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Danone per Haiti dona il primo milione di piatti di riso

I consumatori apprezzano di poter sostenere l'iniziativa che consiste appunto nel donare, per ogni confezione da due yogurt acquistata, un piatto di riso agli abitanti haitiani colpiti duramente dal terremoto. Questo a giudicare dal raggiungimento di 1 milione di confezioni vendute dopo meno di due mesi dal lancio sul mercato dello yogurt base business di Danone, in distribuzione dallo scorso 18 maggio.
L'intera operazione è certificata IRI e verificata dalla fondazione
internazionale DNV (Det Norske Veritas) e prevede una rendicontazione
mensile del numero di confezioni vendute con invio ad Haiti e relativa
traduzione in piatti di riso tramite la Fondazione Francesca Rava, che
rappresenta in Italia N.P.H., organizzazione umanitaria presente da 22
anni sull'isola con numerosi progetti in aiuto ai bambini.

Il prodotto e il progetto
Il prodotto -realizzato in Italia, nello stabilimento di Casale Cremasco- è disponibile in confezioni da due vasetti o in formato famiglia da otto e in cinque diverse varianti di gusto: fragola, frutti di bosco, albicocca, banana e bianco naturale.
Totalmente italiano è il progetto Danone per Haiti. Ideato dai dipendenti di Danone Italia, i quali saranno attivamente coinvolti nell'operazione gestendo nei punti di vendita le promozioni estive al posto delle hostess. Non solo ma gli ideatori del progetto, prenderanno parte al viaggio ad Haiti come volontari.

Supporto media sul web
Per raccontare e condividere questa iniziativa, Danone ha utilizzato anche i canali multimediali costituendo in primis un blog aziendale, dove sono descritte tutte le fasi del progetto, dalla nascita ad oggi. Inoltre, sono stati creati una pagina Facebook e un profilo di Twitter, costantemente aggiornati con le ultime novità, mentre su Flickr e YouTube si trovano foto e video, di volta in volta caricati per raccontare il viaggio, gli incontri, le interviste, gli eventi.

Alberto Abruzzese: i nuovi valori? Profondamente anti-moderni

"Comunicazione come Essere, come specchio, corpo e anima di un'epoca". La frase riassume, almeno in parte, il percorso di Alberto Abruzzese, professore di sociologia dei processi culturali e comunicativi e preside della Facoltà di Turismo, Culture e Territori della Libera Università IULM di Milano. Da Forme estetiche e società di massa (1973) a Contro l'Occidente (2010), dai primi studi sulla metropoli e l'industria culturale fino alle recenti riflessioni sulle reti e le condizioni postumane, l'autore compie un percorso particolarmente originale e significativo rispetto alla letteratura italiana, e forse anche europea, sui temi della comunicazione novecentesca e contemporanea. Gdoweek ha cercato di approfondire alcuni di questi temi nell'intervista che segue, individuando connessioni e suggestioni con l'universo specifico della marca.
Metropoli, spettacolo, cinema e televisione sono i termini e le immagini chiave di gran parte della sua opera. Negli ultimi saggi emergono tuttavia come dominanti alcune tematiche e figure nuove -barbari, analfabeti, reti, temporalità, mode, pornografia- che sembrano marcare una distanza stilistica, forse addirittura strutturale, tra la comunicazione attuale e quella precedente.

Quali sono i principali elementi di rottura?

L'attenzione verso le forme espressive spettacolari mi ha portato dapprima a riflettere su cinema e televisione, successivamente sulle innovazioni delle reti. Ritengo che queste ultime stiano operando una destrutturazione delle narrazioni precedenti, attivando al tempo stesso profonde modifiche dell'immaginario. Al potere e al ruolo svolti dal corpo, dalla massa, dalla scrittura e dalla vista si stanno sostituendo quelli della carne, del sentire, delle mode e delle temporalità individuali. Tutti valori nuovi e profondamente anti-moderni.

Quale valore conserva o assume, in questo scenario, la narrazione pubblicitaria?

Marketing e pubblicità hanno perfettamente compreso il terreno del contendere, il luogo dove realmente avviene la comunicazione. Questa si attiva ed esiste, infatti, solo nella ricca sfera delle merci, in presenza di un venditore e di un acquirente. Data la forza e la continuità di cui ancora gode la società capitalistica occidentale, non credo che si possano nell'immediato verificare particolari cambiamenti strutturali della narrazione pubblicitaria.

La fiction relativa ai grandi brand è fortemente articolata, segmentata alla pari delle merci di cui celebra le gesta. Si parla di marketing one-to-one e i racconti mirano a essere coerenti con questa mission. In questo senso, quelle delle marche sono le piccole narrazioni più idonee ad occupare lo spazio liberato dalle grandi narrazioni novecentesche?
Sarei quasi tentato di dire che i brand e le loro narrazioni rappresentano la più potente intromissione, invasione, del passato nel mondo nuovo del web. Nonostante le apparenze e le frammentazioni, le narrazioni pubblicitarie restano un tipico prodotto della cultura di massa, intimamente legate alle dinamiche verticali tra autori e fruitori, ai meccanismi virtuosi, chiusi e codificati dell'industria culturale. I pubblicitari più attenti al mondo delle reti, alle sue piccole narrazioni e alle sue modalità relazionali, parlano spesso della necessità del marketing di ridefinire i propri strumenti ed obiettivi, di introiettare i valori diffusi della persona, dei sensi e della sensibilità, degli usi e delle fruizioni. Dietro la pretesa di un rinnovamento si nasconde la difficoltà di sapersi adattare ai bisogni, alle credenze ed alle esigenze della fase attuale. Nella società di massa il marketing, sfruttando la convinzione secondo la quale le merci costituivano il veicolo del benessere e della felicità e dunque il bene più prezioso, si poneva come il massimo momento creativo e simbolico. Nella società delle reti, entrando probabilmente in crisi questa convinzione, il marketing subisce un processo di svuotamento e di delegittimazione.

L'intera comunicazione commerciale si trasferirà nel web oppure nascerà un nuovo mix fatto di nuovi e “vecchi” mezzi?

La fantascienza è probabilmente il genere narrativo che meglio ha delineato gli scenari futuri. Descrive società neo-medievali in cui allo spirito della comunità e dello stato-nazione si sovrappone una rete di piccole comunità in costante lotta e comunicazione tra loro. Piccoli brand si affrontano e coesistono, affiancati da periodiche vampate dell'Impero, inteso come pura forza, puro potere e controllo. Nel complesso, queste narrazioni evocano, mediante immagini del passato, la natura attuale delle reti. Relativamente al rapporto tra vecchi e nuovi media, ritengo che le reti stiano realizzando un processo di disarticolazione e, al tempo stesso, di riconfigurazione della scrittura, della stampa e della televisione in modo ad esse strumentale.

Quali brand sono, a suo avviso, più credibili, più vergini?

I brand più credibili sono, secondo me, quelli capaci di assorbire i linguaggi, i ritmi e i contenuti delle reti. Lungo il corso del Novecento, i brand agivano dando per acquisiti i valori dell'identità, della storia e della memoria. Oggi, per essere efficaci, devono, invece, tenere presenti il senso e i significati di queste grandi categorie. Categorie su cui, in fondo, si gioca il passaggio epocale dalla società di massa a quella delle reti.

Maffesoli: “La qualità dell’esistenza è da porre al centro delle strategie aziendali”

"L'estetica non puo più essere ridotta alla sola dimensione artistica e figurativa; abbraccia, piuttosto, la globalità dell'esistenza”. Questa frase esprime e contiene uno dei nodi focali del pensiero di Michel Maffesoli, professore alla Sorbonne e noto studioso delle tribù, del dionisiaco, del sensibile e delle emozioni, del postmoderno e del profondo “vuoto” che si annida nella superficialità delle apparenze e della vita quotidiana. Fondatore e direttore del Centro di Ricerca sul presente e la vita quotidiana (Ceaq), Maffesoli è autore di numerose opere tradotte e studiate in diverse lingue e paesi.
Tra le sue ultime pubblicazioni italiane, si segnala il volume Apocalisse. Rivelazioni sulla socialità postmoderna, (editore Ipermedium, vedi recensione su Gdoweek n.11, e tradotto dagli autori dell'intervista, ndr). Proprio da quest'ultimo saggio prende il via la nostra conversazione.

“La crisi non ha mai avuto luogo” è una affermazione di Jean Baudrillard che sembra condensare le riflessioni presenti in “Apocalisse”. Quella attuale è, quindi, una crisi sociale più che economica?

Rispetto alla crisi del 1929, che possedeva una natura prettamente economica, quella attuale è una crisi di tipo “societale”, ovvero strutturale. Il tema dell'Apocalisse mi sembra particolarmente calzante: quello che avviene è un cambiamento dei modi d'essere. La crisi economica e finanziaria non è altro che il sintomo di un cambiamento più profondo.

Oggi è possibile pensare e immaginare una ridefinizione del valore dei soggetti, degli oggetti, del lavoro e dell'economia?

Bisognerebbe riconsiderare le grandi categorie moderne. Il soggetto non può più essere pensato come equivalente del semplice individuo razionale (secondo la versione taylorista) ma piuttosto come gruppo, come tribù. Ciò comporta una cultura manageriale differente rispetto al passato nonché cambiamenti profondi nell'ambito della vita politica e sociale. Mentre la modernità considerava gli oggetti come inerti e dominabili, la postmodernità li considera al contrario come attivi e animati, stabilisce un processo di reversibilità tra i soggetti e le cose. Lo stesso vale per il lavoro: mentre prima era un valore essenziale, il mezzo mediante cui realizzare la propria personalità, oggi assume un valore solo strumentale. L'idea di creazione prende il sopravvento, spostando tutta l'attenzione sull'aspetto qualitativo dell'esistenza. L'economia di conseguenza dovrebbe assumere una visione molto più globale, nel tentativo di aderire ai cambiamenti in atto.

In relazione a queste ultime considerazioni quali sono, o dovrebbero essere, le culture e le strategie della classe manageriale?

Ritengo che la classe manageriale sia più attenta al “presente” del mondo politico e universitario. Mentre politici e docenti restano chiusi nel dogmatismo o persi nell'astrazione, i manager sono più aperti, hanno un fiuto più sviluppato nel percepire lo spirito del tempo. Per vendere e produrre, essi hanno bisogno di aderire alla contemporaneità, ovvero di includere all'interno delle loro culture e strategie l'aspetto qualitativo dell'esistenza. Corea, Giappone e Brasile sono, a mio avviso, le realtà dove questo “sentire” è già perfettamente operativo. Si pensi, ad esempio, alla Casa do Saber di San Paolo, finanziata da imprese e fatta per manager che seguono lezioni su Nietzsche, Deleuze, postmodernità, psicologia etc.

La crisi coincide anche con il disfacimento delle tipiche strategie di pianificazione. A favore di quali modalità o tattiche?

Come tutte le istituzioni ottocentesche anche l'impresa resta inchiodata alla logica del progetto. Una logica che tende a proiettare gli sforzi e le energie verso il futuro, verso la realizzazione di uno scopo lontano. Al contrario oggi prevale una logica “presenteista”, un vivere giorno per giorno, istante dopo istante. La pianificazione dovrebbe includere nelle sue tattiche l'idea di continui cambiamenti (cose, umori e mentalità) e conseguenti adattamenti.

Quale tipo di immagine assumono allora le pratiche aziendali? Si tratta di un paradigma segnato dal gioco e dall'istante?

Il futuro di un'impresa dipende oggi dalla sua capacità di integrare la creatività, il ludico, l'onirico, insomma l'aspetto qualitativo dell'esistenza. Si tratta di elementi che la funzionalità moderna aveva escluso o marginalizzato e che oggi, al contrario, disegnano la natura e la performance del vissuto. Questo vissuto è caratterizzato dalle emozioni e dalle apparenze; elementi che hanno profondamente trasformato la vita politica così come quella dell'impresa, e che al tempo stesso disegnano un tessuto sociale fondato sulla condivisione delle emozioni.

