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Ovs lancia Piombo, nuova insegna menswear

Due prime aperture per il neonato concept retail a Milano e a Treviso, per arrivare a 15 store entro il 2019. Alla direzione creativa lo stilista Massimo Piombo, che propone il suo stile premium a un prezzo abbordabile, ma sempre con identità distintiva

Per primi apriranno due negozi "stand alone" di circa 120 metri quadrati a Milano e a Treviso, poi il progetto si svilupperà con l'apertura, entro il 2019, di altri 15 negozi su strada. Così Ovs guarda al futuro con la nuova insegna Piombo, che si rivolge a uomini e ragazzi dallo stile elegante e attuale, con prezzi però abbordabili.

Un progetto guidato dal direttore creativo e stilista Massimo Piombo, che trasforma la sua fascia altissima in un marchio più accessibile (giacche fra i 250 e i 350 euro, pantaloni a 70-80 euro), pur mantenendo un'identità distintiva e dal sapore elitario rispetto al brand Ovs. Allo scopo è stata costituita una NewCom che fa capo per il 70% a Ovs e per il 30% a Piombo.

L'iniziativa al momento è partita con il sito dedicato, ma il progetto di eCommerce vero e proprio arriverà dal 2019 insieme allo sviluppo della rete fisica. Si guarda anche alla collaborazione con altri marchi trasversali, dal mondo dell'aeronautica a quello di motociclismo e ciclismo, il tutto mantenendo la nuova immagine coerente. A caratterizzare quest'ultima è il binomio di colore giallo-nero espresso in linee verticali.

Come spiega Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs: "Piombo introdurrà nel mercato italiano una proposta nuova, per rispondere a una domanda di eleganza e qualità a prezzi ragionevoli. Nella nostra intenzione sarà una interessante sintesi tra il talento di Massimo e la nostra capacità di produrre a costi contenuti con il miglior rapporto qualità prezzo, grazie alla forza della nostra supply chain. Questo progetto si aggiunge agli altri che abbiamo avviato con Massimo Piombo sul fronte della Direzione Stilistica Uomo e della Direzione creativa di Ovs. Auspico una collaborazione a lungo termine e sono certo che Massimo darà un grande apporto creativo al nostro brand".

Smeg debutta in Cina su Tmall di Alibaba

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L’azienda italiana Smeg, produttrice di elettrodomestici di design, ha scelto Tmall come partner per l’espansione del business in Cina

L’azienda italiana Smeg, produttrice di elettrodomestici di design, ha scelto Tmall come partner per l’espansione del business in Cina. Sulla piattaforma B2C del Gruppo Alibaba, inaugura il suo primo flagship store. Smeg proporrà un’offerta di piccoli elettrodomestici, tra cui la sua ultima linea Sicily is my love, disegnata in collaborazione con la casa di moda Dolce & Gabbana e disponibile in esclusiva agli oltre 570 milioni di consumatori cinesi attivi sul marketplace della compagnia tecnologica di Hangzhou. Le prevendite, già aperte da venerdì 7 settembre, includono oggetti come spremiagrumi, tostapane, macchine del caffè, bollitori e frullatori a immersione, tutti decorati con grafiche originali colorate che richiamano i motivi della tradizione siciliana: dagli agrumi, ai fiori, fino al mare. L’attuale offerta verrà ulteriormente ampliata in occasione dello shopping festival di Alibaba, Single’s Day, il prossimo 11 novembre.

Louis Ma, Greater China COO di Smeg, spiega: “Nell’ambito di questa partnership, intendiamo anche sfruttare le applicazioni New Retail e le capacità digitali di Alibaba per innovare e interagire in maniera efficace e rilevante con i nostri clienti di oggi e di domani”.

Christina Fontana, business development director di Alibaba Group in Italia, aggiunge:  “L’arrivo su Tmall di un brand unico e iconico come Smeg apporta un valore eccezionale per i nostri clienti in Cina. L’apprezzamento per prodotti “premium” è un trend in crescita in Cina, e i prodotti Smeg sono ottimamente posizionati per cogliere questa opportunità e diventare una presenza fissa nelle abitazioni di tanti Millennials e famiglie nei principali centri urbani cinesi”.

Nespresso lancia N-Point, nuovo format

Investire nell’accessibilità dei propri prodotti e integrare l’offerta retail con un nuovo format: questo l'obiettivo della multinazionale svizzera con gli N-Point, corner automatici, presenti nei negozi MediaWorld, presso i quali i consumatori con maggiore facilità possono acquistare le loro capsule di caffè preferito

Tantissimi gusti diversi, e molta scelta anche per acquistarli. Nespresso ha annunciato oggi il lancio di un nuovo format distributivo. Si chiama N-Point e, come suggerisce il nome, è un “punto” Nespresso non autonomo, bensì collocato all'interno di un'insegna diversa, e sinergica: Media World. L'idea è quella di offrire, come per altro fanno già altri brand, oltre alle macchinette da caffè, anche la “materia prima”, le capsule appunto. In parte incentiva la vendita delle macchine, dall'altra viene incontro ai clienti Nespresso che abitano vicino a un negozio Media World ma lontano da una boutique Nespresso, il format retail dedicato. Anche Media World ne trae vantaggio, non solo con la vendita ma anche con l'aumento della pedonabilità che potrebbe portare nuovi acquisti anche in altri settori.

Il corner N-Point propone un acquisto rapido attraverso un terminale abilitato al pagamento con la carta di credito e il ritiro delle capsule al centro servizi di Media World, e poi un percorso assistito, con personale Nespresso che segue il cliente nella scelta delle capsule e nell'uso del terminale.

Al momento Nespresso è attivo già con 11 N-Point e l'elenco dei nuovi punti viene mantenuto aggiornato online sul sito Nespresso.

I casalinghi performano sull’onda delle tendenze

Enfasi su sicurezza e salute, ispirazione eco-friendly, risposta alle esigenze funzionali emergenti. Queste le tendenze che connotano le varie anime della macro-categoria, monouso compresi (da Gdoweek n. 13)

Un grande mercato maturo quello dei casalinghi, ma non privo di spunti di dinamismo e potenzialità di sviluppo. A cominciare dal comparto cookware, che in molti segmenti continua a realizzare risultati piuttosto positivi grazie soprattutto alla costante tensione verso il nuovo. “Si osservano due direttrici principali -sintetizza Paolo Canciani, direttore commerciale La Termoplastic - Fbm, azienda specializzata nella produzione di manicature, pomoli e accessori per pentole-. Da una parte, uno studio sempre più approfondito sul prodotto nelle fasi di ingegnerizzazione, teso a prevederne la sua futura evoluzione negli anni a venire; dall’altra, una sempre maggiore importanza del marketing, determinante nella definizione del prodotto nella sua funzionalità”.

La praticità appare un requisito imprescindibile. “Con riferimento alla cottura, oggi i consumatori sono alla ricerca di soluzioni che li aiutino nella vita di tutti i giorni, agevolando la loro esperienza in cucina e, nel contempo, soddisfacendo un crescente desiderio di naturalità”, spiega Cinzia Casagrande, marketing and sales manager di Alluflon Group. “Per questo motivo, risultano premiate le linee di ispirazione green che, grazie a notevoli proprietà di antiaderenza, permettono di cucinare facilmente e di essere pulite con altrettanta semplicità”.

Un altro tema ricorrente è quello del risparmio. “Rileviamo sul mercato un deciso orientamento verso la cucina salutare ma anche una maggiore attenzione al risparmio di tempo e di energia, senza dimenticare il focus sulla convivialità come valore”, afferma Andrea Barazzoni, amministratore delegato di Barazzoni. “Impattano in modo significativo la sempre maggiore diffusione della cottura a induzione, e la crescente differenziazione della dieta all’interno di uno stessa famiglia”.

Meno silicone per stampi & tortiere. “Il mercato italiano degli stampi da forno in acciaio con rivestimento antiaderente è abbastanza stabile”, riferisce Elena Guardini, direttore marketing di Guardini. “Trattandosi di un prodotto con prezzo modico, l’acquisto avviene quando ne sorge il bisogno: questo fa sì che in Italia i dati di consumo non subiscano variazioni significative. Sempre tonica è la dinamica di tortiere apribili con cerniera, tegami per la pizza, lasagnere e stampi per muffin; sul fronte opposto, flettono significativamente i prodotti in silicone”.

I produttori attivi su diversi versanti del casalingo orientano strategicamente la propria attività in funzione dei trend evidenziati. “In linea generale -osserva Giorgio Toninelli, amministratore delegato di Pedrini - nell’ultimo periodo abbiamo rafforzato le nostre posizioni nei nostri mercati storici, l’utensile e la pasticceria, controbilanciando la tendenza meno positiva registrata nel 2017. Notiamo che i nostri consumatori, specie i più giovani, manifestano un particolare interesse nei confronti delle caffettiere e, in generale, degli strumenti di cottura, soprattutto se adatti ai piani ad induzione”.

In area tavola, oggi il vetro si rivela più sensibile alle tendenze dell’horeca. “Il consumatore ha cambiato modo di vivere la casa e la tavola”, spiega Massimo Leonardi, amministratore delegato di Pasabahce Italia. “Nel nostro settore molti prodotti e soluzioni ideati per il consumo extradomestico vengono ora proposti anche sul mercato consumer. A fronte di una crescente ricettività della domanda, effettuiamo investimenti significativi per presentare ogni anno novità di prodotto progettate con professionisti del mondo della moda e del design”.

Accesso riservato

A Milano il primo store europeo Nba

Dovrebbe essere inaugurato entro Natale il primo store Nba d’Europa che sarà realizzato a Milano, in zona San Babila, nella Galleria Passarella

Dovrebbe essere inaugurato entro Natale il primo store Nba d’Europa che, stando a quanto scrive La Gazzetta dello Sport, sarà realizzato a Milano, in zona San Babila, nella Galleria Passarella. Il punto di vendita sarà liberamente ispirato allo store di New York situato sulla 5th Avenue.

L’apertura del nostro primo Nba Store in Europa –spiega il vicepresidente Eme Vandana Balachandar – sottolinea l’impegno costante nel raggiungere i nostri fan a livello globale”.

 

Amazon Go cresce e sbarca a New York

Nel centro di Seattle, al 920 5th Avenue, Amazon.com Inc. sta allestendo il suo secondo emporio Amazon Go e conta di aprirne, altri due in breve tempo a Chicago e San Francisco

Dopo l'apertura di un secondo punto di vendita a Seattle, al 920 5th Avenue, Amazon.com Inc. amplia la sua presenza sul territorio statunitense e punta su New York dove aprirà a breve uno store. La testata The Information ha infatti intercettato una serie di annunci lavorativi pubblicati su internet relativi alla struttura, tra cui lo store manager.

Un portavoce di Amazon ha poi confermato la notizia a TechCrunch.

E, stando a quanto scrive il giornale online Supermarket news, sono in programma ulteriori due aperture nei prossimi mesi a Chicago e San Francisco. 

Come nel caso del primo punto di vendita sarà adottata l'app per smartphone di Amazon che consente di fare acquisti senza pagare. Quando i clienti lasciano il negozio, la tecnologia Just Walk Out addebita automaticamente sul proprio account Amazon la cifra relativa agli articoli acquistati e quindi invia una ricevuta all'app.

Save The Duck sceglie Milano per il suo primo monomarca

save the duck Milano
In via Solferino, a Milano, Save The Duck, il marchio di piumini 100% animal free, apre il suo primo monomarca. L’operazione era stata annunciata a inizio marzo

In via Solferino, a Milano, Save The Duck, il marchio di piumini 100% animal free, apre il suo primo monomarca. L’operazione era stata annunciata a inizio marzo, al momento dell’ingresso di Progressio Sgr come azionista di maggioranza nella società. Secondo quanto spiega l’amministratore delegato del marchio, Nicolas Bargi, si tratta di un primo passo. “Il piano di aperture al 2020 è ambizioso e toccherà le principali destinazioni fashion del mondo” sottolinea l’Ad. E si affiancherà al network selezionato di negozi wholesale Save The Duck presenti in 29 Paesi, in particolare in Europa, con in testa Germania, l’area Benelux e tutta la Scandinavia, e in Nord America. E, stando a quanto sostiene Angelo Piero La Runa, senior partner di Progressio Sgr, “L’azienda sta già lavorando per aprire a breve anche due pop-up store in location strategiche per Save The Duck, entrambi in Europa. Ma la maggiore parte degli investimenti sul fronte retail verrà messa sul piatto nel biennio 2019-2020”.

 

In termini di risorse economiche stanziate, l’azienda investe 5 milioni di euro destinati al retail fino al 2020, anno in cui i monomarca, in base alle previsioni, “arriveranno a fruttare – spiega Bargi - il 5% sul totale fatturato con un obiettivo a 5 anni pari al 10%. Lo stesso target è stato fissato anche per l’eCommerce”. Proprio in visione del potenziamento del settore del commercio elettronico è stato potenziato il management del gruppo con l’ingresso di Angelo Lorusso in qualità di digital marketing & eCommerce manager. Lorusso proviene da Yoox Net-A-Porter.

Il monomarca milanese è stato coordinato per la progettazione dall’architetto Caterina Frazzoni di DCMlab specializzata in design e construction management. “Per l’individuazione del concept abbiamo realizzato un concorso chiamando a raccolta 10 dei migliori studi emergenti d’architettura in Europa” racconta Frazzoni citando i tre finalisti ossia Aoumm di Milano, Sam architects di Zurigo e Marcel Mauer con sedi a Londra e Parigi. A vincere sono stati proprio gli architetti di Marcel Mauer: Antonio Pisanò e Lorenzo Baldini, entrambi con un forte imprinting lato sostenibilità. Al duo d’architetti è stato assegnato un premio in denaro e un contratto biennale per la progettazione e la realizzazione degli spazi retail worldwide di Save The Duck. Scelta della location, sviluppo del concept, l’ingegnerizzazione e l’allestimento finale sono stati gli step successivi messi a segno pre-apertura.

