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Nuovo concept per Disney Store presso Oriocenter

Su una superficie di 270 mq, Disney ha aperto a Orio al Serio (Bg) il 16 store Disney in Italia, il terzo in Europa con il nuovo format interattivo.

Il nuovo concept, che sarà applicato entro l'anno ad altri 3 store, in Uk, con la previsione di trasformare, nei prossimi 5-7 anni più di 300 location mondiali (ad esclusione del Giappone), prevede eventi e spazi interni per intensificare l'esperienza d'acquisto e trasformare la permanenza nel negozio in un momento di magia ed emozione, in linea con il mondo tipico di Disney.

“Il nuovo design dei Disney Store, sviluppato secondo le prospettive di un bambino, è dotato delle più recenti tecnologie per creare interattività e legame tra brand e marchio” precisa Gian Paolo Scrivano, countruy director Disney Store Italia.

Un percorso con nuovi spazi tecnologici
In quest'ottica, sono stati realizzati armadi sovrastati da sei alberi, che cambiano “abito” in funzione delle stagioni; sulle pareti perimetrali, che riportano i profili delle principali storie Disney, a intervalli regolari appaiono personaggi in volo.

 Il layout, sviluppato lungo un percorso obbligato blu con inserti brillanti come stelle, si apre sul castello delle principesse dotato anche di uno Specchio Magico, sul quale, all'agitarsi della bacchetta magica, le bambini possono vedere nuove storie in esclusiva con le loro principesse preferite.

Di fronte alle casse, è stato realizzato uno spazio Disney Theatre, con megaschermo che trasmette clip scelte direttamente dai bambini su uno schermo interattivo appoggiato a un lato.

Con l'idea di garantire un'esperienza polisensoriale, a intervalli regolari, inoltre, viene immessa nell'aria la profumazione Imagination, realizzata appositamente per Disney.

Tutta la tecnologia è stata messa a punto, nell'arco degli ultimi due anni, da parte di personale interno all'azienda.

Attività in-store
Tra le attività di animazione, previste la Imagination Parade, una vera e propria parata all'interno dello store che si tiene una volta al giorno, e la cerimonia di apertura, con chiave da inserire in un apposito lucchetto affidata, ogni giorno, a un bambino diverso.

Prevista anche la possibilità di festeggiare compleanni e altri momenti importanti nella vita di un bambino.

Granarolo: “Tutto regolare, ma chi ci risarcirà?”

“Siamo giunti finalmente a conoscenza dei risultati
delle analisi eseguite dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Bologna sui
campioni del lotto di produzione n.188, a cui apparterrebbero, secondo quanto ci
è stato riferito, le due mozzarelle segnalate in Piemonte: nessuna anomalia e, per
quanto ci riguarda, nessuna sorpresa”.
Lo ha annunciato il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, facendo riferimento sia agli esiti delle analisi sulle ormai famose mozzarelle sia ai risultati dei controlli effettuati dai Nas e dalle Asl di Bologna nelle scorse settimane e in particolare il 7 luglio, proprio il giorno in cui nel caseificio bolognese, mentre i funzionari dell'Asl e i Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione effettuavano prelievi e controlli sulle acque e sulle mozzarelle, nell'impianto si produceva il lotto in questione.
“Non avevamo dubbi sull'esito delle analisi -ha specificato il presidente- Granarolo
produce mozzarelle da sempre e in stabilimento non si è mai vista una mozzarella blu.
Il caso segnalato ha riguardato confezioni già aperte di cui non abbiamo mai potuto
prendere visione, conservate in condizioni che non conosciamo. Credo che il caldo
abbia giocato un brutto scherzo, anche ai soggetti che a vario titolo hanno preso la
parola su questa vicenda, alimentando sui media suggestioni prive di fondamento, che
hanno finito col produrre un danno rilevantissimo al marchio Granarolo”.

Attacco alla reputazione

“Nel picco massimo stagionale delle vendite di mozzarella -ha spiegato il direttore
generale, Rossella Saoncella- Granarolo ha subito un intenso attacco alla reputazione,
su basi del tutto pretestuose. Se si fosse trattato di una contaminazione, perché
solo due mozzarelle su un intero lotto di produzione? Una situazione paradossale, le cui
conseguenze già oggi si esprimono in danni concreti. Chi ci risarcirà?”.

“Abbiamo ricevuto centinaia di e-mail di consumatori delusi, tensioni nelle relazioni con i clienti, danni per milioni di euro, a cui si aggiungeranno quelli alla reputazione che saranno calcolabili solo nei prossimi mesi: sono questi ad oggi gli effetti della suggestione creata
intorno alle due presunte mozzarelle anomale.
In tutto questo la Società non ha mai ricevuto alcuna notifi a da parte della magistratura:
i tecnici dell'azienda sono stati chiamati a fornire informazioni agli inquirenti
nell'ambito di un'inchiesta che riguarda altri. Nessun provvedimento è stato mai
emesso al riguardo dalle autorità sanitarie”, specificano da Granarolo.

Il presidente ha ribadito che l'azienda offrirà alle Procure tutta la collaborazione
necessaria, nel rispetto delle leggi e delle regole.
“Ora mi aspetto che si metta la parola fine a questa sconcertante vicenda -ha concluso il presidente Calzolari- e che sia garantita una corretta informazione, nell'interesse di tutti, soprattutto dei nostri consumatori che continuano ad avere grande fiducia nella Granarolo”.

Walmart testa i tag Rfid nei jeans

Dopo un periodo di “relativo” silenzio attorno alle strategie Rfid di Walmart, il colosso di Bentonville ritorna al centro dell'attenzione grazie ad un nuovo progetto che prevede l'utilizzo della tecnologia dell'identificazione in radiofrequenza a livello item. Sui prodotti oggetto della sperimentazione -denim jeans, calze e intimo- verranno applicati tag Rfid UHF basati sullo standard EPCGlobal di seconda generazione.
L'iniziativa si inscrive in un progetto più ampio di Walmart teso a verificare come l'Rfid applicato a livello item possa contribuire a migliorare in maniera significativa l'accuratezza dell'inventario.

Il caso Bloomingdale's

In questo sforzo di ottimizzazione e miglioramento dei processi, il retailer Usa si trova in buona compagna. La tecnologia Rfid è, infatti, finita nel mirino anche di Bloomingdale's. La nota catena Usa di department store ha condotto un test, in collaborazione con l'Università dell'Arkansas -nota per aver già condotto sperimentazioni a livello item per Walmart- teso a verificare i miglioramenti ottenibili con l'identificazione in radiofrequenza nella gestione dell'inventario a livello item nel punto di vendita.

Il progetto ha coinvolto due grandi magazzini Bloomingdale's, uno (test store) equipaggiato con un sistema Rfid e l'altro (control store) con il sistema di gestione dell'inventario tradizionale. Il test, durato 13 settimane, era focalizzato su due reparti: denim jeans uomo e donna e prevedeva l'inventario parallelo effettuato con reader Rfid e con lettori scanner di barcode, per un totale di 10mila item.
Utilizzando l'Rfid è stato possibile completare l'inventario in 2 ore contro le 53 ore impiegate con il lettore di codici a barre, il che equivale a una media di 4.767 item all'ora con l'Rfid e 209 item/h utilizzando il barcode, pari ad una riduzione del 96% di tempo nel ciclo di counting. Inoltre, considerando l'intero periodo di 13 settimane, i ricercatori hanno verificato che grazie all'impiego dell'Rfid l'accuratezza dell'inventario è migliorata di oltre il 27%, le rotture di stock sono diminuite del 21% e gli overstock sono calati del 6%.

Il caso JCPenney

Risultati positivi anche per JCPenney che ha condotto un test nei propri pdv in collaborazione con il Centro Ricerca Rfid dell'Università dell'Arkansas. L'impatto dell'Rfid a livello di singolo item è stato analizzato nei reparti reggiseni e calzature di 2 pdv JCPenney. Lo studio, che si è sviluppato nell'arco di 15 settimane, ha coinvolto 2 test store, 3 control store ed ha interessato oltre 10mila item. Utilizzando barcode scanner, gli operatori hanno effettuato manualmente l'inventario in tutti i 5 store in tre momenti diversi.
Il sistema Rfid è diventato operativo solo a partire dalla sesta settimana in modo che i dati raccolti nelle prime cinque settimane rappresentassero la base di confronto. Nei test sono stati impiegati tag UHF Gen2, secondo lo standard EPCGlobal.
Nei control store, senza tecnologia Rfid, l'accuratezza dll'inventario è scesa del 4,48%: utilizzando il consueto sistema di conteggio, la sottostima degli stock è cresciuta dell'1,67%, mentre la sovrastima è aumentata del 2,81%. Nei test store (equipaggiati con Rfid) l'accuratezza dell'inventario è migliorata del 7,1%. Inoltre, grazie all'utilizzo dell'Rfid la sottostima degli stock è migliorata dell'1,77% e la sovrastima del 5,33%.

Querelle Esselunga-Coop, terzo capitolo

La polemica tra Esselunga e Coop non si placa: continua, spostandosi dalle pagine di pubblicità a un “botta & risposta” che tocca quote di mercato e concorrenza sleale.

Quote di mercato

In particolare, per quanto riguarda le quote di mercato e le posizioni di prevalenza, come si legge nella nota di Esselunga, “I dati sono fuorvianti perché non sono espressi in metri quadrati. Il commercio al dettaglio è infatti un servizio pubblico e si basa, come tale, sui metri quadri di vendita autorizzati dai comuni. La corretta presenza di Esselunga è la seguente:

  • Milano e provincia: 18,8% e NON 51%
  • Lucca e provincia: 33% e NON 62%
  • Monza/Brianza: 18,3% e NON 60%
  • Lecco e provincia: 13% e NON 51%

È con i metri quadrati che ci si presenta ai nastri di partenza della competizione”.

Concorrenza sleale e Antitrust

Inoltre, Esselunga smentisce di essere stata condannata per 2 volte per concorrenza sleale così come smentisce di essere stata condannata dall'Antitrust per aver alterato gli equilibri del mercato.

“Come recita il provvedimento Antitrust dell'8 aprile 2010, 'Le operazioni in esame non risultano, quindi, idonee a determinare, in capo ad Esselunga, la costituzione di una posizione dominante sui mercati interessati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza'.

Infine Esselunga precisa che le pagine pubblicitarie pubblicate a luglio non si configurano come una “campagna pubblicitaria” contro Coop , “bensì di un'esposizione di fatti documentati o “testimoniabili”. Esselunga non intende attaccare nessuno, aggredire nessuno, calunniare nessuno. Esselunga non ha mai parlato di illeciti o di atti illegittimi. Tutto può essere assolutamente legale, però inconsueto, singolare”.

La catena francese Picard passa da Bc Partners a Lion Capital

È l'inglese Lion Capital la finanziaria che si è aggiudicata l'esclusiva della trattazione per Picard, catena francese dal 2004 nel portafoglio di BC Partners. La negoziazione, per ha un valore di circa 1,5 miliardi di euro, è iniziata diversi mesi addietro e dovrebbe concludersi entro la fine del 2010.

