed retail che comprende la gamma completa di scanner Magellan bi-ottici, a piano singolo e a presentazione. Si tratta di una percentuale importante che riconferma Datalogic Scanning come l'azienda leader di settore fin dal 2004.
Il report di VDC riconferma anche la leadership di Datalogic Scanning per la linea di prodotti brandeggiabili. In Emea Datalogic Scanning è ancora una volta il fornitore numero uno di scanner manuali bar code con una market share pari al 30.7%; tale posizione di primato dura dal 2002.

Il report VDC evidenzia inoltre la posizione di Datalogic Scanning come primo fornitore a livello mondiale di lettori manuali con tecnologia linear imager, con una quota di mercato del 38.3%, oltre a riconfermare la posizione di terza azienda al mondo per numero di scanner manuali per la lettura di codici a barre installati.

Sap supporta l’innovazione delle Pmi italiane del settore retail

Il mondo retail ha saputo reagire con dinamicità alla difficile congiuntura economica che ha interessato i mercati globali. In uno scenario sempre più competitivo, in cui l'agguerrita concorrenza tra distributori e il complesso rapporto di business con i produttori minacciano costantemente la marginalità, è fondamentale evolvere in modo flessibile in linea con i mutamenti del mercato e in una logica di efficienza continua. È questa una delle evidenze emerse nell'ambito del recente Sap World Tour 2010, in cui il top management di Sap, leader mondiale nelle soluzioni software per il business, si è confrontato con i Cio di importanti aziende del settore distributivo per analizzare lo scenario del retail approfondendo il ruolo dell'innovazione a supporto della crescita delle Pmi italiane operanti in quest'ambito.

Le dinamiche chiave

Tre sono le dinamiche chiave al centro dell'attenzione dei retailer vincenti: migliorare la gestione del punto di vendita e il servizio per attrarre e fidelizzare i clienti, aprirsi a nuovi mercati e introdurre efficacemente nuovi prodotti per incrementare le vendite, e migliorare l'efficienza operativa per difendere i margini. L'innovazione tecnologica rappresenta uno strumento chiave in questo senso, in quanto un adeguato sistema informativo consente di velocizzare i processi, di gestire con precisione le vendite, di accedere a dati utili in tempo reale e di ponderare la strategia di business in linea con l'andamento del punto vendita e i feedback del mercato.

Focus globale sul cliente
Sap si impegna da sempre per accompagnare le piccole e medie imprese del retail nel proprio percorso di crescita, offrendo un focus globale sul cliente, supportando i cambiamenti organizzativi con un sistema integrato, consentendo una risposta rapida ai mutamenti dei modelli di acquisto, agevolando il supply chain management e il demand planning per ottimizzare la produttività, garantendo tracciabilità e conformità alle esigenze di reportistica, e fornendo integrazione dei processi logistici, commerciali e finanziari per tutti i canali sia punti di vendita di proprietà sia franchisee all'interno delle reti di vendita. Ciò consente di migliorare l'accuratezza delle previsioni e quindi la disponibilità a scaffale, di ottimizzare la gestione della supply chain e di gestire i dati in modo integrato per migliorare la customer experience.

“In Italia il settore distributivo si presenta molto articolato e come il resto del tessuto economico italiano è caratterizzato da una consistente presenza di aziende di piccole e medie dimensioni, con fatturato e rete di vendita molto diversi per entità. In virtù di questa eterogeneità, le caratteristiche organizzative e le esigenze di business variano, determinando scenari tecnologici molto differenti -ha spiegato Clara Covini, direttore Pmi di Sap Italia-. Grazie alla competenza maturata nel mercato retail, Sap si propone di rispondere alle molteplici priorità IT con soluzioni ad hoc, sviluppate a partire da best practice internazionali e perfezionate attraverso un ecosistema di partner radicati sul territorio”.

Il caso Giochi Preziosi

Un caso emblematico, che testimonia l'importanza dell'innovazione tecnologica a supporto di una realtà fortemente strutturata e diversificata, è il Gruppo Giochi Preziosi, leader nel mercato dei giocattoli. Il gruppo, presente nel mercato nazionale, nei principali Paesi Europei e negli Usa, ha deciso di dotarsi di un sistema informativo integrato per avere completa visibilità su tutti i processi in Italia e all'estero e per poter migliorare le capacità di analisi ragionando per macrocategorie di prodotto. Il modello di crescita per alleanze ed acquisizioni ha reso necessaria l'implementazione di un gestionale integrato e in una logica di internazionalizzazione Sap si è rivelato il supporto ideale in quanto facilmente replicabile all'estero. Nello specifico, la gestione del business retail ha comportato la necessità di supportare tipici processi di questo settore: grazie alla competenza e alla possibilità di fare leva su best practice nazionali e internazionali, la struttura di Value Engineering di Sap Italia ha accompagnato il cliente nell'identificazione e valorizzazione degli obiettivi stategici e quindi nello sviluppo di un business plan che includesse tutte le aree funzionali.

Il caso Yamamay

Un altro chiaro esempio dell'importanza di un sistema informativo integrato per la gestione di una rete di vendita complessa, nazionale e internazionale, è quello di Inticom, nota con il brand Yamamay, azienda italiana leader nella distribuzione di intimo e moda mare con 70 negozi di proprietà e un network di circa 550 franchisee in Italia e 70 nel resto del mondo. Grazie a Sap è ora garantita la certezza e univocità del dato, creando le premesse per sviluppare una capacità predittiva fondamentale nel mondo del retail e del fashion. L'IT rappresenta infatti una leva strategica per la generazione di conoscenza e per il controllo dei processi interni e consente quindi una pianificazione più puntuale e una governance ottimale, funzionali ai risultati di business (nonostante la crisi, nel 2009 Yamamay è cresciuta del 15%).
In particolare, grazie a Sap è stato possibile concretizzare una campagna di marketing che puntava a commercializzare nei negozi una linea nuova ogni settimana, affrontando con successo la sfida della puntualità del riassortimento con un modello di distribuzione basato su algoritmi Sap. Inoltre attraverso la business intelligence basata sui dati di Sap, tutti i responsabili e la forza vendita hanno costantemente visibilità dell'andamento dei negozi e del successo dei prodotti ed è possibile controllare in modo puntuale la gestione dei franchisee. In generale, Sap supporta Yamamay nel suo percorso di diversificazione di prodotto e di canali di vendita.

