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NaturaSì sempre più ecosostenibile

NaturaSì Genova
Il supermercato biologico aperto a Genova, in Corso Europa 300, segna un ulteriore passo di NaturaSì verso una proposta sempre più green

Il supermercato biologico aperto a Genova segna un ulteriore passo di NaturaSì verso una proposta sempre più green. L'insegna apre una struttura in Corso Europa 300 dotata di un impianto fotovoltaico capace di coprire parzialmente il fabbisogno energetico dell’edificio, alimentato, per la restante parte, da energia assorbita dalla rete prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili certificate. Un negozio che è anche una ‘macchina termica’ che recupera il calore prodotto dagli impianti di refrigerazione ed è dotato di una colonnina di ricarica per auto e moto elettriche.
“NaturaSì è presente a Genova da oltre 20 anni - dice Achille Alloisio, titolare del nuovo negozio, che ha aperto numerosi NaturaSì in diverse città d’Italia - Il commercio in città è in forte crisi, e la nostra idea è quella di aprire un punto di vendita che rappresenti un nuovo modo di fare la spesa. Questo è un edificio realizzato con materiali ecosostenibili ma anche con attenzione particolare alle esigenze di chi lo frequenta: corsie più larghe, scaffali più bassi e massima attenzione al benessere dei clienti”.

L’edificio è in via di certificazione CasaClima Work&Life, che ha alla base la sostenibilità, intesa anche come riduzione dell’uso di risorse, limitazione dell’impatto ambientale e garanzia del benessere delle persone. Ma anche il trattamento dei rifiuti, l’uso di lampade e elettrodomestici efficienti, uso di prodotti locali, mobilità e logistica sostenibili, monitoraggio del consumo di risorse.

Attaccàti alla maglia: da Esselunga la collezione di figurine

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Inizia il 28 marzo e proseguirà fino al 30 aprile la campagna di Esselunga Attaccàti alla maglia declinata in relazione alla fede calcistica della città in cui viene proposta

Inizia il 28 marzo e proseguirà fino al 30 aprile la campagna di Esselunga Attaccàti alla maglia declinata in relazione alla fede calcistica della città in cui viene proposta. Sono sei le squadre interessate: Atalanta, Fiorentina, Parma, Brescia, Monza e Pisa. Nei punti di vendita interessati, infatti, saranno disponibili l’album e le relative figurine di calcio. Il meccanismo si sviluppa su due tipologie a seconda della città e della quadra di calcio: per Atalanta, Fiorentina, Parma e Brescia si avrà un pacchetto con 8 figurine ogni 15 euro di spesa, mentre a Monza e Pisa il pacchetto conterrà 5 figurine con 10 euro di spesa.

Per Atalanta e Fiorentina l’album era già stato realizzato anche nella passata stagione. L’album dell’Atalanta sarà distribuito nei 6 superstore Esselunga di Bergamo, Curno, Stezzano e Nembro, con 48 pagine e 180 figurine che ripercorrono l’ultima stagione di serie A, la sfida storica col Borussia Dortmund, le maglie ufficiali, lo staff tecnico e la rosa attuale, con il poster della squadra.

Per la Fiorentina la distribuzione comprende 9 superstore Esselunga di Firenze, oltre che nei negozi di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio. La raccolta ripercorre immagini della tifoseria dello stadio Franchi e i migliori momenti dal 2002 a oggi.

Tre invece i superstore Esselunga dove si possono trovare le figurine del Parma, in via Emilia Est, via Pertini e via Napoleone Colajanni. La raccolta ripercorre l’ultima stagione in serie B culminata con la promozione e la festa allo stadio Tardini.

E ancora a Brescia sono coinvolti i negozi di via Milano e via della Volta, e quelli della provincia a Corte Franca, Desenzano del Garda e Sarezzo. In questo caso la raccolta ripercorre i personaggi e la storia della società, da Altobelli a Hubner, da Baggio a Pirlo, l’ultima stagione di serie B.

Si colleziona anche il Monza 1912, nei 3 superstore Esselunga della città, in via Buonarroti, in via Brembo e in viale Libertà, con i personaggi e la storia della società, l’ultima stagione di serie C.

C’è anche un album di figurine interamente dedicato al Pisa 1909 distribuito nel negozio Esselunga di via Cisanello. L’album ripercorre una storia lunga 110 anni del Pisa, le stagioni in serie A del 1968 e quelle del ritorno ai vertici negli anni ottanta, al tempo di Romeo Anconetani.

Video: Il pane si racconta in gdo

Cosa raccontano i prodotti di panificazione all’interno del reparto panetteria delle più importanti insegne della gdo? Qual è il punto di vista di consumatori e retailer sulla categoria?

A rispondere a queste domande è stato il convegno "Il pane racconta" organizzato da Gdoweek e Mark Up in collaborazione con Puratos e tenutosi il 19 marzo 2019 presso l'Università Iulm di Milano.

All'evento (sintetizzato nel video sopra) sono stati presentati punti di vista differenti ma anche dati e risultati di indagini sul tema. Secondo quanto emerge dalla recente ricerca realizzata da Gdoweek presso le catene distributive sull’evoluzione del reparto, "molte insegne tendono in prospettiva ad affidargli un ruolo di destinazione ed emozionale, facendo leva anche sul presidio dei nuovi trend di consumo e dei localismi", come si spiega in questo articolo di approfondimento sul tema uscito sull'ultimo numero di Gdoweek (numero 4).

Croff, primo monomarca in Friuli Venezia Giulia

Croff Upim
Il marchio di Upim dedicato all’home decoration arriva nella regione con il suo primo monomarca Croff realizzato a Cividale del Friuli

Il marchio di Upim dedicato all’home decoration arriva nella regione con il suo primo monomarca Croff realizzato a Cividale del Friuli (Ud) all’interno del centro commerciale Borc Di Cividat, in viale Foramitti, ad angolo con via Gemona. Lo store, che si estende su 110 mq, si caratterizza per spazi moderni, facilmente fruibili, dalle linee semplici e pulite.

L’offerta di Croff spazia da componenti d’arredo e decori, a proposte per la tavola e il Croff Upimtessile: tovaglie, runner, cuscini, stoviglie e ceramiche colorate. Completano la proposta le spugne e i tappeti. L’assortimento si rinnova periodicamente con l’inserimento di collezioni stagionali che si integrano ad una gamma di linee continuative.

 

Succhi freschi preparati al momento, un servizio di valore

Spuntano nel reparto le macchine automatiche spremiagrumi, per intercettare la richiesta di prodotti healthy da parte delle nuove generazioni (da Gdoweek n. 4)

Il servizio, anche se automatico, può portare valore nei reparti dei punti di vendita, non fa eccezione quello ortofrutta dove una tendenza in atto da qualche anno si sta consolidando e permette di intercettare le richieste di un cliente, spesso giovane, che cerca del valore aggiunto dai prodotti che sta acquistando. Stiamo parlando in particolare della presenza, sempre più costante, di macchine spremiagrumi automatiche per realizzare succhi freschi al momento.

Per questo abbiamo provato a capire di più di questo trend dalle parole di un produttore, Zumex, focalizzato sulle macchine automatiche di spremitura degli agrumi, nato nel 1985 a Valencia, con fatturato 2017 di 35 milioni di euro (1 milione reinvestito in ricerca e sviluppo) e oltre 80mila installazioni in oltre 100 Paesi del mondo, Italia compresa.

L’innovazione che ha portato sul mercato è stata la spremitura a freddo, che permette l’estrazione del succo dagli agrumi senza che questo vada a contatto con la buccia, un elemento di grande interesse sia per quanto riguarda le esigenze del food service sia nel mondo retail.

“Inizialmente si è sviluppato il mondo horeca -ci ha detto Cristian Papararo, market development manager, Italy & South Europe di Zumex- bar ristoranti e hotel, ma negli ultimi dieci anni abbiamo iniziato ad avere un successo clamoroso nel retail, in particolare nord Europa, paesi come Olanda e Belgio sono stati pionieri delle macchine spremiagrumi nei reparti ortofrutta dei supermercati. Lì abbiamo iniziato a sviluppare il modello di business che poi abbiamo esteso in tutta Europa. La svolta è avvenuta più di due anni fa quando abbiamo vinto il tender con Mercadona, una catena di oltre 1.630 punti di vendita in Spagna, il 20% di quota di mercato. Questo ha portato allo sviluppo del consumo di succo di arancia fresco all’interno degli store e numerosi progetti sono partiti con altre insegne spagnole”.

“Possiamo spremere qualsiasi tipologia di agrume -continua Cristian Papararo-, grazie a tre sistemi di spremitura: da 65 mm, adatto a spremere limoni, lime e mandarini, il kit standard che spreme arance fino a 82 mm e un kit per agrumi di dimensioni più grandi, come pompelmi, che arriva fino a 95 mm di diametro”. Zumex fornisce un servizio completo, che va oltre la semplice macchina spremiagrumi, si passa infatti dalla formazione del juicer che lavora con le macchine spremiagrumi, fino alla collaborazione nella creazione del concept di ciascun locale, attraverso lo studio dello spazio, l’individuazione delle sue esigenze specifiche e la definizione degli accessori necessari a offrire il servizio di succo fresco.

Tra i prodotti proposti da Zumex per il mondo retail si parte con la linea Versatile, ideale per dimensioni e costi per negozi di prossimità e convenience store. Gli altri prodotti, con maggiori prestazioni, fanno parte della linea Speed, self service, che si divide in Speed Up e Speed S Plus, sia carrellati sia da banco, pensati anche per l’integrazione nell’arredamento già dal progetto del reparto o posizionabili in appositi corner. La soluzione carrellata è più versatile, si può posizionare anche temporaneamente e può anche essere fornita di portabottiglie. La macchina Speed S Plus, che è il top di gamma, ha un filtro automatico un gruppo di spremitura estraibile in monoblocco che è un sistema brevettato da Zumex, l’operatore lo può rimuovere in soli 10 secondi, il rubinetto è rivolto verso il cliente ed è stato sviluppato un mobile più ampio per contenere più rifiuti.

Zumex non si ferma alla spremiagrumi ma ha immesso sul mercato anche una centrifuga Multifruit per estrarre i succhi anche da frutta e verdura, che lavora a doppia velocità da 3.500 e 4.500 giri minuto, richiesta nel mondo retail anche per gestire le eccedenze ortofrutticole e contenere così gli sprechi alimentari.

Aldi festeggia con un testimonial d’eccezione

Alessandro Borghese celebra i 50 primi store di Aldi al suo primo anno in Italia con un'iniziativa promozionale

Aldi ha aperto 50 punti di vendita nel 2018 e 4 nel 2019 attestandosi come l'insegna che si è sviluppata di più in Italia soprattutto al Nord. In occasione dell'anniversario e del raggiungimento di 50 punti di vendita di Aldi in Italia, è stata prevista una promozione con il testimonial d’eccellenza: lo chef Alessandro Borghese. L'azienda tedesca propone un contest culinario su Instagram, la sfida: stupire lo chef postando sul proprio profilo un piatto preparato con prodotti Aldi correlato da #50volteALDI: in palio una cena per due persone al ristorante del famoso chef, "Il Lusso della Semplicità" a Milano.

Secondo analisi Nielsen, l'espansione ha impattato maggiormente sui competitor diretti e ipermercati con una perdita dell'1,6% del giro di affari, ma entro pochi mesi anche i supermercati potrebbero risentire della presenza del discount tedesco. La concorrenza ha reagito differenziando l'offerta verso i freschi, i piatti pronti e anche la profumeria, investendo in comunicazione. Gli obiettivi futuri rimangono lo sviluppo della rete già esistente tramite il dialogo con il territorio e rispetto dell'ambiente, eliminando articoli usa e getta entro il 2019.

L'insegna vede tra le categorie più vendute nei suoi punti di vendita i prodotti freschi, il Made in Italy e registra grande attenzione verso i prodotti da forno nell' area Pan del Dì. Uno degli obiettivi è raggiungere un posizionamento cool, confermato dalla scelta del testimonial Alessandro Borghese, la blogger Sonia Peronacci e i cuochi di Gnambox. Michael Veiser, group managing director, dichiara soddisfazione per il traguardo superato delle 45 aperture nel primo anno in Italia, uno tra i mercati più interessanti d'Europa.

 

Eurospar: uno store a Castrolibero

Prosegue lo sviluppo di Despar in Calabria che si espande anche grazie al progetto di affiliazione del gruppo Maiora, concessionario dell'insegna al sud

Prosegue lo sviluppo di Despar in Calabria che si espande anche grazie al progetto di affiliazione del gruppo Maiora, concessionario del marchio per il centro-sud. È stato inaugurato, infatti, un punto di vendita Eurospar a Castrolibero (Cs), gestito dall'imprenditore Giampaolo Pagliuso. La struttura propone il reparto di gastronomia servita, l’enoteca, l’ortofrutta con banco espositore sul perimetro.

L'insegna conta di consolidarsi ulteriormente nella regione nei prossimi mesi.

