Antonella Pesenti racconta Frida Bike. Guarda il video.
Video tour: lo store Samsung 837 a New York
Rendere sempre più sottile la distanza tra shopping ed experience, individuale o collettiva, con un ruolo particolare giocato dalla tecnologia: questa la filosofia di base di Samsung 837, il primo concept esperienziale aperto dal noto brand di elettronica di consumo. Per questa prima volta, è stata scelta New York, all'interno di un edificio nel cuore del Meatpacking District, a Manhattan, per creare uno spazio multifunzionale ed avveniristico che si candida ad aprire un nuovo dibattito sul futuro del retail e degli store.
Questo perchè Samsung 837 si propone come un contenitore di esperienze, a metà strada tra parco giochi digitale e marketing center di eccellenza. L'azienda di origine sudcoreana preferisce definirlo un "un-store", un "non-negozio", ma uno concept che immagina il futuro.
Il concept. Samsung 837 è uno spazio suddiviso su tre piani per una superficie totale di 3.700 mq, che rappresenta un laboratorio commerciale permanente, al cui interno i consumatori possono provare non solo i prodotti Samsung, ma anche interagire con installazioni, touch screen, schermi digitali, assistere a eventi speciali e performance, presentanti nell'auditorium interno. Presenti anche una galleria d'arte, un centro conferenze e uno studio televisivo. Non manca uno spazio cucina a vista per organizzare showcooking e nuove forme di entertainment culinario.
Legame locale e con la cultura. Tutto questo è possibile anche grazie a partnership con istituzioni locali importanti, come il Whitney Museum of American Art, in grado di aprire relazioni e collaborazioni con artisti, scienziati, leader culturali e influencer. "Il nostro progetto Samsung 837 era quello di costruire un centro commerciale di eccellenza e New York è il perfetto contesto per una soluzione innovativa di questo genere, che non ha eguali per la sua capacità di attrarre i nuovi talenti di tutto il mondo -ja spiegato Gregory Lee, presidente e Ceo di Samsung Electronics North America-.
La struttura acquisti secondo Coop Italia
Alla base della riorganizzazione, nuova visione e ruolo per i prodotti a marchio
Migliorare l’efficacia e l’efficienza delle azioni di Coop per mantenere duraturo nel tempo il suo sistema valoriale: parte da questa premessa la riorganizzazione che ha toccato profondamente la direzione acquisti di Coop Italia, portando a ridisegnare competenze e ruoli. Un processo iniziato un anno fa, non ancora definitivamente concluso, e destinato a traghettare Coop verso nuove sfide, come spiega Maura Latini, direttore generale di Coop Italia: “Ci siamo resi conto che per ottenere i risultati che ci siamo prefissati, fosse necessario adottare un nuovo modello organizzativo, che ripensasse in chiave più moderna i processi, le logiche di gestione, i sistemi informativi, il ruolo del prodotto del marchio nel prossimo futuro. Così, dopo un lungo confronto interno che ha coinvolto anche le cooperative, abbiamo ribadito il ruolo di servizio di Coop Italia, il suo essere una casa comune, scegliendo bene come suddividere le competenze tra centrale e territorio allo scopo di continuare a essere, nei prossimi anni, efficaci, efficienti e leader, partendo dalla valorizzazione del territorio, un valore intrinseco del nostro sistema di valori, parte del nostro dna”.
Vediamo alla nuova organizzazione. Quali le principali caratteristiche?
La nuova direzione commerciale è divisa in due blocchi: uno relativo al food, la cui direzione è affidata a Alessandro Mazzoli, e quella invece focalizzata sul non food, il cui direttore è Domenico Brisigotti e sulla quale stiamo ancora lavorando. La divisione commerciale food è stata a sua volta suddivisa in cinque settori -alimentari, chimica (che comprende anche la parafarmacia), freschi, ortofrutta e carne-, ognuno dei quali copre circa 20 reparti e prevede due responsabili: uno per i prodotti dell’industria e un altro per quelli a marchio; entrambi rispondono a un capo reparto, costituendo così un team in grado di gestire, ognuno per le proprie competenze e ruoli, l’assortimento previsto nei diversi formati e le promozioni nazionali secondo un’ottica di category che prevede che le politiche di vendita guidino le logiche degli acquisti.
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Department Store Awards 2016, annunciati i finalisti
Sono stati annunciati i finalisti per il Department Store Awards 2016. La premiazione avverrà durante il 5 ° Globale Department Store Summit (GDSS), in programma il 26 e 27 maggio a Zurigo. I premi celebrano la creatività, l'impegno di responsabilità sociale e le prestazioni dei grandi magazzini. Tutti i department store del mondo sono stati invitati a presentare il modulo di iscrizione per la partecipazione all’edizione 2016. Saranno giudicati da una giuria internazionale composta da ex dirigenti di vendita al dettaglio ed esperti di business, con una votazione pubblica.
Le categorie. Per la categoria che riconosce la creatività, l'innovazione e il talento dei team di visual merchandising, i candidati sono Harvey Nichols - U.K.; La Rinascente – Italia; Myer – Australia.
La categoria che premia le migliori attività per uno sviluppo sostenibile, e che individua dunque i migliori esempi di utilizzo delle proprie risorse per migliorare gli impatti sociali e ambientali, vede tra i finalisti Al Tayer Group - U.A.E; Paris Department Store – Cile; Selfridges - U.K.
C’è poi il premio per il miglior Department Store del mondo. I partecipanti su cui ci si concentra l’attenzione devono aver dimostrato innovazione e prestazioni eccezionali in tutti i segmenti di vendita al dettaglio. I criteri per il miglior Department Store nel Mondo 2016 Award includono un profilo di successo, sviluppo delle strategie di prodotto, presenza on-line e servizi innovativi e inoltre eccezionale in-store experience; fornitura di un servizio clienti eccellente; e forte performance finanziaria. In questa categoria si contendono il titolo: Brown Thomas – Irlanda; La Rinascente – Italia; Selfridges - U.K.
Lisciani ed elmex educano i bambini a sorridere
Lisciani, Worldwide Educational Company leader nella produzione di strumenti didattico-ludico-editoriali, ed elmex, brand del gruppo Colgate – Palmolive, marca di dentifrici raccomandata dai dentisti per la prevenzione della carie nei bambini, hanno siglato un accordo di co-marketing volto a promuovere nei più piccoli l’educazione alla corretta igiene orale attraverso strumenti ludici ed educativi e l’uso di prodotti specificamente formulati per le esigenze dei più piccoli.
Dal 25 aprile al 31 luglio 2016, in tutta Italia, è prevista una serie di iniziative promozionali firmate Colgate Palmolive group - Lisciani che vedranno come protagonisti i personaggi elmy, mexy, Dentino e Piccolo Genio. Le promozioni sono declinate nella Grande Distribuzione, nelle farmacie e nei negozi della catena Toys Center, con modalità specifiche per ciascun settore.
Nella Grande Distribuzione acquistando due prodotti elmex o meridol si potrà partecipare al concorso elmex che mette in palio 1 “MioPhone” Lisciani settimanalmente; inoltre, all’interno di selezionate catene che aderiscono all’inziativa, si riceverà in omaggio il divertente Puzzle Lisciani “Le Avventure di Dentino”.
In oltre 10.000 Farmacie, a fronte dell’acquisto di 2 prodotti a scelta tra le linee elmex Protezione Carie, elmex Bimbi e elmex Junior, i bambini riceveranno in omaggio il libricino “Le Avventure di Dentino”.
Infine, nei negozi della catena Toys Center aderenti all’iniziativa, acquistando un prodotto Lisciani della linea Piccolo Genio, il cliente riceverà in omaggio un campione di dentifricio elmex Junior.
Lisciani ed elmex hanno inoltre sviluppato Gioca e Sorridi, un’applicazione per tablet e smartphone con cui i bambini verranno guidati dai personaggi della promozione alla scoperta delle regole della corretta igiene orale attraverso quiz, divertenti labirinti, giochi di associazione, giochi per simulare la pulizia della bocca e un’allegra filastrocca che insegna al bambino come e perché lavare i denti.
Nespresso apre una nuova boutique temporanea a Oriocenter
Nespresso, il marchio di Nestlé del caffè porzionato venduto in 62 paesi del mondo, ha appena inaugurato la nuova Temporary Boutique di Orio al Serio nel centro commerciale Oriocenter, dove, al piano terra, il punto di vendita temporaneo sarà anche luogo d’incontro per gli amanti del caffè Nespresso. "uno spazio nel quale visitatori e viaggiatori in transito per l’aeroporto di Orio al Serio potranno fare una pausa gustando i Grand Cru Nespresso" ” . Questa è la Temporary Boutique n.41 a livello nazionale. “Nespresso -precisa Fabio degli Esposti, direttore generale di Nespresso Italia- è sinonimo di alta qualità del caffè e servizi innovativi pensati per offrire un'esperienza d'acquisto sempre più completa, anche con l'ampiezza della gamma e tramite eCommerce, App e call center. Portiamo le nostre boutique in location diversificate, per rispondere alle esigenze di prossimità dei Club Member ed essere sempre in linea con lo stile di vita di ognuno”.
Un’area vendita propone i Grand Cru e le varietà in edizione limitata. Ma sarà possibile degustarne la qualità in tutte le sfumature di aroma e intensità. Come nelle altre 40 Boutique in tutta Italia, anche a Orio, i Coffee Specialist guideranno i clienti attraverso l’universo firmato Nespresso, aiutandoli nella scelta dei Cru più affini a gusti e preferenze, attraverso consigli e servizi personalizzati.
Pam local inaugura il primo store in franchising
Pam inaugura il primo Pam local aperto in franchising. È l’ottavo punto di vendita dell’insegna a Torino, ubicato in via Madama Cristina 24, a pochi passi dall’Orto Botanico e dalla stazione di Porta Nuova. “Questa nuova apertura rappresenta un passo importante nello sviluppo del format local – afferma Andrea Zoratti, direttore del canale Pam local – Dopo le 30 aperture in gestione diretta effettuate nel corso degli ultimi 2 anni, abbiamo deciso di procedere con uno sviluppo dell’insegna in modalità franchising proprio a partire da questo punto di vendita”.
Guido Ganassin, direttore di Pam Franchising, aggiunge: “Pam local si contraddistingue per la formula semplice e profittevole, che ben si adatta ad imprenditori giovani e volenterosi. Per questi motivi abbiamo voluto aprire il format al canale franchising”.
