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Joe Bastianich lancia JB Burger: il nuovo brand di hamburger a Milano

JB Burger debutta al Centro Commerciale Fiordaliso. Il brand di Bastianich e Bun Burgers punta a ridefinire il fast casual italiano con ricette di qualità e un’offerta strutturata

Joe Bastianich entra con decisione nel panorama del fast casual italiano con un progetto che punta a unire qualità gastronomica e accessibilità: JB Burger. Il nuovo brand, sviluppato insieme a Bun Burgers, debutterà il 4 aprile 2026 al Centro Commerciale Fiordaliso di Rozzano, alle porte di Milano.

L’iniziativa vuole offrire un’esperienza più strutturata rispetto ai tradizionali hamburger, partendo dallo smash burger per poi ampliare progressivamente la proposta. Il concept nasce dall’incontro tra la visione culinaria di Bastianich, che definisce ricette, identità e posizionamento del brand, e l’esperienza operativa di Bun Burgers, specializzata nello sviluppo di format scalabili.

credit: Angelo Trani

Per Bastianich, JB Burger rappresenta molto più di una collaborazione: “JB Burger nasce dal desiderio di lavorare su un prodotto popolare come il burger e di farlo con maggiore attenzione alla qualità e alla coerenza gastronomica. L’idea è sviluppare una proposta con personalità e continuità nel tempo, capace di dialogare con la cultura americana da cui proviene e con il gusto contemporaneo, costruendo un’identità più ampia e riconoscibile”.

Il menu è studiato con attenzione: dalla carne alla revisione del bun fino all’introduzione graduale di ricette signature realizzate in collaborazione con chef italiani e internazionali. Non solo prodotto: Bastianich contribuisce anche alla narrazione del brand, supportandone la crescita con eventi, contenuti editoriali e momenti di confronto con il mondo food. L’identità visiva del brand, che raffigura il volto stilizzato del fondatore, sottolinea il legame diretto con la sua supervisione.

“La sfida di JB Burger è trasformare una visione gastronomica forte in un’esperienza di consumo coerente e replicabile - commenta Vincenzo Ferrieri di Gioia Group-. Per questo ogni elemento, dal prodotto al servizio fino all’organizzazione del punto vendita, è stato progettato con standard precisi e con una logica di lungo periodo”.

Grazie a questo progetto, Bun Burgers consolida il suo ruolo di riferimento nello smash burger, facendo leva sull’esperienza accumulata nella gestione dei punti vendita e nello sviluppo di format replicabili. JB Burger mira così a introdurre nel fast casual italiano una direzione gastronomica più definita, senza rinunciare a accessibilità e attenzione alla qualità del prodotto.

Sviluppo rete in Area 3 dal 20 al 27 marzo 2026

Md rafforza la rete nel Lazio con l'apertura di un discount a Cerveteri (Roma) con ortofrutta ad apertura e gastronomia take away sul perimetro

MD
Via Settevene Palo 1/G
Cerveteri (Roma)
Md

Data di apertura
24 marzo 2026
Format e location
In linea con la consueta formula dell’insegna con ortofrutta e gastronomia take away.
Offerta
Migliaia le referenze in assortimento come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

Gruppo VéGé continua a sostenere lo sport

#Esg. Torna l'iniziativa del Gruppo VéGé a sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche che prevede il coinvolgimento dei consumatori

Solidarietà, territorio e promozione del benessere: il Gruppo VéGé rinnova il suo impegno a favore dello sport di base. È partita ufficialmente il 23 marzo la quinta edizione di Noi Amiamo lo Sport, l'iniziativa nazionale che trasforma la spesa quotidiana in un supporto concreto per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) italiane.

"Sostenere le Asd significa investire nel tessuto sociale dei territori in cui operiamo", ha dichiarato Francesca Repossi, responsabile marketing di Gruppo VéGé.

Un network per il sociale

Dopo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 3.750 associazioni, il gruppo consolida la sua missione. Il progetto si avvale di partner di rilievo come Asi (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), la Federazione Pugilistica Italiana e il Centro Sportivo Italiano, confermando la capillarità dell'intervento su scala nazionale.

Come funziona: il meccanismo dei QR Code

Fino al 13 giugno 2026, i clienti dei punti di vendita aderenti riceveranno un QR Code ogni 15 euro di spesa. Il processo di donazione è interamente digitale. Con l'acquisto di prodotti a marchio Ohi Vita e Mucho Amor, insieme ai brand partner, si potranno accumulare codici extra. Inoltre, attraverso l'applicazione dedicata, gli utenti potranno scansionare i codici e assegnarli alla propria associazione del cuore entro il 22 giugno. Le associazioni in cima alla classifica per ogni insegna riceveranno Digital Gift Card da 300 oppure 600 euro, spendibili per l'acquisto di attrezzature e materiali necessari all'attività sportiva.

L'impatto sul territorio

L'iniziativa non è solo un'operazione di marketing, ma un modello di Csr (Corporate Social Responsibility) che punta a rafforzare il legame tra imprese e cittadini. In un momento in cui lo sport di base fatica a reperire risorse, il contributo della gdo diventa un polmone vitale per migliaia di piccoli club che animano le province italiane.

Leroy Merlin debutta in Sardegna con uno store a Elmas (Ca)

Primo negozio Leroy Merlin in Sardegna, realizzato in Sardegna, con una superficie di 7.900 mq e un'offerta potenziata su alcune categorie come l'area giardino e il settore della ristrutturazione

Primo punto di vendita nella regione per Leroy Merlin che entra in Sardegna, all'interno del Fass Shopping Centre di Elmas, nell'omonima via, dove anche Ikea ha aperto uno store, già raccontato su Gdoweek.

Il nostro obiettivo è essere un partner affidabile per tutti i sardi che desiderano migliorare la propria casa, offrendo soluzioni su misura, prodotti innovativi e un team altamente qualificato, e al contempo sostenere l’economia locale con la creazione di occupazione e di un significativo indotto locale” dichiara Andrea Garbato, store leader.

Lo store

  • Si estende su un'area di 7.900 mq
  • Offre oltre 30.000 referenze
  • Nel catalogo online sono presenti 2 milioni di prodotti
  • Lo store è aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 21 e la domenica dalle 9 alle 21
  • Il team di lavoro è formato da 180 persone.

Per gestire l'assortimento, Leroy Merlin ha condotto un’attenta analisi del mercato sardo, dei trend di vendita online e delle specifiche esigenze locali. Per questo motivo ha potenziato, come già fatto in Sicilia, l'area giardino con numerose soluzioni per esterni adatte al clima e alla vegetazione locale; il settore del bagno con un’offerta completa e diversificata per ogni esigenza di ristrutturazione o rinnovamento e l'illuminazione con soluzioni innovative per interni ed esterni. L'offerta comprende tutte le categorie solitamente presenti negli store della rete: da elettricità e utensileria a comfort, porte e finestre, dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento (anche smart) a serramenti di design.

I servizi

Il negozio metterà a disposizione dei clienti un'ampia gamma di prodotti e soluzioni garantendo prima di tutto un approccio omnicanale che integra l'esperienza fisica con servizi digitali avanzati, inclusa la consegna a domicilio e il ritiro in store.

Sono inoltre disponibili i servizi di posa e installazione grazie a una rete di 50 artigiani locali, la ristrutturazione chiavi in mano Arky con la collaborazione di 5 architetti locali, soluzioni finanziarie con polizze assicurative e finanziamenti. E ancora il noleggio delle attrezzature e il servizio di efficientamento energetico tramite interventi mirati che riducono i consumi e migliorano la classe energetica.

La sostenibilità

Lo store di Elmas è stato realizzato secondo elevati criteri di efficienza energetica: integra tecnologie avanzate per l’ottimizzazione dei consumi, come la domotica per la gestione delle utenze, un sistema BMS (Building Management System) che gestisce in modo intelligente la climatizzazione controllata dell’area vendita e un sistema EMS (Energy Management System) per il monitoraggio dei consumi. A questo si affiancano impianti ad alta efficienza come l’illuminazione a Led e gli impianti di climatizzazione a pompa di calore.

Il fabbisogno energetico sarà coperto in modo significativo da un impianto fotovoltaico da 550 kWp installato sul tetto, e per la restante parte da energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili, certificata tramite Garanzie di Origine (GO).
Infine, a conferma dell'impegno nel miglioramento continuo delle performance, il punto vendita verrà inserito nel perimetro del sistema di gestione ISO 50001, di cui Leroy Merlin è certificata dal 2025.

Mignon-Eccellenze napoletane: nuovo spazio alla Stazione Centrale di Milano

L'insegna Mignon-Eccellenze napoletane cambia location alla Stazione Centrale di Milano e si trasferisce al piano terra

Dopo otto anni nell’area binari della Stazione Centrale di Milano, l'insegna di pasticceria partenopea Mignon–Eccellenze napoletane si trasferisce in un nuovo spazio al piano terra, tra piazza IV Novembre e l’atrio della stazione, con la sinergia di Grandi Stazioni Retail. Questo trasferimento segue l’apertura, nel 2025, del punto di vendita in Corso di Porta Romana. "Abbiamo voluto ripensare anche la nostra presenza in stazione, rendendola più accessibile e vicina alla città, senza perdere il legame con il mondo del viaggio che da sempre ci caratterizza" commenta Maria Acquaviva, Ceo di Mignon-Eccellenze napoletane.

Lo store

Si sviluppa su una superficie di circa 190 mq, con 25 posti a sedere e un dehor esterno. È aperto tutti i giorni, dalle 6.30 alle 20. Tra le novità del nuovo punto di vendita, l’introduzione della gelateria, con una proposta di creme e gusti alla frutta.

L'offerta

Al centro dell'offerta una proposta di specialità tipicamente napoletane con il formato mignon, cifra distintiva del brand. Si spazia dalle sfogliatelle, riccia e frolla, al babà, dalla pastiera alla caprese, fino alla zeppola alla crema e alla scenografica coda d’aragosta, proposta in diverse farciture.

Il menu dispone anche di una selezione di lievitati, tra cui la brioche e i croissant, oltre a prodotti da forno come pain au chocolat, muffin al doppio cioccolato o ai frutti, con una presenza di articoli senza lattosio e senza zuccheri raffinati. Accanto ai prodotti di caffetteria, anche centrifughe fresche di frutta e verdura e proposte salate.

Sviluppo rete in Area 2 dal 20 al 27 marzo 2026

Cia Conad ristruttura lo store di prossimità Conad City (400 mq) di Vigonovo di Fontanafredda (Pn): è stata potenziata la panetteria con servizio assistito e prodotto preincartato e resa self service la macelleria

CONAD CITY
Via Rossini 6
Vigonovo di Fontanafredda (Pn)
400 mq
Cia Conad

Data di apertura
19 marzo 2026
Format e location
Lo store riapre le porte dopo un intervento di ristrutturazione. Al suo interno è stato completamente rinnovato il banco gastronomia calda, aggiornato il reparto salumi e formaggi, potenziata la panetteria con servizio assistito e prodotto preincartato e resa completamente self service la macelleria.
Offerta
L’assortimento mantiene i punti di forza del format Conad City con ortofrutta, surgelati, cantina, drogheria alimentare, pesce confezionato e una selezione di prodotti per la casa, la cura della persona e il pet care. Presenti anche i prodotti locali del progetto SìAmo Friuli Venezia Giulia, che valorizzano le eccellenze del territorio e sostengono filiere corte e ambiente.
Servizi
Orario: lun-sab 8-19.30; domenica 9-13.
Addetti e casse
Impiega 12 persone.

to.market evolve il format a Milano

Uno spazio con piatti pronti declinati per i vari momenti della giornata, un'area caffè dotata di microonde e una comunicazione mirata a veicolare i valori di to.market: alimentazione sana e rispetto per l'ambiente

La presenza di to.market, catena di supermercati di prossimità attiva con 20 store a Milano, Monza, Pavia e Brescia, si rafforza nel capoluogo lombardo con una nuova apertura in Viale Stelvio 39. La filosofia del marchio è sempre stata una: la valorizzazione della formula di prossimità in grado di reinterpretare in chiave moderna la vecchia superette, con una selezione di prodotti di qualità e locali, servizi a supporto della vendita e una chiara impronta omnichannel come dimostra la sinergia con Cortilia, già raccontata su Gdoweek.

Lo store

Sono varie le novità che l'insegna ha inserito in questo punto di vendita con l'obiettivo di evolvere il format. Al centro dell'offerta c'è l'area freschi to.eat declinata nei vari momenti di consumo della giornata, ossia breakfast, lunch, dinner. Si tratta di uno spazio già visibile subito dopo l'ingresso e dedicato alla selezione di piatti pronti, selezionati con attenzione all’apporto nutrizionale e realizzati nel territorio milanese da piccoli laboratori con arrivi giornalieri. In questo spazio l'insegna propone anche la nuova linea chiamata La Schiscetta by to.market: piatti pronti in 2 minuti in una box in carta pronta al consumo. I piatti in questo caso sono preparati con cottura sottovuoto, senza coloranti artificiali, né glutammati e conservanti aggiunti, per assecondare le esigenze di un'alimentazione sana e bilanciata.

In questo store è stata introdotto l'area caffè self service per accompagnare il cliente dalla colazione (prodotti freschi, caffè, ginseng, spremute espresse) ai pasti ready to eat. Lo spazio è dotato di microonde per facilitare il consumo dei piatti. Distintiva anche l'enoteca con una proposta di etichette regionali e nazionali e ampia visibilità ai piccoli produttori e alle eccellenze.

Anche in questo nuovo punto di vendita, l'insegna usufruisce del digital signage per dialogare istantaneamente con i clienti, comunicare promozioni e novità, ma anche per diffondere i valori di sostenibilità e promuovere stili di vita responsabili.

La comunicazione

A questo si somma la comunicazione realizzata con la collaborazione pluriennale di Fondazione Veronesi per fornire a scaffale I consigli buoni e sani: pillole di contenuti scientifici volte a sensibilizzare i clienti su una spesa più salutare.
Dallo scorso anno la comunicazione a scaffale è stata integrata con il progetto Spesa Sostenibile in collaborazione con Lifegate, che aiuta a scoprire l’impatto ambientale degli acquisti, rendendo lo store un punto di riferimento per l'educazione alimentare e la sostenibilità.

La sostenibilità

Rientra in quest'ottica anche la selezione nel proprio catalogo di alternative Plant Based, con l’obiettivo di sensibilizzare i clienti e promuovere scelte alimentari più consapevoli, con un eCommerce con consegna in tutta Italia.

Il sociale

Inoltre, to.market supporta da diversi anni realtà del territorio milanesi quali: Opera San
Francesco per i Poveri con le Collette Alimentari; Atletica Meneghina con le numerose iniziative sportive; la Colonia felina del Cimitero Monumentale di Milano con iniziative dedicate a supporto della loro alimentazione.

La piattaforma integrata di servizi per il punto di vendita MyEpta

piattaforma MyEpta
Epta ha presentato a Euroshop la piattaforma integrata MyEpta, della quale ci ha parlato in questo video. Ecco più in dettaglio di che cosa si tratta

Epta ha presentato a Euroshop la piattaforma integrata MyEpta, della quale ci ha parlato in questo video. Ecco più in dettaglio di che cosa si tratta.

L'approccio integrato della piattaforma MyEpta

Un retail a prova di futuro: è la visione di Epta ed è anche la ragione per cui è nata MyEpta, con l'obiettivo di dare una risposta puntuale alle esigenze dei clienti, attraverso un sistema modulare.

Questa logica permette ai retailer di definire le priorità e attivare singolarmente il servizio necessario, oppure optare per un sistema integrato che evolve insieme al negozio stesso. Il progetto viene seguito in ogni fase, così da offrire il massimo del valore.

EptaTechica progetta il sistema di refrigerazione dedicato e su misura, e ne cura l'installazione.
EptaConcept plasma l'esperienza all'interno del punto di vendita, progettando ambienti funzionali ma anche coinvolgenti per i clienti.
EptaService segue i servizi post vendita, quindi la gestione dei banchi con performance ottimali, così da ottimizzare il ciclo di vita degli impianti.

