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Conserve Italia cede a Olam Int. l’uso del marchio De Rica in Africa

Conserve Italia ha firmato nei giorni scorsi un accordo con la multinazionale Olam International di Singapore, quinto gruppo alimentare mondiale, che prevede la cessione e l’utilizzo del marchio De Rica per il solo continente africano, dove la multinazionale asiatica è già leader di mercato e il marchio De Rica sviluppa un fatturato inferiore al milione di euro.
Per quanto riguarda l’Italia, e il resto del mondo quindi -come l'azienda tiene a precisare- il marchio De Rica resta saldamente in mano a Conserve Italia.

Nell’ambito della stessa operazione, Conserve Italia ha siglato un protocollo per la fornitura preferenziale ad Olam International di prodotti ortofrutticoli italiani, in particolare pomodoro, da destinare ai suoi mercati esteri di riferimento.

Le risorse finanziarie ricavate dall'operazione -secondo quanto dichiarato dall'azienda- verranno investite in programmi di sviluppo commerciale in Paesi dove il gruppo ha già avviato concreti progetti di sviluppo a marchio Cirio, come Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Inghilterra, e oltreoceano Canada, Australia e Nuova Zelanda.

“La collaborazione ad ampio raggio avviata con la multinazionale Olam International -rileva Angel Sanchez, direttore generale di Conserve Italia- fa assumere al gruppo Conserve Italia una dimensione ancor più internazionale, perché consente una maggior presenza commerciale in paesi di rilevante importanza economica, a fronte della cessione di un ramo di attività del tutto marginale”.

OVS apre il 500° store e cambia format

Una nuova grande profumeria all’ingresso, ampi spazio agli accessori, soprattutto alle calzature, esposizioni per stile e un nuovo brand, Grand&Hills, marchio per uomo giovane realizzato in collaborazione con Davide De Giglio, creatore del marchio Vintage 55: queste alcune delle novità del 500° store Ovs industry aperto in centro a Milano, in via Torino angolo Spadari, proprio dove si trovava il flagship di Upim.

Layout ed offerta
Suddiviso su tre piani, il livello terra è focalizzato, oltre che sulla profumeria, che segmenta la bellezza per destinazione d’uso con suddivisioni per marca (tra le spiccano Project, la Pl sulla quale Upim aveva lavorato in maniera approfondita, ed essence, firma di fascia più alta), sugli accessori e proposte moda più giovani (come Baby Angel, la linea di Elio Fiorucci) e trendy, mentre il primo piano si focalizza sull’abbigliamento donna più formale e sull’uomo, sia classico sia per giovani, con una parete personalizzata per il nuovo brand Grand&Hill.
Infine, il livello meno uno è dedicato al mondo bambino.

L’atmosfera industriale con mattoni a vista e travi in acciaio si trasforma lascia il posto a pareti bianche e a specchio, con scaffalature leggere alte fino al soffitto per proporre, per i diversi target, look diversi in più stili.
L’obiettivo è adottare questo format in tutte le prossime aperture dell’insegna, adattandolo ai diversi spazi.

In occasione dell’inaugurazione, sono state create delle mini collection da parte di alcune tra le principali testate italiane che si occupano di moda (Velvet, Max, Grazia e Elle.it), selezionate tra tutti i capi delle linee OVS industry.

Progetti in divenire
"Inauguriamo il 500.simo negozio Ovs industry nel mondo in un momento di grande dinamismo per il nostro Gruppo -dichiara Stefano Beraldo, amministratore delegato di Gruppo Coin- Il flagship store di via Torino rappresenta un momento importante, per la novità del design e per l'ingresso di nuovi brand realizzati in collaborazione con creativi italiani, come Ennio Capasa, che hanno riconosciuto in Ovs industry il contesto migliore per promuovere una moda di alta qualità ma democratica".

In particolare, il progetto Eequal con i capi disegnati da Capasa saranno disponibili a partire dalla collezione PE 2011.

“Per quanto riguarda il recente andamento -ha concluso Beraldo- ad oggi le vendite a parità di tutte le insegne del gruppo sono positive, con volumi superiori alle aspettative. Molto bene le vendite nei mesi di giugno, luglio, agosto e in questo inizio di stagione autunnale. Dopo le riaperture del primo semestre, continuano intensamente le attività di conversione dei negozi ex Upim. Ad oggi sono stati riaperti ulteriori 14 negozi Ovs industry con i primi risultati di vendita che confermano le ottime crescite delle prime conversioni”.

Ismea, il piacere del bio porta a +9% i consumi

Agli italiani piace sempre più il bio: nel primo semestre del 2010 è continuata la crescita dei consumi di alimenti biologici.
Infatti, in base agli ultimi dati Ismea, presentati il 10 settembre nel convegno Il Biologico tra valore e valori al Sana di Bologna, gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati sono cresciuti del 9% nella prima metà del 2010, consolidando la dinamica positiva degli ultimi anni (+6,9% la variazione 2009/2008, +5,2% quella 2008/2007).
In riferimento alla dinamica degli acquisti in valore, le referenze bio che hanno registrato variazioni positive sia nel primo semestre 2010 sia nell’arco del 2009 sono l’ortofrutta fresca e trasformata (+26,6% la variazione 2009/2008, +0,9% quella relativa al primo semestre 2010 sul pari periodo 2009), le bevande (+5,7% in entrambi i periodi), le uova (+21,8%, +8%), il miele (+14%, +13,7%), il pane e sostituti (+8,7%, +19,2%), i salumi ( +91,2%, +20,4%).
Hanno invece registrato delle buone performance di mercato nel primo semestre del 2010, a fronte di un trend negativo nel 2009, i lattiero caseari (+11,2%), i prodotti per la prima colazione ( +17,3%), quelli per l’infanzia (+31,1%), gli oli (+9,9%), la pasta e il riso (+7,9%).

Le top ten del biologico

Nella top ten dei prodotti bio più consumati nel 2009 e nel primo semestre 2010 (in base ai dati in valore), figurano al primo posto le uova, seguite da latte fresco e yogurt.
“Il buon andamento degli acquisti in questa prima metà dell’anno -sottolinea Ismea- è anche attribuibile al ribasso medio dei prezzi al consumo (-2,3% rispetto al primo semestre 2009)”.
Le elaborazione dell’Istituto, infatti, evidenziano una domanda piuttosto elastica rispetto alle variazioni di prezzo.

Canalizzazione e aree geografiche
Riguardo alla ripartizione degli acquisti bio per canale distributivo (la rilevazione non include i negozi specializzati), prosegue nel 2010 la crescita degli acquisti negli ipermercati, che registrano un incremento del 19,6%, mentre i supermercati perdono il 3,2% e i negozi tradizionali dopo aver ceduto il 30% nel 2009 guadagnano il 48,6% nel 2010, anche se il valore degli acquisti in questo canale è limitato.
In merito alla variazione degli acquisti bio per area geografica relativi al primo semestre 2010, l’indagine mostra le aree del Nord Ovest e Nord Est in costante aumento, rispettivamente con un +6,3% e un +10,6% sul primo semestre 2009. Particolarmente soddisfacente la performance delle regioni del Sud, passate da una variazione negativa registrata nel corso del 2009 (-11,5%) al +20,9% del 2010, anche se in associazione a valori di acquisto ancora molto contenuti.

L’area geografica che invece -nell’anno in corso- mostra un leggero decremento degli acquisti bio, è la zona Centro e Sardegna: dal +16,9% registrato nello scorso anno al +8,2% di quest’anno.

Primo urban store Unieuro all’interno di laRinascente Duomo

Proprio di fronte alle scale mobili, che scendono al Design Supermarket dello store laRinascente di Milano piazza Duomo, Unieuro ha inaugurato il suo primo Urban store, uno spazio di 55 mq specializzato in elettronica di consumo.

“Crediamo molto nell'abbinamento tra moda ed elettronica di consumo e per questo abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di la Rinascente, condividendola solo con quei fornitori che, come noi, hanno creduto sin da subito in questo progetto”, ha spiegato Fabio Godano, direttore generale di Unieuro.

Lo spazio, infatti, è, a sua volta, suddiviso in shop-in-shop con aree personalizzate, a parete e a scaffale, dedicate a Nokia, Samsung, Hp, Apple, Nikon, Microsoft (che, in occasione dell'apertura, ha presentato in esclusiva Kinect, la nuova modalità di gioco che utilizza non sole mani, ma tutto il corpo), Bose, Nintendo, Cellular Line, Skullcandy, Panasonic, Philips, Western Digital, Belkin, Verbatim, Scan Disk, Crumpler ed Energizer.
Non manca uno spazio Vodafone, alla cassa, e la proposta di tariffe specifiche abbinate ai cellulari Nokia.

Postazione internet

Per garantire un'offerta più ampia, è attiva una postazione internet presso la quale i consumatori, con il supporto del personale Unieuro, potranno scegliere tra gli oltre 30.000 prodotti disponibili sul sito (appena rinnovato). I prodotti potranno essere provati e acquistati direttamente nello spazio all'interno di Rinascente nel giro di un paio di giorni.

Layout
L'area di vendita, il cui progetto è stato curato dall'architetto Giulio Ceppi, è contraddistinta dal colore blu con l'obiettivo di “creare uno spazio dinamico, diviso tra una dimensione lucida e una opaca per generare uno spazio asimmetrico, ma ordinato. Così, immaginiamo il rapporto con la tecnologia e i marchi che la rappresentano, sospeso tra razionalità ed emozione”, ha concluso l'architetto.

Programmi
futuri
Ancora prematuro prevedere i possibili sviluppi della formula, la cui difficoltà principale al momento ha riguardato la costruzione di un assortimento più ridotto, rispetto ai classici 1.000-1.500 mq su cui normalmente opera la catena. Molte le aspettative. Se i risultati saranno positivi, come lasciano pensare le vendite realizzate nei primi 3 giorni, non è da escludere lo sviluppo della partnership con la Rinascente, a partire dal flagship store di Roma nel 2013, piuttosto che la realizzazione di collaborazioni con altri partner.

