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Realco verso il concordato preventivo. Il futuro passa da aggregazioni che garantiscano continuità

La cooperativa emiliana prepara l’accesso al concordato sulla base di un piano di continuità, che prevede possibili aggregazioni con altri operatori della gdo, per riportare a una gestione competitiva prossimità evoluta e discount, i core business della cooperativa

Realco, storica realtà della distribuzione organizzata in Emilia-Romagna, tra i soci fondatori di Dit, sta per entrare in una nuova fase delicata, che, nei piani del top management e dei soci, garantirà continuità e crescita.

 

La cooperativa presidia il territorio con una rete di prossimità di circa 120 punti di vendita a insegna Sigma e OK Sigma, tra cui sono compresi circa 50 discount a insegna Ecu concentrati soprattutto tra Reggio Emilia e Modena. Ecu nasce nel 1992, nel primo boom dei discount, e oggi si rifornisce direttamente da Italy Discount.

 

I passi da fare

Secondo quanto dichiarato nel comunicato ufficiale, dopo il percorso di composizione negoziale che non si è chiuso positivamente a fine 2025, l’azienda punta ora all’accesso al concordato preventivo. Una scelta dettata da una forte volontà di continuità: l’obiettivo dichiarato è mettere in sicurezza l’operatività della rete di vendita, rassicurando fornitori, personale di vendita (un totale di circa 1.600 compreso l’indotto) e consumatori, e creare le condizioni per il proseguimento delle attività, pur in una fase che può comportare fisiologiche tensioni sui livelli di servizio e sulla regolarità dei flussi.

Nuovi partner in arrivo

Il cuore della strategia, sempre secondo la stessa fonte, è un piano che prevede aggregazioni con primari operatori del retail in Italia. Una soluzione che alimenta un cauto ottimismo per due motivi: da un lato, l’interesse espresso di più soggetti, probabilmente anche interni all’orbita di D.IT, di cui Realco è socio fondatore; dall’altro, un patrimonio immobiliare considerato significativo, che può aumentare l’attrattività dell’operazione e offrire margini di manovra nella strutturazione di una soluzione industriale, non solo finanziaria.

Oltre le procedure

La partita, però, non è solo procedurale: è anche di posizionamento e di rete. Il piano in preparazione dovrà misurarsi con un tema concreto di rinnovamento dei negozi e dei modelli di vendita, oltre che nell’approccio al mercato. Inoltre, dovrà essere affrontata una parziale sovrapposizione dei bacini in qualche zona, per rendere super di prossimità e discount più distintivi. Il confine tra i due mondi si è assottigliato: la prossimità rincorre convenienza e semplicità, mentre i discount si distaccano dal modello tradizionale solo prezzo, per offrire continuità di spesa, assortimenti più completi e una relazione più frequente con il cliente. In un territorio ad alta densità competitiva come quello emiliano, questo significa che la razionalizzazione non potrà essere astratta: andrà gestita punto di vendita per punto di vendita, valutando complementarità, cannibalizzazioni e sostenibilità economica.

In questo quadro, l’esito del concordato e la scelta del partner (o dei partner) non determineranno soltanto la tenuta dell’operatività, ma anche la futura architettura delle insegne: quale ruolo per Sigma/OK Sigma nella prossimità, quale traiettoria per Ecu e quale equilibrio tra format e bacini in aree dove “fare bene il prezzo” e “fare bene il servizio” non sono più alternative, ma due facce della stessa competizione.

 

 

 

 

 

Fileni, nuovi prodotti all’insegna del salutismo #Marca26

Presentate novità in linea con un consumo più consapevole da parte di Fileni. Focus su leggerezza ma anche gusto

La casa diventa per Fileni una rappresentazione simbolica di futuro condiviso e responsabilità collettiva, che riflette l’impegno dell’azienda verso innovazione, qualità e sostenibilità. In continuità con il concept di casa, uno degli elementi centrali a Bologna è stata la cucina a vista dove lo chef Max Santoni ha realizzato showcooking mirati a base di prodotti Fileni.

Fileni, novità all’insegna della leggerezza

Lo stand del resto ha offerto una panoramica completa sul catalogo, dalle carni alla gastronomia, con un focus particolare sulle principali novità di prodotto: dalla linea che coniuga gusto e leggerezza con le proposte Cotosnella Classica, con Spinaci e Nuggets (50% di grassi in meno rispetto alle medie dei loro mercati di riferimento) alla linea 50% e 50% di burger e polpette che combina proteine animali e vegetali in egual misura, pensata per chi predilige una dieta consapevole; fino alle linee di piatti pronti Buoni&Bilanciati e Buoni&Veloci, quest'ultima con le tre nuove referenze.

Il salutismo guida le proposte di Fileni

Ampia anche l’area espositiva dedicata al comparto uova, un segmento in continua crescita che vede il brand Fileni registrare ottime performance. Per quanto riguarda l'anteprima sulle novità di prodotto, focus al segmento dei panati per il quale è previsto l'ingresso sul mercato nel primo trimestre del 2026, a conferma dell’ampio e articolato piano di sviluppo del brand. L'obiettivo dell'impresa è ispirare e facilitare stili di vita migliori. “Crediamo che il futuro si costruisca attraverso le scelte quotidiane di tutti noi” sottolinea  Barbara Saba, direttrice marketing e innovazione del gruppo.

Selex: il fatturato mdd supera i 2,3 miliardi di euro (+7%) #Marca26

Nuove soluzioni ready to eat, il restyling di alcune linee e un focus sulla sostenibilità. Sono alcuni dei driver che Selex seguirà per potenziare la mdd

I numeri di crescita dei prodotti a marchio del distributore del Gruppo Selex sono significativi: nel 2025, il fatturato alla vendita della mdd ha superato i 2,3 miliardi di euro, con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente. Cifre che si inseriscono in un contesto generalmente più che positivo con una fatturato complessivo stimato nel 2025 di 22,25 miliardi di euro (+5,5%) con l'obiettivo di arrivare a 23,25 miliardi nel 2026. Se ne parlerà in occasione di Marca by Bologna Fiere.

"La marca del distributore non è più una semplice alternativa di risparmio, ma una scelta consapevole fondata su qualità e distintività -afferma Luca Vaccaro, direttore mdd di Gruppo Selex-. Il nostro obiettivo per il 2026 è rispondere rapidamente ai nuovi stili di vita, accelerando il time-to-market delle innovazioni e ampliando segmenti a valore aggiunto come il funzionale e il salutistico".

I key point per il 2026

Nel corso dell'anno, Selex amplierà la sua offerta a marchio proprio toccando quota 8.400 referenze. Saranno quattro le direttrici su cui verteranno le attività in questo settore.

  1. Benessere e Salute. Questo il primo asset che si concretizzerà con il potenziamento delle linee salutistiche, senza glutine e vegetali, e il consolidamento della nuova linea Alto Proteica.
  2. Alto di Gamma e Territorio: saranno più ricche anche le linee premium (Saper di Sapori, Optima, Val Or e Assaggi e Paesaggi) orientate alla valorizzazione delle tipicità regionali.
  3. Innovazione e Servizio: saranno lanciate nuove soluzioni ready-to-eat.
  4. Sostenibilità: si proseguirà con l'ottimizzazione del packaging per ridurre il peso degli imballi e aumentare l’impiego di materiali riciclati.

Quali i progetti in programma

Tra le attività già programmate per il 2026 ci sarà il restyling della linea vini Le Vie dell'Uva per la quale sarà costruita un’immagine più moderna e distintiva. Nella seconda metà dell’anno partirà inoltre il rilancio della linea toiletries Armonia & Benessere, con nuove formulazioni, una revisione dell’assortimento e il restyling dell’immagine.

"Continueremo a investire per garantire un’offerta che unisca innovazione, convenienza e sostenibilità, proteggendo il potere d’acquisto delle famiglie senza compromessi sulla qualità" assicura Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex.

In.chi.pla: in arrivo buste doypack #Marca26

In.chi.pla punta sulla produzione di prodotti per la cura casa e persona per la mdd e con marchi propri

In.chi.pla è attiva nella produzione di detergenti e cosmetici, presenti sul mercato sia con marchi propri, tra cui Valido, Kop, Luxury, Sanitina e Mitiko, sia attraverso mdd. L'impresa si dedica alla produzione di marchi esterni, offrendo supporto completo nella creazione di linee esclusive: dal design del packaging alla formulazione del prodotto, fino alla messa in commercio. Collabora con grandi insegne della gdo, fornendo inoltre soluzioni conto terzi per multinazionali. Il presidio commerciale è focalizzato principalmente sul canale retail, che rappresenta il cuore del business. La collaborazione è estesa in modo strutturato con alcune tra le principali insegne della gdo.

L’espansione è sostenuta da attività di marketing. “Per promuovere le nostre novità -racconta Marco Cassarà, general manager di In.chi.pla- in occasione della fiera abbiamo lanciato un concorso”.

Focus sul discount

Intende rafforzare ulteriormente la presenza presso i principali operatori del segmento discount, considerata aree strategica di espansione nel breve e medio termine. L'obiettivo è continuare a crescere nei canali di forza, ma senza escludere l’apertura a nuovi mercati, laddove ci siano spazi per valorizzare l'esperienza, la flessibilità produttiva e la qualità delle proposte.

I driver di espansione

La strategia aziendale è orientata all'espansione e all'innovazione, con l'obiettivo di raggiungere una capacità produttiva di oltre 20 milioni di buste annue nell'ambito doypak, riducendo impatto ambientale e costi di trasporto. Complessivamente l'azienda conta di sette linee di produzione moderne di cui le altre sei dedicate ai flaconi pet-rpet, con una capacità produttiva annuale di circa 60 milioni di bottiglie. La linea Luxury si è arricchita di shampoo e balsami coordinati, arricchiti con estratti naturali, pensati per rispondere a diverse esigenze dei capelli.

#Marca26

Esselunga apre a Everli: la spesa online diventa un ecosistema

L’accordo segna un passaggio chiave nell’evoluzione della spesa online. Non solo un nuovo canale eCommerce, ma un ecosistema di servizi che integra territorio, punti di vendita e competenze. Al centro non solo la velocità dell’ultimo miglio, ma la qualità dell’“ultimo metro”: il lavoro degli shopper, la coerenza con la promessa di marca, la gestione dei freschi

Non è solo un nuovo tassello nella mappa dell’eCommerce alimentare. L’accordo tra Everli ed Esselunga -operativo da gennaio- rende disponibili sulla piattaforma 65 punti di vendita dell’insegna in 8 regioni italiane e 29 province, con un assortimento che supera le 17 mila referenze. I clienti Everli possono così fare la spesa online scegliendo tra i supermercati Esselunga di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Lazio e Trentino-Alto Adige, coprendo territori che vanno da Milano a Roma, da Torino a Firenze, da Bologna a Verona.

Un doppio vantaggio strategico

Per Esselunga si tratta di un’estensione concreta del proprio perimetro digitale: un nuovo canale di accesso alla spesa online che si affianca ai servizi già esistenti, ampliando copertura, flessibilità e possibilità di intercettare bisogni diversi. Per Everli, invece, l’intesa rappresenta un salto di qualità nel posizionamento come partner strutturale della gdo, dopo il percorso di rafforzamento e rilancio avviato da Palella Holdings con l’acquisizione del febbraio 2024.

La voce di Everli

Lo dice chiaramente Salvatore Palella, CEO di Everli Global Inc.: “La nuova collaborazione con un operatore leader della gdo come Esselunga dimostra che Everli è ormai fortemente posizionata come partner consolidato del settore distributivo grazie alla combinazione di innovazione costante, alta tecnologia, qualità del capitale umano, sicurezza e facilità di utilizzo della piattaforma. I 65 punti di vendita della rete Esselunga costituiscono un importante potenziamento del nostro network e ci permettono di soddisfare un target sempre più ampio ed esigente di clienti".

Dalla piattaforma al sistema

La partnership racconta qualcosa di più ampio di una semplice integrazione di punti vendita: segna il passaggio della spesa online da canale proprietario a ecosistema di servizi, dove insegne e operatori digitali collaborano per ampliare velocità, capillarità e qualità dell’esperienza. Esselunga, che storicamente ha costruito in casa il proprio modello e-commerce, sceglie di affiancarlo con un partner terzo. Non per sostituire ciò che già funziona, ma per estendere il raggio d’azione: più touchpoint, più prossimità digitale, più capacità di rispondere a un consumatore che alterna spesa programmata, riempimento del frigo last minute, integrazione continua tra fisico e digitale.

La variabile lavoro come fattore strategico

C’è però un elemento meno evidente -e forse più strutturale- che aiuta a leggere la scelta di Esselunga: la natura “retail-oriented” del modello Everli anche sul piano del lavoro.

A differenza di molte piattaforme nate nel food delivery e poi estese al grocery, Everli è costruita attorno alla figura dello shopper, non del rider. La spesa viene preparata nei punti di vendita, con logiche che richiamano più il mestiere del supermercato che quello della ristorazione: selezione dei freschi, gestione delle sostituzioni, attenzione alla qualità, relazione indiretta con il cliente finale.

In un settore come quello alimentare (e in particolare per un’insegna che ha costruito la propria reputazione su servizio e affidabilità) il tema non è solo “consegnare in fretta”, ma farlo in modo coerente con la promessa di marca. Qui la variabile lavoro diventa centrale: chi prepara la spesa, con quale formazione, con quali regole, con quale livello di responsabilità.

Everli, negli ultimi anni, ha intrapreso un percorso di maggiore strutturazione del proprio modello occupazionale, aderendo in Italia all’accordo promosso da Assogrocery che introduce tutele, regole e standard minimi per gli shopper. È un passaggio che segna una differenza rispetto a modelli puramente on-demand, spesso al centro di tensioni regolatorie e reputazionali. Per un retailer come Esselunga, collaborare con un operatore che sta “maturando” anche sul piano del lavoro significa ridurre frizioni, rischi e incoerenze tra esperienza promessa al cliente e condizioni operative reali.

In altre parole, l’accordo non parla solo di ultimo miglio, ma di ultimo metro: quello che separa lo scaffale dal sacchetto consegnato a casa. È lì che si gioca una parte decisiva dell’esperienza. E lì il lavoro umano, più che l’algoritmo, resta un fattore competitivo.

 

Un trend che attraversa l’Europa

L’operazione, inoltre, si inserisce in un trend già evidente nella gdo italiana ed europea. Carrefour ha costruito partnership strutturate con Glovo in diversi mercati -Italia compresa- per presidiare il quick commerce urbano. Coop Alleanza 3.0 ha sperimentato modelli ibridi tra drive, home delivery e dark store. In Spagna, Mercadona ha affiancato al proprio e-commerce una rete di “colmenas”, micro-hub urbani dedicati alle consegne rapide. In Francia, Monoprix collabora con piattaforme di delivery per coprire i bisogni immediati che il canale tradizionale non intercetta.

 

Architetture a più livelli

Il punto non è più scegliere tra “fare in casa” o “esternalizzare”, ma costruire un’architettura a più livelli. Everli porta in dote una rete già ampia -oltre 75 insegne in 60 province- e un know-how che va oltre la logistica: dati, lettura dei comportamenti d’acquisto, capacità di interpretare i micro-bisogni dei territori. Per Esselunga significa ampliare il bacino potenziale e sperimentare nuove modalità di servizio senza snaturare il proprio modello.

 

La spesa come grammatica

Il messaggio che passa al settore è chiaro: la spesa online non è più un canale, ma una grammatica. E come tutte le grammatiche evolve. Non basta “esserci”: occorre essere rilevanti nei diversi momenti della giornata, nei diversi contesti di consumo, nelle diverse urgenze del cliente. La collaborazione diventa così uno strumento strategico, non tattico: serve a presidiare aree che, da soli, sarebbe più lento o più costoso coprire.

 

Oltre l’autosufficienza

In filigrana emerge anche un altro tema: la fine dell’autosufficienza come valore. In un mercato che chiede velocità, capillarità e personalizzazione, nessun attore può più pensare di fare tutto da sé. L’insegna resta il centro dell’esperienza, ma attorno si muove una costellazione di partner tecnologici, logistici, di servizio… che ne estendono il raggio d’azione.

 

Un segnale per la gdo

L’accordo Everli-Esselunga non è quindi solo una buona notizia per chi vuole ricevere la spesa a casa. È un segnale per tutta la gdo: il futuro della distribuzione passa da modelli aperti, adattivi, capaci di leggere la complessità dei nuovi stili di vita. E di tradurla, ogni giorno, in un carrello possibile..

L’innovazione sensoriale di Italpepe

Italpepe vuole crescere grazie a un nuovo approccio al consumo delle spezie, basato sulle emozioni che suscitano al consumatore

Le spezie di Italpepe raggiungono oggi 35 Paesi nel mondo: sono oltre 800 le referenze raccontate instore con il Tasting Rainbow, ordinate non più per origine o famiglia botanica, ma secondo le emozioni che suscitano al palato. Un progetto che ha permesso al marchio di triplicare la market share e valorizzare l’esperienza d’acquisto.

