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Domino’s Pizza sbarca in Italia: apertura a Milano

Il big della pizza a domicilio inaugura il primo punto di vendita il 7 novembre. Prodotti Dop e servizio digitalizzato le chiavi per un’espansione territoriale.

Sabato 7 novembre farà ufficialmente il suo ingresso in Italia la catena Domino’s Pizza, che apre il primo punto di vendita a Milano, in via della Martinella 1 (zona Bisceglie). 3920_bassa_LazzaroniLo sbarco avverrà sotto la guida di Alessandro Lazzaroni (in foto), master franchisee del brand nel nostro Paese ed ex direttore retail di Galbusera.

Un futuro di sviluppo. Per il big internazionale della pizza a domicilio l’inaugurazione rappresenta solo l’esordio di un piano che prevede nei prossimi anni una consistente espansione sul territorio, prima attraverso store di proprietà, successivamente in franchising.

domino's pizzaQualità del prodotto ed eccellenza del servizio. Questi i due punti di forza dell’azienda fondata nel 1960 e che oggi conta oltre 11.900 punti di vendita in oltre 80 mercati, al 97% gestiti in franchising, per un fatturato globale 2014 pari a 8,9 miliardi di dollari, di cui quasi la metà negli Usa.

A sostegno dei due pilastri strategici, ecco alcuni elementi distintivi di Domino’s Pizza, che per policy adatta l’offerta alle differenti esigenze locali:

  • Utilizzo di ingredienti Dop come il prosciutto di Parma e la mozzarella di bufala campana, acquistati da fornitori selezionati.
  • Una tecnologia digitale efficiente che permette ai clienti di ordinare online, anche via app.
  • Personalizzazione del servizio con la possibilità di creare la propria pizza preferita e seguire l’arrivo dell’ordine fino a casa.

    3979_bassa_Esterno
    Il punto di vendita di Milano
  • Una gestione completamente integrata della supply chain che garantisce una consegna rapida e puntuale del prodotto ancora caldo.
  • Prezzi competitivi.

La forza del nostro modello di business sta nella sua possibilità di adattare al meglio attraverso i nostri partner locali l’offerta di prodotto, così da incontrare appieno i gusti di ogni mercato  –spiega Richard Allison, presidente di Domino’s Pizza International– ed è quello che avverrà anche qui in Italia, a maggior ragione visto che siamo nella patria della pizza”.

 

Upim, il value-for-money ritorna più giovane

di Rosarita Crisafi

 

Grande ritorno di Upim in Corso Buenos Aires a Milano. Lo scorso 8 ottobre ha riaperto i battenti al numero 35 della strada commerciale dopo il trasloco dallo spazio al civico 21, ora occupato dal flagship appena rinnovato e rinfrescato, di Ovs. Il gruppo, che controlla entrambi i marchi, ha pianificato una riorganizzazione strategica dei punti di vendita assegnando all’insegna più antica la location poco più distante dal centro.

L’offerta merceologica

Si tratta di uno spazio di 1.800 metri quadri articolato su due livelli che si affaccia sulla via principale con quattro vetrine. Il design è essenziale, semplice e pulito e riflette il carattere “no frills” delle collezioni in vendita. Gli ambienti sono ampi e luminosi, con prevalenza di bianco e colori chiari per gli arredi con qualche dettaglio antracite. Ospita, oltre all’abbigliamento uomo e donna, anche la collezione Blukids dedicata al bambino, realizzata in fibre naturali e caratterizzata da un rapporto qualità/prezzo fortemente competitivo.  All’interno dello store è presente un’ampia area bellezza, un piano è occupato dall’assortimento di accessori e complementi per la casa di Croff, marchio Upim di home decoration. La shopping experience è gradevole, gli articoli sono esposti su tavoli e stand in modo da creare un percorso di acquisto senza interruzioni che faciliti la scelta per categorie e colori. In bella evidenza sono posti prezzi e taglie dei capi in vendita.

Il valore della location

“Oggi il risparmio vale più del lusso” è lo slogan della campagna del marchio family value che in questo punto di vendita dall’atmosfera calda e accogliente senza troppi effetti speciali punta a valorizzare il rapporto qualità prezzo dell’offerta merceologica. Shopping di servizio low price, conveniente e accessibile che risponde alle esigenze concrete delle famiglie. “Upim è un formato che io chiamo family value – sottolinea Stefano Beraldo, amministratore delegato di gruppo Ovs - si rivolge alla famiglia, i prezzi sono stati riposizionati fortemente al ribasso e quindi è un formato ancora più value di Ovs”. Risparmio si, ma senza compromessi sulla qualità, come testimonia l’offerta attenta in particolare nella linea bambino che anche in questo negozio mantiene una forte presenza con un ampio reparto dedicato. Upim prosegue oggi la sua tradizione di family  store “vicino alla gente” con un localismo di quartiere, i punti di vendita non si incontrano infatti solo nei centri storici, ma anche nelle periferie delle città. Risponde alle richieste del target di riferimento con un’offerta ampia che pone l’accento sul risparmio, cercando di offrire il massimo rapporto qualità/prezzo in tutta la gamma.

La comunicazione è chiara e diretta, con proposte e immagini accattivanti accanto a consigli e suggerimenti per vivere low cost con stile.

Tesco al test simultaneo del Click & Collect

Una giornata di sperimentazione del servizio in 200 store per decidere se far pagare ai clienti una tassa anche per gli ordini sopra le 40 sterline.

Tesco ha lanciato il 3 novembre una giornata di sperimentazione del Click & Collect per i prodotti grocery attuata simultaneamente in 200 store. Nella maggior parte di questi, il servizio è stato testato senza tassa per gli ordini superiori alle 40 sterline, mentre in una minoranza, per gli stessi tipi di ordine si è addebitato ai clienti un costo di 2 sterline.

tesco_click and collect 2L’iniziativa, come specificato dallo stesso retailer, serve alla catena per capire se addebitare o meno a tutti i clienti un extra per il servizio, intercettando al contempo i loro feedback. Per quanto riguarda gli ordini inferiori all’ammontare fisso, resta invece per tutti la tassa di 4 sterline già introdotta da Tesco lo scorso luglio.

Il Click & Collect prevede inoltre la possibilità di ritirare la merce dalle ore 16 per tutti gli ordini effettuati entro le ore 13 dello stesso giorno. Si tratta, come sottolinea un portavoce di Tesco, di “una delle misure introdotte per servire i nostri clienti un po’ meglio ogni giorno”.

Di catena in catena … cosa è meglio?

Così parte la campagna che Conad ha lanciato a favore delle liberalizzazioni delle farmacie, una campagna che non tralascia nessun mezzo: dai punti di vendita ai quotidiani, dalle riviste ai social. Una campagna “muscolare” importante e non solo ai fini del dibattito sulle liberalizzazioni, ma che rivela le enormi potenzialità mediatiche della distribuzione. Politici e istituzioni è bene che ne tengano conto. Il discorso sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C arriva in un momento molto delicato: da un lato, la battaglia sulle liberalizzazioni è sacrosanta se vogliamo liberare energie per il Paese. Dall’altro, parlando proprio di farmacie, sappiamo che uno dei player mondiali di questo settore è il pescarese Stefano Pessina, che di catene se ne intende, visto che è il mastermind di Walgreens Boots. Quanto ci metterà a comprare le farmacie italiane, pesantemente indebitate, e a trasformarle in catene?

Zalando spinge sul mobile, che supera il pc

Nel 2015 le visite da dispositivi mobili passano in vantaggio con il 57% del totale. Implementazione dell’app in ottica personalizzata.

Zalando lo conferma, il futuro è mobile, e a ribadirlo sono prima di tutto i consumatori. Le visite sulla piattaforma di e-commerce fashion tramite dispositivi mobili hanno infatti superato nel 2015 gli accessi da pc, rappresentando il 57% del totale.

zalandoUn ulteriore segnale che spinge l’e-tailer a puntare sul comparto, investendo nello sviluppo di un’esperienza di navigazione e shopping quanto più personalizzata. In linea con tale intento, la sezione web Il tuo Zalando, che propone agli utenti combinazione di prodotti, look e brand sulla base del loro comportamento di acquisto, è stata recentemente estesa anche all’applicazione mobile.

Oltre a ciò, l’azienda sta sperimentando nuove soluzioni come il servizio curated shopping, attualmente attivo in Germania, Austria e Svizzera, che integra outfit realizzati dagli stilisti di Zalon. Gli utenti sono infine coinvolti attraverso la nuova sezione Qual è il tuo zalandostyle? nell’area Consigli dell’app, che ospita i look condivisi su Instagram ed è a sua volta in fase di test.

giuseppe tamola zalando“Questa nuova sezione e l’integrazione dei contenuti user generated esemplificano come la combinazione di tecnologia e apporto umano permetta di migliorare l’esperienza dell’utente attraverso una nuova organizzazione dei contenuti. Vogliamo che ogni cliente navighi in un negozio interamente costruito intorno alle proprie preferenze, e le nuove feature costituiscono un passo importante in questa direzione”, sottolinea Giuseppe Tamola (in foto), Country Manager per l’Italia di Zalando.

La nuova Auchan Holding al riassetto delle poltrone

Dopo l’annunciato cambio di governance ecco come sarà organizzato il gruppo attraverso le tre società Retail, Immochan e Oney Banque Accord.

Una nuova organizzazione per implementare performance, flessibilità e autonomia delle tre aziende Auchan Retail, Immochan e Oney Banque Accord. Questo l’intento di Auchan con il cambio di ragione sociale che l’ha trasformata in Holding.

Mulliez_AuchanEcco l’assetto della mutata governance, solo già parzialmente annunciata: l’attuale Ad Vianney Mullez (in foto) diventerà presidente del Consiglio di sorveglianza e presidente non esecutivo di Auchan Retail, società di cui Wilhelm Hubner sarà direttore generale.

La suddivisione di Auchan Retail per Paesi vede Philippe Baroukh nuovo presidente esecutivo per l’Italia e presidente non esecutivo per l’Ungheria, Patrick Espasa presidente esecutivo per la Francia (dopo essere già stato direttore generale di Auchan in Italia a inizio 2000), Patrick Coignard presidente esecutivo per la Spagna e non esecutivo per il Portogallo, François Colombié presidente esecutivo per la Polonia, Jean-Pierre Germain presidente esecutivo per la Russia, Bruno Marcier presidente esecutivo per la Cina e non esecutivo per Taiwan e François Remy presidente esecutivo per il Lussemburgo e non esecutivo per la Romania.

Alla direzione generale di Immochan Benoît Lheureux.

Fresh & Easy presenta istanza di fallimento

Il 30 ottobre la catena ha richiesto di entrare sotto la protezione del Chapter 11, la legge fallimentare degli Usa.