L'offerta. In linea con la filosofia dell’insegna, il nuovo convenience store, è aperto 7 giorni su 7 con orario continuato sino alle ore 22 e propone un assortimento che offre ampio spazio ai prodotti biologici, senza glutine, per vegani e vegetariani. Consistente inoltre, soprattutto nei reparti freschi, l’offerta di confezioni monoporzione, che consentono di risparmiare, riducendo al minimo gli sprechi alimentari. Numerose infine le referenze Dop ed Igp. Caratteristica dell’insegna è mantenere prezzi bassi tutto l’anno. La gestione del negozio è stata affidata a Marco Bonoli, giovane imprenditore torinese che ha deciso di intraprendere l’avventura local.
Stroili Oro programma 20 nuove aperture nel 2016
Stroili Oro mette a punto un importante piano di sviluppo che prevede 20 nuovi store sul territorio italiano entro il 2016. L’azienda, che ha chiuso il 2015 con un fatturato che si attesta intorno a 215 milioni di euro fatturato, con una crescita, a parità di perimetro, del 4% del brand Stroili Oro e un ebitda aumentato del 13,6%, ha arricchito la sua rete vendita lo scorso anno di una ventina di aperture in Italia a cui seguiranno quelle già in programma per l’anno in corso. Tra le città in cui l’insegna consoliderà la propria presenza ci sono le città siciliane Catania e Siracusa. Il gruppo ha inoltre chiuso il primo trimestre in leggera crescita rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente registrando +2-3%.
Lo sviluppo dell’oreficeria. Il marchio, che annualmente produce circa 6 milioni di pezzi in Italia, svolge anche attività a sostegno del settore orafo. Ha infatti attivato un progetto in sinergia con la Scuola d’Arte e Mestieri del CPV – Centro produttività Veneto che mira a integrare l’azienda come attore primario nel processo di formazione.
Maurizio Merenda, amministratore delegato di Stroili, a riguardo spiega: “Si tratta di un primo passo per sostenere le scuole di oreficeria. Abbiamo bisogno di crescere i giovani creativi e di formare gli addetti alle vendite, in moda da trasferire loro il savoir-faire del brand”.
F.lli Fontana diventa società per azioni. Nasce Kasanova spa
F.lli Fontana srl, che gestisce l’insegna Kasanova, cambia ragione sociale e da società a responsabilità limitata diventa società per azioni. Dopo la delibera, lo scorso 4 aprile, della fusione per incorporazione in F.lli Fontana srl delle società Maghi Kasa srl, Kasa srl e Totaro Patrizia srl, si passa ora alla nuova società Kasanova spa. La sottoscrizione dell’atto di fusione, la cui efficacia è prevista a partire dal primo di giugno 2016, è già stata effettuata. La società Kasanova spa sarà guidata dall’amministratore delegato con pieni poteri Maurizio Ghidelli, già alla guida della F.lli Fontana srl.
I vantaggi della fusione. Attraverso l’incorporazione di Maghi Kasa srl, Kasa srl e Totaro Patrizia srl, la F.lli Fontana srl rafforzerà la propria struttura commerciale aumentando il numero di unità della propria rete vendita, con un incremento di dimensioni che potrà garantire maggiore visibilità allo sforzo imprenditoriale del Gruppo verso potenziali investitori e partner finanziari. La fusione permetterà inoltre di ottimizzare i flussi finanziari grazie all’incremento dei volume delle vendite dirette. Un ulteriore effetto della fusione è l’opportunità di coinvolgimento, negli assetti proprietari della società, di importanti figure manageriali già oggi operative in Kasanova ma, al contempo, socie delle Società incorporande. Infatti, ad esito delle operazioni di Fusione, le stesse saranno titolari di quote del capitale di Kasanova spa.
Lillapois avvia il nuovo servizio eCommerce
Lillapois, la catena di drugstore di Auchan Retail Italia specializzata in bellezza, cura della persona e igiene della casa, presente in tutto il Nord Italia con oltre 40 negozi, avvia il nuovo servizio eCommerce sul sito shop.lillapois.com. L’assortimento online, che comprende attualmente circa 2.500 prodotti, sarà completato a settembre con l’intero assortimento presente negli store Lillamoi, dedicati alla bellezza, igiene e cura della persona, e nel 2017 integrerà anche i prodotti per la casa dell’assortimento Lillapois. Le referenze contano prodotti per i capelli, per la cura del corpo e del viso, per il make-up, per la detergenza e l'igiene personale, per la depilazione e la rasatura. Sullo store online si trovano anche fragranze, cofanetti, prodotti della parafarmacia, fino a quelli per la prima infanzia. Per quanto riguarda i pagamenti, possono essere effettuati tramite transazioni con Visa, Mastercard, American Express, PayPal e Maestro, oppure tramite pagamento in contanti direttamente al corriere.
Per poter effettuare un acquisto basta registrarsi anche solo fornendo il numero della propria carta fedeltà LaTua!Card, il programma fedeltà delle insegne Auchan e Simply. Sul sito sono inserite schede dettagliate sui singoli prodotti. Gli articoli acquistati dovrebbero arrivare a destinazione in 1-2 giorni lavorativi. Oltre alle promozioni in corso legate al catalogo, in occasione del lancio della nuova piattaforma e-commerce, per tutti i possessori della carta fedeltà la spedizione dei prodotti tramite shop.lillapois.com è gratuita.
Quaranta nuove profumerie Idea Bellezza all’interno di Upim
Gargiulo & Maiello S.p.A. (socia di Gruppo VéGé) e Upim realizzeranno oltre 40 nuove profumerie a marchio Idea Bellezza, insegna del settore beauty, che saranno create all’interno degli store Upim presenti su tutto il territorio nazionale. La partnership è stata di recente annunciata ed entrambi i partner sottolineano l’importanza strategica della collaborazione.
Alessandro Maiello, amministratore delegato di Idea Bellezza, infatti dichiara: “Siamo davvero molto orgogliosi di questa partnership, che è simbolo di un riconoscimento del nostro marchio. Essere presenti su tutto il territorio italiano consentirà di farci conoscere in nuove realtà: lavoreremo a fianco di Upim per soddisfare ogni giorno le esigenze dei clienti”.
Nicola Mastromartino, presidente di Gruppo VéGé, aggiunge: “Come Gruppo VéGé siamo felici che l’impresa socia Gargiulo & Maiello abbia concluso questo importante accordo che permetterà al marchio Idea Bellezza di farsi conoscere anche a livello nazionale e di confermarsi come insegna italiana di riferimento per il mondo della profumeria”.
Conad Adriatico: ecco i perché della crescita
Un giro d'affari di 962,8 milioni di euro (+4% rispetto al 2014) e un utile netto di 4,7 milioni di euro: queste le principali evidenze della presentazione dei dati di bilancio 2015 di Conad Adriatico, svoltasi alla presenza dei soci, nella sede Conad di Monsampolo del Tronto (Ap). Risultati sopra la media, nel mondo Conad e nel settore della distribuzione alimentare. Comparto che lo scorso anno ha chiuso con un leggero decremento rispetto al 2014, a valore omogeneo, pari al -0,03% delle vendite della grande distribuzione (Bilancio di esercizio 2015 Conad Adriatico su dati Nielsen). Per un picco leggermente negativo, nelle vendite totali nella gdo, soprattutto al sud, che si attesta su un -0,39%.

Come ha fatto, allora, Conad Adriatico a portare a casa questi risultati? La ragione, secondo il management, è da ricercasi nel nuovo posizionamento che l'insegna si è data, e che ha cominciato a costruire negli ultimi 5-6 anni. Confema Antonio Di Ferdinando, ad e direttore generale della cooperativa: “Riusciamo ad essere differenzianti in primo luogo sui freschi, la cui incidenza sui nostri punti di vendita, oggi, è del 60%, contro una media Conad del 40%”. Si è lavorato anche alla riduzione e riorganizzazione degli assortimenti investendo con forza, contestualmente, sull'efficientamento dell'azienda attraverso i sistemi informatici. Ultimo tassello, non meno importante, la formazione. Continua Di Ferdinando: “In 6 anni, abbiamo erogato 33.000 giornate formative, intervenendo su tutti i livelli, e coinvolgendo tutti i dipendenti dell'insegna”.
Caffarel ha in programma cento nuovi shop in shop
Dopo la chiusura di un 2015 che ha visto un calo dei consumi di cioccolato e la riduzione dei punti vendita, Caffarel, l’azienda piemontese controllata dal colosso svizzero Lindt & Sprungli, punta al rafforzamento con la nomina del nuovo ad Marco Peter. La strategia su cui punta il manager per recuperare mercato è duplice: da un lato lo sviluppo della distribuzione con l’apertura di cento nuovi shop in shop all'interno di bar e pasticcerie già esistenti, dall’altro il rilancio dei prodotti di punta e una spinta all’innovazione tramite l’introduzione di nuove proposte e nuovi gusti.
Con l'arrivo di Peter, Caffarel ha già iniziato a rafforzare il segmento di mercato legato al cioccolato utilizzato in pasticceria per la produzione di dolci. L'azienda, che quest'anno compie 190 anni, continuerà dunque a rivolgersi ai canali di vendita tradizionali, presidiando i punti vendita di fascia alta come Eataly e Rinascente, prestando maggiore ascolto alle esigenze dei clienti, soprattutto ai proprietari di bar e pasticcerie, ai quali saranno rivolti dei workshop appositi per informarli sulle caratteristiche del prodotto che andranno poi a vendere.
Sul fronte estero le vendite danno invece buoni risultati, soprattutto in Giappone, dove l’azienda ha aperto dei negozi monomarca, e in Arabia Saudita. Le esportazioni rappresentano però solo un 20% del fatturato totale di Caffarel che oggi vale oltre 70 milioni, ossia il 2% dei 3,65 miliardi di franchi di giro d'affari di Lindt.
Il brand ha recentemente effettuato una serie di investimenti negli impianti produttivi per rispondere meglio alle richieste del mercato, acquistando una nuova raffinatrice per dare maggiore finezza al cioccolato e un impianto per nuove creme spalmabili. E ulteriori investimenti sulle linee produttive all'interno della fabbrica sono previsti nel prossimo biennio.
Conserve Italia punta a consolidare le private label oltre confine
Le private label si confermano per i produttori un ambito di mercato con prospettive molto interessanti di sviluppo sia in Italia che all’estero e Conserve Italia, leader in Europa nella trasformazione di prodotti ortofrutticoli, punta ad accrescere il business in questo segmento produttivo, in grado di valorizzare e consolidare la propria leadership. Forte del grande background costruito in diversi mercati con i propri brand l’azienda ha sviluppato un’elevata capacità di proporre prodotti differenziati e premianti per il distributore e la strategia centrata su qualità, affidabilità e innovazione le ha reso il successo nel ruolo di copacker delle principali catene distributive.