Rapporto Coop 2010: per la ripresa dei consumi occorre far evolvere il mondo del lavoro

Presentato oggi il Rapporto Coop 2010 “Consumi e distribuzione” redatto dall'Ufficio Studi di Ancc-Coop con la collaborazione scientifica di Ref. (Ricerche per l'Economia e la Finanza) e con contributi originali di Nielsen. A illustrarlo, Enrico Migliavacca, vicepresidente Ancc-Coop, Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia e Aldo Soldi, presidente Ancc-Coop. Dallo studio emerge, in modo inequivocabile, la tenacia della crisi, o meglio dei suoi effetti, che, purtroppo, promettono di essere duraturi. L'inversione di rotta è modesta e, quindi, di ripresa non si può affatto parlare, cosicché, nelle prime 33 settimane di quest'anno, la gd registra una flessione delle vendite dello 0,3%. Il dato più problematico è rappresentato dal calo dei consumi alimentari. Diminuiscono in quantità prodotti di base come la pasta di semola (- 2,8%), le conserve a base pomodoro (-2,3%), l'olio di oliva (-1,7%) e gli olii di semi (-5%). Emblematico un dato: il 21% degli italiani (a fronte di una media Ue che non supera il 12%) ammette di avere più difficoltà a sostenere spese necessarie come quelle relative alla cura dei propri bambini.

I segni della crisi

Una dinamica negativa coerente con l'andamento degli ultimi due anni che hanno visto diminuire, tra gli altri, i consumi di pane e cereali (-5,2% nel biennio 2007/2009), pesce (-4,3%), latte formaggi e uova (-3,3%), olii e grassi (-3,4%). Parimenti, la crisi ha fatto cadere la domanda dei prodotti il cui acquisto è ritenuto rinviabile: arredamento (-7% a quantità nel 2007/2009), elettrodomestici (-8,7%), abbigliamento (-10.9%). In controtendenza, si trova l'elettronica di consumo, trainata dai televisori a schermo piatto e dagli smartphone che segna un ben + 16%. Inoltre, nella prima metà del 2010, sono tornati a crescere i prodotti etnici, quelli relativi al comparto salute e i piatti pronti.

Il mondo del lavoro soffre

Il sistema Coop in qualche misura ha tenuto e tiene ma le contromisure adottate (convenienza, eticità, private label, liberalizzazioni) possono fino a un certo punto, poiché, come ha tenuto a sottolineare Soldi, il nodo cruciale per il rilancio dei consumi è riuscire far evolvere il mercato del lavoro. Le cifre fornite sono eloquenti: negli ultimi 2 anni di crisi si è registrata una perdita di 817.000 posti di lavoro. A pagare di più sono i giovani (nella fascia d'età fra i 15 e i 24 anni e fra i 25 e i 34 cadute del 14 e dell'11%), gli autonomi e i lavoratori a termine, gli occupati del Sud (-4% rispetto al -1% nelle regioni del centro nord). Ovvio che, parafrasando una frase celebre, “no reddito, no consumi.

La normativa sull’autotrasporto fa chiarezza sull’utilizzo dei pallet

Lo scorso 4 agosto è diventato legge il pacchetto di norme sull'autotrasporto che regolamentano l'utilizzo dei pallet. Fra i punti salienti: nessun obbligo da parte del vettore di gestire gli imballaggi nelle attività di trasporto; esercizio dell'attività di commercio delle unità di movimentazione subordinato al possesso di una apposita licenza; richiamo al rispetto della normativa comunitaria e nazionale in merito all'igiene e alla salute pubblica.
In particolare, la normativa prevede che al termine del viaggio, il vettore che ha trasportato merce imballata o stivata su apposite unità di movimentazione non ha alcun obbligo relativo alla gestione e alla restituzione di tali unità utilizzate durante il trasporto.
Inoltre, il possesso di una apposita licenza rilasciata dalla questura competente per l'esercizio dell'attività di movimentazione del pallet e gli adempimenti al quale è soggetto il titolate di tale licenza pongono un freno all'attività illecita di riciclo e contraffazione dei bancali praticata da soggetti non autorizzati.

Cambiamento di rotta

“L'accordo siglato con il Governo contiene importanti provvedimenti per la competitività dell'autotrasporto -commenta Giuseppina Della Pepa, segretario generale di Anita (Associazione nazionale imprese trasporti automobilistici)-. Sul versante dei bancali si registra finalmente un cambiamento di rotta che mira a garantire maggiore trasparenza nella pratica d'interscambio tra vettori e committenti e al tempo stesso a contrastare il traffico illecito del riutilizzo dei bancali”.
Anita da tempo aveva suggerito alle proprie imprese di abbandonare la pratica dell'interscambio a causa dei contenziosi che spesso ne conseguivano e degli oneri gestionali e amministrativi a carico del vettore.

Riduzione di costi per il settore

La normativa entrata in vigore -esonerando i vettori dall'obbligo di gestire l'imballaggio, e limitando in tal modo il rischio di traffico e gestione illecita di tali unità di movimentazione- genererà una riduzione notevole di costi per il settore che, sulla base di calcoli effettuati dagli studi del Centro di Ricerca sulla Logistica dell'Università Carlo Cattaneo di Castellanza e dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, sono stimati in circa 30 milioni di euro.
Inoltre, tale provvedimento potrà contribuire ad affermare pratiche professionali di gestione dei pallet portando le imprese committenti ad affidarsi ad operatori specializzati nella fornitura, gestione e movimentazione di bancali.
“Le disposizioni sui pallet rappresentano un primo passo positivo che però deve avere un seguito -ribadisce il segretario generale Anita. Il prossimo obiettivo deve essere un'armonizzazione comunitaria sulla sanitarizzazione dei bancali nel trasporto di prodotti alimentari per garantire maggiore igiene, integrità e salubrità della merce”.

Temporary store DimmidiSì all’aeroporto di Verona

Il temporary store DimmidiSì è posto nella zona degli arrivi. La durata è di sei mesi a partire da inizio agosto. Su una superficie di 40 mq, i prodotti sono posti all'interno di espositori refrigerati. La gamma di prodotti DimmidiSì è costituita da: i Frullati, le Spremute, la Frutta, le Zuppe, le Paste, il Purè, I Piatti Unici e le Insalatone nei formati adatti al consumo fuori casa. Un'offerta pensata per chi arrivando vuole risparmiare tempo nel fare la spesa acquistando prodotti sostanzialmente diversi da quelli che usualmente vengono offerti in spazi come le stazioni e gli aeroporti così come precisa
Massimo Bragotto, direttore commerciale e logistica de La Linea Verde: “Dopo le esperienze positive dei temporary shop DimmidiSì, in cui fondamentali per il successo delle operazioni si sono dimostrati il contatto con il pubblico e la possibilità di far assaggiare i prodotti, abbiamo deciso di investire su uno store completamente dedicato al nostro brand, in un'ottica di allargamento di canali di vendita. Questa formula è possibile grazie alla ricca offerta dei prodotti del marchio, in grado di offrire un pasto
completo (dal primo alla frutta) e nutriente, diverso dalle classiche proposte alimentari che si trovano nei
tradizionali punti ristoro”.

Eco Hotel Spa Yves Rocher

Detersivi lavastoviglie, la crescita rallenta

Si mangia di più in casa per effetto della crisi,
ma i piatti si lavano ancora prevalentemente
a mano. Le difficoltà economiche hanno
di molto rallentato, negli ultimi mesi, il driver
fondamentale per lo sviluppo del mercato
dei detersivi per lavastoviglie, e cioè la
diffusione dell’elettrodomestico presso le
famiglie. Le vendite di apparecchi sono diminuite per
tutto il 2009 e le prospettive non appaiono rosee nemmeno
per i prossimi mesi.
Anche l’altro aspetto decisivo per il mercato dei detersivi
per il lavaggio dei piatti, l’innovazione di prodotto
e il miglioramento delle performance, ha subìto un rallentamento,
anche perché risultava obiettivamente difficile
inventarsi un “sei in uno” od oltre. Nel frattempo,
le private label, costrette negli scorsi anni a inseguire
le continue accelerazioni delle grandi marche (tutte
appannaggio delle multinazionali), sono riuscite a
ridurre leggermente il distacco. Nonostante queste premesse
il mercato qui esaminato può vantare, secondo i
dati di IRI e riferiti all’anno terminante ad aprile 2010, un
andamento nettamente migliore rispetto alla media della
cura casa e del mass market in generale; la crescita a
volumi è limitata all’1,7% (proprio per il numero ridotto di
nuove famiglie trattanti), mentre il valore delle vendite in
gdo si è attestato a 230 milioni di euro, con un aumento
del 5,1% rispetto all’anno precedente. Per un termine di
confronto, si può segnalare che, a inizio 2009, i trend
rilevati erano rispettivamente di 3,4% a volume e 6,3%
a valore.

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Detersivi lavastoviglie, la crescita rallenta
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

Dogfood. I reparti di Auchan e Carrefour, i pareri di Unicoop Tirreno ed Etruria Sma

Assortimento ampio e profondo per cogliere
l’attenzione di un cliente che vuole trovare
un’offerta sempre più segmentata e innovativa,
coniugandola con la massima convenienza
possibile. Nel dualismo tra gdo e
specializzato, che caratterizza il mercato di
petfood e petcare in generale e il mercato
del dogfood in particolare, la chiave di volta competitiva
sta proprio nel fattore espositivo. Giocato dapprima
in favore dello specializzato, che da sempre ha fatto
valere la sua offerta più ampia e profonda con brand
di nicchia e soluzioni iperspecializzate, ora sono le
catene della gdo a impegnarsi più a fondo su questo
mercato, che mostra una dinamica d’acquisto che
non si differenzia da altre categorie del Lcc in questa
congiuntura di crisi dei consumi.
I risultati stanno dando ragione alle catene “generaliste”:
secondo il rapporto 2010 di assalco, l’Associazione
nazionale che riunisce le imprese che offrono prodotti
per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia,
dopo oltre un decennio, la gdo ha mostrato un maggiore
dinamismo, crescendo a un tasso superiore rispetto al
canale petshop.