Mapic, progetti faraonici d’Egitto

Gli investimenti vanno dove ci sono i soldi e il Mapic è uno specchio fedele di come sta cambiando la geografia non tanto dei consumi quanto delle opportunità che si stanno aprendo sui mercati internazionali del dopo crisi. Se fino al 2008 i progetti più ambiziosi riguardavano i Paesi dell’Est Europa e le Repubbliche baltiche oggi sono i Paesi arabi ad attirare le maggiori risorse; in prima linea l’Egitto, che vedrà nei prossimi anni la realizzazione di strutture commerciali che, in pieno rigore filologico; si potrebbero definire faraonici.

I progetti italiani
Per restare nei lidi patrii, oltre al profluvio di nuovi outlet che ci attende e al quale abbiamo già accennato ieri si evidenziano alcune tendenze di cui parleremo diffusamente nei prossimi numeri di Gdoweek: 1) Coinvolgimento dei retailer locali per sfuggire all’omologazione delle gallerie (e delle gallerie con i centri storici); 2) Food court più ricche; 3) Ancore alimentari di dimensione minore: gli ipermercati da 15mila mq interessano poco; 4) Più leisure per trasformare i centri in strutture il tempo libero.
Inutile dire che di qualsiasi progetto i promotori vantino una catchment area misurabile in centinaia di migliaia di utenti e, soprattutto, la mancanza di sovrapposizione con strutture preesistenti. Questo anche in aree del Nord già straaffollate; solo il tempo potrà dire se si tratta di analisi realistiche.

Gruppo Coin: terzo trimestre molto positivo si prevede una chiusura a +37%

Dal comunicato del Cda del Gruppo Coin si evidenzia che la strategia in atto da un paio d'anni sta dando risultati molto positivi confermati dalle vendite del terzo trimestre. In base a questi si prevede che a chiusura dell'esercizio il 31 gennaio 2011 ci sarà una crescita delle vendite nette di circa il +37% rispetto all'anno precedente.
Inoltre, per l'esercizio in corso si prevede un Mol prossimo ai 200
milioni di euro (12% sulle vendite nette) e un risultato netto positivo di circa 65 milioni di euro. Risultato cui hanno contribuito tutte le insegne del Gruppo e l'effetto di leva operativa reso possibile
dall'acquisizione di Upim. In particolare le vendite dei 54 negozi appartenenti al perimetro di Upim e riconvertiti nel
formato OVS industry hanno evidenziato una crescita dell'88% rispetto al precedente format, i 9 negozi
riconvertiti con il formato Coin realizzano un incremento del 57%.
Al termine del triennio (31 gennaio 2014) a seguito della progressiva implementazione delle azioni di sviluppo si prevede un livello di vendite,
sotto insegna del Gruppo, prossimo ai 2.500 milioni di Euro, con un Mol superiore a 340 milioni di Euro e un risultato netto superiore a 130 milioni di Euro.

Probabile cambio degli assetti societari
Il consiglio di amministrazione ha anche preso atto dell'informativa ricevuta da Financière
Tintoretto S.A.
in relazione all'avvio del processo volto all'eventuale dismissione della partecipazione
indirettamente detenuta dalla stessa Financière Tintoretto S.A. in Gruppo Coin S.p.A.

Video story di Gap dall’inizio ai giorni nostri

Outlet protagonisti al Mapic

Il sospetto è che si stia passando dall'epoca del centro commerciale a quello dell'outlet. Molti dei progetti che stiamo vedendo a Cannes, dove oggi ha preso il via il Mapic, la più importante manifestazione fieristica europea dedicata al retail immobiliare, riguardano infatti strutture di questo tipo, dove l'accento non è più tanto o solo sulla scontistica, quanto sulla qualità e quantità dell'offerta. O forse si tratta semplicemente della voglia delle aziende della moda di accorciare la filiera. Di certo rimane un fatto: le grandi griffe dai centri commerciali stanno lontani come dalla peste, negli outlet vanno volentieri.

La presentazione Cncc

Non fa distinzioni tra outlet e centri, nel senso che accoglie equanimamente operatori specializzati in entrambe queste tipologie, il Cncc, il Consiglio nazionale dei centri commerciali, che ha presentato sette progetti di associati italiani; due di questi hanno presentato operazioni di sviluppo in Egitto, ne parleremo nei prossimi numeri di Gdoweek. Per rimanere invece in Italia e senza entrare nel dettaglio delle singole operazioni, si evidenzia la tendenza a dare ancora più spazio al leisure, senza però puntare tutto sulle multisala; evidentemente l'andamento poco esaltante degli ultimi box office consigliano prudenza.

Il flagship Bonpoint a Parigi

Wal-Mart: profitti in aumento nel terzo trimestre

Walmart ha annunciato che nel corso del trimestre, l'utile operativo è salito del 3,1% a 5,6 miliardi di dollari su un totale di 101,2 miliardi di dollari. Questo risultato dipende in gran parte dalla divisione internazionale dove gli utili sono aumentati del 13,5% (le vendite crescono del 9,3 arrivando a 26,3 miliardi). Merito soprattutto di Messico e Brasile, mentre hanno contribuito alla forte crescita in misura più contenuta Giappone e Cina.

