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Enercoop apre a Conegliano e debutta in Veneto

ENERCOOP presso Ipercoop Faenza
L'Enercoop di Conegliano, in provincia di Treviso, inaugura giovedì 19 novembre, su 2.500 mq, a fianco del centro commerciale Conè. Dal 2016 erogherà anche il metano; è il sesto impianto per il rifornimento carburanti a marchio Coop aperto da Coop Adriatica

La stazione di rifornimento carburanti Enercoop in apertura (giovedì 19 novembre) a Conegliano (Tv) è la prima a marchio Coop in Veneto. La location esatta è via San Giuseppe, a fianco del centro commerciale Conè.

Il nuovo impianto, inaugurato alla presenza del sindaco Floriano Zambon, di Elio Gasperoni, vicepresidente di Coop Adriatica, e di Domenico Pellicanò, presidente di Enercoop Adriatica, con i rappresentanti dei soci Coop di Zona e Distretto, eroga benzina e diesel a prezzi convenienti e in orari comodi e lunghi, domeniche incluse: su circa 2.500 metri quadrati, la stazione è servita da 4 addetti, dotata di 4 erogatori fai-da-te per benzina e diesel sempre aperti, sette giorni su sette. Da dicembre sarà dotata anche di due postazioni gpl servite, da lunedì a sabato h 7-20 e domenica h 9.30-20.30. Dalla primavera 2016 sarà possibile rifornirsi anche di metano.

Punti di forza di Enercoop

Fra i punti di forza che spiegano anche la convenienza del pieno negli Enercoop, spicca l’approvvigionamento tramite Energya Spa, centrale di acquisto e società di gruppo Coop in grado di reperire i carburanti alle migliori condizioni di mercato. Oltre alla centralizzazione degli acquisti, si aggiungono altri fattori come l'alto livello di automazione dell’impianto e la presenza di erogatori self service, la snellezza nella struttura organizzativa e di servizio, l'elasticità degli orari, l'efficienza nella gestione logistica, la riduzione dei margini da parte di Coop Adriatica e il posizionamento in prossimità di aree trafficate.

ENERCOOP presso Ipercoop Faenza
ENERCOOP presso Ipercoop Faenza

Con l’impianto Enercoop di Conegliano arrivano a 6 i distributori a marchio Coop nei territori coperti da Coop Adriatica, dopo le stazioni aperte a Castel Maggiore (Bo), Sala Bolognese (Bo), Faenza (Ra), Cesena e San Benedetto del Tronto (Ap).

Amazon spinge sul grocery in UK: arriva il servizio Pantry

Per i clienti Prime del Regno Unito rafforzata la convenienza della spesa online sugli acquisti in quantità. A 2,99 sterline consegna a domicilio in un giorno sopra i 20 chili di prodotto.

Prosegue a passo spedito l’azione di Amazon verso lo sviluppo europeo, che insieme a Paesi-obiettivo come l’Italia e la Spagna conta anche il Regno Unito. Qui, il colosso statunitense sta cercando di farsi spazio nel mercato del grocery, potenziando la propria offerta e testando nuovi servizi come la consegna a Londra e Birmingham di prodotti surgelati entro un’ora, o la recente introduzione di Pantry, lanciato il 13 novembre.

amazon pantryAmazon Pantry, letteralmente “dispensa”, prevede nello specifico la possibilità di ricevere a casa quantitativi di spesa più impegnativi rispetto a quelli tradizionali, favorendo appunto la modalità di acquisto online per la scorta domestica. Le consegne sopra i 20 chili di prodotto, infatti, sono disponibili a 2,99 sterline per il primo pacco (circa 4,26 euro), mentre per ogni scatola aggiuntiva facente capo allo stesso ordine il costo ulteriore è di 99 centesimi (1,41 euro).

Il nuovo servizio implementa l’assortimento virtuale con 4mila beni di largo consumo appartenenti anche a grandi marche quali Barilla, Kellogg’s, Walkers, Johnson’s e Persil. Introducing-Amazon-Prime-Pantry-recap-16-of-21Come tutti i servizi di questo tipo introdotti dall’e-tailer, Pantry è disponibile esclusivamente per gli iscritti al programma Prime, che Amazon arricchisce e sperimenta a ritmo costante, dimostrando come sia possibile trovare un modello di business sostenibile e che gli utenti sono disposti a pagare, a fronte di opzioni realmente migliorative.

Si tratta di un percorso sempre accorto e che procede per step, tenendo conto delle differenze nazionali e locali e apportando eventuali aggiustamenti di prezzo, come dimostrano i casi attuali di AmazonFresh in Usa, o di Prime Now in Italia.

Iper, La grande i, verso l’apertura ad Arese

L'ipermercato assumerà 300 persone, mentre il gruppo Finiper ne sta selezionando complessivamente 2mila per lo shopping center dell’area ex Alfa Romeo, in apertura a marzo 2016. Sui 120mila m² anche 230 negozi, tra cui Primark.
shopping center Finiper Arese
Arese Shopping Center rendering

Sono circa 2mila posizioni aperte dal gruppo Finiper in vista dell’inaugurazione a marzo 2016 del nuovo Arese Shopping Center, già salito agli onori di cronaca come destinazione dello sbarco italiano di Primark. All’interno del centro commerciale, distribuito su due livelli e posizionato su una superficie di 120mila metri quadrati, prenderanno posto 230 negozi e un ipermercato Iper, La grande i.

Il punto di vendita assumerà nello specifico circa 300 persone, come sottolinea il direttore risorse umane dell’insegna Ugo Tutino, che punta il focus sull’importanza attribuita dal gruppo all’aspetto formativo, per creare un personale di vendita capace di comunicare con passione il prodotto.

Dai panettieri ai salumieri, passando per pescivendoli e panettieri. Per questi ruoli il processo di selezione è già in corso, mentre il portale online resta aperto per coloro che si vogliono candidare ad addetti del banco gastronomia.

Finiper Arese
Arese Shopping Center rendering

Il complesso sorge su un’area industriale dismessa, ex Alfa Romeo, che ospiterà anche spazi per manifestazioni ed eventi, ma anche palestre, laboratori, un’importante settore diagnostico e altre attività del terziario.

Megamark, filiera snella negli acquisti

Megamark di Trani (Bat) è un’azienda flessibile, con una struttura interna snella e con processi decisionali abbastanza rapidi. “Per questo -aggiunge Giuseppe Guglielmi, responsabile acquisti food&beverage- non esiste un direttore acquisti, ma due responsabili che si confrontano direttamente con il Cavaliere”. Il Cavaliere è Giovanni Pomarico, amministratore delegato di Megamark srl, imprenditore di lungo corso della distribuzione associata, titolare e guida di un gruppo , associato a Selex, che veleggia verso il miliardo di euro di fatturato. La Puglia è culla e principale mercato di Megamark, e la regione, insieme alla Campania, dove è più presente la rete diretta a insegna Famila, Iperfamila e Dok. Una regione non facile dal punto di vista della competizione distributiva: la Puglia detiene la più alta concentrazione di discount (26%) fra le regioni italiane, ma non vanta l’eccellenza del sistema logistico.

Lei si occupa degli acquisti nel settore grocery?
Esatto. Sono uno dei due responsabili acquisti, insieme al collega Stefano Sciancalepore, e curo tutto il food&beverage, cui si sono aggiunti i surgelati e il freddo. Il collega Stefano gestisce l’intera area del fresco e del freschissimo e, quindi, ortofrutta, pesce, salumi e formaggi e carni.  Complessivamente coordiniamo 14 buyer, sei nel mio settore e otto nell’area di Sciancalepore. I buyer sono affiancati, a loro volta, da quattro assistenti commerciali per il grocery che si occupano anche di Awr (Automated Workload Repository). Nei freschi i buyer sono affiancati da un Awr.

Non ci sono i category?
Sì, ma al momento è una funzione applicata, con ottimi risultati, alla rete vendita diretta facente capo a Moreno Bellinzona, e collaborano orizzontalmente con gli uffici acquisti e il marketing, mentre per la rete franchising il progetto è in fase di implementazione a cura del suo direttore Giovanni Sicolo. L’azienda è in fase di evoluzione: stiamo cercando di adottare la migliore organizzazione possibile negli acquisti. Il category rappresenta -per usare una metafora- l’ultimo miglio tra acquisti e consumatori. Per questo, con loro, il confronto è continuo e c’è un gran dialogo. Noi proponiamo gli inserimenti, il category li valuta in base ai criteri di space allocation e alla fine si decide cosa entra sugli scaffali e cosa no. Lo scambio è costruttivo e sempre pro consumatore. Può anche succedere che loro ci dicano che non c’è spazio sugli scaffali o che bisogna togliere referenze con bassa rotazione per far spazio ad altri inserimenti.

Quanti sono i fornitori e a quanto ammonta l’incidenza del locale?
Abbiamo più di mille fornitori. Il 70% del giro d’affari alle casse è contrattualizzato a livello nazionale tramite la centrale Esd Italia e Gruppo Selex. I fornitori locali costituiscono il 30% e, come sempre, sono molto importanti nel fresco/freschissimo e nell’area del prodotto tipico/regionale.

Come v’interfacciate con la centrale?
Noi responsabili acquisti partecipiamo alle commissioni in Esd Italia insieme a tre buyer. Per quanto riguardo Selex, siamo rappresentati ai tavoli per le marche del distributore (Mdd) solo attraverso i nostri buyer. Gli obiettivi dei compratori sono quelli classici: rotazioni, inevasi, incidenza Mdd su Lcc, margine lungo.

Quanto rappresentano oggi le marche del distributore?
Sul totale dei prodotti di largo consumo la loro incidenza è intorno al 19,1% sulle categorie trattanti, ma ce ne sono alcune come petcare, igiene casa e surgelati/gelati, nelle quali superiamo anche il 30%. I buyer seguono anche gli acquisti dei prodotti a marchio per le categorie di competenza.
Stiamo lavorando su una nuova politica di pricing, finalizzata a una diminuzione generale dei prezzi a scaffale su tutto l’assortimento. Abbiamo limitato la presenza di prodotti di primo prezzo, riducendo e ristrutturando i prezzi tanto da presidiare comunque lo scaffale e sempre con una giusta scalarità. La sfida è quella di fidelizzare il consumatore ogni giorno, senza dover attendere le promozioni. La vittoria è vederlo tornare e acquistare regolarmente anche al di là delle offerte proposte nel volantino.

Quali sono i principali problemi nel rapporto industria-distribuzione?
In questo momento, abbiamo due grandi problematiche: da un lato, far capire all’industria che dovrebbe o diminuire i listini o aumentare gli sconti; dall’altro, l’idm dovrebbe prevedere sistemi o meccanismi premianti per le aziende distributive virtuose sul piano commerciale e finanziario, quindi in crescita e solvibilissime sul fronte dei pagamenti. E noi lo siamo in un Sud tendenzialmente in crisi.
Nella negoziazione succede lo stesso fenomeno che si verifica nel settore della distribuzione dei carburanti: quando il prezzo del barile va giù, il prezzo della benzina non scende proporzionalmente, ma aumenta sempre appena il costo della materia prima oscilla verso l’alto.  La Puglia ha avuto un’estate eccezionale dal punto di vista turistico e ne hanno beneficiato i nostri punti di vendita. Se la logistica funzionasse altrettanto bene …

Sapori&Dintorni Conad apre a Parma: photo gallery dello store

Nel cuore della cittadina emiliana all'interno dello storico mercato della Ghiaia, lo store Sapori & Dintorni si sviluppa su una superficie complessiva di 2.366 mq, suddivisi su due piani, tra cui uno interrato.
Uno store sviluppato su due piani e in pieno centro storico, focalizzato sulla tradizione culinaria e gastronomica della città: questa l'ultima sfida di Conad Centro Nord con l'apertura di questo Sapori&DIntorni

di Davide Bernieri

Un breve tour all'interno dell'ultima apertura di Conad, un negozio Sapori &Dintorni aperto nel centro di Parma realizzato da Conad Centro Nord. Si tratta di uno store di oltre 2.000 mq, che porta a oltre dieci il numero degli store con cui Conad opera sotto questa insegna, la cui offerta è focalizzata, in misura ancora più accentuata rispetto allo standard della rete, sui prodotti locali e sulle specialità, in una delle zone a maggiore tradizione culinaria. Lo store occupa due diversi livelli, di cui uno interrato, dedicato a frutta e verdura, prodotti per la cura del corpo e della casa e prodotti freschi, sia confezionati sia a vendita assistita.

 

Carrefour entra nel vegetariano: lanciata in Francia la linea Veggie

Nei punti di vendita francesi arriva la nuova gamma Carrefour Veggie, con 16 prodotti focalizzati su varietà e convenienza, di cui 10 anche vegani. Un’idea lanciata dai consumatori.

Carrefour dà ascolto ai consumatori e, dopo due anni di studio e sviluppo, lancia in tutti i punti di vendita francesi la propria linea di prodotti vegetariani. La nuova gamma Carrefour Veggie nasce da una campagna online attivata nel 2013 dall’insegna, che chiedeva agli utenti consulenza per trovare e votare idee innovative da mettere a punto.

Carrefour Veggie 4L’offerta a marchio comprende 16 prodotti alimentari, di cui 10 adatti anche per i vegani, e persegue il binomio gusto-convenienza, proponendosi a livello comunicativo come linea gourmande, ovvero golosa.

Le nuove referenze si aggiungono alle altre dello stesso tipo e non a marchio già presenti in store, estendendo ulteriormente l’assortimento nel comparto delle diete specifiche. In linea con questa filosofia, è ipotizzabile un eventuale arrivo anche in Italia.

Tra le ricette della gamma sono presenti polpette di soia, crocchette a base di cipolla e hamburger di vario tipo come quelli al tofu e ai legumi, per un range di prezzo che varia dai 2,10 euro ai 3,50 euro,  in linea con un focus sull’accessibilità.

