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Giancarlo Polenghi, dopo l’estero, ora ha come obiettivo l’Italia

Come brand storico del made in Italy alimentare Polenghi si è prima affermato all'estero (è leader in Francia e Belgio, produce in Florida e ha già una unità commerciale in Cina) mantenendo però la testa saldamente italiana grazie alla quale adesso ha posto il mercato domestico nel ruolo di obiettivo strategico prioritario

Se l'obiettivo primario del brand è il mercato domestico, Marco Polenghi (Ad dell'azienda nella foto di apertura) intende sfruttare le caratteristiche della brand equity, incrociando l'essere leader da oltre 40 anni nei condimenti con il succo di limone, con la domanda di benessere che in Italia vale 2,6 miliardi di euro (fonte Nielsen di 2016).
In particolare si è voluto trasformare, quella abitudine già diffusa di bere un bicchiere di acqua tiepida con il succo di limone appena svegli prima della colazione in un'opportunità di prodotto rituale da consumarsi quotidianamente.

La novità in fase di lancio
Partendo da questa premessa Polenghi ha reso accessibile a tutti il “benessere del mattino” con Acti Lemon, un prodotto funzionale ed innovativo sempre nella scia di sviluppo del succo di limone, in cui Polenghi è specialista.

 

Acti Lemon, il benessere del mattino

 

 

Il pack di Acti Lemon contiene otto monoporzioni, con 100% puro succo fresco di limone di Sicilia di alta qualità, ricco dei preziosi principi attivi del limone appena spremuto. La quantità di succo 15 ml, naturale e senza conservanti, inserita nella singiola monoporzione, è equivalente a mezzo limone che è la dose corretta abbinata a un bicchiere di acqua tiepida, secondo Polenghi, per prendersi cura del proprio organismo.
La grande praticità e fruibilità delle piccole dosi ha l’obiettivo di incentivare la diffusione di un'abitudine, affinché diventi un vero e proprio “rito mattutino”, caratteristica molto up to date per far aumentare la fidelizzazione verso il prodotto.

Plus di prodotto
Oltre ai vantaggi organolettici offerti dalla vitamina C, all'elevato contenuto di flavonoidi e all'azione anti-age, favorisce un’azione tonificante e snellente. Inoltre, offre anche dei vantaggi in termini di praticità, rispetto al limone fresco, perché evita la spremitura a mano o con piccoli elettrodomestici, e rendendolo sempre disponibile fuori casa o in viaggio.

Collaborazione con Simone Rugiati

In occasione del lancio del prodotto martedì 28 marzo in via Signorelli 9 a Milano si è svolto uno show cooking presso il Foodloft di Simone Rugiati dove si sono potute gustare specialità a base di Acti Lemon realizzate in esclusiva dallo chef, che collabora con Polenghi da molti anni.

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L'Ad Marco Polenghi con lo chef Simone Rugiati

Marco Polenghi con lo Chef Simone Rugiati 

 

Doppia apertura per Media World

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L'insegna potenzia la sua presenza sul territorio espandendosi al nord e al sud. A Verona ha inaugurato il suo secondo format di prossimità

L’insegna di elettronica di consumo Media World inaugura due store, ai lati opposti dell’Italia: in Veneto e in Puglia. All’interno del centro commerciale Verona Adigeo, l’insegna ha inaugurato il secondo store di prossimità in Italia: un format nuovo che prevede una superficie di vendita di circa 900 mq, quindi diverso dal core format di circa 2.500 mq. Lo store dispone di una digitalizzazione molto più sviluppata proprio per consentire ai clienti di superare il limite di esposizione fisico e integrarlo con il catalogo online di Media World, ottenendo così una totale integrazione tra online e offline.

Grazie ai tablet dati in dotazione agli assistenti alla vendita e disponibili in vari punti dello store, i clienti possono consultare tutti gli articoli dello “scaffale virtuale” di Media World e acquistarli in tempo reale oppure decidere di comprare  successivamente da casa e ritirare in negozio. L’assortimento è stato inoltre adattato alle necessità locali sulla base dei prodotti preferiti dai clienti dell’area veronese. I clienti avranno a disposizione delle zone servizi addizionali alla vendita integrata come lo Smart Bar, per la gestione dei servizi legati alle nuove tecnologie, oltre a delle aree dedicate alla realtà virtuale e all’urban mobility.

Il secondo punto di vendita è stato realizzato a Brindisi, all’interno del parco commerciale Brin Park, sviluppato su una superficie di oltre 2.200 mq con aree come quelle dedicate alla realtà virtuale, all’urban mobility e ai grandi schermi TV per scoprire tutte le ultime tecnologie disponibili. I clienti avranno inoltre a disposizione un’area Smart Bar per la gestione dei servizi e l’assistenza sui prodotti.

 

KFC debutta in Veneto

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L'insegna apre uno store all'interno del nuovo centro commerciale Adigeo di Verona. Si tratta del primo punto di vendita in Veneto e dell'undicesimo in Italia

Fa il suo ingresso in Veneto KFC (Kentucky Fried Chicken) che si inserisce nell’offerta ristorativa del nuovo centro commerciale Adigeo di Verona.  Il ristorante ha una dimensione di 200 metri quadri, affaccia sulla food court di Adigeo, dove sono disponibili per i clienti 500 posti a sedere ed accoglie il pubblico tutti i giorni dalle 9  alle 23. In Italia KFC, società del Corrado Cagnola KFCgruppo Yum! Brands Inc. che comprende anche i marchi Pizza Hut e Taco Bell, arriva nel 2014 e conta oggi 11 ristoranti: a Roma, Torino, Chieti, Brescia, Arese (Mi), Milano (Bicocca), Reggio Emilia, Assago (Mi), Valmontone, Cremona e Verona. L’obiettivo di arrivare a 100 locali nei prossimi 5 anni.  “Con Verona apriamo il nostro primo ristorante in Veneto, una delle aree strategiche per  il nostro sviluppo” afferma Corrado Cagnola, amministratore delegato di KFC Italia.

KFC Italia ha affidato lo sviluppo del brand in Veneto al Franchising Partner US Food Network, Mark Hilton_CEO di KFC Romania e US Food Network Franchise Business Consultantsocietà guidata per quest’area da Calin Ionescu. Mark Hilton, Ceo di KFC Romania e US Food Network Franchise Business Consultant, dichiara: “Siamo partner di YUM! Europe da oltre 20 anni ed operiamo già in Romania e Moldavia. Ci fa molto piacere avere l’opportunità di entrare anche sul mercato italiano e vogliamo offrire in questo Paese strategico per il nostro network l’esperienza e la competenza che abbiamo acquisito sugli altri mercati europei. Il ristorante di Verona è il primo di un programma che ci porterà ad aprire 3 locali nel 2017 e oltre 20 in 5 anni. Vogliamo offrire un prodotto di qualità ma anche dare un contributo al tessuto economico ed all’occupazione di questo territorio. Il ristorante di Verona dà lavoro a 30 persone che provengono quasi tutte dalla zona, e contiamo di offrire con le prossime aperture nuovi posti di lavoro nella regione”.

MD rafforza la presenza a Imola

MD Imola
Nella città romagnola l'insegna era già presente con un discount LD che sarà soggetto a giugno al cambio di insegna e uniformato alla rinnovata filosofia aziendale

Il primo punto di vendita MD del 2017 è stato inaugurato a Imola in via 1° Maggio. È  il secondo store del Gruppo MD S.p.A. nella città romagnola dove opera anche con LD che sarà soggetto a giugno al cambio di insegna e uniformato alla rinnovata filosofia aziendale.

Il discount si sviluppa su una superficie di 1.100 mq con ingresso sul reparto ortofrutta a MD Imolalibero servizio. Sono presenti i reparti assistiti di gastronomia e macelleria, insieme al corner del pane in doratura a libero servizio. Chiude il percorso espositivo, sviluppato su sei corsie, l’area non food dedicata  a elettrodomestici, casalinghi e articoli high tech. Propone oltre 2.000 prodotti e impiega 15 dipendenti. Resterà aperto da lunedì a domenica dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Dispone infine di un parcheggio con 100 posti auto.

 

India, terra di potenzialità per il retail

In un mercato ancora basato sul tradizionale emporio aperto 24 ore su 24, il peso del modern retail diventa sempre più importante: oggi parliamo di una quota del 7%, che nei prossimi tre anni crescerà a un tasso del 20% l'anno (da Gdoweek n. 4)

Crescita demografica, bassi rischi politici, un enorme e inespresso potenziale economico: il mercato indiano retail si conferma uno dei più interessanti per gli investitori stranieri. Secondo i risultati di una ricerca condotta da Deloitte in collaborazione con Rai, Retail Association of India, nel 2016 il modern retail ha generato vendite per 600 miliardi di euro e le previsioni per il 2020 indicano un giro d’affari doppio, determinato dall’incremento degli investimenti provenienti da tutto il mondo, con una crescita del 20% l’anno nel prossimo triennio. “Il modern retail -dichiara Sandro Castaldo, docente all’Sda Bocconi School of Management che ha avviato in India una scuola internazionale di business- pesa solo per il 7% sul totale del mercato del largo consumo, oggi basato sul tradizionale emporio kirana, l’emporio aperto 24 ore su 24 che vende sfuso e si rivolge alla clientela più umile. L’apertura agli investitori non indiani per progetti di partnership con imprenditori locali ha permesso di allargare questo mercato, ma permangono tuttora limitazioni: i capitali stranieri, infatti, non possono salire oltre il 49% rispetto al capitale sociale, il cui controllo rimane in mani indiane. Oggi lo sviluppo di moderne superfici come le intendiamo in occidente è limitato alle grandi aree urbane, dove una ristretta elite ha uno stile di vita e di consumo paragonabile alle classi più abbienti dell’occidente. Ma il subcontinente indino è un territorio enorme, una federazione di Stati con caratteristiche di sviluppo economico e sociale molto differenti tra loro”. Per sostenere lo sviluppo, il governo indiano ha concesso la liberalizzazione degli investimenti stranieri a livello di etailers, ma in futuro è ipotizzabile anche un allargamento del controllo governativo per investimenti in catene, magari introducendo limiti legati alla vendita di prodotti made in India. Un atteggiamento prudente, che vuole difendere l’industria nazionale dal rischio di import sfrenato. “Come in molti Paesi in via di sviluppo -prosegue Castaldo- in India esistono gruppi industriali il cui business è molto ampio: pensiamo al Gruppo Tata, attivo dall’aerospazio al retail, passando per automotive e siderurgia. Questi mega gruppi sono anche responsabili dello sviluppo del retail e dell’approdo di importanti insegne internazionali sul mercato, con partnership secondo varie formule”. Un aspetto che permette di capire meglio le dinamiche di consumo. “Il mercato indiano ha sue peculiarità in termini di procedure e burocrazia, che lo rendono piuttosto ostico per un operatore internazionale abituato agli standard occidentali”.  In ogni caso, grandi opportunità si aprono per il made in Italy, sempre attrattivo per le classi indiane più abbienti. “Il consumatore indiano ha gusti molto differenti dal nostro -conclude Castaldo-: ama colori appariscenti e chiede prodotti “indianizzati”, con caratteristiche simili alle produzioni locali. Un fenomeno cui anche i grandi brand internazionali guardano con attenzione, per realizzare linee ad hoc”.

Il Viaggiator Goloso di Piazza Portello prolunga l’apertura al 30 aprile

Temporary VG PortelloHa conquistato i palati milanesi il temporary store il Viaggiator Goloso che ha aperto i battenti lo scorso 25 novembre presso il centro commerciale Iper di Piazza Portello. Visto il grande successo, lo spazio dedicato alle eccellenze alimentari prolunga la sua apertura fino a fine aprile, proponendo un’ampia selezione della gamma il Viaggiator Goloso, tra cui diversi prodotti pasquali. Presso lo store, aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 20, si potranno inoltre degustare le colombe de il Viaggiator Goloso proposte in 4 varianti.

Risale al dicembre 2015 l’esordio dei temporary store il Viaggiator Goloso, quando in via Belfiore 16 a Milano è stato aperto il primo spazio temporaneo dell’insegna. Per tutto il periodo natalizio, oltre 40.000 clienti hanno affollato il negozio. E meno di un anno dopo, lo scorso 23 novembre, è stato inaugurato il primo punto vendita permanente il Viaggiator Goloso in viale Belisario 1. Un luogo dove acquistare e gustare eccellenze gastronomiche, tra bellezza, tecnologia e passione per il cibo; un punto vendita dove fare la spesa, senza mai dimenticare il rispetto per l’ambiente. In viale Belisario, oltre all’intera gamma de il Viaggiator Goloso, sono presenti i reparti freschi serviti ed una serie di referenze selezionate, tra cui prodotti dedicati alla cura della casa e della persona. Lo store è aperto tutti i giorni con orario continuato dalle ore 8 fino alle ore 24.

Upim potenzia la sua rete

Upim-Grosseto
A Grosseto Upim apre un nuovo store, che sarà inaugurato giovedì 30 marzo, in via Aurelia Nord 72, sviluppato su 1.100 metri quadrati di superficie

A Grosseto Upim apre un nuovo store, che sarà inaugurato giovedì 30 marzo,  in via Aurelia Nord 72. Il negozio è sviluppato su una superficie di 1.100 metri quadrati, in linea con il consueto format dell’insegna.

