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Francia, il Governo impone accordo tra gdo e agricoltori

È stato lo stesso Nicolas Sarkozy a presenziare alla firma dell'accordo tra la Fnsa (la maggiore confederazione agricola francese) e la gdo, che impegna la grande distribuzione francese a moderare i propri margini su frutta e verdura, in caso di crisi. “Quello che abbiamo accettato -ha dichiarato, al quotidiano francese Les Echos, Jérôme Bédier presidente delle imprese del commercio e della distribuzione- è la formalizzazione della nostra politica, unitamente all'impegno che consentirà a tutti di verificare come in caso di crisi noi non aumentiamo, ma piuttosto abbassiamo i prezzi”.
“Ammetto che all'inizio ero alquanto perplesso -ha aggiunto Michel Edouard Leclerc, presidente del gruppo E.Leclerc- ma poi mi sono reso conto che potrebbe trattarsi di un buon dispositivo: la parte obbligatoria e collettiva aggiunge credibilità al nostro operato”.

Le richieste
del Governo

“I distributori dovranno sia abbassare i prezzi al consumo sia aumentare quelli dell'acquisto dai produttori: quando c'è stata la crisi del pomodoro i prezzi sono scesi di 32 centesimi rispetto alla media dei tre anni precedenti; questo significa che il margine dei distributori è cresciuto in media di 15 centesimi” ha commentato indignato Sarkozy.

Tra le decisioni, vi è il fatto che gli accordi tra le parti saranno rinnovati ogni anno agli inizi della campagna di commercializzazione dell'ortofrutta. “In caso di mancato accordo, gli operatori che hanno un giro d'affari superiore ai 100 milioni di euro, pagheranno un'addizionale d'imposta sulle superfici di vendita” ha anticipato Sarkozy.
Infatti, la sigla dell'accordo arriva proprio prima dell'inizio dell'esame, in Senato, della legge di modernizzazione dell'agricoltura che incentiva agricoltori i loro grandi clienti (vale a dire distributori e industriali) a formalizzare, nell'ambito dei contratti interprofessionali, i loro rapporti commerciali.

La contrattualizzazione obbligatoria si baserà appunto su accordi interprofessionali: lo Stato interverrà per decreto se entro fine anno in due comparti agricoli, lattiero caseario e ortofrutta, non saranno raggiunti accordi tra le parti.

Vaschette ed export per la nuova Veroni

Guardare al mercato, alle evoluzioni del
comportamento d'acquisto del cliente,
non solo entro i confini nazionali, ma
allargando l'ottica alle piazze dell'Europa
a 27. Una mission che Veroni porta avanti
“cambiando pelle” e virando verso le forme
più attuali di vendita dei salumi (libero
servizio, take away) senza rinnegare la
propria lunga storia, anzi impegnandosi
con azioni promozionali rivolte al dettaglio.
“Un cambiamento di passo - dichiara
Emanuela Bigi (nella foto), marketing
managerdel salumificio reggiano - che si
può vedere anche dall'evoluzione dello
stand, che ora da largo spazio ai prodotti
a libero servizio. Vaschette a marchio Very
Veroni
, con una grammatura da 40 a 120
grammi, che coprono tutte le tipologie
tradizionali di salumi, ma anche quelle
più innovative, come
quelle a base avicola”.
Naturalmente la
mortadella rimane
uno dei cavalli di battaglia dell'azienda,
celebre per le dimensioni da Guinness
degli esemplari presentati in fiera. “Il
mercato - prosegue Renzo Massari,
direttore vendite di Veroni - sta andando
bene, non solo a causa della crisi. La
mortadella, soprattutto l'Igp, non è più
un salume di serie B, ha elevate valenze
qualitative e gustative. Sull'export, che
oggi pesa per il 10% del nostro fatturato,
contiamo di crescere ancora nell'Europa
allargata. Non ci interessano le bandierine
sparse in giro per il mondo, che fanno solo
immagine, dobbiamo approcciarci senza
provincialismo, nè folklore”. 

Lavazza acquisisce il 100% della bulgara Onda Coffee Break

Il processo di internazionalizzazione del gruppo torinese passa dall'Europa dell'est, area in cui il culto dell'espresso è attualmente in forte crescita, e precisamente dalla Bulgaria, dove il marchio Lavazza gode già di un'elevata notorietà. Che verrà sicuramente amplificata, con riflessi evidentemente positivi anche nel mass market, grazie alla recente acquisizione del 100% del capitale di Onda Coffee Break AD, la principale catena di coffee shop del Paese, dal 2005 controllata dal fondo greco Global Finance: 11 caffetterie ubicate nel centro storico di Sofia e nei centri commerciali principali della capitale.

L'impegno finanziario dell'operazione, che oltre all'acquisizione prevede un piano di sviluppo triennale della catena, si attesta intorno ai 6 milioni di euro.

Con questa acquisizione salgono a oltre 350 le caffetterie  Lavazza nel mondo, distribuite tra Europa, Stati Uniti e Asia.
Nella foto Marco Valle, Coffe shop business director, del Gruppo Lavazza.

In.Al.Pi vince il premio speciale per l’innovazione al Cibus

In.Al.Pi. al Cibus ha ricevuto il Premio Speciale per la Ricerca e l’Innovazione in occasione della prima edizione di Formaggi&Consumi Award indetto dalla omonima rivista Formaggi & Consumi, dedicata agli operatori del settore caseario.
Hanno partecipato all'evento il presidente dell’ICE, Umberto Vattani, ambasciatore dell’Istituto per il Commercio Estero, Franco Boni, presidente delle Fiere di Parma e Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. La giuria, interamente composta da professionisti della gdo, ha
valutato un ventaglio di prodotti e iniziative di aziende del settore caseario.

L'award, onsegnato da Elda Ghiretti brand manager del Cibus, è stato ritirato da Pierantonio Invernizzi, direttore commerciale di In.Al.Pi. Si tratta di un riconoscimento che premia la ricerca dell'azienda piemontese e che è testimoniata dalla produzione di formaggio fuso a fette in cui la presenza di latte supera il 50%.

Conad affina le garanzie con il bollino blu Italialleva di Aia

Conad e l'Associazione italiana allevatori (Aia) hanno firmato un accordo per garantire trasparenza e tracciabilità di prodotto italiano per le private label della catena della gdo. Per il momento, il bollino Italialleva Aia, che garantisce il prodotto 100% italiano, sarà applicato su latte e altri prodotti derivati, ma l'intenzione è di allargare la collaborazione anche a carne e derivati.

Plusvalore
italiano

“Sul nostro latte -dice Camillo De Berardinis (nella foto), Ad di Conad- già abbiamo la garanzia di qualità e di prodotto al 100% italiano, ma questo accordo consente un salto di qualità in termini di garanzia e tracciabilità, considerando anche il capillare sistema di controlli sugli allevamenti che mette in campo Aia. Con questa associazione Conad svilupperà anche nuovi prodotti a valore aggiunto”.
Italialleva è un marchio già adottato da 200 tra cooperative e industrie alimentari, ma è la prima volta che una catena della distribuzione lo applica ai propri prodotti a marchio.

"La forza di Italialleva -commenta Nino Andena, presidente Aia- nasce da un'esperienza sul campo nata 65 anni fa e dalla presenza quotidiana dei nostri 2.500 tecnici nelle stalle italiane. Questo perché Aia ha tra i suoi valori il benessere animale, la tutela del territorio e la tracciabilità: tutti beni che vogliamo mettere a disposizione della società”.

I Vincitori 2009

Allegati

I Vincitori 2009

L’importanza dell’atmosfera nel retail

Sigma lancia Con e Senza linee in area benessere

Negli ultimi anni, una delle tendenze di consumi è stata quella di prodotti che coniugassero benessere, leggerezza e naturalità, come confermato dai dati Ismea/Nielsen che evidenziano, nel primo semestre 2009 una crescita dei consumi di prodotti free from confezionati nei canali della gdo dal +4% dei supermercati al +39% delle superette.

Sigma, cogliendo le potenzialità di questo mercato, lancia le linee Con & Senza, risposta di qualità all’esigenza di un’alimentazione sana, ricchi di elementi e sostanze utili per il benessere ma alleggeriti degli ingredienti superflui.

Le specifiche

La linea Senza è un assortimento di prodotti free-from, ovvero senza glutine, senza zucchero, senza sale, senza grassi, mentre Con è una linea che rientra nell’area dei prodotti wellness e funzionali. Le nuove linee prevedono lo start up a giugno con il lancio di 9 referenze, alle quali se ne aggiungeranno fino ad arrivare, entro fine anno, a 60.

“Con questo lancio -spiega Davide Cozzarolo, direttore commerciale e marketing Sigma- prosegue la nostra strategia di valorizzazione del prodotto a marchio, che oggi conta 1.200 referenze, in chiave sia di diversificazione dell’assortimento sia di segmentazione del target. La nuova proposta, focalizzata principalmente sul food, conferma l’importanza strategica che rivestono le private label per Sigma, in termini di posizionamento, di fidelizzazione del consumatore e quindi di business”.

Corporate background

Sigma, che conta 14 centri distributivi dislocati sul territorio nazionale, è un gruppo nato nel 1962 e opera nella grande distribuzione con oltre 2.100 punti di vendita. Il fatturato 2009 è stato di 3 miliardi di euro, con un incremento del 18% delle vendite del prodotto a marchio. La sua rete di vendita è diversificata tra superstore, supermercati, superette e negozi di prossimità, realizzando una quota del mercato nazionale pari al 2,5% e una quota superiore al 7% per i punti di vendita tra i 400 e i 799 metri quadrati.

