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Carrè Blanc si espande in Italia

Dopo l'apertura del primo pdv in franchising lo scorso ottobre a Voghera, lo sviluppo italiano di Carrè Blanc, marchio francese di arredamento tessile per la casa e la persona attivo con diverse linee di prodotto a marchio proprio, predilige la presenza negli store Coin con shop-in-shop di circa 40 mq.

Attualmente sono 8 i Coin che ospitano questi spazi (Roma, Bari, Bologna, Catania, Genova, Milano, Varese e Verona), con l'obiettivo di arrivare, entro la fine dell'anno, alla copertura dell'intera rete, soluzione che facilita la diffusione del nome e la presenza sul territorio nazionale.

Allo stesso tempo, pur essendo rimandata al prossimo futuro l'apertura di pdv diretti, l'azienda punta sul franchising: entro Pasqua, è prevista l'apertura del flagship di Treviso, su una superficie di circa 80 mq, dimensione standard della catena, mentre per la fine dell'anno è ipotizzato l'arrivo a Firenze, dove sono in fase conclusiva le trattative per la location.

In Italia, è la crescita è affidata in esclusiva a ITH, azienda che per ottimizzare la crescita anche nell'attuale situazione economica complessa si è organizzata con due divisioni vendita: una focalizzata sul reparto casalinghi e l'altra sul tessile.

Wall-E ispira il nuovo eco-concorso di Acqua Minerale San Benedetto

In occasione del lancio in DVD di Wall-E, il film d'animazione della Disney, parte il nuovo eco-concorso Acqua Minerale San Benedetto dedicato all'importanza della salvaguardia ambientale.

La promozione, organizzata in collaborazione con l'agenzia In Action, riguarda la nuova generazione di bottiglie Eco Friendly che, utilizzando minori quantità di Pet, ridotto del 30% negli ultimi 25 anni, permettono un risparmio energetico, riducono l'impatto ambientale e agevolano il riciclaggio.

Il meccanismo del concorso

Acquistando dal 16 febbraio fino al 31 maggio, le bottiglie Eco-Friendly di Acqua Minerale Naturale San Benedetto nei formati da 2 l, 1,5 l, 0,5 l e le Baby Bottle personalizzate con il logo del concorso, e telefonando allo 06 62296925, oppure cliccando direttamente sul sito www.sanbenedetto.it, per scoprire la vincita.

Attraverso il meccanismo Match&Win, telefonando o andando sul sito e indicando scontrino fiscale e data d'acquisto del prodotto, si scoprirà immediatamente la vincita degli ecopremi giornalieri e settimanali, tra cui i videogiochi Wall-E di THQ, set di pentole Ballarini Green Home e Frigoriferi Ignis Eco Green.
Infine, come superecopremio finale verrà estratta una Volkswagen Polo GPL.

Palm presente al Biofach di Norimberga

Palm, azienda specializzata nella co-progettazione e produzione di pallet e imballaggi ecosostenibili a basso impatto ambientale, sarà protagonista a BioFach 2009, appuntamento mondiale del biologico (Norimberga 19-22 febbraio), insieme a un network di partner che condividono la sostenibilità ambientale e la salubrità alimentare. Tale network -composto da produttori di cibo biologico (Bio Hombre, PrimaVera e Tonon) e di sistemi espositivi (Palm e Pasolini)- sarà presente presso lo stand progettato da Bioeco, azienda, specialista in soluzioni innovative per la vendita dei prodotti sfusi e biologici.

Un nuovo approccio

Nello stand, grazie alla rappresentazione ideale di uno spaccato di supermercato a basso impatto ambientale, verrà proposto un nuovo modo di fare economia, secondo una logica di sistema, che migliori la qualità della vita, promuovendo una filiera bosco-legno-consumatore responsabile.

Palm sarà presente con tre linee:

  • GreenPallet: come supporto per espositori di detersivo alla spina e distributori di cibo sfuso nella coerenza della sua sostenibilità nel ridurre il peso degli imballaggi.
  • GreenBin: espositore per la frutta biologica.
  • GreenEquipment: attrezzature naturali per esporre materiali informativi.

Carbon Footprint di filiera

Le imprese che utilizzeranno i prodotti di Palm potranno comunicare un maggior impegno nei confronti dell’ambiente, grazie all’utilizzo di legno, certificato FSC e PEFC, energia rinnovabile, ecodesign e un approccio innovativo di Carbon Footprint di filiera, attuando azioni significative per la riduzione e rendicontazione degli impatti ambientali e garantendo la salubrità del prodotto esente da contaminazione

Per competere non basta ridurre i prezzi

In tempo di crisi, vien voglia di tirare la cinghia: la tentazione - o la necessità - del risparmio è un virus sia per i consumatori sia per le aziende. L'imprenditore, però, dovrebbe porre una certa attenzione a non esagerare con la cura dimagrante, come suggerisce un'analisi della Nielsen sulle strategie delle imprese in mezzo alle turbolenze economiche. Si rischia, infatti, di assottigliare la fiducia dei propri clienti e il valore del marchio. Allora dove risparmiare: sugli investimenti per l'innovazione,  sui costi di produzione, sulla pubblicità? Bisogna poi ridurre i prezzi?

I vantaggi della crisi
Va bene contenere di qualche buco la cintura dei costi, ma per farlo occorre ponderare diversi fattori e mantenere almeno due capisaldi. Il primo: un periodo di crisi è anche un ottimo volano per costruire un vantaggio competitivo e quindi rafforzare l'azienda. Questo può garantire una posizione migliore, rispetto ai concorrenti, per ripartire con più sprint al termine delle difficoltà. Il secondo caposaldo è che il prezzo non è l'unica leva su cui far forza, per smuovere l'ingranaggio delle vendite. Nielsen, quindi, consiglia di continuare a investire per innovazioni di prodotto mirate e anche in pubblicità (si veda a proposito questo articolo). I consumatori sono sempre a caccia di beni che appaghino i loro bisogni e desideri: certo è più complicato introdurre una novità senza pubblicizzarla.

«Un prodotto non pubblicizzato durante un rallentamento non comunica i propri vantaggi al consumatore, proprio quando lui sta pensando con più attenzione a cosa comprare», spiegano gli analisti di Nielsen. Quindi, meglio tagliare su prodotti già affermati o in difficoltà, piuttosto che su quelli più recenti. Anche una referenza premium, se offre una qualità percepita dagli acquirenti, può inserire una marcia in più e conquistare uno spazio di mercato.

Strategie della Gdo
Il consumatore, poi, è diventato sempre più scientifico per bilanciare l'aumento dei prezzi durante il 2008. Inizialmente, ha cercato di non modificare il proprio mix di spesa, cercando le promozioni sugli articoli cui è maggiormente affezionato. In secondo luogo, ha ridotto il volume del carrello e si è diretto verso marche più economiche. La Gdo può reagire in vari modi e senza ricorrere unicamente all'arma del prezzo.

Un punto essenziale è stabilire una relazione più stretta con i propri consumatori, magari tramite Internet. Il dialogo può innescare un circolo virtuoso di scambio d'informazioni, che diminuisce l'incertezza e quindi il rischio per l'azienda, soprattutto nel lancio di nuovi prodotti. Il marketing, inoltre, dovrebbe riservare un'attenzione speciale alle categorie di prodotto: alcune sono anti cicliche (come il cioccolato e il vino), altre crescono anche in periodi di rallentamento economico come quelle premium, per le quali è decisivo il valore piuttosto che il prezzo.

La crisi pesa anche sugli investimenti pubblicitari

Gli investimenti in pubblicità e comunicazione da parte delle aziende sono sotto la spada di Damocle dei tagli generalizzati. Anche se, come osservano gli esperti, proprio nei periodi di contrazione dei consumi bisognerebbe guardare con un'attenzione particolare proprio all'advertising, è evidente che la coda del 2008 ha portato a una consistente stretta della cinghia.
Se negli ultimi mesi del 2007 le aziende italiane avevano incrementato i budget di oltre il 6% rispetto all'anno precedente, nello stesso periodo di del 2008 l'andamento è senza dubbio negativo. Non è ancora disponibile il consuntivo ma i dati riportati da Nielsen parlano chiaro: ci si aspetta un tasso di variazione degli investimenti tra il -2 e il -3% e per gli operatori del settore, i centri media e le concessionarie non resta che navigare a vista: non c'è certezza del business per il 2009 e tutte le attività di pianificazione hanno un orizzonte temporale brevissimo.
Nielsen ribadisce quanto si sa da tempo: le difficoltà più gravi riguardano l'editoria cartacea, che è penalizzata più di altri settori e non solo in Italia. A novembre la spesa pubblicitaria su quotidiani e periodici ha registrato, infatti, un calo del 6,5%. L'advertising online cresce invece intorno al 16%, ma la differenza di costi sui due media è ancora molto elevata. Le grandi potenzialità del Web sono fuori discussione, ma secondo l'analista il mezzo deve sviluppare la capacità di attrarre investimenti importanti.
Sostanzialmente tiene la televisione generalista, considerata la scelta più “prudente” e che non ha mai bisogno di dimostrare la propria efficacia. Questo nonostante gli alti costi del mezzo. Secondo Nielsen, quindi, è possibile che quest'anno la sua quota di mercato, già oltre il 53%, cresca ancora.
Anche la radio ha avuto performance positive (+3,1% a novembre 2008) e potrebbe proseguire questo trend, ma sarà difficile che possa ripetere gli exploit degli ultimi anni.
Il mercato pubblicitario, sottolinea però Nielsen, non può certo scomparire: in Italia ci sono oltre 18.000 aziende che investono in pubblicità e che continueranno a farlo anche se con modalità diverse.

