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ClioPopUp torna a Napoli

CLIOPOPUP napoli SPRING 2019 (2)
ClioPopUp si ripropone, a distanza di pochi mesi, a Napoli con un temporary store realizzato nella stessa location utilizzata a dicembre 2018

L’ingresso nella città partenopea risale al dicembre 2018. ClioPopUp si ripropone, a distanza di pochi mesi, a Napoli con un temporary store realizzato nella stessa location utilizzata per il primo pop-up napoletano ossia in via Calabritto 20, all’interno della storica corte dell’omonimo palazzo aragonese, a pochi passi da piazza dei Martiri. A partire dal 4 maggio e fino all’8 giugno il negozio resterà aperto. La grande partecipazione di pubblico in occasione del primo temporary store in città ha spinto Clio a replicare l'esperienza.

Il locale rosa corallo firmato ClioMakeUp mantiene lo stile che ha contraddistinto i temporary store già sperimentati a Milano, Roma e nella stessa Napoli proponendo un punto di vendita arredato con mobili di recupero restaurati e resi attuali dai colori rappresentativi del brand ClioMakeUp. Completano l’atmosfera gli iconici complementi d’arredo al neon che conferiscono all’ambiente un’allure femminile. All’interno del negozio c’è il photo booth: un wall decorato con una cascata di fiori di carta artigianali, un angolo young and funny adibito a set fotografico con le ring light per scattare selfie da convidere sui social network.

Il pop-up è infatti inteso come un luogo fisico di vendita ma anche un punto di incontro CLIO-CLIOMAKEUP-LIQUIDLOVE (1)per la community che potrà sperimentare e scoprire live i prodotti.

L’offerta comprende tutta la gamma a marchio ClioMakeUp: i rossetti LiquidLove e  CreamyLove, il mascara vegan DarkLove, le palette FirstLove e MyFirstLove, i ClioMakeUp Eyeshadow.

Sono rimasta molto colpita dall’affetto delle persone che mi hanno accolto e non potevo non mantenere la promessa. - dichiara Clio - È un onore per me tornare a Napoli, riabbracciare la città e condividere nuovamente con la community le emozioni forti che ho provato, insieme a tante coloratissime novità”.

 

Conad Sicilia: il futuro? Logistica e multicanalità

Miglioramento dei Cedi per ridurre i costi e aumentare la produttività, test su eCommerce, guardare con interesse a un ulteriore sviluppo dell’insegna (da Gdoweek n. 7)

Si guarda al futuro con ottimismo. A due anni dalla fusione in un’unica cooperativa, Conad Sicilia programma nuovi investimenti, potenzia gli asset logistici e progetta una rete più solida e orientata alla multicanalità. “Abbiamo investito 12 milioni per potenziare la logistica -spiega Vittorio Troia, direttore generale Cfo di Conad Sicilia-. L’investimento arriva al completamento di un piano iniziato a fine 2017 con la rivisitazione dei flussi e l’armonizzazione delle rotazioni nei nostri due poli logistici, quello di Palermo, che include i cedi di Carini, Capaci e Partinico, e quello di Modica. Abbiamo investito integrando il mondo del fresco industriale e completando il network delle piattaforme ortofrutta con l’apertura di quella di Ispica (Rg)”.

Pensate a ulteriori potenziamenti della logistica?

Sì. Il cedi di Partinico è in fase di riconversione e ammodernamento: 16.900 mq per una piattaforma che si prepara a integrare le nuove logiche distributive della supply chain di Conad con particolare attenzione al mondo dei freschi e al territorio. Il deposito di Partinico diventerà un polo unico per Conad Sicilia per alcune tipologie di prodotti che annunceremo tra qualche tempo. Questa scelta ci permetterà di ottimizzare i flussi di trasporto in entrata dai fornitori, aumentando il livello di servizio, ottimizzando le consegne ai soci e creando sinergia con le altre categorie. A Modica, invece, sarà costruito un polo logistico tra i più grandi del territorio, passando dagli attuali 12.000 mq a oltre 30.000 mq. In parte saranno potenziati gli attuali asset nell’alimentare secco e in un secondo step si procederà ad una diversificazione delle merceologie gestite, integrandosi con le fonti di approvvigionamento del territorio in particolare nell’ortofrutta.

Quali altri progetti futuri?

Continueremo a investire in ristrutturazioni per rinnovare la rete di vendita e adattarla alle nuove esigenze. Proseguiremo con azioni mirate all’abbassamento dei prezzi a scaffale e lavoreremo per migliorare i servizi, la multicanalità, l’offerta di prodotti bio e salutistici, ampliando le referenze in assortimento. Inoltre, abbiamo ancora ampi spazi di miglioramento nelle vendite della marca Conad, dove vogliamo crescere ancora.

Si parla anche di una collaborazione sempre più stretta con Pac 2000A ...

Come già annunciato recentemente dall’Ad Francesco Pugliese, Conad sta lavorando per la realizzazione di 4 piattaforme territoriali per razionalizzare la presenza sul territorio. Nel nostro caso si tratta della piattaforma Conad Sud Est che ci vede al fianco di Pac2000A (vedi Gdoweek 1, 16/1/2019, pagg. 18,19).

State definendo nuovi format?

Oltre al rafforzamento dei concept quali petstore, parafarmacie e ottico, stiamo ridisegnando a livello locale i format rispetto al ruolo di mercato delle diverse insegne, investendo sempre più sulla multicanalità per rafforzare il concetto di vicinanza al territorio. Inoltre, stiamo avviando un test sull’eCommerce. Partiremo nelle prossime settimane, in alcuni store di Palermo sia con la consegna a domicilio sia con il click&collect.

Le previsioni per il 2019?

Abbiamo iniziato l’anno con una crescita delle vendite a doppia cifra (+12%), dati che confermano il trend positivo già registrato nel 2018, anno in cui abbiamo rafforzato la leadership sia di mercato sia consolidando la vendita dei prodotti a marchio Conad. Abbiamo di fronte a noi un 2019 pieno di incertezze, ma siamo forti, preparati e pronti a giocare il nostro ruolo da leader nel complesso mercato della gdo siciliana, nel quale ci stiamo muovendo con diverse iniziative valutando con grande attenzione tutte le opportunità di sviluppo.

Sushi Daily approda a Malpensa e Milano Centrale

sushi daily
Il gruppo Kelly Deli espande l’insegna Sushi Daily con aperture in luoghi strategici, principali snodi turistici di Milano

Il gruppo Kelly Deli espande l’insegna Sushi Daily con aperture in luoghi strategici, principali snodi turistici di Milano.  Le strutture sono state realizzate a Milano Centrale, nell’area arrivi e partenze della Stazione, e ai Terminal 1 e 2 dell’aeroporto di Malpensa (Partenze Schengen e Molo C al Terminal 1). Il gruppo consolida dunque la rete che oggi conta più di 800 punti di vendita in 10 Paesi, proponendosi in più canali tra cui anche la gdo con cui è nato il loro business in Francia.

Aldi lancia il format Local

Photos © Joel Chant/ www.joelchant.com
Il primo formato di Local di Aldi è stato sperimentato a Balham, nell’area sud di Londra. Il negozio si sviluppa su un’area di 600 mq

Il primo formato di Local di Aldi è stato sperimentato a Balham, nell’area sud di Londra. Il negozio si sviluppa su un’area di 600 mq circa e propone un assortimento più ridotto rispetto alla tradizione. Non sono compresi i prodotti più voluminosi che si trasporterebbero con difficoltà senza un’automobile.

Stando a quanto scrive il giornale Retail Gazette , il negozio, situato su Balham High Road, rientra in un progetto di sperimentazione per rimodulare la propria offerta e proporsi con formati diversi a seconda del target. Aldi sta inoltre sperimentando nuovi servizi in alcuni store della rete come nel caso delle macchine self-service.

 

L’intelligenza artificiale di Walmart contro la rottura di stock

L’esperimento servirà a testare future possibilità applicative delle nuove tecnologie per migliorare la shopping experience

Mentre l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale è ormai un requisito fondamentale nell’eCommerce, non sono ancora molte le sue applicazioni nel retail fisico. Walmart però scommette sulla tecnologia nel suo nuovo store sperimentale “Intelligent Retail Lab” a Levittown, nello stato di New York.

Sebbene sia un concept store il catalogo conta più di 30.000 articoli in vendita, distribuiti su una superficie superiore ai 4.500 mq ed è aperto al pubblico.

L'intelligenza artificiale di Walmart contro la rottura di stock

L'intelligenza artificiale di Walmart contro la rottura di stockScopri di più https://www.gdoweek.it/walmart-intelligenza-artificiale-rottura-stock-concept/

Publiée par Gdoweek sur Mardi 30 avril 2019

Come funziona l'intelligenza artificiale di Walmart

Il punto di vendita sfrutta un sistema combinato di telecamere e sensori per monitorare gli scaffali e le isole, inseriti in un ecosistema server collegato ai dispositivi mobile degli addetti alle vendite. L’obiettivo consiste nel velocizzare il processo d’inventario dei prodotti, permettendo agli addetti di sapere con facilità e precisione dove e quando rifornirli, evitando così la rottura di stock.

Le telecamere possono identificare in maniera autonoma i prodotti in scaffale, riconoscerne il tipo e indicare quando provvedere al refill. Tutte le informazioni raccolte dai sensori e dalle telecamere vengono raccolte in una banca dati presente nel negozio che deve processare una mole di 1,6 terabytes (circa tre anni di musica) al secondo.

Mondo Convenienza lancia il format Mini Store da Extracoop

mondo convenienza extracoop
Dalla collaborazione con Extracoop nascono i Mini Store di Mondo Convenienza, con una selezione di prodotti e soluzioni d’arredo modificate periodicamente

Dalla collaborazione con Extracoop nascono i Mini Store di Mondo Convenienza, shop in shop di 200 mq circa con un assortimento basato su un’attenta selezione di prodotti e soluzioni d’arredo, che sarà rimodulato ogni 3 settimane. L’insegna modifica dunque non soltanto le dimensioni del negozio e l’offerta ma anche l’esperienza d’acquisto.

Sono due le strutture fino ad oggi inaugurate il 13 e 20 aprile: a Bologna e Modena nei rispettivi Extracoop. “In queste due strutture – spiega l’azienda - offriamo gli stessi servizi dei negozi classici: consulenza qualificata, progettazione su misura e invio di rendering animati. Si tratta quindi di un modo concreto per avvicinarci agli stili di vita, ai ritmi e alle esigenze di una clientela alla ricerca di maggiore coinvolgimento con un format più piccolo”.

 

Lidl: punto di vendita a Parma

Lidl casse
Lo store appena inaugurato a Parma, in via La Spezia 187, sostituisce lo storico punto di vendita Lidl di Largo Razzaboni

Lo store appena inaugurato a Parma, in via La Spezia 187, sostituisce lo storico punto di vendita Lidl di Largo Razzaboni. Il negozio, frutto di un progetto di riqualificazione, è stato progettato e realizzato con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale: dispone di un impianto fotovoltaico da 100 kW ed impiega solo energia proveniente da fonti rinnovabili.

L’assortimento comprende più di 2.000 prodotti di cui oltre l’80% Made in Italy. Con questo store, l’insegna consolida la sua presenza in Emilia Romagna dove opera con 54 strutture. Questo discount è dotato di un parcheggio con 200 posti auto e impiega 22 persone di cui nove neoassunte per questo store.

Lidl Italia continuerà lo sviluppo sul territorio grazie a un piano di investimenti da oltre 350 milioni di euro che comprende lo sviluppo della rete vendita, con l’apertura prevista di oltre 40 nuovi supermercati, e l’assunzione di oltre 2.000 nuovi collaboratori.

 

Leroy Merlin e Altromodo: in Campania nuovi spazi solidali

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A Casal di Principe (Ce) Leroy Merlin, in collaborazione con la cooperativa sociale AltroModo, apre un’Officina Fai da Noi e Emporio Fai da Noi

A Casal di Principe (Ce) Leroy Merlin, in collaborazione con la cooperativa sociale AltroModo, che propone modelli di sviluppo alternativi, ha realizzato un’Officina Fai da Noi, un co-working artigianale che presenta uno spazio attrezzato con macchinari e utensili dove poter svolgere piccoli lavori domestici di manutenzione e di falegnameria, e l’Emporio Fai da Noi, luogo di condivisione di materiale, in cui le persone o le famiglie in difficoltà, che necessitano di effettuare lavori di manutenzione di base, piccole ristrutturazioni o lavori di decorazione, possono utilizzare gratuitamente gli utensili necessari.

All’interno dell’Officina, a disposizione degli abitanti, degli appassionati del fai da te, delle Emporio e Officina Fai da Noi_2 leroy merlinassociazioni o cooperative che si adoperano per contrastare la povertà abitativa, ma anche di gruppi di cittadinanza attiva che si occupano di recupero e manutenzione di beni comuni, si possono dunque rigenerare materiali e scarti, provenienti dall’invenduto dei negozi, e abilitare nuove competenze grazie a percorsi partecipativi che mettono in contatto beneficiari con persone disposte a offrire, a chi ne ha bisogno, il proprio tempo e le proprie abilità. Gli artigiani possono usufruire dei materiali dell’Officina e inventare così nuovi prodotti, innescando processi di micro-economia locale. L’Emporio fornisce anche prodotti consumabili come vernice, stucco e lampadine.