Si era già parlato di un tentativo della catena del grocery Fresh&Easy di razionalizzare la store base, abbandonando 50 dei punti di vendita meno convenienti a livello di business, in favore di un'implementazione di quelli restanti. Una strategia firmata Yucaipa Companies LLC, la società di investimento americana che nel 2013 aveva acquisito la maggioranza dei negozi del retailer da Tesco.fresh_2667199b

Ora una nuova svolta. Lo scorso venerdì 30 ottobre, infatti, Fresh & Easy ha presentato istanza di fallimento, chiedendo di entrare sotto la protezione del cosiddetto Chapter 11. Quest’ultimo è uno strumento messo a disposizione degli imprenditori in stato di crisi dalla legge fallimentare Usa, che consente agli stessi un risanamento previa approvazione del giudice, ricordando all’incirca il concordato preventivo italiano.

fresh-and-easy-aisleL’azienda non ha rilasciato in proposito alcuna dichiarazione, ma poco tempo prima si era parlato di passività tra i 100 e i 500 milioni ed assets inferiori ai 50 milioni di dollari. La settimana scorsa, inoltre, Fresh & Easy ha chiuso i suoi 97 store in California del Sud, Arizona e Las Vegas e si è dichiarata speranzosa di trovare un acquirente in grado di far ripartire il business.

Carrefour Italia inverte il trend negativo

Nel terzo trimestre 2015 le vendite tornano a crescere del 5,9%, quasi il doppio se si contano le stazioni di servizio.

Frenano le perdite di Carrefour Italia, che nel terzo trimestre 2015 si risolleva con vendite in aumento del 5,9%, una percentuale che sale all’11,4% se si considerano le stazioni di servizio. Un risultato che compensa i dati negativi dei primi due trimestri e riporta di fatto al pareggio, per un totale -0,2%.

carrefour_express002_5668Nel nostro Paese la catena francese interrompe con quest’ultimo periodo una lunga serie di performance poco favorevoli che hanno coinvolto gli ultimi quattro esercizi, vedendo il comparto supermercati al traino. In linea con tale fattore la strategia di concentrazione al Nord con più ipermercati e di riduzione al Sud, che sembra ora portare i primi risultati.

Proprio in Sicilia, Carrefour ha appena raggiunto un accordo con il Centro Distribuzione Supermercati, partner franchisee dal 2002, per la gestione esclusiva del marchio e di 65 punti di vendita.

Nel frattempo, i risultati globali del Gruppo sempre nel terzo trimestre dell’anno si confermano ancora positivi, con vendite incrementate del 4,2% su base organica e crescita sia sul mercato nazionale che quello estero.

Deliveroo porta a domicilio la ristorazione di qualità

Il servizio di food delivery già attivo in 10 paesi arriva anche in Italia, partendo da Milano, per consegnare a casa i migliori piatti di oltre 100 ristoranti.

Una nuova opportunità di business senza costi fissi per la ristorazione cittadina di qualità, che arriva direttamente nelle case dei clienti attraverso il servizio di consegna food Deliveroo. Nato nel 2013 a Londra e ad oggi già attivo in 10 Paesi, Deliveroo arriva ora anche in Italia, partendo da Milano, dove estende un servizio normalmente pensato per ristoranti take away a una fascia di consumo più elevata.

Schermata-10-2457317-alle-15.28.51Sono oltre un centinaio i locali presenti attualmente sulla piattaforma on-demand, che consente al cliente di ordinare i piatti in tre click e all’imprenditore di ricevere un ulteriore supporto per promuovere la propria attività a livello di marketing.

Il costo del servizio è di 2.50 euro per consegna, indipendentemente dal valore dell’acquisto effettuato, mentre il tempo medio per ricevere l'ordine è di 32 minuti. LUC_5930-copiaSi tratta di una possibilità usufruibile anche attraverso la relativa applicazione e dotata di servizio di geo-localizzazione per selezionare il ristorante e monitorare il tragitto del driver.

DeliverooGeneral Manager Deliveroo per il nostro Paese è Matteo Sarzana (in foto), che vanta una profonda esperienza nel mondo dell’innovazione digitale

Google rinuncia ad aprire il suo primo store a NY

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Lo spazio di Greene Street a NY, originariamente pensato per lo store

Google aprirà a New York il suo primo retail store? Ce l’eravamo già chiesti oltre un anno fa e la risposta si dava ormai per certo che fosse affermativa, in linea con le dichiarazioni del colosso statunitense e con il suo investimento di 6 milioni di dollari per rinnovare il predisposto locale di Manhattan.

Stando alle ultime notizie diffuse dall’azienda stessa, tuttavia, lo spazio di circa 500 metri quadrati nel quartiere di Soho verrà subaffittato da Google a terzi per un importo di 2,25 milioni di dollari l’anno. Un cambio di rotta sulle cui motivazioni non si rilasciano ulteriori commenti.

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Lo shop-in-shop Google a Londra

Recentemente, Google ha inaugurato a Londra un primo shop-in-shop unico nel suo genere, situato all’interno del centro commerciale Currys Pc World. Una scelta che sembrava confermare e presagire l’apertura di uno store vero e proprio dalle dimensioni più impegnative e un layout iconico.

Per il momento, tuttavia, il colosso sembra fare un passo indietro, rinunciando apparentemente allo sviluppo di una strategia retail in linea con l’esempio del numero uno Apple, che vede invece all’inseguimento, seppur ancora a debita distanza, l’agguerrito competitor Microsoft, reduce dall’opening di un esclusivo negozio newyorkese e di un temporay a Milano.

Gruppo Selfridges investe in Irlanda: acquisito Arnotts

Ingresso nel portfolio department store dello storico punto di vendita dublinese, comprato con un operazione intorno ai 98 milioni di euro.

Una superficie di 24mila metri quadrati situata in Henry Street, che presenta un ampio assortimento fashion per tutti i target, dal menswear all’home decor, passando per calzature e gioielli. Questo lo storico department store Arnotts di Dublino, appena entrato nel portfolio internazionale del Gruppo Selfridges grazie a un investimento che dovrebbe essere di poco inferiore ai 100 milioni di euro.

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Selfridges a Londra

Il gruppo dell’imprenditore canadese Galen Weston ha acquistato da Fitzwilliam Finance Partner il punto di vendita fondato nel 1843, segnando l’ingresso nel proprio business di un nuovo gioiello, che contribuirà al primario obiettivo di offrire ai clienti una luxury shopping experience.

Previsto in tal senso un upgrade del grande magazzino, parallelamente all’introduzione di nuovi premium brand in tutte le categorie, così da farne il tempio dello shopping numero uno in Irlanda, dove il gruppo è presente con l’insegna Brown Thomas, a cui si aggiungono Selfridges & Co per il Regno Unito, Holt Renfrew  per il Canada e Bijenkorf nei Paesi Bassi.

Amazon apre libreria a Seattle

Un negozio vero, con porte, scaffali, vetrine, situato all’interno dell’University Village di Seattle, inaugurato questa mattina.

L’essenza dell’omnicanalità. E un gran desiderio di interpretarla in pieno.
Dopo 20 anni passati a vendere libri, sia fisici sia digitali, Amazon ha deciso di aprire la sua prima lbreria.
Un negozio vero, con porte, scaffali, vetrine, situato all’interno dell’University Village di Seattle, che verrà inaugurato proprio questa mattina. Amazonbooks, questo il nome del negozio, sarà aperto tutti i giorni dalle 9.30 del amattino alle 9 di sera e dalle 11 alle 18 la domenica.
La selezione dei libri presenti sul punto di vendita avviene sulla base delle valutazioni dei clienti che comprano sul sito, dei preordini, delle vendite, ma anche sulla base delle valutazioni espresse dai membri della community di Goodreads e, naturalmente, da quelle degli stessi curatori della società.

Anche l’allestimento è particolare: i libri vengono esposti frontalmente e sotto ciascun volume viene posizionato un cartellino nel quale sono riportate sia la valutazione dei clienti che lo hanno acquistato sul sito, sia una recensione.
E il prezzo sarà identico a quello praticato online.

L’idea è quella di rendere sempre più “smooth”, impercettibile, il passaggio tra online e offline: per questo la App mobile viene indicata come strumento utile per scoprire altre recensioni o raccomandazioni; per questo chi si reca in libreria può scegliere se acquistare un libro e portarselo a casa, se farselo spedire, usufruendo della spedizione gratuita se abbonato al servizio Prime, o ancora se chiederne una copia digitale per il Kindle o se semplicemente inserirlo in una wish list per farselo regalare.

Presenti in allestimento anche tutti i dispositivi del portafoglio Amazon, dai Kindle agli Echo, dai tablet Fire alla Fire Tv.

Se questo sarà solo un allestimento o il primo passo di una strategia più complessa, sulla scia di quanto già fatto da Apple o Microsoft, è comunque prematuro dirlo.

 

Fonte: 01net.

Fiorfood, la nuova sfida di Nova Coop

di Alessandra Bonaccorsi

Nova Coop, attiva sul territorio con 61 store e ricavi nel 2014 pari a 1.024 milioni di euro, lancia Fiorfood Coop, frutto di una rinnovata filosofia che vuole coniugare spesa, cibo di qualità e convivialità. Il nuovo concept store, progettato da Paolo Lucchetta di Retail Design, situato in pieno centro a Torino, all’interno di Galleria San Federico, sarà inaugurato il 2 dicembre prossimo. È incastonato in un pezzo di storia dell’architettura del Novecento, in pieno centro, in uno spazio che in precedenza ospitava un cinema. La galleria si trova, infatti, tra la centralissima piazza San Carlo e via Roma, luogo di passaggio della città, caratterizzata da chilometri di portici coperti, via dello shopping e degli eventi principali.

Le caratteristiche dello store

Fiorfood, dotato di doppio ingresso, abbinerà prodotti a marchio Coop FiorFiore, la ristorazione curata da La Credenza e uno spazio di Librerie.Coop. Il format si connota come un concept store che offrirà ai clienti l’opportunità di fare la spesa, in particolare di prodotti a marchio Coop, a cui verrà data ampia enfasi, in un mix con ristorazione di qualità, spazi multifunzione all’interno dei quali verranno inserite le Librerie.coop. Non solo un supermercato, dunque, ma un luogo di esperienza dove vivere la spesa alimentare in maniera innovativa acquistando cibi di qualità, sicuri, etici, risparmiando e trovando occasioni di intrattenimento e socialità, oltre alla possibilità di conoscere i prodotti, ma anche le tendenze e gli stili di consumo in atto. “Non intendiamo aprire un supermercato come quelli che conosciamo e che abbiamo modo di frequentare tutti i giorni - racconta Ernesto Dalle Rive, presidente di Nova Coop-. La nostra idea, e la nostra sfida, è quella di inaugurare il primo di una serie di negozi, insediati nei centri delle grandi città della nostra regione, che si propongano come centri di innovazione nel rapporto fra consumatore e consumo. Un nuovo modello di negozio inteso come luogo da frequentare, da vivere, nel quale far crescere lo stare insieme, la condivisione di temi, assistendo a presentazione di libri e conferenze, facendo la spesa a prezzi convenienti e degustando anche cibi ben preparati”. Elemento cardine di questa nuova filosofia è il legame con il territorio e con FiorFiore. Non a caso è stato scelto come insegna Fiorfood, per esplicitare il legame con la linea gourmet di Coop e per comunicare, in maniera sintetica, il concetto di ristorazione di alta qualità. Anche il logotipo ha un legame stretto con Fiorfiore: il font (realizzato insieme a logo e insegna da Expansion Group) è lo stesso, accompagnato da un vezzo grafico che ricorda la gemma di un fiore”.