Come cambia la loyalty in Italia spinta dal mobile wallet

A svelare le evoluzioni della fedeltà via digitale è Stocard, l'app che raduna le carte su un portafoglio digitale e che in Italia ha raggiunto i 5 milioni di utenti

Come evolve la loyalty in Italia sulla spinta di un nuovo strumento smart sempre più utilizzato come il mobile wallet? A svelarlo è Stocard, app che consente di riunire tutte le carte fedeltà in un portafoglio digitale bypassando il problema del possesso fisico.

Stocard, che conta 35 milioni di utenti a livello globale e che in Italia ha raggiunto i 5 milioni di utilizzatori, ha svelato i propri numeri nel nostro Paese dal 2017 al 2018, portando alla luce alcune interessanti tendenze in ambito di loyalty (a seguire).

  • I top mercati retail continuano ad accrescere la loro presenza nel mobile wallet come risultato del focus che i retailer hanno sui loyalty program: fast fashion +86%, drug&beauty +86%, grocery +85%. L'analisi dei big data, in questo contesto, è la chiave per modulare l'offerta al fine di massimizzare i fatturati.
  • Nel mobile wallet crescono anche le carte fedeltà a minore frequenza di utilizzo (+101% settore retail pet, +106% settore retail brico) che normalmente nel portafoglio fisico non troverebbero spazio.
  • Quest'ultimo dato trova riscontro nell'aumento del numero di carte per singolo utente su Stocard (+6,5% nel 2018) ma anche nel numero di carte presenti sul mobile wallet (in media oltre 15) rispetto al portafoglio tradizionale (da 4 a 6) e nella crescita della frequenza d'uso (+7,2% nel 2018).

 

Partnership tra Sab e Knorr per le zuppe pronte Fast & Fresco

Sul mercato dalla seconda metà di marzo le 5 nuove referenze di zuppe della linea healthy Pausa Benessere

Una gustosa novità nel segmento delle zuppe fresche arriva dalla partnership siglata tra Sab e Knorr, che ha portato sul mercato 5 nuove referenze della linea Pausa Benessere, in edizione speciale.

“Questa operazione di co-marketing è stata intrapresa da Fast & Fresco a novembre dello scorso anno -sottolinea Giuseppe Micucci, managing director di Sab–. Da un lato, Fast & Fresco ha rinnovato la gamma, lanciata due anni fa, in quanto i dati mostrano che il mercato dei prodotti salutistici e funzionali è in crescita. Dall’altro, Knorr sta rilanciando la propria marca e la propria visual identity, riposizionando il brand, unendo il tema della sostenibilità ambientale alla buona e sana nutrizione”.

Indicazione dei benefit funzionali sul packaging

"Il beneficio è specificato sul fronte del pack per una più facile lettura, oltre ai claim comuni a sostegno del gusto e della naturalità degli ingredienti -spiega Alice Pezzotta, brand marketer di Fast & Fresco-. Ogni pack è caratterizzato da uno specifico codice colore che rimanda ad un altrettanto specifico benefit funzionale (fonte di fibre, poche calorie, pochi grassi) e nutrizionale".

Retex, l’innovazione nel retail è complessiva

Fisico e digitale senza soluzioni di continuità con l’obiettivo di creare una shopping experience distintiva (da Gdoweek n. 4)

Con una storia alle spalle relativamente breve (è stata fondata nel 2010), Retex è riuscita a ritagliarsi uno spazio rilevante nel panorama dei player focalizzati nell’offrire soluzioni per l’innovazione del punto di vendita, soprattutto nei settori della gdo, fashion & luxury, food & beverage ed entertainment, dove gestisce oltre 5.000 punti di vendita. Oggi il gruppo è presente con uffici non solo a Milano dove ha il suo quartier generale, ma anche a Londra, Firenze, Torino, Modena e Ivrea. Tra le società del gruppo è presente Digital Retex, partner ufficiale di WeChat (Tencent) per l’Europa, la piattaforma social cinese con oltre un miliardo di utenti. Digital Retex, gestisce molteplici brand occidentali su WeChat in termini di comunicazione, marketing e vendite. Gdoweek ha incontrato Fausto Caprini, fondatore e amministratore delegato di Retex per parlare del retail contemporaneo e dei trend evolutivi in corso.

Quali risultati avete conseguito?

I numeri di esercizio ci dicono che nell’ultimo anno siamo cresciuti di oltre 15% rispetto l’anno precedente e proporzionalmente è aumentata la redditività. La nostra strategia iniziale è confermata dai trend evolutivi del mercato, soprattutto nei tre settori più importanti per noi che sono gdo, fashion e lusso e ristorazione.

Entrando nel dettaglio?

Nella gdo si è esasperata maggiormente la competizione tra i player attraverso l’innovazione, soprattutto a livello di punto di vendita, la più visibile al cliente finale. Così sono aumentati gli investimenti nel self-retail, sull’estensione dei servizi di eCommerce e sulle piattaforme interattive per mobile. Nel settore fashion & luxury continuano a crescere i volumi prodotti dalla clientela cinese e la scelta di supportare il canale elettronico WeChat Digital Retex è stata per noi una scelta azzeccata anche grazie al riconoscimento di Tencent come unico trusted partner europeo. Nel food & beverage, come certificato anche da studi accreditati come il rapporto Coop, cresce l’out of home (che erode quote alla grande distribuzione), in cui gli investimenti in ambito digitale crescono, non solo e non tanto per la consegna a domicilio. È uno dei settori più dinamici dove gli investimenti in innovazione sono continui.

Come Retex sta investendo?

Stiamo procedendo con acquisizioni come abbiamo fatto in Cina con una società che ci aiuterà a supportare tutte le aziende italiane che vorranno sviluppare il loro business in terra cinese. Abbiamo anche acquisito una società che fa contenuti, in particolare realtà aumentata e tutti i media che possono incrementare l’engagement nel punto di vendita. Infine abbiamo acquisito una software company che opera nell’ambito backoffice della grande distribuzione. Sostanzialmente il piano strategico che abbiamo definito del 2013 è stato raggiunto nel 2017 e l’anno scorso abbiamo nuovamente costruito un nuovo piano strategico che si compirà nel 2022. Al termine di questo percorso il nostro obiettivo è configurarci come l’attore più influente nel mercato retail italiano per l’innovazione.

Chi sono i vostri competitor?

Siamo alla ricerca di un posizionamento originale e questo ci mette in competizione con diversi player ma solo per specifiche aree. Per esempio ci confrontiamo con player che operano nel settore delle soluzioni per punto di vendita; tuttavia quando operiamo prettamente in ambito digitale abbiamo come competitor player internazionali molto consolidati. Poi vi sono anche casi in cui siamo partner e competitor allo stesso tempo.

Rispetto all’eCommerce, come si sta muovendo la gdo?

Dal nostro punto di vista, un’osservazione importante la si può fare sui network in franchising. In questo ambito, il singolo imprenditore non ha oggi di fatto, la possibilità di competere sul canale elettronico. È vero che centralmente i player più importanti della gdo hanno piattaforme per l’eCommerce, ma non permettono al singolo associato di promuovere il proprio punto di vendita in modo distintivo. È questo è un limite.

Diamo un outlook sul futuro del retail...

Occorre distinguere tra i diversi settori commerciali. Nel fashion & luxury si assiste a una diffusione marcata degli strumenti di conversational commerce via social che sicuramente influenzano gli acquisti. Dire però che incidenza ha sulle conversioni non è semplice. In ogni caso Facebook ha annunciato si seguire questa strada. Per capire il retail dobbiamo comunque studiare la Cina.

Migross: nasce la linea Wita

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La nuova linea di prodotti a marchio di Casa Migross si chiama Wita, pensata per le esigenze alimentari e gli stili di vita attuali

La nuova linea di prodotti a marchio di Casa Migross si chiama Wita, pensata per le esigenze alimentari e gli stili di vita attuali. La linea Wita comprende referenze bio, prodotti freefrom e arricchiti. Seguiranno delle estensioni della gamma come per esempio una linea non food di detergenza per la casa.

Abbiamo deciso di non far comparire il marchio corporate Migross nel packaging della linea - spiega Marco Mion, responsabile commerciale Migross - perché il logo Wita rappresenta già di per sé un elemento fondamentale di comunicazione che permette ai clienti di riconoscersi nei valori e negli intenti che la marca propone. Benessere, dinamismo, attenzione, leggerezza, qualità, innovazione, energia, tutto si riunisce in un’unica parola, Wita, esaltandone però ogni singolarità”.

Gerardo Luca Sinesi, responsabile prodotti a marchio Migross, aggiunge:  “Wita nasce dalla necessità di creare un contenitore immediato ed identificabile a scaffale, puntando sulla prestazione che il cliente di oggi, sempre più evoluto, va a ricercare”.

 

Altasfera: in Sicilia via alla spesa online

È partito ufficialmente oggi il servizio di spesa online, progettato da ReStore, per i punti di vendita Altasfera di Ragusa e Siracusa

È partito ufficialmente oggi il servizio di spesa online, progettato da ReStore, per i punti di vendita Altasfera di Ragusa e Siracusa. In particolare, per la provincia di Ragusa il servizio coprirà anche le località di Scoglitti, Scicli, Vittoria, Pozzallo, Modica, Comiso, Monterosso, Chiaramonte e Giarratana mentre per quanto riguarda la città di Siracusa, il servizio di consegna si estenderà anche ad Augusta, Priolo ed Avola, ad esclusione di Noto, Rosolini e Palazzolo. La catena di cash & carry, che fa capo a Ergon Consortile, ha l’obiettivo di facilitare la consegna agli esercenti di hotel, bar, ristoranti ed altre imprese che possono così evitare il trasporto di prodotti in zone distanti.

Per accedere al servizio basterà collegarsi al sito www.altasferasicilia.it  registrarsi inserendo i propri dati personali e la partita iva e scegliere i prodotti desiderati. Una volta conclusa la procedura d’acquisto basterà scegliere il giorno e l’orario in cui si preferisce ricevere la spesa nella propria azienda o all’indirizzo indicato, o altrimenti optare per il ritiro in negozio.

Passione, dinamismo, innovazione, insieme all’attenzione al territorio, ai produttori e alle eccellenze locali, sono da anni i punti di forza che rendono Altasfera Sicilia la soluzione ideale per gli acquisti dei professionisti essendo la nostra una catena cash & carry innovativa e dinamica - dichiara  Concetta Lo Magno, responsabile marketing Ergon società consortile – Abbiamo deciso di fornire ai nostri clienti un’esperienza digital completa che permetterà di acquistare i prodotti che si desiderano anche semplicemente utilizzando il proprio smartphone”.

Conad Sicilia: 12 milioni per migliorare asset logistici

Rendering Ce.di Modica ampliato Conad Sicilia
Conad Sicilia punta alla logistica attualmente gestita con un network composto da 7 siti per quasi 67.000 mq di superfici

Con un investimento da 12 milioni di euro saranno potenziati gli asset logistici nell’isola. Conad Sicilia punta alla logistica attualmente gestita con un network composto da 7 siti per quasi 67.000 mq di superfici per alimentare secco, a temperatura controllata e surgelati. Il tutto articolato su 2 poli: Palermo (che include i Centri distribuzione dell’area Carini – Capaci – Partinico) e Modica (che include i Centri distribuzione di Modica e Ispica). Mentre a Catania ha sede il deposito primario per il flusso dei surgelati. La cooperativa ha deciso dunque di potenziare la struttura già esistente ampliando per esempio il centro distribuzione di Modica che passerà da 12 a oltre 30 mila mq.

Alla fine di questo percorso di investimenti e di potenziamento, il network sfiorerà una superficie di 90.000 mq con una capacità di servizio di oltre il 40% in più e importanti ricadute sul tessuto economico, generate dall’indotto. Attualmente sono oltre 300 i posti di lavoro nell’indotto dei depositi e si arriva a 500 se si considerano anche i trasportatori.

La scelta è quella di un modello di outsourcing logistico basato su operatori specializzati sia nella gestione dei depositi che nei trasporti e che garantiscano servizio e qualità nella gestione delle merci all’interno della rete distributiva, una fonte di sviluppo che avrà importanti ricadute occupazionali sul territorio.

 Il settore distributivo in Sicilia – spiega Vittorio Troia, direttore generale Cfo di

Vittorio Troia direttore generale CFO Conad Sicilia
Vittorio Troia direttore generale Cfo Conad Sicilia

Conad Sicilia – sta vivendo una fase di grande trasformazione. La gdo ha dovuto fare i conti con un importante calo dei consumi, in particolar modo di quelli alimentari, e con un ulteriore impoverimento del carrello della spesa. E in un contesto economico come quello siciliano che fa sempre più fatica a riprendersi, numerosi player della distribuzione siciliana non hanno retto e sono stati travolti dalla crisi economica. In questo difficile contesto, Conad Sicilia con i suoi 181 soci imprenditori siciliani continua a crescere, rafforzando la sua leadership nella regione e soprattutto ad investire sul territorio, dimostrando la forza del modello cooperativo per la crescita dell’impresa siciliana”.