Le tante transazioni
Picard

Picard ha già vissuto diversi passaggi di proprietà: nel 1991, Carrefour aveva acquisito dalla famiglia Decelles (allora proprietaria) il 10% dell'azienza e nel 1994 era poi passata al 79%, appropriandosi del controllo di Picard. Nel 2001, però, Carrefour cedeva il business dei surgelati, per 624 milioni di euro, a Picard Surgeles, un consorzio di investitori guidato dalla finanziaria britannica Candover e dalla francese Chevrillon et Associes. Nel 2004, per un controvalore di 1,3 miliardi di euro Picard Surgeles passava di mano arrivando a Bc Partners (nota per essere stata, sempre fra il 2004 e il 2006, proprietaria di Galbani e venduta poi a Lactalis).

L'espansione continua

Nonostante i diversi passaggi di proprietà, Picard, negli anni, ha continuato a svilupparsi raggiungendo complessivamente 832 punti di vendita, in particolare nel mercato francese. “Con il nuovo shareholder Picard sarà in grado di continuare i suoi programmi di espansione, con circa 40 nuove aperture in Francia e proseguire i suoi programmi di sviluppo internazionale”, ha dichiarato Philippe Pauze, a capo di Picard.

Fresh & Easy, Farm to Store in 24

Da Sainsbury’s il negozio sull’albero

Feltrinelli punta a svilupparsi anche con il franchising

L’espansione degli store Feltrinelli ora passa anche per il franchising. Da qualche settimana, infatti, l’azienda ha dato il via a contatti con i possibili affiliati e con i fornitori per presentare il nuovo progetto: una catena di librerie in franchising con insegna la Feltrinelli.

L’obiettivo è di presentare, entro fine anno la prima libreria affiliata, primo passo per una realtà che si prevede in veloce sviluppo negli anni immediatamente a venire.

Come saranno
gli store affiliati

Si tratterà di librerie integrate, con un assortimento ampio e profondo di libri, che potrà essere completato da altre merceologie, come home video, cartoleria, giochi, musica, nella tradizione dei format più avanzati di Librerie Feltrinelli.
L’insegna sarà, ovviamente, quella storica di Feltrinelli, declinata sullo specifico formato del franchising, così come tutto il sistema di comunicazione interno al punto di vendita sarà uguale a quello che caratterizza il mondo Feltrinelli.
Allo stesso titolo, la gestione delle librerie affiliate sarà ricalcata su quella di Feltrinelli: dalla Carta Più all’intero know-how gestionale e informatico.

Una struttra dedicata

Per realizzare il progetto franchising l'azienda ha sviluppato una struttura dedicata, formata da personale di provenienza Librerie Feltrinelli, diretta da Roberto Ghiringhelli Cavallo, per anni responsabile acquisti di Librerie Feltrinelli e attualmente a capo della struttura acquisti dell’intero gruppo. In comune con la casa madre saranno in compenso tutte le funzioni di staff, dal marketing alla formazione.

Librerie Feltrinelli ha scelto la strada del franchising con lo scopo di aumentare e velocizzare le opportunità di sviluppo, rendendo sempre più capillare il proprio radicamento territoriale e unendo due principali punti di forza: il know-how e la forza del proprio marchio con l’esperienza di librai esperti, imprenditori capaci che conoscono bene la realtà in cui operano e il pubblico con cui dialogano da sempre.

Accenture: la sostenibilità? È un elemento determinante per il business

Nonostante la crisi economica, la grande maggioranza dei Ceo a livello mondiale, ovvero il 93%, ritiene che la sostenibilità sarà un elemento critico per il futuro successo delle loro aziende. Secondo i 766 Ceo interpellati da Accenture, entro dieci anni la sostenibilità sarà completamente integrata nel core business, oltre che nelle filiere produttive globali e nelle consociate. Lo sostiene lo studio A New Era of Sustainability: UN Global Compact-Accenture Ceo Study 2010, la più vasta ricerca tra top executive mai condotta fino a oggi sul tema della sostenibilità.

Cresce l’impegno dichiarato

I risultati emersi dallo studio indicano che tutte le aziende sono fortemente impegnate in questo ambito. Un’indagine sullo stesso tema, condotta nel 2007, aveva rilevato che per il 50% dei Ceo le problematiche legate alla sostenibilità erano parte integrante delle operazioni e delle strategie societarie, mentre nello studio odierno tale valore è balzato all'81%.
Nel riconoscere la portata e la complessità delle sfide globali, numerosi Ceo hanno dichiarato di avere compiuto negli ultimi tre anni progressi significativi nello sviluppo e nell'attuazione di una strategia sulla sostenibilità. Gli intervistati hanno indicato i seguenti ostacoli che si frappongono al raggiungimento degli obiettivi: - le complessità insite nell'implementazione della strategia nelle varie aree del business (49% degli intervistati);
- le priorità strategiche concomitanti (48%);
- la scarsa importanza ancora attribuita al tema da parte dei mercati finanziari (34%).

Brand, fiducia e reputazione

Secondo il 72% dei Ceo intervistati, tre elementi come brand, fiducia e reputazione risultano tra le leve più importanti che spingono ad azioni sostenibili da parte delle aziende, seguiti -in ordine decrescente- dal potenziale di crescita del fatturato e riduzione dei costi (44%), dalle motivazioni personali (42%), dalla richiesta di clienti e consumatori (39%) e dal coinvolgimento e retention del personale (31%).
E ancora: l'83% ha dichiarato che la crisi economica ha innalzato il ruolo della sostenibilità e dell'etica come generatore di fiducia nelle aziende; l'80% ha dichiarato di aver aumentato l'importanza della sostenibilità come aspetto di leadership per il top management; il 77% ha dichiarato di aver intrapreso una visione a più lungo termine del business e del ruolo della sostenibilità.

Gli altri dati dello studio

L'educazione è stata citata dal 72% del campione come elemento di sviluppo importante per il successo delle rispettive aziende, seguito dal cambiamento climatico, con il 66%.
Il 91% dei Ceo si è detto disposto ad adottare nuove tecnologie nei prossimi cinque anni per affrontare problemi legati alla sostenibilità, come lo sviluppo di energie rinnovabili e la creazione di maggiore efficienza energetica.
Il 78% degli intervistati ritiene che le aziende dovrebbero collaborare con i vari stakeholder per affrontare i problemi della sostenibilità. Esempi di possibili partnership comprendono fornitori, Ong e governi.

"Dai risultati della ricerca -commenta Peter Lacy, che ha coordinato l'indagine ed è managing director, sustainability services di Accenture per Europa, Africa e America Latina- è chiaro che le aziende di tutto il mondo siano pronte a creare programmi per la sostenibilità intesi come componenti chiave del loro core business. Se la sostenibilità si integrasse totalmente nelle aziende globali entro il prossimo decennio, i cambiamenti richiesti in termini di regole, tecnologie, investimenti e nei confronti dei consumatori sarebbero immensi, creando vincitori e vinti in tutti i settori economici. Tuttavia è positivo registrare un certo progresso e assistere a un chiaro impulso verso un'economia e un contesto di business maggiormente sostenibili".

La fiducia degli stakeholder

Sempre secondo quanto rilevato dall'indagine, altri temi prioritari che i Ceo devono affrontare dopo la crisi finanziaria globale sono la capacità di sensibilizzare gli investitori sulle conseguenze positive della sostenibilità sui risultati di un'azienda e riguadagnare la fiducia di tutti gli stakeholder.
Sul tema della creazione di un atteggiamento degli investitori più favorevole alla sostenibilità aziendale, meno del 50% degli executive interpellati (operanti presso società quotate) ha dichiarato che la sostenibilità è un tema abitualmente trattato durante le discussioni con gli analisti finanziari. Anche se la maggior parte dei Ceo ritiene che le attività condotte a favore della sostenibilità abbiano un impatto positivo sulla valutazione delle rispettive aziende - in termini di crescita del fatturato, riduzione dei costi, riduzione dei rischi e miglioramento della reputazione del brand - risulta tuttavia difficile quantificare tale valore con metriche tradizionali.

Come si è svolto lo studio

Concluso nella prima metà del 2010, lo studio è strutturato su due livelli: il primo, qualitativo, ha utilizzato 50 interviste a Ceo di 27 Paesi; il secondo ha coinvolto 766 Ceo di 25 diversi comparti industriali e operanti in 100 Paesi attraverso interviste online. Oltre la metà di questi appartengono ad aziende europee, un quinto ad aziende del Nord e Sud america, un quarto all’area asiatica, mentre i rimanenti sono operanti in Africa e Medio Oriente.

Chi è il committente

The United Nations Global Compact è una piattaforma di business impegnata a trovare risposte a tematiche sociali e ambientali per la new economy.
Global Compact punta ad ricercare un equilibrio tra gli obiettivi delle istituzioni politiche e quelle del business a livello mondiale.
Global Compact associa 7.700 imprese e stakeholder di oltre 130 Paesi.

Rinnovato il bollino Emas all’ipercoop Città delle Stelle

Per il quinto anno consecutivo, anche nel 2010 l’ipercoop Città delle Stelle di Ascoli Piceno ha ottenuto il rinnovo della Registrazione Emas, il “bollino verde” europeo che ne attesta l’eccellenza e il costante miglioramento sul fronte ambientale.

La certificazione è stata rilasciata al punto di vendita di Coop Adriatica sulla base dei risultati ottenuti nel 2009.

Dallo scorso ottobre, il pdv ha limitato ulteriormente gli sprechi e diminuito la produzione di rifiuti, grazie all’avvio della donazione in solidarietà degli alimenti invenduti: nei primi otto mesi il progetto Brutti ma buoni ha destinato oltre 12 tonnellate di prodotti -con qualche imperfezione o una data di scadenza prossima, ma ancora buoni e commestibili- alle associazioni Zarepta, che gestisce una mensa per 50 persone in difficoltà, e Code amiche, che si occupa di 180 cani e gatti, consentendo loro un risparmio complessivo di quasi 95 mila euro. Il prossimo traguardo ambientale sarà l’installazione, a novembre, di un impianto fotovoltaico in grado di produrre 100 mila kwh di energia pulita in un anno.

“L’ipercoop di Ascoli Piceno -commenta Rino Ruggeri, vicepresidente di Coop Adriatica- rappresenta per noi un laboratorio dove avviare e sperimentare progetti innovativi, misurandoli secondo gli standard europei. Si tratta del pdv dove è più visibile il nostro impegno per la sostenibilità ambientale, che Coop Adriatica rendiconta al pari di quella economica e sociale. Un patrimonio comune a tutta la rete dei nostri supermercati e ipermercati: entro il 2010, ad esempio, saliranno a 42 i negozi della Cooperativa dotati di pannelli solari, per un investimento complessivo di 25 milioni di euro”.

Nel corso del triennio successivo, con l’entrata a regime di tutti gli impianti fotovoltaici, la produzione di energia pulita di Coop Adriatica passerà da meno di 5 a oltre 7 milioni di kilowattora in un anno.

