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EMMA MARCEGAGLIA E JEREMY RIFKIN OSPITI A L’INCONTRO NIELSEN 2009

La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e l'economista Jeremy Rifkin, saranno tra i prestigiosi ospiti de L'Incontro Nielsen 2009, l'appuntamento annuale giunto alla sua 25° edizione che avrà luogo dal 14 al 17 maggio prossimi al Forte Village di Santa Margherita di Pula (Ca).
Nell'ambito dell'evento, che riunisce ogni anno il management commerciale delle aziende leader nell'industria di marca, nella distribuzione moderna, nella comunicazione e nei servizi, Emma Marcegaglia e Jeremy Rifkin parteciperanno ai confronti sul tema “Relazioni Virtuose: come cambiano i rapporti nell'economia dell'esperienza”.
La necessità del confronto di idee per disegnare il cammino delle imprese e progettare un nuovo sviluppo è oggi più che mai una variabile critica di successo.
Il tema è stato scelto appositamente per sottolineare la continuità e la modernità dello spirito che 25 anni fa ha spinto alcuni manager a creare un momento di incontro tra Industria e Grande Distribuzione diventato negli anni un appuntamento unico e straordinario.
L'Incontro Nielsen rappresenta il più importante appuntamento italiano dedicato al mondo dei consumi e, più in generale, alla business community. Ogni anno riunisce in Sardegna 500 manager in rappresentanza di circa 250 aziende leader della produzione di beni di consumo, media, servizi e nuove tecnologie, per dibattere temi che riguardano l'attualità economica e sociale del nostro Paese e per analizzare le variabili che più da vicino avranno impatto sui risultati delle imprese.
Quest'anno l'apertura ufficiale degli incontri sarà affidata a Stefano Galli, nuovo Managing Director di Nielsen Consumer, l'azienda leader nelle informazioni di marketing e consumer presente in oltre 100 Paesi del mondo. Proprio in questi giorni si sta componendo l'agenda degli appuntamenti che prevede interventi di importanti esponenti del mondo dell'economia, della finanza e del mercato del nostro Paese. Occasione di confronto per addetti ai lavori, ma anche momento di verifica e aggiornamento dedicato al mondo dell'informazione, L'Incontro Nielsen 2009 presenterà novità e dettagli sul programma anche attraverso il nuovo sito internet www.incontronielsen.it

Bershka apre a Milano

Si inaugura oggi lo store milanese Bershka, in corso Buenos Aires 63. Lo spazio è di 600 metri quadri, distribuiti su due livelli (piano terra donna, primo piano uomo) e presenta il nuovo concept store dell'insegna del colosso iberico Inditex.
L'allestimento nasce da un'evoluzione continua del progetto, iniziato nel 1998, e risponde all'idea di dinamismo che appartiene alla filosofia del brand e del target cui è dedicato: il negozio presenta una struttura adattabile a qualunque location. Si sviluppa come una sequenza di corner che mette in luce le diverse zone di vendita, creando dei percorsi che permettono alla clientela di scoprire le varie parti dell'ambiente.
A livello architettonico, l'elemento clou è rappresentato da strisce divisorie che uniscono il soffitto alle pareti attraverso delle lamine longitudinali su cui si collocano i differenti elementi di esposizione dei prodotti.

Club della notte
La palette cromatica, invece, punta su colori molto scuri come il nero, il marrone e il magenta ed è abbinata a un'illuminazione di bassa intensità, che trasmette allo store l'aspetto di un club notturno. Infatti, anche la musica ha un ruolo determinante ed è trasmessa attraverso altoparlanti di grandi dimensioni.
Bershka conta quasi 600 punti di vendita in 40 Paesi, è arrivato in Italia alla fine del 2003, dove oggi conta 36 negozi nelle più importanti città e centri commerciali.

Salter del Gruppo Homedics apre la filiale italiana

Salter, già da tre anni presidia il mercato italiano
tramite il distributore Kaufgut, seguendo i negozi specializzati del
settore cucina, i punti di vendita Gdo dedicati al casalingo e la
catena Metro Italia.
Con l'apertura della filiale italiana, si intende rafforzare la presenza
della gamma Salter, grazie alle sinergie con la capogruppo HoMedics, e
si vogliono raggiungere i più importanti punti di vendita della
distribuzione, a partire dal canale dell’elettronica di consumo come
MediaMarket, Darty, Euronics, Expert, Trony per arrivare, infine, alla
Coop con cui HoMedics ha sviluppato un'importante partnership, per
altro avvalorata dal "piccolo boom di vendite realizzato a Natale -afferma Stefano Godio Ad di HoMedics- e
proseguito durante il primo bimestre 2009, oltre ogni più rosea aspettativa".

L'offerta Salter
Presente sul mercato UK dal 1760, Salter è da sempre il marchio leader con più del 50% nel segmento bilance da cucina e il 40% relativamente alle bilance pesa-persona.
L'offerta copre prioritariamente tre aree di utilizzo: la cucina, gli accessori da cucina e il bagno. Con un’ampia gamma di prodotti per la misurazione, tutti garantiti tra i 10 e i 15 anni, Salter soddisfa le esigenze più disparate puntando su estetica, funzionalità e precisione, ma anche su soluzioni brevettate ed esclusive. È il caso di Acquatronic™ e Aqua-Weigh™ - due dispositivi che permettono di misurare liquidi e ingredienti solidi utilizzando la stessa bilancia, sia elettronica che meccanica. Oppure della funzione “Aggiungi e Pesa” con cui si possono misurare tutti gli ingredienti contemporaneamente senza bisogno di svuotare o cambiare il recipiente. È sufficiente infatti pesare il primo ingrediente, azzerare la bilancia e quindi aggiungere l’ingrediente successivo. Tutto questo collegando fra di loro i dispositivi mediante infrarossi.

La bilancia old style 108 Sweetie
Fra gli altri prodotti segnaliamo per la sua estetica la Salter 108 Sweetie (in foto). A misurazione analogica, si distingue per il design "old style" che ricorda le prime bilance da cucina con il quadrante rotondo in alto. Garantita 15 anni, è composta da una base in acciaio inox su cui poggiare il recipiente ovale che raggiunge una capienza di 3 Kg. Le dimensioni sono: 56,20 x 46,30 x 33,30 cm e il prezzo al pubblico è di 69,90 euro.

Novità a breve
Sfruttando la già consolidata presenza sul mercato Usa della casa madre con il massimo livello di assortimento  Godio si trova nella condizione di "poter scegliere i prodotti più adatti da lanciare sul mercato non solo italiano ma di tutta l'Europa meridionale di cui la filiale HoMedics Italia è divenuta la centrale logistica". Ci sono perciò da aspettarsi numerose novità nella seconda metà dell'anno. Il mangement non si è voluto sbilanciare, ma riteniamo che si potranno vedere novità importanti nell'area della domotica, con soluzioni in grado di collegare le tre aree del wellness, cucina e bagno.

INNOVATION FORUM 2009

Ormai alla quarta edizione,
l'Innovation Forum ha dimostrato materialmente di essere un modello innovativo di networking, orientato alla collaborazione precompetitiva, alla creazione di know-how e allo sviluppo di iniziative progettuali.
Il Forum ha saputo interagire in modo incisivo con gli stakeholder istituzionali e il potenziale espresso è alla base per la creazione di una vera “Comunità degli Innovatori” in Italia.
Il Forum dell'Innovazione rappresenta un laboratorio di analisi continuativo rispetto ai grandi temi dell'innovazione e delle opportunità di rilancio per le imprese e l'economia del nostro Paese.
Nel corso del prossimo anno l'attività del Forum dell'Innovazione Digitale sarà vieppiù orientata ad approfondire la dimensione “digitale” di alcuni dei temi chiave dell' Expo 2015: dai modi in cui l'Industria ICT nel suo complesso può contribuire agli aspetti tecnologici legati all' evento (tecnologie e servizi di comunicazione, servizi di infomobilità e trasporti intelligenti, buiding automation, sistemi per la sicurezza ), ai sistemi per il turismo e ai servizi al visitatore, alle aree più direttamente funzionali ai contenuti dell' Expo quali le applicazioni a supporto del sistema agroalimentare, per l'efficienza energetica e la sostenibilità ambientale, per la rilevazione e il monitoraggio dell' ambiente e del territorio, a tutta la filiera della salute.

Obiettivo e tema portante
, quindi, dei lavori della prossima edizione sarà l'Innovazione sostenibile, nel solco tracciato dai lavori preparatori all'Expo 2015, nel cui filone Innovation Forum si inserisce con i seguenti argomenti:
La città digitale per l'Expo Digitale: infomobilità e contenuti digitali
Innovazione e sviluppo sostenibile: agroalimentare, ambiente, energia
Pubblica Amministrazione Digitale Innovazione nella Finanza e Finanza per l'Innovazione
Soluzioni & Servizi per l'Innovazione Sostenibile in Mostra: InnovEXPO

Un'ulteriore novità si inserisce nel quadro di sviluppo del Forum dell'Innovazione:
un'area espositiva, articolata in 3 macro-temi di interesse, accompagnerà la 3 giorni del Forum, insieme a Laboratori interattivi e ad incontri one-to-one con analisti e “guru” della ricerca.
Le tre aree sono:
Infomobilità e Contenuti Digitali Agroalimentare/Energia/Ambiente
Soluzioni per l'innovazione d'impresa

Per iscriversi

Da bere o al cucchiaio, lo yogurt è sempre più santé

Lo yogurt è di per sé un prodotto salutistico. Da sempre. Ma poi dallo yogurt intero si è passati al magro, più “fitness”. E di recente la connotazione salute si è spostata dal magro verso i probiotici, perlopiù sotto forma di bevanda, che godono di un più spiccato vissuto santé. Un posizionamento che ne ha spinto le vendite, facendo di questi prodotti uno dei casi di maggior successo del food italiano degli ultimi anni.

“I probiotici continuano a mantenere buoni trend di crescita -spiega Andrea Restagno, client solution senior account Iri InfoScan-. Il mercato è salito dell'11,1% in volume e del 14,5% in valore (a.t. maggio 2008, tot Italia i+s+lsp), arrivando a 95,8 milioni di tonnellate e 535 milioni di euro”.
“Il segmento classico, ovvero quello della difesa resta il segmento principale, con il 44,4% a volume e il 40,9% a valore, e con tassi di crescita annui rispettivamente del +8,5% e del +11,2% -sottolinea Restagno- ma il più vivace nell'ultimo anno è stato il segmento della regolarità, che ormai vale il 41,3% del mercato in quantità e il 38,5% in valore, in crescita rispettivamente del 17,8% e del 23,5%. Il segmento degli anticolesterolo, che pesa il 10,9% a volume e il 3,7% a valore, registra invece una battuta d'arresto, soprattutto nelle quantità vendute (-6,9%). Il restante 3,5% circa del mercato è fatto da altri prodotti, come quelli legati alla bellezza, dai prodotti specifici per la pelle a quelli bruciagrassi”.
L'interesse dei consumatori per questi prodotti non ha mancato di avere forti ripercussioni sull'offerta generale di yogurt. Prova ne sia l'affollamento nello scaffale dei probiotici: 71 item medi contro i 97 dello yogurt intero (dati Iri).

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Allegati

Da bere o al cucchiaio, lo yogurt è sempre più santé
Mercati | Gdoweek 448 | 3 settembre 2008 | di Fiorenza De Vincenzi, Manuela Soressi |

Nielsen monitora il buzz

Arriva anche in Italia BuzzMetrics lo strumento ideato da Nielsen per la misurazione del “buzz”, ovvero l’insieme di tutti quei contenuti, opinioni, consigli, passaparola che corrono sulla rete. Il servizio è già attivo negli Stati Uniti da oltre dieci anni e dal 2007 anche in Gran Bretagna, Germania, Australia/Nuova Zelanda e Spagna. Spiega Luca Bordin, Managing Director Nielsen Online. “Stiamo assistendo al boom dei contenuti generati dagli utenti. I nostri dati ci dicono che sempre più persone frequentano community, blog, social network: nel mondo a dicembre 2008 erano quasi 250 milioni, 16 milioni solo in Italia – prosegue Bordin – ma ciò che colpisce è il tempo che queste persone vi dedicano: nel nostro Paese una media di oltre 3 ore e mezza al mese a testa”.