Propone le linee di abbigliamento donna e uomo e bambino. In assortimento la collezione Blukids dedicata al bambino che si distingue per l’utilizzo di fibre naturali e per il rapporto qualità/prezzo. Completa l’offerta la gamma di accessori.

Il punto di vendita conta nove dipendenti e rimane aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e la domenica dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Freitag inaugura a Milano il primo store italiano

F_Store_Milano_04_ClaudiaZalla_RGB_HighResIl monomarca Freitag di Milano è una novità in Italia: inaugura uno store, infatti, nel quale le borse in vendita vengono create nel laboratorio di Zurigo con teloni di camion che, nella loro vita precedente, hanno macinato migliaia di chilometri in tutta Europa.
Il marchio include anche una linea di abbigliamento biodegradabile F-Abric, interamente concepita da Freitag e prodotta in Europa. Il primo resistente tessuto dei pantaloni Freitag, ricavato da fibre di lino e canapa, infatti, è stato filato in un telaio della zona del milanese, il quale è fornitore del brand svizzero ancora oggi.

 

F_Store_Milano_05_ClaudiaZalla_RGB_HighResQuesta volta 1500 pezzi unici ricavati da materiali riciclati, tanti accessori e la collezione F-Aabric sbarcano direttamente nel cuore della città, in un tipico edificio industriale meneghino del XIX secolo, puntellato da pilastri in granito e sormontato da volte in cotto. Il nuovo Freitag Store di viale Pasubio 8, è poco distante da due vie fondamentali dello shopping cittadino, Corso Como e Corso Garibaldi, ed esattamente di fronte alla nuova Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, al crocevia tra commercio e cultura.

Video: AmazonFresh lancia Pickup

Lanciato in esclusiva per gli abbonati ad Amazon Prime, il nuovo servizio consegna la spesa ordinata online direttamente in auto, nel punto di ritiro e nei tempi indicati

Non è un'innovazione in quanto tale, ma è un'ulteriore passo con il quale Amazon punta a diventare numero uno dell'omnichannel e non solo dell'eCommerce. Il servizio AmazonFresh Pickup è stato lanciato in esclusiva per gli abbonati a Prime e consente di ricevere la spesa ordinata online direttamente in auto.

Il punto di ritiro e i tempi di attesa vengono indicati man mano all'utente sul proprio dispositivo mobile, dal quale è possibile anche apportare modifiche successive all'ordine, aggiungendo od eliminando referenze grocery.

In video il promo

 

Piante-garden, reparto di grandi soddisfazioni

Modulabile nelle stagioni, il giardinaggio cattura sempre l'attenzione della clientela. Sensibile ai trend del momento va declinato con attenzione (da Gdoweek n. 4)

Il mondo del giardinaggio è ampio e complesso, si arricchisce di strategie e di reparti anche molto diversi a seconda della stagione e della collocazione. Trova spazio e interesse presso le medie e grandi superfici alimentari, sia nei centri cittadini che in periferia, ma anche come reparto dedicato nel mondo del fai da te. E poi si esprime a tutto tondo nei garden center, che rimangono il benchmark di riferimento per tutti, anche se spesso dichiaratamente “inarrivabile”. L’assortimento si articola tra i poli della tecnicità e dell’estetica.
“È un reparto fondamentale -dichiara Pierluigi Pedemonte, buyer reparto giardinaggio di Viridea-. Con quello delle piante è l’essenza stessa di un garden center. Il suo ruolo è quello una volta interpretato dal vivaio e che oggi vede straordinariamente perfezionato il vecchio concetto di offerta merceologica e servizio, in un contesto che offre qualunque soluzione di coltivazione e cura delle piante in casa, in giardino, sul terrazzo o balcone”. In Leroy Merlin il giardinaggio svolge un ruolo di attrazione da metà marzo a giugno, quando è anche il primo reparto in termini di fatturato. Invece concimi, sementi, vasi, piante hanno un ruolo di servizio per l’acquisto di prodotti complementari. “L’investimento per trattare in maniera accurata il mondo delle piante sarebbe troppo elevato, sia in termini di competenze che di superfici”, spiega Massimo Polato, direttore gruppo giardino di Leroy Merlin Italia. Per Obi Italia, come spiegano il direttore vendite Cesare Epinati e Luca Fanucchi, area manager garden “Il reparto piante è un assortimento che ci contraddistingue e ci differenzia fortemente rispetto ai competitor. Si rivolge a un target di consumatori ampio e con bisogni d’acquisto differenti mentre, nel punto di vendita, è un reparto che vuole soddisfare il maggior numero di clienti e migliorare la loro esperienza d’acquisto”.
“Il reparto dei fiori ha un ruolo di completamento dell’offerta -afferma Elisabetta Pellegrini, buyer giardinaggio di Coop Italia- ed è generalmente ubicato in prossimità del reparto ortofrutta nei supermercati, e nell’area dedicata negli ipermercati. Il reparto può assumere dimensioni più ampie e uscire dalla collocazione abituale in occasione di promozioni stagionali”. In Coop i prodotti da giardinaggio si trovano tutto l’anno in quasi tutta la rete iper e in gran parte di quella dei supermercati, grazie a un assortimento continuativo pensato per soddisfare le necessità basiche, ovvero la cura del verde e degli spazi esterni, che include piante e fiori, questi ultimi legati alla stagione. Proposta che viene poi arricchita e completata con assortimenti stagionali, estivo o invernale, e promozionali, le cui dimensioni variano in relazione a quelle del negozio. L’attività promozionale a volantino è attiva con operazioni di convenienza o speciali, più concentrate nel periodo primaverile ed estivo. Rispetto alla marca privata, da circa un anno l’offerta a marchio Coop Viviverde comprende anche il garden con articoli che spaziano dal terriccio universale alle piante da orto, puntando sulla sostenibilità con prodotti consentiti in agricoltura biologica. Il giardinaggio è presente tutto l’anno nei negozi Carrefour: concime universale, terriccio, vasi, piccoli utensili si trovano anche d’inverno, “seppur con spazi limitati fuori stagione -dichiara Jean David Schapiro, direttore Bazar di Carrefour Italia-. In stagione la categoria copre un vero ruolo di attrazione nei nostri ipermercati. I clienti sanno che troveranno un’offerta importante di giardinaggio con prezzi attrattivi. Nei nostri supermercati e punti di vendita di prossimità, la categoria ha più un ruolo di completamento della spesa”. I prodotti basici citati sono distribuiti anche a marchio Carrefour. I trend evidenziati in Leroy Merlin vedono ottimi risultati per le piscine e poi per i prati artificiali, mentre “Già da qualche anno a soffrire di più sono le famiglie tecniche -aggiunge Polato-: il motorizzato, l’irrigazione, piante e concimi, vasi perché sono molto legati al meteo. Inoltre i clienti hanno meno disponibilità e tendono a seguire bisogno e contingenza, quindi acquistano l’ombrellone se fa caldo, per esempio. Chi ha budget più alti, invece, tende a pianificare, quindi investe in un prodotto più caro, in anticipo con la stagione, per goderselo più a lungo”. L’arredo per esterni e anche il barbecue segue logiche più simili all’arredo in generale, quindi di tipo estetico, aspetto che ne aumenta la frequenza d’acquisto.

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Calze-intimo in cerca di spazi per emozionare

La carenza di metrature porta a una concentrazione basic con funzioni commodity. Che non favorisce l'acquisto d'impulso emozionale (da Gdoweek n. 4)

Aziende specializzate e insegne della gdo puntano a trasformare l’acquisto di underwear e calze in un’esperienza emozionale all’interno del contesto della spesa quotidiana. Ed è una sfida complessa principalmente per motivi di spazio. Proporre un buon assortimento sia in termini di prodotti sia in termini di taglie comporta infatti la presenza di metrature significative, che non sempre sono disponibili.  Accade così che si finisca per concentrare l’offerta sui capi basic (i collant 20 denari da donna, le calze blu o nere da uomo, la canottiera bianca maschile), item che garantiscono sulla carta una maggiore rotazione.  È chiaro altresì che questo non favorisce un approccio esperienziale. Ma rinforza la dimensione di servizio del comparto. Insomma, in gdo il cliente acquista intimo per routine oppure per rispondere a un bisogno specifico ma  non certo per impulso, per divertimento, per piacere.
Gran parte del successo di sforzi e investimenti dipende dalle dimensioni dello store. Spiega a tal proposito Augusta Corbetta, category manager canale drugstore Crai Secom Spa: “Nelle grandi superfici, come gli ipermercati, è facile trovare corsie dedicate con un assortimento completo sia per l’uomo che per la donna; nelle piccole superfici la categoria viene gestita con un modulo integrato nelle corsie”. Laddove gli spazi sono limitati, una soluzione abbozzata consiste nel mixare capi basic e pezzi fashionable. Si tratta, in altre parole, di vivacizzare l’assortimento funzionale con delle referenze che rispondono ai dettami della moda. Tale strategia funziona soprattutto per la donna, che è più sensibile alle tendenze e apprezza il prodotto colorato o caratterizzato da un dettaglio ricercato. Conferma Laura Marchetti, responsabile marketing e comunicazione Golden Lady: “Si tratta di una strategia chiave per ridare valore alla calzetteria. La consumatrice deve non solo poter scegliere tra prodotti basici, ma anche avere a disposizione prodotti particolari, esclusivi. È per questo che proponiamo puntualmente delle novità importanti, come la nuova linea ReduxCell, un collant e un pantacollant senza cuciture ad effetto anti-cellulite”.
Un altro aspetto fondamentale è l’organizzazione dello scaffale. A fronte della molteplicità di sottocategorie presenti (calze, calzini, collant, autoreggenti, leggins, varie tipologie di parti basse per lui e per lei, canottiere ecc.), non è sempre facile strutturate l’allestimento in modo da orientare il percorso di lettura del cliente. La gran parte delle insegne opera una distinzione tra i due macrogruppi (underwear e calze), pur tenendole affiancate. I driver che guidano l’organizzazione interna delle due aree possono, tuttavia, variare nelle singole insegne. Per quanto concerne le calze, la maggior parte dei retailer tende a dividere calze e collant. Le prime sono distribuite in base alla tipologia di pack: le referenze in busta (in gran parte collant) sono collocate frontalmente, mentre quelle in scatola (collant e gambaletti) sono messe sui ripiani bassi. Le calze, che di solito sono vendute sfuse (cioè senza involucro),  sono appese ai ganci o sistemate sui ripiani. Non sempre, tuttavia, è operata una distinzione chiara tra le varie tipologie di calze. Vengono, cioè, affiancati prodotti eterogenei per stile, prezzo e destinazione di uso: il calzino modaiolo convive con il calzettone bianco in spugna oppure con le calze corte da utilizzare con le sneakers. Questa scelta espositiva non aiuta il consumatore, che si trova davanti a un mare magnum di proposte diverse e scollegate.

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Debutta la nuova linea di cioccolato Solidal Coop

Il cioccolato Coop è diventato Solidal. Come già successo per il tè, Coop ha convertito una propria linea da filiera convenzionale a filiera certificata Fairtrade e in alcuni casi biologica. Dieci tipologie di cioccolato (al latte, fondente, bianco, senza zuccheri aggiunti, con riso soffiato, con nocciole) per le quali saranno coinvolti produttori in Perù, Repubblica Dominicana e Madagascar. Nel caso delle varietà con zucchero di canna aggiunto, interessati anche Costa Rica, Mauritius e Swaziland. Le materie prime certificate Fairtrade, dopo un’accurata selezione, arrivano in Italia per la lavorazione insieme agli altri ingredienti e la trasformazione dal cacao al cioccolato di qualità.

“Con la nuova linea Cioccolato Solidal intendiamo rafforzare un modello sostenibile e cooperativo di fare impresa e dimostrare che c’è un modo per superare i confini dello sviluppo, accorciando le distanze tra chi acquista e chi produce - spiega Vladimiro Adelmi, responsabile della linea Solidal Coop. Contiamo di trovare alleati i nostri soci e consumatori”. E in effetti i consumatori sembrano essere sempre più sensibili all’acquisto di beni equosolidali. Secondo l’ultimo report stilato da Fairtrade Italia il valore dei prodotti venduti nel nostro Paese è pari a 99 milioni di euro con un incremento del 10% sull’anno precedente; nel 2003 tale valore non raggiungeva i 30 milioni di euro. Qui Coop ha sicuramente giocato da apripista; è infatti in Coop che è stato venduto nel 1995 il primo prodotto equosolidale, il caffè per la solidarietà. Da allora, sono diventati 47 i prodotti della linea Solidal Coop.

“In questo nuovo impegno di Coop - spiega Paolo Pastore, direttore di Fairtrade Italia - il valore aggiunto è dato dalla collaborazione tra organizzazioni, dei paesi in via di sviluppo e italiane, per costruire un’economia condivisa che consenta un processo di crescita e consapevolezza dei contadini e dei coltivatori coinvolti nel Commercio Equo, con impatti positivi per tutte le comunità interessate, in termini di accesso ai servizi di base, salute e sviluppo sostenibile. Fairtrade consente un’alleanza con consumatori e cittadini, protagonisti di un consumo sostenibile e responsabile delle sorti del pianeta per tutti i popoli”.

