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Master: gli gnocchi di vere patate approdano a Eataly

Gnocchi Master classici per EatalyA Torino, Milano e Roma, da oggi in vendita nel banco frigo di Eataly anche sette tipologie di gnocchi artigianali firmati Master, l’azienda veneta che li produce solo con patate fresche cotte al vapore con la buccia, uova, farina tipo 0, sale e prodotti Dop.

“Ci troviamo perfettamente in accordo con la filosofia con cui Eataly basa la scelta dei partner - afferma Adriano Bianco - perché sono gli stessi valori su cui si fonda la nostra attenzione nella selezione di materie prime ed ingredienti di elevata qualità che utilizziamo per realizzare i nostri gnocchi”. Le referenze Master selezionate da Eataly grazie all’alta componente artigianale che caratterizza la loro lavorazione, sono gli Gnocchi di Patate Fresche anche nella versione Bio-Vegan, Gnocchi con Zucca, Alla Ricotta e Spinaci, Ripieni ai Formaggi con Gorgonzola DOP, Ripieni con Radicchio e Speck e Minicanederli con Speck.

untitledIl nuovo packaging progettato appositamente per i prodotti Master inseriti nei punti vendita Eataly hanno una grafica moderna, ma al tempo stesso elegante, con illustrazioni dallo stile accattivante che conferiscono emozionalità alle confezioni in cartoncino riciclabile al 100%. Grazie ad una finestrella trasparente posta al centro della confezione, il consumatore ha la possibilità di percepire in anteprima la qualità del prodotto. Il nuovo look inoltre garantisce immediata riconoscibilità ai prodotti Master che spiccano nel banco frigo per l’originalità del pack, studiato in esclusiva per il partner distributivo.

Despar Italia: ambizioni di crescita

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27_GDOWEEK09_2016_Depar_int2La strategia dei prodotti a marchio di casa Despar poggia sulla ricerca e l’offerta di referenze alimentari più sane e sostenibili, per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più consapevole del legame fra cibo e salute. “I clienti hanno compreso che la scelta degli alimenti influisce direttamente sul loro benessere fisico: per questo, il nostro sforzo è quello di proporre linee a marchio che siano sempre più garanzia di salute nel tempo per chi le compra -spiega Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia-. Ciò significa, per esempio, un’attenzione ossessiva per le materie prime e la qualità: in questo senso, stiamo eliminando dalle nostre linee a marchio l’olio di palma, il glutammato”. Ma non solo: in questa chiave, sono state riviste anche alcune ricettazioni con ricerca di ricette esclusive così come formati e packaging. “Del resto, riteniamo che sia nostro compito aiutare il cliente a non sprecare il cibo che acquista -puntualizza Fochesato-. Per questo, nelle nostre linee preferiamo proporre confezioni più adeguate, pensando a ridurre sprechi”. Per la stessa ragione, il retailer sta lavorando anche sull’offerta di proposte monodose, come nel caso dei salumi e dei piatti pronti al consumo.

L’articolo completo su Gdoweek 9 – 2016

Format innovativo di Camst: Dal 1945 Gustavo italiano

Gustavo logo italiano camst_grigioGruppo Camst ha iniziato una riconversione dei locali all’interno dei centri commerciali nel nuovo format “Dal 1945 Gustavo italiano”. Finora sono 4 le ristrutturazioni realizzate e altre due saranno completate entro la fine dell’anno. Il format Dal 1945 Gustavo italiano è attualmente presente a Bologna (centro commerciale Centronova), nel centro storico di Ravenna, ad Arezzo (centro commerciale Sette Ponti) e Parma (centro commerciale Euro Torri). Entro la fine dell'anno saranno convertiti gli spazi nel centro commerciale Centro Torri sempre a Parma e nel centro commerciale Il Palladio di Vicenza. Pizza di Casa_MiaNel prossimo quinquennio 25 locali attualmente presenti con altri marchi Camst in centri storici e commerciali verranno allineati al progetto. “Stiamo proponendo il nuovo format anche nelle gare per stazioni e autostrade; l’obbiettivo è di aprire 10 locali nel prossimo triennio”, afferma il direttore generale Camst Antonio Giovanetti.

A Milano il primo Express h24 di Carrefour

Un pdv Carrefour Express

carrefour_expressCarrefour inaugura a Milano (in via San Senatore) il primo Carrefour Express H24 con orario continuato 7 giorni su 7. Si tratta di un punto di vendita rinnovato, che si estende per una superficie di 277 mq e che offre numerose novità assortimentali. Oltre 5.000 prodotti con particolare attenzione al mondo bio, vegan e gluten free. Ampliato anche lo spazio dedicato all’ortofrutta prodotta a km 0, al pesce fresco e alla cantina di vini pregiati sia nazionali che internazionali. Il nuovo Carrefour Express, per andare incontro alle crescenti necessità in termini di flessibilità dei propri clienti, oltre ad implementare il format H24, implementerà anche il servizio di consegna a domicilio, di ritiro pacchi Indabox e la possibilità di utilizzare buoni pasto dei principali operatori. Carrefour è stato il primo player della gdo ad aver implementato a livello nazionale il format H24. “Pensiamo fortemente che il modo di fare la spesa sia cambiato -afferma Gabriele Di Teodoro, direttore prossimità di Carrefour Italia-. I clienti hanno sempre più bisogno di flessibilità e di organizzare da se in totale libertà anche il tempo dedicato a fare la spesa. La consegna a domicilio e l’apertura dei punti vendita 7 giorni su 7 sono l’evoluzione dei servizi dedicati ai clienti e la risposta alle crescenti necessità dettate dagli odierni stili di vita”.

Iper , La grande i, il food come esperienza

Ad Arese, Iper, La grande i dimostra ancora una volta, la sua capacità di saper innovare, andando oltre l’ipermercato (da Gdoweek 9 - 2016)

Una riformulazione dell’ipermercato che trova una sua nuova dimensione e dimostra che ci sono ancora spazi di sviluppo e, soprattutto, di innovazione anche per questa tipologia: queste una delle lezioni/ particolarità che si trae dalla superficie Iper, La grande i che Marco Brunelli ha aperto nello shopping center Il Centro ad Arese (Mi), dove non occupa la posizione centrale, ma un’intera ala al piano inferiore, con due ingressi. Come sottolinea il direttore Marco Ruzza: “Parliamo di una struttura di 8.000 mq che percorre nuove strade, rinnovando i must che da sempre caratterizzano Iper, La grande i, come i freschi, e inserendo nuovi spazi, soluzioni, approcci. Unico l’obiettivo: non solo garantire una shopping experience nuova, scenografica e di maggiore impatto grazie ai laboratori aperti alle lavorazioni, ma anche una modalità di spesa più veloce, con percorsi chiari”.

18_GDOWEEK09_2016_Iper3Anche Davide Padoa, Chief Executive Officer di Desing International, l’agenzia specializzata in design che ha contribuito a disegnare il centro e lo stesso ipermercato, sottolinea come questo Iper, La grande i debba essere considerato l’ipermercato del futuro per la sua capacità di avere reinterpretato la piazza del mercato di cinquecento anni fa. Come dire, niente di nuovo, anche se in realtà tutto è diverso. “Non ci sono mensole nè armadi, ma solo isole specializzate per merceologie, che raccontano i prodotti, le loro caratteristiche, le produzioni in loco dei laboratori e le preparazioni nelle ampie cucine”. Molti gli addetti presenti, indaffarati nelle preparazioni a vista, non solo commessi ma artigiani, pronti ad offrire spiegazioni e a rispondere alle domande e curiosità dei clienti.

L'articolo completo su Gdoweek 9 - 2016

Pam chiude il 2015 a 2,5 miliardi

gruppo pam

Nel cuore di Torino, in via Botero, è attivo dalla fine dello scorso anno un nuovo punto di vendita Pam Local, il terzo store a insegna Local, la firma di Gruppo Pam per i centri città.

Gruppo Pam registra ricavi per 2,5 miliardi di euro (+1,1%) e ebitda a 105,7 milioni (+21,6%). Nel corso dell'esercizio sono state avviate 55 nuove aperture per investimenti di poco superiori ai 100 milioni, per una rete costituita da 527 punti di vendita diretti e 157 in affiliazione. A fine 2015 il gruppo ha completato la dismissione della catena Brek Ristoranti tornando a focalizzarsi interamente sul business distributivo: il protagonista della gdo è operativo su tipologia grande, media e piccola con le insegne Panorama (ipermercati), Pam, Pam Local e Metà (supermercati) e In's Mercato (discount).

Eataly a Copenhagen con Illum

Eataly
L’apertura è il risultato della partnership siglata con Coop Denmark, già presente dentro Illum con il supermercato Irma che a breve lascerà il posto al nuovo store

Eataly si prepara a sbarcare in Danimarca. L’insegna fondata da Oscar Farinetti annuncia che, entro la fine dell’anno, aprirà un punto di vendita a Copenaghen. Lo store, che si estenderà su una superficie di 2.000 metri quadrati, troverà spazio all’interno di Illum, department store specializzato in fashion e design dal 2013 di proprietà di La Rinascente. Il negozio sarà strutturato secondo il classico format di Eataly. Accanto all’area dedicata alla vendita vi saranno, pertanto, bar e ristoranti. È, inoltre, prevista una zona didattica, che ospiterà corsi di cucina per persone di ogni età. L’offerta sarà ovviamente incentrata sulle eccellenze del Made in Italy. I consumatori potranno, pertanto, scegliere all’interno di una ricca selezione di vini, olio d’oliva, formaggi, sughi, pasta fresca e carne. La ristorazione proporrà, invece, le ricette e gli alimenti tipici della tradizione nostrana, quali pasta, pizza, salumi, formaggi e gelato.

L’apertura è il risultato della partnership siglata con Coop Denmark, già presente dentro Illum con il supermercato Irma che a breve lascerà il posto al nuovo store. Spiega a tal proposito Luca Baffigo Filangieri, Ceo di Eataly: “Coop Denmark è il miglior partner che Eataly potesse scegliere per aprire in Danimarca perché capace di coniugare qualità dell'offerta e rispetto per il cliente. Insieme faremo scoprire al popolo danese, già amante del cibo italiano, le nostre tradizioni enogastronomiche e racconteremo alla nostra maniera la cultura del territorio italiano e la nostra ricca biodiversità”.

Illycaffè consolida la presenza a San Francisco

Illycaffè_SFNuovo illy Caffè a San Francisco in 505 Sansome St. Su una superficie di 1.352 mq il locale dispone di una lounge e di un’area comune e poggia su una vasta gamma di preparazioni a base di caffè e golosità per tutti i momenti della giornata. Per offrire un’esperienza illy completa anche a casa, All’interno dello store visibilità e spazio sono dati all’esposizione dei prodotti, dalle diverse linee di macchine per espresso alle illy Art Collection, dal blend illy 100% Arabica alle linee Monoarabica. illy ha di recente inaugurato anche il suo primo illy Shop sempre nella città californiana. Il nuovo corner è situato all’interno del The Market Hall, il centro commerciale del lusso che si trova nel quartiere della città Mission Bay. L’illy Shop di San Francisco, con una superficie di 5 mq offre un’esperienza di shopping che racchiude l’intera gamma dei prodotti illy.

3Ina sceglie l’Italia dopo Londra e Atene

mina_negozio-82223INA sceglie Milano come location per il flagship store italiano. Il negozio, ubicato in corso Buenos Aires, è il terzo – dopo quello di Londra e di Atene – aperto dal brand di make up, fondato da Pablo Rivera e Mark Eve. Lo spazio propone oltre 450 referenze, suddivise in 6 categorie (eyes, lips, face, skincare, nails e tools), e propone, oltre alla vendita, un’area dedicata alle lezioni di trucco. Il punto di vendita è caratterizzato dall’utilizzo del bianco, che svolge una duplice funzione: da una parte rende luminoso e spazioso l’ambiente e dall’altra parte pone in risalto le sfumature cromatiche dei prodotti. Il core target è rappresentato da giovani donne (di età compresa tra i 18 e i 30 anni) che amano giocare con il make up, seguendo le ultime tendenze in fatto di colori e texture. Coerentemente con la clientela di riferimento, il prezzo si posiziona nella fascia media e medio/bassa del mercato.

Heinz diversifica e allarga l’offerta

Vetro Medium jp 480mlDopo un’attività di Ricerca e Sviluppo di quasi due anni, Heinz ha elaborato un’esclusiva ricetta per una nuova maionese caratterizzata da una spiccata cremosità pur senza contenere addensanti artificiali né coloranti, che prevede l’utilizzo di sole uova di galline allevate a terra. Per festeggiare il lancio in Italia della nuova maionese, il brand ha selezionato tra tutti i suoi fan di Facebook che avevano più insistentemente chiesto la Maionese Heinz una fortunata ammiratrice, Alessandra Moneda, e ha ripagato la sua paziente attesa con una sorpresa Squisitamente Buona. Heinz ha fatto visita ad Alessandra direttamente a casa sua, a bordo di un iconico food truck blu, guidato da uno chef e carico di Maionese Heinz Squisitamente Buona, sorprendendo lei e la sua famiglia con un assaggio in anteprima della nuova salsa. Il video che riprende tutta la storia è disponibile nella fanpage Facebook di Heinz Italia o al seguente link https://youtu.be/UWrqHISJW1c.