Ortofin amplia l’utilizzo dei pallet Chep

Ortofin, distributore italiano di frutta e verdura, ha deciso di ampliare l'utilizzo dei pallet CHEP in sostituzione dei pallet bianchi monouso, per incrementare l'efficienza operativa e ampliare i vantaggi dal punto di vista ambientale garantiti dalla soluzione di pooling CHEP.
Ortofin, con sede a Liscate, fa parte del Gruppo Finiper SpA e opera sul mercato da 17 anni. L'azienda acquista frutta e verdura, formaggi e altri prodotti freschi che vende su tutto il territorio italiano a retailer del calibro di Finiper, Carrefour e UNES. In Italia fornisce anche importanti catene di ristorazione, mentre in Svizzera serve retailer come ALFI e COOP. L'azienda ha tre centri di distribuzione nella zona di Milano che riforniscono circa 300 punti vendita e ristoranti nel nord Italia.

"L'utilizzo dei pallet CHEP riduce i nostri oneri amministrativi -spiega Alberto Carpita, general manager Ortofin- e ci permette di focalizzare l'attenzione sulle nostre principali attività; inoltre, la qualità superiore del prodotto riduce i danni alle merci in transito, consentendoci di risparmiare sui costi e semplificare le complessità dei processi aziendali. La decisione di collaborare con CHEP è stata vagliata attentamente, e infine abbiamo deciso di condividere la scelta fatta da retailer come Finiper e Carrefour. Ogni anno utilizziamo circa 700.000 pallet, dei quali attualmente il 52% è costituito da pallet blu CHEP, con l'obiettivo di incrementare notevolmente tale percentuale".

Nectar: soddisfazione per i risultati positivi

Notizie positive in casa Nectar Italia, che nel primo mese di sottoscrizione ha raggiunto la quota di 2,8 milioni di carte attive, risultato superiore alle aspettative, visto che il target prefissato per il primo anno prevedeva il raggiungimento di 5 milioni di carte.

“Siamo davvero felici di annunciare tale risultato che va al di là delle nostre aspettative – commenta Gerard Whelan, managing director di Nectar Italia-. Si tratta di risultati che dipendono non solo dalla formula stessa di Nectar, ma anche dalla campagna di marketing e dagli sforzi messi in campo dai nostri partner”.

Il successo viene confermato anche dall’ampliamento degli aderenti al network che ai partner iniziali –Simply Sma, Api IP, Auchan, UniEurom PC City, So Oney, Hertz, ebay, itunes e lastminute.com- ha visto aggiungersi una folta schiera di operatori online, che spaziano dal turismo -Alitalia, Airfrance, Hotels.com e Phone&Go- al tempo libero -lafeltrinelli.it, Apple Store, Dell e Foto.com, oltre ovviamente a unieuro.it- alla cosmetica con Bottega Verde fino a Italian Flora.i.

I risultati positivi di Nectar Italia hanno trainato anche la crescita del fatturato del primo trimestre di quest'anno di Groupe Aeroplan Europe, azionista di Nectar Italia: la crescita è stata del 16%, a cui hanno anche contribuito le iniziative di Sainsbury's nel Regno Unito.

Da Ibs arrivano gli ebook e l’ereader di Samsung

Ibs, il principale portale di vendita online di libri e prodotti audiovisivi in Italia (detiene il 50% della quota di mercato) lancia gli ebook e annuncia al Salone del Libro di Torino la partnership commerciale con Samsung e il suo nuovo ereader E60.

Dal 13 maggio è possibile scaricare i primi 400 titoli, in formato ePub e Pdf grazie a un accordo commerciale con la Giunti Editore, un'altra società del Gruppo Giunti Messaggerie.

“Crediamo che entro la fine del 2011, le vendite di ebook onlinecostituiranno almeno il 5% delle vendite online di libri -precisa Mauro Serbini, Ad di Ibis tracciando lo scenario per i prossimi due anni-. Fondamentale, sarà la spinta che gli editori potranno dare, rendendo disponibili un numero sempre più ampio di titoli in lingua italiana. La dinamica è simile allo sviluppo degli mp3 per la musica, anche se molto dipenderà dal catalogo che gli editori metteranno a disposizione”.

Entro fine giugno le referenze saranno 2mila e per fine anno 10mila, mentre in estate si aggiungeranno 200mila titoli in lingua inglese.

Da fine mese, sarà possibile acquistare direttamente dal portale Ibs, l'ebook della Samsung. “Non vogliamo diventare un negozio di ereader - ha commentato Serbini - ma selezioneremo poche marche caratterizzate da buona qualità e in grado di offrire un'assistenza clienti capillare sul territorio. È il caso di Samsung”.

Apre Nikefootball Store Milano, il temporary dedicato alla cultura del calcio

È il primo Nikefootball store d’Italia interamente dedicato ai calciatori e alla cultura del calcio: in apertura il 15 maggio, si trova a Milano, in Corso Vittorio Emanuele 24/28 e rimarrà aperto fino alla fine dei Mondiali di calcio.
Si tratta di un temporary store con una superficie di oltre 800 mq -sviluppato su tre livelli- che proietterà gli appassionati di calcio in uno spazio multi esperienziale e interattivo, che rappresenta un nuovo modo di concepire il retail.

La struttura

Il livello d’ingresso è dedicato ai principali prodotti football, quali le maglie ufficiali delle squadre Nike, l’abbigliamento training e le calzature tecniche sia con tacchetti che per superfici artificiali. Tra i servizi unici, sarà fornita l’opportunità di personalizzazione delle maglie gara con nomi e numeri così come le scarpe potranno essere personalizzate da una apposita embroidery machine.
Il livello superiore è allestito con la gamma di prodotti sportswear tra i quali la collezione Amplify Football, linea lifestyle ispirata al mondo del calcio. Qui è stato allestito il corner Nike ID che consentirà di creare la propria scarpa customizzata con la consulenza di personal designers.
Al livello inferiore ci si potrà immergere nel mondo del Football: è stato, infatti, allestito un vero e proprio campo in erba sintetica, con annesso spogliatoio, dove chiunque potrà testare la propria abilità di calciatore seguendo i training proposti dai tecnici ufficiali Nikefootball+.
Sempre al livello inferiore, vi è un’area dedicata a Nike (RED), il progetto mondiale che si pone l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare nella lotta contro l’Aids in Africa, dove sarà possibile realizzare fotografie con i prodotti Nike (RED) il cui intero ricavato andrà in beneficenza.
“Il Nikefootball Store rivoluziona il rapporto tra il brand e chi pratica lo sport, rendendolo sempre più interattivo e personale –ha affermato Andrea Rossi, general manager Nike Italy-. L’obiettivo è quello di coinvolgere il calciatore in una 'sport experience' a 360° approcciato come un professionista. Il design dello store si ispira autenticamente al calcio: spogliatoi, campi di allenamento, luoghi in cui il mister annuncia la formazione della squadra che scende in campo”.

Il centro commerciale Vulcano Buono a Nola by Renzo Piano

Dimeglio: nuova collection con focus su Pl e freschi

In 14 supermercati Dimeglio in Lombardia e Piemonte, associati alla L.Viale spa (Interdis) è attiva la nuova collection Puro Colore, l'eleganza del design, la passione del colore dedicata ai clienti con carta fedeltà.

L'operazione prevede l'offerta di premi -tutti di produzione italiana- relativi al mondo della casa e della tavole, con soglie facilmente raggiungibili attraverso acquisti di Pl e freschi, presenti nei reparti sia assistiti sia a libero servizio (panetteria, pasticceria, macelleria, gastronomia, pescheria, frutta e verdura).

“In questo modo vogliamo rafforzare il posizionamento dell'insegna, fortemente concentrata sull'attenzione a freschi e freschissimi, l'esaltazione della tipicità, oltre che sulle private label”, sottolinea Gianni Cavalieri, vicepresidente di Interdis e amministratore unico di Mdo, la società proprietaria del marchio.

Un progetto pilota
Al momento si tratta di un'iniziativa pilota “per supportare le vendite delle aree che reputiamo di maggiormente strategiche per la crescita dell'insegna -precisa Renato Viale, presidente della L. Viale spa e consigliere di amministrazione di Interdis-. Del resto, il futuro economico dei nostri punti di vendita è rappresentato dalle Pl e dai reparti freschi, che complessivamente pesano oltre il 58% del fatturato complessivo realizzato”.

A sostegno dell'operazione è prevista una campagna di comunicazione veicolata attraverso la radio in-store, il consumer magazine, materiale pop e volantini.

Esselunga colleziona palloni da calcio

Esselunga

Dal 13 maggio al 26 giugno, Esselunga lancia una nuova raccolta punti che permette di collezionare palloni Adidas con i colori di Italia, Spagna e Brasile, le nazionali oggi campioni rispettivamente del mondo, d'Europa e del Sudamerica.

La meccanica

I possessori di carta Fìdaty devono completare una tessera di 15 bollini, ognuno dei quali sarà erogato a fronte di una spesa di 25 euro o di 50 punti fragola nei supermercati Esselunga, nelle profumerie Olimpia Beauté e facendo la spesa online.

I palloni saranno disponibili con 15 bollini e un contributo di 5 euro.