Gli Empori e le Officine Fai da Noi sono autentici esempi di un modello di economia inclusiva, contro lo spreco e per la cittadinanza attiva. Leroy Merlin crede nell’importanza di una società fondata sulla condivisione, in cui fare rete diventa non solo una necessità, ma anche un valore per la comunità e questi due nuovi progetti in collaborazione con AltroModo a Casal di Principe ne sono un esempio concreto e tangibile: entrambi provano quanto la collaborazione fra tanti soggetti diversi attivi un processo capace di generare un risultato maggiore della semplice somma di quanto prodotto dai singoli attori”  dichiara Luca Pereno, responsabile CSR di Leroy Merlin Italia.

Roberto Fusciello, presidente di Altromodo, aggiunge: “La mission della Cooperativa è quella di favorire l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati attraverso lo sviluppo di un modello economico circolare. Recuperando oggetti e materiali di scarto, cerchiamo di dare una seconda chances non solo ad essi, ma alle persone che lavorano al loro recupero e riutilizzo”.

 

 

 

 

 

Coop Alleanza rinnova la fidelizzazione con l’operazione 1 per tutti, 4 per te

Con questa campagna che durerà fino alla fine dell'anno, la cooperativa ripensa la fedeltà: non solo restituisce sconti ai soci, ma rilancia i propri valori attivando iniziative mirate sul territorio in funzione delle caratteristiche delle diverse linee a marchio, vere protagoniste dell'operazione

“Siamo una cooperativa, in tutto quello che facciamo”. È questo lo spirito con cui Coop Alleanza 3.0 ha lanciato l'iniziativa 1 per tutti 4 per te con la quale punta a premiare e valorizza la fedeltà di consumatori e soci, con diverse attività, che coinvolgono i prodotti a marchio Coop sia con sconti a fronte degli acquisti sia con interventi sul territorio, puntando sulla comunità.

Dal 15 aprile fino al 31 dicembre, infatti, quando un cliente fa la spesa e sceglie i prodotti a marchio Coop, l’1% di ciò che spende contribuisce a finanziare attività sociali per la comunità e, se è anche socio, il 4% gli viene restituito come sconto sulla spesa. Così, per tutto il 2019, coinvolgendo oltre 2,3 milioni di soci di Coop Alleanza 3.0 negli oltre 400 negozi della cooperativa, compresi i Corner Salute e i negozi Amici di casa Coop.

 

La meccanica

Nello specifico, i soci Coop avranno diritto al 4% di sconto una volta raggiunti 100 euro di acquisti di prodotti a marchio Coop, un totale cumulabile su più scontrini (esclusi i prodotti sfusi di frutta e verdura e quelli dei banchi serviti). Lo sconto sarà caricato in automatico sulla Carta Socio e altrettanto automaticamente verrà applicato sulla spesa successiva una volta raggiunto l'importo. Per attivare lo sconto "4 per te", è necessario essere registrati al sito di Coop Alleanza 3.0 e cliccare sul bottone in evidenza alla pagina all.coop/1pertutti4perte. Allo stesso link, si potrà via via consultare il proprio saldo, oltre a seguire i dati della campagna.

Così ogni prodotto a marchio Coop contribuirà per l'1% del suo importo a diversi interventi, che ben si legano alle stesse funzioni di quello stesso prodotto con l’obiettivo che ogni gesto di acquisto diventi un gesto di scelta, che coinvolge dieci linee per dieci ambiti, mentre la linea mainstream Coop sosterrà trasversalmente tutti gli ambiti di intervento dell’iniziativa.

Le aree di intervento

In particolare, Fior fiore sosterrà attività per la cultura e lo sviluppo del territorio, Vivi Verde quelle per l’ambiente e la lotta allo spreco, la linea Origine si occuperà di solidarietà locale, mentre l’educazione al consumo consapevole e la cittadinanza sono i temi dei prodotti Casa; al contrario, la cura degli animali, in sinergia con le istituzioni locali, è il focus di Amici Speciali. Da parte sua, Bene.sì si concentrerà sulle attività informative per l’alimentazione e la salute così come Crescendo si dedicherà ad azioni educative per la formazione dei più piccoli mentre quelle per la solidarietà internazionale e i diritti sono al centro della linea Solidal. Infine, i prodotti d’Osa si occuperanno di eventi sociali a favore della comunità e i prodotti IO di attività per le nuove generazioni.

“Abbiamo voluto creare una corrispondenza valoriale tra l’impegno sociale di Coop e i suoi prodotti a marchio, per trasmettere più consapevolezza al socio nelle sue scelte d’acquisto” spiegano dalla cooperativa. Inoltre, la spesa diventa sempre più consapevole, grazie ad uno scontrino parlante, dove ognuno potrà vedere quanto ha contribuito con i propri acquisti così come sul sito, è possibile anche consultare quanto Coop Alleanza sta destinando e a quali progetti.

Il Viaggiator Goloso: a Berna lo store con l’home decoration

A Berna è stato inaugurato un punto di vendita il Viaggiator goloso che coniuga la tradizionale offerta dell’insegna con l’home decoration

A Berna è stato inaugurato un punto di vendita il Viaggiator goloso che coniuga la tradizionale offerta dell’insegna con l’home decoration. Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes, lo comunica sui social evidenziando l’importanza dello store e della valorizzazione del made in Italy. “L’eccellenza italiana comincia a volare” sottolinea Gasbarrino.  La struttura si trova all’interno dei grandi magazzini Manor.

 

 

Tata Italia si rafforza in Sicilia

VETRINE Tata Italia
L’insegna potenzia la sua presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo punto di vendita a Messina, all’interno del Maregrosso shopping center

L’insegna potenzia la sua presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo punto di vendita a Messina, all’interno del Maregrosso shopping center in via Maregrosso 21. Lo store, progettato in linea con il concept Tata Italia, si sviluppa su una superficie di oltre 300 mq e ospita le collezioni donna, uomo e bambino di calzature, borse e accessori. Il punto di vendita si avvale di un team di 10 persone. Con questo negozio la rete dell’insegna conta 101 strutture di cui 51 dirette e 50 in affiliazione.

Sainsbury’s sperimenta lo store senza casse

Customer shopping at Sainsburys Holborn Circus till-free store
Il punto di vendita Sainsbury's Holborn Circus di Londra sperimenta la tecnologia SmartShop Scan, Pay & Go per velocizzare la spesa dei consumatori

Il punto di vendita Sainsbury's Holborn Circus di Londra sperimenta la tecnologia SmartShop Scan, Pay & Go per velocizzare la spesa dei consumatori. Dopo una prima fase di test il servizio potrebbe essere sviluppato in altri store dell’insegna. Il negozio è stato rimodulato per applicare il servizio che non prevede la presenza di casse. È stato inserito un helpdesk per supportare i clienti al momento del pagamento.

Anche l’assortimento è stato ridisegnato per accontentare un target di clienti che cercano prodotti pronti per il consumo tra cui bevande, snack, vaschette per la colazione, pasticcini e panini appena sfornati che possono essere facilmente raccolti, scansionati e pagati. All’interno del punto di vendita è stato inoltre inserita una macchina per il caffè self-service. L'esperimento durerà per tre mesi durante i quali Sainsbury's ascolterà attentamente i feedback dei clienti e dei collaboratori.
Clodagh Moriarty, chief digital officer di Sainsbury's Group, dichiara: "Sappiamo che i nostri clienti vogliono fare acquisti il ​​più rapidamente possibile. La tecnologia è la chiave per farlo. Valuteremo il futuro di questa applicazione ascoltando il parere dei nostri utenti".

In quest’ottica si colloca anche il primo negozio self-service di Argos realizzato a Dulwich. In questa struttura i clienti possono pagare nello stesso tablet che utilizzano per sfogliare i 20.000 prodotti del catalogo, eliminando la necessità di visitare un'area separata per il pagamento, prima di ritirare l'ordine presso i nuovi contenitori di raccolta. Il processo di pagamento più rapido e conveniente consente agli addetti di rendersi sempre disponibili per aiutare i clienti nelle aree Pay @ Browse e portare i prodotti ai contenitori di raccolta. Queste aree includeranno anche spazi e strumenti per supportare chiunque desideri pagare in contanti o con le carte.

Secondo l'amministratore delegato di Sainsbury's Argos, John Rogers: "Stiamo continuando a testare nuovi formati innovativi e con il lancio del nostro primo negozio digitale self-service stiamo offrendo agli acquirenti un modo più rapido per pagare".

Il mese scorso Argos ha lanciato un nuovo servizio di ricerca visuale nell'app iOS di Argos, consentendo ai clienti di acquistare articoli per la casa e mobili utilizzando le immagini sui loro smartphone.

 

Mi Store si espande al Centro-Sud

Mi store
Continua l’espansione sul territorio italiano dell’insegna Mi Store che sta programmando nuove strutture nella Penisola, in particolare al sud

Continua l’espansione sul territorio italiano dell’insegna Mi Store che, dopo la recente apertura nel Lazio, all’interno del Valmontone Outlet, sta programmando nuove strutture nella Penisola.

Xiaomi, che ha debuttato lo scorso anno nel nostro Paese, si prepara ad inaugurare un punto di vendita all’interno del centro commerciale Etnapolis di Belpasso, in provincia di Catania, la cui apertura è prevista per il 25 maggio. Prima di quella data aprirà uno store a Roma al centro commerciale Porta di Roma il 4 maggio mentre il 18 maggio sarà la volta di Napoli, al centro commerciale Campania.

Ikea: nuovo piano trasporti per ridurre l’impatto ambientale

Implementata la partnership con Green Cargo, che porta a 4.476 le tonnellate di emissioni di carbonio ridotte grazie all'utilizzo di 12.500 container all'anno

Un nuovo piano di trasporti che porterà Ikea Transport & Logistics Services a ridurre il suo impatto ambientale di 4.476 tonnellate di emissioni di biossido di carbonio all'anno, rafforzando la sostenibilità del marchio. Per farlo, il retailer ha rinnovato la collaborazione con Green Cargo, passando da 2.000 a 12.500 container annui utilizzati.

Un accordo attivo fino al 2021 e che al momento coinvolge solo il mercato svedese. Il più ampio obiettivo a lungo termine di Ikea, tuttavia, è quello di ridurre le emissioni di gas serra per spedizione del 70% entro il 2030. A fare la parte del leone in questo programma è la ferrovia, come conferma Elisabeth Munck af Rosenschöld, global sustainability manager di Ikea Transport & Logistics Services.

Risparmio Casa: un progetto di sviluppo ambizioso

A sostegno dei nuovi obiettivi di espansione della catena drugstore il fondo d'investimento H.I.G. WhiteHorse, divisione di H.I.G. Capital

Risparmio Casa, catena drugstore presente con oltre 100 punti di vendita nel Centro, Nord Italia e Sardegna, guarda a un'importante fase di espansione sul nostro territorio. A sostenere il piano di sviluppo sarà l'operazione conclusa con il fondo d'investimento H.I.G. WhiteHorse (divisione di H.I.G. Capital).

L'insegna di Pomezia fondata oltre 30 anni fa dalla famiglia Battistelli nel 2018 ha registrato un fatturato superiore ai 350 milioni di euro. I negozi di Risparmio Casa sono contraddistinti da una superficie media superiore ai 2.500 metri quadrati ed un assortimento incentrato su prodotti per la cura della persona, della casa ed altri prodotti non alimentari.

“Diamo il benvenuto ad H.I.G. WhiteHorse in Risparmio Casa, con l’obiettivo di contribuire alla prossima fase di espansione del Gruppo, basata sui nostri punti di forza e sulla nostra consolidata strategia aziendale”, ha sottolineato il co-fondatore Stefano Battistelli.

Discount, l’insegna fidelizza più dei prezzi

Oggi un prodotto food/toiletry su 4 è acquistato in un negozio discount. Fatto salvo il must immancabile del prezzo, i discount si distinguono soprattutto per la presenza (quasi ovunque) di reparti assistiti e il peso dell’idm nei loro assortimenti (da Gdoweek n. 7)

Crescita continua per il canale discount: dal 2003 ha conquistato 8,5 punti percentuali di quota di mercato, passando dal 10% al 18,5%, secondo Nielsen. La formula è cambiata molto dalle prime aperture nel nostro Paese, ma è sempre vincente: infatti, una confezione su 4 tra i prodotti venduti in Italia nel 2018 è stata acquistata in un discount. Inizialmente sottovalutati, se non disprezzati, i discount invece sono un modello da cui trarre ispirazione, soprattutto se è vero, come suggerisce Nielsen, che il futuro non sarà in mano ai formati ma alle insegne, quelle distintive e con un’identità.

I discount hanno strategie tra loro diverse pur all’interno di una base comune, sempre valida, cioè quella del prezzo basso, cui si aggiungono varietà delle proposte, freschi, prodotti a marchio (che, a livello globale crescono, senza i discount del 2,1%, con loro del 2,9%), un insieme che garantisce indici di rotazione del 19,3 contro il 7,8 del super. Con questi numeri, la formula rappresenta un’opportunità da cogliere anche per l’industria di marca. I numeri (fonte: Nielsen Trade, anno 2018) parlano chiaro ancora una volta: senza le vendite nei discount, i primi venti top brand idm registrerebbero risultati negativi (-0,8%). Invece, grazie a questa formula, dove la quota dei 20 marchi top è pari al 5,3%, il risultato migliora: -0,4%. Anche Mediobanca nel suo ultimo report di fine 2018 attesta il successo della formula: il Roi dei discount è del 19,9%; per capire meglio, Luxottica è al 17,6%, Ferragamo al 22.

A uscire vincitori sono essenzialmente due elementi: la semplicità e il legame tra l’insegna e i clienti costruito anno dopo anno, mentre convenienza, innovazione e qualità rimangono un punto di partenza ormai assodato. Ma se ne stanno aggiungendo altri, in funzione delle specificità delle singole insegne discount.