Squeezy Small j 220ml“La maionese Heinz Squisitamente Buona si profila come uno dei più importanti lanci dell’anno per la nostra azienda” - dichiara Ana Cardoso marketing manager Kraft Heinz. Negli ultimi 18 mesi abbiamo svolto un intenso lavoro coinvolgendo e ascoltando oltre 5.000 consumatori: fatto tesoro di quanto appreso, abbiamo dato vita a questa nuova maionese pensando proprio a loro. Heinz è da sempre sinonimo di gusto e qualità e la Maionese Heinz Squisitamente Buona sarà fedele a questa tradizione”.

Ogni aspetto del nuovo prodotto è stato curato nel dettaglio: la consistenza cremosa, il sapore delicato studiato appositamente per il gusto italiano ed il look rinnovato: gli inconfondibili barattoli, infatti, si vestono di una nuova etichetta, chiara, leggibile ed elegante. Il prodotto è disponibile nei supermercati sia nel barattolo in vetro Heinz, sia nella bottiglia top down squeezy, nelle due varianti standard e light.

Pam Panorama propone il concorso La Fortuna è servita

fortuna è servita pam panorama
Ogni utente potrà giocare per un massimo di 2 volte alla settimana mentre i possessori di Carta per Te, la carta fedeltà di Pam Panorama, avranno a disposizione 4 possibilità settimanali

Pam Panorama lancia il concorso La Fortuna è servita, attivo fino al 18 luglio, che mette in palio oltre 60 premi instant win e maxi premi finali tra cui 1 settimana per due persone in una capitale europea a scelta tra Londra, Parigi, Madrid e Praga; 10 weekend per due persone in un centro benessere Falkensteiner; 10 estrattori di succhi di frutta e verdura Hot Point.

Modalità di partecipazione. Per partecipare bisogna entrare nel sito dedicato https://lafortunaeservita.pampanorama.it/ e  registrarsi. Per procedere si può cliccare su uno degli otto piatti della tavola imbandita che apparirà per scoprire subito se si è tra i fortunati vincitori di uno dei 64 premi instant win, una gift card Pam Panorama del valore di 50 euro spendibile in tutti i punti di vendita diretti Pam e Panorama.

Ogni utente potrà giocare per un massimo di 2 volte alla settimana mentre i possessori di Carta per Te, la carta fedeltà di Pam Panorama, avranno a disposizione 4 possibilità settimanali. Se, dopo aver cliccato sul piatto, l’utente non avrà vinto, potrà rifarsi immediatamente rispondendo a 2 domande incentrate sull’alimentazione sana, il benessere e le proprietà nutrizionali degli alimenti. In caso di risposta esatta ad entrambe le domande, parteciperà in automatico all'estrazione finale di uno dei maxi premi in palio.

 

 

Coop – E.Leclerc collaborano sulle tipicità regionali

Il mercato francese chiede prodotti alimentari premium regionali: E.Leclerc si affida all’esperienza di Coop Italia per selezionare la vera tipicità. “Anche nei nostri pdv -dichiara Frédéric Gheeraert, dg Scamark E.Leclerc- assistiamo a un fenomeno di valorizzazione. La tipicità regionale assume un ruolo sempre più importante. Pensiamo a un prodotto come la mozzarella: oggi un numero crescente di consumatori francesi conoscono e chiedono la burrata, prodotto sconosciuto in Francia fino a qualche anno fa. Ovvio che per vendere la tipicità italiana oltralpe occorre spiegare bene l’origine e la cultura d’origine e per fare questo la tecnologia digitale e l’interazione con il consumatore possono aiutarci. Naturalmente l’alleanza con Coop Italia ci permette di selezionare al meglio i prodotti regionali”.  La quale mette in campo “reputazione e capacità di selezionare aziende e prodotti -spiega Domenico Brisigotti, Ad di Coop Italian Food- per ricoprire le vesti di aggregatore dell’eccellenza alimentare nazionale e proporla ai singoli retailer internazionali nelle specifiche  modalità richieste”.

Auchan Italia: l’export vola a doppia cifra

“Con la nostra capacità relazionale e la forza della nostra insegna riusciamo a vendere prodotti 100% italiani in 22 paesi tra Europa e Mondo (l’ultimo accordo concluso è sul mercato taiwanese che si aggiunge a Malesia, Cina, Russia, Brasile e Giappone, ndr), offrendo un servizio completo ai nostri fornitori e liberando i nostri clienti da obblighi quantitativi, attraverso il magazzino di Verona che ci permette di fare groupage e di lavorare anche su piccole quantità”. Alessandro Montanari, responsabile import-export di Auchan Retail Italia, snocciola i numerosi plus che l’insegna mette a disposizione del mercato in termini di versatilità, conoscienza del comparto produttivo e del mercato di riferimento. “I risultati ci stanno premiando -prosegue Montanari- nel 2015 abbiamo incrementato il flusso di prodotti venduti oltreconfine del 30%, nel 2014 addirittura abbiamo raddoppiato le nostre vendite oltreconfine. Tutti i prodotti venduti all’estero sono di fornitori di Auchan Italia, ma abbiamo la possiblità di vendere anche altri produttori secondo richieste specifiche del cliente”. Il tutto con una percentuale di ricarico giusta, che evita inutili speculazioni da parte dei tradizionali importatori”. Tra i clienti di Auchan Italia, Kfl-Bio, piccola catena radicata nel Sud della Francia che acquista prodotti bio italiani.

Aspiag e Spar Austria al servizio del Made in Italy

Ospiti nel salotto di Gdoweek di Marina Bassi a Cibus 2016, Stefania Micoli (Aspiag Nordest) e Norbert Moharitsch (Spar Austria) illustrano le strategie adottate per portare il prodotto alimentare italiano nella Mitteleuropa coperta dal retailer austriaco

Nella Mitteleuropa è in atto una valida collaborazione per diffondere autentici prodotti alimentari Made in Italy sui mercati promettenti: Spar Austria, attraverso la sua controllata italiana Aspiag, vende prodotti a marchio del distributore, provenienti da fornitori italiani in Austria, Croazia, Slovenia. Utilizza il marchio insegna Despar. “Per i consumatori austriaci -dichiara Norbert Moharitsch, responsabile import export prodotti a marchio di Spar Austria- Despar è vissuto come un brand italiano. Quindi abbiamo deciso di investire sulla promozione di questo brand, anche con spot televisivi e sulla carta stampata, con l’obiettivo di fare avvicinare maggiormente il consumatore austriaco a prodotti italiani Despar, marcando al contempo la differenza con il nostro brand Spar”.

“In Austria- spiega Stefania Micoli, coordinatrice import export prodotti private label Aspiag Nordest di Aspiag- le varie linee di private label non utilizzano brand di fantasia come da noi, bensì riportano preferibilmente il marchio insegna, declinandolo in base al posizionamento dei prodotti”.

PetStore Conad apre il terzo negozio per animali domestici

PetStore Conad apre il terzo punto di vendita, a Rubiera (Re): entro settembre 2016 la catena prevede di arrivare a 10 negozi, per proseguire con roll-out costante che porterà a 15 unità entro la fine del 2016, con uno staff complessivo di circa 60 persone.

PetStore Conad è l'insegna della nuova catena specializzata, formata da punti di vendita, contigui o vicini agli ipermercati e ai superstore Conad, a gestione autonoma. Il piano delle aperture prevede, entro settembre 2016, il raggiungimento di 10 negozi, per proseguire con un roll-out costante che porterà a 15 i punti vendita entro fine 2016, con staff complessivo di circa 60 persone.
Dopo le prime due aperture a Modena e Gualdo Tadino (Pg), è la volta di Rubiera (Re) che ospita il terzo PetStore Conad, adiacente al nuovo Conad Superstore di Via Emilia Ovest. È ancora presto per avere un'idea più precisa degli economics di questa catena, ma a dieci giorni circa dall’apertura dei primi due PetStore, Conad è soddisfatta dei risultati in termini di acquisti e affluenza: il 70% dei prodotti comprati dai clienti rientra nelle categorie del pet food, ma anche gli accessori registrano buoni riscontri.

Petconad2Animali domestici: mercato in crescita costante
Basta la nuda statistica per dimostrare l'attualità del fenomeno: fra cani, gatti, uccelli, criceti, tartarughe, pesci, si contano ormai più di 60 milioni di animali che vivono nelle case degli italiani, più o meno coccolati, nutriti e vestiti come piccoli Lord, e sovente anche più amati degli essere umani in senso stretto.
Fra questi 60 milioni di "animali da affezione", come vengono eufemisticamente ribattezzati gli animali domestici, 14 milioni sono rappresentati da cani e gatti, seguiti da pesci, uccelli, rettili e roditori. Secondo i dati del Rapporto Italia 2016 di Eurispes, quasi la metà degli italiani (43,3%) ha un animale (nel senso zoologico del termine, of course) in famiglia. È un mercato costantemente in crescita (+10% negli ultimi 5 anni). Solo nel 2014 il comparto ha registrato un incremento a valore del 2,4%, con un giro d'affari di 1,8 miliardi di euro e un volume di 544.000 tonnellate di prodotti destinati all'alimentazione per cani e gatti. Il comparto degli accessori per animali domestici ha registrato un fatturato di circa 66 milioni di euro nel 2014, +3,9% a valore rispetto all’anno precedente. “L’obiettivo è quello tipico di Conad -commenta Alberto Moretti, direttore marketing dei canali distributivi Conad- ossia migliorare e personalizzare il servizio, dare al cliente una possibilità in più per scegliere le insegne Conad, spingendo e aiutando nel contempo i consumi in una fase economica difficile. Nel canale pet saremo competitivi rispetto ai maggiori player di mercato e porteremo avanti anche un intenso piano promozionale”.

Hudson’s Bay chiude bene il 1° trimestre, ma Saks soffre

Il retailer canadese Hudson's Bay Company (HBC) ha annunciato un incremento dei ricavi nel primo trimestre non male (considerando i tempi). Parliamo di un +4,4%, performance consolidata a periodi comparabili (-1% a valute costanti). La controllata di HBC, Saks Fifth Avenue, insegna che contraddistingue fra i più famosi, su scala world-wide, grandi magazzini, acquisiti da Hudson's Bay a fine 2013 (trovandosi in portafoglio anche gli outlet Saks Off 5th) registra al contrario un calo di quasi il 6% (-5,7%).
Le vendite di prodotti moda a prezzi scontati, ampliato lo scorso gennaio con l'acquisizione del sito di vendite flash Gilt Groupe (per 250 milioni di dollari),  flette del 4,1% a periodi comparabili, contro il +10% messo a segno un anno prima.

Bobbi Brown nel Lords&Taylor di New York
Bobbi Brown nel celeberrimo Lord&Taylor di New York, insegna di grandi magazzini controllati da Hudson's Bay

Le attività di HBC in Europa indicano +0,7% nel trimestre terminante il 30 aprile, come somma delle prestazioni di diversi importanti addendi commerciali: Galeria Kaufhof, Galeria Inno (catena di grandi magazzini in Belgio) e Sportarena (abbigliamento sportivo), entrate in portafoglio con l'acquisizione nel 2015 dei grandi magazzini Galeria Kaufhof (foto in apertura) da Metro Group.
A fare la differenza nella trimestrale non solo il canale dei grandi magazzini (+2,3%), trainato dalle attività "core" di Hudson's Bay in Canada, ma anche quello online, che ha messo a segno un +7,4% a cambi comparabili.
HBC sembra -questa è l'impressione delle testate specializzate nel mondo fashion- macinare migliori risultati di altri concorrenti americani, come Macy's i cui ricavi piangono -5,6%, Gap che non ride affatto (-5%) e Nordstrom che non sorride ma nemmeno painge (-1,7%). A questi player d'eccezione si accoda il tristanzuolo risultato (-2,4% trimestre terminante al 31 gennaio 2016) di Neiman Marcus Group, che controlla fra l'altro Bergdorf Goodman.