Basko entra al Retail Park di Alessandria

Pdv Basko Retail Park Alessandria
All’interno del Retail Park di via Marengo, ad Alessandria, Basko inaugura il suo 61esimo. Il punto di vendita (Gruppo Sogegross) occupa un’area di 1.500 mq

All’interno del Retail Park di via Marengo, ad Alessandria, Basko inaugura il suo 61esimo. Il punto di vendita (Gruppo Sogegross) occupa un’area di 1.500 mq. Sono presenti macelleria, gastronomia con ampio spazio dedicato al take-away e una vetrina con prodotti d’eccellenza, panetteria e pasticceria con banco assistito e con la possibilità di pesare e prezzare i prodotti in modalità self service, pescheria aperta tutti i giorni ad eccezione del lunedì in quanto la domenica notte non c’è pescato. Anche in ortofrutta si dà particolare attenzione ai prodotti del territorio. Non mancano in assortimento i vini e le referenze dedicate a chi soffre di intolleranze alimentari. Lo store impiega 33 addetti, tutti assunti sul territorio, ed è dotato di casse veloci, con modalità Spesa Sprint, e una dedicata ai clienti con fragilità (anziani, disabili, ma anche future mamme).

 

Espandere la propria rete di vendita è oggi sempre più complesso, perché il mercato è saturo: per questo occorre individuare soluzioni innovative per adeguarsi sempre di più alle mutate esigenze dei clienti” spiega Antonio Mantero, direttore sviluppo del Gruppo Sogegross, che prosegue: “Apriamo questo nuovo punto vendita in una posizione strategica, insieme ad altre attività commerciali: sarà fondamentale realizzare sinergie per fare sistema”.

Giovanni D’Alessandro, direttore generale di Basko, aggiunge: “Abbiamo un’importante presenza di prodotti locali, vogliamo innescare un circolo virtuoso perché il territorio ne abbia beneficio economico e buoni risultati”.

Molino Pasini, le farine pregiate in un pop-up a Milano

È dedicato agli appassionati di buona cucina, il pop-up Molino Pasini che sarà aperto a Milano il 15 e 16 settembre al Palazzo delle Stelline, in occasione dell’evento gastronomico Sweety of Milano

Il brand, specializzato in farine tecniche e pregiate, sviluppate con i migliori artigiani e chef, si propone al  mondo dei cuochi amatoriali. È dedicato agli appassionati di buona cucina, il pop-up Molino Pasini che sarà aperto a Milano il 15 e 16 settembre al Palazzo delle Stelline, all’interno di un chiostro, in occasione dell’evento gastronomico Sweety of Milano.  Il chiostro sarà ambientato come una vecchia bottega d’antan, una drogheria d’altri tempi. E proprio la bottega storica sarà il fil rouge della prossima campagna stampa, in fase di realizzazione, che vedrà i nuovi pack dialogare con la storia, in un percorso che vuole celebrare la tradizione facendola rivivere in un contesto inconsueto, ideale per riscoprire l'artigianalità anche dal punto di vista visivo e concettuale.
In esposizione nel temporary store le nuove confezioni da un chilo La tua Farina,  la linea retail Molino Pasini, disponibili online e nella Gdo.

laFeltrinelli apre nuova libreria bistrot nel quartiere Brera

La nuova laFeltrinelli RED (Bistrot libreria) di corso Garibaldi 1 a Milano si sviluppa su 350 mq con 11.000 titoli in assortimento e un menu-libro fra le novità del format. Fra le caratteristiche del punto di vendita, la cucina a vista del bistrot, e l'ampio spazio alla letteratura straniera e al turismo

Per la prima volta compare espressamente la dicitura Bistrot Libreria. Tali sono sempre state le RED lanciate da gruppo Feltrinelli nel 2013, ma la nuova libreria di Corso Garibaldi 1 a Milano (Brera) vuole evidenziare già dall'esterno la funzione e la destinazione del format.

La nuova libreria bistrot RED (Read Eat & Dream) è una delle più importanti aperture del gruppo editoriale-retail negli ultimi anni. Il nuovo spazio è un incontro, nelle linee e nei particolari materiali e strutturali del concept, tra la memoria architettonica milanese e lo spirito contemporaneo. Sviluppata su 2 livelli, espone 11.000 titoli su 350 mq e offre 80 posti a sedere nello spazio bistrot tipico delle RED.

Tra le caratteristiche più contemporanee, risalta la cucina a vista, nella sala centrale al piano terra. Gli arredi interni sono firmati da Cargo, di cui è presente anche uno spazio con una selezione di articoli per la casa.

Nell'offerta editoriale spiccano le novità, ma anche proposte di approfondimento su temi della contemporaneità, e poi saggistica e grandi classici. Accanto alla narrativa e alla saggistica un fornito reparto di letteratura in lingua straniera, pensato per il pubblico di turisti che ogni giorno affolla il quartiere.

Una sala è riservata al reparto Kidz, mentre gli spazi che circondano il ballatoio superiore sono dedicati ad arte e architettura contemporanee e fumetti. Per gli appassionati di musica, anche una selezione di vinili. Completa l’offerta una scelta di cartoleria, oggettistica e idee regalo.

Tra le novità della nuova libreria Bistrot, il menu confezionato come un vero libro da sfogliare: indice, capitoli e testi raccontano i piatti, i cocktail e i dolci. Le storie diventano suggestioni per abbinamenti culinari, oppure la fonte diretta delle ricette. Nella lista ogni piatto è accompagnato da una citazione letteraria o dall’indicazione del romanzo da cui è tratto. Qualche esempio: i maccheroncini con ragù alla siciliana sono ispirati direttamente al Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; la ricetta del burger vegano è invece un omaggio a Se niente importa, saggio ambientalista di Jonathan Safran Foer, mentre il crostone di pane nero con burro e alici vuole richiamare le pagine dell’Amica geniale di Elena Ferrante. Il tortino al cacao con cuore fondente non può non avere accanto una frase da La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. E nessuno meglio di Charles Bukowski può parlare di vini e drink.

Ideato da Gruppo Feltrinelli e sviluppato con CirFood grazie alla joint venture paritetica FC Retail, il format delle librerie bistrot a insegna RED raggiunge i 5 punti vendita nella sola città di Milano: oltre la nuova Red di Garibaldi, ricordiamo quella aperta l'anno scorso nella shopping district di CityLife; la storica e prima Red di piazza Gae Aulenti. Infine viale Sabotino-Porta Romana e Scalo Milano.

 

 

 

U2 Supermercato si consolida a Torino

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L’insegna rafforza la presenza in Piemonte e sbarca in via Fossata, ad angolo con via Sospello, a Torino con uno store di 900 mq

L’insegna rafforza la presenza in Piemonte e sbarca in via Fossata, ad angolo con via Sospello, a Torino con uno store U2 Supermercato, in linea con la filosofia dell’every day low price, sviluppato su 900 mq, aperto 7 giorni su 7 dalle 8 alle 21.

Sono presenti i reparti di gastronomia, macelleria e pescheria servite, l’ortofrutta sfusa e la panetteria self – service. L’assortimento offre oltre 7.500 referenze tra le quali 300 di gastronomia/panetteria, 300 di ortofrutta, 250 di carne e pesce, latticini (800 referenze), surgelati (450), scatolame (3.700) e prodotti non food (1.900). Tra i servizi propone wi-fi gratuito e la postazione per ricaricare il cellulare, un parcheggio coperto di oltre 80 posti con 6 postazioni per la ricarica delle auto elettriche.

L’attenzione verso l’ambiente e la sostenibilità si concretizzano nella scelta di utilizzare borse in TNT e sacchetti interamente biodegradabili e compostabili, oltre a confezioni d’acqua senza il tradizionale imballo in plastica che permette di risparmiare ogni anno più di 300 camion di plastica da smaltire.

 

Basi fresche, l’innovazione rianima lo scaffale in gdo

L’assortimento ruota tutto attorno alla marca leader di mercato, molto vivace nel proporre costantemente referenze in linea con le nuove esigenze di consumo (da Gdoweek n. 13)

Un mercato che si sta risvegliando, con l’innovazione che fornisce nuova linfa allo scaffale. Il back to basic e il ritorno alle preparazioni tra le mura domestiche stanno premiando le basi fresche per pizza, pasta sfoglia e frolla in rotoli o di altro tipo. Il trend di mercato è dunque abbastanza favorevole, almeno a sentire gli operatori della gdo. Secondo l’analisi di Francesco Bertoraglia, category manager grocery 1 di Conad Centro Nord, facendo riferimento al primo quadrimestre 2018 in area 1 e 2, “La categoria ha performato bene, con un incremento del 10% a valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Guardando ai diversi segmenti appaiono un po’ in sofferenza quelli che identificano un consumo più tradizionale, come le basi per pizza (-2%) e la pasta sfoglia tradizionale (-7%). Abbastanza stazionaria la situazione della gamma frolla (+1,9%). “Viceversa danno buoni risultati i segmenti più innovativi che, forti del basso confronto sul mercato, stanno sostenendo la categoria con vendite a valore molto interessanti. In questo contesto sicuramente la versione senza glutine delle referenze classiche (rappresentata quasi esclusivamente da Buitoni) con un posizionamento di prezzo di 3,49 euro sta dando da tempo un’interessante spinta alla categoria”. Un riscontro positivo hanno anche prodotti alternativi alle basi classiche come le palline da stendere e farcire a piacimento o la pasta Pinsa (impasto con mix di farine), una base più leggera, referenziata in busta con due basi e che offre uno scontrino interessante. In un’ottica innovativa è interessante anche la tipologia di pasta ‘Fillo’, sfoglia molto sottile utilizzata per diverse preparazioni in cucina. Anche Mario Rossomando, category manager freschi di Migross evidenzia come “I numeri sviluppati dalla categoria nella nostra insegna siano interessanti e in crescita. Il display delle basi fresche è connotato per i tre quarti da Buitoni, leader di mercato presente con le diverse tipologie e accezioni (forma rotonda, rettangolare) di prodotto, che spinge sull’innovazione in particolare nella direzione bio e light (in quest’ultimo caso per migliorare il vissuto di prodotti che contengono grassi)”.

Quali sono le logiche di definizione degli assortimenti e quali i fattori evolutivi? Le basi fresche si trovano solitamente accanto allo scaffale della pasta fresca, in uno spazio relativamente limitato e con un assortimento abbastanza standardizzato, che tuttavia negli ultimi anni si è un po’ evoluto per venire incontro ai trend emergenti di consumo (prodotti senza glutine, light, bio, salutisti) e alla propensione di un numero crescente di consumatori a provare prodotti nuovi.

Accesso riservato

Vibram: uno spazio a Montebelluna

Vibram
Si espande sul territorio l’insegna Vibram, attiva nella produzione di suole in gomma destinate all’outdoor, lifestyle e sicurezza sul lavoro

Si espande sul territorio l’insegna Vibram, attiva nella produzione di suole in gomma ad alte prestazioni, destinate ai settori dell’outdoor, del lifestyle e della sicurezza sul lavoro, con un punto di vendita realizzato a Montebelluna (Tv). Lo store è inteso anche come un punto di incontro per lavorare allo sviluppo di nuove idee e di prodotti innovativi. In assortimento i prodotti a marchio Vibram, tra cui le Vibram FiveFingers, la celebre scarpa a cinque dita pensata per il fitness e le attività outdoor, e le Vibram Furoshiki The Wrapping Sole, la prima “suola avvolgente”, la scarpa di ispirazione giapponese perfetta per il tempo libero e i viaggi e i le calzature più innovative dei footwear brand partner.

 Paolo Manuzzi, general manager dell’azienda, spiega “Il Montebellunese è un’area strategica per Vibram, alla quale siamo legati da un rapporto storico che risale proprio alle origini della nostra azienda, ma anche dalla comune passione per la montagna e per la continua ricerca di qualità e innovazione. Abbiamo fortemente voluto che questo spazio Vibram racchiudesse un po’ tutte le anime della nostra azienda e che potesse rivolgersi ai consumatori finali, come ai nostri partner”.

 

Nau! entra al centro Porte dello Jonio di Taranto

NAU!_Taranto
L’insegna di ottica apre un punto di vendita all’interno del centro commerciale Porte dello Jonio di Taranto espandendo la rete

L’insegna di ottica apre un punto di vendita all’interno del centro commerciale Porte dello Jonio di Taranto espandendo la sua rete sul territorio italiano che conta oltre 50 strutture. Come da tradizione propone in assortimento accessori, occhiali da vista e da sole, per uomo, donna e bambini, con nuove collezioni in edizione limitata ogni due settimane. Lo store si caratterizza per l’utilizzo di materiali riciclati per gli arredi e per gli spazi.

Esselunga a portata di voce con Google Assistant

Ai clienti adesso basterà rivolgersi all'app della catena con la frase “Ok Google, parla con Esselunga” per interagire con la loro lista della spesa virtuale e decidere poi se fare acquisti via eCommerce o in negozio. Solo il primo di uno dei servizi futuri

Esselunga si "allea" con Google Assistant per offrire ai propri clienti un nuovo servizio di spesa smart. Nello specifico, i consumatori adesso potranno compilare la propria lista della spesa online, modificarla e interagire con essa attraverso l’assistente virtuale di Google.

Basterà rivolgersi alla app Esselunga attraverso qualunque dispositivo dicendo: “Ok Google, parla con Esselunga”, perché l’Assistente Google inizi a prendere appunti. Le liste sono disponibili sul sito “Esselungaacasa.it”, sulle app di Esselunga, pronte per essere consultate per fare la spesa in negozio o tramite il servizio di eCommerce.


In qualsiasi momento con alcuni comandi vocali prestabiliti è possibile dettare la propria lista, aggiungere i prodotti desiderati, indicare la quantità necessaria ed essere avvisati se un prodotto è già stato inserito. Ogni utente può inoltre chiedere al proprio Google Assistant di elencare i prodotti già presenti in ciascuna di esse.

L’Assistente Google è capace di riconoscere il nome dei prodotti (ad esempio pane, acqua) da aggiungere alla lista di preferenza. Come preannuncia la catena: "Questo è il primo di una serie di servizi che tramite Google Assistant Esselunga offrirà ai propri clienti".

Rinascente lancia WeChat On Demand

Tourists_WeChat Rinascente
Un anno fa circa Rinascente aveva lanciato On Demand, il servizio di instant messaging. Oggi è la volta di WeChat On Demand

Un anno fa circa Rinascente aveva lanciato On Demand, il servizio di instant messaging che provvede a ricercare nel flagship di Milano i prodotti richiesti dai clienti e a spedirli ovunque desiderino. Oggi è la volta di WeChat On Demand lanciato con lo scopo di estendere il servizio di personal concierge, lanciato quasi un anno fa sul canale WhatsApp, anche alla piattaforma WeChat, che contempla 1 miliardo di utenti attivi al mese in Cina, di cui l’83% fa acquisti online. La  fruizione del nuovo servizio è la stessa di On Demand, ma mentre WhatsApp viene utilizzato dal cliente per inoltrare la propria richiesta e ricevere le informazioni necessarie per effettuare l’acquisto, WeChat offre un’esperienza in più: viene infatti impiegato da Rinascente anche per condividere informazioni e promozioni.

