Home Blog Pagina 16

McDonald’s aiuta la filiera del miele biologico italiano

McDonald's aiuta la filiera del miele biologico italiano
da sin. Giuseppe Lucano (dir. marketing Consorzio tutela miele della Lunigiana dop), Mauro Rosati (dir. generale di Qualivita),Emilio Ballinari (Presidente CQMV Miele Varesino dop), Mario Burlon (Consorzio di tutela miele delle Dolomiti Bellunesi dop), Giorgia Favaro (Ad McDonald's Italia), Francesco Lollobrigida (Ministro del Masaf), Raffaele Cirone (Presidente Federazione apicoltori Italiani), Guido Liris (senatore), Etelwardo Sigismondi (senatore)
McDonald's acquisterà e distribuirà 2 milioni di bustine di miele d’acacia biologico italiano nei prossimi 12 mesi a sostegno della filiera apistica
McDonald's si impegna ad acquistare e a distribuire 2 milioni di bustine di miele d’acacia biologico italiano nei prossimi 12 mesi a sostegno della filiera apistica. L'iniziativa sarà supportata da una campagna di comunicazione declinata sui ristoranti McDonald's, sui canali social e i principali media nazionali. Obiettivo: diffondere la consapevolezza sul valore del miele italiano biologico e del ruolo delle api nel nostro ecosistema.

L'iniziativa presentata durante l’incontro Alleanza per le Api, promosso da Fondazione Qualivita e Fai-Federazione apicoltori italiani, tenutosi al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, rientra nel percorso avviato con Fondazione Qualivita a sostegno delle filiere agroalimentari italiane in difficoltà. I primi passi di questo percorso sono stati l’accordo con la filiera del pomodoro di pachino Igp e il supporto al Consorzio di tutela della pera dell’Emilia-Romagna Igp, e che oggi prosegue con la valorizzazione del miele biologico italiano.

"Da tempo abbiamo scelto di essere al fianco delle eccellenze italiane, di metterci in ascolto delle necessità del territorio, di agire concretamente per sostenere prodotti che raccontano una storia di qualità, cura, tradizione, specie quando affrontano momenti particolarmente sfidanti -commenta Giorgia Favaro, amministratrice delegata di McDonald's Italia-. Come negli ultimi anni sono nati l’accordo con la filiera del Pomodoro di Pachino Igp e con il Consorzio di tutela della pera dell’Emilia-Romagna Igp, oggi sosteniamo il miele italiano. Con questa alleanza vogliamo raggiungere un duplice obiettivo: sensibilizzare i nostri 1,2 milioni di clienti giornalieri (molti dei quali giovani) sul valore del miele italiano e della tutela delle api, e sostenere concretamente una filiera fatta di piccole realtà che custodiscono saperi e tradizione. Il McCafé, tra i nostri spazi quello che più di ogni altro incarna le abitudini italiane della colazione, diventa il luogo ideale per promuovere un'alternativa naturale e sostenibile come il miele".
L'iniziativa sul miele fa parte dei molteplici impegni di McDonald's Italia a sostegno del sistema agroalimentare italiano: una lunga collaborazione con gli ingredienti certificati dop e igp che vale oltre 400 milioni di euro all'anno. Con più di 800 ristoranti e 38.000 persone impiegate, McDonald's Italia genera 3 euro di valore condiviso sull'intera filiera per ogni euro fatturato, secondo l’istituto di ricerca Althesys.

FURTHER STATEMENTS&QUOTES

Francesco Lollobrigida, Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste:
“Far conoscere il miele come prodotto identitario, in un luogo frequentato quotidianamente da tanti ragazzi significa accrescere la consapevolezza delle nostre tradizioni produttive. Promuovere un prodotto sano e di alta qualità sostiene la filiera apistica nazionale e aiuta a tutelare le api, essenziali per l’equilibrio degli ecosistemi e per la produttività agricola. Questa iniziativa ha dunque un doppio valore, è un'opportunità concreta per i nostri apicoltori che vedono valorizzato il proprio lavoro ed è anche un investimento culturale rivolto alle giovani generazioni”.
Raffaele Cirone, presidente nazionale della Federazione apicoltori italiani:
“Il percorso visionario della nostra Organizzazione, storicamente impegnata nella tutela delle api e nella valorizzazione del miele italiano, trova oggi il suo miglior coronamento: ci affiancano nuovi alleati che non esitano a condividere i nostri obiettivi più ambiziosi. Questa iniziativa rappresenta infatti una concreta opportunità a favore della filiera del miele nazionale: apre scenari innovativi e capaci di restituire slancio in una fase di forte criticità. La sfida è ora quella di un consolidamento e di una prosecuzione lungo la strada intrapresa”.
Mauro Rosati, direttore generale di Fondazione Qualivita:
Le piccole filiere italiane hanno bisogno di essere valorizzate, soprattutto quando scelgono di impegnarsi in percorsi di certificazione regolamentati come il biologico, che rappresenta un segno concreto di responsabilità. E se la filiera da sostenere è quella delle api, il beneficio è doppio, perché gli impollinatori sostengono indirettamente gran parte dell’agricoltura italiana, compresa la base produttiva di molti cibi dop e igp.
 

Altoproteico Special Edition 2026: rotazioni +71% e spot Tv

Assortimento yogurt greco Neogal Altoproteico Special Edition 2026 in vari gusti e formati cluster
Neogal rivoluziona il comparto latticini con Altoproteico Special Edition 2026. Un progetto promozionale che unisce prezzi competitivi contro il carovita e una massiccia campagna TV nazionale, garantendo alla GDO una crescita delle rotazioni stimata al 71%.

Il 2026 di Neogal si apre con un progetto promozionale senza precedenti, che punta a rivoluzionare lo scaffale dei latticini e a generare traffico e marginalità accelerate: la Altoproteico Special Edition 2026.

Non si tratta di una semplice iniziativa di sconto, ma è un’operazione commerciale strategica che risponde con forza alle esigenze del mercato attuale.

Altoproteico Special Edition 2026: un’operazione sociale di risposta al carovita

L'iniziativa mette in primo piano il consumatore, rispondendo al bisogno primario di qualità nutrizionale (high-protein) a prezzi accessibili.

Neogal posiziona il prodotto come una soluzione concreta all'aumento dei prezzi, costruendo fedeltà nel cliente e posizionando il punto vendita GDO come un partner attento alle esigenze dei cittadini.

I prezzi a scaffale di Altoproteico Special Edition 2026 sono stati studiati per essere imbattibili, garantendo un’altissima competitività:

Coppiette 150g x 2 (in cluster): € 1,69 / € 1,79.

Performance garantite: +71% di rotazioni a scaffale

Per i partner della Grande Distribuzione Organizzata, i benefici sono concreti e misurabili. Neogal si aspetta un incremento del 71% delle vendite rispetto alla vendita a listino base.

Questo risultato è frutto della sinergia tra un prezzo aggressivo e una visibilità massima, che garantisce maggiori margini grazie alla velocità di rotazione.

Grafica promozionale di una campagna TV nazionale: in primo piano uno schermo televisivo mostra un uomo che nutre un vitello con il biberon, con logo “Animal Welfare” e brand Neogal. In alto, quattro riquadri informativi indicano “Copertura totale”, “Impatto e frequenza” (oltre 1300 spot in TV), “Emittenti principali” (RAI e Mediaset) e “Uno spot per ogni linea”. A destra il claim “Un grande lancio nazionale su RAI e Mediaset”. In basso sono presenti i loghi Rai e MediasetVisibilità massima: oltre 1300 spot TV

Per assicurare un successo condiviso, Neogal ha previsto un piano media e di packaging aggressivo.

L'operazione sarà supportata da una massiccia campagna pubblicitaria sulle principali emittenti nazionali (RAI e Mediaset), con oltre 1300 spot pianificati per 45 giorni consecutivi.

La leva prezzo si incontra per la prima volta con la leva comunicazione TV, che racconterà la qualità, la filiera e la convenienza del marchio Altoproteico, generando un elevato traffico d'acquisto nei punti vendita della Gdo.

Il calendario promozionale di Altoproteico Special Edition 2026

Neogal ha segmentato l'anno per ottimizzare la stagionalità, garantendo un flusso costante di novità:

  • Marzo - Maggio: Le Coppiette (150g x 2 in cluster)
  • Giugno - Settembre: I Grandi Formati (500g e 1000g)
  • Ottobre - Dicembre: I Single Pack (150g).

Con la Special Edition 2026 Neogal stabilisce un nuovo punto di riferimento per il rapporto qualità-prezzo nel segmento high-protein.

L’operazione include l’intera gamma (yogurt, feta greca DOP, dessert), permettendo di ottimizzare l'assortimento e massimizzare i volumi.

Scopri di più su Altoproteico Special Edition 2026

Leroy Merlin con Prism promuove repair e upcycling sul tessile

Leroy Merlin con Prism

Leroy Merlin con Prism ha portato in 21 punti di vendita nel Nord Italia dell'insegna fai-da-te un servizio di riparazione e personalizzazione sartoriale per i prodotti tessili acquistati instore.

Leroy Merlin con Prism per la sostenibilità sociale e ambientale

Un progetto di sostenibilità che guarda oltre il retail: è l'idea che ha portato a offrire ai clienti, in 21 negozi del Nord Italia (in fondo l'elenco) un servizio molto particolare, quello di riparazione e personalizzazione dei tessuti acquistati da Leroy Merlin. Tra le lavorazioni disponibili, orli e accorciamenti per le tende, il cambio finitura sempre per i tendaggi, e lavorazioni su misura in base a richieste specifiche.

Il servizio mira a estendere la vita utile dei prodotti venduti e valorizzare l'investimento del cliente nel tempo, riducendo di conseguenza gli sprechi. L'impatto sociale del servizio va oltre il valore aggiunto sul prodotto e si riflette sulle persone impiegate da Prism per le lavorazioni.

Il partner Prism segue l'organizzazione dei processi sartoriali garantendo la qualità del lavoro, l'efficienza operativa e l'implementazione di soluzioni orientate all'economia circolare, entro il contesto retail. Il reclutamento del personale si avvale di percorsi di inclusione lavorativa verso persone persone provenienti da contesti di fragilità, seguendo anche la formazione delle competenze spendibili nel mercato del lavoro.

Leroy Merlin con PrismTra i sarti più esperti di Prism, un riferimento per le lavorazioni più complesse, c'è una persona originaria del Bangladesh entrato in squadra tre anni fa seguendo uno dei percorsi promossi da Prism.

"Questo servizio è un esempio tangibile di come innovazione industriale, attenzione all'ambiente e inclusione sociale possano convergere per creare un valore aggiunto significativo, non solo per i nostri clienti ma per l'intero sistema. È una dimostrazione concreta della nostra visione di un retail che va oltre la semplice vendita, diventando un attore di cambiamento", ha detto Luca Pereno, stakeholder engagement manager di Leroy Merlin Italia.

I negozi che offrono il servizio di sartoria

Nord Est: Brescia, Curno, Seriate, Marcon, Marghera, Treviso, Udine, Verona e Vicenza.

Nord Ovest: Collegno, Moncalieri, Pavia, Piacenza e Torino Giulio Cesare.

Area di Milano: Busnago, Carugate, Corsico, Lissone, Nova Milanese, Pantigliate e Rozzano.

La partnership antitaccheggio di Brico Io, test a Crema

antitaccheggio Brico Io
In tema di soluzioni antitaccheggio Brico Io ha stretto una partnership con Henkel, produttore di adesivi e sigillanti, e Vado, per lo smart vending

In tema di soluzioni antitaccheggio Brico Io insieme a Henkel, produttore di adesivi e sigillanti, e Vado, specializzata nello smart vending e retail tech, ha sviluppato una partnership che ottimizza l'esigenza di proteggere la merce con quella di offrire ai clienti un'esperienza d'acquisto distintiva. Il test del progetto è visibile per 4 mesi nel punto di vendita Brico Io di Crema.

Antitaccheggio per Brico Io, protagonista il vending

L'obiettivo è quello di contrastare il furto di prodotto alto-vendenti, referenze a elevato valore unitario ma di dimensioni ridotte, la cui sottrazione comporta un impatto significativo sui margini del retailer. Invece di ricorrere a strumenti che di fatto ostacolano o rendono meno piacevole l'esperienza d'acquisto, l'idea è stata quella di promuovere un acquisto più stimolante e informato, anche se protetto, sfruttando lo strumento della smart vending machine.

Nel negozio Brico Io di Crema è stata installata una vending machine Vado brandizzata Loctite Super Attac, il brand di punta di Henkel. Non un semplice distributore automatico, ma un vero e proprio totem di marketing interattivo inserito nel percorso del negozio specializzato: la macchina è dotata di schermo touch che serve per acquistare ma anche per informarsi sul prodotto. Sono disponibili video dimostrativi, tutorial tecnici sull'applicazione del prodotto, approfondimenti dedicati alla intera gamma del brand.

Come funziona la vending machine antitaccheggio

Il cliente può acquistare i prodotti grazie al proprio smartphone, attraverso la scansione di un QR code, o con la propria carta fedeltà Brico Io. Il prodotto viene sbloccato e l'acquisto si completa in cassa.

“La nostra volontà è testare sul campo come il cliente risponde a questo nuovo paradigma di vendita, che fonde fisico e digitale -ha dichiarato Paolo Micolucci, amministratore delegato di Brico io-. Grazie alla tecnologia della macchina, possiamo elargire contenuti video tecnici che spiegano l'uso del prodotto, creare lead qualificati e distribuire coupon personalizzati. Non è solo vendita, è servizio aggiunto al cliente".

Uno strumento di marketing, dunque, ma anche un supporto concreto per garantire la disponibilità in store del prodotto "protetto".

“Per un brand come Henkel, la percezione premium e la garanzia che il prodotto sia sempre reperibile a scaffale sono fondamentali -spiega Benedetta Moricci, national account manager DIY di Henkel Consumer Adhesives-  Possiamo sottolineare l’utilizzo del prodotto e i punti di forza che aiutano il consumatore a fare scelte più giuste e consapevoli. Con questa soluzione, eleviamo il posizionamento del nostro brand Loctite Super Attak. raccontiamo il nostro 'storytelling di gamma' attraverso il digitale e, soprattutto, otteniamo dati granulari di sell-out che ci permettono di ottimizzare l'assortimento in tempo reale”.

Il punto di vista di Andrea T. Orlando, Ad di Vado: "La nostra piattaforma trasforma un metro quadro di spazio vendita in un hub intelligente: monitoriamo le performance per singola sku, riduciamo le differenze inventariali e abilitiamo logiche di retail media direttamente in corsia. Questo test di 4 mesi ci fornirà i kpi necessari per valutare un potenziale roll-out nazionale”.

Tra gli indicatori monitorati nel corso del test: l'andamento delle vendite, la riduzione delle differenze inventariali, la soddisfazione dei clienti. In base ai dati raccolti, il modello potrebbe essere esteso ad altri punti di vendita della rete Brico Io.

Sviluppo rete in Area 2 dal 23 al 30 gennaio 2026

Lidl si consolida a Bolzano con un discount di 1.300 mq che replica la consueta formula. In area freschi troviamo pane e specialità da forno nell’area panetteria, oltre a piatti pronti disponibili nell’angolo rosticceria a libero servizio

LIDL
Viale Druso
Bolzano
1.300 mq
Lidl Italia

Data di apertura
20 gennaio 2026
Format e location
Nono discount nella provincia. All'ingresso a piano terra, al posto delle scale, si sono appena installate due scale mobili, per scendere nell'interrato dove sta il punto vendita vero e proprio
Offerta
Classica offerta dell’insegna tra cui pane e specialità da forno nell’area panetteria, oltre a piatti pronti disponibili nell’angolo rosticceria.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. All'esterno un parcheggio con oltre 60 posti auto coperti, distribuiti tra il piano terra e quello interrato; presenti una colonnina per la ricarica delle auto elettriche e sei postazioni per la ricarica delle e-bike
Addetti e casse
Il team di lavoro è formato da 28 addetti.