Nel 2009 attenzione al risparmio ma anche alla qualità

Che il 2009 sia anno all'insegna della convenienza certo non è notizia di quelle che possano stupire. Colpisce però positivamente il fatto che, almeno in campo alimentare, la ricerca del risparmio non andrà a scapito della qualità delle scelte. Lo dice la ricerca, “Gli italiani di fronte alla crisi: a cosa rinunciano nel 2009?”, condotta da Interactive Market Research.

Le famiglie

L'atteggiamento delle famiglie è senz'altro improntato alla ricerca del risparmio: il 97,3% dei nostri connazionali dichiara, infatti, di ponderare accuratamente ogni spesa. Il genere alimentare, però, subirà meno contraccopi rispetto ad altre categorie di spesa: gli italiani si confermano amanti della tavola, pur dimostrando una ricerca della convenienza, prediligendo il buon rapporto qualità/prezzo delle private label e dei prodotti di primo prezzo.
 

Maurizio Pucci, Ad di Interactive Market Research,  commentando i risultati dichiara: “Gli italiani si sentono più poveri persino rispetto a un anno fa e stanno pensando di tagliare i budget. Anche il food rientra in questa cornice. I nostri intervistati hanno manifestato un'estrema sensibilità ai listini e una maggiore apertura verso private label e primi prezzi. Più che di calo di acquisti, emerge una forte attenzione al prezzo. Ma non in tutte le categorie. Pane pasta, riso risultano gli alimenti per i quali si intendono fare meno rinunce, assieme a quasi tutti i freschi, ad esclusione del pesce”. Venendo ai dati numerici, oltre il 55% delle famiglie comprerà Pl o primi prezzi in misura maggiore che in passato. Per i prodoti di marca si impone il ricorso ai tagli prezzo.

Dal convegno di Popai, le tecnologie contro la crisi

Il pdv è un medium e il suo successo dipende da come sa comunicare a un cliente che deve imparare a conoscere meglio, anche se la tecnologia oggi può dare un aiuto decisivo. La posta in gioco, in un periodo di recessione globale, è alta perché riguarda l'esistenza stessa dei retailer e delle marche che vengono proposte nei negozi. Una sfida di cui si è parlato ieri e di cui si sta continuando a parlare oggi, allo Iulm di Milano, dove si svolge il Convegno Internazionale Ordine & Extra-Vaganze promosso da Popai Italia.

Per andare oltre la crisi
Una soluzione alla crisi ventilata (o paventata) potrebbe essere quella di una progressiva “discountizzazione”, anzi di una “aldizzazione” (per richiarmarsi a chi come Aldi ha già fatto della crisi economica l'arma su cui ha basato il proprio successo), ma se dobbiamo essere sinceri la prospettiva non sembra entusiasmante a molti retailer, che oltretutto dovrebbero mettersi a fare un altro mestiere.
Una strada più convincente è proprio quella dell'investimento in tecnologie come il digital signage (dove in Italia abbiamo ancora moltissimo da imparare, come è stato mostrato nelle sessioni specifiche) e l'Rfid. Con la prospettiva di scenari interessati, aperti da tecnologie che consentirebbero di seguire istante per istante il comportamento del singolo consumatore all'interno del pdv per potergli poi tarare offerte mirate. Interessanti, ma inquietanti sotto l'aspetto della privacy.

Alleanza Coop Nordest e Spar Austria in Croazia

Grazie a un accordo sottoscritto tra Coop Nordest e Spar Austria, la gestione dei quattro Ipercoop attivi in Croazia (2 a Zagabria e due a Spalato) passa dalla società Hipermarketi Coop a Spar Hrvatska.

I pdv, che complessivamente coprono una superficie di vendita di circa 30.000 mq, manterranno l'insegna Ipercoop, mentre l'assortimento continuerà a prevedere la presenza di prodotti a marchio Coop.

Inoltre, è prevista la creazione di una società immobiliare, partecipata al 50% Coop Nordest e Spar Austria, il cui business sarà concentrato sulla gestione degli immobili commerciali nei quali sono inseriti gli ipermercati.

“Per Coop Nordest questi accordi hanno un duplice significato - spiega Marco Pedroni, presidente del gruppo-: da un lato ci permette di mantenere la nostra presenza nel mercato croato; dall'altro il passaggio della gestione a Spar ci permette di disporre di ulteriori risorse per continuare lo sviluppo di Coop Nordest e cogliere nuove opportunità”.

Per il presidente di Spar Austria, Guntram Drexel, questa operazione rafforza la presenza di Spar, che già opera con 6 ipermercati Interspar e rafforza la collaborazione con Coop, già rodata all'interno di Centrale Italiana.

Microsoft si fa anche retail e apre store in tutto il mondo

Non dice dove, quando e quanti saranno. Neppure quali prodotti saranno in vendita. Ma solo che realizzerà una catena di store monobrand, con location in tutto il mondo. Ad annunciarlo è Microsoft Corp, la maggiore Company di software, che produce anche la console video game Xbox (che ha registrato un balzo del 33% nelle vendite in gennaio) e il riproduttore di musica digitale Zone.
L’obiettivo iniziale, stando alle dichiarazioni adel colosso americano, è “un ridotto numero di store di alto profilo, da aprire nelle maggiori città del mondo”.
L’imput dell’ingresso nel mondo retail è di David Porter, manager della DreamWorks, che Microsoft ha nominato vice presidente della futura catena di stores.
La scelta di uno sviluppo in ambito retail, con ogni probabilità, punta a fronteggiare il crescente successo dei negozi Apple, aperti in tutto il mondo e che attualmente hanno raggiunto quota 220. Anche se, secondo dichiarazioni di Microsoft, l’iniziativa scaturisce più semplicemente “da una strategia che punta ad avvicinarsi maggiormente al consumatore, sempre più accorto in fatto di spese, dimostrandogli direttamente il reale valore dell’acquisto di uno specifico PC”.

Experience retail
Lo scorso novembre, per gli States, Microsoft ha anche iniziato a vendere direttamente on-line i propri prodotti consumer, da Flight Simulator X fino Windows Vista, inaugurando il sito Microsoftstore.com.
Inoltre, sempre nello stesso periodo, a Redmond (nello stato di Washington), Microsoft ha aperto un mock store, dove espone alcuni display dedicati ai retailer.
Va ancora aggiunto che per Microsoft, i negozi di vendita diretta non sono una prima esperienza: nel 1999, infatti, aveva aperto a San Francisco uno store di circa 800 mq, chiuso però dopo appena due anni.

Per San Valentino Durex promuove l’amore sicuro

Nel giorno degli innamorati decine di biciclette e un pullmino attraverseranno i punti nevralgici della città di Milano (zone aperitivo e shopping) per distribuire gratuitamente i 10 mila preservativi messi a disposizione da Durex.

L'iniziativa  intende sensibilizzare l'attenzione dei giovani su un argomento delicato come quello della prevenzione. Le statistiche (rapporti 2008 di SIGO, Società italiana ginecologia e ostetricia e SIA, Società italiana di andrologia), infatti, riportano che un solo ragazzo su 3 ne fa uso.

illycaffè sale a 14 come sedi dell’Università del caffè

Siamo a 14. L'ultima sede dell'Università del caffè, il centro di formazione istituito da illy con l'obiettivo di sviluppare e diffondere nel mondo la cultura del caffè italiano, è stata aperta a Istambul presso Whirlpool Culinary Arts Academy (WCAA) di Istanbul. Prima e unica scuola privata di cucina ad aver ottenuto la certificazione ufficiale del Ministero turco della Pubblica Istruzione a prestare i propri spazi all'Università del caffè, trasformandoli in un laboratorio per lezioni, workshop e degustazioni.

L'Università del caffè di Istambul formerà entro il prossimo anno circa 1.500 esperti di caffè e proporrà corsi di vari livelli destinati ai professionisti del mondo del bar e della ristorazione per migliorare la gestione e la promozione del locale.
Diverse le possibilità offerte ai partecipanti: iscriversi a un solo corso e conseguire un certificato di frequenza o completare l'intero percorso di formazione ottenendo il certificato di Artista e Manager del Caffè.

Le sedi straniere cui si aggiunge Istambul sono: Atene, Bangalore, Bogotà, Il Cairo, Londra, Monaco, New York, Opatja, Parigi, Rotterdam, San Paolo, Seul e Shanghai; in ogni paese l'Università ha sviluppato diverse tipologie di corsi.

Delhaize lancia il pdv low-cost al 100% self-scanning

Red Market è il nuovo concept di supermercato low cost lanciato da Delhaize Group 100% che adotta esclusivamente la tecnologia self-scanning Shopevolution di Datalogic.
Il pdv, che si sviluppa su una superficie di 2.000mq e offre un assortimento di oltre 5000 prodotti, è caratterizzato dalla garanzia dei prezzi più bassi del mercato, rapidità in cassa e alto livello di servizio.
Red Market mette a disposizione dei clienti 250 terminali Shopevolution di Datalogic per una esperienza di spesa piacevole, pratica e veloce.