Secondo Nielsen, i freschi sono sempre più traino della crescita: la loro incidenza oggi è pari al 35%, analoga a quello dei supermercati. Ad esempio, proprio Eurospin, il leader, ha lanciato un nuovo formato chiamato superstore di 2.000 mq (Gdoweek 2, 13/2/2019, pag. 24,25), dove trionfano i banchi freschi dell’ortofrutta e quelli serviti di gastronomia, panetteria e macelleria con laboratorio a vista, cui si aggiunge un’ampia enoteca e una modalità di esposizione che si avvicina molto a quella di un superstore.

Anche la dimensione media dei negozi è cresciuta: oggi si attesta sui 650 mq a fronte degli 888 mq di un super.

Trasformazioni anche nel rapporto con l’Idm. Non tutte le insegne hanno una quota rilevante di prodotti di marca: Md, Eurospin, Lidl e Todis puntano sulle marche proprie; altri come Aldi e Leader Price riservano il 20% alla marca, mentre Penny Market lascia fino al 50% dello scaffale ai prodotti dell’industria. Per chi ha conquistato un posto sul lineare è una grande occasione di visibilità. Il discount, diversamente dal supermercato, lavora di più sulla selezione, uno dei cardini del format, intesa come semplicità, essenzialità e leggibilità.

Per tutti questi motivi, ci sono categorie che funzionano meglio e altre meno. Sempre secondo Nielsen, quelle sopra la media delle vendite sono ortofrutta, salumi, uova, surgelati, articoli usa e getta, snack salati, pane fresco e panificati, formaggi e latticini; sotto la media, invece, i prodotti per la cura della casa e della persona, integratori, petfood, articoli baby, bevande calde. Tra le categorie con potenziale di crescita non mancano olio, caffè, pasta secca, integratori, spalmabili dolci, ricorrenze, preparati per dolci. Questi trend e le ottime performance dei freschi e del pane confermano la supermarketizzazione del discount, fenomeno inquadrato da Nielsen come la sua progressiva assimilazione alle caratteristiche dei supermercati (ad esempio, con l’inserimento dei banchi assistiti).

In questo scenario come “si vedono” i discount?

Alla richiesta di autodefinirsi, le insegne spaziano dal convinto inserimento nella categoria discount a definizioni più fluide in direzione del supermercato o dell’unicità riassunta dall’insegna, a prescindere dal format. L’esperienza d’acquisto e la presenza dei banchi freschi serviti rappresentano le chiavi di lettura. Spiega Alessia Bonifazi di Lidl: “La fiducia del consumatore si conquista ogni giorno con un mix di convenienza, qualità e servizio, ma il punto di vendita gioca un ruolo determinante. Fare la spesa in uno spazio bello, ordinato, pulito, accessibile e funzionale è per noi una delle basi della fidelizzazione”. Tra tecnicismi e definizioni, si preferisce la concretezza e la stella polare è il cliente. “Le differenze tra discount, super e ipermercato non sono così decisive dal punto di vista del consumatore -spiega Etienne Monsegur, direttore marketing Leader Price Italia-. La differenziazione si fa sui prodotti che vendiamo e su come li proponiamo al pubblico”.

Un’affermazione che accomuna anche altri operatori.

“Eurospin deve seguire il cliente, punto e basta -dichiara Romano Mion, Ad di Eurospin- perché un consumatore diventi cliente deve trovare il negozio, trovarlo aperto, e all’interno trovare ciò che cerca. Per me è importante essere Eurospin, trovare la mia identità”.

Patrizio Podini, presidente e fondatore di Md Spa, definisce il “suo” format “un po’ supermercato, un po’ discount, con qualche innovazione per seguire il consumatore. Ovvia la tendenza verso il canale moderno, ma anche il supermercato tende al discount”. In questo senso, Md ha appena lanciato la linea mdd premium Lettere dall’Italia (vedi pag. 32) giocandosi l’insegna su prodotti che devono esprimere il meglio della qualità. Di fatto, le definizioni contano poco, l’insegna sempre di più ... e anche i freschi.

Proprio in questo settore, qualità e localismo sono una distintività che fa prevalere i valori legati all’insegna. Per questo, Ekom (Sogegross) si affida a partner esterni per la macelleria, ha inserito il pesce fresco servito e per la gastronomia conta sulle piattaforme del Gruppo. Un discorso analogo vale per Todis con Pac2000A Conad e per Leader Price con Crai. Aldi, Lidl, Md e Penny esaltano la panetteria, Md la macelleria servita, trasversale l’importanza crescente sull’ortofrutta. In questo reparto, il vantaggio del discount, come spiega Aldi (che conferma i dati di Nielsen dei freschi come top seller), è quello di preparare gli ordini in base alle reali esigenze e con tempi di approvvigionamento brevi per ridurre al minimo gli eccessi e garantire la freschezza, una lezione di efficienza che supermercati e superstore dovrebbero ricordare di più.

Le sorprese non mancano anche considerando l’intero mix assortimentale. A vantare la quota più alta di prodotti di marca è Penny con una media del 50% anche nei mercati commodity (food e non alimentari). Non solo multinazionali, ma anche aziende locali medie e piccole, a comporre quel 91% di fornitori italiani, copacker inclusi. “Pochi brand dominano il mercato in alcune categorie come bibite e dolci -precisa Gotthard Klingan, Coo di Penny Market- ma il mercato è guidato anche dalla propensione all’innovazione e qui i discount hanno qualcosa da dire, anche nelle categorie storicamente presidiate dalla marca”. Per alcune insegne (Aldi, Todis e Leader Price) la marca industriale ha sempre più una funzione di completamento dell’offerta per coprire tutte le esigenze e contribuire ad attrarre traffico con le promozioni. “Per certi prodotti il cliente cambierebbe punto di vendita se non li trovasse -afferma Massimiliano Rossi, direzione unità di business Iges-Todis-. Sono i leader nei mercati di riferimento: non si possono non avere. La logica è solo di servizio, con un posizionamento Edlp, sempre accanto alla nostra mdd”. Già, perchè le private label sono sempre differenzianti, ma la marca è imprescindibile, anche se in quote minime.

“Contano, e conteranno sempre più, tutti i prodotti, di marca e a marchio del distributore, perché il cliente vuole avere scelta -chiarisce Klingan-. La chiave è avere un assortimento leggibile. All’industria di marca capace di innovare offriamo grande visibilità grazie a un assortimento chiaro e all’elevato numero di consumatori che frequentano i nostri store”. Tra marca e mdd si gioca anche l’innovazione e la lettura delle tendenze. “Con l’idm stiamo lavorando su diversi fronti, in particolare il caffè, soprattutto in capsule, i surgelati, il petfood e la cura della casa e della persona -evidenzia Giuseppe Marotta, direttore generale Ekom-. Le aree da sviluppare coinvolgono il mondo baby, il biologico-salutistico e il fresco”. ... C’è spazio per crescere: per marche e insegne distintive.

 

Una volta li chiamavamo hard discount … Ora sono competitor sempre più agguerriti

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 7)

Qual è il significato di hard discount? Costco è un discount? Le sue merci ammassate, i negozi che sembrano magazzini, metri e metri di merci impilate, ci farebbero propendere per il sì, ma poi vediamo che non ha altre caratteristiche del discount, tanti i brand, troppi per essere un discount.

D’altra parte, chiunque abbia visitato un Trader Joe’s, negli Stati Uniti, ha potuto verificare che avere un’offerta di sole Pl non necessariamente ti confina in mondo forzatamente spartano, tipico del discount. Da Trader Joe’s ci si immerge in un ambiente dove tutto inneggia alla marca, in maniera giocosa e divertente e al cliente di Trader Joe’s non viene in mente di essere in un discount generico ma in un luogo bene definito, con cui è bello identificarsi.

Torniamo alla domanda che cos’è oggi un discount? Pensiamo a 365, l’insegna low cost di Whole Foods Market, potrebbe esserlo, nasce proprio dalla mdd di Whole Foods, quella basica, ma in realtà si qualifica come insegna pensata per i Millennials, basta guardarsi intorno per capirlo, totem e piatti pronti abbondano, lo stilie industriale, la comunicazione in stile writer ... Quando entri in un 365 non pensi al discount ... ti senti “cool” e molto giovane.

La disruption è arrivata per tutti, anche per i discount ma apparentemente non li ha travolti, forse, perché hanno saputo guardare in altri ambiti, il fast fashion, ad esempio. Non si sono fossilizzati in un modello precostituito, che iniziava ad esser in antitesi con il concetto di qualità ma si sono chiesti come si potessero offrire prezzi bassi a fronte di un’esperienza d’acquisto griffata. Questo non significa che vedremo discount nei centri città, ma piuttosto possiamo osservare come, andando incontro alle esigenze del cliente, si siano già modificate e si modificheranno le modalità di interpretare la propria insegna. Ogni insegna di discount, forte di rapporti sempre più stretti con il mondo della produzione, delle già avviate politiche di integrazione per le filiere dei freschi e di una capacità di continuo efficientamento sta trasformando, quello che era un generico format, in una marca a tutti gli effetti.

Carrefour testa nuove blockchain in Francia

Carrefour Rue du Commerce
Insieme a Nestlé, Carrefour sta sperimentando in Francia la blockchain legata al purè di patate istantaneo Mousline

Insieme a Nestlé, Carrefour sta sperimentando in Francia la blockchain legata al purè di patate istantaneo Mousline. I clienti potranno dunque tracciare l’iter del prodotto attraverso la scansione di un codice QR.

"Ciascun consumatore sarà in grado di utilizzare una piattaforma sicura sul proprio smartphone per accedere alle informazioni sulla filiera di produzione, incluse le varietà di patate utilizzate, le date e i luoghi di produzione, le informazioni sul controllo di qualità e i luoghi e le date di conservazione prima che il prodotto raggiunga gli scaffali " chiarisce l’insegna.

Attraverso la piattaforma IBM Food Trust, a cui hanno aderito entrambe le aziende, si potranno sviluppare iniziative simili per più prodotti così come già sperimentato per latte intero fresco e microfiltrato, arance e pollo Auvergne. Carrefour pare voglia, infatti, tracciare il 20% di tutti i prodotti a marchio sulla blockchain entro la fine del 2019. Attualmente ne traccia 20 sui 300 a marchio e prevede di aggiungerne altri 40 nei prossimi mesi. Tra i Paesi in cui la blockchain è stata implementata ci sono Francia, Italia, Spagna, Belgio e Cina.

 

Esselunga: la pasticceria Elisenda in 100 store

esselunga superstore
La partnership tra Esselunga e la famiglia Cerea, che all’interno della rete dell’insegna ha sviluppato la pasticceria Elisenda, prosegue e si fortifica

La partnership tra Esselunga e la famiglia Cerea, che all’interno della rete dell’insegna ha sviluppato la pasticceria Elisenda, prosegue e si fortifica. Per il futuro infatti, stando a quanto riportato sul Corriere della Sera: i prodotti Elisenda, presenti in 40 punti di vendita, saranno proposti in almeno 100 dei 157 supermercati Esselunga entro il 2020.

Attualmente a Limito di Pioltello, dove è stata allestita la pasticceria per la preparazione dei prodotti, lavorano 40 tra pasticceri, addetti alla logistica e al packaging. Secondo i nuovi progetti di ampliamento dell’offerta si raggiungeranno 80 unità, per sostenere la crescita della rete di distribuzione. Stando  a quanto pubblica il Gambero Rosso si sta ipotizzando un altro laboratorio di produzione a Firenze, per servire il Centro Italia.

 

Glovo per il 2019 punta ad oltre 100 città italiane

Glovo
Dopo aver consolidato la presenza nelle prime 14 location, la piattaforma di home delivery progetta un'importante espansione quest'anno in Italia

Prosegue il percorso di crescita di Glovo Italia, che, dopo aver conquistato una presenza consolidata nelle prime 14 città italiane, annuncia per il 2019 un progetto di espansione in oltre 100 nuove piazze. La piattaforma multi-categoria di consegne a domicilio on-demand, attiva nel nostro Paese dal 2016, aspira a diventare punto di riferimento nella home delivery non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli comuni di diverse regioni, presidiando in maniera sistematica tutta la Penisola: dal Trentino-Alto Adige alla Liguria, passando per Toscana e Lazio, fino a raggiungere Puglia e Calabria ed entrambe le Isole, solo per citarne alcune.

In Italia solo il 14% della popolazione vive nelle prime 10 città, per cui una presenza più capillare è l’unico modo per raggiungere un bacino più ampio di utenti, arrivando anche a chi oggi non può usufruire dei servizi di delivery. Grazie ai dati che abbiamo a disposizione possiamo individuare i trend e i gusti dei consumatori e comprendere quali sono le zone dove l’interesse è più persistente”, ha commentato Elisa PagliaraniGeneral Manager di Glovo Italia. Nelle nuove città entreremo inizialmente con i servizi di food delivery, coinvolgendo sia le grandi catene sia i cosiddetti local heroes, ossia i ristoranti più rappresentativi, per poi includere anche altre insegne che vogliono incrementare la base clienti tramite la nostra piattaforma. Questo progetto incrementerà il nostro raggio di azione arrivando a coinvolgere entro la fine dell’anno circa 7.500 partner”.

Dal Report Delivery Glovo 2018 affiora chiaramente come il food delivery sia diventato per gli italiani una vera e propria alternativa alla cucina casalinga non solo per la classica cena (+409% di consegne rispetto al 2017), ma anche per il pranzo fuori ufficio o come sostituto della mitica “schiscetta” (+395% vs 2017). Dati confermati anche dall’ultimo report Coldiretti/Censis che sottolineano come il cibo a domicilio abbia coinvolto nel 2018 più di 19 milioni di consumatori, suddivisi tra chi ne usufruisce con regolarità (3,8 milioni) e chi occasionalmente (15,1 milioni).