Intervengono:
Unicoop Tirreno, Paolo Turchetta
Etruria Sma, Marco Baroni

Segue analisi con dati Ac Nielsen e intervista con Luisa Padalino:
La ricerca di convenienza non incrina la dinamica
positiva del comparto

e infine l'analisi delle opinioni dei consumatori sul web da parte di We Are Social
Un nutrito scambio di informazioni
caratterizza il settore dogfood

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Dogfood. I reparti di Auchan e Carrefour, i pareri di Unicoop Tirreno ed Etruria Sma
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

Gastronomia ittica fresca. I pareri di Ergon, Conad, Coop, Seven

Categoria di sicuro interesse, la gastronomia
ittica fresca rappresenta una delle punte più
avanzate nell'offerta dei freschi da parte dei
retailer. Un mercato che vive di un'accurata
segmentazione, che sconta tutte le difficoltà
di una gestione delicata del prodotto, in particolare
riguardo alla sua movimentazione ed
alla sua conservazione nel punto di vendita, ma che può
giocare le carte di un elevato contenuto di servizio verso
il consumatore e della capacità di fondere i concetti di
leggerezza e gusto che stanno alla base della cucina
contemporanea di successo. Ovvio che, con queste premesse,
la gastronomia ittica fresca abbia visto aumentare
lo spazio a propria disposizione all'interno dei pdv, super
o ipermercati che siano. Sia come estensione del banco
pescheria -spesso la naturale collocazione del reparto
nel layout delle grandi superfici a rappresentare un anello di
congiunzione tra pesce fresco e “fresco ricettato”- oppure
come spazio, più o meno vasto, all'interno del banco specializzato
nella gastronomia pronta, che, passato da pochi
item a linee sempre più complete e ampie, ha comportato
una riallocazione degli spazi e una conseguente riprogettazione,
oggi la gastronomia ittica fresca finisce sempre
più spesso nel carrello degli italiani. Con una certa inerzia
rispetto al prezzo.

Intervengono:
Ergon (Interdis), Concetta Lo Magno
Seven (Agorà Network), Marco Penasa
Coop Adriatica, Sabrina Patuelli
Conad Centro Nord

Segue un'analisi di We Are Social, la conversation agency
Coinvolgere il consumatore è la ricetta vincente 

e l'analisi dei trend in termini di plus e criticità da parte di
Milena Colussi, Gpf:
Ricettazioni, informazioni e cura nella presentazione
per rendere più profittevole la gastronomia ittica fresca

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Gastronomia ittica fresca. I pareri di Ergon, Conad, Coop, Seven
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

I deodoranti di nuova generazione. I pareri di Conad, Coop Italia, Multicedi, Realco

Beneficia di continue innovazioni e investimenti in comunicazione
superiori alla media dell’home care e,
per questo, anche nell’ultimo periodo si conferma in
trend. La categoria dei deodoranti casa, che -sotto il
profilo merceologico- evolve in linea con le esigenze
edonistiche emergenti, nell’area basica registra risultati
sostanzialmente allineati con quelli dell’anno mobile
precedente ma, con riferimento ai prodotti di ultima generazione,
evidenzia differenziali di ottimo livello. Tale segmento,
trainante per l’intero mercato, viene accreditato di una penetrazione
ancora inferiore al 10% e, quindi, di un buon potenziale
di sviluppo. Soprattutto se le aziende riusciranno a catalizzare
l’interesse di ulteriori user -attraverso nuovi articoli, profumazioni
e messaggi appealing- e se i pdv presenteranno display, magari
meno ricchi, ma più comprensibili, e iniziative promozionali
mirate e tempestive.

Intervengono:
Coop Italia, Marco Baudini
E. Leclerc Conad, Giuliano Chiariello
Multicedi (Interdis), Alberto Sangiovanni
Realco (Sigma), Fulvio Staccia

Segue un'analisi di Nielsen, con intervista Enrico Fracchia
Innovazione, design e comunicazione
tra i driver per la crescita del mercato 

e l'analisi dei trend di consumo da parte Flavia Rubino del The Talking Village
A naso ... si direbbe che i consumatori
ricercano naturalità e semplicità d’uso

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I deodoranti di nuova generazione. I pareri di Conad, Coop Italia, Multicedi, Realco
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

Berggruen acquisisce Karstadt

Si è conclusa con il passaggio di proprietà nelle mani del miliardario Nicolas Berggruen la vicenda della cessione della catena di grandi magazzini tedeschi Karstadt. La procedura di insolvenza era iniziata nel giugno 2009; Berggruen aveva presentato la migliore offerta ma il benestare da parte del Tribunale di Essen, che aveva giurisdizione sulla procedura fallimentare, era condizionato al raggiungimento di un accordo con i creditori e in particolare con Highstreet, il consorzio proprietario degli edifici dei grandi magazzini di cui fanno parte Goldman Sachs, Deutsche Bank, Generali, Pirelli Re e la famiglia Borletti.

Con Bcgg
Partner di Berggruen nell'operazione è il gruppo tessile Usa Bcgg, che avrà una quota di minoranza. Highstreet, aveva cercato di proporre una controofferta di acquisto ma alla fine si è trovato un accordo. Il problema era nel fatto che per ridurre i costi Berggruen chiedeva una riduzione dei canoni di locazione degli stores e che Highstreet, che ne aveva acquisito la proprietà con un forte ricorso alla leva, non poteva accettare tagli drastici delle entrate.

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Carrefour riconferma la fiducia a Datalogic Mobile

Carrefour ha scelto Datalogic Mobile per la fornitura dei terminali per i propri punti di vendita. I nuovi dispositivi andranno ad aggiungersi alle soluzioni che Datalogic Mobile fornisce a Carrefour già dal 2004.

Grazie all’esperienza di Datalogic Mobile ed alla capacità di soddisfare anche i requisiti più impegnativi del mercato retail, il suo ultimo contratto con Carrefour è stato rinnovato per i prossimi tre anni.

Le soluzioni

Datalogic Mobile Memor ™ e Falcon ® verranno utilizzati per varie applicazioni, sia di shop floor (punto di vendita) che di backroom (magazzino), riducendo in modo significativo i tassi di errore e rendendo tutte le attività, dall'inventario al rifornimento degli scaffali, più rapide ed efficienti.
A questo si aggiunge la soluzione in-store di Datalogic Scanning che, utilizzando i presentation scanner, i lettori manuali e fissi copre l'intera catena Carrefour Group.

Esselunga vende profumi alta gamma via web

Si arricchisce l'offerta di Esselunga sul sito di e-commerce con alcuni prodotti tratti dall'offerta di Olympia Beauté, catena di profumerie presente nei centri commerciali Esselunga. Pur mancando brand importanti come Chanel, Dior, Hermes, si tratta comunque di un'operazione significativa, perché in questo modo una catena legata ad un'offerta tipicamente food e largo consumo diventa veicolo sul web di una categoria caratterizzata da prodotti per la cura persona di alta gamma, con una battuta di cassa molto elevata rispetto alla media.

Burger King in vendita

Burger King a Peschiera Borromeo (Mi)
Burger King a Peschiera Borromeo (Mi)

Burger King è in «trattative avanzate» con 3G Capital Management, una società brasiliana interessata al rilancio dell'insegna secondo gruppo di fast food negli Usa. Burger King è presente in 75 paesi nel mondo, Europa, America Latina e Asia comprese e anche in Italia. Nel 2002 la società, allora di proprietà del gruppo britannico Diageo, era stata acquistata per 1,5 miliardi di dollari da Texas Pacific, Bain Capital Partners e Goldman Sachs Funds, che l'hanno poi quotata nel 2006 in una Ipo da 425 milioni di dollari.

Fattoria Scaldasole, partnership con greenMe.it all’insegna dell’ecosostenibilità

Uno stile di vita ecosostenibile inizia dalle piccole scelte quotidiane. E' questo uno dei punti fermi di Fattoria Scaldasole, storico marchio che ha favorito la diffusione del biologico in Italia. A partire da settembre gli Yogurt di Fattoria Scaldasole con greenMe.it saranno ancora più “Buoni con la Terra” grazie alla partnership tra l'azienda e il portale di lifestyle ecologico greenMe.it, una delle voci più autorevoli nel green consuming.
greenMe.it fornirà, con cadenza trimestrale, i testi dei contenuti presenti all'interno delle confezioni di yogurt Fattoria Scaldasole.

Testi informativi sui retropack

I testi informativi dei retropack, realizzati in cartone riciclabile, riguarderanno argomenti legati a tematiche quali l'ecologia, l'ambiente, la sostenibilità, le fonti rinnovabili, il riciclo e i consigli per ridurre il proprio impatto ambientale. Tutti temi sui quali greenMe.it si è contraddistinto diventando in poco più di un anno la prima testata giornalistica online sul green, raggiungendo 300.000 utenti unici mensili e 650.000 pagine viste.

Nel packaging degli yogurt biodinamici Demeter, sugli scaffali della grande distribuzione dal prossimo autunno, si parlerà, ad esempio, di “Come far germogliare i semi dai rifiuti”; mentre nel retropack degli yogurt Fattoria Scaldasole, il pubblico potrà conoscere “Come riciclare i vasetti di yogurt”.
“Questa partnership con Fattoria Scaldasole per noi è come se fosse un premio, ma ne vale molti di più, anche perché ci viene conferito da un brand tra i più prestigiosi -commenta Mario Notaro, Responsabile Marketing di greenMe.it-. Inoltre, ci offre l'opportunità di parlare direttamente al nostro target non più solo attraverso la rete; in questo modo greenMe.it esce dal monitor. Crediamo che la condivisione di una piccola operazione di marketing, si tradurrà in una grande condivisione di valori e di benefici”.

Un milione di confezioni l'anno

Fattoria Scaldasole considera molto importante il proprio impegno nella diffusione di informazioni legate alle tematiche ecologiche, ed è per questo che la scelta di mettere a disposizione lo spazio libero sui propri pack è stata spontanea. Si tratta di circa 1 milione di confezioni all'anno, che significano altrettante occasioni di contatto con i consumatori.

Ncr: i consumatori vogliono canali di vendita controllati

I consumatori italiani preferiscono i retailer che offrono più controllo su luogo, tempo e metodo di interazione attraverso i diversi canali -inclusi social media e smart phone. Lo dice  una nuova ricerca commissionata da NCR:  quasi la metà (il 45%) dei consumatori europei cambia supermercato per trovare promozioni più convenienti e avere un numero maggiore di punti fedeltà: in Italia il dato si attesta al 40%. Gli italiani, inoltre, utilizzano sempre di più la tecnologia nel ricercare i migliori affari. Il 68% usa internet per trovare prodotti e verificare i prezzi prima di acquistarli, mentre la media europea è del 61%.

