Per il libero servizio il caseificio Mario Costa realizza nuovi pack per gorgonzola dolce e piccante: la vaschetta nel nuovo formato, rivista anche nel suo aspetto grafico, passa dai 200 g ai 150 g a peso fisso. “È stata studiata appositamente per raggiungere meglio i mercati esteri - spiega Davide Fileppo Zop (in foto), consigliere delegato dell’azienda novarese- dove ancora questo prodotto non è sufficientemente noto. Non si tratta soltanto di un’innovazione di formato, ma anche di tipologia di prodotto. L’idea nuova di Costa è quella di porzionare con la massima cura anche la variante più cremosa che ha fatto la fortuna di questa dop”. Il mercato estero per l’azienda costituisce il 30% del volume di affari. Ha già conquistato Svizzera, Francia e Regno Unito, ma punta anche alla Spagna.
Arborea lancia yogurt e mozzarella in vaschetta
Arborea amplia l’offerta merceologica e presenta nuove categorie di prodotto: lo yogurt con latte italiano nel formato da 125 gr, le mozzarelle in vaschetta per il libero servizio nei formati da 200 g e 125 g e il nuovo pack del latte ad alta digeribilità da 1 e 1,5 litri, con contenuto di lattosio ancora più basso. “L’80% del nostro fatturato proviene dalla Sardegna - afferma Francesco Casula (in foto), direttore generale dell’azienda - ma negli ultimi cinque anni siamo cresciuti anche nel sud Italia. La Sicilia è il nostro primo mercato extra Sardegna”. Arborea è presente in Libia, ma l’estero rimane “un mercato marginale”, così come il nord Italia dove “c’è troppa concorrenza”.
Le priorità di Parmacotto sono servizio ed export
Offrire prodotti in linea con le aspettative del consumatore moderno, senza snaturare la componente tradizionale del prodotto. Una mission che Parmacotto vuole portare avanti sia sul mercato domestico che all’estero, con un approccio articolato sui tre brand aziendali, Parmacotto, Salumeria Rosi Parmacotto e Piacenti. “Guardiamo con interesse alle nuove modalità di consumo – dichiara Stefania Rosi (in foto), direttore marketing di Parmacotto – verso le quali ci rivolgiamo con le nostre novità, la gamma di formaggi Fette Sottili e i Petali, quadretti di cotto in vaschetta, versatili e leggeri. Crediamo, altresì, che i salumi siano un veicolo eccezionale di diffusione di cultura alimentare italiana all’estero: oggi l’export pesa per il 12% sul nostro fatturato, ma stiamo lavorando per incrementare la nostra presenza, con la recente apertura di due filiali (Usa e Francia) e la realizzazione di una rete di vendita in Germania, i nostri mercati più importanti”.
Simply Sma sceglie IBC per gestire la carta fedeltà Nectar
Simply Sma ha scelto IBC per gestire la carta Nectar, il nuovo programma fedeltà multi-brand che permette di accumulare punti per una stessa raccolta e sulla stessa fidelity in punti vendita di diverse società (Simply Sma, Api IP, Auchan, UniEuro, PC City, So Oney e Hertz). I clienti, inoltre, possono guadagnare più rapidamente i punti acquistando online tramite il sito www.nectar.it.
Gestiti i dati di 920 pdv
IBC ha contribuito alla realizzazione di questo progetto come partner tecnologico del Gruppo Simply Sma. IBC, infatti, gestisce tutti i dati provenienti dagli oltre 680 pdv diretti e affiliati a insegna Simply, Ipersimply, Punto e dai pdv di alcuni master, per un totale di 920 pdv. La soluzione IBC adottata è il software Web Tessere che prevede l'elaborazione e gestione di tutti i data collect provenienti dai negozi, anche con soluzioni cassa differenti da NCR, la loro normalizzazione e la comunicazione verso i sistemi di Nectar e viceversa.
Nuovi partner Nectar
Partita il 1° marzo la sottoscrizione delle carte fedeltà Nectar, ha già raggiunto in un mese 2,8 mln di carte attive. L'obiettivo del primo anno era, infatti, quello di raggiungere 5 milioni di carte attive. E solo nel mese di marzo ne sono state attivate più della metà presso i 5.000 punti di vendita dei partner Nectar.
L'offerta online, in costante evoluzione, è sempre più interessante grazie all'ingresso di nuovi partner nel settore del turismo quali Alitalia e Lastminute o in settori differenti come lafeltrinelli.it.
I brand delle insegne cercano e trovano nuove strade di business
L’evoluzione della marca commerciale è guidata da una sempre più sofisticata diversificazione, realizzata in base a ponderate strategie di marketing da parte delle insegne.
Inquadrare un fenomeno come quello della marca privata, divenuto via via sempre più imponente, è davvero complesso, per l’estrema varietà delle scelte effettuate dal retail. C’è chi le fa produrre in outsourcing e chi le fa da sé. Chi le “tratta” come perno di una vera e propria strategia per garantirsi visibilità e fidelizzazione, chi le inserisce semplicemente perché è un must.
Superata la fase tattica del “me too”, l’evoluzione verso una strategia d’insegna, che ha richiesto diversi anni, oggi ha assunto un ruolo primario per diverse insegne. Al punto che ogni catena ha un’equipe dedicata, che include almeno tre figure manageriali:
marketing, buyer di categoria o category manager e controllo qualità. Ma come nasce una private label? Chi sceglie quale prodotto deve entrare in assortimento? Chi ne definisce gli obiettivi?
Sommario
Quale manager per la Private label
La Brand image d’insegna
Le brand della gdo diventano insegne
La ristorazione nuova frontiera
Da brand store a store brand - il non food
Da brand store a store brand - il food
Prodotti food e non ... da un super all’altro
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Allegati
- I brand delle insegne cercano e trovano nuove strade di business
- Dossier | Strategie sempre più sofisticate dietro l\'evoluzione della marca commerciale | Gdoweek | 19 aprile 2010 |
Le chiameremo enoteche: da semplice negozio a learning and experience
Il vino è diventato oggi, in Italia e non, una scelta consapevole ed edonistica di piacere e cultura. Un piacere trasversale per età e reddito.
L'evoluzione che ha interessato il canale enoteca negli ultimi decenni è figlia della più consistente metamorfosi dell'intero wine business. I consumi, nell'ultimo decennio si sono profondamente modificati. Gli ultimi dati mostrano come diminuisce il consumo di vini di minor qualità (senza denominazione, in brik), ed aumenta invece quello riferito ai prodotti di maggior pregio, con denominazione (Fonte: Centro Studi Vinitaly 2009). Uno studio recentemente realizzato da Focus Management per Magistra Vini ha approfondito le principali dinamiche intervenute nel settore ed ha scandagliato lo scenario evolutivo della distribuzione vinicola nazionale.
Il primo dato che emerge dalla ricerca è la grande confusione che regna nel settore.
Sommario
I canali distributivi
Nuove opportunità
Le enoteche classiche
Punti d'aggregazione
Ricerca: Reparto enoteca, strategico per immagine e marginalità
La cultura del buon vino è anche in gdo
Lavinia, megastore del vino con ristorazione ed eventi
City Winery di New York, dove si brinda al connubio vincente tra vino e musica
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Prossimità il retail prossimo venturo
Donne che lavorano, invecchiamento della popolazione,
crescita dei single, aumento della benzina e conseguente
riduzione dell’uso delle auto: tutti fattori che spingono con sempre maggior vigore l’affermazione di formule di vendita con un forte contenuto di servizio. È il nuovo volto della prossimità nel contesto europeo, sempre più “ispirata” al modello inglese di convenience, che, soprattutto le insegne francesi -Carrefour e Monoprix in testa, cui si aggiungono firme come Billa e Delhaize
group e Louis Delhaize- stanno traducendo in nuove segmentazioni, differenziate per location, prezzi, porzioni di assortimento e servizi. Il fascino delle piccole superfici sta ammaliando gli stessi retailer inglesi: il successo di Tesco Express ha spinto Asda a dichiarare come priorità del 2010 l’apertura di store di piccole dimensioni in città, mentre Waitrose
sta testando superfici di 500-700 mq per rendersi più accessibile.
Sommario
Differenziare i format sotto un unico brand
Food-to-go e ristorazione
Carburanti e convenience
Convenience sotto unico brand
Convenience tecnologico
Convenience discount
Convenience ristorazione
Convenience d’antan
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Allegati
- Prossimità il retail prossimo venturo
- Cover story | Cambiamenti demografici e di stile di vita inducono a formule di vendita più vicine | Gdoweek | 22 marzo 2010 |
I nuovi matrimoni tra retailer
Nuove opportunità di partnership si aprono ai retailer per dare valore alla shopping experience.