La parola al progettista

“Questo progetto  si inserisce nel tema della valorizzazione del patrimonio architettonico italiano -precisa Paolo Lucchetta di Retail Design, che sta progettando questo spazio-. Infatti Galleria San Federico a Torino non è solo un luogo conosciuto del centro città, ma ha rappresentato negli anni e nell’immaginario dei torinesi la “galleria” come luogo di ritrovo e di esperienza sociale, non solo come luogo di passaggio tra i portici”. Secondo Lucchetta, progettare un format innovativo come Fiorfood su patrimoni dell’edilizia storica  richiede la consapevolezza dell’esistente e la sensibilità nel cogliere le tracce del passato e inserirle in una dimensione di contemporaneità. “Fiorfood è, innanzitutto, un progetto innovativo che si inserisce nel contesto  dei nuovi formati che mescolano innovazione, vecchi mestieri e nuove culture. Il consumatore, più colto, informato ed esigente viene coinvolto in un percorso e trova in questi luoghi un spazio di relazione, innovazione e socialità gradito, nel quale l’acquisto è uno degli aspetti dell’esperienza”.

Salmoiraghi & Viganò: fatturato in crescita e 30 nuovi store

Le vendite volano a quota 190 milioni di euro nell’esercizio 2014/2015 e l’Ebitda raddoppia. Ulteriori investimenti per una strategia oltre il prezzo.

Un anno di performance positive per il Gruppo Salmoiraghi & Viganò, che il 30 settembre ha chiuso l’esercizio 2014/2015 con vendite in aumento del 13%, per un fatturato che vola a quota 190 milioni di euro.

Ecco i numeri del gruppo:

  • Raddoppiato l’Ebitda, pari a 21,5 milioni di euro, con una redditività media dei negozi al 18,4%.
  • Aumento nel segmento di business vista, con incremento del 13%, così come di quello occhiali da sole, dove le vendite sono cresciute del 10%.
  • Assunte nell’ultimo anno circa 500 persone, di cui più di 200 a tempo indeterminato, per un totale di oltre 1.850 dipendenti.

Investimenti futuri:

  • Corner Vistasi di SalmoiraghiNel 2016 l’ Salmoiraghi & Viganò aprirà 30 punti di vendita, distribuiti uniformemente tra centri storici e centri commerciali, che vanno ad aggiungersi agli attuali 444 negozi distribuiti su tutto il territorio nazionale.
  • Tra i negozi, 319 sono a marchio Salmoiraghi & Viganò, sinonimo di competenza e professionalità, e i restanti 125 con brand VistaSì.

ED.TabacchiLentiSalmoiraghiUna strategia qualitativa. “In un mercato che punta solamente al prezzo, la nostra strategia di differenziarci per qualità del servizio con continui investimenti negli store, nella formazione del personale, in tecnologia delle lenti e del controllo della vista, ci ha premiato, e i clienti apprezzano questo nostro posizionamento”, ha dichiarato Edoardo Tabacchi (in foto), Vice Presidente del Gruppo Salmoiraghi & Viganò.

Harrods: calano le vendite nel 2014

Un decremento del 3,1% a 769 milioni di sterline, che va tuttavia di pari passo con un miglioramento della redditività.

Un’annata non delle migliori per Harrods, che chiude l’esercizio 2014 con fatturato in discesa del 3,1%. Le vendite del department store londinese sono infatti calate da 794 a 769 milioni di sterline, pari a circa 1,07 miliardi di euro.

harrods_internoNonostante la performance negativa dei ricavi, il grande magazzino del lusso, che dal 2010 è di proprietà della Qatar Holding, è riuscito comunque a implementare la redditività, che vede l’utile netto aumentare del 4%, e salire a quota 146,3 milioni di sterline, circa 204 milioni di euro.

Bene anche l’utile operativo, che cresce del 2,9% a 126,5 milioni di sterline, circa 177,6 milioni di euro, rispondendo positivamente al generale momento di difficoltà di Harrods, che rappresenta un riferimento must per lo shopping di alto livello nella capitale e nell’esclusivo quartiere di Knightsbrige.

Amazon lancia Prime Now a Milano: consegna in un’ora

Per i clienti Prime del capoluogo lombardo e diversi comuni circostanti 15mila prodotti, anche alimentari, arrivano in tempo record. Un servizio in estensione per il 2016.

Basta essere abbonati al programma Amazon Prime, che in Italia è disponibile a 19,99 euro l’anno, ed effettuare un ordine minimo di 19 euro per ricevere la spesa direttamente a casa in un’ora, con costo aggiuntivo di 6,90 euro, o gratuitamente in finestre di due ore. Prime Now ItaliaQuesto il nuovo servizio lanciato da Amazon per i clienti di Milano, ma anche di Cinisello Balsamo, Paderno Dugnano e diversi altri comuni limitrofi.

La possibilità di consegna comprende oltre 15mila prodotti, tra cui alimentari, alcolici, referenze beauty e per l’infanzia, alcune di queste reperibili  esclusivamente attraverso la formula Prime Now, attiva 7 giorni su 7 dalle 8 del mattino a mezzanotte.

Prime Now Italia 2
Mariangela Marseglia, EU Director Prime Now

Nel corso del 2016 il servizio sarà esteso ad altre città italiane e tutti gli iscritti Prime potranno scaricare la relativa applicazione per ricevere una notifica quando quest’ultimo arriverà nella zona di loro interesse.

Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna“L’Italia è il secondo Paese in Europa dove Prime Now è stato lanciato e siamo molto orgogliosi di offrire ai nostri clienti Prime una consegna ultra-veloce, oltre ai benefici di cui possono già godere grazie al loro abbonamento Prime”, ha dichiarato François Nuyts (in foto), Country Manager di Amazon Italia e Spagna.

Su una base di decine di milioni di clienti nel mondo, le iscrizioni a pagamento a Prime sono cresciute del 53% a livello globale lo scorso anno.

Insegna dell’anno premia anche il Web e il Cross-Channel

Insegna dell'anno è nato nel 2003 in Olanda (Q&A Research & Consultancy) e arrivato in Italia nel 2008 come Retailer of the Year. Questa sera saranno assegnati i premi, quello principale e i riconoscimenti web e cross-canalità.

Il premio Insegna dell'Anno, iniziativa della società olandese Q&A Research & Consultancy, e organizzata per le ultime edizioni in collaborazione con SEIC – Studio Orlandini, è senza dubbio, se non il primo, fra i primissimi, nel senso storico-cronologico, concorsi italiani che riguardano le catene distributive nell'alimentari e non-food, inclusa la ristorazione commerciale italiana. Con questa denominazione (Insegna dell'anno) è alla seconda edizione, ma ha raggiunto l'ottava annata dal suo arrivo in Italia con il nome originario internazionale di Retailer of the Year, un premio di respiro internazionale, nato nel 2003 nei Paesi Bassi e successivamente affermatosi in Belgio, Italia, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Austria e Lussemburgo.

Nel 2014 ha registrato 143.564 votazioni complessive rispetto alle 131.660 del 2013 e alle 51.392 del 2012.

Premio Negozio Web alla terza edizione
Ad affiancare questo riconoscimento internazionale c'è anche il Premio Negozio Web, giunto alla sua terza edizione, la prima sotto questo nome, nel quale verranno premiate 19 categorie. Anche qui numeri importanti: 14.782 votanti, 333 insegne web valutate, 49 insegne finaliste che si contendono i premi di categoria e il premio assoluto, analogamente al premio Insegna dell'Anno.
Cross-canalità

Le insegne finaliste di entrambi i premi nella stessa categoria, concorrono in automatica per il Premio Cross-Canalità, nuovo riconoscimento, non suddiviso nelle singole categorie (diversamente da Insegna dell'Anno e Premio Negozio Web) con 8 insegne a contendersi il premio.

Insegna dell'anno: i numeri
Il premio Insegna dell'anno 2015-2016 verrà assegnato questa sera. Fra 79.900 valutazioni valide espresse da un totale di 100.397 votanti, 27 categorie, 375 singole insegne valutate, alcune delle quali ricorrono in più categorie, e 113 insegne finaliste, emergerà un vincitore assoluto.
Fra le categorie rappresentate (le più diverse) abbigliamento, auto, ipermercati, articoli per la casa, ma anche ristoranti, librerie e negozi di elettronica di consumo.

Fra i premi in palio per tutti coloro che hanno votato l’Insegna dell’Anno (più grande il numero di insegne valutate, maggiori le probabilità di aggiudicarseli) uno smartphone Samsung Galaxy S5, un Tablet Samsung Galaxy Tab 4 – 16 GB o uno smartwatch Samsung Gear - S R7500 – 4GB.

Rizzoli Galleria, il restyling fa bene al traffico e alle vendite

A un anno dalla riapertura e dal completamento del restyling, la libreria Rizzoli Galleria ha registrato un’affluenza mensile media di 57.000 visitatori, +20% rispetto al 2014, anche grazie ai numerosi eventi e incontri con gli autori

A un anno dalla riapertura (avvenuta il 4 novembre 2014, dopo la chiusura di quattro mesi per restauro), libreria Rizzoli Galleria a Milano (Galleria Vittorio Emanuele, tra Piazza Duomo e Piazza della Scala) ha registrato un incremento nelle vendite al pubblico del 26% rispetto al 2014. Fra i reparti più dinamici in termini di fatturato (l'assortimento complessivo è formato da oltre 40.000 volumi disponibili), spicca la saggistica che è stato il settore con la miglior performance, raggiungendo un'incidenza del 40% sulle vendite. Il reparto "ragazzi" ha messo a segno un incremento del 70% rispetto all’anno precedente, risultato di una riorganizzazione della libreria che ha ora un piano completamente dedicato alla narrativa per i giovani lettori.

Nel 2015 Rizzoli Galleria ha registrato un’affluenza mensile media di 57.000 visitatori, +20% rispetto al 2014, anche grazie ai numerosi eventi e incontri con gli autori organizzati in libreria.

