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Speciale Cibus 2016 – CONVEGNO La ricerca oltre lo scaffale

L' Accademia De Nigris nell’ambito delle attività legate alla Ricerca e Sviluppo, in collaborazione con l’Università degli Studi Parma organizza per oggi, fra le attività collaterali di Cibus, il convegno La ricerca oltre lo scaffale, che prevede la presenza di relatori provenienti dal mondo della ricerca, delle istituzioni, dell’industria e della distribuzione. L’appuntamento è al Centro Congressi S.Elisabetta al Parco Area delle Scienze 93/A dell’Università degli studi di Parma, a partire dalle 18.30.

La modernità del passato
“Abbiamo bisogno di ricerca e innovazione per poter tornare a guardare indietro -afferma Armando De Nigris di Acetifici Italiani Modena-. Tradizione e Naturalità sono driver di sviluppo che trasversalmente interessano la grande industria alimentare e i retailer più sensibili a questi temi. Con la nostra ricerca abbiamo dimostrato come la gestione accurata di un processo naturale possa generare qualità. Nel processo produttivo dell’aceto questo è tradizionalmente legato all’uso della madre. L’unicità del lavoro che abbiamo svolto è data dal fatto di evidenziare l’apporto qualitativo che ogni specie di batterio caratterizzante la madre dell’aceto offre i ogni fase della fermentazione. Per la prima volta in una matrice aceto sono stati collegati i dati analitici chimici con quelli di microbiologia molecolare”.

Il ruolo nella filiera
Il convegno intende ricollocare la R&S al suo giusto ruolo nella filiera come conseguente fautore di attività di trading up a scaffale, in Italia e nel mondo. Le conclusioni vengono illustrate dal senatore Andrea Olivero, viceministro Mipaaf. Presenti Mario Gasbarrino (Unes) e Giuseppe Zuliani (Conad); coordina il direttore di Mark Up-Gdoweek, Cristina Lazzati. È prevista per gli ospiti internazionali la simultanea in inglese.

 

DeNigris_programma

Privalia, vendite e profitti in aumento

Privalia Mobile
L’outlet online di moda e lifestyle chiude l’anno con un fatturato a 405 milioni di euro, al netto di resi e tasse. L’utile netto è di 11 milioni di euro

Aumentano del 23%, a cambi costanti, le vendite di Privalia, l’outlet online di moda e lifestyle, che chiude l’anno con un  fatturato a 405 milioni di euro, al netto di resi e tasse. Salgono anche i profitti, attestandosi a quasi 25 milioni di euro (6,4%) di ebitda. L’utile netto è di 11 milioni di euro. Privalia, dopo aver venduto nel corso dell’esercizio 2015 la società tedesca Dress for Less, si è concentrata sul proprio core business di outlet online di moda e lifestyle in Italia, Spagna, Brasile e Messico. “Il modello di business di Privalia si base sul concetto di “opportunità”, inteso come un’occasione imperdibile ma di breve durata – spiega José Manuel Villanueva - Questo rende il mobile più affine ai clienti che vogliono godere di queste offerte, a qualsiasi ora e ovunque si trovino”.

 

Speciale Cibus 2016 – CONVEGNO Alla scoperta del Made in Italy all’estero

Che cosa vogliono i retailer stranieri dal Made in Italy?.

Auchan e Simply sostengono la Partita del Cuore

partita del cuore
I proventi saranno destinati alla Fondazione Telethon e alla Fondazione Bambino Gesù Onlus, unite dallo stesso obiettivo: la ricerca e la cura

Auchan e Simply per il primo anno saranno allo Stadio Olimpico di Roma, mercoledì 18 maggio, per affiancare la squadra Cinema Stars nel match contro la Nazionale Cantanti: La 25^Partita del Cuore, i cui proventi saranno destinati alla Fondazione Telethon e alla Fondazione Bambino Gesù Onlus, unite dallo stesso obiettivo: la ricerca e la cura. La raccolta fondi alle casse è in corso negli ipermercati Auchan e nei supermercati Simply, IperSimply e PuntoSimply fino al 29 maggio, ed è incentrata tutta sul “cuore”: un cuore di biscotto in pasta frolla Grondona, infatti, è dato in omaggio ai clienti che alle casse donano 1 euro.

La Partita del Cuore, in diretta su Rai Uno alle ore 21.20, con la conduzione di Fabrizio Frizzi, in collaborazione con Rai Radio 2 e con la multi-piattaforma di Rai 1,  vedrà lo Stadio Olimpico “vestito” a festa.

È possibile acquistare i biglietti su www.listicket.com e, a Roma e in provincia, anche in tutti gli ipermercati Auchan e i supermercati Simply. Costo biglietto: 5 euro per le Curve e i Distinti, 10 euro per la Tribuna Tevere e 15 euro per la Tribuna Monte Mario.

 

 

La Piadineria apre uno store a Valdichiana Outlet Village

La Piadineria, Lonato (2)
La struttura, realizzata da Costa Group, propone un ambiente casual e familiare al tempo stesso, giocato su alcuni elementi chiave, rintracciabili in tutti i negozi

La Piadineria, marchio controllato da Gruppo La Piadineria, ha inaugurato un nuovo punto di vendita al Valdichiana Outlet Village, realizzato grazie alla collaborazione con Costa Group che ha già lavorato alla progettazione e realizzazione degli store di Mantova Outlet Village, Il Leone Shopping Center Lonato, La Bufalotta a Roma, Nave de Vero a Marghera e Arese Shopping Center.

La Piadineria, attiva con 104 punti di vendita in Italia, dislocati  in centri commerciali e aree urbane del Nord e Centro Italia, propone un ambiente casual e familiare al tempo stesso, giocato su alcuni elementi chiave, rintracciabili in tutti i negozi: uso di materiali semplici e naturali come ceramica, legno e ferro, ampio spazio lasciato alla comunicazione aziendale, cucina a vista, e utilizzo di colori rosso e bianco che rimandano all'immagine corporativa del brand. Il frontale rosso dell'area vendita richiama le cucine tradizionali di una volta e la vetrata a vista permette al cliente di seguire in diretta preparazione e farcitura della piadina. Ci sono grandi menuboard per una comunicazione chiara e immediata e pannellature in truciolare, materiale semplice, naturale ed ecologico su cui si inseriscono loghi e immagini La Piadineria. L’intento è di ricreare un ambiente familiare.

 

Fidenza Village sinergizza con Cibus di Parma

Fidenza Village, il Factory Outlet Centre a un'ora circa d'auto da Milano (autostrada A1 Mi-Bologna) è noto ai milanesi quanto ai cittadini fidentini (e parmensi) per il caratteristico autobus che parte tutti i giorni dal centro del capolouogo lombardo. È la navetta che trasporta spesso anche visitatori e turisti stranieri di passaggio. E quello di Fidenza è uno dei più noti Factory Outlet Centre italiani (e fra i più longevi), magari meno famoso e grande di McArthurGlen, ma con un posizionamento da sempre distintivo e non privo di riscontri. Sembra scontato, ma come poteva Fidenza Village non far leva sull'attrattività del Cibus durante questa settimana? I partecipanti alla Edizione n.18 di Cibus possono ricevere, allo stand (padiglione 4) dell’ingresso centrale, un invito per visitare Fidenza Village, e magari approfittare degli sconti fino al 30% sul prezzo outlet. Il servizio navetta, quotidiano e gratuito, prevede tre partenze al giorno dalle Fiere di Parma (ore 11, 14 e 15) e di rientro da Fidenza Village (h. 14.30 e 17.30).
Dal 9 al 12 maggio anche gli ospiti di Ente Fiere di Parma possono usufruire dell’hospitality di Fidenza Village. Il portale di accesso italiano di Value Retail al territorio parmense si mette al servizio di uno dei più importanti appuntamenti che coinvolgono Parma e la sua provincia a livello internazionale: Cibus, appunto.  Fidenza Village è da anni partner delle Fiere di Parma e conferma la propria volontà di fare squadra con il territorio per supportare tutti gli attori impegnati nel più importante Salone internazionale del comparto alimentare.
Su prenotazione, alle 18, si potrà prendere una navetta luxury da Fidenza Village con rientro in alberghi come Parma e Congressi, Hotel San Marco, Starshotels Du Parc, Grand Hotel De La Ville, NH Parma Hotel. Per prenotazioni telefonare 334 6880799 o inviare una email a bus@valueretail.com

Auchan lancia Piacere&Piacersi con Juliana Moreira

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A Piacere & Piacersi è collegato anche il concorso Belli come il Sole, promosso da Auchan in collaborazione con alcuni noti marchi del settore beauty

Auchan lancia l’iniziativa Piacere & Piacersi, dedicata alla bellezza, al maquillage e alla cura del corpo, in programma fino al 15 maggio. Testimonial della nuova promozione è Juliana Moreira, la conduttrice televisiva del programma tv Paperissima Sprint, protagonista di tre filmati pubblicati sulla pagina Facebook di Auchan, e utilizzati anche per una campagna video banner e pre-roll su YouTube.

Plan.Net Italia, l’agenzia del Gruppo Serviceplan, ha realizzato la comunicazione dell’intera campagna, che comprende il volantino tradizionale e digitale, nel quale sono stati inseriti consigli per prendersi cura del proprio corpo e molti contenuti interattivi con video e schede prodotto per saperne di più sui prodotti in offerta, l’allestimento dei punti di vendita, e un insieme di newsletter. Inoltre è stata lanciata un’apposita campagna display. A Piacere & Piacersi è collegato anche il concorso Belli come il Sole, promosso da Auchan in collaborazione con alcuni noti marchi del settore beauty.

Il concorso permette di vincere una vacanza e prodotti da 100 euro. Per partecipare bisogna acquistare almeno 15 euro di articoli nel reparto Igiene&bellezza, in modo da ricevere un codice per giocare sul sito www.bellicomeilsole.auchan.it

Speciale Cibus 2016 – Formaggi, un mondo in rapida evoluzione

Rappresentano una delle merceologie che incide di più. Anzi, nell’ambito dei prodotti a peso imposto, i formaggi sono la seconda voce di contribuzione al fatturato totale della gdo. L’offerta nei format moderni è in evoluzione costante: il driver principale è sicuramente il take away, modalità d’acquisto in crescita da tempo, che costituisce insieme al prodotto confezionato a peso fisso circa tre quarti del valore sviluppato dal reparto nel suo complesso. La formula ha raggiunto una penetrazione interessante (quasi il 90% delle famiglie italiane acquista una proposta take away almeno una volta l’anno). E in questo ambito dare più spazio e più scelta alle confezioni a peso variabile sembra essere oggi un fattore di attrazione capace di aumentare la frequenza di visita nell’insegna.
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Oltre che nelle modalità di acquisto, il panorama dei formaggi sta mutando anche dal punto di vista delle proposte merceologiche rispetto al passato, non da ultimzzo per l’introduzione di novità soprattutto sul  versante salutista e di prodotti industriali a maggior contenuto di servizio e valore aggiunto. Il panorama resta, però, molto articolato. L’assortimento complessivo continua a richiedere un esercizio di equilibrio tra le diverse tipologie di formaggi a libero servizio e al banco taglio.  Come dice Stefano Sciancalepore, responsabile acquisti freschi di Megamark: “Il mercato sta evolvendo velocemente, passando dai classici italici, erborinati, paste filate, caciotte  verso prodotti più evoluti, con stagionature differenti, affinature speciali, forme e porzioni più moderne. Gli assortimenti sono cambiati perché esiste una proposta in termini di ricettazione e stagionatura che va oltre i vecchi e tradizionali parametri. E il prezzo è una costante da tenere sempre in debita considerazione per rendere interessante e competitiva la proposta d’assortimento”. Il premio di tutto ciò è: “Un lieve vento in poppa”.

Strategie di assortimento differenziate
Ma come si struttura il display dei formaggi? E quali sono le scelte da fare tenendo conto che, spesso, tipologie con caratteristiche diverse devono convivere e integrarsi: schematizzando, formaggi industriali di marca a libero servizio accanto a prodotti tipici, al banco, in cui la marca scompare. A parere di Stefano Sciancalepore “l’industria non incide per niente nella creazione dell’assortimento. Facciamo le nostre scelte a prescindere”. Il problema semmai è nel sovraffollamento dello scaffale. A causa dei nuovi mercati rappresentati dal vegano, dal bio, dai prodotti senza lattosio, si è persa la leggibilità di fondo. “L’insegna deve fare delle scelte, a volte difficili, ma necessarie. Il mondo del senza lattosio per ampiezza e profondità di gamma sta togliendo spazio ai prodotti della generazione precedente. Questo è un bene da un punto di vista del valore unitario, ma non va dimenticato che si tratta di prodotti che al momento rappresentano atti di acquisto non ancora significativi. Occorre averli, per essere in linea con i trend di mercato, ma senza eccedere”.

L’opinione di Sisa, formulata da Germano Ottone direttore marca del distributore Sisa, Tecla Ardizzoni, responsabile acquisti Mdd e Gloria Ballandi, responsabile acquisti di sede, è che “le logiche di definizione degli assortimenti si basano su scelte di profittabilità e  sulle regionalità. Inoltre, è indispensabile mantenere un corretto mix tra le aziende produttrici. Le marche più propositive e generalmente le più presenti sui media nazionali, sono quelle che hanno la possibilità di sostenere il loro prodotto a scaffale con attività di visual merchandising e di in store promotion. Favoriscono i consumi perché migliorano l’impatto espositivo e, di conseguenza, il rapporto con il retailer”.