Temporary store, attività di marca sul field

Nulla è meno transitorio di un negozio a tempo per l’industria: formula multitasking, duttile e funzionale. Ancora oggi in forte evoluzione (da Gdoweek 9 -2016)

Di transitorio ha solo il nome. Perché, oggi, non c’è niente di meno effimero del modello del temporary store, ossia del negozio ‘a tempo’: una formula commerciale figlia della crisi economica, ma così malleabile, plasmabile, interattiva e veloce, da rivelarsi la più adatta a soddisfare le mutevoli esigenze della società liquida. E la più efficace per offrire al consumatore intrattenimento, esperienza e sorpresa, coinvolgendolo in un mix multisensoriale davvero unico. E così, quella che sembrava una delle tante mode a scadenza, ha saputo resistere all’usura del tempo e, anzi, è diventata una vera e propria realtà di mercato. “Oggi il temporay non è solo una formula commerciale autonoma e consolidata ma un vero strumento multitasking, duttile e funzionale -spiega Luca Pellegrini, professore di Marketing all’Università Iulm e presidente di Tradelab- non è più uno spazio da riempire ma piuttosto un palcoscenico dove le aziende possono recitare eventi che offrono una presenza temporanea sulla scena dello shopping, per chi non ha una rete di vendita propria. La sua natura ‘face to face’ lo pone tra i migliori strumenti di field marketing perché è coinvolgente nell’attività di brand engagement e perché permette alle aziende di rivolgersi ai consumatori in modo personalizzato”.  

10_GDOWEEK09_2016_Cover_Temporary_boUna formula in evoluzione
Nato in Gran Bretagna nel 2003 e, poi, sviluppatosi negli Stati Uniti, il temporary shop è arrivato in Italia nel 2005. A farlo debuttare è stata la Fiat che l’ha scelto per lanciare la Lancia Miss Y. Da allora questa formula commerciale di strada ne ha fatta tanta, sia in termini di esperienze, che di declinazioni, che di settori merceologici.
Alla formula classica, quella del temporary shop ospitato in una location commerciale, si sono affiancate altre versioni, come i pop-up store e i moving shop. Sono proprie queste ultime declinazioni le più vivaci. In particolare, crescono in modo esponenziale i negozi su tre o quattro ruote: in Italia, secondo Assotemporary, ne circolano almeno 22.000 che vedono nel rincorrere i clienti una nuova opportunità di business.
Non sono solo strade e piazze le nuove frontiere del temporary shop. Benchè oggi il 70% dei ‘negozi a tempo’ si concentri in location urbane e metropolitane, funzionano bene anche gli spazi temporanei all’interno dei centri commerciali (20% delle iniziative su scala nazionale), delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti (9%), mentre tutti da conquistare sono altri spazi ad alto potenziale, come hotel e musei.

L’articolo completo su Gdoweek n. 9 – 2016

Payback avvia una nuova promozione con Carrefour e Esso

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I clienti che possiedono una carta fedeltà Payback potranno accumulare punti extra facendo un solo rifornimento alla Esso ed una sola spesa in un negozio Carrefour

Payback, programma fedeltà che consente di accumulare punti con un’unica carta presso più partner, fa fronte comune con Esso e Carrefour e inaugura una nuova promozione, attiva fino al 5 giugno.

Come partecipare. I 9 milioni di clienti che possiedono una carta fedeltà Payback potranno accumulare punti extra in omaggio sulla propria carta. Basterà fare un solo rifornimento alla Esso ed una sola spesa in un negozio Carrefour per ricevere un bonus di 1000 punti ed ottenere fino a 5 euro di buono sconto. La promozione sarà valida con un rifornimento di almeno 20 litri di carburante presso un stazione di servizio a marchio Esso aderente al programma e con una spesa minima di 20, 40 o 60 euro rispettivamente presso un Carrefour Express, Carrefour Market o presso un Ipermercato Carrefour. I titolari della carta Payback dovranno presentare alla cassa, prima del pagamento, la loro tessera e potranno accedere alla promozione per una sola volta. I punti omaggio verranno accreditati direttamente sulle carte fedeltà dei consumatori entro il 17 giugno.  Per ulteriori informazioni e dettagli sull’iniziativa è possibile consultare il sito www.payback.it.

Payback Italia. È una compagnia del Gruppo American Express e coinvolge in Italia marchi leader nei principali settori del largo consumo e dei servizi: 3, Alitalia, American Express, BNL, Carrefour, Carrefour Banca, Esso, Goodyear Dunlop, Mediaset Premium, Mondadori Store e oltre 60 partner online. Il programma offre l’opportunità ai consumatori di accumulare punti, grazie a un’unica carta fedeltà, con le spese di tutti i giorni, anche online, e di trasformarli in premi o sconti sugli acquisti effettuati presso i principali partner del programma.

Sushi Daily inaugura il 500° punto di vendita a Torino

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Il gruppo, nato nel 2010, continua a consolidare la propria presenza. In Italia è già presenza in un buon numero di insegne: a Torino questo 500° store rappresenta la sesta apertura della città

Oggi, 17 maggio Sushi Daily inaugura, a Torino,all’interno dell’ipermercato Conad del centro commerciale Area12, il cinquecentesimo punto di vendita europeo dell’insegna. Seguendo la filosofia del gruppo, anche il chiosco numero 500, propone oltre 100 ricette esclusive, da quelle più classiche a quelle più creative, sempre ispirate all’arte del sushi e preparate quotidianamente, sotto gli occhi dei clienti, da artigiani del sushi. Oltre a sushi, maki, nigiri, temaki e sashimi, si possono gustare anche altre ricette originali ed esclusive (ad esempio, crunch cali roll, roll’in salmon cheese, il wakame roll), oltre a proposte a base di pollo o verdure, per chi è vegetariano. Non mancano i dolci. 002_carrefour_torino

Lo sviluppo. Dal 2010, anno della fondazione di KellyDeli che opera con il marchio Sushi Daily, il Gruppo ha investito in un’espansione continua. Nel 2016 il marchio è attivo con 500 fully-serviced stand sushi in 7 Paesi d’Europa. I corner si trovano principalmente all'interno di supermercati, ipermercati, aeroporti e stazioni sia della metropolitana sia ferroviarie.

In linea con questa crescita anche il mercato italiano, che vede la presenza di Sushi Daily all’interno delle catene come Carrefour, Il Gigante, Pam Panorama, Iperal, Conad e Iper, La grande i, con un concept, a metà tra l’esposizione per la vendita e lo showcooking, quotidiano che propone prodotti per il take away preparati al momento (dalla cottura del riso al taglio del pesce fresco e delle verdure) per offrire una food experience di ispirazione giapponese in cui ogni pezzo è un’opera d’arte. 

In particolare, a Torino, Sushi Daily è già presente in cinque store, quattro Carrefour Market (via Cristoforo Colombo 43, Corso Turati 75, Corso Carlo e Nello Rosselli 110/A e Corso Monte Cucco 108) e ne Il Gigante di Corso Marche 42. 

Riso Scotti apre un monomarca a Milano

Riso Scotti
L’offerta merceologica prevede le varie referenze di Scotti: barrette per gli spuntini, olio, crackers, pasta di riso, bevande vegetali, crema di riso, barre

Riso Scotti apre, nella Chinatown milanese, un monomarca a Milano in via Paolo Sarpi 58. La location ha spinto l’azienda a indirizzare la scelta degli addetti ai lavori verso giovani tra i 20 e i 30 anni che sapessero parlare il cinese. Proprio nei giorni scorsi Scotti ha affidato ai social network l’annuncio di ricerca personale specificando i requisiti richiesti.

L’inaugurazione è prevista per il 18 di maggio. Il negozio è stato progettato e realizzato da Costa Group, che ha creato uno spazio con un proprio originale look&feel e un’identità molto forte, per trasmettere un messaggio chiaro, di qualità, e al contempo anche emozionale, al fine di esprimere e comunicare la storia ultracentenaria e la cultura valoriale della marca.

Moderno, e di stile elegantemente retrò, arricchito dalle note calde del legno e permeato dalla presenza simbolico-narrativa delle tante storie di prodotto, Lo Spaccio intende esprimere anche nel naming tutta la possibile vicinanza al consumatore finale: ha il significato di una firma e della promessa “per te direttamente dall’azienda”.

L’offerta merceologica prevede le varie referenze di Scotti: barrette per gli spuntini, olio, cracker, pasta di riso, bevande vegetali, crema di riso, barrette. Il contatto diretto e sempre più stretto con i consumatori che premiano la marca con la loro scelta e preferenza sarà sempre più importante e centrale nello sviluppo delle strategie dell’Azienda, che proprio attraverso questo store, il primo di una possibile catena che potrà nascere, si propone di interpretare in presa diretta le richieste, le esigenze, le proposte e i consigli dei clienti-visitatori, trasformandoli in altrettanti ed utili stimoli.

 

 

Dave Lewis: “La svolta di Tesco mette al centro il cliente”

"Questo è stato un anno molto significativo per Tesco. Sono felice di dire che abbiamo messo a segno significativi progressi in tutte le tre maggiori priorità fissate per il business", sottolinea Dave Lewis, Ceo di Tesco, commentando i risultati della catena inglese, che ha chiuso il 2015 con performance superiori alle attese. L'utile ante imposte si è attestato infatti a 162 milioni di sterline, contro la perdita di 6,33 miliardi dell’anno precedente, mentre l’utile operativo escluse poste straordinarie è salito dell’1,1% a 944 milioni di sterline.

Alla base della buona ricetta firmata Dave Lewis un ritrovato focus sul valore del servizio al cliente, che il retailer punta a migliorare ogni giorno e in tutti i punti di vendita, come spiega il Ceo: "La messa al centro del cliente in ogni nostra decisione e azione è stato uno snodo fondamentale per questa inversione di tendenza partita dallo scorso anno. Guardando avanti non potrà che restare questa la direzione da seguire. Le difficoltà da affrontare saranno tante, ma noi siamo pronti".

 

 

Nuovo affondo di Amazon nel largo consumo

Le nuove etichette a marchio del colosso statunitense arriveranno nelle prossime settimane per i membri di Prime e includeranno alimenti e prodotti per la casa.

Amazon lancerà presto una serie di nuove linee private label in ambito largo consumo, food e non, che vanno da frutta secca, tè, spezie, caffè e vitamine ad alimenti per neonati, pannolini e detersivi; che compariranno sul portale del colosso statunitense a partire dalle prossime settimane, tra fine maggio e inizio giugno. A darne ufficialmente notizia è stato il Wall Street Journal, specificando che si tratterà di prodotti a marchio, in esclusiva per i clienti Prime. Il posizionamento di prezzo dovrebbe essere intermedio (quindi classico delle Pl d'insegna), se questo sarà azzeccato sarà un buon modo per l'e-tailer per far digerire ai più riottosi il prezzo della membership Prime di 99 dollari l'anno.

Il naming delle nuove linee sembra ispirarsi a quello di Trader Joe's con giochi di parole come Happy Belly, Wickedly Prime e Mama Bear.

esempio di private label amazon

Amazon non è nuovo alle private label nel largo consumo, aveva già lanciato qualche anno fa Element che però cavalca più il trend bio e naturale; mentre ha una sua linea consolidata Amazon Basics per gli accessori dell'elettronica di consumo (dalle pile alla chiavetta USB).

Le nuove linee non sono nate all'improvviso ma sono il frutto di un lavoro durato qualche anno con consulenti e player esterni come TreeHouse Foods Inc.

L’e-tailer, nel frattempo, prosegue con il parallelo sviluppo della propria private label per Amazon Fashion, ideata allo scopo di colmare i gap dell'offerta di abbigliamento online.

Esperienzialità, il prossimo mantra retail

Un nuovo termine in arrivo dagli States: “unstore”, la traduzione? Non-negozio, punto d’arrivo per una società in cui le scelte di spesa si formano sempre più online ... (da Gdoweek 9 - 2016)

Il termine nasce da Samsung 837, uno spazio importante nel meatpack district a Manhattan; non chiamatelo negozio: è una “destinazione culturale” o, se preferite, un “parco giochi digitale”, ma non si vendono oggetti, si offre esperienza. Di esperienzialità parliamo da tempo, però, fino ad ora, era una delle dimensioni del retail, non l’unica. Invece molto è cambiato: Apple ha aperto le danze introducendo un concept retail in cui lo scaffale è diventato tavolo e il focus si è spostato dal prodotto all’interazione con esso. Samsung si spinge oltre: 837 racconta non l’oggi, ma il domani, dalla cucina IoT, allo schermo mobile più grande, al mondo dove catturare un selfie, al Music Studio per un breve jamming o all’immersione nella social Galaxy experience. Stupore e divertimento. Comincia la nuova era dei flagship esperienziali.

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Vibram apre al retail con la prima Academy di Atene

Inaugurato il primo monomarca Vibram, cui ne seguiranno altri due a Parigi e a Londra. Un format che mette al centro le suole per la personalizzazione della scarpa.