“Focalizzeremo gli investimenti -riferisce Stefano Vitaletti, titolare - verso la realizzazione di un nuovo stabilimento industriale”. Previsto un raddoppio della superficie produttiva, con l’adozione di nuove tecnologie.

Italpepe nel mercato di oggi

Buono in generale il bilancio del gruppo, come conferma Francesca Iannarilli, direttrice marketing e comunicazione Italpepe. “Vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul mercato e consolidare il ruolo di leader del comparto. Intendiamo farlo continuando a investire nella Vitaletti Academy, il cuore pulsante dell’azienda: un luogo dove ricerca, cultura gastronomica, formazione e creatività si incontrano. Investiremo anche nella ricerca sensoriale, nelle collaborazioni strategiche con la gdo e in un’offerta sempre più distintiva e orientata alla qualità”.

Le linee di Italpepe

Le linee classiche 65 cc e 100 cc, riconoscibili dall’intramontabile Tappo Rosso, rappresentano il cuore del brand. Le Specialità dal Mondo portano con sé l’essenza delle migliori piantagioni internazionali, mentre la linea Biologica interpreta la naturalezza con trasparenza. Accanto a queste, prende vita Spice Up, la linea pensata per le nuove generazioni che vivono l’alimentazione come un gesto quotidiano di cura e consapevolezza. È la prima linea di spezie in Italia a riportare in etichetta il claim nutrizionale “fonte di”, valorizzando i micronutrienti naturalmente presenti nelle materie prime. Ha un pack moderno, completamente riciclabile e un linguaggio immediato. Completano l’assortimento le linee: Aromito che reinterpreta i sapori della tradizione italiana, i Grandi Formati per le esigenze di chi lavora quotidianamente in cucina e i Liofilizzati. “Stiamo lavorando -continua Iannarilli- a un progetto ambizioso che ha l’obiettivo di raccontare in profondità le caratteristiche dei nostri prodotti. Abbiamo sviluppato un programma articolato di masterclass e attività di ricerca, dedicate a diffondere la cultura delle spezie e a indagare il tema degli abbinamenti. Il progetto punta a individuare nuove modalità di consumo basate sulle caratteristiche sensoriali dei prodotti, sugli abbinamenti e sulla loro dimensione emozionale. Per farlo, ci siamo avvalsi del contributo di una psicologa e di un’esperta di neuromarketing olfattivo, insieme al supporto costante dei ricercatori universitari e dei centri scientifici che collaborano con la Vitaletti Academy”.

#Marca26

Nostromo: obiettivo mdd al 40% del giro d’affari

L’attività di co-packing incide su una quota rilevante del business di Nostromo, che vuole aumentare ancora il lavoro con il retail

Per Nostromo la mdd rappresenta un'area strategica in cui mettere a disposizione dei retailer non solo la capacità produttiva unita a un'eccellenza qualitativa riconosciuta a livello globale, ma anche un know-how consolidato nella creazione di soluzioni personalizzate.

La mdd per nostromo, un attività in crescita

L’azienda opera anche come co-packer, attività che incide su una parte rilevante del business. “Le mdd sono un elemento fondamentale del nostro modello di business -spiega Gianluca Cevenini, direttore commerciale di Nostromo-. L’obiettivo per il 2026 è portarne il peso al 40% del fatturato, con un incremento del 2% rispetto al 2025, e di crescere complessivamente del 4%, consolidando così la nostra posizione come seconda marca di categoria”. E ancora: “Le mdd rappresentano oggi il 33% dei volumi produttivi -fa sapere Giulia Bizzarri, business development manager mdd-. Collaboriamo con le principali insegne della gdo tra cui Coop, Conad, Végé, D.it-Distribuzione italiana e Pam, e con i principali discount quali Eurospin, Lidl, Md, Maxi Di, Aldi e Penny Market, fornendo un'ampia gamma di tonno in scatola, in vasetto di vetro e in busta, disponibile in olio d'oliva, olio di girasole e al naturale. Il nostro approccio allo sviluppo delle mdd è strutturato e al contempo flessibile. Rispondiamo con prontezza alle esigenze del mercato italiano, un comparto molto dinamico e sempre più orientato verso la qualità a un prezzo accessibile, la trasparenza delle etichette e l’attenzione all’eticità e alla tutela ambientale”.

Capitolo esg

La sostenibilità è parte integrante della strategia e si traduce in azioni concrete. Il debutto a BolognaFiere, segna una tappa strategica per Nostromo. L’azienda ha avviato un piano di rimodernamento degli impianti e di innovazione sia di processo che di prodotto, elementi chiave per rafforzare l’incidenza delle produzioni mdd sul fatturato.

#Marca26

Italy Discount: al lavoro per un’offerta mdd più omogenea #Marca26

Nel particolare progetto di centrale di Italy Discount la mdd ha un ruolo chiave in particolare nel 2026

La struttura di Italy Discount conta 7 soci presenti su tutto il territorio nazionale, e soprattutto nel Sud Italia, con oltre 350 punti di vendita, contrassegnati da insegne diverse. Nel particolare progetto di centrale di Italy Discount la mdd ha un ruolo chiave in particolare nel 2026. L'intervista video a Savino Basile, direttore marketing e comunicazione di Italy Discount, realizzata da Luca Moroni e Riccardo Nissotti.

Italy Discount per un'offerta mdd più omogenea

Entro il format di "spesa economica di vicinato" promosso da Italy Discount la mdd ha una quota di circa il 40% e viene trattata solo nel largo consumo confezionato. La parte restante dell'assortimento è coperta da prodotti di marca industriale, localismi e prodotti esclusivi ma non di proprietà del distributore.

Italy Discount mdd
Mirco Pincelli, Ad di Italy Discount, e Morena Maestroni, category di Italy Discount

"La mdd assume un'importanza fondamentale per Italy Discount - spiega Savino Basile, direttore marketing e comunicazione di Italy Discount - perché concentra il 100% del nostro lavoro di centrale unica nel suo genere, perché l'unica che pone intorno a un tavolo una serie di soci per sviluppare una mdd intorno al primo prezzo".

Nel 2026 in particolare il lavoro della centrale sarà concentrato su una maggiore omogeneità della mdd a livello distributivo e di pricing, su tutti i soci che fanno parte del progetto. "Questo porterà alla capacità di intercettare i trend di mercato, e dunque di intercettare i bisogni dei clienti dando anche soddisfazione ai soci", aggiunge il direttore marketing.

In oltre il 65% delle categorie di prodotto la mdd gioca già un ruolo di leader per i volumi, soprattutto nelle categorie funzionali. In una categoria in particolare, il petfood, i negozi di Italy Discount sono un riferimento per segmentazione e profondità.

 

 

Parmigiano Reggiano, l’estero pesa più del mercato italiano

Per la prima volta le vendite di Parmigiano Reggiano fuori dai confini hanno superato quelle domestiche. Il made in Italy che piace nel mondo

Parmigiano Reggiano è a tutt’oggi l’unica dop al mondo a controllare ogni anno l’intera produzione, oltre 4 milioni di forme, prima di immetterla sul mercato. Il Consorzio ha da poco lanciato la sua nuova piattaforma globale di comunicazione, che racconta la grandezza di questo prodotto straordinario. Il pay-off (Più grande, insieme) racchiude l’essenza di un’esperienza di condivisione. Il prodotto è in continua affermazione internazionale.

Una comunicazione ad hoc

"Il 2026 sarà un anno straordinario -comunica Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio-: investiremo in marketing e comunicazione oltre 42 milioni di euro". Anche così si sostiene l'export di made in Italy. Infatti il 7 euro su 10 di questa somma, verranno convogliati nei mercati esteri.

Il Parmigiano Reggiano piace fuori dai confini

Nel 2025 la quota export ha superato per la prima volta le vendite in Italia, attestandosi al 53,2% (pari a 49.030 t.), con una crescita del +2,7% rispetto al 2024. Risultati particolarmente positivi sui tre principali mercati extra Ue. Note positive anche per Norvegia e Svezia, mercati molto promettenti. Il Consorzio investe in promozione nei Paesi esteri, vera traiettoria del futuro per il prodotto, a cominciare dalle sponsorizzazioni nello sport. Si continua a investire anche in Canada, mercato che sta segnando affermazioni importanti, supportate da una collaborazione con il celebrity chef David Rocco; e Spagna, dove a febbraio 2026 verrà organizzata la nuova edizione dei Casello d’Oro Awards nella prestigiosa location del Casino di Madrid. L’edizione 2025 si era tenuta al British Museum di Londra: si prosegue nel progetto di portare in primo piano il prodotto nelle principali capitali europee. A questo si accompagnano anche investimenti comunitari; un piano multicanale nel Regno Unito, ormai al terzo anno, e la new entry del Giappone.

#Marca26

Popeyes Italia, arriva Carluccio a proseguire lo sviluppo

Popeyes Italia ha un nuovo general manager: Alessandro Carluccio, 25 anni di esperienza per importanti gruppi retail e della ristorazione veloce

Popeyes Italia ha chiuso nel 2025 l'era Gionfriddo (il giovane manager che ha lanciato l'insegna della Louisiana in Italia) e apre il 2026 con la nuova (nel senso di successiva) fase Carluccio. Così potremmo riassumere la nomina di Alessandro Carluccio a nuovo general manager. Nome noto nella ristorazione commerciale e nel canale Qsr, Carluccio porta con sé un bagaglio d'esperienza manageriale di oltre 25 anni nella ristorazione e del retail, avendo lavorato ai vertici di gruppi nazionali e internazionali come Bauli Retail, Lagardère Travel Retail, Hanagroup Italy, Sebeto SpA (Rossopomodoro) e McDonald’s Italia.

Dal comunicato non emerge chiaramente se Gionfriddo se n'è andato per sviluppare la sua carriera in altri lidi; comunque, che Carluccio sia subentrato o sia stato chiamato espressamente a sostituito, è certo che, nel corso della sua carriera, ha contribuito alla crescita di importanti brand della ristorazione veloce con l’apertura di nuovi punti di vendita, la gestione delle operazioni a livello di stores e lo sviluppo delle squadre di lavoro. Il suo approccio ha sempre integrato la standardizzazione dei processi e il controllo di gestione con una forte attenzione all’efficienza operativa e alle performance commerciali.

Popeyes ha debuttato in Italia nel novembre 2024; a fine 2025 ha aperto 17 ristoranti attivi in 8 città per complessive 350 persone impiegate. Lo sviluppo del brand si inserisce nel piano di crescita triennale annunciato al momento del lancio, che prevede l’apertura di 50 ristoranti e la creazione di oltre 1.000 posti di lavoro.

Lo sviluppo di Popeyes in Italia è guidato da Restaurant Brands Europe (RBE), uno dei principali operatori della ristorazione organizzata in Europa e master franchisee di Popeyes in Italia. RBE gestisce oltre 1.400 ristoranti tra Burger King, Popeyes e Tim Hortons che impiegano più di 40.000 persone.

"Accolgo con grande entusiasmo questa sfida professionale. Popeyes è un brand dalla forte identità e con un importante potenziale di crescita in Italia -commenta Alessandro Carluccio-. Il mio obiettivo sarà quello di proseguire nel percorso già avviato, rafforzando il posizionamento del marchio verso uno sviluppo solido sul territorio".

Pedon cresce con l’attenzione al salutismo

I piatti pronti vegetali crescono di pari passo con Pedon, azienda che opera con un 80% del business derivato dal co-packing

I piatti pronti vegetali sono in un trend crescente (+20% a valore negli ultimi 12 mesi, dati Circana). E rappresentano oggi il prodotto più interessante dell’assortimento di Pedon che, attraverso Pedon Solutions, divisione dedicata allo sviluppo della mdd in Italia e all’estero, si distingue per un approccio innovativo nello sviluppo delle private label. Mdd che costituiscono il’80% del fatturato dell’azienda.

Pedon: la pl non è solo l’alternativa più economica

“Le richieste delle insegne si sono evolute nel tempo e oggi per la loro pl cercano esclusività e innovazione -riflette il chief commercial officer Loris Pedon-. La mdd da tempo non rappresenta più necessariamente il me too più economico rispetto al brand in categorie consolidate, ma propone un prodotto nuovo in segmenti emergenti, al passo con gli stili di vita del consumatore moderno”. L’azienda ha l’obiettivo di rendere cereali, legumi e semi maggiormente accessibili e appetibili, offrendo soluzioni che possano avvicinare soprattutto le nuove generazioni al consumo di questi ingredienti.

Focus su salute e contenuto di servizio

Con lo sviluppo dei doypack cotti al vapore, offre soluzioni interamente naturali, senza additivi né conservanti, indicati per piatti equilibrati e pensati per una pausa pranzo veloce e pratica. Fra gli ultimi lanci di Pedon si segnalano due ricette orientali a base di riso, legumi e verdure. Due prodotti dal sapore internazionale, che strizzano l’occhio al mondo fusion con ingredienti già entrati nelle cucine degli italiani. Un’altra novità che sta ricevendo un riscontro molto positivo è il piatto ricco e bilanciato: una ricetta a base di riso, farro e orzo con verdure e fagioli rossi. Il lancio è firmato Gusto Pronto.

#Marca26

Vandemoortele completa l’offerta dopo l’integrazione

Dopo aver acquisito Lizzi a Acqaviva, Vandemoortele completa l’offerta forno e pasticceria, proponendosi come one bakery partner per la gdo

Vandemoortele ha presentato il nuovo assetto aziendale, a completamento della fusione con Dolciaria Acquaviva e dell’integrazione di Lizzi. Ora il player si propone come riferimento nel comparto dei prodotti da forno surgelati e freschi, in qualità di one bakery partner per il retail italiano, con un portafoglio completo.

“Non si tratta solo di un ampliamento dell’offerta -spiega Antonio Evangelista, responsabile marketing e retail di Vandemoortele- ma anche di un arricchimento dal punto di vista “consulenziale”: ora possiamo rispondere ai vari clienti con soluzioni ad hoc”.

L’m&a per Vademoortele

In Italia l'acquisizione di Lanterna ha consentito di espandersi nel comparto del salato, preservando il sito produttivo di Genova; approccio replicato con Agritech, azienda di panificati surgelati italiani che conta uno dei magazzini più grandi del Centro Italia. Con Dolciaria Acquaviva, si è scelto di valorizzare il sapere artigianale della tradizione dolciaria italiana, creando le condizioni per rafforzarne l’identità e accompagnarne l’internazionalizzazione. In questa stessa direzione si colloca l’integrazione di Lizzi, titolare di una linea di cornetti italiani vegani che aggiunge un tassello strategico a un portfolio già ampio e in forte crescita.

Vandemoortele: ecco le direttrici su cui cresceremo

Per il gruppo le prospettive di sviluppo sono a doppia cifra nei prossimi anni. L'azienda ha realizzato la prima mappatura del mercato dei prodotti da forno surgelati in Italia, fornendo una guida concreta per le scelte di assortimento in mdd. L’analisi approfondita del banco panetteria, confrontata con la mappatura delle categorie e i vari trend, consente di ottimizzare la gestione degli spazi e migliorare la redditività dei comparti.

#Marca26

I volumi della mdd di Coop Italia sono cresciuti di oltre il 2,5% #Marca26

Coop Italia punta nel 2026 a sviluppare ulteriormente le proprie marche private, adattandosi fluidamente alle esigenze di un mercato complesso e frammentato e ai bisogni dei consumatori

Allo stand di Marca 2026, Alessandro Masetti, direttore commerciale Grocery di Coop Italia, traccia un bilancio estremamente positivo per l'anno appena concluso e delinea le direttrici strategiche per il futuro, confermando la mdd di Coop Italia come asset centrale per il gruppo cooperativo, "Abbiamo anticipato i tempi, permettendo di raccogliere oggi i frutti di un piano di sviluppo solido e lungimirante", dice Masetti.

Il bilancio del 2025: la crescita dei volumi della mdd di Coop Italia

Il 2025 si è chiuso "brillantemente" per la marca commerciale di Coop Italia. "Non è solo la crescita a valore -precisa Masetti-, spesso influenzata dalle dinamiche inflattive, ma soprattutto la crescita a volume. In uno scenario di mercato caratterizzato da consumi stabili e stagnanti, Coop Italia ha registrato una performance in controtendenza, con un incremento dei volumi di oltre 2,5 punti percentuali. Questo risultato ha portato la quota di mercato della mdd nel mondo grocery a superare la soglia psicologica e commerciale del 33%". Secondo Masetti, questo successo deriva dall'aver approcciato per tempo un forte piano di sviluppo sulla Pl, intercettando il bisogno del consumatore finale di prodotti che garantiscano il giusto rapporto tra qualità e prezzo.