“Conserve Italia – afferma Cesare Concilio, direttore commerciale estero Conserve Italia ha nel suo DNA la vocazione di azienda di marca. Ciò nonostante essere una cooperativa vuole anche dire riuscire a commercializzare tutta la materia prima che i nostri soci cooperatori conferiscono e quindi lo sbocco garantito in tal senso dalla marca commerciale diviene determinante anche e soprattutto nel mercato estero, sia europeo che internazionale. In quest’ottica è concepita la partecipazione al prossimo salone PLMA (World of Private Label) in programma ad Amsterdam a fine maggio, un’occasione per stabilire interazioni strategiche con i clienti storici, ma anche con nuovi acquirenti”.
Master: gli gnocchi di vere patate approdano a Eataly
A Torino, Milano e Roma, da oggi in vendita nel banco frigo di Eataly anche sette tipologie di gnocchi artigianali firmati Master, l’azienda veneta che li produce solo con patate fresche cotte al vapore con la buccia, uova, farina tipo 0, sale e prodotti Dop.
“Ci troviamo perfettamente in accordo con la filosofia con cui Eataly basa la scelta dei partner - afferma Adriano Bianco - perché sono gli stessi valori su cui si fonda la nostra attenzione nella selezione di materie prime ed ingredienti di elevata qualità che utilizziamo per realizzare i nostri gnocchi”. Le referenze Master selezionate da Eataly grazie all’alta componente artigianale che caratterizza la loro lavorazione, sono gli Gnocchi di Patate Fresche anche nella versione Bio-Vegan, Gnocchi con Zucca, Alla Ricotta e Spinaci, Ripieni ai Formaggi con Gorgonzola DOP, Ripieni con Radicchio e Speck e Minicanederli con Speck.
Il nuovo packaging progettato appositamente per i prodotti Master inseriti nei punti vendita Eataly hanno una grafica moderna, ma al tempo stesso elegante, con illustrazioni dallo stile accattivante che conferiscono emozionalità alle confezioni in cartoncino riciclabile al 100%. Grazie ad una finestrella trasparente posta al centro della confezione, il consumatore ha la possibilità di percepire in anteprima la qualità del prodotto. Il nuovo look inoltre garantisce immediata riconoscibilità ai prodotti Master che spiccano nel banco frigo per l’originalità del pack, studiato in esclusiva per il partner distributivo.
Despar Italia: ambizioni di crescita
La strategia dei prodotti a marchio di casa Despar poggia sulla ricerca e l’offerta di referenze alimentari più sane e sostenibili, per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più consapevole del legame fra cibo e salute. “I clienti hanno compreso che la scelta degli alimenti influisce direttamente sul loro benessere fisico: per questo, il nostro sforzo è quello di proporre linee a marchio che siano sempre più garanzia di salute nel tempo per chi le compra -spiega Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia-. Ciò significa, per esempio, un’attenzione ossessiva per le materie prime e la qualità: in questo senso, stiamo eliminando dalle nostre linee a marchio l’olio di palma, il glutammato”. Ma non solo: in questa chiave, sono state riviste anche alcune ricettazioni con ricerca di ricette esclusive così come formati e packaging. “Del resto, riteniamo che sia nostro compito aiutare il cliente a non sprecare il cibo che acquista -puntualizza Fochesato-. Per questo, nelle nostre linee preferiamo proporre confezioni più adeguate, pensando a ridurre sprechi”. Per la stessa ragione, il retailer sta lavorando anche sull’offerta di proposte monodose, come nel caso dei salumi e dei piatti pronti al consumo.
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Format innovativo di Camst: Dal 1945 Gustavo italiano
Gruppo Camst ha iniziato una riconversione dei locali all’interno dei centri commerciali nel nuovo format “Dal 1945 Gustavo italiano”. Finora sono 4 le ristrutturazioni realizzate e altre due saranno completate entro la fine dell’anno. Il format Dal 1945 Gustavo italiano è attualmente presente a Bologna (centro commerciale Centronova), nel centro storico di Ravenna, ad Arezzo (centro commerciale Sette Ponti) e Parma (centro commerciale Euro Torri). Entro la fine dell'anno saranno convertiti gli spazi nel centro commerciale Centro Torri sempre a Parma e nel centro commerciale Il Palladio di Vicenza.
Nel prossimo quinquennio 25 locali attualmente presenti con altri marchi Camst in centri storici e commerciali verranno allineati al progetto. “Stiamo proponendo il nuovo format anche nelle gare per stazioni e autostrade; l’obbiettivo è di aprire 10 locali nel prossimo triennio”, afferma il direttore generale Camst Antonio Giovanetti.
A Milano il primo Express h24 di Carrefour
Carrefour inaugura a Milano (in via San Senatore) il primo Carrefour Express H24 con orario continuato 7 giorni su 7. Si tratta di un punto di vendita rinnovato, che si estende per una superficie di 277 mq e che offre numerose novità assortimentali. Oltre 5.000 prodotti con particolare attenzione al mondo bio, vegan e gluten free. Ampliato anche lo spazio dedicato all’ortofrutta prodotta a km 0, al pesce fresco e alla cantina di vini pregiati sia nazionali che internazionali. Il nuovo Carrefour Express, per andare incontro alle crescenti necessità in termini di flessibilità dei propri clienti, oltre ad implementare il format H24, implementerà anche il servizio di consegna a domicilio, di ritiro pacchi Indabox e la possibilità di utilizzare buoni pasto dei principali operatori. Carrefour è stato il primo player della gdo ad aver implementato a livello nazionale il format H24. “Pensiamo fortemente che il modo di fare la spesa sia cambiato -afferma Gabriele Di Teodoro, direttore prossimità di Carrefour Italia-. I clienti hanno sempre più bisogno di flessibilità e di organizzare da se in totale libertà anche il tempo dedicato a fare la spesa. La consegna a domicilio e l’apertura dei punti vendita 7 giorni su 7 sono l’evoluzione dei servizi dedicati ai clienti e la risposta alle crescenti necessità dettate dagli odierni stili di vita”.
Iper , La grande i, il food come esperienza
Una riformulazione dell’ipermercato che trova una sua nuova dimensione e dimostra che ci sono ancora spazi di sviluppo e, soprattutto, di innovazione anche per questa tipologia: queste una delle lezioni/ particolarità che si trae dalla superficie Iper, La grande i che Marco Brunelli ha aperto nello shopping center Il Centro ad Arese (Mi), dove non occupa la posizione centrale, ma un’intera ala al piano inferiore, con due ingressi. Come sottolinea il direttore Marco Ruzza: “Parliamo di una struttura di 8.000 mq che percorre nuove strade, rinnovando i must che da sempre caratterizzano Iper, La grande i, come i freschi, e inserendo nuovi spazi, soluzioni, approcci. Unico l’obiettivo: non solo garantire una shopping experience nuova, scenografica e di maggiore impatto grazie ai laboratori aperti alle lavorazioni, ma anche una modalità di spesa più veloce, con percorsi chiari”.
Anche Davide Padoa, Chief Executive Officer di Desing International, l’agenzia specializzata in design che ha contribuito a disegnare il centro e lo stesso ipermercato, sottolinea come questo Iper, La grande i debba essere considerato l’ipermercato del futuro per la sua capacità di avere reinterpretato la piazza del mercato di cinquecento anni fa. Come dire, niente di nuovo, anche se in realtà tutto è diverso. “Non ci sono mensole nè armadi, ma solo isole specializzate per merceologie, che raccontano i prodotti, le loro caratteristiche, le produzioni in loco dei laboratori e le preparazioni nelle ampie cucine”. Molti gli addetti presenti, indaffarati nelle preparazioni a vista, non solo commessi ma artigiani, pronti ad offrire spiegazioni e a rispondere alle domande e curiosità dei clienti.
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Pam chiude il 2015 a 2,5 miliardi
Gruppo Pam registra ricavi per 2,5 miliardi di euro (+1,1%) e ebitda a 105,7 milioni (+21,6%). Nel corso dell'esercizio sono state avviate 55 nuove aperture per investimenti di poco superiori ai 100 milioni, per una rete costituita da 527 punti di vendita diretti e 157 in affiliazione. A fine 2015 il gruppo ha completato la dismissione della catena Brek Ristoranti tornando a focalizzarsi interamente sul business distributivo: il protagonista della gdo è operativo su tipologia grande, media e piccola con le insegne Panorama (ipermercati), Pam, Pam Local e Metà (supermercati) e In's Mercato (discount).
Eataly a Copenhagen con Illum
Eataly si prepara a sbarcare in Danimarca. L’insegna fondata da Oscar Farinetti annuncia che, entro la fine dell’anno, aprirà un punto di vendita a Copenaghen. Lo store, che si estenderà su una superficie di 2.000 metri quadrati, troverà spazio all’interno di Illum, department store specializzato in fashion e design dal 2013 di proprietà di La Rinascente. Il negozio sarà strutturato secondo il classico format di Eataly. Accanto all’area dedicata alla vendita vi saranno, pertanto, bar e ristoranti. È, inoltre, prevista una zona didattica, che ospiterà corsi di cucina per persone di ogni età. L’offerta sarà ovviamente incentrata sulle eccellenze del Made in Italy. I consumatori potranno, pertanto, scegliere all’interno di una ricca selezione di vini, olio d’oliva, formaggi, sughi, pasta fresca e carne. La ristorazione proporrà, invece, le ricette e gli alimenti tipici della tradizione nostrana, quali pasta, pizza, salumi, formaggi e gelato.
L’apertura è il risultato della partnership siglata con Coop Denmark, già presente dentro Illum con il supermercato Irma che a breve lascerà il posto al nuovo store. Spiega a tal proposito Luca Baffigo Filangieri, Ceo di Eataly: “Coop Denmark è il miglior partner che Eataly potesse scegliere per aprire in Danimarca perché capace di coniugare qualità dell'offerta e rispetto per il cliente. Insieme faremo scoprire al popolo danese, già amante del cibo italiano, le nostre tradizioni enogastronomiche e racconteremo alla nostra maniera la cultura del territorio italiano e la nostra ricca biodiversità”.
Illycaffè consolida la presenza a San Francisco
Nuovo illy Caffè a San Francisco in 505 Sansome St. Su una superficie di 1.352 mq il locale dispone di una lounge e di un’area comune e poggia su una vasta gamma di preparazioni a base di caffè e golosità per tutti i momenti della giornata. Per offrire un’esperienza illy completa anche a casa, All’interno dello store visibilità e spazio sono dati all’esposizione dei prodotti, dalle diverse linee di macchine per espresso alle illy Art Collection, dal blend illy 100% Arabica alle linee Monoarabica. illy ha di recente inaugurato anche il suo primo illy Shop sempre nella città californiana. Il nuovo corner è situato all’interno del The Market Hall, il centro commerciale del lusso che si trova nel quartiere della città Mission Bay. L’illy Shop di San Francisco, con una superficie di 5 mq offre un’esperienza di shopping che racchiude l’intera gamma dei prodotti illy.