La coltivazione del cacao e la successiva lavorazione seguono i principi dell’agricoltura sostenibile che evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali; a beneficiarne più di 12.000 piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo che hanno visto migliorare le loro condizioni di lavoro e di vita. Ad esempio, la cooperativa Conacado in Repubblica Dominicana, grazie a Fairtrade, ha perfezionato la qualità del cacao prodotto migliorando la tecnica della fermentazione; oggi sono circa 9000 i membri di quella cooperativa che è diventata la principale impresa esportatrice del Paese e tra le dieci più grandi al mondo. Acopagro invece, la cooperativa che produce cacao in Perù, fa parte di quella rete di produttori, prima coinvolti nella coltivazione di cocaina, che, grazie ad un programma delle Nazioni Unite e all’intervento di Fairtrade, hanno convertito le produzioni illecite in coltivazioni bio e sostenibili. In entrambi i casi, così come per altri soggetti coinvolti, Fairtrade garantisce un prezzo minimo ai produttori, oltre a un Fairtrade Premium che interviene direttamente sulla vita delle comunità.

Pittarosso prevede l’apertura di 30 nuovi punti di vendita

Pittarosso entrata store
PittaRosso apre il 30 marzo il nuovo punto di vendita (900 mq) nel centro commerciale Adigeo a Verona, rafforzando la presenza in Veneto. La catena di calzature e accessori per la famiglia ha 200 punti di vendita e prevede l'apertura di altri 30 "store" fra Italia e Francia

PittaRosso, una delle più grandi catene italiane di calzature e accessori per tutta la famiglia, ha chiuso il 2016 con fatturato di 345 milioni di euro, +25% rispetto al 2015. Un risultato che, fa sapere l'azienda, conferma un quinquennio caratterizzato da un incremento delle vendite superiore al 20%, trainato dal'apertura di nuovi punti vendita: PittaRosso ha oggi 200 negozi in Italia, Francia, Croazia e Slovenia, e prevede 30 inaugurazioni fra Italia e Francia.
"Le nuove aperture rispondono a due obiettivi -commenta Andrea Cipolloni, amministratore delegato di PittaRosso– consolidare la presenza in Italia, dove il potenziale di sviluppo è ancora altissimo, e portare avanti l'espansione in Europa avviata negli ultimi anni, in particolare in Francia".

Andrea Cipolloni amministratore delegato PittaRosso
Andrea Cipolloni amministratore delegato PittaRosso

Per rafforzare la conoscenza del marchio (già di per sé noto), PittaRosso ha siglato un accordo biennale con Ducati Corse, in base al quale il marchio PittaRosso figurerà sulle tute e sulle moto dei due piloti del Team Ducati, Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, e dei collaudatori Michele Pirro e Casey Stoner.

Il nuovo "store" di Verona
Con l'imminente (30 marzo 2017) apertura nel centro commerciale Adigeo a Verona (il 4° PittaRosso nella provincia scaligera), PittaRosso rafforza la presenza dell'insegna in Veneto, regione nella quale conterà, con il nuovo negozio nella galleria di Adigeo, 23 punti di vendita.
Adigeo, primo centro commerciale nel comune di Verona, si trova a 500 metri dallo svincolo autostradale di Verona Sud, su una delle strade principali che conduce al centro storico, distante circa 3 km.
Il nuovo PittaRosso, che si sviluppa su 900 mq e prevede 5 nuove assunzioni, propone il tipico assortimento della catena (calzature uomo, donna e bambino) con focus particolare  sulle calzature sportive. Ospiterà al suo interno un corner Geox.

Pam rafforza la presenza del format local

Pam local
Il Gruppo Pam apre nel cuore del centro storico di Lucca il primo punto di vendita Pam local in franchising della città, realizzato in via San Paolino 12

Il Gruppo Pam apre nel cuore del centro storico di Lucca il primo punto di vendita Pam local in franchising della città, realizzato in via San Paolino 12, a pochi passi da Piazza San Michele.

Il negozio è il 47esimo in Italia.  Lo store è gestito da un imprenditore trentacinquenne affiancato da uno staff composto da cinque giovani, tre donne e due uomini, tutti under 28. Il nuovo punto di vendita è aperto 7 giorni su 7 dalle ore 8,00 fino alle 22,00.

L’assortimento a scaffale risponde alle esigenze e preferenze di spesa di ogni cliente: oltre ai freschi, si possono trovare anche piatti pronti, confezioni monoporzione anti-spreco, prodotti biologici, vegan, etnici, DOP, IGP oltre a prodotti senza glutine o lattosio pensati per chi soffre di intolleranze alimentari.

 

Il Viaggiator Goloso arriva in tutta Italia con Amazon.it

Dopo l'esperienza di successo su Amazon Prime Now a Milano e provincia Unes fa il grande passo ed estende la consegna online all'intero territorio nazionale. Ad annunciare lo sviluppo eCommerce della private label Il Viaggor Goloso è l'Ad Mario Gasbarrino in un tweet.

Sul portale italiano del colosso di Seattle si trovano già alcune referenza della linea a marchio che, come si legge, vengono vendute e spedite da Amazon. A differenza del business con Prime Now a Milano, dunque, Unes in questo caso si affida direttamente alla vetrina Amazon e soprattutto al suo apparato logistico, senza l'attivazione almeno per ora di ulteriori punti di vendita fisici come appoggio per l'online.

amazon_viaggiatorgoloso

In una video-intervista effettuata da Bisceglie in Diretta nel corso dell'appuntamento Aspettando Digithon, Gasbarrino aveva già confermato la volontà di estendere sempre di più il servizio online a partire da Il Viaggiator Goloso. "Siamo alla vigilia di un cambiamento epocale (...) se c'è un ritardo in Italia dal punto di vista dell'eCommerce alimentare è solo un problema di offerta e non di domanda, il cliente è pronto (...) Le nostre vendite su Amazon Prime Now sono di tre volte superiori all'obiettivo che ci eravamo dati e superiori alle aspettative dello stesso Amazon (...) Dobbiamo metterci nell'ottica di vendere ai Millennials e a gente che non vuole più andare a fare spesa al supermercato".

 

Biscotti, il “senza” è afflitto da iperspecializzazione

La segmentazione free from risulta sempre più spinta e asseconda richieste e tendenze salutistiche peculiari. Diventa gravosa la chiave di lettura espositiva (da Gdoweek n. 4)

Cresce l’attenzione per gli alimenti da mettere in tavola e, in particolare, per gli ingredienti presenti nei cibi che si consumano quotidianamente: il 67% degli italiani si dichiara preoccupato dell’impatto a lungo termine che gli ingredienti artificiali potrebbero avere sulla salute della persona, il 53% sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per alimenti e bevande che non contengono ingredienti indesiderati.
Nell’ultimo anno il paniere dei biscotti da colazione appartenenti al mondo Benessere & Salute ha registrato, secondo Iri, un trend positivo a volume in tutti i suoi segmenti principali: arricchiti (2%), integrali (5,8%), secchi integrali (14,7%), gluten free (24,9%), prodotti da forno free from e merendine senza (8,6%) con dati similari anche a valore. Le caratteristiche di questi prodotti possono essere sintetizzate dall’espressione back to basic: prodotti totalmente naturali (55%), senza coloranti artificiali (49%) o aromi artificiali (43%), Ogm free (41%), biologici (36%) e composti da proteine di origine vegetale (21% vs 15% media Eu). Emerge inoltre una richiesta di maggiore disponibilità di prodotti cosiddetti alleggeriti (less-is-more) in grado di offrire un vantaggio per la salute: alimenti a basso contenuto di grassi/senza grassi (42% vs 34% media Eu), sugar free (31%), iposodici (25%), ipocalorici (21%), ma anche con porzioni controllate (23%). “Il mercato dei  frollini è estremamente variegato e l’offerta si va segmentando sempre più nel corso del tempo -dichiara Alessandra Balocco, direttore marketing Balocco-. In  particolare  il  segmento  dei  Frollini  Salutistici  è  in  assoluto  quello  che  registra  le maggiori crescite in termini di volumi nella gdo”.  Al suo interno, i prodotti si possono ancora una volta suddividere in base al beneficio funzionale: senza zuccheri aggiunti, meno grassi, senza sale, senza lattosio, ricchi in fibra, integrali.
Il versante più caldo per quanto concerne attenzione, comunicazione e immagine arriva dal taglio dell’olio di palma. Tra le grandi catene, Esselunga ha tolto già dal 2016 l’olio di palma nella maggioranza dei biscotti, in alcune merendine, nella totalità dei grissini e dei cracker e in quasi tutte le confezioni di fette biscottate e crostini. Ancora prima, a livello nazionale, è stata l’insegna Carrefour ad abbandonare l’olio di palma per venire incontro alle richieste dei consumatori che non gradiscono l’ingrediente nella ricetta dei prodotti che acquistano. Coop all’interno del proprio portfolio Mdd, nell’applicare il principio di precauzione (che ha portato a maggio 2016 a fermare la produzione con uso di olio di palma) ha dovuto rinunciare alla commercializzazione di prodotti non riformulabili con altri oli e nel processo di sostituzione ha privilegiato l’impiego di oli monosemi. A luglio 2016 -secondo Il Fatto Alimentare- la lista dei biscotti segnalati dai lettori come free from ha superato quota 300, pur rimanendo circa il 90% dell’assortimento esposto “fedele” all’impiego dell’olio di palma. Meno marcato il fenomeno nell’ambito delle merendine, ferme a una settantina di segnalazioni. Il cambiamento delle modalità di acquisto e di produzione è più che evidente, coinvolgendo aziende di primaria importanza come Barilla, Plasmon, Colussi, Gentilini, che hanno ribaltato le proprie linee di prodotto eliminando il grasso tropicale. Artebianca evidenzia i biscotti Senzaniente (completamente privi di ogni forma di additivo), alchimia tra la farina di riso, facilmente digeribile, e il grano saraceno, fonte di antiossidanti e ricco di sali minerali. Certificati Vegan, questi biscotti nascono prevalentemente per soddisfare la gamma di consumatori intolleranti o allergici a latte, burro, zucchero e farina bianca, rispondendo a più trend ormai frequenti nella società moderna.

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Arcaplanet prosegue il piano di sviluppo

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Continua il programma di nuove aperture di Arcaplanet che inaugura il 25 marzo a Merate, in provincia di Lecco, il 44° punto di vendita lombardo

Continua il programma di nuove aperture di Arcaplanet che, dopo l’acquisizione di 11 punti di vendita in Sardegna nello scorso dicembre e l’inaugurazione di 17 nuovi store in tutt’Italia a gennaio 2017, inaugura il 25 marzo a Merate, in provincia di Lecco, il 44° punto di vendita lombardo, in via Via Statale 11 c.

Il negozio (774 mq) propone oltre 8.000 referenze e dispone di due casse. Al suo interno è presente il Totem multimediale che offre consulenza professionale veterinaria insieme ad altre funzioni: oltre al catalogo con tutti i prodotti presenti in assortimento, vengono fornite indicazioni specifiche riguardo alle dosi consigliate, gli ingredienti e le modalità d’uso così come, nella sezione Vet On line, è disponibile un servizio di consulenza e consigli sui propri pet, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani.

 

 

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Unieuro lancia la campagna Aria di sconti

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La nuova campagna promozionale di Unieuro è Aria di sconti, valida dal 24 marzo al 6 aprile, che offre la possibilità di vincere una vacanza

La nuova campagna promozionale di Unieuro è Aria di sconti valida dal 24 marzo al 6 aprile. Gli elettrodomestici per la pulizia della casa saranno disponibili a prezzi vantaggiosi e, al tempo stesso, saranno associati a una nuova iniziativa: acquistando uno dei prodotti selezionati nello Speciale Pulizia sarà infatti possibile ricevere in regalo Buoni Vacanza del controvalore di 500, 1000 o 1500 Euro, per una vacanza. Sarà sufficiente scegliere tra le scope elettriche o ricaricabili, gli aspirapolvere, le lavapavimenti o i pulitori a vapore segnalati in volantino per aggiudicarsi crediti da 500, 1000 o 1500 Euro, convertibili in sconti al momento della prenotazione. Ogni Buono Vacanza potrà essere utilizzato per  prenotare uno o più pacchetti vacanza in Italia e nel mondo tra quelli offerti dai migliori Tour Operator italiani, nella selezione di mete presenti nel sito www.buonivacanzaunieuro.it.

 

Nau! si consolida in Puglia

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A Bari Nau! apre il nono store in Puglia. Il negozio, realizzato in via Sparano, si allinea al tradizionale format dell’insegna

A Bari Nau! apre il nono store in Puglia. Il negozio, realizzato in via Sparano, si allinea al tradizionale format dell’insegna. Propone la consueta offerta composta dalla linea di occhiali da sole e da vista, per uomo, donna e bambino. Nella regione Nau! è attiva a Bari con uno store in aeroporto, nei centri commerciali Casamassima,  Mongolfiera , a Molfetta al centro commerciale  Mongolfiera, a Brindisi a Le Colonne, a Barletta e Taranto.

L’insegna opera sul territorio con una rete distributiva composta da oltre 100 store monomarca, tra negozi diretti ed in franchising, in Italia, Spagna ed India e circa 500 dipendenti.