Partner del progetto è Digital Retex, trusted partner di Tencent (il gruppo cinese leader globale nell’innovazione digitale, che nel 2011 ha lanciato WeChat), che sviluppa e gestisce tutte le azioni necessarie per realizzare esperienze digitali di successo, online e in negozio, e portare brand europei in Cina, facendo leva sulle potenzialità della piattaforma. Il nuovo servizio viene quindi comunicato attraverso engagement digitale e instore, tramite totem touch screen e QRcode. Sul punto di vendita sono inoltre presenti 6 concierge di nazionalità cinese per facilitare l’onboarding del progetto.

Pierluigi Cocchini, amministratore delegato Rinascente, spiega: “I clienti stranieri rappresentano circa il 50% del totale fatturato di Rinascente. In particolare quelli di nazionalità cinese sono i primi nel ranking delle top nationalities. Lo scontrino medio è di circa 250 euro ed è in continua crescita e solo in questa prima metà dell’anno si contano più di 275 mila loro transazioni. Con il riposizionamento del nostro Department Store verso il lusso accessibile il nostro pubblico si è arricchito e diversificato".

 

 

 

Ikea propone il format Progetta&Arreda

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L’apertura degli spazi Ikea Progetta & Arreda s’inserisce nell’ottica della sperimentazione di nuovi format commerciali che sappiano integrare canale fisico e virtuale

L’apertura degli spazi Ikea Progetta & Arreda s’inserisce nell’ottica della sperimentazione di nuovi format commerciali che sappiano integrare canale fisico e virtuale e vadano incontro alle rinnovate esigenze del consumatore che richiede maggiore attenzione e un risparmio di tempo per i suoi acquisti. Dopo Bolzano, Marcon (Ve) e Palermo, il format viene introdotto anche a Il Centro di Arese (Mi): 30 mq brandizzati in cui i visitatori vengono guidati dalla progettazione all’acquisto dei loro spazi domestici e commerciali con una consulenza d’arredo personalizzata. All’interno dello spazio infatti i clienti ricevono assistenza in tutte le fasi, dalla progettazione all’ordine, dall’acquisto alla consegna. Una  volta realizzato l’ordine, il cliente può finalizzare il proprio acquisto effettuando un pagamento elettronico. I prodotti saranno consegnati direttamente a casa o sarà possibile ritirarli presso i Pick Up Point più vicini. L’insegna prevede nuove aperture in molte altre città italiane.

 

Il nuovo concept di Sephora a Milano

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Il flagship store Sephora Milano Duomo, in Corso Vittorio Emanuele, si rinnova presentandosi al pubblico con un design contemporaneo, dotato di numerosi servizi al cliente e spazi interattivi

Il flagship store Sephora Milano Duomo, in Corso Vittorio Emanuele, si rinnova presentandosi al pubblico con un design contemporaneo, dotato di numerosi servizi al cliente, spazi interattivi e di incontro con esperti del settore. Il punto di vendita occupa un’area di oltre 1200 mq ripartiti su 3 livelli collegati da una imponente scalinata. Il design contemporaneo è contraddistinto dai colori iconici della Maison francese.

L’ingresso del negozio propone il display Flip Dot che con il suono metallico di 35.820 elettromagneti si anima per creare messaggi, immagini e contenuti sempre nuovi.

Il piano terra è adibito per ospitare il settore make up. Al centro il Beauty Hub, un tavolo con otto postazioni sul quale poter testare i prodotti, ricevere consulenze beauty personalizzate o provare i look più alla moda. Ogni settimana verranno organizzate delle Beauty Classes, lezioni di gruppo di make up dedicate a temi specifici, tenute dal team di beauty expert Sephora.

Il primo piano è pensato come area di incontro e luogo per rilassarsi durante lo shopping. Qui  trova spazio il Community Table ideato per offrire alla beauty community un luogo in cui incontrarsi in occasioni speciali, e confrontarsi sulle nuove tecniche e tendenze con gli esperti di settore. Lo spazio sarà adibito a luogo di incontro con i “beauty guru” del momento e location per masterclass tenute da  artisti del make up provenienti da tutto il mondo. Il community table è anche il luogo in cui i clienti possono fare un break durante lo shopping utilizzando gli iPad a loro disposizione. Sempre al primo piano si trova l’Hair style bar con una scelta di servizi style, color e care, pensati per valorizzare la cura dei capelli con consulenze personalizzate. Sullo stesso piano il Mask Bar offre ai clienti la possibilità di applicare delle face masks rilassandosi nell’attesa di una piega all’hair style bar o in preparazione di una make up session.

Il livello meno uno è invece dedicato allo skincare con referenze esposte su arredamenti completamente ripensati con un design elegante e ricercato. Vere e proprie destinazioni per le appassionate di skincare sono l’area Super Ingredients, dove trovare prodotti formulati con ingredienti naturali e la Korean House, che custodisce i segreti della beauty routine d’ispirazione koreana. Sullo stesso piano è stato allestito lo Skincare Hub, un tavolo con quattro postazioni dove verranno organizzate periodicamente delle Skincare Classes durante le quali gli esperti Sephora daranno consigli sulle routine quotidiane di detergenza e idratazione e sapranno identificare il tipo di pelle di ogni cliente, fornendo consigli mirati e personalizzati.

Sephora mette a disposizione dei clienti due servizi gratuiti pensati per venire incontro al desiderio sempre più diffuso di poter personalizzare i prodotti più amati. Nel corner Personalization, un servizio laser di incisione: i clienti potranno incidere il proprio nome, una frase o un simbolo sulla propria palette. Avranno anche la possibilità di personalizzare i regali presso il Gift Hub, un corner dove potranno scegliere carta e colore per confezioni regalo. Tra i servizi propone anche il Beauty Wall, uno schermo interattivo che guida i clienti alla scoperta dei servizi e dei brand presenti instore. Ogni cliente potrà personalizzare la propria shopping experience selezionando le proprie canzoni preferite da una playlist sempre aggiornata, intrattenersi con i giochi presenti nella sezione gaming e accedere al calendario interattivo per visionare l’elenco di appuntamenti previsti instore.

 

 

Una lunga crescita consecutiva per la Baviera in Italia

Per il settore lattiero-caseario del Land tedesco l’Italia rappresenta il più importante mercato di esportazione (da Gdoweek n. 13)

Michaela Kaniber, ministra della Baviera per l’alimentazione, l’agricoltura e le foreste, ha guidato a Milano una delegazione di alto livello dell’industria casearia bavarese. La missione aveva lo scopo di promuovere il latte e i prodotti lattiero-caseari bavaresi nel principale mercato di esportazione, l’Italia. Tre i principali obiettivi: rafforzare il trend positivo delle esportazioni bavaresi di latte, latticini e formaggi verso la penisola; presentare le attività di promozione dei prodotti lattiero-caseari della Baviera sul mercato italiano; approfondire la conoscenza del mercato italiano e delle sue peculiarità, insieme con i massimi esponenti di diverse aziende bavaresi. “Le nostre esportazioni in ambito internazionale -precisa Michaela Kaniber- stanno crescendo per l’ottavo anno consecutivo. L’export alimentare verso l’Italia vale circa 1,6 miliardi di euro. Poco meno della metà, 711 milioni, sono relativi a latte, latticini e formaggi. Il latte rappresenta oggi solo il 15% delle esportazioni bavaresi in Italia, con un trend in diminuzione. Si consolida, invece, il flusso costituito da prodotti finiti a base di latte”.

Quali fattori rendono competitivi i prodotti bavaresi in un mercato complesso quale quello italiano? Una forte somiglianza con il tessuto produttivo locale, ma non solo: allevamenti naturali, tradizioni di una cultura antica, industrie che in molti casi sono ancora a conduzione familiare. “Siamo anche noi unici come gli italiani -commenta MichaelaKaniber-. Molte imprese sono aziende medio piccole e sommano tradizione e innovazione. Abbiamo cominciato a sensibilizzare e informare i consumatori italiani riguardo ai prodotti della Baviera e le loro caratteristiche e notiamo un grande interesse. Ma a prescindere dai numeri, crediamo in una partnership di lunga durata in cui contano la fiducia e l’apprezzamento reciproci”.

Lo scenario generale pare in salita. “Siamo consapevoli -prosegue Kaniber- di non essere gli unici operatori stranieri presenti sul mercato italiano, ma siamo anche molto soddisfatti dei risultati che i nostri prodotti lattiero-caseari realizzano in Italia. Risultati che vogliamo incrementare. Il compito principale del Ministero è quello di accompagnare i nostri produttori quando si muovono sul mercato estero e in particolare in quello più importante. Come Ministero stiamo accompagnando e sostenendo diverse azioni di comunicazione che fanno parte di un piano coordinato illustrato a Milano”.

Accesso riservato

Ecco il nuovo Starbucks di Milano, dove il caffè va in scena

La Starbucks Reserve Roastery di Milano, la prima in Italia, è già fiore all'occhiello globale con il suo format premium che trasforma il caffè in spettacolo interattivo ed esperienziale (vedi gallery fotografica). Il tutto senza dimenticare la vera cultura italiana

Ci siamo. Starbucks Reserve Roastery di Milano ha aperto le sue porte (a noi della stampa con un giorno d'anticipo) e segnato l'ingresso in Italia della catena di caffetterie statunitense. Quello che troviamo nello storico palazzo delle Poste di Piazza Cordusio, però, non ha niente a che fare con i punti di vendita più tradizionali e a stelle e strisce della catena.

Parliamo infatti di un format premium, che omaggia la cultura e la tradizione italiana trasformando però il caffè in un vero e proprio spettacolo moderno, interattivo, coinvolgente. Un concept che si propone come fiore all'occhiello a livello globale e più vicino alle altre due Starbucks Reserve Roastery aperte a Seattle e a Shanghai, seppur con le dovute differenziazioni territoriali.

A raccontare il viaggio di Starbucks in direzione Milano, un viaggio simbolicamente partito nel 1983, è l'ex Ceo della catena Howard Schultz nel video sopra. Qui sotto, invece, un focus sul format inaugurato in città.

Il design, gli spazi e l'offerta

Il flagship Starbucks Reserve Roastery di Milano copre una superficie di 2.300 metri quadrati, dove si esibiscono in presa diretta l'arte della torrefazione, preparazione e miscelatura del caffè. Nel cuore dello spazio campeggia una tostatrice Scolari completamente operativa, prodotta a qualche chilometro dal centro di Milano. Alla destra è situato il bar principale, dove il tradizionale caffè espresso si unisce a innovazioni tutte dedicate alla scoperta della materia prima nelle sue numerose varianti, anche più rare ed esotiche. Si può scegliere tra otto tipi di estrazione e tantissimi tipi di caffè à la carte. Grandi classici Starbucks come il Frappuccino e il Pumkin Spice Latte non sono assolutamente presenti in menù: si punta a tutt'altro stile.

Il legno che ricopre il bar presenta scanalature che rievocano un motivo ricorrente in tutta la storia dell’architettura italiana ed è sormontato da marmo proveniente dalle cave della Toscana. Al piano mezzanino, i mixologist dell’Arriviamo TM Bar creano cocktail dietro a un bancone di 10 metri, ricavato da un unico blocco di mamo Calacatta Macchia Vecchia. Sulla sinistra, i clienti possono assaporare i prodotti Princi TM, che dispone di un forno a legna costruito completamente in loco manualmente da un team di costruttori e artigiani.

Lo spazio della Roastery è arricchito da un’esperienza interattiva di realtà aumentata, che incoraggia i clienti all’utilizzo del loro dispositivo mobile per scoprire i segreti del caffè Starbucks Reserve. All’esterno, sulla terrazza dell’edificio, i clienti possono assaporare l’intera selezione di caffè della Roastery, i cocktail e l'offerta culinaria. Qui c'è anche un'imponente statua di marmo scolpita a mano che rappresenta la sirena, simbolo di Starbucks.

Lo Scooping Bar, infine, offre la possibilità di acquistare confezioni speciali di chicchi di caffè Starbucks Reserve appena tostato, tra cui alcuni caffè disponibili solo nella Roastery di Milano. La presentazione del caffè è in contenitori e in silos di prodotto sfuso e la presenza di bilance da banco e confezioni in carta evocano l’acquisto nei negozi di alimenti freschi.

Prossimamente un approfondimento dedicato a Starbucks Reserve Roastery di Milano su Gdoweek n°15-2018

Il lattiero-caseario è sempre più bio

Milk

Gli italiani continuano a investire negli alimenti e nelle bevande certificati biologici: anche nel 2018 la spesa delle famiglie destinate all’acquisto di questi prodotti ha segnato una tendenza positiva e ben superiore a quella del mercato alimentare complessivo. Da parte di Assolatte, inoltre, arriva la conferma che i prodotti lattiero-caseari risultano tra i preferiti dagli acquirenti del biologico e tra i più performanti del mondo del bio italiano.

"I prodotti lattiero-caseari giocano un ruolo importante nello scenario italiano del biologico -afferma Assolatte-. Il latte fresco è il sesto prodotto organic più acquistato dagli italiani e nei primi cinque mesi di quest’anno ha visto aumentare le vendite del 12,6%. Ottime notizie arrivano anche dallo yogurt intero, che occupa il nono posto tra i prodotti bio più venduti in Italia, e che quest’anno, tra gennaio e maggio, ha messo a segno una crescita del 18,3%". Grazie alle loro performance, yogurt intero e latte fresco entrano nella classifica dei 10 prodotti top, quelli che nell’anno finito a maggio 2018 hanno registrato il maggiore incremento dei fatturati nella distribuzione moderna italiana: lo yogurt intero ha segnato un +5,6% e il latte fresco un +5,1%. "Da segnalare -aggiunge Assolatte- anche il trend positivo del latte Uht, che in un anno ha visto aumentare del 4,7% le vendite a valore".