Controllo dei canali
La fedeltà è anche trainata dal desiderio dei consumatori di avere più controllo in maniera fluida attraverso tutti i canali: vorrebbero avere offerte e informazioni in linea con le proprie preferenze, e riceverle ovunque si trovino: tramite internet, telefono cellulare o direttamente sul punto vendita. Uno schiacciante 84% di italiani intervistati -contro una media europea del 76%, l’83% degli americani, l’82% dei canadesi, il 94% dei cinesi, il 92% dei brasiliani e l’88% degli Indiani- ammette di essere più propenso a scegliere i retailer che permettono di interagire tramite la combinazione preferita di canali online, mobile, self-service o presso il pdv.

Nel nostro sito Gdoweek diventa sfogliabile (flip magazine)

Avviso ai navigatori: grossa novità, Gdoweek, in formato elettronico, diventa sfogliabile direttamente sul vostro Pc.

È evidente che questo servizio offre uno straordinario strumento di lavoro per i nostri lettori (professionisti retail e industria, studenti e accademici, mondo della comunicazione) che possono così leggere gli articoli in modo immediato a prescindere dai tempi postali e possono altresì avere prontamente online un archivio dei numeri pubblicati, senza l'obbligo di pesanti ricerche manuali degli articoli interessanti e l'utilizzo di post-it.
In questo modo Gdoweek diventa davvero a portata di click e compie un passo significativo verso lo sviluppo dei nuovi media interattivi.

Il flip magazine si accosta al cartaceo
Questo
nuovo servizio, ovviamente, non toglie il piacere di leggere la versione
normale del nostro magazine stampata su carta, che continuerà a
esistere e a essere distribuita nei tempi e nei modi consueti.

Come accedere: un solo click

In alto a destra nell'home page c'è un immagine (riportata anche in foto)
con titolo I flip magazine di GDOWEEK.
Appaiono 5 cover: 4 di Gdoweek e 1 di Layout. Cliccando sopra una di esse, la stessa cover si apre in una nuova pagina a dimensione ben leggibile. Lo sfoglio avviene cliccando intuitivamente sui triangoli posti ai lati della pagina/e.

Comandi particolari di utilità
In alto sopra la pagina ci sono i vari comandi, fra questi segnaliamo da sinistra:
- full screen
- aggiungi segnalibro
- prima pagina
- ultima pagina
- vai alla pagina (digitando un numero)
- cerca (basta scrivere il nome per ricevere il n° di pagina in cui questo compare)
- scarica il book (il numero in esame)
In basso c'è il comando per scorrere la rivista con il formato mini-pagine.

Voci di opa per Saks

Rumors di vendita per Saks, i magazzini del lusso con flagship store sulla Quinta Avenue di New York e presenti con 49 pdv in 23 Stati degli Usa. Per il retailer avrebbe manifestato interesse un fondo di private equity anglo americano. Sulla notizia aleggia però il sospetto che si tratti di una voce messa in giro ad arte per alimentare la speculazione di borsa, al punto che sarebbe intervenuta la Sec, l'Ente Federale che vigila sulla trasparenza dei mercati finanziari Usa.

Il ruolo di Della Valle
I magazzini sono controllati da un pool di investitori che vedono con la quota di maggioranza relativa (16%) il magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim e in seconda battuta (9,4%) il padron di Tod's, Diego della Valle (nella foto).
Quest'ultimo però ha dichiarato di non avere intenzione di cedere la sua quota affermando che la partecipazione del suo Gruppo in Saks risponde a una logica industriale. C'è però da dire che se le voci sull'Opa fossero fondate (stando ai citati rumors il fondo offrirebbe 11 dollari per azioni) Della Valle incamererebbe una plusvalenza da 80milioni di dollari.

Picard insegna preferita dai francesi

La catena preferita dai consumatori francesi è Picard, catena specializzata nella distribuzione di prodotti surgelati.  Questo è il risultato di una recente ricerca sull'attrattività delle insegne distributive, effettuata dalla società di consulenza OC&C in sei Paesi (Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Usa e Cina), che ha coinvolto 14.000 consumatori e 289 insegne analizzando aspetti quali il livello di prezzo, il servizi, l'assortimento, ecc,

Il risultato è considerato dall'azienda tanto più rappresentativo in quanto Picard “sorpassa” insegne come Ikea (che si aggiudica il secondo posto), seguita da Sephora, Decathlon e Amazon, ex aequo al terzo posto.

Posizioni di retroguardia, invece, per le insegne della gdo, con Carrefour in difficoltà, superato non sol da Picard, ma anche da Leclerc, Auchan e Lidl.

Particolarmente positiva la performance di Amazon, che si posiziona primo retailer in ben tre Paesi (Germania, Uk e Usa).

Picard in Italia
Attualmente Picard, che opera in Francia con oltre 800 store, in Italia è presente con 29 pdv in 4 regioni del nord (Piemonte Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia).

A fine ottobre è prevista l'apertura di un nuovo store a
Milano (invia Mario Pagano), a cui dovrebbero seguirne altre 3, entro la fine
dell'anno.

Sma, l’eco-risparmio è una formula vincente

Il binomio risparmio economico e salvaguardia del pianeta si sta rivelando una formula vincente per Sma, che quest’anno nei suoi supermercati ha registrato un significativo aumento di volumi: 42 tonnellate di merce sfusa venduta ogni mese.
In particolare, per quanto riguarda i detersivi, nel mese di luglio sono state vendute circa 24 tonnellate di merce che rappresentano il 30-40% delle vendite complessive.
L’acquisto dei prodotti senza confezione significa per il consumatore un risparmio fino al 50% per ogni articolo. Inoltre, l’assenza del packaging di marca permette una minore immissione di rifiuti nell’ambiente e, di conseguenza, la spesa ha un minore impatto ambientale. Il 90% degli acquisti di detersivi sfusi, infatti, avviene con l’uso di confezioni che gli acquirenti si portano da casa, il che significa meno confezioni, meno imballaggi, meno rifiuti e meno emissioni di CO2.

Ritorno al futuro

Era il 1998 quando Sma decise di intraprendere la politica di contenimento degli sprechi, dedicando a pasta e detersivi liquidi sfusi un unico reparto ad hoc. Con l’aumento della domanda, la catena ha in seguito deciso di inserire un distributore all’interno dei reparti di riferimento del prodotto. Attualmente, oltre a detersivi liquidi e pasta, vengono proposti anche cereali, caramelle, vino, frutta secca, pet-food e gelati.

“I dati -ha commentato Carlo Delmenico, direttore responsabilità sociale d’impresa della catena- segnano il successo di un percorso che Sma ha intrapreso ben dodici anni fa. La società italiana e con essa i consumatori stanno cambiando. Appaiono nuovi modelli di nuclei familiari e nel contempo il consumismo sta ricercando un equilibrio fra impatto ecologico e conto economico”.
 Ad oggi, i punti di vendita Sma che offrono il servizio di vendita di prodotti sfusi sono arrivati a quota 39 e sono presenti, tra le altre, anche a Brescia, Milano, Roma, Osimo e a Senigallia, dove Sma, sempre attenta al tema dell’ecologia, ha inaugurato poco più di un mese fa il primo IperSimply completamente ecosostenibile d’Italia.

Barriere Gunnebo per gli uffici Fenice di Torino

EDF Fenice, filiale italiana del Gruppo EDF (Electricité de France), leader nell'offerta di servizi energetici e ambientali, ha di recente rinnovato la propria direzione generale a Rivoli Cascine Vica (To). L’intervento eco-innovativo di restyling, curato dagli architetti torinesi Davide Maria Giachino ed Alessandro Lussoglio dello studio Element, ha interessato gli interni della palazzina uffici ed anche gli aspetti di controllo degli accessi.

Per quanto sia importante poter contare su di un efficace sistema di rilevazione delle presenze, garanzia di maggior efficienza e sicurezza, EDF Fenice ha richiesto che questo sistema non si concretizzasse in semplici barriere respingenti, ma in complementi dall’elevato contenuto estetico oltre che funzionale, capaci di valorizzare il contesto in cui sarebbero state installate.
Per ottenere il meglio, su entrambi i fronti -sicurezza e design- EDF Fenice, attraverso Honeywell che si è occupata del progetto, ha scelto Gunnebo.

Per questa installazione è stata scelta la barriera motorizzata Gunnebo GlasStile.
Il suo elegante design è stato oggetto di riconoscimenti internazionali quali il prestigioso IF Award tedesco per il disegno industriale. Le sue ante in cristallo, pur essendo robustissime, sono perfettamente trasparenti e non sottraggono luminosità all’ambiente. Silenziosa e discreta, GlasStile è servoassistita e adatta la velocità di apertura al passo di chi la attraversa, consentendo un utilizzo praticamente senza contatto.

VeriFone ha acquisito la WAY Systems

VeriFone Systems Inc, multinazionale leader mondiale nel settore dei sistemi di pagamento elettronico, ha reso nota l'acquisizione della società WAY Systems Inc, azienda leader nel settore del mobile payment e servizi gateway per i negozianti e servizi ambulanti.

Questa acquisizione viene a completamento del già vasto bouquet di prodotti a marchio VeriFone.

Scarica GdoweekM@il 29 2010

Allegati

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Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Bershka apre il più grande megastore della catena

STORE & RETAIL MANAGEMENT

In programma a Milano dal 27 settembre 2010 - 3a edizione.

La 3a edizione del Master “Store & Retail Management” rappresenta un percorso di specializzazione, articolato in formula part time - sei sessioni di due giorni, che si pone l'obiettivo di trasferire ai partecipanti le conoscenze necessarie per ricoprire il ruolo di di Retail Manager e operare in aziende organizzate secondo logiche moderne e strutturate.


Negli ultimi anni il Retail è diventato una vera e propria area di Business per le aziende dalla quale dipende in maniera consistente il fatturato complessivo, la valorizzazione del Brand e lo sviluppo di nuovi mercati.

Chi opera in questa area strategica per l'azienda, il Retail Manager, ha assunto una progressiva specializzazione diventando una delle figure professionali più ricercate.

In linea con queste finalità, la Business School del Sole 24 ORE organizza dal 27 settembre un Master di Specializzazione, per analizzare i nuovi trend nel settore Retail dettati dalle nuove esigenze dei consumatori, fornire le conoscenze per promuovere il punto di vendita e le tecniche per creare una shopping experience che sappia coinvolgere ed emozionare il cliente.