Negli Stati Uniti le vendite sono diminuite dello 0,7% in gran parte a causa di Wal-Mart US che ha visto le vendite dei negozi, a rete omogenea, in calo dell'1,3%, mentre Sam's Club è in aumento del 2,4%.
La diminuzione è da attribuirsi sia al calo del traffico nei negozi sia alla diminuzione del valore medio della batttuta di cassa.
Mike Duke, presidente e amministratore delegato ha dichiarato che "l'area internazionale continua a darci risultati molto positivi. Però anche il mercato interno statunitense si sta mettendo sulla giusta strada, con un terzo trimestre in cui il risultato operativo cresce più velocemente delle vendite."

I Café di Marks&Spencer e Asda

Tescoma apre il flagship a Milano

Tescoma presenta oggi a Milano il suo flagship, inizio di un sostanzioso progetto riguardante l'apertura di 30 negozi in Italia nei prossimi 5 anni.
Lo store punta sul plus di un assortimento molto ampio di prodotti tutti a brand Tescoma, con oltre 1.000 referenze inserite in una shop-boutique con layout studiato al fine di renderlo interessante sia per gli esperti in cucina che per i principianti.
“Un punto di vendita monomarca è uno strumento fondamentale per avere un riscontro diretto ed immediato del pubblico sui nostri prodotti, per capire di cosa ha bisogno il consumatore e quali sono le sue esigenze, oltre che per trasmettere i valori e la filosofia di Tescoma” ha precisato Lorenzo Fiorani amministratore delegato di Tescoma spa.

Nuovo concept per lo store Yamamay di Roma

Sealed Air, approccio integrato alla sostenibilità

Si chiama SmartLife™ la nuova iniziativa di Sealed Air Corporation, un approccio integrato
esteso a tutti i livelli aziendali, che intende dimostrare come il packaging possa
migliorare la sostenibilità e come Sealed Air porti avanti la propria missione
ambientale con una ben precisa strategia di mercato e con soluzioni proprie.
In questo contesto Sealed Air ha presentato una versione aggiornata delle linee
guida di sostenibilità e performance 2010 mediante l’apertura del sito
Sealedair.com/sustainability, concepito all’insegna delle nozioni di tutela
ambientale e corporate citizenship, il cui scopo è affrontare molte delle sfide globali
cui si trova di fronte l’industria del packaging.

Analisi del ciclo di vita

La piattaforma SmartLife mette in primo piano l’applicazione di criteri basati sull’analisi del ciclo di vita, vale a dire la quantificazione e il bilanciamento dell’impatto ambientale dei prodotti, dalle materie prime, alla produzione, distribuzione, impiego e smaltimento nell’ecosistema.
“Se non teniamo conto dell’intero ciclo di vita di un prodotto, rischiamo di
minimizzarne l’impatto ambientale in una della fasi del suo impiego e di
comprometterne la performance in altre aree -spiega Ron Cotterman,
executive director Sustainability di Sealed Air-. Ad esempio, il nuovo design di un
prodotto può tradursi nello sviluppo di materiali di peso inferiore, per i quali vengono
usate meno risorse naturali, ma, d’altra parte, può causare un incremento a valle dei
rifiuti (danni ai prodotti o spreco di generi alimentari) che in definitiva provoca un
maggiore impatto ambientale”.

Esempi “sostenibili”

Per avvalorare il proprio impegno nell’approccio SmartLife, Sealed Air ha creato
smartlifeinsights.com, un nuovo sito internet che presenta lo stato dell’arte sulle
tematiche e le tendenze ambientali e fornisce esempi di standard di sostenibilità per
l’industria del packaging ed altre applicazioni. Il sito riunisce anche materiali
educativi basati su fatti concreti che prendono in esame molti dei luoghi comuni e
delle opinioni errate del mondo dell’industria istituendo una chiara relazione fra
sostenibilità, performance ambientale e packaging.

Le pagine web attualmente disponibili comprendono interventi di esperti che
forniscono spunti di riflessione sull’impatto ambientale dei prodotti e sugli sprechi e
presentano ipotesi di collaborazione per un efficace smaltimento del packaging.

Apre i battenti l’edizione 2010 del Mapic

Si apre domani a Cannes l'edizione 2010 del Mapic, il salone internazionale del retail immobiliare che si prospetta come l'edizione del rilancio, dopo i due anni terribili che ci hanno preceduto.  Ci sono però già alcune anticipazioni su che cosa bolle in pentola nello scenario commerciale europeo.

Il design
Cominciamo dall'Italia: sono stati presentati oggi a Milano DO.it gli outlet del design. Tre le prime strutture calendarizzate tra il 2012 2 il 2014. Le location si collocano in aree strategiche per densità di popolazione, transito di veicoli, condizioni socioeconomiche, e indotto turistico: Brescia, Venezia, Roma-Valmontone, un totale di 380 punti
vendita, per oltre 60.000 mq di superficie dedicata alla vendita e circa 14 milioni di utenti nel raggio di 60 minuti di auto.
Per la realizzazione dei progetti Draco e Retail in Progress si avvarranno della “firma” dell’architetto Tobia Scarpa.

Neinver
Neinver,  entra nel mercato francese attraverso lo sviluppo di due nuovi progetti in joint venture con MAB Development: Roppenheim The Style Outlets, nella regione dell’Alsazia, ubicazione strategica che conta su un bacino di 8,4 milioni di consumatori; e Honfleur The Style Outlets in Normandia
·  Altri cinque i progetti in cantiere, in Polonia, Spagna e Portogallo.

Yamamay apre a Roma un nuovo concept store

Coinvolgente, giovane ed eccitante. Il nuovo store Yamamay, situato a Roma, in via del Corso 158/159, presenta un nuovo concept, che oltre ad allargare l’offerta merceologica, include servizi.

