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Primo semestre positivo per Mercatone Uno

Con una crescita del fatturato che si attesta intorno all'11%, Mercatone Uno, conferma, anche nei primi sei mesi del 2010 un trend in crescita: con una rete di 90 pdv a insegna Mercatone Uno e 25 store sotto altri brand, il Gruppo supera ormai gli 800 milioni di fatturato annuo e i 30 milioni di visitatori.

 “I risultati sembrano soddisfare tutte le nostre attese -precisa Romano Cenni, presidente e fondatore-: la nuova superficie di Bologna Navile è già il primo pdv del gruppo per fatturato, con oltre 2 milioni di euro al mese, e per numero di visitatori. Si tratta di dati che ci convincono a rafforzare la presenza del nostro marchio sul territorio, tenendo fede al nostro impegno di sempre di essere vicini alle famiglie, soprattutto in momenti storici complessi come quello attuale”.

“Analizzando i dati di vendita relativi al primo semestre 2010 abbiamo colto un elemento particolarmente significativo riguardante un trend di crescita omogeneo che interessa ogni comparto merceologico –sottolinea Ettore Bandieri, Ad del gruppo-: ad esempio il settore del mobile cresce mediamente del 12%, il comparto dell’elettrodomestico aumenta di oltre il 10% così come complementi d’arredo/tessile casa registrano incrementi dell’11,5%. Trattandosi di trend distribuiti equamente anche a livello territoriale, prevediamo di proseguire sul percorso tracciato con un cauto ottimismo”.

Limoni acquisisce le profumerie Garbo

Cambiano gli equilibri nel mondo della profumeria: Profumerie Limoni, catena di proprietà del fondo di private equità Bridgepoint, attiva con 500 negozi diretti, in Italia e all’estero, in grado di generare un fatturato 2009 pari a 400 mio euro) ha acquisito l'insegna Garbo.

Questa, nata nel 1991 dall’unione di profumerie indipendenti, ha operato fino a oggi con 17 store a Milano, (compresi due negozi a insegna Rosabianca) in location di primaria importanza, uno a Como, di 1.000 mq nello storico Palazzo Mantovani, dotato anche di centro benessere, e uno a Bergamo.

L’obiettivo è convertire 17 pdv nel format Limoni messo a punto in questi anni, mentre 2 saranno trasformati nel nuovo concept low cost BBasicBeauty. Seconodi piani aziendali, le operazioni di riconversione, destinate a iniziare subito, dovrebbero terminare per i primi di ottobre.

 “L’acquisizione di Garbo è funzionale al progetto di consolidamento di Limoni sul mercato nazionale, obiettivo che stiamo perseguendo su tre fronti: l’espansione diretta della rete con una decina di nuove aperture e altrettante ristrutturazioni, l’avvio del progetto di franchising con cui vogliamo penetrare i mercati secondari e accrescere la nostra quota di mercato e la nascita della nuova insegna B-Basic Beauty con cui prevediamo, a partire dal 2011, uno sviluppo diretto di circa 50/100 punti vendita all’anno per i prossimi 5 anni”, sottolinea Carlo Gianuzzi, ad di Profumerie Limoni.

Lucio Ranaudo, partner di Bridgepoint, ha commentato: “L’operazione rientra nel disegno generale di creare un vero grande polo italiano della profumeria, il cui mercato vale nel nostro paese circa 9 miliardi di Euro. Limoni ha dimostrato in questi anni ottime performance e marginalità, con un Ebitda cresciuto nel 2009 del 45%, a conferma del forte potenziale di sviluppo di questo concept store sia in Italia che all’estero”.

Da B’Io a Cuorebio i negozi biologici cambiano insegna

Nati da un’idea di Ecor, azienda leader nella distribuzione di prodotti biologicici, la rete di negozi specializzati presenti in tutta Italia, arrivati a circa 270, cambiano insegna: da B’io a Cuorebio.
La rete, che conta oltre 500 addetti per un fatturato complessivo di circa 100 milioni di euro, con il nuovo logo si pone l'obiettivo di valorizzare ulteriormente le peculiarità del biologico, tra cui il benessere dell'uomo e quello dell’ambiente: Cuorebio, infatti, oltre a operare con l’integrazione di filiera, pone attenzione alle pratiche di sostenibilità sociale e ambientale e, attraverso la rete di negozi, punta a diffondere uno stile di vita più sostenibile.

La nuova insegna sarà presentata ufficialmente in occasione del Sana 2010 di Bologna, appuntamento imperdibile per i fautori del mondo biosostenibile.

Chi è Ecor

Nata nel 1987, oggi conta un catalogo di circa 4mila prodotti. Sono 800 i punti di vendita serviti da Ecor in tutta Italia: comprendono i circa 270 negozi biologici ora Cuorebio e gli oltre 60 supermercati NaturaSì.

Simply abbassa i prezzi e lancia la linea auto-moto di Sma

Nei supermercati Simply e negli ipermercati Ipersimply del nordo Italia sono stati abbassati i prezzi di oltre 1.000 prodotti freschi a libero servizio dell'industria di marca e della private label Sma. Per la catena si tratta un investimento stimato annuo di oltre 8 milioni di euro.
“L'erosione del potere d'acquisto delle famiglie ha generato un cambiamento nei comportamenti della nostra clientela, che ottimizza la spesa concentrandosi verso prodotti più convenienti, a marca privata Sma o comunque in promozione -commenta Marco Brambilla, direttore regionale Sma-. L'iniziativa va quindi incontro alle esigenze di risparmio della nostra clientela, che non deve rinunciare alla qualità per risparmiare sugli acquisti alimentari”.

Risparmio anche per l'auto-moto

Da settembre, inoltre, sempre per consentire ai propri clienti di risparmiare (una media del del 30% rispetto ai prodotti di marca), l'insegna lancia in tutta Italia la linea auto-moto Sma, che raggruppa una decina di prodotti, per soddisfare tutte le esigenze di pulizia e manutenzione del proprio mezzo.
“Abbiamo deciso proporre un assortimento di prodotti a marca privata ancora più ricco, per profondità e ampiezza -dichiara Erica Fiore, responsabile prodotti a marchio Sma-. Oltre alla garanzia di qualità, la linea auto-moto offre al cliente la possibilità di scegliere tra differenti fasce di prezzo e di abbassare il proprio scontrino”.

Trasformazioni

Intanto Sma annuncia che, entro fine anno, trasformerà l'intera rete di vendita italiana focalizzando la propria offerta sulle tre formule commerciali che maggiormente rispondono alle richieste della clientela: i piccoli supermercati di vicinato Punto, i supermercati di prossimità Simply e i grandi supermercati d'attrazione Ipersimply.

In.Al.Pi. completa il finanziamento per la torre di sprayatura

La Banca Nazionale del Lavoro affianca Cassa Risparmio Bra e Banca Alpi Marittime e completa il finanziamento della torre di sprayatura che è il cuore dell'impianto di produzione di latte in polvere in costruzione presso lo stabilimento In.Al.Pi di Moretta (CN).
Si tratta del residuo 30% dell'investimento è stato infatti coperto grazie all'intervento della Bnl per una cifra pari a 6 milioni di euro a copertura del leasing per beni strumentali.
L'operazione gestita dalla sede di Cuneo della Bnl, evidenzia l'attenzione della Bnl, verso il territorio ed è la prova della sua fiducia nel progetto della In.Al.Pi.
La Banca Nazionale del lavoro è la prima banca di interesse nazionale che entra in questo progetto che ricordiamo prevede da un lato il riconoscimento alla cooperativa piemontese di produttori di latte Compral Latte un prezzo più alto della media e dall'altro prevede che il latte venga impiegato nella filiera Ferrero.

Nuovo scontro Esselunga Coop Estense

La querelle, già oggetto di polemiche e passata anche per vie legali, è stata riaccesa da un'intervista dell'assessore all'urbanistica del Comune di Modena, Daniele Sitta, nella quale veniva dichiarata la volontà del Comune di cambiare destinazione d'uso al terreno vista l'impossibilità di trovare una soluzione tra le parti, decisione ribadita anche dal sindaco, Giorgio Pighi, lo scorso maggio.

L'oggetto del contendere è il terreno di via Canaletto di 44.820 mq, acquisito attraverso asta nel 2000 da Esselunga, sul quale il Programma di Riqualificazione Urbana di Modena del 1999 prevedeva la costruzione di un supermercato.
Nel 2001, un secondo lotto di 8.834 mq, contiguo al precedente (vedi foto), veniva aggiudicato sempre tramite asta a Coop Estense.  L'obiettivo dell'acquisizione, secondo l'insegna guidata da Bernardo Caprotti, non era finalizzato alla realizzazione di uno store, perché il terreno ha una forma irregolare e non è funzionale allo scopo. Quindi il vero obiettivo, sempre secondo Esselunga, era di evitare l'apertura di un suo secondo store nella città, oltre quello di Via Morane 240.

Sta di fatto che gli incontri succedutisi nell'arco di questi anni per trovare una via d'uscita non hanno sortito effetto alcuno.

Interpellata sull'argomento, Esselunga dichiara di non avere nulla da aggiungere, oltre a quanto comunicato, mentre Coop Estense sta preparando una risposta, non escludendo anche il ricorso a vie legali.

Coin acquisisce 54 store per lo sviluppo di OVS Kids

Il Gruppo Coin, attraverso la sua controllata OVS Industry, ha definito i termini essenziali di un
accordo per l'acquisizione di 54 negozi specializzati nell'abbigliamento bambino imprimendo una forte accelerazione ai propri piani di sviluppo in questo segmento.

Il comunicato dell'azienda non riporta il venditore ma, secondo fonti di mercato non ufficiali riportate da Reuters, sarebbe la società Bellavita, che controlla il marchio Magnolia.
Sempre secondo fonti non ufficiali, da parte sua Coin, nell'ambito dell'operazione si impegnerebbe a investire 150.000 euro per lo sviluppo dei negozi, mentre la società Bellavita, rimarrebbe proprietaria delle mura di alcuni negozi.

Crescono gli OVS Kids

L'accordo consentirà a Coin di portare a 89 i negozi dedicati all'offerta bambino. Infatti sono già 35 i negozi aperti specializzati in questo segmento, di cui 20 ad insegna OVS Kids aperti nel corso dell'ultimo anno e 15 ad insegna Blu kids portati in dote dall'acquisizione di Upim. Tutti questi negozi stanno evidenziando performance di vendita positive e confermano il forte potenziale di questi formati.
In questo quadro il Gruppo ha deciso di dar corso all'operazione con l'obiettivo di convertire
tutti i negozi acquisiti nel format OVS kids.

“La qualità delle location acquisite, con circa il 70% dei negozi in centro città, unita alla forza del Gruppo nel segmento bambino sono i presupposti alla base del nostro interesse del Gruppo nell'acquisizione  -ha commentato Stefano Beraldo, A.d. Gruppo Coin-. Diamo così un forte impulso al nostro piano industriale che prevede di arrivare ad oltre 150
negozi, anche attraverso al formula in franchising, specializzati nell'offerta abbigliamento Bambino ad insegna OVS kids entro il 2011”.
“Soddisfacente l'andamento del Gruppo in questa prima parte dell'anno- ha aggiunto Beraldo-
con le vendite a parità, che complessivamente evidenziano un risultato positivo e in linea con le nostre aspettative”.