Le prospettive per il 2026: un trend non esaurito

Guardando al 2026, l'atteggiamento di Coop Italia rimane positivo. "Il trend di crescita della private label non è affatto esaurito; al contrario, osservando le performance delle cooperative, emergono ancora ampi spazi di crescita. L'obiettivo è interpretare la mdd come una vera e propria marca, anzi, come 'marche del distributore' al plurale. La strategia non prevede solo una gestione passiva, ma un intervento attivo: razionalizzare laddove il mercato arretra ed espandere con decisione dove si intravedono nuovi trend di consumo". Tra i segmenti individuati come trainanti per l'anno in corso e per il futuro, Masetti cita esplicitamente il mondo 'veg' e plant-based, i freschi industriali, il comparto della prima colazione, lo yogurt e i prodotti di servizio (come i salumi affettati pronti).

L'evoluzione della mdd di Coop Italia: dalla monoliticità alla specializzazione

Un passaggio cruciale riguarda la filosofia stessa del branding Coop. "Si è passati definitivamente dal concetto di un 'monoblocco' trasversale -continua Masetti-, uguale per tutti i prodotti, a una declinazione più raffinata e segmentata. Oggi Coop gestisce una marca commerciale che si articola in diversi brand e linee specialistiche (come per esempio la linea "Pronti in cucina"), studiate per strizzare l'occhio alle specifiche modalità di consumo. Questa strategia permette di superare la rigidità della vecchia private label: ogni linea adotta i canoni di comunicazione tipici della propria categoria merceologica, offrendo al consumatore un messaggio più diretto e coerente con le sue aspettative.

Crai Secom: L’Arancio e la revisione assortimentale #Marca26

Il 2026 sarà dedicato prevalentemente alla revisione dell'assortimento esistente, con alcune importanti novità come la linea di convenienza L'Arancio.

Con un assortimento mdd composto da oltre 3.000 referenze, Crai Secom esprime una quota a valore superiore al 23,5% nella private label, e del 27% circa a volume, con punte anche del 40-50% a valore per l'insegna edlp Tuttigiorni. Il 2026 sarà dedicato prevalentemente alla revisione dell'assortimento esistente, con alcune importanti novità come la linea di convenienza L'Arancio.

Crai e la convenienza della mdd L'Arancio

"Il segmento della convenienza negli ultimi anni si è consolidato - ha detto Pietro Poltronieri, responsabile private label di Crai Secom - e Crai intende presidiarlo con il proprio know how. Per la linea trasversale L'Arancio, circa 150 referenze, abbiamo scelto un packaging minimalista, molto basico e senza immagini, caratterizzato dal colore arancione per tutti i prodotti". I dettagli nella video intervista di Luca Moroni e Marina Bassi.

La convenienza presidia anche il mondo vini, anche se non si tratta certo dell'aspetto strategico della linea, ma utilizzando brand di fantasia. Accanto alla linea L'Arancio, Crai prosegue il consolidamento delle linee dedicate allo sport e ai prodotti proteici e addizionati, per esempio con la vitamina D: dopo la bevanda, è arrivato un nuovo biscotto e presto arriverà un prodotto caseario. Potenziata anche l'offerta premium ne La Rosa dei Gusti, con il segmento vini e ricorrenze nell'ambito del senza glutine, del vegano e delle specialità territoriali, come il panettone all'albicocca Pelecchiella, specialità tipica campana.

"Nel 2026 è previsto un progetto importante di revisione del packaging e restyling della linea Piaceri Italiani - prosegue Pietro Poltronieri - con l'obiettivo di rifocalizzarla concentrando sotto questo cappello vari segmenti, inclusi i prodotti salutistici che facevano capo alla linea In Armonia, per maggior chiarezza verso i consumatori". Riposizionamento e rebranding, a favore di una maggiore leggibilità dell'offerta.

Novità anche sul fronte dei prodotti locali grazie al potenziamento della linea Cuore dell'Isola, i prodotti sardi per ora distribuiti prevalentemente in Sardegna: il progetto è di distribuire a livello nazionale quelli che possono avere senso anche sul continente, eliminando altri marchi in sovrapposizione per concentrarsi sulla mdd.

Essity: ecosostenibilità e benessere anche per la mdd #Marca26

Essity ecosostenibilità mdd
Il focus di Essity a Marca 2026 va su due macro trend, l'ecosostenibilità, di prodotto e processo, e il benessere, anche per la mdd.

Dal 2022 Essity ha costituito la Private Label Division per gestire con maggior focalizzazione la propria attività di mdd per la gdo, anche in Italia, e per snellire i processi a livello europeo. Il focus di Essity a Marca 2026 va su due macro trend, l'ecosostenibilità, di prodotto e processo, e il benessere, anche per la mdd.

Ecosostenibilità e benessere per Essity, con la mdd

"L'Italia è ancora il paese europeo con la quota di private label più bassa - commenta Matteo Barbiere, direttore commerciale private label division Italia di Essity - Nel tissue abbiamo quote più elevate, siamo circa al 50%, ma per esempio in Germania la quota è dell'80%. Certo dipende anche molto dal fatto che il retail tedesco è molto orientato al discount, ma voglio dire che c'è spazio di crescita per la mdd, e sarà sempre più un asset fondamentale, visto l'andamento dell'economia. Ci auguriamo che la mdd diventi anche in Italia un vero asset competitivo".

Oltre ai marchi globali Tena, Nuvenia, Tempo, Tork, Demak’Up, Libero, Leukoplast, Jobst e Actimove, Essity gestisce, con la divisione dedicata, la private label in Europa, attraverso un proficuo scambio di esperienza. Da qui arriva la scelta di focalizzarsi sui trend dell'ecosostenibilità e del benessere.

Essity ecosostenibilità mdd
Matteo Barbiere, direttore commerciale private label division Italia di Essity

Per quanto riguarda il primo aspetto, la novità di prodotto dedicata è la carta assorbente fatta con il 20% di erba, che consente di ottenere una carta igienica morbidissima, fatta con un prodotto a rapida crescita (l'erba), e non sbiancata chimicamente, quindi ecologica. Come posizionamento di prezzo, è lo stesso della carta in carta vergine.

"Riteniamo che per trovare diffusione effettiva il prodotto ecologico debba essere qualitativamente eccellente - prosegue Matteo Barbiere - e come prezzo allineato al prodotto standard". Anche per la carta riciclata, Essity seleziona il miglior prodotto, per non dover sbiancare chimicamente e rimanere green anche nella produzione.

L'altro tema per Marca è quello del benessere, declinato da Essity con nuovi profumi particolari ed esotici, per la carta igienica, e una tecnologia che riduce la percezione del cattivo odore. Un suggerimento di prodotto che arriva da altri mercati europei.

 

Stef Italia: collaborazione, standard e servizi evoluti per la gdo #Marca26

Stef servizi gdo
Oltre a essere un cliente diretto di Stef, la gdo è il destinatario finale delle consegne, e partner ideale per servizi evoluti di ottimizzazione logistica.

La gdo è un canale strategico per Stef Italia, società del Gruppo Stef specializzata nel trasporto e nella logistica dei prodotti alimentari a temperatura controllata (da -25°C a +25°C). Oltre a essere un cliente diretto di Stef, la gdo e soprattutto il destinatario finale delle sue consegne, è partner ideale per l'offerta di servizi evoluti mirati all'ottimizzazione della logistica.

I servizi evoluti per la gdo di Stef Italia

Dal 2025 Stef Italia è partner di GS1 Italy e ne ha adottato gli standard perché crede in un approccio basato sulla costruzione di partnership costruite sulla gestione delle informazioni e sulla standardizzazione. "La logistica non è più solo una consegna di merce - ha dichiarato Simona Barbieri, direttrice commerciale & marketing Stef Italia -, ma un attore chiave che si sta trasformando da centro di costo in area di produzione di valore e ottimizzazione".

La sincronizzazione della filiera è l'obiettivo comune, perseguito attraverso incontri periodici con i responsabili dei Cedi della gdo. Oltre alle consegne, Stef Italia costruisce soluzioni su misura rivolte alla gdo e do, con il vantaggio di poter contare su una base di 7.000 clienti nell'industria alimentare. L'infrastruttura, dunque, si può usare per entrambe i clienti ed è già consolidata.

"Abbiamo un network di 30 piattaforme di proprietà in tutta Italia - prosegue Simona Barbieri - e in questo network consolidato rientra la consegna al singolo punto di vendita. Molto più complessa la consegna per la gdo, a causa delle finestre orarie e di flussi molto tesi, specialmente per le private label, dove la precisione deve essere millimetrica".

Tra i modelli proposti da Stef alla gdo c'è il "wall to wall", con il Cedi dei retailer fisicamente adiacente ai magazzini dei fornitori industriali gestiti da Stef. Questo riduce gli spostamenti a poche centinaia di metri. Stef Italia può gestire completamente il Cedi per conto della gdo, massimizzando questi vantaggi logistici.

 

Gias rinnova il brand e cresce del 12%: focus su qualità e Private Label

Banner promozionale Gias che mostra piatti pronti e confezioni di surgelati accanto al claim Il tuo partner per lo sviluppo della MDD e al nuovo logo aziendale
Tra restyling del logo e nuovi pack, Gias rilancia la propria identità coniugando storicità e innovazione. I dati premiano la strategia, con un forte impulso derivante dalla produzione MDD e da una filiera 100% italiana e controllata.

C’è un filo rosso che lega la storia di Gias al suo presente: la volontà di innovare restando fedeli alla propria identità. Fondata nel 1970, Gias è oggi una realtà di riferimento nel mondo dei surgelati, capace di coniugare tradizione, qualità e innovazione. Negli ultimi mesi, l’azienda ha intrapreso un importante percorso di rebranding e restyling con l’obiettivo di raccontare, anche attraverso la propria immagine, l’evoluzione continua che la contraddistingue.

Il rebranding di Gias: tra nuovo logo e restyling dei pack

Il cuore del progetto è il nuovo logo Gias, frutto di un lavoro di ricerca e design che ha puntato a valorizzare due elementi essenziali: l’italianità e la storicità dell’azienda.
Il restyling non si è fermato all’identità visiva.

Gias ha creato un nuovo company profile, pensato per raccontare in modo chiaro, immediato e coinvolgente la mission, i valori e la visione dell’azienda. Un documento che non è solo istituzionale, ma un vero e proprio strumento narrativo capace di raccontare gli investimenti strutturali e mettere al centro persone, innovazione e qualità

Il percorso di rebranding è tuttora in evoluzione, spiega il direttore commerciale e marketing Christian Fadda.

Gias sta infatti lavorando al rifacimento grafico dei pack delle quattro linee di prodotto: Mediterraneo a Tavola, Come Una Volta, Voglia di gusto e Voglia di benessere per offrire ai consumatori confezioni più accattivanti, moderne e ricche di informazioni utili.

Il restyling di Gias non è un semplice aggiornamento estetico: è un passo strategico che consolida il valore dell’azienda e la proietta verso il futuro.

Una nuova immagine che racconta con forza ciò che Gias è sempre stata: un’azienda italiana solida, innovativa e appassionata, pronta a guardare avanti continuando a mettere la qualità al centro di tutto.

I numeri della crescita e il ruolo della Private Label

A testimonianza della solidità e dell’efficacia del percorso intrapreso, negli ultimi quattro mesi Gias ha registrato un aumento del 12% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che conferma l’impatto positivo del rebranding e la capacità dell’azienda di rafforzare la propria presenza sul mercato.

La Private Label, core business aziendale rappresenta sempre una componente strategica del fatturato sia in Italia sia all’estero, con un peso in costante crescita negli ultimi anni.

Negli ultimi 12 mesi, la produzione di MDD ha avuto un impatto dell’81% sia sul fatturato che sui volumi. La domanda da parte della GDO si è progressivamente orientata verso prodotti di maggiore qualità, innovativi e sostenibili, e questo ha favorito un’evoluzione positiva del mix MDD.

Il modello produttivo di Gias: filiera corta e certificazioni per la GDO

I partner di Gias chiedono standard elevati in termini di qualità, continuità produttiva, innovazione e flessibilità.

Per questo Gias ha scelto di distinguersi con un modello produttivo che garantisce sicurezza, trasparenza e affidabilità in ogni fase del processo. L’azienda è pest free, adotta una filiera corta e integrata e opera con un controllo diretto su ogni passaggio, dalla selezione delle materie prime alla trasformazione finale.

La maggior parte dei prodotti di Gias è 100% italiana, realizzata con ingredienti certificati DOP, IGP e di origine garantita, a conferma dell’impegno costante nel portare ai clienti il meglio della tradizione agroalimentare italiana, con qualità misurabile e autenticità riconoscibile.

Il ruolo di partner MDD consente a Gias un confronto costante e costruttivo con la distribuzione, permettendogli di anticipare le tendenze e sviluppare prodotti perfettamente allineati alle esigenze del consumatore.

Allo stesso tempo Gias garantisce ai clienti un alto livello di affidabilità industriale, know-how tecnico, rapidità nello sviluppo di nuove referenze e un forte orientamento alla qualità. In quest’ottica gli audit e le certificazioni aziendali rappresentano un elemento fondamentale del valore aggiunto per i partner.

Grazie a questo sistema strutturato Gias offre ai clienti la massima garanzia e continuità sulla conformità dei prodotti, per ridurre i rischi lungo la filiera, accelerare i processi di approvazione e contribuire alla costruzione di una private label solida, affidabile e competitiva, offrendo valore attraverso un approccio collaborativo, trasparente e orientato alla crescita reciproca.

Scopri di più su Gias

L’importante rilancio della linea Affettiamoci per Bechèr a #Marca26

Bechèr a Marca 2026: cresce il fatturato (+10%) e si amplia il progetto con i cubetti e il restyling di Affettiamoci

A Marca 2026, Bechèr si presenta in quello che il direttore commerciale Domenico Renzullo definisce senza mezzi termini un "momento di grazia". L'azienda veneta, un punto di riferimento nella salumeria di qualità, archivia il 2025 con risultati eccellenti, segnando una crescita del fatturato del +10% rispetto all'anno precedente, toccando i 60 milioni di euro gruppo e la capacità produttiva di cinque stabilimenti che verranno ampliati. Un trend positivo che conferma la solidità del brand e la capacità di intercettare le richieste di un consumatore sempre più attento.

Rilancio e ampliamento della linea AffettiAmoci

La grande novità di Marca 2026 è l'estensione della linea "Affettiamoci", con un deciso rilancio e restyling della storica gamma di affettati in vaschetta. L'obiettivo è ambizioso: trasferire il valore aggiunto del "Senza Antibiotici" -già consolidato sui cubetti- anche al mondo del libero servizio. Con la nuova "Affettiamoci", Bechèr intende offrire al consumatore moderno un prodotto che unisce la praticità della vaschetta a una garanzia etica e qualitativa superiore, uniformando così l'offerta aziendale sotto il segno dell'eccellenza di filiera e della sicurezza alimentare.

Il focus della presenza in fiera a Bologna è tutto sull'innovazione di prodotto che sposa la sostenibilità e la sicurezza alimentare. Renzullo svela l'ampliamento strategico della gamma dei cubetti, segmento ad alto contenuto di servizio. Ma le vere star dello stand sono il guanciale e la pancetta, proposti in una veste che punta all'eccellenza assoluta: Filiera 100% Italiana e certificazione antibiotic free (senza antibiotici dal sesto mese di vita dell'animale). Una scelta che risponde alla crescente domanda di trasparenza e benessere animale, portando nel carrello della spesa ingredienti premium per le ricette della tradizione italiana.

Sviluppo rete in Area 1 dal 16 al 23 gennaio 2026

Lidl arriva a Giussano (Mb) con un discount di 1.400 mq, frutto di un lavoro di recupero urbano di un sito industriale dismesso da dieci anni

LIDL
Viale Como
Giussano (Mb)
1.400 mq
Lidl Italia

Data di apertura
22 gennaio 2026
Format e location
È frutto del recupero di un sito industriale dismesso da dieci anni. Il locale è in classe A4. L’immobile, alimentato interamente da energia proveniente da fonti rinnovabili, integra un impianto fotovoltaico da 177 kWp e sistemi di illuminazione a LED che riducono i consumi del 50%.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21.30; domenica 8.30-20.30.
Addetti e casse
Assunti 25 collaboratori.

Conad: la mdd tocca i 6,5 miliardi e i piani di sviluppo 2026 #Marca26

Un fatturato in crescita e nuove referenze in più categorie. La mdd di Conad si rafforza e incontra il gradimento dei consumatori soprattutto per le linee premium

La quota a valore della mdd di Conad ha raggiunto il 34,1% mentre il fatturato si è attestato a 6,5 miliardi di euro grazie a un'offerta di oltre 6.000 referenze distribuite in più di 300 categorie merceologiche, dai freschissimi al non food. Cifre esposte in occasione di Marca 2026. "La mdd è un elemento distintivo della nostra identità, un punto di forza che unisce Soci, Cooperative e Consorzio in un legame di fiducia e appartenenza -dichiara Francesco Avanzini, direttore generale Conad-. La marca del distributore è il cuore della relazione con i clienti e orienta la decisione d'acquisto rafforzando il legame di fiducia con l'insegna. Inoltre, ci permette di sostenere da una parte il tessuto manifatturiero nazionale, con oltre l’85% dei nostri partner costituito da piccole e medie aziende basate nel nostro Paese, e dall’altra il potere d’acquisto degli italiani, proponendo prodotti di qualità a costi inferiori rispetto alla media di mercato".