Vendita assistita o a libero servizio?
La dinamica dell’acquisto non è più la stessa.  Dove è presente, il banco assistito continua a svolgere un ruolo importante, sia in termini di valore sia per l’immagine dell’insegna. In genere, i retailer utilizzano la formula di vendita assistita abbinata alla  vendita in take away.  Eppure a ognuna delle due formule occorre assegnare uno specifico ruolo di mercato, che assume un’importanza diversa a seconda del suo collocamento, rispetto al percorso del cliente.  Nel caso in cui il banco assistito sia presentato prima del banco take away, appare chiaro che s’intende assegnare  alla formula assistita un ruolo primario; mentre al take away  si riserva un ruolo di servizio. In caso contrario, è il banco a svolgere un compito di integrazione.
E quali sono le problematiche principali del banco assistito, spazio che consente elevate marginalità, ma anche costi di gestione non indifferenti?64_GDOWEEK07_2016_Formaggi4
Secondo Nicolò Salmaso, assistente category surgelati e latticini di Migross, “uno dei problemi fondamentali del retail è quello di trovare banconisti con competenze specifiche, dovendo maneggiare prodotti a minor durabilità e più esposti all’ambiente esterno. Va ammesso che le insegne della distribuzione moderna in genere riducono gli investimenti sulla formazione degli addetti perché puntano sul contenimento dei costi. Questo è uno dei motivi per cui si privilegia il take away, con prodotti preconfezionati nel punto di vendita oppure forniti da produttori locali. I vantaggi del take away sono riassumibili in questi punti: il risparmio di tempo per il consumatore, il fatto di avere un prezzo chiaro e immediatamente percepibile rispetto al banco al taglio e, infine, una minore criticità dal punto di vista igienico-sanitario”. La costruzione di un layout merceologico è vincolata alla scelta di quali formaggi inserire all’interno del  banco assistito e quali destinare al  take away. Nel caso di Migross il take away si incentra in particolare sulle principali Dop come Grana Padano e Parmigiano Reggiano e sui formaggi più conosciuti nell’area in cui opera (il veronese), vale a dire Asiago, Montasio, Monte Veronese.
“La nostra insegna -spiega Salmaso- sta al momento cercando di promuovere attraverso il take away alcuni formaggi tipici del Veneto (L’Angelico del Grappa, il Morlacco del Grappa,  il Bastardo del Grappa e il Dolce Raggio) contraddistinti dal marchio ‘Frutti di un Territorio’ e prodotti da Centro Veneto Formaggi, che fornisce sia le forme sia il preconfezionato. Si tratta di produzioni locali che utilizzano latte 100% veneto e mirano a incrementare la cultura del formaggio: un’operazione positiva considerando le buone rotazioni”.

64_GDOWEEK07_2016_Formaggi2L’innovazione a libero servizio
Per quanto riguarda le referenze a libero servizio a peso imposto, gli assortimenti sono abbastanza standardizzati e incentrati sui formaggi industriali di marca. È tuttavia in quest’area che si sviluppano maggiormente le innovazioni, come i prodotti ‘pronti in tavola’ o ‘pronti da cucinare’ costituiti da formaggi preaffettati e porzionati di grana (scaglie, cubetti, grattugiati). “Si tratta di tipologie a maggior contenuto di immediata usabilità che hanno visto aumentare negli anni lo spazio loro dedicato”.
Fra gli esempi di chi sale e chi scende si può citare il trend positivo dei formaggi a fette naturali che ha  penalizzato i formaggi fusi a fette.
Mantenendo un ragionamento schematico e generale, si evidenzia come il banco assistito sia caratterizzato da un vissuto selezionato, di qualità elevata e diversificazione dell’offerta che tiene conto in particolare dei localismi. Il display dei formaggi confezionati a peso imposto è certamente più standardizzato, con una presenza significativa della marca industriale  (laddove nel banco al taglio il brand rimane praticamente assente, molto più di quanto accade nei salumi) e prodotti che hanno una performance  simile in tutte le aree geografiche.

Le private label puntano sui classici
Le marche del distributore -come le marche d’industria- svolgono un ruolo significativo soprattutto nei formaggi confezionati a peso imposto. Vantano una quota a valore di circa il 23%. La loro presenza varia alquanto per tipologie presidiate, ma queste risultano essere, solitamente, quelle che fanno i maggiori volumi. Il segmento principale di copertura è rappresentato dai formaggi grana e altri duri, con una quota della marca del distributore del 38% sulle vendite in valore. Seguono i formaggi da tavola interi e porzionati con il 30%, quindi mascarpone (28%), ricotta e mozzarelle (con circa il 25%) e crescenza (con il 20%). Il ruolo assunto dalla private label, grazie anche al posizionamento di convenienza, è sottolineato dal fatto che in questi segmenti strategici essa rappresenta il primo (come nei grana e altri duri) o il secondo player (come nelle mozzarelle).
Secondo Stefano Sciancalepore di Megamark “la marca del distributore segue a ruota i trend, senza esasperare ed esagerare nelle proposte. Il suo limite è da ricercare soprattutto nei  volumi disponibili, che in alcuni casi inficiano il potenziale. Altro punto debole è l’innovazione di prodotto. Compito del retail è provare, esplorare e ricercare formaggi che stupiscano i consumatori, sempre più attenti e desiderosi di novità, ripeto, senza eccedere”.
Anche Elisa Damoli, category manager private label di Migross, sottolinea come per la private label sia difficile portare a scaffale  grosse novità. “Abbiamo in assortimento soprattutto i formaggi classici della pl come fontal, maasdam, emmental, mozzarelle. Da settembre 2015 abbiamo tuttavia  provato a cambiare: sono state lanciate nel take away vaschette trasparenti di prodotti freschissimi, come burrata, stracciatella con il marchio Fresco Mio”.
Per Sisa nell’assortimento a marchio del distributore le prospettive future  sono in particolare legate all’ampliamento della gamma nei segmenti biologico e salutistico, con l’arrivo per esempio dei prodotti delattosati.

Le promozioni incidono
Sicuramente la promozionalità è un fattore importante in questo mercato per la sua capacità di attrarre il consumatore. Lo stesso si può dire in generale per la leva del prezzo nella competizione orizzontale tra le insegne, soprattutto in tempi di crisi. 64_GDOWEEK07_2016_Formaggi3In cifre, nella distribuzione moderna le promozioni di taglio prezzo superano 1,3 miliardi di euro, vale a dire quasi un quarto delle vendite in valore. Tra le categorie top promozionate, considerando tipologie a peso imposto e a peso variabile, spiccano formaggi fusi, spalmabili, crescenze e mozzarelle, formaggi stagionati e formaggi duri tipici.  Negli ultimi anni è aumentata la loro presenza in volantino e ci sono state sempre più proposte di cut-price con un incremento dell’aggressività a breve termine. La pressione promozionale incide in termini di volumi mediamente per il 37-38% sull’intera categoria. Ma, aspetto non secondario, essa è molto più elevata per le tipologie a peso imposto rispetto a quelle a peso variabile: oltre il 45% contro il 28%. Questo può spiegare, in parte, gli spostamenti  di quote e le preferenze strategiche del retail all’interno delle tipologie di vendita negli ultimi anni.

Esselunga e la famiglia Cerea, accordo per un centro di pasticceria

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L’obiettivo dell'accordo tra Esselunga e la famiglia Cerea è di realizzare un centro di alta pasticceria a Pioltello, dove si trova già la sede logistica della catena

Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, stringe un accordo con la famiglia bergamasca Cerea, che gestisce il locale Da Vittorio a Brusaporto, in provincia di Bergamo. L’imprenditore ha l’obiettivo di realizzare un centro di alta pasticceria a Pioltello, dove si trova già la sede logistica della catena. Si evolve dunque la già consolidata intesa grazie alla quale sui banchi di Esselunga si aveva la pasticceria fresca prodotta dai fratelli Cerea a Brusaporto. In questo caso si tratterebbe di un vero laboratorio dove, sotto la supervisione e i consigli degli chef bergamaschi, per rivoluzionare la pasticceria della grande distribuzione.

 

Pam: passaggio di quote per la famiglia Bastianello

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Il gruppo è attivo con 650 punti di vendita in Italia, ha registrato nel 2014 un fatturato di 2,4 miliardi e conta su un patrimonio immobiliare di oltre735mila metri quadrati

La famiglia Bastianello, ai vertici della Vis, la società che attraverso Gecos detiene il 100% del gruppo di supermercati Pam, ufficializza il passaggio generazionale.

Arturo Bastianello, possessore del 16,67% di Vis, da lui presieduta, ha donato in nuda proprietà in parti eguali il 16% ai suoi quattro eredi Alessandro, Tito Francesco, Maria Francesca e Federico, riservandosi l'usufrutto. Stessa cosa hanno fatto le due sorelle, Marina e Cristina, con i figli Marella e Virginia, e Francesco e Olimpia.

Il gruppo è attivo con 650 punti di vendita in Italia, ha registrato nel 2014 un fatturato di 2,4 miliardi e conta su un patrimonio immobiliare di oltre735mila metri quadrati.

Cibus 2016: obiettivo benessere. Un’edizione che riparte dalla salute

Sinergia è la parola d’ordine che è riecheggiata con maggiore frequenza durante il convegno di apertura della 18ma edizione di Cibus

Sinergia è la parola d’ordine che è riecheggiata con maggiore frequenza durante il convegno di apertura della 18ma edizione di Cibus

Sull’onda del successo planetario ottenuto da Expo, ma anche alla luce degli ottimi risultati prodotti dal Piano straordinario per il Made in Italy, che ha permesso all’export alimentare nazionale di superare i 34 miliardi di euro nel 2014 (+2,7% sul 2014), tutte le figure istituzionali che si sono avvicendate sul palco dei relatori hanno sottolineato l’importanza che il saper fare sistema riveste per la salute di un comparto tanto strategico per l’economia nazionale.

“Trovare soluzioni intelligenti per mettere a sistema le diverse capacità produttive è fondamentale per poter gestire e vincere la competizione globale -ha dichiarato Ivan Scalfarotto, Sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico-. Le fiere sono un momento di esaltazione collettiva di talenti individuali, e Cibus è indubbiamente un brand prezioso per il Made in Italy nel mondo, specie in chiave anticrisi”. Non poteva che insistere sul tasto della unitarietà, ma non non ha voluto nascondersi dietro un dito il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, che ha ricordato le molte criticità del settore, in primis la sofferenza di alcune filiere (vedi zootecnia). “Agricoltura e industria devono collaborare e non fronteggiarsi. L’esperienza di Expo ci deve servire per costruire un modello di collaborazione nuovo. Da parte nostra ci impegneremo sul fronte del potenziamento dei contratti di filiera”, ha sottolineato, sollecitando un maggior dialogo tra i diversi livelli produttivi. Assolutamente di rilievo la partecipazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha focalizzato il suo intervento sull’importanza che il cibo riveste per la salute dei consumatori e sul livello di sicurezza e ricerca espresso dal settore agroalimentare nazionale. Un tema quello del benessere sul quale su focalizza sempre più l’attenzione di consumatori e industria, che presenta anche importanti risvolti economici. Tanto che è sembrata assolutamente  logica l’affermazione fatta da Lorenzin in chiusura del suo intervento ha auspicato la partecipazione del Dicastero come patrocinante della prossima edizione di Cibus.​

Il Centro fa…centro con 1 milione di presenze

DAVIDE PADOA INAUGURAZIONE IL CENTRO arese
Davide Padoa, ceo di Design International

Il centro commerciale Il Centro, inaugurato ad Arese (Mi) il 14 aprile 2016, uno dei più grandi d'Italia con 93.000 mq di Gla, e il più grande della Lombardia, ha toccato il milione di presenze, in meno di 20 giorni dall’apertura. Lo shopping centre realizzato da Finiper (Iper la grande i) di Marco Brunelli sulle ceneri dell'Alfa Romeo, con progetto di Design International (nella foto il Ceo, Davide Padoa), ospita 250 negozi, non pochi dei quali nuovi per il mercato italiano, come Primark, all'interno di una galleria innovativa e concepita con criteri di massima percorribilità e visibilità. La notizia arrivata oggi conferma l'impatto del nuovo polo commerciale come destinazione fortemente calamitante non solo in termini di shopping.

Restyling per la profumeria di Coin Excelsior Venezia

Il department store conta su uno spazio più grande con una selezione di brand e linee di prodotto esclusive

 

di Barbara Trigari

Il Gruppo Coin ha realizzato appositamente per la location veneziana del secondo Coin Excelsior italiano (dopo quello di Roma in Via Cola di Rienzo) un reparto profumeria con forte enfasi sui temi della selettività e distintività. Si rivolge, insieme al premium department store sviluppato su 4 piani, Coin_Corte Centrale_profumeria_3ai turisti e ai cittadini veneziani con una proposta spesso esclusiva in termini di brand o linee di prodotto, e sempre selettiva per quanto riguarda l’assortimento nell'abbigliamento e accessori, che affianca modernità e stile tradizionale.

coin_Limosani_BeHappy_2La profumeria si sviluppa su 270 mq, mentre prima della ristrutturazione la superficie era di 200 mq, e amplia il proprio assortimento per venire incontro alle richieste della clientela con fragranze firmate Tom Ford, Bottega Veneta, Cartier, Jo Malone London, Mugler, Maison Margiela.

L'obiettivo è trasmettere il concetto di essere un punto di riferimento, una casa accogliente, aperta a tutti e, allo stesso tempo, lussuosa. Il format verrà replicato in altre location importanti italiane, e all'estero, dove la prima tappa sarà Mosca.

 

Speciale Cibus 2016 – CONVEGNO: Alla scoperta del Made in Italy all’estero

Oggi 9 maggio, alle 17:00 PAD. 7 STAND D115/D117

Cosa rende un prodotto italiano interessante agli occhi di una catena soprattutto se straniera? Come declinare la presenza di un brand a scaffale in modo che trasmetta valore, distintività, originalità? Cosa chiedono i buyer e i category per valorizzare i prodotti italiani?
A queste ed altre domande cercheremo di rispondere nel Salotto di Gdoweek e Mark Up in una serie di incontri con retailer italiani ed esteri che ci racconteranno il loro punti di vista sugli elementi di forza e di debolezza dei prodotti che rientrano sotto il cappello del Made in Italy.

Nella giornata di oggi interverranno:

Aspiag Nordest – Stefania Micoli

Spar Austria – Norbert Moharitsch

L’Angelica apre un temporary store in Stazione Centrale a Milano

Temporay L'Angelica Centrale MilanoDopo il temporary store recentemente inaugurato all’interno del Green Park di Riccione e tutt’ora aperto, Istituto Erboristico L’Angelica replica a Milano in Stazione Centrale con un elegante negozio che accoglie viaggiatori, e non, in transito al piano binari. Una vera e propria oasi di relax in cui, prima di partire per un viaggio o prepararsi ad un incontro di lavoro, sarà possibile abbandonarsi agli intensi profumi delle tisane, dei tè, e degli infusi.