Senza carta fedeltà
Il nuovo format punta su facilità, semplicità e rapidità, prezzi bassi permanenti, sconti e promozioni senza la necessità di possedere una carta fedeltà. A ciò si aggiunge l'esperienza di spesa con Shopevolution, un nuovo modo per offrire servizio ai clienti e differenziarsi dalla concorrenza presente nei dintorni del negozio. Ogni consumatore utilizzerà il lettore Datalogic per i suoi acquisti, potrà scegliere tra gli scaffali il prodotto desiderato e  riporlo direttamente nella propria borsa della spesa. In cassa basterà riconsegnare il lettore ed effettuare il pagamento.

Risparmio di tempo
“Il concept store ha l'obiettivo di rispondere alle esigenze attuali della clientela - dichiara Luigi Frison, marketing manager di Datalogic Mobile EBS-. I clienti apprezzano sempre di più chi fa risparmiare il loro tempo e chi assicura un'esperienza di spesa consapevole.”
Questa nuova soluzione rafforza la collaborazione esistente con Delhaize Group che conta quasi 80 punti di vendita con Shopevolution.

Il pollo a tre stelle

Le carni avicole si confermano le più amate anche dagli chef stellati italiani. Lo rivela un sondaggio realizzato dalla Doxa per l’Unione Nazionale dell’Avicoltura nell’ambito della campagna “Aggiungi un pollo a tavola – Prenditi il gusto di scegliere sano”, finanziata con il contributo dell’UE e dello Stato Italiano. Condotto su un campione di 200 fra i più importanti chef italiani, l’indagine fotografa le opinioni dei maestri della cucina su queste carni rivelando il loro alto gradimento.

Il rapporto con l'alta cucina
2 chef su 3 propongono sempre o spesso carni avicole, che  sono apprezzate e amate per la loro versatilità; inoltre  per il 97% del campione le carni avicole giocano un ruolo da protagoniste in questo cambiamento.
A segnare questo importante link tra carne avicola e cucina di classe è giunta anche un'interessante iniziativa svoltasi oggi a Milano alla Terrazza Martini dove tre chef stellati, Marco Bistarelli, Fabrizia Meroi e Carla Aradelli, hanno presentato le loro proposte innovative di uso della carne di pollo.

Il pet care scommette su innovazione e category

Inarrestabile, così è la crescita del mercato pet care che, anche quest'anno, evidenzia ottime performance, con crescite a valore del 7,9% per il segmento prodotti igienici, del 15,2% per gli insetticidi (dati ACNielsen, a. t. 4 maggio 2008) e appena più contenute quelle relative agli accessori.

Allegati

Il pet care scommette su innovazione e category
Gdoweek 443 | 1 luglio 2008 |

Luoghi del lusso in tempi di crisi

Le città del lusso, tendenza emergente nel retail dove cultura e buon gusto trovano spazio sotto lo stesso tetto. Tokyo Midtown e Westfield, rispettivamente nella capitale giapponese e Londra, sono due esempi di questa nuova tendenza che trasforma i "non luoghi" di Marc Augè in "superluoghi".
Westfield, aperto lo scorso novembre a Londra, non lontano da Marble Arch, si estende su 43 acri, ospita 265 retailer di cui 50 nel lusso e 2 locomotive alimentari: Waitrose e lo spazio food di Marks & Spencer, più 50 punti di ristorazione tra caffè e ristoranti.
Tokyo Midtown, aperto a fine 2007 a Roppongi, occupa un'area di 68.900 mq, con abitazioni, uffici e un hotel, oltre a 130 esercizi commerciali tra store e ristoranti, tutti nella fascia lusso.
Sempre a Tokio si trovano i punti di vendita alimentare Precce Premium, un supermercato gourmet aperto 24 ore su 24 da gruppo Seyou, Dean & De Luca, che punta tutto sull'Italian style, e Sun Fruits: qui si evidenzia come la teatralizzazione del food possa trovare sempre nuovi spunti e stimoli.

Tokyo Midtown, "non luogo" per intenditori
Precce Premium, supermarket gourmet con orario convenience
Westfield, luogo democratico per sognare e vivere il lusso
A Tokyo, l'Italian style di Dean & De Luca
Sun Fruits, la boutique della frutta

Tescoma arriva in Italia anche con gli store

L’Italia è il primo Paese al mondo in cui viene aperto un negozio monomarca Tescoma. L’azienda, specializzata in produzione di utensili da cucina per la casa e per la ristorazione professionale, inaugura il suo primo store a Caserta, località scelta, secondo dichiarazioni aziendali, sia per testare la formula del punto di vendita in una città medio piccola sia perchè nel sud Italia i prodotti Tescoma risultano particolarmente apprezzati.
Lo store, collocato in uno dei corsi principali di Caserta, si estende su una superficie di 80 mq e propone un assortimento composto da 2000 referenze di utensili specializzati, che includono strumenti da cottura in acciaio e alluminio antiaderente, utensili e accessori coordinati per la cucina e per la tavola.

Sviluppo futuro
“Si tratta –dice Lorenzo Fiorani, A.d. Tescoma Italia- del primo step di un progetto di ampio respiro, che intende portare gli store Tescoma anche in Italia, dopo il successo riscosso dai punti di vendita inaugurati in Repubblica Ceca”.
Il punto di vendita è, quindi, un test che l’azienda utilizzerà per avere incontri diretti con la clientela e anche un feed back immediato sul gradimento delle linee di prodotto e delle esigenze del consumatore.

Next, àncora d’abbigliamento di Westfield

Marks & Spencer, flagship a Westfield

Waitrose pensa a menù e servizio

GDOWEEK 469

Westfield, luogo democratico per sognare e vivere il lusso

Il clienti di Etruria Sma regalano l’acqua a un villaggio africano

Prosegue la collaborazione tra Etruria -gruppo affiliato Sma, con numerosi pdv, perlopiù di vicinato, in Toscana e Umbria- e la Onlus senese Gabnichi sul progetto di cooperazione internazionale in Burkina Faso.

Grazie ai clienti dei pdv dei gruppo toscano -che hanno regalato ben 650mila punti alla causa africana, piuttosto che
utilizzarli per ricevere premi legati alla tradizionale Collection - Etruria Sma ha finanziato la costruzione di una diga sul fiume Nakambè: l'intervento servirà a garantire l'acqua al villaggio di Piekoko colpito da due anni di devastante siccità.

Del bacino artificiale usufruiranno le circa 5.000 persone che si trovano a monte della diga, ma anche le popolazioni a valle della stessa, tramite un sistema di chiuse, fruiranno  dell'utilizzo delle acque raccolte.

Prima della costruzione della diga, inaugurata nei giorni scorsi, lo stesso progetto aveva permesso la realizzazione di un pozzo, una scuola e un edificio polivalente nello stesso villaggio.

Coop concretizza a scaffale il no agli aumenti ingiustificati

“Questo prodotto non è più in vendita perché non si è raggiunto l'accordo sull'aumento di prezzo richiesto dal fornitore”: questo il messaggio che da qualche giorno si può leggere sugli stopper che evidenziano alcuni spazi vuoti a scaffale presenti in diversi pdv Ipercoop e Coop sul territorio nazionale.

Un segnale forte
In questo modo il gruppo cooperativo evidenzia che non si tratta di rotture di stock involontarie, bensì di un'azione volta a rendere ancora più tangibile al socio consumatore il proprio impegno -già annunciato a inizio anno attraverso un'impattante campagna adv sui principali quotidiani- a combattere gli aumenti di prezzo ingiustificati per difendere il potere d'acquisto delle famiglie, già eroso dalla crisi economica.
 
Un atto dimostrativo coerente con la mission di Coop, che in questo modo intende inviare un segnale forte all'idm in tempi di contrattazione.

Camicissima chiude il 2008 in rialzo del 25%

Agli oltre 90 negozi del brand (inclusi franchising e outlet) presenti in Italia, nel 2009 si aggiungeranno altri 25 punti di vendita, con un incremento occupazionale di 80 persone.
Nel 2009, inoltre, secondo le dichiarazioni dell’azienda fondata a Palermo nel 1931, Camicissima svilupperà aperture anche all’estero: sono in via di definizione opening in Spagna e Grecia.

Prezzi bloccati fino al 2011
Il fatturato 2008 ha raggiunto i 26 milioni di euro, in rialzo del 25% rispetto al 2007, e un ebitda del 14%. Prezzi low cost bloccati, attenzione alla qualità e proposte innovative, sono i punti di forza dell’azienda.
I segreti di questo successo, spiega infatti Fabio Candido, presidente della storica camiceria, a cui il brand fa capo: “Sono l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle nostre camicie. Siamo una delle poche realtà che presentano gli stessi prezzi dal 2004 e ci siamo impegnati a mantenerli bloccati almeno fino al 2011. Questa garanzia, in uno scenario economico come quello attuale, fa la differenza per il consumatore”.
Inoltre, puntando a ricalcare i risultati ottenuti lo scorso inverno dall’introduzione nella collezione di pullover in misto cashmere, da questo mese, nei negozi Camicissima vengono proposti anche i nuovi pull in cotone. Realizzati in un unico modello, ma in tutte le taglie e in 20 colori, saranno acquistabili singolarmente o nel pack da tre pezzi.