Il funzionamento
BuzzMetrics indicizza le fonti sulle quali i consumatori parlano, andando a individuare in tempo reale i commenti che riguardano il brand, il prodotto o l’argomento di interesse. I contenuti generati dagli utenti possono essere misurati quantitativamente e analizzati qualitativamente. Le piattaforme Nielsen attingono da database di grandi dimensioni - oltre 103 milioni di blog e 100 mila forum indicizzati nel mondo - e restituiscono dati di volume e dispersione del buzz, utili per alcune tipologie di analisi, come ad esempio quella realizzata in occasione delle elezioni presidenziali americane che ha rivelato che Obama è stato citato nel 10% del totale messaggi online nella settimana delle elezioni. Inoltre lo strumento è in grado di analizzare il sentiment e individuare gli argomenti più discussi e per questo si tratta di un sistema particolarmente utile per studiare la reputazione di un’azienda o di una marca, misurare l’efficacia di una campagna pubblicitaria o monitorare il lancio di un nuovo prodotto.

Gdoweek 473

editoriale
Gdoweek in blu è un toolkit per operare sul mercato
 
intervista
Egeria di Nallo: il negozio come luogo della relazione
 
consumi
Vivere da soli, una maledizione
La dieta tipo costa il 5% in più
 
prodotti novità

mercato
vini rossi
fini Relazioni più coinvolgenti per conquistare i consumatori
rassegna prodotti
 
detersivi lavastoviglie
Per il lavaggio dei piatti premiata la convenience
rassegna prodotti
 
creme viso uomo
L’effetto speciale fa valore aggiunto
rassegna prodotti
 
formaggi freschi spalmabili
I contenuti di servizio fanno crescere il mercato
rassegna prodotti
 
frullati
Gli smoothies? Saranno famosi
rassegna prodotti
 
smalti per unghie
La manicure-mania colora lo scaffale
rassegna prodotti
 
 
GOURMET

territori
Veneto tra terra e cielo
La parola agli enti locali
 
slow food

Il corpo e la mente dei Presidi
 
gourmet food

Intervista con Oscar Farinetti da Alba

Oscar Farinetti, Eataly, di lui si è detto moltissimo di lei, l’idea di Eataly, ancora di più. Lui è l’autore di un teatro di vendita inconfondibile, mentre il suo progetto inizia a dar repliche come tutte le star degne di queste nome, da Torino a Milano, da Tokyo a Bologna. Se ne è parlato moltissimo, ma anche Farinetti con il suo staff non si risparmia sulle parole.
Le “prove” sono ora nel libro Coccodè dove si antologizzano, commentate, 130 pubblicità pubblicate sui quotidiani da quando esiste Eataly. Parlare inteso come comunicazione, in modo chiaro, diretto, dove i messaggi aderiscono ai concetti, merce rara di questi tempi. Sarà che Farinetti si ispira a criteri di comunicazione antichi e consolidati nel tempo ... infatti anch’egli ha steso un Decalogo Eataly, al quale tutta la comunicazione e in generale la strategia legata al progetto si attiene.

Concetto chiave del Decalogo è la convivialità, che appare come il baricentro della sua filosofia. Perché?
Perché siamo convinti che il buon cibo possa avvicinare le persone, creare comunione tra i diversi strati sociali, aiutare a trovare punti di vista comuni tra gente di diverso pensiero. La convivialità che nasce intorno ad una tavola imbandita aiuta a trovare momenti di vera felicità. Ci crediamo talmente tanto che il 22 giugno 2008, con pagine pubblicitarie intere, su La Stampa e laRepubblica abbiamo invitato a cena Bush e Ahmadinejad: una piccola provocazione per invitare tutti a riflettere sull'importanza della buona tavola anche sotto l'aspetto delle relazioni umane.

Le affinità elettive con Slow Food sono evidenti, ma quali sono, se esistono, le divergenze?
Non si può parlare di divergenze perché tra Eataly e Slow Food c'è davvero un'ottima sintonia. Si tratta però di diverse modalità di operare. Ah sì, c'è una differenza. Noi siamo di Alba e loro di Bra. Alba è molto più bella.

Quali sono, invece, i punti d’incontro con Coop?
In Eataly c'è la partecipazione di tre cooperative, Coop Adriatica, Coop Liguria e Novacoop Piemonte. Coop in questi ultimi anni si è dedicata a valorizzare la produzione di eccellenza italiana ed in particolare si è dedicata ad offrire ai consumatori prodotti di grande qualità al giusto prezzo, garantendo anche ai piccoli produttori e agricoltori di coscienza una seria opportunità commerciale. In questo senso si è trovata la grande affinità con Eataly.

Torniamo a Coccodè, che si apre con una dedica ai lavoratori che hanno reso concreta l’utopia Eataly. Utopia è un concetto tanto affascinante quanto impegnativo, come è interpretato da Eataly?
Utopia è una parola che deriva dal greco antico e che siamo abituati ad associare al concetto di “luogo inesistente” (ou-topos). Se però facciamo risalire la sua etimologia al termine eu-topos, ovvero buon luogo, possiamo definire utopia un “luogo bellissimo”. L'utopia di realizzare luoghi bellissimi è il nostro sogno.

Ci spiega perché Eataly è per tutti?
Perché abbiamo pensato di creare un luogo aperto in cui chiunque possa sentirsi a proprio agio, non solo come consumatore, ma anche come protagonista di un informale percorso di avvicinamento e di comprensione dei cibi e delle bevande di qualità. Lo sa, che domenica 1° febbraio, 2.500 pensionati hanno cercato di iscriversi ai nostri corsi di educazione alimentare?! Hanno intasato il nostro centralino!

Più in generale, un’azienda etica che caratteristiche deve avere? O meglio, come deve essere?
Un'azienda etica è molte cose che non possono essere tutte raccolte in poche parole ... Proviamo intanto a dire che un'azienda etica deve dare la massima trasparenza e pubblicità ai propri valori ed essere in grado di dimostrare che mantiene in tutte le sue azioni una forte coerenza rispetto a questi. Noi parliamo alle persone del valore del buon cibo e nelle nostre scelte commerciali restiamo fedeli a questo principio. Potremmo dire che un'azienda etica, pur operando in un regime di libero mercato e quindi sostenendosi attraverso il profitto, si fa guidare, nelle scelte strategiche e in quelle operative, dai propri valori (nel nostro caso, il buono, pulito e giusto) prima che dai confronti di redditività e dalle proiezioni di marketing. Per questo spendiamo tante energie nel rendere pubblici questi valori, per avere tanti occhi puntati (anche quelli meno benevoli) sulla nostra coerenza. Fare azienda in queste condizioni è complicato, ma ci costringe a mettere in campo risorse importanti come la fantasia, la creatività, l'allegria, che diventano così attributi importanti che differenziano e qualificano il nostro staff, che da noi impara e cresce su quei famosi valori etici e non solo sui valori esasperati della redditività e della competitività ad ogni costo. Questo è un valore etico sociale che, con la crisi che stiamo attraversando, meriterebbe approfondimenti, se davvero vogliamo rimuovere dalla comunità degli affari la malattia che stiamo patendo. Ma se vogliamo semplificare etica vuol dire comportarsi bene con il prossimo. Noi cerchiamo di farlo.

Eataly attua una radicale innovazione pari a quella che realizzò Fiorucci nei Sixties. Quello store raccontava i tempi che stavano cambiando, come recita una song di Bob Dylan. Che cambiamenti racconta Eataly?
Racconta di tempi in cui, con maggiore consapevolezza nei confronti del nostro cibo quotidiano e della nostra alimentazione, si può fare davvero qualcosa di concreto per migliorare il mondo. La frase di Wendell Berry (contadino e intellettuale del Kentucky) che giganteggia all'ingresso di Eataly: “Il primo gesto agricolo lo compie il consumatore, scegliendo ciò che mangia”, è proprio il principio dei cambiamenti nei quali Eataly si riconosce. Il consumatore pian piano sta imparando che può diventare “co-produttore” e condizionare così l'offerta del mercato. Se ci mettessimo tutti a mangiare prodotti di stagione e del nostro territorio, limiteremmo, ad esempio, il traffico dei camion.

   
Eataly è un mix di unicità e replicabilità, si potrebbe definire come un tema musicale sul quale, ogni volta che viene eseguito, si effettuano delle significative variazioni?
è un bel paragone. La musica è una espressione liberatoria di sentimenti e sensazioni attraverso una melodia: questa melodia viene “dichiarata” sullo spartito e affidata all'interpretazione di vari artisti. L'opera compiuta non sarà così mai uguale, ma sempre riconoscibile ... Eataly in questo senso è un “tema musicale” che si esprime attraverso dichiarazioni imprenditoriali forti, di cui parliamo sempre e con tutti. Questo tema viene poi interpretato nella vita di ogni giorno dai nostri collaboratori nelle grandi scelte e nelle piccole: ebbene, in queste scelte ognuno dovrebbe sempre essere in grado di riconoscere il tema musicale a prescindere dall'interprete, perché le scelte fondamentali nella musica le fa l'autore. A Eataly sono scritte anche sui muri (in senso letterale).

Come si immagina un pdv Eataly nel Sud d’Italia?
Uguale a Eataly di Torino. Magari più o meno grande, con più o meno piani, più o meno in centro. Ciò che conta è l'atmosfera, che deve essere la stessa.

Che cosa ci può anticipare dell’Eataly che aprirà a New York?
Ecco, appunto, avrà la stessa atmosfera dei pdv che abbiamo già aperto. Il posto ora c'è, manca solo qualche firma. Speriamo di aprire entro Natale.
    Gennaro Fucile

ITALIAN POPAI AWARD 2009

In data 11-12-13 Marzo 2009, in occasione del Promotion Expo presso Fiera Milano City (Padiglione 3 - Porta Teodorico 15), avrà luogo l'esposizione dei progetti partecipanti all' ITALIAN POPAI AWARD 2009, concorso ideato e organizzato da POPAI Italia in collaborazione con POPAI France.

Rivolto ai produttori di materiale POP, alle aziende del settore arredamento negozi, alle agenzie di progettazione e di creatività ed alle aziende utenti committenti, l'ITALIAN POPAI AWARD 2009 si qualifica come il più prestigioso riconoscimento delle eccellenze nell'arte del POP e del retail marketing.

I progetti in concorso, prodotti tra Gennaio 2008 e Febbraio 2009 e divisi nelle categorie “Durevole”, “Non Durevole” e “Shopfitting”, saranno esaminati e valutati da una Giuria composta da oltre trenta personalità di rilievo delle più prestigiose Brand Companies e Retailers, tutte specialiste del mondo del Marketing e della Comunicazione, permettendoci di trarre vantaggio dalle loro competenze di mercato. La commissione considererà attentamente la pertinenza dei materiali basandosi su otto criteri: impatto generale ed efficacia; idoneità per il prodotto; ideazione tecnica; qualità della fabbricazione; adattamento al circuito di vendita; design e qualità estetiche; originalità ed innovazione; comunicazione ed immagine.
Sarà anche assegnato il premio speciale “Best In Show” che premierà la migliore realizzazione indipendentemente dalla categoria di appartenenza.

A Giugno, durante il gala dell'ITALIAN POPAI AWARD, verranno consegnati i premi ai vincitori: un momento di incontro conviviale tra i professionisti ed i decison-makers del settore.
Ancora una volta Popai, laboratorio di idee sul marketing at retail, offre agli attori del settore un'occasione per sviluppare networking utilizzando i canali della comunicazione e dell'interazione e diffondendo la consapevolezza del valore strategico delle attività Retail all'interno del marketing mix.

Aziende in concorso

categoria “Durevole”:

B.& B. Advertising srl
Cefla Arredamenti
Giovanardi spa
Mra srl
Proxima spa
Visual Display srl

categoria “Non Durevole”:
Espo & Cartotec spa
P.G.E. srl
GPP Industrie Grafiche spa
Grafima srl
Majrani Europe srl
Primo Piano Studio Milano Cinque srl
Save As srl

categoria “Shopfitting”:
B.&B.Advertising srl
Integra srl

Media Partner: Promotion Magazine


Per informazioni

Sarà “verde” il nuovo pdv Ikea di Rimini

Oltre 17mila di superficie di vendita, un ristorante con 480 posti a sedere e un parcheggio con circa 1.900 posti auto: questi i numeri del nuovo pdv Ikea, che secondo i piani dell'azienda dovrebbe aprire a inizio giugno.
La struttura darà lavoro a 230 addetti diretti, ai quali si aggiunge l'indotto rappresentato da tutta una serie di servizi in outsourcing (trasporto e montaggio, sicurezza, pulizie ecc).

