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A Santa Croce sull’Arno un nuovo store Conad con 30 neoassunti

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La struttura di vendita sarà estesa su una superficie di 1.500 metri quadri di cui 1.200 dedicati al nuovo negozio di Conad del Tirreno

Tra via Caravaggio e via Lorca, a Santa Croce sull’Arno, in un  terreno di proprietà del Consorzio Etruria, uno spazio vuoto nel cuore di Santa Croce, a pochi passi da piazza del Popolo e dal centro storico, nascerà un nuovo centro commerciale realizzato da Pirani Group. La struttura di vendita sarà estesa su una superficie di 1.500 metri quadri di cui 1.200 dedicati al nuovo negozio di Conad del Tirreno. I negozi che amplieranno l’offerta del piccolo centro commerciale saranno scelti tra le insegne non presenti in zona. Ci sarà anche un parcheggio esterno da 250 posti che sarà messo a disposizione del paese. Il supermercato avrà un team di trenta addetti, tutti neoassunti per i quali il sindaco Giulia Deidda ha chiesto di “dare priorità al territorio”, a cominciare da quello comunale.

Non sono ancora certi i tempi di inizio lavori che si presume possano essere avviati tra marzo e aprile. Con il nuovo store saranno sei le strutture alimentari presenti nella cittadina dove operano insegne come Coop, Marzi & Fulignati, Eurospin, Lidl e Penny Market.

 

Walmart spedirà gratuitamente i pacchi flash

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Lo Shipping Pass, la spedizione flash che dal 2015 era gratuita a fronte di una membership annuale al costo di 49 dollari, cede il testimone al nuovo servizio

Walmart offre ai consumatori americani spedizioni gratuite in due giorni con un ordine minimo di 35 dollari. Lo Shipping Pass, la spedizione flash che dal 2015 era gratuita a fronte di una membership annuale al costo di 49 dollari, cede dunque il testimone al nuovo servizio. Il marchio americano ha anche promesso di restituire la membership di 49 dollari a chi l’avesse già sottoscritta. Le spedizioni in due giorni saranno disponibili per oltre 2 milioni di prodotti disponibili sul sito di Walmart e includeranno categorie merceologiche come prodotti per la casa e cibo.

“Nel mondo di oggi, una spedizione in due giorni è essenziale, tanto che farla pagare non ha più senso”, ha spiegato Marc Lore, capo dell’eCommerce di Walmart.

 

Prink inaugura uno shop in shop a Milano

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Il punto di vendita è stato realizzato all’interno del Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano, aperto al pubblico con orario continuato da lunedì a domenica

Prink,  insegna specializzata nella distribuzione di cartucce e toner per stampanti, consolida la sua presenza sul territorio italiano inaugurando il suo 553esimo store. Il punto di vendita è stato realizzato all’interno del Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano, aperto al pubblico con orario continuato da lunedì a domenica. Il corner si sviluppa su 20 metri quadrati circa e può contare su un bacino di utenza stimato di circa 20.000 potenziali clienti. L’insegna è già presente nel capoluogo lombardo con 19 punti di vendita di cui due corner.

“Questa apertura fa parte di un piano di espansione più ampio che punta alla crescita della rete aziendale in aree strategiche del territorio nazionale, come la città di Milano” afferma Roberto Dursi, responsabile marketing e comunicazione di Prink. La rete vendita conta attualmente 300 negozi monomarca e 253 shop in shop.

Lidl lancia The Italian Gringo

The Italian Gringo è una nuova linea di prodotti (food e non food) ispirata nei motivi visual al western cinematografico. I prodotti si troveranno in tutti i Lidl italiani a partire dal 9 marzo fino a esaurimento scorte

Dal 9 marzo fino ad esaurimento scorte Lidl Italia propone la nuova linea plurimerceologica e trasversale “The Italian Gringo”, ispirata al Western italiano e alle sue più iconiche rappresentazioni naturali e culturali, dalla prateria al ranch, dal saloon agli sceriffi. Sono più di 40 referenze rappresentative non solo dei prodotti secchi e freschi, ma anche di categorie non alimentari come gli articoli per la casa.
La linea è frutto di una collaborazione con i fornitori che hanno realizzato per Lidl una selezione (tutta Made in Italy, assicura Lidl) che unisce qualità e creatività a un prezzo conveniente. Nella foto, Calamity chicken, una pizza alla pala con sfilacci di pollo, pomodoro e cipolla.

Nova Coop lancia il servizio di spesa online Coop Drive

Nova Coop
Il servizio, gratuito, è stato attivato all’Ipercoop di Beinasco (To), uno dei centri commerciali più performanti della rete, con oltre 4 milioni di visitatori annui e un presidio di oltre 65.000 soci

Coop Drive è il nuovo servizio presentato da Nova Coop per la spesa online da ritirare in automobile al punto di ritiro predisposto, scegliendo l’orario più comodo. Il servizio, gratuito, è stato attivato oggi all’Ipercoop di Beinasco (To), uno dei centri commerciali più performanti della rete, con oltre 4 milioni di visitatori annui e un presidio di oltre 65.000 soci. Lo store ha inoltre una posizione strategica perché vicino ai quartieri più popolosi di Torino Sud e a molti insediamenti industriali e di servizi, e si trova alla confluenza di strade ad alto traffico, in particolare la Tangenziale Sud.

Come funziona. Al Coop Drive si può accedere attraverso il sito La Spesa che Non Pesa, www.laspesachenonpesa.it, cliccabile Ipercoopda pc, cellulare o tablet. Il cliente, dopo aver registrato le proprie credenziali, si munisce del carrello virtuale in cui caricare la spesa scegliendo tra le diverse categorie merceologiche con più di 10.000 tipologie di prodotti delle principali marche e delle linee Coop, che abbracciano la quasi totalità della gamma offerta in ipermercato, o inserendo una parola chiave nel motore di ricerca. È possibile ordinare i prodotti anche in base al prezzo o alle promozioni attive al momento. In qualunque fase, prima di aver completato l’ordine, il sistema permette di modificare il proprio carrello. Una volta ultimata la spesa, basterà scegliere l’orario in cui andare a ritirarla poiché il servizio è garantito già dopo due ore ed è attivo dalle 8.30 alle 20.30, sette giorni su sette, e le modalità di pagamento, che potrà essere effettuato subito online o al momento del ritiro.

 

Lo sviluppo di Coop Drive. “Quello di Beinasco è il primo Drive che inauguriamo e non a caso lo facciamo in uno dei punti di vendita più importanti di tutta la rete Nova Coop - sottolinea Ernesto Dalle Rive, presidente di Nova Coop - Testeremo il

ernesto dalla rive presidente Nova Coop
Ernesto Dalla Rive presidente Nova Coop

gradimento da parte dei clienti con l’obiettivo di estendere il servizio su tutto il territorio piemontese. Entro l’anno attiveremo un secondo Drive in una zona semicentrale di Torino, che non sarà agganciato a un ipermercato esistente ma completamente autonomo, e lanceremo la consegna a domicilio. Parallelamente confermiamo tutti gli investimenti già annunciati su Torino e Vercelli e abbiamo in progetto almeno sei nuove aperture nei prossimi anni tra Torino, Ivrea, Giaveno e Asti. Il futuro però è nella capacità di integrare il negozio reale con un’offerta online presidiata di persona. L’epoca dei grandi ipermercati è finita e, nel rispetto dei nostri dipendenti, non crediamo che la soluzione sia introdurre aperture h24. Le parole chiave per noi sono “qualificare” e “innovare”, le politiche dell’offerta e il rapporto con il consumatore”. Antonio Bongiovanni, dirigente Prodotto e New Business Nova Coop, aggiunge: “Ci sono molti nuovi stili di vita a cui rispondere e il servizio drive nasce in questa ottica. In Italia questo servizio è ancora agli albori, ma in Francia dove è stato lanciato più di 15 anni fa e dove oggi i drive sono più di 2400, ha un peso del 4% sul fatturato della grande distribuzione. Ad incidere di più sono i prodotti pesanti, che il ritiro in automobile rende molto meno faticoso acquistare”.

 

#ilviaggio: video tour nei super Pewex guidati dai fratelli Cetorelli

#ilviaggio Sante Cetorelli, insieme con il fratello Paolo, ci spiega le caratteristiche della catena romana Pewex, oggi composta da 13 punti di vendita, con una dimensione che va dai 1.400 ai 2.300 mq.

Freschi, qualità e convenienza: questa la ricetta adottata dai fratelli Paolo e Sante Cetorelli, titolari della catena romana Pewex, per creare una relazione unica con i propri consumatori. Attualmente i negozi con questa insegna sono 13, tutti a Roma e dintorni, con una dimensione che va dai 1.400 metri quadrati fino a 2.200 mq. "La nostra filosofia è semplice -spiega Paolo Cetorelli- offriamo prodotti di qualità a prezzi estremamente convenienti, un approccio che ci ha premiato da sempre e che continua a darci soddisfazione".

E i numeri lo dimostrano: nel 2016, Pewex ha registrato un fatturato pari a 300 milioni di euro e l'obiettivo del 2017 è anche più ambizioso. "Quest'anno prevediamo un incremento significativo del giro di affari grazie anche alle performance del nuovo punto di vendita che stiamo per aprire, entro il mese di aprile, sempre a Roma nel quartiere La Magliana: sarà il nostro supermercato più grande, sviluppato su un'area complessiva di circa 3.500 mq", racconta Sante Cetorelli, che aggiunge:  "I nostri punti di vendita, a fronte di un assortimento profondo e uguale per tutti, si differenziano tra loro ogni volta per integrazioni "costruite su misura" rispetto alle caratteristiche del bacino di utenza".

La convenienza rimane un driver essenziale: così, oltre alle promozioni per quantità, tipiche dei banchi freschi, sono proposte iniziative a sorpresa, con sconti particolari a fine giornata, piuttosto che promo dedicate a singoli target specifici. "Siamo stati tra i primi a inventare le promozioni giornaliere per disoccupati e anziani che prevedono ulteriori sconti sulla spesa, in aggiunta a quelli praticati instore - chiariscono Sante e Paolo Cetorelli-. Del resto, il nostro lavoro ci spinge anche a svolgere un ruolo sociale, che tenga conto dei bisogni dei meno fortunati".

Pewex fa parte di Consorzio Gros, a sua volta aderente a Sun, che partecipa alla centrale Esd Italia.

 

Video Tour: lo store Eataly di Trieste

Un breve giro per il nuovo store della catena fondata dieci anni fa da Oscar Farinetti e oggi giunto a quota 34. Un Eataly dedicato al vento, focalizzato sui vini, soprattutto bianchi per la loro qualità

Il nuovo Eataly Trieste (3.000 mq di superficie su 3 piani) sorge nell'Antico Magazzino Vini, lungo il porto della città. Il focus dello store - il più a nord dei 34 aperti dal retailer in Italia – è la valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico di questo territorio di confine, multilingue e multiculturale, che si colloca fra la penisola italiana e la penisola istriana, ed è a pochi chilometri dalla Slovenia. “Qui -conferma Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly - si è sviluppato un microclima unico al mondo, una regione di vini incredibili. E una terra bagnata dall'Adriatico, un mare spesso sottovalutato ma con una vita di pesce straordinaria”. Francesco Farinetti - Antonio De Paolo - Andrea Guerra trieste

Il risultato è che i reparti dedicati al vino e al pesce sono i più approfonditi. L'enoteca offre oltre 1.000 etichette, fra cui molta produzione locale: dai vigneti del Carso e del Collio all'offerta vitivinicola dei colli orientali del Friuli, scendendo verso l'Istria, agli Orange wine, tipici della regione. Ma non manca una ricca selezione di proposte nazionali: dal vino sfuso al barolo d'annata, sino alle birre (in 110 tipologie). barcaccia banco

La pescheria La Barcaccia, con annesso bancone per la ristorazione, si trova in posizione strategica: è posta a destra dell'ingresso del punto di vendita, quindi è immediatamente visibile per la clientela. Punto di forza dell'assortimento è il pesce fresco, pescato giornalmente, di cui il 70% è nostrano o del nord Adriatico. Da segnalare, infine, l'area Pane&Vino, per pranzi e aperitivi: la proposizione alimentare, pensata per un pasto veloce, spazia dai taglieri di salumi fino alle insalate da fare al momento, mentre mancano quelle preconfezionate. Interessante la panetteria, con produzione a vista, che sforna giornalmente 10 tipologie di pane, cotte con forno a legna: un'unicità per la città di Trieste.