Il caso Saks e il declino dei department store Usa. Quali insegnamenti per l’Italia

Titolare di negozio di abbigliamento gestisce il punto vendita da laptop, semplificando la gestione del negozio con strumenti digitali
La crisi di Saks segna la fine di un'epoca per i grandi magazzini americani, un tempo simboli del lusso e dello shopping spensierato. Cosa deve cambiare nel nostro Paese per evitare casi simili

La crisi di Saks segna la fine di un'epoca per i grandi magazzini americani, un tempo simboli del lusso e dello shopping spensierato. La controllante Saks Global ha chiesto il Chapter 11 (una procedura della legge fallimentare Usa che permette di ristrutturare i debiti senza spegnere le luci dei negozi) e dal bilancio è emerso un buco intorno ai 2 miliardi di dollari.

Come Saks è finita in ginocchio

Saks ha pagato l’ambizione eccessiva. Nel 2024 ha rilevato Neiman Marcus per 2,65 miliardi di dollari, un'operazione titanica in un momento in cui il settore luxury sembrava rimbalzare dopo la pandemia. Peccato che le vendite di Saks crollassero a doppia cifra per il secondo anno consecutivo, come certificato dai dati di Bloomberg Second Measure. I fornitori, stanchi di attese infinite per i pagamenti, hanno iniziato a boicottare le spedizioni: risultato, scaffali mezzo vuoti e clienti delusi che voltano pagina. Il colpo di grazia è arrivato con l'uscita del ceo Marc Metrick. Per ora, i 36 negozi Saks restano aperti grazie a un finanziamento ponte da 1,75 miliardi, ma la strada è in salita.

A rendere il quadro ancora più drastico è la decisione, riportata dal Wall Street Journal, di chiudere la quasi totalità dei negozi Saks Off 5th. Dei 70 punti vendita outlet, ne resteranno aperti solo 12 (concentrati in hub strategici come New York, Florida e California), segnando un ritiro massiccio dal mercato del lusso scontato per tentare di salvare il core business.

Il modello department store Usa: un dinosauro da museo

La difficoltà dei grandi magazzini americani è generalizzata. Il tallone d'Achille è il vecchio modello "co-tenancy", che lega il destino dei centri commerciali a "ancore" come Saks o Macy's. L'idea era semplice: un grande nome attira folle, e i negozi satelliti ci guadagnano. Ma oggi avere Saks e Neiman Marcus nello stesso mall crea un cannibalismo feroce: si rubano clienti a vicenda. I colossi del lusso – Louis Vuitton, Chanel, Gucci – non hanno bisogno di intermediari: aprono flagship store monomarca, con esperienze su misura, vip lounge e acquisti digitali integrati. Risultato? I department store diventano superflui.Questa metamorfosi è confermata dalla nuova linea della holding: Saks Global smetterà di acquistare merce specifica per i canali outlet. I pochi negozi Off 5th superstiti fungeranno solo da "canale di smaltimento" per l'invenduto di Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, nell'estremo tentativo di spingere i clienti verso gli acquisti a prezzo pieno e riabilitare l'esclusività dei marchi.  A questo va aggiunto il calo del traffico fisico post-pandemia e l'onda d'urto dell'eCommerce: emblematica è la liquidazione totale del sito saksoff5th.com. Nonostante negli anni passati fosse stato separato come entità legale autonoma per attirare capitali, il portale cesserà le attività, confermando che il modello digitale basato sulle promozioni aggressive non è più sostenibile per il gruppo in crisi. Inoltre, Macy's pianifica di chiudere 1.200 punti vendita nei prossimi anni, mentre Kohl's e J.C. Penney sopravvivono a stento grazie a carte di credito private ad alto rischio, un business che genera profitti ma espone a default in caso di recessione, secondo un’analisi del Financial Times.

Ricadute negative per i piccoli brand di lusso

Bloomberg evidenzia un altro problema: i piccoli brand di lusso, fornitori di Saks, sono i più colpiti dal fallimento, con catene di fornitura interrotte e ordini evaporati. I documenti fallimentari citati dal Journal rivelano inoltre che il buco non riguarda solo i piccoli fornitori: tra i principali creditori figurano giganti come Kering (Gucci) e Chanel, a cui Saks deve decine di milioni di dollari. Il mancato pagamento di un interesse da 100 milioni a dicembre è stata la scintilla definitiva che ha portato al Chapter 11. Jenna Renn, una delle beauty editor più famose al mondo, sottolinea che "Saks non segnala un declino del lusso, ma il fallimento totale del modello department store". E Amanda O’Neill, analista di S&P Global, fa notare che i vendor boicottano Saks, mentre le nuove tariffe doganali imposte da Trump complicano le importazioni dall'Unione europea.

Cosa aspettarsi in Italia

Il mercato italiano è diverso da quello Usa, ma anche da noi le sfide non mancano, tra crescita economica lenta e concorrenza crescente da parte del commercio elettronico. Diversificare, accelerare sul digitale e collaborare con brand emergenti diventano strade obbligate per fare i conti con il nuovo scenario.

Too Good To Go: la crescita e i risultati degli ultimi anni

Il biennio 2024-2025 ha registrato un volume di Surprise Bag recuperate quasi pari all'intero computo dei sei anni precedenti

Il contrasto allo spreco alimentare in Italia segna un’accelerazione notevole. Secondo gli ultimi dati diffusi da Too Good To Go, il marketplace del settore delle eccedenze, il biennio 2024-2025 ha registrato un volume di Surprise Bag recuperate quasi pari all'intero computo dei sei anni precedenti (2018-2023). Un vero e proprio giro di boa per la filiale italiana, che ha ormai superato la soglia dei 30 milioni di pasti salvati complessivamente. Solo nel 2025, grazie a una community sempre più attiva, il recupero ha toccato quota 8 milioni di pasti, segnando un incremento del +13% rispetto all'anno precedente. Il successo nazionale si riflette su scala globale: l'azienda ha recentemente annunciato lo sbarco in Giappone, ventunesimo mercato globale e primo presidio nel continente asiatico.

I dati

Nell'ultimo anno, quasi 2 milioni di nuovi utenti in Italia hanno scaricato l'app, portando la base complessiva a superare la soglia dei 12 milioni di iscritti. Un dato importante se confrontato con il passato recente: tra il 2022 e l'inizio del 2026, la community è quasi raddoppiata. La rivoluzione anti-spreco viaggia lungo tutta la Penisola. La rete dei partner ha raggiunto i 26.000 esercizi commerciali, garantendo una copertura ormai totale del territorio: oggi, in due città italiane su tre, viene salvato regolarmente almeno un pasto. Dai grandi centri metropolitani ai piccoli comuni, il modello della Surprise Bag è diventato un'abitudine consolidata per milioni di famiglie.

Questo successo si traduce anche in un impatto ambientale significativo: equivale infatti ad aver evitato l’emissione di 86.400 tonnellate di CO₂e e il consumo non necessario di 25,9 miliardi di litri d’acqua.

"Vogliamo continuare a crescere, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone e aziende in un modello virtuoso e tangibile contro lo spreco, con un’attenzione anche a territori ad alto potenziale come il Sud Italia e a progetti con margini di crescita come Box Dispensa" commenta Mirco Cerisola, country director Italia di Too Good To Go.

Le collaborazioni

Il consolidamento nel mercato italiano passa attraverso il rafforzamento delle partnership con i giganti della grande distribuzione e della ristorazione. Ai pilastri storici come Carrefour, Conad, Eataly, Autogrill e Gruppo Végé, si sono aggiunti nel corso dell’ultimo anno nuovi player strategici. Spicca l’ingresso del Gruppo Finiper (con le insegne Iper La Grande i, Unes e Rom’Antica), insieme a Lagardère Travel Retail e il colosso Starbucks. Una rete che oggi conta 26.000 negozi partner, rendendo il servizio attivo in due città italiane su tre.

Sviluppo rete in Area 1 dal 23 al 30 gennaio 2026

Basko (Sogegross-Agorà) rafforza la sua presenza a Genova e arriva nel quartiere Quarto della città con un supermercato di 1.500 mq e un modello già testato in altre aree

BASKO
Via Carrara
Genova Quarto
1.500 mq
Sogegross (Agorà)

Data di apertura
22 gennaio 2026
Format e location
È il primo supermercato di medie dimensioni realizzato da Basko a levante della città e introduce un modello già adottato in altre aree. All’interno della struttura trova spazio anche un Bistrot in formato caffetteria e ristorazione veloce, con 80 posti a sedere, concepito come area di pausa e socialità a servizio del quartiere.
Offerta
In linea con la consueta offerta.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. Nel parcheggio ci sono 150 posti auto su due livelli con spazi dedicati alle persone diversamente abili, parcheggi rosa e un sistema di segnalazione luminosa per l’indicazione dei posti liberi e occupati.
Addetti e casse
In barriera ci sono 13 casse, di cui 7 tradizionali e 6 casse self check-out. Impiega complessivamente 60 collaboratori, prevalentemente di nuova assunzione e con età media under 25 anni.

Duccio Smash Meat Sushi apre a Torino

Duccio Smash Meat Sushi prosegue il suo sviluppo con l'apertura di Torino anche grazie alla recente acquisizione da parte di 72 Holding

Da Firenze a Torino. Duccio Smash Meat Sushi ha aperto un locale nel capoluogo subalpino, in via Principe Amedeo 38B, proseguendo lo sviluppo anche grazie alla recente acquisizione da parte di 72 Holding, la holding di partecipazione presieduta dall’imprenditore Giovanni Peluso.

Da sin. Nicola (lo chef), Duccio, Fabio e Lorenzo, i tre proprietari

Duccio Smash Meat Sushi, nata dall’incontro tra Duccio Conti e Lorenzo Corsi, affiancati da Fabio Iacuzzo, non propone solo un’esperienza gastronomica contemporanea di smash burger e sushi di carne, ma rappresenta anche un luogo di incontro e socialità in cui il gusto "diventa elemento di connessione". Il focus su due prodotti (smash burger e sushi di carne) si deve, sostiene l'azienda, all'esigenza di concentrarsi su qualità, ricerca e coerenza della proposta. Una contaminazione gastronomica che unisce tecniche, tradizioni e ingredienti diversi, e racconta storie di viaggio attraverso il cibo facendo del locale anche un rifugio urbano per chi cerca esperienze non convenzionali. Il design complessivo del format unisce, anche a livello visivo, due mondi, quello dello smash burger e del sushi di carne: il rosa rappresenta la texture della carne, mentre le fitte mattonelle bianche richiamano visivamente il riso.

Duccio Smash Meat Sushi nasce dalla volontà di creare uno spazio capace di generare connessioni autentiche tra persone, culture e sapori, attraverso una proposta essenziale ma curata, fondata su qualità, ricerca e rispetto per la materia prima -commenta Duccio Conti, co-fondatore del brand-. Ogni apertura rappresenta per noi un momento di consapevolezza e di crescita: il percorso fatto ci ricorda quanto l’attenzione ai valori, alle relazioni e al lavoro quotidiano sia centrale nello sviluppo di un progetto solido e duraturo. L’apertura a Torino rafforza un format in grado di unire socialità, esperienza gastronomica e visione contemporanea della ristorazione”.

Abbiamo deciso di puntare su Duccio Smash Meat Sushi, investendo su un settore con grande potenziale e su un progetto giovane, ma con idee molto chiare -conclude Giovanni Peluso, Presidente di 72 Holding-. L’obiettivo è dare vita a un’esperienza che vada oltre il semplice pasto, unendo sensazioni, cultura e una nuova idea di gusto”.

Itab con Hmy a Euroshop 2026 presenta le sue soluzioni per il retail

Itab self checkout
Una soluzione Itab di self checkout
Itab porta a EuroShop soluzioni di pagamento, ritiro ordini, gestione code. Per la prima volta con il player anche il marchio acquisito Hmy

Itab, gruppo specialista nelle soluzioni per il retail, porta a EuroShop 2026 per la prima volta uniti i brand omonimo e quello di Hmy, dopo l’acquisizione del 2024. L’offerta di Itab si focalizza sull’allestimento dei punti di vendita con sistemi digitali, di self-service, checkout, smart gate, applicazioni tecnologiche, sistemi di illuminazione, oltre a servizi di installazione, manutenzione e ottimizzazione.

Con l’integrazione di Hmy, Itab ha ampliato la propria presenza internazionale. Hmy opera nell’allestimento dei negozi.

Itab è forte nel Nord, Centro ed Est Europa oltre che in Asia, Australia e Nord America mentre Hmy ha una presenza consolidata nel Sud Europa, in Medio Oriente e in Sud America.

I due brand saranno al padiglione 10, stand A34/B34.

Itab personalizza l’offerta

“Unendo i brand Itab e Hmy -specifica Glauco Frascaroli, interim president e ceo di Itab Group- abbiamo concentrato un’esperienza globale nel retail e una profonda conoscenza dei trend di consumo a livello mondiale”. Riguardo i trend emergenti (anzi, ormai consolidati), il manager nota come sia chiara “a livello globale una tendenza verso concept di negozio sempre più personalizzati, capaci di esprimere identità ma anche di funzionare in modo più efficiente”.

Passando dalla piattaforma OnRed

L’offerta di Itab si basa su una piattaforma, OnRed, che rappresenta la base tecnologica della sua offerta, aggregando dati di self-checkout, varchi di accesso e altro, per esempio consentendo di individuare momenti di picco, giorni in cui le capacità non sono sfruttate appieno o aree in cui è più frequente la necessità di supporto manuale”.

Unes (Finiper Canova) e Arimondo: accordo di somministrazione per l’insegna Fudi

Firmato un accordo di somministrazione per la nuova insegna Fudi: nei 24 punti di vendita attivi nella riviera ligure di ponente sono introdotte le principali mdd Unes, da U! a il Viaggiator Goloso fino a Grandi Vigne e Amarsi è Piacersi

Unes (Gruppo Finiper Canova) e Arimondo, che ha appena lasciato Pam dopo una partnership di 20 anni (come si legge qui) hanno firmato oggi un accordo di somministrazione che riguarda la nuova insegna di supermercati Fudi, già operativa in 24 supermercati nel Ponente ligure, da Albisola (Sv) a Ventimiglia (Im).

 

L’intesa prevede anche l’ingresso di un’ampia gamma di prodotti a marca privata di casa Unes sugli scaffali Fudi.

Unes e Il Viaggiator Goloso in assortimento

Nei punti di vendita Fudi sarà, quindi, disponibile una selezione delle principali linee a marchio Unes:

U!, la linea per spesa quotidiana, che abbina qualità e convenienza);
Il Viaggiator Goloso, la marca premium dedicata alle specialità del panorama gastronomico italiano;
Green Oasis, la firma per cura casa e persona con attenzione all’ambiente;
Grandi Vigne, la mdd specializzata nel mondo dei vini;
Amarsi è Piacersi, la gamma che propone prodotti per il benessere e specifiche esigenze alimentari, con oltre 100 referenze.