Così crescono i corner e gli shop-in-shop, territori sempre
più interessanti da esplorare per la loro capacità di garantire
varietà, attrazione e specializzazione agli store delle insegne
despecializzate, in linea con quanto già da tempo
avviene all’estero soprattutto nei department store, che si
“combattono” a suon di aree personalizzate di brand premium
e innovativi. Oggi, però, stiamo assistendo a cambiamenti
importanti, dettati dalla stessa necessità dei department
store italiani di differenziarsi: così accanto a brand di
abbigliamento -dai nomi prestigiosi del lusso, sempre più
presenti con capi selezionati e seconde linee, a quelli più
trendy e frutto di scouting- cresce il numero dei retailer specializzati
che aprono spazi di dimensioni importanti presso
altre insegne.
Sommario
Formati di retailer per retailer
Vantaggi e svantaggi
Corner a marchio con consulenza brandizzata
Coop
Salmoiraghi & Viganò
Yamamay
Stefanel
Mango
Coin
Rinascente
Harrods
Mediamarket
Ikea
Auchan e Carrefour
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Allegati
- I nuovi matrimoni tra retailer
- Dossier | Nuove opportunità di partneship si aprono ai retailer | Gdoweek | 1 marzo 2010 |
Assistenza, la confusione è garantita
Trattati alla stregua di allievi non troppo diligenti, i retailer dell’elettronica di consumo devono fare ... gli esami di riparazione. A giudicarle l’Antitrust che, a seguito di una serie di segnalazioni di clienti, che lamentano comportamenti in materia
di prestazione della garanzia in violazione del codice sul consumo, sta indagando sette aziende. In particolare ai retailer (si tratta delle società che
gestiscono le insegne Media World, Unieuro, Marco Polo Expert, Euronics, Trony) si imputa di non aver dato una chiara informativa alla clientela sui diritti in tema di garanzie, di aver tenuto comportamenti tesi a convincere i clienti a rivolgersi direttamente ai centri assistenza dei produttori,
di avere tempi lunghissimi per la riparazione dei
guasti e, infine, di non sostituire i prodotti difettosi
quando i guasti siano tali da non rendere tempestiva
o conveniente la riparazione.
Sommario
I problemi normativi
La legge
Concertazione
Pierluigi Bernasconi, Ad Media Market: “Normativa fatta su misura per l’auto”
Paolo Martinello, Presidente Altroconsumo: “Prendiamo esempio dalla Germania”
Andrea Fortis, Ad Estendo: “Un tecnico sa sempre la causa del difetto”
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Allegati
- Assistenza, la confusione è garantita
- Cover story | Esami di riparazione per i retailer del largo consumo sul tema assistenza | Gdoweek | 1 marzo 2010 |
Vini rossi fini, leve vincenti: territorio e qualità/prezzo
Più forte della crisi il vino continua a muoversi agevolmente tra gli scaffali della distribuzione moderna. Il rosso, da sempre tipologia preferita dai nostri connazionali (realizza circa il 65% delle vendite complessive di vino in Italia), mantiene pressoché intatto il suo appeal di prodotto versatile, adatto in molteplici occasioni di consumo, a tavola e fuori dai pasti canonici.
Il temuto crollo delle vendite del 2009, per un bene in molti casi considerato voluttuario quindi esposto ai tagli delle famiglie alle prese con il ridimensionamento dei bilanci di casa, non si è verificato. Come confermano anche i dati iri infoscan per Vinitaly, che evidenziano una crescita complessiva del 2,5% del comparto, pari a oltre 1,4 miliardi di euro, di cui il 75% a favore di vini Doc, Docg e Igt. Anzi, sono state proprio queste tipologie,
i cosiddetti vini fini, ad aver registrato le migliori performance: +4,9% quelli con un prezzo medio di 4,06 euro (equivale a un prezzo a bottiglia di circa 3 euro) e +8,5% quelli con un prezzo medio di 9,30 euro (equivale a un prezzo a bottiglia di circa 7 euro).
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Additivi bucato concentrati su innovazioni e promozioni
Gli additivi smacchianti,
disinfettanti e salvacolore continuano a
esercitare un discreto appeal sui consumatori,
che ne riconoscono l’efficacia
sinergica nei confronti dei semplici
detersivi, in termini di incremento della
loro forza pulente, oltre a un forte vantaggio in termini di
semplificazione operativa e di risparmio di tempo
e denaro (evitano, infatti, la fase di prelavaggio).
La categoria sembra non avere ancora
esaurito l’onda lunga della crescita, registrando
differenziali positivi, soprattutto in termini di volumi;
sul fronte dei valori, invece, l’accresciuta
tensione promozionale -generata anche dall’incremento
del numero dei player
in gioco- oggi consente
soltanto di consolidare
la cifra d’affari raggiunta. È prevedibile che si stia andando verso una fase di stabilizzazione.
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Allegati
- Additivi bucato concentrati su innovazioni e promozioni
- Mercato | Gdoweek | 15 marzo 2010 |
Acque minerali, il rallentamento è naturale
Sotto attacco da due fronti, quello aperto
dalla cosiddetta “acqua del sindaco” (l’uso
dell’acqua del rubinetto perché più economica
ed ecologica, si veda anche Gdoweek
n° 8 2010 dell’1 marzo) e quello delle
caraffe filtranti, l’acqua minerale riesce a
difendersi con qualche affanno, spuntando
su base annua un risultato di vendita lievemente positivo,
ottenuto con un sacrificio sui prezzi. Il reparto
è notoriamente tra i più problematici in gdo, perché,
pur essendo quello in termini assoluti più importante
per il fatturato, non è di sicuro tra i più redditizi, visto lo
spazio che richiede a fronte di una marginalità ridotta
ai minimi termini. Una commodity di cui un pdv non
può fare a meno, ma guardato spesso con sufficienza,
con scelte espositive che talora apparirebbero più
adatte in un hard discount. C’è però da dire che alcuni
esperimenti di dare vita a una sorta di “boutique”
dell’acqua non hanno avuto un gran successo: un cliente
attratto da una bella bottiglia una volta può anche pagarla
tre o quattro euro, ma non lo fa la seconda. Anche
se il processo di concentrazione tra imbottigliatori sta
continuando (i primi tre produttori ottengono con i loro
marchi il 45,2% del mercato), rimane il fatto che anche la
più ampia superficie commerciale non riesce a proporre
oltre il 15% delle oltre 250 etichette canalizzate in gdo. Il
mercato, infine, è caratterizzato ancora dalla presenza di
marchi molto forti localmente, ma con distribuzione limitata
ad aree geografiche che consentano di contenere i
costi di trasporto e, quindi, di presentarsi sugli scaffali a
un prezzo concorrenziale.
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Allegati
- Acque minerali, il rallentamento è naturale
- Mercato | Gdoweek | 5 aprile 2010 |
Trimestre denso di promozioni da parte Euronics
Partono oggi e dureranno fino al 31 agosto diverse iniziative promozionali ideate da Euronics Italia per movimentare il business, gli store e il sito web della catena in questo periodo. La prima iniziativa prevede che, a fronte di un acquisto superiore ai 200 euro, in uno degli oltre 270 punti vendita Euronics, sarà possibile vincere due scooter Honda PCX 125 al mese, oltre che partecipare all'estrazione finale di uno scooterone Honda SH3100i registrandosi sul sito www.euronics.it. Allo stesso tempo, in modo incrociato, ed è qui che si rileva una modalità piuttosto innovativa, i clienti che sceglieranno di acquistare un mezzo Honda, presso uno dei 180 concessionari sul territorio italiano, riceveranno un buono sconto del 25% sull'intera gamma di foto e videocamere Samsung, da spendere sul sito di Euronics.
Oltre a Honda, partner di questa operazione sono: Agos Ducato, sul fronte dei finanziamenti, e ovviamente Samsung.
L'occasione dei Mondiali
Queste operazioni si aggiungono all'iniziativa Campione degli incentivi con sconti subito fino a 400 euro, che la catena guidata dal presidente Albino Sonato ha progettato in vista degli imminenti Mondiali di calcio.