Tutti gli argomenti sono affrontati attraverso una metodologia didattica interattiva, affiancando l'analisi dei singoli argomenti con Case-History, esercitazioni e testimonianze tra cui Cristina Lazzati direttore responsabile di GDOWEEK.



scarica la brochure 

SANA – 22° Salone Internazionale del Naturale

Sana ritorna a settembre in un clima internazionale e con uno sguardo mediterraneo rivolto all'apertura dell'area di libero scambio, prevista per il 2011. L'eliminazione di quote e dazi offrirà opportunità interessanti e per questo Sana ha invitato a Bologna una delegazione di buyers provenienti dai paesi di quest'area. Inoltre, grazie alla rinnovata intesa operativa tra il Ministero dello sviluppo economico, FederBio e ICE per il sostegno all'internazionalizzazione del Biologico italiano, è in programma la visita di buyers dagli Usa e dall'America del Sud.

Il bio fuori casa è il tema del “cuore mostra”. Accoglierà i visitatori un'area dimostrativa con un bio-bar con la funzione di “ristorazione veloce” e un bio-ristorante. Sana infatti sarà la piattaforma di lancio della normativa, in via di definizione, relativa alla somministrazione degli alimenti bio. Si tratta di un canale estremamente promettente perché il numero di pasti fuori casa è in continua crescita. I menu biologici apriranno nuove opportunità alla ristorazione commerciale.

Visita il sito

PERCORSI BIO. RISTORANTI E BAR, LE ESPERIENZE DEI PIONIERI


Una serie di interviste di Antonio Mungai ad alcuni dei pionieri della ristorazione bio

Angelo Naj Oleari, fondatore del Centro Botanico di Milano, Amos Romano del ristorante Don Claudio di Jesolo e lo chef Pietro Leeman del ristorante vegetariano Joia - Alta cucina naturale - di Milano, a vario titolo determinanti interpreti del bio, raccontano la propria avventura nelle interviste di Antonio Mungai, direttore del mensile Ristoranti - Imprese del Gusto, Gruppo24Ore.




Scelte professionali e di vita sono al centro di testimonianze volte a individuare le aree strategiche dell’impresa bio: l’acquisizione di competenze sugli alimenti e la filiera produttiva, la formazione del personale di cucina e di sala, la comunicazione dell’identità e dell’attività.


Nell’evento anche l’inedita proposta del decalogo “Il locale virtuoso”, che profila un modello d’attività adeguato all’importanza del biologico nell’economia e cultura dello stile alimentare italiano.

10 settembre - Ore: 11.00 - 13.00
Spazio incontri al BIObar,
Quadriportico, Centro Servizi


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IL BIO ESCE DI CASA (e con tutte le carte in regola)

Oggi, soprattutto nelle grandi città, per chi pranza fuori, casa bar e tavole calde sono l'unica possibilità e l'offerta (tranne qualche esempio virtuoso) è di qualità medio-bassa con scarsa attenzione alle qualità nutrizionali, alla freschezza, alla varietà.

Le proposte di cucina biologica hanno finora trovato difficoltà ad affermarsi a causa dell'assenza di una normativa precisa, relativa alla somministrazione degli alimenti bio. Una bozza di questa normativa è stata però realizzata prima dell'estate e Sana ne è la piattaforma di lancio.

Il convegno sarà infatti un'occasione importante per coinvolgere gli operatori e le organizzazioni professionali e illustrare le nuove opportunità offerte dall'opzione biologica al settore della ristorazione veloce.
 
Oggi infatti è considerevole il numero di pasti fuori casa, soprattutto nelle grandi città, in cui si concentra la maggior parte dei consumatori biologici o, comunque, di quelli che ne possiedono le caratteristiche socio-economiche. L'opportunità quindi di proporre menu biologici consente alla ristorazione commerciale (soprattutto ai bar) una diversificazione e la possibilità di soddisfare un segmento crescente di consumatori.

Agli aspetti normativi, si affiancheranno interventi sugli aspetti organizzativi, sulle complessità gestionali e sull'importanza degli aspetti nutrizionali dell'opzione biologica. Un ulteriore contributo verrà dalla testimonianza di operatori di bar, ristoranti e locali che già sperimentano menù biologici.

Moderatore Antonio Mungai,
direttore Ristoranti -Imprese del Gusto.

12 settembre - Ore: 10.30 - 13.00
Sala Concerto blocco D- Centro Servizi


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TRACE.ID FASHION

Come perseguire il miglioramento, anzi l'ottimizzazione dei processi logistici nell'industria tessile e del fashion?

Come proteggere e valorizzare i propri marchi, in modo che raggiungano il mercato nel modo più efficiente e più sicuro?


A queste domande di base, ma anche a tante altre, intende rispondere quella che nasce come quarta edizione di Trace.ID, ma che rispetto alle edizioni precedenti si presenta con un'importante novità.

L'evento infatti non intende più trattare della tracciabilità tout court, cosa che era sicuramente valida alcuni anni fa quando la manifestazione ebbe inizio, ma si specializza volta per volta in determinati settori industriali: il modo giusto, oggi, per renderla fruibile agli utenti finali ai quali è indirizzata.
Il target di questa edizione è quindi la filiera del fashion, in tutti i suoi aspetti,dalla produzione alla distribuzione al punto vendita, dall'industria tessile alle confezioni, passando per calzature e accessori.

A tal proposito sarà presentato un ricco panel di presentazioni, molte delle quali di carattere internazionale, con contenuti ed esperienze di utenti finali realizzate dagli attori del settore.

Fra le aziende di primo piano che hanno già confermato la propria presenza, possiamo citare Tagsys, leader mondiale nella RFID e specializzata nella filiera fashion, che illustrerà le sue applicazioni presso brand importanti come Bóboli, Serge Blanco/Gilbert Rugby e Rica Lewis.
Oltre alla tradizionale presenza dell'Università di Parma, che illustrerà i risultati del proprio Fashion Logistics Pilot, sarà presente anche la School of Management SDA Bocconi, con un progetto che coinvolge la griffe Versace.
E questo solo per citare alcuni nomi.

L'evento rientra nell'organizzazione della “due giorni della logistica”, il doppio appuntamento con l'ottimizzazione dei processi proposto quest'anno da Editrice TeMi.
Il giorno precedente infatti, il 10 novembre, grazie alla collaborazione con Ailog, Associazione Italiana di Logistica e Supply Chain Management, e Consorzio Dafne, Distribuzione Aziende Farmaceutiche Network Edi, si svolgerà il convegno interamente dedicato al mondo farmaceutico e sanitario, dal titolo: “L'efficienza della supply chain sanitaria, innovazione, tecnologie e casi eccellenti”. Tutte le informazioni saranno a breve disponibili sul sito www.ailog.it.

Il format per entrambi gli appuntamenti è quello di mostra-convegno, con i seguenti orari di massima: dalle ore 10.00 alle ore 17.30.

Per informazioni:

Editrice TeMi: tel 039 2302398

marketing@editricetemi.com

www.trace-id.eu.



CIBO E MIGRAZIONE ALL’IMAFESTIVAL

Cibo come tradizione culturale che crea un ponte tra il paese che ospita e la terra d'origine del migrante;
cibo come ricchezza e bagaglio di sapori, aromi e gusti capace di far sedere “attorno allo stesso tavolo” popoli e paesi diversi.
 
Cibo e migrazione secondo la visione dell'IMAF sono fonte d'ispirazione per opere d'arte.

Il Festival infatti è rivolto ad artisti di ogni provenienza, dai ventuno anni in poi, che vogliono mettere alla prova il proprio talento esprimendolo in varie forme artistiche.
Tutte le opere inviate devono essere originali.

Il festival si articola in tre concorsi indipendenti nelle città di Milano, New York e Los Angeles.

Le quattro categorie artistiche in competizione sono le seguenti:
• Film: cortometraggi (max 10'), documentari (max 15'), puntate pilota di web-magazine o web-series (max 5').
• Letteratura: racconti brevi (max 5000 battute), poesia.
• Visual Art: pittura, scultura, video, installazioni e fotografia.
• Musica: musica di ogni genere, interpretata da gruppi o solisti (max 8'). I bandi apriranno il 16 Giugno 2010 e si chiuderanno il 10 Dicembre 2010.

Le premiazioni si terranno nelle seguenti date:
• Marzo 2011 a Milano
• Aprile 2011 a New York
• Maggio 2011 a Los Angeles

In ogni città verranno selezionati 40 finalisti (10 per categoria) e 5 vincitori (1 per categoria e 1 premio del pubblico).
I finalisti e i vincitori del concorso saranno premiati con opportunità concrete: visibilità e contatti con esperti del proprio settore.

L'IMAF ha ricevuto il sostegno di diverse istituzioni.
A Milano:
• Ministero dei Beni e delle Attività Culturali;
• Provincia di Milano;
• Comune di Milano;
• GDOWeek (Il Sole24 Ore Business Media); • EMI Music;
• Subway Edizioni.

A New York:
• Istituto Italiano di Cultura (NY);
• Scalabrini International Migration Network (SIMN);
• Consolato Italiano (NY);
• Village East Cinema

A Los Angeles:
• Istituto Italiano di Cultura (LA);
• Consolato Italiano (LA).

IMAF è organizzato dall'associazione EatArt. EatArt è un'Associazione apolitica che non ha scopo di lucro, fondata come entità legale per il coordinamento interno e delle attività esterne dell'IMAF (International Migration Art Festival). EatArt ha come finalità aiutare e promuovere talenti artistici in differenti campi culturali: dal cinema alla letteratura, dalla musica alle arti figurative affinché possano emergere in contesti nazionali e internazionali.

Ulteriori informazioni 
(dal 10 Giugno 2010).

Confcommercio, consumi in fase di stop and go

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala, sia a giugno sia a luglio 2010, una diminuzione dell’1,3% in termini tendenziali, mentre in termini congiunturali si registra nell’ultimo bimestre una contenuta tendenza al rialzo della spesa per consumi in termini reali, con variazioni pari a +0,3% a giugno e +0,1% a luglio. “Dati, questi ultimi –segnala Confcommercio- che vanno letti con estrema, prudenza in considerazione del fatto che la spesa per consumi resta su livelli assoluti decisamente distanti dai valori ante-crisi”.