I commenti

"Siamo entusiasti di annunciare questo accordo con un operatore stimato e radicato nel territorio come Arimondo", commenta Armando Strano, direttore commerciale di Unes. Sulla stessa linea Roberto Arimondo: "Siamo lieti di aver stipulato questo accordo con Unes, un partner che condivide con noi la stessa attenzione per la qualità e per la soddisfazione del cliente".

Unes e Arimondo sul territorio

In termini di presenza, Unes, nata a Milano nel 1967 e parte del Gruppo Finiper Canova dal 2002, opera con oltre 200 punti di vendita tra diretti e franchising, più di 3.000 addetti e un fatturato lordo 2024 di 1,13 miliardi di euro.

Arimondo, fondata nel 1791 e iscritta al registro delle imprese storiche italiane, opera con 40 punti vendita tra supermercati e discount (riforniti ogni giorno dal forno e dal laboratorio di gastronomia e pasticceria di proprietà), nelle province di Imperia e Savona, impiega oltre 700 persone e nel 2024 ha superato i 200 milioni di euro di fatturato lordo.

Guarda anche

Unes e il Viaggiator Goloso: la mdd rappresenta il 25% del fatturato #Marca26

Conserve Italia: Difendere il made in Italy significa riconoscere il valore della filiera agricola

Il direttore generale Pier Paolo Rosetti allo stand di Marca illustra il piano di investimenti da 86 milioni, gli obiettivi di decarbonizzazione e le nuove linee di prodotto per Yoga, Valfrutta e Cirio

In uno scenario economico segnato da consumi ancora deboli e tensioni geopolitiche che influenzano i costi di produzione, la vera sfida per il settore agroalimentare non è solo resistere, ma valorizzare la propria identità. È questo il messaggio forte che Conserve Italia ha lanciato dalla 22esima edizione di Marca, il salone internazionale dedicato alla Marca del dDistributore, tenutosi a BolognaFiere. Una presenza strategica per il Gruppo cooperativo, che si presenta non come un semplice fornitore, ma come il vertice di una "filiera agricola integrata" che poggia su una base sociale di 14.000 agricoltori.

Il valore dell'italianità oltre l'etichetta

Il cuore dell'intervento di Conserve Italia a Marca 2026 risiede nella difesa del concetto di "italianità". Per il direttore generale Pier Paolo Rosetti, questo non è un semplice elemento di marketing strategico, ma la "ragion d'essere" stessa dell'azienda. "Portiamo a Marca la nostra produzione da una filiera integrata", spiega Rosetti, sottolineando come il compito del Gruppo sia trasformare la materia prima conferita dai soci per portarla alla distribuzione garantendo qualità. Tuttavia, mantenere questi standard elevati di tracciabilità, etica e sostenibilità comporta dei costi precisi. In un contesto dove i rincari delle materie prime agricole – in particolare pomodoro e frutta – si fanno sentire, diventa cruciale condividere questi oneri lungo tutta la catena del valore in maniera trasparente.

L'appello alla gdo contro la concorrenza sleale

Il nodo centrale affrontato da Rosetti riguarda il rapporto con la distribuzione moderna. La richiesta è quella di una collaborazione più stretta per tutelare le eccellenze nazionali contro la "corsa al ribasso" dei prezzi. Esiste infatti una minaccia concreta rappresentata dalla concorrenza sleale di Paesi esteri che non sono tenuti al rispetto delle rigide normative italiane ed europee. Questo fenomeno colpisce duramente comparti chiave come i trasformati del pomodoro, i legumi e i cereali, in primis il mais dolce. Riconoscere il giusto prezzo al prodotto italiano significa quindi salvaguardare il lavoro agricolo e industriale che ne è alla base, evitando che venga sviliti da logiche puramente speculative.

Sostenibilità: investimenti e obiettivi 2027

Se la difesa della filiera è il pilastro etico, la sostenibilità e l'innovazione tecnologica rappresentano il braccio operativo della strategia di Conserve Italia. Il 2026 segna l'anno di compimento di un massiccio piano investimenti da oltre 86 milioni di euro, focalizzato su digitalizzazione e tecnologie produttive. Sul fronte ambientale, l'impegno è quantificabile e ambizioso. L'azienda ha presentato un report di sostenibilità che certifica un percorso iniziato vent'anni fa, ben prima che il tema diventasse mainstream. I nuovi obiettivi di sostenibilità per il triennio 2025-27 prevedono una riduzione di oltre 39.000 tonnellate di CO₂ (con l'audio che rilancia l'asticella verso le 50.000 tonnellate grazie a nuovi progetti) e il raggiungimento del 42% di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.

Le novità di prodotto: Yoga, Valfrutta e Cirio

La fiera è stata anche l'occasione per presentare le innovazioni di prodotto che arriveranno sugli scaffali, rispondendo alle nuove esigenze di consumo all'insegna del benessere e della praticità. Rosetti ha annunciato tre importanti novità che affiancano la presenza del Gruppo come partner della gdo. Per il brand Yoga, arriva la nuova bottiglia da 500ml nella linea "Zero", intercettando la domanda di succhi senza zuccheri aggiunti. Valfrutta espande la sua offerta nel mondo del pomodoro con nuovi sughi in vasetto da 190g a base datterino, puntando sulla dolcezza e la qualità della materia prima. Infine, Cirio recupera la tradizione con il lancio dei passati di verdura, completando così la gamma di zuppe pronte.

Retano porta le sue soluzioni Ai a EuroShop 2026

Retano_CatMan_image-1
Gestione della supply chain e del category management: Retano porta l’Ai al servizio del mondo del retail

Dal 22 al 26 febbraio 2026, Düsseldorf, Germania, ospiterà una nuova edizione di EuroShop, tra gli appuntamenti internazionali più importanti dedicati all’innovazione e alle tecnologie per il retail. Tra le aziende presenti, Retano, che presenterà soluzioni basate su intelligenza artificiale, dati e automazione per migliorare efficienza e gestione nel mondo della gdo.

L’Ai di retano per migliorare la gestione dell’inventario

Presso il padiglione 5, stand B30, l’azienda proporrà strumenti per la supply chain e il replenishment con l’obiettivo di ridurre rotture di stock ed eccessi di inventario. Le funzionalità di shelf space e planogram management permettono di automatizzare la gestione degli spazi a scaffale, ottimizzando la disposizione dei prodotti nei punti di vendita.

Le soluzioni Retano dedicate al category management sfruttano l’Ai per migliorare l’assortimento e aumentare rotazioni e marginalità. In fiera sarà mostrato anche il sistema di controllo automatico del display a scaffale, che consente di monitorare la qualità espositiva e mantenere standard costanti nei negozi.

Focus sul cliente

La piattaforma Ai-powered customer engagement utilizza dati di comportamento e preferenze d’acquisto per creare comunicazioni personalizzate, programmi fedeltà e strategie marketing mirate, sempre più centrati sul consumatore.

Epta: refrigerazione sostenibile e innovativa a EuroShop 2026

basso consumo Edeka
Un murale con vetri a tutta altezza di Epta presso uno store Edeka
Attiva nella refrigerazione per il retail, Epta propone a EuroShop 2026 soluzioni sostenibili, efficienti e la sua customer experience

Epta, player specializzato nella refrigerazione commerciale, annuncia che sarà presente a EuroShop, evento fieristico di riferimento per i servizi tecnologici dedicati al retail, in programma a Düsseldorf, Germania, dal 22 al 26 febbraio 2026.

Lo spazio di Epta sarà alla hall 15, stand B24-B42.

Presso lo spazio di Epta i visitatori potranno scoprire le soluzioni per la refrigerazione dedicata al retail. Innovazioni a tema efficientamento energetico, flessibilità e affidabilità. Importante poi l’integrazione tra tecnologie e design, per rendere la funzionalità più bella e fruibile.

“EuroShop 2026 -sottolinea Aurélien Tissot, group marketing sr director- sarà il momento ideale per valorizzare il ruolo del gruppo in qualità di fully integrated solutions provider, capace di accompagnare le insegne nella transizione verso una sostenibilità di lungo termine e nella creazione di format più distintivi e redditizi”.

Talk e conferenze allo stand Epta

Per rendere il percorso presso lo spazio Epta più fruibile, il gruppo ha pensato anche all’esperienzialità, grazie a contenuti digitali e materiali multimediali. “In un mercato che non smette mai di evolvere e innovare -commenta ancora Tissot-, Epta supporta i propri clienti nel restare sempre un passo avanti, grazie a una nuova generazione di soluzioni progettate per trasformare le aree vendita in veri punti di attrazione e creare nuove opportunità di creazione di valore”.

Momenti di confronto

Spazio al dialogo: presso lo spazio Epta a EuroShop 2026 ci sarà la possibilità di incontrare i protagonisti del mondo del retail, partner e clienti che animeranno la Talking Epta arena: ogni giornata di fiera sarà dedicata a un tema chiave per il settore. Inoltre si terrà una conferenza stampa presso la conference arena dello stand, per svelare le soluzioni dedicate a una refrigerazione più sostenibile, efficiente e capace di valorizzare l’esperienza d’acquisto, durante cui i manager del gruppo illustreranno la propria view.

Italchimica premiata per il packaging in occasione di Marca

Le soluzioni innovative ed eco-friendly adottate da Italchimica conquistano un riconoscimento a Marca per il packaging

In occasione dell'ultima edizione di Marca by BolognaFiere, Italchimica ha ricevuto l'Adi Packaging Design Award 2026, assegnato per le confezioni a prevalenza cellulosica Dual Power Lavatrice e ricarica Dual Power Piatti Gel Concentrato, frutto di un progetto biennale di ricerca e sviluppo. “Questo premio conferma il nostro impegno nel creare prodotti che combinano innovazione, funzionalità e sostenibilità -afferma Alessandro Fioretto, Ceo di Italchimica-. Con Dual Power, offriamo soluzioni pratiche e performanti, progettate sulle esigenze dei consumatori e che promuovono uno sviluppo responsabile.”

L'innovazione

La combinazione di formule avanzate e di un packaging efficiente, realizzato con materiale a prevalenza cellulosica certificato FSC e Aticelca rappresentano l'innovazione dei prodotti del gruppo. Le soluzioni scelte garantiscono la riciclabilità nella carta e una riduzione dell’utilizzo della plastica fino al 95%. In questo modo, i packaging promuovono una logistica più efficiente e contribuiscono ad un modello di economia circolare completo, rappresentando un'alternativa più funzionale ai tradizionali doypack in plastica, rispondendo anche alla crescente domanda da parte dei consumatori di opzioni più sostenibili.

Sviluppo rete Non food dal 23 al 30 gennaio 2026

Ikea plan and order point (308 mq) entra alla galleria commerciale Esselunga di Novara che accoglie l'insegna con uno store di medie dimensioni come già sperimentato con altre insegne e negozi di piccolo formato. Normal invece sceglie Milano con uno store di 1.200 mq

IKEA PLAN AND ORDER POINT
Via Mario Pavesi
Novara
308 mq
Ikea Italia

Data di apertura
21 gennaio 2026
Format e location
È il secondo store con questo format nella città di Novara, il quarto nella regione, realizzato all’interno della galleria commerciale Esselunga, che accoglie nei suoi spazi l’insegna come già sperimentato per altri locali di piccole e medie dimensioni.
Offerta
Offre diverse soluzioni per gli ambienti di casa, ufficio o attività commerciale, da ordinare e acquistare attingendo dall’intero assortimento online di mobili e accessori Ikea.
Servizi
Orario: lun-dom 9-20. Dispone di numerose modalità di consegna: a domicilio, presso il plan, order and pick-up point, o in uno dei tanti punti di ritiro presso partner o uffici postali presenti nella Regione.
Addetti e casse
Impiega 12 addetti.

NORMAL
Via Torino
Milano
1.200 mq
Normal

Data di apertura
14 gennaio 2026
Format e location
Si sviluppa su due piani: il livello strada e un piano interrato. Lo store si avvale di estetica minimalista e una disposizione degli spazi definita “a labirinto”.
Offerta
Come da tradizione l’offerta comprende articoli per la cura personale (shampoo, pelle, make-up), igiene, pulizia casa e snack a prezzi bassi e fissi.
Servizi
Orario: lun-dom 9-22.
Addetti e casse
Non disponibile.

Gdoweekly #151. Realco verso il concordato preventivo. Esselunga-Everli. Giannasi fa 3

Realco (D.It) verso il concordato preventivo. Accordo Esselunga-Everli. Giannasi, 3° store. I consumi fuori casa. Crescita per MediaWorld

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

Ascolta il podcast sul nostro sito o sottoscrivilo sulle principali piattaforme per non perdere una puntata!

Spotify

Apple podcast

Amazon music

Doppio debutto per Latteria Sorrentina: Sigep e mercato consumer

Latteria_Sorrentina
Esordio a Sigep e debutto nella gdo per Latteria Sorrentina, che affianca alla linea horeca tre nuove referenze dedicate al mercato consumer

Per Latteria Sorrentina il 2026 si apre con un doppio passo avanti: l’esordio a Sigep di Rimini e l’ingresso nel retail con una nuova linea dedicata alla gdo. Una mossa che segna l’ampliamento del perimetro commerciale del caseificio campano, focalizzato finora sul canale professionale.

Latteria Sorrentina a Sigep

“Sigep si conferma il palcoscenico che arricchisce l’offerta del made in Italy -comunica Giovanni Amodio, vicepresidente di Latteria Sorrentina-. In questo contesto i latticini diventano un veicolo formidabile per amplificare il messaggio della buona gastronomia italiana”.

Alla prima partecipazione alla fiera riminese, Latteria Sorrentina ha presentato un’offerta articolata. Accanto alla linea horeca già a catalogo (fiordilatte di Napoli, fiordilatte dei Monti, fiordilatte della Penisola e 100% Lavorazione Italia frozen) debutta una gamma pensata per la gdo. Durante Sigep, i riflettori sono stati puntati in particolare su fiordilatte e provola affumicata con la paglia, indicati come prodotti di punta dell’azienda in questa fase di sviluppo. Due referenze che raccontano il legame con la tradizione lattiero-casearia campana e, allo stesso tempo, la volontà di dialogare con un pubblico più ampio.

In gdo l’offerta dedicata di Latteria Sorrentina

Tre le referenze selezionate per il test sul mercato: il fiordilatte Taglio a mestiere, le Filacce di fiordilatte e la Ricotta ricca. Una linea che nasce per portare a scaffale prodotti sviluppati in collaborazione con i maestri pizzaioli, mantenendo un posizionamento coerente con l’identità artigianale del marchio ma adattato alle esigenze del consumo domestico.

 

Wingstop apre a Milano il ristorante pop up “House of Flavor”

Wingstop apre il ristorante pop up
Wingstop, l'insegna texana specializzata nelle alette di pollo fritte, terrà aperto il ristorante House of Flavor dal 7 al 14 febbraio in via Vigevano

Wingstop è un'altra nuova insegna che sbarca in Italia direttamente dagli States: ha un programma ambizioso, che è poi quello di Joe Bastianich e suo figlio, il ventiquattrenne Ethan Bastianich, aprire almeno 40 punti di vendita nel nostro paese, per proporre un prodotto (alette di pollo fritte) che, se non è proprio come il pollo fritto stile Kfc, potrebbe ricordarlo non poco  soprattutto alla vista dei non esperti in American food. L'insegna texana nata nel 1994, apre a Milano il 7 febbraio un ristorante pop-up (con questa formula ha debuttato a Parigi nell’estate del 2024) durante gli eventi invernali della città e proprio in concomitanza con l'apertura ufficiale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.