Per tutti questi aspetti, MyEpta costituisce un punto di accesso unificato che riunisce dati tecnici, strumenti digitali e servizi. In questo modo il cliente ha il pieno controllo del proprio impianto.

piattaforma MyEptaLa piattaforma presenta una dashboard centralizzata sulla quale si trovano manuali, kpi, documentazione, registro degli interventi di assistenza, con la massima praticità e trasparenza. Non servono strumenti aggiuntivi (come connettività, hardware, controller). MyEpta è essa stessa modulare, così che il cliente possa personalizzarla. Le modalità di utilizzo proposte sono due:

1 - Asset Id - Offre un punti di accesso ai dati associato a ogni attrezzatura Epta, attraverso un tag Nfc applicato a ciascun banco frigorifero. Questo garantisce diagnostica e manutenzione più efficienti, e un controllo puntuale durante l'intero ciclo di vita di ciascun banco.

2 - Store Id - Questa modalità offre un hub per tutte le attrezzature installate instore. Un'interfaccia intuitiva permette di accedere all'elenco delle attrezzature, con la relativa documentazione, ai servizi attivati, ai contratti, i kpi e i dati chiave. In più offre un supporto decisionale, basato su questi dati, per quanto riguarda le manutenzioni e i futuri investimenti. Un controllo più efficiente e l'ottimizzazione delle performance nel tempo.

Per tutti MyEpta permette l'accesso ai servizi digitali inclusi nel pacchetto post vendita EptaService, quindi il collegamento alla piattaforma SwitchOn per il tele monitoraggio dei banchi remoti e centrali, e a Gam per la gestione centralizzata degli allarmi.

C'è anche il catalogo dei ricambi, che si possono acquistare direttamente tramite eCommerce.

Il post vendita ad architettura flessibile

Il post vendita ha due obiettivi primari: garantire la continuità operativa e migliorare in generale le performance e i prodotti. Epta lo propone in due cluster, la suite "maintenance & repair" che contiene dalle attività preventive di correzione e controllo fino alla manodopera e ai ricambi, e "complementary services", con servizi specifici in base ai diversi mercati. Gli obiettivi sono gli stessi: estendere la vita delle apparecchiature. Questo si fa anche con retrofit su misura, ovvero upgrade delle apparecchiature a supporto della competitività dei retailer. In base alle esigenze, si può scegliere tra il pacchetto "main" con i servizi essenziali, e quello premium con l'accesso completo a MyEpta.

 

piattaforma MyEpta

Sviluppo rete in Area 1 dal 20 al 27 marzo 2026

Conad Nord Ovest sbarca a La Spezia con un supermercato di 1.500 mq, mentre Gruppo 3A-Despar Nordovest punta sulla prossimità di Despar Express a Vado Ligure (Sv)

CONAD
Via Maralunga
La Spezia
1.500 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
20 marzo 2026
Format e location
Segue il classico modello.
Offerta
L’ortofrutta spinge sul localismo, seguono la pescheria, macelleria e gastronomia con piatti pronti a cuocere e una cucina interna, mentre panetteria e pasticceria propongono produzioni interne e collaborazioni con fornitori locali per pane e dolci.
Servizi
Orario: lun-dom 8-20. A disposizione dei clienti sono presenti anche servizi pratici e innovativi come spesa online in modalità ordina e ritira, wi-fi gratuito, pagamento bollettini e ricariche telefoniche. Tra le convenzioni attive figurano buoni pasto, buoni celiaci e BluVet.
Addetti e casse
Il supermercato impiega 60 addetti, di cui 45 nuove assunzioni, e dispone di 12 casse tra tradizionali, self-service e spesa veloce.

DESPAR
Via Armando Diaz 23
Vado Ligure (Sv)
Gruppo 3A-Despar Nordovest

Data di apertura
14 marzo 2026
Format e location
Rispecchia la tipica formula di prossimità.
Offerta
In linea con la tradizionale offerta di questo format.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-13 e 16-19.30; domenica 9-12.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

Kind Karma: un progetto tra estetica ed etica – #retailinnovations by Kiki Lab

Kind Karma, un negozio-lab di gioielli artigianali realizzati da giovani a rischio: grazie all’arteterapia, un’opportunità di crescita personale

Fondata da Laurinda Lee Retter, Kind Karma è un’impresa sociale con sede a Toronto (Canada) che coinvolge giovani a rischio e senza fissa dimora per formarli come artigiani orafi attraverso un percorso che integra competenze professionali e arteterapia. Lo slogan Look Good Do Good (che significa apparire belli facendo del bene) sintetizza efficacemente i valori, estetici ed etici, del progetto.

Nei suoi 90 mq, il negozio offre un assortimento di gioielli (bracciali, cavigliere, collane) in oro e/o argento, inclusi quelli cosiddetti permanenti (cioè saldati direttamente sul corpo senza ganci o chiusure), progettati per essere indossati come simbolo di amore o amicizia. Tra i servizi offerti, le incisioni personalizzate e il charm bar, uno spazio dove il cliente può progettare il proprio gioiello. Periodicamente vengono organizzati workshop per avvicinare gli appassionati alle tecniche di lavorazione.

Il concept integra area di vendita e laboratorio, con uno spazio dedicato, sul retro, nel quale i ragazzi possono lavorare in tranquillità e concentrarsi, indossare le cuffie e dedicarsi alla creatività senza doversi occupare dell’interazione con i clienti. Ogni creazione in negozio è accompagnata da un testo che racconta il designer, proposta su una card personalizzata firmata dal giovane artigiano che l’ha realizzata: un piccolo dettaglio che contribuisce a creare un legame diretto tra cliente e artigiano, facilitando la fidelizzazione e una maggiore frequenza di acquisto.

Innovazione nel retail, oggi il negozio deve fare molto più che vendere

Tecnologia, Ai, phygital, sostenibilità e community stanno ridisegnando il punto di vendita. Ma la vera innovazione non è l’effetto wow: è la capacità di semplificare, ascoltare e trasformare il negozio in relazione, servizio e racconto

Nel retail, innovare non vuol dire più aggiungere tecnologia o rincorrere l’effetto sorpresa. Vuol dire soprattutto cambiare impostazione. Questo quanto emerso nel corso del convegno Convegno Retail Innovations 21, organizzato da Kiki Lab (Gruppo Promotica) che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano e di cui Gdoweek e Mark Up sono media partner.

Per Fabrizio Valente, Ad di Kiki Lab, il negozio non può più essere uno spazio, fisico o digitale, che aspetta il cliente: deve uscire dai binari consueti, ascoltare di più e costruire una relazione più fluida, più mobile, più vicina alla vita reale delle persone.

È questo il filo che lega anche gli altri interventi: oggi il retail non vince perché stupisce, ma perché diventa rilevante. E per esserlo deve togliere attrito, non aggiungere complessità.

Il negozio cambia ruolo

Il punto di vendita resta centrale, ma non è più solo il luogo della transazione. Diventa media, spazio di scoperta, servizio e relazione. Sephora lo definisce il “primo media” del brand. Save the Duck lo usa per rendere concreto il proprio purpose. Humana ne fa uno spazio che genera vendita, ma anche community, confronto e cultura del riuso.

In tutti questi casi il negozio smette di essere contenitore e diventa piattaforma relazionale.

Ikea: semplificare conta più che stupire

Da Ikea arriva una delle formule più efficaci: “semplificare è la forma più alta di innovazione”. Il punto non è impressionare il cliente, ma rendere il suo percorso più facile e continuo. Se l’80% dei journey parte online e si chiude in negozio, il compito del retailer è eliminare frizioni tra i canali.

Ikea aggiunge anche un altro concetto chiave: “le persone si fidano delle persone”. Per questo l’innovazione non può essere solo tecnologica. Deve passare dalla credibilità dei co-worker e dalla loro capacità di accompagnare il cliente.

Lego: dal retail-tainment al coinvolgimento

Se Valente parla di passaggio dal retail-tainment al retail-gagement, Lego rappresenta bene questa evoluzione. Il negozio non è solo spettacolo: è esperienza attiva, personalizzazione, partecipazione, appartenenza.

Il punto, però, è che non basta intrattenere. Oggi i brand devono coinvolgere, far entrare le persone dentro l’esperienza e costruire un legame coerente con la propria identità.

Accenture: il rischio è sparire dal radar

Accenture mette a fuoco un altro tema decisivo: la rilevanza. Non basta esserci, bisogna essere trovati. Con la crescita dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nella scoperta dei prodotti, il rischio per i retailer è diventare invisibili.

Da qui le tre direttrici indicate da Alessandro Zanotti: rilevanza, automazione, monetizzazione. Cambia la discovery, cambiano i processi, cresce il peso del retail media. Il negozio, quindi, non è più solo uno spazio di vendita, ma un asset che deve produrre esperienza, dati e valore.

Più digitale, più servono le persone

Più cresce il peso del digitale, più aumenta il valore del fattore umano. Sephora lo sintetizza bene: “Il digitale non sostituisce il contatto umano, lo potenzia”. La tecnologia funziona se rende il personale più efficace, più informato, più utile. Se allontana il cliente, perde gran parte del suo valore.

Sostenibilità, ma concreta

Anche la sostenibilità cambia status. Non è più una cornice reputazionale, ma una parte del modello. Natalia Massi richiama una logica che tiene insieme people, planet e profit. Save the Duck la traduce in materiali riciclati, riparazione e seconda vita del capo. Humana mostra come il second hand possa generare insieme valore economico, ambientale e sociale.

Meno wow, più utilità

Alla fine, il punto è questo: l’innovazione nel retail non coincide più con ciò che sorprende di più, ma con ciò che funziona meglio. Con ciò che rende il brand più utile, più chiaro, più credibile. E con ciò che trasforma il negozio da contenitore di prodotti a piattaforma di relazione.

McDonald’s Italia compie 40 anni e punta a 1.000 ristoranti

40 anni di McDonald’s in Italia: oltre 29 miliardi di valore condiviso e nuovi investimenti fino al 2029

McDonald's Italia compie 40 anni. Un traguardo che coincide con l’evoluzione dei consumi, dei ritmi urbani e del modo di vivere la ristorazione fuori casa nel Paese. Dal debutto del 1986 a oggi, il marchio ha accompagnato trasformazioni sociali e culturali, passando da simbolo di novità a presenza strutturale nel quotidiano degli italiani.

Dalla prima apertura alla rete nazionale

Era il 20 marzo 1986 quando, a Piazza di Spagna, apriva il primo ristorante italiano: oltre 4.000 persone si misero in fila per un’esperienza che andava oltre il prodotto, intercettando l’immaginario di un’epoca. Da quel momento, la crescita è stata progressiva e capillare: oggi la rete conta oltre 800 ristoranti e più di 40.000 addetti, con un piano di sviluppo che guarda alle 60 nuove aperture previste nel 2026 e all’obiettivo di raggiungere i 1.000 locali entro il 2029. Accanto all’espansione fisica, emerge il peso economico generato nel tempo. Secondo uno studio di Althesys, in quattro decenni l’azienda ha prodotto oltre 29 miliardi di euro di valore condiviso per il sistema Paese, tra gettito fiscale, salari e filiera. Un impatto che si traduce anche in un effetto moltiplicatore: ogni euro fatturato ne attiva circa tre a beneficio dell’economia italiana. Un valore che continua a crescere: nel solo 2025 ha superato i 2,5 miliardi di euro.

Evoluzione del modello e nuove abitudini

Il percorso del brand si intreccia con i cambiamenti della società: dall’introduzione del drive-through negli anni ’90 alla progressiva “italianizzazione” dell’offerta, fino all’integrazione di servizi come McCafé e i chioschi digitali. Negli ultimi anni, tra pandemia e nuove abitudini di consumo, il modello si è adattato puntando su accessibilità, delivery e attenzione agli aspetti ambientali.

Un anno di celebrazioni

Il quarantennale diventa così occasione per consolidare il legame con il pubblico e rilanciare il posizionamento. Le celebrazioni si articolano lungo tutto il 2026: dopo l’avvio a Roma, torneranno simbolicamente nel luogo della prima apertura e proseguiranno con iniziative come la partecipazione alla Milano Design Week, dove il brand debutterà con “POOL. Ti sblocco un ricordo”, un’esperienza immersiva che ripercorre la memoria collettiva legata al marchio. In programma anche la pubblicazione del volume “Generazioni McDonald’s”, edito da Rizzoli. A sostenere questa traiettoria anche gli investimenti: il piano di sviluppo per il 2026 prevede un impegno complessivo di circa 300 milioni di euro, includendo sia nuove aperture sia il riammodernamento dei ristoranti esistenti. Lo sguardo è già rivolto al medio periodo, con un programma che tra il 2026 e il 2029 vale complessivamente circa 1 miliardo di euro.
“Da quarant’anni McDonald’s cresce insieme al Paese. Siamo entrati nel mercato italiano con il desiderio di fare parte del suo tessuto economico e sociale, e oggi i risultati confermano che quell’impegno si è trasformato in valore reale, fatto di ricchezza redistribuita, posti di lavoro, filiere locali più forti, servizi e innovazione per milioni di clienti. I numeri raccontano il valore generato, ma a questo si affianca un valore che non si misura, rappresentato dalle storie, dalle relazioni e dalla fiducia costruite nel tempo con le nostre persone. Guardiamo ai prossimi anni con la stessa determinazione, pronti a continuare a investire nel futuro del Paese che ci ha accolti”, commenta Giorgia Favaro, Amministratrice Delegata di McDonald’s Italia.

 

Gdoweekly #159. Il rilancio di Realco. News per Coop Liguria. Stato di salute del vino in gdo

Consorzio Europa-Dit per Realco. A Coop Liguria 5 store. Circana: il vino in gdo. Colruyt: a Les Mousquetaires la Francia. La pl di Selex

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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Sviluppo rete Non food dal 20 al 27 marzo 2026

Action arriva a Verona con uno store di 784 mq e Brico Io a Diano Castello (Im) con un negozio di 1.150 mq. Ikea testa a Elmas (Ca) il format Small L esteso su 15.500 mq e Mondadori replica la sua formula a Bracciano su un'area di 130 mq

ACTION
Via Roveggia 124
Verona
784 mq
Action

Data di apertura
21 marzo 2026
Format e location
Rimane fedele alla tradizione dell’insegna.
Offerta
Dispone di 6.000 referenze in 14 categorie.
Servizi
Orario: lun-sab 8.45-20.30; domenica 9-21.
Addetti e casse
Il team è formato da 30 addetti.

BRICO IO
Via Diano San Pietro 111
Diano Castello (Im)
1.150 mq
Brico io

Data di apertura
19 marzo 2026
Format e location
È situato lungo l’arteria che collega il borgo storico di Diano Castello alla zona
residenziale più tranquilla e alla vicina Diano San Pietro e a soli 2-3 minuti di auto dalle
spiagge di Diano Marina.
Offerta
L’assortimento copre tutti i reparti, dalla ferramenta all’utensileria, dall’idraulica all’arredo bagno, dal legno, vernici e sistemazione, fino ad arrivare agli accessori auto, al giardinaggio, al casalingo e al grande elettrodomestico.
Servizi
Orario: lun-dom 8-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IKEA
Via Elmas 216
Elmas (Ca)
15.500 mq
Ikea Italia

Data di apertura
20 marzo 2026
Format e location
Primo store per il format Small Store L che segna anche l’ingresso in Sardegna per l’insegna. Si tratta di uno spazio dalle medie dimensioni in cui è stato allestito anche il primo locale Sapori svedesi che vede in un’unica area integrata il bistrot e la bottega. Si trova all’interno del Fass Shopping Centre.
Offerta
Si allinea alla consueta offerta di arredamento e accessori per la casa con 9.500 referenze presenti.
Servizi
Orario: lun-dom 9.30-21.
Addetti e casse
Sono 150 i co-worker impiegati in questo store.