Le peculiarità del negozio

Strutturato su due livelli, lo store, con due vetrine, ha una superficie complessiva di 250 mq. Il piano terra, con tre proiettori che riflettono immagini video e atmosfere del mondo Yamamay, è dedicato alle collezioni moda e basic Yamamay e include un modulo beauty, oltre a un corner adibito a servizio sartoria per il cliente.
È presente anche un touch screen con cui i clienti potranno interagire per scoprire le novità Yamamay e che mostra anche tutto ciò che è esposto al piano superiore.

Il piano superiore propone un'area beauty, arricchita dalla nuova linea make up, e un’area riservata ai parrucchieri I Sargassi, con sette sedute.

Tra le altre novità dello store, ancora al piano superiore vi è anche un corner dedicato alle scarpe Yamamay Shoes.

GDOWEEK 41 2010

editoriale

Multicanalità, fa rima con infedeltà? Solo se il consumatore si annoia

intervista

Carlo Cannella: nella gdo ci vuole più green economy

consumatori

Il cliente multicanale acquista di più e apprezza maggiormente la marca

L’edonismo di chi beve birra

Forte crescita in Europa per i piatti pronti

Abbigliamento e biancheria casa: la crisi non frena lo shopping in Italia

navigatori

Voglia di spensieratezza in stile anni Novanta

packaging

Le soluzioni di pack per i prodotti microondabili

prodotti novità

MERCATI
Formaggi a fette
I pareri di Nordiconad e Sadas, l’assortimento di Auchan e Sigma
GPF

I formaggi a fette preconfezionati di marca evolvono in direzione dei nuovi stili di consumo degli italiani

Rassegna prodotti

Petfood Gatto
Crescita minore delle aspettative

BLOG Si parla di qualità dei prodotti, ma attenzione alle “black list”

Rassegna prodotti

Caffè in cialde
I pareri di Coralis, Iper e Sisa
Trend di crescita stupefacente e destinato a durare ancora per molto

BLOG
La praticità e la buona qualità rendono attraente la macchina per farsi un caffè espresso

Rassegna prodotti

Salumi
I pareri di Coop Nordest e Iperal, il reparto di Auchan

La tradizione è il driver del mercato, che cresce, quando il gusto è abbinato alla convenienza

Rassegna prodotti

Articoli scrittura
I pareri di Esselunga, Sma e la Feltrinelli

Rassegna prodotti

Coop offre un nuovo look per la propria linea Solidal

All'interno del piano di revisione di tutte le linee di prodotto a marca privata, Coop ha rivisto l'immagine del brand e del packaging system Solidal ossia la gamma di prodotti provenienti dal commercio equo e solidale.
Advance Brand Appeal è la società che ha disegnato il restyling del nuovo logo, ora racchiuso all'interno di un rettangolo, con l'obiettivo di evidenziare, con più efficacia, le finalità etico-commerciali della linea Coop. Questo segno, già presente nella precedente versione, ora acquisisce una nuova importanza e aiuta nel rafforzamento dei valori etici che stanno alla base del commercio Fairtrade. Il trattamento grafico, che ricorda un marchio a fuoco o un timbro, è stato realizzato per associarsi ai concetti di trasporto e di originalità: Solidal è inteso come un sigillo di garanzia dell'autenticità dei prodotti.

Pack system
A livello di pack system è stato mantenuto il codice cromatico marrone, rafforzato però da un tono più scuro e più esotico. Questa nuova tinta comunica sicurezza e senso di protezione, creando associazioni con il legno, il mattone, quindi il focolare e la terra. Le immagini fotografiche prodotte per la comunicazione sui packaging, sono strutturate in modo che il prodotto principale emerga in primo piano a colori, dal fondo in bianco e nero sottostante. Tutti gli elementi presenti negli scatti fotografici (sfondi, contenitori e decori) sono stati scelti per comunicare l'autenticità dei luoghi di provenienza e quindi dell'offerta.

La linea Solidal
Coop ha posto al suo interno solo prodotti provenienti da commercio equo-solidale. Ogni cibo o manufatto viene acquistato nei Paesi meno sviluppati, e garantisce un aiuto economico concreto ai produttori. Il logo TransFair/Fairtrade assicura la piena aderenza alle norme del commercio equo-solidale.

Sainsbury’s a Londra

Interdis e Conad lavori in corso per un futuro insieme

La collaborazione tra Conad Interdis e Rewe all’interno di Sicon, cominciata a inizio 2007 in scadenza a fine 2011, si sta interrogando sul suo futuro, alla ricerca di nuove opportunità di crescita, come ha sottolineato Francesco Pugliese, direttore generale di Conad, nell’intervista rilasciata a Gdoweek (numero 36, 11 ottobre).

Format, assortimenti, logistica
In quest’ottica, Paolo Barberini, presidente di Interdis -5.492 milioni di euro il fatturato nel 2009- afferma: “Il Consiglio di Amministrazione di Interdis ha deciso di aprire a breve un tavolo di confronto paritario per individuare la strategia di sviluppo più efficace. Porteremo le nostre idee, così come discuteremo le proposte evolutive di Conad. Siamo interessati a proseguire l’alleanza, perché crediamo nella forza dei numeri e della qualità che possiamo sviluppare. L’accordo con finalità negoziali è una condizione necessaria, ma di per sé non sufficiente. Il confronto verterà, quindi, su temi strategici come format, assortimenti, logistica e centri decisionali, sempre nel rispetto delle specificità di ogni singola realtà territoriale ed imprenditoriale. Al momento nessuna opzione è esclusa”.