3Ina sceglie l’Italia dopo Londra e Atene
3INA sceglie Milano come location per il flagship store italiano. Il negozio, ubicato in corso Buenos Aires, è il terzo – dopo quello di Londra e di Atene – aperto dal brand di make up, fondato da Pablo Rivera e Mark Eve. Lo spazio propone oltre 450 referenze, suddivise in 6 categorie (eyes, lips, face, skincare, nails e tools), e propone, oltre alla vendita, un’area dedicata alle lezioni di trucco. Il punto di vendita è caratterizzato dall’utilizzo del bianco, che svolge una duplice funzione: da una parte rende luminoso e spazioso l’ambiente e dall’altra parte pone in risalto le sfumature cromatiche dei prodotti. Il core target è rappresentato da giovani donne (di età compresa tra i 18 e i 30 anni) che amano giocare con il make up, seguendo le ultime tendenze in fatto di colori e texture. Coerentemente con la clientela di riferimento, il prezzo si posiziona nella fascia media e medio/bassa del mercato.
Heinz diversifica e allarga l’offerta
Dopo un’attività di Ricerca e Sviluppo di quasi due anni, Heinz ha elaborato un’esclusiva ricetta per una nuova maionese caratterizzata da una spiccata cremosità pur senza contenere addensanti artificiali né coloranti, che prevede l’utilizzo di sole uova di galline allevate a terra. Per festeggiare il lancio in Italia della nuova maionese, il brand ha selezionato tra tutti i suoi fan di Facebook che avevano più insistentemente chiesto la Maionese Heinz una fortunata ammiratrice, Alessandra Moneda, e ha ripagato la sua paziente attesa con una sorpresa Squisitamente Buona. Heinz ha fatto visita ad Alessandra direttamente a casa sua, a bordo di un iconico food truck blu, guidato da uno chef e carico di Maionese Heinz Squisitamente Buona, sorprendendo lei e la sua famiglia con un assaggio in anteprima della nuova salsa. Il video che riprende tutta la storia è disponibile nella fanpage Facebook di Heinz Italia o al seguente link https://youtu.be/UWrqHISJW1c.
“La maionese Heinz Squisitamente Buona si profila come uno dei più importanti lanci dell’anno per la nostra azienda” - dichiara Ana Cardoso marketing manager Kraft Heinz. Negli ultimi 18 mesi abbiamo svolto un intenso lavoro coinvolgendo e ascoltando oltre 5.000 consumatori: fatto tesoro di quanto appreso, abbiamo dato vita a questa nuova maionese pensando proprio a loro. Heinz è da sempre sinonimo di gusto e qualità e la Maionese Heinz Squisitamente Buona sarà fedele a questa tradizione”.
Ogni aspetto del nuovo prodotto è stato curato nel dettaglio: la consistenza cremosa, il sapore delicato studiato appositamente per il gusto italiano ed il look rinnovato: gli inconfondibili barattoli, infatti, si vestono di una nuova etichetta, chiara, leggibile ed elegante. Il prodotto è disponibile nei supermercati sia nel barattolo in vetro Heinz, sia nella bottiglia top down squeezy, nelle due varianti standard e light.
Pam Panorama propone il concorso La Fortuna è servita
Pam Panorama lancia il concorso La Fortuna è servita, attivo fino al 18 luglio, che mette in palio oltre 60 premi instant win e maxi premi finali tra cui 1 settimana per due persone in una capitale europea a scelta tra Londra, Parigi, Madrid e Praga; 10 weekend per due persone in un centro benessere Falkensteiner; 10 estrattori di succhi di frutta e verdura Hot Point.
Modalità di partecipazione. Per partecipare bisogna entrare nel sito dedicato https://lafortunaeservita.pampanorama.it/ e registrarsi. Per procedere si può cliccare su uno degli otto piatti della tavola imbandita che apparirà per scoprire subito se si è tra i fortunati vincitori di uno dei 64 premi instant win, una gift card Pam Panorama del valore di 50 euro spendibile in tutti i punti di vendita diretti Pam e Panorama.
Ogni utente potrà giocare per un massimo di 2 volte alla settimana mentre i possessori di Carta per Te, la carta fedeltà di Pam Panorama, avranno a disposizione 4 possibilità settimanali. Se, dopo aver cliccato sul piatto, l’utente non avrà vinto, potrà rifarsi immediatamente rispondendo a 2 domande incentrate sull’alimentazione sana, il benessere e le proprietà nutrizionali degli alimenti. In caso di risposta esatta ad entrambe le domande, parteciperà in automatico all'estrazione finale di uno dei maxi premi in palio.
Coop – E.Leclerc collaborano sulle tipicità regionali
Il mercato francese chiede prodotti alimentari premium regionali: E.Leclerc si affida all’esperienza di Coop Italia per selezionare la vera tipicità. “Anche nei nostri pdv -dichiara Frédéric Gheeraert, dg Scamark E.Leclerc- assistiamo a un fenomeno di valorizzazione. La tipicità regionale assume un ruolo sempre più importante. Pensiamo a un prodotto come la mozzarella: oggi un numero crescente di consumatori francesi conoscono e chiedono la burrata, prodotto sconosciuto in Francia fino a qualche anno fa. Ovvio che per vendere la tipicità italiana oltralpe occorre spiegare bene l’origine e la cultura d’origine e per fare questo la tecnologia digitale e l’interazione con il consumatore possono aiutarci. Naturalmente l’alleanza con Coop Italia ci permette di selezionare al meglio i prodotti regionali”. La quale mette in campo “reputazione e capacità di selezionare aziende e prodotti -spiega Domenico Brisigotti, Ad di Coop Italian Food- per ricoprire le vesti di aggregatore dell’eccellenza alimentare nazionale e proporla ai singoli retailer internazionali nelle specifiche modalità richieste”.
Auchan Italia: l’export vola a doppia cifra
“Con la nostra capacità relazionale e la forza della nostra insegna riusciamo a vendere prodotti 100% italiani in 22 paesi tra Europa e Mondo (l’ultimo accordo concluso è sul mercato taiwanese che si aggiunge a Malesia, Cina, Russia, Brasile e Giappone, ndr), offrendo un servizio completo ai nostri fornitori e liberando i nostri clienti da obblighi quantitativi, attraverso il magazzino di Verona che ci permette di fare groupage e di lavorare anche su piccole quantità”. Alessandro Montanari, responsabile import-export di Auchan Retail Italia, snocciola i numerosi plus che l’insegna mette a disposizione del mercato in termini di versatilità, conoscienza del comparto produttivo e del mercato di riferimento. “I risultati ci stanno premiando -prosegue Montanari- nel 2015 abbiamo incrementato il flusso di prodotti venduti oltreconfine del 30%, nel 2014 addirittura abbiamo raddoppiato le nostre vendite oltreconfine. Tutti i prodotti venduti all’estero sono di fornitori di Auchan Italia, ma abbiamo la possiblità di vendere anche altri produttori secondo richieste specifiche del cliente”. Il tutto con una percentuale di ricarico giusta, che evita inutili speculazioni da parte dei tradizionali importatori”. Tra i clienti di Auchan Italia, Kfl-Bio, piccola catena radicata nel Sud della Francia che acquista prodotti bio italiani.
Aspiag e Spar Austria al servizio del Made in Italy
Nella Mitteleuropa è in atto una valida collaborazione per diffondere autentici prodotti alimentari Made in Italy sui mercati promettenti: Spar Austria, attraverso la sua controllata italiana Aspiag, vende prodotti a marchio del distributore, provenienti da fornitori italiani in Austria, Croazia, Slovenia. Utilizza il marchio insegna Despar. “Per i consumatori austriaci -dichiara Norbert Moharitsch, responsabile import export prodotti a marchio di Spar Austria- Despar è vissuto come un brand italiano. Quindi abbiamo deciso di investire sulla promozione di questo brand, anche con spot televisivi e sulla carta stampata, con l’obiettivo di fare avvicinare maggiormente il consumatore austriaco a prodotti italiani Despar, marcando al contempo la differenza con il nostro brand Spar”.
“In Austria- spiega Stefania Micoli, coordinatrice import export prodotti private label Aspiag Nordest di Aspiag- le varie linee di private label non utilizzano brand di fantasia come da noi, bensì riportano preferibilmente il marchio insegna, declinandolo in base al posizionamento dei prodotti”.
PetStore Conad apre il terzo negozio per animali domestici
PetStore Conad è l'insegna della nuova catena specializzata, formata da punti di vendita, contigui o vicini agli ipermercati e ai superstore Conad, a gestione autonoma. Il piano delle aperture prevede, entro settembre 2016, il raggiungimento di 10 negozi, per proseguire con un roll-out costante che porterà a 15 i punti vendita entro fine 2016, con staff complessivo di circa 60 persone.
Dopo le prime due aperture a Modena e Gualdo Tadino (Pg), è la volta di Rubiera (Re) che ospita il terzo PetStore Conad, adiacente al nuovo Conad Superstore di Via Emilia Ovest. È ancora presto per avere un'idea più precisa degli economics di questa catena, ma a dieci giorni circa dall’apertura dei primi due PetStore, Conad è soddisfatta dei risultati in termini di acquisti e affluenza: il 70% dei prodotti comprati dai clienti rientra nelle categorie del pet food, ma anche gli accessori registrano buoni riscontri.
Animali domestici: mercato in crescita costante
Basta la nuda statistica per dimostrare l'attualità del fenomeno: fra cani, gatti, uccelli, criceti, tartarughe, pesci, si contano ormai più di 60 milioni di animali che vivono nelle case degli italiani, più o meno coccolati, nutriti e vestiti come piccoli Lord, e sovente anche più amati degli essere umani in senso stretto.