MONDADORI
Via Braccianese Claudia 8-14
Bracciano (Rm)
130 mq
Mondadori

Data di apertura
16 marzo 2026
Format e location
Si allinea al modello più tradizionale.
Offerta
Offre un catalogo con 10.000 titoli nei vari generi.
Servizi
Orario: lun-ven 9-19.30; sabato 9.30-13 e 16-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Uber Eats spinge sui robot per le consegne di cibo negli Usa

credit Serve Robotics Inc.
La consegna robotizzata si espande negli Stati Uniti, tra nuove città e partnership nella ristorazione

Negli Stati Uniti, Uber Eats sta ampliando l’uso dei robot autonomi per le consegne di cibo, grazie alla collaborazione con Serve Robotics, azienda statunitense specializzata nello sviluppo e nella gestione di robot autonomi. Il sistema permette ai clienti di ricevere gli ordini tramite robot, integrati nell’app di Uber Eats: l’utente seleziona la consegna robotica e l’ordine viene affidato a un robot autonomo, che ritira il cibo dal ristorante e lo consegna direttamente al cliente, garantendo sicurezza, efficienza e mantenimento della qualità degli alimenti.
Il servizio è attivo in diverse città americane, tra cui Miami, Fort Lauderdale, Los Angeles, Dallas-Fort Worth, Atlanta, Chicago e Alexandria (Virginia), con ulteriori mercati in programma. L’obiettivo, infatti, è quello di espandere la rete in nuove città e ristoranti, rafforzando la presenza negli Stati Uniti e rispondendo alla crescente domanda di consegne autonome. Tra le insegne di ristorazione che utilizzano i robot di Serve Robotics su Uber Eats ci sono White Castle, Shake Shack e Mister O1 Extraordinary Pizza, con ulteriori partnership in sviluppo. Serve Robotics ha già superato le 2.000 unità operative e supporta oltre 3.600 ristoranti negli Stati Uniti. I robot sono progettati per operare in ambienti urbani complessi, muovendosi in sicurezza su marciapiedi pubblici e privati, riconoscendo ostacoli, semafori e attraversamenti pedonali. La società gestisce sia l’hardware sia il software, garantendo una gestione integrata e scalabile delle consegne autonome.

L’adozione dei robot rappresenta un fenomeno in crescita nel settore della delivery automation, rispondendo a diverse esigenze: maggiore efficienza, riduzione dei costi di consegna, sostenibilità e scalabilità. La possibilità di affidare le consegne a robot autonomi consente ai ristoranti di ottimizzare le risorse e agli operatori di piattaforme come Uber Eats di ampliare la copertura dei servizi senza aumentare proporzionalmente la forza lavoro umana. L’adozione dei robot per la “last mile delivery” riflette anche una tendenza più ampia: le consegne autonome, se integrate correttamente nel tessuto urbano, possono contribuire a ridurre il traffico dei veicoli e le emissioni, migliorando l’impatto ambientale della logistica cittadina. La sfida principale resta quella di scalare la tecnologia su larga scala, mantenendo affidabilità, sicurezza e accettazione da parte dei consumatori.

Ikea testa a Elmas (Ca) il primo Small Store L d’Italia

È un formato Ikea ibrido che cerca di offrire l'esperienza completa di showroom, market hall e area food, in una metratura più compatta di 15.500 mq

All’interno del Fass Shopping Centre di Elmas (Ca), in viale Elmas, Ikea sperimenta il primo Small Store L in Italia: uno spazio che unisce ispirazione, progettazione e vendita diretta, dotato di un’area dedicata alla consulenza d’arredo a 360°. "Questa apertura è una tappa fondamentale nella nostra strategia di crescita in Italia," ha dichiarato Alpaslan Deliloglu, Ceo di Ikea Italia, sottolineando la centralità della Sardegna nei piani di espansione del brand. Mentre uno store tradizionale Ikea si sviluppa sui 30.000 mq, quello di Elmas rappresenta una soluzione di prossimità potenziata con un'area più ridotta, pensata per mercati regionali dove si vuole offrire tutto l'assortimento senza la struttura monumentale delle grandi metropoli.

Lo store

  • Si estende su 15.500 mq
  • Dispone di oltre 9.600 prodotti
  • In organico 150 co-worker impiegati (di cui 90 neoassunti) e una leadership al 62% femminile

Il negozio si sviluppa su due livelli: oltre 3.800 mq sono dedicati allo showroom, con numerose soluzioni d’arredo, a cui si sommano i 2.600 mq del market hall. Nella Planning Area i clienti possono progettare e personalizzare la propria casa con il supporto dei co-worker dell'insegna. L'area food di 950 mq completa l'esperienza di acquisto: al primo piano il bar e il ristorante e al piano terra la prima area in Italia Sapori Svedesi, che comprende i tradizionali Bistrot e Bottega Svedese.

I servizi

In una regione ad alto potenziale turistico, chi possiede strutture ricettive e attività
commerciali potrà usufruire del servizio Ikea for Business pensato per chi ha partita iva.
Non mancano i servizi orientati alla sostenibilità come Riporta e Rivendi e l’Angolo della Circolarità, pensati per dare una seconda vita ai prodotti e promuovere un modello di consumo più responsabile: qui è possibile trovare articoli di seconda mano proposti a prezzi ancora più accessibili.

Sviluppo rete in Area 4 dal 13 al 20 marzo 2026

Gruppo Supercentro espande la rete Crai con le aperture di Lizzano (Ta) e Castrovillari (Cs). Tripletta per Ce.Di. Sigma (Dit) in Campania dove inaugura tre store di prossimità nel casertano: Casaluce, San Cipriano d’Aversa e Lusciano

CRAI
Via Regina Margherita 11
Lizzano (Ta)
Gruppo Supercentro (Crai)

Data di apertura
9 marzo 2026
Format e location
Dispone dei classici reparti freschi di macelleria, ortofrutta, panetteria, salumi e formaggi, gastronomia.
Offerta
Tipica offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8-13.30 e 16.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

CRAI
Via Coscile 15
Castrovillari (Cs)
Gruppo Supercentro (Crai)

Data di apertura
9 marzo 2026
Format e location
Segue le linee standard dell’insegna.
Offerta
Tipico assortimento di prossimità.
Servizi
Orario: lun-sab 8-13.30 e 16.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

SIGMA
Via Circumvallazione
Casaluce (Ce)
Cedi Sigma Campania (Dit)

Data di apertura
9 marzo 2026
Format e location
Forte specializzazione nei reparti del fresco (ortofrutta, macelleria e salumeria) che rappresentano un elemento distintivo dell’offerta.
Offerta
Tipico assortimento di vicinato.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-20; domenica 7.30-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

SIGMA
Corso Umberto
San Cipriano d’Aversa (Ce)
Cedi Sigma Campania (Dit)

Data di apertura
9 marzo 2026
Format e location
Non si discosta dal classico modello dell’insegna.
Offerta
L’offerta segue la linea tipica dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-20; domenica 7.30-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

SIGMA
Via Giorgio De Chirico
Lusciano (Ce)
Cedi Sigma Campania (Dit)

Data di apertura
9 marzo 2026
Format e location
Come da tradizione.
Offerta
Segue le direttive tipiche della rete.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-20; domenica 7.30-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

Vini, consumi in calo nella gdo italiana: i dati di Circana per Vinitaly

credits to Mark Up, Gdoweek
Circana: calano i consumi dei vini in gdo. Resiste il Prosecco. In contrazione i rossi. Le anticipazioni della ricerca per Vinitaly

Continua il calo dei consumi di vino. La gdo, principale canale distributivo per la categoria, ne è spettatore. I motivi sono i soliti noti: disaffezione da parte dei giovani consumatori, l’emergere di nuovi gusti e una maggiore attenzione al salutismo.

Vini in gdo, i bianchi vedono il sorpasso: i dati di Circana a Vinitaly

Volumi in calo (del 3,4%) rispetto al 2024, in contrazione anche il dato a valore (-1,1%), che cala un po’ meno per via dell’aumento dei prezzi (+2,1% sui prodotti a denominazione). Sono dati scritti neri su bianco nelle consuete anticipazioni dello studio di Circana in vista di Vinitaly. La ricerca certifica che sono 737 milioni i litri di vino e spumante venduti nel 2025 in gdo. Il dato testimonia un calo di 20 milioni di litri rispetto al 2024.

Continua il calo del vino rosso

Il rosso fermo, con oltre 261 milioni di litri, è ancora la tipologia più acquistata, ma cala sempre più e lo fa vistosamente (-4,2% sul 2024).

I vini in bottiglia a denominazione d’origine, che nel 2024 avevano registrato un dato positivo, nel 2025 perdono il 2,6%.

Bere meno vino, una tendenza non solo italiana

Un trend che riguarda tutti i Paesi in cui si beve alcool: basti pensare che a inizio 2025 il Financial times riportava come, in Francia, i consumi di tutti i vini siano calati dell’80% rispetto al 1945.

Eppure l'Italia soffre in particolare: “Perché è storicamente grande produttrice e consumatrice di vino -spiega Virgilio Romano, business insight director di Circana-. Una delle domande che dobbiamo porci è se sia necessario agire da un punto di vista della produzione, visto che i cali sono un po' più veloci di quanto non avvenga alla produzione annua”. Seguire insomma il modello francese.

Bollicine in controtendenza

In questo quadro c’è qualche luce? Flebile. Gli spumanti, in controtendenza, si confermano in crescita, sebbene meno rispetto al 2024: +1,5% a volume e +1,2% a valore trainati dal Prosecco (anche questa non è una novità). Stupisce di più che facciano bene quelli realizzati con metodo classico (Franciacorta, Trentodoc, Oltrepò pavese, per citarne alcuni), con poco più di 8 milioni di litri acquistati e una crescita del 6,3%.

I vini protagonisti in gdo

Prosecco, Lambrusco e Trebbiano top seller: ma mentre il Prosecco cresce, il Trebbiano resta stabile e il Lambrusco perde.

Infatti il vino originario del Veneto vende oltre 53 milioni di litri venduti (+2,6% rispetto all’anno precedente). Il Lambrusco invece, vino dell’Emilia-Romagna e Lombardia, fa passare di mano oltre 28 milioni di litri, che sono però il 7,2% in meno rispetto al 2024.

Il Trebbiano (vitigno coltivato in varie regioni) con oltre 23 milioni di litri, si mantiene stabile rispetto all’anno scorso (+0,3%).

Più piccoli, i mercati del Vermentino (Sardegna, Toscana, Liguria) che continua a crescere, anche se meno rispetto al 2024 (+2,5% vs 11,7%) con oltre 12 milioni e 300mila litri venduti, così come la Ribolla (Friuli-Venezia Giulia), con oltre 9 milioni di litri venduti (+4,2%), il Primitivo di Puglia, con 8 milioni e 340mila litri venduti (+3%).

La ricerca di Circana a Vinitaly

La ricerca completa verrà presentata lunedì 13 aprile, primo giorno per gli operatori del settore di Vinitaly (Verona, 12-15 aprile), nel corso della 22esima tavola rotonda “Il vino nella grande distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, organizzata da Veronafiere, che vedrà la partecipazione di Crai, NewPrinces, Conad, Coop e Md, tra gli altri.

I dati Uiv sul vino: produzione stabile, mercato in contrazione

Dazi Usa sul vino: l’export italiano verso nuovi mercati

Ufo apre a Milano tra ristorazione, cultura e musica

Photo credit: Sofia Broggi
Via Orobia accoglie un hub polifunzionale con bistrot, lounge bar, campo da bocce e sedi culturali che trasformano South of Prada in un punto di riferimento creativo

Milano cambia volto nel quartiere South of Prada grazie a Ufo – Unconventional Form of Opportunities, nuovo spazio ibrido che fonde ristorazione, musica, cultura e creatività. Oltre 1.500 mq trasformati in un ecosistema dove bistrot, lounge bar, campo da bocce e sedi di realtà culturali convivono, offrendo un modello di socialità e networking che va oltre la semplice esperienza gastronomica.

Al centro dell’ecosistema c’è Ufo Bistrot, ristorante conviviale aperto dalla sera fino a tarda notte, con piatti pensati per la condivisione e ingredienti stagionali, dal pane arabo con salsa romesco ai casoncelli con fonduta di parmigiano, fino ai dolci come profiteroles e gelato artigianale. La collaborazione con Caffè Hardy completa l’esperienza con selezioni specialty e Ufo Specialty Coffee. Oltre alla cucina, lo spazio ospita realtà culturali come Billboard ItaliaBoutade, Studio Creativo Cucù Frabs Magazine, mentre il campo da bocce e l’area eventi di 400 mq favoriscono incontri informali e performance.

“Ufo nasce con l’obiettivo di mettere in relazione le diverse realtà che lo abitano, favorendo collaborazione e sviluppo di progetti comuni all’interno di uno spazio che sia lounge, bistrot o campo da bocce, creando comunità in questo nuovo quartiere milanese”, spiegano i soci Fabio Lucarelli e Claudio Larcher.

L’architettura, firmata da Claudio Larcher Design Studio, mescola rigore industriale e calore, con esterni in cemento grigio e tocchi cromatici ispirati a Luis Barragán, interni in parquet industriale e grandi oblò circolari che richiamano il tema Ufo e della circolarità.

Consorzio di Tutela del culatello di Zibello dop: i risultati economici del 2025

Il culatello dop sfiora i record del 2022 con un fatturato al consumo di 24 milioni di euro, confermando il successo del preaffettato

Numeri positivi chiudono il 2025 per il Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello dop, che rappresenta le 20 aziende produttrici della Dop. Dai dati forniti, si registra un aumento della produzione del 12% con 82.570 pezzi sigillati contro i 73.550 dell’anno precedente e un fatturato al consumo di 24 milioni di euro, che sfiora il record del 2022 attestato a 25,2 milioni. Il segmento del preaffettato si conferma un pilastro strategico per il bilancio del Consorzio. Nel 2025 sono state immesse sul mercato 1,06 milioni di vaschette, un volume che consolida i risultati dell'anno precedente. Questa linea produttiva ha assorbito 34.392 culatelli (pari al 41,5% della produzione totale), generando da sola un fatturato che supera la soglia dei 12 milioni di euro.

"Nonostante il prezzo della materia prima sia rimasto molto alto, sfiorando i 6 euro al chilo e ricordando che nel 2020 non arrivava a 4 euro, abbiamo avuto maggiore disponibilità; inoltre un mercato più stabile e i numeri costanti dell’affettato hanno garantito ai consorziati una rinnovata fiducia nel poter aumentare la produzione" sottolinea il presidente Romeo Gualerzi.

L'export

Se il mercato interno tiene, la sfida del 2026 si gioca oltreconfine. Nonostante il comparto dichiari un export del 25%, concentrato per l'88% tra UE (Francia e Germania in testa) e Svizzera, pesano i blocchi burocratici in Asia, e Giappone e Cina restano mercati inaccessibili a causa della Peste Suina Africana. A riguardo Gualerzi chiarisce: "Questo nonostante da due anni gli allevamenti di suini scelti per la Dop non abbiano registrato alcun caso di Psa. Purtroppo la massiccia presenza di cinghiali sul territorio parmense continua a essere un problema che andrà necessariamente risolto per aprirsi nuovamente ai mercati di riferimento". Segnali positivi arrivano invece dal Nord America (USA e Canada), che oggi rappresenta il 6% della quota estero.

L'importanza del normal trade

Per quanto riguarda la distribuzione, il normal trade (botteghe specializzate e gastronomie) si conferma il canale d'elezione con il 60% delle vendite, mentre la gdo presidia il restante 40%.

Roadhouse sbarca a Cagliari con tre locali e 60 assunzioni

Chef Express porta Roadhouse e Calavera nel capoluogo sardo con tre aperture e nuovi posti di lavoro, rafforzando la presenza nel mercato della ristorazione commerciale

L’ingresso in un nuovo territorio passa sempre da un segnale concreto. Per Roadhouse, quel segnale è Cagliari, dove il brand debutta con un piano che unisce sviluppo commerciale e occupazione. Chef Express, società del Gruppo Cremonini attiva nella ristorazione, ha infatti avviato un investimento nel capoluogo sardo con tre nuove aperture. Il primo locale di Roadhouse Restaurant ha già aperto in viale Marconi, asse strategico della città, mentre altri due format – un secondo Roadhouse e Calavera Restaurant – saranno inaugurati a breve all’interno del Fass Shopping Center, vicino all’aeroporto di Cagliari Elmas. L’operazione segna un passaggio rilevante per il brand, che completa così la propria presenza nei principali capoluoghi regionali italiani, rafforzando al contempo il presidio in Sardegna, dove era già attivo a Sassari.