Il brand di suole Vibram ha aperto il suo primo store monomarca ad Atene, un format che punta su 55 metri quadrati a distinguersi nel mondo delle calzature, offrendo ai consumatori la possibilità di migliorare la performance del proprio paio di scarpe. Al centro della prima Academy la qualità e un’inedita componente di servizio, con scelta personalizzata delle suole Vibram e possibilità di osservare la lavorazione dei calzolai in diretta grazie all’open space con laboratorio a vista.Vibram Academy Athens

Il punto di vendita Vibram Academy è l’evoluzione di Vibram Sole Factor, il truck del marchio che si è fatto originariamente conoscere girando in tour per le strade italiane ed europee e che sceglie così di investire nel retail. L’inaugurazione si inserisce infatti in un più ampio progetto che prevede l’apertura nel 2016 di altri due negozi sulla stessa scia: a luglio a Londra e in autunno a Parigi.

Paolo Manuzzi, General Manager VibramNon solo. Accanto alle Academy, l’azienda aprirà una serie di Vibram Diamond, ovvero dei corner Vibram Sole Factor che verranno allestiti presso una selezione di calzolai già operativi in Italia. “Siamo molto felici di aver inaugurato questa prima Academy, che fa parte di un progetto a lungo termine che ci permetterà di avvicinarci ancora di più ai nostri consumatori finali”, sottolinea Paolo Manuzzi, General Manager Vibram.

Vibram Academy Athens 3Offerta. Nel monomarca è interamente disponibile l’offerta a catalogo: suole dai volumi over ma extralight, suole camouflage, suole in mescola EcoStep per un’alternativa sostenibile e suole dal grip eccellente. Le proposte verranno rinnovate ogni anno, per scarpe che oltre al design funzionale mantengano un’estetica accattivante e di tendenza. Nella prima Academy di Kolonaki Street si trovano ad esempio i nuovi modelli Vibram FiveFingers® (disponibili anche le calze a cinque dita), l’innovativa Furoshiki the wrapping sole, la suola avvolgente, e i Vibram Pet Toys.

Tesco lancia due squadre per migliorare rapporto con i fornitori

Dave Lewis, Ceo di Tesco
Tesco attiverà due nuovi team di assistenza dedicati ai fornitori, soprattutto se nuovi clienti e di piccola dimensione. Uno di questi gruppi di lavoro risolverà dubbi e problemi in materia di prezzi e fatturazioni.

Le azioni di Tesco per ristrutturare/riequilibrare i rapporti con i fornitori (e non solo per obiettivi commerciali e di redditività: ricordiamo che Tesco ha 5.000 fornitori) hanno sollevato parecchio polverone critico: risale all'inizio di quest'anno la bacchettata del GCA (Groceries Code Adjudicator) secondo il quale Tesco, relativamente al periodo di osservazione 25 giugno 2013-5 febbraio 2015, avrebbe "seriamente violato" i dettami piuttosto vincolanti del Gscop (Groceries supply code of practice) sui tempi di pagamento. Non stupisce, quindi, che il gruppo distributivo leader in Inghilterra, guidato da Dave Lewis, stia per sviluppare due team il cui compito precipuo è quello di seguire e risolvere i problemi, uno di natura tecnica relativa alle fatturazioni, l'altro più orientato alla relazione in particolare con i piccoli fornitori che, soprattutto se nuovi, potranno nei primi 6 mesi dell'inizio del rapporto commerciale farsi accompagnare nel mondo Tesco da un gruppo di professionisti dedicato ("Small Businesses team"). Sono singoli punti di contatto ai quali rivolgersi per chiarire dubbi su prezzi e fatture, tempi e modalità di pagamento.

Gdoweek, il n. 9 in distribuzione

00_GDOWEEK09_2016_CoverNel numero 9 di Gdoweek la cover story: Temporary store, palcoscenico per brand

Le nuove sfide di Coop: Domenico Brisigotti spiega Coop Italian Food, la mission, gli obiettivi e le sfide

Scaffale petfood: le evoluzioni di un comparto strategico, alla ricerca di un ruolo ancora più definito

Scaffale petfood: le evoluzioni di un comparto strategico, alla ricerca di un ruolo ancora più definito

 

03_GDOWEEK09_2016_Sommario

Costco, quando la fedeltà paga

Un retailer con una formula originale, che continua ad aumentare le vendite e la fedeltà dei clienti. La sfida più recente: il biologico (da Gdoweek 8 - 2016)

32_GDOWEEK08_2016_Costco2Un modello di business inossidabile quello di Costco che deve molto del suo successo, alla sua formula club, infatti, due terzi del suo margine operativo lordo arrivano dalla quota di iscrizione annuale dei suoi membri. Nel 2015, Costco ha realizzato un fatturato di 113 miliardi di dollari con una rete di circa 700 punti di vendita sparsi tra Usa, Canada, Regno Unito , Giappone e altri Paesei dell’Estremo Oriente e Spagna (dati ad agosto 2015), basandosi su una formula di business particolare, in un layout a metà tra l’hard discount e il cash & carry, in superfici di grandi dimensioni. Per l’accesso all’interno degli store è previsto, da parte dei clienti, la sottoscrizione di una membership card che permette di acquistare dal food all’elettronica, dall’abbigliamento all’arredamento, fino a una gamma di servizi che, oltre a un articolato programma di sconti e di promozioni, si amplia verso altri business, dall’assistenza sanitaria ai mutui, alle facilitazioni (telefonia, segretariato, ecc) per la gestione di attività commerciali fino a ogni genere di assicurazioni.

Negli store Carrefour arrivano i prodotti Piemunto

Piemunto
Carrefour Italia presenta i 150 prodotti a marchio Piemunto che spaziano dal latte allo yogurt ai formaggi e valorizzano l’alta qualità del latte piemontese

Carrefour Italia presenta 150 prodotti a marchio Piemunto, nuovo brand che identifica un "pacchetto" di prodotti che spaziano dal latte, allo yogurt, ai formaggi e che hanno l'obiettivo di valorizzare, anche con il nome, l’alta qualità del latte piemontese e il suo utilizzo. In particolare, l'offerta è stata inserita nel Carrefour Market di Torino Monte Cucco, store di riferimento per la catena sia in città sia a livello nazionale, alla presenza di Giorgio Ferrero, assessore all'agricoltura, caccia e pesca, e ai rappresentanti dell’Associazione Regionale Allevatori Piemonte.

In tempi brevi, Carrefour prevede di distribuire i prodotti Piemunto in oltre 100 punti di vendita sotto le diverse insegne del retailer (Carrefour Market e Carrefour Express) in Piemonte, coprendo dagli ipermercati alla prossimità.

"L’accordo con la Regione Piemonte conferma l’attenzione di Carrefour Italia verso i valori dei prodotti della filiera locale e il nostro impegno nell’offrire prodotti di eccellenza e qualità ai nostri clienti -ha sottolineato Grégoire Kaufman, direttore commerciale e marketing Carrefour Italia-. Auspichiamo che la concreta realizzazione del marchio Piemunto sia solo il primo esempio di future collaborazioni anche nel resto d’Italia”. Salvatore Cavoli, responsabile acquisti regionali Carrefour Italia, aggiunge: “I prodotti con questo brand rappresentano non solo l’eccellenza piemontese, ma un esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, che hanno come obiettivo comune lo sviluppo dell’economia territoriale valorizzando i piccoli produttori e garantendo così un servizio di alto livello a cittadini e clienti”.

 

Leroy Merlin dota due store nel Lazio di EcoIsola Rafe

Leroy Merlin_EcoIsola Roma Laurentina
Il consumatore deve indicare il tipo di prodotto da smaltire e identificarsi con la carta regionale dei servizi, quindi inserire il rifiuto nello sportello indicato

I punti di vendita Leroy Merlin di Roma Laurentina, di via Bruno Pontecorvo, e di Ciampino, all’interno del parco commerciale di via Kennedy, sono stati dotati dei nuovi cassonetti intelligenti per la raccolta dei rifiuti elettronici. Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, ha posizionato i primi due cassonetti intelligenti EcoIsola del Lazio dove i cittadini possono conferire gratuitamente i rifiuti elettronici di piccole dimensioni come frullatori, smartphone, tablet, trapani, rasoi elettrici, lampadine a risparmio energetico e neon non più funzionanti contribuendo così alla raccolta dei RAEE e ad un maggiore rispetto dell’ambiente. Con queste ultime due EcoIsole, salgono a 40 i cassonetti intelligenti per la raccolta dei piccoli RAEE che Ecolight ha posizionato in prossimità di centri commerciali o grandi punti di vendita.

L’EcoIsola RAEE è di dimensioni contenute (1,5x1,2x1,5 metri) e interamente automatizzata. Il consumatore deve indicare il tipo di prodotto da smaltire e identificarsi con la carta regionale dei servizi, quindi inserire il rifiuto nello sportello indicato. Al termine viene rilasciato uno scontrino. Quando i contenitori interni sono pieni, la macchina avvisa i tecnici per lo svuotamento via sms. I rifiuti conferiti vengono tracciati dal momento del conferimento fino al trattamento e recupero.

“L’EcoIsola RAEE risponde a due esigenze importanti: anzitutto, agevolano il cittadino-consumatore nel conferire correttamente il proprio rifiuto elettronico. Studiate per essere messe nelle aree commerciali ad alta frequentazione, le EcoIsole diventano facilmente raggiungibili e utilizzabili”, spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight tra i maggiori consorzi nazionali per la gestione dei RAEE. “Inoltre, questi cassonetti permettono di dare una risposta concreta all’Uno contro Zero che prevedere per la grande distribuzione l’obbligo di ritirare i piccoli RAEE gratuitamente”.

 

 

Crai lancia il concorso Vinci il Brasile

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Facendo una spesa minima di 15 euro, con scontrino unico, negli store dell’insegna si ha la possibilità di partecipare all’estrazione di un viaggio e soggiorno per due persone a Rio de Janeiro

Vinci il Brasile è il concorso, aperto fino al 4 giugno, messo a punto dal Gruppo Crai, pubblicizzato da una campagna televisiva su Rai Uno di cui è testimonial d’eccezione Fabrizio Frizzi.  Facendo una spesa minima di 15 euro, con scontrino unico, negli store dell’insegna si ha la possibilità di partecipare all’estrazione di un viaggio e soggiorno per due persone a Rio de Janeiro oltre a centinaia di premi high tech e sportivi: 4 TV Samsung Curvo 3D, 10 Go Pro Adventure, 10 GPS Garmin Extrex Touche 25, 35 Samsung Gear, 50 Fit Band Garmin Vivosmart HR e 100 palloni volley Mikasa.

Con lo scontrino in mano, ci si può collegare al sito http://craiweb.it/vinci/index-brasile.php, inserirne gli estremi e partecipare all’estrazione prevista entro il 20 giugno 2016.

Progetti ambiziosi per Sun che mettono al centro Consilia

Risultati premianti per un consorzio i cui soci sono profondamente radicati nel territorio e non hanno mai smesso di investire nel loro lavoro (da Gdoweek 8 - 2016)

29_GDOWEEK08_2016_Sun2Due anni da leader: questo il risultato dell’intenso lavoro di questi anni di Gruppo Sun, una rete totale di 560 store in tutti i formati, al dettaglio e all’ingrosso, che intende continuare con questo ritmo. “Nel biennio 2013-2015, secondo i dati Nielsen, abbiamo registrato una crescita superiore rispetto a tutte le altre realtà della gdo -spiega il direttore generale Stefano Rango-. Incrementi, che vanno attribuiti alle prerogative dei soci, realtà societarie storiche e radicate sul territorio, parte integrante del contesto sociale, che hanno continuato a investire per aumentare il proprio vantaggio competitivo e crescere strutturalmente, nonostante il momento difficile per l’economia”.

Quali sono le priorità del Consorzio?
La marca Consilia è al centro dei nostri interessi. Stiamo attuando la revisione del packaging, che verrà completata entro il 2017. Da lì partiremo con importanti investimenti in comunicazione, con l’agenzia J. Walter Thompson, mirati a posizionare Consilia come un vero e proprio brand, anche esplicitando ai consumatori i nomi delle aziende fornitrici. Per il 2016, l’obiettivo è colmare l’opportunity gap con le insegne concorrenti, la cui marca privata supera il 20% dell’assortimento totale, mentre Consilia è al 17%. Lo faremo ampliando l’offerta nelle categorie di tendenza e recuperando quote in quelle core, attraverso una rivisitazione degli assortimenti, privilegiando quei fornitori, che mirano alle eccellenze italiane. Rivedremo anche i posizionamenti di prezzo, alla luce dell’incidenza promozionale.

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Decò festeggia 10 anni e programma 100 store in un biennio

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Decò sottolinea i risultati conquistati nell’ultimo decennio: 400 store in 8 regioni. Il piano di sviluppo prevede il consolidamento dell'insegna sul territorio italiano

Decò ha festeggiato dieci anni alla Città della Scienza di Napoli sottolineando i risultati conquistati nell’ultimo decennio: i 132 punti di vendita attivi nel 2006 oggi sono arrivati a quota 400, presenti in 8 regioni d’Italia e un fatturato, che nell’arco di dieci anni si è più che raddoppiato fino a raggiungere oltre 700 milioni di euro.