Un pdv a basso impatto ambientale

Per ridurne l'impatto ambientale, il pdv sarà dotato di un impianto di geoscambio, che grazie a un sistema di sonde consente di sfruttare l'inerzia termica del terreno, ovvero di mantenere i locali più freschi d'estate e più caldi d'inverno. Inoltre, l'energia elettrica necessaria per il riscaldamento/condizionamento e l'illuminazione del pdv nonché per alimentare gli impianti frigoriferi sarà prodotta da un impianto di rigenerazione alimentato a biomasse.
Sempre in tema di comportamento ecocompatibile, Ikea si è posta l'obiettivo di recuperare il 90% dei rifiuti prodotti nel pdv attraverso la raccolta differenziata.

Diminuisce la fiducia non la voglia di viaggiare

La graduale crescita di fiducia registrata  da novembre a gennaio 2009, ha avuto una battuta di arresto tornando su valori prossimi a quelli di ottobre 2008. Statica invece la scarsa fiducia nel futuro che vede la previsione a 12 mesi praticamente identica al mese precedente.
Resta invariata, rispetto al mese precedente, anche la tendenza al risparmio. 
Questi i dati salienti resinoti oggi del barometro dei consumi Findomestic aggiornato a febbraio 2009.

Fiduciose le persone istruite
I consumatori più istruiti continuano ad avere una opinione in controtendenza rispetto alla restante parte della popolazione: questo mese sono in crescita di fiducia e si posizionano tra i meno pessimisti.
Dal punto di vista geografico la flessione della fiducia è stata invece generale e i più positivi sono quelli che abitano al Nord d'Italia.
Nelle intenzioni di acquisto a 12 mesi, dopo due mesi positivi, il dato torna a calare con valori molto simili al minimo storico.
Nelle intenzioni di acquisto a tre mesi, invece, le tendenze sono diverse a seconda dei settori.  Sembra che gli Italiani non vogliano rinunciare a viaggi e vacanze e sembrano aver ritrovato anche una lieve voglia di acquistare auto sia nuove che usate.
In calo invece le intenzioni di acquisto di moto, elettrodomestici, computer e cellulari. In lieve crescita la voglia di comprar case, anche se il valore è ancora decisamente basso, in controtendenza con la voglia di ristrutturarle, che cala.
Stazionaria, infine, l'intenzione di acquistare mobili.

Nascono Media World Live e Saturn Live

Media World Live e Saturn Live sono le due nuove reti in-store trasmesse da oggi su 22.000 schermi -tra 18.000 televisori ad alta definizione, esclusi quelli in aree specifiche di fornitori, pc e monitor vari presenti nel pdv-, degli 82 Media World e 11 Saturn attivi sul territorio nazionale.

L'iniziativa nasce dall'accordo tra Mediamarket e Neo Advertising, leader mondiale nelle tecnologie di Digital Signage, che si occuperà anche delle infrastrutture tecnologiche, della gestione dei network di comunicazione e della realizzazione dei contenuti, tra cui anche programmi inerenti la sostenibilità aziendale, con video esplicativi sulle modalità per ottimizzare il recupero energetico.

Allo stesso tempo, il progetto si candida come servizio innovativo nelle politiche di comunicazione dei partner del retailer.
“Per noi collaborare con Mediamarket costituisce una sfida e, allo stesso tempo, una grande opportunità -spiega Fabrizio Bonazza, Ceo di Neo Advertising Italia-. Per questo confidiamo che questo servizio possa contribuire al successo comune”.
Positivo anche il giudizio di Mediamarket, come precisa il Ceo Pierluigi Bernasconi: “Quest'accordo va nella direzione di anticipare e creare tendenza di mercato, puntando sull'innovazione e su nuovi modi di comunicare, elementi essenziali da sempre nelle nostre strategie. Si tratta di un tassello in più anche nella nostra logica di multicanalità, che prevede l'utilizzo di diversi strumenti per entrare in contatto con i consumatori”.

BuzzMetrics capta sul Web la voce dei consumatori

Di passaparola” o “buzz” si parla ormai da qualche tempo per sottolineare l'importanza dei commenti che gli utenti del Web esprimono all'interno dei siti di social network, blog, forum a proposito di un evento, un personaggio o un prodotto. Nel marketing dei prodotti per il grande pubblico il fattore buzz è considerato un terreno di valutazione quasi imprescindibile.
Del resto i cosiddetti consumer generated media, cioè i contenuti generati dagli utenti, coinvolgono 242 milioni di persone nel mondo (16 in Italia), per il 34% di età compresa tra i 35 e i 49 anni. Chi utilizza questi contenuti (per lo meno perché li legge per informarsi) non è quindi appartenente alla sola categoria dei giovani smanettoni, ma anche in misura non trascurabile alla fascia di popolazione che conta per le decisioni di acquisto.

Un'azienda che intendeva cimentarsi con l'indagine di questi contenuti, per esempio per valutare la reputazione del proprio brand o per verificare l'efficacia di una campagna pubblicitaria, doveva fin'ora affidare il compito a qualcuno armato di buona volontà che, molto pragmaticamente, inserisse nei motori di ricerca parole chiave con la speranza che i risultati avessero un minimo di pertinenza. Ora si può incaricare del lavoro BuzzMetrics, un servizio di Nielsen Online che arriva sul mercato italiano dopo aver maturato 10 anni di esperienza su quello americano. Dal 2007 è presente anche nel regno Unito e in Germania e nel corso del 2009 sarà disponibile anche in Cina e Giappone.

Come funziona BuzzMetrics? Partendo dai dati destrutturati dei consumer generated media che emergono dal Web a seguito di una ricerca, effettua un'analisi che porta come risultato finale alla comprensione del buzz secondo varie direttrici: la quantità di contenuti presenti su un soggetto, i luoghi dove se ne parla, il tenore del commento (se positivo o negativo), la credibilità di chi ha scritto il messaggio. Dal lavoro dovrebbero emergere report facilmente fruibili per decisioni di business.
A far funzionare il servizio concorre ovviamente la tecnologia, ma dove questa non può arrivare subentra il fattore umano degli esperti di Nielsen Online che rifiniscono i risultati dell'analisi: per esempio, eliminando ulteriori dati non pertinenti o strutturando i motivi che stanno alla base dei commenti negativi o positivi. «BuzzMetrics offre una prospettiva nuova nelle ricerche di mercato: non più questionari ma l'ascolto diretto dei consumatori online, oltretutto su un campione numericamente molto significatico» ha commentato Luca Bordin, managing director Italia Nielsen Online.
Attualmente BuzzMetrics ha la lacuna di non considerare tra le fonti i siti di social networking come Facebook, mentre nell'indagine sono compresi gli oltre 103 milioni di blog, i 100mila forum e tutti i newsgroup identificabili. Ma Nielsen promette che i lavori sono in corso e che presto la lacuna sarà colmata.

Juve e Conad, lo stadio diventa iper

Fare shopping con una Vecchia signora la domenica durante la partita, gli altri sei giorni la settimana da soli o con la famiglia. Si potrebbe descrivere anche così il progetto che prenderà vita nel 2011 con l'inaugurazione del nuovo stadio di proprietà della Juventus. All'interno della struttura sportiva sorgerà un centro commerciale di 20mila metri quadrati, realizzato e gestito da Conad.

I dati
Il progetto, curato dall'architetto Alberto Rolla, prevede una galleria con 60 tra pdv, bar e ristoranti, un ipermercato ad insegna E.Leclerc Conad, due grandi strutture commerciali non alimentari (una delle quali sarà dedicata al bricolage), poi uffici, servizi logistici, aree verdi e parcheggi (2.000 posti tra interrati e a raso). Il business plan prevede un flusso di 10.000 visitatori al giorno, 800 nuovi posti di lavoro e un investimento complessivo di 90 milioni di euro, per uno shopping center che a regime svilupperà un giro d'affari di 150 milioni di euro all'anno. 11 milioni il giro d'affari del solo ipermercato. Il cantiere, che prenderà il via in autunno, vedrà impegnati 3.000 addetti in due anni. L'inaugurazione è prevista nel settembre del 2011.
La climatizzazione dell'impianto avverrà tramite collegamento alla rete di teleriscaldamento del Comune di Torino e le emissioni di ossido di carbonio saranno pari a zero. L'afflusso sarà favorito oltre che dai parcheggi anche dal potenziamento della rete di trasporto pubblico.
Nei prossimi numeri di Gdoweek ci occuperemo in dettaglio del progetto, tra i più innovativi nello scenario italiano, ma anche tra i più problematici per le questioni di sicurezza che la contemporanea fruizione di uno spazio commerciale e di uno stadio potrebbero creare.

I prosciutti crudi preaffettati crescono in qualità e vendite

Servizio, facilità e velocità dell'atto di acquisto, qualità del prodotto. I fattori che stanno decretando il successo dei salumi affettati in vaschetta presso i consumatori italiani sono anche alla base dell'ottima performance del prosciutto crudo preaffettato.

Seconda tipologia del mercato alle spalle del cotto, il prosciutto crudo in vaschetta continua a crescere con percentuali di tutto rispetto, anche grazie a un sensibile miglioramento della qualità del prodotto e allo sforzo, da parte dei produttori, di segmentare l'offerta e occupare tutto lo spettro del mercato.

Siccome il taglio peso rappresenta tuttora una quota ancora superiore all'85% del totale mercato, c'è da aspettarsi che le vaschette continueranno a guadagnare quote.

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Allegati

I prosciutti crudi preaffettati crescono in qualità e vendite
Mercati | Gdoweek 453 | 1 ottobre 2008 | di Davide Bernieri |

Un temporary store per annunciare l’arrivo in Italia di MY M&M’S

È legato all'arrivo di MY M&M'S il temporary store che sarà inaugurato domani a Milano, in via Toqueville 11, per chiudere poi a fine marzo. MY M&M'S è un servizio, già attivo negli Stati Uniti e in altri Paesi europei, che consente di personalizzare le lenti di cioccolato, con un'ampia scelta di colori e brevi messaggi per occasioni speciali (è possibile scrivere un testo di otto caratteri diviso su due linee).
Per il suo arrivo a Milano, M&M's si è impegnata per una buona causa: metà del ricavato delle vendite della prima serata sarà devoluto al Comitato Telethon Fondazione Onlus. Per aiutare M&M's nel suo progetto benefico, alcuni personaggi del mondo dello spettacolo sono stati invitati a partecipare come “commessi speciali”. Sono infatti attesi Christian Vieri, Giorgia Surina, Cesare Cremonini, Alessia Fabiani, Tania Zamparo, Linda Santaguida ed altri ancora.

Tre settimane colorate
L'arrivo di M&M's è stato annunciato da una serie di attività promozionali e azioni di guerrila marketing volte a promuovere il passaparola in favore dell'apertura del temporary store e della contemporanea attivazione del sito www.mymms.it, online da domani, 5 marzo. Fra queste attività di pre-apertura, sono state utilizzate anche tre Api Piaggio personalizzate ad hoc da M&M's, che hanno girato per Milano durante la settimana della moda appena conclusa.
Dopo il party di inaugurazione del 5 marzo, lo store resterà attivo per 3 settimane, ciascuna delle quali dedicata a temi e atmosfere in linea con ciascun colore del brand: pulp per il rosso, thriller per il giallo e fashion per il fucsia.

Il salmone affumicato, cresce oltre la ricorrenza

Prezzo medio in calo e vendite in crescita, sia a volume che a valore. Il mercato italiano del salmone affumicato, nonostante il fardello di una congiuntura economica non certo favorevole, ha iniziato a compiere un percorso evolutivo verso una maggiore modernità.
In altri termini, si è fatta più consistente la destagionalizzazione delle vendite dopo decenni in cui il salmone era annoverato tra i prodotti da ricorrenza, almeno nella percezione comune. Ciò si è reso possibile grazie al lancio di prodotti adatti a un consumo quotidiano, quindi con una grammatura ridotta per abbassare la battuta di cassa e con una maggiore famigliarità dei nostri connazionali nei confronti di questo prodotto ittico.
Questo nuovo interesse per il mercato nazionale del salmone può essere testimoniato anche dalla discesa fin alle nostre latitudini di grandi gruppi multinazionali specializzati, che hanno fiutato il business, visti i tassi di crescita rilevanti, i più ampi d'Europa, espressi in questo momento dal Belpaese.