“Il nostro obiettivo, quest'anno, è fare di più -precisa Sonato-, vogliamo crescere non solo nel settore audio video, ma anche in altri segmenti non strettamente legati all'evento sportivo, proprio per rispondere alle diverse esigenze di mercato. Per questo abbiamo studiato una promozione adatta a tutti e rivolta a più settori tecnologici”.
Promozioni al femminile
Rientra in quest'ottica il concorso dedicato principalmente alle donne legato al lancio del film Sex and the City 2, i cui trailer sono visibili sugli schermi tv degli store Euronics.
Al film è abbinato un concorso per partecipare all'estrazione di premi quali un notebook HP Mini 210-1099el Vivienne Tam edition, l'esclusiva pochette digitale utilizzata dalle protagoniste del film (in vendita nei negozi) e un viaggio a New York di 5 giorni destinato a 32 persone .
A supporto dell'iniziativa sono stati investiti circa 5 milioni di euro per una massiccia campagna di comunicazione, che prevede 14 milioni di volantini e una pianificazione sulle principali emittenti, oltre che su radio e web.
Marks & Spencer trasforma i suoi Shop your Way in Simply Food store
Gli store Shop your Way, caratterizzati dal claim There’s more than one way to shop at M&S (C'è più di un modo per comprare da M&S), stanno per essere trasformati da Marks & Spencer negli store Simply Food.
Attualmente sono 86 i Simply Food che hanno recepito il tipo di servizio Click-and-collect degli Shop your Way, ma entro la fine dell'estate saranno in totale 144. Il trial avvenuto prima dello scorso Natale aveva riguardato 11 pdv Simply Food.
Click-and-collect prevede l'ordine a mezzo web, telefono o presso il pdv e oltre a essere ritirato in uno qualsiasi degli oltre 600 pdv di Marks & Spencer in Uk e 80 store esteri, può essere anche consegnato a un indirizzo qualunque del suolo britannico, purché si tratti di prodotti non food (vestiario, house care, casalinghi, mobili, tecnologia). Cosa diversa per il ritiro dei prodotti food che può avvenire solo presso uno dei pdv M&S e al massimo 3 giorni dopo l'ordine.
Il costo è di 3 sterline per le consegne entro 3 giorni e di 4,95 per le consegne urgenti del giorno dopo (sempre per prodotti non food). Nel caso di ritiro presso uno dei pdv M&S (quindi vale sempre per gli ordini food) il costo è gratis.
Il servizio è già disponibile anche nei più grandi variety store dell'insegna.
Le vendite attraverso questo canale hanno raggiunto il 27% del totale, pari a 413 milioni di sterline (464 milioni di euro) e il presidente Sir Stuart Rose ha dichiarato che il target di 500 milioni di sterline "è in vista".
La svolta del Gruppo Dinon
Il Gruppo Dinon è sul punto di fare un salto dimensionale cui si è preparata effettuando importanti investimenti. Dopo avere rinforzato l’organizzazione nel corso degli ultimi mesi, con l’inserimento di nuove professionalità a livello marketing e, soprattutto, vendite, Antonio Dinon (nella foto) con il suo team ha dato una nuova impostazione strategica alle marche in portafoglio con l’obiettivo di razionalizzare l’offerta ma soprattutto l'identità di brand, semplificandone il numero e il tipo e specializzandole per canale.
Seagarden e Deligarden i due brand
Si è così recuperato un brand acquisito nel 2004, Seagarden, trasformandolo nel marchio che rappresenta la gastronomia ittica. A questo si è aggiunto il brand Deligarden che invece rappresenta la gastronomia non ittica. Principesca continua a rappresentare l’affumicato, mentre con Brann si punterà alla valorizzazione dello stoccafisso con una serie di novità di prodotto in grado di far risparmiare tempo mantenendo una qualità elevata. Il marchio Dinon verrà invece dedicato al canale horeca. In tutti i casi si è deciso di cambiare la comunicazione on pack, per modificare il percepito da parte del consumatore fornendogli una serie di informazioni sui prodotti, sulla sicurezza e sul modo di cucinarlo. Nella seconda metà dell’anno verranno implementate una serie di iniziative soprattutto all’interno del pdv per valorizzare il cambiamento di strategia in corso mediante l’esposizione e particolari forme di in-store promotion.
Jones Lang LaSalle, il retail tra 10 anni
Attraverso un sito web interattivo, Jones Lang LaSalle lancia Retail
2020, uno studio sul panorama globale del retail nei
prossimi 10 anni. Lo studio analizza i fattori - economici, tecnologici, demografici e culturali - che
prevedibilmente avranno un impatto sul mercato immobiliare retail in Emea entro il 2020 e si interroga su che cosa ci riserva il futuro e come riusciranno i maggiori player a tenere il passo.
Cambiamenti in atto
Robert Bonwell, Ceo Emea Retail di Jones Lang LaSalle, spiega: “Nei prossimi dieci anni, l’intero
panorama globale del settore retail vivrà un periodo di cambiamenti critici. Per proprietari o utilizzatori,
locatori o retailer, le condizioni nella prossima decade saranno più difficili rispetto a quelle che hanno
caratterizzato i dieci anni passati, ma ci saranno anche enormi opportunità per chi saprà allearsi
rapidamente muovendosi in modo radicale ma con discernimento.”
Dieci anni dopo
Retail 2020 esplora i cambiamenti futuri del settore, prendendo in esame aspetti come le location, i
formati, le offerte e le aree geografiche, oltre alla profittabilità (crescita, costi e modelli di business) e viene diffuso attraverso una serie di capitoli, a partire dal 28 maggio. Retail 2020 esce a dieci anni di distanza da Retail Future, 2010 pubblicato nel 2000 da Jones Lang
LaSalle, report che ha anticipato molte delle tendenze che hanno contribuito a delineare il panorama
del mercato retail tra il 2000 e il 2010.
Continua Bonwell: “Uscendo dalla recessione, il settore retail rappresenterà ancora una parte
importante della nostra economia, fornendo crescita, lavoro e un nuovo contesto dinamico per i
consumatori."
Davide Dalmiglio, Head of Retail Capital Markets di Jones Lang LaSalle Italia, dichiara:
"Retail 2020 rappresenta inoltre un nuovo modo di interpretare e leggere le dinamiche del settore,
dimostrando una volta di più il nostro impegno verso un settore che forse più di altri ha subito
evoluzioni e cambiamenti continui nel corso degli anni per quanto riguarda i prodotti, gli utilizzatori e
i format commerciali".
Concorsi internazionali: Roner fa incetta di medaglie d’oro
Le distillerie Roner di Termeno si aggiudicano anche quest’anno riconoscimenti prestigiosi: sono in tutto cinque le medaglie d'oro assegnate all'azienda altoatesina da due tra i più pregiati concorsi internazionali riservati a grappe e distillati.
Il Concours Mondial de
Bruxelles ha visto sul gradino più alto del podio la Grappa Gewürztraminer affinata Roner (a sinistra nella foto),
a cui è stata assegnata la “Great Gold Medal”. Non da meno l’acquavite Apricò, premiata
dalla giuria internazionale con la medaglia d’oro “Gold Medal”.
Risultati lusinghieri sono arrivati all'azienda di Termeno anche in occasione della quinta edizione del concorso Acquaviti d’oro, il più prestigioso concorso
riservato a grappe e distillati che si svolge in Italia.
La medaglia Best Gold per la categoria
“Grappe affinate in legno” è andato alla Grappa Gold (a destra nella foto), grappa dal colore limpido e ambrato
e dall’aroma fragrante, morbido e vanigliato che si aggiudica così il riconoscimento più
alto. Rispettivamente all’interno delle categorie “Grappe giovani” e “Acquaviti di frutta
giovane” è stata assegnata la medaglia d’oro alla Grappa Pinot Noir e all’acquavite di
sorba.
TNT Post lancia conto virtuale ricaricabile
TNT Post ha lanciato MyPost, conto virtuale ricaricabile per la gestione dei servizi postali di professionisti e piccole e medie imprese, che potranno così pagare la posta senza contanti.
Il servizio consente la riduzione delle pratiche amministrative, garantisce il completo controllo nella gestione della spese attraverso un “estratto conto online”, oltre alla possibilità di controllare lo stato delle spedizioni.
L’attivazione, da effettuare presso uno dei punti di accettazione di TNT Post, con un piccolo costo iniziale (una tantum), permette di ricaricare il conto dando la possibilità di utilizzare i servizi Formula Certa, il sistema di recapito a controllo satellitare che certifica la consegna di ogni invio di corrispondenza, di inviare Raccomandate e Formula Simply Direct, l’offerta di TNT Post per il Direct Mailing. Inoltre il prodotto permette un’estinzione libera con rimborso tramite contanti.
