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GDOWEEK 26 2011

editoriale
Parliamo di marca e di innovazione, anche nell'arte di comunicare

osservatorio
Città brand nella Cina in bilico tra modernità e tradizione

intervista
John Grant: comunicare la sostenibilità per cambiare il mondo

target
Servizi e coccole su misura per mamme e bebè

retail
Espositori, isole: chi attira lo sguardo dei clienti?

A lezione di storytelling, storie vincenti di retail

BRANDS AWARD

Vincitore assoluto

Classifica generale

L’innovazione ritorna a essere il fattore vincente

Premio retail

Vincitore Consumatore

NewEntry 2011 nomination

Vincitore NewEntry

Il peggio è passato ...per gli altri, l’Italia rincorre

Vincitore Alimentari freschi

Alimentari freschi

Vincitore Alimentari confezionati

Alimentari confezionati

Vincitore Dolciario

Dolciario

Vincitore Bevande

Bevande

Vincitore Alcolici e Birra

Alcolici e Birra

Vincitore Detergenza cura casa

Detergenza cura casa

Vincitore Detergenza e cura tessuti

Detergenza e cura tessuti

Vincitore Igiene & Bellezza

Igiene & Bellezza

Vincitore Petcare

Petcare

Sono positive le vendite di Web Book e Smartphone

Vincitore Piccoli elettrodomestici persona

Piccoli elettrodomestici persona

Vincitore Piccoli elettrodomestici Casa cucina

Piccoli elettrodomestici Casa cucina

Vincitore Imaging

Imaging

Vincitore Mobility

Mobility

AL centro del giornale
inserto speciale
di 16 pagine: comunicazione & innovazione

Walmart in Sud Africa procede su Massmart che dichiara un bilancio con +11,7%

Superati gli ostacoli da parte dei sindacati alla trasformazione della catena Massmart in Walmart e ottenuta l'autorizzazione dall'authority sudafricana sulla concorrenza, a fine giugno è iniziata la fase operativa di trasformazione di Massmart la controllata sudafricana di Walmart. Il tasso dell'11,7% riguarda i risultati finanziari preliminari per l'esercizio 2010/11 che si chiude a fine giugno in cui si sono raggiunti i 5 miliardi di euro di fatturato a fronte di una crescita media del retail pari al 5,2% nel periodo tra nettamente in caduta dell'inflazione.
L'anno fiscale finisce giusto immediatamente prima dell'acquisizione del 51% da parte di Walmart a fine giugno. Non risente quindi delle iniziative intraprese a seguito dell'acquisizione come la aggressiva campagna promozionale, il lancio di insegne food e di attività di e-commerce. In risposta all'azione Walmart, all'inizio di luglio il rivale sudafricano Pick n Pay ha annunciato che sta valutando il taglio di oltre 3.000 posti di lavoro nel tentativo di ottimizzare le sue operazioni in vista dell'aumento del livello di competizione.

Andrea Natale è il nuovo marketing manager di ADT

Andrea Natale è il nuovo marketing manager di ADT, gruppo attivo a livello europeo nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza.
Dopo essere stato responsabile dello sviluppo delle attività di marketing di ADT Fire & Security nei mercati industria, logistica, trasporti e oil&gas in materia di soluzioni sia di safety che di security, Andrea Natale assume la direzione delle strategie di marketing di ADT, riportando direttamente a Renato Ricciardi.

Nel gruppo Tyco dal 2002, Andrea Natale ha ricoperto anche il ruolo di product marketing manager per le tecnologie di videosorveglianza, controllo accessi, antintrusione, antincendio e supervisione.

Esperto di videosorveglianza e in qualità di membro del gruppo di lavoro TVCC in Anciss (Associazione Italiana Sicurezza ed Automazione Edifici), Natale ha curato diversi progetti tra cui la promozione di un ciclo di convegni a livello nazionale sulle novità tecnico-normative e sulle problematiche legate al Codice Unico della Privacy.

GDOWEEK 24 2011

editoriale
Cambiare per crescere
e rispondere alle trasformazioni
del mercato

osservatorio
Consumi col segno più,
segnali di affanno
per il manifatturiero
Triveneto:
c'è qualche vuoto

Prezzi a confronto:
Simply e Penny

tavolo idm-gdo
Le opinioni di Molino Spadoni
e di Cedis Izzi, socio Sigma

cover story
Pugliese: ”Leader in 4 anni”

Conad punta tutto sulla marca

retail
Il vino, un universo
tra education ed experience

In vino veritas ...
sul prestigio dell'insegna

Le baruffe deprimono
la quotazione di Carrefour

UniEuro: nuove relazioni
con l'industria
sull'innovazione
Spendere è vantaggioso
con l'affinity card di Inditex

Ffha: l'audit per migliorare
l'efficienza dell'affiliato

sviluppo reti

industria
La domanda crea l'offerta:
una rotta da invertire

La pescheria della gdo?
Un reparto-immagine

Eelettrodomestici Haier,
quando la marca è cinese

Vileda: il category leader
riordina lo scaffale

Impegno Heineken
al massimo grado

Il valore della sostenibilità
è maggiore se condiviso

servizi
Il canale televisivo affina
la sintonia con i clienti

In olanda Sony punta
sugli animatori high tech

opinioni
Innovare le marche
con contenuti reali

culture
Viaggio nel mito Coca-Cola
alla ricerca della verità

In mostra sessant'anni di creatività
autenticamente
Made in Italy

Dalla farmacia alla gdo: petcare in evoluzione

Carenza di affetto: da questo fenomeno, si genera uno degli
aspetti sociali più rilevanti per la società moderna, che coinvolge
persone e animali da compagnia. Le più recenti previsioni, infatti,
parlano di un decremento della popolazione italiana, che passerà
da 60 a 41 milioni nel 2050. Un'involuzione demografica causata
sia da una maggiore longevità sia dalla contrazione delle nascite e
dal consistente calo dei matrimoni.
Dinamiche sociali che incidono profondamente
sullo stile di vita dell'uomo, oggi,
più propenso a dedicare maggiore attenzione
alla salute e al benessere del proprio
animale e che determinano l'affermarsi
Carenza di affetto: da questo fenomeno di “umanizzazione degli
animali”. Questi vengono trattati sempre
più come persone e considerati parte integrante
della famiglia. Considerando che
circa una famiglia italiana su due convive
con un animale da compagnia e il 40% con
un cane o un gatto, è evidente come gli
animali da compagnia stiano assumendo
un ruolo sempre più importante e irrinunciabile all’interno delle famiglie italiane.
Gli animali sono veri e propri “terapeuti”,
apportano benefici per la salute psicofisica
dell’uomo: passeggiare con il cane
aiuta a rimanere in forma, mentre passare
del tempo con il proprio gatto rilassa e a
combatte lo stress; inoltre, essi assolvono
un ruolo utile alla collettività, in particolare
nei confronti dei soggetti più delicati della
società, quali bambini, anziani, disabili; si
pensi, ad esempio, al supporto dei cani
guida, o a quelli delle unità di soccorso. Le
cure e le attenzioni dei proprietari di animali,
unite ai progressi della ricerca ottenuti
dalle aziende produttrici, hanno contribuito
ad aumentare notevolmente l’aspettativa
di vita degli animali, raddoppiata negli
ultimi 25 anni.

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Allegati

Dalla farmacia alla gdo: petcare in evoluzione
Speciale sul petcare | Gdoweek | 9 maggio 2011 |

Lactalis va oltre il 50% del capitale Parmalat

Dalla Borsa Italiana il 7 luglio si è sentenziato che dall'inizio dell'Opa a ieri erano stati consegnati 366,4 milioni di titoli corrispondenti al 21,08% del capitale. Sommando la quota che Lactalis controllava di già, e cioè il 29%, ne consegue che nel complesso la quota in possesso dei francesi supera sia pur di poco il 50%. L'Opa però si conclude oggi e quindi c'è spazio per il raggiungimento del 55% di Parmalat che era l'obiettivo di Lactalis.  Secondo Il Sole 24 Ore è probabile che il livello obiettivo venga superato.
La scalata è costata finora 1,3 miliardi più un'offerta a 2,6 euro per azione.  E nonostante le richieste di rialzare il prezzo dell'Opa a 2,8 euro, molti investitori si sono convinti alla fine della bontà dei 2,6 euro offerti. A lenire lo sforzo  finanziario per Lactalis c'è da considerare, però il tesoretto di Enrico Bondi che è di ben 1,4 miliardi di euro direttamente in cassa nell'azienda di Collecchio. Il percorso del nuovo presidente Franco Tatò inizia dunque con vento favorevole.

Quando c’è la salute…lo yogurt non soffre la crisi

Nato da una fortunata innovazione di prodotto,
il segmento degli yogurt salutistici
continua a proporre novità. "L'innovazione di
prodotto -dichiara Raffaella Veronese, product
manager Milkon- è molto importante, soprattutto
per un prodotto funzionale che risponde a
specifiche esigenze del consumatore, anche
quelle finora inespresse. È da sottolineare l'importanza
della comunicazione on-pack con una
confezione chiara che spieghi il prodotto e comunichi
la sua funzione precisa". "Un passaggio
importante -dichiara Sauro Musiani direttore
business unit yogurt di Granarolo- è consistito
nella moltiplicazione dei gusti, che ha consentito
di dare impulso al mercato e di avviarlo verso
una crescita sempre più significativa". Un'analisi
confermata da Giuseppe Mantarro, brand manager
LC1 Vital di Nestlé: "Un altro elemento
chiave è stato l'aumento delle varietà offerte: alla
versione bianco si sono aggiunti nel tempo vari
gusti alla frutta per raggiungere nuovi target, e
in particolare l'evoluzione è nella direzione di
gusti più orientati alla salute, in linea con i nuovi
trend dell'alimentazione".