 

Walmart: il restyling di un nuovo supercenter in video

Una comunicazione più efficace, che parla di prezzi convenienti e fornisce indicazioni chiare su come muoversi nel punto di vendita, reparti molto focalizzati sui piatti pronti, scaffali più bassi, un reparto ortofrutta ampio e colorato, soluzioni di comprare e ordinare prodotti non presenti in assortimento,ma disponibili online: le linee strategiche dell'ultima ristrutturazione di un Supercenter di Walmart

Il più recente restyling di uno Supercenter Walmart in Arkansas (Usa), il numero 5560 nella città di Rogers. walmart rogers01La ristrutturazione si è concentrata soprattutto sul fornire una rinnovata shopping experience grazie a una comunicazione più efficace, alla modernizzazione dei reparti, con una particolare attenzione a quelli dedicati ai prodotti pronti, dalla pizza fatta instore alla gastronomia, fino all'integrazione di servizi online e instore.walmart rogers03

Così, ad esempio, nel mondo del non alimentare, dal bambino all'arredamento allo sport, i prodotti più voluminosi (e anche quelli con una rotazione meno interessante, ma importanti nella spesa dei clienti) possono essere scelti direttamente su grandi pannelli, ordinati in loco o online e ritirati successivo nelle modalità più consone, dalla consegna a domicilio al ritiro online, grazie al servizi di pick up, a conferma dell'integrazione tra le due modalità e il focus sull'omnicanalità, come precisato dal Ceo in un recente intervento di presentazione agli analisti finanziari. Al servizio di pick up, è dedicato uno spazio ad hoc con un addetto che fornisce informazioni e suggerisce come utilizzare al meglio il totem che permette ai consumatori di fare tutto da soli.

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Coincasa potenzia l’online e lancia il click&collect

L’e-commerce Coin di prodotti per l’home decor apre all’estero con la nuova versione in inglese, mentre in store arriva il servizio di ritiro per la spesa virtuale.

Coin punta sul comparto casa e cerca di implementare le vendite sviluppando il canale online da un lato e i servizi connessi dall’altro. La boutique e-commerce dedicata all’home decoration varca infatti i confini nazionali, presentandosi anche nella nuova versione in inglese, mentre a integrazione della spesa virtuale arriva il servizio click&collect.Coincasa.it

Grazie alla release in lingua straniera del sito, Coincasa si rivolge al mercato estero e a tutto quel potenziale bacino di consumatori europei appassionati di italian lifestyle, che in rete potranno trovare la gamma di linee continuative, ma anche le sei collezioni di referenze tessili, accessori e complementi d’arredo lanciate nel corso dell’anno nei negozi fisici.Coincasa.it Natale

L’introduzione del nuovo servizio click&collect, invece, potenzia il dialogo tra le due diverse modalità di shopping senza costi aggiuntivi, rispondendo alle crescenti esigenze della clientela, che potrà così fare acquisti dai diversi device e ritirarli dopo breve tempo in store.

Unicoop Firenze promuove il local con Prodotto in Toscana

Unicoop Firenze consumatori
Un articolato progetto a sfondo territoriale che dall’11 al 28 novembre sconta 5mila prodotti regionali e ospita all’interno di 20 gallerie commerciali spazi espositivi dedicati.

I centri commerciali Unicoop Firenze si trasformano in una vetrina dell’economia regionale, che dedica ampio spazio alla valorizzazione delle sue produzioni. Questo il progetto Prodotto in Toscana lanciato dalla cooperativa e articolato attraverso diverse iniziative, che condividono la medesima prospettiva local.

prodotto in toscanaInnanzitutto, dal 13 al 28 novembre in tutti i punti di vendita si troveranno in assortimento 5mila referenze toscane scontate del 20%. Una promozione evidenziata anche sullo scontrino all’atto del pagamento, dove i consumatori potranno leggere a lato di ogni elemento acquistato, e appartenente alla selezione regionale, la specifica Prodotto in Toscana. Le 400 aziende scelte per questa operazione appariranno infine su un libro che ne racconterà storia e caratteristiche.

Nel corso dello stesso periodo, i fornitori coinvolti saranno presenti nelle gallerie di 20 centri commerciali con appositi stand, che ricreeranno l’ambiente del grande mercato territoriale, capace di ricreare un engagement basato sul senso di appartenenza domestico.

I 5 supermercati di Empoli in via Sanzio, Firenze a Gavinana e Novoli, Pontassieve e Prato in via delle Pleiadi ospiteranno inoltre nei loro grandi spazi esterni eventi ancora più coinvolgenti e ricchi, tra musica e degustazioni.

prodotto in toscana 1"La collocazione nelle gallerie – precisa Michele Palatresi, vicepresidente del Consiglio di gestione Unicoop Firenze- è il biglietto da visita della nostra politica commerciale verso il territorio. In questa iniziativa non saremo soli, ma coinvolgeremo anche gli altri operatori commerciali con iniziative ed eventi sempre sul tema Toscana e prodotti toscani".

Parallelamente a queste iniziative, Unicoop Firenze ha ideato il lancio di una collezione di coppette ed altri articoli in vetro di Ivv, cooperativa vetraria di San Giovanni Valdarno. La raccolta si rivolge a tutti i clienti e sarà attiva dal 25 novembre al 24 febbraio.

Carrefour, robot umanoidi al servizio dei clienti

Nell'ipermercato di Claye-Souilly (Seine-et-Marne) inseriti quattro robot umanoidi Pepper adibiti a intrattenere relazioni con la clientela.

Anche i robot scendono in campo al servizio della shopping experience. Nel proprio ipermercato di Claye-Souilly (Seine-et-Marne), Carrefour ha inserito quattro robot umanoidi Pepper adibiti a intrattenere relazioni con la clientela, obiettivo: divertire, indagare sul livello di soddisfazione e offrire informazioni sulla carta fedeltà. Si tratta del primo test europeo nel settore della distribuzione per i robot Pepper fabbricati dalla società Alderaban. Il punto di forza di Pepper, alto 1,20 m, sta nella capacità di identificare le emozioni di chi gli sta di fronte, riconoscere i visi ed adattare il proprio comportamento di conseguenza.

Ristorazione veloce, nuove formule di gusto ed experience

Nei centri commerciali fanno ingresso soluzioni ispirate al cibo etnico e allo street food per un consumo rapido ma di qualità. Da Gdoweek n.17

di Raffaella Pozzetti

Come sta andando il settore della ristorazione veloce all’interno dei centri commerciali? E quali sono le nuove tendenze nel segmento? Partiamo da un dato interessante: la ristorazione in generale, in Italia, comincia a ripartire. Il Centro Studi Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), prevede, infatti, che il 2015 chiuderà con un incremento dello 0,8%, portando la spesa nominale a 76 miliardi di euro, rispetto agli oltre 74,6 miliardi di euro del 2014. La ristorazione veloce è uno dei segmenti che stanno performando meglio all’interno di una formula commerciale come il franchising: l’alimentare è il preferito dai franchisee, rappresentando una quota del 20% sul totale mercato, preceduto solo dall’abbigliamento (che ha una quota del 22%, fonte: Salone Franchising Milano). In tutto questo, la somministrazione veloce offerta dalle food court dei mall resta un punto di riferimento imprescindibile. Soprattutto se va nella direzione di soluzioni di ristorazione che lavorano sull’experience, unendo qualità del cibo e gradevolezza della location. Non è un caso che continuino a crescere le proposte di fast casual food, che permettono un’esperienza di ristorazione rapida e a prezzi contenuti, ma di qualità, intercettando le nuove tendenze esperienziali e salutistiche della clientela: cibo genuino, con menù in linea con le più svariate esigenze alimentari attuali, dal mondo delle intolleranze alle diete veggy o vegan, in luoghi piacevoli.

Vegano, vegetariano, senza glutine
Molte le soluzioni di ristorazione con focus sul mondo vegan, come le catene Veggydays o Universo Vegano, entrambe presenti sul mercato con la formula del franchising. Per adattarsi alle diverse location, Veggydays (14 store, più 4 nuove aperture nei primi mesi del 2016) propone due format: uno fast food e uno ristò. A queste due formule si possono aggiungere moduli complementari: quello della pizza, del bar, del market. Universo Vegano, con 20 punti vendita, e con 24 nuove aperture previste il prossimo anno (di cui 4 nei centri commerciali), consta invece un unico format, fast food più bar. Un secondo trend, nella ristorazione veloce, è quello che mette al centro della proposta commerciale la frutta fresca e le preparazioni a base frutta. Un esempio su tutti, la catena Chiquita Fruit Bar (in franchising), con un format adatto sia al centro città che al centro commerciale, e con layout e display studiati per esaltare la naturalezza e freschezza dei prodotti: dalla frutta ai frappè, agli yogurt. Infine, stanno prendendo piede proposte per un consumo veloce anche nel segmento del gluten free. Pensiamo, nella fattispecie, a un’insegna come Out of Gluten, presente per ora con un solo store su Milano (che fa sia produzione che vendita di prodotti senza glutine). A breve però Out of Gluten aprirà, sempre a Milano, anche un bistrot con un format più completo (che unisce alla produzione e alla vendita anche l’area ristorazione), con il quale intende entrare anche nei mercati internazionali.

Il fast casual food
Velocità, ma con plus in termini di freschezza delle pietanze, senza nulla di precotto: questo uno dei nuovi must della ristorazione dei centri commerciali. Diversi gli esempi in questo senso, da un player con una lunga tradizione nei centri commerciali come La Piadineria, sino a un nome relativamente nuovo per l’Italia come Kentucky Fried Chicken (nel nostro Paese dal 2014): per entrambe le insegne è prioritario che i prodotti vengano realizzati sul momento. In linea con questo approccio anche Cibiamo, cheh ha sviluppato anche il format Cibiamo Time, per un fast casual food che unisce la pizzeria-focacceria alla caffetteria, con una selezione di miscele pregiate.

Etnico, un ritorno agli anni Cinquanta
Il focus sull’experience delle food court, di per sé, non è una novità: siamo abituati da anni all’enfasi sull’etnico (il wok cinese piuttosto del tex mex), con punti di vendita tematici, un segmento in cui ci sono ancora buoni spazi di crescita. Per esempio, sta per arrivare, anche nei centri commerciali, la catena 1950 American Diner, con già all’attivo con cinque ristoranti diretti e due in franchising. L’insegna, con cinque ristoranti diretti e due in franchising (formula di sviluppo iniziata nel 2014) propone un format giocato interamente su elementi degli anni ‘50 americani: dall’arredo alle divise delle cameriere, rigorosamente in pattini. “Siamo partiti con l’affiliazione nel 2014 perché abbiamo riscontrato molto interesse intorno alla nostro attività commerciale -chiarisce Juri Ferretti, responsabile marketing-. Il successo si spiega anche con il forte accento sulla qualità dei prodotti, per differenziarci dal fast food tradizionale. Recentemente, abbiamo ampliato l’offerta inserendo panini senza glutine e piatti vegetariani e vegani”. La catena, a breve, sarà anche nelle gallerie commerciali. “Stiamo sviluppando un format ad hoc per questo tipo di location, più orientato al fast food e meno al ristorante”.

Il commercio su ruote
Un altro trend in sviluppo è quello dello street food, vale a dire il commercio su ruote, fra i protagonisti dell’ultima edizione sia del Salone del Franchising, sia di Host, l’international hospitality exhibition, tenutesi di recente a Milano. Nel 2014, il cibo on the road è stato consumato da tre italiani su quattro (fonte Coldiretti). Fra le iniziative più interessanti, StreetFoody, un progetto dedicato ai food trucker italiani, che accompagna gli imprenditori dallo studio dell’idea e del format alla scelta del veicolo da adottare, sino alla definizione delle strategie comunicative. Anche il commercio su strada può trovare posto nei centri commerciali. É il caso di Capatoast, la tosteria su ruote già presente nell’outlet Valmontone di Roma e che, entro fine anno, metterà su strada altri due veicoli. Sempre a Valmontone, nel 2016 verrà inserita anche la gelateria su ruote di Le Botteghe di Leonardo. Entrambi i progetti sono realizzati da Street Food Business, società attiva nella commercializzazione dei veicoli per lo street food. Ma gli esempi in questo senso potrebbero continuare: dall’ape car in franchising di The Meatball Family di Diego Abatantuono, specializzata in polpette, sino a Crusco’s, che propone piccoli food truck per la vendita di panini e fritti tipici della Lucania, Campania, Puglia e Sicilia.

Cooperativa Etruria, vocazione prossimità

etruria

di Manuela Soressi

Strategia multicanale, localismo ed evoluzione dei format sotto la spinta dei cambiamenti della struttura commerciale contemporanea: sono questi i cardini sui quali ruota l’attività di Cooperativa Etruria, master franchising Sma (Simply), presente in Toscana, Umbria e Alto Lazio. “Lavoriamo con un modello di commercio al dettaglio unico nel Centro Italia, perché cerca di unire l’eccellenza della distribuzione organizzata con i concetti di mercato della Gd -dichiara  Graziano Costantini, direttore generale di Cooperativa Etruria-. La nostra è una zona particolare, con la sola grande città di Firenze e una densità demografica medio bassa, con consumi in sofferenza da anni. Il territorio è, inoltre, caratterizzato da una forte concorrenzialità, dovuta alla presenza di tre grandi competitor particolarmente performanti e di numerosi discount e catene specializzate. Non è un caso se. nelle rilevazioni nazionali, questo risulta essere un territorio dove i prezzi medi sono tra i più bassi d’Italia”.

Quale strategia commerciale avete impostato per rispondere alle peculiarità del vostro territorio?
Ci misuriamo con i competitor sul rapporto qualità/prezzo e sul livello di servizio, cercando di essere innovativi nell’offerta complessiva dei nostri punti vendita. Per farlo cerchiamo di formare e sostenere imprenditori che sappiano interpretare con efficacia le nostre capacità e i nostri servizi, per rispondere al meglio alle esigenze del consumatore. In questi anni, abbiamo cercato di selezionare gli imprenditori che hanno deciso di legarsi a noi e di avere manager giovani e preparati che stanno portando innovazione di processo e di strumenti, senza temere confronti e innovazioni.  I nostri soci sono fondamentali nel percorso di crescita. Molti di loro hanno già deciso di stare con noi per i prossimi anni.