Chi è Bellavita - Magnolia

Sul sito della società si legge che, fondata nel 1946, Magnolia nasce come azienda produttrice di capi di maglieria intima fino a specializzarsi come catena di abbigliamento per bambini da 0 a 14 anni, che opera sul mercato sia con formula diretta sia in franchising.
Nel 1985 entra a far parte del gruppo Marzotto. Nel 1999 Magnolia acquisisce la società Bellavita, già proprietaria del marchio Babycresci, trasformando la ragione sociale in Bellavita spa con un capitale sociale di 5 milioni di euro, divenendo proprietaria dei due marchi Magnolia e Babycresci.

Nomisma, la ripresa nel mattone può attendere

La ripresa è come il paradiso di un famoso film e può attendere. Parola di Nomisma, che nel suo ultimo rapporto sul mercato del mattone segnala che l'inversione di tendenza, dopo il calo degli ultimi anni, è più lenta di quella già da tempo avviata nei principali mercati esteri. Le transazioni sono in recupero solo per il comparto residenziale, soprattutto nelle grandi città.
Dall’inizio della crisi i prezzi degli immobili hanno perso mediamente il 5% in termini nominali (-7% in termini reali); la ripresa dei prezzi è attesa non prima della fine del 2011 e risulterà, almeno inizialmente, di modesta entità.
Gli immobili d’impresa si trovano ancora fortemente sotto tono a causa delle incertezze sui tempi e sull’intensità della ripresa economica.

Il commerciale
Per quanto riguarda specificamente gli immobili per il retail risultano in riduzione i volumi contrattualizzati a fronte di un sensibile aumento dell’offerta, con tempi di negoziazione che si stabilizzano (7 mesi per vendere e poco più di 5 per affittare) e sconti applicati in riduzione rispetto ai massimi del secondo semestre 2009, ma comunque su livelli elevati (12,5%).

I prezzi ed i canoni calano ancora, anche se in misura inferiore a quanto registrato nei semestri precedenti,
con flessioni nominali che si attestano sul -0,8% e -1,6%, rispettivamente, su base semestrale.
Il trend negativo dei valori si stia lentamente diminuendo, ma senza una ripresa nei volumi contrattuali, determinando le condizioni per un mercato ancora difficile e con contrattazioni lunghe.
Il rendimento da locazione si è leggermente flesso portandosi al 7,4%, mentre è in lieve crescita il total return (risalito al 5,1%) grazie soprattutto alla migliore performance in conto capitale.

Unilever vende Findus a Byrds Eye Iglo

La vendita, per un controvalore di 805 milioni di euro, prevede che i 650 dipendenti Findus vengano tutti trasferiti a Birds Eye.
Per Unilever tratta di un disinvestimento in un'area ritenuta a basso tasso di crescita e quindi non strategica. Del resto è quanto sostiene (fonte Bloomberg) James Hill, chairman dell'unità italiana a Londra di Unilever, secondo il quale “in una posizione più forte sulle sue categorie ed è quindi in condizione di puntare a crescite di lungo periodo".

Unilever aveva già venduto la maggior parte delle sue unità produttive, inclusi i brand Iglo e Birds Eye, a Permira Funds  1.73 miliardi di euros nel 2006 ma in quella occasione aveva trattenuto per se Findus.
È noto che Unilever sta trattando l'acquisto da Sara Lee di oltre 90 marchi, presenti in 19 paesi europei nelle categorie non food dei detergenti casa e del personal care, quindi la vendita rientra in un progetto di riordinamento globale del portafoglio di offerta.

Cresce il clima di fiducia nella grande distribuzione alimentare

Cresce l’ottimisto nel settore della Gda (Grande distribuzione alimentare, come definita da Ismea) dove il miglior clima di fiducia si registra nei supermercati (+8,4 il valore dell’indicatore), seguiti dalle piccole superfici (+3,3), mentre gli ipermercati registrano un valore ancora negativo (-2,5).
L’indice, elaborato sulla base dei risultati dell’indagine qualitativa su un panel di 200 operatori della Gda, registra infatti, per il quinto trimestre consecutivo, un valore positivo (+6,4%) e in miglioramento sul trimestre precedente.

Le dinamiche

Anche le dinamiche, oltre al livello dell’indice, sono risultate migliori nei supermercati, sia in termini congiunturali sia tendenziali.

Dall’analisi delle tre componenti dell’indice (andamento delle vendite, attese di vendita e livello delle scorte) si evince che la congiuntura del secondo trimestre di quest’anno è risultata migliore sotto il profilo delle vendite, dopo il dato negativo di gennaio-marzo 2010, e meno favorevole rispetto ai tre mesi precedenti per quanto riguarda le aspettative sulle vendite (che rimangono comunque prevalentemente positive) e le giacenze di magazzino che, seppur inferiori alla media del periodo, risultano in aumento.
Il confronto a livello tendenziale rivela invece una flessione dell’indice; il secondo trimestre del 2009 era stato infatti caratterizzato soprattutto da giudizi più favorevoli circa l’andamento delle vendite correnti e da migliori aspettative su quelle future.

Il trend territoriale

A livello territoriale, i risultati migliori hanno riguardato il Mezzogiorno e le aree del Nord.
Rispetto al primo trimestre dell’anno, si registra un miglioramento della fiducia esclusivamente nel Mezzogiorno e quindi un calo nelle restanti zone, in particolare nel Nord Est.
Nel confronto tendenziale si riscontrano tendenze analoghe, anche se con flessioni più accentuate ed aumenti più contenuti.
Sul fronte dei volumi dei principali prodotti alimentari venduti, il saldo tra le risposte “in aumento” e “in diminuzione” è di nuovo risultato positivo, anche se si registra ancora una prevalenza di giudizi di stabilità (da parte del 51% degli operatori).

Promozioni ancora sopra il 31%

Ha inciso infine ancora in modo notevole sull’andamento delle vendite la leva promozionale, che continua a essere ampiamente utilizzata (dal 100% del Panel anche nel trimestre in esame).
Le vendite in promozione hanno inciso sul fatturato complessivo per il 31,2%, con un aumento dell'1,5% rispetto al trimestre precedente e di quasi due punti in confronto al pari periodo 2009.

Nuovo format per i supemercati Migros

È in funzione il portale Europarlamento 24

È in funzione www.europarlamento24.eu, il portale web di riferimento tra l'Europarlamento e le Comunità professionali; una vera e propria finestra aperta sulle attività e le decisioni del Parlamento Europeo a favore di tutte le business community italiane.
Il progetto realizzato da Il Sole 24 Ore Business Media, Gruppo 24 ORE, viene finanziato con il supporto del Parlamento Europeo, avendo il gruppo editoriale partecipato al bando di gara indetto dal PE (parlamento europeo) nel 2009 nella forma del Grant Agreement e ottenuto il finanziamento.

Motivazioni
Da un'indagine effettuata presso i professional emerge che oltre il 55% degli intervistati non conosce la struttura organizzativa e le attività del PE  e ben il 96% non ha rapporti professionali con il PE. Tutto ciò mentre le sue decisioni influiscono sempre più in modo determinante sulle attività imprenditoriali, manageriali e professionali del nostro paese.
Proprio per ovviare a questa mancanza di informazioni è stato ideato Europarlamento24, un prodotto editoriale digitale in grado di fornire un flusso costante di informazioni precise e puntuali sulle attività e le decisioni prese dal Parlamento Europeo che impattano direttamente sul business delle imprese e dei professionisti italiani.

Obiettivi
Obiettivo di Europarlamento24 è avvicinare il mondo professionale e le PMI all'Europarlamento attraverso un vero e proprio sistema di servizi che comprendono un portale costituito da cinque siti tematici (una home page più le aree Retail & Hospitality; Agroindustry, Food and Health; Building, Energy & Environment; Hig Tech &Media), una newsletter quindicinale gratuita Europarlamento24 News e una applicazione per l'iPhone e per l'iPad utile per supportate anche i professionisti in movimento.

Servizi offerti
Su www.europarlamento24.eu sono disponibili contributi video e interviste agli europarlamentari, che illustrano i progetti allo studio del parlamento per meglio far comprendere i temi affrontati a Bruxelles e a Strasburgo; sondaggi e poll per partecipare attivamente a Europarlamento 24 esprimendo il gradimento in merito ai temi in discussione al Parlamento Europeo; un archivio documentale in pdf che illustra le tematiche professionali e d'impresa affrontate nel corso degli anni dalle istituzioni europee. Guide multimediali favoriscono l'esperienza di lettura su internet.
Europarlamento24 sarà reso disponibile nell'App Store  di Apple con la denominazione abbreviata di Ep24, e fornirà servizi e informazioni in forma totalmente gratuita.
Collaboratore di Europarlamento24 è la società Jlag, referente per il progetto presso le sedi europee di Bruxelles e Strasburgo  del Parlamento.

Carlo Rosa nuovo amministratore delegato di Ceva Logistics Italia

Ceva Logistics ha nominato Carlo Rosa amministratore delegato di Ceva Logistics Italia.

Nell’ambito del nuovo incarico, Carlo Rosa, che riporterà al presidente Ceva per il Sud Europa,
Medio Oriente e Africa, Gianfranco Sgro, avrà un ruolo essenziale nell’implementazione estesa del
programma di Eccellenza Operativa di Ceva Logistics in Italia.

Rosa metterà a disposizione la sua vasta esperienza maturata negli anni e le sue profonde
conoscenze del settore delle supply chain pressoché in tutti i settori merceologici, guidando in tal modo la crescita del business, in linea con la strategia globale di Ceva.

Il caldo record fiacca l’esordio dei saldi: – 20%

Primi giorni sottotono per i saldi di fine stagione, ma gli esercenti sperano ancora in affari più consistenti rispetto agli anni passati. Secondo quanto evidenzia un’analisi Fismo-Confesercenti, il caldo eccezionale della prima metà di luglio ha scoraggiato anche i più accaniti “saldisti”, tanto che la stragrande maggioranza di negozi di abbigliamento e calzature, in tutte le principali città italiane, ha registrato una flessione delle vendite promozionali compresa tra il 15 e il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

«Il dato di partenza non è dei migliori – ha sottolineato Roberto Manzoni, presidente della Fismo-Confesercenti – ma quest’anno il fattore climatico è stato determinante. Le temperature oscillanti tra i 30 ed i 40 gradi hanno smorzato la voglia di andare in giro per negozi in cerca dell’occasione vantaggiosa. Ma siamo convinti che, passata questa ondata di caldo, i saldi recupereranno il loro tradizionale appeal, anche in considerazione del fatto che gli sconti sono decisamente più alti degli scorsi anni, vista la perdurante crisi economica e l’ormai cronico calo dei consumi. La necessità di recuperare le importanti flessioni del fatturato insieme alla voglia di andare incontro alle esigenze delle famiglie costrette a razionalizzare le spese per consumi, hanno spinto i commercianti del settore moda a praticare quest’anno agevolazioni e sconti davvero eccezionali. Aspettiamo che si abbassino i gradi sul termometro per veder crescere quelli del fatturato».