Le Galeries Lafayette sugli Champs-Élysées

galeries lafayette
Le Galeries Lafayette programmano l’ingresso nel cuore di Parigi. Si tratta del 63esimo department store del brand

Pare ci si stia preparando al debutto nel cuore della Capitale francese. Le Galeries Lafayette programmano l’ingresso nel cuore di Parigi. Stando a quanto scrive il giornale online Velvet mag il 63esimo department store del lusso aprirà sugli Champs-Élysées. Tra i brand presenti: Dior, Nike, Lancôme e Chanel.

Amostyle by Triumph debutta a Yokohama

Amostyle by Triumph Yokohama
Credit: Amostyle Japan
Lo spazio Amostyle realizzato all’interno del centro commerciale LaLaport di Yokohama è stato progettato da FutureBrand Uxus

Lo spazio all’interno del centro commerciale LaLaport di Yokohama è stato progettato da FutureBrand Uxus. Amostyle, insegna di Triumph, è stato pensato per aree tematiche che invitano i clienti a sperimentare l’area “impulsive” o quella pensata per il relax.

Per questo store sono stati utilizzati colori con tonalità di rosa per creare un'atmosfera giocosa e giovanile. Il negozio è stato decorato con piante d'appartamento, cuscini e lampade a sospensione, con l’obiettivo di ricreare un’ambientazione tipica di un loft di New

Credit: Amostyle Japan
Credit: Amostyle Japan

York. La vetrina è dotata di uno schermo che proietta immagini delle collezioni del brand.  All’interno è disponibile un iPad che mostra i prodotti in assortimento dando anche suggerimenti agli utenti. Gli spogliatoi sono inoltre dotati di una luce a forma di cuore che segnala, una volta accesa, la presenza di qualcuno all’interno.

 

Carrelli elevatori: quanto risparmio con le batterie agli ioni di litio?

Logistica in collaborazione con LIUC Università Cattaneo organizza un convegno il giorno 16 aprile 2019, ore 14,30 a Milano, presso il Palazzo della Cultura Tecniche Nuove. Accreditati

I carrelli elevatori alimentati da batterie agli ioni di litio sono una tecnologia ormai matura e diffusa. C'è, però, ancora una sorta di incertezza da parte delle aziende a prendere in considerazione questa soluzione:

Le batterie agli ioni di litio portano ad un effettivo vantaggio rispetto alle tradizionali batterie al piombo-acido?

Il maggior costo iniziale è adeguatamente compensato da una significativa riduzione di energia impiegata per la ricarica?;

La vita utile è realmente più lunga?;

Le performance in termini di autonomia migliorano?

Per rispondere a questi interrogativi, la rivista Logistica in collaborazione con LIUC Università Cattaneo ha organizzato un convegno il giorno 16 aprile 2019, ore 14,30 a Milano, presso il Palazzo della Cultura Tecniche Nuove.

Il convegno, rivolto al mondo industriale e logistico nazionale, si pone l’obiettivo di spiegare attraverso un rigoroso metodo scientifico quelli che sono i vantaggi e svantaggi associati all’utilizzo delle batterie agli ioni di litio.

Durante l’incontro verranno presentati i risultati di un’indagine condotta su magazzini italiani, elaborata dai Ricercatori del Center of Supply Chain, Operation&Logistics della LIUC.

Per un approccio quantitativo dell’argomento, verrà dato, inoltre, particolare rilievo all’applicazione del modello TCO (Total Cost of Ownership)e del modello OEE (Overall Equipment Effectiveness).

La partecipazione è gratuita previa registrazione

Bofrost Italia amplia il suo assortimento

Bofrost
Il catalogo primavera-estate di Bofrost propone 520 referenze e 46 nuovi prodotti, studiati dal reparto Ricerca e Sviluppo per intercettare i trend alimentari emergent

Il catalogo primavera-estate di Bofrost, azienda attiva nel settore dei surgelati a domicilio, propone 520 referenze e 46 nuovi prodotti, studiati dal reparto Ricerca e Sviluppo per intercettare i trend alimentari emergenti tra cui item vegetariani e vegani, senza glutine, etnici e con ingredienti selezionati, dop e igp.

L’azienda, che in Italia ha appena chiuso il bilancio 2018-19 con 238 milioni di euro di fatturato e una crescita del +0,2% rispetto all’esercizio precedente, ha inoltre messo a punto un progetto di maggiore comprensione dei clienti allo scopo, spiega l’amministratore delegato Gianluca Tesolin, “di proporre il prodotto giusto, al cliente giusto, con la giusta modalità di comunicazione”. E aggiunge: "Puntiamo su progetti hi-tech per offrire ai nostri clienti un’esperienza d’acquisto eccellente e personalizzata e per migliorare l’interazione con i venditori, dove il rapporto umano conta più di tutto". 

Il nostro Paese rappresenta il 19% del fatturato del gruppo Bofrost International, presente

L'amministratore delegato Bofrost, Gianluca Tesolin

in 12 paesi europei con un fatturato annuo di 1.242 milioni di euro.  “Bofrost è un’azienda in salute –commenta  Tesolin –. In questo momento ci troviamo a dover rispondere alle sfide della trasformazione digitale, che non hanno portato alla “retail apocalypse” che si temeva qualche tempo fa, ma hanno certamente cambiato volto al settore. Il consumatore oggi richiede una customer experience di assoluta eccellenza, con prodotti e servizi incentrati sulle proprie esigenze. Il nostro obiettivo è offrire una proposta personalizzata per oltre un milione di clienti Bofrost, e la nostra strategia è puntare su tecnologia e innovazione ma sempre basati sul rapporto umano al fine esaltare la relazione che si crea tra i clienti e i nostri venditori, una relazione diretta e fidelizzante che rappresenta uno dei maggiori punti di forza di Bofrost”.

 

Nuovo store Nespresso a Civitanova Marche

Nespresso boutique in St Petersburg, Russia
Il piano di espansione retail del brand Nespresso prosegue con un’apertura a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, al centro commerciale Il Cuore Adriatico

Il piano di espansione retail del brand Nespresso prosegue con un’apertura a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, all’interno del centro commerciale Il Cuore Adriatico.

L’insegna si sta muovendo sul territorio italiano e internazionale proponendo diverse tipologie di punti di vendita, in modo da soddisfare le abitudini e le modalità di acquisto dei clienti. In questa struttura Nespresso offre una gamma di opzioni d’acquisto come l’eCommerce, l’app e il servizio di call center.

Scarpe & Scarpe lancia la prima capsule maschile

Per farlo il retailer ha scelto Peppe Poeta, capitano di Fiat Torino, squadra di serie A del campionato italiano di pallacanestro

Scarpe & Scarpe lancia la sua prima capsule dedicata al mondo maschile in 35 selezionati negozi in Italia e online su www.scarpescarpestore.com a partire dal 20 marzo. Per presentare la nuova collezione è stato scelto il volto di Peppe Poeta, capitano di Fiat Torino, squadra che milita nella serie A del campionato italiano di pallacanestro e di cui il brand è sponsor ufficiale 2018/19.

La capsule Playmaker si compone di 4 modelli di calzature Old Signature, private label di Scarpe & Scarpe, che identificano con il mocassino lo stile chic del capitano Poeta al di fuori dal campo di gioco. La presentazione ufficiale è sabato 23 marzo con un evento presso il punto di vendita di Torino in piazza Carlo Felice dalle ore 16:00 e presenza del testimonial.

L’impulso nel pane porta infedeltà al punto di vendita

L’evoluzione degli assortimenti nel reparto panetteria va verso prodotti speciali di valenza salutista. Ma l’estensione dell’offerta esalta stagionalità, giornate di punta e nomadismo del cliente (da Gdoweek n. 4)

In Italia i consumi di pane sono progressivamente in calo. Anche in questo segmento alimentare si registra un’attenzione sempre maggiore verso varianti salutistiche. Secondo l’ultima relazione di Italmopa, la riduzione sul mercato interno ha riguardato essenzialmente la farina destinata alla produzione di pane. Qui i consumi hanno registrato una contrazione in volume del 2,4%. Tale riduzione ha riguardato, in misura maggiore, il pane sfuso rispetto al pane confezionato mentre appare in controtendenza il consumo di pane surgelato che ha fatto registrare una crescita superiore al 10%.

Nonostante il quadro dei consumi sia poco dinamico, pane e sostitutivi del pane rappresentano per la gdo una categoria importante. Soprattutto nel caso del pane fresco classico e dei pani speciali l’offerta risulta elemento di qualificazione dell’insegna. Non solo: rimane leva di spinta alla frequenza di visita dei punti di vendita. Il reparto panetteria incide sul fatturato totale con percentuali in genere oscillanti tra il 2% e il 5%. Ha generalmente un ruolo di routine o servizio, ma si sta trasformando sempre più in uno spazio che deve attrarre il consumatore e qualificare il punto di vendita.

Secondo quanto emerge dalla recentissima ricerca realizzata da Gdoweek presso le catene distributive sull’evoluzione del reparto, molte insegne tendono in prospettiva ad affidargli un ruolo di destinazione ed emozionale, facendo leva anche sul presidio dei nuovi trend di consumo e dei localismi. Attualmente l’offerta nei format moderni si concentra prevalentemente su due modalità: pane fresco rifornito da produttori locali ed integrato con pane surgelato, acquistato dall’industria, che viene cotto/dorato nei punti di vendita. In alcuni negozi, in funzione soprattutto dei format, esiste la produzione interna. Nel qual caso generalmente il pane surgelato diventa un complemento del core business rappresentato dal pane fresco. La percentuale della produzione interna, dove esiste, sul totale dipende dalla gestione interna del reparto. Per esempio nel caso di Conad Centro Nord, chi fa autoproduzione arriva anche al 97%. Inoltre, ogni negozio seleziona il fornitore di farine che meglio soddisfa le sue esigenze. Se il self service nella vendita e il rifornimento da panifici locali o dall’industria, in particolare per il surgelato, sono la formula più diffusa, c’è chi come Unes sta pensando allo sviluppo interno per alcuni negozi di metrature superiori.

Nell’ambito dell’offerta complessiva di pane e derivati sfusi o confezionati, i sostitutivi del pane rappresentano un prodotto ad alto contenuto di servizio per il cliente. In primis perché hanno maggior durabilità. Rappresentano uno scaffale di marca con logiche di acquisto diverse per funzione d’uso, occasioni di consumo e profondità dell’assortimento. In base ai dati Iri, a tutto novembre 2018, le vendite di pane e sostitutivi nel canale Iper+super+Lsp sono ammontate a circa 300.000 tonnellate per un valore di 1.336 milioni di euro, con un leggero incremento rispetto all’anno precedente (+0,3% in volume e +0,8% in valore). I segmenti più dinamici sono risultati quelli delle specialità sostitutive del pane (+5% a volume), i panini (+5,2%), il panificato senza glutine (+4,4%) e il pane da tramezzino (+2,4%). Viceversa in calo crackers (2,7%), panetti croccanti (1%), pan carré (5,1%), pane da cuocere (3,2%) e pane grattugiato (1,6%). Sostanzialmente stabili i grissini (-0,2%) e leggermente in aumento il pane lunga conservazione (+0,6%). L’offerta sugli scaffali è discretamente polverizzata, con i primi 3 player (Barilla, Mondelez International e Gruppo Colussi) che coprono a valoresolo il 25,7% del mercato mentre la mdd incide per il 21,8%.

L’esposizione è un fattore chiave. Il reparto pane deve avere il giusto mix tra libero servizio, take away e banco servito, per riuscire a offrire sia supporto sia servizio. Il self service è una modalità di vendita che funziona bene, perché consente al cliente di valutare e scegliere i prodotti da vicino. La vendita assistita per contro funziona in particolare per i prodotti per i quali il personale addetto alla vendita costituisce un valore aggiunto, come pani di grossa pezzatura e la pasticceria. Un display ben organizzato è fondamentale per poter essere letto in modo chiaro dal consumatore che ha sempre più proposte da valutare. Un aspetto critico è attualmente proprio quello di comunicare le diverse tipologie e caratteristiche del pane. Per questo motivo è necessario lavorare molto sul layout e quindi la struttura espositiva assume un ruolo centrale. Di sicuro vendere pane con un appeal artigianale ed esposto in isole dedicate, con un’esposizione curata, consente per esempio di offrire un prodotto accattivante. Si tratta di una modalità che diventa più realizzabile se parliamo di negozi di grandi metrature. Le strutture espositive sono oggi essenziali per valorizzare i prodotti e cavalcare l’acquisto di impulso, in un reparto generalmente caratterizzato dall’acquisto programmato. L’impulso in realtà ha una potenzialità più ampia di quanto faccia supporre la logica e la psicologia d’acquisto, anche perché dalla vendita di pane tradizionale e semplici derivati si è passati ad un’offerta molto segmentata per tipologia di prodotto e occasioni di consumo. Certamente l’industria propone un’offerta ampia ad alto contenuto di servizio, in particolare per il mondo surgelato. Che consente la presenza anche a operatori internazionali come Vandemoortele.