Domanda ancora debole

La debolezza della domanda e le incertezze che caratterizzano i comportamenti delle famiglie sembrano avvalorati dall’ulteriore ripiegamento mostrato dal clima di fiducia delle famiglie nel mese di agosto. Sulla base di queste evidenze, si può argomentare che la debole ripresa in atto dell’economia italiana poggia esclusivamente sulla spinta delle esportazioni. Ciò rende improbabile la prospettiva di una crescita del Pil nel 2010 sensibilmente superiore al punto percentuale.

Il sentiment delle imprese

Articolata appare la situazione sul versante del sentiment delle imprese. Ad agosto a fronte di un miglioramento del clima di fiducia degli operatori delle aziende manifatturiere e dei servizi, gli imprenditori del commercio segnalano un peggioramento.
 La presenza di aspettative più favorevoli da parte delle imprese manifatturiere deriva dal miglioramento registrato dalla produzione, tendenza che interessa in misura più contenuta i beni di consumo rispetto ad altri segmenti.
Il graduale recupero dell’attività produttiva, guidato in larga misura dal miglioramento dell’export, dovrebbe essere proseguito anche nei mesi estivi.
Stando ai risultati dell’indagine rapida di Confindustria, a luglio la produzione è aumentata dell’1,2% rispetto a giugno e gli ordinativi del 3,1%.

Dinamica dei consumi

La dinamica tendenziale dell’ICC di luglio riflette una riduzione dei volumi acquistati dalle famiglie per i beni (-2,0% a giugno e luglio) ed un moderato aumento della domanda di servizi (+0,4% a luglio).
I prezzi dei beni e servizi che compongono l’ICC hanno evidenziato, a luglio 2010, un’accelerazione rispetto a quanto registrato a giugno (+1,1% a fronte dello 0,4%% del mese precedente).
Il dato ha riflesso in larga parte gli aumenti registrati nel comparto dei servizi, in particolare di quelli relativi alla mobilità.
La domanda per beni e servizi ricreativi ha mostrato, rispetto a luglio del 2009, una diminuzione dello 0,4% proseguendo nella tendenza al ridimensionamento dei consumi.
La spesa per i servizi di ristorazione e d’alloggio ha evidenziato, a luglio, una flessione dello 0,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, proseguendo in un trend riflessivo che permane ormai da mesi.

Ancora in crisi il settore mobilità

Anche a luglio 2010 i consumi per beni e servizi per la mobilità hanno registrato una sensibile diminuzione in termini tendenziali (-17,1%), conseguenza del netto ridimensionamento della domanda per autovetture e motocicli a cui continua ad associarsi un’evoluzione negativa della spesa per i carburanti. In progressivo miglioramento è risultata la domanda di trasporti aerei.
Si conferma anche la tendenza positiva della domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico (+2,8% tendenziale). A questa dinamica ha contribuito essenzialmente la componente relativa ai beni mentre per i servizi la fase negativa non sembra essersi ancora esaurita.
La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato una crescita dell’1,2% dei volumi acquistati dalle famiglie.
Gli articoli di abbigliamento e calzature hanno evidenziato, a luglio 2010, un incremento dei volumi acquistati dalle famiglie dello 0,3%. La contenuta tendenza al miglioramento registrata nell’ultimo bimestre non appare peraltro in grado di attenuare lo stato di difficoltà di un settore che sconta ormai da tempo un ridimensionamento dei consumi.

Nel mese di luglio la domanda di beni e servizi per la casa ha mostrato una crescita dell’1,5%, tendenza che continua ad essere legata, in larga parte, alla dinamica registrata dagli acquisti di elettrodomestici e TV.
Infine, per quanto concerne i consumi delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per luglio segnala una crescita dello 0,5% dei volumi acquistati.

Dinamiche congiunturali

I dati destagionalizzati e corretti per i valori erratici mostrano a luglio 2010 un contenuto miglioramento dell’ICC rispetto al mese precedente (+0,1%).
La modesta tendenza alla crescita registrata nell’ultimo bimestre non è comunque sufficiente a garantire il recupero dei livelli di consumo registrati ad inizio anno, già inferiori rispetto ai livelli ante-crisi, e conferma la stagnazione della domanda anche al netto della componente relativa alle autovetture.
La variazione registrata a luglio è sintesi di una stabilità della componente relativa ai servizi e di un contenuto aumento della domanda di beni.
L’andamento dell’ultimo mese evidenzia peraltro come per molti segmenti della domanda le dinamiche congiunturali presentino ancora un andamento non favorevole. Le uniche variazioni positive si registrano per la domanda di beni e servizi ricreativi, per i beni e servizi per la casa e per gli alimentari, bevande e tabacchi.
L’indicatore destagionalizzato indica le difficoltà dei consumi reali delle famiglie a trovare una sicura direzione di crescita.

GDOWEEK 30 2010

editoriale
Il gusto per la vita sostiene scelte di consumo sostenibili

intervista
Paolo De Castro, “Ue, parteciparne con serietà e coerenza alle scelte”

consumatori
Osservatorio Sana-GPF 2010: “Gli italiani vogliono vivere bene, sano e sostenibile
Istat, nel 2009 meno spese food grazie ai prezzi in deflazione
Servizio clienti: un elemento decisivo in tempo di crisi
Il target anziani è un'opportunità di business nel pieno della crescita
Coop indaga sulle scelte di consumo sostenibili

navigatori
App per iPhone, a volte il brand va fuori tema
Social networking e business, Italia ancora in ritardo
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Il Fatto Alimentare: consumerismo critico

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Uova fresche in guscio Attenzione, fragilissime!

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A Vado Ligure al via Molo 8.44

Dalla lavorazione del carbone allo shopping. È l'insolito percorso architettonico prescelto per il recupero dell'ex cockeria cittadina di Vado Ligure (Sv) dove il Gruppo Armatoriale Ignazio Messina ha dato vita a Molo 8.44 che oggi apre al pubblico: si tratta di un nuovo centro commerciale promosso da Global Retail, società di sviluppo che ha trasferito in questo progetto le esperienze acquisite nella realizzazione di soluzioni innovative per il real estate commerciale.
Per la sola bonifica dell'area sono stati investiti oltre 8 milioni di euro, inoltre il sito è stato
rimodellato attraverso un organico progetto di ristrutturazione urbanistica che ha richiesto tempi lunghi.

Le insegne
CBRE-Espansione Commerciale è stata incaricata della gestione e della successiva commercializzazione del progetto. Tra le insegne presenti, oltre a Coop che gestisce la locomotiva alimentare, Decathlon, Darty, H&M, Conbipel, Biella Scarpe, Undercolors of Benetton.
Caratterizzato da grandi spazi aperti, terrazze e giardini, Molo 8.44 ambisce a diventare un punto di shopping e  di socializzazione per residenti e turisti della Riviera di Ponente, e si propone di attirare anche il pubblico in transito verso il terminal crociere di Vado Ligure. La struttura gode anche di una location molto favorevole, poiché si posiziona tra Piemonte, Liguria e Lombardia, a 90 minuti da Milano, a 70 minuti da Torino e a soli 10 minuti da Savona.

I numeri del progetto
Superficie commerciale: 21.000 mq

Proposte commerciali: 65

Punti Ristoro: 7 tra ristoranti e ristobar

Superficie terrazze: 12.500 mq

Parcheggi: 1500 posti auto

Distanza dal mare: 400 metri

Lush, la store identity

Kiehl’s sceglie Açai, il frutto superantiossidante dall’Amazzonia

Lush e le sue ricette di cosmesi naturale

La boutique del naturismo Natura Bio

Shopper riutilizzabili: comarketing Auchan-WWF

Amare la natura significa rispettare l'ambiente: un parallelismo tanto immediato quanto per nulla  scontato. Simpatica quindi l'idea di Auchan di realizzare -in collaborazione con il WWF- una special edition della borsa milleusi firmata da Fulco Pratesi, fondatore italiano del WWF.
Disponibile da oggi in tutti i 51 ipermercati Auchan, dove è in vendita al prezzo di 2,50 euro, vedrà l’intero margine destinato al programma di adozione delle Oasi WWF: 51 ipermercati Auchan in tutta Italia adotteranno l’Oasi WWF del contesto territoriale di pertinenza (13 in tutto) e predisporranno un corner dove sarà possibile acquistare le borse esclusive e ricevere alcune informazioni sull’oasi adottata e sulle sue peculiarità.
Tutti i clienti che acquisteranno la borsa firmata
da Pratesi beneficeranno di un ingresso gratuito per visitare le Oasi
WWF.

Infine, per rafforzare il legame tra bambini e natura, anche la nuova
linea di prodotti scolastici realizzati da Auchan con la collaborazione
di Franco Panini Scuola sono in perfetto stile WWF, con immagini di
bellissimi cuccioli e altri animali. Anche questo progetto sostiene le
attività del WWF.

Il successo delle bag riutilizzabili
Da giugno 2009 Auchan ha avviato il progetto di messa al bando del sacchetto di polietilene, risparmiando all’ambiente 30 milioni di shopper grandi in polietilene e 180 milioni di sacchetti piccoli, per un totale di 1458 tonnellate di plastica, pari a una superficie di 45mila chilometri quadrati (circa due volte la superficie della Toscana).

Al loro posto sono state proposte differenti alternative eco-attente, ma una in particolare è stata spinta con grande vigore: la borsa riutilizzabile, sostituita gratuitamente in caso di rottura, di cui sono stati venduti fino ad oggi 1,2 milioni di esemplari.

AgroEnergia IZ è lo spin-off di Italia Zuccheri per le energie rinnovabili

Con 25 milioni di euro di capitale e 150 milioni di investimenti, i consigli di amministrazione di Co.Pro.B. ed Italia Zuccheri SpA lo scorso 29 luglio, hanno sancito la costituzione di AgroEnergia IZ spa derivante dalla scissione di Italia Zuccheri SpA. La nuova società gestirà il piano di sviluppo della produzione energetica da fonti rinnovabili e, quindi, i progetti di riconversione degli ex zuccherifici con la conseguente realizzazione di centrali alimentate da biomasse agricole provenienti da filiere locali. In particolare per il sito di Finale Emilia (MO) AgroEnergia IZ detiene il 60% di Domus Energia Srl, la società costituita di recente, insieme a Eco Spark, che ha già ottenuto l’autorizzazione per la realizzazione presso l'ex zuccherificio di una centrale elettrica da fonti rinnovabili. Italia Zuccheri continuerà invece a occuparsi della commercializzazione dei prodotti.