Dal 7 al 14 febbraio 2026, la House of Flavor di Wingstop è aperta (dalle 11 a tarda notte, ma gli orari sono soggetti a modifiche, potrebbero essere applicati costi di ingresso e/o restrizioni di età) in via Vigevano 18 (zona Porta Genova) per offrire agli appassionati alette di pollo gratuite (fino a esaurimento scorte), preparate al momento e condite a mano con cinque dei gusti tipici di Wingstop, insieme a un contorno di patatine fritte speziate e alla specialità di Wingstop: la salsa ranch signature fatta a mano.

House of Flavor è -per dirla con le parole del presidente e ceo, Michael Skipworth "un'esperienza di marca consolidata che introduce Wingstop a migliaia di nuovi fan, crea slancio, promuove la connessione e contribuisce ad alimentare la nostra crescita a lungo termine sul mercato".

"Portare Wingstop in Italia significa molto più che aprire ristoranti -aggiunge Joe Bastianich, brand partner di Wingstop-. Si tratta di creare un momento culturale. Il marchio Wingstop si basa sulla viralità e ha la ricetta giusta per raggiungere un successo travolgente nel nostro Paese. House of Flavor è il modo perfetto per introdurre a Milano l'energia, la qualità e il sapore inconfondibile del marchio".

A proposito di viralità, Wingstop offre un carnet di servizi che contribuiscono a questo scopo: per esempio nella moda, gemme per denti e creazione di ciondoli personalizzati, offerte di tatuaggi dal vivo e nail art personalizzata

Wingstop, sede a Dallas, quotata al Nasdaq, ha oltre 3.000 ristoranti in tutto il mondo. Realizza (dati 2024) circa 5 miliardi di dollari di vendite a livello globale, e vanta 21 anni consecutivi di crescita delle vendite negli stessi negozi con l'obiettivo di diventare uno dei 10 migliori marchi di ristoranti globali.

Sviluppo rete in Area 4 dal 16 al 23 gennaio 2026

Todis (Iges srl-Pac2000A Conad) rafforza la sua presenza con un supermercato a Cellole (Ce) che replica la formula già sperimentata con banchi freschi di ortofrutta a libero servizio, gastronomia calda/fredda, pane con lavorazioni interne

TODIS
Piazza Aldo Moro
Cellole (Ce)
Igesr srl (Pac2000A Conad)

Data di apertura
22 gennaio 2026
Format e location
Rispecchia la consueta formula dell’insegna.
Offerta
L’offerta è in linea con la tradizionale offerta orientata alla convenienza.
Servizi
Orario: lun-ven 8-20; sabato 8-20.30; domenica 8.30-13.30.

Non disponibile.

Basko (Sogegross-Agorà): il nuovo supermercato di Genova Quarto

Basko si rafforza a Genova e nella zona Quarto realizza uno store di 1.500 mq con un'ampia offerta di piatti pronti. In area freschi i banchi serviti di macelleria, pescheria, pasticceria e panetteria dispongono di laboratori interni

Prosegue lo sviluppo di Basko in Liguria con un punto di vendita inaugurato a levante della città di Genova, nella zona di Quarto. In quest'area particolarmente caratterizzata da store di piccole dimensioni, l'insegna si inserisce con un supermercato più ampio, introducendo una formula già adottata in altri contesti urbani. “Questo nuovo punto di vendita rappresenta un impegno concreto nei confronti di Genova e del Levante cittadino. Fin dall’inizio, l’idea non era quella di limitarsi all’apertura di un supermercato, ma di progettare una presenza capace di inserirsi in modo coerente nel contesto urbano e sociale di Quarto. Un presidio pensato per rispondere ai bisogni quotidiani delle famiglie del quartiere e delle aree limitrofe” commenta Giovanni D’Alessandro, direttore BU retail del Gruppo Sogegross.

Lo store

  • Si estende su 1.500 mq
  • In barriera ci sono 13 casse, di cui 7 tradizionali e 6 casse self check-out
  • Impiega complessivamente 60 collaboratori, prevalentemente di nuova assunzione e
    con età media under 25 anni
  • Nel parcheggio sono presenti 150 posti auto
  • Il supermercato è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle 21.

Lo store si trova in via Carrara e dispone di un'offerta completa con banchi serviti sul perimetro, tra i punti di forza del gruppo. Come già successo nel punto di vendita di San Martino Siccomario, raccontato in questo articolo, Basko ha potenziato la presenza di piatti pronti, verdure, pesce e rosticceria, preparati all'interno del negozio in un'area dedicata alla cucina. In una vasca refrigerata è disponibile il sushi e, in una logica di cross category, si trovano anche salse e condimenti. Come da consuetudine, l'ortofrutta è in modalità self-service, pescheria e macelleria invece sono assistite. In enoteca la distinzione si fa per tipologia di vini e per formati con un'esposizione mirata per i grandi formati. Forte la leva promozionale con aree in più reparti segnalate da apposita comunicazione interna.

L'assortimento comprende anche i prodotti contrassegnati dal marchio Qualità Basko con materie prime selezionate, prodotti locali, specialità legate alla tradizione gastronomica ligure sono da sempre tra i fiori all’occhiello dell’offerta Basko.

La ristorazione

All’interno della struttura trova spazio anche un Bistrot in formato caffetteria e ristorazione veloce, con 80 posti a sedere, concepito come area di pausa e socialità a servizio del quartiere. Il menu comprende numerosi piatti pronti, ricette della tradizione e specialità a marchio Qualità Basko.

L'attenzione al territorio

Per assecondare le esigenze aggregative del quartiere, Basko ha creato spazi dedicati: sul tetto della struttura sono stati realizzati due campi da calcetto che saranno ceduti all’Istituto dei Salesiani dell’Opera Don Bosco, da sempre attivi nella zona, oltre a un campo da padel, affidato a un operatore privato.

GrosMarket, riparte il ciclo di lezioni per i professionisti horeca

GrosMarket riprende le masterclass professionali. La prima tranche, in programma fino ad aprile, prevede 6 appuntamenti

GrosMarket è un'insegna storica del gruppo genovese Sogegross, specializzata nei cash and carry, e -come accade non di rado in questo canale di vendita: si pensi a Metro- orientata alla ristorazione e alla formazione in ambito cucina e preparazioni. Il progetto LiveLab prevede un ciclo annuale di masterclass professionali gratuite pensato per accompagnare gli operatori del mondo Horeca lungo tutto l’anno, con contenuti per l’aggiornamento professionale, a prescindere dal livello di esperienza.

La prima tranche in programma fino ad aprile prevede sei appuntamenti, realizzati in collaborazione con partner di riferimento del settore, che affrontano alcuni dei temi centrali della ristorazione attuale: dal cibo di strada (street food) reinterpretato in chiave gourmet, alla mixology con bevande analcoliche (alcool-free), fino alla gestione dei lievitati e alla valorizzazione dell’ittico nelle preparazioni.

Gli incontri, gratuiti previa registrazione, si tengono in presenza (ma è possibile anche la fruizione online, in diretta o su richiesta) nell’area didattica dei punti di vendita GrosMarket a Genova Sampierdarena e Rivoli (To).

"Il mercato della ristorazione premia chi sa anticipare i cambiamenti e leggere le variazioni del mercato -dichiara Flavio Zago, direttore BU Ingrosso Gruppo Sogegross-. Con i LiveLab vogliamo offrire agli operatori del settore una bussola per orientarsi in un panorama in continua evoluzione. Tanti appuntamenti, tanti filoni tematici, un unico obiettivo: trasferire competenze che fanno la differenza nel quotidiano di chi lavora in cucina, in pizzeria, in pasticceria o dietro al bancone di un bar. Collaboriamo con partner leader perché crediamo nel valore della qualità e della specializzazione, e mettiamo tutto questo a disposizione gratuitamente perché l'eccellenza nella ristorazione si costruisce anche attraverso la condivisione della conoscenza”.

GrosMarket, Food & Service

Dopo aver messo a punto, prima in Liguria e una delle prime in Italia, una formula aggiornata e innovativa rispetto al tradizionale “supermercato all’ingrosso” degli anni ‘70, oggi GrosMarket è una delle aziende leader del settore, con 22 punti di vendita distribuiti in Liguria (7), Piemonte (5), Lombardia (4), Emilia-Romagna (3), Toscana (3).

Con il recente rebranding, GrosMarket ha rafforzato un approccio full service, digitale e su misura per i professionisti del Food&Beverage, attraverso il sito, declinato anche su App. Offre anche supporto e consulenza sul territorio grazie agli Horeca Account, consulenti che affiancano la clientela professionale per veicolare al meglio la proposta dell’insegna.

Granarolo spinge sul kefir per sfondare all’estero #Marca26

L’export vale per Granarolo già circa la metà del giro d’affari ma l’azienda vuole cresce ancora. Le leve? Kefir e nuovi formaggi

Granarolo punta sui nuovi prodotti, dal kefir a marchio Yomo al formaggio stagionato a pasta dura. L’obiettivo? Portare all’estero il made in Italy del produttore attivo nel campo dairy.

L’export pesa già per circa il 50% del fatturato ma l’azienda conferma l’intenzione di voler sviluppare ulteriormente la presenza internazionale.

La produzione italiana di latte, yogurt e formaggi rientra nelle priorità strategiche del gruppo, che opera con una filiera integrata e diversi stabilimenti in Italia e all’estero.

Kefir, una leva per l’internazionale

Una delle principali novità lanciate recentemente è il kefir a marchio Yomo. “Quello del kefir è un segmento in crescita, e Granarolo lo interpreta sia in versione a cucchiaio che da bere - riferisce Tiziano Manco, direttore marketing innovazione e qualità di Granarolo -, è un progetto prioritario perché consentirà a Yomo, famosa per lo yogurt dal 1947, di entrare anche in segmenti più dinamici”.

La scelta di puntare sul kefir segue un trend di mercato in cui fermentati e prodotti funzionali attirano l’attenzione dei consumatori, soprattutto nei Paesi con forte domanda di prodotti salutistici.

Nuovi formaggi e produzione nel Sud

Nel 2025 Granarolo ha ampliato la propria offerta di formaggi con la produzione di specialità tipiche pugliesi nello stabilimento di Gioia del Colle (Ba). Tra queste figurano burrata e stracciatella, pensate sia per il mercato domestico che per l’export.

Altra referenza in distribuzione nazionale e internazionale è il formaggio italiano stagionato a pasta dura, realizzato con latte della filiera Granarolo. “I formaggi made in Italy hanno successo sia in Italia che nel contesto internazionale -aggiunge Manco-, e vogliamo continuare a investire su questa direzione”.

MediaWorld, performance superiori alla media del mercato

MediaWorld Italia ha registrato un incremento delle vendite (+1,7%) superiore all'andamento complessivo del mercato che rimane sostanzialmente stabile

MediaWorld cresce più del mercato. Durante l’anno fiscale chiuso al 30 settembre 2025, ha registrato un incremento delle vendite (+1,7%) superiore all’andamento complessivo del mercato (+0,4%, sostanzialmente stabile), aumentando la quota di mercato nel canale fisici e digitale. Ma una notizia non meno importante è che MediaWorld ha raggiunto un Net Promoter Score pari a 66, il valore più alto mai registrato per la categoria, con un incremento di 2 punti rispetto all’anno precedente. È un risultato che riflette l’evoluzione dell'esperienza d'acquisto (shopping experience) verso una relazione continuativa fatta di interazioni, servizi e momenti di coinvolgimento, all’interno di un ecosistema omnicanale. Al raggiungimento di questi risultati molto ha contribuito il nuovo programma fedeltà che ha affiancato al tradizionale meccanismo di punti e premi un modello di loyalty sempre più emozionale, personalizzato e ludico. Con oltre 6,5 milioni di utenti alla chiusura dell’esercizio, il programma ha consentito, in un quadro omnicanale, l’accesso a vantaggi esclusivi sia nei negozi fisici sia tramite il sito o l’App.

Investimenti per la rete fisica

Nell’anno fiscale chiuso il 30 settembre 2025, Mediaworld ha investito quasi 30 miliardi di euro (29,9 milioni di euro), che hanno interessato tutte le principali aree strategiche di crescita dell’azienda. Nel 2025 il piano ha previsto 10 nuove aperture e 12 ristrutturazioni. Tra queste il Tech Village a Milano viale Certosa, profondamente rinnovato, e il punto di vendita a Verano Brianza, sede centrale dell’azienda, individuato come negozio pilota per il passaggio superiore a Future Store. Dotato del nuovo layout esperienziale Look&Feel e di soluzioni avanzate di pagamento (in reparto e in modalità self) viene confermato come laboratorio dell’evoluzione dell’azienda.

Tra le iniziative di ottimizzazione della rete a livello di assortimento, ricordiamo il rinnovo della partnership strategica con Bennet, che ha visto l’apertura di sei shop-in-shop nel format innovativo Xpress, con assortimento mirato e servizi come il "Pick Up anche in 30 minuti" per migliorare l'esperienza d'acquisto del cliente, all'interno di un campione selezionato di ipermercati nel nord-Italia.

Ritorno in utile

Torniamo un attimo ad alcuni dati economico-finanziari chiave. Nel periodo di riferimento MediaWorld ha registrato un valore della produzione pari a 2,4 miliardi di euro (63,5 milioni in più rispetto al 2024, +2,7%) e, in particolare, un forte incremento del margine operativo lordo a 24,7 milioni di euro (+19,1 milioni, pari a +341%) e dell’utile di esercizio, che segna una netta inversione di tendenza, riportandosi in positivo per 0,6 milioni di euro, evidenziando un miglioramento complessivo di 12,6 milioni rispetto alla perdita di 12,0 milioni dell'esercizio precedente. La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2025 è positiva per 58,2 milioni di euro (+20,2 milioni vs 2024 pari a +53,2%).

 

Coop Alleanza 3.0 porta nel cloud i pagamenti cashless

La centralizzazione dei pagamenti e l’erogazione dei servizi digitali attraverso la piattaforma Kpay offre ai consumatori un nuovo livello di servizio

Anche se oggi l’attenzione è molto focalizzata sull’Intelligenza Artificiale, nel Retail permangono sempre ambiti di sviluppo tecnologico in grado di generare importanti vantaggi competitivi grazie all’evoluzione dei processi e al miglioramento della shopping experience che ne consegue. Un caso di studio molto recente è quello di Coop Alleanza 3.0 con Kpay, piattaforma multi-acquirer e multiservizi per la gestione unificata dei pagamenti e delle soluzioni digitali di Konvergence, la società del Gruppo Retex specializzata nella consulenza e nelle infrastrutture tecnologiche per l’innovazione del Retail, con focus su digital payment, customer engagement, front-end di cassa e business continuity.

