Doppio opening per Acqua6Sapone a Bra (Cn) e Turate (Co). Invece, Dm e MediaWorld inaugurano due store all'interno del nuovo polo multifunzionale WaltherPark di Bolzano
ACQUA&SAPONE
Via Piumati
Bra (Cn)
Cesar spa
Data di apertura
15 ottobre 2025 Format e location
In linea con la consueta formula dell’insegna. Offerta
L’assortimento comprende 10.000 referenze. Servizi
Orario: lun-dom 9-20. Addetti e casse
Non disponibile.
ACQUA&SAPONE
Via Varesina 12
Turate (Co)
Cesar spa
Data di apertura
15 ottobre 2025 Format e location
Come da tradizione. Offerta
Rispecchia la tipica offerta con un assortimento di 10.000 referenze. Servizi
Orario: lun-sab 9-20; domenica 9-13 e 15-19.30. Addetti e casse
Non disponibile.
DM
Via Alto Adige
Bolzano
454 mq
Drogerie Markt dm
Data di apertura
17 ottobre 2025 Format e location
Lo store si trova nel nuovo polo multifunzionale WaltherPark. Offerta
Offre in assortimento 15.000 referenze Servizi
Orario: lun-ven 6.30-23; sab-dom 8-23. Addetti e casse
Impiega 16 collaboratori.
MEDIAWORLD
Via Alto Adige
Bolzano
370 mq
MediaWorld
Data di apertura
17 ottobre 2025 Format e location
Al centro WaltherParh MediaWorld propone il format Smart, concept retail di prossimità che valorizza al massimo la proposta omnicanale. Lo store è dotato di una postazione Scaffale Infinito che consente di trovare, selezionare e acquistare anche tutti i prodotti non esposti nel punto di vendita, oltre allo SmartBar, grazie al quale i clienti potranno acquistare prodotti preconfigurati, personalizzarli e avere accesso ai servizi di riparazione smartphone. Offerta
Classica offerta di elettronica di consumo. Servizi
Orario: lun-ven 6.30-23; sab-dom 8-23. Addetti e casse
In organico 11 persone.
Le monetine di salame in formato snack e quattro nuove referenze di pasta fresca per il brand Viva la Mamma tra le novità viste allo stand di Beretta a Colonia
Ad Anuga, Fratelli Beretta ha presentato due importanti novità: Le Monetine, una linea di salumi tradizionali (come i Sette Nani e il Colli di Barzanò) affettati in formato snack e proposti in pouch da 70g e la nuova Fresca Sfoglia di Viva la Mamma, una pasta fresca di alta qualità prodotta in Toscana, che si distingue per la sfoglia composta al 70% di grano duro toscano e 30% di uova, con un generoso ripieno al 60% e che cattura l'attenzione per il colore "giallo Carpegna" sul pack.
Le Monetine: la tradizione dei salumi Beretta in formato snack
La prima innovazione è spiegata da Cristian Riva, responsabile marketing estero di Beretta, e riguarda la nuova linea di salumi "Le Monetine". Il concetto alla base è la valorizzazione dell'heritage dell'azienda, "abbiamo preso le migliori eccellenze dei nostri salami -sottolinea Riva-, come i nostri due prodotti iconici: I Sette Nani, il classico salametto intero di piccola taglia con budello naturale, e Colli di Barzanò. Partendo da questo patrimonio di gusto, Beretta ha creato un prodotto nuovo nel formato e nella modalità di consumo. Li abbiamo tagliati in forma di monetine, e messi in una pouch da 70 grammi". Questa linea, declinata su tre referenze, risponde a un'esigenza di consumo moderna. L'obiettivo è "offrire al consumatore una modalità d'utilizzo diversa, un po' più moderna, un po' più snacking, senza rinunciare al gusto, alla tradizione e alla bontà".
Viva la Mamma porta la qualità della "Fresca Sfoglia" sullo scaffale
Marcello Di Franco, direttore vendite piatti freschi Italia, ci ha presentato invece l'ultima arrivata nel mondo "Viva la Mamma": "la Fresca Sfoglia è una referenza che cattura subito l'attenzione già dal pack grazie al suo colore giallo Carpegna". La linea è già presente sul mercato con quattro varianti: Ravioli ricotta e spinaci, Tortellini alla carne, Tortellini al prosciutto crudo e i distintivi Ravioli all'astice.
Ciò che caratterizza questa pasta è l'elevata qualità degli ingredienti. La sfoglia è composta "al 70% da grano duro toscano e al 30% da uova", una combinazione che, secondo Di Franco, "ne esalta la qualità". Altro punto di forza è il ripieno, che costituisce il 60% del prodotto: una percentuale generosa che "esprime il massimo potenziale del gusto ed esalta il valore in tavola". La produzione di queste referenze avviene nel cuore della Toscana, nello stabilimento di Massa e Cozzile, nei pressi di Montecatini Terme. Il processo produttivo è caratterizzato tecnicamente da una "doppia sfoglia e un trattamento di laminatura", a garanzia della consistenza e della qualità del prodotto finale.
Leifheit risponde alla crescente consapevolezza ambientale con Superduster, la linea di strumenti sostenibili, riutilizzabili e lavabili, per la rimozione della polvere.
In Italia il segmento degli accessori e ricambi per la rimozione della polvere è sovra performante rispetto al resto d’Europa e vale oltre 108 milioni di euro a sell-out; la marca in questo segmento ha più valore rispetto ad altri e infatti la private label esprime solo il 13,4% del mercato.
In questo scenario competitivo complesso Leifheit ha deciso di lanciare una reale innovazione: strumenti e ricambi per la rimozione della polvere eco friendly, in quanto lavabili e quindi riutilizzabili.
Il concetto di sostenibilità, infatti, è oggi fondamentale per la maggior parte dei consumatori, che desiderano una pulizia facile e veloce e vogliono evitare i prodotti chimici e lo spreco di prodotti usa e getta.
La ricerca di una alternativa più ecologica è un fattore chiave nelle decisioni di acquisto, dato che per molte persone gli strumenti attuali non offrono soluzioni soddisfacenti al 100%. Assistiamo, quindi, a una crescente consapevolezza ambientale tra gli utenti e i consumatori di tutte le fasce di età.
Superduster, il catturapolvere ecologico riutilizzabile
Spolveratore Duster e Supeduster, sono due diversi formati di strumenti per la rimozione della polvere sulle superfici.
Sono sostenibili e riutilizzabili: il tessuto catturapolvere in microfibra a 360° attira in modo affidabile polvere, capelli e allergeni e li trattiene saldamente senza spargerli, lavabile fino a 50 lavaggi a 40 °C.
L'interno flessibile con design angolato consente di pulire aree difficili da raggiungere, come angoli e nicchie, senza spostare gli oggetti, la combinazione di lato largo e lato stretto pulisce a fondo sia le superfici che gli spazi ristretti, lo spolveratore è ideale anche per rimuovere la polvere in auto.
Design funzionale in plastica riciclata
L'impugnatura ergonomica in plastica riciclata al 96% garantisce un utilizzo comodo e sicuro ed è compatibile con l'aggancio Leifheit Click System - ideale per pulire le aree più alte senza usare una scala. Il pratico fissaggio a bottone consente di rimuovere rapidamente e facilmente il rivestimento per il lavaggio.
Superduster Floor: lavabile fino a 100 volte per una pulizia sostenibile dei pavimenti
Superduster Floor è lo spolveratore per pavimenti con rivestimento antipolvere integrale in microfibra al 100 %. È ideale per spolverare pavimenti duri, battiscopa e bordi in un solo passaggio. Importante: si lava e non viene buttato via.
Il rivestimento di Superduster Floor Leifheit, infatti, è lavabile in lavatrice fino a 100 volte a 40 °C, il che lo rende riutilizzabile e sostenibile.
Grazie alle sue elevate prestazioni di pulizia, Superduster Floor raccoglie in modo affidabile polvere, capelli e allergeni grazie alle sue elevate prestazioni di pulizia, grazie all'ampio comando a pedale sulla base rettangolare e alle tasche, è possibile applicare e cambiare il rivestimento permettendo la sostituzione facile e veloce.
L'ergonomia e la flessibilità della pulizia sono garantite dalla lunghezza del manico di 148 cm, dalla base rettangolare da 33 cm con snodo girevole a 360° e dal rivestimento catturapolvere.
Il manico in tre parti di Superduster Floor resta stabile grazie al blocco antitorsione e può essere riposto in modo sicuro. E con il pratico Click System il manico può essere abbinato a molti strumenti di pulizia Leifheit.
Gruppo Arena (VéGé) punta ancora una volta sul format SuperConveniente con uno store di 1.150 mq a Palermo, il quarto in città. Crai Mediterranea rafforza la rete Tuttigiorni in Campania con un supermercato a Sant'Anastasia (Na) di 625 mq, in linea con la formula edlp
SUPERCONVENIENTE
Via Geremia 6
Palermo
1.150 mq
Gruppo Arena (VéGé)
Data di apertura
17 ottobre 2025 Format e location
L’intervento è frutto di un’operazione a consumo di suolo zero, nata dal recupero edilizio dell’ex fabbrica Lodetti Eugenio, storica azienda palermitana attiva nella produzione e vendita di serramenti e infissi. È il quarto in città e 38esimo in Sicilia. Offerta
In linea con la classica offerta. Servizi
Orario: lun-sab 8-20.30; domenica 8.30-20. Addetti e casse
Dispone di cinque casse.
TUTTIGIORNI
Via Giuseppe Mazzini 292
Sant’Anastasia (Na)
625 mq
Crai Mediterranea
Data di apertura
16 ottobre 2025 Format e location
Decimo store della rete nazionale allineato alla tradizionale formula. Offerta
Ampia la selezione di prodotti mdd tra cui Crai, Piaceri Italiani, La Rosa dei gusti e Cuore dell’Isola. In area freschi i reparti di pescheria e macelleria, panificio e la pasticceria, ortofrutta. Completano l’esperienza il Sushi d’asporto, la gastronomia con piatti già pronti e l’Angolo Verde take away, che propone soluzioni salutari e pratiche con composizioni di frutta e verdura di stagione, già tagliate e pronte al consumo. Servizi
Orario: lun-dom 7-23. Tra i servizi: il Social Commerce per acquistare tramite i canali social, la formula Click & Collect, l’eco-compattatore. Disponibili, inoltre, Too Good To Go per la vendita dei prodotti prossimi alla scadenza a prezzo ridotto. Addetti e casse
Non disponibile.
Anche il rafforzamento del legame con la gdo tra gli obiettivi del piano di riforma complessiva del settore dei mercati all'ingrosso presentato da Italmercati
Circa 7 milioni di tonnellate l’anno movimentate per oltre 11 miliardi di euro di fatturato. Sono alcuni dei numeri della seconda edizione del Rapporto Italmercati-Ismea 2025, in collaborazione con Censis, presentato al Cnel. La fotografia mette in evidenza il ruolo trainante delle 22 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale associate alla rete Italmercati rispetto alla situazione frammentaria nazionale (oltre 130 strutture attive in Italia, sei volte più che in Francia o Spagna) che ne limita la competitività.
I numeri dei mercati all'ingrosso in Italia
I principali mercati all’ingrosso italiani coinvolgono più di 26mila addetti, si estendono su 9,6 milioni di metri quadrati complessivi, di cui 2,5 milioni coperti, pari a circa 1.000 ettari di superficie, e accolgono ogni anno oltre 7 milioni di veicoli e 9 milioni di visitatori. All’interno operano 4.000 imprese tra grossisti, aziende agricole, operatori della logistica, servizi e ristorazione. Il cuore del business è l’ortofrutta che fa circa l’80% del giro d’affari, seguita da ittico, florovivaismo e carni.
Il fresco beneficia della logistica, uno dei plus della Rete: oltre l’80% dei mercati sorge in prossimità di uno svincolo autostradale, la metà è collegata a scali ferroviari, un terzo a porti o aeroporti. Gli investimenti vanno nella digitalizzazione e nelle fonti rinnovabili: oltre la metà delle strutture ha investito in impianti fotovoltaici o sistemi di efficienza energetica, con una quota media di energia autoprodotta vicina al 50% entro il 2026. La lotta allo spreco alimentare è una costante: quasi tutti hanno adottato iniziative come il recupero dei prodotti invenduti o la donazione a enti caritativi. Va però recuperato il gap con altri Paesi.
Nella riforma del sistema proposta da Italmercati: rafforzare il legame con la gdo
Di qui la proposta di Italmercati di una riforma complessiva del sistema, che punti al ruolo catalizzatore dei mercati strategici nazionali più grandi, come poli di riferimento per l’intera filiera, con un piano di investimenti pubblico-privato coordinato a livello nazionale. Tra le linee d’azione prioritarie individuate, il rilancio del comparto ittico, oggi penalizzato da infrastrutture obsolete e dalla mancanza di centri di lavorazione moderni; il rafforzamento del legame con la grande distribuzione organizzata e le organizzazioni di produttori; la creazione di un tavolo tecnico permanente sulla logistica e sulla transizione digitale e l’apertura a nuove forme di partenariato con il mondo della ristorazione collettiva.
Questo progetto definisce un disciplinare tecnico che rende misurabili i criteri di sostenibilità nella filiera della pasta. Tracciabilità, verifiche indipendenti e obiettivi ambientali concreti trasformano la sostenibilità in un sistema operativo e non solo dichiarativo
Come si misura la sostenibilità di un pacco di pasta? Da dove proviene il grano, quanta acqua si consuma, chi ne verifica i processi? A queste domande Eataly ha provato a rispondere costruendo un modello tecnico di filiera, sottoposto a verifica indipendente e fondato su indicatori misurabili.
Si chiama Eataly alla Radice ed è il progetto presentato a Milano nei giorni scorsi, frutto di un lavoro congiunto con l’Università degli Studi di Palermo, Slow Food Italia e l’ente di certificazione RINA.
L’obiettivo è costruire un disciplinare tecnico che definisce criteri oggettivi e misurabili di sostenibilità, dalla produzione agricola alla trasformazione, fino al prodotto finito. Il progetto è stato avviato oltre un anno fa e oggi riguarda quattro formati di pasta a marchio Eataly -spaghetti, paccheri, linguine e rigatoni- realizzati con grano duro 100% italiano proveniente da aziende agricole pugliesi.
Le aziende coinvolte
La filiera coinvolge Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus e APS Agri per la coltivazione del grano, il Molino De Vita per la trasformazione in semola e il Premiato Pastificio Afeltra per la produzione della pasta. Tutto il processo è sottoposto a verifiche indipendenti da parte di RINA, che ha condotto audit in campo, controlli sui flussi di materia e certificazioni di conformità.
Il progetto è stato avviato con una fase di consultazione che ha coinvolto una ventina di produttori di grano duro. Il confronto ha permesso di definire requisiti condivisi, raccolti all’interno di un disciplinare tecnico che diventa riferimento per tutta la filiera.
“Abbiamo voluto creare un modo robusto e metodologicamente affidabile per raccontare i nostri valori, attraverso un approccio che potesse essere misurato e condiviso -spiega Chiara Murano, responsabile sostenibilità di Eataly-. La pasta è un prodotto identitario per il made in Italy e, per questo, abbiamo deciso di partire da qui, costruendo un percorso che parte dal grano e arriva fino alla tavola”.
Chiara Murano, responsabile sostenibilità di Eataly
Il disciplinare tecnico
Il disciplinare Eataly alla Radice è strutturato su quattro aree di impatto: terra, clima, acqua e identità.
Per ciascuna area vengono definiti requisiti sia di base -che gli attori della filiera devono rispettare sin dal primo anno- sia evolutivi, da raggiungere entro un triennio.
L’area terra riguarda la gestione agronomica delle coltivazioni, con l’introduzione dei principi dell’agroecologia: rotazioni colturali, sovescio con leguminose, riduzione delle lavorazioni profonde, tutela della fertilità naturale e creazione di fasce ecologiche destinate a piante mellifere. La percentuale minima di superficie agricola destinata a queste aree è superiore a quella prevista dalla Politica Agricola Comunitaria.
“Significa avere un approccio rigenerativo non soltanto con il suolo, ma anche con le comunità che lo coltivano e lo trasformano”, spiega Murano.
Nell’area clima sono stati inseriti requisiti per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti. Tutte le aziende coinvolte devono predisporre un piano di miglioramento continuo, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni almeno del 5% all’anno. “Abbiamo chiesto agli attori della filiera di costruire piani di miglioramento con un obiettivo di riduzione del 5% anno dopo anno, supportandoli nello sviluppo di questi piani”, aggiunge Murano.
L’area acqua interviene soprattutto sulla fase di trasformazione industriale, dove l’impatto idrico è più rilevante. Nei mulini e nei pastifici vengono promossi sistemi di pulitura ad aria, lavaggi a secco e pratiche di riuso, con l’obiettivo di ridurre progressivamente i consumi. “Sulla coltura del grano abbiamo introdotto requisiti specifici; il grosso è stato fatto su mulino e pastificio, ad esempio con la pulitura ad aria per ridurre l’impiego d’acqua”, precisa Murano.
Infine, l’area identità raccoglie i criteri sociali ed economici legati alla filiera. Tra questi figurano il mantenimento di rapporti di fornitura stabili, l’impegno a contratti pluriennali con prezzi equi, la valorizzazione delle produzioni locali e la promozione di attività con le comunità di appartenenza, come progetti con scuole e associazioni. “La volontà è quella di creare un impatto positivo e collaborativo con le comunità che ci ospitano, mantenendo vivo il legame con le tradizioni produttive e culturali che danno valore al nostro made in Italy”, afferma Murano.
Controllo e trasparenza
Tutti i requisiti sono soggetti a verifica da parte di RINA, organismo di certificazione indipendente che ha validato il disciplinare tecnico e ne ha certificato la conformità. I risultati delle verifiche sono pubblici: sul sito di Eataly è disponibile il certificato di validazione e la versione divulgativa del disciplinare, accessibile anche tramite QR code riportato sulle confezioni.
Questo permette al consumatore di conoscere l’origine del prodotto, i processi coinvolti e i partner della filiera. Il sistema consente, inoltre, di risalire ai lotti di produzione, garantendo la tracciabilità completa della catena, dal grano alla pasta confezionata.
“Abbiamo voluto identificare requisiti che fossero verificabili e misurabili, così da costruire un progetto trasparente e validato da un ente terzo”, spiega Murano.
Le tempistiche e la distribuzione
Il progetto è stato presentato ufficialmente a Milano il 15 ottobre 2025. I prodotti sono già presenti nei punti di vendita italiani e, dal 25 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Pasta, anche nei ristoranti Eataly.
Nel 2026 è prevista l’estensione alla rete europea e statunitense. I formati certificati vengono distribuiti in due linee -retail e ristorazione- con la stessa pasta, prodotta in lotti separati e tracciabili.
Prospettive di estensione
L’intenzione è di estendere progressivamente il modello ad altre filiere agroalimentari. In valutazione ci sono l’olio, il caffè, il cacao e il riso. Ogni filiera avrà un disciplinare specifico, costruito sulla base dei quattro pilastri originari ma adattato alle caratteristiche delle diverse colture.
“È più saggio consolidare il modello sulle filiere corte e poi portarlo in contesti produttivi più complessi -spiega Murano-. Essere copiati sarebbe un onore: il beneficio sarebbe collettivo”.
L’idea è quella di aver messo a punto un caso pilota di sostenibilità misurata, nel quale la trasparenza dei dati sostituisce le dichiarazioni di principio.
Per la distribuzione moderna, si tratta di un’esperienza che indica una direzione precisa: trasformare la sostenibilità da valore dichiarato a criterio operativo, traducibile in numeri, verifiche e responsabilità condivise lungo l’intera catena del valore.