Spostando l'attenzione dall'ambito della produzione a quello dei consumi, quale natura e quali valori assumono i consumatori e più in generale il mercato?

Il consumo andrebbe inteso in modo differente rispetto al passato: non più bisogno ma desiderio. Mentre prima esso era incardinato in una logica funzionale e razionale, oggi al contrario è l'espressione di una tensione ludica. Esiste un “effetto impulso”: si spende al di là dei propri bisogni e delle proprie possibilità, spinti solo dal desiderio e dalla voglia di consumare. Le cose sono prodotte immaginando già la loro obsolescenza, vengono vissute ma immediatamente riconosciute come effimere. Anche in questo caso prevale una logica “presenteista”, una sorta di “istante eterno”.

Lei ha parlato di tribù: quali sono i luoghi del retail e dello shopping, reali o virtuali, che meglio vi si interfacciano?

Nel Medio Evo i luoghi caratteristici del commercio (da me inteso come circolazione di beni, idee, desideri, pulsioni) erano le cattedrali. Oggi questi luoghi emblematici sono rappresentati dai grandi centri commerciali, dalle cittadelle della moda o del design. Luoghi dove avvengono circolazioni e scambi simbolici, incontri tra le varie tribù, unioni intorno agli oggetti. Medesimo discorso si potrebbe fare per le reti.

Infine, la pubblicità classica è ancora in grado di relazionarsi con l'immaginario dei consumatori, o sono altri gli strumenti di marketing più consoni alla postmodernità e quali?

La pubblicità svolge oggi un ruolo estetico e non commerciale. Serve a cristallizzare il vissuto e a richiamare l'inconscio collettivo. Diventa una vera e propria arte capace di incarnare i bisogni e i desideri di un gruppo. La pubblicità funziona solo ed esclusivamente se riesce ad esprimere e soddisfare i desideri di una data tribù. Il marketing, per essere efficace, dovrebbe guardare alle contaminazioni delle mode in atto nella Rete. Una contaminazione da cui deriva un marketing delle tribù che quindi ha luogo nell'orizzontalità della Rete e in particolare nei siti di social network. In questi si esprimono infatti le mode, le affinità e le emozioni delle persone. Internet crea tribù di ogni tipo generando una sorta di reincanto del mondo, vero e proprio tratto specifico della postmodernità. È in questa direzione pertanto che dovrebbe guardare il marketing.

Fancy Food Summer: in crescita la domanda Usa per speck e Asiago

Il mercato USA è in sensibile ripresa per i produttori di Asiago e
Speck italiani, grazie in particolare all'apprezzamento del dollaro
sull'euro, che abbassa la soglia di accessibilità dei prodotti
importati per i consumatori americani e grazie alla diminuzione dei segnali recessivi che erano pesati sul 2009.
Questi i segnali che secondo il Consorzio Tutela Formaggio Asiago e il Consorzio Sudtiroler Speck Alto-Adige arrivano da Fancy Food Summer di New York, l'esposizione alimentare più importante per il mercato degli Stati Uniti, che si è svolta dal 27 al 29 giugno.

Sempre più gdo
L'aspetto interessante è che lo
sviluppo commerciale e promozionale dell'Asiago e dello Speck si sta
rivolgendo sempre più anche verso la grande distribuzione, dove ad una
competitività maggiore si accompagnano maggiori opportunità di
collocamento per quei prodotti che meglio riescono a connotarsi per
legame con il territorio e qualità, invogliando il consumatore al test
del prodotto originale italiano.

Quarta presenza
Con il 2010, il formaggio Asiago Dop conta la sua quarta presenza al
salone americano, assieme allo Speck Alto Adige Igp, nell’ambito di un
programma finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero per le
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
.

La presenza promozionale negli USA, in supporto agli accordi
commerciali dei singoli produttori con i gruppi d'acquisto locali della
grande distribuzione, degli specialty e dei gourmet store, è di
importanza fondamentale per far conoscere ai consumatori locali i
prodotti alimentari originali italiani e le loro peculiarità, in uno
scenario di scarsa conoscenza dei temi della qualità e delle
denominazioni di origine geografica dei prodotti tradizionali.

Secondo Jones Lang LaSalle gli investimenti immobiliari in Europa crescono

La ripresa economica si traduce in un miglioramento anche del clima immobiliare in Europa, con il volume delle transazioni in aumento nel secondo trimestre 2010. Secondo Jones Lang LaSalle (Jll), gli investimenti diretti di immobili commerciali in Europa nel secondo trimestre 2010 sono stati pari a 23 miliardi di euro, un incremento del 15% rispetto al primo trimestre (20 mld) e dell'80% rispetto al periodo corrispondente nel 2009. Su base semestrale, tuttavia, il volume delle transazioni in Europa nel 2010 è rimasto stabile a 43 miliardi di euro, in analogia con il dato registrato nel secondo semestre 2009. Guardando alla seconda parte del 2010, Jones Lang LaSalle prevede che il volume degli investimenti aumenti del 35% e raggiunga l'obiettivo dei €100 miliardi alla fine dell'anno.

In Europa
Il Regno Unito ha guidato la ripresa sia in termini di volumi che di valori per gli immobili prime, registrando il 40% degli investimenti complessivi in Europa. I volumi nel Regno Unito sono aumentati del 30% nel trimestre, totalizzando più di 9 miliardi di euro. Il sentiment degli investitori resta positivo, nonostante una leggera contrazione dovuta in parte alla percezione che i prezzi siano risaliti troppo bruscamente rispetto al contesto economico e
occupazionale ancora debole.
Positivo il trend anche in altri grandi mercati europei - Francia, Germania e Paesi nordici - con un rinnovato interesse nell'acquisizione degli asset più grandi nei segmenti core e core+ del mercato. Gli investitori sono impegnati ad aggiudicarsi immobili core e ben locati, mentre l'accesso al credito sta migliorando e sempre più investitori inseguono lo stesso numero ristretto di asset prime.
Secondo i valori preliminari di Jones Lang LaSalle per il secondo trimestre 2010, in Germania sono stati transati 4 miliardi, 2 miliardi in Francia e 1,4 miliardi in Svezia.

Prima campagna in 3D per Media World

Per dimostrare lo stretto legame con la tecnologia e la volontà di anticipare i tempi, Media World (Mediamarket) sta realizzando il primo spot in Italia, girato totalmente con telecamere 3D.

Una scelta che vuole sottolineare la continua ricerca di innovazione delle strategie di comunicazione di Media World, soprattutto per quanto riguarda le modalità di interazione con il cliente.

Lo spot

La regia del film è stata affidata a Dario Piana, conosciuto a livello internazionale per aver realizzato oltre 350 spot, mentre l'agenzia creativa è Cayenne che, in partnership con l'azienda, ha deciso di coinvolgere come interpreti del film 150 collaboratori di Media World.

La decisione è stata motivata dalla necessità di dimostrare, nei tre diversi spot della campagna, l'attenzione ai consumatori dell'insegna e la sua garanzia di servizio attraverso il concept “Con Media World cadi sempre in piedi!”.

A partire dai primi di agosto, il film sarà visibile con gli occhialini nei cinema e nei principali punti di vendita della catena, all'interno delle isole dedicate ai televisori in 3D.
In TV andrà in onda invece lo spot in versione tradizionale.

Cristina Ghiringhello a capo di Adecco Training

Cristina Ghiringhello è la nuova Head of Adecco Training di Adecco Italia, agenzia per il lavoro leader nei servizi per la gestione delle risorse umane. Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Torino, è entrata a far parte del Gruppo Adecco nel 1998, prima come responsabile di selezione, poi come direttore di filiale e infine come direttore di area.

Nel 2001 è passata al team di Adecco Formazione in qualità di area training manager, assumendo successivamente i ruoli di training specialist coordinator e, da quest’anno, di business development manager.

Nella sua nuova posizione arriva così a gestire direttamente Adecco Formazione e nel suo nuovo ruolo riporterà  direttamente a Stefano Masino, managing director human capital solutions, che dal 1° gennaio 2010 ha acquisito anche la responsabilità di Adecco Formazione, in aggiunta a quella di Lee Hecht Harrison.

Qualivita monitora i distretti agroalimentari italiani

La Fondazione Qualivita, in collaborazione con Expo 2015 Spa e con il sostegno della Banca Monte dei Paschi di Siena ha iniziato un viaggio attraverso i principali distretti agroalimentari italiani, per ascoltare voci e testimonianze dirette di imprenditori, enti locali e associazioni. Obiettivo dell'itinerario, poter fare un vero e proprio check up del Paese, ascoltando da Nord a Sud le testimonianze di chi opera nel settore agroalimentare, comparto di assoluto rilievo che, con i suoi 120 miliardi di fatturato annuo, rappresenta la seconda voce economica italiana.

“È proprio nei momenti di crisi emergono più chiare le problematiche
del settore, le difficoltà delle filiere, i troppi passaggi dal
produttore al consumatore -commenta Mauro Rosati,
segretario generale della Fondazione Qualivita-. Uno dei problemi
centrali, considerato che si parla di cifre attorno al miliardo di euro
di fondi già destinati -prosegue Rosati- è l'incapacità nel gestire la
complessa burocrazia per accedere a risorse fondamentali disponibili
già stanziate dall'Ue, soprattutto in certe zone del Paese. Per questo
l'impegno deve essere massimo, promuovendo iniziative finalizzate alla
creazione di quelle sinergie che potrebbero portare benefici all'intero
comparto”.

Iniziato a metà giugno da Mantova per spostarsi a luglio in Maremma, a Grosseto, il viaggio riprenderà a settembre per toccare altri sette distretti ubicati in altrettante regioni italiane, isole comprese, per concludersi a dicembre 2010 a Milano. 
Grazie al road tour nell'Italia dei distretti, Qualivita conta
di poter disporre delle informazioni utili per percepire i nuovi trend,
le esigenze e le criticità del settore. Obiettivo: valorizzare al
meglio le opportunità offerte dall'evento Expo 2015.

Coop: sondaggio sulle scelte verdi dei suoi clienti

Oltre 10.000 soci e consumatori Coop hanno risposto a un sondaggio realizzato nell’ambito del progetto “PROMISE” (Sostenibilità dei principali impatti dei prodotti attraverso l’eco-comunicazione), sostenuto dalla Unione Europea che vede tra i partner la Regione Liguria,  la Regione Lazio, l’Ervet dell’Emilia Romagna e la Confindustria ligure, Federalimentare, Greenpeace, WWF Italia. E i risultati sono sorprendenti: più di metà del campione è un eco-consumatore, ma tra i refrattari, benché consapevoli, spuntano a sorpresa i più giovani, i più istruiti, gli abitanti del centro nord.

I numeri

Meno dello 0,5% degli intervistati non si dichiara preoccupato per nessuna delle questioni ambientali indicate nel questionario, mentre un quarto del campione si dichiara preoccupato per tutte o quasi tutte le problematiche citate (consumo di risorse, inquinamento aria, acqua, cambiamento climatico…). Ciò che preoccupa maggiormente il campione è il consumo di risorse (acqua e energia) (54,68%), così come
l’inquinamento dell’aria (54,10%). La maggioranza del campione ritiene che si possa definire un prodotto eco-sostenibile in virtù del basso impatto ambientale del processo di produzione (lo afferma l’oltre 77% del campione), delle caratteristiche legate al riciclo o biodegradabilità (più del 67%), risultano comunque abbastanza rilevanti anche il rispetto delle norme etico-sociali (37,20%) e la vicinanza di produzione al luogo di vendita (32,83%).