Pagamenti nel cloud: cosa cambia

Kpay è una piattaforma per la gestione delle transazioni elettroniche che consente di centralizzare l’accettazione dei pagamenti e l’erogazione di soluzioni tecnologiche evolute su tutti i touchpoint fisici e digitali. Tra i principali vantaggi offerti dall’approccio centralizzato, una gestione unificata dei pagamenti cashless da un unico terminale, l’autorizzazione omnicanale, l’integrazione con i principali software di cassa e terminali, l’indipendenza bancaria e l’ottimizzazione dei costi verso acquirer e autorizzatori. Coop Alleanza 3.0 ha adottato Kpay già nel 2017 in modalità on-premises e nel 2026 migrerà tutto il sistema nel cloud di Google attraverso una versione di Kpay per il cloud. Ma cosa cambia dalla soluzione on-premises (installazione e implementazione dei servizi in locale) a quella in cloud? I vantaggi sono diversi: vediamoli brevemente.
La versione di Kpay in cloud prevede l’attivazione del modulo GT (Gestione Terminali), uno strato software che permette la governance centralizzata dei POS con intelligenza di instradamento, a parità di architettura di base esistente. Aumenta la sicurezza del flusso di pagamento elettronico con il transito dei dati-carta con cifratura end-to-end (P2P) e la conformità agli standard normativi più aggiornati. Il modulo GT, inoltre, abilita routing dinamico e politiche di selezione degli acquirer per ottimizzare costi, performance e continuità di servizio. Business continuity e scalabilità sono a un punto di svolta grazie al cloud e all’erogazione di tutti i servizi in modalità SaaS. GDOWeek ha incontrato Andrea Furegon, responsabile sistemi commerciali e canali di vendita di Coop Alleanza 3.0, e Guerino di Giacomo, sales director di Konvergence.

La genesi del progetto

Kpay è stato adottato da Coop Alleanza 3.0 nel 2017 in configurazione on-premises. Come è nato il progetto?

Andrea Furegon, responsabile sistemi commerciali e canali di vendita di Coop Alleanza 3.0

Furegon. Nel 2017 l'adozione della piattaforma Kpay è derivata dal processo di fusione societaria da cui è nata Coop Alleanza 3.0, attraverso un programma di integrazione molto vasto sui diversi sistemi applicativi dell'azienda. L'obiettivo era unificare i sistemi di pagamento elettronico in tempi rapidi, partendo da una situazione che vedeva l’operatività di ben tre applicativi di cassa. La scelta di una soluzione on-premises derivava dalla volontà di privilegiare la continuità architetturale, in un’epoca in cui il cloud non era maturo come, invece, è oggi. Vi era poi la necessità di mettere a sistema gli applicativi in essere e, soprattutto, di poter attivare fin da subito in modo uniforme su tutta la rete di vendita una serie di funzionalità out of the box, tra cui i servizi a valore aggiunto come, ad esempio, i buoni pasto, i buoni spesa e welfare e altri pagamenti digitali.

Dal 2017 ad oggi, come si è evoluto l’approccio ai sistemi IT da parte di Coop Alleanza 3.0?

Furegon. Dal punto di vista della strategia architetturale, Coop Alleanza 3.0 crede molto nel cloud e ha effettuato investimenti molto importanti in questa direzione, instaurando una partnership stretta con Google. Nel momento in cui abbiamo aperto il capitolo dell’evoluzione della soluzione di pagamento elettronico, ci è sembrato naturale portare il tutto su cloud. Ma non solo: il pagamento elettronico è un ambito sottoposto ad aspetti regolatori molto stringenti, come la normativa PCI DSS. Adottare una soluzione in cloud, in particolare quella di Konvergence, ci ha permesso anche di snellire il processo di certificazione PCI DSS. E questo è un altro elemento rilevante, specialmente per noi che abbiamo una rete di vendita molto estesa, che conta oltre 4000 punti cassa.

La soluzione in cloud è quindi inevitabile?

Guerino di Giacomo, sales director di Konvergence

Di Giacomo. I sistemi di pagamento sono per loro natura mission critical e presentano complessità nelle regole e nei sistemi di sicurezza. La PCI DSS è una norma dai circuiti di pagamento internazionali Visa e Mastercard, che ha delle regole stringenti anche sulla parte di infrastruttura di rete e infrastruttura fisica. Il merchant che è chiamato a sottostare a tali regolamenti deve necessariamente appoggiarsi ad un fornitore di sistemi di pagamento che conosce la materia e le criticità.
La soluzione in cloud diventa essenziale per motivi di sicurezza, di business continuity e di disaster recovery che, se affrontati con una soluzione on-premises, diventerebbero davvero molto onerosi. Inoltre, nel caso diventasse necessario incrementare le performance, la soluzione in cloud permette di scalare senza investimenti in hardware.
Furegon: Aggiungo che portare Kpay sul cloud di Google ha significato per Coop Alleanza 3.0 attivare le politiche di disaster recovery sui pagamenti in modo coerente con tutte le altre policy di disaster recovery, e questo è molto importante per la business continuity. Nel lungo periodo, grazie alla standardizzazione delle procedure, è possibile ottenere anche un saving economico. Infine, le performance che garantisce il cloud di Google sono un ulteriore elemento-chiave.

La migrazione in cloud e il vantaggio cliente

Come è partito il progetto di migrazione dal sistema on-premises a quello in cloud?

Di Giacomo. La concezione del progetto nasce dopo il 2021 in stretto dialogo con Coop e, data la rilevanza, ha richiesto una lunga fase di valutazione. Nella primavera del 2024, dopo aver scelto Google quale partner per il cloud, il progetto è entrato nel vivo grazie alla disponibilità del modulo GT (Gestione Terminali), anche spinto dalla necessità di essere sempre più aderenti alla PCI DSS. Con Google, e sempre in grande sinergia con Coop, si è lavorato molto fino a fine 2024 per definire l’architettura dei sistemi. Nel 2025 il progetto ha raggiunto la definizione finale dell’architettura: il passaggio vero e proprio al cloud è, quindi, partito a metà della primavera 2025 e si è concluso con cinque pilot a novembre dello stesso anno. Tutto questo ha richiesto da parte nostra l’impegno di 10 risorse, compresi alcuni partner, che ci hanno supportato insieme a Google nella predisposizione degli ambienti nella Google Cloud Platform (GCP).
Furegon. Aggiungo che il progetto si completerà e diventerà operativo definitivamente nel primo semestre 2026 con l’attivazione della soluzione anche sulla nostra app di self scanning, che permette il pagamento della spesa direttamente da smartphone.

Coop Alleanza 3.0 è un retailer food and grocery di primaria importanza in Italia. Ci sono delle specificità relativamente all’utilizzo di una piattaforma come Kpay?

Furegon. Sì, abbiamo alcune specificità che sicuramente rendono l'installazione Coop ben diversa da quella di altri clienti Konvergence. Voglio sottolineare come l'app di mobile scanning rappresenti veramente un unicum e ci stia dando grandi soddisfazioni: difficilmente la si trova in altre realtà della GDO. Rende possibile pagare non solo con le carte di credito, ma anche con buoni pasto e molteplici altre forme di pagamento.
Di Giacomo. Coop ha delle particolarità peculiari, come la carta socio, che giustificano la presenza di uno strumento di pagamento che alcuni dei nostri competitor non hanno, e che invece noi abbiamo integrato in Kpay. Un’altra caratteristica distintiva di Coop Alleanza 3.0 è il mobile self scanning, che consente al socio Coop di fare la spesa all'interno del supermercato usando il proprio telefono e di pagare utilizzando la stessa app con la quale fa la spesa. Il pagamento, in questo caso, è gestito sempre tramite Kpay. Terza peculiarità è la dimensione: in questo momento Coop Alleanza 3.0 rappresenta, in termini di volumi, il più grande merchant che gestiamo con Kpay.

Soffermiamoci sul consumatore e sulla shopping experience. Quali i vantaggi che il passaggio in cloud può restituire a chi va a fare la spesa da Coop?

Furegon. Il tema della qualità del servizio al cliente è uno degli elementi-chiave della strategia della Direzione Sistemi Informativi e Innovazione di Processo di Coop Alleanza, che non è solo una Direzione Sistemi Informativi, ma presiede tutta l’innovazione di processo. La nostra strategia vuole che ogni scelta che facciamo, e anche ogni scelta IT, debba essere sempre letta in una chiave di servizio al cliente. Il passaggio al cloud dei sistemi di pagamento produrrà vantaggi per i nostri clienti, per i nostri soci e, quindi, per il servizio che eroghiamo nel suo complesso. Il primo, il tema della business continuity: un servizio di pagamento che funzionerà ancor più costantemente e bene di quello che è stato finora. Una maggior sicurezza su tutta la filiera di pagamento, il tema della crittografia e anche la possibilità di riversare almeno una parte di quei saving sul prezzo o, comunque, sul servizio al cliente. Non poco.

Quali sono le evoluzioni future che è possibile prevedere?

Furegon. Siamo molto attenti alle evoluzioni regolatorie e alle nuove modalità di pagamento. Questi sono sicuramente ambiti a cui Coop Alleanza guarda con interesse e credo, quindi, che la soluzione tecnologica possa essere anche un elemento di accelerazione nell'adozione di alcune di queste nuove forme di pagamento.
Di Giacomo. Ci sono alcune evoluzioni che, in un prossimo futuro, potranno essere implementate. La tecnologia dei POS sta evolvendo e prevediamo l’arrivo sul mercato di nuove modalità di accettazione che integreremo in Kpay come, per esempio, i soft POS. Ci sono poi nuovi circuiti e schemi di pagamento che si stanno affacciando sul mercato, magari con l'aiuto di SEPA, della comunità economica europea; arriveranno anche schemi di pagamento con l'account to account, quindi bonifico istantaneo. Abbiamo l'obiettivo di portare Kpay in modalità multi-acquiring anche sul mondo digitale, a partire dal self-scanning, per avere una completa omnicanalità e un unico sistema fisico e digitale che centralizza e rendiconta i pagamenti elettronici.

Alo Yoga debutta in Italia con un primo store a Roma

Primo punto di vendita italiano per Alo Yoga, il brand statunitense che sta ampliando la sua presenza in Europa. Alo Sanctuary è stato realizzato in via del Babuino a Roma

Negli Stati Uniti Alo Yoga è ormai noto, punto di riferimento per gli addicted di yoga e wellness. Il marchio, presente anche in negozi multibrand e in piattaforme eCommerce, è nato nel 2007 e sta ampliando la sua presenza in più aree, e in più continenti, con nuove aperture in zone e città strategiche. Alo Yoga è entrato in Italia con un primo punto di vendita a Roma, in via del Babuino.

Ad oggi gestisce oltre 169 sedi a livello globale, distribuiti tra Usa, Europa e Asia-Pacifico, e sta programmando nuove aperture sia nel Regno Unito sia in Francia dove prevede uno store sugli Champs-Élysées a Parigi.

L'idea alla base del format è di creare spazi progettati per ispirare consapevolezza, connessione e comunità. La filosofia alla base di questo concept, infatti, è di creare hub dedicati al benessere con un'offerta omnicanale che fa uso anche dell'intelligenza artificiale per ottimizzare la disponibilità dei prodotti in tempo reale e migliorare l'esperienza di acquisto personalizzata. I flagship store possano superare i 600-800 mq (come quelli di Manchester o Soho), ma il gruppo pare stia sperimentando anche formati più piccoli come punti di riferimento sul territorio da integrare con l'eCommerce. All'interno degli store vengono solitamente allestiti i sanctuary per sessioni di yoga e spazi di condivisione.

Lo store di Roma

Il negozio aperto a Roma, a pochi passi da Piazza di Spagna, è il 12esimo punto di vendita europeo e, come già evidenziato, il primo nel nostro Paese. L'Alo Sanctuary romano si sviluppa su doppio livello e, vista l'ubicazione in un contesto storico della città capitolina,  integra elementi architettonici originali come laterizi e fregi scultorei e texture naturali che rimandano all'estetica del marchio.

L'offerta comprende le collezioni Uomo e Donna, la linea luxury Alo Atelier, realizzata con materiali come cashmere e pellami italiani, a cui si aggiunge anche la nuova selezione di borse del brand. Come da filosofia del marchio, lo store è stato concepito come luogo per la community del brand a cui saranno dedicati eventi mirati o attività come l'Alo Runners Club. A ciò si sommano le attività dedicate al benessere coordinate e gestite da istruttori del luogo.

Decò Italia: la mdd e Il Gastronauta oltre le aspettative #Marca26

Soddisfazione da parte di Decò Italia per le performance della mdd con i due brand Decò e Gastronauta. Ne parliamo con Gabriele Nicotra

Soddisfazione da parte di Decò Italia per le performance della marca del distributore con i due brand Decò e Gastronauta. Ne parliamo con Gabriele Nicotra, direttore generale di Decò Italia, nell'intervista video di Luca Moroni e Riccardo Nissotti.

La crescita di Decò e Il Gastronauta

"Le linee di sviluppo -ha dichiarato Gabriele Nicotra, direttore generale di Decò Italia- sono confermate, ovvero integrare l’assortimento di Gastronauta nelle categorie dove non siamo ancora presenti, e invece ampliare la presenza di Decò per coprire tutte le categorie, anche le meno usuali, così da coprire i bisogni dei clienti".

La marca Decò è il riferimento per la mdd di Decò Italia, visto che si tratta del brand insegna che fa da bussola per la scala valoriale, la convenienza e anche l'estetica della mdd. Nel 2025 ha fatto registrare performance molto positive, ugualmente è accaduto per il brand Gastronauta che ha superato le 400 referenze. La cifra preventivata di un fatturato alle casse per la mdd  pari a 4000 milioni di euro è stato  superato almeno del 10%.

Giannasi entra a Mercato Rombon e testa il Giannabar

L'insegna di gastronomia Giannasi entra a Mercato Rombon di Milano portando la sua classica offerta e un nuovo format di ristorazione chiamato Giannabar

Dal 1967 Giannasi opera sul territorio milanese, forte della sua specializzazione nella gastronomia. Per il marchio inizia un iter rinnovato che vede da un lato l'ingresso all'interno del Mercato Rombon, dall'altro il lancio del format Giannabar, progettato come un angolo conviviale per un'offerta che spazia dalle colazioni agli aperitivi. Questa apertura segue quella al Mercato Centrale Isola dimostrando la volontà di crescere del marchio e intercettare location ad alta densità di traffico e con un target eterogeneo. Il banco Giannasi, situato in Via Rombon 34, è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, con chiusura domenicale.

La presenza dell'insegna

Con l’apertura nel Mercato Rombon, l'offerta di Giannasi è ora presente in tre quartieri meneghini: infatti, assieme allo storico punto di vendita di Piazza Buozzi, in zona Porta Romana, sono 3 i chioschi e corner gastronomici milanesi in luoghi di riferimento della città. A questi si somma l'apertura già citata al Mercato Centrale Isola realizzata nel mese di agosto dello scorso anno, grazie alla quale il brand sbarca nell'area est del capoluogo lombardo.

L'offerta

Tra i prodotti di punta dell'offerta ci sono i polli allo spiedo a cui si sommano tutte le referenze tipiche con menù stagionali, vegetariani e ingredienti contemporanei per assecondare le più svariate esigenze di consumo e acquisto del consumatore moderno.

Sviluppo rete in Area 3 dal 16 al 23 gennaio 2026

Lidl
Lidl si consolida in Toscana con un'apertura a Prato su 1.600 mq in classe energetica A4 in linea con i suoi standard ambientali. Pewex (Gros-Selex) sceglie Roma per un supermercato con una formula evoluta dotato di caseificio, tavola calda, bisteccheria dal mondo e pasta fresca

LIDL
Via Zarini 129
Prato
1.600 mq
Lidl Italia

Data di apertura
15 gennaio 2026
Format e location
Si tratta del terzo Lidl in città, dopo quelli di Viale Della Repubblica e di Via Bologna. L’edificio rientra in classe energetica A4 ed è in linea con i più recenti standard aziendali di sostenibilità ambientale. Dotato di un impianto fotovoltaico da oltre 66 kW, copre il restante fabbisogno energetico al 100% attraverso fonti rinnovabili.
Offerta
Rispecchia la tipica offerta.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. È disponibile un parcheggio con 65 posti auto, dotato di una colonnina per la ricarica di auto elettriche e pergole verdi ombreggianti.
Addetti e casse
Accoglie 14 collaboratori.