“Le prime aperture di Roadhouse a Cagliari rappresentano un grande traguardo -afferma Nicolas Bigard, Amministratore Delegato di Chef Express-. Come Chef Express operiamo in Sardegna da molti anni con diversi marchi di ristorazione ma, tra i capoluoghi regionali importanti, Cagliari era l’unico dove ancora mancava Roadhouse. Il brand è già presente con successo a Sassari e, a giudicare dall’attesa e dai primi riscontri, sono certo che riscuoterà anche qui una grande accoglienza di pubblico”.

Il progetto non riguarda solo l’espansione della rete, ma anche l’impatto sul territorio. Le tre aperture porteranno infatti all’assunzione di circa 60 giovani, tutti neoassunti, confermando il ruolo della ristorazione organizzata come leva occupazionale, soprattutto nelle aree urbane in crescita. Dal punto di vista dell’offerta, Roadhouse continua a posizionarsi come steakhouse italiana con una filiera controllata dal Gruppo Cremonini, proponendo un menu che spazia dalle carni alla griglia – tra cui ribeye, T-bone e picanha – fino a burger e piatti iconici come le BBQ ribs. Calavera, invece, intercetta il segmento del casual dining etnico, con una proposta ispirata alla cucina messicana rivisitata in chiave contemporanea.
L’espansione a Cagliari si inserisce nella strategia più ampia di Chef Express, che gestisce oltre 560 punti di vendita e opera su più canali, dalle stazioni agli aeroporti fino alla ristorazione commerciale. Un modello multiformato che continua a evolvere anche attraverso lo sviluppo diretto di insegne proprietarie come Roadhouse e Calavera.

Energy Beauty Bar: il pop-up store di Clarins e Caffè Vergnano

L’incontro tra due storiche family company dà vita a un nuovo concetto di pausa: Energy Beauty Bar offre un percorso completo di benessere tra caffè e trattamenti viso

Il valore dei piccoli rituali al centro dell'iniziativa che vede fianco a fianco due brand come Caffè Vergnano e Clarins, che pur provenendo da settori diversi, hanno trovato un terreno comune nell’attenzione alla qualità, all’heritage e al benessere della persona.

Nasce così l’Energy Beauty Bar, un inedito pop-up store che prenderà vita in due tappe fondamentali, trasformando luoghi simbolo della vita cittadina in spazi sensoriali dedicati all’energia: il primo è previsto a Milano dal 20 al 22 marzo. Qui la cornice sarà il suggestivo Chiosco Brera in Largo Antonio Greppi, aperto al pubblico il venerdì dalle 9 alle 20, sabato dalle 10 alle 21 e la domenica dalle 10 alle 19. Il testimone passerà poi a Roma dal 27 al 29 marzo, nella storica Edicola Erno in Piazza Americo Capponi con i seguenti orari:venerdì dalle 11 alle 20, sabato dalle 10 alle 21 e domenica dalle 10 alle 19.

Un’esperienza multisensoriale

I visitatori potranno vivere un momento di pausa totale dalla frenesia urbana. Da un lato, l’esperienza gustativa con la miscela 1882 Original di Caffè Vergnano; dall’altro, il risveglio della pelle grazie a Clarins, che presenterà il trattamento Extra-Firming Energy offrendo anche sessioni di make-up retouch. Inoltre, per chi parteciperà all'iniziativa, è prevista una speciale Energy Bag in omaggio, contenente una selezione di gift esclusivi firmati dai due brand.

Lino’s Coffee festeggia 35 anni e raggiunge 50 punti di vendita

La catena italiana di caffetterie celebra il doppio traguardo con nuovi punti di vendita, ricavi attesi fino a 17 milioni di euro e una strategia basata su qualità accessibile e sviluppo selettivo

A 35 anni dalla nascita, Lino’s Coffee sceglie di leggere il proprio percorso non come un punto d’arrivo, ma come una base da cui rilanciare. In un mercato del fuori casa che continua a mostrare segnali di vitalità, la catena italiana di caffetterie punta su crescita controllata, qualità accessibile e rafforzamento della propria identità produttiva. Il brand, fondato nel 1991 e oggi parte del gruppo Sig.Ma, si prepara infatti a chiudere il 2026 con un doppio traguardo: da un lato l’anniversario, dall’altro il raggiungimento dei 50 punti di vendita sul territorio nazionale. Un passaggio che si inserisce in un contesto horeca ancora dinamico, dove il consumo di caffè resta uno dei rituali più consolidati, con miliardi di tazzine servite ogni anno nei bar italiani.

A sostenere questa fase di sviluppo sono anche i risultati del 2025, archiviato con un fatturato di circa 13,5 milioni di euro e una redditività operativa intorno al 10%. Nello stesso periodo, l’insegna ha accelerato sul fronte delle aperture – nove nell’arco dell’anno – arrivando a servire complessivamente 3,7 milioni di caffè. Numeri che raccontano non solo l’espansione della rete, ma anche la frequenza di visita e la fidelizzazione della clientela. Alla base del modello Lino’s Coffee c’è un elemento distintivo: la gestione diretta della filiera grazie a una torrefazione interna dedicata esclusivamente ai punti di vendita. Un asset che consente di mantenere il controllo sulla qualità del prodotto, dalla tostatura fino al servizio in tazzina, e di costruire un’offerta coerente con il posizionamento del brand. I locali, in questa logica, diventano spazi pensati non solo per il consumo rapido, ma anche per la sosta e la socialità. La crescita, però, non è solo quantitativa. Negli ultimi mesi l’azienda ha investito anche sul fronte organizzativo, con particolare attenzione alle persone. Con oltre 300 collaboratori e un’età media contenuta, Lino’s Coffee ha introdotto strumenti dedicati alla formazione e all’ingaggio interno, affiancati da una nuova sede che integra funzioni operative, torrefazione, Academy e apertura al pubblico.

Massimo Roncoroni, Chief Operating Officer e Partner di Lino’s Coffee

"Il nostro punto di partenza è sempre stata la convinzione che i consumi fuori casa rappresentino una dinamica strutturale del mercato. Al di là delle oscillazioni congiunturali, il bisogno di un consumo immediato, accessibile e integrato nella vita quotidiana resta forte. Crediamo che il retail, soprattutto quello capace di interpretare bene le nuove abitudini dei consumatori, abbia ancora ampi margini di sviluppo. Per questo continuiamo a crescere, ma con una visione selettiva e pragmatica: qualità dei format, replicabilità e capacità di funzionare davvero in ogni contesto territoriale" commenta Massimo Roncoroni, Chief Operating Officer e Partner presso Lino’s Coffee.

Lo sguardo è ora rivolto al 2026, con obiettivi economici che portano il fatturato atteso tra i 16,5 e i 17 milioni di euro, mantenendo stabile la marginalità. Sul piano dello sviluppo, sono previste nuove aperture – tra quattro già pianificate e un potenziale che potrebbe arrivare fino a dieci – con un focus sulle aree di Milano e Roma, sia nei centri commerciali sia nelle location urbane. La strategia di espansione seguirà due direttrici: da un lato l’avvio strutturato del franchising, soprattutto in regioni ancora non presidiate direttamente come Emilia-Romagna, Toscana e Liguria; dall’altro la possibilità di crescere per linee esterne, attraverso acquisizioni mirate di realtà affini. Parallelamente, l’azienda continuerà a investire sulla torrefazione, anche in chiave tecnologica, e valuta l’ingresso nel consumo domestico con una propria linea di prodotti. A guidare queste scelte resta una visione precisa: rendere il caffè di qualità accessibile a un pubblico ampio. In un contesto in cui spesso l’innalzamento qualitativo si traduce in un posizionamento premium, Lino’s Coffee punta invece a mantenere prezzi allineati al mercato, lavorando sulla leva dell’efficienza e del controllo della filiera. Una promessa che, dopo 35 anni, continua a rappresentare il tratto distintivo dell’insegna.

La mdd Italiamo e Cannavacciuolo per la campagna di Lidl Italia

Italiamo Cannavacciuolo
Lidl Italia Italiamo
La mdd Italiamo è la protagonista della comunicazione di Lidl Italia, che ha annunciato la nuova campagna e la collaborazione con Antonino Cannavacciuolo

La mdd Italiamo con l'ortofrutta è la protagonista della comunicazione di Lidl Italia, che ha annunciato ieri a Milano, nel nuovo negozio di Viale Corsica, la nuova campagna e la collaborazione con lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo.

La mdd Italiamo e la collaborazione con chef Cannavacciuolo

Italiamo Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo, Alessia Bonifazi, Gianfranco Marc Brunetti

Lo chef Antonino Cannavacciuolo è il volto dei due spot Lidl Italia che vedremo in Tv, in streaming e sui social dal 12 aprile fino a ottobre 2026, ma la vera protagonista è la mdd Italiamo, che per Lidl rappresenta la chiave per raggiungere l'obiettivo di democratizzazione della qualità.

Italiamo nasce nel 2015 e ha subito preso piede in Europa, tanto che ad oggi l'export di questi prodotti presso i 12mila punti di vendita Lidl all'estero vale 2,5 miliardi di euro. Il concetto che guida la selezione di prodotto è quello di onorare il patrimonio gastronomico regionale italiano attraverso prodotti che rappresentano il territorio e la tradizione. La nuova comunicazione evolve il posizionamento verso un'eccellenza quotidiana accessibile.

La mdd conta in tutto 250 referenze, comprendendo quelle continuative e l'in&out, con prodotti da dispensa, alimenti freschi (per esempio i formaggi), ma la campagna di comunicazione riguarda anche l'ortofrutta Dop, Igp e firmata dall'accordo con Coldiretti (bollino Fdai). Per quanto riguarda l'ortofrutta si tratta di 170 referenze continuative di cui 20 biologiche.

Gianfranco Marc Brunetti, chief customer officer di Lidl Italia, ha sottolineato il ruolo attivo di Cannavacciuolo: "Lo  chef ha assaggiato ogni prodotto, partiamo dalla qualità, altrimenti perderemmo entrambi. Questo è un percorso, che comincia oggi e vedrà un investimento continuo, anche di miglioramento e d'innovazione".

"Ho assaggiato tutti i prodotti, mi sono piaciuti e ho voluto andare a Verona per  vedere chi c'è dietro -ha detto lo chef-, ho visto un'azienda sana, e soprattutto che guarda al futuro, e a me piace scommettere sul futuro". E il futuro passa anche per la lotta allo spreco del cibo, seguendo gli insegnamenti della nonna che cucinava tutto, o acquistando giornalmente per non buttare cibo, acquistare di meno e di qualità. Sotto gli occhi di Cannavacciuolo anche il brand Vemondo, complice la moglie amante del "mondo verde". "Anche questo è il futuro -ha detto-, oggi si apre un cantiere".

Sincerità, qualità, divertimento: i due spot

Il primo spot partirà il 12 aprile e vedrà Antonino Cannavacciuolo impegnato a provare i prodotti Italiamo in cucina, e ingaggiare gag con il portinaio di casa. Nel secondo spot, che verrà diffuso da giugno, si ripete il format ma cambiano i prodotti: questa volta l'ortofrutta Dop e Igp. Cannavacciuolo non si limita a consigliare i prodotti, ma ne ricerca l'anima culinaria.

I prodotti coinvolti: Rigatoni di Gragnano Igp trafilati al bronzo, l’Olio Dop Terra di Bari e i Cantuccini Toscani Igp, oltre all'ortofrutta di stagione certificata.

"Un nuovo modo di raccontare, un linguaggio schietto: Cannavacciuolo è esattamente il volto che cercavamo perché incarna concretezza e passione per il territorio", ha detto la direttrice corporate affairs di Lidl Italia, Alessia Bonifazi.

La campagna andrà in onda sulla Tv tradizionale, sui servizi di streaming video, sulle principali emittenti radiofoniche, nel digitale con video brevi per i social, in negozio con la radio instore e sui canali digitali di Lidl Italia. L'agenzia creativa è Caffeina (in sinergia con Lidl Italia), la produzione TaplessFilm.

 

Da Nonna a Milano: tradizione mediterranea in chiave pop

photo credit: Isabella Valarezo
Il nuovo ristorante trasforma l’ospitalità della nonna in un’esperienza immersiva tra colori, luce e arredi contemporanei

Aprire la porta di Da Nonna significa entrare in una casa reinventata, dove la convivialità mediterranea incontra un linguaggio contemporaneo e teatrale. Nel quartiere di CityLife, Nick Maltese Studio ha creato uno spazio in cui la figura della “nonna” guida ogni scelta: non si tratta solo di nostalgia, ma di un vero e proprio archetipo affettivo capace di evocare generosità, ritualità quotidiane e calore domestico, trasformati in un’esperienza visiva e sensoriale unica.

Ogni elemento dello spazio è pensato per raccontare una storia. La palette cromatica gioca un ruolo fondamentale: il giallo solare attraversa pareti e arredi, dialogando con accenti di rosa, blu e verde menta. Le piastrelle geometriche e lucide richiamano le cucine mediterranee, mentre le panche a righe e le sedute pastello introducono un registro pop che rende l’ambiente immediatamente riconoscibile. Ogni scelta estetica non è casuale: forma e colore diventano strumenti per creare ritmo e guidare lo sguardo dei clienti lungo un percorso che unisce memoria e modernità.

La luce è un altro elemento chiave. Lampade sospese e apparecchi dal gusto rétro creano accenti luminosi studiati per valorizzare le superfici e accompagnare lo sguardo verso i grandi ritratti della nonna, veri e propri punti focali scenografici. Il contrasto tra motivi floreali del soffitto e geometrie delle piastrelle, tra cornici decorative e dettagli smerlati, alterna riferimenti domestici a gesti più grafici e contemporanei, costruendo un’atmosfera dinamica, ironica e profondamente umana.

Da Nonna non è soltanto un luogo dove mangiare: è un’esperienza immersiva che trasforma un gesto quotidiano, come sedersi a tavola, in un momento emotivamente coinvolgente. I clienti non vivono soltanto un pasto, ma entrano in un piccolo racconto di identità mediterranea, dove design e atmosfera si fondono in un’esperienza narrativa. Ogni dettaglio – dai materiali alle luci, dai colori ai ritratti – contribuisce a creare un ambiente che parla di convivialità, familiarità e leggerezza, restituendo la sensazione di essere accolti in una casa, pur rimanendo nel cuore pulsante di Milano.

Il locale esplora il confine tra memoria e contemporaneità. La tradizione mediterranea diventa punto di partenza per un linguaggio progettuale che integra cultura pop, ironia e teatralità. Questo equilibrio tra riferimenti domestici e dettagli grafici contemporanei rende Da Nonna un esempio di come il design possa raccontare storie e al tempo stesso essere funzionale. L’uso dei materiali, la scelta dei colori e la costruzione degli spazi mostrano come il ristorante possa trasformarsi in una piattaforma narrativa in cui ogni cliente diventa parte della storia.

Just Eat lancia in Italia un packaging plastic-free per il food delivery

I ristoranti partner ora possono usare contenitori sostenibili a base vegetale che proteggono il cibo e riducono la plastica

I ristoranti italiani hanno a disposizione un nuovo alleato per il delivery sostenibile. Just Eat Takeaway.com ha lanciato in Italia contenitori per il food delivery completamente privi di plastica, grazie all’innovativo Morro™ Coating a base di proteine vegetali. Una soluzione che semplifica la gestione dei rifiuti, riduce l’impatto ambientale e garantisce la qualità del cibo consegnato. I nuovi contenitori, realizzati in carta ondulata proveniente da fonti sostenibili, offrono rigidità e isolamento termico anche con alimenti unti o umidi, tradizionalmente difficili da confezionare senza plastica. Morro™ Coating, sviluppato da Xampla e prodotto da Huhtamaki, trasforma proteine vegetali naturali in una soluzione alternativa ai rivestimenti tradizionali, senza alcuna modifica chimica, mantenendo le stesse performance funzionali.

Il packaging è certificato “plastic-free” dal National Physical Laboratory del Regno Unito e conforme alla Direttiva sulle Plastiche Monouso (SUPD). La sua composizione naturale consente lo smaltimento diretto senza separazione dei materiali, agevolando i ristoranti nella transizione verso pratiche più sostenibili e fornendo vantaggi in termini di Responsabilità Estesa del Prodotto (EPR).