Nella definizione degli assortimenti hanno sicuramente un peso significativo le differenze geografiche che vengono generalmente soddisfatte con prodotti del territorio forniti da panifici locali. Può avere una certa influenza la stagionalità: il pane performa meglio nel periodo invernale. Registra un calo nel periodo estivo nel quale si registra uno spostamento dei consumi verso prodotti consolidati che rientrano nei sostitutivi del pane come tarallini e grissini. Per quanto riguarda i picchi negli acquisti, si verificano solitamente nei giorni di fine settimana. Guardando ai best seller nelle varie catene distributive, in termini di ricavi e penetrazione nel reparto pane risultano in testa negli acquisti la baguette classica, ciabatte e pane casereccio.

Nel mercato dei sostitutivi del pane operano anche aziende focalizzate su determinati segmenti. Per esempio Ipam è un player specializzato nell’area pangrattato e panature per i canali industria, food service e retail. Opera con una produzione anche per le mdd nella gdo. Lo sviluppo più significativo di Ipam riguarda la segmentazione dell’offerta, in particolare partendo dal pangrattato mescolato con erbe, spezie, cereali, semi ecc. per ottenere panature aromatizzate. Nel caso di Puglia Sapori il core business è costituito dalla produzione di taralli, tarallini e altri snack che affondano le radici nella tradizione culinaria pugliese. Con una gamma ampia e variegata rappresenta uno dei player nel mercato dei sostitutivi del pane in grado di offrire snack convenzionali, biologici e senza glutine. Con una presenza significativa nel food service e nella gdo, recentemente l’azienda ha effettuato un restyling del best-seller, il multipack da 400g contenente 10 bustine di tarallini all’olio extra vergine d’oliva, che presenta ora un packaging più accattivante e moderno pur non rompendo completamente con la versione precedente. Nella gdo è inoltre presente con la linea retail e con la linea bio, composta da taralli e tarallini declinati in diverse aromatizzazioni (tra cui multicereali e kamut che vanno ad affiancarsi a quelle più comuni). La linea gluten free riceve sempre più attenzioni dai buyer della gdo in un momento in cui il trend delle linee salutistiche è sulla cresta dell’onda. Si vedano anche a tal proposito i taralli healthy proposti da Fiore di Puglia.

Accesso riservato

Ikea lancia il suo primo pet shop italiano

Ikea pet shop
All’interno del centro commerciale Elnòs Shopping di Roncadelle (Bs), Ikea inaugura il suo primo pet shop in Italia, sviluppato su un’area di 32 mq

All’interno del centro commerciale Elnòs Shopping di Roncadelle (Bs), Ikea inaugura il suo primo pet shop in Italia, sviluppato su un’area di 32 mq e contraddistinto dal claim Idee per i tuoi amici a quattro zampe.

In molte case cani e gatti sono ormai una presenza irrinunciabile che appartiene di diritto alle nostre famiglie - afferma Alessandro Gallavotti, store manager Ikea Brescia - Con il nuovo spazio tematico, Ikea vuole essere sempre più vicina e attenta alle esigenze delle persone e ai loro animali d’affezione”.

In assortimento i prodotti Ikea della serie Lurvig, pensati per il benessere e il divertimento degli animali domestici, progettata dalla designer Inma Bermudéz e da un team di designer amanti degli animali, con il supporto di veterinari specializzati guidati da Barbara Schäfer, veterinaria che si occupa anche di valutazione dei rischi per i prodotti dell’azienda svedese.

 

Deliveroo si espande in 30 città italiane

Deliveroo
Continua l’espansione di Deliveroo che a breve farà il suo ingresso in 30 nuove città italiane. Con i nuovi ingressi, la piattaforma coprirà 69 città da nord a sud

Continua l’espansione di Deliveroo che a breve farà il suo ingresso in 30 nuove città italiane. Nello specifico, il servizio sarà esteso in Lombardia dove, tra Brianza e hinterland milanese, sono 20 i nuovi centri raggiunti dalla piattaforma: Desio, Paderno Dugnano, Verano Brianza, Olgiate Olona, Gallarate, Rescaldina, San Vittore Olona, Rho, Garbagnate, Lainate, Nerviano, Legnano, Gerenzano, Saronno, Cerro Maggiore, Curno, Arcore, Vimercate, Concorezzo e Pioltello. E ancora nel Lazio e in Toscana con il servizio anche a Viterbo e Latina, Livorno e Prato. La piattaforma arriva inoltre a Vicenza, La Spezia, Salerno, Reggio Calabria, Taranto e Sassari.

Inoltre, grazie al servizio McDelivery, con Deliveroo sarà possibile ordinare e ricevere comodamente a domicilio tutti i più celebri menu McDonald’s. Con i 30 ingressi, il servizio di home delivery sarà attivo in 69 città.

Siamo orgogliosi ed entusiasti di essere arrivati in nuove città che offrono un’ampia e variegata offerta gastronomica”  afferma Matteo Sarzana, general manager di Deliveroo Italia.

 

 

Lush: a Liverpool lo store di ultima generazione

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Si sviluppa su tre piani per una superficie totale di 1.380 mq il nuovo punto di vendita Lush inaugurato a Liverpool ai civici 38-46 di Church Street

Si sviluppa su tre piani per una superficie totale di 1.380 mq il nuovo punto di vendita Lush inaugurato a Liverpool ai civici 38-46 di Church Street. Il corner Lush Flower, uno spazio interamente dedicato alla vendita di fiori provenienti dal mercato locale, accoglie i clienti all’ingresso. I fiori rispettano la stagionalità e vengono venduti con un packaging 100% compostabile. Tra le novità proposte in questo negozio c’è l’Hair Lab, situato al piano terra, in uno spazio dedicato e immerso in una cornice di piante verdi. Fissando il proprio appuntamento all’Hair Lab, ogni cliente potrà vivere un’esperienza su misura volta a scoprire le esigenze e le necessità dei propri capelli, in un contesto accogliente e inclusivo.

Inoltre è presente la prima The Perfume Library by Lush: uno spazio evocativo e multisensoriale con una collezione di libri dedicati all’arte della profumeria e dell’aromaterapia insieme a 29 fragranze che raccontano, in un vero e proprio viaggio olfattivo, la storia del brand. Lo store di Liverpool lascia ampio spazio anche al divertimento, dedicando un’intera area del primo piano ai Lush Party nel quale saranno organizzate attività su misura.

L'ultimo piano è interamente dedicato alla Lush Spa, la più grande fino ad ora realizzata dall’insegna, con sei stanze e dodici letti disponibili per i trattamenti.

Lidl rinnova la partnership con la Figc

Nella foto Massimiliano Silvestri, Presidente di Lidl Italia, Eduardo Tursi, Amministratore Delegato Acquisti & Marketing di Lidl Italia, Gabriele Gravina, Presidente FIGC e Roberto Mancini, Commissario Tecnico della Nazionale
Lidl Italia conferma la qualifica di Premium Partner della Nazionale Italiana di Calcio per i prossimi 4 anni e sarà fornitore ufficiale di frutta e verdura

Prosegue la collaborazione tra l’insegna Lidl e la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Come per il precedente accordo siglato nel 2015, Lidl Italia conferma la qualifica di Premium Partner della Nazionale Italiana di Calcio per i prossimi 4 anni. Tra le novità della partnership, che prosegue all’insegna della valorizzazione del Made in Italy e del forte legame con il territorio, Lidl avrà anche la qualifica di fornitore ufficiale di frutta e verdura della Nazionale.

“Diventare Premium Partner della Nazionale ci ha permesso di trasmettere a milioni di italiani la nostra passione per la qualità e l’italianità dei prodotti. Siamo orgogliosi di poter continuare in questa direzione per il prossimo quadriennio, sostenendo, grazie a questa importante unione, anche il valore sociale dello sport promosso a 360° dalla Federazione” sottolinea Massimiliano Silvestri, Presidente di Lidl Italia.

Aldi cresce in Trentino-Alto Adige

Aldi banco dei sapori
Nuovo punto di vendita Aldi in nord Italia. L’insegna continua a espandersi potenziando la presenza nell'area settentrionale del Paese

Nuovo punto di vendita Aldi in nord Italia. L’insegna continua a espandersi potenziando la presenza in una regione come il Trentino-Alto Adige dove opera con sette strutture. Il supermercato di 1.100 mq si estende su doppio livello e si trova a Bolzano in Corso Libertà 25, situato in una posizione strategica in prossimità del centro storico della città.

Come da tradizione il reparto ortofrutta, ispirato ai mercati tradizionali, è il primo spazio del locale. Sono inoltre presenti la vinoteca, l’area pensata per il pane e i prodotti da forno Pan del Dì, affiancata dal corner Caffè Al Dì. Dispone di un parcheggio sotterraneo con 35 posti auto coperti e gratuiti.

Mercadona, oltre due miliardi di investimenti nel 2019

Mercadona archivia un 2018 record con un fatturato di 24,4 miliardi di euro (+6%) e utili a 594 milioni di euro (+84%). La catena con sede a Valencia ha una rete fisica di 1.636 punti di vendita. Per il 2019 prevede investimenti di oltre 2,3 miliardi di euro per la rete fisica e l'eCommerce

"Questo (il 2018, ndr) è stato l'anno record per Mercadona" commenta trionfalmente Juan Roig, presidente di Mercadona, nel presentare le cifre chiave del 2018, quelle in esergo sul liber prodigiorum come il fatturato (24,4 miliardi di euro, +6%) e gli utili che, nonostante i forti investimenti, anch'essi a livelli record, ha registrato un balzo incrementale (+84%) a 594 milioni di euro. La catena con sede a Valencia ha una rete fisica di 1.636 punti di vendita, e vanta una quota di mercato retail nazionale (27%) che corrisponde al triplo di quella della sua immediata concorrente. In pratica, ogni 4 euro spesi dagli spagnoli in alimentari, 1 va nelle casse di Mercadona.

Mercadona fa utili pur investendo moltissimo (e forse è proprio questa la ragione). Gli investimenti sono aumentati del 50%, a 1,5 miliardi di euro, destinati in larga parte all'espansione del suo store network e al rafforzamento del business online: quindi apertura di nuovi supermercati (29, con la chiusura però di negozi non più efficienti: una ventina nel 2018), e soprattutto alla messa in efficienza della rete fisica esistente: 400 supermercati ammodernati con il Nesm (New efficient store model) e 215 ristrutturati. In 2018.

Nel 2019 Mercadona prevede investimenti di 2,3 billion (euro, ovviamente), investimenti che andranno in innovazione e riqualificazione. Uno sforzo obiettivato all'apertura di 49 nuovi supermercati, 10 dei quali in Portogallo; alla ristrutturazione di 390 supermercati con il nuovo Esm (Efficient Store Model) e all'introduzione del reparto "Ready to Eat" che nel corso del 2019 Mercadona sarà introdotto in altri 250 punti di vendita.

Nel maggio 2018 Mercadona ha lanciato Hive, un deposito per la centralizzazione e lo smistamento di ordini e consegne relativi agli acquisti on line, che serve 97 città in provincia di Valencia. Il successo dell'iniziativa (2,2 milioni di euro di fatturato) ha spinto la società a realizzare un progetto analogo a Barcellona.

Nella seconda metà del 2019 Mercadona aprirà in Portogallo, a Braga, Porto, Aveiro. Mercadona ha già 300 addetti in Portogallo dove ha investito 60 milioni di euro ed è in procinto di aprire un centro logistico a Póvoa de Varzim.

 

A Milano le consegne della spesa si fanno a zero emissioni

Disegnare una smart city passa anche dai servizi di logistica come quello organizzato con mezzi elettrici da For-Services

La logistica sta assumendo un ruolo cruciale sia in ambito retail, chiamata sempre più spesso in causa dall'omnicanalità delle insegne e dalla crescita dell'eCommerce, ma anche come struttura portante nel disegnare le politiche alla base delle smart city.

È il caso di Milano, città nella quale le consegne della spesa dagli store della gdo presenti nell'area sud ovest, tra Porta Romana e Vettabbia, si fanno a zero emissioni grazie al servizio di logistica green messo a punto da For-Services.

For-Services si è aggiudicato il bando indetto dal Consorzio Poliedra - Politecnico di Milano per il modello di servizio: Mass market retailers distribution, consegna di spesa da operatori della grande distribuzione organizzata ai loro clienti.

Il tutto si colloca nell'ambito del progetto europeo Horizon2020 Sharing Cities, di cui il Comune di Milano è partner assieme alle città di Londra (capofila), Lisbona, Bordeaux, Varsavia e la città bulgara di Burgas. "Diamo avvio -ha commentato Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive con delega alla smart city- a una piccola rivoluzione della logistica che, se estesa a tutta la città, può portare a un concreto miglioramento della qualità ambientale e della vita dei cittadini".

Come funziona il servizio di logistica green di For-Services

Il servizio di logistica green di For-Services si basa su 11 mezzi elettrici: 9 furgoni Nissan e-Nv200 e su 2 bici cargo a pedalata assistita, sui quali gli addetti della società effettuano le consegne nell'ultimo miglio direttamente a casa dei clienti, con particolare attenzione alle esigenze delle persone anziane o quelle con disabilità.

“Nei due anni di progetto -ha detto Claudio Vairo, operation manager di For-Services- contiamo di raggiungere 2.000 clienti consegnando più di 50mila spese all’anno. Così facendo possiamo abbattere in maniera significativa le emissioni di CO2".