Due velocità. Il segmento
si suddivide in due sottosegmenti:
prodotti da bere e yogurt
al cucchiaio. "Fino al
2003 -prosegue Musiani- i
prodotti da bere hanno dato il
maggior contributo alla crescita
del segmento, mentre il
2004 è stato l'anno dei probiotici
al cucchiaio. Nel frattempo,
si sono definite con più
chiarezza le caratteristiche distintive
delle due tipologie: gli
yogurt da bere generalmente
sono indicati per il rafforzamento
dell'organismo, mentre
quelli al cucchiaio contribuiscono
principalmente a regolarizzarne
il funzionamento".

Target in espansione. Indirizzati
dapprima verso un
pubblico prevalentemente
femminile, oggi le aziende
puntano ad allargare il bacino
di consumatori. "Il comportamento
di acquisto del consumatore
-dicono da Danone- è
strettamente legato alla promessa
salutistica. Nel caso di
Actimel il rinforzo delle difese
naturali, per Activia il benefico
effetto sul transito intestinale:
tale beneficio è la prima leva
che spinge al consumo di entrambi
i prodotti. Il consumo
di Actimel è diviso equamente
tra donne e uomini. Il profilo
maschile di consumo è legato
in particolare ad uno stile di vita
evoluto e urbano. Uomini
dai 30 anni in su con livello di
scolarità e di reddito elevati.
Quello femminile comprende
sia le giovani mamme che le
donne con stile di vita attivo e
urbano. Anche i bambini sono
sempre più numerosi fra i consumatori
di Actimel, grazie ai
gusti più golosi come la fragola.
Il focus target di Activia è
invece rappresentato dalle
donne over 35 anni ed uno stile
di vita dinamico e attivo". Di
target parla anche Alfredo
Causa
, responsabile marketing
della Centrale del latte di Brescia:
"Il target di riferimento,
che almeno inizialmente era
fatto prevalentemente da consumatori
con reddito e cultura
medio/alto, comprende ed apprezza
le novità di prodotto.
Con l'inserimento dei gusti
frutta il target si è ora allargato
ricomprendendo in pratica
tutta la famiglia, in special modo i bambini, che oggi, insieme
alle donne, sono forti consumatori
di questi prodotti.

Brand e fedeltà. "Il consumatore
di probiotici -dichiara
Paola Scandola, direttore
marketing core business di
Müller- risulta essere tra i più
fedeli: per favorire gli effetti benefici
dati dal prodotto, infatti,
lo consuma regolarmente, con
cadenza giornaliera". "In un
momento di grandi innovazioni
di prodotto e di proliferazioni
di tipologie di yogurt diverse
-aggiungono da Parmalatdai
golosi ai santè ai doppio
strato, la marca gioca un ruolo
predominante. Il brand riesce
infatti a garantire la costanza di
quelle caratteristiche che il
consumatore predilige, guidandone
la scelta nello scaffale,
anche rispetto al gusto".

Arena competitiva. Un'operazione
da cui si aspettano
novità è l'acquisizione di Yomo
da parte di Granarolo. La cooperativa
emiliana punta ulla
tradizione e sulla forza dei
marchi di Yomo, tanto che il
2005 sarà l'anno del suo rilancio.
"Un marchio con forte
specializzazione proprio nell'area
dei fermenti lattici -aggiunge
Musiani- per il quale prevediamo
un processo di riposizionamento
e di rilancio, intervenendo
su tutte le leve del
marketing mix. C'è da pensare
che proprio con il brand Yomo
Abc saranno lanciate le proposte
più innovative". Nestlé, sotto
il brand LC1 ha presentato
due nuovi gusti del prodotto
da bere: aloe vera e pappa reale,
elementi naturali che hanno
la funzione di rafforzare l'organismo
umano e che, uniti ai
fermenti probiotici, completano
un'immagine di prodotto
buono, sano e naturale. Per
quanto riguarda Danone, l'innovazione
costante, la comunicazione
dei benefici della marca
e l'annuncio delle novità sono
prioritari: "Anche l'attività
promozionale rivolta al consumatore
e la gestione dul pdv in
ottica di category management
ricoprono un ruolo fondamentale
nella nostra strategia" concludono.
Parmalat ha rilanciato
nel 2003 la linea Kyr, con
innovazioni e investimenti che
hanno favorito una crescita del
40% del sell out.

Nuove proposte. Milkon,
presenta una proposta alternativa,
abbinando fermenti probiotici
BB12 ed estratti naturali
di erbe alpine. "Benessere
Rinforzo -descrive Veronese- è
un probiotico da bere in bottiglietta
90 ml in cluster da 6
proposto nei gusti bianco,
arancia oltre al nuovo gusto
frutti di bosco". Anche Müller
ha debuttato nel mondo dei
probiotici: "Con Früüp probiotico
-aggiunge Scandolaoffriamo
al consumatore un
prodotto che all'efficacia naturale
dei fermenti probiotici
unisce il gusto e di piacere della
frutta". Latterie Vicentine,
realtà locale che opera in provincia
di Vicenza, ha lanciato
due referenze: Lactivity, cluster
6x100 agli agrumi e naturale e
Yo Sprint, bottiglietta da
200ml in quattro gusti. "Nei
primi nove mesi -descrive Angelo
Guzzo
, responsabile
marketing- abbiamo raddoppiato
i nostri volumi di vendita.
Puntiamo su un posizionamento
di prezzo popolare e
sfruttiamo la sinergia con il latte
fresco".
Sempre rivolgendosi a un mercato
locale, le Centrali Produttori
Latte Lombardia
, cui aderiscono
Latte Milano, Pavilat,
Clab-Centrale Latte Alta Brianza
e Latte Bergamo si presentano
sul mercato lombardo con
il probiotic drink Bella Vita in
quattro gusti, che si affianca
rafforzandola, spiegano in
azienda, "alla politica di qualità
perseguita nel latte fresco, che
comunque rimane il core business"

Il petrolio a quota cento. Le materie prime infiammano i prezzi spengono i consumi


Chi oggi veleggia sulla quarantina e oltre, certo non ha dimenticato l'inverno del 1973: la televisione terminava i suoi programmi alle 22 e 30, l'illuminazione pubblica era attenuata, il riscaldamento limitato e le domeniche si andava tutti, senza eccezioni, a piedi. Si chiamava in inglese (così pareva più accettabile) austerity ed era conseguente alla crisi del petrolio scoppiata dopo la guerra del Kippur e che aveva portato il costo del barile di greggio a superare quota ...8 dollari. Oggi, con l'oro nero che a fine 2007 ha superato i 100 dollari, cifra che -pur tenendo conto del cambio favorevole dell'euro e dell'inflazione di periodo- rappresenta comunque un costo reale di tre volte superiore, di austerity nessuno si sogna nemmeno di parlare né può essere diversamente in un sistema imperniato sull'accelerazione continua dei consumi.

CAMBIO DI SCENARIO
Non è una notazione moralistica, ma pura cronaca. E alla medesima categoria appartiene anche la considerazione che nei fatti la situazione oggi appare più grave di quella degli anni Settanta: rispetto ad allora infatti lo scenario è totalmente cambiato. Il prezzo è trascinato non più da pressioni politiche (oggi sarebbe più complicato dato che l'Opec non ha più il controllo monopolistico del mercato), ma dalla legge della domanda e dell'offerta: anche estrazioni a pieno ritmo fanno fatica a fronteggiare le crescenti richieste dei mercati asiatici mentre i “vecchi ricchi”, Europa e Usa, non diminuiscono le loro. E su tutto aleggia l'incognita di quanto greggio sia ancora a disposizione. Infatti, anche dagli scenari più ottimistici, appare chiaro che il petrolio bisognerà cercarselo a profondità sempre maggiori con maggiori costi di estrazione che si riverseranno sulle quotazioni.

CRESCITA CONTINUA
Che le prospettive di prezzo sul medio termine non siano rosee per gli utilizzatori lo segnala anche il fatto che sul mercato Usa comincino a girare polizze di copertura a garanzia dai rialzi fino a 200 dollari: un livello che evidentemente non è più giudicato inverosimile. In questo quadro, la situazione del nostro Paese appare molto delicata, dato che siamo costretti a importare ogni anno energia per un controvalore tra i 45 (stima per il 2007) e i 50 miliardi (consuntivo 2006), di euro e che le prospettive di ridurre la nostra dipendenza dall'estero sono realisticamente quasi nulle: abbiamo sì spostato quote di consumo dal petrolio al metano, ma la questione dal punto di vista economico cambia di poco perché comunque il prezzo del gas naturale è ancorato a quello del greggio, mentre la nostra forza contrattuale nei confronti dei fornitori di metano è minore rispetto a quella che abbiamo nei confronti dei produttori di petrolio. Che nel breve periodo si possano spostare rilevanti quote di produzione di energia elettrica sulle fonti rinnovabili appare utopistico: dai dati Enea si evince che dal 1995 al 2005 (anno dell'ultima rilevazione disponibili) il peso delle rinnovabili è rimasto tra il 14 e il 15% sul totale del consumo interno; una direttiva Ue, la 2001/77 ci impegna a portare tale quota al 22% entro il 2010. Anche se vi riuscissimo, il sollievo per la nostra bilancia commerciale e per l'ambiente sarebbe leggero. Quanto al nucleare, perso (giusto o sbagliato che fosse continuare la corsa) il treno negli anni Ottanta, non appare davvero proponibile. Ammesso che vi sia la volontà politica bisognerebbe capire, in un Paese dove non è possibile aprire una discarica, chi accetterebbe un reattore vicino a casa.