Le novità presentate a Marca 2026 e le strategie di sviluppo

In occasione dell'evento bolognese, Conad ha presentato diverse nuove proposte nei segmenti Premium (cioccolato, olii d’oliva), Salute e benessere (confetture senza zuccheri, stick di bresaola), Logo Rosso (frollini, sughi pronti), Cura persona (linee solari e styling capelli), Pet (snack per cani e gatti). Allo stand di Conad abbiamo incontrato Alessandra Corsi, direttrice marketing dell'offerta e della mdd, che ha delineato i punti chiave dello sviluppo per quest'anno. "Guardando al 2026, il lavoro si concentrerà sulle cinque linee strategiche di sviluppo classiche dell'insegna, con un’accelerazione decisiva su due fronti specifici (definiti le "spade" della strategia Esg): la sostenibilità e la salute/benessere".

Nel campo della sostenibilità e decarbonizzazione: Conad ha avviato un importante percorso legato agli obiettivi Sbti (Science Based Targets initiative), individuando 8 aree chiave Esg. La priorità assoluta è la decarbonizzazione: l'obiettivo è ridurre l'impronta carbonica della mdd attraverso una stretta collaborazione con i fornitori. Si lavorerà sinergicamente sui processi produttivi e sulle materie prime per abbattere l'impatto ambientale lungo tutta la filiera.

Sul fronte della salute e benessere nutrizionale: l'impegno si traduce in un lavoro trasversale su tutti i brand della mdd Conad per migliorare il profilo nutrizionale dei prodotti. L'obiettivo concreto è la riduzione di zuccheri, sale e grassi saturi. Un focus specifico sarà dedicato alla linea "Piacersi". Per questo brand, Conad ha avviato una collaborazione con una nutrizionista e professoressa universitaria (il cui nome sarà svelato in seguito). Il suo contributo sarà fondamentale sia per perfezionare le ricette esistenti, sia per sviluppare nuovi prodotti innovativi che coniughino gusto e benessere.

La crescita della mdd di Conad

Le migliori performance del 2025 sono state ottenute nella fascia premium, con i marchi Sapori&Dintorni e Sapori&Idee, così come è risultato buono l'andamento del segmento Benessere, grazie al rilancio di Piacersi, in crescita di oltre 30 punti, frutto di un'ampia revisione della gamma e di un piano di comunicazione articolato su più media, culminato con la sponsorizzazione del Giro d'Italia. Nel corso dello scorso anno, si è affermato anche il marchio Essentiae Lab dedicato alla cura della persona.

Leonardo Lifescience: Abiotech per creare mdd negli insetticidi #Marca26

Leonardo Lifescience Abiotech
Leonardo Lifescience Group è una holding indipendente italiana entro la quale operano Vebi, Bleu Line e Abiotech, nella produzione di insetticidi

Leonardo Lifescience Group è una holding indipendente italiana entro la quale operano tre aziende distinte, Vebi, Bleu Line e Abiotech, il campo di azione è la produzione di biocidi per la protezione di ambienti, luoghi e persone. Alla fiera Marca è stato presentato il cuore scientifico e produttivo del gruppo, Abiotech Institute, che si propone anche ai retailer con lo sviluppo e la produzione di private label per il pest control.

Leonardo Lifescience, il ruolo di Abiotech

"Abiotech è l'anima produttiva del Gruppo rivolta alla produzione per conto terzi e per la private label -racconta Nicola Panizzo, chief operating officer di Leonardo Lifescience- e in realtà il Gruppo è già presente nella gdo attraverso aziende clienti che vendono nella gdo prodotti da noi realizzati". La creazione di Abiotech serve proprio a mettere l'accento sul servizio di creazione e sviluppo della private label, sia in Italia che all'estero".

L'appartenenza alla holding Leonardo Lifescience porta ad ABiotech un pacchetto di 600 registrazioni internazionali e pòtre 350 registrazioni europee, presidiando circa 60 paeso a livello globale. Con questa competenza alle spalle, il focus d'interesse per la mdd della gdo, sempre più avanzata, è proprio nel valore della ricerca & sviluppo che l'azienda può condurre per conto dei retailer.

Leonardo Lifescience Abiotech
Da sinistra, Nicola Panizzo, e Mario Di Leva, chief operating officer di Leonardo Lifescience

"Stiamo focalizzando tutti i nostri investimenti in Abiotech, specialmente nella ricerca, nello sviluppo e nella parte regulatory dei dossier, per poter competere a livello globale -ha dichiarato Mario Di Leva, chief operating officer di Leonardo Lifescience-. Alla gdo offriamo un servizio completo, che parte dall'idea del cliente fino alla generazione del prodotto e la sua fornitura, potenzialmente in tutta Europa, con il punto di forza della gestione dei brevetti".

L'esperienza nel settore professionale (con Bleu Line) e in quello chimico (Vebi) consente di portare nel mondo consumer soluzioni premium, anche per la sostenibilità sia delle ricette che del packaging. Il tutto con una proprietà 100% italiana.

GS1 Italy: strumenti per il category management per la mdd #Marca26

GS1 category mdd
L’approfondimento di GS1 Italy a Marca by Bologna Fiere & Adm si è focalizzato sulla gestione della mdd entro un approccio di category management.

L’approfondimento di GS1 Italy a Marca by Bologna Fiere & Adm si è focalizzato sulla gestione della mdd entro un approccio di category management. Sono intervenuti Antonella Altavilla, consulente Academy GS1 Italy, ed Ermanno Bertelle, training manager della stessa Academy.

Gli strumenti di GS1 Italy per il category management della mdd

“Il category management è il vero marketing del distributore”, afferma Antonella Altavilla, Adf Sas Consulting e consulente Academy GS1 Italy. Ed entro questo approccio di gestione, che coinvolge tutta l’azienda retail, la marca del distributore deve essere gestita con un ruolo specifico, perché ormai è una marca a tutti gli effetti, anzi, un vero e proprio sistema di marche con una pluralità di posizionamenti.

"GS1 Italy offre standard e servizi per rendere efficiente questo approccio strategico - precisa Ermanno Bertelle, training manager della stessa Academy-. In particolare ci focalizziamo su innovazioni come il Digital Link standard 2D, che permette di avere in un unico sistema di codifica tutte le informazioni, da quelle sulla produzione fino alla sostenibilità e al marketing rivolto al consumatore finale, direttamente quando il cliente si approccia allo scaffale, sul proprio smartphone".

La chiave per una gestione efficiente anche della mdd è la formazione, entro un disegno di integrazione trasversale delle competenze. Lo scaffale è il punto di arrivo di una strategia impostata dal retailer e che deve essere chiara a tutti, non solo ai buyer ma anche al marketing, alla supply chain e agli uffici tecnici. Questo approccio permette di gestire la mdd come leva di fedeltà e differenziazione, sin dalla nascita di una novità di prodotto.

In questa direzione va la formazione offerta da GS1 Italy e raccontata alla fiera Marca by Bologna Fiere, con gli strumenti tecnologici standard GS1. In primis, Digital Link codifica 2D, perché l’approccio di category non può che partire dai dati. Questo standard supera le barriere aziendali e porta l’informazione sul prodotto ai consumatori, rendendo accessibili aspetti quali l’approccio di produzione, le strategie di sostenibilità, i temi di marketing, direttamente sullo smartphone.

Per la gestione operativa gli strumenti sono Immagino e Immagino Mex, grazie ai quali è possibile cogliere le tendenze ed elaborare planogrammi usando le immagini reali dei prodotti: un aiuto in più per una messa a terra efficace delle strategie. Proprio perché la cultura del category management sia davvero trasversale in azienda, diventa strategica l’adozione dell’albero Ecr, lo strumento che permette il dialogo tra le funzioni interne e i partner industriali. Il discorso che vale per il reparto grocery diventa ancor più importante per i freschi e freschissimi, dove il rischio sprechi è più elevato.

Arborea focus sullo yogurt di capra e sull’alta digeribilità #Marca26

I numeri della crescita di Arborea, che cresce nel latte vaccino e consolida il posizionamento negli yogurt da latte caprino

Nell'edizione 2026 di Marca, la Cooperativa Arborea si presenta con risultati consolidati e una strategia proiettata al futuro, come illustrato dal direttore commerciale Mario Landriscina. L’azienda sarda conferma il proprio ruolo di protagonista nel panorama lattiero-caseario italiano attraverso due direttrici principali: il potenziamento del segmento “senza lattosio” e la rivoluzione nel mondo caprino.

Arborea cresce nel latte vaccino e negli yogurt di caprino

Sul fronte dell’alta digeribilità, Arborea raccoglie i frutti di un costante lavoro sul latte UHT, raggiungendo una distribuzione ponderata di 70 punti e affermandosi come terzo brand del mercato nazionale, subito dopo i colossi Granarolo e Parmalat. Una posizione di rilievo che certifica la fiducia conquistata presso i consumatori italiani. La vera novità strategica riguarda però il comparto caprino, dove Arborea ha costruito un’intera gamma di yogurt posizionati come veri e propri superfood. Con un assortimento di 7 referenze, l’azienda intercetta i trend più positivi del mercato (sia a volume che a valore), ottenendo una leadership nazionale con quote superiori al 60% nei segmenti Kefir e Greco di capra.

Il piano industriale Arborea al 2030

Guardando avanti, Landriscina delinea un piano industriale ambizioso con orizzonte 2030: l’obiettivo è una crescita media annua del 6-7%, puntando a superare i 300 milioni di euro di fatturato. Un percorso sostenuto da asset fondamentali come tecnologia, sostenibilità e digitalizzazione, ma soprattutto dalle persone. Arborea vanta infatti una forza commerciale che è un’eccezione virtuosa nel settore: perfettamente bilanciata con un 50% di presenza femminile, a testimonianza di una cultura aziendale moderna e inclusiva.

#Marca26

Gdoweekly #150. Marca 2026. Arimondo lancia Fudi. Amazon evolve il carrello smart

Mdd: impressioni da Marca. Arimondo dice addio a Pam. Il carrello tech di Amazon. Le evoluzioni della ristorazione. Feltrinelli, ecco il format BookBubble

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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Beer&Food Attraction 2026: il mondo Eating Out che influenza anche la GDO

Ingresso della Fiera di Rimini con visitatori e banner promozionali, sede di Beer&Food Attraction 2026
Dal 15 al 17 febbraio la Fiera di Rimini ospita Beer & Food Attraction 2026. Tra conferme nel mondo brassicolo e il debutto di Mixology Attraction, il salone si conferma un hub fondamentale per i buyer della GDO a caccia di innovazioni e nuovi modelli di consumo tra Horeca e Retail.

Dal 15 al 17 febbraio 2026 la Fiera di Rimini tornerà a essere il palcoscenico di Beer&Food Attraction – The Eating Out Experience Show, il salone organizzato da Italian Exhibition Group (IEG) che si conferma un osservatorio strategico sui nuovi modelli di consumo food & beverage, sempre più interconnessi tra out of home e distribuzione moderna.

Beer&Food Attraction 2026: punto di riferimento B2B

Giunta all’undicesima edizione, la manifestazione rappresenta oggi un punto di riferimento B2B non solo per l’horeca, ma anche per buyer, category manager e operatori della GDO, interessati a intercettare in anticipo trend emergenti, innovazioni di prodotto e nuovi format di consumo destinati a riflettersi sugli scaffali.

L’edizione 2025 ha registrato 600 espositori, oltre 1.200 marchi e 130 buyer internazionali da 40 Paesi, confermando il ruolo di Beer&Food Attraction come piattaforma europea di business e scouting.

Birra: specializzazione, valore e nuove occasioni di consumo

Il mondo brassicolo è da sempre il cuore pulsante della manifestazione. Specchio del mercato e della sua varietà, l’ampio settore espositivo Beer sarà interamente dedicato a una ricca offerta di birre, che spazia dalle eccellenze italiane e internazionali alle proposte più originali e creative, speciali e mainstream.

Una vetrina privilegiata, scelta ogni anno da piccoli, medi e grandi birrifici per il lancio delle proprie novità. La manifestazione di IEG offrirà infatti la più ampia offerta di microbirrifici con oltre 100 espositori pronti a confrontarsi con il mercato e incontrare direttamente gli operatori professionali.

Un’occasione per la GDO di osservare da vicino l’evoluzione del mercato, individuare nuove nicchie ad alto valore aggiunto e cogliere spunti per assortimenti stagionali, edizioni limitate e collaborazioni con produttori emergenti.

Mixology attraction: il beverage oltre la birra

La grande novità di Beer&Food Attraction 2026 si chiama invece Mixology Attraction, che rafforzerà la manifestazione come hub di riferimento per l’intero mondo del beverage & bar industry, mettendo in dialogo bartender e professionisti del settore sui linguaggi contemporanei della miscelazione.

Il brand nasce per valorizzare un comparto in forte evoluzione e sempre più centrale nell’offerta dei locali contemporanei; si completa così l’offerta espositiva, per dare sempre più risalto al mondo beverage, dalla miscelazione agli spirits fino ai soft drink, ready to drink, low e no alcohol, accanto a quello delle birre.

Categorie sempre più presenti anche sugli scaffali e che evidenziano come le tendenze nate nei bar influenzano rapidamente l’offerta retail.

Food: abbinamenti e consumi contemporanei

Tra i padiglioni di Beer&Food Attraction 2026 anche il settore food, con proposte per la ristorazione veloce, prodotti food ready to serve, specialità regionali, snack salati, street food, soluzioni frozen e attrezzature foodservice per cucine compatte. Settore anche questo ricco di spunti per la distribuzione organizzata.

Beer&Food Attraction 2026 si conferma così non solo come vetrina dell’eating out, ma anche un luogo chiave dove la GDO può leggere in anticipo le evoluzioni del consumo, trasformando i trend del fuori casa in opportunità concrete di valore a scaffale.

Partecipa a Beer&Food Attraction

Riduzione delle perdite in cassa grazie all’intelligenza artificiale

riduzione perdite in cassa
La riduzione delle perdite in cassa può avvenire in tempo reale, mentre avviene il conteggio della spesa, grazie all'intelligenza artificiale

La riduzione delle perdite in cassa può avvenire in tempo reale, mentre avviene il conteggio della spesa, attraverso l'integrazione nello scanner dell'intelligenza artificiale e la gestione entro una suite software dedicata al retail. È la soluzione proposta da Datalogic con due modelli di scanner Magellan e la piattaforma Smart vision suite for retail.

La Ai per la riduzione delle perdite in cassa

Nella soluzione proposta da Datalogic l'intelligenza artificiale è integrata direttamente nello scanner, grazie a una tecnologia proprietaria sviluppata dalla stessa azienda. Si può impiegare nelle casse servite tradizionali e anche in quelle automatiche, e il vantaggio per il retailer consiste nella capacità dello scanner di identificare istantaneamente i prodotti che passano in cassa e sulla bilancia, anche i freschissimi e l'ortofrutta. Questa capacità di "visione" del prodotto è anche quella che verifica efficacemente eventuali errori o frodi: una scansione non corretta, una mancata scansione, uno scambio di codici a barre, la sovrapposizione di più oggetti nel passaggio in cassa. Questi controlli avvengono in tempo reale.

La tecnologia alla base della soluzione di cassa

riduzione perdite in cassaI nuovi modelli di scanner abilitati a questa lettura immediata e precisa della merce sono Magellan 9600i e 9900i: integrano la tecnologia QuadVision con 4 telecamere ad alta risoluzione, grazie alle quali l'oggetto scansionato viene rilevato da ogni angolazione e anche un codice a barre danneggiato o di scarsa qualità viene comunque riconosciuto. Il tutto è affiancato da un sistema avanzato di elaborazione dell'immagine, quello che permette anche di leggere immediatamente i codici a barre 1D, 2D, e GS1 Digital Link. La soluzione software è implementata direttamente nello scanner hardware, per semplificare la scelta dei retailer che può attivare subito la soluzione e non ha bisogno di dispositivi esterni aggiuntivi.

Il sistema di conseguenza riduce i costi e migliorando l'efficienza, impatta positivamente sui margini. Anche dal punto di vista del cliente ci sono dei vantaggi: l'esperienza in cassa è migliore, più breve, con meno code e meno frustrazione.

 

Sviluppo rete Non food dal 16 al 23 gennaio 2026

Action apre a Jesolo (Ve) un negozio di 730 mq, il sesto in provincia di Venezia, il 19esimo in Veneto. Trony, invece, sceglie Oristano dove inaugura un punto di vendita di 1.512 mq

ACTION
Piazza Venezia
Jesolo (Ve)
730 mq
Action

Data di apertura
17 gennaio 2026
Format e location
Si trova al centro commerciale Laguna Shopping. È il sesto negozio in provincia di Venezia e 19esimo nella regione.
Offerta
L’offerta comprende 6.000 referenze.
Servizi
Orario: lun-sab 8.45-20.30; domenica 9-21.
Addetti e casse
Il team di lavoro è composto da 19 persone.