Aldi sceglie In.Al.Pi. per le Pl

Dal prossimo luglio, Aldi inserirà nell'offerta della propria rete di vendita in Uk (oltre 400 store, dalla prima apertura nel 1990) la referenza formaggio essiccato in lattina, prodotta da In.Al.Pi. firmandola con il proprio brand Cucina.

Per l'azienda piemontese si tratta di un accordo importante che le permette di affermarsi ulteriormente all'estero come produttore in conto terzi.

Carlo Gagliardi è il nuovo direttore della Divisione Retail di Wincor Nixdorf

Wincor Nixdorf, tra i leader mondiali nella consulenza e nello sviluppo di tecnologie innovative per il settore bancario e per il retail, ha annunciato l’ingresso di Carlo Gagliardi quale nuovo Direttore della Divisione Retail.

Gagliardi, che risponde direttamente a Stefano Salteri, Amministratore Delegato, avrà il compito di dirigere e coordinare l’intera squadra della Divisione Retail per rafforzare il posizionamento di Wincor Nixdorf in qualità di partner strategico per gli operatori della grande distribuzione nel mercato italiano.
Più in particolare, Carlo Gagliardi coordinerà, per conto di grandi clienti retail, progetti dall’elevato profilo innovativo nei quali il ridisegno dei processi e l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche si traducano in recupero di efficienza e competitività.

Nel novero delle sue prerogative, rientra lo sviluppo sul mercato italiano del nuovo modello Wincor Nixdorf per il Cash Cycle Management - combinazione di tecnologie, redesign e automazione dei processi mirata a incrementare i profili di efficienza e sicurezza della onerosa gestione del ciclo del contante.

Pl italiane all’estero un’opportunità da cogliere

Il referenziamento di marche esclusive, l'industrializzazione delle marche commerciali stringendo accordi di partnership con insegne leader nei paesi in cui non si opera direttamente, la valorizzazione dei prodotti tipici, scelta obbligata per chi opera su prodotti italiani e infine l'upgrading dei primi prezzi, entrando in diretta concorrenza con il discount. Questa è la strategia in quattro punti, indicata da Gianpiero Lugli dell'Università di Parma, per i retailer italiani che vogliono diffondere le loro Pl all'estero.

La relazione del professor Lugli ha introdotto una tavola rotonda che ha visto a confronto esperienze straniere e italiane, con contributi di Axfood, Carrefour, Crai, Delhaize Le Lion Green Seed, Nielsen. Tirando le fila degli interventi il direttore di Gdoweek Cristina Lazzati ha sottolineato come sia necessario per le pl farsi veicolo non solo del made in Italy quanto dell'Italian lifestyle, e le opportunità presentate anche in questo settore di mercato, peraltro in continua crescita, dall'innovazione funzionale.

A conclusione del convegno sono stati consegnati i Cibus International Export Award 2010. Il premio nasce con l'obiettivo di valorizzare le eccellenze del made in Italy nell'agroalimentare legato all'export. La giuria, che ha valutato le 75 autocandidature, era composta tra l'altro da Delhaize (Belgio), Tegut (Germania), Carrefour (Spagna), Axfood (Svezia), Meyer (Usa), Monoprix (Francia). I vincitori: Saclà (conserve e condimenti), Grandi Salumifici Italiani (salumi) , Johannes (derivati del pane e cereali), Campodoro (gastronomia), Zanetti e San Lucio ex aequo (formaggi e derivati), Corsini biscotti (dolci), Salumificio Pedrazzoli (prodotti dietetici/biologici); Acqua minerale San Benedetto (bevande), Unaprol (progetti collettivi), Parmacotto e il Boschetto ex aequo (progetti specialità).

Cibus-Ice: joint venture per l’Italia ad Anuga

A margine della premiazione di Salumi & Consumi e Formaggi & Consumi Award, Vattani ha infatti annunciato ufficialmente che Cibus sarà partner dell'Ice nel promuovere la presenza italiana al prossimo Anuga, dove il nostro Paese avrà il ruolo del protagonista.
I due premi sopra citati sono riconoscimenti all'eccellenza assegnati dal retail e sono promossi dalle due omonime riviste. Sono nati allo scopo di segnalare le migliori iniziative realizzate nel corso del 2009 e intendono evidenziare il lavoro svolto dalle aziende e le loro iniziative produttive e di marketing.
Nella categoria formaggi sono risultati vincitori il Consorzio Tutela Gorgonzola per il miglior spot tv, il Consorzio del Parmigiano Reggiano e Toniolo Casearia per la migliore stampa consumer, Alti Formaggi per la campagna new media, Kraft per la promozione al consumo e per il miglior packaging, l'Antica cascina per il prodotto tipico e Parmareggio per l'innovazione di prodotto. Premio speciale per l'innovazione a In.Al.Pi, per la promozione dei Dop a Brescialat mentre per la promozione del made in Italy il riconoscimento è andato a Ice, che ha vinto analogo premio per i salumi.
In questa seconda categoria merceologica sono inoltre risultati vincitori il Consorzio del Prosciutto di Parma per lo spot Tv e i new media, Beretta per la campagna consumer e il packaging del preaffettato, Golfera per la campagna trade, il Salumificio Val Rendena per la valorizzazione del tipico, Villani per la promozione al consumo, Moser per la brochure, Raspini per il co-marketing il materiale pop e il packaging del libero servizio, Terre Ducali per l'innovazione, Levoni per la partnership con il retail tradizionale; a Veroni è andato il premio speciale per la valorizzazione del canale tradizionale, il Salumificio San Vincenzo per la valorizzazione delle specialità del territorio.

Decathlon chiude il 2009 a +12,8% e progetta 10 nuove aperture

Nel 2009 Decathlon è diventato il più grande network di negozi per la distribuzione di articoli per lo sport in Italia, grazie all’apertura di 5 nuovi punti di vendita, che hanno portato a 56 il numero degli store, registrando la presenza di oltre 19 milioni di clienti (17,1 nel 2008).

Nel 2010, la catena prevede 10 nuove aperture (3 già aperti), che rafforzeranno il network di punti vdi endita ed attireranno oltre 60 milioni di visitatori.

L’Ebit consolidato ha raggiunto i 42 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 35 milioni dell’esercizio 2008 (+20%): un risultato reso possibile da una forte attenzione alla gestione dei costi, in particolare spese generali, all’interno della filosofia low cost, e che si traduce nella volontà di ridurre i prezzi di vendita trasferendo potere d’acquisto al cliente finale.
L’utile d’esercizio, pari a 26,6 milioni di euro (+ 19% rispetto al 2008) porterà il patrimonio netto a 95,7 milioni di euro.
L’autofinanziamento e la forte generazione di cash flow operativo che ha caratterizzato l’attività nel 2009 permetterà alla società di finanziare il cospicuo piano di investimenti previsto per i prossimi anni.

Risultati internazionali

A livello internazionale, la rete Oxylane, il gruppo cui fa riferimento Decathlon Italia, ha registrato un volume d’affari (al netto dell’Iva) pari a 5,44 miliardi di euro, in crescita del 9,5% rispetto al 2008 (contro un 11,1% nel 2008).
A perimetro paragonabile, negozi con più di 24 mesi di vita, la progressione dei punti di vendita a livello internazionale è stata pari al 4% (contro un 5,5% nel 2008).

“In Decathlon Italia -ha dichiarato l’Ad Fulvio Matteoni- ci alleniamo giorno per giorno per rendere accessibile al maggior numero di italiani il piacere dello sport. I numeri che presentiamo oggi dicono che, nonostante la crisi economica, grazie alle nostre innovazioni sportive e all’ottimo rapporto qualità/prezzo dei nostri prodotti, nel 2009 sempre più Italiani hanno scoperto il piacere di una sana attività fisica. È la conferma che clienti e utilizzatori approvano la nostra formula, i nostri brand e i nostri servizi”.

Chi è Decathlon

Nata in Francia nel 1976 da un’idea di Michel Leclercq con l’obiettivo di fornire attrezzature sportive per tutti, con prodotti sotto lo stesso tetto e con il miglior rapporto qualità prezzo, oggi la società è presente in 16 Paesi, con circa 500 punti di vendita e 40.000 collaboratori. In Italia, Decathlon apre il primo negozio nel 1993; oggi conta 59 punti di vendita (3 quelli già aperti nel 2010) e vanta 4.000 collaboratori.

Anche Disney partecipa a Cibus 2010

Il crescente impegno dell’azienda nel settore del licensing ha spinto The Walt Disney Company Italia a partecipare per la prima volta a Cibus, la più importante fiera in Italia dedicata all’alimentare, in corso a Parma.
I prodotti più rappresentativi del 2010 vengono esposti in uno spazio personalizzato (padiglione 4 stand D034): pasta, snack dolci e salati, surgelati e soluzioni pronte al consumo, all’insegna di qualità, innovazione e creatività.

Le ultime novità Disney in ambito alimentare sono firmate Toy Story, di cui uscirà nelle sale cinematografiche il 7 luglio Toy Story 3 – La grande Fuga in 3D: si tratta della pizza tutta italiana di Roncadin, contenuta in un frisbee e l’acqua Levissima, quattro bottigliette collezionabili, personalizzate con i personaggi del film, con tanti premi in palio.