PEWEX
Viale Palmiro Togliatti
Roma
Pewex (Cedigros-Selex)

Data di apertura
Dicembre 2025
Format e location
Si trova all’interno del centro commerciale Cinecittà Due, nello spazio che per anni aveva ospitato Carrefour. L’area freschi comprende i banchi serviti di gastronomia, macelleria, pescheria, pasticceria, pizzeria, il caseificio, il pastificio e la rosticceria.
Offerta
Rimane in linea con l’offerta tipica dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

 

Rossopomodoro, nuova governance nuova fase di sviluppo

Cambiamenti ai vertici di Rossopomodoro: Nicola Saraceno diventa Executive Chairman; Alessandro Lazzaroni arriva in Sebeto come amministratore delegato

Sebeto SpA, proprietaria del marchio Rossopomodoro, apporta alcuni cambiamenti di rilievo nella struttura di governance: Nicola Saraceno assume il ruolo di Executive Chairman e Alessandro Lazzaroni si unisce all’organizzazione in qualità di amministratore delegato. Saraceno continuerà a supportare la strategia di Gruppo Sebeto, la visione di lungo periodo e lo sviluppo complessivo dell’azienda, lavorando in stretta collaborazione con il consiglio di amministrazione.

Il nuovo Ad, Alessandro Lazzaroni, manager che ha ricoperto ruoli di responsabilità in diverse catene della ristorazione fra le quali Burger King, Domino’s Pizza e Crazy Pizza, guiderà Rossopomodoro "in una nuova fase di sviluppo, facendo leva su una struttura sempre più solida, su un team altamente professionalizzato e su un posizionamento internazionale in costante espansione".

Sotto la guida di OP Capita negli ultimi anni Rossopomodoro ha consolidato la propria presenza sul mercato italiano e rafforzato l'espansione internazionale. L'ingresso del gruppo Spoon, a settembre del 2025, ha avviata la nuova fase di sviluppo sia in Italia sia all'estero, che continuerà a far leva su partnership storiche, ad aprire pizzerie e ristoranti in nuovi mercati, sia diretti sia attraverso la formula del franchising.

Despar: nel 2026 proseguono innovazione e revisione #Marca26

Despar Italia chiude il 2025 con un +4,6% nel fatturato della mdd. Il 2026 vedrà due direttrici di lavoro: l'innovazione e la rivisitazione

Despar Italia chiude il 2025 con una crescita del +4,6% nel fatturato alle casse di prodotti a marchio proprio, in totale un fatturato di circa 1,1 miliardi di euro. Il 2026 proseguirà il lavoro dell'anno passato, caratterizzato da due direttrici di lavoro: l'innovazione di prodotto e la rivisitazione del portafoglio prodotti esistente. Ne parliamo con Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia, nell'intervista video di Luca Moroni e Riccardo Nissotti.

Il 2026 di innovazione e revisione di prodotto

"Siamo molto fiduciosi e ottimisti per il 2026 -ha detto Filippo Fabbri- ci siamo posti  l’obiettivo di crescere del +4,5% sulla mdd lavorando da una parte sull’innovazione, dall’altra sulla rivisitazione di alcuni prodotti e ricette per rispondere meglio alle esigenze dei clienti".

La quota totale di mdd in Despar è del 24,3%, più della media della mdd in Italia (pari al 23,1%, dati NielsenIQ), con una crescita a valore del +4,6% e a volume del +0,6%, per una quota pari al 27,4%. Questi numeri confermano il ruolo di fidelizzazione conquistato dalla mdd, in particolare grazie alla scelta di Despar di focalizzarsi su un forte legame con il territorio.

Per il 2026 sono previsti circa 180 lanci e 420 operazioni di restyling di prodotto. Gli ambiti di lavoro sono in generale, la spesa dei clienti, quindi la convenienza con  l'ulteriore espansione della linea S-Budget, e i bisogni specifici e i trend di mercato, attraverso l'ingresso in nicchie di mercato ad alto valore aggiunto attraverso prodotti distintivi per qualità, filiere locali e sostenibilità. In particolare: alimenti ad alto contenuto proteico e free-from, alimenti premium valorizzando le filiere corte e locali, e prodotti attenti ai nuovi trend.

I risultati delle linee mdd Despar

Il 2025 ha visto l'estensione a tutta la rete di vendita di Despar Italia della linea S-Budget, in origine facente parte del solo portafoglio di Aspiag (Despar Nord) e presente in commercio da oltre 10 anni. Le 250 referenze sono adesso disponibili in tutta la rete e coprono le esigenze di consumo food e non food nel cura casa e persona, con un risparmio medio fino al 30% sul totale del carrello. I dati di apprezzamento della linea rilevati da Despar confermano il peso maggiore, come prevedibile, nelle aree di presenza consolidata, e risultati particolarmente positivi per le aree del centro e sud Italia.

La linea di filiera Passo Dopo Passo ha visto una crescita del +24,2%, particolarmente forte nell'ortofrutta, +30,8%.

La linea Scelta Verde è cresciuta del +13,4% nel food e del +11,9% per le vendite di prodotti ecologici per la cura della casa e della persona.

La linea Despar Premium ha visto un incremento del +2,8%, puntando sulle eccellenze italiane Dop e Igp.

Consumi fuori casa stabili, ma preoccupa il trading down dei clienti

La crescita dei consumi fuori casa nell’ultimo anno delinea il profilo di un consumatore prudente che cerca di contenere la spesa rinunciando a occasioni voluttuarie e componenti del menù

I consumi fuori casa (OOH-Out of Home) si mantengono stabili, anzi in leggera crescita, nel 2025, ma i cambiamenti più palpabili riguardano le strategie di “trading down” dei consumatori che cercano di limitare le spese in un settore, quello della ristorazione, che ha visto un notevole aumento dei costi e dei prezzi almeno negli ultimi cinque anni. Quindi, se è vero che in termini di visite, siamo ancora sotto i livelli del 2019 (nel 2025, 15,1 miliardi, -4,2% rispetto al 2019), la spesa complessiva aumenta (71 miliardi, +12%) con uno scontrino medio di 4,74 euro (+17% rispetto al 2019). Sono alcuni dei principali dati della ricerca Circana (Stato dell’arte dei consumi fuori casa in Italia) presentata al Sigep World.

Gli italiani hanno speso 154 miliardi in cibo e bevande: il fuori casa rappresenta il 46% di questa spesa totale, mentre l’acquisto nei punti di vendita della Gdo ammonta al 54% (84,3 miliardi di euro). Rispetto a un anno fa e a 6 mesi fa, i consumatori sono più pessimisti riguardo la loro situazione finanziaria. Il 28% si dichiara ottimista, il 51% neutrale (cioè: la situazione rimarrà invariata), il 22% pessimista (peggiorerà un po’, -16%, e peggiorerà notevolmente, 6%).

Anche se la nuova mobilità favorisce i consumi a colazione e si torna a trascorrere più tempo fuori casa per lavoro e commissioni, il consumatore italiano entra nel 2026 con possibilità di spesa limitate dai bassi stipendi, dall’incertezza geopolitica che contrassegna il panorama internazionale e dai rincari sui beni essenziali. “La preoccupazione principale per il 71% resta il costo della vita e il potere d’acquisto -precisa Matteo Figura, direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana-. Aumenta anche l’ansia legata alle azioni del governo Usa: a ottobre il 57% si riteneva preoccupato, contro un 30% scarso dello scorso gennaio; inoltre, il 51% degli intervistati ritiene che i dazi faranno crescere ancora i prezzi nei ristoranti. Questi trend incidono sulla vita quotidiana: il 65% ritiene che i prezzi siano aumentati troppo e il 36% afferma di frequentare meno i ristoranti a fronte di un 11% che non cambia le decisioni di consumo. Anche nel carrello fuori casa si vedono rinunce mirate: il 38% cerca promozioni, il 25% menu combo; cala anche la spesa in alcolici (23%)”.

Più di un terzo dei consumatori è disposto a ridurre le visite per far fronte all’aumento dei prezzi nel fuori casa. Il 47% adotta una strategia di “trading down”: cerca un ristorante diverso dall’abituale con prezzi migliori e promozioni (20%); frequenta il ristorante abituale, ma cerca prezzi migliori o promozioni (14%); oppure frequenta il ristorante abituale ma ordina meno prodotti (13%). L’11% del campione non cambia le abitudini di utilizzo di bar e ristoranti, mentre il 36% applica una forma di “trading out” che consiste nel frequentare meno spesso bar e ristoranti.

I consumatori tendono a diradare la frequenza: sono diminuiti gli heavy user (26% a ottobre 2025 vs 33% del settembre 24) e i medium user (43% vs 48%), mentre aumentano i light user (27% vs 18% del settembre 2024).

Sviluppo rete in Area 2 dal 16 al 23 gennaio 2026

Despar Nord si rafforza con un doppio opening in quest'area: un supermercato Despar di 395 mq e con una tipica offerta di prossimità, realizzato a Ortizei (Bz), e un secondo store esteso su 737 mq a Budrio (Bo)

DESPAR
Via Rezia 230
Ortizei (Bz)
395 mq
Despar Nord

Data di apertura
Dicembre 2025
Format e location
Lo store è stato interessato da un intervento di restyling che ha rinnovato spazi e layout, migliorando l’esperienza d’acquisto e rafforzando il legame con una località a forte vocazione turistica.
Offerta
Propone la tipica offerta di prossimità.
Servizi
Orario: lun-sab 8-19.30; domenica 8.30-13.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

DESPAR
Via Ugo Lenzi 3
Budrio (Bo)
737 mq
Despar Nord

Data di apertura
11 dicembre 2025
Format e location
Si trova alle porte di Bologna e replica la tradizionale formula.
Offerta
Tipica offerta con focus sui localismi e banchi serviti in area freschi.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-20; domenica 8.30-20. Nel parcheggio ci sono 62 posti auto
Addetti e casse
In barriera ci sono 4 casse. Impiega 21 persone di cui 15 neoassunte.

Lucart: nuovo pack e più confort per la carta igienica #Marca26

Per il brand Tenderly, nel 2026 Lucart punta su innovazione, restyling del packaging e una strategia di comunicazione multicanale

Lucart è pronta a rilanciare nel 2026 la sua carta igienica a marchio Tenderly. Il progetto si sviluppa su due direttrici: innovazione di prodotto e restyling del pack. Come si innova un prodotto ormai consolidato nella conoscenza del consumatore italiano? “Stiamo lavorando per rendere i rotoli più ricchi a livello di numero di strappi -riferisce Francesco Lagomarsini, marketing manager di Lucart-, ma anche per migliorare la percezione visiva a scaffale”.

Restyling grafico

A seguito di un’analisi di mercato, l’azienda ha deciso di rivedere il logo, aggiungendo un cuore che abbraccia il brand e introducendo colori più emozionali, capaci di catturare lo sguardo del consumatore e valorizzare la presenza del prodotto nel punto di vendita.

Innovazione tecnologica e qualità percepita

Parallelamente, Lucart ha intensificato gli investimenti nello stabilimento produttivo, puntando su tecnologie che migliorano la texture della carta. L’obiettivo è ottenere un rotolo più spesso, morbido e compatto, in linea con le aspettative del consumatore.

Comunicazione omnicanale per crescere

La strategia di rilancio sarà sostenuta anche da un ampio piano media. “Continueremo a investire in pubblicità, in radio e su tutti i canali -prosegue Lagomarsini-, ma stiamo concentrando sempre di più le risorse sulle connected tv e sui canali digitali oltre che in radio”.

La novità della Filiera Controllata in macelleria per MD a #Marca26

Oltre al lancio del progetto nelle carni anche Buona Spesa-Linea carta riciclata che sottolineano l'impegno nella sostenibilità da parte di MD

In occasione della 22esima edizione di Marca by Bologna Fiere, l'insegna discount Md presenta due progetti particolarmente orientati alla sostenibilità, all'interno del suo stand che riprende e interpreta la campagna istituzionale. Le due iniziative sono: Buona Spesa-Filiera Controllata e Buona Spesa-Linea carta riciclata. Nel primo caso, si tratta di un sistema produttivo in cui ogni fase, dalla materia prima al prodotto finito, è tracciata, verificata e sottoposta a controlli. Questo primo progetto si fonda su tracciabilità, responsabilità, trasparenza e sostenibilità e coinvolge circa 20 referenze, tra le quali si evidenziano le carni suine realizzate in coerenza ai valori del marchio Firmato dagli Agricoltori Italiani, posto sul prodotto. L’obiettivo è quello di estendere la linea anche a tutti i segmenti del fresco e del freschissimo.

Maria Luisa Podini, amministratore delegato di Md, evidenzia gli obiettivi alla base di questa attività: "Si tratta di un impegno concreto per rendere la qualità davvero accessibile, tutelando la salute delle persone, il lavoro dei fornitori e il futuro dei territori".

Nel secondo caso, invece, si tratta di una nuova linea di carta riciclata, realizzata con 100% fibre riciclate non sbiancate, senza l’utilizzo di sbiancanti chimici. Il colore beige diventa così il segno visibile di una scelta consapevole, che consente una riduzione fino all’80% dell’impronta ecologica delle fibre rispetto alla pura cellulosa, grazie alla tecnologia Recycled Nature Pure. A riguardo l'Ad spiega: “Beige is better racconta un’idea di consumo più trasparente che deve andare di pari passo con il rispetto delle risorse e dell’ambiente”.

La presenza a Marca 2026

Nel suo stand immersivo, l'insegna riporta i quattro personaggi che raccontano in modo immediato e accessibile i valori della spesa Md e le principali linee dell’offerta. Al suo interno sono stati predisposti due corner esperienziali: il primo è il Corner Buongusto con un live cooking gestito dallo chef principalmente con le carni della linea Buona Spesa-Filiera Controllata; invece il secondo è il Corner Raffinatezza, uno spazio dedicato a una degustazione con vini Enotrium in abbinamento ai salumi I Firmati MD e Lettere dall’Italia.

"I nostri progetti e lo stand riflettono una strategia chiara, orientata al valore e alla fiducia dei clienti" ha sottolineato il Cavaliere Patrizio Podini, presidente e fondatore di Md.

Tetra Pak amplia le frontiere del packaging esg #Marca26

Estendendo Tetra Recart a carne, pesce e frutta, Tetra Pak consolida l’impegno in innovazione e sostenibilità nel packaging

Tetra Pak rafforza la presenza di Tetra Recart, una delle sue soluzioni di confezionamento più flessibili e a ridotto impatto ambientale. “Il nostro spotlight sarà solo una delle nostre soluzioni di packaging, il Tetra Recart -riferisce Paolo Maggi, presidente e managing director di Tetra Pak South Europe-, una proposta alternativa per i prodotti alimentari solidi”. Dopo le applicazioni consolidate per pomodoro, legumi e verdure, nel 2026 la tecnologia viene estesa anche a macedonie di frutta, carni e prodotti ittici, offrendo nuove possibilità commerciali al canale distributivo.

Soddisfazione del consumatore e praticità d’uso

Il feedback dei consumatori è positivo: il Tetra Recart viene percepito come innovativo, funzionale e rispettoso dell’ambiente. “I consumatori trovano il Tetra Recart una soluzione sostenibile oltre che innovativa, grazie alla facilità di apertura e alla possibilità di conservarlo in frigorifero”, spiega Maggi. Il formato contribuisce anche a ridurre gli scarti alimentari, un aspetto strategico per la filiera del largo consumo.