TRONY
Via Oslo
Oristano
1.512 mq
Jumbo spa (Gre)

Data di apertura
15 gennaio 2026
Format e location
Si trova ad angolo con via del Porto, facilmente raggiungibile attraverso la zona industriale Corpo Nord. Si indirizza a un bacino d’utenza stimato di 52.000 potenziali clienti.
Offerta
In assortimento ci sono 16.000 referenze.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21. Il parcheggio ospita 50 posti auto. Tra i vari servizi, installazione elettrodomestici da incasso e a libera istallazione, estensione garanzia.
Addetti e casse
Vi lavorano 20 addetti alla vendita coordinati dal direttore Stefano Locci. Sono attive due casse.

Ard Discount (Ergon): la mdd rappresenta il 60% del fatturato #Marca26

Sono numerose le novità presentate a Marca da Ard Discount che ha condotto un lavoro di ampliamento e consolidamento delle sue mdd

Nel 2025, la mdd di Ard Discount (Ergon) ha rappresentato il 60% del fatturato e dell’assortimento complessivo, frutto di un progetto di sviluppo, ampliamento e innovazione, oltre che di nuovi lanci. Marco Sgarioto, amministratore delegato di Ergon, sottolinea l’importanza del 2025 per l’insegna e il valore della partecipazione alle due giornate del Marca: “Tra i risultati più significativi, il superamento dei 20 store in Sardegna, che rafforza la nostra presenza sull’isola e il legame con le comunità locali. Un traguardo reso possibile anche grazie alla collaborazione con Fratelli Ibba, realtà imprenditoriale radicata da oltre 70 anni nel settore della gdo, che ha pienamente sposato il progetto Ard Discount e ne sta favorendo la diffusione con un piano di aperture capillari. Anche in Puglia abbiamo registrato una crescita importante, con l’apertura di 9 nuovi punti vendita che portano la rete complessiva a 265 store".

Inoltre, lo scorso anno l'insegna ha continuato a investire nella propria strategia digitale, puntando sull’App Ard come strumento centrale di relazione con i clienti. A un anno dal lancio, l’App ha già conquistato migliaia di utenti ed è stata protagonista di iniziative di grande successo come il concorso hAPPy Birthday! con premi giornalieri e superspese settimanali.

La presenza a Marca

In occasione dell'evento, il gruppo ha presentato linee già testate e proposto nuovi lanci. La linea Terre e Tesori si arricchisce di nuove referenze come il Pesto di Pistacchio 75%, il Panettone Dubai Style senza canditi e uvetta e la crema spalmabile al pistacchio con kadayif. Accanto a queste, tornano protagonisti prodotti legati al territorio come il Miele di Sulla di Sicilia. Sempre della stessa linea, sono state presentate in anteprima le nuove pizze gourmet cotte su pietra, in cinque varianti ispirate alla tradizione e alla valorizzazione delle eccellenze locali: dai pomodorini con burrata e alici di Cetara, alla Mortadella Bologna IGP con provolone e granella di pistacchio, fino alla Salsiccia di Calabria Dop, allo speck con burrata e pomodorini e alla combinazione tonnetto striato, cipolla rossa di Tropea e ‘nduja di Spilinga. Anche l’offerta nel comparto gelati si è arricchita con il Cono e lo Stecco al Pistacchio di Sicilia, ampliando un assortimento che punta su qualità e gusto.

Le novità

La linea Optimo presenta nuovi stecchi gelato al gusto nocciola e cocco, affiancati da gelati in barattolo al caramello salato, nocciola e pistacchio, pensati per una pausa golosa in ogni momento della giornata. Più ampio l'assortimento dei prodotti per le esigenze alimentari. Si amplia anche la gamma Sicilsole con nuovi legumi secchi 100% italiani, così come Tesori del Cuoco con l’arrivo di una gamma di referenze pensate per rispondere alle esigenze moderne: insalata russa, salsa tonnata, insalata capricciosa, pesto rosso e salsa barbecue in formato da 495g. A queste si aggiungono il pesto di pistacchi pronto da scaldare in padella in un minuto, il sugo pronto al salmone affumicato e quello al cacio e pepe, che completano un’offerta pratica e gustosa. Nel settore della cura della casa sono stati introdotti nuovi detersivi liquidi Ionix in tre varianti specifiche: Total Care, Odor Protection ed Extra Clean. Invece, nell’ambito pet food, la linea Purams si espande con crocchette al maiale Premium per cani adulti mini taglia (monoproteica), croccantini ricchi in maiale e con riso per gatti esigenti. E ancora la linea Tale of Essence, dedicata alla cura della persona, si arricchisce con nuove referenze per la detersione e il trattamento viso. Infine, il marchio Sofly” rafforza la propria presenza nel mondo baby con i nuovi pannolini Ultra Comfort nelle taglie Maxi (7-18 kg), Junior (11-25 kg) ed Extra Large (15-30 kg).

Circana: come cresce la mdd in Italia e all’estero #Marca26

Circana ha tracciato in occasione di Marca by BolognaFiere. In un contesto macroeconomico caratterizzato da consumi prudenti e da una ripresa dell’inflazione (+1,1%)

Nel 2025 la mdd ha raggiunto un fatturato di 31,5 miliardi di euro con una quota record del 30,4%. Sono i dati che Circana ha tracciato in occasione di Marca by BolognaFiere. In un contesto macroeconomico caratterizzato da consumi prudenti e da una ripresa dell’inflazione (+1,1%), la mdd dimostra una resilienza eccezionale e una rilevante capacità di intercettare i nuovi bisogni delle famiglie. “Tra le tendenze più interessanti, emerge un consumatore sempre più attento e selettivo: cresce la componente di spesa di prodotti essenziali e dall’altra parte la spesa per i prodotti legati al benessere -commenta Alfonso Giuliano, Italy retail leader di Circana-. Inoltre, il mix di acquisto si sposta dal primo prezzo verso fasce di prezzo più alte e il segmento Premium guadagna terreno, segno che il consumatore non cerca solo convenienza, ma anche qualità e valori come sostenibilità e filiera locale”.

I dati

Nel corso del 2025, a totale omnichannel, il comparto ha registrato una crescita a valore del +4,1% e a volume del +2,6%. Il Rapporto Circana evidenzia un cambio di paradigma: il consumatore non cerca più solo il primo prezzo (+3%), ma premia la qualità e i valori di filiera. Il segmento dei prodotti funzionali (bio, free-from, arricchiti) è il vero protagonista dell'anno, con una crescita a doppia cifra del +19% a valore.

Le nuove tendenze

L'aumento dei prezzi della mdd (+1,4%), superiore a quello dell'Industria di Marca, riflette una metamorfosi verso il valore e un'acquisita autonomia strategica. Il consumatore privilegia ormai la qualità e i valori di filiera rispetto al solo risparmio, frenando sulle linee più convenienti. Questa autorevolezza consente di ridurre la pressione promozionale (16,3%).

I reparti più performanti

L’eccellenza italiana si conferma nel reparto Fresco, dove la mdd guadagna 0,7 punti di quota, con punte significative nelle carni (+1) e nell’ortofrutta (+0,6).
Si consolida inoltre il ruolo strategico del non food, con il comparto cura casa che registra una performance di +0,8 punti di quota.

Lo scenario europeo

A livello europeo, la mdd conta un giro d'affari complessivo di 324 miliardi di euro e una quota a valore media del 42%. Sebbene mercati come Olanda (55%) e Spagna (52%) presentino livelli di penetrazione superiori, l'Italia (31% di quota) si distingue tra i Paesi più dinamici.

L'Italia è oggi il Paese che registra la crescita più dinamica e, soprattutto, qualitativa in Europa -commenta Rossano Bozzi, direttore business unit di BolognaFiere-. I nostri retailer sono diventati veri benchmark internazionali, capaci di trasformare la Marca del Distributore in un laboratorio di innovazione: il balzo del +19% dei prodotti funzionali e la costante espansione dell'assortimento a scaffale dimostrano che il modello italiano, fondato su qualità e fiducia, è il vero trendsetter del settore”.

Sviluppo rete in Area 4 dal 9 al 16 gennaio 2026

Multicedi (VéGé) rafforza la rete every day low price di Dodecà a San Nicola La Strada (Ce). Invece, Gruppo Romano (Selex) inaugura Max Supermercati a San Paolo (Me)

DODECÀ
Via Sandro Pertini 20
San Nicola La Strada (Ce)
Multicedi (VéGé)

Data di apertura
Dicembre 2025
Format e location
Rispecchia la tipica formula every day low price dell’insegna.
Offerta
In assortimento anche 1.500 referenze a marchio Decò.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-22; domenica 8.30-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

MAX SUPERMERCATI
Gerobino Pilli 97
San Paolo (Me)
Gruppo Romano (Selex)

Data di apertura
Dicembre 2025
Format e location
In area freschi salumeria, macelleria con servizio al banco e ortofrutta.
Offerta
In linea con la classica offerta.
Servizi
Orario: lun-sab 7-20.30; domenica 8-13.30. Tra i servizi: consegna a domicilio, 10% di sconto ogni mercoledì per gli over 60
Addetti e casse
Non disponibile.

Pewex (Selex) arriva al centro Cinecittà Due di Roma

Forte il focus sull'area freschi con banchi serviti di Tavola calda, Caseificio, Pasta fresca, Pasticceria, Macelleria a cui si aggiunge uno spazio take away per La bistecchieria dal mondo con tagli pregiati e ready to cook

Un punto di vendita con un forte focus sull'area freschi per Pewex (insegna che fa capo a Cedigros, socia Selex) che ha inaugurato un supermercato all’interno del centro commerciale Cinecittà Due, di viale Palmiro Togliatti, nello spazio che per anni aveva ospitato Carrefour.

Lo store

Il punto di vendita si sviluppa su ampie metrature e accoglie una piazza dei freschi con banchi sia serviti che a libero servizio con un'offerta che riesce ad assecondare numerose esigenze di acquisto.

Insieme ai consueti reparti di macelleria e ortofrutta, come di consueto posta ad apertura del layout per dare un'immediata impronta di freschezza, l'area propone i reparti assistiti di pasticceria, il caseificio con proposte di formaggi e produzioni preparate nel laboratorio a vista sistemato dietro il reparto, la Tavola calda, il banco assistito per la pasta fresca. Inoltre, è presente anche un banco take away chiamato La bisteccheria dal mondo con carni provenienti da diversi Paesi e prodotti pronti che vanno a completare l'offerta della macelleria.

Anche la cantina è uno spazio distintivo a cui si accede da un arco che teatralizza gli ambienti e con un'esposizione da enoteca sviluppata per tipologie e arricchita di una vetrina con tutti i prodotti utili per il settore enologico, dai bicchieri ai decanter, dagli apribottiglia ai tappi, in una logica di cross category che esalta l'esperienza di acquisto del consumatore.

Zara: doppio opening al CityLife Shopping District di Milano

Saranno dedicati alle collezioni Uomo e Donna i due punti di vendita che Zara aprirà in primavera al Citylife Shopping District di Milano

Saranno inaugurati in primavera i due punti di vendita che Zara (Inditex) aprirà all'interno del CityLife Shopping District di Milano per una superficie complessiva di 2.725 mq. I negozi saranno dedicati rispettivamente alle collezioni Uomo e Donna, con format di ultima generazione. Con queste nuove aperture, l'insegna si conferma come place to be per il retail urbano contemporaneo: una destinazione in continua evoluzione all'interno di spazi concepiti per potenziare l'esperienza di acquisto dei consumatori moderni.

La nuova apertura si inserisce in un percorso di continuo rinnovamento dell’offerta retail, che nel 2025 ha già registrato l’ingresso di nuove importanti insegne all'interno del centro commerciale milanese: The North Face, Stendhal Bistrot, Osteria Nanin, LEGAMI, Dreame, Caffé Pascucci e il Viaggiator Goloso temporary store.

La crescita di Zara e le ultime aperture

Negli scorsi mesi Zara ha rafforzato la sua presenza internazionale con punti di vendita innovativi e strutture avveniristiche in luoghi iconici come nel caso del flagship store realizzato nell'area cinese di Nanjing Xinjiekou, nel cuore della Xinjiekou Commercial Street di Nanchino, già raccontato da Gdoweek. In questo caso, Zara ha testato un format ultra moderno, al momento unico al mondo, esteso su un'area di 2.500 mq su doppio livello con linee futuristiche, materiali all'avanguardia e ampie vetrate.

Anche in Italia Zara ha rinnovato la sua immagine proponendo negozi in grado di coniugare estetica, tecnologia e sostenibilità. ne è un esempio emblematico, il flagship store di Torino, all'interno del quale ogni spazio è pensato come un piccolo universo: mobili di design, materiali pregiati, tonalità calde e dettagli ricercati evocano l’atmosfera di una casa contemporanea. Soluzioni hi-tech ed eco-friendly completano gli spazi e arricchiscono la shopping experience.

Feltrinelli sperimenta a Milano il format BookBubble

Otto stanze tematiche formano il percorso di questo nuovo concept store Feltrinelli BookBubble, nato a Milano come primo test di community bookstore

L'idea alla base del concept lanciato da Feltrinelli a Milano, in corso Buenos 49, è di uno spazio di condivisione di idee, storie ed esperienze. Da qui nasce il format BookBubble di Feltrinelli Librerie, un modello sperimentale di community bookstore, definito una "bolla della conoscenza". L'idea è di creare non soltanto una libreria dove acquistare libri ma un luogo in cui scambiarsi idee, dare vita ad attività di lettura condivise.

Lo store

  • Si estende su 250 mq
  • Propone in assortimento 14.000 titoli.

Il punto di vendita si articola in otto stanze tematiche, ognuna delle quali dà voce e immagine a passioni e interessi letterari. Si tratta dunque di un percorso che parte dalla Piazza dei Mondi, ossia un atrio centrale da cui parte il layout che prosegue lungo il Corridoio delle Idee, che funge da filo conduttore tra i diversi ambienti.

Lo store comprende anche la Stanza delle Storie, dedicata alla narrativa e caratterizzata dagli specchi artistici realizzati da Martina Lorusso, in arte Momusso. Segue la Comics Gallery, un ambiente vivace reso distintivo dalle 160 copertine storiche di Feltrinelli Comics che diventano wallpaper lungo le pareti. In questa zona, dove è stato allestito anche un cabinet di Pac-Man che ripropone design e artwork degli anni Ottanta, sono disponibili circa 3.000 titoli tra fumetti e manga. Si continua il percorso con l’Isola dei Tascabili, dedicata alle versioni economiche di classici e novità, e ancora il Posto delle Emozioni con una selezione di oltre 5.000 titoli di narrativa romance, l’Officina del Mistero dedicata a titoli noir, horror, fantasy e true crime e, a chiusura, l’Angolo del Pensiero, per la saggistica, pensieri critici e testi di approfondimento dedicati all’attualità, alla filosofia, all’arte e alla scienza.

D.it: nel 2026 il focus della mdd su freschissimo e salutistico #Marca26

Nel 2026 D.it darà particolare attenzione allo sviluppo della mdd nel Sud Italia, area che mostra margini di miglioramento più ampi

Il rafforzamento della mdd è uno degli assi portanti della strategia di D.it, centrale delle insegne Sigma e Sisa, per il 2026, anno in cui sarà consolidato l'intero sistema che prevede anche una maggiore integrazione delle attività tra centrale, Cedi e punti di vendita oltre all’ammodernamento delle piattaforme logistiche. La centrale, presente a Marca, ha dichiarato progetti e strategie per il futuro. “In un mercato maturo, dove la competizione tende a spostarsi sul prezzo –spiega Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing- Dit sceglie di competere sulla conoscenza del cliente, sulla credibilità dell’insegna e sulla forza della propria mdd. Una scelta che guarda al 2026 come a un passaggio di consolidamento, ma anche di preparazione a una crescita più strutturata e sostenibile nel medio periodo”.

L'andamento della mdd

Nel 2025 la mdd ha sfiorato il 70% dei carrelli con almeno un articolo, e con una media di due articoli per scontrino per un valore medio di circa 3,80 euro. In termini di vendite, l’obiettivo è raggiungere nel 2026 una quota media nazionale del 16% a valore tra confezionato e freschissimo, con una prospettiva di crescita ulteriore nel medio periodo.

Gli obiettivi

Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo della mdd nel Sud Italia, area che mostra margini di miglioramento più ampi. Il focus assortimentale sarà concentrato sul freschissimo, ossia gastronomia, ortofrutta e carne, e sulle linee salutistiche, per intercettare trend come il proteico, il funzionale e il vegano.

La nomina di Roberto Romboli

Da gennaio 2026 Roberto Romboli è stato nominato direttore sviluppo mdd, che lavorerà, in collaborazione con Alessandro Camattari, per implementare progetti, ottimizzare la filiera e consolidare l'attuale offerta. 