Il concept dello store punta precisamente ad offrire un piacevole attimo di relax, avvolti da un’atmosfera armoniosa e naturale, nel cuore di un luogo dove il dinamismo e la fretta la fanno da padrone. L’esperienza della natura si trasforma così in un momento esclusivo: a tutti coloro che vorranno entrare nel magico mondo L’Angelica, verrà offerto un assaggio gratuito di una tisana o un infuso e sarà una piacevole occasione per scoprire l’intera gamma di prodotti L’Angelica: Nutraceutica, Personale Care e Oral Care, una linea completa che permetterà ai visitatori di conoscere direttamente il prestigioso marchio L’Angelica nella sua totalità.

Speciale Cibus 2016 – Pomodoro trasformato addio alla commodity?

L’inserimento di referenze premium e a elevato livello di servizio mira a recuperare marginalità al reparto. Centro strategico è la marca del distributore (da Gdoweek 8 - 2016)

C’è un obiettivo che accomuna retail e industria nel mercato del pomodoro trasformato: essere competitivi a scaffale e, contemporaneamente, generare valore per aumentarne la redditività. Il comparto vanta un livello di penetrazione che sfiora il 100%, eppure nella gdo ha iniziato a perdere quota in tutti i segmenti. In controtendenza appaiono solo i sughi pronti, che crescono (+5%), ma rappresentano una piccola quota del mercato. Per ribaltare la situazione nella restante parte del mercato, le aziende si stanno impegnando a creare prodotti, packaging e formati nuovi. Puntano su qualità e italianità delle materie prime, etica del lavoro e sostenibilità ambientale. In parallelo c’è da vincere la sfida della comunicazione, non solo pubblicitaria ma anche divulgativa: far capire ai consumatori l’importanza di un’alimentazione sana, della quale il pomodoro può essere un elemento fondamentale. Infine, ultimo ma non meno importante, occorre migliorare l’integrazione e aggregazione di tutti i componenti della filiera per distribuire meglio le risorse, anche perché nelle campagne, soprattutto al Sud, si fa fatica a far quadrare i conti.

102_GDOWEEK08_2016_Pomodoro_intRidurre l’incidenza promozionale
Alla distribuzione il mondo della produzione chiede principalmente una cosa: smettere di considerare i derivati del pomodoro come commodity. Un atteggiamento che concretamente porterebbe una riduzione delle vendite in promozione. L’incidenza promo oggi riguarda circa il 37% del totale. Forse è anche per questo motivo che quella dei derivati del pomodoro è una delle categorie dove il consumatore risulta più infedele al brand e finisce per scegliere in base al prezzo. Dal canto loro i retailer cercano al contrario un difficile equilibrio tra la necessità di trasmettere ai consumatori un elevato percepito di convenienza con promozioni e prodotti di primo prezzo e il bisogno di aumentare i margini. Lo perseguono con l’inserimento di referenze premium, allargando la platea bio, spingendo sulle private label (nonostante nel 2015 la quota di vendita sia calata dell’8% a volume e a valore), dando sempre più spazio a prodotti con un alto livello di servizio come le passate aromatizzate e i sughi pronti. Questo il quadro che emerge dalla ricognizione fatta sentendo le principali aziende di trasformazione, le catene della gdo e cercando un riscontro sul campo su come sono organizzati gli scaffali di alcuni ipermercati.

Nuova linfa al comparto
“Per dare dinamicità e nuova linfa a questo comparto la nostra strategia è lavorare su prodotti innovativi, nuove ricette che abbiano anche alto valore aggiunto -spiega il direttore acquisti di Crai, Carmelo Carriero-. In primis cerchiamo di presidiare i nuovi trend: non a caso nella linea Crai Bio che è stata lanciata da poco ci sono due referenze di pomodoro, la Passata e la Polpa di Pomodoro Bio”. Osservando la gondola Crai in un punto di vendita in provincia di Torino si nota come la passata a marchio dell’insegna nel classico formato da 700 grammi sia collocata nella migliore posizione a scaffale, sovrastando la stessa tipologia proposta dalla marca di riferimento. I pelati si guadagnano soltanto la parte bassa, ma lo schema riproposto è il medesimo: in posizione prioritaria la private label, poi i marchi. Una zona riservata è dedicata al bio: ai concentrati e alle referenze particolari, con formati più ridotti. La scontistica è applicata principalmente sulle referenze a marchio del distributore. “La private label è uno dei nostri asset strategici -sottolinea Carriero- è un elemento caratterizzante della vision e della strategia di Crai che insieme ad altri elementi, come il format, l’assortimento e la comunicazione, consente di rafforzare la brand identity dell’insegna. Inoltre, è un elemento che fidelizza la clientela”.

Esposizione consolidata
Nell’iper di Casalecchio, alle porte di Bologna, Carrefour propone uno scaffale piuttosto tradizionale. Anche in questo caso nel ripiano centrale spicca la passata private label (nelle varianti classica e rustica), sopra e sotto i principali brand nazionali. Nello scaffale inferiore finiscono i pelati, il concentrato e una gamma di primo prezzo quasi del tutto composta da referenze a marchio dell’insegna. Poco spazio viene concesso al bio e per questa categoria manca il prodotto del distributore. Alla fine dello scaffale, affacciata sul corridoio centrale, risalta l’isola di offerte su bancale. “È una categoria di traffico che vive molto di attività promozionali soprattutto su passata e polpa -ammette il direttore drogheria dolce e salata Carrefour Italia, Roberto Borin-. C’è molta competizione sui prezzi, con il risultato di svilire la categoria. Carrefour sta cercando di portare valore aggiunto lavorando con fornitori e brand che investono in maniera adeguata sulla qualità, sui prodotti legati al territorio e sulla comunicazione”.

Un ruolo d’onore al bio
Esselunga nel reparto derivati del pomodoro mette in primo piano la passata bio con il proprio marchio. In generale lo scaffale del retailer di Pioltello si caratterizza per un alto numero di referenze premium, molte delle quali in piccoli formati. Alta immagine, pur mantenendo una percezione di prezzo conveniente. L’integrazione viene lasciata alle marche principali del mercato italiano. Anche Esselunga propone la classica isola promozioni fuori scaffale. Lo schema espositivo viene replicato sulla polpa, con molto spazio per la private label, sia classica che bio. In un iper situato in una zona popolare della periferia di Bologna, Coop mostra un reparto dove le marche d’impresa hanno più spazio dell’etichetta della cooperativa; il bio c’è , ma non troppo in evidenza. Lo caratterizza però il fatto di essere affidato a prodotti di aziende del territorio. Anche Conad ha costruito lo scaffale puntando sul proprio marchio con le passate classica e rustica, entrambe inserite nel paniere dei ‘bassi e fissi’. Attorno a queste ruotano i brand più noti, poi una buona scelta di prodotti bio e di sughi pronti.

L’articolo completo su Gdoweek n. 8 – 2016

Alce Nero al restyling completo del packaging

Presentata a Cibus 2016 la nuova veste dei prodotti pensata per valorizzare il concetto di circolarità con cambio di confezioni e grafica.

L'idea è quella di rispondere a un consumatore è sempre più attento ai messaggi e ai valori comunicati dalla marca. Così Alce Nero punta su un importante restyling del packaging per tutti i prodotti, volto ad implementare l'identità distintiva del brand.

Il cambiamento presentato in occasione di Cibus 2016 coinvolge la grafica con piccole variazioni, mentre l’intero system delle confezioni si trasforma in misura più sostanziale, con inserimento sul fronte di ingredienti principali, lavorazione e materie prime. Una sintesi visual che vuole premiare il concetto di circolarità.

“Nostro obiettivo è quello di garantire ai pack un miglior impatto a scaffale e dare massima informazione per il fruitore, evidenziando fortemente la materia prima e la sua composizione. Entro la fine del 2017 il restyling sarà completato su tutte le referenze”, spiega  Gianluca Puttini, direttore marketing e trade marketing di Alce Nero.

A livello di prodotto è recente l'introduzione a scaffale della linea senza glutine in quattro formati di pasta, cui si aggiungeranno presto i frollini e i sostitutivi del pane. Alce Nero porta poi in fiera anche le nuove referenze in ambito di farine, molte delle quali macinate a pietra e a base di grani provenienti dalla propria filiera.

Il Gruppo Alce Nero ha chiuso il 2015 a 65 milioni di euro di fatturato con performance positive su tutti i canali distributivi.

Speciale Cibus 2016 – L’attuale reparto ortofrutta e le sue evoluzioni

I retailer ritengono ormai maturi i tempi per un approccio alla gestione di frutta e verdura con una logica più orientata alla valorizzazione delle differenti categorie presenti (da Gdoweek 8 - 2016)

Il retail conferma il ruolo strategico dell’ortofrutta e cerca per questo di intercettare in maniera proattiva le richieste emergenti da parte della domanda, adoperandosi a rinnovare il reparto. Come? Attraverso percorsi di analisi e di avvicinamento al proprio cliente-consumatore autenticamente distintivi. Anche per gli operatori del comparto sembrano maturi i tempi per approcciarsi alla gestione dell’ortofrutta con una logica più marcatamente orientata alla valorizzazione delle differenti categorie presenti nel punto di vendita, impiegando un approccio scientifico, utile a soddisfare il cliente-consumatore e funzionale a sostenere le performance di reparto, esprimendo indicatori economici soddisfacenti. Il comparto ortofrutta ha chiuso, infatti, il 2015 con il segno positivo. A fronte di prezzi medi stabili, il mercato domestico registra un volume di acquisto al consumo in crescita rispetto al 2014 per la frutta pari al +3,7% e per gli ortaggi al +2,2% (Fonte: Rapporto 2015 Macfrut Consumers’ Trend), per un totale superiore alle 8 milioni di tonnellate. Analizzando le dinamiche di acquisto sul fronte dei canali distributivi, gdo e normal trade, è interessante notare come:

- lato gdo assistiamo all’ulteriore aumento della quota espressa, che in dieci anni evolve dal 48% al 62% a volume. Tale crescita è trainata dal discount, format che, con un’incidenza del 13% dal 2006 al 2015 raddoppia il proprio peso e dal supermercato che negli ultimi quattro anni, consolidando una quota pari al 35%, si conferma luogo preferenziale per l’acquisto di ortofrutta in Italia.

- lato normal trade, a fronte di un forte ridimensionamento a livello nazionale e un’incidenza che passa dal 53% del 2006 all’odierno 38%, si evidenzia un peculiare dinamismo intra-canale. In particolare, si registra un incremento della quota relativa ai negozi specializzati che veicolano il 20% degli acquisti con un +5% rispetto al 2014, a fronte di una sostanziale riduzione del ruolo degli ambulanti, che, con il 16% del 2015, vedono dimezzarsi la propria quota a volume nell’arco del decennio.

Gdoweek ha chiesto a Michele Leone, responsabile commerciale ortofrutta Apulia distribuzione, Maurizio Nasato, caposettore acquisti F&V Pam Panorama e Emanuele Tulli, buyer ortofrutta Cedi Marche un opinione sul fenomeno evolutivo del raparto.

Come ritiene debba evolvere l’attuale concept del reparto ortofrutta, per rispondere alla rinnovate esigenze della domanda?

Leone: Stiamo cercando di far capire ai consumatori che siamo a conoscenza di tutte le informazioni legate al prodotto; lavoriamo quindi alacremente per aumentare questa consapevolezza, mediante tutti gli strumenti di cui Apulia Distribuzione dispone. La nostra mission è distribuire un prodotto sempre più fresco, non dimenticandoci l’aspetto legato alla durata ecco perché puntiamo verso una shelf-life sempre più lunga.

Nasato: La tendenza multietnica ed innovativa (modelli di consumo, diete ecc.) porta la domanda ad una sempre più elevata frammentazione; consumi un tempo a noi ignoti sono emersi (daikon, bieta cinese, curcuma, ginger, goji, platano, bananito e sarebbe una lista assai lunga) in presenza di volumi complessivi non crescenti, da cui la necessità di fare spazio a nuovi frutti e verdure a parità di area complessiva. È necessario operare attraverso una ottimizzazione che riduca quanto destinato ai prodotti storici e verticalizzare le esposizioni ove possibile, per mantenere le aree assegnate. Registriamo un sempre più marcato orientamento verso il Pronto e/o Veloce, con penalizzazione di frutta e verdura tradizionali e, per contro, più tempo indirizzato a mondatura, lavaggio e cottura (carciofi, cardi, funghi ecc).

Tulli: Immaginiamo un reparto ortofrutta dove la marca del distributore abbia un ruolo sempre più importante, soprattutto nel controllo delle filiere, e dove sia necessaria la presenza dei pochi brand che esistono in questo comparto. La profondità assortimentale la farà da padrone; sarà necessario spingere sulle destinazioni d’uso delle singole referenze e, per far questo, il prodotto confezionato con un packaging comunicativo ed accattivante, avrà ampi margini di crescita. Obiettivo soddisfare l’evoluzione dei nuovi stili e occasioni di consumo, in continuo cambiamento.

La promozione dell’ortofrutta

Qual è il trend promozionale registrato nella vostra catena con riferimento all’ortofrutta e quali i ritorni prodotti in termini di efficacia della leva?

Leone: Siamo in linea con i dati di Nielsen in quanto la pressione promozionale è effettivamente diminuita. Ci rendiamo conto che le politiche adottate stanno garantendo risultati positivi. Riscontriamo un incremento di fatturato, sinonimo del fatto che il cliente ci sta dando ragione, favorendo la sostenibilità economica.

Nasato: Nel nostro caso emerge una tendenza ad aumentare la leva promozionale, con opportunità di acquisto particolari ed instore; l’orientamento a spostare sulla superficie di vendita le azioni, per disimpegnarsi sul volantino, crea un insieme di promozioni, che forse da Nielsen non viene mappato. Ne scaturisce solo un calo dell’incidenza del volantino.

Tulli: Anche per noi nel 2015 la pressione promozionale si è ridotta di alcuni punti; per quanto riguarda la classica comunicazione a volantino, crediamo che sia necessario comunicare non solo la convenienza dei prodotti, ma anche il loro valore. Da inizio 2016 abbiamo iniziato a promuovere prodotti premium, Dop e Igp con adeguate evidenziazione a volantino, per comunicare le caratteristiche e le proprietà distintive del prodotto e del territorio di provenienza. In aggiunta alla comunicazione a volantino, sempre più spazio e risorse sono dedicate alle attività di CRM; strumento, questo, che ci consente di soddisfare nel miglior modo le singole esigenze di acquisto e che diventerà sempre più strategico.