Ricerca e sostenibilità al centro

L’azienda continua a destinare circa 100 milioni di euro l’anno a progetti di ricerca e sviluppo mirati a incrementare l’efficienza e la sostenibilità delle proprie soluzioni. Parallelamente, Tetra Pak investe 40 milioni di euro annuali a livello globale per potenziare le infrastrutture dedicate a raccolta, selezione e riciclo, elementi chiave nella transizione verso un’economia circolare del packaging alimentare.

Da Eurial kefir e yogurt senza lattosio per far crescere la pl #Marca26

Eurial, azienda specializzata nel dairy, in Italia sviluppa la mdd con una squadra R&D dedicata e lancia nuovi kefir e yogurt senza lattosio

Eurial è un’azienda italiana che fa parte di un gruppo multinazionale attivo nella produzione di yogurt e formaggi freschi, con una forte specializzazione nel lavoro per le mdd della gdo.

Lo sviluppo della marca privata si basa su una metodologia incentrata sull’innovazione, supportata da una squadra di ricerca e sviluppo in Italia e da un centro di ricerca dedicato in Francia.

Ricerca, category e servizio ai retailer

L’azienda interviene su ricettazione, logistica, customer service e approccio al category management per supportare in modo strutturato i retailer.

“Per category management -evidenzia Natalie Jaquet, direttrice commerciale e marketing di Eurial- intendo che andiamo dai clienti che sono oberati di lavoro e non hanno tempo di fare analisi di mercato e le realizziamo al posto loro”, spiegando come le analisi indichino dove l’assortimento può essere rinforzato con nuove referenze, formati o con l’eliminazione di articoli che non generano valore.

Kefir, risposta alla domanda di salutismo

Nel 2026 Eurial introduce proposte a base di kefir, segmento oggi tra i più dinamici nel mercato italiano dei fermentati, perché risponde alla crescente ricerca di prodotti salutistici.

Per la nuova referenza è stato scelto un pack di colore verde, pensato per richiamare a scaffale i benefici legati al benessere e alla naturalità del prodotto.

Yogurt senza lattosio, oltre le intolleranze

Accanto al kefir, Eurial sta sviluppando una linea di yogurt senza lattosio, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel comparto “senza” all’interno del canale retail.

“Quello dei prodotti senza -spiega la direttrice- è un comparto estremamente importante non solo per chi soffre di intolleranza, ma anche per un pubblico che li consuma per prevenire il potenziale futuro insorgere di varie problematiche”, intercettando così una domanda trasversale di benessere quotidiano.

Candidature New Entry 2026

Brands Award New Entry 2026
Brands Award New Entry 2026

PREMIO NEW ENTRY 2026 
18^ edizione 

È con piacere che la invitiamo a inserire il/i prodotto/i per il "PREMIO NEW ENTRY 2026", premio speciale di Brands Award per i prodotti lanciati nei punti di vendita della Distribuzione Organizzata dal 1° gennaio al 31 maggio 2026 e quindi non in gara per il Brands Award.

Brands Award è il premio alle migliori marche del largo consumo, promosso da Gdoweek e Mark Up, testate di Tecniche Nuove Media.

Il vincitore verrà decretato attraverso un sondaggio web, sul sito  www.gdoweek.it, all’interno della sezione Brands Award, aperto ai manager dell'industria e della distribuzione.

È possibile candidare i prodotti fino all'15 maggio 2026.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: brandsaward@tecnichenuove.com

Scarica il regolamento (PDF)

Cannamela rinnova il packaging in chiave sostenibile: nuovo vetro, tappo svitabile #Marca26

Cannamela, marchio di Gruppo Montenegro, aggiorna l’identità visiva con un packaging più moderno e amplia la capacità produttiva

Cannamela, storico marchio italiano di spezie e aromi del Gruppo Montenegro, presenta un’importante evoluzione del proprio packaging. Il progetto di restyling interessa vari elementi del vasetto, dal materiale al design grafico, con l’obiettivo di valorizzare la qualità e la riconoscibilità del brand a scaffale.

“Abbiamo completamente rinnovato il materiale -riferisce Fausta Fiumi, chief division officer food di Cannamela (Gruppo Montenegro)-, scegliendo un nuovo vetro e introducendo una lamina dorata per impreziosire visivamente il contenitore e rendere più moderno il logo”.

Packaging sostenibile e valorizzazione dell’origine

Tra le novità spicca anche l’introduzione dell’indicazione di provenienza del prodotto, un segno di trasparenza e un omaggio alla storicità italiana del marchio. Inoltre, il nuovo tappo svitabile migliora la funzionalità e la possibilità di differenziazione dei materiali, sostituendo il precedente modello a pressione, meno pratico e meno sostenibile.

Cresce la capacità produttiva e la partnership con la gdo

Accanto al restyling, il brand ha avviato investimenti produttivi significativi che consentono di incrementare la capacità di risposta verso il retail.

“Questi investimenti -spiega Fiumi- ci hanno permesso di ampliare la nostra capacità produttiva. Oggi Cannamela si propone al retail sia con prodotti a marchio, sia come partner per la realizzazione di private label”.

Bayernland punta sul senza lattosio e collaborazione con la gdo #Marca26

Presente in Italia con una gamma che cresce, Bayernland punta sul segmento senza lattosio, consolidando la produzione di pl

Focus sul “senza lattosio” e consolidamento delle partnership con la gdo: sono queste le principali direttrici di sviluppo di Bayernland Italia. Negli ultimi anni l’azienda ha concentrato la propria strategia sull’ampliamento dell’offerta dedicata ai consumatori con intolleranze, un segmento in costante crescita nel banco fresco e nell’area salumi e latticini.

Negli ultimi anni ci siamo focalizzati molto sul senza lattosio -riferisce Thomas Siller, direttore commerciale di Bayernland Italia-, stiamo ampliando questo segmento in modo molto intenso. Oggi possiamo offrire oltre 15 referenze al mondo del retail”.

La spinta delle private label

Accanto alle linee a marchio proprio, un ruolo rilevante è ricoperto dai prodotti sviluppati per i retailer in qualità di co-packer. “Le mdd rappresentano un segmento importante anche per noi -spiega Siller-, e derivano dalla nostra esperienza nel mondo tedesco”. In Germania, infatti, Bayernland collabora con discounter di primo piano come Lidl e Aldi, una partnership che impone standard produttivi elevati e capacità di rispondere con puntualità alle richieste di grandi volumi.

Il mercato italiano evolve

Anche in Italia la spinta delle marche del distributore è sempre più evidente. “Il mercato italiano è diverso per dimensioni -aggiunge Siller-, ma ogni anno sviluppiamo nuovi prodotti a marchio del distributore con i retailer del Belpaese”.

Conapi: il mercato del miele si sta riprendendo #Marca26

Dopo annate complicate, il mercato del miele si sta rialzando con una ripresa a volume e valore. Lo comunica Conapi

È la più grande cooperativa apistica d’Europa, Conapi, che chiude l’ultimo esercizio con risultati positivi in termini di fatturato e di export, salito a circa l’11% del totale. La cooperativa riunisce oltre 600 apicoltori, con 100.000 alveari per una produzione annua di circa 3.000 t di miele tra convenzionale e biologico.

“Il mercato del miele ha un po’ sofferto negli ultimi anni -specifica Nicoletta Maffini, direttore generale di Conapi – Mielizia- ma adesso stiamo assistendo a una ripresa interessante: i dati più recenti parlano di una crescita del 3% a valore e volume”.

Per Conapi nuovi soci

La base sociale, presente anche in Spagna e Ungheria, continua a crescere: cinque i nuovi soci entrati negli ultimi mesi, confermando la solidità del modello attivo dal 1979. La filiera corta si conferma leva strategica, elemento distintivo di Conapi.

Crescita all’estero

Tra i focus strategici internazionali si conferma l’ingresso nel mercato cinese con la linea di composte di frutta, mentre prosegue il progetto di espansione nei mercati di Corea e Canada. Buoni risultati si registrano anche nei mercati consolidati come Francia, Svizzera e Giappone. Il successo internazionale è sostenuto dalla qualità e varietà dei prodotti, tra cui i mieli monoflora, che rafforzano il posizionamento premium della cooperativa.

Sviluppo anche del marchio Mielizia

Anche Mielizia consolida la propria posizione di marchio premium e ottiene performance significative, sostenute dal riconoscimento dei consumatori per la qualità dei prodotti e per la trasparenza della filiera. La nuova linea doypack ha rafforzato sia la presenza nei punti di vendita sia la visibilità del marchio. Le produzioni mostrano variabilità a causa dei cambiamenti climatici, evidenti e direttamente responsabili di raccolti “a macchia di leopardo”. Buoni risultati si registrano per i mieli di acacia e agrumi, stabile rimane il castagno, mentre si mantengono su livelli soddisfacenti i mieli millefiori e melata di bosco . Limitata, invece, la produzione di eucalipto.

Atlante punta sui prodotti veg e free from #Marca26

Feta e yogurt senza lattosio sono al centro delle attenzioni di Atlante, azienda attiva con marchi propri e come co-packer

Atlante si occupa di commercio alimentare, dalle commodities al prodotto finito, con progetti anche di co-packing. Circa il 55% del fatturato è maturato in Italia nel canale retailer e il restante 45% con l’export.

Prodotti alternativi veg e free from al centro dell'attenzione

Cavalcheremo il trend del senza lattosio con prodotti come lo yogurt e la feta -riferisce Giovanna Chiarini, direttrice commerciale di Atlante-. Un macrotrend che continua a crescere è anche quello del plant based”. Atlante segue questa tendenza grazie a delle bevande alternative della gamma “barista”, come anche grazie alle proposte di gelati vegani a base avena. Una delle varianti è al gusto mathca “altro macrotrend che notiamo”, aggiunge Chiarini.

Atlante all’estero

Una delle mete più importanti come mdd è il Regno Unito, grazie anche una filiale in loco, oltre a Svizzera, Giappone, Corea, Sud Africa, Canada e Usa. “Il cibo made in Italy è apprezzato oltre Manica -riferiscono dall’azienda-, in particolare quello a certificazione d'origine. Nell'ambito della Dop-economy l’Italia ha fatto un bel lavoro sulla qualità. Ma è solo al settimo posto per l’export verso il Regno Unito, dopo Paesi Bassi, Francia, Belgio, Irlanda. Germania e Spagna. E questo è sorprendente. L'Italia ha ampie possibilità, ma in prodotti che mettano al centro la qualità”.

Focus sul mercato Uk

Per poter crescere all’estero, Atlante ha dovuto affrontare la sfida di crescere nei volumi prodotti, mantenendo il requisito della sicurezza alimentare, controllo della filiera e sostenibilità dal punto di vista sociale. Atlante pone attenzione anche alla logistica. Focus particolare ancora una volta sull’Uk: “Nel Regno Unito -riferisce l’azienda- è indispensabile garantire le consegne A per B in maniera efficiente. Serve un sito logistico sul posto: noi ci siamo strutturati sul fresco, surgelato e ambient per servire localmente. Abbiamo un deposito centrale per l’ambient vicino a Cambridge e un deposito dei freschi e surgelati. La logistica è quella che cambia il prezzo. Chi lavora bene e fa volumi ha ottime opportunità”.

Clai e le sue novità legate al mondo dei botanics #Marca26

In collaborazione con il maestro dei botanics Baldo Baldinini, Clai ha realizzato una linea specifica per caratterizzare l’offerta

Portare l'arte degli aromi nel mondo dei salumi per realizzare un’autentica innovazione che ha l'ambizione di tracciare un una nuova frontiera nella tradizione alimentare italiana. È la scommessa di Clai. La cooperativa di Imola ha presentato la gamma Fragranze di Salame, la prima realizzata in collaborazione con il maestro delle essenze Baldo Baldinini, figura centrale nel mondo dei botanics.

“Il progetto è nato con l'obiettivo di portare sul mercato qualcosa di unico e distintivo, capace di proporre una nuova esperienza di gusto e di innovare il dinamico segmento dei salumi aromatizzati (+15% a volume a settembre 2025) -dichiara Gianfranco Delfini, direttore marketing di Clai-. Il lancio di Fragranze di Salame ci permette poi di caratterizzare maggiormente la nostra offerta e di accendere i riflettori sul nostro marchio, rafforzandolo e stimolandone la crescita anche su altre linee di prodotti”.

Fragranze di Salame

La linea ha richiesto oltre due anni di lavoro. È composta da cinque insaccati caratterizzati da altrettante suggestioni di gusto: basilico, profumi mediterranei, alchermes, fiori d’arancio e cardamomo. Non è solo lo spettro dei flavour a essere innovativo ma l'intero processo produttivo: non si prevede l'uso di singole spezie o aromi da aggiungere all’impasto. Baldinini ha creato bouquet aromatici complessi e puri, con lo scopo di connotare la nota dominante di ogni salame.

Clai ha messo a frutto il suo know-how nell’arte della salumeria per enfatizzarle grazie alle giuste soluzioni in fatto di tipologia, macinatura e impasto delle carni suine di qualità (100% italiane di filiera Clai), di scelta del budello e di durata della stagionatura, in modo da combinare ogni componente e ottenere un risultato sorprendente, coinvolgente, gratificante e capace di durare nel tempo.

Il futuro dei botanics in salumeria

Fragranze di Salame è solo la prima tappa della partnership tra Clai e Baldinini. La volontà dell’azienda è di estenderla ad altri prodotti tradizionali cotti, come la mortadella, e di proporre un pairing ad hoc nell'ottica di valorizzare ulteriormente questa collaborazione tra eccellenze romagnole.

Unes e il Viaggiator Goloso: la mdd rappresenta il 25% del fatturato #Marca26

In occasione di Marca 2026, Unes e il Viaggiator Goloso proporranno alcune novità mdd tra cui le linee Amarsi è Piacersi e Compagni di Viaggio

La mdd cresce per tutti i retailer diventando un asset strategico. Per Unes e il Viaggiator Goloso rappresenta il 25% del fatturato totale. Le insegne del Gruppo Finiper Canova saranno presenti a Marca by Bologna Fiere (Pad. 16 stand B51 - C52 Unes; Pad. 16 stand C45 - D46 il Viaggiator Goloso), in programma oggi e domani, per presentare le strategie del settore.

"Con Unes, interpretiamo i nuovi bisogni legati ai moderni stili di consumo. Con il Viaggiator Goloso, capitalizziamo la forza di un brand iconico per esplorare mercati ad alto potenziale come il pet food. Entrambe le iniziative nascono dalla stessa visione: innovare costantemente, sostenere le eccellenze italiane e anticipare i desideri dei consumatori con proposte di valore" dichiara Davide Cavero, head of private label Gruppo Finiper Canova.

La mdd di Unes e de il Viaggiator Goloso

In occasione dell'evento a Bologna, le insegne presenteranno sia le linee già testate nei loro assortimenti sia le novità introdotte. In questo ambito spazio alla nuova linea Amarsi è piacersi, con oltre 100 referenze, tra prodotti con probiotici, senza lattosio e senza glutine, con uno stile pop e distintivo. In generale lo stand Unes esporrà le linee U!, per la spesa quotidiana; Green Oasis, per la cura sostenibile della casa e della persona oltre alle linee specialistiche Grandi Vigne per l’offerta enologica, Mare Vivo per i surgelati ittici e Buongiorno Freschezza per la quarta gamma.