Per Chef Express il Bilancio di sostenibilità testimonia anche la continuità e la passione con cui sviluppa i progetti in ambito Esg
Con Chef Express (Gruppo Cremonini) sintetizziamo qui alcuni highlights del Bilancio di Sostenibilità 2024, documento attraverso il quale la società conferma il proprio impegno sui temi Esg e illustra le principali iniziative e le buone pratiche adottate in ambito ambientale, sociale ed economico.
“La redazione del Bilancio di sostenibilità di Chef Express rappresenta un momento fondamentale, non solo per la rendicontazione e il monitoraggio dei Kpi, ma soprattutto come testimonianza concreta della continuità e della passione con cui sviluppiamo le nostre progettualità in ambito Esg -commenta Sergio Castellano, Chief Quality & Esg Officer di Chef Express-. Per noi la sostenibilità è un percorso: il viaggio compiuto e le iniziative portate avanti nel 2024 sono raccontati nel report in modo trasparente e aperto, con l’obiettivo di trasmettere i valori che animano l’azienda, di cui la sostenibilità costituisce un pilastro essenziale. Su questa base, ogni nostra attività ha un approccio che integra le tematiche Esg nelle strategie aziendali e nella selezione dei partner che condividono i nostri stessi valori. Nel corso dell’anno, il lavoro svolto ha richiesto un approccio metodologico avanzato, necessario per gestire la diversità dei business e la complessità geografica delle società estere. Per la rendicontazione dell’edizione 2024 abbiamo scelto di adottare i criteri ESRS, introducendo il principio della doppia materialità, passo significativo per affrontare la complessità del processo in modo strategico ed efficace. Questo lavoro costituisce, infine, una base solida per la rendicontazione della Capogruppo Cremonini, favorendo il futuro allineamento ai requisiti della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e rafforzando la capacità del Gruppo di rispondere alle crescenti richieste di trasparenza e responsabilità in materia di sostenibilità”.
Focus sulla formazione
Chef Express conferma il proprio impegno nel valorizzare le risorse umane attraverso progetti innovativi e politiche dedicate a promuovere benessere, crescita professionale e pari opportunità. Nel 2024 ha rafforzato il proprio focus sulla formazione con programmi strutturati come TaSC (Talent Strategy Chef Express) che ha coinvolto oltre 700 dipendenti con più di 8.400 ore di formazione erogate. Questi percorsi puntano a sviluppare competenze manageriali e trasversali, garantendo crescita e certificazione professionale per tutti i collaboratori.
In linea con il proprio impegno verso l’inclusione e la parità di genere, Chef Express ha avviato l’iter per l’ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022, Sistema di gestione per la parità di genere. Questa importante iniziativa testimonia la volontà del Gruppo di monitorare e promuovere progressi concreti in materia di equità, inclusione e valorizzazione delle diversità. Nell’ambito degli impegni sociali assunti è stata avviata una collaborazione con l’associazione no profit Seconda Chance con lo scopo di creare un ponte tra il mondo delle carceri e le imprese, favorendo il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro.
Riduzione dell'impatto ambientale
In termini di riduzione dell’impatto ambientale, le iniziative attivate per la gestione energetica hanno portato a 42.513 tonnellate di anidride carbonica evitata nel 2024 grazie all’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili con garanzia d’origine e all’utilizzo di energia prodotta da impianti fotovoltaici di proprietà. L’intensità del consumo energetico medio sul fatturato è diminuita del 58,6% rispetto al 2023. Prosegue, inoltre, l’impegno nella selezione di fornitori dotati dei più alti standard qualitativi con l’obiettivo di garantire un’offerta sempre più responsabile e di promuovere pratiche sostenibili in tutta la supply chain.
Chef Express ha aderito e partecipa attivamente al Programma di sviluppo e innovazione ESG denominato ELEVATE, promosso da Aeroporti di Roma e rivolto ai propri fornitori, con l’obiettivo di sviluppare competenze Esg e promuovere innovazione sostenibile.
Nel corso dell’anno si è rafforzata la partnership con Gruppo Hera, una delle maggiori multiutility italiane attiva nei servizi ambientali, idrici ed energetici, in armonia con il protocollo di intesa triennale attivo che ha permesso l’avvio di progetti di economia circolare per il monitoraggio e la valorizzazione dei rifiuti e la riduzione degli sprechi alimentari, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030. Tra le iniziative in campo, Chef Express e Hera proseguono nella promozione del Progetto dedicato al ritiro degli oli vegetali esausti dai punti di vendita Chef Express e successiva trasformazione in biocarburante lungo una filiera completamente tracciata e sostenibile. Il processo include pre‑trattamento e trasformazione tramite bioraffinerie: è certificato secondo standard rigidi come ISCC (International Sustainability and Carbon Certification). Questo progetto nel 2024 ha permesso di recuperare oltre 133 tonnellate di oli esausti, utilizzati per la produzione di biocarburante idrogenato, generando un risparmio di CO2 pari a 378 tonnellate rispetto alla produzione di gasolio tradizionale. Parte del biocarburante prodotto, circa 120.000 litri, è stato destinato all’alimentazione di circa 20 veicoli della flotta Marr, contribuendo a una riduzione delle emissioni di CO₂ equivalenti stimata in oltre 330 tonnellate.
Lotta allo spreco alimentare
Nel 2024 Chef Express ha rafforzato il proprio impegno nella lotta contro lo spreco alimentare, consolidando la collaborazione con Fondazione Banco Alimentare Onlus, donando oltre 1.383 kg di eccedenze tramite il progetto #altripasti e aderendo al programma Siticibo negli scali di Malpensa e Linate, stimando di distribuire 4.500 porzioni entro il 2026 e con il coinvolgimento diretto dei dipendenti in attività di volontariato aziendale. In parallelo, un progetto pilota con Last Minute Market e Gruppo Hera ha consentito il recupero di 933 kg di alimenti in sei mesi.
Chef Express ha ottenuto la certificazione Go2FoodSaving con l'organismo di certificazione Rina. Questo risultato ha permesso un monitoraggio più accurato di indicatori chiave quali: spreco di cibo, quantità di prodotti donati e valorizzazione di scarti ed eccedenze.
Le partnership di Cortilia continuano a crescere, l'ultima annunciata è quella con Planter, l'app per l'alimentazione vegetale. Vediamole tutte
Le partnership di Cortilia continuano a crescere, l'ultima annunciata è quella con Planter, l'app per l'alimentazione vegetale. Vediamole tutte, con le motivazioni di Cortilia e i vantaggi che portano ai clienti.
La rete delle partnership di Cortilia
Planter, Amazon, to.market, Finiper con VG - il Viaggiator Goloso, 1000Farmacie, questo l'elenco ad oggi delle partnership strette da Cortilia. Le finalità sono allineate ai passi che il retailer online individua come prioritari per crescere: arricchire l'assortimento fino a diventare one-stop-shop della spesa, estendere la notorietà del brand per avere più clienti e ottimizzare la logistica, garantire un servizio sempre migliore ai clienti Cortilia e a quelli dei partner. Ecco in dettaglio cosa ciascuna partnership comporta.
Planter - Annunciata a ottobre, la partnership permette a chi usa l'app Planter di completare l'esperienza di alimentazione salutare. Oltre a definire il piano alimentare, consultare ricette e pianificare i propri pasti, è possibile fare la spesa direttamente su Cortilia. Dalle intenzioni salutari, alla loro realizzazione. La app di Cortilia si apre direttamente da Planter, con una proposta di carrello della spesa basata sul piano alimentare. L'utente può personalizzarlo ulteriormente e concludere la spesa, rapidamente. Per i clienti che arrivano da Planter Cortilia applica uno sconto del 5%.
A unire le due aziende è la comunanza di valori quali la lotta agli sprechi, la stagionalità, la qualità, e un assortimento veg di Cortilia tra i più ricchi del mercato. Planter conta 30.000 utenti e propone oltre 1.900 ricette vegetali e una squadra di nutrizionisti in chat disponibili 7 giorni su 7.
Innovazione, accessibilità, attenzione alle nuove esigenze e desiderio di ampliare la propria utenza sono gli elementi che hanno spinto Cortilia a creare questa partnership.
VG - il Viaggiator Goloso - Grazie a questa partnership Cortilia completa la propria offerta di cibo online con prodotti selezionati in linea con i propri valori, e porta in tre negozi milanesi VG - il Viaggiator Goloso il proprio prodotto più distintivo, l'ortofrutta a mk zero e Km Vero. Il vantaggio per Cortilia consiste nella visibilità qualificata che offrono i negozi fisici VG, con l'obiettivo di invogliare nuovi clienti a fare la spesa online su Cortilia. Per VG il vantaggio è proporre una qualità molto elevata su un reparto notoriamente critico e allo stesso tempo determinante nella scelta che i consumatori fanno del punto di vendita.
Amazon - Cortilia ha un proprio store su Amazon, e questo garantisce al retailer di conservare i propri valori giovandosi della vetrina ampissima del marketplace, del conseguente incremento dei volumi e maggior densità delle consegne. I clienti Amazon possono fare la spesa servendosi dall'assortimento di Cortilia, allo stesso prezzo del sito o della app Cortilia. Amazon trae vantaggio dalla partnership perché può contare su un'offerta completa e di qualità, che riesce a fornire anche in aree in precedenza non coperte dal servizio di consegna della spesa con Amazon, come la città di Genova. Queste aree sono in progressiva espansione, grazie a Cortilia. Ad oggi Cortilia su Amazon permette di acquistare a Milano, Monza, Torino, Genova, Bologna, Modena e Reggio Emilia.
to.market - In 12 location fisiche del retailer to.market Cortilia propone 170 referenze di prodotti freschi da dispensa, a marchio Cortilia: piatti pronti, l'offerta veg, formaggi. La partnership volutamente esclude l'ortofrutta. to.market aiuta Cortilia ad aumentare i touch point con i clienti, e la notorietà del brand, proponendo un completamento di assortimento.
1000Farmacie - Le farmacie online sono un'azienda partecipata di uno dei fondi d'investimento che sostengono Cortilia, e grazie a questo c'è uno scambio di best practice. Anche questa partnership va nella direzione di una maggior completezza dell'assortimento portando in Cortilia prodotti come gli integratori alimentari. Un vantaggio competitivo, quello di poter offrire anche prodotti di parafarmacia, sempre nella direzione dell'one-stop shop per la spesa.
Eurospin rinnova il discount di Vallefoglia (Pu), mentre Magazzini Gabrielli (Selex) debutta in Vaticano con un supermercato di 875 mq
EUROSPIN
Via Pascali Pino 8
Vallefoglia (Pu)
Eurospin
Data di apertura
17 ottobre 2025 Format e location
Il discount, situato in località Montecchio, è stato riaperto dopo i lavori di restyling. Offerta
Rimane fedele alla classica offerta. Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8.30-20. Addetti e casse
Non disponibile.
TIGRE
Città del Vaticano
875 mq
Magazzini Gabrielli (Selex)
Data di apertura
15 ottobre 2025 Format e location
In area freschi ci sono l'ortofrutta, i banchi serviti della carne dove sono presenti molti prodotti pronti da cuocere, del pane con pizza sfornata quotidianamente, della gastronomia e della cucina, la pescheria take-away. Offerta
L'assortimento comprende 11.000 referenze. Servizi
Orario: lun-sab 7-19.30. Nel parcheggio ci sono 30 posti auto. Addetti e casse
Impiega 34 addetti. In barriera ci sono sei casse.
Antjie Muller De Leo, amministratrice delegata di Bergader Italia, racconta le strategie dell'azienda: dalla presentazione dei prodotti classici come l'Edelblu, fino alle nuove proposte "convenience" pensate per i giovani, non dimenticando il tema dazi Usa
Bergader segna un importante ritorno ad Anuga, una delle fiere di riferimento per il settore alimentare a livello globale, dopo un'assenza come espositore che durava da circa dieci anni. Antjie Muller De Leo, amministratrice delegata di Bergader Italia, spiega che la presenza quest'anno è stata strategica e serve a "chiudere il cerchio magico" delle fiere europee più importanti. Per l'azienda, questo circuito fondamentale include il Cibus/Tuttofood, la stessa Anuga e il Sial di Parigi.
In fiera, l'azienda porta i suoi "prodotti classici", quelli in cui si definisce specialista. In primo piano c'è l'erborinato blu "Edelblu", proposto con nuove referenze che avevamo anche visto a Cibus 2024. Non mancano altre specialità che l'azienda vende in tutto il mondo, come il Bavaria Blu e i formaggi a pasta molle. La vera novità di quest'anno, però, è l'approccio esperienziale offerto ai visitatori. "Quest'anno all'Anuga abbiamo offerto un menù a quattro portate, preparato dal nostro chef stellato Riccardo De Prà", afferma Muller De Leo. Una scelta che ha portato un flusso costante di visitatori allo stand a gustare le specialità altoatesine e l'incrocio con i prodotti dell'azienda bavarese.
Procede bene il rilancio di Edelblu di Bergader
Un focus particolare ad Anuga è dedicato proprio all'Edelblu. Si tratta di un formaggio "classico, con molta tradizione", nonché il primo mai creato in Bergader. Un prodotto "in quarta generazione" che l'azienda sta ora rilanciando con un obiettivo preciso: "lo vogliamo rendere accessibile alle persone più giovani". Questa accessibilità si traduce in nuovi formati, pensati per intercettare consumatori che "vogliono cucinare velocemente un piatto gustoso, ma senza dover perdere tanto tempo" o generare "molto caos in cucina".
Per rispondere a questa esigenza, Bergader ha sviluppato prodotti convenience, come i pratici cubetti e la crema. L'idea è semplice: "Li apri, li versi, li spalmi, li usi, in questo modo -spiega l'Ad-, si può gustare un erborinato buono ma senza il peso di un formaggio troppo forte o troppo piccante", un formato ideale anche per chi si avvicina per la prima volta a questa categoria di formaggi.
Come Bergader affronta il tema dei dazi Usa
Non poteva mancare il tema dei mercati globali, in particolare quello degli Stati Uniti, definito"ovviamente molto complicato". La strategia di Bergader di fronte alle incertezze si basa sulla continuità e sulla forza delle relazioni. "Noi lavoriamo con un partner da oltre 20 anni", sottolinea Muller De Leo, "quindi noi semplicemente continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto".
La filosofia aziendale è chiara: i prodotti Bergader, con quasi 100 anni di storia sul mercato, devono saper "tenere testa" ai vari cambiamenti, siano essi "politici, geografici, di qualunque genere". "Noi semplicemente rimaniamo lì, siamo resilienti", dichiara l'Ad. Questa resilienza si manifesta nel supporto attivo al distributore partner per "far fronte all'attuale situazione molto incerta. L'obiettivo primario resta infatti mantenere i clienti che abbiamo conquistato nel corso degli anni".
Il primo negozio Heikos è stato inaugurato ad aprile a Roma e lo sviluppo dell'insegna prosegue. Oggi opera con sei store in quattro città italiane
La filosofia alla base dell'insegna Heikos, lanciata in Italia ad aprile del 2025 con un primo negozio alle Porte di Roma, è di rallentare i ritmi di vita per cogliere ogni aspetto felice, senza lasciarsi prendere dalla fretta o dall’ansia. Su questa mission concentra la sua attività e la sua offerta particolarmente indirizzata al lifestyle e a prodotti e gadget di uso quotidiano per esaltare attimi di vita e singoli gesti con un design distintivo. Il target di riferimento principale è un pubblico giovane, attento allo stile e costantemente alla ricerca di novità e prodotti di tendenza.
La rete vendita italiana continua a crescere. Ad oggi Heikos conta sei store in quattro città italiane a cui si aggiungeranno due nuove aperture entro la fine del 2025. Ma il progetto di espansione è di superare i 50 store entro il 2027. “Stiamo realizzando il nostro piano strategico di sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza e visibilità nei mercati chiave -spiega Fabio Xu, legale rappresentante di Heikos, società italiana con sede a Roma e proprietà cinese-. Intendiamo creare una rete di store esperienziali che vada oltre il concetto tradizionale di shopping. Ogni punto di vendita è pensato come una ‘destinazione’, un luogo in cui innovazione, stile ed emozione si incontrano, offrendo ai clienti un’esperienza di brand unica e coinvolgente”.
L'offerta
Design, innovazione e performance sono i driver che alimentano il format del marchio che offre un assortimento di prodotti dal design kawaii: dalle blind box, le scatole a sorpresa che contengono i personaggi del momento da collezionare, a plush e giocattoli, dal fai da te al set di costruzioni, ma anche prodotti per la cura del corpo e della pelle, cosmetici e tools di bellezza, piccoli accessori elettronici e digitali, cancelleria, oggettistica per la casa e per gli hobby, regali per le feste, snack, bevande e molto altro ancora.
I fornitori
I prodotti presenti all'interno dei negozi Heikos provengono da fornitori attivi sia in Italia che all’estero, in particolar modo da Europa, Gran Bretagna e Asia. Tra le licenze: Sanrio, Disney, One Piece, Minecraft e Harry Potter.
Ogni nuova apertura nella GDO richiede competenza e coordinamento. Magrini Energia cura l’allestimento del punto vendita da zero: montaggio arredi, esposizione prodotti, pulizie e manutenzioni, per consegnare spazi pronti all’apertura e perfettamente operativi.
Ogni nuova apertura nella grande distribuzione organizzata è un momento strategico che richiede precisione e competenza: fare l’allestimento del punto vendita da zero significa coordinare installazioni, esposizione prodotti, logistica, pulizie, e manutenzioni tutto con l'unico obiettivo di consegnare uno store perfettamente operativo nei tempi stabiliti.
Magrini Energia è il partner specializzato che accompagna le insegne della GDO in ogni fase dell’allestimento del punto vendita, offrendo un servizio completo che trasforma gli spazi vuoti in negozi pronti all’accoglienza dei clienti.
Grazie a un team di professionisti qualificati e a un’esperienza consolidata in numerose aperture su tutto il territorio nazionale, Magrini Energia garantisce efficienza, puntualità e risultati impeccabili, nel pieno rispetto dell’identità del brand e degli standard di ciascun cliente.
Allestimento del punto vendita: servizio complesso, risultato efficace, lo store è pronto
Ogni fase dell’apertura è gestita internamente, assicurando un controllo totale su tempi, qualità e sicurezza.
Il servizio di allestimento per il punto vendita della GDO comprende:
Montaggio arredi e scaffalature
Dalla logistica all’installazione, curiamo l’assemblaggio di ogni elemento con attenzione ai dettagli e piena conformità alle specifiche tecniche del cliente.
Inserimento prodotti a scaffale
Il team Magrini Energia organizza e posiziona i prodotti secondo le planimetrie fornite, garantendo un risultato coerente e immediatamente operativo.
Applicazione materiali di comunicazione e segnaletica
Dalle etichette prezzo agli spiegel, ogni dettaglio è gestito per valorizzare la shopping experience.
Pulizie e rifiniture pre-apertura
Il punto vendita viene consegnato pronto all’apertura, curato in ogni aspetto estetico e funzionale.
Manutenzioni e supporto post-apertura
Un team sempre attivo 24/7 per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, garantendo continuità e sicurezza operativa.
Allestire supermercati, i requisiti
Ogni nuovo supermercato, ogni spazio retail operativo, è il risultato del lavoro di professionisti: tecnici, montatori, addetti scaffalisti, coordinatori e manutentori che lavorano in sinergia, spesso in tempi stretti e con la massima precisione.
Con varie sedi in Italia e oltre 150 professionisti qualificati, Magrini Energia è oggi un punto di riferimento per gli allestimenti della gdo.
Le numerose case history di nuove aperture gestite testimoniano la capacità dell’azienda di affrontare con successo progetti complessi, rispettando budget, tempistiche e offrendo soluzioni personalizzate e scalabili.