Fra questi 60 milioni di "animali da affezione", come vengono eufemisticamente ribattezzati gli animali domestici, 14 milioni sono rappresentati da cani e gatti, seguiti da pesci, uccelli, rettili e roditori. Secondo i dati del Rapporto Italia 2016 di Eurispes, quasi la metà degli italiani (43,3%) ha un animale (nel senso zoologico del termine, of course) in famiglia. È un mercato costantemente in crescita (+10% negli ultimi 5 anni). Solo nel 2014 il comparto ha registrato un incremento a valore del 2,4%, con un giro d'affari di 1,8 miliardi di euro e un volume di 544.000 tonnellate di prodotti destinati all'alimentazione per cani e gatti. Il comparto degli accessori per animali domestici ha registrato un fatturato di circa 66 milioni di euro nel 2014, +3,9% a valore rispetto all’anno precedente. “L’obiettivo è quello tipico di Conad -commenta Alberto Moretti, direttore marketing dei canali distributivi Conad- ossia migliorare e personalizzare il servizio, dare al cliente una possibilità in più per scegliere le insegne Conad, spingendo e aiutando nel contempo i consumi in una fase economica difficile. Nel canale pet saremo competitivi rispetto ai maggiori player di mercato e porteremo avanti anche un intenso piano promozionale”.
Hudson’s Bay chiude bene il 1° trimestre, ma Saks soffre
Il retailer canadese Hudson's Bay Company (HBC) ha annunciato un incremento dei ricavi nel primo trimestre non male (considerando i tempi). Parliamo di un +4,4%, performance consolidata a periodi comparabili (-1% a valute costanti). La controllata di HBC, Saks Fifth Avenue, insegna che contraddistingue fra i più famosi, su scala world-wide, grandi magazzini, acquisiti da Hudson's Bay a fine 2013 (trovandosi in portafoglio anche gli outlet Saks Off 5th) registra al contrario un calo di quasi il 6% (-5,7%).
Le vendite di prodotti moda a prezzi scontati, ampliato lo scorso gennaio con l'acquisizione del sito di vendite flash Gilt Groupe (per 250 milioni di dollari), flette del 4,1% a periodi comparabili, contro il +10% messo a segno un anno prima.

Le attività di HBC in Europa indicano +0,7% nel trimestre terminante il 30 aprile, come somma delle prestazioni di diversi importanti addendi commerciali: Galeria Kaufhof, Galeria Inno (catena di grandi magazzini in Belgio) e Sportarena (abbigliamento sportivo), entrate in portafoglio con l'acquisizione nel 2015 dei grandi magazzini Galeria Kaufhof (foto in apertura) da Metro Group.
A fare la differenza nella trimestrale non solo il canale dei grandi magazzini (+2,3%), trainato dalle attività "core" di Hudson's Bay in Canada, ma anche quello online, che ha messo a segno un +7,4% a cambi comparabili.
HBC sembra -questa è l'impressione delle testate specializzate nel mondo fashion- macinare migliori risultati di altri concorrenti americani, come Macy's i cui ricavi piangono -5,6%, Gap che non ride affatto (-5%) e Nordstrom che non sorride ma nemmeno painge (-1,7%). A questi player d'eccezione si accoda il tristanzuolo risultato (-2,4% trimestre terminante al 31 gennaio 2016) di Neiman Marcus Group, che controlla fra l'altro Bergdorf Goodman.
Temporary store, attività di marca sul field
Di transitorio ha solo il nome. Perché, oggi, non c’è niente di meno effimero del modello del temporary store, ossia del negozio ‘a tempo’: una formula commerciale figlia della crisi economica, ma così malleabile, plasmabile, interattiva e veloce, da rivelarsi la più adatta a soddisfare le mutevoli esigenze della società liquida. E la più efficace per offrire al consumatore intrattenimento, esperienza e sorpresa, coinvolgendolo in un mix multisensoriale davvero unico. E così, quella che sembrava una delle tante mode a scadenza, ha saputo resistere all’usura del tempo e, anzi, è diventata una vera e propria realtà di mercato. “Oggi il temporay non è solo una formula commerciale autonoma e consolidata ma un vero strumento multitasking, duttile e funzionale -spiega Luca Pellegrini, professore di Marketing all’Università Iulm e presidente di Tradelab- non è più uno spazio da riempire ma piuttosto un palcoscenico dove le aziende possono recitare eventi che offrono una presenza temporanea sulla scena dello shopping, per chi non ha una rete di vendita propria. La sua natura ‘face to face’ lo pone tra i migliori strumenti di field marketing perché è coinvolgente nell’attività di brand engagement e perché permette alle aziende di rivolgersi ai consumatori in modo personalizzato”.
Una formula in evoluzione
Nato in Gran Bretagna nel 2003 e, poi, sviluppatosi negli Stati Uniti, il temporary shop è arrivato in Italia nel 2005. A farlo debuttare è stata la Fiat che l’ha scelto per lanciare la Lancia Miss Y. Da allora questa formula commerciale di strada ne ha fatta tanta, sia in termini di esperienze, che di declinazioni, che di settori merceologici.
Alla formula classica, quella del temporary shop ospitato in una location commerciale, si sono affiancate altre versioni, come i pop-up store e i moving shop. Sono proprie queste ultime declinazioni le più vivaci. In particolare, crescono in modo esponenziale i negozi su tre o quattro ruote: in Italia, secondo Assotemporary, ne circolano almeno 22.000 che vedono nel rincorrere i clienti una nuova opportunità di business.
Non sono solo strade e piazze le nuove frontiere del temporary shop. Benchè oggi il 70% dei ‘negozi a tempo’ si concentri in location urbane e metropolitane, funzionano bene anche gli spazi temporanei all’interno dei centri commerciali (20% delle iniziative su scala nazionale), delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti (9%), mentre tutti da conquistare sono altri spazi ad alto potenziale, come hotel e musei.
L’articolo completo su Gdoweek n. 9 – 2016
Payback avvia una nuova promozione con Carrefour e Esso
Payback, programma fedeltà che consente di accumulare punti con un’unica carta presso più partner, fa fronte comune con Esso e Carrefour e inaugura una nuova promozione, attiva fino al 5 giugno.
Come partecipare. I 9 milioni di clienti che possiedono una carta fedeltà Payback potranno accumulare punti extra in omaggio sulla propria carta. Basterà fare un solo rifornimento alla Esso ed una sola spesa in un negozio Carrefour per ricevere un bonus di 1000 punti ed ottenere fino a 5 euro di buono sconto. La promozione sarà valida con un rifornimento di almeno 20 litri di carburante presso un stazione di servizio a marchio Esso aderente al programma e con una spesa minima di 20, 40 o 60 euro rispettivamente presso un Carrefour Express, Carrefour Market o presso un Ipermercato Carrefour. I titolari della carta Payback dovranno presentare alla cassa, prima del pagamento, la loro tessera e potranno accedere alla promozione per una sola volta. I punti omaggio verranno accreditati direttamente sulle carte fedeltà dei consumatori entro il 17 giugno. Per ulteriori informazioni e dettagli sull’iniziativa è possibile consultare il sito www.payback.it.
Payback Italia. È una compagnia del Gruppo American Express e coinvolge in Italia marchi leader nei principali settori del largo consumo e dei servizi: 3, Alitalia, American Express, BNL, Carrefour, Carrefour Banca, Esso, Goodyear Dunlop, Mediaset Premium, Mondadori Store e oltre 60 partner online. Il programma offre l’opportunità ai consumatori di accumulare punti, grazie a un’unica carta fedeltà, con le spese di tutti i giorni, anche online, e di trasformarli in premi o sconti sugli acquisti effettuati presso i principali partner del programma.
Sushi Daily inaugura il 500° punto di vendita a Torino
Oggi, 17 maggio Sushi Daily inaugura, a Torino,all’interno dell’ipermercato Conad del centro commerciale Area12, il cinquecentesimo punto di vendita europeo dell’insegna. Seguendo la filosofia del gruppo, anche il chiosco numero 500, propone oltre 100 ricette esclusive, da quelle più classiche a quelle più creative, sempre ispirate all’arte del sushi e preparate quotidianamente, sotto gli occhi dei clienti, da artigiani del sushi. Oltre a sushi, maki, nigiri, temaki e sashimi, si possono gustare anche altre ricette originali ed esclusive (ad esempio, crunch cali roll, roll’in salmon cheese, il wakame roll), oltre a proposte a base di pollo o verdure, per chi è vegetariano. Non mancano i dolci. 
Lo sviluppo. Dal 2010, anno della fondazione di KellyDeli che opera con il marchio Sushi Daily, il Gruppo ha investito in un’espansione continua. Nel 2016 il marchio è attivo con 500 fully-serviced stand sushi in 7 Paesi d’Europa. I corner si trovano principalmente all'interno di supermercati, ipermercati, aeroporti e stazioni sia della metropolitana sia ferroviarie.
In linea con questa crescita anche il mercato italiano, che vede la presenza di Sushi Daily all’interno delle catene come Carrefour, Il Gigante, Pam Panorama, Iperal, Conad e Iper, La grande i, con un concept, a metà tra l’esposizione per la vendita e lo showcooking, quotidiano che propone prodotti per il take away preparati al momento (dalla cottura del riso al taglio del pesce fresco e delle verdure) per offrire una food experience di ispirazione giapponese in cui ogni pezzo è un’opera d’arte.
In particolare, a Torino, Sushi Daily è già presente in cinque store, quattro Carrefour Market (via Cristoforo Colombo 43, Corso Turati 75, Corso Carlo e Nello Rosselli 110/A e Corso Monte Cucco 108) e ne Il Gigante di Corso Marche 42.
Riso Scotti apre un monomarca a Milano
Riso Scotti apre, nella Chinatown milanese, un monomarca a Milano in via Paolo Sarpi 58. La location ha spinto l’azienda a indirizzare la scelta degli addetti ai lavori verso giovani tra i 20 e i 30 anni che sapessero parlare il cinese. Proprio nei giorni scorsi Scotti ha affidato ai social network l’annuncio di ricerca personale specificando i requisiti richiesti.
L’inaugurazione è prevista per il 18 di maggio. Il negozio è stato progettato e realizzato da Costa Group, che ha creato uno spazio con un proprio originale look&feel e un’identità molto forte, per trasmettere un messaggio chiaro, di qualità, e al contempo anche emozionale, al fine di esprimere e comunicare la storia ultracentenaria e la cultura valoriale della marca.
Moderno, e di stile elegantemente retrò, arricchito dalle note calde del legno e permeato dalla presenza simbolico-narrativa delle tante storie di prodotto, Lo Spaccio intende esprimere anche nel naming tutta la possibile vicinanza al consumatore finale: ha il significato di una firma e della promessa “per te direttamente dall’azienda”.
L’offerta merceologica prevede le varie referenze di Scotti: barrette per gli spuntini, olio, cracker, pasta di riso, bevande vegetali, crema di riso, barrette. Il contatto diretto e sempre più stretto con i consumatori che premiano la marca con la loro scelta e preferenza sarà sempre più importante e centrale nello sviluppo delle strategie dell’Azienda, che proprio attraverso questo store, il primo di una possibile catena che potrà nascere, si propone di interpretare in presa diretta le richieste, le esigenze, le proposte e i consigli dei clienti-visitatori, trasformandoli in altrettanti ed utili stimoli.