Mercato polarizzato
I numeri forniti da AcNielsen, riferiti a totale Italia, anno terminante ad agosto 2008, evidenziano una crescita a volume del 9,4% (5,5 milioni di chilogrammi venduti) e del 6,8% a valore (oltre 149 milioni di euro il controvalore del venduto).
Dati rilevanti, soprattutto se si pensa che il salmone non è proprio un alimento che trova spazio in tutte le liste della spesa degli italiani come latte o burro. Osservando il mercato più in dettaglio, si evidenziano alcune dinamiche che sono alla base di questa crescita nelle vendite di salmone in Italia.
Innanzitutto, la lieve flessione del prezzo medio, che passa dai 27,57 ai 26,92 euro/kg (-2,6%), nonostante la pressione promozionale sia in calo di circa due punti. I prezzi in calo sono determinati da una maggiore attenzione dei nostri connazionali verso questo fattore e dalla diffusione di confezioni di prodotto che hanno un prezzo euro/kg più basso. In questo senso colpisce il boom di vendite ottenuto dal canale discount, da sempre il regno della massima convenienza.
Nel discount, le vendite di salmone affumicato sono cresciute del 46,3% a volume e del 36,6% a valore (rispettivamente 983mila chilogrammi per un controvalore di 14,7 milioni di euro), oltretutto con un prezzo medio che flette del 7,7% e si arresta ai 16,48 euro/kg. Contemporaneamente, ottiene un buon risultato di vendite anche il canale del dettaglio tradizionale, che cresce del 16% a volume e del 20% a valore, pur con un prezzo medio in aumento del 5,8% che si è arrestato a quota 33,52 euro/kg.
In sostanza, la fotografia del mercato del salmone affumicato in Italia è quella di un settore in cui le vendite si stanno polarizzando: da un lato crescono i prodotti di primo prezzo, quelli più convenienti come le private label e sta andando forte il canale discount, mentre dall'altro sono il top di gamma e il dettaglio tradizionale a riscuotere consensi verso il pubblico degli appassionati.

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Il salmone affumicato, cresce oltre la ricorrenza
Mercati | Gdoweek 456 | 21 ottobre 2008 | di Davide Bernieri |

Salmoiraghi & Viganò: bilancio 2008 positivo, ma….

Con un giro d'affari di 190 mio €, il gruppo Salmoiraghi & Viganò ha chiuso l'esercizio 2008 (al 30 settembre) con il segno positivo, nonostante il rallentamento sensibile della seconda parte dell'anno.
L'obiettivo è stato possibile grazie alla crescita della rete, passata da 398 unità a 482, tra nuove aperture, ristrutturazioni e acquisizioni, la più importante delle quali è avvenuta in Sicilia con il controllo del 100 di Salmoiraghi & Viganò Sicilia, creata nel 2007 in collaborazione con Angiolucci Lunettes 1948.

Le insegne attive

Salmoiraghi & Viganò

  • la rete totale è di 318 store
    a parità di perimetro
  • le vendite sono aumentate dell'1,3%
  • sono stati aperti 47 nuovi pdv: 20 all'interno di centri commerciali, i restanti in centro città

VistaSì, la rete focalizzata sulla convenienza

  • una rete di 135 negozi, tra c.c.i e centro storici
  • un incremento delle vendite del 15,8% compreso lo sviluppo e del 2,6% a parità di rete
  • 16 i corner aperti all'interno di ipermercati

SpacciOcchiali

  • 30 pdv
    attivi
  • 5 i nuovi pdv aperti nel 2008
  • obiettivo è rafforzare la presenza sul territorio.

Asda lancia il suo canale Tv su You Tube

Con il nome di Saving your money SYM, Asda ha lanciato su You Tube un suo canale televisivo www.asda.com/symtv.

L’obiettivo è quello di fornire consigli ai propri clienti su come risparmiare soldi; a questo scopo Asda produce anche film sull’argomento raccoglimento suggerimenti da parte di persone strada o che girano nei pdv della catena grazie a una troupe mobile destinata a quest’attività.
"SYM Tv non vuole solo offrire ai propri clienti l'opportunità di condividere consigli per spendere meno, ma vuole diventare un luogo nel quale tutte le persone possono suggerire le soluzioni che hanno adottato per ridurre le proprie spese, dalle bollette della luce fino allo sperpero di cibo”, ha detto in occasione della presentazione del progetto Rick Bendel, chief marketing manager dell’azienda.

Con questa iniziativa, la catena inglese di proprietà di Wal-Mart, vuole dimostrare con sempre maggiore forza la propria mission di garantire prezzi bassi. Nella stessa logica, rientra la decisione di abbassare, per Pasqua, i prezzi di 12.500 prodotti, oltre i 7.500 che, dall’inizio dell’anno, hanno già subito questo trattamento.

In ascesa il mercato degli insaporitori

Il mercato delle spezie è da vari anni in leggero, ma costante, sviluppo. Al suo interno, il segmento più dinamico, che presenta la migliore performance, è quello degli insaporitori.
Nati come prodotti “accessori” di un numero ristretto e preciso di merceologie, come le carni, con il passare degli anni gli insaporitori hanno modificato il loro posizionamento, ampliando anche il raggio di utilizzo. E così, da specialità dedicate a particolari occasioni di consumo (classicamente arrosti e grigliate), hanno iniziato a proporsi come prodotti problem solving di uso più frequente e per un più ampio spettro di situazioni.

Proposti in questa chiave moderna, che fa leva sul loro contenuto di servizio, gli insaporitori si rivolgono a un pubblico più ampio e diversificato. Certo, per far presa sui nuovi consumatori, occorre una certa “forza d'urto”, sia in termini di immagine che di assortimento.

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In ascesa il mercato degli insaporitori
Mercati | Gdoweek 451 | 23 settembre 2008 | di Manuela Soressi |

Formaggi freschi spalmabili su vari momenti di consumo

Mercato concentrato, di dimensioni contenute, che cresce con un ritmo vivace, +11,8% rispetto al 2007. La spinta promozionale è forte giacché il 45% delle vendite deriva da essa.

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Formaggi freschi spalmabili su vari momenti di consumo
Gdoweek 449 | 9 settembre 2008 | di Davide Bernieri |

Consumi ancora in calo, ma la fiducia è in recupero

Nei fatti, i consumatori spendono meno, ma sembrano risentire positivamente del rallentamento della dinamica inflazionistica. Infatti, l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) evidenzia, a gennaio 2009, una riduzione tendenziale del 4,6% in quantità, dato più negativo rispetto a quanto registrato in dicembre, confermando che i consumi non solo sono ancora in una fase critica, ma non traggono neppure benefici dal rallentamento dell'inflazione. Nonostante il trend negativo dei consumi, l'indagine Isae sul clima di fiducia segnala anche a febbraio 2009 un'ulteriore tendenza al recupero.

Le dinamiche del periodo
Particolarmente pesanti risultano le dinamiche della produzione industriale. Stando all'indagine rapida Confindustria, infatti, a febbraio 2009 si è registrato un'ulteriore contrazione della produzione (-0,6% in termini congiunturali) e degli ordinativi (-4,7% la variazione rispetto a gennaio).
Relativamente ai prezzi al consumo, la dinamica ha evidenziato, anche nel mese di gennaio, una tendenza al rientro, sostenuta dalla riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche e dall'attenuarsi delle pressioni sul comparto alimentare.
A gennaio i prezzi relativi al paniere di beni e servizi che compongono l'ICC hanno fatto registrare una crescita dello 0,6%. Rispetto a dicembre, il rallentamento più sensibile in termini di variazioni tendenziali ha interessato il settore degli alimentari, bevande e tabacchi la cui crescita è passata dal 4,6% al 3,6%. Più specificatamente, quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per gennaio 2009, pur evidenziando un'ulteriore flessione (-1,4% in termini tendenziali) segnala una tendenza alla stabilizzazione dei consumi delle famiglie fortemente compressi nel 2008.

In ripresa la ristorazione
La domanda per beni e servizi ricreativi, dopo il -3,7% registrato nel mese di dicembre, ha registrato a gennaio 2009 una diminuzione dell'1,7%. All'interno di questo aggregato la componente più dinamica continua a risultare quella relativa ai concorsi a pronostici.
La stima della domanda per i servizi di ristorazione e d'alloggio mostra una moderata crescita dei consumi delle famiglie (+0,3% in termini tendenziali), dato che segue il -1,8% di dicembre e che sembra derivare dalla diversa distribuzione nella settimana delle festività di inizio anno rispetto al 2008.
La tendenza ad una minor dinamicità della domanda relativa ai beni e servizi per la cura della persona, registrata nei mesi finali del 2008, si è confermata a gennaio 2009, mese in cui si è avvertito un calo dell'1,2% delle quantità vendute: l'evoluzione è derivata da un peggioramento della domanda per gli articoli di profumeria a cui si è associata una moderata contrazione dei consumi per prodotti farmaceutici e terapeutici.
Sia pure con toni meno negativi rispetto a quanto registrato nell'ultimo trimestre del 2008, anche a gennaio di quest'anno gli acquisti di articoli d'abbigliamento e calzature hanno segnalato una riduzione (-1,3%).
La stagione dei saldi, quindi, seppure relativamente favorevole per i volumi acquistati, non ha invertito il trend decrescente della spesa di medio periodo.
Anche a gennaio la domanda di beni e servizi per la casa ha subito una flessione delle quantità vendute (-3,5%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. All'interno di questo aggregato elementi di particolare difficoltà continuano a caratterizzare il settore dei mobili che sconta ormai da tempo un ridimensionamento dei consumi.
Infine, in termini reali, a gennaio si è avuto un peggioramento della domanda relativa al settore della mobilità (-28% in valore), accompagnata da evoluzioni negative per quasi tutte le componenti considerate, ad esclusione delle comunicazioni che evidenziano peraltro un rallentamento nel trend di sviluppo.

Esselunga, A2A e Philips insieme per il risparmio energetico

Si moltiplicano le iniziative di Esselunga nel campo della salvaguardia dell'ambiente. Dopo l'avvio del progetto “Il sacchetto che ama la natura”, nato per diffondere l'uso dei sacchetti biodegradabili, l'azienda di Bernardo Caprotti scende in campo con Philips e A2A per una campagna sul risparmio energetico. Dal 5 al 18 marzo nei pdv Esselunga verranno messe in vendita al prezzo simbolico di 0,50 euro (a fronte di un prezzo di mercato di 8 euro) migliaia di lampadine Philips a risparmio energetico.

Un business in crescita
Le lampadine Philips a risparmio energetico consumano un quinto dell'energia elettrica di una lampadina tradizionale e durano 10 volte di più, sino a 10.000 ore. “Utilizzando lampadine di questo tipo si possono recuperare sino a 10 euro l'anno per punto luce” spiega Sergio Tonfi, corporate communication manager di Philips Italia.

Quello delle lampadine a risparmio energetico è un business in forte crescita per Esselunga che ne ha progressivamente ampliato l'assortimento inserendo tutte le novità disponibili sul mercato. “Il numero di articoli è cresciuto del 30%, con l'acquisizione del 65% in più di clienti -afferma Roberta Viviani, direttore acquisti non food di Esselunga-. Solo nell'ultimo anno abbiamo venduto il 22% in più di lampadine a risparmio energetico registrando un calo dell'11% nella vendita di quelle ad incandescenza”.

Sostenibilità a 360°
Questa iniziativa congiunta è in linea con l'impegno di Esselunga nella tutela dell'ambiente e delle sue risorse sintetizzato nelle tre parole d'ordine: riduzione, riciclo e riutilizzo. Una filosofia che trova applicazione anche nella progettazione dei punti vendita e nella scelta delle attrezzature e soluzioni tecnologiche: dai sistemi di regolazione elettronica dell'intensità luminosa agli impianti frigoriferi, di climatizzazione e riscaldamento che riducono al minimo le emissioni in atmosfera, solo per citarne alcuni. Per non parlare delle borse riutilizzabili e del nuovo sacchetto biodegradabile e compostabile in Mater-Bi da utilizzare per contenere la spesa e per conferire la frazione umida dei rifiuti.

GDOWEEK 471

Be yourself, il concorso di Pepsi firmato da Proximity Italia

Punta ad appagare la voglia di protagonismo insita in ogni persona il nuovo concorso di Pepsi Be yourself, ideato per i consumatori e gli utenti del sito Pepsi.it. Il concorso fa seguito a Be the face, improntato su un analogo concetto, concorso consentirà ai 32 vincitori di vedere il loro volto comparire su 60 milioni di lattine Pepsi.
Infatti, il claim del nuovo concorso, Prima ci hai messo la faccia, ora fai vedere chi sei, coniato dall’agenzia Proximity Italia per Be yourself, esprime sia la strategia di comunicazione sia la continuità con il concorso precedente: l’utente è invitato, dopo essersi registrato sul sito, a raccontarsi per come è, presentandosi con una breve descrizione di sé, una foto e un video. Inoltre, deve rispondere alle semplici domande di un questionario: le risposte serviranno per delineare un profilo che potrà essere votato dagli altri utenti.
Il premio per i due profili più votati, un ragazzo e una ragazza, sono un’intervista esclusiva sulle riviste Fox Uomo e Silhouette Donna. Inoltre, per tutta la durata del concorso -fino al 05 maggio 2009- tra i votanti sarà messa in palio, a estrazione, una Nintendo Wii a settimana.
I primi numeri del concorso sul sito sono incoraggianti: 3.182 visite nell’ultima settimana, 1.902 utenti registrati, 127 utenti profilati, 3.614 voti effettuati e 162 commenti postati.