L’espansione capillare in oltre 100 città consentirà alla piattaforma spagnola di sviluppare maggiormente il proprio business e diventare un punto di riferimento non solo per le grandi catene di ristorazione, ma anche per i piccoli esercenti e artigiani che possono usufruire della vetrina virtuale di Glovo per vendere i propri prodotti e vincere pertanto la sfida dell’e-commerce. “Vogliamo diventare una Google su scala locale, per ogni esigenza da soddisfare all’interno di una città, basterà rivolgersi alla nostra app” – conclude Elisa Pagliarani.

 

Dalle smart tv si naviga e si fanno acquisti

La possibilità di collegare il televisore a internet ha aperto frontiere impensabili fino a poco tempo fa, come l’opportunità di proporre pubblicità personalizzata o di accedere agli eCommerce (da Gdoweek n. 6)

L’interazione tra il televisore e internet è cresciuta notevolmente negli ultimi anni: oggi si stima che oltre un miliardo dei tv casalinghi possa collegarsi in rete in vario modo e che più del 70% dei tv venduti a livello mondiale sia smart e quindi possa accedere direttamente a internet. Così, se è scontato che l’avanzata degli smartphone sia inarrestabile e che ogni azienda che ha aperto un sito di eCommerce debba ottimizzare le proprie offerte per gli utenti mobili, va preso atto che il prossimo nuovo dispositivo che potrà essere usato dagli utenti per fare acquisti sarà il televisore, sempre più smart e connesso al web.

Quindi se è oggi impensabile per un negozio di eCommerce non avere una presenza mobile, sarà presto altrettanto impensabile non avere una presenza televisiva.

Tuttavia, sul tv la navigazione online lascia ancor molto a desiderare. Per migliorare questa situazione, alcuni produttori fanno affidamento su browser propri, come Samsung con Maple e LG con NetCast. Ma con l’aumentare del traffico, l’ottimizzazione di browser non standard potrebbe diventare una sfida impegnativa perché l’esperienza utente è stata compromessa da molto tempo. Infatti, per l’input nel browser o per le ricerche tra le pagine web spesso si usa ancora il telecomando. E, come prevedibile, questo ha reso l’uso fastidioso e inefficiente, quindi gli utenti sono tornati a navigare su notebook o tablet. Oggi diversi produttori stanno creando tastiere specificamente progettate per i propri televisori. Inoltre, sempre più di frequente è possibile utilizzare i tablet come tastiera sotto forma di secondo schermo. E l’arrivo degli assistenti vocali sta aiutando a semplificare la modalità di interazione con il televisore. Il secondo ostacolo che bisogna affrontare per poter accedere all’eCommerce tramite televisione è la mancanza di un sistema di pagamento sicuro. E questo non è molto attraente dal punto di vista del cliente finale. Ma piattaforme come PayPal e altri sono al lavoro per colmare questa lacuna e il problema entro breve dovrebbe essere risolto.

Accesso riservato

Il beauty store Sephora di Venezia si rinnova

Sephora Store Venezia Cannaregio
Nuovo look per il beauty store Sephora di Venezia Cannaregio, situato a pochi passi dal ponte di Rialto. Il negozio si sviluppa su un’area di 188 mq

Nuovo look per il beauty store Sephora di Venezia Cannaregio, situato a pochi passi dal ponte di Rialto. Il negozio si sviluppa su un’area di 188 mq. Il punto di vendita si allinea alla rinnovata immagine dell’insegna. Lo spazio è, infatti, stato concepito perché le clienti possano scoprire liberamente i prodotti e testarli, ma anche imparare, divertirsi vivendo esperienze personalizzate.

Sono disponibili consulenze specializzate grazie ai Beauty Assistant, c’è la possibilità di provare nuovi look grazie al servizio di Make Up Flash gratuito e farsi consigliare e truccare dai make up artist o dagli skincare advisor.

Nel corso dell’anno l’insegna proporrà le masterclass tenute da esperti del settore durante le quali si potranno scoprire tutti i segreti del make up e dello skincare. Tra i servizi è disponibile anche il Brow Bar Benefit: le brow artist dedicheranno alle clienti una consulenza personalizzata e una mappatura delle sopracciglia, per individuare la forma perfetta che si addice al loro viso. Nell’ottica di una filosofia omnichannel, lo store propone un’interazione tra i diversi canali di vendita. In questa struttura è inoltre disponibile il servizio Click and Collect che permette ai clienti di acquistare online su Sephora.it e di ritirare gratuitamente l'ordine 2 ore dopo instore.

Foot Locker: primo Power Store in Italia

Foot locker Milano
A Milano, in corso Buenos Aires, Foot Locker realizza il primo Power Store italiano, il terzo del suo genere in Europa, potenziando la sua presenza

A Milano, in corso Buenos Aires, Foot Locker realizza il primo  Power Store italiano, il terzo del suo genere in Europa. L’insegna continua dunque a investire in questo nuovo formato di negozi potenziando la sua presenza sul territorio. La struttura si sviluppa su tre livelli, il terzo piano è interamente dedicato agli eventi e alla nascita di partnership.

Nick Jones, vice presidente e general manager Foot Locker Europe, sottolinea: “Milano è una delle città più alla moda al mondo, una città che abbraccia l’innovazione ed è una perfetta destinazione per le ultime tendenze e il nostro concetto evoluto di retail. Con il nuovo store di Corso Buenos Aires, non solo continueremo a ispirare i fan delle sneakers, ma collaboreremo anche con i giovani talenti e ne celebreremo l’espressività creativa”.

Zalando punta sul beauty con la prima campagna

Dopo il successo della categoria merceologica in Germania, Austria e Polonia Zalando apre al beauty anche in Svezia, Danimarca, Francia, Belgio e Italia con la sua selezione di 10mila prodotti

Autenticità, libertà e individualità: questo il messaggio della prima campagna beauty lanciata da Zalando in Italia, Germania, Austria, Polonia, Francia e Belgio. Il claim “La bellezza che sei” punta su una visione moderna dell'estetica e sull'unicità dell'aspetto fisico in linea con la comunicazione già lanciata dal player dell'eCommerce per il comparto fashion. 

Lo spot tv, diretto da Lauren Caris Cohan e girato a Londra, mostra un gruppo eterogeneo di modelli ripresi inconsapevolmente durante i rispettivi preparativi beauty. La campagna sarà trasmessa in tv, apparirà sui principali magazine di tendenza e sarà promossa con una serie di eventi ed attività locali.

L'assortimento beauty di Zalando conta oltre 250 marchi e una selezione di circa 10.000 prodotti dedicati a cura della pelle, make-up, capelli e rasatura per il pubblico maschile e femminile. Previsto come d'uso il reso gratuito e 100 giorni per provare a casa gli acquisti.

“Con l’introduzione della categoria beauty, vogliamo completare la nostra offerta e diventare il punto di partenza per la moda e il lifestyle in Europa. Un luogo nel quale ciascuno può esplorare, sperimentare il proprio stile e creare look fin nel dettaglio, dall’abbigliamento alle scarpe, dagli accessori alla cura di sé”, sottolinea Pamela Wade-Lehman, head of beauty di Zalando: “Il 60% dei nostri clienti beauty acquista anche prodotti fashion nella sessione di shopping. Questo significa che 3 ordini su  5 contengono anche vestiti, scarpe e accessori.”

Visitando la Zalando Beauty Station nel cuore di Berlino inaugurata nel 2018, inoltre, è possibile testare i prodotti, esplorare l’assortimento, partecipare a workshop e farsi consigliare da personale esperto. 

Uno store Marvel su eBay

ebay marvel
Il mondo Marvel in vendita su eBay in uno store online. L’iniziativa anticipa l’uscita in Italia di Marvel Studios Avengers: Endgame

Da Spider Man agli Avengers, passando per Capitan America o Thor e Iron Man. Il mondo Marvel in vendita su eBay in uno store online. L’iniziativa anticipa l’uscita di Marvel Studios Avengers:Endgame. La première italiana è l’occasione per annunciare la nuova collaborazione tra eBay e Disney che hanno lavorato insieme per presentare uno speciale StoreMarvel sul marketplace.

Per comprendere l’interesse dei consumatori, basta sottolineare i dati di vendita: se si prende in esame solo il mercato italiano, da gennaio scorso, fino a marzo 2019, eBay.it ha registrato un articolo a tema venduto ogni 9 minuti.  Gli oltre 75mila prodotti a tema Avengers acquistati negli ultimi 15 mesi sul sito italiano, il 26% è rappresentato dai classici fumetti, il23% da giocattoli e modellismo e il 10% dai videogiochi e console.

Sul mercato globale si vende un prodotto a tema Avengers ogni 5 secondi.

 

Tigotà cresce a Parma

Tigotà
Il negozio Tigotà, ubicato nell'area ovest di Parma, si sviluppa su un’area di 700 mq potenziando la presenza in città dove opera con sei strutture

L’insegna apre un punto di vendita a Parma Ovest in via Piazzale Caduti sul Lavoro 11/A. Stando a quanto scrive ParmaToday, il negozio Tigotà si sviluppa su un’area di 700 mq potenziando la presenza in città dove opera con sei strutture.

Questa nuova apertura su Parma va a completare l’offerta dei servizi commerciali nell’area Ovest della città: Piazzale Caduti sul Lavoro ci è sembrata una zona strategicamente adatta grazie all’ottima visibilità del punto vendita” commenta il responsabile marketing Pericle Ciatto.

Il negozio si avvale di un team di lavoro formato da 12 collaboratori, di cui 9 neoassunti con età media di 29 anni, tutti provenienti dalle aree limitrofe.

 

 

Freshippo, new retail, sempre più ristorazione

L’obiettivo dell’insegna è la formula risto-retail, dove si mangia instore il prodotto comprato e cucinato su misura dei singoli clienti

Freshippo –insegna di Alibaba Group con 150 store in Cina- ha un approccio innovativo e tecnologico al mondo retail caratterizzato da delivery ultra rapido senza casse e metodi di pagamento tramite app che utilizza il sistema di pagamento Alipay.
L’obiettivo è essere onnipresente nella vita dei consumatori under 40, mischiando l’offline con l’online, trasformando gli store in spazi living&dining dove poter acquistare, mangiare e rilassarsi.
L’insegna offre una gamma di prodotti mdd sotto vari brand (Daily fresh, Freshippo Eatery e Difresco) il cui controllo e tracciabilità sono, secondo quanto dichiarato dalla catena, un punto di forza distintivo.

Come ti spalmo lo scaffale: la frutta secca accende l’impulso

Forte del buon andamento del settore e sulla spinta del salutismo le creme spalmabili allargano gli spazi espositivi e moltiplicano l’offerta (da gdoweek n. 6)

Alcune new entry del comparto creano scompiglio a scaffale, che sembra destinato ad allargarsi. E se la ricetta della capostipite resta immutabile, quelle dei competitor aumentano le percentuali di frutta secca.

Una volta c’era la Nutella. E basta. Nient’altro. Una crema a base di nocciole e cacao nata dalla felice intuizione di Ferrero, che ha regnato incontrastata per decenni anni nella categoria senza che si affacciasse alcun competitor. Grazie al suo vantaggio competitivo, in tutto questo lungo periodo iniziale è diventata un cult, unitamente alla sua confezione iconica.

Poi hanno iniziato a farsi largo altre creme spalmabili: come Novi, Magnum, Lindt, Pernigotti, Rigoni di Asiago, Náttúra, Damiano. Si sono affiancate alle diverse proposte in mdd quali Carrefour, Coop, Esselunga, Conad, Terre d’Italia di Carrefour, Fior di Loto di NaturaSì. Denominatore comune: le nocciole e il cacao, presenti in diverse percentuali nei vari prodotti. Anticipando il trend, Lidl, con il brand Deluxe introduce accanto alla crema nocciola e cacao, anche i gusti Cocco, Tofee (caramello) e Mocha (caffè) e, in formato diverso, anche la crema al Pistacchio “perfetta da spalmare sulle brioche”. Mentre Lotus Biscoff, l’originale biscotto caramellato belga, si trasforma in crema spalmabile.

Il 2019 ha visto subito, a metà gennaio, la comparsa di un ulteriore competitor piuttosto diretto, ovvero Barilla con la crema Pan di Stelle di Mulino Bianco, “un magico incontro tra una dolce crema di cacao e nocciole e la granella di biscotti Pan di Stelle in un packaging di grande impatto, il vasetto da 330 g, chiaramente riferito ai noti biscotti. Una sfida palese alla crema di Alba, sia sul piano dell’appeal che del contenuto, peraltro senza olio di palma.

A fine marzo fa la sua comparsa a scaffale un’altra crema spalmabile in scia a un noto brand, quello delle caramelle Rossana: identica quanto inconfondibile nel sapore al latte e nocciole, questa crema ‘da cucchiaio’ in vasetto da 200 g, si abbina anche a torte, muffin e brioches, come ingrediente nelle preparazioni degli impasti, come topping.

Accesso riservato

Mercato Centrale arriva a Torino

Mercato centrale torino
Mercato Centrale apre a Torino, al Centro Palatino, con una proposta di 26 botteghe dislocate in un edificio su tre livelli e una superficie di 4.500 mq

Con un investimento di 6 milioni di euro, Mercato Centrale apre a Torino, al Centro Palatino. Il format è stato ideato da Umberto Montano e realizzato in collaborazione con il gruppo Human Company della famiglia Cardini-Vannucchi prima a Firenze e poi a Roma. Si replica in Piemonte con una proposta artigianale alimentare di 26 botteghe dislocate in un edificio su tre livelli e una superficie totale di 4.500 mq. Il progetto architettonico e la direzione lavori sono stati affidati allo studio torinese Tecse Engineering guidato dall’architetto Alessandro Betta. La direzione artistica, invece, è stata curata dallo studio Q-bic di Firenze, dei fratelli Luca e Marco Baldini

Accanto alle 26 botteghe sono presenti un ristorante, la scuola di cucina, birreria, bar e caffetteria. Questa struttura ospita inoltre il primo negozio fisico di Cortilia, il mercato agricolo online, che sperimenta il brick&mortar.