Le aree di lavoro produzione-distribuzione

Quali aree di lavoro ritiene strategico presidiare nel rapporto con i fornitori di prodotti ortofrutticoli?

Leone: Innanzitutto, siamo alla continua ricerca di fornitori con requisiti di qualità necessari e certificazioni riconosciute, per creare un rapporto più improntato alla collaborazione in qualità di partner, piuttosto che imprese interessate a limitarsi al ruolo di fornitori spot. A tal proposito gli strumenti di comunicazione e marketing strategico di cui l’azienda dispone, sono improntati non solo all’individuazione di nuovi partner, ma anche al coinvolgimento continuo di quelli già acquisiti, per aumentarne ulteriormente la visibilità agli occhi del consumatore.

Nasato: Intravvedo tre sentieri: il prolungamento delle campagne con l’affermazione dei prodotti ‘precoce / tardivo’, favoriti anche dalla minor rigidità del clima nel nostro Paese; una maggior sinergia distribuzione/ produzione per sollecitare la produzione di varietà emergenti e che l’agricoltura tradizionale sarebbe restia ad adottare (melograno, berries ecc.); operare sulla comunicazione, involucro e marketing per sostenere la frutta e verdura, pur essendo abituati ad appoggiarla su una cassetta, che comunque si vende lo stesso.

Tulli: L’evoluzione del rapporto con il fornitore rappresenta una delle principali leve di sviluppo per il settore ortofrutticolo; il nuovo consumatore, sempre più esigente in termini di qualità e di servizio, può essere soddisfatto solamente in un rapporto di partnership fra distributore e fornitore, che abbia come obiettivo comune la sua soddisfazione e la sostenibilità economica di tutti gli attori della filiera. Qualità di prodotto e qualità di servizio tout court, sono elementi che i nostri fornitori non possono farci mancare.

94_GDOWEEK08_2016_OrtofruttaIl category management applicato

Adottate politiche category management nella gestione del reparto?

Leone: La nostra azienda ha una struttura di category management dedicata che applica le logiche di gestione alla rete di vendita ed ai differenti reparti.

Nasato: La gestione dell’assortimento, la valutazione degli indicatori economici e la ripartizione per cluster avviene in relazione alla potenzialità del punto di vendita. Il reparto è stato suddiviso in 10 aggregati merceologici (frutta, verdura, piante & fiori, legumi e semi secchi, 4° gamma verdura, 4° gamma frutta, 5° gamma, frutta secca, frutta e verdura bio, olive); ciascuno di essi esprime un proprio conto economico e al loro interno, viene poi valorizzato il localismo, che è considerato da noi un elemento strategico.

Tulli: In ortofrutta l’attività di category management è iniziata dal mondo della IV gamma, per poi andarsi a spostare verso altre categorie importanti del reparto. Partendo sempre dalle esigenze, richieste e tendenze del consumatore e del mercato, lavoriamo per garantire al nostro consumatore soddisfazione e completezza di acquisto, cercando di rispettare e nello stesso tempo garantire gli obiettivi che ci siamo preposti. Il cliente-tipo è attento alla tracciabilità, ricerca l’origine e ha un occhio di riguardo per il prodotto a km zero.

Speciale Cibus 2016 – Workshop Supermercato 24

supermercato24-teamSu Supermercato24 si fanno fare la spesa 500 italiani al giorno! Come funziona: si sceglie online il proprio supermercato di fiducia e si selezionano i prodotti delle proprie marche preferite, uno shopper selezionato dall’azienda farà la spesa per conto dell’utente e la spesa verrà consegnata dove desiderato, all’ora desiderata, anche in 1 ora.

Enrico Pandian, CEO e fondatore dell’innovativa startup Supermercato24, sarà a CIBUS per presentare l’evoluzione del rapporto dei consumatori con l’Industria di Marca e il suo trend di crescita.  L’appuntamento è per lunedì 9 maggio 2016 alle ore 16:00 Sala Workshop  - Pad 4

Speciale Cibus 2016 – Pasta, nuovi pretendenti insidiano la semola

Un tempo dicevi pasta e pensavi allo spaghetto di grano duro. Oggi pasta significa anche altro: Kamut, cereali, riso ... lo scaffale cambia. Ai retailer la scelta: dove si mette lo specialty? E il regionale? Il gluten-free? (da Gdoweek 8 - 2016)

Un tempo dicevi pasta e pensavi allo spaghetto di grano duro. Oggi pasta significa anche altro: Kamut, cereali, riso ... lo scaffale cambia. Ai retailer la scelta: dove si mette lo specialty? E il regionale? Il gluten-free?

La pasta secca, compresa quella all’uovo, sviluppa nei format moderni un volume di oltre 700.000 tonnellate per un valore corrispondente che supera i 1.100 milioni di euro. Attualmente le vendite sono trainate soprattutto dai prodotti salutistici (integrale, kamut, pasta senza glutine). 112_GDOWEEK08_2016_Pasta_BoxAlla pasta secca di semola resta l'onore di fare circa il 90% dei volumi e rimanere per il momento il primo segmento del reparto. All'arrivo davanti allo scaffale il consumatore impatta in un assortimento suddiviso per marche e fasce di prezzo. Il prezzo determina il posizionamento e la differenziazione tra primi prezzi, marche del distributore (convenienza), fascia centrale occupata dal leader e, a salire, la proposta premium. Le variabili fra un retailer e l'altro nel display sono costituite soprattutto dalle marche regionali, che in alcune aree possono avere un ruolo importante. Anche le abitudini di consumo di un’area piuttosto che di un’altra determinano un diverso rapporto tra i vari segmenti. Così la pasta secca all’uovo ha un picco di vendite nel Nordest (30% sul totale Italia) mentre il consumo salutista è più concentrato al Nord rispetto al Centro-sud. Se guardiamo alle logiche di definizione degli assortimenti, il quadro risulta più chiaro e determinato dall'incidenza della marca leader. Come evidenzia Gloria Ballandi, responsabile acquisti di sede di Sisa: “Nella pasta secca il primatista è incontrastato. Esistono, tuttavia, realtà locali altrettanto forti e radicate in contesti specifici. In questo comparto, la regionalità incide per forza di cose. Con un player dominante in ambito nazionale agli altri protagonisti restano aperte le potenzialità territoriali”. Lo stesso discorso vale secondo Sisa per le logiche espositive. “La marca di riferimento propone layout, merchandising ed anche proposte innovative di prodotto che sostiene sia all’interno del negozio sia sui media nazionali”. Che la regionalità sia un fattore importante lo conferma Filippo Marano, category manager food di Multicedi. “L’insegna Decò è interregionale. Giocoforza i nostri assortimenti nella categoria si adeguano alle specificità territoriali, dando spazio a marchi locali e a formati speciali che accentuano il livello di attrazione e fidelizzazione dell’acquirente”. Anche secondo il Pastificio Granoro il localismo è essenziale per differenziare gli assortimenti. Uniformare senza regionalizzare significa appiattire gli assortimenti. In Puglia non si può fare a meno di avere 2-3 competitor regionali. Lo stesso vale per Sicilia, Campania e tutte le regioni con elevata presenza di pastifici locali. Il produttore locale differenzia gli scaffali e lega il negozio al territorio.

Il ruolo del salutismo
Vi è da chiedersi se le paste salutiste stiano determinando davvero nuovi equilibri rispetto all’offerta di semola tradizionale, dati i loro trend di crescita in doppia cifra. Le proposte integrali, con grani antichi, con legumi, senza glutine hanno fatto registrare nel complesso un interessante +25% nel 2015. Benché questo segmento marginale valga ancora solo il 5% del mercato totale, incassa in ogni caso un'attenzione crescente. Secondo Filippo Marano di Multicedi “il segmento salutistico sicuramente sta trainando la categoria in questa fase. Registriamo incrementi considerevoli nel breve e medio periodo. Cresce anche la numerica delle referenze e i brand sono sempre più numerosi. A oggi, dunque, l’ipotesi di collocarle in uno scaffale dedicato diventa probabilmente una necessità dettata dalla accentuata segmentazione, specie nelle superfici di vendita più grandi che permettono tale estensione”. Fra i fornitori si ritiene che le referenze speciali dovrebbero essere collocate con la altre paste ed avere la più ampia profondità di assortimento. Lo scaffale salutistico tenderebbe a ghettizzare il consumatore; l'esposizione comune consentirebbe viceversa anche all'acquirente che abitualmente non consuma questi prodotti di avere un elemento di confronto in più. L'assortimento andrebbe rivisto senza spingere su una eccessiva proposta di marche differenti: meglio rispondere (a parità di facing espositivi) a un numero di esigenze più ampio.112_GDOWEEK08_2016_Pasta

 

Coop Alto Garda, ricavi in calo nel 2015

coop alto garda
La cooperativa del Trentino nel 2015 registra i ricavi netti delle vendite al dettaglio che hanno raggiunto quota 29.238.481 euro, cioè l'1,25% in meno rispetto al 2014

Coop Alto Garda, cooperativa di consumo del Trentino, nel 2015 registra i ricavi netti delle vendite al dettaglio che hanno raggiunto quota 29.238.481 euro, cioè l'1,25% in meno rispetto al 2014 (-370.117 euro).  “Nonostante gli sforzi compiuti – sottolinea Chiara Maino, presidente della cooperativa– il bilancio 2015 chiude con una perdita di 383.515 euro, risultato in parte prevedibile per il ridimensionamento dei consumi alimentari. La recessione, infatti, ha lasciato segni profondi anche sul consumo alimentare: un tempo rientrava fra le spese obbligate mentre ora le famiglie risparmiano pure in questo ambito”.

Ai 16 mila soci, quindi, presumibilmente non sarà stornato nulla. Se ne discuterà comunque la prossima settimana in occasione dell’assemblea che si terrà al Palacongressi a Riva, durante la quale si dovrà approvare il bilancio chiuso lo scorso 31 dicembre e per discutere di alcune questioni ad incominciare dalla modifica dei rapporti con Sait che rifornisce, in esclusiva, tutti i punti di vendita della catena.

Nel corso degli ultimi anni, Coop Alto Garda ha effettuato investimenti e riorganizzato la rete vendita. Nonostante tutto si è registrato un calo delle vendite e un anno, il secondo consecutivo, con il segno negativo.  “Gli anni che ci aspettano richiedono al movimento cooperativo di trovare nuovi orizzonti di impresa e di solidarietà, non inferiori a quelli disegnati e praticati nel dopo-guerra. – spiega Chiara Maino - Non è in crisi il modello cooperativo, è in discussione il tessuto imprenditoriale e produttivo dell’intero Paese. Compito nostro è reagire, innovare e investire, seguendo  quei  valori  di  giustizia  sociale  e  responsabilità  che  definiscono  l’originalità  della  cooperazione. Coop Alto Garda vuole da un lato perseguire una maggiore convenienza per i soci consumatori, dall’altro intende realizzare un importante piano d’impresa con l’obiettivo di migliorare le performance di mercato e reddituali. Il bilancio di una cooperativa non è  la  semplice  sommatoria  di  numeri:  dobbiamo  guardare  al  bilancio  di  sostenibilità sociale e, in tal senso, Coop Alto Garda ha mantenuto l’impegno quotidiano verso i soci, la comunità e il territorio”.

Speciale Cibus 2016 – Alimentazione: come insegnare ai clienti uno stile sano

Iniziative promozionali e culturali adottate dai retailer per diminuire le cattive abitudini alimentari (da Gdoweek 8 - 2016)

Iniziative promozionali e culturali adottate dai retailer per diminuire le cattive abitudini alimentari

L’obesità sarà il tabacco del prossimo decennio. Ne sono convinti gli analisti di tutto il mondo, che illustrano le similitudini esistenti tra la lotta condotta contro il fumo, che ha portato a una significativa diminuzione dei tabagisti in Occidente, e quella contro i chili di troppo, una vera e propria piaga contemporanea, in particolare tra i bambini e le famiglie con un posizionamento socio economico medio/basso.

La sfida all’obesità, quindi, passerà per forza dal retail, luogo nel quale le scelte alimentari si concretizzano, un’arena privilegiata, quindi, nella quale si possono portare avanti obiettivi di miglioramento, privilegiando prodotti più naturali e a ridotto tenore di grassi/zuccheri/additivi, lavorando sia sull’assortimento sia soprattutto su iniziative, promozionali e culturali, tese a diffondere informazioni più corrette sui consumi alimentari.

Il mio negozio preferito mi fa ingrassare

40_GDOWEEK08_2016_MktNutri2“Di certo le politiche assortimentali e, ancor di più, quelle promozionali possono contribuire a far cambiare le scelte delle famiglie verso opzioni più salutari -dichiara Giampiero Lugli ordinario di marketing operativo all’Università di Parma-. Finora, infatti, si è cercato di educare le persone a tenere comportamenti alimentari virtuosi puntando su un apprendimento cognitivo, quando invece la scelta del cibo è soprattutto determinata dalla mente emotiva; questo implica che, per avere successo, occorre mettere in campo nuovi strumenti. In particolare, si tratta di ridefinire il contesto e le norme sociali in modo da facilitare abitudini alimentari più salutari”.

Ridefinire l’offerta e lo scaffale in base ai contenuti nutrizionali? Oppure agire sui comportamenti d’acquisto, introducendo etichette nutrizionali incentivanti/disincentivanti? Il tema è caldo, in alcuni mercati più avanzati, come quello Uk, i retailer stanno applicando entrambi questi principi, per esempio sostituendo snack dolci in avancassa con alternative salutari. Una decisione, ad esempio, adottata da Tesco sin al 1994, catena pioniera seguita dagli altri competitor. L’ultima in ordine di tempo è stata Morrisons, che ha sostituito gli snack dallo scorso febbraio scorso.