Il partner completo per l’allestimento del punto vendita della GDO
Magrini Energia conosce ogni dettaglio degli allestimenti: sceglierla significa affidarsi a un partner esperto, organizzato e affidabile, capace di gestire gli allestimenti nella GDO chiavi in mano con efficienza, qualità e attenzione al dettaglio.
L'ottimizzazione degli assortimenti è un tema molto sensibile nel retail alimentare, Ne parliamo con Carlo Giuliano, project manager Axiante.
L'ottimizzazione degli assortimenti è un tema molto sensibile nel retail alimentare, qualsiasi sia il canale di vendita, soprattutto in una fase come quella attuale di progressiva riduzione dei margini. La gdo è spinta alla massima focalizzazione verso i reali bisogni dei clienti, anche per ridurre al minimo gli spechi. L'assortimento impatta nelle relazioni con l'Idm e ha un grosso peso nella fidelizzazione dei clienti, ma è sempre più complesso da gestire a causa di continue innovazioni di prodotto, del bilanciamento tra mdd e Idm, delle iniziative promozionali, dell'omnicanalità. Ne parliamo con Carlo Giuliano, project manager Axiante.
Il parere di Axiante sul tema dell'ottimizzazione degli assortimenti
Carlo Giuliano, project manager Axiante
Guardando al mercato, quanta sensibilità c'è rispetto a questo tema?
Abbiamo registrato un grande interesse. I motivi sono tanti e rientrano tutti in un concetto di miglior gestione del negozio, così da avere maggiori ricavi, ridurre gli sprechi e migliorare rotazioni e flussi di cassa e anche migliorare l'esperienza del consumatore. C’è quindi tanta sensibilità da parte delle aziende, ma poca maturità: pochi retailer sono disposti a mettersi in gioco e avviare un progetto che abbraccia la gestione dell’assortimento con nuove logiche grazie alla tecnologia.
Come mai questa resistenza?
Direi più che altro a una percezione distorta: si tende a pensare che sia un percorso lungo e costoso, ad alto rischio. In realtà, si può agire in maniera graduale, e anche l'investimento non è così elevato come ci si potrebbe aspettare. Inoltre si tende ancora a sottovalutare come nell’attuale contesto – sempre più complesso e dinamico - soli i dati possono permettere ai retailer di allineare tempestivamente l'offerta alla domanda reale dei consumatori migliorando il fatturato, l’efficienza operativa e la redditività, oltre alla soddisfazione dei clienti. Per questo crediamo che qualsiasi progetto debba prevedere dei momenti di delivery nei quali i retailer possano valutare in tempi brevi, 4-6 mesi, l'efficacia dell’adozioni di soluzioni di assortment optimization.
Quali sono i punti critici reali di un progetto di ottimizzazione dell'assortimento? I veri punti critici di un progetto di ottimizzazione dell'assortimento risiedono nel dover affrontare un cambiamento complesso su un ambito strategicamente centrale per il retailer. L'adozione di un approccio automatizzato e basato su software comporta infatti un salto organizzativo e culturale significativo, che genera comprensibili resistenze. A questo si aggiunge la necessità di raccogliere e aggregare efficacemente grandi volumi di dati per trasformarli in risultati concreti: una sfida che non tutti gli operatori si sentono pronti ad affrontare.
C'è un approccio sostenibile all'ottimizzazione degli assortimenti?
Sì, e inizia dal coinvolgimento concreto dei clienti. Il primo passo è definire obiettivi a breve termine tangibili e testarli sul campo: in questo modo, le insegne possono toccare con mano sia la fattibilità del progetto su larga scala che i benefici reali che porterà. Presentare dati, studi e metodologie non è sufficiente. Le aziende hanno bisogno di prove concrete che una piattaforma di assortment optimization crea valore nella loro realtà e rispetto a obiettivi che possono essere anche molto diversi da insegna a insegna.
Canale fisico e digitale, parliamo di gestione simultanea degli assortimenti
La gestione integrata dei due canali è una sfida non di oggi per la GD, che però solo di recente ha iniziato ad affrontare concretamente. Sebbene fisico e digitale possano generare sinergie significative, oggi emergono soprattutto i loro ostacoli strutturali, a cominciare dal controllo della disponibilità di merce rimane ancora parziale e frammentario. Alcuni retailer hanno risposto adottando magazzini dedicati all'eCommerce, una soluzione che accelera il picking e riduce i rischi di stockout. Tuttavia, il vero nodo critico riguarda il governo dei dati: aggiornamenti quasi in tempo reale permetterebbero di costruire previsioni della domanda – e quindi degli assortimenti - più accurate, ottimizzando l'allocazione degli stock tra i canali, riducendo l'invenduto e migliorando significativamente i livelli di servizio al cliente, con effetti positivi su tutta la rete. La soluzione quindi passa attraverso l'integrazione completa dei dati e l'adozione di un sistema previsionale unico e centralizzato, capace di governare simultaneamente la complessità di entrambi i canali.
Cosa si intende per un sistema previsionale centralizzato?
È innanzitutto una soluzione informatizzata - fogli excel non sono sufficienti per gestire questa complessità - e deve aggregare tutti i dati rilevanti sui canali fisico e digitale per tradurli in previsioni di domanda coerenti e affidabili. Un sistema in grado di mettere anche queste informazioni a disposizione di tutta l'organizzazione in tempo reale, permettendo ai diversi team—dal merchandising al supply chain, dal marketing alla logistica — di operare sulla base degli stessi numeri. In questo modo, le decisioni sugli assortimenti non sono prese sulla base della sola esperienza e dello storico né più isolate per canale, ma coordinate e ottimizzate considerando la domanda complessiva e i vincoli di stock disponibile. Il risultato è una gestione che riduce gli sbilanciamenti tra i canali e minimizza l'invenduto e garantisce una disponibilità di prodotto più efficiente.
Quanto storico occorre per avere delle previsioni assortimentali attendibili?
Due anni, così da poter calcolare l'elasticità della domanda soprattutto in funzione del prezzo e gli effetti di cannibalizzazione, ma è anche vero che ormai in due anni molte cose possono cambiare e quindi si tende a considerare un arco temporale quanto meno di un anno. Un aspetto ancora più importante è avere dati precisi.
Sono attività che i retailer fanno già, e che si possono migliorare con la tecnologia.
Esattamente, i category manager da sempre ragionano sugli assortimenti e la loro ottimizzazione ma questo tipo di piattaforme potenziano questo processo fornendo un supporto decisionale basato su dati. Invece di ipotizzare quale assortimento funzioni, il category manager può ora analizzare pattern di vendita, preferenze clienti, stagionalità, correlazioni tra prodotti e simulare scenari. La tecnologia consente di testare virtualmente diverse configurazioni di assortimento e prevedere l'impatto in termini di fatturato, margine e rotazione così come di fare valutazioni una volta adottati certi cambiamenti.
Questi strumenti abilitano una collaborazione più spinta con l'Idm? Sì, decisamente. Industria e distribuzione stanno comprendendo sempre di più che la vera collaborazione non riguarda più solo prezzi e promozioni, ma si gioca a livello organizzativo e strategico. Le piattaforme di ottimizzazione degli assortimenti facilitano questo cambiamento permettendo di condividere in tempo reale le informazioni sulla pianificazione della domanda. Quando entrambi gli attori hanno visibilità sulle previsioni e sui trend di consumo, riescono a organizzarsi in modo più efficiente, riducendo i disallineamenti e rispondendo con maggiore agilità e precisione alle esigenze dei consumatori.
Cosa sta succedendo con l'intelligenza artificiale? C'è già qualche progetto reale?
La AI è una tecnologia che si sta affacciando anche su questo tipo di software, con potenziali vantaggi soprattutto in ottica previsionale e di automazione. Il problema non è la tecnologia in sé, ma l'infrastruttura: soluzioni cloud integrate richiedono investimenti molto elevati e masse critiche di dati. Per ora restano alla portata dei colossi internazionali, anche se non manca l’interesse di alcuni retailer a sondare l’impiego dell’AI ma in ambiti più ristretti.
Quali sono gli aspetti chiave che permettono a un retailer food in Italia di fare un salto di qualità nell'affrontare il tema degli assortimenti?
L’aspetto centrale sono i dati: più sono accurati e attuali, più le previsioni sono attendibili. Quindi occorre un sistema in grado di raccogliere, elaborare e integrare centralmente le informazioni il più velocemente possibile. La velocità di reazione oggi è imprescindibile e avere previsioni attendibili è la chiave. Ormai la raccolta dei dati non è più un problema, mentre la criticità è a livello di integrazione delle informazioni: sistemi differenti, codifiche diverse, tempistiche diverse.
Come si risolve il problema dell'integrazione dei dati?
Affrontando l'integrazione dati con un approccio graduale che non interrompa l'operatività.
Come sarà il retail del futuro? Alcuni stimoli e spunti vengono dai progetti elaborati dagli studenti dell'Università Bocconi, corso dell'anno accademico 2024-2025, e premiati per creatività e originalità nelle categorie di riferimento
Giunto alla sua quattordicesima edizione (a breve inizierà la 15°, con l'anno accademico 2025-2026) si è tenuta nei giorni scorsi la premiazione del Think Tank Award, Young Ideas for Retail, il contest organizzato da Gdoweek, che si propone come un laboratorio di idee, una sfida di eccellenza tra studenti universitari su come innovare nel mondo del retail.
Karin Zaghi, Bocconi, Sandro Castaldo, Bocconi, Cristina Lazzati, Gdoweek-Mark Up-Fresh Point
Momenti di preparazione
… e di caricamento delle presentazioni
In attesa che l’aula si riempia
Ormai si comincia
In particolare, sin dal 2008, è iniziata una stretta collaborazione con l’Università Bocconi di Milano, che ha visto, in questi anni, anche la partecipazione di altri università in Italia e all'estero, come l'Emlyon Business School di Lione (Francia).
In cosa consiste l'Award
A studenti universitari che frequentano il corso di retail marketing viene chiesto di definire un nuovo format di vendita che possa rappresentare un'innovazione nel mondo della distribuzione moderna in 5 categorie: food, digital retail & eCommerce, fashion & design, elettronica di consumo e ristorazione.
Per rendere la sfida più sfidante e moderna, sono stati coinvolti cinque coach, ognuno esperto una dei settori presi in considerazione, che, con i loro consigli, hanno messo in luce i punti di forza di ognuno dei tre progetti selezionati per originalità, creatività e fattibilità, in modo da renderli ancora più efficaci nel corso della finale, che ha visto sia un vincitore di categoria sia un vincitore assoluto, decretato per votazione via qrcode dai partecipanti all'evento, in presenza e online.
Finalisti e vincitori
Ecco i progetti di ogni categoria entrati in finali tra cui sono stati scelti vincitori di categorie e, successivamente, anche un vincitore assoluto
Digital Retail & eCommerce. Coach: Andrea Colombo, Ad di Cortilia
Progetti partecipanti
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Andrea Colombo, Ad di Cortilia
Slow Flow
Alvra
Alvra, la nutrizione healthy passa online, di Filippo Fassi, Elsa Pignataro, Alessio Tito Ciotola, Annapaola Tomaino, Marco Tupponi
mAi Selection, ridefining grocery shopping in Milan, di Lorenzo Antongirolami, Elena Belloni, Cecilia Cattanea, Angela Ippolito, Rebecca Zanforlini
Slow Flow,il fast fashion si prende il suo tempo, di Beatrice Bernardis, Jorge Cigarroa Vargas, Aleksandra Lebedskaia-Tambieva, Federica Musella, Francesco Patelmo
VINCITORE: SLOW FLOW
Elettronica di consumo. Coach: Luca Lanfranchi, direttore commerciale di Expert, e Barbara Donelli, direttrice marketing di Expert
Progetti partecipanti
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Luca Lanfrachi, direttore commerciale di Expert
Postech
Mix Verse
Artech
Artech, the digital atelier di Valeria Autieri, Lorenzo Cenni, Giulia De Paoli, Maxine Marek, Guiancarla Mondelli
Mix Verse,l'electro cambia sound, di Francesca Bernardini, Alice Gamba, Benedetta Di Ciano, Luca Limone, Andrea Lo Presti, Matteo Panazzolo
Postech, uno store high tech per il benessere posturale, di Alessia Agati, Noah Lucas Edgard Berthon, Lucia Dal Piaz, Erika Gatta, Vincenzo Vincent Liripino, Francesco Mecheroni
VINCITORE: MIX VERSE
Ristorazione. Coach: Corrado Cagnola, Ad di KFC
Progetti partecipanti
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Quick-Pick
Quick-Pick
La casa del tifoso
F(eat) you, l'alternativa sana al fast food, di Alessandra Amici, Domenico Dipalma, Pietro Bertolotto, Maria Rita Gagliardi, Gaia Casalinuovo, Simone Martinelli
La casa del tifoso, dove lo sport si vive dal vivo di Lucrezia De Gasperis, Simone Chiappellone, Claudia Arnoldi, Gregorio Marco Fasulo, Sara Renzo Ferrari, Fulco Maria Livio Anzalone
Quick-Pick, un nuovo modello di ristorazione automatizzata, di Antonio D’Antoni, Chiara Garbarino, Matilde Nave, Alina Novozhilova, Pietro Prati
VINCITORE: LA CASA DEL TIFOSO
Fashion, Design & Luxury. Coach: Polina Voloshyna Head of Buying Special Projects, Rinascente
Progetti partecipanti
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Polina Voloshyna Head of Buying Special Projects, Rinascente
Rimira
Essentia
Nuvola
Rimira, la rivoluzione dei camerini, di Nicolò Decker, Francesca Giudice, Marta Longoni, Elisa Roscitano, Davide Scotti
Essentia, your essence, your creation, di Sara Benvenuto, Yuxuan Chen, Gloria Farina, Carlotta Morelli, Lorenzo Parrucci
Nuvola, curare wellness e skincare dormendoci sopra, di Atakan Gulsen, Francesca Mentasti, Ludovica Benedetta Cecchi, Nashwa Chaudhry, Lina Kogler
VINCITORE: NUVOLA
Food Store. Coach:Alessandra Corsi, direttrice marketing e mdd di Conad
Progetti partecipanti
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Blum
Abbiocco
Blum, trasformare il retail per renderlo più inclusivo, di Federica Cardona, Angelo Cursano, Simona Festa, Thomas Sartori, Giulia Russo e Tommaso Villa
Bike-bite, il nuovo food store che stavi aspettando, di Suha Berk Akansu, Thun Phuong AN, Chiara Carpenito, Antonio Guida, Shauna Honan, Natalia Posadas
Abbiocco, compra i tuoi sogni, di Stefano Achilli, Simone Bortolin, Giuseppe Corbo, Sofia Danelli, Giorgia Fenu, Francesca Gamberi
Martinorossi ad Anuga: l'innovazione plant-based tra medaglioni vegetali, creme proteiche e la spinta dei mercati
MartinoRossi ha scelto Anuga per presentare una vasta gamma di innovazioni che toccano tutti i brand del gruppo, con un forte accento sul segmento plant-based. Camilla Borghi, marketing manager dell'azienda, illustra le novità partendo da Beamy. Per questo marchio debuttano due nuovi prodotti: "sicuramente la nuova linea di medaglioni vegetali, che seguono il successo dei mix da reidratare a casa. Questi medaglioni sono a base di verdure disidratate e vengono arricchiti da concentrati proteici; la preparazione permette di creare quattro comodi medaglioni plant-based".
Proteine e gusto, ma anche semplicità d'uso
Le innovazioni proseguono con il brand Goodly, mantenendo il focus sui concentrati proteici. L'azienda lancia una nuova proteina gusto biscotto, che si affianca a quelle già esistenti alla vaniglia e al cacao. Inoltre, vengono introdotti due nuovi mix: uno per pancake e uno per "easy cake". La particolarità di questi preparati è la semplicità d'uso: "per fare dei dolci semplicemente aggiungendo acqua al preparato". Anche questi prodotti sono arricchiti con concentrati di pisello di produzione propria.
Per Mister Beans, la novità è una "crema spalmabile nella versione proteica". In questa ricetta innovativa, l'azienda ha "rimpiazzato le nocciole con i ceci tostati e delle farine di legumi", arricchendo il tutto con concentrati proteici per ottenere "una crema deliziosa, ma anche proteica".
Plant based in crescita e MartinoRossi investe in ricerca e sviluppo
Il mercato di riferimento è chiaro: "Il mercato del plant-based è assolutamente in crescita", afferma Borghi, sottolineando come non si tratti più di un "trend che sta arrivando", ma di "un settore consolidato". MartinoRossi segue attivamente questo filone, tanto che "tutti i prodotti di Martinorossi sono indirizzati per il mercato del plant-based e del senza glutine". Questa strategia è supportata da un forte impegno in ricerca e sviluppo. L'ultima introduzione a catalogo, che funge da ingrediente chiave per molte novità, sono i "concentrati di pisello verde che produciamo internamente, concentrati naturali, quindi non a estrazione artificiale, che arricchiscono i prodotti in modo naturale e sostenibile".
L'export tocca il 50% del fatturato per MartinoRossi
Questa vocazione internazionale trova conferma nei numeri: "L'export per MartinoRossi pesa ormai un 50% -dice Borghi-. La partecipazione ad Anuga ha dato riscontri molto positivi: "abbiamo avuto una grande affluenza e un riscontro super positivo per tutto quello che riguarda appunto il mondo del plant-based". L'analisi dei mercati mostra un'evoluzione interessante. Se "sicuramente il mercato del Nord Europa era già avanti rispetto a quello che era l'Italia, solo qualche anno fa, ora lo scenario è cambiato. Adesso l'Italia non solo ha rincorso questo trend, ma comunque è al pari", conclude Borghi, notando un crescente interesse anche da mercati anche fuori Europa, in particolare guardando a Est.
Nuova identità, tecnologia e relazioni: Massimo Iacobelli, il direttore generale racconta le strategie della Upim (Ovs) del futuro
Nuova identità, tecnologia e relazioni: MassimoIacobelli, direttore generale di Upim, racconta le strategie di Upim (gruppo Ovs) del prossimo futuro per continuare a giocare un ruolo di primo piano tra ridefinizione dei format, ruolo crescente dell’online, sperimentazioni con l’Ai per una logistica 4.0
Oltre 90 metri quadrati in più e una nuova area dedicata alla linea Heattec, i capi termici che regolano la temperatura corporea nella stagione invernale
Entrata in Italia nel 2019 con un primo negozio a Milano, Uniqlo ha negli anni rafforzato la sua presenza nel nostro Paese con nuove aperture. Dopo il capoluogo lombardo, infatti, l'insegna ha investito su Roma. E proprio il flagship store romano di via del Corso è soggetto oggi a lavori di restyling e ampliamento. “Siamo orgogliosi di continuare ad offrire il nostro LifeWear nella città di Roma, valorizzando una location storica come la Galleria Alberto Sordi con oltre 1400 metri quadrati di estensione e 170 dipendenti”, ha dichiarato Nakamura Masayoshi, Coo Uniqlo Italia.
Lo store
Il punto di vendita, già raccontato su Gdoweek in occasione dell'apertura, amplia la superficie di 91,2 metri quadrati e una nuova area dedicata alla linea Heattech, ossia i capi termici del brand che permettono di regolare la temperatura corporea durante la stagione invernale, garantendo calore in tre diverse gradazioni. Lo store è dotato dello spazio Re.UNIQLO Studio per la riparazione, l’upcycling e il riciclo, pensato per favorire il concetto di economia circolare. Si potranno riprodurre le grafiche in forma di ricamo, per personalizzare e rendere unici i capi acquistati.