E poi, naturalmente, c'è il mercato, che include dal fresco, con frutta e verdura di stagione, sino al grocery. Segmento, quest'ultimo, che comprende circa 4.000 referenze, fornite da un migliaio di produttori di tutta Italia, fra cui si annoverano un 20-25% di aziede locali, incluse quelle slovene e croate. Aggiunge Guerra:“Il market fa circa il 55-60% del fatturato della catena in Italia. Ciononostante, noi miriamo a dare lo stesso risalto, in store, alla parte di vendita e alla parte di ristorazione. Con questo Eataly, in particolare, siamo tornati un po' 'all'antica', con un'integrazione totale fra il banco del mercato e la ristorazione nello stesso luogo”.

Ikea lancia le ante ecosostenibili in lamina plastica

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La lamina plastica è ricavata dalle bottiglie in pet: ne occorrono 25 da mezzo litro per rivestire la superficie di un frontale nero di 40x80 centimetri

Ikea arricchisce il suo assortimento valorizzando l’aspetto ecosostenibile. A partire dal primo febbraio l’insegna lancia le nuove ante Kungsbacka, i primi frontali per cucina prodotti con legno e plastica riciclati, sviluppati in collaborazione con un fornitore italiano. La lamina plastica è ricavata dalle bottiglie in pet: ne occorrono 25 da mezzo litro per rivestire la superficie di un frontale nero di 40x80 cm. Le bottiglie in pet provengono dalla raccolta differenziata delle città giapponesi.

“Le attività di Ikea hanno un enorme impatto sull’ambiente, perché lavoriamo con grandi quantità. Usando materiali riciclabili possiamo rendere più sostenibile la nostra produzione” spiega Anna Granath, responsabile del team che ha sviluppato il progetto, partito due anni fa.  Chiara Santin, production operator at 3B. 3B is the supplier that developed the KUNGSBACKA kitchen fronts together with IKEA[4][2][2]“La più grande sfida – aggiunge - Marco Bergamo, responsabile dello sviluppo presso il fornitore italiano di Ikea, 3B era creare un laminato riciclato che avesse gli stessi requisiti qualitativi del materiale vergine. Ci siamo impegnati a trovare una soluzione senza compromessi né sul piano della qualità né sul prezzo”.

 

 

 

 

 

 

Video tour: a Venezia un nuovo super Despar in un palazzo storico

In giro per il supermercato despar che Aspiag Service ha aperto alla fine di dicembre a Venezia, recuperando e ristrutturando un edificio storico

Da palazzo liberty dei primi del Novecento a Cinema teatro fino a trasformarsi in supermercato: questo il percorso del nuovo store Despar, che Aspiag Service ha aperto a Venezia. “Qualcuno avrebbe preferito una destinazione diversa per il Teatro Italia -ha spiegato Marino Fineschi, amministratore delegato di Despar Nordest-. Noi siamo convinti, invece, che con il nostro intervento la proprietà si sia assicurata un partner consapevole del privilegio e della responsabilità derivanti da questa eccezionale collocazione". _C2P1228

Per rinnovare e ristrutturare il palazzo,in stretta collaborazione e sotto il controllo della Sovrintendenza, Aspiag Service ha investito oltre due milioni e mezzo di euro. L’area di vendita si sviluppa su 580 mq per un assortimento di circa 8.700 referenze, quasi esclusivamente alimentari. Per meglio evidenziare gli affreschi recuperati alle pareti sono state adottate scaffalature basse, con la struttura in legno. _C2P1150

Servizi. Nei prossimi mesi dovrebbe partire il servizio di consegna della spesa a domicilio; da subito sarà invece attivo un servizio di prenotazione per gastronomia, pane e pasticceria.

Nuovo punto di vendita Decathlon a Torino

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La struttura, che sarà inaugurata il 23 marzo, è estesa su una superficie di 1.300 mq e si trova in piazza Carlo Felice, all’interno dell’edificio che ospitava l’hotel Ligure

Nel cuore di Torino Decathlon apre un nuovo punto di vendita, che sarà inaugurato il 23 marzo. La struttura, estesa su una superficie di 1.300 metri quadrati, sarà realizzata in piazza Carlo Felice, all’interno dell’edificio che ospitava l’hotel Ligure. Il negozio, che avrà un team di 15 collaboratori, sarà aperto tutti i giorni, dalle 9 alle 20 e proporrà la tradizionale offerta dell’insegna. Tra i servizi ci sarà il laboratorio dove si potranno eseguire riparazioni, personalizzazioni e manutenzione di sci, biciclette, racchette da tennis, pattini da ghiaccio, bastoni da golf, roller, l’acquisto online.

Lo store manager Igor Cutrupi spiega: “Il nuovo punto di vendita si inquadra perfettamente in un’area ricca di sportivi; molti circoli sono in centro città e, a poca distanza dal negozio di nuova apertura, il parco del Valentino, i percorsi lungo il Po e la collina sono lo scenario preferito di runners, degli appassionati di ciclismo ed escursionismo. Dal momento che inoltre oggi la mobilità urbana è divenuta la priorità per molti ed uno stile di vita per altri, la mia volontà è quella di dare un servizio e di portare la nostra offerta più vicino agli utilizzatori”.

 

Flo’reiza conquista nuovi mercati

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L'insegna entra nel cuore di Milano con uno store ma il piano di espansione guarda con interesse anche mercati esteri come Arabia Saudita e Cina

Fa il suo ingresso nel cuore di Milano il brand low cost Flo’reiza che aprirà a breve uno store in via Torino, esteso su una superficie di 300 metri quadrati e sviluppato su tre livelli.

Espansione nel mondo. Lo sviluppo oltre i confini italiani prevede il consolidamento dell’insegna in Germania e l’ingresso a Madrid con un primo monomarca diretto. Tra gli obiettivi anche l’approdo in Arabia Saudita e Hong Kong. In programma c’è inoltre l’apertura di un nuovo headquarter nella zona industriale di Prato dove sarà realizzato anche un  negozio.

Nuove linee. Sarà lanciata ad aprile la linea kidswear Flo’reiza Mamà y Niña mentre a marzo sarà la volta di tre linee del brand nel canale wholesale.

L’insegna. Flo’reiza, nata tre anni fa in Toscana, ha chiuso il 2016 con un fatturato pari a 12,5 milioni di euro e punta a raddoppiare nel 2017. Oggi conta 48 punti di vendita in Italia (tra cui Torino, Roma, Firenze, Bari, Catania, Genova, Padova, Trieste), e 146 dipendenti.

 

Pam local potenzia la presenza a Roma

Pam local
L'insegna inaugura uno store in Circonvallazione Ostiense 270/280, non lontano dal quartiere Garbatella, e un secondo in via Piave 45/47

Il format Pam local prosegue il suo sviluppo e consolida la sua presenza a Roma con due nuovi store. Il primo è stato realizzato in Circonvallazione Ostiense 270/280, gestito da Raoul Monteleoni e Claudia De Dilectis,  non lontano dal quartiere Garbatella e dallo snodo ferroviario di Roma Ostiense. Il secondo è in via Piave 45/47, al centro del triangolo “artistico” formato dalla Galleria Borghese, dal museo Macro e dalle Terme di Diocleziano. Gli store, all’interno di ciascuno dei quali è impiegata una decina di dipendenti tutti under 28, saranno aperti 7 giorni su 7 con orario continuato fino alle 22.

L’offerta. All’interno dei punti di vendita, che si contraddistinguono per l’offerta di prodotti a prezzi bassi tutto l’anno, si può scegliere tra una gamma assortimentale che prevede anche proposte bio e etniche, e pensate per i vegetariani, i vegani, gli intolleranti al lattosio e i celiaci.

 

 

 

Eataly festeggia 10 anni: in programma nuovi store e l’ingresso in Borsa

Eataly
Oltre alle strutture già previste di Los Angeles, Las Vegas e Mosca, l'insegna intende espandersi, nel 2018, a Londra e Parigi. Probabile anche l'apertura in Sicilia

Prosegue lo sviluppo di Eataly che, dopo l’apertura di Trieste, programma nuove aperture. Oltre a quelle già previste di Los Angeles, Las Vegas e Mosca, intende espandersi, nel 2018, a Londra, a Covent Garden, e Parigi, nel quartiere di Marais. Oscar Farinetti assicura anche che ci sarà la prima apertura in Sicilia, a Catania. L’insegna continua inoltre a perseguire l’obiettivo dell’ingresso in Borsa previsto per il 2018, quando la società partecipata da Tamburi Investment Partner dovrebbe raggiungere i 700 milioni di ricavi.

Il decennale. Quest’anno il format creato da Farinetti con la guida di Slow Food festeggia i dieci anni di attività con un programma di eventi, cene, corsi, festival, show cooking e incontri con i produttori. È stato inoltre lanciato un concorso che permetterà ad un cliente al mese di vincere un tour gastronomico in 10 ristoranti stellati d'Italia. Il programma dettagliato su www.eataly.it/compleanno

I numeri di Eataly. L’insegna opera con 37 store di cui 22 in Italia e 15 all’estero. Conta 25 milioni di visitatori l’anno e 23.000 persone ogni giorno mangiano da Eataly. Dispone di 157 ristoranti, più di 20.000 prodotti e 2.080 produttori. Conta 5.492 collaboratori.

 

 

Verso Natura di Conad cresce anche nel bio

L'offerta ortofrutticola della linea Mdd Conad vede particolarmente dinamica la proposta bio, a partire dalle referenze di IV Gamma

Conad_fruttaL’ortofrutta biologica Mdd in Conad dopo il lancio del marchio ombrello Verso Natura, a settembre scorso, ha pienamente soddisfatto le attese come confermato da Gianmarco Guernelli, responsabile acquisti ortofrutta di Conad, a Fruitbook Magazine. I prodotti ortofrutticoli (circa 50) inseriti nel brand-portfolio sono trasversali per tipologia merceologica e toccano anche le aree di semi, legumi e frutta secca. La copertura è in fase di ulteriore estensione con l'arrivo di un'altra ventina di prodotti. In seguito all'introduzione dell'assortimento Mdd il reparto nel suo complesso ha registrato nel semestre sensibili dinamiche di crescita, con balzi mensili anche in doppia cifra e prestazioni superiori alla media di mercato. A fare da traino è la ritrovata grinta dell'offerta in IV Gamma che grazie, per esempio, alle zuppe pronte ha riagganciato la clientela potenziale. In prospettiva l'ortofrutta biologica Conad è destinata a contribuire per il 5% al fatturato di reparto, il quale si attesta sopra al 10% negli incassi del gruppo.

Last minute sottocasa in salsa digitale

Un'App per dettaglianti alimentari in grado di generare la vendita delle eccedenze. Con vantaggio per retailer, consumatori e ambiente. (da Gdoweek n. 1/2017)

Una start up torinese fa incontrare l’offerta in taglio prezzo di prodotti freschi vicini alla scadenza e cittadini interessati a ridurre lo spreco risparmiando. A due anni dal lancio a Torino, la App è pronta ad approdare a Milano e poi in altre grandi città del centro Italia. E grazie alla partnership con Up Group (Day) l’offerta non riguarderà più solo il piccolo dettaglio ma anche i pdv di prossimità della gdo.

Abbasso lo spreco
Che ogni giorno tra punti di vendita ed esercizi pubblici venga buttata una montagna di cibo fresco e cucinato che risulterebbe improponibile il giorno seguente è nozione risaputa. E se per la grande distribuzione ci sono soggetti come il Banco Alimentare o Last Minute Market, che da tempo hanno organizzato un flusso virtuoso affinché non tutto vada sprecato, per quanto riguarda il dettaglio (tranne qualche sporadico caso di donazioni locali) la destinazione pattumiera sembrava inevitabile. In realtà è bastato un pizzico di coraggio e tanta fiducia nella tecnologia digitale per creare uno strumento in grado di mettere in rete tanti piccoli esercizi che ogni giorno possono offrire a metà prezzo i prodotti prossimi alla scadenza. A chi? Ai cittadini che vivono o lavorano nelle vicinanze. Nata a fine 2014 a Torino, la start up Lsmc (Last Minute Sotto Casa) ha messo a punto una app che conta oggi oltre 60mila utenti registrati e oltre un migliaio di negozianti iscritti, perlopiù a Torino.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Maxi Zoo e Balzoo: raccolti più di 22.000 kg di cibo per cani e gatti bisognosi

Si è conclusa con successo la raccolta alimentare per animali bisognosi, la prima del 2017, organizzata da Maxi Zoo, parte del gruppo tedesco Fressnapf, la più importante catena retail europea dedicata ad alimenti e accessori per gli animali, e Balzoo, Banco Italiano Zoologico Onlus: durante la giornata di sabato 14 gennaio sono stati raccolti 22.146 kg di cibo, una cifra in aumento del 27,7% rispetto all’ultima raccolta tenutasi nel 2016.