Su quale format state puntando?
La nostra è un’azienda multiformat con negozi di vicinato e di quartiere, ma anche supermercati d’attrazione. Lo sviluppo diretto è rivolto alle medie  superfici, fino a  1.500 mq,  a insegna Simply Market  e Simply Store,  format eco-attenti e sostenibili, sui quali stiamo puntando con successo da tre anni.

Che assortimento proponete?
Per dare risposte concrete al consumatore,  adottiamo moderne politiche di category.  Andiamo dai primi prezzi alle marche leader, con  focus su freschi e freschissimi,  biologici e salutistici, specialità territoriali, sfuso:  oggi nel carrello si trovano primi prezzi e top di gamma.

Quale ruolo giocano i fornitori locali?
Hanno un peso rilevante: per soddisfare il localismo dei singoli territori, spesso inseriamo piccoli produttori locali, superando con loro evidenti difficoltà commerciali e logistiche.

Qual è il ruolo delle private label ?
È fondamentale per fidelizzare il consumatore, ma solo se risponde alle sue attese in termini di qualità e prezzo. Stiamo lavorando per sviluppare al meglio la distintività dei prodotti a marchio nei nostri punti di vendita.

Come state affrontando l’offerta dei freschi?
Quest’anno abbiamo fatto un importante investimento strutturale per migliorare la selezione, la ricezione, la conservazione e la distribuzione dei freschi, prevalentemente locali. Tutti i banchi dei nostri punti vendita sono assistiti da personale specializzato nella logica di mantenere un costante rapporto con i clienti.  Inoltre, il settore dell’ortofrutta ci dà maggiori soddisfazioni, insieme ai salumi e latticini, ma non vogliamo perdere la cultura della carne, dove siamo spesso il punto di riferimento dei consumatori più competenti. Per noi, qualità significa forte attenzione al localismo e al prodotto, con prezzi concorrenziali. Non sempre le cose buone sono inaccessibili. È propria questa la nostra scommessa.

E le politiche promozionali?
Cerchiamo di adeguarci alle esigenze dei consumatori che non intendono più fare scorte, ma trovare sempre prodotti convenienti e di qualità.

Come vede il retail del futuro?
L’eccesso di offerta,  e lo sviluppo dei discount e degli specializzati cambieranno gli scenari, con nuove aggregazioni e uscite dal mercato. Noi e i nostri imprenditori abbiamo creato il nostro modello di commercio al dettaglio nel Centro Italia. Il successo è confermato dallo sviluppo: nel 2016 apriremo due  superfici medio-grandi e ristruttureremo la rete esistente per sviluppare l’ecoformat lanciato da tre anni.

Nuovo store Sapori&Dintorni a Parma

Nel cuore della Food Valley italiana, Conad Centro Nord apre un nuovo Sapori&Dintorni di 1.000 mq a Parma, in una location suggestiva come l'ex mercato coperto. Format classico che enfatizza un assortimento basato su prodotti tipici e di qualità, una presenza importante delle diverse linee di private label e un'integrazione con la ristorazione

di Davide Bernieri

Conad Centro Nord apre a Parma, nel cuore della Food Valley italiana, un nuovo pdv a insegna Sapori&Dintorni, che occupa una location suggestiva, all'interno dei locali occupati dall'ex mercato coperto, in pieno centro storico. Lo store, con una superficie di vendita di 1.000 mq, ha un posizionamento che ricalca quello degli altri pdv Sapori&Dintorni aperti in questi anni (oltre una decina, tra cui Napoli e Milano, alla Stazione Centrale, aperto sempre da Conad Centro Nord),

02_S&P_NA_INTERNO_BASSA il cui focus è incentrato su alta qualità, tipicità regionale, con un corretto rapporto prezzo/qualità, e l'integrazione anche con la ristorazione veloce per allargare lo spettro della clientela, intercettando anche il crescente flusso turistico enogastronomico che sta interessando la cittadina emiliana.

“Con questo store -dichiara Ivano Ferrarini, direttore generale di Conad Centro Nord- contribuiamo alla riqualificazione di un’area collocata nel cuore della città reinterpretando il concetto di negozio di vicinato, enfatizzando l’offerta di prodotti che i parmigiani sono abituati a portare in tavola e integrando la spesa con servizi innovativi, anche di ristorazione, che si avvantaggiano di un orario di apertura continuato, fino alle 20.30”.

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L’offerta complessiva del nuovo Sapori&Dintorni di Parma è di circa 6mila prodotti -tra cui biologico, senza glutine, commercio equosolidale, specialità del territorio e vini di alta gamma, con 200 etichette in uno spazio enoteca assistita- un migliaio dei quali con brand a marchio tra Conad, Conad Percorso Qualità e Conad il biologico, oltre a 150 item della linea Sapori&Dintorni Conad, con prevalenza di certificazioni Dop, Doc e Igp, che rappresentano l’eccellenza tipica regionale, realizzata da piccoli e medi produttori locali.

 

Naturalmente grande attenzione è posta ai temi legati al risparmio energetico: lo store è stato progettato e realizzato per ridurre i consumi elettrici e idrici e per massimizzare l'efficienza degli impianti, facendo ricorso alla tecnologia Led e usando frigoriferi meno impattanti, con un risparmio energetico complessivo del 25% rispetto a un pdv tradizionale

Peroni Gran Riserva in versione pack natalizio

In occasione delle festività nei punti di vendita arriva una confezione speciale composta da tre diverse bottiglie di birra, per un accento esclusivo.

Rossa, Doppio Malto o Puro Malto, queste le tre tipologia di birra Gran Riserva che Peroni porta in store in un unico pack dal richiamo natalizio.

Roma 11 giugno 2015 Trattoria Caio. Lancio Peroni Gran Riserva special moments Club. © Francesco Vignali Photography
Roma 11 giugno 2015 Trattoria Caio. Lancio Peroni Gran Riserva special moments Club.

Con una confezione a sfondo festoso ed esclusivo il brand si propone in versione regalo e in bottiglie da 50 cl., estendendo i propri orizzonti di vendita.

Peroni Riserva_008_ClubIl focus è su un processo produttivo lungo e raffinato, che grazie all’extra maturazione connota il prodotto con accenti di stampo artigianale e qualitativamente più elevati. Sul retro della scatola, le diverse varietà sono consigliate in abbinamento al consumo di determinati cibi.

Peroni Gran Riserva, lanciata recentemente quest'anno, rientra in un più grande percorso di target, time e brand extension portato avanti dal marchio, che cerca nuove occasioni di consumo in linea con un'immagine più moderna e inclusiva.

Carrefour implementa la formula 24 ore a Genova

In città arriva il terzo punto di vendita sempre aperto. Si tratta del Carrefour Express in via De Gasperi, che si fa interprete di nuove abitudini d’acquisto.

Carrefour sempre più al servizio dell’utenza genovese, che mostrando evidentemente buon riscontro alla formula, ottiene il passaggio di un terzo punto di vendita alla formula 24 ore su 24. Dopo lo store di via San Martino e quello di via XX Settembre, anche l’Express dell’insegna in via De Gasperi si trasforma per restare aperto tutti i giorni a tutte le ore.

Carrefour_24 ore su 24I clienti potranno così fare spesa anche negli orari notturni, secondo le usuali modalità previste che prediligono il funzionamento self-service e apposito servizio di vigilanza. A disposizione dello shopping by night 400 metri quadrati di assortimento.

“Dare un servizio ai propri clienti è nel dna di Carrefour, questo il motivo per cui per primi abbiamo adottato su scala nazionale la formula 24/7 che interpreta e risponde all’esigenza di flessibilità di tante famiglie e lavoratori in Italia”, sottolinea Gabriele Di Teodoro, direttore prossimità di Carrefour Italia.

Conad entra nella cosmetica green con Naturaline

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Lanciata una linea di 21 prodotti beauty made in Switzerland che rispetta i parametri Ecocert e che sarà in esclusiva in tutti i punti di vendita della catena con prezzo low-cost.

Detergenti e creme per il viso e per il corpo, ma anche shampoo e balsamo per i diversi tipi di capelli. Questa l’offerta della nuova linea Naturaline lanciata da Conad in tutti i punti di vendita, che decreta l’ingresso del retailer nella cosmetica green e sostenibile con 21 prodotti made in Switzerland, ma distribuiti dalla catena in esclusiva.

Naturaline ConadLe referenze del beauty sono tutte disponibili a un prezzo inferiore ai 10 euro e garantite dall’organismo di controllo Ecocert, di cui rispettano i parametri. Gli ingredienti sono al 98,5% di origine vegetale e al 50% provenienti da agricoltura biologica, nonché derivati da risorse rinnovabili e privi di ogm, parabeni, fenossietanolo, nanoparticelle, silicio, peg, profumi sintetici e coloranti.

Naturaline Conad 2La scelta di Conad si inserisce in un contesto globale dove i prodotti per il corpo e i capelli registrano una flessione del 3,4% e del 3,1%, ma aumenta la sensibilità del consumatore al fattore sostenibilità. Non a caso, stando a una ricerca indagine Nielsen, il 52% degli italiani si dichiara disposto a pagare un prezzo premium per brand e prodotti che abbracciano una filosofia green.

Autogrill: l’utile netto cresce a doppia cifra

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Un aumento del 17,5% nel terzo trimestre, pari a 71,8 milioni di euro, trainato dalle buone performance aeroportuali negli Usa e autostradali in Italia.

Numeri oltre le aspettative per Autogrill, che chiude il terzo trimestre dell’anno con un utile netto di 71,8 milioni di euro, in crescita del 17,5% rispetto allo stesso periodo 2014. Ricavi ed Ebitda più vicini invece alle stime, rispettivamente pari a 1,2 miliardi di euro (+11,6% a cambi correnti) e a 166 milioni di euro (+15,2%).

Bene anche per la marginalità, che sale di mezzo punto percentuale a 13,8%, in linea con le azioni intraprese sul costo del prodotto nell’ultimo anno, mentre negli ultimi tre mesi sono stati aperti 20 nuovi locali, per un totale di quasi 70 da inizio 2015, con preferenza per Scandinavia a Gran Bretagna.autogrill villoresi

L’incremento registrato dal Gruppo è trainato in particolare dalle buone performance in termini di traffico aeroportuale negli Stati Uniti e di quello autostradale in Italia. Nonostante ciò, si prevede una lieve riduzione degli investimenti per la fine dell’anno, che scendono a 220 milioni contro i 240 originari.

In relazione ai primi 9 mesi nel loro complesso, ecco i dati approvati dal CdA al 30 settembre 2015:

  • Ricavi consolidati: 3,17 miliardi di euro, +10,6% rispetto ai 2,86 miliardi dei primi nove mesi 2014 (+1,1% a cambi costanti).
  • Ebitda consolidato: 290 milioni di euro, +17,1% rispetto ai 247,6 milioni dei primi nove mesi 2014 (+4,6% a cambi costanti).
  • Ebitda margin: 9,1% vs. 8,6% dei primi nove mesi 2014.
  • Risultato netto: 56,2 milioni ,+50,1% rispetto ai 37,5 milioni di euro dei primi nove mesi 2014 (+30,8% a cambi costanti).
  • Generazione di cassa netta: 135,3 milioni vs 123,6 milioni di euro dei primi nove mesi 2014.
  • Posizione finanziaria netta: -594,6 milioni di euro al 30 settembre 2015 rispetto ai -693,3 milioni al 31 dicembre 2014.

Soluzioni IT: Comarch punta sull’Italia

Comarch, produttore e integratore di soluzioni IT e sistemi informatici all’avanguardia, ha aperto a Milano la prima società italiana nell’ambito del proprio Capital Group, presso la quale, da alcuni mesi, lavora un gruppo di esperti per il presales e le vendite. La società si concentrerà su clienti provenienti dal settore telecomunicazioni, finanziario, sanità ed healthcare, nonché dal settore commerciale e terziario.

“L’Italia si trova sulla lista dei 10 paesi caratterizzati dal maggiore Pil ed è la terza economia dell'area euro. Si tratta di uno dei mercati chiave per quanto concerne la nostra strategia di sviluppo in Europa -spiega Kamila Niekraszewicz, country manager e membro del Cda di Comarch Italy-. Per questo motivo, l’apertura del nostro ufficio a Milano rappresenta un evento di particolare significato. Sono convinta che la nostra posizione in Italia, in qualità di fornitore di soluzioni IT serio e affidabile, andrà rafforzandosi sistematicamente. Abbiamo un’offerta di prodotti complessa e innovativa, costituita da programmi pienamente adeguati al funzionamento nell'ambito dell'economia elettronica”. “Inoltre –aggiunge Kamila Niekraszewicz- il gruppo di esperti attivo in Italia, sostenuto da oltre 5.000 specialisti sparsi per il mondo, ci permetterà di ottenere importanti contratti sul mercato italiano”.

L'azienda polacca ha già realizzato importanti progetti sul mercato italiano, per imprese del calibro di UniCredit Group, Diageo, Medic Air Group, Valeant, Metro Group.
Nel settore telecomunicazioni, Comarch collabora con le società presenti sul mercato italiano come Capital Groups (ad es. Vodafone).

JD Sports debutta in Italia a Romaest

The King of Trainers (Il Re delle scarpe sportive) è questo il soprannome di JD Sports, che ha aperto da pochissimo il suo primo negozio in Italia: punto di partenza Romaest, uno dei più grandi centri commerciali italiani

Dopo il suo successo in Francia, Irlanda, Germania, Spagna, Olanda e Belgio, JD Sports è pronto per lanciare nuovi trend anche in Italia. A ospitare l'esordio del distributore e retailer inglese di abbigliamento sportivo è la galleria del centro commerciale Romaest, gestito e ri-commercializzato da Larry Smith Italia fin dall’inaugurazione del 2007. L'insegna inglese ha sviluppato un punto di vendita di circa 650 mq, coadiuvato dai relativi dipartimenti di Larry Smith sia per la parte di commercializzazione che per le attività di pilotage. Fra le novità presentate nel punto di vendita spicca il totem digitale per ordinare direttamente presso la casa madre il modello preferito di scarpa sportiva con consegna entro i 4 giorni successivi.