L'offerta di Mercato Centrale

Mercato centrale torinoAll’ingresso dell’edificio è posizionato il “pane di Porta Palazzo” di Raffaele D’Errico: il mulino, affidato a Mattia Giardini e Alberto Iossetti di ViVa La Farina, macina il grano duro destinato a questo pane speciale, offrendo la possibilità di creare il proprio blend di farine personalizzato. La macelleria prevede due diverse proposte: Marco Martini, storica realtà piemontese che segue l’intera filiera produttiva della regina Fassona, e la famiglia Savigni con la carne allevata in Toscana nel pieno rispetto del benessere animale.

Due i format inediti: Carbone Bianco per Davide Scabin, con cotture esclusivamente a carbone proposte per zuppe, uova, verdure e la Fata Verde per Marcello Trentini, con una linea di cucina vegetariana. In entrambi i casi, a prezzo pop.

Ci sono anche la pizza tradizionale napoletana di Marco Fierro, il gelato di Alberto Marchetti, l’hamburger di Chianina di Enrico Lagorio, prodotto con carni provenienti dagli  allevamenti in Val di Chiana, i formaggi e il burro di Beppino Occelli, e il tartufo di Luciano Savini, esaltato dallo chef Aurelio Barbero.

Spazio anche alle specialità della tradizione romanesca come nel caso del Trapizzino di Stefano Callegari, la pasta fresca di Egidio Michelis, e i salumi selezionati da Beppe Giovale. E ancora il fritto di Martino Bellincampi, tra tradizione romana e piemontese.

La Sicilia è rappresentata da Carmelo Pannocchietti, dal pesce del Mediterraneo di Valerio Lo Russo, dal girarrosto di Alessandro Baronti e dal vino selezionato da Luca Boccoli.

Sono inoltre presenti la distilleria di Simone Mari, alla quale è possibile accedere direttamente dalla piazza. Saranno invece aperti a maggio gli spazi che Mercato Centrale Mercato centrale torinoha dedicato alla formazione: la Scuola di cucina Lorenzo de’ Medici guidata da Carla e Fabrizio Guarducci, il laboratorio didattico di formaggi di Beppino Occelli, la torrefazione didattica di Franco Mondi e l’aula didattica del Mercato Centrale. All’interno dell’edificio sono state sistemate due storiche ghiacciaie risalenti al XVIII secolo, che torneranno ad essere visitabili gratuitamente e che ospiteranno nel corso dell’anno vari eventi culturali e installazioni site-specific. È stato programmato un palinsesto di oltre 350 eventi.

 

 

 

 

Unieuro, accordo con Enel X per l’efficienza della rete elettrica

Unieuro TikTok
L'accordo tra Unieuro ed Enel X è finalizzato all'implementazione, in 9 punti di vendita Unieuro, dei servizi di gestione della domanda (demand response). Fra i principali obiettivi di questi servizi c'è quello di assicurare maggior flessibilità e stabilità della rete elettrica

Unieuro adotterà in 9 punti di vendita servizi di demand response forniti da Enel X, la business line del Gruppo Enel dedicata ai prodotti innovativi e soluzioni digitali.

I servizi di gestione della domanda assicurano maggiore flessibilità e stabilità della rete elettrica, un uso più efficiente dell'infrastruttura energetica, contribuendo a contenere i prezzi dell'elettricità. Le aziende che aderiscono a programmi di demand response beneficiano di una riduzione dei costi dell’energia promuovendo allo stesso tempo un comportamento maggiormente sostenibile attraverso un utilizzo efficiente e consapevole dei propri consumi.

Dopo aver realizzato diverse iniziative di efficientamento energetico nei circa 250 punti di vendita in Italia, dallo smaltimento dei rifiuti al contenimento dei consumi, con questo nuovo accordo Unieuro affinerà le risposte ai bisogni della collettività e alla crescente attenzione ai temi legati alla sostenibilità energetica.

Enel X gestisce oltre 250 Megawatt (MW) di capacità nell’ambito del nuovo progetto nazionale di dispacciamento dedicato alle Uvam, le Unità virtuali abilitate miste.

"Questo accordo testimonia l’impegno nella ricerca di soluzioni avanzate per il settore energetico del nostro Paese e consolida la posizione di Enel X come leader globale sul mercato del demand response –commenta Alessio Torelli, Responsabile Enel X Italia-. Con Unieuro condividiamo l’attenzione alla sostenibilità e la ricerca continua di soluzioni innovative che vadano incontro alle esigenze della collettività e che, come in questo caso, contribuiscano a garantire la stabilità del sistema elettrico nazionale".

"L'accordo appena raggiunto con Enel X ci rende ancor più sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico –aggiunge Andrea Scozzoli, Chief Development Officer di Unieuro– . Il demand response rappresenta solo l’ultimo passo di un percorso orientato al controllo dei consumi e al risparmio di energia, a beneficio della sostenibilità ambientale dell’intera Unieuro: gli impianti nelle nostre sedi e nei nostri negozi sono infatti stati realizzati all’insegna della building automation, il sistema per gestire in maniera intelligente gli immobili e massimizzarne l’efficienza energetica".

Enel X è la business line dedicata allo sviluppo di prodotti innovativi e soluzioni digitali nei settori in cui l’energia mostra il maggior potenziale di trasformazione: abitazioni, imprese, città e mobilità elettrica. Enel X ha una capacità di gestione della domanda pari a oltre 6 GW a livello globale, con presenza in Nord America, Europa Asia e Oceania.

 

Red Bistrot Libreria a Valmontone Outlet

Arriva a Valmontone Outlet, il villaggio dedicato allo shopping gestito da Promos, in provincia di Roma, la proposta di Red Bistrot Libreria

Arriva a Valmontone Outlet, il villaggio dedicato allo shopping gestito da Promos, in provincia di Roma, la proposta di laFeltrinelli, Red Bistrot Libreria che coniuga libri e cibo.

Il punto di vendita di 480 mq è dotato di oltre 200 posti a sedere e propone un’offerta di 4.000 titoli e 8.000 volumi di narrativa, saggistica, ragazzi, hobby & viaggi e novità, insieme a un’offerta di cartoleria, oggettistica e idee regalo. La struttura ha un dehors esterno dove poter leggere o provare uno dei piatti in menù. Lo spazio è pensato anche come location per eventi e presentazioni.

La formula menù è pensata con un’innovativa struttura narrativa: dalla colazione, al brunch, all’aperitivo, si può comporre in libertà a un prezzo fisso il proprio menù personalizzato, con una trama: un piatto “protagonista” è accompagnato da un’”ambientazione” e un “finale” a scelta. Un pasto diviene in questo modo un percorso letterario e conduce i clienti all’interno di un’esperienza immersiva tra letteratura e gastronomia. Completa l’offerta il piatto bilanciato, disegnato in collaborazione con il Centro Diagnostico Italiano. Si tratta di un piatto salutare contenente tutti i macronutrienti nelle proporzioni corrette per sostenere le funzioni metaboliche, che sarà disponibile per ogni stagione. Il piatto nasce all’interno di un progetto denominato WisH – Wellness is Happiness, che vede fianco a fianco il Cdi e l’insegna con l’obiettivo di creare una serie di piatti all’insegna del benessere e della corretta alimentazione.

Ogni mese sul sito http://www.cdi.it/it/wish.html saranno disponibili approfondimenti su ogni piatto, con dettagli sui benefici del menù del periodo e sui principi nutrizionali degli ingredienti che lo comporranno.

Yamamay: a Milano lo store omnichannel

Accenture per Yamamay_mobile payment
In foto: pagamenti mobile Accenture per Yamamay
Nel flagship store aperto a Milano, in piazza Cordusio, Yamamay, in collaborazione con Accenture, propone soluzioni digitali

Nel flagship store aperto a Milano, in piazza Cordusio, Yamamay, in collaborazione con Accenture, propone soluzioni digitali mirate a migliorare la shopping experience. A disposizione dei clienti, il punto di vendita propone personal shopper dedicati e dotati di tecnologie di mobile payment.

Inoltre, Accenture ha concepito e sviluppato la fashion stylist virtuale Anna, disponibile anche fuori dallo store e accessibile tramite Google assistant. Si tratta di una mobile chatbot che, attraverso un modello di intelligenza artificiale, analizza lo stile di una persona per suggerire capi e accessori in linea con i gusti individuali. Nel momento del primo ingresso si devono condividere alcune informazioni e rispondere ad una selezione di domande per registrare le preferenze ed individuare il proprio stile, sulla base del quale l'assistente virtuale inizierà a mostrare i capi. Infine, seguendo i consigli di Anna, si potrà decidere se recarsi in negozio o collegarsi al sito di Yamamay per procedere all’acquisto.

In questa prima fase di lancio della soluzione, le proposte della fashion stylist virtuale mostreranno la nuova linea Moda Mare Donna 2019 con bikini, costumi interi, abbigliamento e accessori per la donna Yamamay.

Alessandro Zanotti, managing director di Accenture, responsabile store innovation, afferma: “Il nuovo flagship store di Yamamay conferma chiaramente l'impegno del brand verso la creazione di una esperienza personalizzata per la propria clientela. Siamo molto contenti di essere al fianco di questa bella realtà italiana per avviare insieme un percorso di omnicanalità, che sarà certamente strategico per il suo futuro”.

PittaRosso si consolida in Campania

All'interno del centro commerciale La Birreria di Napoli PittaRosso inaugura un punto di vendita, il secondo in città e il dodicesimo in Campania

All'interno del centro commerciale La Birreria di Napoli PittaRosso inaugura un punto di vendita, il secondo in città e il dodicesimo in Campania. Il negozio si sviluppa su una superficie di vendita di 1.100 mq e propone le linee uomo, donna e bambino tipiche dell’insegna.

In occasione dell’apertura, fino al 12 maggio per tutti i clienti è previsto uno sconto del 50% sull'acquisto di un secondo articolo. Per la promozione di questo punto di vendita è stata lanciata una campagna di comunicazione incentrata sul claim Entra in PittaRosso. Se non entri non sai cosa ti perdi.   La campagna è caratterizzata dall'immagine glamour di una donna che entra in un mondo tutto rosso, protagonista di stampa, televisione, web, affissioni. PittaRosso opera con oltre 240 punti di vendita in Italia e all'estero.

Benetton: il piano di sviluppo per il 2019

UCB_store_format Light Colors 1
Il format Light Colors
La strategia di espansione di Benetton Group, programmata per il 2019, prevede il rafforzamento della propria rete vendita in Italia e nelle principali città del mondo

La strategia di espansione di Benetton Group, programmata per il 2019, prevede il rafforzamento della propria rete vendita in Italia e nelle principali città del mondo. L’azienda svilupperà  due store concept: il primo che è anche il più recente è Light Colors, ideato dal dipartimento Retail Design di Benetton con un intervento esclusivo dell’architetto Tobia Scarpa. Tobia Scarpa lo ha voluto sintetizzare attraverso una tipica espressione veneta, ossia Co coren fen fin fum (“quando corriamo facciamo addirittura fumo”.  Tratto distintivo di questo format è un particolare sistema di luci, da qui il nome Light Colors, progettato dallo stesso architetto Scarpa, che diventa il fil rouge della narrazione dei nuovi punti di vendita.

L’illuminazione articolata con tre elementi, disco, Nón-Lá e Barra Luminosa, realizza una qualità di luce in cui i colori degli oggetti esposti esprimono la loro felicità. L’originalità di questo progetto nasce nell’uso di una sorgente a luce diffusa, diretta e indiretta, e della diffusione della luce lineare usata in modo innovativo nel retail” spiega l’architetto.

I primi store Light Colors saranno inaugurati nella primavera/estate 2019 a Novara in Corso Italia 6, a Roma in Via del Corso e a Palermo in Via Sciuti. All’estero invece, il nuovo store concept è già sbarcato a Istanbul, dove nei giorni scorsi ha riaperto il più grande negozio della Turchia in questa nuova veste. Seguiranno Faenza, Napoli, Trapani e ancora Bangalore e Deauville, per citarne alcuni.

Lo store concept del flagship di Londra, aperto a marzo 2018, sarà invece il modello di riferimento per i punti di vendita nei grandi crocevia commerciali: dopo Londra, Düsseldorf, Padova e Torino, aperti nel 2018, il nuovo concept arriverà a breve anche nei flagship Benetton di Paseo de Gracia a Barcellona e Connaught Place a Nuova Delhi.

Il London concept, sviluppato interamente dal dipartimento Retail Design di Benetton, si caratterizza per essere uno spazio informale e tecnologico che va oltre l'idea tradizionale di negozio. Lo store è concepito come uno showroom urbano e contemporaneo in cui si racconta il brand a  360°. In questo concept l'esperienza di acquisto è indirizzata sempre più verso l'omnicanalità.

 

Rinaldo Franco spa lancia gli snack Best Friend per cani: ORAL-G & ENER-G

Rinaldo Franco SpA ha lanciato due nuove linee di snack “Green” per cani: ORAL-G e ENER-G.

Rinaldo Franco SpA ha lanciato due nuove linee di snack “Green” per cani: ORAL-G e ENER-G.