“In questa prima giornata in collaborazione con Balzoo abbiamo raccolto quasi la metà dei kg raccolti in tre occasioni nel 2016, segno che i nostri clienti riconoscono e apprezzano l’utilità di questa iniziativa ricorrente nei nostri store - commenta Stefano Capponi, marketing manager di Maxi Zoo Italia. Per questo dobbiamo ringraziarli ancora una volta per il loro impegno e la loro generosità, che siamo certi si estenderà anche alle prossime occasioni”.

Nel 2016 le giornate di raccolta alimentare svolte presso gli store Maxi Zoo hanno totalizzato 43.465 kg di cibo raccolto, che in parte è stato destinato anche alle zone colpite dai recenti terremoti del Centro Italia, in occasione di concreta e immediata necessità. I prodotti per cani e gatti raccolti sono stati catalogati e smistati nelle 42 sedi di Balzoo a supporto di associazioni animaliste e canili su tutto il territorio nazionale, famiglie in difficoltà economica che hanno problemi nell’alimentare correttamente il proprio cane o gatto – prevenendo così un eventuale abbandono – e agli ospiti di strutture di accoglienza accompagnati da animali su tutto il territorio.

Pam local fa il suo ingresso a Reggio Emilia

Pam local
Dovrebbero concludersi a marzo i lavori per la realizzazione di un nuovo store Pam local a Reggio Emilia, in via Emilia San Pietro. Il primo dell'insegna in provincia

Il Gruppo Pam si espande in Emilia Romagna implementando la propria presenza e conquistando nuove aree geografiche. Dovrebbero concludersi a marzo i lavori per la realizzazione di un nuovo store Pam local a Reggio Emilia, in via Emilia San Pietro, ubicato nella sede dell’ex cinema Alexander. È il primo negozio dell’insegna in provincia. Il nuovo store occuperà il piano terra dello stabile.

 

Monouso, la destinazione party traina la plastica colorata

Enfatizzati i prodotti colorati, esteticamente curati e destinati a nuove occasioni d'uso. Ricerca di materiali di nuova generazione, ma soprattutto a ridotto impatto ambientale (da Gdoweek n. 1/2017)

Nella pancia del mercato disposable diviene sempre più feroce la battaglia sui prezzi. Per i maggiori produttori di articoli branded, quindi, occorre mettere a punto strategie dirette ad altri versanti del business, dove distinguersi dai competitor con argomenti diversi dalla battuta di cassa: fra questi, l’enfasi sui prodotti colorati, esteticamente curati e destinati a nuove occasioni d’uso, e la ricerca di materiali di nuova generazione, soprattutto a ridotto impatto ambientale.  “Il mercato appare stabile in termini di volumi, ma mostra una lieve contrazione a livello di valori”, afferma Paola Villa, responsabile marketing di Bibo-Diesse. “In crescita si segnala il segmento della plastica colorata, dove risulta in progressione la quota delle pl. I prodotti in plastica bianca continuano a detenere l’80% del totale mercato. Gli articoli colorati proseguono nell’opera di graduale erosione delle share detenute dai prodotti in cartoncino, proponendosi come soluzioni alternative per i party a chi desidera allestire una bella tavola con soluzioni più funzionali e meno costose”. “Si evidenzia una leggera flessione per i prodotti ad alta rotazione -conferma Giacomo Vitelli, direttore commerciale Italia di Flo- come i bicchieri da 200cc bianchi legata ad una poderosa pressione concorrenziale. Ancora una volta le soddisfazioni arrivano dalle linee premium dotate di una forte componente di  innovazione, quali la linea Bio e le serie colorate in tutte le declinazioni”. Alcune realtà segnalano risultati positivi. “Le referenze in Pet e R-Pet rappresentano sicuramente il motore della nostra progressione, trainando anche i prodotti della gamma realizzati in altri polimeri”, dichiara Marco Grillo, Ad di Aristea.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Video: il nuovo Eurospar di Trani

Pippo e Franco Cannillo presentano l'ultimo Eurospar aperto a Trani, all'interno di un'ex area dismessa (un ex oleificio)

Maiora (Despar) rivitalizza con l’Eurospar di Trani l’ex oleificio La Pietra. Su una superficie di vendita di 1.000 mq propone un assortimento di 4.500 referenze alimentari e non, focalizzato su freschi e freschissimi, con reparti gastronomia, macelleria, panetteria e ortofrutta sviluppati su murali refrigerati. trani2

Ampio lo spazio dedicato ai prodotti locali, salutistici e per il benessere (incluse referenze per le intolleranze alimentari come i gluten-free). Non manca l’enoteca con vini di cantine locali. DSC_0075

Il nuovo supermercato ha un parcheggio di 80 posti auto. Da segnalare gli impianti a basso impatto energetico, come i frigoriferi e i congelatori con sportelli che riducono il consumo del 45%, e le lampade Led che tagliano la bolletta elettrica del 50%. Eurospar Trani crea 35 nuovi posti di lavoro che saliranno a 100 unità con le prossime aperture di Canosa, Bari e Crotone (cash&carry). Eurospar Trani è aperto 7 giorni, con orario continuato 8-21 (domenica 9-13 e 17-21). Le casse sono 5 più una postazione “express” per gli acquisti rapidi.

I 60 anni di Esselunga: in palio 1.500 Fiat 500 Lounge

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Il concorso sarà lanciato giovedì 26 gennaio ed è indirizzato ai clienti Esselunga e a quanti effettuano acquisti nelle Profumerie EsserBella e con il servizio di spesa on line di esselunga.it

Il primo store Esselunga fu inaugurato nel 1957. Per festeggiare un viaggio lungo 60 anni, l’azienda avvia una serie di iniziative. La prima sarà lanciata giovedì 26 gennaio e prevede un concorso della durata di sessanta giorni, indirizzato ai clienti Esselunga e a quanti effettuano acquisti nelle Profumerie EsserBella e con il servizio di spesa on line di esselunga.it. In palio 1.500 Fiat 500 Lounge sorteggiate attraverso otto estrazioni settimanali. Per partecipare bisogna presentare la Carta Fìdaty e, in base alla spesa o ai Punti Fragola accumulati, si riceverà un codice, stampato sullo scontrino. I codici vincenti saranno pubblicati nei negozi e sul sito www.esselunga.it.

I premi. In palio ci saranno premi istantanei da ritirare direttamente in negozio: 200.000 cesti di prodotti Esselunga, 100.000 sottopentola Alessi, 10.000 shaker Alessi, 7.500 penne Duo-Cart Aurora, 2.000 pesciere Sambonet, 1.000 sgabelli Mezzadro di Zanotta. Si tratta di oggetti ideati da designer italiani nel 1957, l’anno in cui a Milano apriva il primo Supermarket, con la esse allungata disegnata dal grafico svizzero di fama mondiale Max Huber.

 

Dolcitalia distribuirà la soluzione salina spray Aquasalis

spray aquasalisÈ operativo l’accordo di distribuzione fra Consulmarketing Trade, l’importatore esclusivo per l’Italia di Aquasalis, la prima soluzione salina spray naturale con il 75% in meno di sodio rispetto al sale in grani, e Dolcitalia, società di servizi rivolta al mondo della distribuzione alimentare, dolciaria, di articoli d’impulso e beverage, che guida il mercato di riferimento con il 30% dell’intero comparto. In linea con l’intesa, l’innovativo sale spray sarà distribuito dalla rete Dolcitalia che raggiunge attraverso i propri 170 affiliati un network di quasi 200.000 punti vendita in tutt’Italia.

I canali distributivi finali coinvolti nel contratto di fornitura sono quelli del segmento Ho.Re.Ca: ossia hotel, ristoranti, bar, oltre che centri sportivi, palestre, negozi specializzati, catene di distribuzione carburanti, cinema e parchi tematici nonché punti vendita stagionali quali stazioni balneari, chioschi e molti altri.

“L’accordo tra Consulmarketing Trade e Dolcitalia ci offre un servizio di distribuzione chiavi in mano che rappresenta un grande valore aggiunto per la nostra azienda. Affiancandoci in tutte le fasi commerciali, l’intesa ci consente di raggiungere importanti obiettivi di awareness del brand sul territorio italiano, posizionando Aquasalis in punti vendita strategici come prodotto innovativo per la salute” - spiega con soddisfazione Enea Melchiori, responsabile di produzione di Aquasalis Gmbh.

“Questa partnership ci consente di entrare in modo sempre più capillare nel settore Ho.Re.Ca, facendo leva su un network di fornitori e grossisti dislocati su tutto il territorio nazionale. È un sodalizio che ci permette di raggiungere canali di distribuzione fortemente innovativi per il mercato del sale, offrendo una soluzione mirata ai consumatori più sensibili al Wellness che desiderano conciliare gusto e benessere a tavola”- ha commentato Rino Moffa, managing director & owner di Consulmarketing Trade.

“Siamo continuamente alla ricerca di prodotti innovativi come Aquasalis per ampliare e diversificare il nostro portafoglio di business nei segmenti strategici come quello Food, un mercato a forte potenziale di crescita”- è stato il commento di Stefano Raffaglio, direttore di Dolcitalia.

Lavori in corso per Sapori&Dintorni Conad di Pistoia

sapori&dintorni
Lo store sarà sviluppato su una superficie di 500 metri quadrati al piano terra e di ulteriori 500 mq al seminterrato dove sarà allestita un'area per laboratori e corsi

Sono iniziati i lavori per la realizzazione del Sapori & Dintorni Conad in corso Gramsci a Pistoia,  nel cuore del centro storico, che sarà sviluppato su una superficie di 500 metri quadrati al piano terra e di ulteriori 500 mq al seminterrato dove, probabilmente, sarà realizzata un’area adibita in parte come magazzino e in parte come area per laboratori e corsi.

“Saranno mesi importanti, necessari per la trasformazione di un negozio di abbigliamento in un supermercato, grazie ai lavori fatti da una nostra ditta. Abbiamo ritirato tutte le autorizzazioni e ora siamo pronti a partire” spiega Massimiliano Merildi, presidente della società Universo e gestore insieme ai soci Mauro Matteini e Daniele Melani di quattro store Conad in città.

 

Esselunga del Prenestino a Roma sarà pronta a Pasqua

esselunga
La struttura si estenderà su una superficie di oltre 8.000 mq, all’interno del complesso di edifici previsti nel progetto del Centro Servizi Prenestino

Sarà inaugurato a Pasqua il nuovo superstore Esselunga di Roma che avrebbe dovuto aprire al pubblico a Natale 2016. Slittano dunque i tempi di consegna della struttura realizzata dai costruttori Mezzaroma.

Lo store rappresenta l’ingresso ufficiale dell’insegna nella capitale, al momento la location più a sud dello Stivale. La struttura si estenderà su una superficie di oltre 8.000 mq, all’interno del complesso di edifici previsti nel progetto del Centro Servizi Prenestino, e dal quale prende il nome la struttura. Si tratta di  un Accordo di Programma approvato nel 2003 dal Consiglio Comunale di Roma e ratificato nel 2010 dalla Regione Lazio.

Il progetto prevede infatti altre tre strutture per uffici e servizi, con  un edificio destinato ad attività sportive e servizi per 9.375 mq, un edificio direzionale per 5.525 mq e un edificio a servizi pubblici e privati per 15.000 mq. In programma anche 24mila mq di parcheggi pubblici, la realizzazione di un teatro per 300 posti da consegnare al Municipio e 22mila mq di spazi verdi che comprendono al loro interno anche  i resti di una villa romana sul lato della via Prenestina.

 

 

I casalinghi cercano sinergie forti con il food

Sotto le sembianze di un mercato stazionario in termini di volumi e valori complessivi, l'universo casalinghi risulta in realtà mosso da molteplici spunti di vitalità (da Gdoweek n. 1/2017)

Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze nell’universo dei casalinghi. Quello che a prima vista sembra un mercato flat, risulta in realtà ricco di spunti e di vitalità, specie a livello di posizionamento e percezione del prodotto da parte dei consumatori. Trasversalmente alle diverse categorie, le imprese con le migliori performance competitive hanno saputo mettere a fuoco alcuni orientamenti virtuosi: primo fra tutti, il focus sulla contiguità con il mondo del food, il che non significa soltanto puntare sugli strumenti utili a sperimentare in casa una cucina da chef ma anche sui temi della sicurezza dei cibi, dei nuovi comportamenti alimentari, delle suggestioni green. Un altro focus strategico consiste nel consolidamento dell’immagine di qualità -in termini di eccellenza manifatturiera, know-how tecnologico, italianità, innovatività- per prendere definitivamente le distanze dagli articoli cheap, spesso d’importazione, che approdano negli scaffali della distribuzione.