Nel 2017, tra ipermercati e supermercati, secondo le elaborazioni realizzate dall'associazione su dati Assobio, le vendite di prodotti biologici a peso imposto sono cresciute in Italia del 18,8% (contro il +4,7% del settore alimentare totale) e tra gennaio e maggio del 2018 hanno messo a segno un ulteriore +10,5% (contro il +2,8% del mercato totale). Considerando tutti i canali commerciali moderni (inclusi discount e punti vendita a libero servizio) nei primi cinque mesi del 2018 il biologico è arrivato a 1.563 milioni di euro, il 14,5% in più rispetto all’anno mobile precedente.

Succhi e bevande veg: più scelta, meno spazio

Le bevande vegetali conquistano spazi a scaffale in adiacenza al latte. Ma nel reparto dedicato aumentano le referenze senza conquistare esposizioni aggiuntive (da Gdoweek n. 13)

A rubare mercato ai succhi nel panorama italiano sono storicamente le acque minerali. La categoria Ace rappresenta oltre la metà dei consumi a volume per le bevande di frutta, seguono i nettari con il 35%, mentre i succhi 100% frutta rimangono, nonostante l’innovazione spinta degli ultimi anni, un settore minoritario pari al 13% dei volumi, quando spesso all’estero sono la categoria dominante. Questo perché in Italia non si è mai affermato il consumo per la prima colazione e il loro consumo avviene per lo più al bar o, comunque, fuori casa.

Il comparto in ogni caso è in crescita, confermano i buyer che abbiamo intervistato. “Grazie al caldo record -dichiara Guido Fioravanti, buyer succhi di frutta Gruppo Gabrielli (Sun)- anche i succhi hanno avuto un 2017 importante; al risultato ha contribuito il cambiamento delle abitudini alimentari dei consumatori”. In Conad, fa presente Daniele Passeri, buyer beverage di Pac2000A Conad, “è aumentata la numerica delle referenze a scaffale, ma non lo spazio che l’insegna ha scelto di dedicare loro”.

I player del settore hanno soprattutto ampliato il comparto con il lancio di novità nel segmento salutistico. Crescono le referenze presenti ma non i metri lineari disponibili. A trainare le vendite sono principalmente i prodotti legati al segmento benessere, i biologici, la cui quota però è ancora bassa, i succhi con principi attivi e arricchiti con ingredienti funzionali. “Negli ultimi anni si registra un’attenzione sempre maggiore da parte dei consumatori alle proprietà del prodotto -prosegue Fioravanti- con una crescita esponenziale delle bevande senza zucchero. In questo panorama si segnalano ottime performance fatte registrare sin dal momento del lancio per la novità costituita dai frullati veggie, ovvero mix di frutta e verdura”. Il trend degli ingredienti nuovi emerge anche dai dati dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy. “Per i succhi riguarda in particolare mirtillo e melograno per gli antiossidanti -spiega Guido Fioravanti, Gruppo Gabrielli- e zenzero e aloe per i funzionali”.

Il focus sulle nicchie, salutistico e biologico, è sostanzialmente confermato da Selex: “Il mercato si sta evolvendo verso prodotti innovativi nei gusti e nei formati -ribadisce Luca Vaccaro, direttore mdd di Gruppo Selex-. I tradizionali gusti pera, pesca e albicocca sono affiancati da nuovi mix e frutti dal posizionamento simil salutistico”.

Le pl giocano un ruolo rilevante all’interno della categoria. “Il marchio Selex -precisa Michele Carriera, ufficio acquisti grocery Gruppo Megamark (Selex)-. Nel nostro assortimento funge da entry level, al quale si affiancano le linee specialistiche Vivibene e Natura Chiama con le quali stiamo presidiando le nuove mode alimentari”. La mdd ha un ruolo centrale negli assortimenti. “Abbiamo da poco lanciato una linea di spremute con succo non da concentrato -precisa Luca Vaccaro, Selex- e usciremo tra poco con succhi a base zenzero biologici”.

La marca insegna di Sun, Consilia, è ampiamente presente nel mercato dei succhi di frutta, con una quota che all’interno della categoria pesa per oltre il 25% ed è in crescita costante negli anni. “Nella pl al momento non offriamo prodotti di nicchia -spiega Guido Fioravanti- ma siamo molto attenti ai prodotti legati ai nuovi bisogni dei consumatori, come succhi bio e bevande funzionali come i succhi di mirtillo”.

Accesso riservato

Lego Certified Store debutta in Puglia

Il primo punto di vendita Lego Certified Store in Puglia apre a Bari, in via Argiro 51, sviluppato su un’area di 200 mq

Il primo punto di vendita Lego Certified Store in Puglia apre a Bari, in via Argiro 51, sviluppato su un’area di 200 mq. Lo store è il quattordicesimo di una serie di negozi gestiti da Percassi, che ha in programma di aprirne altri sul territorio nazionale nel corso dei prossimi anni.

Il negozio propone, come da tradizione dell’insegna,  Pick a Brick, per acquistare mattoncini sfusi tra una vasta scelta di pezzi disponibili; il Build a mini per costruire, personalizzare e acquistare la propria minifigure, scegliendo ogni più piccolo dettaglio del personaggio collezionabile Lego, dal cappello al colore degli abiti. Presente anche la Digibox: si potrà scannerizzare il codice a barre di  una scatola di un playset Lego che prenderà vita, animandosi virtualmente sullo schermo.

 

Ice lancia helloITA con Alibaba

MICHELE SCANNAVINI PRESIDENTE AGENZIA ICE
Un hub virtuale, “vetrina” online che raggruppa oltre 80 aziende, per lo più Pmi, dedicata ai consumatori cinesi in un padiglione ad hoc sulle piattaforme di eCommerce della compagnia tecnologica cinese

Per raggiungere i consumatori cinesi online, le imprese e i brand italiani hanno un nuovo strumento. Si chiama helloITA ed è un hub virtuale per portare le eccellenze e la cultura del Made in Italy in Cina. Si tratta di un progetto voluto fortemente dall’ICE, l’Agenzia italiana per l’internazionalizzazione, che ha unito le forze con il colosso cinese dell’eCommerce Alibaba. L'hub virtuale è una “vetrina” online che raggruppa oltre 80 aziende, (di cui più del 50% sono Pmi), che propongono la propria offerta e contenuti ai consumatori cinesi in un padiglione dedicato sulle piattaforme di eCommerce della compagnia tecnologica cinese.

Michele Scannavini, presidente ICE

“L’intento è quello di generare traffico e attrattività nei confronti del prodotto Made in Italy da parte del consumatore cinese”, ha spiegato Piergiorgio Borgorelli, direttore dell’ICE. L'investimento da parte dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane è di “due milioni e mezzo di euro nei primi 16 mesi per la promozione della piattaforma”, ha rivelato il presidente dell'Ice, Michele Scannavini, evidenziando il ritardo dell'Italia nel commercio elettronico, che invece è oggi “un percorso obbligato” per la competitività del Made in Italy. HelloITA è accessibile agli oltre 570 milioni di consumatori attivi delle due piattaforme di Alibaba, Tmall classic e Tmall global, e raccoglie aziende provenienti dai settore moda (compresi accessori, calzature, pelletteria), cosmesi, home&design, lifestyle, agroalimentare e vini.

Matchesfashion.com: il lusso democratico dall’online all’offline

Matchesfashion.com
Si sviluppa all’interno di una palazzina di cinque piani, nel quartiere londinese di Mayfair, al civico 5 di Carlos Place, il punto di vendita di Matchesfashion.com

Si sviluppa all’interno di una palazzina di cinque piani, nel quartiere londinese di Mayfair, al civico 5 di Carlos Place, il punto di vendita di Matchesfashion.com. Secondo quanto scrive Fashionmagazine, i primi due piani sono adibiti a negozio accessibile a tutti con un'offerta che cambierà ogni due settimane. Al terzo e quarto piano, invece, si trova una sorta di suite accessibile solo su appuntamento. Completa l'offerta del punto di vendita l'ultimo livello, riservato a eventi, tra cui conferenze e concerti di musica dal vivo, e ristorazione. La zona caffetteria prevede la presenza di chef e ristoranti a rotazione.

Per questa apertura il brand ha collaborato con Prada, presente in assortimento con oltre 100 pezzi realizzati in esclusiva. L’insegna mette inoltre a disposizione dei clienti l'app Matchesfashion.com che consente di  accedere all'intera gamma di prodotti a disposizione del retailer e non solo a quella in rotazione al momento. Inoltre, grazie agli strumenti tecnologici lo staff potrà stilare un identikit dei clienti: dagli acquisti precedenti, fino alla cronologia di navigazione dei loro smartphone. I prodotti potranno essere provati e acquistati nel negozio e verranno consegnati dal magazzino entro 90 minuti.
Ogni evento ospitato all'interno della palazzina sarà trasmesso sul sito web di Matchesfashion.com e sui canali social dell'e-tailer.

 

Primo pop-up di Westwing (ex Dalani) a Milano

westwing popup milano
Westwing porta offline il proprio stile e, dopo sette anni di esperienza maturata nel settore eCommerce dedicato al mondo della casa, sperimenta l’esperienza del brick&mortar

Westwing porta offline il proprio stile e, dopo sette anni di esperienza maturata nel settore eCommerce dedicato al mondo della casa, sperimenta l’esperienza del brick&mortar. I primi temporary store sono stati sviluppati in Germania, Polonia e Brasile. Il brand è pronto a sbarcare in Italia con il suo primo pop-up che sarà realizzato a Milano, sviluppato su un’area di 300 mq.  “Sono davvero felice di aprire finalmente il nostro primo pop-up store italiano a settembre nel centro di Milano”spiega Delia Fischer, fondatrice e global creative director di Westwing Group.

L’offerta si concentrerà su articoli per i diversi ambienti della casa, dall’ingresso al living, dalla camera da letto alla tavola. Arredi e accessori di design, glamour, scandinavi, bohemien, etnici e moderni. Saranno disponibili tante ambientazioni dedicate alle ultime tendenze di interior design, come il “boho glam”, il “modern greenery” o il “modern retro”. Completano l’offerta le soluzioni complete per creare il proprio home-office o l’angolo lettura, un’area riservata agli specchi dalle forme e dai colori più vari.

Zara: a Milano lo store con il QRcode

ZARA_CORSO VITTORIO EMANUELE
L’insegna riapre le porte del negozio di Corso Vittorio Emanuele a Milano, il primo aperto in Italia, e propone le ultime tecnologie orientate al cliente

L’insegna riapre le porte del suo emblematico negozio di Corso Vittorio Emanuele a Milano, il primo aperto in Italia. Zara ha scelto un progetto diretto dall’architetto spagnolo Elsa Urquijo, in grado di evocare lo spirito della sala cinematografica che aveva occupato l’edificio tra il 1941 e il 1999 e di integrare le soluzioni più attuali adattate al negozio del XXI secolo. Il punto di partenza dell’intero concetto architettonico è l’atrio di ingresso che valorizza la doppia scalinata a ferro di cavallo, il mosaico che decora le pareti e il lampadario centrale, realizzato in vetro di Murano. Come arredamento del negozio sono state ideate delle piattaforme massicce nelle tonalità tostate e terra che si plasmano per adattarsi alle forme architettoniche dell’edificio. Ciò consente di raggruppare le collezioni in quattro o cinque zone indipendenti in ogni piano, permettendo un contatto più diretto dei clienti con la moda.

Il negozio (3.500 mq) incorpora inoltre le ultime tecnologie orientate al cliente tra le quali un Punto Automatizzato di Raccolta, un distributore intelligente che permette ai clienti di ritirare gli invii quando lo desiderino, dopo aver inserito il codice QR o il PIN che avranno ricevuto per e-mail al momento della conferma dell’ordine. In solo pochi secondi, questo Punto Automatizzato, in grado di gestire 900 pacchi contemporaneamente, può localizzare l’invio selezionato e consegnarlo al cliente senza attese. Lo store è inoltre munito di specchi interattivi dotati di RFID in grado di identificare i capi che interessano ai clienti permettendogli di visualizzare diversi suggerimenti di abbinamento con altri capi e accessori selezionati dal team specializzato di stylist e stilisti del marchio. All’interno dell’edificio sono stati inseriti degli schermi di cui uno curvo di 9 metri di altezza che occupa il piano terra e il primo piano, e un altro di 21 metri che sale a tutti i piani del negozio e che si trova vicino alle scale mobili, attraverso i quali vengono fornite informazioni costantemente aggiornate sulle ultime collezioni.

Nei suoi quattro piani ospita le sezioni Donna (Woman, Basic e TRF) e Bambino, alle quali si aggiunge la nuova sezione online, dedicata all’acquisto e alla raccolta di ordini realizzati su internet. La sezione Uomo aveva già il suo spazio indipendente di 800 mq situato nell’edificio adiacente ed è stata completamente rinnovata nel 2017. Il negozio, nel rispetto degli impegni ambientali del Gruppo, incorpora tutti gli elementi di sostenibilità dei negozi ecoefficienti di Inditex, cosa che si traduce in un risparmio medio del 20% in elettricità, con la conseguente riduzione di emissioni, e fino a un 40% nel consumo d’acqua rispetto a un negozio convenzionale.

Il presidente Pablo Isla spiega: “È un negozio unico e presenta un design architettonico eccezionale in un ambiente unico, e allo stesso tempo propone le ultime tecnologie orientate sia a soddisfare le nuove esperienze di acquisto del cliente, sia ad approfondire il nostro forte impegno con la Sostenibilità. È senza dubbio un punto di riferimento nel nostro caratteristico modello di integrazione di negozi e online”. Isla sottolinea che, entro il 2020, tutte le catene del gruppo potranno contare su uno stock integrato nei loro rispettivi punti di vendita. “Questo significa – precisa - che si potranno consegnare ai clienti ordini online da qualsiasi negozio di ogni marchio, in tutti i Paesi dove i brand sono presenti anche fisicamente”. Sul piano di eco-efficienza aggiunge: “Prevediamo che sempre entro il 2020 tutti i negozi worldwide vi  aderiranno”.

 

 

 

Euronics-Siem cresce a due cifre e apre punti di vendita

Matteo La Torre (a destra), presidente di gruppo Euronics- SIEM, e Raffaele La Torre , amministratore delegato del gruppo
Con 104 punti di vendita tra diretti e affiliati, Siem è una delle imprese di riferimento di Euronics nel Sud Italia. Il fatturato 2018 al 31 agosto ha registrato un incremento del +12,40%

Euronics-Siem ha registrato nel 2017 un aumento di fatturato (+4,79%) che, stando ai dati comunicati relativi al 31 agosto 2018 (+12,40%), troverà come minimo conferme alla fine di quest'anno, considerando anche l’apertura di due nuovi negozi a Pescara e a Corato (Ba): il risultato parziale 2018 risalta positivamente, in controtendenza su un quadro di mercato che registra nel complesso un arretramento dell’8% rispetto all’anno precedente (dato GfK_Week 33).