Dave Lewis: “La svolta di Tesco mette al centro il cliente”
"Questo è stato un anno molto significativo per Tesco. Sono felice di dire che abbiamo messo a segno significativi progressi in tutte le tre maggiori priorità fissate per il business", sottolinea Dave Lewis, Ceo di Tesco, commentando i risultati della catena inglese, che ha chiuso il 2015 con performance superiori alle attese. L'utile ante imposte si è attestato infatti a 162 milioni di sterline, contro la perdita di 6,33 miliardi dell’anno precedente, mentre l’utile operativo escluse poste straordinarie è salito dell’1,1% a 944 milioni di sterline.
Alla base della buona ricetta firmata Dave Lewis un ritrovato focus sul valore del servizio al cliente, che il retailer punta a migliorare ogni giorno e in tutti i punti di vendita, come spiega il Ceo: "La messa al centro del cliente in ogni nostra decisione e azione è stato uno snodo fondamentale per questa inversione di tendenza partita dallo scorso anno. Guardando avanti non potrà che restare questa la direzione da seguire. Le difficoltà da affrontare saranno tante, ma noi siamo pronti".
Nuovo affondo di Amazon nel largo consumo
Amazon lancerà presto una serie di nuove linee private label in ambito largo consumo, food e non, che vanno da frutta secca, tè, spezie, caffè e vitamine ad alimenti per neonati, pannolini e detersivi; che compariranno sul portale del colosso statunitense a partire dalle prossime settimane, tra fine maggio e inizio giugno. A darne ufficialmente notizia è stato il Wall Street Journal, specificando che si tratterà di prodotti a marchio, in esclusiva per i clienti Prime. Il posizionamento di prezzo dovrebbe essere intermedio (quindi classico delle Pl d'insegna), se questo sarà azzeccato sarà un buon modo per l'e-tailer per far digerire ai più riottosi il prezzo della membership Prime di 99 dollari l'anno.
Il naming delle nuove linee sembra ispirarsi a quello di Trader Joe's con giochi di parole come Happy Belly, Wickedly Prime e Mama Bear.
Amazon non è nuovo alle private label nel largo consumo, aveva già lanciato qualche anno fa Element che però cavalca più il trend bio e naturale; mentre ha una sua linea consolidata Amazon Basics per gli accessori dell'elettronica di consumo (dalle pile alla chiavetta USB).
Le nuove linee non sono nate all'improvviso ma sono il frutto di un lavoro durato qualche anno con consulenti e player esterni come TreeHouse Foods Inc.
L’e-tailer, nel frattempo, prosegue con il parallelo sviluppo della propria private label per Amazon Fashion, ideata allo scopo di colmare i gap dell'offerta di abbigliamento online.
Esperienzialità, il prossimo mantra retail
Il termine nasce da Samsung 837, uno spazio importante nel meatpack district a Manhattan; non chiamatelo negozio: è una “destinazione culturale” o, se preferite, un “parco giochi digitale”, ma non si vendono oggetti, si offre esperienza. Di esperienzialità parliamo da tempo, però, fino ad ora, era una delle dimensioni del retail, non l’unica. Invece molto è cambiato: Apple ha aperto le danze introducendo un concept retail in cui lo scaffale è diventato tavolo e il focus si è spostato dal prodotto all’interazione con esso. Samsung si spinge oltre: 837 racconta non l’oggi, ma il domani, dalla cucina IoT, allo schermo mobile più grande, al mondo dove catturare un selfie, al Music Studio per un breve jamming o all’immersione nella social Galaxy experience. Stupore e divertimento. Comincia la nuova era dei flagship esperienziali.
Vibram apre al retail con la prima Academy di Atene
Il brand di suole Vibram ha aperto il suo primo store monomarca ad Atene, un format che punta su 55 metri quadrati a distinguersi nel mondo delle calzature, offrendo ai consumatori la possibilità di migliorare la performance del proprio paio di scarpe. Al centro della prima Academy la qualità e un’inedita componente di servizio, con scelta personalizzata delle suole Vibram e possibilità di osservare la lavorazione dei calzolai in diretta grazie all’open space con laboratorio a vista.
Il punto di vendita Vibram Academy è l’evoluzione di Vibram Sole Factor, il truck del marchio che si è fatto originariamente conoscere girando in tour per le strade italiane ed europee e che sceglie così di investire nel retail. L’inaugurazione si inserisce infatti in un più ampio progetto che prevede l’apertura nel 2016 di altri due negozi sulla stessa scia: a luglio a Londra e in autunno a Parigi.
Non solo. Accanto alle Academy, l’azienda aprirà una serie di Vibram Diamond, ovvero dei corner Vibram Sole Factor che verranno allestiti presso una selezione di calzolai già operativi in Italia. “Siamo molto felici di aver inaugurato questa prima Academy, che fa parte di un progetto a lungo termine che ci permetterà di avvicinarci ancora di più ai nostri consumatori finali”, sottolinea Paolo Manuzzi, General Manager Vibram.
Offerta. Nel monomarca è interamente disponibile l’offerta a catalogo: suole dai volumi over ma extralight, suole camouflage, suole in mescola EcoStep per un’alternativa sostenibile e suole dal grip eccellente. Le proposte verranno rinnovate ogni anno, per scarpe che oltre al design funzionale mantengano un’estetica accattivante e di tendenza. Nella prima Academy di Kolonaki Street si trovano ad esempio i nuovi modelli Vibram FiveFingers® (disponibili anche le calze a cinque dita), l’innovativa Furoshiki the wrapping sole, la suola avvolgente, e i Vibram Pet Toys.
Tesco lancia due squadre per migliorare rapporto con i fornitori
Le azioni di Tesco per ristrutturare/riequilibrare i rapporti con i fornitori (e non solo per obiettivi commerciali e di redditività: ricordiamo che Tesco ha 5.000 fornitori) hanno sollevato parecchio polverone critico: risale all'inizio di quest'anno la bacchettata del GCA (Groceries Code Adjudicator) secondo il quale Tesco, relativamente al periodo di osservazione 25 giugno 2013-5 febbraio 2015, avrebbe "seriamente violato" i dettami piuttosto vincolanti del Gscop (Groceries supply code of practice) sui tempi di pagamento. Non stupisce, quindi, che il gruppo distributivo leader in Inghilterra, guidato da Dave Lewis, stia per sviluppare due team il cui compito precipuo è quello di seguire e risolvere i problemi, uno di natura tecnica relativa alle fatturazioni, l'altro più orientato alla relazione in particolare con i piccoli fornitori che, soprattutto se nuovi, potranno nei primi 6 mesi dell'inizio del rapporto commerciale farsi accompagnare nel mondo Tesco da un gruppo di professionisti dedicato ("Small Businesses team"). Sono singoli punti di contatto ai quali rivolgersi per chiarire dubbi su prezzi e fatture, tempi e modalità di pagamento.
Gdoweek, il n. 9 in distribuzione
Nel numero 9 di Gdoweek la cover story: Temporary store, palcoscenico per brand
Le nuove sfide di Coop: Domenico Brisigotti spiega Coop Italian Food, la mission, gli obiettivi e le sfide
Scaffale petfood: le evoluzioni di un comparto strategico, alla ricerca di un ruolo ancora più definito
Scaffale petfood: le evoluzioni di un comparto strategico, alla ricerca di un ruolo ancora più definito
Costco, quando la fedeltà paga
Un modello di business inossidabile quello di Costco che deve molto del suo successo, alla sua formula club, infatti, due terzi del suo margine operativo lordo arrivano dalla quota di iscrizione annuale dei suoi membri. Nel 2015, Costco ha realizzato un fatturato di 113 miliardi di dollari con una rete di circa 700 punti di vendita sparsi tra Usa, Canada, Regno Unito , Giappone e altri Paesei dell’Estremo Oriente e Spagna (dati ad agosto 2015), basandosi su una formula di business particolare, in un layout a metà tra l’hard discount e il cash & carry, in superfici di grandi dimensioni. Per l’accesso all’interno degli store è previsto, da parte dei clienti, la sottoscrizione di una membership card che permette di acquistare dal food all’elettronica, dall’abbigliamento all’arredamento, fino a una gamma di servizi che, oltre a un articolato programma di sconti e di promozioni, si amplia verso altri business, dall’assistenza sanitaria ai mutui, alle facilitazioni (telefonia, segretariato, ecc) per la gestione di attività commerciali fino a ogni genere di assicurazioni.
Negli store Carrefour arrivano i prodotti Piemunto
Carrefour Italia presenta 150 prodotti a marchio Piemunto, nuovo brand che identifica un "pacchetto" di prodotti che spaziano dal latte, allo yogurt, ai formaggi e che hanno l'obiettivo di valorizzare, anche con il nome, l’alta qualità del latte piemontese e il suo utilizzo. In particolare, l'offerta è stata inserita nel Carrefour Market di Torino Monte Cucco, store di riferimento per la catena sia in città sia a livello nazionale, alla presenza di Giorgio Ferrero, assessore all'agricoltura, caccia e pesca, e ai rappresentanti dell’Associazione Regionale Allevatori Piemonte.
In tempi brevi, Carrefour prevede di distribuire i prodotti Piemunto in oltre 100 punti di vendita sotto le diverse insegne del retailer (Carrefour Market e Carrefour Express) in Piemonte, coprendo dagli ipermercati alla prossimità.
"L’accordo con la Regione Piemonte conferma l’attenzione di Carrefour Italia verso i valori dei prodotti della filiera locale e il nostro impegno nell’offrire prodotti di eccellenza e qualità ai nostri clienti -ha sottolineato Grégoire Kaufman, direttore commerciale e marketing Carrefour Italia-. Auspichiamo che la concreta realizzazione del marchio Piemunto sia solo il primo esempio di future collaborazioni anche nel resto d’Italia”. Salvatore Cavoli, responsabile acquisti regionali Carrefour Italia, aggiunge: “I prodotti con questo brand rappresentano non solo l’eccellenza piemontese, ma un esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, che hanno come obiettivo comune lo sviluppo dell’economia territoriale valorizzando i piccoli produttori e garantendo così un servizio di alto livello a cittadini e clienti”.