Accordo Branca Remy Cointreau

Fratelli Branca, la storica azienda italiana produttrice dal 1845 del Fernet e il cui controllo da allora si è tramandato di generazione in generazione (oggi è presieduta da Niccolò Branca) ha siglato un accordo con il gruppo francese Rémy Cointreau per la distribuzione in Italia del portafoglio prodotti dell'azienda d'oltralpe. Un catalogo ricco  che comprende i cognac Rémy Martin e Louis XIII, Cointreau, gli Champagne Piper-Heidsieck e Charles Heidsieck, il rum Mount Gay e la specialità Passoa. L'accordo sarà operativo dal 1° aprile 2009. La decisione segue l'annuncio di Rémy Cointreau di uscire dalla joint venture di distribuzione con Maxxium con effetto dal 31 marzo prossimo.

Il rilievo strategico
L'accordo rafforzerà Fratelli Branca in mercati complementari a quello degli amari e dei liquori e assicurerà lo sviluppo della strategia premium di Branca in Italia. L'azienda ha chiuso il 2007 con oltre  80 milioni di euro di fatturato, esportando il 70% dei propri volumi in 160 paesi.
Jean-Marie Laborde, CEO di Rémy Cointreau ha dichiarato: “Questo accordo rinforzerà la nostra struttura di distribuzione focalizzata soprattutto nel segmento alto del mercato e consoliderà la nostra crescita in Europa.” Dal canto suo Niccolò Branca ribadisce: “Siamo molto soddisfatti di collaborare con un grande partner come Rémy Cointreau. L'accordo di oggi sancisce la scelta strategica di Branca di crescere dinamicamente in Italia, uno dei nostri mercati principali insieme ad Argentina, Germania e Paesi nordici, attraverso marchi premium che condividono con il nostro portafoglio prodotti la vocazione alla qualità.”

Le misure di Coop Adriatica per un 2009 conveniente e sostenibile

Calmierare l'inflazione, contenendo soprattutto i prezzi dei prodotti alimentari di base, fronteggiare la crisi attraverso una politica di investimenti, incrementare l'occupazione e sostenere l'innovazione sotto il profilo imprenditoriale, sociale, ambientale. Sono i punti chiave del Bilancio preventivo di sostenibilità 2009 di Coop Adriatica, che ha chiuso positivamente il 2008. Infatti, Secondo le prime stime di preconsuntivo, nel 2008 Coop Adriatica ha registrato vendite in crescita, raggiungendo un fatturato di 1.924 milioni di euro (+2,43% rispetto al 2007). Nel 2009, quindi, si riproporranno i principali progetti a favore del territorio e delle comunità, come le iniziative C'entro anch'io contro l'esclusione sociale - e Ausilio per la spesa e Brutti ma buoni, il recupero a fini solidali degli alimenti invenduti, presente oggi in 50 pdv, sarà estesa ad altri sette. Inoltre, nelle aree in cui la Cooperativa è presente, proseguiranno gli accordi con gli enti locali per assicurare una spesa a prezzi particolarmente contenuti alle fasce più deboli della popolazione, come la Family Card del Comune di Bologna.

Misure per l'ambiente
Nel 2009, l'energia idroelettrica soddisferà il 12% dei consumi totali alimentando 5 ipercoop, mentre arriveranno a 25 i pdv dotati di pannelli fotovoltaici, e a 40 quelli illuminati con impianti a basso impatto ambientale. Proseguiranno gli interventi per il risparmio energetico e l'ecoefficienza, totalizzando minori consumi per 4,1 milioni di kilowattora. La chiusura dei banchi frigo dei surgelati, installati in un centinaio di pdv, consentirà di ridurre di 1.521 tonnellate le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, e di risparmiare un quantitativo di energia pari ai consumi medi di 654 famiglie in un anno. L'impegno per la massima efficienza dovrebbe consentire di contenere i prezzi della spesa alimentare quotidiana rendendo possibili operazioni “convenienza”, come ad esempio, ogni settimana, scontare del 30% sei prodotti freschissimi (due di carne e quattro di ortofrutta). Infine, proseguirà il sostegno ai progetti internazionali per la lotta alla povertà.

Dispensa di Giovannelli, nuovo concept di quartiere

Packaging: ancora problemi sugli inchiostri

Ancora una volta, tracce di un componente dell'inchiostro utilizzato per stampare la confezione in cartoncino di un prodotto alimentare sono state ritrovate all'interno della stessa: questa volta si tratta di una confezione di cerali (tipologia crunchy meusli al cioccolato) per la prima colazione sequestrata in Belgio e in Spagna.

La sostanza indagata è un fotoiniziatore (benzofenone), che sarebbe stato ritrovato in forma libera (4 metilbenzofenone) a causa un mancato controllo del processo di stampa o un cattivo funzionamento della macchina che non ha completato la polimerizzazione, rendendo la sostanza potenzialmente migrabile.

Urge normativa sugli inchiostri

Anche se il prodotto indagato non è presente sul mercato italiano, l'episodio è rilevante in quanto mette ancora una volta in luce come l'imballaggio alimentare sia di fatto un potenziale contaminante dell'alimento.

Si rende necessario e urgente da parte del legislatore mettere a disposizione della filiera una misura di legge specifica per gli inchiostri che al momento non sono regolamentati da alcun provvedimento se non dalla clausola di sicurezza di cui all'articolo 3 del regolamento CE 1935/2004.

L'Unione Europea (DG Sanco) ha provveduto a richiedere all'Efsa di emettere un parere su base scientifica sulla pericolosità della sostanza, che dovrebbe essere disponibile entro maggio.

I saldi aiutano gli affari della gdo

Dai saldi arriva un aiuto a fronteggiare la crisi. Secondo le prime stime Experian, azienda internazionale che si occupa della prevenzione delle frodi e dei rischi di credito, attraverso l’indice FootFall, che registra l’affluenza ai pdv della grande distribuzione, nel mese di gennaio il numero di visitatori è stato solo dello 0,5% inferiore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre a dicembre il calo, sempre sullo stesso mese dell’anno prima, era risultato dello 0,8%.  

Se l’affluenza nel mese di gennaio ha sostanzialmente tenuto, il vento di crisi comincia a soffiare, pur debolmente, anche nel settore. E’ infatti significativo che negli ultimi 6 mesi l’indice Footfall abbia fatto registrare variazioni moderatamente negative per ben 5 volte, con settembre unico mese in controtendenza come mostra la tabella.

UNo sguardo al Continente
Nel resto d’Europa la stagione dei saldi ha incentivato più che in Italia i consumatori a visitare i pdv della grande distribuzione. In Germania l’indice Footfall ha mostrato una sostanziale parità di accessi rispetto all’anno precedente (+0,1%), molto più sensibili agli acquisti a prezzi scontati sono stati i consumatori britannici (+1,2% su base annua) e quelli francesi, dove l’affluenza a gennaio 2009 è aumentata dell’1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
 “Dai dati relativi all’affluenza sembra chiaro che i centri commerciali italiani, grazie anche ai saldi, stanno reggendo assai meglio degli altri canali distributivi il periodo difficile che stiamo attraversando” ha commentato Marcella Antolini, sales & marketing director di Experian per l’Italia.

L'andamento dell'indice Footfall nel semestre

Mese  Indice Var.
mensile
Var.
annua
 ago 08  100,62  -6,0% -2,3%
 sett 08  106,18  +5,5% +1,4%
 ott 08  108,15  +1,9% -1,7%
 nov 08  117,05  +8,2% -0,2%
 dic 08  142,15  +21,4% -0,8%
 genn 09  121,30 -14,7% -0,5%

Fonte: Experian

Oriocenter lancia la “sua” carta di credito con BankAmericard

Con il claim “Al centro ci sei tu”, Oriocenter ha lanciato la prima carta di credito di uno shopping center, con l'obiettivo di “dare ai nostri clienti un antibiotico rispetto alla crisi profonda che il mercato sta vivendo”, precisa Giancarlo Bassi, presidente del Consorzio Oriocenter.

La carta, che costa 24 euro ed ha validità triennale, grazie alla collaborazione con BankAmericard, la divisione di Deutsche Bank specializzata in strumenti per il pagamento elettronico, appartiene al circuito MasterCard che prevede pagamenti, tramite Rid su conto corrente, sia a saldo sia a rate.
A questa funzione tipica, si aggiunge la possibilità di sconti -di ammontare variabile tra dal 5 al 20%- negli store della galleria che hanno aderito all'iniziativa (al momento circa 70, ma il numero è in continua crescita) in attesa di superare alcune difficoltà burocratiche con alcune insegne di riferimento (come Iper e Media World) già dotate di un proprio strumento di pagamento; inoltre non è prevista nessuna commissione sul pagamento di rifornimento di carburanti.

Sviluppi futuri
Secondo Bassi e il suo team, questo lancio non rappresenta un traguardo, ma la prima tappa di un percorso più strategico, che nell'arco dei prossimi mesi si svilupperà anche ad altri ambiti (sanitario, assicurativo, ludico).
La carta può essere richiesta soltanto all'interno del centro commerciale: per questo sono stati allestiti tre stand, gestiti dalla società di consulenza BG Consulting, che gestisce tutte le pratiche necessarie. Inoltre, dal mese di aprile sarà allestito un ufficio interno presso il quale BG Consulting i clienti con Oriocenter Card potranno chiedere consulenze e preventivi per altre attività finanziarie (dalle assicurazione personale e sanitarie alla ricerca dei mutui più convenienti).

Tecnologia Datalogic Scanning per i pdv Belmonte

Il Gruppo Belmonte ha scelto i lettori di codici a barre QuickScan Mobile di Datalogic Scanning per ottimizzare i processi dei propri punti di vendita.
Fondata nel 1938 dalla famiglia Bellini, nella provincia di Padova, Belmonte nasce come azienda familiare di produzione di camiceria da uomo. Negli anni Ottanta, il gruppo registra una forte crescita in entrambi i settori in cui opera, la produzione e la distribuzione all’ingrosso di camiceria per l’uomo, inizialmente, e per la donna poi.
Negli ultimi anni l’azienda, da sempre attenta alle esigenze del mercato e alla costante affermazione del proprio marchio, ha investito nell’espansione nell’area retail, sviluppando una rete in franchising che conta più di 60 punti di vendita dislocati sull’intero territorio nazionale.
Il 2008 chiude con una dato significativo in questo senso: una produzione pari a circa 1 milione di camicie l’anno, 60% delle quali destinate alla distribuzione interna (sia ingrosso che retail), 40% per la lavorazione in conto vendita per altri brand. Prossimo obiettivo a breve/medio termine, il raggiungimento di 100 negozi su scala nazionale.

Aggiornamento tecnologico

La scelta dei prodotti Datalogic Scanning da parte di Belmonte rientra nella politica di continuo aggiornamento delle tecnologie e delle procedure di gestione. L’esigenza di automatizzare, ha spinto l’azienda ad implementare nuovi software e nuove soluzioni tecnologiche di lettura dei codici a barre applicati sui prodotti, all’interno dei punti di vendita come nei magazzini.

Il lettore ottico Datalogic Scanning utilizzato per la registrazione delle merci e dei capi presenti nei punti di vendita è il modello QuickScan mobile (troviamo un lettore Datalogic in ogni rivenditore appartenente al franchising Belmonte), mentre nei magazzini, che solitamente prevedono superfici di circa 50/60 mq, vengono impiegati i terminali portatili di Datalogic Mobile.
La fornitura dei prodotti utili per l’informatizzazione dei sistemi di negozio è stata affidata alla società veneta Compumania, che ha supportato Belmonte anche nella scelta del prodotto più adatto tra gli scanner bar code, a soddisfare le loro specifiche esigenze di acquisizione dati.