Nei posteggi dei supermercati sono state installate colonnine, sia veloci sia lente, che consentono di ricaricare i mezzi elettrici, tipicamente a metà giornata, quando il driver è in pausa e al termine del servizio durante la notte. L’alimentazione elettrica consente un’autonomia totale del parco mezzi di circa 70 ore di viaggio e un risparmio di circa 22 tonnellate di emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Il tutto viene gestito dal backoffice già attivo nella città di Milano e che coordina le attività a disposizione dei punti di vendita della gdo. For-Services nel capoluogo lombardo collabora con Carrefour Market, Express, Iper, Conad, Unes, Il Viaggiator Goloso e Pam Local.

Ma non ci si limita alle consegne e alla riduzione di emissioni, uno dei pilastri su cui si basa il progetto sharing cities è infatti la raccolta dei dati nella smart city. For-Services infatti fornirà i dati in tempo reale al Comune di Milano, grazie all'integrazione dei propri sistemi informativi con la piattaforma di interoperabilità messa a punto. 

Neiman Marcus apre a New York

Neiman Marcus
All’interno di Hudson Yards Neiman Marcus apre uno spazio sviluppato su tre piani. L'azienda sbarca a New York con l’insegna ammiraglia

All’interno di Hudson Yards Neiman Marcus apre uno spazio sviluppato su tre piani. Secondo quanto pubblicato da MFfashion  il brand, già presente a New York, sbarca nella West side con l’insegna ammiraglia, battezzando il suo 43esimo store negli Stati Uniti grazie a un investimento di 150 milioni di dollari.

“Neiman Marcus Hudson Yards rappresenta un nuovo importante tassello nella nostra strategia per trasformare il marchio Neiman Marcus in una piattaforma luxury digitale – chiarisce Geoffroy van Raemdonck, ceo di Neiman marcus group - Questo store, pur mantenendo fede alla storia e all’heritage dell’insegna, si evolve adattandosi alle esigenze della nuova generazione di clienti che acquistano lusso. L’obiettivo è offrire esperienze fisiche e digitali in un modo innovativo rispetto agli altri negozi, creando una personal custumer experience magica e senza confini”.

Lo store valorizza l’interazione con il consumatore proponendo servizi specifici che spaziano dai digital stylist, collegati online con i clienti, al personal shopping lounge dedicata ai clienti più esclusivi.

 

Zalando rinuncia alle private label

Avanti i brand dietrofront le private label, destinate a scomparire dalla piattaforma di Zalando. Cambio di rotta per l'assortimento

Avanti i brand dietrofront le private label, destinate a scomparire dalla piattaforma di Zalando. È quanto riporta Pambianconews che cita le dichiarazioni del numero uno David Schneider, il quale annuncia il cambio di direzione. Il marchio zLabels dunque chiude i battenti a partire dal primo di aprile mentre le 11 private label si adegueranno all’inversione di rotta decisa. L’azienda pare stia provvedendo a una rivisitazione strategica dell’assortimento puntando su prodotti maggiormente performanti.

 

Coop Alleanza 3.0, il futuro è meno iper, più prossimità

Adriano Turrini (a sin.), Presidente Coop Alleanza 3.0, e Paolo Alemagna Direttore Generale Retail Coop Alleanza 3.0. (Archivio Coop Alleanza 3.0 - foto Paolo Righi)
Nei primi 3 anni di vita Coop Alleanza 3.0 ha realizzato investimenti per oltre 600 milioni di euro nell'ottimizzazione della parte retail.

Coop Alleanza 3.0 dà il via in queste settimane a un Piano di rilancio per riconfermare la propria leadership a tre anni dalla fusione.

Un Piano quadriennale (2019-2022) focalizzato sulla gestione caratteristica, che porterà la Cooperativa a produrre cassa già dal 2019 a livello di gestione ordinaria, e che rafforzerà la solidità finanziaria, blindando il prestito sociale a beneficio dei soci presenti e futuri. Ricordiamo che l'ultimo bilancio (2017) ha chiuso con una perdita di 37 milioni di euro, peraltro ampiamente prevista dal precedente Piano triennale.

Obiettivo: esuberi a impatto zero 

Sembra un ossimoro: ma Coop, anche in linea con i suoi valori storico-istituzionali, cercherà di ridurre il più possibile gli esuberi (750) che la nuova cooperativa sta cercando di gestire senza licenziamenti, ma con la ricollocazione basata su modalità di accompagnamento distintive: ad oggi già 200 persone sono state ricollocate, e l'azienda non ha ancora affrontato concretamente le opzioni dei prepensionamenti e degli incentivi all'uscita volontaria.

Nei primi tre anni di vita, Coop Alleanza 3.0 ha realizzato investimenti per oltre 600 milioni di euro nella rete retail e in innovazioni tecnologiche, ha inaugurato il proprio servizio di eCommerce EasyCoop che è diventato in breve tempo il secondo per ricavi in Italia, e ha sviluppato, in territori finora scarsamente presidiati da Coop, una rete complementare attraverso la formula del franchising.

Da ottobre 2018 è stata semplificata la struttura di governance della Cooperativa, con l’ingresso di Paolo Alemagna (a destra nella foto in home page) nel ruolo di Direttore generale retail. A lui sono affidate tutte le deleghe relative allo sviluppo del retail e dell’organizzazione, mentre ad Adriano Turrini (Presidente di Coop Alleanza 3.0) restano in capo le funzioni di indirizzo e controllo.

Piano di rilancio: ritorno al core business

Il Piano è articolato in due sezioni: retail e finanziario. Entrambe sono funzionali al raggiungimento dell'obiettivo principale, il ritorno all'attività fondamentale, strategica (core business). Da qui al 2022 Coop Alleanza 3.0 si concentrerà sulla propria attività caratteristica, la rete fisica. Il Piano Retail punta al miglioramento dell’efficienza commerciale e della rete di vendita, per liberare risorse da destinare all’aggiornamento del modello di offerta e alla creazione di ulteriori benefici per i soci e per i clienti: il tutto nella cornice dei valori della cooperazione e dei princìpi dello scambio mutualistico, cifre distintive della cooperativa.

Marchio coop, local, e meno promozione: verso l'edlp?

Il rinnovamento dell’offerta parte dall'ascolto dei soci e dei loro bisogni, valorizzando il prodotto a marchio Coop, e diversificando gli assortimenti in base alle specificità regionali e locali. La proposta di convenienza si concentra sul prodotto a marchio Coop, con l'obiettivo di ridurre la leva promozionale per arrivare a una politica di offerta costantemente incentrata sul miglior rapporto possibile tra qualità e prezzo. La semplificazione degli assortimenti agevola il processo di acquisto per soci e clienti, e crea le precondizioni per aumentare la produttività e l’efficienza dei negozi. L’integrazione di prodotti locali soddisfa più efficacemente le diverse esigenze e valorizza i territori nei quali i negozi operano.

Gli investimenti si concentreranno sulla rete di vendita, che potrà cambiare perimetro, in ottica di razionalizzazione e rafforzamento della redditività. Con nuove aperture nei formati più richiesti oggi dai soci: quelli di prossimità. Inevitabile il ripensamento dell'ipermercato, e soprattutto del suo peso sulle vendite totali.

Il Piano finanziario: cessioni di asset non strategici

Nell'ultimo bilancio disponibile (2017), Coop Alleanza 3.0 ha un patrimonio di 2,4 miliardi di euro. Il prestito sociale ammonta a 3,9 miliardi (452.000 libretti). Il Piano prevede di mettere parte del patrimonio a servizio del core business, il retail, e di offrire ai soci prestatori garanzie crescenti con l’obiettivo di raggiungere, a fine Piano, la parità tra patrimonio netto e prestito sociale (oggi il Cicr fissa il rapporto massimo tra patrimonio netto e prestito in 1 a 3, Coop Alleanza 3.0 è a 1,6).

Una parte delle risorse necessarie a sostenere il Piano, stimate in 3-3,5 miliardi di euro, saranno reperite, se necessario, attraverso la cessione di alcuni asset non più strategici per la Cooperativa (per un valore di circa 1-1,5 miliardi di euro). Questi "asset non più strategici" sono (o dovrebbero essere, visto che non c'è ancora nulla di ufficiale) soprattutto le nuove attività di diversificazione retail come Carburanti 3.0 e (in via di valutazione) Pharmacoop, oltre che partecipazioni azionarie in società varie. Fra le controllate di Alleanza 3.0 spiccano anche Librerie Coop e Robintur, che potrebbero rientrare nel non-core. Alleanza 3.0 ha anche una partecipazione del 40,92% in Igd Immobiliare Grande Distribuzione Siiq. Alcuni quotidiani hanno scritto che potrebbe essere ceduta anche questa quota, considerando che gli ipermercati sono, per Coop Alleanza 3.0 e soprattutto per i soci, un modello superato sia sul fronte dello shopping (abitudini di consumo) sia dal punto di vista retail. Sembra però che tutti i contratti con Igd siano stati  rinnovati: quindi è un po' difficile che Alleanza ceda la quota in Igd. Staremo a vedere.

I numeri del Piano

L’attuazione del Piano di rilancio riporterà l’Ebitda (generazione di cassa) di Gruppo in positivo già nel 2019 (+23 milioni, al netto di operazioni straordinarie), e genererà una crescita costante che punta a superare i 100 milioni nel 2023. L’Ebitda della gestione caratteristica registrerà anno su anno importanti miglioramenti recuperando 170 milioni di euro nel 2022 rispetto al 2018, attraverso l’incremento della produttività, la riduzione dell’incidenza dei costi della sede, il miglioramento del margine commerciale e l’efficientamento della rete di vendita. Con il raggiungimento di questi risultati e con la riduzione dell’esposizione debitoria, il rapporto tra Ebitda e Posizione finanziaria netta migliorerà progressivamente. Sarà inferiore a 6 nel 2021.

I ricavi del Gruppo (vendite a insegna Coop più ricavi di altre società) registreranno un tasso medio di crescita (Cagr) pari all’1,6% nell'arco quadriennale del Piano, raggiungendo i 5,3 miliardi di euro entro il 2022. Il Piano tiene volutamente conto della pressione sui fatturati legata all’evoluzione dello scenario competitivo e dei modelli di consumo. Nel 2018 il valore dei ricavi di Gruppo è in sostanziale tenuta sul 2017.

 

 

Lidl riceve il Best Workplace 2019

Foto Lidl premio
Il Great Place to Work Institute, l’istituto internazionale che certifica le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente, premia Lidl

Il Great Place to Work Institute, l’istituto internazionale che certifica le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente, conferisce a Lidl il riconoscimento di Best Workplace 2019 nella categoria Large Companies. L’insegna è l’unica per il settore gdo nella top 10. Per assegnare i premi, l’istituto ha intervistato a campione circa 40.000 collaboratori attraverso l’indagine Trust Index, che analizza la fiducia accordata dai dipendenti, il grado di orgoglio nei confronti dell’organizzazione e il livello di correttezza dei rapporti tra colleghi. Lidl Italia si è distinta per le proprie politiche di valorizzazione delle risorse in ambito HR forte anche dei recenti impegni di welfare presi dall’Azienda, come commenta Roberto Eretta, amministratore delegato risorse umane di Lidl Italia: “Questa certificazione è espressione di una cultura aziendale incentrata sul collaboratore. Nel 2018 Lidl ha scelto infatti di offrire ai propri collaboratori prestazioni sanitarie aggiuntive a quelle già previste dal fondo contrattuale e ha istituito una banca ore per la donazione delle ferie. A sostegno del reddito l’azienda ha previsto un buono spesa annuale di 100 euro per tutti i dipendenti e uno del valore equivalente per ogni neo genitore”.

 

 

IperConad – Iper, La grande i: quando la collaborazione è …di casa

La partnership tra Finiper e Conad si gioca anche a livello di marketing con un volantino promozionale comune sul mondo extra-alimentare, con focus sul reparto tessile e bazar.

Sono Storie di Casa. E la casa è tanto quella del gruppo Conad quanto quella del gruppo Finiper, che, con un volantino da 24 pagine, valido da metà marzo a metà aprile, mettono in atto una promozione comune su piatti e oggettistica, casalinghi e tessile per questa primavera 2019 attiva sugli ipermercati di entrambe le insegne. Stesso assortimento di prodotti e stesso depliant, che si differenzia nel logo del gruppo e negli indirizzi dei punti di vendita presso cui le offerte hanno validità.

Si tratta di una collaborazione tra i due gruppi per iniziative commerciali e promozionali a tema, in un'ottica comune volta a favorire, da un lato, un più ampio assortimento e, dall'altro, campagne di buon profilo. L’obiettivo è massimizzare il tema, stagionale e di settore, con gamme di prodotto e cataloghi comuni. Per questo l’operazione coinvolge non solo il punto di vendita IperConad di Pesaro e di Udine, ma anche altri ipermercati Conad (un numero importante anche se non tutti) e quelli di Iper, La grande i, con il mondo Ca' Iper, già nota e commercializzata da tempo”. Così spiega Alberto Moretti, amministratore di Alba, la società fondata con la moglie Barbara e associata a CIA Commercianti Indipendenti Associati, che gestisce l’ipermercato di Pesaro, all’interno del centro commerciale Rossini.