Consumi stabili ma non stagnanti
I consuntivi 2016 mostrano, in genere, risultati sostanzialmente allineati con quelli dell’anno precedente. È il caso del mercato degli oggetti in vetro per la tavola. “Le proposte che le aziende come la nostra possono portare al consumatore finale attraverso i grandi retailer -dice in proposito Silvia Granocchia, direttore marketing & trade marketing di Bormioli Rocco- sono sicuramente un fattore importante per generare stimoli  in grado di costruire questa stabilità in maniera sana, ossia in grado di assicurare margini e soddisfazioni a tutti gli operatori coinvolti nella filiera”. Luci ed ombre nella categoria cottura. “Il mercato Italia ha visto un inizio d’anno positivo con un rallentamento nel secondo semestre, in cui sono calati il dinamismo e la spinta promozionale”, afferma Giorgia Munari, marketing manager de La Termoplastic – Fbm. “Il settore cookware è apparso sicuramente caratterizzato da alcune evoluzioni strutturali e dalle nuove strategie messe in atto dai grandi player. In termini di prodotto, stiamo assistendo all’avanzata di articoli posizionati rispettivamente in fascia entry level -ambito in cui la leva del prezzo gioca un ruolo prioritario- e in alta gamma, area che si differenzia grazie a linee ad alto contenuto di innovazione e design”. A livello di prodotto, proseguono le tendenze già individuate nel recente passato. “Per quanto riguarda il segmento degli stampi da forno, nel corso del 2016 non si sono evidenziati nuovi trend”, rileva Elena Guardini, direttore marketing dell’azienda omonima. “Continuano a riscuotere ottimi consensi le tortiere apribili con cerniera, molto funzionali nella sformatura del dolce, gli stampi per i muffin ed i tegami per pizza. Nel contempo, prosegue il successo dei rivestimenti con effetto pietra e di tutti gli stampi colorati”.

Strategie di crescita in progress
Al di là delle medie di business, per alcune imprese il 2016 si è dimostrato un vero e proprio anno di grazia, tale da consentire di affrontare con fiducia il prossimo futuro. “La buona progressione da noi realizzata concretizza i primi risultati degli investimenti nel rinnovo della gamma prodotti e nella revisione della nostra strategia di comunicazione”, dichiara Sergio Grasso, Ceo di Fratelli Guzzini. “In Italia, abbiamo riscontrato con soddisfazione la crescita delle vendite dal punto di vista qualitativo e quantitativo, grazie anche al prezioso e consolidato supporto dei nostri partner della distribuzione; all’estero abbiamo ottenuto performance soddisfacenti in Europa, negli Usa e in alcune aree dell’Asia e dell’Africa. Hanno trainato le vendite le nuove collezioni tableware Le Murrine, My Fusion e Tiffany”. Piena soddisfazione anche per il Gruppo Fhp Vileda, fresco della recente acquisizione di Gimi. “Quello appena chiuso è stato per noi un anno assolutamente positivo, in cui la dinamica del mercato ci ha visto giocare un fondamentale ruolo trainante”, afferma Carla Sollai, shopper & trade marketing manager consumer division di Fhp Vileda. “Infatti, siamo stati motore della crescita soprattutto nelle nostre categorie core -mop, panni, guanti, abrasivi e scope- in cui abbiamo realizzato tassi di crescita superiori a quelli del mercato. Di conseguenza, abbiamo confermato la nostra leadership nel mercato dei prodotti per la pulizia della casa, dove la nostra quota a valore si attesta intorno al 22%”. Nella categoria cottura l’upgrading tecnologico risulta spesso premiante. “Il 2016 ha rappresentato per noi un anno particolarmente proficuo”, sottolinea Laura Callegari, responsabile marketing di Illa. “Questo vale sia  per l’export -che per la nostra azienda rappresenta oltre l’85% della produzione- sia per il mercato interno, dove abbiamo registrato il raddoppio del giro d’affari dell’intero anno precedente. Tra i maggiori artefici di questi risultati possiamo c’è Olivilla, la prima padella con rivestimento brevettato Ollia-tech all’olio d’oliva. Lanciata all’inizio del 2016, ha subito suscitato la curiosità prima e l’apprezzamento poi da parte degli utilizzatori: permette, infatti, di cucinare senza grassi aggiunti e, quindi, di mangiare in modo sano senza rinunciare al gusto”. Anche per Alluflon ecologia e salute vanno a braccetto con i contenuti hi-tech. “La ricerca di naturalità e sicurezza in cucina, con la  tecnologia a fare da supporto, sono le tematiche trasversali che ispirano il mercato e i consumatori”, conferma Cinzia Casagrande, vicedirettore commerciale e marketing manager. “Di conseguenza, nel mondo del cookware hanno guadagnato tutti i prodotti di ispirazione naturale, quali i rivestimenti rinforzati con particelle minerali o il nuovo coating antiaderente Finegres® di Moneta, testato Sgs”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Cortilia introduce in assortimento il pesce d’acqua dolce

cortilia pesce acqua dolce
Sulla piattaforma di Cortilia sono a disposizione dei consumatori trote, allevate secondo canoni e principi del benessere animale

Cortilia, il mercato agricolo online, amplia l’assortimento introducendo il pesce d’acqua dolce grazie all’accordo con il produttore Fattoria del Pesce, che opera nel Parco del Ticino. Sulla piattaforma di Cortilia sono a disposizione dei consumatori trote, allevate secondo canoni e principi del benessere animale e della sanità del prodotto finito. La nuova categoria del pesce comprende pesce fresco, affumicato, piatti pronti, hamburger.

La pasticceria-boutique Cova rinnova il look

cova
I lavori di ristrutturazione prevedono il recupero conservativo degli spazi interni, l’ingrandimento verso via Sant’Andrea e un dehor per la stagione estiva

Cova, la pasticceria-boutique di via Montenapoleone, gestita da Paola e Daniela Faccioli, sarà oggetto di restyling e si presenterà con un look rinnovato in coincidenza con le celebrazioni del bicentenario dalla fondazione, risalente al 1817. La struttura rimarrà chiusa fino a primavera. I lavori di ristrutturazione prevedono il recupero conservativo degli spazi interni, l’ingrandimento verso via Sant’Andrea che dovrebbe permettere a Cova di poter disporre di una vetrina aggiuntiva. Inoltre sarà aperto uno spazio dehor nella corte interna, utilizzabile durante la bella stagione.

La data di fine lavori non è ancora certa, la riapertura potrebbe essere programmata per il Salone del Mobile, che si terrà a Milano dal 4 al 9 aprile. Al momento nessuna certezza.

Lo sviluppo. La società prevede nei prossimi mesi nuove aperture tra cui Cova Monte Carlo, in partnership con Billionaire, che sarà inaugurato alla vigilia del gran premio di Formula Uno nella città monegasca a maggio e subito dopo dovrebbe seguire il debutto di Cova a Dubai.

Whole Foods Market punta su New York con il format 365

365 whole foods market
L'insegna programma nuove aperture negli Stati Uniti per consolidare l'insegna low cost. Attualmente, sono 23 contratti di locazione in fase di sviluppo per il formato

Whole Foods Market individua nuove location per espandere l’insegna low cost 365 in America. Il retailer  aprirà un negozio al 300 di Ashland, nel cuore di Brooklyn, New York, non lontano dalla Barclay Center. La data di apertura non è stata annunciata.

Il prossimo store dell’insegna è programmato per il mese di aprile al Cedar Park, in Texas. Attualmente, sono 23 contratti di locazione in fase di sviluppo per il formato.

Carrefour chiude. Possibile interesse di un’azienda per Pontecagnano

Carrefour social commerce
Per il punto di vendita di Pontecagnano Faiano, locomotiva alimentare del Centro Maximall, ci sarebbe l’interesse del Conad, attiva in provincia di Salerno con 52 negozi

Sono 500 gli esuberi dichiarati da Carrefour che chiude tre ipermercati a Borgomanero, Trofarello e Pontecagnano suscitando la reazione dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS. Le sigle sindacali hanno dunque annunciato lo stato di agitazione e l’astensione dal lavoro per il 27 e il 28 gennaio. Per il punto di vendita di Pontecagnano Faiano, locomotiva alimentare del Centro Maximall,  ci sarebbe l’interesse del Conad, attiva in provincia di Salerno con 52 negozi, come riportato dal giornale L’Occhio di Salerno e Provincia. Ma al momento sono soltanto rumors non confermati.

I sindacati. “Sono state anticipate dall’azienda una serie di esigenze organizzative che implicherebbero un ulteriore e grave peggioramento delle condizioni di lavoro per i dipendenti della società – spiegano le sigle sindacali – Le argomentazioni dell’impresa hanno portato ad evidenziare rilevanti problematiche sugli andamenti aziendali, quali il fatturato, il costo del lavoro e la redditività dell’anno. Gli ipermercati risultano particolarmente penalizzati”. Carrefour si è comunque detta disponibile al ricorso a strumenti che possano minimizzare l’impatto sui lavoratori del piano avviato.

Iper La grande I, Esselunga e Decathlon le migliori insegne online

trend insegne
BEM Research ha stilato una classifica identificando, tra le insegne della gdo, la migliore performance sul web nel 2016. Iper La Grande I registra un punteggio medio del Bem Rank pari a 53,6 punti

BEM Research ha stilato una classifica identificando, tra le insegne della gdo, la migliore performance sul web nel 2016. Sul podio si piazzano gli ipermercati Iper La Grande I, la catena del gruppo Finiper che registra un punteggio medio del Bem Rank pari a 53,6 punti dimostrando grande visibilità online. Con un distacco di circa 7 punti si posiziona in seconda posizione Esselunga, segue Decathlon. In quarta posizione si colloca Coop, seguita da Bricocenter, Bennet, Carrefour, Auchan, Gamestop ed Euronics. Se invece si considerano le prestazioni dell’homepage, cioè la velocità di caricamento e l’usabilità, in vetta alla classifica c’è Bricocenter, seguito da Decathlon e Bennet.

L'importanza del phygital. "Chi ad oggi fa meglio sul web è riuscito negli ultimi anni ad avere un miglior rapporto con la clientela, soprattutto attraverso i tradizionali canali di vendita, e quindi a vendere di più. – commenta Mariachiara Marsella, GDO_grafico2 insegneweb marketing manager di Bem Research – Ciò evidenzia l’importanza del phygital, parola che nasce dall’unione di physical e digital, ovvero quanto sia cruciale interagire con gli utenti con strumenti digitali anche quando le vendite avvengano prevalentemente attraverso i canali fisici. In questo contesto sembrano fare eccezione le catene di discount, che pur avendo ottime performance in termini di vendite, non rientrano tra i migliori brand della nostra classifica. Il target di clientela, - prosegue - meno digitalizzata, può però spiegare questo risultato. Tra non molto tempo, quando i nativi digitali saranno più attivi sul mercato, si può facilmente prevedere che anche questi distributori dovranno porre più attenzione al web".

 

Quasi a domicilio: la filiera corta è a portata di click

Lanciata in Italia su modello francese, la rete oggi conta complessivamente circa 700 alveari (da Gdoweek n. 1/2017)

La consapevolezza che il nostro benessere ha molto a che fare con l’alimentazione cresce, di qui il desiderio di conoscere origine e caratteristiche dei prodotti che portiamo in tavola. Cosa di meglio quindi di fare la spesa direttamente da chi questi cibi li produce? Tanto più che in questo modo si riesce anche a ottenere un prezzo di cessione decisamente più interessante di quello della vendita al dettaglio, vantaggio oggigiorno certo non trascurabile. Sino a oggi l’accesso alla filiera corta era possibile solo attraverso un Gas (Gruppo acquisto solidale), ma si tratta di una formula di acquisto pensata per comunità in grado di fare ordini consistenti, quindi la maggioranza dei consumatori ne rimane esclusa.

L’Alveare che dice sì
Un’alternativa valida sono i mercati contadini, presenti in modo più o meno stabile in molti centri urbani, ma pure questi non sono sempre facilmente accessibili a tutti, vuoi per la distanza vuoi per orario o calendarizzazione (spesso si tengono al sabato, quando molte persone vanno fuori città). Ed è qui che la proposta della startup L’Alveare che dice sì (start up incubata al Politecnico di Torino) diventa interessante. Grazie a una piattaforma web molto complessa, ma facile e gradevole da utilizzare, e una rete territoriale in continua evoluzione, l’utente può scegliere l’Alveare più vicino a casa (o al lavoro), fare l’ordine online e ritirare la merce una volta alla settimana nel giorno e orario prefissati da ogni Alveare (di solito un infrasettimanale in una fascia oraria 18-20, per agevolare il ritiro da parte di chi lavora).