NELLE TASCHE DEI CONSUMATORI...
Passando dal sistema Paese alle microeconomie familiari, la prima conseguenza per i consumatori è stata finora l'incremento del prezzo dei carburanti e quello delle bollette elettriche e del gas. Sono aumenti sensibili, ma in molti casi in buona misura attenuabili con scelte di riduzione dei consumi. Inoltre, perlomeno sul costo dei carburanti, si potrebbe intervenire in due modi: il primo è la leva fiscale dato che su un litro di benzina verde la componente erariale arriva a 78 centesimi di euro e sul gasolio a 63. Il secondo è l'efficienza produttiva e distributiva: il costo industriale dei carburanti in Italia è tra i 4 e i 5 centesimi più alto rispetto a quello dei principali paesi europei. E che i petrolieri abbiano tenuto un atteggiamento speculativo in Italia lo dimostra la serie storica dei prezzi di benzina e gasolio; quest'ultimo ha, come abbiamo visto, un trattamento fiscale più favorevole per circa 15 centesimi al litro, eppure il divario di prezzo alla pompa si è, con il tempo, sempre più assottigliato, dopo l'aumento del parco circolante con motorizzazione Diesel. L'incremento dei prezzi del petrolio si accompagna a quello registrato sui mercati internazionali di tutte le principali materie prime, alimentari e non. I dati, fermi a ottobre 2007 e cioè prima dell'ultima fiammata del greggio, ma comunque indicativi, del monitoraggio effettuato dalla Camera di Commercio di Milano, parlano di un incremento generale del 69% in cinque anni, ovvero un ritmo medio annuo superiore del 10% rispetto a quello dell'inflazione. I metalli hanno addirittura registrato un incremento di oltre il 110%. I cereali hanno fatto segnare un aumento del 55% su base annua e e dell'89% su base biennale. l numeri sono ancora più preoccupanti, se disaggregati per voci merceologiche. Dai listini dell'Associazione granaria italiana si ricava infatti che a inizio 2008 il prezzo all'ingrosso della farina per panificazione è cresciuto su base annua del 103% e il semolato del 121%



CEREALI E CARBURANTI
La crescita di prezzo dei cereali è in parte collegata alla maggiore domanda delle economie emergenti, ma anche alla medesima fame di energia che ha portato su il costo del barile. Parte della produzione cerealicola, infatti, non è più destinata ad uso alimentare, ma è convertita all'impiego come biocarburante, facendo quindi lievitare il prezzo della produzione destinata all'impiego tradizionale. Solo nell'ultimo anno, secondo stime Ocse, la produzione di frumento e di altri cereali è diminuita di circa 30 milioni di tonnellate, mentre quella di cereali per la produzione di etanolo è aumentata di oltre quindici milioni di tonnellate. Le proiezioni da qui al 2016 indicano che nell'Ue saranno utilizzati per il carburante verde il 12% del raccolto di grano e il 55% della produzione di olio di semi. La soglia di convenienza rispetto al petrolio varia a seconda della materia prima impiegata e da dove viene effettuata la produzione: secondo uno studio Ocse l'etanolo prodotto negli Usa dal mais diventa remunerativo quando il barile arriva a quota 44, per il Brasile bastano 29 dollari mentre per il biodiesel i valori soglia sono più alti e variano dai 66 dollari per il Canada ai 115 della Polonia. In Italia, la convenienza si realizzerebbe, secondo un'elaborazione di GDOWEEK su dati Inea con greggio attorno a 80 dollari.

LATTE, CARNE E OLIO
Ma anche le altre materie prime alimentari non sono rimaste indietro. A partire dal latte, il cui costo è salito alla stalla in Lombardia di quasi il 30% nel giro di pochi mesi, rendendo decisamente più conveniente l'acquisto in Baviera o nell'Alta Savoia. I foraggi e i mangimi hanno un trend analogo a quello dei cereali e hanno portato a un incremento stimabile in oltre il 20% dei prezzi della carne. Se l'olio di oliva ha contenuto la sua crescita tra il 5 e il 7% (che comunque significa oscillare tra il doppio e il triplo dell'inflazione nominale), gli oli di semi hanno registrato una crescita del 60%. E il fenomeno non è solo italiano, se è vero che a dicembre scorso l'Economist ha dedicato la sua copertina alla “fine del cibo a buon mercato”, segnalando come l'indice dei prezzi deflazionati del food sia ai valori più alti da 140 anni a questa parte. Né tranquillizzano le proiezioni degli esperti. All'ultimo forum di Cernobbio della Coldiretti, è stato presentato uno scenario per cui i prezzi dei cereali da qui al 2016 si assesteranno su quote comunque alte: il frumento sui 180 dollari a tonnellata, il mais sui 140 dollari, il riso sui 320 dollari a tonnellata e l'olio di semi sui 300 dollari. Per quanto riguarda carne e latticini, le previsioni danno la carne bovina a quota 300 dollari al quintale, la carne di maiale a 160 dollari, la carne di pollo a 170 dollari, il burro a 220 dollari, il latte in polvere sui 250 dollari, sempre al quintale.


Brands Award 2011: vince Dash Ecodosi

Con il patrocinio di Indicod-Ecr e Adm, i dati sulle vendite di Symphony Iri e di GfK Retail and Tecnhology e con Toluna per il panel di valutazione on line dei prodotti è stato premiato  come Top Brands Award 2011, Dash Ecodosi di Procter&Gamble, distintosi per un posizionamento di mercato che punta in modo eguale su economicità e attenzione all'ambiente.

Secondo e terzo
Secondo posto per i Piccolini alle verdure di Barilla, mentre al terzo posto si sono classificati Rana Sughi Freschi del Pastificio Rana.

I tre premi speciali

Oltre ai 13 premi per categoria (vedi classifica di seguito), nel corso della serata sono stati assegnati tre premi speciali. Il premio Retailer è andato a Lines è di Fater; il premio New entry, destinato ai prodotti lanciati ad inizio 2011, è stato conseguito ad Aperol Spritz di Davide Campari, sulla base di un sondaggio on line che ha coinvolto 324 manager dell'industria, della distribuzione, dei media e dei servizi che hanno espresso 652 preferenze. Infine, il Premio Consumatore, assegnato quest'anno per la prima volta e dedicato alle migliori performance di marca basate sul giudizio espresso da 2.000 acquirenti del Panel Toluna, è andato a Canon Reflex Digitali di Canon Italia.

I vincitori di categoria
LARGO CONSUMO

Alimentari freschi: 1. Rana sughi freschi, Pastificio Rana; 2. Danaos, Danone; 3. Philadelphia Duo, Kraft Foods Italia
Alimentari confezionati: 1. Piccolini alle verdure, Barilla; 2. Lavazza a Modo Mio, Luigi Lavazza; 3. Buitoni Il Saccoccio, Nestlé Italiana
Dolciario:
1. Latte Perugina gelati multipack, Nestlé Italiana; 2. Algida cornetto Love Chocolate, Unilever Italia; 3. Kinder Bueno, Ferrero

Bevande: 1. Schweppes Limone, Acqua Minerale San Benedetto; 2. Mulino Bianco Storie di frutta; 3. Santal 5 Frullato, Parmalat

Alcolici & Birra: 1. Martini rosato, Martini&Rossi; 2. Moretti Baffo d’Oro, Heineken Italia; 3. Martini Soda, Martini&Rossi
Detergenza&Cura Casa: 1. WCNet Igiene Totale, Bolton Manitoba; 2. Supermocio Revolution Vileda, FHP; 3. Rotomop, Orlandi

Detergenza&Cura Tessuti: Dash Ecodosi, Procter&Gamble; 2. Dixan ActicPower, Henkel Italia; 3. Bio Presto lavatrice, Henkel Italia

Igiene&Bellezza: Lines è, Fater; 2. Tempo carta igienica, Sca Hygiene Products; 3. Garnier Color Intense, L’Orèal Italia
Petcare: 1. Pedigree Denta Stix, Mars Italia; Purina One, Nestlé Italiana; 3. Whiskas Pranzetti, Mars Italia

TECNOLOGIA DI CONSUMO

Piccoli elettrodomestici persona: Remington rasoi per depilazione, Varta Batterie
Piccoli
Elettrodomestici casa&cucina: Samsung aspirapolvere robot, Samsung Electronics Italia

Imaging: Nikon reflex digitali, Nital

Mobility: Macbook, Apple

I vincitori delle 11 edizioni precedenti
2010 Lavazza a Modo Mio Lavazza
2009 Activia Danone
2008 Gran Soleil Ferrero
2007 Gran Soleil Ferrero
2006 Maya Pro Active Unilever
2005 Swiffer Procter & Gamble
2004 Vanish Oxy Action Reckitt Benckiser
2003 Bacardi Breezer Martini & Rossi
2002 That's Amore Findus Unilever Italia
2001 Mach3 Gillette
2000 Pringles Procter & Gamble

Sigma concentrata su aumento rete, assortimento, nuove Pl

Con un fatturato 2010 pari a 3,6 miliardi di euro e una rete di oltre 2.000 punti di vendita concentrati, per la massima parte, nell'area della prossimità, Sigma, anche se in un contesto generale che rimane difficile, guarda al futuro con determinazione e voglia di fare, come è emerso nel corso della convention annuale che si è svolta ieri in Sardegna e che ha toccato alcuni temi strategici, delineando le linee guida dei prossimi anni. 

Pl ed assortimento

Attualmente Sigma dispone di un'offerta di 1.100 referenze a marchio, che, nel 2010, hanno registrato una quota dell'11% con un vendite di oltre 65.000 euro. Alle 4 linee Sigma, Scelto (che si espanderà nel non food con prodotti di detergenza), Con&Senza e Risparmio, a breve si aggiungerà una linea ecosolidale così come gamme segmentate nei freschissimi (Fresco su misura, Tagliato su misura e Pronto su misura) con un'offerta porzionata.
Sul fronte della revisione dell'assortimento, invece, sono stati messi a punto dei cluster assortimentali su piazza attraverso il monitoraggio di 42 piazze con l'obiettivo di ottenere informazioni da implementare il prossimo anno. In quest'ottica, saranno anche attivate partnership con l'industria di marca, per rendere l'offerta più interessante in alcune categorie, a partire dal cioccolato.
 