Invece, il Viaggiator Goloso, che partecipa per la prima volta a Marca con uno stand tutto proprio, proporrà tra le sue varie linee anche la gamma specialistica premium Compagni di Viaggio, dedicata al pet food per cani e gatti, con oltre 30 referenze.

Emme Gel (Martelli): il 75% del fatturato dalla gdo #Marca26

Emme Gel (Martelli) amplia l’offerta del marchio proprio e della pl nel campo dei surgelati

Emme Gel (Martelli) prosegue nell’ampliamento della sua offerta sia a marchio proprio, sia come co-packer all’insegna di innovazione e sostenibilità. Con uno sguardo rivolto ai mercati internazionali.

Focus surgelati

Fondata oltre quarant’anni fa, Emme Gel è una società di Martelli Group che ha consolidato la propria posizione nel settore dei surgelati, evolvendosi da realtà commerciale a impresa produttiva integrata. Dal 1995, a seguito di un riassetto strategico, le attività si articolano nei due rami d’azienda Frigo Gel, specializzata nella logistica, ed Emme Gel, focalizzata sulla produzione e distribuzione.

La produzione interna, avviata nel 2006, è passata dalle quattro referenze iniziali alle oltre 160 attuali, con i marchi Meno30, Ice Class ed Emme Gel. “Meno30 rappresenta l’eccellenza dell’offerta, con una gamma di prodotti ittici surgelati di alta qualità distribuiti su scala nazionale -spiega Marco Martelli, ceo dell’azienda-. Si tratta del brand di riferimento per la gdo, mentre per l’horeca sono state sviluppate linee dedicate, pensate per le esigenze della ristorazione professionale. L’offerta è completata da attività di distribuzione per marchi terzi”.

Novità nel comparto ittico

Nell'ultimo anno l’azienda ha lanciato nuove referenze nel segmento del pesce al naturale, tra cui filetti di alici, tranci e hamburger di tonno; sul fronte packaging, Emme Gel è stata la prima azienda a introdurre nel banco surgelati confezioni riciclabili nella carta. L’attività di copacking include prodotti come cozze con guscio, vongole del Pacifico e filetti di branzino; tra le innovazioni spiccano i filetti di pesce al naturale in confezione riciclabile.

Prunolax, Frullà e la mdd spingono il business di Futura #Marca26

Futura, azienda specializzata nelle polpe di frutta, migliora la ricetta di Prunolax e promuove la Pera dell’Emilia-Romagna igp

Tre anniversari in un solo anno: c’è di che festeggiare in Futura, l’azienda romagnola che ha “creato” il mercato delle polpe di frutta in Italia e che nel 2025 ha toccato i 25 anni dall’ingresso in gdo, i 20 anni dal lancio di Prunolax e i 15 anni dall’introduzione del sacchetto flessibile che ha aperto anche il consumo on the go.

Le direttrici di sviluppo

Tre eventi che hanno avuto un impatto importante non solo sullo sviluppo dell’azienda, che ha chiuso il 2025 con circa 60 milioni di euro di ricavi, per il 58% realizzati in gdo grazie ai suoi brand e alle private label, e per il 36% nel foodservice, ma anche sull’evoluzione dell’intero settore italiano delle polpe di frutta.

Al lavoro sulla qualità

Gabriele Longanesi, fondatore e ceo del gruppo ha lavorato sulla tecnologia per migliorare le caratteristiche finali dei prodotti. Un caso emblematico è quello di Prunolax, che ha reso “cucchiaibile” la purea di prugna, e che, visto il successo ottenuto nelle farmacie, è poi approdato anche in gdo come leader di categoria con performance di vendita superiori a quelle dei principali competitor.

“Con Prunolax rendiamo un prodotto funzionale ancora più funzionale -spiega Riccardo Zannoni, export and private label manager dell’azienda-. La referenza è stata ulteriormente migliorata e contiene il 6% di fibre”.

Dentro la polpa dell’offerta

L’azienda propone 150 referenze che rappresentano altrettante ricette segmentate per utilizzo e funzionalità, dal baby food all’on the go per continuare con gli sportivi, a cui si rivolge la gamma FruitEnergy, nata nel 2025 e composta da quattro referenze di polpe di frutta con aggiunta di dattero, confezionate in doypack. Dietro Futura c’è una filiera italiana (in gran parte emiliano-romagnola), composta da circa 1.500 frutticoltori che conferiscono più di 20.000 tonnellate di frutta fresca selezionata, secondo una programmazione annuale condivisa.

La rivincita del Rpet: più pulito, meno impattante, più performante #Marca26

Una ricerca di Coripet fa giustizia dei recenti tentativi di metterlo al bando, a Marca un convegno con i retailer e una ricerca per fare il punto

L'Rpet ritorna in auge. Dopo che negli ultimi anni se ne è paventata la messa al bando, oggi la versione riciclata del Pet si riconferma la soluzione migliore, quanto a rapporto costi-benefici, per l’imballo e il packaging della maggior parte delle referenze alimentari e agroalimentari. Lo stabilisce una ricerca commissionata da Coripet in collaborazione con l’Università “Federico II” di Napoli – Dipartimento di Salute Pubblica, e presentata a Marca 2026 dal professor Giuseppe Dada: in mancanza di studi di respiro europeo, la ricerca è partita dall’analisi su come le bottiglie di acqua minerale -le più facili da riciclare- sono immesse sul mercato e come ne escono, prendendo in considerazione oltre 500 campioni d’analisi. Ne è seguito poi un dibattito con esponenti della gdo italiana, come Sara Caggiati di Coop Italia, Elena Montanari di Conad e Roberta Montanari di Crai, moderato dalla direttrice di gdoweek e Mark Up Cristina Lazzati.

I vantaggi dell'RPet e la filiera virtuosa

Prendendo in considerazione la decontaminazione come cuore della fase di riciclo e studiando diverse filiere collegate rispettivamente a latte, acqua minerale, bibite e succhi, olio e aceto, nonché effettuando confronti con altre ricerche portate avanti in altri paesi europei e con materiale vergine italiano, è emerso che il Rpet prodotto in Italia, anche alla luce delle severe normative vigenti, è di gran lunga più sicuro e qualitativamente migliore della meda degli Rpet prodotti nell’area-Ue.

In particolare è stato riscontrato che le principali categorie di contaminanti – metalli pesanti, PFas, composti organici volatili e sostanze di neoformazione – nel Rpet italiano si mantengono sempre ben al di sotto dei limiti consentiti, e senza mai condizionare le caratteristiche degli alimenti. È stato altresì stabilito che una corretta validazione del processo di riciclo porterebbe a un’ulteriore riduzione della contaminazione nell’ordine di un 60% mentre una raccolta selettiva contribuirebbe di un ulteriore 60%.

Da ParmaFood Group novità nei piatti pronti #Marca26

Novità per piatti pronti, salse e panini: da ParmaFood Group focus sui prodotti ad alto contenuto di servizio

Novità per piatti pronti, salse e panini. Tramezzini premium, salse fresche etniche, puree di frutta e piatti pronti sono i prodotti che ParmaFood Group realizza in private label per i canali gdo e discount, una produzione che incide il 45% sul fatturato. All’estero, in particolare in Francia, Belgio, Nord Europa e Balcani, la quota realizzata dalla private label è pari al 15%.

Identikit di ParmaFood Group

Al gruppo fanno capo tre società: Prosciuttificio San Michele, che commercializza i suoi salumi crudi, cotti e stagionati con il marchio Terre Ducali, Parma Is, con i suoi marchi Il Pagnotto (panini freschi di alta qualità) e Fresche Idee (salse fresche, estratti e puree di frutta, condimenti per pasta e infusi), e Hpp Italia, il più grande centro europeo destinato all’applicazione della tecnologia Hpp al trattamento di prodotti alimentari. Trattandosi di un’azienda giovane, la produzione a marchio privato è piuttosto recente ma l’obiettivo è incrementare questo business e sviluppare le partnership con i retailer.

Al momento, a trainare l’offerta del gruppo è Terre Ducali, le cui vaschette di affettati di alta gamma in diversi formati vengono realizzate con qualità e servizio per la mdd; Parma Is propone invece prodotti freschissimi nei segmenti di mercati innovativi o emergenti, dalle salse ai piatti pronti.

Più contenuto di servizio

“La nostra azienda ha sostenuto e creduto in Marca fin dal suo esordio, perché ritiene che sia una fiera efficace e specifica capace di centrare i migliori obiettivi commerciali in termini di contatti e visibilità -commenta Igor Furlotti, direttore commerciale ParmaFood Group-. Anche quest’anno abbiamo concentrato la nostra offerta sui nuovi prodotti freschi caratterizzati dal processo di conservazione a freddo delle alte pressioni: si tratta di un allargamento di gamma dei piatti pronti e una novità nel mondo delle salse e dei panini. Le insegne chiedono contenuto di servizio e, nelle categorie in cui opera Parma Is, elementi di innovazione e che conferiscano alla proposta una connotazione premium. Ci interessa soddisfare le necessità dei nostri clienti portando la nostra esperienza e competenza insieme a prodotti di servizio di qualità”.

Vis Alimentari punta su etnico e snacking #Marca26

Surgelati etnici e snack a base frutta sono fra le novità di Vis Alimentari a Marca 2026. Il player festeggia 50 anni

Vis Alimentari lavora nella produzione in conto terzi per diversi marchi della gdo e dell’industria alimentare. L’offerta abbraccia una vasta gamma di referenze surgelate che spaziano dal pesce alla carne, dai formaggi alle verdure, passando per il plant-based. Un partner strategico con un approccio collaborativo, con la capacità di adattarsi alle richieste del mercato.

“Quella dei prodotti etnici è una nicchia che sta sempre più crescendo -spiega Gabriele Virgili, presidente di Vis industrie alimentari-. Presentiamo una linea apposita, essendo una categoria su cui stiamo investendo”. Altro segmento da monitorare è quello dello snacking, su cui il player punta con un marchio apposito che abbraccia articoli di frutta gelato ricoperta di cioccolato.

50 anni di Vis

Il 2026 segna un traguardo importante per l’azienda, che celebra 50 anni di attività. L'anniversario rappresenta un punto di partenza verso nuove sfide, sempre al fianco dei principali retailer italiani nel ruolo di co-packer affidabile e innovativo. Sin dalla sua fondazione l'impresa ha costruito, infatti, la propria reputazione su tre pilastri: qualità, ricerca e flessibilità. Questi valori guidano ogni progetto di marca del distributore, dove l’azienda offre un servizio completo che spazia dallo sviluppo ricettativo al packaging, fino alla produzione e alla logistica. “Per rispondere alle esigenze dei retailer -spiega la direttrice commerciale Chiara Stuppia- Vis Alimentari continua a investire in ricerca e innovazione, puntando su prodotti che uniscono gusto, praticità e sostenibilità”.

Focus sul contenuto di servizio

Le nuove gamme di Vis nascono da un’attenta analisi dei trend di consumo, dal crescente interesse per ricette autentiche e ingredienti certificati fino alla ricerca di soluzioni ad alto contenuto di servizio, ideali per la vita quotidiana moderna. Anche il packaging gioca un ruolo centrale: materiali riciclabili, porzioni calibrate e design funzionale contribuiscono a valorizzare la mdd e a ridurre l’impatto ambientale, in linea con le aspettative del consumatore contemporaneo.

Multicedi (VéGé): nel 2025 un fatturato da 2,1 miliardi

Cresce del +17,5% rispetto al 2024 il fatturato 2025 del Gruppo Multicedi (VéGé) che lo scorso anno ha realizzato 72 nuove aperture

Numeri in crescita per Multicedi (VéGé) che ha chiuso il 2025 con un fatturato di 2,1 miliardi di euro (+17,5% rispetto al 2024) e una rete di 585 store di cui 446 a insegna Decò attiva con quattro format superstore, maxistore, supermercati e store di prossimità. Lo scorso anno, l'attuale rete si è rafforzata con 72 nuove aperture (54 Decò e 7 Dodecà), così distribuite:

  • 37 in Campania
  • 13 nel Lazio
  • 19 in Puglia
  • 3 in Molise.

La presenza sul territorio

La diversificazione e l’offerta multicanale sono per Multicedi punti di forza su cui continuare a investire per proseguire il percorso di sviluppo. In generale, il 68% delle attività del gruppo è concentrato in Campania dove si registra una quota di mercato del 15,7%, mentre a livello nazionale la quota di mercato si attesta all’1,44% (Fonte: GNLC Nielsen – 2ª Edizione settembre 2025). La prossimità è un canale strategico presidiato con l'insegna  Decò Market, mentre l'offerta premium si concretizza con il marchio Decò Gourmet, uno spazio che unisce cultura alimentare, socialità e cibo, con ambientazioni e layout pensati per esaltare lavorazioni a vista e piatti pronti, sperimentato per la prima volta a Roma nel 2022, come già raccontato su Gdoweek. Invece, Dodecà risponde all'esigenza di una spesa facile e conveniente grazie alla formula Everyday Low Price. Infine Decò Superfreddo dispone di un'offerta di prodotti congelati e surgelati, molti dei quali a marchio proprio.

A questi si aggiungono i marchi Sebòn, Ayoka (per coprire il settore pet) e il cash and carry Adhoc per un totale di 1.368 collaboratori diretti con un indotto che coinvolge oltre 4.500 famiglie.

Le attività del 2025

Nel corso del 2025 è stata avviata la prima edizione della fiera Filiera d’Eccellenza di Multicedi, un evento esclusivo nato per favorire il contatto diretto tra fornitori e produttori di eccellenze e gli addetti dei reparti serviti di Gastronomia, Salumeria e Macelleria, formati attraverso la consueta Scuola dei Mestieri. Un evento significativo che messo in connessione fornitori di nicchia e operatori dei banchi assistiti, creando un momento di connessione diretta e di valorizzazione delle produzioni d’eccellenza italiane, già raccontato su Gdoweek.
Anche in ambito Csr sono state attivate iniziative e azioni mirate tra cui il sostegno continuativo alla Fondazione Abio Italia, con la donazione dei peluche Cucciolini per i bambini ricoverati nei reparti oncologici di diversi ospedali di Bari e Napoli.

Il sociale

Tra le attività anche la partecipazione rinnovata al progetto ambientale e storico-culturale Un mare per il futuro che si è svolto a Ischia, ma anche la Carovana della Prevenzione, organizzata in collaborazione con Susan G. Komen Italia, a sostegno della prevenzione e della lotta ai tumori al seno. A queste azioni si somma l’avvio della collaborazione con l’impresa sociale I Bambini delle Fate, finalizzata al sostegno di progetti di inclusione sociale sul territorio.

La sicurezza

Il gruppo ha anche annunciato la collaborazione con Armis, specializzata nella gestione dell’esposizione cibernetica e nella sicurezza, per l'utilizzo della piattaforma di gestione informatica Armis Centrix. “Prima dell’introduzione di Armis, le criticità venivano affrontate solo quando si verificavano malfunzionamenti o eventi anomali -afferma Livio De Prisco, direttore dei sistemi informativi di Multicedi-. Con Armis Centrix, l’approccio è completamente cambiato: ora l’azienda dispone di una visione in tempo reale dell’intero parco dispositivi e può gestirlo in modo proattivo. Possiamo rilevare i dispositivi aggiunti alla rete, dare priorità ai rischi in base alla loro criticità e definire piani d’azione e budget coerenti con i nostri requisiti operativi e normativi.”

Multicedi prevede di estendere lo strumento all'intera rete di oltre 600 negozi diretti e affiliati con l'obiettivo di stabilire standard di sicurezza informatica condivisi tra oltre 250 organizzazioni partner.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business