Con un depliant corposo e dalla grafica accattivante, che strizza l'occhio alle più note riviste del settore arredamento e si richiama a tendenze tra stile tropical ed essenzialità giapponese, il catalogo casa primaverile coinvolge per quasi un mese, dal 14 marzo sino al 10 aprile, i clienti di entrambe le insegne. Un'iniziativa destinata a ripetersi.

“È uno strumento volto a valorizzare la collaborazione extra-alimentare tra i due gruppi, Finiper e Conad –conclude Moretti-, che al momento riguarderà tanto il mondo della casa, quanto quello del tessile e del bazar, con campagne promozionali e di assortimento comune che seguiranno un calendario stagionale e tematico a cui stiamo proprio in questi tempi lavorando.”

D.IT protagonista nella prossimità

D.IT gestisce le insegne Sisa, Sigma e Coal. La mission è creare benefici per la d.o. di qualità, sostenere la specifica identità di insegna nel contesto retail della prossimità e della bottega evoluta (da Gdoweek n. 4)

Nata nel giugno 2017, D.IT Distribuzione Italiana è una delle aggregazioni più giovani sul mercato retail italiano. Presente sul territorio con tre insegne nazionali (Sigma, Sisa e Coal), copre quasi tutte le aree Nielsen attraverso 7 imprese/centri distributivi: Consorzio Europa da Siziano (Pv) presidia l’area 1 Nielsen; Realco a Reggio Emilia l’area 2; Coal ad Ancona il centro Italia con focus su Marche e Abruzzo, mentre Cedi Sigma Campania, Distribuzione Sisa Centro Sud, Sisa Sicilia e San Francesco (socio Sigma in Sicilia), rappresentano D.IT. nel sud. A questi centri distributivi fanno capo circa 1.300 negozi che hanno prodotto nel 2018 un giro d’affari alle casse intorno ai 4 miliardi di euro. Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing, spiega le priorità in campo.

Qual è la strategia di sviluppo 2019?

L’allargamento della base sociale è uno degli obiettivi, in linea con la nostra visione aziendale: siamo una centrale della d.o. ed è quindi nella nostra natura ampliare la base delle nostre imprese per rafforzare la vocazione multi-insegna, creando benefici per la d.o. di qualità attraverso una forte identità d’insegna, promuovendo sinergie nel sistema e valorizzando il rapporto dei cedi con il territorio. La novità principale è l’ingresso di D.IT, dal 1° gennaio 2019, in Auchan Retail Italia. Anche i rinnovi contrattuali di Gruppo Levante (il polo costituito con Crai) con l’idm avverranno congiuntamente ad Auchan Retail Italia, mentre D.IT continuerà ad occuparsi direttamente dei fornitori di marca non convenzionati con la supercentrale. Tutte le attività sulle mdd (selezione dei fornitori, controllo qualità, sviluppo di nuove linee e item), continueranno ad essere svolte da noi. A Bologna continueremo a gestire anche le attività del piano promozionale nazionale e tutte le iniziative di marketing nazionale.

Ha parlato delle mdd ...

Oggi gestiamo le tre marche-insegna Sigma, Sisa, e Coal, sviluppando 900 referenze per Sigma e 550 per Sisa e Coal. In aggiunta, abbiamo quattro linee specialistiche che gestiamo in modo trasversale per le tre insegne principali: Gusto e passione, VerdeMio, Equilibrio e piacere, Primo (primo prezzo), per un totale di 2.300 referenze. Lo sviluppo futuro della mdd riguarderà soprattutto le linee specialistiche: il nostro orientamento è quello di riequilibrare l’assortimento di private label verso i segmenti di valore (bio, premium, salutistico). La mdd giocherà un ruolo centrale nella crescita di D.IT, valorizzandone il posizionamento complessivo attraverso la selezione di circa 200 fornitori (spesso piccoli produttori) nel quadro di una revisione qualitativa che include anche un restyling grafico.

Qual è il format core?

D.IT è focalizzata sulla rete di prossimità con punti di vendita compresi tra 400 e 900 mq. In particolare, il format messo a punto di recente esalta il concetto di “bottega evoluta”. Da una nostra indagine commissionata a Doxa 2.0 è emerso che i clienti Sigma, Sisa e Coal ricercano nella spesa un’esperienza diretta e piacevole (45%); il 18% si dichiara attento a un corretto equilibrio tra qualità e convenienza, e il 9% è sensibile alle nuove tendenze.

E l’eCommerce?

Ci stiamo ragionando. L’importante è capire se, e fino a che punto, l’acquisto online diverrà sostitutivo del fisico, o integrazione di servizio in una visione omnichannel.

 

“Passami Mediaworld”, e si entra nel pdv con la voce

MediaWorld

Nell'ottica omnicanale, la voce raccolta dagli assistenti vocali, sempre più presenti nelle case degli italiani, rappresenta una modalità ancora poco esplorata di experience con i clienti.

In questo senso è interessante la sperimentazione di MediaWorld che ha lanciato il servizio "Passami Mediaworld", compatibile con i dispositivi Google Assistant e Amazon Alexa.

“L’utilizzo del linguaggio naturale -commenta Giuseppe Cunetta, chief marketing & digital officer di MediaWorld- come strumento di interfaccia uomo-macchina combinato all’intelligenza artificiale, rappresenta un territorio di straordinario potenziale per democratizzare sempre di più la tecnologia”.

L'ingresso virtuale via voce nel punto di vendita avviene dicendo "Passami Mediaworld" all'assistente vocale, che farà così accedere a una serie di servizi come informazioni pratiche come luogo e orari dei negozi vicini, offerte e volantini in corso, prodotti più “caldi” del momento.

In un prossimo futuro sarà anche possibile tracciare un ordine o ricevere servizi di assistenza personalizzata.

Gala superstore: il debutto di un’insegna

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Il gruppo L’Abbondanza (Selex) lancia l’insegna Gala superstore. Il primo punto di vendita di 2.000 mq è stato inaugurato a Città di Castello (Pg)

Il gruppo L’Abbondanza (Selex) lancia l’insegna Gala superstore. Il primo punto di vendita di 2.000 mq è stato inaugurato a Città di Castello (Pg), nel centro commerciale Porta dell’Umbria. La filosofia che anima l’insegna si sintetizza in alcuni concetti chiave: la Convenienza di ogni giorno, il Servizio curato del personale, l’attenzione al Territorio attraverso la scelta dei prodotti e la sinergia con realtà locali. L’offerta comprende oltre 13.000 referenze, di cui più di 1.000 prodotti biologici e 1.500 del territorio.

Sono presenti i reparti di ortofrutta con uno spazio riservato al prodotto locale ed ampio Gala superstoreassortimento di biologico: macelleria servita con cella di frollatura; pescheria con servizio di friggitoria; gastronomia con prodotti pronti cotti e da cuocere; panetteria con pizza in pala cotta su forno a pietra; cantina con oltre 350 etichette di vino e spumanti da tutta Italia e il corner sushi. Il superstore, in linea con il piano per la sostenibilità ambientale adottato dal gruppo, utilizza l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico durante le ore diurne per l'alimentazione di apparecchi elettrici e pompe di calore.

 

L’insegna dm sbarca a Trento

La catena tedesca dm continua il piano di espansione sul territorio italiano e inaugura un punto di vendita a Trento, il diciannovesimo in Italia

La catena tedesca dm continua il piano di espansione sul territorio italiano e inaugura un punto di vendita a Trento, il secondo in provincia trentina e il diciannovesimo in Italia. Il drugstore è ubicato all’interno del centro commerciale Bren Center di via G.B.  Trener 16 e si sviluppa su una superficie di 300 mq. L’offerta è composta da oltre 12.000 articoli, con un focus particolare sui prodotti naturali e salutistici, come i cosmetici naturali certificati, gli alimentari biologici, gli integratori e i dispositivi medici.

Dopo un anno ricco di soddisfazioni, siamo pronti a ripartire con entusiasmo con la primissima apertura del 2019 a Trento –dichiara Benjamin Schneider, direttore marketing e acquistiIl nostro obiettivo è continuare a crescere, con una rete efficiente e capillare, per essere il più vicino possibile alle esigenze dei nostri clienti, da sempre il centro delle nostre scelte”.

Il direttore vendite e HR Francesco Gargiulo aggiunge: “Questo punto di vendita propone l’esperienza d’acquisto caratteristica di dm, che mette al centro la persona e i suoi bisogni. Vogliamo che ogni cliente si senta coccolato, come a casa. Per questo cerchiamo di offrire sempre un ambiente accogliente e cordiale, con la consulenza e la disponibilità dei nostri collaboratori in negozio e con tanti servizi su misura del cliente, come il rimborso incondizionato degli articoli acquistati, il WI-FI gratuito in store e il banco per il confezionamento regali.”

 

Nuovo look per il Punto Simply di Orbetello

Simply Orbetello
È ubicato in via Gramsci, nel comune di Orbetello (Gr), lo store Punto Simply di Etruria Retail, cooperativa senese master franchisee del Gruppo Auchan Retail

È ubicato in via Gramsci, nel comune di Orbetello (Gr), lo store Punto Simply di Etruria Retail, cooperativa senese master franchisee del Gruppo Auchan Retail. Il punto di vendita, che occupa un’area di 250 mq,  è stato ristrutturato adattando soluzioni tecniche come le attrezzature a basso consumo per la refrigerazione e l’illuminazione degli ambienti. Per mitigare il consumo di elettricità il negozio si è dotato di frigoriferi chiusi.

La riapertura del negozio a Orbetello mette in pratica la mission della nostra azienda che sempre di più ha scelto di investire nella valorizzazione dei prodotti locali e di qualità che hanno un forte legame con il territorio – spiega Graziano Costantini, dg di Simply Etruria Retail - Il tutto per andare incontro alle esigenze di spesa del consumatore che sempre di più si dimostra attento alla provenienza dei prodotti, alla qualità e a un consumo sostenibile. In questo senso il nostro compito rimane quello di incentivare comportamenti virtuosi, anche nell’utilizzo di strumentazione tecnologica e innovativa all’interno dei negozi, a partire dai sistemi di refrigerazione e illuminazione che riducono i consumi e rispettano l’ambiente”.

 

Effetto online sul retail fisico: cosa cambia

L’online impone al retail tradizionale di investire in un nuovo ecosistema di vendita, servizi e linguaggi, rivedendo anche il proprio modello di business (da Gdoweek n. 4

Era poco prima di ieri, l’epoca in cui, varcata la soglia di casa, smettevamo di essere costantemente raggiungibili, l’era degli appuntamenti senza messaggi WhatsApp e dell’attesa di una risposta senza l’ansia da “spunta blu”. L’online di fatto ha stravolto, prima ancora del business, la nostra forma mentis, i nostri comportamenti: siamo cambiati, ci siamo adattati ai nuovi strumenti, ma abbiamo anche iniziato a sviluppare nuove esigenze, con impatti su come acquistiamo e ci relazioniamo con i luoghi per la vendita, fisici e online.

Secondo le ultime stime Iri, i supermercati restano il canale di spesa prioritario e l’eCommerce cresce a doppia cifra in tutta Europa (+42% in Italia): Iri stima, anzi, che le vendite online di alimentari e beni per la cura della persona cresceranno del 54% nei prossimi 5 anni. Questo scenario, secondo Iri, sta spingendo in tutto il mondo il retail tradizionale a investire in maggiore convenienza, versatilità e rapidità in una logica multicanale per dare, sul web e negli store, al consumatore quello che vuole, quando vuole e come vuole. Come rileva Sandro Castaldo, professore della Bocconi “Passare da una multicanalità non integrata, la fase in cui si trova oggi la maggioranza dei retailer, a una integrata, è la sfida cui le insegne che guardano devono aspirare”.

Non mancano le sperimentazioni: sia startup italiane come Velasca (vedi box pag. 10) sia ampliamenti di logiche omnichannel personalizzate, come la recente iniziativa di Amazon per start-up e piccoli produttori per PrimeNow: dal 20 febbraio 2019 a Milano, alle piccole aziende Made in Italy dell’agroalimentare di promuovere per 3 settimane le loro eccellenze nella metropoli utilizzando la consegna PrimeNow in un’ora o in finestre a scelta di 2 ore, sette giorni su sette. Un plus per offrire sempre più esclusività agli abbonati PrimeNow.

Il concetto di esclusività a domicilio, esaltato dall’online, è anche alla base del crescente sviluppo di nuove formule di engagement con i clienti da multinazionali del food come Nestlè e Unilever, come le vendite su abbonamento per merceologie standard (ndr: pag. 44-45). Una soluzione programmata in Italia alla base del successo di Cortilia.

Per non dire delle partnership la gdo italiana e online specializzati inella consegna della spesa a domilio: molte le esperienze -da Supermercato 24 a Milkman- che hanno coinvolto tutti i formati distributvi e inegne (Coop, Bennet, Carrefour Italia e più di recente con Lidl, a testimonianza di come ormai anche per il discount adeguarsi all’online).