 

Si espande la rete vendita di Lego Certified Store

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Il piano di sviluppo della catena Lego Certified Store sul territorio italiano prosegue. Sarà inaugurato a Verona il 30 marzo il nono store dell'insegna del Gruppo Percassi

Il piano di sviluppo dell’insegna Lego Certified Store sul territorio italiano prosegue. Sarà inaugurato a Verona il 30 marzo, all’interno del nuovo centro commerciale Adigeo, in viale delle Nazioni 1, il nono negozio della rete del Gruppo Percassi.

Il punto di vendita, sviluppato su 146 mq, propone il Pick a Brick, che consente di acquistare mattoncini sfusi tra una vasta scelta di pezzi disponibili; il Build a mini grazie al quale si possono costruire, personalizzare e acquistare la propria minifigure, scegliendo ogni più piccolo dettaglio del personaggio collezionabile Lego, dal cappello al colore degli abiti.

 

Delsey si consolida in Italia

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La maison parigina che da più di 70 anni propone bagagli di design conferma la strategia di espansione retail del brand nel nostro paese e inaugura un nuovo store

All’interno del Torino Outlet Village di Settimo Torinese, Delsey, maison parigina che da più di 70 anni propone bagagli di design, apre un nuovo store sviluppato su 150 mq, confermando la strategia di espansione retail del brand nel nostro paese.

Lo store, che si presenta con design moderno e arredamenti tipici delle abitazioni private, è stato realizzato come un Parisian Apartment. Il concetto di appartamento parigino rientra in una strategia retail globale e si applica a tutti gli store Delsey nel mondo, consentendo una forte identificazione del brand worldwide.

“Siamo orgogliosi di essere una delle firme prestigiose presenti nel nuovo outlet torinese, un successo per il nostro brand che ci riconferma come azienda leader del settore grazie alla elevata qualità e funzionalità dei nostri prodotti e all’esperienza di acquisto unica che offriamo ai nostri clienti” commenta Alessandro Olivetti, commercial director di Delsey Italia.

Alla Conad riparte la campagna ambientale che premia il riciclo

Al via al Conad Superstore di via Modonesi, a Piacenza, la nuova edizione di Riciclare Conviene, l’iniziativa di sensibilizzazione ambientale che fa risparmiare chi ricicla. Dal 2011 questa iniziativa percorre la penisola per ricordare che separare i rifiuti conviene non solo all’ambiente, ma anche alla comunità grazie al risparmio economico che produce. Il rifiuto, quindi, è una risorsa, non un problema.

Per rafforzare questo concetto, Riciclare Conviene premia con sconti sulla spesa la raccolta differenziata dei cartoni Tetra Pak per latte, succhi, vino e altri alimenti. Infatti fino a domenica 14 maggio 2017 sarà in funzione al Conad Superstore di via Modonesi la postazione interattiva dedicata alla raccolta di questi imballaggi: ad ogni conferimento, la macchina emetterà gli eco-scontrini che danno diritto ai buoni sconto sulla spesa nel punto vendita.

“Negli ultimi anni Conad ritiene di doversi attivare fattivamente per ridurre al minimo l’impatto ambientale derivante dalla propria attività e negli ultimi anni ha assunto molteplici impegni per favorire il risparmio energetico, ridurre i consumi e aumentare la raccolta differenziata - ha dichiarato Loredana Alinovi, membro del CDA di Conad Centro Nord. Con questo progetto puntiamo a incentivare i comportamenti virtuosi per l’ambiente e ad informare sulla corretta raccolta differenziata dei rifiuti”.

Giunta alla 14° edizione, la campagna ambientale Riciclare Conviene non sostituisce la modalità di raccolta dei contenitori Tetra Pak insieme alla carta attiva nel Comune di Piacenza. I cartoni Tetra Pak di latte, succhi, vino e altri alimenti inseriti nella postazione del Conad di via Modonesi andranno infatti ad aggiungersi alla raccolta differenziata della città. A tal proposito va ricordato che nel 2016 nel Comune di Piacenza oltre il 56% dei rifiuti è stato differenziato e avviato al riciclo.

La campagna ambientale itinerante Riciclare Conviene è stata inaugurata a Modena nel 2011 e ha raggiunto diverse città italiane: Forlì, Rimini, Bologna, S. Stefano di Magra (SP), Terni, Torino, San Giuliano Terme (PI), Grosseto, Arma di Taggia (IM), Corciano (PG), Alba (CN) e Rubiera (RE). Fino ad oggi sono stati raccolti grazie all’impegno di migliaia di cittadini 215.000 cartoni Tetra Pak. Dopo l’edizione di Piacenza, Riciclare Conviene proseguirà in altre città italiane per divulgare una sempre più attenta coscienza ambientale.

Carrefour risponde a Ciwf sulla questione uova allevate a terra

uova carrefour italia
Ciwf Italia Onlus che chiede a Carrefour Italia di fare chiarezza sul recente impegno a non vendere più uova da galline in gabbia nei suoi punti di vendita

Lo scorso primo marzo Carrefour Italia aveva dichiarato con un comunicato stampa il proprio impegno a non vendere più uova in guscio da galline allevate in gabbia, comprendendo in quest’impegno sia le uova a proprio marchio, che quelle di altri marchi. Sulla notizia interviene Ciwf Italia Onlus che chiede a Carrefour Italia di fare chiarezza sul recente impegno a non vendere più uova da galline in gabbia nei suoi punti di vendita. In una nota l’associazione italiana no profit, che lavora per la protezione e il benessere degli animali allevati a scopo alimentare, sottolinea la richiesta di “una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori”. E scrive: “Carrefour chiarisca al più presto se l’impegno preso riguarda la totalità dei punti di vendita, compresi quelli in franchising, ed entro quando le uova in gabbia scompariranno effettivamente da tutti gli scaffali dei supermercati Carrefour”.

Elisa Bianco, responsabile del settore alimentare per Ciwf: “Lavoriamo da anni per migliorare la trasparenza delle filiere, per questo riteniamo estremamente importante che vengano chiariti gli aspetti ancora mancanti dall’annuncio di Carrefour e, soprattutto, che la loro posizione ufficiale sia disponibile pubblicamente sul loro sito, così che sia facilmente accessibile a tutte le persone”.

La risposta di Carrefour. Abbiamo chiesto a Carrefour una dichiarazione in risposta alla richiesta di Ciwf.  L’azienda ci scrive quanto segue: “Carrefour Italia conferma che già dal 1° marzo tutti i 478 punti di vendita a gestione diretta con le insegne Market, Express, Iper, DocksMarket e GrossIper non commercializzano più uova prodotte da galline allevate in gabbia. L’iniziativa riguarda anche tutti i 190 Carrefour  Iper e market franchising presenti sul territorio nazionale, che portano quindi a 668 il numero totale dei punti di vendita in Italia. Anche nei rimanenti 403 negozi in franchising a insegna Express, già riforniti da Carrefour Italia esclusivamente con uova non da allevamento in gabbia, è in atto un’azione di sensibilizzazione verso acquisti che rispettino i requisiti di sostenibilità sopra indicati”.

Dmail rinnova la sua immagine

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Nuovo logo e nuovo concept per Dmail che affida a Migliore+Servetto Architects lo studio del rinnovato segno grafico. Apre a Milano il format moderno dell'insegna

Nuovo logo e nuovo concept per Dmail che affida a Migliore+Servetto Architects lo studio del rinnovato segno grafico. Con il nuovo logo riapre a Milano lo store di via San Paolo che si presenta come progetto pilota del nuovo format di allestimento per tutti i successivi punti di vendita. Il concept è contrassegnato da un vivace colore giallo, in dialogo con il bianco dei dmail_store_milano 01tubolari, delle lamiere piegate delle vasche espositive, e con le trasparenze delle reti metalliche. Il tutto all’interno di un involucro architettonico con pavimentazioni dalle tonalità calde del rovere in  continuità cromatica con le pareti e i soffitti. Elemento fondamentale la luce che incornicia la suddivisione dei prodotti: delle barre luminose lineari ritmano le vetrine e gli arredi murari, incorniciando poi aree focus con zoom su prodotti selezionati, mentre alti ring luminosi definiscono le isole centrali.

Il logo. Il cerchio definisce i confini morbidi delle singole lettere, mentre un doppio puntino posto al di sopra dell’asta della lettera ”i” ne marca la sua unicità. Al livello cromatico, al nero e al bianco si associa la scelta di un brillante colore giallo, simbolo di luce e di energia. La nuova immagine identitaria è declinata all’interno dei punti di vendita in tutta la comunicazione.

 

 

Le strade italiane ormai sature di cibo

Dopo il boom di proposte, lo sreet food necessita di un'armonizzazione normativa per usufruire di nuove opportunità (da Gdoweek n. 4)

C’erano, una volta, furgoncini scalcagnati e carretti d’annata che si appostavano davanti a stadi e palasport per intercettare gli spettatori di una partita di calcio o di un concerto rock e rifocillarli con hamburger, piadine e hot dog spesso unti, di qualità non eccelsa e per niente dietetici. Oppure c’erano le ‘luride’ milanesi, i ‘cuoppi’ napoletani e i ‘manciari’ palermitani. Tutti termini quasi dimenticati per definire, a volte con una sottile vena spregiativa, i venditori ambulanti di cibo o le pietanze proposte: i clienti erano salariati o studenti squattrinati. Poi sono arrivati la crisi economica, il cambio delle abitudini e una vita più frenetica, che mal si adattano ai classici pasti seduti al ristorante. Si è cominciato a mangiare per strada per necessità, per fretta, per spendere poco o per moda. Così lo street food ha fatto boom, è diventato stellato e di tendenza. E si è trasformato in un vero e proprio business, che genera un importante indotto, che va dall’allestimento dei furgoni all’offerta di semilavorati, dal franchising  chiavi  in  mano  all’organizzazione di eventi  e  festival  dedicati  allo  street food, dove si possono spendere anche 15  euro  per  un  panino gourmet e una birra artigianale. Giusto qualche numero: Assotemporary stima che oggi in Italia siano in circolazione 23mila negozi a tre o quattro ruote e Coldiretti informa che in un anno gli operatori sono aumentati del 10% e che almeno il 73% degli italiani consuma abitualmente cibo di strada, spaziando dalle specialità della tradizione regionale o locale a quelle etniche, purché di qualità. Ma in Italia c’è ancora spazio per questo filone imprenditoriale o siamo arrivati alla saturazione? Secondo gli operatori del settore la vena è ancora florida, ma, avvertono, a patto di non improvvisare: servono serietà e professionalità, bisogna pianificare bene. E, mentre c’è chi comincia a sentire l’urgenza di riflettere sui rischi di questo boom, soprattutto in termini di banalizzazione e perdita dell’autenticità, e chi invoca un intervento legislativo per fare chiarezza e garantire i consumatori, qualcun’altro pensa invece a crescere e a esportare l’”italian street food” anche al di fuori dei confini nazionali.

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Mango: nuovo flagship store a Madrid

Mango Madrid
Nella centrale via Serrano a Madrid, Mango inaugura il nuovo flagship store esteso su 2000 mq di superficie, sviluppato su quattro piani

Nella centrale via Serrano a Madrid, Mango inaugura il nuovo flagship store esteso su 2000 mq di superficie, sviluppato su  quattro piani, con un’offerta che comprende le linee di abbigliamento per donna, uomo e bambino.

Il nuovo spazio coniuga diversi stili decorativi con elementi in marmo, cemento, legno e pietra naturale. Gli arredi propongono dettagli in velluto e pelle. Il negozio ha un giardino interno, al quale si accede dal punto di vendita, con un'installazione permanente di manichini sistemati all'interno di teche in metallo. Il megastore è dotato di accorgimenti tecnologi come i camerini digitali, e-ticket, funzione di pagamento PayGo e app Shazam In-Store. Dispone inoltre di Wi-Fi e di una zona specifica dedicata a Click & Collect.

 

Per il Gruppo Esselunga vendite in aumento

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Il Gruppo Esselunga registra un incremento delle vendite del 3,1% rispetto al 2015 realizzando 7.540 milioni, con prezzi in diminuzione dell’1,1%

Il Gruppo Esselunga registra un incremento delle vendite del 3,1% rispetto al 2015 realizzando  7.540 milioni, con prezzi in diminuzione dell’1,1%. Lo sviluppo della rete di vendita registrato nel 2016 ha consentito la crescita dei clienti totali (+4,4%), ottenuta anche grazie alla combinazione di contenimento dei prezzi di vendita (con deflazione dell’ 1,1% a totale vantaggio del cliente) ed attività promozionali sviluppate nell’arco dell’anno. Nel corso del 2016 sono stati aperti i negozi di Monza (Viale Libertà), con la contestuale chiusura di quello in via Lecco, Como località Ca’ Merlata, Cusano Milanino (MI) e Prato Viale Galilei che sostituiva il negozio adiacente. Il punto di vendita di Milano Viale Certosa, aperto nel 1968, è stato chiuso.

Il risultato operativo è stato pari a 405 milioni ( 431 milioni nel 2015), l’utile netto di 262 milioni (291 milioni del 2015). Gli investimenti hanno raggiunto quota 490 milioni.