La linea ORAL-Gconta 4 gusti ed è adatta a tutte le taglie di cane. La consistenza elastica favorisce una corretta igiene del cavo orale dopo ogni pasto. L’aggiunta di ingredienti funzionali e i gusti dall’alta palatabilità ne fanno un ottimo spuntino per ogni momento della giornata. Gli snack ORAL-G sono a ridotto contenuto di grassi e non hanno zuccheri aggiunti.
Le confezioni sono da 75 g esono disponibili nei gusti mela con Biotina e Zinco per la salute della pelle, olio di semi di prezzemolocon glucosamina e condroitina per il benessere delle articolazioni, alla menta piperita con probiotici per una migliore digestione e la regolarità intestinale e al mirtillo rosso e cicoriaricchi di fibre e antiossidanti per l’equilibrio intestinale.

Gli snack ENER-G in 4 ricette, contengono una sola proteina animale, per rispettare le abitudini nutrizionali del cane e ridurre il rischio di allergie alimentari. Pochi ingredienti per uno snack sano e gustoso, senza glutine, conservanti, coloranti o zuccheri aggiunti.
Le confezioni sono da 75 g e vengono propostein 4 varianti.Le fettine di pollo, ricche di proteine a basso contenuto di grassi favoriscono il mantenimento del peso corporeo ei filetti di manzo, ricchi di proteine nobili, zinco e potassio e basso contenuto di colesterolo, contribuiscono al benessere di vista, olfatto e memoria. I bocconcini d’anatra, carne particolarmente energetica a elevato contenuto di acidi grassi moninsaturi,aiutano la sintetizzazione delle vitamine e i bastoncini di coniglio, carne ricca di potassio, magnesio e fosforofavoriscono il benessere delle ossa.

Gli snack ORAL-G e ENER-G sono in pratiche confezioni salva freschezza con ziplock e fanno parte dell’assortimento a marchio Best Friend proposto per la GDO e visibile sul sito www.best-friend.it

Nella giornata di mercoledì 8 Maggio 2019 alle ore 12.15 presso la sala Notturno,  in occasione della prossima fiera internazionale del pet “Zoomark” di Bologna,  abbiamo organizzato il 3° incontro “Buyer Pet della Distribuzione Moderna”.  L’obiettivo dell’iniziativa, come è stato per il 1° e 2° incontro del 2015 e 2017 che ha riscosso un notevole successo, è quello di rappresentare un opportuno momento di confronto tra i professionisti del settore e di riflessione sui dati del mercato “pet” del 2018, dati che verranno pubblicati proprio in occasione di Zoomark. Per maggiori informazioni sull’evento:  laura.condello@best-friend.it

Rinaldo Franco S.P.A.

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Solo grani 100% italiani per la nuova linea Biologica firmata Molini Pivetti!

Molini Pivetti, da sempre attenta al benessere dei consumatori e dell’ambiente, presenta la linea di farine BIOLOGICHE ITALIANE.

Molini Pivetti, da sempre attenta al benessere dei consumatori e dell’ambiente, presenta la linea di farine BIOLOGICHE ITALIANE.

Tre referenze (milleusi tipo 1, tipo 0 e integrale) altamente performanti e frutto della macinazione di grani 100% italiani coltivati esclusivamente in aree selezionate.

Molini Pivetti mette a disposizione dei consumatori, grazie alla sua pluriennale esperienza nel mondo dei professionisti, la qualità delle nuove farine biologiche 100% italiane. L’azienda si distingue per la capacità di ascoltare e comprendere il mercato rinnovando costantemente la propria preziosa tradizione molitoria, grazie a idee e soluzioni al passo con i tempi, rivolte a nuovi stili di vita e alle recenti abitudini di consumo. Anche lo stile grafico dei 3 pack biologici dimostra chiaramente la scelta di comunicare in modo fresco e diretto le finalità d’uso di ogni singola referenza.

Il merito di tutto, come sempre, va alla passione e alla professionalità del team Pivetti, con una Ricerca&Sviluppo costantemente impegnata ad approfondire le più svariate necessità di utilizzo. Il segreto sta nel selezionare una gamma di farine professionali il cui valore aggiunto è dato da un’attenta selezione delle migliori materie prime.

La nuova gamma di FARINE BIOLOGICHE entra in grande distribuzione accanto a EVERY DAY, GRAN RISERVA e SPECIAL DAY, farine professionali studiate per soddisfare al meglio ogni tipologia di esigenza.

Molini Pivetti ti aspetta a TUTTO FOOD dal 6 al 9 maggio 2019: vieni a trovarci al padiglione 5 stand G06 H09


Molini Pivetti. Saper far farina dal 1875, oggi anche BIO in GDO con grani 100% italiani.

Molini Pivetti spa

Via Renazzo, 67 - 44045 Renazzo (Fe)

+39 051 900003 - Fax +39 051 909210

Email: info@pivetti.it

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Tannico, l’assortimento è la chiave del successo

Dall’online al fisico: fra le iniziative previste nel 2019 l’apertura di un flagship a Milano, e lo sviluppo del b2b (da Gdoweek n. 6)

È nata solo sei anni fa come una startup che si proponeva di raccontare il vino con un linguaggio nuovo e accessibile. In poco tempo è diventata l’enoteca online di vini italiani più grande del mondo, chiudendo il 2018 con ricavi in crescita del 40% su base annua, quasi 15 milioni di euro di fatturato e oltre un milione di bottiglie vendute in tutto il mondo: l’export oggi rappresenta il 10% dell’intero fatturato di Tannico.

Approccio tailor-made e grande offerta dei prodotti i punti di forza dell’etailer, uniti a tecnologie avanzate e a una logistica impeccabile. Nel 2018 Tannico ha proposto due nuovi servizi: il Personal Sommelier, per dialogare con gli esperti Tannico direttamente su WhatsApp; e Tannico Yacht&Sail, servizio di consegna a bordo della propria imbarcazione.

Non mancano nuovi progetti, come ci racconta Marco Magnocavallo, fondatore e amministratore delegato di Tannico.

Qual è il vostro approccio al consumatore?

Parte del successo e della crescita di Tannico è stata certamente dovuta all’assortimento. Abbiamo al momento 15.000 etichette da più di 2.500 cantine, un’offerta estremamente apprezzata dal consumatore, perché nel mondo fisico tradizionale è molto difficile riuscire ad avere un’ampiezza di catalogo che comprenda già 700/800 etichette.

Questa nostra ampiezza e profondità fa sì che il consumatore da noi possa scegliere per denominazione avendo proposte di premiati, piuttosto che per fascia di prezzo, filosofia di produzione, naturali, piccoli artigiani, marchi consolidati.

Come vi differenziate dalla distribuzione moderna?

Tendiamo ad avere un catalogo dove non trattiamo prodotti presenti in gdo, canale nel quale spesso vanno prodotti con fascia di prezzo bassa, intorno ai 5/6 euro. L’altra differenziazione principale e fondamentale è che da noi si trovano 500 cantine di artigiani, non facilmente reperibili nella distribuzione moderna.

Pensate di stringere partnership con retailer?

Stiamo facendo qualche ragionamento su questo tema. Per quanto riguarda accordi diretti con la gdo, stiamo pensando soprattutto a quel che riguarda la selezione di artigiani della vigna che non arrivano facilmente nelle tradizionali catene di mass market. In questo senso, noi possiamo fare da selezionatore di qualità presso i produttori.

Altri progetti per il 2019?

Nel 2019 ci concentreremo sulla valorizzazione del catalogo e selezione degli artigiani della vigna, che già è composto da 300 diverse cantine per un totale di circa 2.000 etichette. Lavoreremo anche nel fisico con l’apertura di un flagship store e con la presenza di un angolo Tannico in spazi già esistenti e, nella seconda parte, dell’anno apriremo un nostro wine bar a Milano dove non ci sarà vendita di bottiglie, ma soltanto mescita. Cercheremo di creare uno spazio dove si possa consumare e vivere la filosofia vicina al mondo Tannico. Milano sarà un test con l’idea che, se il format funzionerà, potremo portarlo in giro per l’Italia e magari anche all’estero. Infine, la terza linea importante è lo sviluppo dell’attività del b2b che abbiamo lanciato l’anno scorso e che ci permette di servire il canale horeca con la stessa facilità con cui serviamo il cliente finale.

Arriverà mai un vino con etichetta Tannico, magari anche in gdo?

No, credo di no. Arriveranno senz’altro selezioni di vini scelti da Tannico che hanno tutte le caratteristiche, secondo noi, per avere successo presso il consumatore. Ovviamente noi, raccogliendo una grande quantità di dati e avendo un ampio parco consumatori, cominciamo a capire abbastanza facilmente quali sono i prodotti preferiti dai clienti.

Chi sono oggi i vostri principali competitor?

Siamo partiti sei anni fa e per noi i competitor erano le altre aziende attive nell’online, nel corso degli anni però si è aperto un divario molto grande con loro, non solo in termini di volumi. Tenga conto che nel 2018 abbiamo fatturato più di tre volte quello che ha fatto il competitor più vicino a noi … Adesso, quindi, stiamo cominciando a guardare oltre l’online, direttamente ai competitor presenti nel mondo del brick&mortar.

Md acquisisce 21 store del Gruppo Abate

Vanno all’azienda del cavalier Podini i 21 supermercati del gruppo Abate messi all’incanto dal tribunale fallimentare di Catania

Vanno all’azienda del cavalier Podini i 21 supermercati del gruppo Abate messi all’incanto dal tribunale fallimentare di Catania. Md spa si è infatti aggiudicata l’asta con un’offerta di oltre 30 milioni di euro. I negozi a marchio Uno discount si trovano a Catania e provincia, a Piazza Armerina e Leonforte (En) e ad Augusta (Sr).

L’acquisizione incrementa la presenza dell’insegna nella Regione, dove operano con 35 punti di vendita diretti e 32 affiliati, serviti dal centro distributivo di Dittaino in provincia di Enna, di oltre 30.000 mq. 

 Le 21 strutture saranno soggette a restyling, convertite al format di Md e riaperte in estate. I 225 dipendenti precedentemente impiegati nel Gruppo Roberto Abate spa sono stati assorbiti e continueranno a lavorare sotto la nuova insegna.

 

Ipersigma: superstore a Messina

All’interno del centro commerciale Maregrosso di Messina apre un punto di vendita Ipersigma, realizzato da San Francesco srl, socio D.It

All’interno del centro commerciale Maregrosso di Messina apre un punto di vendita Ipersigma, realizzato da  San Francesco srl, socio siciliano di D.IT-Distribuzione Italiana attivo con punti di vendita dislocati tra la provincia di Messina e Reggio Calabria. Lo store si sviluppa su un’area di oltre 2.000 mq, in una posizione assolutamente strategica, sul lungomare, a 500 metri da Piazza Cairoli.

"Un superstore in un centro commerciale che per la prima volta nasce in centro città - commenta Antonino Bonina, titolare di San Francesco Srl - e dunque in grado di coniugare la vasta offerta di un grande punto di vendita con i vantaggi e la comodità di un negozio di prossimità".

Lo store, pet friendly, mette inoltre a disposizione dei clienti la possibilità di utilizzare fidelity card e buoni pasto. Il servizio è garantito da 6 casse, tra cui una prioritaria, e la possibilità di utilizzare il parcheggio esterno del centro commerciale, che conta oltre 500 posti auto.

L'apertura si inserisce in un più ampio progetto di espansione di San Francesco Srl che oggi conta 24 punti di vendita, di cui 4 franchising studiati con la formula del margine garantito, dislocati tra la provincia di Messina e quella di Reggio Calabria: 10 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il piano prevede almeno altre 4 inaugurazioni nel corso dell'anno e un aumento di fatturato: se a fine 2018 il giro di affari era di 35 milioni di euro, l'obiettivo è quello di raggiungere i 55 milioni a fine 2019.

Cortilia debutta nell’offline

All’interno del Mercato Centrale di Torino in piazza Repubblica 25, Cortilia inaugura il suo primo punto di vendita fisico

All’interno del Mercato Centrale di Torino in piazza Repubblica 25, Cortilia inaugura il suo primo punto di vendita fisico. “Il progetto rappresenta per noi un passo concreto verso la multicanalità: si tratta infatti di un’attività sperimentale volta a far conoscere il nostro brand a oggi solo digitale, vogliamo così esplorare nuove modalità di interazione con i clienti per potenziare il nostro business online. – spiega l’azienda - Sarà anche un’occasione per apprendere nuove competenze e stringere nuove alleanze con i produttori del territorio”.

 L’offerta propone una selezione dell’assortimento presente online insieme a prodotti preparati in loco e pensati appositamente per il punto di vendita. L’azienda aggiunge: “Per far scoprire e valorizzare i prodotti dei nostri produttori, offriremo a Mercato Centrale un menu di Bowl del Contadino ossia piatti unici bilanciati composti da una base nutriente (riso, farro, orzo), un ingrediente proteico (pollo, legumi, pesce) e un mix di verdure di stagione e semi o frutta secca per dare croccantezza. Per i clienti sarà possibile anche fare la spesa acquistando i nostri best sellerCortilia.  Infine, contribuiremo al ricco piano di eventi del Mercato invitando i nostri produttori ad incontrare i clienti e offrendo i prodotti in degustazione”. 