Esselunga–Coop: le polemiche continuano e coinvolgono Livorno

Si apre un nuovo fronte nella querelle tra Esselunga e Coop. Dopo il caso di Modena, i riflettori si accendono su Livorno: con una nuova pagina di pubblicità sempre intitolata Concorrenza e Libertà, ma che, questa volta, si rifà alla favola di Fedro sul lupo e l'agnello (il primo a rappresentare la Coop, il secondo Esselunga), Esselunga punta il dito sulla vendita di un'area di 2.550 mq, “l'unica disponibile in città” per la realizzazione di un supermercato, a 300 metri dal centro commerciale storico di Coop, nel quartiere San Martino.

Dopo due anni di trattative con l'insegna guidata da Bernardo Caprotti, lo spazio, di proprietà della famiglia Fremura, lo scorso aprile è stato venduto a Unicoop Tirreno per la cifra di 30 mio e, inferiore di 10 milioni di euro rispetto quella messa sul tavolo da Esselunga (40 milioni di euro).

Secondo i Fremura, l'offerta della catena milanese sarebbe arrivata dopo la firma dell'accordo. Ma la risposta non ha convinto l'imprenditore.

Da qui, la nuova pagina pubblicitaria che non solo mette a confronto le quote di mercato di Coop, Conad (entrambi della Lega) ed Esselunga sia a Modena (88, 1 per le insegne della Lega contro il 3,4 di Esselunga), sia a Livorno (72,2 Lega, assente l'insegna milanese), ma nella parte bassa prevede tre frasi, tratte da altrettanti articoli de Il Tirreno, per dimostrare l'impegno dei dirigenti di Unicoop nel bloccare gli avversari.

Con questa iniziativa, Esselunga, si legge in una nota, “non intende attaccare nessuno, aggredire nessuno, calunniare nessuno. Semplicemente, se in un'importante città dell'Italia centrale il venditore di un terreno non ha la libertà di scegliersi il cliente perché “noi a Livorno ci viviamo e lavoriamo” (Il Tirreno 19 aprile 2010), la situazione dovrebbe suscitare qualche preoccupazione. Esselunga non ha mai parlato di illeciti o di atti illegittimi. Tutto può essere assolutamente legale, però inconsueto, singolare. A tutto ciò, ben si attaglia la celebre favola di Fedro, Lupus et agnus”.

Con questa campagna Esselunga vuole dimostrare di non essere  l'aggressore, ma la vittima della situazione.

La risposta di Coop

Dopo le risposte locali, risponde duramente Ancc, che in un comunicato parla di “Storie vecchie, alcune concluse e altre nelle quali sono state ampiamente riconosciute dalla Magistratura le ragioni delle Coop”.

Viene avanzato il dubbio che questa campagna pubblicitaria possa essere “una manovra diversiva, tesa a offuscare l'impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che proprio il "paladino della libera concorrenza" ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (Sent. n. 4833 del 16.04.2010). Per i prossimi mesi si attendono altri pronunciamenti giudiziari su Esselunga e il suo proprietario come seguito alle sentenze già intervenute di condanna di dirigenti di Esselunga per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Sent. Pen. Trib. Mi n. 7130 del 21.06.2007). È la seconda volta che Esselunga viene riconosciuta responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop. E recentemente l'Antitrust ha condannato Esselunga per non aver informato il mercato della sua espansione commerciale a seguito dell'acquisto di 59 nuovi punti di vendita sviluppando così un'operazione di concentrazione in grado di alterare gli equilibri tra i distributori (Provv. n. 20992 del 8.04.2010)”.

Anche in questo caso, vengono snocciolate quote di mercato di Esselunga, che “a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/Brianza il 60%, a Lecco il 51%”, sottolineando come l'insegna di Bernardo Caprotti “limiti la sua presenza in aree del paese ben sviluppate, a reddito medio-alto, astenendosi dal portare sviluppo in aree del Paese meno fortunate, dove il rischio imprenditoriale è maggiore e nelle quali Coop è invece impegnata a portare la sua esperienza di impresa sociale”.

In quest'ottica, “Coop tutelerà i propri diritti e i propri interessi anche verificando con l'Autorità garante della Concorrenza la correttezza della campagna pubblicitaria in atto”.

Forte ripresa mondiale degli investimenti immobiliari nel retail secondo J.L. LaSalle

Crescono gli investimenti globali nell'immobiliare retail. Il report di Jones Lang LaSalle (Jll) relativo agli investimenti globali in strutture commerciali evidenzia una forte ripresa nel secondo trimestre del 2010, arrivando a 66 miliardi di dollari, un livello analogo a quello del primo trimestre, ma quasi doppio rispetto al
valore di un anno fa. Nella prima metà nel 2010 gli investimenti diretti globali di immobili commerciali
sono stati pari a 130 miliardi di dollari.

I mercati continentali
Venendo ai dati scorporati per i singoli continenti, in Asia è stato registrato un volume di investimenti di 15 miliardi di dollari, con un calo del 34% su base trimestrale, ma notevoli diminuzioni in Giappone, Cina ed Australia, mentre Hong Kong e Taiwan hanno registrato un aumento.

In Europa, Medio Oriente e Africa sono stati registrati 29 miliardi di dollari, con un incremento del 15% rispetto ai volumi del primo trimestre, ma più dell'80% rispetto all'anno precedente (considerando anche le fluttuazioni di cambio).
Nelle Americhe il volume è stato pari a 21 miliardi di dollari, con una crescita del 54% rispetto al primo trimestre e un valore più che quadruplicato rispetto all'ultimo trimestre 2009. La crescita trimestrale in
Canada e Brasile ha superato quella degli Stati Uniti.

Tesco introduce 5 referenze di Pedon I Salvaminuti

Pedon ha siglato un accordo con Tesco per la fornitura di cinque referenze della linea I salvaminuti (linea di cereali e legumi precotti in modo naturale, veloci da preparare e con un elevato valore salutistico, grazie alla quale all'ultima edizione del Sial nel 2008 aveva vinto il premio ”Trends and Innovations Award 2008”).
Da metà luglio 2010 i prodotti sono posizionati a scaffale in 430 store della catena inglese.
Con questi inserimenti Tesco persegue l'obiettivo di rivitalizzare la categoria dei legumi e cereali secchi, avvicinando così nuovi cluster di consumatori attenti a un'alimentazione sana, che però non dispongono del tempo necessario per la preparazione dei prodotti tradizionali (tempo di cottura variabile dai 25 ai 60 minuti).
 

Rigoni di Asiago, primi sei mesi 2010: +11%

La Rigoni di Asiago chiude i primi sei mesi del 2010 con 27 mio di euro, +11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dato tanto più positivo se si confronta con i 48 mio di euro del totale 2009. Si tratta di un trend che continua da anni. Per dare un’idea dell’escalation, Rigoni di Asiago nel 2004 fatturava 25
mio e mezzo di euro, divenuti 45 nel 2008, con una crescita media annua
del 15%.

Tra i prodotti continua a emergere il core business, cioè la marmellata biologica Fiordifrutta (+10% di venduto nei primi sei mesi dell’anno, nel 2009 complessivamente erano stati venduti 14 milioni di vasetti), che resta leader (in valore) delle vendite di confetture in Italia.
Nocciolata cresce del 30% sul mercato nazionale e trova largo consenso
negli Stati Uniti. Recentemente, infatti, ha vinto la statuetta
d’argento alla Sofi Awards Competition, risultando “best of the best”
nella categoria “confetture, conserve, miele e burro di arachidi”.

“Dopo una pessima annata 2008 - spiega Andrea Rigoni, Ad Rigoni di Asiago spa -, dovuta allo spopolamento del
patrimonio apistico italiano, la produzione ha iniziato a crescere nel
2009 in primo luogo grazie alla decisione di sospendere l’utilizzo dei
neonicotinoidi nella concia delle sementi. Insetticidi che avevano
provocato la moria delle api. Ciò ha consentito una netta ripresa della
produzione al Nord, perché le api sono tornate in gran numero e in
buona salute”.

Malherbe presenta Quick, il Quality Burger Restaurant

Nuovo direttore commerciale per Hoover Ped (Candy Group): Emanuele Marzi

Il Business Sector Piccoli Elettrodomestici (PED) Hoover di Candy Group ha un nuovo direttore commerciale Italia: Emanuele Marzi, 37 anni. Già national key account Hoover PED, ora nella sua nuova mansione, riporta direttamente a Francesco Di Valentin, direttore di PED.

Dopo la laurea in Economia Aziendale alla Bocconi, Marzi ha iniziato nel 1999 in Indesit Company ricoprendo incarichi commerciali di crescente importanza nel rapporto con i gruppi d'acquisto e le grandi insegne della distribuzione organizzata.

Hoover è leader in Europa e in Italia nella cura e pulizia delle superfici. L'impegno continuo all'innovazione riguarda anche i valori ecologici, secondo le linee-guida di Planet Care, che permea tutte le attività del Gruppo.

Consegna dei premi Ethic Award 2009 (video)

A metà settembre debutto contemporaneo dei primi 4 Upim Pop

È 15 settembre la data “storica” che segna l’apertura dei primi Upim Pop, ovvero, la versione di Upim post acquisizione di Coin, che si presenteranno come una shopping mall all’interno delle città, con un assortimento da grande emporio e che mirano a essere anche luoghi d’incontro, di socializzazione, ribaltando completamente il concept del “vecchio” Upim.
In effetti, è quanto aveva anticipato a gennaio Stefano Beraldo, a.d. del gruppo di Mestre, in occasione della conferenza stampa di presentazione delle strategie relative all’insegna appena acquisita: “Il nuovo Upim sarà un pop, vale a store, nel senso si popolare: fresco, moderno, con in vendita proprio ciò che la gente vuole e di cui ha bisogno".

I luoghi degli opening

Quindi, il 15 settembre sarà Milano ad ospitare i due primi Upim Pop, in corso Buenos Aires e piazzale Corvetto mentre due giorni dopo, il 17, sono previsti altri due opening a Roma in piazza Santa Maria Maggiore e in via Tuscolana.
L’arredo sarà cultural moderno, con pannelli che rimandano all’iPhone e altri che alla Andy Warhol, volendo puntare, probabilmente, al coinvolgimento di generazioni di diverse età, a cui sarà data risposta alle loro esigenze ricorrendo a brand importanti in fatto di accessori, editoria, alimentari, elettronica e attrezzature sportive.

Simply Sma pubblica il primo Bilancio di sostenibilità

Simply Sma ha pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2009, in cui trovano evidenza sia gli impegni di carattere ambientale sia quelli rivolti al sociale. E coerentemente con le politiche green messe in atto, ha
deciso di non stamparne copie cartacee, ma di pubblicarlo sul proprio
sito (www.simplymarket.it), dove è possibile consultarlo e/o scaricarlo.
"Simply Sma si impegna già da diversi anni nella promozione di una cultura sostenibile -commenta Carlo Delmenico, Direttore Responsabilità Sociale d'Impresa di Sma spa- attraverso l’informazione e la formazione di collaboratori responsabili, la sensibilizzazione della clientela alle tematiche della solidarietà e dell’ambiente e la promozione di progetti di solidarietà concreti, che siano utili alla comunità in cui operano i nostri punti di vendita".