Consumi coerenti
E comunque la pratica di acquisto di prodotti eco-sostenibili è sicuramente una pratica consolidata all’interno del campione; il 70% degli intervistati infatti acquista abitualmente questa tipologia di beni con picchi importanti per i prodotti alimentari di stagione (più del 97%) e locali (l’88%), le apparecchiature elettriche e elettroniche e i prodotti per l’igiene della casa.

Best Buy Uk illustra il suo approccio al cliente

Tigros: nuovo format superstore con ristorazione e bellezza low cost high value

Interdis premiata per il progetto A-Sicura

Un premio per l'ampliamento dell'offerta e la semplificazione: Interdis, che ha chiuso il 2009 con un fatturato di 5.492 mln di euro, ha ricevuto, nell'ambito del Premio Nazionale per l'Innovazione nel Commercio organizzato da Confcommercio, una menzione per il progetto Sicurezza e fiducia per tutte le famiglie italiane.

In particolare, il premio è stato motivato “Per avere per aver progettato l'offerta nei supermercati di pacchetti assicurativi innovativi, veicolati con il logo d'insegna del punto di vendita, semplici e immediatamente intelligibili, che accrescono la gamma di servizi al cliente”.

Si tratta della proposta, in 16 store a insegna Dimeglio, Sidis e IperLeDune,di polizze assicurative denominate A-Sicura Famiglia e A-Sicura Casa.

"Il progetto premiato -afferma Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing di Interdis- riguarda due polizze denominate, facilmente comprensibili nei contenuti e caratterizzate da criteri di tariffazione estremamente semplici. I pacchetti sono differenti, in termini di copertura offerta rispetto ad analoghi prodotti presenti in commercio".

I prodotti assicurativi sono proposti, realizzati e garantiti da Italiana Assicurazioni -divisione Rem del Gruppo Reale Mutua e firmati con l'insegna del supermercato, facilmente identificabili grazie alla realizzazione di veri e propri pack fisici contenenti tutti i dettagli necessari (documentazione contrattuale, in ottemperanza alla normativa ISVAP, e ulteriori materiali esplicativi) in modo da rendre anche questi servizi assimilabili, per semplicità d'acquisto, ad un qualsiasi altro prodotto del supermercato.

L'iniziativa rientra in un più ampio progetto di Interdis volto a proporre nuovi e ulteriori vantaggi nei propri punti di vendita e a rafforzare l'empatia tra cliente e insegna.

Nasce Apo Energia: joint venture tra Apofruit e Open

Gestire finanziamenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli stabilimenti della cooperativa ortofrutticola: questa la mission di Apo Energia, joint venture paritetica tra Apofruit e Opera Energia (Open), che si propone di sviluppare l’adozione di tecniche di produzione energetica rinnovabile realizzando impianti fotovoltaici nelle strutture del gruppo Apofruit, la grande cooperativa ortofrutticola italiana che conta 12 stabilimenti e 6 centri di ritiro e stoccaggio lungo la penisola.

Lavori in corso in Lazio e Basilicata
Già oggi il Gruppo Apofruit conta impianti fotovoltaici a Pievesestina e a Longiano, entrambi in provincia di Forlì-Cesena, che esprimono una potenza complessiva di 208,6 kWh per una produzione annuale di circa 230.000 kWh.
La nuova società ha in progetto di realizzare nei prossimi due anni,
negli stabilimenti Apofruit, sette nuovi impianti per una potenza
complessiva di 3 megawatt e un investimento di 14,5 milioni di euro.
Sono già in fase di realizzazione, e saranno attivi entro sei mesi, gli impianti di Scanzano Ionico (Matera) e Aprilia (Latina), che avranno una potenza installata di 1,1 megawatt, per una produzione annuale di circa 1.500.000 kwh. Ovvero una quantità superiore alla necessità (pari a 1.300.000 kWh/ora all’anno), che metterà l’impianto in condizione di poter cedere energia pulita ad altri utenti del Consorzio Romagna Energia.
I due impianti saranno costruiti su di una superficie di tetto complessiva di circa 10.000 mq.
L'nvestimento previsto per questi due nuovi impianti si aggira intorno ai 4,5 milioni di euro.

Posizionamento green a 360 gradi
La strategia adottata da Apofruit in ambito energetico si inquadra nella politica più generale della cooperativa nei confronti della preservazione e del rispetto dell’ambiente e della salute condotta da anni. Un impegno che, sul fronte delle produzioni biologiche ha portato la cooperativa ai vertici europei con il marchio Almaverde Bio, che alle colture prodotte senza l’impiego di sostanze chimiche associa l’impiego di energia da fonti rinnovabili.

Anche a Milano il temporary garden Jardin Ėphémère Laurent-Perrier

Un pop-up store declinato in temporary garden: lo realizza Laurent-Perrier per esaltare le affinità tra l'arte dei giardini e l'art champenoise, valori come l'esigenza di qualità, l'attaccamento alla terra, la creatività, il senso del tempo.

A tutto questo si ispira il progetto Jardins Éphémères Laurent-Perrier che, nel corso del 2010, tocca diverse città nel mondo tra cui New York, Tokyo e, a settembre, anche Milano. L'evento gardening italiano è organizzato insieme a D&C, l'azienda che importa e distribuisce il marchio Laurent-Perrier in esclusiva per il nostro Paese.

La stanza delle fragole
Il Giardino Laurent-Perrier di Milano sarà allestito nella Casa Museo Bagatti Valsecchi in via Gesù 5, che possiede anche una terrazza di circa 70 mq alla quale i visitatori non hanno solitamente accesso.

Il progetto è curato da Paolo Pejrone, architetto paesaggista fra i più noti e stimati in Italia, che si è affiancato nel suo lavoro ad Anna Regge Landscape Design.

Le piante per l'allestimento del giardino (incluse le fragole che stanno crescendo nelle serre) provengono dal vivaio Anna Peyron di Castagneto Po (To).

Il giardino Laurent-Perrier è dedicato alla Cuvée Rosé, vino che nasce esclusivamente da uve Pinot Noir provenienti da Grand Crus di Champagne, particolarmente amato per il suo bouquet di frutti rossi. Per questo motivo, l'architetto Pejrone ha ideato una Stanza delle fragole: la terrazza sarà trasformata in modo sorprendente con l'utilizzo di migliaia di piante di fragola in frutto.

Ovs inaugura 5 store in Cina

Dopo una prima apertura nell’ottobre del 2009, a Shangai, Ovs industry prosegue il proprio progetto di internazionalizzazione con l’apertura di 5 nuovi store in Cina: a Pechino, Hanzhou e Guangzhou, oltre che altri due a Shangai.

Anche in questo caso, partner dell’operazione è la società Novo Retail Co. Ltd, azienda del settore, presente sul mercato cinese con oltre 350 negozi nati dalla collaborazione con altri marchi internazionali.

Con queste aperture, la rete estera di Ovs supera le 70 unità

Sarà Ferrua il prossimo presidente di Federalimentare

Il 24 giugno l’Assemblea di Federalimentare ha eletto
Filippo Ferrua, Consigliere Delegato di Ferrero spa,
alla Presidenza della Federazione per il quadriennio
2011-2014.
Il neo-presidente succederà a Gian
Domenico Auricchio
a partire dal 1° gennaio 2011.

"Le doti personali e professionali di Filippo Ferrua -ha dichiarato Gian Domenico Auricchio- sono
elementi che contribuiranno certamente al
rafforzamento della rappresentanza ed alla tutela
dell’industria alimentare italiana".

Nel ringraziare per la fiducia accordatagli, Ferrua ha assicurato che dedicherà «il
massimo impegno per accrescere l’immagine unitaria dell’Industria alimentare e
promuoverne la competitività in Italia e nel mondo, auspicando al contempo una
sempre maggiore collaborazione tra i protagonisti della filiera agroalimentare».

Nella storia ormai quasi trentennale di Federalimentare Filippo Ferrua sarà l’ottavo
Presidente e guiderà una Federazione che -con 18 associazioni di categoria, 120
miliardi di fatturato (di cui ben 20 costituiti dall’export), 400.000 lavoratori in 6.500
imprese- rappresenta stabilmente il secondo comparto produttivo dell’economia
nazionale.
(Fonte Federalimentare)

Asse Roma New York per gli store Eataly

La tanto attesa apertura di Eataly a New York sarà il 31 agosto 2010, al numero 200 della Fifth avenue, in un edificio storico di 15 piani dell’Ottocento.
In questo palazzo, al piano terra, su 5mila mq si snoda la proposta di Eataly: con accesso da tre lati, ci sono il caffè all'italiana, un angolo dicioccolato (Venchi), la birreria (Teo Musso), la pasticceria (Luca Montersino), l'enoteca e i ristoranti tematici (pasta, pizza, carne, verdura, pesce), con una novità: quello dedicato esclusivamente a dessert e frutta.

Altri mille mq sono al piano inferiore tutti dedicati ai servizi: le cucine, la pasticceria, la gelateria, la panetteria. Infine circa 650 mq sono sul tetto, nel rooftop, dove la catena di ristoranti di Mario Batali, chef italo-americano assai noto in Usa, gestirà un locale aperto fino alle due di notte.

Farmer's market e made in Italy
Per l'approvvigionamento e lo stoccaggio dei prodotti dall'Italia c’è un magazzino in Manhattan, mentre frutta e verdura verranno acquistati dai farmer's market intorno a New York.
I prezzi? Sempre democratici: una pizza, sui 12 dollari.

L’investimento per l'Eataly Usa è sui 25 milioni di dollari (un break even point si attesta sui 40 milioni di fatturato annui).

Tra i soci americani c'è il gruppo B&B: Lidia Bastianich, Mario Batali, Joe Bastianich, già del mondo “enogastronomico” made in Italy, cui si sono uniti due finanzieri newyorkesi, amanti dell'Italia: Alex e Adam Saper.

Il megastore di Roma
Intanto, il patron di Eataly, Oscar Farinetti, sta seguendo anche il progetto di Roma, che sarà lo store più grande d’Italia: 14mila mq, all'Air Terminal dell'Ostiense (costruito in occasione dei Mondiali del '90 e poi lasciato in uno stato di abbandono).
In accordo con il Municipio della Capitale, entro
la fine del 2011 l’edificio sarà completamente ristrutturato e ospiterà quattro piano di Eataly.
Il complesso dovrebbe portare posti di lavoro per oltre 200 persone e sarà aperto dalle 10 a mezzanotte.

Pizza d’asporto: qualità doc per contenuto e contenitore

Mangiare la pizza all'interno delle mura di casa è un'esperienza consueta per 9 italiani su 10, con una media di almeno 1 volta a settimana per il 22,4%, secondo quanto emerso dalla ricerca condotta da AstraRicerche per Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica. Anche se circa la metà degli intervistati teme che la qualità della pizza da asporto non sia come quella desiderata, a causa del tempo che passa dalla cottura al consumo.
Di qui il ruolo chiave svolto dal contenitore, di cui annualmente in Italia vengono prodotti 620 milioni di pezzi (450 per il mercato estero e circa 170 per quello interno). Non a caso considerato molto importante dal 45% degli intervistati, ancor più di altri parametri quali il rispetto dei tempi di consegna della pizza (43,4%) e la velocità nell'ordinazione (37.9 %).

Qualità doc per contenuto e contenitore
A innovare e migliorare ulteriormente la qualità dell'imballaggio ci ha pensato un pool di esperti: Enzo Coccia, maestro pizzaiolo napoletano dal 1973; il Molino Caputo per la farina di alta qualità e l'azienda Annalisa per i pomidoro San Marzano dop; il Gruppo Seda, produttore di imballaggi e FutureBrand, agenzia di brand design, per la parte creativa. Che, in collaborazione con Comieco, ha ideato un contenitore salvapizza -il cui prototipo è stato recentemente presentato a Napoli- progettato per preservare il profumo e il sapore della vera pizza napoletana, ma anche per rispettare l'ambiente grazie alla struttura cartotecnica che consente all'imballo un facile riciclo.