Per Giandomenico Barbano, direttore generale Multicedi, questo traguardo rappresenta “un punto di partenza”. “Dopo la diffusione del marchio anche in Sicilia e Calabria, grazie all’importante partnership avviata con la F.lli Arena srl è nostra intenzione continuare l’espansione – spiega Barbano - Partiamo dall’implementazione e ottimizzazione continua del nostro know-how aziendale per raggiungere l’importante obiettivo di far compiere altri percorsi al progetto Decò, evolvendo l'intera Multicedi verso livelli di ambizione molto più alti. Abbiamo, infatti, anche presentato i new model business che guideranno il nostro sviluppo e che andranno ad affiancare Decò, riposizionandosi quindi su diversi mercati in maniera completamente differente location per location, piazza per piazza in base alla tipologia del singolo micro mercato”.

Il piano di espansione. Giandomenico Barbano sottolinea la volontà dell'insegna di consolidarsi sul territorio italiano. E dichiara: “Nonostante i punti di vendita Decò siano concentrati nel centro-sud d'Italia abbiamo grandi ambizioni per quanto riguarda lo sviluppo del brand, puntando a un progetto di espansione sull'intero territorio nazionale, in cui gli accordi di partnership rispondono ad una scelta strategica con una chiara visione per il futuro: un piano di sviluppo che prevede, per il prossimo biennio, all'incirca 100 nuove aperture”.

La manifestazione napoletana ha visto la partecipazione tra gli altri di Giorgio Sant'Ambrogio AD di Végé, Luigi Cantone professore marketing e strategic management  Università degli Studi Federico II, Romolo De Camillis Retail director di Nielsen, Vito Gulli, presidente di  generale conserve, Luigi Amodio, direttore di Città della Scienza, Federico Luperi, direzione innovazione e nuovi media di Adnkronos e  Attilio Rocco direttore acquisti Multicedi che hanno  affrontato le principali tematiche del futuro della GDO con “la simpatica intrusione” di Leonardo Manera, comico di Zelig.

 

Speciale Cibus 2016 – Coop Italian Food: esportare il Made in Italy

Qualificare il potenziale delle imprese verso gli interlocutori internazionali: questo l’obiettivo di Coop Italian Food per valorizzare l’export italiano (da Gdoweek 9 - 2016)

Qualificare il potenziale delle imprese verso gli interlocutori internazionali: questo l’obiettivo di Coop Italian Food per valorizzare l’export italiano

“Coop Italian Food, CIF, proprietà al 100% di Coop Italia, è il modello con il quale vogliamo cambiare il senso di marcia dell’export alimentare italiano, proponendoci, grazie alla nostra reputation e alla capacità di selezionare aziende e prodotti, come aggregatore in grado di offrire ai retailer internazionali una risposta concreta ai bisogni sul Made in Italy”. Domenico Brisigotti, Ad di CIF, ne spiega obiettivi e sfide.

Perché un retailer straniero dovrebbe rivolgersi a Coop Italian Food?
La value proposition di Coop si differenzia dalle proposte esistenti per la capacità di rivolgersi a retailer internazionali con pacchetti di prodotti e servizi pensati per loro, tenuto conto che operano in paesi con gradi diversi di maturità, offrendo, quindi, differenti posizionamenti anche di prezzo (premium, core, entry level). Ai compratori stranieri,  Coop si propone come garante della complessità italiana, in grado di esprimere, finalmente, l’ampiezza e la varietà dell’offerta del nostro Paese. Inoltre, Coop è un nome conosciuto anche fuori dall’Italia, quindi, la relazione sarà prevalentemente tra imprese e non con il singolo buyer.

08_GDOWEEK09_2016_Coop_BrisigottiQuali sono gli obiettivi di CIF?
Creare un network di imprese. Voglio chiarire che la partecipazione è aperta a tutte le imprese italiane dell’agroalimentare, non solo private label ma anche i marchi industriali.

Ad oggi a che punto siete?
Terminata la fase concettuale e creata la macchina operativa a livello di organizzazione, logistica, sistemi informativi, logiche di marketing, abbiamo iniziato a misurarci sul campo: siamo già sugli scaffali di E.Leclerc, per citare un nome noto, ma anche in Cina, Hong Kong, Taiwan, Bulgaria, Cipro, Estonia e Ungheria; stiamo negoziando negli Usa e negli altri Paesi europei. Inoltre, siamo presenti sulla piattaforma Tmall di Alibaba per il commercio elettronico in Cina.

Cosa chiedete alle imprese italiane?
Di fare squadra con noi.  Il nostro slogan è “insieme si può fare”: non sono solo parole. CIF è una macchina operativa: spesso le aziende italiane devono affrontare problemi logistici e di spedizione che possiamo favorire aggregando le produzioni. Ed è a queste aziende che CIF si rivolge, offrendo loro una possibilità di fare sistema; Coop ci mette esperienza e credibilità. Un progetto che gode anche dell’appoggio delle istituzioni, dal Ministero dello Sviluppo Economico all’Ice.

In pratica che cosa offrite?
Una serie di convenzioni che abbiamo sottoscritto e che permettono alle imprese che decidono di aggregarsi di raggiungere rapidamente le condizioni necessarie per operare sui mercati internazionali: parliamo della certificazione della Food & Drug Administration per gli Usa, piuttosto che della traduzione delle etichette. Soluzioni operative basiche che la piccola e media impresa italiana, da sola, fa fatica a ottenere e inevitabilmente riversa sul prezzo, riducendo la competitività dei prodotti italiani sugli scaffali dei retailer stranieri. Mettendo insieme le forze, possiamo spendere meno e generare maggior valore nel momento in cui viene strutturata l’offerta.

Come si sviluppa l’approccio con i retailer internazionali?
Partendo dall’analisi delle condizioni del retailer di destinazione, lo mettiamo in condizione di diventare il maggior “esperto” di Made in Italy nella propria area geografica. A questo scopo, mettiamo a loro disposizione non un semplice pacchetto di prodotti, ma una struttura di offerta mirata e centrata sull’italianità, composta anche da servizi di consulenza, necessari per costruire valore. Valore basato sulla disponibilità di un network di imprese capaci di soddisfare domande su segmenti specifici e con la garanzia dei sistemi di controllo Coop e dei suoi rapporti con queste imprese. Non va dimenticato che offerte efficaci devono tenere conto anche dei diversi gradi di maturità dei vari sistemi. Stati Uniti e Cina sono contesti differenti sotto vari aspetti: da una parte, abbiamo un mercato maturo, con una cultura agroalimentare composita e pronta ad accettare cambiamenti e innovazioni; dall’altra, un mercato giovane e in crescita, con tradizioni culinarie antiche e radicate, difficile da scalfire. Tradotto, vuol dire che in Usa chiedono soluzioni tailor made evolute sulle gamme e i brand, mentre in Cina funzionano anche i prodotti a marchio Coop. La consapevolezza di queste differenze rende più agevole formulare una proposta vincente.

Sulla base dei vostri primi test, cosa cercano i retailer stranieri?
In Asia, al contrario di quanto pensavamo, non richiedono tanto i prodotti classici del Made in Italy, quanto dolci, prodotti a base di cioccolato, surgelati. All’opposto, negli Stati Uniti l’interesse si focalizza sui basici della cucina italiana, con richieste anche di fascia alta. E poi il tema del biologico: la domanda arriva soprattutto dagli Usa, ma anche dall’Europa. Crescono anche le richieste per prodotti salutistici e free from, mercati per i quali l’essere un prodotto italiano è considerato un valore.

Gli obiettivi del 2016 ...
Sviluppare il business con i clienti già attivi e trovarne di nuovi in Usa ed Europa, in primis. Stiamo lavorando in Cina, negli Emirati Arabi, in Sud America e in Giappone, che sarà il mercato asiatico più interessante in termini di volumi, anche se è il più esigente per il livello di attenzione sulle merci.

Ha collaborato Barbara Trigari

Speciale Cibus 2016 – Le nuove sfide della logistica del freddo si vincono con la tecnologia

Dopo l’ottimizzazione lungo la supply chain, la prossima grande evoluzione sarà nella consegna al punto di vendita e al consumatore (da Gdoweek 4 - 2016)

Dopo l’ottimizzazione lungo la supply chain, la prossima grande evoluzione sarà nella consegna al punto di vendita e al consumatore

(Nella foto l'area Cargo City dell'aeroporto milanese della Malpensa, dove Dhl sta investendo in una nuova piattaforma logistica attiva dal 2018)

Uno dei più frammentati e complessi dell’intero settore dei servizi è il mondo della logistica; non solo perché veicola ogni bene e servizio lungo la supply chain fino al punto finale di destino, ma anche perché utilizza modelli misti in house e outsourcing con declinazione più o meno sofisticata, che ne complicano l’analisi di scenario. Infatti, nel comparto, convivono soggetti più evoluti come i 4Pl (fourth party logistic service provider), che si configurano come integratori logistici dei produttori, prendendo in carico, spesso, anche alcune fasi del fine linea produttivo, e la contract logistic: logistica per conto terzi, più minuta, spesso alle prese con problemi di permanenza sul mercato. In ogni caso, il modello che si va affermando è quello dell’outsourcing evoluto, in quanto garantisce i massimi standard qualitativi, la flessibilità necessaria al cambiamento e le economie di scala maggiori a fronte di investimenti importanti. Per quanto riguarda la logistica del freddo, la situazione è ancora più esasperata in termini d’investimenti, in quanto sono necessari standard di movimentazione e stoccaggio che richiedono asset particolarmente onerosi. In questo scenario, vi sono alcuni big player in grado di gestire quote rilevanti di mercato garantendo impieghi di risorse crescenti. Tuttavia se la gestione lungo la supply chain gode da tempo di processi automatizzati e monitorati senza soluzioni di continuità e nei prossimi anni si entrerà probabilmente in una fase nuova per quanto riguarda il delivery al punto finale, soprattutto nell’ambito B2c e nei punti di vendita con i freschissimi.

La spinta dell’eCommerce
I grandi numeri in Europa dello sviluppo logistico saranno ancorati al crescente fenomeno del commercio elettronico sui freschi e freschissimi. Al di là dei confini, a Est Europa che potranno marcare crescite quantitative sui canali fisici standard, la stagnazione demografica del vecchio continente contribuirà a mostrare uno shift dei canali commerciali a volumi più o meno costanti o in lieve crescita. Così se oggi il fresco è veicolato quasi totalmente al punto di vendita, nell’arco di un ventennio, una frazione di esso prenderà la destinazione del consumatore finale, bypassando il punto di vendita.
Le previsioni in tal senso non sono e non possono essere precise ma, alcuni esperti, azzardano una quota del 10% per gli alimentari venduti online nei prossimi cinque anni. Ovviamente le previsioni sono particolarmente critiche in quanto dipendono, in larga misura, dall’offerta e da come questa si evolverà. Per esempio, l’introduzione sul mercato di AmazonFresh è sicuramente un vettore di sviluppo dell’intero mercato (vedi articolo pag 16-17). In Italia l’eCommerce alla fine del 2016 supererà ampiamente i 17 miliardi di euro di fatturato; occorre sottolineare che l’export varrà sempre di più. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’eCommerce crossborder effettuato attraverso piattaforme globali (Amazon, eBay e altre) potrebbe valere 1,5 miliardi di euro con grandi prospettive di crescita. L’alimentare, e in particolare il fresco, ha nella logistica del freddo un asset determinante senza il quale non può svilupparsi. Se tutto ciò attiene la logistica di consegna e il delivery puntuale, l’ambito industriale dei grandi volumi può contare su operatori altamente strutturati che negli ultimi anni stanno investendo in tecnologie e miglioramento dei processi al fine di massimizzare l’efficienza.

Investimenti ed esperienze
La movimentazione e delivery di alimentari sottoposti a temperatura controllata nel freddo presenta, come noto, una problematica di fondo: la catena del freddo deve essere ininterrotta pena deperimento. A questo si somma anche la necessità della veicolazione extra piattaforma preservando l’integrità non solo da aggressioni termiche. Un’esperienza importante in questo ambito è stata quella di Expo, in cui il comprensorio espositivo è stato approvvigionato di alimentari freschi per i sei mesi dell’esposizione. La gestione è stata in carico a Stef Logistica con un’organizzazione progettata non solo per veicolare gli alimenti in e out dall’esposizione con il rispetto dei parametri termici e temporali, ma anche con l’obiettivo di garantire l’integrità delle derrate anche in termini di protezione e accesso agli stock. L’organizzazione messa a punto da Stef ha visto il potenziamento del presidio milanese con un team di 20 collaboratori, un sistema di customer service dedicato h24, tre piattaforme logistiche (52.000 mq nell’area di Milano), 8 camion per le consegne. Il servizio di immagazzinaggio, ordini e picking è stato garantito h24 sette giorni su sette con consegne notturne tra le 23 e le 3. Una case history resa possibile, grazie a una piattaforma organizzativa con processi rigorosamente definiti. Come accennato, gli investimenti per la logistica di ampia scala sono molto importanti e lo saranno sempre più. Una tendenza confermata dall’accordo stipulato da Dhl Express con Sea, per la costruzione nel Cargo City di Malpensa Milano, di una piattaforma logistica di grandi dimensioni. Con una superficie prevista a lavori ultimati di 46.000 mq e un investimento di 90 milioni di euro, l’operatore tedesco leader mondiale nel trasporto espresso internazionale, prevede di presidiare tutto il Nord Ovest milanese fronteggiando una crescita delle movimentazioni prevista a doppia cifra.