Thun inaugura uno store nel cuore di Torino

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Madrina dello store è stata Elena Santarelli. Al taglio del nastro anche Ilona Thun, l'ad Paolo Denti e Vittorio Brumotti, campione di bike trial e volto noto della televisione

Nel cuore dello shopping torinese, Thun apre un nuovo store, situato in via Garibaldi 20BIS/L. “Thun crede moltissimo nell’importanza della location e nell’offerta dei migliori standard di accoglienza, personalizzazione e servizio al cliente. - spiega Paolo Denti,  amministratore delegato di Thun - Lo stile e il calore che da sempre ci contraddistinguono sono alla base del successo del nostro brand, che oggi conquista fasce sempre più ampie di appassionati, anche tra i giovani e le nuove famiglie. Forti di questo consenso, confortato anche dai positivi dati di fatturato che stiamo registrando in questi mesi (+10%), vogliamo intensificare ulteriormente la nostra presenza sul territorio italiano, per essere sempre più vicini ai clienti e amici che ci dimostrano tanto affetto”. Gli articoli Thun sono attualmente presenti in 1100 negozi in Europa, di cui 315 monomarca.

 Il negozio torinese ha avuto come madrina Elena Santarelli, neo mamma alla sua prima uscita ufficiale dopo la nascita di Greta. Al taglio del nastro anche Ilona Thun, Paolo Denti e Vittorio Brumotti, campione di bike trial e volto noto della televisione.

U2 e Carrefour portano a scaffale prodotti palm free

palm free
Le insegne distributive ampliano il proprio assortimento con prodotti palm free. U2 e Carrefour portano sugli scaffali dei propri store rispettivamente 29 e 40 referenze

Le insegne distributive ampliano il proprio assortimento con prodotti palm free. È il caso di U2 e Carrefour che portano sugli scaffali dei propri store rispettivamente 29 e 40 referenze. U2 propone  14 tipi di frollini e altri dolci come i Baci di dama e i Cantuccini  affiancati da quattro tipi di torte, crostata di albicocche, frutti di bosco mirtilli e ciliege, due tipi di focacce e nove merendine  e snack dolci e salati,  molti dei quali rientrano nella linea Viaggiator Goloso.

Carrefour, dopo l’esordio a gennaio con un gruppo di dieci biscotti senza olio tropicale,  ha aggiornato l’assortimento con biscotti integrali, taralli,  grissini, pane morbido, bruschette,  strudel, focacce e crackers prodotti da aziende come Galbusera, Panarello, Quality Food, Grssinbon, Bottoli, Colussi.

 

 

Amazon propone l’artigianato sardo

amazon
Amazon apre con la Regione Sardegna una nuova sezione del negozio Made In Italy di Amazon.it, Amazon.co.uk e Amazon.de dedicata all'eccellenza dei prodotti dell’artigianato dell’Isola

Le botteghe artigiane sarde approdano su Amazon che ha inaugurato, con la Regione Sardegna, una nuova sezione del negozio Made In Italy di Amazon.it, Amazon.co.uk e Amazon.de dedicata all'eccellenza dei prodotti dell’artigianato dell’Isola.  Sul web saranno in vendita creazioni in vetro, maschere fenicie e puniche in cuoio, monili etnici isolani, pannelli decorativi in tessuto fino ai complementi di arredo nei legni tipici sardi, e le produzioni appartenenti al progetto di promozione dell’artigianato sardo promosso dalla Regione col portale www.sardegnaartigianato.com.

La selezione di Amazon.it include Terrapintada, un  gruppo di tre artigiani-designer che dal 1996 progettano, sperimentano TERRAPINTADA amazone realizzano interamente a mano ceramiche caratterizzate da un segno marcatamente contemporaneo; Kernos Ceramiche, azienda cagliaritana che dal 2003 produce pezzi artistici interamente realizzati a mano, che vanno dal vaso al pannello pittorico passando dal servizio da tavola al complemento d’arredo;  La KERNOS CERAMICHE amazonPinokkieria di Maestrodascia che ospita al suo interno una vasta fauna di animali legnosi e personaggi che si riferiscono più in generale all’immaginario storico della Sardegna, tra i quali soldati nuragici, Shardana, personaggi Giudicali, pastorelli e tutta un’allegra famigliola di bestiole realizzate con legni di recupero, o con essenze locali, tutto con un occhio di attenzione all’ambiente.

MAESTRODASCIA amazonI clienti possono trovare le informazioni specifiche di ogni prodotto, tra cui le immagini, le descrizioni delle botteghe dove i prodotti sono stati realizzati e le tecniche utilizzate e comprare i prodotti su Amazon.it, Amazon.co.uk e su Amazon.de e,  molto presto, una selezione di prodotti sarà disponibile anche sul sito Amazon.com.

"L’intento di questo segmento del Marketplace è quello di far conoscere i prodotti tipici italiani nel mercato nazionale ed estero” ha dichiarato Francois Saugier, Direttore Servizi ai Seller in Europa di Amazon. Francois Nuyts, Country Manager Amazon di Italia e Spagna aggiunge: “Durante gli ultimi 12 mesi, il numero di aziende italiane che hanno esportato i loro prodotti con Amazon è cresciuto di più del 135% e hanno fatturato più di 165 milioni di euro in esportazioni".

Tesco studia per rianimare i “large format”

Il nuovo format Tesco da applicare alle grandi superfici comporterà una radicale revisione del lay out, ma anche la valorizzazione visivo-espositiva di reparti e prodotti che riportano ai mondi più vivaci oggi in termini di traffico e vendite: il "food-to-go", tutto il fresco, i prodotti locali e internazionali, i vini. Il materiale c'è, bisogna rianimare la struttura e la disposizione dei punti.
Nonostante le voci secondo le quali Tesco vorrebbe vendere Giraffe ed Harris+Hoole, i risultati a Bicester (foto) e Newmarket Cambridge dimostrano che il caffè o il ristorante a fianco di un superstore sono grandi attrattori e in certe ore lavorano molto di più del superstore stesso.
A proposito di Bicester, sviluppato vicino alla A41 Oxford Road e parte di un più ampio business park di 60.000 mq, Tesco ha sviluppato proprio in questa location il primo centro distributivo della regione finalizzato alla redistribuzione di prodotti alimentari (freschi e confezionati) invenduti, da donare alle associazioni umanitarie locali.

Decathlon apre a Brandizzo un nuovo polo logistico

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Il nuovo punto Logistico, esteso su una superficie di 23.000 mq, va ad aggiungersi ai preesistenti depositi di Basiano (Milano), Castel San Pietro (Bologna), Maddaloni (Caserta)

Rendere accessibile a tutti la pratica dello sport. È la filosofia che anima Decathlon che inaugura il 9 maggio un nuovo punto Logistico, realizzato a Brandizzo (To), esteso su una superficie di 23.000 mq, che va ad aggiungersi ai preesistenti depositi di Basiano (Milano, 33.000 mq), Castel San Pietro (Bologna, 30.000 mq), Maddaloni (Caserta, 24.000 mq).

Il nuovo polo. Il deposito logistico Decathlon di Brandizzo rifornirà 25 negozi del Nord Italia ed è sviluppato su due cellule: una con prevalenza di picking e l’altra per lo stoccaggio di materiali voluminosi. Una soluzione di layout, quella dei due piani ammezzati, che permetterà di gestire i processi in maniera più veloce, sostenibile e più redditizia, consentendo inoltre di registrare un’ottimizzazione dei metri quadri utilizzati. Sarà accessibile per i clienti che vorranno approfittare del servizio Clicca&Ritira in quanto la sede sarà punto di ritiro ordini effettuati on line. Per aumentare l’operatività del nuovo centro nel periodo estivo, sono aperte le selezioni per circa 30 magazzinieri, che vanno ad aggiungersi ai 120 collaboratori già assunti, che  seguiranno un cursus di formazione interna.

Impatto ecosostenibile. L’edificio è in fase di certificazione LEED, per seguire la linea intrapresa dall’insegna di attenzione alla sostenibilità. In fase di costruzione, sono quindi state fatte scelte green sia per quanto riguarda la struttura passiva con l’utilizzo di materiali riciclabili, che per gli impianti meccanici con l’installazione di tecnologie altamente efficienti. Il centro Logistico è dotato di impianto di climatizzazione estate\inverno.

 

 

Simply Etruria concentra in una singola direzione

L’azienda toscana è in partnership con Sma-Auchan dal 2000. Gli acquisti si fondano sui buyer che lavorano in sinergia con l’ufficio category (da Gdoweek 8 - 2016)

20_GDOWEEK08_2016_SimplyEtruria_intNata nel 1961 a Siena come gruppo di acquisto, la CooperativaEtruria è cresciuta negli anni fino a diventare una delle realtà leader della grande distribuzione nell’Italia centrale. Nel 1978 è stato inaugurato il Centro direzionale e il magazzino di distribuzione di Badesse, a Siena, e nel 2000 Etruria è diventata titolare per la Toscana e l’Umbria del Master Franchising Sma. Nel 2011, Etruria ha aperto il primo punto di vendita a insegna Simply e, nell’arco di un anno, ha convertito in Simply tutte le insegne della catena. Attualmente opera con 295 punti di vendita(di cui 206 in Toscana) e 4 insegne: Simply Market (38 store), Punto Simply (110), La Bottega (140) e Simply Store (7).La rete di vendita della Cooperativa si è estesa negli anni fino a coprire sei grandi aree geografiche (fiorentina, la Toscana del nord, aretina, senese, grossetana con l’Alto Lazio e Umbria) per una copertura di 13 province (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno,Lucca, Massa-Carrara, Perugia, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Ternie Viterbo). Riccardo Martinelli, direttore commerciale di Simply Etruria in 4 settori -acquisti/category, vendite, marketing e pricing-spiega la struttura acquisti Simply Etruria ha una particolarità: ha concentrato in un’unica direzione tutte le principali funzioni commerciali e di marketing.Questa scelta è dettata dall’obiettivo di unire, in un’unica direzione,gli acquisti, il pricing, le vendite, il category e il marketing,con l’obiettivo di supportare meglio il gestore del punto di vendita nella costruzione di una risposta adeguata alle esigenze del consumatore finale.

Video Tour: lo store Tally Weijl di Arese

Tra le collezioni di Tally Weijl nel negozio aperto all'interno del centro commerciale di Arese (Mi), una nuova sfida che l'insegna di abbigliamento franco-svizzera vuole vincere proponendo uno store suddiviso per stili, con un 'offerta completa, dal capospalla all'accessorio, per giovani donne, attente alla moda e a un giusto rapporto qualità-prezzo.

Lo store che l'insegna di abbigliamento Tally Weijl ha aperto all'interno de Il Centro ad Arese rappresenta la declinazione italiana del concept più evoluto che l'insegna (un'impresa famigliare franco-svizzera, con un'esperienza di 30 anni alle spalle ) ha aperto, alla fine dello scorso anno, nel centro di Zurigo. L'obiettivo è evidenziare in maniera ancora più netta l'alto contenuto di moda delle collezioni di abbigliamento e dei relativi accessori, destinate a un target particolare, rappresentato soprattutto da giovani donne dai 15 ai 25-30 anni.TALLY_WEiJL_Lonato_1

In Italia Tally Weijl è presente da una decina di anni con una rete, che ad oggi, conti di 45 negozi diretti, cui si aggiungono 140 in franchising, considerato uno strumento essenziale per lo sviluppo della catena, non solo fino ad ogggi, ma soprattutto per il prossimo futuro.

La crescita. "Dal 2015, l'Italia è il primo mercato del nsotro gruppo e ha registrato una crescita superiore al 20% grazie sia alle nuove aperture, nel 2015 pari a 25 tra diretti e in franchising, sia alla progressione del perimetro costante", precisa Marco Dellapiana, Marco DELLAPIANA Country General Manager del brand. Su queste basi è  stato definito un piano di sviluppo importante che prevede anche per il 2016 aperture dirette e in franchising tra le 25 e le 30.

eCommerce. oltre che con una propria struttura fisica Tally Weijl in Italia è attiva, da circa un anno e mezzo, con una formula di "click&collect", che permette di ordinare online e ritirare i capi nei punti di vendita più vicini. TALLY_WEiJL_Lonato_2 "Siamo soddisfatti dei risultati che abbiamo ottenuto finora -chiarisce Dellapiana-: per noi il negozio rimane strategico, ma vogliamo offrire alla nostra clientela tutte le possibilità. In particolare, ci siamo accorti che al target più giovane piace sognare online, ma concretizzare l'acquisto in-store. Questo almeno in Italia, al contrario di quanto avviene nel resto d'Europa, dove le clienti acquistano volentieri su entrambi i canali".

Md apre uno store a Castelnuovo del Garda

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Lo store, esteso su una superficie di 970 metri quadrati, conta oltre 2000 referenze, e propone il consueto format dell’insegna. È il quarto negozio nel veronese

Md prosegue il suo piano di espansione sul territorio italiano e apre oggi a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, un nuovo discount in via Ungaretti 2/4. Lo store, esteso su una superficie di 970 metri quadrati, conta oltre 2000 referenze, e propone il consueto format dell’insegna con reparto ortofrutta con frutta e verdura di stagione consegnate giornalmente, reparti serviti di gastronomia, macelleria, con carni selezionate sia a livello locale sia nazionale, e panetteria. Impiega 22 dipendenti che hanno un’età media di 30 anni e occupano diverse posizioni tra cui responsabile, vice responsabile, assistente e ausiliario alla vendita.

Il gruppo MD è attivo con oltre 725 store sul territorio nazionale, 4 punti di vendita nel veronese compreso questo di Castelnuovo, e 17 nel Veneto.

PetStore Conad, nuova insegna per animali domestici

I primi due store specializzati in prodotti e servizi per animali sono stati aperti in Emilia-Romagna e Umbria: l'obiettivo è arrivare, entro la fine del 2016, ad aprire un totale di 15 punti di vendita con un impiego di circa 60 persone.