Asda in Uk sta per comprare la catena Netto di Dansk Supermarked
Asda ha annunciato un piano per acquisire in Gran Bretagna la catena Netto da Dansk Supermarked. Il cambio di insegna è previsto per l'estate del 2011.
Il presidente e ceo di Asda Andy Clarke ha così commentato "i consumatori potranno beneficiare dei prezzi più bassi e un significativo ampliamento dell'assortimento, accompagnato dalla notevole gamma di servizi che siamo in grado di offrire nei nostri store più piccoli. D'altro canto il managing director di Netto, Claus Juel Jensen ha soggiunto "Netto è una catena profittevole e in più è stata nominata Discounter of the year nel 2009. Essendo uno dei maggiori operatori Asda è la controparte ideale per condurre in porto la nostra acquisizione. Abbiamo prospettive di crescita molto interessanti in Scandinavia e in Nord Europa e penso che occorrerà focalizzarsi su queste aree per sviluppare il business".
Sonae Sierra, 2009 positivo
Sonae Sierra ha archiviato in Italia in Italia un anno positivo nonostante la crisi, con un giro d'affari di 296 milioni di euro (solo 15 in meno del 2008) e margini che hanno ripreso a crescere. I risultati sono stati presentati da Fernando Guedes De Oliveira, ceo di Sonae Sierra insieme a Pietro Malaspina (nella foto). A livello internazionale a dicembre 2009 i centri commerciali di proprietà Sonae in Portogallo, Spagna, Italia, Germania, Grecia, Romania e Brasile ammontavano
a 51, con una Gla totale di oltre due milioni di metri quadrati. due centri commerciali sono in fase di costruzione e dieci sono in diverse
fasi di sviluppo in Portogallo, Italia, Germania, Grecia, Romania e Brasile con una Gla totale di quasi 600.000 metri quadrati.
Ambiente
Sonae per conto terzi gestisce anche altri 17 centri commerciali (Gla di 225.535 metri). Nel 2009, i centri commerciali di proprietà hanno avuto oltre 412 milioni di visite, che salgono a 436 milioni se si considerano i centri gestiti ma non detenuti direttamente.
Importanti i risultati dell'impegno ambientale e sociale, in Italia le emissioni di anidride carbonica sono state ridotte del 50% in tre dei quattro centri posseduti. Sono stati investiti oltre 123mila euro nelle comunità e oltre 1500 ore di aggiornamento al personale. Sonae concluderà entro l'autunno del prossimo anno la costruzione del centro Le Terrazze di La Spezia.
Risultati positivi nel 2009 per Gruppo Coin in crescita del 7,2%
Fatturato consolidato sotto insegna pari a 1.257,6 milioni di euro, in crescita del 7,2% sul 2008; margine operativo lordo a 149,5 milioni (12,5% sulle vendite nette) in crescita del 11,9%; un risultato netto positivo per 44,3 milioni in crescita del +16,0% (38,2 milioni): sono questi i dati del bilancio 2009 di Gruppo Coin, oggi leader nel retail abbigliamento italiano grazie all'acquisizione di Upim, avvenuta formalmente nel dicembre dello scorso anno.
Format vincenti
“Il 2009 è stato un anno molto importante per il Gruppo Coin -ha affermato Stefano Beraldo, A.d. del Gruppo durante un incontro con la stampa in occasione dell'Assemblea degli azionisti- è stato un anno di sfide e di nuove realizzazioni. Abbiamo impresso un'accelerazione al nostro modello di business e, grazie al successo delle nuove formule di Coin e OVS, alla costante attenzione ai processi aziendali e all'allargamento del network dei negozi, abbiamo ottenuto ottimi risultati finanziari e operativi,pur nel corso di un periodo caratterizzato da una generalizzata, grave contrazione dei consumi". Questa operazione ha determinato un eccezionale rafforzamento della rete, già ampia, dei negozi.
Il piano di rilancio del network Upim prosegue con la massima intensità e in anticipo sui nostri programmi: a oggi sono stati già convertiti 34 negozi ex Upim, 26 nel nostro formato OVS industry e 6 in negozi Coin.
"I negozi convertiti -dice ancora Beraldo- stanno evidenziando, nei primi mesi, vendite superiori alle nostre previsioni e in forte crescita rispetto al formato precedente”.
Parallelamente è stata acquisita la gestione di tutti i processi operativi della società con l'obiettivo di integrare più velocemente possibile, indicativamente entro l'estate del 2010, le attività di supporto alla rete di negozi e all'affiliazione all'interno delle strutture operative già presenti nella sede centrale di Gruppo Coin a Venezia-Mestre.
“Per quanto riguarda l'andamento delle vendite -ha concluso Beraldo- siamo molto soddisfatti
dei risultati ottenuti nel primo trimestre con le nostre insegne, che registrano una crescita delle
vendite a parità di rete”.
Crai sale del 4,3% sul 2009 e prevede un +40% per il 2010
Ispirato al modello federale, secondo il quale la centrale dirige e controlla la pianificazione strategica, il Gruppo Crai consolida la sua quota di mercato, con un volume d’affari di 3,65 miliardi di euro (+4,3), messo a segno nel 2009.
Ambiziosi gli obiettivi per il 2010, che prevedono una crescita del 40%, derivante, in primis, dal suo rafforzamento nel canale drug (settore in cui era già presente con Promotre e dove, recentemente, si è consolidata con l’ingresso di Consorzio Progetto 2000: una realtà che, nel 2009, ha registrato un volume d’acquisto pari a 226 milioni di euro, con una crescita continuativa valutata intorno al 10%), dove attualmente Crai si posiziona al secondo posto (dopo Acqua & Sapone) con una quota del 14,2% (dati Gruppo Crai).
“Grazie al canale drug –dichiara Marco Bordoli, A.d. Crai- le sinergie create, in particolare relative agli acquisti e alla logistica, determineranno una crescita di circa il 25% a favore di tutto il gruppo”.
Un’altra parte della crescita deriverà dal rafforzamento delle private label, dove conta 1.325 referenze. “Già nel 2009 –afferma Giuseppe Parolini, direttore marketing Crai- abbiamo registrato una crescita del 14,6%. Attualmente abbiamo in fase di lancio tre nuove linee del segmento salutistico, con prodotti funzionali e biologici, che andranno ad aggiungere plus valore alla nostra marca d’insegna”.
In parallelo, continuerà lo sviluppo rete, incluso quello in sinergia con Simply Sma (5 fino a oggi gli store di soci Crai aperti con questa insegna), che ha visto anche la condivisione della piattaforma logistica di Roma del gruppo francese.
La struttura e i numeri del gruppo
ll Gruppo è formato da Crai Secom, e partecipata al 72% dai poli del territorio e per il rimanente 28% dalla Cooperativa Crai.
Crai conta su una rete di 2.500 punti di vendita, radicata su tutto il territorio nazionale, e costituita per il 70% da supermercati, superette e negozi tradizionali e per il 30%, oltre che dai mercatini in aree di ristoro autostradali di Chef Express, da negozi specialistici (profumeria, igiene casa e persona).
Crai, dal 1994, opera a Malta con 100
punti di vendita e dal 2006 in Svizzera, dove conta 150 pdv nel
Canton Ticino e nei Grigioni Italiani.
Aspiag Service: +3,3% nel 2009
Con un incremento del 3,3%, Aspiag Service (Despar Nordest) archivia il 2009 con un fatturato complessivo di 1.642 milioni di euro e una rete di 196 pdv a insegna Despar, Eurospar ed Interspar.
“Per quanto l’incremento di fatturato sia inferiore alle nostre aspettative, considerato anche l’intesa attività di sviluppo, non possiamo che essere soddisfatti del risultato raggiunto, in questo durissimo periodo di crisi”, precisa l’Ad Harald Antley.
Nel 2009, la rete è passata da 590 store a 609, grazie anche ai 10 supermercati acquisti da Omniscom a inizio anno e a un ampio piano di aperture e ristrutturazioni, che ha visto il rafforzamento dell’insegna Despar Express e di Interspar, grazie a 3 superfici rispettivamente a San Martino Buon Albergo (Vr), Bassano del Grappa (Vi) e Montebelluna (Tv).