Mediamarket e 20th Century Fox aiutano la Casa del Sorriso in Sudafrica

Mediamarket annuncia una nuova campagna a sostegno della Casa del Sorriso, il centro di accoglienza realizzato in Sudafrica in collaborazione con Cesvi. La modalità è semplice e immediata: per ogni copia acquistata nei punti vendita Media World e Saturn del film Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo Mediamarket e 20th Century Fox doneranno 2 euro a Cesvi per il mantenimento della struttura. L'operazione riguarda sia i film in dvd, sia in formato blu-ray. La collaborazione tra Mediamarket e Cesvi per la Casa del Sorriso è iniziata nel 2004, quando la catena ha scelto di sostenere questo progetto, attivando varie iniziative per raccogliere i fondi destinati alla costruzione e al mantenimento della Casa.

Questa iniziativa con 20th Century Fox assume un significato particolare proprio ora che sono finiti i Mondiali di Calcio. Nelle township sudafricane infatti milioni di persone vivono
in baracche di stagno, prive dei principali servizi igienici e
quotidianamente devono affrontare gravi problemi come la lotta all'AIDS. 
La Casa del Sorriso si trova Philippi, che è una delle più grandi baraccopoli di Cape Town, dove è l'unica costruzione di mattoni. La casa ospita mamme e bambini fuggiti da ambienti sociali estremamente disagiati, con storie quotidiane di abusi fisici, sessuali e psicologici.
Ad oggi il centro ospita circa 10 madri con i loro piccoli. Il periodo nel centro di assistenza è anche un'occasione per terminare gli studi e frequentare corsi di formazione professionale, con l'obiettivo di trovare un lavoro che dia indipendenza e stabilità dopo il soggiorno nella struttura.

La vetrina intelligente di Philips

La priorità di Unieuro: ristrutturare la rete e crescere

“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in quest’ultimo anno, nel quale, a parità di rete, da giugno 2009 a maggio di 2010, abbiamo registrato un incremento del 5,1%, superiore alle performance del mercato. Si tratta di numeri che premiano i nostri sforzi, anche se sappiamo che c’è ancora molto da fare”, precisa Mario Maiocchi, Ad di UniEuro.

Le priorità del gruppo, infatti, si basano su quattro pilastri:

  • continuare l’evoluzione della proposta commerciale già in atto
  • lavorare sull’implementazione del format definito a Roma Muratella, focalizzato sulla presenza di Pc City e di shop-in-shop di fornitori, di aree emozionali e di una comunicazione a scaffale impattante, esplicative delle caratteristiche d'uso dei diversi prodotti
  • risolvere le criticità di alcuni store sottoperformanti
  • sviluppare ulteriormente la rete di vendita, tema della convention che si terrà nei prossimi giorni a Milano

La riqualificazione della rete, in particolare, passa per l’ottimizzazione delle performance degli store già ristrutturati secondo il nuovo format, il trasferimento di pdv sottoperformanti verso location più impattati e il l’ampliamento della rete grazie all’apertura di nuovi store.

Nei prossimi 5 anni, infatti, sono previsti sia 5-10 megastore (3-5.000 mq nelle grandi città) sia di 13-45 superstore (1.800-2.500 mq). Nell’ottica di rafforzare la rete, non sono escluse, come opzione strategica, anche eventuali acquisizioni.

Le iniziative 2010

Entro l’anno è prevista l’apertura di 2 nuovi outlet, dopo l’esperienza positiva di Marcon (Ve) lo scorso anno, mentre ai primi di settembre sarà aperto uno spazio UniEuro di 80 mq all’interno del Design Supermarket di Rinascente Duomo a Milano.

Positivo anche il bilancio dei primi mesi di partecipazione nel circuito Nectar, considerata una partnership strategica soprattutto a livello di profilazione del consumatore.

Jll, tengono i canoni nei centri commerciali europei

Jones Lang LaSalle  (Jll) ha pubblicato l'ultima Shopping Centre Rental Map, che illustra le attuali condizioni del mercato in un ampio numero di paesi europei offrendo sia una stima dei canoni dei centri commerciali prime, insieme ad un'analisi delle prospettive di crescita a breve termine. Nel primo trimestre del 2010 in Europa i canoni più alti per i centri commerciali prime sono stati registrati nel Regno Unito, con un valore di €1900/mq/anno, seguito dalla Francia, dalla Russia e dai rimanenti paesi dell'Europa Occidentale. L'Italia, con un canome di 950 euro si pone nella parte bassa della graduatoria. A causa della disponibilità limitata di spazi commerciali prime in molti centri commerciali europei, la prospettiva  nella maggior parte dei paesi  resta stabile, nonostante l'inevitabile rallentamento della domanda degli utilizzatori registrato negli ultimi 18 mesi.

Le prospettive

James Dolphin, Head of European Retail Agency di Jones Lang LaSalle, commenta: "Nonostante la domanda da parte degli utilizzatori si sia attenuata negli ultimi 18 mesi, i prime rent dei centri commerciali sono rimasti stabili in quasi tutti i mercati europei. La scarsità di prodotti prime e la carenza di nuovi sviluppi aumenteranno ulteriormente il potenziale di crescita dei canoni per i migliori prodotti nelle location più strategiche. I mercati dai quali ci aspettiamo una crescita molto forte nei prossimi sei mesi sono quelli di Russia e Finlandia. Ad ogni modo, registriamo ancora una pressione verso il basso sui canoni in alcuni Paesi, come Spagna, Irlanda, Romania e Ungheria, a causa della difficile situazione economica e dell'aumento percepito della disoccupazione." "In generale, ci aspettiamo che la parte più dinamica del mercato retail e la continua domanda di centri commerciali prime da parte di nuovi retailer, insieme ad una gestione ottimale delle opportunità, continuino a difendere gli schemi migliori dai rischi connessi alla condizione degli utilizzatori."

I canoni dei centri commerciali di più alto livello in Europa

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Lavazza A Modo Mio è il vincitore assoluto del Brands Award 2010

Anche l'undicesima edizione del Brands Award è arrivata al culmine. Presso la sede de Il Sole 24 Ore giovedì scorso si è svolta la serata evento durante la quale sono stati consegnati i premi dedicati alle migliori marche dei beni di consumo e beni semidurevoli consumer electronics.
Ha aperto la serata Alfonso Dell'Erario, direttore editoriale e comunicazione del Gruppo 24 Ore, che oltre a presentare l'iniziativa giunta alla sua undicesima edizione, ha sottolineato l'importanza per il Gruppo 24 Ore delle testate Gdoweek e Mark Up, promotrici dell'iniziativa, in relazione all'importante comparto del retail e del largo consumo. Poi ha preso la parola Debora Rosciani, giornalista di Radio 24, che ha presentato le nomination e i premiati di ciascuna delle 13 categorie in gara, nonché i vincitori degli altri due premi Retailer e New Entry. A consegnare i premi, fra gli altri, sono stati chiamati i direttori delle due testate Cristina Lazzati, Gdoweek, e Luigi Rubinelli, Mark Up, nonché Angelo Romano, general manager SymphonyIri, Antonio Besana, direttore commerciale Gfk Retail and Technology, Marco Gastau sales director Italy & Spain Toluna.

Vincitore assoluto Lavazza
Come Top Brand di Brands Award 2010 è stato premiato Lavazza con a Modo Mio, ovviamente già vincitore nella sua categoria Alimentari Confezionati, con la seguente motivazione: "una nuova modalità di consumo per uno dei mercati italiani più tradizionali; un prodotto innovativo e di qualità apprezzato nel gusto, nell'aroma e per il pack ben connotato; votato anche per le iniziative di promozione verso il consumatore e sul pundo di vendita".
Vincitori del premio Retailer e del premio New Entry sono stati lo shampoo Herbal Essences di P&G e Danaos di Danone.

Novità edizione 2010
Tre le novità di questa edizione del Premio: ammessi in gara anche i prodotti non food in collaborazione con GfK Retail and Technology, società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli di consumo, la votazione del consumatore attraverso il panel Toluna e il Premio Retailer  decretato, invece, dai manager della gdo.

Metodologia
Come è stato sottolineato durante l'intervento di Nicola Ligasacchi, publisher area gdo Il Sole 24 Ore, la classifica del
le 86 marche in gara di Brands Award è stata calcolata in modo assolutamente oggettivo in base a tre fattori di giudizio che hanno pesato in maniera uguale: le performance di vendita dei dati SymphonyIRI Group e GfK Retail and Technology, le preferenze del consumatore decretate dal Panel Toluna e il giudizio dei manager del retail moderno italiano.

Target lancia barcode scanning su iPhone e coupon mobile su codici 2D

Sono sempre più numerosi i retailer a livello internazionale che scelgono di introdurre servizi “mobile” per i propri clienti. Dopo Tesco, Abercrombie & Fitch e molti altri, anche Target Stores ha implementato delle applicazioni legate ai telefoni cellulari riguardanti la scannerizzazione dei barcode tradizionali (tramite iPhone) e dei codici bidimensionali (più noti come QR code).

Scansione codici UPC

La catena statunitense offre ai propri clienti possessori di iPhone la possibilità di scaricare gratuitamente da Apple App Store un'applicazione che consente al cellulare di leggere i codici a barre. I clienti possono fare la scansione dei barcode Upc per ricevere informazioni di prodotto (prezzo, valutazioni e opinioni e assortimenti estesi) mentre effettuano la spesa in un pdv Target. Essi possono inoltre, collegandosi al sito web ottimizzato per il mobile (m.target.com) aggiungere item alla propria TargetList (lista della spesa) o registrare le gift card sul telefono cellulare.
Fra le altre funzionalità troviamo la localizzazione: i clienti possono trovare il pdv Target più vicino utilizzando le loro coordinate Gps o segnalare le location prioritarie per scoprire la disponibilità di prodotti.

Coupon su codici 2D

Un'altra iniziativa Target legata ai cellulari è quella relativa al programma di fidelizzazione su scala nazionale basato su coupon mobile che offre la possibilità ai consumatori di redimere gli sconti attraverso la scansione di un codice 2D presso il checkout del punto di vendita. I coupon mobile sono fruibili su tutti i cellulari dotati di Web browser.

I mobile coupon basati su barcode 2D sono stati al centro anche di una promozione effettuata lo scorso anno presso i pdv J.C. Penney di Houston.
Tali iniziative confermano la validità di uno strumento come i codici bidimensionali, attraverso i quali retailer e produttori possono reindirizzare i propri clienti su pagine web contenenti ulteriori informazioni su prodotti e servizi, schede tecniche, ricette, aspetti nutrizionali e tutto ciò che la fantasia e il marketing riescono a immaginare.