Solo prodotti nutrizionalmente corretti
Disney Food riveste un ruolo importante nello sviluppo di una vasta gamma di prodotti alimentari di qualità per la vita quotidiana di tutte le famiglie italiane sfruttando la notorietà dei personaggi raffigurati sulle confezioni e coniugando l’aspetto salutistico con quello del divertimento.

Dall’ottobre 2006, The Walt Disney Company ha infatti presentato a livello globale alcune linee guida nutrizionali, basate sulle GDA (porzioni giornaliere raccomandate), per l’alimentazione dei bambini in modo da offrire alle famiglie una più ampia scelta di alimenti sani.
Nell’ambito della nuova strategia, nomi e personaggi Disney possono essere associati solo a prodotti per bambini che soddisfano determinati criteri nutrizionali; sono stati infatti definiti i limiti in termini di calorie, grassi, grassi saturi e zuccheri.
Per definire le linee guida nutrizionali dell’azienda, e per concretizzare la strategia in campo alimentare, Disney si avvale della collaborazione di nutrizionisti a livello europeo.

Federalimentare: per il 2010 l’export dà segnali positivi

Anche se i mercati finanziari non risparmiano brividi che potrebbero riflettersi sui comportamenti di consumo, il peggio per l'industria alimentare italiana forse è alle spalle. Lo dice un numero, piccolo ma significativo, un +2,5% di ripresa delle esportazioni, che compensano il calo del 2% delle vendite sul mercato interno. Il dato è stato fornito dal Presidente Gian Domenico Auricchio (nella foto) nella relazione che ha aperto i lavori dell'assemblea di Federalimentare al Cibus di Parma, un consesso caratterizzato anche dalla presentazione di un'indagine del sentiment delle aziende con oltre un secolo di storia alle spalle e che ha rivelato come oltre l'80% di queste imprese di lungo corso guardi al futuro con mederato ottimismo. I lavori sono stati chiusi dall'intervento del ministro della Salute Antonio Fazio che ha sottolineato l'efficacia delle politiche di sicurezza attuate dai nostri produttori.

La relazione

Tornando all'intervento di Auricchio, il presidente ha sottolineato l'importanza che il settore ha per l'economia italiana: se infatti nell'ultimo decennio l'industria nazionale nel complesso ha fatto segnare una decrescita del 18,6%, l'Italian food ha visto un aumento del giro di affari del 10%, confermandosi il secondo settore produttivo nazionale, con 120 miliardi di euro a valore. Sarebbero molti di più se sui mercati internazionali vi fosse tutela dei marchi e delle origini dei prodotti e se l'export italiano potesse recuperare quote di mercato oggi appannaggio della contraffazione.
Di grande rilievo anche un altro punto dell'intervento, quello sui rapporti con la distribuzione: In arrivo c'è un protocollo di intesa con Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd Conad finalizzato a instaurare un dialogo permanente, regole condivise e una camera di conciliazione.

Consumi fuori casa: un mondo in fermento

Si fa presto a dire bar. In realtà il termine identifica ormai locali molto diversi tra di loro. Alla tipologia classica, che offre in orario di apertura diurno colazione, pranzo veloce e caffè per arrivare sino all'ora dell'aperitivo, si sono aggiunti locali a maggiore specializzazione, derivante dall'ubicazione (aeroporti, stazioni: in questo caso si parla di traffic bar, località turistiche con afflussi; in periodi ristretti dell'anno, e allora si parla di seasonal bar ecc ).
La segmentazione può però avvenire anche a seconda del target di clientela cui ci si rivolge: in un'area direzionale, ad esempio, il bar più logicamente punta le sue carte sul lunch, in un terminal delle autolinee si specializzerà sulle colazioni, nei quartieri della movida porrà l'accento soprattutto sull'happy hour. Ormai i bar specializzati sono i tre quarti del totale, come ha rivelato un'indagine di TradeLab in occasione del convegno sul fuori casa promosso da Aidi - Associazione italiana dell'industria dolciaria- e da Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi.

I numeri

Il bar attrae oltre il 70% della popolazione italiana e rappresenta il 43% del giro d'affari del fuori casa. Nonostante una superficie media alquanto modesta (69 metri quadrati) cresce l'offerta di posti a sedere: il 97% dei bar ne dispone; e un quarto degli esercizi ha anche posti all'aperto. Lo scontrino medio negli ultimi tre anni è aumentato proprio grazie al cambio di posizionamento che ha portato gli esercizi a puntare su occasioni di consumo a maggior valore aggiunto. Ed è stata una scelta vincente perché la colazione al bar (che pure rappresenta l'occasione che convoglia il maggior numero di atti di acquisto sia pure a basso scontrino) sta diventando un lusso per molti italiani: la riprova è la crescita delle vendite dei prodotti da prima colazione in gdo. Cresce invece la vendita di snack, grazie anche alla diminuzione dell'età media dei clienti: il dolciario, infatti, rappresenta oltre il 15% del fatturato per il canale.

Il business del pranzo

Dal 1992 a oggi è raddoppiato il numero di italiani che mangiano fuori casa a mezzogiorno; si tratta di un cambiamento epocale, sottolineato da Fipe, che però segnala un problema per il futuro: l'invecchiamento della popolazione porterà a invertire il trend e per i locali sarà necessario puntare su un'offerta conveniente ed accattivante. Necessità che ci sarebbe già oggi: TradeLab infatti segnala che la soddisfazione dei clienti è in calo.

Al Fayed vende i magazzini Harrods

Dopo un primo rifiuto di alcune settimane fa, il magnate egiziano -da 25 anni proprietario di Harrods- ha raggiunto un accordo per vendere lo storico department store londinese a Qatar Holding, società di investimenti del paese del Golfo, per 1,5 miliardi di sterline.

Il miliardario Mohammad al Fayed, che ne ha assunto l’incarico di presidente onorario, avrebbe deciso di lasciare Harrods per trascorrere più tempo con la famiglia, secondo quanto dichiarato dal suo portavoce.

Tempio del lusso
Al Fayed aveva comprato Harrods nel 1985 per 615 milioni di sterline e, con la sua gestione, li ha trasformati in un marchio del lusso riconosciuto a livello globale.
Fondati nel 1834 nella zone di Stepney, nell’East London, da Charles Henry Harrod, i grandi magazzini Harrods furono trasferiti in centro, a Knightsbridge, nel 1849.

Tappa obbligata per i milioni di turisti, il retailer oggi copre una superficie di circa 90mila metri quadrati divisi in oltre 330 reparti e accoglie ogni anno circa 15 milioni di clienti.

Il nuovo sito di Parmacotto è all’insegna della multimedialità

Da oggi, Parmacotto è on line con il nuovo sito web www.parmacotto.com, completamente rinnovato nella grafica, nella struttura e nei contenuti, a coronamento di una nuova strategia di comunicazione aziendale.

La grafica, semplice e lineare, conduce a una navigazione di
impostazione tradizionale: brevi cenni sulla storia e identità del
marchio, grande risalto alla sezione prodotti, opportunamente
valorizzati da immagini inedite. Ma il restyling del sito -realizzato dall'agenzia di comunicazione digitale Bitmama (joint venture Reply - Armando Testa) specializzata in comunicazione digitale creativa multicanale- prevede molte novità: prima tra tutte, la homepage sincronizzata con il profilo aziendale su Flickr, il social network aggregatore di immagini. Un'innovazione strutturale che consente l'upload di foto degli eventi social cui Parmacotto parteciperà nel corso dell'anno e la visualizzazione diretta sulla pagina principale del sito.

Strategico il presidio dei social media
Innovazione che testimonia il feeling che l'azienda di Parma ha scoperto nei confronti dei social media, ma non l'unica: la realizzazione del nuovo sito web ha coinciso con una strategia di presidio istituzionale anche su Twitter e, soprattutto, su Facebook, principe dei social network per numero di utenti e versatilità.
Proprio su Facebook trova piena espressione la natura multimediale del nuovo progetto online di Parmacotto. A cominciare dalla promozione dell'evento food Cibus 2010, festa al salone Fiera e festa in città, fino al progetto Eat Me, promosso per valorizzare il talento degli artisti parmigiani emergenti. Una mostra di venti opere con tema “il cibo”: nella galleria virtuale di Facebook gli utenti potranno votare esprimendo “mi piace” e dialogare con l'autore.

Procter & Gamble e Alliance Boots, partnership per il mercato italiano

Una partnership inedita per il mercato italiano, che vede Alliance Boots, tra le maggiori catene internazionali farmaceutiche e creatrice di prodotti beauty e salute, affidare a Procter & Gamble la distribuzione esclusiva per l’Italia di Serum 7 e Serum Lift, due linee di prodotti antietà per la cura della pelle studiati appositamente per il canale farmaceutico.

Le linee Serum

Clinicamente testate alla stregua di un farmaco, le due linee sono state sviluppate da farmacisti per i farmacisti e dedicate alle consumatrici di questo canale: in UK sono 7 milioni le donne che acquistano questi prodotti. Attualmente, al di fuori del Regno Unito, sono già commercializzati in Francia, dove hanno raggiunto quote considerevoli, e in Portogallo, dove hanno la leadership del mercato.

L’accordo per il mercato italiano rientra nelle strategie di Procter & Gamble di entrare in nuovi settori di business e canali distributivi.