Una rete in espansione
La rete de L’Alveare conta oggi 17.000 utenti iscritti, 700 alveari (40% attivi e i restanti in costruzione) e più di 4.000 produttori associati. Ogni referente di alveare costruisce la propria offerta associando produttori che -in un’ottica di sostenibilità, ma anche per alleggerire i costi di trasporto- preferibilmente vengono scelti in un raggio massimo di 150 km.  L’offerta settimanale si concentra sui prodotti freschi che costituiscono la base dell’alimentazione quotidiana (ortofrutta, carne, formaggi, pasta e pane), ai quali a piacere ciascun alveare può saltuariamente abbinare altri prodotti (vino, conserve, dolciumi ecc). L’iscrizione al portale è gratuita sia per gli utenti sia per i fornitori e non c’è soglia minima per gli ordinativi.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Leroy Merlin Italia sceglie Thela per il monitoraggio della filiera

Leroy Merlin

Leroy Merlin ha scelto l’applicativo Thela come strumento di supporto al CSR (Corporate Social Responsabilty) per la mappatura e controllo della filiera di fornitura che conta oltre 800 fornitori, riconoscendone le performanti qualità come strumento di ottimizzazione nella gestione delle operazioni raccolta, verifica e monitoraggio.

La Business Unit CSR di Leroy Merlin Italia, con il supporto del personale Cleviria, gestisce attraverso Thela l’ingaggio dei fornitori, la raccolta e valutazione sistematica di assessment verified e Audit su fornitori. Grazie alla semplicità di utilizzo, che caratterizza i software Cleviria, Thela ha permesso in poche settimane di mappare e tracciare oltre il 60% dei fornitori, valutandone l’operato “dichiarato” sul tema sociale, ambientale ed economico di oltre il 64% dei mappati.

“La responsabilità sociale e ambientale è un cammino che non può essere percorso in autonomia: sono necessari compagni di viaggio con il quale condividerlo e strumenti che possano aiutare ad ottimizzare gli sforzi - commenta Luca Pereno, CSR manager di Leroy Merlin Italia. L’applicativo Thela fin dalla fase di pilota si è confermato un ottimo strumento per supportarci in questa fase di analisi e mappatura dei nostri fornitori".

Nelle aspettative di Leroy Merlin e Cleviria questa gestione permetterebbe di ottimizzare le risorse CSR, mappando la filiera e digitalizzandone i processi all’80 % del totale entro Q1 2017 costituendo un Vendor Rating sulla sostenibilità ai fini del risk management reputazionale sul quale basare relazioni e strategie commerciali.

PittaRosso registra un fatturato in crescita

Pittarosso entrata store
Il marchio PittaRosso sarà presente sulle tute e sulle moto dei due piloti del Ducati Team, Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, oltre ai collaudatori Michele Pirro e Casey Stoner

PittaRosso SpA ha chiuso il 2016 con un fatturato di 345 milioni di euro, e un incremento di circa il 25%, rispetto all’anno precedente, dopo 5 anni di crescite sempre superiori al 20% annuo. “C’è grande entusiasmo per il quinto anno consecutivo di crescite straordinarie - dichiara Andrea Cipolloni, amministratore delegato di PittaRosso -  Siamo in linea con il piano presentato a gennaio 2015 quando il controllo della società è passato da 21 Investimenti di Alessandro Benetton a Lion Capital”. Il budget per l'anno in corso si attesta intorno ai 400 milioni di euro con l'obiettivo di superare gli 800 milioni nei prossimi tre anni.

Lo sviluppo. Per il 2017 l'insegna prevede nuove aperture per consolidare la propria presenza in Italia e all'estero. In programma ci sono infatti 25 nuovi store nel nostro Paese, 16 in Francia, e nuove strutture anche in Croazia e Slovenia. Le prossime inaugurazioni sono già fissate per i primi giorni di febbraio a Roma e Sanremo.

Accordo con Ducati. Per il 2017 l'azienda ha siglato un’intesa biennale con Ducati Corse, il team di MotoGP. Il marchio

Nella foto l'AD PittaRosso Andrea Cipolloni con Jorge Lorenzo
Nella foto l'AD PittaRosso Andrea Cipolloni con Jorge Lorenzo

PittaRosso sarà presente sulle tute e sulle moto dei due piloti del Ducati Team, Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, oltre ai collaudatori Michele Pirro e Casey Stoner. “Siamo stati affascinati – spiega Cipolloni - dalla passione e dalla determinazione di tutto il team Ducati Corse”.

 

Nuove assunzioni in Lombardia per Iper La grande I

Iper la grande i assunzioni
Il programma TalentIperildomani è dedicato a 40 giovani e prevede un inserimento iniziale tramite tirocinio formativo. In parallelo si avvieranno nuove assunzioni nei negozi della Lombardia

Selezioni aperte per Iper La grande I che ha avviato un programma di inserimento per neodiplomati e neolaureati e numerose posizioni aperte nei punti di vendita della Lombardia.

Il programma TalentIperildomani è dedicato a 40 giovani e prevede un inserimento iniziale tramite tirocinio formativo della durata di sei mesi al termine del quale i candidati selezionati saranno introdotti in azienda dove continueranno il percorso formativo e saranno indirizzati più concretamente verso il ruolo che dovranno ricoprire.

Nuove assunzioni. Parallelamente l’insegna sta effettuando nuove assunzioni in alcuni negozi lombardi, nello specifico in provincia di Monza e Brianza. Per lo store di Monza si ricercano specialisti da impiegare nei reparti di gastronomia e rosticceria, macelleria, pescheria, salumi e formaggi, ortofrutta e pronto fresco. Per le sedi di Milano l’azienda cerca un big data manager con laurea in Ingegneria informatica, business organization and information system, oltre che un impiegato amministrativo data entry, per la direzione acquisti.  Infine è richiesta la figura di chef responsabili di cucina.

I requisiti. Nella presentazione delle posizioni aperte dell’azienda si leggono i requisiti per i candidati ideali che dovrebbero essere: “appassionati del mondo del commercio, attenti a nuovi trend di acquisto del cliente e profondi conoscitori del prodotto alimentare”. Inoltre devono preferibilmente essere “diplomati in materie di produzione e trasformazione di alimenti o aver frequentato corsi specifici in materia, aver maturato un’esperienza pregressa con ruoli di responsabilità in realtà commerciali di prossimità e in aziende operanti nel mondo del commercio al dettaglio”.

Lidl porta store e private label al cinema

Un progetto di product placement coerente con l'anima dell'insegna e integrato ad un concorso in esclusiva con il nuovo film di Fausto Brizzi (da Gdoweek n. 1/2017)

Da retailer a entertainer. Dopo un’originale iniziativa come il programma televisivo La Ricetta Perfetta e il lancio della web serie targata Cien, Lidl continua a investire in modalità di comunicazione che agganciano con forza l’identità della catena, punti di vendita e assortimento a marchio. Il debutto questa volta è al cinema nel nuovo film di Fausto Brizzi, intitolato Poveri ma Ricchi e nelle sale dal 15 dicembre 2016. Il progetto sviluppato in collaborazione con Qmi, Agenzia italiana di Entertainment Marketing and Communication, ha superato il più lineare product placement per dare vita a un inserimento maggiormente articolato dell’insegna all’interno dell’intreccio narrativo. La partnership con il film prodotto da Wildside e Warner Bros. Entertainment Italia, e distribuito da Warner Bros. Pictures, ha inoltre previsto la parallela organizzazione in esclusiva di un concorso promozionale. Quest’ultimo, attivato nel periodo antecedente l’uscita della pellicola, ha consentito ai clienti Lidl di concorrere, con una spesa di importo pari o superiore a 25 euro, alla vincita di un totale di 20mila buoni cinema.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Ikea espone al Sigep prodotti di arredo per attività commerciali

ikea al sigep
Da sabato 21 a mercoledì 25 gennaio 2017, tra il Padiglione A6 e C6, Ikea metterà in mostra una selezione di prodotti d’arredo per bar, caffè, pasticcerie

Al via Sigep, l’appuntamento annuale dedicato all’artigianato dolciario. Tra gli espositori anche Ikea Rimini che sarà presente, con un proprio spazio, per presentare soluzioni adatte per chi vuole avviare una nuova attività (caffè, bistrot, ristorante) o rinnovare il proprio locale.

Da sabato 21 a mercoledì 25 gennaio 2017, tra il Padiglione A6 e C6, Ikea metterà in mostra una selezione di prodotti d’arredo per bar, caffè, pasticcerie e presenterà una promozione dedicata a tutti i soci Ikea business: tutti coloro che si iscriveranno o aggiorneranno il loro profilo in fiera riceveranno una cartolina che darà loro diritto ad ottenere sconti sui prodotti acquistati presso lo store di Rimini. Presentando la cartolina entro il 28 febbraio 2017 si avrà la possibilità di ricevere un buono d'acquisto del 5% per una spesa compresa tra 1.000 e 3.000 euro, del 7% per una spesa tra 3.000 e 8.000 euro e del 10% per una spesa oltre 8.000 euro.

Mercatone Uno, in attesa del nuovo bando, la Cigs è rinnovata di un anno

Il Ministero dello sviluppo economico (Mise) ha condiviso i risultati presentati dai commissari straordinari. Ha perciò allungato di 12 mesi il Programma di cessione della rete di vendita. La Cigs (Cassa integrazione guadagni straordinaria) scaduta il 13 gennaio 2017 verrà quindi prorogata fino al 14 gennaio 2018

Seguiamo le vicende di Mercatone Uno sin dall'inizio della sua fase di commissariamento. Riportiamo, perciò, le ultime comunicazioni giunte dal gruppo che da più di un anno è in amministrazione straordinaria e ristrutturazione in vista di una possibile cessione.
I commissari straordinari delle società di Mercatone Uno (Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari) hanno incontrato, al Ministero dello sviluppo economico (Mise), i rappresentanti nazionali e territoriali delle organizzazioni sindacali e delle Regioni interessate, e i membri della task force governativa che sta seguendo la procedura di amministrazione straordinaria del Gruppo. I commissari hanno fornito informazioni sul provvedimento di sequestro preventivo delle quote della società CVE, appartenenti agli ex soci e amministratori di Gruppo Mercatone Uno: obiettivo del provvedimento, evitare altre dispersioni di beni già di pertinenza delle imprese in amministrazione straordinaria.

Gaetano Gasperini, nuovo direttore generale di Mercatone Uno
Gaetano Gasperini, nuovo direttore generale di Mercatone Uno

Nuovo bando di gara
Espresso l'apprezzamento per l’iniziativa della Procura della Repubblica di Bologna e della Guardia di Finanza a tutela dell’azienda, dei dipendenti e dei creditori, i commissari straordinari hanno presentato i risultati economico-gestionali 2016 sottolineando le criticità del settore e preannunciando la pubblicazione del nuovo bando di gara per la vendita dell’intero compendio aziendale (bando in corso d'approvazione da parte del  Mise), rivolto a operatori industriali e finanziari che garantiscano al Gruppo concrete prospettive di rilancio industriale. Questo secondo bando conterrà condizioni di vendita più flessibili e coerenti con le indicazioni provenienti dal mercato. Sono ritenute migliori le offerte che comprenderanno tutti i 78 punti vendita esistenti e i dipendenti in forza all'atto della cessione. A differenza del primo bando, saranno prese in considerazione, e opportunamente valutate e ponderate, le diverse offerte di acquisto che perverranno alla Procedura, per assicurare continuità aziendale, per mantenere i posti di lavoro e le opportunità commerciali per i fornitori e tutto l’indotto di Mercatone Uno.
Con un fatturato di 344 milioni di euro, in crescita del 12,3% rispetto al 2015, Mercatone Uno detiene una il 10% di quota di mercato, e impiega 3.405 dipendenti. I 59 punti vendita attualmente operativi nelle aree dei principali centri urbani assommano una superficie commerciale di circa 310.000 metri quadri.
Condividendo gli obiettivi dei commissari, il Mise ha autorizzato la proroga del Programma di cessione del compendio aziendale per altri 12 mesi e quindi la Cigs, scaduta il 13 gennaio 2017, verrà rinnovata fino al 14 gennaio 2018.

Domori: in arrivo una macchina compatta per produrre cioccolato in negozio

BeantoBar_machineDomori, leader nella produzione di cioccolato gourmet, e Tecno3, leader nella produzione di macchine e lavorazioni dell'industria dolciaria, lanciano al Sigep la prima macchina compatta per il settore delle cioccolaterie e pasticcerie.