La criticità della movimentazione
Nella logistica del freddo, uno degli aspetti maggiormente critici è la movimentazione al di fuori delle piattaforme logistiche e dai magazzini a temperatura controllata. Nelle consegne al punto di vendita e per tragitti brevi, il delta termico è tranquillamente assorbito dalle strutture preposte. In prospettiva, pensando al food eCommerce fresco a largo raggio, la problematica può diventare più critica. Per avere contezza delle difficoltà di preservazione degli alimenti a livello termico, fa testo uno studio dell’Università di Bologna sul monitoraggio delle temperature di un carico di vino da Livorno a Toronto. Pur non trattandosi di fresco, lo studio è significativo in quanto mette in luce quali sbalzi termici le protezioni devono sopportare: oltre 25 °C end-to-end con punte di 60°C. Una sfida tutta tecnologica.

L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016

Crai contribuisce alla creazione del reparto di terapia intensiva neonatale di Torino

crai terapia intensiva
Il reparto è costituito da uno spazio di 750 mq suddiviso in quattro aree: terapia intensiva, terapia sub intensiva e patologia neonatale ed amministrativa

Il gruppo Crai ha sostenuto la Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna che ha inaugurato il nuovo reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino alla presenza di John e Lavinia Elkann in qualità di madrina e Andrea Agnelli.

In questi dieci anni la Fondazione ha sostenuto il grande progetto finanziando ricerche, iniziative ed acquisti di nuove attrezzature grazie alla generosità, alla disponibilità ed all’aiuto di alcune grandi aziende, tra le quali Juventus Football Club, Fiat Group, Crai, Fondazione Sandretto Rebaudengo, Ascom e gruppi bancari, grazie ad importanti testimonial appartenenti al mondo dello sport, dello spettacolo, della cultura e soprattutto al sostegno affezionato di tante persone.

Tutto ciò ha permesso l’apertura nel 2011 del nuovo Nido Fisiologico, primo passo del progetto di ristrutturazione. Il nuovo reparto di terapia intensiva neonatale è costituito da uno spazio di 750 mq suddiviso in quattro aree: terapia intensiva, terapia sub intensiva e patologia neonatale ed amministrativa. È una struttura nella quale i genitori potranno stare accanto ai loro piccoli 24 ore su 24 e faranno parte integrante del percorso di cura. Ospita 30 posti - culla nelle aree di terapia intensiva, subintensiva e patologia neonatale ed è dotato delle più moderne strumentazioni tecnologiche.

 

 

 

Calzedonia punta sull’estero a partire dalla Francia

calzedonia antonio marras
In Francia investe 200 milioni per rafforzare la propria presenza. L’obiettivo è di aprire altri 150 negozi diretti, rispetto ai 145 attualmente operativi

“Apriremo direttamente i nostri negozi”. Sandro Veronesi, il patron del colosso italiano Calzedonia-Intimissimi-Tezenis, punta sull’estero con un occhio di riguardo alla Francia dove investe 200 milioni per consolidare e rafforzare la propria presenza con l’obiettivo di aprire altri 150 negozi, rispetto ai 145 attualmente operativi, con i marchi Calzedonia, Intimissimi e Tezenis e senza ricorrere al sistema del franchising.

Il gruppo ha chiuso il bilancio 2015 con quasi due miliardi di fatturato, ottenuto prima di tutto da Calzedonia e, a seguire, dagli altri due marchi, Intimissimi e Tezenis, con un +9,3% rispetto all’anno prima, e una redditività (ebitda) del 18% a 360milioni di euro e un utile netto di 114 milioni. Il gruppo si avvale di un apparato manifatturiero fatto da un centro stile alla periferia di Verona e da una dozzina di stabilimenti soprattutto nell’Est Europa, nello Sri Lanka e perfino in Etiopia.

Nasce C-LED , nuova società di Cefla

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C-Led è rivolta alle imprese che operano nei settori dell'illuminazione industriale, del visual merchandising, dell'interior design e dell'illuminazione pubblica

È stata costituita lo scorso aprile C-LED Srl, società di Cefla, leader nel settore delle attrezzature espositive in ambito retail e gdo, rivolta alle imprese che operano nei settori dell'illuminazione industriale, del visual merchandising, dell'interior design e dell'illuminazione pubblica.
C-LED è nata come spin-off di Elca Technologies, altra società di Cefla specializzata in sistemi elettronici per l'automazione industriale, dispositivi medicali e illuminazione, ed è diretta da Enzo Cuoghi. Elca Technologies continuerà la propria attività di produzione di apparecchiature microelettroniche e micromeccaniche, in particolare per la Business Unit Medical Equipment di Cefla, mentre a C-LED sarà affidato anche lo sviluppo dei sensori beacon che fanno parte della tecnologia del “proximity marketing”, che consente di geolocalizzare le persone in uno spazio indoor e inviare messaggi personalizzati su utenze profilate.

“La mission di C-LED è di accelerare l'evoluzione dell'innovazione nell'illuminazione attraverso lo sviluppo della tecnologia e di tecniche di produzione avanzate, che siano in grado di anticipare il mercato e le sue esigenze più ambiziose. – spiega Cuoghi - C-LED nasce con personale competente e motivato, che esprime una forte propensione alla ricerca e alla capacità di essere dei veri partner dei propri clienti. Il nostro obiettivo è di far crescere questa realtà nel rispetto dei valori di Cefla, offrendo al mercato soluzioni illuminanti di alta qualità e affidabili nel tempo”.

T-Frutta, l’app che fa risparmiare, sbarca a Bologna

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T-Frutta utilizza un sistema, proprietario e brevettato, basato su una tecnologia unica di riconoscimento dei dati contenuti negli scontrini di cassa cosiddetti “parlanti”

T-Frutta è un’app che introduce il meccanismo del cash-back e permettere ai consumatori di risparmiare denaro quando acquistano prodotti delle marche in promozione negli store della gdo. Il nuovo servizio via smartphone, lanciato un anno fa da UBIQ, start-up nata da uno spin-off dell’Università di Parma e acquisita da SIA a inizio 2016, è già disponibile a Milano, Modena, Roma, Torino e nell’area Monza-Brianza. Oggi è stato attivato a Bologna e provincia e presto arriverà anche a Reggio Emilia e Parma. Entro l’estate sarà esteso su tutto il territorio nazionale. “Con questa iniziativa – ha commentato Davide Pellegrini, Co-founder di T-frutta – intendiamo rivolgerci da un lato ai consumatori più orientati all’uso di strumenti digitali come app, wallet, mobile payment e interessati alle promozioni personalizzate, dall’altro alle industrie di marca che cercano nuove modalità di contatto e di fidelizzazione della clientela.”

Come funziona. T-Frutta utilizza un sistema, proprietario e brevettato, basato su una tecnologia unica di riconoscimento dei t-fruttadati contenuti negli scontrini di cassa cosiddetti “parlanti”. L’accredito del denaro avviene su conto corrente bancario, PayPal o tramite assegno ed è spendibile liberamente, senza alcun vincolo o obbligo di nuova spesa o conversione in buoni. L’app è scaricabile gratuitamente dall’App Store o Google Play. Gli acquisti possono essere effettuati in tutti i negozi che utilizzano scontrini riportanti i dettagli dei prodotti comperati. Poi, si fotografa lo scontrino e lo si invia attraverso l’App a T-Frutta che, dopo aver letto le informazioni contenute nella ricevuta, accredita il denaro, che il consumatore può ricevere con la modalità prescelta e spendere come e dove vuole.

T-Frutta in cifre. A dodici mesi dal lancio, sono oltre 45.000 gli utenti attivi, più di 373.000 gli scontrini gestiti, per un cash-back erogato ai consumatori di oltre 478.000 euro.Le aziende del largo consumo che hanno già utilizzato T-Frutta sono circa 25. Tra queste Unilever, Barilla, Ferrero, San Pellegrino, Bolton Food, Lavazza, Grandi Salumifici Italiani, Heineken, Nivea Beiersdorf, Conserve Italia, ParmaReggio, Monini, Ponti, Branca, Campari, Fater, Rana, Alpro, Procter & Gamble, Auricchio, Yakult, A&D e Industrie Cartarie Tronchetti.

 

 

 

U2 Supermercati adotta l’Avancassa Controcorrente

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Il progetto è partito il 25 aprile in quattro negozi dove sono state inserite in Avancassa Controcorrente tutte le referenze il cui posizionamento nutrizionale è risultato essere uguale o superiore a due

Avancassa Controcorrente è il progetto di Unes/U2 Supermercati, presentato dall’amministratore delegato Mario Gasbarrino al Cibus, che prevede entro il 2016 in tutti i punti vendita dell’insegna la conversione degli avancassa in Avancassa Controcorrente con prodotti alimentari ipocalorici, ricollocando i prodotti attualmente presenti in aree diverse all’interno dello store. “Per completare questo progetto abbiamo ritenuto che le nostre scelte assortimentali non potessero essere basate solo sulla nostra esperienza commerciale ma necessitassero di una valutazione ed una validazione scientifica che ci consentisse di evitare il confitto prodotto buono Vs prodotto cattivo. -afferma Mario Gasbarrino - Da questa necessità, è nata la partnership con la facoltà di Economia dell’Università di Parma”.

Quattro store pilota. Il progetto è partito il 25 aprile in quattro negozi dove sono state inserite in Avancassa Controcorrente tutte le referenze il cui posizionamento nutrizionale è risultato essere uguale o superiore a due. In due dei quattro supermercati, ossia Monza Cederna e Meda, è stato abbinato ai prodotti Avancassa il System di Comunicazione realizzato ad hoc, con l’indicazione del posizionamento nutrizionale per ogni prodotto. Il System prevede più strumenti: Slim inseriti in corrispondenza di ciascun prodotto e che ne indicano puntualmente il posizionamento nutrizionale mediante il numero di stelle attribuito; Crowner dedicato sopra a ciascuna Avancassa che esprime il significato delle stelle; Folder distribuito in ogni shopper, utile al fine di spiegare l’intera iniziativa ai Consumatori; Maxi Totem posizionato all’ingresso dei Supermercati utile a promuovere e spiegare la scelta Avancassa Contocorrente. Negli altri due negozi, Novara Umbria, Magenta Espinasse, è stato implementato lo stesso assortimento ma senza alcuna comunicazione a supporto, affinché funzionino da Contro test. Così facendo U2 sarà in grado di monitorare l’impatto della scelta assortimentale definita e l’efficacia della comunicazione dedicata. Anche la comunicazione realizzata ad hoc per il progetto vuole essere chiara e semplice. La selezione dei prodotti da inserire in Avancassa Controcorrente è basata su un criterio di valutazione scientifica, grazie a un software certificato dal Dipartimento di Economia di Parma la cui funzione è calcolare il posizionamento nutrizionale di un prodotto, sintetizzabile in un valore compreso tra 1 e 5 stelle. Più stelle si hanno più c'è qualità nutrizionale.

 

 

Eridania lancia Tropical Moscovado, il nuovo zucchero integrale di canna

Tropical Moscovado EridaniaIl marchio icona della dolcificazione in Italia dal 1899 lancia Tropical Moscovado, ampliando così la propria offerta di zucchero di canna. Sarà per il suo caratteristico colore, sarà per il suo aroma esotico, sarà per i suoi molteplici utilizzi in cucina, soprattutto nella preparazione dei dolci, fatto sta che lo zucchero di canna sta conquistando anche in Italia sempre più estimatori. Eridania negli ultimi anni ha attuato una vera e propria rivoluzione in questo campo grazie a Tropical, la gamma di zuccheri di canna di alta qualità che soddisfano le più svariate esigenze di dolcificazione e di preparazione in cucina: da Tropical Demerara, a Tropical&Stevia fino a Tropical Bio e al nuovissimo . Varietà molto nota all’appassionato pubblico dei foodlovers, il Moscovado è uno zucchero di canna integrale ottenuto spremendo la canna e concentrando il succo per evaporazione dell’acqua, così da trattenerne tutti i principi nutritivi.