Oltre 80 eventi con scrittori e artisti

Dalla riapertura, Rizzoli Galleria ha infatti ospitato nei suoi spazi circa 80 eventi che hanno visto la partecipazione di scrittori italiani e internazionali come Emmanuel Carrère, Jeffery Deaver, Alberto Angela, Aldo Cazzullo, Riccardo Chailly, Mauro Covacich, Serena Dandini, Philippe Daverio, Gene Gnocchi, Dacia Maraini, Paolo Mieli, Roberto Napoletano, Edoardo Nesi, Piergiorgio Odifreddi, Antonio Scurati, Beppe Severgnini, Vittorio Sgarbi, Sandro Veronesi e Bruno Vespa.

Protagonisti degli incontri con i lettori anche personaggi come Manolo Blahnìk, Diane Von Furstenberg, Roberto Bolle e Carlo Cracco. Rizzoli Galleria ha inoltre organizzato numerosi laboratori dedicati ai bambini, e non solo, in collaborazione con realtà culturali di Milano come il teatro Piccolo, la compagnia di marionettisti Carlo Colla & Figli e rassegne cinematografiche dedicate ai più importanti festival, tra cui la Mostra di Venezia e il Festival Internazionale di Locarno.

 

Laura Donnini (credit Guido De Bortoli)
Laura Donnini (credit: Guido De Bortoli)

“Rizzoli Galleria  è stata per noi una sfida commenta Laura Donnini, amministratore delegato di RCS Libri -. Abbiamo sognato una libreria speciale, un ambiente elegante e accogliente che esaltasse la scoperta dei libri e in cui i lettori si sentissero a casa e potessero vivere un’esperienza unica Sono molto contenta che il nostro progetto, che ha fatto della sua fisicità il suo punto di forza, in cui abbiamo creduto fortemente, sia stato premiato e apprezzato dalla comunità dei lettori.”

 

Carrefour: accordo con CDS per 65 store in Sicilia

Rafforzata la partnership con il Centro Distribuzione Supermercati, franchisee del gruppo dal 2002, che gestirà in esclusiva il marchio sull’isola.

Siglato ufficialmente l’accordo tra Carrefour Italia e la società di distribuzione del settore food CDS, che implementa la collaborazione tra i due player sul territorio siciliano. Centro Distribuzione Supermercati, già franchisee del gruppo dal 2002, riceve in dote  con la nuova intesa 65 punti di vendita regionali, ottenendo la gestione esclusiva del marchio sull’isola.

prodotti_carrefourPer Carrefour Italia si tratta di una firma veicolo di sviluppo strategico sul mercato locale, dove si punta ad implementare il successo del brand. “Grazie all’estensione della partnership, CDS potrà così mantenere la sua indipendenza e salvaguardare il suo consolidato rapporto con il territorio, usufruendo al contempo del know-how e dei vantaggi operativi di un partner come Carrefour”, si legge in una nota aziendale.

Recentemente, il retailer ha aperto nel Coin Excelsior di Cola di Rienzo a Roma un nuovo Market Gourmet, mentre a livello globale il gruppo procede con un buon andamento delle vendite.

Banzai accelera nel 3° trimestre e accoglie un nuovo Ad

Approvati dal CdA i risultati preliminari al 30 settembre 2015 con ricavi a +34,4%. Cambio al vertice con Pietro Scott Jovane che sostituirà Paolo Ainio.

Buone nuove per la piattaforma italiana Banzai, che nel terzo trimestre del 2015 registra ricavi in crescita del 34,4%, una spinta rilevante pari a 52,5 milioni di euro. Questi i risultati preliminari approvati dal pietro_scott_jovane_ad BanzaiConsiglio d’Amministrazione del gruppo, che dopo aver parallelamente deliberato l’assunzione di Pietro Scott Jovane (in foto) come direttore generale, si è impegnato a nominarlo nuovo amministratore delegato.

L’ex numero uno di Rcs sostituirà il socio fondatore Paolo Ainio, che ricoprirà invece il ruolo di presidente esecutivo.

I numeri di Banzai nell’ultimo quarto rilevato parlano di una crescita spinta da tutte le linee di business, tra cui le categorie core dell’eCommerce (+42,2%), Vertical Content (+22%) e Gross Merchandise Volume (+46,5%).
ricavi Banzai“Anche nel terzo trimestre Banzai batte la crescita del mercato di riferimento ed incrementa la market share nell’eCommerce grazie allo sviluppo delle categorie a più alto ticket medio (elettrodomestici ed elettronica), del 3P Marketplace e della rete distributiva di Pick & Pay e Lockers. L’andamento dei ricavi del mostra infatti un incremento davvero straordinario, sopra la media prevista dell’anno, anche grazie ad un effetto one-off legato alle vendite di climatizzatori”, sottolinea l’Ad ancora in carica Paolo Ainio.

Per quanto riguarda i dati globali dei primi 9 mesi 2015, il fatturato sale a 152, 3 milioni di euro, un incremento del 26,6% rispetto allo stesso periodo 2014 (120,3 milioni di euro), che conferma le precedenti previsioni di un +25%.
ricavi banzai 2Tra gli ulteriori fatti rilevanti che hanno contraddistinto il recente sviluppo gruppo:

  • Rafforzamento della strategia mobile advertising con l’acquisizione del 100% di AdKaora il 6 ottobre.
  • Raggiungimento di quota 1 milione di download per la app SaldiPrivati
  • Lancio della versione Beta di GialloZafferano Shop
  • Inizio lavori per il nuovo Fulfilment Center in provincia di Milano

 

Sogegross: nuovi servizi per il Cash & Carry di Firenze

A un anno dall’apertura del terzo store toscano con format innovativo, il Gruppo prepara il lancio del servizio TAXI merci e continua gli investimenti sul territorio.

Un format di ingrosso innovativo focalizzato sui reparti freschi e freschissimi, dedicato ai professionisti della ristorazione e del bar. Questo il punto di vendita a insegna Sogegross Cash & Carry a Bagno di Rivoli (Firenze), inaugurato dal gruppo genovese un anno fa come terzo store toscano dopo quelli di Siena e Chiusi.

sogegross_01 (mail)Il negozio fiorentino in via Meucci si presenta oggi pienamente operativo, con 30 addetti reclutati sul territorio e formati alle esigenze specifiche dello stesso, mentre per il 2016 si prepara il lancio del nuovo servizio TAXI merci, che consente ai clienti di scegliere il prodotto fresco di interesse in base a prezzo e qualità, per vederselo poi consegnare presso il proprio esercizio in tempo per la trasformazione.

sogegross_16 (mail)Una novità che sposa una filosofia anti-spreco grazie alla riduzione di scarti e deprezzamenti, ma anche d’impronta sostenibile in quanto la merce verrà recapitata solo tramite mezzi elettrici. “Investiremo molto in questo servizio, perché crediamo che il cash debba diventare per ogni cliente un riferimento quotidiano che gli permetta di approvvigionarsi di tutto il prodotto fresco e freschissimo che servirà per la produzione”, sottolinea il direttore generale di Sogegross Cash & Carry Marco Bonini.

marco bonini direttore generale sogegross cash&carryImportanti anche le risorse destinate direttamente al fronte local, che ha visto l’instaurazione di una partnership tra Sogegross e l’Ac Fiorentina, con supporto a diverse iniziative sportive e culturali. “Vogliamo sostenere e promuovere quei valori etici e morali in cui crediamo, come facciamo costantemente nelle aree dove insistiamo da tempo. A tale proposito tengo a ricordare il nostro contributo al Banco Alimentare, destinatario dei nostri prodotti a fine shelf life, che cerchiamo di immettere per tempo in questo canale con il duplice obiettivo di non inquinare per l’aggravio dovuto allo smaltimento dello stesso attraverso l’incenerimento, e di contribuire al sostentamento di chi ha meno grazie alla distribuzione effettuata dal Banco”, conclude Bonini.

 

Apple spinge sullo shopping via mobile

Previsto per il 5 novembre il lancio nell’App Store di una categoria dedicata agli acquisti online che facilita tra l’altro i pagamenti via iPhone eiPad.

Al debutto il 5 novembre nell’Apple Store la nuova sezione shopping che raduna tutte le applicazioni prima disponibili nel comparto lifestyle. Così il colosso statunitense prepara in vista del periodo natalizio una nuova categoria virtuale che facilita gli acquisti online, ottimizzando tra l’altro il sito con le funzionalità Apple Pay.

shoppingmobileLa formula Touch ID consentirà di effettuare i pagamenti tramite i dispositivi mobile iPhone e iPad, spingendo il dinamismo di un comparto che vede le connessioni e il tempo di navigazione aumentare costantemente, ma il numero di transazioni ancora in parte limitato dalla mancata offerta di servizi adeguati.

Nel frattempo, in linea con un’ottica integrata, Apple procede nello sviluppo dei punti di vendita fisici, tra cui figura il recente store creativo di Bruxelles per l’Europa e il restyling di 20 negozi in Usa.

Retail Summit: immagini dal futuro

Internet è una forza in espansione rapida, nel 2020 la spesa digitale varrà 3,7mila mld di $”.
Così Alberto Zunino, Boston Consulting Group, al Consumer & Retail Summit 2015, arrivato alla sua nona edizione. In meno di dieci anni abbiamo assistito a un forte cambiamento, proprio l’online è sempre più protagonista della giornata serrata dei lavori, che vede tutto il gotha del largo consumo e del retail riunirsi sotto lo stesso tetto. Un online che prende il palco da pari a pari, non nemico, ma nemmeno amico, “Un competitor come tanti altri” come ha sottolineato Francesco Pugliese. Nel contempo, stando a Nutys di Amazon, la definizione retailer non basta più: “20 anni fa eravamo librai, oggi siamo un b2b e una consumer company”. Ebay forte di una presenza decennale in Italia ci ha raccontato della sua vetrina sul food made in Italy e del recente accordo con Confcommercio, con lui hanno sfilato Ikea e made.com, Coop e il Mercato Metropolitano, le famiglie di Coralis e i Beacon di Interdis. Tradizione e innovazione, un parterre che racconta da solo di un’evoluzione già avvenuta e che non ha nessuna voglia (per fortuna) di fermarsi .

Gli spin-off del discount

Low cost e high value, è l’abbinata che rende questa nuova specie di retailer vincente: grocery razionalizzato, tanto fresco e prodotti locali. Da Gdoweek n. 16

di Simone Martarello

La ripresa dei consumi alimentari negli Stati Uniti e, seppur in maniera più timida in Italia, fa rima con low cost. Il format low cost può essere una variazione genetica del discount e talvolta ne rappresenta un’evoluzione, così come può prendere i passi da una nuova lettura del mercato. Tra i tratti caratteristici comuni a tutti: assortimento razionale, ma non bulgaro; disposizione più curata delle merci a scaffale; inserimento di prodotti premium; apertura di reparti freschi come ortofrutta, panetteria e perfino pescheria; offerta di nuovi servizi come i pagamenti elettronici; investimenti pubblicitari. Che sia un’evoluzione appetibile lo capiamo dalle mosse delle grandi insegne tradizionali, sempre più in affanno, che sentono la necessità di una maggiore segmentazione di prezzo e di offerta e non solo, come è stato fino ad ora, di location e metrature.