Leroy Merlin dota due store nel Lazio di EcoIsola Rafe
I punti di vendita Leroy Merlin di Roma Laurentina, di via Bruno Pontecorvo, e di Ciampino, all’interno del parco commerciale di via Kennedy, sono stati dotati dei nuovi cassonetti intelligenti per la raccolta dei rifiuti elettronici. Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, ha posizionato i primi due cassonetti intelligenti EcoIsola del Lazio dove i cittadini possono conferire gratuitamente i rifiuti elettronici di piccole dimensioni come frullatori, smartphone, tablet, trapani, rasoi elettrici, lampadine a risparmio energetico e neon non più funzionanti contribuendo così alla raccolta dei RAEE e ad un maggiore rispetto dell’ambiente. Con queste ultime due EcoIsole, salgono a 40 i cassonetti intelligenti per la raccolta dei piccoli RAEE che Ecolight ha posizionato in prossimità di centri commerciali o grandi punti di vendita.
L’EcoIsola RAEE è di dimensioni contenute (1,5x1,2x1,5 metri) e interamente automatizzata. Il consumatore deve indicare il tipo di prodotto da smaltire e identificarsi con la carta regionale dei servizi, quindi inserire il rifiuto nello sportello indicato. Al termine viene rilasciato uno scontrino. Quando i contenitori interni sono pieni, la macchina avvisa i tecnici per lo svuotamento via sms. I rifiuti conferiti vengono tracciati dal momento del conferimento fino al trattamento e recupero.
“L’EcoIsola RAEE risponde a due esigenze importanti: anzitutto, agevolano il cittadino-consumatore nel conferire correttamente il proprio rifiuto elettronico. Studiate per essere messe nelle aree commerciali ad alta frequentazione, le EcoIsole diventano facilmente raggiungibili e utilizzabili”, spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight tra i maggiori consorzi nazionali per la gestione dei RAEE. “Inoltre, questi cassonetti permettono di dare una risposta concreta all’Uno contro Zero che prevedere per la grande distribuzione l’obbligo di ritirare i piccoli RAEE gratuitamente”.
Crai lancia il concorso Vinci il Brasile
Vinci il Brasile è il concorso, aperto fino al 4 giugno, messo a punto dal Gruppo Crai, pubblicizzato da una campagna televisiva su Rai Uno di cui è testimonial d’eccezione Fabrizio Frizzi. Facendo una spesa minima di 15 euro, con scontrino unico, negli store dell’insegna si ha la possibilità di partecipare all’estrazione di un viaggio e soggiorno per due persone a Rio de Janeiro oltre a centinaia di premi high tech e sportivi: 4 TV Samsung Curvo 3D, 10 Go Pro Adventure, 10 GPS Garmin Extrex Touche 25, 35 Samsung Gear, 50 Fit Band Garmin Vivosmart HR e 100 palloni volley Mikasa.
Con lo scontrino in mano, ci si può collegare al sito http://craiweb.it/vinci/index-brasile.php, inserirne gli estremi e partecipare all’estrazione prevista entro il 20 giugno 2016.
Progetti ambiziosi per Sun che mettono al centro Consilia
Due anni da leader: questo il risultato dell’intenso lavoro di questi anni di Gruppo Sun, una rete totale di 560 store in tutti i formati, al dettaglio e all’ingrosso, che intende continuare con questo ritmo. “Nel biennio 2013-2015, secondo i dati Nielsen, abbiamo registrato una crescita superiore rispetto a tutte le altre realtà della gdo -spiega il direttore generale Stefano Rango-. Incrementi, che vanno attribuiti alle prerogative dei soci, realtà societarie storiche e radicate sul territorio, parte integrante del contesto sociale, che hanno continuato a investire per aumentare il proprio vantaggio competitivo e crescere strutturalmente, nonostante il momento difficile per l’economia”.
Quali sono le priorità del Consorzio?
La marca Consilia è al centro dei nostri interessi. Stiamo attuando la revisione del packaging, che verrà completata entro il 2017. Da lì partiremo con importanti investimenti in comunicazione, con l’agenzia J. Walter Thompson, mirati a posizionare Consilia come un vero e proprio brand, anche esplicitando ai consumatori i nomi delle aziende fornitrici. Per il 2016, l’obiettivo è colmare l’opportunity gap con le insegne concorrenti, la cui marca privata supera il 20% dell’assortimento totale, mentre Consilia è al 17%. Lo faremo ampliando l’offerta nelle categorie di tendenza e recuperando quote in quelle core, attraverso una rivisitazione degli assortimenti, privilegiando quei fornitori, che mirano alle eccellenze italiane. Rivedremo anche i posizionamenti di prezzo, alla luce dell’incidenza promozionale.
Decò festeggia 10 anni e programma 100 store in un biennio
Decò ha festeggiato dieci anni alla Città della Scienza di Napoli sottolineando i risultati conquistati nell’ultimo decennio: i 132 punti di vendita attivi nel 2006 oggi sono arrivati a quota 400, presenti in 8 regioni d’Italia e un fatturato, che nell’arco di dieci anni si è più che raddoppiato fino a raggiungere oltre 700 milioni di euro.
Per Giandomenico Barbano, direttore generale Multicedi, questo traguardo rappresenta “un punto di partenza”. “Dopo la diffusione del marchio anche in Sicilia e Calabria, grazie all’importante partnership avviata con la F.lli Arena srl è nostra intenzione continuare l’espansione – spiega Barbano - Partiamo dall’implementazione e ottimizzazione continua del nostro know-how aziendale per raggiungere l’importante obiettivo di far compiere altri percorsi al progetto Decò, evolvendo l'intera Multicedi verso livelli di ambizione molto più alti. Abbiamo, infatti, anche presentato i new model business che guideranno il nostro sviluppo e che andranno ad affiancare Decò, riposizionandosi quindi su diversi mercati in maniera completamente differente location per location, piazza per piazza in base alla tipologia del singolo micro mercato”.
Il piano di espansione. Giandomenico Barbano sottolinea la volontà dell'insegna di consolidarsi sul territorio italiano. E dichiara: “Nonostante i punti di vendita Decò siano concentrati nel centro-sud d'Italia abbiamo grandi ambizioni per quanto riguarda lo sviluppo del brand, puntando a un progetto di espansione sull'intero territorio nazionale, in cui gli accordi di partnership rispondono ad una scelta strategica con una chiara visione per il futuro: un piano di sviluppo che prevede, per il prossimo biennio, all'incirca 100 nuove aperture”.
La manifestazione napoletana ha visto la partecipazione tra gli altri di Giorgio Sant'Ambrogio AD di Végé, Luigi Cantone professore marketing e strategic management Università degli Studi Federico II, Romolo De Camillis Retail director di Nielsen, Vito Gulli, presidente di generale conserve, Luigi Amodio, direttore di Città della Scienza, Federico Luperi, direzione innovazione e nuovi media di Adnkronos e Attilio Rocco direttore acquisti Multicedi che hanno affrontato le principali tematiche del futuro della GDO con “la simpatica intrusione” di Leonardo Manera, comico di Zelig.
Speciale Cibus 2016 – Coop Italian Food: esportare il Made in Italy
Qualificare il potenziale delle imprese verso gli interlocutori internazionali: questo l’obiettivo di Coop Italian Food per valorizzare l’export italiano
“Coop Italian Food, CIF, proprietà al 100% di Coop Italia, è il modello con il quale vogliamo cambiare il senso di marcia dell’export alimentare italiano, proponendoci, grazie alla nostra reputation e alla capacità di selezionare aziende e prodotti, come aggregatore in grado di offrire ai retailer internazionali una risposta concreta ai bisogni sul Made in Italy”. Domenico Brisigotti, Ad di CIF, ne spiega obiettivi e sfide.
Perché un retailer straniero dovrebbe rivolgersi a Coop Italian Food?
La value proposition di Coop si differenzia dalle proposte esistenti per la capacità di rivolgersi a retailer internazionali con pacchetti di prodotti e servizi pensati per loro, tenuto conto che operano in paesi con gradi diversi di maturità, offrendo, quindi, differenti posizionamenti anche di prezzo (premium, core, entry level). Ai compratori stranieri, Coop si propone come garante della complessità italiana, in grado di esprimere, finalmente, l’ampiezza e la varietà dell’offerta del nostro Paese. Inoltre, Coop è un nome conosciuto anche fuori dall’Italia, quindi, la relazione sarà prevalentemente tra imprese e non con il singolo buyer.
Quali sono gli obiettivi di CIF?
Creare un network di imprese. Voglio chiarire che la partecipazione è aperta a tutte le imprese italiane dell’agroalimentare, non solo private label ma anche i marchi industriali.
Ad oggi a che punto siete?
Terminata la fase concettuale e creata la macchina operativa a livello di organizzazione, logistica, sistemi informativi, logiche di marketing, abbiamo iniziato a misurarci sul campo: siamo già sugli scaffali di E.Leclerc, per citare un nome noto, ma anche in Cina, Hong Kong, Taiwan, Bulgaria, Cipro, Estonia e Ungheria; stiamo negoziando negli Usa e negli altri Paesi europei. Inoltre, siamo presenti sulla piattaforma Tmall di Alibaba per il commercio elettronico in Cina.
Cosa chiedete alle imprese italiane?
Di fare squadra con noi. Il nostro slogan è “insieme si può fare”: non sono solo parole. CIF è una macchina operativa: spesso le aziende italiane devono affrontare problemi logistici e di spedizione che possiamo favorire aggregando le produzioni. Ed è a queste aziende che CIF si rivolge, offrendo loro una possibilità di fare sistema; Coop ci mette esperienza e credibilità. Un progetto che gode anche dell’appoggio delle istituzioni, dal Ministero dello Sviluppo Economico all’Ice.
In pratica che cosa offrite?
Una serie di convenzioni che abbiamo sottoscritto e che permettono alle imprese che decidono di aggregarsi di raggiungere rapidamente le condizioni necessarie per operare sui mercati internazionali: parliamo della certificazione della Food & Drug Administration per gli Usa, piuttosto che della traduzione delle etichette. Soluzioni operative basiche che la piccola e media impresa italiana, da sola, fa fatica a ottenere e inevitabilmente riversa sul prezzo, riducendo la competitività dei prodotti italiani sugli scaffali dei retailer stranieri. Mettendo insieme le forze, possiamo spendere meno e generare maggior valore nel momento in cui viene strutturata l’offerta.
Come si sviluppa l’approccio con i retailer internazionali?