Le novità in assortimento
In parallelo all'ampliamento dello store sono stati presentati i nuovi design del progetto UTme!, il servizio di personalizzazione delle T-shirt della linea UT, che permette di creare capi dalla grafica inedita, frutto di collaborazioni con partner locali. Per la stagione autunno/inverno 2025, inoltre il marchio collabora con Lovegang, il brand romano nato nel 2018 da un collettivo creativo formato da musicisti, produttori, designer e artisti visivi uniti dalla passione per la musica, la moda e l’arte. Quattro le nuove grafiche disponibili in esclusiva nello store romano a partire dal 24 ottobre.
La rete Uniqlo in Italia
Uniqlo conta oggi quattro negozi in Italia, includendo il flagship store di Milano Piazza Cordusio aperto nel 2019, Via del Corso, Roma aprile 2024, Gae Aulenti, Milano maggio 2024 e Roma Termini, inaugurato a settembre 2024.
Nuovi servizi digitali, impianti instore più sostenibili, sostegno al territorio e promozione dello sport e degli ambienti sani nel bilancio del Gruppo Romano
Crescita sostenibile, innovazione responsabile e valorizzazione del territorio siciliano sono i tre asset su cui si concentrano le azioni del Gruppo Romano(Selex) che in Sicilia gestisce le insegne Famila, Max e Il centesimo, raccontate nel secondo Bilancio di Sostenibilità, relativo al 2024.
“Crediamo in un modello d’impresa che metta al centro le persone, la sostenibilità e il legame con la nostra terra. Pensiamo che solo così possiamo costruire un futuro autentico, capace di generare valore per tutti" afferma l'Ad Angelo Agliata.
Tra le novità la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo e il coinvolgimento degli studenti. La copertina ufficiale porta la firma di Alberto Scimeca che ha interpretato i valori dell'azienda.
I risultati
Nel 2024 il gruppo ha registrato 546 milioni di ricavi netti dalle vendite con una quota di mercato regionale del 20,26%. La rete vendita conta 52 punti di vendita diretti, due cash and carry e oltre 90 affiliati nell'Isola a cui se ne aggiunge uno a Reggio Calabria. Ammonta, invece, a 493,385 il valore delle donazioni e delle sponsorizzazioni. In termini di energia rinnovabile autoprodotta è in incremento rispetto al 2023 (+138,29%), mentre diminuisce la quota di energia risparmiata sul consumo totale provenienti da fonti fossili (-2,38%). Per quanto riguarda le donazioni alimentari agli enti caritativi del territorio ammontano a 107.427 kg.
Store più green
Il bilancio chiarisce i risultati raggiunti e le azioni intraprese. In particolare, nel 2024 il gruppo ha proseguito il proprio percorso di efficientamento energetico e riduzione dei consumi, investendo in nuove soluzioni tecnologiche e impianti più sostenibili sia nei punti di vendita che nei centri logistici. Lo scorso anno l'azienda nissena ha rafforzato i progetti comunitari e le sponsorizzazioni sportive con l'obiettivo di promuovere ambienti sani e ricreativi per i giovani.
Nuove aperture e restyling hanno rafforzato la rete vendita e all'interno dei negozi sono stati introdotti servizi digitali per rendere la spesa ancora più semplice e rispettosa per l’ambiente. Tra le iniziative più significative spicca lo “scontrino digitale”, che riduce l’uso di carta e contribuisce a una gestione più consapevole delle risorse.
La formazione
Tra le attività spicca la nascita di Accade, l’Academy aziendale dedicata alla formazione e allo sviluppo delle competenze del personale interno ed esterno. L’obiettivo è creare un luogo di crescita e apprendimento continuo, capace di valorizzare le persone e attrarre nuove energie per il futuro.
Trivè, insegna di bar fondata da Ivan Daniele nel 2017, prevede, solo a Milano, una decina di nuove aperture nei prossimi due anni
Trivè si presenta come format di "All Day Bar", aperto dalle 8 del mattino alle 2 di notte, che copre tutte le fasce orarie (colazione, pranzo, aperitivo, cena e dopocena) con un'offerta selezionata e replicabile. Fondato nel 2017 da Ivan Daniele, il progetto nasce "dall'osservazione di un paradosso" come dice Daniele: "in un paese che pullula di bar, nessuno aveva ancora sviluppato un modello replicabile come avviene all’estero".
"Ho lavorato in bar, pasticcerie, pizzerie e ovunque ho trovato lo stesso problema: locali che si reggono sull’estro del singolo imprenditore, senza un metodo -racconta Ivan Daniele, fondatore di Trivè-. In Italia ci sono 130.000 bar, eppure nessuno aveva mai reso questo modello replicabile. Mi sono chiesto perché: la risposta è che è sempre stato difficile standardizzare una complessità simile”.
In realtà, qualcuno ci ha pensato in Italia: Esselunga, tanto per dire, con i Bar Atlantic che però osservano orari più normali (e a dire il vero non sono tantissimi i bar che tengono aperto dopo la mezzanotte). Ma il problema risiede nella complessità stessa del bar tradizionale: a differenza di un locale più o meno mono-prodotto come la pizzeria o la paninoteca, il bar attraversa cinque momenti diversi della giornata, ciascuno con prodotti e logiche proprie: standardizzare questa complessità è la vera sfida.
I numeri della replicabilità
Ogni locale Trivè genera in media un fatturato annuo compreso tra 1,2 e 1,8 milioni di euro. In termini pratici significa che un singolo punto di vendita riesce a sostenersi con margini stabili, grazie a un controllo dei costi: le materie prime incidono per meno del 30% e il personale per circa il 32%. A Torino sono operativi tre locali diretti (tra cui l'apertura recente in Piazza Vittorio) più un franchising in via Duchessa Jolanda. A Milano c'è il Trivè di via Marghera.
“Il dato più rilevante non è soltanto il fatturato, ma la prova che un bar può diventare replicabile -commenta Ivan Daniele-. Il nostro obiettivo è creare il primo brand italiano nel settore bar, una categoria nuova chiamata All Day Bar. Vogliamo diventare quel posto sicuro e comodo a cui le persone pensano per ogni occasione: un pranzo veloce, un appuntamento informale, un aperitivo con gli amici o una festa di laurea”.
Centralizzazione
La soluzione adottata da Trivè è stata quella di analizzare a fondo il settore, individuando i prodotti più richiesti e le abitudini di consumo più frequenti, per poi scomporre la gestione del bar in obiettivi concreti e misurabili. Un lavoro di studio e ingegnerizzazione che ha permesso di standardizzare processi e procedure, rendendo replicabile un format complesso come quello del bar italiano.
Il cuore di questa uniformità è un laboratorio di produzione centralizzato, che serve tutti i punti di vendita, diretti e in franchising, realizzando lavorati e semilavorati standardizzati. In questo modo, ogni locale garantisce la stessa qualità e coerenza di offerta, mantenendo margini stabili e un’esperienza identica per il cliente, indipendentemente dalla città in cui si trova.
Consolidamento su Milano e franchising
Dopo aver consolidato il modello a Torino, Trivè guarda ora a Milano come città chiave per il prossimo sviluppo. Il nuovo punto di vendita in zona Brera sarà il flagship store (un locale vetrina che racchiude tutte le caratteristiche del format e funge da modello per le aperture future) e farà da base per una crescita più ampia: nel capoluogo lombardo sono già allo studio 8-9 aperture nei prossimi due anni.
Parallelamente, il franchising si prepara a uscire dai confini torinesi con le prime trattative in corso ad Alba, Milano, Legnano, Brescia, Vicenza, Firenze, Pordenone e Roma.
Le prospettive economiche comunicate da Trivè indicano un raddoppio del fatturato, oggi intorno ai 5 milioni di euro, già nel 2026, con una traiettoria che punta ai 25 milioni entro il 2028.
Conad Nord Ovest rinnova il supermercato (1.399 mq) di Pavullo nel Frignano (Mo). Anche Coop Alleanza 3.0 ristruttura il superstore (2.500 mq) di San Lazzero di Savena (Bo) dove ha introdotto la Forneria, la Piadineria e la Caffetteria
CONAD
Via Giuseppe Minelli 5
Pavullo nel Frignano (Mo)
1.399 mq
Conad Nord Ovest
Data di apertura
20 ottobre 2025 Format e location
Lo store è stato ristrutturato: rinnovata la pescheria con un banco servito nuovo, a seguire la macelleria, dotata di attrezzature moderne per la vendita assistita e confezionata. Alla fine del percorso dei reparti freschi, una vasca surgelati con rispettivo murale. Adottate soluzioni green tra cui l’uso della vernice Airlite in tutto il supermercato, in grado di depurare l’aria. Offerta
In linea con la tradizionale offerta. Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8-13. Addetti e casse
Impiega 55 addetti.
COOP
Via Martiri delle Foibe 59
San Lazzero di Savena (Bo)
2.500 mq
Coop Alleanza 3.0
Data di apertura
9 ottobre 2025 Format e location
Il superstore è stato oggetto di lavori di restyling grazie ai quali è stato introdotto il nuovo format della Caffetteria con oltre 30 posti a sedere. Introdotta anche la Forneria Coop e la Piadineria. Offerta
Rispecchia la tradizione dell’insegna. Servizi
Orario: lun-sab 8-20.30; domenica 9-20. Addetti e casse
In organico 100 persone. Il supermercato è dotato di dieci casse e sette casse self.
Erion Weee in partnership con Inres Coop e Coop Lombardia raccolgono i piccoli elettrodomestici (Raee) presso i punti di vendita alimentari
L'iniziativa promossa dal principale consorzio italiano per la gestione dei Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), Erion Weee, in partnership con Inres Coop e Coop Lombardia prevede la possibilità, per i clienti di cinque supermercati delle due cooperative, di conferire i piccoli elettrodomestici direttamente in un contenitore quando vanno a fare la spesa. La campagna si chiama "Piccoli Raee, grande Coop".
Il progetto pilota per i Raee nei supermercati Coop
L'obiettivo è sensibilizzare i consumatori riguardo al corretto conferimento dei piccoli elettrodomestici e apparecchi elettrici da buttare, e insieme rendere questo gesto, obbligatorio, il più semplice possibile. La partnership tra Erion Weee e le due cooperative del mondo Coop Italia, Inres Coop e Coop Lombardia, è partita il 20 ottobre.
I clienti che fanno la spesa in 5 negozi lombardi trovano nel punto di vendita un contenitore ad hoc nel quale conferire gratuitamente i piccoli Raee, fino a 25 cm di dimensione massima. Alcuni esempi: radiosveglie, tablet, spazzolini elettrici, minipimer, joypad e cavi elettrici. Oltre al contenitore, anche un punto informazioni con personale dedicato, il tutto attivo dalle 9 alle 20.
La gdo non ha l'obbligo di effettuare la raccolta dei Raee, anche se vende queste apparecchiature, per questo l'iniziativa ha uno scopo educativo, e per la gdo, organizzativo. Si vuole testare un modello replicabile che sostenga l'obbligatorietà con la semplicità di conferimento.
L'obbligo di raccolta Raee invece è previsto per i negozi di elettronica di consumo, con la formula "uno contro zero", ovvero senza obbligo di acquisto. "Secondo l’Osservatorio realizzato da Ipsos per Erion Weee -spiega GiorgioArienti, direttore generale di Erion Weee-, ancora il 49% degli italiani ignora l'esistenza di questa opportunità. Per questo motivo abbiamo deciso di sperimentare, grazie al supporto di Coop che ha deciso di sposare in modo volontario questa iniziativa, un nuovo modello che porta la raccolta direttamente nei punti vendita della grande distribuzione, rendendo il conferimento ancora più accessibile e capillare".
“La collaborazione con Erion Weee rappresenta per Coop Lombardia un ulteriore passo nella direzione della sostenibilità e dell’economia circolare -ha detto Bruno Ceccarelli, responsabile soci e comunicazione di Coop Lombardia- In molti dei nostri punti vendita, da tempo, abbiamo introdotto progetti di raccolta differenziata e di riduzione degli sprechi, ottenendo risultati significativi grazie al coinvolgimento attivo dei soci e dei clienti".
I negozi Coop che aderiscono all'iniziativa:
Brescia – Ipercoop, via Sorelle Ambrosetti, 10
Legnano – Coop, via Barbara Melzi, 101
Lodi – Coop, Viale Pavia, 102
Pavia – Coop, Viale Campari, 64
Treviglio – Ipercoop, Viale Montegrappa, 31
Il coinvolgimento della popolazione è attuato attraverso una campagna pubblicitaria nelle città coinvolte, che prevede affissioni, dinamiche e impianti digitali, una campagna digital geolocalizzata su siti e social network.
Il mondo delle bollicine indagato sugli eCommerce specializzati da QBerg include champagne, spumante metodo classico, spumante secco e dolce, analcolico
Il mondo delle bollicine indagato sugli eCommerce specializzati da QBerg include champagne, spumante metodo classico, spumante secco e dolce, e anche lo spumante analcolico, aggiunto di recente al comparto. Ecco i dati resi disponibili da QBerg, che ha recentemente stretto una partnership con Tuidi per valorizzare i dati della gdo.
Le bollicine sui top 8 siti eCommerce lette da QBerg
Sotto la lente ci sono i primi e più importanti siti specializzati nella vendita di vino in Italia. I dati rappresentano il confronto tra settembre 2025 e settembre del 2024.
I siti wine specialist hanno un'offerta che spazia dai vini alle birre e gli alcolici. La sottocategoria delle bollicine ha una quota display del 17,6% a settembre di quest'anno, in lieve flessione (-0,4 punti) rispetto a settembre del 2024. Questo calo però è tutto a carico della categoria champagne, quindi del prodotto francese, perché le altre bollicine guadagnano visibilità:
+0,3 punti Spumante metodo classico (incluso Franciacorta)
+0,3 punti Spumante secco (incluso Prosecco)
+0,1 punti Spumante analcolico
I prezzi sono in aumento
Gli aumenti di prezzo sono trasversali alle categorie e risparmiano solo lo spumante dolce e l'analcolico:
+4% Champagne
+3% Spumante metodo classico
+7,7% spumante secco (trainato del Prosecco)
-2,4% Spumante dolce
-4,2% Spumante analcolico
Si tratta di prodotti con posizionamenti molto diversi, di cui uno, l'analcolico, è anche una novità da far conoscere ai consumatori.
Il mercato delle bollicine è frammentato
Guardando al panorama dei produttori, anche il mercato delle bollicine risulta frammentato, anche se meno di quello del vino. Non a caso la quota display dei primi 10 produttori non arriva al 15%, ed è anche in leggera contrazione rispetto al 2024. A conferma del dato generale sulle quote display, sono i brand francesi a perdere spazio (nella top 10 ci sono LVMH e Pol Roger), mentre gli altri produttori conquistano spazio aggiuntivo. In questa classifica hanno conquistato più spazi sullo scaffale virtuale:
+0,25 punti S. Margherita
+0,19 punti Villa Sandi
+0,19 punti G.I.V.
+0,15 Bellavista.
Lidl debutta a Stezzano (Bg) con il primo discount in città, il 16esimo nella provincia, esteso su una superficie di 1.300 mq
LIDL
Via del Commercio 6
Stezzano (Bg)
1.300 mq
Lidl Italia
Data di apertura
16 ottobre 2025 Format e location
Primo discount nella cittadina, 16esimo nella provincia. Lo store è in classe energetica A4. Offerta
In linea con la classica offerta. Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 8.30-20.30. Nel parcheggio ci sono 140 posti auto. Addetti e casse
Inseriti 14 addetti.
A Bari e Bolzano, il Gruppo Teddy sperimenta il concept store Anthea che presenta linee minimaliste che esaltano tessuti e abiti e la riduzione del carico espositivo a terra
Design minimalista, percorso cliente più fluido, fusione tra estetica e funzionalità. Su questi key point il Gruppo Teddy ha modulato il format Anthea di Rinascimento. Il primo store con questo format è stato inaugurato a Bari, al centro commerciale Casamassima, e a Bolzano al WaltherPark. Un'ulteriore apertura è in programma a Torino.
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da ufficio stampa
Il format
Il concept Anthea è stato creato per essere facilmente replicabile in spazi all'interno dei principali department store presenti sul mercato italiano ed internazionale.
Sono tre i pilastri su cui si fonda il nuovo store e che hanno guidato la progettualità: innanzitutto il design con un'estetica pulita e minimalista per esaltare i prodotti esposti; in secondo luogo la volontà di fornire un'esperienza di acquisto intuitiva attraverso la riduzione strategica del carico espositivo a terra a favore di soluzioni perimetrali all'avanguardia per liberare lo spazio e disegnare un percorso cliente più fluido e arioso. Infine l'armonia tra funzionalità ed estetica. Per questo motivo ogni elemento, dal sistema di illuminazione studiato per valorizzare i tessuti fino al layout degli spazi, è stato progettato per essere non solo esteticamente gradevole ma anche efficace. Lungo le pareti inoltre immagini in bianco e nero di sartoria e abiti esaltano l'idea di stile e made in Italy.
La rete vendita
Attualmente sono 112 i negozi monomarca del brand (di cui 33 con la formula Fits You) che si uniscono a una rappresentanza in 81 Paesi sul canale wholesale e 27 nazioni raggiunte dall’eCommerce.
In generale, il Gruppo Teddy conta un fatturato consolidato superiore a 735 milioni di euro (dati 2024) e una presenza in oltre 80 Paesi attraverso i marchi Terranova, Calliope, Rinascimento e QB24, Teddy.
Le Mdd (marche del distributore) sperimentano e guidano le innovazioni di categoria. Rappresentano il segmento più dinamico della Gdo italiana
La marca del distributore (Mdd) ha viaggiato nel primo semestre 2025 a +4,7% a valore, superando nettamente la performance del Largo consumo confezionato (+3,8%) e confermandosi il segmento più dinamico della gdo italiana. Considerando il totale Omnichannel (che comprende ipermercati, supermercati, libero servizio piccolo, discount, specialisti casa persona, petshop e online), con ricavi complessivi superiori a 15,6 miliardi di euro e una quota di mercato che raggiunge il 30,5%, la Mdd dimostra di aver consolidato un incremento strutturale che ridefinisce i paradigmi del consumo.
È quanto emerge dai dati Circana per l'Italia del primo semestre 2025, che fotografano una profonda evoluzione (più dinamica rispetto a molti mercati maturi) e segnalano un potenziale di sviluppo ancora significativo e un modello di filiera che sta diventando benchmark internazionale.
"I dati confermano quello che osserviamo ogni anno a Marca by BolognaFiere & Adm: la Mdd è diventata il laboratorio dell'innovazione della distribuzione moderna in Italia e i consumatori la scelgono sempre di più per la qualità e la fiducia che associano a questa opzione, e non più solo per convenienza economica -commenta Rossano Bozzi, direttore business unit di BolognaFiere-. La significativa crescita di cui Marca è stata protagonista negli ultimi anni certifica l’unicità della manifestazione come punto di riferimento del settore private label a livello internazionale e come faro per l'intera industry".
Il ruolo innovativo delle mdd
Da rilevare, inoltre, il dato della Gdo tradizionale: circoscrivendo lo sguardo ai canali ipermercati, supermercati e libero servizio piccolo, la Mdd cresce del 6,2% a valore e del 5% nei volumi.
"Le evidenze mostrano che la Mdd ha completato una trasformazione profonda -sottolinea Antonella Maietta, exhibition manager di Marca-. Le insegne non replicano più prodotti esistenti, ma sperimentano e guidano l'innovazione di categoria. Marca anticipa queste tendenze e crea valore per i consumatori, consolidando il proprio ruolo di piattaforma trend setter a livello internazionale. Proprio per celebrare questa eccellenza, nell'edizione 2026 lanceremo i Marca Awards: grazie a una nuova sinergia tra Marca e PL Magazine, i nuovi riconoscimenti puntano a intercettare le migliori innovazioni di prodotto, con il supporto di Iplc, e i partner produttivi più affidabili e performanti, contribuendo a disegnare il futuro della Mdd”.