Riassetto chiarificatore
Lo spin-off di Italia Zuccheri SpA rappresenta il riassetto del Gruppo Co.Pro.B in chiave di specializzazione produttiva che si perfezionerà nel corso del 2011, mediante l’assunzione da parte di Co.Pro.B SCA dell’intera capacità produttiva relativa al core business zucchero. Nel contempo, per i 5.000 soci agricoltori, si chiarisce meglio il ruolo del Gruppo nella costituzione di nuove filiere agricole locali che, tra le colture praticate, offre anche nuove coltivazioni per la produzione di energia mediante, appunto, biomasse.

Nomine
A seguito del consiglio d’amministrazione di inizio agosto sono stati eletti i vertici di AgroEnergia IZ spa che vedono alla presidenza Claudio Gallerani e alla vice presidenza Piero Cavrini, mentre Stefano Montanari (in foto) è stato eletto amministratore delegato.

Intervista a Derrick de Kerckhove guru dei nuovi media

Il rapporto con lo schermo del computer estende notevolmente, come lei ha sottolineato ne La pelle della cultura, i poteri individuali di “immaginazione, concentrazione e azione”. Quali sono le influenze delle nuovissime tecnologie sulla configurazione delle modalità del consumo?

Il consumo è solo un aspetto della globalità in cambiamento. Sono molto interessato al presente, ma devo assolutamente confessare che non so ancora a che cosa assomiglierà la totalità che muta. Stiamo attraversando una fase, abbastanza avanzata, di transizione in cui le categorie di consumo e profitto divengono progressivamente più fluide. La connettività, la partecipazione cognitiva, sempre più condivisa, ha inglobato i consumatori nelle fasi di progettazione dei prodotti. Il rapporto con lo schermo del computer costituisce una strana estensione della coscienza, capace di interconnettere tutti con tutti. Lo schermo informatico ha reso possibile, per la prima volta, la diffusione dell'interazione mediatica tra numerosissime intelligenze, che contemporaneamente mettono in gioco identità, gusti, tendenze, preferenze, e che si esprimono in modo sempre più forte e definito.

Come muta l'organizzazione mentale dell'individuo immerso nella pratica costante dell'interattività, che connette senza pause il pensiero soggettivo a quello collettivo?

Prima di tutto una caratteristica che cambia è l'ipertestualità, vale a dire il fatto che, grazie alle tecnologie interattive, non solo abbiamo un accesso alla nostra memoria e alla nostra coscienza, ma abbiamo anche un accesso, sempre più veloce e sempre più pertinente, all'informazione, alla teleazione praticabile, al “telecomando”. I soggetti instaurano un rapporto ipertestuale con l'informazione.
Google, Wikipedia e altri strumenti di ricerca ci dicono che il digitale è il contenuto cognitivo di quello di cui abbiamo bisogno. Vivere costantemente nell'interattività significa essere immersi non solo in una realtà aumentata, ma in una coscienza, una cognizione aumentata. Ritengo che sia opportuno rivalutare Teilhard de Chardin e il suo concetto di noosfera. La massa pensante, adombrata dal pensiero teilhardiano, formata dall'insieme dei pensieri individuali fluttuanti al di sopra della biosfera, si sta realizzando compiutamente nella concretezza del vissuto quotidiano. I vari modi di interattività tra i soggetti, e tra i soggetti e l'ambiente, sono intelligentissimi, e producono cambiamenti molto veloci sul piano della politica, del mercato, della coscienza. L'unico modo per superare la perdita dell'identità è un ancoraggio al corpo fisico, una riscoperta della dimensione organica, che rimane ineludibile: non siamo smaterializzati affatto, perché se lo fossimo saremmo anche morti. Il solo punto di riferimento è tattile, propriocettivo.
L'interattività realizza una nuova modalità di proiezione elettronica del sistema nervoso, l'estensione appunto della valutazione tattile. Anche se emergono prodotti digitalizzati, la resistenza della materia continua a essere pertinente, come dicevano i filosofi francesi della fine del secolo scorso. Il rapporto di vita è organico, biologico.

Il pubblico sperimenta inedite modalità di creazione delle forme di rappresentazione e partecipa all'invenzione di sistemi di segni.
Come appaiono le identità tipiche degli abitanti della Rete, al contempo produttori e consumatori?

James Joyce diceva già: “My consumers aren't they my producers?”. Alvin Toffler inventava la parola pro-sumer molto tempo prima dell'apparire di Internet.
L'identità ibrida proviene naturalmente dalla nuova società, non più dello spettacolo, come era definita da Guy Debord, ma della partecipazione e della conversazione.

Il mondo digitale continua a ridefinire la vita sensoriale degli utenti. Come si configurerà, nel prossimo futuro, la fascinazione e la seduzione delle strategie pubblicitarie?

Le strategie pubblicitarie dovranno innanzitutto contare più sull'esperienza che sui concetti o sulle idee. La loro seduzione dovrà essere più fisica, richiamando il concetto di estetica in senso etimologico e il suo riferimento preciso al termine sensazione, appunto aísthesis.
Quando parlo di estetica non mi riferisco mai all'accezione comune del termine, ma evoco, ancora una volta, la dimensione organica.

In che modo si delineano le nuove frontiere del commercio elettronico nell'ambiente esperienziale che rende concreto l'ideale del network paradigm, rappresentato dalla comunicazione diffusa in Rete di ciò che Lei definisce “intelligenza connettiva”?

Sto provando a immaginare una grammatica della Rete e mi piace descrivere quest'ultima come un insieme di cristalli di neve, sempre diversi, di nodi complessi che si formano intorno a varie modalità. Google, Wikipedia, Twitter sono strutture cognitive fondamentalmente differenti, ma affidabili e costanti. L'intelligenza connettiva si configura come i fuochi d'artificio napoletani, permanenti, gli unici al mondo capaci di scoppiettare anche a mezzogiorno. La logica sociale di alcune comunità online accentua la tendenza, rendendola progressivamente più evidente, ad associare i prodotti in base ai gusti dei consumatori.

La Rete utilizza le potenzialità cognitive della connettività e fa emergere la forma del social network in tutta la sua centralità. Come descriverebbe le nuove tipologie di relazioni emergenti dal cyberspace, e in particolare dalle comunità virtuali, organizzate secondo imprevedibili logiche bottom up?

Gli elementi più rilevanti nella dimensione del bottom up sono l'immediatezza della connessione e il crescere della sua pertinenza. Nelle logiche bottom up emerge un ordine molto preciso, non segnato da confini spaziali e temporali, legato a una disponibilità perenne, un permanente essere a disposizione. Si delinea una telepresenza costante, la compresenza di tutto con tutto, un'ubiquità che crea rapporti diversi, non più limitati dallo spazio e dal tempo. Non amo particolarmente Facebook, ma devo riconoscere che si tratta di un fenomeno assolutamente stupendo, costituito da comunità caratterizzate dalla dimensione della gioventù, che creano nuove tipologie di relazioni, così come avviene con Twitter, paragonabile a un sistema nervoso pulsante. Twitter è la comunicazione istantanea tra tutti, è caratterizzato dall'iperlocalismo e al contempo è a disposizione globale. Si sta avverando la previsione di McLuhan, il quale sosteneva acutamente che sarebbe giunta un'epoca in cui tutti avrebbero osservato tutti e avrebbero fatto commenti su tutti.

Attraverso le piattaforme di social software online è molto più facile studiare l'affiorare delle tendenze. Quali sono le attuali forme di applicazione dell'intelligenza connettiva al marketing?

La convergenza dei media, che il marketing comincia a usare per coinvolgere il pubblico in maniera efficace, è una forma di intelligenza connettiva in azione. La promozione, a volte, è paragonabile a un'esplosione improvvisa, ma, in generale, il marketing richiede una collaborazione, facilitata attualmente dall'intelligenza connettiva e dalle varie possibilità di interazione con il pubblico. Il blogging è una forma di marketing molto differente rispetto a quella costituita da un video fruibile su You Tube. La regola d'oro della promozione consiste nel creare comunità. I comportamenti di coloro che si aggregano intorno alle community e alle piattaforme di social network, in cui si consolida il sentimento comunitario tra i consumatori fedeli ad un brand, sono osservabili e analizzabili.

Tra i prodotti di largo consumo ancora diffusi tramite canali tradizionali rientrano anche quelli del mondo dell'editoria. È un settore destinato a trasferirsi interamente in Rete?
Tutto il mondo dell'informazione sarà messo a disposizione sulla Rete, nell'aria cognitiva in cui siamo immersi. Se ci si chiede a che cosa servano il corpo, l'evidenza, l'archivio, l'oggetto materiale, ci si dovrà rispondere che in alcuni casi essi valgono poco, in altri, invece, molto. Non c'è dubbio che alcune industrie non possono più sopravvivere con la stessa efficienza, come, ad esempio, accade per l'industria della carta. È altrettanto indubbio, però, che i libri e i giornali cartacei continueranno ad esistere. Non tutto si convertirà in bit, anzi, l'informatica sta creando nuove forme biologiche e accadrà che il bit si trasformerà in atomo. Lo scambio tra l'analogico e il digitale è permanente, il dialogo tra il fisico e il virtuale è costante. Questo è un segno della coerenza del rapporto tra la realtà e il suo aumento. È un segno del futuro.

GDOWEEK 28 2010

editoriale
La richiesta di lifestyle
impone al retail
specializzazione
in universi sociali

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I dodici click per leggere
e scoprire il retail

osservatorio
Potenzialità green per la gdo: studio internazionale
di Deloitte

il tavolo IDM-GDO
Carpenè Malvolti
e Luigi Viale Spa

intervista
Derrick de Kerckhove:
“La convergenza
dei media è una forma
di intelligenza connettiva
in azione”

cover story
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retail
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si rinnova
con shop-in-shop
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All'architettura green servono protocolli:
una risposta è Leed
Il retail tedesco
punta su ambiente
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industria
La dieta mediterranea
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Sara Lee Corp.
si concentra
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Green IT, benefici
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Il packaging Sealed Air coniuga innovazione
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Ecco come
la tecnologia Ict diventa amica dell'ambiente

culture
Industria alimentare
in Italia

Borletti aumenta l’offerta per Karstadt

Niente “spezzatino”, 100 milioni di investimento e un'offerta complessiva più elevata di quella presentata negli scorsi mesi. Sono queste le condizioni messe sul piatto per rilevare il fallimento della catena di grandi magazzini tedeschi Karstadt, da Maurizio Borletti (nella foto), Ad del Gruppo Borletti che assieme a un pool di altri investitori controlla anche  Rinascente.