In Brianza a Biassono il supermercato green di Unes

Il taglio del nastro per il nuovo pdv Unes di Biassono in via Trento e Trieste è previsto per il 16 luglio.
L'aspetto su cui l'insegna ha insistito maggiormente è stato quello di ridurre l'utilizzo dei materiali di confezionamento: nel nuovo negozio saranno quindi messe in vendita solo confezioni singole di caffè e dentifrici in formati da almeno 100 ml e inoltre anche i detersivi saranno venduti sfusi, grazie a speciali erogatori.
Oltre a ciò altre soluzioni green saranno i materiali ottenuti dal riciclo: 120mila tappi di plastica per i cestelli della spesa, 25mila bottiglie in Pet per i carrelli, 6mila bottiglie in plastica per i divisori dei banchi frigo. E ancora: barre “Cliente successivo” ricavate dal recupero della plastica.
In aggiunta, introdotto un impianto luci intelligente per ottimizzare l'utilizzo di energia elettrica nelle diverse aree dello store, messo a punto da BÄ-RO Italia, oltre ai rilevatori di presenza per evitare sprechi di energia nei locali di servizio. Vengono  eliminati i sacchetti in polietilene, vendendo esclusivamente sacchetti biodegradabili e vengono introdotte borse usa-riusa in Tnt (tessuto-non-tessuto), nonché lampadine a ridotto consumo energetico.
Anche i banchi dei surgelati, i banchi dei salumi e latticini ed i banchi self-service della carne, dotati di ante di chiusura, sono stati concepiti per ridurre fino al 49% il dispendio di energia.
“Siamo fermamente convinti che la tutela dell'ambiente sia alla base di
un mercato responsabile. La filosofia ecocompatibile di Unes è tutta
racchiusa nelle 3 R alla base di una sana mentalità del consumo,
impegnata a lasciare il pianeta come lo abbiamo trovato attraverso un
approccio orientato al Risparmio energetico, al Riciclo dei materiali e
alla Responsabilità sociale che valuta innanzitutto l'impatto di ogni
azione del singolo sul nostro territorio”, ha dichiarato Mario Gasbarrino, Amministratore Delegato di Unes.

Promozione per il nuovo pdv
Infine, dal 16 al 24 luglio i clienti del nuovo U2 potranno partecipare al concorso Indovina di quanto abbiamo abbassato i prezzi: i fortunati estratti che avranno compilato le cartoline di partecipazione indicando in modo esatto in che percentuale Unes Supermercati ha ridotto i prezzi del suo supermercato U2 di Via Trento e Trieste rispetto all'insegna precedente potranno aggiudicarsi fino a 4 mesi di spesa gratis.

Social Network canale privilegiato per il reclutamento del personale

I social media sono stati un volano decisivo per una rapida trasformazione dell'uso personale e professionale di Internet. Allo stesso tempo è cambiato il modo stesso di concepire il lavoro da parte delle persone: 50 anni fa, i dipendenti “sognavano” di lavorare per una società tutta la vita; nel 2006, secondo una ricerca di Jobvite, il lavoratore medio aveva 10.8 datori di lavoro nel corso della vita, contro i 4 del 1960 e la generazione attuale è destinata a salire a quota 14.
In questo scenario, caratterizzato da una job search in continuo movimento, i social media rappresentano una via privilegiata per candidati e aziende per digitalizzare referenze, proporsi sul mercato, condurre ricerche, pubblicizzare esigenze ed entrare in contatto con chi ha interessi e obiettivi comuni.
La social survey 2010 di Jobvite indica che i social network sono ormai diventati un canale importante di reclutamento per le aziende Usa, con l'83% che utilizza attualmente o prevede di utilizzare i social media per la ricerca del personale.

La crescita di Facebook e Twitter

Nel primo anno in cui fu condotta la survey (2008), LinkedIn veniva usato dai recruiter come canale favorito, mentre Facebook e Twitter non figuravano come network utilizzati per il reclutamento.
Quest'anno, Linkedin continua a mantenere la leadership ma si registra nel contempo la crescita nell'adozione di network multipli: dallo scorso anno Facebook è cresciuto del 15% e l'uso di Twitter è aumentato del 32%. Attualmente, Linkedin viene utilizzato del 78% dei recruiter, Facebook dal 55% e Twitter dal 45%.

Avanza l'interinale

In prospettiva, i social network sono destinati a superare tutti gli altri canali per quanto riguarda gli investimenti pianificati dalle aziende: il 46% prevede di spendere maggiormente nel social recruiting rispetto al 2009 e il 38% è intenzionato a ricorrere in misura minore a società specializzate in ricerca del personale. Ma non solo, il 92% delle aziende che utilizzano la forma “interinale” nel 2010 si avvarranno dei social network. Inoltre, il 50% delle agenzie interinali prevede di investire di più nel sociale recruiting, mentre per quanto riguarda le job board (bacheche interattive online - ndr) solo il 17% delle agenzie spenderà di più e il 36% di meno.

Conad Adriatico sceglie IBS per automatizzare il nuovo cedi

Conad Adriatico ha scelto IBS Advanced Warehouse Management di International Business Systems per automatizzare il nuovo centro di distribuzione a San Salvo in provincia di Chieti.

Conad Adriatico utilizza IBS Advanced Warehouse Management (noto anche come IBS
Dynaman™) nel suo magazzino di San Salvo dal 2005: è il principale cedi per alimenti
di base, bevande e generi vari che vengono inviati a oltre 300 pdv dislocati soprattutto nel
versante adriatico.

Nuovo centro di stoccaggio

Al fine di ottimizzare sempre più la sua rete di distribuzione, riducendo allo stesso tempo i costi di
trasporto, Conad Adriatico sta investendo 25 milioni di euro in un nuovo centro di stoccaggio per cibi
freschi e surgelati, nel sito già esistente di San Salvo. L'operazione permetterà di consegnare a
supermarket e ad altri pdv, per mezzo di speciali camion e rimorchi dotati di aria condizionata,
cibi freschi e surgelati sotto forma di singole consegne che partono da un unico punto di distribuzione, riducendo, in modo consistente, i costi di trasporto. L'intero progetto avrà la durata di tre anni, durante i quali le diverse zone del magazzino saranno implementate secondo un approccio studiato a fasi successive.

Il sistema di gestione

Centrale nel progetto sarà il ruolo svolto da IBS Advanced Warehouse Management, parte
della suite IBS Enterprise Distribution Management, che aiuterà in tutti quegli aspetti della gestione del
magazzino che vanno dalla gestione del piazzale e della piattaforma, alla ricezione, al posizionamento
ed allo stoccaggio del materiale, fino al rifornimento, al prelevamento, all'imballaggio, al caricamento ed
altro.
“Utilizziamo IBS Dynaman dal 2005 e le sue avanzate funzionalità ci hanno aiutato ad ottimizzare i processi del centro di distribuzione per servire al meglio i nostri clienti -spiega Mirco Papili, direttore
sistemi informativi e logistica di Conad Adriatico-. Dato che stavamo cercando di espandere le nostre
attività a San Salvo, per distribuire sia cibi freschi che surgelati, IBS è stato scelto come nostro partner
naturale per assicurare che il nuovo centro di distribuzione funzioni in modo fluido, proprio come il centro già esistente”.

Kleenex, quando il pack introduce vera innovazione

In inverno, le vendite di fazzolettini di carta hanno picchi elevati, difficili da riprodurre nei mesi estivi.

Negli States, Kleenex ha sviluppato un innovativo modo per “scaldare” le vendite, che lo scorso anno ha sperimentato in esclusiva negli store di Target: un packaging legato alla stagione, con grafica e forme che richiamano la frutta estiva, ora reperibile anche in altri tra i maggiori retailer statunitensi.

“Il nuovo packaging –dice al New York Times dell’8 luglio scorso Craig Smith, brand manager Kleenex/Kimberly Clark

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- ha spinto i non utilizzatori di facial tissue ad acquistarli e gli abituali utilizzatori ad aggiungerli ai loro acquisti”.

Il posizionamento negli Usa

Attualmente, negli Usa, Kleenex è il brand dominate nella sua categoria con il 46% di market share, ma ha perso parte della sua forza nel recente periodo della crisi economica, dove le private label hanno trovato un maggiore favore da parte dei consumatori: i dati SimphonyIri Usa riferiti all’anno terminate 13 giugno 2010, evidenziano che le brand store sono cresciute del 6,4%, mentre le vendite di Kleenex del 5,5% (Puffs, un brand di Procter & Gamble ha incrementato le vendite del 3,2%).

Masao Miyashita è il nuovo direttore generale Pioneer Italia

Masao Miyashita, nato a Nagano (Giappone) nel 1961 e laureato in Lingue presso la Tokyo University of Foreign Studies, è il nuovo direttore generale della filiale italiana Pioneer e in questa mansione, riporta direttamente alla casa madre in Belgio.
 
Masao entra in Pioneer a Tokyo nel 1987.
In Giappone si occupa delle vendite per il Medio Oriente.  Nel 1997 diventa general manager del Benelux e nel 2001 project manager di Pioneer Europe (Belgio).
Dal 2005 è in Italia prima come planning manager e poi come direttore commerciale.

Danone per Haiti dona il primo milione di piatti di riso

I consumatori apprezzano di poter sostenere l'iniziativa che consiste appunto nel donare, per ogni confezione da due yogurt acquistata, un piatto di riso agli abitanti haitiani colpiti duramente dal terremoto. Questo a giudicare dal raggiungimento di 1 milione di confezioni vendute dopo meno di due mesi dal lancio sul mercato dello yogurt base business di Danone, in distribuzione dallo scorso 18 maggio.
L'intera operazione è certificata IRI e verificata dalla fondazione
internazionale DNV (Det Norske Veritas) e prevede una rendicontazione
mensile del numero di confezioni vendute con invio ad Haiti e relativa
traduzione in piatti di riso tramite la Fondazione Francesca Rava, che
rappresenta in Italia N.P.H., organizzazione umanitaria presente da 22
anni sull'isola con numerosi progetti in aiuto ai bambini.

Il prodotto e il progetto
Il prodotto -realizzato in Italia, nello stabilimento di Casale Cremasco- è disponibile in confezioni da due vasetti o in formato famiglia da otto e in cinque diverse varianti di gusto: fragola, frutti di bosco, albicocca, banana e bianco naturale.
Totalmente italiano è il progetto Danone per Haiti. Ideato dai dipendenti di Danone Italia, i quali saranno attivamente coinvolti nell'operazione gestendo nei punti di vendita le promozioni estive al posto delle hostess. Non solo ma gli ideatori del progetto, prenderanno parte al viaggio ad Haiti come volontari.

Supporto media sul web
Per raccontare e condividere questa iniziativa, Danone ha utilizzato anche i canali multimediali costituendo in primis un blog aziendale, dove sono descritte tutte le fasi del progetto, dalla nascita ad oggi. Inoltre, sono stati creati una pagina Facebook e un profilo di Twitter, costantemente aggiornati con le ultime novità, mentre su Flickr e YouTube si trovano foto e video, di volta in volta caricati per raccontare il viaggio, gli incontri, le interviste, gli eventi.