Tra i dati più significativi, emerge la prestazione del reparto Fresh, che guadagna sette punti base di quota (+0,7%) e vede un’importante riduzione della pressione promozionale. "Il modello italiano nel fresco rappresenta un unicum per qualità e gestione della filiera, con standard che stanno diventando benchmark per l'intera distribuzione europea -continua Bozzi-. Questa eccellenza trova riscontro concreto nell'edizione 2026 dell’area MARCA Fresh, che registra numeri record: oltre 80 aziende su 5.000 mq totali, ovvero il doppio della superficie occupata nel 2025".
Anche i reparti carni (+1,2 punti percentuali) e cura casa (+0,8 punti) mostrano dinamiche positive, evidenziando come l’ottima performance della Mdd attraversi l'intero ecosistema della Gdo, dal food al non-food.
La Mdd conferma la sua espansione anche nell'offerta, con la quota assortimentale che raggiunge il 17,2%. Questo dato riflette la crescente fiducia delle insegne in un settore che ha dimostrato resilienza e capacità di innovazione.
Marca by BolognaFiere & ADMdà appuntamento alla community della marca del distributore il 14 e 15 gennaio 2026 a Bologna.
Innovativi sistemi per scansionare i capi e camerini intelligenti nel nuovo concept store di Lefties inaugurato al Leone Shopping Center di Lonato
Uno spazio dalle linee essenziali, con dettagli organici in legno e dotato delle tecnologie più avanzate per offrire un’esperienza di acquisto fluida, comoda e immersiva. Nuovo il format che Leftiesha lanciato a Lonato (Bs) all'interno del Leone Shopping Center.
Le innovazioni
Tra le principali innovazioni: i sistemi Easy Pay, una tecnologia che utilizza la lettura RFID a 360° per scansionare istantaneamente i capi che consente di effettuare il pagamento in contanti, con carta o tramite telefono mobile, eliminando le code alle casse e offrendo un’esperienza di acquisto più libera, fluida e autonoma. Il sistema accelera inoltre il processo di rimozione delle etichette di sicurezza, sostituendo le classiche placche in plastica con un meccanismo integrato e sostenibile. Inoltre, sono stati introdotti i camerini intelligenti, che riducono i tempi di attesa grazie a un innovativo sistema di turni che gestisce l’accesso in base alla disponibilità. I camerini dispongono inoltre di uno spazio per i resi, dove il cliente può depositare i capi che non desidera acquistare.
Il dispositivo è collegato a un nastro automatizzato che invia i capi direttamente al magazzino, dove il personale li riceve per la rapida ricollocazione in area vendita. In questo modo viene eliminato il bancone tradizionale dei resi, ottimizzando il flusso operativo in negozio.
L'offerta
Il negozio si estende su un'area di 3.000 mq e conta in assortimento tutte le linee del marchio: Woman, Man, Teen Girl, Kids, Baby e Newborn, oltre a calzature, sportswear, accessori, underwear e homewear. La novità è la linea Home, ossia la collezione dedicata all’arredamento e ai tessili per la casa. La gamma include proposte per sala da pranzo, soggiorno, cucina, camera da letto e bagno, oltre a una selezione di fragranze e candele. Arricchisce l’offerta una serie di collaborazioni esclusive che celebrano la dimensione sensoriale, culturale e ispirazionale: tra queste la selezione di libri d’arte, architettura, moda e design curata da Taschen, i poster e le cornici di ispirazione scandinava firmati Postery, la storica casa portoghese di profumeria Ach Brito (fondata nel 1887), e Ceras Roura, azienda catalana con oltre un secolo di tradizione nella produzione artigianale di candele.
da sin. Lino Stoppani, Andrea Illy, Francesca Baraghini
Nei bar il saldo tra aperture e chiusure nel 1° semestre 2025 è negativo di 706 unità. Del futuro dei bar italiani hanno parlato Fipe e Illy a Host Milano
Più di 21.000bar hanno abbassato le saracinesche negli ultimi 10 anni e nel solo primo semestre 2025 il saldo tra aperture e chiusure è negativo per 706 unità. Una tendenza che parla della fragilità del comparto fotografata anche da un tasso di sopravvivenza delle imprese che a cinque anni dall’apertura è del 53%. Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) considera il bar "un pilastro della socialità degli italiani, della qualità della vita e dello spazio urbano". E questo è vero. Insieme alle tabaccherie sono la tipologia di esercizio più capillare a livello quartierale. Ma conciliare sostenibilità economica ed elevati standard di servizio sta diventando sempre più difficile per un comparto del fuori casa che conta quasi 128.000 imprese, occupa 400.000 addetti (285.000 sono dipendenti, di cui il 58,9% donne) e vale oltre 20 miliardi di euro di consumi.
Sono questi alcuni dei dati emersi durante l’evento Il futuro del bar italiano, promosso da Fipe-Confcommercio nell’ambito di HOST, la fiera internazionale dell’accoglienza e della ristorazione a Milano, nel quale si sono confrontati il Presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani, e il Presidente di Illycaffè, Andrea Illy.
I numeri sul turnover, pur depurati da alcuni aggiustamenti amministrativi, sono la spia delle difficoltà che da anni vive il bar italiano alla ricerca della compatibilità economica tra ricavi e costi per un servizio che resta unico in termini di prossimità e accessibilità. Si tratta dunque di una questione di sistema, perché il bar non è solo un’attività economica ma un presidio di socialità e di identità dell’Italian lifestyle.
Secondo Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio, “le evidenze sullo stato di salute dei bar italiani mostrano come sia necessario un ripensamento del modello di business del comparto. Con il cambiamento delle abitudini di consumo, la sfida di oggi è quella di trovare un nuovo punto di equilibrio per la sostenibilità economica delle attività: un imperativo urgente e necessario per continuare a garantire la funzione del bar quale presidio di socialità nonché elemento centrale anche per la qualificazione dell’offerta turistica. La tradizione italiana del bar è infatti un unicum nel panorama mondiale, che consente ai visitatori di vivere una esperienza autentica, che racchiude la cultura del nostro Paese”.
“Di tutte le attività commerciali al dettaglio, i bar sono quella che annoverano di gran lunga il più elevato numero di punti vendita e di contatti con il pubblico, paragonabile a quello dei media -aggiunge Andrea Illy, Chairman di Illycaffè-. Sono inoltre luoghi di cultura sociale e alimentare. Oltre ai servizi irrinunciabili che offrono, i bar sono un potentissimo strumento promozionale dell’Italia nel mondo e rappresentano un patrimonio da valorizzare. Accolgo dunque con entusiasmo la proposta del Presidente Lino Stoppani di un progetto di un’importante filiera”.
Il valore di queste attività resta centrale all’interno della quotidianità date le loro molteplici funzioni. Il bar, infatti, è in grado di coprire tutte le occasioni di consumo: dalla colazione (che resta un punto di forza dell’offerta) fino al pranzo, con i lunch bar, per arrivare al dopocena grazie all’offerta dei cocktail bar.
Su questo punta Lefties (Inditex) che trasforma il custormer journey in high-experience e high-efficiency con assortimenti ampliati, giochi e altro
Inizialmente il gruppo spagnolo Inditex ha lanciato Lefties per smaltire gli stock delle proprie catene (Zara, Bershka…). Successivamente, con lo sviluppo del segmento low-cost fashion, trainato da Primark, che ha attaccato il fast fashion in modo aggressivo con prezzi ancora più bassi, per presidiare quella fascia di mercato ha convertito il concept come monomarca low cost, sviluppandolo con successo ormai in 18 Paesi con un totale di 170 negozi.
L’evoluzione del mercato, però, sta evidenziando che anche i clienti che si rivolgono al low cost si stanno dimostrando sempre più attenti non solo al rapporto qualità-prezzo
dei prodotti, ma anche alla retail experience. Per questo l’azienda ha iniziato a creare flagship esperienziali, con ampio uso di tecnologie e di stimoli per divertire i visitatori.
Marlene® celebra i suoi 30 anni con un concorso che unisce arte, natura e territorio. I consumatori sono invitati a esprimere la propria creatività attraverso opere dedicate al mondo della mela altoatesina, con in palio esperienze esclusive e soggiorni nei masi Gallo Rosso dell’Alto Adige
Marlene® – il brand che da 30 anni è espressione dei capolavori della natura – lancia il concorso “Marlene® festeggia 30 anni”, invitando consumatori e appassionati a unirsi alle celebrazioni di questo importante anniversario.
Il concorso – attivo fino al 15 novembre – sarà un’occasione per lasciarsi ispirare da Marlene® e dal suo rapporto con la natura e con il territorio, per dare vita a opere d’arte che raccontino, in molteplici linguaggi espressivi, lo sfaccettato mondo che si dispiega dietro a una mela.
Marlene® festeggia 30 anni celebrando la natura
Dall’arte alla cucina, dalla letteratura alla musica, il concorso sarà un vero tributo alla ricchezza della natura, all'arte in generale e al piacere unico di Marlene®, oltre ad offrire un momento speciale per esprimere la propria vena artistica e provare a vincere uno degli esclusivi premi in palio.
Quando si parla di Marlene® non si parla solo di una mela, ma di una storia fatta di natura, passione e persone.
Ogni varietà è il risultato di un incontro perfetto tra il clima alpino e il sole del Mediterraneo, un connubio che solo in Alto Adige riesce ad avverarsi.
Da questo territorio straordinario nascono infatti mele di altissima qualità che portano in tavola l’impegno degli oltre 4.000 agricoltori del Consorzio VOG, che 365 giorni all’anno si prendono cura dei meleti. Marlene® è un brand che non racconta solo il sapore unico delle sue varietà, ma si fa da sempre portavoce di un ricco universo valoriale intorno al prodotto.
Un approccio in perfetta sintonia con lo spirito del concorso che mira proprio a stimolare i consumatori a scovare tutto ciò che Marlene® custodisce, sollecitando ad approfondire temi come: l’origine; l’alternarsi armonico delle stagioni; l’assortimento varietale; la sostenibilità; l’aspetto nutrizionale; ma anche i personali ricordi e le emozioni legate al brand e il suo legame con il territorio.
L’opera ideale sarà dunque quella che riuscirà a rendere visibile l’invisibile, che farà spazio ai dettagli per mettere al centro l’essenziale.
Come partecipare al concorso e i premi in palio
Partecipare al concorso è semplice: basta registrarsi sul sito 30.marlene.it, scegliere una delle quattro categorie – letteratura, musica, arte, cucina – e caricare la propria opera d’arte ispirata ai 30 anni di Marlene®, al significato e ai valori che questo traguardo porta con sé.
I contenuti saranno raccolti in una galleria online e valutati da una giuria di esperti che selezionerà i vincitori.
In palio ci sono esperienze esclusive che celebrano e raccontano l’anima autentica del territorio Marlene® con soggiorni in masi Gallo Rosso dove i vincitori potranno vivere da vicino e immergersi nello stile di vita delle persone che ogni giorno coltivano le mele Marlene® con cura e amore per la propria terra.
L’opera che più di tutti conquisterà la giuria sarà infatti premiata con una vacanza di trenta giorni in Alto Adige, da poter usufruire nel corso di cinque anni.
I vincitori delle singole categorie riceveranno una voucher vacanza di una settimana in Alto Adige, a cui si aggiungerà per il vincitore della categoria culinaria la straordinaria possibilità di realizzare uno stage con lo chef tristellato e Stella Verde per la sostenibilità Norbert Niederkofler presso l’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler. Un’esperienza unica dietro ai fornelli di una cucina tre stelle Michelin che solo Marlene® ha il privilegio di offrire.
A cinque anni di distanza dal successo del concorso per il 25° anniversario Marlene® torna dunque a celebrare le opere d’arte della natura, invitando ancora una volta i consumatori a raccontarne i valori attraverso la propria creatività.
Sushi Daily ha già 250 corner nei punti di vendita della Gdo. Con questo nuovo store a Orio al Serio debutta nel canale aeroportuale
Sushi Daily, leader europeo nella produzione di sushi artigianale preparato al momento, apre il suo primo punto di vendita aeroportuale in Italia, primo stand alone a marchio Sushi Daily a livello mondiale. Il nuovo negozio, realizzato in collaborazione con Areas Food Services, è nell'area imbarchi dell'aeroporto Milano Bergamo-Orio al Serio (BGY).
Nel nuovo punto di vendita si troverà l'ampia gamma di prodotti freschi e preparati giornalmente che ha reso celebre Sushi Daily. I passeggeri in transito potranno scegliere tra i classici maki, nigiri, sashimi, tutti preparati con ingredienti di prima scelta e da artigiani del sushi che lavorano davanti agli occhi dei clienti.
“Questa apertura segna un importante traguardo ma anche un nuovo inizio per lo sviluppo della catena Sushi Daily, già presente in Italia con oltre 250 punti vendita -commenta Massimo Mezzanotte, managing director South Europe di KellyDeli, società titolare del marchio Sushi Daily-. Siamo convinti che il nostro prodotto sia particolarmente indicato per il passeggero aeroportuale e porti un'offerta internazionale interessante per un pubblico attento alle novità e alle nuove esperienze. La partnership con il gruppo Areas e la fiducia da parte del gestore aeroportuale Sacbo ci confermano validità del nostro ambizioso progetto di crescita, che ci vedrà nei prossimi anni estendere ulteriormente la nostra presenza in Italia e nel mondo nei luoghi di maggiore affluenza”.
"L’ingresso di Sushi Daily a Bergamo rientra nella nostra strategia di sviluppo di format innovativi e di alta qualità all’interno del mercato del travel retail -aggiunge Roberto Ventura, coo di Areas Food Services-. Vogliamo offrire ai viaggiatori un’esperienza gastronomica contemporanea, in linea con le nuove abitudini di consumo e con l’evoluzione del mercato aeroportuale”.
Areas fa capo al fondo di private equity Pai Partners. Ha sede a Barcellona ed è presente in Europa, Stati Uniti e America Latina con 1.832 ristoranti e negozi in 84 aeroporti, 90 stazioni ferroviarie, 233 aree di servizio e 52 luoghi ricreativi (venues leisure) e gestisce 350 milioni di clienti ogni anno con un fatturato che supera i 2 miliardi di euro (2.094 milioni di euro). In Italia, Areas è presente con due società, Areas Food Services srl e MyChef Ristorazione Commerciale SpA, che copre tramite marchi propri e in franchising 16 aeroporti, 22 aree di servizio autostradali, 8 stazioni e 2 centri fieristici per un totale di oltre 125 punti di vendita, 2.300 dipendenti e un fatturato di oltre 250 milioni di euro.
Denis, punto di riferimento nel mondo della pizza croccante, amplia la sua presenza a Milano con due nuove aperture: Navigli e via Ravizza
Denis, il marchio sviluppato dal gruppo The Food Family e divenuto in pochi anni punto di riferimento nel mondo della pizza croccante, amplia la sua presenza a Milano con due nuove aperture: Denis Milano Navigli, Ripa di Porta Ticinese 67, e Denis Milano Ravizza, via Carlo Ravizza 8, nelle immediate vicinanze di City Life. Due nuovi locali che si aggiungono alle pizzerie diMilano Moscova (via Statuto) e Milano Porta Venezia (via Melzo).
Due nuovi locali, due visioni complementari della stessa identità gastronomica: da una parte la vivacità artistica e sociale dei Navigli, dall’altra l’eleganza urbana e cosmopolita di Ravizza. Entrambe le insegne portano avanti l’idea di cucina dello chef bellunese Denis Lovatel, che dal 1976 propone una pizza croccante, leggera, pensata per essere contemporanea e sostenibile, legata al territorio d’origine: impasto leggero, lavorazioni artigianali, materie prime stagionali. Nato nel 1975, Denis Lovatel è cresciuto tra le montagne bellunesi nella pizzeria di famiglia aperta nel 1977 dal padre. A 14 anni si diletta in cucina preparando le sue prime creazioni e aiutando l’attività di famiglia. La vita lo porta lontano dal luogo natale per intraprendere una carriera come manager di una multinazionale a Milano, periodo durante il quale ha la fortuna di frequentare molti ristoranti di alto livello, che alimentano la sua passione per il cibo di qualità.
Denis Lovatel è stato riconosciuto da 50 Top Pizza come l’unico “Forno Verde” della Lombardia: un titolo che premia le realtà ristorative impegnate nella sostenibilità, dall’uso di materie prime etiche alla valorizzazione delle filiere locali, fino allo stile di lavoro del personale.
Ogni pizzeria ha una sua connotazione quartierale
Denis Milano Navigli nasce per raccontare un nuovo capitolo, ispirato all’identità vivace, artistica del quartiere Navigli, zona storica di Milano e al tempo stesso fulcro della vita notturna. Denis Milano Ravizza vuole, invece, interpretare la vocazione più urbana e internazionale della città, dialogando con un quartiere residenziale elegante e in continua evoluzione, vicino a CityLife, frequentato da una clientela esigente, cosmopolita e amante della qualità.
“Ogni pizzeria Denis ha una propria anima, rispecchia il quartiere che la ospita -racconta Denis Lovatel-. Quella dei Navigli è una zona fortemente identitaria, dove storia e futuro si incontrano ogni giorno. Anche qui portiamo la nostra pizza croccante, ma con una proposta che parla a un pubblico giovane, curioso, internazionale, e aperto alle contaminazioni. A Ravizza vogliamo invece offrire un’esperienza più completa e raffinata, con un menù ampio, una cantina strutturata e un ambiente accogliente pensato per diventare il punto di riferimento del quartiere”.
Denis Milano Navigli si sviluppa su un unico livello e ospita una sala interna con circa 60 coperti, affiancata da un’area eventi che accoglie fino a 40 persone. L’atmosfera riflette il connubio tra natura e design urbano raccontato anche attraverso l’imponente murale realizzato a mano dall’artista Lucio Schiavon: un’opera che richiama le illustrazioni della scuola di design degli anni Settanta, giocando con tratti bold, colori decisi e dense pennellate. A completare lo spazio, un ampio dehors con 50 coperti affacciato sul Naviglio. L’estetica, curata nei minimi dettagli, valorizza il racconto del territorio attraverso materiali naturali, luci calde e leggeri tocchi montani, reinterpretati in chiave contemporanea e urbana. Denis Milano Navigli si propone anche come spazio aperto alla città: oltre alla ristorazione, la location potrà accogliere eventi culturali, incontri con produttori, degustazioni e collaborazioni con realtà del quartiere.
Accanto alle pizze, un menù stagionale di cucina leggera, cicchetti da condividere, insalate, paste fresche e una carta di vini naturali con etichette selezionate di piccoli produttori indipendenti. Una selezione di birre artigianali completa l’offerta.
Denis Milano Ravizza, l'altra nuova apertura, questa volta a ovest di Milano, nei pressi di City Life, nasce con l’idea di raccogliere e reinterpretare le esperienze maturate con le pizzerie in via Moscova, Melzo e Ripa di Porta Ticinese (Navigli). Il locale, di oltre 300 mq, ospita circa 80 coperti interni e un ampio dehors che raddoppia la capacità ricettiva nei mesi estivi. Gli interni, eleganti e accoglienti, combinano mattoni in stile vecchia Milano e metallo nero, con un design urbano e contemporaneo. Anche qui, il murale di Lucio Schiavon, stavolta in bianco e nero, crea un dialogo tra arte e identità del brand.