I progetti per il 2017. L’anno in corso vedrà crescere la rete vendita dell’insegna: sono infatti in programma cinque nuove aperture di cui una, il 5 aprile, a Roma, la più al sud del Paese, la prima nel capoluogo italiano.  Inoltre saranno avviati i lavori per la realizzazione del quarto polo logistico del Gruppo. Nel maggio 2016, infatti, è stato siglato il contratto di acquisto del ramo d’azienda di Ospitaletto dell’acciaieria Stefana SpA, in concordato preventivo, che prevede la realizzazione del polo.

 

 

Tre milioni di investimento per Ipercoop di Ascoli Piceno

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Coop Alleanza 3.0 inaugura l’Ipercoop Città delle stelle di Ascoli Piceno, in viale Mutilati e invalidi del lavoro 94, in località Campolungo

Coop Alleanza 3.0 inaugura l’Ipercoop Città delle stelle di Ascoli Piceno, in viale Mutilati e invalidi del lavoro 94, in località Campolungo realizzato con investimenti per 3,2 milioni di euro.

Il negozio si sviluppa su una superficie di 5.200 metri quadri e dà lavoro a 130 persone. Hanno un affaccio in galleria il nuovo punto ristoro con 70 posti a sedere La buona pausa, con Ottica Ipercoop ascoli picenoservizio bar e self-service per la prima colazione o uno spuntino veloce; il corner Gioielleria; l’Ottica Coop, con un vasto assortimento di occhiali, servito da ottici professionisti, che, grazie ad attrezzature specializzate, possono eseguire test visivi gratuiti. Il Coop Salute è collocato all’interno del negozio e propone oltre 2.000 prodotti, tra cui farmaci senza obbligo di ricetta e parafarmaci, inclusi quelli a marchio Coop. Lo spazio ospita anche una vasta area dedicata ai prodotti per la cura della persona.
Tra i reparti, i banchi assistiti della macelleria, della pescheria, gastronomia e panetteria, che offrono le eccellenze del territorio e comode confezioni take-away. Ampio spazio ai reparti freschi e freschissimi, come nel caso della piazza dell’ortofrutta, che valorizza i prodotti di stagione del territorio. Presente pure la cantinetta dei vini, con particolare risalto alle produzioni locali e alle birre artigianali. I clienti possono pagare la spesa in 15 casse tradizionali, o nelle 6 fai-da-te. Il punto di vendita è stato realizzato con accorgimenti ecosostenibili.

 

Matt inaugura il primo flagship store a Milano

Store Matt 4Matt, marchio leader in Italia che propone in grande distribuzione integratori alimentari, dispositivi medici, alimenti e cosmetici, apre il primo store a Milano, dedicato agli amanti del benessere.
A pochi passi dal parco di Pagano, il nuovo flagship store si sviluppa su una superficie di oltre 130 mq, distribuiti su due livelli, completamente dedicati al well being. Uno spazio esclusivo, dove i colori chiari abbinati a materiali naturali, come il legno e il ferro battuto, regalano un senso di equilibrio e di ordine.

Il concept del negozio propone un ambiente luminoso, moderno ed accogliente, dallo stile nordico e con una grande attenzione ai dettagli, a partire dal soffitto che evoca i colori del cielo. Grazie a un’alternanza di luci, infatti, è possibile passare dai toni più freddi a quelli più caldi, avvolgendo l’intero ambiente in un’atmosfera naturale. I prodotti, Store Matt 2suddivisi per tipologie, non si trovano in semplici espositori, ma sono custoditi in mobili antichi, come la madia dell’antico speziere che domina il piano terra e che si accosta perfettamente alla purezza di linee delle scaffalature realizzate in legno e ferro battuto.

“Cercavamo da tempo un luogo che rappresentasse al meglio la nostra storia, dove far conoscere il nostro mondo e la nostra filosofia, completamente orientata al benessere - dichiara Stefano Sacchi, amministratore delegato di A&D, l’azienda proprietaria del marchio Matt. La cultura contemporanea è sempre più sensibile alla stretta relazione che lega la salute e la bellezza a uno stile di vita sano, in cui l’alimentazione è il trait d’union. Siamo felici di aver trovato uno spazio adatto e di poter offrire alla nostra città un’esperienza unica.”Store Matt 3

Due ampie vetrate permettono a clienti, passanti e curiosi di scoprire l’ampia gamma di prodotti dedicati a un’alimentazione sana, naturale, biologica e vegana, l’universo degli integratori, ideali per combattere i “malanni di stagione” e le fragilità dell’organismo e le linee di cosmetici, con trattamenti specifici per viso e corpo.

Pam incrementa la gamma di prodotti vegani e vegetariani

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Il Gruppo Pam ha introdotto in assortimento nei propri punti di vendita cinque nuove linee di alimenti in linea con le nuove esigenze di consumo

A inizio 2017 Pam,  secondo quanto scrive il sito informazione.it, ha introdotto in assortimento cinque nuove linee di alimenti adatti a vegetariani e vegani, in conseguenza della crescente richiesta da parte del consumatore, sempre più aderente a uno stile di vita sano.

Le cinque linee di alimenti vegetali sono composte da Quorn, caratterizzata dall'utilizzo, come ingrediente primario, della micoproteina, che conferisce ai cibi un elevato valore proteico e un sapore non dissimile alla carne, proposti sotto forma di filetti, cubetti, polpette e macinato. La gamma comprende anche la linea Noà che offre alimenti prodotti con ingredienti naturali privi di glutine, tra cui un hummus arricchito di verdure, oltre a una crema di peperoni e fagioli. La  Cibo Sapiens propone nuggets e cotolette a base di frumento, mentre la Germinal offre piatti pronti biologici che si avvalgono di pochi ed essenziali ingredienti, privi di glutine; infine, ci sono gli affettati della linea Veganette che si distinguono per ingrediente base come  spinaci, carciofi, peperoni, pomodorini.

 

La gestione energetica negli spazi commerciali

Le tecnologie di telecontrollo attraverso la rete e l'utilizzo di sensoristica consentono saving importanti a parità di comfort ambientale (da Gdoweek n. 4)

Illuminazione  e  climatizzazione.  Queste  sono  le  spese  energetiche di un punto di vendita quale una Gss con una ripartizione del 50% circa tra le due voci. In questi contesti le tecnologie di telecontrollo intelligenti possono abbattare i consumi mediamente del 10%, con casi di eccellenza come nell’Ovs di Curno dove si è raggiunto il 30%. Per quanto riguarda la Gdo, i saving percentuali sono inferiori per l’incidenza di altri voci (freddo alimentare) che valgono la metà della bolletta energetica. Ma comunque valori assoluti sempre interessanti. Questi i risultati che si possono conseguire con l’utilizzo di tecnologie di energy performance management come quelle messe a punto da Innowatio Group, player nell’energy trade e gestione. Tra le aziende del gruppo opera YouSave, focalizzata sull’efficientamento energetico lungo tutta la filiera, che si configura come Esco (Energy Service Company). Gdoweek ha incontrato Giacomo Cantarella, Business unit service industry manager di YouSave Spa di Innowatio Group per approfondire i temi legati all’evoluzione del mercato energetico soprattutto nel contesto retail. “L’attività di Innowatio è iniziata con la fornitura di servizi di taglio consulenziale ai retailer della Gdo, con la gestione dei Tee, titoli di efficienza energetica. Accanto a ciò abbiamo effettuato interventi di efficienza energetica sia di tipo impiantistico, sia di tipo gestionale. Rispetto agli interventi impiatistici, il modello di business è quello dell’energy performance contract. Per comprendere meglio l’approccio è sufficiente un esempio. Sul tema illuminazione proponiamo un intervento evolutivo che affrontiamo e finanziamo direttamente in termini di realizzazione. Successivamente veniamo remunerati sulla base dei risparmi che l’intervento genera”. Un tipo di approccio in grado di stimolare il mercato anche in momenti di congiuntura economica non particolarmente favorevole. Vi sono alcuni casi utente importanti che Innowatio Group ha realizzato come spiega Cantarella: “Nel centro commerciale di Mapello è stata realizzata la centrale di trigenerazione il cui investimento è sostenuto da noi. Nel dettaglio, come soggetto che garantisce l’energy performance control, abbiamo realizzato un impianto con un sistema di cogenerazione a cui è accoppiato un assorbitore grazie al quale viene erogata al centro commerciale energia elettrica, termica e frigorifera a un prezzo più basso di quello del mercato. Nel 2016 abbiamo, sempre a Mapello, messo in cantiere e ultimato la revisione del sistema di illuminazione. La formula è quella spiegata: abbiamo sostenuto direttamente l’investimento e siamo remunerati sul saving”. I centri commerciali sono installazioni voraci di energia in cui anche un risparmio energetico minimo si traduce in numeri assoluti importanti. Ma le logiche di energy performance manager sono importanti e danno risultati di rilievo anche per realtà di dimensioni inferiori. Un esempio sono le catene di vendita che si interfacciano al mercato tipicamente con reti di vendita come le Gss. In tutte le situazioni è centrale la gestione in real time, conclude Cantarella: “La nostra azione parte dall’analisi del punto di vendita (spesa energetica e condizione impiantistica) quindi l’eventuale installazione di sensori e misuratori necessari per la regolazione di illuminazione, temperatura, umidità e Co2. Da remoto garantiamo il massimo risparmio energetico ma anche il massimo comfort della shopping experience”.

Kiabi programma l’espansione in Italia

Kiabi
Per il 2017 l’azienda intende sviluppare ulteriormente la propria presenza in Italia, che rappresenta il terzo mercato di riferimento dopo Francia e Spagna

Cresce sul territorio italiano l’insegna di abbigliamento francese Kiabi che ha avviato un percorso di rinnovamento della rete. Per il 2017 l’azienda intende sviluppare ulteriormente la propria presenza in Italia, che rappresenta il terzo mercato di riferimento dopo Francia e Spagna. La prossima inaugurazione è in programma il 25 marzo. Viene riaperto al pubblico dopo il restyling lo store di Roma, ubicato al centro commerciale La Romanina, durante il mese di maggio seguiranno le aperture di Torino (1.600 mq)  il 22 maggio al centro commerciale Mondo Juve e il 25 maggio a Ravenna (1.500 mq) all’interno del centro commerciale Esp. In programma nel corso dell’anno anche due inaugurazioni al Centro Italia ed un nuovo punto di vendita di 1.700 mq a Udine all’interno dello shopping center friulano Città Fiera.

“In Italia Kiabi - racconta il direttore sviluppo Kiabi Italia, Massimo Pozzi - persegue l’obiettivo strategico di incrementare costantemente la qualità e l’emozione dell’ esperienza di acquisto dei propri clienti lavorando parallelamente sul miglioramento dei propri punti vendita, dei servizi come personal shopper, sartoria, e-prenotazione, spazio bimbi, e dell’aggiornamento periodico delle collezioni che alternano proposte moda ai capi essenziali, sempre al miglior prezzo”.

 

Si espande l’insegna SuperRisparmioso

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Multicedi (Gruppo VèGè) continua il piano di sviluppo di SuperRisparmioso. Apre a Torre Del Greco (Na) un nuovo punto di vendita

Multicedi, entrata nel 2016 nel Gruppo VèGè, continua il piano di sviluppo di SuperRisparmioso che, dopo le aperture di Salerno con Fratte e Mariconda e quella di Caserta con Vitulazio, arriva a Torre Del Greco nella provincia di Napoli, in via Nazionale 56, nel quartiere Poggio Sant’Antonio. L’inaugurazione è prevista per giovedì 23 marzo.

Il punto di vendita, sviluppato su 800 metri quadrati, è dotato di quattro casse.  Sono presenti i reparti di macelleria, salumi  e formaggi assistiti. Ampio spazio è dedicato all’ortofrutta. Tra i servizi propone l’operazione Ricaricard che consente di accumulare crediti che si trasformano in sconti.

 

Benetton rafforza la rete vendita in Spagna

Benetton
In sei mesi Benetton Group mette a segno in Spagna 15 nuove aperture. L’ultima è la riapertura sulla Gran Vía di Madrid del concept On Canvas di Benetton

In sei mesi Benetton Group mette a segno in Spagna 15 nuove aperture. L’azienda potenzia così la propria presenza concentrandosi sulle maggiori città della penisola iberica. L’ultima in ordine di tempo è la riapertura sulla Gran Vía di Madrid del concept On Canvas di Benetton, su una delle più rappresentative vie dello shopping madrileno. La struttura è stata riaperta dopo i lavori di restauro. Il flagship store (1.000 mq), sviluppato su tre livelli, si trova all’interno del Capitol, l’edificio icona di Plaza de Callao.  L’architettura interna è pensata attorno ad una scala di metallo, che collega i tre piani dell’edificio, progettata e realizzata in Galizia in esclusiva per lo store. Anche la facciata dell’edificio è stata completamente restaurata e riportata al suo aspetto originale.

Lo store On Canvas sulla Gran Vía è il simbolo del nuovo modo di Benetton Group di intendere il negozio: un concept che mette il cliente al centro di una shopping experience fatta di design, architettura, tecnologia ed emozioni. All’interno dello store i clienti potranno trovare i capi di tutte le linee del marchio United Colors of Benetton: uomo, donna, bambino e Undercolors.