In particolare, quest’ultimo store rappresenta un punto di riferimento come prototipo di superstore a basso consumo, per la presenza di un particolare sistema di autoproduzione di energia elettrica a micro-cogenerazione, che permette la produzione contemporanea di energia elettrica ed energia termica partendo da un’unica fonte di alimentazione (il gas metano) con un rendimento totale superiore all’80%.
“Tutte le nostre nuove aperture sono pensate in un’ottica di risparmio energetico a tutela ambientale, e anche il resto della rete verrà progressivamente rinnovato in questo senso”, conclude Antley.
Esselunga: vendite 2009 in crescita del 4,7%
In un anno difficile per i consumi sotto gli effetti della crisi economica e finanziaria, Esselunga chiude il 2009 con vendite pari a 6.056,7 milioni di euro, registrando una crescita del 4,7%, compreso lo sviluppo (6 store, di cui 5 in Lombardia e 1 in Piemonte).
“Il dato della crescita del fatturato -si legge in una nota emessa dall'azienda- è ancora più rilevante se si considera che Esselunga ha proseguito, anche nel 2009, con una politica dei prezzi che ha generato una deflazione del 2% alle casse. Infatti, alla crescita delle promozioni si è aggiunta l'iniziativa Giù i prezzi, che ha comportato, per effetto di sconti medi del 40% che hanno toccato punte del 50%, vantaggi per i clienti di circa 45 milioni di euro”.
La Scuola dei Mestieri
Tra le attività che hanno caratterizzato il 2009, vanno sottolineati gli investimenti crescenti effettuati, a livello di risorse umane, nella “Scuola dei Mestieri”, attraverso la quale l'azienda guidata da Bernardo Caprotti forma figure professionali strategiche per il business aziendali, quali gastronomi, panettieri, sommelier, macellai, ecc. “Sono circa 1.000 le persone coinvolte in processi formativi, di cui oltre 500 specialisti di reparto neo assunti e formati”.
Programmi 2010
Per quest'anno, Esselunga prevede di proseguire le proprie attività di sostegno al potere d'acquisto dei clienti continuando nella politica di riduzione dei prezzi, che l'ha confermata -secondo recenti indagini di Altroconsumo- come l'insegna più conveniente a livello nazionale degli ultimi cinque anni. In quest'ottica, sarà potenziata la Pl -che cresce a doppia cifra- con il lancio di nuovi prodotti.
A livello di sviluppo, sono in calendario 5 nuove aperture, che, difficoltà burocratiche e amministrative permettendo, dovrebbero portare la rete a un totale di 146 store.
| Vendite | 6.056,7 mio | + 4,7% |
| Margine Operativo Lordo | 444,1 mio | + 7% |
| Risultato Operativo | 325,8 mio | + 15,7% |
| Utile ante imposte | 301,5 mio | + 12,4% |
| Utile netto di Gruppo | 187,6 mio | 188,8 mio nel 2008 |
| Indebitamento finanziario netto | 201,5 mio | 275,0 mio nel 2008 |
| Investimenti netti | 231 mio | -- |
| Addetti | 19.232 | + 578 |
Per Conad Adriatico +10,78%: investirà 51 milioni per lo sviluppo rete
Archiviato il 2009 con una crescita ben al di sopra della media, per il prossimo triennio Conad Adriatico si pone l'obiettivo di conquistare una quota di mercato complessiva del 12,6%, attraverso uno sviluppo della rete nei territori in cui opera.
Spazio anche a nuova occupazione, formata con l'aiuto di soci e collaboratori.
“La crisi economica è alle spalle- afferma l'A.d. Antonio Di Ferdinando nell'ambito della presentazione del bilancio 2009- ma non può dirsi superata. La viviamo come un'opportunità per promuovere nuovo sviluppo, per farci trovare pronti quando la ripresa ci sarà e farà sentire i suoi effetti”.
Le performance in cifre
Le vendite al dettaglio per 844,865 milioni di euro (+10,78 per cento rispetto al 2008) e l'utile netto a 6,004 milioni di euro dimostrano l'efficacia della politica commerciale della cooperativa in un contesto economico ancora in trasformazione e con i consumi in crisi.
In crescita anche il patrimonio netto consolidato, che passa dagli 88 milioni di euro del 2008 ai 92,6 milioni dello scorso anno.
Conad Adriatica conta 293 soci e dei 4.427 collaboratori che operano nei 344 punti di vendita e in cooperativa.
In un anno in cui il tasso di disoccupazione si è attestato al 7,8% (dal 6,8% della media del 2008), Conad Adriatico ha incrementato il proprio organico di 710 collaboratori.
Nelle linee guida di pianificazione strategica, la cooperativa mette a fuoco alcune questioni di fondo, quali la governance, la responsabilità sociale d'impresa e il Codice Etico, che prevede di adottare nel 2011.
Per quanto riguarda l'anno in corso, l'obiettivo è di una crescita del fatturato di circa il 10%, grazie alle nuove aperture, che porteranno a quota 379 punti di vendita, per una superficie complessiva di 201.552 mq e con la creazione di ulteriori 655 posti di lavoro.
Infatti, quest'anno Conad Adriatico aprirà -e assocerà- 2 punti di vendita Conad Superstore (1 in Abruzzo e 1 in Basilicata), 14 supermercati Conad (2 nelle Marche, 2 in Abruzzo, 5 in Puglia, 3 in Basilicata e 2 in Albania), 3 superette Conad City (1 in Abruzzo e 2 in Basilicata) e 3 negozi Margherita (in Puglia), oltre a 1 ipermercato E.Leclerc-Conad (a Fasano di Brindisi, che aprirà entro il prossimo mese di giugno) e 13 discount Todis (1 nelle Marche, 6 in Abruzzo, 1 in Molise e 5 in Albania).
Nel triennio 2010-2012, la cooperativa investirà nello sviluppo 51 milioni di euro, con un'attesa di fatturato - a fine 2012 - di 1,1 miliardi di euro e una quota di mercato complessiva del 12,6%.
La logistica e i mercati esteri
Sul piano logistico, nel corso del 2010 sarà avviata la costruzione del magazzino centralizzato del “polo del freddo”, a San Salvo (Ch) su una superficie di 18 mila mq, che riunirà i Cedi salumi e formaggi, ortofrutta, carni e surgelati.
Sul fronte societario, terminato il programma di riorganizzazione del gruppo, in programma c'è la costituzione di un'immobiliare per gli iper.
Relativamente all'Albania -con riferimento al piano triennale di Conad Shqiperia- la cooperativa sta procedendo a una significativa revisione di obiettivi e strategie alla luce delle esperienze conseguite e dei risultati del primo anno di attività del Cedi di Tirana.
Caffè Mauro punta alla Grande Mela
Caffè Mauro corteggia il mercato americano e punta lo sguardo con un certo interesse alla Grande Mela. Proprio da New York, dove aprirà entro l’anno una filiale, un concept bar e l’Accademia del Caffè, intende dare nuovo impulso al processo di internazionalizzazione dell’azienda acquisita per il 60% nel 2008 da Independent Investments, holding di investimento costituita da Fabrizio Capua che oggi ricopre il ruolo di ad. Alla presidenza Maurizio Mauro che rappresenta la continuità con il passato.
Dalla “vecchia” Socib spa, ceduta pochi mesi orsono a Coca-Cola Hellenic e di cui Capua è stato Ad fino al dicembre 2008, ha portato con sé gran parte del nuovo management.
Novità anche per l’area marketing affidata alla Action Brand. Il team sta già lavorando per rafforzare la presenza del marchio Mauro all’estero sul canale Ho.re.ca. “Siamo da poco entrati in Russia e abbiamo sviluppato la nostra presenza anche in Ungheria e Romania – spiega Capua - puntiamo ad Irlanda e Gran Bretagna ma ci interessa in modo particolare il mercato americano”. Con questo nuovo assetto organizzativo e societario Caffè Mauro intende modificare tutto ad eccezione del claim del prodotto “Tostatura lenta. Se aspetti c’è più gusto”.
Accordo tra Auchan e Checkpoint Systems per la protezione di altri 14 ipermercati
Checkpoint Systems, leader a livello mondiale per la gestione delle differenze inventariali, ha siglato un accordo con Auchan per l'installazione in altri 14 ipermercati di impianti dotati di tecnologia in radio frequenza.
L'attenzione posta nei confronti del servizio alla clientela è sempre stata al centro della vision di Auchan ed ogni azione nel corso del proprio sviluppo negli anni è stata finalizzata a valorizzare le aspettative e i bisogni degli utenti. In tale prospettiva, anche le politiche di sicurezza e protezione dei punti di vendita necessitavano di non compromettere la possibilità di offrire un'esperienza d'acquisto positiva.