Negozi eco attenti
42 tonnellate di prodotti sfusi venduti ogni mese, 2 milioni di bottiglie di plastica riutilizzate per accessori d’arredo interni: due cifre che testimoniano in modo eloquente l'attenzione rivolta dal retailer ai temi dell'ecosostenibilità.
Il documento ripercorre le fasi di sviluppo dei punti di vendita eco attenti, realizzati a partire dal 2008 e caratterizzati dalla riduzione dei consumi di energia e dall’utilizzo di fonti rinnovabili, dall’uso di materiali riciclati e dalla creazione di un circuito virtuoso dei rifiuti, dall’offerta di prodotti eco attenti.

Ampio spazio è dedicato alle caratteristiche tecniche e delle innovazioni strutturali che hanno contraddistinto le aperture dei primi due punti di vendita eco-attenti a Botticino e Milano, il cui assortimento comprende tutta una serie di proposte verdi quali ad esempio gli sfusi e le ricariche, i tessuti in fibra naturale, i prodotti a basso consumo energetico e a Km zero.

Anche le attività legate al sociale non vengono trascurate, con in evidenza i risultati delle partnership storiche con Associazioni e Onlus quali Telethon, Fondazione Banco Alimentare e Caritas, ma anche la politica attuata nei confronti delle risorse umane interne, volta ad un continuo miglioramento delle condizioni lavorative e della sicurezza sul luogo di lavoro.

Censis-Confcommercio, l’onda lunga della crisi frena ancora i consumi

Anche nella prima parte del 2010 i consumi delle famiglie risultano stagnanti. Per l'immediato futuro, non si prevede una robusta ripresa (oltre il 68% del campione manterrà stabili le spese nei prossimi mesi). Inoltre, prevale un clima di cautela che spesso porta a rinviare alcune spese in programma, in particolare quelle per ristrutturare l'abitazione (per il 17,2%) e quelle per l'acquisto di nuovi elettrodomestici (14%). Ancora: le vacanze estive saranno all'insegna della sobrietà e con una tendenza - rispetto alla scorsa estate - a ridurre la durata del soggiorno, sia in Italia che all'estero; aumentano solo le vacanze brevi entro i confini nazionali e resta elevata la percentuale di chi non farà nessuna vacanza (58%).

Solo il 25% non ha cambiato stili di consumo

Un quadro a tinte fosche, quello delineato dall'indagine Censis-Confcommercio che analizza i consumi dei primi sei mesi del 2010.
In particolare, tra i consumatori è possibile individuare tre segmenti: quasi un quarto delle famiglie a causa della crisi ha dovuto rinunciare all'essenziale; una buona metà invece ha razionalizzato le spese ed eliminato il superfluo; una quota del 25% non ha mutato in modo sostanziale il proprio stile di consumo, limitando gli sprechi ma concedendosi anche qualche lusso.
“L'idea che la bassa congiuntura, rilevata ad inizio anno, fosse l'ultima appendice della crisi economica e che il quadro sarebbe presto migliorato in primavera non si è avverato”, commentano gli analisti.
La ripresa tarda a manifestarsi e le aspettative di un miglioramento delle condizioni personali appaiono ai minimi.
 Il clima di fiducia delle famiglie, ulteriormente deteriorato, sembra risentire di un contesto di incertezza, in cui si susseguono le notizie di crisi finanziarie (dalla Grecia ad altri Paesi europei), di possibili default di conti pubblici e di inevitabili sacrifici che limiteranno le possibilità di spesa di molte famiglie.

Esigui incrementi di consumi
Sebbene il 45,7% del campione abbia indicato un aumento dei consumi nei primi sei mesi dell'anno (con un incremento della quota rispetto alla precedente rilevazione) è possibile ritenere che la crescita in quantità sia molto esigua, prossima allo zero. “Ma è bene ribadire -dicono ancora gli analisti-che, nell'ambito di questa e delle precedenti rilevazioni, l'incremento dei consumi esprime quasi sempre una situazione di disagio, la spinta verso spese incomprimibili più che stili di vita improntati al benessere. In effetti, le categorie che hanno indicato con maggiore intensità incrementi di spesa negli ultimi sei mesi sono quelle a minor reddito o le famiglie più numerose o quelle collocate nel Mezzogiorno.

Le previsioni di spesa: rinvii e attendismo
In questo contesto, la maggior parte delle famiglie prevede, per i prossimi mesi, consumi stabili: il 68% esprime tale orientamento, lasciando immaginare che anche nell'immediato le spese non dovrebbero registrare una consistente ripresa.
Numerose sono le famiglie che prevedono di posticipare alcune spese programmate, rispetto a quelle che invece procederanno agli acquisti veri e propri. In una scala ideale di priorità, al primo posto tra le previsioni di spesa vi sono quelle per piccoli e grandi interventi di ristrutturazione dell'abitazione, che verranno effettuati da circa il 10% delle famiglie nei prossimi mesi, ma ai quali per ora rinuncia il 17,2%. Egualmente appaiono molto numerosi i casi di rinvio di acquisto di nuovi elettrodomestici, di mobili per la casa e di un mezzo di locomozione.
Se si guarda, infine, alle previsioni per le vacanze estive si evidenzia la tendenza ad accorciare i tempi di permanenza sia in Italia sia all'estero ed un confronto con i dati rilevati a giugno 2009 indica un leggero incremento delle famiglie che non effettueranno tra giugno e settembre 2010 nessuna vacanza.

Rinunce e virtuosismi
Nel clima di incertezza diffusa e di aspettative di ripresa, per ora andate deluse, prevale la propensione a minimizzare gli sprechi ed a contenere le spese, a ridurre le risorse destinate a svago e divertimento, a programmare viaggi e vacanze estive per quanto possibile poco costose. “Il ridimensionamento temporaneo degli stili di vita, il downsizing come filosofia quotidiana -commentano gli analisti- appare l'orientamento prevalente in larghi strati della popolazione, per molti versi anche tra le famiglie con reddito alto.
Colpisce non poco il fatto che un quarto degli intervistati abbia indicato di avere rinunciato a cose essenziali a causa del clima di crisi (era il 17% nella rilevazione effettuata a gennaio 2010), così come raggiunge il 51% la parte del campione che ha indicato di contrastare la crisi riducendo gli sprechi
I casi di rinuncia a spese essenziali appaiono diffusi soprattutto tra le famiglie del Mezzogiorno e tra chi vive da solo, ancor più con figli a carico, tra le famiglie con persone disoccupate e con reddito contenuto.

Riduzione degli sprechi

Il concetto di riduzione degli sprechi sembra accomunare invece tutti i segmenti sociali presi in considerazione, in particolare sia le famiglie più numerose e con reddito contenuto sia gli alto-spendenti. Il 50% degli intervistati con reddito compreso tra 4.000 e 6.000 euro mensili ed il 40% di quelli con oltre 6.000 euro mensili ha indicato di attuare questo tipo di comportamento, che sebbene possa variare notevolmente da persona a persona e possa essere interpretato in modo differenziato da una famiglia ad un'altra, indica la presenza diffusa di un clima “al ribasso”, di una sensazione di incertezza che non aiuta a determinare una spinta propulsiva ai consumi.
In questo contesto, si cercano forme varie di risparmio e di riorganizzazione del budget familiare riducendo pranzi e cene fuori casa, intensificando l'acquisto di prodotti con marca commerciale, riducendo le spese per svago e divertimento, razionalizzando la spesa alimentare eliminando il superfluo o cercando prodotti in offerta speciale.
“Ciò che colpisce, tuttavia, dei dati raccolti, non è tanto l'attivazione di comportamenti virtuosi ed improntati al risparmio -riprendono gli analisti- quanto il loro livello di diffusione, per molti aspetti estremamente ampio, che si registra in questo momento del Paese e che rischia, se prolungato nel tempo, di divenire un fattore ostativo alla crescita, un eccessivo virtuosismo che sembra rendere il Paese privo di una spinta vitale che si possa esprimere anche attraverso stili di consumo più brillanti.

Il clima di fiducia si deteriora

Nella prima parte del 2010 si è registrata una consistente riduzione della percentuale di persone che guardano al futuro positivamente. L'indice sintetico del clima di fiducia - ottenuto sintetizzando e ponderando le percentuali di ottimisti e pessimisti ed i dati sulle spese effettuate e sulle previsioni di spesa - registra a giugno del 2010 un ulteriore peggioramento, posizionandosi al minimo da gennaio 2009.
Il quadro si chiarisce ulteriormente se si tiene conto che molte persone sono convinte della presenza di evidenti ostacoli alla ripresa riconducibili, per molti versi, ad una classe politica con limitati orientamenti strategici. In particolare, il 34,4% delle famiglie ritiene che la classe politica sia poco focalizzata sul tentativo di risolvere i problemi strutturali del Paese, quasi il 30% ritiene che un ostacolo alla ripresa sia l'elevata disoccupazione ed il 26% segnala la diffusa presenza di corruzione.

Fase passeggera

I dati disponibili devono essere considerati con una certa cautela. La tendenza attuale al pessimismo dovrebbe essere considerata come una fase passeggera, determinata dal fatto che la ripresa economica tarda a manifestarsi; infatti, già nelle ultime settimane di giugno 2010 alcuni segnali positivi si sono manifestati e il sistema produttivo sembra rimettersi in marcia, innescando, forse, un ciclo migliore di quello registrato negli ultimi mesi. Inoltre, occorre considerare che se circa un quarto delle famiglie intervistate ultimamente ha dichiarato di rinunciare a cose essenziali, la parte restante della popolazione è stata spinta a razionalizzare i propri consumi (quindi non ha tagliato le spese) o non ha cambiato affatto le abitudini di spesa; dunque restano diffuse forze vitali alle quali andrebbero lanciati dei segnali di incoraggiamento.

Doppietta italiana per Gap e Banana Republic

Gap e Banana Republic confermano i rumors che ipotizzavano da mesi lo sbarco dei brand statunitensi sul mercato italiano e annunciano ufficialmente i primi opening milanesi delle rispettive insegne, scegliendo location una accanto all'altra ed entrambe affacciate su Corso Vittorio Emanuele.

 Il calendario delle due aperture indica nel mese di novembre l'inaugurazione dei 2.350 mq che ospiteranno su tre piani le collezioni Gap, GapKids, babyGap, GapBody e GapMaternity.

Nel corso del mese successivo è previsto invece l'opening dei 1.600 metri quadrati, dislocati su due livelli, riservati questa volta alle linee di abbigliamento prêt-à-porter femminili e maschili e alle collezioni di accessori e articoli per l'igiene personale firmati Banana Republic.

 “Sono felice di aprire in una città che rappresenta il cuore del mondo della moda, celebrando in maniera fresca e moderna la tradizione del marchio. Siamo entusiasti della prospettiva di servire i clienti italiani a Milano e oltre, riconoscendo la loro passione per lo stile e la moda -ha dichiarato in merito all'apertura di Gap Stephen Sunnucks, Presidente di Gap Inc. Europa e Alleanze Strategiche-. Confidiamo che saranno entusiasti di questo ambiente ricco e lussuoso, dove troveranno collezioni a prezzi sorprendenti” ha aggiunto Sunnucks facendo riferimento al primo opening italiano di Banana Republic.