JD Sports è stato fondato a Bury (Manchester) nel 1981, e da 30 anni è il primo distributore delle migliori marche sportive nel Regno Unito. Fra i principali partners di JD Sports vi sono marche come Adidas, Nike, Converse, Lacoste, Fila, Timberland, EA7 e Asics.  Nel Regno Unito JD è conosciuto come “The King of Trainers”, perciò in Italia aspira a diventare “Il Re delle scarpe sportive”. Oltre alle trainers, JD Sports copre la gamma di abbigliamento sportivo e streetstyle per uomo, donna e bambino.

Vinci 1 anno di scarpe sportive con JD Sports

In occasione dell’apertura italiana, JD Sports darà l’opportunità a un cliente di Roma Est di vincere 12 paia di scarpe sportive. Per partecipare alla competizione bisogna andare in negozio e compilare una cartolina con i propri dati personali e rivolgersi allo staff di JD Roma Est.

Crai: risultati positivi. Conferma strategia corretta

Il fatturato del gruppo registra un aumento importante nel primo semestre del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre, nello tesso periodo, nella rete, tra nuove aperture e cambi insegna, si registrano 154 strutture aggiuntive.

di Alessandra Bonaccorsi

Il Gruppo Crai cresce in termini sia di fatturato totale sia di rete: nel primo semestre, tra inaugurazioni e cambi insegna, si registrano 154 strutture aggiuntive.

Bordoli crai“L’ultima edizione della Guida Nielsen Largo Consumo di fine settembre 2015, strumento strategico per le insegne nel canale alimentare, evidenzia come la nostra quota di mercato nel canale alimentare sia cresciuta dello 0,3%, diventando il terzo gruppo in Italia per velocità di crescita della quota, registrando un aumento del fatturato del 15% nel primo semestre del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014-spiega Marco Bordoli, amministratore delegato del Gruppo Crai Secom-. È un risultato che ci inorgoglisce e conferma che il lavoro svolto dalla sede centrale, dai cedi e dai suoi associati è fondamentale per la crescita e il raggiungimento degli obiettivi del gruppo.

Il rapporto con i soci. "Si tratta di numeri frutto di una strategia che il gruppo ha ormai intrapreso da più di un anno -continua Bordoli-. Strategia che attraverso una serie di azioni di marketing, commerciali, di sviluppo e diversificazione degli investimenti nel canale alimentare (i cui store rappresentano il 70% della rete) e in quello specialisti drug, ha dato nuova spinta al gruppo, consolidando il rapporto con gli associati esistenti e diventando ancora più attrattivi per i nuovi associati”.OrtoFrutta_CRAI_Portello

La rete. Oltre il 70% dei negozi Crai (la cui rete complessiva è composta da oltre 2.000 store) è rappresentato da punti di vendita di prossimità generalmente caratterizzati da superfici che rientrano nel canale del libero servizio con metrature comprese tra 100 e 399 mq, e che, nel 2015, rappresentano una quota di mercato del 10,09%. Il gruppo sta lavorando alla modernizzazione delle strutture di vendita, di cui lo store di via Teodorico 18 a Milano rappresenta uno dei punti di riferimento

 

E-commerce natalizio: ecco gli 8 must per vendere

Al centro della strategia online una customer experience performante. Cosa si aspettano i clienti e come soddisfarli secondo Akamai.

La stagione più redditizia dell’anno si avvicina e il canale online si ritrova ancora una volta ad essere parte fondamentale delle strategie di vendita. Fattore chiave di valorizzazione, intorno a cui ruota tutto il potenziale del sistema e-commerce, è la qualità della customer experience fornita agli utenti.

Akamai, fornitore di servizi di Content Delivery Network, evidenzia gli aspetti cardine che i retailer devono saper implementare per rispondere ai consumatori, che dal digital attendono prestazioni specifiche e migliori rispetto al canale tradizionale, così da compensare la perdita di gratificazione fisica.

#1 Avvicinare i contenuti all’utente, tanto per cominciare caricandoli nella cache. Oltre il 50% dei consumatori, infatti, si aspetta che una schermata venga caricata in meno di tre secondi. shopping mobileSe la vostra pagina è più lenta, l’utente con ogni probabilità cliccherà sul tasto indietro e passerà al sito di un concorrente.

#2 Convergenza fisica. Secondo una ricerca Deloitte, nel 2015 il canale digitale influenzerà il 64% delle vendite in negozio. Questo significa che l’integrazione tra i due canali è fondamentale e trova il suo aggancio ante e post visita in store.

online_shopping_e-commerce#3 Checkout fluido. Avete presente tutte quelle domande e step che allungano il passaggio tra il tasto “acquista” e il tasto “conferma”? Saranno pure utili ad altre finalità come la raccolta di informazioni, ma disincentivano enormemente l’acquisto e spingono all’abbandono. Semplificare il pagamento è imprescindibile.

#4 Scalabilità anti-traffico. Effettuare test di carico e mettere a punto un sito attrezzato per gestire al meglio i picchi di visite improvvise, che portano altrimenti la piattaforma in crash facendo perdere clienti e ricavi.

#5 Personalizzazione. Se ci fossero ancora dubbi su questo punto, si prenda nota che in un recente studio di My Buys, il 39% dei consumatori dichiara il proprio disappunto nei confronti dei retailer che non abilitano un’esperienza progettata secondo esigenze specifiche.

cyber attacchi_virus#6 Proteggersi dai cyber attacchi con le dovute procedure, che potenzieranno parallelamente la fruizione aumentandone il senso di sicurezza.  Da notare che l’attività degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) ha stabilito un nuovo record nel secondo trimestre del 2015, aumentando del 132% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 7% rispetto ai primi tre mesi.

#7 Equità multicanale, perché quella attesa è un’esperienza uguale su tutte le piattaforme e su tutti i dispositivi.

#8 Focus sul mobile, il traffico attraverso smartphone e tablet è in costante aumento e sta portando tali device ad essere quelli di elezione per lo shopping.

 

Mondadori lancia Travel

Con il corner Mondadori Travel, inserito all'interno della libreria milanese di via Marghera, Mondadori propone una nuova iniziativa con l'obiettivo di fornire ai propri clienti un'offerta più ampia e completa nel mondo della cultura e dell'intrattenimento

 

di Alessandra Bonaccorsi

Mondadori Store, che opera con oltre 600 librerie in Italia, amplia la gamma dei servizi e promuove Mondadori Travel.

Mondadori TravelIl nuovo spazio dedicato ai viaggi, realizzato all’interno del Mondadori Megastore di via Marghera a Milano, assiste i clienti in tutte le esigenze di viaggio, attraverso i consigli di personale qualificato, dalla scelta della destinazione, aiutando nella prenotazioni e proponendo sempre condizioni vantaggiose, a pacchetti all-inclusive di brand prestigiosi come Alpitour, Francorosso, Viaggidea, Villaggi Bravo e Karambola. Nell’area progettata da Kallipigia Architetti, la dinamicità delle forme e dei colori si unisce all'accoglienza e multimedialità della zona di ricevimento, animata dalle proposte di viaggio in onda sullo schermo della parete di ingresso.

Mario Maiocchi AD“Questa iniziativa rientra nel disegno di poter proporre ai nostri clienti una sempre più ampia offerta nel mondo della cultura e divertimento, che faccia di Mondadori Store il riferimento nel mercato italiano per questi settori”, ha dichiarato Mario Maiocchi, amministratore delegato di Mondadori Retail, che quest'anno ha aperto a Milano, in via San Pietro all'Orto un nuovo concept di libreria.

 

Kiabi investe nella moda multi-canale

Il fashion retailer, vincitore dell’Innovation Award 2015, implementa il business online con la webMethods API Management Platform di Software AG.

Condividere in tempo reale le funzioni di business con tutti i dipartimenti della propria azienda, usufruendo della possibilità di aumentare o diminuire la propria offerta online a seconda della domanda. Così Kiabi sceglie di implementare una moda multi-canale, accelerando il time-to-market e migliorando la qualità della customer experience.

Kiabi onlineIl fashion retailer, che vanta un’importante presenza anche nell’e-commerce, ha raggiunto i nuovi traguardi grazie alla soluzione webMethods API Management Platform di Software AG, ed estendendo la gestione delle APIs con le nuove opzioni on-premise, Cloud e Hybrid.

A riconoscimento di un ecosistema digital performante e innovativo, Kiabi si è aggiudicato l’Innovation Award 2015, consegnato nel corso dell’evento annuale di Software AG tenutosi a Las Vegas dal 12 al 14 ottobre.

ecommerce generica 2014“L’approccio di Kiabi è stato di grande lungimiranza. Le aziende del retail stanno scoprendo che, al fine di competere nel mondo multi-canale, hanno bisogno di condividere sempre più informazioni internamente ed esternamente, fornendo funzionalità coerenti e riutilizzabili in tutta l’azienda.”, ha evidenziato Oliver Guy, Retail Industry Director di Software AG.

“Avendo aumentato il numero di canali di vendita, ognuno di questi ci ha richiesto un accesso a dati e processi simili. L’insieme di APIs che abbiamo creato congiuntamente ci ha consentito di realizzare tale operazione più velocemente e con maggiore coerenza”, ha dichiarato Jean-Francois Rompais, IT & Architecture Leader di Kiabi.

Pedon: crescere con un business sostenibile

mar_pedon mar_pedon02-1.jpgUn impegno concreto sul piano etico e sociale, capace di veicolare una crescita maggiore rispetto a impostazioni industriali tradizionali. Questa la filosofia seguita da Pedon, che ha raccontato il proprio ecosistema di iniziative CSR nel corso del convegno Rimettere le scarpe ai sogni, ospitato dal Gruppo stesso presso la sua sede di Molvena e organizzato da Salone d’Impresa.

Saloned'Impresa_relatoriSulla scia del tema L’Italia che internazionalizza - Operare nei mercati in modo sostenibile, l’azienda distributiva all’ingrosso di prodotti alimentari (principalmente legumi secchi) ha presentato il modello di business "dal seme allo scaffale", replicato con successo anche in Cina, Etiopia, Egitto e Argentina. Alla base di quest’ultimo l’integrazione verticale delle filiere di produzione, con presenza sul territorio di impianti propri, ma anche l’attenzione a uno sviluppo economico e sociale dello stesso, parallela alla tutela delle risorse naturali.

Saloned'Impresa_plateaIn ottica etica allargata e inclusiva, inoltre, Pedon attribuisce grande importanza alla formazione delle risorse umane, valorizzando ruoli e leadership al femminile all’interno dell’azienda. Parallelamente, si sostengono progetti a difesa dei più deboli nella risoluzione delle emergenze locali e globali, come nel caso de La Zuppa della Bontà.

La più recente e ambiziosa iniziativa Save the Waste promuove infine un modello economico virtuoso basato sul recupero degli scarti di lavorazione e che segna il passaggio da un’economia lineare ad una circolare. save-the-waste-pedonProprio da qui è la prima carta per il packaging eco-sostenibile, 100% riciclabile, ottenuta dagli scarti di lavorazione dei fagioli.

“Noi siamo la prova che coniugare l’attività di impresa con valori etici e sociali e con un profondo impegno per la sostenibilità non solo è possibile, ma crea un reale vantaggio competitivo sui mercati in termini di immagine, di brand awareness e, non da ultimo, anche a livello economico”, sottolinea l’Ad del Gruppo Remo Pedon.

Esselunga riapre in viale Papiniano a Milano

Lo storico supermercato torna operativo dopo un restyling che ha esteso i reparti del fresco con pescheria, forno e macelleria a servizio. Presto una nuova apertura in provincia di Modena.

Ha riaperto sotto nuova luce il supermercato Esselunga di viale Papiniano a Milano, che si presenta oggi rinnovato per offrire ai clienti tutti i prodotti freschi. La superficie di vendita dello store resta cittadina, ovvero di 800 metri quadrati, con riduzione del comparto drogheria in favore dei tradizionali reparti della catena: arrivano la pescheria sotto ghiaccio e la macelleria servizio, che si aggiungono a gastronomia e a un assortimento di ortofrutta sfuso e confezionato, che comprende oltre 350 referenze.

esselunga generica2All’interno del negozio, inaugurato dalla catena nel 1970, è stato inserito anche il 113° forno Esselunga, che propone 18 varietà di pane sfornato con continuità nel corso della giornata. Il restyling dello store ha inoltre comportato l’assunzione di 23 nuovi dipendenti, per un totale di 79 lavoratori.

Esselunga RozzanoIl punto di vendita di viale Papiniano rappresenta la quinta apertura Esselunga nel 2015 dopo quella di via Adriano a Milano, città dove i negozi sono saliti a 29, e in ordine cronologico quelle di Casale Monferrato, Sesto Calende e Rozzano.

Prossime aperture
Nel frattempo, è attesa a brevissimo una nuova inaugurazione del retailer in provincia di Modena, cui seguiranno entro fine anno quella di Monza e le due riaperture a Sassuolo (MO) e Corte Franca (BS). La catena di Caprotti, infine, si prepara a rafforzare la propria presenza a Pistoia con un nuovo superstore.

Beauty più moderno, con gamme profonde

di Barbara Trigari

Vanta un giro d’affari stimato da Iri InfoScan Census in 5,8 miliardi di euro il mercato Cura Persona.  I prodotti per la cura della persona rappresentano il 7% delle vendite Lcc nel canale super e il 12% nel canale iper (dati Iri At giugno 2015). Risente in parte della contrazione dei consumi sui canali generalisti mentre è in crescita nel canale drugstore (4,9%), che dal 2009 ha rosicchiato ben 8,4 punti percentuali alla gdo, arrivando a pesare per il 24% sul fatturato totale cura persona nel retail. In discesa i risultati dei discount (3,8% a valore).