Conversione alla radio frequenza
Per affrontare questa sfida Auchan si è perciò rivolta a Checkpoint Systems con la quale sta realizzando sin dal 2005 la conversione alla tecnologia in radio frequenza degli impianti di sicurezza, al fine di godere dei benefici offerti dalla protezione alla fonte.
Questa metodologia antitaccheggio, che consiste nell'introduzione di un circuito RF-EAS direttamente nella fase di produzione o imballaggio della merce, contribuisce efficacemente alla riduzione delle perdite e comporta inoltre una serie di benefici per i retailer e per i clienti.
Grazie alla protezione alla fonte infatti, i responsabili dei punti di vendita non hanno necessità di impiegare il proprio personale nell'attività di etichettatura degli item finalizzata all'antitaccheggio. Inoltre, gli articoli ad alto rischio di furto possono essere esposti in tutta tranquillità, garantendo così alla clientela un prodotto più attraente e direttamente accessibile sullo scaffale, che non deve essere messo sotto chiave.
I termini dell'accordo
L'accordo siglato con Auchan prevede l'installazione di impianti in radio frequenza all'interno di 14 ipermercati, che si aggiungono ai 21 già protetti da Checkpoint con la stessa tecnologia. Il progetto attuale interessa in particolare 3 punti di vendita di nuova aperture (Napoli, Catania, Palermo) e la sostituzione in altri 11 ipermercati degli impianti di sicurezza esistenti - che operavano con tecnologia acusto-magnetica - con le Antenne Checkpoint RF.
Oltre alle antenne e alla fornitura di una vasta gamma di etichette morbide e rigide, Checkpoint ha gestito anche l'istallazione di un impianto di remotizzazione sui terminali portatili: si tratta di un ulteriore allarme che avverte il personale di sicurezza quando l'antenna suona.
GREENTAILING
scarica il programma Tra i relatori interverranno: - Roberto Baccioni, Architetto Riqualificazione green degli spazi retail: il nuovo concept store Replay L’architettura sostenibile di Geox, il caso Breath Building Green products in green stores - Federica Viganò Comunicazione Green e evoluzione dei consumi
In occasione della terza edizione del “Festival Internazionale dell’Ambiente”, POPAI, in collaborazione con PLEF (Planet Life Economy Foundation), presenta il convegno “GreenTailing: rivoluzioni nel retail per catturare la sensibilità dei consumatori e accrescere i profitti”.
Sarà questa l’occasione per affrontare da diverse prospettive le innovazioni eco-sostenibili che negli ultimi anni sono state applicate al mondo del retail e della shopping experience: paradigmi green per perseguire una crescita eticamente corretta nel rispetto dell’ambiente e all’insegna della conquista dei consumatori.
- Michele Corrado
Project Director Studio Dante O. Benini & Partners
- Alfredo De Bellis
ResP. Politiche Sociali Coop Lombardia
Research Centro Euromediterraneo
Modera:
Cristina Lazzati, Direttore GDOWEEK
Il convegno si terrà il giorno 3 Giugno presso MIC, Milano Convention Centre, via Gattamelata, 5, dalle ore 14.30 alle ore 17.30.
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È Barilla la marca italiana più apprezzata al mondo
È Google la società più affidabile del mondo secondo l'indagine Global Reputation Studio Press 2010, svolta dal Reputation Institute su un campione di consumatori di 24 paesi dei vari continenti.
Scopo dell'indagine -che ha preso in esame 600 marche note a livello intenazionale- è identificare quali siano le aziende con la reputazione migliore presso i clienti, quelle cioè più apprezzate e rispettate dal pubblico a livello globale.
Lo studio ha approfondito in particolare le sette dimensioni essenziali
della reputazione: qualità di offerte di prodotti e servizi, livello di
innovazione, qualità del posto di lavoro, governance, performance
finanziarie e leadership di mercato.
Tecnologiche al top
A conquistare la vetta della classifica è stata Google con il 78,62% delle preferenze, tallonata da Sony (78,47%). A completare la classifica delle top ten seguono, in rapida successione, The Walt Disney Company (77,97%), Bmw (77,77%), Daimler/Mercedes Benz (76,83%), Apple (76,29%), Nokia (76,00%), Ikea (75,60%), Volkswagen (75,55%) e Intel (75,39%).
Il food alfiere del made in Italy
Per arrivare ad aziende italiane bisogna scendere alla 19esima posizione, dove si colloca Barilla con il 72,45% delle preferenze.
"La reputazione è un fattore decisivo per la competitività di un'azienda, soprattutto in un mercato che è sempre più globale -commenta Massimo Potenza, amministratore delegato del Gruppo Barilla-. Siamo quindi molto soddisfatti della posizione assegnataci, con un primato che dimostra il valore dell'eccellenza italiana nel mondo e il successo di scelte strategiche di lungo periodo in grado di assicurare un'ottima reputazione con tutti i nostri pubblici di riferimento”.
In 21.ma posizione si trova un'altra marca cult dell'italian food: Ferrero con il 72,36%.
Partnership Italia-Usa sull’ortofrutta
Nancy Tucker, Vice Presidente Global Business Development di PMA-Produce Marketing Association Usa e Domenico Scarpellini, Presidente di Cesena Fiera, hanno siglato un accordo strategico di collaborazione, una sorta di gemellaggio fra il Fresh Summit e Macfrut, manifestazioni fieristiche rispettivamente leader per il mercato americano ed il bacino del Mediterraneo nell'ambito della filiera dei prodotti ortofrutticoli.
L'accordo prevede una presenza reciproca ai due eventi -che avranno luogo rispettivamente ad Orlando dal 15 al 18 Ottobre 2010 e a Cesena dal 6 all'8 Ottobre- oltre ad uno scambio di informazioni e contatti sui principali attori della filiera sia per il retail sia per produzione e logistica.
Pepsico fornitore di Alitalia e AirOne
A partire dal 1° maggio, 2010 PepsiCo è fornitore ufficiale delle linee aeree Alitalia e AirOne.
L’accordo prevede la fornitura per 2 anni di Pepsi e Lipton Ice Tea su tutti i voli della principale linea aerea italiana e di AirOne.
IGIENE DELLE PRODUZIONI ALIMENTARI
Milano, 26 maggio 2010 ore 9.30 – 17.30 Miracolo a Milano – via L. Signorelli 9
(Paolo Sarpi, Parcheggio custodito gratuito)
Per le aziende che operano nella filiera agroalimentare, l'igiene delle produzioni e la qualità dei prodotti sono i prerequisiti fondamentali per aumentare la competitività e presidiare con successo un mercato certamente anticiclico, ma sempre più esigente e concorrenziale per il continuo mutamento del profilo dei consumatori.
Proprio su questo tema si concentrerà il primo corso organizzato da OM – società specializzata nell’editoria, nella formazione e nella comunicazione per il settore agroalimentare – ideatrice del progetto
IN-FORMARE.
La qualità del cibo a convegno, una serie di corsi multidisciplinari indirizzati ai responsabili qualità delle industrie alimentari e della Distribuzione Organizzata, ai direttori di produzione e ai consulenti aziendali.
Il progetto formativo è realizzato con il supporto di un Comitato Scientifico di cui fanno parte docenti delle Università degli Studi di Milano, Parma e Napoli, e ricercatori del Centro di Ricerca per le produzioni foraggere e lattiero-casearie e della Stazione Sperimentale delle Conserve di Parma che ne è anche patrocinatrice.
I corsi forniranno strumenti scientifici, tecnici, legislativi ed “esperienziali”.
Durante il primo appuntamento si metteranno a fuoco le norme cogenti e facoltative in relazione all’igienicità dei macchinari, i requisiti costruttivi e i problemi derivanti dalle modifiche degli impianti, le potenziali criticità relative a contaminazioni chimiche – anche le più nuove e per questo poco conosciute – degli alimenti e la corretta formazione del personale. Non mancherà un intervento in cui gli argomenti all’ordine del giorno saranno declinati sull’esportazione dei prodotti alimentari nei Paesi extra Ue. Un caso di studio di un’azienda specializzata in conserve vegetali renderà ancora più pratica e formativa la giornata.