Dopo l’espansione in Abruzzo, sono oggi 104 i punti di vendita Euronics-Siem, divisi fra diretti (27) e affiliati (77), concentrati sopratutto in Puglia.

"Oggi in Puglia abbiamo superato il 40% di quota mercato -aggiunge Matteo La Torre, fondatore e Presidente di Siem- un risultato possibile grazie alla solidità e alla credibilità della nostra azienda".

Matteo La Torre (a destra), presidente di gruppo Euronics-SIEM, e Raffaele La Torre, amministratore delegato del gruppo

La famiglia La Torre ha organizzato, con tutti i suoi affiliati e alcuni fornitori partner, un’occasione di incontro e confronto sulle strategie commerciali e di futuro sviluppo. La convention per gli affiliati rappresenta, come sempre in questi casi, un momento di relazione e motivazione per Siem: "Abbiamo voluto riunire la nostra forza vendita e la rete di affiliati, per diverse ragioni e diverse finalità -precisa Raffaele La Torre, Ad del Gruppo- fra le quali l'esigenza di consolidare il loro rapporto con l’industria, dando la possibilità a chi opera localmente di intrecciare una relazione personale e più diretta con i brand. Grazie all’esposizione e alla formazione organizzata con i marchi partner sulle referenze più innovative, diamo l’opportunità a tutti di vedere, approfondire e confrontare le varie offerte sul mercato, per conoscere al meglio i prodotti e fare quindi migliore consulenza di vendita".

 

 

Gerflor, anche il pavimento vuole la sua resilienza

È il momento del pvc, materiale considerato e definito come l’unico realmente tecnico, studiato in tante soluzioni, una per tipologia di utilizzo: impianto sportivo, struttura sanitaria, centro commerciale, uffici, industria

C’era una volta il retail che costruiva negozi e superfici ex novo. Questo accadeva prima che la crisi economica iniziata nel 2008 spostasse il focus – parlando dell’edilizia in genere – dal “nuovo” al “ristrutturato”. Se, un tempo, la ceramica era uno dei materiali preferiti per la pavimentazione, oggi tutto si è modificato. “Il ristrutturato -commenta Paolo Guanzani, AD di Gerflor Italia- trascina con sé nuove esigenze e vincoli”.

Paolo Guanzani, AD di Gerflor Italia

Quando un player della gdo si trova nella necessità di dover risistemare un punto di vendita, ha stringenti priorità da gestire: “Innanzitutto il tempo: il negozio non può certamente rimanere chiuso; non possono essere avviate operazioni invasive, il rumore deve essere limitato. I lavori devono essere compartimentabili, in modo da non dover svuotare completamente le scaffalature. Per quanto riguarda il pavimento, la soluzione della sovrapposizione è ottimale, in quanto, nel caso del pvc, avviene a secco, senza creazione di polvere e necessità di lavori pesanti di edilizia”.

Altro elemento importante che le insegne devono tenere presente è quello della dismissione: considerato che mediamente un layout viene rinnovato ogni cinque anni, vi è la necessità di dotarsi di materiali sostenibili: il pvc è del tutto riciclabile. Questo materiale, prosegue Guanzani: “Viene considerato e definito come l’unico realmente ‘tecnico’: ceramica, legno sono materiali prettamente decorativi. Il pvc, invece, può essere studiato in tante soluzioni, una per tipologia di utilizzo: impianto sportivo, struttura sanitaria, centro commerciale, uffici, industria”. Non va inoltre dimenticato che in particolari contesti vi è anche la necessità di attutire i rumori: si pensi al supermercato ubicato nel centro cittadino e inserito all’interno di un edificio. Il pvc riduce la generazione del rumore. È resiliente, senza fughe.

Il pvc può essere declinato per tipologia di utilizzo

Da un punto di vista prettamente estetico, infine, il pavimento in pvc si può presentare “monolitico”, con le connessioni quasi invisibili, generando di conseguenza un effetto caldo e accogliente.

 Arancio effetto wow
Con la crisi delle grandi superfici e la nuova segmentazione dell’offerta, la gdo sta modulando i layout delle proprie superfici di vendita. Tipicamente, nei punti di vendita di circa 1.000 metri quadrati, che si propongono come piccole boutique nelle quali si può acquistare, ma anche consumare, i colori usati per la pavimentazione in pcv sono uniformi e caldi, come il beige, oppure marezzati, che generano contrasto (bianco-nero) e restituiscono luce all’ambiente.

Una motivazione di acquisto in più arriva dalla colorazione del pavimento

Altra opzione scelta è quella del carbon, specie per le aree non food, per generare un effetto “tecno”. In altri casi, le catene hanno invece scelto di spingere su colori molto accesi, che spingono all’acquisto, come l’arancione.

 Uniformità di scelta
Gerflor segue i clienti della grande distribuzione attraverso una divisione dedicata, che si interfaccia con rivenditori o installatori o, nel caso dei clienti direzionali, direttamente con la committenza. L’azienda ha ideato un pavimento ad hoc per il settore dell’industria e dei centri commerciali, Gti, particolarmente resistente, in grado di sopportare, in posa libera, il peso dei muletti di carico e scarico. “Una curiosità: questi pavimenti reggono – senza rottura – la caduta di bottiglie e sottoli da un’altezza di 1,5 metri”.

il pavimento in pvc con le connessioni quasi invisibili si presenta monolitico

La competenza Gerflor non è concentrata unicamente sul mercato italiano. Il respiro internazionale dell’azienda consente a Paolo Guanzani di avere una visione complessiva delle esigenze della grande distribuzione: “Ravvisiamo una standardizzazione del mercato. I trend sono molto omogenei, a causa della presenza delle multinazionali che, a loro volta, studiano layout analoghi indipendentemente dal Paese in cui sono collocate. Sino a qualche anno fa in Europa si sceglievano unicamente colori tenui. Oggi, grazie all’arrivo dei colori più accesi usati negli Stati Uniti, anche il Vecchio Continente sta virando”.

Al via Sana 2018, tra i padiglioni anche 4 insegne della gdo

Che il biologico non sia più un discorso riservato solo alle catene specializzate, lo sapevamo da tempo, ma sono i dati rilasciati in occasione della 30a edizione di Sana, in aggiunta a uno sguardo tra gli espositori in cui spiccano 4 insegne della gdo, ad attestare questo trend.

Nei padiglioni del Sana 2018, che si terrà a Bologna dal 7 al 10 settembre, ci saranno Coop, Pam Panorama (presenti anche lo scorso anno) e per la prima volta in assoluto Despar e Lidl.

"I volumi che la grande distribuzione sviluppa -commenta Marco Momoli, direttore commerciale Italia di BolognaFiere- , nel mercato del biologico, sono ormai superiori a quelli dello specializzato, e possiamo dire che la crescita di questo settore è dovuta al fatto che il biologico è entrato nella gdo".

Per questo non si può più prescindere dalle insegne della gdo, anche nel momento in cui si va ad analizzare i consumi nel canale specializzato.

Come cambiano i consumi nello specializzato

Nel convegno del giorno di apertura, alle ore 14:30, spazio infatti al nuovo Osservatorio Sana 2018 "Tutti i numeri del bio italiano: i driver del consumatore e le novità del canale specializzato", indagine su un campione di 200 punti di vendita svolta da Nomisma con il patrocinio di FederBio e AssoBio.

Crescono i negozi specializzati in prodotti bio, concentrati per il 60% nel nord Italia, sono il 13% in più rispetto al 2013 e il 111% rispetto al 1993. In media un negozio specializzato offre circa 2.000 referenze, rappresentate per il 79% da prodotti alimentari confezionati.

Anche se il food&beverage bio ha realizzato un fatturato complessivo di 865 milioni di euro nel 2017, ha segnato per la prima volta una battuta d'arresto con un -3% rispetto al 2016.

Nel contempo però sono cresciuti gli assortimenti nella gdo (+330%) e in particolare hanno avuto successo le private label. Tra le categorie che hanno sofferto di meno negli specializzati c'è quella dei freschi e freschissimi che fa segnare un -1,8%.

La donna (al 79%) con un'età compresa tra i 35 e i 45 anni, di reddito medio alto è il cliente tipo di questi negozi e sviluppa un rapporto di fiducia con i proprio rivenditore, anche grazie alle iniziative che dedicano alla clientela un'ampia gamma di servizi aggiuntivi come carte fedeltà, eventi speciali e presenza di addetti esperti.

Carrefour Bio & Bien, nuova sfida

Un format di prossimità, aperto a Parigi, con l’obiettivo i diventare leader nella “democratizzazione del biologico” (da Gdoweek n. 13)

“Diventare una delle principali aziende impegnate a rendere i prodotti biologici disponibili a quante più persone possibile e a guidare la transizione alimentare per tutti entro il 2022”. Questo l’obiettivo ambizioso dichiarato da Carrefour a livello mondiale: coerente con questo impegno e con l’idea di ampliare l’offerta ai consumatori assecondandone le rinnovate tendenze di consumo, l’insegna sta lavorando su un doppio binario. Da un lato sta sviluppando nuovi formati, tra cui Carrefour City - Bio & Bien Plus, dedicato ai prodotti biologici, aperto a Beaupassage, nel cuore del 7° arrondissement di Parigi; dall’altro sta ampliando la propria capacità con acquisizioni, sia di siti online (Greenweez nel 2016) sia di catene specializzate, come la francese So.bio (8 negozi attivi e due in apertura), avvenuta lo scorso luglio. Alla base un concetto fondamentale: diventare leader nella “democratizzazione del biologico”.

Il supermercato nasce dunque come negozio dedicato non alla nicchia ma a un target ampio ed eterogeneo, sempre più attento alla qualità del prodotto, alla filiera e alla sostenibilità dell’intero processo produttivo.

Accesso riservato

Maxi Zoo apre a Zanè

Maxi Zoo
Nuovo punto di vendita Maxi Zoo a Zané (Vi) in via Alessandro Manzoni, ad angolo con via Leopardi, sviluppato su un’area di 520 mq

Nuovo punto di vendita Maxi Zoo a Zané (Vi) in via Alessandro Manzoni, ad angolo con via Leopardi, sviluppato su un’area di 520 mq. Lo store propone 7.000 item di petcare e petfood e impiega sei persone. Tra i servizi l’area picnic con acqua fresca e cibo e la bilancia per cani. Tutti gli store dell’insegna offrono inoltre il servizio di incisione medagliette. La struttura è aperta da lunedì a sabato dalle 9 alle 20 e domenica dalle 9,30 alle 19,30.

 

 

Bennet Drive apre anche a Montano Lucino

Nella foto il "drive" aperto a Montano Lucino (Co)
A Montano Lucino, la sede di Gruppo Bennet, apre il quindicesimo Bennet Drive. La catena comasca prevede di arrivare a un numero complessivo di 40 postazioni per il 2019

Il comune comasco di Montano Lucino ospita anche lo storico quartier generale di Bennet: e qui a Montano arriva il servizio Drive, sviluppato dal gruppo distributivo per consentire e facilitare ai clienti l'ordine online della spesa e il ritiro degli acquisti all'esterno del punto di vendita.

Il nuovo servizio click&collect di Montano Lucino si aggiunge ai Drive di Anzano del Parco, Cantù, Cassina Rizzardi, Erba e Tavernola, inaugurati di recente nel comasco. Bennet Drive è attivo anche a Lentate in Brianza, Cornaredo, Vanzaghello e Vaprio d’Adda nel milanese; San Martino Siccomario in provincia di Pavia; e Chivasso, Ciriè, Nichelino e Pavone Canavese nell’area torinese.

Con l'apertura del Drive di Montano Lucino il numero di postazioni per il ritiro della spesa sale a 15, in linea con gli obiettivi di inizio anno.

Lo schema di utilizzo è noto, ma lo ripetiamo: si clicca su www.bennetdrive.it da qualunque dispositivo 24 ore su 24, si scelgono i prodotti da ritirare poi nell’apposita piattaforma in qualsiasi momento della giornata. La spesa viene caricata direttamente in macchina da un addetto senza costi aggiuntivi. Pagamento alla consegna tramite Pos, senza scendere dall’auto.

Con Bennet Drive si trovano le stesse offerte presenti nel punto di vendita, con possibilità di ordinare anche prodotti freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria) e di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina).

 

La Molisana, nuova ricetta 100% grano italiano

La Molisana porta sugli scaffali una nuova ricetta fatta di solo grano 100% italiano alto-proteico (fino al 17%): è il risultato di un percorso di agricoltura sostenibile che valorizza le colture locali attraverso alti parametri qualitativi e tecnologici. Una scommessa lanciata appena due anni fa tramite la sigla di accordi di filiera con oltre 1450 agricoltori di Molise, Puglia, Marche, Lazio e Abruzzo, per quintuplicare entro il 2018 la produzione di un grano di altissima qualità per il quale viene riconosciuto un prezzo minimo garantito e vengono introdotti modelli premiali che incentivano la qualità della materia prima.
Un sostegno per l'agricoltura italiana, e un rafforzamento del legame stabile con i coltivatori per tutelare il loro lavoro. Questo impegno sarà evidente sulle nuove confezioni, in distribuzione nelle prossime settimane, che mostrano la scritta "solo grano italiano decorticato a pietra".

La novità interessa l'ampia gamma di formati sia classici, sia integrali, che verranno presentati al pubblico con la riapertura dei Temporary Store a Milano Centrale e Roma Termini, e venduti in anteprima.
Una pasta 100% grano italiano – considerando che si tratta di uno dei prodotti più presenti nelle nostre dispense – ha una notevole ricaduta a diversi livelli. Garantisce sicurezza al consumatore, perché il sistema italiano dei controlli non ha eguali nel mondo. Dal punto di vista sociale, assicura una filiera sostenibile perché rispetta e ripaga in modo corretto il lavoro di tutti, a partire dagli agricoltori, favorisce il lavoro in Italia e genera valore per il Paese, incoraggiando l’innovazione a tutti i livelli. Infine, tutela la biodiversità.