A differenza di Denis Milano Navigli, Denis Ravizza propone una cucina più ampia e una selezione di pizze più gourmet, accanto a quelle classiche. Sarà possibile degustare una vellutata di zucca con crema di zucca, fonduta di pecorino e pane tostato, dei tortelli ripieni cacio e pepe e ancora indivia belga grigliata, insaporita con miso all’ arancio e granella di nocciole. In linea con l’identità più matura e cosmopolita del locale, la carta vini include grandi etichette italiane e francesi, piccole produzioni biodinamiche e una selezione di champagne d’autore. Come Denis Navigli, anche Ravizza sarà anche uno spazio per eventi privati, degustazioni e incontri con produttori, grazie alla presenza di zone più raccolte e divisori che permettono di creare atmosfere intime.
Il nostro report da Anuga 2025, tra l'impatto dei dazi statunitensi, le novità viste agli stand, i trend che le aziende provano a intercettare in Italia e nel mondo
Ancor più di Sial lo scorso anno, a Colonia nei giorni di Anuga 2025 aleggiava tra i corridoi e gli stand il convitato di pietra dei dazi statunitensi che, dopo una primavera sulle montagne russe dal 30% allo 0%, sono approdati a un 15%. Un valore di compromesso che può andare bene per alcune realtà e comparti e meno per altri, che invece sono passati dal non averlo a un 15% che, unito alla svalutazione del dollaro, rischia di portare alcuni prodotti fuori mercato, chiedere per esempio al Consorzio del Pecorino Romano, per capire l'impatto sull'export di alcuni prodotti italiani negli Stati Uniti.
Dai dazi alla caccia di novità negli stand ad Anuga 2025
La nuova edizione di Anuga si è aperta con la notizia bomba dei "dazi al 107%" sulla pasta italiana", rielaborazione giornalistica un po' forzata di una potenziale multa che avrebbe toccato alcune imprese italiane della pasta come La Molisana e Garofalo assieme ad altre nove, come abbiamo riscostruito su Mark Up, ascoltando anche il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha tenuto a sottolineare come non fosse "colpa di Trump".
Alberto Auricchio, amministratore della Gennaro Auricchio Spa, intervistato ad Anuga, ci ha parlato della forte vocazione all'export dell'azienda, che copre 60 Paesi e rappresenta quasi il 50% del fatturato
Alberto Auricchio, amministratore della Gennaro Auricchio Spa, intervistato ad Anuga, ci ha parlato della forte vocazione all'export dell'azienda, che copre 60 Paesi e rappresenta quasi il 50% del fatturato. Il focus è sulla sfida del dazio sul Pecorino Romano negli Stati Uniti, un problema aggravato dalla svalutazione del dollaro. L'azienda presenta inoltre una nuova linea di prodotti a marchio 3B Latte, diversificando le proposte con formaggi freschi di bufala, capra e vacca, introducendo prodotti innovativi come i Camembert di bufala e capra. Auricchio sottolinea infine il grande potenziale di espansione nei mercati asiatici e sudamericani.
Tra dazi sul percorino e sguardo internazionale per Auricchio
La Gennaro Auricchio Spa si conferma un'azienda con una marcata e storica vocazione internazionale. "L'export non è solo una componente del business ma, -afferma Auricchio-, è 'sempre stato un pallino'. Attualmente, le esportazioni costituiscono quasi il 50% del fatturato, raggiungendo 60 paesi nel mondo. Il mercato estero, tuttavia, non è esente da ostacoli, in particolare quello statunitense". Un tema di grande attualità è infatti la battaglia contro il dazio imposto sul Pecorino Romano, un prodotto di fondamentale importanza, soprattutto per la Sardegna, dove "il 65-66% di tutta la produzione va negli Usa".
Auricchio ha approfittato della presenza del ministro dell'Agricoltura del governo Meloni, Francesco Lollobrigida ad Anuga per sollevare la questione, chiedendo un "aiuto per il Pecorino Romano negli Stati Uniti". La "guerra dei dazi" ha portato il prodotto da un’aliquota zero al 15%, un incremento notevole che si somma all’effetto della svalutazione del dollaro. L'AD precisa: "oltre al dazio subiamo anche svalutazione del dollaro, cosa di cui raramente se ne parla. Sono altri 10 punti, perché è passato da 1,07 a 1,17, quindi un 25% in più sul prezzo potrebbe veramente rappresentare un grosso problema per il pecorino". Nonostante la gravità della situazione, il ministro Lollobrigida ha tranquillizzato l'azienda, lasciando sperare in "buone notizie".
Leggi le novità e guarda i video del nostro #gdoweekreport da Anuga
Maritz, la Maritozzeria di Iginio Massari Alta Pasticceria, ha riaperto il negozio in Corso di Porta Ticinese (una delle due pasticcerie milanesi di Massari) con un format ancora più coinvolgente, dopo una prolungata pausa estiva dedicata al rinnovo degli spazi e dell’offerta. Una delle novità è la personalizzazione del proprio maritozzo in ogni dettaglio: dalla scelta dell’impasto (classico, al cacao o senza lattosio, anche in formato mini) alla farcitura, alla panna, alla decorazione e alla finitura. Tra creme ganache, confetture, panne montate e granelle, le combinazioni possibili sono più di 5.000. Ora il maritozzo su misura viene preparato al momento da un pasticcere qualificato, capace di confezionare un prodotto fresco in pochi minuti.
Con “Dillo con un maritozzo” ogni dolce può diventare un messaggio: grazie alle coccarde in cioccolato fondente a forma di cuore, quadrifoglio, stella e altri emoticons, è possibile esprimere un pensiero, un augurio o un sentimento in modo ironico e affettuoso.
Altra novità è la linea dei maritozzi salati, pensata per il pranzo o per una pausa gourmet. Dal maritozzo con alici, burrata e cappero al pulled pork, dal salmone e guacamole al pollo al curry, la proposta abbraccia sapori mediterranei e internazionali in chiave contemporanea. Anche le versioni più classiche, come prosciutto cotto e fontina, vengono riscoperti e nobilitati attraverso l’uso di ingredienti di qualità superiore. Ogni settimana, inoltre, sarà protagonista un Maritozzo della Settimana, sempre diverso.
Da Maritz si possono anche prenotare e acquistare i panettoni e i pandori di Iginio Massari Alta Pasticceria per Natale.
Iginio Massari ha 2 pasticcerie a Milano (Galleria Guglielmo Marconi, angolo Piazza Diaz, e corso Porta Ticinese) e poi Brescia, Firenze, Roma, Torino, Verona; a questi si aggiungono tre pop up store (Monza, Pesaro e Treviso).
Dal 1973 Tecnoarredamenti utilizza un approccio altamente consulenziale con soluzioni su misura rivolte a grandi player che cercano novità, identità e redditività
In un mercato sempre più orientato all’innovazione, Tecnoarredamenti si conferma come partner strategico scelto da brand e studi di progettazione.
Lo dimostra la recente realizzazione del Quisimangia a Parma per il marchio Mutti: l’azienda ha contribuito con i suoi arredi a dar vita a una nuova, immersiva esperienza di ristorazione aziendale a firma Cra-Carlo Ratti Associati, con il supporto di Italo Rota e con il servizio di ristorazione VCook, divisione catering della famiglia Cerea.
Studi di architettura e design più all’avanguardia selezionano l'azienda friulana non solo per il suo affermato heritage, ma anche per l’elevato grado di innovazione tecnologica integrata nei suoi prodotti.
La presenza strategica nei principali eventi di settore come a HostMilano, dal 17 al 21 ottobre (hall11 stand B47-D57), conferma la volontà di Tecnoarredamenti di continuare a innovare e realizzare nuovi format da presentare al mercato in collaborazione con Antoniazzi, per la quale ha realizzato il bistrot del Museo Enzo Ferrari a Modena, e con il brand San Salvatore, per cui realizzerà prossimamente il nuovo store.
Tecnoarredamenti emerge dunque come il partner ideale per grandi marchi. Il caso Mutti, per esempio, mostra proprio la capacità dell’azienda di tradurre visioni architettoniche in soluzioni concrete, funzionali e innovative, dando vita a progetti che uniscono design, tecnologia e successo commerciale.
Per il futuro NeroGiardini vuole ampliare la sua presenza in Italia e all'estero e lanciare corner dedicati in concessione, un modello distributivo in fase di sviluppo
Cinquant'anni di storia per NeroGiardini, il brand specializzato nella produzione di scarpe, accessori e abbigliamento Made in Italy, che quest'anno celebra il mezzo secolo di attività e mette in atto un piano di espansione per rafforzare la sua rete. Il brand ha realizzato un punto di vendita a Milano in corso Venezia ridando vita allo spazio del palazzo di proprietà.
La rete di Nero Giardini
In Italia sono attualmente presenti 15 negozi di proprietà, mentre in Europa se ne contano dieci in franchising, con una superficie media di circa 80 mq di area espositiva.
I clienti retail complessivi nel mondo ammontano a circa 1.600, suddivisi in modo equilibrato tra Italia ed Europa (50% rispettivamente).
A livello globale, sono già attivi alcuni corner in concessione: si tratta di un modello distributivo in fase di sviluppo, con ulteriori aperture previste nei prossimi mesi.
Il piano di sviluppo
L’obiettivo di crescita è di riconquistare i livelli di fatturato pre-Covid, pari a 200 milioni di euro e di rafforzare la rete distributiva internazionale per promuovere ulteriormente il marchio NeroGiardini nei mercati esteri.
La strategia di crescita per il triennio 2025-2027 prevede un ambizioso progetto pensato per consolidare e ampliare la presenza del brand su mercati selezionati. L’espansione punta a rafforzare una rete di distribuzione già strutturata.
La storia del brand
Il marchio nasce nel 1975 quando Enrico Bracalente, fondatore e oggi presidente di NeroGiardini, a partire da un semplice episodio di vita privata ebbe un’intuizione tanto semplice quanto radicale, ossia rendere comodo essere elegante. "Dal 1975 ci guida una domanda semplice: perché una donna dovrebbe soffrire per essere elegante? Quella domanda, nata osservando mia moglie togliersi delle scarpe bellissime appena rientrata a casa, è diventata la missione che guida ancora oggi ogni nostra creazione” ha dichiarato Enrico Bracalente, Ceo di NeroGiardini.
Quell’intuizione si è trasformata nel cosiddetto Metodo Bracalente e mira a valorizzare l’artigianalità marchigiana tramandata da generazioni anche grazie all'innovazione introdotta da un laboratorio interno di Ricerca e Sviluppo.
Uniqlo ha aperto per la sola giornata di giovedì 17 ottobre un pop up space in Piazza San Babila a Milano, Uniqlo Soufflé House.
Uniqlo ha aperto per la sola giornata di giovedì 17 ottobre un pop up space in Piazza San Babila a Milano, Uniqlo Soufflé House. Obiettivo dell'iniziativa: presentare la collezione autunno/inverno 2025 Uniqlo realizzata con il nuovo tessuto soffice Soufflé, per uomo, donna e bambino.
Uniqlo Soufflé House, il pop up immersivo di Milano
Uniqlo Soufflé House è un mondo di colori, di sofficità, una fuga multisensoriale che abbina set design con tessuti, forme, installazioni interattive e luci colorate, al sound design e dj set affidati a musicisti elettronici contemporanei, Lorenzo Senni, Canva6, Francesco Leali, Joa, Daniele D'Andrea, Dustin Phil.
Lo spazio è stato realizzato in collaborazione con lo studio milanese specializzato nel design di spazi sperimentali Finemateria. La collezione Uniqlo comprende maglioni, sciarpe e accessori realizzati con il tessuto Soufflé, disponibile negli store fisici e online in vari modelli da uomo, donna e bambino.
Lo spazio, aperto a tutti, è stato presentato come un'oasi sensoriale in centro città.
Il tessuto soufflé Uniqlo
Soufflé è un tessuto realizzato mescolando diversi materiali, rifiniti con uno speciale processo di cardatura, e caratterizzato da una consistenza soffice che si ottiene sia grazie alla lavorazione, sia grazie al processo di lavorazione a maglia. I capi oltre a essere soffici hanno anche una consistenza elastica. È stato lanciato nel 2019 e con la nuova collezione autunno/inverno si rivolge a chi cerca capi invernali colorati, caldi e leggeri.
Etruria Retail con Gmf entra in Selex. Esselunga, 1° store in Trentino Alto-Adige. Ovs in India. Popeyes cresce in Italia. In MediaWorld i locker InPost
Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!
Decathlon debutta in Valle D'Aosta con un negozio di 1.030 mq a Quart (Ao). Euronics, invece, sceglie Gela (Cl)
DECATHLON
Località Amerique
Quart (Ao)
1.030 mq
Decathlon
Data di apertura
17 ottobre 2025 Format e location
Primo store dell’insegna nella regione. Offerta
Classica offerta di prodotti per lo sport, dall’abbigliamento agli accessori. Servizi
Orario: lun-dom 9-20. Tra i servizi: noleggio dedicato agli sport invernali con un focus particolare sullo sci, un laboratorio per la riparazione delle biciclette e un locker esterno che consente il ritiro degli ordini online in completa autonomia. Ci sono anche tre kiosk digitali che permettono di accedere all’intero catalogo Decathlon. Addetti e casse
In barriera quattro casse, di cui una self-service con possibilità di pagamento in contanti. Impiega 22 collaboratrici e collaboratori, di cui 11 donne.
EURONICS
Via Venezia 399
Gela (Cl)
1.000 mq
Euronics
Data di apertura
23 ottobre 2025 Format e location
Rispecchia la classica formula. Offerta
Consueta offerta di elettronica di consumo. Servizi
Orario: lun-sab 9-13 e 16-20. Addetti e casse
Non disponibile.
Nel nuovo polo multifunzionale WaltherPark di Bolzano numerose le insegne, alcune delle quali entrano nella regione per la prima volta. Ecco gli store di MediaWorld, Dm, Marlù, Gunther, Starbucks, Salewa Cube
Ha aperto i battenti a Bolzano, in via Alto Adige, il complesso multifunzionale WaltherPark, raccontato su Mark Up nell'articolo a questo link, progettato dall’architetto David Chipperfield, un progetto del gruppo tedesco Schoeller. Locomotiva alimentare è il superstore Esselunga, il primo dell'insegna in Trentino Alto Adige all'interno del quale è stata rafforzata la presenza di prodotti locali con 1.000 referenze da oltre 70 fornitori della zona. Vediamo insieme quali altre insegne sono presenti all'interno di WaltherPark.
MediaWorld
MediaWorld propone qui il format Smart, concept retail di prossimità che valorizza al massimo la proposta omnicanale. Lo store è dotato di una postazione Scaffale Infinito che consente di trovare, selezionare e acquistare anche tutti i prodotti non esposti nel punto di vendita, oltre allo SmartBar, grazie al quale i clienti potranno acquistare prodotti preconfigurati, personalizzarli e avere accesso ai servizi di riparazione smartphone.
A riguardo Vittorio Buonfiglio chief operating officer MediaWorld ha dichiarato: "MediaWorld ha compiuto ingenti investimenti per sviluppare nuovi format che portino un presidio di innovazione e servizi avanzati anche nei contesti di boutique di limitata metratura. Bolzano si è sempre dimostrata una città recettiva e aperta alle novità, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di raddoppiare la nostra presenza tramite il negozio di prossimità Smart integrandolo all’offerta del negozio di ampia metratura all'interno del Twenty."
Lo store si estende su un'area di 370 mq
Impiega 11 persone
Tra i servizi: Pick Up per la consegna in 30 minuti e Pick&Pay per il ritiro instore.
DM
Anche Dm entra nel nuovo complesso. “Con l’apertura di questo store, desideriamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza su un territorio che ci ha accolto con entusiasmo fin dal primo giorno e che continua a dimostrarci grande affetto" dichiara Benjamin Schneider, amministratore delegato di dm Italia.
Dirk Schneider, direzione espansione e HR, aggiunge: “Abbiamo scelto WaltherPark perché rappresenta al meglio i valori di dm e il modo in cui vogliamo essere presenti sul territorio. Siamo molto radicati in Alto Adige e per noi è importante continuare a essere vicini ai nostri clienti, offrendo un’esperienza di acquisto piacevole, sostenibile e di qualità. Bolzano è una città strategica: ha una forte vocazione turistica e un’attenzione all’ambiente che rispecchia pienamente la nostra cultura aziendale. Il progetto del WaltherPark ci ha convinti proprio per questa affinità: è stato realizzato senza consumo di nuovo suolo, recuperando aree già edificate, con soluzioni di risparmio energetico e l’utilizzo di materiali ecologici. Questo nuovo spazio ci ha dato anche l’occasione di presentare il nostro ultimo format, caratterizzato da un design più moderno, spazi ampi e funzionali e nuovi servizi, tra questi il punto di ritiro, che consente di acquistare online e ritirare in autonomia. In un contesto così dinamico e innovativo, possiamo offrire un’esperienza d’acquisto ancora più confortevole e in linea con la filosofia dm.”
Lo store si sviluppa su 454 mq
Offre in assortimento 15.000 referenze
Impiega 16 collaboratori.
Marlù
Nuovo store monomarca a Bolzano per Marlù, situato al primo piano della struttura, con un'offerta in linea con la tradizione e che comprende le collezioni di gioielli del brand. "Ogni apertura è per noi un’occasione per incontrare nuove persone, condividere storie ed emozioni autentiche, continuando a costruire una comunità fatta di valori e appartenenza" dice Marta Fabbri, co-founder e marketing&communication director.
Starbucks
Il 50esimo store italiano di Starbucksè stato aperto al WaltherPark, primo per il marchio nella regione. “Questo nuovo store segna un traguardo entusiasmante nel nostro percorso di espansione in Italia e testimonia la qualità del caffè che i nostri clienti conoscono e amano, insieme all’esperienza accogliente che i nostri partner offrono ogni giorno, facendo sentire tutti a casa in quello che chiamiamo il Third Place. Non vediamo l’ora di creare nuove connessioni di valore attorno a un ottimo caffè con la comunità di Bolzano” ha commentato Vincenzo Catrambone, general manager di Starbucks Italia.
Si estende su 150 mq
impiega 15 addetti.
Gunther
La catena di gelaterie dall’Anima Alpina si inserisce in questo contesto commerciale rafforzando la sua rete. Si tratta di un ritorno sulle Dolomiti ma con lo sguardo rivolto al futuro. Il nuovo locale è pensato come uno spazio da vivere. Non solo una gelateria, ma
un ambiente con caffetteria e dehors e un'offerta che spazia dai gusti che hanno reso celebre il brand a Roma come nocciola, pistacchio o cioccolato extrafondente, ai Geniali come il Pino Mugo o la Ricotta Stregata. A completare l’esperienza, anche i Golosi: dolci
che rileggono in chiave creativa le tradizioni dell’Alto Adige, dallo strudel alla Linzer, fino alla Sacher.
Salewa Cube
Il Gruppo Oberalp ha inaugurato una sala boulder Salewa Cube di oltre 1.100 mq con zone relax, un bar e un corner shop con attrezzatura da arrampicata. Un highlight particolare per la comunità degli arrampicatori è il nuovo Kilter Board, una parete digitale regolabile in inclinazione che, tramite una app, offre oltre 400.000 problemi di boulder diversi come possibilità di allenamento.
"Con questa apertura vogliamo portare l'arrampicata ancora più vicina e integrarla maggiormente nella vita quotidiana: il bouldering è praticabile durante la pausa pranzo, per genitori con bambini piccoli in qualsiasi momento della giornata, per famiglie intere o per ragazzi che arrivano in centro città in bici o con i mezzi pubblici", ha spiegato Ruth Oberrauch riguardo agli obiettivi di questo investimento.
Ecoalf
Sebbene Ecoalf sia presente da diversi anni nel mercato italiano attraverso rivenditori, a Bolzano apre il secondo negozio della rete nella penisola dopo quello di Milano. L’obbiettivo è di continuare a crescer nel nostro Paese con nuove aperture. L’insegna monomarca ha una proposta di vestiti realizzati secondo una logica rispettosa dell’ambiente, grazie a plastiche recuperate dai mari. Il retailer è attivo anche con un eCommerce dalla Spagna.