Alberto Abruzzese: i nuovi valori? Profondamente anti-moderni

"Comunicazione come Essere, come specchio, corpo e anima di un'epoca". La frase riassume, almeno in parte, il percorso di Alberto Abruzzese, professore di sociologia dei processi culturali e comunicativi e preside della Facoltà di Turismo, Culture e Territori della Libera Università IULM di Milano. Da Forme estetiche e società di massa (1973) a Contro l'Occidente (2010), dai primi studi sulla metropoli e l'industria culturale fino alle recenti riflessioni sulle reti e le condizioni postumane, l'autore compie un percorso particolarmente originale e significativo rispetto alla letteratura italiana, e forse anche europea, sui temi della comunicazione novecentesca e contemporanea. Gdoweek ha cercato di approfondire alcuni di questi temi nell'intervista che segue, individuando connessioni e suggestioni con l'universo specifico della marca.
Metropoli, spettacolo, cinema e televisione sono i termini e le immagini chiave di gran parte della sua opera. Negli ultimi saggi emergono tuttavia come dominanti alcune tematiche e figure nuove -barbari, analfabeti, reti, temporalità, mode, pornografia- che sembrano marcare una distanza stilistica, forse addirittura strutturale, tra la comunicazione attuale e quella precedente.

Quali sono i principali elementi di rottura?

L'attenzione verso le forme espressive spettacolari mi ha portato dapprima a riflettere su cinema e televisione, successivamente sulle innovazioni delle reti. Ritengo che queste ultime stiano operando una destrutturazione delle narrazioni precedenti, attivando al tempo stesso profonde modifiche dell'immaginario. Al potere e al ruolo svolti dal corpo, dalla massa, dalla scrittura e dalla vista si stanno sostituendo quelli della carne, del sentire, delle mode e delle temporalità individuali. Tutti valori nuovi e profondamente anti-moderni.

Quale valore conserva o assume, in questo scenario, la narrazione pubblicitaria?

Marketing e pubblicità hanno perfettamente compreso il terreno del contendere, il luogo dove realmente avviene la comunicazione. Questa si attiva ed esiste, infatti, solo nella ricca sfera delle merci, in presenza di un venditore e di un acquirente. Data la forza e la continuità di cui ancora gode la società capitalistica occidentale, non credo che si possano nell'immediato verificare particolari cambiamenti strutturali della narrazione pubblicitaria.

La fiction relativa ai grandi brand è fortemente articolata, segmentata alla pari delle merci di cui celebra le gesta. Si parla di marketing one-to-one e i racconti mirano a essere coerenti con questa mission. In questo senso, quelle delle marche sono le piccole narrazioni più idonee ad occupare lo spazio liberato dalle grandi narrazioni novecentesche?
Sarei quasi tentato di dire che i brand e le loro narrazioni rappresentano la più potente intromissione, invasione, del passato nel mondo nuovo del web. Nonostante le apparenze e le frammentazioni, le narrazioni pubblicitarie restano un tipico prodotto della cultura di massa, intimamente legate alle dinamiche verticali tra autori e fruitori, ai meccanismi virtuosi, chiusi e codificati dell'industria culturale. I pubblicitari più attenti al mondo delle reti, alle sue piccole narrazioni e alle sue modalità relazionali, parlano spesso della necessità del marketing di ridefinire i propri strumenti ed obiettivi, di introiettare i valori diffusi della persona, dei sensi e della sensibilità, degli usi e delle fruizioni. Dietro la pretesa di un rinnovamento si nasconde la difficoltà di sapersi adattare ai bisogni, alle credenze ed alle esigenze della fase attuale. Nella società di massa il marketing, sfruttando la convinzione secondo la quale le merci costituivano il veicolo del benessere e della felicità e dunque il bene più prezioso, si poneva come il massimo momento creativo e simbolico. Nella società delle reti, entrando probabilmente in crisi questa convinzione, il marketing subisce un processo di svuotamento e di delegittimazione.

L'intera comunicazione commerciale si trasferirà nel web oppure nascerà un nuovo mix fatto di nuovi e “vecchi” mezzi?

La fantascienza è probabilmente il genere narrativo che meglio ha delineato gli scenari futuri. Descrive società neo-medievali in cui allo spirito della comunità e dello stato-nazione si sovrappone una rete di piccole comunità in costante lotta e comunicazione tra loro. Piccoli brand si affrontano e coesistono, affiancati da periodiche vampate dell'Impero, inteso come pura forza, puro potere e controllo. Nel complesso, queste narrazioni evocano, mediante immagini del passato, la natura attuale delle reti. Relativamente al rapporto tra vecchi e nuovi media, ritengo che le reti stiano realizzando un processo di disarticolazione e, al tempo stesso, di riconfigurazione della scrittura, della stampa e della televisione in modo ad esse strumentale.

Quali brand sono, a suo avviso, più credibili, più vergini?

I brand più credibili sono, secondo me, quelli capaci di assorbire i linguaggi, i ritmi e i contenuti delle reti. Lungo il corso del Novecento, i brand agivano dando per acquisiti i valori dell'identità, della storia e della memoria. Oggi, per essere efficaci, devono, invece, tenere presenti il senso e i significati di queste grandi categorie. Categorie su cui, in fondo, si gioca il passaggio epocale dalla società di massa a quella delle reti.

Maffesoli: “La qualità dell’esistenza è da porre al centro delle strategie aziendali”

"L'estetica non puo più essere ridotta alla sola dimensione artistica e figurativa; abbraccia, piuttosto, la globalità dell'esistenza”. Questa frase esprime e contiene uno dei nodi focali del pensiero di Michel Maffesoli, professore alla Sorbonne e noto studioso delle tribù, del dionisiaco, del sensibile e delle emozioni, del postmoderno e del profondo “vuoto” che si annida nella superficialità delle apparenze e della vita quotidiana. Fondatore e direttore del Centro di Ricerca sul presente e la vita quotidiana (Ceaq), Maffesoli è autore di numerose opere tradotte e studiate in diverse lingue e paesi.
Tra le sue ultime pubblicazioni italiane, si segnala il volume Apocalisse. Rivelazioni sulla socialità postmoderna, (editore Ipermedium, vedi recensione su Gdoweek n.11, e tradotto dagli autori dell'intervista, ndr). Proprio da quest'ultimo saggio prende il via la nostra conversazione.

“La crisi non ha mai avuto luogo” è una affermazione di Jean Baudrillard che sembra condensare le riflessioni presenti in “Apocalisse”. Quella attuale è, quindi, una crisi sociale più che economica?

Rispetto alla crisi del 1929, che possedeva una natura prettamente economica, quella attuale è una crisi di tipo “societale”, ovvero strutturale. Il tema dell'Apocalisse mi sembra particolarmente calzante: quello che avviene è un cambiamento dei modi d'essere. La crisi economica e finanziaria non è altro che il sintomo di un cambiamento più profondo.

Oggi è possibile pensare e immaginare una ridefinizione del valore dei soggetti, degli oggetti, del lavoro e dell'economia?

Bisognerebbe riconsiderare le grandi categorie moderne. Il soggetto non può più essere pensato come equivalente del semplice individuo razionale (secondo la versione taylorista) ma piuttosto come gruppo, come tribù. Ciò comporta una cultura manageriale differente rispetto al passato nonché cambiamenti profondi nell'ambito della vita politica e sociale. Mentre la modernità considerava gli oggetti come inerti e dominabili, la postmodernità li considera al contrario come attivi e animati, stabilisce un processo di reversibilità tra i soggetti e le cose. Lo stesso vale per il lavoro: mentre prima era un valore essenziale, il mezzo mediante cui realizzare la propria personalità, oggi assume un valore solo strumentale. L'idea di creazione prende il sopravvento, spostando tutta l'attenzione sull'aspetto qualitativo dell'esistenza. L'economia di conseguenza dovrebbe assumere una visione molto più globale, nel tentativo di aderire ai cambiamenti in atto.

In relazione a queste ultime considerazioni quali sono, o dovrebbero essere, le culture e le strategie della classe manageriale?

Ritengo che la classe manageriale sia più attenta al “presente” del mondo politico e universitario. Mentre politici e docenti restano chiusi nel dogmatismo o persi nell'astrazione, i manager sono più aperti, hanno un fiuto più sviluppato nel percepire lo spirito del tempo. Per vendere e produrre, essi hanno bisogno di aderire alla contemporaneità, ovvero di includere all'interno delle loro culture e strategie l'aspetto qualitativo dell'esistenza. Corea, Giappone e Brasile sono, a mio avviso, le realtà dove questo “sentire” è già perfettamente operativo. Si pensi, ad esempio, alla Casa do Saber di San Paolo, finanziata da imprese e fatta per manager che seguono lezioni su Nietzsche, Deleuze, postmodernità, psicologia etc.

La crisi coincide anche con il disfacimento delle tipiche strategie di pianificazione. A favore di quali modalità o tattiche?

Come tutte le istituzioni ottocentesche anche l'impresa resta inchiodata alla logica del progetto. Una logica che tende a proiettare gli sforzi e le energie verso il futuro, verso la realizzazione di uno scopo lontano. Al contrario oggi prevale una logica “presenteista”, un vivere giorno per giorno, istante dopo istante. La pianificazione dovrebbe includere nelle sue tattiche l'idea di continui cambiamenti (cose, umori e mentalità) e conseguenti adattamenti.

Quale tipo di immagine assumono allora le pratiche aziendali? Si tratta di un paradigma segnato dal gioco e dall'istante?

Il futuro di un'impresa dipende oggi dalla sua capacità di integrare la creatività, il ludico, l'onirico, insomma l'aspetto qualitativo dell'esistenza. Si tratta di elementi che la funzionalità moderna aveva escluso o marginalizzato e che oggi, al contrario, disegnano la natura e la performance del vissuto. Questo vissuto è caratterizzato dalle emozioni e dalle apparenze; elementi che hanno profondamente trasformato la vita politica così come quella dell'impresa, e che al tempo stesso disegnano un tessuto sociale fondato sulla condivisione delle emozioni.

Spostando l'attenzione dall'ambito della produzione a quello dei consumi, quale natura e quali valori assumono i consumatori e più in generale il mercato?

Il consumo andrebbe inteso in modo differente rispetto al passato: non più bisogno ma desiderio. Mentre prima esso era incardinato in una logica funzionale e razionale, oggi al contrario è l'espressione di una tensione ludica. Esiste un “effetto impulso”: si spende al di là dei propri bisogni e delle proprie possibilità, spinti solo dal desiderio e dalla voglia di consumare. Le cose sono prodotte immaginando già la loro obsolescenza, vengono vissute ma immediatamente riconosciute come effimere. Anche in questo caso prevale una logica “presenteista”, una sorta di “istante eterno”.