La ricetta si completa con altri due ingredienti unici: acqua cristallina di sorgente, con caratteristiche oligominerali proveniente dal Parco del Matese, le cui proprietà sono riconosciute da una certificazione di qualità, e aria pura di montagna, perché il molino ed il pastificio hanno sede a Campobasso, a 730 metri di altitudine, dove le condizioni climatiche garantiscono la migliore conservazione della materia prima.

Nei due Temporary Store La Molisana, sarà anche possibile acquistare in esclusiva gli speciali kitbox limited edition DisneyPixar Gli Incredibili 2, contenenti 2Kg di pasta e una sorpresa all’interno. La Molisana sarà infatti ufficialmente la pasta incredibile dell’attesissima famiglia di eroi quotidiani, grazie ad una ricca operazione di co-branding che avrà anche un sito dedicato: www.lapastaincredibile.it

Aldi prosegue l’espansione in Veneto

Aldi ortofrutta
Si amplia la rete di Aldi in Veneto che inaugura l’undicesimo store nella regione, situato a Noale (Ve) in via Galileo Galilei 15

Si amplia la rete di Aldi in Veneto che inaugura l’undicesimo store nella regione, situato a Noale (Ve) in via Galileo Galilei 15. Il punto di vendita occupa una superficie di 1.200 mq e dispone di un’area esterna di 4.000 mq con 78 posti auto. L’edificio dispone di un impianto fotovoltaico da oltre 48 kWp. Il reparto ortofrutta, ispirato ai mercati rionali, è il primo spazio a cui ogni cliente accede entrando nel negozio, segue la vinoteca. Sono presenti, come da format dell’insegna, il Banco dei Sapori, riservato alla gastronomia, che valorizza le tipicità regionali. Sono presenti inoltre, così come negli altri negozi della rete, l’area pensata per il pane e i prodotti da forno, Pan del Dì, affiancata dal corner Caffè al dì. Allestito infine uno spazio destinato ai prodotti in promozione: due volte a settimana, il lunedì e il giovedì. Impiega 15 persone.

 

 

Tracciare. Analizzare. Misurare. Pubblicizzare. Per noi è un gioco da ragazzi.

Il carrello della spesa diventa sempre più strumento di marketing.

Il futuro dei carrelli nel segno della tecnologia: è il risultato della sinergia messa in campo dall’azienda Bertoldi Aldo e Thinkin.
L’azienda trentina, da decenni leader nella commercializzazione di carrelli per la GDO, è specializzata nella vendita di carrelli per la distribuzione alimentare.
La continua ricerca di nuovi prodotti e nuovi servizi ha portato Bertoldi Aldo ad esplorare alternative innovative e ad investire nella tecnologia, stringendo un’importante collaborazione societaria con l’azienda Thinkin.
L’applicazione della tecnologia Thinkin ai prodotti distribuiti da Bertoldi Aldo, rende i carrelli intelligenti, evoluti e produttori di dati utili per attività di marketing.
Thinkin parte dalla consapevolezza dell’importanza della localizzazione: comprendere come gli individui si comportano in spazi al chiuso aiuta ad ottimizzare le operazioni commerciali e migliora il livello dei servizi per gli utenti finali.
Thinkin integra i dati di una grande varietà di dispositivi connessi a Internet (tag, wearable, smartphone, display, ecc.) all’interno del punto vendita. Con un’infrastruttura di localizzazione indoor iper-accurata, trasforma gli spazi fisici in ambienti interattivi e misurabili.

Bertoldi Aldo srl

Piazza Silvio Pellico, 5
38122 – Trento
0461. 231052
info@bertoldialdosrl.it

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Numerosi i vantaggi del connubio tra Bertoldi Aldo e Thinkin: grazie alla nuova tecnologia il carrello è in grado di analizzare il comportamento dei clienti monitorando le rotte dell’acquirente dall’ingresso all’uscita con la precisione del livello di scaffale e del prodotto.
Viene anche misurata l’efficacia dei diversi layout del punto vendita ed ottimizzato il posizionamento dei prodotti e i guadagni degli scaffali.
Thinkin, inoltre, può inviare pubblicità altamente mirate direttamente al telefono o a un display collegato a un carrello della spesa ed interagisce in tempo reale con oggetti e dispositivi connessi a Internet all’interno del punto vendita.

GrandApulia: chiude l’Ipercoop di Foggia

grandapulia
Chiude Ipercoop di Foggia, un ipermercato di 5mila mq nell’area industriale della città. L'ipotesi è l'apertura di uno store di dimensioni più ridotte

Chiude Ipercoop di Foggia, un ipermercato di 5mila mq situato nell’area industriale della città, locomotiva alimentare del centro commerciale GrandApulia. Secondo quanto scrive il giornale online FoggiaToday la chiusura è prevista per il primo ottobre e le motivazioni sarebbero state spiegate dal patron Antonio Sarni che ha sottolineato l’importanza di ridimensionare gli spazi food. Si punta dunque su format di dimensioni più ridotte rispetto agli ipermercati. Le trattative sindacali si svolgeranno per valutare la posizione di 57 lavoratori. Si ipotizza possano essere ricollocati nella struttura La Mongolfiera di viale degli Aviatori.

 

Pam Panorama: torna il concorso Vinci l’Alaska

Il concorso è organizzato da Asmi, l’ente che si occupa della promozione dei prodotti ittici dell’Alaska, in collaborazione con i supermercati Pam e Pam Panorama

Avventura è il nome di uno dei due viaggi in palio per il concorso Vinci l’Alaska con il salmone selvaggio che Pam Panorama promuove e propone ai suoi clienti. Il concorso è organizzato da Asmi, l’ente che si occupa della promozione dei prodotti ittici dell’Alaska, in collaborazione con i supermercati  Pam e Pam Panorama di tutta Italia e destinato ai consumatori in possesso della carta fedeltà Carta x Te da presentare alla cassa al momento del pagamento. Il sistema acquisirà automaticamente la partecipazione associandolo al codice prodotto. L’iniziativa è attiva fino al 30 settembre. Per partecipare basterà acquistare in uno dei punti di vendita della rete un trancio fresco oppure un filetto di salmone selvaggio dell’Alaska decongelato di qualsiasi peso.

 

Il viaggio, per due persone, dura 10 giorni e prevede escursioni, giornate dedicate alla pesca, immersioni nell’area del Kenai Fjiords e un’escursione dedicata all’avvistamento degli orsi. Quest’anno il concorso offre l’opportunità di un secondo premio: un week end a Venezia in un hotel a 5 stelle. Il concorso si svolge nell’unico periodo in cui il Salmone Selvaggio dell’Alaska può essere acquistato non congelato, come avviene negli altri mesi dell’anno. Questo, in conseguenza della rigida regolamentazione della pesca vigente in Alaska che, da maggio a settembre, tiene conto delle migrazioni transoceaniche di questi pesci sostenendone la sostenibilità.

 

Coop accelera su mdd e non food

Incrementare l’offerta del non alimentare tramite il catalogo online è uno degli obiettivi di Coop (da Gdoweek n. 13)

Le mdd in casa Coop rappresentano nel complesso oltre un quarto del fatturato totale alle casse. Molto del lavoro imminente e futuro di Coop si concentrerà su questo ambito e su quello che si potrebbe definire oggi scaffale infinito, cioè la possibilità per il consumatore (che nel caso Coop è spesso anche socio) di trovare tutto anche in punti di vendita più piccoli e di prossimità attraverso l’online nella formula dell’ordina e ritira (click&collect). Non sarà un lavoro facile visto che Coop è presente con la sua rete in 18 regioni, 90 province e 995 comuni. La rete è costituita da 2.134 punti di vendita incluse le diversificazioni, cioè compresi tutti i touchpoint (librerie, turismo, bricolage, energia, tlc, farmacie). Così come ha fatto per quanto riguarda il giro d’affari, l’ufficio studi di Ancc-Coop ha scorporato la consistenza numerica della rete in 3 cifre diverse: oltre ai 2.134 touchpoint complessivi (store+diversificazioni), il campione prevede 1.637 punti di vendita gdo (cifra che include il franchising) e 1.175 pdv (di cui 119 ipermercati) ad insegne Coop, appartenenti a Coop e aderenti ad Ancc-Coop.

Coop è il 1° distributore italiano, 41° retailer alimentare nel mondo, e 15° nell’area euro (fonte: Global Power of Retailing Top 250). La quota di mercato Coop (fonte: dati Nielsen Gnlc gennaio 2018) è del 14,2%, seguita da Conad (12,5%) e Selex (9,7%).

“Abbiamo iniziato ad affrontare questioni che ritardano la nostra crescita e su cui abbiamo preso decisioni rilevanti -spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia–. In primo luogo confermiamo la nostra presenza al Sud, con interventi di razionalizzazione, ma anche con l’estensione della formula cooperativa in un territorio come la Sicilia o con l’avvio di importanti partnership in franchising in alcune regioni. Le nostre cooperative stanno inoltre affrontando il problema di un formato come quello degli ipermercati che mostra innegabili difficoltà; le soluzioni sono differenziate e riguardano in alcuni casi la ristrutturazione e il ridimensionamento delle strutture, in altri casi l’innovazione del modello di offerta a parità di dimensioni -continua Pedroni-. Abbiamo inoltre aperto cantieri importanti che incrociano le diverse sensibilità dei soci e consumatori: l’innovazione negli assortimenti, l’eCommerce per food e non food, i servizi nel campo energetico. Stiamo compiendo un ulteriore salto di qualità nell’offerta dei nostri prodotti Coop, sia a livello di spinta commerciale che nell’evoluzione delle linee e della gamma assortimentale: nel 2018 saranno 200 i nuovi prodotti a marchio che arriveranno a scaffale, altrettanti sono stati quelli nuovi nel 2017”.

Nelle linee strategiche illustrate da Marco Pedroni, nel duplice capitolo “mdd e tipicità”, rientra certamente Coop Italian Food, la società al 100% di Coop nata per valorizzare il prodotto Coop e il prodotto italiano all’estero: quest’anno punta al miliardo di euro di fatturato ed è presente in 12 Paesi del mondo.

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Maxi Zoo approda a Moncalieri

Maxi Zoo_Moncalieri
Consolida la sua presenza sul territorio l’insegna petstore Maxi Zoo, parte del gruppo tedesco Fressnapf, che a Moncalieri (To), in corso Savona, inaugura uno store di 450 mq

Consolida la sua presenza sul territorio l’insegna petstore Maxi Zoo, parte del gruppo tedesco Fressnapf, che a Moncalieri (To), in corso Savona, inaugura uno store di 450 mq. Il punto di vendita offre oltre 7.000 articoli in assortimento di petcare e petfood e propone corner dedicati agli accessori, alla cura e al benessere dell’animale.

Il negozio impiega sei persone provenienti dalla zona di riferimento, formate come da prassi  attraverso il programma di training della Maxi Zoo Academy per i nuovi dipendenti.

Come in tutti i negozi della catena, è possibile trovare servizi dedicati agli animali come l’area picnic con acqua fresca e cibo, la bilancia per cani, il servizio di incisione medagliette. Infine è presente una donation box, in cui è possibile lasciare alimenti di prima necessità che saranno devoluti alle onlus locali del settore.

 

Gruppo Végé sigla l’accordo per l’ingresso di Vega

Con l'ingresso di Vega, gruppo distributivo attivo da 50 anni nel Triveneto, Gruppo Végé potenzia il proprio presidio territoriale nel Nordest della Penisola. Vega lascia quindi dal 1° gennaio 2019 la centrale D.IT per confluire in Aicube

Gruppo VéGé annuncia la definizione di un nuovo accordo che dal primo gennaio 2019 rafforzerà la compagine dei soci: l’ingresso di Vega Società Cooperativa, azienda con sede a Olmi di San Biagio di Callalta (Tv), che opera nel food (insegne: Maxì, Spak supermercati, Super W supermercati) e nel canale drug (retail specializzato in profumi-cosmetici-detersivi) con le insegne Il Tulipano e Aurora profumerie, in Veneto e Friuli Venezia Giulia attraverso una rete di oltre 400 punti di vendita tra superstore, supermercati, superette, negozi specializzati e negozi di vicinato.

L’accordo rappresenta la prosecuzione da parte di Végé nel corso del 2018 di un percorso ricco di alleanze strategiche e commerciali. Questa politica si è concretata in progetti complessi come la creazione della piattaforma comune sud-europea con Grupo IFA, leader della distribuzione in Spagna e Portogallo, e la nascita a luglio 2018 della nuova AICUBE, quarta centrale d’acquisto in Italia per market share, sorta dall’intesa con Gruppo PAM e Carrefour Italia.

Con l’accordo siglato in questi giorni, Végé potenzia il proprio presidio territoriale nel Nordest della Penisola con l'ingresso di un gruppo distributivo attivo da 50 anni nel Triveneto.

"Siamo felicissimi di accogliere Gruppo Vega tra le imprese socie -dichiara Nicola Mastromartino, Presidente di Gruppo VéGé-. Vega è una realtà cooperativa che ha una storia decisamente affine a quella di Gruppo VéGé, sia per le origini nel commercio al dettaglio, sia per la missione di creare valore per le imprese associate curando la convenienza, offrendo servizi ad alto valore aggiunto e puntando sulla qualità della marca del distributore. Questo accordo suggella un percorso iniziato sette anni fa".

"In mezzo secolo di attività abbiamo consolidato un ruolo di leader in un contesto competitivo come quello veneto e del Friuli Venezia Giulia -aggiunge Roberto Barbon, amministratore delegato di Vega Società Cooperativa- compiendo scelte strategiche a favore dei nostri punti di vendita, come il costante potenziamento dei servizi e gli investimenti in innovazione. Oggi muoviamo un altro passo fondamentale, entrando in Gruppo VéGé. Siamo convinti che cooperando e unendo i rispettivi punti di forza, Gruppo Vega potrà conseguire gli obiettivi di crescita sostenibile, l'ottimizzazione dei costi e le proposte di offerte promozionali di successo che ci siamo prefissati per i prossimi anni".