Positivo il bilancio consuntivo e di sostenibilità di Coop Adriatica

Coop Adriatica ha chiuso il 2009 con un fatturato di 1.949 milioni di euro (+1,3% sul 2008), di cui 937 milioni nei 16 Ipercoop e 1.012 nei 138 supermercati.
È quanto si evince dal bilancio consuntivo e di sostenibilità che sarà discusso e votato dai soci in 93 assemblee separate, in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo dal 12 al 28 maggio. Ai soci sono andate il 74,7% delle vendite (+2,3% sul 2008).

Positivi i dati del prestito sociale: i depositi hanno superato quota 1,9 miliardi di euro (+7% sul 2008) e hanno garantito una remunerazione lorda di 26 milioni di euro a oltre 225 mila soci prestatori.

La convenienza

Molte le iniziative per contenere l’inflazione e tutelare il potere d’acquisto delle fasce sociali più colpite dalla crisi: abbassati del 20%, in tutti i pdv, il prezzo di 100 prodotti della spesa quotidiana a marchio Coop e varato lo sconto del 10% sulla spesa settimanale per persone in cassa integrazione o licenziate. Un’opportunità, prorogata anche nel 2010 ed estesa ai lavoratori precari, che l’anno scorso ha dato un sostegno concreto a 16.500 famiglie.
Coop Adriatica ha anche offerto alternative convenienti in settori innovativi come i farmaci -con il lancio nei 16 corner CoopSalute del Paracetamolo Coop, il secondo medicinale a marchio-, la telefonia mobile con Coop Voce, la cultura con le librerie.coop, i viaggi con Robintur.

Rete di vendita e ambiente

Nel 2009 la cooperativa ha investito 64,5 milioni di euro per ampliare e riqualificare la propria rete di vendita: i pdv a fine dicembre erano 154, 16 iper e 138 super, per una superficie totale di 247.199 mq (+3,1% sul 2008).
Tra i nuovi servizi, l’introduzione del pagamento delle bollette di diverse società di utenze, l’installazione delle casse per lo scontrino fai-da-te e l’estensione del dei buoni pasto accettati.

L’impegno per limitare l’impatto ambientale si è intensificato nel 2009. A fine anno erano 23 i negozi della cooperativa dotati di impianti fotovoltaici per la produzione di energia, 4 dei quali alimentati anche con energia idroelettrica. In 107 punti di vendita sono stati installati i banchi frigo “ecologici” dei surgelati, chiusi da uno sportello, mentre in altri 6 si sperimentano erogatori di detersivi sfusi.

Mercatone Uno, fornitore a 360° di alberghi a Rimini

Servizi di progettazione, arredamento, messa in opera di servizi accessori, assistenza tecnica e di realizzazione, facilitazioni di pagamento:  questo il contenuto dell'accordo che Mercatone Uno ha siglato con G.A.R.H., il gruppo di acquisto che comprende l'Associazione Albergatori di Rimini e la società cooperativa Promozione Alberghiera.

“Questo accordo intende soddisfare una tipologia complessa di clientela-spiega Susanna Cenni, direttore sviluppo e customer care di Mercatone Uno-. Per questo abbiamo previsto una serie di agevolazioni e servizi specifici per tutti coloro che gestiscono strutture alberghiere e ricettive, dalle stanze d'albergo agli appartamenti vacanza fino ai
residence, comprese le aree esterne come piscine e zone attrezzate per il relax e
il tempo libero".

Servizi personalizzati
Questo significa, ad esempio, ampia scelta di prodotti e prezzi per adeguarsi al passaggio al digitale terrestre, con apparecchiature con funzioni hotel, piuttosto che condizioni di pagamento particolarmente vantaggiose grazie anche all'emissione di un card personalizzata.

I numeri di Mercatone Uno
Attualmente Mercatone Uno è presente con una rete di 90 punti di vendita -di cui 2 nell'area di Rimini- che hanno generato, nel 2009 un fatturato di  oltre 800 milioni di euro.

Candy Group e l’importanza del design

Presentate oggi a Milano le due nuove linee di frigoriferi di Candy Group. Si tratta di Candy Kriò e Hoover Dynamic Cool; destinati a due target differenti di consumatori (Hoover è un premium brand, Candy ha una vocazione più mainstream) sono caratterizzati da scelte innovative di design, sottolineate dal fatto che i nuovi modelli sono stati presentati da modelle in passerella; altri punti qualificanti sono la silenziosità al top del mmercato  e le eccellenti prestazioni energetiche (classificazione solo in classe A+ e A++).
Sette milioni di euro è il livello degli investimenti varati per l'innovazione tecnologica presente nei nuovi prodotti.

Il Gruppo

La presentazione è stata anche l'occasione per il management del Gruppo, capitanato dal presidente e Ceo operativo Aldo Fumagalli (nella foto) di fare il punto sul mercato degli elettrodomestici bianchi. Il 2010 si è aperto con una buona ripresa degli ordinativi (nell'ordine del 7%) in Europa anche  se i livelli rimangono ancora depressi rispetto al pre crisi. Il Continente però sta viaggiando a due velocità perché a una ripresa sostenuta dei Paesi dell'area euro e del Nord Europa fa riscontro una estrema debolezza dell'Est. Candy Group sta comunque guadagnando quote di mercato. In Italia l'azienda e il settore scommettono sul miglioramento dei conti anche grazie agli incentivi sul risparmio energetico.

Anthropologie raddoppia a Londra

Conforama Pensa già azzurro e … parte

"Pensa azzurro... e parti" è il nuovo volantino che Conforama (Gruppo PPR) propone dal 30 aprile al 18 maggio 2010: la particolarità consiste nel fatto, che, accanto a tradizionali offerte sull'assortimento, abbina iniziative legate ai Mondiali ed alle prossime vacanze.

Infatti, i clienti che acquisteranno un televisore del valore minimo di 349 euro riceveranno un buono per un soggiorno vacanza da scegliere, in base ai propri gusti e necessità, all'interno del catalogo di Leader Vacanze.

In quest'ottica, in vista dei prossimi Mondiali, per garantire alla propria clientela la massima scelta a prezzi convenienti, l'insegna del gruppo PPR ha ampliato l'assortimento di televisori.

Quest'operazione rientra in un più ampio processo di riposizionamento che Conforama sta vivendo da tempo (vedi Gdoweek 2/18/1/2010, pag. 24) attraverso il quale vuole trasmettere ai propri consumatori il piacere di arredare low cost.

Nuovo logo
Proprio le parole e i concetti che contraddistinguono  il nuovo logo e il nuovo playoff, curati da Publicis.
“Abbiamo iniziato ad usare il pay off nuovo sotto il logo Conforama dal
volantino di gennaio 2010 per riassumere ed enfatizzare i valori predominanti
del concept -precisa una nota dell'insegna-  Il piacere di arredare low cost si declina in tanti aspetti della formula commerciale di
Conforama, dove con low cost, intendiamo prezzi convenienti, nel senso di accessibilità
per tutti i tipi di budget di non privarsi di nulla per vivere
liberamente e in armonia la propria casa".

 


Luigi Predeval diventa presidente di So.ge.mi.

Il 30 aprile presso gli uffici di via Lombroso 54, So.ge.mi. che per conto del Comune di Milano gestisce tutti i mercati agroalimentari all’ingrosso della Città, ha ratificato la nomina di Luigi Predeval a presidente, come indicato dal Sindaco di Milano, Letizia Moratti.

Luigi Predeval nel corso del Suo mandato si occuperà del delicato compito di portare i Mercati milanesi, i più grandid’Italia, al livello degli altri grandi Mercati europei, avviando un qualificato piano di ristrutturazione e di sviluppo che ridisegnerà l’intera area mercatale, dotandola di strutture logistiche e commerciali e sistemi operativi innovativi in grado di offrire risposte a nuove utenze e anche alla distribuzione moderna.

Luigi Predeval, 62 anni, laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica di Milano, nel corso della sua carriera ha ricoperto qualificati incarichi manageriali in società operanti in differenti comparti di attività Unilever, Mc Kinsey, Gruppo Sme, Mediaworld, Metro, Carrefour.

Arriva Zoè, nuovo petshop di Etruria

“I petstore Zoè nascono con l'obiettivo di diversificare l'offerta del gruppo, in favore di un settore, che, negli ultimi anni, sta mostrando una dinamica di crescita positiva”, afferma Piero Profeti, direttore commerciale Etruria per sottolineare la scelta dell'azienda di inserirsi, con un proprio format, nel mondo del petfood e del petcare.

Del resto, secondo l'ultimo rapporto Assalco (Associazione Nazionale Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia), questo mercato ha registrato un tasso di crescita complessivo a valore del canale petshop di +9,3%.

L'obiettivo dell'azienda è di riuscire ad aprire, in Toscana e Umbria, circa una decina di store entro il prossimo anno.

Il concept

Questo primo store di Orbetello si caratterizza per una dimensione di 250 mq con circa 6.000 referenze, che vanno dagli alimenti agli accessori, scelti tra le marche premium e superpremium delle principali marche.

Inoltre, è disponibile un servizio di toelettatura, con personale specializzato.
Nello store è possibile richiedere anche la carta fedeltà Carta Club Zoè, gratuita, che dà la possibilità di accedere a sconti e promozioni specifiche.

Jll, mercato immobili commerciali in crescita

Forte ripresa di interesse per il mercato immobiliare del retail in Europa. Nel primo trimestre 2010 il volume degli investimenti è stato di 5,4 miliardi di euro, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2009. In particolare, secondo le analisi di Jll (acronimo di Jones Lang LaSalle nel report The Big 5) i mercati europei più importanti (UK, Francia, Germania, Italia e Spagna) continuano ad attirare l’interesse degli investitori, con volumi che rappresentano più dell’80% del totale delle transazioni registrate in Europa.