Gruppo VéGé: i trend sono benessere, free from e prodotti funzionali #Marca26

ll Gruppo VéGé continua a investire nell’evoluzione delle proprie linee ampliando assortimenti strategici e rafforzando il presidio nei segmenti emergenti

Negli ultimi 11 anni, il Gruppo VéGé ha registrato una crescita continua: ha chiuso il 2024 con un fatturato di 15,3 miliardi di euro (+10,9% sul 2023) e con un obiettivo di 16,2 miliardi per il 2025. “La marca del distributore è uno strumento strategico fondamentale per il Gruppo, capace di generare valore sia per i soci che per i consumatori. Il nostro obiettivo è continuare a innovare, ampliando le referenze e puntando su prodotti di qualità che rispondano alle esigenze reali del mercato e su servizi che permettano di realizzare sinergie tra le Imprese del Gruppo”, afferma Marco Pozzali, responsabile mdd di Gruppo VéGé.

Le performance del 2025 della mdd

La crescita non è uniforme in tutti i comparti. Un esempio è il segmento petfood/petcare: nonostante un mercato nazionale in contrazione, Mucho Amor ha registrato una crescita a parità di assortimento. Tra i trend futuri si individuano benessere, free from e prodotti funzionali. Per questo motivo, gli investimenti nel 2026 si indirizzeranno verso i segmenti più dinamici, come quelli che fanno capo ai trend già citati.

Le novità

Nel corso del 2025 il Gruppo ha continuato a investire nell’evoluzione delle proprie linee ampliando assortimenti strategici e rafforzando il presidio nei segmenti emergenti. A Marca 2026 il Gruppo presenta un portafoglio di innovazioni in linea con i trend più attuali del mercato, tra cui: i gelati multipack con l'ampliamento della gamma che si arricchisce della variante senza lattosio e senza glutine; i formaggi affettati con nuove referenze dedicate a chi è intollerante al lattosio o semplicemente vuole evitarlo; e ancora i mix di frutta secca con una linea in pratici barattolini apri-e-chiudi o di vaschette monoprodotto; e la linea proteica con nuove creme di arachidi, in diverse varianti, ad alto contenuto proteico. A questi si sommano i nuovi formati di Yogurt greco.

Marca 2026 al via la 22esima edizione: come cresce la mdd

Il 14 e 15 gennaio 2026 si terrà la 22esima edizione di Marca by BolognaFiere con alcune novità tra cui Marca Trend, l'area dedicata all'innovazione. In questo articolo alcuni dati sulla mdd che saranno esposti nel convegno di apertura

Aggiornamento al 14 gennaio 2026

Ventiduesima edizione quest'anno per Marca by BolognaFiere in programma il 14 e 15 gennaio con 10 padiglioni di esposizione (+19% di superficie), 28 insegne della distribuzione moderna, 1.540 espositori e 25.000 visitatori attesi. Sono, invece, oltre 5.000 i buyer profilati da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia.

"La significativa performance della mdd nel 2025 conferma quello che osserviamo ogni anno a Marca: la private label è diventata il laboratorio dell'innovazione della distribuzione moderna e i consumatori la scelgono sempre di più per qualità e fiducia, non più solo per convenienza economica" dichiara Rossano Bozzi, direttore business unit di BolognaFiere.

Ad apertura di questa edizione verranno illustrati i dettagli del rapporto redatto da Teha per Adm, Associazione Distribuzione Moderna, in occasione del convegno inaugurale dell'evento a BolognaFiere.

La mdd

Nel perimetro omnichannel, la quota di mercato della mdd è balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4%, con una proiezione di fatturato pari a 31,5 miliardi di euro per il 2025 (fonte: elaborazione Teha Group su dati Circana, 2026).
I dettagli del rapporto redatto da Teha per Adm, dicono che le aziende fornitrici attive per oltre l’80% nella produzione di prodotti a marca del distributore hanno aumentato mediamente nell’ultimo decennio il proprio fatturato dell’11%; valore che si attesta al 7% per chi ha un’incidenza di produzione mdd tra il 50% e l’80% e del 5% chi ha una produzione mdd inferiore al 50%. Invece, le aziende partner sono distribuite in modo equilibrato: il 32% nel nord est, il 27% a nord ovest, il 24% al sud e isole e solo lievemente meno nel centro Italia.

La Distribuzione Moderna è una vera e propria “cinghia di trasmissione” del valore che si crea dalla filiera produttiva al consumatore finale -commenta Valerio de Molli, managing partner & Ceo di The European House-Ambrosetti e Teha Group-. Nel 2024 il settore ha generato 173 miliardi di euro di fatturato, 28,9 miliardi di valore aggiunto e 454 mila occupati, con oltre 70 mila nuovi posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni, attestandosi come 9° settore economico per crescita occupazionale nello stesso periodo, più di telecomunicazioni, tessile e amministrazione pubblica”.

Volumi in crescita

In Italia la mdd risulta in crescita anche in termini di volumi (+4%) rispetto al 2024 soprattutto al sud e nelle isole dove l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume.

L'edizione 2026 di Marca

Come già evidenziato, la struttura espositiva è cresciuta rispetto alla passata edizione. Ma anche Marca Fresh cresce con un'area raddoppiata e oltre 80 espositori. Ci sarà anche Marca Tech che presidia l'intera filiera upstream, dal packaging alla logistica, posizionata quest'anno in sinergia con Marca Fresh nel padiglione 19. Tra le novità Marca Trend, la nuova area dedicata all'innovazione, che ospita i finalisti dei Marca Awards: Best Innovation Product per le migliori innovazioni di prodotto e Best Copacker Profile per l'eccellenza dei partner produttivi.

Cresce anche la dimensione internazionale della manifestazione, culmine di un progetto permanente che include Marca Poland e Marca China. La Preview del 13 gennaio, interamente dedicata al business matching con gli espositori e i buyer esteri, anticipa l’apertura ufficiale.

I convegni

Aprirà i lavori il convegno inaugurale previsto per il 14 gennaio con il Position Paper Teha-Ambrosetti e l'Osservatorio Ipsos, seguito nel pomeriggio dalla tavola rotonda Conai sul nuovo Regolamento PPWR e le sue implicazioni per imprese e distribuzione moderna. Il 15 gennaio sarà protagonista il 22° Rapporto Marca di Circana.

Le scelte dei consumatori

Dai dati forniti da Teha Group su dati Ipsos per Adm-Associazione Distribuzione Moderna si traccia anche una panoramica sulla fiducia dei consumatori nei confronti della distribuzione moderna e della marca del distributore. Sulla base delle ricerche effettuate, che dicono che oggi 9 italiani su 10 si fidano dei prodotti mdd, si evidenzia quanto segue: per il 75% dei consumatori la distribuzione moderna instaura un rapporto di fiducia duraturo con i propri clienti, percentuale che sale al 79% nel Sud e nelle Isole e all’80% nel ceto medio. La convenienza è un fattore importante per il consolidamento del rapporto con i consumatori.

La fiducia -ha commentato Mauro Lusetti, presidente di Adm- è il risultato di un rapporto dinamico, da costruire e rinnovare costantemente a ogni interazione. In un contesto di consumi in rapida evoluzione, il legame tra insegne e clienti è un valore da coltivare costantemente: il consumatore dimostra fiducia quando trova risposte immediate, coerenti e concrete ai propri bisogni. Il consumatore italiano è sempre più informato, esigente e reattivo e dispone di strumenti che gli consentono di fornire feedback immediati e si aspetta dalla Distribuzione Moderna flessibilità, capacità di ascolto e adattabilità continua.”

Sviluppo rete in Area 3 dal 9 al 16 gennaio 2026

Magazzini Gabrielli (Selex) sceglie Roma per il suo secondo superstore Oasi in città, sviluppato su 2.445 mq. L'area freschi si articola con banchi serviti di panetteria, gastronomia con cucina, pescheria e macelleria oltre a salumi e latticini a libero servizio

OASI
Via Casilina
Roma
2.445 mq
Magazzini Gabrielli (Selex)

Data di apertura
18 dicembre 2025
Format e location
Lo store, frutto della demolizione e ricostruzione di un vecchio capannone, nasce in una zona ad alto potenziale perché crocevia naturale verso il centro della Capitale, ben collegato anche con l’area di Tor Vergata. Gli ambienti interni sono stati progettati secondo i criteri più avanzati del format Oasi: l'ortofrutta, dotata di spremi arance e taglia ananas, apre il layout, segue l'area dei freschi con panetteria, gastronomia con cucina, pescheria e macelleria assistiti oltre ai reparti centrali dedicati a salumi e latticini a libero servizio. Come da consuetudine, a completamento dell'offerta, anche grocery, non food e, in chiusura, l’area surgelati.
Offerta
Offre 24.500 referenze
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. Dispone di un parcheggio esterno e un parcheggio interrato con 94 posti coperti e 76 scoperti.
Addetti e casse
In barriera ci sono 10 casse tradizionali e 6 casse self check-out

 

Coralis: nel 2025 oltre un miliardo di fatturato #Marca26

Per il 2026, Coralis prevede tra i vari progetti di sviluppo, anche l’ampliamento delle gamme mdd e l’ottimizzazione logistica 

Il 2025 si è chiuso per Coralis con 1 miliardo di euro di fatturato, risultato sostenuto dagli investimenti nella rete vendita e dal rafforzamento dei reparti serviti come ortofrutta, gastronomia e carni. La presidente Eleonora Graffione sottolinea sfide e strategie: "Le sfide più rilevanti sono state senza dubbio l’instabilità dei consumi e una concorrenza molto aggressiva. La nostra forza risiede in una visione imprenditoriale condivisa e in un modello collaborativo che guarda al medio periodo”.

Le collaborazioni

La partnership con Crai Secom è tra i punti di forza della strategia di Coralis. A riguardo Graffione chiosa: “Da partnership a partner-shift: vogliamo rafforzare il rapporto fiduciario e costruire un sistema distributivo capace di innovare mantenendo un forte legame con i territori e con le comunità servite”.

I piani di crescita

Per il 2026 Coralis prevede nuove aperture in Sicilia e Puglia, ma il focus principale sarà la riqualificazione dei punti di vendita esistenti.
Il negozio è sempre più un hub, un ‘terzo luogo’ dove, oltre ai prodotti, si trovano servizi e relazioni. È qui che si costruisce fidelizzazione, integrando assortimenti, valore, innovazione e tecnologia -spiega la presidente-. L’appartenenza alla centrale Forum, che include anche
operatori specializzati, rappresenta per Coralis un fattore distintivo". Sul fronte delle relazioni con l’industria di marca, la manager dice: “Le negoziazioni devono diventare più dinamiche e orientate al bene comune, cioè il cliente. Oggi, il dialogo con i fornitori si basa su dati, trasparenza e valutazione reale dell’innovazione”.

La mdd

Nel 2025 è partita la nuova piattaforma Le Collezioni, con le linee Bontò e Todo, sviluppate con Crai Secom. Parallelamente è nata Verdeblu, la collezione dedicata ai prodotti territoriali pensata per mettere in rete le eccellenze locali e valorizzare la competenza dei fornitori regionali. Attraverso lo scambio tra i soci, i prodotti tipici di alcuni territori arriveranno sugli scaffali in diverse regioni d’Italia. Invece, per il 2026 sono previsti anche l’ampliamento delle gamme e l’ottimizzazione logistica.

Signorvino, “il 2026 sarà un anno chiave per lo sviluppo”

Signorvino prevede un fatturato di 90 milioni di euro nel 2025. Nel 2026 nuove aperture anche all'estero con raddoppio della presenza a Praga

Per Signorvino il 2026 si prospetta come un anno chiave per la crescita della rete, con un focus sia sul consolidamento nazionale che sul prestigio internazionale. Lo conferma l’ad Federico Veronesi. Chiuso il 2025 con un’importante ristrutturazione (completata la riapertura dello storico punto di vendita di Milano Piazza Duomo, con ampliamento di 40 mq che porta la capienza a 180 coperti), per quest’anno la "Grande cantina italiana" (così ama definirsi Signorvino) prevede 6 nuove aperture: fra un mese inizio ufficiale con Roma (via del Corso) e Udine (Caffè Contarena). Altre location confermate: Napoli, Erbusco (Bs), Marcianise e Milano City Life.

Nel 2025 Signorvino prevede un fatturato di 90 milioni di euro. “Altri dati verranno pubblicati a febbraio” aggiunge Federico Veronesi. Complessivamente, includendo tutti i 42 locali, il fatturato del 2024 è stato di 85,7 milioni di euro, con una crescita del 17,5% rispetto all’anno precedente.

Trend sul mercato del vino

Signorvino sta evolvendo la propria offerta per parlare la lingua delle nuove generazioni, in particolare della Generazione Z, trasformando l'enoteca da semplice luogo di acquisto a spazio esperienziale -spiega Federico Veronesi-. Questa strategia si basa su tre pilastri fondamentali che riflettono il cambiamento nelle abitudini di consumo. In primo luogo, assistiamo a un netto focus sulla qualità: il cliente moderno non si accontenta più di un 'calice di rosso', ma mostra un’attenzione crescente verso la denominazione e la storia del singolo produttore. Il vino diventa così un oggetto di conoscenza, un trend confermato dal successo dell'esperienzialità nei punti di vendita. Le degustazioni e le cene guidate, infatti, sono in costante crescita: non sono solo pasti, ma momenti di approfondimento dove il consumatore impara a decodificare ciò che beve direttamente dalla voce di chi il vino lo produce. Il brand ha saputo legare il consumo di vino ai concetti di benessere e convivialità. Con il lancio del concept Il gusto di sentirsi bene, Signorvino abbraccia una visione moderna: l'idea di fondo è che il vino, se consumato con moderazione e consapevolezza, rappresenti un pilastro della dieta mediterranea e un prezioso catalizzatore di benessere psicofisico e socialità urbana”.

Sviluppo internazionale

La proiezione internazionale di Signorvino per il prossimo futuro punta a un consolidamento strategico piuttosto che a una dispersione su troppi mercati. L'obiettivo principale è quello di rafforzare le radici laddove il brand ha già iniziato a farsi conoscere, concentrando gli sforzi in Francia e Repubblica Ceca. In Repubblica Ceca, il piano prevede il raddoppio della presenza a Praga con l'apertura di un secondo punto di vendita entro il 2026, un passo fondamentale per aumentare la notorietà del marchio in un mercato dell'Europa dell'Est sempre più ricettivo. Parallelamente, in Francia, l'azienda è impegnata nella ricerca attiva di una seconda location a Parigi, una piazza prestigiosa ma competitiva dove la "Grande Cantina Italiana" mira a diventare un punto di riferimento ancora più solido.

Editoriale | Mdd: tra convenienza, identità di marca e nuove strategie da interpretare

La marca del distributore è sempre stata un indicatore dello stato di salute del retail ma il 2026 non ci consegna una mdd unitaria, lineare, con un’unica narrativa possibile; al contrario: il mercato italiano sta entrando in una fase in cui la mdd racconta più le differenze che le somiglianze, più i modelli che le quote, più le strategie che i prodotti. È vero: negli ultimi anni la crescita è stata costante, eppure, la distanza con i paesi europei più maturi rimane; dove la private label supera il 36–40% del largo consumo, in Italia ci fermiamo poco sopra il 30%.
È la prova che la mdd ha ancora strada da fare, soprattutto perché corre a velocità molto diverse a seconda dell’insegna, del territorio e persino dell’imprenditore. Basti guardare alle quote: realtà come Conad generano dalla mdd circa un terzo del fatturato, mentre in altri contesti l’incidenza può scendere verso il 20–25%. Non è solo un tema numerico: è un indicatore di visione, di modello commerciale, di strategia competitiva. Perché oggi, in Italia, la mdd si sta muovendo lungo tre direttrici molto distinte. La prima è quella di chi sta spingendo la marca privata verso la convenienza radicale: prodotti essenziali, posizionamenti aggressivi e talvolta anche linee di primo prezzo integrate nella strategia. Un approccio che parla a un cliente pragmatico, che chiede risposte immediate e una garanzia continua sul portafoglio. La seconda è quella di chi sta costruendo la mdd come un vero brand: identità, packaging, narrazioni coerenti e un posizionamento che ambisce a distinguersi dallo scaffale, non a confondersi con esso. È la strada più complessa, perché richiede visione, investimenti e soprattutto coerenza continuativa. Infine, c’è una terza via, ancora tutta da decifrare: quella di chi prova a ripensare il ruolo stesso della mdd all’interno del modello aziendale, lavorando su logiche industriali e commerciali ibride, che vanno oltre il semplice rapporto qualità-prezzo. Un percorso che potrebbe ridefinire equilibri e filiere, ma di cui oggi possiamo leggere solo le premesse.
In questo scenario, Marca arriva nel momento ideale, non vedremo soltanto un’esposizione di prodotti, ma una lente di ingrandimento sulle scelte strategiche delle insegne. Il 2026, insomma, non racconterà “la mdd italiana”, ma le mdd italiane. Con le loro distanze, le loro traiettorie e le loro scelte. Scelte che diranno molto del retail che vogliamo… e che vogliamo diventare.