Lei ha parlato di tribù: quali sono i luoghi del retail e dello shopping, reali o virtuali, che meglio vi si interfacciano?

Nel Medio Evo i luoghi caratteristici del commercio (da me inteso come circolazione di beni, idee, desideri, pulsioni) erano le cattedrali. Oggi questi luoghi emblematici sono rappresentati dai grandi centri commerciali, dalle cittadelle della moda o del design. Luoghi dove avvengono circolazioni e scambi simbolici, incontri tra le varie tribù, unioni intorno agli oggetti. Medesimo discorso si potrebbe fare per le reti.

Infine, la pubblicità classica è ancora in grado di relazionarsi con l'immaginario dei consumatori, o sono altri gli strumenti di marketing più consoni alla postmodernità e quali?

La pubblicità svolge oggi un ruolo estetico e non commerciale. Serve a cristallizzare il vissuto e a richiamare l'inconscio collettivo. Diventa una vera e propria arte capace di incarnare i bisogni e i desideri di un gruppo. La pubblicità funziona solo ed esclusivamente se riesce ad esprimere e soddisfare i desideri di una data tribù. Il marketing, per essere efficace, dovrebbe guardare alle contaminazioni delle mode in atto nella Rete. Una contaminazione da cui deriva un marketing delle tribù che quindi ha luogo nell'orizzontalità della Rete e in particolare nei siti di social network. In questi si esprimono infatti le mode, le affinità e le emozioni delle persone. Internet crea tribù di ogni tipo generando una sorta di reincanto del mondo, vero e proprio tratto specifico della postmodernità. È in questa direzione pertanto che dovrebbe guardare il marketing.

Fancy Food Summer: in crescita la domanda Usa per speck e Asiago

Il mercato USA è in sensibile ripresa per i produttori di Asiago e
Speck italiani, grazie in particolare all'apprezzamento del dollaro
sull'euro, che abbassa la soglia di accessibilità dei prodotti
importati per i consumatori americani e grazie alla diminuzione dei segnali recessivi che erano pesati sul 2009.
Questi i segnali che secondo il Consorzio Tutela Formaggio Asiago e il Consorzio Sudtiroler Speck Alto-Adige arrivano da Fancy Food Summer di New York, l'esposizione alimentare più importante per il mercato degli Stati Uniti, che si è svolta dal 27 al 29 giugno.

Sempre più gdo
L'aspetto interessante è che lo
sviluppo commerciale e promozionale dell'Asiago e dello Speck si sta
rivolgendo sempre più anche verso la grande distribuzione, dove ad una
competitività maggiore si accompagnano maggiori opportunità di
collocamento per quei prodotti che meglio riescono a connotarsi per
legame con il territorio e qualità, invogliando il consumatore al test
del prodotto originale italiano.

Quarta presenza
Con il 2010, il formaggio Asiago Dop conta la sua quarta presenza al
salone americano, assieme allo Speck Alto Adige Igp, nell’ambito di un
programma finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero per le
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
.

La presenza promozionale negli USA, in supporto agli accordi
commerciali dei singoli produttori con i gruppi d'acquisto locali della
grande distribuzione, degli specialty e dei gourmet store, è di
importanza fondamentale per far conoscere ai consumatori locali i
prodotti alimentari originali italiani e le loro peculiarità, in uno
scenario di scarsa conoscenza dei temi della qualità e delle
denominazioni di origine geografica dei prodotti tradizionali.

Secondo Jones Lang LaSalle gli investimenti immobiliari in Europa crescono

La ripresa economica si traduce in un miglioramento anche del clima immobiliare in Europa, con il volume delle transazioni in aumento nel secondo trimestre 2010. Secondo Jones Lang LaSalle (Jll), gli investimenti diretti di immobili commerciali in Europa nel secondo trimestre 2010 sono stati pari a 23 miliardi di euro, un incremento del 15% rispetto al primo trimestre (20 mld) e dell'80% rispetto al periodo corrispondente nel 2009. Su base semestrale, tuttavia, il volume delle transazioni in Europa nel 2010 è rimasto stabile a 43 miliardi di euro, in analogia con il dato registrato nel secondo semestre 2009. Guardando alla seconda parte del 2010, Jones Lang LaSalle prevede che il volume degli investimenti aumenti del 35% e raggiunga l'obiettivo dei €100 miliardi alla fine dell'anno.

In Europa
Il Regno Unito ha guidato la ripresa sia in termini di volumi che di valori per gli immobili prime, registrando il 40% degli investimenti complessivi in Europa. I volumi nel Regno Unito sono aumentati del 30% nel trimestre, totalizzando più di 9 miliardi di euro. Il sentiment degli investitori resta positivo, nonostante una leggera contrazione dovuta in parte alla percezione che i prezzi siano risaliti troppo bruscamente rispetto al contesto economico e
occupazionale ancora debole.
Positivo il trend anche in altri grandi mercati europei - Francia, Germania e Paesi nordici - con un rinnovato interesse nell'acquisizione degli asset più grandi nei segmenti core e core+ del mercato. Gli investitori sono impegnati ad aggiudicarsi immobili core e ben locati, mentre l'accesso al credito sta migliorando e sempre più investitori inseguono lo stesso numero ristretto di asset prime.
Secondo i valori preliminari di Jones Lang LaSalle per il secondo trimestre 2010, in Germania sono stati transati 4 miliardi, 2 miliardi in Francia e 1,4 miliardi in Svezia.

Prima campagna in 3D per Media World

Per dimostrare lo stretto legame con la tecnologia e la volontà di anticipare i tempi, Media World (Mediamarket) sta realizzando il primo spot in Italia, girato totalmente con telecamere 3D.

Una scelta che vuole sottolineare la continua ricerca di innovazione delle strategie di comunicazione di Media World, soprattutto per quanto riguarda le modalità di interazione con il cliente.

Lo spot

La regia del film è stata affidata a Dario Piana, conosciuto a livello internazionale per aver realizzato oltre 350 spot, mentre l'agenzia creativa è Cayenne che, in partnership con l'azienda, ha deciso di coinvolgere come interpreti del film 150 collaboratori di Media World.

La decisione è stata motivata dalla necessità di dimostrare, nei tre diversi spot della campagna, l'attenzione ai consumatori dell'insegna e la sua garanzia di servizio attraverso il concept “Con Media World cadi sempre in piedi!”.

A partire dai primi di agosto, il film sarà visibile con gli occhialini nei cinema e nei principali punti di vendita della catena, all'interno delle isole dedicate ai televisori in 3D.
In TV andrà in onda invece lo spot in versione tradizionale.

Cristina Ghiringhello a capo di Adecco Training

Cristina Ghiringhello è la nuova Head of Adecco Training di Adecco Italia, agenzia per il lavoro leader nei servizi per la gestione delle risorse umane. Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Torino, è entrata a far parte del Gruppo Adecco nel 1998, prima come responsabile di selezione, poi come direttore di filiale e infine come direttore di area.

Nel 2001 è passata al team di Adecco Formazione in qualità di area training manager, assumendo successivamente i ruoli di training specialist coordinator e, da quest’anno, di business development manager.

Nella sua nuova posizione arriva così a gestire direttamente Adecco Formazione e nel suo nuovo ruolo riporterà  direttamente a Stefano Masino, managing director human capital solutions, che dal 1° gennaio 2010 ha acquisito anche la responsabilità di Adecco Formazione, in aggiunta a quella di Lee Hecht Harrison.

Qualivita monitora i distretti agroalimentari italiani

La Fondazione Qualivita, in collaborazione con Expo 2015 Spa e con il sostegno della Banca Monte dei Paschi di Siena ha iniziato un viaggio attraverso i principali distretti agroalimentari italiani, per ascoltare voci e testimonianze dirette di imprenditori, enti locali e associazioni. Obiettivo dell'itinerario, poter fare un vero e proprio check up del Paese, ascoltando da Nord a Sud le testimonianze di chi opera nel settore agroalimentare, comparto di assoluto rilievo che, con i suoi 120 miliardi di fatturato annuo, rappresenta la seconda voce economica italiana.

“È proprio nei momenti di crisi emergono più chiare le problematiche
del settore, le difficoltà delle filiere, i troppi passaggi dal
produttore al consumatore -commenta Mauro Rosati,
segretario generale della Fondazione Qualivita-. Uno dei problemi
centrali, considerato che si parla di cifre attorno al miliardo di euro
di fondi già destinati -prosegue Rosati- è l'incapacità nel gestire la
complessa burocrazia per accedere a risorse fondamentali disponibili
già stanziate dall'Ue, soprattutto in certe zone del Paese. Per questo
l'impegno deve essere massimo, promuovendo iniziative finalizzate alla
creazione di quelle sinergie che potrebbero portare benefici all'intero
comparto”.

Iniziato a metà giugno da Mantova per spostarsi a luglio in Maremma, a Grosseto, il viaggio riprenderà a settembre per toccare altri sette distretti ubicati in altrettante regioni italiane, isole comprese, per concludersi a dicembre 2010 a Milano. 
Grazie al road tour nell'Italia dei distretti, Qualivita conta
di poter disporre delle informazioni utili per percepire i nuovi trend,
le esigenze e le criticità del settore. Obiettivo: valorizzare al
meglio le opportunità offerte dall'evento Expo 2015.

Coop: sondaggio sulle scelte verdi dei suoi clienti

Oltre 10.000 soci e consumatori Coop hanno risposto a un sondaggio realizzato nell’ambito del progetto “PROMISE” (Sostenibilità dei principali impatti dei prodotti attraverso l’eco-comunicazione), sostenuto dalla Unione Europea che vede tra i partner la Regione Liguria,  la Regione Lazio, l’Ervet dell’Emilia Romagna e la Confindustria ligure, Federalimentare, Greenpeace, WWF Italia. E i risultati sono sorprendenti: più di metà del campione è un eco-consumatore, ma tra i refrattari, benché consapevoli, spuntano a sorpresa i più giovani, i più istruiti, gli abitanti del centro nord.

I numeri

Meno dello 0,5% degli intervistati non si dichiara preoccupato per nessuna delle questioni ambientali indicate nel questionario, mentre un quarto del campione si dichiara preoccupato per tutte o quasi tutte le problematiche citate (consumo di risorse, inquinamento aria, acqua, cambiamento climatico…). Ciò che preoccupa maggiormente il campione è il consumo di risorse (acqua e energia) (54,68%), così come
l’inquinamento dell’aria (54,10%). La maggioranza del campione ritiene che si possa definire un prodotto eco-sostenibile in virtù del basso impatto ambientale del processo di produzione (lo afferma l’oltre 77% del campione), delle caratteristiche legate al riciclo o biodegradabilità (più del 67%), risultano comunque abbastanza rilevanti anche il rispetto delle norme etico-sociali (37,20%) e la vicinanza di produzione al luogo di vendita (32,83%).