Dopo la distribuzione in Germania e Austria, il progetto debutta in Italia e fa parte di un piano di espansione in dieci mercati europei. Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia, commenta: “Portando questa innovazione in Italia, mettiamo a disposizione dei nostri partner un'alternativa che non solo rispetta i requisiti normativi, ma tutela l'integrità del cibo e riduce sensibilmente il consumo di plastica. Non siamo di fronte a un semplice test pilota, ma a un'implementazione reale su larga scala che ci permette, non solo di offrire un’opzione sostenibile a clienti e partner, ma anche di avere un impatto positivo sul pianeta”.

Alexandra French, ceo di Xampla, evidenzia come Morro™ Coating risponda a una crescente domanda europea di materiali alternativi alla plastica: “In Europa il quadro normativo sul packaging evolve velocemente e la richiesta di materiali capaci di sostituire davvero la plastica non è mai stata così forte. Per noi, questa espansione rappresenta un salto di scala fondamentale: dopo aver provato l'efficacia di Morro™ Coating, lo stiamo distribuendo in 10 mercati europei grazie a una delle piattaforme di delivery più importanti del continente. È la prova che i materiali naturali possono competere, e vincere, anche in settori complessi e ad alta intensità come il food delivery”.

Con questa soluzione, i ristoranti possono offrire un servizio di delivery più sostenibile senza sacrificare qualità, sicurezza o praticità, rispondendo anche alle nuove esigenze normative e alle aspettative dei clienti più attenti all’ambiente.

Tuttofood 2026 punta a diventare una fiera valoriale

Presenza globale triplicata per la nuova edizione, presentata al Masaf, con un Food Manifesto per la community mondiale del cibo

Tuttofood gioca la carta valoriale come carattere distintivo per la seconda edizione della kermesse in programma dall’11 al 14 maggio a Rho Fieramilano. Nel corso della presentazione presso il Masaf (ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, è emersa con chiarezza la dimensione sempre più internazionale della manifestazione.

L’edizione 2026 si caratterizza di 10 padiglioni, 10 aree tematiche, 6 awards ceremony. Potrà contare su circa 85.000 mq espositivi (+15% rispetto all’edizione 2025), 100.000 visitatori professionali attesi e la partecipazione di operatori provenienti da circa 80 Paesi. Particolarmente significativo il dato relativo ai buyer: sono oltre 4.000 quelli già registrati, molti dei quali gestiti dall’incoming program di Ice Agenzia, con una presenza internazionale triplicata in sole due edizioni. A completare il quadro, un palinsesto di circa 200 eventi tra convegni, forum e momenti di networking che trasformeranno la fiera in una vera piattaforma di contenuti. Significativo anche l’inserimento in programma di convegni ufficiali di organizzazioni come Aim (Associazione europea industrie di marca) ed Eda (European dairy association).

Un Food Manifesto per i cibo italiano

Numeri che si inseriscono in un contesto favorevole per l’agroalimentare italiano, reduce da un 2025 da record con oltre 73 miliardi di euro di export.

Il salto di qualità, nelle parole dell’ad di Fiere di Parma, Antonio Cellie, è però soprattutto culturale. Tuttofood ambisce a diventare “la più grande fiera alimentare al mondo” e un luogo capace di guidare il cambiamento: “Da vetrina commerciale ad architetto strategico della transizione condivisa”. E lo fa attraverso il lancio di un Food Manifesto: una carta dei valori del futuro del cibo che riscrive una nuova grammatica. Mette al centro inclusività, sostenibilità, trasparenza delle filiere, salute, sulla spinta anche dei plus del riconoscimento Unesco della cucina italiana e della dieta mediterranea. Un patto d’indirizzo per le oltre 5.000 realtà internazionali attese all’edizione 2026 rappresentanti le filiere globali del food. Tra i pilastri di base, non va dimenticata la sicurezza. “Facciamo private label per tutti perché le nostre sono le aziende più sicure al mondo”.

Gli scacchi delle fiere

Nel risiko degli incroci fieristici Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma, ha ribadito l’alleanza con Koelnmesse, organizzatore di Anuga, in programma a Colonia ad anni alterni rispetto a Tuttofood, mentre rimane competitor il Sial di Parigi, con un occhio all’emergente Gulfood.  La scelta di rafforzare l’asse Milano-Parma, con il “combinato disposto Cibus-Tuttofood, una piattaforma integrata per la valorizzazione dell’agroalimentare italiano” è stata giudicata “premiante” dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che ha definito Tuttofood un evento “sempre più strategico” per il sistema Italia.

Food made in Italy: l’export ai tempi della nuova crisi del Golfo

Certamente il clima internazionale risente di fattori negativi, dazi e inflazione che hanno determinato un rallentamento dell’export verso Usa e Giappone. Di qui il ruolo delle politiche pubbliche nel sostenere la competitività del comparto, a partire dagli interventi sul fronte energetico, come gli incentivi alle rinnovabili in agricoltura per la riduzione della dipendenza dagli idrocarburi, con 24 mila aziende già beneficiarie del finanziamento.

Ma di rallentamento ha parlato anche Matteo Zoppas, presidente di Ice Agenzia, in riferimento agli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. E ha sottolineato la necessità di “compensare” guardando alle opportunità che saranno offerte dall’accordo con il Mercosur e con l’India, puntando sempre più sul prodotto italiano specializzato. L’impatto negativo delle tensioni in Medio Oriente è stato rimarcato anche da Dirk Jacobs, direttore generale di Food & Drink Europe, visto che da quell’area arriva il 30% dei fertilizzanti per l’Europa. Insomma, in un contesto globale segnato da guerre, tensioni commerciali e nuove forme di protezionismo, Tuttofood si candida a essere molto più di una fiera: vuole essere un laboratorio di idee e strategie in cui il sistema agroalimentare italiano prova a ridefinire il proprio ruolo, puntando a una leadership che sia insieme economica, culturale ed etica.

Coop Alleanza 3.0 e Promotica: la strategia loyalty tra premi e impegno green

Ipercoop Centro Commerciale Leonardo, Imola (B0) ARCHIVIO COOP ALLEANZA 3.0 foto Paolo Righi
L’agenzia Promotica consolida la partnership con Coop Alleanza 3.0: un piano biennale che punta su premi di prestigio e digitalizzazione

Non solo una raccolta punti, ma un progetto integrato che unisce premi, ingaggio digitale e tutela del territorio. Promotica, specializzata nel settore della fidelizzazione quotata su Euronext Growth Milan, annuncia il lancio di Colleziona nuove esperienze, l’ultima iniziativa di marketing sviluppata per Coop Alleanza 3.0.

La partnership con North Sails

Il cuore della campagna, attiva fino al 17 maggio 2026, è la collaborazione con il celebre brand North Sails. La meccanica è la classica raccolta a bollini (uno ogni 15 euro di spesa, validi anche per gli acquisti online su EasyCoop), che permette ai soci di accedere alla linea di valigeria Spinnaker. L’offerta spazia dai trolley da cabina agli zaini tecnici, fino ai borsoni "weekender", puntando su un target che ama l'esplorazione e il tempo libero. I premi potranno essere riscattati nei punti di vendita fino al 7 giugno 2026, previo contributo economico.

Il concorso Note di Viaggio

Promotica spinge sull'acceleratore dell'omnicanalità integrando nel progetto il concorso digitale Note di Viaggio, ospitato sull’App Coop. Dal 2 marzo al 5 aprile, la community potrà partecipare a dinamiche di gamification quotidiane per vincere buoni spesa e prodotti a marchio, culminando in un'estrazione finale dedicata agli appassionati di musica e viaggi.

L'impatto ambientale

L’elemento distintivo dell’operazione è però la sua forte impronta green, realizzata in partnership con Ogyre. L’iniziativa prevede infatti la rimozione di 73 tonnellate di rifiuti plastici dagli oceani grazie al coinvolgimento dei pescatori locali. A questo si aggiunge l'apertura di un nuovo hub di raccolta nel porto di Cesenatico, legando direttamente l'attività commerciale alla tutela del Mare Adriatico.

"Abbiamo costruito un progetto che trasforma un gesto quotidiano come fare la spesa in un'esperienza capace di generare un impatto positivo concreto -ha dichiarato Diego Toscani, Ad di Promotica-. Con questa campagna dimostriamo che è possibile coniugare le logiche di business e fedeltà alla marca con la salvaguardia dell’ambiente."

Le altre iniziative loyalty e solidali di Coop Alleanza 3.0

Negli anni la cooperativa ha attivato numerose azioni a sostegno del territorio e con il coinvolgimento dei soci, alcune delle quali legate all'ecosistema Coop. Tra le più recenti attività c'è la nascita di Green Rock!: un progetto legato al mondo della musica. Durante ogni data del tour Vasco live che vedrà sul palco Vasco Rossi, tra ingressi, aree ristoro e isole ecologiche, saranno presenti i Green Angels: volontari riconoscibili con pettorine o t-shirt dedicate, pronti ad accompagnare il pubblico verso comportamenti più consapevoli e sostenibili. Infatti, promuoveranno la corretta raccolta differenziata, sensibilizzeranno sulla riduzione dei rifiuti, e suggeriranno piccoli gesti quotidiani. Dalle aree ristoro del pubblico e dal catering del tour, il cibo invenduto potrà essere recuperato e destinato a fini sociali, grazie al progetto Buon Fine di Coop Alleanza 3.0 e alle associazioni locali già partner.

Con Verde Speranza, invece, Coop Alleanza 3.0 rinnova anche per il 2026 un appuntamento che intreccia le ricorrenze più sentite con un impegno costante verso la prevenzione e il sostegno alla ricerca oncologica nei territori in cui viviamo. Per ogni piantina solidale venduta, 1 euro viene devoluto a enti, poli di ricerca e ospedali specializzati. Azioni che si sommano alle tante attivate nel 2025 a supporto di donne e fasce deboli.

Cozze Nieddittas Natura, da acquacoltura responsabile

Confezione di cozze Nieddittas Natura con etichetta certificata ASC per l'acquacoltura responsabile nel Golfo di Oristano
Nieddittas presenta "Natura", la nuova linea di cozze che segna un primato in Italia: la certificazione ASC per l’acquacoltura responsabile. Un’opportunità per il reparto pescheria della GDO di rispondere alla crescente domanda di referenze ittiche sostenibili, tracciabili e di alta qualità.

Oggi chi acquista prodotti ittici non guarda più solo alla freschezza ma pretende garanzie più precise sulla tracciabilità e sui metodi di produzione. In un mercato che premia etica, responsabilità e trasparenza, Nieddittas, il marchio della Cooperativa Pescatori Arborea, continua a distinguersi come una delle realtà più rilevanti del settore in Italia.

Fondata nel 1967 dall'unione di 9 pescatori, l’azienda sarda ha trasformato una cooperativa locale in un'organizzazione strutturata e capace di presidiare l’intera filiera, dal Golfo di Oristano fino alla distribuzione sul territorio nazionale.

In questo percorso di crescita e consolidamento nasce Nieddittas Natura, la nuova linea di cozze certificate ASC che rappresenta l’impegno dell’azienda verso un’acquacoltura responsabile.

Cozze Nieddittas Natura: le prime certificate ASC in Italia

Un passaggio decisivo per il comparto della mitilicoltura è il conseguimento della certificazione ASC - Aquaculture Stewardship Council: le cozze Nieddittas Natura sono oggi le prime e uniche in Italia ad averla ottenuta.

Nieddittas è inoltre la prima realtà in Italia a certificare più siti di allevamento nel Mediterraneo - Corru Mannu, Torregrande e Capo San Marco - offrendo alla GDO un prodotto che garantisce responsabilità ambientale e sociale secondo i più rigorosi standard internazionali.

Si tratta di un traguardo che nasce dalla volontà di intercettare una sensibilità di mercato sempre più definita: scegliere prodotti capaci di coniugare eccellenza del gusto e qualità etica certificata. Una direzione che sta progressivamente ridefinendo i criteri di selezione delle referenze nel reparto pescheria.

Certificazione ASC: cosa rappresenta per la filiera

Lo standard ASC nasce per promuovere pratiche di allevamento che riducano l’impatto ambientale e sociale dell’acquacoltura, introducendo parametri misurabili e verificati lungo tutto il processo produttivo.

Nello specifico, ASC attesta che le cozze Nieddittas Natura siano allevate riducendo al minimo l’impatto sull’ecosistema marino, tutelando la biodiversità e rispettando rigorosi criteri di responsabilità sociale verso i lavoratori.

La risposta a una domanda di mercato sempre più consapevole

Le cozze Nieddittas Natura rispondono alla richiesta crescente dei consumatori di portare in tavola referenze che uniscano l’eccellenza gastronomica e la certezza di una provenienza etica.

All’interno di un reparto pescheria moderno rappresentano l’anello di congiunzione tra la tradizione produttiva del Golfo di Oristano in Sardegna e le nuove priorità del mercato, orientate verso una trasparenza completa che parte dall’allevamento e arriva fino alla vendita.

Per la GDO si tratta di una referenza capace di valorizzare l’offerta a scaffale con un prodotto distintivo, supportato da una certificazione riconosciuta a livello internazionale.

Clicca per entrare in contatto con Nieddittas

Per info e contatti commerciali: Nieddittas - CPA Cooperativa Pescatori Arborea

  • 0783.800.496 - 801.443
  • info@nieddittas.it

Sviluppo rete in Area 3 dal 13 al 20 marzo 2026

Abbi Group prosegue l'espansione dell'insegna di Ergon (Despar) Ard Discount a Olbia, mentre Todis lancia a Roma il format Rione che sarà ufficializzato ad aprile e prevede un ampliamento di piatti pronti in gastronomia

RD DISCOUNT
Via Barcellona 111
Olbia
Abbi Group

Data di apertura
Febbraio 2026
Format e location
Si allinea alla classica formula dell’insegna con freschi a libero servizio.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-sab 8-13 e 16-20.
Addetti e casse
Due casse in barriera

TODIS
Via Giacinto Carini
Roma
Iges srl (Pac2000A Conad)

Data di apertura
26 febbraio 2026
Format e location
Primo test del format Rione che Todis lancerà ufficialmente ad aprile e che rappresenta un’evoluzione dell’attuale modello di prossimità.
Offerta
In assortimento piatti pronti da cuocere, proposte già preparate nel reparto gastronomia e un’offerta take away ancora più ampia e funzionale.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 9-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

Galaxy: l’estetica avveniristica del flagship store di Napoli

Ambientazioni futuristiche caratterizzano questo punto di vendita Galaxy Store con pareti retroillluminate, interni dalle forme geometriche, nicchie espositive per valorizzare sneackers, abbigliameto e accessori

Uno spazio futuristico per garantire un'esperienza di acquisto immersiva e coinvolgente. Nasce con questo duplice scopo il concept di Galaxy store, negozio di abbigliamento sportivo, situato in via Dante a Secondigliano (Na). Il format è stato progettato dall'agenzia Spina Design, non nuova a progetti di design per il retail.

Lo store

Gli spazi sono caratterizzati da linee luminose led che guidano il percorso e definiscono la geometria dell’ambiente, creando un effetto scenografico che valorizza ogni prodotto. Le pareti espositive sono state sviluppate su elementi verticali che enfatizzano l'assortimento con aree dedicate a calzature, apparel ed accessori. Spicca l’arco centrale che collega i vari spazi e conduce verso la zona dedicata ai cappellini. Invece, gli espositori verticali retroilluminati valorizzano sneakers e accessori come fossero pezzi da collezione, mentre le pareti laterali ospitano i capi di abbigliamento. Distintivo anche il banco vendita, dalle linee morbide e contemporanee. I colori freddi enfatizzano la volontà di rendere questo spazio futuristico mentre i monitor digitali completano gli ambienti e pongono l'accento sulla possibilità di una spesa omnicanale.

Il pomodoro per la ricerca: l’iniziativa di Fondazione Veronesi

Nona edizione dell'iniziativa di Fondazione Umberto Veronesi chiamata Il pomodoro per la ricerca che coinvolge 500 touchpoint in Italia

Torna il 18 e 19 aprile l'appuntamento con la solidarietà firmato Fondazione Umberto Veronesi Ets. L'iniziativa Il Pomodoro per la ricerca, giunta alla sua nona edizione, coinvolge anche quest'anno numerose imprese retail attive sul territorio italiano.