Il futuro dipende dalla condivisione strategica
In altre parole, la modalità per scrivere il futuro dipenderà dal grado di condivisione dei rispettivi orientamenti strategici. La volontà di Interdis è di valorizzare, anche attraverso una soluzione condivisa, i propri punti di forza e le specificità che, da sempre, la contraddistinguono, vale a dire presenza sul territorio nazionale con 2.735 pdv (di cui 2.684 al dettaglio e i restanti 51 all’ingrosso) presenti in 18 regioni italiane su 20 totali (attualmente non sono presidiate Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige ), vocazione alla prossimità e capacità di creare valore attraverso le carte fedeltà e il servizio al cliente finale.

Sicon è seconda in Italia
Oggi Sicon rappresenta una quota di mercato del 16,3% (fonte Nielsen, GNLC Luglio 2010) e si configura come la seconda forza nel panorama della gdo italiana, con oltre 5 punti percentuali in più rispetto alla terza posizione.

Prima infanzia, il parere di Maiorana (C3), l’assortimento di Carrefour, Panorama e Ipercoop

Tradizionale senza essere immobile, innovativo, ma
aderente a canoni di prodotto e comunicativi ben
consolidati: il mercato del baby food vive una realtà
fatta di brand che hanno fatto la storia dell'industria
alimentare italiana, ma obbligati a proporre un'innovazione
costante per attirare i consumatori. Così,
dopo la rivoluzione che ha portato in modo più
massiccio il baby food dallo specializzato alla gdo, questo
comparto si è appropriato di logiche di prodotto e comunicazionali
comuni ad altri mercati del Lcc. Tutto questo si
riflette sull'offerta nel pdv: segmentazione per destinazione
d'uso più puntuale, maggiore attenzione a pack e formati
per enfatizzare la novità, senza stravolgere il messaggio
tradizionale, che chiede qualità e rassicurazioni.

Interviene
C3, Maiorana

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Prima infanzia, il parere di Maiorana (C3), l’assortimento di Carrefour, Panorama e Ipercoop
Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |

Ricotta, I pareri di Simply Sma e Despar

Formaggio “non formaggio”, capace di intercettare
la domanda degli italiani per la sua
freschezza, per la sua versatilità, per il suo
ridotto contenuto di grassi e per il prezzo
euro/kg più basso di tutto il panorama caseario.
La ricotta sembra essere il prodotto
giusto nel periodo giusto: per questo il mercato,
soprattutto quello a libero servizio, cresce a volume
con tassi intorno al 5%, incentivato dalle aziende
produttrici che stanno innovando in termini di prodotto
e pack, spingendo la monoporzione in un'ottica di
servizio. Un fenomeno che si sta riflettendo anche
sugli spazi dedicati nel pdv, che spaziando da Nord
a Sud mostrano differenti ampiezze anche su base
regionale a causa di una tradizione di consumo più o
meno forte. Ora, l'attenzione di tutti i retailer è puntata
sul bio, che offre buoni spazi di crescita soprattutto in
un panorama caseario fresco che ha offerto segnali inquietanti
al consumatore (vedi mozzarella blu) e sulla
volontà di destagionalizzare le vendite (20% tra Natale
e Pasqua), slegando almeno un po' la ricotta dalla sua
funzione di ingrediente per le preparazioni regionali e
dandogli il valore e il contenuto valoriale adatto per
poter camminare con le sue gambe.

Intervengono
Simply Sma, Luca Cattaneo
Despar, Massimo Riezzo

Segue un'analisi di Marilena Colussi
GPF

I consumatori vogliono
più informazioni e garanzie:
la ricotta è pronta per fare
un salto di immagine

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Ricotta, I pareri di Simply Sma e Despar
Mercato | Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Yogurt salute, i pareri di Sisa Sicilia e Selex

l mercato dello yogurt accelera nel segmento salute,
che attualmente vale circa il 30% del totale mercato
e deve la sua costante crescita all'innovazione dei
maggiori competitor e al supporto pubblicitario.
I dati Nielsen mostrano una progressione sia nel numero
delle famiglie acquirenti sia nelle vendite a volume.
Il calo del potere d'acquisto delle famiglie si è, però,
fatto sentire: la spesa media è passata da 38,77 euro del
2008 ai 34,30 euro del 2010, mentre il numero medio di atti
d'acquisto è rimasto sostanzialmente inalterato da 8,6 a
8,2 l'anno. La diminuzione del mercato a valore è imputabile,
in particolare, all'elevato tasso promozionale, che ha
interessato il 32% delle vendite. Una politica seguita dalla
gdo anche per le private label, che comunque accrescono
la loro forza competitiva rispetto ai leader di mercato.

Intervengono
Sisa Sicilia, Vito Petitto
Selex, Filippo Capellupo

Segue un'analisi Nielsen con intervista a Maria Francesca Cuomo:
Il mercato continua a mostrarsi in buona salute,
ma i margini sono in deciso calo
 

e infine l'analisi delle opinioni dei consumatori sul web da parte di
We Are Social
Yogurt, la relazione è più
dinamica se i brand si “aprono”

e Flavia Rubino di the talking village

Gli yogurt funzionali?
“Fingo di credere
che facciano bene”.
E li compro the talking village

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Yogurt salute, i pareri di Sisa Sicilia e Selex
Mercato | Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Ammorbidenti, la corsa alla novità si fa dura

Un mercato che vede le multinazionali combattersi
a colpi di novità nelle formulazioni
e nelle prestazioni, e che punta sulla sostenibilità
ambientale come proprio driver
di sviluppo. I dati IRI riguardanti il mercato
degli ammorbidenti vedono un andamento
divaricato tra volumi e valori, ma l'apparente
contraddizione si spiega se si considerano due fattori:
il primo è che il consumatore è disposto a riconoscere
prezzi maggiori in cambio di maggiori prestazioni,
anche emozionali, visto che l'ammorbidente è spesso
visto non solo come un prodotto per la cura dei tessuti,
ma quasi come un componente cosmetico, che
rendendo i capi più soffici dà benessere alla pelle. Il
secondo è che, anche negli ammorbidenti, la tendenza
è quella, molto evidente nei detersivi, di concentrare i
principi attivi, riducendo l'ingombro, e quindi l'impatto
ambientale, delle confezioni. Così i volumi venduti
si riducono, ma non i consumi reali, intendendo con
l'espressione il numero di lavaggi effettuati con l'aggiunta
di un ammorbidente. Esiste poi anche una terza spiegazione,
empiricamente rilevata dalla nostre rilevazioni a
scaffale, ma ne parliamo poco più avanti.