Cristina Lazzati

Editoriale di Gdoweek n. 1, 15 gennaio 2026

Amazon aggiorna con nuove funzionalità il carrello smart nei Whole Foods Market

Riprogettato nell'ergonomia e aggiornato nelle funzionalità, il carrello smart di Amazon che integra visione artificiale e bilance porta a un nuovo livello l'esperienza di spesa

Nel panorama in continua evoluzione del retail fisico, la tecnologia “frictionless” rappresenta ormai non più una semplice sperimentazione, ma una leva strategica consolidata per migliorare la customer experience e l’efficienza operativa. Amazon, pioniere in questo ambito con la tecnologia Just Walk Out, alla base dei negozi autonomi, compie un ulteriore passo avanti annunciando un aggiornamento del suo Dash Cart, il carrello intelligente che si trova già in alcuni store fisici, tra cui Amazon Go e Amazon Fresh. Il gigante di Seattle ha confermato l'estensione del rollout ad alcuni punti di vendita Whole Foods Market entro la fine del 2026, una mossa che punta a scalare su metrature e formati di vendita più complessi rispetto ai convenience store.

Il test esteso nei punti di vendita Whole Foods di McKinney (Texas), Reston (Virginia) e Westford (Massachusetts) fungerà da cartina di tornasole. Se i risultati confermeranno il gradimento del 90% già registrato, come dichiarato dall'azienda, potremmo essere di fronte allo standard de facto per la spesa del prossimo decennio: un'esperienza ibrida dove la comodità dell'online incontra la tangibilità del fisico, senza le code che per decenni hanno rappresentato il "collo di bottiglia" del retail tradizionale.

Il design al servizio dell’ergonomia e del basket size

Uno dei principali ostacoli all’adozione massiva dei carrelli smart è sempre stata la loro “fisicità”: spesso ingombranti, pesanti e con capacità di carico limitata rispetto ai carrelli tradizionali. La nuova iterazione del Dash Cart risponde direttamente a queste criticità, frutto di un feedback loop continuo con gli utenti. Il nuovo modello è stato completamente riprogettato per essere il 25% più leggero rispetto alla versione precedente, migliorando drasticamente la manovrabilità tra le corsie, un fattore critico in store affollati. Parallelamente, la capacità di carico è stata aumentata del 40%. Questo dato non è puramente tecnico, ma ha una forte valenza commerciale: un carrello più capiente abilita missioni di spesa più consistenti, superando il limite della spesa di completamento. Per i retailer, questo si traduce potenzialmente in un aumento del valore medio dello scontrino), permettendo al carrello smart di competere alla pari con quelli tradizionali anche per le spese settimanali delle famiglie.

L’interfaccia utente come hub dell’esperienza

Il cuore tecnologico del Dash Cart risiede nel suo schermo integrato e nel sistema di visione artificiale. Le nuove funzionalità introdotte trasformano il display da semplice lettore di prezzi a vero e proprio assistente alla spesa.

Budgeting in tempo reale: In un contesto economico dove l’attenzione al prezzo è alta, la possibilità per il cliente di visualizzare il totale progressivo della spesa (tasse incluse) risponde a un bisogno primario di controllo e trasparenza, riducendo l’ansia da scontrino finale.

Omnicanalità e personalizzazione: L’integrazione con Alexa permette ai clienti di compilare la lista della spesa a casa e vederla comparire automaticamente sul display del carrello. Inoltre, il sistema sfrutta la geolocalizzazione indoor per proporre offerte personalizzate sugli articoli vicini al cliente, aumentando le opportunità di up-selling e cross-selling contestuale.

Pesatura "On-the-Go": Una delle frizioni classiche del reparto ortofrutta è la pesatura. Il nuovo Dash Cart integra una bilancia di precisione che, combinata con telecamere e algoritmi di deep learning, riconosce la referenza e calcola il prezzo istantaneamente, eliminando la necessità di stampare etichette o cercare bilance esterne.

Flessibilità nei pagamenti e fluidità del checkout

La promessa fondamentale resta quella di saltare la coda o la barriera casse al momento del pagamento. Tuttavia, Amazon ha lavorato per rendere il processo ancora più fluido. Lo scanner è stato riposizionato ed è più reattivo, ma la vera novità risiede nella flessibilità dei pagamenti. Non è più strettamente necessario essere utenti "iper-tecnologici" legati all'ecosistema Amazon in modo rigido: il nuovo carrello permette di pagare tramite carta di credito contactless o pagamenti mobili direttamente sul dispositivo, oltre alla classica opzione legata all'account Amazon. Questa apertura abbassa notevolmente la barriera all'ingresso per i nuovi utilizzatori, che possono decidere il metodo di pagamento all'inizio o alla fine del percorso, democratizzando l'accesso alla tecnologia smart cart anche per chi non è un utente Prime fidelizzato.

Una visione sistemica per il retail

L’aggiornamento del Dash Cart non è solo un upgrade hardware; è una dichiarazione d'intenti sul futuro del punto di vendita fisico. Mentre la tecnologia Just Walk Out (basata su telecamere a soffitto) si sta riposizionando verso formati specifici (stadi, aeroporti, piccoli store), il carrello intelligente emerge come la soluzione più scalabile e meno invasiva per i grandi supermercati. Per il retailer, i vantaggi vanno oltre la soddisfazione del cliente: la digitalizzazione dell'intero percorso in-store genera una mole di dati preziosissima sulle abitudini di navigazione, sulle interazioni con i prodotti (anche quelli presi e poi riposti) e sull'efficacia delle promozioni in real-time.

Arimondo dice addio a Pam e presenta l’insegna Fudi

Arimondo rescinde la collaborazione con Pam attiva in Liguria e lancia la nuova insegna Fudi. Interessati 22 store nelle province di Savona e Imperia

Arimondo, retailer attivo nelle province liguri di Imperia e Savona, dice addio all’insegna Pam e crea quella di Fudi. La conferma si può trovare sul sito aziendale. La rescissione dell’accordo commerciale riguarda 22 punti di vendita. ImperiaPost.it riporta immagini di una cartellonistica esposta negli store che spiega il cambio di insegna ai clienti. Da metà gennaio tutti i Pam nelle province di Imperia e Savona cambieranno insegna.

Le radici della partnership tra Arimondo e Pam

Lo sviluppo in franchising del marchio Pam a opera di Arimondo era una realtà dal 2019. Il cambio di insegna nasce dall’esigenza di rendere i supermercati più identificabili, comunica Arimondo in una nota diffusa alla stampa.

L’azienda ci ha riferito che sono in essere contatti con diversi gruppi per un’eventuale affiliazione di Arimondo.

Nessun impatto sul personale

Il cambio non comporta una riduzione del personale o chiusure degli store. Già nei giorni scorsi il retailer ha cominciato a distribuire le Fudi card. Il modello di vendita resta invariato: stessi negozi, stesso personale, stesso legame con il territorio con un nuovo nome.

Quale sarà il focus di Fudi?

Assieme all’insegna cambieranno alcune marche presenti a scaffale, con la mdd di Pam che andrà via via a sparire dall'assortimento. Nei nuovi Fudi, Arimondo promette di continuare a offrire prodotti locali e stagionali, gastronomia, pane e pasticceria artigianale di propria produzione. Intervistato nel 2021, l’amministratore delegato Roberto Arimondo aveva raccontato come il focus dell’azienda fosse sullo sviluppo di format dai 400 ai i 1.000 mq, specie su quest’ultima metratura, che permette di esprimere meglio un ruolo attrattivo, mettendo l’accento appunto sui freschi, soprattutto gastronomia e pescheria.

Arimondo opera anche nelle province liguri con l’insegna discount Eurospin.

Nuovi discount non food: arrivano nuovi competitor

Tra discount e drugstore, nuove insegne straniere arrivano in Italia con format sperimentali, focalizzandosi su alcune categorie del non food e puntando a spazi curati che sorprendono il cliente

Dal numero 19/2025 di Gdoweek, dedicato ai Top Store e alle tendenze che la redazione ha visto nel corso dell'anno a proposito del retail e della ristorazione, pubblichiamo l'introduzione della sezione dedicata alle nuove insegne discount arrivate lo scorso anno a ridisegnare il mercato. Ogni sezione è composta da un'introduzione e da una serie di negozi che caratterizzano il trend 

I nuovi competitor tra i discount non food

Il 2025 segna un cambio di passo nel panorama dei discount in Italia, soprattutto, tra quelli focalizzati sulle categorie del non food. Non parliamo di abbigliamento, ma di formula che guarda al drugstore per alcune categorie, ma si presenta con ambientazioni e logiche sulla convenienza e sul prezzo più vicini ai classici discount alimentari. Accanto ai player tradizionali dei drugstore e a insegne più consolidate come Action (attivo con quasi 200 punti di vendita in Italia, con vissuto riconosciuto tra i consumatori), il mercato vede l’ingresso di nuove insegne che rileggono in chiave contemporanea la logica del “value for money”, puntando su assortimenti veloci, prezzi accessibili e un’esperienza d’acquisto più informale e immediata. Tra questi, ricordiamo format internazionali come Normal, che portano nel nostro Paese una formula collaudata di variety store a prezzo fisso, capace di integrare beauty, cura casa, snack e piccole categorie lifestyle in un linguaggio pop e riconoscibile. Ma anche alcuni retailer italiani come Pam stanno mettendo a punto un nuovo progetto come Tibi, che traduce la sensibilità del retailer italiano in un concept specializzato, orientato ai bisogni quotidiani e costruito su rotazione rapida, stagionalità e attenzione al prezzo. L’arrivo di queste insegne riflette una domanda crescente per format più agili, meno convenzionali e capaci di interpretare trend social, micronecessità domestiche e comportamenti d’acquisto sempre più ibridi per un consumatore che cerca sì la convenienza, ma anche un effetto sorpresa e novità. È un terreno competitivo che evolve e amplia il perimetro del discount, portandolo oltre il grocery e aprendo a una nuova generazione di negozi easy, vicini ai consumatori e con un’identità forte, immediata e facilmente replicabile.

Concetto chiave

Un po' discount, un po' drugstore, arrivano nuove insegne dell'estero, con sperimentazioni anche italiane, che si concentrano su alcune categorie del non food, in ambienti meno spartani e più attenti a offrire un effetto sorpresa

NORMAL

È arrivato un nuovo competitor nel mondo dei drugstore non food, sempre dal nord Europa: stiamo parlando di Normal, la catena danese che ha aperto il primo punto di vendita di circa 350 mq nel centro commerciale RomaEst. Da lì ha aperto in altri centri commerciali, quali Porta di Roma, Milano Fiori di Assago (Mi) e Merlata Bloom (Mi), mentre una prossima apertura per il 2026 è prevista a Savignano (Forlì-Cesena) nel Romagna Shopping Valley. Si tratta di un discount con un’offerta in prevalenza non food (stile drugstore) focalizzata su cura casa, cura persona, igiene orale, cura capelli, make up, snack dolci e salati, caffè, profumi e deodoranti, casalinghi, materiali per l’ufficio e la scuola, alimenti e accessori per animali domestici. L’offerta comprende sia marche industriali note sia mdd, ovviamente ancora non conosciute in Italia, ma che hanno ottenuto un buon riscontro all’estero. In totale, si parla di oltre 4.000 referenze con prezzi che vanno da un minimo di 1 euro al massimo di 20 euro; non sono previsti sconti, saldi o offerte speciali, perché Normal adotta la filosofia del value for money, il concetto di edlp, che vuole assecondare la ricerca della soddisfazione dei clienti per quel livello di qualità dei prodotti in linea con prezzi fissi e accessibili su tutto e per tutti. Molto lavoro viene fatto sull’assortimento, che viene costantemente rinnovato, con oltre 100 nuovi prodotti a settimana, con l’obiettivo di offrire sempre qualcosa di nuovo e attirare la clientela più spesso. Altro tratto distintivo di questa insegna è il layout molto colorato e caratterizzato da una struttura a labirinto, con un percorso obbligato che invita alla scoperta e, allo stesso tempo, massimizza l’esposizione. Infatti, in ogni scaffale si succedono tutte le categorie, per ricominciare in quello seguente. A livello di metratura, i negozi si sviluppano tra i 400 e i 500 mq (a Roma 700 mq). Il nuovo format -nuovo per l’Italia- punta su aspetti tradizionalmente deboli del nostro mercato, con un gap d’offerta nel segmento discount non food proprio mentre i clienti sono sempre più attirati dalla competitività dei prezzi, e da nuovi trend legati all’esperienzialità e al gioco.

Via Collatina - Roma

TIBÌ (PAM)

Gruppo Pam Panorama ha lanciato la sua insegna drugstore che si chiama Tibì ed è stata concepita per valorizzare la spesa non alimentare sia all’interno degli ipermercati Panorama sia di stand alone. In particolare, lo store di via Collatina a Roma offre un assortimento, tipicamente drugstore, di 6.000 prodotti per la cura della casa, della persona e degli animali, con una selezione di brand tanto dell’industria di marca quanto delle mdd di Gruppo Pam in questi ambiti tra Pam Panorama, Pam, Arkalia e Zoa. L’ambiente è spartano e minimalista, più discount che drugstore, con una politica pricing che mira a fornire ogni giorno prodotti a prezzi fissi, in modo chiaro e vantaggioso. Così, su un’area di 1.000 mq è stato adottato un sistema di comunicazione interna basato su una codifica cromatica delle aree merceologiche per facilitare l’individuazione di prodotti e categorie e orientare, allo stesso tempo, le scelte di acquisto: il viola identifica gli articoli del cura persona, il celeste l’igiene casa, l’arancione il pet. Il focus sulla convenienza passa da “prezzi bomba” evidenziati da una grafica rossa d’impatto (in perfetto stile discount) per dare risalto alle migliori occasioni a cui si aggiunge una zona dedicata a prodotti a 0,99 euro. Da sottolineare anche il nome, di derivazione latina, dove Tibi significa “per te”, un richiamo alla convenienza spinta del format.

Via Collatina, 858 - Roma

Raee, raccolta ancora lontana dagli obiettivi europei

Raee, raccolta ancora lontana dagli obiettivi europei
Per rispettare gli obiettivi comunitari in materia di Raee sarebbe necessario raccogliere circa 12 kg di Raee per abitante, mentre oggi ci fermiamo a 6 kg

In materia di Raee (Rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche) i segnali positivi, di crescita, non bastano: l’Italia resta ancora molto distante dai target fissati dall’Unione Europea. Per rispettare gli obiettivi comunitari sarebbe necessario raccogliere circa 12 kg di Raee per abitante, mentre oggi ci fermiamo a 6 kg. Lo dice uno specialista, Erion WEEE, Consorzio del sistema Erion dedicato alla gestione dei Raee domestici, che ha gestito su tutto il territorio nazionale oltre 244.000 tonnellate di Raee, +3% rispetto al 2024 (237.000 tonnellate).

“Nonostante la crescita registrata dal Consorzio nel 2025, i livelli di raccolta dei Raee restano ampiamente insufficienti e ben al di sotto del loro reale potenziale -conferma Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE-. Di fronte a questi dati è difficile parlare di transizione verso un’economia realmente circolare. Ancora più complesso è giustificare investimenti industriali per la realizzazione di impianti dedicati al recupero delle materie prime critiche come le Terre Rare, per le quali l’Italia dipende totalmente da Paesi terzi, in particolare dalla Cina. Oggi -prosegue Arienti- i nostri impianti di trattamento si limitano prevalentemente a separare i componenti ricchi di materie prime critiche, come le schede elettroniche e i circuiti stampati, che vengono poi esportati verso Paesi già dotati di tecnologie avanzate per il loro trattamento. Un modello che non crea valore industriale nel nostro Paese e che ci rende strutturalmente dipendenti dall’estero. È fondamentale quindi incrementare la raccolta e per farlo è indispensabile intervenire con decisione sul quadro normativo, così da rendere il conferimento dei Raee più semplice, efficace e accessibile per i cittadini.”

Crescita soprattutto nel Raggruppamento 4

Nonostante le difficoltà e le complessità normative, nel 2025 il Consorzio ha gestito su tutto il territorio italiano oltre 244.000 tonnellate di Raee, pari al peso di 678 Airbus A380, in aumento del 3% rispetto al 2024 (237.000 tonnellate). Il maggiore incremento (+19%) si è registrato con il Raggruppamento R4, rappresentato da piccoli elettrodomestici, dispositivi elettronici di consumo, giocattoli elettrici, ecc.

Il Raggruppamento R2 (lavatrici, forni, lavastoviglie) ha raggiunto le 117.000 tonnellate, +3,5%. Il Raggruppamento R1 (freddo e clima) è arrivato a 78.700 tonnellate raccolte (+2,3%), mentre il Raggruppamento R3 (tv e monitor) ha proseguito nella sua parabola discendente con -7,5% (26.000 tonnellate). In calo (-4,5%) anche il Raggruppamento R5 (sorgenti luminose), che si è attestato a 237 tonnellate.