 

di Simone Martarello

Conad ha deciso di puntare con decisione sul business degli animali domestici inaugurando in contemporanea i primi due PetStore Conad, la nuova firma del consorzio. Le prime aperture sono avvenute a Modena e a Gualdo Tadino (Pg) e continueranno nelle prossime settimane, per arrivare a una decina di negozi entro settembre, 15 entro fine anno con l'obiettivo di una rete di cento store nel giro di due anni. Gli shop saranno collocati nelle gallerie commerciali dove è presente la catena bolognese oppure vicino a ipermercati e supermercati.  Petconad2

“Il 43% degli italiani possiede un animale domestico e noi vogliamo diventare leader nel settore offrendo ai nostri clienti un servizio completo e puntuale, in linea con la nostra filosofia” ha detto l’Ad di Conad Francesco Pugliese durante la conferenza stampa che ha preceduto il taglio del nastro del punto di vendita emiliano. Petconad1

I format dei PetStore Conad saranno due: uno, più piccolo, sviluppato su una superficie di 200/250 mq e uno di circa 400 mq, con un assortimento tra le tre e le 5mila referenze, comprese private label, con un posizionamento prezzi competitivo. Anche qui sarà possibile usare la Coad Card, mentre tra i servizi esclusivi, non mancheranno toelettatura, incisione di medagliette, punto ristoro per cani e gatti e, nei negozi in cui sarà possibile, anche la disponibilità di veterinari; inoltre, verranno sviluppate attività complementari con esercizi vicini, come con la Parafarmacia Conad che vende già i farmaci veterinari consentiti dalla legge. Ogni mese sarà predisposto un volantino con offerte. Per il momento non è attiva nessuna vendita online.

All’apertura dei PetStore Conad, è legato anche un accordo in via di definizione con la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, che riunisce oltre una quarantina delle più importanti realtá nazionali -tra le quali Enpa, Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, Lav, Oipa e Lega del Cane- e che consentirà ai clienti di aiutare concretamente gli animali più sfortunati.

 

Esselunga: nuovi investimenti per crescere

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Chiude il 2015 con vendite per 7,3 miliardi, +4,3%. Il Mol aumenta a due cifre (+20%) (da Gdoweek 8 - 2016)

Chiude il 2015 con vendite per 7,3 miliardi, +4,3%. Il Mol aumenta a due cifre (+20%)

Continuare a fare meglio del mercato. A fronte di uno scenario macro che resta incerto, con la ripresa che rischia di perdere progressivamente forza, il focus del gruppo guidato da Bernardo Caprotti è rivolto soprattutto al confronto con i concorrenti. L’esercizio 2015 è andato in cantiere con vendite per 7,3 miliardi di euro, in crescita (a rete corrente) del 4,3% rispetto all’anno precedente, contro una media del mercato rilevata da Iri del 2,4%. Dunque un ritmo di progresso quasi doppio. Anche grazie alle performance dei punti di vendita, nuovi e ristrutturati. Lo scorso anno, infatti, la catena milanese ha inaugurato cinque nuovi punti di vendita e ne ha ristrutturati e ampliati altri tre fra Lombardia, Piemonte ed Emilia.

18_GDOWEEK08_2016_EsselungaPrezzi e fidelizzazione
La politica di contenimento dei prezzi, pur a fronte di un incremento dei costi dei fornitori, si è rivelata centrale nella strategia di Esselunga, premiata con una crescita dei clienti del 5%, trainata anche da numerose iniziative promozionali.

Margini e utile
Ancora meglio è andato il margine operativo lordo, che esprime il reddito di una società basato solo sulla sua gestione operativa, quindi senza considerare gli interessi, le imposte, il deprezzamento dei beni e gli ammortamenti. Nell’ultimo esercizio questo indicatore è balzato del 20% rispetto al 2014, raggiungendo quota 625 milioni, a indicare un cambio di passo rispetto agli anni passati, caratterizzati da una progressiva erosione dei margini. Un trend di crescita importante è stato registrato anche sul fronte del risultato operativo, cresciuto del 29% a 431 milioni. Alla luce di questi dati, l’ultima riga di bilancio ha segnato un utile netto di 290 milioni di euro, il 37% in più in un anno. Numeri che fungono da rete di protezione per la posizione finanziaria netta, che pure ha visto crescere il dato negativo da 85 a 116 milioni di euro.

Investimenti futuri
Guardando al futuro, Caprotti conferma l’orientamento agli investimenti per mantenere un ritmo più veloce rispetto alla concorrenza. Sul piatto sono stati mesi 400 milioni di euro, che si aggiungono a 1,8 miliardi di euro investiti negli ultimi cinque anni e che hanno portato, tra le altre cose, a rafforzare il numero dei dipendenti di 2.600 unità (92% dei quali a tempo indeterminato, raggiungendo così quota 21.930). In un contesto di mercato asfittico sul fronte dei consumi, con le politiche promozionali destinate a restare aggressive, Esselunga conta di crescere allargando ulteriormente il proprio perimetro di azione. Tra le nuove aperture previste vi è il primo Superstore a Roma (oltre a Cusano Milanino e Camerlata, entrambi in Lombardia). Sarà il secondo punto vendita nel Lazio, dopo l’inaugurazione di quello di Aprilia (Lt) di due anni fa. L’avanzata verso Sud è una delle principali frontiere che il gruppo di Caprotti intende affrontare, data la sua storica presenza soprattutto nelle regioni del Nord Italia. I prossimi mesi saranno decisivi in tal senso.

Revlon, da Nord a Sud sempre su… ferro

Considerevole investimento da parte del brand della bellezza per presidiare le principali stazioni ferroviarie italiane con una serie di negozi a tempo, studiati per sottolineare le innovazioni della casa

Revlon invade le stazioni ferroviarie. L’azienda di cosmetica ha avviato, infatti,  un serrato piano di aperture di temporary store nelle stazioni delle principali città italiane. Si tratta, in particolare, di Roma Termini, Milano Centrale, Bologna Centrale, Torino Porta Nuova e recentemente anche Napoli Centrale. I negozi, che restano attivi per un periodo compreso tra i 3 e i 6 mesi, hanno una superficie variabile tra 25 e 35 metri quadrati. Gli store occupano in media 3-4 persone che operano su turni, così da poter garantire 7 giorni su 7 un orario di apertura esteso (dalle 8 alle 21).

L’offerta è vasta. Si spazia dal make up ai profumi sino ad arrivare ai prodotti per la cura del viso. Sono previste sia iniziative promozionali (per esempio 5 euro di sconto sull’acquisto del fondotinta Colorstay Foundation) sia servizi di consulenza su appuntamento (per esempio sedute di make up o trattamenti).

Mark Up tra i media player dell’“Agorà del Pesce”, al Cibus

mercato-pesce-2-300x201In occasione del Cibus, all’interno dell’area “Agorà del Pesce”, sono in programma due talk show nei giorni di manifestazione, di cui Mark Up sarà media player.

- Martedì 10 maggio ore 11.30 è in programma la tavola rotonda dal titolo “Il Mercato è sempre più blu: la G.D.O. e le aziende del settore ittico s’incontrano.” Protagonisti dell’evento saranno i principali buyer della G.D.O. specializzati nel settore dei prodotti ittici e a moderare i loro interventi sarà Ugo Stella, caporedattore di Mark Up.

 - Mercoledì 11 maggio ore 11.30 sarà la volta del convegno intitolato “Blue Convenience: Ready Meals a Base di Pesce. Idee, Progetti e Case History di Successo” – in collaborazione Sealed air Italia. All’appuntamento, moderato dal direttore di Mark Up e Gdoweek Cristina Lazzati, interverranno:

Gustavo De Ponti – Direttore nuovi progetti Sealed Air – Italia

Massimo Davoli - Buyer prodotti ittici NORD CONAD

Giovanna Del Bene – Bugnion Tutela Marchi e Brevetti

Giovanni Ferrarese Ittica Gesia s.r.l. Cavarzere

Gabriele Chiodi - Chiodi Consulting Rimini

Regina, come crescere al sud puntando sul Sud

L’azienda, che rappresenta Crai in Calabria, per il 2016-2017 prevede di ristrutturare il dettaglio, sottolineare il legame con il territorio e consolidare il canale cash&carry (da Gdoweek 8 - 2016)

08_GDOWEEK08_2016_ReginaCon poco meno di un centinaio di punti di vendita in tutta la regione, Gruppo Regina rappresenta l’insegna Crai in Calabria declinata in vari formati: dai superstore ai supermercati, fino ai negozi di vicinato a insegna Simpatia e ai cash&carry Elefante, ponendosi come leader qualitativo del mercato di vicinato. Gianni Regina, direttore generale e direttore vendite del gruppo con sede a Zumpano (Cs), racconta come si è sviluppato il business negli ultimi anni e annuncia i progetti per il prossimo futuro.

Quali sono le caratteristiche del territorio calabrese e come influenzano il vostro modo di fare impresa?
La Calabria è una terra varia e articolata: da un lato piccoli paesi a bassa densità abitativa e con marcato invecchiamento della popolazione; dall’altro, città costiere che godono di elevati flussi turistici e notevoli aumenti dei consumi in estate. Una caratteristica fondamentale della nostra regione, a mio avviso una virtù, è il fenomeno della microterritorialità, ossia lo stretto legame con le specificità locali. Per rispondere a queste esigenze costruiamo il nostro assortimento con prodotti di elevata qualità a prezzo accessibile a tutti. Ad esempio stiamo presidiando i mercati salutisti, come il bio, appeno lanciato a livello nazionale con Crai Bio. Per quanto riguarda la politica commerciale, puntiamo alla massima convenienza sulle commodity, per garantire prezzi bassi tutti i giorni.

Qual è il format che più rappresenta la vostra insegna?
Il cuore della nostra rete è rappresentato dai Crai di prossimità (da 100 a 400 mq), soprattutto nei piccoli centri. In quelli più grandi puntiamo sul superstore di 1.000 mq circa, nel quale esprimiamo al meglio la nostra offerta commerciale. [...]

L’articolo completo su Gdoweek n. 8 – 2016

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Esselunga aprirà al posto dell’acciaieria di Ospitaletto

Dall'acciaio all'Esselunga. Sembra certa (siamo in attesa di parlare con lo studio Aiardi, che segue la liquidazione del gruppo Stefana) la riconversione dello stabilimento produttivo (acciaieria) di Stefana ad Ospitaletto (Bs) in nuovo centro distributivo Esselunga. Il sito della Cisl Brescia informa che Esselunga, aggiudicatasi all’asta (per oltre 50 milioni di euro, secondo BresciaOggi), il sito produttivo della Stefana di Ospitaletto (Bs), al posto del quale ha in progetto di realizzare un centro distributivo, ha incontrato le organizzazioni sindacali ribadendo -fa sapere FimCisl – l’impegno al riassorbimento di tutti i 196 lavoratori dello stabilimento, ai quali verrà applicato il Contratto nazionale di lavoro del commercio e il contratto integrativo aziendale Esselunga. La necessità di un integrativo deriverebbe dalle differenze retributive tra il precedente contratto e il nuovo (quello del commercio), che comporterebbe un taglio (secondo BresciaOggi) di almeno 10.000 euro in base ai calcoli di Fiom-Cgil.
Non sarebbe, però, chiara la tempistica della riconversione: secondo l’azienda non basteranno i 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione che verrà chiesto di attivare. Per riconvertire lo stabilimento della Stefana in un nuovo polo distributivo Esselunga avrebbe bisogno di almeno 24 mesi, periodo durante il quale si renderebbe necessaria la cassa integrazione.
Non è il primo caso di riconversione distributiva di uno stabilimento dismesso o in via di liquidazione. Gli esempi più recenti, ma non unici, sono Livorno e Fino Mornasco. Ancora più recente lo sblocco dei lavori per Verona. È il cosiddetto orientamento "brown-field" nella strategia di sviluppo della rete retail e logistica della grande distribuzione, una scelta più costosa rispetto al "green-field", ma certamente più intelligente sul piano politico-culturale e soprattutto più ecorispettosa. Decisamente "green-field" è l'operazione Esselunga all'Infernetto, un quartiere romano in direzione Ostia, tranquillo e residenziale, a dispetto del nome quasi dantesco. Su questa iniziativa, che dovrebbe segnare il debutto di Esselunga nella Capitale, si sono sollevati i comitati dei residenti, contrari allo sviluppo del nuovo superstore, per i problemi che può creare alla viabilità e al traffico.

La crisi della Stefana, che già dal 2009 ha in cassa integrazione 500 dei suoi 740 dipendenti, è la punta dell'iceberg di una profonda crisi abbattutasi sulla produzione di acciaio nel Bresciano che, con 300 siti, concentra il più alto numero di fonderie e pressofonderie a livello nazionale.

Apre in Giappone il Marvel store

marvel store
Su tutte le pareti del punto di vendita sono esposti diversi scudi di Capitan America, rielaborati graficamente da alcuni famosi artisti e idol giapponesi, ra cui anche le Babymetal.

Ha aperto il 29 aprile il primo Marvel Store in Giappone. Si tratta di un temporary store che rimarrà aperto al pubblico fino al 15 maggio. Il negozio, nato sull’onda del successo dato dall’imminente uscita di Capitan America: Civil War, è ubicato nel quartiere di Shibuya a Tokyo. Su tutte le pareti del punto di vendita sono esposti diversi scudi di Capitan America, rielaborati graficamente da alcuni famosi artisti e idol giapponesi, tra cui anche le Babymetal. Al suo interno è possibile trovare gadget di ogni genere, riproduzioni dei costumi originali utilizzati dai protagonisti di Civil War, action figures esclusive.

 

Conad Adriatico punta al traguardo del miliardo di euro

Antonio Di Ferdinando, Dg di Conad Adriatico
Antonio Di Ferdinando, Dg di Conad Adriatico
Conad Adriatico chiude il 2015 con vendite al dettaglio in aumento del 4% rispetto al 2014, salite a 962,8 milioni di euro. Sembra abbordabile l'obiettivo primario del 2016, quello di raggiungere il miliardo di euro. Il Cda rinnova il mandato all'attuale ad e direttore generale Antonio Di Ferdinando

Conad Adriatico, uno dei più importanti poli cooperativi interregionali del sistema Conad, che presidia 5 regioni centro-meridionali italiane (Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Puglia) con presenza consistente in due Stati balcanici (Albania e Kosovo), ha chiuso il bilancio 2015 con utile netto di 4,7 milioni di euro. Il traguardo di fatturato 2016 porta scritto 1 miliardo. Il Cda ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2015, che sarà sottoposto all'assemblea dei soci il prossimo 22 maggio.