Il Gruppo Mezzacorona diversifica e porta gli utili a quota 9 milioni

Consolidamento del core business, ma anche diversificazione, unitamente a investimenti in innovazione e comunicazione. Grazie a queste politiche strategiche, il Gruppo Mezzacorona chiude il 2008 con un fatturato consolidato di 139.137.199 euro, con un aumento del 7% sul 2007.
Ottimo il risultato dell’utile di gruppo, salito a quota 8,83 milioni contro l’1,86 del 2007. Il patrimonio netto consolidato di gruppo del 2008 ha raggiunto i 79.685.484 (+13% sul 2007). Il cash-flow generato dal gruppo ha raggiunto la cifra di 17.402.183 euro.
Per il secondo anno consecutivo, lo scorso 7 febbraio è stato approvato il bilancio consolidato di gruppo redatto secondo le norme Ias (International accounting systems), primo esempio in Italia per quanto riguarda la cooperazione agricola: il bilancio Ias è un bilancio dettagliato, basato su un’assoluta trasparenza, con norme riconosciute a livello internazionale che permettono una valutazione precisa e universalmente accettata.

I brand del Gruppo e strategie
Nonostante la crisi del settore vitivinicolo a livello internazionale, l’impresa è impegnata a rafforzare le proprie posizioni nel mercato vitivinicolo e a crescere in quello ortofrutticolo. Tra le aziende del gruppo, infatti, vi è anche Mezzacorona sca (società cooperativa agricola), nata dalla fusione tra le Cantine Mezzacorona e il Consorzio ortofrutticolo Valdadige, frutto di un’operazione varata dalle due aziende nel febbraio del 2006 con le rispettive assemblee straordinarie. Mezzacorona sca è la holding del Gruppo Mezzacorona e controlla la filiera dalla campagna fino al vino affinato, delegando poi alle controllate le attività agro-industriali, commerciali e di marketing e in particolare alla Nosio spa (controllata direttamente da Mezzacorona sca al 65%), che è la subholding del Gruppo e costituisce il motore degli investimenti e dell’innovazione.
Complessivamente, Mezzacorona gestisce oltre 3.000 ettari in Trentino Alto Adige, suddivisi tra vigneti e frutteti, e quasi 1000 ettari in Sicilia (tramite la controllata Nosio spa), tutti coltivati con sistemi di produzione integrata, valorizzando il territorio anche in funzione delle attività economiche collegate, in primis il turismo.
Il Gruppo Mezzacorona esporta in oltre 50 Paesi del mondo. L’export costituisce il 72% del volume di affari, con una forte presenza negli Usa, in tutta l’area tedesca (Germania, Austria, Svizzera tedesca), in Scandinavia, Regno Unito e Canada.
I marchi di proprietà del Gruppo sono Mezzacorona, Rotari, Tolloy, Feudo Arancio e Nota.

Carrefour e la settimana europea dell’energia sostenibile

Dal 9 al 13 febbraio, in occasione della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, dedicata a una maggiore sensibilizzazione dei consumatori verso soluzioni energetiche alternative, Carrefour, unico retailer partner con le filiali nazionali di Italia, Belgio, Francia, Spagna, Grecia e Polonia, ha deciso di concretizzare il proprio impegno in alcune iniziative.

In particolare:

  • dal 5 al 13 febbraio nei pdv Carrefour e Gs viene effettuata una selezione di prodotti non food verdi, come pile ricaricabili, lampade a risparmio energetico, elettrodomestici classe A;
  • il 13 febbraio, tutti i pdv Carrefour e Gs, come segnale di partecipazione all’iniziativa Mi Illumino di Meno organizzata dalla trasmissione Caterpillar su Rai Radio 2, spegneranno le loro insegne dalle 18,00. In questo modo viene consentito un risparmio energetico stimato in circa 1.150 kg di CO2;
  • in collaborazione con Tetra Pack, è stata realizzata un’edizione limitata di contenitori per il latte a marchio Carrefour, concepita solo per questa settimana;
  • sul pack, sono riportate informazioni per sensibilizzare i consumatori sull’utilizzo di energia sostenibile.

Sun Fruits, la boutique della frutta

Amadori e Uno Mobile: nuova iniziativa di co-marketing

Dal 5 febbraio fino all'8 marzo, nuova iniziativa di co-marketing tra Uno Mobile, l'operatore di telefonia mobile del Gruppo Carrefour Italia, e Gruppo Amadori, dopo il successo della prima edizione avvenuta lo scorso novembre.

Presentando alla cassa il coupon relativo all'acquisto di una confezione di filetti impanati Amadori in formato famiglia della linea i Fidatissimi abbinata a quello di un secondo prodotto a scelta tra Ortaiole, Birbe e Cordon Blue (scontati del 35%), i clienti ricevono una sim Uno Mobile con 15 euro di traffico omaggio (che saranno accreditati in tre tranches per tre mesi).

Nel caso, invece, il cliente abbia già una Sim card Uno Mobile, può scegliere di ricevere 5 euro di traffico gratuito con le medesime modalità.

Questa operazione si affianca alla campagna televisiva pianificata da Amadori nello stesso periodo per il lancio della nuova linea i Fidatissimi.

Nella precedente edizione, le vendite dei quattro prodotti Amadori protagonisti dell'operazione sono aumentate di 7 volte; per Uno Mobile l'obiettivo di attività di questo genere riguarda sia l'incremento di nuove attivazioni sia la possibilità di aumentare la propria visibilità al di fuori dei pdv della rete del Gruppo Carrefour.

VI.P inaugura una nuova sede

Lo sviluppo del business ha imposto l'esigenza di centralizzare le funzioni di VI.P in un ambiente più grande. L'Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta VI.P ha dovuto dunque rispondere con una nuova sede per la quale invece di ricorrere a una semplice ritrutturazione dell'esistente si è deciso invece di ampliare la costruzione con una nuova struttura parallela alla sede storica, collegata ad essa attraverso due corridoi sospesi, in modo da dare vita ad un unico stabile complessivo.
L'architetto Arnold Gae
ha deciso di usare materiali semplici ma in modo creativo: tra queste spicca la parete interamente realizzata con cassette di frutta e cemento (che riportiamo in foto), ideata dall'artista Manfred Alois Mayr, che ricorda le pareti che si creano spontaneamente nelle feste e manifestazioni della valle.

Il nuovo volume fabbricato è fi 3.907,95 m³ pari a una superficie aggiuntiva 461,35 m² .

Pmi sotto il giogo della crisi

Pmi, il conto della recessione è già salato e le prospettive si presentano in una luce fosca, soprattutto se si considera che degli aiuti governativi finiranno per usufruire quasi esclusivamente le grandi imprese e che anche le forme di protezione sociale per gli occupati nelle piccole imprese sono meno efficaci.

La ricerca
Una conferma arriva dai numeri dell’indagine trimestrale sulle aziende manifatturiere fino a 500 dipendenti realizzata dal Centro studi Unioncamere. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente infatti, le pmi fanno segnale un crollo dell'8% nella produzione, del 6,1% nel fatturato e del 7,6% negli ordinativi.
Scendendo nel dettaglio le aziende con addetti da 1 a 49 subiscono una caduta negli ordinativi del 7,3%, mentre la produzione scende del 7,6% e il fatturato del 5,9%.
Per le imprese di maggiore dimensione invece, da 50 a 499 dipendenti, il ribasso è minore ma comunque tocca il -4,9% nella produzione e -4,6% nel fatturato.
Inoltre, se per le aziende di minor dimensione le esportazioni risultano ancora positive (0,5%), anche se in forte calo, per le medie aziende l'indice assume segno negativo (-2,5%).
Le previsioni maggiormente negative sono quelle raccolte presso le imprese del Nord Ovest, per le quali il calo degli ordini è del –8,5 %. Leggermente migliore il trend  di Nord Est (–7,0 %), Sud (–6,0 %) e Centro (– 5,0 %).

Coop Estense testa il pagamento delle bollette

È pronta al via la sperimentazione del servizio di pagamento delle bollette alle casse presso il supermercato integrato Coop di Vignola (Modena), che a marzo interesserà le utenze Telecom e ad aprile quelle del Gruppo Hera (gas e luce).

L'obiettivo del retailer è quello di poter estendere il servizio nel secondo semestre 2009 a tutta la rete della cooperativa -48 pdv, di cui 13 ipermercati e 35 supermercati dislocati in Emilia e in Puglia- per quanto riguarda le bollette Telecom, mentre per quanto concerne le bollette energetiche di Hera, il servizio interesserà i pdv ubicati nel bacino di utenza dell'azienda, ovvero in provincia di Modena e di Ferrara.

Convenzione fra Metro e Aspi per formare il mastro coppiere

Metro Italia insieme ad Aspi, Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, propone un corso per mastrocoppiere in 13 lezioni. Esso costituisce il primo dei due livelli di formazione necessari per poter diventare sommelier e si rivolge ad appassionati di vino e promotori della cultura vinicola.

L’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana nasce a Milano
nel settembre 2007. Ne è presidente Giuseppe Vaccarini, miglior sommelier
del Mondo 1978, e presidente dell’Association Sommellerie Internazionale.

Caratteristiche del corso
La partenza è oggi 9 febbraio 2009 a Milano con due sessioni alternative:
una nel pomeriggio 15.30/18.00;
una serale 20.30/23.00.
Il costo è di 500 euro compresa la quota annuale di iscrizione all’associazione. C'è però uno sconto del 10% da parte di Metro verso i propri clienti che si iscriveranno al corso pomeridiano. In aggiunta alle lezioni sono previste serate di approfondimento, una visita a una cantina di produzione e una cena didattica.

Eataly sbarca in Giappone, come ambasciatore del Made in Italy

Aspiag investe nei sistemi antitaccheggio di ADT

Negli ultimi anni, il gruppo Aspiag ha indirizzato i propri sforzi sulla lotta alle differenze inventariali, ponendo particolare attenzione alle tecnologie in grado di supportarne la riduzione. Grazie ad analisi interne è stato rilevato che una serie di articoli risultano molto appetibili ai taccheggiatori e ciò contribuisce ad elevare le differenze inventariali nei punti di vendita, diminuendone i profitti.