 

 

 

La Corte al Fondaco: il food market di Fondaco dei Tedeschi

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Il department store Fondaco dei Tedeschi by Dfs, presente a Venezia, a pochi passi dal Ponte di Rialto, propone il food market La Corte al Fondaco

Il department store Fondaco dei Tedeschi by Dfs, presente a Venezia, a pochi passi dal Ponte di Rialto, propone il food market La Corte al Fondaco. I drive della filosofia dell’insegna si possono racchiudere in due parole: qualità e autenticità. L’idea alla base dell’insegna è infatti di proporre prodotti genuini e qualitativamente validi dalla provenienza agli ingredienti, dal processo produttivo alla confezione. La selezione comprende per lo più prodotti e marchi italiani storici e artigianali come Giusti e Malpighi per le storiche acetaie che firmano I balsamici; gli olii sono quelli di Muraglia; la pasta è quella del Pastificio di Verrigni; di Amedei, Majani e Domori la cioccolata; i funghi e i tartufi sono di Appennino; tra i dolci, le firme di Babbi, Cova, Antonio Mattei e il caffè è quello di Passalacqua e illy.  E tra i vini, Sassicaia, Masi, Antinori ma, anche, Chateu Lafitte. Completano l’offerta alcuni prodotti iconici che arrivano dall’estero come il  russo tè Kusmi. Molti tra i prodotti e i brand sono, inoltre, in esclusiva al Fondaco per Venezia e il Veneto.

In occasione dell’apertura sono stati organizzati vari incontri aperti al pubblico nel corso dei quali saranno presentati la storia, le prerogative produttive, le caratteristiche organolettiche e gli utilizzi in cucina di alcuni dei prodotti in vendita.

 

Naïma: Marisa Profumerie entra in società

Emmanuele Del Prete con i nipoti Ivan e Ilaria Del Core
Emmanuele Del Prete con i nipoti Ivan e Ilaria Del Core
Nuovo ingresso all’interno del gruppo Naïma, attivo nel settore beauty. Zigò srl, la società con l’insegna Marisa Profumerie, diventa socio

Nuovo ingresso all’interno del gruppo Naïma, attivo nel settore beauty. Zigò srl, la società con l’insegna Marisa Profumerie che conta 8 punti di vendita a Napoli e altri 2 dislocati nel Lazio,  diventa socio.

L’entrata delle profumerie Marisa è un acceleratore importante per lo sviluppo del nostro Phygital Model, soprattutto grazie ai suoi 40 futuri NaïmAngels che con la loro professionalità ed entusiasmo ci daranno la possibilità di sviluppare e portare il nostro consumer centricity approach in una regione in cui ad oggi avevamo solo un punto di

 

vendita. Il tutto verrà implementato con un livello elevato di qualità, grazie al lavoro fatto

Fabio Lo Prato, managing director Naïma
Fabio Lo Prato, managing director Naïma

in questi anni da Emmanuele e la sua crew, e con una quota di mercato altamente significativa sul territorio” dice Fabio Lo Prato, managing director Naïma. Il presidente Stefano Biagi aggiunge: “La più grande soddisfazione è vedere che il nostro progetto sta coinvolgendo altri imprenditori, che vogliono cambiare e rinnovare questo settore attraverso scelte coraggiose e investimenti importanti”.

Marisa Profumerie diventerà Naïma adottando i retail key elements di Naïma, a cominciare dall’insegna, e l’adesione ai progetti in termini di CRM, upskilling e animazione dei beauty store in partnership con le aziende.  Emmanuele Del Prete, amministratore delegato della società, spiega: “Abbiamo deciso di entrare in Naïma perché è stata creata da un gruppo di imprenditori che come noi desiderano essere protagonisti del futuro della profumeria e con i quali condividiamo la stessa ottica strategica e gli ambiziosi obiettivi per il futuro. In particolare il progetto strategico che aiuterà la transizione generazionale, il Naïma Future Lab, e che servirà da banco di prova per Francesca, Barbara e Gianluca, i miei figli”.

 

BennetDrive debutta in Emilia Romagna

Nella foto il "drive" aperto a Montano Lucino (Co)
A Cento (Fe) apre il primo BennetDrive in Emilia Romagna. Sale così a 22 il numero di Drive attivi, dalla Lombardia al Piemonte

Con l'apertura del Drive a Cento (Fe), sale a 22 il numero di BennetDrive, i punti di prelievo della spesa ordinata su Internet (si va sul sito www.bennetdrive.it da qualunque dispositivo 24 ore su 24, si scelgono i prodotti da portare a casa per passare poi a ritirarli nell’apposita piattaforma in qualsiasi momento della giornata. La spesa viene caricata direttamente in macchina da un addetto senza costi aggiuntivi. Pagamento alla consegna tramite Pos, evitando di scendere dall’auto). Quello di Cento è il primo Drive di Bennet in Emilia Romagna.

Con BennetDrive si trovano le stesse offerte del punto di vendita, con possibilità di ordinare anche freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria) e prodotti di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina).

Bennet Drive è attivo nelle province di Como (Anzano del Parco, Cantù, Cassina Rizzardi, Erba, Tavernola e Montano Lucino); Lecco (Casatenovo), Monza Brianza (Lentate sul Seveso), Milano (Cornaredo, Vanzaghello e Vaprio d’Adda), Pavia (San Martino Siccomario), Lodi (Pieve Fissiraga), Bergamo (Romano di Lombardia), Varese (Lavena Ponte Tresa),  Torino (Chivasso, Ciriè, Nichelino, Pavone Canavese e Caselle) e Friuli Venezia Giulia (Pradamano-Ud).

 

 

Despar Italia: i numeri 2018 e gli obiettivi per il 2019

Una sintesi dalla convention nazionale del Consorzio, che chiude l'anno in positivo e guarda all'implementazione di rete e prodotti a marchio in termini di quote e qualità

Dopo i risultati 2018 di Despar Aspiag Service è tempo di bilanci di Consorzio con Despar Italia, che alla sua Convention nazionale ha fatto il punto sull'anno trascorso e le prospettive future in ambito mdd. La Convention ha avuto luogo presso la Comunità di San Patrignano, con la quale il Consorzio ha recentemente siglato un accordo di partnership..

I numeri di Spar a livello internazionale:
- Presenza in 48 Paesi al mondo
- 33 miliardi di fatturato
- 12.700 punti vendita
- 13,5 milioni di clienti al giorno

I numeri di Despar Italia
Presente in 13 regioni e 63 province con i suoi attuali 1.244 punti vendita di cui 428 diretti e 816 affiliati. Nel 2018 sono stati 29 i nuovi punti vendita inaugurati in tutte le regioni dove il Consorzio è presente. Il 2019 prevede invece l’apertura di 50 ulteriori punti vendita, tra diretti e affiliati, 36 ristrutturazioni e un investimento complessivo di 95 milioni di euro per lo sviluppo e modernizzazione della rete di vendita. Per quanto riguarda i risultati economici, il 2018 ha visto una crescita del fatturato di vendita del 3,5% che si è attestato a 3.509 milioni di euro.

Risultati e prospettive per la mdd
Il fatturato in acquisto in ambito mdd per Despar Italia è cresciuto nel 2018 del 7,7%, attestandosi ad oltre 334 milioni di euro. I 289 milioni di prodotti private label venduti nel 2018 e i 251 nuovi lanci raccontano di un trend in crescita che per quanto riguarda il Consorzio è stato superiore a quello di mercato (18,8%) posizionandosi al 19,2% sul totale del venduto. Già oggi sono oltre 3.000 prodotti mdd in assortimento presentati in 13 linee diverse.

Per quanto riguarda le strategie future, il direttore generale di Despar Italia, Lucio Fochesato, ha sottolineato come l’obiettivo di Despar sia di raggiungere entro il 2025 una quota del 25% di mdd sul totale del venduto. Le linee guida sullo sviluppo delle referenze a marchio nel triennio 2019-2021 si orienteranno verso due specifici obiettivi: per garantire salute e benessere dei consumatori, e lavorare in un’ottica di sostenibilità ambientale grazie all’introduzione di nuovi pack richiudibili e al 100% compostabili.

In particolare, per allineare sempre di più i prodotti mdd a stili di vita sani, Despar ha da tempo attivato un progetto di collaborazione con l’Università di Parma che prevede la riformulazione degli ingredienti per un ampio numero di referenze a marchio, nell’ottica di una loro eventuale riformulazione in termini di riduzione di grassi saturi, zuccheri e sale, rimodulazione delle porzioni e aumento del contenuto di fibre.

La qualità dei freschi è top driver nella scelta dello store

Il 64% degli italiani ritiene che la qualità dei prodotti freschi sia il criterio più importante nella selezione del punto di vendita alimentare. Un reparto che aumenta frequenza e scontrino medio

Il reparto freschi è il principale fattore di successo nel retail alimentare secondo il report "Campioni del fresco" di Oliver Wyman, che si basa su un’indagine condotta su oltre 14.000 consumatori in 14 Paesi, tra cui Italia. Il 64% degli italiani ritiene infatti che la qualità dei prodotti freschi e la relativa ampiezza di assortimento (carne e salumi, pesce, frutta e verdura, panetteria, formaggi e piatti pronti) sia il criterio più importante per la scelta del punto vendita.

Non solo.  Il 32% degli intervistati in Italia percepisce differenze significative in relazione alla qualità dei prodotti freschi offerti, mentre per i prodotti non freschi, questa influisce solo per il 16% degli intervistati. Da questo punto di vista secondo la ricerca risultano ancora vincenti i supermercati tradizionali, considerati migliori dai consumatori rispetto ai discount, seppure questi ultimi stiano effettuando numerosi investimenti per valorizzare la loro offerta di freschi.

I clienti che si dichiarano soddisfatti per la selezione dei prodotti freschi visitano il negozio con una frequenza superiore del 7% rispetto a quelli insoddisfatti. In Italia questo fenomeno è ancora più accentuato: le visite dei clienti soddisfatti del reparto freschi sono più frequenti del 15% e il loro paniere medio è più ampio del 13%. Secondo lo studio, inoltre, a 1 euro di spesa in questo reparto corrisponde un aumento di 1,51 euro nel valore del paniere totale.

 

 

 

Promozioni: sì, no, ma … e se fosse meglio l’Edlp?

Un tema sempre caldo e strategico per tutti i retailer. Il punto sulla situazione e le sfide sulla base di uno studio Nielsen (da Gdoweek n. 6)

Secondo Nielsen, che analizza il fenomeno da qualche anno, anche nel 2018 è stato rilevato un minor valore per le vendite in promozione e un conseguente calo della pressione promozionale. Detto questo, la strategia che funziona però non sembra quella di schierarsi pro o contro le promozioni, bensì quella che sceglie di assumere una posizione chiara e facilmente leggibile per il consumatore. Come racconta, dati alla mano Andrea Succi, sales leader sales&marketing effectiveness di Nielsen.

Cosa dicono i dati delle vendite 2018? Le promozioni funzionano o no?

Il tema è molto sensibile e caldo. Nielsen lo affronta con più analisi e diversi livelli di dettaglio, ma guardando al contesto generale, osserviamo che l’anno scorso, come quello precedente, l’intensità promozionale è diminuita. Il 2018, per quanto riguarda le vendite, si è chiuso in flat (+0,6% ), ma con un riscatto delle vendite no promo, in crescita a valore dell’1,8%, a scapito di quelle in promozione, in calo del 2,4%, a valore. Le vendite in promozione nel 2018 erano il 28,7%, in calo dello 0,9% rispetto al 2017.

Quindi ... chi vince?

I trend positivi che rileviamo riguardano i punti di vendita con una caratterizzazione. Ciò che oggi non paga è non avere una propria identità, un posizionamento forte: e questo vale per le promozioni, ma anche per altri fenomeni. Proprio per cogliere al meglio la situazione, dal 2018 abbiamo introdotto 8 nuovi cluster di negozio, definiti in base alla strategia che adottano a livello di promo. In generale, negli ultimi anni abbiamo osservato che i canali che sono cresciuti di più e continuano a crescere sono drugstore e discount, formule caratterizzate da un’offerta di categoria o di convenienza. Anche nel mondo supermercati, i due cluster che crescono di più (+0,6%) sono quelli con un posizionamento di prezzo basso continuativo, oppure quelli con una forte intensità promozionale (0,1%). Il posizionamento intermedio non paga: -1,6%. Questa strategia si può declinare su mille variabili: geografica, rispetto alle categorie, alla comunicazione. Che si tratti di prezzo o promozionalità, ciascun punto di vendita dovrà individuare il giusto mix rispetto alle merceologie, il livello di sconto adeguato, l’eventuale sovrapposizione con i volantini, l’attività di comunicazione instore.

Tutti però fanno volantini …

Chi ha optato per l’EveryDayLowPrice in genere lo comunica anche con modalità diverse dal volantino, per esempio con la pubblicità sui media, come Bassi e Fissi di Conad. È anche vero che si registra un aumento nel numero medio di referenze pubblicate sul volantino, +6,2%.

Come si fa un volantino efficace?

Abbiamo provato a studiare gli aspetti che raggiungono questo scopo e lo rendono più attraente. Di sicuro uno degli elementi è il tema, ad esempio il sottocosto, oppure la meccanica “n x n”, l’occasione (es, la primavera o il cioccolato).

Tra tutti questi temi, quello con la resa maggiore, in maniera trasversale su quasi tutte le categorie, è il sottocosto, mentre le altre tematiche hanno risultati molto diversi secondo le categorie. Ma anche nello stesso sottocosto, non è detto che tutti i prodotti nel volantino lo siano. Entrano in gioco altre variabili: quali prodotti si inseriscono, la qualità del volantino, cosa c’è nella prima e nell’ultima pagina, cioè quelle più immediatamente visibili a livello di contenuti. Lo scopo principale dovrebbe essere quello di attrarre le persone per portarne nel negozio. Per questo si combinano il tema e l’abilità di popolarlo con i prodotti più attrattivi e le categorie più richieste dai clienti.

L’eCommerce ha introdotto una ulteriore variabile nelle strategie promozionali?