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Ammorbidenti, la corsa alla novità si fa dura
Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |

Ortofrutta di IV gamma

La ripresa del mercato della IV gamma nel suo
complesso è confermata dai numeri di Nielsen:
nell'anno terminante a maggio 2010, le famiglie
acquirenti sono salite a oltre 15 milioni contro le
14,6 milioni dello stesso periodo 2009.
Anche gli acquisti in volume hanno registrato la
stessa dinamica. Flette, invece, la spesa media, che sfiora
i 26 euro l'anno, mentre è stazionario il numero medio degli
atti di acquisto nell'anno, attualmente di poco superiore ai
12. Il profilo socio-demografico dell'acquirente tratteggia
il target più importante: famiglie fino a tre componenti,
residenti nelle regioni settentrionali e centrali (al Sud esiste
ancora un gap rilevante), giovani, lavoratori e con una scolarità
alta del capofamiglia: tutte circostanze che favoriscono
l'affermazione di un prodotto servizio qual è quello delle
verdure di IV gamma.
In un certo senso, questi prodotti hanno operato un
cambiamento culturale epocale nella percezione dei consumatori,
tanto che “pescare” con tranquillità nel banco
refrigerato delle buste è divenuto un gesto quotidiano della
spesa.

Intervengono
Coop, Marco Maferrari
Realco (Sigma),
Massimiliano Moretti

l'assortimento in Conad
ed Esselunga

Segue un'analisi di Nielsen con intervista a Maria Francesca Cuomo
La competizione è sempre più
tra l'industria di marca e la private label

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Ortofrutta di IV gamma
Mercato | Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Frutta fresca, i pareri di Finiper, Unicom (Selex) e Simply

In un settore notoriamente unbranded, nel quale i casi
di successo negli anni scorsi potevano contarsi sulle
dita di una mano -si pensi ai frutti esotici e alle mele-,
ora è la marca a bussare con decisione alle porte del
mercato, anche per frutta e verdura di “I gamma”. La
marca si vuole porre come garante della bontà del
prodotto, facendo leva sul suo know-how consolidato,
grazie all'offerta di plus qualitativi in termini di provenienza,
sicurezza e qualità, in modo da sganciare il mercato da una
logica di prezzo, ma non solo, anche di superare tutte le perplessità
che il consumatore ha quando si avvicina a questo
reparto all'interno della gdo.
I retailer, in maniera più o meno compatta, rifiutano l'approdo
dei brand nel comparto, che anzi deve rimanere unbranded
per non cadere in logiche che possono sfuggire al controllo.
Compito difficile, quindi, quello delle aziende di marca, che
si trovano a dovere investire in un mercato nel quale decenni
di offerta unbranded hanno spinto i consumatori a legarsi
all'insegna come fiduciario della qualità dell'offerta. Anzi, in
determinati casi le catene hanno deciso di agire a monte della
filiera, cercando di instaurare un rapporto più stretto con
alcuni fornitori, che si estende fino a pianificare la produzione
in campo secondo le esigenze della catena.

Intervengono
Finiper, Alberto Carpisa
Unicom, Vittorio Gheller
Simply Sma, Marco Brambilla

Segue un'analisi GPF di Marilena Colussi:
Il consumo di frutta
è in diminuzione,
ma i prodotti di marca
sono in crescita

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Frutta fresca, i pareri di Finiper, Unicom (Selex) e Simply
Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |

Crai torna in pubblicità Tv

Da domenica 14 novembre Crai torna in TV sulle reti Mediaset e sulla Televisione Svizzera RS1, con una storia semplice, ma divertente firmata da Roberto Gariboldi dell’agenzia Gariboldi & Associati, con la regia di Carlo A. Sigon.

Protagonista del racconto le parole e le note di “Vengo alla Crai”, un brano molto orecchiabile e facile da ricordare, composto appositamente per la campagna, che spiega i plus -gusto, convenienza, prodotti a marchio, cordialità, vicinanza, cortesia e familiarità- con i quali la catena mira a imporsi come leader qualitativo del mercato di vicinato.

La campagna andrà in onda fino ai primi di dicembre, e sarà programmata anche nel 2011.

Fnac sta per lanciare in Spagna un nuovo format Express store

Fnac, la catena che vende entertainment ed elettronica di consumo, fra pochi giorni lancerà un nuovo Express store destinato a stazioni ferroviarie e aeroporti. Il primo negozio sarà inaugurato in Spagna a Valencia presso la stazione Ave dei treni ad alta velocità.
La superficie sarà di 200 mq, quindi molto più contenuta rispetto ai 2.000 mq che costituiscono la superficie media degli store attualmente funzionanti in Spagna.
Il piano prevede che entro il 2015 i Fnac Express store siano una ventina.

Nuove cariche in McArthurGlen

Roberto Meneghesso è il nuovo Country Manager per l'Italia di McArthurGlen, mentre Clara Petrone è la nuova Regional Marketing Manager per il sud Europa.

Roberto Meneghesso era direttore operativo per l'Italia di UniEuro (Dixon Store Group), dove era responsabile della gestione di 100 negozi e 2.600 impiegati. In precedenza,  ha lavorato per il Gruppo Metro; come Direttore della Divisione Ipermercati per Rewe e per Elite Electronics.