Lo stile dei nuovi store
I progetti dei nuovi store ripropongono lo stile ormai affermato dei due marchi, che arricchiscono l'esperienza d'acquisto mettendo a disposizione dei clienti servizi di consulenza personale su appuntamento, aggiornandolo con nuove caratteristiche rispetto alla dimensione italiana delle location:

  • ancora più dinamica e contemporanea l'impronta dello spazio scelto per accogliere lo stile fresco e disinvolto di Gap adottando un concept scultoreo composto da vetri specchiati e pareti bianche fluttuanti con dettagli in vetro blu, e focalizzato sulla scalinata originale Anni Settanta realizzata dal famoso studio di architettura milanese BBPR.
  • Il basic deluxe a prezzi accessibili di Banana Republic sarà ambientato tra elementi moderni e tradizionali che mixano la tradizione italiana e le radici americane del marchio col contorno di materiali lussuosi.

Chi è Gap Inc
Gap e Banana Republic sono i brand di punta di Gap Inc. specializzata nella distribuzione internazionale di abbigliamento, accessori e prodotti per l'igiene personale sviluppati per uomo, donna, bambino e neonato, e a cui fanno capo anche i marchi Old Navy, Piperlime e Athleta.

Gap Inc. vanta una presenza internazionale diretta che si realizza oggi attraverso 3.100 store in Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Francia, Giappone e Irlanda.

Nuovi accordi di franchising sviluppati per i mercati di Australia, Asia, Europa, America Latina e Medio Oriente rendono sempre più globale la proiezione del gruppo che nel 2009 ha raggiunto un fatturato di 14,2 miliardi di dollari.

Forum Palermo il primo centro commerciale della città

Carlotta Terzi è il direttore marketing di Bakery spa

Sposata con due figli, Carlotta Terzi arriva in Bakery SpA dopo una lunga esperienza in aziende primariamente del settore alimentare. In Bakery SpA, azienda leader nella produzione di pane, focacce e pizze, parzialmente cotti e surgelati, ha l'incarico di strutturare la divisione marketing e di dare nuovo impulso ad iniziative soprattutto a livello internazionale. Nella funzione risponde a Marco Beccari Ad di Bakery.

Primo semestre positivo per Mercatone Uno

Con una crescita del fatturato che si attesta intorno all'11%, Mercatone Uno, conferma, anche nei primi sei mesi del 2010 un trend in crescita: con una rete di 90 pdv a insegna Mercatone Uno e 25 store sotto altri brand, il Gruppo supera ormai gli 800 milioni di fatturato annuo e i 30 milioni di visitatori.

 “I risultati sembrano soddisfare tutte le nostre attese -precisa Romano Cenni, presidente e fondatore-: la nuova superficie di Bologna Navile è già il primo pdv del gruppo per fatturato, con oltre 2 milioni di euro al mese, e per numero di visitatori. Si tratta di dati che ci convincono a rafforzare la presenza del nostro marchio sul territorio, tenendo fede al nostro impegno di sempre di essere vicini alle famiglie, soprattutto in momenti storici complessi come quello attuale”.

“Analizzando i dati di vendita relativi al primo semestre 2010 abbiamo colto un elemento particolarmente significativo riguardante un trend di crescita omogeneo che interessa ogni comparto merceologico –sottolinea Ettore Bandieri, Ad del gruppo-: ad esempio il settore del mobile cresce mediamente del 12%, il comparto dell’elettrodomestico aumenta di oltre il 10% così come complementi d’arredo/tessile casa registrano incrementi dell’11,5%. Trattandosi di trend distribuiti equamente anche a livello territoriale, prevediamo di proseguire sul percorso tracciato con un cauto ottimismo”.

Limoni acquisisce le profumerie Garbo

Cambiano gli equilibri nel mondo della profumeria: Profumerie Limoni, catena di proprietà del fondo di private equità Bridgepoint, attiva con 500 negozi diretti, in Italia e all’estero, in grado di generare un fatturato 2009 pari a 400 mio euro) ha acquisito l'insegna Garbo.

Questa, nata nel 1991 dall’unione di profumerie indipendenti, ha operato fino a oggi con 17 store a Milano, (compresi due negozi a insegna Rosabianca) in location di primaria importanza, uno a Como, di 1.000 mq nello storico Palazzo Mantovani, dotato anche di centro benessere, e uno a Bergamo.

L’obiettivo è convertire 17 pdv nel format Limoni messo a punto in questi anni, mentre 2 saranno trasformati nel nuovo concept low cost BBasicBeauty. Seconodi piani aziendali, le operazioni di riconversione, destinate a iniziare subito, dovrebbero terminare per i primi di ottobre.

 “L’acquisizione di Garbo è funzionale al progetto di consolidamento di Limoni sul mercato nazionale, obiettivo che stiamo perseguendo su tre fronti: l’espansione diretta della rete con una decina di nuove aperture e altrettante ristrutturazioni, l’avvio del progetto di franchising con cui vogliamo penetrare i mercati secondari e accrescere la nostra quota di mercato e la nascita della nuova insegna B-Basic Beauty con cui prevediamo, a partire dal 2011, uno sviluppo diretto di circa 50/100 punti vendita all’anno per i prossimi 5 anni”, sottolinea Carlo Gianuzzi, ad di Profumerie Limoni.

Lucio Ranaudo, partner di Bridgepoint, ha commentato: “L’operazione rientra nel disegno generale di creare un vero grande polo italiano della profumeria, il cui mercato vale nel nostro paese circa 9 miliardi di Euro. Limoni ha dimostrato in questi anni ottime performance e marginalità, con un Ebitda cresciuto nel 2009 del 45%, a conferma del forte potenziale di sviluppo di questo concept store sia in Italia che all’estero”.

Da B’Io a Cuorebio i negozi biologici cambiano insegna

Nati da un’idea di Ecor, azienda leader nella distribuzione di prodotti biologicici, la rete di negozi specializzati presenti in tutta Italia, arrivati a circa 270, cambiano insegna: da B’io a Cuorebio.
La rete, che conta oltre 500 addetti per un fatturato complessivo di circa 100 milioni di euro, con il nuovo logo si pone l'obiettivo di valorizzare ulteriormente le peculiarità del biologico, tra cui il benessere dell'uomo e quello dell’ambiente: Cuorebio, infatti, oltre a operare con l’integrazione di filiera, pone attenzione alle pratiche di sostenibilità sociale e ambientale e, attraverso la rete di negozi, punta a diffondere uno stile di vita più sostenibile.

La nuova insegna sarà presentata ufficialmente in occasione del Sana 2010 di Bologna, appuntamento imperdibile per i fautori del mondo biosostenibile.

Chi è Ecor

Nata nel 1987, oggi conta un catalogo di circa 4mila prodotti. Sono 800 i punti di vendita serviti da Ecor in tutta Italia: comprendono i circa 270 negozi biologici ora Cuorebio e gli oltre 60 supermercati NaturaSì.

Simply abbassa i prezzi e lancia la linea auto-moto di Sma

Nei supermercati Simply e negli ipermercati Ipersimply del nordo Italia sono stati abbassati i prezzi di oltre 1.000 prodotti freschi a libero servizio dell'industria di marca e della private label Sma. Per la catena si tratta un investimento stimato annuo di oltre 8 milioni di euro.
“L'erosione del potere d'acquisto delle famiglie ha generato un cambiamento nei comportamenti della nostra clientela, che ottimizza la spesa concentrandosi verso prodotti più convenienti, a marca privata Sma o comunque in promozione -commenta Marco Brambilla, direttore regionale Sma-. L'iniziativa va quindi incontro alle esigenze di risparmio della nostra clientela, che non deve rinunciare alla qualità per risparmiare sugli acquisti alimentari”.

Risparmio anche per l'auto-moto

Da settembre, inoltre, sempre per consentire ai propri clienti di risparmiare (una media del del 30% rispetto ai prodotti di marca), l'insegna lancia in tutta Italia la linea auto-moto Sma, che raggruppa una decina di prodotti, per soddisfare tutte le esigenze di pulizia e manutenzione del proprio mezzo.
“Abbiamo deciso proporre un assortimento di prodotti a marca privata ancora più ricco, per profondità e ampiezza -dichiara Erica Fiore, responsabile prodotti a marchio Sma-. Oltre alla garanzia di qualità, la linea auto-moto offre al cliente la possibilità di scegliere tra differenti fasce di prezzo e di abbassare il proprio scontrino”.

Trasformazioni

Intanto Sma annuncia che, entro fine anno, trasformerà l'intera rete di vendita italiana focalizzando la propria offerta sulle tre formule commerciali che maggiormente rispondono alle richieste della clientela: i piccoli supermercati di vicinato Punto, i supermercati di prossimità Simply e i grandi supermercati d'attrazione Ipersimply.

In.Al.Pi. completa il finanziamento per la torre di sprayatura

La Banca Nazionale del Lavoro affianca Cassa Risparmio Bra e Banca Alpi Marittime e completa il finanziamento della torre di sprayatura che è il cuore dell'impianto di produzione di latte in polvere in costruzione presso lo stabilimento In.Al.Pi di Moretta (CN).
Si tratta del residuo 30% dell'investimento è stato infatti coperto grazie all'intervento della Bnl per una cifra pari a 6 milioni di euro a copertura del leasing per beni strumentali.
L'operazione gestita dalla sede di Cuneo della Bnl, evidenzia l'attenzione della Bnl, verso il territorio ed è la prova della sua fiducia nel progetto della In.Al.Pi.
La Banca Nazionale del lavoro è la prima banca di interesse nazionale che entra in questo progetto che ricordiamo prevede da un lato il riconoscimento alla cooperativa piemontese di produttori di latte Compral Latte un prezzo più alto della media e dall'altro prevede che il latte venga impiegato nella filiera Ferrero.

Nuovo scontro Esselunga Coop Estense

La querelle, già oggetto di polemiche e passata anche per vie legali, è stata riaccesa da un'intervista dell'assessore all'urbanistica del Comune di Modena, Daniele Sitta, nella quale veniva dichiarata la volontà del Comune di cambiare destinazione d'uso al terreno vista l'impossibilità di trovare una soluzione tra le parti, decisione ribadita anche dal sindaco, Giorgio Pighi, lo scorso maggio.

L'oggetto del contendere è il terreno di via Canaletto di 44.820 mq, acquisito attraverso asta nel 2000 da Esselunga, sul quale il Programma di Riqualificazione Urbana di Modena del 1999 prevedeva la costruzione di un supermercato.
Nel 2001, un secondo lotto di 8.834 mq, contiguo al precedente (vedi foto), veniva aggiudicato sempre tramite asta a Coop Estense.  L'obiettivo dell'acquisizione, secondo l'insegna guidata da Bernardo Caprotti, non era finalizzato alla realizzazione di uno store, perché il terreno ha una forma irregolare e non è funzionale allo scopo. Quindi il vero obiettivo, sempre secondo Esselunga, era di evitare l'apertura di un suo secondo store nella città, oltre quello di Via Morane 240.

Sta di fatto che gli incontri succedutisi nell'arco di questi anni per trovare una via d'uscita non hanno sortito effetto alcuno.