Negli Usa, Whole Foods Market corre ai ripari e punta ai Millenials con la creazione di un’insegna low cost, di dimensioni ridotte, chiamata 365, che si identifica così con la sua linea di private label trasversale.

In Italia, emergono i fenomeni dell’EDLP, o della convenienza tutti i giorni. Intanto, incalzano i siti online, come eBay e Amazon, competitor acclarati in Usa, in divenire in Europa, che, con i loro servizi di consegna del fresco, stanno pian piano cominciando a occupare un loro spazio nell’arena degli acquisti alimentari, aumentando la concorrenza.

Cosa succede in Usa
Negli Usa, le grandi insegne discount stanno già atterrando con la formula low cost. In prima poszione Aldi, che già controlla la catena Trader Joe’s, è cresciuta parecchio nel periodo post recessione e continua ancora a espandersi: oggi sono 1.400 i punti di vendita, ma si prevede saranno 2.000 entro tre anni. La formula vincente è semplice: assortimento e personale ridotti all’essenziale e scaffali quasi del tutto riempiti con private label. E visto il successo che Aldi sta avendo in America, Lidl ha annunciato l’intenzione di attraversare l’oceano e aprire un centinaio di negozi negli States entro il 2018. Di altra natura è WinCo Foods, catena di proprietà dei dipendenti stessi, con oltre 100 negozi (erano 80 nel 2011), nota anche per il costante rifiuto ad accettare pagamenti con carte di credito. La riduzione dei costi passa anche per l’acquisto delle merci direttamente dai produttori, all’interno di un layout dei punti di vendita essenziale, senza l’offerta del servizio di imbustamento (normale negli States). Da studiare per la capacità di proporre prezzi più bassi rispetto alla concorrenza è anche la catena Fresh Thyme, che rifacendosi allo spirito dei farmers market, ha deciso di mettere i freschi non solo al centro della propria offerta, ma anche dei negozi. Anche Fresh Thyme ha annunciato una massiccia campagna di espansione nei prossimi anni, soprattutto nel Midwest. Simile a Fresh Thyme è Sprouts, insegna specializzata in prodotti freschi e biologici con oltre 200 punti di vendita di medie dimensioni in 12 Stati. Il segreto del successo? Qualità, freschezza e una alta rotazione dell’assortimento.


La situazione in Italia

Anche nel nostro Paese, si stanno affermando cambiamenti nelle strategie delle insegne sia discount sia quelle focalizzate sulle logiche di every day low price.

u2Tra queste ultime, il brand di riferimenti rimane U2, che, tra settembre e ottobre, ha aperto due nuovi negozi a Monza e Novara con innovazioni tecnologici (il wi-fi ad esempio), all’interno di un’offerta che ha eliminato le promozioni e definito un assortimento meno profondo. Intanto, l’Ad Mario Gasbarrino ha annunciato che ci saranno investimenti anche per la formazione del personale. Tra le new entry di questo formato, anche l’insegna Sole365 di Gruppo Apuzzo (Selex) (vedi Gdoweek n 15) che presidia per il momento la Campania puntando su prodotti locali e brand a marchio, preservando qualità e prezzi adeguati. L’obiettivo per ora è quello di presidiare il territorio, ma si prevedono ampliamenti in altre zone. Anche i discount, da quasi 25 anni in Italia, si stanno trasformando, passando da un format basato su essenzialità e scontrino leggero a formule sempre più vicine alla gdo tradizionale, a livello di ambientazione con l’inserimento di banchi freschi (come l’introduzione del reparto forno assistito da Penny Market; vedi Gdoweek n.13-2015 pag. 5) e ampliamenti nell’offerta di ortofrutta (a cui sono dedicati diversi metri lineari di vendita, con una comunicazione in store importante), oltre che di formaggi e salumi.

I leader di canale sono Eurospin, Md-Ld Discount (diventato secondo gruppo in Italia dopo l’acquisizione da parte di Lillo Spa di LD Market) e Lidl, che da soli rappresentano il 53,6% del totale del comparto con 2.225 negozi. Oltre che sui prezzi contenuti, da sempre punto di forza di questa tipologia di vendita, gli operatori puntano su una forte presenza di prossimità, valore chiave oggi. A conferma del cambiamento, la crescita dell’ampiezza e della profondità dell’assortimento, passata da 1.924 a 2.448 referenze in quattro anni (+27,2%), con l’inserimento di prodotti premium, operazione effettuata sia da Lidl sia da Md-Ld Discount. Si tratta di assortimenti composti da una trentina di referenze, suddivise in diverse categorie (freschi, prima colazione, dispensa). Se Md ha appena lanciato la linea di prodotti per l’igiene intima e cosmesi Botanika, che punta a valorizzare un segmento redditizio attirando anche il target maschile, molti operatori stanno puntando su freschi e freschissimi, inserendo i reparti panetteria, ortofrutta e per ultimo la pescheria. Lidl ha recentemente iniziato a proporre in alcuni punti di vendita una selezione di referenze di pesce fresco take away. Il mercato sembra destinato a modificarsi ulteriormente visto che si parla del prossimo sbarco nelle regioni del nord est di Aldi Sud, tramite la controllata austriaca Hofer.

 

Gdoweek, il numero 16 in distribuzione

Nel nuovo numero di Gdoweek la cover story è dedicata agli spin-off del discount: low cost e high value, è l’abbinata che rende questa nuova specie di retailer vincente: grocery razionalizzato, tanto fresco e prodotti locali. Chapman Taylor, come progettare italiano. Fiorfood, la nuova sfida di Nova Coop. Upim, il value-for-money ritorna più giovane. Cash & carry Metro, più consulente meno magazzino. Integrazione di canale per Media World. Nella sezione layout: Il gestionale per piccoli retailer scopre il mobile.

 

sommario gdoweek 16

Mondo Convenienza allestisce parco giochi

Vicino ai tre punti di vendita di Catania, Marcianise e Castel Romano arrivano giostre e spettacoli gratuiti per coinvolgere famiglie e clienti.

Mondo Convenienza apre a una stagione di intrattenimento portando vicino ai punti di vendita un parco giochi a disposizione gratuita di adulti e bambini. I primi tre saranno attivi presso gli store di Catania, Marcianise (CS) e Castel Romano (RM) dal 24 ottobre al 13 dicembre.

Gioca-Con-NoiDalla ruota panoramica all’ottovolante, passando per spettacoli ed eventi all’insegna del divertimento, l’engagement dei visitatori è territoriale e trasversale, con protagonisti locali come i comici della trasmissione tv Made in Sud.

Mondo Convenienza trasforma così lo shopping in un’attività ricreativa e piacevole, che supera le esigenze contingenti di spesa, allestendo un ambiente dove l’experience è allegra e capace di rinsaldare il legame soprattutto con il target delle famiglie.

Eataly: accordo per l’integrativo di 1.890 dipendenti

La catena di Farinetti trova l’intesa con i sindacati. Bonus e permessi all’insegna della work-life balace, anche delle coppie di fatto.

Sedici ore di permesso retribuito per inserire i bambini al nido, ma anche un buono di 300 euro per ogni figlio nato e di 200 per il matrimonio, cui si aggiungono 12 mesi di aspettativa massima non retribuita alla fine del congedo parentale. Questi alcuni degli elementi previsti dal primo integrativo di Eataly, che ha trovato l’intesa con i sindacati dopo 10 mesi di trattativa.
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Un accordo che piace ai rappresentanti di categoria e che coinvolge i 1.890 lavoratori dei 14 punti di vendita della catena, estendendo i diritti a famiglie e coppie di fatto. L’ottica è pertanto inclusiva e l’approccio quello di uno sviluppo welfare sia a livello di vita aziendale, sia in termini privati, a favore di una work-life balance produttiva.

Una filosofia che mette al centro i giovani collaboratori, favorendone engagement e senso di appartenenza, in linea con una presa di responsabilità sociale che parte dall’interno. Si tratta di politiche che incontrano in misura crescente la sensibilità dei consumatori, impattando positivamente su image e reputation.

Gruppo Gabrielli: una raccolta punti per la scuola

Con il progetto Io sostengo la scuola l’azienda mette a disposizione 40 kit didattici per gli istituti più votati dai clienti. Coinvolti i supermercati Oasi e Tigre.

Un’iniziativa partita il 29 ottobre 2015 e dedicata al mondo scolastico dei ragazzi. Così Gruppo Gabrielli ha dato il via al progetto Io sostengo la scuola, patrocinato dal Ministero della Pubblica Istruzione e pensato per supportare le scuole del territorio tramite una raccolta punti.

tigreNei supermercati Tigre, Tigre Amico e Oasi aderenti , raccogliendo  i bollini ogni 10 euro di spesa e collezionando i peluches Coccolosi di Nonna Giuditta, si potrà concorrere a sostegno della propria scuola tramite il sito iosostengolascuola.it.

I 40 istituti più votati dai clienti entro il 7 febbraio riceveranno poi uno dei 40 kit didattici messi a disposizione dall’azienda, per un valore totale di 20mila euro.

“I ragazzi di oggi sono gli adulti di domani, per questo bisogna investire sul loro futuro supportando anche il mondo della scuola e contribuendo a rendere l'aula didattica un ambiente stimolante per la formazione degli studenti”, sottolinea Barbara Gabrielli, vicepresidente del gruppo, di cui esprime l’interesse per valori sociali e territoriali.

Frans Muller racconta i progetti di Delhaize

Le strategie di sviluppo in Usa, il focus continuo sulle private label e su un assortimento ampio in grado di soddisfare il consumatore sempre più esigente, la fusione con Ahold: ecco i temi di cui abbiamo parlato con Frans Muller

di Chiara Bertoletti

Le strategie di sviluppo in Usa (con l'insegna Food Lion), molto legate al concetto di localismo, inteso sia come presenza in assortimento di prodotti del sia come legame con la comunità locali, le private label e Coopernic, il rapporto con gli agricoltori, la ricerca di logiche di Every Day Low Price, per contrastare i discount. Questi alcuni dei temi che Frans Muller, Ceo di Delhaize Group, ha affrontato nel corso di un'intervista raccolta nel corso di un incontro sul futuro di Coopernic.