Secondo i dati del Beauty Trend Watch 2015 del Centro Studi di Cosmetica Italia, i segnali sono positivi poiché è cresciuta la produzione, +3%, a superare i 9.400 milioni di euro a valore per la fine del 2015, di cui 3.600 milioni di esportazioni, +8%. Rallenta la contrazione sia nei canali professionali che nella profumeria, cresce il canale erboristeria, +3% a fine anno, sull’onda del trend della naturalità, e anche la farmacia, +1,5%. Il canale mass market vale 3.800 mio euro, +0,7%, in crescita anche vendite dirette e contoterzismo. I driver di maggior rilievo per l’acquisto emersi dal Trend Watch sono eCommerce, multicanalità, social media, naturale e biologico, multifunzione.

In Md Ld il comparto personal care si conferma in crescita anche nel 2015. Ivan Maccarini, buyer categoria beauty igiene persona Md Ld, racconta che “il consumatore cerca di ottimizzare gli acquisti e ridurre gli sprechi, è sempre più attento e critico, anche a causa della forte concorrenza di altri formati”. Il comparto tissue è di forte attrazione per Lillo, “da anni risulta essere strategico -precisa Maccarini- come anche l’assorbenza femminile e i prodotti per l’incontinenza, inseriti di recente e prima presenti solo nel canale farmacie. Interessanti performance anche per i prodotti legati al viso, in particolare anti-age. Ci chiedono formulazioni che devono funzionare subito, soddisfare immediatamente le aspettative, non bisogna commettere l’errore di promuovere false promesse poco sostenibili”.

L’informato edonista green

“Il reparto ha assunto un ruolo di maggior rilevanza e strategicità -secondo Elvira Galliè, buyer cura della persona (acquisti duri food) di Magazzini Gabrielli (Sun)- sulla spinta della richiesta dei consumatori, cui rispondiamo con un assortimento distintivo composto di prodotti a valore aggiunto, più vicini a quelli proposti nello specializzato e più naturali, per dare ampiezza e creare attrazione”. Proprio la naturalità di ingredienti e confezioni è tra le tendenze trainanti, sottolinea Galliè. L’industria copre circa l’80% dello scaffale, il 10% la Pl, un altro 10% i prodotti naturali. Rispetto alle tendenze di consumo, Magazzini Gabrielli rileva un aumento delle vendite di prodotti per l’incontinenza, un calo nei prodotti per la rasatura, in seguito al trend di portare la barba, ma aumento in generale dei prodotti specifici per l’uomo.

Multicanalità

“È in atto una polarizzazione degli acquisti -considera Raffaele d’Andrea, responsabile acquisti grocery ed extralimentare Conad- alimentata dal cambiamento delle abitudini di consumo, e conseguente spostamento verso gli estremi della scala prezzi, non sempre correlati alla reale situazione economica dell’acquirente”. Si preferiscono prodotti per autoconsumo, quindi cala la frequentazione dei saloni e acconciatori, mentre cresce l’interesse verso erboristerie, parafarmacie e canali specializzati, che i dati Iri cura persona AT di giugno 2015 danno al 26%, con un trend di crescita del 7,7%. “Vince la profondità di gamma, più che la convenienza -spiega ancora d’Andrea-, poiché l’acquisto viene vissuto come ricerca del prodotto più affine alla propria esigenza specifica: la colorazione del capello, il dopo shampoo, la cura del viso. La pl in Conad è strategica: rispetto al totale del comparto cura persona vale il 18,3% e cresce del 3,7% rispetto al 2014.  Per Migross non si tratta di un settore vitale, secondo il category manager Alessandro Vesentini, quanto piuttosto di un completamento dell’offerta, sostenuto comunque da prodotti a marchio. Spiega Vesentini: “Stiamo sviluppando maggiori linee nella cura della persona, ma l’attenzione che poniamo nella ricerca del prodotto e del packaging è per noi il giusto sostituto alla marca di riferimento”.

Per Md Ld il beauty non è un reparto strategico dal punto di vista del fatturato ma, spiega Maccarini, “deve essere veicolo di innovazione per valorizzare la proposta assortimentale globale e soddisfare i bisogni del consumatore”. Per esempio, la crescita della cosmetica al maschile, da valutare nel medio-lungo periodo, o il mercato rivolto alle donne, dove i lanci di novità sono ormai un’abitudine ogni anno. E il green “che testimonia di un consumatore evoluto che presta attenzione alla qualità intrinseca del prodotto e sembra essere meno affezionato al marchio, afferma Maccarini, con novità sempre più frequenti, anche nel packaging”. Di conseguenza, l’assortimento deve avere il giusto equilibrio tra bisogni fondamentali e gratificazioni, promozioni aggressive e proposte assortimentali con un ottimo rapporto qualità prezzo, al fine di aumentare sempre più il livello di fidelizzazione all’insegna, cercando la leggibilità nei 5 metri lineari a disposizione, più 1,5 metri per l’assorbenza”.

Comfort ed efficienza

Sul versante display le aziende sono attente alle esigenze di ottimizzazione che provengono da parte dei retailer, consapevoli che non si possa prescindere dall’estetica e dalla piacevolezza di frequentazione degli scaffali, in particolare nel settore della cura della persona, profumeria e parafarmacia, per i quali dominano innovazione e tendenza. “Per quanto riguarda l’ossatura dei display -racconta Andrea Ventura managing director Cefla Shopfitting Solutions- abbiamo studiato un sistema per contenere le dimensioni del display in verticale e in orizzontale, a parità di superficie espositiva. In questo modo i corridoi sono più confortevoli e l’ultimo piano di presa è più agevole da raggiungere”. Comfort sia nel caricamento dello scaffale, che per il cliente nella presa del prodotto. Ancora sul versante tecnico, con un risvolto estetico, Cefla sta studiando ripiani specifici che filtrano la luce, guardando agli specializzati, profumerie e parafarmacie, e inserendo l’illuminazione led integrata negli scaffali. “Produciamo internamente le barre Led, precisa Ventura, con tutto il circuito elettronico, e curiamo che il prodotto riceva un’illuminazione ottimale anche quando lo scaffale non è pieno”. Il passo successivo è l’interattività: “Puntiamo a trasformare il display merceologico da passivo ad attivo, e stiamo già sperimentando con la gdo”. Proximity marketing, ovvero inviare il messaggio giusto al cliente, nel momento in cui passa davanti al prodotto attraverso una App del retailer. “Il reparto è all’attenzione dei retailer, spiega Ventura, anche nel formato discount si vede una certa cura espositiva e soprattutto emerge il canale delle farmacie, che si sta spostando verso allestimenti sempre più simili a quelli accattivanti da retailer. Nella gdo c’è molta cura e investimenti, orientati al miglioramento della piacevolezza e dell’illuminazione, e alla ricerca di soluzioni flessibili che permettono di variare il layout”.

Il tempo è un lusso

Luca Papini, unit business manager shop solution di Wanzl Italia, mette l’accento su differenziazione e comunicazione: “Sono i temi chiave in questo momento storico, nel quale il negozio tradizionale è stretto tra due fuochi: da una parte, la concorrenza di Internet dove il consumatore trova tutti i prodotti a prezzo inferiore; dall’altra, l’esigenza stessa del cliente di provare, conoscere, testare e indagare personalmente i prodotti che poi deciderà di acquistare, magari non nel pdv”. Differenziarsi dunque nell’offerta e nel visual, attingendo a esperienze di settori totalmente diversi, per rendere l’immagine del negozio accattivante e/o più funzionale. E poi comunicare la differenziazione e il prodotto, per agevolare l’esperienza d’acquisto del cliente attraverso un uso sapiente della tecnologia digitale, oggi imprescindibile. “Tutti la vogliono, ma perché funzioni occorrono investimenti non solo per il lancio, quanto per la gestione quotidiana”, spiega Papini.

“Le informazioni sono accessibili a tutti, ma il cliente vuole quelle giuste, selezionate per lui nel momento specifico dell’acquisto, soprattutto nel mondo beauty, perché l’obiettivo è ottenere la massima gratificazione”, insiste Papini. E infatti un’altra tendenza rilevata da Wanzl è quella di affiancare alla vendita del prodotto l’offerta di un servizio, e viceversa. Womo per esempio è una catena di negozi aperti da Percassi, concentrata sul target maschile: all’ingresso abbigliamento, accessori, nel retro un negozio di barbiere e il servizio di pulizia delle scarpe all’americana e tradizionale, di calzoleria. Qui come in tutti i contesti il personale è fondamentale per raccontare il prodotto e rispondere alle domande del cliente. La parte illuminotecnica è sicuramente dominante nel settore beauty per chi voglia scalzare il concetto di massificazione.

Mango pensa a nuove strategie di sviluppo in Usa

Alla semplicità degli arredi fanno da contraltare elementi di design caratterizzanti e tecnologici. Proprio all'ingresso, si incontrano grandi schermi sulle cui pareti scorrono, come fossero onde, immagini delle collezioni e video promozionali degli articoli in vendita.
L'accordo, siglato cinque anni fa, che prevedeva la presenza in esclusiva del brand MNG nella rete del department store JcPenny e anche nelle vendite online, è stato disdetto. L'obiettivo di Mango è rafforzare la propria presenza in Usa e nel nord America. Diverse le soluzioni allo studio

 

di Alessandra Bonaccorsi

Accordo chiuso tra Mango e Jc Penney. Il retailer del fast fashion spagnolo ha, infatti, annunciato che non rinnoverà l’accordo con JcPenney per il mercato americano che prevedeva la presenza, in esclusiva, del brand MNG nella rete del department  store americano oltre che online Alla base del mancato rinnovo dell'accordo, probabilmente la bassa redditività dell'attività di partnership. Secondo alcuni rumors, infatti, Mango avrebbe tutte le intenzioni di sviluppare una propria rete in Usa e nel nord America, anche se altre voci indicherebbero la volontà del retailer spago di cercare un nuovo partner, anche se non ci sono conferme a riguardo. Da parte sua, JcPenney prevede di rafforzare ulteriormente la presenza di store-in-store, in linea con le evoluzione che hanno mostrato, in questi anni, le principali insegne di department store a livello mondiale.Mango_Milano_ Vittorio Emanuele

L’obiettivo dell’accordo, siglato nel 2009 e di durata quinquennale, prevedeva l’apertura di 600 negozi a insegna Mango in America. Il gruppo iberico fa però dietro front. L’insegna di abbigliamento aveva già abbandonato nel 2014 i mercati di Brasile, Bulgaria, Slovenia e Montenegro, cui si è è aggiunto a maggio 2015, quello australiano.

Mango ha chiuso il 2014 con ricavi in crescita superando la soglia dei 2 miliardi di euro, ma al di sotto delle aspettative. Il fatturato ha raggiunto quota 2,017 miliardi di euro, in salita del 9,3% sull’anno precedente, ma più basso rispetto alle aspettative iniziali che prevedevano il raggiungimento di 2,4 miliardi. In Italia, a Milano, quest'anno, Mango ha aperto un flagship store in centro, lungo Corso Vittorio Emanuele II.

Esselunga destinata a rafforzarsi a Pistoia

Nella città toscana Esselunga ha ottenuto l'approvazione per la realizzazione, nel prossimo futuro, di un supermercato di 2.500 mq, che comporterà il ridisegno di una parte della zona sud della città

di Alessandra Bonaccorsi

Esselunga riuscirà a rafforzare, nel prossimo futuro, la propria presenza a Pistoia con un nuovo store con il quale sarà ridisegnata, in larga parte, la zona sud della città. È stato, infatti, approvato dal consiglio comunale il piano attuativo per il nuovo superstore che si estenderà su una superficie di 2.500 metri quadrati. imageA fronte della realizzazione della struttura, il Comune otterrà un'area di 1.600 mq, che potrebbe essere destinata alla realizzazione di una palestra, cui si dovrebbero aggiungere un parco pubblico attrezzato di circa 15.000 mq, 200 posti auto come sosta di scambio, la viabilità di collegamento, in parte come viale alberato, con la superstrada, percorsi ciclo-pedonali. Si parla di un totale stimato di sole opere di urbanizzazione a carico di Esselunga, di oltre 4 milioni di euro.

La catena di Pioltello ha appena aperto un superstore a Rozzano, in provincia di Milano, e, probabilmente a breve, sarà riaperto, completamente ristrutturato, lo storico supermercato di viale Papiniano a Milano, che rientra in un piano di sviluppo che ha coinvolto la Lombardia e non solo.

Il Mercato del Duomo aumenta efficienza e servizio grazie a NCR

Autogrill ha adottato l'ultima generazione di hardware e software NCR nel proprio flagship store "Il Mercato del Duomo" a Milano. Le soluzioni NCR impiegate nel pdv situato all'interno della storica sede nella Galleria Vittorio Emanuele contribuiranno a migliorare l'esperienza di acquisto dei clienti Autogrill, così come l'efficienza dei dipendenti. I Pos NCR RealPOS XR7 con software NCR Everest e le stampanti fiscali NCR130A sono stati posizionati da NCR sui quattro piani dello store.
Lo spazio è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in Piemonte, e curato nel progetto architettonico dall’architetto italiano Michele De Lucchi. I sistemi NCR RealPOS sono stati installati presso il Bar Motta, nello spazio Kartell, nei banchi alimentari del Mercato, al Bistrot Milano Duomo, alla Terrazza Aperol, e infine, presso il ristorante Spazio Milano e il food & wine-bar Le Bollicine del Duomo.