Interpellata sull'argomento, Esselunga dichiara di non avere nulla da aggiungere, oltre a quanto comunicato, mentre Coop Estense sta preparando una risposta, non escludendo anche il ricorso a vie legali.

Coin acquisisce 54 store per lo sviluppo di OVS Kids

Il Gruppo Coin, attraverso la sua controllata OVS Industry, ha definito i termini essenziali di un
accordo per l'acquisizione di 54 negozi specializzati nell'abbigliamento bambino imprimendo una forte accelerazione ai propri piani di sviluppo in questo segmento.

Il comunicato dell'azienda non riporta il venditore ma, secondo fonti di mercato non ufficiali riportate da Reuters, sarebbe la società Bellavita, che controlla il marchio Magnolia.
Sempre secondo fonti non ufficiali, da parte sua Coin, nell'ambito dell'operazione si impegnerebbe a investire 150.000 euro per lo sviluppo dei negozi, mentre la società Bellavita, rimarrebbe proprietaria delle mura di alcuni negozi.

Crescono gli OVS Kids

L'accordo consentirà a Coin di portare a 89 i negozi dedicati all'offerta bambino. Infatti sono già 35 i negozi aperti specializzati in questo segmento, di cui 20 ad insegna OVS Kids aperti nel corso dell'ultimo anno e 15 ad insegna Blu kids portati in dote dall'acquisizione di Upim. Tutti questi negozi stanno evidenziando performance di vendita positive e confermano il forte potenziale di questi formati.
In questo quadro il Gruppo ha deciso di dar corso all'operazione con l'obiettivo di convertire
tutti i negozi acquisiti nel format OVS kids.

“La qualità delle location acquisite, con circa il 70% dei negozi in centro città, unita alla forza del Gruppo nel segmento bambino sono i presupposti alla base del nostro interesse del Gruppo nell'acquisizione  -ha commentato Stefano Beraldo, A.d. Gruppo Coin-. Diamo così un forte impulso al nostro piano industriale che prevede di arrivare ad oltre 150
negozi, anche attraverso al formula in franchising, specializzati nell'offerta abbigliamento Bambino ad insegna OVS kids entro il 2011”.
“Soddisfacente l'andamento del Gruppo in questa prima parte dell'anno- ha aggiunto Beraldo-
con le vendite a parità, che complessivamente evidenziano un risultato positivo e in linea con le nostre aspettative”.

Chi è Bellavita - Magnolia

Sul sito della società si legge che, fondata nel 1946, Magnolia nasce come azienda produttrice di capi di maglieria intima fino a specializzarsi come catena di abbigliamento per bambini da 0 a 14 anni, che opera sul mercato sia con formula diretta sia in franchising.
Nel 1985 entra a far parte del gruppo Marzotto. Nel 1999 Magnolia acquisisce la società Bellavita, già proprietaria del marchio Babycresci, trasformando la ragione sociale in Bellavita spa con un capitale sociale di 5 milioni di euro, divenendo proprietaria dei due marchi Magnolia e Babycresci.

Nomisma, la ripresa nel mattone può attendere

La ripresa è come il paradiso di un famoso film e può attendere. Parola di Nomisma, che nel suo ultimo rapporto sul mercato del mattone segnala che l'inversione di tendenza, dopo il calo degli ultimi anni, è più lenta di quella già da tempo avviata nei principali mercati esteri. Le transazioni sono in recupero solo per il comparto residenziale, soprattutto nelle grandi città.
Dall’inizio della crisi i prezzi degli immobili hanno perso mediamente il 5% in termini nominali (-7% in termini reali); la ripresa dei prezzi è attesa non prima della fine del 2011 e risulterà, almeno inizialmente, di modesta entità.
Gli immobili d’impresa si trovano ancora fortemente sotto tono a causa delle incertezze sui tempi e sull’intensità della ripresa economica.

Il commerciale
Per quanto riguarda specificamente gli immobili per il retail risultano in riduzione i volumi contrattualizzati a fronte di un sensibile aumento dell’offerta, con tempi di negoziazione che si stabilizzano (7 mesi per vendere e poco più di 5 per affittare) e sconti applicati in riduzione rispetto ai massimi del secondo semestre 2009, ma comunque su livelli elevati (12,5%).

I prezzi ed i canoni calano ancora, anche se in misura inferiore a quanto registrato nei semestri precedenti,
con flessioni nominali che si attestano sul -0,8% e -1,6%, rispettivamente, su base semestrale.
Il trend negativo dei valori si stia lentamente diminuendo, ma senza una ripresa nei volumi contrattuali, determinando le condizioni per un mercato ancora difficile e con contrattazioni lunghe.
Il rendimento da locazione si è leggermente flesso portandosi al 7,4%, mentre è in lieve crescita il total return (risalito al 5,1%) grazie soprattutto alla migliore performance in conto capitale.

Unilever vende Findus a Byrds Eye Iglo

La vendita, per un controvalore di 805 milioni di euro, prevede che i 650 dipendenti Findus vengano tutti trasferiti a Birds Eye.
Per Unilever tratta di un disinvestimento in un'area ritenuta a basso tasso di crescita e quindi non strategica. Del resto è quanto sostiene (fonte Bloomberg) James Hill, chairman dell'unità italiana a Londra di Unilever, secondo il quale “in una posizione più forte sulle sue categorie ed è quindi in condizione di puntare a crescite di lungo periodo".

Unilever aveva già venduto la maggior parte delle sue unità produttive, inclusi i brand Iglo e Birds Eye, a Permira Funds  1.73 miliardi di euros nel 2006 ma in quella occasione aveva trattenuto per se Findus.
È noto che Unilever sta trattando l'acquisto da Sara Lee di oltre 90 marchi, presenti in 19 paesi europei nelle categorie non food dei detergenti casa e del personal care, quindi la vendita rientra in un progetto di riordinamento globale del portafoglio di offerta.

Cresce il clima di fiducia nella grande distribuzione alimentare

Cresce l’ottimisto nel settore della Gda (Grande distribuzione alimentare, come definita da Ismea) dove il miglior clima di fiducia si registra nei supermercati (+8,4 il valore dell’indicatore), seguiti dalle piccole superfici (+3,3), mentre gli ipermercati registrano un valore ancora negativo (-2,5).
L’indice, elaborato sulla base dei risultati dell’indagine qualitativa su un panel di 200 operatori della Gda, registra infatti, per il quinto trimestre consecutivo, un valore positivo (+6,4%) e in miglioramento sul trimestre precedente.

Le dinamiche

Anche le dinamiche, oltre al livello dell’indice, sono risultate migliori nei supermercati, sia in termini congiunturali sia tendenziali.

Dall’analisi delle tre componenti dell’indice (andamento delle vendite, attese di vendita e livello delle scorte) si evince che la congiuntura del secondo trimestre di quest’anno è risultata migliore sotto il profilo delle vendite, dopo il dato negativo di gennaio-marzo 2010, e meno favorevole rispetto ai tre mesi precedenti per quanto riguarda le aspettative sulle vendite (che rimangono comunque prevalentemente positive) e le giacenze di magazzino che, seppur inferiori alla media del periodo, risultano in aumento.
Il confronto a livello tendenziale rivela invece una flessione dell’indice; il secondo trimestre del 2009 era stato infatti caratterizzato soprattutto da giudizi più favorevoli circa l’andamento delle vendite correnti e da migliori aspettative su quelle future.

Il trend territoriale

A livello territoriale, i risultati migliori hanno riguardato il Mezzogiorno e le aree del Nord.
Rispetto al primo trimestre dell’anno, si registra un miglioramento della fiducia esclusivamente nel Mezzogiorno e quindi un calo nelle restanti zone, in particolare nel Nord Est.
Nel confronto tendenziale si riscontrano tendenze analoghe, anche se con flessioni più accentuate ed aumenti più contenuti.
Sul fronte dei volumi dei principali prodotti alimentari venduti, il saldo tra le risposte “in aumento” e “in diminuzione” è di nuovo risultato positivo, anche se si registra ancora una prevalenza di giudizi di stabilità (da parte del 51% degli operatori).

Promozioni ancora sopra il 31%

Ha inciso infine ancora in modo notevole sull’andamento delle vendite la leva promozionale, che continua a essere ampiamente utilizzata (dal 100% del Panel anche nel trimestre in esame).
Le vendite in promozione hanno inciso sul fatturato complessivo per il 31,2%, con un aumento dell'1,5% rispetto al trimestre precedente e di quasi due punti in confronto al pari periodo 2009.

Nuovo format per i supemercati Migros

È in funzione il portale Europarlamento 24

È in funzione www.europarlamento24.eu, il portale web di riferimento tra l'Europarlamento e le Comunità professionali; una vera e propria finestra aperta sulle attività e le decisioni del Parlamento Europeo a favore di tutte le business community italiane.
Il progetto realizzato da Il Sole 24 Ore Business Media, Gruppo 24 ORE, viene finanziato con il supporto del Parlamento Europeo, avendo il gruppo editoriale partecipato al bando di gara indetto dal PE (parlamento europeo) nel 2009 nella forma del Grant Agreement e ottenuto il finanziamento.

Motivazioni
Da un'indagine effettuata presso i professional emerge che oltre il 55% degli intervistati non conosce la struttura organizzativa e le attività del PE  e ben il 96% non ha rapporti professionali con il PE. Tutto ciò mentre le sue decisioni influiscono sempre più in modo determinante sulle attività imprenditoriali, manageriali e professionali del nostro paese.
Proprio per ovviare a questa mancanza di informazioni è stato ideato Europarlamento24, un prodotto editoriale digitale in grado di fornire un flusso costante di informazioni precise e puntuali sulle attività e le decisioni prese dal Parlamento Europeo che impattano direttamente sul business delle imprese e dei professionisti italiani.

Obiettivi
Obiettivo di Europarlamento24 è avvicinare il mondo professionale e le PMI all'Europarlamento attraverso un vero e proprio sistema di servizi che comprendono un portale costituito da cinque siti tematici (una home page più le aree Retail & Hospitality; Agroindustry, Food and Health; Building, Energy & Environment; Hig Tech &Media), una newsletter quindicinale gratuita Europarlamento24 News e una applicazione per l'iPhone e per l'iPad utile per supportate anche i professionisti in movimento.

Servizi offerti
Su www.europarlamento24.eu sono disponibili contributi video e interviste agli europarlamentari, che illustrano i progetti allo studio del parlamento per meglio far comprendere i temi affrontati a Bruxelles e a Strasburgo; sondaggi e poll per partecipare attivamente a Europarlamento 24 esprimendo il gradimento in merito ai temi in discussione al Parlamento Europeo; un archivio documentale in pdf che illustra le tematiche professionali e d'impresa affrontate nel corso degli anni dalle istituzioni europee. Guide multimediali favoriscono l'esperienza di lettura su internet.
Europarlamento24 sarà reso disponibile nell'App Store  di Apple con la denominazione abbreviata di Ep24, e fornirà servizi e informazioni in forma totalmente gratuita.
Collaboratore di Europarlamento24 è la società Jlag, referente per il progetto presso le sedi europee di Bruxelles e Strasburgo  del Parlamento.