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09_STORE-MEGA-IMAGE_HDTra gli argomenti nevralgici, non poteva mancare anche qualche domanda sull'evoluzione del rapporto con Ahold, dopo la recente fusione, che sta ancora aspettando il via libera di diverse autorità. "Sono certo che otterremo grandi sinergie ed effetti positivi da questa operazione, che richiede ancora tempi lunghi per diventare operative -afferma Muller-. Tutti gli indicatori prevedono buoni risultati, anche se è troppo presto per fare qualsiasi previsione, compresa quella di capire eventuali evoluzioni all'interno delle singole alleanze internazionali".

Ahold, infatti, aderisce a un'altra supercentrale, Ams, di cui  fanno parte dieci partner tra cui Morrisons, Ica, Esselunga e Jeronimo Martens.

 

 

 

 

 

 

 

 

Michel Edouard Leclerc spiega i vantaggi di Coopernic

Essere i retailer con i prezzi più bassi, lanciare nuove iniziative, utilizzando il know dei partner, continuare a considerare l'ipermercato una formula con proprie potenzialità: Michel Edouard Leclerc parla dei vantaggi di Coopernic e di come immaginare il futuro del retail

di Chiara Bertoletti

Quali sono le direttrici di sviluppo di Leclerc nel prossimo futuro? Come ci si confronta con l'ecommerce e con player internazionali come Amazon? Quale il futuro degli ipermercati e quali i reparti destinati a crescere in modo che la formula continui a mantenere la sua attrattività? Michel Edouard Leclerc, presidente di Mouvement Leclerc, spiega quale sarà, dal suo punto di vista, l'evoluzione del mestiere del retail.

lerclerc_coopernic"In questi anni ci siamo focalizzati sul garantire ai nostri clienti prezzi sempre più bassi dei nostri concorrenti -precisa Leclerc- perché il nostro mestiere è quello di garantire i prezzi più bassi nel rispetto della qualità. Infatti, siamo tornati a crescere, nella rete fisica come nell'online, grazie a una formula come Leclerc Drive, in grande sviluppo". Non teme quindi Amazon? "é uno stimolo a fare meglio -suggerisce-. Del resto, abbiamo cominciato nel 1962 a contrastare Carrefour: si tratta di continuare a capire cosa vuole il consumatore. E nei nostri ipermercati, che rimangono l'ossatura della nostra rete, lo dimostriamo tutti i giorni".

 

Pedroni spiega i valori di Coopernic in video

Gli elementi distintivi di Coopernic, le principali aree di collaborazione, i fornitori, le private label, la convenienza: questi i fattori alla base dell'alleanza che Coop ha stretto con Leclerc, Delhaize e Rewe, raccontati da Marco Pedroni, presidente di Coop Italia

Quale il ruolo di un'alleanza come Coopernic nel futuro di Coop? Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, spiega i valori condivisi alla base di questa aggregazione che vede lavorare insieme quattro retailer come Leclerc, Delhaize, Rewe e Coop, diversi ma con obiettivi simili soprattutto a livello di approccio con il consumatore, assortimento e logiche di convenienza. "Coopernic non è un'alleanza opportunistica, vale a dire utile solo per ottenere prezzi migliori, ma è un'alleanza di opportunità, che ci permetterà, sia come singole organizzazioni sia come gruppo, di migliorare le performance e realizzare importanti scambi di know how, sempre più necessari in un mercato competitivo come quello in cui operiamo", spiega nel video Pedroni.

Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e di Coopernic
Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e di Coopernic

Despar: premio di risultato a migliaia di collaboratori

Sono 4.341 i dipendenti Despar, Eurospar e Interspar che hanno ricevuto fino a 600 euro a testa tramite la concessionaria Aspiag service.

Cento milioni di euro investiti in ristrutturazioni e nuove aperture, ma anche 300 posti di lavoro a tempo indeterminato creati nell’arco del 2015. Questi i numeri resi noti da Despar Nordest, che prosegue con una filosofia di welfare aziendale e sviluppo oltre la crisi.

A conferma di un costante impegno in tal senso, la società concessionaria Aspiag service ha erogato per quest’anno un premio di risultato a 4.341 dipendenti delle filiali Despar, Eurospar e Interspar, con entità variabile fino a 600 euro a testa.

Il 90% dei collaboratori Despar Nordest ha una tipologia di contratto a tempo indeterminato, mentre solo il 10% è a termine, principalmente in rapporto alle località turistiche, come sottolinea Angelo Pigatto, direttore HR dell’azienda.

Signorvino, lo spot che spiega la mission

Chi è Signorvino, cosa fa, cosa offre: tutto in un video

Viaggio nel mondo di SignorVino, l'insegna specializzata nel mondo del vino ideato e sviluppato da Sandro Veronesi, presidente di Gruppo Calzedonia. Avviata la rete con un primo store nel 2012, oggi SignorVino è attivo con 11 punti di vendita in varie città d'Italia, tra cui, Brescia, Firenze, Verona, dove lo store è completamente dedicato all'Amarone, e Milano, dove è stato aperto un secondo store nella centrale via Dante, vicino al Castello Sforzesco, dopo quello alle spalle del Duomo, signorvino_mi_via_dante_03diventato, ormai un luogo d'incontro e un punto di riferimento cittadino per l'acquisto di prodotti di qualità a prezzi accessibili in un'atmosfera conviviale.

In termini di sviluppo, l'obiettivo è quello di ampliare ulteriormente la rete: per il 2016 dovrebbero essere in programma almeno altre quattro signorvino_mi_via_dante_04aperture, tra cui lo sbarco a Bologna e a Roma, con il format classico che prevede la proprietà dell'immobile, location sempre centrali e una superficie intorno ai 450 metri quadrati.

1950 American Diner: il ritorno degli anni Cinquanta

Il mondo del fast food in perfetto stile americano anni Cinquanta: questa la proposta di 1950 American Dine, insegna di ristorazione veloce focalizzata su hambuerger e patatine, che, già presente con cinque store diretti e due in franchising, sta definendo un format ad hoc per i centri commerciali, nei quali prevede di svilupparsi

Niente pasta e pizza, ma solo burger e patatine in un'atmosfera che riprende, in maniera perfetta, lo stile Usa degli anni Cinquanta, con juke box, macchina decappottabile anni Cinquanta e scritte al neon.

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Queste alcune delle caratteristiche di 1950 American Driver, un catena di ristorazione veloce oggi attiva con cinque ristoranti diretti e due in franchising, formula che intende sviluppare visto che sono i centri commerciali il prossimo obiettivo di crescita.Per i centri commerciali, in realtà, sta per essere messo a punto un format diverso, che sarà più orientato alle logiche del fast food e meno a quelle del ristorante.

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Veggy Days, ristorante vegano, video tour

I piani di sviluppi di Veggy Days, catena di ristorazione fast specializzata nella diffusione di una corretta alimentazione vegana, che ha scelto il franchising come modalità di crescita sul territorio forti dell'esperienza dei titolari e del management

Tra le nuove tendenze della ristorazione fast, presente nei centri commerciali e non solo, crescono le formule legate a un'alimentazione sana. Tra le diete, che stanno incontrando maggiore successo, c'è anche quella vegana che, oltre a essere entrata con una gamma crescente di prodotti sugli scaffali della gdo, si sta sviluppando anche attraverso formule di ristorazione in franchising.

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Come Veggy Days, i cui piani di sviluppo sono raccontati in video dal presidente Giovanni Pellegrini, una lunga esperienza alle spalle in tema di franchising, da un anno a questa parte focalizzata sulla ristorazione vegana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stefanel porta l’arte alimentare in store

Il 29 ottobre l’ultimo appuntamento del ciclo arts & food dedicato ad Expo, nel negozio di Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

Stefanel celebra il suo ultimo matrimonio tra fashion, arte e cibo, che chiude il ciclo di eventi in store dedicati ad Expo 2015. Il 29 ottobre il negozio di Galleria Vittorio Emanuele II a Milano ospiterà il 7° appuntamento Arts & Food ispirato al mondo dell’alimentare.

 Beppo Tonon_per stefanelDopo eventi ispirati allo zucchero, ai biscotti e alla chocolate decoration, il pubblico potrà assistere a una performance di fruit carving, ovvero intaglio e scultura della frutta, realizzata dall’interprete Beppo Tonon (in foto), che per l’occasione ha allestito un’esclusiva vetrina ispirata a colori e sapori autunnali, ricamando anche un abito “commestibile” e di stagione.

Un’inedita iniziativa di proximity marketing, che ha visto il retailer della moda unire in un solo concept i tre pilastri dell’italianità.

Walmart testa i droni per la consegna a domicilio

Walmart ha presentato una richiesta alla Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti per effettuare test sull’utilizzo dei droni per la consegna a domicilio, il ritiro porta a porta ed il controllo delle rimanenze di magazzino: un chiaro segno della volontà di porsi in concorrenza con Amazon e Google per quanto riguarda l’uso droni per preparare e consegnare gli ordini on-line.

Secondo quanto riporta la Reuters, il Big Retailer si avvarrà dei droni prodotti dalla cinese SZ DJI Technology Co Ltd. Normalmente la FAA risponde a questo genere di richieste nell’arco di quattro mesi e Walmart vuole farsi trovare pronta per la consegna dei pacchi ai clienti nel momento in cui le norme federali lo consentiranno.

A Milano apre Casa Microsoft, il temporary smart

Uno spazio inaugurato in corso Vercelli con Intel, che fino al 24 dicembre offrirà un’esperienza immersiva agli amanti dell’innovazione tecnologica.
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Casa Microsoft

Eventi come lo spettacolo fumettista, ma anche workshop per scoprire Windows 10, imparare ad usare Excel e tanto altro. Così Casa Microsoft, il temporary store aperto dal colosso statunitense a Milano, animerà corso Vercelli fino al 24 dicembre, 7 giorni su 7.

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Casa Microsoft

Lo spazio di due piani inaugurato in partnership con Intel si propone come luogo di incontro polifunzionale per gli amanti dell’innovazione, che potranno sperimentare dispositivi e tecnologia vivendo un’esperienza totale e coinvolgente. La vendita non è in tal senso prioritaria, ma l’intenzione è quella di far conoscere i prodotti di punta al pubblico e testarne la risposta, dai tablet Surface al corner dedicato agli smartphone Lumia.

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Casa Microsoft

 L’ambiente interno e la facciata esterna seguono uno stile all’avanguardia anche in termini estetici, con un layout che fa sentire il visitatore parte stessa della realtà virtuale grazie a un design ricercato in ottica distintiva per la brand identity.

Nel frattempo, Microsoft, proseguendo con il test della sua implementata formula di interazione con il consumatore, ha inaugurato un iconico flagship store a New York, che lancia il guanto di sfida al rivale Apple.

Amazon lancerà una propria linea di abbigliamento

Questa l’ipotesi avanzata dal vicepresidente clothing di Amazon Fashion, Jeff Yurcisin. Una private label a completamento dell’offerta moda online, venduta a prezzo pieno.