Modalità wireless


“Diversi sono i benefici ottenuti grazie all’introduzione di questa tecnologia -spiega Adolfo Bellini, IT Manager di Belmonte- e nella fattispecie, dei prodotti di Datalogic Scanning. Qualità, praticità e design sono i fattori chiave che ci hanno spinto a scegliere la QuickScan Mobile per l’applicazione tipicamente retail”.
Questa soluzione integra in un unico strumento dal design maneggevole le ultime tecnologie sviluppate nello scanning dei codici a barre, nonché l’opportunità di lavorare in modalità wireless senza vincoli di mobilità.
Il QuickScan Mobile di Datalogic Scanning è in grado di garantire una lettura precisa e veloce dei codici a barre scansionati. La possibilità di usufruire di un prodotto senza fili rende il lavoro in negozio più agevole: non c’è più il vincolo dei cavi, si evitano i continui spostamenti della merce e si ottimizzano anche le procedure di gestione. Con la QuickScan mobile è possibile eseguire l’inventario direttamente in negozio, in vetrina e sugli scaffali, poiché il raggio di azione del wireless copre le superfici tipiche di un punto di vendita (utilità che viene fortemente sottolineata nei periodi di inventario, quando il carico di lavoro si moltiplica).
Da un punto di vista applicativo, quindi, i vantaggi apportati dai lettori wireless Datalogic Scanning sono ravvisabili in tempi di lavoro ottimizzati, nella sicurezza di una scannerizzazione precisa anche dei codici a barre più piccoli, e nella praticità di utilizzo dovuta ad un design ergonomico, ma anche accurato.

Gli sviluppi futuri

“Siamo un’azienda in piena evoluzione, con obiettivi e target di sviluppo elevati -afferma Adolfo Bellini-. Puntualmente, cerchiamo di introdurre nuove tecnologie in ogni settore operativo, convinti che l’investimento nelle nuove tecnologie possa migliorare la qualità del nostro prodotto e il successo del nostro marchio. La partnership con Datalogic Scanning s’inserisce perfettamente nel nostro modus operandi, ponendosi come saldo punto di partenza per eventuali collaborazioni future”.

Ikea si alimenta per il 91% con le energie rinnovabili

«Creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone». Con questo slogan Ikea Italia ha presentato a Roma il proprio Report 2008 su responsabilità sociale e ambientale. Uno slogan che fa perno su dati già oggi concreti: ben 37,15 milioni di individui, secondo quanto comunica la società, hanno visitato in un anno i 14 punti vendita sparsi sul territorio nazionale; quasi due persone su tre, se non si considerano le visite multiple.
Sulle chiavi che hanno decretato il successo dell'azienda svedese, sui pregi e i difetti del suo modello “fai da te”, si è discusso a lungo: quel che è certo è che mentre il mobile made in Italy dorme notti poco tranquille, l'anno fiscale 2008 (chiuso il 31 agosto dello scorso anno) ha premiato Ikea anche dal punto di vista del fatturato, che ha raggiunto in Italia 1,3 miliardi di euro, in crescita del 5,8% sull'esercizio precedente. Il trend è lievemente al di sotto di quello mondiale (+7%, per un fatturato pari a 21,1 miliardi di euro) ma basta per far mantenere alla Penisola la propria importanza strategica tra i 24 Paesi in cui il marchio è presente.

Oltre agli apprezzamenti del pubblico, Ikea può mettere sul tavolo carte di tutto rispetto in tema di Corporate social responsability. Risorse umane, prima di tutto, dove emergono dati decisamente particolari per il contesto italiano: l'86% dei 6.400 collaboratori Ikea Italia è assunto con un contratto a tempo indeterminato. Il 46% ha un'età compresa tra i 25 e i 34 anni e l'età media è di 35 anni. Le donne rappresentano il 58% dei collaboratori e il 41% dei manager. Il part-time, inoltre, riguarda ben il 65% della forza lavoro.
La ricaduta occupazionale dell'indotto produttivo Ikea in Italia è stimabile in 1.500 addetti, dipendenti dei fornitori del Gruppo, che fanno dell'Italia il 3° produttore per Ikea nel mondo. Per il 2009 Ikea, grazie all'apertura dei negozi di Rimini, Collegno (To), Salerno, Villesse (Go), prevede una ricaduta occupazionale di oltre 1.000 nuovi posti.

Sul versante della responsabilità ambientale spicca un dato su tutti: l'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili nel 2008 è stato pari al 91,3% del totale. La strategia della società si basa anche sulla realizzazione di propri impianti di generazione che sfruttano nuove tecnologie: dopo l'impianto di geoscambio costruito sotto il negozio di Corsico (Mi), la società ne sta realizzando altri due, a Parma e Rimini. VI sono obiettivi precisi anche per la riduzione dei rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata, che ha portato nel 2008 a recuperare l'85% degli scarti. Ikea ha inoltre inserito oltre 80 referenze biologiche nei suoi ristoranti di negozio, fatto che ha determinato l'acquisto di 1.080 tonnellate di prodotti bio in Italia nel 2008.
Il Report 2008 ricorda poi che Ikea, fin dal 2000, chiede a tutti i fornitori e i subfornitori di rispettare standard e requisiti fissati dall'azienda nel proprio codice di condotta Iway (Ikea Way of purchasing home furnishing products), che definisce criteri ambientali e sociali fondamentali, quali la sicurezza e salute sul luogo di lavoro.

La responsabilità sociale Ikea la interpeta infine con alcune attività in Italia a favore di minori in situazioni di sofferenza o di disagio, portatori di diversità e soggetti senza fissa dimora. Tali azioni vengono promosse sia attraverso partnership con associazioni internazionali che operano nel sociale (Save the Children, Unicef e Medici Senza Frontiere), sia con associazioni no profit che operano nel territorio di riferimento dei singoli negozi.

La gdo incrementa il business di Rinaldo Franco

Si è chiuso con un significativo +7% il giro d'affari 2008 di Rinaldo Franco S.p.A. nel canale gdo: un risultato positivo per il quarto anno consecutivo che porta l'incidenza della distribuzione moderna (42%) quasi pari alle vendite realizzate nel canale specialistico (47%), seguiti dalle attrezzature per toelettatori (4%) e dall'export (7%).

Gli ottimi risultati del 2008 - che hanno portato il fatturato ad oltre 6,3 milioni di euro (dei quali il 90% circa realizzati con gli accessori petcare e il restante nell'area degli snack cane-gatto e del food per piccoli animali) - sono stati favoriti dal restyling del logo Best Friend e dalla successiva rivisitazione del packaging, oltre al rifacimento del sito internet www.best-friend.it.

L'obiettivo dell'azienda per il 2009 è di crescere di un ulteriore 11% grazie all'acquisizione di nuovi clienti gdo, al lancio imminente di una nuova linea di petfood umido a marchio Best Bone e all'adozione di strategie promozionali aggressive.

I problemi del Grana Padano

Offerta troppo frammentata e concorrenza senza regole nella commercializzazione di formaggio alla gdo sono i due principali problemi per il Grana Padano. Lo segnala la relazione, presentata oggi da presidente uscente Nicola Cesare Baldrighi (foto) nell’assemblea del Consorzio di Tutela tenutasi a Rivoltella del Garda (bS).
L’analisi si fonda sui dati. La produzione 2008 è cresciuta dell’1,96% rispetto al 2007, ma è calata dello 0,04% rispetto al 2006. Le scorte nel 2008 sono calate del 7,12% rispetto al 2007, attestandosi a 1.084.163 forme rispetto a 1.167.300 forme dell’anno precedente, cioè il livello più basso degli ultimi dieci anni.
Nel 2008, però, il prezzo di vendita all’ingrosso non ha compensato i costi di produzione, rappresentati per circa l’85% dal valore del latte alla stalla ed i caseifici hanno prodotto in perdita.

Il contributo alla stagionatura
La recente eliminazione del contributo alla stagionatura sottrae infatti annualmente circa 10 milioni di euro al Grana Padano. Poiché la stagionatura riguarda i prodotti di maggiore qualità il taglio, ha sottolineato Baldrighi,  rappresenta un danno per i produttori e i consumatori, non compensato dalle restituzioni all’export. Queste infatti garantiranno un recupero inferiore al 10% del contributo eliminato.

Il mercato
Il 2008 ha visto rafforzarsi la leadership del Grana Padano sui mercati. I consumi nazionali dell’ultimo bimestre, secondo i dati Nielsen dic.2008/gen.2009, sono cresciuti del 3,4%, e l’annata dic. 2007/ nov. 2008 al +2,6% rispetto alla scorsa annata. La quota di mercato del Grana Padano tra i formaggi duri tipici italiani sale così al 48,1%, unica a registrare un segno positivo.
Tra i formati, nel segmento grattugiato e bocconcini il Grana Padano ha raggiunto il 15,5% del totale; pure i pezzi con crosta crescono leggermente, raggiungendo il 35,9% del totale, e le forme vendute intere alla distribuzione occupano il rimanente 48,6%.

L'export
Notizie meno positive dall’export, dopo oltre un decennio di aumenti a doppia cifra. Le proiezioni sul 2008 registrano infatti una flessione del 2,8%, mantenendo comunque le forme destinate all’estero al di sopra della soglia del milione di forme, a quota 1.132.000. L’assemblea ha votato il nuovo Consiglio di amministrazione, che sarà chiamato a eleggere il presidente nel corso della sua prima riunione.

Coin promuove le nuove griffe con The White Club

Dopo lo scorso settembre, per lo store di piazzale Cantore a Milano, Attila&Co, Agenzia di comunicazione integrata con sede nel capoluogo lombardo, torna a collaborare con Coin, realizzando, insieme al team di Visual Merchandising della catena, le vetrine dello storico negozio di piazza Cinque giornate di Milano.
Questa volta, sono protagoniste le creazioni dei cinque stilisti che fanno parte di The White Club, l'associazione no profit, che mette in contatto stilisti meritevoli con le principali aziende produttive, buyers, stampa e opinion leaders del settore.
Paolo Errico dall'Italia, Jean-Pierre Braganza dal Canada, Kaviar Gauche dalla Germania, Mikio Sakabe dal Giappone, Steinunn dall'Islanda, sono i nuovi talenti internazionali, scelti da The White Club: con le loro creazioni  autunno/inverno 2009/10 saranno i protagonisti per la settimana della moda delle vetrine di Coin, che partecipa al progetto.
L'allestimento propone un mood grafico con illustrazioni che avvolgono ed esaltano i volti degli stilisti.

Elettronica di consumo in picchiata

Mercato in flessione per elettronica ed elettrodomestici consumo, come rilevano i più recenti dati di Gfk. Il valore complesivo del mercato dei cosiddetti technical consumer goods, nel quarto trimestre 2008, è stato di 6.042 milioni di euro, con un trend negativo di -10,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Su anno il valore complessivo è di 21.046 milioni di euro ed il trend negativo di -5,9%.

I trend

Piccoli elettrodomestici: con un valore totale di vendite di 452 milioni di euro, il trend negativo del comparto (-3.9%) è  influenzato dall’andamento sfavorevole delle vendite di impianti di aria condizionata, mentre i piccoli elettrodomestici da cucina sono in territorio positivo. 

Grandi elettrodomestici: quarto trimestre del 2008 in negativo (-5,8%, totale 1.050 milioni di euro). La tendenza è stata parzialmente controbilanciata dalla buona performance del mercato delle lavastoviglie, caratterizzato da forti campagne promozionali e da importanti sforzi da parte dell’industria per offrire prodotti con caratteristiche tecniche sempre più avanzate.
Fotografia: Il mercato è l’unico con trend positivo, anche se solo su base annuale. Nell’ultimo trimestre il trend si inverte e diventa negativo (-5,8%) come compensazione tra un trend ancora estremamente positivo per le cornici digitali, e le fotocamere digitali in flessione, con reflex in cotrotendenza
Telefonia: trend negativo in accelerazione nel trimestre (-6,6%) rispetto all’anno (-2,8%). Il trend dei cellulari contribuisce negativamente al trend del settore. Gli Smart Phone, ancora fortemente in crescita, non riescono da soli a riportare in positivo il trend del settore.

Elettronica di Consumo: costituisce il più importante tra i settori in analisi (1.649 milioni di euro nell’ultimo trimestre). Per la prima volta il settore nell’ultimo del 2008 trimestre registra trend negativi a doppia cifra (-11.0%) mentre il consuntivo 2008 chiude con -5.9%. Questo deciso trend negativo risulta determinato dalla inversione di tendenza dei navigatori satellitari, e dalla confermata flessione di lettori dvd, videocamere, e memory card.
Informatica: ha visto la nascita di un nuovo concetto di prodotto, il net-book, che si è rivelata uno dei successi del 2008. Risultato positivo anche per communication cards e gaming devices: le prime per il boom di vendite delle connessioni usb per connettersi ad Internet, le seconde grazie al buon andamento del mercato delle console da gioco. Leggera crescita per i  pc portatili. La quasi totalità degli altri prodotti presenta trend decrescenti estremamente negativi, in software e computer fissi.