Carlo Rosa nuovo amministratore delegato di Ceva Logistics Italia

Ceva Logistics ha nominato Carlo Rosa amministratore delegato di Ceva Logistics Italia.

Nell’ambito del nuovo incarico, Carlo Rosa, che riporterà al presidente Ceva per il Sud Europa,
Medio Oriente e Africa, Gianfranco Sgro, avrà un ruolo essenziale nell’implementazione estesa del
programma di Eccellenza Operativa di Ceva Logistics in Italia.

Rosa metterà a disposizione la sua vasta esperienza maturata negli anni e le sue profonde
conoscenze del settore delle supply chain pressoché in tutti i settori merceologici, guidando in tal modo la crescita del business, in linea con la strategia globale di Ceva.

Il caldo record fiacca l’esordio dei saldi: – 20%

Primi giorni sottotono per i saldi di fine stagione, ma gli esercenti sperano ancora in affari più consistenti rispetto agli anni passati. Secondo quanto evidenzia un’analisi Fismo-Confesercenti, il caldo eccezionale della prima metà di luglio ha scoraggiato anche i più accaniti “saldisti”, tanto che la stragrande maggioranza di negozi di abbigliamento e calzature, in tutte le principali città italiane, ha registrato una flessione delle vendite promozionali compresa tra il 15 e il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

«Il dato di partenza non è dei migliori – ha sottolineato Roberto Manzoni, presidente della Fismo-Confesercenti – ma quest’anno il fattore climatico è stato determinante. Le temperature oscillanti tra i 30 ed i 40 gradi hanno smorzato la voglia di andare in giro per negozi in cerca dell’occasione vantaggiosa. Ma siamo convinti che, passata questa ondata di caldo, i saldi recupereranno il loro tradizionale appeal, anche in considerazione del fatto che gli sconti sono decisamente più alti degli scorsi anni, vista la perdurante crisi economica e l’ormai cronico calo dei consumi. La necessità di recuperare le importanti flessioni del fatturato insieme alla voglia di andare incontro alle esigenze delle famiglie costrette a razionalizzare le spese per consumi, hanno spinto i commercianti del settore moda a praticare quest’anno agevolazioni e sconti davvero eccezionali. Aspettiamo che si abbassino i gradi sul termometro per veder crescere quelli del fatturato».

Mediamarket e 20th Century Fox aiutano la Casa del Sorriso in Sudafrica

Mediamarket annuncia una nuova campagna a sostegno della Casa del Sorriso, il centro di accoglienza realizzato in Sudafrica in collaborazione con Cesvi. La modalità è semplice e immediata: per ogni copia acquistata nei punti vendita Media World e Saturn del film Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo Mediamarket e 20th Century Fox doneranno 2 euro a Cesvi per il mantenimento della struttura. L'operazione riguarda sia i film in dvd, sia in formato blu-ray. La collaborazione tra Mediamarket e Cesvi per la Casa del Sorriso è iniziata nel 2004, quando la catena ha scelto di sostenere questo progetto, attivando varie iniziative per raccogliere i fondi destinati alla costruzione e al mantenimento della Casa.

Questa iniziativa con 20th Century Fox assume un significato particolare proprio ora che sono finiti i Mondiali di Calcio. Nelle township sudafricane infatti milioni di persone vivono
in baracche di stagno, prive dei principali servizi igienici e
quotidianamente devono affrontare gravi problemi come la lotta all'AIDS. 
La Casa del Sorriso si trova Philippi, che è una delle più grandi baraccopoli di Cape Town, dove è l'unica costruzione di mattoni. La casa ospita mamme e bambini fuggiti da ambienti sociali estremamente disagiati, con storie quotidiane di abusi fisici, sessuali e psicologici.
Ad oggi il centro ospita circa 10 madri con i loro piccoli. Il periodo nel centro di assistenza è anche un'occasione per terminare gli studi e frequentare corsi di formazione professionale, con l'obiettivo di trovare un lavoro che dia indipendenza e stabilità dopo il soggiorno nella struttura.

La vetrina intelligente di Philips

La priorità di Unieuro: ristrutturare la rete e crescere

“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in quest’ultimo anno, nel quale, a parità di rete, da giugno 2009 a maggio di 2010, abbiamo registrato un incremento del 5,1%, superiore alle performance del mercato. Si tratta di numeri che premiano i nostri sforzi, anche se sappiamo che c’è ancora molto da fare”, precisa Mario Maiocchi, Ad di UniEuro.

Le priorità del gruppo, infatti, si basano su quattro pilastri:

  • continuare l’evoluzione della proposta commerciale già in atto
  • lavorare sull’implementazione del format definito a Roma Muratella, focalizzato sulla presenza di Pc City e di shop-in-shop di fornitori, di aree emozionali e di una comunicazione a scaffale impattante, esplicative delle caratteristiche d'uso dei diversi prodotti
  • risolvere le criticità di alcuni store sottoperformanti
  • sviluppare ulteriormente la rete di vendita, tema della convention che si terrà nei prossimi giorni a Milano

La riqualificazione della rete, in particolare, passa per l’ottimizzazione delle performance degli store già ristrutturati secondo il nuovo format, il trasferimento di pdv sottoperformanti verso location più impattati e il l’ampliamento della rete grazie all’apertura di nuovi store.

Nei prossimi 5 anni, infatti, sono previsti sia 5-10 megastore (3-5.000 mq nelle grandi città) sia di 13-45 superstore (1.800-2.500 mq). Nell’ottica di rafforzare la rete, non sono escluse, come opzione strategica, anche eventuali acquisizioni.

Le iniziative 2010

Entro l’anno è prevista l’apertura di 2 nuovi outlet, dopo l’esperienza positiva di Marcon (Ve) lo scorso anno, mentre ai primi di settembre sarà aperto uno spazio UniEuro di 80 mq all’interno del Design Supermarket di Rinascente Duomo a Milano.

Positivo anche il bilancio dei primi mesi di partecipazione nel circuito Nectar, considerata una partnership strategica soprattutto a livello di profilazione del consumatore.

Jll, tengono i canoni nei centri commerciali europei

Jones Lang LaSalle  (Jll) ha pubblicato l'ultima Shopping Centre Rental Map, che illustra le attuali condizioni del mercato in un ampio numero di paesi europei offrendo sia una stima dei canoni dei centri commerciali prime, insieme ad un'analisi delle prospettive di crescita a breve termine. Nel primo trimestre del 2010 in Europa i canoni più alti per i centri commerciali prime sono stati registrati nel Regno Unito, con un valore di €1900/mq/anno, seguito dalla Francia, dalla Russia e dai rimanenti paesi dell'Europa Occidentale. L'Italia, con un canome di 950 euro si pone nella parte bassa della graduatoria. A causa della disponibilità limitata di spazi commerciali prime in molti centri commerciali europei, la prospettiva  nella maggior parte dei paesi  resta stabile, nonostante l'inevitabile rallentamento della domanda degli utilizzatori registrato negli ultimi 18 mesi.

Le prospettive

James Dolphin, Head of European Retail Agency di Jones Lang LaSalle, commenta: "Nonostante la domanda da parte degli utilizzatori si sia attenuata negli ultimi 18 mesi, i prime rent dei centri commerciali sono rimasti stabili in quasi tutti i mercati europei. La scarsità di prodotti prime e la carenza di nuovi sviluppi aumenteranno ulteriormente il potenziale di crescita dei canoni per i migliori prodotti nelle location più strategiche. I mercati dai quali ci aspettiamo una crescita molto forte nei prossimi sei mesi sono quelli di Russia e Finlandia. Ad ogni modo, registriamo ancora una pressione verso il basso sui canoni in alcuni Paesi, come Spagna, Irlanda, Romania e Ungheria, a causa della difficile situazione economica e dell'aumento percepito della disoccupazione." "In generale, ci aspettiamo che la parte più dinamica del mercato retail e la continua domanda di centri commerciali prime da parte di nuovi retailer, insieme ad una gestione ottimale delle opportunità, continuino a difendere gli schemi migliori dai rischi connessi alla condizione degli utilizzatori."

I canoni dei centri commerciali di più alto livello in Europa

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Uk

1.900

Francia

1.700

Russia

1.500

Olanda

1.400

Germania

1.250

Portogallo

   950

Italia

   850

Spagna

   850



euro/mq/anno; fonte Jll

Lavazza A Modo Mio è il vincitore assoluto del Brands Award 2010

Anche l'undicesima edizione del Brands Award è arrivata al culmine. Presso la sede de Il Sole 24 Ore giovedì scorso si è svolta la serata evento durante la quale sono stati consegnati i premi dedicati alle migliori marche dei beni di consumo e beni semidurevoli consumer electronics.
Ha aperto la serata Alfonso Dell'Erario, direttore editoriale e comunicazione del Gruppo 24 Ore, che oltre a presentare l'iniziativa giunta alla sua undicesima edizione, ha sottolineato l'importanza per il Gruppo 24 Ore delle testate Gdoweek e Mark Up, promotrici dell'iniziativa, in relazione all'importante comparto del retail e del largo consumo. Poi ha preso la parola Debora Rosciani, giornalista di Radio 24, che ha presentato le nomination e i premiati di ciascuna delle 13 categorie in gara, nonché i vincitori degli altri due premi Retailer e New Entry. A consegnare i premi, fra gli altri, sono stati chiamati i direttori delle due testate Cristina Lazzati, Gdoweek, e Luigi Rubinelli, Mark Up, nonché Angelo Romano, general manager SymphonyIri, Antonio Besana, direttore commerciale Gfk Retail and Technology, Marco Gastau sales director Italy & Spain Toluna.

Vincitore assoluto Lavazza
Come Top Brand di Brands Award 2010 è stato premiato Lavazza con a Modo Mio, ovviamente già vincitore nella sua categoria Alimentari Confezionati, con la seguente motivazione: "una nuova modalità di consumo per uno dei mercati italiani più tradizionali; un prodotto innovativo e di qualità apprezzato nel gusto, nell'aroma e per il pack ben connotato; votato anche per le iniziative di promozione verso il consumatore e sul pundo di vendita".
Vincitori del premio Retailer e del premio New Entry sono stati lo shampoo Herbal Essences di P&G e Danaos di Danone.

Novità edizione 2010
Tre le novità di questa edizione del Premio: ammessi in gara anche i prodotti non food in collaborazione con GfK Retail and Technology, società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli di consumo, la votazione del consumatore attraverso il panel Toluna e il Premio Retailer  decretato, invece, dai manager della gdo.

Metodologia
Come è stato sottolineato durante l'intervento di Nicola Ligasacchi, publisher area gdo Il Sole 24 Ore, la classifica del
le 86 marche in gara di Brands Award è stata calcolata in modo assolutamente oggettivo in base a tre fattori di giudizio che hanno pesato in maniera uguale: le performance di vendita dei dati SymphonyIRI Group e GfK Retail and Technology, le preferenze del consumatore decretate dal Panel Toluna e il giudizio dei manager del retail moderno italiano.