L'asta
L'offerta è l'ultimo colpo di scena di una vicenda che da mesi vende contrapposto il pool di investitori di cui Borletti è il riferimento e l'inoprenditore tedesco Nicolas Berggruen, che si era in un primo momento aggiudicata l'asta per l'acquisto in cordata con l'imprenditore tessile Bcgb e che era intenzionata a suddividere la proprietà in diverse società indipendenti. Condizione necessaria perché l'aggiudicazione venisse validata era il raggiungimento di un accordo con i creditori e in particolare con Highstreet (il consorzio proprietario degli edifici dei grandi magazzini di cui fanno parte Goldman Sachs, Deutsche Bank, Generali, Pirelli Re e lo stesso Borletti). Termine ultimo per il raggiungimento dell'accordo era lo scoso 10 agosto ma non si è giunti a una solzuione soddisfacente.

Valenza strategica
Di qui la mossa di Borletti, che evidentenìmente si muove sia in una logica difensiva degli investimenti effettuati in Karstadt, sia in una logica di sviluppo, perché sin da quando deteneva il controllo di Printemps Borletti non ha fatto mistero di voler dare vita a un network europeo di grandi magazzini.
Borletti si dice ottimista sulle possibilità di chiudere la trattativa entro il prossimo 30 settembre.

Confcommercio: Centro Italia più ricco

Si sposta l'asse della ricchezza in Italia: lo segnala l'Ufficio studi di Confcommercio che, nel suo “Aggiornamento delle analisi e delle previsioni del Pil nelle regioni italiane”, analizza i cambiamenti del contributo delle Regioni italiane all'andamento del prodotto interno lordo negli ultimi anni.

Centro +1%
Cresce la ricchezza prodotta dalle Regioni del Centro Italia, diminuisce quella prodotta dal Nord Ovest, mentre restano sostanzialmente stabili sia Mezzogiorno che Nord-Est. Nel contempo, si conferma il divario Nord-Sud: la Regione meno produttiva del Nord, la Liguria, registra un Pil pro capite superiore di un quarto a quello della Regione più produttiva del Sud, l'Abruzzo. In termini assoluti, Val d'Aosta, Lombardia, Trentino ed Emilia Romagna sono le Regioni con il maggior prodotto pro capite (oltre i 32.000 euro), mentre all'estremo opposto troviamo Campania e Calabria con meno di 17.000 euro.

Il ruolo del terziario
Il rafforzamento del Centro dipende dal peso preponderante del terziario di mercato, le cui performance aggregate sono superiori alla media. Il fenomeno si verifica nei momenti critici: tra il 2008 e il 2011 il Pil del Centro passa in quota sul dato nazionale dal 21,6% al 22,1%, oltre un punto in più rispetto al 1995.
In fondo alla graduatoria delle singole Regioni si trovano, senza sorprese, quelle del Sud. La produttività media del Mezzogiorno risulta pari al 56,2% di quella del Nord-Ovest, ma spostando il confronto a livello regionale la situazione è anche peggiore: il Pil pro capite della Regione meno produttiva (la Campania), non riesce ad andare oltre il 50% del reddito medio di quella più produttiva (la Val d'Aosta). Infine, lo studio della Confederazione presieduta da Carlo Sangalli (nella foto) segnala che il Pil salirà dello 0,7% nel 2010 e dell'1% nel 2011.

Norbert Dentressangle gestirà la logistica di Gio’Style

Il Gruppo Norbert Dentressangle, leader europeo nella logistica e nei
trasporti, gestirà la logistica di Gio’Style, marchio leader nella produzione di contenitori per alimenti, borse termiche e frigoriferi portatili con sede a Urgnano (BG).

L’accordo, che si inserisce nel piano di espansione di Gio’Style, ha come leva strategica la crescita della logistica, con il duplice obiettivo di rafforzare il legame con il territorio e ampliare la presenza in Europa. L’expertise e il posizionamento del Gruppo Norbert Dentressangle a livello internazionale, porteranno al pieno sviluppo delle potenzialità del sito in cui si trova il deposito
Gio’Style, a metà tra l’A4 e la nuova bretella Brebemi e a meno di 5km dall’aeroporto di Orio al Serio.

La gestione operativa

Il Gruppo Norbert Dentressangle va ad operare in un’area preesistente di 100.000 mq, di cui 50.000 coperti, di proprietà di Gio’Style, la cui particolarità è data dall’approvvigionamento prevalentemente interno: gli stabilimenti, che coprono circa il 50% della produzione complessiva, si trovano infatti nello stesso luogo. Il restante afflusso di merci, quantificabile in circa 400 container
l’anno, deriva da una trentina di siti distribuiti in Italia e all’estero.
Il personale impiegato, tra addetti del Gruppo Norbert Dentressangle, di Gio’Style e terzisti conta oltre 200 persone.
Una parte del magazzino è dedicata alle merci del marchio Ordinett, la cui gestione è prevalentemente a referenza, con due picchi di stagionalità; un’altra è riservata ai prodotti Gio’Style, soprattutto tramite stock su bancali.

Il ciclo logistico

Il ciclo, garantito in 5 giorni lavorativi dall’ordine, prevede ricezione, stoccaggio, prelievo e spedizione delle merci verso tutti i nodi della rete commerciale, ossia: la principale gdo europea, tutte le catene europee di do it yourself, canali di grossisti e distributori in Italia e all’estero.
Advisor dell’operazione è stata la società di consulenza specializzata Temsi, che ha portato alla firma di un contratto tra le due aziende secondo la formula del 3+3. L’accordo rientra nel piano di espansione di Gio’Style e fa seguito alla recente acquisizione di Ordinett, società specializzata in
storage la cui logistica è stata trasferita presso il magazzino di Urgnano.

Vola l’export di Parmigiano e Grana negli Stati Uniti

Arriva da Parmigiano e Grana Padano, i formaggi più blasonati del made in Italy, un segnale importante che riguarda tutto il comparto caseario italiano: la ripresa di consumi (e vendite) è ormai pienamente tangibile e per di più è spiccata. Lo dicono i dati Coldiretti relativi all'export nei primi cinque mesi dell'anno dei due stagionati per eccellenza: una crescita del 49% negli Stati Uniti, principale mercato di sbocco extracomunitario. Anche le vendite in Europa vanno bene, grazie a un incoraggiante +18%, mentre sul mercato interno si registra un aumento dei consumi rispettivamente del 6,2 per cento per il Grana Padano e del 2,7 per cento per il Parmigiano Reggiano nei primi sei mesi dell'anno. Quanto al sistema caseario nazionale nel suo complesso, le esportazioni sono in crescita del 12%.
L'andamento sui mercati internazionali - precisa Coldiretti - potrebbe ulteriormente migliorare grazie a una più efficace tutela delle denominazioni contro contraffazioni come quella del Parmesan, ma anche del Parmesao, Regianito, Reggiano, Parmesano, Pamesello o Parmezan. "Sul mercato europeo il gustoso formaggio - sottolinea l'associazione - è protetto dalle imitazioni sulla base del regolamento europeo di tutela delle denominazioni che consente di intervenire giuridicamente, anche se si moltiplicano i casi di imitazione".
Particolarmente grave è la situazione proprio negli Stati Uniti dove, a fronte di una importazione media dall'Italia di circa 10mila tonnellate all'anno di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, si producono secondo Coldiretti quasi 70mila tonnellate di Parmesan.

Lavazza entra nel capitale di Green Mountain Coffee Roasters

Lavazza e Green Mountain Coffee Roasters, azienda leader del
caffè in cialde in Nord America, hanno annunciato un accordo per l'acquisto da parte di Lavazza
di azioni ordinarie pari a un valore di 250 milioni di dollari, ovvero circa il 7% delle azioni
ordinarie di GMCR attualmente in circolazione, a un prezzo per azione pari al prezzo VWAP
(prezzo medio ponderato sui volumi) su 60 giorni scontato del 7,5%.
L'investimento potrebbe
essere formalizzato nel mese di settembre, dopo l'approvazione prevista dalla normativa Hart-
Scott-Rodino Antitrust Improvements Act del 1976.

Know how tecnologico e internazionalizzazione
Le aziende hanno  reso noto che stanno lavorando a un ulteriore accordo, in base al quale
GMCR e Lavazza svilupperanno congiuntamente nuove macchine da caffè espresso con relative
cialde monoporzione, entrambe prodotte da Lavazza. Queste macchine affiancheranno,
integrando l'offerta per il consumatore, i sistemi a cialde per il caffè filtro prodotte da Keurig®,
una delle principali divisioni di GMCR.

Un ulteriore accordo potrebbe prevedere per GMCR la possibilità di distribuire,
commercializzare e vendere negli Stati Uniti e in Canada le attuali macchine da caffè espresso a
cialde, basate sulla tecnologia di Lavazza per l'uso domestico.
"Siamo molto soddisfatti di aver portato a termine quest'importante alleanza - spiega l'Amministratore Delegato di Lavazza, Gaetano Mele
-. Grazie all'ingresso nel capitale di Green Mountain Coffee Roasters,
un gruppo di grande successo nel mercato del caffè e, in particolare,
del 'porzionato' negli USA, contiamo di disporre di una piattaforma
commerciale molto solida per quel Paese. L'accordo rappresenta una
grande opportunità per cogliere appieno il potenziale dell'espresso
italiano in Nord America. Auspichiamo - conclude Mele - che questo sia
il primo passo di una collaborazione futura più ampia nell'area della
tecnologia e dello sviluppo
internazionale".
L'operazione è la più grande mai realizzata dall'azienda all'estero e consolida la
strategia di espansione del business internazionale di Lavazza, che negli ultimi quattro anni si è
fortemente intensificato, acquisendo nuove società in alcuni Paesi emergenti tra i quali India,
Brasile e Argentina.

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dmc

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