Per me, no. Secondo i nostri dati sta crescendo molto e viene scelto per diverse ragioni, in alcuni casi anche perché i prezzi sono più bassi: più per una logica di EveryDayLowPrice che di promozionalità.

In Italia l’eCommerce è partito con i prezzi bassi, ha più appeal su certe categorie e sconta un’offerta che si è sviluppata in maniera non uniforme sul territorio per vari motivi, non ultimi la logistica e la presenza o meno di alcune insegne in determinate aree. Anche nell’online, il prezzo basso è ancora il primo driver: lo è per il 45% di chi compra in rete, ma è in calo del 4%, mentre crescono il risparmio di tempo, la possibilità di confrontare prezzi e offerte, la comodità della consegna a casa, l’assortimento più ampio, la consegna nelle 24 ore. La promozionalità non viene nemmeno citata.

 

Verona: Ikea fa dietrofront

ikea
Ikea rinuncia allo store di Verona a causa dell’incertezza rispetto alla possibilità di procedere con il progetto originario di negozio

Ikea rinuncia allo store di Verona a causa delle lungaggini burocratiche. È quanto dichiara il giornale online Quotidiano.net.

Paolo Del Mastro Calvetti, responsabile di gestione e sviluppo immobiliare di Ikea Italia, avrebbe spiegato al primo cittadino Federico Sboarina che “l’incertezza degli scorsi mesi rispetto alla possibilità di procedere con il progetto originario di negozio Ikea e centro commerciale (una soluzione che avrebbe garantito una sostenibilità finanziaria nel lungo termine) non ha creato le condizioni per poter procedere con la pianificazione di un investimento così importante".

Pam festeggia il restyling a Milano e Torino con eventi e degustazioni

Pam si appresta a festeggiare il restyling dei supermercati a Milano (via Bazzini 33) e Torino (via San Paolo 36) che durante questo week end (13 e 14 aprile) presentano al pubblico i nuovi reparti freschi.

Il calendario delle due giornate prevede, a Milano (sabato 13 aprile, 15.30-20), la degustazione di parmigiano reggiano Dop 30 mesi a marchio i Tesori Pam Panorama, servito con gocce di crema all’aceto balsamico di Modena Igp Bio Pam Panorama e uno snack veloce a base di patatine i Tesori. Domenica 14 aprile (10-13 e 15-20) è invece dedicata ai più piccoli con animazione a tema food e truccabimbi a cura dell’associazione milanese Oltre i Sogni

A Torino, nel punto di vendita di via San Paolo (sabato 13 aprile, 15.30-20.00), si tiene una degustazione di prosciutto cotto servito con grissini all’acqua stirati a mano i Tesori Pam Panorama, prodotti artigianalmente secondo la tradizionale ricetta piemontese, insieme alle patatine i Tesori.

Sia a Milano sia a Torino sarà presente la SharingBox!, attività interattiva per scattare fotografie, stamparle live e creare gif istantanee da inviare via email e condividere sui social.

"Milano e Torino sono da sempre due delle piazze più importanti per l’espansione di Pam sul territorio italiano –commenta Fulvio Faletra, Direttore customer engagement di Pam Panorama–. Molti i servizi che arricchiranno i nuovi reparti con un restyling mirato a cambiare il modo di fare la spesa e rendere l’esperienza ogni giorno migliore".

I due supermercati di Milano e Torino rientrano in un più ampio progetto di rinnovo della rete da realizzare nei prossimi due anni per migliorare e potenziare l'esperienza di acquisto dei clienti.

 

 

Vino: le insegne ci mettono la firma

Le vendite del vino mdd continuano a crescere e i retailer puntano sempre più su questo segmento, anche se con esperienze diverse (da Gdoweek n. 6)

Le vendite del vino mdd continuano a crescere e i retailer puntano sempre di più su questo segmento, anche se con esperienze diverse

Se è vero che in vino veritas, è altrettanto vero che sempre più spesso molte insegne “nascondono” il proprio nome dietro etichette di fantasia o per rendere il prodotto più accattivante o per non creare un collegamento diretto con il vino per ragioni etiche o di marketing.

Le private label costituiscono una tendenza crescente anche nel competitivo mercato del vino, che deve fare i conti, anch’esso, oltre che con la vendita fisica in negozi specializzati, anche con l’e-commerce, dove le piattaforme di vendita sono diventati agguerriti competitor. Anche se in Italia i vini a marchio dei distributore sono una novità piuttosto recente, le vendite sono cresciute molto negli anni fino a consolidarsi su buoni livelli. Vista la tendenza, le catene della distribuzione non possono ignorare questo mercato di sbocco e così, anche in maniera diversa, i grandi marchi si organizzano per cavalcare l’onda di un segmento che, stando ai numeri, ha un potenziale di crescita ancora tutto da sfruttare.

Nella distribuzione moderna si sono venduti nel 2018 più di 619 milioni di litri di vino italiano per un valore di 1 miliardo e 902 milioni di euro. Un dato in flessione rispetto all’anno precedente, ma che dovrebbe riprendersi nel corso del 2019. A consegnare una fotografia del settore è la ricerca effettuata dall’Iri in esclusiva per l’ultima edizione di Vinitaly, che ha messo in rilievo anche il peso dei vini a marchio del distributore.

L’anno scorso i vini private label hanno raggiunto un fatturato complessivo di quasi 157 milioni di euro, in crescita di oltre 10 punti rispetto al 2017. A crescere in valore sono stati tutti i formati di vendita: le bottiglie fino a 0,75cl (+11,4%), il brik (+10,6%) e i pack da 0,76cl fino ai due litri (+2,7%). Unica voce fuori dal coro il Bag in Box che ha visto un calo del 24%.

Diverso, invece, il discorso sul totale del volume che ha registrato, sempre per quel che riguarda le mdd, una flessione del 2,1% con 68 milioni e 321mila di litri venduti.

“Da anni cantine e catene distributive portano avanti la scommessa sul valore -spiega Virgilio Romano, business insight director di Iri- per dare la giusta rilevanza alla grande offerta di uve presenti in Italia. E questo significa lavorare sulla qualità, sui disciplinari delle denominazioni d’origine, ridurre le promozioni e definire i prezzi più appropriati.

Nel vino la mdd si comporta come in altre categorie del largo consumo confezionato, cioè investe sul valore. Nello specifico, in questa categoria vuol dire investire sui territori, con un posizionamento di prezzo medio o, in alcuni casi, medio/alto. In generale la mdd si comporta meglio dei rispettivi segmenti di appartenenza, una conseguenza degli investimenti assortimentali in particolare nel formato da 0,75cl da parte della gdo”, conclude Romano.

In questo contesto, cresce il numero delle insegne che offrono ai consumatori linee di vini a marca propria.

La private label di Carrefour Italia, ad esempio, punta sul legame con il territorio. Le aziende produttrici selezionate, infatti, non solo sono italiane così come la materia prima, ma i produttori sono tutti collocati nella zona di origine del prodotto. L’assortimento è composto da 75 prodotti, suddivisi nelle linee Terre d’Italia (27 referenze di vini DOC e Docg), che identifica fascia premium, e Tralcio Antico, il brand di Carrefour Bio con 5 referenze (di cui 2 Docg e 3 Igt di produttori italiani) e circa 3 in sviluppo.

“I consumatori si dimostrano fedeli al brand in maniera più lieve rispetto ad altre merceologie -spiega GianMaria Polti, responsabile acquisti liquidi Carrefour Italia-. Il brand e l’etichetta accreditata godono di una certa influenza nella scelta finale del consumatore, anche se il trend generale è quello di un avvicinamento verso le piccole produzioni locali. Grazie ad un lavoro capillare delle nostre squadre sul territorio, siamo alla costante ricerca di nuove cantine da esporre sui nostri scaffali a livello regionale per ampliare la scelta ai nostri clienti, garantendone la qualità”.

Il progetto mdd sul vino di Iper è iniziato 13 anni fa con Grandi Vigne “il brand con cui l’insegna di casa Finiper ha saputo avvicinare e far dialogare due mondi apparentemente lontani, quello dei piccoli produttori e la gdo”, spiega Antonella Emilio, direttore comunicazione corporate, relazioni esterne Iper Montebello Spa, Gruppo Finiper.

Per garantire il mantenimento della qualità, vengono controllati i processi produttivi e garantita la tracciabilità nella filiera produttiva. La coltivazione in vigna, grazie a tecniche di agricoltura integrata, all’uso limitato e razionale dei concimi, di tecniche di difesa rispettose dell’ambiente e della salute, permette di ottenere uva sana. Le tecniche utilizzate in cantina infine sono finalizzate a ridurre l’utilizzo dell’anidride solforosa e a preservare profumi e freschezza nel tempo.

Le referenze includono una vasta scelta di rossi, bianchi e rosati, bollicine, vini da dessert, biologici, vegani, vini prodotti senza aggiunta di solfiti, edizioni limitate, magnum e Bag in Box, uno speciale formato da 3 litri.

La scelta di Selex, invece, è stata quella di creare con Le vie dell’Uva, un brand trasversale con diverse declinazioni per regione e posizionamento di prezzo. “Gli accordi sono annuali e prevedono la nostra verifica su ogni lotto di produzione e annata, in modo da poter sempre controllare e garantire la qualità del prodotto, sulla base di scelte sempre condivise con i nostri soci che ci aiutano a misurare trend e fornitori”, spiega Dario Triarico, category manager marca del distributore di Selex.

Lanciata a fine 2011, con 28 referenze, oggi Le vie dell’uva conta 71 etichette di vini fra bianchi, rossi, rosati e biologici, con un rapporto qualità-prezzo interessante, fondamentale per la crescita del brand, passato dalle 600.000 bottiglie vendute nel primo anno ai 4 milioni di fine nel 2018. Risultati dovuti anche all’arricchimento della linea con un’ulteriore selezione di eccellenze enologiche regionali. Certo, anche la strategia di comunicazione ha giocato un ruolo importante: dall’individuazione di un nome emblematico e immediato, con un unico layout grafico e declinazione regionale, alle attività studiate durante l’anno per promuovere la linea.

Ci sono anche insegne che hanno preferito percorrere altre strade, ad esempio rinominando i vini con una delle firme a marchio già esistenti, come Coop con la linea Fiorfiore. Lanciati nell’autunno 2017 in edizione limitata, i vini hanno avuto fin da subito successo ed oggi la linea di compone di ben 17 etichette. Si tratta di vini tipici e spumanti di alta qualità rappresentativi di regioni, territori e vitigni molto diversi tra loro.

Il progetto si fonda su tre elementi di valore trasversali alla gamma: filiera corta, buona e giusta; sicurezza e trasparenza e profilo sensoriale.

Coop garantisce per tutti i vini Fiorfiore il controllo di filiera concon verifiche in campo che attengono anche al rispetto dell’etica, con particolare riferimento al lavoro in vigna, mentre il sistema dei controlli di Coop è certificato da due enti.

Le Cantine selezionate, inoltre, hanno sottoscritto un impegno a fornire in massima trasparenza tutte le informazioni rispetto ai processi produttivi ed alle pratiche enologiche utilizzate. Infine, ogni vino viene assaggiato e valutato da un team di sommelier Ais (Associazione Italiana Sommelier).

Diverse le scelte delle altre catene: Esselunga non crede da sempre nelle potenzialità di vini a marchio in un assortimento vasto e profondo dove prevalgono etichette esclusive con l’obiettivo di “movimentare” uno scaffale di qualità.

Auchan Retail Italia lavora per creare etichette esclusive (ad oggi oltre 200), disponibili solamente nei propri punti di vendita, affidandosi, per la fascia dei middle level, ai produttori dei territori più vocati, con i cui enologi vengono sviluppati i blend ad ogni vendemmia. Massima attenzione viene posta nell’indicare l’esclusività dei prodotti, sia nei punti vendita sia nei volantini promozionali, con una segnaletica apposita. Tra gli obiettivi per il segmento c’è, inoltre, lo sviluppo dell’offerta nella fascia medio/alto di gamma per garantire il miglior vino al miglior prezzo, soprattutto sui marchi esclusivi. Vengono quindi seguiti i trend che possano venire incontro a tutte le necessità di consumo di ogni cliente, proponendo e offrendo vini bio, vegan, senza solfiti e alcol free. Nell’insieme, per Auchan, il mondo del vino vuole essere associato idealmente a quello dei freschissimi, asse strategico per la differenziazione verso la concorrenza, fidelizzazione della clientela e aumento della percezione di qualità.

Scarpe&Scarpe: un negozio a Portogruaro

Scarpe&Scarpe
L’insegna di calzature si estende sul territorio italiano. A Portogruaro, all’interno del centro commerciale Adriatico 2, in via Pratiguori 29, Scarpe&Scarpe apre un punto di vendita

L’insegna di calzature si estende sul territorio italiano. A Portogruaro, all’interno del centro commerciale Adriatico 2, in via Pratiguori 29, Scarpe&Scarpe apre un punto di vendita di 1.300 mq. In Veneto la catena opera con 13 strutture.

Lo store propone un’offerta, in linea con la tradizione dell’insegna, di scarpe, abbigliamento, accessori e valigeria, per un totale di 5.000 referenze. Anche in questa struttura è stato inserito il corner nel settore della calzatura donna dedicato ad Alesya, la private label di Scarpe&Scarpe.  Il team di lavoro è composto da dieci persone. Il negozio è dotato di tre casse.

In occasione dell’apertura, dal 18 al 19 aprile, in collaborazione con Geox, sarà possibile simulare l’emozione di una corsa grazie alla Formula E. All’ingresso del punto di vendita sarà, infatti, esposta la vettura. Inoltre dal 18 aprile al primo maggio, sono previsti sconti su diversi prodotti della primavera-estate fino al 50%.

 

 

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