Per questo motivo, nel corso del 2005, Aspiag chiese ad ADT Fire & Security, azienda appartenente del gruppo Tyco International, di mettere a punto un progetto finalizzato a ridurre efficacemente, con un consistente abbattimento, la percentuale di tali ammanchi.

La soluzione

ADT presentò una soluzione che avrebbe permesso di ridurre nel tempo le differenze inventariali e di andare a coprire i costi di start-up: un investimento iniziale per un aumento reale dei profitti. Ad oggi, grazie alla fiducia riposta da Aspiag su tale proposta, 67 punti di vendita sono stati gradualmente protetti con tecnologia antitaccheggio magnetoacustica Ultramax Sensormatic®.
Da un punto di vista tecnologico, per proteggere il varco cassa è stata utilizzata l’antenna antitaccheggio Ultra•Lane, che coniuga alte performance di rilevazione ed estetica gradevole, integrandosi nell’ambiente del punto di vendita e favorendo il passaggio dei carrelli e lo svolgimento delle operazioni di cassa. Il disattivatore è integrato nel banco cassa, per permettere una comoda e veloce disattivazione dei prodotti acquistati regolarmente. La tecnologia magnetoacustica garantisce una qualità di rilevazione molto elevata anche nelle peggiori condizioni di interfenza elettronica (es. presenza di metallo) e riduce drasticamente il numero dei falsi allarmi. Gli ingressi e le uscite senza acquisti sono invece protetti con antenne Ultraexit, che consentono varchi ampi per l’accesso della clientela, senza perdere nulla in termini di performance di rilevazione.

Ampia partnership

ADT gestisce per conto di Aspiag una serie di attività, inclusa la formazione del personale del punto di vendita rispetto all’utilizzo e la gestione quotidiana delle apparecchiature. La vera novità, da un punto di vista di partnership tra le due aziende, è stato un progetto che ha visto coinvolte “a quattro mani” le due aziende sull’etichettatura dei prodotti con etichette antitaccheggio. Oggi, i risultati di questo investimento sono evidenziati dalla notevole riduzione delle differenze inventariali, obiettivo che per i retailer ha acquisito una rilevanza di primo piano nelle strategie aziendali.

I vantaggi del sistema di etichettatura

Una volta identificate le referenze su cui era necessario focalizzarsi da un punto di vista di sicurezza, ADT ha organizzato un servizio di etichettatura che permette una serie di vantaggi, quali:

  • applicazione delle etichette regolata da procedure, norme di condotta e tempistiche, in modo da consentire una copertura efficace delle referenze;
  • protezione con soluzioni ad hoc (es. bottiglie, elettronica, abbigliamento) ove non sia possibile utilizzare la classica etichetta adesiva Miniultrastrip;
  • analisi e pianificazione di particolari azioni di protezione, in ogni singolo punto di vendita;
  • accordi con fornitori che prevedono l’inserimento dell’etichetta antitaccheggio in sede di produzione o confezionamento del prodotto (protezione alla fonte);
  • possibilità per il personale del punto di vendita di dedicarsi maggiormente all’assistenza della clientela, attività fondamentale per Aspiag.

Oltre 500 pdv in Italia

Il marchio Despar, è nato in Olanda nel 1932. Attualmente Spar Internazionale rappresenta la catena di distribuzione più diffusa al mondo, con oltre 13.500 punti vendita in 33 nazioni in tutti i continenti, per un fatturato annuo complessivo di 27 miliardi di euro. In Italia, il marchio Despar è rappresentato da 12 diverse aziende, ciascuna competente per una regione o parte di territorio e riunite nel Consorzio Despar Italia.
La più grande è Aspiag Service S.r.l., società della Spar Austria, presente nel Triveneto e in provincia di Ferrara con circa 570 punti di vendita (filiali ed associati) ad insegna Despar, Eurospar e Interspar.

Le imprese devono fare Web 2.0, ma con cautela

Le aziende possono sfruttare le nuove possibilità offerte dal Web 2.0 per fare marketing e comunicazione, ma devono farlo con una buona dose di cautela e un certo grado di autenticità, se non vogliono incorrere in veri e propri boomerang. È questo il filo conduttore di quanto emerso dal convegno Come fare brand 2.0, organizzato dalla società di eventi, convegni e formazione Monnalisa con la media partnership di Mark Up.

Un pubblico diverso
Per parlare di brand 2.0 bisogna partire dal fenomeno Web 2.0: «Si tratta di una definizione che fa comprendere come ci sia stata un'evoluzione di Internet verso una maggiore personalizzazione - ha spiegato Mattia Losi, direttore editoriale del Sole 24 Ore Business media - Ma è difficile catalogare il mondo dell'on line, che cambia ogni momento, in una casella così rigida». È senz'altro vero però che il pubblico di consumatori con cui le aziende devono confrontarsi quotidianamente è ormai profondamente diverso rispetto al passato. Non esiste più un indistinto pubblico di massa, hanno convenuto i relatori, ma ce ne sono tantissimi, almeno quanti i prodotti in circolazione. Secondo una ricerca Gfk del 2007 citata da Fabio Fabbi di Ffect Consulting, anche l'influenza dei media sulle persone non è più quella di un tempo: il 78% dei consumatori tedeschi si dichiara irritato dalla pubblicità tv, ed appena il 24% la guarda. Negli Usa, il 76% del campione pensa che gli spot non dicano la verità, mentre il 61% sostiene di credere di più al passaparola che all'advertising tradizionale. Ecco perché in questa fase una particolare fetta dei consumatori è al centro dell'attenzione: si tratta di quelle persone abituate a fare un uso attivo degli strumenti Web 2.0, cioè a utilizzare in modo attivo blog, video, feed e quant'altro, sempre più spesso anche per commentare i prodotti o il comportamento di un'azienda. Si tratta di un numero ristretto, pari circa al 9% degli italiani secondo Alberto D'Ottavi, giornalista ed esperto del settore, ma ritenuto da molti in grado di fare da trend setter, ovvero di anticipare e influenzare il comportamento d'acquisto del resto dei consumatori.

Grazia e l'investimento nel Web 2.0
«La parola chiave è engagement- ha commentato Stefano Rocco, direttore marketing e contenuti di MySpace Italia - Le community di appassionati vogliono partecipare, possono essere considerate una sorta di portavoce spontaneo del brand. Le aziende su Internet devono però imparare a comunicare non soltanto quanto è bello un determinato prodotto, ma anche quanto questo arricchisce l'esperienza degli utenti». Gli esempi positivi non mancano: Rocco ha citato il caso del mensile Grazia, che proprio su MySpace ha dato vita a una sorta di casting on line, dove per partecipare era necessario fotografarsi in modo creativo con una copia del magazine. «L'operazione - spiega il responsabile di Myspace - ha consentito al mensile di ampliare il target e avvicinare nuovi lettori, incrementare le vendite cartacee, aprire una vetrina promozionale nel web 2.0 e generare un ritorno promozionale anche sui media radiotelevisivi».

Il caso Webank
Il web 2.0 è stato impiegato in maniera intensiva anche in un altro settore, quello bancario: nel corso del convegno è stato illustrato il caso di Webank, attiva nell'Internet banking. Già dal 2002 la filiale italiana ha iniziato a monitorare il mondo dei blog e dei newsgroup e, a partire del 2006, ha deciso di occuparsi della materia in maniera più sistematica. «Invece di usare software appositi - ha spiegato Adriana Piazza, marketing manager di Webank - all'interno della struttura marketing abbiamo una persona che passa le sue giornate a monitorare i siti dove si potrebbe parlare di Webank, ovvero principalmente i forum di finanza on line. Se un post degli utenti è negativo l'azienda può anche decidere di intervenire nel dibattito Web, ma nel caso lo fa in maniera assolutamente trasparente, presentandosi come Webank». Secondo la manager è dunque importante non cedere alla tentazione di ingannare il mondo di Internet, magari affidandosi a quelli che Umberto Bertelè del Politecnico di Milano ha una volta definito i “consulenti di manipolazione del Web 2.0”. «Molte agenzie di comunicazione - ha rivelato Piazza - ci hanno proposto di postare commenti positivi sulla nostra attività in questi forum di discussione, ma abbiamo sempre detto di no a queste offerte».

Le possibili conseguenze negative
La blogosfera, insomma, ha acquisito importanza per le aziende, ma non bisogna commettere l'errore di prendere per oro colato tutto quello che proviene da questo mondo: «Ci sono stati numerosi casi di successo - ha puntualizzato Mattia Losi - ultimo quello per il lancio della nuova Fiat 500, ma non sempre questi esempi possono essere replicati. È importante essere consapevoli che le persone che intervengono sul Web non coincidono con il pubblico di riferimento di un'azienda». «Non mancano esempi negativi per le aziende nel mondo di Internet - ha aggiunto Luigi Rubinelli, direttore di Mark Up - Se la marca non è riuscita già in precedenza a costruire una relazione forte con il proprio pubblico c'è il rischio che gli strumenti di Web 2.0 non servano, o peggio, si rivelino un pericoloso boomerang».