Le casse NCR RealPOS XR7 - montate su un piedistallo da tavolo oppure sugli appositi supporti selezionati da Autogrill per le proprie esigenze di ergonomia e praticità di utilizzo - sono dotate di un display touch “all-in-one” da 15" e di un display Cliente da 10", posizionato frontalmente per offrire la massima chiarezza e trasparenza.

ll software di cassa, anch’esso fornito da NCR, è il frutto della pluriennale collaborazione con Autogrill e risponde a tutte le esigenze di personalizzazione e di efficienza operativa richieste da ambienti ad alta produttività per grandi flussi di clientela nelle ore di punta, condizione che caratterizza “Il Mercato del Duomo”. Dotati di processori Intel Core™ di quarta generazione, i sistemi NCR RealPOS XR7 contribuiscono a migliorare le prestazioni, l'affidabilità e basso consumo di energia per supportare il software NCR fornito.

Gdoweek, il numero 17 in distribuzione

Nel nuovo numero di Gdoweek la cover story è dedicata alla ristorazione fast: le nuove formule in sviluppo, dal cibo vengano all'etnico, passando per locale e street food. Il futuro del retail visto da Coopernic. Esselunga, un catalogo anche... artistico-culturale. Coin diventa Excelsior a Venezia. La vertiginosa crescita di Kroger. Cooperativa Etruria, vocazione prossimità. NaturaSì entra in cascina. Pedon: se da un fagiolo nasce un nuovo packaging. Cartoleria stagionale: aperta per tutto l'anno. Il mobile Pos si evolve verso l'offerta di servizi.

 

sommario gdo 17

Pam Panorama estende il progetto Nutri il Sapere

L’iniziativa di educazione alimentare rivolta ai bambini e proposta all’interno degli ipermercati arriverà a fine novembre con il 30° appuntamento e proseguirà il prossimo anno.

L’ipermercato come luogo educativo e capace di assumere nuove funzionalità didattiche, rinsaldando un engagement con le famiglie a partire dalla sensibilizzazione dei bambini. Questo il progetto Nutri il Sapere lanciato da Pam Panorama a marzo e che, forte del buon riscontro ottenuto, arriverà fino al 27 novembre con il 30° ed ultimo appuntamento nel Panorama di San Mauro Torinese.Panorama_Nutri il sapere

I punti di vendita si trasformano così in luogo di incontro a valore sociale, dove grazie a diversi laboratori della durata di un’ora gli alunni delle scuole primarie possono approfondire la conoscenza del mondo alimentare, ricevendone una corretta informativa.

Allegato di posta elettronica-67La promozione di una cultura del cibo è veicolata in store direttamente dagli esperti formatori della catena e si estende attraverso tutti i reparti, da quello ittico all’ortofrutticolo, passando per attività legate al processo di produzione del pane.

DSC_6257L’iniziativa, realizzata con il supporto di Gruppo Pleiadi, arriverà a coinvolgere nel complesso 2.200 studenti, un numero destinato a crescere, dato che Pam Panorama prevede di continuare con gli incontri anche il prossimo anno, sviluppando nuove tematiche come legumi, formaggi e latticini, nonché bio e chilometro zero.

Enercoop in crescita: nuovo impianto a Crema

ENERCOOP presso Ipercoop Faenza
FAENZA 19/03/2015. COOP ADRIATICA - INAUGURAZIONE ENERCOOP PRESSO L' IPERCOOP DI FAENZA
La stazione Enercoop di Faenza (Coop Adriatica)

Prosegue lo sviluppo del progetto Enercoop, che vede salire a 24 il numero di stazioni di servizio presenti vicino a ipermercati e supermercati Coop in Italia. Domani, mercoledì 11 novembre, verrà infatti inaugurato il nuovo impianto di Crema presso il centro commerciale Gran Rondò, portando così avanti il piano di aperture di Coop Lombardia.

Colonnina_ricarica_auto_e_moto_elettricheUn’importante novità messa a disposizione dei clienti saranno le due colonnine per ricaricare i veicoli elettrici, di cui i soci potranno usufruire gratuitamente. A questa implementazione del servizio, in linea con un’ottica ambientale e innovativa, si aggiungono dodici corsie per il rifornimento di benzina operative in modalità self service 24 ore su 24.

Presenti anche due corsie per il carburante Gpl, erogato tutti i giorni dagli addetti dalle ore 7.30 alle 19.30. Per quanto riguarda invece il sistema di pagamento la formula è quella pre-pay, che accetta contante, bancomat e carte di credito.

Mercatone Uno riapre il flagship store di Roma

L'inaugurazione del nuovo Mercatone Uno a Roma non è semplicemente una riapertura, come precisa il dittore generale del gruppo, Italo Soncini, ma il passo più importante nella strategia di rilancio della catena distributiva fondata quarant'anni fa

Si tratta del punto di vendita di via del Fosso di Tor Tre Teste, nella zona industriale di Via Dell’Omo (uscita 16 GRA), che riapre, dopo la fase di sospensione: è il Mercatone Uno di Roma per eccellenza, 8.400 mq, uno dei più grandi d'Italia. Da giovedì mattina pienamente operativo dopo la fase di riassortimento della merce con le nuove collezioni di arredi, tessile, casalinghi e elettrodomestici. Nei giorni scorsi, sono rientrati dalla cassa integrazione i 77 addetti del punto di vendita e i 15 montatori.

Un lungo percorso verso il risanamento

Mercatone Uno è in fase di salvataggio da quando è entrato in regime di amministrazione speciale. Lo scorso 5 ottobre i tre commissari straordinari hanno presentato al Ministero dello Sviluppo Economico il “Programma” che prevede il risanamento e la dismissione del gruppo, alla fine di un percorso che dovrebbe concludersi entro la fine del 2016. Il lavoro dei commissari in sinergia con la nuova direzione ha evitato, nei suoi sei mesi di attività, lo scenario peggiore.

Con Roma sono 55 i punti di vendita pienamente operativi. Con le riaperture programmate, Mercatone Uno arriverà a 60 punti di vendita  e una superficie commerciale di 300.000 mq, consolidando la propria posizione, preminente, nella vendita al pubblico del mobile e del complemento d’arredo in Italia.

Il flagship di Mercatone Uno

“Il punto vendita di Roma è il negozio bandiera del Gruppo -commenta Italo Soncini, direttore generale del gruppo- e rappresenta pienamente la nostra idea di rilancio di Mercatone Uno. Non ci siamo limitati a tirar su la serranda, come si suol dire, ma abbiamo lavorato duramente per rilanciare il punto di vendita, rifacendo lay-out, parcheggio, portale d’ingresso e rinnovando l’assortimento. La formula promessa è Tutto per la tua casa: a Roma i clienti possono trovare arredamento, tessile, casalinghi e elettrodomestici di qualità, in uno spazio completamente rinnovato, moderno e con una proposta commerciale in grado di dare le giuste risposte alle esigenze di clienti sempre più maturi e attenti nelle scelte. Qui a Roma, come in altri punti vendita che abbiamo rinnovato in questi pochi mesi, la clientela troverà anche diverse innovazioni nel modo di presentare gli ambienti e i prodotti”.

Benetton migliora la visibilità della supply chain con Tesisquare

Benetton

Controllo della supply chain da un unico punto di visibilità, integrando la prospettiva a monte (fornitori) con quella a valle, rappresentata da clienti e punti di vendita. Sono questi i benefici per il gruppo Benetton in seguito all’implementazione del progetto “Control Tower End-to-End Supply Chain Visibility”, realizzato da Tesisquare®. L’annuncio è stato dato nel corso dell’ultima edizione della “Gartner Supply Chain Executive Conference”, svoltasi recentemente a Londra.

“È uno strumento che ci consente di gestire in modo fluido una supply chain davvero molto complessa –commenta Daniele Fregnan, Global Logistics Vice President di Benetton- attraverso un approccio collaborativo che mette in evidenza la profonda interdipendenza fra le varie fasi del processo e l'indispensabile contributo di ciascun attore.".

Attiva dal 1965 nel settore della moda con una rete di circa 5.000 negozi presenti nei principali mercati mondiali, Benetton ha trovato in Tesisquare un partner che, forte delle competenze nella costruzione di piattaforme collaborative e di filiera, ha saputo rispondere alle esigenze di visibilità, condivisione e controllo sui processi logistici con la propria soluzione Control Tower End-to-End Visibility, adattata in base alle specifiche esigenze espresse dall'azienda.

Il progetto “Control Tower End-to-End Supply Chain Visibility” sarà presentato da Daniele Fregnan in occasione della IV edizione di Trace.ID Fashion, il convegno dedicato a responsabili della logistica, supply chain e delle operations appartenenti all’industria tessile e moda, che avrà luogo  domani 11 novembre a Milano.

Integrazione di canale per Media World

di Barbara Trigari

Il punto di vendita è il cuore della strategia omnichannel di Mediamarket, che con la ristrutturazione del negozio Media World di Curno (Bg) rilancia il brand e i suoi piani di espansione nell’intera Penisola. “L’Italia è per noi un Paese strategico, secondo solo alla Germania -afferma il Ceo Joachim Roesges-. Per questo, ci siamo impegnati fortemente per mantenere e sviluppare la nostra leadership”. Il piano di investimenti coinvolge tutti gli aspetti del business: dall’assortimento alla formazione del personale, dalla comunicazione all’ampliamento della rete di vendita. Cinque i negozi in apertura il prossimo anno, con l’aggiunta di un nuovo concept che aprirà entro la fine del 2016 nel Nord Italia: Media World City.

Offerta senza limiti

“Una visione multicanale totalmente integrata nei differenti canali distributivi”, così Roesges spiega il nuovo approccio, che si concretizza in un assortimento virtualmente infinito, grazie all’integrazione con la piattaforma online e al forte impegno logistico. “Grazie a questa focalizzazione, dall’inizio del 2016, i clienti potranno acquistare e ricevere la merce a casa o nel negozio in qualsiasi momento ritengano più opportuno” dichiara il nuovo Cpo Marco Mazzanti. Il servizio Pick&Pay è già attivo a Curno, ma verrà potenziato e affiancato dall’arricchimento dell’offerta online: entro il 2016 saranno disponibili 100mila referenze, che saliranno successivamente a 250 mila, tutte acquistabili anche nei megastore. Inoltre, tassativo allineare i prezzi: “Una azienda, un prezzo” come specifica il Coo Mario De Pilla.

La parola ai prodotti

“I prodotti presentati con un’ottica di category sono al centro dell’esposizione -spiega Mazzanti-. In risalto, le novità e i top di gamma, dei quali puntiamo a incrementare le vendite, anche attraverso la comunicazione digitale”. L’obiettivo, quindi, è quello di spiegare al cliente l’upgrade tecnologico che comporta un determinato prezzo. Per esempio, nel bianco sono stati selezionati gli item top di alcuni brand, le cui caratteristiche distintive sono illustrate da tablet, un sistema che verrà esteso anche ad altri reparti. Forte attenzione viene riservata ai prodotti da impulso, sistemati in un percorso “snake” che canalizza i clienti verso la barriera casse. Il predominio del bianco, con il logo rivisitato in rosso, le scaffalature basse, l’illuminazione Led e il pavimento in Pvc contribuiscono a creare un’immagine di chiarezza.

Forte l’accento sul servizio, con novità nell’ambito dell’assistenza tecnica sul prodotto post vendita e nel reparto smartphone.

La centralità della comunicazione instore

Strategica la comunicazione istituzionale e di prodotto, che si incontra sin dall’ingresso, con il portale con il logo che diventa una lavagna digitale, gestita centralmente, per comunicare con chi passa nella galleria commerciale. All’entrata, un display con la “guida al negozio” accoglie la clientela. Le informazioni sui prodotti arrivano, oltre che dal personale (istruito ad hoc con un nuovo programma formativo denominato Casa Media World), dalle etichette elettroniche e dai Qr code. Il sistema, che consente di visionare le caratteristiche dei prodotti e di confrontare i vari articoli, notifica anche al personale, equipaggiato di tablet, la presenza di clientela interessata a determinate tecnologie. Tutto è connesso e si può provare. Anche le pareti perimetrali sono utilizzate per comunicare attraverso display reparti e prodotti con immagini ambientate, che “avvicinano” e scaldano l’ambiente. Infine, è stato inserito il Web Lounge per una pausa o per consultare l’assortimento online attraverso tablet o totem multimediali.

Lo store in immagini

Amazon Books a Seattle: video tour

Breve viaggio nella libreria che Amazon ha aperto a Seattle, in Usa, nelle vicinanze del campus universitario e che potrebbe essere seguita da altri store.

Dall'online al brick: questa la nuova sfida dell'etailer fondato da Jeff Bezos con la libreria Amazonbooks aperta nei giorni scorsi a Seattle, un negozio vero e proprie, con porte, scaffali, vetrine, situato all’interno dell’University Village.

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Il bookstore, aperto tutti i giorni dalle 9.30 fino alle 21,00 e dalle 11,00 alle 18,00 la domenica, propone un'offerta di libri selezionati sulla base delle valutazioni dei clienti che comprano sul sito, oltre che sui preordini e, ovviamente, sulle vendite. Inoltre, sono tenute in considerazione anche le valutazioni espresse sia dai membri della community di Goodreads amazonbooks1sia degli stessi curatori della società. Un'altra particolarità riguarda il visual merchandising: i libri, infatti, sono sempre esposti frontalmente, sul lato della copertina e sotto ogni volume è posizionato un cartellino con le informazioni e le recensioni dei lettori online. Per quanto riguarda il prezzo, viene praticato sia online sia instore lo stesso prezzo.

Carrefour e Catalina: accordo per promozioni personalizzate

Siglata da Carrefour Italia un’intesa commerciale con la società di analisi dei comportamenti d’acquisto, che porterà in tutti gli store dei Coupon Printer per offerte focalizzate sull’individuo.

Carrefour Italia investe sulla personalizzazione delle promozioni, portando in tutti gli store dei Coupon Printer che emettono offerte al momento del passaggio in cassa, sulla base del comportamento d’acquisto del singolo consumatore. Questo il progetto sviluppato dal retailer grazie all’accordo firmato con la società d’analisi Catalina Marketing Corporation.Carrefour

L’istallazione dei sistemi per stampare coupon personalizzati coinvolgerà tutta la rete di supermercati e ipermercati diretti entro il 2016, partendo quest’anno con i primi 65 punti di vendita. Ogni offerta promozionale ricevuta dal cliente sarà poi redimibile nel corso della spesa successiva all’interno dello stesso store.