Clara Petrone occupava la posizione di Direttore Marketing di Branded Apparel Italia. 
Il nostro Paese è un mercato chiave per McArthurGlen.
I 5 Outlet McArthurGlen in Italia sono visitati ogni anno da circa 12,5 milioni di persone.

Fermi informatici: le aziende italiane perdono ogni anno 34mila euro

Le organizzazioni italiane perderebbero ogni anno complessivamente oltre 425 milioni di euro a causa di inefficienti piani e strumenti di ripristino della normale operatività in caso di interruzione dei servizi IT. CA Technologies ritiene che gran parte di questo costo, a carico dell'azienda e dell'economia nazionale, potrebbe essere evitato con l'adozione di migliori strategie di data protection incentrate sulla celerità di recupero dei dati.

Lo studio “Avoidable Cost of Downtime 2010”, commissionato da CA Technologies e condotto da Coleman Parkes su 1.808 organizzazioni in 11 Paesi europei (di cui 201 in Italia), rivela che un'impresa italiana è mediamente soggetta ogni anno a 11 ore di fermo dei sistemi informatici, che ammontano a oltre 140.000 ore per il totale delle realtà aziendali delle dimensioni e dei settori presi in considerazione dall'analisi.

La situazione in Italia

Fra i Paesi esaminati, le società che hanno registrato la media più elevata in termini di impatto negativo sui ricavi causato dal fuori servizio dell'IT sono state quelle francesi con quasi 500.000 euro all'anno, mentre l'Italia si è posizionata all'altro capo della classifica, con poco meno di 34.000 euro annuali.
Lo spaccato italiano rilevato dall'indagine presenta alcune caratteristiche interessanti, per le quali sono ipotizzabili alcune possibili spiegazioni. In Italia la percentuale di piccole (50-99 dipendenti) e medie (100-249 dipendenti) imprese è più elevata rispetto agli altri Paesi e il loro livello di adozione dei sistemi IT che svolgono un ruolo importante per i processi di business è molto contenuto. Tale particolarità potrebbe spiegare come mai l'impatto finanziario del fuori servizio IT sui ricavi risulti inferiore rispetto agli altri Paesi analizzati dall'indagine.

Un altro aspetto da considerare per spiegare il dato italiano è che non sempre le Pmimisurano l'impatto dei fuori servizio dell'IT sui ricavi, motivo per cui hanno una ridotta percezione dei rischi reali. Il valore medio del danno è sicuramente più alto di quello emerso dall'indagine, ma gli intervistati non sono in grado di quantificarlo, se non quando si presenta una situazione drammatica.

Piano di disaster recovery

In realtà, con il crescere della dipendenza delle organizzazioni italiane dai sistemi informatici, è lecito prevedere un evolversi della situazione a seguito dell'introduzione di nuove norme e dell'esigenza di una maggiore competitività. A quel punto, il ripristino della normale operatività in caso di interruzione dei servizi IT, reso possibile mediante un efficace piano di disaster recovery, assumerà un'importanza sempre più cruciale.
“Nell'attuale congiuntura economica, un buon funzionamento dell'IT si rivela fondamentale per molte organizzazioni perché qualsiasi degrado del servizio va non soltanto a incidere sulla produttività dei lavoratori, ma può produrre anche un danno d'immagine il cui effetto potrebbe essere ancor più grave -afferma Gianpaolo Sticotti, Channel Sales Manager per la business unit Recovery Management & Data Modelling Customer Solutions di CA Technologies-. In un momento in cui le aziende dipendono in misura sempre maggiore dai servizi on-line per generare ricavi o fornire un canale essenziale di comunicazione con i clienti, la ricaduta finanziaria dei 'fuori servizio' informatico diviene una questione cruciale”.

Strategia di Gap per l’Italia, ne parla Stephen Sunnucks presidente europeo

Gap sta puntando ad un posizionamento
più alto in Italia rispetto al
mercato americano?

La nostra filosofia resterà la stessa in
tutto il mondo, ma con una spiccata
attenzione ai gusti locali. A livello tecnico,
Gap e Banana Republic hanno entrambi
un team di designer per la distribuzione
mondiale. Abbiamo anche un team di
design più piccolo, a New York, che
ha il compito di aggiungere alle linee di
base prodotti selezionati a seconda della
località, ad esempio il cashmere al quale
i clienti in Europa rispondono meglio che
in Nord America. Infine, team di marketing
locali apportano modifiche ancora
più specifiche in funzione delle taglie e
gusti del luogo in cui siamo presenti.

Per questo motivo avete deciso di
iniziare la vostra attività in Italia con
una collaborazione con Valentino?


Non è la prima volta che collaboriamo
con altri designer, a cominciare dal 2006
quando abbiamo lanciato la linea di Roland
Mouret
per arrivare alle partnership
con Stella McCartney, Pierre Hardy,
Colette
e altri. Per il lancio di Milano,
vogliamo un nome simbolo della ricca
tradizione della moda italiana. Non posso
dare anticipazioni sulla collezione, ma
posso dire che il mix tra la semplicità
di Gap e la femminilità di Valentino sarà
irresistibile. Abbiamo, inoltre, collaborato
con Corso Como per una collezione di
Tshirt e borse.

Quali sono le vostre strategie per
contrastare la concorrenza di altre
catene già presenti in Italia, come
H&M e Zara? Intendete rivolgervi
agli stessi consumatori?

Siamo fiduciosi che i nostri marchi si
distingueranno dagli altri e abbiamo già
avuto dei riscontri incoraggianti a Milano,
in particolare per quanto riguarda Gap, il
brand più riconosciuto a livello mondiale.
Inoltre, considerata la dominanza del denim
nel mercato italiano, siamo certi che
ci sarà una risposta positiva per la nostra
collezione 1969 Premium Jean. Anche le
nostre linee per bambini e neonati hanno
un ottimo potenziale.