Il ritorno degli investitori
Questo risultato è stato raggiunto grazie al ritorno sul mercato dei principali investitori istituzionali, dei fondi e delle property company, che hanno passato la maggior parte del 2009 raccogliendo finanziamenti e concentrandosi sui propri asset. La loro attenzione si concentra soprattutto sui più importanti centri commerciali prime. La diminuzione del numero dei contratti fornisce un’ulteriore prova dei maggiori volumi delle transazioni e dell’attenzione verso i centri commerciali. Nel primo trimestre 2010 sono state concluse 94 transazioni, con un valore medio per transazione in aumento da 42 a 57 milioni di euro. Sono state registrate 10 operazioni superiori ai 100 milioni, un valore più alto della media trimestrale degli ultimi due anni (6 operazioni). La Germania si è distinta come il mercato più attivo nel primo trimestre, con transazioni per 2,3 miliardi di euro, sorpassando il Regno Unito (1,4 miliardi) per la prima volta negli ultimi 10 anni. Jones Lang LaSalle è stata consulente per il 50% circa del volume delle transazioni nel settore retail in Europa Continentale, incluse tre importanti acquisizioni: da parte di Corio del portfolio Multi in Germania, Spagna e Portogallo; da parte di Union Investment dell’Alexa Shopping Centre a Berlino e, infine, da parte di Allianz dell’Allee Shopping Centre a Budapest.

Rue Le Bec: piccolo mondo post-moderno tra ristorazione e commercio

Trend positivo per s.Oliver Che chiude il 2009 a + 9,45%

s.Oliver non teme la crisi e chiude il 2009 a quota 893 milioni di euro, con un incremento del 9,45%. Il giro d'affari ammonta così a 1,16 miliardi di euro, che corrisponde a un aumento pari a 5,1%.

Per il suo business, basato su fashion e lifestyle, l'azienda tedesca si avvale di un team di stilisti e designers per la realizzazione di 10 linee di prodotto, che si traducono ciascuna in 12 collezioni diverse ogni anno.  I prodotti s.Oliver sono presenti in oltre 30 paesi.

Gli store nel mondo

Nel 2009, l'azienda ha potenziato il suo fatturato grazie anche all'estensione di 46 nuove filiali in punti strategici e 25 negozi in franchising (36 filiali e 3 negozi in franchising nel 2008) e allo stesso tempo ha consolidato la propria presenza nel settore nazionale ed internazionale.
Al momento l'azienda conta 173 store monomarca, 400 filiali, ed è presente in 1.991 negozi.
Il brand tedesco, già presente in Italia dal 2006 con due negozi monomarca in franchising, a Vipiteno e a Catania ha di recente aperto in Italia 22 corner in 19 sedi Coin, tra cui Milano e Roma e mira ad espandersi ulteriormente.

Relativamente alla segmentazione per canale, l'attività  di s.Oliver è dominata dalla grande distribuzione con il 54% di fatturato, mentre con gli sotre realiza il 33% di ricavo.
Il settore del retail è quello che è cresciuto maggiormente rispetto all'anno precedente, con il 23,69% di fatturato in più, mentre al secondo posto si trova il segmento dello shop-online, con un incremento del 17%.

L’espansione continua

Al di fuori del proprio Paese, l’azienda tedesca ha registrato un incremento del 26% del fatturato: in Slovacchia e Repubblica Ceca i punti di vendita in franchising si sono trasformati in società e, in India, è stata fondata una joint venture, dove dal 2009, oltre ai propri store, hanno preso avvio le concessionarie. In India l’espansione del brand si avvale della strategia dello shop in shop: a gennaio 2010 è stato inaugurato un nuovo corner nel centro commerciale Shopper's Stop a Juhu, Mumbai, mentre a marzo altri 4 shop in shop sono stati inaugurati nell'India del nord.

Per il 2010 sono previste 18 nuove aperture in Germania, 3 in Austria, 2 in Olanda, Belgio e India, e un nuovo punto divendita sia in Polonia sia in Slovacchia.

La moda in tessuto riciclato di Clothing at Tesco

Coop, una nuova cartellonistica contro l’eccessivo consumo di alcol

In occasione dell’Alcohol Prevention Day, tenutosi il 29 aprile a Roma (manifestazione organizzata dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e promosso dal Ministero della Sanità), Coop, nel confermare il proprio impegno per evitare abusi di alcol, ha annunciato che, dal prossimo giugno, nei reparti bevande di oltre 1.400 store sarà inserita un’apposita cartellonistica.

L’obiettivo di garantire un’informazione più corretta ai consumatori su un adeguato consumo di bevande alcoliche prevede suggerimenti, quali quello di bere solo durante i pasti e con moderazione, di non consumare alcol se ci si deve mettere alla guida o si assumono farmaci; inoltre, viene consigliato di non bere a chi ha meno di 18 anni, durante la gravidanza e l’allattamento.

La nuova cartellonistica prevede anche il marchio “Cuore che sorride”, a testimonianza dell’adesione di Coop al programma Guadagnare salute, promosso dal Ministero della Salute per adottare uno stile di vita sano.

Si tratta, del resto, di un percorso di sensibilizzazione che Coop sta seguendo da tempo, in linea con la propria politica valoriale: il primo passo, nel gennaio dello scorso anno, è stato il divieto di vendere alcolici ai minori di 18 anni, a cui è seguita la decisione di inserire, nell’etichetta dei vini a marchio Coop, i “Suggerimenti per una corretta assunzione di bevande alcoliche”.

La shopping experience Coin si consolida in tutta Italia

Il 7 Aprile è stato inaugurato a Lecco un negozio Coin derivante da una conversione Upim, il giorno successivo è stata la volta della conversione a Reggio Calabria e il 13 Aprile il terzo negozio Coin a Pisa, cui sono seguite le inaugurazioni di Pavia, Messina e Parma. “Complessivamente –dicono dall’azienda- entro la fine di aprile saranno 6 i negozi ex Upim ristrutturati e riaperti con il format Coin: i primi risultati di vendita e di affluenza del pubblico sono molto positivi”.
"Completata questa prima fase di riconversione –dicono ancora da Coin- è iniziata la seconda fase, con la chiusura, nella prima settimana di
aprile, di ulteriori 13 negozi Upim che, dopo le attività di ristrutturazione, riapriranno entro la prima quindicina di maggio con la formula OVS industry".
 Complessivamente, nel 2010 l’attività di conversione sarà in parte ridimensionata rispetto all’ultimo triennio (circa 20 negozi ristrutturati all’anno) per poi riprendere non appena sarà conclusa la riapertura
dei 64 negozi ex Upim con insegna OVS industry.

I partner di Coin

Per la riconversione dei negozi, Coin si è affidata New Store Europe Italia, chiamata a dirigere i lavori dei 6 punti di vendita, per un totale complessivo di circa 13.000 mq.
New Store Europe è infatti una multinazionale europea specializzata nell’arredo di spazi commerciali, con la sua filosofia “chiavi in mano” si occupa della nascita del concept, attraverso la creazione del progetto; della gestione (curando l’allestimento, la consegna e il montaggio); e della manutenzione.

Per garantire l’apertura nell’arco di due settimane dei sei store
Coin (aperture avvenute, appunto, tra il dal 7 al 21 Aprile), New Store Europe Italia ha coinvolto più di 100 installatori, movimentato oltre 70 bilici di merce e montato circa 14.500 elementi d’arredo fra ripiani, pannelli e pedane.

Iper lancia Iper Kids

Garantire una corretta nutrizione senza rinunciare al gusto e al divertimento: questo l’obiettivo di Iper, La grande i nella nuova linea per bambini Iper Kids.

Si tratta di 26 referenze –snack, dolci, surgelati, fazzoletti, spazzolino da denti e dentifricio- caratterizzate da un equilibrato apporto di ingredienti: non ci sono grassi idrogenati, né coloranti artificiali né conservanti.

Inoltre, tutte le confezioni, sulle quali è riportata l’immagine di Scooby-Doo, indicano “la giusta porzione” in modo da aiutare bambini (e genitori) a nutrirsi in maniera corretta.

“Grazie a Scooby-Doo, la marca di Iper diviene immediatamente familiare e appetibile al consumatore, mentre la qualità di Iper non fa che rinforzare ulteriormente il percepito positivo del nostro personaggio -commenta Maurizio Distefano, General Manager Italy e Agent Markets di Warner Bros. Consumer Products-. Si crea, così un legame funzionale e emozionale tra consumatore e prodotto acquistato, che unisce alla qualità della marca Iper i valori positivi e la riconoscibilità della brand equity di Scooby-Doo”.

P&G batte le stime sull’utile netto per azione

Il fatturato netto di P&G è aumentato del 7% per il trimestre, a 19,2 miliardi dollari, grazie alla crescita in volume del 7%. La crescita organica del fatturato organico, che esclude l'impatto di  acquisizioni, dismissione e cambi, è stata del 4%.
L'aumento dei volumi è guidato da un programma di forte innovazione, una maggiore attività di marketing e supporto di merchandising. Le iniziative chiave lanciate in questo trimestre per l'Europa occidentale comprendono Always Simply Fit e Pampers Underjams.
"Siamo molto soddisfatti dei risultati di questo trimestre -ha detto Bob McDonald, presidente del Cda e Ceo- La crescita del volume è stata sostenuta come conseguenza dell'accelerazione del ritmo di innovazione e supporto di marketing. Solidi risultati nel fatturato unitamente ad una attenzione ai costi e agli sforzi di produttività, ci hanno permesso di superare i nostri obiettivi negli utili per azione. La nostra principale strategia di crescita  -  migliorare la vita di più consumatori, in più parti del mondo, in modo più completo - sta funzionando".