Peek & Cloppenburg
Il Peek & Cloppenburg di Bolzano è il primo store del brand in Italia. Lunga di una storia lunga 125 anni, Peek & Cloppenburg è una compagnia familiare che viene dalla Germania con un concept di retail multibrand focalizzato sul fashion. La sua rete conta oltre 170 store in 17 Paesi. Il progetto di espandersi ancora in Italia, anche grazie a una futura crescita online.
Aigrim rappresenta imprese e catene della ristorazione con un giro d'affari complessivo di 10 miliardi e 26.000 dipendenti (ad agosto 2025)
Su un aspetto cruciale che riguarda la ristorazione italiana i due presidenti della ristorazione italiana, Lino Enrico Stoppani (Fipe) e Riccardo Orlandi (Aigrim), concordano pienamente e tale questa convergenza riguarda il problema del personale, anzi della ricerca del personale, perché i due presidenti hanno ribadito, in apertura della giornata Aigrim 2025 alla Confcommercio Milano, che la mancanza o carenza di staff adeguatamente preparato è, e sarà ancora per non poco tempo, il big problem, das Schlechtes Problem, la maledizione insomma della ristorazione commerciale o in catena. Prima di vedere le risposte delle due Associazioni in termini pratici (progetti, iniziative di formazione, ecc.) ricordiamo chi è Aigrim (Fipe non ha bisogno di presentazione). Aigrim (Associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate) rappresenta imprese e catene della ristorazione che esprimono nel complesso un giro d'affari di 10 miliardi, detengono il 10% di quota di mercato nazionale, impiegano 26.000 dipendenti (ad agosto 2025), in 2.700 punti di vendita. Le aziende associate ad Aigrim (citiamo a titolo esemplificato Chef Express, Cigierre, Eataly, Kfc, La Piadineria, McDonald’s) coprono le due grandi polarità urbane del commercio e dei servizi: città e centri commerciali e il canale “travel”.
Premesso che quello della ristorazione nel suo complesso è il terzo contratto nazionale di lavoro (>600.000 occupati) dopo metalmeccanici e commercio, Aigrim ha siglato nel giugno 2024 un contratto nazionale di cui Riccardo Orlandi va fiero (“Il contratto Aigrim è per me un motivo d’orgoglio”) anche se al convegno ha dimenticato di ricordare le fasi travagliate che hanno preceduto la firma (nel 2023 Aigrim e Fipe avevano interrotto il tavolo negoziale); pochi mesi dopo il rinnovo, a fine 2024 c’è stato il terremoto ai vertici di Aigrim con l’uscita dell’ex presidente Cristian Biasoni e l’arrivo, al suo posto, di Riccardo Orlandi e Corrado Cagnola come vice presidente. Giusto per completezza informativa.
“La ristorazione in catena si conferma un settore in forte espansione: con un valore di circa 10 miliardi di euro, rappresenta oltre il 10% del mercato totale e continua a crescere, come testimoniano gli incrementi a doppia cifra nel numero di punti di vendita (+17%) e occupati (+10%) registrati in meno di due anni -ha detto Riccardo Orlandi. In quest'ultimo anno, sono stati raggiunti traguardi importanti e stiamo lavorando a nuovi, innovativi progetti in ambito formazione e reclutamento. Tra questi, un percorso Ifts Restaurant Manager, finalizzato a valorizzare i giovani talenti nel settore della ristorazione, e un piano di recruiting in collaborazione tra Italia e Tunisia per facilitare l’incontro tra domanda e offerta nel settore”.
L’iniziativa, pilota e ancora in fase di sviluppo, è sostenuta da tutte le aziende associate e mira a contrastare la carenza di personale nel settore attraverso un programma di immigrazione perfettamente controllata; attualmente in attesa di approvazione da parte delle istituzioni italiane, prevede la formazione in loco di una sessantina di lavoratori tunisini, a cui verranno insegnate la lingua italiana e le norme fondamentali in materia di igiene e sicurezza, per poi favorirne l'inserimento nelle aziende italiane associate ad Aigrim-Fipe.
Tornando all’Ifts Restaurant Manager, proprio ad ottobre è partita l’iniziativa di formazione per 20 giovani <25 anni per l’inserimento successivo in organico come assistant store manager. Lo stesso Orlandi è consapevole che sul piano numerico queste iniziative, pur lodevoli e giuste sul piano dell'indirizzo professionale, incidono poco o niente sulla domanda potenziale, ma possono servire da esempio alle imprese per favorire iniziative locali e nazionali basate sul concetto di Academy interna.
Opporsi al dumping contrattuale
Il Presidente di Aigrim, Riccardo Orlandi aggiunge un’altra nota non meno importante: “Mi preme inoltre ricordare il lavoro svolto con Fipe-Confcommercio nel contrasto al dumping contrattuale, che segue il solco di un piano di sistematizzazione contrattuale del settore di cui il Ccnl siglato insieme alle parti sociali nel giugno 2024 era solo l’inizio. Il nostro impegno è massimo, ma per continuare a essere competitivi e sostenibili, chiediamo un supporto concreto alle Istituzioni per ridurre il costo del lavoro, ad esempio attraverso la decontribuzione (e non solo detassazione) degli aumenti contrattuali e un contributo sui costi di housing, sempre più necessari per attrarre personale qualificato.”
Secondo Orlandi l’8% delle imprese nazionali (fra pubblici esercizi e ristorazione) non applica il contratto nazionale e questo è uno dei problemi maggiori per il settore perché una forma di concorrenza sleale intra-settore.
Il nucleo forte della giornata è stata la presentazione i dati dell’Osservatorio sulla ristorazione nei centri commerciali, realizzato da Deloitte per Aigrim-Fipe e Cncc, e della ricerca TradeLab sulla ristorazione in catena. Entrambe, per la finezza dei dettagli, richiedono trattazioni giornalistiche a parte.Ci limitiamo ad alcuni snapshot statistici. Secondo l'analisi di TradeLab, il mercato italiano del food & beverage fuori casa si conferma un gigante da oltre 101 miliardi di euro nel 2024. Nonostante un generale rallentamento dei consumi, emerge un dato in controtendenza: le catene di ristorazione continuano a crescere e a sovraperformare gli operatori indipendenti, registrando un aumento delle visite (+1,3%) e del valore (+5,4%). Un successo trainato soprattutto dalla capacità di intercettare i pubblici più giovani: Gen Z e Millennial rappresentano quasi la metà (49%) dei clienti delle catene, attratti principalmente dalla convenienza (57%), dall'esperienza di consumo e dall'attenzione al cliente (27%) e dalla velocità del servizio (17%).
Bruna Boroni, director away from home TradeLab
La ristorazione in catena è caratterizzata da 5 grandi player che concentrano il 49% del mercato (19,6 miliardi di euro) seguiti da 10 follower (10%) e da un 41% costituito da 750 piccoli player con tipologie differenziate che vanno dai bar/caffetterie (21%) alle gelateria/yogurterie (17%) dalla cucina fusion (16%) alla pizza (13%), dai ristoranti specializzati in carne/hamburger/pollo (9%) alle panetterie/pasticcerie (7%) fino ai ristoranti italiani tradizionali (7%).
I player italiani sono il 75% stabili, quelli internazionali il25% ma in crescita. I grandi player sono concentrati soprattutto nei centri commerciali (37%) e nei luoghi di viaggio (25%) mentre i piccoli player sono soprattutto nelle città (75%)
L'Osservatorio di Deloitte ha invece confermato il ruolo strategico della ristorazione anche all'interno dei centri commerciali. La ripresa dell'industria in questo settore, già evidente nel 2023, si è consolidata nel 2024 (+0,7%), con la ristorazione che si attesta come un vero e proprio motore di crescita, raggiungendo un volume d'affari di 5,7 miliardi di euro.
Dopo il picco del 2023, l’aumento di fatturato dei centri commerciali si sta stabilizzando, con una performance stabile nel primo semestre 2025 rispetto all’anno precedente, mentre il fatturato della ristorazione nei centri commerciali rimane in terreno positivo (+1% YoY H1 24 - H1 25). Il dato più significativo riguarda, però, i consumi: rispetto al 2022 il ticket medio è cresciuto notevolmente, +14% per i Full Service Restaurant e +13% per i Quick Service Restaurant, a testimonianza di una forte capacità di attrazione e fidelizzazione del pubblico.
In Trentino Alto-Adige, nel nuovo centro commerciale WaltherPark di Bolzano, Esselunga apre il primo negozio per crescere nella regione
Esselunga apre il primo punto di vendita in Trentino Alto-Adige a Bolzano, nel nuovo centro commerciale WaltherPark. E il taglio del nastro prelude a un’espansione nella regione: “Il Trentino Alto-Adige -racconta Gabriele Villa, direttore generale di Esselunga- è una regione che interessa a Esselunga. Ora progettiamo di rafforzarci nelle regioni in cui siamo già presenti”.
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Lo store sorge al piano -1, un unico per Esselunga. Refrigeratori a scrigno per ridurre gli sprechi, promozioni e cartellonistica bi-lingue fanno la cifra di questo store
Nello store di Bolzano di Esselunga
La superficie del punto di vendita di Bolzano è di 2.630 metri quadri e al suo interno si trova un’offerta standard, con un’enfasi sui prodotti locali. “Nello store di Bolzano -specifica il direttore generale-, abbiamo aggiunto oltre 1.000 referenze dal territorio da oltre 70 fornitori”.
Il negozio di Bolzano seguirà le politiche promozionali che Esselunga già attua a livello nazionale. Specificamente per il punto di vendita sono previste iniziative di scontistiche speciali sui prodotti locali.
Esselunga al WaltherParck di Bolzano
“Quello di WaltherPark è un progetto in cui abbiamo creduto da subito -comunica Villa-, per via delle sue caratteristiche di ristrutturazione urbana importanti e sostenibili, con valorizzazione del territorio”. Pensato secondo le linee guida dell’architetto britannico David Chipperfield, la sua realizzazione è state resa possibile dall’investimento del gruppo tedesco Schoeller e dal property management di Svicom che ha guidato la realizzazione del progetto in tutte le fasi. Il progetto, sviluppato sull’ex area della stazione degli autobus, ha riqualificato l’intero quartiere con spazi verdi e infrastrutture.
L'accordo tra InPost e MediaWorld consentirà di inserire i locker per la consegna degli acquisti online negli store del gruppo
MediaWorld e InPost Italia uniscono le forze per rivoluzionare la consegna degli acquisti online. La partnership strategica prevede l'integrazione del servizio di consegna di InPost e l'installazione di locker automatici personalizzati all'interno dei punti di vendita MediaWorld.
L'intesa mira a offrire ai clienti un'esperienza d'acquisto digitale ancora più completa e flessibile, grazie alla rete di consegna out-of-home di InPost. I nuovi locker automatici permetteranno agli acquirenti di ritirare i prodotti ordinati online in autonomia, sfruttando l'ampia disponibilità oraria offerta dalla rete logistica di InPost tra cui la possibilità di ritiro in 30 minuto dall'ordine.
In più, nei prossimi mesi saranno installati oltre 40 nuovi locker InPost, con una veste grafica personalizzata per MediaWorld, presso gli store della rete in tutta Italia. Intanto, sono attivi due locker InPost al Tech Village di Milano Certosa e nel negozio MediaWorld di Verano Brianza, nel quale l’azienda ha creato un Future Store dove lancia e sperimenta le nuove soluzioni per migliorare l'esperienza d'acquisto, come raccontato su Gdoweek.
Le dichiarazioni
“Insieme, stiamo ampliando le possibilità di consegna, rendendo lo shopping online ancora più accessibile e su misura per le esigenze di ogni utente" dichiara Nicola D’Elia, managing direct InPost Italia.
"Questa partnership con InPost rappresenta non solo un win-win per le nostre due aziende ma, cosa fondamentale, un vantaggio evidente per gli utenti verso acquisti e spedizioni seamless -aggiunge Vittorio Buonfiglio, Coo di MediaWorld-. Per noi rappresenta, inoltre, un’opportunità di ampliamento della nostra presenza sul territorio, andando a raggiungere aree dove non siamo presenti con il servizio di ritiro in 30 minuti dall’ordine offerto dai nostri negozi. Questa novità rappresenta un elemento tangibile di come la nostra offerta di servizi e soluzioni si stia arricchendo e dei vantaggi concreti che porta alle persone."
Finisce di comune accordo l'accordo commerciale con Carrefour e nasce una nuova realtà con un fatturato stimato di oltre un miliardo, con una complessiva rete multiformato e multinsegna di oltre 400 punti di vendita e 12 cash & carry, I pareri di Giancarlo Paola/GMF, Claudio Bernardini/Etruria, Marcello Cestaro/Unicomm, Luca Migliolaro/Etruria e Maniele Tasca/Selex
Nuova alleanza nel mondo della gdo: Etruria Retail, storica realtà cooperativa della grande distribuzione organizzata dell’Italia centrale, dove è presente con oltre 300 punti di vendita tra Toscana, Umbria e Lazio, che nel 2024 hanno registrato un volume d’affari di 470 milioni di euro, dopo multi rumors sulle alternative sul tavolo del top management, ha scelto di siglare un accordo con GMF (società del gruppo Unicomm, azienda leader di Gruppo Selex, guidata dai fratelli Marcello e Mario Cestaro, attiva in 7 regioni e 32 province italiane, che per la prima volta nel 2023 ha superato la soglia dei 3 miliardi di fatturato).
Il commento di Carrefour
Come sottolinea il comunicato di Carrefour Italia, la scelta di terminare la collaborazione commerciale tra Carrefour e Etruria Retail (iniziata nel 2019 con scadenza prevista alla fine del 2026) è frutto di un comune accordo. Una decisione che nasce da un confronto tra le parti e si inserisce nel quadro di una rivalutazione degli accordi di partnership.
Una nuova realtà
Con l'accordo si crea una nuova realtà che, per il 2026, prevede di toccare un fatturato complessivo di circa un miliardo di euro, con l'obiettivo di presidiare e consolidare la propria presenza nell’Italia Centrale. Come si legge nel comunicato, l’intesa punta a generare ricadute positive per l’intero ecosistema economico di riferimento nelle regioni Umbria, Lazio, Toscana e Marche attraverso una rete complessiva di oltre 400 punti vendita e 12 Cash & Carry.
L’intesa è nata dal comune obiettivo di presidiare al meglio l’Italia centrale, sulla base dei capisaldi che Etruria Retail ha sempre dichiarato di considerare prioritari nella scelta del partner, vale a libertà operativa, benessere delle persone e capacità di dare risposte rapide al territorio con un’insegna solida alle spalle in termini di reputazione e di awareness, come ha ben precisato Luca Migliolaro, direttore generale di Etruria Retail, in questa intervista su Mark Up.
Le insegne
A partire da gennaio 2026, la rete di Etruria Retail adotterà le insegne Famila e A&O in funzione della dimensione dei punti di vendita, oltre che i prodotti a marchio Selex come parte integrante del proprio assortimento.
Va ricordato che Etruria Retail affianca all’attività al dettaglio anche quella di food service con una propria impresa: Sapore di Toscana, che nel 2025 ha dichiarato di prevedere di superare i 50 milioni di fatturato con oltre 3.000 clienti.
Retail Media
Per quanto riguarda il futuro, particolare attenzione sarà dedicata anche al retail media, considerato una delle leve strategiche del prossimo futuro, attraverso Selex Media, la società che il gruppo di Trezzano sul Naviglio ha creato per gestire al meglio con tutti i soci le attività collegate.
Le dichiarazioni
"Questa nuova collaborazione -afferma Giancarlo Paola, Ad di GMF srl- rappresenta un passo importante, perché rafforza la nostra presenza in Italia Centrale dal punto di vista quantitativo, a livello capillare, e qualitativo, grazie alla presenza di imprenditori che, da decenni, conoscono e rispondono ogni giorno alle esigenze e alle abitudini della propria clientela.Siamo convinti che da questa unione nasceranno importanti sinergie operative, in grado di migliorare l’efficienza e la competitività di entrambe le aziende, nel rispetto delle identità e dei valori che ci accomunano”.
“Siamo due aziende che condividono valori, storia e visione -sottolinea Claudio Bernardini, presidente di Etruria Retail- e abbiamo scelto di mettere in comune i propri punti di forza per guardare insieme al futuro. Con questa operazione rafforziamo la nostra rete e il legame profondo con le comunità in cui operiamo, con l’obiettivo di generare valore, migliorare la competitività e promuovere al tempo stesso la redditività, restituendo benefici tangibili a soci, clienti e fornitori. È un passo significativo che consolida la nostra presenza sul territorio e ribadisce la volontà di costruire, insieme, un futuro duraturo, condiviso e sostenibile”.
“Come Unicomm -aggiunge il presidente Marcello Cestaro- abbiamo sempre creduto che sia fondamentale pensare in grande, ma agire in locale.Ne è prova il fatto che, ogni volta che abbiamo acquisito realtà in territori diversi dal Veneto, abbiamo sempre mantenuto un presidio commerciale e di marketing radicato sul territorio, per valorizzarne competenze e relazioni. Grazie alla collaborazione avviata con Cedi Etruria il Gruppo Unicomm nel 2026 raggiungerà un fatturato alle casse di oltre 4 miliardi”.
“Questo progetto -dichiara Luca Migliolaro, direttore generale di Etruria Retail- nasce dalla volontà di crescere insieme, unendo forze, esperienze e valori con un’azienda che, come noi, vive e conosce a fondo il territorio: i clienti, le istituzioni, i fornitori e la vita sociale delle nostre comunità.Crediamo che collaborare con chi condivide la nostra visione sia la chiave per creare valore vero e duraturo e siamo convinti che la qualità del servizio e la cura delle relazioni nascano dall’ascolto, dal rispetto reciproco e dalla voglia di fare bene insieme.La forza di Etruria Retail sono le persone. Persone capaci, formate e appassionate, che vivono l’azienda con orgoglio e soddisfazione e ogni giorno con il proprio impegno consentono di dare risposte rapide e concrete ai nostri soci e imprenditori.Iniziamo questo percorso con entusiasmo e fiducia, consapevoli che, unendo le energie, possiamo essere ancora più forti nella gestione del territorio e nel servizio alle nostre comunità”.
"Di fatto Etruria Retail entra in Gruppo Selex attraverso GMF, come un'unità indipendente legata a GMF. "Anche se entrano come master del Gruppo Unicomm, siamo contenti di accoglierli. Grande merito a Giancarlo Paola", commenta Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex.
Al centro dell'attenzione il punto di vendita Tuttigiorni di viale Monastir di Cagliari dotato di un ecosistema omnicanale integrato
Il format edlp di Abbi Group, lanciato nel 2022, è stato premiato in occasione di Innova Retail Award, nella categoria Negozi Alimentari –Concept. In particolare lo store Tuttigiorni di Viale Monastir è stato premiato in occasione dell'evento promosso da Kiki Lab (Gruppo Promotica). Il format, raccontato su Gdoweek, ha recentemente sperimentato anche una formula urbana, ampliando il suo raggio di azione in nuovi contesti geografici.
"Questo riconoscimento testimonia il valore strategico di Tuttigiorni e la sua capacità di mettere al centro le persone -ha commentato Roberto Comolli, direttore generale di Food 5.0-. Questo premio conferma la validità di una visione che va oltre il tradizionale supermercato, un modello che stiamo implementando con successo con l'apertura di diversi punti di vendita su tutto il territorio nazionale. Tuttigiorni è concepito come uno spazio che offre un'esperienza d'acquisto integrata, attenta, promuovendo una cultura del cibo basata su prodotti autentici, radicati nel territorio, e una sostenibilità concreta, senza mai rinunciare a qualità e convenienza."