Fessure salvafreschezza

Oltre a garantire le condizioni igienico-sanitarie - al secondo posto (53,6%) nei criteri di selezione della pizzeria subito dopo la qualità stessa della pizza (63%)- imprescindibili per un contenitore come questo che risulta idoneo ad accogliere un prodotto alimentare perché realizzato con carte vergini stampate con inchiostro alimentare, il nuovo prototipo, in cartoncino microonda, permette alla pizza di 'respirare' grazie alle apposite fessure laterali, che consentono al vapore di uscire ma proibiscono all'aria di entrare, preservando più a lungo il profumo e la fragranza della pizza.

Coperchio riciclabile
Nella realizzazione del salvapizza, inoltre, particolare attenzione è stata dedicata alle possibilità di riciclo del contenitore usato. Il cartone del prototipo di salvapizza, infatti, può essere facilmente diviso in due parti: la parte superiore, quella non intaccata da sugo e mozzarella, può essere così staccata e finire tra i materiale 'buoni' da riciclare. Un elemento significativo se si pensa che, secondo quanto emerso dalla ricerca, l'85,3% degli intervistati utilizza il cartone proprio come piatto per mangiare la pizza e, se ben 1 italiano su 6 butta -per scelta o necessità- il cartone nella raccolta indifferenziata, ben il 70,6% lo butta, invece, nella raccolta differenziata della carta.

Sara Lee vende Ambi Pur a Procter & Gamble

Ambi Pur è un marchio molto importante nel suo segmento di riferimento, eppure la strategia di dismissioni non finisce qui.
L'operazione fa, infatti, parte della strategia di Sara Lee tesa a vendere le proprie business unit di cura casa e persona.
Le trattative riguardano i segmenti body care e european detergents verso Unilever, nonché il segmento insetticidi a SC Johnson. Entrambe le transazioni dovrebbero essere concluse entro la fine del 2010.

Questo il commento di Marcel Smits, interim Ceo Sara Lee: “La vendita del marchio Ambi Pur strategicamente promuove il posizionamento della multinazionale come leader nel mercato del food & beverage. Questa cessione ci permetterà di concentrare i nostri sforzi dove abbiamo una posizione forte e competitiva in grado di generare valore per gli azionisti ".

“Contestualmente alla dismissione del marchio Ambipur, continuiamo a innovare nel mercato italiano con Fissan, marca leader del mercato babycare in Italia, -ha precisato Domenico Zaccone, Ad Sara Lee Italia- che in occasione del suo 80° anniversario dalla nascita, lancia Fissan Protezione e Natura, una innovativa linea di prodotti per la protezione della pelle dei bambini con ingredienti naturali”.

Frutta da bere, smoothies superstar

Il salutismo continua a essere uno dei driver più forti del mercato. Con l'esplosione
del funzionale, negli anni 90 si è cercato di dare
un impulso al comparto introducendo prodotti con
betacarotene, senza zucchero, spremute fresche
(arancia, pompelmo ecc) dalla shelf life brevissima,
che a loro volta, nell'ultima versione, presentano ulteriori
peculiarità funzionali, come per esempio, l'abbassamento
dell'acidità.
Secondo tutte le previsioni, pur rimanendo una nicchia, si
tratta di prodotti dedicati a un target destinato a crescere, anche perché aumenterà l'offerta.
Il mercato, nel suo ultimo periodo, si sta però orientando
verso gli smoothies, ovvero, un frullato proposto
in bottiglietta, dalla shelf life più o meno prolungata. La loro introduzione ha ravvivato un mercato sostanzialmente stabile,
nel quale le uniche altre note positive vengono dal
segmento delle bevande a base frutta che accrescono
la quota a scapito dei succhi
più tradizionali, che costituiscono ancora
la pancia del mercato con circa
il 60% delle vendite, e dei succhi
"100%", che sono invece in flessione.

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Frutta da bere, smoothies superstar
Mercato | Gdoweek | 15 marzo 2010 |

Arrivano a scaffale le Storie di frutta di Mulino Bianco

Ci siamo. Dopo vari test, è partito il lancio in grande stile di Storie di Frutta, la nuova linea di frullati 100% frutta che va ad arricchire la famiglia Mulino Bianco.
"Una diversificazione forte, ma aderente ai valori di naturalità di cui la marca Mulino Bianco è portatrice da sempre", sottolinea Eugenio Perrier, direttore marketing brand development Mulino Bianco (in foto), che Gdoweek ha incontrato oggi in occasione della presentazione stampa, simpaticamente organizzata presso un negozio di frutta e verdura milanese.

Ricette esclusive e calibrate
Prodotti senza aggiunta di zucchero né acqua, e privi di aromi, conservanti o coloranti, le Storie di Frutta di Mulino Bianco contengono un alto contenuto di purea (dal 50% al 70%), il che conferisce alla bevanda la consistenza vellutata tipica degli smoothie.

Tre i gusti proposti -mix di frutti bianchi, mix di frutti gialli, mix di frutti rossi- attentamente studiati dalla R&S Mulino Bianco per ottenere le caratteristiche organolettiche e nutrizionali desiderate.
Risultato: una bottiglietta da 200 ml -questo il formato proposto, al prezzo consigliato al pubblico di 1,80 euro- fornisce l'equivalente di 2 delle 5 porzioni medie di ortofrutta giornaliere raccomandate dalla Gda.
Il processo di pastorizzazione e il confezionamento in asettico in bottiglia barrierata, interamente riciclabile, garantisce sicurezza e stabilità al prodotto, che può essere conservato a temperatura ambiente con una shelf life di 6 mesi.

La forza del marchio ombrello
Proprio per questa prerogativa, la collocazione a scaffale concordata con la gdo è nel reparto delle bevande alla frutta. "Anche se -dichiara Perrier a Gdoweek-, a seconda della sensibilità dei retailer, o per meglio dire, dei singoli pdv, sarà senz'altro possibile puntare a esposizioni preferenziali in aree maggiormente distintive, quali per esempio quelle dell'ortofrutta o della prima colazione".
Per ora, comunque, l'obiettivo è quello di raggiungere tra 6-8 settimane la ponderata ottimale. Dopodiché partirà un articolato piano di comunicazione, con adv classica, ma non solo. "Si parla tanto di new media -anticipa Perrier-, ma a volte le intuizioni migliori arrivano dall'osservazione della nostra storia. Così per esempio, utilizzeremo il retro dei pacchetti dei biscotti Mulino Bianco per pubblicizzare Storie di frutta. Così come all'epoca si era fatto sui pacchi della pasta Barilla per pubblicizzare i biscotti".
Insomma, nulla si crea e nulla si distrugge, per dirla con una citazione.

L’Inran festeggia il primo anno di Sapermangiare.mobi

In 12 mesi di asttività, Sapermangiare.mobi -il sito per il consumatore realizzato dall'Inran, l'ente pubblico
italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione, con il
contributo economico del Mipaf- ha superato i 17 milioni di accessi, con una media di oltre 10.000 visitatori unici al mese, per un totale di circa 130.000 visitatori unici in un anno. Un risultato più che soddisfacente, considerato anche che è stato conseguito solo con il passaparola e senza alcun tipo di promozione a pagamento.
Lo scorso ottobre, sapermangiare.mobi aveva vinto il premio
speciale Nuovi Media alla 5^ edizione del concorso “Marketing sociale e
comunicazione per la salute" con la seguente motivazione: “per
l'approccio innovativo alla promozione della salute attraverso
l'utilizzo delle nuove tecnologie e del web 2.0, la completezza e
l'articolazione delle informazioni del portale, la possibilità di
personalizzazione dei contenuti e delle modalità di accesso.

Come è strutturato il sito
Sapermangiare.mobi è uno strumento di comunicazione innovativo, gratuito ed accessibile a tutti, dal computer e dal cellulare. Numerosi i servizi offerti a un pubblico di consumatori interessati a binomio alimentazione-salute: sezioni informative conn approfondimenti a più livelli (Glossario, Chiedo e mangio e Per saperne di più) ; tabelle di composizione degli alimenti, anche per valutare i nutrienti e le calorie di un alimento o di una dieta in funzione del proprio fabbisogno energetico (Conto e mangio, So mangiare); una sezione dedicata all'alcool, per capire se si è bevuto troppo per guidare, ma anche se si beve troppo in generale (So bere); un servizio tutor (Mangio meglio) che, a valle di una settimana di diario alimentare, restituisce consigli sugli errori e le cattive abitudini della propria alimentazione, dando spunti per correggerli: 9.100 gli iscritti durante questo prinmo anno.
Ampio spazio, poi, viene dato alle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, declinate in diversi livelli di approfondimento e anche in un video stile fiction.

Sapermangiare anche su Fb
Positivo anche il bilancio della pagina sapermangiare su Facebook, che permette un dialogo costante e interattivo con le persone. In circa un anno di attività sono stati trattati 227 argomenti relativi all'alimentazione e allo stile di vita e i fan sono oltre 3.400, anche questi raggiunti solo grazie al passaparola. L'intento è quello di fornire in tempo reale risposte chiare e scientificamente autorevoli, con la garanzia di un Ente pubblico come l'Inran, che fa ricerca esclusiva su alimenti e nutrizione. Tra gli argomenti più commentati su Facebook, il tipo di latte che si beve, gli alimenti più cercati nelle tabelle di composizione degli alimenti, il cibo di cui non si potrebbe mai fare a meno.

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Gdoweek | 28 giugno 2010 |

Auchan punta alla vendita di auto nuove online

Auchan, in Francia, ha creato un sito dedicato per proporre la vendita online di automobili nuove a prezzi ultrascontati (anche -40% sul listino), di tutte le marche automobilistiche.

Per l'iniziativa, il gruppo francese si è associato con il sito Auto-IES.com, tra i leader delle vendite di auto tramite internet.

Sviluppi
Secondo le stime, Auchan ipotizza una vendita tra le 5.000-10.000 macchine all'anno, che rappresenterebbero il 2% delle vendite del mercato francese di nuove vetture.

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Gdoweek | 5 luglio 2010 |

Esselunga e la “voglia” di frutta dei Bar Atlantic

Cresce la voglia di frutta in Esselunga: infatti, ieri, all'interno dello spazio occupato da Bar Atlantic, disegnati da Vico Magistretti, ha aperto a Milano, nel più grande superstore cittadino di via Ripamonti, un nuovo corner dedicato ai prodotti a base di frutta fresca.

L’obiettivo è proprio quello di valorizzare queste lavorazioni con l'offerta di gelati, frullati, centrifughe e altro, in modo da ampliare il business dei Bar Atlantic verso leggerezza, divertimento e relax, con un occhio attento alla salute.

Il test, in realtà iniziato già qualche mese fa in sordina con l’inserimento di qualche referenza nei menù, dovrebbe essere esteso all’intera rete nel prossimo futuro, che vede in attività 48 bar in Lombardia, Piemonte, Emilia e Toscana per un totale di circa 350 dipendenti.

Nei prossimi giorni, inoltre, è previsto il lancio di una comunicazione in-store per sostenere la nuova iniziativa.

Unilever testa la vending di gelati dove si paga con un sorriso

In crescita gli outlet del gruppo Fashion District

Secondo il Gruppo Fashion District gli aumenti sono notevoli. Rispetto al pari periodo del 2009, sono stati: Mantova Outlet visitatori +11% e valore +13%; Valmontone rispettivamente +3% e +5%;
· Molfetta +5% e +10%.
Altro aspetto significativo, perché ottenuto grazie alla forte azione di marketing turistico intrapresa dall'azienda, è la crescita di presenze straniere che salgono in modo sorprendente: +207% a Mantova, +81% a Valmontone e +195% a Molfetta. Primi per provenienza a Mantova Outlet sono i turisti tedeschi, a Valmontone i russi e a Molfetta i turchi provenienti, guarda un po', dalle navi da crociera che fanno tappa a Bari.