Le caratteristiche organolettiche: Tropical Moscovado è caratterizzato da piccoli cristalli di colore scuro ricchi di melassa. Al naso regala un piacevole aroma caramellato e in bocca evidenzia un retrogusto che richiama delicate note di liquirizia. L’utilizzo: la sua ridotta granulometria, caratterizzata da cristalli piccoli e scuri, regala una morbida consistenza e una texture facilmente amalgamabile che lo rendono particolarmente adatto a dolcificare bevande calde e fredde. Ma Tropical Moscovado si rivela soprattutto un utile ingrediente in cucina per tutte le preparazioni ricche e aromatiche: dai lievitati e basi di pan di Spagna alle frolle rustiche e pralineria, fino alle proposte di biscotteria e pasticceria, quali biscotti pandizenzero, torte al caffé e al cioccolato, torte alla frutta, creme, budini e puddings. Il formato: Doypack da 500 g con zip "apri e chiudi" che consente di garantire la freschezza del prodotto.

Speciale Cibus 2016 – CONVEGNO Alla scoperta del Made in Italy all’estero

Alla scoperta del Made in Italy all'estero: Coop Italia - Domenico Brisigotti, E.Leclerc - Frederic Gheeraert

Alla scoperta del Made in Italy all'estero:

  • Coop Italia - Domenico Brisigotti
  • E.Leclerc - Frederic Gheeraert

Modera: Cristina Lazzati

Tesco studia l’ingresso in Spagna nel Corte Inglès

Tesco e El Corte Inglès svilupperanno un accordo di commercializzazione incrociata di prodotti tipici inglesi e spagnoli attraverso le rispettive filiali. Un test era già partito alla fine dell'anno scorso in 5 Tesco dell'area londinese, ma ora la partnership verrà estesa a nuovi punti di vendita

Tesco, la più importante catena della distribuzione in Inghilterra, nonché 5° gruppo retail a livello mondiale (classifica Deloitte), svilupperà una collaborazione incrociata con i grandi magazzini spagnoli El Corte Inglès che venderanno in UK una serie di prodotti tipici della Spagna in altri punti di vendita Tesco fuori Londra, come Brighton, Cambridge, Edinburgo, Twickenham, dopo i primi test (pare riusciti) in 5 Tesco dell'area londinese. Lo riferiscono The Guardian e la rivista online Retail Gazette.
È un modo relativamente nuovo per un gigante della distribuzione come Tesco quello di attivare "wholesale partnership" con altre catene estere, forse anche più economico, e molto più redditizio dell'aprire punti di vendita che poi la crisi costringe a chiudere: Tesco ha dovuto gettare la spugna e ritirarsi dagli Usa, dalla Corea del Sud, dal Giappone, mercati con i quali non ha nessuna intenzione di rompere i legami commerciali.
Oggi Tesco lavora in modalità "wholesale" in oltre 20 mercati internazionali inclusa l'India, e anche in Spagna, tramite il più importante attore nazionale nella categoria department store, proporrà i classici prodotti che connotano il paese dell'Old River Thames.

 

 

Speciale Cibus 2016 – Le tecnologie collaborative riducono le rotture di stock

Un progetto avviato da Danone con Conad Tirreno ha ridotto del 7% le rotture di stock e migliorato l’efficienza

La collaborazione fra industria e distribuzione si basa sulla sperimentazione di un progetto di logistica collaborativa, nel quale tutte le funzioni, dalla redazione degli ordini sul punto di vendita alla consegna finale, sono esercitate dalla filiale italiana della società alimentare transalpina. L’obiettivo è di ridurre le rotture di stock, gli extra costi conseguenti e di incrementare l’efficienza del reparto, generando così valore per tutti gli attori della filiera coinvolti, consumatori compresi. “Questa nuova partnership -spiega Stefania Ferrari, customer & logistic solutions manager di Danone- rientra nella strategia di Danone di logistica collaborativa. La collaborazione di filiera, superando il confine del perimetro aziendale, spinge le aziende di settore a ricercare soluzioni comuni e innovative in grado di incrementare l’efficienza complessiva. Utilizzando la tecnologia sia in fase della previsione dei flussi tra produttore e distributore, sia nel monitoraggio/rendicontazione di tutte le operazioni effettuate”

056_Logistica_freschi_Servizi2Quali sono i tratti innovativi introdotti da questo progetto?
È la prima volta che un progetto di questo tipo ha luogo nel fresco, settore nel quale non ci sono grandi esempi di valorizzazione del rapporto di fornitura, attraverso una proposta di logistica collaborativa nel tentativo di minimizzare i costi. Danone negli ultimi due anni ha sviluppato un sistema dedicato a 86 ipermercati che prevede che una persona all’interno del pdv prenda ordini e interagisca con i nostri modelli previsionali riducendo contemporaneamente gli out of stock e l’invenduto. Il processo si completa con la consegna diretta dei prodotti, quindi tutto il processo ordine-consegna ha subito una revisione. Forti di questo sistema abbiamo intavolato una discussione con Conad Tirreno per la nostra gestione degli ordini dei freschi, tendendo al controllo di tutti gli aspetti, dall’assortimento alla gestione della comunicazione, prevedendo, per i 300 pdv di Conad Tirreno, un recupero di efficienza del 10-15% tra riduzione dell’out of stock e dell’invenduto.

Perché la scelta di Conad Tirreno come partner di questa sperimentazione?
Conad Tirreno è un nostro cliente Gold, uno dei nostri primi 10 in termini di dimensioni, con una buona marginalità e con ottime prospettive di crescita. Con loro lavoriamo in modalità Open Book, mettendo sul piatto tutte le opportunità. Stiamo aprendo due cantieri, uno dedicato allo sviluppo delle vendite e l’altro in un’ottica di logistica collaborativa, per recuperare competitività su entrambi i lati della nostra partnership. In questa prima parte del progetto ci siamo focalizzati su 25 store  Conad del Tirreno in Toscana e Liguria. Con la collaborazione di Iri abbiamo misurato gli out of stock a scaffale due volte al giorno per due settimane, domenica compresa.

056_Logistica_freschi_Servizi1Quali sono le innovazioni introdotte sotto il profilo tecnico?
Tra gli aspetti pratici, la nostra logistica collaborativa ha evidenziato la riduzione dei buchi nei trasporti, attraverso una preparazione mista multifornitore che comprenda prodotti di altre aziende per migliorare l’efficienza di ogni singolo viaggio. Inoltre, la gestione diretta prevede di togliere una movimentazione del prodotto nel cedi Conad, servendo direttamente il pdv con risparmi di extra costi.

In che modo la tecnologia favorisce queste forme di logistica collaborativa?
Tutto il sistema si basa su tecnologia Rfid: attraverso l’uso di tag Rfid sui pallet e di porte taggate che prevedono la lettura dei barcode è possibile tenere sotto controllo tutto il flusso logistico, con notevoli vantaggi in termini di risparmio di tempo e di ottimizzazione delle procedure. L’integrazione di un sistema come questo con i nostri modelli previsionali di analisi della prevedibilità della domanda permette di integrare forecast collaborativi e di migliorare tutto il processo

Quale sarà la road map prevista per il 2016?
Nel 2016 avvieremo soluzioni di questo tipo con altri 4-5 clienti, secondo un piano triennale sviluppato da Danone Italia all’interno delle best pratices del Gruppo. I risultati (vedi box con i numeri riferiti a Conad Tirreno, ndr) lo confermano: in futuro questa sarà un’esperienza che esporteremo in altri paesi.

Procter & Gamble sceglie Checkpoint Systems per proteggere i prodotti Gillette

AutoPeg-Yellow for Gilette-Fusion_1Per le lamette da barba e per tutti quei prodotti ad alto rischio di furto che sono esposti al libero servizio a broche Checkpoint Systems, fornitore leader a livello globale di soluzioni per la disponibilità della merce nel settore retail, ha progettato un dispositivo specifico: si chiama iS AutoPeg Tag. Si applica velocemente e in modo sicuro sia alle confezioni con singolo che con doppio foro, ed è facilmente rimossa in cassa per il suo riutilizzo.

Attualmente più di 3.000 punti vendita stanno proteggendo le lamette Gillette di Procter & Gamble con l'innovativa soluzione. L’etichetta assicura che le lamette da barba siano disponibili e di facile accesso per i clienti così da non trovare scaffali vuoti o da non dover chiedere il prodotto al personale del punto vendita. Inoltre vista la sua facile rimozione, rende le operazioni in cassa veloci. Il dispositivo occupa poco spazio, è facile verificare la sua corretta applicazione, permette al cliente di toccare e leggere le informazioni sul prodotto ed offre uno sguardo di insieme dell’esposizione migliore per la categoria di prodotto.

Iper, La grande i, la prossima settimana decolla la spesa drive

Iper la grande i assunzioni

Iper, La grande i a Milano-Portello si appresta a varare la formula dell'acquisto Click&Collect, vale a dire spesa online, ritiro in-store in modalità "drive" nel senso, cioè, come moto, che le auto si fermano, il cliente paga alla cassa dedicata, carica e riparte. Il progetto è già studiato da tempo e la sua implementazione è prevista anche ad Arese (Mi) all'interno del nuovo ipermercato.
Non c'è intenzione di fare concorrenza alle insegne che si occupano di eCommerce -come Clicca il pomodoro di Esselunga e  Prime Now di Amazon-, ma di gestire il nuovo servizio testando una modalità diversa, che non prevede home delivery (vale a dire la consegna con furgone), ma un ruolo attivo del consumatore, che potrà scegliere un basket di prodotti studiato in maniera da adattarsi al target locale, sottolineando il suo ruolo di valorizzare il concetto di servizio e di prossimità.

 

Speciale Cibus 2016 – La tecnologia del gluten free sviluppa opportunità

Riferimento nel surgelato gluten free, Dr Schär rafforza l’intera strategia a supporto del consumo in sicurezza

Pioniere nella produzione di pizze surgelate senza glutine, il gruppo altoatesino Dr Schär cavalca la crescita che il segmento sta registrando in tutto il mondo. E lo fa investendo 11 milioni di euro in uno stabilimento a Borgo Valsugana, inaugurato lo scorso settembre, da adibire unicamente alla produzione di pizze surgelate e con il progetto dei Mr Free Pizza Point, guardando quindi sia al consumo domestico che a quello fuori casa. “Il Pizza Center, con una capacità produttiva di 15 milioni di pizze all’anno, ci consentirà di centralizzare e incrementare la produzione per rispondere alle richieste dei mercati di tutti i paesi in cui è presente il Gruppo”, afferma Hannes Berger, amministratore delegato del Gruppo Dr Schär.

044_DrShar_industriaIl ruolo della pizza nel mercato dei surgelati gluten free?
Nel mercato dei surgelati la pizza senza glutine gioca la parte del leone. L’abbiamo lanciata 10 anni fa e oggi è uno dei prodotti trainanti. Il mercato italiano assorbe il 50% dei volumi venduti e viene richiesta sia per il consumo domestico che per il fuori casa. In generale per pizza e surgelati senza glutine Dr Schär è leader in Italia sia nel canale gdo che nelle farmacie.

Ci sono delle differenze tra il prodotto pizza rivolto al mercato italiano e quello commercializzato all’estero?
No, la ricetta è la stessa. La pizza è uno dei simboli della cucina italiana nel mondo e abbiamo scelto di essere ambasciatori della vera italianità senza variazioni legate ai gusti dei paesi di destinazione.

Nel 2009 avete intercettato la difficoltà dei celiaci e degli intolleranti al glutine di trovare prodotti adeguati alla propria alimentazione nel fuori casa e avete istituito la divisione Foodservice per la fornitura all’horeca e successivamente i progetti Mr. Free Bar e il neonato Mr. Free Pizza Point.
Il progetto Mr. Free Bar è iniziato alla fine del 2014 e rappresenta la prima rete in Italia di bar dove si possono trovare prodotti senza glutine: dalla prima colazione alla pausa pranzo fino agli snack e al dolce. Tutta la linea è distribuita in monoporzioni e i prodotti da riscaldare sono in confezioni infornabili che permettono la cottura in contemporanea con alimenti contenenti glutine senza rischi di contaminazioni. Oggi i Mr. Free Bar sono circa 200 e sono riconoscibili per il logo Mr. Free in vetrofania. Il bar aderenti al network sono raccolti nel portale www.glutenfreeroads.com, inoltre Dr Schär dà un supporto nelle attività di marketing e nella formazione del personale. Il progetto Mr Free Pizza Point nasce invece nell’aprile 2015 con la riorganizzazione del network dei circa 400 Ds Pizza Point. Oltre alla dismissione del marchio Ds, con cui Dr. Schär si presentava nella grande distribuzione e l’identificazione delle referenze senza glutine dell’azienda sotto l’unico marchio Schär sia per il canale farmaceutico che nella gdo, il network dei pizza point è stato ricostituito sotto l’insegna Mr Free Pizza Point seguendo criteri selettivi più severi, che hanno portano a una forte riduzione  dei locali, sia in termini di sicurezza alimentare che di qualità per dare massima garanzia al cliente.  A riprova di ciò, le pizzerie Mr Free sono inserite nella Guida per l’alimentazione fuori casa dell’Aic (Associazione italiana celiachia) nel sito dell’Associazione.