Piccola, ma altamente tecnologica, la Bean to Bar Multiprocess è il primo sistema compatto di produzione di cioccolato a partire dalle fave di cacao in granella che offre un mondo di nuove opportunità a maitre chocolatier, pasticceri e retailer internazionali e soprattutto la possibilità di realizzare delle tavolette di cioccolato più in linea con i dettami del Benessere.08

Da tempo eravamo alla ricerca di un'innovazione che potesse aprire nuovi orizzonti al consumo del cioccolato fine – spiega Jean Pierre Willemsen, amministratore delegato Domori. Grazie a questa macchina di alta precisione e tecnologia, la continua ricerca di Domori sulle migliori materie prime sarà messa a disposizione delle cioccolaterie di tutto il mondo, offrendo al consumatore la possibilità di personalizzarsi la propria tavoletta, nel contenuto e nella forma.

La Multiprocess può essere esposta in negozio per offrire a vista tutti i passaggi della realizzazione del cioccolato, un ciclo continuo di circa due ore, avendo cura di preservare nelle varie fasi di lavorazione tutta la qualità, le note aromatiche e la preziosità del cacao più nobile. Ogni passaggio è facilmente gestito grazie ad un pannello di comando touch screen.

"Il processo di produzione, semplice e automatico, è stato studiato per rispettare interamente la qualità e le note aromatiche naturalmente presenti nelle migliori varietà di cacao - ha commentato Bruno Porro, titolare di Tecno 3. Per questo è fondamentale utilizzare il più nobile dei cacao per esaltare al massimo le potenzialità della macchina creando così prodotti unici.

Gocce5KGLa granella di fave di cacao nasce nello stabilimento Domori di None. Qui, le fave di cacao crude, dopo essere state debatterizzate, sono sottoposte a una delicata tostatura mirata ad arricchire il bouquet aromatico sviluppato in fase di fermentazione, e sono successivamente frantumate e ripulite dalla buccia, diventano così granella di cacao.

L'assortimento di granella di cacao Domori per la macchina Bean to Bar, include cacao del Perù, dell’Equador, dellaTanzania, del Venezuela e del Madagascar

Prenatal investe nel visual del punto di vendita

Accordo con Gruppo Masserdotti per un cambio di look ai punti di vendita grazie a materiali innovativi di veloce installazione
Una delle componenti sensoriali più coinvolte nella shopping experience è quella visiva. Per questa ragione Prenatal ha rinnovato le grafiche nei punti di vendita, attraverso la scelta di tecnologie e materiali innovativi in grado di cambiare look allo store. Il tutto in modo veloce e con materiali economici. Il progetto di retail design è stato realizzato dal Gruppo Masserdotti, fornitore di soluzioni per la visual communication e interior decoration. La collaborazione tra Prenatal e Gruppo Masserdotti è iniziata nel 2016 con l'allestimento di nuovi punti di vendita e proseguirà nel 2017.
Le stampe realizzate da Gruppo Masserdotti comprendono rivestimenti filmici applicati a copertura completa delle vetrine; adesivi murali per la decorazione delle pareti con il logo, per l’identificazione delle categorie merceologiche esposte, delle directory di reparto, per le indicazioni delle offerte e la personalizzazione degli scaffali. La pannellature sono state prodotte attraverso la stampa diretta e l'installazione curata da Masserdotti ha richiesto tempi molto brevi: da uno a tre giorni per punto di vendita.
 “Grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie a supporto della visual communication, siamo in grado di offrire un’ampia varietà di applicazioni sempre più evolute, facilmente adattabili alle esigenze di comunicazione e di restyling del settore retail e installabili in tempi brevi. – spiega Alberto MasserdottiCEO dell’omonimo Gruppo – Il continuo aggiornamento tecnologico è mirato a sperimentare le combinazioni più efficaci tra sistemi di stampa e materiali. L’obiettivo è offrire il valore aggiunto di supporti high-tech e performance elevate in ambito squisitamente estetico ma anche di impatto ambientale. In questo progetto di re-design, la qualità dei nostri prodotti e la competenza specializzata del nostro team hanno sicuramente contribuito a valorizzare la percezione del brand Prénatal”.

Per l’industria la Mdd è scelta strategica

Per il grande mondo della Pmi agroalimentare italiana il rapporto con i retailer consente di mantenere viva la competitività industriale. La ricerca di Ibc

Nel definire il punto di vista dell'industria rispetto al business dei prodotti a marca del distributore, Ibc ha realizzato una ricerca ad hoc insieme a Trade Lab -presentata da Luca Pellegrini a Marca 2017- principalmente nell'intento di colmare un vuoto di informazione. Perché del versante industriale si conoscono molti meno dettagli rispetto alle variabili in gioco, le opportunità da cogliere, lo stato delle relazioni con i retailer.

Industria Mdd01L'attenzione si è soffermata su 75 imprese di produzione, forse non statisticamente rappresentative, ma in ogni caso significative per avere uno spaccato della media impresa italiana agroalimentare (il 50% del campione fattura fra i 500 e i 100 milioni di euro). Un ulteriore parametro significativo: sono state scelte aziende che facessero sia copacking sia attività a marchio proprio. Tralasciati volutamente i puristi e gran parte degli specialisti conto terzi.

L'evidenza principale che emerge riguarda la scelta strategica verso le Mdd. Non risultano mai un ripiego e neppure rappresentano un'ultima spiaggia rivelatasi fortunata. Si tratta di un secondo ambito di business che viene perseguito proattivamente e con una forte focalizzazione sui volumi. “Ma attenzione -segnala Luca Pellegrini, presidente di Trade Lab- non si va solo a caccia di volumi incrementali per ottimizzare la produzione esistente. L'obiettivo è molto più strategico e funzionale alla competitività aziendale: la Mdd garantisce volumi ed economie di scala immediate che consentono gli investimenti sull'aggiornamento tecnologico e industriale del copacker”.Industria Mdd 02

Non è una scelta tattica ma di lungo periodo che dà risultati buoni. Una scelta che paga se è vero che la metà del campione produce Mdd da un ventennio senza ripensamenti. Tra l'altro: a livello di produzione la Mdd rappresenta il 32% dell'attività produttiva, che però incide sul 35% del fatturato con un evidente valore aggiunto. Le imprese segnalano anche la differenza esistente fra il lavoro a supporto dei discount e quello a supporto della gdo. I discount sono clienti importanti: rappresentano il 21% dei committenti ma ben il 29% del fatturato generato con Mdd.

Schermata 2017-01-20 alle 14.22.30L'aspetto più deludente che l'industria copacker segnala rispetto a quest'area di business funzionale riguarda l'estero. L'aspettitiva di poter accedere a scaffali stranieri attraverso i rapporti di fornitura Mdd in Italia spesso viene delusa. Mentre l'idea di poter accrescere gli spazi e la visibilità a scaffale con le proprie marche essendo anche dei produttori di private label è oggi un'aspettativa venuta meno, e certamente non viene più considerata come punto di partenza per intraprendere questa attività.

Nel rapporto tra le parti sono evidenti anche aree di difficoltà. È scontato che i margini sono bassi, in particolare per le Mdd per il discount, e che chi opera in questo mercato non può che farlo sulla base di una rigida disciplina nel controllo dei costi. Un elemento negativo nuovo che sta emergendo è invece la richiesta di contributi aggiuntivi per sostenere la promozionalità delle Mdd, creando una rilevante incertezza su condizioni di fornitura che già scontano una redditività contenuta.

Think Tank Award 2016: Hubdate vincitore assoluto

Si è svolta a Marca Private Label Conference and Exhibition, la premiazione di Think Tank Award 2016, il premio di GDOWEEK dedicato a progetti innovativi retail di giovani universitari

 

Si è svolta a Marca Private Label Conference and Exhibition, la premiazione di Think Tank Award 2016, il premio di GDOWEEK dedicato a progetti innovativi retail di giovani universitari, nato nel 2008 in collaborazione con l’Università Bocconi.

Al contest di quest’anno hanno partecipato l’Università Luigi Bocconi di Milano, l’Università EMLyon Business School di Lione e l’Università Esade Business School di Barcellona per un totale di 15 progetti, suddivisi per le seguenti categorie:

Eleonora Graffione Presidente Consorzio Coralis e Sandro Castaldo Professore Università Commerciale Luigi Bocconi
Eleonora Graffione Presidente Consorzio Coralis e Sandro Castaldo Professore Università Commerciale Luigi Bocconi
  • FOOD, nuovi format per gli store alimentari
  • GREEN & CSR, il punto di vendita verde
  • MULTICANALITÀ, l’integrazione del pdv con Internet e mobile
  • TECHNOLOGY, il ruolo della tecnologia
  • TRASVERSALITÀ, l’ibridazione del punto di vendita

Una giuria prestigiosa, composta da retailer, architetti, sociologi, giornalisti, ricercatori, consulenti e docenti di primo livello nel mondo della distribuzione, ha valutato con attenzione e professionalità i progetti candidati. Questi, inoltre, sono stati votati online attraverso un sondaggio web che si è chiuso il 30 dicembre.

Mario Gasbarrino Presidente e Amministratore Delegato Unes e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Mario Gasbarrino Presidente e Amministratore Delegato Unes e Monica Grosso Professore Emlyon Business School

Vincitore assoluto dell’edizione 2016 di Think Tank è stato il progetto HUBDATE presentato da un gruppo di studenti della EMLYON BUSINESS SCHOOL. La particolarità di Hubdate nasce dalla capacità di fornire servizi di assistenza tecnologica per pc, smartphone, altri dispositivi con un’ampia area caffè e relax. L’obiettivo è quello di fornire a tutti i target, soprattutto a quello senior (che ha meno dimestichezza con le nuove tecnologie) confidenza con le tecnologie e con l’esigenza o la curiosità delle tecnologie It personali in un ambiente dall’atmosfera accogliente, che abbina esperienza e competenza.

 

 

Grégoire Kaufman Direttore Merci e Marketing Carrefour Italia e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Grégoire Kaufman Direttore Merci e Marketing Carrefour Italia e Monica Grosso Professore Emlyon Business School

Vincitori di Categoria:

FOOD: ÉQUILIBRE – Università Commerciale Luigi Bocconi

GREEN & CSR: GRANDMA’S TIPS – Emlyon Business School

MULTICANALITA’: SMART FASHION - Emlyon Business School

TECHNOLOGY: HUBDATE - Emlyon Business School

TRASVERSALITA’: M.U.M. – Esade Business School

I premi sono stati consegnati da personalità del mondo della gdo e dell’industria, componenti della giuria, tra cui Eleonora Graffione, presidente Consorzio Coralis, Mario Gasbarrino, presidente e Amministratore Delegato Unes, Grégoire Kaufman, direttore Merci e Marketing Carrefour Italia, Mario Galietti, responsabile Divisione Shopper Based Design Procter & Gamble, Marco Bordoli, Amministratore delegato Crai Secom e Giorgio Santambrogio , Presidente ADM.

Un ringraziamento particolare a Procter & Gamble e Consorzio Coralis che hanno sponsorizzato il premio.

Mario Galietti responsabile Divisione Shopper Based Design Procter & Gamble e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Mario Galietti responsabile Divisione Shopper Based Design Procter & Gamble e Monica Grosso Professore Emlyon Business School
Marco Bordoli Amministratore delegato Crai Secom e Giulia Trombi Studentessa Esade Business school
Marco Bordoli Amministratore delegato Crai Secom e Giulia Trombi Studentessa Esade Business school

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per prendere visione dei progetti in gara: http://www.gdoweek.it/thinktank/

Scrambler Ducati Food Factory mette insieme cibo e motori

Ducati Scrambler Food Factory
Lo store coniuga il mondo Ducati e la tradizione culinaria emiliano romagnola facendo convivere una pizzeria gourmet, un bistrot, uno shop d’abbigliamento e accessori Scrambler Ducati

Coniuga cibo e motori e sigilla la presenza di Ducati nel mondo della ristorazione. A Bologna in via Stalingrado, l’azienda di Borgo Panigale ha inaugurato Scrambler Ducati Food Factory un nuovo locale che mette in vetrina le moto e le espone, come fossero incastonate tra i tavoli del ristorante. Lo store mette insieme dunque il mondo Ducati e la tradizione culinaria emiliano romagnola. Nella struttura di 500 metri quadrati convivono una pizzeria gourmet, un bistrot, uno shop d’abbigliamento e accessori Scrambler Ducati. Lo spazio è inoltre destinato a diventare un punto di incontro, connotato dai diversi ambiti dell’universo Scrambler Ducati: food, arte, musica, fotografia, customizzazione, ed eventi.