Outlet come poli di attrazione
Di fatto i Fashion District si accingono a diventare veri e propri “magneti turistici” cioè poli di attrazione polifunzionali per una living experience in senso lato. Due esempi si trovano già negli Outlet di Valmontone e Molfetta. A Valmontone, proprio di fronte all'Outlet Fashion District, è in corso di avanzata realizzazione Rainbow MagicLand, un parco a tema dedicato alla magia, che diventerà uno dei primi parchi a livello nazionale, con apertura prevista per la primavera 2011.

A Molfetta di fronte all'outlet, è stato inaugurato nel 2009 il parco a tema Miragica-Terra di Giganti. Invece a Bagnolo San Vito, in prossimità del Mantova Outlet, è stato recentemente inaugurato Go Parc, il Kartodromo indoor più grande d'Europa.

Piani 2010
Il Gruppo Fashion District si prepara ad inaugurare il primo factory outlet center della Sicilia, a Melilli, a soli 30 minuti d'auto da Catania, all'interno di un'area commerciale integrata. Per Fashion District Melilli Outlet l'inaugurazione è prevista il giorno 11 novembre 2010.

I manager italiani sono scettici sul Web 2.0

Sorpresa: gli utenti italiani di Internet non sono già stufi della presenza sempre più capillare di brand e aziende sui social network ma, al contrario, vorrebbero interagirci di più e meglio. I manager nostrani, invece, sono piuttosto scettici e poco convinti che questi strumenti possano portare dei benefici tangibili alle proprie società. È quanto evidenzia una ricerca condotta da Cohn & Wolfe, con il supporto tecnico di Lightspeed Research, su oltre 200 consumatori online tra i 18 e i 54 anni e su più di 80 manager di marketing e di comunicazione di aziende operanti in Italia.

Una richiesta di maggiore interazione
Per l'83% degli internauti, le aziende e i marchi dovrebbero sviluppare nuove modalità di interazione con i propri clienti e quasi l'80% ritiene opportuna una presenza attiva dei brand nei social media. Sorprendentemente tale “appello” non è accolto da oltre il 30% dei manager di marketing e comunicazione intervistati, che dichiara di non aver in previsione programmi di comunicazione che includano il social web. Le modalità di comunicazione on line prevalente rimane il sito aziendale, seguito da Facebook (44%), YouTube (44%) e Twitter (28,4%), mentre il mobile si ferma al 17%  e Flickr al 16%. Le iniziative sul Web assorbono comunque meno del 25% degli investimenti in marketing e comunicazione nel 77% dei casi. Eppure ben 1 navigatore su tre dichiara di interagire con i brand online e, tra questi, il 64% di essi almeno una volta a settimana. Il 52,5% dei “brand enthusiast” ritiene di avere un legame più forte con le aziende con le quali si rapporta attraverso canali come Facebook, Twitter o MySpace - percentuale che sale a oltre il 60% nella fascia d'età 25-34. Il 53% è convinto anche di ricevere un servizio migliore da quelle aziende/marchi con cui interagisce sul social web - quasi l'80% nella fascia 18-24. Ma soltanto il 24% dei manager intervistati vede opportunità di servizio per i propri clienti attraverso questi canali.

Focalizzazione sul marketing
Tra le iniziative che invece destano maggiore interesse nelle aziende, e che pensano di mettere in atto, i manager segnalano quelle di marketing online (67%) e corporate/brand communication (61%) e di ascolto/monitoraggio del Web (57%). In effetti i consumatori online sono convinti che le aziende dovrebbero utilizzare i social media per avere riscontri sui propri prodotti (77%), mentre al contrario solo il 32% dei manager di marketing e comunicazione ritiene queste azioni interessanti per i propri clienti. Il 73% degli internauti vede inoltre la presenza delle imprese nei social media come un'opportunità per coinvolgere le loro community e dar vita ad azioni socialmente responsabili. In effetti, attraverso la propria azione sui social media, le aziende si aspettano principalmente di migliorare la propria brand awareness (81%) e difendere/migliorare la propria corporate reputation (76%), anche se non considerano i social media uno strumento utile per gestire in modo efficace e rapido eventuali criticità (57%).

Bene l'informazione aziendale
Meno del 40% dei responsabili aziendali si aspetta invece di incrementare le vendite, mentre al contrario il 75% degli internauti crede che le aziende dovrebbero sfruttare i canali social anche per questo fine. Insomma gli utenti sembrano decisamente più pronti delle aziende a un'interazione avanzata via Web 2.0, come conferma il dato che soltanto il 39% dei manager intervistati ritiene che i consumatori siano interessati a offerte e sconti o prodotti in serie limitata, mentre invece il 77% degli internauti crede che i brand dovrebbero veicolare questo genere di promozioni attraverso i social network. Su due punti aziende e consumatori online si trovano d'accordo: l'82% degli utenti online si aspetta di ricevere informazioni sulle novità dell'azienda e l'86% dei manager ritiene di dovergliele fornire; oltre il 75% dei responsabili delle funzioni marketing e comunicazione, così come degli internauti, pensa ai social network come strumento per rafforzare il dialogo.

La necessità di una vera partecipazione
«Non è certo una sorpresa - ha commentato Chad Latz, presidente Global digital practice di Cohn & Wolfe- che gli italiani siano significativamente avanzati nella loro partecipazione ai social media e abbiano aspettative su come i marchi dovrebbero interagire su questi importanti canali di comunicazione. Negli Stati Uniti vediamo una ben più ampia adozione dei canali di social media da parte delle aziende, ma esse ancora necessitano di consigli appropriati per mantenere allineate le loro intenzioni ai bisogni delle comunità di consumatori. Esiste ancora un ponte da attraversare per comprendere come il vero brand engagement non derivi da "trovate digitali" o dalla ripubblicazione di comunicati stampa su Facebook, ma piuttosto da una vera partecipazione stimolata dalla comunità che modella il marchio e forma il valore che le aziende possono portare ai consumatori. Questa ricerca rivela importanti verità su come i consumatori siano disposti e talvolta desiderino interagire con i marchi, purché le aziende considerino i loro interessi».

Conad: 9,3 Mld di fatturato e +6,2%, con 2mila nuove assunzioni

L’assemblea dei soci di Conad ha approvato il bilancio per l'esercizio 2009: il fatturato ha raggiunto i 9,299 miliardi di euro con un aumento del +6,19% rispetto al 2008. La crescita è influenzata anche dell'aumento della superficie di vendita di 80.568 mq, ma occorre precisare che così facendo si sono assunti 2.120 dipendenti in più, arrivando a un totale di 38.500. Altri numeri significativi sono: 2.918 punti di vendita presenti in 1.380 comuni di tutte le regioni
italiane e un rapporto settimanale con oltre 6 milioni di
famiglie.
“Conad ha raggiunto una quota di mercato del 10 per cento. La nostra priorità -sottolinea l’Ad Camillo De Berardinis- è lavorare sulla qualità dello sviluppo, per far crescere la nostra rete di punti di vendita, migliorare la competitività dei nostri soci e fidelizzare un numero crescente di clienti, mantenendo quelle specificità che ci rendono riconoscibili e affidabili e cercando nello stesso tempo di intercettare le nuove esigenze e i nuovi modelli di consumo”.

Risultati positivi dalla marca privata
Raggiunta la quota del 21% dell’assortimento (+2 punti percentuali rispetto al 2008) ben rappresentato da oltre 2 mila prodotti con la qualità della marca leader, ma a un prezzo mediamente inferiore del 25%, in grado di soddisfare le esigenze di una clientela che chiede e riconosce nei prodotti Conad più qualità e convenienza. Forte attenzione anche al segmento parafarmacie, distributori di carburanti e nuovo concept Ottica a insegna Conad.

Export
Conad è l’unica catena della gdo nazionale presente in modo permanente con i propri prodotti nella rete di vendita dei suoi partner europei sia con la linea premium dei 210 prodotti Sapori&Dintorni Conad sia con i una linea “dedicata” ai mercati europei, Creazioni d’Italia.
Le iniziative di promozione e valorizzazione del made in Italy agroalimentare all’estero hanno sviluppato nel 2009 un fatturato di 30 milioni di euro (+15 per cento rispetto al 2008) e, da maggio di quest’anno, hanno il patrocinio del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Obiettivi 2010
Rafforzare la strategia che ha portato alla nascita di un nuovo modello di store, Sapori&Dintorni Conad -i cui 2 primi pdv sono stati inaugurati a metà giugno a Firenze-, aprire 8 nuovi distributori di carburanti con insegna Conad, nuove parafarmacie e nuovi corner Ottica.  Infine, sarà sviluppato un nuovo progetto di canalizzazione della rete di vendita Conad finalizzato a migliorare l’offerta, incrementare la produttività e i servizi, rafforzare la distintività dell’insegna.
Il preventivo di investimento 2010 per lo sviluppo di nuova rete ammonta a 150 milioni di euro.

Da Cefla Arredamenti, Avantgarde: un banco cassa intelligente, ergonomico e innovativo

“Coraggio, capacità di investire e di assumere un ruolo realmente propositivo”

Questi i punti cardine delle strategie 2010 sintetizzati all'inizio dell'anno da Giuseppe Garra, Managing Director di Cefla Arredamenti Group, che tra i prodotti con maggiore impatto innovativo aveva anticipato il lancio di un nuovo banco cassa, nato da studi approfonditi sulle evoluzioni del checkout, punto focale del punto vendita.
Dopo forti investimenti in sviluppo tecnologico, l'inedito banco cassa preannunciato da Giuseppe Garra oggi è una realtà e ha un nome: Avantgarde.
Un banco cassa che ha come fulcro del progetto la valorizzazione del ruolo della cassiera, che esalta il servizio e il rapporto umano con il consumatore, ma al tempo stesso risponde alle esigenze di personalizzazione e funzionalità delle grandi insegne, senza trascurare l'impatto ambientale: questo è Avantgarde, il nuovo banco cassa assistito concepito come una postazione di lavoro ergonomica, ma anche come strumento di comunicazione.
Il design, sviluppato da Ergon con R&S Cefla Arredamenti, è assolutamente innovativo e rende Avantgarde percettivamente stimolante e formalmente simile a una workstation da ufficio, la sua spiccata modularità gli permette di evolvere dalla configurazione più basica a quella più accessoriata per far fronte alle richieste delle diverse insegne e per rispondere ai continui cambiamenti della barriera cassa. La struttura di Avantgarde offre grandi possibilità di personalizzazione per seguire l'evoluzione dell'IT, l'aggiornamento dell'immagine e le differenti condizioni operative del personale. I miglioramenti offerti dal punto di vista della funzionalità sono del tutto rivoluzionari rispetto agli standard proposti dal mercato.
Grazie alle approfondite ricerche di ergonomia e prossemica alla base del progetto, Avantgarde consente alla cassiera di migliorare l'interazione con il cliente e di utilizzare l'informatica in maniera efficiente.

Avantgarde non trascura l'aspetto ambientale perchè utilizza materiali a basso impatto produttivo come l'alluminio e tutti gli elementi in plastica hanno una codifica per consentirne lo smaltimento e il riciclo.