I risultati operativi di Erion WEEE confermano l’eccellenza del lavoro svolto dal Consorzio nel 2025: il tasso di riciclo delle materie prime seconde è stato infatti pari all’88% del peso dei Raee. In dettaglio, dalle circa 244.000 tonnellate di Raee domestici gestiti, il Consorzio ha ricavato più 215.000 tonnellate di materie prime seconde tra cui: 130.000 tonnellate di ferro (pari al peso di 18 Torri Eiffel), oltre 5.600 tonnellate di alluminio (equivalenti al peso di 350 milioni di lattine), 6.000 tonnellate di rame (come il peso del rivestimento di 69 Statue della Libertà) e quasi 31.000 tonnellate di plastica (equivalenti al peso di 12 milioni di sedie da giardino).

Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha inoltre contribuito a contrastare il cambiamento climatico, evitando l’emissione in atmosfera di circa 815.000 tonnellate di anidride carbonica (pari alla quantità di CO2 eq che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 815 kmq, esteso più della provincia di Lecco) e generando un risparmio di oltre 333 milioni di kWh, paragonabile ai consumi domestici annui di una provincia di 308.000 abitanti (come Viterbo).

Wingstop sbarca in Italia: debutto a Milano e piano di sviluppo da 40 locali

Il marchio americano delle chicken wings apre il 7 febbraio con un pop up sui Navigli a Milano, supportato dal delivery. A guidare l’ingresso nel mercato italiano Joe ed Ethan Bastianich

Wingstop debutta in Italia e sceglie Milano come punto di partenza. Il brand statunitense specializzato in chicken wings prepara il suo ingresso nel nostro Paese con un primo appuntamento fissato per il 7 febbraio, quando aprirà sui Navigli un pop up esperienziale, House of Flavor, pensato come spazio di incontro e di racconto del marchio. Una fase iniziale che anticipa l’apertura di un flagship nel centro della città e che sarà accompagnata, nel frattempo, dal servizio di delivery, per iniziare a costruire familiarità con il pubblico milanese.

L’arrivo in Italia rientra nel piano di sviluppo internazionale di Wingstop, che guarda al lungo periodo con l’obiettivo di realizzare una rete di 40 ristoranti sul territorio nazionale. Un progetto che mantiene un’identità fortemente americana, ma che dichiara fin da subito un’attenzione al contesto italiano. Fondata in Texas nel 1994, Wingstop è conosciuta per le sue alette di pollo fresche, preparate al momento e condite a mano. L’offerta italiana prevede dieci gusti iconici -tra cui Lemon Pepper, Hickory Smoked Bbq, Garlic Parmesan, Louisiana Rub, Mango Habanero e Original Hot- con Atomic come proposta più piccante. A completare l’esperienza, le patatine speziate e la salsa ranch fatta in casa, elementi distintivi del brand.

A guidare lo sviluppo e le operazioni di Wingstop in Italia sono Joe Bastianich ed Ethan Bastianich, con quest’ultimo coinvolto in prima persona nella gestione del marchio nel mercato italiano.
“Dopo essere entrati in sei nuovi mercati internazionali nel 2025, Wingstop continua a registrare una domanda straordinaria per i nostri sapori decisi e le irresistibilichicken wings apprezzate in tutto il mondo: l’Italia rappresenta un altro entusiasmante traguardo per la nostra crescita -ha dichiarato Michael Skipworth, presidente e ceo di Wingstop-. Grazie al contributo di partner che vantano una profonda conoscenza del panorama culinario italiano siamo pronti a espanderci in modo attento e autentico in questo mercato”.

Sull’operazione interviene anche Joe Bastianich: “Wingstop è un brand costruito su gusto, passione e una forte connessione con i fan: valori che risuonano profondamente nella cultura gastronomica italiana. Siamo entusiasti di far conoscere queste iconiche alette ai fan. Inoltre, portare Wingstop in Italia ha per me un significato che va oltre al business, perché collaboro con mio figlio Ethan in questa entusiasmante opportunità”.

Sviluppo rete in Area 2 dal 9 al 16 gennaio 2026

In's Mercato (Pam) inaugura un punto di vendita di 1.430 mq a Motta di Livenza (Tv) con i classici reparti di frutta e verdura, panetteria, pescheria, macelleria e polleria, gastronomia, salumi e formaggi e sei isole per le collezioni iN’S, dalla cucina al fai da te, dal tessile ai giochi

IN’S MERCATO
Via Postumia 32
Motta di Livenza (Tv)
1.430 mq
In’s Mercato (Pam)

Data di apertura
12 gennaio 2026
Format e location
In linea con il consueto format che comprende in area freschi frutta e verdura, panetteria, pescheria, macelleria e polleria, gastronomia, salumi e formaggi. Lo store comprende inoltre un ampio reparto Tessile e Bazar con sei isole dedicate alle collezioni iN’S, dalla cucina al fai da te, dal tessile ai giochi.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Goppion Caffè apre nuova caffetteria all’aeroporto di Treviso

Goppion, storico marchio molto presente in Veneto, ha aperto il sesto esercizio all'interno di uno scalo aeroportuale veneto con Lagardère Travel Retail
La nuova caffetteria Goppion Caffè, storica torrefazione di Preganziol (Tv) apre con Lagardère Travel Retail Italia nell’aeroporto di Treviso, Antonio Canova. È sempre un piacere segnalare le rare occasioni in cui un marchio storico locale (come Goppion) apre all'interno di realtà commerciali piuttosto standardizzate e fredde come gli aeroporti che tra l'altro preferiscono insegne internazionali e poco caratterizzate sul piano locale.
È il sesto esercizio. I prodotti Goppion vengono già distribuiti all’interno degli scali veneti (quattro a Venezia, uno a Treviso e uno a Verona), gestiti da Lagardère Travel Retail, una delle due divisioni principali di Gruppo Lagardère, uno dei leader mondiali negli acquisti in viaggio.
Il nuovo angolo dedicato al caffè di qualità negli spazi dell’aeroporto Antonio Canova si trova al piano terra, all’interno dell’area arrivi, e potrà accogliere sia chi atterra nel capoluogo della Marca sia chi sta attendendo lo sbarco dei passeggeri.
Da sin. Mario, Paola, Sergio e Silvia Goppion
Da sempre per noi Treviso significa casa, è il luogo dove la nostra avventura imprenditoriale ha avuto inizio più di 75 anni fa –dice Paola Goppion, che assieme al Presidente Sergio, Silvia e Mario Goppion, guida la torrefazione –. Essere presenti all’interno dell’aeroporto cittadino con una caffetteria a nostro marchio significa dare la possibilità a chi atterra qui di assaporare un caffè italiano tostato e preparato a regola d’arte, grazie alla formazione del personale seguita continuamente dal nostro Trainer certificato SCA – Specialty Coffee Association. Un grande ringraziamento va a Lagardère Travel Retail Italia, con cui abbiamo costruito negli anni un rapporto di collaborazione solido e proficuo e che ci ha riconosciuto la costante garanzia di qualità di prodotto e di servizio”.
Siamo orgogliosi di inaugurare il nuovo punto vendita all’aeroporto di Treviso –aggiunge Alberto Niero, amministratore delegato di Lagardère Travel Retail Italia–. Portare l’eccellenza di Goppion in uno spazio dedicato è per noi un modo di celebrare la passione per il caffè e l’accoglienza italiana. Dopo il successo delle miscele Goppion, già molto apprezzate nei nostri punti di vendita aeroportuali del Veneto, abbiamo voluto creare un luogo che offra ai viaggiatori un’esperienza autentica e speciale. Per noi ogni viaggio merita un momento unico e questa apertura è il nostro modo di offrirlo”.
Oltre che per un caffè, nel punto di vendita Goppion dell’aeroporto sarà possibile fermarsi per gustare uno snack o un piatto veloce e per acquistare i prodotti della torrefazione.
“Il 2025  è stato un anno straordinario per la nostra realtà. Oltre ad aver aperto l’attività all’interno dell’Antonio Canova, siamo diventati il caffè ufficiale dell’Opera di Stato di Vienna -conclude Paola Goppion– un risultato storico per noi dal momento che la capitale austriaca, assieme a Venezia, ha contribuito in modo determinante a diffondere la cultura del caffè in Europa e nel mondo”.

La soluzione a scaffale Pricer Avenue per le aree ad alto margine

scaffale Pricer Avenue
La soluzione a scaffale Pricer Avenue presentata al National Retail Federation di New York amplia le possibilità di comunicazione verso il cliente finale.

La soluzione a scaffale Pricer Avenue presentata al National Retail Federation di New York amplia le possibilità di comunicazione verso il cliente finale. Lo scaffale è il punto d'arrivo delle strategie del retailer, e anche quello dove, di solito, la comunicazione è affidata a due attori: la confezione del prodotto con la sua etichetta, e l'etichetta elettronica applicata dal retailer sullo scaffale. Vediamo come.

La comunicazione a scaffale con Pricer Avenue

L'obiettivo è elevare l'esperienza instore dei clienti e allo stesso tempo anche le performance di vendita per il retailer, nelle aree ad alto valore del punto di vendita. Il chief product officer di Pricer ha spiegato come il sistema sia stato messo a punto nel corso del 2025 attraverso la collaborazione con grandi retailer, e in particolare attraverso un progetto pilota nel Regno Unito. Il punto di partenza è anche una ricerca condotta su 5.000 consumatori dalla quale emerge il desiderio di avere migliori informazioni e un'esperienza d'acquisto più immersiva. Le esigenze cui Pricer Avenue vuole rispondere.

In cosa consiste la tecnologia su binario

Pricer Avenue è una linea di display ottenuta collegando tra loro più etichette elettroniche (Esl, electronic shelf label) per ottenere un più ampio display floating Canvas, una soluzione sottile ed elegante dal design scandinavo, ma tale da permettere comunicazioni articolate. Per esempio, elaborare uno storytelling, presentare con chiarezza le caratteristiche di un prodotto, sempre per facilitare le scelte d'acquisto dei clienti. I risultati sono la maggior efficacia delle attività promozionali e un maggior coinvolgimento dei clienti.

"Pricer Avenue sta trasformando l’esperienza a scaffale nei nostri punti vendita - ha raccontato Rob Smith, technology officer di East of England Co-op, tester della soluzione - in particolare per quanto riguarda la spinta alle promozioni nelle aree chiave ad alto margine”. Il gruppo cooperativo regionale inglese conta 120 punti di vendita.

La soluzione Pricer sfrutta un binario alimentato con diverse opzioni di potenza e connettività, per dare flessibilità ai retailer ed eliminare le batterie, scomode da sostituire e anti ecologiche. Il sistema supporta soluzioni IoT, sensori, soluzioni basate sull'intelligenza artificiale: guarda al futuro. Inoltre, ha in design modulare e retrocompatibile, così da ridurre i costi di aggiornamento. Il sistema di binari snap-and-lock è pensato per velocizzare installazione e regolazione. Tecnologicamente è integrato nell'ecosistema cloud Pricer Plaza.

Le opportunità della comunicazione a scaffale

Oltre a valorizzare il prodotto esposto e dare più visibilità alle promozioni, la comunicazione digitale a scaffale diventa parte del network di retail media, permettendo di monetizzare ulteriormente attraverso campagne dinamiche che restituiscono ai brand Idm una visibilità premium nel punto esatto dove avviene la decisione d'acquisto. Lo stesso discorso si può applicare alle mdd.

Trattandosi sostanzialmente di un sistema di etichette digitali, Pricer Avenue permette l'automazione nell'aggiornamento di prezzi e promozioni, e la visualizzazione di avvisi istantanei, a supporto di una gestione più efficiente di rifornimento, picking e della riduzione degli sprechi.

 

Ristoranti italiani nel mondo: una piattaforma aiuta a riconoscerli

Ristoranti italiani nel mondo: una piattaforma aiuta a riconoscerli
I ristoranti/locali nel mondo che si definiscono italiani sono circa 600.000 ma rimane sempre difficile distinguere l'autenticità dal fake

Ristoranti o locali italiani nel mondo. Un grande e complicato puzzle, perché se c'è un settore preda dell'Italian sounding o del copy cat è proprio quello della ristorazione e della cucina italiana. Alcuni studi (come quello Fipe) indicano in circa 600.000 i locali che si definiscono italiani nel mondo. Un fenomeno analogo è la crescita online della domanda di cucina italiana: i volumi di ricerca su Google relativi ai principali termini legati alla ristorazione italiana indicano che l’utente, soprattutto all’estero, cerca esperienze culinarie del nostro Paese con l'obiettivo, solo in apparenza semplice, di trovare il posto giusto, vicino, e possibilmente affidabile.

Milioni di persone cercano ogni mese riferimenti alla cucina italiana online, utilizzando, però, categorie o voci che non permettono di distinguere tra ristoranti autentici e locali che utilizzano l’italianità come richiamo commerciale. Real Italian Restaurants si inserisce come osservatorio e strumento di lettura del fenomeno, più che come directory: il progetto nasce dall’esigenza di mettere in relazione la forte domanda di cucina italiana con criteri oggettivi che permettano di orientarsi nella frammentazione dell'offerta globale.

L'autenticità non è immediatamente accessibile

Motori di ricerca, mappe e portali di recensioni aggregano sotto la stessa etichetta ristoranti profondamente diversi per origine, qualità e approccio alla cucina italiana, dando vita a un mercato in cui l’autenticità non è un’informazione immediatamente accessibile, ma una supposizione affidata a nomi, immagini o descrizioni spesso ambigue. Questo contribuisce a una rappresentazione semplificata e talvolta distorta della cucina italiana all’estero. Una dinamica che non riguarda soltanto il gusto o la tradizione, ma anche il valore economico e culturale del made in Italy: in un ecosistema digitale in cui la scelta di un ristorante avviene sempre più spesso a partire da una ricerca online, associare visibilità e trasparenza diventa centrale per tutelare sia i consumatori sia chi investe realmente nella cucina italiana.

Tutto questo lo racconta l'analisi estratta ed elaborata da Real Italian Restaurants, piattaforma digitale che attesta l’autenticità dei ristoranti italiani all’estero, riferita agli ultimi mesi del 2025, e basata sui volumi Google relativi a Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna, ovvero alcuni dei principali mercati esteri per la ristorazione italiana. Vediamo le principali indicazioni. L’accesso digitale alla cucina italiana avviene ancora attraverso poche parole chiave. In cima si posiziona “pizzeria”, che supera 4 milioni di ricerche mensili: un dato che conferma come la pizza continui a rappresentare, anche online, il primo e più immediato punto di contatto con l’italianità gastronomica.

Subito dopo compaiono domande legate alla categoria “italian restaurants” e alla variante “italian restaurants near me”, entrambe oltre i 2,7 milioni. La cucina italiana viene così cercata come un genere ormai consolidato a livello globale, ma con forte componente di prossimità, tipica di utenti che stanno prendendo una decisione in tempo reale: dove andare a mangiare, cosa scegliere in un determinato quartiere e, sempre più spesso, cosa sia davvero italiano tra decine di opzioni disponibili.

Una ricerca orientata più al piatto che al locale

Cresce la ricerca orientata al piatto, più che al locale. Termini come “pasta near me” e “italian food near me” registrano volumi rilevanti e indicano un comportamento sempre più comune: l’utente non parte dal nome del ristorante, ma dal desiderio di un’esperienza specifica (pasta, cucina italiana), individuando attraverso la geolocalizzazione e le piattaforme un posto che corrisponda a quella promessa. In questo scenario, la cucina italiana si conferma tra le più richieste e diffuse al mondo, ma il modo in cui viene cercata online rapido, immediato, spesso basato su poche keyword, rende anche più facile la confusione tra autenticità e imitazione.

Notevole anche la differenza nei volumi di ricerca tra i termini internazionali e quelli più legati alla tradizione italiana. Parole come trattoria sono molto meno cercate rispetto alle più inflazionate e retoriche “italian restaurant” o “italian food”: non è una bella notizia, perché riflette il potere livellante del linguaggio digitale che tende a semplificare e standardizzare. Fuori dall’Italia, questo spinge i ristoratori ad adottare etichette più generiche e riconoscibili, appiattendo l’offerta e rendendo difficile il  racconto di cosa significa davvero la cucina italiana.

“Le ricerche online ci dicono una cosa semplice: la cucina italiana è desiderata e viene cercata ogni giorno, spesso in modo immediato e vicino a dove ci si trova -spiega Orazio Salvini, fondatore di Real Italian Restaurants-. Ma proprio perché la domanda è enorme, serve un criterio che aiuti a distinguere. L’idea è rendere l’autenticità verificabile: non un’opinione o una bandierina nel menù, ma un insieme di requisiti chiari, dimostrabili, che tutelano chi lavora bene e aiutano i consumatori a scegliere con più consapevolezza”. 

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