La lotta al sovrappeso si fa anche al supermercato

Impressionanti i dati dell’Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, sull’obesità in Italia: nel nostro paese le morti attribuibili a sovrappeso e obesità sono state circa 57.000 nel 2002, un decimo del totale.
I più recenti dati Istat indicano che più di un italiano su tre (34,2%) è in sovrappeso, mentre quasi il 10% è obeso. Gli obesi adulti sono ormai un esercito di oltre 4 milioni di persone. E il loro numero è in crescita.  Sovrappeso e obesità sono evidentemente una vera e propria emergenza che coinvolge tutti i paesi e non solo quelli occidentali, con pesanti ricadute in termini sanitari e socio-economici.
All’eccesso di peso sono associate condizioni cliniche – malattie cardiovascolari, respiratorie, osteoarticolari, aumento delle pressione arteriosa, incremento di grassi e zuccheri nel sangue – che determinano una riduzione della qualità della vita e un aumento del rischio di morte.

Il check-up che dà peso al peso
L’iniziativa Dai peso al peso, promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, l’IRCCS San Raffaele Pisana, la Società Italiana dell’Obesità e Acaya Formazione & Salute, in partnership con Abbott ed in collaborazione con Coop Italia, punta a invertire la rotta attraverso un approccio integrato basato sulle tre “A” -alimentazione controllata, attività fisica, aiuto medico- che possono portare riduzioni di peso, anche piccole, in grado di assicurare significativi benefici per la salute. L’obiettivo del progetto è, evidentemente, quello di aumentare nelle persone in sovrappeso e
obese il grado di consapevolezza sulla propria condizione di rischio e
incoraggiarle a modificare il proprio stile di vita. Così, in circa 50 centri Ipercoop di tutta Italia, dal 13 febbraio e fino a giugno, le persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni, in sovrappeso evidente o sospetto, potranno eseguire il controllo gratuito dei valori ematologici, misurazione della pressione, misurazione della circonferenza addominale, indice di massa corporea, valutazione della distribuzione di grasso rispetto alla massa magra, e test sul comportamento psicologico nei confronti dell’alimentazione.

Il parere medico
“L’obesità è una vera e propria patologia, non è un problema puramente estetico, è un problema clinico metabolico. E non si risolve semplicemente dando dei buoni consigli –spiega Giovanni Spera, Dipartimento Fisiopatologia Medica, Sapienza Università di Roma e presidente Sezione Regionale Lazio della SIO–. In linea generale occorre favorire l’alimentazione mediterranea, seguendo dei semplici principi: mangiare più volte nell’arco della giornata in quantità ridotte, mangiare di tutto (meno grassi, più frutta e verdura), non rinunciare ai carboidrati. Fare sempre attività fisica, (mezz’ora, un’ora ogni giorno). Rivolgersi a strutture pubbliche o private. In questo percorso il trattamento farmacologico deve essere inserito in un approccio globale che tiene conto del corretto stile di vita”.
Perché si è scelto il supermercato per affrontare un tema così delicato? "Abbiamo pensato di intervenire lì dove ci sono le scelte del consumatore, per orientare il gusto, ma soprattutto lo stile di vita nella giusta direzione- dice Salvatore Puscio, presidente Acaya Consulting, società che fa simulazioni di interventi ospedalieri per preparare meglio i medici alle operazioni reali-. Il progetto nasce da una forte esigenza di testare i problemi di sovrappeso degli italiani e abbiamo deciso di farlo sul campo, offrendo gratuitamente la possibilità agli italiani attraverso degli ambulatori mobili".
Negli Ipercoop, tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa troveranno in un manuale con indicazioni e consigli per ridurre il sovrappeso.

Coop Estense insegna a fare la spesa Ambientalmente

Sensibilizzare i consumatori all'acquisto di prodotti eco-sostenibili e, contemporaneamente, educarli sul corretto smaltimento degli imballaggi per ottimizzare la raccolta differenziata: è questo l'obiettivo del percorso Ambientalmente messo a punto da Coop Estense in collaborazione con il Comune di Modena e Gruppo Hera, nato nel 2002 dall'unione di undici aziende di servizi pubblici dell'Emilia Romagna, quotata in Borsa dal 2003 e leader nella gestione dei servizi legati al ciclo idrico, al settore energetico e alla gestione dei servizi ambientali.
La raccolta differenziata effetttuata da Hera Modena sul territorio comunale nel 2008 ha raggiunto la quota del  42,5%, superando gli obiettivi prefissati.

Il percorso nel punto di vendita

Sono 42 i prodotti a marchio Coop, oltre alle linee eco e bio, evidenziati a scaffale con uno stopper che raffigura il marchio dell'iniziativa -un occhio e una mano per dare il messaggio “Osserva e agisci”- disegnato da McCann che ha curato anche la campagna di affissione locale.
Di fianco allo stopper, sul cursore prezzi una striscia, una sorta di didascalia, spiega i motivi per cui quel prodotto o quel pack sono eco-sostenibili; inoltre, nei reparti in cui questi prodotti sono presenti, è stata creata anche una comunicazione interna che spiega i dettagli dell'iniziativa e fornisce suggerimenti per una corretta raccolta differenziata. All'ingresso del pdv, è operativo un totem che ornisce voltantini didattici. In occasione del lancio dell'iniziativa Coop Estense ha introdotto le borse riutilizzabili.

Prospettive di sviluppo

Inaugurato oggi presso l'Ipercoop de I portali
di Modena, il progetto verrà esteso entro fine anno ad altri 12 pdv
(ipermercati e superstore) nelle province di Modena e Ferrara per poi
interessare l'intera rete della cooperativa nel corso del 2010.
“Non escludiamo di favorire l'applicazione del progetto anche
all'industria di marca. Penso in primo luogo ai nostri copacker, che
sono già stati sensibilizzati al tema attraverso il progetto Coop for
Kyoto
”, dichiara Isa Sala, direttore soci e consumatori di Coop Estense.

Nanotecnologie in mostra a Torino

Se sono infinitamente piccole le dimensioni fisiche, quelle economiche hanno ordine di grandezza enormi ed enormemente oscillanti. Le previsioni di sviluppo, entro il prossimo quinquennio, delle nanotecnologie variano dai 750 milioni ai due miliardi di euro, dati su cui sta ragionando la Commissione europea, o ai quattro miliardi di dollari di cui si è parlato alla presentazione il 4 febbraio scorso a Torino del prossimo Nanoforum, in calendario, indicativamente, dal 9 all'11 giugno prossimi nel centro congressi Torino Incontra.

Mostra convegno
L'iniziativa, che quest'anno giunge alla quinta edizione, ma per la prima volta lascia la sede milanese (anche se il Politecnico del capoluogo lombardo avrà ancora una parte decisiva nel progetto), mantiene la sua tradizionale struttura che prevede una serie di posters divulgativi tenuti da accademici italiani del settore, conferenze incentrate sui settori di applicazione più promettenti, come ad esempio il farmaceutico, l'automobilistico, l'alimentare.

Rilievo sarà sicuramente dato nella discussione alle tematiche inerenti la sicurezza: al vaglio della Commissione europea c'è una proposta di regolamentazione presentata dal Gruppo dei Verdi alla quale l'industria guarda con molta preoccupazione perché restringerebbe, se approvata, di molto le possibilità di applicazione. Le prime evidenze scientifiche saranno presentate, anche se difficilmente potranno arrivare certezze, dato che studi di questo tipo si conducono su base generazionale.

Incentivare la frutta tra i più piccini? Un gioco da supereroi

Bilancio positivo per il progetto triennale “Fruitness enjoy it!”, promosso e finanziato da CSO (Centro Servizi Ortofrutticoli), Unione Europea e Agea per incentivare il consumo di frutta in in Germania, Austria, Polonia, Regno Unito e Svezia tra i bambini in età scolare, i più esposti a un’alimentazione troppo ricca di grassi e zuccheri, quindi ai rischi dell’obesità infantile.


“Il progetto Fruitness ha ottenuto risultati lusinghieri –ha commentato Paolo Bruni, presidente del CSO, in occasione della conferenza stampa organizzata questa mattina al Fruit Logistica di Berlino, nello spazio di Piazza Italia–. Le promozioni realizzate nei pdv della grande distribuzione e nei negozi tradizionali sono state ad oggi 7.500 con una distribuzione di oltre 1 milione di depliant informativi. I bambini hanno potuto giocare con i videogame di Mr Fruitness realizzati in tre versioni, di cui nel triennio sono state distribuite oltre 2 milioni di copie”.

Vincente la dimensione del gioco
Dal 2006 ad oggi la campagna ha sensibilizzato i piccoli consumatori
europei sull’importanza di mangiare frutta regolarmente, in particolare
pesche, nettarine, pere e kiwi, avvicinandoli con un linguaggio
comprensibile e divertente, mutuato dai fumetti e dai videogame, per
sottolineare che mangiare frutta non è un dovere ma un piacere.

Protagonista incontrastato del progetto è stato Mr Fruitness,
il supereroe in calzamaglia verde che prende forza dalla frutta per
sconfiggere snack, merendine, bibite gassate che minacciano la salute e
riducono l’efficacia dei suoi superpoteri.

Via web 1 milione di contatti
Fondamentale strumento di comunicazione della campagna è il web: il sito www.fruitness.eu, realizzato in cinque lingue, contiene informazioni sulle proprietà benefiche del consumo di frutta per ridurre i rischi di obesità, ma consente anche di giocare.

“Lo spazio interattivo sul web si è molto ampliato nell’ultima versione del sito - dichiara Luciano Trentini, Direttore di CSO-. Con la collaborazione dell’Università di Bologna abbiamo messo a punto un questionario/quiz per i bambini che utilizzano il sito e che sono sempre più numerosi. Quest’anno, abbiamo raggiunto 1 milione di contatti provenienti da 60 Paesi del mondo”.