Una struttura che evolve e comunica con il cliente.
L'innovativa struttura con sostegni a colonna portante alleggerisce la postazione cassa dal punto di vista formale e trasforma la “gonnellina” (modesty panel) in un elemento di design e comunicazione che caratterizza il punto cassa. Il banco cassa può evolvere, cambiando radicalmente la sua immagine, ma mantenendo immutata la funzionalità e l'ergonomia per l'operatore. Si va dalla versione nuda, senza modesty panel, alla versione con modesty panel alto, fino a quella con pannello modesty panel basso fino a terra (ma tuttavia sollevato di qualche centimetro agevolare la pulizia dei pavimenti). Tutte le versioni di pannello modesty panel sono disponibili in un'ampia gamma di colori e finiture e anche con elementi decorativi. La vasca in laminato HPL, altra novità, consente di spaziare su finiture ed effetti diversi dando alla barriera un'immagine sempre nuova.
L'evoluzione “tridimensionale” di Avantgarde prevede anche uno sviluppo verticale con colonna alta dotata di bracci estensibili per il sostegno di POS che rendono possibile il pagamento per mezzo carte estremamente più comodo e velocizzato poiché non è necessario che il cliente ritorni di fronte alla cassiera dopo l'imbustamento. Ovviamente anche la colonna alta è concepita per l'alloggiamento di segnaletica ed è canalizzabile per supportare comunicazione luminosa (LED). Tuttavia evoluzione non significa solo estetica: Avantgarde consente tre configurazioni di informatica e un'altezza del banco variabile a seconda del suo utilizzo.

Un sistema a misura d'uomo per un servizio più friendly
Avantgarde ha il grande merito di trasformare la cassiera in una vera e propria hostess di cassa. L'interfaccia centrale è studiata per rendere ergonomico ed efficiente l'uso della strumentazione informatica e allo stesso tempo per consentire una più semplice interazione con il cliente. Il laminato HPL, l'innovativo materiale che compone il piano di lavoro, facilita il compito della cassiera, rende l'ambiente più caldo e favorisce l'imbustamento della spesa da parte del cliente. La forma trapezoidale della vasca avvicina l'operatore di cassa al cliente e consente un'interazione più rapida e funzionale.
Con Avantgarde il checkout diventa un momento in cui fidelizzare il cliente costruendo un rapporto umano, qualcosa che il self checkout non potrà mai fare.

Ergonomia e prossemica
Avantgarde è frutto dell'esperienza che Cefla Arredamenti Group ha maturato in questo settore, oltre che di uno studio ergonomico molto approfondito culminato con il test ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro). Nasce pensando alle esigenze del cliente e alla salute della cassiera. La possibilità di scegliere tra due differenti altezze del banco permette di creare una postazione di lavoro confortevole ed efficiente per le due situazioni operative più comuni (lavoro con operatore seduto/in piedi e lavoro con operatore seduto). Inoltre l'asta divisoria in vasca con parte fissa e snodo finale facilita l'uso corretto del banco anche nel modello a “vasca larga”.

Efficienza e velocità del servizio
Avantgarde ottimizza l'efficienza del banco cassa inserendo migliorie sostanziali dal punto di vista della funzionalità. Oltre al laminato HPL con overlay da pavimenti che prende il posto dell'inox, la sua grande novità è il disco in vasca (coperto da brevetto), che nei modelli a “vasca larga” sostituisce i sistemi a rulliera e a nastro: con il suo movimento rotatorio, infatti, il disco garantisce maggior velocità di passaggio della merce dall'area centrale al fondo vasca. I test e i sondaggi svolti dimostrano inoltre che il movimento rotatorio del disco, anche se lascia il cliente apparentemente indifferente, viene in realtà percepito inconsciamente, favorendo una maggiore rapidità nell'imbustamento e rendendo il checkout più veloce.

Funzionalità e integrazione delle attrezzature tecnologiche
Notevoli passi avanti vengono fatti da Avantgarde anche dal punto di vista della configurazione informatica del banco cassa. La vasca trapezoidale, infatti, consente di sfruttare in maniera ergonomicamente corretta una porzione di banco fino a oggi male utilizzata, permettendo di gestire il pianetto e la colonna in vasca come elementi aggiuntivi e ottenendo in tal modo tre diverse configurazioni informatiche con posizionamento ergonomico, funzionale e di prezzo diversi. Inoltre il sistema di basamento a colonne del piano è dotato di appositi vani per il passaggio dei cavi, che consentono di gestire in maniera semplice e pulita l'alimentazione da terra o dal soffitto e di integrare facilmente i cablaggi dell'informatica. Rapidità di installazione e facilità di manutenzione La struttura di Avantgarde è studiata per una rapida installazione all'interno del punto vendita e per un più efficiente stockaggio e trasporto. Inoltre la “gonnellina” (modesty panel) sospesa consente una pulizia completa dell'area occupata dal banco. Infine la manutenzione ordinaria del nastro è semplificata grazie al meccanismo di tensionamento in testata, mentre la manutenzione straordinaria dei motori e dei componenti elettrici è studiata in modo tale da minimizzare i tempi di fermo macchina.

Il banco cassa come divulgatore di informazioni
Avantgarde, più di ogni altro modello, presenta una serie di accorgimenti atti a renderlo un vero e proprio veicolatore di messaggi, siano essi promozionali, istituzionali o informativi. Tutto, infatti, è stato progettato per favorire l'interazione tra insegna e consumatore in maniera semplice e flessibile: la barretta “Cliente successivo” con spazio personalizzabile, l'interfaccia cassiera dotata di tasca, il modesty panel che può ospitare superfici customizable di grande impatto, l'avancassa con un potenziale eye catching ancora maggiore, il display attacco colonna e persino il disco e il nastro trasportatore che possono alloggiare decorazioni e messaggi promozionali..

http://www.ceflaarredamenti.com/it/company_profile/i_numeri/
Per ulteriori informazioni

See-us! communication & design consulting (di Renata Sias) Via Sottocorno, 5 - 20129 Milano (MI) - Cell. 347 2508127
mailto:see-us.sias@fastwebmail.it

Whole Foods implementa una nuova politica per il biologico

La catena americana Whole Foods Market ha posto un vincolo temporale ai produttori di personal care della propria offerta biologica: hanno, infatti, un anno di tempo per certificare i loro prodotti come biologici altrimenti saranno esclusi dalla gamma della catena.
Attenzione però devono essere certificati come se fossero prodotti alimentari e secondo i dettami dell'USDA National Organic Program esattamente come avviene per i prodotti in ambito food.
Le marche hanno fino al 1° agosto per spiegare come cambieranno la loro etichettatura o la formulazione in modo da soddisfare i nuovi standard. E avranno fino al 1° giugno del 2011 per essere a posto con la nuova politica.
La mossa viene dopo le pressioni da parte della Organic Consumers Association statunitense. Fra i brand toccati dall'iniziativa ci sono: Avalon Organics, Nature's Gate e Giovanni.

Interattività e community per il nuovo sito di Simply Sma

Elevata interattività, ampiezza di informazioni e contenuti pensati per essere utili al visitatore, sia quando fa la spesa sia nelle altre attività della vita quotidiana: sono questi i tratti caratterizzanti del nuovo sito www.simplymarket.it di Simply Sma.

Visitatori in continua crescita

Online già da qualche mese, il sito sta registrando notevoli performance: il confronto tra settembre 2009 e maggio 2010 evidenzia un +60% di visite e un +80% di visite giornaliere medie, con oltre 350.000 pagine visitate nel mese di maggio e circa 180 mila newsletter inviate nel mese di giugno.
“Dal lancio della formula commerciale Simply, l’azienda ha intrapreso un percorso di revisione a 360° del proprio Dna, che ha come obiettivo un posizionamento più moderno, veloce e green -commenta Marco Filipponi, direttore marketing di Simply Sma – In quest’ottica, abbiamo voluto rinnovare anche la nostra immagine on-line, perché un’azienda al passo con i tempi non può prescindere da questo strumento per coinvolgere e fidelizzare i consumatori.”

Store locator e visita virtuale

Il sito web dispone di un locator che mappa tutti i pdv del gruppo in Italia: le superette a insegna Punto, i supermercati a insegna Simply e Sma, gli ipermercati a insegna IperSimply e Cityper. L’utente può così individuare il pdv più vicino al luogo in cui vive o lavora e, registrandosi, essere costantemente informato sulle promozioni attive nello stesso punto di vendita. La registrazione, permette al sito di riconoscere l’utente a ogni nuova visita e di aggiornarlo in tempo reale e con una newsletter quindicinale.
Il sito offre inoltre la possibilità di compiere una visita virtuale al “supermercato-tipo” Simply Sma, scoprendone i vari reparti, e di sfogliare i volantini con le offerte del momento scoprendo, per ciascun pdv, le proposte più convenienti e le aperture straordinarie.

Community, idee e ricette

Il nuovo spazio web Simply Sma vuole diventare un punto di riferimento per chi cerca nuove idee per la spesa quotidiana, per la casa, e per molto altro, grazie soprattutto ad articoli redazionali, aggiornati con cadenza quindicinale, e alla sezione Simplycemente, in cui gli utenti possono inserire i loro consigli per semplificare la vita quotidiana. E in quest’ottica si colloca la sezione Simply Ricette, con la possibilità per gli utenti di pubblicare le proprie ricette, condividendole con gli altri membri.

Progettato e gestito da Medialab, agenzia new media di Novara, il nuovo sito web www.simplymarket.it ha sostituito i vari siti del gruppo Sma (www.simply-market.it, www.sma.it, www.cityper.it).

Esselunga offre servizio prenotazione testi scolastici

Esselunga ha attivato il servizio di prenotazione testi scolastici della scuola secondaria (media inferiore e superiore) valido da fine maggio fino al 31 ottobre.
La prenotazione si articola in due tappe: la prima dove i clienti Esselunga, muniti della loro lista della scuola, ordinano i libri direttamente nello store, e una seconda dove vengono avvisati tramite un servizio di sms o e-mail all'arrivo dell'ordine.

I possessori di carta fedeltà Esselunga godono di ulteriori facilitazioni: presentando alla cassa la tessera Fìdaty Card si ha diritto a un 15% di sconto sul prezzo di copertina e si possono accumulare punti fragola attraverso l'acquisto dei libri.
Inoltre i clienti Esselunga potranno monitorare lo stato dell'ordine consultando il sito www.txtnet.i.

Carrefour Italia lancia linea di prodotti senza glutine

Con la nuova linea di prodotti senza glutine, Carrefour intende confermare il proprio impegno per il
benessere legato all'alimentazione.
Un benessere alla portata di tutti, che abbina al gusto, alla garanzia di
sicurezza e alla qualità dei prodotti, la grande convenienza dell'offerta Carrefour.
La linea private label Carrefour No Gluten, presente con il medesimo brand anche nei punti vendita Carrefour di Francia,
Spagna e Belgio, viene infatti proposta ai Clienti ad un prezzo significativamente inferiore rispetto al
tradizionale canale distributivo delle farmacie e parafarmacie.

Assortimento grocery
Le 13 referenze sono nelle categorie pasta, pane, sostitutivi del pane, torte, biscotti e merende e si presentano con un pack con un codice colore innovativo rosso, giallo, arancione:
spaghetti, penne rigate, fusilli (pack da 500g), frollini al lampone 200g, biscotti ricoperti con cioccolato 150g, magdalenas 88g, magdalenas con cioccolato 100g, croissant precotti 300g, croissant precotti al cioccolato 170g, base per pizza 300g, pane bianco a fette 310g, baguette precotte 250g, torta al cioccolato 225g.

A Osimo un altro store ecologico firmato Simply

Simply Sma ha aperto nuovo ipermercato in via Molino Basso 2 a Osimo, con l'insegna IperSimply e con particolari accorgimenti di attenzione all'ambiente e al sociale.

Nell'impianto di riscaldamento/condizionamento sono stati inseriti i recuperatori di calore dalla centrale frigorifera per il riscaldamento dell'acqua dei bagni e un sistema roof-top avanzato che recupera l'aria calda/fredda all'interno del punto vendita facendola transitare nelle batterie di condensazione per risparmiare energia.