Office equipment & consumabili: una caduta generalizzata nell’ultimo trimestre 2008 (-24,5%, 431 milioni di euro di fatturato nel trimestre). Il calo più eclatante è registrato dalle stampanti che soffrono della concorrenza delle multifunzione, posizionate ad un prezzo molto simile.

I pastifici sanzionati dall’Antitrust per cartello sui prezzi

Insieme al'Unipi (Unione Industriali pastai Italiani), sono 26, pari al circa il 90% della produzione del mercato, le aziende che l'Antitrust ha sanzionato per “intese restrittive”, comminando multe per complessivi 12,5 milioni di euro (di cui poco meno di 6 milioni a Barilla, oltre un milione per De Cecco e Di Vella, quasi 500 mila Garofalo). Tra le altre aziende multate vi sono Amato, Colussi, De Cecco, Divella,
Nestlé, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi,
Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Liquori,
Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano.
Secondo l'Authority nel corso del 2006 e 2007 le aziende avrebbero attuato  “due intese restrittive della concorrenza” e quindi violato l'articolo 81 del Trattato Ce. In pratica, il cartello sul prezzo della pasta.

La difesa dell'Unipi
Relativamente alla conclusione del procedimento riguardante i listini dei prezzi della pasta condotto dall'Antitrust, l'Unipi ribadisce che “Nel settore non vi sono state speculazioni, né si è mai configurato alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori”. Le ragioni che hanno determinato tensioni sul prezzo al consumo della pasta sono riconducibili, secondo Unipi, in particolare, all'andamento dei fattori di costo di produzione, il più importante dei quali è rappresentato della materia prima, la semola di grano duro. “A partire dal 2005 e fino al 2008 le quotazioni del grano duro hanno fatto registrare aumenti straordinari, tanto da determinare uno stato di crisi acuta per il settore, con il rischio concreto, per numerosi pastifici, di cessazione delle attività. Nel primo semestre del 2008 il costo medio del grano duro è cresciuto del 220% rispetto alla media del 2005 (dati Borsa Merci di Foggia). Tale aumento non si è trasmesso immediatamente e per intero sui listini della pasta di semola praticati dai produttori ma è stato in gran parte assorbito dall'industria. La stessa Autorità ha inoltre riconosciuto che le aziende hanno praticato aumenti di intensità diversa in tempi diversi. Ciò dimostra chiaramente l'insussistenza di qualsiasi ipotesi di intesa. Nella seconda metà del 2008 il costo del grano duro ha fatto registrare cali sensibili, ma quotazioni ancora di gran lunga superiori a quelle del 2005. Nel dicembre 2008 il costo medio del grano duro è stato di oltre il 40% superiore al costo medio del 2005. Si tratta quindi di un fattore ad elevata volatilità”.

Le difese delle aziende
“Il provvedimento dell'Autorità Garante ci lascia stupiti - dice Guido Barilla, presidente del Gruppo alimentare. La nostra missione, da sempre, è quella di offrire alle persone prodotti di
ottima qualità al giusto prezzo, operando in assoluta trasparenza, secondo i principi di sana concorrenza alla base del libero mercato. Sul tema dei prezzi la nostra azienda ha sempre avuto un comportamento responsabile. Gli aumenti strutturali degli ultimi mesi si sono resi necessari a causa dell'esplosione del costo delle materie prime e dei cambiamenti sui mercati globali. Per questo motivo non credo si possa parlare di speculazioni ma di condizioni minime di sopravvivenza per un intero comparto industriale che, nonostante le forti tensioni interne, continua a garantire al nostro Paese, al costo di 1 euro, un pasto per una famiglia di 4 persone”. Barilla farà ricorso contro il provvedimento che non ritiene fondato.
E anche il Pastificio Garofalo “Nel pieno rispetto per le decisioni dell'Antitrust, si riserva di agire nelle sedi competenti”, ribadendo inoltre, "di non aver mai aderito a presunti accordi di cartello finalizzati ad influenzare la dinamica dei prezzi sul mercato e di non aver mai operato nessun tipo di speculazione né alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori".

Nuovo direttore marketing per Warsteiner Italia

Dal gennaio scorso Paolo Dal Gallo è stato nominato Marketing Director di Warsteiner Italia.
Con una pluriennale esperienza nel mondo del largo consumo ed in particolare nel settore degli alcolici, ha lavorato nel marketing di Stock Spirits Group, oltre che nei gruppi L'Orèal Italia e Benetton.

Il biologico non teme la crisi e cresce del 5,4%

Certo, il 2007 aveva visto il biologico sviluppare una crescita superiore al 10%, quindi, un 5,4% di incremento a valore può sembrare poca cosa. Ma in tempi di crisi, un simile risultato non è certamente trascurabile. Tanto più che la crescita del totale mercato alimentare, nel 2008, è stata del 4,4%. Inoltre, l'andamento del biologico risulta più favorevole rispetto ai consumi alimentari nel complesso, visto che questi risultano cresciuti in valore esclusivamente per l'impennata dei prezzi di vendita nel corso 2008, ma con una completa stabilità degli acquisti, mentre nel biologico si è registrato anche un incremento dei volumi delle vendite.
È quanto rileva l'Ismea che, sulla base di un'indagine panel realizzata in collaborazione con Nielsen, registra un valore degli acquisti domestici di prodotti bio confezionati pari a 2.793 milioni, di cui un 44,1% acquistati nell'area Nord-Ovest, che registra un incremento del 6,8% sul 2007. La seconda area di punta per il bio è il Nord-Est, stabile con il 27%, mentre il Centro+Sardegna e il Sud+Sicilia detengono rispettivamente una quota di mercato del 19,7% e del 9%. In Compenso, sono proprie queste due ultime aree a guadagnare maggiormente terreno, con un +8,5% per il Centro+Sardegna e +12,3% Sud+Sicilia.

Il trend dei singoli prodotti
Analizzando i singoli prodotti confezionati acquistati con marchio bio monitorati dall'Ismea, si nota, come già emergeva anche negli scorsi anni, che i primi cinque in ordine di valore costituiscono circa il 50% della spesa complessiva (lattiero caseari al 20%, seguiti dall'ortofrutta, al 19,5%, e dai prodotti della prima colazione, pari al 14%). Permane quindi ancora una forte concentrazione degli acquisti su pochi prodotti, fenomeno per di più in accentuazione rispetto al 2007.
Tra le merceologie, i maggiori tassi di crescita si rilevano per l'ortofrutta fresca e trasformata (+20% circa rispetto al 2007), prodotti per l'infanzia (+16%) e per pane, pasta, riso e uova, che su base annua hanno fatto segnare un incremento di oltre il 14%.
Molto più contenuta risulta l'incremento della spesa  per l'acquisto di bevande e di lattiero-caseari bio. In controtendenza, i prodotti della prima colazione (caffé, tè, biscotti, dolciumi ecc.) registrano un calo del 14% su base annua.
Relativamente alla frutta bio, nel 2008 i consumi in valore sono cresciuti del 5%. Per le mele, primo prodotto frutticolo anche nel 2008, si è registrato un aumento degli acquisti domestici di oltre il 10% sul 2007, con un'incidenza del 13,8% sul totale frutta bio. Seguono le banane, con un peso che sfiora il 9% e con una crescita dell'8,2%. In terza posizione si attestano le arance, che presentano un'incidenza dell'8,2%, ma che registrano una flessione del 7%.

Il discount cresce di più
La ripartizione dei dati per canale distributivo (la rilevazione Ismea non include i negozi specializzati, come, per esempio, i supermercati NaturaSì) rivela una crescita della spesa di oltre il 5% presso gli iper e i supermercati, mentre si riduce del 25% la spesa nelle superette.
Più rilevante l'aumento registrato nei negozi tradizionali (+17,3%) e nei discount (+45,9%), canali che rivestono un ruolo comunque limitato nel biologico.

Qualità certificata e convenienza trainano le vendite di Melasì

Le eccezionali grandinate della primavera-estate 2008 avevano colpito circa il 50% delle coltivazioni di mele della Val di Non e della Val di Sole, dove operano i 5.200 piccoli frutticoltori associati al Consorzio Melinda, compromettendo drasticamente la resa della produzione a marchio Dop, il cui disciplinare prevede anche rigidissimi parametri estetici e quindi esclude la possibilità di bollinare frutti che presentino difetti riguardanti oltre il 4% della superficie.

Un danno che sarebbe stato solo in parte compensato dagli indennizzi assicurativi, se non fosse stato per il pronto intervento del Consorzio, che grazie a un'oculata strategia di marketing è riuscito a trasformare la calamità in un'opportunità per l'intera filiera: produttori, retailer e consumatori.

Una seconda scelta buona come la prima

Innanzitutto si è rivelata provvidenziale la possibilità di utilizzare il marchio Melasì, creato qualche anno fa dal Consorzio per brandizzare anche le mele non rispondenti a tutti i requisiti necessari per potersi fregiare del bollino Melinda. Se sinora era stato utilizzato solo per una quota marginale della produzione, quest'anno l'offerta di Melasì ha raggiunto un volume di ben 50.000 tonnellate.

Grazie al supporto, già a partire dall'inizio della campagna di commercializzazione 2008-2009, di un'efficace campagna d'informazione sviluppata sui principali media (tv, stampa, internet), le vendite di Melasì, che sono state inserite nei reparti ortofrutta di tutte le principali insegne della gdo, sono incrementate del 115% tra ottobre 2008 e 2009 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Del resto, la promessa di una mela “buona dentro” e di provenienza certificata (Italia, Trentino), garantita da Melinda, e offerta a un prezzo decisamente concorrenziale (1 euro/kg) non poteva non cogliere nel segno, specie in un momento di forte attenzione alla salvaguardia del potere d'acquisto delle famiglie.

Indicod-Ecr, nuovo servizio di catalogo elettronico

Il disallineamento delle informazioni di prodotto tra industra e distribuzione genera inefficienze che possono costare ai supplier una quota pari all’1,5% delle vendite annuali, un costo che a livello globale supera i 2 miliardi di euro. Ma non solo, il 30% della merce viene ricevuta dalla gd in quantità diverse da quelle ordinate, il 47% degli ordini di acquisto annuali non sono perfettamente allineati alle fatture di acquisto del fornitore. Esiste, a livello globale, la necessità di migliorare la gestione dei dati di prodotto, un problema che richiede una collaborazione sempre più stretta tra industria e distribuzione. In questa direzione si muove il nuovo servizio di Catalogo elettronico lanciato da Indicod-Ecr, basato sugli standard di GS1, che permette ai partner commerciali, produttori e distributori, di migliorare la precisione e l’affidabilità del processo di comunicazione e di sincronizzazione delle informazioni relative ai loro prodotti. Lo sviluppo del Catalogo elettronico nasce dalla partnership tra
Indicod-Ecr ed il provider SA2 Worldsync, che fornisce l’infrastruttura
tecnologica e le operation.

Efficienza e risparmio
 “Il Catalogo elettronico introduce elementi di efficienza e risparmio nella pratica delle relazioni tra industria e distribuzione intervenendo su un processo specifico, la sincronizzazione dei dati di prodotto, originariamente limitato alla relazione logistica e amministrativa tra i partner commerciali – ha spiegato Bruno Aceto, Direttore Generale di Indicod-Ecr, aprendo i lavori del convegno dedicato alla presentazione dell’iniziativa.
“Il Catalogo elettronico -ha aggiunto Massimo Bolchini -Direttore Gestione e Sviluppo Standard di Indicod-Ecr- è un progetto di innovazione che apporterà significativi vantaggi al business. Indicod-Ecr, infatti, in quanto provider del servizio, sorveglierà sulla progressiva standardizzazione dello scambio di informazioni tra produttori e distributori, consentendo al sistema di ridurre le inefficienze derivanti dal disallineamento". Imprese di ogni dimensione possono decidere di adeguarsi al nuovo servizio sostenendo costi proporzionati e contare sul supporto di Indicod-Ecr Servizi, una società
creata per offrire un aiuto concreto alle imprese nell’implementazione delle innovazioni e delle soluzioni promosse dall’associazione.