Per promuovere al meglio il sito, Mr Fruitness sta navigando in questi giorni alla scoperta dei segreti del web: dai blog, ai social network, da Youtube a Facebook, il supereroe in calzamaglia verde ha ora una presenza massiccia nel mondo 2.0.

Frutta fresca nelle scuole
In attesa di una
eventuale rinnovo del progetto, l’Unione Europea sta continuando a
incentivare il consumo regolare di frutta presso i bambini europei. Tomas Garcia Azcarate, capo unità presso la Direzione Generale dell’Agricoltura e Sviluppo Rurale alla Commissione Europea,
ha annunciato l’imminente partenza del progetto “School Fruit Scheme”
in Europa. L'iniziativa -che prevede un investimento di 90 milioni di
euro- porterà la frutta direttamente nelle scuole, sempre presentandola
in modo piacevole e divertente.

Homedics presenta MyBody la bilancia che si collega al pc

HoMedics, che fa della strategia dell'innovazione tecnologica nel settore dei piccoli elettromestici per la salute e il benessere il proprio elemento distintivo, presenta a 89,90 euro MiBody una bilancia dotata di drive per una chiavetta USB, con cui è possibile
trasferire tutti i dati su un qualsiasi pc in un click, memorizzando i
dati e creando un personale database dei propri progressi. I dati inseriti sono poi elaborabili da un
software, scaricabile gratuitamente da un sito che
li traduce in maniera semplice ed intuitiva.
La garanzia è di 12 anni.

Funzionalità
MiBody è in grado di misurare i valori più complessi che determinano in modo puntuale e preciso lo stato di generale benessere dell'organismo e cioè i valori di peso corporeo, acqua corporea, massa muscolare, grasso viscerale, indice di massa corporea (BMI) e tasso metabolico basale (BMR), fornendo una sorta di radiografia accurata dello stato di forma fisica complessivo anche sottoforma di grafici.
Il software MiBody, tradotto in 9 lingue, consente di memorizzare fino a 30 risultati per utente.

Approccio integrato
La sfida che lancia MyBody non si limita alla singola bilancia. Si tratta infatti di una prima tessera all'interno di una gamma articolata di prodotti, alleati del benessere, in grado di “dialogare” tra loro, mediante Pc. Una sorta di sistema di monitoraggio integrato, finora retaggio di sistemi professionali da palestra, che viene "portato" a livello di casa.

Nuovo direttore vendite per TreValli Cooperlat

È Luca Squartini il nuovo direttore vendite di Tre Valli Cooperlat, il gruppo cooperativo con sede a Jesi (An) che, con €243,8 mln di fatturato consolidato nel 2007, è il terzo gruppo in Italia nel settore lattiero-caseario.
Squartini, 47 anni, ha il compito di coordinare e gestire la forza vendite, attualmente composta da oltre 200 risorse, focalizzando l'attività di promozione dei marchi nazionali del Gruppo sui mercati italiani, secondo quanto stabilito nei piani di sviluppo dell'azienda.
“La strategia commerciale del Gruppo -dichiara Luca Squartini, che vanta esperienze significative in multinazionali di largo consumo- mira a garantire i presidi storici regionali rappresentati dai nostri marchi territoriali, potenziando al tempo stesso il dialogo con i grandi clienti della gdo attraverso un'efficace valorizzazione dei marchi nazionali. I nostri interlocutori, infatti, possono contare su un partner altamente affidabile in termini di capacità di innovazione e di garanzie di qualità”.

Nasce a Trieste la Fondazione Ernesto Illy

“L'etica come abito dell'uomo, la qualità come misura delle cose, la ricerca come amore per il mondo”. Sono le parole che i collaboratori vollero dedicare a Ernesto Illy dopo la sua scomparsa, avvenuta un anno fa. Oggi quelle stesse parole sono state incise in una targa scoperta durante l'ora in cui illicaffè si è fermata per commemorare il suo fondatore. E sempre oggi è stata presentata, nella sede dell'azienda a Trieste la Fondazione Ernesto Illy, nata da un'idea espressa dalla famiglia. Istituita da illycaffè ma aperta all'ingresso di altri soci sostenitori, la Fondazione è presieduta da Anna Rossi Illy, moglie di Ernesto e attuale presidente onorario dell'azienda. La vicepresidenza è affidata alla figlia Anna, mentre gli altri figli - Francesco, Riccardo e Andrea -, compongono il Consiglio di Amministrazione. Direttore è Roberto Morelli, che dirige anche Cultura del caffè di illy.

Gli scopi
La Fondazione si propone di sviluppare e approfondire il patrimonio di idee, attività e spunti che Ernesto Illy ha lasciato come eredità morale e che si possono riassumere proprio nella frase che abbiamo già citato. Le attività si concentreranno negli ambiti dell'etica, della sostenibilità, della ricerca scientifica, della cultura del caffè attraverso la realizzazione di progetti culturali e scientifici, l'organizzazione di eventi, congressi di studio e seminari, la produzione di strumenti editoriali e multimediali e stringendo partnership con Università, istituzioni ed enti d'eccellenza.
Tra i progetti allo studio si segnlano 1) un percorso universitario incentrato sull'economia e la scienza del caffè con le collaborazioni con gli atenei regionali; 2) la partecipazione al progetto sulla genetica del gusto in collaborazione con Sissa (Scuola Internazionale per gli Studi Avanzati di Trieste); 3) la possibile collaborazione con il progetto mondiale di sequenziamento del genoma del caffè, già oggetto di un network internazionale di studi; 4) un progetto per la salvaguardia e valorizzazione della pianta di caffè in Etiopia in collaborazione con l'ateneo di Addis Abeba; 5) lo sviluppo del premio scientifico internazionale “Trieste Science Prize” che sarà intitolato a Ernesto Illy.

La Fondazione, che opererà in tutto il mondo, ha sede nel comprensorio aziendale, dove trovano spazio anche le attività di Ricerca & Innovazione, l'Università del caffè e la nuova biblioteca, arricchita con il patrimonio librario dell'imprenditore e che verrà aperta anche agli ospiti esterni e agli appassionati del mondo del caffè.

Quando liberalizzazione fa rima con competizione

Liberalizzazione uguale a maggiore competizione. Anche sui prezzi. Così nelle farmacie di Farmagruppo, per tutto il mese di febbraio, si possono acquistare sia 20 compresse di Paracetamolo sia di Acido Acetilsalicidico più vitamina C (in pratica l'aspirina) a solo 1,90 euro a confezione, il prezzo più basso sul mercato.

L’innovazione in farmacia
Si tratta di un’iniziativa che evidenzia come l’effetto liberalizzazione del decreto Bersani -che ha consentito a Coop Italia di realizzare, prima insegna sul territorio nazionale, un prodotto con gli stessi principi attivi dell’aspirina e a proporlo a soli 2 euro- sia in grado di sviluppare una libera concorrenza sul mercato. Concorrenza che, in questo periodo, è fortemente focalizzata sul fattore prezzo, ma che ha già portato buona parte della categoria dei farmacisti a rivedere il concept stesso del punto di vendita, ampliandolo a una serie di servizi che favoriscono la fidelizzazione della clientela. Come a dire, la competizione aguzza l'ingegno.

Promozione concertata
Questa iniziativa di riduzione dei prezzi di alcuni farmaci di largo consumo, come dichiara Luigi Ricca, assessore al Commercio della Regione Piemonte con la quale Farmagruppo ha concertato la promozione: “Ho chiesto ai farmacisti di non limitare la promozione di questi due prodotti al 28 febbraio, ma di estenderlo a tutto il 2009 in considerazione che si tratta di due dei farmaci più venduti in Italia. In tal senso, ho già avuto risposta positiva da parte di Farmagruppo e anche la disponibilità ad allargare la gamma dei prodotti. Questa iniziativa, inoltre, è anche uno stimolo concreto all'utilizzo del farmaco generico e di conseguenza al contenimento della spesa farmaceutica".

La Provincia di Milano punta sulla gdo per ridurre i rifiuti

In anticipo sui termini dettati dalla normativa europea -che a partire dal 2010 prevede la messa al bando dei sacchetti in polietilene-, la Provincia di Milano e Federdistribuzione propongono congiuntamente l'iniziativa “Il sacchetto che ama la natura”.

Grazie all'adesione di diversi retailer -Sma, Pam, Esselunga, Unes e Coop- che con la loro rete rappresentano circa il 50% della gdo attiva sul territorio provinciale, nel prossimo trimestre nei pdv di dette insegne verrano distribuiti 2,4 milioni di shopper biodegradabili, che verranno proposti in alternativa a quelli classici a fronte di un contributo di 0,10 euro.

Realizzati in Mater-Bi, la bioplastica sviluppata da Novamont sfruttando risorse rinnovabili di origine agricola, i nuovi shopper ecologici sono biodegradabili e compostabili, e pertanto adatti per la raccolta dell'umido.
Oltre a questo,  rappresentano un importante veicolo di sensibilizzazione al tema del rispetto dell'ambiente e di educazione a comportamenti eco-sostenibili. Non a caso, su un lato del sacchetto è riportato l'indirizzo del sito da consultare per conoscere i dettagli del progetto (www.provincia.milano.it/ambiente).