Fategli intravedere uno spazio e lui arriverà a colmarlo. Questo è Amazon, che stando a quanto annunciato da Jeff Yurcisin sta valutando il lancio di una propria linea di abbigliamento, con l'intento di sopperire ai gap del suo marketplace online nel comparto moda.

Il vicepresidente clothing di Amazon Fashion ha spiegato nel corso del WWD Apparel and Retail CEO Summit che i clienti appassionati di moda rappresentano una parte importante del business del colosso statunitense. Quando questi ultimi tuttavia non trovano sul sito e-commerce i prodotti di loro interesse, principalmente perché alcuni brand del fashion scelgono di non vendere con Amazon, la loro ricerca di tali articoli prosegue e continuano a volerli.

amazon_fashionAlla luce di questa considerazione, il big di Seattle ha deciso di rispondere a tale esigenza con una private label capace di fornire una propria versione alternativa a quella assente sulla piattaforma. In proposito, Yurcisin rassicura che Amazon, la cui divisione Fashion intercetta circa 40 milioni di clienti Usa all’anno, seguirà i trend standard dell’industria retail, operando esattamente come gli altri player, ovvero comprando “a prezzo pieno e cercando faticosamente di vendere sempre a prezzo pieno”.

L’idea, va da sé, è quella di non alienarsi i partner già presenti sul marketplace della moda, come Calvin Klein e Levi’s, lasciando aperto l’ingresso anche a quei venditori che sono restii a utilizzare il canale di Jeff Bezos, a causa della sua fama da “margini bassi e aggressivo taglio dei costi”.

amazon_made in ItalyCon questa nuova evoluzione di business, che segue una costante espansione orizzontale (dall’artigianato Made in Italy al b2b), assumono diversa concretezza anche le parole di Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna, che nel corso del 9° Consumer & retail summit aveva infatti citato il comparto fashion come uno di quelli con più ampi margini di sviluppo.

Kroger e le ricette italiane: un video per preparare un piatto tipico

Il retailer Usa, che opera con l'insegna Kroger e con una serie di brand locali di successo, dimostra di essere attento alla produzione Made in Italy, con l'iniziativa Taste of Italy, che propone non solo iniziative promozionali ma video di showcooking nei quali famiglie italiane suggeriscono alcune ricette del Belpaese

05_kroger_buffkrogeroverview2Kroger, il noto retailer americano che opera con l'omonima insegna corporate e una serie di altri brand a forte presidio territoriale locale (come City Market, Dillons, Food 4 Less, Fred Meyer, Fry's, Harris Teeter, Jay C, King Soopers, QFC, Ralphs and Smith's) si è dotato di una sezione online sul proprio canale Youtube chiamata Taste of Italy, con la quale spiega, attraverso showcooking con famiglie italiane, come realizzare con facilità ricette italiane. L'iniziativa, che riguarda anche altre cucine (tipo quella spagnola) si traduce anche in instore promotion e nella presenza di prodotti Made in Italy in assortimento.

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Kroger, che negli Stati Uniti rappresenta un caso di retailer di successo grazie a risultati positivi (come l’utile su azione -eps- cresciuto del 19,2% contro una media dell’industria Usa del 6,9%, a fronte di vendite che hanno superato il controvalore complessivo di 33 miliardi di dollari)  opera una rete di 2.626 supermercati sparsi in 34 stati americani, 780 convenience store e 1.342 pdv in stazioni di servizio, cui si aggiungono 327 gioiellerie  e 37 stabilimenti di trasformazione/produzione alimentare.

 

Wi-fi e servizi in store: ecco cosa chiedono i clienti

L’indagine annuale di Zebra Technologies porta in luce esigenze e percezione dei consumatori. Il 64%, ad esempio, acquisterebbe di più a fronte di un miglior servizio.

Quali sono valori e fattori che compongono una customer experience in store connessa e di successo? Risponde a questa domanda l’ottava ricerca annuale di Zebra Technologies Corporation, che ha coinvolto 2mila consumatori in diversi Paesi del mondo, tra cui l’Italia.

Ecco tutti i punti chiave emersi dall’indagine:

  • Il 64% degli acquirenti sarebbe disposto ad acquistare di più se accolto da un miglior servizio.
  • Il 52% apprezza i retailers che utilizzano la tecnologia per rendere l'esperienza di acquisto più efficiente e coinvolgente.shopping mobile
  • Più di un terzo degli shopper (34%) crede di disporre di una connessione alle informazioni in real-time migliore rispetto ai dipendenti del punto di vendita.
  • Gli acquirenti sono molto interessati a wi-fi, servizi location-based, e servizi in-store tra cui coupon mobile (51%), shopping map (45%) e assistenza del personale (41%).
  • Il 76% degli shopper è favorevole alla spesa effettuata nei negozi e circa la metà pensa che la tecnologia aiuti i venditori ad abilitare e a migliorare l’esperienza d’acquisto.
  • MobilePayment_FeatureIl 52% degli acquirenti osserva i prodotti in negozio per poi acquistarli online, mentre oltre 3 acquirenti su 10 preferirebbero recarsi in store per ritirare i prodotti comprati online.
  • I retailer possono recuperare il 66% dei casi di out of stock (merce non disponibile), offrendo ai clienti sconti immediati.

Fiducia:

  • Circa 8 intervistati su 10 sono disposti a condividere un buon numero di informazioni con i retailer. Ciò nonostante, i clienti si mostrano molto riluttanti ad affidare ai retailer i loro dati personali. Solo il 5% ha infatti segnalato di avere fiducia completa nel proprio rivenditore.
  • Il 64% degli acquirenti apprezza i retailer che danno la possibilità di controllare in che modo vengono utilizzati i dati personali forniti per rendere unica ogni esperienza di acquisto.

Gruppo Gabrielli sposa la sostenibilità di Fondazione Barilla

Sottoscritto il Protocollo di Milano della BCNF, che implementa l’impegno contro lo spreco alimentare in linea con buone pratiche aziendali.

Un nuovo step etico per Gruppo Gabrielli, “a dimostrazione di come le buone pratiche sociali si possano coniugare anche con le strategie aziendali”, sottolinea la vicepresidente Barbara Gabrielli. L’azienda della gdo ha infatti appena aderito al Protocollo di Milano della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN), creato nel 2013 per sensibilizzare le istituzioni al tema dell’alimentazione  sostenibile.protocollo-Milano

Con la firma del documento, che ha ispirato a sua volta la Carta di Milano per Expo, Gruppo Gabrielli ne sottoscrive il relativo impegno, in particolare in merito alla problematica dello spreco. Non a caso l’azienda è già partner da alcuni anni del Banco Alimentare, a cui devolve i prodotti prossimi alla scadenza ma ancora utilizzabili.

Si tratta pertanto di un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di politiche a marchio corporate social responsibility, la cui tenuta in considerazione è crescente presso il consumatore e capace di influenzarne le scelte d’acquisto.

Despar Servizi, Cannillo nuovo presidente

Già Presidente e amministratore delegato di Maiora, azienda concessionaria del marchio Despar in quattro regioni d’Italia (Puglia, Basilicata, Campania e Calabria), Pippo Cannillo è arrivato alla presidenza di Despar sull'onda del successo di questo progetto e con l'ambizione di riportare Despar a svolgere un ruolo di rilievo nel panorama distributivo nazionale

Già Presidente e amministratore delegato di Maiora, azienda concessionaria del marchio Despar in quattro regioni d’Italia (Puglia, Basilicata, Campania e Calabria), Pippo Cannillo è arrivato alla presidenza di Despar  anche sull'onda del successo di  Progetto Maiora, realtà che oggi conta circa 400 punti di vendita, circa 1.900 collaboratori, con un fatturato alle casse di 600 milioni di euro.

Pippo Cannillo, nuovo presidente di Despar Servizi
Pippo Cannillo, nuovo presidente di Despar Servizi

Il commento ufficiale di Cannillo: “Metterò nel nuovo ruolo lo stesso impegno e uguale passione con i quali ogni giorno seguo Maiora, certo di poter cogliere risultati importanti anche nell’ambito di Despar Servizi”. Cannillo intende costruire “una casa per quelle aziende della Gdo che ritengono superato il concetto di centrale, ormai sempre più autoreferenziale e distante dalle reali esigenze dei soci”.Pippo Cannillo sarà coadiuvato da Gianni Cavalieri (Presidente di Ergon, Sicilia), riconfermato nel ruolo di Vice Presidente.

Despar Servizi è partner di Pam Panorama, Gruppo Vegé e Ingross Levante in AICUBE. La sua rete di punti di vendita conta oltre 700 supermercati, fra diretti e affiliati, con una superficie di vendita di 392.164 mq. Nel 2014 le aziende afferenti al consorzio hanno sviluppato oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato alle casse.

Auchan-Sma, la centrale si rafforza: entra C3

Auchan
Con l'ingresso di Consorzio C3 nella centrale acquisti Auchan-Sma, che aggrega anche Crai e Sisa (legata a Coralis a sua volta) nasce un'alleanza che rappresenta un fatturato all'acquisto pari a circa 9 miliardi di euro.

Il Gruppo Auchan-Sma (Auchan spa+Sma spa: principali insegne al dettaglio: Auchan, Simply, Ipersimply, Puntosimply) ha siglato un accordo di lungo periodo con C3, uno dei consorzi italiani più noti e apprezzati sul mercato distributivo italiano, presieduto da Maggiorino Maiorana (foto). L’alleanza parte da novembre 2015: ha per oggetto e obiettivo la negoziazione all’acquisto (contratti nazionali), e riguarderà gli accordi quadro di fornitura decorrenti dal 2016, portando a un volume di acquisti (sell-in) pari a quasi 9 miliardi di euro.

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Maggiorino Maiorana, presidente C3

La centrale d’acquisto Auchan-Sma, in forza del mandato all’acquisto già in essere con Crai, Sisa e i propri partner, grazie a questa alleanza con C3 rafforzerà la sua posizione, affermandosi come una delle maggiori centrali di acquisto italiane. “L’accordo tra il Consorzio C3 e la Centrale Auchan-Sma ha l’obiettivo di accrescere ancor di più la forza negoziale dei nostri soci e in un contesto di innovazione dell’offerta distributiva tale scelta non può che rafforzare le nostre imprese -sostiene Maggiorino Maiorana, presidente del Consorzio C3-. Il consolidamento a monte della filiera consentirà di concentrarci ancor di più sulle nostre aree di influenza e sulle loro peculiarità di cui siamo bravi interpreti. Il Consorzio C3 si propone tra gli attori del rinnovamento e l’accordo con la grande Centrale è un tassello di questo continuo processo. La Centrale Auchan-Sma si allea con un solido Consorzio distributivo che negli anni ha dimostrato esperienza, equilibrio ed efficacia.”