Il ristorante. Lo store è stato realizzato all’interno di un capannone anni ’50, un tempo adibito a canapificio. La sala, Ducati-Scrambler-Food-Factoryprogettata dall'architetto Giacomo Migliori, dispone di 130 coperti, e un design contemporaneo di stampo industrial che integra il grigio del cemento “on the road”, il giallo Scrambler, i tubi che richiamano alla produzione e alla fabbrica. La cucina è open space, e c’è un soppalco con trenta posti ideato per meeting riservati. Sulle pareti sono stati predisposti interventi a mano libera, con inserti che richiamano al mondo Ducati, realizzati dal writer e artista modenese Mauro Roselli.

Esselunga aprirà a Fino Mornasco. Previste 90 assunzioni

esselunga
La raccolta dei curricula vitae sarà effettuerà tramite il portale dedicato www.esselungajob.it. I lavori per la realizzazione del nuovo store dovrebbero concludersi nel 2019

Esselunga ottiene il benestare della Regione Lombardia per la realizzazione del nuovo superstore dell’insegna che nascerà a Fino Mornasco, in provincia di Como, in via Guanzasca, nell’area ex Visgomma che sarà interamente riqualificata. La conclusione dei lavori è prevista per il 2019 e si prevedono 90 nuovi posti di lavoro di cui la metà saranno riservati prioritariamente ai cittadini finesi e dei comuni limitrofi.

La raccolta dei curricula vitae sarà effettuerà tramite il portale dedicato www.esselungajob.it, nel quale saranno pubblicati i relativi annunci di lavoro nel momento in cui verranno aperte le selezioni di personale.

Brasile, ritorno alla crescita nel 2017

Inizia da questo numero un nuovo appuntamento: parleremo delle strutture retail di alcuni Paesi in sviluppo, cui seguirà, nel numero successivo, un'analisi delle private label e delle possibilità del Made in Italy. Questo viaggio inizia dal Brasile: ecco i protagonisti del mercato retail (da Gdoweek n. 1/2017)

Brasile: opportunità di investimento per i retailer italiani o mercato fragile e instabile, colpito dalla volatilità della quotazioni delle materie prime, prima voce di bilancio dell’economia brasiliana? Dopo 13 stagioni di continua crescita, più o meno vigorosa, il 2015 ha rappresentato un anno negativo per il commercio del Brasile, mentre nel 2016 si sono alternate nubi e schiarite per il retail brasiliano, avviato comunque a una fase di modernizzazione e assestamento/riposizionamento. Oggi, secondo un’analisi di Sbvc, il mercato retail brasiliano varrebbe 600 milioni di dollari. Nel 2016, secondo Nielsen, il retail ha rappresentato il 5,35% del Pil del Brasile e le vendite al dettaglio sono calate del 3,25%. Se segmentiamo questo dato rispetto ai canali di vendita, notiamo che le strutture distributive moderne stanno reagendo meglio a questa crisi, rispetto al dettaglio tradizionale, confermando la loro capacità di attrazione. Le vendite attraverso ipermercati, supermercati e self service hanno mostrato una crescita del 7,1%, ma con un aumento del 3% del numero di punti vendita, arrivati a quota 84.547 alla fine dello scorso anno. A conferma di questo trend di investimento da parte dei principali retailer, il numero complessivo degli addetti nella distribuzione brasiliana è salito da 207.000 a oltre 222.000 lavoratori nel raffronto 2014/2015. In generale, hanno reagito meglio a questa fase di stanca le superfici più grandi, quelle che possono capitalizzare il traino rappresentato da ampiezza dell’offerta/posizionamento di prezzo e brand/insegne di forte richiamo, magari di importazione.

L’impegno dei francesi
Questi segnali vanno interpretati nell’ottica di un paese vasto, con stati a maggiore sviluppo economico e altri più arretrati, anche dal punto di vista sociale. E su una struttura  distributiva  che  vede  una forte presenza di retailer stranieri, dai francesi Casino che controllano il primo gruppo distributivo, la Companhia Brasileira da Distribuição, alla filiale brasiliana di Carrefour, fino a Wal-Mart e al gruppo cileno Cencosud, che dal 2007 ha investito anche in Brasile. Al di là dei distributori che si muovono su utto il territorio brasiliano, le catene distributive locali spesso sono ancora detenute dal fondatore o dalla sua famiglia (Zaffari, Muffato, Zonta) e hanno posizioni di forte leadership nello stato d’origine.

L'intero articolo su Gdoweek 1/2017

Flying Tiger Copenhagen si sviluppa in sud Italia

Tiger
Lo sviluppo in Europa ha obiettivi ambiziosi: arrivare a una rete di 1.500 store entro il 2010. Il format è il tradizionale dell’insegna

Lo sviluppo dell’insegna Flying Tiger Copenhagen si concentra al sud Italia dove il marchio sta potenziando la sua presenza orientandosi sui centri commerciali. Nel solo mese di dicembre ha inaugurato il negozio di Triggiano, all’interno del centro Bariblu facendo così il suo ingresso ufficiale in Puglia dove non era ancora presente. Ha fatto il bis nella regione con lo store di Foggia al centro commerciale GrandApulia e poche settimane prima ha tagliato il nastro al secondo negozio di Napoli, realizzato al centro commerciale Quarto Nuovo. Ha inoltre aperto a Ragusa al centro Le masserie, e a Salerno al centro commerciale Le Cotoniere.

Il format è il tradizionale dell’insegna, specializzata nel fast fashion del design.  I punti di vendita si estendono in media su una superficie di circa 200 mq, con percorsi prestabiliti, che comprendono anche prodotti food, nella parte finale del percorso, per lo più snack e bibite. Lo sviluppo in Europa ha obiettivi ambiziosi: arrivare a una rete di 1.500 store entro il 2010.

 

 

La cavalcata delle promo si concede una pausa

Prodotti di innovazione reale, prezzi bassi ogni giorno e territorialità dell'offerta stanno raffreddando il fenomeno promozionale (da Gdoweek n. 1/2017)

C’è un momento di riflessione fra i protagonisti della promozione in Europa, che si concretizza in una decisa frenata della pressione promozionale alle vendite (0,7 il dato medio europeo) e in un conseguentemente diffuso rallentamento della corsa agli abbattimenti della marginalità. Lo registra la recente ricerca Price and Promotion in Western Economies, pubblicata da IRI. La quale si sofferma a livello continentale su quanto accaduto nel 2016 in Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Regno Unito e Grecia. Secondo i ricercatori, tutte le parti in causa -industria di marca e retail, ma anche responsabili d’acquisto- avrebbero spostato il focus strategico verso l’individuazione dell’occasione reale (da offrire o da cogliere), mentre la massificazione della leva promozionale sembrerebbe aver perso gradimento con il progressivo decadimento della sua efficacia.

Convergenza di strategie differenti
Una serie di fenomeni in atto concorrono al risultato a livello internazionale. In primis paiono arrivati a maturazione i crescenti sforzi da parte dei fornitori di trovare delle vie di fuga alla trappola della promozione a prescindere, meglio se crescente. Da anni in pista per uscire dal circolo vizioso, sopportando i costi più pesanti delle iniziative promozionali, l’industria ha perfezionato le proprie iniziative per indebolire la focalizzazione sul solo prezzo. Un maggior numero di prodotti realmente innovativi, meno confrontabili sul mercato in termini di listino, hanno iniziato a fare breccia catturando l’attenzione  dei consumatori smart. Non solo. Gli assortimenti si sono arricchiti di proposte e marche locali, solitamente vendute al di fuori delle logiche standard. Anche  il  retail  ha  dato  un  suo  contributo al raffreddamento del fenomeno  studiando  e  applicando  con  maggiore determinazione formule di Edlp (prezzi bassi ogni giorno), mentre i consumatori si muovono con maggiore  intensità  all’interno  di  un  uptrading della spesa, trovando nei freschissimi, nelle origini e nelle marche del territorio il nuovo percorso personale verso il benessere. Ne deriva complessivamente un arretramento della leva promozionale media ben al di sotto del 30%, a 28,1 punti percentuali. È il Regno Unito a segnare la compressione maggiore con una sottrazione di 2,6 punti assoluti, la più elevata in uno scenario continentale più prudente. In particolare, con tale dato il retail inglese torna infine al di sotto della soglia del 50% di venduto drogato dalle promo, almeno per quanto concerne l’alimentare.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Gs1 e Nielsen a Marca 2017: Immagino fotografa le tendenze del food

Analizzando e confrontando loghi e certificazioni, valori nutrizionali, claim sui pack e ingredienti, Immagino può rispondere a nuove domande incrociando la completa digitalizzazione del prodotto con i dati di mercato

Free from, addizionati, veg e per intolleranti, senza ogm, con pochi grassi. Questi gli alimenti che nel 2016 hanno realizzato le performance migliori in termini di vendite rispetto alla media del comparto food, secondo un’analisi condotta da Nielsen con il supporto dei dati raccolti da ‘Immagino’, il servizio web realizzato da GS1 che scattando foto digitali delle confezioni dei prodotti di largo consumo raccoglie ed elabora le informazioni stampate sulle etichette.
Analizzando e confrontando loghi e certificazioni, valori nutrizionali, claim sui pack e ingredienti, Immagino può rispondere ad esempio alle seguenti domande: come stanno cambiando l’offerta e il consumo in funzione della presenza di alcuni ingredienti, Come cambia il consumo in funzione dell’assenza di allergeni, coloranti, conservanti? Quali trend mostrano categorie di prodotto rivolte a vegani e vegetariani? Quali sono gli andamenti dei prodotti che comunicano la loro italianità?

Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia e Bruno Aceto Ceo di GS1 Italy hanno presentato Immagino alla platea di Marca durante il convegno inaugurale della 13esima edizione della fiera. “I consumatori sono alla ricerca di punti di riferimento e i punti di vendita e le marche dispongono di strumenti informativi assolutamente centrali per costruire una relazione di valore con loro – ha detto Aceto – informare bene è oggi una delle mission costitutive per le imprese. Manca ancora, tuttavia, una misurazione reale del rapporto tra informazione ricercata e risultati di mercato. L’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy nasce per colmare questo vuoto”.
“Dall’incrocio dei dati Immagino contenenti le caratteristiche dei singoli prodotti con i dati di venduto, di consumo delle famiglie e di fruizione dei media rilevati da Nielsen – ha precisato Fantasia – è possibile tracciare un quadro di come sia cambiata la dieta degli italiani, individuando gli acquirenti principali per ogni segmento di mercato e identificandone la dieta mediatica che consente alle aziende di ottimizzare gli investimenti media e raggiungere il proprio target in maniera più efficace”.

Una fotografica delle tendenze
Per quanto riguarda il 2016, Immagino ‘fotografa’ queste tendenze: i prodotti idonei a uno stile di vita vegetariano e/o vegano hanno avuto un peso del 3,2% a scaffale (1.140 etichette), hanno fatturato 749 milioni di euro (2,7% del totale grocery) segnando un incremento del 10,4%, a fronte di una performance del comparto food del -0,2%. A seguire le referenze senza glutine e senza lattosio che rappresentano il 13,4% delle etichette (6.942), hanno fatturato poco più di 4 miliardi con un incremento dell1,4%. Al terzo posto la galassia delle 6.942 etichette free from (senza conservanti, coloranti, ogm e olio di palma, con pochi grassi, calorie e zuccheri). Con un valore di 8 miliardi e 241 milioni (30,1%) hanno messo a segno un +0,9% rispetto al 2015. Infine, la categoria degli arricchiti (con vitamine, calcio, fibre, Omega 3, ecc..), con le sue 3.834 etichette ha fatturato 3 miliardi e 657 milioni, con una crescita dello 0,2%.
Secondo gli analisti di GS1 e Nielsen i prodotti che hanno più margine di redditività sono quelli senza glutine, senza Ogm, con pochi grassi e arricchiti con fibre. Meno performanti invece quelli con vitamine e senza coloranti.

Marca 2017, il nuovo paradigma dei prodotti a marchio del distributore

Dal prezzo al concetto di premium, dal biologico al Km zero, dalla sostenibilità ambientale ed etica delle filiere, fino al free from e al rich in: per le mdd è un nuovo mondo

Dal prezzo al concetto di premium, dal biologico al Km zero, dalla sostenibilità ambientale ed etica delle filiere, fino al free from e al rich in, anche i prodotti a marchio del distributore devono sottostare alle dinamiche cui sono soggette le referenze delle marche industriali. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato durante il convegno “Marca del Distributore alla sfida dei nuovi processi di acquisto” che ha aperto la tredicesima edizione di Marca, l’expo organizzata in collaborazione con Adm e dedicata alle private label, in programma oggi e domani alla Fiera di Bologna. Un’evoluzione, un nuovo paradigma, che si possono sintetizzare nel passaggio da private label a marca del distributore: non una semplice questione semantica, ma un vero e proprio cambio di posizionamento. Se fino a ieri la marca commerciale esprimeva solo un’opportunità di convenienza, ora identifica un mondo di valori, di diversificazione dell’offerta e di innovazione che le hanno fatto conquistare un nuovo spazio e un ruolo guida nel panorama del largo consumo.