Conad: nuovo look per il supermercato di Montefiascone

Riapre dopo i lavori di restyling il punto di vendita Conad di via Cassia 65 a Montefiascone (Vt). Sono stati ampliati i reparti dedicati ai freschi

Riapre dopo i lavori di restyling il punto di vendita Conad di via Cassia 65 a Montefiascone (Vt). La ristrutturazione del locale, secondo quanto pubblica ViterboNews, ha reso possibile l’ampliamento dei reparti e la valorizzazione delle aree dedicate ai freschi: panetteria, macelleria, gastronomia calda e fredda, salumi-latticini. L’attenzione ai localismi si traduce con una presenza importante di prodotti del territorio e a km0. In linea con le rinnovate tendenze di consumo in assortimento sono presenti articoli senza glutine, senza lattosio, biologici. Sono stati infine utilizzati accorgimenti ecosostenibili per ridurre l’emissione di CO2 e per il risparmio energetico. Tra i servizi annovera Ordina&Ritira per effettuare la spesa online da ritirare all’interno del  supermercato e il Free wifi per navigare in internet gratuitamente all’interno del punto di vendita e accedere ai servizi digitali dedicati.

Nau!: primo store a Pisa

Nau Pisa
Entra a Pisa l’insegna di ottica Nau! con il suo primo punto di vendita in città situato in corso Italia 92, l'ottavo in Toscana

Entra a Pisa l’insegna di ottica Nau! con il suo primo punto di vendita in città situato in corso Italia 92. L’azienda potenzia la presenza nella regione toscana dove opera con otto strutture: il negozio va, infatti, ad aggiungersi a quelli di Firenze, Empoli, Livorno, Lucca, Grosseto, Arezzo e Siena.

L’offerta propone, come di consueto, occhiali da vista e da sole, per uomo, donna e bambini, con nuove collezioni in edizione limitata ogni due settimane. Lo store è stato realizzato con l’utilizzo di materiali riciclati per gli arredi. Tra i servizi offre il controllo della vista gratuito, effettuato da ottici ed optometristi, e un servizio di manutenzione e piccole riparazioni.

 

Maiora cresce sviluppando nuovi format

Assortimento, con focus sui prodotti locali, servizio, dalla ricarica cellulari ai piatti pronti, innovazione e convenienza: queste le direttrici di Maiora, protagonista de #ilviaggio (da Gdoweek n.13)

Un’azienda giovane, con tanta voglia di mettersi in gioco e dimostrare di essere un player di valore e di riferimento in un contesto socio economico complesso come il sud d’Italia. Un’azienda famigliare, saldamente gestita dalla seconda generazione, che ha il commercio nel sangue, per averne vissuto la storia e le evoluzioni nelle parole e nei fatti dei loro padri, che rappresentano una parte importante della storia della distribuzione organizzata in Italia e nel Sud, e che oggi preferiscono rimanere qualche passo indietro e lasciare spazio (e responsabilità) ai giovani. Una realtà fortemente radicata e innamorata del proprio territorio, determinata a crescere grazie a un rapporto più stretto con il territorio e la volontà di sperimentare nuove formule.

Questo il filo rosso di questa nuova tappa de #ilviaggio, tornato in Puglia per un tour nella rete di Maiora (socio Despar dal 2013), società nata nel 2012, dall’unione tra la Cannillo spa della famiglia Cannillo e la Ipa Sud della famiglia Peschechera, una scommessa vinta che oggi rappresenta una realtà al dettaglio di 500 punti di vendita con le insegne Despar, Eurospar e Interspar tra diretti, somministrati e concessi in affitto di azienda, con incassi nel 2017 pari a 802 milioni di euro. Per completezza vanno aggiunti 5 cash&carry. “E vogliamo crescere ancora -spiega Pippo Cannillo, amministratore delegato di Maiora-: per potenziare la rete, sia con nuovi store sia con ristrutturazioni abbiamo previsto un budget di circa 10 milioni di euro. Allo stesso tempo, amplieremo le linee a marchio ed entreremo nell’eCommerce”.

Freschezza, servizio, assortimento e convenienza: sono questi i pilastri intorno ai quali sono state ripensate le nuove formule di vendita a insegna Eurospar e Interspar. In particolare, il percorso evolutivo della rete è iniziato lo scorso anno con l’Eurospar di Trani (Ba), uno store di 1.000 mq , la cui prima particolarità è rappresentata dall’edificio. “Si tratta infatti di un hangar della seconda guerra mondiale, successivamente utilizzato come oleificio, del quale siamo riusciti a mantenere le caratteristiche architettoniche, protette dalle Belle Arti, pur trasformandolo in un supermercato di nuova concezione, un test per evolvere progressivamente la nostra formula”, spiega Lugi Peschechera, direttore acquisti & marketing di Maiora. In quest’ottica, uno degli elementi distintivi del supermercato è il display dell’ortofrutta. “Trattandosi di una struttura lunga e stretta abbiamo deciso di utilizzare per frutta e verdura dei display verticali con i quali ‘giocare’ a livello di colori e forme, in modo da garantire un maggiore impatto visivo, convinti che queste merceologie si comprino prima di tutto con gli occhi ... e poi guardando il prezzo -chiarisce Peschechera-. Inoltre da questa struttura abbiamo incominciato a creare aree di focalizzazione sul mondo del salutismo, che comprende bio, alta digeribilità, free from e che ha la nostra linea a marchio Natural come principale protagonista”.

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Lidl debutta al Sana con Cien Nature

cien nature lidl italia
Cien Nature, brand di Lidl Italia, sarà presentato al Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, in programma dal 7 al 10 settembre

Cien Nature, la linea di Lidl Italia che comprende circa 20 prodotti tra cui shampoo, creme viso, bagno doccia, deodoranti, burro corpo creati con i migliori ingredienti disponibili in natura, sarà presentato al Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, in programma dal 7 al 10 settembre, a Bologna. Cien Nature, certificata NaTrue e Bios, è un marchio nato nel 2016, disponibile in esclusiva in tutti i punti di vendita Lidl. Tra le ultima novità annovera il Deodorante al fiordaliso bio, il detergente intimo lenitivo con calendula e Aloe bio.

Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione e CSR di Lidl Italia, commenta così la partecipazione a Sana: “Abbiamo scelto di essere presenti a Sana perché vogliamo far conoscere la qualità e la convenienza dei nostri prodotti beauty-care in un contesto nuovo, diverso dal punto vendita. Cien Nature è una gamma dalle formulazioni sicure: senza oli di siliconi, conservanti, profumi o coloranti sintetici; -prosegue- un progetto che ha permesso a Lidl di sviluppare una cosmesi bio democratica, con prezzi contenuti e alla portata di tutti.”

Cioccolatitaliani espande il format

Laboratori in vetrina e attività visibile degli chef: sono alcuni degli aspetti iconici di questa catena che porta l’arte e il gusto del cioccolato anche a Doha e Riyadh (da Gdoweek n. 13)

Cioccolatitaliani è stata una delle prime insegne a tematizzare in chiave di format una singola specialità, il cioccolato, in un format ristorativo moderno. Vincenzo Ferrieri, classe 1984, nato e cresciuto a Napoli, si è trasferito a Milano per laurearsi all’università Luigi Bocconi. Inizia una carriera nell’alta finanza tra Milano e la Svizzera, ma nei suoi pensieri prevale, alla fine, il richiamo dell’imprenditoria.

Cioccolatitaliani sta sviluppando il format all’estero. Dopo il primo store aperto a Doha, Qatar, ha inaugurato un mega-locale a Riyadh (900 mq), e aprendo in Marocco un altro locale molto grande (1.000 mq ). I paesi ai quali sta rivolgendo l’attenzione sono Spagna, Portogallo, Uk, Francia e la Cina.

Come e perché nasce l’idea e il format di Cioccolatitaliani?

Cioccolatitaliani nasce da un’intuizione della famiglia, anche grazie alla lunga esperienza nel mondo della pasticceria e della somministrazione alimentare. Per anticipare il fermento intorno al settore food e alle nuove aperture di locali specializzati, ho convinto mio padre, che già stava meditando di investire nel settore del gelato, a scommettere su un’idea diversa e iniziare un nuovo corso a Milano.

La strada giusta era prendere un prodotto meno stagionale e specializzarsi al massimo declinandolo in tutte le forme possibili.

La scelta è quindi caduta sul cioccolato, sicuramente perché già parte del background di famiglia nella pasticceria o inconsciamente in risposta al mio lavoro nella finanza: “Non siamo mica cioccolatai” mi ripeteva ogni giorno il mio capo. Il passo ulteriore è stato creare una forte brand awareness grazie a un marchio semplice e diretto, Cioccolatitaliani, e strutturare un’azienda orientata all’internazionalizzazione, concentrata verso l’espansione nel mercato globale.

Caratteristiche essenziali e costanti del format

Gli spazi di Cioccolatitaliani sono la concretizzazione, attraverso il design, di un progetto di ristorazione: ogni dettaglio concorre a dare forma alla sua identità comunicandone i valori ai clienti e guidandone l’esperienza.

Il retail concept mette consapevolmente in primo piano tutto il fascino della produzione, delle fasi di lavorazione quotidiane, della preparazione al momento. Grazie al posizionamento dei laboratori in vetrina, l’attività degli chef è visibile anche dall’esterno: gelato, dolci e brioche vengono lavorati in diretta mentre la cucina è all’opera.

Come viene dichiarato sulla vetrina Cioccolatitaliani “lo fa davanti a tutti” mettendo in bella mostra non il semplice gelato bensì il gelatiere al lavoro davanti al cliente, show cooking applicato non per il solo intrattenimento, ma per raccontare e coinvolgere.

Anche interior design e arredi valorizzano i codici del brand: predominano le tonalità calde che richiamano ovviamente la materia prima, materiali naturali come la pietra grezza che riveste il bancone, il mosaico, realizzato ad hoc, le piastrelle bianche dei laboratori, i tavoli in legno non trattato: superfici diverse per comunicare anche al tatto. Al centro del locale campeggia un vero e proprio “caveau” che contiene lingotti di cioccolato. La nostra è una dichiarazione d’intenti: il cioccolato si custodisce come un bene prezioso. Il punto di vendita è modulato per adattarsi a ogni scala di grandezza e posizionarsi strategicamente in ogni contesto retail, dalle vie cittadine, agli shopping mall, fino agli spazi commerciali di aeroporti e stazioni.

Concorrenti?

La vera forza di Cioccolatitaliani è che si compone di quattro concept in uno: gelateria, caffetteria, pasticceria e cucina vengono uniti dal fil rouge del cioccolato. Questa combinazione unica, oltre a consentire una declinazione dell’offerta nell’arco della giornata e delle quattro stagioni, garantisce anche l’assenza di un vero e proprio competitor. Esistono comunque alcuni format internazionali, come Paul Bakery e Max Brenner che, sebbene con un prodotto diverso, vanno a ricoprire occasioni d’uso e conseguenti porzioni di mercato equivalenti. Per quanto riguarda l’Italia, consideriamo Venchi il principale concorrente sulla piazza.

Sviluppo: diretto o in franchising?

Cerchiamo di assestarci intorno a un 20% di punti di vendita a gestione diretta e un 80% in affiliazione. Per lo sviluppo estero stringiamo accordi che vanno dal master franchising, all’area development, fino alle joint venture per canali specifici e paesi più impegnativi.

Centri città o centri commerciali?

Cioccolatitaliani ha tre format: small, medium e full, che differiscono in termini dimensionali e per offerta: si va dai più piccoli punti di vendita con sola somministrazione take away a quelli grandi con servizio di ristorazione e cucina. Questa flessibilità adatta il concept alle più svariate situazioni: high-street, centri commerciali prime, stazioni e aeroporti, purché in location AAA.

Video: le strategie di Gruppo Gabrielli raccontate dal top management

Il presidente Luca Gabrielli e l'amministratore Mauro Carbonetti spiegano come il retailer marchigiano vede il prossimo futuro del retail, quali gli sviluppi sul territorio e i formati più performanti, mentre Barbara Gabrielli, vicepresidente, racconta le iniziative del Gruppo a livello sociale

Il presidente Luca Gabrielli e Mauro Carbonetti, amministratore delegato di Gruppo Gabrielli, fanno il punto sulle attività dl Gruppo, spiegando i piani di sviluppo di Gruppo Gabrielli e guardando al prossimo futuro, grazie anche ai risultati positivi ottenuti quest'anno che parlano di una crescita media del 4,4% rispetto all'esercizio dell'anno precedente.

Risultati ottenuti grazie a una forte attenzione alla rete e alle performance dei negozi, in un mercato che, come sottolinea l'Ad Mauro Carbonetti: "Oggi non si parla più di format, ma di negozi che funzionano non solo per avere la giusta location e un'offerta corretta di prodotti e di servizi, ma per la capacità complessiva di soddisfare le esigenze e i bisogni di quella specifica clientela locale".  In quest'ottica il gruppo sta anche studiando nuove modalità promozionali: vuol dire utilizzo della tecnologia, ma anche eventi a tema, che rendano attraente e distintivo ogni punto di vendita, dal punto di vista non solo commerciale, ma anche per le informazioni sempre rinnovate che ogni super sa dare.

"In termini di sviluppo, l'obiettivo è consolidare la rete lungo due direttrici -precisa Luca Gabrielli, presidente del Gruppo-: da un lato, intendiamo focalizzarci sulle strutture di maggiori dimensioni a insegna Oasi come sui superstore; dall'altro, intendiamo continuare a sviluppare l'affiliazione, visti i buoni risultati ottenuti finora".

Bio: cresce il mercato, arrivano nuove sfide

Le vendite di prodotti biologici in gdo superano quelle negli specializzati. E il bio ha ancora molti spazi di crescita sugli scaffali del mass market (da Gdoweek n. 13)

Nel 2016 le vendite di prodotti biologici presso la distribuzione moderna hanno superato di 299 milioni di euro quelle realizzate nei negozi specializzati bio (elaborazione Bio Bank su dati Assobio, Ice, Ismea, Nielsen, Nomisma). Un settore sempre più maturo, che nel passaggio dalla condizione di nicchia privilegiata, appannaggio di poche insegne dedicate e di un ridotto numero di consumatori fedeli, con disponibilità economica e coerenti per filosofia di vita, si sta muovendo in un territorio sempre più mainstream, preda di nuovi operatori e del crescente interesse da parte di una fascia di consumatori ampia. I numeri del biologico sono in crescita, più del convenzionale, ma siamo ben lontani dal raggiungere quote significative che possano seriamente minacciarne il dominio. C’è poi un interesse crescente da parte della grande industria di marca, che fino a oggi era rimasta a guardare. La distribuzione moderna ha scelto di puntare sempre più sulla marca del distributore in versione bio, apripista i discount. Se parliamo di prezzo, non si può prescindere dalla considerazione di Vladimiro Adelmi, responsabile brand Vivi Verde e Solidal in Coop Italia, ovvero che il 30% degli acquirenti del biologico rappresenta circa l’80% del totale (a valore) del mercato bio. Significa che lo spazio di crescita non manca e che i consumatori fedeli “vivono bio”, non si limitano a mangiare bio. L’inserimento del biologico entro valori più ampi di benessere, salute, sostenibilità, soprattutto da parte della distribuzione moderna e dell’industria di marca contribuisce a rendere più accessibile un benessere rispettoso della terra fino a oggi riservato a pochi, aprendo la strada a un abbassamento dei prezzi.