Esperienze che a volte servono come test per decidere soluzioni interne, come ha fatto Iper, La grande i, che, dopo un periodo di test conSupermercato24, ha deciso di gestire in proprio la consegna dell’online con IperDrive@Home, attivo a Milano e qualche Comune limitrofo.

Intanto si aprono nuove sfide. “Stiamo sperimentando servizi ed offerte speciali per capire qual è l’apprezzamento dei clienti e la sostenibilità dei modelli come Auchan Ho Fretta, servizio di consegna rapida in un’ora, in fase di test, che si basa su box contenenti fino a 15 prodotti “, racconta Stefano Ghidoni, direttore cliente e innovazione di Auchan Retail Italia. La box arriva a domicilio o nel luogo preferito con un costo di 7,90 € (3,95 per la promozione di lancio), ma è possibile anche ritirare le box in negozio al costo di 1,90 euro (gratis per il lancio). Per velocizzare l’acquisto in store, c’è Auchan Speedy, l’app che consente di pagare con lo smartphone, mentre per il coinvolgimento dei più piccoli è stata creata AuchanKids, app che sfrutta il potenziale della realtà aumentata.

Collaborazioni e sperimentazioni non riguardano solo il food. Si pensi all’originale store aperto da Lego a Londra con il supporto di Snapchat. Parliamo di un negozio che ribalta il classico percorso d’acquisto, utilizzando un’esperienza fisica innovativa per spingere le vendite eCommerce della nuova linea di abbigliamento Lego. Lo store è infatti vuoto a occhio nudo, ma, se guardato attraverso l’occhio digitale della fotocamera, si trasforma completamente grazie alla realtà aumentata. Non ci sono commessi, casse o capi da provare: solo uno spazio dal sapore magico che racconta sé stesso, per poi invitare all’acquisto online attraverso l’opzione Shop Now di Snapchat.

Sulla stessa scia il pop-up store inaugurato da Nike ad Atlanta lo scorso gennaio. Il negozio, che resterà aperto fino alla fine di marzo, è basato sull’app del brand Snkrs, che dà il nome all’insegna. Gli utenti che la utilizzano e si trovano entro 25 miglia dallo store, ricevono notifiche con offerte speciali, hanno la possibilità di accedere a sneaker in limited edition, ma anche a un distributore automatico di gadget gratuiti instore (come ad esempio le cover per smartphone) che si attiva solo attraverso la app. Un format descritto da Nike come la personificazione fisica dell’app, in grado quindi di integrare geolocalizzazione, tecnologia ed esperienza dal sapore esclusivo.

Un concept ripreso sempre dal noto brand americano anche in Nike Live by Melrose, uno store aperto di recente a Los Angeles, che mutua funzionalità digitali con soluzioni fisiche tipiche di un punto di vendita, tutto all’insegna della velocità (si veda il Pin di Gdoweek a pag. 5).

Zero personale e zero vincoli di orario per quanto riguarda invece il negozio dall’appeal futurista Lab101 aperto dall’omonimo marchio di jeans a Seoul. L’atmosfera è metallica e fredda, come in un laboratorio scientifico, tra capi collegati a flebo di colore blu e modelli in denim sigillati e impilati in celle. Il layout è altamente distintivo e la possibilità di fare shopping in autonomia 24 ore su 24 è abilitata con carta di credito verificata attraverso un apposito chiosco. Ma il negozio può anche essere utilizzato come punto di ritiro degli ordini effettuati online. Un format che di fatto segue lo stile lanciato da Amazon Go, trovando tuttavia nuova espressione nel mondo della moda.

Un altro modello di vendita sperimentato dal fashion che merita di essere citato è quello che trasforma gli amanti di un marchio in piccoli imprenditori con propri negozi digitali. Diesel, ad esempio, ha invitato i propri follower, attraverso la piattaforma eCommerce Side:Biz, ad aprire il proprio store Diesel virtuale. Una volta iscritti, infatti, gli utenti ricevono un link eCommerce da condividere, postare, ed inviare a chiunque tramite sms o email. Ogni volta che una terza persona acquista attraverso un uno di questi link (unici), il possessore del relativo “store virtuale” si aggiudicherà una ricompensa, che varia da sconti a prodotti omaggio. Una formula che sposa marketing e shopping online, sfruttando il passaparola tra pari e i meccanismi di rewarding, abbattendo per il brand relativi rischi e costi.

La strategia di base sembra riassumersi in un solo mantra: investire in più soluzioni, testarle e reinvestire in quelle meglio performanti e apprezzate dai clienti (prima ancora che in quelle sostenibili). Il modello? La “visione economica” dei grandi player del digitale, sempre più interessanti al fisico, come dimostrano le attività e le acquisizioni tanto di Alibaba (che sperimenta con Tmall nuove formule con il mondo del lusso, mentre Hema, la sua catena di supermercati si adegua all’online per consegne e pagamenti) quanto di Amazon che per il 2019 ha annunciato nuovi investimenti.

Del resto, come ha rilevato durante l’ultimo Ces di Las Vegas Joe Jensen, vicepresidente e general manager della divisione retail solutions di Intel, i player online entrati nel retail fisico sono avvantaggiati nel portare la digitalizzazione in store e nel creare negozi più performanti perché operano con un modello di profit&loss diverso, che consente loro di investire di più in tecnologia senza la “pressione da risultati trimestrali”.

“I retailer fisici hanno l’opportunità di riguadagnare terreno, ma solo con un maggiore uso di dati, analytics e una visione sistemica. Perché, ad esempio, quando una donna entra in un convenience store dovrebbe vedere la pubblicità di un energy drink, se i dati ci dicono che sono di fatto solo gli uomini ad acquistarli?”, ribadisce Jensen. Magari quella stessa donna che è mamma e lavoratrice, alla quale non interessa pagare per ricevere la spesa in un’ora, ma che apprezza maggiormente la possibilità di passare a ritirarla in auto di ritorno dall’ufficio, oppure di ricevere senza fretta, una volta a settimana, le referenze più pesanti e commodity a domicilio. In alcuni casi, per i consumatori prevale l’esigenza della velocità, in altri il quid di servizio, in altri ancora la piacevolezza dell’esperienza che porta a visitare un negozio anche senza specifiche intenzioni d’acquisto.

Da qui la necessaria pluralità di forme di vendita dove il fattore tecnologico deve essere sapientemente alternato al fattore umano.

 

Carrefour con facebook aumenta il sellout

di Francesco Oldani

Carrefour si avvale della collaborazione di Facebook per diversi obiettivi, tutti all’insegna della misurabilità delle performance. Gdoweek ha incontrato Valerio Perego, resp. farma, largo consumo e distribuzione di Facebook.

Qual è il key factor delle campagne che Facebook realizza per Carrefour?

Con Carrefour lavoriamo da diverso tempo, grazie anche al loro elevato grado di innovazione interna, che permette di affrontare progettualità come l’ultima sviluppata. Sicuramente la misurabilità delle performance è un fattore chiave dei progetti digitali. Oggi a livello mondiale ci sono oltre 7 milioni di aziende che investono su Facebook. Per il retail è una vetrina importante che può veicolare traffico verso il negozio fisico attraverso azioni promozionali. I prodotti presenti a vario titolo su Facebook sono circa 2,5 miliardi, a testimonianza della valenza della piattaforma.

Come Facebook produce questo impatto?

Sono due i dati che hanno determinato una presa di consapevolezza da parte del mondo retail verso Facebook. Il primo è che il 41% degli utenti afferma che Facebook ha un ruolo rilevante nelle decisioni di acquisto (fonte Deloitte). Un secondo aspetto è che il 30% degli utenti dichiara di aver scoperto un nuovo prodotto grazie a Facebook. Tutto questo si aggancia in modo rilevante con il lancio e promozione dei prodotti.

Rispetto a Carrefour quali azioni avete messo in atto?

Carrefour voleva capire come spingere le vendite di prodotti alimentari in modo più efficace. Nell’ultima campagna, relativa a un concorso che permetteva ai clienti di vincere i prodotti acquistati online, abbiamo lavorato su tre versanti. Il primo è stato incrementare il bacino di nuovi clienti. Il secondo aspetto, la capacità di costruire un carrello che avesse un valore medio più alto. Il terzo aspetto è la misurabilità dei ritorni dell’investimento. Gli obiettivi sono stati conseguiti con due formati pubblicitari innovativi che sono il Carousel che, nello schermo dello smartphone, offre un’interattività interessante. Il secondo sono le Collection Ads che prevedono una presentazione più ricca dei prodotti, con la possibilità di arrivare all’acquisto.

Misurando le performance?

Abbiamo messo a punto diverse metriche che riescono anche a misurare l’efficacia della creatività. I risultati sono molto interessanti, in particolare abbiamo riscontrato un 12x di ritorno sull’investimento pubblicitario per quanto riguarda l’efficacia delle Collection Ads, e 8x per quanto riguarda il Carousel. Un altro dato interessate è sicuramente il tasso di conversione tra le persone che hanno cliccato sul prodotto e quelle che hanno comprato: ben il 26%. Abbiamo infine un feedback relativo agli acquisti aggiuntivi determinati dalle Collection Ads, che si attesta al 40% in più.

 

Consilia cresce a doppia cifra

consilia prodotti
I prodotti marchio del distributore Consilia crescono nel 2018 (+11,4%) stando allo studio del Business Intelligence del consorzio Sun- Supermercati Uniti Nazionali

I prodotti marchio del distributore Consilia crescono. La Business Intelligence del consorzio Sun – Supermercati Uniti Nazionali composto da Italmark, Gruppo Gabrielli, Alfi (Gulliver), Cadoro e Gros Gruppo Romano Supermercati ha analizzato l'andamento del trend delle vendite sulla base dei dati di Iri relativi al 2018. In questo arco di tempo il trend delle vendite registra un aumento pari a +11,4%.

Nel dettaglio le bevande a marchio Consilia sono aumentate del 17,2% ; freddo 6,8%; fresco 10%; drogheria alimentare 12,8%; ortofrutta 13,6%; cura persona 10,4%; cura casa 7,4; pet care 20,6%.

I consumatori confermano di apprezzare sempre più i prodotti a marchio del distributore – spiega Stefano Rango, direttore generale del consorzio Sun–Supermercati Uniti Nazionali – e questo premia sicuramente le scelte strategiche fatte dalle singole realtà italiane e tra queste, ovviamente, anche la nostra che è riuscita a chiudere il 2018 confermando una crescita a doppia cifra. Il costante incremento del numero delle referenze accompagnato da un aumento degli standard qualitativi pongono il brand Consilia in una posizione di mercato estremamente interessante con margini di crescita considerevoli. In questo scenario è iniziato anche il 2019 che è un altro anno estremamente importante per Consilia che punta decisamente a migliorare la propria penetrazione sui mercati”.

 

Chanel: a New York uno store per il beauty

Fashion sostenibile
La casa di moda francese apre l'atelier Beauté di New York, situato al 120,5 di Wooster St. a Soho. Chanel amplia dunque la sua proposta

La casa di moda francese apre l'atelier Beauté di New York, situato al 120,5 di Wooster St. a Soho. Chanel amplia dunque la sua proposta proponendo un punto di vendita con un assortimento di prodotti cosmetici, per la cura della pelle e dei profumi, nel quale proporre un'esperienza personalizzata. All'ingresso, i clienti possono lasciare bagagli e oggetti all’intero di un armadietto. Il negozio, stando a quanto pubblica il giornale Observer, è suddiviso in aree per categorie di prodotto.

È presente un'area per il Servizio skin nella quale è disponibile la Guida Atelier per selezionare i prodotti in base alle proprie esigenze specifiche. In ogni area, nell’ottica di una shopping experience appagante calibrata sul singolo consumatore, vengono proposti vari servizi come la consulenza con uno dei makeup Artists-in-Residence. La Coco Lab è provvista di sgabelli e specchi per testare i prodotti e di una cabina fotografica dove scattare foto e condividerle sui social media. All’interno della struttura Chanel ospiterà una serie di workshop e incontri specifici con esperti di bellezza nei prossimi mesi.

Pam: restyling per lo store di Torino

Pam local di viale monza MIlano
L’insegna prosegue il piano di ristrutturazione della rete e rifà il look al punto di vendita di Torino situato in corso Orbassano

L’insegna prosegue il piano di ristrutturazione della rete e rifà il look al punto di vendita di Torino situato in corso Orbassano.  Rinnovata la pescheria così come lo spazio dedicato ai prodotti da forno ulteriormente valorizzato da un assortimento più ricco di pane fresco, focacce e pizze disponibili nel distributore self-service. È stato inserito il reparto pasticceria.

All’interno del grande progetto di rinnovo dei nostri punti di vendita storici, non poteva che esserci anche lo store di Corso Orbassano, da oltre 40 anni una certezza per gli abitanti del quartiere Santa Rita. Con questa operazione di restyling ci auguriamo di poter offrire standard ancora più alti, non solo in termini di qualità dei prodotti ma anche di esperienza di spesa” commenta Fulvio Faletra, direttore customer engagement di Pam Panorama.