Sviluppo

Sigma, che è passata da 49 cedi nel 2004 agli attuali 10, intende aumentare la propria presenza sul territorio non solo attraverso lo sviluppo della rete dei propri soci, ma anche grazie all'ingresso di nuovi soci. Oltre a Multicedi (socio a partire dal prossimo 1 gennaio), entro l'anno, dovrebbero entrare nella compagine sociale ancora uno/due soci, (di cui uno probabilmente in Puglia) per rafforzare la presenza nel sud. Intanto, Consorzio Europa sta crescendo anche in Toscana. In fase quasi conclusiva, anche la firma di un accordo con Sviluppo Discount (Coop) per l'implementazione del nuovo format Dico, che potrebbe partire entro fine anno.
 

Risultati positivi di Sisa nel 2010. Rilancio della linea di primo prezzo

Con una superficie totale di 788.300 mq suddivisa su una rete di 2.131 punti di vendita (di cui 9 ipermercati a insegna Ipersisa e Sisa Superstore; 826 supermercati Sisa e 1.290 superette Negozio Italia e Issimo, a cui si aggiungono 6 Cash & Carry), il gruppo Sisa ha realizzato nel 2010 un fatturato di 3.250 mio di euro.

Alla struttura italiana si aggiunge Sisa Hellas, che opera in Grecia, con 129 supermercati.
I 4 cedi del gruppo (Cedi Sisa Nord, Cedi Sisa Centro Sud, Cedi Sisa Sicilia e Cedi Sisa Sardegna) nel corso della convention annuale hanno delineato le strategie del prossimo futuro per continuare ad avere un ruolo di rilievo nel mercato.

Priorità
In particolare il focus degli imprenditori è destinato a focalizzarsi sulla costruzione di una shopping experience coinvolgente, una grande capacità di lettura dei dati d'acquisto attraverso le carte fedeltà, di fronte a un consumatore sempre più camaleontico, una crisi che persiste (con un Pil italiano pro capite cresciuto, tra il '95 e il 2010, del 5%, mentre i Paesi eurozona hanno registrato un + 20%) spinta da una crescita lenta.

Primi prezzi e nuove opportunità
Il meeting è stata l'occasione per il nuovo lancio della linea di primo prezzo a firma Primo. Un restyling in piena regola, con un lettering completamente rinnovato per dare una adeguata risposta alla domanda di convenienza e un maggior sostegno alla marginalità della categoria.
“La situazione attuale di mercato, impone al Gruppo di rinnovare il proprio look con eleganza e con un grande progetto made in Italy, che parli cioè “italiano” dove i prodotti provengano dall'eccellenza dell'industria del nostro paese”, ha dichiarato Sergio Cassingena, presidente nazionale Sisa.

Presenza a scaffale
Primo sarà presente sugli scaffali dell'insegna con 195 prodotti a novembre 2011. Il secondo inserimento in “abito nuovo” è previsto per febbraio 2012 con altri 45 articoli circa.
Attualmente Sisa opera con 887 Pl a marchio Sisa (realizzate da 130 fornitori) in grado di esprimere un fatturato 2010 pari a 180 milioni di euro.

Balzo in alto delle materie prime: lo zucchero fra tutte. Effetti su tassi e inflazione

Le tensioni inflazionistiche che vedono crescere i prezzi in area euro oltre il 2% su base annua hanno costretto oggi la Bce ad aumentare i tassi, portando il costo del denaro all'1,5%, Un'operazione che rischia di indebolire il flebile trend di ripresa, ma d'altra parte la priorità della Bce è proprio quella di tenere sotto controllo il valore della moneta.

Indici in crescita
L'inflazione in atto deriva non solo dall'incremento dei prodotti petroliferi, ma soprattutto dall'excalation dei costi delle materie prime food. In campo alimentare gli indici mondiali delle commodities segnala un incremento di oltre l’1% tra giugno e maggio, con aumenti più rilevanti per lo zucchero, con i contratti futures con scadenza ottobre 2011 sono saliti del 15% in un mese; in crescita anche la carne, mentre le minori preoccupazioni sui raccolti hanno allentato l’attenzione sui cereali.

Previsioni
Secondo le analisi della Fao, l'organismo dell'Onu che si occupa dei problemi della nutrizione nel mondo,  le previsioni sono di quotazioni alte per i prossimi anni, anzi i prezzi per prodotti fondamentali come il frumento potrebbero addirittura avere incrementi superiori del 100% nel giro di un ventennio; e questo non sarebbe solo un problema per la spesa di tutti i giorni dei ceti meno abbienti dei paesi industrializzati, ma un dramma per tutti i paesi poveri con popolazione crescente. Perché significa più rischio di carestie, di scoppio di guerre, di immigrazione.

Cora vuole aprire in Francia degli ipermarket di media dimensione

Louis Delhaize Cora pianifica di aprire in Francia due o tre store all'anno con una superficie dai 3.500 ai 10.000 metri quadrati. Attualmente, Louis Delhaize nella rete Cora offre una dimensione media di 9.700 metri quadrati.
La decisione fa seguito al fatto che a Louis Delhaize era stato bocciato dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo del Commercio il progetto di aprire, nel 2013, un negozio da 8.500 mq a Mont-de-Marsan, riorientandosi poi su un pdv più piccolo da 5.000 mq a Chaumont.(Fonte Planet Retail)

Il verde di ikea e coop stimola i social network

Il web è un luogo di confronto importante
fra aziende e utenti sul tema ambientale
e i numeri che emergono dall'analisi eseguita
attraverso la piattaforma Blogmeter
sui social media italiani parlano chiaro: dal
1 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011, sono
stati rilevati circa 9.150 mila post che trattano
il tema della sostenibilità ambientale in
relazione alle principali catene distributive.
I social media sono, infatti, lo strumento
ideale attraverso il quale i retailer possono
promuovere le loro eco-iniziative costruendo
una vera e propria “green image”. E
allo stesso tempo, grazie alle opinioni e
preferenze espresse dagli utenti emerge un
quadro interessante.

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Allegati

Il verde di ikea e coop stimola i social network
Tra gli utenti del web aumenta l’attenzione verso un consumo più responsabile | Gdoweek | 21 febbraio 2011 |

Sergio Cassingena assume la vicepresidenza di Adm

Sergio Cassingena, classe 1951, ha assunto la carica di Vicepresidente ADM, l'Associazione della Distribuzione Moderna che riunisce le imprese della distribuzione.
La nomina che ADM ha voluto assegnare è un autorevole riconoscimento che testimonia non solo l'attività svolta in tutti questi anni nella distribuzione, ma anche la fiducia accordatagli dai 750 associati che operano nel settore. Cassingena è infatti presidente di SISA ininterrottamente dal 1984, anno in cui venne eletto a soli 33 anni. Con il consenso dei soci che non è mai venuto meno.

Istat: spese ferme per le famiglie italiane

Istat certifica la stasi dei consumi; nel 2010 infatti ogni nucleo ha speso 2.453 euro, con una variazione rispetto all'anno precedente di +0,5%. Tenendo conto dell'inflazione di periodo e delle possibilità di errore statistico nella definizione del campione si tratta di un valore numerico da considerarsi uguale a quello del 2009.

I dati
La spesa media in valori correnti per generi alimentari e bevande non ha avuto variazioni significative rispetto al 2009 (+1,2%) e si attesta a 467 euro mensili; in particolare, aumenta la spesa per carne, mentre continua a diminuire quella per oli e grassi.
La quota di spesa per alimentari e bevande rimane costante fra le famiglie del Nord e del Centro (16,5% nel Nord e 18,6% nel Centro), mentre aumenta nel Mezzogiorno, arrivando a rappresentare un quarto della spesa totale.
La spesa non alimentare, analogamente a quella alimentare, risulta stabile e pari a 1.987 euro mensili.
È in diminuzione rispetto al 2009 la spesa per combustibili ed energia e quella per altri beni e servizi, ma il dato è ascrivibile al minor bisogno di riscaldamento invernale nel 2010, grazie a una temperatura mediamente più mite.
Continua ad aumentare il peso dell'abitazione sulla spesa media mensile, così come aumenta il peso di sanità e istruzione.

Le regioni
Quanto alla distribuzione geografica della spesa, la Lombardia guida la classifica, con una spesa media mensile più elevata (2.896 euro), seguita da Emilia-Romagna (2.885) e Veneto (2.876). Fanalino di coda la Sicilia, con una spesa media mensile (1.668) di oltre 1.000 euro inferiore a quella delle regioni con la spesa più elevata.

La collezione mare di H&M? Si compra in spiaggia

Da anni H&M lega la sua attività di charity all'organizzazione no-profit londinese Wateraid, attiva a livello internazionale nel sostenere la popolazione dei paesi del Terzo Mondo nella lotta al contagio derivante dall'uso di acqua contaminata.
Oltre alla creazione di una linea dedicata, sulla quale devolve all'associazione il 10% degli incassi, quest'estate il retailer svedese ha deciso di sbarcare su alcune spiagge di diversi continenti con un singolare Pop-Up Store, costruito come un container di legno: all'interno, tutti gli articoli estivi (costumi, parei, flip-flop, shorts, t-shirt, sacche, espadrillas ecc) per uomo, donna e bambino, il 25% delle cui vendite andranno a beneficio dell'associazione.

Dopo la prima apparizione sul lungomare dell'Aia, a Scheveningen, per l'H&M Beach Pop-up è prevista una tappa sul litorale giapponese.

Boulanger dà nuova identità ai pdv Saturn acquistati

Il rivenditore di elettronica di consumo Boulanger ha iniziato il rebranding dei 34 negozi francesi Saturn venduti dal Gruppo Metro. Htm Group, proprietario di Boulanger, prevede di cambiare nome a Cap Boulanger, e poi a Boulanger entro il 2014. 
I primi 6 negozi Saturn saranno ristrutturati entro la fine del 2011 ad un costo di 2 milioni di euro ciascuno, mentre per gli altri 28 pdv la segnaletica verrà modificata ad un costo di circa 350.000 euro per negozio. Francesco Cordelette, Ceo Boulanger, ha dichiarato: "Questa operazione ci ha garantito da tre ai cinque anni di sviluppo".