Antonio Di Ferdinando, Ad di Conad Adriatico
Antonio Di Ferdinando, ad e direttore generale di Conad Adriatico: il suo mandato è stato rinnovato per i prossimi 5 anni

Il giro d'affari dei pdv sfiora i 963 milioni
In un anno, il 2015, caratterizzato da timidi segnali di ripresa per il settore della distribuzione alimentare, e da una curva dei consumi per la prima volta ferma nella sua ininterrotta parabola discendente, Conad Adriatico ha messo a segno prestazioni superiori alle medie del settore. Il giro d'affari dei punti di vendita nelle regioni in cui Conad Adriatico è presente con le sue insegne ha raggiunto i 962,8 milioni di euro,  +4% rispetto al 2014: un incremento che ha rafforza le quote di mercato, confermando la leadership dell'insegna in Abruzzo e Molise rispettivamente con 24,41% e 21,82% di "share". E proprio l'Abruzzo, dove il fatturato ha raggiunto 482 milioni (+3,7%) ha evidenziato particolare dinamismo, compensando l'andamento meno positivo della Basilicata che, come altre regioni del Sud, è ancora nella morsa della crisi.
Il patrimonio netto di Conad Adriatico sale a 118 milioni.  "Nel 2016 puntiamo a tagliare il traguardo del miliardo di fatturato di rete -ha detto Antonio Di Ferdinando, il cui mandato di amministratore delegato e direttore generale è stato rinnovato dal Cda per il prossimo quinquennio- in coerenza con il piano di sviluppo triennale che prevede investimenti per 15 milioni, 63 aperture e 2 nuovi distributori per l'erogazione dei carburanti".

Per Nyx Cosmetics il Centro ad Arese è un bel trampolino di lancio

Dopo lo store di Arese, il 3° monomarca italiano, Nyx ne aprirà un altro nel centro commerciale Campania a Marcianise (Ce), confermando l'importanza delle location extra-urbane nel suo percorso di sviluppo

Nyx Cosmetics, marchio di Gruppo L'Oréal, segna una tappa importante nel percorso di sviluppo della catena, ancora agli inizi, con l'apertura di un punto di vendita (100 mq), il terzo, nella galleria de Il Centro ad Arese (piano terra, ingresso 3). Il concetto è quello dei monomarca Nyx, completamente dedicato alle “Beauty Junkies”, le più dipendenti dai prodotti di questo marchio californiano: sono ragazze giovani, tecnologiche, perennemente connesse, appassionate di cosmetica, esperte di make-up e sempre a caccia di nuove mode da pubblicare sui propri account social. Usano Snapchat, acquistano online, amano il trucco e condividono foto e opinioni su Instagram più volte al giorno. L'assortimento è composto di 1.200 referenze.

Nyx Cosmetics_interno
Dopo 2 negozi aperti in centro città, a Milano, quella di Arese è la prima apertura in una galleria commercial extra-urbana, un'apertura che anticipa di poche settimane il 4° monomarca in arrivo, il 6 maggio, questa volta al Sud, presso il centro commerciale Campania a Marcianise (Ce).
Nyx ha anche festeggiato da pochi giorni il superamento della soglia 50k nei follower, anche grazie al sostegno delle beauty blogger e degli artisti del make-up più noti in Italia, che usano prodotti Nyx.

Le nuove evoluzioni del retail italiano

Viaggio nel mondo del retail food per capire come si stanno muovendo le insegne nell’intercettare nuove tendenze o confermare visioni. Quattro le tendenze individuate, lungo le quali si scontrano le insegne (da Gdoweek 9 - 2016)

Come si stanno muovendo le insegne alimentari italiane, per rispondere alle esigenze espresse da una clientela sempre più esigente e connessa?  Giovanni Fantasia, Ad Nielsen Italia e Grecia, indica quattro approcci per una strategia omnicale di successo che riassume così “Pensare omnicanale mantenendo focalizzazione su acquisto in-store”. Vediamo insieme le 4 strategie e gli esempi italiani che si stanno muovendo in questo senso.

10_GDOWEEK08_2016_CoverStory_Omincanalita_int1  Shopper centric
Il focus è sul consumatore: la tecnologia permetterebbe di realizzare davvero un’esperienza d’acquisto personalizzata, e non solo online, grazie alla segmentazione socio-demografica incrociata con le abitudini d’acquisto. Dai discount alle nuove insegne free-from alle firme tradizionali della gdo che hanno messo a punto formati ad hoc, iniziative specifiche e nuove gamme.

2  Best practices
Parliamo dei retailer che hanno creato una propria formula, unica e vincente, ottenuta però da uno studio di quanto avviene intorno a loro. Non solo all’estero: anche in Italia ci sono modelli importanti che, numeri alla mano, si dimostrano vincenti. Due nomi tra tutti: Esselunga ed Eurospin.

3  Personalizzazione
“The Era I Enterprise: Ready for Anything”, recente ricerca Oracle pubblicato ad aprile intervistando i retailer di tutto il mondo, sottolinea come la personalizzazione riguardi, oltre all’’alimentare, altri 10 settori differenti: secondo i retailer, la possibilità di offrire esperienze personalizzate ai clienti e ai dipendenti potrebbe portare a un incremento annuale dei guadagni del 10%. Il 77% dei retailer ha osservato nei consumatori la tendenza a richiedere esperienze d’acquisto personalizzate, il 67% ha verificato questa richiesta anche da parte dei propri addetti, ma solo il 13% valuta la propria azienda positivamente rispetto alla capacità di offrirla. Per metterla in pratica, occorrerebbe razionalizzare il magazzino e coordinare tutti i sistemi di gestione con il database dei clienti. Così, c’è chi ha messo a punto promozioni ad hoc e chi si è concentrato su format più locali. Molte le start-up che propongono spesa al domicilio e pranzi/cene da chef (spesso incluso). Una nuova area da esplorare, che coinvolge brick&mortar ed etailer .

4  Approccio olistico
L’integrazione di tutti i canali e di tutte le operazioni per mettere in relazione magazzino ed esigenze del singolo cliente, in maniera coerente lungo tutti i punti di accesso, è ancora lontana, ma diverse sperimentazione sono in atto. La tecnologia c’è, come dimostra Amazon, ma per un ritorno economico sembra essere meglio fare le cose “in piccolo”. E gli esempi non mancano, da nord a sud. Vediamo nel dettaglio i protagonisti nostrani di queste trasformazioni, che stanno modificando in maniera sensibile il rapporto tra consumatori, shopping (food, ma non solo), insegne, marche e tecnologia.

L’articolo completo su Gdoweek n. 9 – 2016

100 Montaditos apre a Pescara

100 montaditos
Lo store conta 190 posti a sedere, tra interno ed esterno, e uno staff formato da 14 profili professionali. il locale è stato realizzato in via Piave 93

Prosegue l’espansione sul territorio italiano di primo 100 Montaditos, la catena multinazionale di cucina tradizionale spagnola parte del Gruppo Restalia, famosa per i bocconcini di pane in 100 divertenti varianti. L’ultimo store è stato aperto a Pescara, in via Piave 93,  e conta 190 posti a sedere, tra interno ed esterno, e uno staff formato da 14 profili professionali.

Il piano di sviluppo del brand programma la presenza di 30 store in Italia entro la fine del 2016.

La struttura aderisce alla formula Casual Food che conta su un’atmosfera caratterizzata dagli aspetti più popolari della cultura spagnola e della sua tradizione gastronomica.

 

Cedi Sisa, strutture a rischio al nord e in Sicilia

Sisa
Proseguono gli incontri tra sindacati e i vertici di Cedi Sisa Centronord, Eurosisa Group e Cedi Sisa Sicilia per tre differenti situazioni sindacali

Proseguono gli incontri tra sindacati e i vertici di Cedi Sisa Centronord, Eurosisa Group e Cedi Sisa Sicilia per tre differenti situazioni sindacali che vedono coinvolti i centri distributivi, alcuni punti di vendita e i collaboratori che vi lavorano.

Cedi Sisa Centronord. Per quanto riguarda Cedi Sisa Centronord ed Eurosisa Group, la possibilità paventata dalle sigle sindacali è la chiusura di  quattro store: Montegrotto e i tre Eurosisa ex Quick di Vicenza. I sindacati Filcams Cgil Vicenza e Fisascat Cisl Vicenza puntano quindi l’attenzione sui "170 dipendenti a livello nazionale di cui 30 nel Vicentino per quanto riguarda Eurosisa e i 140 di Cedi Sisa Centronord che potrebbero perdere il posto di lavoro".

Sulla vicenda al momento Sisa preferisce non rilasciare dichiarazioni ma alcune precisazioni. "Sisa spa ha un contratto di servizio nei confronti dei centri distributivi e non partecipa al loro capitale sociale. Il momento è ovviamente delicato e preferiamo non dichiarare nulla ma ci teniamo a dire che i 4 store del Cedi Sisa Centronord sono una piccolissima parte della realtà totale che conta 400 negozi in 12 regioni. La vicenda è ormai datata e sono situazioni in fieri. E le centinaia di lavoratori di cui si parla sono impiegati nei centri distributivi e non nei punti di vendita. Siamo comunque operativi e intendiamo risolvere la situazione.  Così come abbiamo salvato i negozi di Rigoli in Sicilia, seguiremo lo stesso iter per i 4 store in questione" dichiara Danilo Preto, direttore marketing Sisa.

"I lavoratori - scrivono in una nota i sindacati - hanno degli arretrati salariali di 3/4 mensilità e hanno ricevuto solo degli anticipi. L'azienda ci ha comunicato che sta cercando di accelerare al massimo i tempi di queste trattative per far cassa dalla vendita e successivamente con queste risorse saldare gli arretrati ai lavoratori: il rischio è che ci si metta diversi mesi prima di arrivare ai bonifici nei conti dei lavoratori".

Cedi Sisa Sicilia. In Sicilia è scattata la cassa integrazione fino a fine anno per i 139 dipendenti di Cedi Sisa di Carini in attesa che si possa definire un accordo con un nuovo soggetto imprenditoriale che rilanci la società e garantisca tutti i livelli occupazionali. Lo prevede l’accordo siglato nei giorni scorsi coi sindacati FIlcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Adesso si attende l’autorizzazione del giudice dal momento che l’azienda ha chiesto il concordato preventivo, ma i sindacati si dicono fiduciosi.

L’azienda intanto ha comunicato che c’è un imprenditore interessato a rilevare la struttura. Si tratta della società dei fratelli Sammaritano a cui adesso i sindacati chiedono un incontro. “L’accordo – spiega Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – punta a un percorso per potere realizzare entro l’anno il necessario confronto col nuovo soggetto imprenditoriale e potere definire degli accordi a garanzia dei lavoratori. Auspichiamo che si possa arrivare a un incontro al più presto possibile e che prevalga il buon senso”.

Brio: operativa la piattaforma di confezionamento per il biologico a Pomezia

LINEA LAVORAZIONE BRIO È pienamente operativa la moderna piattaforma logistica di Pomezia specializzata nell’attività di confezionamento delle produzioni ortofrutticole del Gruppo Brio di Campagnola di Zevio (VR), leader nella vendita di prodotti alimentari biologici, in Italia e all’estero.

“Attraverso questa struttura -dichiara Andrea Bertoldi, direttore generale di Brio- potremo offrire un servizio ancora migliore ai nostri clienti della Grande Distribuzione presenti nell’Italia centro meridionale, dalle Marche alla Sicilia (aree Nielsen 3 e 4). D’ora in poi, infatti, grazie alla dislocazione strategica del nuovo magazzino (Pomezia è un polo logistico importante per la distribuzione dell'ortofrutta) saremo in grado di ridurre sensibilmente i tempi di consegna alla clientela di queste aree e garantire una freschezza ancora maggiore dei prodotti. Fino a ieri, la produzione ortofrutticola del Centro Sud Italia veniva lavorata nei centri di condizionamento del nord, mentre oggi viene conferita direttamente a Pomezia. Si tratta di novità decisamente rilevanti – afferma il direttore generale di Brio – alle quali si affianca anche un indiscutibile valore economico dal momento che la vicinanza della piattaforma alle aree di coltivazione ed ai luoghi di commercializzazione consente di eliminare, o almeno ridurre sensibilmente, gli sprechi legati ai costi della logistica”.PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI MARCHIO ALCE NERO

Brio rappresenta ormai una realtà importante anche nel Lazio, un’area dove si coltivano prodotti ortofrutticoli di grande qualità. “A tale proposito -sottolinea Bertoldi- la nuova piattaforma di Pomezia, oltre a costituire un significativo punto di riferimento per il biologico del Centro Sud, favorirà il processo di aggregazione delle aziende agricole, valorizzando sempre di più le produzioni locali in grado di garantire la migliore risposta alle esigenze dei consumatori del comprensorio. Con questa importante struttura che si estende su una superficie di circa 2.000 metri quadrati potremo sviluppare ulteriormente il mercato centro-meridionale e parallelamente creare nuovi posti di lavoro fornendo un contributo alla diminuzione della disoccupazione, che purtroppo caratterizza pesantemente il territorio. Nella nuova piattaforma -conclude Bertoldi- verranno confezionati anche tutti i prodotti ortofrutticoli a marchio Alce Nero, storica azienda italiana del biologico, di cui Brio con i suoi agricoltori è socia dal 2012.

Alì apre a Padova uno store con area verde da 20.000 mq

Alì parco giochi Padova
Nell'area verde è stata allestita un'area giochi per i bambini, oltre 130 alberi piantumati, e con la ricerca di essenze selezionate, specie erbacee perenni o a ridotta manutenzione

Il nuovo Alì di via dei Colli 37 a Padova, il sedicesimo punto vendita del Gruppo Alì (Selex) in città, dedica ampio spazio al verde. Lo store, inaugurato nei giorni scorsi dal patron Francesco Canella e dal responsabile affari generali Matteo Canella alla presenza del Sindaco Massimo Bitonci, si sviluppa su una superficie di 1.000 mq  a fronte di 20.000 mq di area verde circostante con area giochi per i bambini, oltre 130 alberi piantumati, e con la ricerca di essenze selezionate, specie erbacee perenni o a ridotta manutenzione e tolleranti alla siccità. L’intervento edilizio, infatti, rispecchia i più recenti canoni costruttivi del Gruppo, con materiali e scelte estetiche particolarmente curati, e comprende la realizzazione al piano superiore di locali, ceduti al Comune di Padova, per uno studio professionale e per una nuova sala scherma in uso all’A.S. Comini 1885 Padova Scherma, la più antica associazione sportiva padovana.

“E’ un intervento importante – ha commentato il Presidente Alì Supermercati Francesco Canella – in cui Alì, nell’ambito degli impegni assunti con il Comune di Padova, si è fatta carico della riqualificazione dell’area, che ha curato con particolare attenzione richiedendo la consulenza per la progettazione e la direzione lavori dell’architetto Gianguido Visentin, firma nota in città per aver progettato i nuovi padiglioni della Fiera di Padova ma anche la cappella di San Leopoldo Mandic”.