Dividendo in crescita da 54 anni
Sulla base della forza dei suoi risultati di business e dei risultati di cassa, P&G ha annunciato un aumento del 9,5% del suo dividendo trimestrale, all'inizio di questo mese. Questo è il 120° anno consecutivo - dal momento che P&G è stata costituita come società di capitale nel 1890 - in cui l' azienda ha versato un dividendo e il 54 anno consecutivo in cui il dividendo è aumentato. Nel corso degli ultimi 54 anni, il dividendo P&G è cresciuto a un tasso composto annuo di circa il 9,5%. Inoltre, la P&G ha aumentato a circa 6 miliardi dollari le sue previsioni per il riacquisto di azioni per l'anno fiscale 2010, in aumento rispetto alla stima precedente che era di circa 5 miliardi di dollari.

Come è valutata l’offerta di abbigliamento di Tesco

Assirm, caos calmo sui consumi

L'espressione più brillante è venuta dalla sala, quando, nel corso del convegno su Le domande del consumatore e le prospettive dei consumi proposta dal Centro studi e formazione Assirm e tenutasi ieri a Milano si è proposto di cambiare la definizione del mood di consumo presentato dagli analisti: invece di "calma piatta", "caos calmo", perché a fronte di dati di mercato più o meno stabili si nascondono movimenti sotterranei che fanno sottendere mutamenti strutturali. La crisi insomma ha lasciato un segno definitivo, come ha sottolineato nella sua apertura ai lavori il presidente di Assirm, Silvestre Bertolini (nella foto) e ribadito  il direttore del centro studi e formazione Assirm, Claudio Bosio.


I dati dei settori

IRI ha presentato le rilevazioni riguardanti il food: 46 miliardi il giro di affari nel 2009, con una crescita a volume del 2,5% e pressi fermi. I consumi però si sono radicalizzati: crescono i primi prezzi e il discount ma anche i prodotti premium a più alta valenza salutistica.
Nielsen ha presentato i dati del non food, in leggera crescita(+0,4%) rispetto all'anno precedente. 12 miliardi circa il giro d'affari, con toiletry in leggera crescita e cura casa in flessione. Crescono pressione promozionale e Pl.
Di downgrading del carrello ha parlato Gfk Eurisko, che ha messo anche in luce come il fenomeno della quarta settimana si sia accentuato. La diminuzione di acquisti nell'ultima parte del mese è superiore del 25% rispetto a quella registrata nella prima parte.
Venendo a tre settori specifici, Sita Ricerca si è occupata del mercato dell'abbigliameno e delle calzature, che ha continuato a flettere, con un fenomeno che ormai si registra dall'introduzione dell'euro. In controtendenza solo gli accessori. Le previsioni sono di un'ulteriore discesa dei consumi anche nel 2010 anche se le prospettive per l'alta gamma appaiono migliori.
In ottima salute il mercato della salute: Ims Health segnala crescite a valore del 4,4% e a volume del 3,3% per i farmaci e il parafarmaco. Il trend dovrebbe proseguire anche se i farmaci di autocura non potranno presumibilmente aumentare ancora i loro prezzi.

Infine, l'elettronica ed elettrodomestici, analizzate da Gfk Retail and Technology, vedono la crescita di un solo comparto: quello delle Tv, trainato dallo switch verso il digitale. La grande crescita delle vendite ha portato l'intero settore di elettronica ed elettrodomestici a limitare la diminuzione del giro d'affari all'1,6%. Per i prossimi mesi i Mondiali aiuteranno...
Sul prossimo numero cartaceo di Gdoweek pubblicheremo alcuni dei dati più significativi presentati al convegno Assirm.

Gli italiani vanno a caccia dei prodotti low cost

Sotto la superficie di un'apparente calma piatta, ovvero una crescita ridotta ai minimi termini, il mondo del consumo è in realtà attraversato da una serie di microfenomeni destinati a perdurare anche quando arriverà la ripresa economica. In particolare, secondo quanto rilevato dall'Osservatorio sui consumi 2009 organizzato Assirm, la crisi sembra aver definitivamente convinto gli italiani a prestare più attenzione al portafoglio. La tendenza appare evidente soprattutto nel food confezionato, che in Italia nel 2009 ha messo a segno un fatturato di 46 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% rispetto al 2008. Ma l'incremento appare “drogato” dalla corsa alle promozioni e dalla crescita delle private label: la crescita dei volumi del 2,5% è stata sostenuta infatti da prezzi deboli (+0,1%), al di sotto del valore statistico dell'inflazione, effetto anche del ribasso delle commodities alimentari a livello mondiale.

Il fenomeno private label
Scendendo più nel dettaglio, i consumatori italiani hanno premiato in questa fase soprattutto le private label, ovvero le marche della grande distribuzione organizzata, che nel 2009 hanno conosciuto un aumento di 10 punti percentuali nel food, coprendo ormai una quota 14,5% del mercato e andando ormai a intaccare anche la forza dei brand leader. Discorso simile nel largo consumo non food, dove le marche private raggiungono addirittura il 18,5% del fatturato complessivo. Alla faccia dei discorsi accademici che raccomandano alle aziende di investire sui propri marchi e fidelizzare i propri clienti «Le private label hanno successo perché preservano un'immagine di qualità del prodotto - ha spiegato Francesco Franceschini, di SymhonyIri Group - che può essere così acquistato in sostituzione di quelli delle marche tradizionali». I grandi nomi del food e non, nonostante tutte le promesse che si sono sentite negli ultimi tempi sulla necessità di difendere i margini, hanno reagito con l'arma tradizionale a disposizione, quella delle promozioni (+6% tra i prodotti leader), che ormai rappresentano circa un quarto dei volumi acquistati dai consumatori italiani.

Poca innovazione
Molto ridotta, al contrario, l'enfasi sulla innovazione di prodotto, anche qui a dispetto delle tante parole sentite in convegni e articoli di settore: le nuove referenze food immesse sul mercato nel 2009 sono state inferiori all'1% del totale, mentre negli anni scorsi ci si aggirava intorno al 3%. L'unico prodotto che sembra aver davvero sbancato il mercato italiano nel 2009 - sebbene non esattamente una novità - è quello dei disinfettanti per le mani che, sull'onda del panico per l'influenza suina, ha registrato un incremento dei volumi del 508%.

Consumatori più razionali o più poveri?
Dal canto loro i consumatori tendono, a fronte di un budget stabile, a diminuire lo scontrino medio e ad aumentare la frequenza delle proprie spese; per quanto riguarda invece il non food è sempre più privilegiato l'acquisto in negozi specializzati e discount, anche qui alla caccia di sconti e promozioni. Pure nell'abbigliamento una ricerca Sita segnala nel 2009 la crisi per i capi di fascia alta e un crescente successo del fenomeno fast fashion (ovvero low cost). Un po' a sorpresa però, secondo l'analisi di Assirm, tutti questi segnali starebbero a indicare soprattutto una maggiore razionalità dei consumatori - che pianificherebbero con più attenzione i propri acquisti - piuttosto che il “disperato” tentativo degli italiani medi di difendere il proprio sempre più basso potere d'acquisto attraverso la caccia alle promozioni e ai prodotti private label.

2010 con poca crescita
Le prospettive per il 2010 sono più o meno le stesse per tutti i settori: il potere d'acquisto dei consumatori rimarrà debole limitando un ulteriore sviluppo dei consumi interni. I primi mesi dell'anno in corso hanno inoltre confermato come il fenomeno private label sia destinato ad aumentare di consistenza (l'Italia d'altronde non ha toccato i livelli di paesi come Francia e Gran Bretagna), così come quello dei negozi specializzati. Da valutare l'impatto del prezzo dei prodotti alimentari, che torneranno a crescere dalla tarda primavera in poi.

La Regione Piemonte revoca le autorizzazioni per i centri commerciali

Su iniziativa del neo assessore regionale al Commercio William Casoni, lo scorso 26 aprile, è stata presentata, discussa e approvata  in Giunta Regionale la delibera che segna il profondo cambio di rotta per il commercio subalpino, voluto dalla nuova Amministrazione guidata da Roberto Cota.

Maggiore coordinamento del settore

Il provvedimento, in sintonia con la normativa esistente e le direttive comunitarie, revoca le precedenti Deliberazioni della Giunta regionale n. 100-13283 del 3 agosto 2004 e 66-13719 del 29 marzo 2010 (relative a disposizioni e successive integrazioni in merito al rilascio di nuove autorizzazioni per le grandi strutture di vendita) e, motivando la delibera con la necessità di un maggiore e più efficace coordinamento, non dà ulteriore corso alle istanze fino ad oggi pervenute e non ancora concluse.
Il comunicato stampa della Regione Piemonte, riporta anche le dichiarazioni di Casoni relative alla sua visione del settore. “L’eccessiva proliferazione di grandi centri commerciali negli ultimi anni –ha commentato l’assessore Casoni– ha segnato con profonda negatività il piccolo commercio e la vita sociale dei centri storici in tutto il Piemonte, dalle grandi località fino nei più piccoli paesi delle nostre provincie. Abbiamo quindi ritenuto estremamente importante inviare da subito un segnale chiaro del cambio di rotta e di una maggiore attenzione della nuova Amministrazione nei confronti del commercio. Ora, a tutte le istanze per l’apertura di grandi strutture di vendita non ancora concluse, non verrà dato seguito e, altresì, torneremo ad un ragionamento di sviluppo dell’esistente e di un maggiore radicamento sul territorio, nei centri storici e nei piccoli paesi, con un maggiore e più efficace coordinamento”.