Carrefour fa accordo con Pixmania per rafforzare e-commerce

Carrefour punta decisamente a consolidare la sua posizione sul mercato europeo dell'on-line dell’elettronica di consumo siglando un accordo con Pixmania, società del Gruppo Dixon specializzata in questo segmento, che guida la classifica delle vendite nel vecchio continente via internet, grazie a una piattaforma tecnologica esclusiva e a un ampio portafoglio di prodotti (20 le categorie trattate) distribuiti in 26 nazioni.

Strategia multicanale
Con questo accordo il retailer francese prosegue nella sua strategia multicanale cercando di diventare uno dei marchi leader anche nelle vendite on-line in Europa, sfruttando al meglio la capillarità della rete in parallelo all'on line. “Mediante la partnership con Pixmania – precisa Lars Olofsson, Ceo di Carrefour – potremo offrire ai nostri clienti prodotti di elettronica di consumo, fotografia, video e suono con la massima flessibilità multicanale sfruttando le interazioni tra virtuale e nostri stores, con un elevato livello qualitativo e tutte le potenzialità offerte dalla Rete in termini di servizio”.
Pixmania, società creata nel 2000, ha chiuso il bilancio 2010/2011 con un fatturato di 890 milioni di euro e conta 1.400 dipendenti; i suoi siti tradotti in 17 lingue raccolgono un traffico di 30 milioni di contatti ogni mese.

BRANDS AWARD 2011 SERATA DI PREMIAZIONE

Giovedì 7 luglio alle ore 18.30 in via Monte Rosa 91 a Milano si terrà la serata conclusiva della 12°edizione del “Brands Award, il premio dedicato alle migliori marche dei beni di consumo promosso e organizzato dal settimanale GDOWEEK e dal mensile MARK UP, testate edite dal Gruppo 24 ORE, con il patrocinio di Indicod-ECR e ADM.



A concorrere a questa 12° edizione saranno 88 marche del mondo del largo consumo, mentre saranno 17 i riconoscimenti assegnati.



In particolare nel corso della serata al vincitore assoluto verrà assegnato il Top Brands Award 2011; verranno poi assegnati i Brands Award per ciascuna delle 13 categorie in gara (tra le quali gli alimentari, il beverage, la cura della casa e della persona, l’elettronica di consumo). Verranno infine assegnati tre premi speciali: il “Premio Retailer", il “Premio Consumatore” ed il Premio Speciale “New Entry 2011” riservato alle marche lanciate nel 2011.



L’assegnazione dei riconoscimenti verrà fatta in base a tre livelli di giudizio che, pesati in modo uguale, indicheranno i vincitori di categoria e il vincitore assoluto; i dati verranno forniti da tre realtà del mondo delle ricerche di mercato che collaborano al premio: SymphonyIRI Group - azienda leader nel mercato delle rilevazioni continuative basate sui dati scanner dei canali distributivi moderni -, GfK Retail and Tecnology - società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli e di consumo - e Toluna, leader mondiale nella fornitura di panel online e tecnologia per la creazione e personalizzazione di web community con finalità di ricerca.



In particolare verranno prese in considerazione le performance di vendita (da SymphonyIRI e GfK Retail and Technology), le preferenze del consumatore (dal panel Toluna che stabilirà il Premio Consumatore) ed il giudizio dei Manager del Retail Moderno Italiano (che decreterà anche il "Premio Retailer").



Per ulteriori informazioni sul premio www.brandsaward.it.



Per ulteriori informazioni:


Franca Piovani, Ufficio Stampa Gruppo 24 ORE


Tel. 02-3022.2036, franca.piovani@ilsole24ore.com

La Commissione europea in visita da Cpr System

Una delegazione di dirigenti della direzione generale ambiente della Commissione europea ha visitato Cpr System di Gallo (Fe) per i risultati ottenuti nella riduzione dell’impatto ambientale delle operazioni logistiche in ambito ortofrutticolo. Con l’introduzione delle cassette riutilizzabili a sponde abbattibili, Cprsystem ha associato in un circuito virtuoso 800 aziende agricole di ogni dimensione che, grazie a 12 depositi dislocati su tutto il territorio italiano, raggiungono i principali distributori (COOP, Conad, Pam, A&O, SAIT, SISA, Dao, Despar Calabria, Sigma, Gigante, Bennet).

Tre centri lavaggio
Gli imballaggi, una volta utilizzati, passano attraverso tre centri di lavaggio e ritornano in uso, migliorando l’impatto ambientale di tutto il processo. “La ricaduta del sistema – dichiara Gianni Bonora ad di Cpr System – sull’ambiente e sull’economia è estremamente positiva ed è stata rimarcata dai Commissari dell’Unione Europea che hanno avuto l’opportunità di seguire il percorso completo dei nostri imballaggi. Sono orgoglioso per i risultati di un’azienda che ha saputo interpretare i bisogni della filiera e dell’ambiente”.

60/70 kg in meno di rifiuti
Secondo un’analisi dell’Università di Bologna, commissionata dall’azienda ferrarese, utilizzando il sistema Cpr per ogni tonnellata di ortofrutta distribuita, si arrivano a diminuire di 100/150 euro i costi totali, abbassando il consumo di energia di 900 kWh e riducendo di 60/70 kg la produzione di rifiuti. Rispetto alle cassette di legno a perdere si calano le emissioni inquinanti e il consumo di risorse naturali (100/150 Kg di legno e 20-30.000 litri di acqua in meno), con evidenti benefici in termini economici e ambientali.

Aziende di marca e retailer: l’unione fa la fiducia

Un tempo i marchi distinguevano i prodotti di aziende differenti. In seguito,
sono diventati strumenti per incrementare l'attrattività di un bene al di là dei suoi benefici funzionali ed, infine, si sono affermati come fonte di margine
e valore economico per le aziende, sfruttando la fedeltà dei consumatori.
Ma cosa c'è alla base del valore di un brand? Come si crea un brand
forte? Tradizionalmente, nella ricerca accademica, si è affermato che il
brand value fosse la risultante della consapevolezza di una marca, della sua immagine e della fedeltà dei suoi consumatori, trascurando il ruolo giocato
dalla fiducia nel processo di creazione
del valore di un brand, cui era stato assegnato
un ruolo del tutto marginale. Dal
2000 ad oggi, l'attenzione sulla fiducia è
andata via via crescendo, privilegiando
l'approccio empirico a quello teorico: un
cambio di prospettiva che ha consentito
di comprendere appieno la rilevanza del
trust per il brand value.

A livello generale la fiducia, infatti, costituisce
il principale driver della brand loyalty
che, a sua volta, impatta sulla brand equity.
Sicuramente non è l'unica leva sulla
quale agire per creare il valore di una marca,
ma è indubbiamente la più difendibile
e la meno imitabile. Essendo il frutto di un
processo di sedimentazione, di interazione
più o meno frequente tra un brand ed
il suo consumatore, richiede un impegno
continuo per le aziende, un'attenzione costante nell'erogazione di un valore sempre
superiore alle attese della domanda,
in una prospettiva di customer delight. Il
brand trust è una risorsa enorme per le
aziende “fiduciarie”, che le pone al riparo
dalle minacce della concorrenza e in una
situazione di sostanziale “comprensione”
delle eventuali defaillance percepite
dal consumatore. Si pensi, ad esempio,
ad Apple e al lancio del suo IPhone4: i
problemi di ricezione, seppur conosciuti
dalla popolazione americana, non hanno
intaccato le vendite e la fiducia riposta
nel brand. Un cliente fedele riconosce
all'azienda di aver fatto tutto il possibile
per soddisfare le proprie esigenze, “scusando”
i problemi, se sporadici.

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Aziende di marca e retailer: l’unione fa la fiducia
Cover Story | Il retail si impone come driver di valore per il brand | Gdoweek | 30 maggio 2011 |

Tesco introduce in Uk una linea dedicata ai bambini

La linea si chiama Tesco Goodness una linea studiata per un'alimentazione sana e equilibrata per i bambini comprendente oltre 70 prodotti presenti negli scaffali. Ogni prodotto Tesco Goodness dovrà rispondere a severi requisiti concenrnenti il livello di grassi saturi, zucchero e sale, nonché l'assenza di coloranti o sapori artificiali. Inoltre i prodotti hanno superato il test del panel di degustazione per bambini.

Il direttore marketing Sarah Bradbury di Tesco Food ha così commentato: "Ai clienti di Fresh & Easy piacerà molto la linea Goodness. I prodotti sono ideali per quelle giornate ricche di impegni quando i genitori vogliono trovare qualcosa di pronto ma sano per i loro figli".
Il segmento dei piatti pronti, e convenience in generale, per il target bambini è del tutto nuovo è offre prospettive di crescita molto interessanti.

Coin-laRinascente: sfida all’ombra della Madonnina

Saranno proprietari diversi da quelli attuali e forse non italiani
quelli che quest'autunno si sfideranno a Milano fino all'ultimo
cliente, quando Excelsior, il nuovo format di Coin, si posizionerà
a pochi metri da laRinascente. Perché le due insegne
l'interesse degli stranieri? Lo abbiamo chiesto a Enrico Pilat,
KPMG Corporate Finance.
“Le operazioni di M&A nel segmento dei department
stores in Italia sono state fino a oggi
soprattutto legate ad investitori di tipo finanziario,
con operazioni orientate al riassetto azionario
o aziendale. Esempi più rappresentativi
sono l'acquisizione di Coin da parte del fondo
PAI, oppure all'acquisizione del business laRinascente
da parte di Investitori Associati e
l'ingresso di Oakthree in Conbipel.