Programma dei lavori
Ore 9.00
Registrazione dei partecipanti
Ore 9.30
Apertura dei lavori
Ore 9.40
“Requisiti igienici dei macchinari dell’industria alimentare: Direttiva macchine, norme armonizzate EN, standard e linee guida europei e internazionali”
Professor Roberto Massini, Ordinario di Scienze e tecnologie alimentari dell’Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Ingegneria Industriale
Ore 10.20
“Progettazione igienica degli impianti: come garantire l’efficacia dei processi. Criticità relative alle modifiche di impianto”
Professor Roberto Massini, Ordinario di Scienze e tecnologie alimentari dell’Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Ingegneria Industriale
Ore 11.15 Coffee Break
Ore 11.45
“Contaminanti chimici noti ed emergenti degli alimenti: una panoramica”
Dottor Ettore Zuccato - Head, Laboratory of Food Toxicology, Department of Environmental Health Sciences Mario Negri Institute for Pharmacological Research
Ore 12.30 Dibattito e domande
Ore 13.00 Pranzo
Ore 14.15
Case history di un’azienda prodotto finito
Ore 15.00
“I principi generali della sanificazione alimentare e i fattori limitanti che influenzano l’esito di un trattamento di disinfezione terminale”
Dottor Bruno Borreani, Responsabile Comunicazione Scientifica MIDAC -
Dottor Sergio Farina, Tecnologo Alimentare Direttore Tecnico MIDAC
Ore 15.50
La formazione del personale e la sicurezza del prodotto In corso di definizione
Ore 16.30
Requisiti igienici per l’esportazione e l’importazione di prodotto
In corso di definizione
Ore 17.10 Dibattito e domande
scarica il manifesto dell'evento
Per informazioni e costi
oppure
in-formare@ominrete.it
Tel. 320 0208080 – 328 3544479
Pan&co punta sul salutistico
Tipico pane a pasta bianca con le caratteristiche del
prodotto salutistico. Pan&co al Cibus 2010 ha proposto una
nuova linea di pane Keimkraft, con farina ai 10 cereali. “Ha
la caratteristica del pane chiaro ma con valori nutrizionali
tipici dei prodotti multicereali - spiega Emanuele Bassi,
(nella foto) export manager dell’azienda austriaca - Per noi
è importante dare un valore aggiunto a un prodotto che si
consuma giornalmente”. Pan&co divide l’offerta
merceologica in più linee:
Mediterranea, Classica, Dolce,
Benessere. “Questo aiuta il nostro
interlocutore ad orientarsi -aggiunge
Bassi- quando
sceglie i nostri prodotti. È importante, inoltre, far
comprendere al consumatore la
qualità del prodotto”.
Idm-gdo: aria di guerra
Scintille tra idm e gdo a linkontro Nielsen. Dopo un primo round tra Barilla e Coop, nelle persone di Guido Barilla e Vincenzo Tassinari, il seguito si è svolto con la formula dell’”uno contro tutti”. Da una parte, a rispondere, il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese; dall’altra, nell’inedita veste di intervistatori, quattro pesi massimi dell’idm italiana: Gino Lugli, Ad Ferrero, Giorgina Gallo, presidente e Ad L’Oréal, Alfonso Bosch, Ad Peroni, James Hill, presidente Unilever Italia. Sono emerse importanti novità sulla strategia che Conad intende seguire nei prossimi mesi, aprendo una strada che forse non la vedrà isolata.
Scaffale più leggero
La parola chiave è semplificazione: il retailer intende ridurre drasticamente il numero di referenze in vendita. Ciò significa passare dagli 8.500 item mediamente presenti in un supermercato a circa la metà. “La proliferazione delle referenze crea una complessità da cui derivano solo svantaggi per l’industria, per il consumatore, per noi, costretti ad affrontare costose rotture di stock” .
Se lo scopo primario perseguito da Conad, come da tutta la gdo, è quello della fidelizzazione del cliente, presentando l’insegna proprio come una marca che dà rassicurazione, la strada da percorrere secondo Pugliese è differenziarsi puntando solo sui prodotti
di marca performanti e implementando ulteriormente la pl, sui versante del tipico e del premium.
Innovazione
Duro il giudizio dato da Pugliese sull’innovazione di prodotto presentata dall’industria: “Nell’anno da marzo 2009 a marzo 2010, sono stati introdotti nei nostri supermercati 5.550 nuovi codici Ean, di questi si sono dimostrati performanti a livello nazionale, considerando ponderata e fatturato, 249 prodotti, ovvero poco più del 4% dei nuovi lanci. Il risultato è ancora più scadente se si considera che, stando alle analisi condotte sul consumatore, nel 98% dei casi
i nuovi prodotti sono andati a sostituire item analoghi delle stesse aziende, più che di innovazione si tratta di cannibalizzazione. Infine, la ciliegina sulla torta: le vendite dei nuovi prodotti avvengono con una pressione promozionale nove punti sopra media”.
La razionalizzazione dello scaffale porterà, nelle indicazioni di Pugliese, anche a una maggiore trasparenza nei rapporti contrattuali, con riduzione dei fuori fattura (che sarebbero “un’impropria forma di finanziamento alle imprese”), mentre la linea suggerita alle cooperative per i nuovi contratti su prodotti poco performanti è: “Qualsiasi livello di listing fee chiedevate prima, raddoppiatelo”. La premessa fatta da Pugliese, prima di iniziare il suo intervento?: “Non c’è guerra tra industria e distribuzione”...
L’innovazione salverà tutti. Attese negative inceppano il sistema
Pensieri positivi quelli espressi da Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato, intervenuto in veste di economista su “Le sfide da affrontare per agganciare la ripresa e uscire dalla crisi che attanaglia il mondo”. “Nel '73, dopo lo shock energetico, pareva che il petrolio stesse per finire e il sistema con lui. Invece, negli anni 90 c'è stato il recupero più forte di sempre”. Contano pure gli umori: “Se gli atti d'acquisto sono rimandati nel tempo da attese negative tutto s'inceppa”. Sarà proprio l'innovazione la via d'uscita: “Ict e tecnologia digitale hanno rivoluzionato la nostra vita e i sistemi di produzione imponendo il ricambio di molti beni ancora funzionanti”, ha aggiunto portando ad esempio il salto dalla fotografia analogica a quella digitale. Ma l'innovazione continuerà? Cipolletta è convinto di sì: “Schiere sempre più ampie di ricercatori sono al lavoro nel mondo su biotecnologie, nanotecnologie e nuovi materiali. E le tecnologie di comunicazione ne diffondono i risultati in maniera sempre più rapida”.
Barilla e Coop, dopo la guerra dei Trent’anni, la pace tocca ai giovani
Le nuove generazioni ci salveranno. O meglio, potranno dare una nuova prospettiva ai rapporti tra Idm e Gdo, oggi incattiviti dall'acredine accumulata in una lunga stagione di battaglie. Il grido lanciato da Guido Barilla, presidente di Barilla, verso un ricambio generazionale come unica strada plausibile per porre fino al conflitto trentennale che “insanguina” il mercato del largo consumo in Italia, viene al termine del confronto, duro e spigoloso ma franco, con Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia. Un ping pong acceso, tra metafore belliche, accuse di “personalizzazione” del conflitto, ma anche denso di spunti e di prospettive su come cambierà il modo di fare business di industria e distribuzione dopo il ciclone crisi economica.
Modelli nuovi per la marca
I due principali attori dei rispettivi mercati, pur marcando le reciproche differenze, hanno cercato di delineare il loro percorso evolutivo tra calo dei consumi, flessione dei margini e rincorsa a un consumatore sempre più sfuggente e infedele.
“La marca -dichiara Barilla- dovrà trovare modelli nuovi, riconcepirsi, riflettere in profondità sul suo ruolo, in un mercato sempre più incentrato sul dialogo col consumatore”. Un dialogo che, secondo Tassinari, dovrà uscire dalla logica del prezzo più basso a ogni costo. “Sgombriamo il campo dagli equivoci -spiega-, in Italia è in atto una guerra dei prezzi e lo scenario nazionale, così come sta avvenendo in Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, rischia di ripercuotersi sull'offerta, con una riduzione drammatica. Credo che la distribuzione debba dare un contributo valoriale forte al mercato e proprio su questo auspichiamo che ci sia una convergenza con la marca”.