Ecolight e Leroy Merlin: raccolte oltre 24 tonnellate di rifiuti elettronici

4813_seriate12Giunge al terzo anno la partnership fra il consorzio Ecolight e Leroy Merlin per la raccolta di rifiuti elettronici tramite le EcoIsole RAEE, posizionate presso i punti vendita dell’azienda specializzata in bricolage e fai-da-te. A conferma del rinnovato impegno per l’eco-sostenibilità di Leroy Merlin, sono appena state inaugurate due nuove EcoIsole all’esterno dei negozi di Agrate e Seriate.

“La partnership di lungo corso ha sensibilizzato non solo i nostri clienti e collaboratori, ma anche in generale i cittadini delle comunità, in cui è stato messo a disposizione il servizio - ha commentato Davide Alaimo, capo progetto Supply Chain Negozio Leroy Merlin. Con il progetto EcoIsole abbiamo trasformato un obbligo di legge in un’opportunità per tutta la comunità”.

Con l’obiettivo di fornire alle comunità cittadine un servizio gratuito per incentivare la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici di piccole dimensioni, il progetto ha visto, dal 2014 ad oggi, il collocamento di 18 EcoIsole Leroy Merlin. Gli oltre 23 mila cittadini che hanno utilizzato il servizio hanno permesso di raccogliere più di 24 tonnellate di piccoli RAEE.
Solo nel 2016, 15.000 cittadini hanno usufruito del servizio e Leroy Merlin punta ad ampliare i punti di raccolta anche quest’anno, con l’installazione di nuove EcoIsole presso altri negozi, al fine di incoraggiare maggiormente la raccolta puntando a raggiungere oltre 40.000 kg di rifiuti elettronici entro la fine del 2017.

I rifiuti elettronici rappresentano un’importante risorsa perché sono riciclabili per oltre il 90% del loro peso, ma devono essere raccolti e differenziati in maniera specifica. Grazie alle EcoIsole, i materiali conferiti seguono la filiera corretta, permettendo la trasformazione in significativi volumi di materie prime e seconde come plastica, metalli e vetro.

“Come consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, con le nostre EcoIsole abbiamo voluto dare una risposta concreta al mondo della Distribuzione chiamato a ritirare gratuitamente dai consumatori i rifiuti elettronici di piccole dimensioni - osserva il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio. A fronte di una reale difficoltà nell’intercettare i piccoli RAEE – solamente il 18% di questi rifiuti viene conferito in maniera corretta – le Ecoisole rappresentano un modo per andare incontro ai cittadini: posizionate in luoghi ad elevata frequentazione quali sono le grandi aree commerciali permettono una raccolta di prossimità. Con risultati importanti come dimostra l’esperienza fatta con Leroy Merlin”.

Le EcoIsole esistenti sono suddivise fra i negozi Leroy Merlin in Emilia Romagna (3), Lombardia (5), Veneto (4), Toscana (1), Lazio (2) e Piemonte (3), dove è possibile conferire gratuitamente rifiuti come trapani, piccoli elettroutensili, lampadine a risparmio energetico e neon non più funzionanti, telecomandi, ma anche prodotti non commercializzati dall’azienda, come smartphone, tablet, chiavette usb, rasoi elettrici e altri piccoli elettrodomestici.

Sloggi: l’intimo in contropiede anche all’iper

Dal lancio delle fitting room al lavoro di category, presentate soluzioni per rendere più appealing l'offerta di underwear in distribuzione moderna (da Gdoweek n. 4)

Gli ipermercati cercano più specializzazione nel segmento? Il brand, che continua a crescere all’interno di un mercato in decremento, mette a disposizione la propria expertise per vivacizzare la proposta di intimo del canale. Nuove soluzioni per il punto di vendita, come le fitting room, per permettere alla cliente di provarsi gli articoli anche quando fa la spesa assieme ai figli. Ma anche l’attività di category management sviluppata sulla tipologia a superfici maggiori, che mira ad aumentare il valore del segmento underwear. È grazie ad iniziative come queste che Sloggi (marchio di Triumph) sta riuscendo a crescere in grande distribuzione, nonostante la generale flessione del comparto dell’intimo, e che, nell’iper, è diventata il secondo player del settore di riferimento come market share, subito dopo le private label. Ne abbiamo parlato con Olga Iarussi, amministratore delegato del gruppo Triumph.
Il 2017 per Sloggi parte all’insegna di nuove azioni in store piuttosto interessanti...
Ci siamo resi conto che era arrivato il momento, anche in grande distribuzione, di approfondire il concetto della prova prodotto, un aspetto fondamentale per un articolo come il nostro. Del resto il fitting è da sempre centrale nella nostra rete di store monomarca Triumph, e nel canale tradizionale in generale. Oggi è tempo di portare questa modalità di approccio all’intimo pure in gdo, perché solo se la cliente ha l’opportunità di verificare la vestibilità dei nostri articoli può poi decidere di acquistarli.
Di cosa si tratta esattamente?
In questi primi mesi dell’anno stiamo lanciando, negli ipermercati delle principali insegne con cui lavoriamo, un sistema di isole promozionali in cui ci sia anche una fitting room. L’obiettivo è quello di permettere a tutte le donne di provarsi l’intimo in tutta tranquillità. In questo modo aiutiamo l’iper ad aumentare il sell out di tutto il segmento.
Cioè l’ipermercato ha bisogno di nuove soluzioni per stimolare le vendite di intimo?
Per quanto attiene al comparto dell’underwear, la maggior parte dei player sta lavorando per proporre alla consumatrice sia più famiglie assortimentali sia un livello qualitativo maggiore. Insomma l’offerta basic, che si distingue esclusivamente per il fattore prezzo, non basta più.
Quindi un’offerta dal maggior standard qualitativo?
La finalità delle insegne è di proporre il miglior intimo possibile per quel canale distributivo. Un obiettivo che l’iper può ottenere solo approfondendo la componente di specializzazione; in altre parole deve interfacciarsi con partner che abbiano un’expertise nel settore, come noi per esempio. Non è un caso che abbiamo sviluppato ottime collaborazioni con le insegne top del mondo iper, mettendo a punto con loro un progetto di category management volto ad aumentare il valore della categoria.
Quali strumenti avete attivato per realizzare questo progetto?
Ci siamo dati da fare, per esempio, per ampliare la proposta commerciale rispetto all’attuale offerta di prodotto, approfondendo segmenti che in passato venivano poco o per nulla curati, come l’intimo mare o le magliette. Un impegno che ci sta premiando: attualmente negli ipermercati abbiamo una quota di mercato di oltre 13 punti percentuale, seconda solo alla private label. Il tutto, in sei anni, dato che prima non eravamo presenti in grande distribuzione.
Su quali aspetti avete puntato?
Il primo step è stato quello di passare da una collezione unica, come era originariamente, ad una proposta merceologica differenziata, sviluppando linee di prodotto ad hoc per la gdo. Poi, una volta entrati in grande distribuzione, abbiamo puntato a stabilizzarci, e solo successivamente siamo partiti con il lancio di nuove gamme. In questo senso, la più recente è la linea di intimo Ever New, con il suo claim “la qualità per tutti i giorni”, per la quale abbiamo anche realizzato una campagna pubblicitaria ad hoc, veicolata principalmente attraverso il mezzo televisivo. Così come anche la comunicazione online sta rappresentando un valido strumento di promozione delle nostre novità di prodotto.

Casa dei valori: nuovo spazio sostenibile di Coop Alleanza 3.0

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All’interno dell’Ipercoop Grandemilia di Modena, gestito da Coop Alleanza 3.0, è stata allestita la prima Casa dei valori che ospita prodotti di associazioni e cooperative del territorio

All’interno dell’Ipercoop Grandemilia di Modena, gestito da Coop Alleanza 3.0, è stata allestita la prima Casa dei valori, uno spazio dove acquistare articoli creativi, frutto del riuso e del recupero dei materiali. Lo spazio è aperto ai prodotti di associazioni e cooperative del territorio che favoriscono la formazione, l’inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità e in condizioni di svantaggio. L’assortimento spazia dagli accessori moda, come sciarpe e borse, a prodotti per l’arredo della casa e della cucina, con grembiuli e cestini, fino Casa_dei_valori coop alleanza 3.0alle essenze profumate per gli ambienti e ai manufatti in legno, cotone e seta. Tra gli articoli, anche le shopping bag Coop Alleanza 3.0 for Valemour, tre borse da collezione, nei colori rosso (Vento d’estate), sabbia (Sabbia bollente), blu (Oniric frozen), ideate da Fulvio Luparia insieme al figlio Mattia (MAT), che dipinge usando una sedia a rotelle attrezzata con rulli e pennelli con la quale si sposta, gira, sgomma, volteggia sulla tela. Le shopping bag sono in vendita in tutte le Coop di Modena, Reggio Emilia, Rimini e delle rispettive province. Inoltre Valemour con Laboratorio Luparia presenta una collezione di accessori moda e di arredo casa disegnati e dipinti artigianalmente tra Verona e Torino grazie alla collaborazione tra i giovani con disabilità intellettiva in formazione al lavoro e gli artisti coordinati da Fulvio Luparia.

Il nuovo angolo, ampio circa 30 metri quadrati, è un luogo di incontro tra diverse realtà che operano nel segno della solidarietà e dell’inclusione.

 

 

Mercatone Uno, un concept in 4 stili

Offerta più omogenea, attenta agli stili e agli ambienti della casa, che ruota su 4 mondi e stili (da Gdoweek n. 4)

Da “Universo del Risparmio” a “Uno come nessuno”. Già nel passaggio dal vecchio al nuovo payoff si può cogliere l’essenza e la strategia futura di Mercatone Uno, la catena di grandi punti di vendita dell’arredamento e della casa, in gestione commissariale da più di anno. I Commissari straordinari -Vincenzo Tassinari, Stefano Coen ed  Ermanno Sgaravato- hanno presentato a Milano il nuovo bando per la vendita. Con Gaetano Gasperini,  54 anni, napoletano di nascita e milanese d’adozione, parliamo di com’è cambiata Mercatone Uno e di qual è oggi la sua cifra in termini e di assortimento e di posizionamento di mercato. Il curriculum di Gasperini comprende  grande distribuzione e lusso: quattro anni in Standa e sedici in Gruppo Metro, in tutto vent’anni (dal 1988 al 2007) durante i quali ha maturato esperienze negli acquisti non-food in diverse posizioni (buyer, category manager, marketing manager, direttore di divisione fino a raggiungere la posizione di direttore acquisti e merchandising). In ambito “luxury” Gasperini è stato amministratore delegato di Skitsch, azienda specializzata nei mobili e accessori casa, segmento lusso/design. E nel 2010 diventa direttore strategico di Dedon, multinazionale tedesca con sede ad Amburgo, da 25 anni produttore e distributore di mobili per esterno in fascia alta.
Com’era Mercatone Uno e com’è oggi?
C’è un abisso tra l’offerta di ieri e quella attuale. Prima, Mercatone Uno non aveva un concetto di vendita ben definito e omogeneo: ricordava, con i dovuti distinguo, certi bazar cinesi stile  Aumai, che vendono un po’ di tutto, a prezzi bassi. Oggi Mercatone Uno è una catena con posizionamento ben chiaro e unitario caratterizzato dal focus su 4 mondi merceologici ben delineati: arredamenti per grandi ambienti e complementi d’arredo nei quali possono rientrare prodotti come i televisori; tessile  casa; casalinghi e, infine, gli elettrodomestici che per noi sono soprattutto i bianchi da incasso, come le cucine.
Avete ridefinito i mondi e cambiato il posizionamento?
Sì e soprattutto abbiamo introdotto un approccio più “fashion”: oggi i nostri ambienti sono connotati da 4 stili principali: classico, moderno, urban, e “shabby chic”. Mantenendo la nostra storica connotazione di convenienza, abbiamo operato un trade up legato all’allargamento dell’offerta per conquistare nuovi target di clienti.
Avete comunque mantenuto in assortimento prodotti per la casa ...
Certo,  per  esempio  la  detergenza  casa che per noi ha un valore tattico: gli articoli riconducibili alla detergenza casa sono presenti in 7 scontrini su 10. Anche i casalinghi ricoprono un ruolo importante per fidelizzare i clienti. Poi abbiamo l’arredo esterno che in determinati periodi dell’anno -da aprile a luglio- diventa un 5° mondo merceologico.
Come vi collocate sul mercato generale di riferimento?
Le potenzialità sono enormi in Italia: catene come noi, Ikea, Mondo Convenienza hanno una quota del 30%. Il resto è dei piccoli operatori locali. Parliamo di un mercato al pubblico di circa 13 miliardi di cui le grandi catene realizzano circa  4 miliardi.

Ovs: investimento da un milione per lo store di Roma

Ovs
Prosegue il piano di espansione e ristrutturazione della rete Ovs. L’azienda rinnova lo store di Roma, in via del Tritone, rendendolo più moderno ed ecosostenibile

Prosegue il piano di espansione e ristrutturazione della rete Ovs. L’azienda rinnova il punto di vendita di Roma, in via del Tritone, con un investimento da un milione di euro, rendendolo più moderno, con un design dalle linee pulite e con una grande attenzione all’ecosostenibilità nella scelta dei materiali. Il punto di vendita sarà aperto al pubblico il 7 aprile. In occasione dell’inaugurazione, lo store ospiterà una delle 12 tappe di Ovs – Marie Claire model search: il casting, in collaborazione con l’agenzia Brave Models, per ricercare aspiranti modelle dai 16 ai 30 anni.