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Coin-laRinascente: sfida all’ombra della Madonnina
Cover story | Interesse verso Coin e Rinascente da parte straniera | Gdoweek | 21 febbraio 2011 |

Ogm: i sì e i no mettono in campo le loro ragioni

Nel 2009, nel mondo, sono stati coltivati con piante Ogm 134 milioni di ettari di campi, una superficie 80 volte più grande rispetto al 1996, anno dell'inizio della loro commercializzazione. Il 95% delle coltivazioni mondiali si concentra in sei stati, mentre il 5% è frammentato tra altri 19 paesi. Risultato: il 70% della soia mondiale, il 46% del cotone, il 24% del mais e il 20% della colza sono Ogm.
L'analisi di un fenomeno tanto complesso quanto controverso, qual è quello dell'utilizzo di Ogm in ambito agricolo, non può che partire dai numeri, e quelli diffusi da Isaaa, International Service for the Acquisition of AgriBiotech Applications (fondazione per la promozione delle agro biotecnologie finanziata dai principali attori mondiali del settore) ne testimoniano incontrovertibilmente la rilevanza.

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Ogm: i sì e i no mettono in campo le loro ragioni
Cover story | Sviluppo sostenibile: le ragioni del sì e del no sugli ogm | Gdoweek | 7 febbraio 2011 |

Filippo Cesarini Sforza diventa direttore generale di Duca di Salaparuta

Filippo Cesarini Sforza, dopo aver guidato la Wine business unit di Duca di Salaparuta spa per tre anni ed aver gestito le vendite e il trade marketing Italia della divisione Spirits di Illva Saronno, assume la carica di direttore generale Duca di Salaparuta, occupandosi anche della distribuzione sul mercato italiano di tutti i brand spirits del portfolio Illva Saronno.

Dopo aver maturato molte esperienze formative presso aziende italiane ed estere come Barilla e Gate Wait Foods, Filippo Cesarini Sforza ha ricoperto per quattro anni la carica di responsabile marketing per la Despar Amonn prima di dedicarsi completamente ad una nuova esperienza imprenditoriale con la Cesarini Sforza Spumanti di cui è stato Responsabile Commerciale e, successivamente, Ad per otto anni.

Lasciata l'Azienda di famiglia ma non il mondo del vino una nuova sfida in Caviro, dove per sei anni ha consolidato le sue competenze curando i mercati esteri in qualità di business unit director, prima di arrivare in Duca di Salaparuta.

Guido Galardi è il presidente di Coop Lombardia

Il Cda di Coop Lombardia nella sua riunione di venerdì 1 luglio 2011 ha nominato Guido Galardi presidente della cooperativa a seguito delle dimissioni di Silvano Ambrosetti. Alla vice presidenza è stato nominato Daniele Ferrè, membro dell’esecutivo aziendale e direttore sviluppo e patrimonio immobiliare.
Guido Galardi era vicepresidente dal giugno 2010. Attualmente è membro della direzione di Ancc e Legacoop regionale e nazionale.

Carriera politica e amministrativa
È stato Consigliere regionale della Lombardia dal 1990 fino al 2000. Da dicembre 1992 a giugno 1994 è stato Assessore regionale con diverse deleghe: Lavoro formazione professionale, Artigianato e attività produttive, Agricoltura e foreste. È stato presidente di Legacoop Lombardia e vice presidente nazionale di Legacoop dal 1999 al 2006.
Dal 2001 al 2006 ha fatto parte del cda della Fondazione Fiera di Milano.
E’ stato inoltre membro del consiglio della Camera di Commercio di Milano e presidente dell’Euro Infocenter, azienda speciale sull’innovazione della Camera di Commercio.
Dal 2002 al 2006 ha fatto parte del cda dell’Università Bocconi di Milano.
Dal 2006 al 2008 è stato Senatore della Repubblica.

I numeri di Coop Lombardia (al 31/12/2010)
• Vendite 938,9 mln di euro

• Punti vendita 49 (10 ipermercati - 39 supermercati)

• Soci 870.168 (+ 27.685 nuovi soci nel 2010)

• Soci Prestatori 99.641

• Dipendenti 3.971

Prossime aperture nel 2011:

• Peschiera Borromeo (MI) - Ipercoop

• Superstore Bergamo - Superstore

Nestlé mira ad acquisire il più grande produttore di dolciumi cinese

Secondo il New York Times, Nestlé è in trattative per acquisire o formare una partnership con il più grande produttore di dolciumi cinese, Hsu Fu Chi International.
La fonte è Christine Sole, una portavoce di Hsu Fu Chi, che parla di trattative con aziende negli Stati Uniti, Europa e Giappone per formare una partnership, ma che nessun accordo è stato per ora raggiunto.

"Noi non neghiamo che stiamo discutendo con Nestlé, ma non vogliamo rivelare i nomi delle altre società -ha detto Christine Sole- per ora infatti non abbiamo un accordo concreto con nessuno. È ancora troppo presto per discutere della forma di cooperazione."

Quotazione sospesa
Intanto la quotazione di Hsu Chi Fu a Singapore è stata sospesa nei primi scambi di ieri.
E il  portavoce di Nestlé per l'Asia ha rifiutato di commentare.
Se Nestlé o un'altra grande azienda acquisisce tutta Hsu Chi Fu, sarebbe una delle più grandi opportunità da parte di una società straniera per entrare in Cina e probabilmente avrà bisogno di un'approvazione particolare da parte delle autorità cinesi in quanto le operazioni della società sono quasi del tutto in Cina.

Due anni fa fu bloccato a Coca Cola la gara da 2,4 miliardi dollari per l'acquisizione della cinese Huiyuan produttrice di succhi di frutta dicendo che l'affare influenzava la libera concorrenza nel mercato delle bevande.

2,6 miliardi di dollari di capitalizzazione
Bloomberg News durante il fine settimana scorso è stata la prima ad accennare che la Nestlé è in trattative per comprare Hsu Chi Fu, che ha una capitalizzazione di mercato di $ 2,6 miliardi.
Ma la signora Sun ha dichiarato che lunedi Fu Hsu Chi era alla ricerca di un partner piuttosto che di un acquirente e tuttavia non ha escluso una vendita.
Fu Hsu Chi è stata fondata da quattro fratelli da Taiwan ed è partita dal sud della Cina a inizio anni 1990. La società rproduce cioccolatini, caramelle e dolciumi.

Nuovo Mo Cafè al Coin di Milano

Sul fronte strada del Coin di Piazzale Loreto, Mo, il format di ristorazione veloce e locale lanciato dai Fratelli la Bufala lo scorso settembre in occasione del lancio di Upim Pop in piazzale Corvetto a Milano, ha aperto un nuovo store. Lo spazio, che si propone di ricreare un‚atmosfera casalinga, si caratterizza per la proposta di piatti semplici e veloci, basati su ricette di famiglia e realizzate con materie prime locali (provenienti soprattutto dal sud e dalla Campania).

L'offerta

I diversi menù, che cambiano in funzione della stagionalità, prevedono primi piatti, zuppe, piatti sfiziosi come le bruschette, variano da 6,50 euro a 7,90, euro, che salgono ameno di dieci euro con l'aggiunta di frutta o torta. Disponibile una proposta per celiaci (con 5 piatti a scelta, tra primi, insalate, piatti sfiziosi e bruschette) e una per bambini, con gnocchetti al pomodoro senza pellicine e semini.

Prodotti in vendita

Da Mo si possono anche acquistare alcuni prodotti tipici italiani, a marchio Mo (come passata di pomodoro, marmellate, biscotti, dolci, ecc), oltre alla pasta Setaro, anche se i prezzi non sono facilmente rintracciabili. All'ingresso, un banco refrigerato presenta, oltre che bibite fresche, anche yogurt naturali e bio.

Web 2.0

Mo si caratterizza per parlare alle giovani generazioni: infatti non solo è presente su facebook e twitter, ma si possono scaricare i menù e sta per essere preparata un'apposita app. per mobile.

Ikea vuole diminuire i prezzi del 2-3%

Ikea intende ridurre i prezzi del 2-3% su tutta la gamma di prodotti, cioè su più di 10.000 referenze e questo nonostante l'aumento dei prezzi delle materie prime. Il Ceo Mikael Ohlsson ha detto che l'intervento  coperta dal potenziamento della supply chain ma anche dal continuo aggiornamento del design del prodotto in modo da mantenere la presa sui prezzi al dettaglio.

Ikea vuole anche portare la produzione più vicina ai suoi mercati di destinazione. Due terzi della produzione di Ikea sono in Europa, da cui parimenti provengono i due terzi delle sue vendite.

Spostare la produzione nei paesi di destinazione
Guardando al futuro, Ohlsson vuole spostare la produzione in Russia per il mercato russo, in Asia per il mercato asiatico e analogamente negli Stati Uniti per supportare lo sviluppo di quel mercato.
Ohlsson ha anche detto Ikea vuole costruire 10 nuovi negozi e un certo numero di centri commerciali in Spagna, un investimento che potrebbe creare 20.000 posti di lavoro e fare affluire miliardi di investimenti. È vero che questi investimenti non sarebbe redditizi per alcuni anni, però lo sarebbero nel lungo termine, una volta che l'economia spagnola recuperasse.

"Sappiamo già quali sono le location. Due a Valencia, uno a Madrid più la rilocalizzazione dei negozi di Granada e Siviglia. Tuttavia a causa dei regolamenti urbanistici locali, ci vorranno almeno cinque anni per finalizzare questo programma. Se non ci fossero questi ostacoli potremmo farlo partire domani, contribuendo in tal modo all'economia spagnola e alla creazione di posti di lavoro e contratti di costruzione. Il paese ne ha bisogno e noi siamo pronti a rispondere a tale bisogno".

Nuovo global store parigino per Zegna

I cavi in acciaio che caratterizzano la facciata evocano la trama dei tessuti che hanno reso famosa in tutto il mondo la maison Zegna, così come i motivi dei due ascensori interni richiamano il motivo del telaio.
Modernità e lusso si coniugano nel nuovo global store che il gruppo piemontese ha inaugurato a fine giugno al numero 50 di rue Faubourg Saint-Honoré, l'undicesimo progettato per il gruppo tessile piemontese dal noto architetto Peter Marino.
Su una superficie di oltre 500 mq, organizzata in diverse aree sviluppate su cinque piani, trovano spazio tutte le collezioni della griffe, dal fgormale alla linea di tendenza ZZegna, allo sport, al casual wear, senza trascurare accessori e fragranze.
Gli interni sono impreziositi da pezzi d'arredo dei maggiori designer italiani, come le sedie di Cassina firmate Giò Ponti e le poltrone Artona di Afra e Tobia Scarpa, ed è abbellito da opere fotografiche di artisti del calibro di Mimmo Jodice e Frank Thiel.
Di grande impatto la Luxury Room, ubicata al 5° piano e dedicata al
personal shopping, con pavimento in parquet artigianale e pareti a
stucco.