Consumi coerenti
E comunque la pratica di acquisto di prodotti eco-sostenibili è sicuramente una pratica consolidata all’interno del campione; il 70% degli intervistati infatti acquista abitualmente questa tipologia di beni con picchi importanti per i prodotti alimentari di stagione (più del 97%) e locali (l’88%), le apparecchiature elettriche e elettroniche e i prodotti per l’igiene della casa.

Best Buy Uk illustra il suo approccio al cliente

Tigros: nuovo format superstore con ristorazione e bellezza low cost high value

Interdis premiata per il progetto A-Sicura

Un premio per l'ampliamento dell'offerta e la semplificazione: Interdis, che ha chiuso il 2009 con un fatturato di 5.492 mln di euro, ha ricevuto, nell'ambito del Premio Nazionale per l'Innovazione nel Commercio organizzato da Confcommercio, una menzione per il progetto Sicurezza e fiducia per tutte le famiglie italiane.

In particolare, il premio è stato motivato “Per avere per aver progettato l'offerta nei supermercati di pacchetti assicurativi innovativi, veicolati con il logo d'insegna del punto di vendita, semplici e immediatamente intelligibili, che accrescono la gamma di servizi al cliente”.

Si tratta della proposta, in 16 store a insegna Dimeglio, Sidis e IperLeDune,di polizze assicurative denominate A-Sicura Famiglia e A-Sicura Casa.

"Il progetto premiato -afferma Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing di Interdis- riguarda due polizze denominate, facilmente comprensibili nei contenuti e caratterizzate da criteri di tariffazione estremamente semplici. I pacchetti sono differenti, in termini di copertura offerta rispetto ad analoghi prodotti presenti in commercio".

I prodotti assicurativi sono proposti, realizzati e garantiti da Italiana Assicurazioni -divisione Rem del Gruppo Reale Mutua e firmati con l'insegna del supermercato, facilmente identificabili grazie alla realizzazione di veri e propri pack fisici contenenti tutti i dettagli necessari (documentazione contrattuale, in ottemperanza alla normativa ISVAP, e ulteriori materiali esplicativi) in modo da rendre anche questi servizi assimilabili, per semplicità d'acquisto, ad un qualsiasi altro prodotto del supermercato.

L'iniziativa rientra in un più ampio progetto di Interdis volto a proporre nuovi e ulteriori vantaggi nei propri punti di vendita e a rafforzare l'empatia tra cliente e insegna.

Nasce Apo Energia: joint venture tra Apofruit e Open

Gestire finanziamenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli stabilimenti della cooperativa ortofrutticola: questa la mission di Apo Energia, joint venture paritetica tra Apofruit e Opera Energia (Open), che si propone di sviluppare l’adozione di tecniche di produzione energetica rinnovabile realizzando impianti fotovoltaici nelle strutture del gruppo Apofruit, la grande cooperativa ortofrutticola italiana che conta 12 stabilimenti e 6 centri di ritiro e stoccaggio lungo la penisola.

Lavori in corso in Lazio e Basilicata
Già oggi il Gruppo Apofruit conta impianti fotovoltaici a Pievesestina e a Longiano, entrambi in provincia di Forlì-Cesena, che esprimono una potenza complessiva di 208,6 kWh per una produzione annuale di circa 230.000 kWh.
La nuova società ha in progetto di realizzare nei prossimi due anni,
negli stabilimenti Apofruit, sette nuovi impianti per una potenza
complessiva di 3 megawatt e un investimento di 14,5 milioni di euro.
Sono già in fase di realizzazione, e saranno attivi entro sei mesi, gli impianti di Scanzano Ionico (Matera) e Aprilia (Latina), che avranno una potenza installata di 1,1 megawatt, per una produzione annuale di circa 1.500.000 kwh. Ovvero una quantità superiore alla necessità (pari a 1.300.000 kWh/ora all’anno), che metterà l’impianto in condizione di poter cedere energia pulita ad altri utenti del Consorzio Romagna Energia.
I due impianti saranno costruiti su di una superficie di tetto complessiva di circa 10.000 mq.
L'nvestimento previsto per questi due nuovi impianti si aggira intorno ai 4,5 milioni di euro.

Posizionamento green a 360 gradi
La strategia adottata da Apofruit in ambito energetico si inquadra nella politica più generale della cooperativa nei confronti della preservazione e del rispetto dell’ambiente e della salute condotta da anni. Un impegno che, sul fronte delle produzioni biologiche ha portato la cooperativa ai vertici europei con il marchio Almaverde Bio, che alle colture prodotte senza l’impiego di sostanze chimiche associa l’impiego di energia da fonti rinnovabili.

Anche a Milano il temporary garden Jardin Ėphémère Laurent-Perrier

Un pop-up store declinato in temporary garden: lo realizza Laurent-Perrier per esaltare le affinità tra l'arte dei giardini e l'art champenoise, valori come l'esigenza di qualità, l'attaccamento alla terra, la creatività, il senso del tempo.

A tutto questo si ispira il progetto Jardins Éphémères Laurent-Perrier che, nel corso del 2010, tocca diverse città nel mondo tra cui New York, Tokyo e, a settembre, anche Milano. L'evento gardening italiano è organizzato insieme a D&C, l'azienda che importa e distribuisce il marchio Laurent-Perrier in esclusiva per il nostro Paese.

La stanza delle fragole
Il Giardino Laurent-Perrier di Milano sarà allestito nella Casa Museo Bagatti Valsecchi in via Gesù 5, che possiede anche una terrazza di circa 70 mq alla quale i visitatori non hanno solitamente accesso.

Il progetto è curato da Paolo Pejrone, architetto paesaggista fra i più noti e stimati in Italia, che si è affiancato nel suo lavoro ad Anna Regge Landscape Design.

Le piante per l'allestimento del giardino (incluse le fragole che stanno crescendo nelle serre) provengono dal vivaio Anna Peyron di Castagneto Po (To).

Il giardino Laurent-Perrier è dedicato alla Cuvée Rosé, vino che nasce esclusivamente da uve Pinot Noir provenienti da Grand Crus di Champagne, particolarmente amato per il suo bouquet di frutti rossi. Per questo motivo, l'architetto Pejrone ha ideato una Stanza delle fragole: la terrazza sarà trasformata in modo sorprendente con l'utilizzo di migliaia di piante di fragola in frutto.

Ovs inaugura 5 store in Cina

Dopo una prima apertura nell’ottobre del 2009, a Shangai, Ovs industry prosegue il proprio progetto di internazionalizzazione con l’apertura di 5 nuovi store in Cina: a Pechino, Hanzhou e Guangzhou, oltre che altri due a Shangai.

Anche in questo caso, partner dell’operazione è la società Novo Retail Co. Ltd, azienda del settore, presente sul mercato cinese con oltre 350 negozi nati dalla collaborazione con altri marchi internazionali.

Con queste aperture, la rete estera di Ovs supera le 70 unità

Sarà Ferrua il prossimo presidente di Federalimentare

Il 24 giugno l’Assemblea di Federalimentare ha eletto
Filippo Ferrua, Consigliere Delegato di Ferrero spa,
alla Presidenza della Federazione per il quadriennio
2011-2014.
Il neo-presidente succederà a Gian
Domenico Auricchio
a partire dal 1° gennaio 2011.

"Le doti personali e professionali di Filippo Ferrua -ha dichiarato Gian Domenico Auricchio- sono
elementi che contribuiranno certamente al
rafforzamento della rappresentanza ed alla tutela
dell’industria alimentare italiana".

Nel ringraziare per la fiducia accordatagli, Ferrua ha assicurato che dedicherà «il
massimo impegno per accrescere l’immagine unitaria dell’Industria alimentare e
promuoverne la competitività in Italia e nel mondo, auspicando al contempo una
sempre maggiore collaborazione tra i protagonisti della filiera agroalimentare».

Nella storia ormai quasi trentennale di Federalimentare Filippo Ferrua sarà l’ottavo
Presidente e guiderà una Federazione che -con 18 associazioni di categoria, 120
miliardi di fatturato (di cui ben 20 costituiti dall’export), 400.000 lavoratori in 6.500
imprese- rappresenta stabilmente il secondo comparto produttivo dell’economia
nazionale.
(Fonte Federalimentare)

Asse Roma New York per gli store Eataly

La tanto attesa apertura di Eataly a New York sarà il 31 agosto 2010, al numero 200 della Fifth avenue, in un edificio storico di 15 piani dell’Ottocento.
In questo palazzo, al piano terra, su 5mila mq si snoda la proposta di Eataly: con accesso da tre lati, ci sono il caffè all'italiana, un angolo dicioccolato (Venchi), la birreria (Teo Musso), la pasticceria (Luca Montersino), l'enoteca e i ristoranti tematici (pasta, pizza, carne, verdura, pesce), con una novità: quello dedicato esclusivamente a dessert e frutta.

Altri mille mq sono al piano inferiore tutti dedicati ai servizi: le cucine, la pasticceria, la gelateria, la panetteria. Infine circa 650 mq sono sul tetto, nel rooftop, dove la catena di ristoranti di Mario Batali, chef italo-americano assai noto in Usa, gestirà un locale aperto fino alle due di notte.

Farmer's market e made in Italy
Per l'approvvigionamento e lo stoccaggio dei prodotti dall'Italia c’è un magazzino in Manhattan, mentre frutta e verdura verranno acquistati dai farmer's market intorno a New York.
I prezzi? Sempre democratici: una pizza, sui 12 dollari.

L’investimento per l'Eataly Usa è sui 25 milioni di dollari (un break even point si attesta sui 40 milioni di fatturato annui).

Tra i soci americani c'è il gruppo B&B: Lidia Bastianich, Mario Batali, Joe Bastianich, già del mondo “enogastronomico” made in Italy, cui si sono uniti due finanzieri newyorkesi, amanti dell'Italia: Alex e Adam Saper.

Il megastore di Roma
Intanto, il patron di Eataly, Oscar Farinetti, sta seguendo anche il progetto di Roma, che sarà lo store più grande d’Italia: 14mila mq, all'Air Terminal dell'Ostiense (costruito in occasione dei Mondiali del '90 e poi lasciato in uno stato di abbandono).
In accordo con il Municipio della Capitale, entro
la fine del 2011 l’edificio sarà completamente ristrutturato e ospiterà quattro piano di Eataly.
Il complesso dovrebbe portare posti di lavoro per oltre 200 persone e sarà aperto dalle 10 a mezzanotte.

Pizza d’asporto: qualità doc per contenuto e contenitore

Mangiare la pizza all'interno delle mura di casa è un'esperienza consueta per 9 italiani su 10, con una media di almeno 1 volta a settimana per il 22,4%, secondo quanto emerso dalla ricerca condotta da AstraRicerche per Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica. Anche se circa la metà degli intervistati teme che la qualità della pizza da asporto non sia come quella desiderata, a causa del tempo che passa dalla cottura al consumo.
Di qui il ruolo chiave svolto dal contenitore, di cui annualmente in Italia vengono prodotti 620 milioni di pezzi (450 per il mercato estero e circa 170 per quello interno). Non a caso considerato molto importante dal 45% degli intervistati, ancor più di altri parametri quali il rispetto dei tempi di consegna della pizza (43,4%) e la velocità nell'ordinazione (37.9 %).