Muu Muuzarella: a Milano il format per la bufala campana

Muu Muzzarella Milano
Sbarca a Milano, in via Raffaello Sanzio 24, ad angolo con via Ravizza, Muu Muuzarella il format che rende protagonista la mozzarella di Bufala dop

Sbarca a Milano, in via Raffaello Sanzio 24, ad angolo con via Ravizza, Muu Muuzarella il format che rende protagonista la mozzarella di Bufala dop. L’insegna, che coniuga ristorazione e area vendita, è stato sperimentato a Napoli dove si è consolidato con tre strutture situate rispettivamente sul lungomare di via Partenope, in zona Chiaja, e al Vomero. Inoltre è stato realizzato il temporary summer store a Portocervo. Il locale milanese è dunque il quinto sul territorio italiano.

L'idea è degli imprenditori napoletani Salvatore Maresca e Dario Moxedano e viene sintetizzata nel claim Latte da mordere, mozzarella da bere. Muu Muzzarella si declina in tre tipologie di format: il piccolo e glamour Flag Store, il Rappresentative Store, adatto ad un ampio pubblico, lo Standard Store, in zone residenziali e commerciali, come quello di Milano. Il logotipo ricorda una mucca stilizzata nei due elementi che la caratterizzano, naso e corna: da qui l'onomatopea Muu.

La struttura milanese comprende due dehors esterni da 35 posti l'uno, 70 mq interni con 60 posti a sedere suddivisi tra divanetti e sedie. In posizione centrale è presente una postazione pensata per offrire ai clienti dimostrazioni di produzione di mozzarella di Bufala Muu Muzzarella MilanoCampana dop e utilizzata come mozzarella shop dove poter acquistare i prodotti caseari. Il locale è stato realizzato da Augusto Contract, foodservice general contractor, su progetto degli architetti Mario Sorrentino e  Riccardo De Vincenzo che hanno creato la tipica ambientazione rurale, con legni dogati e divani con le classiche macchie “a mucca”. Per l’illuminazione è stato ideato un grande lampadario “a ruota” da cui si snoda una struttura di lampade ricavate da antichi secchi per la mungitura del latte e dettagli ripresi da oggetti di uso comune della campagna.

L’offerta ristorativa comprende una serie di piatti che abbiano come protagonista la mozzarella di Bufala Campana dop. I piatti più iconici sono il “pesto e mela” (bocconcini di mozzarella di Bufala, una croccante mela pink pesto di basilico homemade), la Rattacasa (il classico comfort food napoletano, pasta mista con patata gialla e mozzarella affumicata), la tartare di tonno (cubetti di mozzarella dop e crudo di tonno con limoni di Sorrento su un velo di pesto di basilico), il caratteristico TiramiMuu (servito all'interno di una caffettiera dalla forma ottagonale con babà artigianale e crema di bufala) e la Muu Cheese cake. Circa il 70% dei piatti in carta è gluten free e il 50% vegetariano.

Il punto di vendita è aperto per l'aperitivo dalle 18.30 alle 20, per la vendita dei prodotti caseari dalle 9 alle 20, per il pranzo dalle 12 alle 16 e per la cena dalle 20.

Da 1 a 2 euro in più per personalizzare la consegna nell’ultimo miglio

I risultati secondo un'indagine di Milkman effettuata su un campione in Lombardia

Secondo un'indagine effettuata da Milkman, start up in ambito logistico che si occupa della consegna a domicilio nell'ultimo miglio per i servizi di eCommerce, il 45% del campione preso in considerazione, residente in Lombardia, è disposto a spendere da 1 a 2 euro in più per decidere quando e come ricevere la consegna.

Sempre di più il delivery diventa il biglietto da visita dei retailer rispetto ai clienti, ancor di più in un'ottica omnicanale dove può essere l'unico punto di contatto di un'esperienza altrimenti solo digitale e virtuale.

“Delivery e new retail si sono fusi in un’unica entità -ha dichiarato Stefano Scapin, chief revenue officer Milkman-, come è successo a online e offline. La finalizzazione del processo d’acquisto oggi non avviene più in negozio, ma sulla soglia di casa. In uno scenario così accelerato il cliente ha esigenze sempre più variegate, che possono spaziare dagli orari di ricezione dei pacchi, al volume degli ordini, che possono essere anche di piccola entità".

La personalizzazione, che è la base del servizio di Milkman, garantisce trasparenza totale sulle spedizioni, previsioni accurate sull'orario di arrivo e una vasta gamma di opzioni per personalizzare la consegna, come la scelta del giorno e dell'ora, con appuntamenti ad alta precisione, anche nella stessa giornata dell’ordine.

 

Pam local: secondo store a Orvieto

Pam local Bergamo - Interni (2)
Il Gruppo Pam continua l’espansione del format local e apre un punto di vendita a Orvieto, il secondo in città, situato in via Signorelli 23, in centro cittadino

Il Gruppo Pam continua l’espansione del format local e apre un punto di vendita a Orvieto, il secondo in città, situato in via Signorelli 23, in centro cittadino. Il nuovo Pam local, che osserverà l’orario prolungato, 7/7, fino alle 21, sarà, ancora una volta, gestito in franchising. “Pam local è un format vincente perché è in grado di offrire una soluzione per ogni esigenza di spesa quotidiana - dichiara Lorenzo Seccafien, direttore vendite Pam Franchising - Abbiamo riscontrato più volte l’apprezzamento dei nostri clienti e l’interesse degli imprenditori: i primi perché in pochi metri quadri possono trovare facilmente tutto ciò di cui hanno bisogno, i secondi perché riconoscono in Pam local il partner ideale per il loro business”.

 

 

 

Trony: punto di vendita a Città di Castello

Trony città di castello esterno
All’interno del centro commerciale Porte dell’Umbria, a Città di Castello, in viale Rodolfo Morandi, Trony inaugura uno store di 1.700 mq

All’interno del centro commerciale Porte dell’Umbria, a Città di Castello, in viale Rodolfo Morandi, Trony inaugura uno store di 1.700 mq. Con l’inaugurazione di questo negozio prosegue il progetto di sviluppo del socio Dml spa che con questa apertura conta oggi 26 punti di vendita Trony. I locali complessivi dell’insegna sul territorio nazionale sono invece 189, cui si aggiungono 18 Mini Trony, precursori dell’ultimo progetto nazionale, per un totale di 207 strutture. Il negozio propone un assortimento di 14.000 referenze circa, si rivolge a un bacino d’utenza di 120.000 potenziali clienti e impiega 40 addetti. Il punto di vendita di Città di Castello si sviluppa a pianta rettangolare e presenta come primo reparto all’ingresso quello dedicato ai grandi e piccoli elettrodomestici, al centro un’isola con telefonia e fotografia, e a seguire informatica e audio video. Tra i vari servizi offre consegna a domicilio, installazione elettrodomestici.

 

Xiaomi si espande in sud Italia

Prosegue la politica di espansione sul territorio italiano dell’insegna Xiaomi che programma l’apertura di un Mi Store a Marcianise

Prosegue la politica di espansione sul territorio italiano dell’insegna Xiaomi che programma l’apertura di un Mi Store all’interno del centro commerciale Campania a Marcianise, vicino Caserta. È il primo negozio della rete in sud Italia. L’apertura, stando a quanto pubblica D.Day.it , è prevista per maggio. Il Mi Store sorgerà a pochi passi dall’Apple Store, presente da qualche anno ormai al Campania.

 

 

Il retail appartiene a tutti noi. È uno spazio della nostra vita

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 4)

Un’architettura di contesto, che guardi fuori, che apra finestre reali e di pensiero al mondo che la circonda. Quando si pensano (o ripensano) i punti di vendita questa dovrebbe essere la mission. Entrano nella progettazione nuovi stimoli, come gentrificazione: un’area che si rinnova, che fornisce una nuova immagine che si irradia anche a ciò che la circonda dando valore agli immobili circostanti, risollevando aree disagiate, offrendo spazi sicuri.

Alla gentrificazione si accosta la socialità che, a sua volta, richiede una rinnovata sensibilità rispetto al territorio; servizi che possano essere adattati al “pubblico” cui si rivolgono. Infatti, non più clienti, non necessariamente consumatori, i cittadini si trasformano in pubblico, quando si avvicinano al retail non per necessità, non solo per la bontà dell’offerta o per la convenienza dei prezzi, ma perchè lo sentono parte del loro mondo, che sia un negozio o un centro commerciale, è uno spazio di vita. La loro vita.

Il retail (è un fatto) è parte del mondo che ci circonda, fatto di cose, di persone, di emozioni. Volerlo estrapolare, renderlo un minaccioso pericolo, della famiglia, dei piccoli artigiani, del territorio è una forzatura, facile demagogia. Oggi molti retailer si muovono in sintonia con il territorio e quando non lo fanno, in maniera naturale (anche se talvolta dolorosa), vengono espulsi ... altrettanto naturalmente.

Il potere del retail è sottostimato, spesso anche dagli stessi operatori, e quando scrivo potere non penso alla versione impositiva che spesso si associa a tale termine, piuttosto alla potenza propulsiva che esso può avere. Certo, c’è aria di cambiamento, l’obiettivo dei negozi oggi è accogliere, è invitare a tornare, la piacevolezza che sembra d’obbligo solo per alcuni formati e per alcuni settori, adesso è un obbligo per tutti. L’omnicanalità sta riportando al centro dei negozi il personale. Il fattore umano diventa strumento di competizione sul territorio. Un cambiamento naturale, che non vuole intromissioni che rischierebbe di mettere in pericolo un equilibrio che solo la libera concorrenza può garantire.

AdeZ vince il premio Sapore dell’Anno 2019

Il brand di bevande vegetali ha ottenuto questo premio, attribuito dai consumatori, dopo essere stata sottoposta alle necessarie certificazioni

Sorprendente Soia, Meravigliosa Mandorla, Favoloso Riso e Strepitoso Cocco: si chiamano così le bevande AdeZ, brand di bevande vegetali dal sapore particolare lanciato da Coca Coca, fuori paradigma a cominciare dal nome: si tratta di una bevanda senza zuccheri aggiunti, arricchita con vitamine e minerali, adatta per essere consumata come parte di una colazione equilibrata, ma anche per altri momenti della giornata.

Sottoposte a test di laboratorio, queste bevande sono state approvate dai consumatori italiani che le hanno valutate secondo i criteri stabiliti dalla Certificazione di Sapore dell'Anno, vale a dire soddisfazione generale, aspetto, odore, consistenza e sapore, e hanno ricevuto un punteggio elevato.
La certificazione Sapore dell’Anno rappresenta l’unico marchio di qualità per il settore dell’alimentazione, basato esclusivamente sulle qualità gustative dei prodotti provati e approvati dai consumatori. Un marchio di fiducia e di garanzia che permette di identificare il buon sapore dei prodotti e di differenziarli rispetto alla concorrenza. Questa certificazione è stata creata nel 1995 in Francia da Monadia ed è attualmente presente in Francia, Spagna, Portogallo, Tunisia e Messico.

Calzedonia: la crescita in Italia e all’estero

calzedonia antonio marras
Nel 2018 il gruppo Calzedonia ha incrementato la sua rete con 217 store di cui 207 all’estero: in particolare in Russia, Cina, Spagna, Francia e Stati Uniti

Nel 2018 il gruppo ha incrementato la sua rete vendita con 217 punti vendita, dei quali 207 realizzati all’estero in particolare in Russia, Cina, Spagna, Francia e Stati Uniti. Il gruppo Calzedonia opera con i brand Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Signorvino e Atelier Emé, quest’ultimo dedicato agli abiti da sposa,  per un totale di 4.671 strutture, di cui 2.965 all’estero e 1.706 in Italia.

Stando a quanto pubblica Pambianconews l’azienda ha archiviato il 2018 a 2,3 miliardi di euro di ricavi, ottenuti grazie alla spinta sui mercati esteri.

Nello specifico in Italia continuerà lo sviluppo di Intimissimi Uomo e di Atelier Emé e proseguirà anche l’attività di riqualificazione ed ammodernamento dei punti di vendita esistenti Calzedonia, Intimissimi e Tezenis.

 

Il Mercato Centrale arriva a Torino

mercato centrale roma
Dopo Firenze e Roma, Mercato Centrale sbarca anche a Torino dove è prevista l’apertura ad aprile. La struttura è di 4.500 mq distribuiti su tre livelli

Dopo Firenze e Roma, Mercato Centrale sbarca anche a Torino dove è prevista l’apertura ad aprile. Nel capoluogo piemontese aprirà una struttura di 4.500 mq distribuiti su tre livelli.

Come riportato dall’azienda sul sito aziendale “attraverso la riqualificazione delle ghiacciaie del Centro Palatino e gli spazi adibiti per gli eventi, Il Mercato Centrale Torino sarà anche un importante luogo di scambio culturale e sociale”. Saranno presenti store, una scuola di cucina e un lounge bar.

Il format del Mercato Centrale è stato inaugurato nel 2014 a Firenze nello storico mercato coperto di San Lorenzo per arrivare, due anni dopo, anche a Roma, intorno alla suggestiva Cappa Mazzoniana alla stazione Termini.

 

Italian Food Excellence

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