Il ruolo chiave della gdo

Seppure temporanea e a copertura parziale della rete distributiva provinciale, l'iniziativa varata oggi permetterà una riduzione di CO2 pari a 49 tonnellate e un risparmio di 25 tonnellate di petrolio secondo i calcoli di Green Management Institute -partner tecnico del progetto-.
Che ha realizzato uno studio di impatto ambientale secondo il quale in provincia di Milano vengono consumati ogni anno 1,3 miliardi di plastica, dei quali numericamente circa un quarto vengono veicolati proprio dalla gdo.

L'iniziativa, che si inserisce nel Piano provinciale rifiuti già approvato dalla Regione Lombardia, rappresenta solo un primo passo di una strategia più ampia che ha come obiettivo primario la riduzione dei rifiuti alla fonte e che vedrà la distribuzione giocare un ruolo di primo piano, in quando punto di collegamento tra produttori e consumatori.

“Per uscire dalla crisi c'è bisogno di interventi strutturali, ed è innegabile che il tema dell'eco-sostenibilità è destinato ad essere sempre più centrale -ha commentato Massimo Viviani, direttore generale Federdistribuzione- anche per la grande distribuzione, per un discorso di responsabilità sociale ma anche perché i consumatori sono alla ricerca di nuovi valori”.

Autogrill: in pista una nuova piattaforma europea

Reparto pescheria: lo strano caso del pangasio

È apparso sulla scena soltanto da qualche anno, ma già è diventato una presenza ricorrente, soprattutto nelle mense scolastiche e non solo...
 
Due i motivi che lo rendono particolarmente gradito ai ristoratori low profile: il prezzo supereconomico (circa 1,70 euro/kg all’ingrosso e 4,50 euro/kg al dettaglio) e il fatto che le sue carni, peraltro povere di nutrienti, hanno un sapore decisamente neutro -in pratica assume il sapore degli ingredienti con cui viene cucinato-, il che lo rende molto versatile in cucina.

Parliamo del pangasio, un pesce d’acqua dolce, simile al pesce gatto, che viene allevato nelle acque del fiume Mekong, in Vietnam, dove -grazie a ingenti investimenti effettuati da imprenditori locali- sono sorti moderni impianti di acquacoltura.

Frode commerciale e concorrenza sleale
Sfilettato e congelato presso lo stesso impianto, grazie a una efficiente rete distributiva, il pangasio viene commercializzato in ben 70 Paesi. Basti dire che rappresenta già il 3% del totale acquacoltura mondiale e il 7% del consumo in Europa, dove arriva tramite un importatore olandese.

Qual è il problema? Il fatto che decongelato viene spesso spacciato per varietà più pregiate, a prezzi di vendita decisamente maggiorati. Il che, oltre a rappresentare un caso di concorrenza sleale nei confronti di prodotti di acquacoltura con etichettatura a norma -come ben evidenziato dal Dossier Pangasio presentato a metà del 2008 ai Ministeri competenti dall'Api, Associazione piscicoltori italiani- si prefigura come una vera e propria frode commerciale. Una tentazione che ha contaminato persino alcuni pdv della gdo, canale in genere molto ligio alla normativa in fatto di etichettatura.

Come documentato dai cartellini esposti nei reparti del pesce di alcune insegne (vedi la galleria fotografica), spesso non vengono evidenziati metodo di produzione (acquacoltura) e paese di origine (Vietnam). In alcuni casi, non viene evidenziato che si tratta di prodotto decongelato, o addirittura viene spacciato come fresco, il che può indurre il consumatore a una (pericolosa) surgelazione domestica del prodotto non cucinato.

E spesso la denominazione commerciale indicata non è corretta (es. panga) o addirittura contraffatta (es. filetti di sogliola).
Casi isolati, magari già superati, in virtù del recente rafforzamento dei controlli sui prodotti ittici? Può darsi, ma il primo controllo deve venire dagli stessi retailer. Perché se un buon reparto dei freschi può fidelizzare la clientela, è altrettanto vero che un errore come questo può compromettere tutto.
Al di là del fatto che il consumatore merita rispetto, il che in prima istanza significa trasparenza.

L’innovazione alla base del successo di Dimmidisì

È stata inaugurata oggi a Berlino la 17° edizione di Fruitlogistica, la più importante manifestazione internazionale dedicata all'ortofrutta. L'evento del giorno è stato il Freshconex Congress, che ha visto la partecipazione, tra i relatori, di Giuseppe Battagliola, Presidente de La Linea Verde e coordinatore della Sezione IV gamma dell'AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari).

Piatti pronti freschi: time saving e qualità
Durante il suo intervento, Battagliola ha illustrato il caso di successo del giovane brand DimmidiSì, marchio dell'azienda di Manerbio (Bs), sottolineando l'innovazione come fattore chiave per il successo:
“Analizzando il contesto europeo notiamo il trend positivo del mercato dei primi piatti pronti, segno di una sempre maggiore richiesta da parte del consumatore di risparmiare tempo in cucina. A crescere, infatti, è soprattutto il segmento dei piatti pronti freschi e questo perché la freschezza è sinonimo di qualità e di bontà, caratteristiche prioritarie alle quali i consumatori non vogliono rinunciare pur scegliendo piatti già pronti. Anche in Italia assistiamo ad un elevato incremento della domanda di piatti pronti freschi. La nostra azienda ha saputo rispondere alle esigenze del mercato in maniera innovativa, portando sulla tavola degli italiani piatti pronti freschi e di altà qualità e diventando una vera specialista del freschissimo.
Le armi vincenti sono la conoscenza della materia prima fresca, il sistema di filiera certificato dal campo al punto di vendita e la gestione di prodotti freschissimi con una shelf-life di sei giorni".

Il must della R&S
È proprio su queste basi che si è sviluppato il valore aggiunto dei prodotti DimmidiSì, che hanno saputo coniugare freschezza e qualità assieme a un alto livello di innovazione. Da verdure freschissime, attentamente selezionate, sono nate DimmidiSì-Le Zuppe Fresche, DimmidiSì- Purè di Patate Fresco e dalla frutta di qualità, DimmidiSì- il frullato fresco di frutta. "In questa direzione, per offrire sempre una gamma di alto livello, buona e gustosa come fatta in casa -ha concluso Battagliola- diventa fondamentale investire costantemente in R&S, in tecnologie e in comunicazione”.

Cambia proprietà l’outlet del Mugello

Chi offre opportunità effettive di risparmio ai consumatori  oggi può navigare controcorrente rispetto alla recessione. E’ il caso degli outlet che stanno facendo segnare una forte crescita del fatturato in tutta Europa. Di qui l’interesse dei fondi specializzati per le poche strutture di grande dimensione disponibili. E questo spiega anche le ragioni che hanno spinto il Fondo European Outlet Mall Fund di Henderson Global Investors ad avviare l’acquisizione da McArthurGlen (che continuerà a curare la gestione) del Barberino Designer Outlet, situato a Barberino del Mugello (FI).

Lo sviluppo
Il valore iniziale dell’operazione è di circa 125 milioni di euro per la Fase 1.
Il Barberino Designer Outlet si trova a 25 km a nord di Firenze. Inaugurato nel marzo 2006, dispone attualmente di circa 21.500 mq di superficie lorda affittabile (GLA) e ospita più di cento tenants, tra cui i marchi D&G, Polo Ralph Lauren, Prada, Roberto Cavalli e Richmond. La Fase 2 dell’outlet aprirà nel 2010 ed aggiungerà ulteriori 6.000 mq di superficie.
Con l’acquisizione di Barberino, l’Henderson European Outlet Mall Fund possiede direttamente nove outlet di alto livello in Europa (in Francia, Italia, Austria, Olanda, Belgio e Germania) e indirettamente tre outlet in Gran Bretagna, per un valore complessivo del portafoglio pari a circa 1,2 miliardi di euro.

I precedenti
Henderson ha acquisito 11 di queste 12 strutture da MacArthurGlen, società leader in Europa nello sviluppo e gestione di Designer Outlet nonchè co-investitore nel fondo European Outlet Mall di Henderson.
Creato con l’obiettivo di acquisire proprietà immobiliari che presentano caratteristiche per lo sviluppo di outlet di qualità in aree ad alto potenziale, il Fondo ha raccolto circa 625 milioni di euro di equity dal suo lancio nel febbraio 2004, di cui 245 milioni di euro ottenuti con il terzo closing del fondo avvenuto a gennaio 2008.

I dieci anni di Interdis

Con un fatturato 2008 di 6.103 milioni di euro e 2.909 pdv al dettaglio presenti in 18 regioni italiane, Interdis (partner di Conad) festeggia dieci anni di attività e delinea le linee di sviluppo del prossimo futuro.
“Il nostro obiettivo è quello di creare valore economico per le imprese associate attraverso la realizzazione di servizi ad alto valore aggiunto, volti a migliorare la notorietà delle insegne nazionali” precisa Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing di Interdis.

Nuove sfide

Ulteriori sfide di Interdis, secondo il manager riguardano la possibilità di sfruttare maggiormente le economie di scala e centralizzare le leve del retailing mix, soprattutto in relazione alla leva promozionale e alla comunicazione continuando le politiche messe in atto negli anni anni con Sidis (che in Bugs Bunny il suo testimonial) e Dimeglio.
Prioritario anche il rilancio delle private label, attraverso l’implementazione di logiche industriali. Si tratta di obiettivi in linea con la storia del gruppo, tra i primi ad applicare logiche di mononegoziazione nel 1999, a collaborare con Medici Senza Frontiere, punto di partenza dell’impegno di CSI, oltre che di realizzare iniziative di CRM, arrivando all’attuale progetto di vendita di assicurazioni nei supermercati.

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