Target lancia barcode scanning su iPhone e coupon mobile su codici 2D

Sono sempre più numerosi i retailer a livello internazionale che scelgono di introdurre servizi “mobile” per i propri clienti. Dopo Tesco, Abercrombie & Fitch e molti altri, anche Target Stores ha implementato delle applicazioni legate ai telefoni cellulari riguardanti la scannerizzazione dei barcode tradizionali (tramite iPhone) e dei codici bidimensionali (più noti come QR code).

Scansione codici UPC

La catena statunitense offre ai propri clienti possessori di iPhone la possibilità di scaricare gratuitamente da Apple App Store un'applicazione che consente al cellulare di leggere i codici a barre. I clienti possono fare la scansione dei barcode Upc per ricevere informazioni di prodotto (prezzo, valutazioni e opinioni e assortimenti estesi) mentre effettuano la spesa in un pdv Target. Essi possono inoltre, collegandosi al sito web ottimizzato per il mobile (m.target.com) aggiungere item alla propria TargetList (lista della spesa) o registrare le gift card sul telefono cellulare.
Fra le altre funzionalità troviamo la localizzazione: i clienti possono trovare il pdv Target più vicino utilizzando le loro coordinate Gps o segnalare le location prioritarie per scoprire la disponibilità di prodotti.

Coupon su codici 2D

Un'altra iniziativa Target legata ai cellulari è quella relativa al programma di fidelizzazione su scala nazionale basato su coupon mobile che offre la possibilità ai consumatori di redimere gli sconti attraverso la scansione di un codice 2D presso il checkout del punto di vendita. I coupon mobile sono fruibili su tutti i cellulari dotati di Web browser.

I mobile coupon basati su barcode 2D sono stati al centro anche di una promozione effettuata lo scorso anno presso i pdv J.C. Penney di Houston.
Tali iniziative confermano la validità di uno strumento come i codici bidimensionali, attraverso i quali retailer e produttori possono reindirizzare i propri clienti su pagine web contenenti ulteriori informazioni su prodotti e servizi, schede tecniche, ricette, aspetti nutrizionali e tutto ciò che la fantasia e il marketing riescono a immaginare.

In Brianza a Biassono il supermercato green di Unes

Il taglio del nastro per il nuovo pdv Unes di Biassono in via Trento e Trieste è previsto per il 16 luglio.
L'aspetto su cui l'insegna ha insistito maggiormente è stato quello di ridurre l'utilizzo dei materiali di confezionamento: nel nuovo negozio saranno quindi messe in vendita solo confezioni singole di caffè e dentifrici in formati da almeno 100 ml e inoltre anche i detersivi saranno venduti sfusi, grazie a speciali erogatori.
Oltre a ciò altre soluzioni green saranno i materiali ottenuti dal riciclo: 120mila tappi di plastica per i cestelli della spesa, 25mila bottiglie in Pet per i carrelli, 6mila bottiglie in plastica per i divisori dei banchi frigo. E ancora: barre “Cliente successivo” ricavate dal recupero della plastica.
In aggiunta, introdotto un impianto luci intelligente per ottimizzare l'utilizzo di energia elettrica nelle diverse aree dello store, messo a punto da BÄ-RO Italia, oltre ai rilevatori di presenza per evitare sprechi di energia nei locali di servizio. Vengono  eliminati i sacchetti in polietilene, vendendo esclusivamente sacchetti biodegradabili e vengono introdotte borse usa-riusa in Tnt (tessuto-non-tessuto), nonché lampadine a ridotto consumo energetico.
Anche i banchi dei surgelati, i banchi dei salumi e latticini ed i banchi self-service della carne, dotati di ante di chiusura, sono stati concepiti per ridurre fino al 49% il dispendio di energia.
“Siamo fermamente convinti che la tutela dell'ambiente sia alla base di
un mercato responsabile. La filosofia ecocompatibile di Unes è tutta
racchiusa nelle 3 R alla base di una sana mentalità del consumo,
impegnata a lasciare il pianeta come lo abbiamo trovato attraverso un
approccio orientato al Risparmio energetico, al Riciclo dei materiali e
alla Responsabilità sociale che valuta innanzitutto l'impatto di ogni
azione del singolo sul nostro territorio”, ha dichiarato Mario Gasbarrino, Amministratore Delegato di Unes.

Promozione per il nuovo pdv
Infine, dal 16 al 24 luglio i clienti del nuovo U2 potranno partecipare al concorso Indovina di quanto abbiamo abbassato i prezzi: i fortunati estratti che avranno compilato le cartoline di partecipazione indicando in modo esatto in che percentuale Unes Supermercati ha ridotto i prezzi del suo supermercato U2 di Via Trento e Trieste rispetto all'insegna precedente potranno aggiudicarsi fino a 4 mesi di spesa gratis.

Social Network canale privilegiato per il reclutamento del personale

I social media sono stati un volano decisivo per una rapida trasformazione dell'uso personale e professionale di Internet. Allo stesso tempo è cambiato il modo stesso di concepire il lavoro da parte delle persone: 50 anni fa, i dipendenti “sognavano” di lavorare per una società tutta la vita; nel 2006, secondo una ricerca di Jobvite, il lavoratore medio aveva 10.8 datori di lavoro nel corso della vita, contro i 4 del 1960 e la generazione attuale è destinata a salire a quota 14.
In questo scenario, caratterizzato da una job search in continuo movimento, i social media rappresentano una via privilegiata per candidati e aziende per digitalizzare referenze, proporsi sul mercato, condurre ricerche, pubblicizzare esigenze ed entrare in contatto con chi ha interessi e obiettivi comuni.
La social survey 2010 di Jobvite indica che i social network sono ormai diventati un canale importante di reclutamento per le aziende Usa, con l'83% che utilizza attualmente o prevede di utilizzare i social media per la ricerca del personale.

La crescita di Facebook e Twitter

Nel primo anno in cui fu condotta la survey (2008), LinkedIn veniva usato dai recruiter come canale favorito, mentre Facebook e Twitter non figuravano come network utilizzati per il reclutamento.
Quest'anno, Linkedin continua a mantenere la leadership ma si registra nel contempo la crescita nell'adozione di network multipli: dallo scorso anno Facebook è cresciuto del 15% e l'uso di Twitter è aumentato del 32%. Attualmente, Linkedin viene utilizzato del 78% dei recruiter, Facebook dal 55% e Twitter dal 45%.

Avanza l'interinale

In prospettiva, i social network sono destinati a superare tutti gli altri canali per quanto riguarda gli investimenti pianificati dalle aziende: il 46% prevede di spendere maggiormente nel social recruiting rispetto al 2009 e il 38% è intenzionato a ricorrere in misura minore a società specializzate in ricerca del personale. Ma non solo, il 92% delle aziende che utilizzano la forma “interinale” nel 2010 si avvarranno dei social network. Inoltre, il 50% delle agenzie interinali prevede di investire di più nel sociale recruiting, mentre per quanto riguarda le job board (bacheche interattive online - ndr) solo il 17% delle agenzie spenderà di più e il 36% di meno.

Conad Adriatico sceglie IBS per automatizzare il nuovo cedi

Conad Adriatico ha scelto IBS Advanced Warehouse Management di International Business Systems per automatizzare il nuovo centro di distribuzione a San Salvo in provincia di Chieti.

Conad Adriatico utilizza IBS Advanced Warehouse Management (noto anche come IBS
Dynaman™) nel suo magazzino di San Salvo dal 2005: è il principale cedi per alimenti
di base, bevande e generi vari che vengono inviati a oltre 300 pdv dislocati soprattutto nel
versante adriatico.

Nuovo centro di stoccaggio

Al fine di ottimizzare sempre più la sua rete di distribuzione, riducendo allo stesso tempo i costi di
trasporto, Conad Adriatico sta investendo 25 milioni di euro in un nuovo centro di stoccaggio per cibi
freschi e surgelati, nel sito già esistente di San Salvo. L'operazione permetterà di consegnare a
supermarket e ad altri pdv, per mezzo di speciali camion e rimorchi dotati di aria condizionata,
cibi freschi e surgelati sotto forma di singole consegne che partono da un unico punto di distribuzione, riducendo, in modo consistente, i costi di trasporto. L'intero progetto avrà la durata di tre anni, durante i quali le diverse zone del magazzino saranno implementate secondo un approccio studiato a fasi successive.

Il sistema di gestione

Centrale nel progetto sarà il ruolo svolto da IBS Advanced Warehouse Management, parte
della suite IBS Enterprise Distribution Management, che aiuterà in tutti quegli aspetti della gestione del
magazzino che vanno dalla gestione del piazzale e della piattaforma, alla ricezione, al posizionamento
ed allo stoccaggio del materiale, fino al rifornimento, al prelevamento, all'imballaggio, al caricamento ed
altro.
“Utilizziamo IBS Dynaman dal 2005 e le sue avanzate funzionalità ci hanno aiutato ad ottimizzare i processi del centro di distribuzione per servire al meglio i nostri clienti -spiega Mirco Papili, direttore
sistemi informativi e logistica di Conad Adriatico-. Dato che stavamo cercando di espandere le nostre
attività a San Salvo, per distribuire sia cibi freschi che surgelati, IBS è stato scelto come nostro partner
naturale per assicurare che il nuovo centro di distribuzione funzioni in modo fluido, proprio come il centro già esistente”.

Kleenex, quando il pack introduce vera innovazione

In inverno, le vendite di fazzolettini di carta hanno picchi elevati, difficili da riprodurre nei mesi estivi.

Negli States, Kleenex ha sviluppato un innovativo modo per “scaldare” le vendite, che lo scorso anno ha sperimentato in esclusiva negli store di Target: un packaging legato alla stagione, con grafica e forme che richiamano la frutta estiva, ora reperibile anche in altri tra i maggiori retailer statunitensi.

“Il nuovo packaging –dice al New York Times dell’8 luglio scorso Craig Smith, brand manager Kleenex/Kimberly Clark

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- ha spinto i non utilizzatori di facial tissue ad acquistarli e gli abituali utilizzatori ad aggiungerli ai loro acquisti”.

Il posizionamento negli Usa

Attualmente, negli Usa, Kleenex è il brand dominate nella sua categoria con il 46% di market share, ma ha perso parte della sua forza nel recente periodo della crisi economica, dove le private label hanno trovato un maggiore favore da parte dei consumatori: i dati SimphonyIri Usa riferiti all’anno terminate 13 giugno 2010, evidenziano che le brand store sono cresciute del 6,4%, mentre le vendite di Kleenex del 5,5% (Puffs, un brand di Procter & Gamble ha incrementato le vendite del 3,2%).

Masao Miyashita è il nuovo direttore generale Pioneer Italia

Masao Miyashita, nato a Nagano (Giappone) nel 1961 e laureato in Lingue presso la Tokyo University of Foreign Studies, è il nuovo direttore generale della filiale italiana Pioneer e in questa mansione, riporta direttamente alla casa madre in Belgio.
 
Masao entra in Pioneer a Tokyo nel 1987.
In Giappone si occupa delle vendite per il Medio Oriente.  Nel 1997 diventa general manager del Benelux e nel 2001 project manager di Pioneer Europe (Belgio).
Dal 2005 è in Italia prima come planning manager e poi come direttore commerciale.

Italian Food Excellence

dmc

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