Nell'impianto freddo alimentare ci sono inverter sui compressori per regolare e ottimizzare la velocità di rotazione, valvole elettroniche sui circuiti frigoriferi per controllare e ottimizzare la temperatura dei banchi e delle celle, ventilatori elettronici sui banchi frigoriferi per una maggiore efficienza, doppio velo d'aria sui banchi frigoriferi murali per ridurre la dispersione del freddo, l'eliminazione dell'illuminazione sui ripiani frigoriferi dei reparti salumi-formaggi e ittico per diminuire l'energia consumata, banchi surgelati coperti con vetri a scorrimento per ridurre la dispersione del freddo.

Le novità dell'impianto elettrico sono: aumento delle vetrate e inserimento tubi solari per convogliare la luce naturale all'interno del negozio; riduttori di flusso luminoso per ottimizzare la luce artificiale; illuminazione interna ed esterna con tecnologia elettronica a Led che dimezza i consumi producendo maggiore luminosità; volumetrici presenza uomo nei servizi per ridurre il consumo energetico.

Grazie a queste soluzioni si prevede un risparmio energetico di 500.000 kWh all'anno, pari al 23,8% dei consumi dell'ipermercato. Inoltre, attraverso gli interventi tecnici e l'utilizzo di energia rinnovabile per coprire il fabbisogno del punto vendita, proveniente da centrali idroelettriche della Valle d'Aosta, si evita l'emissione di oltre 880.000 kg di CO2 all'anno.

Scottex sulle Blue Panorama Airlines

Dal 20 luglio i passeggeri che voleranno con Blu-express, il marchio low cost di Blue Panorma Airlines, sulle tratte Nazionali ed Internazionali Mediterranee, riceveranno in omaggio un sample di carta igienica umidificata Scottex. Un prodotto che, proprio come la normale carta igienica, è realizzato in cellulosa ed è quindi in grado di dissolversi con l'acqua e decomporsi completamente nel WC.

La pasta che aiuta a ridurre il colesterolo arriva dal Pastificio Mastromauro

Il Pastificio Attilio Mastromauro in fiera ha presentato Cuore Mio, prima pasta
che aiuta a ridurre il colesterolo. Un'innovazione che l'azienda
pugliese ha sviluppato in collaborazione con l'Università Federico
II
di Napoli, trasformando uno dei prodotti più importanti della
gastronomia tricolore in un alimento funzionale, adatto a un
consumo quotidiano per tutta la famiglia, per combattere il
rischio di malattie cardiovascolari. “L'innovazione proposta
da Cuore Mio - dichiara Corrado Agrimi di Pastificio Attilio
Mastromauro - ruota intorno all'unione di semola di grano duro
e semola di orzo di produzione 100% nazionale da Puglia e
Basilicata, che contiene un livello elevato di betaglucano, fibra
alimentare naturale che contribuisce a ridurre l'assorbimento del
colesterolo. Un uso quotidiano di Cuore Mio, con un consumo
medio pro capite intorno ai 100 grammi, permette di raggiungere
l'assunzione di 3 grammi di betaglucano, il fabbisogno quotidiano
di fibra per ridurre il colesterolo, in modo facile e senza incidere
sulla bontà della pasta”. Tre i formati proposti (uno lungo e
due corti), proposti in gdo con il prezzo lancio di un euro per
la confezione da 550 grammi. “Abbiamo creato un prodotto
realmente funzionale - conclude Agrimi - un prodotto con un
utilizzo quotidiano con la necessità di un consumo non eccessivo.
Una sfida importsante per un'azienda come la nostra, da sempre
orientata al prodotto”. 

È tempo di “riordinare” il concetto di just in time

Chi e come gestirà la logistica, dopo una crisi
della quale ancora si stenta a comprendere
le conseguenze? Se l'atteggiamento delle
famiglie e dei singoli di fronte alle difficoltà
economiche mostra omogeneità che superano
i confini nazionali, è pur vero che l'Italia
per quanto riguarda la logistica sconta ritardi,
vischiosità e ostacoli tutti suoi. Questo a partire
dalla viabilità, passando per le norme che
regolano la movimentazione delle merci su
gomma, fino all'eterno conflitto che oppone
committenti e autotrasportatori, tra i quali gli
operatori logistici si trovano a far da cuscinetto.
Attori diversi che, invece di interpretare un
copione, spesso recitano a braccio, nel senso
che puntano a trarre il massimo vantaggio
immediato dalla propria posizione.
Ma quanto è importante investire in
tecnologie in tempo di crisi e come si
può ovviare alla minore flessibilità ,in
termini dimensionali, dei magazzini
automatici rispetto a quelli di vecchia
generazione?

Per saperne di più, scarica il PDF ...

Allegati

È tempo di “riordinare” il concetto di just in time
Dossier | Uscire dalla crisi richiede anche di rendere più efficiente la supply chain, decongestionando i magazzini | Gdoweek | 7 giugno 2010 |

Deloitte illumina sul budget di Natale tra web e tecnologia

Un terzo dei consumatori italiani non si farà influenzare dalla tensione sui prezzi per far fronte alle spese natalizie, ma un altro terzo ha previsto che dovrà ridimensionarle. La parte rimanente si divide tra quelli che, per equilibrare il budget, hanno intenzione di spendere meno per i generi alimentari per lasciare invariata la spesa destinata ai regali, e quelli che invece opteranno per la scelta opposta.

Questi sono i principali risultati dell'indagine condotta da Deloitte su 20 paesi dell'area Emea (Europe, Middle East, and Africa). Pur evidenziando come disponibilità di spesa e propensione agli acquisti siano strettamente legati alla situazione economica del paese d'appartenenza, la ricerca mostra un profilo tendenzialmente unitario delle abitudini di consumo.

Chi sale e chi scende tra i paesi europei

Il caro petrolio da un lato e il rialzo, effettivo o presunto, dei prezzi di vari prodotti di largo consumo, condizionano la propensione agli acquisti natalizi. In base al sondaggio, si prevede che nei paesi europei l'aumento della spesa si aggirerà sul 3%. In dieci dei 20 paesi presi in esame, i consumatori hanno dichiarato l'intenzione di spendere di più rispetto all'anno precedente, con la Grecia al top(+8,4%), mentre nei rimanenti 10, spesso caratterizzati da una difficile situazione congiunturale e tassi di crescita inferiori, si prevede che i consumatori spenderanno dal 3,6% (Paesi Bassi) all'1,5% (Svizzera) in meno rispetto al Natale 2006. In Italia si registra una diminuzione attesa nelle spese natalizie pari al 2,8%.

I regali più ambiti

In tutta la regione Emea, i regali più ambiti dagli adolescenti sono quelli tecnologici: lettori Mp3, IPod, telefonini e giochi elettronici. Decisamente più tradizionalisti gli adulti: libri (45%), denaro/buoni acquisto(40%)e abbigliamento/calzature (39%) restano in vetta alla lista dei doni più desiderati, seguiti da viaggi gioielli/orologi, cosmetici, Cd, telefonini, computer, Mp3 e IPod. Il 63% degli intervistati europei si è detto disposto a pagare un po' di più per un regalo rispondente a buoni criteri di produzione. Questo vale soprattutto per i giocattoli: il 52% si è dismostrato molto sensibile al tema della sicurezza degli articoli d'importazione. Il 73% degli italiani sceglierà i doni in base al rispetto degli standard di qualità, il 47% in base all'eticità dell'azienda e il 64% in base al luogo di produzione.

E-commerce

Cresce anche l'importanza di internet: all'interno dell'area Emea, secondo Deloitte, si collocherebbe al quarto posto per importanza come canale di vendita degli articoli da regalo natalizi. I più acquistati in internet sono i libri (48%), seguiti da musica/Cd (37%) e prodotti audiovisivi/Dvd (29%).

Sofresh: nuove idee per i reparti carne e pesce

Il consumatore è il fulcro

Il concept proposto si avvale sia di modalità di presentazione inusuali che di forme di comunicazione ed informazione - grazie anche a tecnologie di ultima generazione - in grado di ottimizzare il livello di servizio del punto di vendita. Per esempio nelle carni, anziché la solita divisione per specie animale (carni di pollo, tacchino, maiale, manzo ecc), si proporrà un assortimento pensato in funzione delle modalità di utilizzo dei prodotti: arrosti, griglia, fettine. E all'interno di ciascuna tipologia si declineranno le diverse carni. Per esempio negli arrosti, troveremo quello di pollo, di tacchino, di maiale, di manzo, ordinati e comunicati secondo tre parametri evidenziati da una scala colore: 1) la digeribilità. 2) il tempo di preparazione e cottura della carne. 3) la quantità di prodotto crudo da acquistare per porzione. Tali informazioni saranno riportate in modo chiaro e semplice su cartelli di servizio posti a fianco di ciascun banco di vendita.

Ambientazione multisensoriale e corner ristorante

Un altro elemento innovativo sarà costituito dall'ambientazione del reparto. Entrare nell'area dedicata al pesce o alla carne sarà rispettivamente come andare al mare o in montagna, grazie alle gigantografie dei pannelli che decorano le pareti, agli elementi di arredo (come spiagge, barche con reti, carri di fieno ed erba sulle pareti) e alla diffusione di aromi. Negli ultimi tempi è cambiato il concetto stesso di supermercato: oggi non si acquista solo il prodotto da preparare a casa, ma sempre di più si acquistano piatti pronti o addirittura si consuma l'alimento direttamente sul punto di vendita. Per cui, ecco l'area della fruizione del prodotto: So Fresh Lab propone un format di ristorazione inusuale, basato sulla semplicità e l'innovazione dei piatti proposti. Inoltre, in appositi corner si potranno gustare menù a base di pesce e carni grigliate; oppure ritirarli per consumarli altrove. Un'attenzione particolare sarà data ai menu etnici con corner dedicati al kebab o al sushi bar.

Iper Portello offre servizio ambulatoriale attraverso il Centro Diagnostico ITaliano

Da metà novembre, al Portello di Milano - centro commerciale urbano con un superstore Iper (Gruppo Finiper) come locomotiva e una piazza con oltre 30 attività commerciali classiche - il Centro Diagnostico Italiano - CDI ha aperto una nuova sede, dove è possibile eseguire prelievi di laboratorio, privatamente e con il Servizio Sanitario Nazionale.

Tra i plus principali, gli orari di apertura continuati -dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 18.00- e il vantaggio di poter sfruttare anche il sabato mattina (dalle 7.30 alle 12.00) per effettuare dei prelievi. Presso la sede del CDI, inoltre, non manca il poliambulatorio dove, anche su prenotazione telefonica, si eseguono visite di allergologia, cardiologia, dietologia, chirurgia, oculistica, ginecologia, otorinolaringoiatria, urologia.

Non è la prima volta che in Italia, all'interno di un centro commerciale, viene inserita un'area legata alla salute. Il primo centro commerciale a offrire quest'opportunità è stato I Gigli di Campi Bisenzio (Firenze), con un Medical Center, aperto oltre un anno fa, presso il quale sono possibili anche sconti a fronte dell'acquisto di farmaci otc e sop effettuati nella parafarmacia dell'ipermercato Panorama (locomotiva alimentare del centro). Anche il Servizio Dentistico presente in due diversi Ipermercati Auchan (a Rescaldina-Mi e Cesano Boscone-Mi), sta garantendo risultati soddisfacenti.

In.Al.Pi. e Compral-Latte firmano per la filiera di latte piemontese presso Coldiretti Piemonte

La firma del contratto di fornitura è avvenuto oggi in Coldiretti a Torino. Presenti: Paolo Rovellotti presidente Coldiretti Piemonte, Ambrogio Invernizzi Ad In.Al.Pi., Roberto Chialva presidente cooperativa Compral-Latte, Enrico Scimone Ferrero spa e Claudio Sacchetto, Assessore Regione Piemonte all'Agricoltura.