Qualità doc per contenuto e contenitore
A innovare e migliorare ulteriormente la qualità dell'imballaggio ci ha pensato un pool di esperti: Enzo Coccia, maestro pizzaiolo napoletano dal 1973; il Molino Caputo per la farina di alta qualità e l'azienda Annalisa per i pomidoro San Marzano dop; il Gruppo Seda, produttore di imballaggi e FutureBrand, agenzia di brand design, per la parte creativa. Che, in collaborazione con Comieco, ha ideato un contenitore salvapizza -il cui prototipo è stato recentemente presentato a Napoli- progettato per preservare il profumo e il sapore della vera pizza napoletana, ma anche per rispettare l'ambiente grazie alla struttura cartotecnica che consente all'imballo un facile riciclo.

Fessure salvafreschezza

Oltre a garantire le condizioni igienico-sanitarie - al secondo posto (53,6%) nei criteri di selezione della pizzeria subito dopo la qualità stessa della pizza (63%)- imprescindibili per un contenitore come questo che risulta idoneo ad accogliere un prodotto alimentare perché realizzato con carte vergini stampate con inchiostro alimentare, il nuovo prototipo, in cartoncino microonda, permette alla pizza di 'respirare' grazie alle apposite fessure laterali, che consentono al vapore di uscire ma proibiscono all'aria di entrare, preservando più a lungo il profumo e la fragranza della pizza.

Coperchio riciclabile
Nella realizzazione del salvapizza, inoltre, particolare attenzione è stata dedicata alle possibilità di riciclo del contenitore usato. Il cartone del prototipo di salvapizza, infatti, può essere facilmente diviso in due parti: la parte superiore, quella non intaccata da sugo e mozzarella, può essere così staccata e finire tra i materiale 'buoni' da riciclare. Un elemento significativo se si pensa che, secondo quanto emerso dalla ricerca, l'85,3% degli intervistati utilizza il cartone proprio come piatto per mangiare la pizza e, se ben 1 italiano su 6 butta -per scelta o necessità- il cartone nella raccolta indifferenziata, ben il 70,6% lo butta, invece, nella raccolta differenziata della carta.

Sara Lee vende Ambi Pur a Procter & Gamble

Ambi Pur è un marchio molto importante nel suo segmento di riferimento, eppure la strategia di dismissioni non finisce qui.
L'operazione fa, infatti, parte della strategia di Sara Lee tesa a vendere le proprie business unit di cura casa e persona.
Le trattative riguardano i segmenti body care e european detergents verso Unilever, nonché il segmento insetticidi a SC Johnson. Entrambe le transazioni dovrebbero essere concluse entro la fine del 2010.

Questo il commento di Marcel Smits, interim Ceo Sara Lee: “La vendita del marchio Ambi Pur strategicamente promuove il posizionamento della multinazionale come leader nel mercato del food & beverage. Questa cessione ci permetterà di concentrare i nostri sforzi dove abbiamo una posizione forte e competitiva in grado di generare valore per gli azionisti ".

“Contestualmente alla dismissione del marchio Ambipur, continuiamo a innovare nel mercato italiano con Fissan, marca leader del mercato babycare in Italia, -ha precisato Domenico Zaccone, Ad Sara Lee Italia- che in occasione del suo 80° anniversario dalla nascita, lancia Fissan Protezione e Natura, una innovativa linea di prodotti per la protezione della pelle dei bambini con ingredienti naturali”.

Frutta da bere, smoothies superstar

Il salutismo continua a essere uno dei driver più forti del mercato. Con l'esplosione
del funzionale, negli anni 90 si è cercato di dare
un impulso al comparto introducendo prodotti con
betacarotene, senza zucchero, spremute fresche
(arancia, pompelmo ecc) dalla shelf life brevissima,
che a loro volta, nell'ultima versione, presentano ulteriori
peculiarità funzionali, come per esempio, l'abbassamento
dell'acidità.
Secondo tutte le previsioni, pur rimanendo una nicchia, si
tratta di prodotti dedicati a un target destinato a crescere, anche perché aumenterà l'offerta.
Il mercato, nel suo ultimo periodo, si sta però orientando
verso gli smoothies, ovvero, un frullato proposto
in bottiglietta, dalla shelf life più o meno prolungata. La loro introduzione ha ravvivato un mercato sostanzialmente stabile,
nel quale le uniche altre note positive vengono dal
segmento delle bevande a base frutta che accrescono
la quota a scapito dei succhi
più tradizionali, che costituiscono ancora
la pancia del mercato con circa
il 60% delle vendite, e dei succhi
"100%", che sono invece in flessione.

Allegati

Frutta da bere, smoothies superstar
Mercato | Gdoweek | 15 marzo 2010 |

Arrivano a scaffale le Storie di frutta di Mulino Bianco

Ci siamo. Dopo vari test, è partito il lancio in grande stile di Storie di Frutta, la nuova linea di frullati 100% frutta che va ad arricchire la famiglia Mulino Bianco.
"Una diversificazione forte, ma aderente ai valori di naturalità di cui la marca Mulino Bianco è portatrice da sempre", sottolinea Eugenio Perrier, direttore marketing brand development Mulino Bianco (in foto), che Gdoweek ha incontrato oggi in occasione della presentazione stampa, simpaticamente organizzata presso un negozio di frutta e verdura milanese.

Ricette esclusive e calibrate
Prodotti senza aggiunta di zucchero né acqua, e privi di aromi, conservanti o coloranti, le Storie di Frutta di Mulino Bianco contengono un alto contenuto di purea (dal 50% al 70%), il che conferisce alla bevanda la consistenza vellutata tipica degli smoothie.

Tre i gusti proposti -mix di frutti bianchi, mix di frutti gialli, mix di frutti rossi- attentamente studiati dalla R&S Mulino Bianco per ottenere le caratteristiche organolettiche e nutrizionali desiderate.
Risultato: una bottiglietta da 200 ml -questo il formato proposto, al prezzo consigliato al pubblico di 1,80 euro- fornisce l'equivalente di 2 delle 5 porzioni medie di ortofrutta giornaliere raccomandate dalla Gda.
Il processo di pastorizzazione e il confezionamento in asettico in bottiglia barrierata, interamente riciclabile, garantisce sicurezza e stabilità al prodotto, che può essere conservato a temperatura ambiente con una shelf life di 6 mesi.

La forza del marchio ombrello
Proprio per questa prerogativa, la collocazione a scaffale concordata con la gdo è nel reparto delle bevande alla frutta. "Anche se -dichiara Perrier a Gdoweek-, a seconda della sensibilità dei retailer, o per meglio dire, dei singoli pdv, sarà senz'altro possibile puntare a esposizioni preferenziali in aree maggiormente distintive, quali per esempio quelle dell'ortofrutta o della prima colazione".
Per ora, comunque, l'obiettivo è quello di raggiungere tra 6-8 settimane la ponderata ottimale. Dopodiché partirà un articolato piano di comunicazione, con adv classica, ma non solo. "Si parla tanto di new media -anticipa Perrier-, ma a volte le intuizioni migliori arrivano dall'osservazione della nostra storia. Così per esempio, utilizzeremo il retro dei pacchetti dei biscotti Mulino Bianco per pubblicizzare Storie di frutta. Così come all'epoca si era fatto sui pacchi della pasta Barilla per pubblicizzare i biscotti".
Insomma, nulla si crea e nulla si distrugge, per dirla con una citazione.

L’Inran festeggia il primo anno di Sapermangiare.mobi

In 12 mesi di asttività, Sapermangiare.mobi -il sito per il consumatore realizzato dall'Inran, l'ente pubblico
italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione, con il
contributo economico del Mipaf- ha superato i 17 milioni di accessi, con una media di oltre 10.000 visitatori unici al mese, per un totale di circa 130.000 visitatori unici in un anno. Un risultato più che soddisfacente, considerato anche che è stato conseguito solo con il passaparola e senza alcun tipo di promozione a pagamento.
Lo scorso ottobre, sapermangiare.mobi aveva vinto il premio
speciale Nuovi Media alla 5^ edizione del concorso “Marketing sociale e
comunicazione per la salute" con la seguente motivazione: “per
l'approccio innovativo alla promozione della salute attraverso
l'utilizzo delle nuove tecnologie e del web 2.0, la completezza e
l'articolazione delle informazioni del portale, la possibilità di
personalizzazione dei contenuti e delle modalità di accesso.

Come è strutturato il sito
Sapermangiare.mobi è uno strumento di comunicazione innovativo, gratuito ed accessibile a tutti, dal computer e dal cellulare. Numerosi i servizi offerti a un pubblico di consumatori interessati a binomio alimentazione-salute: sezioni informative conn approfondimenti a più livelli (Glossario, Chiedo e mangio e Per saperne di più) ; tabelle di composizione degli alimenti, anche per valutare i nutrienti e le calorie di un alimento o di una dieta in funzione del proprio fabbisogno energetico (Conto e mangio, So mangiare); una sezione dedicata all'alcool, per capire se si è bevuto troppo per guidare, ma anche se si beve troppo in generale (So bere); un servizio tutor (Mangio meglio) che, a valle di una settimana di diario alimentare, restituisce consigli sugli errori e le cattive abitudini della propria alimentazione, dando spunti per correggerli: 9.100 gli iscritti durante questo prinmo anno.
Ampio spazio, poi, viene dato alle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, declinate in diversi livelli di approfondimento e anche in un video stile fiction.

Sapermangiare anche su Fb
Positivo anche il bilancio della pagina sapermangiare su Facebook, che permette un dialogo costante e interattivo con le persone. In circa un anno di attività sono stati trattati 227 argomenti relativi all'alimentazione e allo stile di vita e i fan sono oltre 3.400, anche questi raggiunti solo grazie al passaparola. L'intento è quello di fornire in tempo reale risposte chiare e scientificamente autorevoli, con la garanzia di un Ente pubblico come l'Inran, che fa ricerca esclusiva su alimenti e nutrizione. Tra gli argomenti più commentati su Facebook, il tipo di latte che si beve, gli alimenti più cercati nelle tabelle di composizione degli alimenti, il cibo di cui non si potrebbe mai fare a meno.

Scarica GdoweekM@il 24 2010

Allegati

Scarica GdoweekM@il 24 2010
Gdoweek | 28 giugno 2010 |

Auchan punta alla vendita di auto nuove online

Auchan, in Francia, ha creato un sito dedicato per proporre la vendita online di automobili nuove a prezzi ultrascontati (anche -40% sul listino), di tutte le marche automobilistiche.

Per l'iniziativa, il gruppo francese si è associato con il sito Auto-IES.com, tra i leader delle vendite di auto tramite internet.

Sviluppi
Secondo le stime, Auchan ipotizza una vendita tra le 5.000-10.000 macchine all'anno, che rappresenterebbero il 2% delle vendite del mercato francese di nuove vetture.

Italian Food Excellence

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