EDIZIONE 2011: SCARICA LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

Ethic Award è aperto alle imprese di beni di consumo e del retail che operano sul territorio nazionale.

La partecipazione è gratuita, le aziende che desiderano candidarsi sono invitate a sottoporre le proprie iniziative compilando, per ogni iniziativa, la “Scheda di partecipazione”.
 
Le candidature dovranno pervenire entro il 30 settembre alla segreteria organizzativa del Premio, gdoweek.ethicaward@ilsole24ore.com

Saranno considerati solo i progetti realizzati nel periodo luglio 2010 - luglio 2011 e che rispondono alla filosofia del Premio.

Scarica la "Scheda di partecipazione"

Il gruppo illy apre a Trieste illyteca

È stata inaugurata sabato 2 luglio, nel pieno centro di Trieste, illyteca, il primo concept store sperimentale dedicato ai prodotti, alle tecnologie e agli accessori del Gruppo illy: illycaffé, Domori, Mastrojanni, Dammann Frères e Agrimontana.
Ubicata al pian terreno dellla nuova area commerciale del palazzo della Borsa Vecchia, sede della Camerca di Commercio, illyteca si presenta come uno spazio discreto e avvolgente, caratterizzato dai colori-icona dei marchi proposti e dal legno e lavagna degli arredi, che evocano la naturalità dei prodotti in vendita.
illyteca sarà aperta anche la domenica mattina e la sera fino alle 21.00.

Bilancio Despar 2010: +4%. Salute, ambiente e Pl le leve per crescere

Sostenibilità, forte impulso all'offerta di private label, attenzione alla “qualità” della proposta commerciale nella specificità dei vari territori. All'indomani del rinnovo dell'accordo con Centrale Italiana in partnership con Coop Italia, Il Gigante e Sigma, Despar prosegue nella sua strategia iniziata qualche stagione fa per intercettare le esigenze del consumatore alla prese con la riduzione del potere di acquisto e la rimodulazione dei suoi desideri. E la crescita del 4% del fatturato al dettaglio (4.053 mio di euro) fatta registrare nel 2010, pur con un lieve ritocco verso il basso del numero dei punti di vendita (-0,4%) conforta il management consortile sulla bontà della strada imboccata. “Dobbiamo continuare a capire il consumatore – dichiara Antonino Gatto, presidente di Despar Italia – e soddisfare le sue richieste di benessere, salute e cultura dell'ambiente. Solo così potremo far fronte alla bassa fiducia che caratterizza il cliente oggi”.
Uno dei cardini della strategia Despar è l'incremento dell'incidenza delle private label sul totale dell'offerta. Un percorso iniziato da qualche stagione, che ha portato al lancio di circa 500 referenze a marchio suddivise su 12 linee. Ultima nata è la gamma Free From, linea di prodotti food studiati per gli intolleranti, che va a colpire un segmento di consumo in crescita. “Ma nel 2011 - aggiunge Gianluca Di Venanzo, direttore generale di Despar Servizi e Despar Italia – triplicheremo le referenze della nostra linea Premium, con la presentazione di 120 referenze delle quali 75 freschi a libero servizio o al banco assistito, che si aggiungeranno alle 60 già in assortimento. Un progetto che conferma il nostro impegno nella promozione dei prodotti italiani di qualità”.

Cash management: Carelli avvia un pilota con SafePay

Il Gruppo Carelli, attivo nella distribuzione food & grocery in Puglia (insegne Negozi OK e Primo Prezzo), ha avviato un progetto pilota che integrerà a breve il sistema SafePay™ di Gunnebo in tutti e cinque i punti cassa del negozio Primo Prezzo di Ruvo di Puglia (Ba).

Sistema a ciclo chiuso

SafePay™ è sistema di cash management a ciclo chiuso, che permette al cliente di eseguire da solo il pagamento in denaro, liberando il personale di cassa da compiti ripetitivi e faticosi. Eliminando ogni possibilità di errore nel conteggio dei resti e rendendo l'operazione più facile e sicura, SafePay™ porta vantaggi notevoli rispetto ai punti cassa tradizionali: elimina i resti sbagliati come pure le differenze di cassa, identifica con elevata affidabilità il falso (certificazione Banca Centrale Europea), inoltre consente al personale di cassa di fornire un miglior servizio ai clienti.
Nella configurazione a ciclo chiuso, il versamento immediato dell'incasso rende totalmente inaccessibile il contante: privando i malintenzionati dell'oggetto del loro desiderio, si azzera il rischio di furti e rapine. Il software di back office, SPC, fornito a corredo del sistema SafePay™ e che affianca quanto già presente permette di gestire in remoto tutte le attività amministrative che implicano la gestione manuale del contante effettuate nel punto di vendita. SafePay™ è anche veloce nel rendere il resto esatto al cliente; azzera i tempi di calcolo del fondo cassa e riduce quello necessario per l'avvicendamento al cambio turno e tanto altro da assicurare il ritorno sull'investimento in tempi incredibilmente rapidi.

Collaborazione

Il progetto pilota, da prassi consolidata per le soluzioni proposte da Gunnebo, è studiato con una costante collaborazione fra cliente e azienda. Gunnebo ha imparato a conoscere da vicino il modo in cui si opera all'interno del negozio e ha potuto creare una soluzione che si adattasse a pennello ai meccanismi operativi dell'azienda. La consulenza di Gunnebo non si limita all'installazione dei sistemi SafePay™ ma segue e supporta il cliente nell'ottimizzazione dei processi interni al negozio e nell'organizzazione del lavoro; tutte ottimizzazioni volte a recuperare la produttività del personale senza ridurre l'occupazione ed aggiungere stress ai dipendenti, che sono invece liberati da attività stressanti.

Innovativa procedura di manutenzione

Nel negozio pilota del Gruppo Carelli verranno installati SafePay™ di seconda generazione: ulteriormente migliorati dal punto di vista ergonomico, sono disponibili con display ribassato per consentire, ad esempio, agli utenti in sedia a rotelle di svolgere la transazione di acquisto osservandone le diverse fasi. Ma l'aspetto più interessante dei nuovi SafePay™ è l'innovativa procedura di manutenzione, che è stata resa ancora più semplice e immediata. Il sistema è totalmente controllabile da remoto: l'operatore può quindi prendere contatto con il centro di manutenzione Gunnebo per procedere a una rapida risoluzione del problema. All'Help-Desk SafePay™ rispondono operatori con la stessa preparazione di chi ha eseguito l'installazione. Conoscendo a fondo il sistema, sono in grado di guidare l'operatore, un semplice passo alla volta, per eliminare piccoli guasti (un oggetto incastrato nel contamonete, ad esempio) senza il fermo macchina e con costi di manutenzione praticamente azzerati.

Per l'integrazione della soluzione SafePay™ nel punto di vendita del gruppo Carelli, Gunnebo ha collaborato strettamente con il produttore Intrac, azienda del gruppo Arneg. Questa collaborazione permetterà al gruppo Carelli di dotarsi di soluzioni complete, chiavi in mano e allo stesso tempo personalizzate per le proprie esigenze.

Centro commerciale Core a Calgary

One New Change London

Due nuovi outlet della moda by Daniela Fargion

In arrivo due altri Luxury Mall Fashion Outlet  firmati da Daniela Fargion la dinamica imprenditrice anglo fiorentina che ha lanciato l’insegna e la formula di questi particolari outlet  nel 2009 a Olbia. La prima apertura è prevista il prossimo 30 luglio all’interno del Sicilia Fashion Village ad Agira (En) dove su 800 metri quadrati troveranno posto i corner di 50 grandi nomi dello stilismo internazionale: la formula è quella che ha garantito il successo già alla struttura in Costa Smeralda, con collezioni della stagione passata con uno sconto fino al 60%. Nella foto uno scorcio della nuova struttura siciliana.
Seconda apertura a ottobre a Soratte, a una sessantina di km da Roma, in un contesto di grande fascino paesaggistico, tra il Monte Soratte e il Lago di Bracciano.

Un futuro su nave
L’imprenditrice fiorentina ha però intenzione di ampliare ulteriormente la sua attività e nel 2012 avvierà un altro Luxury Mall Fashion Outlet a Luino sul Lago Maggiore e, sempre entro l'anno prossimo, e aprirà a Firenze Impruneta. Inoltre sta stringendo accordi con Ubaldo de Vincentiis, patron di Europ Invest, al fine di lanciare il suo format anche all’interno del Sant’Angelo Village di Pescara. La partnership con Europ Invest dovrebe portare al una collaboraizone anche per il progetto di Luxury Boat, che dovrebbe partire nei prossimi mesi: una nave da crociera costruita ad hoc per trasformarsi in un outlet galleggianet che girerà i principali porti del Mediterraneo e, forse, anche oltre.

Carrefour spinge sui produttori locali di ortofrutta

Carrefour ha deciso di promuovere durante l'estate la fornitura di frutta e verdura provenienti dalla Francia in tutti i suoi punti di vendita Carrefour e Carrefour Market. Quasi il 90% della frutta e verdura di stagione venduti nei negozi sarà dunque di origine francese per incoraggiare i consumatori ad acquistare prodotti dalla Francia e per aumentare il consumo di frutta e verdura. Questi prodotti saranno promossi dalla bandiera francese.
A sostegno di questa operazione, dal 29 giugno al 2 luglio, l'insegna offrirà ai propri clienti un buono sconto di 3 euro per l'acquisto di 15 euro di frutta e verdura di origine francese.