Carrefour-KaufmanCome sottolineato da Grégoire Kaufman, Commercial and Marketing Director di Carrefour Italia, si tratta di “una nuova iniziativa che ci consentirà di essere ancora più efficaci nel comune obiettivo di generare valore e rafforzare la relazione con i nostri clienti, un percorso che abbiamo intrapreso per tornare a essere al centro delle loro scelte di spesa oltre a cogliere e interpretare con sempre maggior cura quali sono le loro priorità, necessità e dove possiamo essere di concreto aiuto nella loro vita di tutti i giorni”.

Recentemente, Carrefour Italia ha presentato i propri risultati relativi al terzo trimestre dell'anno, che ha visto l'inversione del trend negativo e un ritorno alla crescita per le vendite.

Comipro (Gruppo VéGé) cresce a doppia cifra

Comipro risponde positivamente alle difficoltà del mercato Cura Persona, registrando nel terzo trimestre 2015 vendite in aumento del 13%. Un buon risultato per il consorzio che dal 1981 riunisce grossisti distributori del settore home e personal care, e che è entrato da un anno a far parte di Gruppo VéGé.

Alfonso_Bellizzi"Il sostegno di Gruppo VéGé ha fornito un contributo rilevante al conseguimento dei nostri obiettivi di crescita", sottolinea Alfonso Bellizzi (in foto), Direttore Generale Comipro: "L'incremento in doppia cifra del sell out registrato nel terzo trimestre è un risultato eccellente che riflette l'ottimo lavoro di squadra svolto dalle imprese che aderiscono al Consorzio. Con Gruppo VéGé siamo già al lavoro per confermare nel tempo questo tasso di crescita."

"Non poteva esserci modo migliore per suggellare il primo anno di collaborazione tra Gruppo VéGé e Consorzio Comipro di questi eccellenti dati", dichiara Nicola Mastromartino, Presidente Gruppo VéGé: "Sono convinto che il percorso intrapreso un anno fa abbia solo iniziato a dare i suoi frutti e che esistano tutte le condizioni per puntare, insieme, a obiettivi di crescita ancora più ambiziosi."

Da Unicoop Tirreno un concorso di disegno sui Peanuts

In occasione del 65° anniversario del fumetto, l’iniziativa Sogna in grande rivolta ai giovani scolari invita a celebrarne i valori positivi.

Unicoop Tirreno sceglie l’universo Peanuts, che celebra proprio quest’anno il suo 65° anniversario, per lanciare il concorso Sogna in grande, dedicato a insegnanti e studenti di circa 3mila scuole di infanzia, elementari e medie delle regioni Toscana, Lazio e Umbria. Fino al 15 gennaio gli alunni potranno partecipare a un progetto che prevede la realizzazione di disegni in linea con una delle 10 tematiche proposte, rappresentanti i valori positivi associati al fumetto, come l’amicizia e la creatività.

A premiare le 10 migliori creazioni tra la rosa delle 50 più votate saranno gli esperti del Schulz Studio. Queste ultime verranno poi pubblicate in un album, mentre le scuole dei vincitori riceveranno 1.000 euro da spendere in materiale a scelta tra le proposte di un catalogo pensato ad hoc.

I personaggi di Schulz rientranno in un più ampio calendario di iniziative sociali e commerciali che proseguiranno tutto l’anno.

Unicoop Tirreno_Peanuts 2

Carrefour anche in Francia negli aeroporti con il format convenience

Inaugurato dal retailer uno store di 200 m² situato nel terminal Sud di Paris-Orly e con offerta di quasi 3mila prodotti.

In partnership con Aéroports de Paris, Carrefour ha inaugurato il suo primo convenience store di 200 metri quadrati situato all’interno di un aeroporto francese. Lo spazio Carrefour City è stato aperto nel terminal Sud di Paris-Orly e presenta un assortimento di quasi 3mila referenze, tra prodotti di marca e private label, offerta fresca e snack, ma anche sezione Bio.

carrefour city aeroportoCon orario continuato dalle 6 alle 22 e operatività garantita 7 giorni su 7, il negozio rientra all’interno della strategia di espansione multi-format portata avanti dal retailer, che vede tra le sue prime aree di sviluppo il territorio nazionale.

Al centro di tale prospettiva una formula focalizzata sul convenience, che consente di veicolare buona flessibilità alle esigenze dei consumatori, in location ad alto transito.

In Italia, Gruppo Carrefour è già presente in diversi aeroporti (tra cui Malpensa e Marconi di Bologna) con l'insegna Carrefour Express.

Potenziale superiore per la pescheria gdo

di Barbara Trigari

È sempre più rilevante il ruolo della pescheria allestita dalla gdo, anche nelle zone costiere tradizionalmente servite da storici mercati del pesce: circa il 70% dei prodotti ittici viene ormai commercializzato presso supermercati e ipermercati e i banchi pescheria hanno un’incidenza media del 3% sui ricavi totali del pdv. La gdo ha assecondato le esigenze di rapidità e semplicità di preparazione da parte dei consumatori proponendo pesce pronto da cuocere o precotto, e il take away, che pesa il 10% del fatturato pesce. Sempre Ismea stima per il 2015 una produzione mondiale di pesce pari a 168,6 milioni di tonnellate, +2,6% rispetto al 2014, di cui +0,7% coinvolge la cattura di specie selvatiche e +5% l’acquacoltura.

Buone prospettive
I dati Nielsen relativi agli andamenti fino all’at agosto 2015 registrano per il mercato italiano un giro d’affari nei canali iper e super (a peso variabile e imposto) di circa 2 mld di euro. Si tratta di una performance in forte crescita. Con un core business costituito all’80% da supermercati il reparto pescheria ha un’incidenza bassa rispetto ad altri mercati, ma costituisce un settore di interesse per Sisa, che infatti lo sta inserendo presso tutti i nuovi superstore in apertura, visto che ove presente è un settore in crescita rispetto alle vendite, intorno al 3% a volume. Marco Calcagno, direttore commerciale Sisa, rileva la crescente domanda di prodotti di alta gamma e a elevato contenuto di servizio, di facile preparazione e consumo: sia i pronti da cuocere, anche al microonde, che le conserve e il pesce essiccato. “Questi dati tendenziali evidenziano buone prospettive per i prodotti ittici, soprattutto in Italia dove il consumo pro capite è ancora basso, relativamente ad altri Paesi, complice il calo delle catture nei nostri mari. In alcuni pdv Sisa del Sud e Centro Sud Italia, infatti, il reparto pescheria costituisce motivo di attrazione, soprattutto in alcuni periodi dell’anno come quello natalizio. In conclusione, è un mercato che non presidiamo ancora come vorremmo -precisa Calcagno- ma intendiamo proseguire con le aperture come già è stato fatto nel superstore Sisa di Sarno, nel quale la pescheria con il banco assistito e laboratorio è il fiore all’occhiello”.

Sempre più servizio
Il reparto pescheria rappresenta per Alfio Pulvirenti, responsabile freschi di Roberto Abate Spa (Selex), “Un valore aggiunto presso i nostri pdv Famila e A&O, un ampliamento dell’offerta in un segmento in crescita”. L’approvvigionamento del pescato locale, che costituisce il 50% del venduto, avviene attraverso il mercato ittico di Catania: principalmente alici, pesce azzurro, sgombro. Il rimanente 50% è costituito da pesce allevato e decongelato di qualità, ovvero da pesce congelato a bordo. “A ulteriore completamento dell’offerta -prosegue Pulvirenti- siamo in fase test avanzata per la proposizione di prodotti lavorati, come per esempio involtini di pesce, come pure marinati, con un partner locale per la preparazione anche in Atm qualora non sia presente il laboratorio interno al pdv. Inoltre abbiamo integrato l’offerta con il pesce congelato sfuso proposto nelle isole self service attrezzate con la bilancia: paella, rondelle di calamaro, gamberoni e gamberetti, fritto misto, panati, fish burger, sono una ventina di referenze, con una discreta incidenza sul fatturato”.

La semplificazione
Per venire incontro alla richiesta di semplificazione nella preparazione del prodotto, “L’ultimo nato è il servizio pronto cuoci inserito in test accanto al banco pescheria presso un pdv ubicato sul lungomare di Catania: il cliente può scegliere il pesce e come cucinarlo, e poi passarlo a ritirare per il pranzo o la cena, o in alternativa limitarsi a comprare il sugo pronto e terminare la cottura a casa”. Lo chef a disposizione prepara ricette semplici e classiche. In test anche il costo del servizio: intorno all’euro per kg di pesce cucinato. “Puntiamo molto sul banco pesce sia servito che a libero servizio, soprattutto a livello di pdv di vicinato, dove registriamo incidenze pari alla macelleria -dichiara Pulvirenti- e abbiamo in studio anche referenze a marchio proprio per il pesce pronto da cuocere. È un segmento di mercato che sta crescendo, e c’è spazio per fare la differenza”. Anche perché il cliente sceglie cosa acquistare proprio nel pdv e preferisce il pesce fresco se ha tempo da dedicare alla preparazione, e quello pronto da cuocere nel caso contrario. Per aumentare le vendite anche Abate ricorre alle promozioni, spiega Pulvirenti: “Mediamente proponiamo a rotazione 5-6 prodotti nel volantino, coprendo allevato, decongelato, filettame e fresco, anche se la disponibilità del prodotto fresco non è sempre assicurata come vorremmo”.

Dal cliente al capo reparto
Unes gestisce 28 pescherie tra pdv U2 e Unes, una presenza che copre solo il 22% della rete, per ovvi motivi di spazio, “Con un ruolo di servizio e di catalizzatore per i reparti freschi, precisa Gabriele Nicotra, direttore acquisti di Unes Supermercati, e la prospettiva di una crescita numerica già in atto, grazie a nuovi pdv mediamente più grandi e alla crescita del fatturato medio e dell’incidenza, attestata al valore medio del 3,3%, con un numero di clienti in costante aumento”.
Cresce in particolare lo sfuso servito, ma anche il confezionato. Secondo Nicotra, soprattutto nel settore ittico la componente localistica è cruciale nel comporre l’assortimento: “In questo reparto, più di ogni altro, comanda il capo indiscusso della nostra azienda, il cliente. Quindi è cruciale il ruolo del capo reparto, che deve conoscere bene il cliente tipico del proprio negozio, consigliarlo e adattare l’offerta in base a esigenze specifiche che spesso variano notevolmente anche a pochi km di distanza”.

Acquisti centralizzati
Unes provvede con acquisti centralizzati, consegne giornaliere e il supporto di fornitori locali in consegna diretta sul pdv. L’elemento sul quale Unes punta per differenziarsi è l’abbinamento tra convenienza e offerta, prosegue Nicotra: “Gestiamo il pesce in every-day-low-price cercando di dare ogni giorno ai clienti il miglior prezzo per la qualità offerta, secondo la stagionalità. Non essere vincolati ai volantini ci permette di modellare l’offerta in base a quanto offre il mercato, giornalmente, sul pdv, ascoltando quotidianamente il cliente”.

Fedeli al pesce
“È uno dei reparti sul quale si misura la competenza dell’insegna, afferma il responsabile centrale pesce di Magazzini Gabrielli (Sun) Michele Sabatini, quindi fa parte dei reparti sui quali puntiamo maggiormente per la fidelizzazione della clientela. Prevalentemente con il banco servito, con aree ridotte a libero servizio per il preconfezionato in take away e i pronti da cuocere, il cui allestimento è demandato alla libera interpretazione dei capireparto su direttive centrali. Stiamo sperimentando l’inserimento in offerta del pesce già cotto pronto per il consumo, con ottimi risultati”. La volontà di offrire il servizio anche sulle metrature sotto i 600 mq ha spinto Magazzini Gabrielli ad affidarsi alla gestione di imprenditori privati, i quali “ci permettono di garantire comunque circa 8-10 m lineari, con reciproca soddisfazione del cliente, nostra e degli imprenditori partner”.

Il pescato locale
Il 30% del fatturato è apportato dal pesce fresco, pescato localmente; l’allevato incide per un altro 30%. In tutto, le referenze vanno da 25 a 45 a seconda di quanto reperibile sul mercato e consegnato giornalmente. Nei negozi è sempre presente il laboratorio per le preparazioni take away con prodotto fresco. Con la marca privata Selezione Qualità l’insegna firma orate, branzini e trote allevate. Sempre l’allevato è oggetto prevalentemente di promozione, perché garantisce la reperibilità. Il fresco viene coinvolto solo nei periodi successivi alla riapertura dopo il fermo biologico.

Una presentazione ... da reinventare
L’allestimento del reparto pescheria non brilla per originalità presso i retailer nostrani, secondo Luca Papini, unit business manager shop solution director Wanzl Italia, e si tende ad affidare l’aspetto espositivo alla cura e competenza del personale, anche a causa delle rilevanti limitazioni determinate dalle attenzioni tecniche e di igiene richieste dal prodotto. Il consumatore, invece, andrebbe da tutt’altra parte: “Contaminazione, trasmigrazione da altri settori, per la pescheria sono suggerimenti molto importanti, perché anche sull’alimentare la tendenza è quella di una presentazione scenografica del prodotto: basti pensare ai reality dedicati alla cucina, all’importanza dell’impiattare”. Insomma il consumatore acquisterebbe il piatto finito pronto al consumo, invece spesso trova solo pesce crudo ancora da pulire. “Occorre trovare il giusto compromesso tra difficoltà tecnica ed esposizione: perché non trarre ispirazione dall’ambiente cucina?”.