Il negozio, sviluppato su 1.300 mq, è stato allestito con legno chiaro, vetro, metallo accoppiato a lastre di plexiglas colorato ed elementi di arredo concepiti come piccole architetture free-standing ad incorniciare le collezioni ideate dal team creativo di Ovs.

“Il nostro piano di nuove aperture e ristrutturazioni ogni anno coinvolge circa 100 negozi in ovs romaItalia. Lo store di via del Tritone è un punto di vendita strategico, forte di una posizione centralissima che lo rende una grande vetrina anche per i turisti che visitano Roma - dichiara il direttore generale Francesco Sama - "Per questo è stato oggetto di un investimento importante. Nella ristrutturazione abbiamo inserito due scale mobili per sfruttare al meglio l’interrato, oltre che un video wall di ultima generazione di 30 mq e un ascensore panoramico. L'intervento è stato completato utilizzando materiali ecosostenibili e sostituendo l’impianto di illuminazione con un efficiente sistema a led”.

Nel Lazio l’insegna conta 85 store di cui 39 nel Comune di Roma. Nelle scorse settimane è stato ristrutturato anche il punto di vendita in Galleria Commerciale Porta di Roma.

NAU! aumenta fatturato e rete vendita

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Il fatturato di NAU! cresce nel 2016 del 25% e si amplia la rete con 22 nuove aperture. L'obiettivo per il futuro è l'espansione all'estero

Cresce del 25% il fatturato di NAU! del 2016 attestandosi a 30 milioni di euro rispetto ai 24 milioni dell’esercizio precedente. Un anno in crescita per l’insegna di ottica che ha aperto in un anno 22 store creando 73 nuovi posti di lavoro. Con le aperture del 2016 la rete distributiva di NAU! ha raggiunto quota 113 store monomarca, tra negozi diretti ed in franchising. In particolare i negozi affiliati rappresentano circa il 30% del totale punti di vendita ed il rapporto fra centri commerciali e centri storici è attualmente 60 a 40.

Obiettivi futuri. La linea di azione intrapresa guarda avanti puntando sull’internazionalizzazione, pur mantenendo  l’Italia come il mercato di riferimento principale. Lo scorso anno è stato aperto il primo corner negli Stati Uniti, a Miami, il terzo punto di vendita a New Delhi, situato all’interno del centro commerciale più grande dell’India. “Nel 2017 i nostri sforzi - sottolinea il presidente e fondatore Fabrizio Brogi - saranno concentrati nel continuare il percorso di internazionalizzazione, e in tal senso la volontà è quella di espanderci anche verso gli Usa e il Canada, e nel rafforzare la nostra rete commerciale in Italia. Il tutto - conclude Brogi - continuando ad investire in innovazione e formazione, con l’obiettivo di formare persone preparate ed in grado di trasmettere con entusiasmo i tratti distintivi del nostro brand: colore, design, unicità e rispetto per l’ambiente”.

 

 

Nuovo step di Amazon nel grocery con AmazonFresh Pickup

La foto di AmazonFresh Pickup pubblicata su GeekWire e presa dal Dipartimento delle Costruzioni di Seattle
Secondo test per il colosso dell'eCommerce a Seattle, che dopo il format AmazonGo sperimenta due punti di ritiro per la spesa online con annesse funzionalità tecnologiche.

Il possibile nuovo test di Amazon nel grocery era già stato anticipato da Geekwire, che aveva recuperato i documenti di costruzione dall'apposito dipartimento di Seattle. Ora l'ipotesi pare proprio una notizia consolidata: dopo il format Amazon Go, ancora in fase di sperimentazione con uso riservato ai dipendenti dell'azienda, il colosso dell'eCommerce si prepara a lanciare in città i primi due AmazonFresh Pickup.

Stando a quanto riportato, le due location consentiranno ai clienti di parcheggiare in apposito spazio box dove verrà loro indicato man mano lo stato di preparazione della spesa ordinata online. I consumatori dovranno quindi solo attendere che un addetto gliela consegni. Tra le opzioni a disposizioni anche quella di entrare nello shop Amazon accanto per ordinare la spesa online sul momento e attendere in apposita saletta che quest'ultima venga consegnata.

Come fanno notare alcuni, a differenza di Amazon Go non si tratta di un'innovazione inedita per il gigante di Seattle, quanto di una mossa che integra ulteriormente il business in ottica omnichannel sulla scia dei pickup già sviluppati da WalMart e Kroger.

Lidl Italia propone la versione premium della sua linea sportiva

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Crivit Pro è la versione premium della linea sportiva Crivit di Lidl Italia che sarà in vendita in tutti gli store Lidl per un periodo limitato a partire dal 30 marzo

Crivit Pro è la versione premium della linea sportiva Crivit di Lidl Italia che ha esordito il 10 novembre. La linea sarà in vendita in tutti gli store Lidl per un periodo limitato a partire dal 30 marzo fino ad esaurimento scorte. Testimonial d’eccezione della nuova collezione è Faris Al-Sultan, triatleta tedesco di origine irachena e sei volte vincitore del Campionato del Mondo di Ironman. Lo sportivo pluripremiato ha testato i prodotti nelle situazioni più estreme e ne ha verificato con mano la tenuta e la qualità.

Il marchio Crivit propone ad un prezzo conveniente prodotti del settore dell’abbigliamento e delle attrezzature sportive per vari sport tra cui trekking, running, ciclismo. Crivit Pro è una collezione ancora più funzionale e attenta alle esigenze degli sportivi professionisti e di tutti gli appassionati che ricercano articoli di qualità superiore ad un prezzo competitivo.

Anche all’estero l’insegna ha avviato iniziative simili: in vista della maratona di Londra, Lidl UK ha lanciato una nuova linea di abbigliamento sportivo a basso costo e disponibile nella rete vendita già dal 9 marzo. La collezione conta nove pezzi e include outfit completi per uomini e donne, inclusi scarpe da ginnastica, top, leggings e canottiere, con un prezzo di vendita che varia dalle 2,79 sterline (3 euro e 40) ai 14,99 pound, circa 17 euro.

 

Todis, una metamorfosi innovativa

Todis
Da hard discount a un format orientato al servizio, con banchi assistiti e prodotti freschi. I punti di vendita sono divisi in 3 cluster dimensionali (da Gdoweek n. 4)

Nata nel 1995 (allora l’insegna era Topdì) all’interno del mondo Conad di Pac2000A, oggi Todis si sta evolvendo verso un concetto di discount sempre più soft, sviluppando in anni più recenti anche accordi con altre cooperative del mondo Conad: con Conad Adriaticoe Conad Sicilia, sono state create società partecipate, rispettivamente Addis e Sodisi, mentre con Conad Centro Nord si è utilizzata la leva del franchising. Todis ad oggi è presente in 11 regioni e conta 214 punti di vendita; è tra le prime 8 insegne discount in Italia (Nielsen like for like), con una quota di mercato che la collocano tra i primi due posti a Roma e nel Lazio. Circa tre anni fa è cominciato un processo di rinnovamento partito da una nuova concezione di store, segnato anche da un cambio dirigenziale, con l’arrivo di Massimiliano Rossi alla direzione commerciale e marketing nel 2013 e la nomina alla direzione generale nel 2016 di Massimo Lucentini, (già direttore Sviluppo e Tecnico), mentre è da pochissimo attiva anche la nuova squadra della Direzione Rete Vendite.
Cosa è cambiato e come vi presentate oggi?
Lucentini:  Da  un  posizionamento  tipico  da  hard discount, con libero servizio e un limitato numero di referenze, nel corso degli anni abbiamo inserito i freschissimi e i servizi tipici del supermercato (gastronomia, macelleria e pescheria, a vendita assistita, e ortofrutta sfusa all’ingresso). Mentre il nuovo management ha cambiato la politica commerciale per farci identificare più come insegna.
Rossi: Accanto alla revisione del format, abbiamo rivisto profondamente la strategia commerciale, a livello di assortimenti, posizionamento, pricing continuativo e promozionale, nonché l’immagine complessiva dell’insegna e del punto di vendita, per trasmettere al consumatore un’atmosfera più calda, colorata e accogliente. Senza dimenticare la convenienza.
Com’è composto l’assortimento?
Rossi: Il nostro assortimento è paragonabile a quello del leader di canale con 3.700 referenze proposte. Mentre nei freschi c’è una discreta presenza della marca, per il largo consumo confezionato (Lcc) abbiamo solo prodotti di marca privata: circa 30 per l’intero assortimento, ai quali si aggiungono una ventina di referenze di marca industriale in mercati molto concentrati con leader forte, che gestiamo con logica di servizio e Edlp. Per gli altri item, prevediamo promozioni hi-low decise centralmente. Nello stesso tempo, abbiamo razionalizzato l’assortimento grocery, presidiando meglio con i nostri marchi sia nuove categorie (come il biologico) sia quelle già esistenti dove eravamo carenti: abbiamo lanciato nostri brand nel senza glutine (Solosano) e nell’alto di gamma (L’Arte delle Specialità); nel non food, di recente abbiamo inserito la vendita su prenotazione con il click&collect su prodotti ad alta battuta.
Lucentini: La superficie dei nostri punti di vendita spazia da 200 a 1.200 mq. Si suddividono in 3 cluster in funzione della location: sottocasa da 450 mq; prossimità di 600/700 mq; e attrazione, intorno ai 1.200 mq, con preferenza per i centri urbani.
Uno dei vostri tratti distintivi è l’utilizzo del franchising . Quanto rappresenta per Iges?
Lucentini: È la nostra mission, il nostro unico e prioritario canale di sviluppo: offriamo all’imprenditore un servizio completo, dal supporto nella scelta della location alla definizione del layout e dell’assortimento, assistendo in tutti i passaggi. Per noi ogni punto di vendita necessita di una progettazione sartoriale.
Quante le nuove aperture previste nel 2017?
Lucentini: Ne abbiamo in programma una decina, come l’anno scorso. Per favorire l’ingresso di nuovi imprenditori, se necessario interveniamo direttamente all’investimento per mezzo di società partecipate da Iges, anche se l’obiettivo è cedere l’attività al nuovo imprenditore.  Oltre alle nuove aperture, svolgiamo un intenso lavoro di ristrutturazione: negli ultimi 3 anni, abbiamo coinvolto, in media, ogni anno 30-35 punti di vendita.

Sì con Te potenzia la presenza nelle Marche

Inaugurazione Si Con Te SanBenedettodelTronto
Ce.Di. Marche, associata Selex, apre a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, un supermercato Sì con Te

Ce.Di. Marche, associata Selex, apre a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), un supermercato Sì con Te con una superficie di vendita di 750 mq e un’offerta di 7.750 referenze.

Il negozio apre sull’ortofrutta e chiude sui freschi con il reparto macelleria assistita. Lungo il percorso espositivo si trova il settore panetteria che offre una vasta gamma di prodotti locali, completata dalla doratura realizzata nel laboratorio, e subito dopo un banco gastronomia. Completa l’offerta un’ampia area dedicata alla cucina, realizzata internamente in un laboratorio a vista. Presente anche il banco pescheria che associa il servizio di preparazione di piatti pronti da cuocere o già pronti, come la classica frittura di pesce. Integra l’assortimento il settore non food. Il nuovo supermercato è dotato di quattro casse e impiega 18 persone, per la maggior parte residenti nel territorio di San Benedetto.

 

Diesel rivoluziona lo store di piazza San Babila

Diesel piazza san Babila
Il nuovo retail concept Diesel, studiato dall’architetto Masamichi Katayama e dal direttore creativo di Diesel Nicola Formichetti, approda a Milano

Il nuovo retail concept Diesel, studiato a quattro mani dall’architetto Masamichi Katayama dello studio giapponese Wonderwall e dal direttore creativo di Diesel Nicola Formichetti, approda a Milano e rivoluziona il Diesel Planet di piazza San Babila, la struttura più grande dell’insegna (887 mq),  sviluppata su tre livelli uniti da una scalinata elicoidale in marmo nero Marquinia.

Il concept. Gli arredi sono vintage, sul pavimento sono stati sistemati tappeti persiani e i soffitti in legno si accostano a finiture che esprimono l’anima industrial del marchio come cemento grezzo, acciaio ossidato e legnami di recupero. Per l’esposizione del denim è stata realizzata un’installazione di acciaio inossidabile e vetro, che intende enfatizzare ogni singolo paio di denim. All’interno del Diesel Planet di Milano c’è anche il Bistrot Glorious Cafè di proprietà del gruppo Autogrill S.p.A, ideato in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Unisg) con un’offerta gastronomica di prodotti selezionati, preparati secondo tradizione, con un’attenta ricerca per le eccellenze del territorio.

Esperienza di acquisto interattiva. Diesel lancia a Milano anche il nuovo modello di digital Diesel san babila internoretail: attraverso l’applicazione di tecnologie d’avanguardia sviluppate in collaborazione con H-Farm, l’incubatore di start up digitali, di cui la famiglia Rosso fa parte. Samsung ha messo a disposizione l'hardware per lo store del futuro, Hfarm ha pensato al software. L’esperienza di acquisto viene dunque arricchita di contenuti interattivi che forniscono informazioni sul prodotto come nel caso dei camerini 2.0 che raccontano al cliente le caratteristiche e i contenuti del singolo capo. I tavoli da lavoro, inoltre, sono di nuova generazione: tramite l’ausilio di tecnologie digitali d’avanguardia sono capaci di riconoscere autonomamente i capi che vi vengono avvicinati. Gli assistenti alla vendita a loro volta sono supportati dai nuovi devices smartphone Samsung Galaxy A5 per fornire informazioni sulle peculiarità di ogni modello e lavaggio.