Gluten free, biologico, vegan, vegetariano, salutista, avete la percezione che si stia creando un “universo” nuovo su cui lavorare in termini di category insieme alla gdo?
Secondo la nostra esperienza, più che inseriti tra le varie categorie merceologiche di un reparto di prodotti salutistici, per il consumatore è più comodo trovare i prodotti senza glutine tutti accorpati. Abbiamo sempre proposto il gluten free come una tipologia specifica per chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine e non come categoria salutista tout court, quindi anche sul piano espositivo riportiamo questo approccio, supportati anche dai dati di vendita, che indicano un incremento del 40% dei volumi rispetto a una disposizione sul lineare a fianco dei prodotti convenzionali.

Come vi difendete dalla concorrenza della private label?
Puntiamo sull’innovazione e la qualità. La gdo deve appoggiarsi a terzi che hanno un approccio più artigianale rispetto al nostro: solo in Italia siamo presenti con 100-150 referenze e ne produciamo oltre 300 a livello di gruppo. Un altro aspetto che ci differenzia è il servizio che siamo in grado di offrire al consumatore celiaco grazie a un’approfondita conoscenza delle sue esigenze maturata in trent’anni di collaborazione con l’Aic.

Speciale Cibus 2016 – L’Agri Tech conquista lo spazio di relazione

Dalle serre instore ai campi coltivati sui tetti dei supermercati passando per le vertical farm, è il retailer a produrre e vendere nei propri spazi per evidenziare, qualora ce ne fosse bisogno, l’identità fresca del proprio assortimento. (da Gdoweek 8 - 2016)

Insalata in galleria
Peperoncini, melanzane pomodori coltivati onsite: siamo da Urban Harvest, ristorante Vegetariano all’interno del lussuoso centro commerciale K11 di Shanghai; non dimentichiamo la “mushroom room”, la stanza dei funghi, colti freschi al momento dell’ordine e sotto gli occhi degli avventori. K11 ha una forte impronta di sostenibilità e non ha mancato di sottolinearlo con i fatti, dai giardini verticali alla selezione delle insegne del suo retail mix. L’urban farming è un’opportunità per i retailer, oggi forse ancora troppo costosa, ma se utilizzata nel giusto contesto, può veicolare, come in questo caso, un’immagine di Csr innovativa.

L’orto di Eataly Torino nel punto di vendita

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Ricola usa il giardino verticale per fare urban advertising a Milano

Ricola

Segev Kitchen Garden a Tel Aviv, arreda i locali con i prodotti utilizzati in cucina
© Yoav GurinSegev-Kitchen-Garden-Restaurant-in-Israel_Photography by Yoav Gurin copia

Speciale Cibus 2016 – Formazione e high tech per il vino in Gdo

Trasmettere il reale valore del vino è un obiettivo strategico per retailer e produttori. Occorre migliorare la cultura del consumatore (da Gdoweek 8 - 2016)

Tante, forse troppe, le etichette di vini esposte sugli scaffali della grande distribuzione. Certamente abbastanza da creare disorientamento nel consumatore che, colto dall’imbarazzo della scelta, passa nel reparto vino più tempo rispetto agli altri settori. Come salvarlo dall’improvviso capogiro, che la semplice divisione tra rossi, rosati, bianchi e bollicine, non è sufficiente a calmare? Le ricette messe a punto dalle varie insegne tengono conto di un percorso di maturazione che lo shopper ha seguito in questi anni. Attento al prezzo sì, ma anche alla qualità. Curioso, sensibile agli stimoli conoscitivi e ai consigli, predilige le denominazioni d’origine come garanzia della provenienza ed è intrigato dalla riscoperta dei vitigni autoctoni nei quali ritrova il richiamo all’autenticità dei sapori. Per questo cliente, le insegne hanno ripensato il category management del reparto, arricchendolo d’informazioni e cercando di ridurre i tempi d’individuazione del vino. Ma troppe suddivisioni e troppa cartellonistica rischia di ottenere l’effetto opposto. Perciò ci si affida alle nuove tecnologie per dar voce alle etichette.

86_GDOWEEK08_2016_Vini_itUn tuffo in cantina
Puntano sulla divisione tra vini basic e vini di qualità, Iper La grande i e Conad. La prima sta creando all’interno del reparto degli ambienti distinti, evocativi delle cantine, per i vini più meritevoli con zone degustazioni (o li sposta in altri reparti per suggerire degli abbinamenti). “Spesso nel formato 0,75 -spiega Antonella Emilio, direttore comunicazione e responsabile relazioni esterne Iper Montebello Spa- ci sono vini di qualità medio bassa, caratterizzati da denominazioni non restrittive che consentono l’imbottigliamento anche in luoghi diversi rispetto a quello di produzione, forniti da grandi cantine o imbottigliatori. L’esigenza di Iper, La grande i è quindi, per prima cosa distinguere, magari in un altro scaffale, posizionati insieme ai grandi formati, i vini “da consumo” da quelli di valore, da “cantinetta” a prescindere dal formato”. Luci soffuse e un ambiente stile cantina è il concept del reparto ideale anche per Valerio Frascaroli, buyer bevande alcoliche di Conad: “Una volta separati i vini da tavola, sui quali c’è ben poco da dire, la comunicazione al consumatore va concentrata sui vini Doc/Docg e Igt qualitativi, la maggior chiarezza a scaffale la si ottiene attraverso una sistemazione per regione; poco efficace la divisione per fasce di prezzo poiché rischia di ghettizzare alcuni prodotti ottimi, ma di medio costo. A parte, ma tutti insieme, andrebbero messi i vini da pasticceria e da dessert, così come gli spumanti e gli champagne. Detto questo, grandi investimenti andrebbero rivolti alla formazione del personale di reparto: non un sommelier, ma semplicemente alcuni degli addetti del punto di vendita che nei momenti di maggior afflusso diano consigli sugli abbinamenti o sulla corretta modalità di consumo”. La formazione degli addetti è fondamentale anche per Michele Bonato, buyer di Ecornaturasì: “Proponiamo la divisione dell’assortimento per regioni, evidenziando aspetti importanti per il nostro consumatore quali: filiera, vini vegani con relativo marchio di certificazione, vini senza solfiti, ecc, caratteristiche che il personale deve saper spiegare”.

La geografia conta
La provenienza regionale è il modello di segmentazione del reparto più diffuso nella gdo. È considerato il più efficace, per citare alcuni esempi, da Italy Discount, spiega Giovanni Filippini della direzione acquisti, “insieme al prezzo e alla destinazione d’uso”. Adelio Bellagente, responsabile commerciale di S&C Consorzio Distribuzione Italia, manifesta un’attenzione particolare alla localizzazione del negozio “lasciando la possibilità ai Soci di meglio adattare gli assortimenti e le attività promo alle caratteristiche della clientela del singolo punto di vendita”. Mentre l’abbinamento tra vini autoctoni e prodotti tipici locali è la strategia scelta da Selex. “La linea Le vie dell’uva -sottolinea Dario Triarico, buyer Mdd di Selex- conta oggi più di 50 etichette e circa 3 milioni di bottiglie vendute all’anno. Oggi il nostro marchio rappresenta un punto di riferimento chiaro e preciso sui nostri scaffali”.

Educare il cliente

Nell’attesa che gli addetti instore diventino esperti di vino, Carrefour si avvale ancora a un sommelier professionista a supporto di attività di degustazione in store, che aumentino la competenza e la conoscenza del prodotto da parte dei clienti e conseguentemente il grado di frequenza d’acquisto della categoria. “Le etichette parlanti -precisa Umberto Mazza, senior buyer manager Carrefour- possono rappresentare una delle modalità di comunicazione maggiormente efficace con l’obiettivo di integrare informazione e qualità dei singoli prodotti”. La strada dell’educazione al consumo e dell’autonomia nella scelta è stata intrapresa anche da Despar, che ha organizzato -racconta Simone Pambianco, product manager Mdd Despar- dei corsi serali teorico-pratici con esperti qualificati, rimborsando completamente il costo di iscrizione con un buono spesa”. Sigma ha invece utilizzato dei video tutorial di degustazione condotti da sommelier di prestigio internazionale, trasmessi all’interno dei punti di vendita e sul sito internet. In Sigma si intende “operare con strumenti integrati che mirino a rafforzare la cultura del buon bere nei clienti. Il 2015 -dice Alessandro Pritoni, national category manager Sigma- ha visto il realizzarsi di un’operazione che ha coinvolto i vini a nostro marchio come acceleratori di punti per la collection avente come premi oggetti inerenti il mondo dei vini (calici, decanter, strumenti di degustazione)”.

Etichette parlanti
Alla necessità di comunicare una mole di informazioni non gestibili nello spazio disponibile a scaffale, viene in soccorso la tecnologia. “Il Gruppo Vegé -spiega Fabio Bocchini, category manager- ha introdotto, per la prima volta nella distribuzione italiana, in 100 supermercati, il sistema beacon, attraverso cui i consumatori hanno ricevuto automaticamente sul proprio smartphone informazioni dettagliate su alcune etichette esposte davanti a loro”. Penny Market sta lavorando molto sulla leggibilità delle etichette dei suoi fornitori completandole con schede tecniche a cui il consumatore può accedere attraverso il QR code. “Per le referenze 75cl -afferma Michele Jeva, direttore acquisti di Penny Market- guardiamo a fornitori diretti che in etichetta evidenzino la cantina di produzione e imbottigliamento, le caratteristiche del prodotto, il momento di consumo, la temperatura di servizio e i possibili abbinamenti durante i pasti”.

Speciale Cibus 2016 – CONVEGNO PROGETTO SEAFOOD EXPO

Blue Convenience: ready meals a base di pesce; idee, progetti e case history di successo. Area "Agorà del Pesce" stand D 125 Sea Food

 

Conduce l’incontro Cristina Lazzati

Interverranno:
• Gustavo De Ponti – Direttore nuovi progetti Sealed Air – Italia
• Massimo Davoli - Buyer prodotti ittici NORD CONAD
• Giovanna Del Bene – Bugnion Tutela Marchi e Brevetti
• Giovanni Ferrarese Ittica Gesia s.r.l. Cavarzere
• Gabriele Chiodi - Chiodi Consulting Rimini

Leroy Merlin e Fsc Italia: “Legno sì ma certificato”

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Leroy Merlin Italia e Forest Stewardship Council® Italia hanno siglato un accordo per immettere nel mercato arredi da giardino in legno certificato FSC

Leroy Merlin Italia e Forest Stewardship Council® Italia, organizzazione no profit attiva per la gestione responsabile delle foreste, hanno siglato un accordo sottolineando il comune impegno di immettere nel mercato arredi da giardino realizzati in legno certificato FSC, ovvero legno proveniente esclusivamente da foreste gestite in modo responsabile certificati. Insieme da ormai due anni in questo percorso, le due realtà hanno lavorato per raggiungere l'obiettivo di immettere nel mercato almeno un 30 per cento in più di prodotti in legno certificato rispetto a quelli già a catalogo.

Leroy Merlin-FSC_Campagna Giardino 2016_1Oggi la percentuale degli arredi giardino certificati venduti da Leroy Merlin Italia, che nel 2014,  alla partenza della campagna, era del 10%, ha raggiunto il 96%: ossia se nel 2014 erano stati acquistati in totale 6465 pezzi, di cui solo il 10% (618) effettivamente classificato come “certificato FSC”, per la campagna 2015 il numero di pezzi è raddoppiato (13911) e la componente in legno tropicale certificato FSC è salita al 50%, per un totale di 6933 pezzi. Per il 2016 si stima già dagli ordini che il numero di pezzi certificati sarà ulteriormente raddoppiato (35157) e che in totale i prodotti in legno marchiato FSC (tropicale e non tropicale) saranno il 96% dei prodotti totali da giardino.

“Guidare il cliente verso un consumo responsabile e sostenibile è un nostro imperativo. La collaborazione con FSC Italia, in questo e altri progetti, ci aiuta a trasmettere ai nostri clienti le corrette informazioni, così come è importante il lavoro sui nostri fornitori, attraverso la diffusione e la condivisione della nostra ‘politica gestione legno’” spiega Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile Leroy Merlin Italia. "Il legno tropicale, come ad esempio il tek, è quello più adatto per gli arredi da giardino, per questo è utilizzato in modo massiccio - sottolinea Diego Florian, direttore FSC Italia - Il nostro sistema di certificazione prevede il monitoraggio della tracciabilità di questo legno, che deve provenire da foreste tropicali gestite in modo responsabile, anche a tutela delle popolazioni e degli animali che da queste forestedipendono, per cui si va a proteggere un intero ecosistema'.

 

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