Comunicazione e informazione
Appeal da una parte e dall’altra il tema della comunicazione: “Il retailer deve riuscire a informare correttamente riguardo alla qualità del prodotto, della filiera, dei contenuti nutrizionali, della rapidità e semplicità di preparazione. Questo aspetto viene oggi demandato prevalentemente al personale, che rimane importantissimo, ma sicuramente può essere favorito con le etichette elettroniche, sulle quali sempre più sarà possibile inserire informazioni on demand e anche contenuti di marketing”.
L’entrata di Samsung nel settore dimostra che questa è la tendenza, con etichette come e-book, a più colori e aggiornabili tramite WiFi.

Carrefour: lanciato il nuovo Drive multi-retailer

Il concept lanciato in Francia nel centro Labège 2 (Carmila) consente ai clienti di fare un’unica spesa online da 5 rivenditori diversi, ritirandola poi al Carrefour Drive.

Nello shopping centre francese Labège 2, a Sud di Tolosa, arriva un nuovo tipo di Drive, che consente ai clienti di fare l’ordine online da 5 retailer diversi e di ritirare tutto in un solo momento al punto Carrefour Drive situato fuori dalla struttura gestita da Carmila (Carrefour).labege

Sono quasi 20mila i prodotti disponibili per l’acquisto da un’unica interfaccia sul sito di Labège 2, di cui la metà circa provenienti da Carrefour, mentre gli altri relativi ai negozi Jeff de Bruges, L’Occitane en Provence, Xybul éveil et jeux, Nature & Découvertes.

LabègeLo schema attuale prevede conseguentemente anche un’unica transazione per il pagamento e potrebbe essere presto esteso ad altri store, così come ad ulteriori shopping centre, grazie a quel quid di convenienza che dovrebbe garantirne il buon riscontro presso i consumatori.

Per promuovere il lancio del servizio, prevista una possibilità su 10 di vincere la spesa effettuata.

All Night Shopping: la notte degli sconti è online

Un nuovo evento tutto italiano lanciato da Netcomm, che conta più di 140 merchant aderenti. Dalle ore 18 di sabato 7 novembre fino alla mattina di domenica.

Lo shopping come evento. Un sinonimo sempre più in voga anche nel nostro Paese, che dopo aver esportato almeno in parte i fenomeni Balck Friday e Cyber Monday di matrice statunitense, passa ora alla creazione di iniziative autoctone e autonome.

Dalle ore 18 di domani, sabato 7 novembre, partirà la cosiddetta All Bight Shopping, la prima notte bianca digitale italiana organizzata da Netcomm, che prevede sconti, speciali offerte e promozioni in esclusiva fino alle 9 di domenica mattina.

gufettoCoinvolti una serie di merchant online, soci del Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, che si aggirano intorno al numero di 140. Sul sito iCRIBIS, ad esempio, si potrà acquistare tutto con il 40% di sconto.

Creati per l’occasione un apposito sito, un hashtag e la shopping bag Gufetto, che è marchio ufficiale dell’iniziativa e sarà fornita in diversi formati e declinazioni a tutti i venditori aderenti.

La Rinascente ospita un temporary Sutor Mantellassi

Un pop-up store che valorizza l’offerta lusso con la collezione scarpe autunno-inverno del brand, in scena dal 3 al 9 novembre.
sutor mantellassi
La boutique Sutor Mantellassi in via Monte Napoleone a Milano

Lo spazio è situato al primo piano, le dimensioni sono quelle di un pop-up store e le calzature quelle di un uno storico brand del lusso. Così Sutor Mantellassi arricchisce per una settimana con un tocco di esclusività l’offerta de La Rinascente a Milano, che dal 3 al 9 novembre ospita la nuova collezione autunno-inverno del marchio.

Un ambiente accogliente che fa leva sull’eleganza dei materiali feltro e ottone, esaltando i modelli di scarpe più iconici che rappresentano l’anima, nonché identità originaria di Sutor Mantellassi, come è il caso del polacchino Parker.

Lidl per la terza volta consecutiva Insegna dell’anno

Luca Boselli (a sinistra), amministratore delegato Finanza, e Massimiliano Silvestri amministratore delegato vendite
Si è aggiudicato per la terza volta di seguito il premio "Insegna dell'anno" (Retailer of the Year) sia in termini assoluti sia nella categoria di riferimento (supermercati).

Per il terzo anno consecutivo Lidl Italia si aggiudica il premio “Insegna dell’Anno”, organizzato da SEIC-Studio Orlandini e dall'olandese Q&A Research & Consultancy, che ha lanciato Retailer of the Year nel 2003 e, con l'ingresso in Russia nel prossimo anno, coprirà 9 paesi europei.

Il premio viene assegnato dai clienti che, attraverso un apposito sito, possono inviare la loro valutazione delle insegne. Questa edizione si è conclusa con oltre 179.900 valutazioni (+ 26% rispetto all’edizione precedente) per oltre 400 insegne che abbracciavano 27 categorie del mondo retail: dall’abbigliamento all’elettronica, dall’arredamento ai supermercati.

 Tripletta anche nella categoria supermercati

Lidl ha vinto per il terzo anno consecutivo anche nella categoria di appartenenza, “supermercati”. Il record delle tre vittorie consecutive in entrambe le categorie non era mai stato registrato prima da nessuna insegna partecipante. Circa una valutazione su cinque (37.800) è andata a favore di Lidl con un incremento del 40% rispetto all’anno scorso.

Lidl è presente in Italia da 23 anni, con più di 570 punti di vendita in tutte le regioni e oltre 11.000 dipendenti. L’azienda, che da luglio scorso è guidata Ignazio Paternò, ha avviato un processo di rinnovamento e riposizionamento dell’insegna che ha come punti cardinali:

  • l’italianità dei prodotti con l’ampliamento di oltre l’80% della quota Made in Italy disponibile a scaffale;
  • punti di vendita rinnovati, esperienza di acquisto più piacevol grazie ad ampie vetrate che migliorano la luminosità interna e a un layout più agevole da percorrere per il cliente, con corsie più spaziose e disposizione dei prodotti più  visibile.
  • Investimento costante sulle risorse umane: formazione e nuove assunzioni, che saranno oltre 2.000 nei prossimi due anni.
Luca Boselli (a sinistra), amministratore delegato Finanza, e Massimiliano Silvestri amministratore delegato vendite.

“Negli ultimi quattro anni abbiamo investito molto -commenta Massimiliano Silvestri, Ad vendite di Lidl Italia- nella modernizzazione dei nostri punti di vendita, che ora sono più ampi, luminosi e gradevoli, e nel rinnovamento del nostro assortimento, nel quale oggi i prodotti italiani sono più dell’80%. I clienti hanno dimostrato di aver capito e apprezzato il percorso intrapreso e questo riconoscimento ne è la dimostrazione”.

“Il merito di questo riconoscimento -aggiunge Luca Boselli, Ad Finanza di Lidl Italia- è dei nostri 11.000 collaboratori che con la loro professionalità garantiscono un’esperienza di acquisto positiva e piacevole. I collaboratori sono i veri protagonisti del cambiamento intrapreso da Lidl Italia negli ultimi anni e rappresentano il volto dell'azienda per i milioni di clienti che ogni settimana visitano i nostri punti vendita” .

 

 

Tesco apre in store 3 nuovi rami del fashion

Perkins dentro Tesco
Uno degli store Dorothy Perkins dentro a Tesco

Mr. Lewis punta sul non-food per riportare in auge i supermarket Tesco di Horwich, Culverhouse Cross, Chesterfield e Woolwich, cinque località dove i consumatori intervistati hanno espresso il desiderio di avere più offerta fashion. La catena risponde così alle loro esigenze siglando un accordo con Arcadia, che prevede l’apertura in store di alcuni negozi e reparti dedicati ai grandi marchi di abbigliamento Dorothy Perkins, Burtons ed Evans.tesco

Il retailer sperimenta la nuova formula come parte del suo più ampio tentativo di inversione di un trend economico e finanziario negativo, che nei primi sei mesi dell’anno vede ancora le vendite su base organica in calo del 1,1%.Tesco F&F

I tre nuovi brand saranno complementari alla private label di Tesco F&F e a un’ulteriore implementazione dell’assortimento con gli accessori moda di Claire’s Accessories, Sock Shop e Pavers.

Il cash&carry di Metro: più consulente meno magazzino

di Simone Martarello

Prendete un barista, un pasticcere, un ristoratore e un gestore di hotel, dotateli di carrello e fateli entrare in un cash and carry per la spesa per il proprio negozio: ognuno vivrà un’esperienza diversa, perché differenti sono le loro professioni e, quindi, le esigenze d’acquisto.  Questa la riflessione di base che ha spinto Metro a realizzare la Casa dell’Horeca, uno spazio commerciale interamente dedicato ai clienti della ristorazione, oggi presente in 25 punti di vendita, il cui obiettivo è rivedere profondamente l’organizzazione delle corsie e la disposizione dell’assortimento e delle singole categorie, preferendo organizzazioni per “stanze” a tema (come lo show room dedicato alle cucine professionali con un’ampia gamma di attrezzature per cuochi e ristoratori) per rispondere in maniera più adeguata ai bisogni differenziati dei singoli target . Il primo negozio realizzato con questa tipologia di format è stato inaugurato ai primi di ottobre alle porte di Bologna. “Abbiamo deciso di soddisfare le esigenze dei professionisti del settore Horeca, con un occhio di riguardo al mondo della ristorazione, per rendere più facile ai nostri clienti trovare quello che cercano -spiega Claude Sarrailh, amministratore delegato di Metro Italia-. Del resto l’Horeca, da sempre per noi un settore di riferimento, rappresenta oggi  il70% del nostro fatturato e prevediamo che questa quota crescerà negli anni”.

I cambiamenti in atto

Quali sono le trasformazioni concrete che incontra un cliente di uno store Metro dopo questo restyling? “Da oggi siamo in grado di offrire un’esperienza d’acquisto differenziata a seconda delle diverse professioni -precisa Sarrailh-: c’è una zona per chi deve preparare aperitivi, una per chi si occupa di colazioni, una pensata per la ristorazione e cosi via. Ad esempio, prendiamo un prodotto come il cioccolato. In precedenza, tutte le referenze erano raggruppate. Adesso abbiamo creato una sezione cioccolato dedicata ai pasticceri, con basi per la preparazione delle creme, grandi confezioni di zucchero e attrezzature adeguate. Ma abbiamo creato anche un’altra sezione per il cioccolato, rivolta a bar e hotel, che hanno altre esigenze e cercano snack, barrette e creme spalmabili in diversi formati”. A ognuno, quindi, la propria opzione di scelta.

L’evoluzione del format

Questa logica sarà replicata anche in altri punti di vendita. “Dopo Bologna toccherà a Firenze e nel giro di 4-5 anni trasformeremo tutti i negozi, perché crediamo che con queste novità possa aumentare, anche perché dopo qualche anno di flessione il mercato Horeca è in ripresa”, conclude Sarrailh.

Aldo Pettorino (Presidente Sisa) entra in ADM

Sisa
Con l’ingresso nel Consiglio Direttivo dell’Associazione, Sisa torna ad affermare un nuovo ruolo all’interno del dialogo sulla distribuzione moderna.

Il Presidente Nazionale di Sisa SpA, Aldo Pettorino, è ufficialmente entrato a far parte del Consiglio Direttivo di ADM, Associazione della Distribuzione Moderna. Come afferma la società stessa, si tratta di un importante riconoscimento che la porta ad avere nuova voce all’interno del dialogo tra il settore e la produzione industriale e agricola.Presidente Aldo Pettorino

Aldo Pettorino (in foto) fornirà così il proprio contributo a favore delle migliori soluzioni che investono retail e industria: “Sono decisamente orgoglioso della nomina e ringrazio i colleghi che hanno voluto accettare la mia partecipazione, assicurando loro un fattivo contributo. I temi da sviluppare sono molti e il momento congiunturale è particolarmente complesso. Abbiamo bisogno di confronto e condivisione per ottenere i migliori risultati da mettere a disposizione delle nostre aziende e, in un’ottica più ampia, del sistema Paese. E questo sarà il mio impegno”.

Lidl vince il premio Insegna dell’Anno. Ad Amazon il premio negozio web

Presente in Itlaia dal 2008, l’award Insegna dell’Anno è la più grande ricerca sui consumatori in Italia con 192.000 partecipanti nell’edizione 2015 appena conclusa. Il valore dell’iniziativa è nell’oggettività dei riscontri che si basano su un questionario di valutazione posto ai consumatori. Con esso si chiede di esprimere un’opinione su nove fattori quali rapporto qualità/prezzo, livello dei prezzi e promozioni. Altri elementi in giudizio riguardano il servizio, la competenza degli addetti e la cortesia. Infine l’indagine tocca anche criteri  legati all’assortimento, l’atmosfera e l’innovazione.
Il premio prevede dei vincitori di categoria che concorrono all’individuazione del vincitore assoluto che quest’anno è stato Lidl. Ad Amazon è andato il premio Negozio Web mentre a Kiabi Italia il premio Cross Canalità. Nella tabella sottostante l’elenco dei vincitori.

Vincitori 2015-2016

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Nyx Cosmetics arriva in Italia con L’Oréal

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Il primo store Nyx Cosmetics in California, ad Arcadia, aperto il due ottobre

L’Oréal porta in Italia il marchio di cosmetica Nyx Cosmetics, acquisito dal gruppo proprio lo scorso anno. Per lo sbarco sulla Penisola è stata scelta la capitale della moda Milano e, come ipotizza l’azienda stessa, il primo monomarca potrebbe prevedere proprio la riconversione dello store L’Oréal Paris situato in Galleria Passerella.

NYX SLIEMAL’apertura del negozio è fissata per i primi giorni di dicembre e a questa inaugurazione ne seguirà un’altra probabilmente nel centro di Roma, prevista sempre per quest’anno.

NyxIl brand del comparto Beauty, creato a Los Angeles 16 anni fa, offre un assortimento di 1.400 referenze professionali tra make-up e accessori vari. Nyx ha già affermato il proprio business attraverso il canale e-commerce, mentre l’esordio nel retail è stato ad ottobre, con partenza dalla terra natia californiana.

Italian Food Excellence

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