Unieuro Assago si promuove con l’aperitivo sull’Ape Bistrot

Unieuro ha lanciato un'iniziativa promozionale sul pdv di Assago (MI) valida tra il 5 e il 29 luglio prossimi, da martedì a venerdì, dalle 18,30 alle 20,30. In queste date e orari sarà infatti possibile usufruire di uno sconto del 20% su tutti i prodotti disponibili presso lo store di Via Cascina Venina ad Assago. Inoltre Unieuro accoglierà tutti con un aperitivo un po' speciale, quello dell'Ape Bistrot parcheggiato davanti al negozio: un'ape car equipaggiato come un bistrot alla francese, completo di camerieri in grembiule, spumante ghiacciato e finger food di produzione artigianale. Per approfittare dell'happy hour basta ritirare il buono sconto presso l'Ape Bistrot, e visitare il pdv Unieuro; non è necessario effettuare un acquisto.

Ingenico Italia incorpora la propria società di servizi

Ingenico Italia ha incorporato Epos Italia, società di servizi specializzata nella gestione dei terminali bancari (già controllata al 100%), con effetto da oggi, data in cui Ingenico Italia subentra in tutti i rapporti attivi e passivi attualmente intrattenuti da Epos Italia.

Epos Italia è stata costituita a gennaio 2003 con l’obiettivo di fornire servizi qualificati sui terminali di pagamento elettronico su tutto il territorio nazionale in ottica multi-vendor. Epos Italia ha raggiunto negli anni risultati di efficienza e qualità ottimali e oggi conta oltre 270.000 terminali assistiti.

Ingenico Italia subentra nelle attività di Epos Italia con l'obiettivo di razionalizzare il rapporto con i clienti e migliorare ancora di più il livello di servizio fornito. Il piano di integrazione prevede che la struttura, le attività e le interfacce verso il mercato rimarranno inalterate sotto la nuova denominazione di Ingenico di cui Epos diventa, a tutti gli effetti, la divisione “Operations”. Le mansioni e gli obiettivi di questa nuova divisione continueranno ad essere quelli di fornire il migliore servizio di assistenza e di post-vendita su tutto il territorio nazionale.

Collaborazione Heineken-Google per la pubblicità digitale

Secondo il Financial Times, Google e Heineken hanno siglato un accordo in base al quale coopereranno sulla pubblicità digitale, compresi YouTube e il mobile, in relazione a una ventina di paesi di destinazione.

L'accordo darà all'Heineken la possibilità di accedere a consulenze speciali da parte di Google, nonché a dati e sconti in cambio dell'impegno per un importo minimo di investimento pubblicitario su tutti i siti Google. Heineken ritiene che questa partnership le offrirà un notevole vantaggio competitivo. Sempre secondo il financial Times il budget di marketing di Heineken vale 2,1 miliardi di euro ogni anno, circa il 4% dei quali sono spesi in marketing digitale (circa 80 milioni di euro).
La mossa Heineken rivela quanto seriamente industrie di marca vedano il web come una piattaforma per raggiungere la massa dei consumatori proporzionale ai 3 miliardi di video visti ogni giorno su YouTube.

Camst, bilancio 2010 in aumento dell’8,54%

Camst, impresa leader della ristorazione italiana, è riuscita a realizzare un'inversione di tendenza importante. Il fatturato si attesta sui 940 milioni di euro con un aumento dell'8.54% rispetto al 2009 ed un utile netto di oltre 11 milioni. In aumento i clienti di 250 unità nel 2010, a fronte di una diminuzione di 145 nel 2009 e 253 nel 2008.
"Questi risultati sono la conseguenza naturale della filosofia di lavoro di Camst - dice il presidente di Camst Paolo Genco - che nel rispetto della sua natura cooperativa ha sempre seguito una strategia di condivisione e di attenzione ai conti e alle esigenze dei soci e dei clienti". Sono 33 anni che Camst chiude i bilanci in utile, con trend di fatturato sempre in crescita.
 "Camst guarda al futuro muovendosi su due capisaldi - ha dichiarato Marco Minella, Segretario Generale Camst - forte coinvolgimento dei soci lavoratori, capaci di incidere profondamente sull'organizzazione per evitare la perdita di posti di lavoro e il costante impegno per nuovi investimenti per proporre al mercato modelli di ristorazione apprezzati dai consumatori".
La crescita del fatturato del Gruppo Camst è avvenuta in modo significativo in tutti i settori della ristorazione:
- in quello dei buoni pasto, attraverso la controllata Day Ristoservice
- nei settori della scolastica e sanitaria
- nella ristorazione aziendale (in controtendenza).

2010 anno di investimenti nel ready meal
Un anno di investimenti, come il nuovo centro distributivo da 25 milioni di euro, e di diversificazione del mercato, come l'ingresso nella produzione di piatti pronti e di gastronomia per la gdo e per i bar (Ho.Re.Ca.) con l'acquisizione della società King di Nordiconad che produce 7 milioni di euro di gastronomia fresca per i supermercati Conad e Coop del centro e nord Italia. In questo mercato in forte crescita Camst intende così migliorare ulteriormente le proprie posizioni con l'obiettivo di diventare tra i principali leader italiani nella preparazione dei piatti pronti.

Estero
In Germania, dove è presente da quasi 10 anni con la società L&D Persoenliche Gastronomie, di cui Camst detiene il 60% del capitale sociale e che con 1.300 lavoratori occupati risulta essere la prima azienda di ristorazione operante nell'area Berlino-Colonia, con un giro d' affari di circa 50 milioni.

Difesa forte dell'occupazione
La difesa dell'occupazione ha rappresentato nel 2010 uno degli obiettivi primari per Camst in un momento nel quale la situazione di crisi generalizzata non ha lasciato molti spazi. "L'occupazione di oltre 11.000 lavoratori fissi è cresciuta di 226 unità: risultato indicativo, che premia l'attenzione alla gestione delle risorse umane come un asset importante e fondamentale per la realizzazione del servizio di ristorazione", continua il presidente Genco. "Tale attenzione è ribadita nel bilancio 2010 anche dai numeri che vedono una crescita di 0,43% del costo del lavoro: in molte aree, infatti, l'azienda ha preferito mantenere gli organici anche a fronte di una diminuita capacità produttiva dovuta alla contrazione del mercato".

On air la nuova campagna televisiva Conad City

Conad rafforza la propria vocazione di vicinanza, fisica ed emotiva, ai propri clienti tornando in televisione con una campagna che ha come protagonista Conad City, l’insegna di prossimità concepita per instaurare un rapporto più colloquiale e intenso con chi fa la spesa. Attualmente gli store su cui campeggia l’insegna Conad City sono 900, ma il loro numero è destinato a crescere entro la fine dell’anno.

L’idea di base

Il progetto nasce dalla volontà di “mettere al centro il cliente”, per accompagnarlo al meglio nelle sue scelte di acquisto e coinvolgerlo nell’universo dei valori propri di Conad. Con questo obiettivo, la massiccia campagna televisiva si fonda sull’esasperazione del concetto di customer care che spinge il socio gestore del Conad City a svegliarsi nel cuore della notte per andare ad accertarsi che, all’interno del supermercato, tutto funzioni in maniera ottimale.

I partner della comunicazione

Lo spot è stato concepito dall’agenzia Aldo Biasi Comunicazione, che si è avvalsa della collaborazione del producer Massimo Lionello, mentre la casa di produzione che ha gestito il progetto tv è la FilmMaster.
La regia dello spot è stata affidata a Richard D’Alessio che ha effettuato lo shooting nel punto di vendita di Modena, con l’attore americano Marc Marosi come protagonista.
La fotografia è di Alessandro Pavoni, mentre, infine, la musica, ormai identitaria per la marca, è firmata da Andrea Mingardi.

Pianificazione
La campagna, on air dal 27 giugno, è pianificata sulle reti Rai, Mediaset, La7, Sky e relativi canali digitali.

Auchan City: previsioni al ribasso

Obiettivi rivisti al ribasso: questa la conclusione raggiunta dal management di Auchan France sulle previsioni di vendita del formato cittadino Auchan City, lanciato a Tourcoing, lo scorso aprile.

Alcuni dati
Secondo quanto pubblicato su Le blog Mulliez, la cifra d'affari prevista di 36-38 milioni di euro in tre anni è stata “riaggiustata” a 30 milioni di euro, sulla base delle proiezioni delle vendite realizzate nei primi tre mesi di attività, che non supererebbero i 15 milioni di euro. Lo scontrino medio, infatti, in cinque mesi di apertura, si sarebbe stabilizzato intorno ai 19 euro.

Nessun cambiamento
Con questi presupposti, la direzione dello store spera di arrivare, per il primo anno, a un giro d'affari di 20 milioni di euro.
Al momento, comunque, sono esclusi interventi più drastici per modificare la formula, che, evidentemente, ha bisogno di un tempo più lungo per essere apprezzata da parte dei consumatori.

Foster’s-SABMiller: trattative in stand by

10 miliardi di dollari equivalenti a oltre 7 miliardi di euro: è la cifra che il produttore australiano di birra Foster's, leader incontrastato nel mercato nazionale e distribuito in tutto il mondo, ha rifiutato per cedere il suo business (produzione e marchio) a SABMiller, il gruppo che possiede già alcuni dei marchi birrari più importanti al mondo e tra questi anche Birra Peroni e che già un anno fa si era fatta avanti con una proposta.

Al via un’asta?

Il rifiuto della proposta, che peraltro non era stata sollecitata, è stata giustificata dal board del gruppo australiano sostenendo che la valutazione degli asset aziendali è stata sottostimata. SABMiller ha comunicato da parte sua che l'offerta in realtà rappresenta un premio del 14,5% rispetto al prezzo di inizio mese. SABMiller ritiene di poter concludereuna transazione rapidamente e continuerà a cercare di raggiungere un accordo con il board di Foster's, gli australiani da parte loro negano ogni contatto, ma forse è solo un sistema, lecito, per alzare il prezzo: alla birra australiana sarebbe infatti interessata anche la giapponese Asahi.

Italian Food Excellence

dmc

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