Veniamo all’andamento dei consumi nelle diverse insegne. Le vendite di prodotto bio crescono in Coop più del convenzionale ma non più con i trend di qualche anno fa e comunque partendo da posizioni marginali: oggi in Coop il bio supera il 4,5%. Un’evoluzione fisiologica letta dai direttori commerciali e buyer come una stabilizzazione dopo oltre 10 anni di lusso. Condivisa da tutti l’affermazione di Adelmi di Coop Italia: “è importante per tutti gli operatori del settore difendere un patrimonio che per l’Italia è fondamentale: siamo il primo Paese esportatore europeo, e di un bio di qualità, non è così oltre confine”. Adelmi sottolinea anche che il mondo agricolo deve rispondere a una domanda sempre più incalzante e che sarebbero auspicabili controlli ancora più stringenti a tutela dei consumatori e della loro fiducia che sostiene i consumi.

Conad con il marchio ombrello Verso Natura, oltre 2.200 referenze, conferma la tendenza del total green e il focus sulla mdd, nella quale il bio è tra i segmenti più vivaci insieme alle aree dei tipici, dei locali e del benessere. Nel 2017 a un anno dal lancio ha generato 150 mln di euro di fatturato e l’obiettivo per il 2018 è di raggiungere i 250 milioni.

Bennet fa registrare per l’anno terminale corrente un +13,7% a valore per l’alimentare bio (fresco più confezionato), la mdd cresce invece del 14,1% a valore. “Numeri dovuti anche all’ampliamento dell’offerta assortimentale -commenta Daniele Pan, buyer del comparto salutistico/biologico di Bennet-, a testimonianza del fatto che crediamo molto nel bio e prevediamo che crescerà ancora: nell’ultimo anno gli acquirenti abituali sono aumentati di 1,3 milioni di unità sul totale Italia, raggiungendo i 6,5 milioni abituali, il 26% delle famiglie Italiane, secondo il Nielsen Consumer Panel”.

Il Viaggiator Goloso di Unes registra una crescita in questo segmento del 78%. Assortimenti più ampi e scaffali dedicati dimostrano il grande interesse dell’insegna che lo ha abbinato da subito al premium. “Siamo convinti che i prodotti bio saranno sempre più richiesti e alla portata di tutti -dichiara Giuseppe Cantone, coordinatore degli acquisti Viaggiator Goloso Unes- e l’online, che ci vede protagonisti nella partnership con Amazon, vede in forte crescita anche il segmento bio”.

La spina dorsale dell’assortimento bio Coop è il prodotto a marchio, che ha anche la quota più rilevante: quasi il 60% delle vendite è costituito da Coop bio, Vivi verde e altri brand Coop che hanno proposte bio. “Dal 2016 si è verificato un ribaltamento non nell’incidenza della mdd, che rimane elevata e continua la sua crescita -spiega Adelmi -, ma come percentuale in rapporto al bio della idm, che conquista qualche punto”. Gli assortimenti si sono ampliati soprattutto a favore di prodotti di marca, spesso associando una “promessa di bio” al cosiddetto km0 e locale.

Un mercato ancora in forte espansione, anche se in alcuni comparti la crescita è rallentata, e con grandi soddisfazioni, rileva Fabio Sordi, direttore commerciale Selex. “Garantire ai clienti una buona scelta assortimentale è una delle chiavi di successo, cui seguirà una fase di razionalizzazione. La mdd gioca un ruolo sempre più importante e valorizza i fornitori specializzati, più abili a cogliere le tendenze rispetto all’idm”. La quota a valore del bio in Selex, che è appena entrata anche nel vino, ma che è già da tempo presente in tante categorie, è più alta di quella a volume e della quota assortimentale, anche se non ha ancora una valenza mass market e difficilmente sostituirà il mainstream. Inoltre, una buona percentuale di bio che si vende in gdo non ha come chiave primaria di attrazione la biologicità. “In alcuni comparti, come le confetture, i prodotti bio sono leader o co-leader nelle vendite -spiega Sordi-, anche con volumi mainstream. Questo deve farci ragionare, è un premio che il consumatore dà al prodotto di qualità, con il prezzo giusto, gustoso e anche bio”.

L’offerta Bennet nel biologico è cresciuta su tutti i fronti, dalla mdd con Bennet Bio, nato nel 2015, fino ai prodotti dell’industria. “Per quanto riguarda la drogheria bio -precisa Daniele Pan- si sono privilegiati i prodotti funzionali per intercettare le esigenze dei consumatori con intolleranze alimentari”. Un’offerta che mancava, come rilevano anche altri interlocutori. L’industria di marca invece entra nello scaffale bio più come presenza a livello di assortimento che come vera spinta innovativa, e il tempo dirà se sarà determinante anche per un abbassamento del prezzo. Anche Bennet rileva una evoluzione verso un total green che va dall’ingredientistica corta in etichetta alle aspettative di funzionalità e benessere, e naturalmente di gusto, fino all’attenzione al packaging eco-friendly.

Alexandre Bompard, presidente e direttore generale di Carrefour, ha annunciato l’obiettivo della leadership mondiale della transizione alimentare. Se in Francia è stato aperto il primo store bio (si veda pag. 34), oltre all’acquisizione della catena So.bio, in Italia, l’attenzione si concentra sull’offerta. “Stiamo lavorando per offrire un assortimento completo, in linea con i trend di mercato e accessibile a tutti -spiega Giovanni Panzeri, direttore mdd di Carrefour Italia-. Infatti, anche se occorre tener presente i costi produttivi diversi, a giocare la parte più rilevante nel differenziale di prezzo è proprio il mancato miglioramento delle economie di scala”.

In Sigma la linea a marchio biologica è cresciuta del 5% nel 2017, dopo il lancio nel 2016. La categoria in generale, non solo mdd, è interessante poiché esistono ancora vuoti d’offerta, soprattutto insistendo sulla segmentazione: bio vegan, bio senza glutine e così via. La mdd nella maggior parte delle categorie è leader di mercato in Sigma, anche se è entrata l’industria di marca che punta sull’innovazione. Le relazioni che l’insegna ha con i fornitori per il prodotto premium aiuta nel raggiungere economie di scala e velocizza i processi di sviluppo degli assortimenti, perché spesso le stesse aziende hanno anche la certificazione bio.

Ma bio non significa solo food (che rimane il mondo più importante). Cosmesi e detergenza sono in fermento e l’impressione è che presto ne sentiremo parlare. Tra le certezze ci sono quelle di Selex e Bennet che hanno annunciato il proprio ingresso in questi mercati. “La linea Bennet cosmesi naturale bio avrà 15 referenze -interviene Daniele Merlo, direttore prodotto a marchio-, per la cura e detergenza di corpo e capelli con ingredienti di origine naturale ed estratti biologici, certificata Bios NaturCosmetics, dermatologicamente testata e senza nichel (<1ppm)”. Stessi presupposti anche per la versione Bebè della stessa linea, 5 referenze. Curati anche gli imballaggi, in materiali riciclabili. Il nuovo buyer/category della pl Green Oasis di Unes, Giuseppe Dazi, sottolinea come nella detergenza l’accento sia, dopo l’efficacia, sull’ambiente, mentre nella cosmesi si sposta sulla persona, e come in generale sia aumentato l’interesse dei consumatori. “Cerchiamo di anticiparne le esigenze sviluppando referenze sempre più biologiche e naturali ed evolvendo con altre linee di prodotto caratterizzate da connotazione bio, per esempio il mondo baby, dell’igiene orale, ma anche della carta per uso domestico, coinvolgendo il packaging primario e secondario”. L’estensione del mercato favorisce l’abbassamento dei prezzi. Oggi questo mondo rappresenta circa il 10% del totale con una tendenza sicuramente in crescita.

La gdo riconosce senza problemi allo specializzato una preminenza nell’assortimento, grazie a una segmentazione molto precisa e a una profondità oggi inaccessibile ai generalisti: “La forza dello specializzato -dice Adelmi di Coop Italia- è chiaramente un credito di fiducia da parte dei consumatori alto spendenti bio, una equity, ma con posizionamenti premium. La gdo, e i discount, hanno dalla loro la leva del prezzo che però nel bio è meno rilevante”. La filosofia bio focalizzata sulla fase agricola oggi si esprime attraverso tecnologie all’avanguardia ma ancora con costi maggiori. “Dietro a un logo, a una prassi, possono esserci delle pieghe che vanno chiarite -aggiunge Adelmi-, per questo gli operatori più seri del bio sono così attenti a far sì che questo mercato cresca in modo sano e ponga ai margini coloro che sono tentati da soluzioni semplici”. L’idea di valorizzare il bio con un format dedicato solletica Coop Italia, anche se sarebbe difficile replicarlo su base nazionale, con i brand Vivi Verde e Fior Fiore “Sarebbe una opportunità, perché Vivi Verde è un marchio potente e versatile, food e non food, bio ma anche ecologico, quindi chiude il cerchio concettuale della tutela ambientale”. Per ora ci sono solo aree dedicate nei pdv ed esposizioni preferenziali, perché la priorità di Coop è valorizzare la rete esistente e i brand mdd.

Secondo Sordi (Selex), il bio può puntare su due aspetti, trasversali nel premium: “Se l’insegna ci mette la faccia, vuol dire che dietro c’è un sistema di garanzie normative ma anche di gusto. Poi il differenziale di prezzo che democratizza il bio facendo leva sulla fiducia che il consumatore attribuisce alla mdd”. Oltre una certa soglia di differenziale quindi, circa il 20%, il cliente testa il prodotto; al di sopra si rischia di rimanere in un contesto di nicchia. Sulla base di queste considerazioni alcuni soci Selex, come Abate in Sicilia, hanno stanno sperimentando aree bio e benessere di 150 mq circa all’interno dei pdv. Molte insegne hanno sviluppato progetti di filiera trasversali che coinvolgono quindi anche il biologico, come “Pam - Promessa Qualità”, proprio perché la sfida è sulla filiera, con l’accento che si sposta a seconda dell’insegna. “Non si tratta di veri e propri problemi di prezzi, efficienza o altro -dice Fulvio Faletra, direttore customer engagement Pam Panorama -, la vera sfida è scegliere e stabilire delle partnership con i fornitori giusti, in grado di garantire un alto livello di qualità a prezzi convenienti”.

La scelta di trasparenza di Coop

Coop-Origine-pomodoro
Il 26 agosto è stato sancito l’obbligo di indicare in etichetta l'origine per pelati, polpe, concentrato e derivati del pomodoro. Coop aveva avviato l'iter già dal 2004

Il 26 agosto è stato sancito l’obbligo di indicare in etichetta l'origine per pelati, polpe, concentrato e gli altri derivati del pomodoro. Coop aveva già avviato un percorso di trasparenza sin dal 2004 specificando sui prodotti della linea Coop origine pomodoro le seguenti caratteristiche: 100% italiano il pomodoro utilizzato; controllo sui diritti dei lavoratori estesi fino alla raccolta in campo, metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente e conoscenza della filiera, residui chimici inferiori al 70%, caratteristiche merceologiche rispondenti al capitolato.

Ad oggi sono presenti sugli scaffali di Unicoop Firenze 26 referenze tra passata di pomodoro, polpa e pelati, provenienti da 7 fornitori con 10 stabilimenti di produzione localizzati in Emilia Romagna, Toscana e Campania. Nel dettaglio, queste le caratteristiche della linea Coop Origine Pomodoro, certificata dal 2004:

L’azienda specifica: “Coop garantisce su questi prodotti la rintracciabilià fino al campo e che i pomodori vengano coltivati secondo il metodo della produzione integrata, che limita l'utilizzo di pesticidi, garantendone il 70% in meno rispetto a quanto consentito per legge. La rintracciabilità sui prodotti a bacca (pelati, pomodorini, datterini e S. Marzano) è tale da risalire al nome del coltivatore, mentre per passate e sughi si risale al gruppo di coltivatori”.

Decorì presenta le novità della Linea Lieviti

Per rispondere alle sempre più specifiche esigenze d’uso dei consumatori, Decorì ha ideato una gamma completa e innovativa di lieviti, certificata Vegan, con 4 lieviti Bio, 5 per intolleranti ai lieviti e 5 senza glutine.

Biologico, adatto per dolci e pietanze salate, il lievito istantaneo Mille Usi, è a base di estratto di uva senza aromi e senza glutine. Per alimentazioni vegane, vegetariane e per intolleranze ai lieviti, Decorì ha creato il Classico Vanigliato, a base di cremore tartaro e arricchito con aroma naturale di vaniglia Bourbon del Madagascar. Per impasti salati, prodotto come da tradizione, c’è il lievito madre. Un lievito biologico, l’unico con germe vitale di grano macinato a pietra che dona agli impasti più sapore e leggerezza.

I risultati ottenuti dalla costante attività di ricerca e innovazione dell'azienda ottengono il riconoscimento della Federazione Internazionale dei pasticceri, con l’utilizzo in concessione del marchio; arrivato a brevissima distanza dal premio Eletto Prodotto dell’Anno 2018. Inoltre, durante l’estate, Decorì ha conquistato il premio New Entry ai Brand Awards 2018 con "Mangiami”, una candelina pensata per essere accesa, soffiata e mangiata, al gusto di vaniglia, premiata come uno tra i prodotti più innovativi dell’anno.

“Dall’inizio dell’anno ad oggi, Decorì ha vissuto un periodo costellato da diversi premi –spiega Sandro Aliberti, marketing manager Decorì–. Si tratta di riconoscimenti che ci stimolano e ci spingono a continuare ad innovare e ampliare la gamma di prodotti per garantire al consumatore il massimo della sicurezza, della qualità e dell’affidabilità”.

Decorì sarà presente con l’innovativa linea di lieviti a Sweety of Milano 2018, l’evento dedicato alla pasticceria italiana in programma il 15 e il 16 settembre al Palazzo delle Stelline di Milano.

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