Il sostegno alla ricerca

Il cuore del progetto è il finanziamento di uno studio clinico multicentrico europeo della durata di 4 anni. Con un investimento di 4,8 milioni di euro, la ricerca punterà sull'efficacia delle cellule CAR-T contro il neuroblastoma ad alto rischio (HR), una patologia che rappresenta il 10% delle neoplasie pediatriche. Il progetto vede l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù come hub di riferimento, coordinando un network d'eccellenza tra Parigi, Londra, Barcellona, Berlino e Vienna.

Una rete distributiva capillare: oltre 500 touchpoint

L'efficacia dell'iniziativa poggia su una macchina organizzativa imponente che trasforma le piazze e i negozi italiani in punti di sensibilizzazione con una capillarità di oltre 500 punti di distribuzione tra piazze, scuole e attività commerciali. Inoltre, saranno coinvolti 2.000 volontari, supportati dai partner storici Avis Nazionale e Associazione Nazionale Alpini. A questo si somma il contest A scuola con il Pomodoro per la ricerca che coinvolge gli istituti scolastici (dal 23 febbraio al 23 aprile) in una sfida di raccolta fondi che premia l'impegno didattico.

Il kit della ricerca

Con una donazione minima di 12 euro si potrà avere il kit della ricerca, composto da una confezione di tre barattoli in acciaio (pelati, polpa e pomodorini). La scelta del packaging non è casuale: l'acciaio garantisce la conservazione delle proprietà organolettiche e la totale riciclabilità, sposando i valori della sostenibilità ambientale promossi da Ricrea.

"Sosteniamo l'oncologia pediatrica per aumentare concretamente le percentuali di guarigione -dichiara Monica Ramaioli, direttore di Fondazione Veronesi-. Un traguardo possibile grazie ai partner Anicav e Ricrea, al fianco della ricerca per offrire nuove speranze ai piccoli pazienti."

Le voci della filiera

Il progetto si consolida grazie alla sinergia con l'industria conserviera. Marco Serafini, presidente Anicav, sottolinea come il pomodoro, simbolo della dieta mediterranea, diventi protagonista di un gesto concreto di speranza, mentre Domenico Rinaldini, presidente Ricrea, pone l'accento sul binomio responsabilità-sostenibilità, pilastro del moderno impegno d'impresa.

Colruyt dice “adieu” alla Francia: a Les Mousquetaires 81 store

Intermarche
Gli 81 punti di vendita di Colruyt in Francia passano alle insegne Intermarchè e Netto di Les Mousquetaires

Prende forma il passaggio degli 81 punti di vendita di Colruyt in Francia (che operano con la medesima insegna) alle insegne Intermarchè e Netto, dopo l’acwuisizione, annunciata a giugno 2025, da parte di Les Mousquetaires. L’operazione è stata recentemente approvata dall’Autorità della Concorrenza francese e segna un passo significativo per il gruppo che consolida la propria presenza nell'Est e nel Centro Est del Paese. Per i consumatori, riporta la nota, a disposizione maggiori opportunità di accedere ai vantaggi delle proprie insegne. Quali? Prezzi competitivi per prodotti freschi di qualità tutto l'anno. Degna di nota anche la collaborazione con i produttori locali, attraverso il modello “produttori-commercianti”.

Les Mousquetaires rileva 81 negozi Colruyt, che lascia la Francia

Obiettivi ambiziosi per il futuro del gruppo

Il passaggio dei negozi Colruyt sotto le insegne Intermarchè e Netto rappresenta un passo importante per lo sviluppo di Les Mousquetaires in Francia. Con questa operazione, il gruppo si impegna non solo a rafforzare la propria posizione sul mercato ma anche a promuovere un modello commerciale basato su qualità, convenienza e collaborazione con i produttori locali.NettoLes Mousquetaires, con i suoi marchi Intermarché e Netto, è presente con oltre 4.000 negozi di prossimità (e non solo) in Francia, Belgio, Polonia e Portogallo, con oltre 3.000 imprenditori. Il gruppo belga Colruyt lascia così la Francia e si concentra sul Belgio. Les Mousquetaires consolida la presenza nel mercato transalpino, dove si pone l’obiettivo di raggiungere una quota del 20% entro il 2028.

Chiusure temporanee e lavori di ristrutturazione

Per consentire un rebranding efficace, circa il 40% dei punti di vendita sarà chiuso per un periodo di 2-3 settimane. Durante tutto questo tempo, verranno realizzati una serie di interventi come il riposizionamento dei prodotti sugli scaffali, l'aggiornamento dei sistemi informatici e la sostituzione delle insegne. Per gli altri punti di vendita, sono previste tempistiche più lunghe, dalle 4 alle 6 settimane, per permettere lavori di ristrutturazione più complessi e l'implementazione del concept store di Intermarchè e Netto. Si stima una riapertura complessiva tra marzo e aprile 2026.

Impegni con l'Autorità della Concorrenza

Al fine di rispettare gli accordi con l'Autorità della Concorrenza francese, i 3 punti di vendita situati a Sainte-Foy-l'Argentiere, Poligny e Brazey-en-Plaine riapriranno temporaneamente sotto le insegne Intermarchè e Netto, ma saranno successivamente ceduti a nuovi competitor, per mantenere un livello adeguato di concorrenza e per tutelare gli interessi dei consumatori nelle aree in questione.

Un'integrazione attenta degli ex dipendenti Colruyt

Il gruppo francese ha sottolineato che si impegnerà per garantire una transizione fluida per tutti i 1.300 dipendenti dei punti di vendita acquisiti. Saranno organizzati programmi di formazione e giornate full immersion nei negozi già operativi per facilitare l'adattamento al nuovo ambiente lavorativo. Inoltre, gli imprenditori locali continueranno a investire per rivitalizzare l'attività commerciale di ogni store, considerati pietre angolari della quotidianità francese.

Ca’ Pelletti accelera sul franchising e cerca investitori

La catena di ristorazione di Surgital a Franchise Expo Paris 2026 ha avviato i contatti con investitori e potenziali franchisee interessati

Ca’ Pelletti, catena di ristorazione del gruppo Surgital, al Franchise Expo Paris 2026 ha presentato il proprio format in vista dello sviluppo in franchising in Italia e in alcuni mercati europei. L’azienda è nella fase di selezione di investitori e potenziali franchisee interessati a un modello già sperimentato nei punti di vendita diretti.

Ca’ Pelletti, un format distintivo pronto per lo sviluppo franchising

A Parigi in cerca di partner interessati al franchising

L’insegna propone una cucina ispirata alla tradizione romagnola. A Franchise Expo Paris 2026, in programma dal 14 al 16 marzo, ha potuto stringere relazioni con operatori che sviluppano reti in affiliazione.

Per la catena, la partecipazione ha rappresentato l’occasione per incontrare manager e operatori interessati al food retail. I colloqui e le attività di networking sono serviti a illustrare posizionamento, struttura del modello e prospettive di espansione.

Franchising: selezione dei partner e prossimi passi

Elena Bacchini, founder e amministratrice delegata di Ca’ Pelletti Retail, riporta come per l’azienda sia in una fase attiva di selezione di investitori per sostenere lo sviluppo della rete. I punti vendita diretti aperti nel Nord Italia negli ultimi anni hanno permesso di testare l’impostazione del concept e di definire procedure e indicatori economici prima dell’avvio del franchising.

La presenza a Franchise Expo Paris si inserisce in una roadmap che prevede l’apertura di punti vendita in affiliazione, inizialmente sul territorio italiano e, in seguito, in alcuni mercati europei. L’obiettivo dichiarato è una crescita graduale, con una scelta accurata dei partner e un’attenzione alla tenuta organizzativa della rete.

Temu punta su certificazioni e sicurezza per consolidarsi in Europa

Temu
credits to Adobe stock
Temu rafforza la strategia in Europa puntando su una maggiore sicurezza. L’accordo con Dekra si inserisce nel percorso di consolidamento

Travolta da innumerevoli polemiche sulla sicurezza dei prodotti, sulla protezione dei dati e su questioni etiche e legali, Temu è passata da un approccio reattivo -ossia gestire le lamentele- a uno preventivo e strutturato: in quest’ottica si inserisce l’accordo appena sottoscritto con Dekra, una delle autorità mondiali nel settore delle certificazioni. L’obiettivo è quello di andare a scardinare il suo principale punto debole: la diffidenza del consumatore europeo verso la sicurezza degli apparecchi elettronici venduti attraverso il suo portale.

Al via la tassa da 2 euro sui pacchi entro i 150 euro spediti al di fuori della Ue

L’immagine dell’azienda è stata ulteriormente compromessa dai risultati di un’indagine preliminare della Commissione europea che si è conclusa lo scorso mese di luglio, dalla quale sarebbe emerso che la società avrebbe violato il Digital Service Act per non aver impedito efficacemente la vendita di prodotti non a norma.

Il cambio di strategia di Temu: da prezzo basso a brand

Temu ha cambiato strategia di approccio con il mercato passando da una fase di crescita aggressiva ad ogni costo ad una di legittimazione e di consolidamento. L’azienda, oggi come oggi, sta cercando di diventare la versione evoluta di Amazon, piuttosto che la versione economica di Wish.

L’obiettivo, sostanzialmente, è quello di continuare ad avere dei prezzi bassi eliminando totalmente gli intermediari, ma alzando l’asticella del servizio e della logistica per evitare che l'utente percepisca il sito come un rischio ogni volta che ordina.

La battaglia legale e regolatoria

La battaglia legale e regolatoria di Temu è intensa e globale: uno dei fronti più caldi riguarda le violazioni del Digital Services Act nell'Ue la sicurezza dei prodotti, la protezione dei dati e le controversie sulla proprietà intellettuale.

Temu è classificato nell'Ue come "piattaforma online di dimensioni molto grandi" (Vlop), con oltre 45 milioni di utenti mensili, il che comporta obblighi normativi severi. Nell'ottobre 2024, la Commissione Ue ha aperto un procedimento formale contro Temu. A luglio 2025, è stato confermato che il retailer ha violato il Dsa per non aver adottato misure adeguate a prevenire la vendita di prodotti illegali. Inoltre alcuni test della Commissione hanno evidenziato rischi elevati per i consumatori, inclusi giocattoli per bambini e piccoli elettrodomestici non conformi agli standard di sicurezza europei. Con questo, Temu rischia multe fino al 6% del suo fatturato annuo globale.

Infine l’Unione europea sta indagando sulle caratteristiche di design che creano dipendenza, sulla trasparenza dei sistemi di raccomandazione e sull'accesso ai dati per i ricercatori.

Da un lato all’altro dell’Atlantico. Negli Stati uniti sono stati riscontrati dei problemi sulla sicurezza e sui dati. A settembre 2025, è stato annunciato che Temu pagherà 2 milioni di dollari per risolvere le accuse della Federal Trade Commission (Ftc) di aver violato l'Inform Consumers Act, non fornendo adeguati strumenti per segnalare prodotti contraffatti o non sicuri. Inoltre, diversi Stati (come Arkansas, Nebraska) hanno intentato cause accusando Temu di utilizzare software che raccoglie in modo silenzioso informazioni sensibili degli utenti (spyware) e di vendere prodotti che violano la proprietà intellettuale.

Proprietà intellettuale e guerra con Shein

Non solo controversie con i regolatori. Temu e Shein hanno avviato numerose cause una contro l’altra. Shein ha accusato Temu di contraffazione, furto di segreti industriali e uso di influencer per reindirizzare i clienti verso la propria piattaforma (accuse riproposte nel 2024). Nel 2026, marchi come Brandy Melville hanno citato in giudizio Temu per la vendita di prodotti contraffatti. Per difendersi da queste accuse, Temu ha introdotto la "Brand Guardian Initiative" per rimuovere i prodotti contraffatti, rivendicando la risoluzione di gran parte delle segnalazioni entro tre giorni.

Poi, in Corea del Sud e Belgio alcune ispezioni hanno rivelato che prodotti venduti su Temu contenevano sostanze chimiche vietate (come cadmio) o non rispettavano i limiti di sicurezza.

Marketing: oltre il super bowl

Dal punto di vista comunicativo, se all'inizio la strategia era "bombardare" i social con pubblicità di prodotti assurdi, oggi la strategia comunicazione di Temu sta cambiando posiziobandosi sull’influencer marketing di fascia alta: non più solo piccoli creator, ma collaborazioni mirate per mostrare "haul" di prodotti per la casa o tecnologia che sembrano (e costano) di più.

La piattaforma guarda poi a una gamification estrema: l'app rimane un videogioco per lo shopping, ma l'attenzione si è spostata dal regalare soldi a creare programmi fedeltà che incentivano acquisti ripetuti di prodotti di fascia media.

La metamorfosi di Temu non è avvenuta in un singolo giorno, ma si è sviluppata attraverso una serie di mosse strategiche concentrate soprattutto tra il 2024 e l'inizio del 2026.

Marzo 2024: l'addio al tutto dalla Cina

La prima vera svolta operativa è avvenuta il 15 marzo 2024 con il lancio del modello semi-managed (o a metà gestione).

Prima Temu spediva tutto direttamente dai magazzini cinesi. Con questo modello ha aperto ai venditori con magazzini locali negli Usa e, poche settimane dopo, in Europa.

Temu ha adottato questa strategia con uno scopo ben preciso: ridurre drasticamente i tempi di consegna (da settimane a pochi giorni) e iniziare a vendere prodotti più ingombranti e di valore superiore, preparandosi a competere direttamente con Amazon.

Maggio 2024: promozione forzata dell'Ue

A seguito della decisione dell’Unione europea di designare Temu come Vlop, l’azienda è stata obbligata per legge a essere più trasparente e a investire seriamente nel monitoraggio dei prodotti contraffatti o pericolosi.

Il 2025 è stato l'anno in cui Temu ha cercato di rispondere concretamente alle accuse di scarsa qualità ed etica. Per raggiungere questo obiettivo, nel corso del mese di maggio, ha stretto un accordo con l’International Anti Counterfeiting Coalition (IACC) per combattere la vendita di falsi sulla piattaforma. Durante l'anno ha investito circa 100 milioni di dollari per rafforzare i sistemi di sicurezza e controllo qualità.

L’11 febbraio 2026 è stata annunciata la collaborazione con Dekra: l’operazione rappresenta l'ultima fase di questa evoluzione.

Temu non si limita più a promettere qualità, ma delega il controllo a enti terzi certificati per riconquistare la fiducia dei consumatori più esigenti.

Il tentativo di Temu è quello di passare dall'essere un bazar caotico (nel 2022-2023) ad un marketplace ibrido e regolamentato.

Fileni “in forno e via!”

Alt text: Confezione di Chicken Stick della nuova linea Fileni In forno e via: bastoncini di pollo panati contenuti in un vassoio di carta ecosostenibile progettato per la cottura diretta in forno
Fileni rivoluziona il segmento degli snack panati con “in forno e via!”. Grazie a un vassoio innovativo certificato FSC che va direttamente in forno, il brand punta su convenience e sostenibilità per rispondere ai nuovi trend di consumo nella Gdo. Negli scaffali dal 9 marzo.

Fileni rafforza la propria presenza nel segmento degli snack panati cotti con “in forno e via!”, la linea pensata per chi cerca gusto, qualità e massima convenience.

Elemento distintivo della linea è il packaging innovativo: il vassoio è progettato per andare direttamente in forno fino a 200°C, permettendo di cuocere il prodotto senza teglie o ulteriori supporti. Basta rimuovere la pellicola, infornare e lo snack è pronto.

In linea con l’attenzione di Fileni alla sostenibilità, il vassoio è realizzato in carta certificata FSC, completamente riciclabile, e le etichette, intuitive e pratiche, guidano il consumatore nella preparazione in modo semplice e sicuro.

in forno e via!, presente nella GDO da marzo, propone: Chicken Stick, bastoncini di pollo panati dal gusto delicato, e Pepitos, bocconcini di pollo fritti dal sapore piacevolmente piccante. Entrambe realizzate con carne di pollo 100% italiano, allevato senza uso di antibiotici e secondo gli standard dello European Chicken Commitment.