Il ruolo dei contraenti
La neocostituita Compral-Latte è il primo acquirente del latte prodotto da 104 allevatori soci per un totale che adesso è di 1.700 quintali al giorno e che nel 2011 sarà destinato a raddoppiare. I produttori sono delle province di Torino, Cuneo, Novara e Vercelli.
Il latte viene venduto alla In.Al.Pi che lo destina a due scopi produttivi: la prima parte, con certificazione Italialleva della Associazione Italiana Allevatori (il bollino blu stampato sui prodotti che garantisce la
tracciabilità del latte e garantisce l'origine dell'animale, l'italianità, la tracciabilità del prodotto, il benessere dell'animale e la sicurezza alimentare) verrà utilizzata dall'azienda casearia
morettese per la produzione a brand In.Al.Pi di formaggini e fettine di
formaggio fuso. La seconda parte che è quella maggiore verrà invece utilizzata per fare latte in polvere
destinato alla Ferrero, 5.000 quintali di latte al giorno per 365
giorni l'anno per un totale di 180 milioni di litri pari al 20% della
produzione piemontese.

Il prezzo indicizzato del latte
È stato messo a punto con l'intervento della Facoltà di Agraria dell'Università di Piacenza. Il prezzo viene formato tenendo in considerazione un paniere composto da 15 prodotti di cui 5 internazionali ( cheeddar, polvere di latte intero, polvere di latte scremato, burro e Edammer), 5 di importanza nazionale (grana padano, parmigiano reggiano, gorgonzola, mozzarella, latte alimentare) e 5 legati ai costi di produzione del settore primario (fieno, orzo, soia, mais e costo energia).
Il prezzo viene aggiornato ogni mese e in giugno il prezzo stabilito è 37,1 centesimi di euro al litro che è circa un 10-15% più alto della media.
Grazie all'indicizzazione tutte le componenti della filiera hanno uguale peso e dignità, che "non può non tradursi in un vantaggio l'economia nel suo complesso nel medio lungo periodo -ha affermato Bruno Rivarossa direttore Coldiretti Piemonte-."

In.Al.Pi
Il progetto prevede che a gestire l'impianto di sprayatura sia In.Al.Pi., che gestisce già la produzione e la logistica del latte per il gruppo Ferrero. L'investimento è stato di 10 milioni di euro per la torre di sprayatura  e di 20 milioni in totale.
Per quanto riguarda, invece, i formaggini e le fettine di formaggio fuso viene creato un nuovo packaging per valorizzare il componente principale che è il latte. Questa attività determina l'ingresso di In.Al.Pi. nel mercato dei prodotti di marca andandosi ad affiancare alle due divisioni
storiche per la produzione conto terzi e la produzione semilavorati. 
In.Al.Pi. produce private label per Aldi Uk e Aldi Germania. Produce semilavorati per Parmalat, Sterilgarda, Ferrero e Granarolo.

Conad Tirreno, 2009 da record

Valore delle produzione a oltre 1 miliardo di euro (+17 % rispetto al 2008), utile netto di 24,9 milioni di euro e vendite al dettaglio per 1,95 miliardi di euro, il 20% in più rispetto ai risultati dell'esercizio precedente; patrimonio netto in crescita dai 194,4 milioni di euro del 2008 a 233,3 milioni. Sono i lusinghieri risultati presentati dal bilancio di Conad Tirreno presentati oggi nell'assemblea dei soci a Firenze.

Operazioni strategiche
“Un anno importante per la nostra cooperativa - ha commentato Ugo Baldi, Amministratore Delegato di Conad del Tirreno - nel quale si è ottenuto questo risultato grazie a due strategiche operazioni, nel Lazio con SIR Supermercati e in Sardegna con Multimarket, e poi attraverso un miglioramento qualitativo dei nostri punti di vendita che ha dato un fondamentale contributo all'incremento del fatturato a rete omogenea, rafforzando la quota di mercato anche laddove non ci sono state nuove aperture”.

Format
Tutti i format di vendita e le relative insegne - 326 pdv, tra Margherita, Conad City, Sapori&Dintorni Conad, Conad, Conad Superstore e E.LeclercConad con 7 mila occupati distribuiti su Toscana, Sardegna, alto Lazio, e La Spezia e provincia - sono diventati - ha aggiunto Baldi “ un punto di riferimento nel territorio, capaci di coniugare un'importante offerta commerciale, una forte valorizzazione delle produzioni tipiche locali e una vasta scelta di servizi. Questi elementi, uniti alla multicanalità, hanno rafforzato la distintività e identità sul territorio del gruppo e in questo ambito si inseriscono anche le aperture dei nuovi negozi Sapori&Dintorni Conad a Firenze”.

Programmi
Per il prossimo triennio Conad Tirreno ha varato un piano di investimenti ambizioso che impegnerà risorse per 250 milioni di euro sviluppando un fatturato atteso di oltre 500 milioni di euro, per raggiungere così la quota complessiva di 2,5 miliardi di euro di vendite.

American Express: nuovi partner e moltiplicatore unico per super e iper

È partita la seconda fase dell'iniziativa speciale di American Express rivolta ai titolari iscritti al programma di fidelizzazione Membership Rewards, che consente di moltiplicare, presso i punti di vendita dei partner aderenti, i punti guadagnati per ogni euro di spesa pagata con Carta American Express.

Nuovi importanti partner si sono aggiunti in questa seconda fase, consentendo ai titolari di carte American Express di poter moltiplicare, presso i propri punti vendita, 3x, 5x, 10x i punti accumulati. Tra i nuovi partner di questa seconda fase: Mondadori, Chicco (Artsana), Cargo Hi Tech, Cisalfa, Coccinelle, Mc ArthurGlen (che comprende cinque grandi outlet, tra cui quello di Serravalle Scrivia) Massimo Dutti e Toys (Holding giocattoli), per il settore retail; Boscolo Hotels e Terme di Saturnia per settore travel; H3G per la telefonia.

Confermano la loro presenza Eni e Esso, La Rinascente, Murphy & Nye, Ikea, Mediaworld e Saturn, Ottica Randazzo, Hotel Baglioni, Best Western, Sky e Direct Line.

Un'altra importante novità è il moltiplicatore unico 3x comune alle maggiori catene di supermercati e ipermercati aderenti, quali: Auchan, Bennet, Coop, Carrefour, Esselunga, Iper, GS, Il Gigante, Pam, Billa, Unes, Sma, Panorama.

TNT POST lancia la Posta Elettronica Certificata per professionisti e aziende

TNT Post ha lanciato Formula Pec, la Posta Elettronica Certificata dedicata a professionisti ed aziende, per inviare e ricevere documenti in modo affidabile e certificato legalmente.

Invii trasparenti e verificabili
Ai benefici generali offerti dalla Posta Elettronica Certificata, quali l'adempimento alle normative, con Formula Pec TNT Post permette ad un ampio ventaglio di utenze professionali private e non, di:
dialogare con i propri clienti/fornitori/enti in modalità affidabile e certificabile legalmente agevolarli quando occorre trasmettere documenti (fatture, contratti, atti amministrativi, ecc) con invii trasparenti e verificabili dare maggiore efficienza quando vogliono ottenere documenti e certificati da aziende/enti/PA con la certezza che non si creino disguidi nel riceverli.

Tecnologia IBM
Oltre a questo, Formula Pec si contraddistingue per la consulenza progettuale di un partner  come In.Te.S.a., società del gruppo IBM che sviluppa ed eroga servizi informatici avanzati e innovativi. Grazie ad un accordo di partnership, TNT Post si è avvalsa della tecnologia IBM per sviluppare il proprio servizio, caratterizzando Formula Pec con standard qualitativi ai massimi livelli nel panorama del mercato italiano, sia in termini di supporto tecnologico che di certificazioni.

Salumi, consumi stabili in Italia mentre l’export sale del 14,8%

È tornata a crescere nel 2009, la produzione di salumi. Nel complesso, infatti, la produzione è salita a quota 1,174 milioni di tonnellate (+0,5), pari a un fatturato di 7,6 miliardi di euro (+0,3%).
“Il settore spinto dall'esigenza di offrire prodotti sempre più di qualità a prezzi accessibili -ha affermato Lisa Ferrarini, neo presidente di Assica, l'associazione di riferimento per oltre 180 imprese del settore- ha proseguito nello sforzo di migliorare la produttività, per ottenere i margini di remunerazione propri di un'attività industriale solida, efficace e tale da guardare con fiducia alle sfide del futuro. Uno sforzo premiato solo in parte dal recupero di redditività, risalita marginalmente dai bassi livelli del 2008 e ancora non soddisfacente”.

Il trend dei prodotti

Con riferimento ai singoli salumi, prosciutto crudo e cotto hanno confermato la loro posizione di prodotti leader del settore, rappresentando insieme il 47,4% in quantità e il 50,6% in valore. Tuttavia, nel 2009 i due prodotti hanno avuto un andamento produttivo difforme rispetto al 2008: leggermente negativo per i prosciutti cotti (-0,6% a volume e -0,5% a valore); appena positivo per i crudi (+0,2% a volume e +0,2% a valore).
In crescita la produzione della mortadella (+1,2%) per un valore pari a 670 milioni di euro (+1,1%). Decisamente buono il 2009 per i würstel, che hanno registrato un aumento del 2,6%, pari a 228 milioni di euro.
Buone le performance anche per la pancetta (+1,1% a volume), mentre appena un po' più dinamica rispetto agli ultimi anni è risultata la coppa (+0,2%). Discreta la situazione per il salame, cresciuto del +0,5% in quantità e del +0,4% in termini di fatturato (921 milioni di euro).
Stabile la produzione dello speck, sia in quantità (sia in valore (274 milioni di euro). Anno ancora negativo, invece, per la bresaola: le quantità prodotte sono scese a 15.700 tonn. (-1,3%) per un valore di 234 milioni di euro (-1,5%).

I primi tre mesi di export

Nel primo trimestre, secondo i dati recentemente diffusi da Istat, sono state inviate all'estero circa 27.300 ton di prodotti della nostra salumeria (+14,8%) per un corrispettivo di 209,6 mio di euro (+13,0%).
Dopo l'ottima performance maturata nel 2009, +3,6% in quantità e +3,3% in valore, il comparto ha continuato a mantenere un passo più veloce rispetto a quello medio delle esportazioni italiane (sia industriali che alimentari in genere) confermandosi straordinariamente dinamico.
Tra i Paesi partner all'interno dell'Ue spiccano gli incrementi di Germania, Francia e Regno Unito, mentre tra i Paesi terzi quelli di Croazia, Usa e Giappone.

“È il risultato di un lavoro costruito nel tempo con costanza e determinazione basato sulla profonda convinzione che l'alta qualità espressa a un prezzo competitivo dai nostri prodotti sia in grado di ritagliarsi uno spazio importante sui mercati esteri anche in momenti di difficoltà congiunturale” ha concluso Ferrarini.

Greci Industria Alimentare introduce nuovo brand di V gamma

Greci Industria Alimentare introduce la nuova marca per il retail, Chef per Me. L'ampio portafoglio di soluzioni gastronomiche di V gamma comprende
piatti freddi: carpacci di polpo, di gamberetti, di tonno e di pesce spada,
abbinati a salse in bustina monodose, formulate con ingredienti tipici
italiani (dressing al limone di Sicilia, al basilico genovese, all'aceto balsamico
di Modena, alle olive verdi). Interessanti anche i filetti di pesce cucinati con salsa e contorno, da consumare caldi, dopo un breve passaggio in microonde.

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