 

Editoriale: “Oggi non lavori vai al cinema!” Si può fare?

“Bonus cultura ai dipendenti per rendere il lavoro più umano: la cultura è necessità” (da Gdoweek 8 - 2016)

Se ne è parlato, anche se non tantissimo (ha fatto più scalpore la “sguattera del Guatemala”), del bonus dato ai dipendenti da Brunello Cucinelli per libri e cultura: 500 euro ai single e 1.000 alle famiglie. Non è la prima volta che Cucinelli fa scalpore (in positivo) per la cura che ha dei suoi collaboratori; ma quanti imprenditori italiani, oggi, sono convinti che la cultura sia realmente una necessità? E quanti, tra questi, sono convinti che lo sia per i propri dipendenti (a tutti i livelli)? Quanti sono disposti ad investire perché leggano libri, vadano a teatro, al cinema, perché viaggino?

Eppure qualcosa si muove in questo senso: pensiamo a Conad con #scrittoridiclasse o all’arte in metropolitana di Esselunga. Ma il gesto di Cucinelli continua ad essere unico ... o mi sbaglio? Aiutatemi a ricredermi e gentilmente segnalatemi gli investimenti in cultura fatti da aziende verso i propri collaboratori (no corsi di formazione) e con entusiasmo e rinnovata fiducia li pubblicheremo.

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Coop Alleanza 3.0: il 2015 chiude con 4,4 miliardi a +1,6%

Coop Alleanza 3.0, la più grande Cooperativa di consumatori italiana ed europea, chiude il 2015 con un fatturato di 4,4 miliardi di euro (+1,6% sul 2014), un utile ante imposte di 19,5 milioni (utile netto a 4,5 milioni) e un patrimonio netto di 2,5 miliardi. Nata dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense, Alleanza prevede quest’anno 104 milioni di investimenti sulla rete.

Il Consiglio di amministrazione di Coop Alleanza 3.0 ha approvato i Bilanci 2015 delle tre grandi Cooperative della dorsale adriatica (Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense) che, fondendosi, hanno dato vita il 1° gennaio 2016 alla più grande cooperativa a livello nazionale e, per numero di soci, anche su scala europea. Coop Alleanza 3.0 è guidata dal 1° gennaio 2016 da tre amministratori delegati che operano in sinergia: Adriano Turrini (delega ai servizi centrali e alle politiche sociali) che è anche presidente; Massimo Ferrari (delega alla gestione caratteristica); Paolo Cattabiani (delega a finanza e sviluppo).
A livello aggregato le vendite 2015 (comprese quelle delle società consolidate che operano nel core business) registrano 4,4 miliardi di euro (+1,6% sul 2014). Significativi anche i risultati dell'erogazione carburanti: nel 2015 gli impianti gestiti dalle tre Cooperative, direttamente o attraverso società controllate, hanno erogato 216 milioni di litri di carburanti, +25,4% sul 2014, con vendite per 271 milioni di euro (+7,27% sull’anno precedente). In questo settore, Coop Alleanza 3.0 nel 2016 opererà attraverso la società Carburanti 3.0, che gestirà tutte le 61 stazioni di servizio.

Al centro Paolo Cattabiani (sin.) e Turrini. Subito a destra Pedroni, pres. di Coop Italia e alle sue spalle Zucchelli, pres. Coop Estense. Il primo da sinistra è Lusetti, presidente Legacoop e primo da destra Stefano Bassi, pres. Ancc-Coop
Al centro Paolo Cattabiani (sin.) e Adriano Turrini. Subito a destra Mauro Pedroni, pres. di Coop Italia e alle sue spalle Mario Zucchelli, pres. Coop Estense.
Il primo da sinistra è Mauro Lusetti, presidente Legacoop e primo da destra Stefano Bassi, pres. Ancc-Coop

Utile e patrimonio netto
L’utile ante imposte aggregato (la somma dei risultati delle tre Cooperative) è di 19,5 milioni, mentre l’utile netto aggregato ha raggiunto i 4,5 milioni. Questi risultati si devono a svalutazioni straordinarie per complessivi 113 milioni di euro, in un’ottica di prudenza e di sviluppo. Il patrimonio netto di Coop Alleanza 3.0 raggiunge i 2,5 miliardi di euro.

Il Bilancio 2015 sarà ora oggetto di approvazione in 214 assemblee separate che prevedono la presenza di circa 80.000 soci e si svolgeranno dal 16 maggio al 3 giugno 2016 in tutti i territori in cui Coop Alleanza 3.0 è presente, e verrà ratificato dall’assemblea generale dei delegati che si terrà il giorno 11 giugno 2016.
Coop Alleanza 3.0 conta oggi 2.780.000 soci: nel 2015 si sono registrate quasi 110.000 nuove adesioni, e solo nei primi quattro mesi del 2016, i nuovi soci della Cooperativa sono stati più di 48.000.

Investimenti sulla rete per oltre 100 milioni di euro
Al mese di  aprile 2016 le vendite sono aumentato del 2,5% sul 2015. In crescita anche le vendite di carburanti, con un aumento dei litri erogati del 20% sul 2015. La Cooperativa ha dato il via inoltre a interventi per sviluppo, ristrutturazione rete di vendita e innovazione, con investimenti complessivi per 104 milioni di euro. In tutto, saranno coinvolti 102 negozi: solo nei primi 4 mesi 2016, gli interventi hanno interessato 22 punti di vendita (con 15 nuove aperture e 7 ristrutturazioni), portando il totale dei negozi a 430 (di cui 64 ipermercati). I lavoratori superano, in tutto, le 22.000 unità, il 96% circa dei quali assunti con contratti a tempo indeterminato e sostenuti da programmi di formazione e di welfare.

Senza dimenticare il Sud
Il Sud dell’Italia è centrale nel piano di sviluppo: 14 milioni di euro del totale degli investimenti previsti sono orientati al rafforzamento della presenza in Sicilia, Campania, Roma e il Lazio e al consolidamento in Abruzzo e Puglia.
Coop Alleanza 3.0, già in questi territori con negozi propri e tramite società controllate (Distribuzione Roma, Distribuzione Centro Sud e Coop Sicilia), ha deciso di creare sinergie tra gli asset che facevano capo alle singole cooperative e di rafforzare la propria presenza in un’area del Paese da cui si sono via via ritirate le principali catene europee della grande distribuzione. Segno tangibile dell’impegno di Coop Alleanza 3.0 nel Sud è la recente riapertura, dopo la ristrutturazione, di tre ipermercati ad Aprilia (Lt), Avellino e Afragola (Na) e l’inaugurazione del nuovo supermercato di Palermo.

Valorizzazione attività locali
Uno dei capisaldi delle attività previste per il 2016 e per il futuro è la valorizzazione delle produzioni locali grazie agli oltre 3.000 fornitori, suddivisi in 8 settori, per più di 3 miliardi di euro di acquisti l’anno. Per sposare al meglio la dimensione nazionale della Cooperativa con i presìdi locali instaurando un rapporto diretto con le specificità produttive e alimentari dei territori, la nuova direzione acquisti della Cooperativa è stata organizzata suddividendo i produttori in 6 poli regionali e dedicando una delle macro aree di settore al “territorio & biodiversità”; una scelta di campo non comune nel settore ma certamente strategica per il futuro di Coop Alleanza 3.0.

Nuove Aree Benessere e nuovi corner ottica
Prosegue anche nel 2016 l’impegno per estendere la proposta e i servizi anche oltre la spesa quotidiana, in altri ambiti importanti per le famiglie: dai carburanti all’energia, dalla salute alla telefonia, dal turismo alla cultura, fino ai servizi finanziari, previdenziali e assicurativi. Tra i nuovi servizi ai soci, anche lo sviluppo di nuovi Punti salute, che diventeranno vere e proprie Aree salute e benessere, con oltre 5.700 referenze e superfici fino a 400 mq.
Novità anche per le Aree ristorazione, con un’offerta che supererà quella tradizionale, con yogurteria e gelateria.
Infine, riconversione e sviluppo dei negozi di ottica con la garanzia del marchio Coop: il piano di estensione porterà, entro la fine del 2018, ad avere 70 corner direttamente gestiti con l’assunzione di 250 ottici diplomati.

 

 

Tasso di inflazione a -0,4%. Federdistribuzione: “Bisogna crescere”

cobolli gigli 2014 Federdistribuzione
Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione: “L’Italia continua a rimanere in deflazione e la situazione non sembra migliorare. Il dato di aprile è il peggiore dall’inizio del 2016

L’Istat ha diffuso i dati  provvisori per il mese di aprile secondo cui si registra un tasso complessivo di inflazione pari al -0,4% rispetto allo stesso mese del 2015, trainato ancora una volta dal ribasso dei beni energetici (-7,4%).

Secondo quanto dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione, “L’Italia continua a rimanere in deflazione e la situazione non sembra migliorare. Il dato di aprile (-0,4%) è infatti il peggiore dall’inizio del 2016 e uno dei più bassi da molto tempo. Con questi numeri diventa anche più critico il raggiungimento del pur modesto obiettivo di inflazione annua per il 2016 del +0,2%. Anche escludendo l’effetto dei beni energetici, l’inflazione è ferma al +0,3%, sintomo di una domanda ancora debole”. Cobolli Gigli spiega: “Un’inflazione bassa, o addirittura negativa come accade ormai da 3 mesi, dovrebbe essere di sostegno ai consumi, poiché le famiglie vedono aumentare il loro potere d’acquisto. Ciò tuttavia non sta accadendo, e i consumi permangono in un limbo di crescita modesta perché le persone vivono ancora un clima di incertezza sul futuro, che frena gli acquisti e induce a ricostituire lo stock di risparmio, precedentemente eroso dalla crisi”.

Cosa fare dunque? Per il presidente di Federdistribuzione: “E’ anche su questa “leva immateriale” che occorre agire per tornare a crescere, ricreando sicurezza e fiducia con politiche che configurino un reale cambiamento per il Paese, attraverso la continuazione del programma di riforme, la creazione delle condizioni per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, fornendo più certezze che dubbi sulle pensioni”.

 

Ikea Italia al fianco del Wwf a sostegno delle oasi

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La cooperazione tra Ikea Italia e il Wwf persegue l’obiettivo di promuovere politiche forestali responsabili, una migliore coltivazione del cotone

Ikea Italia aderisce, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, alla campagna Wwf Insieme custodiamo le oasi. Dal 2 al 31 maggio in tutti i negozi, per ogni cliente che acquisterà un innaffiatoio Ikea PS 2002, Ikea donerà 2 euro al Wwf per la protezione e la salvaguardia delle oltre 100 oasi italiane, che coprono più di 30.000 ettari di territorio. Inoltre, tutti i clienti potranno effettuare una donazione di minimo 1 euro e multipli in cassa per sostenere Wwf.

La cooperazione tra Ikea Italia e il Wwf, che risale al 2002, persegue l’obiettivo di promuovere politiche forestali responsabili, una migliore coltivazione del cotone e per far fronte al cambiamento climatico.

 

Crai riceve il premio Eccellenza del Commercio

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Confcommercio insignisce Crai del premio Eccellenza nel Commercio durante una cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Confcommercio insignisce Crai del premio Eccellenza nel Commercio durante una cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si è svolta oggi alla Fenice di Venezia, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 70 anni.  Il Gruppo Crai copre due filoni distinti: oltre al canale alimentare (75%), il 25% dei negozi sono specializzati nella distribuzione di prodotti drug/toiletries (igiene per la casa e la persona).

"Ringraziamo Confcommercio e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dedichiamo questo premio a tutti i nostri clienti e imprenditori – dichiara con orgoglio Marco Bordoli, amministratore delegato Crai Secom – E’ un riconoscimento al nostro impegno quotidiano: abbiamo 3.400 punti di vendita in più di 1.000 comuni italiani. Centinaia di imprenditori credono nel proprio lavoro e lo svolgono con passione; moltissimi clienti ci scelgono da oltre 40 anni e danno concretezza al nostro operato e ai nostri progetti futuri".

 

 

Eurofood porta Häagen-Dazs in GDO

PINT CLASSICS MACADAMIA NUT BRITTLE Häagen-Dazs, brand di General Mills, rafforza la presenza sul mercato italiano e intensifica la sua strategia commerciale. Il premium brand newyorkese, infatti, ha siglato un nuovo accordo con Eurofood spa, distributore specializzato nell’importazione di specialità alimentari da oltre 50 Paesi di tutto il mondo. L’accordo, firmato in esclusiva, prevede la distribuzione dei gelati, sia in formato multipack che nell’ormai celeberrima ‘pinta’ nella GDO di tutta Italia e su tutto il canale Ho.re.ca.

“Siamo molto orgogliosi della partnership con Häagen-Dazs - ha commentato Rossella Guidobono, direttore marketing di Eurofood - ci aspetta una sfida importante ma le potenzialità sono davvero tante. Lavorare con questo brand è entusiasmante, stiamo finalizzando un interessante progetto per far conoscere il prodotto attraverso attività di street marketing, temporary store e campagne outdoor su Milano e Roma.”

3D-FAVORITE-SELECTIONPer Häagen-Dazs, infatti, il mercato italiano risulta uno dei più importanti d’Europa per la cultura del prodotto che caratterizza i consumatori che riescono a comprendere la qualità della sua offerta. L’obiettivo di Häagen-Dazs è intensificare la presenza dei propri prodotti nei punti vendita, al fine di estendere la penetrazione nel mercato retail con una copertura distributiva a livello nazionale.

Dal 1970 Eurofood importa e distribuisce in esclusiva per il mercato italiano un’ampia gamma di noti marchi legati al mondo delle nuove tendenze alimentari, dall’etnico al salutistico, dal dolciario all’alta gastronomia. L’azienda utilizza una rete capillare e presente su tutto il territorio nazionale, che interagisce con oltre 15.000 punti vendita di ogni dimensione. Con un fatturato di 150 milioni di euro l’anno, il Gruppo Eurofood abbraccia oltre 8.000 referenze e tra i brand di proprietà distribuiti spiccano Nattùra, KV Nordic, Tropicana.

Italian Food Excellence

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