Il rapporto con il mondo agricolo
Altro nervo scoperto il rapporto con il mondo agricolo: “Rifiutiamo -prosegue Barilla- il tentativo di deposizionamento in atto da alcune parti del settore primario, secondo cui un'azienda di marca debba essere un'antagonista. Compriamo e trasformiamo grano da 150 anni, non accettiamo critiche populiste e strumentali”. Esplicito il riferimento a Coldiretti, ai suoi farmer's market e al km 0. “Dobbiamo ritornare insieme a fare progetti sulle eccellenze dell'agricoltura italiana -conclude Tassinari- con trasparenza e collaborazione per generare valore per le imprese e per l'Italia”.
Riunione Industrie Alimentari punta sull’innovazione dell’ittico
Crescono le vendite di gastronomia ittica e in particolare vanta
eccellenti performance il mercato del salmone affumicato, che
secondo i dati IRI 2009 ha sfiorato i 160 milioni di euro, con un
incremento su base annua a valore del 10,6%.
Riunione
Industrie Alimentari svolge all’interno del mercato un ruolo di
primo piano essendo coleader, mentre detiene la prima piazza
nel mercato degli altri affumicati ittici. Sono risultati di rilievo,
ottenuti puntando sia sulla qualità della materia prima sia con
le novità nelle ricettazioni, come
conferma Mimmi Gigliobianco (nella
foto). Al Cibus l’azienda genovese (la
sede è ad Avegna) ha presentato un
ampliamento della gamma dei
carpacci di mare con le varianti mare
mediterraneo e gamberi, oltre ai
cubettati di salmone.
Rigoni di Asiago pensa a promozioni selettive per crescere in Italia e all’estero
Rigoni di Asiago amplia i formati, la gamma di
prodotti e ristilizza il vasetto del dessert Fruttosa. Al
Cibus 2010 ha presentato la gamma di Fiordifrutta da 250
e da 630 g, che conta rispettivamente 25 e 6
varianti, la Nocciolata da 260 g e da 700 g, la terza
variante della linea Fruttosa, frutta al cucchiaio:
fragole, fragoline e melograno.
L’obiettivo per il
futuro è chiaro: “Vogliamo crescere sul mercato
italiano ed estero dove stiamo facendo una
promozione selettiva dei nostri prodotti - spiega l’ad
Andrea Rigoni (nella foto) - La qualità dei prodotti
Rigoni viene riconosciuta dappertutto e questo ci
dà la spinta per continuare a puntare sull’export.
Siamo presenti in particolar modo in Germania,
Olanda e Francia, ma anche gli Stati Uniti ci stanno dando
grosse soddisfazioni. Ci fa piacere constatare il
riconoscimento di premium price di un prodotto di
qualità, ma anche l’affezione al prodotto stesso”.
Saclà riceve il Cibus International Export Awards 2010
Saclà, in occasione del Cibus appena concluso, dove ha presentato al trade cinque nuove linee di prodotto per il mercato italiano, ha ricevuto alla sua prima edizione il Cibus International Export Awards 2010, premio ideato per le aziende italiane che hanno valorizzato all'estero il Made in Italy agroalimentare grazie all'eccellenza della propria produzione.
Federalimentare, Ente Fiere di Parma, Green Seed Group e Università di Parma, dopo un’attenta analisi della presenza sui mercati esteri e della capacità innovativa di Saclà all’estero, hanno riconosciuto all’azienda astigiana il premio per la categoria conserve e condimenti. In foto il momento del ritiro del premio da parte del Cavaliere del lavoro Lorenzo Ercole, presidente Saclà (lo consegna Elda Ghiretti, brand manager Cibus).
What people watch, what people buy. Il progetto Nielsen
Nielsen ha implementato un progetto che vede coinvolte le aree consumer e media per migliorare l’efficacia del media planning integrando le informazioni del panel consumer con le informazioni di audience televisiva. Lo studio continuativo del comportamento dei consumatori -spiega Maria Grazia Bolognesi- assieme a una segmentazione basata non solo su elementi sociodemografici e attitudinali, ma anche fondata sull’osservazione della sequenza degli acquisti aiuta a incrementare la precisione. L’integrazione delle diverse informazioni rilevate da Nielsen dà la possibilità di avere un quadro completo e coerente delle diverse fasidel processo di acquisto: dalla esposizione alla comunicazione attraverso tuti i veicoli dalla comunicazione classica ai nuovi media al passaparola, al momento di scelta nel punto di vendita, all’esperienza del prodotto”.
Incremental reach
Internet è ormai un medium essenziale per raggiungere il consumatore -dichiara Luca Bordin-; ha 24 milioni di utilizzatori, il 90% di questi ricorre al Web per informarsi, direttamente dalle aziende e dalle esperienze di altri consumatori, sulle caratteristiche del bene/servizio che intende acquistare. Questo, ad esempio, succede ormai prima dell’acquisto dell’auto: il confronto tra i vari modelli e la personalizzazione delle vetture avviene sul web, anche se l’acquisto avviene presso il concessionario che offre le condizioni migliori. Internet consente di segmentare i target,
per questo ci siamo impegnati nella realizzazione di strumenti che permettano di quantificare l’incremental reach di una campagna sul web abbinata a una pianificazione classica in Tv, siamo cioè in grado di quantificare il rapporto tra investimento in ognuno dei due media e ritorno economico”.
Tv, un approccio single source
La pianificazione in tv, come precisa Angelo Amoroso, viene effettuata mirando sempre ai target ove si ritiene ci sia la più grande concentrazione di consumatori del genere di prodotto pubblicizzato. Si generano però sprechi comunicazionali poiché all’interno di un determinato target ci sono anche
soggetti non interessati: individuare la correlazione tra ciò che si vede in tv e ciò che si acquista può ridurre gli sprechi e comunicare in modo più mirato. Per raggiungere l’ obiettivo è necessario un campione in cui sono disponibili sia informazioni sulla visione della tv che sull’acquisto dei beni. Un approccio, noto come single source, non facile da realizzare su larga scala. Stiamo pensando a un test
consistente”.
Media. l’integrazione con il digitale
“Il mondo è cambiato”, “Il consumatore è cambiato”, anche il panorama dei media è cambiato? Certamente sì, dice Paolo Duranti, ma il cambiamento che stiamo vedendo oggi è appena l’inizio di una profonda evoluzione che tutti i mezzi di
comunicazione stanno vivendo. Oggi, le nostre case sono piene di apparati elettronici, cavi e telecomandi che consentono la visione delle immagini su diversi supporti e la prospettiva è di un’ ulteriore e crescente proliferazione di modalità di fruizione di contenuti e pubblicità. Nel contempo, i media tradizionali si rinnovano per integrarsi col digitale. “Uno scenario molto complicato - sottolinea Duranti-, ma al
tempo stesso affascinante in cui le imprese Media troveranno sicuramente nuove opportunità se sapranno mantenere al centro della loro strategia di sviluppo il bene del consumatore finale”.
(Nella foto, Angelo Amoroso, Managing Director Nielsen TV Audience Measurement, Maria Grazia Bolognesi, Commercial Director Italy & East Med; Luca Bordin, Managing Director
Nielsen Online Italia; Paolo Duranti, Managing Director Media, Southern Europe & South Africa)
Per il consorzio Grana Padano occorre consolidare la ripresa
Per il Consorzio di Tutela del Grana Padano, il
2010 mostra una situazione in cui occorre prestare attenzione, in cui non mancano alcuni aspetti positivi.
“Secondo
dati Nielsen riferiti al bimestre febbraio/marzo -
dichiara Stefano Berni (nella foto) direttore generale
- le nostre vendite sono cresciute del 6,2% e anche i
numeri dell'export sono positivi: siamo la Dop italiana
più venduta al mondo, visto che quasi 1,2 milioni di
forme sono state vendute oltreconfine. Speriamo che
questa ripresa sia duratura per dare stabilità a tutta
la filiera”. Berni mette l'accento sui fattori che stanno
determinando questa ripresa, in primis sul vissuto
del Grana Padano, percepito come formaggio con un
corretto rapporto qualità/prezzo e con una grande
versatilità in cucina. “Oggi - prosegue Berni
- spingiamo per fare capire al consumatore le
differenze organolettiche e di uso in cucina del Grana
Padano in funzione di tre stagionature: 12 mesi, oltre
16 mesi e Riserva oltre 20 mesi. Da nostri analisi, il
consumatore sta iniziando a comprendere questa
suddivisione e noi crediamo possa essere una strada
corretta per preservare il valore del nostro formaggio
da una promozionalità selvaggia. Non siamo contro
la promozione, ma crediamo che debba essere
accompagnata da più cultura di prodotto”.







