Emi, nuovo marchio ombrello per Gmf – Gruppo Unicomm

Nel panorama della distribuzione organizzata italiana nasce una nuova insegna: è Emi, il marchio ombrello realizzato da Gmf, Grandi Magazzini Fioroni (aderente a Gruppo Unicomm di Vicenza, associato Selex), per dare uniformità e coerenza alla rete di vendita.
La nuova insegna coinvolgerà oltre 50 punti di vendita in Umbria, Toscana, Alto Lazio e Marche, e sarà declinata a seconda del format: Emi Superstore, Emi Supermercato, Emi Market, Emi Spesa. Il pay off comune, Mi piace, Mi conviene, sintetizza l’orientamento qualitativo e l’impegno sul fronte del contenimento dei prezzi.
“Si tratta di un primo passo della nostra strategia di riposizionamento che interesserà tutta la nostra rete commerciale -spiega Giancarlo Paola, direttore di Gmf-. Accanto a un programma di nuove aperture, stiamo avviando infatti un rinnovamento dei punti di vendita esistenti, per offrire alla clientela una scelta ancora più articolata, con una proposta mirata e in linea con le tendenze e con le caratteristiche del territorio".

In provincia di Perugia il primo Emi

Il primo punto di vendita targato Emi è il supermercato che sarà inaugurato 29 aprile, a San Mariano di Corciano (Pg).
Sviluppato  su una superficie di 1.500 mq, oltre al reparto pescheria, con anche uno spazio friggitoria, il supermercato propone la macelleria, la gastronomia e latticini, l’ortofrutta e la panetteria, reparti in cui  è riservata una particolare atenzione ai prodotti tipici locali.

Il nuovo supermercato è realizzato con soluzioni intelligenti e rispettose dell’ambiente, nell’ottica della sostenibilità: dai pannelli solari per la produzione di energia ai macchinari elettrici tarati sul minore consumo possibile.
Una piattaforma dei freschi di 10mila mq, inaugurata a Madonna del Piano (Pg) lo scorso gennaio, tecnologicamente avanzata, consente di gestire al meglio la catena del freddo nel rifornimento di tutta la rete di vendita e di rafforzare ulteriormente la collaborazione con i produttori locali.

I numeri di Gfm e del Gruppo Selex

Gmf, che prevede 4 nuove aperture e 12
ristrutturazioni (supermercati e discount) nel 2010, è presente in 7 regioni e copre 25 province, con una rete multicanale: dai cash&carry ai discount, dai negozi di vicinato agli ipermercati, con circa 5.700 dipendenti.
Il Gruppo Selex opera sull’intero territorio nazionale con 3.254 punti di vendita, per un fatturato al consumo 2009 di 8,5 miliardi di euro e 30mila addetti. In termini di quota di mercato italiano, il Gruppo rappresenta il 9,5% (Fonte: Iri), che lo colloca al terzo posto tra le organizzazioni del commercio moderno.

Nuova linea produttiva per frollini di Balocco

La nuova linea di produzione Balocco, che fa salire a otto gli impianti installati nel sito produttivo di Fossano, è composta da un sistema di impasto, un forno con una superficie di cottura di 112 mq e da un sistema automatico di confezionamento. Produrrà 60 tonnellate di biscotti frollini al giorno, portando il totale della capacità produttiva giornaliera del reparto biscotti della Balocco a 150 tonnellate al giorno.
In caso di massimo sfruttamento della capacità produttiva (330 giorni lavorativi su 365) su base annua si potranno contare oltre 70 milioni di confezioni da 700g di frollini.

Negli ultimi anni, infatti, l’azienda nota per i dolci da ricorrenza ha deciso strategicamente di diversificare e sviluppare il proprio business nel mercato dei prodotti continuativi, frollini in particolare, tanto che oggi la divisione è arrivata a rappresentare il 50% circa del fatturato. Ed è in questa direzione che Balocco intende proseguire per la crescita futura.

Un 2009 molto positivo
Il fatturato 2009 ha registrato 118 milioni di euro segnando un +14% tanto più fuori dal comune essendo stato realizzato nell'annus horribilis. Si tratta del culmine di un processo di crescita complessiva dell’azienda a tutti i livelli, nella produzione e nell’organico. In 5 anni la produzione è aumentata del 75%, passando dalle 23.000 tonnellate del 2005 alle 40.000 del 2009 (+15% rispetto al 2008) e nello stesso periodo l’organico medio è salito di oltre 55 dipendenti: un dato molto positivo anche per la ricaduta occupazionale sull’intero territorio, infatti oggi Balocco impiega un organico medio di circa 307 addetti (con punte di 370 nel periodo natalizio).

Sony promuove Road to Zero per la salvaguardia ambientale

Sony Corporation ha presentato il piano ambientale Road to Zero. Il programma, che ambisce al raggiungimento di un impatto ambientale pari a zero entro il 2050, sfrutta i metodi di backcasting (calcolo a ritroso) per fissare obiettivi ambientali specifici a medio termine per i prossimi cinque anni, in linea con l'obiettivo principale a lungo termine.

Impronta ecologica

Il significato attribuito da Sony al concetto di “impronta ecologica a impatto zero” non si limita all'eliminazione delle emissioni di anidride carbonica, ma include anche il settore dello smaltimento e del riciclo di materiali finiti, come la plastica vergine derivata dal petrolio.
Gli obiettivi si fondano su quattro aspetti ambientali - cambiamenti climatici, conservazione delle risorse, sostanze chimiche e biodiversità - che riguardano l'intero ciclo di vita dei prodotti, dalle attività di ricerca e sviluppo al riciclo. Gli obiettivi a medio termine saranno perseguiti a livello globale da tutto il Gruppo Sony a partire dall'esercizio 2011 (aprile), fino alla fine dell'esercizio 2015 (marzo 2016), quando saranno fissati nuovi traguardi da raggiungere entro i successivi 5 anni.

“Ci stiamo impegnando a fondo per mettere a disposizione il nostro spirito innovativo e le nostre conoscenze tecnologiche per affrontare le sfide ambientali - affermato Howard Stinger, Chairman, CEO e Presidente di Sony Corporation-. Dallo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie ad alta efficienza energetica, al miglioramento dei processi di lavorazione e produzione, agiremo in modo risoluto per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo prefissati e per creare, allo stesso tempo, un modello di comportamento da seguire in tutte le nostre attività”.

Sony ha già registrato importanti progressi, a livello mondiale, nella riduzione del proprio impatto ambientale. Tra il 2000 e il 2009, ad esempio, le sedi di Sony in Europa hanno ridotto di circa il 93% le proprie emissioni di CO2, derivanti dall'impiego di elettricità e dal riscaldamento delle strutture. Inoltre, gran parte dei TV della gamma Sony BRAVIA è certificato Ecolabel,  un'etichetta ecosostenibile introdotta dall'Unione Europea per certificare i prodotti più verdi ed ecocompatibili, che rispettano rigidi criteri ambientali.
Sony Europe è anche uno dei membri fondatori della piattaforma europea per il riciclo European Recycling Platform (ERP). Operativa a pieno regime in 11 paesi europei, la ERP gestisce efficacemente la raccolta e il riciclo di tutti i prodotti elettronici eliminati dai consumatori. Nel 2008, sono state raccolte e riciclate per conto di Sony circa 60.000 tonnellate di rifiuti elettronici in 20 paesi europei.

Approvazione del WWF

Gli obiettivi di riduzione delle emissioni dei gas serra e del consumo di elettricità fissati da Sony per l'esercizio fiscale 2015, sono stati rivisti e approvati dal World Wide Fund for Nature (WWF), a testimonianza dell'impegno assunto dal Gruppo nell'ambito del programma internazionale Climate Savers. Dal 2006, infatti, Sony è membro del programma Climate Savers promosso da WWF International per sensibilizzare le aziende alla riduzione dei gas serra.

Nuovo Ad per Briko: Gianluca Pellegrinelli

Da pochi giorni il nuovo Ad Briko, il brand leader nella produzione di abbigliamento e accessori per gli sport invernali e per il ciclismo è Gianluca Pellegrinelli. La società Briko srl fa capo al Gruppo BHolding della famiglia Boroli.
Nato a Mantova nel 1964 ma cresciuto in Veneto, Gianluca Pellegrinelli, dopo il diploma di perito elettrotecnico inizia una carriera lavorativa con una forte formazione di base consolidata nell’area commerciale del largo consumo, con esperienze in Procter&Gamble Italia e Montenegro. Un know how sviluppato ed esportato con successo nel settore dell’articolo sportivo, prima nell’area produttiva/industriale del Gruppo Tecnica spa con l’incarico della direzione vendite Italia e poi commerciale/distributiva in Intersport Italia dove Pellegrinelli ricopre le cariche di direttore generale e di amministratore delegato.

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