Confezione di Pepitos della linea Fileni In forno e via: bocconcini di pollo fritti e piccanti in un vassoio ecosostenibile che va direttamente in forno

Scheda prodotto

Nome prodotto: in forno e via!

Azienda produttrice: Fileni

Linea di prodotto: carne avicola

Categoria di appartenenza: snack panati cotti

Mese di lancio: marzo 2026

Referenze: Chicken Stick e Pepitos

Formato: 250 grammi

Shelf life: 14 giorni

Prezzo consigliato: € 4,99

Scopri di più sulle novità Fileni

Sviluppo rete in Area 2 dal 13 al 20 marzo 2026

Eurospin continua il suo percorso di espansione con una nuova apertura a Forlimpopoli (Fc), in linea con l'identità del brand con panetteria, macelleria e gastronomia serviti

EUROSPIN
Piazzale Dossetti 2
Forlimpopoli
Eurospin

Data di apertura
12 marzo 2026
Format e location
Lo store rispecchia la tipica formula.
Offerta
Migliaia di referenze food e non food.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Wallapop Club, un nuovo sistema per promuovere l’usato

wallapop logo
Wallapop Club è un sistema a premi nato per promuovere il mercato dell'usato con un meccanismo bidirezionale: premia chi compra e chi vende

Wallapop, player di riferimento nel mercato dell’usato, annuncia il lancio di Wallapop Club, un nuovo sistema a premi progettato per dare una spinta decisiva al consumo responsabile. L'iniziativa non nasce nel vuoto, ma intercetta un trend consolidato nel nostro Paese. Infatti, secondo l'ultimo rapporto La Red del Cambio 2024, il 64% degli italiani dichiara di acquistare abitualmente prodotti riutilizzati. Con questo nuovo programma, l'azienda punta a consolidare questa tendenza, trasformando ogni transazione in un vantaggio concreto per i suoi oltre 21 milioni di utenti.

L'idea è quella di rendere l'impatto ambientale della compravendita "tangibile" e gratificante. "Wallapop Club nasce con una visione orientata al futuro -spiega Edurne de Oteiza, marketing director di Wallapop-. Puntiamo a integrare nuovi strumenti, come le classifiche di sostenibilità, per mostrare l'impatto positivo generato da ogni transazione. Vogliamo che vendere e comprare second-hand sia un’esperienza pratica, gratificante e, soprattutto, consapevole".

Come funziona

Il meccanismo scelto è semplice e bidirezionale: premia sia chi compra, sia chi vende. Ogni euro transato sulla piattaforma genera 5 punti. Una volta raggiunta la soglia minima di 100 punti, gli utenti possono beneficiare di sconti sulle spese di spedizione. I punti restano attivi per un anno solare dalla data di ottenimento, incentivando una frequentazione costante della piattaforma.

Selex lancia la nuova campagna di comunicazione sulla mdd

Uno spot ironico sulla mdd che punta sulle referenze di Selex sottolineando driver come qualità e convenienza

O ci pensi tu… o ti affidi ai Prodotti Selex: su questo claim si incentra la campagna di Selex Gruppo Commerciale, partita domenica 15 marzo, che pone al centro la sua mdd. Il messaggio è diretto e ironico per promuovere i prodotti a marchio del distributore che garantiscono qualità e convenienza.
Lo spot gioca su un paradosso: per avere prodotti d’eccellenza bisognerebbe ricercare personalmente le migliori materie prime. Per quanto motivo, sono state realizzate scene ironiche e sorprendenti che mostrano persone comuni impegnate in sforzi estremi per ottenere il meglio per la propria tavola. La soluzione c'è e sono i prodotti Selex. Su questo invito si sintetizza la filosofia alla base della campagna e della volontà di Selex di rassicurare i consumatori sulla qualità dei propri prodotti. Con un linguaggio empatico e un tono brillante, la campagna racconta come le oltre 3.000 referenze Selex nascano da una selezione rigorosa e da controlli costanti.

Il nostro obiettivo è rafforzare il legame di fiducia con i consumatori, posizionandoci come i loro alleati principali nella ricerca di una qualità che sia anche conveniente - dichiara Massimo Baggi, direttore marketing di Selex Gruppo Commerciale-. Con questa campagna cambiamo pagina, e sperimentiamo una produzione creativa dove AI e realtà si
fondono.”

La programmazione

La narrazione, curata dall’agenzia PicNic, si articola in un ecosistema che coinvolge TV,
radio, digital, social media e punti di vendita. Ad accompagnare il racconto visivo degli spot è la scelta del brano Boom, Boom, Boom, Boom!! dei Vengaboys (1998), utilizzato come tappeto musicale in tutti i media coinvolti nel piano. La pianificazione è stata curata da Geotag di Milano mentre la campagna è prodotta da Pixelland.

Il focus sulle linee specialistiche

Oltre al brand mainstream Selex, la campagna darà risalto alle linee specialistiche del Gruppo: Saper di Sapori, Vivi Bene e i prodotti per la cura della bellezza Armonia & Benessere.

La filosofia di Gruppo Selex è sempre stata orientata a dare priorità assoluta al valore della
qualità" commenta Luca Vaccaro, direttore della marca del distributore di Selex Gruppo Commerciale.

Sogegross (Agorà): nuovo hub logistico con robotica e soluzioni green

Sono partiti i lavori per la realizzazione del nuovo hub logistico del Gruppo Sogegross (Agorà), il primo con robotizzazione dell'outbound

Con un investimento di oltre 35 milioni di euro, il gruppo ligure ha dato il via ai lavori per il nuovo hub logistico di Trasta, un polo all'avanguardia dedicato esclusivamente ai prodotti freschi e freschissimi (dall’ortofrutta alla pescheria) che promette di diventare un benchmark nazionale per l'automazione.

Il progetto segna un primato perché adotta il modello di robotizzazione dell'outbound (la fase di uscita delle merci). Il cuore tecnologico del sito risiede nell'impiego di una flotta di robot collaborativi (AMR - Autonomous Mobile Robots), evoluzione di un percorso di test già avviato a Tortona. L'obiettivo è chiaro: ottimizzare i flussi, ridurre i tempi di transito e garantire una tracciabilità totale lungo l’intera filiera.

Sul fronte finanziario, l’operazione è sostenuta da un finanziamento di 20 milioni di euro sottoscritto con Crédit Agricole Italia. L'intervento si inserisce in un piano di sviluppo triennale più ampio da 200 milioni di euro, a conferma della solidità industriale del Gruppo.

"La scelta di Genova è un segnale di radicamento -commenta Luca Gattiglia, direttore generale del Gruppo Sogegross (Agorà)-. Nonostante le complessità realizzative del territorio, abbiamo voluto investire qui per creare valore condiviso e occupazione qualificata, rafforzando la città come snodo logistico cruciale per tutto il Nord-Ovest".

I numeri del progetto

La nuova piattaforma nasce per superare i limiti strutturali del sito di Bolzaneto, attivo dal 2002 e ormai saturo. Una volta a regime, l'hub di Trasta sarà il motore di una rete vendita capillare che coinvolge 255 punti di vendita serviti (Basko, Ekom, GrosMarket e Doro) dislocati in cinque regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna). La capacità operativa sarà di 16 milioni di colli e 68 milioni di kg di prodotti all'anno.

Le fasi e la tempistica

I lavori, affidati al player specializzato Techbau, sono già stati avviati: sono state infatti completate le fondazioni e la struttura prefabbricata è già visibile e in fase di tamponamento.

Le soluzioni green

L'opera non punta solo sull'efficienza, ma anche sul basso impatto ambientale, puntando alla certificazione LEED Gold. Il tetto ospiterà un impianto fotovoltaico da 860 kW, integrato da colonnine di ricarica per veicoli elettrici e sistemi avanzati di gestione energetica.

Sviluppo rete in Area 1 dal 13 al 20 marzo 2026

Nova Coop rinnova il supermercato di 1.090 mq di Trino (Vc) dove sono state inserite le Casse più e rimodulato l'ingresso dove è stata inserita una scalinata centrale affiancata a quelle laterali

COOP
Via Galileo Ferraris 3
Trino (Vc)
1.090 mq
Nova Coop

Data di apertura
12 marzo 2026
Format e location
Lo store riapre dopo i lavori di restyling. Due le principali novità: la prima riguarda la barriera casse, dove debutta il servizio Casse Più con postazioni self-service sempre attive; la seconda novità riguarda l’ingresso principale dove è stata inserita una nuova scalinata centrale, che si affianca alle rampe laterali esistenti, per rendere l’accesso al supermercato più rapido e diretto anche per i clienti sprovvisti di carrello.
Offerta
Si allinea alla consueta offerta.
Servizi
Orario: lun-giov 8.30-12.30 e 15-19.30; ven-sab 8.30-19.30; domenica 9-12.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

Editoriale | Bio oltre l’etichetta: da segmento a infrastruttura del mondo food

Il biologico non è più una nicchia identitaria né uno scaffale “verde” da presidiare per coerenza d’immagine. È diventato una chiave di lettura dei nuovi trend food. Naturalità, salutismo, plant-based, free from: il bio intercetta queste dinamiche, le rafforza e, soprattutto, le rende credibili perché le ancora a un processo regolato e certificato.
Per anni lo abbiamo raccontato come segmento; oggi, è un linguaggio trasversale che attraversa categorie, target e occasioni di consumo. La richiesta di ingredienti semplici, filiere trasparenti, meno chimica e più coerenza non riguarda più solo il consumatore militante, ma una platea ampia, pragmatica, che cerca equilibrio tra gusto, benessere e responsabilità senza rinunciare a convenienza e praticità. Il punto, però, non è soltanto il prodotto: è il processo. Certificazioni, rotazioni colturali, tutela della biodiversità, controlli lungo la filiera, qui si gioca la vera differenza competitiva.
In un mercato in cui il green rischia di scivolare nello slogan, il biologico ha un vantaggio strutturale perché può dimostrare cosa c’è dietro.
La sfida è comunicarlo meglio, con chiarezza e continuità, spostando l’attenzione dal claim al contenuto e investendo in formazione del personale e informazione nel negozio.
Per la gdo si apre così una partita strategica; la mdd può essere leva di ampliamento della platea e non semplice risposta di prezzo. Linee bio coerenti, riconoscibili, con assortimenti profondi e nuove categorie, dal ready to eat alle bevande funzionali, non ampliano solo l’offerta; costruiscono cultura di consumo e rendono il biologico meno elitario, più integrato nel carrello quotidiano. C’è poi l’export, dove il bio italiano rappresenta un asset distintivo, soprattutto nell’ortofrutta e nei trasformati. In un’Europa che chiede tracciabilità e sostenibilità misurabile, il nostro biologico può essere ambasciatore di qualità e territorio, a patto di garantire massa critica, continuità e capacità di fare sistema.
Infine le categorie: se naturalità e plant-based stanno ridisegnando il carrello, il biologico non può restare confinato ai “soliti” scaffali. Deve entrare nei segmenti ad alto tasso di innovazione e diventare piattaforma, non etichetta.
La sfida è culturale prima ancora che commerciale: trasformare il bio da segmento a infrastruttura del nuovo food e da promessa a scelta strutturale dell’insegna.

Cristina Lazzati

Editoriale di Gdoweek n. 4, 15 marzo 2026

Ikea apre 20 nuovi negozi di formato ridotto in Europa e Nord America

Dopo i grandi format in periferia e l’approdo in centro città, Ikea mira a servire le aree suburbane e le città minori

Ingka group, il principale operatore del marchio Ikea, annuncia l'apertura di 20 nuovi negozi di formato ridotto nei prossimi sei mesi, in diverse città europee e nordamericane. L'obiettivo è rendere Ikea più accessibile alle persone che vivono in città più piccole e aree suburbane, completando l'offerta dei tradizionali negozi del marchio.

Un nuovo approccio alla distribuzione fisica

Dopo decenni di attività con grandi negozi situati nelle periferie delle città e successivamente con l'espansione nei centri urbani delle metropoli, Ikea compie così un ulteriore passo per avvicinarsi ai clienti. In Francia, ad esempio, il primo negozio compatto di 2.000 mq aprirà a Limoges entro l'estate, mentre altre aperture sono previste in diverse città del Paese. In Portogallo, Coimbra ospiterà il primo negozio con una superficie di 4.000 mq. Anche la Polonia vedrà l'apertura del suo secondo negozio compatto entro la fine dell'anno nella città di Białystok.

Una strategia omnicanale

Juvencio Maeztu, ceo di Ingka group

“Il negozio fisico rimane al centro del nostro modello di business omnicanale -sottolinea Juvencio Maeztu, ceo di Ingka group-: svolge un ruolo chiave nella nostra rete di distribuzione e offre alle persone più motivi per interagire con noi. I nuovi negozi più piccoli sono un complemento ai nostri negozi tradizionali e parte di un impegno più ampio per ottimizzare gli spazi, sviluppare capacità digitali e migliorare i servizi”.

Questi nuovi store saranno progettati per essere più economici e apriranno in tempi più rapidi rispetto ai negozi tradizionali o metropolitani. I clienti troveranno una selezione di oltre 2.000 prodotti per la casa e accessori, con la possibilità di accedere all'intero catalogo tramite opzioni flessibili di ritiro o consegna. Inoltre, i negozi offriranno servizi di pianificazione, personale esperto, una selezione di prodotti alimentari e una posizione strategica in aree frequentate quotidianamente.

Le prime reazioni dei clienti dopo il progetto pilota

I clienti hanno apprezzato molto avere Ikea più vicina e in luoghi che si integrano naturalmente nella loro vita quotidiana -ha aggiunto Maeztu- Abbiamo anche imparato quanto sia importante definire chiaramente le aspettative su ciò che il nuovo formato può offrire e aiutare i clienti a sfruttarlo al meglio”.

Un investimento da 5 miliardi di euro

L'apertura dei nuovi negozi compatti rientra nell'ambizioso piano di investimento triennale da 5 miliardi di euro di Ingka group, che mira non solo ad aprire nuove sedi ma anche a migliorare quelle esistenti in gran parte dei suoi 32 mercati globali.

Entro la fine dell'anno fiscale 2026, l'azienda valuterà le prestazioni dei nuovi formati compatti per decidere i prossimi passi della strategia di espansione.

Con questa mossa, Ikea dimostra ancora una volta la sua capacità di adattarsi alle esigenze dei consumatori moderni, offrendo soluzioni pratiche, accessibili e sostenibili per l'arredamento della casa.

Coop Liguria acquisisce cinque store in provincia di La Spezia

coop liguria area vendita
Cinque punti di vendita dislocati nei comuni di Arcola e Luni (SP) sono stati acquisiti da Coop Liguria dalla cooperativa Val di Magra

Aggiornamento 7 aprile

Coop Liguria precisa che l'acquisizione -se approvata dai rispettivi consigli- riguarderà uno dei punti di vendita della Cooperativa Val di Magra. Questa è una delle condizioni del retailer, che ribadisce l'impegno a mantenere la forza lavoro di tutti e 5 i negozi (16 lavoratrici e lavoratori).

"Noi -comunica Roberto Pittalis, presidente di Coop Liguria- svilupperemo un punto di vendita nel comune di Luni (Sp). Si sta avviando un percorso di fusione per incorporazione. Mi auguro vada in porto. Noi ci siamo impegnati a mantenere tutti i posti di lavoro. È un'operazione non ancora avvenuta: i consigli devono ancora deliberare".

Articolo del 13 marzo

Nuovo assetto nel territorio tra Arcola e Luni (Sp). Pare che Coop Liguria abbia acquisito cinque punti di vendita della cooperativa Val di Magra, storica realtà attiva nella zona dell'estremo levante ligure, in particolare tra i comuni di Arcola e Luni, entrambi in provincia di La Spezia. L'intesa siglata tra l'azienda e i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil mette al sicuro il futuro dei 16 dipendenti coinvolti (14 a tempo pieno e 2 part-time).

Secondo quanto previsto dall'accordo, tutto il personale sarà assorbito da Coop Liguria mantenendo invariate le attuali condizioni contrattuali.