Numeri in crescita
I dati del Rapporto Marca 2017 dicono che dopo un 2015 in chiaroscuro, l’anno scorso i prodotti a marchio dei retailer sono cresciuti dell’1,7% a valore e dello 0,2% a volume, raggiungendo una quota di mercato del 18,5%. A settembre scorso, il fatturato nei canali ipermercati, supermercati e libero servizio ha raggiunto i 9,76 miliardi di euro, con una particolare penetrazione nel canale discount nel quale la MDD ha raggiunto il 54% di quota.
Spicca il dato delle referenze premium: i consumatori acquistano sempre più prodotti MDD del segmento alta qualità, dove il bio si è messo in evidenza con un +16,1% a valore e +14,4% a volume. Parallelamente, si registra un ampliamento dell’assortimento di prodotti MDD in tutti i canali distributivi per offrire una maggiore varietà ai consumatori: in particolare nei supermercati (1415 referenze, +49 rispetto al 2015) nel libero servizio (799, +40) e negli ipermercati (2091, +6). Riprende anche la crescita della MDD nel Sud d’Italia: nel corso del 2016 il trend delle vendite (+0,6%) supera la media nazionale, anche se la strada per la convergenza risulta ancora lunga, in quanto la quota al Sud risulta del 13,2% contro il 18,5% del totale Italia.

Nuove logiche nel processo d’acquisto
“Le dinamiche dei prodotti a marchio del distributore si stanno evolvendo – ha detto l’amministratore delegato del Gruppo Vegè e presidente di Adm Giorgio Santambrogio – per fare vera innovazione bisogna innescare nuove strategie mentali d’acquisto nella testa dei consumatori. Non tutti i prodotti MDD sono di qualità – ha sottolineato – su questo fronte c’è ancora molto lavoro da fare, poi bisogna limitare le logiche promozionali e non seguire i marchi industriali nella corsa al ribasso dei prezzi. Inoltre, ci vuole onestà nei confronti del cliente – ha aggiunto Santambrogio – non possiamo ingannarlo, dobbiamo dargli informazioni corrette”. Altra ‘rivoluzione’ già in atto ma su cui bisognerà spingere di più è il posizionamento: un buon prodotto del distributore può costare anche più di uno industriale. Su questo fronte arrivano segnali positivi: nell’ultimo anno la pressione promozionale sulle private label è calata, mentre quella sui prodotti a marchio è salita.
E l’e-commerce? “È un modo per far uscire le referenze MDD dal circuito distributivo ristretto del retailer di riferimento – ha spiegato Santambrogio – ma il punto di vendita resta fondamentale e con esso il rapporto con il cliente. Per questo i punti di vendita devono cambiare e diventare più accoglienti e coinvolgenti: dobbiamo ridurre il numero di negozi e aumentare la loro attrattività”.

Le private label creano e acquistano valore
Giuseppe Minoia e Gianluca Nardone hanno presento una ricerca GfK secondo la quale in un clima di insicurezze diffuse, la Distribuzione moderna, comunica piacere e benessere nel fare la spesa per tutti i segmenti della popolazione, dai meno attrezzati culturalmente ed economicamente, ai più esperti e di buone risorse. Perché la Distribuzione moderna, riconoscono le persone che la frequentano, mai come oggi appare in grado di intercettare e soddisfare bisogni e attese, con prodotti di marca propria e di marca industriale, e con prezzi alla portata di tutti i portafogli. In questo quadro la MDD sta diventando un riferimento importante e assume i valori e la reputazione dell’insegna. Viene sempre più considerata come una marca a tutti gli effetti, con degli specifici plus: ottimo rapporto qualità-prezzo, ampiezza dell’offerta anche nei segmenti più innovativi e premium, un suo ruolo positivo per la crescita del Paese. Il contatto diretto con il produttore-distributore, l’insegna stessa, diventa la filosofia della marca, un orientamento di rilievo per tutti i segmenti di responsabili d’acquisto. Un prodotto, infine, con ulteriori prospettive di crescita: il 78% degli italiani si dichiara propenso ad acquistare referenze private label.
“Il successo che la MDD ha riscosso nel 2016 è il risultato di una straordinaria attività di progettazione e di sviluppo che la distribuzione ha saputo realizzare, in particolare nell’universo del premium – ha detto Guido Cristini docente di marketing all’Università di Parma – dove i fattori di scelta del consumatore sono la qualità, l’innovazione, la sostenibilità e la varietà, in questo senso le private label premium rappresentano una significativa opportunità per piccole imprese industriali che possono così fare conoscere al grande pubblico quei giacimenti di qualità, di eccellenza e di sostenibilità che altrimenti sarebbero confinati unicamente in micro territori, secondo modalità e logiche artigianali”.
Coop: avanti tutta con i prodotti a marchio
“Oggi abbiamo una quota di MDD a valore del 26%, il nostro obiettivo per i prossimi tre anni è raggiungere il 30% con un importante investimento che porterà al lancio di circa 400 nuovi prodotti a marchio”. Ha le idee molto chiare in fatto di private label Marco Pedroni di Coop Italia, svelando le strategie dell’insegna per i prossimi anni. “Non me ne vogliano i colleghi – ha continuato Pedroni – ma siamo da sempre un punto di riferimento per i prodotti a marchio e vogliamo continuare a esserlo”.

Video: Unicoop Firenze lancia SalvApp

La soluzione Salvatempo si evolve e diventa una app

Unicoop Firenze ha appena lanciato in alcuni suoi punti di vendita una app per fare la spesa in store: si chiama SalvApp e svolge, sullo smartphone le stesse operazioni ottenute con il sistema Salvatempo, da tempo adottato dalla cooperativa toscana: in sostanza gli acquisti vengono effettuati classicamente inquadrando il codice a barre. salvApp unicoop fi 01

In aggiunta, con SalvApp, di cui qui viene mostrato il tutorial, "contiene" la lista della spesa, i cui articoli sono progressivamente depennati nel corso della visita al supermercato. Per Inoltre vengono visualizzate e suggerite le promozioni e, infine, è possibile pagare alle apposite casse. L'obiettivo è di semplificare la vita dei clienti, proponendo in una forma ancora più comoda una soluzione già nota e collaudata come Salvatempo

Trader Joe’s, il successo è qualità senza fronzoli

Trader Joe's cavalca molto bene l'onda dell'healthy food molto ricercato dai consumatori americani: il retailer di Pasadena punta su Edlp e private label, per un'esperienza d'acquisto nel complesso più semplice, calda e coinvolgente (da Gdoweek n. 1/2017)

Vendere prodotti salutistici con un posizionamento di prezzo conveniente e con una formula commerciale basata sull’Edlp (Everyday low price) che fa leva sulla semplicità. Così si potrebbe sintetizzare la missione di Trader Joe’s, uno dei retailer statunitensi che sta riscuotendo un crescente successo nell’ambito di una rivoluzione alimentare in atto Oltreoceano, per la quale una fetta crescente della  popolazione,  almeno  quella  con  un  posizionamento  socio/economico medio alto, cerca tutto quello che è cibo salutare e di qualità, o ne ha l’immagine e le connotiazioni: dal biologico al “free from”. L’insegna, nata a Pasadena, California, nel 1967, è spesso associata a un altro astro del retail a stelle e strisce con un posizionamento e un’offerta simili: Whole Foods, da molti osservatori considerata la catena più europea tra i distributori Usa.

Differenze tra due player del wellness
A dividere i due big player è l’approccio al mercato: Trader Joe’s mette a disposizione i suoi prodotti senza alcuna adesione a programmi fedeltà, senza utilizzare club o carte, bensì “girando” ai propri clienti ogni penny risparmiato, spingendo l’Edlp anche nei segmenti a maggiore valore aggiunto, come biologico, funzionale, ed etnico. Un approccio semplice e “no frills” che, tuttavia, attira una schiera di consumatori fedeli a questa formula: nel 2015 Trader Joe’s ha realizzato vendite per 11,3 miliardi di dollari, attraverso una rete di quasi 500 store sparsi in tutti gli Stati Uniti, doppiando Whole Foods in termini di volume d’affari e primeggiando con il competitor anche per vendite per metro quadro e per customer satisfaction. Secondo una ricerca della società di real estate JLL, Trader Joe’s avrebbe realizzato vendite per mq pari a 15.530 euro contro gli 8.330 euro di Whole Foods e i quasi 5.820 euro della media dei retailer americani. Tra le ragioni che sono alla base di questa dinamica, la più importante è la convenienza che Trader Joe’s esprime rispetto a Whole Foods. Secondo un report della Deutsche Bank, realizzato comparando un paniere di 77 prodotti acquistati sulla piazza di New York, la catena di Pasadena è risultata più conveniente del 26%, del 30% per i freschi e del 24% per il grocery. Anche le private label di Trader Joe’s sono avvantaggiante, in questa competizione sul prezzo, rispetto a quelle di Whole Foods: cercando di confrontare lo stesso livello qualitativo (no conservanti, ogm, aromi artificiali), le prime hanno un prezzo medio del 15% inferiore. Di fatto, uno dei vantaggi competitivi di TJ’s è che l’80% della sua offerta è in esclusiva, tra private label e fantasy label, ossia i consumatori possono trovare quei prodotti solo nei suoi punti di vendita e questo genera una forte fedeltà all’insegna. L’insegna non vende big brand industriali e ha uno scaffale estremamente semplificato in determinate categorie, mentre la profondità di gamma su altri item è incomparabile con le logiche europee.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1/2017

Fatturato in aumento per la marca Conad

marca conad
Crescono tutti i brand Conad, con valori al di sopra della media per Conad Percorso Qualità (+17,3 per cento), Verso Natura (+38,3 per cento sommando il Bio) e Sapori&Dintorni (+10,1 per cento)

Diventa sempre più strategica la marca privata per sviluppare il posizionamento di insegna e fidelizzare un numero crescente di clienti. I numeri del 2016 confermano un’ascesa continua del marchio privato. La marca Conad per esempio ha registrato nel 2016 un fatturato di circa 3 miliardi di euro e una crescita del 7,5 per cento, rappresentando il 30% di un mercato che vale 10 miliardi di euro. La marca Conad registra una crescita generalizzata, al punto di essere leader nel 45 per cento delle categorie e occupare la seconda posizione nel 75 per cento in virtù del migliore rapporto tra la qualità dei prodotti, paragonabile a quella della marca industriale, e la convenienza, con prezzi inferiori del 25-30 per cento. Qualità controllata con 650 mila analisi e circa 2.500 visite ispettive agli stabilimenti, con un investimento complessivo cresciuto di oltre il 10 per cento lo scorso anno. I dati sono stati diffusi in occasione di Marca, la manifestazione dedicata alla marca commerciale in programma a Bologna.

La crescita della marca Conad. Secondo i dati presentati a Bologna: Conad investe molto nella tutela del potere d’acquisto sapori e dintorni marca conaddegli italiani, permettendo ai clienti di risparmiare lo scorso anno 686 milioni di euro nell’acquisto di prodotti alimentari, per la cura del corpo e della casa confezionati (fonte: IRI). La sola operazione nazionale Bassi&Fissi, che ha ribassato in media del 26,9 per cento il prezzo di 379 prodotti tra i più indispensabili nella spesa di tutti i giorni, ha generato un risparmio annuo di 1.440 euro per famiglia, garantendo una convenienza continua, non legata a promozioni.

Crescono tutti i brand Conad, con valori al di sopra della media per Conad Percorso Qualità (+17,3 per cento), Verso Natura (+38,3 per cento sommando il Bio) e Sapori&Dintorni (+10,1 per cento).  Il 92 per cento dei 149 fornitori Sapori&Dintorni Conad con i quali Conad sviluppa un fatturato di 300 milioni di euro, è rappresentato da aziende locali di medie e piccole dimensioni.carne_bovina percorso qualità marca conad

I progetti in fieri. Il direttore commerciale di Conad, Francesco Avanzini, sottolinea l’importanza della marca Conad e anticipa: “Per l’anno in corso abbiamo in programma la realizzazione di moltissimi progetti di sviluppo relativi ai prodotti e di rivisitazione delle gamme. Potenzieremo e miglioreremo i brand nel nostro portafoglio tramite innovazione e segmentazione all’interno delle varie categorie (attualmente quelle in cui siamo presenti sono più di 300) per presidiarle nel modo migliore con il marchio Conad”.

 

 

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