Auchan è in 12 regioni italiane con 60 ipermercati (49 a gestione diretta e 11 in affiliazione) e 10.000 collaboratori, con un fatturato alle casse 2014 di 2,9 miliardi di euro (banner turnover complessivo).

Sma, una delle società storiche della distribuzione italiana, attiva dal 1961, impiega 9.000 collaboratori, ha una rete di 1.500 punti di vendita a insegna Simply, IperSimply e PuntoSimply, di cui 269 diretti. Nel 2014 ha fatturato alle casse 4 miliardi di euro (sempre sotto insegna).

Al Consorzio C3 (che ha da poco perso uno dei soci più importanti, Supermercati Tosano Cerea di Cerea-Vr) aderiscono 18 aziende per 27 centri distributivi, 16 cash&carry, 12 ipermercati, 193 supermercati e 164 superette.

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Carrefour: campagna eCommerce sul vino nel metro di Shangai

Attraverso una ventina di pareti digitali e una cantina virtuale, sarà possibile ottenere informazioni e fare ordini leggendo i qr code con lo smartphone.

Carrefour.cn, il sito di commercio elettronico di Carrefour in Cina ha avviato una campagna di digital advertising “connessa” nei corridoi di due delle principali stazioni della metropolitana di Shangai, in coincidenza con la “Fiera del Vino” lanciata dall’insegna.

Per un mese, migliaia di utenti delle linee 2, 7 e 10 della metropolitana, ogni giorno potranno scoprire la selezione Fiera del Vino e fare i loro acquisti attraverso una ventina di pareti digitali e una cantina virtuale.

I passeggeri non devono fare altro che effettuare la scansione del codice QR del prodotto selezionato con lo smartphone per ottenere informazioni sul vino, acquistare su Carrefour.cn - il sito di e-commerce lanciato lo scorso maggio - e programmare la consegna a domicilio.

Si prevede che i display temporanei saranno visti da oltre 10 milioni di persone a Shanghai.

Coopernic spiega il futuro della distribuzione europea

I protagonisti Coop, Leclerc e Delhaize al confronto su consumatore, prezzo, modelli di business e rapporto con l’industria e il digital.

Uniti per primeggiare sui rispettivi mercati, mantenendo intatta un’identità autonoma e facendo leva su potere d’acquisto e performance implementate grazie ai best asset dei singoli. Questa la filosofia alla base della nuova supercentrale europea Coopernic formata da Coop italia, Delhaize, E.Leclerc e Rewe e fondata su mission e vision condivise, per un giro d’affari coinvolto pari a 130 miliardi di euro.

Nel corso di un incontro tenutosi al Coop Forum di Expo 2015 si è discusso del futuro della distribuzione, tra evoluzione del consumatore e dei canali, modelli di business e nuove relazioni con industria e produttori locali. Ecco quanto emerso dal confronto tra Marco Pedroni, Presidente Coop Italia, Michel-Edouard Leclerc, Presidente Mouvement E.Leclerc, Frans Muller, Presidente e Ceo Delhaize Group.

#consumatore emancipato, ovvero una figura sempre più razionale nell'approccio alla spesa, capace di scegliere per sé utilizzando tutti i canali e le fonti informative. Leclerc parla in proposito di iperscelta a cui rispondere con una varietà di format ed offerta controllata e consapevole, mentre Muller sottolinea l'importanza di considerare più fattori sinergici, dal prezzo all’assortimento, passando per servizi e tecnologia in store. "Il consumismo non è più di moda", concorda Pedroni.

#il giusto prezzo, che non ha niente a che fare con la cortina fumosa della guerra promozionale. Questo l'obiettivo da raggiungere per i player della distribuzione. In un contesto dove la convenienza è d'obbligo per la competitività, come sottolinea Muller, e dove il potere d'acquisto del consumatore non promette aumenti immediati, l'ottimizzazione del pricing gioca un ruolo chiave. In tal senso, ci sono ancora ampi spazi di manovra, evidenzia Pedroni. "Sui lavorati, più che sui prodotti agricoli, permane un margine di produttività che ci consentirebbe di vendere a prezzi più bassi” conferma a sua volta Leclerc.

#stratificare l'offerta Sulla scia della strategia del retailer francese, si tratta di offrire la massima ampiezza di gamma ed essere i migliori a tutti i livelli, da quello più basso al premium, con relative distinzioni. “Vogliamo essere meno cari di Carrefour e Auchan su ogni fascia, lasciando poi decidere alle famiglie su cosa focalizzarsi", conferma Leclerc. Detta in altri termini, si tratta di continuare a fare il supermercato, non il discount e nemmeno l'e-tailer, pur appropriandosi delle caratteristiche vincenti dei singoli canali, adattandole alla funzionalità di quello principale.

#ipermercato showroom. Un luogo fisico che si distingue dall'online perché veicolo di esperienza piacevole, che lo trasforma in un nuovo luogo di incontro per la comunità locale. "Bisogna implementare l'offerta e i reparti food ma anche non food", sottolinea Leclerc, "trasformando l'area vini in una vera e propria cantina, la sezione ortofrutta in un mercato e così via. L'ipermercato del futuro per me è simile a uno showroom".

#private label originale sia in termini di qualità, sia a livello di innovazione. “La nostra private label è una vera e propria marca, non agganciamo e imitiamo quello che c’è sul mercato”, sottolinea Pedroni, in accordo con Muller, che conferma: “Il nostro brand già compete alla pari con i big, lanciando per primo delle novità assolute”.

#digitalizzazione. "Stiamo lavorando a un progetto online, è ancora presto per dire qualcosa, ma sicuramente lo store sarà al centro strategie", dichiara Pedroni. Il futuro, per i player è nell'interconnessione. "In Francia con il drive siamo dei veri leader, abbiamo una quota del 50%, una bella risposta ad Amazon che detiene il 15%. Questo significa che è un bravo competitor, ma esattamente come lo era nel 1962 Carrefour", spiega Leclerc, gettando luce su un caso di successo dalla prospettiva integrata e favorevole, dove la key-word è complementarietà.

 

U2 Supermercato lancia la nuova shopper in TNT

Negli store della catena arriva la borsa riutilizzabile per la stagione autunno/inverno 2015, in linea con una filosofia antispreco dall’appeal fashion.

La sostenibilità trae ispirazione dal mondo della moda e assume i toni del divertimento con la nuova shopper in TNT lanciata da U2 Supermercato. La borsa riutilizzabile torna per l’edizione autunno/inverno 2015 unendo i colori fashion della stagione al claim E’ stupido sprecare. E’ bello scoprirlo!, lo stesso messaggio al centro della campagna di comunicazione 2015.

L’azienda prosegue così nella sua serie di iniziative antispreco a sfondo sociale, che nel caso delle shopper firmate ECO U! prevede 3 versioni annuali. La clientela è coinvolta all’interno di tale filosofia e invitata ad adottare comportamenti virtuosi dall’impegno low cost. Le borse sono infatti in vendita a 50 centesimi l’una.

snack_controcorrente_u2In linea con una presa di responsabilità nei confronti della persona e dell’ambiente anche la recente decisione di U2 Supermercato di eliminare i dolciumi dalle avancasse, sostituendoli con snack salutari.

Gruppo Auchan semplifica la governance e diventa Holding

Una nuova organizzazione per implementare performance, flessibilità e spazio di manovra all’interno delle tre aziende Auchan Retail, Immochan e Oney Banque Accord.

Rafforzare l’autonomia dei tre business principali Auchan Retail, Immochan e Oney Banque Accord, aumentandone l’efficienza e la flessibilità attraverso una semplificazione organizzativa. Così il Gruppo Auchan modifica la propria governance, ad oggi composta da un CdA e da un Presidente Direttore Generale esecutivo, rinominandosi Auchan Holding.

Mulliez_Gruppo AuchanLa nuova struttura giuridica, effettiva dal 16 novembre 2015, si compone di un Consiglio di Sorveglianza, guidato dall’attuale Presidente del CdA Vianney Mulliez (in foto) e da un Direttorio. Quest’ultimo avrà  alla presidenza il Direttore Generale di Auchan Retail Wilhelm Hubner e sarà composto anche da Benoît Lheureux, Direttore Generale di Immochan, Jean-Pierre Viboud, Direttore Generale di Oney Banque Accord e Xavier de Mézerac, segretario generale di Auchan Holding.

Auchan Retail, nello specifico, vedrà un Comitato di Direzione composto da tredici membri, ovvero sei direttori di funzione d’appoggio e sette presidenti esecutivi di Paese, tra cui Philippe Baroukh, che ha preso in carico lo sviluppo dell’Italia come nuovo presidente delle aziende retail.

L’obiettivo è quello di fornire una risposta locale e personalizzata al consumatore, indipendentemente dal canale di spesa prescelto.

Il ruolo della tecnologia per il consumatore multicanale

Lo si dice da molti anni ed è più che mai confermato: la tecnologia abilita un nuovo marketing, delle nuove relazioni, degli inediti business model

La XIV Consumer & Retail Summit ancora una volta spazio all’innovazione tecnologica con le testimonianze di Adobe, Jda Software, Coop Italia e Klikkapromo Pazzi x le Offerte.

Mercatone Uno: riprendono le attività dei negozi

Dieci store dell'insegna saranno riaperti tra la fine di quest'anno e il 2016, altri saranno ceduti a gruppi interessati: il piano messo a punto dai commissari straordinari del Ministero dello Sviluppo Economico riporta l'attività nell'insegna

di Alessandra Bonaccorsi

Entro la prima metà di novembre potrebbero essere riaperti i punti di vendita Mercatone Uno di Roma, Carrè (Vi), Pombia (No), Tavernerio (Co) e Bertinoro (Fc), cui dovrebbero aggiungersi, entro il 2016, ulteriori cinque store. È in sintesi quanto contenuto nel Programma illustrato al Ministero dello Sviluppo Economico dai commissari straordinari del gruppo, Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, e depositato al Mise lo scorso 5 ottobre. Il programma è ancora in attesa di autorizzazione, ma le attese sono positive.

restyling mercatone uno

È stato confermato, inoltre, l’interesse all’acquisizione del Gruppo da parte di importanti investitori, anche internazionali.

Il rilancio. Nei primi sei mesi della Procedura, l’attività dei Commissari Straordinari, coadiuvata dal management aziendale, ha consentito l’avvio della fase di rilancio di Mercatone Uno e ha creato le condizioni per intravedere il salvataggio dell’azienda e dei posti di lavoro.

“Il programma depositato ha escluso il ricorso alla Garanzia dello Stato e si confida, per la sua riuscita, nella collaborazione delle organizzazioni sindacali, che già, hanno dimostrato grande sensibilità ed attenzione -si legge in una nota inviata dalla società-. importante anche il ruolo svolto da banche e fornitori che così potranno, anch'essi, contribuire attivamente alla buona riuscita del programma stesso”.

Italian Food Excellence

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