Nonostante le criticità strutturali del commercio di vicinato nella zona, i sindacati rivendicano il successo della trattativa: "Siamo riusciti a garantire continuità e diritti a tutti i lavoratori coinvolti. L’intesa raggiunta rappresenta un risultato importante – dichiarano congiuntamente Daniele Viviani, segretario Filcams CGIL, Mirko Talamone, Fisascat CISL, e Giacomo Battistelli, Uiltucs UIL – perché consente di salvaguardare l’occupazione e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Senza l’azione sindacale questo passaggio avrebbe potuto avere conseguenze molto più pesanti”. 

La rete di Coop Liguria

Attualmente, Coop Liguria, che lo scorso anno ha celebrato 80 anni di attività, gestisce 53 punti di vendita distribuiti sul territorio, inclusi alcuni sconfinamenti tecnici nelle province limitrofe come Cuneo e Alessandria. La rete vendita rete è composta da 46 punti di vendita a insegna Coop e InCoop e 7 ipermercati Ipercoop.

Oggi Coop Liguria è una comunità fatta di 400.000 soci, di cui oltre 300 impegnati volontariamente nel sostegno alle attività sociali, e più di 2.700 tra lavoratrici e lavoratori.
La Cooperativa collabora stabilmente con più di 130 imprese locali e con oltre 400 istituzioni, associazioni ed enti culturali, che supporta nell'attuazione di progetti solidali, culturali, ambientali e di socializzazione.
Inoltre ha un rapporto privilegiato con le scuole del territorio, alle quali offre un programma di attività gratuite sui temi dell'educazione al consumo consapevole.

Mercadona cresce nel 2025: utili record e redditività oltre i big europei della gdo

Il gruppo spagnolo chiude il 2025 con ricavi e utile netto in forte crescita, oltre a margini superiori ai principali competitor europei. Al centro della strategia, produttività, il modello Tienda 9 e nuovi investimenti

Mercadona chiude il 2025 con risultati molto positivi che la confermano tra i retailer più redditizi d'Europa. Il gruppo valenciano guidato da Juan Roig ha registrato un fatturato consolidato di 41.858 milioni di euro (+8%) e un utile netto di 1.729 miliardi (+25%) con un margine del 4,5%, superiore a quello dei principali competitor (Carrefour, Tesco, Ahold Delhaize, Aldi e Lidl).

Questo incremento è stato accompagnato da una crescita del volume di vendite del 4%, raggiungendo i 15.067 milioni di "kilitri" (chili e litri) e da un aumento della quota di mercato dello 0,6%, arrivando a un totale di 28,5%.

La performance di Mercadona rappresenta un caso quasi unico nel panorama europeo della distribuzione moderna, settore caratterizzato da margini esigui e da una forte pressione inflazionistica.

La transizione verso il modello Tienda 9

Sul fronte strategico, Mercadona ha avviato un piano ambizioso per la trasformazione del proprio format adottando il nuovo modello Tienda 9. Questo progetto prevede un investimento di 3.700 milioni di euro nei prossimi anni per ottimizzare i processi operativi, passando da una gestione per categorie a una gestione per processi.

Il nuovo concept punta su processi centralizzati, maggiore spazio ai freschi e riduzione dei consumi energetici (-10%) e idrici (-40%) grazie all’Obrador Central, un’area centralizzata dedicata alla lavorazione, cottura e confezionamento.

Il top management di Mercadona. Al centro il presidente Juan Roig

Produttività in crescita e miglioramenti nella gestione

Grazie all'impegno dei suoi dipendenti e a una gestione più efficiente, Mercadona ha registrato un incremento del 4% nella produttività, del 16% nella gestione degli ordini nei negozi e del 4% nell'efficienza energetica.

5.000 nuovi posti di lavoro

Nel corso del 2025, Mercadona ha creato 5.000 nuovi posti di lavoro, di cui 4.500 in Spagna e 500 in Portogallo, portando il totale dei dipendenti a 115.000 persone (107.500 in Spagna e 7.500 in Portogallo), ai quali ha redistribuito oltre 1 miliardo di euro tra bonus e adeguamenti salariali.

 

Il ruolo dei fornitori

La crescita delle vendite e l'impegno verso la qualità hanno spinto i fornitori e partner industriali di Mercadona ad aumentare le loro attività produttive. Nel 2025, gli investimenti in questo settore sono cresciuti del 31%, raggiungendo i 1.700 milioni di euro.

Prospettive per il 2026

Per il 2026, Mercadona prevede oltre 1 miliardo di euro di investimenti per continuare la transizione verso il modello "Tienda 9", l'apertura di nuove piattaforme logistiche e tecnologiche. Tra le priorità, l’apertura di nuove "Colmenas" (centri logistici dedicati alla vendita online) e l’implementazione di strumenti digitali per ottimizzare i processi aziendali.L’azienda punta inoltre a creare oltre 1.000 nuovi posti di lavoro e una crescita delle vendite del 3,5% fino a 43,2 miliardi di euro. Con una strategia orientata all’innovazione e alla sostenibilità, Mercadona si conferma leader nel settore della distribuzione alimentare in Spagna e Portogallo e un modello di riferimento anche per il resto dell’Europa.

Gdoweekly #158. Arena (VéGé) 20 mln € da Cdp. Mercadona oltre 40 mld €. L’Ai per Zalando

gdoweekly 158
Arena (VéGé) 20 milioni da Cdp. Mercadona cresce. Zalando, l’Ai spinge conti e previsioni. Benetton rilancia Jean’s West. L’esg per Decathlon

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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Sviluppo rete Non food dal 13 al 20 marzo 2026

Jysk sbarca a Belpasso (Ct), Viridea Garden Center arriva invece a Carate Brianza (Mb) con uno store di 7.000 mq e Risparmio Casa a Cisterna Latina (Lt) con un negozio di 2.000 mq

JYSK
Contrada Valcorrente
Belpasso (Ct)
Jysk

Data di apertura
13 febbraio 2026
Format e location
Replica lo store concept 3.0 con corsie più ampie e un percorso non obbligato.
Offerta
L’assortimento comprende articoli per la casa, compresi materassi e piante.
Servizi
Orario: lun-dom 9.30-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

RISPARMIO CASA
Via delle Regioni 151
Cisterna di Latina (Lt)
2.000 mq
Risparmio Casa

Data di apertura
26 febbraio 2026
Format e location
Replica il tipico format.
Offerta
Offre più di 1.000 promozioni mensili, oltre 20.000 mila articoli e 400 novità ogni mese.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-20.
Addetti e casse
Sono state assunte 20 persone.

VIRIDEA GARDEN CENTER
Statale 36
Carate Brianza (Mb)
7.000 mq
Viridea

Data di apertura
23 febbraio 2026
Format e location
Il punto di vendita accoglie i visitatori in uno spazio concepito come se fosse una vera e propria piazza, ricca di piante, suoni e colori, pensata per offrire un’esperienza immersiva fin dal primo ingresso. Tutti i materiali utilizzati sono espressione delle più moderne soluzioni tecnologiche oggi disponibili e sono per circa il 90% riciclabili.
Offerta
L'area vendita è dedicata al giardinaggio, casa, pet e arredo.
Servizi
Orario: lun-dom 9-19.30.
Addetti e casse
Sono stati assunti 50 addetti per lo più residenti nel territorio circostante.

Dual Power si rinnova: meno plastica, più valore con packaging in cellulosa riciclabile

Nuova gamma di detersivi Dual Power in packaging eco-sostenibile di carta: flaconi ricarica per lavatrice (Marsiglia, Classic) con -83% di plastica e piatti gel concentrato (Bicarbonato, Limone) con -87% di plastica, tutti con certificazione FSC
Italchimica rinnova il brand Dual Power introducendo un innovativo packaging a prevalenza cellulosica certificato FSC® e Aticelca. La nuova soluzione per piatti e lavatrice garantisce una riduzione della plastica fino all’87%, rispondendo alla crescente domanda di sostenibilità nel largo consumo e offrendo alla GDO un prodotto ad alto valore competitivo.

In un mercato dove la sostenibilità influisce sempre più sulle scelte d’acquisto, Italchimica rafforza il posizionamento del brand Dual Power nel largo consumo con un’innovazione packaging che risponde alle nuove esigenze di retailer e consumatori: la proposta, pensata per due referenze ad alta rotazione – il detergente piatti gel concentrato e il detersivo liquido per lavatrice – contenitore a prevalenza cellulosica riciclabile, ideato per coniugare performance, sostenibilità e maneggevolezza del flacone.

Il nuovo packaging in carta* certificato FSC® e Aticelca rappresenta una svolta concreta nella gestione degli imballaggi: il corpo del contenitore si conferisce nella carta, mentre il tappo va nella plastica, favorendo la corretta separazione dei materiali e la raccolta differenziata.

Una scelta che risponde a un’esigenza crescente del mercato. I dati confermano infatti come i consumatori italiani siano sempre più disposti a premiare prodotti sostenibili a parità di prezzo: secondo lo studio European Consumer Packaging Perception di Pro Carton (marzo 2025), circa il 67% degli italiani è disposto a preferire prodotti sostenibili a parità di prezzo.

Dual Power lancia il nuovo packaging in cellulosa riciclabile per i detergenti piatti e lavatrice: -87% di plastica e massima efficienza per la GDO sostenibileFormati e prestazioni al centro dello scaffale

Il Dual Power Piatti Gel Concentrato, disponibile nella variante Limone o Bicarbonato, è proposto nel formato ricarica da 900 ml con un risparmio del 87% di plastica per unità di volume rispetto al tradizionale flacone da 1 000 ml.

Analogamente, il Dual Power Bucato Lavatrice nelle profumazioni Classic e Marsiglia assicura, nel formato da 900 ml, fino a 45 lavaggi con una riduzione dell’83% di plastica per dose rispetto al formato da 1,8 L.

Queste prestazioni – unite alla facilità d’uso del packaging cartaceo, ottimizzato per dosaggi precisi e comodità d’impiego con una sola mano – propongono un’offerta che si distingue per sostenibilità reale e qualità percepita.

Sul piano funzionale, il Piatti Gel Concentrato sgrassa a fondo ed elimina i cattivi odori grazie a una formula ad alta schiumosità, efficace anche in acqua fredda. Bastano 4 ml su spugna o 8-12 ml in 5 litri d’acqua per un risultato ottimale.

Il Bucato Lavatrice rimuove le macchie più difficili rispettando tessuti e colori, grazie agli enzimi attivi, e mantiene la sua efficacia anche a basse temperature.

Detersivo Dual Power Lavatrice nelle varianti Classic e Marsiglia con nuovo packaging in carta riciclabile. I flaconi sono esposti in un ambiente lavanderia luminoso, con una lavatrice e un cesto di biancheria sullo sfondo, evidenziando il risparmio dell'83% di plasticaDual Power in sintesi

Con il nuovo packaging Dual Power, Italchimica propone alla GDO una soluzione che combina sostenibilità, efficacia e funzionalità, rispondendo alle esigenze di consumatori sempre più attenti all’impatto ambientale.

La riduzione del materiale plastico, unita a performance di prodotto consolidate, rappresenta un driver di valore competitivo in un segmento in cui la sostenibilità fa la differenza nelle decisioni d’acquisto quotidiane.

* Imballo a prevalenza cellulosica riciclabile nella carta (Aticelca 11922-0001). La riciclabilità dell’imballo è testata e certificata secondo la norma UNI 11743-2019.

Scopri di più:

Dual Power Ricarica Piatti Gel Concentrato Limone

Dual Power Lavatrice Classic

Il gusto Cathedral City in versione Plant Based

Cathedral City, distribuito in Italia da Atlante, estende la gamma con Cathedral City Plant Based. Una novità in formato fette che intercetta i trend di consumo di un mercato dei formaggi vegetali in forte espansione (+20% a valore).

Cathedral City, il cheddar più venduto nel Regno Unito e distribuito in Italia da Atlante, amplia la propria gamma con una novità attesa: Cathedral City Plant Based.

Un’estensione che nasce dall’evoluzione delle abitudini alimentari e dalla crescente attenzione verso alternative vegetali, senza rinunciare al gusto pieno e deciso che da sempre contraddistingue il marchio.

Il successo dei formaggi vegetali nel mercato retail

Il contesto di mercato conferma la solidità di questa scelta strategica. Il segmento dei formaggi vegetali nel mercato retail Italia continua a registrare una performance molto positiva: a chiusura dicembre 2025, segna una crescita del 20% a valore e del 25% a volume.

Un trend che evidenzia come l’interesse verso le alternative plant-based non sia più marginale, ma parte integrante delle dinamiche di categoria.

All’interno di questo scenario, il formato a fette rappresenta il secondo formato più popolare della categoria e occupa quasi il 25% delle vendite totali nel mondo dei formaggi vegetali.

Un dato che conferma la rilevanza di una proposta pratica, versatile e adatta a molteplici occasioni di consumo.

Innovazione e gusto: il formato fette di Cathedral City Plant Based

La nuova referenza Cathedral City Plant Based – Mature Cheddar Flavour – è disponibile proprio nel formato a fette, pensato per offrire un’esperienza gustativa autentica, con una texture cremosa e una scioglievolezza ideale per burger, toast e ricette calde.

Una soluzione adatta sia a chi segue un’alimentazione plant-based sia a chi desidera alternare prodotti tradizionali e alternative vegetali nel proprio consumo quotidiano.

Con questo lancio, Cathedral City porta nel segmento plant-based la propria expertise e la forza di un brand riconosciuto a livello internazionale, con l’obiettivo di intercettare nuovi target e presidiare un’area in forte espansione, mantenendo elevati standard qualitativi.

Scopri di più su Cathedral City

 

Jysk: doppio opening a Catania con lo store concept 3.0

Due aperture a pochi giorni di distanza nella provincia etnea per Jysk che replica lo store concept 3.0: scaffalature più basse. percorso non obbligato e corsie più ampie

Prosegue l'espansione di Jysk sul territorio italiano con più aperture in diverse aree geografiche del Paese. La catena danese di articoli per la casa in stile scandinavo, infatti, apre nell'arco di pochi giorni due negozi nella provincia etnea, il primo al centro commerciale Etnapolis di Belpasso, in Contrada Valcorrente 23, il secondo al Centro Sicilia, lungo la Strada provinciale 54, a Misterbianco. Tra pochi giorni, invece, è prevista l'apertura di Cornedo Vicentino, prevista per il 20 marzo.

Le aperture dei due negozi di Catania rappresentano un traguardo strategico molto
importante, che ci consente di rafforzare ulteriormente la nostra posizione in Sicilia.
La nostra ambizione è essere la prima scelta sia per chi acquista sia per chi cerca
opportunità di lavoro nel mondo del retail”, afferma Cesare Bailo, Amministratore
Delegato e Country Director di JYSK Italia.

Gli store

Entrambi i negozi sono progettati secondo lo Store Concept 3.0, il format internazionale che caratterizza tutte le nuove aperture del brand con un layout senza percorso obbligato che consente ai clienti di dirigersii al reparto che preferiscono.

I nuovi store sono caratterizzati da ambienti resi più accoglienti da pavimenti in legno, illuminazione soft e una palette di colori naturali e toni neutri. Sebbene non ci sia un percorso obbligato, il Concept 3.0 organizza i mobili in vere e proprie ambientazioni realistiche.  Il cuore pulsante è il Materasso Studio. Inoltre, sono state create zone dedicata per testare i prodotti. In generale, le scaffalature sono più basse per consentire una visione ampia dello store e dei suoi ambienti mentre le corsie sono oggi più larghe.

Per quanto riguarda l'offerta, accanto ai mobili sono sempre esposti oggetti di homedecor (vasi, candele, cuscini) per suggerire abbinamenti immediati. La rotazione stagionale è molto forte, specialmente nell'area esterna (mobili da giardino) o nelle decorazioni natalizie.

Il fatturato

Nel 2024/25, JYSK Italia ha registrato il miglior risultato della sua storia, con un
fatturato di 152,3 milioni di euro, in crescita del 24,5% rispetto all’anno
precedente. Nello stesso periodo (1° settembre 2024 – 31 agosto 2025) l’azienda ha
aperto 14 nuovi negozi e realizzato 19 interventi tra nuove aperture,
trasferimenti, ampliamenti e restyling secondo lo Store Concept 3.0.

Italian Food Excellence

dmc

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