Il format
Tuttigiorni promuove una politica commerciale di Everyday Low Price che garantisce prezzi bassi tutto l’anno, senza promozioni o offerte a scadenza, liberando i consumatori dalla logica dell’acquisto d’impulso.
Elemento distintivo del format è l’adozione di un ecosistema omnicanale perfettamente
integrato, che connette ogni fase della spesa, digitale e fisica, in un unico flusso continuo. Il Social eCommerce, piattaforma proprietaria unica nel panorama del food retail, integra acquisto online, interazione sociale e vantaggi della Tuttigiorni Card digitale, permettendo ai clienti di gestire la spesa in modo personalizzato, creare liste multiple, ricevere suggerimenti basati sulle proprie abitudini e completare gli ordini in pochi passaggi, scegliendo se ritirare in negozio tramite il servizio Click&Collect o richiedere la consegna a domicilio.
Il negozio di Viale Monastir
Lo store premiato concretizza questa filosofia e si propone come hub servizi e relazioni per la comunità locale. Il punto di vendita è dotato di carrelli intelligenti, sistemi di self scanning e casse automatiche. Qui si trova anche un corner per gli animali chiamato Pet Bar, dotato di dispenser. Inoltre, dispone di un'area dedicata a fiori e piante, dove è possibile trovare anche bouquet confezionati oltre a una pasticceria artigianale. Ampia l'offerta che si completa con soluzioni bulk per l'horeca tra cui articoli per il noleggio spillatori. All'interno del punto di vendita si trova anche un bar interno per una pausa durante la spesa.
Ecoped e la sua esperienza con i Raee da piccoli elettrodomestici. Il disciplinare Ecoguard garantisce la tracciabilità della filiera dei rifiuti
Ecoped, Consorzio nazionale riciclo piccoli elettrodomestici, senza scopo di lucro, nasce nel 2006 per iniziativa dei principali produttori mondiali di piccoli elettrodomestici, che da soli rappresentavano oltre l’80% del mercato italiano. La sua nascita coincide con l’entrata in vigore del D.lgs. 151/2005, che ha introdotto in Italia il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) per la gestione dei Raee.
Dal principio Epr a un modello di filiera trasparente
“Negli anni – spiega Giuliano Maddalena, ceo di Safe, hub di consorzi per le Economie circolari e direttore di Ecoped – Ecoped ha ampliato il suo raggio d’azione, specializzandosi nella gestione di apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole dimensioni, prodotti IT, attrezzature sportive, macchine per la pulizia e per il bricolage.
Ha sviluppato un sistema di raccolta e riciclo completo e trasparente, che non si limita a rispettare la legge ma mira a ridurre l’impatto ambientale e a valorizzare le risorse recuperate.
Ecoguard, il disciplinare che traccia i Raee
Tra i suoi strumenti distintivi – prosegue Maddalena – “c’è Ecoguard, disciplinare unico in Italia ed Europa, certificato da Tüv Süd, che garantisce la tracciabilità completa della filiera Raee e il recupero effettivo di plastiche e metalli preziosi, reintroducendoli nei cicli produttivi.
Ecoped è inoltre tra i fondatori di Safe – Hub Italiano dei Consorzi per l’Economia Circolare, che coordina e supporta i consorzi aderenti garantendo filiere sicure, controllate e certificate.
Oggi il Consorzio conta oltre 800 aziende associate, tutte accomunate dalla volontà di coniugare competitività e sostenibilità. Accanto all’attività operativa, Ecoped promuove iniziative di formazione, sensibilizzazione e supporto tecnico, con l’obiettivo di accompagnare produttori e consumatori verso un approccio sempre più consapevole e responsabile all’uso delle risorse.
Nel 2024 Ecoped ha gestito complessivamente circa 14.286 tonnellate di Raee. La parte più consistente, pari a circa 10.500 tonnellate, è rappresentata da piccoli elettrodomestici, dispositivi di elettronica di consumo, apparecchiature IT e altre apparecchiature della categoria R4. Seguono gli elettrodomestici di grandi dimensioni come lavatrici e lavastoviglie (categoria R2), che cubano oltre 2.870 tonnellate.
“Per la sua stessa origine – sottolinea Maddalena – Ecoped ha maturato una forte specializzazione nella raccolta e nel trattamento dei piccoli elettrodomestici a fine vita, che fanno parte del raggruppamento Raee R4 e rappresentano la parte prevalente dei Raee oggi gestiti dal Consorzio.
Con il tempo però, l’evoluzione normativa e l’esperienza maturata sul campo hanno ampliato il suo raggio d’azione, includendo anche altre tipologie di apparecchiature: dai grandi elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie a prodotti più complessi come televisori, monitor, lampade fluorescenti e apparecchi a led.
Ecoped è nato per volontà dei principali produttori di piccoli elettrodomestici – come De’Longhi e altri marchi leader – che hanno scelto di gestire in modo collettivo, attraverso il consorzio, i propri prodotti una volta divenuti Raee, nel rispetto della normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore.
La specificità di questi rifiuti sta nella loro complessità: un piccolo elettrodomestico o uno smartphone contengono infatti molteplici materiali e componenti diversi – plastiche di vario tipo, metalli, schede elettroniche e sempre più dispositivi legati alle funzioni smart.
Su questa complessità Ecoped ha costruito un modello operativo avanzato e un disciplinare che consente di recuperare in modo tracciato e controllato oltre il 91% dei materiali raccolti, restituendo a nuovi cicli produttivi migliaia di tonnellate di ferro, plastica, rame, alluminio e altre materie prime. Grazie a Ecoguard, il consorzio non solo garantisce la tracciabilità della filiera, ma può anche misurare la carbon footprint dell’intero processo di raccolta, trattamento e recupero.
Dalla campagna Caffè all’app MyRaee
Di recente Ecoped ha promosso la Campagna Speciale Caffè, che ha coinvolto tre partner: De’Longhi, MediaWorld ed Ecoped. Chi consegnava in negozio una vecchia macchina da caffè per acquistarne una nuova (cosiddetto 1:1) riceveva uno sconto per l’acquisto di una macchina automatica De’Longhi.
“Questa iniziativa è un successo in sé, per come è stata organizzata e per il messaggio che intende trasmettere: infatti, focalizza l’attenzione dei consumatori sul tema dei Raee, e sul fatto che questi non sono rifiuti da abbandonare, ma risorse preziose da recuperare. Inoltre, bisogna sottolineare che per la prima volta hanno collaborato tre attori principali della scena, oltre ai consumatori: un produttore, un retailer e un consorzio. Si tratta di un’operazione con una valenza sociale e culturale importante e non scontata, un passo verso un Paese più sostenibile e consumatori più consapevoli”.
“Promuovere attività di sensibilizzazione e informazione al consumatore -conclude Maddalena- è uno degli obiettivi del nostro Consorzio e di Safe, che da poco ha lanciato l’app MyRaee, studiata per offrire informazioni sul mondo dei Raee, come ad esempio le modalità di conferimento dei rifiuti da piccoli elettrodomestici, e non solo, in modo geolocalizzato. Siamo convinti che il modello collaborativo sperimentato con produttori e distributori sia uno strumento efficace per incentivare una nuova cultura del rifiuto e la pratica del ritiro “1 contro 1” – acquisto di un prodotto e consegna al negoziante dell’apparecchio da buttare. È un’opportunità per aumentare i volumi di Raee raccolti correttamente, scoraggiando il conferimento sbagliato, dannoso per tutti.”
Tra i 13 comparti monitorati dall'Osservatorio Non Food di GS1 Italy e i trend rilevati, l'elettronica di consumo coinvolge il 50% degli intervistati
Entro i 13 comparti non food monitorati dall'Osservatorio Non Food di GS1 Italy l'elettronica di consumo coinvolge il 50% degli intervistati, che dichiarano di aver acquistato questa tipologia di prodotti nell'ultimo anno. Dopo l'abbigliamento (80% circa), profumeria e cosmesi (oltre il 60%), è la categoria più trasversale del non food. Ecco i trend emersi nell'ultimo Osservatorio Non Food.
I trend nell'elettronica di consumo nell'Osservatorio Non Food di GS1 Italy
L'elettronica di consumo torna in testa alla classifica dei comparti per giro d'affari, scavalcando l'abbigliamento. Questo accade nonostante il trend delle vendite a valore sia lievemente negativo: -0,5%. Questo calo accomuna l'elettronica di consumo ad altri 5 comparti (mobili e arredamento, bricolage, prodotti di ottica, cancelleria e giocattoli), a fronte di un panorama in generale di crescita.
Entro i prodotti di elettronica di consumo, la telefonia costituisce il segmento più rilevante e mostra segnali di stabilizzazione nelle vendite, poiché si è attenuata la spinta alla crescita determinata dall'innovazione di prodotto. Questo cambiamento di abitudini dei consumatori viene letto da GS1 Italy come desiderio di semplificazione, velocità negli acquisti, una reazione ad assortimenti sempre più complessi e a una ricchezza enorme di informazioni sui prodotti.
Un altro trend che impatta sui prodotti tecnologici è quello della ricerca di comodità: in particolare, per la tecnologia smart la casa, accessoriata e digitalizzata, risponde a questa esigenza con elettrodomestici di nuova generazione, servizi in streaming, attrezzature per il lavoro da remoto, possibilità di fare shopping online.
La stessa ricerca di comodità spinge ad acquistare soluzioni tecnologiche in grado di svolgere più di una sola funzione: per esempio, si preferiscono dispositivi smart al posto degli elettrodomestici bruni classici come Tv, apparecchi per l'audio e il video. Oppure, le soluzioni cloud sono preferite a quelle hardware per lo storage, quindi lasciando indietro fotocamere digitali e hard disk esterni.
Il trend della leisurizzazione coinvolge non solo gli acquisti ma anche la vita domestica, di conseguenza gli acquisti si orientano su prodotti quali home theatre e amplificatori. Parallelamente cresce l'interesse verso dispositivi per il gaming, servizi di streaming in abbonamento, sistemi per creare contenuti digitali, e videogiochi. In questo caso L'Osservatorio parla di un trend specifico, il kid adult. Trend che ha fatto anche ripartire l'edutainment, +7,1% a valore tra 2020 e 2024.
L'arrivo dell'intelligenza artificiale si avverte già sia a livello di prodotto che di esigenze delle persone. Si trovano già smartphone e fotocamere che sfruttano la AI e il futuro questa tecnologia potrà cambiare radicalmente tutto il comparto dell'elettronica di consumo. Per ora, si riflette sul tema storage, perché servono memorie sempre più capaci a causa dell'aumento dei dati in mano agli utenti.
L'uso della AI nel settore dell'elettronica trova il più alto riscontro, se ne serve il 47,8% degli utenti di AI, in particolare per fare confronti tecnici e ottenere suggerimenti personalizzati.
Il trend della polarizzazione dei consumi (e dell'offerta) affligge anche l'elettronica di consumo: i retailer tendono a spingere maggiormente pochi prodotti, best seller di categoria e solitamente già entry level o a basso costo, attraverso promozioni aggiuntive, soprattutto nei canali caratterizzati da un'immagine di convenienza come ipermercati e grandi superfici non specializzate.
I canali di acquisto
L'elettronica di consumo trova largo consenso nel canale eCommerce che nel 2024 è cresciuto del +1,2%, e in cinque anni del +21%. Il digitale vince per praticità, vasta scelta e convenienza, in particolare per la telefonia e i piccoli elettrodomestici.
Per quanto riguarda i negozi fisici, anche la gdo, in particolare le grandi superfici alimentari, hanno un ruolo: Gs1 Italy ha registrato una crescita accentuata delle vendite di piccoli dispositivi tecnologici e accessori entro ipermercati e supermercati, +3,4%. Nel caso specifico degli ipermercati vincono la percezione di convenienza e l'impulso. Tra i settori in crescita per le grandi superfici non specializzate (ridimensionate se l'arco temporale è il quinquennio) c'è proprio l'elettronica di consumo (+2,5%). I consumatori, sempre pensando al trend della comodità, prediligono in particolare per l'elettronica di consumo un'esperienza omnicanale che integra fisico e digitale.
La relazione dei clienti con il digitale è importante anche in fase di pre-acquisto, quando si informano sui prodotti con le specifiche tecniche e leggono le recensioni. Chi acquista elettronica di consumo trova anche molto materiale sui social media, visto che si tratta di una delle categorie più chiacchierate su questi media, al 23,9%. I contenuti che più convincono sono recensioni e test video dimostrativi. Ancora marginale l'acquisto direttamente dai social.
trend elettronica di consumo GS1 - trend elettronica di consumo GS1 - trend elettronica di consumo GS1
Goodly, la gamma di MartinoRossi dedicata al benessere quotidiano, buona, genuina, senza glutine e senza allergeni,- presenta due proteine vegetali in polvere e due nuovi innovativi mix pensati per una colazione o una pausa sana, gustosa e nutriente.
Le novità di MartinoRossi - azienda con sede a Malagnino (CR), punto di riferimento nella produzione di farine, ingredienti funzionali clean label e prodotti confezionati plant-based di alta qualità, privi di glutine, allergeni e OGM – sono frutto del suo recente ingresso nella produzione di concentrati proteici da legumi, che consolida ulteriormente la leadership dell’azienda nell’innovazione plant-based.
Le proteine vegetali in polvere Goodly sono ricche di proteine e fibre, senza glutine, senza zuccheri aggiunti né additivi e con un’etichetta corta, ideali per arricchire l’apporto proteico quotidiano in modo naturale e pratico.
Disponibili nei gusti vaniglia e cacao, la gamma si arricchirà con un terzo delizioso gusto biscotto. Versatili e facili da usare, sono perfetti in shake, pancake, bowl e in ogni altra preparazione che si ami sperimentare.
La gamma Goodly si amplia ulteriormente con due nuovi mix di proteine vegetali in polvere studiati ad hoc:
Natural Plant Protein Mix Pancakes, ideali per la preparazione di pancakes proteici
Natural Plant Protein Mix Easy Cake, ideali per la preparazione di mug cakes, muffin o tortini al cioccolato.
Entrambi senza glutine, ricchi di proteine – derivanti sempre dai concentrati vegetali di MartinoRossi – e fibre, senza aromi artificiali, coloranti o conservanti e ovviamente plant-based. Pratici, veloci e nutrienti, sono l’alleato perfetto per iniziare la giornata con energia o concedersi una merenda sana e golosa.
Le nuove referenze arricchiscono la gamma Goodly composta già da Avena in fiocchi grandi, Avena integrale per porridge e Granola con cacao.
L’avena di Goodly, oltre ad essere ricca di fibre, fonte di proteine, è senza soia e totalmente gluten-free. La granola con cacao è ricca di fibre e senza zuccheri aggiunti, la scelta ideale per iniziare la giornata con gusto. Grazie al pieno e rigoroso controllo su tutte le fasi del ciclo produttivo, MartinoRossi è in grado di garantire la totale assenza di glutine, escludendo il rischio di contaminazioni accidentali anche da altri allergeni.
Per scoprire tutto sul mondo Goodly da oggi è online il nuovo sito web. Navigare sul nuovo sito significa anche acquistare in pochi clic: è possibile accedere direttamente a Martino’s Market, l’e-commerce ufficiale di MartinoRossi, oppure utilizzare la sezione “Dove ci trovi” per individuare il punto vendita GDO più vicino.
Dal 1896, Ruffini Liquori è sinonimo di distillati toscani artigianali di alta qualità. L'azienda si posiziona come partner strategico per la GDO, offrendo amari unici (Monumentale, Beatrix), Gin Premium (1566 km, The Gin Brothers) e liquori autentici, che coniugano tradizione, materie prime selezionate e un carattere distintivo.
Nel cuore delle colline toscane Ruffini Liquori custodisce una tradizione che attraversa generazioni, mantenendo intatta la passione per l’eccellenza e l’artigianalità. Dal 1896 l’azienda si dedica alla creazione di liquori e distillati che nascono da materie prime selezionate, botaniche pregiate e metodi accurati, per dare vita a bottiglie dal carattere distintivo.
Ruffini Liquori: filosofia e metodo
Quello che distingue Ruffini Liquori è il rispetto del metodo artigianale. Gli infusi e le distillazioni vengono realizzati in lotti ridotti, con una cura meticolosa nel dosare le varie essenze. Ogni bottiglia è espressione di una ricerca attenta, affinamenti pazienti e una visione che coniuga gusto e armonia.
L’idea è chiara: far emergere profumi e sapori autentici, evitando scorciatoie e valorizzando la qualità naturale delle materie prime.
Le referenze più rappresentative di Ruffini Liquori
Fra i prodotti di punta emergono gli amari artigianali.
Monumentale, Amaro Toscano: prodotto storico della casa. Si distingue per la ricetta che unisce 23 botaniche selezionate, agrumi, infusi naturali, e un affinamento di 12 mesi in botte di rovere. Il risultato è un amaro corposo, con accenti legnosi e toni agrumati persistenti, dal carattere deciso.
Beatrix Amaro: l’“anima femminile” della gamma Ruffini. Nata per offrire un gusto più armonico e raffinato, è ottenuta dall’infusione di oltre trenta tra spezie ed erbe e impreziosita da un distillato di canna invecchiato. Note di camomilla, liquirizia, vaniglia… si fondono in un equilibrio elegante.
Oltre agli amari, Ruffini Liquori propone una linea Gin Premium. Gin di carattere, radicati nel territorio, con botaniche ben integrate.
Gin 1566 km: London Dry Gin tipicamente toscano, distillato lentamente in pot still, con un blend segreto di spezie e sapori quali ginepro, angelica, iris e limone. Il profilo è elegante, fresco e floreale: note minerali accompagnate da leggere sfumature canforate, con un finale secco.
The Gin Brothers: gin artigianale più complesso, realizzato con una duplice tecnica. Una prima fase in stile London Dry e successivamente un’infusione separata di piante aromatiche selezionate come: ginepro, pepe, zenzero e arancia amara definiscono il bouquet agrumato, con note speziate e un finale lievemente dolce.
Mixology e liquori
Ruffini Liquori propone altre due referenze dalle caratteristiche uniche.
Soul Bitter: un bitter alle erbe che nasce da un’antica formulazione da noi custodita: un blend artigianale che combina ingredienti botanici accuratamente selezionati, con un finissimo distillato di bacche di cacao, che danno vita ad un profilo aromatico moderno ed elegante.
Limoncello: un finissimo liquore di limoni ottenuto da una ricetta tradizionale tramandata dal 1965 fino a oggi. Prodotto artigianalmente con scorze di limone selezionate, è un limoncello italiano autentico, fresco e naturale.
Ruffini Liquori punta ad essere un punto di riferimento tra le eccellenze toscane. Ogni distillato è un viaggio sensoriale che racconta una storia fatta di passione, tradizione, ricerca e territorialità.
Il discount cresce in Sicilia: Eurospin si rafforza nel ragusano con un'apertura a Modica, mentre Ard Discount (Ergon-Despar) sceglie Tremestieri Etneo (Ct)
ARD DISCOUNT
Via Roma 66
Tremestieri Etneo (Ct)
Ergon (Despar)
Data di apertura
10 ottobre 2025 Format e location
Fedele alla tradizionale formula. Offerta
L’assortimento rispecchia la classica offerta. Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13. Addetti e casse
Non disponibile.
EUROSPIN
Via Fosso Tantillo
Modica
Eurospin
Data di apertura
6 ottobre 2025 Format e location
Si allinea alla tipica immagine dell’insegna. Offerta
Come da tradizione sono migliaia le referenze in assortimento. Servizi
Orario: lun-dom 8-21. Addetti e casse
Non disponibile.