Partendo dall’analisi delle condizioni del retailer di destinazione, lo mettiamo in condizione di diventare il maggior “esperto” di Made in Italy nella propria area geografica. A questo scopo, mettiamo a loro disposizione non un semplice pacchetto di prodotti, ma una struttura di offerta mirata e centrata sull’italianità, composta anche da servizi di consulenza, necessari per costruire valore. Valore basato sulla disponibilità di un network di imprese capaci di soddisfare domande su segmenti specifici e con la garanzia dei sistemi di controllo Coop e dei suoi rapporti con queste imprese. Non va dimenticato che offerte efficaci devono tenere conto anche dei diversi gradi di maturità dei vari sistemi. Stati Uniti e Cina sono contesti differenti sotto vari aspetti: da una parte, abbiamo un mercato maturo, con una cultura agroalimentare composita e pronta ad accettare cambiamenti e innovazioni; dall’altra, un mercato giovane e in crescita, con tradizioni culinarie antiche e radicate, difficile da scalfire. Tradotto, vuol dire che in Usa chiedono soluzioni tailor made evolute sulle gamme e i brand, mentre in Cina funzionano anche i prodotti a marchio Coop. La consapevolezza di queste differenze rende più agevole formulare una proposta vincente.
Sulla base dei vostri primi test, cosa cercano i retailer stranieri?
In Asia, al contrario di quanto pensavamo, non richiedono tanto i prodotti classici del Made in Italy, quanto dolci, prodotti a base di cioccolato, surgelati. All’opposto, negli Stati Uniti l’interesse si focalizza sui basici della cucina italiana, con richieste anche di fascia alta. E poi il tema del biologico: la domanda arriva soprattutto dagli Usa, ma anche dall’Europa. Crescono anche le richieste per prodotti salutistici e free from, mercati per i quali l’essere un prodotto italiano è considerato un valore.
Gli obiettivi del 2016 ...
Sviluppare il business con i clienti già attivi e trovarne di nuovi in Usa ed Europa, in primis. Stiamo lavorando in Cina, negli Emirati Arabi, in Sud America e in Giappone, che sarà il mercato asiatico più interessante in termini di volumi, anche se è il più esigente per il livello di attenzione sulle merci.
Ha collaborato Barbara Trigari
Speciale Cibus 2016 – Le nuove sfide della logistica del freddo si vincono con la tecnologia
Dopo l’ottimizzazione lungo la supply chain, la prossima grande evoluzione sarà nella consegna al punto di vendita e al consumatore
(Nella foto l'area Cargo City dell'aeroporto milanese della Malpensa, dove Dhl sta investendo in una nuova piattaforma logistica attiva dal 2018)
Uno dei più frammentati e complessi dell’intero settore dei servizi è il mondo della logistica; non solo perché veicola ogni bene e servizio lungo la supply chain fino al punto finale di destino, ma anche perché utilizza modelli misti in house e outsourcing con declinazione più o meno sofisticata, che ne complicano l’analisi di scenario. Infatti, nel comparto, convivono soggetti più evoluti come i 4Pl (fourth party logistic service provider), che si configurano come integratori logistici dei produttori, prendendo in carico, spesso, anche alcune fasi del fine linea produttivo, e la contract logistic: logistica per conto terzi, più minuta, spesso alle prese con problemi di permanenza sul mercato. In ogni caso, il modello che si va affermando è quello dell’outsourcing evoluto, in quanto garantisce i massimi standard qualitativi, la flessibilità necessaria al cambiamento e le economie di scala maggiori a fronte di investimenti importanti. Per quanto riguarda la logistica del freddo, la situazione è ancora più esasperata in termini d’investimenti, in quanto sono necessari standard di movimentazione e stoccaggio che richiedono asset particolarmente onerosi. In questo scenario, vi sono alcuni big player in grado di gestire quote rilevanti di mercato garantendo impieghi di risorse crescenti. Tuttavia se la gestione lungo la supply chain gode da tempo di processi automatizzati e monitorati senza soluzioni di continuità e nei prossimi anni si entrerà probabilmente in una fase nuova per quanto riguarda il delivery al punto finale, soprattutto nell’ambito B2c e nei punti di vendita con i freschissimi.
La spinta dell’eCommerce
I grandi numeri in Europa dello sviluppo logistico saranno ancorati al crescente fenomeno del commercio elettronico sui freschi e freschissimi. Al di là dei confini, a Est Europa che potranno marcare crescite quantitative sui canali fisici standard, la stagnazione demografica del vecchio continente contribuirà a mostrare uno shift dei canali commerciali a volumi più o meno costanti o in lieve crescita. Così se oggi il fresco è veicolato quasi totalmente al punto di vendita, nell’arco di un ventennio, una frazione di esso prenderà la destinazione del consumatore finale, bypassando il punto di vendita.
Le previsioni in tal senso non sono e non possono essere precise ma, alcuni esperti, azzardano una quota del 10% per gli alimentari venduti online nei prossimi cinque anni. Ovviamente le previsioni sono particolarmente critiche in quanto dipendono, in larga misura, dall’offerta e da come questa si evolverà. Per esempio, l’introduzione sul mercato di AmazonFresh è sicuramente un vettore di sviluppo dell’intero mercato (vedi articolo pag 16-17). In Italia l’eCommerce alla fine del 2016 supererà ampiamente i 17 miliardi di euro di fatturato; occorre sottolineare che l’export varrà sempre di più. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’eCommerce crossborder effettuato attraverso piattaforme globali (Amazon, eBay e altre) potrebbe valere 1,5 miliardi di euro con grandi prospettive di crescita. L’alimentare, e in particolare il fresco, ha nella logistica del freddo un asset determinante senza il quale non può svilupparsi. Se tutto ciò attiene la logistica di consegna e il delivery puntuale, l’ambito industriale dei grandi volumi può contare su operatori altamente strutturati che negli ultimi anni stanno investendo in tecnologie e miglioramento dei processi al fine di massimizzare l’efficienza.
Investimenti ed esperienze
La movimentazione e delivery di alimentari sottoposti a temperatura controllata nel freddo presenta, come noto, una problematica di fondo: la catena del freddo deve essere ininterrotta pena deperimento. A questo si somma anche la necessità della veicolazione extra piattaforma preservando l’integrità non solo da aggressioni termiche. Un’esperienza importante in questo ambito è stata quella di Expo, in cui il comprensorio espositivo è stato approvvigionato di alimentari freschi per i sei mesi dell’esposizione. La gestione è stata in carico a Stef Logistica con un’organizzazione progettata non solo per veicolare gli alimenti in e out dall’esposizione con il rispetto dei parametri termici e temporali, ma anche con l’obiettivo di garantire l’integrità delle derrate anche in termini di protezione e accesso agli stock. L’organizzazione messa a punto da Stef ha visto il potenziamento del presidio milanese con un team di 20 collaboratori, un sistema di customer service dedicato h24, tre piattaforme logistiche (52.000 mq nell’area di Milano), 8 camion per le consegne. Il servizio di immagazzinaggio, ordini e picking è stato garantito h24 sette giorni su sette con consegne notturne tra le 23 e le 3. Una case history resa possibile, grazie a una piattaforma organizzativa con processi rigorosamente definiti. Come accennato, gli investimenti per la logistica di ampia scala sono molto importanti e lo saranno sempre più. Una tendenza confermata dall’accordo stipulato da Dhl Express con Sea, per la costruzione nel Cargo City di Malpensa Milano, di una piattaforma logistica di grandi dimensioni. Con una superficie prevista a lavori ultimati di 46.000 mq e un investimento di 90 milioni di euro, l’operatore tedesco leader mondiale nel trasporto espresso internazionale, prevede di presidiare tutto il Nord Ovest milanese fronteggiando una crescita delle movimentazioni prevista a doppia cifra.
La criticità della movimentazione
Nella logistica del freddo, uno degli aspetti maggiormente critici è la movimentazione al di fuori delle piattaforme logistiche e dai magazzini a temperatura controllata. Nelle consegne al punto di vendita e per tragitti brevi, il delta termico è tranquillamente assorbito dalle strutture preposte. In prospettiva, pensando al food eCommerce fresco a largo raggio, la problematica può diventare più critica. Per avere contezza delle difficoltà di preservazione degli alimenti a livello termico, fa testo uno studio dell’Università di Bologna sul monitoraggio delle temperature di un carico di vino da Livorno a Toronto. Pur non trattandosi di fresco, lo studio è significativo in quanto mette in luce quali sbalzi termici le protezioni devono sopportare: oltre 25 °C end-to-end con punte di 60°C. Una sfida tutta tecnologica.
L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016
Crai contribuisce alla creazione del reparto di terapia intensiva neonatale di Torino
Il gruppo Crai ha sostenuto la Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna che ha inaugurato il nuovo reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino alla presenza di John e Lavinia Elkann in qualità di madrina e Andrea Agnelli.
In questi dieci anni la Fondazione ha sostenuto il grande progetto finanziando ricerche, iniziative ed acquisti di nuove attrezzature grazie alla generosità, alla disponibilità ed all’aiuto di alcune grandi aziende, tra le quali Juventus Football Club, Fiat Group, Crai, Fondazione Sandretto Rebaudengo, Ascom e gruppi bancari, grazie ad importanti testimonial appartenenti al mondo dello sport, dello spettacolo, della cultura e soprattutto al sostegno affezionato di tante persone.
Tutto ciò ha permesso l’apertura nel 2011 del nuovo Nido Fisiologico, primo passo del progetto di ristrutturazione. Il nuovo reparto di terapia intensiva neonatale è costituito da uno spazio di 750 mq suddiviso in quattro aree: terapia intensiva, terapia sub intensiva e patologia neonatale ed amministrativa. È una struttura nella quale i genitori potranno stare accanto ai loro piccoli 24 ore su 24 e faranno parte integrante del percorso di cura. Ospita 30 posti - culla nelle aree di terapia intensiva, subintensiva e patologia neonatale ed è dotato delle più moderne strumentazioni tecnologiche.
Calzedonia punta sull’estero a partire dalla Francia
“Apriremo direttamente i nostri negozi”. Sandro Veronesi, il patron del colosso italiano Calzedonia-Intimissimi-Tezenis, punta sull’estero con un occhio di riguardo alla Francia dove investe 200 milioni per consolidare e rafforzare la propria presenza con l’obiettivo di aprire altri 150 negozi, rispetto ai 145 attualmente operativi, con i marchi Calzedonia, Intimissimi e Tezenis e senza ricorrere al sistema del franchising.
Il gruppo ha chiuso il bilancio 2015 con quasi due miliardi di fatturato, ottenuto prima di tutto da Calzedonia e, a seguire, dagli altri due marchi, Intimissimi e Tezenis, con un +9,3% rispetto all’anno prima, e una redditività (ebitda) del 18% a 360milioni di euro e un utile netto di 114 milioni. Il gruppo si avvale di un apparato manifatturiero fatto da un centro stile alla periferia di Verona e da una dozzina di stabilimenti soprattutto nell’Est Europa, nello Sri Lanka e perfino in Etiopia.






















