Parliamo di prezzi. Ritenete che saranno
paragonabili a quelli negli
Stati Uniti oppure più alti?

Sui prezzi adottiamo un approccio competitivo,
ovvero non lo convertiamo semplicemente
dal dollaro alle valute locali,
ma puntiamo ad essere competitivi nel
mercato in cui ci troviamo per offrire un
buon rapporto qualità prezzo.

Quali sono i vostri obiettivi in Italia,
in termini di numero di negozi, vendite
e diversificazione geografica?

Non abbiamo stabilito un numero di
negozi in Italia, ma puntiamo ad entrare
in questo mercato con una strategia differenziata:
negozi classici full price con i
due brand Gap e Banana Republic, online
e outlet. L'approdo in Italia è importante
per due ragioni: primo, questo Paese ha
una cultura dello shopping consolidata,
le città hanno al loro interno bellissimi
centri storici, sono circondate da shopping
center all'esterno e da outlet ancora
più lontani. Secondo, l'ingresso in Italia
apre le porte allo sviluppo nel resto
dell'Europa Occidentale.

A proposito di sviluppo territoriale,
a Roma per il 2011 è già in progetto
un'apertura, ma quali altre città state
considerando?

Stiamo lavorando su diverse aree a Firenze,
Bologna e Torino, oltre a Roma,
dove i nostri piani non sono stati ancora
annunciati ufficialmente.

Offrirete anche ai consumatori italiani
la possibilità di comprare online,
come già accade in altri Paesi
europei?

Ad agosto, abbiamo lanciato i nostri siti
dedicati Gap.eu e BananaRepublic.eu,
i cui prezzi attualmente sono in sterline
britanniche; entro la fine di ottobre, offriremo
la consegna a nove nuovi Paesi
europei -Italia, Belgio, Danimarca, Francia,
Germania, Olanda, Irlanda, Spagna e
Svezia- a conferma della strategicità del
canale.

Esselunga è il Retailer of the year Italy 2010

Esselunga

I giudizi espressi raccolti da Q&A Research & Consultancy su 145 catene di negozi, suddivise in 21 categorie, evidenziano un voto medio finale al mondo del retail che passa dal 6,4 del 2009 al 6,9 del 2010.
Anche in questa terza edizione del premio Retailer of the Year i consumatori hanno votato online la loro catena di negozi preferita giudicando aspetti fondamentali del mondo del retail quali, rapporto qualità-prezzo, livello dei prezzi, promozioni e offerte, assortimento, rinnovamento, servizio, preparazione e cortesia del personale e atmosfera degli store.
In netto aumento il numero di giudizi espressi passando dai 100mila dell'anno scorso ai 175mila di quest'anno.
All'edizione di quest'anno hanno collaborato  Gdoweek e Mark Up, oltre a Corio, TNT Post e Metro.

Il consumatore italiano spenderà di più nel 2011

I risultati dell'indagine Shopper condotta dalla Q&A Research & Consultancy mostrano chiaramente che tre quarti dei consumatori italiani prevede per il 2011 una spesa pari al 2010 o addirittura superiore. Le categorie nelle quali il consumatore prevede di spendere di più sono Erboristeria, Moda Bimbo-Prima Infanzia e Libri e Riviste. Una tendenza opposta si registra invece per le categorie Arredamenti, Informatica e Ottica per le quali il consumatore prevede di destinare di meno.

Mancanza di preparazione del personale
Ecco che cosa disturba di più il consumatore: la scarsa preparazione del personale. A seguire, l'aspetto che lo disturba di più è l'affollamento nei centri commerciali negli orari di apertura serale o nei weekend.
Secondo i dati del sondaggio gli altri aspetti sui quali il consumatore invita i retailer a intervenire per l'anno in corso sono la riduzione dei prezzi e il miglioramento delle promozioni e delle offerte.

I vincitori per categoria

Quest'anno sono state 20 le categorie in cui si è proclamato un vincitore. I vincitori di Retailer of the Year Italy 2010 sono:

 

Arredamenti

IKEA

Articoli Sportivi

Decathlon

Borse e Accessori

Carpisa

Calzature

Pittarello Calzature

CD, DVD &
Videogiochi

Media World

Elettronica

Media World

Erboristeria

Bottega Verde

Fai-da-Te

Leroy Merlin

Giocattoli

Toys Center

Grandi Magazzini

IKEA

Informatica

Media World

Intimo e Lingerie

Tezenis

Libri e Riviste

Le Feltrinelli

Moda Bimbo e Prima
Infanzia

Oviesse

Moda Donna

Oviesse

Moda Uomo

Coin

Ottica

Salmoiraghi Vigano

Profumeria

Limoni

Ristorazione/Fast
Food

McDonald's

Supermercati

Esselunga

Telefonia

Media World

Aperto il primo monomarca Bose in Italia

Aperto il 6 novembre, 150 mq,  è il primo monomarca Bose in Italia, dato che viene dopo i 5 shop inseriti in outlet e il pdv dell'areoporto di Venezia.  Gli outlet sono quelli di Barberino, Serravalle, Castel Romano, Rodengo Saviano e Fidenza Village. A differenza di questi, lo store di Milano non vende prodotti ricondizionati provenienti da esposizioni a prezzo scontato, bensì vende prodotti nuovi full price, da vedere e toccare, e soprattutto esperienze di ascolto home video in ambienti appositamente messi a punto, fra cui una saletta da 8 posti, tra l'altro direttamente visibile anche fronte strada.
Si tratta di un experience store realizzato sulla scorta di quelli già esistenti in Gran Bretagna e Germania, dove il personale particolarmente addestrato sull'esperienza d'ascolto è in grado anche di offrire consulenza sulla sistemazione ottimale dei componenti in funzione delle caratteristiche audio del proprio ambiente domestico.

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