I benefici per Coop e Johnson Wax
Coop Italia e Johnson Wax sono state le prime due aziende in Italia a collaborare su un progetto di catalogo elettronico per lo scambio delle informazioni logistiche e di marketing sui prodotti. Tra i principali benefici ottenuti, la riduzione delle rotture di stock e dei costi derivanti dall’errata codifica della merce. In particolare, Johnson Wax ha registrato una riduzione del 31% del margine di errore nel riordino e nella codifica dei codici e, visti gli evidenti benefici ricavati, i parametri GDSN sono diventati uno standard aziendale.

Lidl lancia il primo Master in Store Management

A conferma dell'attenzione ai giovani e alla formazione, già testimoniata dall’organizzazione di numerosi corsi con diverse Università, Lidl lancia la prima edizione del Master in Store Management, che inizierà il prossimo 11 maggio e si svolgerà presso la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Parma, partner dell'iniziativa.

Le sessioni per le selezioni di ammissione al corso, il cui obiettivo è formare 20 giovani professionisti nel mondo della gdo, sono previste nei giorni 10 e 25 marzo: dopo un primo colloquio telefonico, gli aspiranti responsabili del pdv dovranno sostenere un incontro motivazionale.

La struttura del corso
Il Master prevede due momenti formativi:

- il primo si concentra sulla teoria e prevede 320 ore di aula, con docenti universitari, a cui si affiancheranno manager e formatori di Lidl;

- il secondo momento, invece, privilegia l’operatività e prevede la frequentazione per tre mesi (per un totale di 480 ore) di un pdv scelto sul territorio nazionale sulla base della provenienza dello studente, che sarà seguito da un tutor.

Mentre la prima fase del corso è a pagamento, nella seconda I giovani saranno retribuiti. In particolare, Lidl si impegna a garantire a tutti i 20 borsisti un rimborso di 1.800 euro per i tre mesi stage, mentre per gli otto alunni più meritevoli sono state istituite borse del valore di 1.000 euro.
Inoltre, Lidl intende offrire agli studenti che mostreranno le migliori capacità l’inserimento in azienda come responsabili di punto di vendita, con contratto a tempo indeterminato.

Lidl opera attualmente in Italia con una rete di 500 store e un organico complessivo di oltre 9.000 dipendenti.

Asda: un 2008 positivo con un 2009 ancora più aggressivo

“I consumatori vogliono fatti, non parole e promesse: ci chiedono, ogni giorno, prezzi bassi, sempre, trasparenti e facili da leggere. Per questo continuiamo a concentrarci su modelli operativi di every day low price, che ci permettano di mantenere prezzi bassi per i nostri clienti, senza nulla togliere alla qualità”. Le dichiarazioni di Andy Bond, presidente e Ceo di Asda in occasione della presentazione dei dati relativi al quarto trimestre 2008, evidenziano la strategia che Asda intende continuare a seguire in questa difficile congiuntura.
“Nonostante la situazione economica, milioni di persone desiderano spendere parte dei propri soldi: per questo è essenziale che siano convinti di avere a disposizione prodotti caratterizzati da un reale value for money”, precisa Bond, per il quale lo sviluppo di superstore e supermercati può rappresentare un volano per la ripresa economica, oltre che di garantire nuovi posti di lavoro.

Risultati positivi

Queste valutazioni sono sostenute dai risultati registrati nel quarto trimestre 2008, nel quale Asda ha registrato, a parità di rete, una crescita del 7,2% (che, se riferita all'intero anno diventa del 6,5%). Si tratta di risultati che dipendono non solo da un'aggressiva politica commerciale, ma anche da un'attenzione gestione dei costi, che ha portato all'eliminazione di 47.000 tonnellate di packaging non necessario, al riciclo di oltre 150.000 tonnellate di cartone e 9.000 tonnellate di plastica. A ciò si è aggiunto la riduzione dei costi di trasporto, di pari passo con la crescita delle vendite online (oltre 40%), che verranno ulteriormente spinte nel 2009.

Alla frutta e al verde ma compriamo frutta e verdura

Tengono i consumi di frutta e verdura. Nel 2008 le famiglie italiane hanno speso, inserendo nel computo anche i surgelati, poco più di 14 miliardi di euro con un incremento del 3,4% a valore rispetto all’anno precedente. I volumi (8,4 milioni di tonnellate) sono in calo marginale dello 0,34%. 3,9 milioni le tonnellate di frutta fresca (-0,3% sul 2007) per una spesa di 6,3 miliardi di euro (+7,4%), 4,2 milioni di tonnellate di verdure fresche (-0,3%) che si traducno in un fatturato di 6,9 miliardi di euro (+0,3%). I dati sono tratti dall’Osservatorio dei Consumi Ortofrutticoli delle Famiglie Italiane realizzato da Gfk per  Macfrut, la rassegna internazionale specializzata in ortofrutticoltura che si terrà a Cesena dal 7 al 9 ottobre 2009.


I numeri

Sono in crescita le famiglie acquirenti mentre cala l’acquisto medio per nucleo familiare (378,7 chili, -3,12% sul 2007). In lieve aumento la spesa media (630,30 euro +0,44%), cui fa riscontro un incremento del prezzo medio soprattutto della frutta fresca (+7,7%).

Sottolinea  Domenico Scarpellini, presidente di Cesena Fiera, la spa che organizza Macfrut: “il 50% delle famiglie ha acquistato verdure nella moderna distribuzione (iper, super) rispetto al 48,5% del 2007 mentre la quota dei discount è salita al 6,8% (contro il 6%);  gli ambulanti e i negozi tradizionali scendono al 25,1 e al 17,5.”
Per una lettura dei dati può essere opportuno ricordare qual era la situazione nel 2000, anno di lancio dell’Osservatorio: quell’anno si acquistarono 9,5 milioni di tonnellate di ortofrutta per una spesa di 11,3 miliardi, per un consumo medio  di 460 kg per famiglia, mentre gli acquisti nella gdo erano intorno al 39%, gli ambulanti al 33,1% i negozi al 24,7% e i discount al 3,2%».

I vincitori del Muji Award 03

E.Leclerc Conad di S.Stefano Magra introduce il self-scanning

Nel punto di vendita E.Leclerc Conad di S.Stefano Magra, inserito nel Centro Commerciale “La Fabbrica” - La Spezia, è stata introdotta la soluzione di self-shopping ShopevolutionTM di DatalogicTM.

Con il servizio Spesa al volo E.Leclerc Conad intende esprimere il concetto di uno shopping veloce e oculato che, grazie al pod Joya, trova una sintesi tra il piacere del cliente nel fare la spesa e la disponibilità del pdv nel venire incontro alle sue esigenze.

Controllo sulla spesa

Il cliente legge con Joya i codici a barre dei vari prodotti riponendoli nelle buste dentro al carrello, può vedere sul suo display a colori il prezzo e il numero di acquisti effettuati, le eventuali promozioni o gli sconti sul prodotto, il saldo punti fedeltà, nonché l'ammontare totale della sua spesa da pagare poi in cassa.

Una volta giunto alla cassa l'acquirente dovrà semplicemente consegnare il Joya alla cassiera che immediatamente emetterà lo scontrino, con notevole risparmio di tempo.

Ecco Joyful, la nuova linea di abbigliamento Coop–Olimpias

Si chiama Joyful la nuova linea di abbigliamento per uomo, donna e bambino di Coop, che è stata concepita e progettata, dopo un anno di lavoro, con la società Olimpias (Gruppo Benetton), che lavora per la prima volta con la distribuzione moderna, avendo alla spalle esperienza e know how nella creazione di progetti di abbigliamento per grandi marchi internazionali (Calvin Klein, Burberry, Replay).

Al momento, la linea, composta da proposte promozionali, da un'offerta basic e dalle collezioni di stagioni destinate a famiglie giovani con bambini attente al prezzo e alla qualità, è presente in 56 Ipercoop, ma in quattro Ipercoop (Sesto Fiorentino/Fi, il negozio zero nel quale la collezione è in fase di test da più tempo, Cascina/Pi, nel c.c.i. Grandemilia a Modena e nel c.c.i. Ariosto a Reggio Emilia) è stato completamente riprogettato il layout nella logica di rendere il reparto più visibile e di differenziarlo nettamente dal resto della proposta.

Gli obiettivi
“Con questa operazione Coop punta a una riqualificazione dell'offerta dei capi di abbigliamento negli Ipercoop e nei grandi supermercati, convinti che anche nella gdo prodotti tessili di marca e di buon livello possano trovare un proprio posizionamento definito”, sottolinea Vincenzo Santaniello, direttore innovazione e sviluppo di Coop Italia.

Iniziative promozionali
In occasione del lancio, viene proposta una promozione che prevede uno sconto del 20% sull'acquisto di qualsiasi capo di abbigliamento Joyful fino al 18 marzo; inoltre, viene proposta una maglia in cotone biologico al prezzo di 10 euro.
L'implementazione sull'intera rete viene prevista entro il prossimo autunno e dipenderà dai risultati ottenuti sul campo, già comunque incoraggianti: infatti, a pochi giorni dal lancio, sono state registrate incrementi nelle vendite, soprattutto per quanto riguarda la linea bambino.

Nasce BtoB per offrire servizi integrati

Dieci milioni di fatturato, oltre 60 dipendenti e collaboratori, sedi a Milano e Vicenza: questi i numeri di BtoB, realtà dedicata ai servizi integrati per le imprese, specializzata nei settori arredo urbano, allestimenti , insegne e visual merchandising.
La società nasce dalla fusione di tre imprese –Baroni, B&CO e Gpm Dna- che vantano una decennale esperienza nel mondo del visual merchandising, della cartellonista stradale e nei progetti di comunicazione integrata.

“Questa fusione rappresenta un’operazione di consolidamento di un modo di operare di squadra –afferma Vittorio Fortunato, presidente della società-. Infatti BtoB vuole essere la prima realtà di consulenza in grado di offrire alle aziende un servizio a 360° che va dalla progettazione alla realizzazione fino alla comunicazione, modalità che ci permetterà di ridurre le criticità, ridurre i tempi di consegna e anche i costi”.

È polemica sull’accordo tra Comune di Venezia e Coca-Cola

Ha sollevato un polverone -in primis tra gli esercenti veneziani, subito suppoortati da parte dell'opposizione-  l’accordo di marketing territoriale che sta per essere stipulato tra Comune di Venezia e Coca-Cola, che a fronte di un investimento di 2,5 milioni di euro, ai quali si andrebbero ad aggiungere le royalties sulle vendite, installerebbe decine di distributori automatici di bevande e snack –rigorosamente non brandizzati- nei pressi dei principali imbarcaderi dei vaporetti e in altri luoghi nevralgici della città, quali il garage comunale.

L’accordo -di durata quinquennale- contemplerebbe anche la possibilità per la multinazionale americana di utilizzare location di pregio quali il teatro la Fenice e il casinò di Cà Vendramin Caliergi per due cene di gala aziendali l’anno.

All’amministrazione comunale andrebbero 2,1 milioni di euro da utlizzare per interventi a favore della città, mentre i restanti 400 mila euro andrebbero a Oltrex, la società veneziana che ha curato l’accordo.

La risposta del Sindaco Cacciari

«Sono stupefatto delle polemiche che si stanno scatenando sul progetto di partnership tra il Comune di Venezia e una delle più grandi e prestigiose marche del mondo, la Coca-Cola. Tale partnership segue perfettamente il metodo già adottato per altre e altrettanto prestigiose collaborazioni, come con Lancia per il restauro di Palazzo Ducale, con Swatch per la Biblioteca Marciana, con Replay per Ca’ Rezzonico, con Bulgari per la Scala d’Oro, e inoltre con Fassa Bortolo, Msc Crociere, Banca Intesa ecc.

È una strategia finanziaria oggi indispensabile per la salvaguardia del nostro patrimonio monumentale-artistico, ed è esattamente in linea con quanto auspicato dal Ministero dei Beni culturali. Ogni operazione è approvata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici; i fondi ottenuti vengono usati con la massima trasparenza ai fini di tutela e salvaguardia della città.

L’idea che tali finalità possano essere garantite soltanto da gratuito mecenatismo è semplicemente irrealistica o dettata da pura malafede. Le “anime belle” che protestano contro una simile strategia, che è adottata ormai in tutti i luoghi e tutte le città del mondo, dovrebbero perlomeno avere il buon gusto di indicare qualche alternativa o, meglio ancora, provvedere di tasca propria agli inderogabili bisogni della loro città.

Il Comune di Venezia intende proseguire con decisione sulla strada così proficuamente intrapresa in questi anni, non solo per gli evidenti benefici economici, ma anche perché ritengo fermamente che la collaborazione tra pubblico e privato costituisce l’asse di qualsiasi strategia amministrativa, in tutti i campi, nel prossimo futuro».

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dmc

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