 

 

Lidl riceve il Best Workplace

Lidl
Il riconoscimento è assegnato dal Great Place to Work Institute, l’istituto internazionale che individua le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente

Great Place to Work Institute, l’istituto internazionale che individua le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente, ha conferito a Lidl, per il terzo anno consecutivo, il riconoscimento di Best Workplace. L’insegna è l’unica insegna della gdo nella top 10 e si attesta al sesto posto in classifica, aumentando di una posizione rispetto all’anno scorso. Per individuare le aziende che possono rientrare nella classifica, ogni anno vengono intervistate a campione circa 40.000 collaboratori attraverso l’indagine Trust Index che analizza la fiducia accordata dai collaboratori all’azienda, il grado di orgoglio nei confronti dell’organizzazione e il livello di correttezza dei rapporti tra colleghi.

Roberto Eretta, amministratore delegato risorse umane di Lidl Italia, spiega: “Dinamismo e organizzazione caratterizzano il nostro ambiente di lavoro, con l’obiettivo di favorire una crescita personale e professionale. In particolare, nell’ultimo anno abbiamo dato maggior spazio alla comunicazione interna, una scelta supportata dallo sviluppo globale della rete intranet. Lidl ha sfruttato questo canale per condividere, spesso in anteprima, progetti e iniziative aziendali, nell’ottica di rendere il collaboratore ancora più consapevole e partecipe. Siamo sicuri che maggior coinvolgimento e trasparenza si riflettano anche sulla qualità del servizio offerto nei nostri punti di vendita”. Secondo quanto spiega l’azienda negli ultimi mesi Lidl ha esteso la propria rete intranet aziendale Anch’io a tutti i 600 negozi e 10 magazzini, attraverso l’installazione di terminali che permettono la rapida consultazione del portale. Un’implementazione che ha permesso di connettere simultaneamente gli oltre 12.000 collaboratori e di comunicare con loro in maniera più fluida e immediata.

 

 

 

Amazon propone lo store per la Festa del papà

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L’offerta di Amazon comprende dodici specifici focus tra cui l’hi-tech, la moda, il fai da te, i libri, lo sport, la musica, viaggi, giochi e film

In occasione della festa del papà Amazon si attiva con una sezione dedicata all’interno del suo store virtuale. Per offrire varie possibilità di acquisto propone un’offerta che comprende 12 specifici focus che vanno dall’hi-tech alla moda, passando per il fai da te, i libri, lo sport, la musica, dalla cura della persona al cibo, e ancora prima infanzia, viaggi, giochi e film.

Per le consegne Amazon, insieme al Prime Now su Milano e 46 comuni dell’hinterland, propone anche il recente servizio Milkman, attivo nella città di Milano con consegne selezionabili in finestre fino a un’ora tra le 10 e le 22.

Si consolida l’insegna PetStore Conad

Insegna PetStore Conad
Viene ampliata la rete dell'insegna con l'apertura del sedicesimo negozio italiano, il secondo aperto in Sicilia. Lo store sarà inaugurato a Palermo

La rete PetStore Conad si arricchisce con il sedicesimo negozio dell’insegna, che sarà inaugurato  lunedì 20 marzo alle ore 9 a Palermo in un contesto molto particolare, quello di Sanlorenzo Mercato in via San Lorenzo, un grande spazio ricavato in un’ex fabbrica di agrumi in cui sono presenti nove negozi per la vendita al dettaglio e il consumo in loco.

Il PetStore occupa una superficie di 260 mq e ha in assortimento circa 3.500 prodotti per cani, gatti, uccelli, piccoli mammiferi e pesci. Oltre ai consueti servizi per questa tipologia di punto di vendita, offre la toelettatura e la consegna a domicilio dei prodotti.

Il direttore generale di Conad Sicilia, Natale Lia, sottolinea: “Questo è il secondo PetStore in Il-dg-di-Sicilconad-MercurioSicilia; il primo è stato inaugurato la scorsa estate a Agrigento.  PetStore è un punto di vendita dedicato, funzionale, con un’offerta di prodotti di primo piano coniugati con gli abituali connotati di convenienza, qualità e sicurezza che caratterizzano la nostra insegna”.

 

 

Italiani propensi a sperimentare le novità

Dalla ricerca realizzata da Iri per la 12a edizione del premio Eletto Prodotto dell'Anno emerge la sensibilità all'innovazione (da Gdoweek n. 4)

Italiani sempre più sensibili nei confronti dei prodotti innovativi. A decretare questo sentiment è la ricerca realizzata da Iri per la dodicesima edizione di Eletto Prodotto dell’Anno, premio organizzato per il nostro Paese da Marketing e Innovazione Italia, che premia i prodotti più innovativi sul mercato italiano. L’86% dei consumatori è propenso a sperimentare prodotti nuovi: sono le donne a essere più sperimentatrici (91%) oltre a confermarsi tra i generi quello più sensibile all’innovazione (52%; +2% rispetto al totale della popolazione). L’orientamento dei consumatori vede al primo posto come driver di innovazione il rapporto qualità-prezzo (39%), seguito dalle aspettative di autenticità delle novità (proponga qualcosa di davvero nuovo 38%) e di semplificazione della vita (29%). Non mancano aspettative focalizzate sul rispetto per l’ambiente, sulla naturalità e sul made in Italy. La consapevolezza e la sensibilità ambientale degli italiani è cresciuta. Le famiglie prestano attenzione al risparmio e cercano di ridurre gli sprechi. Tutto ciò porta a maggiori opportunità per i prodotti e i servizi premium. Infatti gli italiani sono disposti a riconoscere un premium price, ma solo se il prodotto soddisfa pienamente le esigenze del consumatore (71%). Interessante anche osservare come i consumatori ricercano informazioni sulle novità: in epoca di social network e mobile, l’85% degli italiani cerca su internet le informazioni sui nuovi prodotti. Anche il passaparola di amici e parenti rappresenta un buon veicolo d’informazione: all’84% dei consumatori piace provare nuovi prodotti consigliati dalla propria cerchia di conoscenze.  Analizzando tutte le categorie merceolgiche dell’edizione 2017 del Premio, si può affermare che il benessere è il nuovo dogma degli italiani: è ampia, infatti, la presenza di superfoods,  snack salutistici, piatti pronti vegetariani, spremute 100% frutta, prodotti a base di aloe, prodotti senza olio di palma, formaggi bio ecc. Il logo Eletto Prodotto dell’Anno si conferma un codice di comunicazione riconosciuto che evidenzia la portata d’innovazione di un prodotto. Posto sulle confezioni, aumenta la propensione all’acquisto: il 71% degli italiani modificherebbe l’intenzione di acquisto se vedesse il logo su un prodotto alla luce del fatto che il premio viene assegnato in base alla scelta di oltre 12.000 consumatori. La sola scritta “nuovo” posta su un packaging cambierebbe l’orientamento all’acquisto per il 53% dei consumatori. Inoltre, sempre a detta dei consumatori, una pubblicità che reca il logo Eletto Prodotto dell’Anno è molto più credibile di una pubblicità in generale (79% contro il 46%).

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Despar Nordest: è il territorio la nostra guida

Freschi, qualità, convenienza, servizio, focus sul mercato locale: queste le leve per realizzare negozi innovativi e profittevoli. (Da Gdoweek n.4)

“Siamo un’azienda concreta e attenta all’innovazione, alle logiche del futuro. Siamo cresciuti così, senza ostentazioni, credendo che l’esempio migliore siano i fatti: come avere aperto negli ultimi mesi del 2016 5 negozi diretti (2 Despar a Venezia, 2 Eurospar a Udine e 1 Interspar a Parma), che rappresentano bene le aree strategiche sulle quali stiamo lavorando”. Francesco Montalvo, Ad di Despar Nordest di fresca nomina, racconta con orgoglio i risultati ottenuti (2,07 mld e il fatturato 2016) e gli obiettivi di medio periodo. “L’apertura degli store di Venezia ci gratifica per il valore aggiunto che caratterizza i progetti: due edifici inseriti in contesti storici, le cui realizzazioni hanno richiesto tempo, pensiero e risorse, ma che ci stanno dando grandi soddisfazioni”.
Cosa rappresenta in termini generali questo sbarco a Venezia?
La consapevolezza di riuscire a interpretare non solo i bisogni dei clienti internazionali, ma il territorio, in un contesto non facile. Una grande soddisfazione, che nasce dalla convinzione che soprattutto il Despar di Teatro Italia trasmetta uno dei veri valori della nostra insegna con un format adatto per i centri storici anche di altre città.
Quali i valori? E quale ruolo per l’impresa?
In termini di assortimento, si concretizzano nella forte attenzione al mondo del fresco, alla qualità e al servizio; a livello più strategico, significa far vivere i nostri supermercati, in maniera sostenibile, come luoghi di aggregazione e di educazione per una sana alimentazione. Questa è la mission dei retailer moderni, oltre che testare e innovare. Per noi questo vuol dire guidare i diversi format in funzione dei bisogni del territorio, delle persone che ci vivono e della concorrenza che vi opera. Qui secondo me si gioca la partita del futuro. Per questo, abbiamo il compito di sperimentare sempre nuove soluzioni, con l’obiettivo cardine di migliorare la resa al metro quadro.
Profittabilità fa rima con distintività e differenziazione delle insegne, quindi?
Essere  un’azienda  multicanale,  focalizzata  sulla prossimità con Despar e su supermercati e superstore con Eurospar e Interspar, tralasciando strategicamente gli ipermercati, ci dà maggiori spazi di manovra. L’importante è lavorare sapendo che ogni negozio va visto come la risposta puntuale a una certa situazione e a un determinato mercato.
La metratura non racconta più i negozi?
Non è una questione di definizioni: è il mercato che influenza le decisioni. E noi lavoriamo pensando ogni volta al territorio. Ci sono ovviamente dei punti fermi: focus sui freschi, ampio spazio al servizio, inteso come banchi assistiti e take away, qualità, convenienza. In aggiunta, stiamo testando esperienze di dlp, per dare strumenti adeguati ai nostri punti di vendita ubicati in zone e territori dove c’è un’alta presenza di discount o di category killer del prezzo. Le esperienze maturate finora ci suggeriscono di costruire soluzioni di supermercato sempre in linea con le esigenze dei territori nei quali operiamo, con una particolare attenzione all’Emilia-Romagna.
Quanto conta il direttore del negozio nella costruzione di un assortimento locale?
Nei limiti di un’azienda strutturata e centralizzata, ha la libertà di formulare tutte le proposte che ritiene utili per rispondere meglio alle esigenze di quel territorio. Non ha responsabilità su prezzo o assortimenti, ma sul contatto con il cliente: è la persona giusta per migliorare l’offerta di prodotto e servizio, in termini di aderenza al territorio.
State pensando anche all’online?
Anche in questo caso, dobbiamo guardare al territorio dove siamo presenti. Non siamo a
Milano e questo condiziona anche la gestione dell’eCommerce. Per ora siamo convinti che il click&collect (che stiamo testando con i nostri dipendenti in uno store vicino alla sede) possa rappresentare per alcuni pdv una soluzione corretta nella logica del servizio aggiuntivo. Inoltre, stiamo riflettendo sul ruolo del non food nel futuro: non c’è dubbio che alcuni settori merceologici in futuro non saranno più venduti negli store tradizionali. Ma la più grande ambizione rimane quella di utilizzare i nuovi strumenti digitali per migliorare la relazione con il cliente nei pdv fisici.
Strategie di sviluppo del prossimo futuro.
Continuare ad aprire sia store come quelli di Venezia nei centri città sia supermercati fino a 3.000 mq, in line con i bisogni dei nostri clienti.
In termini operativi cosa vuol dire?
Con l’obiettivo di fare i passi giusti al momento opportuno, vogliamo consolidare la presenza dove siamo forti, cioè in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige e Veneto.
In Emilia Romagna dove abbiamo deciso di concentrare i nostri sforzi in termini di sviluppo, il nostro fatturato è già cresciuto l’anno scorso del 10%, secondo le previsioni e vogliamo fare anche meglio quest’anno e vogliamo fare anche meglio quest’anno, in linea con il nostro piano triennale.
Prossime sfide, oltre allo sviluppo?
Continuare i progetti di educazione alimentare, come abbiamo fatto durante Despar Festival, ma soprattutto lavorare sulla semplificazione della lettura dello scaffale. In futuro non credo ci sarà spazio per così tanti prodotti, in un pdv, anche per una questione di tempo, oltre che per il rischio di rendere proposta assortimentale e posizionamento dell’insegna indecifrabili. Stiamo lavorando su più fronti per evitare questo: da un lato, raccogliendo le informazioni necessarie per costruire la nostra logica e il nostro pensiero di cluster, anche con il contributo dell’industria; dall’altro, spingendo i nostri category ad amare i prodotti, conoscerli, assaggiarli, se è possibile, e su questa base fondare la loro logica.

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